PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Committente:
Regione Lombardia Assessorato
Territorio
Piazza citta' di lombardia
MILANO (MI)
Lavori di:
VARIANTE PROGETTO
NUOVO CANALE
SCOLMATORE SUL
TERRITORIO DI DELLO E
OFFLAGA
Loc. cantiere:
Comune di Dello e Offlaga
PIANO DI SICUREZZA E DI
COORDINAMENTO
(D. Lgs 81/2008 e D.Lgs 106/2009)
Data:
Gennaio 2013
Aggiornamento
-
Il Committente
Il Coordinatore della sicurezza
Regione Lombardia Assessorato
Territorio
Dott. Ing. Giuseppe Falconi
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
ANAGRAFICA
Di seguito verrà redatto il Piano di Sicurezza e Coordinamento relativo alla "VARIANTE PROGETTO NUOVO CANALE
SCOLMATORE SUL TERRITORIO DI DELLO E OFFLAGA", nei comuni di seguito elencati:
Da premettere ciò:
Nel Piano verranno elencate le Lavorazione e le rispettive Sottofasi,
in maniera del tutto indicativa e schematica
Sarà cura e onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, indicare in modo puntuale e
operativo le lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in
funzione della propria logistica, operatività e procedure interne.
IN SOSTANZA IL P.O.S. DELL'IMPRESA DOVRA' DEFINIRE NEL DETTAGLIO QUANTO DI SEGUITO
RIPORTATO SOLO A FINI ESEMPLIFICATIVI
LAVORO
CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA:
Natura dell'Opera:
OGGETTO:
Opera Idraulica
VARIANTE PROGETTO NUOVO CANALE SCOLMATORE SUL
TERRITORIO DI DELLO E OFFLAGA
Importo presunto dei Lavori:
Numero imprese in cantiere:
Numero massimo di lavoratori:
1´488´061,41 euro
1 (previsto)
10 (massimo presunto)
Data inizio lavori:
Data fine lavori (presunta):
Durata in giorni (presunta):
01/08/2012
30/04/2012
298
Dati del CANTIERE:
Città:
DELLO E OFFLAGA (-)
COMMITTENTI
DATI COMMITTENTE:
Ragione sociale:
Indirizzo:
Città:
Telefono / Fax:
REGIONE LOMBARDIA ASSESSORATO TERRITORIO
PIAZZA CITTA' DI LOMBARDIA
MILANO (MI)
- -
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
RESPONSABILI
Durante la stesura del progetto il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione/esecuzione ha:
•
effettuato un sopralluogo in cantiere per reperire tutti gli elementi di vincolo;
•
richiesto al Committente il tempo e le spese previste per realizzare l'opera, gli eventuali vincoli che intende
imporre al piano di committenza previsto;
Progettista:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città:
CAP:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
GIUSEPPE FALCONI
DOTT. ING.
VIALE TEOSA - 19
CHIARI (BRESCIA)
25032
030.71.11.02 - 335.69.81.460
[email protected]
FLCGPP57H25L380C
Responsabile dei Lavori:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città:
CAP:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
GIUSEPPE FALCONI
DOTT. ING.
VIALE TEOSA - 19
CHIARI (BRESCIA)
25032
030.71.11.02 - 335.69.81.460
[email protected]
FLCGPP57H25L380C
Direttore dei Lavori:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città:
CAP:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
GIUSEPPE FALCONI
DOTT. ING.
VIALE TEOSA - 19
CHIARI (BRESCIA)
25032
030.71.11.02 - 335.69.81.460
[email protected]
FLCGPP57H25L380C
Coordinatore Sicurezza in fase di progettazione:
Nome e Cognome:
GIUSEPPE FALCONI
Qualifica:
DOTT. ING.
Indirizzo:
VIALE TEOSA - 19
Città:
CHIARI (BRESCIA)
CAP:
25032
Telefono / Fax:
030.71.11.02 - 335.69.81.460
Indirizzo e-mail:
[email protected]
Codice Fiscale:
FLCGPP57H25L380C
Partita IVA:
Coordinatore Sicurezza in fase di esecuzione:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città:
CAP:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
GIUSEPPE FALCONI
DOTT. ING.
VIALE TEOSA - 19
CHIARI (BRESCIA)
25032
030.71.11.02 - 335.69.81.460
[email protected]
FLCGPP57H25L380C
030.70.00.993
030.70.00.993
030.70.00.993
030.70.00.993
030.70.00.993
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
IMPRESE
Le imprese selezionate firmano per accettazione il Piano di Sicurezza e Coordinamento con la proposta di eventuali
modifiche o integrazioni che dovranno essere consegnate al Coordinatore della Sicurezza;
N.B.: per le imprese non ancora selezionate si provvederà a far firmare una dichiarazione di presa visione del Piano di
Sicurezza e Coordinamento non appena saranno note.
DATI IMPRESA:
Impresa:
Ragione sociale:
Datore di lavoro:
Indirizzo
CAP:
Città:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
Posizione INPS:
Posizione INAIL:
Cassa Edile:
Categoria ISTAT:
Registro Imprese (C.C.I.A.A.):
Tipologia Lavori:
DATI IMPRESA:
Impresa:
Ragione sociale:
Datore di lavoro:
Indirizzo
CAP:
Città:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
Posizione INPS:
Posizione INAIL:
Cassa Edile:
Categoria ISTAT:
Registro Imprese (C.C.I.A.A.):
Tipologia Lavori:
DATI IMPRESA:
Impresa:
Ragione sociale:
Datore di lavoro:
Indirizzo
CAP:
Città:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
Posizione INPS:
Posizione INAIL:
Cassa Edile:
Categoria ISTAT:
Registro Imprese (C.C.I.A.A.):
Tipologia Lavori:
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
DATI IMPRESA:
Impresa:
Ragione sociale:
Datore di lavoro:
Indirizzo
CAP:
Città:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
Posizione INPS:
Posizione INAIL:
Cassa Edile:
Categoria ISTAT:
Registro Imprese (C.C.I.A.A.):
Tipologia Lavori:
DATI IMPRESA:
Impresa:
Ragione sociale:
Datore di lavoro:
Indirizzo
CAP:
Città:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Codice Fiscale:
Partita IVA:
Posizione INPS:
Posizione INAIL:
Cassa Edile:
Categoria ISTAT:
Registro Imprese (C.C.I.A.A.):
Tipologia Lavori:
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Località: Comune di Dello e Offlaga
DOCUMENTAZIONE
Di seguito vengono elencati i documenti da custodire obbligatoriamente in cantiere.
Telefoni ed indirizzi utili
Carabinieri pronto intervento:
Servizio pubblico di emergenza Polizia:
Comando Vvf
chiamate per soccorso:
Pronto Soccorso
tel.
tel.
tel.
tel.
112
113
115
118
Documentazione da custodire in cantiere
Ai sensi della vigente normativa le imprese che operano in cantiere dovranno custodire presso gli uffici di cantiere la
seguente documentazione:
1.
Notifica preliminare (inviata alla A.S.L. e alla D.P.L. dal committente e consegnata all'impresa esecutrice che la deve
affiggere in cantiere - art. 90, D.Lgs. n. 81/2008);
2.
Piano di Sicurezza e di Coordinamento;
3.
Fascicolo con le caratteristiche dell'Opera;
4.
Piano Operativo di Sicurezza di ciascuna delle imprese operanti in cantiere e gli eventuali relativi aggiornamenti;
5.
Titolo abilitativo alla esecuzione dei lavori;
6.
Copia del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato per ciascuna delle imprese operanti
in cantiere;
7.
Documento unico di regolarità contributiva (DURC)
8.
Certificato di iscrizione alla Cassa Edile per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
9.
Copia del registro degli infortuni per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
10. Copia del libro matricola dei dipendenti per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
11. Verbali di ispezioni effettuate dai funzionari degli enti di controllo che abbiano titolo in materia di ispezioni dei cantieri
(A.S.L., Ispettorato del lavoro, I.S.P.E.S.L., Vigili del fuoco, ecc.);
12. Registro delle visite mediche periodiche e idoneità alla mansione;
13. Certificati di idoneità per lavoratori minorenni;
14. Tesserini di vaccinazione antitetanica.
Inoltre, ove applicabile, dovrà essere conservata negli uffici del cantiere anche la seguente documentazione:
1.
Contratto di appalto (contratto con ciascuna impresa esecutrice e subappaltatrice);
2.
Autorizzazione per eventuale occupazione di suolo pubblico;
3.
Autorizzazioni degli enti competenti per i lavori stradali (eventuali);
4.
Autorizzazioni o nulla osta eventuali degli enti di tutela (Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali,
Soprintendenza archeologica, Assessorato regionale ai Beni Ambientali, ecc.);
5.
Segnalazione all'esercente l'energia elettrica per lavori effettuati in prossimità di parti attive.
6.
Denuncia di installazione all'I.S.P.E.S.L. degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg, con
dichiarazione di conformità a marchio CE;
7.
Denuncia all'organo di vigilanza dello spostamento degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg;
8.
Richiesta di visita periodica annuale all'organo di vigilanza degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata
superiore a 200 kg;
9.
Documentazione relativa agli apparecchi di sollevamento con capacità superiore ai 200 kg, completi di verbali di
verifica periodica;
10. Verifica trimestrale delle funi, delle catene incluse quelle per l'imbracatura e dei ganci metallici riportata sul libretto di
omologazione degli apparecchi di sollevamenti;
11. Piano di coordinamento delle gru in caso di interferenza;
12. Libretto d'uso e manutenzione delle macchine e attrezzature presenti sul cantiere;
13. Schede di manutenzione periodica delle macchine e attrezzature;
14. Dichiarazione di conformità delle macchine CE;
15. Libretto matricolare dei recipienti a pressione, completi dei verbali di verifica periodica;
16. Copia di autorizzazione ministeriale all'uso dei ponteggi e copia della relazione tecnica del fabbricante per i ponteggi
metallici fissi;
17. Piano di montaggio, trasformazione, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) per i ponteggi metallici fissi;
18. Progetto e disegno esecutivo del ponteggio, se alto più di 20 m o non realizzato secondo lo schema tipo riportato in
autorizzazione ministeriale;
19. Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico da parte dell'installatore;
20. Dichiarazione di conformità dei quadri elettrici da parte dell'installatore;
21. Dichiarazione di conformità dell'impianto di messa a terra, effettuata dalla ditta abilitata, prima della messa in
esercizio;
22. Dichiarazione di conformità dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, effettuata dalla ditta abilitata;
23. Denuncia impianto di messa a terra e impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (ai sensi del D.P.R.
462/2001);
24. Comunicazione agli organi di vigilanza della "dichiarazione di conformità " dell'impianto di protezione dalle scariche
atmosferiche.
Programma dei lavori
Ogni impresa operante nel cantiere deve prestare la massima attenzione ai rischi cui i suoi lavoratori vanno incontro nel
cantiere e scelga i tempi di esecuzione delle varie lavorazioni anche in funzione della sicurezza e della salute dei medesimi.
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Si ricorda che i rischi cui è soggetto un lavoratore in un cantiere in cui operano più imprese contemporaneamente, sono sia
quelli tipici dell'attività esercitata dall'impresa della quale il lavoratore è dipendente, sia quelli derivanti dalla presenza nel
cantiere di lavoratori di altre imprese. Ad esempio se nel cantiere operano contemporaneamente e relativamente vicini
un carpentiere ed un manovratore, il carpentiere è soggetto, oltre che ai rischi specifici della sua attività (realizzazione di
manufatti in c.a.), anche ai rischi originati dall'attività del manovratore; il carpentiere deve pertanto osservare sia le norme
di sicurezza proprie della sua attività (protezione delle mani, protezione degli occhi, protezione dai prodotti chimici, ecc ... ),
sia le norme di sicurezza derivanti dalla presenza del manovratore (delimitazione dell'area, ecc...). La stessa cosa, con
posizioni rovesciate, dicasi per il carpentiere. E' quindi evidente che ogni impresa deve analizzare e valutare i rischi
localizzando l'attenzione non soltanto sulle singole fasi lavorative ma anche sulla loro simultaneità, contemporaneità e
successione con altre fasi lavorative eseguite da altre imprese presenti nel cantiere, ossia è necessario che essa curi
l'interazione fra tutte queste fasi lavorative. E' peraltro evidente che il rischio dipende non soltanto dalla contemporaneità
delle fasi lavorative ma anche dalla presenza di più soggetti in una stessa area del cantiere, ossia, in altri termini, il rischio
può essere considerevolmente ridotto se, pur lavorando contemporaneamente, due o più imprese operano però in aree del
cantiere distinte e lontane fra loro.
Al fine quindi di permettere ad ogni impresa, appaltatrice e subappaltatrice, di conoscere con congruo anticipo con quali
altre imprese si troverà a lavorare contemporaneamente nel cantiere, è necessario che per tempo ognuna di esse prenda
contatti con le altre imprese in maniera autonoma o tramite la DL o CSE o il Capo Cantiere in modo tale da coordinare le
proprie fasi di lavorazione con quelle della/e impresa/e operanti nel momento.
La contemporaneità di più lavorazioni può anche essere risolta dalla singola impresa. Essa qualora non ritiene o non è in
grado di poter ottemperare ad alcune norme di sicurezza contro i rischi indotti da altre imprese può programmare la propria
attività in modo da evitare talune "contemporaneità", purché, naturalmente, il committente e/o il direttore dei lavori ne
siano preventivamente informati e diano il loro assenso.
Il cronoprogramma dei lavori può essere modificato in qualsiasi momento in base alle esigenze di sicurezza e logistica di
cantiere. Le imprese devono comunque coordinarsi preventivamente in base alla modifica delle lavorazioni.
In ogni caso l'impresa capofila deve comunicare al coordinatore per l'esecuzione dei lavori, anche soltanto per telefono o per
fax, ogni sospensione dell'attività nel cantiere per qualunque motivo (ferie, sospensione disposta dagli organismi di
controllo, sospensione per mancato arrivo dei materiali, ecc .... ).
L'impresa capofila per tutte deve, inoltre, inviare o consegnare al coordinatore per l'esecuzione dei lavori, prima dell'inizio
degli stessi, una planimetria del cantiere con indicate, oltre alla posizione delle opere costruendo, la posizione della
recinzione, delle strutture logistiche, delle principali macchine, apparecchiatura ed opere provvisionali utilizzate nel cantiere
(betoniera, ponteggi, ecc .... ) e di ogni altro elemento utile alla conoscenza dello stato del cantiere. Se lo ritiene, può
allegare alla planimetria una nota sull'organizzazione operativa del cantiere e su altri aspetti ritenuti meritevoli di
approfondimento. La planimetria dev'essere aggiornata ogni volta che intervengono variazioni significative, dev'essere
esposta nell'ufficio di cantiere e dev'essere consegnata a tutti i capocantiere.
N.B. - Nel presente piano è stata studiata una planimetria di cantiere che l'impresa potrà confermare, o d'intesa modificare
in funzione della operatività e sicurezza nel cantiere.
Tutte le imprese e gli autonomi che opereranno sul cantiere, per quanto riguarda il proprio lavoro dovranno predisporre il
documento di valutazione dei rischi ai sensi della vigente;
Inoltre dopo aver preso visione del presente piano di sicurezza e del relativo programma dei lavori (con diagramma di
GANTT), dovrà redigere per il lavoro di propria competenza, un piano specifico relativo al proprio lavoro sul cantiere
"Piano Operativo di Sicurezza".
Prescrizioni obbligatorie
Dopo un'attenta valutazione del cantiere e quanto sopra descritto si emanano prescrizioni obbligatorie:
1) - Assicurarsi che siano disattivati ogni tipo di impianto e di sottoservizio prima dell'inizio dei lavori.
2) - La Zona d'uscita del cantiere (vedi planimetria allestimento cantiere allegato), non potrà essere percorsa da nessun
mezzo senza una persona a terra che indichi la via libera.
3) - Assicurarsi che vi siano sempre 5 Mt. di distanza da qualsiasi linea elettrica con cavo nudo.
- Il Coordinatore dell'Esecuzione dei Lavori, mettendo a disposizione il presente PSC all'impresa principale anche
presso il cantiere, chiede il rispetto di quanto sopra e di avvisare le altre imprese appaltatrici/subappaltatrici operanti nel
cantiere.
- L'impresa principale, avendo a disposizione il presente PSC presso il cantiere, dovrà fare presente alle altre imprese
quanto sopra.
Per le prescrizioni sopra descritte, non si permetterà alcuna minima leggerezza dalle persone interessate.
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
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DESCRIZIONE DEL CONTESTO IN CUI È
COLLOCATA L'AREA DEL CANTIERE
(punto 2.1.2, lettera a, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Le aree in oggetto sono ubicate in zona prettamente agricole nei comuni di Mairano, Dello, Offlaga, Verolanuova, Longhena
e Brandico
Le aree vicine al cantiere saranno completamente sgombre da ogni altro impedimento.
[D.Lgs. 81/2008, Allegato XV, punto 2.1.2, lett. a), punto 2]
Elementi reperiti dal sopralluogo:
• l'area non è nelle vicinanze di linee elettriche aeree;
• nelle aree interessate non sono presenti abitazioni civili;
•
nelle vicinanze alle aree sono presenti strade pubbliche. Esse non potranno essere interessate dai lavori, visto e
considerato che le lavorazioni si svolgono all'interno delle rogge;
Durante l'esecuzione delle opere sarà necessario:
Garantire la sicurezza stradale:
Porre in opera l'opportuna segnaletica per segnalare l'entrata ed uscita degli automezzi dall'area di cantiere. Durante le
manovre dovrà inoltre essere presente un addetto che segnali le manovre al conducente degli auomezzi.
Garantite il minor inquinamento acustico:
Durante le fasi di lavorazione per la realizzazione dell'opera dovranno essere utilizzate attrezzature e macchinari in grado di
emettere il minor livello di rumore per ridurre l'inquinamento acustico sia per gli addetti ai lavori che per le persone residenti
nelle vicinanze all'area di cantiere.
Limitare il passaggio di carichi sospesi sulle altre proprietà:
Durante le fasi di movimentazione dei carichi dovrà essere limitato il passaggio di carichi sospesi per ridurre il rischi di
caduta di materiale dell'alto.
DESCRIZIONE SINTETICA DELL'OPERA
(punto 2.1.2, lettera a, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
L’analisi del sistema idrografico della zona e delle sue criticità consente di individuare i seguenti obbiettivi, in ordine di
priorità:
protezione degli abitati di Faverzano, Cignano e Verolanuova con interventi su: Vaso Fiume, Vaso Calina e Roggia
Gambaresca
protezione dell’abitato di Dello con interventi sul Vaso Pola/Manerbia e sul Vaso Calina
protezione dell’abitato di Dello con interventi sul Vaso Fiume/Lusignolo e Conta/Poncarale.
La sequenza proposta ha una valenza in termini di priorità in base alla ricostruzione della periodicità e della gravità degli
aventi alluvionali; si noti che non si sono considerate le problematiche di allagamento dei terreni agricoli.
La dislocazione sul territorio delle varie situazioni di rischio impone che, per pervenire a delle soluzioni accettabili di
riduzione del medesimo, si valutino le conseguenze di ogni scelta sui centri più a valle; dal notevole grado di
approfondimento della tematica si è pervenuti ad una proposta progettuale piuttosto articolata che viene meglio esplicata
nel seguito.
Il raggiungimento degli obiettivi può essere perseguito con una idea progettuale articolata nei seguenti passi:
individuazione del Vaso Calina come grande colatore dei bacini idrografici dei Vasi Fiume, Conta-Poncarala, Calina e
Pola/Manerbia e degli scarichi dal sistema idrografico a monte della strada Brescia-Orzinuovi (sistema Ogliense), in
conseguenza del fatto che risulta essere l’unico colatore che non attraversi, in tale zona, centri abitati; ciò verrà
perseguito mediante la realizzazione di un nuovo canale scolmatore del Vaso Fiume e della Roggia Conta-Poncarala, di
un potenziamento del manufatto di sorpasso del Vaso Calina sulla Roggia Morgola e di ulteriori potenziamenti al
sottopasso del Vaso Calina alla SP IX e dello sfioratore laterale del Vaso Pola/Manerbia, sempre a finire nel Vaso Calina;
individuazione del colatore Aiguette come il grande canale scolmatore del Vaso Calina, del Vaso Barbisona, dei vasi,
provenienti dal Vaso Quinzanella, già ora scaricanti nel colatore e della Roggia Gambaresca, nel Fiume Mella.
Dall’analisi approfondita del Comprensorio e dalla considerazione dei prossimi insediamenti industriali-artigianali previsti a
Nord del Comprensorio lungo la Strada Statale Brescia-Soncino, che dovrebbero aggravare la situazione, si sono individuati
gli interventi che dovrebbero essere indispensabili per contenere se non eliminare le situazioni calamitose verificatesi negli
anni passati.
Seguendo le linee testé tracciate, si riporta un elenco degli interventi da realizzare secondo l’ordine cronologico
ritenuto più ragionevole.
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
n°
1
Denominazione
Scolmatore “Aiguette”
2
Scolmo del Vaso Fiume in Calina e realizzazione di un
nuovo sottopasso sulla Strada Provinciale BresciaQuinzano.
Rifacimento del manufatto di sorpasso del Vaso Calina
sulla Roggia Molgora
3
4
Realizzazione di sfioratori laterali in sx del Vaso Fiume
e della roggia Conta-Poncarala a finire in un nuovo
canale scolmatore che diriga nel Vaso Calina
Descrizione
Si prevede di decurtare le piene dei vasi, Fiume, Conta Poncarala,
Manerbia, Calcagna, Luzzaga, Calina e Gambaresca, in modo da
salvaguardare Faverzano, Cignano e Verolanuova;
Si salvaguarda la sede della strada Brescia-Quinzano e della
lottizzazione al ponte per Boldeniga, sgravando la Roggia
Manerbia nel vaso Calina
Si vuole evitare che la Roggia Calina, anche in previsione del
nuovo scolmatore di Dello (v. punto successivo), determini
ingressi nella Roggia Molgora
Proteggere definitivamente Dello dalle possibilità di esondazione
del Vaso Fiume e della roggia Conta-Poncarala, quest’ultima che si
aggrava per il nuovo scomatore di Mairano
Premesso che non sarebbero da scartare a priori proposte progettuali che intendano porre in essere dei volumi di
laminazione ed anzi che proposte in tal senso siano da considerare come opportune, i sottoscritti si sono comunque
indirizzati verso un approccio risolutivo con canali di gronda, per gli abitati, il più importante dei quali, scolmatore
“Aiguette”, recapiti nel vicino fiume Mella.
