NUOVO CONSUMO Il mensile per i soci Unicoop Tirreno • euro 1,50 • anno XV • numero 159 • settembre 2006 VOLTA PAGINA Piacere o dispiacere? Il rapporto degli italiani con la lettura. La donna è mobile I disturbi della menopausa Pasta al dente Guida all’acquisto dei dentifrici DOSSIER FINALMENTE LIBERI Meno privilegi, più concorrenza e farmaci nei supermercati. La rivoluzione delle liberalizzazioni. NELLA SPESA DI OGGI IL RISPARMIO DI DOMANI DAL 1 SETTEMBRE AL 31 OTTOBRE 2006 Phon 1.500 + PUNTI 14,90 EURO Massaggio plantare 1.900 + PUNTI 14,90 EURO Centrotavola 800 + PUNTI 9,50 EURO dal 1 al 30 settembre facendo almeno 8 spese* oppure raggiungendo la cifra complessiva di 300 euro Set 2 bicchieri acqua+vino (escluso libri, edicola, latte in polvere, schede ricaricabili, schede telefoniche, schede prepagate digitale terrestre) avrai diritto ad uno 200 SUPER- PUNTI SUPERGRATIS SCONTO del 10% 600 da utilizzare dal 2 al 10 ottobre + in un’unica soluzione a tua scelta. Lo sconto è valido su tutti i prodotti in assortimento presentando la carta SocioCoop. * più spese giornaliere nello stesso negozio avranno valore di un’unica spesa. Set 3 coltelli Orso peluche 400 + PUNTI 3,50 EURO Nei supermercati e ipermercati** del Gruppo Unicoop Tirreno ** presso l’IperCoop di Avellino, a causa dei lavori di ristrutturazione, lo sconto del 10% avrà una validità diversa: dal 2 al 12 novembre effettuando le 8 spese o raggiungendo i 300 euro complessivi dal 1 al 31 ottobre PUNTI 4,50 EURO Il punto di Aldo Bassoni Mensile per il consumatore Spedito in abbonamento ai soci di Unicoop Tirreno Direttore responsabile Aldo Bassoni Redazione Rita Nannelli Beatrice Ramazzotti Luca Rossi Cristina Vaiani Hanno collaborato Barbara Autuori Chiara Balloni Anna Ciaperoni Claudia Ciriello Viola Conti Tito Cortese Eleonora Cozzella Eugenio Del Toma Daniele Fabris Stefano Generali Costanza Giambalvo Silvia Inghirami Letizia Leonardi Giovanni Manetti Chiara Milanesi Roberto Minniti Giorgio Nebbia Paola Ramagli Gabriele Salari Paolo Volpini Progetto grafico NeWork&B Impaginazione Marco Formaioni Copertina Imagoeconomica Impianti e stampa Coptip Modena Direzione e redazione SS1 Aurelia Km 237 57020 Vignale Riotorto (LI) Tel. 0565/24720 - Fax 0565/24210 e-mail: [email protected] Editore Vignale Comunicazioni srl Pubblicità Giemme Pubblicità di Graziella Malfanti via Pacinotti, 12 - 57025 Piombino (LI) tel. 0565 49156 - 226433 - fax 0565 39003 e-mail: [email protected] Responsabile pubblicità Roberta Corridori Registrazione del Tribunale di Livorno n° 695 del 24/07/2001 Iscrizione ROC 1557 del 4/09/2001 Tiratura prevista: 530.000 copie Chiuso in tipografia il 21/08/2006 Stampato su carta 100% riciclata Peggio tardi che mai L’Antitrust sospende uno spot ingannevole, ma i consumatori ormai hanno pagato. Quando si dice... giustizia è fatta! Due castori, magri, ambigui, nelle loro tutine rosso fiamma, facevano la pubblicità a un numero magico: l’892.892. Una replica del vecchio 12 di Telecom Italia, quello dei numeri degli abbonati a richiesta e a pagamento. Bello vero? Ebbene l’Antitrust l’ha bollato con il marchio della pubblicità ingannevole vietandone l’ulteriore diffusione. Peccato che lo spot sia ormai fuori programmazione da un pezzo. Come si legge nel provvedimento dell’Antitrust, “i messaggi pubblicitari diffusi a mezzo spot televisivo dalla società Il numero Italia srl con riferimento alle condizioni economiche del servizio costituiscono una fattispecie di pubblicità ingannevole”. In particolare l’Antitrust rileva che le informazioni relative alle condizioni economiche del servizio sono riportate con caratteri grafici ridotti e per un tempo del tutto insufficiente a consentire la loro lettura. In altre parole sembrava un servizio quasi gratis mentre in realtà prevedeva, senza evidenziarlo chiaramente, uno scatto alla risposta di 36 centesimi di euro e una tariffa di 2,4 centesimi al secondo: 9 euro ogni 5 minuti, 108 euro ogni ora di conversazione. Una mazzata che ha colpito centinaia di utenti ignari di finanziare la meno faticosa e la più lucrosa delle attività. Per fortuna, su segnalazione delle associazioni dei consumatori, l’Antitrust è intervenuta con un’indagine e una sentenza esemplare, ma con dodici mesi di ritardo. Sì, avete capito bene: 12 mesi, 365 giorni. Viene da chiedersi se, a un anno dai fatti, sentenze come questa servano a qualcosa dal momento che quello spot è fuori onda da un po’ e ormai di quell’892.892 se ne ricordano soltanto coloro che ci sono rimasti intrappolati. A che serve, infatti, censurare dei messaggi pubblicitari che non compaiono più? Se il senso della giustizia è formalmente onorato, la sua efficacia è ormai inutile perché il danno si è consumato e l’oggetto della sentenza non esiste più. D’altra parte in questi casi la tempestività è tutto. Quindi, per una effettiva tutela dei consumatori ci sarebbe bisogno di procedure più agili, rapide e immediatamente eseguibili, specialmente in settori come quello delle telecomunicazioni dove ogni settimana spuntano nuovi operatori e nuovi servizi con una molteplicità di offerte che possono comportare ghiotte opportunità ma anche rischi per gli utenti. Basta una comunicazione furba o inadeguata, un codicillo minuscolo in fondo allo schermo, una formula di garanzia letta alla ridolini, un prezzo scritto grande con un asterisco appena accennato che rimanda ad una postilla quasi invisibile, e il gioco è fatto. Ecco perché occorrerebbe una normativa più severa per chi si sottrae agli obblighi di trasparenza che devono caratterizzare il rapporto commerciale compresi gli strumenti di comunicazione. Qualche sanzione non sarebbe male, anche se bisognerebbe in primo luogo esercitare una effettiva prevenzione sulle caratteristiche di certe offerte ben confezionate dai guru della pubblicità, ma dotate di apparati informativi volutamente inadeguati fino al punto di essere ingannevoli. NUOVO CONSUMO 5 In questo numero rubriche Il punto Peggio tardi che mai Lettere Coop risponde Previdenza A condizione che Chi protegge il cittadino Buon viaggio Dillo a Nuovo Consumo Inciampati nella fossa La merce muta Arsenico e vecchi merletti? Sani & salvi ABCibo Scripta manent Controcanto I vecchi e i giovani Pace verde Cambio di stile Evergreen A tavola Con un grappolo d’uva Specie protette Lumie di Campania Nel carrello Consumi in scena Un bel niente 5 12 Prima pagina 8 9 9 10 10 17 33 33 39 44 44 52 54 54 66 VOLTA PAGINA 31 Gli italiani e il piacere della lettura tra cambiamenti culturali e ostacoli socioeconomici da superare. attualità COOP INFO La giusta educazione Il meglio di Coop Mettiamoci al sicuro Un hotel nel deserto I viaggi di Mondovivo La vetrina dei soci SALUTE / La donna è mobile DOSSIER / Finalmente liberi prodotti GUIDA ALL’ACQUISTO / GLI EXTRA / Tenuta 34 Con la legge sulle liberalizzazioni meno privilegi, più tutela dei cittadini. Pasta al dente 42 I dentifrici di nuova generazione. atletica 46 Ad ogni sport la sua attrezzatura. TIPICO / Tòcco magico 48 Dal latte fresco di pecora il Pecorino Romano Dop. SALTIMBOCCA / Pollo al balzo 50 Quello made in Italy sano e nutriente. COTTI & CRUDI / Compagni 59 Genitori e figli alle prese con l’inizio della scuola. Tempi moderni La meglio gioventù 21 23 24 27 28 28 31 Cambiamenti fisici e malesseri emotivi durante la menopausa. NC Compiti in classe SALUTE 61 62 di merendine 57 Lo spuntino dei più piccoli. 59 NC Universo anziani: tuttofare e contenti. Cuore di Coop Effetto reality 63 64 Il solito autunno della Tv con qualche novità. Informagiovani 65 NUOVO CONSUMO 7 Redazione Nuovo Consumo Fermo SS 1 Aurelia Km 237 - 57020 Vignale Riotorto (LI) posta e-mail: [email protected] Salto nel voto Sulla buona Egregio sig. Cortese, ho letto il suo articolo Una costituzione da salvare... (Nuovo Consumo n. 157) e mi sento di dover fare delle precisazioni. Da come Lei si esprime si ipotizza che bocciando la “devolution” si rimane interamente nell’ambito della Costituzione del 2 giugno 1946: ciò non è rispondente a verità perché la Costituzione de ’46 è stata modificata dal famoso “Titolo V” presentato, se non ricordo male, dalla coalizione di centro-sinistra e approvato nel 2001 con solo 4 voti di maggioranza e da un referendum in cui votò poco più del 30 per cento degli aventi diritto: pertanto se l’attuale referendum fosse maggioritario per il “No” non rimarremmo nell’ambito della Costituzione del ’46 ma di quella “modificata” dal suddetto Titolo V e non solo (...). La invito, nel limite della Sua sensibilità, ad adoperarsi per la parte politica che Le interessa, ma a rimanere nell’ambito della verità e a non tralasciare le cose che non fanno comodo. Lettera Non credo di essere uscito dall’«ambito della verità» se ho condiviso il parere di oltre il novanta per cento dei costituzionalisti italiani, secondo i quali la complessa riforma sottoposta a referendum confermativo il 25 e 26 giugno scorsi innovava radicalmente la Costituzione del 1948; mentre appare piuttosto incauto, mi permetta, dire altrettanto per le limitate modifiche apportate al testo costituzionale nel 2000 (Titolo V), indipendentemente dalla loro efficacia: e infatti nessuno si è mai sognato di sostenerlo, neppure i fautori della riforma bocciata dal recente referendum. Tutto qui. Che la scelta fosse, sostanzialmente, tra la Costituzione dei padri costituenti e quella riscritta nel 2005 dall’allora maggioranza parlamentare era chiaro a tutti: anche a coloro, io penso, che legittimamente hanno optato per il “Sì”. Tito Cortese strada Ho letto l’articolo sulla sicurezza stradale (Sulla cattiva strada) nell’ultimo numero di Nuovo Consumo e mi è venuto da pensare quanto incidono sugli incidenti comportamenti sbagliati come parlare al cellulare, armeggiare con l’autoradio, esagerare con la velocità. Io credo che la disattenzione, insieme alla velocità eccessiva e all’abuso di alcool, siano tra le cause principali di incidenti. A questo punto mi domando a cosa servono tutti quei congegni che dovrebbero salvare la vita come cinture e airbag. F.G. Viterbo Guardi, i dispositivi tecnici messi a punto dalle case automobilistiche per aumentare la sicurezza degli autoveicoli, sono importanti e salvano certamente molte vite. Io credo però che diano anche un senso di falsa sicurezza che induce a comportamenti di guida più azzardati ai quali ben difficilmente si riesce a rimediare. Inoltre possono essere causa di nuovi pericoli, come ad esempio l’airbag che, se non hai la cintura, ti può fare molto male. Ancora una volta è il guidatore che decide del suo e dell’altrui destino. Pare che in Inghilterra stiano facendo una campagna di controlli capillare contro i comportamenti imprudenti degli automobilisti ma senza punirli con una multa, a meno che non si tratti di infrazioni gravissime. Come dire, questa volta ti avviso e, con molta gentilezza, ti invito a correggerti, la prossima volta ti stango. Sempre che, nel frattempo non sia andato a sbattere contro un Tir durante un sorpasso troppo audace. Potrebbe essere una buona idea. E poi, ne abbiamo provate tante, tentiamone un’altra. Aldo Bassoni LIBERALIZZAZIONI: ERA ORA Sono uno dei tanti soci che hanno firmato la proposta di legge Coop sulla vendita dei farmaci da banco nei supermercati e ora esprimo tutta la mia soddisfazione per il decreto Bersani sulle liberalizzazioni che va ben oltre le mie aspettative. Era ora che anche in Italia si rimuovessero le rendite di posizione e i privilegi di alcune categorie superprotette e supertutelate che poi pagano a caro prezzo utenti e consumatori. Spero che la Coop continui così e che faccia altre battaglie. La mia firma l’avrà sempre. N.P., Napoli 8 NUOVO CONSUMO Speriamo che con tutte queste proteste il Governo non faccia marcia indietro. A me non è piaciuto per esempio l’accordo con i taxisti. Mi auguro che non ci siano altri ripensamenti perché la stragrande maggioranza degli italiani è favorevole a questa riforma. Io poi vorrei che si cominciasse a liberalizzare anche altri settori. Perché non quello della benzina che ormai ha raggiunto cifre da champagne? A.B., Livorno Qualcuno ha detto che in Italia è più facile fare le rivoluzioni che le riforme. Ora che un governo si è deciso a fare la più semplice delle riforme colpendo le rendite parassitarie di alcune categorie professionali, può darsi che anche l’Italia diventi un paese normale dove, se c’è qualcosa che non funziona, si interviene per migliorarlo. In questo caso bastava poco. Ma ci sono voluti decenni per quel poco. S.G., Roma Coop risponde Gran premio Siamo un gruppo di soci e troviamo che non sia corretto da parte di Coop azzerare i punti che abbiamo accumulato durante tutto un anno. Inoltre non ci piace la nuova modalità del catalogo: dobbiamo necessariamente pagare un