mici
di
Gesù
Crocifisso
A
Rivista del Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Cr ocifisso”
In caso di mancato recapito inviare al CPO di Macerata per la restituzione al mittente previo pagamento resi
Gennaio - Febbraio 2013 - Anno XIV n. 1
1 – La Porta della Fede
2
Gennaio 2013
D
di P. Alberto Pierangioli
della fede cristiana e scrive: “La
io ha creato l’uomo a sua
“porta della fede” che introduce alla
immagine e gli ha impresso nel
vita di comunione con Dio e permette
cuore il desiderio di conoscerlo
l’ingresso nella sua Chiesa è sempre
e di vivere in comunione con Lui. Per
per la loro poca fede (Mt 17,20); Mt
aperta per noi. Possiamo oltrepassare
aiutarlo in questo cammino, Dio stesso
8,26); Mt 16,8-9…). Quando Gesù
quella
soglia
quando
la
Parola
di
Dio
è venuto incontro all’uomo, manifecammina sulle acque agitate del lago e
viene annunciata e il cuore si lascia
standosi a lui come a un figlio: è la
raggiunge gli apostoli nella barca,
plasmare dalla grazia che trasforma.
rivelazione, fatta da Dio per mezzo
accoglie la proposta di Pietro che
Attraversare quella porta significa
dei profeti e completata poi da Gesù
vuole andargli incontro sulle acque.
immettersi in un cammino che dura
Cristo. Gesù stesso ci interpella: “ Voi
Pietro cammina sulle acque. “Ma,
tutta la vita. Esso inizia con il
chi dite che io sia? ” (Mt.16,15).
vedendo che il vento era forte e il
Battesimo (cfr Rm 6, 4), mediante il
L’uomo risponde alla rivelazione di
mare agitato s’impaurì e, cominquale possiamo chiamare Dio con il
Dio con la fede (CCC 142), con la
ciando ad affondar e, gridò
nome
di
Padre,
e
si
conclude
con
il
quale accoglie nella sua vita prima
“Signore, salvami!”. Subito Gesù
passaggio, attraverso la morte, fino
Dio, nostro Creatore e Padre pieno di
“tese la mano, lo afferrò e gli disse:
alla vita eterna, frutto della risurrezioamore e poi Cristo, suo Figlio unigeniUomo di poca fede, perché hai dubine del Signore Gesù che, con il dono
to e nostro Salvatore.
tato?”. I discepoli fanno la loro prodello Spirito Santo, ha voluto coinvolLa fede è una virtù teologale fondafessione
di fede:
mentale, dono infuso da
“Davvero tu sei Figlio di
Dio nel Battesimo (CCC
Dio!” (Mt 14,28-33)”. In
153).
Pietro riconosciamo le
Oggi la fede di tanti
nostre paure e quelle di
cristiani è una fede appanmolte comunità cristiane,
nata o addirittura spenta;
che vedono tanti fedeli
per questo Benedetto
lasciare i sacramenti e, di
XVI, ha indetto “l’Anno
conseguenza, la stessa
della Fede”, con la
fede. Come Pietro, abbiaLettera Apostolica “Porta
mo paura del clima conFidei”, dall’11 ottobre
trario e di tante sfide osti2012 al 24 novembre
li. La salvezza proviene
2013. Egli invita l’uomo
solo da Gesù. Solo Lui
moderno a « varcare la
può tenderci la mano aiuporta della fede» , per
tandoci a conservare la
ravvivarla, approfondirfede. Dobbiamo pregare
la e viverla quotidianache sia vera anche per noi
mente. L’Anno della fede
la parola di Gesù a Pietro:
è un impegno per tutta la
“Io ho pr egato per te,
Chiesa, impegno che deve
perché la tua fede non
iniziare dalla rilettura e
venga meno. E tu, una
conoscenza di due testi
volta convertito, conferfondamentali della fede:
ma i tuoi fratelli” (Lc
Documenti del Concilio
Le
lampade
della
fede
della
Fraternità
di
Bari
22,32). Si apra davvero
Vaticano II e Catechismo
per tutti noi “la porta
della Chiesa Cattolica .
della fede” (At 14,27).
Come AGC, accogliamo
Insieme
all’Anno
della Fede, il Papa
gere
nella
sua
stessa
gloria
quanti
crel’invito del Papa e dedicheremo all’apha
voluto
un
Sinodo
dei vescovi sul
dono in Lui (cfr Gv 17,22). Professare
profondimento della fede almeno due
tema:
“La
nuova
evangelizzazione
la fede nella Trinità, equivale a credere
anni, il 2013 ed il 2014.
per la trasmissione della fede ”. I
in un solo Dio che è Amore (cfr 1Gv
Approfondiremo gli elementi essenfedeli e le comunità cristiane, con una
4,8): il Padre, che nella pienezza del
ziali della fede su questa rivista e più
fede rinnovata, dovranno dare un
tempo ha inviato suo Figlio per la
ampiamente negli incontri di
nuovo impulso all’attività missionanostra salvezza; Gesù Cristo, che nel
Fraternità, nei ritiri mensili e negli
ria verso miliardi di uomini che ancomistero della sua morte e risurrezione
esercizi spirituali. Il Padre addita a noi
ra non conoscono Cristo e dovranno
ha
redento
il
mondo;
lo
Spirito
Santo,
il Figlio e ci dice:“ Questi è il Figlio
essere vicini a tanti fratelli battezzati,
che conduce la Chiesa attraverso i
mio, l’amato: ascoltatelo!» (Mc 9,7).
che si sono allontanati dalla fede e
secoli nell’attesa del ritorno glorioso
Siamo pronti ad accogliere e seguire la
dalla pratica cristiana. La nuova evandel Signore (Porta Fidei,n.1). È davveparola di Gesù.
gelizzazione deve essere rivolta
ro una sintesi eccezionale.
soprattutto ai fedeli scristianizzati, per
“Accresci in noi la fede! ” (Lc
far riscoprire loro la bellezza della
17,5). È la supplica degli Apostoli a
Sintesi della fede
fede e la gioia dell’incontro personale
Gesù nel comprendere che solo con la
con Gesù nella sua Chiesa, comunità
fede
potevano
stabilire
un
rapporto
Benedetto XVI, nella lettera di
dei fedeli.
personale con Lui ed essere all’altezza
indizione dell’Anno della Fede,
della vocazione di discepoli.
“Porta Fidei”, ci dà una meravigliosa
[email protected]
Gesù rimprovera spesso “i Dodici”
sintesi dei contenuti fondamentali
2 – La fede, dono fondamentale di Dio
Febbraio 2013
L
di P. Alberto Pierangioli
gono da Dio. Tanti
a fede è la prima virtù
grandi scienziati
cristiana che regola il
lo hanno dimostrato con la
nostro rapporto con
parola e con la vita.
Dio. È la nostra risposta a Dio
- La libertà della fede
che si rivela e ci attira alla
Perché la fede sia umana,
comunione con Lui. Con la
deve essere un atto libero, perfede noi crediamo in Dio e a
ciò ogni uomo deve credere
tutto ciò che Egli ha rivelato e
liberamente, nessuno può
che la Chiesa ci propone da
essere costretto ad abbracciare
credere, ci abbandoniamo in
la fede contro la sua volontà.
tutto nelle mani di Dio, per
L’atto di fede è volontario e
conoscerlo sempre più e fare la
libero per sua stessa natura.
sua volontà. « Il giusto vivrà
Gesù quando ha chiamato
mediante la fede» ci dice san
qualcuno alla fede e a seguir Paolo (Rm 1,17). (CCC 1814).
lo, premette: “Se vuoi”. Egli
È perciò importante approfonattira a sé le sue creature con
dire che cos’è la vera fede e le
l’amore, bussa alla porta, non
sue caratteristiche.
sfonda la porta (CCC 160).
- La fede è una grazia, un
- Necessità della fede e
dono di Dio.
perseveranza
finale.
Quando Pietro confessa che
“Senza la fede è impossiGesù è il Cristo, il Figlio del Dio
bile essere graditi a Dio ” (Eb
vivente, Gesù gli dice: «Né la
11,6), Perciò credere in Gesù
carne né il sangue te l’hanno
Cristo e in colui che l’ha manrivelato, ma il Padr e mio che
dato per la nostra salvezza, è
sta nei cieli » (Mt 16,17; CCC
necessario per essere salvati.
183-184). La fede è un dono che
“Chi crederà e sarà battezzaManifesto consacrazioni alla Stella, opera di
Dio infonde come seme nel
Gessica,
piccola
consacrata
to
sarà salvo, chi non cr ederà
cuore dell’uomo per mezzo del
sarà condannato” dice il
Battesimo. Proviene da Dio e ha
Signore (Mc, 16,16). E ancora:
Dio come oggetto e come fine.
divina camminando insieme.
“Questa è la volontà del Padr e mio,
Ma è un seme che dovrà essere coltivato,
- La fede e l’intelligenza . Noi non
che chiunque vede il Figlio e cr ede in
custodito, alimentato. Per avere vera
crediamo perché le verità rivelate appalui abbia la vita eterna ” (Gv 6,40).
fede, è necessaria la grazia di Dio che
iono vere e intelligibili alla nostra
Nessuno conseguirà la vita eterna se
previene e chiama e poi l’aiuto interiore
ragione. Noi crediamo «per l’autorità
non “persevererà in essa sino alla
dello Spirito Santo, che apre il cuore e la
di Dio stesso che le rivela, il quale
fine” (Mt 10,22; CCC 161-162).
mente a Dio e dà la grazia di credere a
non può né ingannarsi né ingannare»
La fede, dono gratuito e inestimaDio. La fede è un dono che noi possiamo (CCC 156). Perché la nostra fede sia
bile di Dio all’uomo, purtroppo può
e dobbiamo chiedere a Dio, perché ce la
“conforme alla ragione”, Dio ha voluto
essere persa. San Paolo, a questo prodia, l’aumenti e la conservi sempre nel
che all’aiuto interiore dello Spirito
posito, mette in guardia Timoteo:
nostro cuore.
