www.agci.it alla tutela ed alla promozione delle società cooperative nei diversi ambiti territoriali e settoriali. Attualmente aderiscono all’Associazione 7.832 cooperative, con 442.358 soci, 66.397 soci lavoratori, 25.648 dipendenti ed un fatturato di 8.084 milioni di euro. ★★★ Compiti istituzionali e servizi per gli associati Capitale e Lavoro nelle stesse mani Giuseppe Mazzini A.G.C.I. ASSOCIAZIONE GENERALE DELLE COOPERATIVE ITALIANE L’A.G.C.I. (Associazione Generale delle Cooperative Italiane) nasce a Roma nell’ottobre 1952, ottiene ufficiale riconoscimento giuridico con Decreto del Ministro per il Lavoro e la Previdenza sociale del 14/12/1961 e costituisce una delle tre maggiori Associazioni Nazionali di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del Movimento cooperativo. Presieduta oggi da Rosario Altieri, l’A.G.C.I. opera senza fini di lucro per la diffusione, il consolidamento, l’integrazione e lo sviluppo della Cooperazione, nel rispetto dei princìpi di democrazia e di mutualità: ha la propria sede centrale in Roma ed una organizzazione articolata, sull’intero territorio nazionale, in rappresentanze regionali/provinciali/interprovinciali ed in Associazioni settoriali di categoria (Abitazione, Agrital, Credito e Finanza, Culturalia, Editoria, Produzione e Lavoro, Servizi di Lavoro, Solidarietà). Oltre che in ambito nazionale - dove è presente con un proprio delegato anche presso il CNEL - l’Associazione aderisce ad importanti Organismi europei ed internazionali di rappresentanza della Cooperazione, quali l’ICA, Cooperatives Europe, Cecop, Cecodhas, Cogeca, Cicopa: in essi, l’A.G.C.I. contribuisce Nell’ambito delle sue finalità generali e dei suoi compiti istituzionali, l’Associazione si occupa della gestione di attività di informazione, di consulenza sulle problematiche fiscali, legislative e del lavoro, di tutela e di scambio, di collegamento strategico tra le imprese, di servizio, di coordinamento politico/organizzativo, di diffusione della coscienza e della conoscenza cooperative, di formazione tecnica e professionale dei cooperatori. Al fine dell’approfondimento delle tematiche di maggior interesse ed attualità per il mondo della Cooperazione, l’A.G.C.I. ha costituito l’Istituto di Studi per l’Impresa Cooperativa (Isicoop), da cui è edita una collana di volumi che si arricchisce periodicamente di nuovi contributi. L’Associazione è inoltre competente ad espletare, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, la vigilanza sulle cooperative aderenti, finalizzata a verificare, attraverso la revisione, annuale o biennale, il possesso dei requisiti mutualistici. Nel 2010, l’A.G.C.I. ha ottenuto l’iscrizione alla prima classe dell’Albo Nazionale degli Enti di Servizio Civile, con la conseguente abilitazione a presentare, in corrispondenza della pubblicazione degli appositi bandi da parte dell’UNSC, progetti da realizzare presso le proprie sedi di attuazione accreditate, distribuite sull’intero territorio del Paese. ★★★ Le strutture collegate L’A.G.C.I. Nazionale dispone di specifiche strutture collegate, costituite al fine di fornire alle imprese associate un supporto qualificato e professionalmente valido negli ambiti di particolare rilevanza per lo sviluppo di una sana ed efficiente imprenditorialità cooperativa. Tra queste ricordiamo: BANCA A.G.C.I. S.p.A. Autorizzata all’esercizio dell’attività creditizia con provvedimento dell’Autorità di vigilanza del 28 marzo 2007, Banca A.G.C.I. SpA è un Istituto di credito che opera prevalentemente con le piccole e medie imprese, quale strumento per il supporto, il consolidamento e lo sviluppo delle cooperative aderenti all’Associazione, nonché dei soci e dipendenti delle stesse. CONSEF Costituito nel 2009, il Consorzio Nazionale Servizi Finanziari si propone di mettere in rete e far funzionare in modo sinergico le strutture, operanti nel settore del credito, di cui A.G.C.I. dispone, al fine di: offrire servizi finanziari efficienti, efficaci e di qualità alle cooperative aderenti all’Associazione; indirizzare le stesse verso la capitalizzazione e la costruzione di idonei strumenti di finanza di sistema; consentire il superamento delle difficoltà di accesso al mercato del credito, l’accelerazione dei processi di concentrazione ed integrazione, il rafforzamento delle capacità imprenditoriali e manageriali. GENERAL FOND S.p.A. Costituita nel 1993, la società gestisce, senza scopo di lucro, il Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, alimentato dal 3% degli utili annuali di tutte le cooperative aderenti all’Associazione e dai patrimoni residui di quelle poste in liquidazione. La Società opera nella promozione e nel finanziamento di nuove imprese ed iniziative di sviluppo della cooperazione, con preferenza per i programmi diretti all’innovazione tecnologica, all’incremento dell’occupazione ed allo sviluppo del Mezzogiorno. FIN.COOP.RA. S.r.l. Costituita nel 1980 per l’erogazione del credito alle cooperative dell’A.G.C.I., Fin.Coop.Ra. S.r.l. opera a livello nazionale e svolge attività finanziaria sia nei confronti della cooperazione, sia delle Piccole e Medie Imprese (PMI). CONSORZIO NAZIONALE MEUCCIO RUINI Costituito in forma di società cooperativa consortile nel 2009, quale Ente di emanazione dell’A.G.C.I., doverosamente intitolato al primo Presidente dell’Associazione, vero e proprio Padre della Patria, il Consorzio Nazionale Meuccio Ruini per la formazione, i servizi al lavoro e l’innovazione tecnologica si propone, in via prioritaria, di: partecipare, direttamente o attraverso le imprese associate, alle opportunità di finanziamento, in tema di formazione, provenienti da risorse pubbliche regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali; promuovere forme innovative di progettazione della formazione e dei servizi al lavoro; favorire la crescita qualitativa, professionale e delle competenze, per l’adeguamento strutturale e la modernizzazione del tessuto delle imprese aderenti all’Associazione. CAAGCI S.r.l. Costituito nel 2009 da AGCI Nazionale e dal settore agro-ittico-alimentare della stessa (AGCI Agrital) insieme all’A.N.P.A. (Associazione Nazionale Produttori Agricoli), il CAAGCI svolge funzioni di assistenza ad ampio raggio in favore degli operatori del settore agricolo, soprattutto con riferimento agli adempimenti di obblighi comunitari ed alle richieste di benefici a livello europeo, nazionale e regionale. Via Angelo Bargoni, 78 - 00153 Roma Tel. 06/58327.1 Fax 06/58327.210 [email protected] www.agci.it Mensile di informazione dell’AGCI Associazione Generale delle Cooperative Italiane Febbraio 2013 Libera Cooperazione Anno XV - Nuova serie N. 110 Febbraio 2013 Editoriale Registrazione n. 227/1997 del 24.04.1997 Pubblicazione mensile Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) Art. 1 comma 1 DCB - Roma ❖ Elezioni 2013 Recuperare il senso di responsabilità e il rispetto per le Istituzioni di Rosario Altieri Attualità Editore Associazione Generale Cooperative Italiane Via Angelo Bargoni 78 00153 Roma ❖ Donato all’AGCI il Fondo Ruini Associazione Direttore Rosario Altieri Direttore responsabile Raffaella De Rosa Concept grafico Michele Spera Collaboratori Raffaella De Rosa, Filippo Turi Hanno collaborato a questo numero Gian Luigi De Gregorio, Raffaella De Rosa, Michele Di Matteo, Stefano Flemma, Marco Lamoli, Andrea Passoni, Alessandro Riccioni, Silvia Rimondi, Massimo Rosati, Roberto Rotondo Segreteria di redazione Stefano Pasqualini Tel. 06.58327214 Stampa I.F. Chitarrini Sas Centro Stampa - Roma Redazione e Amministrazione Via Angelo Bargoni 78 00153 Roma Tel. 06.58328347 - Fax 06.58328350 [email protected] www.agci.it Finito di stampare Febbraio 2013 In copertina: La vasta rete dell’AGCI: le Cooperative per lo sviluppo socio-economico del Paese ❖ Adozioni a distanza Il progetto “Amici AGCI” di Padre Ottavio a Capoverde di Raffaella De Rosa ❖ AGCI Assicura. Il Welfare aziendale passa per la Sanità integrativa di Michele Di Matteo e Stefano Flemma ❖ PMI e fiscalità dedicata: intervista al Presidente Altieri a cura di Andrea Passoni ❖ Sviluppo bis: convertito il decreto di Silvia Rimondi Cooperative ❖ Auxilium, una quotidiana aspirazione all’eccellenza di Roberto Rotondo ❖ Prestito sociale nelle società cooperative Prima parte di Gian Luigi De Gregorio Dalle Regioni ❖ Le Cooperative sono una risposta efficace alla crisi. Lectio Magistralis di Giuliano Amato di Marco Lamoli ❖ Le Cooperative sarde: noi cresciamo ancora Pari Opportunità ❖ Azzerati i fondi per le “azioni positive” Formazione ❖ Fon-Coop, Intervista al Presidente Scarzanella sulle novità 2013 ELEZIONI 2013 RECUPERARE IL SENSO DI RESPONSABILITÀ E IL RISPETTO PER LE ISTITUZIONI Rosario Altieri Editoriale E IL RISCHIO CHE CORRIAMO È CHE IL RISULTATO ELETTORALE POSSA CONSEGNARCI UN’ITALIA INGOVERNABILE ED ANCORA ESPOSTA AI RISCHI CHE UNA TALE CONDIZIONE COMPORTA; L’AUGURIO CHE FORMULIAMO È CHE QUESTA CONDIZIONE DI INGOVERNABILITÀ POSSA ESSERE SCONGIURATA. PRESUPPOSTO INDISPENSABILE PER GUARDARE ntro il mese in corso, con la chiusura dei seggi elettorali, si esaurisce un’altra tappa del percorso avviato con le dimissioni del Governo Berlusconi e con l’insediamento dell’Esecutivo presieduto dal professore Monti. Ho già diverse volte scritto, anche attraverso questa rivista, le mie opinioni e ho formulato quelle che pensavo e penso siano le evoluzioni che dovremmo augurarci si realizzino per consentire all’Italia di allontanarsi dal baratro nel quale abbiamo seriamente rischiato di sprofondare e per riconquistare, in futuro, una collocazione per la nostra economia meno preoccupante. Ho, anche, espresso altrettanto frequentemente la speranza che la classe politica italiana potesse recuperare quel senso di responsabilità e quel rispetto per le Istituzioni che sono alla base di una Nazione moderna ed avanzata e di un Popolo che ha l’ambizione di essere considerato, a ragione, tra quelli più progrediti. A tale proposito, avevo creduto che questo maggiore senso di responsabilità, questo rispetto per le Istituzioni e, perché no, anche per i competitori politici si potesse cominciare a scorgerli a partire dall’andamento della campagna elettorale alla quale stiamo assistendo in questi giorni e dai toni in essa usati. A giudicare da quanto accaduto fino ad ora e dal sempre più significativo inasprimento del confronto in ragione dell’avvicinamento della scadenza elettorale, sembra proprio che i nostri politici non abbiano appreso la lezione che la lunga e profonda crisi insieme al rischio di emarginazione internazionale corso dal nostro Paese, ci ha duramente impartito. Lo scenario che abbiamo di fronte non lascia presagire niente di buono, gli schieramenti che si confrontano, meglio sarebbe dire che si scontrano, sono numerosi e caratterizzati da una notevole disomogeneità che rende arduo immaginare una loro agevole azione di governo nel caso di vittoria elettorale. A quelli che possono essere considerati più tradizionali (centrodestra, centrosinistra e centro montiano) ne vanno aggiunti almeno altri due (la coalizione formatasi intorno ad Ingroia ed il movimento cinque stelle di Grillo). Questi ultimi due, ciascuno per motivi diversi, sono destinati a svolgere un ruolo significativo per le sorti del Paese. Il primo, il movimento unito intorno ad Ingroia, è indiziato di una capacità di erodere voti al centrosinistra col rischio di comprometterne il risultato finale; il secondo, per la previsione di un elevato numero di consensi che, pur non raggiungendo livelli tali da consentire l’acquisizione della maggioranza, potrebbe determinare una massiccia presenza di parlamentari più vocati alla dimostrazione del dissenso che alla condivisione di responsabilità di governo. Tutto ciò mentre il Paese richiede, con sempre maggiore urgenza, quella stabilità politica che presupponga una capacità vera di collaborazione tra i diversi schieramenti, pur nel rispetto delle peculiarità di ciascuno e del ruolo diverso che l’elettorato vorrà affidare ad ognuno di essi. I conti pubblici, per quanto riportati da Monti entro confini meno preoccupanti, sono ancora lontani dal consentirci previsioni del tutto rassicuranti; l’andamen- AGCI / Febbraio 2013 / 4 NON INTENDO, IN QUESTA SEDE, ESPRIMERE PREFERENZE TRA LE DIVERSE FORZE IN CAMPO: INTENDO, PERÒ, AFFERMARE LA NECESSITÀ DI PARTECIPARE AL VOTO PER CONTRIBUIRE AD UNA SCELTA RAGIONATA. A TALE PROPOSITO, SUGGERIREI LA LETTURA DELL’ULTIMO LIBRO DI MAURIZIO VIROLI, “SCEGLIERE IL PRINCIPE”, NEL QUALE L’ILLUSTRE STORICO E POLITOLOGO SPIEGA LE RAGIONI PER LE QUALI NESSUN CITTADINO DOVREBBE ESIMERSI DAL COMPIERE IL SUO DOVERE DI ELETTORE, GIUNGENDO AD AFFERMARE CHE CIÒ DEVE ESSERE FATTO ANCHE SOLO PER ESPRIMERE LA PROPRIA PREFERENZA PER IL MENO