contributo invece vogliamo avere la possibilità di prendere il premio senza pagare niente, usando i punti come abbiamo sempre fatto fino ad oggi. via e-mail Nonostante la nuova impostazione di Coop in tema di fidelizzazione prevedesse un forte ridimensionamento dei premi, Unicoop Tirreno ha deciso di mantenere comunque una scelta di premi nella vecchia impostazione sostituendoli, però, con cadenza mensile per incentivare la redenzione dei punti. Pensiamo in tutti i casi di fare alcuni cambiamenti come dare ai nostri soci la possibilità di prendere i premi solo attraverso i punti – o comunque con un più basso contributo – e fare in modo che il catalogo abbia durata bimestrale. Inoltre nel 2007 i punti non verranno azzerati e stiamo lavorando per far sì che anche negli anni successivi sia possibile continuare a perseguire questa strada. Un bel risparmio Vorrei sapere come fare ad attivare il libretto di deposito e risparmio, tenendo presente che abito nella zona Napoli Soccavo. via e-mail I soci che aderiscono al Servizio Depositi a Risparmio ricevono un libretto nominativo, non trasferibile a terzi, sul quale sono annotate tutte le operazioni. Queste si svolgono nell’ufficio apposito SDR, all’interno del punto vendita, aperto mattina e pomeriggio, sabato compreso. Nel suo caso non può fare l’attivazione a Soccavo, ma negli Ipermercati di Afragola o Teverola, perché il piccolo negozio di Soccavo non è dotato di questo servizio. Le movimentazioni sul libretto possono essere effettuate in tutti i punti vendita del Gruppo Unicoop Tirreno abilitati in maniera completamente gratuita. Previdenza A condizione a cura di LiberEtà che Quando spetta la pensione di inabilità ai dipendenti pubblici? via e-mail Requisiti Per essere riconosciuto inabile il dipendente deve avere i seguenti requisiti: 1) almeno cinque anni di contributi, di cui tre versati nell’ultimo quinquennio, valutando anche i periodi ricongiunti e riscattati; 2) aver risolto il rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio. Se ricorre questa ipotesi il lavoratore ha diritto alla pensione privilegiata (per la quale va seguita una diversa trafila) con benefici che variano a seconda del tipo di lesione o infermità accertata, 3) essere impossibilitato a svolgere qualsiasi attività di lavoro dipendente o autonomo. Non è sufficiente quindi un’inabilità specifica collegata alle mansioni svolte. Anzianità maggiorata I dipendenti riconosciuti inabili hanno diritto a una pensione calcolata con criteri molto più favorevoli rispetto alla normale pensione di invalidità. Si considerano come “lavorati” anche gli anni mancanti all’età di collocamento a riposo fissata in genere a 65 anni. Ciò vale solo se il dipendente rientra nel sistema di calcolo retributivo in quanto può far valere diciotto anni di contributi al 31 dicembre 1995. Se l’anzianità contributiva è inferiore – e quindi la pensione va calcolata con il sistema contributivo o misto – la maggiorazione viene attribuita a uomini e donne fino al sessantesimo anno di età. Esiste comunque un doppio limite: sommando gli anni di lavoro effettivi e quelli attribuiti con la maggiorazione non si possono raggiungere più di quarant’anni di anzianità e l’importo dell’assegno che non può superare l’80 per cento della retribuzione presa a base per il calcolo della pensione né quanto spetterebbe a chi viene riconosciuto inabile per causa di servizio. Assegno di accompagnamento Quando non sono in grado di camminare o necessitano comunque di un’assistenza continua, i pensionati di inabilità dell’Inps hanno diritto a un assegno aggiuntivo che oggi è di 415 euro al mese. Lo stesso beneficio è previsto per gli inabili del pubblico impiego. Ma tutto sommato non conviene chiederlo visto che se si trovano in una condizione di non autosufficienza possono avere l’assegno di accompagnamento della Asl, il cui importo è anche più elevato (450 euro al mese). Servizio Ascolto Soci e Consumatori Unicoop Tirreno Numero verde 800861081 LiberEtà: e-mail [email protected] NUOVO CONSUMO 9 Fermo posta Chi protegge il cittadino Buon viaggio Mi sono rivolto ad alcune agenzie di viaggio per qualche proposta di vacanza e mi sono stati presentati dei pacchetti turistici comprensivi di volo e pernottamento in hotel. Per non incorrere in spiacevoli sorprese vorrei avere maggiori informazioni preliminari prima di accettare una qualsiasi offerta. F. C., Napoli Prima di sottoscrivere un contratto di viaggiotutto compreso conviene sempre verificare con molta attenzione tutte le clausole contrattuali relative alle condizioni di viaggio e di soggiorno in loco, comprese le clausole che si riferiscono agli altri servizi inclusi nel prezzo. Il DLgs. n. 111/1995, emanato in attuazione della Direttiva CEE n. 90/314 concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso, e recepito nel Codice del Consumo (Dlgs. 206/2005), ha introdotto norme specifiche in difesa del turista. Ai sensi dell’art. 84 del Dlgs. 206/05 i pacchetti turistici hanno per oggetto i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due dei tre elementi: il trasporto, l’alloggio e i servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscano parte significativa del pacchetto turistico. Una volta sottoscritto il contratto, di cui il consumatore ha il diritto di ricevere copia sottoscritta e firmata dall’organizzatore o venditore, si è pronti per partire, ma a volte è proprio quando si giunge a destinazione che si verificano degli inconvenienti – scarse condizioni igieniche, classificazione della struttura alberghiera che non corrisponde a quella prescelta, presenza di cantieri aperti all’interno del villaggio –. Occorre ricordare che anche tutte le descrizioni e le illustrazioni contenute nel dépliant pubblicitario sono vincolanti per l’organizzatore, che deve rispondere di ogni inadempimento e di ogni danno alla controparte. Si consideri che qualsiasi tipo di inconveniente si configura come inadempienza contrattuale da parte del tour operator o dell’agenzia di viaggio e pertanto sorge l’obbligo dell’organizzatore o del venditore del viaggio al risarcimento del danno causato al turista. Claudia Ciriello, Pit Servizi-CittadinanzAttiva CittadinanzAttiva-Pit Servizi: tel. 0636718555 (da lun. a ven.: ore 9-13.30) fax 0636718333 e-mail: [email protected] 10 NUOVO CONSUMO Dillo a Nuovo Consumo Federconsumatori Inciampati nella fossa Ho acquistato un terratetto che sto ristrutturando con regolare concessione edilizia. La ristrutturazione prevede anche la costruzione di una fossa biologica per lo smaltimento dei liquami, che deve essere costruita sul retro del mio terratetto in un passo definito “a comune” sul contratto e di mia pertinenza invece sull’estratto mappale. Il mio vicino di casa ritiene, senza essere in possesso di alcun atto che lo dimostri, che quel passo è di sua proprietà e mi sta impedendo di costruire la mia fossa biologica. Ha altresì apposto una catena con la scritta “proprietà privata, divieto di accesso” su quel tratto che si trova dietro il mio terratetto. Come posso comportarmi per fare in modo che il mio vicino di casa non mi impedisca fisicamente di costruire la fossa biologica che la legge mi impone di costruire? (...) S.M., Arezzo Dal testo della lettera non appare certo se la zona su cui deve essere installata la fossa biologica sia di proprietà di chi scrive e quindi di suo pieno ed esclusivo godimento. Pertanto il posizionamento della fossa in tale sito comporterà una servitù che andrà regolamentata con i confinanti. Comunque se la fossa dovesse essere messa nel sito indicato nel testo pervenuto si dovranno rispettare le condizioni legislative in materia e precisamente le Disposizioni del Ministero dei Lavori Pubblici 4 /2/77 allegato 5, che prevede distanze non inferiori a dieci metri da condotte di acqua potabile e pozzi e uno dalle fondazioni confinanti. Se lei è in possesso di atti notarili di acquisto che comprovano le servitù di godimento dell’appezzamento dove installare la fossa, ha la possibilità di far valere il suo diritto con un’azione giudiziale. Tutte le concessioni comunali vengono rilasciate con la condizione “salvo diritto di terzi”: il fatto, dunque, che il Comune abbia rilasciato una concessione per lavori da eseguire, non esclude diritti eventualmente diversi da quelli dichiarati nella pratica comunale. Viola Conti, Federconsumatori Tel. 0642020759/63 - fax 0647424809 - www.federconsumatori.it e-mail: [email protected] orario: dal lunedì al venerdì 9.30-17 Ritratto in chiaroscuro del rapporto degli italiani con i libri: crescono lettura e acquisto di romanzi, saggi e racconti, ma in modo disarmonico quanto a distribuzione geografica, livello d’istruzione e classe socio-economica; si allargano i canali distributivi ma per adesso i prezzi restano alti; molte le iniziative editoriali di successo, ma non c’è un concreto interesse delle istituzioni per la crescita culturale del paese. Sarò vero piacere? di Rita Nannelli In vacanza, quando in Tv non c’è proprio niente di interessante o per conciliare il sonno... quando va bene. Stereotipo da sfatare o si riduce a questo il rapporto degli italiani con la lettura di un libro? «L’Italia resta sotto la media europea per l’acquisto e la lettura dei libri (esclusi manuali tecnici e libri scolastici) – dichiara Enrico Finzi, sociologo e presidente di Astra Ricerche –. Ma le cose stanno lentamente migliorando e tra il 2002 e il 2006 è entrato nelle case il 50 per cento in più di libri rispetto agli anni precedenti. E le ragioni sono molteplici: dalla crescita della scolarità di massa che ha giocato un ruolo straordinario – a parità di età e di reddito chi ha un diploma di scuola superiore legge di più – all’emancipazione femminile, fattore questo che pochi mettono in evidenza. Le donne leggono più degli uomini libri (letteratura di consumo, narrativa, saggistica) e periodici, soprattutto le più giovani. E poi ci sono gli hits, i libri di grande successo come Il codice da Vinci, Harry Potter, i gialli di Camilleri, che hanno avvicinato moltissime persone alla lettura. Non dimentichiamo l’impegno dei piccoli editori e il boom delle nuove tecnologie che non ha scoraggiato la lettura (chi naviga legge di più) e l’allargamento dei canali distributivi che ha reso il libro più accessibile: oltre alle 12 NUOVO CONSUMO Prima pagina VOLTA PAGINA librerie, ci sono le cartolibrerie, diffuse soprattutto in Provincia, dove insieme a penne, quaderni e giocattoli trovi i libri, gli autogrill, le catene di libri vecchi o usati, i supermercati, l’edicola». I numeri parlano chiaro: da un’indagine commissionata all’Istituto Ipsos dalla Mondadori tra il 2003 e il 2005 i lettori di libri sono aumentati del 7 per cento passando dal 39 per cento nel 2003 al 46 nel 2005; aumentati anche gli acquirenti dell’8 per cento – dal 27 al 35 –. Commenta Bruno Mari, direttore editoriale Giunti: «Non si tratta di una mutazione antropologica, piuttosto è stato intercettato e in parte soddisfatto grazie a strumenti più efficaci un bisogno di lettura che evidentemente c’era. Penso, tra l’altro, alla vendita congiunta di grandi classici della letteratura, di biografie illustri ecc. con quotidiani e periodici, un successo enorme che gli stessi editori non si aspettavano. La vendita in edicola non solo non ha danneggiato le librerie, al contrario ne ha favorito le vendite». CHI SALE e chi scende Ma non è tutto oro quello che luccica. Dando un’occhiata ai dati (indagini Astra Ricerche) si vede che l’allargamento del mercato librario ha coinvolto il Belpaese in modo molto diverso e disarmonico quanto a distribuzione geografica, livello d’istruzione e classe socio-economica. L’aumento dei lettori ha riguardato soprattutto il Nord Italia che già deteneva il primato della lettura; la fascia d’età in cui l’abitudine alla lettura è cresciuta di più è quella tra i 45 e i 54 anni, seguita a ruota da quella tra i 23 e i 54. Per quanto riguarda il livello d’istruzione si legge sempre di più nella fascia superiore, mentre la fascia inferiore mostra una crescita minima. Se guardiamo poi l’appartenenza economica, le differenze sono ancora più marcate: sempre più libri nella classe socio-economica superiore, sempre meno tra chi appartiene a quella inferiore. Insomma sembra che l’allargamento del mercato non abbia fatto altro che accentuare il divario già esistente tra i lettori “forti” che da 11 libri sono passati a 20 e quelli “deboli” che non superano 1-2 libri l’anno. Stessa tendenza se si passa dalla lettura all’acquisto dei libri: il 17 per cento degli italiani ha acquistato almeno un libro in vendita congiunta con un aumento del 5 per cento rispetto al 2003. Ma chi va in edicola? I lettori “forti” appunto. Grande libro grande male sportivi e a volte locali) che di mensili di auto, moto, salute, fitness. Per loro leggere libri è noioso, una fatica senza senso; al contrario chi non legge sarebbe al passo con i tempi e con un’informazione rapida e piacevole». A portata di MANO A dare una mano ai detrattori del libro anche l’inadeguatezza (reale o percepita?) dell’offerta: prezzi considerati troppo elevati rispetto alla A conti fatti chi non ama o non sa qualità dei prodotti, distribuzione leggere libri è circa insufficiente in la metà della popo- LEGGERE O NON LEGGERE... qualità e quantilazione. tà, cioè in termipossono ma vorrebbero ma leggono poco «C’è un’Italia diffi- non vogliono non possono ni di servizio al cilmente “aggredicliente, latitanza 13% 34 % bile”: è un’Italia d’un moderno 18% specialmente sistema di bi22% 13% tardo-adulta e blioteche pubsenile (cioè 55bliche. 