Santo si accompagnassero anche
Combatti «la buona battaglia con
- La fede è un vero atto umano. È
prove esteriori della sua rivelazione,
fede e buona coscienza, poiché alcuimpossibile credere senza la grazia e
come i miracoli di Cristo e dei santi ,
ni che l’hanno ripudiata hanno fatto
l’aiuto interiore dello Spirito Santo.
le profezie, la diffusione e la santità
naufragio nella fede » (1 Tm 1,18Ma la fede è anche un vero atto
della Chiesa, che «sono segni certissi19). La fede è un dono che va difeso
umano. Non è contrario alla libertà e
mi della divina rivelazione” (CCC
con ogni mezzo, perché da esso dipenall’intelligenza dell’uomo il fidarsi di
156). La fede è certa, più certa di ogni
de tutta la nostra eternità.
Dio significa accettare le verità da lui
conoscenza umana, perché si fonda
- La fede è inizio della vita eterna .
rivelate ed entrare in intima comuniosulla Parola stessa di Dio. Diceva san
La fede vera ci fa gustare, come un antine con lui (CCC 154). Anche nelle
Paolo della Croce: “ La fede, nella sua
cipo, la luce e la gioia della vita eterna,
relazioni umane dobbiamo dare fiduoscurità, è più chiara del sole, più sicuquando vedremo Dio « a faccia a faccia a una persona con la quale vogliara del fatto che la mia pelle è mia, per cia» (1Cor 13,12). La fede, quindi, è già
mo entrare in comunione, come avvieché si basa su Dio, che non s’inganna e
l’inizio della vita eterna (CCC 163). Una
ne nel matrimonio, però con la dif fenon può ingannare; è l’unica garanzia
delle esperienze più belle che auguro a
renza che l’uomo può sbagliare o può
contro gli inganni della natura e del
voi, è la grazia di incontrare su questa
ingannarci, mentre Dio non può sbademonio”. Anche se la fede è sopra la
terra qualche santo vivente: il suo volto
gliare e non può ingannare. Nell’atto
ragione, non vi può essere mai diverirradia la luce e la gioia del cielo.
di fede, la nostra intelligenza e la
genza tra fede e ragione, tra vera fede
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nostra volontà cooperano con la grazia
e vera scienza, perché tutte e due ven-
4
1 - MEDITIAMO CON IL VANGELO DI GIOVANNI
Gesù, il Signore che liberamente si consegna alla morte (Gv 18,1-1 1)
di P. Roberto CecconiCP
C
arissimi Amici, durante questo
anno vogliamo meditare la
Passione del Signore secondo
Giovanni. Il primo episodio che incontriamo sul nostro cammino è l’arresto
di Gesù. Procediamo con la letturaascolto del passo evangelico.
Dopo aver detto queste cose, Gesù
uscì con i suoi discepoli al di là del tor rente Cedron, dove c’era un giardino, nel
quale entrò con i suoi discepoli. Anche
Giuda, il traditor e, conosceva quel
luogo, perché Gesù spesso si era trovato
là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi
andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei
sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto
quello che doveva accader gli, si fece
innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli
risposero: «Gesù, il Nazar eno». Disse
loro Gesù: «Sono io!». V i era con lor o
anche Giuda, il traditor e. Appena disse
loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi
cercate?». Risposero: «Gesù, il
Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto:
sono io. Se dunque cer cate me, lasciate
che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non
ho perduto nessuno di quelli che mi hai
dato». Allora Simon Pietr o, che aveva
una spada, la trasse fuori, colpì il servo
del sommo sacerdote e gli tagliò l’or ecchio destro. Quel servo si chiamava
Malco. Gesù allora disse a Pietr o:
«Rimetti la spada nel fodero: il calice che
il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».
Gesù consapevole e libero…
Giovanni, narrando quanto avviene dopo l’ultima cena del Signore,
presenta, rispetto a Matteo, Marco e
Luca (chiamati Vangeli Sinottici), una
particolarità che merita di essere evidenziata. Questo Evangelista non ha il
racconto della preghiera di Gesù al
Getsemani, durante la quale Egli chiede al Padre che passi da lui il calice
della Passione e solo dopo una prolungata orazione fa propria la volontà di
Dio (Mt 26,36-46; Mc 14,32-42; Lc
22,39-46). Come mai tale omissione?
Innanzitutto perché precedentemente
ha già fatto menzione di un turbamento avuto da Gesù dinanzi all’ora della
Passione: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padr e, salvami
da quest’ora? Ma pr oprio per questo
sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». V enne allora una
voce dal cielo: L ’ho glorificato e lo
Don Giovanni, assistente Fraternità di Bari
si consacra all’amore di Gesù Crocifisso
glorificherò ancora!» (Gv 12,27-28).
Il secondo motivo per cui Giovanni
non racconta l’agonia di Gesù è perché
vuol dare ampio risalto alla sua chiara
comprensione del progetto del Padre,
nonché alla pronta libertà con cui vi
aderisce (cf. Gv 18,11).
…dà la vita
per amore del Padre
Dopo la cena, Gesù, elevata la sua
preghiera al Padre (Gv 17), si reca al
di là del torrente Cedron ed entra con i
discepoli in un giardino. Anche Giuda,
il suo traditore, conosce quel luogo,
visto che Gesù più volte vi si è recato
con i discepoli. Come già accennato, il
brano che stiamo meditando mette in
rilievo il fatto che Gesù va incontro
alla morte con piena coscienza e libertà. L’Evangelista segnala che Gesù,
conoscendo tutte le cose che stanno
per accadergli, va spontaneamente
incontro a Giuda e a quelli che lo
accompagnano muniti di torce, lampade e armi (Gv 18,4).
Gesù domanda a costoro chi è che
stanno cercando. Il gruppo capeggiato da
Giuda risponde: «Gesù, il Nazar eno»
(Gv 18,5). Egli replica: «Sono io» (Gv
18,5). Appena risponde in questo modo,
coloro che sono venuti per prenderlo
indietreggiano e cadono a terra (Gv
18,6). Cerchiamo di comprendere più
approfonditamente il senso di questo
accadimento. La risposta che Gesù dà a
quelli che lo stanno cercando, nel testo
originale greco suona così: «Io Sono!».
Questa espressione rimanda ad un episodio dell’Antico Testamento, in modo particolare al racconto della vocazione di
Mosè (Es 3,1-4,17). Quando questi chiede al Signore qual è il suo nome, Egli
risponde in questo modo: «Così dirai
agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a
voi”» (Es 3,14). L’espressione Io Sono
lascia dunque trasparire la divinità di
Gesù. Ecco perché, appena Egli la proferisce, tutti cadono a terra. Colui che va
verso la morte è dunque il Figlio di Dio,
dotato di un potere tale da sbaragliare i
suoi avversari solo con la sua parola. Qui
emerge la libertà di Gesù. Nessuno
potrebbe mettere le mani su di lui se Egli
spontaneamente non acconsentisse. Il
motivo di questa libera consegna che
Gesù fa di se stesso lo troviamo sulle sue
labbra: «il calice che il Padre mi ha dato,
non dovrò berlo?» (Gv 18,11).
La Buona Notizia
Gesù, se avesse voluto, avrebbe
potuto benissimo evitare la morte:
«Nessuno me la toglie (la vita): io la do
da me stesso» (Gv 10,18). Egli tuttavia
ha voluto af frontarla per amore del
Padre: «bisogna che il mondo sappia
che io amo il Padre, e come il Padre mi
ha comandato, così io agisco»
(Gv
14,31). La croce non è segno dell’abbandono di Dio, ma manifestazione di
un suo insondabile disegno di amore:
«Chi ama la propria vita, la perde e chi
odia la propria vita in questo mondo, la
conserva per la vita eterna»
[email protected]
XVIII - “LA SANTITÁ É AMORE” di Madre M. Maddalena Marcucci
I CARATTERI DEL DIVINO AMORE: Dio in tutte le cose
di Maria Grazia Coltorti
“
Non riempio io il cielo e la terra?”
(cf. Ger 23,24)
L’universo è un tempio in cui si
adora il Creatore e le creature sono
altrettanti altari sui quali, il cuore che
ama, eleva all’Altissimo continui sacrifici di lode. Per l’anima che ama diventa
normale e come naturale vedere Dio in
tutte le cose che esistono. La creazione
produce questi ef fetti e tutto l’universo
parla di Dio rivelando la sua grandezza,
bontà, sapienza e amore, nel cuore dove
dimora e vive l’amore. Chi possiede
questo inestimabile tesoro sarà felice
dovunque sia e dovunque vada, potendo
godere sempre della sua continua presenza. Nulla mi manca. L’anima che
vive in questo ambiente di amore, in
questa abbondanza di vita in cui nulla
manca, è forse un umile religioso, una
povera e ignorante donna, che non attirano l’attenzione di nessuno. Se talvolta
queste umili creature passano vicino ad
alcuni di quei superbi che il mondo definisce grandi, li eccita al sarcasmo e al
disprezzo. Ma come sono stolti quest’ultimi che, creati per la Verità eterna, per
amare beni infiniti, per possedere una
bellezza, una gloria, una bontà eterne, si
contentano dell’apparenza e della menzogna, restando alla superficie delle
cose, ammirando la bellezza di un’ora,
senza cercare il bene eterno, la bellezza
eterna che ognuna di esse racchiude.
Aveva ragione l’Apostolo san Paolo di
dire che “la sapienza di questo mondo è
stoltezza davanti a Dio” (cf. ICor 3, 19).
L’UNIVERSO,
ANNUNCIATORE DELL’AMORE.
Imparate, o sapienti del mondo, la
Voi,
vera scienza, la vera grandezza.
nelle bellezze che ammirate, non trovate
altro che la soddisfazione di un’ora, e
poi amarezza e tristezza... Al contrario,
quelli che amano Dio trovano in esse un
bene eterno, che si perfezionerà e non
finirà con la morte, perché, amando le
cose come Dio vuole che si amino, esse
sono eterne. Tutto resta, niente passa per
colui che ama Dio...
