www.agci.it
alla tutela ed alla promozione delle
società cooperative nei diversi ambiti
territoriali e settoriali.
Attualmente aderiscono all’Associazione 7.832 cooperative, con 442.358
soci, 66.397 soci lavoratori, 25.648
dipendenti ed un fatturato di 8.084
milioni di euro.
★★★
Compiti istituzionali
e servizi per gli associati
Capitale e Lavoro
nelle stesse mani
Giuseppe Mazzini
A.G.C.I.
ASSOCIAZIONE GENERALE
DELLE COOPERATIVE ITALIANE
L’A.G.C.I. (Associazione Generale
delle Cooperative Italiane) nasce a
Roma nell’ottobre 1952, ottiene ufficiale riconoscimento giuridico con Decreto
del Ministro per il Lavoro e la Previdenza sociale del 14/12/1961 e costituisce
una delle tre maggiori Associazioni
Nazionali di rappresentanza, assistenza,
tutela e revisione del Movimento cooperativo.
Presieduta oggi da Rosario Altieri,
l’A.G.C.I. opera senza fini di lucro per la
diffusione, il consolidamento, l’integrazione e lo sviluppo della Cooperazione,
nel rispetto dei princìpi di democrazia e di
mutualità: ha la propria sede centrale in
Roma ed una organizzazione articolata,
sull’intero territorio nazionale, in rappresentanze regionali/provinciali/interprovinciali ed in Associazioni settoriali di categoria (Abitazione, Agrital, Credito e Finanza,
Culturalia, Editoria, Produzione e Lavoro,
Servizi di Lavoro, Solidarietà).
Oltre che in ambito nazionale - dove
è presente con un proprio delegato
anche presso il CNEL - l’Associazione
aderisce ad importanti Organismi europei ed internazionali di rappresentanza
della Cooperazione, quali l’ICA, Cooperatives Europe, Cecop, Cecodhas, Cogeca, Cicopa: in essi, l’A.G.C.I. contribuisce
Nell’ambito delle sue finalità generali e dei suoi compiti istituzionali, l’Associazione si occupa della gestione di attività
di informazione, di consulenza sulle problematiche fiscali, legislative e del lavoro,
di tutela e di scambio, di collegamento
strategico tra le imprese, di servizio, di
coordinamento politico/organizzativo, di
diffusione della coscienza e della conoscenza cooperative, di formazione tecnica e professionale dei cooperatori.
Al fine dell’approfondimento delle
tematiche di maggior interesse ed
attualità per il mondo della Cooperazione, l’A.G.C.I. ha costituito l’Istituto di
Studi per l’Impresa Cooperativa (Isicoop), da cui è edita una collana di volumi
che si arricchisce periodicamente di
nuovi contributi.
L’Associazione è inoltre competente
ad espletare, per conto del Ministero
dello Sviluppo Economico, la vigilanza
sulle cooperative aderenti, finalizzata a
verificare, attraverso la revisione,
annuale o biennale, il possesso dei
requisiti mutualistici.
Nel 2010, l’A.G.C.I. ha ottenuto
l’iscrizione alla prima classe dell’Albo
Nazionale degli Enti di Servizio Civile,
con la conseguente abilitazione a presentare, in corrispondenza della pubblicazione degli appositi bandi da parte
dell’UNSC, progetti da realizzare presso
le proprie sedi di attuazione accreditate, distribuite sull’intero territorio del
Paese.
★★★
Le strutture collegate
L’A.G.C.I. Nazionale dispone di specifiche strutture collegate, costituite al
fine di fornire alle imprese associate un
supporto qualificato e professionalmente valido negli ambiti di particolare rilevanza per lo sviluppo di una sana ed efficiente imprenditorialità cooperativa. Tra
queste ricordiamo:
BANCA A.G.C.I. S.p.A.
Autorizzata all’esercizio dell’attività
creditizia con provvedimento dell’Autorità di vigilanza del 28 marzo 2007,
Banca A.G.C.I. SpA è un Istituto di credito che opera prevalentemente con le
piccole e medie imprese, quale strumento per il supporto, il consolidamento e
lo sviluppo delle cooperative aderenti
all’Associazione, nonché dei soci e
dipendenti delle stesse.
CONSEF
Costituito nel 2009, il Consorzio
Nazionale Servizi Finanziari si propone
di mettere in rete e far funzionare in
modo sinergico le strutture, operanti
nel settore del credito, di cui A.G.C.I.
dispone, al fine di: offrire servizi finanziari efficienti, efficaci e di qualità alle
cooperative aderenti all’Associazione;
indirizzare le stesse verso la capitalizzazione e la costruzione di idonei strumenti di finanza di sistema; consentire il
superamento delle difficoltà di accesso
al mercato del credito, l’accelerazione
dei processi di concentrazione ed integrazione, il rafforzamento delle capacità imprenditoriali e manageriali.
GENERAL FOND S.p.A.
Costituita nel 1993, la società gestisce, senza scopo di lucro, il Fondo
mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, alimentato
dal 3% degli utili annuali di tutte le cooperative aderenti all’Associazione e dai
patrimoni residui di quelle poste in
liquidazione.
La Società opera nella promozione e
nel finanziamento di nuove imprese ed
iniziative di sviluppo della cooperazione,
con preferenza per i programmi diretti
all’innovazione tecnologica, all’incremento dell’occupazione ed allo sviluppo
del Mezzogiorno.
FIN.COOP.RA. S.r.l.
Costituita nel 1980 per l’erogazione
del credito alle cooperative dell’A.G.C.I.,
Fin.Coop.Ra. S.r.l. opera a livello nazionale e svolge attività finanziaria sia nei
confronti della cooperazione, sia delle
Piccole e Medie Imprese (PMI).
CONSORZIO NAZIONALE
MEUCCIO RUINI
Costituito in forma di società cooperativa consortile nel 2009, quale Ente di
emanazione dell’A.G.C.I., doverosamente intitolato al primo Presidente dell’Associazione, vero e proprio Padre della
Patria, il Consorzio Nazionale Meuccio
Ruini per la formazione, i servizi al lavoro e l’innovazione tecnologica si propone, in via prioritaria, di: partecipare,
direttamente o attraverso le imprese
associate, alle opportunità di finanziamento, in tema di formazione, provenienti da risorse pubbliche regionali,
nazionali, comunitarie ed internazionali; promuovere forme innovative di progettazione della formazione e dei servizi al lavoro; favorire la crescita qualitativa, professionale e delle competenze,
per l’adeguamento strutturale e la
modernizzazione del tessuto delle
imprese aderenti all’Associazione.
CAAGCI S.r.l.
Costituito nel 2009 da AGCI Nazionale e dal settore agro-ittico-alimentare
della stessa (AGCI Agrital) insieme
all’A.N.P.A. (Associazione Nazionale Produttori Agricoli), il CAAGCI svolge funzioni di assistenza ad ampio raggio in
favore degli operatori del settore agricolo, soprattutto con riferimento agli
adempimenti di obblighi comunitari ed
alle richieste di benefici a livello europeo, nazionale e regionale.
Via Angelo Bargoni, 78 - 00153 Roma
Tel. 06/58327.1 Fax 06/58327.210
[email protected]
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Mensile di informazione dell’AGCI
Associazione Generale delle Cooperative Italiane
Febbraio 2013
Libera Cooperazione
Anno XV - Nuova serie N. 110
Febbraio 2013
Editoriale
Registrazione n. 227/1997
del 24.04.1997
Pubblicazione mensile
Poste Italiane SpA
Spedizione in abbonamento postale
D.L. 353/2003
(conv. in L. 27.02.2004 n. 46)
Art. 1 comma 1 DCB - Roma
❖ Elezioni 2013
Recuperare il senso di responsabilità
e il rispetto per le Istituzioni
di Rosario Altieri
Attualità
Editore
Associazione Generale
Cooperative Italiane
Via Angelo Bargoni 78
00153 Roma
❖ Donato all’AGCI il Fondo Ruini
Associazione
Direttore
Rosario Altieri
Direttore responsabile
Raffaella De Rosa
Concept grafico
Michele Spera
Collaboratori
Raffaella De Rosa, Filippo Turi
Hanno collaborato
a questo numero
Gian Luigi De Gregorio,
Raffaella De Rosa,
Michele Di Matteo, Stefano Flemma,
Marco Lamoli, Andrea Passoni,
Alessandro Riccioni, Silvia Rimondi,
Massimo Rosati, Roberto Rotondo
Segreteria di redazione
Stefano Pasqualini
Tel. 06.58327214
Stampa
I.F. Chitarrini Sas
Centro Stampa - Roma
Redazione e Amministrazione
Via Angelo Bargoni 78
00153 Roma
Tel. 06.58328347 - Fax 06.58328350
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Finito di stampare
Febbraio 2013
In copertina:
La vasta rete dell’AGCI:
le Cooperative
per lo sviluppo
socio-economico
del Paese
❖ Adozioni a distanza
Il progetto “Amici AGCI”
di Padre Ottavio a Capoverde
di Raffaella De Rosa
❖ AGCI Assicura. Il Welfare aziendale
passa per la Sanità integrativa
di Michele Di Matteo e Stefano Flemma
❖ PMI e fiscalità dedicata:
intervista al Presidente Altieri
a cura di Andrea Passoni
❖ Sviluppo bis: convertito il decreto
di Silvia Rimondi
Cooperative
❖ Auxilium, una quotidiana aspirazione
all’eccellenza
di Roberto Rotondo
❖ Prestito sociale nelle società cooperative
Prima parte
di Gian Luigi De Gregorio
Dalle Regioni
❖ Le Cooperative sono una risposta efficace alla
crisi. Lectio Magistralis di Giuliano Amato
di Marco Lamoli
❖ Le Cooperative sarde: noi cresciamo ancora
Pari Opportunità
❖ Azzerati i fondi per le “azioni positive”
Formazione
❖ Fon-Coop, Intervista al Presidente Scarzanella
sulle novità 2013
ELEZIONI 2013
RECUPERARE IL SENSO
DI RESPONSABILITÀ
E IL RISPETTO
PER LE ISTITUZIONI
Rosario Altieri
Editoriale
E
IL RISCHIO CHE
CORRIAMO
È CHE IL RISULTATO
ELETTORALE POSSA
CONSEGNARCI
UN’ITALIA
INGOVERNABILE
ED ANCORA
ESPOSTA AI RISCHI
CHE UNA TALE
CONDIZIONE
COMPORTA;
L’AUGURIO CHE
FORMULIAMO È
CHE QUESTA
CONDIZIONE DI
INGOVERNABILITÀ
POSSA ESSERE
SCONGIURATA.
PRESUPPOSTO
INDISPENSABILE
PER GUARDARE
ntro il mese in corso, con la chiusura dei seggi elettorali, si esaurisce
un’altra tappa del percorso avviato con le dimissioni del Governo
Berlusconi e con l’insediamento dell’Esecutivo presieduto dal professore Monti.
Ho già diverse volte scritto, anche attraverso questa rivista, le mie
opinioni e ho formulato quelle che pensavo e penso siano le evoluzioni che dovremmo augurarci si realizzino per consentire all’Italia
di allontanarsi dal baratro nel quale abbiamo seriamente rischiato di
sprofondare e per riconquistare, in futuro, una collocazione per la
nostra economia meno preoccupante.
Ho, anche, espresso altrettanto frequentemente la speranza che la classe politica italiana potesse recuperare quel senso di responsabilità e quel rispetto per le
Istituzioni che sono alla base di una Nazione moderna ed avanzata e di un Popolo che ha l’ambizione di essere considerato, a ragione, tra quelli più progrediti.
A tale proposito, avevo creduto che questo maggiore senso di responsabilità,
questo rispetto per le Istituzioni e, perché no, anche per i competitori politici si
potesse cominciare a scorgerli a partire dall’andamento della campagna elettorale alla quale stiamo assistendo in questi giorni e dai toni in essa usati.
A giudicare da quanto accaduto fino ad ora e dal sempre più significativo inasprimento del confronto in ragione dell’avvicinamento della scadenza elettorale,
sembra proprio che i nostri politici non abbiano appreso la lezione che la lunga e
profonda crisi insieme al rischio di emarginazione internazionale corso dal nostro
Paese, ci ha duramente impartito.
Lo scenario che abbiamo di fronte non lascia presagire niente di buono, gli
schieramenti che si confrontano, meglio sarebbe dire che si scontrano, sono
numerosi e caratterizzati da una notevole disomogeneità che rende arduo immaginare una loro agevole azione di governo nel caso di vittoria elettorale.
A quelli che possono essere considerati più tradizionali (centrodestra, centrosinistra e centro montiano) ne vanno aggiunti almeno altri due (la coalizione formatasi intorno ad Ingroia ed il movimento cinque stelle di Grillo).
Questi ultimi due, ciascuno per motivi diversi, sono destinati a svolgere un
ruolo significativo per le sorti del Paese. Il primo, il movimento unito intorno ad
Ingroia, è indiziato di una capacità di erodere voti al centrosinistra col rischio di
comprometterne il risultato finale; il secondo, per la previsione di un elevato
numero di consensi che, pur non raggiungendo livelli tali da consentire l’acquisizione della maggioranza, potrebbe determinare una massiccia presenza di parlamentari più vocati alla dimostrazione del dissenso che alla condivisione di
responsabilità di governo.
Tutto ciò mentre il Paese richiede, con sempre maggiore urgenza, quella stabilità politica che presupponga una capacità vera di collaborazione tra i diversi
schieramenti, pur nel rispetto delle peculiarità di ciascuno e del ruolo diverso che
l’elettorato vorrà affidare ad ognuno di essi.
I conti pubblici, per quanto riportati da Monti entro confini meno preoccupanti, sono ancora lontani dal consentirci previsioni del tutto rassicuranti; l’andamen-
AGCI / Febbraio 2013 / 4
NON INTENDO,
IN QUESTA SEDE,
ESPRIMERE
PREFERENZE TRA
LE DIVERSE FORZE
IN CAMPO:
INTENDO, PERÒ,
AFFERMARE
LA NECESSITÀ
DI PARTECIPARE
AL VOTO PER
CONTRIBUIRE
AD UNA SCELTA
RAGIONATA.