79enne), senza al«Per avvicinare alla non sanno o leggono non possono molto cun titolo di studio lettura quella metà Fonte: indagine Astra Ricerche 2006 o con la sola licenza degli italiani che elementare (più raranon acquista libri mente con la licenza media), residente non esistono ricette valide ovunque al Sud e nel Lazio oltre che nei comuni e comunque – chiarisce Mari –. Ma, al di sotto dei 30mila abitanti e nelle senza dubbio, l’esperienza positiva metropoli, con reddito e consumi bassi, della vendita congiunta in edicola composta in prevalenza da pensionati e può essere un punto di partenza per casalinghe, ma anche da salariati e lavoraelaborare strategie nuove a partire dal tori autonomi (più i giovani disoccupati sistema distributivo: è importante armeridionali), teledipendente (guarda la rivare in un numero sempre maggiore Tv quattro o più ore al giorno) e non di punti vendita, laddove la gente va legge quotidiani e periodici – riprende comunque, magari a fare la spesa. Finzi –. Ma c’è una novità radicale da Nel centro commerciale, tra le altre mettere in risalto: cresce il numero dei cose (ma in uno spazio ben definito) non-lettori di libri che avrebbero la il consumatore può trovare anche il capacità di farlo ma si rifiutano, anzi libro: lo sfoglia, lo legge, è invogliato che teorizzano il rifiuto, presentandolo a comprarlo. Su questa strada si sta come una scelta consapevole e positiva. muovendo, in modo apprezzabile, Si tratta di 6,2 milioni di adulti, ossia un anche Coop con le sue librerie “a quarto dei non-lettori di libri, per lo più marchio” (cfr p. 16)». maschi del Nord con la licenza media Forse ciò che manca davvero in Italia o, più raramente, il diploma superiore; è un reale e profondo interesse da ascoltatori medi della Tv e lettori non parte delle istituzioni per la crescita regolari sia di quotidiani (soprattutto culturale del paese. Per Mari «in NUOVO CONSUMO 13 CHIAVI DI LETTURA Più di 7mila gli editori oggi in Italia, ma a fare il mercato non sono più di 150. Il 57 per cento degli italiani non ha mai letto un libro. Per il tempo libero ogni famiglia ha speso 3.238 euro annui nel 2005, il 3,8 per cento in meno rispetto all’anno precedente e il 16,9 per cento in meno rispetto al 2001. Per i libri ogni italiano ha speso solo 65 euro. Secondo l’Aie (Associazione italiana editori) nel 2004 le vendite dei libri hanno registrato un incremento del 3,2 per cento rispetto all’anno precedente, escluse le vendite di libri legate ai quotidiani. effetti non si registrano investimenti adeguati a nessun livello, basti pensare allo stato in cui versano le biblioteche scolastiche e pubbliche. Mancano anche interventi mirati a livello territoriale: tanti i festival, i premi letterari, le iniziative culturali dell’élite per l’élite, ma per la maggior parte degli italiani non si fa nulla. Si dovrebbe portare i libri nelle piazze, informare di più persone distratte e frettolose, farle “inciampare” nei libri. Perché, per esempio, non allestire tendoni pieni di libri in tutti i paesi dello Stivale almeno una settimana all’anno?». 14 NUOVO CONSUMO Il prezzo della CULTURA Ma sulla scarsa affezione degli italiani a romanzi, saggi e racconti dicono la loro anche le associazioni dei consumatori, rilanciando il tema dei costi. «Due sono le cause principali, una conseguenza dell’altra, che hanno determinato una diminuzione consistente della spesa familiare per il tempo libero (e quindi anche per i libri, ndr) – spiega Carlo Pileri, presidente dell’Adoc (Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori): un impoverimento generalizzato delle famiglie conseguente all’innalzamento dei prezzi che ha ridotto all’osso la capacità di spesa, costringendo i consumatori a rinunciare al “superfluo”». Precisa Paolo Landi, segretario PER UN PUGNO DI LIBRI La top ten dei più letti. Prima classificata la Sacra Bibbia, seguita dal libro del Censo statunitense. Non mancano le sorprese nella lista dei mille libri più letti nel 2005 resa nota dalla OCLC (Online Computer Library Center), associazione no profit diffusa in novantasei paesi, a cominciare dal quarto posto della Divina Commedia. Tra i primi dieci libri presi in prestito più di frequente nelle biblioteche molti classici: dall’Odissea (quinto posto) all’Iliade (sesto), dall’Amleto (nono) al Don Chisciotte (undicesimo). Piacciono gli intramontabili della letteratura mondiale, ma anche alcuni “moderni” come Il Signore degli Anelli all’ottavo posto o Garfield, il simpatico felino del mondo dei fumetti in quindicesima posizione. Un po’ trascurati alcuni grandi da antologia: Jane Austen con Orgoglio e Pregiudizio al trentaduesimo posto seguita a ruota da Goethe con il Faust, dimenticata al cinquecentesimo posto Virginia Woolf. E per trovare un po’ di filosofia si deve cercare tra i numeri intorno al cinquanta dove fanno capolino, tra gli altri, il De rerum natura di Lucrezio e la Repubblica di Platone. generale Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente): «difficile dire quanto incide il libro nel paniere di spesa perché ci sono famiglie che leggono e quelle in cui non entrano libri. Un dato è certo: i libri sono aumentati negli ultimi anni (a causa soprattutto dei costi di distribuzione) del 5-10 per cento l’anno. Più aumentano più le famiglie non li comprano». È OPERA MIA Come pubblicare la propria opera prima. Per piacere La sfida è dunque quella di “andare a prendere” quella metà e più degli italiani che non leggono mai. E si comincia proprio dai prezzi «che vanno contenuti e adeguatamente comunicati, in modo tale che il consumatore potenziale sia in grado di riposizionare il libro nella “scala prezzi” dei beni e servizi a lui noti – sottolinea Finzi –. Occorre sviluppare anche la lettura gratuita o quasi, tramite un efficiente e capillare sistema di biblioteche, anche circolanti o con servizio a domicilio, intersecare maggiormente mass-media (Tv, radio, cinema, stampa, internet ecc.) e libri, e considerare cultura a pieno titolo la cosiddetta editoria di consumo: non dimentichiamoci che nel 67 per cento dei casi iniziare a “consumare” libri partendo dal basso spinge via via a incamminarsi sulle strade che portano verso libri più “difficili”. E poi è necessario modificare – anche tramite una comunicazione adeguata – l’immagine del lettore, presentando lui come una persona moderna, socievole, eclettica e la lettura come un piacere». Allora ben vengano quelle grandi librerie dove l’odore inconfondibile del libro t’investe insieme all’odore del caffè, dove sprofondando in una poltrona sbocconcelli una brioches mentre sfogli le pagine di un romanzo, poi di un altro e di un altro ancora... Quando si dice il piacere della lettura. Leggeranno anche poco, ma scrivono molto. Gli italiani “invadono” con poesie, romanzi, racconti le redazioni delle case editrici, chili di carta che molto spesso vengono cestinati senza neanche essere letti. Anche perché talvolta finiscono sui tavoli sbagliati: la raccolta di poesie alla casa editrice specializzata in editoria scolastica, il romanzo a quella che pubblica testi universitari. Ecco allora qualche consiglio per tanti scrittori in erba. Inviare il testo alla redazione giusta, cioè all’editore il cui catalogo ospita pubblicazioni dello stesso tipo dell’opera proposta: così almeno ci sono buone possibilità di essere presi in considerazione. Un’opera segnalata a uno dei tanti premi letterari ha qualche chance in più di essere pubblicata. Attenzione, però, ai “finti premi”, quelli banditi solo per percepire la quota di iscrizione (generalmente alta). Leggete bene il bando, assicuratevi che ci sia dietro un ente serio e non solo una semplice associazione o una fantomatica casa editrice. Per chi voglia pubblicare a tutti i costi c’è l’editoria a pagamento: il contratto in genere prevede l’acquisto da parte dell’autore di un gran numero di copie (che l’autore non potrà vendere) e delle royalty (la percentuale sulle vendite che gli spetta come diritto d’autore) molto basse. Con le copie preventivamente vendute all’autore si compensano sostanzialmente i costi di stampa, che spesso in questi casi sono gli unici sostenuti dall’editore. Quelle acquistate dall’autore sono spesso le uniche copie dell’opera che circoleranno, poiché quasi mai l’editore a pagamento si sobbarca gli oneri della distribuzione. Attenzione, quindi, a verificare sempre la serietà e l’effettiva diffusione di un editore (magari anche solo facendo un giro per librerie). Ad avere più successo sono i libri a tema, facilmente utilizzabili come strenne natalizie, e i manuali. Le poesie, invece, assai di rado riescono a sfondare. In questo caso meglio rivolgersi ad un tipografo: la spesa sarà minima e l’autore si toglierà la soddisfazione di veder stampato il proprio libro. L’illustre sconosciuto deve mettere in conto fin dall’inizio che le vie per la pubblicazione e la gloria sono tortuose e spesso ci vogliono anni prima che qualcuno decida di puntare su di lui. «Il mercato librario in Italia regge e va avanti ogni anno di uno o due punti percentuali. Ciò che sta cambiando è la locazione dei libri: l’edicola rappresenta un fenomeno enorme, ma cresce anche la Grande Distribuzione». Romano Montroni, ex direttore librerie Feltrinelli e consulente per il progetto Librerie.Coop NUOVO CONSUMO 15 COOP A TUTTO VOLUME Quindici librerie in tre anni e cento librai che “vendono l’anima”. È il progetto Librerie.Coop nelle parole del consulente Romano Montroni, il più importante esperto del settore librario che ha finalmente scoperto la Coop. di Beatrice Ramazzotti Un bolognese che non conosceva la Coop. Pare impossibile e invece esiste. Romano Montroni, il più famoso esperto nel settore librerie in Italia, quarant’anni in giro per il mondo per conto di Feltrinelli, lo dichiara in tutta onestà: «Avevo un’idea vaga di cosa fosse Coop – ammette – fino allo scorso luglio quando Pierluigi Stefanini (presidente di Coop Adriatica, ndr) mi ha cercato per propormi il progetto delle librerie a marchio Coop. Mi si è aperto un mondo; sono rimasto affascinato dall’idea quanto dalla potenza e dalla grandezza del sistema cooperativo». Prendimi L’ANIMA Così Montroni da un anno è il consulente della società Librerie.Coop con sede a Bologna e controllata da cinque tra le maggiori cooperative di consumatori italiane (Coop Adriatica, Coop NordEst, NovaCoop Piemonte, Unicoop Tirreno e Coop Liguria). Librerie.Coop conta di aprire quindici librerie in tre anni e creare un centinaio di posti di lavoro. «In soli sei mesi dalla fondazione della società – spiega Montroni – abbiamo aperto tre librerie in tre grandi città: Bologna, Ravenna e Imola. Presto arriveremo anche a Genova, per toccare poi tutti i territori delle cinque cooperative: da non credere. Ma questa è la potenza del motore Coop che tanto mi 16 NUOVO CONSUMO affascina». Con una ambientazione innovativa, ideata dall’architetto Paolo Lucchetta di Retail Design, e basata su materiali ecologici, scaffali in legno e metallo uniti al tradizionale “rosso Coop”, le Librerie.Coop potranno sorgere sia nei centri commerciali che nei centri cittadini con un bacino di almeno 30mila abitanti e ciascuna potrà contare su un ricco assortimento di 35-50mila volumi e cinquecentoseicento sigle editoriali, fra cui, come sottolinea Montroni «molti editori indipendenti e locali: piccoli ma eccellenti spesso introvabili nelle altre librerie». Fondamentale infine la figura dei librai. Per loro sono stati pensati corsi di formazione di tre settimane che prevedono anche la visita alle case editrici, alle stamperie, ai centri di distribuzione dei libri. «Quando toccano un libro – dice Montroni – questi ragazzi devono sapere quanto lunga è la sua gestazione. Devono poterne conoscere la storia e sentirne l’anima per poi poterla trasmettere agli altri come ho spiegato anche in un volume Vendere l’anima. Il mestiere del libraio (LATERZA)». E quando gli chiediamo se nel suo cuore