INFORMAZIONE CONVALIDATA
REG.NO. IT-001082
Dichiarazione
Ambientale
2009
THALES ITALIA S.p.A. - LAND & JOINT SYSTEMS
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
INDICE
I
LA DICHIARAZIONE AMBIENTALE
II
INTRODUZIONE
II.1.
II.2.
II.3.
II.3.1
II.3.2
II.3.3
II.3.4
II.3.5
Infrastrutture
Certificazioni
Assetto societario
Thales Group SA
Thales Italia S.p.A.
Thales Land & Joint Systems
Thales Group SA e Thales Italia S.p.A. - Land & Joint Systems Division
Thales Italia S.p.A. - Land & Joint Systems Division
III
NOTIZIE DEL SITO
III.1.
III.2.
III.3.
III.4.
III.4.1
III.5.
III.5.1
III.5.2
III.5.3
III.5.4
III.6.
III.7.
III.7.1
III.8.
Dati anagrafici
Inquadramento territoriale
Storia del sito
Descrizione del sito
Caratteristiche geologiche ed idrogeologiche
Sevizi di stabilimento
Energia elettrica
Gas GPL
Approvvigionamento idrico
Servizi ausiliari
Descrizione dei processi
Processo produttivo
Prodotti della Thales
Servizi di manutenzione della Thales
IV
DESCRIZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE
IV.1.
IV.2.
IV.3.
IV.3.1
IV.3.2
IV.3.3
IV.4.
IV.4.1
IV.4.2
IV.4.3
IV.4.4
IV.4.5
IV.4.6
IV.4.7
IV.5.
IV.5.1
IV.5.2
IV.5.3
IV.5.4
Generalità
Politica della Qualità, dell’Ambiente e della Sicurezza
Pianificazione
Aspetti ambientali
Prescrizioni legali
Obiettivi, traguardi e programmi
Attuazione e funzionamento
Risorse, ruoli, responsabilità e autorità
Competenza, formazione e consapevolezza
Comunicazione
Documentazione
Controllo dei documenti
Controllo operativo
Preparazione e risposta alle emergenze
Verifica
Sorveglianza e misurazione
Valutazione del rispetto delle prescrizioni
Non conformità, azioni correttive e azioni preventive
Controllo delle registrazioni
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
IV.5.5
IV.5.6
Audit
Riesame della Direzione
V
ANALISI AMBIENTALE
V.1.
V.1.1
V.1.2
V.2.
V.2.1
V.2.2
V.3.
V.4.
V.5.
Aspetti ambientali diretti
Condizioni operativi normali, anomale, di emergenza
Analisi degli indici ambientali diretti
Aspetti ambientali indiretti
Condizioni operative normali, anomale, di emergenza
Analisi degli indici ambientali indiretti
Aspetti ambientali delle attività presso i clienti
Aspetti ambientali delle attività presso gli uffici di Roma
Aspetti e impatti ambientali programmati
VI
ASPETTI E IMPATTI AMBIENTALI MISURATI
VI.1.
VI.2.
VI.3.
VI.4.
VI.5.
VI.6.
VI.7.
VI.8.
VI.9.
VI.10.
VI.11.
VI.12.
VI.12.1
VI.12.2
VI.12.3
VI.13.
VI.14.
VI.15.
VI.16.
VI.17.
Uso di energia, combustibili ed acqua
Scarichi acque reflue e meteoriche
Emissioni in atmosfera
Produzione rifiuti
Rumore negli ambienti di lavoro
Rumore immesso in ambiente esterno
Contaminazione del suolo e sottosuolo
Sostanze chimiche utilizzate
Agenti chimici aerodispersi in ambienti di lavoro
Campi elettromagnetici
Radiazioni ionizzanti
Produzione di anidride carbonica
Generalità
Riassunto emissioni CO2 anno 2008
Andamento emissioni anno 2007 e 2008
Amianto
PCB
Sostanze lesive dell’ozono atmosferico
Direttiva RoHS
REACH
VII
OBIETTIVI E PROGRAMMI AMBIENTALI
VII.1. COMMENTI E CONCLUSIONI ANNO 2008
VII.2. GLI OBIETTIVI ED I PROGRAMMI DI MIGLIORAMENTO
VIII
AUTORIZZAZIONI
IX
PIANO DI SORVEGLIANZA
X
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
XI
GLOSSARIO
XII
TERMINI E DEFINIZIONI (SGA ED EMAS)
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
I
LA DICHIARAZIONE AMBIENTALE
La presente Dichiarazione Ambientale è stata redatta dal Responsabile delle Normative e Leggi
Ambientali (Environment Officier) in collaborazione con il Responsabile delle Normative di Qualità e
Audit ed approvata dal Direttore di Divisione.
È la seconda stesura e riporta i dati ambientali e gli stati autorizzativi aggiornati alla data del 31
Dicembre 2008.
La prossima revisione sarà effettuata a Luglio 2010.
Il Verificatore Ambientale accreditato che ha convalidato la Dichiarazione Ambientale in data
15/10/2008, ai sensi del Regolamento CE n. 761/2001 “EMAS” è:
Lloyd’s Register Quality Assurance Italia s.r.l.
Via Luigi Cadorna, 69 - 20090 VIMODRONE (MI)
Accreditamento EMAS II n. IT-V-0010 del 20.05.2004
La diffusione esterna della presente Dichiarazione avviene o attraverso il sito www.thalesgroup.com,
oppure in forma cartacea a chi ne facesse richiesta.
Per la consultazione interna è disponibile nel sito intranet della Thales Italia S.p.A.
- Land & Joint Systems Division.
Tutti i documenti richiamati nella presente Dichiarazione sono archiviati presso la
THALES e a disposizione degli organi di controllo.
L’organizzazione si impegna con frequenza almeno annuale a sottoporre a
convalida da parte del LRQA s.r.l. gli aggiornamenti della Dichiarazione Ambientale.
Per informazioni rivolgersi:
Direttore di Divisione
ing. Vincenzo CORVINO
via Enrico MATTEI, 20
66013 CHIETI SCALO(CH)
Tel.: 0871 569572
Fax: 0871 569467
e-mail: [email protected]
Responsabile delle Normative e Leggi Ambientali:
ing. Adriano ZAINO
via Enrico MATTEI, 20
66013 CHIETI SCALO(CH)
Tel.: 0871 569520
Fax: 0871 569567
e-mail: [email protected]
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
II
INTRODUZIONE
II.1. INFRASTRUTTURE
La Divisione TIT-LJ è disposta su una
sede a Chieti che si estende su una
superficie di 9.000 m2, di cui 8.640 m2
coperti, e si compone di n. 2 fabbricati
(padiglioni) denominati P2 e P3.
La funzione Strategia, Marketing &
Vendite è dislocata in un edificio
multipiano sulla via Tiburtina 1072,
condiviso con le altri divisioni della Thales
Italia S.p.A..
La sede di Chieti è collegata con l’ufficio
di Roma mediante rete geografica
(WAN); su tale rete transitano sia la fonia
che i dati ed ad essa è connessa una rete
locale (LAN).
CHIETI
II.2. CERTIFICAZIONI
La Thales Italia S.p.A. – Divisione Land
& Joint Systems ha ottenuto:
• la certificazione del Sistema di
Gestione
per
la
Qualità
in
conformità alla norma NATO AQAP
2110/160;
• la certificazione del Sistema di
Gestione
per
la
Qualità
in
conformità
alla
norma
ISO
9001:2000;
• la certificazione del Sistema di
Gestione Ambientale in conformità
alla norma ISO 14001:2004. Il
certificato, n. 9191.THA1 con
scadenza 29/07/2010, emesso dal
CSQ per il seguente campo di
applicazione:
Progettazione,
industrializzazione,
produzione,
vendita, installazione, manutenzione
e servizi logistici di apparati, sistemi
ed impianti di telecomunicazioni e/o
elettrici e commercializzazione di
apparati opto-elettronici per la
sorveglianza,
ricognizione,
in
ambienti militari e paramilitari.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
II.3. ASSETTO SOCIETARIO
II.3.1 THALES GROUP SA
Il gruppo Thales, a cui Thales Italia S.p.A. riporta, con circa 12,6 miliardi di euro di fatturato e 68.000
dipendenti nel 2008 è il I° fornitore in Europa e il III° nel mondo di sistemi e soluzioni nel campo delle
comunicazioni. Come tale progetta e produce apparati e sistemi operanti World Wide.
Thales è una multinazionale particolarmente aperta alla cooperazione e alla partnership ed è presente
in 50 paesi con una filosofia imprenditoriale che attribuisce ampia autonomia alle diverse units
nazionali.
Nel seguito è riportato l’organigramma del gruppo che evidenza la suddivisione per aree geografiche e
per linee di prodotto. Tale suddivisione da luogo rispettivamente a una dipendenza di tipo funzionale e
una di tipo gerarchico che verranno spiegate nelle pagine successive.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
II.3.2 THALES ITALIA S.P.A.
Suddivisione di tipo funzionale.
In accordo alla struttura del gruppo, Thales Italia S.p.A. è suddivisa nelle seguenti divisioni:
•
•
•
•
•
Air System
Land & Joint
Services & Security Solutions
Components & Subs
Aerospace
L’organizzazione di Thales Italia S.p.A. è basata su un meccanismo di “double reporting”. Per cui le
varie divisioni della Società riportano, verso casa madre, alle Divisioni del Gruppo.
Sono inoltre previste delle funzioni centrali di supporto con il compito, di coordinamento verso le
funzioni del Gruppo.
L’organigramma della Thales Italia S.p.A. è riportato nel seguito:
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
II.3.3 THALES LAND & JOINT SYSTEMS
Suddivisione di tipo gerarchico.
A livello di gruppo, la creazione della Land & Joint Systems Division (LJSD), che raggruppa le attività
di Land Equipment, Land Systems, Joint Systems, Air & Naval Equipment, Optic Components e
Services ha come obiettivo quello di ottimizzare il servizio verso i clienti che, fino ad oggi, sono stati
trattati separatamente.
Questa struttura è destinata a coprire tutta la gamma di requisiti nella gestione e le esigenze di
sistemi dei clienti delle aree terrestri ed interforze. È inoltre atta a rafforzare la posizione di leader
mondiale nel settore delle apparecchiature per comunicazione e optronica.
La Land & Joint Systems Division rappresenta la soluzione migliore per:
• presentare ai clienti delle Forze Armate un’unità che incoraggi ed accresca la loro fiducia
• rispondere meglio alle nuove richieste delle Forze Armate legate alla rivoluzione delle
tecnologie dell’informazione in senso lato
• rinforzare le sinergie delle nostre attività industriali e migliorare la nostra competitività
applicando i principi base del Quality Management.
La Land & Joint Systems Division, nel 2008 ha realizzato un fatturato annuo di 2,6 miliardi di euro con
13.100 collaboratori delle entità riunite, in 20 paesi dei vari continenti.
LJSD per adattarsi ai principali mercati e ai requisiti del cliente delle varie nazioni si è strutturata
attraverso una organizzazione e una gestione trasversale come nel seguito descritta:
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
II.3.4 THALES GROUP SA E THALES ITALIA S.P.A. - LAND & JOINT SYSTEMS
DIVISION
Punto di incontro tra la struttura gerarchica e la struttura funzionale.
Dall’esame dei due organigrammi precedenti, riportati a pagina 7 e 8, si ricava il diagramma
gerarchico/funzionale riportato qui di seguito.
Luc Vigneron
Chairman & CEO
Jean-Georges Malcor
Pascale Sourisse
EVP, Continental Europe,
Turkey,
Russia,
Central Asia
SVP,
Land & Joint Systems
Area B
Paolo Aielli
Country Corporate
Director
Gerbert Edelijn
Multidomestic
Regions
Dipendenza
Funzionale
Dipendenza
Gerarchica
Vincenzo Corvino
Division Director
Land & Joint Systems
Alla pagina seguente è riportato l’organigramma della divisione Thales Italia S.p.A. – Land & Joint
Systems che fa capo al Division Director.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
II.3.5 THALES ITALIA S.P.A. - LAND & JOINT SYSTEMS DIVISION
TIT-LJ, in accordo alla politica LJSD, ha implementato una organizzazione che capitalizza i risultati
conseguiti in campo tecnico e commerciale.
Tale organizzazione ha la finalità di:
• sviluppare il business attraverso una visione strategica globale;
• ottimizzare il servizio offerto, sincronizzando gli sviluppi e la complementarità di
apparecchiature e sistemi;
• assicurare contemporaneamente crescita e profitto, connotandosi come una struttura
fortemente orientata al cliente e alla sua soddisfazione.
La strategia adottata è orientata al customer care & customer satisfaction per conseguire i risultati in
modo continuativo e durevole.
Pur realizzando prodotti, sistemi e servizi appartenenti alle varie BL e considerando la sua limitata
struttura, TIT-LJ formalizza il suo risultato economico verso la BL Defence Tactical Communications.
Nel seguito è riportato l’organigramma aziendale:
Direzione Divisione
Com. Int., Organiz.,
e Qualità
Amministrazione
e Finanza
Qualità e Processi
Controllo di Gestione
Org., Migl. Business
E Complianc. Officer
Strategia, Marketing
e Vendite
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Studi Avanzati
Legale
Business
Development
Risorse Umane
Tecnica
Operazioni
Servizio e Supporto
Clienti
Gestione
Programmi
Marketing
e Demo
Software
Servizi
Ing. di Offerta
e Gest. Subforniture
Sviluppo Ordini
Bid Manager
Integr., Verifica
e Validazione
Produzione
Documentazione
Program Manager
Vendite
Radio
Logistica
Supervisione Reti
Documentazione e
Training
Technical
Proposal
DSP e ASICS
Installazione e
Manutenzione
Progettazione
Meccanica
Integrazione
e Test
Progettazione
Elettrica
Post Vendita
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
III
NOTIZIE DEL SITO
III.1. DATI ANAGRAFICI
Ragione Sociale:
Sede legale:
Amministratore Delegato:
THALES ITALIA S.p.A.
Viale Bianca Maria, 25 - 20122 MILANO
Paolo Aielli
Sito di Chieti:
Ubicazione del sito:
Direttore della Divisione:
Resp. Normative e Leggi Ambientali:
Land & Joint Systems Division
Via Enrico Mattei, 20 - 66013 CHIETI Scalo (CH)
Vincenzo Corvino
Adriano Zaino
Dipendenti del sito di Chieti:
Codice ATECO:
Codice NACE:
107
26.30.29 “Fabbricazione di altri apparecchi elettrici ed
elettronici per Telecomunicazioni” (ex 32.20.2 ATECOFIN).
26.30 “Fabbricazione di apparecchiature per le comunicazioni”
Responsabile di riferimento:
Adriano Zaino
III.2. INQUADRAMENTO TERRITORIALE
Coordinate geografiche: 42° 21’ 14,65 N – 14° 08’ 05,53 E
Il sito si trova in Abruzzo, nel
territorio del Comune di Chieti, nella
zona industriale del consorzio per lo
Sviluppo Industriale dell’Area Chieti Pescara.
Il sito si trova a qualche chilometro
dal casello autostradale
dell’Autostrada A25 Pescara - Roma,
uscita Chieti e a pochi chilometri dal
casello autostradale dell’Autostrada
A14 Bologna – Bari, uscita Pescara
Ovest – Chieti.
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III.3. STORIA DEL SITO
L’insediamento industriale di Chieti fu creato dalla Telettra S.p.A. nel 1973 e fu esplicitamente
destinato alla ricerca, produzione e vendita di apparecchiature e sistemi destinati ai Clienti Difesa; lo
stabilimento fu, pertanto, dotato sin da subito di laboratori di R&S, che in breve tempo divennero il
punto di riferimento per l’intera Società per l’innovazione nel campo militare (pur con la possibilità di
applicazioni nel campo civile).
Nel 1976 la Telettra fu acquisita dal Gruppo Fiat, nel cui ambito lo stabilimento continuò ad operare
con la sua missione originale e fu ampliato: la originale costruzione, denominata P1, venne ampliata e
si aggiunse il capannone industriale denominato P2 e una mensa (anno 1986).
Nel 1990 alcune Società del Gruppo Fiat fondarono la Società Consortile per Azioni ELASIS, alla quale
fu affidata la gestione di tutta la R&S svolta dal Gruppo nel Mezzogiorno.
Telettra S.p.A. fu naturalmente tra i soci fondatori e conferì alla nuova Società Consortile i suoi Centri
di Ricerca localizzati a Bari, Chieti e Rieti-Cittaducale.
Subito dopo la sua creazione ELASIS iniziò a costruire nel comprensorio Telettra di Chieti Scalo una
sua palazzina distinta dai capannoni denominata P3.
In tale Palazzina, di circa 6.500 m2, trovò la sua sede l’attuale Centro di Ricerca, che opera nei campi
specifici delle reti radio ad alta sopravvivenza in ambiente ostile, in generale per la protezione civile ed
in particolare per la difesa, al quale Centro venne affidato un Progetto di Ricerca, nel cui ambito
vennero progettati e sviluppati Sistemi radio ed apparati in banda HF, l’estensione mobile in banda
VHF della rete tattica dell’Esercito e Ponti radio per utilizzo militare e civile.
Nel 1991 Telettra S.p.A. fu ceduta dal Gruppo Fiat ad Alcatel e, fondendosi con l’esistente Alcatel
FACE, mutò il suo nome in Alcatel Italia S.p.A., società che subentrò alla precedente nella compagine
azionaria di ELASIS S.C.p.A. e lasciò al Centro di ricerca di Chieti Scalo la sua missione, conferendole,
inoltre, le poche attività di ricerca svolte da FACE Standard nel campo militare, tanto che tra il 1990 ed
il 1992 il numero degli addetti del Centro si raddoppiò dagli originali 72 (conferiti da Telettra) sino a
153.
Arrivò, poi, il 1998 e, il 1° Maggio Alcatel Italia S.p.A. cedette il ramo di azienda relativo alle attività
della Difesa, gestite nello Stabilimento di Chieti Scalo e negli uffici di Roma, alla consociata Alcatel Air
Navigation System S.p.A., che in data 1° Luglio venne, poi, ceduta a Thomson CSF e successivamente
scissa nelle due Società indipendenti denominate Thales Communications S.p.A. e Thales ATM S.p.A.
(con sede a Gorgonzola).
Nel 2001 venne fondata la Thales Italia S.p.A., società organizzata in Divisioni, nella quale conferirono
tutte le attività Thales in Italia.