A TALE PROPOSITO,
SUGGERIREI LA
LETTURA
DELL’ULTIMO LIBRO
DI MAURIZIO
VIROLI, “SCEGLIERE
IL PRINCIPE”, NEL
QUALE L’ILLUSTRE
STORICO
E POLITOLOGO
SPIEGA LE RAGIONI
PER LE QUALI
NESSUN CITTADINO
DOVREBBE
ESIMERSI DAL
COMPIERE IL SUO
DOVERE DI
ELETTORE,
GIUNGENDO
AD AFFERMARE
CHE CIÒ DEVE
ESSERE FATTO
ANCHE SOLO PER
ESPRIMERE LA
PROPRIA
PREFERENZA PER IL
MENO PEGGIO
to della nostra economia continua a navigare in acque agitate e si concretizza in
consuntivi, ancora, inequivocabilmente recessivi; le regole della nostra democrazia risentono fortemente delle devastazioni che ad esse sono state apportate, a
colpi di maggioranza, dalle altrettanto diverse coalizioni che si sono avvicendate
al governo del Paese, la qual cosa suggerirebbe ad una classe politica responsabile di mettere mano a riforme istituzionali in grado di ammodernare lo Stato, di
snellire la burocrazia, di rendere efficiente la Pubblica Amministrazione e di agevolare la vita delle imprese e dei cittadini, senza alcuna attenzione alle convenienze di bottega.
Il tutto in una logica che difenda e salvaguardi i principi contenuti nella prima
parte della Costituzione, ma che renda più liberi i rapporti in una società che, a
distanza di circa settanta anni, ha raggiunto livelli di convivenza civile e di educazione alla libertà ed alla democrazia molto più significativi di quanto lascino
credere i comportamenti della sua classe dirigente.
Il rischio che corriamo è che il risultato elettorale possa consegnarci un’Italia
ingovernabile ed ancora esposta ai rischi che una tale condizione comporta; l’augurio che formuliamo è che questa condizione di ingovernabilità possa essere
scongiurata. Presupposto indispensabile per guardare con una certa fiducia al
futuro, immediato e non, è quello di poter contare su una classe dirigente più
responsabile, più attenta alle reali esigenze di una società stremata da una crisi
lunga, profonda ed ancora lontana dalla soluzione.
Come Alleanza delle Cooperative Italiane abbiamo predisposto un documento
con il quale ci proponiamo di impegnare le forze politiche in competizione su
alcune questioni che riguardano la vita quotidiana delle imprese, delle famiglie e
dei cittadini: quelle questioni dalle quali dipendono le sorti del Paese e la cui soluzione è in grado di determinare la collocazione dell’Italia tra i Paesi avanzati,
ovvero tra quelli caratterizzati da forti elementi di arretratezza.
In questo documento AGCI, Confcooperative e Legacoop indicano quelle
che, a loro parere, sono le misure più urgenti per determinare le condizioni in
grado di consentire il superamento della fase di recessione e l’avvio di quella
della crescita.
In primo luogo, le riforme istituzionali già prima richiamate; in secondo luogo,
una fiscalità più equa che pretenda di più da chi più possiede e che tassi in misura diversa le rendite da operazioni finanziarie rispetto ai redditi da lavoro e/o quelli da impresa, che non appesantisca ulteriormente l’IVA, per la quale è previsto un
nuovo aggravio di un punto percentuale dal primo luglio di quest’anno e che
potrebbe essere ulteriormente incrementato in un futuro prossimo; ed ancora, la
pressante richiesta di non procedere con l’aumento dal 4 al 10 per cento dell’aliquota IVA per i servizi prestati dalle cooperative sociali ai soggetti svantaggiati;
una diversa organizzazione del credito che risponda con maggiore celerità e
disponibilità alle esigenze delle imprese; il superamento dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione per i beni ed i servizi ad essa forniti
dalle imprese; una rimodulazione dello stato sociale finalizzata a rendere maggiormente adeguati i servizi alla persona, alla realizzazione di un sistema sanitario integrativo che si avvalga dell’apporto della cooperazione sociosanitaria; una
politica che metta al centro dell’attenzione le donne ed i giovani, oggi fortemente penalizzati da una organizzazione sociale che li tiene ai margini ed impedisce
loro di esprimere tutta l’energia positiva che sono in grado di sprigionare. (Il
documento integrale sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista).
Su questi argomenti intendiamo misurare la credibilità delle diverse offerte
politiche oggi in competizione e non commetteremo l’errore di lasciare ad altri la
scelta. Il voto è un diritto del cittadino ed il suo mancato esercizio consente ad
altri di scegliere anche per noi; esso, però, è anche un dovere per ogni cittadino,
un dovere civico, un impegno che abbiamo nei nostri confronti e nei confronti
dell’intera collettività.
Non intendo, in questa sede, esprimere preferenze tra le diverse forze in campo:
intendo, però, affermare la necessità di partecipare al voto per contribuire ad una
scelta ragionata. A tale proposito, suggerirei la lettura dell’ultimo libro di Maurizio
Viroli, “Scegliere il principe”, nel quale l’illustre storico e politologo spiega le
ragioni per le quali nessun cittadino dovrebbe esimersi dal compiere il suo dovere
di elettore, giungendo ad affermare che ciò deve essere fatto anche solo per esprimere la propria preferenza per il meno peggio.
AGCI / Febbraio 2013 / 5
Editoriale
CON UNA CERTA
FIDUCIA AL
FUTURO,
IMMEDIATO E NON,
È QUELLO DI POTER
CONTARE SU UNA
CLASSE DIRIGENTE
PIÙ RESPONSABILE,
PIÙ ATTENTA ALLE
REALI ESIGENZE DI
UNA SOCIETÀ
STREMATA DA UNA
CRISI LUNGA,
PROFONDA ED
ANCORA LONTANA
DALLA SOLUZIONE
DONATO ALL’AGCI
IL FONDO RUINI
Attualità
Un patrimonio librario
vasto e prezioso
L
o scorso mese di
dicembre è stato
collocato
nella
biblioteca dell’AGCI, allestita per
l’occasione presso
la Sala “Armando
Rossini” della sede
nazionale dell’Associazione, il Fondo donato dalla
professoressa Marieli Ruini,
sociologa ed antropologa, nipote
di Sua Eccellenza Meuccio Ruini
e figlia di Carlo Ruini, economista
e capo ufficio dell’ABI, che consta di circa seicento volumi appartenuti alla famiglia: testi in lingua
italiana e straniera, prevalentemente inglese e francese, monografici ovvero facenti parte di prestigiose collane, sugli argomenti
più vari, dalla storia all’economia,
dalla politica alle scienze sociali.
Tutto il materiale è al momento in fase di catalogazione e sarà a
breve consultabile su richiesta.
Si tratta di un vasto e prezioso
patrimonio librario, messo a
disposizione di AGCI, come detto,
da Marieli Ruini, attuale presidente del Consorzio nazionale per la
formazione, le nuove tecnologie
ed i servizi all’impiego, ente di
diretta emanazione dell’Associazione costituito nel 2009 ed intitolato a colui che fu un vero e proprio Padre della Patria, figura storica dell’Assemblea Costituente
ed assoluto protagonista dello scenario politico italiano del secondo
dopoguerra.
Tra i volumi, spiccano preziose
collane, alcune delle quali datate e
davvero di grande valore.
AGCI / Febbraio 2013 / 6
AGCI / Febbraio 2013 / 7
Attualità
Marieli ha scelto di donare
questo ampio e ricco fondo all’Associazione che Meuccio Ruini –
convinto assertore della Cooperazione e della bontà del modello
cooperativo quale risorsa in grado
di assicurare un significativo contributo all’economia del Paese e,
insieme, al miglioramento delle
condizioni di vita dei cittadini presiedette dal 1952, anno della
sua costituzione, al 1958.
Gli stessi interessi ha sempre
coltivato Carlo Ruini nella sua
attenta ricerca di modelli economici che rispondessero alle esigenze dei lavoratori e della società.
Il fondo comprende una parte
importante della biblioteca di
famiglia, composta dai volumi
accumulati nel corso degli anni,
molti dei quali acquisiti all’estero
dove Carlo ha svolto un lungo
periodo di studi.
Esso è stato costantemente
ampliato da nuove acquisizioni
collegate agli sviluppi dell’attività
di Meuccio e di Carlo, nonché agli
incarichi da questi ultimi assunti,
per poi arricchirsi di alcuni testi
della stessa Marieli.
Per AGCI, poter ospitare un
patrimonio così cospicuo e pregiato rappresenta un vero onore sia in
ragione del prestigio della famiglia Ruini, sia per il particolare
legame che unisce ed unirà sempre l’Associazione al suo primo
presidente ed ai suoi discendenti,
ma costituisce anche un impegno
serio e consapevole a custodirlo
con tutte le necessarie tutele ed a
valorizzarlo al meglio.
ADOZIONI A DISTANZA
PARTE L’INIZIATIVA “AMICI
AGCI DI PADRE OTTAVIO
FASANO IN CAPO VERDE”
Nel carteggio tra Padre Ottavio
e il Presidente AGCI Altieri le motivazioni
del progetto
Associazione
di Raffaella De Rosa
P
romuovere la persona
attraverso 32 scuole
allietate da oltre 2000
bambini. È questo l’intento principale delle
“Adozioni
a
Distanza” dell’Associazione Missionaria
Solidarietà e Sviluppo
Onlus (AMSES) di Padre Ottavio
Fasano operante nelle isole di
Capo Verde, promosse da oggi in
collaborazione anche con l’AGCI.
La nostra Associazione, in particolare, è onorata di contribuire a diffondere – attraverso “Libera Cooperazione” e tutti i canali informativi a disposizione – l’invito alle
adozioni, perché profondamente
convinta della validità delle attività assistenziali avviate da Padre
Ottavio in un arcipelago flagellato
da una costante siccità che riesce a
sopravvivere soprattutto grazie
agli aiuti internazionali.
Cos’è l’Adozione a Distanza
L’adozione a distanza è un
impegno morale a sostenere le
spese, o parte delle spese, per il
mantenimento di un bambino/a.
L’adozione comporta da parte dell’Associazione che la promuove
l’invio di una fotografia del
bimbo/a che frequenta gli asili in
loco. Anche se non esiste alcun
legame particolare con la famiglia, è possibile avere informazioni sul bambino dal responsabile
AMSES di tutte le scuole per l’infanzia.
Il bambino/a frequenta le scuole per un periodo di 2 anni, eccezionalmente 3. La quota mensile è
di 31Euro.
Per le donazioni è possibile uti-
AGCI / Febbraio 2013 / 8
lizzare il bollettino allegato al
volantino dell’AMSES, presente in questo numero del periodico, con la causale “Amici AGCI
di Padre Ottavio Fasano in Capo
Verde”.
Ricordiamo che l’Associazione Missionaria Solidarietà e
Sviluppo è una Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità
Sociale) e che, per le erogazioni
liberali fatte dai privati a favore
di tali Organizzazioni è previsto
un regime di detraibilità fiscale
(D.Lgs 460/497).
Riproduciamo inoltre in queste pagine lo scambio di lettere
tra Padre Ottavio Fasano e il
Presidente AGCI Nazionale
Rosario Altieri, che ha dato il
via alla collaborazione tra
l’AMSES e l’Associazione
Generale Cooperative Italiane.
Lettere
Caro Rosario,
buona e serena giornata a te.
Grazie molte della tua cordiale accoglienza ricevuta nel mio passaggio su Roma.
Grazie molte per avermi ascoltato dimostrando la tua fraterna attenzione a quanto sto vivendo in missione e alle opere che porto
avanti nell’arcipelago di Capo Verde.
Mi ha fatto piacere conoscere il tuo ambiente di vita e di lavoro. Conosco da sempre la cooperazione, ma non conoscevo l’importante e forte organizzazione dell’AGCI e quanta solidarietà e creatività sviluppi sul territorio italiano. Ne sono contento.
Come sai, da molti anni vivo ed opero in Capo Verde e per la gente di questa terra. Quale missionario frate cappuccino (la prima
volta che ho messo piede su questa terra di vulcani era il 1965) ti debbo dire che, oltre all’impegno di servizio con i meno fortunati,
in questi ultimi quindici anni ho fatto la scelta di dare molta attenzione al problema concreto dello sviluppo socio-economico, sanitario, formativo ed educativo.
Spero, nel prossimo futuro, di avere l’opportunità di condividere con te e, se possibile, anche con alcuni tuoi collaboratori l’esperienza personale di progetti significativi ai quali ho dato vita a beneficio della società capoverdiana. Ti accenno soltanto:
l’Ospedale San Francesco d’Assisi con due sale operatorie, laboratorio analisi, radiologia ed ecografia, ambulatori di varie specialità…; Casa Manuela Irgher, un centro di accoglienza delle ragazze madri unitamente a 32 scuole materne disseminate su sei isole
delle nove popolate che costituiscono l’arcipelago, con oltre 2.000 bambini che giornalmente ricevono accompagnamento, educazione e un pranzo caldo. Tutto questo incide molto positivamente sulla vita della gente e per uno sviluppo umano, sociale e spirituale
dei capoverdiani.
Caro Rosario forse tu ti chiedi: perché questo uomo missionario ha fatto questa scelta?
Eccoti la mia risposta: da molti anni mi dedico anima e corpo alla gente di questa mia terra di adozione che sono le isole vulcaniche e desertiche di Capo Verde, perché un giorno ho deciso di amarle e di aiutarle. Quando ho deciso di accettare nella mia vita
l’impegno di fede e di sacerdote, ho scommesso sulla Parola di Gesù che dice: “… chi lascia tutto per il Vangelo riceverà, oltre alle
prove, sofferenze ed incomprensioni, il centuplo in fratelli, sorelle, figli e figlie, ecc…” Qui sta la mia forza e la mia volontà di “fare”
quanto so e posso per la mia gente.