c’è una libreria in particolare Montroni non ha dubbi: «È la piccola libreria Luxemburg di Torino. Il proprietario sceglie e colloca i libri in modo geniale. Lì davvero ogni libro ha un’anima. Si sente appena si entra». Info: www.librerie.coop.it. LETTORI CERCASI Il Liberalibro, il gioco dei libri in cerca di lettori, è arrivato quest’estate anche all’Isola d’Elba nei supermercati di Portoferraio, Rio nell’Elba, Porto Azzurro e Marina di Campo. Tutti sono invitati a lasciare un libro già letto al supermercato o agli angoli della città in modo che qualcuno lo trovi, lo legga e lo riabbandoni di nuovo al suo destino di libro liberato. Un modo per condividere le impressioni e il piacere della lettura. Liberalibro è anche a Livorno La Rosa, Rosignano, Cecina, Massa Marittima, Velletri, Cerveteri, Roma via Laurentina e Roma via Bettini. Su sito www.liberalibro. it si può scaricare l’etichetta da applicare al libro che si vuole liberare, comunicare il luogo in cui è stato lasciato o trovato un libro già in circolo e seguire le tracce di questo viaggio. TESTO A TESTO Bloccati i prezzi dei libri di testo per una scuola sempre più formato famiglia. Almeno nell’anno scolastico 2006-2007. Grazie a un accordo del Ministero dell’Istruzione con gli editori resta bloccato il prezzo dei libri di testo delle scuole elementari e medie per l’anno scolastico 2006-2007 e nessun aumento sul limite di spesa è previsto per i docenti che devono scegliere volumi da adottare in ciascun anno di corso nella scuola secondaria di primo grado. Restano invariati anche i prezzi di copertina dei testi della scuola primaria, a carico delle Amministrazioni comunali. «Il decreto ministeriale è apprezzabile perché il prezzo dei libri incide molto nelle tasche degli italiani – commenta Paolo Landi, segretario generale Adiconsum –. Lo scorso anno tra libri e corredo scolastico le famiglie hanno speso dai 200 ai 500 euro». D’accordo anche il Codacons che giudica positivamente l’iniziativa, ma con qualche scetticismo. «Ogni anno – affermano dall’associazione dei consumatori – le case editrici diffondono libri di nuova edizione, oppure testi modificati rispetto ai precedenti solo nel titolo, nel numero delle pagine, nella grafica o nelle figure, e con questa scusa aumentano i prezzi. Ci auguriamo che questa volta il Ministro dell’Istruzione, a differenza dei suoi predecessori, non si faccia prendere in giro. I consumatori e le famiglie vigileranno e denunceranno qualsiasi aumento dei prezzi non proprio trasparente». Il servizio di prenotazione dei libri scolastici sarà attivo nei supermercati e ipermercati Coop fino al 23 settembre, mentre le consegne saranno effettuate fino al 21 ottobre. La merce muta di Giorgio Nebbia Arsenico e vecchi merletti? L’incidente di Manfredonia e le bonifiche mai completate. Storie di inquinamento, contestazioni, piccole grandi battaglie per il rispetto dei diritti umani. L’arsenico talvolta è una merce, talvolta non lo è: era una merce, comprata in farmacia, quello usato per avvelenare i loro pensionanti dalle terribili vecchine del film di Frank Capra Arsenico e vecchi merletti; non è una merce l’arsenico dilavato dalle piogge che attraversano terreni ricchi di minerali arsenicali o delle loro scorie, in Bangladesh ma anche in Toscana; era una merce, nella forma di ossido usato per assorbire l’anidride carbonica dai gas destinati alla sintesi dell’ammoniaca nel petrolchimico di Manfredonia, in Puglia; non era una merce quell’arsenico che cadde sul territorio di Manfredonia quando il reattore del petrolchimico esplose, il 26 settembre 1976, trent’anni fa, poche settimane dopo la fuoriuscita dall’Icmesa di Meda della diossina ricaduta sulla vicina Seveso. Anche se ebbe meno risonanza dell’evento della diossina, l’incidente di Manfredonia segnò dolorosamente questa cittadina che aveva visto, nel petrolchimico, la speranza della liberazione da secoli di miseria; la fabbrica era nata, nel 1971, per utilizzare un giacimento di metano, nel paese vicino di Candela, come materia prima per la produzione di ammoniaca, materia prima per la produzione di urea, a sua volta destinata come concime e come materia prima per la produzione di caprolattame usato per le fibre poliammidiche. Una lunga storia di speranze e delusioni raccontata dalla professoressa Rienzo, dell’Università di Foggia, nel libro Manfredonia, industria e ambiente. Dopo l’inquinamento dovuto a diecimila chili di anidride arseniosa, la fabbrica andò avanti alcuni anni con inquinamenti, scorie, contestazioni, processi, fino alla definitiva chiusura nel 1988; lo stabilimento si è lasciato dietro una coda di terreni contaminati da bonificare, ad un costo per la collettività di diecine di milioni di euro, una bonifica mai completata, estranea alla popolazione. Non è valso l’insediamento a Manfredonia di un corso di laurea in Economia dell’ambiente, poco frequentato. Finora poco successo hanno avuto gli incentivi con pubblico denaro a chi intende aprire qualche fabbrica a Manfredonia. L’incidente contribuì all’emanazione di leggi sulla localizzazione delle industrie pericolose (le cosiddette “leggi Seveso”) e alla crescita di una “ecologia di fabbrica” e di un’associazione Ambiente e Lavoro in difesa dei lavoratori. Ci fu anche un interessante “processo di gruppo”, quaranta cittadine (le “signore di Manfredonia”) hanno fatto causa al governo italiano perché non le aveva avvertite del pericolo rappresentato dal vicino petrolchimico e la Corte Europea dei diritti umani ha dato loro ragione costringendo il governo a pagare a ciascuna dieci milioni di lire. Quando si esige il rispetto di propri diritti, protestando si vince. NUOVO CONSUMO 17 LA GIUSTA EDUCAZIONE Per le immagini: © 2006 Coop Italia © 2006 Carthusia Edizioni. Illustrazione di Paolo Rui, tratta da “Il Salvaidee” Cinque prodotti raccontati da cinque testimonial. I nuovi percorsi dell’educazione al consudi Silvia Mastagni mo consapevole. Le scarpe da ginnastica, l’acqua, il cacao, la merendina, il telefono cellulare. Cinque prodotti per raccontare, con taglio e ottica rinnovati, l’universo magmatico delle merci. Cinque “finestre” attraverso le quali imparare a riflettere sui consumi di tutti i giorni. È la nuova guida 2006-2007 Educare al consumo consapevole proposta da Coop al mondo della scuola: un lavoro collegiale, pensato e scritto a più mani, fatto proprio dalle singole cooperative e ora a disposizione di chi è attore protagonista (studenti e insegnanti) dei percorsi educativi che in Coop hanno più di 25 anni di vita. Immutata la formula: quella delle animazioni nei punti vendita in cui i ragazzi interagiscono fra loro e parlano. Animazione insomma non tanto come intrattenimento, ma occasione sociale, attivazione di risorse, e come tale estemporaneità. In effetti, non c’è niente di obbligato. Quella di Coop è una proposta che ciascun docente, e poi ciascun studente, può forgiare e cambiare. La guida in effetti contempla, oltre alla parte manualistica, un vero e proprio kit denominato Salvaidee che, a partire dalla raffigurazione dei cinque prodotti suddetti, diventa una sorta di portofranco in grado di raccogliere spunti, suggerimenti, appunto idee capaci di arricchire il percorso educativo. I fantastici CINQUE Percorso peraltro riattualizzato nei contenuti se non nella forma e molto ricco di spunti. La scelta infatti di 5 prodotti simbolici, alcuni eterni come l’acqua o il cacao, altri un cult dei nostri tempi come le scarpe da ginnastica o il cellulare, è affidata all’elaborazione e alle riflessioni di cinque testimonial individuati nel mondo della pubblicità (Annamaria Testa), del volontariato (padre Alex Zanotelli), dell’alimentazione (Massimo Montanari e Carlo Petrini di Slow Food), della scienza (lo psicoterapeuta Gustavo Pietropolli Charmet). Così, Annamaria Testa esplora l’incredibile viaggio per cui le scarpe da tennis dello sfigato barbone di Jannacci (El portava i scarp del tennis che è anche il titolo dell’intervento) si sono trasformate nelle sneakers di moda dei teenager dei nostri tempi, Padre Zanotelli riflette sulla “sacralità dell’acqua”, mentre a Massimo Montanari spetta il compito di farci rimpiangere il tempo nostrano della merenda sostituito dall’industriale merendina e Carlo Petrini invita a pensare, tutte le volte che faremo scorta di dolci e barrette di cacao, “la strada che ha fatto, le mani che si sono incallite per coltivarlo, magari le ingiustizie perpetrate per farlo arrivare fino a noi”. Una sorta di percorso a ritroso dal piatto al campo. Allo psicoterapeuta Charmet infine il compito di scandagliare quella “voce amica”, protesi auricolare che è diventato il cellulare. A parte sta poi l’intervento introduttivo di Don Luigi Ciotti come al solito dirompente ed entusiasta. Il suo Il coraggio di sentirsi inadeguati capovolge il concetto ordinario di educazione (una parola sospetta come dice lui) e lo rende universale. Tutti – sostiene Ciotti – dobbiamo augurarci di essere analfabeti, solo così possiamo aspirare a una educazione giusta. Tra settembre e ottobre le Sezioni soci e i Centri soci e consumatori di Unicoop Tirreno organizzano incontri con i docenti delle scuole di ogni ordine e grado dei territori interessati al progetto per presentare i nuovi percorsi di educazione al consumo consapevole. Si invitano i docenti interessati a prendere contatto con le Sezioni soci e i Centri soci e consumatori di riferimento. NUOVO CONSUMO 21 IL MEGLIO DI COOP “C’è tutta la Coop dentro” le iniziative dei soci portavalori. Così si riassume l’importanza della loro “missione”, quella di trasmettere ad altri i valori che ispirano l’attività caratteristica di Coop: la convenienza, la qualità, la sicurezza, l’eticità, il rispetto ambientale, l’impegno solidale. Per adesso sono 150 i soci portavalori formati dalla stessa Cooperativa – di cui 60 al di sotto dei 45 anni e 10 dipendenti – e stanno sviluppando la loro attività con presidi nei punti vendita di San Vincenzo, Viareggio, Pietrasanta, Pomezia, Civitavecchia, Colleferro, Viterbo, Cerveteri, Terracina, Aprilia. Sono i soci che incontrano i soci e i consumatori, testimoni preziosi dei progetti e delle “opere” di Coop, che con questo progetto mette al centro di tutto il socio, il punto vendita, il territorio, le relazioni e l’ascolto. Abbiamo chiesto ad alcuni di loro le ragioni di questa scelta. di Cristina Vaiani Silvia Merlini, 55 anni, Viareggio, ex albergatrice «Ho aderito un po’ per interesse personale – mi piace sapere cosa sta dietro un prodotto – un po’ per convinzione: avendo lavorato per tanti anni nel mondo della politica, del sociale, della comunicazione, trovo interessante la volontà di Coop di incontrare, comunicare, condividere. Ed è giusto fare chiarezza sui prodotti, far sapere da dove viene la merce, come viene lavorata, nel rispetto ad esempio dell’ambiente e dei lavoratori. Credo che Coop rappresenti il consumo giusto». Katya Garibaldi, 45 anni, referente del percorso commerciale Sezione soci Versilia-negozio di Pietrasanta «Quando si va a fare la spesa in Coop penso che si abbia (o si dovrebbe avere) in testa molto di più di un supermercato ma spesso siamo consumatori distratti, non prestiamo attenzione, non esercitiamo fino in fondo il diritto, perché è un diritto e anche un valore, di essere soci. Credo che il socio portavalori esprima proprio questa possibilità, questo diritto, di essere soci e consumatori consapevoli». Tommaso Ferri, 18 anni, San Vincenzo, studente liceale «Penso che nel mio paese ci sia bisogno di iniziative di questo tipo, perché molti non sanno che cosa sia la sicurezza alimentare, la filiera, né che esistono prodotti biologici o solidali. Io ho aderito a questo progetto innanzitutto per saperne di più su certe tematiche e per avere poi la possibilità di trasmettere quello che ho imparato agli altri, soprattutto ai miei coetanei che di corretta alimentazione, commercio equo e solidale, ogm sanno poco e niente, come non sapevo io quando sono arrivato qui». Maria Paola Zauli, anni 62, Tarquinia, ex assistente alle vendite “La Rinascente UPIM”, membro del CdA Coop Toscana Lazio 1994-2003 «Parlando di acquisti con familiari e amici ho sempre “proposto” i prodotti a marchio Coop spiegandone la filosofia: molti di loro mi hanno ringraziato per averglieli quasi fatti “scoprire”. Avevo capito che era importante quel mio ruolo di informazione e la fiducia che anche un “semplice” socio poteva comunicare. Per questo mi sono sentita attratta da questo progetto e trovo molto naturale, oltre che piacevole, rivolgermi ad altri soci per ascoltare i loro commenti e il loro giudizio di consumatori». Catia Laura Pavan, 35 anni, impiegata del punto di ascolto dell’IperCoop di Aprilia «Da quando sono entrata a far parte del comitato soci