III.4. DESCRIZIONE DEL SITO
L’Unità Operativa di Chieti è ubicata in un’area industriale situata all’interno del Consorzio per lo
Sviluppo
Industriale
dell’area Chieti-Pescara, tra
via Erasmo Piaggio e viale
Abruzzo.
I siti industriali limitrofi
sono i seguenti:
• WTS Serbatoi
• Comec Innovative s.r.l.
• Selex Communications
S.p.A.
• HST S.p.A.;
• COMEC srl
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III.4.1 CARATTERISTICHE GEOLOGICHE ED IDROGEOLOGICHE
L’Unità Produttiva sorge in un area poco distante dal fiume Pescara.
L’area ove sorge il sito ubicata nell’ambito della pianura alluvionale, alla destra idrografica del fiume
Pescara.
Andamento delle isoiete
(in mm) nel bacino
idrografico
del
fiume
Pescara.
1. Pluviometri;
2. Pluvio-termometri;
3. Limite
del
bacino
idrografico;
4. Isoiete annue
III.5. SERVIZI DI STABILIMENTO
III.5.1 ENERGIA ELETTRICA
L’energia elettrica viene prelevata dalla
rete ENEL Distribuzione alla tensione di
20.000 V attraverso una cabina di
trasformazione situata in via Erasmo
Piaggio, 71.
L’energia elettrica viene distribuita
all’interno del sito alla tensione di 380 V.
La potenza disponibile è di 500 kW.
La società che attualmente fornisce
l’Energia Elettrica è l’ENEL in regime di
libero mercato.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
III.5.2 GAS GPL
Nel sito viene utilizzato gas GPL stoccato in un serbatoio da 5.000 l.
Il GPL viene prima trasformato in fase gassosa in un vaporizzatore elettrico e quindi inviato alla
centrale termica. La società che attualmente fornisce il GPL è la BUTANGAS.
III.5.3 APPROVVIGIONAMENTO IDRICO
Acqua potabile
L’acqua potabile viene prelevata dall’acquedotto comunale. Il punto di prelievo è localizzato in via
Erasmo Piaggio, 71;
Acqua di pozzo
Nel sito è presente un pozzo di emunzione di acqua utilizzata per gli scarichi dei servizi igienici e per il
sistema antincendio. Per il pozzo è in corso una pratica autorizzativa con la Regione e la Provincia di
Chieti. La Provincia di Chieti ha sollecitato il
parere dell’Autorità di bacino Regionale –
Bacino idrografico Fiume Pescara del
Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione
Abruzzo ad esprimere il parere positivo non
solo per la Thales ma anche per altre
aziende della zona come la DECO, La WTS
e la Burgo. Il sollecito è stato inviato dalla
Provincia di Chieti con lettera prot. n. 9575
del 19 Dicembre 2007.
Il pozzo è stato sistemato mediante una
struttura
completamente
interrata
(realizzata sulla verticale del pozzo stesso)
consistente in un locale al quale si accede,
per mezzo di scala in ferro “alla marinara”,
tramite botola posta a livello del piano di
campagna.
Per quanto concerne lo scarico delle acque,
che hanno le caratteristiche tipiche
dell’acqua usata a fini igienici, viene utilizzato il sistema fognario interno che le recapita in quello
comunale.
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III.5.4 SERVIZI AUSILIARI
Centrale termica
La centrale termica del sito è della ECOFLAM
modello DUOMAX PN1500 4F con due
generatori di calore della potenza termica
complessiva nominale di 1.596,40 kW.
Distribuisce
acqua
calda
ai
gruppi
trattamento aria dei due padiglioni. Per la
conduzione della centrale è stato nominato
un terzo responsabile.
Gruppi frigo
Gruppi frigo condizionamento ambienti di lavoro:
•
•
•
Padiglione P2: gruppo
frigo
delle
Antoni
modello ASC 150 CC da
124 kW
Padiglione P3: gruppo
frigo
della
McQuay
modello ALRHC214 da
923 kW
Sala macchine IT della
RC
modello
MAXIMO.A.STD.Z.2.G2
da 43 kW
Aria compressa
Viene prodotta da un compressore Balma mod. VISS 1010 da 0,95 m3/min di aria resa alla pressione
di 10 bar. L’impianto è dotato di un separatore acqua-olio e di un serbatoio di accumulo. Viene
distribuita nei vari reparti per mezzo di una rete dedicata.
Gruppo elettrogeno
Il gruppo elettrogeno è costituito da un motore IVECO tipo 8061 e da un generatore elettrico della
AUSONIA tipo M7B250SB/4 da 110 kVA. Il gruppo elettrogeno alimenta il gruppo di continuità.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Gruppo di continuità
UPS 120 kVA 3F ALAMO 9 della EMERSON SICE S.p.A.. Il gruppo di continuità garantisce
l’alimentazione della sala macchine dell’IT e delle luci di emergenza e del sistema di antintrusione.
III.6. DESCRIZIONE DEI PROCESSI
Le attività della THALES si
svolgono
nei
padiglioni
denominati P2 e P3.
Nel padiglione P2 si svolgono
le attività di produzione e in
esso sono localizzati la
Ricevitoria, il Magazzino e gli
Imballi e Spedizioni.
Nel padiglione P3 vi sono le
attività di progettazione e di
ufficio. Nel grafico sono
schematizzati
i
processi
aziendali e i rifiuti e le
emissioni associati.
La Thales, già da parecchi
anni, ha delegato a fornitori
esterni la realizzazione delle
componenti di base dei
prodotti.
I componenti di base sono le
piastre a circuito stampato, la
meccanica
e
la
componentistica elettronica.
Il
reparto
Produzione
assembla solo componenti
con tiratura estremamente
ridotta
che
sarebbe
antieconomico
realizzare
all’esterno.
L’azienda
ha
conservato
all’interno, per la Produzione,
solo le attività di collaudo sia
degli apparati che dei sistemi.
III.7. PROCESSO PRODUTTIVO
‰
MGAZZINO GENERALE
Nel Magazzino Generale convergono tutte le materie prime e i semilavorati provenienti dall’esterno.
‰
PRODUZIONE
Il reparto è diviso in tre differenti settori distinti in funzione della tipologia di prodotto del processo
produttivo.
a. montaggio gruppi
I gruppi con tecnologia SMT (Surface Mounting Technology) vengono assemblati nella quasi
totalità all’esterno presso fornitori omologati.
Solo esemplari prototipici vengono assemblati all’interno.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
I componenti elettronici, sia essi ad inserzione che a montaggio superficiale, vengono montati
sui circuiti stampati o manualmente o nel piccolo reparto saldature come specificato in seguito.
Per la saldatura dei componenti sui gruppi vengono utilizzati microsaldatori elettrici e leghe
stagno piombo. Ogni postazione di saldatura è dotata di aspiratore locale che convoglia
all’esterno i vapori e i gas di saldatura.
La saldatura dei componenti può essere anche effettuata in modo collettivo per mezzo della
macchina saldatrice ad onda ubicata nel reparto saldature del Padiglione P2.
L’utilizzo del piombo nelle saldature è permesso dal D. Lgs. 151/05 (direttiva RoHS) come
meglio specificato nel Capitolo VI.16.
b. montaggio apparati
I gruppi montati dal reparto del punto a) o da fornitori esterni, le parti meccaniche e i cablaggi
vengono assemblati con l’impiego di attrezzature meccaniche e microsaldatori per leghe di
stagno piombo.
c. collaudo gruppi, apparati e sistemi
Il collaudo dei gruppi viene eseguito o con attrezzature dedicate, progettate e fatte realizzare
dall’Ingegneria Prodotto e con strumentazione elettronica.
d. reparto saldature
In questo reparto si effettuano saldature ad onda per
componenti ad inserzione, saldatura raggi infrarossi per
componenti SMT. Per mezzo di due macchine saldatrici
distinte. Entrambe le macchine sono dotate di un
aspiratore locale che porta all’esterno del reparto i vapori
che si sprigionano durante la saldatura.
‰
PROCESSI DI SUPPORTO
Sono tutti quei processi che concorrono alla realizzazione del
prodotto per il Cliente:
• Progettazione; intesa come l’insieme di attività
necessarie per la ricerca applicata e sviluppo di nuovi
prodotti, comprese anche le attività di ingegneria di
progetto meccanica ed elettrica, volta anche a
mantenere basso l’impatto ambientale dei prodotti.
• Servizi di Stabilimento;
• Uffici (attività commerciali, amministrative, ecc.)
‰
Saldatura manuale circuiti elettronici
MAGAZZINO PRODOTTI FINITI
Nel Magazzino Prodotti Finiti convergono tutti gli apparati o e sistemi prima della spedizione al
Cliente.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
III.7.1 PRODOTTI DELLA THALES
Il mercato TIT-LJ orientato principalmente al settore Difesa è costituito per circa l’80% da Clienti
italiani (Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Guardia di Finanza, Carabinieri) e per circa il
20% da Clienti esteri (NATO, Royal Navy, Esercito Tedesco, ecc.), con i seguenti maggiori prodotti e
servizi che fanno capo alla BL della Land & Joint Systems Division sopra referenziate:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
radiodisturbatori tattici;
analisi e archiviazione dei
segnali intercettati;
automazione delle attività
di ricerca, intercettazione e
"Direction Finding";
pacchetti
software
di
analisi dei segnali;
supervisione di reti tattiche
e infrastrutturali;
sistemi
integrati
di
comunicazioni tattiche;
comunicazioni navali;
automazione e controllo di
reti di comunicazione HF;
telecomunicazioni
per
trasmissione dati in gamma
HF;
ricevitori e trasmettitori
HF/VHF;
ricetrasmettitori
HF/VHF
fissi e veicolari;
ponti radio a piccola e
media
capacità
per
impieghi
fissi
e
trasportabili;
terminali
telefonici
a
standard EUROCOM;
accesso radio monocanale
alla Rete Tattica
apparati
wireless
nella
gamma UHF
visori notturni
laboratori campali di analisi
NBCR.
Gli apparati in gamma HF sono
stati venduti anche a Clienti civili
(Protezione Civile, Ministero Poste,
Marina Mercantile).
I nuovi prodotti progettati da TITLJ possono essere identificati in 2
categorie:
•
18/70
.
Progetti
Customer
Funded. Riconducibili a
contratti acquisiti
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
• Progetti Self Funded o Private Venture. Riconducibili a ricerche di mercato.
La Thales, inoltre, effettua attività di manutenzione assicurativa presso i siti delle Forze Armate
italiane.
III.8. SERVIZI DI MANUTENZIONE DELLA THALES
La Thales effettua presso il Cliente Ministero della Difesa il servizio di manutenzione di installazioni
fisse di Ponti Radio.
Sono essenzialmente attività di manutenzione assicurativa; il personale Thales, su chiamata del
Cliente, si reca nei siti indicati e analizza il guasto. Se non riesce a riparare il guasto sul posto, preleva
l’apparato o la parte di apparato interessata e lo porta nella sede di Chieti.
Pertanto è stato valutato che non esistono aspetti ambientali significativi.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
IV
DESCRIZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE
IV.1. GENERALITÀ
La divisione Land & Joint Systems ha deciso di adottare un Sistema di Gestione integrato Qualità ed
Ambiente al fine di misurare, monitorare e migliorare, per quanto attiene agli aspetti ambientali, la
prevenzione e la riduzione degli impatti ambientali delle attività svolte nel sito di Chieti.
Per queste ragioni, oltre alla certificazione ISO14001, la Thales Italia S.p.A. ha chiesto la registrazione
EMAS del sito di Chieti della Divisione Land & Joint Systems.
Qui di fianco la
Comunicazione
aziendale sulla
Registrazione
EMAS
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.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
IV.2. POLITICA DELLA QUALITÀ, DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA
Il documento Politica per la Qualità, l’Ambiente e la Sicurezza emesso dalla Direzione della divisione
Land & Joint Systems che va correlato allo stesso tipo di documento emesso, a livello di gruppo.
Qui di fianco la
Politica della
Qualità,
dell’
Ambiente
e
della Sicurezza
della sede di
Chieti
21/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Qui di fianco la
Politica
dell’Ambiente
della Thales SA
Rapporti con la Casa Madre
Ogni anno, per mezzo del
sistema
gestionale
Chorus,
vengono trasmessi alla sede
centrale di Parigi i dati
ambientali del sito.
I dati della sede, aggregati con
quelli di tutti i siti Thales del
mondo, vengono raccolti in un
rapporto (Environment Report).
Detto rapporto è un documento
pubblico consultabile nel sito
della Thales e allegato al
bilancio economico.
La Thales SA, ogni anno, indica
gli obiettivi ambientali della
Corporate.
22/70
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
IV.3. PIANIFICAZIONE
IV.3.1 ASPETTI AMBIENTALI
Generalità
L'analisi ambientale si prefigge lo scopo di fornire un quadro completo degli aspetti ambientali del sito
utilizzando una metodologia che permette di identificare e valutare gli impatti ambientali individuati e
fornire il bilancio delle risorse utilizzate(materie prime, prodotti finiti, energia, risorse idriche, ecc..).
Identificazione degli aspetti ambientali
Gli aspetti ambientali della Thales sono stati individuati analizzando il processo produttivo
determinando gli aspetti diretti ed indiretti che hanno o possono avere impatti significativi.
Gli aspetti ambientali sono stati divisi in Diretti ed Indiretti.
Gli aspetti ambientali Diretti, cioè quegli aspetti direttamente correlati all’attività della Thales, sono:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
emissioni in atmosfera;
scarichi idrici;
rifiuti;
contaminazione del terreno;
utilizzo di risorse (acqua, energia elettrica);
rumore verso l’ambiente circostante;
amianto;
campi elettromagnetici;
sostanze nocive alla fascia dell’ozono.
Gli aspetti ambientali Indiretti, cioè quegli aspetti non direttamente correlati all’attività della Thales,
sono:
•
•
•
•
•
comportamenti ambientali degli appaltatori, dei subappaltatori;
comportamenti ambientali dei fornitori;
attività del personale Thales nei siti dei Clienti;
attività del personale Thales Commerciale di Roma;
effetto sull’ambiente dovuto allo smaltimento dei rifiuti;
Valutazione degli impatti e aspetti ambientali
Dopo aver esaminato il processo produttivo del sito, ed aver individuato gli aspetti Diretti e Indiretti, si
classifica la significatività degli aspetti ambientali.
Per la valutazione della significatività si procede nel seguente modo:
• individuazione del criterio di valutazione e di classificazione degli aspetti ambientali;
• individuazione di fattori di valutazione e del relativo valore;
• elaborazione di tabelle di sintesi contenenti la classificazione degli aspetti ambientali significativi
in condizioni normali, anomali e di emergenza.
Criterio di valutazione e fattori di valutazione
In linea generale, la maggiore o minore rilevanza dei diversi aspetti ambientali è legata a
considerazioni circa attributi interni ed esterni di valutazione che possono ricondursi, in sintesi, ai
seguenti fattori.
23/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Fattori di valutazione
•
•
•
•
Intensità dell’impatto ambientale (per gli aspetti diretti e indiretti)
Sensibilità ambientale (per gli aspetti diretti e indiretti)
Adeguatezza tecnologica (solo per gli aspetti ambientali diretti)
Livello di controllo gestionale (solo per gli aspetti ambientali indiretti)
Ciascuno di tali fattori potrà avere un peso diverso a seconda dell’aspetto a cui si riferisce ed in base
alla situazione specifica dell’organizzazione nel sito e nell’ambiente con cui interagisce.
Condizioni di esercizio:
•
Normali o Routinarie
Quando l’impianto funziona nelle condizioni normali di esercizio e gli impatti sono quelli noti e
misurati.
•
Non Routinarie
Anomalia; quando l’impianto o la macchina può continuare a funzionare senza conseguenze per
la qualità del prodotto e la sicurezza degli operatori ma possono determinarsi impatti ambientali
di una certa importanza. Rientrano nelle anomalie anche le fasi transitorie di avviamento ed
arresto e la manutenzione.
Emergenza; sono condizioni eccezionali, prevedibili o no, che possono determinare impatti
ambientali significativi.
ESEMPI
RANGE DI
TIPOLOGIA
VALUTAZIONE
ASPETTO
AMBIENTALE
VALUTATO
Diretto/indiretto • impatti che coinvolgono quantità significative valore crescente da 1 a 4
1. Intensità
per l'ambiente;
dell’impatto IR
• prossimità del sito produttivo a fiumi,laguna,
• Vulnerabilità del
sito
corsi d'acqua e falde acquifere;
• Rischi ambientali
• vicinanza del sito produttivo a centri abitati;
specifici
• possibile combinazione di effetti con le altre
attività presenti nelle vicinanze del sito
• Quantitativi
in
gioco
Diretto/indiretto • fattori che per la loro evidenza o attualità sono valore crescente da 1 a 4
2. Sensibilità
ambientale
maggiormente
soggetti
all'attenzione
circostante IS
dell'opinione pubblica o che sono oggetto di
iniziative pubbliche o private sia nazionali che
• Lavoratori
internazionali;
• Popolazione
• accettabilità da parte del pubblico e del
residente
vicinato;
• Area circostante
• accettabilità da parte dei lavoratori;
• accettabilità da parte di terze parti in genere
• presenza di leggi e/o limiti da rispettare
Diretto
3. Adeguatezza
• fattori che sono stati significativamente ridotti valore decrescente da 4
a 1, con il valore 1
tecnologica IE
in aziende aventi attività industriali similari;
alla
• Utilizzo delle
• eventuali difformità con gli standard di buona corrispondente
tecnologia
migliori
tecnica stabiliti a livello internazionale e migliore
disponibile
tecnologie
nazionale
• Confronto con
aziende del
settore
4. Livello di controllo Indiretto
• fattori che possono essere controllati con Valore decrescente da 4
ad 1, con il valore 1
un’azione preventiva
gestionale IG
• fattori che possono essere indirizzati con azioni corrispondente alla totale
• Possibilità per
assenza di controllo da
l’organizzazione
di incentivazione, formazione sensibilizzazione
parte dell’organizzazione
di influenzare
l’aspetto
ambientale
ELEMENTI DI
VALUTAZIONE
24/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
IR: Intensità dell’impatto
Si assegna un valore da 1 a 4 in base all’intensità con cui un particolare impatto si manifesta.