Il mio passaggio su Roma e l’incontro con te, Rosario, ed il contatto con l’AGCI l’ho letto e vissuto nella linea della Provvidenza. Mi ha fortemente consolato leggere alcuni passi della rivista che celebra “ il modello cooperativo rivolto alla costruzione del
bene comune, alla solidarietà economica e sociale, al radicamento sul territorio, alla inclusione dei soggetti meno fortunati…”.
Ancora: “ essere presenti (nella società e nel mondo) con i nostri ideali laici per praticarli nel quotidiano e per trasmetterli alle future generazioni”. Aggiungo: “ generazioni italiane e quelle dei Paesi in via di sviluppo”.
Grazie, Rosario, di questa bella, positiva occasione e piena di speranza che mi hai dato.
Ricevi un caro saluto da questa mia terra ed un abbraccio.
A presto, Aff. P. Ottavio Fasano
Roma, 21 gennaio 2013
Lettere
Caro Padre Ottavio,
sono io a doverti ringraziare per il dono che hai voluto riservarmi consentendomi di fare la Tua conoscenza.
Conoscerti e stimarti è stato, infatti, per me un tutt’uno.
Le Tue scelte di vita, il Tuo dedicarti completamente ad opere umanitarie, la Tua piena condivisione delle condizioni dei più poveri, il fattivo Tuo impegno volto alla ricerca della soddisfazione immediata dei loro bisogni e della costruzione delle opportunità per
affrancarsi da essi in maniera definitiva fanno di Te un esempio di coerenza, bontà, fratellanza e concretezza.
Le opere delle quali sei stato ispiratore e costruttore, il successo di molte Tue iniziative, il sollievo che di fatto assicuri ad una umanità sofferente scuote la sensibilità di quanti, come me, presi dalla routine quotidiana, rischiano di perdere di vista i veri valori per i
quali vale la pena vivere la propria vita.
Mi impegno personalmente, per quanto nelle mie possibilità, ad affiancarti in alcune delle iniziative che tieni in essere e mi farò
promotore, all’interno dell’Associazione che presiedo e fra tutte le cooperative associate, della ricerca di ulteriori contributi e collaborazioni.
In particolare, diffonderò l’invito alle adozioni a distanza, così come verificherò la disponibilità delle diverse competenze e professionalità di cui hai bisogno per mandare avanti le attività assistenziali ed imprenditoriali da Te già avviate.
Attendo con ansia di poterti reincontrare e di definire il programma di lavoro che potremo svolgere insieme.
Un fraterno abbraccio, Rosario Altieri
AGCI / Febbraio 2013 / 9
Associazione
Isola di Fogo, 18/01/2013
Pari Opportunità
PARI OPPORTUNITÀ
AZZERATI I FONDI
DESTINATI ALLE
“AZIONI POSITIVE”
I
l ministro Fornero, con il
decreto del 31 dicembre
2012, ha cancellato il
capitolo di spesa che
avrebbe
dovuto
finanziare i progetti per le
cosiddette azioni positive
ovvero quegli interventi
mirati all’inserimento e al
reinserimento delle donne nel
mercato del lavoro.
Con questo atto la Fornero ha
di fatto eliminato ogni forma di
sostegno finanziario alle politiche
di genere, sostegno previsto dalla
legge 125/91 e leggi seguenti.
Seppur
con
percorsi
accidentati la 125 del 91, e i
progetti finanziati nel tempo,
hanno permesso l’accrescimento
della
cultura
delle
Pari
Opportunità e, specificatamente,
aiutato le donne a inserirsi o
reinserirsi nel mercato del lavoro.
Per l’anno 2013 era previsto
che i progetti mirati alle azioni
positive fossero presentati al
Comitato entro il 30 novembre
2012. I progetti dovevano essere
mirati principalmente a:
– eliminare le disparità di
trattamento nella formazione
scolastica e professionale, nonché
nell’accesso al lavoro;
– promuovere l’inserimento
delle
donne
nei
settori
professionali in cui sono ancora
poco presenti;
– favorire l’accesso al lavoro
autonomo e alla formazione e
riqualificazione imprenditoriale;
– favorire una diversa
organizzazione del lavoro, al fine
di coniugare vita familiare e
lavorativa;
– favorire la diversificazione
delle scelte professionali delle
donne soprattutto attraverso
l’orientamento
scolastico
e
professionale e gli strumenti della
formazione.
Al Comitato sono pervenuti
circa 300 progetti e, il fatto grave,
è che questo azzeramento di fondi
è avvenuto a bando operativo, con
centinaia di progetti già presentati
e pronti ad essere attuati. Inoltre le
tipologie di progetti, le griglie di
valutazione degli stessi, i criteri di
ripartizione dei fondi, i requisiti
per partecipare al bando erano
stati inseriti in un decreto
ministeriale firmato proprio dal
ministro Fornero il 29 maggio
2012.
L’azzeramento arrivato dopo
solo 7 mesi, oltre ad annullare i
finanziamenti cancella, di fatto, il
Comitato Pari Opportunità che
molto ha fatto in questi anni per lo
sviluppo della cultura a favore
delle donne nel lavoro.
Durante la riunione del
Comitato, avvenuta a metà
gennaio, tutte le componenti
hanno protestato contro questo
sopruso e hanno scritto una lettera
al ministro per chiedere il
ripristino dei finanziamenti.
AGCI / Febbraio 2013 / 10
PESCA: SFUMA INDENNITÀ
DI MATERNITÀ PER LE
PESCATRICI AUTONOME
FORTE RAMMARICO
DA PARTE DELL’ALLEANZA
COOPERATIVE PESCA:
"RUOLO DONNE
FONDAMENTALE NEL
SETTORE ITTICO"
Forte rammarico esprimono le Associazioni dell'Alleanza delle cooperative Pesca per la mancata conversione in
legge del DL 216/2012 che vede sfumare nel nulla l'estensione del trattamento di maternità e congedo parentale alle pescatrici autonome.
È un grave passo indietro nella giustizia sociale e nella civiltà del lavoro,
che riteniamo particolarmente grave e
mortificante in un settore, come quello
della pesca, in cui il lavoro femminile
storicamente ha sempre svolto e continua a svolgere un contributo fondamentale a sostegno delle imprese ittiche.
Un contributo ancora non riconosciuto
né adeguatamente valorizzato, soprattutto se consideriamo che accanto al
lavoro dipendente e autonomo, esiste il
lavoro di migliaia di "donne della
pesca" il cui impegno a fianco dell'impresa familiare rimane ancora oggi
ancora del tutto sommerso, non retribuito, né coperto da tutele basilari,
come la malattia o l'infortunio, prima
ancora della maternità.
Le Associazioni confidano che l'estensione della maternità alle pescatrici
autonome possa essere presto recuperata a livello legislativo e rilanciano fin
d'ora il prossimo obiettivo nei confronti del Ministero del Lavoro: attivare un
confronto per proposte operative volte
alla promozione ed al riconoscimento
del ruolo giuridico delle donne della
pesca come "coadiuvanti ittiche",
come già accade per l'agricoltura.
Michele Di Matteo e Stefano Flemma
U
na recente indagine condotta su un
campione significativo di lavoratori
e dirigenti d’impresa
conferma
che oggi il benefit
più ambito ed
apprezzato è la
Sanità Integrativa Aziendale.
Le dichiarazioni di qualche
mese fa del Premier Monti sulla
sostenibilità dei costi del S.S.N.
hanno fatto maturare sempre più
nei suddetti soggetti la convinzione che il Welfare dell’Azienda
Ideale passi oggi necessariamente
per la Sanità Integrativa piuttosto
che, come avveniva fino a poco
tempo fa, per le pensioni integrative o per le assicurazioni infortuni
e vita.
Dalla medesima ricerca è
emerso che il Welfare sanitario è
già diventato una realtà in un
numero consistente di imprese,
con ricadute positive per le stesse
sia sotto il profilo fiscale, sia dal
punto di vista dell’aumento della
produttività.
All’origine della determinazione degli intervistati di percorrere,
a livello aziendale, la strada della
Sanità integrativa, vi è la sempre
più diffusa preoccupazione di non
poter contare, in caso di necessità,
per sé e per i propri familiari, sul
Servizio Sanitario Nazionale,
ovvero di non ricevere adeguate
cure ed idonea assistenza; a ciò si
aggiunga il significativo costo del
ticket e quello crescente delle prestazioni.
Gli strumenti a disposizione
degli interessati sono tanti: adesione a fondi sanitari già esistenti,
costituzione di mutue, polizze
assicurative cumulative.
AGCI Assicura ha già intrapreso in tal senso azioni ed iniziative
che, grazie alla collaborazione di
cooperative guidate da una dirigenza particolarmente lungimirante e sensibile nei confronti
delle esigenze dei soci, hanno portato alla progettazione ed alla successiva costituzione di piani
modulabili di assistenza sanitaria
integrativa.
Si va da formule minime e
semplici quali il check-up annuale
sanitario preventivo o l’adesione
a circuiti sanitari nazionali che
permettono, a parità di prestazioni, di abbattere i costi, a piani di
assistenza che garantiscono il rimborso delle spese sostenute solo
per grandi interventi chirurgici,
fino a soluzioni più articolate e
complete che coprono tutti gli
eventi e tutte le prestazioni sanitarie, ivi comprese le cure odontoiatriche.
La formula dell’adesione
aziendale (cosiddetta “cumulativa”), all’insegna della solidarietà,
della mutualità e dello spirito di
appartenenza, permette di sviluppare significativi vantaggi in termini sia di prestazioni che di costi:
si pensi, ad esempio, ai benefici
per i soggetti affetti da malattie
pregresse, che in tal modo potrebbero usufruire di coperture assicurative sanitarie singolarmente irreperibili sul mercato.
Inoltre, i piani assicurativi
sanitari aziendali possono costi-
AGCI / Febbraio 2013 / 11
AGCI
ASSICURA
tuire il primo passo in direzione
della costituzione di vere e proprie
mutue sanitarie che, nella forma
cosiddetta “mista”, prevedono
sempre il coinvolgimento dello
strumento assicurativo.
Rispetto a tutte le descritte esigenze, AGCI Assicura, forte del
know how ormai ventennale dei
propri partner fornitori, è a disposizione dei soci e delle loro famiglie, con un network sanitario
qualificato, in grado di soddisfare
al meglio qualsiasi richiesta degli
assistiti sull’intero territorio
nazionale, consentendo altresì agli
stessi di scegliere senza limitazioni la struttura dove recarsi per
avvalersi delle prestazioni di cui
necessitino.
Associazione
AGCI ASSICURA
IL WELFARE AZIENDALE
PASSA PER LA SANITÀ
INTEGRATIVA
PMI E FISCALITÀ DEDICATA
L’AGENDA DEL MONDO COOP
“Bene il documento di Confindustria,
ma il prossimo Governo
presti attenzione anche alle Coop”
Il Corriere Nazionale intervista
Rosario Altieri, Presidente AGCI
Associazione
A cura di Andrea Passoni
P
residente, cosa ne
pensa del “Progetto
per l’Italia” promosso da Confindustria?
Il Progetto diffuso
da Confindustria è una
utile base di partenza
per la condivisione di
una politica di crescita che punti
sulla ripresa della produzione, sull’incentivazione dei consumi, la
quale potrà scaturire da un incremento del lavoro, nonché su una
ulteriore spinta alle esportazioni,
in modo da posizionare il Sistema
Italia su un terreno di maggiore
competitività.
Ciò che andrebbe, viceversa,
più e meglio esplicitato è la necessità di una attenzione particolare
da rivolgere alla media e piccola
impresa, che in altre circostanze, è
stata lasciata senza adeguata considerazione, pur rappresentando
oltre il 98% del nostro tessuto
imprenditoriale e pur assicurando
circa l’80% della produzione
nazionale.
Con lo sguardo rivolto al
mondo cooperativo, a suo giudizio quali dovrebbero essere tre
interventi chiave e prioritari del
prossimo Governo?
Il primo intervento, come già
detto, è comune a tutte le imprese,
a prescindere dalla loro forma giuridica, tenendo conto che il microcosmo cooperativo è caratterizzato, per la quasi sua totalità, da
sodalizi piccoli e medi.
Il secondo dovrebbe essere
quello di riconsiderare la necessità
di valutare meglio, attraverso una
fiscalità dedicata, il valore sociale
dell’impresa cooperativa, riconosciuto tra l’altro dall’articolo 45
della Costituzione della Repubblica Italiana, rendendo maggiormente premianti le limitazioni dell’utilizzo degli utili prodotti dalla
stessa e l’obbligo di devolvere
parte di essi ai Fondi mutualistici,
ai quali sono destinati anche i
patrimoni degli enti in liquidazione.
Il terzo è riconducibile ad una
disciplina del credito all’impresa
espressamente rivolta agli enti
cooperativi, che individui parametri e requisiti propri di questa particolare tipologia imprenditoriale,
la quale è assoggettata, come già
accennato, a vincoli di destinazione degli utili, che dovranno in
gran parte essere accantonati a
riserve indivisibili e reinvestiti
nello sviluppo dell’attività del
sodalizio stesso.
Complice anche la crisi, il
sistema economico e il mercato a
cui eravamo abituati si stanno
modificando in modo importante: ruolo delle istituzioni a parte,
su quali aspetti intende puntare
la cooperazione?
Indipendentemente dagli andamenti macroeconomici dei sistemi
produttivi e dei mercati, pur ribadendo che una parte importante
AGCI / Febbraio 2013 / 12
deve essere fatta dalle Istituzioni
nazionali e territoriali, il Movimento cooperativo organizzato sta
puntando su alcuni aspetti che
ritiene imprescindibili, quali: processi di fusione, costituzione di
reti d’impresa, utilizzo di strumenti legislativi come i gruppi
cooperativi paritetici, creazione di
piattaforme di commercializzazione rivolte soprattutto ai mercati
internazionali, accompagnamento
all’accesso al credito ordinario.