vedo la Coop e il socio diversamente da come li vedevo prima, in qualità di dipendente: adesso cerco di stare da entrambe le parti. Mi sento portatrice di un valore importante e ritengo che il portavalori, attraverso il coinvolgimento di nuovi soci e la trasmissione dei valori, possa portare lontano, ad obiettivi superiori, facendo crescere ancora la Coop e la propria distintività». NUOVO CONSUMO 23 METTIAMOCI AL SICURO Incontri, convegni, iniziative per insegnare al consumatore le scelte sicure e consapevoli. Il settembre della sicurezza alimentare all’Iper di Livorno. Diffondere la cultura della sicurezza alimentare tra i soci, i consumatori, i cittadini, nelle scuole, parlare a tutti di igiene degli alimenti e di educazione al consumo, di filiere, etichette e controlli di qualità. Una grande iniziativa di Unicoop Tirreno sulla sicurezza alimentare vissuta come impegno di responsabilità sociale dell’impresa che deve e vuole fare chiarezza sulla qualità dei prodotti alimentari, sui controlli di filiera, sull’igiene degli alimenti, sulle regole della conservazione domestica, sulle patologie legate ad una scorretta alimentazione, sulla sicurezza del servizio delle mense scolastiche. Si comincia a settembre all’IperCoop di Livorno con una serie di eventi promossi dalla locale Sezione soci in collaborazione con la Direzione politiche sociali della Cooperativa e il servizio igiene e prevenzione dell’Asl 6. Un seminario, il 22 settembre presso il Centro soci e consumatori di Livorno, in collaborazione con CittadinanzAttiva, rivolto ai soci, gli operatori Asl e del Servizio mensa del comune; presidi informativi nel punto vendita a cura di esperti, soci Coop e operatori Asl; dibattiti vari e un convegno, a ottobre, incentrato ancora sull’educazione alimentare, sulla qualità e la sicurezza nel sistema della ristorazione scolastica che coinvolgerà i dirigenti scolastici, i docenti, gli operatori del settore della ristorazione scolastica, i genitori di bambini utenti del servizio. 24 NUOVO CONSUMO Casa DOLCE casa Dedicati alla sicurezza alimentare in ambito domestico sono invece i quattro dibattiti che si terranno presso l’IperCoop di Livorno dal 18 al 21 settembre, eventi speciali della campagna promossa dalla Direzione generale Diritto alla salute e Politiche di solidarietà della Regione Toscana in collaborazione con Coop e le Asl nei territori di Viareggio, Livorno, Grosseto, Massa Carrara. A seguire il programma dei dibattiti che avranno luogo dalle 17,30 alle 19 presso il “salotto” IperCoop: 18 settembre I controlli di qualità dei prodotti alimentari a cura di Coop Italia e Asl; 19 settembre Educare alla corretta alimentazione, interviene tra gli altri Cristina Del Moro, responsabile educazione al consumo consapevole di Unicoop Tirreno; 20 settembre Senza glutine con Stefano Penco dell’Associazione italiana Celiachia e Alessandro Fommei, responsabile Politiche di integrazione commerciale di Unicoop Tirreno; 21 settembre La sicurezza degli alimenti in ambito domestico con Elvira Naselli, giornalista di Repubblica, consulente di Unicoop Tirreno. Negli stessi giorni sono previsti presidi informativi nel punto vendita e l’iniziativa Occhio al frigo per una corretta gestione degli alimenti in frigorifero svolto da dietiste consulenti di Unicoop Tirreno. PER UN BUON FINE Con la partenza a Teverola, il progetto Buon fine per la destinazione a persone bisognose degli alimenti invenduti è attivo ora in tutti i sette ipermercati di Unicoop Tirreno, oltre che in 36 super. A firmare la convenzione con l’iper di Teverola è stata la cooperativa Dadaa Ghezo che si occupa dei diritti degli immigrati e gestisce una casa famiglia. Il Buon fine è inoltre partito in sperimentazione nelle piccole unità di vendita dei territori di Rio Elba, Albinia, Ribolla, Roccastrada, Amelia, Narni, Giove, Montefiascone, Tuscania, Civita Castellana, S. Oreste e Rignano. LE VOCI DEL CUORE Voci bianche e cena “a marchio” per la solidarietà. Le prime iniziative della neo Sezione soci Est Maremma sono dedicate alla raccolta di fondi a favore dei progetti di solidarietà di Unicoop Tirreno. In programma per venerdì 15 settembre alle 20 presso il Ristorante “Da Momo” a Sassofortino una cena a base di prodotti Coop e per sabato 30 settembre alle ore 21 presso l’ex cinema di piazza della Libertà a Ribolla Ribollino d’oro 2006, manifestazione canora di bambini e bambine, con la partecipazione di Mirello e Ornella. Per l’iniziativa A tavola con i prodotti Coop per la solidarietà la quota di partecipazione è di 15 euro (per la prenotazione, obbligatoria, rivolgersi al proprio capo negozio entro il 9 settembre), mentre per il Ribollino d’oro l’ingresso è a offerta. UN HOTEL NEL DESERTO È nato l’Hotel delle Dune, il secondo obiettivo del Progetto Matteo. Casa Matteo non è più sola nel deserto. A Gorom Gorom, in Burkina Faso, anche il secondo obiettivo del Progetto Matteo è oggi una realtà: l’Hotel delle Dune è pronto ad accogliere i primi turisti e volontari di passaggio nel deserto. Architettura moresca e dieci stanze, l’hotel potrà ospitare fino a trenta persone finanziando così parte della gestione della Casa Matteo che al momento ospita sessantacinque bambini, di cui una ventina neonati. Pronta anche la sala parto finanziata da Unicoop Tirreno e sostenuta attivamente da Comune, Asl e Pubblica Assistenza di Piombino. A gennaio, con le prime attrezzature e medicine, partiranno anche alcuni volontari italiani per formare in loco le infermiere che assisteranno le donne di Gorom Gorom durante e dopo il parto. (B.R.) MA LA NOTTE SÌ Per la prima volta Unicoop Tirreno è stata invitata dal Comune di Roma a partecipare in veste di partner speciale alla Notte Bianca: l’evento notturno che ogni anno porta centinaia di artisti e migliaia di visitatori nella Capitale, trasformando strade, piazze, musei e teatri, in altrettanti palcoscenici. Giunta alla quarta edizione la Notte Bianca si tiene l’8 e il 9 settembre. Tantissimi gli eventi in programma: un grande concerto in piazza di Siena con Pino Daniele, Elisa, Fiorella Mannoia; l’inaugurazione, al Vittoriano, della mostra dedicata a Hugo Pratt, il padre di Corto Maltese; l’illuminazione del Gazometro vicino alla stazione Ostiense, che diventerà una scultura di luce chiamata Luxometro, i ballerini classici Roberto Bolle e Alessandra Ferri in piazza del Campidoglio con scene da Romeo e Giulietta. Quest’anno, grazie all’impegno di Unicoop Tirreno, la Notte Bianca sostiene il progetto Un computer per amico promosso dall’Associazione I bambini per i bambini nata per difendere i diritti dei bambini ricoverati in ospedale. L’obiettivo è dotare di postazioni multimediali i letti dei piccoli pazienti affetti da gravi patologie e che necessitano di lunghi e frequenti ricoveri, in modo da ridurre il loro stato di isolamento e, grazie all’informatica, trovare nuove forme e modi di contatto con l’esterno, la famiglia, la scuola e gli altri bambini in ospedale. (B.R.) Info: www.lanottebianca.it SPORTA A PORTA CAMPIONI PER MATTEO Il I° day per Matteo se lo sono aggiudicato i dipendenti Coop. Giunta in finale contro la squadra della croce rossa la formazione Coop ha vinto il primo torneo di calcetto organizzato dalla Cooperativa per sostenere il Progetto Matteo che si è tenuto lo scorso 24 giugno a Venturina. Un ringraziamento va al Comune di Campiglia Marittima per il patrocinio e all’assessore allo sport Nocchi Sandro che è intervenuto durante la giornata; si ringraziano inoltre la Indal 2000 che ha allestito il rinfresco e il centro sportivo Linea club di Venturina che ha messo a disposizione il locale. “Dove c’è Ausilio si vive meglio”. Solidarietà sociale, aiuto alle persone in difficoltà, impegno per la tutela della salute e la qualità della vita. Tutto questo è Ausilio, il servizio di consegna della spesa a domicilio, che va incontro alle esigenze e ai bisogni di anziani non autosufficienti, disabili o di chi si trova anche solo temporaneamente in difficoltà. Una presenza importante sul territorio che, attraverso il volontariato, l’impegno sociale della Cooperativa e dei comuni, si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita delle persone, attraverso un gesto semplice di aiuto: portare la spesa a casa. Partito a Rosignano in collaborazione con il Comune e le associazioni di volontariato del territorio che individuano le persone bisognose, sta facendo passi importanti in altri territori della Cooperativa, da Follonica a Carrara, da Cecina a Livorno, dove il servizio partirà in autunno. “Dacci una mano”, diventa volontario di Ausilio contattando il numero verde 800861081. NUOVO CONSUMO 27 ISì viaggiare, VIAGGI DI MONDOVIVO ma con rispetto, alla scoperta di altri paesi e culture. Gli itinerari etici di Mondovivo. Tra i giocolieri di Marrakesh, nella valle degli Inca o nella città proibita, a bordo di un house boat lungo gli antichi canali francesi, a sorseggiare il Brunello nelle cantine toscane. Questo ed altro propone Mondovivo, il catalogo viaggi per turisti responsabili, che Unicoop Tirreno ha realizzato per i propri soci in collaborazione con le agenzie convenzionate di Oltre il viaggio. Agenzie che operano – sui viaggi di questo catalogo – in regime di no-profit per aiutare a diffondere un modo diverso di fare vacanza che diventi incontro, percorso di conoscenza, scambio e confronto con paesi e culture diversi dalle nostre. «Siamo impegnati in una fase di sperimentazione e di fattibilità di viaggi che puntino a favorire degli incontri – si legge nella presentazione del catalogo –. Questa è la sfida che portiamo avanti insieme ai soci e ai territori con cui lavoriamo e assieme ai quali decidiamo le modalità fattive di questa nuova forma di turismo». Cercare cioè “grandi viaggiatori”. Ad occhi APERTI “Il vero viaggio della scoperta non sta nell’arrivare a nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”, essere cioè un viaggiatore innovativo, almeno nell’accezione di Marcel Proust, e anche nell’intenzione di Unicoop Tirreno di innovare il turismo. È senza dubbio «un concetto innovativo di vacanza rispetto al turismo tradizionale – sostiene Daniela 28 NUOVO CONSUMO Raspo, responsabile servizi ai soci di Unicoop Tirreno – che vede l’impegno della Cooperativa, la prima ad affrontare il turismo in questo modo, nel campo dell’educazione al consumo del viaggio, al turismo responsabile». Il viaggio proposto e vissuto come esperienza educativa che trasmetta al viaggiatore-consumatore la consapevolezza di cosa significhi fare vacanza in modo sostenibile, responsabile, etico. Avvicinarsi cioè in punta dei piedi e con il massimo rispetto ad una cultura diversa, entrare nella realtà autentica di un paese, cercando l’incontro, la comprensione, lo scambio reciproco con le comunità locali, le organizzazioni sociali, politiche, religiose, del mondo della cultura. «Per questo motivo il progetto non si compone solo del catalogo e delle proposte turistiche – precisa Raspo – ma svolgerà la propria funzione nel rapporto con le istituzioni, nel dialogare con le persone, nel presentare questa proposta nei dibattiti ed eventi capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio». Partenze da settembre a novembre a seconda delle destinazioni. Il catalogo è disponibile su richiesta nelle agenzie convenzionate e nei punti vendita Coop. Info www.e-coop.it Per ogni euro di spesa nelle agenzie di viaggi convenzionate si ha diritto ad un punto valido per il collezionamento Coop 2006. La vetrina dei soci MOSTRE > La contemporaneità dell’Arte XII Biennale Internazionale di Scultura - Museo di Scultura di Carrara, Accademia di Belle Arti, p.za S. Francesco, Carrara - Tutti i giorni orario 10.3012.30 / 17-23, fino al 24 settembre 2006 Ingresso: intero 5 euro, soci Coop 3 euro Info: tel. 0585641394 infocultura@comune. carrara.ms.it www.comune.carrara.ms.it. TARQUINIA > Corsi di inglese, spagnolo, tedesco > Corsi di informatica Acquisizione competenze e/o approfondimenti Word, Excel, grafica, internet e posta elettronica > Corsi fili d’arte Ricamo, tombolo, macramé, patchwork Iscrizioni e info: Coop Alice, Loc. Valle del Marta, tel. 0766842752; [email protected] TUSCANIA > Corsi di lingua inglese > Corsi di informatica Iscrizioni e info: Coop Alice LIVORNO > Corsi di lingue > Corsi di lingua per bambini Iscrizioni e info: Centro Linguistico Agorà, p.za Grande 64, tel. 0586895887 info@agoralivorno. com - www.agoralivorno.com > Corsi per adulti Taijiquan, Qi Gong, Yoga, ginnastica adulti, ginnastica 3° età, calligrafia estremo orientale, trattamenti shiatsu > Corsi per bambini Wushu baby (arti marziali cinesi dai 6 ai 12 anni), percorsi psicomotori (dai 3 ai 6 anni), ginnastica teen agers Iscrizioni e info: Associazione Sportiva Dilettantistica Acquaviva, via