Partendo dall’assunto che i tempi di manifestazione dei fenomeni alluvionali legati al sistema idrografico in questione
risultino sufficientemente inferiori ai tempi necessari al Mella per divenire a sua volta a rischio, considerando pure che:
l’area a N del dosso di cascina Santi Pietri risulta naturalmente già predisposta, a causa della sua depressione, la quale trae
peraltro origine da percorsi già attuati dal sistema di colo verso il Mella, a ricevere un opera di drenaggio verso il Mella,
appunto,
tale zona già è dotata di un notevole sistema di scarico in Mella, che si sviluppa per circa 300 m a partire dall’incrocio con la
Seriola Calcagna,
si è ritenuto opportuno perseguire la soluzione “scolmatore” appunto in tale fascia.
In ulteriore appoggio alla scelta realizzata va il fatto che l’area depressa del colatore Aiguette risulta già sede di allagamento
dei terreni agricoli da parte dei Vasi Calina e Barbisona.
La possibilità che un regime di piena del Mella possa determinare una impossibilità di scarico allo scolmatore “Aiguette” è
stata comunque oggetto di indagine da parte dei progettisti; in particolare si è analizzato il materiale a disposizione delle
Amministrazioni Comunali di Dello e Offlaga (libri locali, indagine geologica allegata al PRG) e si sono intervistate persone
del posto, trovando una fonte particolarmente attendibile e preparata nel camparo della Gambaresca Angelo Lombardi.
La presenza nei luoghi di indagine durante gli eventi critici rappresenta ciò che di meglio si possa avere nell’attuale
situazione di controllo del territorio; il sig. Lombardi ci ha dato indicazioni per la ricostruzione degli aventi alluvionali del
Mella nella zona di scarico del Colatore Aiguette.
E’, in particolare, emerso che il Mella possa determinare rigurgito nello scaricatore esistente sino, indicativamente, all’altezza
dell’incrocio con la Seriola Luzzaga, ad una quota di circa 72,5-73 mslm, mentre più a monte possa comunque aversi il colo
indisturbato dello scaricatore della Calcagna, nella quale confluisce il Colatore Aiguette.
Più a monte, presso fienile Loppio, si ha sommersione nell’area circostante il fabbricato e risultano allagati anche i terreni
verso la strada Offlaga-Corticelle; questo allagamento è più che altro l’effetto di una sommersione per ruscellamento di
quanto esondi dalla Seriola Calcagna sulla sede stradale, in seguito all’ingresso dello scaricatore della Gambaresca.
Questa ricostruzione, peraltro ragionevole, consente di ipotizzare che, anche in regime di piene per il Mella,
lo scolmatore “Aiguette” riuscirà a smaltire le sue portate.
E’ opportuno ricordare che la proposta dello scolmatore che denominiamo “Aiguette” nacque come sviluppo dell’idea
suggerita dai Funzionari Regionali e da altri progettisti, di un canale scolmatore a monte di Cignano che ricevesse i colmi di
Manerbia, Calina e Gambaresca e li conducesse in Mella.
La localizzazione “Aiguette” consente infatti, a parità di effetti:
di ridurre sensibilmente il percorso del canale di gronda, e, di più,
consentirebbe pure un ulteriore scolmo del Vaso Fiume, per proteggere direttamente Faverzano, sempre con percorso
minore, non che di evitare la costruzione ex novo dello scaricatore finale nel Mella, in quanto se ne sfrutterebbe uno
esistente, e
di evitare notevoli risezionamenti al Vaso Calina, i cui maggiori apporti a Dello possono procurare esondazioni alla già critica
zona di fienile Bosco.
Continuando nella digressione storica sulla genesi dell’idea “Aiguette”, va detto che la proposta prevedeva in parallelo la
sistemazione del manufatto di scarico del Vaso Pola-Manerbia nel Vaso Calina a Dello ed il rifacimento del sottopasso del
Vaso Calina alla provinciale Brescia-Quinzano.
Pure riguardo a quest’intervento, proposto immediatamente in seguito alle esondazioni dell’agosto-settembre 1994,
l’approfondimento nella conoscenza territoriale del sistema di colo consentì di ottimizzarne le performances con una variante
che si propone anche di risolvere il problema del Vaso Fiume e della roggia Conta-Poncarala a Dello (si ricorda per
quest’ultima l’incremento di criticità in seguito alla realizzazione dello scolmatore ovest di Mairano).
In definitiva, ecco di seguito ripresentata, per maggior chiarezza, la possibile articolata soluzione ai problemi di allagamento
di Dello e Offlaga, cercando di schematizzarne la completezza ed il tentativo, perseguito come fondamentale dagli autori, di
ottimizzazione delle prerogative territoriali dell’area.
Di seguito non vengono riportati gli interventi minori, anch’essi già considerati all’inizio del paragrafo.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Intervento
Realizzazione di canale di gronda nord dell’abitato di Dello che
denominiamo “Muse” e che condurrà al Vaso Calina i colmi dei
Vasi Fiume e Conta-Poncarale, con sistemazione del manufatto
di sorpasso del Vaso Calina sulla Roggia Morgola
Principali effetti
salvaguardia dell’abitato di Dello dalle esondazioni del vaso
Fiume e dal peggioramento idraulico della roggia ContaPoncarala, a causa del nuovo scolmatore di Mairano; risoluzione
delle problematiche della roggia Morgola (salvaguardia
dell’abitato di Dello affacciato alla SP IX);
Scolmo del Vaso Calina in prossimità della Strada Provinciale
necessario complemento per la persecuzione dei precedenti
Brescia-Quinzano e costruzione di un nuovo sottopasso parallelo obiettivi affiancati a quello di salvaguardare la sede della
all’esistente. Lo scolmo può avvenire a Nord dell’abitato di Dello provinciale Brescia-Quinzano e delle aree prospicienti; il Vaso
con la creazione di un tratto di canale collegato alla Roggia
Calina diverrebbe quindi il grande colatore del territorio di Dello;.
Calina che attraverserà la S.P. con un nuovo sottopasso
affiancato a quello esistente. La portata scolmata convoglierà
nella Roggia Calina che a sua volta verrà scolmata nell’Aiguette
e d a qui portata in Mella.
Realizzazione dello scolmatore “Aiguette” che riceverà gli
riduce il necessario peggioramento della roggia Calina e
apporti di piena dei Vasi Fiume, Conta, Luzzaga, Calcagna,
salvaguarda Cignano dall’effeto combinato delle rogge Calina e
Calina, Barbisona e Gambaresca per recapitarli in Mella, con
Gambaresca; salvaguarda i terreni di fienile Bosco
possibilità di ulteriore scolmo per i Vasi Fiume e Manerbia
Ulteriori benefici dell’insieme di opere proposte sono quelli relativi all’abitato di Verolanuova:
lo scolmo della roggia Gambaresca e della roggia Calina determinerà ovvi miglioramenti alle periodicità di esondazione alla
vie Stadio, Verdi e Semenza
i miglioramenti sui Vasi Fiume e Calina diverranno pure miglioramenti per il regime dello Strone a monte di Verolanuova,
contribuendo quindi ad un abbassamento del rischio idraulico nella fascia valliva di Verolanuova.
AREA DEL CANTIERE
Individuazione, analisi e valutazione dei rischi
(punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive
(punto 2.1.2, lettera d, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Relazione concernente l'individuazione sommaria, l'analisi e la valutazione dei rischi:
- Per l'esecuzione dell'opera sono coinvolte più imprese che hanno l'esigenza di muovere materiali in cantiere; al fine di
razionalizzare l'utilizzo di attrezzature di movimentazione dei materiali, si dovrà, prima di iniziare i lavori, verificare la
planimetria delle viabilità di cantiere.
- Poiché nelle prove dell'impianto elettrico l'impresa elettrica potrebbe per sue esigenze operare in presenza di conduttori
nudi essa dovrà fare le prove allorché non siano presenti altre imprese. Dovrà comunque essere data, da parte dell'impresa
elettrica, comunicazione scritta a tutte le imprese ed al coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dell'ora e della
data di inizio delle prove nonché del tempo previsto per eseguirle.
In questo raggruppamento verranno considerate le situazioni di pericolosità relative sia alle caratteristiche dell'area su cui
dovrà essere installato il cantiere, sia al contesto all'interno del quale esso stesso andrà a collocarsi.
Secondo quanto richiesto dall' Allegato XV del D.Lgs. 81/2008.
CARATTERISTICHE AREA DEL CANTIERE
Il cantiere nel suo complesso non presenta rischi specifici, dovuti alla natura del luoghi, per i lavoratori.
Le sue ubicazioni risultano sempre in zona agricola.
Durante le fasi lavorative potranno esserci degli impedimenti dovuti alla natura del luogo, quali fossati e
alberi. Nel complesso l'area circostante non presenta rischi dovuti alla natura del luogo.
Si prescrive comunque la massima attenzione in tutte le fasi di sbancamento e nella movimentazioni dei
carichi.
Secondo quanto richiesto dall'Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 punto 2.2.1.
Fossati
Le lavorazioni in cantiere si svolgeranno per la maggior parte all'interno di fossati. Essendo presenti operai all'interno
dell'alevo, sarà interrotta la possibilità di ingresso dell'acqua. Il canale sarà sgombro da qualsiasi altro impedimento.
Si prescrive dunque la massima attenzione durante l'esecuzione dei lavori.
Rischi specifici:
1)
Caduta dall'alto;
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
2)
3)
Lesioni a causa di cadute dall'alto per perdita di stabilità dell'equilibrio dei lavoratori, in assenza di adeguate
misure di prevenzione, da un piano di lavoro ad un altro posto a quota inferiore.
Investimento, ribaltamento;
Lesioni causate dall'investimento ad opera di macchine operatrici o conseguenti al ribaltamento delle stesse.
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Lesioni per colpi, impatti, compressioni a tutto il corpo o alle mani per contatto con utensili, attrezzi o
apparecchi di tipo manuale o a seguito di urti con oggetti di qualsiasi tipo presenti nel cantiere.
Alberi
Nelle vicinanze al fossato vi sono alberi che creano difficoltà durante le lavorazioni. Gli alberi risultano essere di medio alto
fusto e con vegetazione in alcuni punti anche fitta.
Se l'impresa lo ritiene opportuno potrà estirpare la vegetazione. Dal punto di vista della sicurezza, durante l'esecuzione dei
lavori verrà valutata l'effettiva difficoltà o meno delle maestranze alle lavorazioni. In tal caso verranno estirpati.
Misure Preventive e Protettive generali, ulteriori a quelle relative a specifici rischi:
1)
Sradicamento di alberi;
Prescrizioni Esecutive:
Durante l'operazione di abbattimento di alberi, accertarsi di non aver posizionato la macchina, o parte di essa,
dove potrebbero trovarsi le radici, per evitare che esse, sollevandosi, possano far ribaltare la macchina. Prima di
utilizzare la macchina per tale operazione, accertarsi che la stessa sia munita di cabina capace di resistere alla
eventuale caduta di rami, anche di grosse dimensioni.
Rischi specifici:
1)
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Lesioni per colpi, impatti, compressioni a tutto il corpo o alle mani per contatto con utensili, attrezzi o
apparecchi di tipo manuale o a seguito di urti con oggetti di qualsiasi tipo presenti nel cantiere.
2)
Investimento, ribaltamento;
Lesioni causate dall'investimento ad opera di macchine operatrici o conseguenti al ribaltamento delle stesse.
Linee aeree
In alcuni comuni elencati precedentemente, sono presenti delle linee elettriche aeree.
Nell'esecuzione dei lavori non vi è nessuna fase che specifichi il fatto di operare in presenza di conduttori nudi.
Nel caso in cui si ritenga indispensabile utilizzare carichi sospesi potrà essere utilizzata macchina con braccio mobile.
Rischi specifici:
1)
Elettrocuzione;
Elettrocuzione per contatto diretto o indiretto con parti dell'impianto elettrico in tensione o folgorazione dovuta a
caduta di fulmini in prossimità del lavoratore.
FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI
PER IL CANTIERE
Non sono presenti gravi fattori esterni che possano apportare dei rischi per le opere da eseguire.
Sono tuttavia presenti, nei vari tratti di intervento, strade comunali e strade sterrate che servono solo a raggiungere i vari
terreni.
Le lavorazioni verranno svolte in più punti e in più paesi, sempre all'interno dei fossati.
D.Lgs. 81/2008, Allegato XV, punto 2.1.2
Strade
Nella zona interessata dai lavori sono presenti strade comunali e strade sterrate. Non sono comunque previsti interventi per
i quali le lavorazioni si effettuino dalle strade.
Rischi specifici:
1)
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Lesioni per colpi, impatti, compressioni a tutto il corpo o alle mani per contatto con utensili, attrezzi o
apparecchi di tipo manuale o a seguito di urti con oggetti di qualsiasi tipo presenti nel cantiere.
2)
Investimento, ribaltamento;
Lesioni causate dall'investimento ad opera di macchine operatrici o conseguenti al ribaltamento delle stesse.
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Località: Comune di Dello e Offlaga
RISCHI CHE LE LAVORAZIONI DI CANTIERE
COMPORTANO PER L'AREA CIRCOSTANTE
Il progetto è teso al miglioramento e allo sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo sviluppo e l'adeguamento
dell'agricoltura e silvicoltura. La allegata planimetria di cantiere con le varie zone di intervento specifica meglio tutte le
lavorazioni ed i rischi che il cantiere può comportare per l'ambiente circostante.
Sia nelle fasi di preparazione/allestimento del cantiere, sia durante le lavorazioni, dovranno essere considerati tutti gli
aspetti relativi alla collocazione - alimentazione fonti di energia, destinazione delle zone di stoccaggio.
Durante i lavori, vista la particolare natura dell'attività verranno adottate specifiche misure di sicurezza per i lavori nel
fossato in modo da eliminazione il rischio di cadura dall'alto di manufatti.
Non sussistono comunque particolari rischi per l'ambiente circostante ad esempio per manufatti quali abitazioni, scuole,
ospedali, case di riposo.
Va tenuta particolare attenzione durante i lavori.
In merito alla possibilità che il cantiere costituisca una fonte di rischio per l'ambiente esterno, si osserva quanto segue:
•
I lavori di nuova edificazione riguardano le sole opere elencate nella relazione tecnica del progetto esecutivo;
•
è indispensabile che il cantiere; intendendo per esso tutta la zona interessata dagli interventi di manutenzione
oltre che dalle aree di pertinenza dello stesso, vengano completamente isolate dal resto delle attività agricole.
Emissioni inquinanti:
Qualunque emissione provenga dal cantiere nei confronti dell'ambiente estero dovrà essere valutata al fine di limitarne gli
effetti negativi. Relativamente alle emissioni di rumore si ricorda la necessità del rispetto delle norme vigenti in materia di
impatto acustico (valutazione del rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno). Nel caso di riscontrato o
prevedibile superamento dei limiti diurni notturni è possibile richiedere deroga al sindaco. Il sindaco concede tale regola,
sentito l'organo tecnico competente della ASL e verificato che sia stato messo in opera tutto quanto necessario
all'abbattimento delle emissioni.
D.Lgs. 81/2008, Allegato XV, punto 2.1.2
DESCRIZIONE CARATTERISTICHE
IDROGEOLOGICHE
(punto 2.1.4, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Dalle indagini svolte nella zona in oggetto non risulta siano presenti vincoli geologici ed archeologici noti, che possano
determinare l'impossibilità di intervento.
ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
Individuazione, analisi e valutazione dei rischi
(punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive
(punto 2.1.2, lettera d, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
In questo raggruppamento verranno considerate le situazioni di pericolosità, e le necessarie misure preventive, relative
all'organizzazione del cantiere; inoltre verrà specificata la segnaletica che vi dovrà essere posizionata.
Secondo quanto richiesto dall'Allegato XV, punto 2.2.2 del D.Lgs. 81/2008 tale valutazione dovrà riguardare, in relazione
alla tipologia del cantiere, almeno i seguenti aspetti:
a) modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni;
b) servizi igienico-assistenziali;
c) viabilità principale di cantiere;
d) impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo;
e) impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche;
f) le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 102;
g) disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'art.92, comma 1, lettera c);
h) le eventuali modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali;
i) la dislocazione degli impianti di cantiere;
l) la dislocazione delle zone di carico e scarico;
m) le zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti;
n) le eventuali zone di deposito dei materiali con pericolo d'incendio o di esplosione.
SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
Il presente titolo stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Ai fini del presente titolo si intende per:
a) segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, di seguito indicata «segnaletica di sicurezza»: una segnaletica che,
riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione
concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale
luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale;
b) segnale di divieto: un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo;
c) segnale di avvertimento: un segnale che avverte di un rischio o pericolo;
d) segnale di prescrizione: un segnale che prescrive un determinato comportamento;
e) segnale di salvataggio o di soccorso: un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di
soccorso o di salvataggio;
f) segnale di informazione: un segnale che fornisce indicazioni diverse da quelle specificate alle lettere da b) ad e);
g) cartello: un segnale che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma,
fornisce una indicazione determinata, la cui visibilità è garantita da una illuminazione di intensità sufficiente;
h) cartello supplementare: un cartello impiegato assieme ad un cartello del tipo indicato alla lettera g) e che fornisce
indicazioni complementari;
i) colore di sicurezza: un colore al quale è assegnato un significato determinato;
l) simbolo o pittogramma: un'immagine che rappresenta una situazione o che prescrive un determinato comportamento,
impiegata su un cartello o su una superficie luminosa;
m) segnale luminoso: un segnale emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semitrasparente, che è
illuminato dall'interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa;
n) segnale acustico: un segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana
o di sintesi vocale;
o) comunicazione verbale: un messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di sintesi vocale;
p) segnale gestuale: un movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per guidare persone che
effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i lavoratori.
Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all'articolo 28, risultano rischi che non possono essere
evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di
protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui agli
allegati da XXIV a XXXII.
Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio non considerate
negli allegati da XXIV a XXXII, il datore di lavoro, anche in riferimento alle norme di buona tecnica, adotta le misure
necessarie, secondo le particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica.
Il datore di lavoro, per regolare il traffico all'interno dell'impresa o dell'unità produttiva, fa ricorso, se del caso, alla
segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo o aereo, fatto salvo
quanto previsto nell'allegato XXVIII.
Informazione e formazione
Il datore di lavoro provvede affinché:
a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e i lavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo alla
segnaletica di sicurezza impiegata all'interno dell'impresa ovvero dell'unità produttiva;
b) i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma di istruzioni precise, che deve avere per oggetto
specialmente il significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l'uso di gesti o di parole, nonché
i comportamenti generali e specifici da seguire.
Considerazioni Generali:
L'installazione del cantiere costituisce la fase inziale dell'intero intervento. Di per se la fase di installazione del cantiere non
costituisce una fase lavorativa dello specifico progetto; al contrario essa comprende una serie di lavorazioni che si ripetono
in un modo in maniera pressochè analoga ogni qualvolta si dia inizio ad un nuovo lavoro ammesso che si parli di lavori
tecnicamente assimilabili.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
La fase di installazione del cantiere è stata inserita dunque nel programma di lavori, quale fase iniziale, avendo essa una sua
propria durata che condiziona i tempi di esecuzione dell'intero intervento.
Il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento è relativo ad un progetto che si svolgerà in tre zone distinte e considerato
che per la specificità dello stesso, non necessita di un cantiere base, ma solo di una ben delimitata area di cantiere lungo la
strada oggetto di intervento ed una piccola
area dove posizionare un WC prefabbricato.n Le operazioni si svolgeranno previa ordinanza provvisoria di divieto di sosta e
rimozione forzata
entrambi i lati durante la fase di rialzamento dei marciapiedi e totale chiusura al traffico veicolare nei tratti di volta in volta
interessati, mediante un idoneo sbarramento a norma di codice della strada.
La logistica sarà pertanto presentata dall’Impresa prima dell’inizio dei lavori e verrà approvata dal coordinatore in fase di
esecuzione, analogamente per i vari cantieri di lavoro.
Modalità da seguire per la recinzione del cantiere
Le zone interessate dalle lavorazioni dovranno essere opportunamente delimitate mediante recinzione colorata h minima di
200 cm, eccezion fatta per l’aree occupate dal ponteggio. I piani alla base dovranno essere dotati di pannelli in legno o altro
sistema di sbarramento tale da impedire il passaggio di personale estraneo alle lavorazioni.
Per le zone di passaggio forzato dovranno essere allestite tavole in legno e telo atti a ridurre il rischio di caduta di
materiale.
Le zone adibite al deposito temporaneo di macerie e/o attrezzature dovranno anch’esse essere segregate secondo le
prescrizioni di cui sopra.
Accessi
L'accesso al cantiere avverrà come indicato in planimetria di cantiere allegata. Esso dovrà essere opportunamente
controllato e segnalato al fine di evitare l'intrusione di persone o mezzi non autorizzati.
Eventuali variazioni saranno esaminate dal CSE in collaborazione con il Responsabile di cantiere dell’impresa affidataria.
Disposizioni relative alla consultazione dei rappresentanti per la sicurezza
Prima dell'accettazione del piano di sicurezza e coordinamento e/o di eventuali significative modifiche apportate, il datore di
lavoro di ciascuna impresa esecutrice dovrà consultare il rappresentante per la sicurezza per fornirgli gli eventuali
chiarimenti sul contenuto del piano e raccogliere le eventuali proposte che il rappresentante per la sicurezza potrà
formulare.