Su tutto questo e su altro ancora stiamo lavorando da diversi
anni per affiancare le imprese cooperative nelle loro quotidiane
sfide: basta ricordare il Protocollo
d’intesa che l’Alleanza delle Cooperative Italiane ha firmato con
Unioncamere per la promozione
delle reti d’impresa, o la creazione
di un Consorzio unitario fra
AGCI, Confcooperative e Legacoop per la garanzia fidi e, per quanto riguarda più specificatamente la
nostra Associazione, Banca AGCI
il cui pacchetto azionario è detenuto per circa tre quarti da imprese cooperative a noi aderenti, o
ancora il Consorzio Nazionale
Servizi Finanziari (Consef) che
rappresenta sempre di più un
alleato importante per le realtà
imprenditoriali alla ricerca di
finanziamenti.
Associazione
RICONSIDERARE
LA NECESSITÀ
DI VALUTARE MEGLIO,
ATTRAVERSO UNA
FISCALITÀ DEDICATA,
IL VALORE SOCIALE
DELL’IMPRESA
COOPERATIVA,
RICONOSCIUTO
TRA L’ALTRO
DALL’ARTICOLO 45
DELLA COSTITUZIONE
DELLA REPUBBLICA
ITALIANA, RENDENDO
MAGGIORMENTE
PREMIANTI LE
LIMITAZIONI
DELL’UTILIZZO DEGLI
UTILI PRODOTTI
DALLA STESSA
E L’OBBLIGO DI
DEVOLVERE PARTE
DI ESSI AI FONDI
MUTUALISTICI,
AI QUALI SONO
DESTINATI ANCHE
I PATRIMONI DEGLI
ENTI IN LIQUIDAZIONE
CIÒ CHE ANDREBBE
PIÙ E MEGLIO
ESPLICITATO
È LA NECESSITÀ
DI UNA ATTENZIONE
PARTICOLARE DA
RIVOLGERE ALLA
MEDIA E PICCOLA
IMPRESA CHE, IN ALTRE
CIRCOSTANZE, È STATA
LASCIATA SENZA
ADEGUATA
CONSIDERAZIONE,
PUR RAPPRESENTANDO
OLTRE IL 98%
DEL NOSTRO TESSUTO
IMPRENDITORIALE
E PUR ASSICURANDO
CIRCA L’80%
DELLA PRODUZIONE
NAZIONALE
AGCI / Febbraio 2013 / 13
AUXILIUM
SOCIETÀ COOPERATIVA
UNA QUOTIDIANA
ASPIRAZIONE
ALL’ECCELLENZA
Roberto Rotondo
Cooperative
1
S
enise, Bari, Roma,
Milano. In quest’ordine inusuale, dal
piccolo centro alla
grande metropoli, la
cooperativa sociale
Auxilium ha segnalato le sue sedi nella
pagina di pubblicità
che da mesi appare ogni giorno
sul quotidiano Avvenire. Particolare non casuale, che rivela uno
dei tratti specifici di questo piccolo miracolo italiano: un albero
con le radici ben piantate nella
sua terra d’origine anche se i rami
e i frutti crescono visibili in tutta
Italia.
Auxilium, infatti, è nata nel
1999 per iniziativa di alcuni giovani della Basilicata che studiavano all’Università di Roma La
Sapienza, ed è divenuta in soli
tredici anni una delle più solide
realtà dell’esperienza cooperativa
sociale italiana, capace, attraverso una quotidiana aspirazione
all’eccellenza, come ricordano
spesso i responsabili della cooperativa, di assistere e dare benessere a migliaia di persone in situazioni di reale bisogno: salute
mentale, disabilità, servizi agli
anziani, minori senza famiglia,
ragazze madri, accoglienza agli
immigrati, sono questi gli ambiti
in cui lavora Auxilium, che oggi
conta oltre mille dipendenti in
tutta Italia.
Proprio il personale impiegato
da Auxilium è uno dei punti di
forza della cooperativa: sono
infermieri, medici, psicologi, terapisti, assistenti sociali, educatori.
AUXILIUM È NATA
NEL 1999 PER
INIZIATIVA DI ALCUNI
GIOVANI DELLA
BASILICATA
CHE STUDIAVANO
ALL’UNIVERSITÀ
DI ROMA LA SAPIENZA,
ED È DIVENUTA
IN SOLI TREDICI ANNI
UNA DELLE PIÙ SOLIDE
REALTÀ DELLA
ESPERIENZA
COOPERATIVA SOCIALE
ITALIANA, CAPACE,
ATTRAVERSO
UNA QUOTIDIANA
ASPIRAZIONE
ALL’ECCELLENZA,
COME RICORDANO
SPESSO
I RESPONSABILI
DELLA COOPERATIVA,
DI ASSISTERE E DARE
BENESSERE A MIGLIAIA
DI PERSONE
IN SITUAZIONI
DI REALE BISOGNO:
SALUTE MENTALE,
DISABILITÀ, SERVIZI
AGLI ANZIANI, MINORI
SENZA FAMIGLIA,
RAGAZZE MADRI,
ACCOGLIENZA
AGLI IMMIGRATI
AGCI / Febbraio 2013 / 14
Il sessanta per cento dei soci lavoratori ha meno di 40 anni e la
maggioranza sono donne. A tutti è
sempre rigorosamente garantito il
contratto nazionale di categoria. Il
livello di istruzione è molto alto, il
sessanta per cento è laureato e
chiunque entra in contatto con
loro rileva subito forti motivazioni
ideali unite a grande competenza
professionale, acquisita anche grazie alla continua formazione del
personale su cui investe l’azienda
stessa, in collaborazione con le
facoltà di medicina e psicologia
dell’Università di Roma La
Sapienza e dell’Università di Bari.
Perché anche questo è un tratto
distintivo di Auxilium, che, fin
dall’inizio, nel rispondere ai bisogni del territorio dove opera, sia in
Puglia che nel Lazio, sia per conto
di una Asl o di un ordine religioso,
punta sempre a coinvolgere e collaborare con università, centri di
ricerca e gli operatori più avanzati
nel mondo socio sanitario italiano,
per migliorare il servizio reso ad
ogni persona che assiste, rendendolo sempre più innovativo, efficiente e conveniente per l’ente che
lo eroga.
Auxilium, insomma, è la confutazione, non teorica ma attuata,
di tutti gli stereotipi sul Sud Italia
arretrato e mai in grado di competere. Te ne accorgi già entrando
nella grande e moderna sede di via
Gramsci a Senise, dove tutto è iniziato: orari “brianzoli”, ordine,
professionalità, cura dei particolari anche nel presentarsi, sembra
più di essere in un cantone svizzero che non in piccolo centro della
prime in Italia, indisse una gara di
evidenza pubblica per aprire
Comunità alloggio destinate a
malati psichici dimessi dagli ospedali psichiatrici (che dovevano
essere chiusi in ottemperanza alla
legge Basaglia) Auxilium vince la
gara ed apre a Vallina di Calvera
ed a Genzano di Lucania tre case
famiglia con i malati dimessi dall’Ospedale psichiatrico Don Uva
di Potenza.
È uno dei primi operatori socio
sanitario in Basilicata a realizzare
Comunità alloggio per malati psichici e all’inizio non mancano le
difficoltà: i malati sono reduci da
anni passati in una struttura ospedaliera gigantesca e piena di problemi, mangiano e dormono poco,
sono chiusi in se stessi e nella loro
patologia.
Ma il lavoro appassionato
degli operatori di Auxilium porta
presto i suoi frutti e oggi, quegli
stessi ospiti delle Comunità alloggio di Calvera e Genzano (a cui si
sono aggiunte in questi anni due
nuove comunità a Ripacandida e
Maschito), vivono respirando un
clima familiare e positivo: interagiscono con tutti, si gestiscono,
sbrigano piccoli lavori domestici,
escono in gruppo per fare la
spesa, hanno organizzato un gruppo teatrale stabile e qualcuno ha
ripreso anche rapporti costanti
con la famiglia di provenienza. Si
può “davvero” fare, viene da dire
parafrasando il titolo del bel film
di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio che racconta una storia
simile.
In quei primi anni, assieme
all’assistenza dei malati psichici si
fa strada anche la prospettiva di
gestione del servizio di Assistenza
domiciliare integrata. Auxilium
ottiene commesse per conto dell’ex Asl di Maglie, di Venosa e di
Lagonegro. Gli assistiti sono
anziani, disabili, minori, malati
terminali, ma la cura nel lavoro, la
competenza e l’umanità degli assistenti è tale che in poco tempo la
cooperativa guadagna un prestigio
imprenditoriale tale che gli permette di consolidare le commesse
sia di acquisirne di nuove, diversificando i propri servizi, in provincia di Bari e di Barletta, inizia a
gestire una casa protetta per anzia-
AGCI / Febbraio 2013 / 15
1.
I bambini ospiti del Cara di Bari
durante un laboratorio artistico
2.
Visite pediatriche
nell’ambulatorio del Cara di Bari
3.
Operatori di Auxilium assistono
un’anziana disabile
4.
Un momento di vita quotidiana
degli ospiti della Casa Alloggio
Vallina a Calvera (Potenza)
Cooperative
provincia di Potenza.
E impressiona anche l’elenco
delle certificazioni ottenute da
Auxilium, che vanno ben aldilà
degli obblighi di legge, caso più
unico che raro in un settore,
quello socio sanitario assistenziale, dove spesso regna l’improvvisazione e la precarietà.
Come la certificazione ISO
9001:2008, la HOSAS 18001, la
ISO 14001 ed infine la certificazione etica S.A. 8000: Auxilium
è la prima cooperativa sociale
d’Italia ad avere ottenuto il certificato d’eccellenza.
Ma nell’atrio della sede di via
Gramsci c’è anche una grande
foto di gruppo che da sola dice
molto della storia e dell’anima di
Auxilium. C’è il senatore a vita
Giulio Andreotti ritratto assieme
a dei giovani soci lavoratori
durante la sua visita qui nel 2007.
Perché l’intelligenza dei ragazzi
che hanno fondato Auxilium e
che oggi sono professionisti
affermati e padri di famiglia, è
stata crescere anche attraverso il
consiglio ed il confronto, quasi
paterno, con personalità illustri
che condividevano e stimavano le
loro motivazioni e il loro metodo
di lavoro.
E che li hanno accompagnati
nella loro avventura, aiutandoli a
non perdere mai di vista l’obiettivo più alto del loro lavoro, quello
della promozione sociale. È stato
così fin dall’inizio, quando, come
detto, un gruppetto di universitari
della Basilicata che studiavano a
Roma si ritrovò a progettare il
proprio futuro lavorativo a Senise
assieme ad un sacerdote, il loro
assistente spirituale di Roma.
Fu proprio lui a suggerire a
quei giovani studenti di non
lasciare la propria terra per trovare lavoro a Roma, ma di portare il
lavoro lì. Era il 1999 e la scelta di
costituire una cooperativa sociale
fu quanto di più naturale: erano
cresciuti in università sperimentando la bellezza di lavorare
assieme per costruire qualcosa di
utile per sé e per gli altri, partendo sempre dai bisogni e dalle
necessità dell’ambito sociale in
cui vivevano.
Così, quando quello stesso
anno la regione Basilicata, tra le
2
3
4
Cooperative
1.
Il direttore del Cara di Bari
(al centro nella foto) con due
ospiti durante un torneo di calcio
organizzato all’interno
del Centro accoglienza
2.
Operatori di Auxilium
al Cie di Ponte Galeria a Roma
3.
All’interno del box:
il presidente Pietro Chiorazzo
ricevuto il 31 dicembre 2012
da Papa Benedetto XVI
1
2
ni a Locorotondo e due residenze
sanitarie assistite. L’elenco oggi
sarebbe troppo lungo e comprende
più regioni. Recente frutto della
competenza e considerazione
maturata è la collaborazione con
la Don Gnocchi di Milano, un’eccellenza italiana nel campo della
riabilitazione, per la gestione nel
Lazio e in Campania di centri residenziali per malati di Alzheimer.
Un altro passo significativo di
Auxilium è del 2006, quando inizia la gestione di quattro Case
famiglia per minori e di una per
ragazze madri, per conto della
Fondazione Protettorato di San
Giuseppe di Roma. Sono bambini
e ragazzi che, non avendo per vari
motivi un ambiente familiare di
provenienza idoneo alla loro crescita, sono stati affidati al Protettorato dal Tribunale dei minori. È
un settore di intervento che sta
particolarmente a cuore ad Auxilium e, anche se i responsabili
sono molto restii a pubblicizzare il
bellissimo lavoro svolto per delicatezza verso i piccoli ospiti, per
loro questa esperienza di assistenza è un valore che da solo giustifica e ripaga l’enorme lavoro svolto
in questi anni per portare Auxilium ai vertici della cooperazione
socio- sanitaria in Italia. Tanto che
alle case famiglia per minori si è
aggiunto presto anche l’asilo nido.
C’è un’altra emergenza sociale, che partita dal sud è arrivata in
tutto il Paese, e su cui Auxilium
opera: l’accoglienza degli immigrati. Auxilium gestisce da anni il
Centro accoglienza richiedenti
asilo di Bari per conto della competente Prefettura.
Tra i primi per numero di posti
disponibili e per accoglienze effettuate, il Cara di Bari è un punto
chiave del sistema di accoglienza
del nostro Paese. Quando nel 2008
Auxilium, dopo una gara pubblica, ha iniziato a gestirne tutti i servizi di assistenza la situazione era
perlomeno problematica. Ma nel
2010, dopo appena due anni di
gestione, il Cara di Bari è stato
definito “modello di accoglienza”
dai funzionari dell’Onu che l’hanno ispezionato e valutato.
E basta entrarci per rilevare il
grande lavoro che ogni giorno
viene svolto, non solo assicurando
AGCI / Febbraio 2013 / 16
un letto e pasti caldi ad ognuno,
ma con una reale assistenza medica e psicologica, la mediazione
linguistica, le attività mirate a
favorire la comprensione di ogni
singolo caso, per guidare i primi
passi di ognuno verso l’integrazione. Con la consapevolezza che
questi primi passi sono fondamentali per l’immigrato portato lì
dopo viaggi disperati e disperanti,
con alle spalle storie di miseria,
quando non di guerra e violenze.