Quelli che amano Dio, amano tutte le
cose e in tutte leggono il suo grande
amore e di tutte si servono per salire a Lui
e amarlo di più. Non vi è libro che meglio
insegni questa scienza divina che quello
della natura. Essa parla a tutti, in ogni
tempo e in ogni luogo, perché questo, e
non altro, è il fine per il quale il Creatore
la creò dal nulla: far sentire all’uomo la
sua immensa grandezza, essendo insoddisfatto di ogni altra cosa, e farlo elevare a
Colui che tutti i beni racchiude in sé per
comunicarli a chi lo ama. Chi non sa leggere in questo libro scritto dalla mano di
Dio, non sa nulla, perché non ha la scienza
dell’amore: non sa amare!
Consacrati di Giulianova
IL MONDO SPIRITUALE,
MANIFESTAZIONE SUPREMA
DELL’AMORE.
Ma, oltre al mondo fisico, per l’anima che ama c’è anche un altro mondo
infinitamente più grande dove apprende
la grande scienza del divino amore: il
mondo spirituale. Se il mondo materiale
è per essa un tempio in cui vede Dio presente, la sua stessa anima è il Sancta
Sanctorum (cf. Es 26, 34: “// Santo dei
santi”). E’ qui che apprende la più grande sapienza che il mondo non può conoscere; lì si spiritualizza e si trasforma,
facendosi una sola cosa con Colui che
ama. “Chi si unisce al Signor e forma
con lui un solo spirito” (cf. 1 Cor 6,17).
Se al di fuori di sé lo vede nel sole, nell’acqua, nella luce, nella notte, nel fiore,
nell’aria, nell’atomo, alla vista di tutte
queste cose si ripercuote, nell’intimo
dell’anima sua, le fa sentire Dio e gustare la soave impressione della sua presenza che tutto riempie con la sua immensità e il suo amore. Lo sente nei palpiti del
suo cuore, nei suoi pensieri e desideri.
Qui, più che altrove, sente la sua grandezza; qui Dio si unisce all’anima come
con un bacio di amore. L’anima riposa
in Dio e Dio in essa.
Qui nascono e
vivono gli atti eroici di fede, di speranza,
di abbandono, sotto l’impulso e la grazia
di Colui che opera in essa segretamente
e glieli fa produrre. E così l’anima, pur
non godendo dell’amore sensibilmente,
si sente felice, e non vuole né desidera
altro che amare.
Queste sono le anime che danno
gioia al Cuore di Dio, perché Egli vede
in esse conseguito il fine che lo ha
mosso a creare tutte le altre cose: perché
servano all’uomo come mezzi per salire
a Lui. Le anime fortunate che si trovano
in questo stato si distinguono fra mille;
pare che portino impresso un sigillo
divino. Il loro comportamento esteriore,
le loro azioni, le loro parole, tutto in esse
ispira rispetto e venerazione: si nota in
esse qualcosa di grande, di maestoso.
Queste persone si distinguono per la gravità e la compostezza del loro agire, per
il rispetto e la venerazione verso persone
e cose, perché le considerano come santificate dall’amore, anche verso quelli
che sono imperfetti, difettosi o peccatori, perché sanno riconoscere in essi
almeno la capacità di poter essere trasformati nell’Amore. Ma in modo speciale, questo rispetto e venerazione si
manifesteranno nelle cose che si riferiscono direttamente a Dio e al suo culto.
Quando vede un Crocifisso, sente subito
che lì è dove l’Amore, col suo sangue e
la sua morte, le aprì la porta dei tesori
dell’amore che con tanta profusione essa
gode. Come capisce che la Croce, le
spine, i chiodi continuano ancora a tor mentare il suo Amore, poiché continua il
peccato che ne fu la causa! Ama per consolare l’Amante offeso, e sempre le sembra che il suo amore sia insuf ficiente.
Cerca altri cuori che lo amino, e ricorre
alla Madre dell’amore per domandarle la
tenerezza del suo Cuore amante. Maria,
ella sola è il compendio di tutta la creazione, di tutte le opere divine... In Maria
è la bellezza del firmamento, dei suoi
astri, la grandezza e le ricchezze del
mare, la bellezza e la fecondità della
terra, con i suoi monti, i suoi fiori e i
suoi frutti. In Maria si vede tutto. Per
questo, quando, stanca delle cose esteriori, le sembra che non le basti più nulla
né le serva per aiutarla nelle sue ascensioni all’Amore, l’anima amante va ai
piedi di questa eccelsa Creatura, in cui
Dio ha riassunto tutti i mezzi di cui le
anime possono aver bisogno per salire a
Lui e crescere nel suo amore.
[email protected]
5
L’ANNO DELLA FEDE: I testimoni
6
Venerabile Rosario Livatino: il giudice ragazzino
di Manuela Peraio
I
l 21 settembre 1990 un giudice mentre sta percorrendo,
come fa tutti i giorni, la statale 640 per recarsi al lavoro presso
il Tribunale di Agrigento viene
raggiunto da un commando di
quattro sicari e barbaramente trucidato. L’Italia scopre nel sacrificio del “giudice ragazzino”
l’eroismo di un giovane servitore
dello Stato che aveva vissuto
tutta la propria vita alla luce del
Vangelo. Di recente Mons.
Carmelo Ferraro, vescovo di
Agrigento, ha avviato la sua
causa
di beatificazione
Un’ondata di commozione in
quei giorni percorse allora il
nostro Paese, nell’apprendere la
sua storia dalle pagine dei giornali. L’Italia avrebbe scoperto nel
sacrificio del “giudice ragazzino” l’eroismo di un giovane servitore dello Stato che aveva vissuto tutta la pr opria vita alla
luce del Vangelo.
Nato a Canicattì (Agrigento)
il 3 ottobre 1952, il piccolo
Rosario è un bambino mite, silenzioso, dolcissimo, dai grandi occhi scuri
e vellutati. I suoi giochi preferiti:
macchinine e soldatini; e poi c’è a
riempirgli assai presto le giornate la
passione precoce per la lettura.
Un’infanzia serena, la sua, vissuta
nella semplicità e nel decoro di una
famiglia borghese, appartata e schiva, che lo segue con attenzione e
tenero affetto.
Negli anni del liceo Livatino è il
ragazzo che scendeva di rado a fare
ricreazione per restare in classe ad
aiutare qualche compagno in dif ficoltà. Aperto ai bisogni degli altri,
ma riservato su di sé, studia intensamente,
inoltre
s’impegna
nell’Azione Cattolica. Per il liceale
affascinato da Dio arriva infine il
giorno fatidico della scelta: che cosa
farà da grande? E non ha alcun dubbio: farà il giudice.
Nel ‘78, a ventisei anni, può coronare il suo sogno. Sulla propria agenda
quel giorno scrive con la penna rossa,
in bella evidenza: “Ho prestato giuramento; da oggi sono in Magistratura”.
E poi, a matita, vi aggiunge: “ Che
Iddio mi accompagni e mi aiuti a
rispettare il giuramento e a comportarmi nel modo che l’educazione,
che i miei genitori mi hanno impartito, esige”.
Livatino avverte infatti in maniera
molto forte il problema della giustizia
e lo assume ben presto come una vera
missione. Il dramma del giudicare un
altro essere umano, di dover decidere
della sua sorte, non è cosa da poco per
chi senta profondo in sé il tarlo della
coscienza unito a un sincero senso di
carità. Sono valori che riecheggiano
pure nella Christifideles Laici (1988),
sulla vocazione e missione dei laici
nella Chiesa e nel mondo, laddove si
può anche leggere che “la carità che
ama e serve la persona non può mai
essere disgiunta dalla giustizia”(§ 42).
Ma come si fa, noi ci chiediamo, ad
esercitare il diritto in Sicilia?. E’ con
questa difficile realtà che il giovane
magistrato, fresco di laurea e di entusiasmo, dovrà fare i propri conti molto
presto.
Il 29 settembr e 1979 Livatino
entra alla Procura della Repubblica di
Agrigento come Pubblico Ministero.
E’ abile, intelligente, professionale;
comincia a diventare un punto di riferimento per i colleghi della Procura.
Da Canicattì tutte le mattine raggiunge la sede del Tribunale, ad
Agrigento, una manciata di chilometri percorsi con la sua utilitaria.
Prima di entrare in ufficio, la visita
puntuale alla chiesa di S. Giuseppe,
vicino al Palazzo di Giustizia, dove si
ferma a pregare; quindi, il lavoro
indefesso al Tribunale fino a sera
inoltrata. Nell’aula delle udienze
aveva voluto un cr ocefisso, come
richiamo di carità e r ettitudine. Un
crocefisso teneva inoltre anche sul
suo tavolo, insieme a una copia
del Vangelo, tutto annotato:
segno che doveva frequentarlo
piuttosto spesso, almeno quanto i codici, strumenti quotidiani
del suo lavoro. Il suo sincero
senso del dovere messo al servizio della giustizia ne fa una
specie di missionario: il “missionario” del diritto. Per la profonda conoscenza che ha del
fenomeno mafioso e la capacità
di ricreare trame, di stabilire
importanti nessi all’interno
della complessa macchina investigativa, gli vengono af fidate
delle inchieste molto delicate.
E lui, infaticabile e determinato, firma sentenze su sentenze:
è entrato ormai nel mirino di
Cosa Nostra. Domanda che gli
venga affidata una dif ficile
inchiesta di mafia perché è
l’unico tra i sostituti procuratori di Agrigento a non avere
famiglia: con fiducia totale si
affida nelle mani di Dio (“Sub
Tutela Dei”, annota nella sua
agenda). Ma Rosario non era un eroe:
faceva semplicemente il suo dovere.
E lo faceva coniugando le ragioni
della giustizia con quelle di una
incrollabile e profondissima fede cristiana. “Impegnato nell’Azione
Cattolica, assiduo all’eucaristia
domenicale, discepolo del cr ocifisso”, sintetizzò nell’omelia delle esequie mons. Carmelo Ferraro, fotografandolo con pochi rapidi tratti. Uomo
di legge, uomo di Cristo. Di Rosario
molte cose si sono conosciute solo
dopo la sua morte. Della sua carità,
del suo amore per gli ultimi, per i
poveri. Il custode dell’obitorio ricor dava allora con le lacrime agli occhi
tutte le volte che lo aveva visto pregare accanto al cadavere di individui di
cui egli ben conosceva la fedina
penale, pregiudicati in cui si era
imbattuto svolgendo il suo lavoro di
sostituto procuratore al Tribunale di
Agrigento, e ai quali aveva pure
applicato la legge, ma che non per
questo cessavano di essere suoi fratelli in Cristo nella sventura.