Disposizioni per la cooperazione e il coordinamento tra i datori di lavoro e i lavoratori autonomi
I datori di lavoro delle imprese esecutrici dovranno trasmette il proprio Piano Operativo di Sicurezza al coordinatore per la
sicurezza in fase di esecuzione con ragionevole anticipo rispetto all'inizio dei rispettivi lavori, al fine di consentirgli la verifica
della congruità degli stessi con il Piano di Sicurezza e di Coordinamento.
Il coordinatore dovrà valutare l'idoneità dei Piani Operativi disponendo, se lo riterrà necessario, che essi vengano resi
coerenti al Piano di Sicurezza e Coordinamento; ove i suggerimenti dei datori di lavoro garantiscano una migliore sicurezza
del cantiere, potrà, altresì, decidere di adottarli modificando il Piano di Sicurezza e di Coordinamento.
Segnaletica di sicurezza
La segnaletica di sicurezza deve essere conforme a quanto prescritto dalle norme. I cartelli verranno sistemati tenendo
conto di eventuali ostacoli, ad una altezza ed in una posizione appropriata rispetto all'angolo di visuale, all'ingresso della
zona interessata dal rischio generico o nelle immediate adiacenze di un rischio specifico.
Parapetti
Con l'installazione del parapetto provvisiorio il lavoratore riduce al minimo i rischi di caduta dall'alto. Il rischio di caduta e
scivolamento dell'operatore può essere provocato anche da insufficiente aderenza delle calzature, insorgenza di vertigini,
abbagliamento degli occhi, scarsa visibilità, colpo di calore o di sole, rapido abbassamento della temperatura, presenza di
vento o pioggia, esistenza di umidità e ghiaccio sulle superfici di calpestio.
Impianti elettrico, dell'acqua, del gas, ecc.
Nel cantiere sarà necessaria la presenza di alcuni tipi di impianti, essenziali per il funzionamento del cantiere stesso. A tal
riguardo andranno eseguiti secondo la corretta regola dell'arte e nel rispetto delle leggi vigenti l'impianto elettrico per
l'alimentazione delle macchine e/o attrezzature presenti in cantiere, l'impianto di messa a terra, l'impianto di protezione
contro le scariche atmosferiche, l'impianto idrico, quello di smaltimento delle acque reflue, ecc.
Tutti i componenti dell'impianto elettrico del cantiere (macchinari, attrezzature, cavi, quadri elettrici, ecc.) dovranno essere
stati costruiti a regola d'arte e, pertanto, dovranno recare i marchi dei relativi Enti Certificatori. Inoltre l'assemblaggio di tali
componenti dovrà essere anch'esso realizzato secondo la corretta regola dell'arte: le installazioni e gli impianti elettrici ed
elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d'arte. In
particolare, il grado di protezione contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi di tutte le apparecchiature e componenti
elettrici presenti sul cantiere, dovrà essere:
non inferiore a IP 44, se l'utilizzazione avviene in ambiente chiuso (CEI 70.1);
non inferiore a IP 55, ogni qual volta l'utilizzazione avviene all'aperto con la possibilità di investimenti da parte di getti
d'acqua.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Inoltre, tutte le prese a spina presenti sul cantiere dovranno essere conformi alle specifiche CEE Euronorm (CEI 23-12),
con il seguente grado di protezione minimo:
IP 44, contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi, IP 67, quando vengono utilizzate all'esterno.
Misure Preventive e Protettive generali, ulteriori a quelle relative a specifici rischi:
1)
Illuminazione del cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
I baraccamenti, nonché i passaggi, le strade interne, i piazzali ed, in genere, i luoghi destinati al movimento di persone o di
veicoli, devono essere forniti di illuminazione artificiale sufficiente per intensità e distribuzione delle sorgenti luminose.
Devono inoltre essere illuminati, oppure indicati con speciali lampade, i punti di transito che espongano a particolare
pericolo.
Riferimenti Normativi:
2)
D.P.R. 20 marzo 1956 n.320, Art.83.
Impianti di cantiere: generalità;
Prescrizioni Organizzative:
Condutture aeree ed interrate: localizzazione. Le condutture aeree andranno posizionate nelle aree periferiche del
cantiere, in modo da preservarle da urti e/o strappi; qualora ciò non fosse possibile andranno collocate ad una altezza tale
da garantire da contatti accidentali con i mezzi in manovra. Inoltre si dovrà provvedere al posizionamento di cartelli e
segnaletica rispondente al D.L. 14/8/1996 n. 493 ed alla realizzazione di idonee barriere protettive. Le condutture interrate
andranno posizionate in maniera da essere protette da sollecitazioni meccaniche anomale o da strappi. A questo scopo
dovranno essere posizionate ad una profondità non minore di 0.5 m od opportunamente protette meccanicamente, se
questo non risultasse possibile. Il percorso delle condutture interrate deve essere segnalato in superficie tramite apposita
segnaletica oppure utilizzando idonee reti indicatrici posizionate appena sotto la superficie del terreno in modo da
prevenire eventuali pericoli di tranciamento durante l'esecuzione di scavi.
Collegamenti elettrici di terra. Le parti metalliche degli impianti ad alta tensione, soggette a contatto delle persone e che
per difetto di isolamento o per altre cause potrebbero trovarsi sotto tensione, devono essere collegate a terra. Il
collegamento a terra deve essere fatto anche per gli impianti a bassa tensione situati in luoghi normalmente bagnati od
anche molto umidi o in immediata prossimità di grandi masse metalliche, quando la tensione supera i 25 Volt verso terra
per corrente alternata e i 50 Volt verso terra per corrente continua. Devono parimenti essere collegate a terra le parti
metalliche dei ripari posti a protezione contro il contatto accidentale delle persone con conduttori od elementi ad alta
tensione, od anche a bassa tensione nei casi citati.
Impianto di messa a terra: morfologia. L'impianto di messa a terra dovrà essere unico per l'intero cantiere e dovrà essere
collegato al dispersore delle cariche atmosferiche, se presente. L'impianto di messa a terra dovrà essere realizzato ad anello
chiuso, per conservare l'equipotenzialità delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un conduttore di terra.
Disposizioni generali di sicurezza per tubazioni e canalizzazioni. Le tubazioni e le canalizzazioni e le relative
apparecchiature accessorie ed ausiliarie devono essere costruite e collocate in modo che: a) in caso di perdite di liquidi o
fughe di gas, o di rotture di elementi dell'impianto, non ne derivi danno ai lavoratori; b) in caso di necessità sia attuabile il
massimo e più rapido svuotamento delle loro parti. Le tubazioni e le canalizzazioni chiuse, quando costituiscono una rete
estesa o comprendono ramificazioni secondarie, devono essere provviste di dispositivi, quali valvole, saracinesche,
rubinetti e paratoie, atti ad effettuare l'isolamento di determinati tratti in caso di necessità. Quando esistono più tubazioni o
canalizzazioni contenenti liquidi o gas nocivi o pericolosi di diversa natura, esse e le relative apparecchiature devono
essere contrassegnate, anche ad opportuni intervalli se si tratta di reti estese, con distinta colorazione, il cui significato
deve essere reso noto ai lavoratori mediante tabella esplicativa.
Riferimenti Normativi:
D.P.R. 20 marzo 1956 n.320, Art.83; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 80; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 81;
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 9.
3)
segnale:
Pericolo generico;
4)
segnale:
Impianti elettrici;
Impianti elettrici sotto tensione
5)
segnale:
Tensione elettrica;
6)
segnale:
Messa a terra;
Rischi specifici:
1)
Elettrocuzione;
Elettrocuzione per contatto diretto o indiretto con parti dell'impianto elettrico in tensione o folgorazione dovuta a caduta di
fulmini in prossimità del lavoratore.
2)
Scoppio;
Lesioni conseguenti allo scoppio di silos, serbatoi, recipienti, tubazioni, macchine o utensili alimentati ad aria compressa o
destinate alla sua produzione per sovrapressioni causate da carico superiore ai limiti consentiti, malfunzionamento delle
tubazioni di sfiato, danneggiamenti subiti, e simili.
3)
Ustioni;
Ustioni conseguenti al contatto con materiali ad elevata temperatura nei lavori a caldo o per contatto con organi di
macchine o per contatto con particelle di metallo incandescente o motori, o sostanze chimiche aggressive.
4)
Gas;
Danni all'apparato respiratorio derivanti dall'inalazione di gas rilasciate da fonti presenti nell'area di insediamento del
cantiere.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
Appena ultimati i lavori di movimento terra, dovrà iniziarsi la realizzazione dell'impianto di messa a terra per il cantiere, che
dovrà essere unico.
L'impianto di terra dovrà essere realizzato in modo da garantire la protezione contro i contatti indiretti: a tale scopo si
costruirà l'impianto coordinandolo con le protezioni attive presenti (interruttori e/o dispositivi differenziali) realizzando, in
questo modo, il sistema in grado di offrire il maggior grado di sicurezza possibile. L'impianto di messa a terra, inoltre, dovrà
essere realizzato ad anello chiuso, per conservare l'equipotenzialità delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un
conduttore di terra.
Qualora sul cantiere si renda necessario la presenza anche di un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, allora
l'impianto di messa a terra dovrà, oltre ad essere unico per l'intero cantiere, anche essere collegato al dispersore delle
scariche atmosferiche.
Nel distinguere quelle che sono le strutture metalliche del cantiere che necessitano di essere collegate all'impianto di
protezione dalle scariche atmosferiche da quelle cosiddette autoprotette, ci si dovrà riferire ad un apposito calcolo di
verifica, eseguito secondo le vigenti norme CEI.
Misure Preventive e Protettive generali, ulteriori a quelle relative a specifici rischi:
1)
segnale:
Messa a terra;
Modalità di accesso dei mezzi di fornitura materiali
Allo scopo di ridurre i rischi derivanti dalla presenza occasionale di mezzi per la fornitura di materiali, la cui frequenza e
quantità è peraltro variabile anche secondo lo stato di evoluzione della costruzione, sarà compito di ogni impresa operante
nel cantiere prestare la massima attenzione ai rischi cui i suoi lavoratori vanno incontro e scelga i tempi più appropriati per
l'accesso dei prorpio mezzi in funzione della sicurezza e della salute sia dei medesimi che di operai di altre imprese.
Misure Preventive e Protettive generali, ulteriori a quelle relative a specifici rischi:
1)
DPI: addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a
tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile.
2)
segnale:
Zona carico scarico;
3)
segnale:
Deposito attrezzature;
Rischi specifici:
1)
Movimentazione manuale dei carichi;
Lesioni a carico della zona dorso lombare causate, per la caratteristica o le condizioni ergonomiche sfavorevoli, a seguito
di operazioni di trasporto o sostegno di un carico.
Servizi igenico-sanitari
A carico dell’impresa affidataria la predisposizione di un servizio igienico di tipo “chimico” da posizionare secondo layout
allegato e/o altra posizione su espressa indicazione dell’impresa a mezzo del proprio POS (dovrà comunque essere
autorizzata dal CSE e dal D.L.).
Servizi mensa
Non è prevista l’installazione di un locale ad uso mensa.
Le imprese esecutrici dovranno stipulare delle convenzioni con ristoranti e pizzerie della zona per il consumo
dei pasti per i propri lavoratori.
Il condominio metterà a disposizione un locale interno ad uso ufficio e deposito parziale di attrezzature.
Impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo
Si utilizzeranno gli impianti esistenti previa loro verifica di conformità da parte delle imprese esecutrici.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
SEGNALETICA GENERALE PREVISTA NEL
CANTIERE
Divieto di accesso alle persone non
autorizzate
Protezione obbligatoria per gli occhi.
Casco di protezione obbligatoria.
Protezione obbligatoria dell'udito.
Calzature di sicurezza obbligatorie.
Guanti di protezione obbligatoria.
Pronto soccorso.
Estintore.
Comando:
Attenzione
inizio
operazioni
Verbale: VIA
Gestuale: Le due braccia sono aperte
in senso orizzontale, le palme delle
mani rivolte in avanti.
Comando: Fine delle operazioni
Verbale:
FERMA
Gestuale:
Le due mani sono giunte
all'altezza del petto.
Comando: Sollevare
Verbale:
SOLLEVA
Gestuale:
Il braccio destro, teso
verso l'alto, con la palma della mano
destra rivolta in avanti, descrive
lentamente un cerchio.
Comando: Abbassare
Verbale: ABBASSA
Gestuale: Il braccio destro teso verso
il basso, con la palma della mano
destra rivolta verso il corpo, descrive
lentamente un cerchio.
Cartello
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
ALBERO RIASSUNTIVO
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
- ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
- Allestimento di cantiere temporaneo
- Allestimento di servizi sanitari del cantiere
- Realizzazione di impianto idrico del cantiere
- REALIZZAZIONE TRATTI IN MURATURA IN C.A.
- Scavo eseguito a mano
- Scavo di sbancamento
- Realizzazione della carpenteria per le strutture in fondazione
- Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in fondazione
- Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione
- Rinterro di scavo
- MURI DI SOSTEGNO
- Scavo di sbancamento
- Risezionamento del profilo del terreno
- Realizzazione della carpenteria per muri di sostegno in c.a.
- Lavorazione e posa ferri di armatura per muri di sostegno in c.a.
- Getto di calcestruzzo per muri di sostegno in c.a.
- DEMOLIZIONE SOLETTE E MURATURE IN GENERE
- Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici
- Demolizione di solette in c.a.
- POSA DI TUBAZIONI IN C.A.P.
- Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.
- Lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a.
- Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.
- Posa di conduttura idrica
- Rinterro di scavo
- REALIZZAZIONE DI RIPROFILATURA DI TERRENO
- Risezionamento del profilo del terreno
- Scavo a sezione obbligata
- REALIZZAZIONE DI SOLETTA CARRABILE
- Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in elevazione
- Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione
- Getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione
- Smobilizzo del cantiere
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
LAVORAZIONI e loro INTERFERENZE
Individuazione, analisi e valutazione dei rischi
(punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive
(punto 2.1.2, lettera d, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
Di seguito vengono elencate le operazioni della presente fase, in maniera del tutto indicativa e schematica. Sarà cura e
onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, di indicare in modo puntuale e operativo le
lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositividi sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in funzione della
propria logistica, operatività e procedure interne.
In sostanza il P.O.S. dell'impresa dovrà definire nel dettaglio quanto di seguito riportato solo a fini esemplificativi.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Allestimento di cantiere temporaneo
Allestimento di servizi sanitari del cantiere
Realizzazione di impianto idrico del cantiere
Allestimento di cantiere temporaneo (fase)
Allestimento di un cantiere temporaneo lungo i punti di intervento della roggia.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con braccio.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto all'allestimento di cantiere temporaneo su strada;
Addetto all'allestimento di un cantiere temporaneo lungo una strada carrabile senza interruzione del servizio.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto all'allestimento di cantiere temporaneo su strada;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con
suola imperforabile.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Investimento, ribaltamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Allestimento di servizi sanitari del cantiere (fase)
Allestimento di servizi sanitari costituiti dai presidi (cassetta di pronto soccorso, pacchetto di medicazione, camera di
medicazione) e dai locali necessari all'attività di pronto soccorso in cantiere indispensabili per prestare le prime immediate
cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvvisio.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro;
2)
Autocarro con braccio.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto all'allestimento di servizi sanitari del cantiere;
addetto all'allestimento di servizi sanitari costituiti dai presidi (cassetta di pronto soccorso, pacchetto di medicazione,
camera di medicazione) e dai locali necessari all'attività di pronto soccorso in cantiere indispensabili per prestare le
prime immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvvisio.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto all'allestimento di servizi sanitari del cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
a)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Realizzazione di impianto idrico del cantiere (fase)
Realizzazione dell'impianto idrico del cantiere, mediante la posa in opera di tubazioni (in ferro o p.v.c. o polietilene o rame)
con giunti saldati o raccordati meccanicamente e dei relativi accessori.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione di impianto idrico del cantiere;
Idraulico addetto alle realizzazione dell'impianto idrico del cantiere, mediante la posa in opera di tubazioni (in ferro o
p.v.c. o polietilene o rame) con giunti saldati o raccordati meccanicamente e dei relativi accessori.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla realizzazione di impianto idrico del cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) occhiali o visiera di
sicurezza; f) otoprotettori.
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
REALIZZAZIONE TRATTI IN MURATURA IN C.A.
Di seguito vengono elencate le operazioni della presente fase, in maniera del tutto indicativa e schematica. Sarà cura e
onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, di indicare in modo puntuale e operativo le
lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in funzione della
propria logistica, operatività e procedure interne.
In sostanza il P.O.S. dell'impresa dovrà definire nel dettaglio quanto di seguito riportato solo a fini
esemplificativi.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Scavo eseguito a mano
Scavo di sbancamento
Realizzazione della carpenteria per le strutture in fondazione
Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in fondazione
Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione
Rinterro di scavo
Scavo eseguito a mano (fase)
Scavi eseguiti a mano a cielo aperto o all'interno di edifici. Il ciglio superiore dello scavo dovrà risultare pulito e spianato così
come le pareti, che devono essere sgombre da irregolarità o blocchi.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con braccio.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto allo scavo eseguito a mano;
Addetto all'esecuzione di scavi eseguiti a mano a cielo aperto o all'interno di edifici.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto allo scavo eseguito a mano;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
c)
Seppellimento, sprofondamento;
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Scavo di sbancamento (fase)
Scavi di sbancamenti a cielo aperto eseguiti con l'ausilio di mezzi meccanici (pala meccanica e/o escavatore) e/o a mano. Il
ciglio superiore dello scavo dovrà risultare pulito e spianato così come le pareti, che devono essere sgombre da irregolarità
o blocchi. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione
dell'escavatore e sul ciglio o alla base del fronte di attacco. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di
piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto
all'armatura o al consolidamento del terreno.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto allo scavo di sbancamento;
Addetto all'esecuzione di scavi di sbancamenti a cielo aperto eseguiti con l'ausilio di mezzi meccanici (pala meccanica
e/o escavatore) e/o a mano.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto allo scavo di sbancamento;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
c)
Seppellimento, sprofondamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Realizzazione della carpenteria per le strutture in fondazione (fase)
Realizzazione della carpenteria per strutture di fondazione diretta, come plinti, travi rovesce, travi portatompagno, ecc. e
successivo disarmo.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione della carpenteria per le strutture in fondazione;
Addetto alla realizzazione della carpenteria per strutture di fondazione diretta, come plinti, travi rovesce, travi
portatompagno, ecc. e successivo disarmo.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla realizzazione della carpenteria per le strutture in fondazione;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in fondazione (fase)
Lavorazione (sagomatura, taglio, saldatura) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di strutture in
fondazione.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in fondazione;
Addetto alla lavorazione (sagomatura, taglio, saldatura) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di
strutture in fondazione.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in fondazione;
Prescrizioni Organizzative:
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cintura di sicurezza; e) occhiali o schermi
facciali paraschegge.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Punture, tagli, abrasioni;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione (fase)
Esecuzione di getti di cls per la realizzazione di strutture in fondazione, dirette (come plinti, travi rovesce, platee, ecc.).
Macchine utilizzate:
1)
Autobetoniera.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione;
Addetto all'esecuzione di getti di cls per la realizzazione di strutture in fondazione, dirette (come plinti, travi rovesce,
platee, ecc.).
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Gruppo elettrogeno;
c)
Scala semplice;
d)
Vibratore elettrico per calcestruzzo;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi,
esplosioni; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Rinterro di scavo (fase)
Rinterro e compattazione di scavi precedentemente eseguiti, a mano e/o con l'ausilio di mezzi meccanici.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con braccio.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al rinterro di scavo;
Addetto al rinterro e compattazione di scavi precedentemente eseguiti, a mano e/o con l'ausilio di mezzi meccanici.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al rinterro di scavo;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
c)
Seppellimento, sprofondamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
MURI DI SOSTEGNO
Di seguito vengono elencate le operazioni della presente fase, in maniera del tutto indicativa e schematica. Sarà cura e
onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, di indicare in modo puntuale e operativo le
lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in funzione della
propria logistica, operatività e procedure interne.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
pag. 23 di 65
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
In sostanza il P.O.S. dell'impresa dovrà definire nel dettaglio quanto di seguito riportato solo a fini
esemplificativi.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Scavo di sbancamento
Risezionamento del profilo del terreno
Realizzazione della carpenteria per muri di sostegno in c.a.
Lavorazione e posa ferri di armatura per muri di sostegno in c.a.
Getto di calcestruzzo per muri di sostegno in c.a.
Scavo di sbancamento (fase)
Scavi di sbancamenti a cielo aperto eseguiti con l'ausilio di mezzi meccanici (pala meccanica e/o escavatore) e/o a mano. Il
ciglio superiore dello scavo dovrà risultare pulito e spianato così come le pareti, che devono essere sgombre da irregolarità
o blocchi. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione
dell'escavatore e sul ciglio o alla base del fronte di attacco. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di
piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto
all'armatura o al consolidamento del terreno.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto allo scavo di sbancamento;
Addetto all'esecuzione di scavi di sbancamenti a cielo aperto eseguiti con l'ausilio di mezzi meccanici (pala meccanica
e/o escavatore) e/o a mano.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto allo scavo di sbancamento;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
c)
Seppellimento, sprofondamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Risezionamento del profilo del terreno (fase)
Risezionamento del profilo del terreno eseguito con mezzi meccanici ed a mano.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al risezionamento del profilo del terreno;
Addetto al risezionamento del profilo del terreno eseguito con mezzi meccanici ed a mano.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al risezionamento del profilo del terreno;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
c)
Seppellimento, sprofondamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
pag. 24 di 65
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Realizzazione della carpenteria per muri di sostegno in c.a. (fase)
Realizzazione della carpenteria carpenterie per la realizzazione di muri di sostegno in c.a.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione della carpenteria per muri di sostegno in c.a.;
Addetto alla realizzazione della carpenteria per strutture in elevazione, come travi, pilastri, sbalzi, ecc. e successivo
disarmo.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla realizzazione della carpenteria per muri di sostegno in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Lavorazione e posa ferri di armatura per muri di sostegno in c.a. (fase)
Lavorazione (sagomatura, taglio, saldatura) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di muri di sostegno in
c.a..