Auxilium aveva già operato in
precedenza in questo settore,
gestendo i servizi del Cpt di
Restinco (Brindisi) ma proprio il
successo ottenuto al Cara di Bari
convinse la cooperativa a fare un
ulteriore passo: acquisire anche il
Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma.
In generale il clima all’interno
dei Cie, su cui oggi in Italia si
discute molto a proposito delle
norme che li regolano, è naturalmente tutt’altra cosa rispetto a
quello nei Cara: qui, per l’immigrato chiunque esso sia, il viaggio
della speranza è diventato l’attesa
del ritorno. Un rimpatrio vissuto
con frustrazione, a volte rabbia,
paura e sconforto. Eppure anche
qui, dove puoi trovare l’umanità
più diversa, l’imbianchino senza il
permesso di soggiorno accanto
all’ex carcerato che dopo la prigione attende l’espulsione, Auxilium riesce a svolgere un lavoro
attento ai bisogni e alla storia di
ogni singola persona.
Tanto che il 4 ottobre scorso il
Viminale, dopo il sopralluogo
effettuato dal sottosegretario
all’interno Ruperto, accompagnato dal Prefetto di Roma e dai dirigenti della Questura, ha evidenziato “il buon livello organizzativo del centro, che ha fornito elementi di best-practice, da poter
applicare anche in altri centri”. In
pochi anni, quindi, Auxilium è
diventata un referente autorevole
nel mondo dell’immigrazione e,
per esempio, in Puglia gestisce per
conto del comune di Bitonto, Bari,
il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, per la realizzazione di progetti di accoglienza
integrata. Inoltre, nei primi giorni
del 2013, Auxilium si è aggiudicata la gestione del Centro acco-
INTERVISTA
A PIETRO CHIORAZZO
PRESIDENTE DELLA
COOPERATIVA
SOCIALE “AUXILIUM”
Pietro Chiorazzo è il presidente
della cooperativa sociale Auxilium.
Quarantadue anni, fa parte, con il fratello Angelo, del piccolo gruppo di
universitari che nel 1999 l’ha fondata.
Gli poniamo alcune domande su
aspetti specifici della cooperativa.
Auxilium non ha mai perso una
commessa acquisita attraverso una
gara pubblica, perché, alla scadenza del contratto, ha sempre vinto
anche la gara per il rinnovo. Un
naturale motivo di orgoglio, ma da
cosa dipende?
Primo, dalla grandissima attenzione che abbiamo verso l’assistito, che
sia un minore o un immigrato, un
anziano o un paziente con un disagio
psichico o fisico. Questo, infatti, non
è un lavoro che si può fare solo per
guadagnare uno stipendio, ci devi
mettere il cuore. È una vocazione,
quasi, che ti permette di assistere la
persona che ti sta di fronte come se
fosse la persona che ti è più cara.
Secondo fattore è l’attenzione al
committente del servizio: l’alto gradimento che registriamo presso gli enti
per cui lavoriamo dipende dalla nostra
continua ricerca dell’innovazione, del
miglioramento, della razionalizzazione del servizio reso e della sua economicità per il sistema sanitario. Per
esempio, per l’assistenza domiciliare
integrata, oggi stiamo studiando alcuni modelli utilizzati nel Nord Europa
molto interessanti. Inoltre a Bari
abbiamo realizzato uno spin-off con
la Facoltà di Economia e di Psicologia, per far sì che le conoscenze e i
risultati delle ricerche universitarie
siano trasmesse agli operatori sul
campo. Ma in generale in ogni nostra
AGCI / Febbraio 2013 / 17
attività cerchiamo la collaborazione di
affermati professori universitari e di
centri di ricerca a cui affidiamo la
guida o la supervisione di un progetto.
La vera ricchezza di Auxilium
sembrano essere proprio i suoi soci
lavoratori…
C’è un’attenzione quasi maniacale
sulla selezione e formazione del personale. Molti giovani li seguiamo e li
selezioniamo mentre compiono gli
studi in Università o nei corsi di specializzazione. Inoltre sulla formazione
continua del personale investiamo
direttamente come azienda, senza
ricorrere a finanziamenti regionali.
Ogni anno investiamo nostre risorse
per far sì che l’Università di Roma La
Sapienza e l’Università di Bari facciano crescere professionalmente il nostro
personale. Uno dei segnali più confortanti della validità dell’impostazione
data dalla cooperativa è che in molti
casi il socio lavoratore che vince un
concorso pubblico preferisce restare a
lavorare con noi.
Un bel segnale, perché la cooperazione sociale molte volte viene
percepita come lavoro precario o
una parentesi all’interno di una carriera...
Chi lavora con noi sa che la mission sociale della cooperativa non sono
solo parole. Per esempio il consiglio di
amministrazione ha deciso, già da
alcuni anni, che il socio che si sposa ha
diritto ad un’indennità, così come c’è il
premio neo-genitore, sia per il socio
neo papà, sia per il socio neo mamma.
E l’indennità cresce al secondo e al
terzo figlio. C’è anche un fondo di
mutualità interna, grazie al quale se un
socio o un loro familiare ha un bisogno
economico per gravi problemi, la cooperativa interviene anche a fondo perduto. Inoltre il regolamento interno per
i soci prevede, ai sensi di legge, un premio fedeltà dopo tre anni di lavoro,
dopo cinque e dopo dieci anni.
Cooperative
glienza richiedenti asilo di Caltanissetta in Sicilia.
C’è per Auxilium anche un
ambito dell’attenzione agli ultimi
che non viene commissionato e
per cui non ci sono gare pubbliche
o private, ma che fa parte del dna
della cooperativa: le opere di
beneficenza (in termini cristiani di
carità) in Italia e all’estero. Auxilium, infatti, ogni anno destina
l’uno per cento del suo fatturato (e
non del suo guadagno, cosa ben
diversa) ad opere di beneficenza.
Sempre con discrezione, “più per
giustizia verso i poveri, che non
per generosità” dicono qui.
Così Auxilium ha donato una
TAC all’ospedale di Karak in
Giordania, gestito dalle suore
comboniane; ha aiutato la costruzione di una chiesa in Siberia e di
un monastero di suore in Russia.
È intervenuta in Burundi, in
Nigeria, e, specie nel 2011, in tantissimi Paesi dell’America Latina,
come il Guatemala, con le adozioni
a distanza. Soprattutto da tre anni
Auxilium porta il suo aiuto alla realizzazione della Cittadella della
carità a Butembo, nella Repubblica
Democratica del Congo, un’opera
grandiosa promossa dal Cardinale
Fiorenzo Angelini, ormai quasi
interamente conclusa, con la sua
chiesa, le scuole, l’ambulatorio
medico, l’orfanotrofio, la casa
delle suore e la casa di riposo per i
sacerdoti anziani.
Anche nel Sud Italia Auxilium
è intervenuta finanziando iniziative benefiche come la sala conferenze a Tursi intitolata a Papa
Benedetto XVI.
Ma l’iniziativa che più di ogni
altra ha unito l’amore per la propria terra, l’apertura al mondo e il
legame con la Chiesa di Roma, è
stata la partecipazione all’organizzazione e alla sponsorizzazione
dell’iniziativa della Regione Basilicata, che, in occasione del Natale 2012, ha donato al Papa il bellissimo presepe, opera dell’artista
Francesco Artese, per piazza San
Pietro.
Forse non c’è sintesi migliore
per spiegare lo spirito della cooperativa Auxilium, dell’emozionante
Natività nel paesaggio dei Sassi di
Matera posta nel cuore della Città
Eterna.
PRESTITO SOCIALE
NELLE SOCIETÀ
COOPERATIVE
PRIMA PARTE
Cooperative
Gian Luigi De Gregorio
I
l prestito sociale1 rappresenta una forma di
finanziamento
delle
società cooperative che
si manifesta nell’apporto, da parte dei soci, persone fisiche, di capitali
rimborsabili, solitamente a medio e a breve termine, a fronte del quale vengono
corrisposti, normalmente, degli
interessi2.
Il prestito sociale è configurabile
come un contratto atipico di deposito3, spesso regolato in conto corrente o in libretto di deposito e
diverse sono le varianti a seconda
le modalità e delle condizioni di
raccolta che tengono soprattutto
conto dei vincoli temporali di
deposito, dei tassi di interesse differenziati a seconda dell’ammontare del deposito, nonché di eventuali condizioni specifiche dettate
per i depositi non movimentati o
con ammontari minimi.
Il prestito sociale non è espressamente disciplinato dal nostro ordinamento, pertanto, occorre fare
riferimento alla normativa generale che richiama poi quella dettata
in particolare per le società cooperative4.
Il prestito sociale è ammesso per
tutte le società cooperative, sia per
quelle a mutualità prevalente che
per quelle diverse e rappresenta un
capitale di debito per la società
che va indicato nel passivo dello
stato patrimoniale, alla lettera D3)
“Debiti verso soci per finanziamenti” nella voce di dettaglio dei
debiti esigibili entro l’esercizio
successivo.
Le condizioni che regolano la raccolta del prestito sociale (tassi di
interesse, spese di comunicazioni,
scadenze, etc.) devono essere contenute in un foglio informativo
che deve essere esposto nei locali
dove si svolge la raccolta e conservato per 5 anni.
La regolare operatività della raccolta del prestito sociale presuppone il rispetto di alcune imprescindibili condizioni che qui si
richiamano:
– esplicita previsione nello statuto sociale5 della possibilità di raccogliere il prestito sociale (rif.
Circolare Banca d’Italia del 02
dicembre 1994);
– divieto di raccogliere finanziamenti tra il pubblico, quindi mai
con terzi (rif. Art. 11 legge 385/93
e Deliberazione C.I.C.R. del 19
luglio 2005);
– raccolta del prestito sociale
solo con i soci ed eventualmente
con lavoratori dipendenti della
società cooperativa (rif. Art. 11
legge 385/93 e Deliberazione
C.I.C.R. del 19 luglio 2005);
– divieto di raccogliere finanziamenti con i soci onorari (rif. Art.
11 legge 385/93 e Deliberazione
C.I.C.R. del 19 luglio 2005);
– adozione di un apposito regolamento interno per la regolamentazione della raccolta del
prestito sociale, predisposto dall’organo amministrativo ed approvato dall’assemblea dei soci
secondo le modalità di cui all’art.
2521 cod. civ.;
– sottoscrizione di un contratto
di prestito sociale in forma scrit-
AGCI / Febbraio 2013 / 18
ta con il socio prestatore (rif. Artt.
116, 117, 118, 119 e 120 legge
385/93 e art. 2 D.M. del 07 ottobre
1994);
– impiego del prestito raccolto
unicamente per il conseguimento dell’oggetto sociale (rif. Art.
12 legge 127/71);
– rispetto dei limiti massimi del
deposito da parte del singolo
socio persona fisica6;
– rispetto del limite massimo
della raccolta globale dai soci
per le cooperative con più di 50
soci pari al triplo del patrimonio,
quest’ultimo inteso come somma
del capitale sociale, della riserva
legale e delle riserve disponibili,
risultante dall’ultimo bilancio
approvato7;
– rispetto del limite massimo del
tasso di interesse da corrispondersi pari a 2,5 punti in più
rispetto al tasso dei buoni fruttiferi postali (rif. Art. 6-bis D.L. del
31 ottobre 1980 n. 693).
Ai fini della nostra disamina è
altresì necessario richiamare i
punti salienti della Deliberazione
del C.I.C.R. del 3 marzo 1994
che ha accuratamente disciplinato
la raccolta del risparmio da parte
di soggetti non bancari; difatti,
detta delibera stabilisce che la
raccolta del risparmio effettuata
presso i propri soci non costituisce raccolta di risparmio tra il
pubblico se ricorrono i seguenti
limiti e criteri:
– la raccolta deve essere effettuata presso soggetti iscritti nel
libro dei soci da almeno 3 mesi8
che detengano una partecipazione di almeno il 2 per cento del
capitale, e deve essere prevista,
anche solo come facoltà, dagli statuti;
le società cooperative che non
svolgono attività finanziaria possono effettuare la raccolta anche
presso soci con meno del 2 per
cento del capitale, purché vengano rispettati i limiti di cui al
punto successivo;
– l’ammontare complessivo dei
prestiti sociali non deve eccedere il limite del triplo del patrimonio (capitale e riserve) risultante dall’ultimo bilancio
approvato. Il predetto limite è
menti, al fine di evitare, fra l’altro, la configurazione di sollecitazione al pubblico risparmio di cui
all’art. 18-ter della L. n. 216/74;
– la raccolta presso soci non può
comunque avvenire con strumenti a vista o collegati all’emissione o alla gestione di mezzi di
pagamento;
– i limiti patrimoniali, previsti
dalla delibera in esame, non si
applicano alle società cooperative con meno di 50 soci;
– la raccolta presso soci non è
consentita alle società cooperative finanziarie, che svolgono cioè
nei confronti del pubblico attività di assunzione di partecipazione, di concessione di finanziamento sotto qualsiasi forma,
di prestazione di servizi di
pagamento e di intermediazione in cambi (ex art. 106, primo
comma, legge bancaria) ed alle
cooperative, che svolgono, in
via prevalente, non nei confronti del pubblico le predette attività (ex art. 113, primo comma,
legge bancaria).
Precisato che la raccolta del prestito sociale deve essere effettuata
esclusivamente per il conseguimento dell’oggetto sociale ne consegue che non costituiscono prestiti sociali:
– i versamenti effettuati per usufruire di specifici servizi resi dalla
cooperativa;
– i versamenti direttamente collegati alla realizzazione di specifici
programmi societari, ad esempio i
versamenti fatti in conto costruzione nelle cooperative edilizie a
proprietà divisa;
– alcuni versamenti vincolati
come ad esempio i versamenti per
depositi cauzionali.