Mimbelli 5/7, tel. 0586814179, [email protected], www.orienteacquaviva.it PIOMBINO > Corsi di inglese, francese, tedesco e russo > Corsi di informatica Per la Patente Europea per l’uso del Computer (ECDL) Iscrizioni e info: Minerva Centro Studi, v. Pertini 25, tel. 056539156, posta@minervacentrostudi. it - www.minervacentrostudi.it > Corsi di fitness per adulti e bambini Palestra Coop, c.so Italia 159, a cura del Centro Morphè Piombino. Al momento dell’iscrizione è previsto un colloquio per la personalizzazione del percorso. A tutti gli iscritti è riservato un trattamento gratuito presso il Centro Benessere Morphè, loc. San Quirico 5, tel. 056543399. Ulteriori vantaggi e servizi saranno presentati al momento dell’iscrizione. Iscrizioni e info: Centro Soci Piombino, c.so Italia 159, dal lun. al ven. orario 10-12 / 17-19, tel. 056537133, www.centromorphe.it NUMERI TELEFONICI DEI NEGOZI DEL GRUPPO UNICOOP TIRRENO TOSCANA ALBINIA AVENZA BAGNO DI GAVORRANO CALDANA CAPOLIVERI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA CECINA DONORATICO FOLLONICA FONTEBLANDA GAVORRANO GRILLI GROSSETO v. Inghilterra GROSSETO v. Rovetta GROSSETO v. Ximenes LIVORNO “Fonti del Corallo” LIVORNO v. A. Frank 0564.870197 0585.856320-21 0566.844175 0566.81015 0565.935553 0564.934775 0586.686311 0565.773067 0566.264341 0564.885537 0566.844219 0566.88283 0564.452109 0564.491409 0564.25477 0586.432111 0586.860006 LIVORNO v. Mastacchi 0586.404359 LIVORNO v. Settembrini 0586.814485-95 LIVORNO v. Toscana 0586.852245 MARINA DI CAMPO 0565.976266 MASSA MARITTIMA 0566.902012 MASSA 0585.810006 MOLA 0565.957970 MONTEROTONDO 0566.916612 MONTICIANO 0577.756448 MONTIERI 0566.997731 ORBETELLO v. Caduti del Lavoro 0564.865047 ORBETELLO v. Donatori sangue 0564.865157-047 PAGANICO 0564.905098 PIETRASANTA 0584.793655 PIOMBINO p.zza Berlinguer 0565.41521 PIOMBINO v. Gori 0565.220822 PORTO AZZURRO 0565.95101 PORTO ERCOLE 0564.832672 PORTO S.STEFANO via Lambardi PORTO S.STEFANO via Marconi PORTOFERRAIO RIBOLLA RIO NELL’ELBA RIOTORTO ROCCASTRADA ROCCATEDERIGHI ROSIGNANO S. SAN VINCENZO SASSOFORTINO SCARLINO SCALO STICCIANO SCALO TONFANO VADA VENTURINA VIAREGGIO 0564.817517 0564.814017 0565.930603-16 0564.571219 0565.943364 0565.20838 0564.563714 0564.567023 0586.794310 0565.704317-20 0564.569824 0566.34700 0564.576005 0584.20070 0586.785131 0565.851177 0584.52860 0763.711199 06.92142001 06.9281333 06.9042757 0761.645551 06.9942913 0761.515623 0766.220202 06.97237014 0746.707040 0761.568080 0775.504847 FONTENUOVA FROSINONE GENZANO MONTEFIASCONE ORTE POMEZIA RIGNANO FLAMINIO ROMA l.go Agosta ROMA l.go Franchellucci ROMA v. Bettini ROMA “Casilino” ROMA v. Cornelia ROMA v. Laurentina Km 7 06.90018002 0775.201519 06.93953090 0761.834054 0761.402752 06.91802329 0761.508275 06.2154737 06.40801487 06.87201338 06.235171 06.6242229 06.5020392 ROMA v. Prenestina RONCIGLIONE SANT’ORESTE SORIANO TARQUINIA TERRACINA TUSCANIA VALLERANO VELLETRI VETRALLA VITERBO “Tuscia” VITERBO 06.22522045 0761.627007 0761.578760 0761.748479 0766.858577 0773.702944 0761.434580 0761.751310 06.9635362 0761.460003 0761.3951 0761.345573 0763.624063 0744.978437 FABRO GIOVE MONTEFRANCO 0763.832196 0744.992432 0744.388635 NARNI SFERRACAVALLO 0744.726966 0763.341996 CASTELLAMMARE DI STABIA NOCERA INFERIORE SOCCAVO 081.8705466 081.929700 081.7678583 SOLOFRA TEVEROLA “Medi” 0825.532487 081.5000111 LAZIO ACQUAPENDENTE APRILIA “Aprilia2” APRILIA CAMPAGNANO CAPRAROLA CERVETERI CIVITA CASTELLANA CIVITAVECCHIA COLLEFERRO CONTIGLIANO FABRICA DI ROMA FIUGGI UMBRIA ALLERONA AMELIA CAMPANIA AFRAGOLA “Le Porte di Napoli” 081.8515111 AVELLINO IperCoop 0825.270411 numero verde 800861081 www.e-coop.it NUOVO CONSUMO 29 Salute Si chiude un capitolo della vita, quello in cui si è giovani e si può diventare madri, e se ne apre subito un altro, spesso associato all’idea di tramonto, invecchiamento, solitudine. Difficile da accettare, pesante sul piano psicologico, molte donne arrivano impreparate all’appuntamento con la menopausa vivendo le “mutazioni” fisiche che la accompagnano in maniera molto negativa, come il primo vero segnale di invecchiamento. «In realtà si attribuiscono alla menopausa sintomi e disturbi che non sempre le appartengono», afferma Filiberto Di Prospero, responsabile del Modulo di Endocrinologia Ginecologica presso il dipartimento materno-infantile dell’Ospedale di Civitanova Marche e direttore della rivista internet Salutedonna.it. E questo perché la menopausa si presenta fisiologicamente in una fascia di età, tra i 48 e i 51 anni, che può essere critica per svariate ragioni: i figli crescono, i rapporti di coppia cambiano, in prospettiva c’è la vecchiaia. «Ma molte problematiche come il calo del desiderio sessuale, l’aumento di peso o il malessere emotivo che spesso le donne lamentano in menopausa possono essere legate all’età e non avere niente a che vedere con la menopausa», chiarisce Di Prospero. È comunque un’esperienza che ogni donna vive diversamente, in base al suo bagaglio emotivo e culturale, all’ambiente che la circonda e allo stile di vita che conduce. Anche perché gli stessi sintomi possono essere molto pesanti per alcune donne, meno per altre. LA DONNA È MOBILE Tempo scaduto per diventare madri, disturbi e cure senza malattia, paura di invecchiare. Come cambiano le donne in menopausa tra “metamorfosi” nel fisico e malesseri emotivi. di Cristina Vaiani Anni CINQUANTA Per menopausa o insufficienza ovarica fisiologica si intende la cessazione della funzione ovarica e riproduttiva dovuta a deficit di estrogeni. Insorge intorno NUOVO CONSUMO 31 La menopausa non è una malattia ma un evento fisiologico, quindi assolutamente normale, che interessa tra i 48 e i 51 anni tutte le donne, stabilendo il termine dell’età fertile e dell’attività riproduttiva. Diversa la menopausa precoce ai 48-51 anni. Pur essendo la sintomatologia molto variegata e diversa da donna a donna, sintomi inequivocabili permettono di riconoscerla: l’amenorrea (assenza di mestruazioni) e disturbi neurovegetativi, dalle classiche vampate all’irritabilità all’insonnia. Si consiglia di sottoporsi ai normali controlli ginecologici ed effettuare i programmi di screening previsti, mammografia e pap test. «Dedicarsi a sport, coltivare interessi, prendersi cura di se stesse e sentirsi ancora giovani e attraenti può inoltre aiutare a vivere la menopausa con il giusto spirito – consiglia Di Prospero –. Può essere infatti il momento migliore per considerare nuovi aspetti della vita, correggere un sovrappeso e a maggior ragione un’obesità, praticare un’attività fisica di tipo aerobico quotidiana o comunque regolare, riscoprire la sessualità». Più o MENOPAUSA Ovviamente al calo di estrogeni non si reagisce allo stesso modo; alcune donne riportano disturbi lievi o assenti altre pesanti sia sul piano fisico che psichico. «Solo di fronte a sintomi neurovegetativi importanti, a evidenti fattori di rischio ad esempio per osteoporosi o in presenza di esigenze particolari della sfera uro-genitale (disturbi urinari, vaginiti, cistiti) può essere valutata una terapia ormonale sostitutiva – commenta Di Prospero – che, a differenza di quanto molti credono, non previene le car32 NUOVO CONSUMO PRIMA DEL TEMPO Quando la menopausa è precoce. Arriva prima del previsto, non si può prevenire né prevedere, in alcuni casi regredisce spontaneamente. È la menopausa (o insufficienza ovarica) precoce e insorge in genere prima dei 40 anni (anche a 25-30). «Si tratta di un’insufficienza ovarica particolarissima – afferma Di Prospero –, abbastanza diffusa, impossibile da prevenire ma caratterizzata da un’elevata percentuale di reversibilità anche se dopo la remissione è molto difficile che si instauri una gravidanza». Generalmente la remissione è spontanea e tutt’altro che rara anche se può presentare un andamento altalenante e capriccioso difficile da gestire; «ma Chi ha un precedente in ci sono dei casi, diciamo “critici”, di famiglia o ha avuto una tiroimenopausa molto precoce in donne dite e fuma avrà maggiori che non hanno ancora avuto figli dove è necessario intervenire con la terapia orprobabilità di entrare in monale sostitutiva, soprattutto quando menopausa precocemente il calo di estrogeni minaccia l’insorgere dell’osteoporosi e la distrofia dei genitali e delle vie urinarie. Sono infatti molti i casi in cui sono state osservate riprese dell’attività ovarica durante il trattamento sostitutivo». La menopausa precoce può essere spontanea e quindi frequentemente associata a malattie autoimmuni o endocrine, in particolare della tiroide, che possono precederla o seguirla, o conseguente ad interventi chirurgici come l’asportazione delle ovaie o a danno radioattivo o farmacologico (terapie anti-tumorali). È difficile da prevenire ma si possono individuare dei soggetti a rischio. «Una vera e propria prevenzione non è possibile – ammette Di Prospero – ma può essere di aiuto indagare l’eventuale presenza di casi analoghi nella storia familiare della paziente (ad es. mamma o nonna in menopausa precoce) o di una malattia della tiroide o disturbi di tipo autoimmune nella storia clinica della paziente stessa». Tra i fattori di rischio di una menopausa precoce il fumo. «Uno studio recentemente effettuato presso il nostro Centro dimostra come nelle fumatrici la menopausa può essere anticipata mediamente di due anni rispetto alla menopausa fisiologica – conclude Di Prospero –. Un consiglio che si può dare ai fini di una diagnosi precoce è di rivolgersi al ginecologo non appena dovessero presentarsi delle improvvise irregolarità mestruali per un periodo superiore a tre mesi». diopatie e non fa male se seguita con criterio. Fermo restando le pesanti controindicazioni – aumento del rischio di tumore mammario, obesità, ipertensione arteriosa, cardiopatie, pregresse flebiti o tromboflebiti, tumori estrogenodipendenti – la terapia estrogenica può dare infatti grandi risultati e benefici. Purché sia somministrata correttamente, con dosaggi minimi efficaci in pazienti selezionati (per cui sono già stati esclusi i fattori di rischio), sotto stretto controllo specialistico tra monitoraggi costanti e valutazioni periodiche. Così fatta, per un periodo strettamente necessario che non superi indicativamente i 6 anni di trattamento, può attenuare i disturbi neurovegetativi, ridare energia e tenore fisico, prevenire la perdita minerale ossea in soggetti predisposti». Sani & salvi Acqua in bocca Un po’ di zucchero e la pillola va giù... in realtà è sufficiente, anzi indispensabile, mezzo bicchiere d’acqua. L’acqua impedisce infatti alla pillola di aderire alle pareti dello stomaco evitando possibili ulcerazioni. Ma non solo. A ciascun farmaco la sua acqua: e allora le acque alcaline sono consigliate se si assumono antibiotici, mentre non vanno d’accordo con corticosteroidi e farmaci per problemi cardiovascolari; quelle gassate si accompagnano bene ai digestivi. Acqua ghiacciata in caso di gastrite. Brivido caldo Non è più un segreto il perché la borsa dell’acqua calda attenui dolori mestruali, mal di testa, coliche. I ricercatori dell’University College di Londra hanno scoperto che il calore funziona come analgesico capace di disattivare il dolore a livello molecolare ed interrompere la sofferenza dell’organismo, un po’ come avviene quando si ingerisce un antidolorifico. Il paese delle meraviglie Il paese più felice al mondo? Il piccolo arcipelago Vanuatu nell’Oceano Pacifico, almeno secondo l’analisi della New Economics Foundation che lo ha messo al primo posto dell’Happy planet index (www.happyplanetindex.org), l’indice della felicità che misura il progresso globale. Pil basso, pochi abitanti che vivono di agricoltura e turismo, in assenza di impatto ambientale, queste sembrano essere le fonti della felicità da cui prendono le “dovute” distanze, tra gli altri, l’Italia, che occupa il 66esimo posto della classifica e gli Usa in 150esima posizione. ABCibo di Eugenio Del Toma Scripta manent L’importanza delle etichette degli alimenti e la crescita di consapevolezza dei consumatori. Le regole sulla etichettatura degli alimenti hanno rappresentato uno dei passaggi più utili in difesa dei consumatori. Non soltanto ne è scaturita una garanzia prima inesistente sulla quantità dei principali nutrienti, ma si è avviata una forma critica di attenzione dei consumatori e quindi di maggiore educazione e selezione nelle scelte alimentari. Parole un tempo vuote, come “informare e tutelare i consumatori”, hanno assunto contorni e definizioni attendibili perché nessuna ditta potrebbe mai permettersi il “suicidio” commerciale di barare sulle dichiarazioni in etichetta. Anche se le etichette dovranno essere ancora migliorate, in sintonia con la crescita di consapevolezza da parte del pubblico. Si dovrà chiarire meglio