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con braccio.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per muri di sostegno in c.a.;
Addetto alla lavorazione (sagomatura, taglio, saldatura) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di
muri di sostegno in c.a..
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per muri di sostegno in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cintura di sicurezza; e) occhiali o schermi
facciali paraschegge.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Punture, tagli, abrasioni;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Getto di calcestruzzo per muri di sostegno in c.a. (fase)
Esecuzione di getti in calcestruzzo per la realizzazione di muri di sostegno in c.a.
Macchine utilizzate:
1)
Autobetoniera.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al getto di calcestruzzo per muri di sostegno in c.a.;
Addetto all'esecuzione di getti in calcestruzzo per la realizzazione di muri di sostegno in c.a.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al getto di calcestruzzo per muri di sostegno in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Gruppo elettrogeno;
c)
Scala semplice;
d)
Vibratore elettrico per calcestruzzo;
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi,
esplosioni; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
DEMOLIZIONE SOLETTE E MURATURE IN GENERE
Di seguito vengono elencate le operazioni della presente fase, in maniera del tutto indicativa e schematica. Sarà cura e
onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, di indicare in modo puntuale e operativo le
lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in funzione della
propria logistica, operatività e procedure interne.
In sostanza il P.O.S. dell'impresa dovrà definire nel dettaglio quanto di seguito riportato solo a fini
esemplificativi.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici
Demolizione di solette in c.a.
Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici (fase)
Demolizione di strutture in c.a. eseguita con mezzi meccanici con o senza preventiva riduzione delle iperstatiche della
struttura. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto orizzontale e verticale del materiale di risulta, la cernita e
l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro;
2)
Pala meccanica.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici;
Addetto alla demolizione di strutture in c.a. eseguita con mezzi meccanici con o senza preventiva riduzione delle
iperstatiche della struttura.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c)
calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Seppellimento, sprofondamento;
b)
Inalazione polveri, fibre;
c)
Rumore per "Operaio comune polivalente";
d)
Vibrazioni per "Operaio comune polivalente";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Centralina idraulica a motore;
c)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Inalazione fumi, gas, vapori;
Scoppio; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Demolizione di solette in c.a. (fase)
Demolizione di soletta in c.a. esclusa la rimozione delle travi, eseguita mediante l'utilizzo di attrezzi meccanici da taglio, a
percussione e manuali. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto orizzontale e verticale del materiale di risulta, la
cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro;
2)
Pala meccanica.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla demolizione di solaio in c.a.;
Addetto alla demolizione di solai in c.a. esclusa la rimozione delle travi, eseguita mediante l'utilizzo di attrezzi
meccanici da taglio, a percussione e manuali.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla demolizione di solaio in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
pag. 26 di 65
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Inalazione polveri, fibre;
c)
Rumore per "Operaio comune polivalente";
d)
Vibrazioni per "Operaio comune polivalente";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Cannello per saldatura ossiacetilenica;
c)
Centralina idraulica a motore;
d)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Radiazioni
non ionizzanti; Ustioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Scoppio; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
POSA DI TUBAZIONI IN C.A.P.
Di seguito vengono elencate le operazioni della presente fase, in maniera del tutto indicativa e schematica. Sarà cura e
onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, di indicare in modo puntuale e operativo le
lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in funzione della
propria logistica, operatività e procedure interne.
In sostanza il P.O.S. dell'impresa dovrà definire nel dettaglio quanto di seguito riportato solo a fini
esemplificativi.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.
Lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a.
Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.
Posa di conduttura idrica
Rinterro di scavo
Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a. (fase)
Realizzazione della carpenteria di sotteservizi urbani e successivo disarmo.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.;
Addetto alla realizzazione della carpenteria di sotteservizi urbani e successivo disarmo.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Rumore per "Carpentiere o aiuto carpentiere";
b)
Vibrazioni per "Carpentiere o aiuto carpentiere";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Andatoie e Passerelle;
b)
Attrezzi manuali;
c)
Scala semplice;
d)
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Movimentazione manuale dei carichi; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni.
Lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a. (fase)
Lavorazione (sagomatura, taglio, saldatura) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di sotteservizi urbani.
Macchine utilizzate:
1)
Autogrù.
Lavoratori impegnati:
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
pag. 27 di 65
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
1)
Addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a.;
Addetto alla lavorazione (sagomatura, taglio) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di sotteservizi
urbani.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cintura di sicurezza; e) occhiali o schermi
facciali paraschegge.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Rumore per "Ferraiolo o aiuto ferraiolo";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a. (fase)
Esecuzione di getti in calcestruzzo per la realizzazione di sotteservizi urbani.
Macchine utilizzate:
1)
Autobetoniera;
2)
Autopompa per cls.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.;
Addetto all'esecuzione di getti in calcestruzzo per la realizzazione di sotteservizi urbani.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Rumore per "Carpentiere o aiuto carpentiere";
b)
Vibrazioni per "Carpentiere o aiuto carpentiere";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Andatoie e Passerelle;
b)
Attrezzi manuali;
c)
Gruppo elettrogeno;
d)
Scala semplice;
e)
Vibratore elettrico per calcestruzzo;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Elettrocuzione; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
Movimentazione manuale dei carichi.
Posa di conduttura idrica (fase)
Posa di condutture destinate alla distribuzione dell'acqua potabile in scavo a sezione obbligata, precedentemente eseguito,
previa sistemazione del letto di posa con attrezzi manuali e attrezzature meccaniche.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla posa di conduttura idrica;
Addetto alla posa di condutture destinate alla distribuzione dell'acqua potabile in scavo a sezione obbligata,
precedentemente eseguito, previa sistemazione del letto di posa con attrezzi manuali e attrezzature meccaniche.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla posa di conduttura idrica;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Scivolamenti, cadute a livello;
b)
Rumore per "Idraulico";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
c)
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
pag. 28 di 65
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni.
Rinterro di scavo (fase)
Rinterro e compattazione di scavi precedentemente eseguiti, a mano e/o con l'ausilio di mezzi meccanici.
Macchine utilizzate:
1)
Pala meccanica.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al rinterro di scavo;
Addetto al rinterro e compattazione di scavi precedentemente eseguiti, a mano e/o con l'ausilio di mezzi meccanici.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al rinterro di scavo;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
c)
Seppellimento, sprofondamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Andatoie e Passerelle;
c)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Movimentazione manuale dei carichi.
REALIZZAZIONE DI RIPROFILATURA DI TERRENO
Di seguito vengono elencate le operazioni della presente fase, in maniera del tutto indicativa e schematica. Sarà cura e
onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, di indicare in modo puntuale e operativo le
lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in funzione della
propria logistica, operatività e procedure interne.
In sostanza il P.O.S. dell'impresa dovrà definire nel dettaglio quanto di seguito riportato solo a fini
esemplificativi.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Risezionamento del profilo del terreno
Scavo a sezione obbligata
Risezionamento del profilo del terreno (fase)
Risezionamento del profilo del terreno eseguito con mezzi meccanici ed a mano.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al risezionamento del profilo del terreno;
Addetto al risezionamento del profilo del terreno eseguito con mezzi meccanici ed a mano.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al risezionamento del profilo del terreno;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
pag. 29 di 65
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
c)
Seppellimento, sprofondamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Scavo a sezione obbligata (fase)
Scavi a sezione obbligata, eseguiti a cielo aperto o all'interno di edifici con mezzi meccanici. Il ciglio superiore dello scavo
dovrà risultare pulito e spianato così come le pareti, che devono essere sgombre da irregolarità o blocchi. Nei lavori di
escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell'escavatore e sul
ciglio o alla base del fronte di attacco. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di
gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all'armatura o al
consolidamento del terreno.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro;
2)
Escavatore;
3)
Pala meccanica.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto allo scavo a sezione obbligata;
Addetto alla esecuzione di scavi a sezione obbligata, eseguiti a cielo aperto o all'interno di edifici con mezzi meccanici.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto allo scavo a sezione obbligata;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina
antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Incendi, esplosioni;
c)
Seppellimento, sprofondamento;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Andatoie e Passerelle;
c)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Movimentazione manuale dei carichi.
REALIZZAZIONE DI SOLETTA CARRABILE
Di seguito vengono elencate le operazioni della presente fase, in maniera del tutto indicativa e schematica. Sarà cura e
onere della Impresa specifica e addetta alla realizzazione della fase stessa, di indicare in modo puntuale e operativo le
lavorazioni, i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza idonei all'attuazione della fase stessa in funzione della
propria logistica, operatività e procedure interne.
In sostanza il P.O.S. dell'impresa dovrà definire nel dettaglio quanto di seguito riportato solo a fini
esemplificativi.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in elevazione
Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione
Getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione
Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in elevazione (fase)
Lavorazione (sagomatura, taglio, saldatura) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di strutture in
elevazione.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in elevazione;
Addetto alla lavorazione (sagomatura, taglio, saldatura) e posa nelle casserature di tondini di ferro per armature di
strutture in elevazione.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
pag. 30 di 65
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cintura di sicurezza; e) occhiali o schermi
facciali paraschegge.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Punture, tagli, abrasioni;
c)
Rumore per "Ferraiolo o aiuto ferraiolo";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi.
Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione (fase)
Realizzazione della carpenteria per strutture in elevazione, come travi, pilastri, sbalzi, ecc. e successivo disarmo.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione;
Addetto alla realizzazione della carpenteria per strutture in elevazione, come travi, pilastri, sbalzi, ecc. e successivo
disarmo.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto alla realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Rumore per "Carpentiere";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Andatoie e Passerelle;
b)
Attrezzi manuali;
c)
Ponteggio metallico fisso;
d)
Scala semplice;
e)
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni.
Getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione (fase)
Esecuzione di getti di cls per la realizzazione di strutture in elevazione (pilastri, travi, scale, ecc.)
Macchine utilizzate:
1)
Autobetoniera;
2)
Autopompa per cls.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione;
Addetto all'esecuzione di getti di cls per la realizzazione di strutture in elevazione (pilastri, travi, scale, ecc.).
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto al getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) stivali
di sicurezza; d) cinture di sicurezza; e) indumenti protettivi (tute).
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
b)
Rumore per "Carpentiere";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Andatoie e Passerelle;
b)
Attrezzi manuali;
c)
Gruppo elettrogeno;
d)
Scala semplice;
e)
Vibratore elettrico per calcestruzzo;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
pag. 31 di 65
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Elettrocuzione; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
Movimentazione manuale dei carichi.
Smobilizzo del cantiere
Smobilizzo del cantiere realizzato attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse, di tutti gli impianti di cantiere,
delle opere provvisionali e di protezione, della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso ed il
caricamento di tutte le attrezzature, macchine e materiali eventualmente presenti, su autocarri per l'allontanamento.
N.B. Vista la particolarità di questa lavorazione, l'impresa dovrà esplicitare nel POS le proprie procedure
complementari e di dettaglio a quelle indicate nel presente PSC.
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro;
2)
Autogrù.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto allo smobilizzo del cantiere;
Addetto allo smobilizzo del cantiere realizzato attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse, di tutti gli
impianti di cantiere, delle opere provvisionali e di protezione, della recinzione posta in opera all'insediamento del
cantiere stesso ed il caricamento di tutte le attrezzature, macchine e materiali eventualmente presenti, su autocarri
per l'allontanamento.
Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate nel successivo capitolo:
a)
DPI: addetto allo smobilizzo del cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
b)
Rumore per "Operaio polivalente";
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Attrezzi manuali;
b)
Scala semplice;
c)
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni.
pag. 32 di 65
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
RISCHI individuati nelle Lavorazioni e relative
MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE.
Elenco dei rischi:
1)
Caduta dall'alto;
2)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
3)
Inalazione polveri, fibre;
4)
Incendi, esplosioni;
5)
Investimento, ribaltamento;
6)
Punture, tagli, abrasioni;
7)
Rumore per "Carpentiere o aiuto carpentiere";
8)
Rumore per "Carpentiere";
9)
Rumore per "Ferraiolo o aiuto ferraiolo";
10) Rumore per "Idraulico";
11) Rumore per "Operaio comune polivalente";
12) Rumore per "Operaio polivalente";
13) Scivolamenti, cadute a livello;
14) Seppellimento, sprofondamento;
15) Vibrazioni per "Carpentiere o aiuto carpentiere";
16) Vibrazioni per "Operaio comune polivalente".
RISCHIO: "Caduta dall'alto"
Descrizione del Rischio:
Lesioni a causa di cadute dall'alto per perdita di stabilità dell'equilibrio dei lavoratori, in assenza di adeguate misure di
prevenzione, da un piano di lavoro ad un altro posto a quota inferiore.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Scavo eseguito a mano; Scavo di sbancamento; Rinterro di scavo;
Risezionamento del profilo del terreno; Scavo a sezione obbligata;
Prescrizioni Esecutive:
Il ciglio del fronte di scavo dovrà essere reso inaccessibile mediante barriere mobili, posizionate ad opportuna
distanza di sicurezza e spostabili con l'avanzare del fronte dello scavo stesso. Dovrà provvedersi, inoltre, a
segnalare la presenza dello scavo con opportuni cartelli. A scavo ultimato, tali barriere mobili provvisorie
dovranno essere sostituite da regolari parapetti.
Riferimenti Normativi:
b)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 118.
Nelle lavorazioni: Demolizione di solette in c.a.; Lavorazione e posa ferri di armatura per le
strutture in elevazione; Getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Organizzative:
Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono essere circondate da normale parapetto e da
tavola fermapiede oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a
quella del piano di calpestio dei ponti di servizio. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali
o di persone, un lato del parapetto può essere costituito da una barriera mobile non asportabile, che deve
essere aperta soltanto per il tempo necessario al passaggio. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che
abbiano una profondità superiore a m 0,50 devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede
oppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone.
Riferimenti Normativi:
c)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 146.
Nelle lavorazioni: Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Organizzative:
Nella esecuzione di opere a struttura in conglomerato cementizio, quando non si provveda alla costruzione da
terra di una normale impalcatura con montanti, prima di iniziare la erezione delle casseformi per il getto dei
pilastri perimetrali, deve essere sistemato, in corrispondenza al piano raggiunto, un regolare ponte di sicurezza
a sbalzo, avente larghezza utile di almeno m 1,20. Le armature di sostegno del cassero per il getto della
successiva soletta o della trave perimetrale, non devono essere lasciate sporgere dal filo del fabbricato più di
cm 40 per l'affrancamento della sponda esterna del cassero medesimo. Come sotto ponte può servire
l'impalcato o ponte a sbalzo costruito in corrispondenza al piano sottostante. In corrispondenza ai luoghi di
transito o stazionamento deve essere sistemato, all'altezza del solaio di copertura del piano terreno, un
impalcato di sicurezza (mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall'alto.
Riferimenti Normativi:
d)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 129.
Nelle lavorazioni: Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Esecutive:
Le aperture lasciate nei solai (vani ascensori, cavedi, ecc.) devono essere protette al momento stesso del
disarmo, per evitare cadute di persone attraverso le medesime.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Riferimenti Normativi:
e)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 146.
Nelle lavorazioni: Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione;
Prescrizioni Esecutive:
Deve provvedersi a proteggere le rampe di scale fin dalla fase della loro armatura; i parapetti dovranno essere
rifatti subito dopo il disarmo e mantenuti fino alla posa in opera delle ringhiere definitive.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 146.
RISCHIO: "Caduta di materiale dall'alto o a livello"
Descrizione del Rischio:
Lesioni causate dall'investimento di masse cadute dall'alto, durante le operazioni di trasporto di materiali o per caduta degli
stessi da opere provvisionali, o a livello, a seguito di demolizioni mediante esplosivo o a spinta da parte di materiali
frantumati proiettati a distanza.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Smobilizzo del cantiere;
Prescrizioni Esecutive:
Addetti all'imbracatura: verifica imbraco. Gli addetti, prima di consentire l'inizio della manovra di
sollevamento devono verificare che il carico sia stato imbracato correttamente.
Addetti all'imbracatura: manovre di sollevamento del carico. Durante il sollevamento del carico, gli
addetti devono accompagnarlo fuori dalla zona di interferenza con attrezzature, ostacoli o materiali
eventualmente presenti, solo per lo stretto necessario.
Addetti all'imbracatura: allontanamento. Gli addetti all'imbracatura ed aggancio del carico, devono
allontanarsi al più presto dalla sua traiettoria durante la fase di sollevamento.
Addetti all'imbracatura: attesa del carico. E' vietato sostare in attesa sotto la traiettoria del carico.
Addetti all'imbracatura: conduzione del carico in arrivo. E' consentito avvicinarsi al carico in arrivo, per
pilotarlo fuori dalla zona di interferenza con eventuali ostacoli presenti, solo quando questo è giunto quasi al suo
piano di destinazione.
Addetti all'imbracatura: sgancio del carico. Prima di sganciare il carico dall'apparecchio di sollevamento,
bisognerà accertarsi preventivamente della stabilità del carico stesso.
Addetti all'imbracatura: rilascio del gancio. Dopo aver comandato la manovra di richiamo del gancio da
parte dell'apparecchio di sollevamento, esso non va semplicemente rilasciato, ma accompagnato fuori dalla
zona impegnata da attrezzature o materiali, per evitare agganci accidentali.
RISCHIO: "Inalazione polveri, fibre"
Descrizione del Rischio:
Lesioni all'apparato respiratorio ed in generale alla salute del lavoratore derivanti dall'esposizione per l'impiego diretto di
materiali in grana minuta, in polvere o in fibrosi e/o derivanti da lavorazioni o operazioni che ne comportano l'emissione.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi
meccanici; Demolizione di solette in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
Demolizioni: inumidimento materiali. Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il
sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta.
Demolizioni: materiali contenenti amianto. Prima di procedere alla demolizione del manufatto accertarsi
che lo stesso non presenti materiali contenenti amianto, ed eventualmente procedere alla loro eliminazione
preventiva in conformità a quanto disposto dal D.M. Sanità del 6.09.1994.
Demolizioni: stoccaggio ed evacuazione detriti. Curare che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle
macerie avvengano correttamente.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 96; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 153.
RISCHIO: "Incendi, esplosioni"
Descrizione del Rischio:
Lesioni provocate da incendi e/o esplosioni a seguito di lavorazioni in presenza o in prossimità di materiali, sostanze o
prodotti infiammabili.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Scavo eseguito a mano; Scavo di sbancamento; Rinterro di scavo;
Risezionamento del profilo del terreno; Scavo a sezione obbligata;
Prescrizioni Esecutive:
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Assicurarsi che nella zona di lavoro non vi siano cavi, tubazioni, ecc. interrate interessate dal passaggio di
corrente elettrica, gas, acqua, ecc.
RISCHIO: "Investimento, ribaltamento"
Descrizione del Rischio:
Lesioni causate dall'investimento ad opera di macchine operatrici o conseguenti al ribaltamento delle stesse.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Allestimento di cantiere temporaneo;
Prescrizioni Esecutive:
Indumenti da lavoro ad alta visibilità, per tutti gli operatori impegnati nei lavori stradali o che operano in zone
con forte flusso di mezzi d'opera.
RISCHIO: "Punture, tagli, abrasioni"
Descrizione del Rischio:
Lesioni per punture, tagli, abrasioni di parte del corpo per contatto accidentale dell'operatore con elementi taglienti o
pungenti o comunque capaci di procurare lesioni.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture in fondazione; Lavorazione
e posa ferri di armatura per muri di sostegno in c.a.; Lavorazione e posa ferri di armatura per le
strutture in elevazione;
Prescrizioni Esecutive:
I ferri d'attesa sporgenti vanno adeguatamente segnalati e protetti con nastro colorato e/o mediante tavole
legate provvisoriamente agli stessi.
RISCHIO: Rumore per "Carpentiere o aiuto carpentiere"
Descrizione del Rischio:
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 149 del C.P.T. Torino
(Costruzioni stradali in genere - Nuove costruzioni (Opere d'arte)).
Fascia di appartenenza:
Sulla settimana di maggiore esposizione è "Uguale a 85 dB(A)"; sull’attività di tutto il cantiere è "Uguale a 85 dB(A)".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per
sottoservizi in c.a.;
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. La sorveglianza sanitaria e' estesa ai lavoratori esposti a livelli
superiori ai valori inferiori di azione (Lex > 80 dB(A)) e minori o uguali ai valori superiori di azione (Lex <= 85
dB(A)), su loro richiesta e qualora il medico competente ne conferma l'opportunità.
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori
di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare
riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse
le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei
valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni ,misurazioni o calcoli dei
livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f)
alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di
protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo
le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore
esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che
emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro
conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c)
progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull’uso
corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure
tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti
realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle
attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità
dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo
messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro
scopo e le loro condizioni di utilizzo.
Programma di misure tecniche e organizzative. Elaborazione ed applicazione di un programma di misure
tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore, considerando in particolare le misure di
prevenzione e protezione sopra elencate.
Dispositivi di protezione individuale:
Uso dei Dispositivi di protezione individuale. Durante le seguenti attività e con le rispettive indicazioni in
merito alla protezione dell’udito i lavoratori sono forniti di specifici DPI dell’udito:
1) Getti con vibrazione (utilizzo vibratore per cls) (A108), protezione dell'udito Obbligatoria, DPI dell’udito eeee
(valore di attenuazione 12 dB(A)).
2) Disarmo (A109), protezione dell'udito Obbligatoria, DPI dell’udito eeee (valore di attenuazione 12 dB(A)).
Si prevede per i lavoratori adeguato addestramento sull’uso dei dispositivi dell’udito (art. 77 comma 5 del D.Lgs.