Peraltro, ai fini del prestito sociale, si considerano soci (soci prestatori):
– soci ordinari;
– soci sovventori9;
– soci delle società semplici che
siano socie di cooperative agricole.
Note
1. Il prestito sociale si distingue nettamente
sia dal conferimento di capitale sociale che
rappresenta un finanziamento di rischio, sia
dalle obbligazioni, accessibili anche a non
soci, che rappresentano invece capitali rimborsabili generalmente a medio-lungo termine.
2. Tra le altre forme specifiche di finanziamento per le società cooperative possiamo
annoverare anche i seguenti strumenti:
azioni di sovvenzione (art. 4, legge 59/92);
azioni di partecipazione cooperativa (artt. 5 e
6, legge 59/92);
cambiali finanziarie;
certificati di investimento;
prestiti obbligazionari (art. 58, legge 448/98).
3. L’atipicità del contratto di prestito sociale
non consente una collocazione puntuale
all’interno di una disciplina giuridica. La dottrina più autorevole tende a collocarlo nel
contratto di mutuo (artt. 1813 – 1822, cod.
civ.), sia pure non tutte le norme in tema di
mutui appaiono applicate o applicabili alla
prassi del prestito sociale (ad es. il termine per
la restituzione fissato dalle parti).
4. La disciplina del prestito sociale conosce
un articolato normativo alquanto corposo che
qui si richiama:
Legge 17 febbraio 1971, n. 127: Modifiche al
Decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, modificato
con legge 8 maggio 1949, n. 285, e ratificato
con ulteriori modificazioni dalla legge 2 aprile 1951, n. 302, concernente provvedimenti
per la cooperazione. Art. 12 - Prestiti dei soci.
Decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973 n. 601
Disciplina delle agevolazioni tributarie. Art.
13. Finanziamenti dei soci. Art. 14 - Condizioni di applicabilità delle agevolazioni.
Decreto - legge 8 aprile 1974 n. 95
Disposizioni relative al mercato mobiliare ed
al trattamento fiscale dei titoli azionari. - Convertito in legge con l’art. 1, L. 7 giugno 1974,
n. 216. Art. 20, penultimo comma.
Legge 31 gennaio 1992, n. 59
Nuove norme in materia di società cooperative. Art. 10 - Prestiti sociali. Art. 15 – Vigilanza. Art. 21 - Norme transitorie e finali.
Deliberazione Comitato Interministeriale
per il Credito e il Risparmio 3 marzo 1994
Disciplina della raccolta del risparmio ai sensi
dell’art. 11 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (testo unico delle leggi in
materia bancaria e creditizia).
Decreto Ministeriale 7 ottobre 1994
Caratteristiche delle cambiali finanziarie e dei
certificati di investimento e assoggettamento
alle norme sulla trasparenza delle condizioni
contrattuali. Art. 2. Trasparenza delle operazioni di raccolta di risparmio tra il pubblico e
presso soci.
Legge 23 dicembre 1998, n. 448
Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo. Art. 59 – Prestiti da soci
per le cooperative.
5. Tipica previsione statutaria che regolamenta la raccolta del prestito sociale: “La cooperativa può effettuare, esclusivamente per il conseguimento dell’oggetto sociale, la raccolta
del risparmio presso i soli soci, conformemente a quanto previsto dall’art. 11 D. Lgs. n.
385/93 (“Testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia”), dalle relative disposizioni di attuazione e successive modificazioni; le modalità di esercizio di tale attività
AGCI / Febbraio 2013 / 19
saranno disciplinate da apposito regolamento
interno approvato dall’Assemblea ordinaria
dei soci. Pertanto, è vietata alla cooperativa la
raccolta di risparmio tra il pubblico, se non nei
limiti e nelle forme consentite dalla legge”.
6. Questi limiti sono rivalutati ogni tre anni
con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico tenuto conto delle variazioni dell’indice nazionale generale annuo dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolate dall’ISTAT (art. 21 legge 59/92).
7. Questo limite è elevato al quintuplo del
patrimonio qualora il complesso dei prestiti
sociali sia assistito, in misura almeno pari al
30%, da idonee garanzie (rif. Deliberazione
C.I.C.R. del 19 luglio 2005).
8. Il requisito dell’iscrizione da almeno tre
mesi nel libro soci dei soggetti presso i quali si
raccoglie il risparmio è richiesto tanto dalla
delibera C.I.C.R. quanto dalla Circolare attuativa della Banca d’Italia pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 289 del 12 dicembre 1994,
così come nel successivo aggiornamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6
luglio 1995. Tuttavia, sebbene in un recente
aggiornamento sembra essere stato omesso il
richiamo alla necessaria iscrizione da almeno
tre mesi nel libro soci, è comunque consigliabile effettuare la raccolta del prestito solo da
soci iscritti nell’apposito libro da almeno tre
mesi.
9. Va riferito che non vi è unanimità di vedute
in dottrina circa la possibilità per i soci sovventori ed anche per gli azionisti di partecipazione cooperativa di essere soci prestatori
sebbene si propenda per la tesi possibilista.
Cooperative
elevabile al quintuplo del patrimonio qualora il complesso dei
prestiti sociali sia assistito, in
misura almeno pari al 30%, da
idonee garanzie rilasciate alla
cooperativa da banche, da società
finanziarie (ex art. 107 del testo
unico delle leggi bancarie), da
società ed enti di assicurazione
autorizzati, o mediante adesione
della cooperativa ad uno schema
di garanzia dei prestiti sociali che
fornisca un’adeguata tutela agli
investitori, quali ad esempio un
fondo mutuo di garanzia che si
assuma l’obbligo di rimborsare ai
soci le somme prestate, in caso di
fallimento o di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa aderente, con surroga del
fondo nei diritti dei soci verso il
fallimento o la liquidazione.
Spetta poi alla Banca d’Italia
accertare l’idoneità dei soggetti
garanti;
– le modalità di raccolta presso i
soci devono essere chiaramente
indicate negli appositi regola-
LE COOPERATIVE
UNA RISPOSTA EFFICACE
ALLA CRISI
Giuliano Amato ha chiuso le manifestazioni toscane
per l’Anno Internazionale delle Cooperative (Firenze,
Scuola Superiore Sant’Anna, 15 gennaio 2013) con una lectio
magistralis sull’attualità del modello d’impresa cooperativo
Dalle Regioni
Marco Lamoli
U
n’alternativa alla
disoccupazione e
al precariato, un
modo più efficiente ed economico
per gestire i servizi
pubblici e il welfare, una risposta ai
problemi causati
dalle degenerazioni della finanza:
sono questi, secondo il Professor
Giuliano Amato, i punti di forza
odierni della cooperazione. “È una
forma d’impresa – ha affermato il
Presidente della Scuola Superiore
Sant’Anna - con oltre cento anni
di vita, ma la sua utilità oggi è
ancora maggiore di quando fu
ideata dai probi pionieri di
Rochdale”.
Il noto costituzionalista ha sottolineato a più riprese l’importanza della cooperazione nel panorama economico italiano e mondiale
durante una lectio magistralis,
svoltasi lo scorso 15 gennaio presso l’Aula Magna del Sant’Anna,
sull’attualità del modello d’impresa cooperativo.
“Oggi la cooperazione – ha
asserito Amato - riveste un ruolo
importante per tre ragioni. Permette ai giovani, che oggi hanno
enormi difficoltà a inserirsi nel
mondo del lavoro e vivono in
situazioni di precariato occupazionale, di disporre di uno strumento
efficace per presentare sul mercato beni e servizi. È senza dubbio la
forma d’impresa più adeguata per
gestire i servizi pubblici e il welfare, sia per la sua natura sociale, sia
per la sua storica capacità di sapere lavorare in economia. Non
credo sia un caso che, oggi, negli
Stati Uniti, quasi tutte le centrali
elettriche siano gestite da cooperative. Per questo invito il movimento cooperativo a candidarsi
con forza nella gestione dei servizi pubblici e a implementare la sua
presenza nell’ambito dell’assistenza sociosanitaria. La cooperazione, infine, unendo capitale e
lavoro nelle stesse mani, come era
solito dire Giuseppe Mazzini, è
una risposta credibile alla degenerazione di alcuni ambienti della
finanza, la cui azione scriteriata è
stata una delle cause principali
dell’attuale crisi. Fare i soldi con i
soldi non porta vantaggi alla
società. Lo stesso Collodi, nel presentare le figure del Gatto e la
Volpe, voleva mettere alla berlina
coloro che ritengono possibile
generare un benessere collettivo
senza prevedere la produzione”.
Amato, inoltre, ha ricordato
che occorrerebbe una legislazione
in grado di tutelare le piccole cooperative, giudicate dal docente il
vero cuore pulsante di questo
macrocosmo d’imprese. “Il recente processo di assimilazione normativa della grandi cooperative
alle imprese di capitali, purtroppo
ha reso meno agevole il lavoro
delle cooperative composte da
pochi soci. Questo è un punto su
cui il legislatore deve intervenire
quanto prima: perché le piccole
cooperative si vedono costrette a
fronteggiare un insieme di regole
fiscali e giuslavoristiche che non
AGCI / Febbraio 2013 / 20
tengono conto della loro natura
mutualistica”. Proprio eseguendo
questa distinzione tra cooperative
su base dimensionale, il Professor
Amato ha rimarcato l’esigenza di
una normativa ad hoc per quelle
più piccole che, a detta del noto
docente, “meritano tutela perché
rappresentano un modello di organizzazione del lavoro estremamente funzionale. Molte start up,
oggi, si presentano sul mercato o
sotto forma cooperativa, oppure
scegliendo altre forme d’impresa,
ma strutturando il personale e
l’amministrazione come avviene
in ambito cooperativo”.
La lectio magistralis sull’attualità del modello d’impresa cooperativo è stato l’appuntamento conclusivo di “Genere, Generazioni
e Genti nella cooperazione
toscana”, un insieme di manifestazioni promosse dall’Alleanza
delle Cooperative Toscane (il
coordinamento stabile del movimento cooperativo regionale formato da AGCI, Confcooperative e Legacoop) in partnership con
Regione Toscana, Unioncamere
Toscana e Fon.Coop, per celebrare l’Anno Internazionale delle
Cooperative sancito dall’Assemblea delle Nazioni Unite.
L’importanza di questo appuntamento accademico è stato dimostrato anche dall’elevata caratura
dei partecipanti tra i quali meritano menzione Enrico Rossi, Presidente delle Regione Toscana,
Francesco Tagliente, Prefetto
della Provincia di Pisa, Marco
“I VALORI LAICI
FONDAMENTALI
NELL’AFFERMAZIONE
DELL’IMPRESA
COOPERATIVA”
Filippeschi, Sindaco di Pisa,
Andrea Pieroni, Presidente della
Provincia
di
Pisa, Vasco
Galgani, Presidente di Unioncamere Toscana, Rosario Altieri,
Presidente
dell’Associazione
Generale Cooperative Italiane,
Giuliano Poletti, Presidente di
Legacoop, Claudia Fiaschi, Presidente di Confcooperative Toscana, Stefano Bassi, Presidente di
Legacoop Toscana, e Alessandro
Giaconi, Presidente di AGCI
Toscana e attuale Portavoce dell’Alleanza delle Cooperative
Toscane.
C
hiarissimo Professore,
ho avuto il privilegio, lo scorso
15 gennaio, a Pisa,
di assistere alla
Sua
magistrale
lezione sulla Cooperazione, con la quale l’Alleanza
delle Cooperative Italiane della
Toscana – costituita dalle articolazioni territoriali di AGCI, Confcooperative e Legacoop, riunite
dall’inizio del 2011 nell’ ACI – ha
voluto chiudere le celebrazioni
dell’Anno Internazionale delle
Cooperative.
Può facilmente immaginare da
quanto piacere ed orgoglio io sia
stato pervaso nell’ascoltare dalle
Sue sapienti parole l’importanza
che i valori laici hanno avuto
nella nascita e nella progressiva
affermazione dell’ impresa cooperativa, nonché il fondamentale
ruolo economico e sociale da essa
ricoperto sin dal Risorgimento
italiano: tutto ciò ha rappresentato, peraltro, una autorevolissima
conferma dei miei convincimenti.
Per chi, come me, ha sempre
coltivato gli ideali di fratellanza e
di solidarietà scaturenti dal dovere morale che ciascuno di noi ha
di coniugare, in ogni circostanza,
il contributo da assicurare allo
sviluppo della comunità in cui
vive con l’attenzione da riservare
alle fasce di bisogno e per chi,
come me, si trova a presiedere un’
Associazione di cooperative –
AGCI – che è stata fondata pro-
AGCI / Febbraio 2013 / 21
prio con l’intento di esaltare e tramandare i valori più puri della
socialità, le Sue parole sono uno
sprone a continuare a diffondere il
messaggio cooperativo nella
società moderna.
L’Associazione Generale delle
Cooperative Italiane è nata, infatti, nell’ottobre 1952 su iniziativa
di un gruppo di sodalizi di ispirazione laica e mazziniana ed è stata
guidata, per i primi sei anni, da un
vero e proprio Padre della Patria,
Sua Eccellenza Meuccio Ruini,
Presidente della Commissione dei
Settantacinque incaricata di redigere il testo della Costituzione
della nostra Repubblica.
Ad una analoga scuola di pensiero attingevano quanti gli sono
succeduti nella continuazione
della Sua azione.
Molto più modestamente, oggi,
sono chiamato io a sopportare il
peso di tanta responsabilità ed il
lavoro quotidiano al quale l’incarico di presiedere AGCI mi sottopone è quello di tenere vivo i valori espressi dalla Cooperazione
laica, di trasferirli a tutti i cooperatori a noi associati e di vigilare
affinché gli stessi informino
costantemente l’attività imprenditoriale di tutte le cooperative aderenti.
Grazie ancora, Chiarissimo
Professore.
Un cordiale ed affettuoso saluto.