“Un
martire della giustizia e, indir ettamente, anche della fede…”, ha detto
di lui Giovanni Paolo II il 9 maggio
del 1993, in occasione della sua visita
pastorale in Sicilia. A dieci anni dalla
sua morte, la lezione morale che ci trasmette è quella di un testimone radicale della Giustizia, che in essa credeva
profondamente, come progetto di fede
e come esercizio di carità.
L’ANNO DELLA FEDE:
7
La nuova evangelizzazione
di Manuela Peraio
L
’umanità è chiamata, come si
dichiara in Nostra Aetate, ed
essere un’unica comunità “a
formare il popolo di Dio…e si deve
estendere a tutto il mondo e a tutti i
secoli”(Lumen Gentium)
“La nuova evangelizzazione ha
come suo compito specifico quello di
ravvivare in coloro che già sono cristiani e battezzati la consapevolezza
di essere degli evangelizzatori. E solo
a partire da qui è possibile raggiungere anche le persone che si dicono cristiane ma sono diventate indif ferenti,
o le persone che non partecipano più
alla vita della comunità cristiana, o
alle persone che non hanno ancora
conosciuto Gesù Cristo” (Mons Rino
Fisichella).
Solo con la consapevolezza di
essere evangelizzatori possiamo realmente e concretamente essere chiesa.
Nella mia mente immagino la
Chiesa come una immensa nave,
sconfinata, di quelle antiche, di
legno. Essa naviga nelle acque tempestose del mondo; sull’albero maestro scintilla la luce del Vangelo.
Ecco che in questo mare noi cristiani, noi chiesa abbiamo il compito
di evangelizzare, di calare le scialuppe della salvezza di Cristo a quanti si
accostano, con cuore e mente aperti al
mistero della Redenzione, per formare in Cristo un’unica famiglia.
“La Pentecoste obbliga i cristiani
ad essere presenti nel mondo, e quindi ad essere presenti là dove vive
l’uomo, per poter portare ad ogni
uomo il Vangelo… l’annuncio è universale, va portato a tutti.. Certo, noi
dobbiamo essere capaci di parlare il
linguaggio dei nostri contemporanei,
ma non possiamo dimenticare che il
contenuto del nostro annuncio è sempre lo stesso: ieri, oggi e sempre. E
non cambia. Ciò che è cambiato è la
società, ciò che è cambiato è il modo
di concepire la vita. Allora, noi dobbiamo essere capaci di entrare nella
cultura secolarizzata, far comprendere anche i limiti di una cultura secolarizzata. Vivere nel mondo come se
Dio non esistesse, non solo non ha
portato una ricchezza nella cultura,
ma ha impoverito l’uomo perché
l’uomo, oggi, è profondamente in
crisi.(Mons. Fisichella)
Perciò è veramente attuale il grido
dell’apostolo Paolo sulla necessità
che ogni battezzato si faccia missionario. “«Non è infatti per me un
vanto predicare il vangelo; è una
necessità che mi s’impone: guai a
me se non predicassi il vangelo!» (1
Cor 9,16).
“Il perenne annuncio missionario
della Chiesa viene oggi messo in
pericolo da teorie di tipo relativistico..
Per
questo l’enciclica
Redemptoris missio ripropone alla
Chiesa il compito di proclamare il
Vangelo, come pienezza della verità:
« In questa Parola definitiva della sua
rivelazione, Dio si è fatto conoscere
nel modo più pieno: egli ha detto
conduce chiaramente a termine la storia della salvezza.(Ad Gentes).
La “nuova evangelizzazione però
parte da noi stessi, dal nostro rappor to con il Signore. Nel messaggio conclusivo del Sinodo dei Vescovi viene
detto: “Prima di dire qualcosa circa le
forme che deve assumere questa
nuova evangelizzazione, sentiamo
l’esigenza di dirvi, con profonda convinzione, che la fede si decide tutta
nel rapporto che instauriamo con la
persona di Gesù, che per primo ci
all’umanità chi è. E questa autorivelazione definitiva di Dio è il motivo
fondamentale per cui la Chiesa è per
sua natura missionaria .(Dominus
Jesus).
“Coloro che accolgono con sincerità la Buona Novella, proprio in virtù
di questo accoglimento e della fede
partecipata, si riuniscono nel nome di
Gesù per cercare insieme il Regno,
costruirlo, viverlo. L’ordine dato agli
Apostoli - «Andate, proclamate la
Buona Novella» - vale anche, sebbene in modo dif ferente, per tutti i cristiani. È proprio per ciò che Pietro
chiama questi ultimi «Popolo che Dio
si è acquistato perché proclami le sue
opere
meravigliose”(Evangelii
Nuntiandi)
L’attività missionaria non è altro
che la manifestazione, cioè l’epifania
e la realizzazione, del piano divino
nel mondo e nella storia: con essa Dio
viene incontro. L ’opera della nuova
evangelizzazione consiste nel riproporre al cuore e alla mente, non poche
volte distratti e confusi, degli uomini
e delle donne del nostro tempo, anzitutto a noi stessi, la bellezza e la novità perenne dell’incontro con Cristo.
Vi invitiamo tutti a contemplare il
volto del Signore Gesù Cristo, a
entrare nel mistero della sua esistenza, donata per noi fino alla croce,
riconfermata come dono dal Padre
nella sua risurrezione dai morti e
comunicata a noi mediante lo
Spirito.”
Da ciò deriva che saremo “nuovi
evangelizzatori” se siamo discepoli
che hanno incontrato il Signore nelle
strade della vita e siamo contenti di
raccontarlo agli altri perché il Gesù
incontrato ha riscaldato il nostro
cuore e ha dato senso al nostro cammino.
Messaggio al popolo di Dio del Sinodo dei Vescovi:
“Signore dammi quest’acqua!”
8
di P. Luciano
I
vescovi di tutto il mondo hanno
riflettuto, nel mese di ottobre, su
“la nuova evangelizzazione per la
trasmissione della fede cristiana”. In
data 26 ottobre hanno inviato un messaggio al popolo di Dio.
Se la frequenza domenicale dovesse essere il termometro della fede e
della trasmissione della fede certamente non siamo messi molto bene.
Sempre meno gente si vede nelle
nostre chiese e sempre persone anziane. I giovani latitano. Sembra che il
discorso della fede a loro non interessi
e, parlando con loro, ti chiedono a che
cosa serve. Siamo in un mondo disincantato in cui si è perso l’orizzonte del
cielo. Se poi quelli che, per professione, sono chiamati ad indicare l’azzurro
del cielo si perdono nel suo riflesso
fangoso ecco che la “fede” appare un
esercizio del potere, di un potere sor passato e contraddittorio contrario alla
libertà dell’uomo. E’ quanto costantemente e ossessivamente i media vanno
facendo nei confronti della chiesa,
delle sue indicazioni morali e dei peccati dei suoi figli, soprattutto dei suoi
ministri.
I vescovi si dimostrano ben consapevoli di queste realtà di fragilità e di
peccato che ferisce la chiesa ed il suo
messaggio e ne chiedono perdono a
livello personale e di chiesa però si
dichiarano convinti che “la nuova
evangelizzazione” si fonda sulla certezza che “il male non avrà l’ultima
parola, né nella Chiesa né nella storia”. Per questo però l’invito ad evangelizzare si “traduce in un appello alla
conversione” ad ascoltare la Parola di
Dio e ad af fidarsi alla forza dello
Spirito Santo che ha sempre il potere
di far nuove tutte le cose e di rispondere alle esigenze degli uomini e della
storia. Invitano perciò ad af frontare le
sfide del mondo con il coraggio della
fede.
Per i vescovi queste realtà come la
secolarizzazione, la globalizzazione e
le emigrazioni diventano occasioni di
“diffusione della fede” “come è accaduto in passato”. Tutto ciò potrà accadere, affermano sempre i vescovi, se la
fede del cristiano è frutto dell’incontro
personale con Cristo vissuto nelle
molteplici esperienze della Chiesa
“spazio che Cristo offre nella storia”.
I vescovi iniziano il loro messag-
gio “facendosi illuminare” dall’incontro di Gesù con la Samaritana.
Nell’anfora vuota della samaritana
vedono il desiderio più profondo del
cuore di ogni uomo di “dare significato pieno all’esistenza”. Nel deserto
della vita molti sono i pozzi che si possono incontrare ma ef fettivamente
tanti pozzi contengono acque inquinate che producono solo delusioni rovinose e la nostra società occidentale ne
ha assaggiato e ne sta assaggiando
ancora gli effetti nocivi sotto l’aspetto
della stanchezza e della mancanza di
senso della vita. La società dei consumi che ci stiamo, forse!, lasciando alle
spalle, il relativismo sull’ordine dei
valori, le illusioni del progresso continuo hanno di fatto avvelenato la nostra
vita dandoci l’illusione di una felicità
a basso costo. La presunzione poi di
fare a meno di Dio per risolvere “laicamente” i problemi del vivere civile
ci hanno portato ad una deriva esistenziale dove non si trova un ancoraggio
che dia stabilità a livello personale e
sociale.
I vescovi non chiedono, ovviamente, un atteggiamento integralistico e di
condanna ma ci invitano a cogliere
“nel mondo d’oggi nuove opportunità
di evangelizzazione”. Da qui l’impegno che “ come Gesù al pozzo di
Sicar, anche la Chiesa sente di doversi
sedere accanto agli uomini e alle
donne di questo tempo, per rendere
presente il Signore nella loro vita, così
che possano incontrarlo, perché lui
solo è l’acqua che dà la vita vera ed
eterna. Solo Gesù è capace di leggere
nel fondo del nostro cuore e di svelarci
la nostra verità”. Da qui l’invito “sta a
noi oggi rendere concretamente accessibili esperienze di Chiesa, moltiplicare i pozzi a cui invitare gli uomini e le
donne assetati e lì far loro incontrare
Gesù, offrire oasi nei deserti della vita.