9 aprile 2008 n.81).
RISCHIO: Rumore per "Carpentiere"
Descrizione del Rischio:
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 81 del C.P.T. Torino
(Costruzioni edili in genere - Ristrutturazioni).
Fascia di appartenenza:
Sulla settimana di maggiore esposizione è "Superiore a 85 dB(A)"; sull’attività di tutto il cantiere è "Superiore a 85 dB(A)".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione; Getto in
calcestruzzo per le strutture in elevazione;
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. I lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di
azione (Lex > 85 dB(A) sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza e' effettuata dal medico
competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai
rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con
provvedimento motivato, puo' disporre contenuti e periodicita' della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti
dal medico competente.
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori
di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare
riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse
le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei
valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni ,misurazioni o calcoli dei
livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f)
alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di
protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo
le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore
esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che
emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro
conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c)
progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull’uso
corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure
tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti
realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle
attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore
mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità
dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo
messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro
scopo e le loro condizioni di utilizzo.
Programma di misure tecniche e organizzative. Elaborazione ed applicazione di un programma di misure
tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore, considerando in particolare le misure di
prevenzione e protezione sopra elencate.
Segnalazione e delimitazione zone ad elevata rumorosità. I luoghi di lavoro dove i lavoratori sono
esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione sono indicati da appositi segnali. Dette aree sono
inoltre delimitate e l'accesso alle stesse è limitato, ove ciò sia tecnicamente possibile e giustificato dal rischio di
esposizione.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Dispositivi di protezione individuale:
Uso dei Dispositivi di protezione individuale. Durante le seguenti attività e con le rispettive indicazioni in
merito alla protezione dell’udito i lavoratori sono forniti di specifici DPI dell’udito:
1) Casserature (A51), protezione dell'udito Obbligatoria, DPI dell’udito Generico (cuffie o inserti) (valore di
attenuazione 12 dB(A)).
2) Utilizzo sega circolare (B591), protezione dell'udito Obbligatoria, DPI dell’udito Generico (cuffie o inserti)
(valore di attenuazione 12 dB(A)).
Si prevede per i lavoratori adeguato addestramento sull’uso dei dispositivi dell’udito (art. 77 comma 5 del D.Lgs.
9 aprile 2008 n.81).
RISCHIO: Rumore per "Ferraiolo o aiuto ferraiolo"
Descrizione del Rischio:
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 150 del C.P.T. Torino
(Costruzioni stradali in genere - Nuove costruzioni (Opere d'arte)).
Fascia di appartenenza:
Sulla settimana di maggiore esposizione è "Uguale a 80 dB(A)"; sull’attività di tutto il cantiere è "Uguale a 80 dB(A)".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a.; Lavorazione e posa
ferri di armatura per le strutture in elevazione;
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori
di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare
riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse
le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei
valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni ,misurazioni o calcoli dei
livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f)
alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di
protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo
le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore
esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che
emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro
conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c)
progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull’uso
corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure
tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti
realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle
attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore
mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità
dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo
messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro
scopo e le loro condizioni di utilizzo.
RISCHIO: Rumore per "Idraulico"
Descrizione del Rischio:
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 91 del C.P.T. Torino
(Costruzioni edili in genere - Ristrutturazioni).
Fascia di appartenenza:
Sulla settimana di maggiore esposizione è "Uguale a 80 dB(A)"; sull’attività di tutto il cantiere è "Inferiore a 80 dB(A)".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Posa di conduttura idrica;
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori
di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare
riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse
le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei
valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni ,misurazioni o calcoli dei
livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f)
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di
protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo
le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore
esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che
emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro
conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c)
progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull’uso
corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure
tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti
realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle
attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore
mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità
dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo
messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro
scopo e le loro condizioni di utilizzo.
RISCHIO: Rumore per "Operaio comune polivalente"
Descrizione del Rischio:
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 279 del C.P.T. Torino
(Demolizioni - Demolizioni manuali).
Fascia di appartenenza:
Sulla settimana di maggiore esposizione è "Superiore a 85 dB(A)"; sull’attività di tutto il cantiere è "Superiore a 85 dB(A)".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi
meccanici; Demolizione di solette in c.a.;
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. I lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di
azione (Lex > 85 dB(A) sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza e' effettuata dal medico
competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai
rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con
provvedimento motivato, puo' disporre contenuti e periodicita' della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti
dal medico competente.
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori
di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare
riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse
le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei
valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni ,misurazioni o calcoli dei
livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f)
alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di
protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo
le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore
esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che
emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro
conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c)
progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull’uso
corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure
tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti
realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle
attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore
mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità
dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo
messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro
scopo e le loro condizioni di utilizzo.
Programma di misure tecniche e organizzative. Elaborazione ed applicazione di un programma di misure
tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore, considerando in particolare le misure di
prevenzione e protezione sopra elencate.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Segnalazione e delimitazione zone ad elevata rumorosità. I luoghi di lavoro dove i lavoratori sono
esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione sono indicati da appositi segnali. Dette aree sono
inoltre delimitate e l'accesso alle stesse è limitato, ove ciò sia tecnicamente possibile e giustificato dal rischio di
esposizione.
Dispositivi di protezione individuale:
Uso dei Dispositivi di protezione individuale. Durante le seguenti attività e con le rispettive indicazioni in
merito alla protezione dell’udito i lavoratori sono forniti di specifici DPI dell’udito:
1) Demolizioni con martello demolitore e compressore (B385), protezione dell'udito Obbligatoria, DPI dell’udito
Generico (cuffie o inserti) (valore di attenuazione 20 dB(A)).
2) Demolizioni con attrezzi manuali (A201), protezione dell'udito Obbligatoria, DPI dell’udito Generico (cuffie o
inserti) (valore di attenuazione 12 dB(A)).
3) Movimentazione materiale e scarico macerie (A203), protezione dell'udito Obbligatoria, DPI dell’udito
Generico (cuffie o inserti) (valore di attenuazione 12 dB(A)).
Si prevede per i lavoratori adeguato addestramento sull’uso dei dispositivi dell’udito (art. 77 comma 5 del D.Lgs.
9 aprile 2008 n.81).
RISCHIO: Rumore per "Operaio polivalente"
Descrizione del Rischio:
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 49.1 del C.P.T. Torino
(Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni).
Fascia di appartenenza:
Sulla settimana di maggiore esposizione è "Compresa tra 80 e 85 dB(A)"; sull’attività di tutto il cantiere è "Compresa tra
80 e 85 dB(A)".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Smobilizzo del cantiere;
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. La sorveglianza sanitaria e' estesa ai lavoratori esposti a livelli
superiori ai valori inferiori di azione (Lex > 80 dB(A)) e minori o uguali ai valori superiori di azione (Lex <= 85
dB(A)), su loro richiesta e qualora il medico competente ne conferma l'opportunità.
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori
di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare
riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse
le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei
valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni ,misurazioni o calcoli dei
livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f)
alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di
protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo
le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore
esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che
emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro
conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c)
progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull’uso
corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure
tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti
realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle
attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore
mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità
dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo
messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro
scopo e le loro condizioni di utilizzo.
Programma di misure tecniche e organizzative. Elaborazione ed applicazione di un programma di misure
tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore, considerando in particolare le misure di
prevenzione e protezione sopra elencate.
Dispositivi di protezione individuale:
Uso dei Dispositivi di protezione individuale. Durante le seguenti attività e con le rispettive indicazioni in
merito alla protezione dell’udito i lavoratori sono forniti di specifici DPI dell’udito:
1) Posa manufatti (serramenti, ringhiere, sanitari, corpi radianti) (A33), protezione dell'udito Facoltativa, DPI
dell’udito Generico (cuffie o inserti) (valore di attenuazione 12 dB(A)).
Si prevede per i lavoratori adeguato addestramento sull’uso dei dispositivi dell’udito (art. 77 comma 5 del D.Lgs.
9 aprile 2008 n.81).
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
RISCHIO: "Scivolamenti, cadute a livello"
Descrizione del Rischio:
Lesioni a causa di scivolamenti e cadute sul piano di lavoro, provocati da presenza di grasso o sporco sui punti di appiglio
e/o da cattive condizioni del posto di lavoro o della viabilità pedonale e/o dalla cattiva luminosità degli ambienti di lavoro.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Posa di conduttura idrica;
Prescrizioni Esecutive:
Il ciglio del fronte di scavo dovrà essere reso inaccessibile mediante barriere mobili, posizionate ad opportuna
distanza di sicurezza e spostabili con l'avanzare del fronte dello scavo stesso. Dovrà provvedersi, inoltre, a
segnalare la presenza dello scavo con opportuni cartelli. A scavo ultimato, tali barriere mobili provvisorie
dovranno essere sostituite da regolari parapetti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 118.
RISCHIO: "Seppellimento, sprofondamento"
Descrizione del Rischio:
Seppellimento e sprofondamento a seguito di slittamenti, frane, crolli o cedimenti nelle operazioni di scavi all'aperto o in
sotterraneo, di demolizione, di manutenzione o pulizia all'interno di silos, serbatoi o depositi, di disarmo delle opere in c.a.,
di stoccaggio dei materiali, e altre.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Scavo eseguito a mano;
Prescrizioni Organizzative:
Scavi: armature del fronte. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di
infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere
provveduto all'armatura o al consolidamento del terreno.
Prescrizioni Esecutive:
Scavi manuali: pendenza del fronte. Negli scavi eseguiti manualmente, le pareti del fronte devono avere
una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti.
Scavi manuali: tecnica di scavo per h > 1,50 m. Quando la parete del fronte di attacco dello scavo supera
l'altezza di m 1,50, è vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento
della parete. In tali casi si potrà procedere dall'alto verso il basso realizzando una gradonatura con pareti di
pendenza adeguata.
Riferimenti Normativi:
b)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 119.
Nelle lavorazioni: Scavo eseguito a mano; Scavo di sbancamento; Rinterro di scavo;
Risezionamento del profilo del terreno; Scavo a sezione obbligata;
Prescrizioni Esecutive:
E' vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi. Qualora tali depositi siano necessari per le
condizioni del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature.
Riferimenti Normativi:
c)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 120.
Nelle lavorazioni: Scavo di sbancamento;
Prescrizioni Organizzative:
Scavi: armature del fronte. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di
infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere
provveduto all'armatura o al consolidamento del terreno.
Riferimenti Normativi:
d)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 119.
Nelle lavorazioni: Rinterro di scavo;
Prescrizioni Esecutive:
Nei lavori di rinterro con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai, oltre che nel campo di
azione dell'escavatore, anche alla base dello scavo.
e)
Nelle lavorazioni: Risezionamento del profilo del terreno;
Prescrizioni Organizzative:
Scavi: armature del fronte. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di
infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere
provveduto all'armatura o al consolidamento del terreno.
Prescrizioni Esecutive:
Scavi manuali: pendenza del fronte. Negli scavi eseguiti manualmente, le pareti del fronte devono avere
una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti.
Scavi manuali: tecnica di scavo per h > 1,50 m. Quando la parete del fronte di attacco dello scavo supera
l'altezza di m 1,50, è vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
della parete. In tali casi si potrà procedere dall'alto verso il basso realizzando una gradonatura con pareti di
pendenza adeguata.
Riferimenti Normativi:
f)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 119.
Nelle lavorazioni: Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi
meccanici;
Prescrizioni Organizzative:
Demolizioni: programma dei lavori. La successione dei lavori deve risultare da apposito programma
contenuto nel POS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC, ove previsto, che deve essere tenuto a
disposizione degli organi di vigilanza.
Demolizioni: successione dei lavori. I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine
dall'alto verso il basso e devono essere condotti in maniera da non pregiudicare la stabilità delle strutture
portanti o di collegamento e di quelle eventuali adiacenti, ricorrendo, ove occorra, al loro preventivo
puntellamento.
Demolizioni: rafforzamenti delle strutture. Prima dell'inizio di lavori di demolizione è fatto obbligo di
procedere alla verifica delle condizioni di conservazione e di stabilità delle varie strutture da demolire. In
relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere di rafforzamento e di puntellamento
necessarie ad evitare che, durante la demolizione, si verifichino crolli intempestivi.
Demolizioni: rovesciamento. Salvo l'osservanza delle leggi e dei regolamenti speciali e locali, la demolizione
di parti di strutture aventi altezza sul terreno non superiore a m 5 può essere effettuata mediante
rovesciamento per trazione o per spinta. La trazione o la spinta deve essere esercitata in modo graduale e
senza strappi e deve essere eseguita soltanto su elementi di struttura opportunamente isolati dal resto del
fabbricato in demolizione in modo da non determinare crolli intempestivi o non previsti di altre parti. Devono
inoltre essere adottate le precauzioni necessarie per la sicurezza del lavoro quali: trazione da distanza non
minore di una volta e mezzo l'altezza del muro o della struttura da abbattere e allontanamento degli operai dalla
zona interessata. Il rovesciamento per spinta può essere effettuato con martinetti solo per opere di altezza non
superiore a m 3, con l'ausilio di puntelli sussidiari contro il ritorno degli elementi smossi. Deve essere evitato in
ogni caso che per lo scuotimento del terreno in seguito alla caduta delle strutture o di grossi blocchi possano
derivare danni o lesioni agli edifici vicini o ad opere adiacenti pericolosi ai lavoratori addetti ivi.
Demolizioni: scalzamento alla base. Si può procedere allo scalzamento dell'opera da abbattere per
facilitarne la caduta soltanto quando essa sia stata adeguatamente puntellata; la successiva rimozione dei
puntelli deve essere eseguita a distanza a mezzo di funi.
Riferimenti Normativi:
g)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 150; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 151; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 155.
Nelle lavorazioni: Scavo a sezione obbligata;
Prescrizioni Organizzative:
Scavi in trincea, pozzi, cunicoli: armature di sostegno. Nello scavo di pozzi e di trincee profondi più di m
1,50, quando la consistenza del terreno non dia sufficiente garanzia di stabilità, anche in relazione alla
pendenza delle pareti, si deve provvedere, man mano che procede lo scavo, all'applicazione delle necessarie
armature di sostegno. Qualora la lavorazione richieda che il lavoratore operi in posizione curva, anche per
periodi di tempo limitati, la suddetta armatura di sostegno dovrà essere posta in opera già da profondità
maggiori od uguali a 1,20 m. Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavi di
almeno cm 30. Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presenti pericolo di distacchi,
devono predisporsi idonee armature per evitare franamenti della volta e delle pareti. Dette armature devono
essere applicate man mano che procede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione può essere effettuata in
relazione al progredire del rivestimento in muratura. Idonee precauzioni e armature devono essere adottate
nelle sottomurazioni e quando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche o manufatti, le cui fondazioni
possano essere scoperte o indebolite dagli scavi.
Scavi in trincea: sbadacchiature vietate. Le pareti inclinate non dovranno essere armate con sbadacchi
orizzontali in quanto i puntelli ed i traversi potrebbero slittare verso l'alto per effetto della spinta del terreno. Si
dovrà verificare che le pareti inclinate abbiano pendenza di sicurezza.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 119.
RISCHIO: Vibrazioni per "Carpentiere o aiuto carpentiere"
Descrizione del Rischio:
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 149 del C.P.T. Torino
(Costruzioni stradali in genere - Nuove costruzioni (Opere d'arte)): a) getto cls con vibrazione (utilizzo vibratore per cls) per
40%.
Fascia di appartenenza:
Mano-Braccio (HAV): "Inferiore a 2,5 m/s²"; Corpo Intero (WBV): "Non presente".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per
sottoservizi in c.a.;
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi derivanti
da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione adeguata
con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dalle
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di
esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni
,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti negativi
dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria
e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione alle vibrazioni; g)
all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie
all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non
superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi, per le
vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le vibrazioni
trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
Acquisto di nuove attrezzature o macchine condotte a mano. Il datore di lavoro privilegia, all'atto
dell'acquisto di nuove attrezzature o macchine condotte a mano, quelle che espongono a minori livelli di
vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 5 m/s².
RISCHIO: Vibrazioni per "Operaio comune polivalente"
Descrizione del Rischio:
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 279 del C.P.T. Torino
(Demolizioni - Demolizioni manuali): a) demolizioni con martello demolitore pneumatico per 10%.
Fascia di appartenenza:
Mano-Braccio (HAV): "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"; Corpo Intero (WBV): "Non presente".
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi
meccanici; Demolizione di solette in c.a.;
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d'azione
sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta
l'anno o con periodicita' diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel
documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori in funzione della
valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità
della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi derivanti
da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione adeguata
con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dalle
vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di
esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni
,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti negativi
dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria
e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione alle vibrazioni; g)
all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie
all'uso.
Formazione e addestramento uso DPI. Il datore di lavoro assicura una formazione adeguata e organizza,
se necessario, uno specifico addestramento circa l'uso corretto e l'utilizzo pratico dei DPI.
Formazione specifica uso macchina/attrezzo. Il datore di lavoro, quando sono superati i valori d'azione,
assicura una formazione adeguata e organizza uno specifico addestramento circa l'uso corretto e sicuro delle
macchine e/o attrezzature di lavoro, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche.
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non
superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi, per le
vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le vibrazioni
trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
Acquisto di nuove attrezzature o macchine condotte a mano. Il datore di lavoro privilegia, all'atto
dell'acquisto di nuove attrezzature o macchine condotte a mano, quelle che espongono a minori livelli di
vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 5 m/s².
Adozione di metodi di lavoro. Il datore di lavoro adotta i cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di
esposizione a vibrazione a periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazione.
Adozione di sistemi di lavoro. Il datore di lavoro adotta sistemi di lavoro ergonomici che consentano di
ridurre al minimo la forza di prensione o spinta da applicare all'utensile.
Manutenzione attrezzi o macchine condotte a mano. Il datore di lavoro adotta un programma di
manutenzione regolare e periodico degli attrezzi o macchine condotte a mano.
Utilizzo corretto di attrezzi o macchine condotte a mano. I lavoratori devono applicare le modalità
corrette di prensione e di impugnatura delle attrezzature o macchine condotte a mano in conformità alla
formazione ricevuta.
Procedure di lavoro e esercizi alle mani. I lavoratori devono assicurarsi di avere le mani riscaldate prima e
durante il turno di lavoro ed effettuare esercizi e massaggi alle mani durante le pause di lavoro in conformità
alla formazione ricevuta.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Dispositivi di protezione individuale:
Fornitura di indumenti per la protezione dal freddo e l'umidità. Il datore di lavoro fornisce, ai lavoratori
esposti alle vibrazioni, indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità.
Fornitura di DPI (guanti antivibranti). Il datore di lavoro fornisce, ai lavoratori esposti alle vibrazioni,
guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio.
Fornitura di DPI (maniglie antivibranti). Il datore di lavoro fornisce, ai lavoratori esposti alle vibrazioni,
maniglie che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
ATTREZZATURE utilizzate nelle Lavorazioni
Elenco degli attrezzi:
1)
Andatoie e Passerelle;
2)
Attrezzi manuali;
3)
Cannello per saldatura ossiacetilenica;
4)
Centralina idraulica a motore;
5)
Gruppo elettrogeno;
6)
Ponteggio metallico fisso;
7)
Scala semplice;
8)
Smerigliatrice angolare (flessibile);
9)
Trapano elettrico;
10) Vibratore elettrico per calcestruzzo.
Andatoie e Passerelle
Le andatoie e le passerelle sono delle opere provvisionali che vengono predisposte per consentire il collegamento di posti di
lavoro collocati a quote differenti o separati da vuoti, come nel caso di scavi in trincea o ponteggi.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Caduta dall'alto;
2) Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Andatoie e Passerelle: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Modalità d'utilizzo: 1) Controllare la stabilità, solidità e completezza dell'andatoia o passerella, rivolgendo
particolare attenzione al tavolato di calpestio ed ai parapetti; 2) Evitare di sovraccaricare l'andatoia o
passerella; 3) Ogni anomalia o instabilità dell'andatoia o passerella, andrà tempestivamente segnalata al
preposto e/o al datore di lavoro.
Principali modalità di posa in opera: 1) Le andatoie o passerelle devono avere larghezza non inferiore a m
0.60 se destinate al solo passaggio dei lavoratori, a m 1.20 se destinate anche al trasporto dei materiali; 2) La
pendenza non deve essere superiore al 50%; 3) Per andatoie lunghe, la passarella dovrà esser interrotta da
pianerottoli di riposo; 4) Sul calpestio delle andatoie e passarelle, andranno fissati listelli trasversali a distanza
non superiore al passo di un uomo carico; 5) I lati delle andatoie e passerelle prospicienti il vuoto, dovranno
essere munite di normali parapetti e tavole fermapiede; 6) Qualora le andatoie e passerelle costituiscano un
passaggio stabile non provvisorio e sussista la possibilità di caduta di materiali dall'alto, andranno
adeguatamente protette a mezzo di un impalcato di sicurezza.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 130.
DPI: utilizzatore andatoie e passarelle;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b)
guanti; c) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi manuali
Gli attrezzi manuali (picconi, badili, martelli, tenaglie, cazzuole, frattazzi, chiavi, scalpelli, ecc.), presenti in tutte le fasi
lavorative, sono sostanzialmente costituiti da una parte destinata all'impugnatura, in legno o in acciaio, ed un'altra,
variamente conformata, alla specifica funzione svolta.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Punture, tagli, abrasioni;
2) Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Attrezzi manuali: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Accertati del buono stato della parte lavorativa dell'utensile; 2) Assicurati del buono stato
del manico e del suo efficace fissaggio.
Durante l'uso: 1) Utilizza idonei paracolpi quando utilizzi punte e/o scalpelli; 2) Quando si utilizzano attrezzi
ad impatto, provvedi ad allontanare adeguatamente terzi presenti; 3) Assumi una posizione stabile e corretta;
4) Evita di abbandonare gli attrezzi nei passaggi (in particolare se sopraelevati), provvedendo a riporli negli
appositi contenitori.