Rosario Altieri
Dalle Regioni
La lettera di ringraziamento
di Rosario Altieri a Giuliano Amato
FON.COOP
LE NOVITÀ 2013
Formazione
Intervista a Carlo Scarzanella,
Presidente del Fondo della Formazione
delle Imprese Cooperative
P
residente Scarzanella,
Fon.Coop ha recentemente pubblicato sul
Fondo di Rotazione due
Avvisi per oltre sette
milioni di euro. Può
illustrarci le caratteristiche? Quali le novità
introdotte?
La decisione di predisporre due Avvisi distinti è nata dalla
constatazione che i fabbisogni delle
nostre aderenti viaggiano a velocità
differenti. E su tematiche che, proprio
perché basate su una domanda prefissata, è possibile semplificare.
Dall’analisi dei piani presentati
sul precedente Fondo di Rotazione è
risultato infatti che su lingue, informatica e sicurezza sul lavoro si sono
concentrate oltre il 40% delle richieste. E su questi piani abbiamo ricevuto richieste a cominciare subito le attività. Da qui la decisione di pubblicare
due Avvisi distinti: l’Avviso 20 per
tematiche stabilite, a sportello continuo, senza valutazione su piani
immediatamente cantierabili. E l’Avviso 21, che finanzia piani standard e
complessi, dedicato a fabbisogni più
legati alle attività produttive tipiche
dell’impresa.
Partiamo dall’Avviso 20. Un’impresa che presenta un piano sull’Avviso 20 può ottenere subito il
finanziamento e cominciare la formazione?
Se hanno superato l’esame di
conformità sì: il Fondo si impegna
infatti a esaminare la conformità in
15 giorni e di pubblicare l’esito sul
sito. L’Avviso è fortemente innovativo e finanzia a sportello continuo
e senza scadenze attività formative
su lingue, informatica e sicurezza
sul lavoro, compresa quella alimentare, e indica per ciascuna tipologia
di corso i relativi parametri medi di
costo rilevati sul mercato. Questo
meccanismo consentirà dei risparmi
e più aderenti potranno accedere ai
finanziamenti. La dotazione è di 2
milioni e mezzo di euro e l’avviso
resterà aperto fino ad esaurimento
risorse. L’impresa, insieme all’accordo sindacale, dovrà indicare la
struttura formativa prescelta, i nomi
dei partecipanti e le date del corso
da realizzare in tre mesi. Abbiamo
posto due massimali per i piani:
3.000 euro per le imprese fino a 49
dipendenti e 5.000 euro per le
imprese che ne hanno oltre 50. C’è
da aggiungere che è possibile partecipare all’Avviso anche su altre
tematiche oltre quelle prefissate,
purché attraverso voucher. Per l’alta probabilità di ottenere un finanziamento e per la rapidità con cui il
Fondo fornirà una risposta alla conformità del piano presentato, l’Avviso è paragonabile ad un Conto
Formativo su temi prefissati. E non
è un azzardo ritenere che modificherà i comportamenti delle nostre
aderenti.
L’Avviso 21 si presenta come un
classico Avviso Fondo di Rotazione
…
L’Avviso 21 mette a disposizione
4 milioni 620.000 euro per piani standard, ovvero per attività esclusivamente formative in risposta a fabbisogni già identificati e per piani complessi, che includono tutte le fasi del
ciclo formativo come ricerca, analisi
dei fabbisogni, diffusione dei risultati
etc. Su entrambe le tipologie di piano
è possibile presentare dei voucher.
Questo Avviso è stato pensato come
strumento per le cooperative che
intendono accrescere la propria competitività puntando sulla crescita di
specifiche competenze.
AGCI / Febbraio 2013 / 22
Nell’ambito del Fondo di Rotazione, l’Avviso 20 e l’Avviso 21 si
aggiungono all’Avviso 19, pubblicato a dicembre 2012 in collaborazione con la Regione Lombardia e
dedicato esclusivamente alle imprese lombarde.
Con questo Avviso abbiamo inteso
dimostrare il nostro impegno a sperimentare formule innovative di promozione della formazione, erogazione
dei finanziamenti e di presenza sul territorio. L’Avviso 19 stanzia un milione di euro per la formazione delle
imprese a noi già aderenti – risorse di
Fon.Coop – ed un altro milione per le
imprese che non aderiscono a nessun
Fondo Interprofessionale – risorse
della regione Lombardia. Obiettivo
dell’Avviso congiunto è dare anche
alle imprese non associate al Fondo
l’opportunità di sperimentare i servizi
di Fon.Coop, necessari non solo per
presentare il piano formativo, ma
anche per realizzare le attività d’aula,
per seguire le procedure di gestione
fino alla rendicontazione e chiusura
del piano. Alla fine del percorso le
imprese potranno decidere di aderire,
e destinare al Fondo la quota dello
0,30% in piena consapevolezza.
Presidente, quest’anno il Fondo
della formazione continua delle
imprese cooperative compie i 10
anni di attività…
Il modo migliore per festeggiare
Fon.Coop è impegnarci a facilitare
sempre più l’accesso ai finanziamenti, ad ascoltare le esigenze delle
nostre aderenti, ad offrire servizi
all’altezza della specificità della
nostra offerta. Ritengo che i tre Avvisi su Fondo di Rotazione, l’Avviso 18
per le imprese in crisi ed un Conto
Formativo di prossima uscita siano un
buon inizio dei festeggiamenti.
Per informazioni:
Numero Verde 800 912 429
www.foncoop.coop
Avviso 20
piani formativi aziendali concordati tematici e voucher a sportello, di 2 milioni 500.000 euro. L’Avviso prevede il finanziamento di attività formative specifiche a
costi prefissati – basati su rilevazioni su offerte di mercato – per le seguenti tematiche: informatica, lingue, sicurezza sul lavoro, compresa quella alimentare; per altre
tematiche è possibile inoltre richiedere voucher formativi. In ragione della strutturazione dell’offerta, i piani conformi all’Avviso non saranno sottoposti a valutazione e il
Fondo si impegna a comunicare l’esito dell’esame entro
15 giorni lavorativi. E’ possibile cominciare ad inserire i
dati sul formulario a partire dal 25 febbraio 2013.
Avviso 21
piani aziendali concordati Fondo di Rotazione, con
una dotazione di 4 milioni 620.000 euro. L’Avviso finanzia piani formativi di tipo standard - che prevedano esclusivamente attività formative in risposta a specifici fabbisogni - e di tipo complesso – che includono tutte le fasi
del ciclo formativo come ricerca, analisi dei fabbisogni,
diffusione dei risultati etc. All’interno di entrambe le tipologie di Avviso è possibile inserire dei voucher, purché
non in via esclusiva. Le scadenze dei piani standard e dei
piani complessi sono contenute nel testo dell’Avviso.
Le imprese aderenti con sede legale nella regione
Lombardia che intendono ottenere un finanziamento
sul Fondo di Rotazione devono presentare un piano
formativo esclusivamente sull’Avviso 19 Fon.Coop Regione Lombardia – pubblicato lo scorso 12 dicembre che stanzia un milione di euro per le imprese aderenti al Fondo ed un milione per imprese non aderenti ad alcun Fondo Interprofessionale.
La Presidenza Nazionale nella seduta del 3 dicembre
2012 ha deliberato di organizzare un corso di abilitazione per nuovi revisori di cooperative volto alla creazione
di figure interne alle Strutture Territoriali (dipendenti o
collaboratori organici) funzionali all’organizzazione
dell’attività di vigilanza che AGCI ha in programma per
il prossimo biennio 2013/14.
Il corso, riservato alle categorie richiamate, si svolge a Roma presso la sede AGCI Nazionale dal 4 febbraio fino al 18 marzo 2013.
Autorizzato dal competente Ministero, il corso è
idoneo a fornire le specifiche conoscenze tecniche
necessarie per l’espletamento delle revisioni cooperative in generale, con una Commissione esaminatrice
nominata dall’Associazione e composta da esperti in
materia cooperativistica e di vigilanza, dei quali almeno
uno indicato dal Ministero. Ricordiamo, infatti, che i
revisori possono conseguire l’abilitazione all’attività
di vigilanza esclusivamente attraverso i corsi organizzati dalle Associazioni Nazionali di Rappresentanza o dal Ministero e che possono essere ammessi ai
corsi i soggetti in possesso almeno del diploma di scuola media superiore che non si trovino nelle condizioni
previste dall’articolo n. 2382 del codice civile.
L’iniziativa, che avrà una durata non inferiore alle
90 ore teoriche, con frequenza di due sedute settimanali per un totale di 13 incontri terminerà con un esame di
idoneità.
Tra gli argomenti tecnici trattati citiamo: il ruolo
del revisore di cooperative e le norme di riordino della
vigilanza (D.Lgs. n. 220/02); gli obiettivi da conseguire
mediante l’attività di vigilanza, secondo le determinazioni del Consiglio Generale dell’AGCI (servizio alle
cooperative, individuazione dei fabbisogni, predisposizione degli interventi per assistenza, promozione di
sostegni ecc.); le previsioni contenute nella riforma del
Diritto Societario ex D.Lgs. n. 6/03, con particolare riferimento ai diversi modelli di governance; la nuova
disciplina della posizione giuridica del Socio lavoratore ex L. 142/01; la struttura del bilancio delle imprese
cooperative: confronto e individuazione delle specificità delle voci dello stato patrimoniale e del conto economico rispetto al bilancio delle imprese non cooperative; i ristorni in cooperativa e la corretta allocazione
in bilancio; le principali agevolazioni fiscali per la
cooperazione; la finalità della revisione cooperativa;
l’analisi della nuova modulistica revisionale approvata
dal D.M. 23.06.10; gli effetti conseguenti all’attività di
vigilanza; l’istituzione dell’Albo delle Società cooperative; il punto sulla mutualità prevalente e non; l’esame degli indici di bilancio per una corretta valutazione
della gestione; i finanziamenti nelle Società cooperative, i Fondi mutualistici, il ruolo della Banca AGCI.
La Commissione esaminatrice è costituita dal Prof.
Avv. Giustino Di Cecco, dal Dott. Gianluigi De Gregorio, dal Dott. Massimo Rosati, dal responsabile Ufficio
Revisioni AGCI nazionale Dott. Alessandro Riccioni ,
dal Dott. Marco Patanè e da un membro di nomina
ministeriale.
AGCI / Febbraio 2013 / 23
Formazione
REVISORI DI COOPERATIVE
IL CORSO PROMOSSO
DA AGCI NAZIONALE
di Alessandro Riccioni
SVILUPPO BIS
CONVERTITO IL DECRETO
LE MISURE PER LE SOCIETÀ
COOPERATIVE
Associazione
Silvia Rimondi
S
ul Supplemento ordinario 208 alla Gazzetta Ufficiale n. 294 del
18 dicembre u.s., è
stata pubblicata la
Legge n. 221/2012 di
conversione del D.L.
n. 179/2012, recante
“Ulteriori
misure
urgenti per la crescita del Paese”.
Si analizzano di seguito gli
articoli 23 e 23-ter del citato
provvedimento, che interessano
specificamente il Movimento cooperativo con disposizioni relative
alle società di mutuo soccorso,
alla vigilanza sugli enti mutualistici ed ai Fondi interprofessionali
per la formazione continua.
Procedendo con ordine, l’art.
23 contiene l’atteso aggiornamento della normativa di riferimento
delle società di mutuo soccorso
(Legge n. 3818/1886), necessario
per mettere in regola alcuni adempimenti amministrativi obbligatori
ma superati dalle innovazioni legislative nel frattempo intervenute,
in modo da consentire alle stesse
di operare con certezza di diritto.
Si prevede, in particolare, che tali
soggetti siano iscritti nella sezione
delle imprese sociali presso il
Registro delle Imprese delle
Camere di Commercio secondo i
criteri e le modalità stabiliti con
un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, con il quale
dovrà essere altresì istituita una
apposita sezione dell’Albo delle
società cooperative cui gli stessi
saranno automaticamente iscritti.
Sono stati inoltre aggiornati gli
ambiti di attività contemplati dagli
articoli 1 e 2 della citata Legge n.
3818, introducendo la possibilità,
per le società in parola, di istituire
o gestire fondi sanitari integrativi.
Vengono, infine, previsti nuovi
istituti o il superamento di taluni
vincoli per far sì che esse possano
operare al passo con i tempi, quali
la mutualità “mediata” o “indiretta”, l’apertura ai soci sostenitori
(persone fisiche o giuridiche) e la
devoluzione del patrimonio anche
ad altre società di mutuo soccorso.
Lo stesso articolo 23 contiene,
al comma 9, una interpretazione
autentica dell’art. 4 del D.Lgs.
n. 220/2002, con la quale si precisa che “la vigilanza sugli enti cooperativi e loro consorzi esplica
effetti ed è diretta nei soli confronti delle pubbliche amministrazioni
ai fini della legittimazione a beneficiare delle agevolazioni fiscali,
previdenziali e di altra natura,
nonché per l’adozione dei provvedimenti previsti dall’articolo 12
del medesimo decreto legislativo 2
agosto 2002, n. 220”.
Per quanto concerne l’ultimo
dei punti sopra menzionati, l’art.