Di questo sono responsabili le comunità cristiane e, in esse, ogni discepolo
del Signore: a ciascuno è af fidata una
testimonianza insostituibile, perché il
Vangelo possa incrociare l’esistenza di
tutti; per questo ci è chiesta la santità
della vita.”
La Vergine santa rimane i segno di
speranza e di consolazione anche
nella
nuova evangelizzazione.
Concludono i vescovi: “La figura di
Maria ci orienta nel cammino. Questo
cammino, come ci ha detto Benedetto
XVI, potrà apparirci un itinerario nel
deserto; sappiamo di doverlo percorrere portando con noi l’essenziale: la
compagnia di Gesù, la verità della sua
parola, il pane eucaristico che ci
nutre, la fraternità della comunione
ecclesiale, lo slancio della carità. È
l’acqua del pozzo che fa fiorire il
deserto. E, come nella notte del
deserto le stelle si fanno più luminose, così nel cielo del nostro cammino
risplende con vigore la luce di Maria,
Stella della nuova evangelizzazione,
a cui fiduciosi ci affidiamo.”
VOCE DEGLI AMICI AGGREGATI
Saluto
agli Amici Aggregati
Ringrazio gli Amici Aggregati che
ci mandano le loro riflessioni, perché
cercano di seguire lo stesso cammino di
una Fraternità lontana, con la quale
sono legati spiritualmente, quando la
Fraternità si riunisce per la meditazione
della Parola di Dio o per approfondire la
catechesi del mense. Con dicembre
abbiamo terminato le riflessioni sulla
spiritualità passionista. Nel 2013 riflettiamo sulla FEDE, per conoscerla
meglio, viverla più seriamente e testimoniarla a tutti con amor e. Auguro
che altri Amici Aggregati seguano questi esempi. A tutti gli Amici aggregati il
mio saluto af fettuoso, l’assicurazione
del ricordo quotidiano nella santa
Messa e tante benedizioni.
P. Alberto CP
Gesù è presente
nel quotidiano
Nella lettura della meditazione
“Riaperte le porte del cielo” , ho
riflettuto molto sul fatto che Gesù
dopo la sua risurrezione, è tornato da
coloro che lo hanno amato nella normalità quotidiana di sempre, mentre
gli apostoli stanno a pescare inutilmente. Oggi, come allora, Egli ritorna
in mezzo a noi ogni giorno, se lo amiamo. Mi chiedo: come si può vedere
Gesù? Ricordo madre Teresa Di
Calcutta, quando diceva che nel volto
di tutti i sof ferenti cera il volto di
Gesù. Anche Gesù ci dice: “Ogni
volta che avr ete dato da ber e o da
mangiare a qualcuno nel mio nome ,
lo avete dato a me” . Gesù è presente
continuamente nella dimensione
umana, nell’altro e l’altro siamo noi
tutti.
Elena
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini…
Umiliò se stesso, facendosi obbediente
fino alla morte e a una morte di croce”
(Cfr. Fil. 2, 6-8). Gesù si umiliò,
diventando schiavo, simile agli uomini
e facendosi obbediente al Padre fino
alla morte in Croce. Noi che siamo
Nulla, seguiamo l’esempio da colui
che ci ha donato il più grande insegnamento di Amore e di umiltà.
Elena
Gli anziani e le perle
Invio le semplici considerazioni
dal gruppo di preghiera degli anziani,
che sono rimasti entusiasti della catechesi di settembre “pescare le perle”.
Mi sono meravigliata per come hanno
accolto questa meditazione. Pensavo
che sarebbe stata dif ficile per loro e
gliel’ho presentata come “esame di
coscienza”, ed invece lo Spirito ha
lavorato ed agito. È stato come un far
riemergere gli entusiasmi spirituali
giovanili ed all’unisono hanno detto
“veramente il padre è tanto bravo”.
Hanno detto anche che i pensieri di
San Paolo della Croce, posti alla fine
delle meditazione del libro “Voi siete
miei amici”, rimangono attuali e parlano sempre alla persona che li legge e
li medita.
Marvì
“PRENDETE E MANGIATE
QUESTO È IL MIO CORPO.”
Nel giorno, nel quale io e mio
marito abbiamo ricevuto il dono del
Ministero straordinario dell’Eucaristia, ho letto nella volta della chiesa
di san Nicolò in Montecastrilli PG
questa scritta che richiama il fedele al
mistero eucaristico.
Gesù ci invita alla mensa della
Vita, di quella Vita che si fa piccola
nel pane consacrato, per farci eterni
anche con il nostro umano. Quando
riceviamo l’Eucaristia, l’Eternità
viene ad abitare in noi per fare luce.
Gesù si è fatto eucaristia per noi! E“la
luce splende nelle tenebre” del nostro
peccato, per dire che non c’è tenebra
che tenga di fronte alla sua luce. Gesù
si degna di venire nella nostra umanità, per trasformarla col suo corpo
eucaristico, affinché l’umano sia casa,
tabernacolo umano del divino.
Quando riceviamo il Corpo di Gesù,
facciamoci suo luogo prediletto,
rispondendo con il Si di Maria santissima e con una vita che si alimenta con
il vangelo e i sacramenti. Vedremo,
allora, cieli nuovi e terra nuova, per ché vedremo con gli occhi di Gesù.
Accogliamolo come se fossimo la
grotta di Betlemme, con la devozione
degli angeli, la semplicità dei pastori
che vennero a incontrarlo; accogliamolo nel nostro cuore con gli occhi di
Maria e di Giuseppe.
Lui sarà il nostro splendore e noi la
sua gloria nel mondo! Pregusteremo,
fin d’ora, il banchetto delle nozze
dell’Agnello.
Risplendi Gerusalemme! diceva il
canto d’ingresso; lo diceva a tutti noi!
Risplendi o creatura del suo amore,
che solo può farti bella, come la Madre
purissima, la Tota Pulchra! Diciamo
sempre Sì al nostro Redentore, allo
Sposo divino e avremo il Paradiso in
noi!
Manuela e Fabio Peraio
Il Nulla si tuffa nel Tutto
Come può avvenire un incontro tra
il Tutto di Dio e il Nulla dell’uomo?
San Paolo della Croce ci dà la risposta:
Dio incontra l’uomo attirandolo a sé
con la forza dell’amore e l’uomo si
avvicina a Dio “umiliandosi”. Scrive
San Paolo ai Filippesi: “Abbiate in
voi gli s tessi sentimenti di Cristo
Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio
l’essere come Dio, ma svuotò se stesso
Fabio e Manuela, nuovi ministri straordinari dell’Eucaristia
9
XXIII CONSIGLIO NAZIONALE AGC
10
I
l 13 ottobre si è svolto a Morrovalle
il 23° Consiglio Nazionale degli
AGC, con la partecipazione di circa
40 aventi diritto. Hanno partecipato: P .
Piergiorgio Bartoli Provinciale, P. Dario
di Giosia assistente provinciale del
MLP, Il Consiglio Esecutivo, Assistenti
spirituali locali, Coordinatori e vice di
Fraternità.
L’incontro ha avuto inizio con la
preghiera delle lodi presieduta dal P .
Provinciale, che ha esortato tutti a vivere intensamente l’Anno della Fede per
crescere davanti a Dio ed essere luce e
guide per i nostri fratelli. Ha poi infor mato l’assemblea del recente 46°
Capitolo generale passionista, tenuto a
Roma, con circa 100 partecipanti provenienti da oltre 60 nazioni. Il capitolo ha
riflettuto anche sui laici passionisti. I
responsabili del MLP italiano sono stati
invitati e ascoltati per un intero pomeriggio dal Capitolo. Il P. Provinciale ha
poi letto un documento riguardante l’inserimento dei laici nella Famiglia
Passionista, approvato dal Capitolo e
che sarà inserito nei Regolamenti
Generali della Congregazione.
Discussione dell’ordine del giorno
1. La presidente Iucci Piera legge
una relazione sulla situazione del
Movimento e delle singole Fraternità,
completata al termine da interventi dei
coordinatori.
P. Alberto ricorda che il nostro
Movimento partecipa a varie Consulte
diocesane dei laici, nelle diocesi
dove siamo presenti. Ribadisce
l’importanza di riunire regolarmente i
Consigli di Fraternità. Le Fraternità
devono crescere nella condivisione di
vita e degli eventi significativi.
Bisogna rendere più vivi gli incontri di
preghiera e far sì che, chi arriva nei
nostri gruppi, possa percepire la gioia
dell’incontro con il Signore crocifisso
e risorto. Circa la situazione generale
si nota un certo calo delle presenze e
in alcune Fraternità poche nuove adesioni; alcuni gruppi sembrano stanchi
e bisogna capirne le cause. Si discute
come animare gli incontri con canti,
completando la meditazione con preghiere di lode, di ringraziamento e alla
fine anche preghiere di intercessione.
La presidente sottolinea che la
cosa più importante è ricordare perché
si partecipa agli incontri. La base della
XIII Consiglio Nazionale Amici G.C.
nostra spiritualità è la meditazione
della passione alla luce della risurrezione. Non deve essere la tristezza a
guidare le nostre riunioni e attività, ma
la gioia per quello che il Signore ha
fatto per noi e in noi.
2 - Corso di formazione.
Viene chiesto se si ritiene importante e necessario il corso di formazione, organizzato negli ultimi anni. La
maggior parte dei presenti afferma che
è molto importante, ma non assicura la
presenza dei rappresentanti delle proprie fraternità. Sono fatte alcune proposte: - spostare l’attenzione su altri
obbiettivi del movimento; - spezzare
le tre giornate in più incontri; - riunire
due o tre fraternità per volta. Sarà il
Consiglio Esecutivo a decidere, in
base alla discussione avvenuta, se,
dove e quando fare il corso.
Dopo il pranzo comunitario, offerto dalla Comunità Passionista, si sono
ripresi i lavori.
3 - Programma di formazione.