Dopo l'uso: 1) Riponi correttamente l'utensile, verificandone lo stato di usura.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6.
DPI: utilizzatore attrezzi manuali;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) occhiali; d) guanti.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Cannello per saldatura ossiacetilenica
Usato essenzialmente per operazioni di saldatura o taglio ossiacetilenico di parti metalliche.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Inalazione fumi, gas, vapori;
2) Incendi, esplosioni;
3) Radiazioni non ionizzanti;
4) Urti, colpi, impatti, compressioni;
5) Ustioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Cannello per saldatura ossiacetilenica: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Assicurarsi del buono stato delle tubazioni di adduzione al cannello, evitando di realizzare
qualsiasi riparazione di fortuna ma sostituendo le tubazioni se ammalorate; 2) Accertati che le tubazioni siano
disposte in curve ampie, lontano dai punti di passaggio e/o proteggendole da calpestio, scintille, fonti di calore
e dal contatto con attrezzature o rottami taglienti; 3) Accertati del buono stato delle connessioni (bomboletubazioni; tubazioni-cannello, ecc.); 4) Assicurati della funzionalità dei riduttori di pressione e dei manometri;
5) Accertati del buon funzionamento dei dispositivi di sicurezza contro il ritorno di fiamma, in prossimità
dell'impugnatura, dopo i riduttori di pressione e sulle tubazioni, se di lunghezza superiore a m. 5; 6) Ricordati
di movimentare gli apparecchi mobili di saldatura ossiacetilenica, soltanto mediante gli appositi carrelli
portabombole, assicurandoti che siano muniti di efficienti vincoli per le bombole (catenelle fermabombole, ecc.);
7) Accertati che i carrelli portabombole siano collocati in modo da garantirne la stabilità; 8) Assicurati
dell'assenza di gas o materiali infiammabili nell'ambiente nel quale si effettuano gli interventi; 9) Evita di
effettuare lavori di saldatura o taglio acetilenico su recipienti chiusi o che contengano o abbiano contenuto
vernici, solventi o altre sostanze infiammabili; 10) Assicurati della presenza di un efficace sistema di
aspirazione dei fumi e/o di ventilazione in caso di lavorazioni svolte in ambienti confinati.
Durante l'uso: 1) Accertati della presenza, in prossimità del luogo di lavoro, di un estintore; 2) Evita
assolutamente di lasciare fiamme libere incustodite; 3) Proteggi le bombole dall'esposizione solare e/o da fonti
di calore; 4) Durante le pause di lavoro, provvedi a spegnere la fiamma e ad interrompere il flusso del gas,
chiudendo le apposite valvole; 5) Evita assolutamente di utilizzare la fiamma libera in prossimità delle bombole
e/o tubazioni; 6) Evita assolutamente di piegare le tubazioni per interrompere l'afflusso di gas; 7) Evita di
sottoporre a trazione le tubazioni di alimentazione; 8) Provvedi ad accendere il cannello utilizzando gli appositi
accenditori, senza mai usare modalità di fortuna, come fiammiferi, torce di carta, ecc.; 9) Informa
tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi
durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Provvedi a spegnere la fiamma, chiudendo le valvole d'afflusso del gas; 2) Provvedi a
svuotare le tubazioni, agendo su una tubazione per volta; 3) Provvedi a riporre le apparecchiature in luoghi
aerati, lontani dagli agenti atmosferici e da sorgenti di calore; 4) Assicurati che le bombole siano stoccate in
posizione verticale, e ricordati che è assolutamente vietato realizzare depositi di combustibili in locali sotterranei.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
DPI: utilizzatore cannello per saldatura ossiacetilenica;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b)
occhiali; c) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); d) guanti; e) grembiule per saldatore;
f) indumenti protettivi (tute).
Centralina idraulica a motore
Centralina idraulica a motore per l'azionamento di utensili idraulici.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Cesoiamenti, stritolamenti;
2) Inalazione fumi, gas, vapori;
3) Scoppio;
4) Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Centralina idraulica a motore: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Accertarsi dell'integrità e dell'efficacia del rivestimento fonoassorbente; 2) Accertati
dell'integrità dei tubi e delle connessioni dell'impianto idraulico; 3) Accertati che sulla centralina idraulica, e/o
immediatamente a valle della mandata, sia presente un efficiente manometro per il controllo della pressione
idraulica; 4) Assicurati che la macchina sia posizionata in luoghi sufficientemente aerati e che le tubazioni di
allontanamento dei gas di scarico non interferiscano con prese d'aria di altre macchine o di impianti di
condizionamento; 5) Delimita l'area di lavoro esposta a livello di rumorosità elevato.
Durante l'uso: 1) Provvedi a verificare frequentemente l'integrità dei tubi e delle connessioni dell'impianto
idraulico; 2) Qualora dovesse essere necessario intervenire su parti dell'impianto idraulico, adoperati
preventivamente per azzerare la pressione nell'impianto stesso; 3) Durante i rifornimenti, spegni il motore,
evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza della macchina; 4) Informa
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi
durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver chiuso il rubinetto del carburante; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione
e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto e sempre dopo esserti accertato che il
motore sia spento e non riavviabile da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
DPI: utilizzatore centralina idraulica a motore;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b)
occhiali; c) otoprotettori; d) guanti; e) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); f)
indumenti protettivi (tute).
Gruppo elettrogeno
Macchina alimentata da un motore a scoppio destinata alla produzione di energia elettrica per l'alimentazione di attrezzature
ed utensili del cantiere.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Elettrocuzione;
2) Inalazione fumi, gas, vapori;
3) Incendi, esplosioni;
4) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Gruppo elettrogeno: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Ricordati di posizionare il gruppo elettrogeno all'aperto o in luoghi aerati, tali da consentire
lo smaltimento delle emissioni di scarico del motore; 2) Accertati del buono stato degli organi di scarico dei gas
combusti e dei relativi attacchi al gruppo elettrogeno; 3) Accertati che il luogo di scarico dei gas combusti sia
posto a conveniente distanza da prese di aspirazione d'aria di altre macchine o aria condizionata; 4) Accertati
che il gruppo elettrogeno sia opportunamente distanziato dalle postazioni di lavoro; 5) Accertati della stabilità
della macchina; 6) Accertati di aver collegato il gruppo elettrogeno all'impianto di terra del cantiere; 7)
Assicurati che il gruppo elettrogeno sia dotato di interruttore di protezione: in sua assenza gli attrezzi utilizzatori
dovranno essere alimentati interponendo un quadro elettrico a norma; 8) Accertati del buon funzionamento
dell'interruttore di comando e di protezione; 9) Controlla la presenza ed il buono stato della protezione
sovrastante il posto di manovra (tettoia).
Durante l'uso: 1) Delimita l'area di lavoro esposta a livello di rumorosità elevato; 2) Evita assolutamente di
aprire o rimuovere gli sportelli e/o gli schermi fonoisolanti; 3) Accertati che non vi siano perdite o trasudamenti
di carburante; 4) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme
libere in adiacenza della macchina; 5) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di
malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver staccato l'interruttore e spento il motore; 2) Effettua tutte le operazioni di
revisione e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto e sempre dopo esserti accertato
che il motore sia spento e non riavviabile da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008
n.81, Allegato 6.
DPI: utilizzatore gruppo elettrogeno;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b)
otoprotettori; c) guanti; d) indumenti protettivi (tute).
Scala semplice
La scala semplice è un'attrezzatura di lavoro costituita da due montanti paralleli, collegati tra loro da una serie di pioli
trasversali incastrati e distanziati in egual misura. Viene adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere
temporaneo a quote non altrimenti raggiungibili: discesa in scavi o pozzi, salita su opere provvisionali, opere di finitura ed
impiantistiche.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Caduta dall'alto;
2) Movimentazione manuale dei carichi;
3) Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Scala semplice: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Modalità d'utilizzo: 1) Evita assolutamente di utilizzare scale metalliche per effettuare interventi su elementi
in tensione; 2) Il trasporto a mano di pesi su una scala a pioli non deve precludere una presa sicura; 3) Evita di
salire sull'ultimo gradino o piolo della scala; 4) Sia nella salita che nella discesa, utilizza la scala sempre
rivolgendoti verso di essa; 5) Ricordati che non è consentita la contemporanea presenza di più lavoratori sulla
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scala; 6) Nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala quando se ne effettua lo spostamento laterale; 7) Durante
l'esecuzione dei lavori, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza della scala.
Principali modalità di posa in opera: 1) Quando l'uso della scala, per la loro altezza o per altre cause,
comporti pericolo di sbandamento, esse devono essere adeguatamente assicurate o trattenute al piede da altra
persona; 2) Le scale a pioli portatili devono poggiare su un supporto stabile, resistente, di dimensioni adeguate
e immobile, in modo da garantire la posizione orizzontale dei pioli; 3) Lo scivolamento del piede delle scale a
pioli portatili, durante il loro uso, deve essere impedito con fissaggio della parte superiore o inferiore dei
montanti, o con qualsiasi dispositivo antiscivolo, o ricorrendo a qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente;
4) Le scale a pioli usate per l'accesso devono essere tali da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, a
meno che altri dispositivi garantiscono una presa sicura; 5) Le scale a pioli composte da più elementi innestabili
o a sfilo devono essere utilizzate in modo da assicurare il fermo reciproco dei vari elementi; 6) Le scale a mano
usate per l'accesso ai vari piani dei ponteggi e delle impalcature non devono essere poste l'una in prosecuzione
dell'altra; 7) Le scale a mano usate per l'accesso ai vari piani dei ponteggi e delle impalcature non devono
essere poste l'una in prosecuzione dell'altra; 8) La lunghezza delle scale a mano deve essere tale che i montanti
sporgano di almeno un metro oltre il piano di accesso, anche ricorrendo al prolungamento di un solo montante,
purché fissato con legatura di reggetta o sistemi equivalenti. 9) La scala dovrà posizionarsi con un'inclinazione
tale che la sua proiezione sull'orizzontale sia all'incirca pari ad 1/4 della sua lunghezza (75°).
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 113.
DPI: utilizzatore scala semplice;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) guanti.
Smerigliatrice angolare (flessibile)
La smerigliatrice angolare a disco o a squadra, più conosciuta come mola a disco o flessibile o flex, è un utensile portatile
che reca un disco ruotante la cui funzione è, a seconda del tipo di disco (abrasivo o diamantato), quella di tagliare,
smussare, lisciare superfici anche estese. Dal punto di vista tipologico le smerigliatrici si differenziano per alimentazione
(elettrica o pneumatica), e funzionamento (le mini smerigliatrici hanno potenza limitata, alto numero di giri e dischi di
diametro che va da i 115 mm ai 125 mm mentre le smerigliatrici hanno potenza maggiore, velocità minore ma montano
dischi di diametro da 180 mm a 230 mm).
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Elettrocuzione;
2) Inalazione polveri, fibre;
3) Punture, tagli, abrasioni;
4) Ustioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Smerigliatrice angolare (flessibile): misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uomo: 1) Assicurati che l'utensile sia a doppio isolamento (220V) non collegato a terra; assicurati
del corretto funzionamento dei dispositivi di comando (pulsanti e dispositivi di arresto) accertandoti, in special
modo, dell'efficienza del dispositivo "a uomo presente" (automatico ritorno alla posizione di arresto, quando si
rilascia l'impugnatura); 2) Accertati che il cavo di alimentazione e la spina non presentino danneggiamenti,
evitando assolutamente di utilizzare nastri isolanti adesivi per eseguire eventuali riparazioni; 3) Accertati
dell'assenza di materiale infiammabile in prossimità del posto di lavoro; 4) Assicurati che l'elemento su cui
operare non sia in tensione o attraversato da impianti tecnologici attivi; 5) Evita assolutamente di operare tagli
e/o smerigliature su contenitori o bombole che contengano o abbiano contenuto gas infiammabili o esplosivi o
altre sostanze in grado di produrre vapori esplosivi; 6) Accertati che le feritoie di raffreddamento, collocate
sull'involucro esterno dell'utensile siano libere da qualsiasi ostruzione; 7) Assicurati del corretto fissaggio del
disco, e della sua idoneità al lavoro da eseguire; 8) Accertati dell'integrità ed efficienza del disco; accertati
dell'integrità e del corretto posizionamento delle protezioni del disco e paraschegge; 9) Provvedi a delimitare la
zona di lavoro, impedendo a chiunque il transito o la sosta; segnala l'area di lavoro esposta a livello di
rumorosità elevato.
Durante l'uso: 1) Utilizza entrambe le mani per tenere saldamente l'attrezzo; 2) Provvedi a bloccare pezzi in
lavorazione, mediante l'uso di morsetti ecc., evitando assolutamente qualsiasi soluzione di fortuna (utilizzo dei
piedi, ecc.); 3) Durante le pause di lavoro, ricordati di interrompere l'alimentazione elettrica; 4) Assicurati che
terzi non possano inavvertitamente riavviare impianti tecnologici (elettricità, gas, acqua, ecc) che interessano la
zona di lavoro; 5) Posizionati in modo stabile prima di dare inizio alle lavorazioni; evita assolutamente di
manomettere le protezioni del disco; 6) Evita assolutamente di compiere operazioni di registrazione,
manutenzione o riparazione su organi in movimento; 7) Evita di toccare il disco al termine del lavoro (taglio
e/o smerigliatura), poiché certamente surriscaldato; 8) Durante la levigatura evita di esercitare forza
sull'attrezzo appoggiandoti al materiale; 9) Al termine delle operazioni di taglio, presta particolare attenzione ai
contraccolpi dovuti al cedimento del materiale; 10) Durante le operazioni di taglio praticate su muri, pavimenti
o altre strutture che possano nascondere cavi elettrici, evita assolutamente di toccare le parti metalliche
dell'utensile; 11) Evita di velocizzare l'arresto del disco utilizzando il pezzo in lavorazione; 12) Informa
tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi
durante il lavoro.
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver interrotto il collegamento elettrico; 2) Effettua tutte le operazioni di
revisione e manutenzione dell'attrezzo secondo quanto indicato nel libretto dopo esserti accertato di aver
sconnesso l'alimentazione elettrica.
Riferimenti Normativi:
2)
D.M. 20 novembre 1968; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III,
Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; CEI 23-34; CEI 23-50; CEI 23-57; CEI 64-8; CEI 107-43.
DPI: utilizzatore smerigliatrice angolare (flessibile);
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) occhiali; d) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); e) otoprotettori; f)
guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi (tute).
Trapano elettrico
Il trapano è un utensile di uso comune, adoperato per praticare fori sia in strutture murarie che in qualsiasi materiale
(legno, metallo, calcestruzzo, ecc.), ad alimentazione prevalentemente elettrica. Esso è costituito essenzialmente da un
motore elettrico, da un giunto meccanico (mandrino) che, accoppiato ad un variatore, produce un moto di rotazione e
percussione, e dalla punta vera e propria. Il moto di percussione può mancare nelle versioni più semplici dell'utensile, così
come quelle più sofisticate possono essere corredate da un dispositivo che permette di invertire il moto della punta.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Elettrocuzione;
2) Inalazione polveri, fibre;
3) Punture, tagli, abrasioni;
4) Ustioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Trapano elettrico: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Assicurati che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima
tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato a terra; 2) Accertati che il cavo di alimentazione e la
spina non presentino danneggiamenti, evitando assolutamente di utilizzare nastri isolanti adesivi per eseguire
eventuali riparazioni; assicurati del corretto funzionamento dell'interruttore;
3) Accertati del buon
funzionamento dell'utensile; 4) Assicurati del corretto fissaggio della punta; 5) Accertati che le feritoie di
raffreddamento, collocate sull'involucro esterno dell'utensile siano libere da qualsiasi ostruzione; assicurati che
l'elemento su cui operare non sia in tensione o attraversato da impianti tecnologici attivi.
Durante l'uso: 1) Durante le pause di lavoro, ricordati di interrompere l'alimentazione elettrica; 2)
Posizionati in modo stabile prima di dare inizio alle lavorazioni; 3) Evita assolutamente di compiere operazioni
di registrazione, manutenzione o riparazione su organi in movimento; 4) Verifica la disposizione dei cavi di
alimentazione affinché non intralcino i posti di lavoro e i passaggi, e non siano soggetti a danneggiamenti
meccanici; 5) Assicurati che terzi non possano inavvertitamente riavviare impianti tecnologici (elettricità, gas,
acqua, ecc) che interessano la zona di lavoro; 6) Durante le operazioni di taglio praticate su muri, pavimenti o
altre strutture che possano nascondere cavi elettrici, evita assolutamente di toccare le parti metalliche
dell'utensile; 7) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che
dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver interrotto il collegamento elettrico; 2) Effettua tutte le operazioni di
revisione e manutenzione dell'attrezzo secondo quanto indicato nel libretto dopo esserti accertato di aver
sconnesso l'alimentazione elettrica.
Riferimenti Normativi:
2)
D.M. 20 novembre 1968; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III,
Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; CEI 23-34; CEI 23-50; CEI 23-57; CEI 64-8; CEI 107-43.
DPI: utilizzatore trapano elettrico;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b)
maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); c) otoprotettori; d) guanti.
Vibratore elettrico per calcestruzzo
Il vibratore elettrico per calcestruzzo è un attrezzo da cantiere per il costipamento del conglomerato cementizio a getto
avvenuto.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1) Elettrocuzione;
2) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Vibratore elettrico per calcestruzzo: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Accertati che i cavi di alimentazione e la spina non presentino danneggiamenti, evitando
assolutamente di utilizzare nastri isolanti adesivi per eseguire eventuali riparazioni; 2) Accertati che i cavi di
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
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alimentazione non intralcino i passaggi e siano posizionati in modo da essere preservati da danneggiamenti; 3)
Assicurati di aver posizionato il trasformatore in un luogo asciutto.
Durante l'uso: 1) Durante le pause di lavoro ricorda di scollegare l'alimentazione elettrica; 2) Assicurati di
essere in posizione stabile prima di iniziare le lavorazioni; 3) Evita di mantenere l'organo lavoratore (cosiddetto
"ago") a lungo fuori dal getto; 4) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di
malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Ricordati di scollegare l'alimentazione elettrica dell'utensile; 2) Accertati di aver pulito con
cura l'attrezzo; 3) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione dell'attrezzo secondo quanto indicato
nel libretto dopo esserti accertato di aver sconnesso l'alimentazione elettrica.
Riferimenti Normativi:
2)
D.M. 20 novembre 1968; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III,
Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; CEI 23-34; CEI 23-50; CEI 23-57; CEI 64-8; CEI 107-43.
DPI: utilizzatore vibratore elettrico per calcestruzzo;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) copricapo; b) calzature di
sicurezza; c) guanti; d) indumenti protettivi (tute).
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
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MACCHINE utilizzate nelle Lavorazioni
Elenco delle macchine:
1)
Autobetoniera;
2)
Autocarro;
3)
Autocarro con braccio;
4)
Autogrù;
5)
Autopompa per cls;
6)
Escavatore;
7)
Pala meccanica.
Autobetoniera
L'autobetoniera è un mezzo d'opera su gomma destinato al trasporto di calcestruzzi dalla centrale di betonaggio fino al
luogo della posa in opera. Essa è costituita essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente ed una
tramoggia rotante destinata al trasporto dei calcestruzzi.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1) Caduta dall'alto;
2) Caduta di materiale dall'alto o a livello;
3) Cesoiamenti, stritolamenti;
4) Getti, schizzi;
5) Inalazione polveri, fibre;
6) Incendi, esplosioni;
7) Investimento, ribaltamento;
8) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
9) Rumore per "Operatore autobetoniera";
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 28 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni).
Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Compresa tra 80 e 85 dB(A)";
sull’attività di tutto il cantiere è "Uguale a 80 dB(A)".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. La sorveglianza sanitaria e' estesa ai lavoratori esposti a livelli
superiori ai valori inferiori di azione (Lex > 80 dB(A)) e minori o uguali ai valori superiori di azione (Lex <=
85 dB(A)), su loro richiesta e qualora il medico competente ne conferma l'opportunità.
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori
inferiori di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con
particolare riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal
rumore, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di
esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni
,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi
dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza
sanitaria e all'obiettivo della stessa; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni
e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al
minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una
minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da
svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori
attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare
l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata
informazione e formazione sull’uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via
aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f)
opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei
sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro
attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di
riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile
con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.
Programma di misure tecniche e organizzative. Elaborazione ed applicazione di un programma di
misure tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore, considerando in particolare le misure
di prevenzione e protezione sopra elencate.
Dispositivi di protezione individuale:
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Uso dei Dispositivi di protezione individuale. Durante le seguenti attività e con le rispettive indicazioni
in merito alla protezione dell’udito i lavoratori sono forniti di specifici DPI dell’udito:
1) Carico materiale (B27), protezione dell'udito Facoltativa, DPI dell’udito Generico (cuffie o inserti) (valore
di attenuazione 12 dB(A)).
Si prevede per i lavoratori adeguato addestramento sull’uso dei dispositivi dell’udito (art. 77 comma 5 del
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81).
10) Scivolamenti, cadute a livello;
11) Urti, colpi, impatti, compressioni;
12) Vibrazioni per "Operatore autobetoniera";
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 28 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) trasporto materiale per 40%.
Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi
derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione
adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio
derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato
dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle
valutazioni ,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti
negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative
indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli
non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi,
per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le
vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove
macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s².