GIUDIZIO
Non significativa
Poco intensa
Mediamente
intensa
Molto intensa
CRITERIO DI VALUTAZIONE
L’aspetto in esame non produce effetti rintracciabili o esattamente individuabili sul
sito/ambiente, a motivo delle quantità in gioco e della sostanziale insensibilità del
sito/ambiente a tali effetti
L’aspetto in esame produce effetti sul sito/ambiente che risultano di gran lunga
compatibili con le autorizzazioni vigenti e con le caratteristiche ambientali del
sito/ambiente
L’aspetto in esame produce effetti sul sito/ambiente che, in condizioni particolari,
possono risultare significativi, per le quantità in gioco e/o per le caratteristiche del
sito/ambiente e delle attività limitrofe
L’aspetto in esame produce effetti di accertata gravità sul sito/ambiente, a motivo
delle quantità in gioco e/o della vulnerabilità specifica del sito e/o della concomitanza
con altre attività limitrofe, pur risultando nei limiti previsti dalle autorizzazioni vigenti.
VALORE
1
2
3
4
IS: Sensibilità ambiente
Si assegna un valore da 1 a 4 in base alla sensibilità dell’ambiente circostante all’impianto.
GIUDIZIO
CRITERIO DI VALUTAZIONE
Ambiente
poco Il Sito/ambiente è insensibile agli aspetti in esame. L’aspetto in esame non è mai stato
sensibile
oggetto di lamentele o interessamento né da parte esterna né da parte interna
all’impresa
Il Sito/ambiente è sensibile agli aspetti ambientali in esame, L’aspetto in esame è stato
Ambiente
oggetto di interessamento da parte di soggetti interni o esterni all’impresa, ma non di
moderatamente
lamentele esplicite. Presenza di legi e/o limiti da rispettare
sensibile
Ambiente sensibile Il Sito/ambiente è sensibile all’aspetto in esame. L’aspetto in esame è stato qualche
volta oggetto di lamentele o contestazioni da parte di soggetti interni o esterni
all’impresa. Presenza di leggi e/o limiti da rispettare
Ambiente
molto Il Sito/ambiente subisce effetti di accertata gravità. L’aspetto in esame è oggetto di
sensibile
frequenti lamentele o contestazioni/contenziosi da parte di soggetti interni o esterni
all’impresa. Presenza di leggi e/o limiti da rispettare
VALORE
1
2
3
4
IE: Adeguatezza tecnologica
Si assegna un valore da 1 a 4 in base all’impiego ed alla conoscenza delle migliori tecnologie
disponibili in base ai livelli standard del settore, con il valore 1 corrispondente alla migliore tecnologia
disponibile.
GIUDIZIO
Ottima
Buona
Discreta
Pessima
CRITERIO DI VALUTAZIONE
L’aspetto in esame non risulta significativamente migliorabile, alla luce dei livelli
standard del settore, mediante interventi economicamente praticabili.
L’aspetto in esame non risulta significativamente migliorabile, alla luce dei livelli
standard del settore, mediante interventi economicamente praticabili, L’aspetto risulta
peraltro agevolmente controllabile mediante idonei interventi tecnici e/o organizzativi
(es. manutenzione, controlli ispettivi, ...).
L’aspetto in esame risulta migliorabile in modo chiaramente individuato, con interventi
(tecnici o organizzativi) economicamente praticabili e rispondenti ai livelli standard del
settore.
L’aspetto in esame risulta al di sotto dei livelli standard del settore ed è migliorabile in
modo determinante e ben individuato.
VALORE
1
2
3
4
IG: Livello di controllo gestionale
Si assegna un valore da 1 a 4 in base al livello di controllo che l’organizzazione riesce ad avere
sull’aspetto ambientale indiretto con il valore 1 corrispondente alla totale assenza di controllo da parte
dell’organizzazione.
GIUDIZIO
Nessun controllo
Controllo basso
Controllo modesto
Controllo elevato
25/70
.
CRITERIO DI VALUTAZIONE
L’aspetto ambientale è fuori dalla possibilità di controllo dell’organizzazione. L’unico
intervento possibile è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei soggetti
interessati
L’aspetto ambientale non è direttamente controllabile dall’organizzazione pubblica ma
è possibile un’azione di formazione sui soggetti interessati
L’aspetto ambientale può essere controllato anche se in modo indiretto
dall’organizzazione tramite azioni di incentivazioni
L’aspetto ambientale è controllato dell’organizzazione con interventi finalizzati e
procedurate modalità di comportamento
VALORE
1
2
3
4
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Parametro di significatività
Il Parametro di Significatività (PS) di ogni aspetto ambientale è calcolato per ogni situazione (normale,
anormale, emergenza). Il procedimento di valutazione si conclude con il calcolo del Parametro di
Significatività (PS) relativo all’aspetto ambientale considerato che scaturisce dal prodotto tra gli
indicatori IR, IS e IE per la classificazione degli aspetti ambientali diretti, dal prodotto tra gli
indicatori IR, IS, IG per quella degli aspetti ambientali indiretti.
Tale parametro di significatività è classificabile secondo la seguente tabella:
Parametro di Significatività
(PS)
tra 1 e 7
tra 8 e 15
tra 16 e 31
> di 31 (valore max possibile 64)
Giudizio
Azioni
Priorità nulla
Priorità bassa
Priorità media
Priorità alta
Sul lungo termine
Sul medio termine
Sul breve termine
Urgenti
Si considerano significativi gli aspetti ambientali che hanno un parametro di significatività > 7. Si
evidenzia che comunque gli aspetti ambientali che hanno almeno un fattore con valore ≥ 3 devono
essere attentamente valutati per individuare dei possibili obiettivi ambientali e/o apposite procedure
gestionali.
IV.3.2 PRESCRIZIONI LEGALI
E’ disponibile, e viene costantemente aggiornata, una tabella contenente tutte le leggi e regolamenti
nazionali, regionali e comunali. Nella tabella sono evidenziate le leggi nazionali, regionali e comunali
applicabili al sito.
L’ aggiornamento viene curato dal Responsabile delle Normative Ambientali che si informa grazie
all’iscrizione a organizzazioni di categoria, con abbonamenti a riviste e siti internet specializzati su
ambiente e sicurezza e con l’ausilio di un consulente esterno.
Sempre a cura del Responsabile delle Normative Ambientali è la trasmissione delle informazioni alla
Direzione Aziendale e l’attivazione delle procedure sia interne che esterne per l’adeguamento alle
nuove prescrizioni.
IV.3.3 OBIETTIVI, TRAGUARDI E PROGRAMMI
La Direzione definisce periodicamente gli obiettivi e i traguardi per la Qualità, l’Ambiente e la Sicurezza
con indicatori prestazionali oggettivamente misurabili.
Detti obiettivi e traguardi sono coerenti sia con la politica della Thales SA che con la politica della
Divisione.
Il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale coordina la raccolta dei dati necessari per
l’elaborazione delle suddette informazioni, e li sottopone in fase di Riesame della Direzione.
Le risorse necessarie, i tempi e le responsabilità per raggiungere gli obiettivi vengono indicati dalla
Direzione nel Piano di Miglioramento.
Gli obiettivi e i traguardi vengono inseriti nel budget ambientale e discussi annualmente in fase di
Riesame della Direzione.
IV.4. ATTUAZIONE E FUNZIONAMENTO
IV.4.1 RISORSE, RUOLI, RESPONSABILITÀ E AUTORITÀ
L’organizzazione per la gestione dell’ambiente è formata da personale della funzione Qualità e delle
Funzione Servizi Generali.
Il personale della funzione Qualità si occupa essenzialmente degli aspetti metodologici mentre il
personale della funzione Servizi Generali si occupa più degli aspetti operativi.
Il personale direttamente coinvolto ha ricevuto una formazione mirata ed ha le competenze specifiche
necessarie.
Le risorse finanziare necessarie alla gestione dell’ambiente vengono messe a disposizione dalla
Direzione nel budget dei Servizi Generali. Quando non vi sono le competenze interne necessarie, ad
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
esempio per misurazioni e rilevi, si fa ricorso ad apporti esterni di specialisti o consulenti.
Il ricorso a competenze interne è favorito dalla direzione perché anche questo è un veicolo per la
diffusione della politica ambientale. Ad esempio il responsabile del laboratorio prove elettromagnetiche
ha seguito, su sollecitazione del Responsabile delle Normative Ambientali, un corso specialistico sulle
misurazioni delle radiazioni non ionizzanti.
Organigramma aziendale per l’ambiente
Direzione
Divisione
Resp. Sistema
Gestione Ambientale
Responsabile
Audit
Responsabile
Normative Ambientali
Organigramma aziendale per la sicurezza
TIT-LJ
Datore di Lavoro
Medico
Competente
Resp. Servizi
Prev e Prot.
Squadra
Pronto Soccorso
Rappr. Lavoratori
per la Sicurezza
Squadra
Antincendio
IV.4.2 COMPETENZA, FORMAZIONE E CONSAPEVOLEZZA
La Direzione ha dato sempre particolare enfasi alla formazione e allo sviluppo del personale sia su
temi specialistici che su temi di natura gestionale.
Ogni anno, sentite le esigenze di tutti gli enti aziendali, viene redatto un Piano Aziendale di
Formazione (PAF) che comprende anche le esigenze formative in tema ambientale.
Le esigenze formative in tema ambientale vengono proposte dal Responsabile delle Normative
Ambientale di concerto con il Responsabile del sistema di gestione Ambientale.
I corsi di formazione possono essere tenuti da docenti interni od esterni.
La partecipazione del personale dipendente viene certificata e riportata nella scheda personale
dell’interessato. Sono state redatte e rese disponibili una serie di procedure interne (Istruzioni
Funzionali o Istruzioni Operative) sui principali argomenti in tema ambientale.
IV.4.3 COMUNICAZIONE
Sul sito intranet dei Servizi di Stabilimento (Facility Management) è presente una sezione dedicata
all’ambiente ove è possibile reperire le notizie, le iniziative e i risultati delle misurazioni.
Sul sito internet della Thales SA vi è una sezione dedicata all’ambiente ove è possibile reperire le
informazioni inerenti l’ambiente.
27/70
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
IV.4.4 DOCUMENTAZIONE
La documentazione operativa, intesa come registrazioni, comunicazioni, pratiche inerenti l’ambiente
sono archiviate dalla funzione Servizi Generali.
La documentazione inerente la gestione del sistema è archiviata dalla funzione Qualità.
Di seguito sono elencati i documenti del sistema di gestione ambientale
•
•
•
•
•
•
•
•
•
8BP 20142 0000 UPFBF Gestione e smaltimento dei rifiuti industriali
8BP 20145 0000 UPFBF Codifica ed approvvigionamento prodotti chimici
8BP 20211 0001 ENFBF Piano di evacuazione della sede di Chieti
8BP 20257 0000 ENFBF Il Servizio di Prevenzione e Protezione delle sedi di Chieti
8BP 20211 0006 ENFBF Gestione delle emergenze della sede di Chieti
8BP 20429 0000 UPFBF Gestione ambientale: processo e normative
8BP 20433 0000 UPFBF Norme di comportamento generale per le imprese che operano
all'interno della sede
8BP 20211 0002 URFBF Documento di valutazione dei rischi da incendio
8BP 20465 0000 QZFBF Rapporto analisi ambientale anno 2008
IV.4.5 CONTROLLO DEI DOCUMENTI
Il controllo della documentazione di gestione viene disciplinato da apposite procedure.
Tutta la documentazione di provenienza esterna viene protocollata a cura della segreteria di direzione,
l’archivio è a cura della funzione Servizi Generali.
IV.4.6 CONTROLLO OPERATIVO
Gli aspetti ambientali connessi agli impianti, sono tenuti sotto controllo attraverso il mantenimento
dell’efficienza degli impianti stessi e del rispetto delle procedure.
Apposite Istruzioni Operative contengono la descrizione e le modalità di conduzione degli impianti e
delle macchine.
E’ stato redatto un Piano di Sorveglianza degli aspetti ambientali e le azioni sono state inserite nel
piano di manutenzione e controllo dei Servizi di Stabilimento.
Le attività di controllo, quindi, sono state integrate nel ciclo di manutenzione aziendale e vengono
attivate con preavviso di scadenza.
IV.4.7 PREPARAZIONE E RISPOSTA ALLE EMERGENZE
La Thales ha attivo un certificato prevenzione incendi (CPI), rinnovato ai sensi del DPR 37/98, nel
giugno 2008 e con validità dal 07/06/2008 al 06/06/2011. Le attività sono le 65 4/b-64-88-91
Stabilimento per la produzione di sistemi di telecomunicazione per le seguenti sostanze ed impianti:
•
•
•
•
5000 litri di GPL in n. 1 serbatoio metallico fuori terra;
500 litri di gasolio per l’alimentazione di gruppo elettrogeno;
Impianto di produzione calore alimentato a GPL con potenzialità complessiva di 1370 kW;
Gruppo elettrogeno a 88 kW alimentato a gasolio.
Nel sito vi sono i seguenti sistemi di lotta all’incendio:
• Impianti fissi
ƒ impianto antincendio automatico sprinkler;
ƒ rete idrica antincendio costituita da n. 18 idranti DN 45, n. 6 idranti DN 70, n. 1 attacco VVF DN
70, la rete è alimentata da una riserva idrica da 600 m3 (serbatoio) con motopompa con motore
diesel;
ƒ impianto automatico di rivelazione e segnalazione automatica d’incendio.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
• Impianti portatili
ƒ n. 1 estintore carrellato a polvere da 50 kg;
ƒ n. 43 estintori portatili a polvere da 6 kg;
ƒ n. 7 estintori portatili a CO2 da 5 kg.
Per la gestione delle emergenze sono stati designati i componenti della Squadra Antincendio e della
Squadra di Primo Soccorso. Le emergenze sono disciplinate da una serie di procedure interne.
Il sito è dotato di tutta una serie di dispositivi per la lotta all’incendio, in particolare, tutti gli ambienti:
•
•
•
sono dotati di un impianto di spegnimento automatico ad acqua (sprinkler);
di estintori a polvere ed ad anidride carbonica;
di sistemi di rivelazione del fumo.
L’impianto antincendio è dotato di un sistema di allarme, attivo sia di giorno che di notte, collegato
anche alla centrale della società di sorveglianza del sito.
Il personale addetto alla gestione delle emergenze effettua con regolarità esercitazioni pratiche e
frequenta corsi di aggiornamento. Ogni anno viene simulata l’evacuazione dagli ambienti di lavoro;
alla simulazione partecipa tutto il personale del sito.
Il personale
addetto alla
Produzione è
Nella planimetria il sistema
stato formato
antincendio del sito
sulle modalità di
intervento in
caso di
sversamento di
prodotti chimici.
THALES
THALES
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Si riporta l’elenco delle procedure attualmente in atto nel sito.
8BP 20211 0002 ENFBF Documento di valutazione dei rischi da incendio
La finalità del presente documento, elaborato in attuazione del DM 10.3.1998 consiste nella:
• Valutazione del rischio d’incendio dell’attività in esame
• Esplicitazione delle misure preventive al fine di:
ƒ ridurre la probabilità del verificarsi dell’incendio o dell’emergenza;
ƒ salvaguardare l’incolumità delle persone;
ƒ disporre di mezzi e misure per combattere l’incendio e fronteggiare l’emergenza;
ƒ disporre di vie di esodo efficienti.
• Esplicitazione delle azioni da intraprendere in caso di incendio o di emergenza per:
ƒ limitare le conseguenze, i danni all’ambiente ed all’impianto;
ƒ consentire l’evacuazione dal luogo di lavoro in condizioni di sicurezza, prevedendo tutti
credibili tipi di emergenze che possono manifestarsi nell’azienda;
ƒ garantire l’intervento dei soccorritori.
Il presente documento contiene:
1. la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro;
2. le misure di prevenzione antincendio da adottare al fine di ridurre l'insorgenza di un incendio nei
luoghi di lavoro;
3. le misure di protezione antincendio da adottare nei luoghi di lavoro, al fine di limitarne le
conseguenze qualora esso si verifichi;
4. la definizione degli interventi di manutenzione ed i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di
protezione antincendio;
5. il piano di emergenza;
6. la designazione dei lavoratori incaricati:
ƒ dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi,
ƒ della lotta antincendio,
ƒ della gestione delle emergenze;
7. le modalità di formazione dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione
incendi, della lotta antincendio e della gestione delle emergenze.
8BP 20433 0000 UPFBF Norme di comportamento generali per le imprese che operano
all'interno della sede
Il presente documento contiene le prescrizioni per le aziende appaltatrici che operano in azienda.
L'ingresso in azienda è consentito esclusivamente al personale per il quale sia stata preventivamente
esibita la necessaria documentazione, comprendente:
•
•
•
•
•
nominativi degli addetti (con dati anagrafici);
qualifica;
posizioni assicurative e previdenziali;
tipologia dell'intervento da eseguire;
tempo di permanenza previsto.
8BP 20211 0000 ENFBF Gestione delle emergenze nella sede di Chieti
La presente procedura si prefigge l’obiettivo di:
• affrontare l’emergenza fin dal primo insorgere per contenerne gli effetti e riportare rapidamente
la situazione in condizioni normali;
• pianificare le azioni necessarie per proteggere le persone sia all’interno che all’esterno del sito;
• prevenire o limitare i danni all’ambiente e alle proprietà;
• coordinare i servizi di emergenza, gli addetti e la Direzione Aziendale.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Il documento contiene le procedure per il personale addetto alla conduzione e manutenzione degli
impianti e alle squadre di emergenza in caso di una emergenza che non comporta l’evacuazione degli
ambienti di lavoro.
8BP 20211 0001 ENFBF Piano di evacuazione della sede di Chieti
Questa procedura prescrive i comportamenti da tenere durante le emergenze e durante le simulazioni
di evacuazione dai luoghi di lavoro.
E' applicabile:
•
•
•
•
•
•
•
a tutto il personale dipendente;
ai consulenti presenti in azienda;
ai visitatori (clienti, fornitori o colleghi di altre sedi);
al personale addetto alle squadre di Pronto Soccorso e Antincendio;
al personale che esegue le manutenzioni;
al personale della Società di Sorveglianza;
al personale di pulizia.
IV.5. VERIFICA
IV.5.1 SORVEGLIANZA E MISURAZIONE
Le principali attività che hanno un impatto ambientale vengono tenute sotto controllo tenendo una
regolare registrazione dei dati.
I consumo di energia elettrica, gas, acque vengono registrati mensilmente o ad ogni
approvvigionamento come nel caso del GPL, e i dati inseriti in tabelle riassuntive già predisposte per le
elaborazioni dei dati stessi.
Le misurazioni che non è possibile effettuare autonomamente sono affidate a enti esterni e i risultati
vengono inseriti in tabelle predisposte all’elaborazione degli stessi.