Accogliendo l’invito del Papa a
vivere l’Anno della Fede, il Consiglio
Nazionale decide di scegliere la
FEDE come argomento di formazione
dei prossimi due-tre anni. Il P. Alberto
chiede suggerimenti per preparare una
lista organica di ar gomenti sulla fede
da approfondire. Sono fatte varie pro-
poste. Dato che tutte le proposte possono essere valide, ma non tutte realizzabili, P. Alberto decide che manderà a
tutti una lista di possibili ar gomenti
sulla fede, da riavere al più presto,
integrata e divisa per anni..
4 – Esercizi spirituali. I responsabili dell’organizzazione fanno una
breve relazione dalla quale si evince
una buona riuscita di ambedue i corsi.
5 – Giornata di Spiritualità
Si propone quest’anno di cambiare
destinazione, andando al Santuario del
Beato Pio Campidelli a Casale di
Rimini. Come data si sceglie il 7 aprile. Sarà animata dal P . Fernando
Taccone,superiore del Santuario.
6 – Varie ed eventuali
Suggerimenti per vivere comunitariamente l’Anno della Fede:
- Approfondire, meditare e recitare
ogni giorno il Credo apostolico,
secondo il suggerimento del papa.
- Consegnare nei gruppi schede/
libretto di riflessione sulla fede, il
Vangelo di Marco….
- Accendere un lume durante gli
incontri della fraternità, tenere acceso
un lume nelle famiglie, portare un
lume quando si va a visitare gli anziani
o malati dei nostri gruppi. Alle 16.00
si chiudono i lavori.
Sunto della Redazione
PASSIONISTI, CHIESA, SOCIETÀ
di P. Lorenzo Mazzoccante
PASSIONISTI
Aassemblee
straordinarie
In questo periodo si sono celebrate
alcune assemblee straordinarie per
l’elezione dei Consultori alla Vita
Comunitaria e Spirituale e Formazione
permanente (VCS-FP), delle Province
CORM, DOL, e PIET.
La prima si è resa necessaria
dopo che il 46° Capitolo Generale ha
eletto il p. Giuseppe Adobati (già
provinciale CORM) a consigliere
generale. Di fatto il primo consultore, p. Danilo Mazzoni, è diventato
provinciale e restava vacante l’uf ficio Vita Comunitaria Spirituale e
Formazione Permanente (VCS-FP),
che l’assemblea ha af fidato al p.
Luigi Vaninetti (già consultore generale).
Diversa la situazione delle province DOL e PIET che hanno visto la
rinuncia dei due consultori eletti dal
capitolo provinciale. La provincia
campana ha eletto il p. Pietro
Boniello, mentre la nostra provincia
ha eletto p. Marco Pasquali (già
segretario personale del generale
Ottaviano D’Egidio). L ’assemblea
provinciale PIET ha anche eletto di
nuovo il primo consultore il p.
Daniele Pierangioli (VFS).
CHIESA
Condannato
Paolo Gabriele
È stata emessa la sentenza a carico del maggiordomo personale di
Sua Santità, Paolo Gabriele, accusato di aver sottratto documenti ed
oggetti dagli appartamenti pontifici.
La sentenza si è rivelata articolata
perché ha dovuto tenere conto di una
serie di aggravanti ed attenuanti. Tra
le prime c’è l’abuso di fiducia, tra le
seconde c’è il fatto di non avere precedenti penali, e di aver agito con la
convinzione -benché erronea- di fare
il bene del Pontefice.
In sede processuale, poi, si è ritenuto particolarmente grave la sottrazione di documenti (anche originali),
mentre si è data una rilevanza minore agli oggetti (pepita d’oro, assegno
a nome del papa, ecc.). Ne è scaturita una sentenza di condanna a 18
mesi di reclusione più le spese processuali.
La pena detentiva, mancando un
accordo in materia fra Italia e Stato
Vaticano, viene scontata presso le
carceri vaticane.
Anche il papa
entra su Twitter
La Chiesa è già abbondantemente
presente su internet ed i suoi siti
sono all’avanguardia per grafica,
tecnologia e sicurezza, eppure la
convinzione per cui essa debba essere una presenza viva nell’agorà multimediale ha indotto il Santo Padre
Benedetto XVI a compiere un nuovo
passo nel mondo della comunicazione e della evangelizzazione delle
generazioni digitali.
Così all’inizio di dicembre è
entrato sulla famosa piattaforma
sociale con un preciso intento: rispondere alle domande più interessanti sul tema della fede.
In realtà, l’incarico è dato ad un
suo collaboratore che dovrà monitorare l’attività dell’account e postare previa approvazione del papa- le risposte alle domande selezionate. In
pochi giorni, e ben prima dell’inizio
ufficiale delle attività, l’account ha
superato quota 500.000 followers. In
realtà, però, come sempre avviene
quando ci si trova di fronte a grandi
assembramenti di persone (specie in
ambito virtuale) molte sono persone
che poco o nulla sono interessate alle
attività della Chiesa e che manifestano una certa povertà ed aridità con
messaggi spesso banali o rasentanti
la blasfemia. Forse che questo ha
scoraggiato il pontefice ad imbarcarsi in questo nuovo impegno?
Nemmeno per sogno: non sono infatti i sani ad aver bisogno del medico,
ma i malati . E d’altra parte, perché
germogli la fede, occorre pur seminare il seme della Parola.
SOCIETÀ
Giovani
esemplari
Se da più parti i giovani di questi
tempi vengono indicati come una
categoria smarrita e priva di valori,
di speranza e di fede, vale la pena
prendere atto anche di alcune storie
che rappresentano esempi di fede, e
costituiscono un valido motivo di
speranza per la Chiesa e la società
del futuro.
Tra questi vale la pena ricordare
l’italiana Chiara Corbella (morta il
13 giugno 2012) e Asia Bibi (carcerata pachistana).
La prima, Chiara, è stata madre
di tre figli, due dei quali con gravi
malformazioni e morti praticamente
subito.
Chiara e il marito Enrico sono
rimasti aperti alla vita a dispetto di
quanti consigliavano l’aborto anche
nell’ultima gravidanza (dalla quale
sarebbe nato l’unico figlio sano della
coppia) durante la quale si era scoperta malata di un tumore che
l’avrebbe portata presto alla morte.
La giovane, paragonata da più parti
ad una moderna Maria Giovanna
Beretta Molla, ha scelto la vita, sempre!.
La seconda, Asia, è madre di 5
figli. La legge pachistana contro la
blasfemia l’ha portata in carcere ed
ora è in attesa di essere messa alla
forca.
Di fronte alla possibilità di
essere liberata dal carcere a condizione di abbracciare l’islam, questa
donna fedele ha risposto di credere
nell’amore di Dio al punto di essere felice di offrire la sua vita per
Lui.
È vero, il nostro tempo appare
spesso povero.
Sono però persone come queste,
ricche di valori di umanità e di
fede, a farci sperare in un futuro
migliore.
11
12
CONSACRAZIONI
La consacrazione:
arrivo al porto sospirato
Il 10 novembre 2012, si sono celebrate le consacrazioni a San Nicolò a
Tordino, la prima consacrazione della
nostra amica polacca Elisabetta, dieci
rinnovi e sette consacrazioni perpetue:
tra queste la mia! Nei giorni che hanno
preceduto il solenne evento ho avuto
cura di prepararmi partecipando alla
Santa Eucaristia e pregando per avere
consapevolezza della scelta che mi
apprestavo a vivere. Al momento della
presentazione dei candidati, il mio
“Mi hai chiamato, eccomi Signor e”,
mi è venuto dal profondo del cuore. Si,
eccomi, perché ora sono pronta a dire
il Sì davanti a Te e a tutti per testimoniare la mia assoluta e incondizionata
sulla barca di Pietro; sicuramente ci
saranno momenti di tempesta, di sconforto, di sfiducia! Sarei meravigliata
del contrario! Questo mi ricorda le
parole di un salmo: “Nelle angosce
gridarono al Signore ed Egli li liberò
dalle loro angustie. Ridusse la tempesta alla calma, tacquero i flutti del
mare. Si rallegrarono di vedere la
bonaccia ed Egli li condusse al porto
sospirato” (Sal 107, 28-39).
Tiziana Di Giuseppe
La consacrazione:
solo per amore
Si! Per amore e riconoscenza per
Gesù, che è stato il “Regista Divino”,
che ha diretto la mia vita sempre verso
ma io, forte del tuo Amore e della
forza che mi infondi, vado avanti con
coraggio e prego San Paolo della
Croce che mi infiammi sempre più di
amore per Te. Ricordi, Gesù, quante
volte ho desiderato di togliere dalla tua
fronte quella corona di spine che
preme così tanto e di avere la
Tua
mano sul mio capo, per infondermi
coraggio! Perdonami, Gesù, non sono
degna di desiderare ciò, ma vorrei
tanto abbracciarti, io, il tuo Nulla. Pur
avendo esperienze di un lungo cammino in Azione Cattolica e come catechista, la spiritualità passionista mi ha
cambiata, mi ha resa più attenta ai
bisogni del mio prossimo, ha aumentato in me il desiderio di pregare, di
donarmi e offrire a Gesù ogni cosa, da
quando apro gli occhi al mattino, fino
a quando vado a letto la sera. Ogni
consacrazione mi ha dato qualcosa di
più, quindi anch’io voglio dare al mio
Gesù sempre di più, un impegno per la
vita. Ringrazio i padri che ci guidano e
che con i loro consigli, mi hanno resa
migliore, spronandomi a non aver
paura di dire a Gesù quanto io desidero amarlo e donarmi a Lui, con un
cammino di santità.
Olga Orlando
Con la consacrazione,
cresce ogni giorno
la mia unione con Gesù.
San Nicolò
fiducia in Te che sei la Luce della mia
vita e hai vinto la morte per sempre,
per me e per tutti. “Eccomi”, perché
Tu mi hai regalato ancora una grazia
“speciale”, da mettere a frutto per me,
per la mia famiglia, per la famiglia
Passionista, ma ancora di più per tutta
la mia Comunità Parrocchiale.