quanto resta tuttora nebuloso, come la nozione troppo generica di “grassi vegetali” (anche il pessimo olio di cocco è un grasso vegetale!) o una serie di compromessi come “margarina vegetale” che non informano sulla tecnologia adottata, unificando così la vecchia “idrogenazione” (che partendo da oli “imprecisati” consente di ottenere prodotti solidi e spalmabili, surrogati del burro con produzione, però, di temibili “acidi grassi trans”) con i moderni e accettabili metodi di in- teresterificazione catalizzata e guidata (margarine “dietetiche”). Non dimentichiamoci che in epoche di sicura genuinità l’uomo moriva di denutrizione grave, perfino di fame, e soffriva di malattie collegate all’igiene o alle carenze alimentari, dal colera al tifo, dalla pellagra al rachitismo. Colpevolizzare il progresso tecnologico, dimenticando i vantaggi che ne sono derivati all’umanità, è un atteggiamento fazioso e preconcetto. L’uomo non deve riversare sulla scienza le sue responsabilità; non è colpevole il pesticida ma l’uso improprio che può farne un contadino poco istruito; non è colpevole l’estrogeno ma l’avidità di chi lo somministra al bestiame per garantirsi un aumento di acqua nei tessuti e quindi maggiori guadagni nell’ambito di un sistema di controllo forse insufficiente ma comunque valido. Per coerenza occorre guardare alle tecnologie “pulite” senza prevenzione; i novel food e i cosiddetti “alimenti funzionali” possono avere dei pregi nutrizionali, mirati alla prevenzione, che giustificano la rinuncia ad un ormai inadeguato concetto di genuinità. Mi perdonino i raffinati gastronomi ma il progresso scientifico, con la dovuta prudenza, non può escludere la nutrizione. NUOVO CONSUMO 33 DOSSIER / liberalizzazioni Finalmente liberi Più concorrenza, meno privilegi e maggiore tutela del consumatore. Il governo rompe la gabbia delle caste e delle corporazioni. A cominciare dai farmaci che potranno essere venduti anche nei supermercati con di Aldo Bassoni l’assistenza di un farmacista. Il decreto sulle liberalizzazioni è legge. Pressioni e interessi lobbistici permettendo, l’Italia sembra proprio intenzionata ad imboccare la via della modernizzazione o, molto più semplicemente, quella della normalità, anche nel settore delle professioni: via alla vendita dei farmaci da banco nei supermercati, basta con i costosi passaggi di proprietà di autoveicoli dal notaio, più libertà di concorrenza in molti settori dell’economia e delle professioni che toccano quotidianamente le tasche dei consumatori. In Nuovo Consumo di maggio abbiamo dedicato all’argomento uno spazio ampio e approfondito proprio perché riteniamo che in un Paese intenzionato a scrollarsi di dosso i retaggi di un moderno Medioevo, c’era bisogno di un colpo di reni sui temi della competitività e della concorrenza che imprigionano l’economia in una gabbia di vincoli e strettoie corporativi a tutto danno dei consumatori costretti a pagare balzelli d’ogni genere in nome di privilegi e caste fino a ieri intoccabili. 34 NUOVO CONSUMO no l’insieme di questi provvedimenti, equivale a uno stipendio medio mensile. Pensiamo solo alla spesa farmaceutica delle famiglie, a quanto incidono la crema, l’aspirina, la pomata per la pelle sul bilancio di una famiglia. Con la possibilità di vendere anche nei supermercati i farmaci di fascia C, quelli che non richiedono l’obbligo della ricetta, si apre finalmente un orizzonte nuovo, più razionale ed economico per chi ricorre abitualmente a questo genere di prodotti, cioè tutti. Avremo finalmente prezzi inferiori anche della metà a quelli attuali. E se voglio un’aspirina non sarò costretto a comprarne una scatola intera. «Il Governo ha interpretato appieno il volere degli 800mila cittadini che hanno sostenuto la nostra campagna Farmaci più liberi prezzi più bassi – ha dichiarato Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop – sottoscrivendo dapprima la proposta di Legge presentata lo scorso febbraio e successivamente la petizione che è stata consegnata il 12 luglio nelle mani del presidente della Camera Fausto Bertinotti». I benefici per i cittadini saranno consistenti. «Crediamo che questa sia un’occasione per aprire un mercato chiuso e fino ad ora eccessivamente protetto – continua Soldi –. Il tutto a vantaggio dei consumatori perché l’apertura del mercato comporterà secondo le nostre stime riduzioni di prezzo dal 25 al 50 per cento a seconda della categoria di prodotti». Per Coop non si tratta di una questione esclusivamente economica. L’allargamento del mercato migliorerà il livello di servizio offerto, senza generare effetti negativi sulla salute pubblica. «Noi lo abbiamo detto e ribadito fin dagli inizi della nostra campagna che data novembre 2005 – aggiunge Soldi –: l’eventuale vendita di questo tipo particolare di farmaci al di fuori delle farmacie, nei nostri su- permercati, dovrà essere accompagnata dalla presenza di un farmacista laureato e abilitato all’esercizio della professione, dovrà essere effettuata in un’area distinta dal resto della superficie di vendita, dovranno essere evitati sottocosto, concorsi o altre operazioni a premio. Tutto questo perché ovviamente il farmaco non è un prodotto qualsiasi». A misura di CITTADINO Naturalmente le associazioni dei consumatori si uniscono al plauso generale. «Interventi volti ad una maggiore liberalizzazione nei servizi locali come per esempio i taxi vanno nella giusta direzione – ha dichiarato il vicesegretario di CittadinanzAttiva, Giustino Trinca – perché supererebbero monopoli di fatto e interessi spesso corporativi pagati dai cittadini-consumatori e dal sistema paese». Quello che il governo si appresta ad attuare è un provvedimento che i consumatori attendevano da anni. «Ci convince – sostiene il presidente del Movimento Difesa del Cittadino, Antonio Longo – il provvedimento che autorizza la vendita dei farmaci da banco nella Grande Distribuzione perché permetterà un abbattimento dei costi che ci porterà al livello degli altri paesi europei, una maggiore disponibilità dei punti vendita e il superamento della chiusura corporativa delle farmacie». Per Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, siamo ad una vera e propria “rivoluzione antropologica”: «questo decreto coglie tutti gli obiettivi messi in campo da anni – sostiene Trefiletti – migliora i servizi nel paese e fa diminuire consistentemente i costi per le già tartassate famiglie italiane». E per la prima volta, anche la lobby dei consumatori si è organizzata per difendere il decreto e rilanciare l’idea di una società a misura di cittadino. Tutte le associazioni dei consumatori si sono messe insieme e hanno fatto sentire la voce unica dei cittadini che lottano contro i monopoli, gli oligopoli e le corporazioni: una risposta forte alle lobby che esercitano comprensibili ma inaccettabili pressioni contro le liberalizzazioni proposte dal Governo. Ora è arrivato il momento della concretezza. Coop si prepara ad attrezzare i propri supermercati (v. pag. 38) e, non appena il decreto sarà convertito in legge, avremo i primi corner dedicati ai prodotti farmaceutici da banco. Aldo Soldi consegna le firme al presidente della Camera Fausto Bertinotti. NUOVO CONSUMO 35 DOSSIER Libero farmaco in libero Stato Qualcuno ha calcolato che in un an- LO SPIRITO DELLA LEGGE I provvedimenti più importanti del decreto Bersani. FARMACI · I farmaci da banco o di automedicazione non soggetti a prescrizione medica potranno essere venduti al pubblico presso gli esercizi commerciali. · La vendita sarà consentita in un’area ben definita, con l’assistenza di uno o più farmacisti laureati e iscritti al relativo ordine. Sono vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo. · Lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore può essere liberamente determinato da ciascun distributore al dettaglio. · Scompare l’obbligo per i grossisti di farmaci di detenere almeno il 90 per cento delle specialità in commercio e si prevede, al contempo, la possibilità del rivenditore al dettaglio di rifornirsi presso un altro grossista. · Il farmacista può essere titolare di più farmacie, associarsi per gestire più esercizi e non è più tenuto a rispettare il confine territoriale provinciale per lo svolgimento della propria attività. · Viene, infine, eliminata l’incompatibilità tra l’attività all’ingrosso e attività al dettaglio ed è abrogata la norma che consente all’erede di un farmacista di continuare per molti anni ad essere titolare della farmacia di famiglia senza essere laureato e iscritto all’albo. LIBERE PROFESSIONI · Vengono abrogate le disposizioni che prevedono la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime e il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti. · Inoltre i liberi professionisti possono far conoscere agli utenti i servizi offerti attraverso la pubblicità. L’utente avrà più informazione, più capacità contrattuale, maggiore possibilità di comparazione e di scelta. ASSICURAZIONI · D’ora in avanti i rapporti di agenzia non potranno essere basati sull’ob36 NUOVO CONSUMO bligo a vendere polizze di una sola compagnia e non potranno prevedere la fissazione di prezzi minimi. In pratica l’agente plurimandatario non solo potrà vendere all’automobilista una polizza di qualunque compagnia di assicurazioni di cui è mandatario, ma potrà anche praticare sconti. PREZZI · Il Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con il dicastero delle Politiche Agricole, mette a disposizione di Regioni e Comuni programmi di rilevazione dei prezzi dei prodotti agro-alimentari al fine di rendere pubbliche le variazioni di prezzo. PANE · Da adesso in poi per aprire un panificio basterà presentare una dichiarazione di inizio attività (Dia) al Comune con l’attestazione del possesso dei requisiti igienico-sanitari, urbanistici e ambientali. PASSAGGI DI PROPRIETÀ · L’autenticazione degli atti riguardanti la vendita di auto e moto può essere rilasciata dal comune e dai titolari degli sportelli telematici dell’automobilista, gratuitamente, salvo i previsti diritti di segreteria, nella stessa data della richiesta, salvo motivato diniego. CONTI CORRENTI · Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali da parte della banca deve essere comunicata espressamente al cliente per iscritto con un preavviso minimo di trenta giorni. · Entro sessanta giorni dal ricevimento dalla comunicazione scritta, il cliente ha diritto di recedere senza penalità e senza spese di chiusura e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l’applicazione delle condizioni precedentemente praticate. TAXI · Più taxi per tutti. Dopo la trattativa fra Governo e taxisti è stato raggiunto un accordo che fa scomparire il cumulo delle licenze. Verranno invece previsti ed effettuati concorsi straordinari per il rilascio di nuove licenze in modo da incrementare l’offerta del servizio. Ci saranno inoltre più turnazioni giornaliere integrative, con l’assunzione di sostituti alla guida e collaboratori. Infine è prevista la possibilità di rilasciare titoli autorizzatori temporanei, l’utilizzo di veicoli sostitutivi e aggiuntivi (il cosiddetto doppio veicolo) per svolgere servizi diretti a particolari categorie di utenti e tariffe predeterminate per percorsi stabiliti. Per esempio i Comuni potranno concordare con le organizzazioni di categoria le tariffe dei percorsi fra gli aeroporti e le città. COMMERCIO · Si eliminano i requisiti professionali eventualmente previsti da leggi regionali per l’apertura di esercizi commerciali operanti in settori diversi da quello alimentare. · Si sopprime il parametro della distanza minima tra un esercizio e un altro ai fini della concessione dell’autorizzazione all’apertura di una determinata DOSSIER 1.000 EURO ANNUI DI RISPARMI A FAMIGLIA Dei 12 provvedimenti di liberalizzazione, almeno 6 produrranno risparmi certi e sostanziosi per tutte le famiglie italiane. Vediamoli nel dettaglio. COMMERCIO La liberalizzazione del commercio e dei saldi produrrà un risparmio tra 300 e 350 euro l’anno. Solo la voce abbigliamento e calzature, comporta una spesa annua di circa 2.500 euro a famiglia, prendendo come riferimento i consumi delle famiglie Istat pari a circa 27mila euro l’anno. BANCHE Il provvedimento toglie alle banche la licenza di rapinare i correntisti con un semplice avviso. Se si aggiunge al risparmio sulla chiusura del conto, da 50 a 70 euro, l’obbligo di adeguare i tassi sui depositi bancari, sconfiggendo così la truffaldina prassi di adeguare subito i tassi sugli impieghi alle decisioni BCE, dimenticando di aumentare quelli sui depositi, si avranno ricadute benefiche di 200-250 euro l’anno. attività commerciale. · Scompare ogni forma di limitazione alla libera scelta dell’imprenditore di determinare l’assortimento merceologico del proprio