IV.5.2 VALUTAZIONE DEL RISPETTO DELLE PRESTAZIONI
La valutazione delle prestazioni avviene ogni sei mesi. I risultati della valutazione sono formalizzati in
un apposito verbale.
IV.5.3 NON CONFORMITÀ, AZIONI CORRETTIVE E AZIONI PREVENTIVE
E’ attiva una procedura per trattare le non conformità ambientali. Le non conformità o potenzialmente
tali, possono essere segnalate da chiunque con apposito moduli.
I moduli vengo fatti pervenire al Responsabile delle Normative Ambientali che le esamina, le valuta e
le riporta su un apposito registro.
Le azioni correttive vengono formalizzate e pianificate e i risultati di dette azioni, se ritenuti efficaci,
determinano la chiusura della non conformità.
IV.5.4 CONTROLLO DELLE REGISTRAZIONI
Tutte le registrazioni sono archiviate per argomento e facilmente identificabili e disponibili per le
verifiche.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
IV.5.5 AUDIT
Audit interni
L’attuazione, l’efficacia e la manutenzione del Sistema di Gestione Ambientale della Divisione è
valutato attraverso l’esecuzione di un sufficiente numero di verifiche ispettive (audit) opportunamente
programmate e regolamentate.
Per l’esecuzione delle verifiche ispettive TIT-LJ si è affidata ad una società di consulenza esterna
addestrata e specializzata alla quale spetta:
• definire la procedura di attuazione;
• emettere il programma annuale delle attività avendo come obiettivo la copertura totale, rispetto
a quanto pianificato, dei requisiti delle norme di riferimento compresa la valutazione dei dati
necessari per valutare le prestazioni;
• eseguire le verifiche ispettive previste in accordo con le procedure ambientali in vigore,
emettendo per ogni intervento un rapporto che viene inviato alla Direzione di Divisione per
essere utilizzato durante il riesame della direzione;
• la verifica della applicazione delle leggi vigenti e l’aggiornamento delle tabelle delle leggi
applicabili.
Eventuali rilievi sono gestiti con l’emissione di appropriate azioni correttive con le quali vengono
pianificate le attività necessarie alla rimozione degli stessi.
Audit esterni
Certificazione ISO 14001
Con cadenza annuale l’ente accreditato per la certificazione ISO 14001 effettua l’audit ambientale.
Sistema antincendi
La società di assicurazione della Thales ha dato incarico ad un consulente di analizzare, con cadenza
annuale, il sistema antincendio della sede. L’analisi è un vero e proprio audit nel quale viene
esaminato il sistema di gestione delle emergenze e vengono effettuate delle prove pratiche di
funzionamento.
Impianto elettrico
La Thales SA ha dato l’incarico ad una società inglese di effettuare annualmente dei rilievi con
telecamere a raggi infrarossi, dell’impianto elettrico della sede. Questa attività si somma ed integra la
normale attività di manutenzione preventiva programmata attiva nel sito.
IV.5.6 RIESAME DELLA DIREZIONE
Con cadenza semestrale il Sistema di Gestione Ambientale viene valutato dalla Direzione di Divisione
durante il riesame. Oltre ai rapporti di audit interni ed esterni costituiscono dati di ingresso per il
riesame anche i risultati degli indicatori ambientali rispetto agli obiettivi e le eventuali non conformità.
Il riesame da una parte fornisce utili indicazioni per le strategie aziendali, dall’altra è motivo di spunto
per nuovi obiettivi ambientali.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
V
ANALISI AMBIENTALE
V.1. ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI
V.1.1 CONDIZIONI OPERATIVE NORMALI, ANOLMALE, DI EMERGENZA
ATTIVITÀ
tutte le attività
condizionamento
ambienti di lavoro
(gruppi frigo)
lavori di ufficio
progettazione
apparti e sistemi
ASPETTO
AMBIENTALE
consumo
energie (EE,
gas, acqua)
emissione in
atmosfera di
gas frigorifero
Consumo toner
stampanti
consumo carta
produzione
rifiuti solidi
urbani
consumo toner
stampanti
consumo carta
produzione
rifiuti solidi
urbani
radiazioni non
ionizzanti
saldatura IR di
circuiti stampati
saldatura ad onda
di circuiti stampati
saldatura manuale
circuiti stampati
montaggio e
collaudo apparati
imballi e spedizioni
Prove ambientali
(camere
climatiche)
attività presso i
Clienti
emissione in
atmosfera
emissione in
atmosfera
sversamento
accidentale
flussante e
diluente
produzione
rifiuti speciali
emissione in
atmosfera
produzione
rifiuti speciali
consumo
materiali da
imballo
produzione di
rifiuti speciali
(imballi misti)
emissione in
atmosfera di
gas frigorifero
produzione
rifiuti speciali
IMPATTO
AMBIENTALE
utilizzo risorse
naturali
Condizioni
operative Condizioni operative
normali
anomale
IR IS IE
PSdN
IR IS IE
PSdA
Condizioni operative
emergenza
IR IS
IE
PSdE
3
2
3
18
3
2
3
18
3
2
3
18
contaminazione
aria
3
2
3
18
3
2
2
18
3
2
4
24
utilizzo risorse
naturali
utilizzo risorse
naturali
contaminazione
suolo
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
utilizzo risorse
naturali
utilizzo risorse
naturali
contaminazione
suolo
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
emissione
campi
elettromagnetici
contaminazione
aria
contaminazione
aria
contaminazione
suolo
2
2
2
8
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
1
4
2
2
1
4
2
2
1
4
2
2
1
4
3
2
2
12
3
2
3
18
2
2
1
4
2
2
2
8
2
2
3
12
contaminazione
suolo
contaminazione
aria
contaminazione
suolo
utilizzo risorse
naturali
2
2
2
8
2
2
2
8
2
2
2
8
2
2
2
8
3
2
2
12
3
2
3
18
2
2
1
4
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
contaminazione
suolo
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
contaminazione
aria
2
2
2
8
2
2
2
8
3
2
4
24
contaminazione
suolo
2
2
1
4
2
2
2
8
2
2
2
8
Aspetti ambientali diretti: PSd = IR x IS x IE
Per il significato degli indici vedere le tabelle riportate nel paragrafo IV.3.1.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
V.1.2 ANALISI DEGLI INDICI AMBIENTALI DIRETTI
Commenti agli indici nelle condizioni operative routinarie e non routinarie.
Attività con indici tra 16 e 31
Sono stati rilevati per i consumi energetici, il rilascio di gas lesivi per l’ozono ed emissione in atmosfera
in condizioni di emergenza.
Il consumo di energia è l’aspetto più importante per il peso economico che riveste in azienda e per gli
impatti associati. L’azienda ha come obiettivo il contenimento di detti consumi e ha già indicato dei
traguardi da raggiungere negli anni che vanno dal 2007 al 2010. I consumi vengono monitorati
mensilmente e verificati gli scostamenti con il mese corrispondente dell’anno precedente.
Vista la tipologia degli impianti non si ravvisano significativi incrementi degli impatti in condizioni non
routinarie.
Un indice di questo valore si spiega con il fatto che il rilascio di gas nocivi per l’ozono atmosferico è un
fenomeno che si ripresenta ogni anno alla riattivazione dei gruppi frigo per il condizionamento estivo.
Più accurati interventi di manutenzione preventiva possono ridurre detti rilasci. Nelle condizioni non
routinarie, in caso di anomalia, il fenomeno può assumere dimensioni notevoli viste le quantità di gas
contenute nei gruppi frigo. Per queste ragioni la Direzione esaminerà la possibilità di sostituire le
macchine con altre più moderne esaminando anche la possibilità di cambiare il modo di produrre
calore.
Il controllo del buon funzionamento dei gruppi frigo viene effettuato ogni settimana dalla ditta
incaricata. La ditta verifica non solo il buon funzionamento ma anche i livelli dei gas dagli appostiti
strumenti di misura della macchina. Ogni anomalia viene segnalata e ogni eventuale rabbocco viene
riportato nel libretto d’impianto. Le verifiche strumentali di legge vengono effettuate in accordo con le
prescrizioni dei libretti d’impianto.
Una attenzione particolare viene posta per le camere climatiche utilizzate per le prove ambientali sugli
apparati di telecomunicazione. Contengono gas R502 che deve essere sostituito nel giro di pochi mesi.
Inoltre, visto il numero di camere a disposizione, alcune delle camere più obsolete verranno dismesse.
L’emissioni dovute alle attività di saldatura sono convogliate all’esterno attraverso opportuni sistemi di
filtrazione e tenute sotto controllo con analisi annuali. Detti sistemi di filtrazione sono sottoposti a
manutenzione programmata. Solo il funzionamento anomalo di un sistema di filtrazione (rottura,
saturazione) potrebbe comportare emissioni oltre i valori usuali. Tuttavia tale evento è comunque
poco probabile in quanto le attività di controllo e le tecnologie disponibili sono di buon livello.
Attività con indici tra 8 e 15
Carta e toner.
Sono stati rilevati per quasi tutte le attività aziendali, sono riferibili essenzialmente alle attività d’ufficio
e di qualche attività della produzione.
Nel seguito alcuni commenti agli indici.
Le attività di ufficio, per loro natura, sono responsabili del consumo della quasi totalità di carta e
toner. Contenere questi consumi è possibile con una politica mirata al contenimento delle stampe, al
riutilizzo di carta già stampata per le bozze, nell’impedire il proliferare di stampanti “personali” a
favore di stampanti di sistema.
Il contenimento di detti consumi ha come conseguenza positiva la diminuzione dei rifiuti solidi urbani.
Campi elettromagnetici.
Nei reparti di progettazione e di produzione, vista la tipologia di prodotti della Thales, la produzione di
campi elettromagnetici è inevitabile. E’ un fenomeno che bisogna comunque tenere sotto controllo. I
progettisti e gli addetti ai lavori sono formati e consapevoli ma a volte manipolano gli apparati con
troppa confidenza. Bisogna tenere sotto controllo le emissioni pensando all’ambiente circostante
l’insediamento e al personale del sito non addetto ai lavori.
Nel 2005 è stata condotta una campagna di misure in tutti gli ambienti di lavoro sia interni che
esterni, a seguito della promulgazione del D. Lgs 81/08, sarà di nuovo effettuata.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Materiali da imballo.
I materiali da imballo, siano essi cartone, carta, plastica o legno, rappresentano sempre una voce non
indifferente di tipologia di rifiuto.
Pur avendo attivo un sistema di raccolta differenziata, si può migliorare evitando imballi misti non
separabili sia con azioni interne che verso i fornitori.
La quantità di imballi misti non separabili viene annotata dal responsabile della gestione dei rifiuti.
Emissioni in atmosfera.
Le attività di saldatura, in condizioni routinarie, non rappresentano un problema sia perché i sistemi di
filtraggio sono sotto controllo ma anche perché le attività sono molto ridotte.
In condizioni non routinarie possono diventare un problema se i sistemi di filtraggio sono interessati
dall’anomalia.
La manutenzione preventiva programmata delle macchine e dei sistemi di filtraggio garantisce il
rispetto dei livelli di emissione, comportamenti anomali vengano prontamente segnalati dagli addetti
alle macchine.
L’analisi delle emissioni avviene annualmente e la valutazione della conformità legale viene effettuata
dal Responsabile delle Normative Ambientali.
V.2. ASPETTI AMBIENTALI INDIRETTI
V.2.1 CONDIZIONI OPERATIVE NORMALI, ANOMALE, DI EMERGENZA
Condizioni operative
normali
ATTIVITÀ
ASPETTO
AMBIENTALE
produzione rifiuti
solidi urbani
produzione rifiuti
da imballi
produzione rifiuti
solidi urbani
produzione rifiuti
speciali
gestione rifiuti
IMPATTO
AMBIENTALE
Arrivo merci
contaminazione
suolo
contaminazione
suolo
Attività
contaminazione
appaltatori e
suolo
subappaltatori
contaminazione
suolo
Attività di
contaminazione
smaltimento rifiuti
suolo
Attività presso i
produzione rifiuti contaminazione
Clienti
solidi urbani
suolo
Attività personale produzione rifiuti contaminazione
Thales nell’Ufficio solidi urbani
suolo
di Roma
Condizioni operative
anomale
Condizioni operative
emergenza
IR
IS
IG
PSiN
IR
IS
IG
PSiA
IR
IS
IG
PSiE
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
3
12
3
2
4
24
3
2
4
24
2
2
4
16
3
2
4
24
3
2
4
24
2
2
4
16
2
2
4
16
2
2
4
16
2
2
4
16
2
2
4
16
2
2
4
16
2
2
3
12
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
Aspetti ambientali indiretti: PSi = IR x IS x IG
Per il significato degli indici vedere le tabelle riportate nel paragrafo IV.3.1.
V.2.2 ANALISI DEGLI INDICI AMBIENTALI INDIRETTI
Commenti agli indici nelle condizioni operative routinarie e non routinarie.
Attività con indici tra 16 e 31
Arrivo merci.
Le attività dei trasportatori che consegnano le merci sono strettamente sotto controllo del personale
Thales della ricevitoria.
In caso di comportamenti contrari alle disposizioni aziendali il personale di ricevitoria allerta il
responsabile della gestione dei rifiuti e se il caso, il Responsabile delle Normative Ambientali.
Per questa ragione gli indici sono gli stessi delle attività interne.
Attività appaltatori.
Gli indici relativi gli aspetti ambientali delle attività degli appaltatori sono stati volutamente tenuti alti
per sottolineare la necessità e volontà di tenere sotto controllo dette attività.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
L’abbandono di rifiuti, lo sversamento di sostanze nelle fogne e comportamenti non corretti devono
essere tenuti sotto controllo con formazione del personale delle ditte e controllo delle attività.
In caso di comportamenti contrari alle disposizioni aziendali il personale di ricevitoria allerta il
responsabile della gestione dei rifiuti e se il caso, il Responsabile delle Normative Ambientali.
Smaltimento rifiuti.
Il valore dell’indice nasconde la volontà di tenere sempre alta l’attenzione della corretta gestione dei
rifiuti da parte delle ditte di conferimento.
Il Responsabile della Gestione dei Rifiuti segue personalmente tutte le operazioni di conferimento:
verifica l’idoneità della ditta incaricata del conferimento, pesa, quando possibile, i rifiuti, controlla il
contenuto del formulario rifiuti e l’arrivo della quarta copia.
In caso di comportamenti contrari alle disposizioni di legge, il Responsabile della Gestione dei Rifiuti
ha la facoltà di rifiutare il conferimento.
Uffici di Roma.
Il valore dell’indice ha il solo significato di segnalare il fatto che la sede di Chieti non ha alcun controllo
degli uffici di Roma.
V.3. ASPETTI AMBIENTALI DELLE ATTIVITÀ PRESSO I CLIENTI
Le attività del personale Thales presso i Clienti sono essenzialmente attività di manutenzione
assicurativa. Il personale Thales, su chiamata del Cliente, si reca nei siti indicati e analizza il guasto.
Se non riesce a riparare il guasto sul posto, preleva l’apparato o la parte di apparato interessata e lo
porta nella sede di Chieti.
Tutte le attività di ricerca guasto e riparazione vengono effettuate dal personale del reparto
Produzione. Gli eventuali rifiuti prodotti vengono gestiti con le regole del sito.
V.4. ASPETTI AMBIENTALI DELLE ATTIVITÀ PRESSO GLI UFFICI DI ROMA
Il personale dell’area Commerciale opera nell’ufficio di Roma che è parte di un sito condiviso con il
personale delle altre divisioni della Thales Italia S.p.A..
Il sito è gestito dalla Thales Italia S.p.A., il contratto di locazione è stipulato dalla Thales Italia S.p.A.
stessa e i costi vengo addebitati alle varie divisioni in funzione del personale e delle superfici occupate.
La gestione è affidata ai Servizi Generali della sede di Firenze. Nella sede vengono svolte solo attività
tipiche di ufficio.
V.5. ASPETTI E IMPATTI AMBIENTALI PROGRAMMATI
Nel corso dell’anno 2008 sono state portate a compimento le seguenti attività:
Spostamento linea di produzione e magazzino
L’attuale linea di Assemblaggio e Collaudo e il Magazzino sono stati trasferiti dal Padiglione P2 al
Padiglione P3.
Lo spostamento non ha modificato il processo produttivo e quindi gli aspetti/impatti attuali.
Le attività hanno comportato un aumento della produzione di rifiuti industriali dovuta essenzialmente
al fatto che materiali e apparecchiature non più necessarie sono state eliminate come rifiuto.
Il lato positivo di dette attività di spostamento è che hanno dato la possibilità di fare una analisi delle
attrezzature/strumentazione utilizzate per verificarne la loro effettiva necessità.
Realizzazione mensa Thales
Nel padiglione denominato P2 è stata realizzata una mensa aziendale.
In precedenza il personale si serviva di una mensa situata nell’ambito dello stesso complesso
industriale ma di proprietà di una società di Chieti Scalo.
Detta società ha deciso di destinare ad altro uso il fabbricato.
Anche la nuova mensa viene utilizzata da altre ditte presenti nel complesso industriale.
36/70
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Da notare che trattandosi di un trasferimento fisico degli impianti nell’ambito della stesso complesso,
non sono attesi aumenti degli impatti ambientali, anzi con impianti moderni più efficienti è da
aspettarsi un miglioramento.
Anno 2009
Nel corso dell’anno 2009 è programmata la continuazione delle attività di ristrutturazione del
Padiglione P2 e il censimento deli materiali del ciclo produttivo.
ATTIVITÀ
Ristrutturazione
del padiglione P2
ASPETTO
AMBIENTALE
Produzione
rifiuti speciali
produzione
rifiuti
solidi
urbani
produzione
rumore
IMPATTO
AMBIENTALE
contaminazione
suolo
contaminazione
suolo
emissione
rumore
Condizioni
operative Condizioni
operative Condizioni operative
normali
anomale
emergenza
IR IS IE
PSdN
IR IS IE
PSdA
IR
IS
IE PSdE
2
2
2
8
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
2
8
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
2
2
2
8
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
Ristrutturazione padiglione P2
La parte di padiglione P2 non occupata dalla mensa sarà oggetto di ristrutturazione per adeguare gli
ambienti alle nuove esigenze aziendali.
In particolare verranno realizzati:
- un’ area di allestimento veicoli e shelter(container militari) di circa 600 mq;
- un’ area per le attività del reparto Assistenza Tecnica Cliente;
- dei magazzini per esigenze varie.