PEGGIO to della nostra economia continua a navigare in acque agitate e si concretizza in consuntivi, ancora, inequivocabilmente recessivi; le regole della nostra democrazia risentono fortemente delle devastazioni che ad esse sono state apportate, a colpi di maggioranza, dalle altrettanto diverse coalizioni che si sono avvicendate al governo del Paese, la qual cosa suggerirebbe ad una classe politica responsabile di mettere mano a riforme istituzionali in grado di ammodernare lo Stato, di snellire la burocrazia, di rendere efficiente la Pubblica Amministrazione e di agevolare la vita delle imprese e dei cittadini, senza alcuna attenzione alle convenienze di bottega. Il tutto in una logica che difenda e salvaguardi i principi contenuti nella prima parte della Costituzione, ma che renda più liberi i rapporti in una società che, a distanza di circa settanta anni, ha raggiunto livelli di convivenza civile e di educazione alla libertà ed alla democrazia molto più significativi di quanto lascino credere i comportamenti della sua classe dirigente. Il rischio che corriamo è che il risultato elettorale possa consegnarci un’Italia ingovernabile ed ancora esposta ai rischi che una tale condizione comporta; l’augurio che formuliamo è che questa condizione di ingovernabilità possa essere scongiurata. Presupposto indispensabile per guardare con una certa fiducia al futuro, immediato e non, è quello di poter contare su una classe dirigente più responsabile, più attenta alle reali esigenze di una società stremata da una crisi lunga, profonda ed ancora lontana dalla soluzione. Come Alleanza delle Cooperative Italiane abbiamo predisposto un documento con il quale ci proponiamo di impegnare le forze politiche in competizione su alcune questioni che riguardano la vita quotidiana delle imprese, delle famiglie e dei cittadini: quelle questioni dalle quali dipendono le sorti del Paese e la cui soluzione è in grado di determinare la collocazione dell’Italia tra i Paesi avanzati, ovvero tra quelli caratterizzati da forti elementi di arretratezza. In questo documento AGCI, Confcooperative e Legacoop indicano quelle che, a loro parere, sono le misure più urgenti per determinare le condizioni in grado di consentire il superamento della fase di recessione e l’avvio di quella della crescita. In primo luogo, le riforme istituzionali già prima richiamate; in secondo luogo, una fiscalità più equa che pretenda di più da chi più possiede e che tassi in misura diversa le rendite da operazioni finanziarie rispetto ai redditi da lavoro e/o quelli da impresa, che non appesantisca ulteriormente l’IVA, per la quale è previsto un nuovo aggravio di un punto percentuale dal primo luglio di quest’anno e che potrebbe essere ulteriormente incrementato in un futuro prossimo; ed ancora, la pressante richiesta di non procedere con l’aumento dal 4 al 10 per cento dell’aliquota IVA per i servizi prestati dalle cooperative sociali ai soggetti svantaggiati; una diversa organizzazione del credito che risponda con maggiore celerità e disponibilità alle esigenze delle imprese; il superamento dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione per i beni ed i servizi ad essa forniti dalle imprese; una rimodulazione dello stato sociale finalizzata a rendere maggiormente adeguati i servizi alla persona, alla realizzazione di un sistema sanitario integrativo che si avvalga dell’apporto della cooperazione sociosanitaria; una politica che metta al centro dell’attenzione le donne ed i giovani, oggi fortemente penalizzati da una organizzazione sociale che li tiene ai margini ed impedisce loro di esprimere tutta l’energia positiva che sono in grado di sprigionare. (Il documento integrale sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista). Su questi argomenti intendiamo misurare la credibilità delle diverse offerte politiche oggi in competizione e non commetteremo l’errore di lasciare ad altri la scelta. Il voto è un diritto del cittadino ed il suo mancato esercizio consente ad altri di scegliere anche per noi; esso, però, è anche un dovere per ogni cittadino, un dovere civico, un impegno che abbiamo nei nostri confronti e nei confronti dell’intera collettività. Non intendo, in questa sede, esprimere preferenze tra le diverse forze in campo: intendo, però, affermare la necessità di partecipare al voto per contribuire ad una scelta ragionata. A tale proposito, suggerirei la lettura dell’ultimo libro di Maurizio Viroli, “Scegliere il principe”, nel quale l’illustre storico e politologo spiega le ragioni per le quali nessun cittadino dovrebbe esimersi dal compiere il suo dovere di elettore, giungendo ad affermare che ciò deve essere fatto anche solo per esprimere la propria preferenza per il meno peggio. AGCI / Febbraio 2013 / 5 Editoriale CON UNA CERTA FIDUCIA AL FUTURO, IMMEDIATO E NON, È QUELLO DI POTER CONTARE SU UNA CLASSE DIRIGENTE PIÙ RESPONSABILE, PIÙ ATTENTA ALLE REALI ESIGENZE DI UNA SOCIETÀ STREMATA DA UNA CRISI LUNGA, PROFONDA ED ANCORA LONTANA DALLA SOLUZIONE DONATO ALL’AGCI IL FONDO RUINI Attualità Un patrimonio librario vasto e prezioso L o scorso mese di dicembre è stato collocato nella biblioteca dell’AGCI, allestita per l’occasione presso la Sala “Armando Rossini” della sede nazionale dell’Associazione, il Fondo donato dalla professoressa Marieli Ruini, sociologa ed antropologa, nipote di Sua Eccellenza Meuccio Ruini e figlia di Carlo Ruini, economista e capo ufficio dell’ABI, che consta di circa seicento volumi appartenuti alla famiglia: testi in lingua italiana e straniera, prevalentemente inglese e francese, monografici ovvero facenti parte di prestigiose collane, sugli argomenti più vari, dalla storia all’economia, dalla politica alle scienze sociali. Tutto il materiale è al momento in fase di catalogazione e sarà a breve consultabile su richiesta. Si tratta di un vasto e prezioso patrimonio librario, messo a disposizione di AGCI, come detto, da Marieli Ruini, attuale presidente del Consorzio nazionale per la formazione, le nuove tecnologie ed i servizi all’impiego, ente di diretta emanazione dell’Associazione costituito nel 2009 ed intitolato a colui che fu un vero e proprio Padre della Patria, figura storica dell’Assemblea Costituente ed assoluto protagonista dello scenario politico italiano del secondo dopoguerra. Tra i volumi, spiccano preziose collane, alcune delle quali datate e davvero di grande valore. AGCI / Febbraio 2013 / 6 AGCI / Febbraio 2013 / 7 Attualità Marieli ha scelto di donare questo ampio e ricco fondo all’Associazione che Meuccio Ruini – convinto assertore della Cooperazione e della bontà del modello cooperativo quale risorsa in grado di assicurare un significativo contributo all’economia del Paese e, insieme, al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini presiedette dal 1952, anno della sua costituzione, al 1958. Gli stessi interessi ha sempre coltivato Carlo Ruini nella sua attenta ricerca di modelli economici che rispondessero alle esigenze dei lavoratori e della società. Il fondo comprende una parte importante della biblioteca di famiglia, composta dai volumi accumulati nel corso degli anni, molti dei quali acquisiti all’estero dove Carlo ha svolto un lungo periodo di studi. Esso è stato costantemente ampliato da nuove acquisizioni collegate agli sviluppi dell’attività di Meuccio e di Carlo, nonché agli incarichi da questi ultimi assunti, per poi arricchirsi di alcuni testi della stessa Marieli. Per AGCI, poter ospitare un patrimonio così cospicuo e pregiato rappresenta un vero onore sia in ragione del prestigio della famiglia Ruini, sia per il particolare legame che unisce ed unirà sempre l’Associazione al suo primo presidente ed ai suoi discendenti, ma costituisce anche un impegno serio e consapevole a custodirlo con tutte le necessarie tutele ed a valorizzarlo al meglio. ADOZIONI A DISTANZA PARTE L’INIZIATIVA “AMICI AGCI DI PADRE OTTAVIO FASANO IN CAPO VERDE” Nel carteggio tra Padre Ottavio e il Presidente AGCI Altieri le motivazioni del progetto Associazione di Raffaella De Rosa P romuovere la persona attraverso 32 scuole allietate da oltre 2000 bambini. È questo l’intento principale delle “Adozioni a Distanza” dell’Associazione Missionaria Solidarietà e Sviluppo Onlus (AMSES) di Padre Ottavio Fasano operante nelle isole di Capo Verde, promosse da oggi in collaborazione anche con l’AGCI. La nostra Associazione, in particolare, è onorata di contribuire a diffondere – attraverso “Libera Cooperazione” e tutti i canali informativi a disposizione – l’invito alle adozioni, perché profondamente convinta della validità delle attività assistenziali avviate da Padre Ottavio in un arcipelago flagellato da una costante siccità che riesce a sopravvivere soprattutto grazie agli aiuti internazionali. Cos’è l’Adozione a Distanza L’adozione a distanza è un impegno morale a sostenere le spese, o parte delle spese, per il mantenimento di un bambino/a. L’adozione comporta da parte dell’Associazione che la promuove l’invio di una fotografia del bimbo/a che frequenta gli asili in loco. Anche se non esiste alcun legame particolare con la famiglia, è possibile avere informazioni sul bambino dal responsabile AMSES di tutte le scuole per l’infanzia. Il bambino/a frequenta le scuole per un periodo di 2 anni, eccezionalmente 3. La quota mensile è di 31Euro. Per le donazioni è possibile uti- AGCI / Febbraio 2013 / 8 lizzare il bollettino allegato al volantino dell’AMSES, presente in questo numero del periodico, con la causale “Amici AGCI di Padre Ottavio Fasano in Capo Verde”. Ricordiamo che l’Associazione Missionaria Solidarietà e Sviluppo è una Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) e che, per le erogazioni liberali fatte dai privati a favore di tali Organizzazioni è previsto un regime di detraibilità fiscale (D.Lgs 460/497). Riproduciamo inoltre in queste pagine lo scambio di lettere tra Padre Ottavio Fasano e il Presidente AGCI Nazionale Rosario Altieri, che ha dato il via alla collaborazione tra l’AMSES e l’Associazione Generale Cooperative Italiane. Lettere Caro Rosario, buona e serena giornata a te. Grazie molte della tua cordiale accoglienza ricevuta nel mio passaggio su Roma. Grazie molte per avermi ascoltato dimostrando la tua fraterna attenzione a quanto sto vivendo in missione e alle opere che porto avanti nell’arcipelago di Capo Verde. Mi ha fatto piacere conoscere il tuo ambiente di vita e di lavoro. Conosco da sempre la cooperazione, ma non conoscevo l’importante e forte organizzazione dell’AGCI e quanta solidarietà e creatività sviluppi sul territorio italiano. Ne sono contento. Come sai, da molti anni vivo ed opero in Capo Verde e per la gente di questa terra. Quale missionario frate cappuccino (la prima volta che ho messo piede su questa terra di vulcani era il 1965) ti debbo dire che, oltre all’impegno di servizio con i meno fortunati, in questi ultimi quindici anni ho fatto la scelta di dare molta attenzione al problema concreto dello sviluppo socio-economico, sanitario, formativo ed educativo. Spero, nel prossimo futuro, di avere l’opportunità di condividere con te e, se possibile, anche con alcuni tuoi collaboratori l’esperienza personale di progetti significativi ai quali ho dato vita a beneficio della società capoverdiana. Ti accenno soltanto: l’Ospedale San Francesco d’Assisi con due sale operatorie, laboratorio analisi, radiologia ed ecografia, ambulatori di varie specialità…; Casa Manuela Irgher, un centro di accoglienza delle ragazze madri unitamente a 32 scuole materne disseminate su sei isole delle nove popolate che costituiscono l’arcipelago, con oltre 2.000 bambini che giornalmente ricevono accompagnamento, educazione e un pranzo caldo. Tutto questo incide molto positivamente sulla vita della gente e per uno sviluppo umano, sociale e spirituale dei capoverdiani. Caro Rosario forse tu ti chiedi: perché questo uomo missionario ha fatto questa scelta? Eccoti la mia risposta: da molti anni mi dedico anima e corpo alla gente di questa mia terra di adozione che sono le isole vulcaniche e desertiche di Capo Verde, perché un giorno ho deciso di amarle e di aiutarle. Quando ho deciso di accettare nella mia vita l’impegno di fede e di sacerdote, ho scommesso sulla Parola di Gesù che dice: “… chi lascia tutto per il Vangelo riceverà, oltre alle prove, sofferenze ed incomprensioni, il centuplo in fratelli, sorelle, figli e figlie, ecc…” Qui sta la mia forza e la mia volontà di “fare” quanto so e posso per la mia gente. Il mio passaggio su Roma e l’incontro con te, Rosario, ed il contatto con l’AGCI l’ho letto e vissuto nella linea della Provvidenza. Mi ha fortemente consolato leggere alcuni passi della rivista che celebra “ il modello cooperativo rivolto alla costruzione del bene comune, alla