Eccomi, Signore, ad of frirti le mie
umili preghiere e la mia collaborazione fattiva, per tutti coloro che sof frono, che si fanno un tutt’uno con Gesù
Crocifisso. La mia consacrazione
Perpetua a Gesù Crocifisso arriva proprio nell’anno della fede. Mi viene in
mente dal vangelo l’immagine di Gesù
di Lui. Mi ha chiamata, sorretta e completata come cristiana e come figlia. Io
non conoscevo l’af fascinante e profondo movimento degli AGC ma Gesù
ha fatto in modo che io, in giro con la
mia famiglia per tante città, venissi
proprio qui, in Abruzzo, per conoscere
la Fraternità di San Nicolò. Ne sono
felice e con tanta fede partecipo assiduamente alle fruttuose catechesi, che
mi permettono di conoscere ed amare
sempre più la Passione di Gesù, mio
grande amore. Ti amo, Gesù! Tu sai
che nella vita ci sono tanti ostacoli che
impediscono di dare di più; tanti ridicolizzano le scelte che si fanno per Te,
Anche quest’anno il Signore Gesù
mi ha chiamata a sé e io ho risposto con
la terza consacrazione al cuore adorabile del mio Signore, mio Dio e mio tutto;
insieme a me anche tanti altri Amici di
Gesù crocifisso. È grazie alla consacrazione che la mia vicinanza al Signore
cresce giorno dopo giorno, come un
sole che riscalda i cuori ed allontana
l’inverno. Gesù, vorrei farti amare
come io ti amo anche dalle persone a
me care e dal mondo intero, anche se
ogni mio sforzo per ora sembra
vano, ma con il tuo amore io continuerò a pregare sempre per questo, a raccogliere le forze per andare avanti giorno
dopo giorno, desiderando che moltitudini di persone aspirino a Te. Ti ringrazio infinitamente perchè faccio parte di
questa grande Famiglia Passionista
degli Amici di Gesù Crocifisso, che ti
amano come io ti amo ed insieme i
nostri cuori gioiscono per questo. Mio
Dio, non mi stancherò mai ti adorarti ed
amarti, e di ringraziarti per tutto quello
che mi hai donato e che ancora mi
donerai.
Anna Maria Di Giandomenico
CONSACRAZIONI
“Mia forza e mio canto è
il Signore”.
Sono le parole che spontaneamente
ho ripetuto dopo la recita del salmo 117
insieme ai fratelli di Madonna della
Stella e che mi hanno riportato con il
ricordo al giorno della mia consacrazione perpetua, quando mi uscirono dalle
labbra in un impeto di riconoscenza:
ero arrivata a dire al Signore il mio “si”
trascorso una giornata ricca di emozioni e di gioia serena insieme ai consacrandi, ai tanti fratelli presenti, ai padri
passionisti e al nostro assistente nazionale P. Alberto Pierangioli, che ci ha
aiutato a capire meglio il significato
della consacrazione, come presa di
coscienza della consacrazione battesimale; una risposta d’amore da vivere
con costanza e impegno. Sui volti di
quanti ho avvicinato ho letto af fetto,
gioia e condivisione. Una bella festa
l’impegno di seguire Gesù Crocifisso e
Risorto e vivere la sua parola nella vita
quotidiana. Ho avvertito la grandezza
del Signore e la mia povera nullità,
dicendo con commozione e gioia indicibile: “Eccomi, Signore”! Desidero ringraziare tutti coloro che mi hanno fatto
conoscere gli AGC e mi hanno condotto
a questa meta. Con il mio sposo
Antonio, legati da 41 anni di matrimonio, abbiamo aderito alla chiamata,
abbiamo percorso il cammino della spiritualità passionista, che ci ha portati alla
consacrazione, davanti all’immagine
della Madonna della Stella, Aiuto dei
Cristiani. Lode al Signore Gesù Cristo,
che ci sostiene nel cammino della vita.
Anna D’Alise
Emozione e frutti della
consacrazione
Consacrazioni Fraternità Madonna della Stella: 28-10-2012
per sempre. In questo ricordo del passato e nella gioia del presente ho vissuto
la giornata della consacrazione degli
AGC il 28 ottobre. È stato un giorno di
grazia per tutti e per me un momento di
verifica della mia fede. Ventuno anni di
cammino! Non sono pochi e sembrano
un soffio, ma sono le tracce che mi
hanno bene avviato verso la meta
suprema: l’eternità da conquistare nella
santità secondo la spiritualità
dell’Amore. È stato un cammino non
sempre facile; una scalata di salite e
discese, talora con qualche sosta di
ripensamento; poi, la ripresa alla scuola
del Crocifisso, il maestro, che guida la
mia vita. In questa ottica di ricordi, ho
vissuta insieme; una preziosa esperienza di comunione e di fede per una carità
costante e sempre nuova.
Margherita Padovani
“Eccomi, Signore”!
È stato gratificante ritrovarsi con gli
AGC e con i religiosi Passionisti al
Santuario della Madonna della Stella, in
una giornata di fede e comunione fraterna, fino a consumare il pasto in cordialità e gioia. Il momento più bello l’ho vissuto nella messa, con la Consacrazione,
quando una grande pace è discesa nel
mio cuore. La Consacrazione a Gesù
Crocifisso si è svolta
con la partecipazione
dei fedeli che gremivano il santuario. Mi
sono molto commossa quando P. Alberto
mi ha consegnato il
Crocifisso ed ho pronunciato la promessa
di amore e santità,
rinnovando l’impegno battesimale di
donazione piena a
Dio. Ho compreso la
Antonio e Anna, Marisa e Clara
profonda importanza
si consarano a Gesù Crocifisso
e la solennità del-
Caro padre, il 28 ottobre nella mia
prima consacrazione alla Madonna
della Stella ho provato la medesima
forte emozione della mia Prima
Comunione, avvenuta nel lontano
1949 ma ancora viva a tanta distanza
di tempo. Mi sono sentito un fanciullo
entusiasta d’incontrare Gesù come in
quel tempo così lontano. Ti ringrazio
insieme a mia moglie Anna per la missione che svolgi e che mi ha fatto
riscoprire quanto sia bello seguire il
Signore in ogni atto della nostra vita.
Aggiungo una breve riflessione, come
frutto della consacrazione. “Io in Dio,
Dio in me. Rinunciando al mio dominio, accolgo Dio, Amore infinito. Dio
resta in me. Abiuro al mio io che, predominando, mi allontana da Dio e dai
miei fratelli e mi fa restare solo nel
deserto dell’egoismo, preludio della
“morte”. Dio ha donato il Suo Figlio
prediletto per amore, che, per amore
ed obbedienza al Padre, ha of ferto se
stesso per me sulla croce. In questa
visione, oso unire le mie piccole croci
alla sua Croce, accettandole serenamente nella contemplazione della sua
Croce, perché anch’io poi risor ga in
Lui. Apro il mio cuore al Crocifisso
Risorto, perché sia il mio compagno
nel nuovo cammino, che mi ha portato
a rinnovare gli impegni del battesimo,
sotto lo sguardo di Maria. In questo
cammino di fede m’impegnerò a leggere e meditare la Sacra Scrittura, per
capire che cosa Dio vuole da me ogni
giorno, pregando di avere un colloquio
diretto con Lui e capire quanto desidera che io faccia, come viatico all’incontro personale con il Dio vivente.
Antonio Ferraro
13
CONSACRAZIONI
14
Consacrazioni
a Giulianova:
una giornata di grazie
Le consacrazioni degli AGC si
sono svolte il 25 novembre. Il P
.
Per tutti noi AGC è stata una giornata
di grazie e di grande presenza del
Signore. Abbiamo rinnovato l’impegno di mettere sempre al primo posto
Gesù “Crocifissorisorto” perché sia il
vero Signore della nostra vita. Insieme
ai nuovi consacrati, abbiamo detto di
Consacrazioni a Giulianova Lido
Alberto ha animato la giornata fin dal
mattino con la preghiera delle lodi,
ricordando la festa di Cristo Re, istituita da Pio XI in un tempo di grandi
persecuzioni contro la Chiesa in paesi
cattolici, come Messico e Spagna,
nelle quali furono massacrati migliaia
di fedeli cristiani, molti vescovi, sacerdoti, religiosi, anche circa 30 passionisti. Poi il padre ci ha preparati alle
consacrazioni con alcune commoventi
testimonianze di AGC che hanno fatto
la loro consacrazione e la vivono con
grande impegno e piena dedizione
all’amore di Cristo e dei fratelli. Ci
siamo ritrovati in chiesa alle 15.30 per
un’ora di Adorazione e il vespro animati da P. Bruno. Durante la celebrazione eucaristica tre sorelle e un fratel-
nuovo a Gesù: “fai di me quello che
vuoi”. Ringraziamo tutti coloro che si
sono impegnati per la buona riuscita
della giornata.
Pio Calvarese
La distanza dal Signore si
sta accorciando
Dopo un anno dalla prima consacrazione, ho detto di nuovo
sì al
Signore! Posso dire che la mia distanza dal Signore si va sempre più accor ciando. Questo nuovo impegno assume un significato più forte, più tangibile: comincio a gustare il senso dell’amore del prossimo e a capire quanto
è meraviglioso
perdonare, ascoltare e soprattutto
pregare.
Sto
imparando
a
rinunciare all’ira,
a sorridere a chi
ne ha bisogno,
ma soprattutto a
pregare per i sofferenti e i lontani
da Dio. Signore,
accresci la fede di
questo tuo umilissimo discepolo.
Ti ringrazio per
avermi chiamato
nella Famiglia
Passionista e rinGioia e festa dopo la consacrazione
grazio tutti quelli
che mi hanno aiutato
e
continuano
ad
aiutarmi in questo
lo hanno rinnovato la loro consacracammino.
zione per un anno, mentre due sorelle
Mimmo Di Eugenio
hanno fatto la consacrazione perpetua.
Trovare gioia e forzaùnella consacrazione
In un momento di grande prova e
di grande sofferenza in famiglia, il mio
rifugio è stato l’amore di Gesù
Crocifisso e della Vergine Maria. Mi
bastava guardare Gesù sulla Croce e
pensare alla sua grande sof ferenza e
subito mi tornava il coraggio di andare
avanti. Dopo aver capito quanto è
indispensabile per me ascoltare la
parola di Dio e vivere alla sua presenza, ho rinnovato la mia consacrazione
a Gesù Crocifisso per trovare in Lui la
forza e la gioia.