Censimento materiali per ciclo produttivo
La Direzione ha dato disposizioni per un censimento accurato delle attrezzature, degli strumenti e
delle attrezzature di ufficio con l’obiettivo di disfarsi di tutto ciò che non è più strettamente necessario
all’attuale ciclo produttivo.
L’analisi, già iniziata lo scorso anno, ha portato alle proposte di seguito elencate insieme al loro
impatto dal punto di vista ambientale.
1) Impianto estrazione fumi della saldatura manuale (E1)
Nel ciclo produttivo rimane un solo banco di saldatura manuale con una sola addetta.
L’aspirazione dei fumi di saldatura viene realizzata con un aspiratore locale dotato di filtro.
2) Saldatura a raggi infrarossi (E2)
I circuiti stampati a montaggio superficiale, con tirature superiori alla semplice campionatura, sono
realizzati tutti all’esterno presso fornitori qualificati. Viene sempre meno la necessità di una
macchina prevista per piccole/medie serie.
3) Cappa aspirante AIRONE (E3)
La cappa viene utilizzata per ola pulizia dei circuiti stampati appena dopo la saldatura e per piccole
attività di incollaggio. Si dovrà verificare la effettiva necessità
4) Saldatrice ad onda per circuiti stampati (E4)
I circuiti stampati a montaggio ad inserzione, con tirature superiori alla semplice campionatura,
sono realizzati tutti all’esterno presso fornitori qualificati. Viene sempre meno la necessità di una
macchina prevista per piccole/medie serie.
Per tutti punti di emissione sarà fatta la comunicazione di sospensione dell’attività in attesa di
decisione definitiva della Direzione.
37/70
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
5) Camere climatiche
Le attuali nove camere climatiche sono decisamente troppe per le necessità dell’attuale ciclo
industriale. Si proporrà alla Direzione la dismissione di quelle non funzionanti o che contengono
ancora R502. Le camere climatiche strettamente necessarie sono solo tre.
6) Computer obsoleti
Già da qualche anno la Direzione ha deciso di non acquistare computer, stampanti, ecc. ma di
ricorrere a forme di leasing. Man mano che avvengono le sostituzioni le macchine vengono
accantonate, il reparto IT(Information Technology)le esamina e ne decide la destinazione.
Compatibilmente con i vincoli di natura amministrativa dette macchine saranno vendute alla
meglio o rottamate.
7) Strumentazione elettronica obsoleta
La strumentazione elettronica di mistura obsoleta, compatibilmente con i vincoli di natura
amministrativa, sarà rottamata o ceduta a terzi.
8) Mobili ed attrezzature d’ufficio
I mobili d’ufficio non più necessari, compatibilmente con i vincoli di natura amministrativa,
saranno rottamati o ceduti a terzi.
Commenti
La produzione di rifiuti speciali subirà un incremento perché durante le attività di ristrutturazione e
censimento verranno scartate parti di elettronica obsoleta.
Le attività di spostamento produrranno un incremento di RSU, saranno essenzialmente imballi e rifiuti
tipici di un classico trasloco.
Durante le fasi di montaggio e smontaggio delle attrezzature e degli arredi vengono utilizzati anche
attrezzi elettrici ma di livello tecnologico adeguato. Eventuali interventi che potrebbero comportare un
livello di emissione sonora superiore verranno fatti in assenza del personale Thales.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VI
ASPETTI E IMPATTI AMBIENTALI MISURATI
VI.1. USO DI ENERGIA, COMBUSTIBILI ED ACQUA
I valori riportati in questo paragrafo sono rilevati dalle fatture.
ENERGIA ELETTRICA
Riassunto consumi energia elettrica
Consumo in GWh Anno 2004 Anno 2005
1,467
1,553
Anno 2006
1,058
Anno 2007
1,001
Anno 2008
1,124
Andamento dei consumi elettrici negli anni dal 2004 al 2008
2
1,553
1,5
1,058
1,124
1,001
1
0,5
0,086
0,123
-0,057
0
Anno 2005
-0,5
Anno 2006
Anno 2007
Anno 2008
-0,495
-1
Nell’istogramma l’indice viola indica la differenza con il consumo nell’anno precedente e il numero a
fianco quantizza questa differenza.
Andamento consumi EE rapportati al fatturato(kWh/€)
80,00
70,00
74,26
75,37
66,72
60,00
50,00
53,81
40,00
30,00
20,00
10,00
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
Anno 2008
Commenti:
Dopo un leggero aumento dei consumi tra il 2005 e il 2006, in coincidenza con l’inizio dell’ analisi dei
consumi stessi, sono stati pianificati e implementati degli interventi mirati al contenimento dei detti
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
consumi. In particolare è stato installato un gruppo frigo dedicato esclusivamente al raffrescamento
della sala macchine IT. In precedenza il freddo era garantito dal gruppo frigo del padiglione P2 che
veniva tenuto acceso per l’intero anno e, nei periodi invernali, lavorava solo per la sala macchine IT.
Nell’anno successivo la politica di contenimento dei consumi ha dato i suoi frutti mostrando una
tendenza verso il basso.
Nel secondo grafico sono riportati i dati dei consumi rapportati al fatturato. Tra il 2005 e il 2006, pur
in presenza di una notevole diminuzione di consumo, si è avuto un crollo di fatturato che è passato da
circa 21 M€ a circa 15 M€.
Negli anni successivi questo indice ha conservato un trend in discesa.
GAS
Riassunto consumi gas GPL
Consumo in litri
Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 Anno 2008
41.606
70.247
74.052
77.800
L’impianto del GPL è stato installato nel secondo semestre del 2005.
Andamento dei consumi di GPL negli anni dal 2004 al 2008
90.000
74.052
80.000
77.800
70.247
70.000
60.000
50.000
41.606
40.000
28.641
30.000
20.000
10.000
3.805
7.553
Anno 2007
Anno 2008
0
0
Anno 2005
Anno 2006
L’impianto del GPL è stato installato nel secondo semestre del 2005.
Nell’istogramma l’indice viola indica la differenza con il consumo nell’anno precedente e il numero a
fianco quantizza questa differenza.
Andamento consumi gas GPL rapportati al fatturato(l/€)
6,00
5,00
4,94
5,00
3,72
4,00
3,00
1,99
2,00
1,00
Anno 2005
40/70
.
Anno 2006
Anno 2007
Anno 2008
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Commenti:
I consumi di GPL hanno avuto un leggero aumento nel 2007, dovuto alle condizioni climatiche.
La differenza dei consumi tra il 2007 e il 2006 è circa quello di una settimana lavorativa.
Nel secondo grafico sono riportati i dati dei consumi rapportati al fatturato.
Negli anni tra il 2006 e il 2008 indice indica un trend in discesa.
ACQUA POTABILE
Riassunto consumi di acqua potabile
Consumo in litri
Anno 2005 Anno 2006
4.175
2.018
5.000
Anno 2007
1.800
Anno 2008
2.870
4.175
4.000
2.870
3.000
2.018
1.800
2.000
1.070
1.000
0
-218
0
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
Anno 2008
-1.000
-2.000
-2.157
-3.000
Nell’istogramma l’indice viola indica la differenza con il consumo nell’anno precedente e il numero a
fianco quantizza questa differenza.
Nell’Agosto 2008 è stata effettuata l’analisi dell’acqua potabile utilizzata nel sito.
La valutazione è stata effettuata dalla studio Chimico del Dott. DAMONTI Walter di Chieti.
L’acqua è risultata conforme alla legislazione vigente.
I consumi degli anni 2005 e 2006 sono desunti dalle bollette del comune di Chieti ferme al
31/12/2006. I consumi degli anni successivi sono stati stimati basandosi su quelli passati. E’ una stima
conservativa in quanto è da prevedere un loro calo dovuto al fatto che il numero dei dipendenti è in
diminuzione.
ACQUA DI POZZO
Riassunto consumi di acqua di pozzo
Consumo in litri
Anno 2005 Anno 2006
Nd
nd
Anno 2007
1.971
Anno 2008
1.562
Negli anni precedenti al 2007 il pozzo era gestito da una società poi fallita.
41/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
2.500
1.971
2.000
1.562
1.500
1.000
500
0
0
Anno 2007
Anno 2008
-500
-409
-1.000
Nell’istogramma l’indice viola indica la differenza con il consumo nell’anno precedente e il numero a
fianco quantizza questa differenza.
Negli anni precedenti al 2007 il pozzo non era gestito dalla Thales. Il calo di consumo dal 2007 al 2008
è dovuto alla diminuzione di personale del sito.
Totale risorse idriche utilizzate
Consumo in litri
Anno 2005
4.175(*)
Anno 2006
2.018(*)
Anno 2007
3.771
Anno 2008
4.432
(*) senza acqua di pozzo
42/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VI.2. SCARICHI ACQUE REFLUE E METEORICHE
Il processo produttivo non prevede l’utilizzo di acqua sia essa potabile che da pozzo.
Le acque reflue vengono rilasciate nella rete fognaria comunale, il punto di rilascio è in via Erasmo
Piaggio n. 71 autorizzato dal Comune di Chieti con lettera prot. n. 1160/154 del 14/05/2004. Le acque
reflue sono equiparate a quelle di tipo domestico.
Ogni anno vengono condotte analisi delle acque di scarico, per l’anno 2008 è disponibile il rapporto n.
256/08 dello studio chimico del dott. DAMONTI Valter di Chieti Scalo.
Le acque meteoriche vengono convogliate nel sistema fognario del sito. La Thales non ha sostanze
chimiche stoccate all’aperto.
Alla fine dello scorso anno è stata pubblicata la Legge Regionale n. 17 del 24 Novembre 2008 Norme
regionali contenenti l'attuazione della Parte III del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. e disposizioni in materia di
personale.
Due sono gli argomenti di nostro interesse:
• Capo II: acque reflue assimilabili alle urbane, in particolare l’Art. 3 Autorizzazioni per lo scarico
in rete fognaria
e
• Capo V: acque meteoriche di dilavamento ed acque di prima pioggia.
Le acque meteoriche vengono convogliate nel sistema fognario del sito. La Thales non ha sostanze
chimiche stoccate all’aperto. E’ stato pianificato un controllo delle acque meteoriche.
43/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Analisi delle acque di scarico
VI.3. EMISSIONI IN ATMOSFERA
Nel sito vi sono solo sei punti di emissione come meglio specificato nel seguito.
Gruppo A
Autorizzazione definitiva di carattere generale alle emissioni in atmosfera per i fini ed ai sensi del DPR
24 maggio 1998, n. 203, artt. 12 e 13 – DPCM 21/07/89 comunicazione prot. n. 3671/A.D’A. del 29
aprile 2004.
Ogni anno vengono effettuate le analisi in atmosfera e i valori rilevati vengono inviati
all’Amministrazione Provinciale di Cheiti – Servizio Ecologico e per conoscenza alla Regione Abruzzo
all’Unità Operativa di Vigilanza Tecnica di Pescara.
E1 Impianto estrazione fumi della saldatura manuale
• Altezza del punto di emissione
• Temperatura dei fumi
Polveri totali
Pb
Sn
44/70
.
Anno 2006
Flusso di
Analisi
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
0,53
0,04x10-3
< 0,001
-< 0,001
--
7m
22 °C
Anno 2007
Analisi
Flusso di
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
0,8
0,22x10-3
0,01
0,002x10-3
0,038
0,01x 10-3
Anno 2008
Analisi
Flusso di
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
< 0,275
< 0,001
< 0,007
< 0,001
< 0,014
< 0,001
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
E2 Saldatura a raggi infrarossi
• Altezza del punto di emissione
• Temperatura dei fumi
Polveri totali
Pb
Sn
Anno 2006
Flusso di
Analisi
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
0,86
0,56x10-3
0,001
-0,001
--
7m
22 °C
Anno 2007
Analisi
Flusso di
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
1,0
0,610-3
0,05
0,0310-3
0,12
0,07x10-3
Anno 2008
Analisi
Flusso di
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
< 0,173
< 0,0001
< 0,004
< 0,0001
< 0,009
< 0,0001
E3 Cappa aspirante AIRONE
• Altezza del punto di emissione
• Temperatura dei fumi
7m
22 °C
Anno 2006
Flusso di
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
0,39
0,18x10-3
< 0,50
-< 0,50
-< 0,001
-< 0,001
-Analisi
Polveri totali
SOV classe IV
SOV classe V
Pb
Sn
Anno 2007
Analisi
(mg/Nm3)
0,08
7,8
3,9
0,06
0,02
Anno 2008
Flusso di
massa
(kg/h)
0,04x10-3
3,98x10-3
1,99x10-3
0,03x10-3
0,01x10-3
Analisi
(mg/Nm3)
< 0,283
< 0,747
< 0,298
< 0,007
< 0,014
Flusso di
massa
(kg/h)
< 0,0002
< 0,0008
< 0,0003
< 0,0001
< 0,0001
Gruppo B
DPR 203/88 – Autorizzazione generalizzata alle emissioni in atmosfera. Delibera consiliare n. 28/5 del
06/02/2001 Comunicazione della Direzione Ambiente e gestione integrata acqua e suolo della Regione
Abruzzo prot. n. 10227/03/52 del 26 gennaio 2004.
Il 27 Giugno 2008 è stata inoltrata domanda di rinnovo di adesione, ai sensi dell’art. 272 del D. Lgs
152/06 comma 3, per detto impianto.
E4 Saldatrice ad onda per circuiti stampati
• Altezza del punto di emissione
• Temperatura dei fumi
Anno 2006
Flusso di
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
0,93
0,26x10-3
< 0,50
-5,25
1,46x10-3
< 0,5
-0,002
-0,002
-Analisi
Polveri totali
SOV classe II
SOV classe IV
SOV classe V
Pb
Sn
45/70
.
8m
39 °C
Anno 2007
Analisi
(mg/Nm3)
0,9
1,6
9,5
1,1
0,08
0,12
Anno 2008
Flusso di
massa
(kg/h)
1,18x10-3
2,1x10-3
12,4x10-3
1,4x10-3
0,1x10-3
0,016x10-3
Analisi
Flusso di
massa
(mg/Nm3) (kg/h)
0,229
< 0,0001
0,273
< 0,0007
0,747
< 0,0008
2,072
< 0,0005
< 0,006
< 0,0001
< 0,011
< 0,0001
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Registri
Per i punti di emissione del gruppo A e B, in accordo al D. Lgs 3 Aprile 2006 n. 152, sono disponibili:
• il registro degli autocontrolli
• il registro della manutenzione
Gruppo C
Centrale Termica. La Centrale Termica è soggetta alle verifiche periodiche annuali a cura del terzo
responsabile.
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
Anno 2008
Bruciatore Bruciatore Bruciatore Bruciatore Bruciatore Bruciatore Bruciatore Bruciatore
1
2
1
2
1
2
1
2
Unità di
Parametro
misura
Temperatura dei
fumi
°C
CO2
%
CO
ppm v/v
Rendimento di
combustione a
potenza
nominale
%
Valore
Valore
Valore
Valore
Valore
Valore
Valore
Valore
149
8,9
0
138
9,2
0
143
6,9
0
142
9,1
0
135
9,1
0
133
9,2
0
155
8,8
3
159
8,3
0
92,9
94
93,7
93,5
93,6
93,7
91,7
92,0
Gruppo Elettrogeno. Per il Gruppo Elettrogeno, vista la potenza dello stesso, non è necessario
comunicare la presenza in azienda (art. 269, comma 14, del D. Lgs 152/06).
Nella planimetria
punti di emissione
46/70
.
i
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VI.4. PRODUZIONE RIFIUTI
CONTENITORE PER ELETTRONICA FUORI USO
CONTENITORE PER CAVI
CONTENITORE PER ALLUMINIO
CONTENITORE PER METALLI MISTI
Nella planimetria i luoghi di
deposito dei rifiuti.
Nella foto la zona dei rifiuti
speciali non pericolosi.
CONTENITORE PER CARTONI
DOCCIA E DOCCIA OCULARE
CONTENITORE PER NEON ESAUSTI
CONTENITORE BATTERIE ESAUSTE
LOCALE DEPOSITO RIFIUTI PERICOLOSI
CONTENITORE PER CARTA
CONTENITORE PER PLASTICA
RSU
I rifiuti solidi urbani ed assimilabili
vengono prodotti nelle attività d’ufficio e
di ricevitoria e magazzino. La Thales ha
stipulato una convenzione con il Comune
di Chieti per il servizio di raccolta degli
imballaggi secondari e per la carta (prot.
n. 6178 del 21/10/2004) e toner e
cartucce (prot. n. 169 del 18/04/2008. Il
servizio viene effettuato dalla società
TEMA srl, concessionaria del servizio di
igiene pubblica sul Comune di Chieti. La
TEMA ha predisposto nel sito due
contenitori stradali per la raccolta di carta
e cartone ed effettua il prelievo 2/3 volte
la settimana.
ZONA PER RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI
In Thales è attivo un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti sia urbani che derivanti dalle attività
industriali.
Rifiuti speciali
La gestione dei rifiuti speciali è affidata
alla Direzione Ambientale della sede che ne cura la separazione nei vari reparti, il trasferimento nel
locale Deposito Temporaneo Rifiuti
Industriali e il conferimento a ditte
autorizzate. Ogni anno viene compilato
il
MUD
(Modello
Unico
di
Dichiarazione) e inviato alla locale
Camera di Commercio.
Nella foto il deposito dei
rifiuti non pericolosi.
Nella foto il deposito dei
rifiuti pericolosi.
47/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Rifiuti industriali prodotti nel 2008
RIFIUTI NON PERICOLOSI
Prodotti
Plastica
50
Plastica
126
19.960
Fanghi delle fosse settiche
Pannelli fonoassorbenti, materiali isolanti diversi da
720
quelli di cui alle voci 170601 e 170603
Metalli misti
4.645
Apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle
voci da 160209 a 160213
680
Alluminio
790
Cavi diversi da quelli di cui alla voce 170410
375
Apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso,
diverse da quelle di cui alle voci 200121, 200123, e
275
200135
Imballaggi in legno
317
Componenti rimossi da apparecchiature fuori uso,
diversi da quelli di cui alla voce 160215
150
TOTALE NON pericolosi 28.088
Smaltiti
50
126
19.960
Codice
CER
200139
200139
200108
720
170604
4.645
170407
680
790
375
160214
170402
170411
275
200136
317
150103
150
28.088
160216
RIFIUTI PERICOLOSI
Prodotti
Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o
58
contaminate da tale sostanze
Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti
51
protettivi, contaminati da sostanze pericolose
110
Rifiuti inorganici, contenenti sostanze pericolose
1.645
Batterie al piombo
Scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e
100
lubrificante, non clorurati
TOTALE pericolosi 1.964
Smaltiti
Codice
CER
58
150110
51
150202
110
1.645
160303
160601
100
1.964
130205
Rifiuti prodotti negli anni 2005÷2008
2005
(kg)
3.693
450
Rifiuti NON pericolosi
Rifiuti pericolosi
30.000
2006
(kg)
16.812
223
2007
(kg)
8.949
1.277
2008
(kg)
28.088
1.964
28.088
25.000
20.000
16.812
Rifiuti NON pericolosi
15.000
5.000
Rifiuti pericolosi
8.949
10.000
3.693
450
223
1.277
1.964
0
2005
48/70
.