solidarietà economica e sociale, al radicamento sul territorio, alla inclusione dei soggetti meno fortunati…”. Ancora: “ essere presenti (nella società e nel mondo) con i nostri ideali laici per praticarli nel quotidiano e per trasmetterli alle future generazioni”. Aggiungo: “ generazioni italiane e quelle dei Paesi in via di sviluppo”. Grazie, Rosario, di questa bella, positiva occasione e piena di speranza che mi hai dato. Ricevi un caro saluto da questa mia terra ed un abbraccio. A presto, Aff. P. Ottavio Fasano Roma, 21 gennaio 2013 Lettere Caro Padre Ottavio, sono io a doverti ringraziare per il dono che hai voluto riservarmi consentendomi di fare la Tua conoscenza. Conoscerti e stimarti è stato, infatti, per me un tutt’uno. Le Tue scelte di vita, il Tuo dedicarti completamente ad opere umanitarie, la Tua piena condivisione delle condizioni dei più poveri, il fattivo Tuo impegno volto alla ricerca della soddisfazione immediata dei loro bisogni e della costruzione delle opportunità per affrancarsi da essi in maniera definitiva fanno di Te un esempio di coerenza, bontà, fratellanza e concretezza. Le opere delle quali sei stato ispiratore e costruttore, il successo di molte Tue iniziative, il sollievo che di fatto assicuri ad una umanità sofferente scuote la sensibilità di quanti, come me, presi dalla routine quotidiana, rischiano di perdere di vista i veri valori per i quali vale la pena vivere la propria vita. Mi impegno personalmente, per quanto nelle mie possibilità, ad affiancarti in alcune delle iniziative che tieni in essere e mi farò promotore, all’interno dell’Associazione che presiedo e fra tutte le cooperative associate, della ricerca di ulteriori contributi e collaborazioni. In particolare, diffonderò l’invito alle adozioni a distanza, così come verificherò la disponibilità delle diverse competenze e professionalità di cui hai bisogno per mandare avanti le attività assistenziali ed imprenditoriali da Te già avviate. Attendo con ansia di poterti reincontrare e di definire il programma di lavoro che potremo svolgere insieme. Un fraterno abbraccio, Rosario Altieri AGCI / Febbraio 2013 / 9 Associazione Isola di Fogo, 18/01/2013 Pari Opportunità PARI OPPORTUNITÀ AZZERATI I FONDI DESTINATI ALLE “AZIONI POSITIVE” I l ministro Fornero, con il decreto del 31 dicembre 2012, ha cancellato il capitolo di spesa che avrebbe dovuto finanziare i progetti per le cosiddette azioni positive ovvero quegli interventi mirati all’inserimento e al reinserimento delle donne nel mercato del lavoro. Con questo atto la Fornero ha di fatto eliminato ogni forma di sostegno finanziario alle politiche di genere, sostegno previsto dalla legge 125/91 e leggi seguenti. Seppur con percorsi accidentati la 125 del 91, e i progetti finanziati nel tempo, hanno permesso l’accrescimento della cultura delle Pari Opportunità e, specificatamente, aiutato le donne a inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro. Per l’anno 2013 era previsto che i progetti mirati alle azioni positive fossero presentati al Comitato entro il 30 novembre 2012. I progetti dovevano essere mirati principalmente a: – eliminare le disparità di trattamento nella formazione scolastica e professionale, nonché nell’accesso al lavoro; – promuovere l’inserimento delle donne nei settori professionali in cui sono ancora poco presenti; – favorire l’accesso al lavoro autonomo e alla formazione e riqualificazione imprenditoriale; – favorire una diversa organizzazione del lavoro, al fine di coniugare vita familiare e lavorativa; – favorire la diversificazione delle scelte professionali delle donne soprattutto attraverso l’orientamento scolastico e professionale e gli strumenti della formazione. Al Comitato sono pervenuti circa 300 progetti e, il fatto grave, è che questo azzeramento di fondi è avvenuto a bando operativo, con centinaia di progetti già presentati e pronti ad essere attuati. Inoltre le tipologie di progetti, le griglie di valutazione degli stessi, i criteri di ripartizione dei fondi, i requisiti per partecipare al bando erano stati inseriti in un decreto ministeriale firmato proprio dal ministro Fornero il 29 maggio 2012. L’azzeramento arrivato dopo solo 7 mesi, oltre ad annullare i finanziamenti cancella, di fatto, il Comitato Pari Opportunità che molto ha fatto in questi anni per lo sviluppo della cultura a favore delle donne nel lavoro. Durante la riunione del Comitato, avvenuta a metà gennaio, tutte le componenti hanno protestato contro questo sopruso e hanno scritto una lettera al ministro per chiedere il ripristino dei finanziamenti. AGCI / Febbraio 2013 / 10 PESCA: SFUMA INDENNITÀ DI MATERNITÀ PER LE PESCATRICI AUTONOME FORTE RAMMARICO DA PARTE DELL’ALLEANZA COOPERATIVE PESCA: "RUOLO DONNE FONDAMENTALE NEL SETTORE ITTICO" Forte rammarico esprimono le Associazioni dell'Alleanza delle cooperative Pesca per la mancata conversione in legge del DL 216/2012 che vede sfumare nel nulla l'estensione del trattamento di maternità e congedo parentale alle pescatrici autonome. È un grave passo indietro nella giustizia sociale e nella civiltà del lavoro, che riteniamo particolarmente grave e mortificante in un settore, come quello della pesca, in cui il lavoro femminile storicamente ha sempre svolto e continua a svolgere un contributo fondamentale a sostegno delle imprese ittiche. Un contributo ancora non riconosciuto né adeguatamente valorizzato, soprattutto se consideriamo che accanto al lavoro dipendente e autonomo, esiste il lavoro di migliaia di "donne della pesca" il cui impegno a fianco dell'impresa familiare rimane ancora oggi ancora del tutto sommerso, non retribuito, né coperto da tutele basilari, come la malattia o l'infortunio, prima ancora della maternità. Le Associazioni confidano che l'estensione della maternità alle pescatrici autonome possa essere presto recuperata a livello legislativo e rilanciano fin d'ora il prossimo obiettivo nei confronti del Ministero del Lavoro: attivare un confronto per proposte operative volte alla promozione ed al riconoscimento del ruolo giuridico delle donne della pesca come "coadiuvanti ittiche", come già accade per l'agricoltura. Michele Di Matteo e Stefano Flemma U na recente indagine condotta su un campione significativo di lavoratori e dirigenti d’impresa conferma che oggi il benefit più ambito ed apprezzato è la Sanità Integrativa Aziendale. Le dichiarazioni di qualche mese fa del Premier Monti sulla sostenibilità dei costi del S.S.N. hanno fatto maturare sempre più nei suddetti soggetti la convinzione che il Welfare dell’Azienda Ideale passi oggi necessariamente per la Sanità Integrativa piuttosto che, come avveniva fino a poco tempo fa, per le pensioni integrative o per le assicurazioni infortuni e vita. Dalla medesima ricerca è emerso che il Welfare sanitario è già diventato una realtà in un numero consistente di imprese, con ricadute positive per le stesse sia sotto il profilo fiscale, sia dal punto di vista dell’aumento della produttività. All’origine della determinazione degli intervistati di percorrere, a livello aziendale, la strada della Sanità integrativa, vi è la sempre più diffusa preoccupazione di non poter contare, in caso di necessità, per sé e per i propri familiari, sul Servizio Sanitario Nazionale, ovvero di non ricevere adeguate cure ed idonea assistenza; a ciò si aggiunga il significativo costo del ticket e quello crescente delle prestazioni. Gli strumenti a disposizione degli interessati sono tanti: adesione a fondi sanitari già esistenti, costituzione di mutue, polizze assicurative cumulative. AGCI Assicura ha già intrapreso in tal senso azioni ed iniziative che, grazie alla collaborazione di cooperative guidate da una dirigenza particolarmente lungimirante e sensibile nei confronti delle esigenze dei soci, hanno portato alla progettazione ed alla successiva costituzione di piani modulabili di assistenza sanitaria integrativa. Si va da formule minime e semplici quali il check-up annuale sanitario preventivo o l’adesione a circuiti sanitari nazionali che permettono, a parità di prestazioni, di abbattere i costi, a piani di assistenza che garantiscono il rimborso delle spese sostenute solo per grandi interventi chirurgici, fino a soluzioni più articolate e complete che coprono tutti gli eventi e tutte le prestazioni sanitarie, ivi comprese le cure odontoiatriche. La formula dell’adesione aziendale (cosiddetta “cumulativa”), all’insegna della solidarietà, della mutualità e dello spirito di appartenenza, permette di sviluppare significativi vantaggi in termini sia di prestazioni che di costi: si pensi, ad esempio, ai benefici per i soggetti affetti da malattie pregresse, che in tal modo potrebbero usufruire di coperture assicurative sanitarie singolarmente irreperibili sul mercato. Inoltre, i piani assicurativi sanitari aziendali possono costi- AGCI / Febbraio 2013 / 11 AGCI ASSICURA tuire il primo passo in direzione della costituzione di vere e proprie mutue sanitarie che, nella forma cosiddetta “mista”, prevedono sempre il coinvolgimento dello strumento assicurativo. Rispetto a tutte le descritte esigenze, AGCI Assicura, forte del know how ormai ventennale dei propri partner fornitori, è a disposizione dei soci e delle loro famiglie, con un network sanitario qualificato, in grado di soddisfare al meglio qualsiasi richiesta degli assistiti sull’intero territorio nazionale, consentendo altresì agli stessi di scegliere senza limitazioni la struttura dove recarsi per avvalersi delle prestazioni di cui necessitino. Associazione AGCI ASSICURA IL WELFARE AZIENDALE PASSA PER LA SANITÀ INTEGRATIVA PMI E FISCALITÀ DEDICATA L’AGENDA DEL MONDO COOP “Bene il documento di Confindustria, ma il prossimo Governo presti attenzione anche alle Coop” Il Corriere Nazionale intervista Rosario Altieri, Presidente AGCI Associazione A cura di Andrea Passoni P residente, cosa ne pensa del “Progetto per l’Italia” promosso da Confindustria? Il Progetto diffuso da Confindustria è una utile base di partenza per la condivisione di una politica di crescita che punti sulla ripresa della produzione, sull’incentivazione dei consumi, la quale potrà scaturire da un incremento del lavoro, nonché su una ulteriore spinta alle esportazioni, in modo da posizionare il Sistema Italia su un terreno di maggiore competitività. Ciò che andrebbe, viceversa, più e meglio esplicitato è la necessità di una attenzione particolare da rivolgere alla media e piccola impresa, che in altre circostanze, è stata lasciata senza adeguata considerazione, pur rappresentando oltre il 98% del nostro tessuto imprenditoriale e pur assicurando circa l’80% della produzione nazionale. Con lo sguardo rivolto al mondo cooperativo, a suo giudizio quali dovrebbero essere tre interventi chiave e prioritari del prossimo Governo? Il primo intervento, come già detto, è comune a tutte le imprese, a prescindere dalla loro forma giuridica, tenendo conto che il microcosmo cooperativo è caratterizzato, per la quasi sua totalità, da sodalizi piccoli e medi. Il secondo dovrebbe essere quello di riconsiderare la necessità di valutare meglio, attraverso una fiscalità dedicata, il valore sociale dell’impresa cooperativa, riconosciuto tra l’altro dall’articolo 45 della Costituzione della Repubblica Italiana, rendendo maggiormente premianti le limitazioni dell’utilizzo degli utili prodotti dalla stessa e l’obbligo di devolvere parte di essi ai Fondi mutualistici, ai quali sono destinati anche i patrimoni degli enti in liquidazione. Il terzo è riconducibile ad una disciplina del credito all’impresa espressamente rivolta agli enti cooperativi, che individui parametri e requisiti propri di questa particolare tipologia imprenditoriale, la quale è assoggettata, come già accennato, a vincoli di destinazione degli utili, che dovranno in gran parte essere accantonati a riserve indivisibili e reinvestiti nello sviluppo dell’attività del sodalizio stesso. Complice anche la crisi, il sistema economico e il mercato a cui eravamo abituati si stanno modificando in modo importante: ruolo delle istituzioni a parte, su quali aspetti intende puntare la cooperazione? Indipendentemente dagli andamenti macroeconomici dei sistemi produttivi e dei mercati, pur ribadendo che una parte importante AGCI / Febbraio 2013 / 12 deve essere fatta dalle Istituzioni nazionali e territoriali, il Movimento cooperativo organizzato sta puntando su alcuni aspetti che ritiene imprescindibili, quali: processi di fusione, costituzione di reti d’impresa, utilizzo di strumenti legislativi come i gruppi cooperativi paritetici, creazione di piattaforme di commercializzazione rivolte soprattutto ai mercati internazionali, accompagnamento all’accesso al credito ordinario. Su tutto questo e su altro ancora stiamo lavorando da diversi