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Autobetoniera: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (acustici e luminosi) e i gruppi ottici di
illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi (con particolare riguardo per i comandi del tamburo e i dispositivi di
blocco in posizione di riposo) e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di guida sia
ottimale; 4) Verifica che siano correttamente disposte tutte le protezioni da organi in movimento (catena di
trasmissione, ruote dentate, ecc.); 5) Controlla, proteggendoti adeguatamente, l'integrità delle tubazioni
dell'impianto oleodinamico; 6) Controlla la stabilità della scaletta; 7) Controlla i percorsi e le aree di manovra
richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati rafforzamenti; 8) Nel cantiere procedi a velocità
moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 9) In prossimità dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo; 10)
Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro; 11) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e,
in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di
gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 12) Se devi effettuare manovre in spazi
ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; 13) Evita, se non
esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 14) Accertati che il mezzo
sia posizionato in maniera da consentire il passaggio pedonale e, comunque, provvedi a delimitare il raggio
d'azione del mezzo; 15) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del mezzo.
Durante l'uso: 1) Accertati, prima di effettuare spostamenti, che il canale di scarico sia ben ancorato al
mezzo; 2) Annuncia l'inizio delle operazioni mediante l'apposito segnalatore acustico; 3) Durante le operazioni
di scarico, sorveglia costantemente il canale per impedirne oscillazioni e contraccolpi; 4) Se presente la benna
di caricamento, mantieniti a distanza di sicurezza durante le manovre di caricamento, impedendo a chiunque di
avvicinarsi; 5) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme
libere in adiacenza del mezzo; 6) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di
malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina (ponendo particolare
attenzione ai freni ed ai pneumatici) secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti
accertato che i motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente; 2) In particolare accertati che i
motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente prima di procedere alla pulizia del tamburo, della
tramoggia e del canale.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; Circolare Ministero del
Lavoro n. 103/80.
DPI: operatore autobetoniera;
Prescrizioni Organizzative:
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) occhiali (se presente il rischio di schizzi); d) otoprotettori; e) guanti; f) indumenti protettivi
(tute).
Attrezzi utilizzati dall'operatore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Autocarro
L'autocarro è una macchina utilizzata per il trasporto di mezzi, materiali da costruzione e/o di risulta da demolizioni o scavi,
ecc., costituita essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente, ed un cassone generalmente
ribaltabile, a mezzo di un sistema oleodinamico.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1) Caduta di materiale dall'alto o a livello;
2) Cesoiamenti, stritolamenti;
3) Inalazione polveri, fibre;
4) Incendi, esplosioni;
5) Investimento, ribaltamento;
6) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
7) Movimentazione manuale dei carichi;
8) Rumore per "Operatore autocarro";
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni).
Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Inferiore a 80 dB(A)"; sull’attività di tutto
il cantiere è "Inferiore a 80 dB(A)".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al
minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una
minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da
svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori
attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare
l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata
informazione e formazione sull’uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via
aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f)
opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei
sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro
attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di
riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile
con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.
9) Scivolamenti, cadute a livello;
10) Urti, colpi, impatti, compressioni;
11) Vibrazioni per "Operatore autocarro";
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo autocarro per 60%.
Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi
derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione
adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio
derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato
dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle
valutazioni ,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti
negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative
indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli
non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi,
per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le
vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove
macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s².
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Autocarro: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (acustici e luminosi) e i gruppi ottici di
illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di
guida sia ottimale; 4) Controlla i percorsi e le aree di manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di
adeguati rafforzamenti; 5) Nel cantiere procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 6) In
prossimità dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo; 7) Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro;
8) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e, in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la
presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee
telefoniche, ecc.); 9) Se devi effettuare manovre in spazi ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi
l'intervento di personale a terra; 10) Evita, se non esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in
prossimità del bordo degli scavi; 11) Accertati che il mezzo sia posizionato in maniera da consentire il
passaggio pedonale e, comunque, provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo; 12) Verifica che non vi
siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del mezzo.
Durante l'uso: 1) Annuncia l'inizio dell'azionamento del ribaltabile mediante l'apposito segnalatore acustico;
2) Impedisci a chiunque di farsi trasportare all'interno del cassone; 3) Evita assolutamente di azionare il
ribaltabile se il mezzo è in posizione inclinata; 4) Nel caricare il cassone poni attenzione a: disporre i carichi in
maniera da non squilibrare il mezzo, vincolarli in modo da impedire spostamenti accidentali durante il trasporto,
non superare l'ingombro ed il carico massimo; 5) Evita sempre di caricare il mezzo oltre le sponde, qualora
vengano movimentati materiali sfusi; 6) Accertati sempre, prima del trasporto, che le sponde siano
correttamente agganciate; 7) Durante le operazioni di carico e scarico scendi dal mezzo se la cabina di guida
non è dotata di roll-bar antischiacciamento; 8) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed
accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza del mezzo; 9) Informa tempestivamente il preposto e/o il
datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina (ponendo particolare
attenzione ai freni ed ai pneumatici) secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti
accertato che i motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
DPI: operatore autocarro;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) guanti; d) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dall'operatore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Autocarro con braccio
Sono propriamente il tipo di gru che vengono applicate agli autocarri per la movimentazione e il successivo trasporto dei
carichi.
Composte da un basamento che viene ancorato ad un controtelaio (interposto tra autocarro e basamento della gru),
basamento che contiene anche il sistema di rotazione che può essere con cremagliera o ralla. Innestata nel basamento a
cremagliera o avvitata alla ralla c'è la colonna sulla cui testa è presente lo snodo nel quale si aggancia il braccio principale,
sospinto dal martinetto ancorato alla base della colonna. La spinta sul braccio principale avviene su perni oppure su bielle e
forcella.
Dal principale, con gli stessi sistemi di snodo, parte il secondario (sollevato anche questo da un pistone) nel quale sono
contenuti gli sfili della gru, ovvero le parti estensibili telescopicamente che consentono di traslare i carichi a maggiore
distanza da quella praticabile dai soli bracci. All'estremità dell'ultimo sfilo viene applicato il gancio. All'estremità dell'ultimo
sfilo del braccio secondario possono essere applicate delle cosiddette prolunghe idrauliche, aventi le stesse caratteristiche di
un terzo braccio che consente di posizionare i carichi in luoghi meno accessibili alla struttura normale.
Attrezzi utilizzati dall'operatore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Autogrù
L'autogrù è un mezzo d'opera su gomma, costituito essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente, ed
un apparecchio di sollevamento azionato direttamente dalla suddetta cabina o da apposita postazione. Il suo impiego in
cantiere può essere il più disparato, data la versatilità del mezzo e le differenti potenzialità dei tipi in commercio, e può
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
andare dal sollevamento (e posizionamento) dei componenti della gru, a quello di macchine o dei semplici materiali da
costruzione, ecc.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1) Cesoiamenti, stritolamenti;
2) Elettrocuzione;
3) Inalazione polveri, fibre;
4) Incendi, esplosioni;
5) Investimento, ribaltamento;
6) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
7) Movimentazione manuale dei carichi;
8) Punture, tagli, abrasioni;
9) Rumore per "Operatore autogrù";
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni).
Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Uguale a 80 dB(A)"; sull’attività di tutto il
cantiere è "Inferiore a 80 dB(A)".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori
inferiori di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con
particolare riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal
rumore, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di
esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni
,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi
dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza
sanitaria e all'obiettivo della stessa; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni
e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al
minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una
minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da
svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori
attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare
l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata
informazione e formazione sull’uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via
aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f)
opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei
sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro
attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di
riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile
con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.
10) Scivolamenti, cadute a livello;
11) Urti, colpi, impatti, compressioni;
12) Vibrazioni per "Operatore autogrù";
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) movimentazione carichi per 50%; b) spostamenti per
25%.
Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi
derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione
adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio
derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato
dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle
valutazioni ,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti
negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative
indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli
non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi,
per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le
vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove
macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s².
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Autogrù: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (acustici e luminosi) e i gruppi ottici di
illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di
guida sia ottimale; 4) Verifica che siano correttamente disposte tutte le protezioni da organi in movimento; 5)
Controlla i percorsi e le aree di manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati
rafforzamenti; 6) Nel cantiere procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 7) In prossimità
dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo; 8) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e, in
particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di
gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 9) Se devi effettuare manovre in spazi ristretti
o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; 10) Durante gli spostamenti del
mezzo e durante le manovre di sollevamento, aziona il girofaro; 11) Evita, se non esplicitamente consentito, di
transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 12) Accertati che il mezzo sia posizionato in maniera
da consentire il passaggio pedonale e, comunque, provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo; 13)
Stabilizza il mezzo utilizzando gli appositi stabilizzatori e, ove necessario, provvedi ad ampliarne l'appoggio con
basi dotate adeguata resistenza; 14) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del
mezzo.
Durante l'uso: 1) Annuncia l'inizio delle manovre di sollevamento mediante l'apposito segnalatore acustico;
2) Durante il lavoro notturno utilizza gli appositi dispositivi di illuminazione; 3) Il sollevamento e/o lo scarico
deve essere sempre effettuato con le funi in posizione verticale; 4) Attieniti alle indicazioni del personale a
terra durante le operazioni di sollevamento e spostamento del carico; 5) Evita di far transitare il carico al di
sopra di postazioni di lavoro e/o passaggio; 6) Cura la strumentazione ed i comandi, mantenendoli sempre
puliti e privi di grasso, ecc.; 7) Evita assolutamente di effettuare manutenzioni su organi in movimento; 8)
Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza
del mezzo; 9) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che
dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Evita di lasciare carichi sospesi; 2) Ritira il braccio telescopico e accertati di aver azionato il
freno di stazionamento; 3) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina secondo
quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non riavviabili
da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
DPI: operatore autogrù;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) otoprotettori; d) guanti; e) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dall'operatore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Autopompa per cls
L'autopompa per getti di cls è un automezzo su gomma attrezzato con una pompa per il sollevamento del calcestruzzo, allo
stato fluido, per getti in quota.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1) Caduta dall'alto;
2) Caduta di materiale dall'alto o a livello;
3) Cesoiamenti, stritolamenti;
4) Elettrocuzione;
5) Getti, schizzi;
6) Inalazione polveri, fibre;
7) Incendi, esplosioni;
8) Investimento, ribaltamento;
9) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
10) Movimentazione manuale dei carichi;
11) Rumore per "Operatore pompa per il cls (autopompa)";
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 29 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni).
pag. 55 di 65
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Inferiore a 80 dB(A)"; sull’attività di tutto
il cantiere è "Inferiore a 80 dB(A)".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al
minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una
minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da
svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori
attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare
l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata
informazione e formazione sull’uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via
aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f)
opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei
sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro
attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di
riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile
con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.
12) Scivolamenti, cadute a livello;
13) Urti, colpi, impatti, compressioni;
14) Vibrazioni per "Operatore pompa per il cls (autopompa)";
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 29 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) spostamenti per 20%.
Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi
derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione
adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio
derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato
dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle
valutazioni ,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti
negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative
indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli
non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi,
per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le
vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove
macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s².
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Autopompa per cls: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (acustici e luminosi) e i gruppi ottici di
illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Controlla la funzionalità della pulsantiera;
4) Disponi affinché la visibilità del posto di guida sia ottimale; 5) Controlla che tutti gli organi di trasmissione
siano protetti da contatti accidentali; 6) Controlla i percorsi e le aree di manovra richiedendo, se necessario, la
predisposizione di adeguati rafforzamenti; 7) Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro; 8) Nel
cantiere procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 9) In prossimità dei posti di lavoro
procedi a passo d'uomo; 10) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e, in particolare, nella zona di
lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di gas, energia elettrica,
acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 11) Se devi effettuare manovre in spazi ristretti o in condizioni di
limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; evita, se non esplicitamente consentito, di transitare o
fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 12) Accertati che il mezzo sia posizionato in maniera da consentire
il passaggio pedonale e, comunque, provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo e della zona attraversata
dalle tubazioni; 13) Stabilizza il mezzo utilizzando gli appositi stabilizzatori e, ove necessario, provvedi ad
ampliarne l'appoggio con basi dotate adeguata resistenza; 14) Verifica che non vi siano linee elettriche
interferenti l'area di manovra del mezzo.
Durante l'uso:
1) Coadiuva il conducente dell'autobetoniera durante le manovre di avvicinamento
all'autopompa; 2) Annuncia l'inizio delle manovre di pompaggio mediante l'apposito segnalatore acustico; 3)
Evita assolutamente di asportare la griglia di protezione della vasca; 4) Durante le operazioni di pompaggio,
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sorveglia costantemente l'estremità flessibile del terminale della pompa per impedirne oscillazioni e contraccolpi;
5) Evita assolutamente di utilizzare il braccio d'uso della pompa per il sollevamento e/o la movimentazione di
carichi; 6) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in
adiacenza del mezzo; 7) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o
pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina secondo quanto
indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non riavviabili da
terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
DPI: operatore autopompa per cls;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) occhiali (se presente il rischio di schizzi); d) guanti; e) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dall'operatore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Escavatore
L'escavatore è una macchina particolarmente versatile che può essere indifferentemente utilizzata per gli scavi di
sbancamento o a sezione obbligata, per opere di demolizioni, per lo scavo in galleria, semplicemente modificando l'utensile
disposto alla fine del braccio meccanico. Nel caso di utilizzo per scavi, l'utensile impiegato è una benna che può essere
azionata mediante funi o un sistema oleodinamico. L'escavatore è costituito da: a) un corpo base che, durante la
lavorazione resta normalmente fermo rispetto al terreno e nel quale sono posizionati gli organi per il movimento della
macchina sul piano di lavoro; b) un corpo rotabile (torretta) che, durante le lavorazioni, può ruotare di 360 gradi rispetto il
corpo base e nel quale sono posizionati sia la postazione di comando che il motore e l'utensile funzionale.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1) Cesoiamenti, stritolamenti;
2) Elettrocuzione;
3) Inalazione polveri, fibre;
4) Incendi, esplosioni;
5) Investimento, ribaltamento;
6) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
7) Rumore per "Operatore escavatore";
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 23 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni).
Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Uguale a 80 dB(A)"; sull’attività di tutto il
cantiere è "Inferiore a 80 dB(A)".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Informazione e Formazione:
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori
inferiori di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con
particolare riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal
rumore, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di
esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni
,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi
dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza
sanitaria e all'obiettivo della stessa; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni
e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al
minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una
minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da
svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori
attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare
l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata
informazione e formazione sull’uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via
aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f)
opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei
sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro
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attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di
riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile
con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.
8) Scivolamenti, cadute a livello;
9) Urti, colpi, impatti, compressioni;
10) Vibrazioni per "Operatore escavatore";
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 23 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo escavatore (cingolato, gommato) per 60%.
Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Compreso tra 0,5 e 1
m/s²".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori
d'azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di
norma una volta l'anno o con periodicita' diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione
riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori
in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre
contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi
derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione
adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio
derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato
dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle
valutazioni ,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti
negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative
indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Formazione e addestramento uso DPI. Il datore di lavoro assicura una formazione adeguata e
organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l'uso corretto e l'utilizzo pratico dei DPI.
Formazione specifica uso macchina/attrezzo. Il datore di lavoro, quando sono superati i valori
d'azione, assicura una formazione adeguata e organizza uno specifico addestramento circa l'uso corretto e
sicuro delle macchine e/o attrezzature di lavoro, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a
vibrazioni meccaniche.
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli
non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi,
per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le
vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove
macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s².
Adozione di metodi di lavoro. Il datore di lavoro adotta i cicli di lavoro che consentano di alternare
periodi di esposizione a vibrazione a periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazione.
Manutenzione macchine mobili. Il datore di lavoro adotta un programma di manutenzione regolare e
periodico delle macchine mobili, con particolare riguardo alle sospensioni, ai sedili ed al posto di guida degli
automezzi.
Utilizzo corretto di macchine mobili. I lavoratori devono applicare le modalità corrette di guida al fine
di ridurre le vibrazioni in conformità alla formazione ricevuta; ad esempio: evitare alte velocità in particolare
su strade accidentate, postura di guida e corretta regolazione del sedile.
Pianificazione dei percorsi di lavoro. Il datore di lavoro pianifica, laddove possibile, i percorsi di lavoro
scegliendo quelli meno accidentali; oppure, dove possibile, effettuare lavori di livellamento stradale.
Procedure di lavoro ed esercizi alla colonna. I lavoratori devono evitare ulteriori fattori di rischio per
disturbi a carico della colonna ed effettuare esercizi per prevenire il mal di schiena durante le pause di
lavoro in conformità alla formazione ricevuta.
Dispositivi di protezione individuale:
Fornitura di indumenti per la protezione dal freddo e l'umidità. Il datore di lavoro fornisce, ai
lavoratori esposti alle vibrazioni, indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità.
Fornitura di dispositivi di smorzamento. Il datore di lavoro dota le macchine, che espongono ai più alti
livelli di vibrazione, di dispositivi di smorzamento che attenuano la vibrazione trasmessa al corpo intero
(piedi o parte seduta del lavoratore).
Fornitura di sedili ammortizzanti. Il datore di lavoro dota le macchine, che espongono ai più alti livelli
di vibrazione, di sedili ammortizzanti che attenuano la vibrazione trasmessa al corpo intero (piedi o parte
seduta del lavoratore).
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Escavatore: misure preventive e protettive;
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
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Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (acustici e luminosi) e i gruppi ottici di
illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di
guida sia ottimale; 4) Controlla, proteggendoti adeguatamente, l'integrità dei componenti dell'impianto
oleodinamico, prestando particolare riguardo alle tubazioni flessibili; 5) Controlla i percorsi e le aree di
manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati rafforzamenti; 6) Nel cantiere procedi a
velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 7) In prossimità dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo;
8) Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro; 9) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere
e, in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio
di gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 10) Se devi effettuare manovre in spazi
ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; 11) Evita, se non
esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 12) Accertati che il mezzo
sia posizionato in maniera da consentire il passaggio pedonale e, comunque, provvedi a delimitare il raggio
d'azione del mezzo; 13) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del mezzo.
Durante l'uso: 1) Annuncia l'inizio delle manovre di scavo mediante l'apposito segnalatore acustico; 2) Se il
mezzo ne è dotato, ricorda di utilizzare sempre gli stabilizzatori prima di iniziare le operazioni di scavo durante il
lavoro notturno utilizza gli appositi dispositivi di illuminazione; 3) Impedisci a chiunque l'accesso a bordo del
mezzo; 4) Impedisci a chiunque di farsi trasportare o sollevare all'interno della benna; 5) Evita di traslare il
carico, durante la sua movimentazione, al di sopra di postazioni di lavoro e/o passaggio; 6) Cura la
strumentazione ed i comandi, mantenendoli sempre puliti e privi di grasso, ecc.; 7) Durante gli spostamenti
tenere l'attrezzatura di lavoro ad una altezza dal terreno tale da assicurare una buona visibilità e stabilità; 8)
Durante le interruzioni momentanee del lavoro, abbassa a terra la benna ed aziona il dispositivo di blocco dei
comandi; 9) Durante le operazioni di sostituzione dei denti della benna, utilizza sempre occhiali di protezione
ed otoprotettori; 10) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di
fiamme libere in adiacenza del mezzo; 11) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di
malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Accertati di aver abbassato a terra la benna e di aver azionato il freno di stazionamento ed
inserito il blocco dei comandi; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina
secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non
riavviabili da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
DPI: operatore escavatore;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di
sicurezza; c) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); d) otoprotettori ; e) guanti; f)
indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dall'operatore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Pala meccanica
La pala meccanica è una macchina utilizzata per lo scavo, carico, sollevamento, trasporto e scarico del materiale. La
macchina è costituita da un corpo semovente, su cingoli o su ruote, munita di una benna, nella quale, mediante la spinta
della macchina, avviene il caricamento del terreno. Lo scarico può avvenire mediante il rovesciamento della benna,
frontalmente, lateralmente o posteriormente. I caricatori su ruote possono essere a telaio rigido o articolato intorno ad un
asse verticale. Per particolari lavorazioni la macchina può essere equipaggiata anteriormente con benne speciali e,
posteriormente, con attrezzi trainati o portati quali scarificatori, verricelli, ecc.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1) Cesoiamenti, stritolamenti;
2) Inalazione polveri, fibre;
3) Incendi, esplosioni;
4) Investimento, ribaltamento;
5) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
6) Rumore per "Operatore pala meccanica";
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 22 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni).
Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Compresa tra 80 e 85 dB(A)";
sull’attività di tutto il cantiere è "Compresa tra 80 e 85 dB(A)".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. La sorveglianza sanitaria e' estesa ai lavoratori esposti a livelli
superiori ai valori inferiori di azione (Lex > 80 dB(A)) e minori o uguali ai valori superiori di azione (Lex <=
85 dB(A)), su loro richiesta e qualora il medico competente ne conferma l'opportunità.
Informazione e Formazione:
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
Informazione e Formazione dei lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori
inferiori di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con
particolare riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal
rumore, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di
esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni
,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi
dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza
sanitaria e all'obiettivo della stessa; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni
e controindicazione sanitarie all'uso.
Misure tecniche e organizzative:
Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al
minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una
minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da
svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori
attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare
l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata
informazione e formazione sull’uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo
l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via
aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f)
opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei
sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro
attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo.
Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di
riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile
con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.
Programma di misure tecniche e organizzative. Elaborazione ed applicazione di un programma di
misure tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore, considerando in particolare le misure
di prevenzione e protezione sopra elencate.
Dispositivi di protezione individuale:
Uso dei Dispositivi di protezione individuale. Durante le seguenti attività e con le rispettive indicazioni
in merito alla protezione dell’udito i lavoratori sono forniti di specifici DPI dell’udito:
1) Utilizzo pala (B446), protezione dell'udito Facoltativa, DPI dell’udito Generico (cuffie o inserti) (valore di
attenuazione 12 dB(A)).
Si prevede per i lavoratori adeguato addestramento sull’uso dei dispositivi dell’udito (art. 77 comma 5 del
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81).
7) Scivolamenti, cadute a livello;
8) Vibrazioni per "Operatore pala meccanica";
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 22 del C.P.T.
Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo pala meccanica (cingolata, gommata) per
60%.
Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Compreso tra 0,5 e 1
m/s²".
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Sorveglianza Sanitaria:
Sorveglianza sanitaria per i lavoratori. I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori
d'azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di
norma una volta l'anno o con periodicita' diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione
riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori
in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre
contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.
Informazione e Formazione:
Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi
derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione
adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio
derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato
dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle
valutazioni ,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti
negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una
sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo
l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative
indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso.
Formazione e addestramento uso DPI. Il datore di lavoro assicura una formazione adeguata e
organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l'uso corretto e l'utilizzo pratico dei DPI.
Formazione specifica uso macchina/attrezzo. Il datore di lavoro, quando sono superati i valori
d'azione, assicura una formazione adeguata e organizza uno specifico addestramento circa l'uso corretto e
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Oggetto: variante progetto nuovo canale scolmatore sul territorio di dello e offlaga
Località: Comune di Dello e Offlaga
sicuro delle macchine e/o attrezzature di lavoro, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a
vibrazioni meccaniche.
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli
non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi,
per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le
vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s².
Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove
macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s².
Adozione di metodi di lavoro. Il datore di lavoro adotta i cicli di lavoro che consentano di alternare
periodi di esposizione a vibrazione a periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazione.
Manutenzione macchine mobili. Il datore di lavoro adotta un programma di manutenzione regolare e
periodico delle macchine mobili, con particolare riguardo alle sospensioni, ai sedili ed al posto di guida degli
automezzi.
Utilizzo corretto di macchine mobili. I lavoratori devono applicare le modalità corrette di guida al fine
di ridurre le vibrazioni in conformità alla formazione ricevuta; ad esempio: evitare alte velocità in particolare
su strade accidentate, postura di guida e corretta regolazione del sedile.
Pianificazione dei percorsi di lavoro. Il datore di lavoro pianifica, laddove possibile, i percorsi di lavoro
scegliendo quelli meno accidentali; oppure, dove possibile, effettuare lavori di livellamento stradale.
Procedure di lavoro ed esercizi alla colonna. I lavoratori devono evitare ulteriori fattori di rischio per
disturbi a carico della colonna ed effettuare esercizi per prevenire il mal di schiena durante le pause di
lavoro in conformità alla formazione ricevuta.
Dispositivi di protezione individuale:
Fornitura di indumenti per la protezione dal freddo e l'umidità. Il datore di lavoro fornisce, ai
lavoratori esposti alle vibrazioni, indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità.
Fornitura di dispositivi di smorzamento. Il datore di lavoro dota le macchine, che espongono ai più alti
livelli di vibrazione, di dispositivi di smorzamento che attenuano la vibrazione trasmessa al corpo intero
(piedi o parte seduta del lavoratore).
Fornitura di sedili ammortizzanti. Il datore di lavoro dota le macchine, che espongono ai più alti livelli
di vibrazione, di sedili ammortizzanti che attenuano la vibrazione trasmessa al corpo intero (piedi o parte
seduta del lavoratore).
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Pala meccanica: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (acustici e luminosi) e i gruppi ottici di
illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di
guida sia ottimale; 4) Controlla, proteggendoti adeguatamente, l'integrità dei componenti dell'impianto
oleodinamico, prestando particolare riguardo alle tubazioni flessibili; 5) Verifica la funzionalità del dispositivo di
attacco del martello e le connessioni delle relative tubazioni dell'impianto oleodinamico; 6) Controlla i percorsi e
le aree di manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati rafforzamenti; 7) Nel cantiere
procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; in prossimità dei posti di lavoro procedi a passo
d'uomo; 8) Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro; 9) Controlla che lungo i percorsi carrabili del
cantiere e, in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il
passaggio di gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 10) Se devi effettuare manovre
in spazi ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; 11) Evita, se non
esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 12) Valuta, con il
preposto e/o il datore di lavoro, la distanza cui collocarsi da strutture pericolanti o da demolire e/o da superfici
aventi incerta portanza; 13) Provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo; 14) Provvedi a delimitare
l'area esposta a livello di rumorosità elevata; 15) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di
manovra del mezzo.
Durante l'uso: 1) Annuncia l'inizio delle manovre di scavo mediante l'apposito segnalatore acustico; 2) Se il
mezzo ne è dotato, estendi sempre gli stabilizzatori prima di iniziare le operazioni di demolizione; 3) Durante il
lavoro notturno utilizza gli appositi dispositivi di illuminazione; 4) Impedisci a chiunque di farsi trasportare o
sollevare all'interno della benna; 5) Evita di traslare il carico, durante la sua movimentazione, al di sopra di
postazioni di lavoro e/o passaggio; 6) Cura la strumentazione ed i comandi, mantenendoli sempre puliti e privi
di grasso, ecc.; 7) Evita di caricare la benna, con materiale sfuso, oltre il suo bordo; 8) Durante gli
spostamenti tenere l'attrezzatura di lavoro ad una altezza dal terreno tale da assicurare una buona visibilità e
stabilità; 9) Durante le interruzioni momentanee del lavoro, abbassa a terra la benna ed aziona il dispositivo di
blocco dei comandi; 10) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di
fiamme libere in adiacenza del mezzo; 11) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di
malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Accertati di aver abbassato a terra la benna e di aver azionato il freno di stazionamento ed
inserito il blocco dei comandi; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina
secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non
riavviabili da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
2)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
DPI: operatore pala meccanica;
Prescrizioni Organizzative:
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Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) copricapo; c)
calzature di sicurezza; d) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); e) otoprotettori; f)
guanti; g) indumenti protettivi (tute).
Attrezzi utilizzati dall'operatore:
a)
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
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EMISSIONE SONORA ATTREZZATURE E
MACCHINE
(art 190, D.Lgs. 81/2008)
ATTREZZATURA
Lavorazioni
Emissione
Sonora dB(A)
Cannello per saldatura
Demolizione di solette in c.a..
ossiacetilenica
86.6
Centralina idraulica a
motore
Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici;
Demolizione di solette in c.a..
86.9
Gruppo elettrogeno
Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione; Getto di calcestruzzo per muri di
sostegno in c.a.; Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per le
strutture in elevazione.
80.8
Smerigliatrice angolare Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.; Realizzazione della carpenteria per le
(flessibile)
strutture in elevazione.
97.7
Trapano elettrico
Posa di conduttura idrica; Smobilizzo del cantiere.
90.6
Vibratore elettrico per
calcestruzzo
Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione; Getto di calcestruzzo per muri di
sostegno in c.a.; Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per le
strutture in elevazione.
81.0
MACCHINA
Lavorazioni
Emissione
Sonora dB(A)
Autobetoniera
Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione; Getto di calcestruzzo per muri di
sostegno in c.a.; Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per le
strutture in elevazione.
83.1
Autocarro
Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Scavo di sbancamento; Scavo di sbancamento;
Risezionamento del profilo del terreno; Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita
con impiego di mezzi meccanici; Demolizione di solette in c.a.; Risezionamento del profilo
del terreno; Scavo a sezione obbligata; Smobilizzo del cantiere.
77.9
Autogrù
Lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a.; Smobilizzo del cantiere.
81.6
Autopompa per cls
Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per le strutture in
elevazione.
82.6
Escavatore
Scavo a sezione obbligata.
80.9
Pala meccanica
Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici;
Demolizione di solette in c.a.; Rinterro di scavo; Scavo a sezione obbligata.
84.6
COORDINAMENTO GENERALE DEL PSC
In questo raggruppamento andranno considerate le misure di coordinamento relative al Coordinamento delle Lavorazioni e
Fasi, al Coordinamento dell'utilizzo delle parti comuni, al Coordinamento, ovvero la cooperazione fra le imprese e il
Coordinamento delle situazioni di emergenza.
Coordinamento delle Lavorazioni e Fasi.
Indicare le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento
alle interferenze tra le lavorazioni, ai sensi dei punti 2.3.1, 2.3.2 e 2.3.3 dell'Allegato XV del D.Lgs. 81/2008.
[D.Lgs. 81/2008, Allegato XV, punto 2.1.2, lett. e)]
Coordinamento utilizzo parti comuni.
Indicare le misure di coordinamento relative all'uso comune da parte di più imprese e/o lavoratori autonomi, di
apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva di cui ai punti 2.3.4 e 2.3.5 dell'Allegato
XV del D.Lgs. 81/2008.
[D.Lgs. 81/2008, Allegato XV, punto 2.1.2, lett. f)]
Modalità di cooperazione fra le imprese.
Indicare le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, fra i datori
di lavoro e tra questi ed i lavoratori autonomi.
[D.Lgs. 81/2008, Allegato XV, punto 2.1.2, lett. g)]
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Organizzazione delle emergenze.
Indicare l'organizzazione prevista per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui
il servizio di gestione delle emergenze é di tipo comune, nonché nel caso di cui all'articolo 104, comma 4, del D.Lgs.
81/2008.
[D.Lgs. 81/2008, Allegato XV, punto 2.1.2, lett. h)]
N.B:
PER QUANTO RIGUARDA I SERVII IGIENICO ASSISTENZIALI:
•
IL WC E IL LAVANDINO SONO INDIVIDUATI NELLA ABITAZIONE DELLA COMMITTENZA
LA CONSUMAZIONE PASTI AVVERRA' PRESSO I SERVIZI COMMERCIALI DI ZONA
•
COORDINAMENTO DELLE LAVORAZIONI E FASI
Verranno integrate al momento che si conosceranno le imprese
COORDINAMENTO PER USO COMUNE DI
APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE,
INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI
PROTEZIONE COLLETTIVA
(punto 2.1.2, lettera f, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Ogni impresa avrà l'obbligo di informare le altre imprese presenti in cantiere sull'utilizzo delle parti comuni,
attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.
In cantiere si dovrà garantire il corretto uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi dei
seguenti apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva. Allo scopo, il
soggetto tenuto alla loro messa a disposizione dovrà garantirne l'efficienza e la conformità alle norme di
prevenzione infortuni per tutto il periodo in cui saranno necessari all'esecuzione dei lavori.
Le imprese subappaltatrici ed i lavoratori autonomi interessati dovranno avere il diritto contrattuale di utilizzare la baracca
attrezzata per l'attività da svolgere, il rubinetto, gli estintori a polvere polivalente e il pacchetto di medicazione.
La pulizia, la manutenzione ordinaria e straordinaria, i materiali di consumo relativi al rubinetto e alla baracca attrezzi sono a
cura dell'appaltatore.
E' cura dell'appaltatore verificare giornalmente l'efficienza dell'estintore e provvedere alle eventuali ricariche; è cura
dell'appaltatore controllare giornalmente il pacchetto di medicazione perché sia sempre completo e ben conservato.
Per tutte le lavorazioni non contemplate nella presente relazione si fa riferimento ai contenuti di ciascun POS delle imprese
esecutrici
I POS dovranno essere redatti secondo i contenuti minimi previsti dall’allegato XV del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. ed attinenti al
presente PSC.
Vedi indicazioni allegate per le imprese.
Verifiche durante i periodi di maggior rischio dovuto ad interferenze di lavoro, previa consultazione della direzione dei lavori,
delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi interessati della compatibilità della relativa parte di PSC con l'andamento
dei lavori
Il coordinatore della Sicurezza in Fase di Esecuzione, durante i periodi di maggior rischio dovuto ad
interferenze di lavoro, verifica periodicamente, previa consultazione della direzione dei lavori, delle imprese
esecutrici e dei lavoratori autonomi interessati, la compatibilità della relativa parte di PSC con l'andamento dei
lavori, aggiornando il piano ed in particolare il cronoprogramma dei lavori, se necessario.
Il tutto viene eseguito mediante la stesura dei verbali di sopralluogo e coordinamento periodici che diventano
parte integrante del PSC.
Allegato XV Art. 2 comma 2.3.3
•
Zone di carico e scarico
Le zone di carico e scarico saranno poste in luoghi dove non costituiranno intralcio al regolare svolgimento delle operazioni
operative del cantiere, e pericolo per gli addetti ai lavori. Tali zone di carico-scarico dovranno essere segnalate per evitare
passaggi improvvisi di addetti ai lavori di diverse imprese.
(Allegato XV, punto 2.1.2, lettera f) del D.Lgs. 81/2008)
•
Zone di deposito attrezzature
Tutte le attrezzature non più necessarie allo svolgimento delle lavorazioni o al completamento di esse dovranno essere
riposte in appositi spazi destinati a deposito al fine di non creare situazioni di pericolo dovute alla confusione che potrebbe
crearsi in cantiere.
(Allegato XV, punto 2.1.2, lettera f) del D.Lgs. 81/2008)
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•
Zone stoccaggio materiali
La zona destinata allo stoccaggio dei materiali sarà posta in una zona marginale del cantiere in modo da non intralciare il
regolare svolgimento delle lavorazioni in cantiere e non creare situazìoni di possibile pericolo.
(Allegato XV, punto 2.1.2, lettera f) del D.Lgs. 81/2008)
•
Zone stoccaggio dei rifiuti
La zona destinata allo stoccaggio dei rifiuti sarà posta in una zona marginale del cantiere in modo da non intralciare il
regolare svolgimento delle lavorazioni in cantiere e non creare situazìoni di possibile pericolo.
(Allegato XV, punto 2.1.2, lettera f) del D.Lgs. 81/2008)
MODALITA' ORGANIZZATIVE DELLA
COOPERAZIONE E DELLA RECIPROCA
INFORMAZIONE TRA LE IMPRESE/LAVORATORI
AUTONOMI
(punto 2.1.2, lettera g, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Al fine di verificare che non vi siano interferenze operative da eliminare, l’appaltatore dovrà esaminare i Piani Operativi di
Sicurezza (P.O.S.) dei propri subappaltatori prima che siano presentati al coordinatore per l’esecuzione dei lavori per la
verifica delle loro idoneità. Al riguardo l’appaltatore dovrà promuovere un incontro con i subappaltatori e i lavoratori
autonomi.
Del tutto l’appaltatore dovrà dare comunicazione sul giornale dei lavori.
Periodicamente dovrà essere tenuto un incontro, alla presenza del C.S.E dei lavori, delle imprese e dei lavoratori autonomi
interessati presenti in cantiere al fine di verificare l’attuazione dei P.O.S. ed eventuali variazioni.
Qualora durante i lavori l’appaltatore o un subappaltatore, nonché un lavoratore autonomo notassero una qualunque
situazione di pericolo conseguente ad una interferenza operativa o una perdita di validità strutturale o funzionale di una
parte o di un semplice componente del ponteggio sulla facciata, dovranno promuovere immediatamente un incontro con
tutte le imprese ed i lavoratori autonomi interessati al fine di determinare il da farsi per rimuovere la situazione di pericolo.
Di ciò deve essere informato subito il coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Il coordinamento tra le imprese e la reciproca informazione tra i datori di lavori viene eseguita dal CSE durante i propri
sopralluoghi in cantiere. Questi redige periodicamente un apposito verbale e lo trasmette all’impresa affidataria e per
conoscenza alle imprese esecutrici (dirette appaltatrici della ditta affidataria).
Ciascuna impresa ha l’obbligo di trasmetterlo alle proprie ditte in sub appalto ivi compresi i lavoratori autonomi.
ORGANIZZAZIONE SERVIZIO DI PRONTO
SOCCORSO, ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE
DEI LAVORATORI
(punto 2.1.2, lettera h, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Mezzi antincendio
Presso il locale messo a disposizione dal Condominio si dovrà disporre di un adeguato numero di mezzi mobili di estinzione
scelti in base al loro specifico campo di impiego. I mezzi antincendio dovranno essere mantenuti in efficiente stato di
conservazione e controllati da personale esperto almeno una volta ogni sei mesi.

Ciascuna impresa dovrà provvedere affinché ogni lavoratore riceva, all’atto dell’assunzione o di mutamento del
luogo di lavoro, una adeguata informazione sui rischi di incendio, sulle misure di prevenzione e protezione,
sull’ubicazione delle vie di fuga e sulle procedure da adottare in caso di incendio.

Tutte le imprese dovranno indicare nel proprio POS i lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione
incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze e primo soccorso nonché il nominativo del responsabile del
servizio di prevenzione e protezione dell’azienda.
A cura delle imprese interessate la scelta dell’ubicazione dei depositi delle bombole. Il luogo dovrà essere ventilato, lontano
da quelli del loro utilizzo e da eventuali fonti di calore (fiamme, fucine, calore solare intenso e prolungato).
Le bombole piene dovranno essere separate da quelle vuote e sistemate negli appositi depositi opportunamente divisi e
segnalati; dovranno essere sempre collocate verticalmente e legate alle rastrelliere, alle pareti o sul carrello apposito, in
modo che non possano cadere.
Le valvole di protezione, i tubi, i cannelli e gli attacchi dovranno essere mantenuti in condizioni di perfetta efficienza,
occorrerà avere cura di non sporcare con grasso od olio le parti delle teste delle bombole e proteggere da calpestio o da
altri danni meccanici i tubi flessibili. Dovrà essere evitata qualsiasi fuoriuscita di GPL.
Al termine delle lavorazioni le bombole in pressione dovranno essere immediatamente chiuse mediante le
apposite valvole.
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Località: Comune di Dello e Offlaga
Nel caso in cui risulti difficoltoso intervenire con estintori di primo impiego o l’incendio sia di proporzioni rilevanti, si deve
immediatamente richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco.
La zona circostante e le vie di accesso dovranno essere subito sgomberate da materiali infiammabili e da eventuali ostacoli;
i lavoratori dovranno essere allontanati in zona di sicurezza.
Precauzioni da adottare per le aree pericolose
Dovranno essere allontanati tutti i liquidi infiammabili e combustibili (categorie A - B - C) esistenti nell’area di lavoro, prima
dell’inizio dell’attività;
E’ assolutamente vietato, durante le lavorazioni con fiamme libere, il trasferimento, il maneggio o il drenaggio di ogni liquido
infiammabile o combustibile;
E’ assolutamente vietata l’apertura di tubazioni o recipienti che possono provocare l’emissione di vapori e di solventi;
E’ assolutamente vietata la rimozione di fusti di liquidi infiammabili o combustibili, di cilindri di gas infiammabili e il
drenaggio di serbatoi;
Tutti i combustibili solidi dovranno essere allontanati di almeno 15 metri dal punto dove deve essere eseguito il lavoro;
Laddove non sia possibile eseguire la rimozione dei combustibili solidi, questi dovranno essere protetti con adeguate
coperture non infiammabili.
Compiti dell’addetto alle emergenze e della squadra di emergenza
L’addetti alle emergenze, giunta la notizia di un principio di incendio, valuta: se il principio di incendio possa essere
efficacemente contrastato; se si debbano avvertire subito i Vigili del Fuoco; se sia possibile ed efficace un intervento della
squadra di emergenza. In caso di intervento, la squadra di emergenza si deve recare sul luogo del principio di incendio,
insieme al capo squadra, per effettuare gli interventi necessari. In caso si manifesti l’impossibilità di domare il principio di
incendio o comunque si manifestino rischi non giustificati per i lavoratori, il capo squadra deve comunicare la circostanza al
coordinatore dell’emergenza.
in caso di spegnimento dell’incendio, il capo squadra deve dare le necessarie disposizioni per verificare che non siano
rimaste braci accese e che non vi siano altri focolai d’incendio.
- I coordinatore per l’esecuzione dei lavori dovrà richiamare l’attenzione del Rappresentante dell’impresa sui punti più
importanti del P.S.C. fra cui:
che i lavori di costruzione non devono iniziare prima di aver installato il cantiere.
- Prima che un'impresa inizi a lavorare il C.S.E. dovrà ottenere da essa le dichiarazioni scritte di cui il "Regolamento di
cantiere" che fa parte del P.S.C.
Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni del cantiere, consultato il medico competente,
prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle
altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il
trasporto dei lavoratori infortunati. Per quanto sopra l’organizzazione del primo soccorso deve essere pianificata tenendo
conto non soltanto dei lavoratori ma di tutte le persone che possono trovarsi a qualsiasi titolo all’interno del cantiere
(fornitori, clienti, direzione lavori etc.) secondo i principi dettati dall’art. 2087 del C.C. e dall’art. 32 della Costituzione.
Il primo adempimento del datore di lavoro è quello di nominare gli addetti al primo soccorso e conseguentemente quello di
garantire loro una adeguata formazione in materia. La formazione degli addetti andrà ripetuta con cadenza triennale per
quanto attiene alle capacità di intervento pratico.
Nei cantieri edili con oltre 5 lavoratori o con lavori in sotterraneo di cui al DPR 320/56 il datore di lavoro deve garantire la
presenza delle seguenti attrezzature:
a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente
accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la
dotazione minima indicata nell'all. 1 al decreto, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su
indicazione del medico competente;
b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale;
c) inoltre, sentito il medico competente, è tenuto a garantire in accordo con l'azienda unità sanitaria locale competente per
territorio, l'integrazione tra il sistema di pronto soccorso interno e il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale.
In cantiere devono essere presenti gli addetti alla prevenzione e alla lotta antincendio e alla gestione delle emergenze. Gli
addetti alla gestione delle emergenze devono essere adeguatamente formati.
In luogo di facile consultazione deve essere esposto un cartello con l'indicazione dei numeri telefonici di soccorso.
In tutte le zone dove è possibile l'innesco e il principio di incendio occorre tenere a disposizione estintori in perfetto sato di
manutenzione ed in numero sufficiente.
CONCLUSIONI GENERALI
Al presente Piano di Sicurezza e Coordinamento sono allegati i seguenti elaborati, da considerarsi parte integrante del Piano
stesso:
Allegato "A" - Diagramma di Gantt (Cronoprogramma dei lavori);
Allegato "B" - Analisi e valutazione dei rischi (Probabilità ed entità del danno, valutazione dell'esposizione al rumore e alle
vibrazioni);
Allegato "C" - Stima dei costi della sicurezza;
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