2006
2007
2008
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Commenti:
Nel 2006, a seguito della chiusura dell’azienda OLIIT, che gestiva la mensa del comprensorio utilizzata
anche dal personale THALES, abbiamo dovuto effettuare la pulizia straordinaria delle vasche di
decantazione dei grassi nelle acqua di scarico.
Nel 2007 l’incremento dei rifiuti sia pericolosi che non pericolosi è dovuto alla decisione dell’azienda di
procedere con un programma di ristrutturazione dei reparti con l’obiettivo di ridurre i materiali e le
attrezzature obsolete presenti in azienda.
Nel 2008 sono proseguite le attività di ristrutturazione aziendale e si è proceduto alla pulizia delle
vasche di decantazione dei grassi della mensa.
Andamento dei rifiuti in rapporto al fatturato(kg/€)
1,60
1,34
1,40
1,20
1,20
1,00
0,80
Rifiuti NON pericolosi
Rifiuti pericolosi
0,60
0,60
0,40
0,20
-
0,18
0,09
0,02
0,09
0,02
ANNO 2005 ANNO 2006 ANNO 2007 ANNO 2008
VI.5. RUMORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
Nel dicembre 2006 la Thales ha commissionato alla ditta WISE di Pescara un’indagine fonometrica
per determinare il rumore presente negli ambienti di lavoro.
A seguito della ristrutturazione degli ambienti di lavoro, vista l’entità degli interventi, tale indagine
dovrà essere ripetuta nel 2009.
49/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VI.6. RUMORE IMMESSO IN AMBIENTE ESTERNO
Il Comune di Chieti non ha ancora effettuata la zonizzazione. E’ stata comunque effettuata, dalla ditta
WISE di Pescara, un’indagine fonometrica per determinare il rumore emesso verso l’eterno.
Dal momento che il sito della Thales sorge in un area esclusivamente industriale, ai sensi dell’art. 6 del
DPCM 01.03.91, si può assumere come limite di accettabilità un livello sonoro equivalente pari a 70
dBA.
Dalle misure effettuate, lungo il perimetro dello stabilimento durante l’orario di lavoro, risultano valori
tutti al disotto di 54 dBA.
Punto
di misura
1
2
3
4
5
Valore
rilevato
Leq (dBA)
47.0
47.5
54.0
44.0
48.0
Tabella valori rilevati
Limite di
Note
accettabilità
Leq (dBA)
70
70
70
70
70
Leggero disturbo da gruppo
frigo attività prospicente
Da segnalare che il comune di Chieti ha indetto un bando di gara per l’affidamento dei rilievi
fonometrici ai fini della redazione del Piano di Zonizzazione Acustica del Comune di Chieti (novembre
2008). La gara è in itinere.
Visto che non vi sono state variazioni significative negli impianti che potrebbero avere un impatto
verso l’esterna, i rilievi verranno di nuovo effettuati quando la zonizzazione verrà ufficializzata.
VI.7. CONTAMINAZIONE DEL SUOLO E SOTTOSUOLO
Le potenziali fonti di inquinamento del suolo e del sottosuolo nel sito sono essenzialmente le seguenti:
•
•
•
sversamento gasolio dal serbatoio della motopompa antincendio;
sversamento gasolio dal serbatoio del gruppo elettrogeno;
sversamento olio dalle camere climatiche.
Per prevenire eventuali inquinamenti dovuti a rotture o guasti, abbiamo provveduto a dotare i due
serbatoi di gasolio di vasche di raccolta e le camere climatiche di opportuni tappetini di tessuto
assorbente gli olii.
VI.8. SOSTANZE CHIMICHE UTILIZZATE
In tabella si riporta l’elenco delle sostanze chimiche utilizzate in azienda.
Per ogni sostanza è disponibile la scheda tecnica e la scheda di sicurezza. Dette schede vengono
archiviate da Sicurezza & Ambiente, che ne cura anche l’aggiornamento, e sono disponibili nei reparti
che utilizzano dette sostanze.
50/70
.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Denominazione
Fornitore e sigla
Impiego
FILO LEGA
SALDANTE " NO
CLEAN"
KESTER SOLDER
Filo per saldature
LITTON alloy 60/40
elettriche manuali
FLUX 45
RESINA
SILICONICA
TRASPARENTE
Dow Cornig
GRASSO AL
SILICONE
Reparto di
impiego
Consumo
annuo
Stato
fisico
Categori
a di
Pericolo
Assemblaggio e
Collaudo finale,
Area Tecnica
60 kg
Solido
Incollaggio componenti
elettronici
Assemblaggio e
Collaudo finale
900 ml
Pastoso
Xn, T
Rhone Poulenc
Per migliorare lo
scambio termico tra
dissipatori e
componente elettronico
Assemblaggio e
Collaudo finale
1.250 g
Pastoso
n.a.
ADESIVO
POLIACRILICO
ANAEROBICO
(LOCTITE 648)
AFI
Incollaggi in genere
Assemblaggio e
Collaudo finale
< 500 g
Liquido
Xn,Xi,T,C
ADESIVO
ANAEROBICO
SIGILLANTE
H.L.A S.r.L.
Frenafiletti per
bloccaggio viti
Assemblaggio e
Collaudo finale
400 ml
Liquido
Xi
LEGA PER
SALDATURA PCS
IN BARRE
API - Roma
Saldatura ad onda dei
circuiti elettronici
Assemblaggio e
Collaudo finale
60 kg
Solido
n.a.
DILUENTE D
API - Roma
Saldatura ad onda dei
circuiti elettronici
Assemblaggio e
Collaudo finale
60 kg
Liquido
Xn, F
FLUSSANTE
SINTETICO
PEGASO S
API - Roma, IM Aqila
Saldatura ad onda dei
circuiti elettronici
Assemblaggio e
Collaudo finale
40 lt
Liquido
Xi, T, F
LACCA SCC3
SPRAY (200 ML)
Pansystem - Roma
Trattamento antimuffa
dei circuiti elettronici
Assemblaggio e
Collaudo finale
< 1 lt
Liquido
Xi,Xn, F
ADESIVO
EPOSSIDICO S
1125
Pansystem - Roma
Incollaggio dei
manicotti
termorestringenti su
connettori e cavi
Assemblaggio e
Collaudo finale
< 500 g
Pastoso
Xi, N
LOCTITE 242
Loctite Italia S.p.A.
Assemblaggio e
Collaudo finale
800 cc
Liquido
Xn,Xi,
T,C
Assemblaggio e
Collaudo finale
5 lt
Liquido
F
Assemblaggio e
Collaudo finale
25 lt
Liquido
Xi
VERICLEAN(TM )
IEMME SPA
FLUX REMOVER
ADDITIVO
IDROSOL
SURFATEK SRL
ADESIVO
ADHESYS
AdhesyBOND 8401
GUARNIZIONE
SILICONICA
NERA
AREXONS
MOTORBLACK
ANTICORROSIO
NE E
LUBRIFICANTE
CRC - INDUSTRIES
EUROPE SA
6-66 MARINE
FLUIDO
RAFFREDDANTE
ADESIVO
STRUTTURALE
EPOSSIDICO
51/70
.
Frenafiletti per
bloccaggio viti
Detergente specifico
per flussante saldatura
Sn/Pb
Prodotto per la pulizia
di circuiti stampati e
apparecchiature
elettriche
Incollaggio membrane
tastiere
Guarnizioni
Xn
Assemblaggio e
Collaudo finale
0,1 lt
liquido
Xi, Xn
Assemblaggio e
Collaudo finale
0,1 lt
Pastoso
n.a.
Liquido
Xn
Anticorrosione e
lubrificante per parti
elettriche in metallo
Assemblaggio e
Collaudo finale
KONTAKT CHEMIE
FREEZE 75
Fluido per il
raffreddamento dei
componenti elettronici
Assemblaggio e
Collaudo finale
1,2 lt
gassoso
F+
3M
Incollaggio parti
meccaniche
Assemblaggio e
Collaudo finale
100 ml
liquido
Xi,T
DP490
1,2 lt
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VI.9. AGENTI CHIMICI AERODISPERSI IN AMBIENTI DI LAVORO
Nel dicembre 2004 è stata effettuata una valutazione dell’esposizione per inalazione ad agenti chimici
aerodispersi in ambiente di lavoro. La valutazione è stata effettuata dalla LASER LAB di Chieti.
Sono stati individuati sette punti di prelievo, quattro nelle aree di Produzione, una nel reparto
Manutenzione e Calibrazione strumenti e uno nel reparto di Ricerca e Sviluppo.
Per determinare i valori limite di esposizione sono stati presi come riferimento quelli definiti dalla
ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists). I valori misurati sono tutti
inferiori ai valori limite di riferimento. La valutazione verrà ripetuta entro il 2008 alla conclusione dei
lavori di ristrutturazione dei reparti produttivi.
VI.10. CAMPI ELETTROMAGNETICI
Una prima indagine fu condotta nel dicembre del 2003. I risultati sono stati pubblicati nel documento
interno: 8BP 20086 0008 Indagine sui campi elettromagnetici nello stabilimento di Chieti.
Le fonti di emissione sono state divise in due principale famiglie:
Fonti di emissione a Radiofrequenze:
•
•
•
Apparati di TLC prototipici
Apparati di TLC in collaudo
Apparati di TLC in riparazione.
Fonti di emissione a basse frequenze:
•
•
•
•
•
Alimentatori AC/DC
Alimentatori DC/DC
Inverter
Trasformatori elettrici nei banchi di collaudo
Conduttori elettrici di potenza
A seguito della pubblicazione del D. Lvo 257/07 e del successivo D. Lvo 81/08, l’indagine verrà
ripetuta nel corso del 2009.
VI.11. RADIAZIONI IONIZZANTI
Nel sito non sono presenti sostanze o preparati fonte di radiazioni ionizzanti.
VI.12. PRODUZIONE DI ANIDRIDE CARBONICA
VI.12.1 GENERALITÀ
Anche quest’anno vengono raccolti i dati per evidenziare le emissioni di CO2 del sito.
Di seguito vengono riportati i dati relativi all’anno 2007 e 2008.
a) Da consumi elettrici
L’ emissione di CO2 dovuta ai consumi elettrici è calcolata:
Ec (elettricità consumata) * ce (coefficiente di emissione)
Il coefficiente di emissione dipende dal Paese, cioè dal processo di produzione dell’energia
elettrica.
Il GHG Protocol - Electricity Purchase 2006 basato sull’IEA 2005, Electricity and Heat definisce il
fattore di emissione per ogni Paese.
52/70
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Per l’Italia, nel 2008, detto fattore è pari a 0,405 kgCO2/kWh.
Da notare che nel 2007 era 0,502 kgCO2/kWh.
Per altri paesi:
Australia: 0,868 kg CO2/kWh, Belgio: 0,274 kg CO2/kWh, Canada: 0,224 kg CO2/kWh, Francia:
0,082 kg CO2/kWh, Germania: 0,499 kg CO2/kWh, Grecia: 0,777 kg CO2/kWh, Corea: 0,437 kg
CO2/kWh, Olanda: 0,466 kg CO2/kWh, Polonia: 0,662 kg CO2/kWh, Singapore: 0,562 kg
CO2/kWh, Spagna: 0,381 kg CO2/kWh, Regno Unito: 0,473 kg CO2/kWh, USA: 0,575 kg CO2/kWh.
b) Da consumi di gas
L’emissione di CO2 da gas è calcolata:
Gc (consumo di gas)* ce (coefficiente di emissione) * co (coefficiente di ossidazione)
ce= 0,202
co = 1
Fonte: GHG Protocol
Detto fattore è pari a 0,202 kgCO2/kWh.
c) Da trasferte per lavoro
L’emissione di CO2 è calcolata moltiplicando i km percorsi per un coefficiente che dipende dal
mezzo di trasporto utilizzato.
La segreteria di sede riporta in un data base, tra gli altri, anche i dati relativi al mezzo di
trasporto utilizzato nelle trasferte. Le distanze percorse in aereo vengono desunte dalle tabelle
messe a disposizione dalla agenzia di viaggio convenzionata con la Thales. Le distanze in treno
vengono desunte dalle tabelle delle Ferrovie.
Per le trasferte in automobile non esiste una contabilità diretta dei km percorsi perché la società
di autonoleggio convenzionata con la Thales non gestisce questo dato.
Le distanze vengono desunte in modo indiretto; noto l’importo della spesa
per il
carburante(sempre gasolio), si stima un consumo medio di 12 km/litro. Il costo medio del gasolio,
nell’anno di riferimento, viene desunto dal sito del Ministero dello Sviluppo economico. Il prezzo
esposto è espresso in Euro per 1000 litri.
(http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/dgerm/prezzimedi.asp)
Anno
Prezzo
Industriale
Iva
Accisa
Prezzo
al Consumo
2008
718,06
227,85
421,17
1.367,08
2007
549,66
193,96
420,12
1.163,74
2006
556,44
194,03
413,71
1.164,18
d) Da spostamento del personale verso il posto di lavoro
L’emissione di CO2 è calcolata moltiplicando i km percorsi per un coefficiente che dipende dal
mezzo di trasporto utilizzato. I dati sono stati raccolti con un questionario distribuito a tutti i
dipendenti ai quali è stato chiesto di indicare il mezzo di trasporto utilizzato per recarsi al lavoro e
i km percorsi al giorno. I giorni lavorati nell’anno sono stati forniti dal Personale.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VI.12.2 RIASSUNTO EMISSIONI CO2 ANNO 2008
a) Da Energia elettrica e Gas
Energia
Coefficiente
(kgCO2/kWh)
(kgCO2/kg)
(kgCO2/mc)
0,405
0,202
Elettrica
Gas
Consumo
(MWh)
1.124,3
497,56
CO2 emessa
(Teq)
455,34
100,51
Totale 555,85
CO2 emessa per ogni mq di superficie scoperta: 0,0555 kg CO2 /mq
CO2 emessa per ogni mq di superficie coperta: 0,0643 kg CO2 /mq
CO2 emessa per ogni dipendente: 5,19 Teq CO2 /persona
b) Da trasferte per lavoro
Range
(km)
> 1600
<16000 > 500
< 500
Aereo
Distanza percorsa CO2 emessa
Coefficiente
(km)
(kgCO2/km)
(T eq)
0,11
107.460
11,82
0,12
511.700
61,4
0,15
9.040
1,36
Totale
74,58
Coefficiente
(kg CO2/km)
0,06
Treno
Distanza percorsa
(km)
940
CO2 emessa
(Teq)
56,4
Coefficiente
(kg CO2/km)
0,19
Automobile
Distanza percorsa
(km)
774.882
CO2 emessa
(Teq)
174
Totale trasporti per lavoro: 304,98 Teq
CO2 emessa per ogni dipendente: 2.850,28 kg CO2 /persona
c) Da spostamento del personale verso il posto di lavoro
Coefficiente
(kg CO2/km)
0,06
Coefficiente
(kg CO2/km)
0,19
Coefficiente
(kg CO2/km)
0,19
Treno
Distanza percorsa
(km)
106.000
Automobile
Distanza percorsa
(km)
501.100
CO2 emessa
(Teq)
6,36
CO2 emessa
(Teq)
95,21
Bus (diesel, urbano)
Distanza percorsa
CO2 emessa
(km)
(Teq)
40.000
7,6
Totale trasporti verso il posto di lavoro: 109,17 Teq
CO2 emessa per ogni dipendente: 1.020,25 kg CO2 /persona
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Il totale delle emissioni dovute alle attività della Thales Italia di Chieti nell’anno 2008, sono:
VOCE
a) b) Da Energia elettrica e Gas
Q. tà
555,85
c) Da trasferte per lavoro
304,98
d) Da spostamento del personale verso il posto di lavoro
109,17
TOTALE
970,00
Il totale delle emissioni per persona: 9,06 Teq/persona
VI.12.3 ANDAMENTO EMISSIONI ANNO 2007 E 2008
Energia elettrica
Gas GPL
Da trasferte per lavoro
Da spostamento del personale verso il posto di lavoro
Totali
600
500
2007
525
87,5
234,83
91,52
858,33
2008
455,34
100,51
304,98
109,17
970,00
525
455,34
400
304,98
300
2007
234,83
2008
200
91,52109,17
87,5 100,51
100
0
Energia elettrica
Gas GPL
Da trasferte per
lavoro
Da spostamento del
personale verso il
posto di lavoro
VI.13. AMIANTO
Le sole coperture di eternit presenti in azienda sono state rimosse tra la fine del 2003 e gli inizi del
2004.
Riferimenti:
•
•
•
•
55/70
.
Denuncia Inizio Attività del 23 ottobre 2003;
Comunicazione di ricevimento DIA da parte del Comune di Chieti prot. n. 60837/7/91 del
9.12.2003;
Estratto cronologico dell’intervento di bonifica manufatto in cemento amianto della ditta
Capriotti & C. del 19 gennaio 2004;
Comunicazione di fine lavori prot. n. 47/3206/04/ZA/za del 28 febbraio 2004.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VI.14. PCB
Sono state effettuate le analisi sui trasformatori elettrici della cabina elettrica. I risultati delle analisi
hanno escluso la presenza di PCB. Nel sito non vi sono raddrizzatori e condensatori ad olio.
Trasformatori elettrici contenenti olio dielettrico
Denominazione
Marca e Tipo
Matr.
Trasformatore 1
BERTANI tipo TTO 800 kVA 13933
Trasformatore 2
BERTANI tipo TTO 800 kVA 13934
VI.15. SOSTANZE LESIVE DELL’OZONO ATMOSFERICO
Nel sito vi sono sia gruppi frigo che camere climatiche che contengono gas frigoriferi.