anni per affiancare le imprese cooperative nelle loro quotidiane sfide: basta ricordare il Protocollo d’intesa che l’Alleanza delle Cooperative Italiane ha firmato con Unioncamere per la promozione delle reti d’impresa, o la creazione di un Consorzio unitario fra AGCI, Confcooperative e Legacoop per la garanzia fidi e, per quanto riguarda più specificatamente la nostra Associazione, Banca AGCI il cui pacchetto azionario è detenuto per circa tre quarti da imprese cooperative a noi aderenti, o ancora il Consorzio Nazionale Servizi Finanziari (Consef) che rappresenta sempre di più un alleato importante per le realtà imprenditoriali alla ricerca di finanziamenti. Associazione RICONSIDERARE LA NECESSITÀ DI VALUTARE MEGLIO, ATTRAVERSO UNA FISCALITÀ DEDICATA, IL VALORE SOCIALE DELL’IMPRESA COOPERATIVA, RICONOSCIUTO TRA L’ALTRO DALL’ARTICOLO 45 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, RENDENDO MAGGIORMENTE PREMIANTI LE LIMITAZIONI DELL’UTILIZZO DEGLI UTILI PRODOTTI DALLA STESSA E L’OBBLIGO DI DEVOLVERE PARTE DI ESSI AI FONDI MUTUALISTICI, AI QUALI SONO DESTINATI ANCHE I PATRIMONI DEGLI ENTI IN LIQUIDAZIONE CIÒ CHE ANDREBBE PIÙ E MEGLIO ESPLICITATO È LA NECESSITÀ DI UNA ATTENZIONE PARTICOLARE DA RIVOLGERE ALLA MEDIA E PICCOLA IMPRESA CHE, IN ALTRE CIRCOSTANZE, È STATA LASCIATA SENZA ADEGUATA CONSIDERAZIONE, PUR RAPPRESENTANDO OLTRE IL 98% DEL NOSTRO TESSUTO IMPRENDITORIALE E PUR ASSICURANDO CIRCA L’80% DELLA PRODUZIONE NAZIONALE AGCI / Febbraio 2013 / 13 AUXILIUM SOCIETÀ COOPERATIVA UNA QUOTIDIANA ASPIRAZIONE ALL’ECCELLENZA Roberto Rotondo Cooperative 1 S enise, Bari, Roma, Milano. In quest’ordine inusuale, dal piccolo centro alla grande metropoli, la cooperativa sociale Auxilium ha segnalato le sue sedi nella pagina di pubblicità che da mesi appare ogni giorno sul quotidiano Avvenire. Particolare non casuale, che rivela uno dei tratti specifici di questo piccolo miracolo italiano: un albero con le radici ben piantate nella sua terra d’origine anche se i rami e i frutti crescono visibili in tutta Italia. Auxilium, infatti, è nata nel 1999 per iniziativa di alcuni giovani della Basilicata che studiavano all’Università di Roma La Sapienza, ed è divenuta in soli tredici anni una delle più solide realtà dell’esperienza cooperativa sociale italiana, capace, attraverso una quotidiana aspirazione all’eccellenza, come ricordano spesso i responsabili della cooperativa, di assistere e dare benessere a migliaia di persone in situazioni di reale bisogno: salute mentale, disabilità, servizi agli anziani, minori senza famiglia, ragazze madri, accoglienza agli immigrati, sono questi gli ambiti in cui lavora Auxilium, che oggi conta oltre mille dipendenti in tutta Italia. Proprio il personale impiegato da Auxilium è uno dei punti di forza della cooperativa: sono infermieri, medici, psicologi, terapisti, assistenti sociali, educatori. AUXILIUM È NATA NEL 1999 PER INIZIATIVA DI ALCUNI GIOVANI DELLA BASILICATA CHE STUDIAVANO ALL’UNIVERSITÀ DI ROMA LA SAPIENZA, ED È DIVENUTA IN SOLI TREDICI ANNI UNA DELLE PIÙ SOLIDE REALTÀ DELLA ESPERIENZA COOPERATIVA SOCIALE ITALIANA, CAPACE, ATTRAVERSO UNA QUOTIDIANA ASPIRAZIONE ALL’ECCELLENZA, COME RICORDANO SPESSO I RESPONSABILI DELLA COOPERATIVA, DI ASSISTERE E DARE BENESSERE A MIGLIAIA DI PERSONE IN SITUAZIONI DI REALE BISOGNO: SALUTE MENTALE, DISABILITÀ, SERVIZI AGLI ANZIANI, MINORI SENZA FAMIGLIA, RAGAZZE MADRI, ACCOGLIENZA AGLI IMMIGRATI AGCI / Febbraio 2013 / 14 Il sessanta per cento dei soci lavoratori ha meno di 40 anni e la maggioranza sono donne. A tutti è sempre rigorosamente garantito il contratto nazionale di categoria. Il livello di istruzione è molto alto, il sessanta per cento è laureato e chiunque entra in contatto con loro rileva subito forti motivazioni ideali unite a grande competenza professionale, acquisita anche grazie alla continua formazione del personale su cui investe l’azienda stessa, in collaborazione con le facoltà di medicina e psicologia dell’Università di Roma La Sapienza e dell’Università di Bari. Perché anche questo è un tratto distintivo di Auxilium, che, fin dall’inizio, nel rispondere ai bisogni del territorio dove opera, sia in Puglia che nel Lazio, sia per conto di una Asl o di un ordine religioso, punta sempre a coinvolgere e collaborare con università, centri di ricerca e gli operatori più avanzati nel mondo socio sanitario italiano, per migliorare il servizio reso ad ogni persona che assiste, rendendolo sempre più innovativo, efficiente e conveniente per l’ente che lo eroga. Auxilium, insomma, è la confutazione, non teorica ma attuata, di tutti gli stereotipi sul Sud Italia arretrato e mai in grado di competere. Te ne accorgi già entrando nella grande e moderna sede di via Gramsci a Senise, dove tutto è iniziato: orari “brianzoli”, ordine, professionalità, cura dei particolari anche nel presentarsi, sembra più di essere in un cantone svizzero che non in piccolo centro della prime in Italia, indisse una gara di evidenza pubblica per aprire Comunità alloggio destinate a malati psichici dimessi dagli ospedali psichiatrici (che dovevano essere chiusi in ottemperanza alla legge Basaglia) Auxilium vince la gara ed apre a Vallina di Calvera ed a Genzano di Lucania tre case famiglia con i malati dimessi dall’Ospedale psichiatrico Don Uva di Potenza. È uno dei primi operatori socio sanitario in Basilicata a realizzare Comunità alloggio per malati psichici e all’inizio non mancano le difficoltà: i malati sono reduci da anni passati in una struttura ospedaliera gigantesca e piena di problemi, mangiano e dormono poco, sono chiusi in se stessi e nella loro patologia. Ma il lavoro appassionato degli operatori di Auxilium porta presto i suoi frutti e oggi, quegli stessi ospiti delle Comunità alloggio di Calvera e Genzano (a cui si sono aggiunte in questi anni due nuove comunità a Ripacandida e Maschito), vivono respirando un clima familiare e positivo: interagiscono con tutti, si gestiscono, sbrigano piccoli lavori domestici, escono in gruppo per fare la spesa, hanno organizzato un gruppo teatrale stabile e qualcuno ha ripreso anche rapporti costanti con la famiglia di provenienza. Si può “davvero” fare, viene da dire parafrasando il titolo del bel film di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio che racconta una storia simile. In quei primi anni, assieme all’assistenza dei malati psichici si fa strada anche la prospettiva di gestione del servizio di Assistenza domiciliare integrata. Auxilium ottiene commesse per conto dell’ex Asl di Maglie, di Venosa e di Lagonegro. Gli assistiti sono anziani, disabili, minori, malati terminali, ma la cura nel lavoro, la competenza e l’umanità degli assistenti è tale che in poco tempo la cooperativa guadagna un prestigio imprenditoriale tale che gli permette di consolidare le commesse sia di acquisirne di nuove, diversificando i propri servizi, in provincia di Bari e di Barletta, inizia a gestire una casa protetta per anzia- AGCI / Febbraio 2013 / 15 1. I bambini ospiti del Cara di Bari durante un laboratorio artistico 2. Visite pediatriche nell’ambulatorio del Cara di Bari 3. Operatori di Auxilium assistono un’anziana disabile 4. Un momento di vita quotidiana degli ospiti della Casa Alloggio Vallina a Calvera (Potenza) Cooperative provincia di Potenza. E impressiona anche l’elenco delle certificazioni ottenute da Auxilium, che vanno ben aldilà degli obblighi di legge, caso più unico che raro in un settore, quello socio sanitario assistenziale, dove spesso regna l’improvvisazione e la precarietà. Come la certificazione ISO 9001:2008, la HOSAS 18001, la ISO 14001 ed infine la certificazione etica S.A. 8000: Auxilium è la prima cooperativa sociale d’Italia ad avere ottenuto il certificato d’eccellenza. Ma nell’atrio della sede di via Gramsci c’è anche una grande foto di gruppo che da sola dice molto della storia e dell’anima di Auxilium. C’è il senatore a vita Giulio Andreotti ritratto assieme a dei giovani soci lavoratori durante la sua visita qui nel 2007. Perché l’intelligenza dei ragazzi che hanno fondato Auxilium e che oggi sono professionisti affermati e padri di famiglia, è stata crescere anche attraverso il consiglio ed il confronto, quasi paterno, con personalità illustri che condividevano e stimavano le loro motivazioni e il loro metodo di lavoro. E che li hanno accompagnati nella loro avventura, aiutandoli a non perdere mai di vista l’obiettivo più alto del loro lavoro, quello della promozione sociale. È stato così fin dall’inizio, quando, come detto, un gruppetto di universitari della Basilicata che studiavano a Roma si ritrovò a progettare il proprio futuro lavorativo a Senise assieme ad un sacerdote, il loro assistente spirituale di Roma. Fu proprio lui a suggerire a quei giovani studenti di non lasciare la propria terra per trovare lavoro a Roma, ma di portare il lavoro lì. Era il 1999 e la scelta di costituire una cooperativa sociale fu quanto di più naturale: erano cresciuti in università sperimentando la bellezza di lavorare assieme per costruire qualcosa di utile per sé e per gli altri, partendo sempre dai bisogni e dalle necessità dell’ambito sociale in cui vivevano. Così, quando quello stesso anno la regione Basilicata, tra le 2 3 4 Cooperative 1. Il direttore del Cara di Bari (al centro nella foto) con due ospiti durante un torneo di calcio organizzato all’interno del Centro accoglienza 2. Operatori di Auxilium al Cie di Ponte Galeria a Roma 3. All’interno del box: il presidente Pietro Chiorazzo ricevuto il 31 dicembre 2012 da Papa Benedetto XVI 1 2 ni a Locorotondo e due residenze sanitarie assistite. L’elenco oggi sarebbe troppo lungo e comprende più regioni. Recente frutto della competenza e considerazione maturata è la collaborazione con la Don Gnocchi di Milano, un’eccellenza italiana nel campo della riabilitazione, per la gestione nel Lazio e in Campania di centri residenziali per malati di Alzheimer. Un altro passo significativo di Auxilium è del 2006, quando inizia la gestione di quattro Case famiglia per minori e di una per ragazze madri, per conto della Fondazione Protettorato di San Giuseppe di Roma. Sono bambini e ragazzi che, non avendo per vari motivi un ambiente familiare di provenienza idoneo alla loro crescita, sono stati affidati al Protettorato dal Tribunale dei minori. È un settore di intervento che sta particolarmente a cuore ad Auxilium e, anche se i responsabili sono molto restii a pubblicizzare il bellissimo lavoro svolto per delicatezza verso i piccoli ospiti, per loro questa esperienza di assistenza è un valore che da solo giustifica e ripaga l’enorme lavoro svolto in questi anni per portare Auxilium ai vertici della cooperazione socio- sanitaria in Italia. Tanto che alle case famiglia per minori si è aggiunto presto anche l’asilo nido. C’è un’altra emergenza sociale, che partita dal sud è arrivata in tutto il Paese, e su cui Auxilium opera: l’accoglienza degli immigrati. Auxilium gestisce da anni il Centro accoglienza richiedenti asilo di Bari per conto della competente Prefettura. Tra i primi per numero di posti disponibili e per accoglienze effettuate, il Cara di Bari è un punto chiave del sistema di accoglienza del nostro Paese. Quando nel 2008 Auxilium, dopo una gara pubblica, ha iniziato a gestirne tutti i servizi di assistenza la situazione era perlomeno problematica. Ma nel 2010, dopo appena due anni di gestione, il Cara di Bari è stato definito “modello di accoglienza” dai funzionari dell’Onu che l’hanno ispezionato e valutato. E basta entrarci per rilevare il grande lavoro che ogni giorno viene svolto, non solo assicurando AGCI / Febbraio 2013 / 16 un letto e pasti caldi ad ognuno, ma con una reale assistenza medica e psicologica, la mediazione linguistica, le attività mirate a favorire la comprensione di ogni singolo caso, per guidare i primi passi di ognuno verso l’integrazione. Con la consapevolezza che questi primi passi sono fondamentali per l’immigrato portato lì dopo viaggi disperati e disperanti, con alle spalle storie di miseria, quando non di guerra e violenze. Auxilium aveva già operato in precedenza in questo settore, gestendo i servizi del Cpt di Restinco (Brindisi) ma proprio il successo ottenuto al Cara di Bari convinse la cooperativa a fare un ulteriore passo: acquisire anche il Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma. In generale il clima all’interno dei Cie, su cui oggi in Italia si discute molto a proposito delle norme che li regolano, è naturalmente tutt’altra cosa rispetto a quello nei Cara: qui, per l’immigrato chiunque esso sia, il viaggio della speranza è diventato l’attesa del ritorno. Un rimpatrio vissuto con frustrazione, a volte rabbia, paura e sconforto. Eppure anche qui, dove puoi trovare l’umanità più diversa, l’imbianchino