23-ter, con la sostituzione del
comma 14, articolo 3, della Legge
n. 92/2012 (Riforma Fornero), stabilisce che, in alternativa alla
costituzione di nuovi fondi di solidarietà, le Organizzazioni sindacali ed imprenditoriali possano adeguare gli statuti dei rispettivi fondi
bilaterali, ovvero dei fondi interprofessionali di cui all’articolo 118
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TRA LE NUMEROSE
DISPOSIZIONI VOLTE
A PROMUOVERE
L’INNOVAZIONE
QUALE FATTORE
STRUTTURALE
DI CRESCITA
SOSTENIBILE E DI
RAFFORZAMENTO
DELLA
COMPETITIVITÀ,
SEGNALIAMO
LA NUOVA
DISCIPLINA DELLE
IMPRESE START-UP
INNOVATIVE E
L’ANAGRAFE UNICA
DELLE STAZIONI
APPALTANTI, IL
PERFEZIONAMENTO
DELLA FATTISPECIE
DEL CONTRATTO
DI RETE,
L’ESTENSIONE ALLE
IMPRESE DI MICRO
E PICCOLA
DIMENSIONE
LOCALIZZATE NELLE
ZONE URBANE
INDIVIDUATE
DAL CIPE
Di particolare interesse è poi
l’articolo 17 del provvedimento in
esame, con il quale viene introdotto l’utilizzo della Posta Elettronica
Certificata nelle procedure concorsuali nell’intento di velocizzare, contenendo i relativi costi, le
comunicazioni tra curatore (nel
fallimento), commissario giudiziale/liquidatore (nel concordato preventivo), ovvero commissario
liquidatore (nella liquidazione
coatta amministrativa) da un lato e
creditori dall’altro. Si precisa che
ove sia omessa, da parte di detti
soggetti, l’indicazione del proprio
indirizzo PEC, nonché nei casi di
mancata consegna del messaggio
telematico per cause imputabili al
destinatario, le stesse comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria; inoltre, in pendenza della procedura e per un periodo di due anni
dalla chiusura della stessa, il curatore è tenuto a conservare tutta la
posta ricevuta ed inviata per via
informatica. Detta misura è immediatamente operativa per le procedure aperte a partire dall’entrata in
vigore della legge di conversione
del decreto in parola e per quelle
già pendenti in cui non sia stata
ancora effettuata la prima comunicazione ai creditori, mentre esplicherà pienamente i suoi effetti a
AGCI / Febbraio 2013 / 25
Associazione
della Legge n. 388/2000, prevedendo, con riferimento ai settori
non coperti dalla normativa in
materia di integrazione salariale,
“misure tese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in
costanza di rapporto di lavoro, in
caso di riduzione o sospensione
dell’attività lavorativa, correlate
alle caratteristiche delle attività
produttive interessate”.
partire dal 31 ottobre 2013.
Tra le altre disposizioni volte a
promuovere l’innovazione quale
fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della
competitività, segnaliamo: la
nuova disciplina delle imprese
start-up innovative, che possono
essere costituite anche in forma
cooperativa; l’istituzione dell’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; il perfezionamento della fattispecie del contratto di rete, con particolare riferimento al profilo della soggettività
giuridica dello stesso; l’estensione
alle imprese di micro e piccola
dimensione localizzate nelle zone
urbane individuate dal Cipe e ricadenti nelle Regioni dell’obiettivo
“Convergenza” dell’agevolazione
introdotta dall’articolo 1, comma
341, lett. a) e b) della Legge n.
296/2006, consistente nell’esenzione da alcune imposte per i
primi cinque anni di attività; la previsione di avvio della sperimentazione delle cosiddette “zone a
burocrazia zero”, non soggette a
vincolo paesaggistico-territoriale o
del patrimonio storico-artistico;
l’obbligo, a partire dal 1° giugno
2013, per le pubbliche amministrazioni e, limitatamente ai rapporti
con l’utenza, per i gestori di pubblici servizi, di accettare i pagamenti ad essi spettanti, a qualsiasi titolo dovuti, anche con l’uso
delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Dalle Regioni
LE COOPERATIVE SARDE
“NOI CRESCIAMO
ANCORA”
LA CRISI DEL MODELLO
STATO-MERCATO CREA
NUOVI SPAZI PER LA
COOPERAZIONE
L
e cooperative sarde di
AGCI, Confcooperative e Legacoop, hanno
deciso di celebrare
l’anno che l’Onu ha
dedicato a questa
forma di impresa con
un convegno organizzato al THotel di
Cagliari dove si sono dimostrate tre
cose: il sistema cooperativo ha in sé
gli anticorpi contro la crisi provocata dall’economia governata dalla
finanza; la cooperativa è il laboratorio delle idee per politiche che non
siano basate sulla spesa; la legislazione della Sardegna sulle coop
deve essere svecchiata perché guar-
da ad un mondo che non c’è più.
I dati del Censis 2001-2011
danno conto della grande vitalità di
un’impresa che, per sua natura, ha
come obiettivo le persone e non il
profitto: negli ultimi dieci anni le
imprese di capitale hanno registrato
un 2,5 per cento di caduta dei livelli occupativi, le coop invece sono
cresciute dell’ 8 per cento; il sistema
cooperativo ha un incremento del
fatturato del 14 per cento, contro l’8
per cento dell’impresa di capitale.
In Sardegna, ha spiegato Sergio
Cardia presidente AGCI Sardegna,
il sistema cooperativo: “è quello che
ha utilizzato meno di altre forme
societarie gli ammortizzatori sociali
AGCI / Febbraio 2013 / 26
e, contro l’idea che in Sardegna non
si riesca a fare cooperazione, in rapporto al numero di abitanti è forse
fra le regioni che ne ha di più. Ci
sono elementi di criticità, per esempio in agricoltura, nel turismo non
abbiamo ancora imparato a fare
marketing, dobbiamo crescere.
Bisogna sfatare anche l’idea che le
coop siano ancora assistite: sul
piano fiscale ci sono gli stessi oneri
di altre imprese. Con l’assessore al
Lavoro abbiamo elaborato un testo
di legge quadro sulla cooperazione,
ci piacerebbe che la Sardegna rivendicasse a sé la materia della cooperazione”. Riccardo Bodini direttore
di Euricse, centro studi sulla cooperazione, ha descritto la forza del settore affermando che nel mondo le
cooperative hanno un miliardo di
soci, 3 volte di più degli azionisti
delle Spa.
Con il provv. 17.12.2012 n.
140973, l’Agenzia delle Entrate
ha approvato il modello, con le
relative istruzioni, per la richiesta di rimborso della maggiore
IRPEF/IRES versata per i periodi
d’imposta precedenti a quello in
corso al 31.12.2012 (anni 2011 e
precedenti, per i soggetti “solari”) per effetto della mancata
deduzione della quota dell’IRAP
relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato, riconosciuta (a partire dal periodo
d’imposta in corso al 31.12.2012)
dall’art. 2 commi da 1 a 1-ter del
DL 6.12.2011 n. 201, convertito
nella L. 27.12.2011 n. 214. La
facoltà di rimborso è stata prevista dall’art. 4 co. 12 del DL
2.3.2012 n. 16, convertito nella L.
26.4.2012 n. 44, che ha introdotto il co. 1-quater all’interno del
citato art. 2 del DL 201/2011.
Non per smontare gli amici cooperatori, ma i primi calcoli degli
esperti del Sole 24 Ore indicano
nel solo 1% del costo del personale il valore del rimborso da
mancata deduzione Irap del
costo del personale.
Tralasciamo gli esperti e veniamo alla presentazione dell’istanza. In primis, è da ricordare che
dal 03/01/2013 è disponibile sul
sito dell’agenzia delle Entrate, il
software per la predisposizione
delle istanze di rimborso.
Il periodo oggetto del rimborso
delle maggiori imposte (IRES,
IRPEF e relative addizionali)
pagate, è compreso tra il
28/12/2007 ed il 28/12/2011. I
calcoli vanno effettuati annualità per annualità.
Prima operazione: determinazione del costo del lavoro, compresi i compensi agli amministratori ed i compensi assoggettati alla gestione separata
(cococo), indeducibile. Praticamente si calcola la quota del
costo del lavoro assoggettata
ad Irap al netto delle deduzioni
da cuneo fiscale, si consiglia di
operare avendo a disposizione
le dichiarazioni Irap degli anni
interessati all’istanza.
Seconda operazione, moltiplicare la base imponibile ricavata
per l’aliquota Irap vigente anno
per anno, si rileva sempre dal
modello Irap, si otterrà in questo modo l’Irap versata sul costo
del lavoro indeducibile.
Terza operazione, moltiplicare
l’Irap così ottenuta per l’aliquota Ires/Irpef/addizionali regionali ed ottenere così la maggiore imposta versata in seguito
alla parziale indeducibilità del
costo del personale.
Chiaramente, per le cooperative
che applicano la deduzione ex
art. 11, Dpr 601/1973, la stessa
non potrà essere richiesta a rimborso, per la quota parte che non
ha concorso in sede di dichiarazione Ires alla determinazione
della base imponibile Ires.
Ultima osservazione, essendo
un rimborso sottoposto a plafond, si invitano i cooperatori
ad essere particolarmente tempestivi nell’invio dell’istanza,
secondo il calendario stabilito
per il click day (vale il criterio
cronologico).
Ad esempio, per il Lazio, esclusa
la provincia di Roma, il canale
telematico sarà aperto a decorrere dal 04/03/2013, ore 12.00.
La provincia di Roma persone
fisiche sarà aperto il canale telematico , il 05/03/2013, ore 12.00.
Provincia di Roma, persone non
fisiche, il canale telematico sarà
aperto dalle ore 12.00 del
06/03/2013. (Massimo Rosati)
NUOVO MUD
MODELLO UNICO DI
DICHIARAZIONE AMBIENTALE
Sul Supplemento ordinario 213
alla Gazzetta Ufficiale n. 302
del 29/12 u.s., è stato pubblicato il DPCM 20 dicembre 2012
recante “Approvazione del
modello unico di dichiarazione
ambientale per l’anno 2013”.
Il nuovo MUD, corredato delle
necessarie istruzioni per la compilazione, è articolato in sei
distinte comunicazioni: rifiuti
speciali; veicoli fuori uso; imballaggi; Raee; rifiuti urbani, assimilati e raccolti in convenzione;
produttori di apparecchiature
elettriche ed elettroniche.
Esso sostituisce la modulistica
adottata nel dicembre 2011 e
dovrà essere presentato dai
soggetti di cui all’articolo 189
del D.Lgs. n. 152/2006 entro il
30 aprile 2013 con riferimento
all’anno precedente.
Tutto ciò si colloca all’interno di
un quadro di riferimento che
rimane tuttavia incerto nell’attesa di conoscere la sorte definitiva del SISTRI e dei connessi
adempimenti (incluso il cosiddetto “mudino”), la cui entrata
in operatività è stata – come
noto – sospesa dall’articolo 52
della Legge n. 134/2012 fino al
compimento delle verifiche
amministrativo/funzionali del
sistema stesso e comunque non
oltre il 30 giugno 2013.
VIGILANZA PRIVATA
FIRMATO ACCORDO PER
RINNOVO CCNL DEI 48MILA
ADDETTI
La vigilanza privata ha un nuovo
contratto di lavoro a distanza di
quattro anni dalla scadenza del
precedente contratto. L’intesa
per la firma del nuovo CCNL
(CCNL per i dipendenti da Istituti e Imprese di vigilanza privata
e servizi fiduciari) è stata siglata
il 23 gennaio scorso dalle organizzazioni
di
categoria
Assiv/Confindustria, AGCI – Servizi, Lega Coop Servizi, Federlavoro e Servizi - Confcooperative, in rappresentanza della
parte datoriale, Filcams Cgil,
Fisascat Cisl, in rappresentanza
dei lavoratori. Il contratto, di
durata triennale, scadrà il 31
gennaio 2016 e riguarda 48 mila
addetti del settore vigilanza, di
cui 45 mila con qualifica di guardia giurata armata (dati INPS).
Per la prima volta nel perimetro
contrattuale sono compresi
anche i servizi fiduciari forniti
da personale non armato.
“La firma del nuovo contratto
sostenibile – sottolineano le
parti- è stata condizionata dalla
situazione di crisi che negli ultimi anni ha colpito l’intero settore della vigilanza privata. Ci
auguriamo che l’accordo di
prospettiva,
raggiunto con
responsabilità delle parti, sia il
primo passo per il rilancio economico delle aziende e per la
creazione e tutela dell’occupazione, così come l’entrata a
regime delle nuove regole fissate dal decreto ministeriale n.
AGCI / Febbraio 2013 / 27
AGCI
Attualità
AGCI
Iniziative
AGCI
Notizie
AGCI
Appuntamenti
PERSONALE DIPENDENTE E
ASSIMILATO
DEDUCIBILITÀ DALL’IRPEF/IRES
DELL’IRAP
269 è il passaggio indispensabile per la qualità professionale
delle aziende e la correttezza
del mercato”. I punti qualificanti del nuovo contratto
riguardano il cambio appalto,
come strumento per la salvaguardia dei livelli occupazionali del settore, la classificazione
del personale, l’orario di lavoro
e l’emersione di una serie di
attività riconducibili alla filiera
della sicurezza, attraverso la
disciplina dei servizi fiduciari e
la previsione della bilateralità
anche per quest’ultimi.
NUOVI CRITERI DI
NUMERAZIONE DELLE FATTURE
L’Agenzia delle Entrate ha emanato, il 10 gennaio scorso, la
Risoluzione n. 1/E, con la quale,
relativamente alla nuova formulazione dell’articolo 21, comma
2, lettera b), del DPR n.
633/1972, resasi necessaria per
esigenze di adeguamento alla
disciplina comunitaria, si chiarisce che è possibile ricorrere a
qualsiasi tipo di numerazione
progressiva delle fatture purché
sia tale da garantirne l’identificazione univoca. Dal 1° gennaio
2013, quindi, i contribuenti possono adottare una numerazione
progressiva che, partendo dal n.
1, o dal numero successivo a
quello dell’ultima fattura emessa nel 2012, prosegua ininterrottamente per tutti gli anni di attività e fino alla sua cessazione: si
tratta della soluzione apparentemente più semplice, che tuttavia apre le porte, nel lungo
periodo, ad una identificazione
sempre più complessa a tre,
quattro, cinque, sei cifre. In quest’ottica, è forse più agevole utilizzare un sistema di numerazione progressiva per anno solare,
in linea con quello tradizionale,
ricominciando ogni primo gennaio una nuova serie di numeri
sequenziali, meglio se affiancati
dall’indicazione dell’anno di
riferimento (es. n. 1/2013) ancorché, in assenza di detto elemento, l’apposizione obbligatoria
della data sul singolo documento contabile assicuri comunque il
rispetto della normativa vigente,
evitando il pericolo di duplicazioni e/o sovrapposizioni.
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