Le camere climatiche vengono utilizzate per prove su apparati elettronici per simulare le condizioni
ambientali operative.
I gruppo frigo vengono utilizzati per il raffrescamento degli ambienti lavorativi, della sala macchine
dell’Information Technology e di un piccolo laboratorio metrologico per la conservazione dei sub
standard.
Per tutte le macchine, visti sia il tipo di gas che le quantità, sono stati adottati i relativi libretti
d’impianto (DPR 15 Febbraio 2006 n. 147).
Dai libretti d’impianto risulta quanto segue:
1) Impianti verificati:
•
•
9 camere climatiche;
6 gruppi frigo o condizionatori
2) Perdite riscontrate:
•
gruppo frigo MC QUAY(padiglione P3): 120 kg. Nel 2008 si è rotto un motocompressore che è
stato sostituto. La rottura ha provocato la fuoriuscita del gas;
gruppo frigo Antoni(Padiglione P2): 3 kg.
•
Tabella A: Gruppi frigo
GRUPPO B: GRUPPI FRIGO IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO
Modello
Matr.
Anno GAS/kg Ubicazione
AS150CC
1403
1984
R22
P2 – gruppo frigo
90kg
padiglione
2 McQUAY
ALRHC214
11517
1990
R22
P3 – gruppo frigo
300kg
padiglione
3 DELCHI
SR 048H
R22
P3 - PT
4,5kg
Comsec
4 CLIMASYSTEM MINICLIMA 15
4662
1992
R22
P3- PT
4,5kg
laboratorio metrologico
5 SANYO
P3- 2P
Ufficio sicurezza
6 RC
MAXIMO A STD
2006
R407C
P3 – tetto
Condizionatori Z.2.G2
25kg
gruppo frigo padiglione
N Marca
1 ANTONI
Stato e Note
funzionante
funzionante
funzionante
funzionante
funzionante
funzionante
Nota: nella pagina seguente vengono elencate le 9 macchine presenti in azienda, ma solo la 4, la 5 e
la 6 sono funzionanti. Le restanti 6 sono fuori servizio in attesa di essere cedute.
Il gas R502 della camera Angelantoni mod. TY150SP deve essere sostituito con il gas R402A.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Tabella B: Camere climatiche
N
1
Marca
Tenney
Mod
nd
Matr
nd
Anno
1974
Gas/Kg
R502/nd
Compressore
nd
2
Angelantoni
TY350UTS
3653
1974
R502/5
Dorin 300C
Ubicazione
P3
Laboratorio
prove
ambientali
P2
3
Angelantoni
UY350U
3539/73
1973
R502/5
Dorin
P2
4
Angelantoni
TY150SP
2105/a/4
1985
R502/3
nd
5
Angelantoni
UY2880C/d
3646
1990
R23/12
R402A(HP80)/20
DWM COPELAND
Tipo D4RL21500EWL
6
Angelantoni
UC27/92 12,7
nd
nd
R23/12
R402A(HP80)/20
DWM COPELAND
Tipo D4RL21500EWL
7
Angelantoni
TC26-07/40
2068
nd
R404/25
8
Angelantoni
TY560SP
1357
1980
R502/7
DWM COPELAND
Tipo D6RF12000EWL 64HP/84
mc/h
BITZER 66-30
P3
Laboratorio
prove
ambientali
P3
Laboratorio
prove
ambientali
P3
Laboratorio
prove
ambientali
P2
9
Angelantoni
TC31-4,6/20-55
1377
1981
R502/25
DWM COPELAND
Tipo D6RF12000EWL 64HP/84
mc/h
P2
P2
Stato e Note
Da Rottamare
Non
funzionante
Non
funzionante
Funzionante
Funzionante
Camera per
vuoto
Funzionante
Camera per
pioggia
Non
funzionante
Non
funzionante
Non
funzionante
VI.16. DIRETTIVA ROHS
Il decreto legislativo 25/07/2005 n. 151, che recepisce le direttive CEE 2002/95/CE RoHS e
2002/96/CE RAEE, contiene restrizioni per l’utilizzo di alcune sostanze pericolose come il piombo che
viene utilizzato in forma di lega eutettica con lo Stagno per la saldatura dei componenti elettronici.
Il Decreto, all’art. 2 comma 3, esclude dall’ambito di applicazione, “le apparecchiature connesse alla
tutela degli interessi essenziali della sicurezza nazionale, le armi, le munizioni ed il materiale bellico,
purché destinati a fini specificamente militari.”
I prodotti della Thales rientrano in questo ambito e pertanto nella saldatura dei componenti elettronici
viene ancora utilizzato il piombo.
VI.17. REACH
E’ chiamata REACH(Registration, Evaluation and Authorization of Chemicals) la nuova
regolamentazione comunitaria delle sostanze chimiche attuata tramite il Regolamento CE 1907/2006
del 18 Dicembre 2006.
La Thales SA ha affrontando l’argomento come segue:
•
•
•
è stato istituito un gruppo di lavoro per assicurare la rispondenza al regolamento;
è stato redatto un piano di attività;
sono state attivate tutte le sedi Thales in Europa.
Il gruppo di lavoro ha:
•
•
•
studiato l’argomento;
partecipato ad un corso di formazione/informazione sull’argomento;
tratto le conclusioni
Conclusioni
La regolamentazione non è applicabile al sito.
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.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VII
OBIETTIVI E PROGRAMMI AMBIENTALI
VII.1. COMMENTI E CONCLUSIONI ANNO 2008
Sia lo spostamento della linea di produzione e del magazzino, che i lavori per la realizzazione della
nuova mensa, hanno determinato un incremento di produzione di rifiuti.
Infatti durante le attività di spostamento è stata fatta l’ analisi delle attrezzature e della
strumentazione utilizzate per verificarne la loro effettiva necessità.
Inoltre si è proceduto ad una pulizia straordinaria delle vasche di decantazione dei grassi nella vecchia
mensa che ha portato ad un incremento notevole dei rifiuti non pericolosi.
Consumo energia elettrica
Nel 2008 abbiamo avuto un incremento di consumi passando da 1,001 MWh del 2007 a 1,124 MWh
nel 2008, pari a circa il 13%.
Un incremento che annulla gli sforzi precedenti e che rende più difficile l’obiettivo di riduzione che ci
siamo dati.
La ragione di questo incremento è da attribuire ai lavori effettuati ne padiglione P3 e nel padiglione P2
per la ristrutturazione degli ambienti di lavoro.
Le ditte che hanno effettuato il lavori, da una parte hanno utilizzato strumentazione elettrica e
dall’altra le attività hanno comportato un flusso continuo di operatori attraverso le porte di accesso
che spesso dovevano essere lasciate aperte per non intralciare i lavori.
Da notare che dal gennaio 2009 il padiglione P2 non sarà più scaldato e raffrescato. Si prevede di
recuperare buona parte dei risparmi desiderati.
Consumo di gas GPL
Siamo passati da un consumo di 77.052 litri nel 2007 a 77.800 nel 2008 con un incremento del 5%
circa. Le ragioni sono imputabili ai lavori di cui sopra.
Consumo acqua potabile
Siamo passati da un consumo di 1.800 mc nel 2007 a 2.870 mc nel 2008 con un incremento del 37%
circa.
Era da aspettarsi un consumo praticamente pari a quello del 2007 visto che il personale è rimasto
sostanzialmente immutato come numero. Le ragioni sono imputabili ai lavori di cui sopra.
Consumo acqua di pozzo
Siamo passati da un consumo di 1.971 mc del 2007 ad un consumo di 1.562 mc del 2008 con un
decremento di circa il 20%.
Le attività di ristrutturazione non hanno richiesto l’utilizzo di acqua di pozzo, il decremento è da
imputare alle prove di funzionamento dell’impianto antincendio che sono state condotte con
oculatezza.
Pannelli solari termici
Sono stati installati dei pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria per la mensa.
E’ un piccolo passo verso il contenimento dei consumi di gas ed energia elettrica.
Pannelli solari fotovoltaici
La Direzione ha mostrato disponibilità verso questo tipo di investimento, ha dato il benestare per
l’avvio di una ricerca di mercato e per uno studio di fattibilità. Già in occasione di uno stage di due
neo-laurati in Ingegneria, nell’ambito del progetto Polaf, era stato affrontato l’argomento. Le superfici
disponibili possono permettere l’installazione di circa 120 kWp con una produzione stimata che può
coprire circa il 10% dei consumi attuali della sede.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Camere climatiche obsolete
Su nove camere climatiche solo tre sono necessarie. Di queste una deve essere bonificata del gas
R502. In tabella le camere che saranno conservate.
N
4
Marca
Angelantoni
Mod
TY150SP
Matr
2105/a/4
Anno
1985
Gas/Kg
R502/3
Compressore
nd
5
Angelantoni
UY2880C/d
3646
1990
R23/12
R402A(HP80)/20
DWM COPELAND
Tipo D4RL21500EWL
6
Angelantoni
UC27/92 12,7
nd
nd
R23/12
R402A(HP80)/20
DWM COPELAND
Tipo D4RL21500EWL
Ubicazione
P3
Laboratorio
prove
ambientali
P3
Laboratorio
prove
ambientali
P3
Laboratorio
prove
ambientali
Stato e Note
Funzionante
Funzionante
Camera per
vuoto
Funzionante
Camera per
pioggia
Sostanze lesive per l’ozono atmosferico
La rottura di un motocompressore del gruppo McQuay ha comportato una perdita in atmosfera di 120
kg di gas. E’ stato un incidente imprevedibile e inatteso visto che i gruppi sono sottoposti a
manutenzione programmata.
Le altre macchine si sono comportate in maniera accettabile, il reintegro di gas(3 kg) nel gruppo frigo
Antoni è da considerare del tutto fisiologico.
Rifiuti speciali
Sono I rifiuti diversi dai Rifiuti Solidi Urbani(RSU) conferiti all’azienda municipale.
Rifiuti non pericolosi
Rifiuti NON pericolosi
30.000
25.000
20.000
Rifiuti NON pericolosi
15.000
10.000
5.000
0
2005
2006
2007
2008
Rifiuti pericolosi
Rifiuti pericolosi
2500
2000
1500
Rifiuti pericolosi
1000
500
0
1
59/70
.
2
3
4
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Andamento negli anni
28.088
30.000
25.000
20.000
16.812
Rifiuti NON pericolosi
15.000
Rifiuti pericolosi
8.949
10.000
5.000
3.693
450
223
1.964
1.277
0
2005
2006
2007
2008
La produzione di rifiuti speciali, dopo un picco nel 2006, è aumentata andando dal 2007 al 2008.
La ragione non è dovuta alla introduzione di nuove lavorazioni ma ad attività di ristrutturazione e
riordino dei reparti.
Sia la punta del 2006 che quella del 2008 coincidono infatti con attività di ristrutturazione dei reparti.
Principali traguardi raggiunti
I principali traguardi raggiunti sono essenzialmente due:
• la rimozione di tettoie in cemento-amianto (Eternit);
• l’abbattimento dei consumi elettrici tra il 2006 e il 2005 di circa 500.000 kWh/anno grazie
all’installazione di un gruppo frigo dedicato alla sala macchine dell’IT.
• Realizzato un impianto di produzione di acqua calda sanitaria per mezzo di pannelli solari
termici.
Indici di prestazioni ambientali
INDICI
Fatturato (k€)
Energia elettrica (kWh/€)
Gas GPL (l/€)
Rifiuti non pericolosi (kg/€)
Rifiuti pericolosi (kg/€)
Emissione di CO2 (t/€)
ANNO 2005
ANNO 2006
ANNO 2007
ANNO 2008
20.912
74,30
2,01
0,18
0,002
ND
14.038
75,43
5,27
1,20
0,02
ND
15.002
66,78
4,82
0,60
0,09
0,06
20.890
53,82
3,72
1,34
0,09
0,046
Gli indici prestazionali rapportati con il fatturato ha evidenziato, per il 2008, un miglioramento rispetto
agli anni precedenti grazie all’aumento del fatturato.
Fa eccezione l’indice dei rifiuti non pericolosi per le ragioni su esposte.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VII.2. GLI OBIETTIVI ED I PROGRAMMI DI MIGLIORAMENTO
1.
ENERGIA
Riduzione dei consumi energetici
Obiettivo: meno 10% nel periodo 2007 – 2010.
Come raggiungerlo: sezionamento degli ambienti di lavoro, gestione oculata del condizionamento.
Uso di energie rinnovabili
E’ stata proposto l’avvio di uno studio di fattibilità a la realizzazione di un impianto di produzione
di energia elettrica con pannelli solari fotovoltaici. La proposta di progetto prevede l’installazione
dell’ impianto sul tetto del padiglione P2.
Saranno esaminate più proposte che vanno da una installazione iniziale di una potenza di 20
kWp ad una potenza di circa 120 kW di picco. Un progetto di fattibilità preliminare è stato già
affidato ad una società di progettazione/installazione.
2.
EMISSIONI IN ATMOSFERA
Ridurre l’emissione in aria di composti organici volatili
Come attuarla: nel corso del 2008 sono state ristrutturate le linee di produzione.
Si verificherà la possibilità di dismettere tutti gli impianti che emettono in atmosfera.
Le attività della Thales vanno sempre più orientandosi verso la fornitura di sistemi a scapito
dell’apparato singolo. Ciò sta comportando sempre più lo spostamento verso l’esterno delle
lavorazioni di più basso livello come gli assemblaggi dei circuiti elettronici come è già accaduto
per le lavorazioni meccaniche.
Le attrezzature dedicate alle attività appena citate non sono orai praticamente più usate.
Le postazioni di saldatura manuale rimaste per la lavorazione di qualche prototipo, saranno
dotate di sistema di filtraggio locale dei fumi.
3.
CLIMA
Emissione di CO2
Obiettivo: meno 10% nel periodo 2007 – 2010.
Riduzione delle emissioni di CO2 dovute ai processi produttivi e agli impianti tecnici degli edifici;
Entro il 2009 sarà studiato un sistema di produzione caldo/freddo (ad es. pompa di calore
geotermica) ed nel 2010 sarà commissionato un progetto.
Riduzione delle emissioni di CO2 dovute ai mezzi di trasporto del personale;
Obiettivo: meno 10% nel periodo 2007 – 2010.
Come raggiungerlo: adottare una politica di disciplina dei viaggi per lavoro, privilegiando l’uso
delle nuove tecnologie di comunicazione (videoconferenza, internet) e, quando possibile,
utilizzando mezzi di trasporto a basso impatto ambientale (treno).
4.
RIFIUTI
Riduzione della quantità di rifiuti urbani
Obiettivo: meno 10% nel periodo 2007 – 2010.
Come raggiungerlo:
• introdurre stampanti idonee alla stampa su entrambi i lati;
• nella nuova mensa ridurre l’uso di acqua minerale in bottiglie a favore di distributori di acqua
dell’acquedotto.
Tendere all’annullamento dei rifiuti da conferire in discarica (se le strutture locali di gestione rifiuti
lo permettono).
Come raggiungerlo: incrementando la raccolta differenziata anche con accordi mirati con il
Comune di Chieti e coinvolgendo i fornitori e gli appaltatori.
Nel seguito si riportano in tabella gli obiettivi ed i programmi di miglioramento.
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.
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Obiettivo
ambientale
Traguardo
Energia
Riduzione del sezionamento degli ambienti di lavoro, gestione
10%
dei oculata del condizionamento.
consumi
energetici
studio di fattibilità per la realizzazione di un
Uso di
impianto di produzione di energia elettrica con
energie
pannelli fotovoltaici. L’ipotesi è di installare
rinnovabili
l’impianto sul tetto del padiglione P3 e con una
potenza di almeno 20 kWp sino ad un massimo
stimato di 120 kWp.
nel corso del 2008 sono state ristrutturate le linee
Ridurre
l’emissione in di produzione. Si verificherà la possibilità di
eliminare tutti i quattro punti di emissione in
aria di
atmosfera
composti
organici
volatili
Riduzione del Entro il 2009 sarà studiato un sistema di
produzione caldo/freddo (ad es. pompa di calore
10% delle
geotermica) ed nel 2010 sarà commissionato un
emissioni di
CO2 dovute ai progetto.
processi
produttivi e
agli impianti
tecnici degli
edifici
Riduzione del adottare una politica di disciplina dei viaggi per
lavoro, privilegiando l’uso delle nuove tecnologie
10% delle
di comunicazione (videoconferenza, internet) e,
emissioni di
CO2 dovute ai quando possibile, utilizzando mezzi di trasporto a
basso impatto ambientale.
mezzi di
trasporto del
personale
Studio di fattibilità con l’ipotesi:
Eliminazione
delle
• entro il 2009 decidere se sostituire il gas o
emissione di
sostituire le macchine stesse;
gas pericolosi • entro il 2010 portare a compimento l’azione
per l’ozono
atmosferico
nei gruppi
frigo
Riduzione del ridurre l’uso della carta incentivando il riutilizzo
dei fogli già stampati in un verso per la stampa
10% della
delle bozze; introdurre stampanti idonee alla
quantità di
stampa su entrambi i lati. Nella nuova mensa
rifiuti urbani
ridurre l’uso di acqua minerale in bottigliette a
favore di distributori di acqua dell’acquedotto.
incrementando la raccolta differenziata anche con
Tendere
all’annullame accordi mirati con il Comune di Chieti e
nto dei rifiuti coinvolgendo i fornitori e gli appaltatori.
da conferire
in discarica
Emissioni
in
atmosfera
Rilascio di
sostanze
lesive per
l’ozono
Rifiuti
62/70
.
Azione di miglioramento programmata
Scadenza
Responsabilità
nel periodo Direzione di
2007÷2010 Divisione
Dicembre
2009
Direzione di
Divisione
Dicembre
2009
Direzione di
Divisione
nel periodo Direzione di
2007÷2010 Divisione
nel periodo Direzione di
2007÷2010 Divisione
Nel periodo Direzione di
2009÷2010 Divisione
nel periodo Direzione di
2007÷2010 Divisione
nel periodo Direzione di
2007÷2010 Divisione
Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
VIII
AUTORIZZAZIONI
Agibilità:
•
•
Padiglione P2: Prot. n. 1094/85-U.I. del 28 Maggio 2005 da parte del Comune di Chieti;
Padiglione P3: Prot. n. 165/92 – U.I. del 4 Marzo 1992 da parte del Comune di Chieti.
Certificato prevenzione incendi:
•
La Thales ha attivo un certificato prevenzione incendi (CPI) rinnovato nel giugno 2008 e con
validità dal 07/06/2008 al 06/06/2011.