senza il permesso di soggiorno accanto all’ex carcerato che dopo la prigione attende l’espulsione, Auxilium riesce a svolgere un lavoro attento ai bisogni e alla storia di ogni singola persona. Tanto che il 4 ottobre scorso il Viminale, dopo il sopralluogo effettuato dal sottosegretario all’interno Ruperto, accompagnato dal Prefetto di Roma e dai dirigenti della Questura, ha evidenziato “il buon livello organizzativo del centro, che ha fornito elementi di best-practice, da poter applicare anche in altri centri”. In pochi anni, quindi, Auxilium è diventata un referente autorevole nel mondo dell’immigrazione e, per esempio, in Puglia gestisce per conto del comune di Bitonto, Bari, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata. Inoltre, nei primi giorni del 2013, Auxilium si è aggiudicata la gestione del Centro acco- INTERVISTA A PIETRO CHIORAZZO PRESIDENTE DELLA COOPERATIVA SOCIALE “AUXILIUM” Pietro Chiorazzo è il presidente della cooperativa sociale Auxilium. Quarantadue anni, fa parte, con il fratello Angelo, del piccolo gruppo di universitari che nel 1999 l’ha fondata. Gli poniamo alcune domande su aspetti specifici della cooperativa. Auxilium non ha mai perso una commessa acquisita attraverso una gara pubblica, perché, alla scadenza del contratto, ha sempre vinto anche la gara per il rinnovo. Un naturale motivo di orgoglio, ma da cosa dipende? Primo, dalla grandissima attenzione che abbiamo verso l’assistito, che sia un minore o un immigrato, un anziano o un paziente con un disagio psichico o fisico. Questo, infatti, non è un lavoro che si può fare solo per guadagnare uno stipendio, ci devi mettere il cuore. È una vocazione, quasi, che ti permette di assistere la persona che ti sta di fronte come se fosse la persona che ti è più cara. Secondo fattore è l’attenzione al committente del servizio: l’alto gradimento che registriamo presso gli enti per cui lavoriamo dipende dalla nostra continua ricerca dell’innovazione, del miglioramento, della razionalizzazione del servizio reso e della sua economicità per il sistema sanitario. Per esempio, per l’assistenza domiciliare integrata, oggi stiamo studiando alcuni modelli utilizzati nel Nord Europa molto interessanti. Inoltre a Bari abbiamo realizzato uno spin-off con la Facoltà di Economia e di Psicologia, per far sì che le conoscenze e i risultati delle ricerche universitarie siano trasmesse agli operatori sul campo. Ma in generale in ogni nostra AGCI / Febbraio 2013 / 17 attività cerchiamo la collaborazione di affermati professori universitari e di centri di ricerca a cui affidiamo la guida o la supervisione di un progetto. La vera ricchezza di Auxilium sembrano essere proprio i suoi soci lavoratori… C’è un’attenzione quasi maniacale sulla selezione e formazione del personale. Molti giovani li seguiamo e li selezioniamo mentre compiono gli studi in Università o nei corsi di specializzazione. Inoltre sulla formazione continua del personale investiamo direttamente come azienda, senza ricorrere a finanziamenti regionali. Ogni anno investiamo nostre risorse per far sì che l’Università di Roma La Sapienza e l’Università di Bari facciano crescere professionalmente il nostro personale. Uno dei segnali più confortanti della validità dell’impostazione data dalla cooperativa è che in molti casi il socio lavoratore che vince un concorso pubblico preferisce restare a lavorare con noi. Un bel segnale, perché la cooperazione sociale molte volte viene percepita come lavoro precario o una parentesi all’interno di una carriera... Chi lavora con noi sa che la mission sociale della cooperativa non sono solo parole. Per esempio il consiglio di amministrazione ha deciso, già da alcuni anni, che il socio che si sposa ha diritto ad un’indennità, così come c’è il premio neo-genitore, sia per il socio neo papà, sia per il socio neo mamma. E l’indennità cresce al secondo e al terzo figlio. C’è anche un fondo di mutualità interna, grazie al quale se un socio o un loro familiare ha un bisogno economico per gravi problemi, la cooperativa interviene anche a fondo perduto. Inoltre il regolamento interno per i soci prevede, ai sensi di legge, un premio fedeltà dopo tre anni di lavoro, dopo cinque e dopo dieci anni. Cooperative glienza richiedenti asilo di Caltanissetta in Sicilia. C’è per Auxilium anche un ambito dell’attenzione agli ultimi che non viene commissionato e per cui non ci sono gare pubbliche o private, ma che fa parte del dna della cooperativa: le opere di beneficenza (in termini cristiani di carità) in Italia e all’estero. Auxilium, infatti, ogni anno destina l’uno per cento del suo fatturato (e non del suo guadagno, cosa ben diversa) ad opere di beneficenza. Sempre con discrezione, “più per giustizia verso i poveri, che non per generosità” dicono qui. Così Auxilium ha donato una TAC all’ospedale di Karak in Giordania, gestito dalle suore comboniane; ha aiutato la costruzione di una chiesa in Siberia e di un monastero di suore in Russia. È intervenuta in Burundi, in Nigeria, e, specie nel 2011, in tantissimi Paesi dell’America Latina, come il Guatemala, con le adozioni a distanza. Soprattutto da tre anni Auxilium porta il suo aiuto alla realizzazione della Cittadella della carità a Butembo, nella Repubblica Democratica del Congo, un’opera grandiosa promossa dal Cardinale Fiorenzo Angelini, ormai quasi interamente conclusa, con la sua chiesa, le scuole, l’ambulatorio medico, l’orfanotrofio, la casa delle suore e la casa di riposo per i sacerdoti anziani. Anche nel Sud Italia Auxilium è intervenuta finanziando iniziative benefiche come la sala conferenze a Tursi intitolata a Papa Benedetto XVI. Ma l’iniziativa che più di ogni altra ha unito l’amore per la propria terra, l’apertura al mondo e il legame con la Chiesa di Roma, è stata la partecipazione all’organizzazione e alla sponsorizzazione dell’iniziativa della Regione Basilicata, che, in occasione del Natale 2012, ha donato al Papa il bellissimo presepe, opera dell’artista Francesco Artese, per piazza San Pietro. Forse non c’è sintesi migliore per spiegare lo spirito della cooperativa Auxilium, dell’emozionante Natività nel paesaggio dei Sassi di Matera posta nel cuore della Città Eterna. PRESTITO SOCIALE NELLE SOCIETÀ COOPERATIVE PRIMA PARTE Cooperative Gian Luigi De Gregorio I l prestito sociale1 rappresenta una forma di finanziamento delle società cooperative che si manifesta nell’apporto, da parte dei soci, persone fisiche, di capitali rimborsabili, solitamente a medio e a breve termine, a fronte del quale vengono corrisposti, normalmente, degli interessi2. Il prestito sociale è configurabile come un contratto atipico di deposito3, spesso regolato in conto corrente o in libretto di deposito e diverse sono le varianti a seconda le modalità e delle condizioni di raccolta che tengono soprattutto conto dei vincoli temporali di deposito, dei tassi di interesse differenziati a seconda dell’ammontare del deposito, nonché di eventuali condizioni specifiche dettate per i depositi non movimentati o con ammontari minimi. Il prestito sociale non è espressamente disciplinato dal nostro ordinamento, pertanto, occorre fare riferimento alla normativa generale che richiama poi quella dettata in particolare per le società cooperative4. Il prestito sociale è ammesso per tutte le società cooperative, sia per quelle a mutualità prevalente che per quelle diverse e rappresenta un capitale di debito per la società che va indicato nel passivo dello stato patrimoniale, alla lettera D3) “Debiti verso soci per finanziamenti” nella voce di dettaglio dei debiti esigibili entro l’esercizio successivo. Le condizioni che regolano la raccolta del prestito sociale (tassi di interesse, spese di comunicazioni, scadenze, etc.) devono essere contenute in un foglio informativo che deve essere esposto nei locali dove si svolge la raccolta e conservato per 5 anni. La regolare operatività della raccolta del prestito sociale presuppone il rispetto di alcune imprescindibili condizioni che qui si richiamano: – esplicita previsione nello statuto sociale5 della possibilità di raccogliere il prestito sociale (rif. Circolare Banca d’Italia del 02 dicembre 1994); – divieto di raccogliere finanziamenti tra il pubblico, quindi mai con terzi (rif. Art. 11 legge 385/93 e Deliberazione C.I.C.R. del 19 luglio 2005); – raccolta del prestito sociale solo con i soci ed eventualmente con lavoratori dipendenti della società cooperativa (rif. Art. 11 legge 385/93 e Deliberazione C.I.C.R. del 19 luglio 2005); – divieto di raccogliere finanziamenti con i soci onorari (rif. Art. 11 legge 385/93 e Deliberazione C.I.C.R. del 19 luglio 2005); – adozione di un apposito regolamento interno per la regolamentazione della raccolta del prestito sociale, predisposto dall’organo amministrativo ed approvato dall’assemblea dei soci secondo le modalità di cui all’art. 2521 cod. civ.; – sottoscrizione di un contratto di prestito sociale in forma scrit- AGCI / Febbraio 2013 / 18 ta con il socio prestatore (rif. Artt. 116, 117, 118, 119 e 120 legge 385/93 e art. 2 D.M. del 07 ottobre 1994); – impiego del prestito raccolto unicamente per il conseguimento dell’oggetto sociale (rif. Art. 12 legge 127/71); – rispetto dei limiti massimi del deposito da parte del singolo socio persona fisica6; – rispetto del limite massimo della raccolta globale dai soci per le cooperative con più di 50 soci pari al triplo del patrimonio, quest’ultimo inteso come somma del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili, risultante dall’ultimo bilancio approvato7; – rispetto del limite massimo del tasso di interesse da corrispondersi pari a 2,5 punti in più rispetto al tasso dei buoni fruttiferi postali (rif. Art. 6-bis D.L. del 31 ottobre 1980 n. 693). Ai fini della nostra disamina è altresì necessario richiamare i punti salienti della Deliberazione del C.I.C.R. del 3 marzo 1994 che ha accuratamente disciplinato la raccolta del risparmio da parte di soggetti non bancari; difatti, detta delibera stabilisce che la raccolta del risparmio effettuata presso i propri soci non costituisce raccolta di risparmio tra il pubblico se ricorrono i seguenti limiti e criteri: – la raccolta deve essere effettuata presso soggetti iscritti nel libro dei soci da almeno 3 mesi8 che detengano una partecipazione di almeno il 2 per cento del capitale, e deve essere prevista, anche solo come facoltà, dagli statuti; le società cooperative che non svolgono attività finanziaria possono effettuare la raccolta anche presso soci con meno del 2 per cento del capitale, purché vengano rispettati i limiti di cui al punto successivo; – l’ammontare complessivo dei prestiti sociali non deve eccedere il limite del triplo del patrimonio (capitale e riserve) risultante dall’ultimo bilancio approvato. Il predetto limite è menti, al fine di evitare, fra l’altro, la configurazione di sollecitazione al pubblico risparmio di cui all’art. 18-ter della L. n. 216/74; – la raccolta presso soci non può comunque avvenire con strumenti a vista o collegati all’emissione o alla gestione di mezzi di pagamento; – i limiti patrimoniali, previsti dalla delibera in esame, non si applicano alle società cooperative con meno di 50 soci; – la raccolta presso soci non è consentita alle società cooperative finanziarie, che svolgono cioè nei confronti del pubblico attività di assunzione di partecipazione, di concessione di finanziamento sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi (ex art. 106, primo comma, legge bancaria) ed alle cooperative, che svolgono, in via prevalente, non nei confronti del pubblico le predette attività (ex art. 113, primo comma, legge bancaria). Precisato che la raccolta del prestito sociale deve essere effettuata esclusivamente per il conseguimento dell’oggetto sociale ne consegue che non costituiscono prestiti sociali: – i versamenti effettuati per usufruire di specifici servizi resi dalla cooperativa; – i versamenti direttamente collegati alla realizzazione di specifici programmi societari, ad esempio i versamenti fatti in conto costruzione nelle cooperative edilizie a proprietà divisa; – alcuni versamenti vincolati come ad esempio i versamenti per depositi cauzionali. Peraltro, ai fini del prestito sociale, si considerano soci (soci prestatori): – soci ordinari; – soci sovventori9; – soci delle società semplici che siano socie di cooperative agricole. Note 1. Il prestito sociale si distingue nettamente sia dal conferimento di capitale sociale che rappresenta un finanziamento di rischio, sia dalle obbligazioni, accessibili anche a non soci, che rappresentano invece capitali rimborsabili generalmente a medio-lungo termine. 