Romani Luigina
Ho assaporato il calor eùdell’amore di Gesù
Caro padre, ti comunico la grande
serenità e gioia provate il 25 novembre,
rinnovando la Consacrazione a Gesù
Crocifisso. Non ti nascondo di essere
stata assalita dal timore di non essere
capace di impegnarmi totalmente con
Gesù Crocifisso e seguire il cammino
degli AGC. Il mio timore è svanito piano,
piano, durante la commovente celebrazione, con l’Adorazione Eucaristica e poi
con la Messa. Ho assaporato il calore
dell’amore di Gesù, con la presenza di
tanti fratelli, venuti a sostenerci con la
loro preghiera. Chiedo ogni giorno a
Gesù di sostenermi nel cammino intrapreso, e di donarmi la forza di ricambiare
il suo amore con una maggiore unione
con Lui durante la giornata e con la
fedeltà ai miei impegni quotidiani nella
famiglia e nella vita sociale. Così non mi
sentirò mai sola e sarò più forte nelle difficoltà, che non mancano mai.
Olga Crucitti
Mi sono commossa pr ofondamente
Il 25 novembre ho fatto con gioia la
Consacrazione Perpetua a Gesù
Crocifisso. Quando ho ricevuto dal
Padre Alberto il Crocifisso, lo Stemma
Passionista e la per gamena mi sono
commossa profondamente. Ho ringraziato Gesù perché mi ha aiutato e mi
aiuta nel cammino di fede, dandomi
serenità e pace interiore. Ringrazio
Padre Alberto e Padre Bruno, gli Amici
di Gesù della mia Fraternità e di altre
Fraternità e i miei familiari che hanno
partecipato e mi sostengono con la preghiera.
Gloria Ciabattoni
CONSACRAZIONI
Consacrazioni a Bari
Giorni tanto attesi quelli del 17 e
18 novembre per la Fraternità AGC
di Bari; è stata una gioia accogliere la
visita di padre Alberto Pierangioli e
la Presidente nazionale AGC Piera
Iucci.
Nella prima giornata abbiamo condiviso con loro il momento dedicato
alla meditazione mensile accompagnati da uno spirito di comunione e
preghiera straordinario e le parole di
Piera “eravamo preoccupati per questa
Fraternità… e abbiamo trovato Te,
Gesù fra loro…” hanno fatto esplodere
dentro di noi una fortissima emozione
ed un desiderio maggiore di lode e ringraziamento per l’appartenenza alla
Famiglia Passionista. Non possiamo
che continuare a restare uniti nella preghiera alimentando la carità fraterna e
la lampada consegnataci dalla
Presidente nazionale ci accompagnerà
idealmente nel cammino in questo
Anno della Fede.
Dedicato alle Consacrazioni ed
alla catechesi il giorno seguente: le
lodi hanno avviato una giornata di fraternità e di emozioni seguita dalla
Adorazione Eucaristica af fidando a
Maria il “si” di ognuno di noi, in modo
particolare quello dei Consacrandi.
Profonda partecipazione alla Santa
Messa con canti e gioia per l’ammissione di Santina Giannattasio, inutile
dire quanto grati siamo al Signore per
la Consacrazione Perpetua di don
Giovanni Lorusso, nostro assistente,
che, avendo già conosciuto la spiritualità passionista attraverso eventi dolorosi della sua vita, in particolar modo
gli ultimi 5 anni fatti di ostacoli, decide il “si” “all’amore doloroso e dolore
amoroso”. Abbiamo apprezzato le
parole umili e semplici di incoraggiamento del P . Alberto che ci hanno
riempito il cuore. La sua testimonianza con episodi riguardanti la sua vita ci
hanno fatto capire che l’amore per
questa Famiglia deve essere caratterizzata dalla profonda passione per essa e
che solo Dio è l’autore di questo bene.
Un momento di convivialità ha suggellato la giornata e preceduto la par tenza di padre Alberto e Piera. Un grazie particolare al nostro fratello Mario
per aver reso possibile il viaggio e
aver condiviso con noi lacrime di
gioia.
Mi sono sempre chiesta in questi
ultimi anni tanti “perché?”. Un libretto
di “Amici di Gesù Crocifisso” trovato
per terra mi indicava nel 2009 un per corso sconosciuto per poi dar senso al
non-senso di quei giorni. Nella mia
consacrazione ho visto il Suo Amore
Benedizione dei nuovi consarati a Bari
per me come risposta ai miei quesiti; il
mio “per sempre” mi ha catapultata
nella Sua Misericordia. Alimenterò la
mia lampada con l’olio della sofferenza scelta per amore del mio Gesù e dei
miei fratelli, mi prenderò cura della
Fraternità come una madre ha cura dei
suoi figli perché non sia sciupato il
dono più bello che Dio Padre mi ha
fatto, ho consegnato nelle sue mani la
mia vita, i miei af fetti e stringendo il
Crocifisso al mio petto non potevo che
dimostrargli il mio amore af fidando a
Lui con fiducia parte di me, i miei
figli separati da me e innalzo la mia
lode: “Che cosa ti r enderò, Signore,
per quello che mi hai donato?
Innalzo a te il mio cuore come calice
di lode e con tutte le mie forze grido
grazie, Gesù, per ciò che sei per
me”.
Prudenza Fallacara
Formazione 2013: la fede
Gennaio La Porta della fede
Febbraio Che cos’è la fede: dono di Dio e caratteristiche
Marzo
La fede e la ragione: le grandi domande
dell’uomo
Aprile
Alimentare la fede
Maggio
La fede di Maria: “Anche a te una spada”:
Fede e croce
Giugno
Vivere la fede: la fede e le oper e
Luglio
Difficoltà e prove della fede, Fede di Abramo
Agosto
La fede nei Vangeli: “La tua fede ti ha salvato”.
(Esercizi spirituali)
Settembre Fede è Speranza: fidarsi e affidarsi a Dio
Ottobre Fede è Carità:Amare con il cuore di Dio.
Novembre Testimoniare la fede. Fede personale
e comunitaria
Dicembre Credere passionista
15
BUON ANNO 2013! Carissimi AGC, iniziamo il 24° anno delle prime adesioni al MLP “Amici di
GesùCrocifisso”, iniziate a ricevere il 18 marzo 1990 e che ora sono 3040. Il 6 novembre 1990, a meno
di 8 mesi dalle prime adesioni, che erano già 130, p. Floriano De Fabiis, superiore provinciale, approvava e benediceva il movimento AGC. Vogliamo prepararci a celebrare l’anno prossimo il 25° anniversario, per ringraziare il Signore per quanto ha operato con questo piccolo seme. Auguro a tutto il movimento un anno nuovo benedetto da Dio, e una crescita di quantità, ma soprattutto di qualità e santità.
Prego perché l’Anno della Fede ci aiuti ad approfondire, vivere e testimoniare la nostra fede , per
intensificare il cammino di santità e l’impegno apostolico per portare altri fratelli all’amore e alla sequela di Gesù Crocifisso Risorto. Anche noi siamo chiamati a partecipare alla nuova Evangelizzazione. L’8
febbraio celebreremo la festa della Passione, per iniziare la Peregrinatio Crucis: per le Marche, la
faremo nella chiesa di S. Gabriele a Civitanova; altrove sarà fatta nelle chiese di ogni Fraternità.
Assicuro il mio ricordo quotidiano al Signore per tutti voi e famiglie, nella preghiera e santa Messa,
chiedo a tutti un ricordo per me davanti al Signore. Ringrazio e ricambio per gli auguri ricevuti.
Auguro a voi e famiglie, vicini e lontani, un Felice Anno Nuovo pieno di benedizioni divine.
P. Alberto CP
SOS RIVISTA - Il fondo per stampa e spedizione Rivista AGC piange. Nel 2012 meno
della metà di coloro che la ricevono si sono ricordati di inviare un piccolo segno di gradi mento. Un grazie di cuore a tutti coloro che con la loro fedeltà e generosità ci danno la
possibilità di andare avanti.
pia
Calendario degli Amici
31 dic. 2012:
06 gennaio:
13 gennaio:
03 febbraio:
08 febbraio:
03 marzo:
Addio comunitario al 2012 a Morrovalle: 22,00-24,00: Adorazione, Messa, Auguri.
Messa e festa alla casa di riposto di Montecosaro.
Primo Ritiro mensile 2013 a Morrovalle MC, 09,00 – 17,00
Ritiro mensile a Morrovalle MC, 09.00 – 17,00
Festa della Passione, benedizione crocifissi. Inizio “Peregrinatio Crucis”
Ritiro mensile a Morrovalle, 9,00-17,00.
SOMMARIO
2. P. A. Pierangioli
La porta della fede
3. P. A. Pierangioli
La fede dono di Dio. Caratteristiche
4. P. R. Cecconi
Meditiamo con il vangelo di Giovanni
5. Coltorti M. Grazia XVII – La santità è amore
6. P. Luciano
7. P. Luciano
8. P. Luciano
9. Aggregati Voce degli Amici Aggregati
10. Segreteria Sunto Verbale del Consiglio Nazionale
11. L. Mazzoccante
Passionisti, Chiesa, Società
12-15. Vari
Consacrazioni e Testimonianze
16. Direzione: Auguri e Notizie
Ricordiamo al Signore i nostri defunti: Morlacco Senia di Civitanova: 7-11-12; Angeletti Argentina di Macerata, consacrata perpetua: 18-11-2012;
Accorroni Pasquali Armandina di Civitanova, consacrata perpetua: 05-12-12.
Gennaio-Febbraio 2013 – Anno XIV n. 1
Autor. Trib. di MC n. 438\99 del 17-12-1999
Sped. Ab. Post. D.353/2003 (L. 27/02/2004 n. 46)
Art. 1, Comma 2, DCB Macerata.
Editoriale ECO srl - C. c. p. 11558624
Dir. Tonino Taccone – Red. P. Luciano Temperilli
Piazzale S. Gabriele 2 – 62010 Morr ovalle Mc
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