Acque reflue:
•
Le acque reflue vengono rilasciate nella rete fognaria comunale, il punto di rilascio è in via
Erasmo Piaggio n. 71 autorizzato dal Comune di Chieti con lettera prot. n. 1160/154 del
14/05/2004. Le acque sono classificate come di natura domestica, quindi l’ autorizzazione non
è soggetta a rinnova quadriennale.
Emissioni in atmosfera:
•
Emissioni E1, E2, E3: autorizzazione definitiva di carattere generale alle emissioni in atmosfera
per i fini ed ai sensi del DPR 24 maggio 1998, n. 203, artt. 12 e 13 – DPCM 21/07/89,
comunicazione prot. n. 3671/A. D’A. del 29 aprile 2004.
•
Emissione E4: delibera consiliare n. 28/5 del 06/02/2001 Comunicazione della Direzione
Ambiente e gestione integrata acqua e suolo della Regione Abruzzo prot. n. 10227/03/52 del
26 gennaio 2004. Il 27 Giugno 2008 è stata inoltrata domanda di rinnovo di adesione, ai sensi
dell’art. 272 del D. Lgs 152/06 comma 3, per detto impianto.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
.
IX
PIANO DI SORVEGLIANZA
Nella tabella seguente vengono riassunte le attività di monitoraggio e controllo siano esse prescritte
dalle leggi o procedurate nell’ambito della gestione ambientale.
In tabella sono riportate le scadenze future pianificate
Aspetto
ambientale
Tipo
di
Frequenza
controllo
analisi dei fumi
Comunicazione
Emissioni in atmosfera analisi ARTA
corretto
utilizzo
dei contenitori
Rifiuti
speciali invio MUD alla
pericolosi e non
CCIAA
Contaminazione suolo visivo
Rumore ambienti di
lavoro
rilievi fonometrici
Rumore esterno
annuale
Gas GPL
Centrale termica
Verifica impianto
messa a terra
consumi
Responsabile
11/09 (*)
12/09 (*)
Laboratorio esterno
Responsabile
Ambientali
giornaliera
NA
annuale
giornaliero,
in
occasione
di
lavori in appalto
al variare delle
sorgenti
al variare delle
sorgenti
4/09
Responsabile Gestione Rifiuti
Responsabile
Normative
Ambientali
annuale
rilievi fonometrici
Fughe
gas
refrigeranti
annuale
Sostanze
lesive Fughe
gas
dell’ozono
refrigeranti
semestrale
semestrale
Verifica dispositivi
antincendio
annuale
Verifica impianto
elettrico con
telecamera a
Incendio
raggi infrarossi
annuale
consumi
mensile
Acqua potabile
analisi potabilità
annuale
analisi chimica
annuale
Rinnovo
autorizzazione
Acque reflue
scarico
quadriennale
Denuncia
Provincia
NA
Acque meteoriche
analisi chimica
NA
consumi
mensile
Comunicazione
Acqua pozzo
consumi Provincia annuale
Energia Elettrica
Scadenza
pianificata
mensile
consumi
mensile
Analisi dei fumi
Rendimento
annuale
di Misura resistenza
di terra
Biennale
Normative
NA
NA
Responsabile Gestione Rifiuti
Laboratorio
Esterno,
RSPP,
Medico Competente
07/09
Laboratorio Esterno
06/09
06/09
12/09
06/09
12/09
Laboratorio esterno
Laboratorio esterno
Ditta esterna
Ditta incaricata dalla Compagnia
Assicuratrice
07/09
mensile
09/09
09/09
06/09
07/09
07/09
mensile
01/10
mensile
mensile
11/08
Ditta incaricata dalla Compagnia
Assicuratrice
Addetto Servizi Generali
Laboratorio esterno
Laboratorio esterno
Responsabile
Ambientali
Responsabile
Ambientali
Laboratorio esterno
Responsabile
Ambientali
Responsabile
Ambientali
Responsabile
Ambientali
Normative
Normative
Normative
Normative
Normative
Laboratorio esterno
2/10
Laboratorio esterno
(*) salvo decisioni circa la dismissione degli impianti che emettono.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
X
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
1.
Autorizzazioni urbanistiche – Edilizie – Igienico sanitarie
•
DPR 06/06/2001, n. 380 (TU in materia edilizia)
•
TU leggi sanitarie
2.
Prevenzione incendi
•
D.M. 16 febbraio 1982 (attività soggette alle visite di prevenzione incendio)
•
D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37
•
D.M. 10 marzo 1998 (sicurezza antincendio e gestione dell’emergenza)
•
D.M. 4 maggio 1998 (domande per l’avvio dei procedimenti di prevenzione incendi)
•
D.M. 19 marzo 2001
•
D.M. 10 maggio 2001
•
D.M. 31 ottobre 2001
•
L. 1 agosto 2003, n. 200 art. 9-bis;
3.
Utilizzo risorse idriche
•
D.Lgs. 12 luglio 1993 n.275 (emungimento acqua da pozzi)
•
D.Lgs. 31/2001 (acque destinate al consumo umano)
4.
Scarichi idrici
•
D.Lgs. 03 aprile 2006 n.152 (norme in materia ambientale)
•
D.Lgs. 12 luglio 1993 n.275 (emungimento acqua da pozzi)
•
D.Lgs 16/01/08 n.4 (ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs 3 aprile 2006
n.152, recante norme in materia ambientale)
5.
Emissioni in atmosfera
•
D.Lgs. 03 aprile 2006 n.152 (norme in materia ambientale)
•
D.C.R. 6 febbraio 2001 n.28/5 (Regione Abruzzo) (autorizzazione di carattere generale di cui
al DPR 25 luglio 1991)
•
DPR 26 Agosto 1993 n. 412 Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione,
l’esercizio… degli impianti termici
•
DM 17 Marzo 2003 Aggiornamento agli allegati F e G del DPR 26 Agosto 1993 n. 412
6.
Rifiuti
•
D.Lgs. 03 aprile 2006 n.152 (norme in materia ambientale)
•
D.M. 16 maggio 1996 n.392 (eliminazione oli usati)
•
D.M. 1 aprile 1998 n.145 (formulario di accompagnamento dei rifiuti)
•
D.M. 1 aprile 1998 n.148 (registri di carico e scarico)
•
D.M. 11 marzo 1998 n.141 (smaltimento in discarica dei rifiuti)
•
D.M. 5 febbraio 1998 (procedure semplificate per recupero di rifiuti non pericolosi)
•
D.M. 9 aprile 2002 (nuovo elenco dei rifiuti)
•
D.M. 12 giugno 2002 n.161 (procedure semplificate per recupero di rifiuti pericolosi)
•
D.P.C.M. 24 dicembre 2002 (modello unico di dichiarazione ambientale)
•
D.P.C.M. 22 dicembre 2004 (approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per
l'anno 2005 - cap. 1)
•
D.M. 5 aprile 2006 n. 186 (analisi sui rifiuti speciali non pericolosi avviati a recupero
semplificato)
•
D.Lgs 16/01/08 n.4 (ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs 3 aprile 2006
n.152, recante norme in materia ambientale)
7.
Oli usati
•
D.M. 16 maggio 1996 n.392 (eliminazione oli usati)
•
D.Lgs. 03 aprile 2006 n.152 (norme in materia ambientale)
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
8.
Amianto
•
D.Lgs. 25 luglio 2006 n.247 (protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione
all’amianto durante il lavoro)
•
Decreto 6 settembre 1994 (cessazione dell’impiego dell’amianto)
9.
PCB/PCT
•
DPR 24 maggio 1988 (immissione sul mercato e uso di talune sostanze pericolose)
•
D.Lgs. 22 maggio n.209 (smaltimento dei policlorodifenili e policlorotrifenili)
10. Rumore verso l’esterno
•
DPCM 1 marzo 1991 (limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e
nell’ambiente esterno)
•
L. 26 ottobre 1995 n.447 (legge quadro sull’inquinamento acustico)
•
DPCM 14 novembre 1997 (valori limite delle sorgenti sonore)
11. Rumore in ambiente di lavoro
•
D.Lgs. 10 aprile 2006 n.195 (protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione
fisici negli ambienti di lavoro)
12. Contaminazione del suolo e sottosuolo
•
D.Lgs. 03 aprile 2006 n.152 (norme in materia ambientale)
13. Danno ambientale
•
D.Lgs. 03 aprile 2006 n.152 (norme in materia ambientale)
14. Sostanze e preparati pericolosi
•
D.Lgs. 3 febbraio 1997 n.52 Attuazione della direttiva 92/32/cee concernente la
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose.
•
D.M. 28 aprile 1997 modificato da Decreto 28/02/2006 (etichettatura sostanze pericolose)
•
D.M. 07 settembre 2002 e successive modifiche e integrazioni (scheda di sicurezza delle
sostanze pericolose)
•
D.Lgs 25 luglio 2005 n. 151 (recepisce le Direttive CEE 2002/95/CE RoHS e 2002/96/CE
RAEE, restrizione per l’utilizzo di alcune sostanze pericolose)
•
Reg. CE n. 1907/2006 del 18/12/06 (direttiva REACH)
15. Sostanze che impoveriscono l’ozono stratosferico
•
L. 28 Dicembre 1993 n.549
•
Reg. CE 2037 del 29 Giugno 2000 Sostanze che riducono lo strato di ozono
•
D.P.R. 147 del 15 Febbraio 2006 Regolamento concernente modalità per il controllo ed il
recupero delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono stratosferico da apparecchiature
di refrigerazione e di condizionamento d’aria e pompe di calore, di cui al regolamento CE n.
2037/2000
•
Reg. CE n. 842 del 17 Maggio 2006 Regolamento del parlamento europeo e del Consiglio su
taluni gas florurati ad effetto serra.
16. Vibrazioni
•
D.Lgs. 19 agosto 2005 n.187
17. Sicurezza
•
D.Lgs. 81/08
Con frequenza semestrale viene effettuata da personale interno con l’ausilio di consulenti esterni la
verifica di conformità legislativa i cui risultati vengono registrati in un report.
L’ultima verifica effettuata nel mese di giugno 2008 ha confermato la conformità della Thales ai
requisiti cogenti.
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
XI
GLOSSARIO
AQAP
BL
CER
CO
CO2
dBA
DIA
EMAS
EUROCOM
EVP
GHG
GPL
HF
IR
IT
ISO
LAN
LJSD
MUD
NA
NACE
NATO
P2
P3
Pb
PCB
RAEE
REACH
RoHS
RSU
Shelter
SMT
Sn
SOV
SVP
TIT-LJ
UHF
VHF
WAN
Allied Quality Assurance Publication
Business Line
Codice Europeo Rifiuti
Ossido di Carbonio
Anidride Carbonica
Decibel (misura del livello sonoro)
Denuncia di Inizio Attività
Eco-Management and Audit Scheme
European Communication
Executive Vice President
Greenhouse Gas
Gas di Petrolio Liquefatto
High Frequency
Infra Red (raggi infrarossi)
Information Technology
International Standardization Organization
Local Area Network
Land & Joint Systems Division
Modello unico di dichiarazione
Non Applicabile
Nomenclature statistique de activités économique dans la Communautée Européenne
North Atlantic Treaty Organization
Palazzina 2
Palazzina 3
Piombo
Printed Circuit Board (Circuito Stampato)
Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
Registration, Evaluation and Authorization of Chemicals
Restriction of Hazardous Substances
Rifiuti Solidi Urbani
Rifugio (container per il trasporto e l’uso di apparati militari)
Surface Mounting Technology
Stagno
Sostanze Organiche Volatili
Senor Vice President
Thales Italia S.p.A. – Land & Joint Systems Division
Ultra High Frequency
Very High Frequency
Wide Area Network
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
XII
TERMINI E DEFINIZIONI (SGA ED EMAS)
Ambiente
Contesto nel quale un’organizzazione opera, comprendente l’aria, l’acqua, il terreno, le risorse naturali,
la flora, gli esseri umani e le loro interrelazioni;
Analisi Ambientale
Un’esauriente analisi iniziale dei problemi, dell’impatto e delle prestazioni ambientali, connesse alle
attività di un’organizzazione;
Aspetto ambientale
Elemento delle attività, dei prodotti o dei servizi di un’organizzazione che può interagire con
l’ambiente; un aspetto ambientale significativo è un aspetto ambientale che ha o può avere un
impatto ambientale significativo;
Aspetto ambientale diretto
sono quegli aspetti direttamente correlati all’attività della Thales e che la Thales è in grado di tenere
sotto controllo direttamente con la sua struttura organizzativa.
Per il sito di Chieti sono ad esempio l’uso delle risorse naturali, emissioni in atmosfera, rumore, rifiuti,
ecc.
Aspetto ambientale indiretto
Sono quegli aspetti non direttamente riconducibili alle attività della Thales e sui quali la Thales non ha
un controllo diretto. Essi riguardano gli impatti ambientali dei Clienti e Fornitori verso i quali la Thales
può solo cercare di esercitare una influenza.
Attività industriale
Qualsiasi attività elencata nelle sezioni C e D della classificazione delle attività economiche nelle
comunità europea (NACE Rev. 2), stabilita dal regolamento (CEE) n. 1893/2006 del Consiglio (Cfr. GU
n. L 293 del 24/10/1990, p.1), nonché la produzione di elettricità, gas, vapore ed acqua calda, ed il
riciclaggio, il trattamento, la distribuzione o lo smaltimento di rifiuti solidi e liquidi;
Audit Ambientale
Uno strumento di gestione comprendente una valutazione sistematica, documentata, periodica e
obiettiva delle prestazioni dell'organizzazione, del sistema di gestione e dei processi destinati a
proteggere l’ambiente, al fine di facilitare il controllo dei comportamenti che possono avere un impatto
sull’ambiente e valutare la conformità alla politica ambientale, compresi gli obiettivi e i target
ambientali dell’organizzazione;
Auditor
Individuo o gruppo, appartenente al personale dell’organizzazione o esterno ad essa, che opera per
conto della direzione dell’organizzazione, dotato individualmente o collettivamente, delle competenze
di cui all’All. I, punto 2.4, e sufficientemente indipendente dalla attività che controlla per esprimere un
giudizio obiettivo;
Ciclo di audit
Periodo in cui tutte le attività di una data organizzazione sono sottoposte ad audit;
Dichiarazione ambientale
Dichiarazione elaborata dall’impresa in conformità delle disposizioni del nuovo regolamento e in
particolare dall’All. III, punto 3.2, lettere da a) a g);
Effetto ambientale
Qualsiasi danno, reale o potenziale, causato da un fattore di impatto ai differenti componenti
dell’ambiente (acqua, aria, terreno, risorse naturali) e quindi alle persone;
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Impatto ambientale
Qualsiasi modifica dell’ambiente, positiva o negativa, derivante in tutto o in parte dalle attività, dai
prodotti o dai servizi di un’organizzazione;
Impresa
L’organizzazione che esercita un controllo gestionale complessivo sulle attività svolte in un
determinato sito;
Miglioramento continuo
Processo di miglioramento, di anno in anno, dei risultati misurabili del sistema di gestione ambientale
relativi alla gestione da parte di un organizzazione dei suoi aspetti ambientali significativi in base alla
sua politica e ai suoi obiettivi e ai target ambientali; questo miglioramento dei risultati non deve
necessariamente verificarsi simultaneamente in tutti i settori di attività;
Obiettivo ambientale
Obiettivo ambientale complessivo, conseguente alla politica ambientale, che l’organizzazione si
prefigge di raggiungere, quantificato per quanto possibile;
Organismi competenti
Gli organismi nazionali, regionali o locali, designati dagli stati membri a norma dell’art. 5 per svolgere i
compiti indicati nel medesimo articolo del Regolamento;
Organizzazione
Società, azienda, impresa, autorità o istituzione, o parte o combinazione di essi, con o senza
personalità giuridica pubblica o privata, che ha amministrazione e funzioni proprie;
Politica Ambientale
Gli obiettivi ed i principi generali d’azione di un’organizzazione rispetto all’ambiente ivi compresa la
conformità a tutte le pertinenti disposizioni regolamentari sull’ambiente e l’impegno ad un
miglioramento continuo delle prestazioni ambientali; tale politica ambientale costituisce il quadro per
fissare e riesaminare gli obiettivi e i target ambientali;
Prevenzione dell’inquinamento
Impiego dei processi, prassi, materiali o prodotti che evitano riducono o controllano l’inquinamento,
tra cui possono annoverarsi riciclaggio, trattamento, modifiche dei processi, meccanismi di controllo,
uso efficiente delle risorse, e sostituzione dei materiali;
Prestazione ambientale
Risultati della gestione degli aspetti ambientali, da parte dell’organizzazione;
Programma Ambientale
Una descrizione delle misure (responsabilità e mezzi) adottate o previste per raggiungere obiettivi e
target ambientali e relative scadenze;
Revisore
Individuo o gruppo di lavoro, appartenente al personale dell’impresa o esterno ad essa, che opera per
conto della direzione generale dell’impresa, in possesso, individualmente o collettivamente, delle
competenze necessarie e sufficientemente indipendente dalle attività che controlla per esprimere un
giudizio obiettivo;
Sistema di accreditamento
Sistema per l’accreditamento e la supervisione dei verificatori ambientali, gestito da una istituzione o
organizzazione imparziale designata o creata dallo stato membro (organismo di accreditamento)
dotata di competenze e risorse sufficienti e con procedure adeguate per svolgere le funzioni assegnate
dal presente regolamento a tale sistema;
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Dichiarazione Ambientale Ed. 02 – 20.06.2009
Sistema di Gestione Ambientale (SGA)
La parte del sistema complessivo di gestione comprendente la struttura organizzativa, le attività di
pianificazione, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse per sviluppare,
mettere in atto, realizzare, riesaminare e mantenere la politica ambientale;
Sito
Tutto il terreno, in una zona geografica precisa, sotto il controllo gestionale di un’organizzazione che
copra attività, prodotti e servizi; esso include qualsiasi infrastruttura, impianto e materiali;
Target ambientale
Requisito particolareggiato di prestazione, quantificato per quanto possibile, applicabile
all’organizzazione o parti di essa, che deriva dagli obiettivi ambientali e deve essere stabilito e
raggiunto per conseguire gli obiettivi medesimi;
Verificatore ambientale accreditato
Qualsiasi persona o organizzazione indipendente dall’organizzazione oggetto di verifica che abbia
ottenuto l’accreditamento secondo le condizioni e le procedure in vigore.
FINE DOCUMENTO
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