2. Tra le altre forme specifiche di finanziamento per le società cooperative possiamo annoverare anche i seguenti strumenti: azioni di sovvenzione (art. 4, legge 59/92); azioni di partecipazione cooperativa (artt. 5 e 6, legge 59/92); cambiali finanziarie; certificati di investimento; prestiti obbligazionari (art. 58, legge 448/98). 3. L’atipicità del contratto di prestito sociale non consente una collocazione puntuale all’interno di una disciplina giuridica. La dottrina più autorevole tende a collocarlo nel contratto di mutuo (artt. 1813 – 1822, cod. civ.), sia pure non tutte le norme in tema di mutui appaiono applicate o applicabili alla prassi del prestito sociale (ad es. il termine per la restituzione fissato dalle parti). 4. La disciplina del prestito sociale conosce un articolato normativo alquanto corposo che qui si richiama: Legge 17 febbraio 1971, n. 127: Modifiche al Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, modificato con legge 8 maggio 1949, n. 285, e ratificato con ulteriori modificazioni dalla legge 2 aprile 1951, n. 302, concernente provvedimenti per la cooperazione. Art. 12 - Prestiti dei soci. Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 601 Disciplina delle agevolazioni tributarie. Art. 13. Finanziamenti dei soci. Art. 14 - Condizioni di applicabilità delle agevolazioni. Decreto - legge 8 aprile 1974 n. 95 Disposizioni relative al mercato mobiliare ed al trattamento fiscale dei titoli azionari. - Convertito in legge con l’art. 1, L. 7 giugno 1974, n. 216. Art. 20, penultimo comma. Legge 31 gennaio 1992, n. 59 Nuove norme in materia di società cooperative. Art. 10 - Prestiti sociali. Art. 15 – Vigilanza. Art. 21 - Norme transitorie e finali. Deliberazione Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio 3 marzo 1994 Disciplina della raccolta del risparmio ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia). Decreto Ministeriale 7 ottobre 1994 Caratteristiche delle cambiali finanziarie e dei certificati di investimento e assoggettamento alle norme sulla trasparenza delle condizioni contrattuali. Art. 2. Trasparenza delle operazioni di raccolta di risparmio tra il pubblico e presso soci. Legge 23 dicembre 1998, n. 448 Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo. Art. 59 – Prestiti da soci per le cooperative. 5. Tipica previsione statutaria che regolamenta la raccolta del prestito sociale: “La cooperativa può effettuare, esclusivamente per il conseguimento dell’oggetto sociale, la raccolta del risparmio presso i soli soci, conformemente a quanto previsto dall’art. 11 D. Lgs. n. 385/93 (“Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”), dalle relative disposizioni di attuazione e successive modificazioni; le modalità di esercizio di tale attività AGCI / Febbraio 2013 / 19 saranno disciplinate da apposito regolamento interno approvato dall’Assemblea ordinaria dei soci. Pertanto, è vietata alla cooperativa la raccolta di risparmio tra il pubblico, se non nei limiti e nelle forme consentite dalla legge”. 6. Questi limiti sono rivalutati ogni tre anni con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico tenuto conto delle variazioni dell’indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolate dall’ISTAT (art. 21 legge 59/92). 7. Questo limite è elevato al quintuplo del patrimonio qualora il complesso dei prestiti sociali sia assistito, in misura almeno pari al 30%, da idonee garanzie (rif. Deliberazione C.I.C.R. del 19 luglio 2005). 8. Il requisito dell’iscrizione da almeno tre mesi nel libro soci dei soggetti presso i quali si raccoglie il risparmio è richiesto tanto dalla delibera C.I.C.R. quanto dalla Circolare attuativa della Banca d’Italia pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 289 del 12 dicembre 1994, così come nel successivo aggiornamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 1995. Tuttavia, sebbene in un recente aggiornamento sembra essere stato omesso il richiamo alla necessaria iscrizione da almeno tre mesi nel libro soci, è comunque consigliabile effettuare la raccolta del prestito solo da soci iscritti nell’apposito libro da almeno tre mesi. 9. Va riferito che non vi è unanimità di vedute in dottrina circa la possibilità per i soci sovventori ed anche per gli azionisti di partecipazione cooperativa di essere soci prestatori sebbene si propenda per la tesi possibilista. Cooperative elevabile al quintuplo del patrimonio qualora il complesso dei prestiti sociali sia assistito, in misura almeno pari al 30%, da idonee garanzie rilasciate alla cooperativa da banche, da società finanziarie (ex art. 107 del testo unico delle leggi bancarie), da società ed enti di assicurazione autorizzati, o mediante adesione della cooperativa ad uno schema di garanzia dei prestiti sociali che fornisca un’adeguata tutela agli investitori, quali ad esempio un fondo mutuo di garanzia che si assuma l’obbligo di rimborsare ai soci le somme prestate, in caso di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa aderente, con surroga del fondo nei diritti dei soci verso il fallimento o la liquidazione. Spetta poi alla Banca d’Italia accertare l’idoneità dei soggetti garanti; – le modalità di raccolta presso i soci devono essere chiaramente indicate negli appositi regola- LE COOPERATIVE UNA RISPOSTA EFFICACE ALLA CRISI Giuliano Amato ha chiuso le manifestazioni toscane per l’Anno Internazionale delle Cooperative (Firenze, Scuola Superiore Sant’Anna, 15 gennaio 2013) con una lectio magistralis sull’attualità del modello d’impresa cooperativo Dalle Regioni Marco Lamoli U n’alternativa alla disoccupazione e al precariato, un modo più efficiente ed economico per gestire i servizi pubblici e il welfare, una risposta ai problemi causati dalle degenerazioni della finanza: sono questi, secondo il Professor Giuliano Amato, i punti di forza odierni della cooperazione. “È una forma d’impresa – ha affermato il Presidente della Scuola Superiore Sant’Anna - con oltre cento anni di vita, ma la sua utilità oggi è ancora maggiore di quando fu ideata dai probi pionieri di Rochdale”. Il noto costituzionalista ha sottolineato a più riprese l’importanza della cooperazione nel panorama economico italiano e mondiale durante una lectio magistralis, svoltasi lo scorso 15 gennaio presso l’Aula Magna del Sant’Anna, sull’attualità del modello d’impresa cooperativo. “Oggi la cooperazione – ha asserito Amato - riveste un ruolo importante per tre ragioni. Permette ai giovani, che oggi hanno enormi difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro e vivono in situazioni di precariato occupazionale, di disporre di uno strumento efficace per presentare sul mercato beni e servizi. È senza dubbio la forma d’impresa più adeguata per gestire i servizi pubblici e il welfare, sia per la sua natura sociale, sia per la sua storica capacità di sapere lavorare in economia. Non credo sia un caso che, oggi, negli Stati Uniti, quasi tutte le centrali elettriche siano gestite da cooperative. Per questo invito il movimento cooperativo a candidarsi con forza nella gestione dei servizi pubblici e a implementare la sua presenza nell’ambito dell’assistenza sociosanitaria. La cooperazione, infine, unendo capitale e lavoro nelle stesse mani, come era solito dire Giuseppe Mazzini, è una risposta credibile alla degenerazione di alcuni ambienti della finanza, la cui azione scriteriata è stata una delle cause principali dell’attuale crisi. Fare i soldi con i soldi non porta vantaggi alla società. Lo stesso Collodi, nel presentare le figure del Gatto e la Volpe, voleva mettere alla berlina coloro che ritengono possibile generare un benessere collettivo senza prevedere la produzione”. Amato, inoltre, ha ricordato che occorrerebbe una legislazione in grado di tutelare le piccole cooperative, giudicate dal docente il vero cuore pulsante di questo macrocosmo d’imprese. “Il recente processo di assimilazione normativa della grandi cooperative alle imprese di capitali, purtroppo ha reso meno agevole il lavoro delle cooperative composte da pochi soci. Questo è un punto su cui il legislatore deve intervenire quanto prima: perché le piccole cooperative si vedono costrette a fronteggiare un insieme di regole fiscali e giuslavoristiche che non AGCI / Febbraio 2013 / 20 tengono conto della loro natura mutualistica”. Proprio eseguendo questa distinzione tra cooperative su base dimensionale, il Professor Amato ha rimarcato l’esigenza di una normativa ad hoc per quelle più piccole che, a detta del noto docente, “meritano tutela perché rappresentano un modello di organizzazione del lavoro estremamente funzionale. Molte start up, oggi, si presentano sul mercato o sotto forma cooperativa, oppure scegliendo altre forme d’impresa, ma strutturando il personale e l’amministrazione come avviene in ambito cooperativo”. La lectio magistralis sull’attualità del modello d’impresa cooperativo è stato l’appuntamento conclusivo di “Genere, Generazioni e Genti nella cooperazione toscana”, un insieme di manifestazioni promosse dall’Alleanza delle Cooperative Toscane (il coordinamento stabile del movimento cooperativo regionale formato da AGCI, Confcooperative e Legacoop) in partnership con Regione Toscana, Unioncamere Toscana e Fon.Coop, per celebrare l’Anno Internazionale delle Cooperative sancito dall’Assemblea delle Nazioni Unite. L’importanza di questo appuntamento accademico è stato dimostrato anche dall’elevata caratura dei partecipanti tra i quali meritano menzione Enrico Rossi, Presidente delle Regione Toscana, Francesco Tagliente, Prefetto della Provincia di Pisa, Marco “I VALORI LAICI FONDAMENTALI NELL’AFFERMAZIONE DELL’IMPRESA COOPERATIVA” Filippeschi, Sindaco di Pisa, Andrea Pieroni, Presidente della Provincia di Pisa, Vasco Galgani, Presidente di Unioncamere Toscana, Rosario Altieri, Presidente dell’Associazione Generale Cooperative Italiane, Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop, Claudia Fiaschi, Presidente di Confcooperative Toscana, Stefano Bassi, Presidente di Legacoop Toscana, e Alessandro Giaconi, Presidente di AGCI Toscana e attuale Portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Toscane. C hiarissimo Professore, ho avuto il privilegio, lo scorso 15 gennaio, a Pisa, di assistere alla Sua magistrale lezione sulla Cooperazione, con la quale l’Alleanza delle Cooperative Italiane della Toscana – costituita dalle articolazioni territoriali di AGCI, Confcooperative e Legacoop, riunite dall’inizio del 2011 nell’ ACI – ha voluto chiudere le celebrazioni dell’Anno Internazionale delle Cooperative. Può facilmente immaginare da quanto piacere ed orgoglio io sia stato pervaso nell’ascoltare dalle Sue sapienti parole l’importanza che i valori laici hanno avuto nella nascita e nella progressiva affermazione dell’ impresa cooperativa, nonché il fondamentale ruolo economico e sociale da essa ricoperto sin dal Risorgimento italiano: tutto ciò ha rappresentato, peraltro, una autorevolissima conferma dei miei convincimenti. Per chi, come me, ha sempre coltivato gli ideali di fratellanza e di solidarietà scaturenti dal dovere morale che ciascuno di noi ha di coniugare, in ogni circostanza, il contributo da assicurare allo sviluppo della comunità in cui vive con l’attenzione da riservare alle fasce di bisogno e per chi, come me, si trova a presiedere un’ Associazione di cooperative – AGCI – che è stata fondata pro- AGCI / Febbraio 2013 / 21 prio con l’intento di esaltare e tramandare i valori più puri della socialità, le Sue parole sono uno sprone a continuare a diffondere il messaggio cooperativo nella società moderna. L’Associazione Generale delle Cooperative Italiane è nata, infatti, nell’ottobre 1952 su iniziativa di un gruppo di sodalizi di ispirazione laica e mazziniana ed è stata guidata, per i primi sei anni, da un vero e proprio Padre della Patria, Sua Eccellenza Meuccio Ruini, Presidente della Commissione dei Settantacinque incaricata di redigere il testo della Costituzione della nostra Repubblica. Ad una analoga scuola di pensiero attingevano quanti gli sono succeduti nella continuazione della Sua azione. Molto più modestamente, oggi, sono chiamato io a sopportare il peso di tanta responsabilità ed il lavoro quotidiano al quale l’incarico di presiedere AGCI mi sottopone è quello di tenere vivo i valori espressi dalla Cooperazione laica, di trasferirli a tutti i cooperatori a noi associati e di vigilare affinché gli stessi informino costantemente l’attività imprenditoriale di tutte le cooperative aderenti. Grazie ancora, Chiarissimo Professore. Un cordiale ed affettuoso saluto. Rosario Altieri Dalle Regioni La lettera di ringraziamento di Rosario Altieri a Giuliano Amato FON.COOP LE NOVITÀ 2013 Formazione Intervista a Carlo Scarzanella, Presidente del Fondo della Formazione delle Imprese Cooperative P residente Scarzanella, Fon.Coop ha recentemente pubblicato sul Fondo di Rotazione due Avvisi per oltre sette milioni di euro. Può illustrarci le caratteristiche? Quali le novità introdotte? La decisione di predisporre due Avvisi distinti è nata dalla constatazione che i fabbisogni delle nostre aderenti viaggiano a velocità differenti. E su tematiche che, proprio perché basate su una domanda prefissata, è possibile semplificare. Dall’analisi dei piani presentati sul precedente Fondo di Rotazione è risultato infatti che su lingue, informatica e sicurezza sul lavoro si sono concentrate oltre il 40% delle richieste. E su questi piani abbiamo ricevuto richieste a cominciare subito le attività. Da qui la decisione di pubblicare due Avvisi distinti: l’Avviso 20 per tematiche stabilite, a sportello continuo, senza valutazione su piani immediatamente cantierabili. E l’Avviso 21, che finanzia piani standard e complessi, dedicato a fabbisogni più legati alle attività produttive tipiche dell’impresa. Partiamo dall’Avviso 20. Un’impresa che presenta un piano sull’Avviso 20 può ottenere subito il finanziamento e cominciare la formazione? Se hanno superato l’esame di conformità sì: il Fondo si impegna infatti a esaminare la conformità in 15 giorni e di pubblicare l’esito sul sito. L’Avviso è fortemente innovativo e finanzia a sportello continuo e senza scadenze attività formative su lingue, informatica e sicurezza sul lavoro, compresa quella alimentare, e indica per ciascuna tipologia di corso i relativi parametri medi di costo rilevati sul mercato. Questo meccanismo consentirà dei risparmi e più aderenti potranno accedere ai finanziamenti. La dotazione è di 2 milioni e mezzo di euro e l’avviso resterà aperto fino ad esaurimento risorse. L’impresa, insieme all’accordo sindacale, dovrà indicare la struttura formativa prescelta, i nomi dei partecipanti e le date del corso da realizzare in tre mesi. Abbiamo posto due massimali per i piani: 3.000 euro per le imprese fino a 49 dipendenti e 5.000 euro per le imprese che ne hanno oltre 50. C’è da aggiungere che è possibile partecipare all’Avviso anche su altre tematiche oltre quelle prefissate, purché attraverso voucher. Per l’alta probabilità di ottenere un finanziamento e per la rapidità con cui il Fondo fornirà una risposta alla conformità del piano presentato, l’Avviso è paragonabile ad un Conto Formativo su temi prefissati. E non è un azzardo ritenere che modificherà i comportamenti delle nostre aderenti. L’Avviso 21 si presenta come un classico Avviso Fondo di Rotazione … L’Avviso 21 mette a disposizione 4 milioni 620.000 euro per piani standard, ovvero per attività esclusivamente formative in risposta a fabbisogni già identificati e per piani complessi, che includono tutte le fasi del ciclo formativo come ricerca, analisi dei fabbisogni, diffusione dei risultati etc. Su entrambe le tipologie di piano è possibile presentare dei voucher. Questo Avviso è stato pensato come strumento per le cooperative che intendono accrescere la propria competitività puntando sulla crescita di specifiche competenze. AGCI / Febbraio 2013 / 22 Nell’ambito del Fondo di Rotazione, l’Avviso 20 e l’Avviso 21 si aggiungono all’Avviso 19, pubblicato a dicembre 2012 in collaborazione con la Regione Lombardia e dedicato esclusivamente alle imprese lombarde. Con questo Avviso abbiamo inteso dimostrare il nostro impegno a sperimentare formule innovative di promozione della formazione, erogazione dei finanziamenti e di presenza sul territorio. L’Avviso 19 stanzia un milione di euro per la formazione delle imprese a noi già aderenti – risorse di Fon.Coop – ed un altro milione per le imprese che non aderiscono a nessun Fondo Interprofessionale – risorse della regione Lombardia. Obiettivo dell’Avviso congiunto è dare anche alle imprese non associate al Fondo l’opportunità di sperimentare i servizi di Fon.Coop, necessari non solo per presentare il piano formativo, ma anche per realizzare le attività d’aula, per seguire le procedure di gestione fino alla rendicontazione e chiusura del piano. Alla fine del percorso le imprese potranno decidere di aderire, e destinare al Fondo la quota dello 0,30% in piena consapevolezza. Presidente, quest’anno il Fondo della formazione continua delle imprese cooperative compie i 10 anni di attività… Il modo migliore per festeggiare Fon.Coop è impegnarci a facilitare sempre più l’accesso ai finanziamenti, ad ascoltare le esigenze delle nostre aderenti, ad offrire servizi all’altezza della specificità della nostra offerta. Ritengo che i tre Avvisi su Fondo di Rotazione, l’Avviso 18 per le imprese in crisi ed un Conto Formativo di prossima uscita siano un buon inizio dei festeggiamenti. Per informazioni: Numero Verde 800 912 429 www.foncoop.coop Avviso 20 piani formativi aziendali concordati tematici e voucher a sportello, di 2 milioni 500.000 euro. L’Avviso prevede il finanziamento di attività formative specifiche a costi prefissati – basati su rilevazioni su offerte di mercato – per le seguenti tematiche: informatica, lingue, sicurezza sul lavoro, compresa quella alimentare; per altre tematiche è possibile inoltre richiedere voucher formativi. In ragione della strutturazione dell’offerta, i piani conformi all’Avviso non saranno sottoposti a valutazione e il Fondo si impegna a comunicare l’esito dell’esame entro 15 giorni lavorativi. E’ possibile cominciare ad inserire i dati sul formulario a partire dal 25 febbraio 2013. Avviso 21 piani aziendali concordati Fondo di Rotazione, con una dotazione di 4 milioni 620.000 euro. L’Avviso finanzia piani formativi di tipo standard - che prevedano esclusivamente attività formative in risposta a specifici fabbisogni - e di tipo complesso – che includono tutte le fasi del ciclo formativo come ricerca, analisi dei fabbisogni, diffusione dei risultati etc. All’interno di entrambe le tipologie di Avviso è possibile inserire dei voucher, purché non in via esclusiva. Le scadenze dei piani standard e dei piani complessi sono contenute nel testo dell’Avviso. Le imprese aderenti con sede legale nella regione Lombardia che intendono ottenere un finanziamento sul Fondo di Rotazione devono presentare un piano formativo esclusivamente sull’Avviso 19 Fon.Coop Regione Lombardia – pubblicato lo scorso 12 dicembre che stanzia un milione di euro per le imprese aderenti al Fondo ed un milione per imprese non aderenti ad alcun Fondo Interprofessionale. La Presidenza Nazionale nella seduta del 3 dicembre 2012 ha deliberato di organizzare un corso di abilitazione per nuovi revisori di cooperative volto alla creazione di figure interne alle Strutture Territoriali (dipendenti o collaboratori organici) funzionali all’organizzazione dell’attività di vigilanza che AGCI ha in programma per il prossimo biennio 2013/14. Il corso, riservato alle categorie richiamate, si svolge a Roma presso la sede AGCI Nazionale dal 4 febbraio fino al 18 marzo 2013. Autorizzato dal competente Ministero, il corso è idoneo a fornire le specifiche conoscenze tecniche necessarie per l’espletamento delle revisioni cooperative in generale, con una Commissione esaminatrice nominata dall’Associazione e composta da esperti in materia cooperativistica e di vigilanza, dei quali almeno uno indicato dal Ministero. Ricordiamo, infatti, che i revisori possono conseguire l’abilitazione all’attività di vigilanza esclusivamente attraverso i corsi organizzati dalle Associazioni Nazionali di Rappresentanza o dal Ministero e che possono essere ammessi ai corsi i soggetti in possesso almeno del diploma di scuola media superiore che non si trovino nelle condizioni previste dall’articolo n. 2382 del codice civile. L’iniziativa, che avrà una durata non inferiore alle 90 ore teoriche, con frequenza di due sedute settimanali per un totale di 13 incontri terminerà con un esame di idoneità. Tra gli argomenti tecnici trattati citiamo: il ruolo del revisore di cooperative e le norme di riordino della vigilanza (D.Lgs. n. 220/02); gli obiettivi da conseguire mediante l’attività di vigilanza, secondo le determinazioni del Consiglio Generale dell’AGCI (servizio alle cooperative, individuazione dei fabbisogni, predisposizione degli interventi per assistenza, promozione di sostegni ecc.); le previsioni contenute nella riforma del Diritto Societario ex D.Lgs. n. 6/03, con particolare riferimento ai diversi modelli di governance; la nuova disciplina della posizione giuridica del Socio lavoratore ex L. 142/01; la struttura del bilancio delle imprese cooperative: confronto e individuazione delle specificità delle voci dello stato patrimoniale e del conto economico rispetto al bilancio delle imprese non cooperative; i ristorni in cooperativa e la corretta allocazione in bilancio; le principali agevolazioni fiscali per la cooperazione; la finalità della revisione cooperativa; l’analisi della nuova modulistica revisionale approvata dal D.M. 23.06.10; gli effetti conseguenti all’attività di vigilanza; l’istituzione dell’Albo delle Società cooperative; il punto sulla mutualità prevalente e non; l’esame degli indici di bilancio per una corretta valutazione della gestione; i finanziamenti nelle Società cooperative, i Fondi mutualistici, il ruolo della Banca AGCI. La Commissione esaminatrice è costituita dal Prof. Avv. Giustino Di Cecco, dal Dott. Gianluigi De Gregorio, dal Dott. Massimo Rosati, dal responsabile Ufficio Revisioni AGCI nazionale Dott. Alessandro Riccioni , dal Dott. Marco Patanè e da un membro di nomina ministeriale. AGCI / Febbraio 2013 / 23 Formazione REVISORI DI COOPERATIVE IL CORSO PROMOSSO DA AGCI NAZIONALE di Alessandro Riccioni SVILUPPO BIS CONVERTITO IL DECRETO LE MISURE PER LE SOCIETÀ COOPERATIVE Associazione Silvia Rimondi S ul Supplemento ordinario 208 alla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre u.s., è stata pubblicata la Legge n. 221/2012 di conversione del D.L. n. 179/2012, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”. Si analizzano di seguito gli articoli 23 e 23-ter del citato provvedimento, che interessano specificamente il Movimento cooperativo con disposizioni relative alle società di mutuo soccorso, alla vigilanza sugli enti mutualistici ed ai Fondi interprofessionali per la formazione continua. Procedendo con ordine, l’art. 23 contiene l’atteso aggiornamento della normativa di riferimento delle società di mutuo soccorso (Legge n. 3818/1886), necessario per mettere in regola alcuni adempimenti amministrativi obbligatori ma superati dalle innovazioni legislative nel frattempo intervenute, in modo da consentire alle stesse di operare con certezza di diritto. Si prevede, in particolare, che tali soggetti siano iscritti nella sezione delle imprese sociali presso il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio secondo i criteri e le modalità stabiliti con un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, con il quale dovrà essere altresì istituita una apposita sezione dell’Albo delle società cooperative cui gli stessi saranno automaticamente iscritti. Sono stati inoltre aggiornati gli ambiti di attività contemplati dagli articoli 1 e 2 della citata Legge n. 3818, introducendo la possibilità, per le società in parola, di istituire o gestire fondi sanitari integrativi. Vengono, infine, previsti nuovi istituti o il superamento di taluni vincoli per far sì che esse possano operare al passo con i tempi, quali la mutualità “mediata” o “indiretta”, l’apertura ai soci sostenitori (persone fisiche o giuridiche) e la devoluzione del patrimonio anche ad altre società di mutuo soccorso. Lo stesso articolo 23 contiene, al comma 9, una interpretazione autentica dell’art. 4 del D.Lgs. n. 220/2002, con la quale si precisa che “la vigilanza sugli enti cooperativi e loro consorzi esplica effetti ed è diretta nei soli confronti delle pubbliche amministrazioni ai fini della legittimazione a beneficiare delle agevolazioni fiscali, previdenziali e di altra natura, nonché per l’adozione dei provvedimenti previsti dall’articolo 12 del medesimo decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220”. Per quanto concerne l’ultimo dei punti sopra menzionati, l’art. 23-ter, con la sostituzione del comma 14, articolo 3, della Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero), stabilisce che, in alternativa alla costituzione di nuovi fondi di solidarietà, le Organizzazioni sindacali ed imprenditoriali possano adeguare gli statuti dei rispettivi fondi bilaterali, ovvero dei fondi interprofessionali di cui all’articolo 118 AGCI / Febbraio 2013 / 24 TRA LE NUMEROSE DISPOSIZIONI VOLTE A PROMUOVERE L’INNOVAZIONE QUALE FATTORE STRUTTURALE DI CRESCITA SOSTENIBILE E DI RAFFORZAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ, SEGNALIAMO LA NUOVA DISCIPLINA DELLE IMPRESE START-UP INNOVATIVE E L’ANAGRAFE UNICA DELLE STAZIONI APPALTANTI, IL PERFEZIONAMENTO DELLA FATTISPECIE DEL CONTRATTO DI RETE, L’ESTENSIONE ALLE IMPRESE DI MICRO E PICCOLA DIMENSIONE LOCALIZZATE NELLE ZONE URBANE INDIVIDUATE DAL CIPE Di particolare interesse è poi l’articolo 17 del provvedimento in esame, con il quale viene introdotto l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata nelle procedure concorsuali nell’intento di velocizzare, contenendo i relativi costi, le comunicazioni tra curatore (nel fallimento), commissario giudiziale/liquidatore (nel concordato preventivo), ovvero commissario liquidatore (nella liquidazione coatta amministrativa) da un lato e creditori dall’altro. Si precisa che ove sia omessa, da parte di detti soggetti, l’indicazione del proprio indirizzo PEC, nonché nei casi di mancata consegna del messaggio telematico per cause imputabili al destinatario, le stesse comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria; inoltre, in pendenza della procedura e per un periodo di due anni dalla chiusura della stessa, il curatore è tenuto a conservare tutta la posta ricevuta ed inviata per via informatica. Detta misura è immediatamente operativa per le procedure aperte a partire dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto in parola e per quelle già pendenti in cui non sia stata ancora effettuata la prima comunicazione ai creditori, mentre esplicherà pienamente i suoi effetti a AGCI / Febbraio 2013 / 25 Associazione della Legge n. 388/2000, prevedendo, con riferimento ai settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, “misure tese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, correlate alle caratteristiche delle attività produttive interessate”. partire dal 31 ottobre 2013. Tra le altre disposizioni volte a promuovere l’innovazione quale fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della competitività, segnaliamo: la nuova disciplina delle imprese start-up innovative, che possono essere costituite anche in forma cooperativa; l’istituzione dell’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; il perfezionamento della fattispecie del contratto di rete, con particolare riferimento al profilo della soggettività giuridica dello stesso; l’estensione alle imprese di micro e piccola dimensione localizzate nelle zone urbane individuate dal Cipe e ricadenti nelle Regioni dell’obiettivo “Convergenza” dell’agevolazione introdotta dall’articolo 1, comma 341, lett. a) e b) della Legge n. 296/2006, consistente nell’esenzione da alcune imposte per i primi cinque anni di attività; la previsione di avvio della sperimentazione delle cosiddette “zone a burocrazia zero”, non soggette a vincolo paesaggistico-territoriale o del patrimonio storico-artistico; l’obbligo, a partire dal 1° giugno 2013, per le pubbliche amministrazioni e, limitatamente ai rapporti con l’utenza, per i gestori di pubblici servizi, di accettare i pagamenti ad essi spettanti, a qualsiasi titolo dovuti, anche con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Dalle Regioni LE COOPERATIVE SARDE “NOI CRESCIAMO ANCORA” LA CRISI DEL MODELLO STATO-MERCATO CREA NUOVI SPAZI PER LA COOPERAZIONE L e cooperative sarde di AGCI, Confcooperative e Legacoop, hanno deciso di celebrare l’anno che l’Onu ha dedicato a questa forma di impresa con un convegno organizzato al THotel di Cagliari dove si sono dimostrate tre cose: il sistema cooperativo ha in sé gli anticorpi contro la crisi provocata dall’economia governata dalla finanza; la cooperativa è il laboratorio delle idee per politiche che non siano basate sulla spesa; la legislazione della Sardegna sulle coop deve essere svecchiata perché guar- da ad un mondo che non c’è più. I dati del Censis 2001-2011 danno conto della grande vitalità di un’impresa che, per sua natura, ha come obiettivo le persone e non il profitto: negli ultimi dieci anni le imprese di capitale hanno registrato un 2,5 per cento di caduta dei livelli occupativi, le coop invece sono cresciute dell’ 8 per cento; il sistema cooperativo ha un incremento del fatturato del 14 per cento, contro l’8 per cento dell’impresa di capitale. In Sardegna, ha spiegato Sergio Cardia presidente AGCI Sardegna, il sistema cooperativo: “è quello che ha utilizzato meno di altre forme societarie gli ammortizzatori sociali AGCI / Febbraio 2013 / 26 e, contro l’idea che in Sardegna non si riesca a fare cooperazione, in rapporto al numero di abitanti è forse fra le regioni che ne ha di più. Ci sono elementi di criticità, per esempio in agricoltura, nel turismo non abbiamo ancora imparato a fare marketing, dobbiamo crescere. Bisogna sfatare anche l’idea che le coop siano ancora assistite: sul piano fiscale ci sono gli stessi oneri di altre imprese. Con l’assessore al Lavoro abbiamo elaborato un testo di legge quadro sulla cooperazione, ci piacerebbe che la Sardegna rivendicasse a sé la materia della cooperazione”. Riccardo Bodini direttore di Euricse, centro studi sulla cooperazione, ha descritto la forza del settore affermando che nel mondo le cooperative hanno un miliardo di soci, 3 volte di più degli azionisti delle Spa. Con il provv. 17.12.2012 n. 140973, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello, con le relative istruzioni, per la richiesta di rimborso della maggiore IRPEF/IRES versata per i periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2012 (anni 2011 e precedenti, per i soggetti “solari”) per effetto della mancata deduzione della quota dell’IRAP relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato, riconosciuta (a partire dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2012) dall’art. 2 commi da 1 a 1-ter del DL 6.12.2011 n. 201, convertito nella L. 27.12.2011 n. 214. La facoltà di rimborso è stata prevista dall’art. 4 co. 12 del DL 2.3.2012 n. 16, convertito nella L. 26.4.2012 n. 44, che ha introdotto il co. 1-quater all’interno del citato art. 2 del DL 201/2011. Non per smontare gli amici cooperatori, ma i primi calcoli degli esperti del Sole 24 Ore indicano nel solo 1% del costo del personale il valore del rimborso da mancata deduzione Irap del costo del personale. Tralasciamo gli esperti e veniamo alla presentazione dell’istanza. In primis, è da ricordare che dal 03/01/2013 è disponibile sul sito dell’agenzia delle Entrate, il software per la predisposizione delle istanze di rimborso. Il periodo oggetto del rimborso delle maggiori imposte (IRES, IRPEF e relative addizionali) pagate, è compreso tra il 28/12/2007 ed il 28/12/2011. I calcoli vanno effettuati annualità per annualità. Prima operazione: determinazione del costo del lavoro, compresi i compensi agli amministratori ed i compensi assoggettati alla gestione separata (cococo), indeducibile. Praticamente si calcola la quota del costo del lavoro assoggettata ad Irap al netto delle deduzioni da cuneo fiscale, si consiglia di operare avendo a disposizione le dichiarazioni Irap degli anni interessati all’istanza. Seconda operazione, moltiplicare la base imponibile ricavata per l’aliquota Irap vigente anno per anno, si rileva sempre dal modello Irap, si otterrà in questo modo l’Irap versata sul costo del lavoro indeducibile. Terza operazione, moltiplicare l’Irap così ottenuta per l’aliquota Ires/Irpef/addizionali regionali ed ottenere così la maggiore imposta versata in seguito alla parziale indeducibilità del costo del personale. Chiaramente, per le cooperative che applicano la deduzione ex art. 11, Dpr 601/1973, la stessa non potrà essere richiesta a rimborso, per la quota parte che non ha concorso in sede di dichiarazione Ires alla determinazione della base imponibile Ires. Ultima osservazione, essendo un rimborso sottoposto a plafond, si invitano i cooperatori ad essere particolarmente tempestivi nell’invio dell’istanza, secondo il calendario stabilito per il click day (vale il criterio cronologico). Ad esempio, per il Lazio, esclusa la provincia di Roma, il canale telematico sarà aperto a decorrere dal 04/03/2013, ore 12.00. La provincia di Roma persone fisiche sarà aperto il canale telematico , il 05/03/2013, ore 12.00. Provincia di Roma, persone non fisiche, il canale telematico sarà aperto dalle ore 12.00 del 06/03/2013. (Massimo Rosati) NUOVO MUD MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE Sul Supplemento ordinario 213 alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29/12 u.s., è stato pubblicato il DPCM 20 dicembre 2012 recante “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2013”. Il nuovo MUD, corredato delle necessarie istruzioni per la compilazione, è articolato in sei distinte comunicazioni: rifiuti speciali; veicoli fuori uso; imballaggi; Raee; rifiuti urbani, assimilati e raccolti in convenzione; produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Esso sostituisce la modulistica adottata nel dicembre 2011 e dovrà essere presentato dai soggetti di cui all’articolo 189 del D.Lgs. n. 152/2006 entro il 30 aprile 2013 con riferimento all’anno precedente. Tutto ciò si colloca all’interno di un quadro di riferimento che rimane tuttavia incerto nell’attesa di conoscere la sorte definitiva del SISTRI e dei connessi adempimenti (incluso il cosiddetto “mudino”), la cui entrata in operatività è stata – come noto – sospesa dall’articolo 52 della Legge n. 134/2012 fino al compimento delle verifiche amministrativo/funzionali del sistema stesso e comunque non oltre il 30 giugno 2013. VIGILANZA PRIVATA FIRMATO ACCORDO PER RINNOVO CCNL DEI 48MILA ADDETTI La vigilanza privata ha un nuovo contratto di lavoro a distanza di quattro anni dalla scadenza del precedente contratto. L’intesa per la firma del nuovo CCNL (CCNL per i dipendenti da Istituti e Imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari) è stata siglata il 23 gennaio scorso dalle organizzazioni di categoria Assiv/Confindustria, AGCI – Servizi, Lega Coop Servizi, Federlavoro e Servizi - Confcooperative, in rappresentanza della parte datoriale, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, in rappresentanza dei lavoratori. Il contratto, di durata triennale, scadrà il 31 gennaio 2016 e riguarda 48 mila addetti del settore vigilanza, di cui 45 mila con qualifica di guardia giurata armata (dati INPS). Per la prima volta nel perimetro contrattuale sono compresi anche i servizi fiduciari forniti da personale non armato. “La firma del nuovo contratto sostenibile – sottolineano le parti- è stata condizionata dalla situazione di crisi che negli ultimi anni ha colpito l’intero settore della vigilanza privata. Ci auguriamo che l’accordo di prospettiva, raggiunto con responsabilità delle parti, sia il primo passo per il rilancio economico delle aziende e per la creazione e tutela dell’occupazione, così come l’entrata a regime delle nuove regole fissate dal decreto ministeriale n. AGCI / Febbraio 2013 / 27 AGCI Attualità AGCI Iniziative AGCI Notizie AGCI Appuntamenti PERSONALE DIPENDENTE E ASSIMILATO DEDUCIBILITÀ DALL’IRPEF/IRES DELL’IRAP 269 è il passaggio indispensabile per la qualità professionale delle aziende e la correttezza del mercato”. I punti qualificanti del nuovo contratto riguardano il cambio appalto, come strumento per la salvaguardia dei livelli occupazionali del settore, la classificazione del personale, l’orario di lavoro e l’emersione di una serie di attività riconducibili alla filiera della sicurezza, attraverso la disciplina dei servizi fiduciari e la previsione della bilateralità anche per quest’ultimi. NUOVI CRITERI DI NUMERAZIONE DELLE FATTURE L’Agenzia delle Entrate ha emanato, il 10 gennaio scorso, la Risoluzione n. 1/E, con la quale, relativamente alla nuova formulazione dell’articolo 21, comma 2, lettera b), del DPR n. 633/1972, resasi necessaria per esigenze di adeguamento alla disciplina comunitaria, si chiarisce che è possibile ricorrere a qualsiasi tipo di numerazione progressiva delle fatture purché sia tale da garantirne l’identificazione univoca. Dal 1° gennaio 2013, quindi, i contribuenti possono adottare una numerazione progressiva che, partendo dal n. 1, o dal numero successivo a quello dell’ultima fattura emessa nel 2012, prosegua ininterrottamente per tutti gli anni di attività e fino alla sua cessazione: si tratta della soluzione apparentemente più semplice, che tuttavia apre le porte, nel lungo periodo, ad una identificazione sempre più complessa a tre, quattro, cinque, sei cifre. In quest’ottica, è forse più agevole utilizzare un sistema di numerazione progressiva per anno solare, in linea con quello tradizionale, ricominciando ogni primo gennaio una nuova serie di numeri sequenziali, meglio se affiancati dall’indicazione dell’anno di riferimento (es. n. 1/2013) ancorché, in assenza di detto elemento, l’apposizione obbligatoria della data sul singolo documento contabile assicuri comunque il rispetto della normativa vigente, evitando il pericolo di duplicazioni e/o sovrapposizioni.