esercizio commerciale, ritenuto più idoneo a soddisfare le esigenze dei consumatori. · Si eliminano i meccanismi di programmazione degli insediamenti commerciali fondati sul rispetto di predeterminati limiti antitrust operanti a livello infraregionale. · Si cancellano i divieti generali, parziali o di limitazioni di ordine temporale per ASSICURAZIONI La possibilità data agli agenti di vendere le polizze più convenienti, e non più quelle della propria compagnia, assieme al provvedimento sull’indennizzo diretto, comporterà meccanismi virtuosi di calmieramento degli elevatissimi costi della RC Auto obbligatoria, con risparmi certi e documentabili tra i 120 e 150 euro a polizza. TABELLA RISPARMI ANNUI A FAMIGLIA risparmi annui (euro) COMMERCIO BANCHE ASSICURAZIONI FARMACI PROF. E ANTITRUST NOTAI TOTALE min max 300 200 120 100 80 40 840 350 250 150 110 100 50 1.010 Fonte: Adusbef-Federconsumatori l’effettuazione di vendite promozionali scontate all’interno dei singoli esercizi commerciali, fatta eccezione delle tradizionali vendite di fine stagione e delle vendite sottocosto. AZIONE COLLETTIVA · La “class action” arriva anche in Italia. Le associazioni di consumatori e utenti riconosciute dal Ministro dello Sviluppo Economico, le associazioni di professionisti e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura possono richiedere la condanna al risarcimento dei danni FARMACI La liberalizzazione dei farmaci cosiddetti equivalenti con la possibilità di vendita nei supermercati, produrrà meccanismi virtuosi di abbattimento dei prezzi, non solo nei supermercati, ma anche nelle farmacie, con ribassi del 30-50 per cento per un risparmio medio annuo a famiglia di 100110 euro. PROFESSIONI E ANTITRUST Il rafforzamento delle funzioni dell’Antitrust sul mercato, assieme alla liberalizzazione delle professioni e all’eliminazione delle tariffe minime, comporterà risparmi annui pari a 80-100 euro a famiglia. NOTAI La possibilità di effettuare i passaggi di proprietà dei beni mobili in Comune comporterà vantaggi immediati di 40-50 euro l’anno. e la restituzione di somme dovute direttamente ai singoli consumatori o utenti interessati, in conseguenza di atti illeciti commessi nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali illecite o di comportamenti anticoncorrenziali. ANTITRUST · Viene rafforzato il ruolo e il raggio d’azione dell’Antitrust introducendo nuove norme alla sua legge istitutiva in linea con il nuovo regolamento comunitario della concorrenza. NUOVO CONSUMO 37 DOSSIER I CORNER DELLA SALUTE Al via i primi reparti farmaceutici negli ipermercati Unicoop Tirreno di Livorno e Roma. Saranno dedicati alla vendita dei farmaci da banco affidata a un farmacista. Come inizio e il prima possibile, aprire almeno 10/15 Corner della salute dedicati alla vendita dei farmaci e poi proseguire con un piano di nuove aperture sino a fine anno. È questo l’obiettivo che Coop si è data dopo la conversione in legge del decreto Bersani sulle liberalizzazioni e la concorrenza che, tra le altre cose, ha reso possibile la vendita dei medicinali da banco anche nei supermercati. In questa prima tappa l’obiettivo di Coop è veder coinvolte tutte le nove grandi cooperative e aprire i corner farmaceutici prima di tutto nelle grandi città, a partire dai capoluoghi di regione. Unicoop Tirreno aprirà le prime due farmacie negli ipermercati di Livorno e Roma Casilino entro il mese di settembre. Inutile nascondere che per il gruppo di lavoro che sta seguendo questo nuovo capitolo dell’attività Coop è stata davvero un’estate di corsa. «Sì – spiega Vincenzo Santaniello, direttore sviluppo business e innovazione di Coop Italia – perché anche se già da mesi stavamo lavorando sul tema farmaci, dal governo è arrivata una accelerazione, certo gradita, ma del tutto imprevista. Sappiamo che tra i nostri soci e tra i consumatori ci sono grandi aspettative perché, come ha evidenziato il successo della raccolta di firme, il tema farmaci e salute tocca tutte le famiglie. E per i valori e la storia che Coop si porta dietro, giustamente si ritiene che il nostro intervento possa giocare un ruolo importante e positivo. Sarà una bella sfida, ma occorrerà una partenza che brucia i tempi». 38 NUOVO CONSUMO Buon INIZIO Già, perché al di là dell’aver fissato per legge il principio della possibilità di vendere, alla presenza di un farmacista, alcuni tipi di medicinali (quelli senza obbligo di prescrizione medica) anche nei supermercati, esistono comunque problemi derivanti dal fatto che quello dei farmaci è un settore complesso e delicato. E tra l’altro la conversione del decreto non è la tappa finale, nel senso che è fondamentale conoscere esattamente cosa prevede il regolamento attuativo predisposto dal Ministero della Salute. «Ai nostri soci e ai consumatori – prosegue Santaniello – direi che occorrerà distinguere due fasi. Ora ci stiamo concentrando appunto per garantire l’avvio di questo primo gruppo di punti vendita per i farmaci. Ben sapendo che queste prime aperture non rappresenteranno il modello compiuto e definitivo di ciò che pensiamo Coop possa fare quando le cose saranno a regime». In questa prima fase per i corner farmaceutici occorrerà ricavare appositi spazi ben delimitati nei negozi prescelti così come servirà l’assunzione di circa trenta farmacisti. Quanto ai farmaci, per i quali occorre attivare i contratti di acquisto con i grossisti specializzati, gli Otc ed i Sop (cioè quelli toccati dal decreto Bersani) sono circa 1.500 referenze. Tra questi sono però tantissimi quelli che pur con nomi diversi (o confezioni diverse) sono basati sullo stesso principio Uno dei primi Corner della salute in un ipermercato Coop. attivo. In realtà poco più di 300 prodotti coprono l’80 per cento delle vendite della categoria. «Il nostro obiettivo immediato – spiega ancora Santaniello – è proporre comunque tutti i principi attivi e offrire possibilità di scelta ai clienti tra le varie marche. Ma avendo ben chiaro che intendiamo promuovere la vendita dei farmaci generici, cioè di quei farmaci che proprio perché non di marca, costano assai meno degli altri pur contenendo gli stessi principi attivi. Proprio per questo, fondamentale sarà garantire, già dalla presentazione sugli scaffali, la migliore informazione possibile ai cittadini». Quando c’è LA SALUTE Questo riferimento ai farmaci generici consente di ampliare il discorso più avanti nel tempo, verso cioè quello che Coop ritiene potrà diventare lo spazio di vendita dei farmaci nei propri supermercati. «Innanzitutto dobbiamo dire che gli spazi di vendita dei farmaci potremo realizzarli dove ci sono strutture commerciali adeguate come dimensioni, strutture e servizi per evitare disservizi agli utenti – precisa Santaniello –. Detto questo, noi pensiamo che i nostri corner farmaceutici debbano essere ispirati a una filosofia di tutela della salute e di promozione del benessere in coerenza con quanto Coop fa da tanti anni sul versante dell’alimentazione e dell’educazione ai consumi. Ora possiamo ampliare il campo d’azione. Credo, anche con il coinvolgimento dei soci attivi, si potranno fare iniziative legate alla prevenzione. Inoltre, molto importante è ricordare che sarà presente un farmacista, il che consentirà di dare informazioni basate sulla professionalità e la competenza. Controcanto di Tito Cortese I vecchi e i giovani Prima figli, poi genitori, poi nonni: il gioco “banale” della vita che mutamenti sociali ed economici rischiano di stravolgere. Nella Partita a scacchi di Giuseppe Giacosa, garbato poeta e commediografo del primo Novecento, c’è una bella coppia di settenari che mi torna in mente quando sento un gran parlare di invecchiamento della popolazione, di mutati rapporti tra genitori e figli, di tasso di natalità negativo e così via. Dicono questi due versi, che sono parte dell’appassionata esortazione di un uomo anziano alla figlia restìa a sposarsi e a mettere al mondo dei bambini: «Sai, si diventa padre / per poi diventar nonno...». Ecco, a me sembra che nella levità di queste parole ci sia il senso non banale della continuità della vita e della reciproca responsabilità tra le generazioni, alla quale è affidata tale continuità. Io ti ho messo al mondo e mi attendo che a tua volta tu procrei e non interrompa la catena fatta di anelli in successione e dei corrispondenti ruoli che sono di volta in volta di figli, di genitori, di nonni... Resta questo, in fondo, il gioco della vita, fatta salva l’inviolabile libertà di ciascuno di decidere il proprio personale destino, quindi anche di essere o non essere genitore. È anche vero che l’esistenza si gioca in un numero limitato di anni: quindi l’età in cui si diventa genitori finisce per condizionare la possibilità di diventare nonni. Il prolungamento della vita media e le mutate condizioni sociali hanno ridato per certi aspetti ai nonni un ruolo di rilievo, che si era perduto dopo il superamento della famiglia patriarcale contadina. Oggi c’è largo spazio nella nostra società per nonni relativamente giovani, in grado di svolgere una funzione attiva nel rapporto con le generazioni successive. Le prospettive tuttavia sono diverse: un conto è diventare nonni intorno ai cinquant’anni, come un tempo, o sui sessanta, come è stato generalmente per i nonni di oggi, altra cosa avere il primo nipote dopo i settant’anni o addirittura dopo gli ottanta, come sarà inevitabile se continuerà ad alzarsi ancora l’età in cui “si mette su famiglia”. Se si considerano “ragazzi” degli uomini (e delle donne) che restano in casa dei genitori fin sulla soglia dei quarant’anni, come si può immaginare per loro e per i loro figli un futuro di nonni? NUOVO CONSUMO 39 Tipico TÒCCO MAGICO Immancabile sui primi piatti regionali, dessert da gourmet, sempre più amato dai consumatori a caccia di prodotti tipici. Il Pecorino Romano – e i suoi fratelli –, solo di Eleonora Cozzella con latte fresco di pecora. I bucatini all’amatriciana o i rigatoni alla carbonara non sarebbero la stessa cosa, senza una generosa spolverata di pecorino grattugiato. La storia della gastronomia laziale è, infatti, legata alla tradizione contadina a cui si devono formaggi come i pecorini, grazie a una campagna profumata di sedano, carciofi, piselli, fave e insalate aromatiche, paesaggio ideale per gli ovini. E allora non si ha che l’imbarazzo della scelta in fatto di pecorini: arricchiscono tutti i primi piatti regionali e sono un dessert da intenditori, specie se esaltati dalle 48 NUOVO CONSUMO marmellate di fichi o pere o dal miele di castagno. Un successo sempre più riconosciuto sulle tavole dei consumatori o sui carrelli di ristoranti ed enoteche, grazie a una rinnovata sensibilità per i prodotti caseari tipici. Una riscoperta che non ha confini, visto che il pecorino romano è tra i formaggi più esportati. Se ne vendono all’estero circa 21.500 tonnellate: ad apprezzarlo sono in primo luogo gli americani (che lo acquistano a circa cinque dollari e mezzo al chilo), ma in crescita è anche la presenza sui mercati dell’Unione Europea e in Giappone. Non è un caso se al Concorso nazionale di formaggi Premio Roma, nella sezione migliori formaggi a stagionatura naturale, il primo classificato sia stato un Pecorino di Grotta, espressione della sapienza della trasformazione artigianale. Il primo re DI ROMA Sovrano indiscusso è il Pecorino Romano, tra i formaggi più antichi al mondo: sono più di duemila anni che le greggi di pecore al pascolo nelle campagne del Lazio e della Sardegna producono il latte da cui viene ricavato. Gli antichi romani già ne apprezzavano il gusto: nei palazzi degli aristocratici era servito durante i banchetti e, grazie alla sua conservabilità, era alimento base nelle razioni dei militari. Oggi il Pecorino Romano viene prodotto, nel periodo che va da ottobre a luglio, nelle stesse zone d’origine e con lo stesso procedimento di secoli fa. L’unica differenza è che le operazioni di cagliatura, salatura e stagionatura avvengono in moderni caseifici, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico per garantire i requisiti igienico-sanitari. La produzione di Pecorino Romano è per legge limitata alle aree del Lazio, della Sardegna e della provincia di Grosseto e viene controllata dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano. Dop model Il latte fresco di pecora, da greggi allevate allo stato brado, viene trasferito nei centri di lavorazione in cisterne refrigerate; nel caseificio viene filtrato e lavorato crudo o “termizzato”. Si tratta di un formaggio Dop (Denominazione di origine protetta), quindi le forme sono sottoposte a marchiatura: la Dop viene impressa con una apposita matrice, come pure il logo – la testa stilizzata di una pecora – a garanzia del disciplinare di produzione dell’Unione Europea. Dopo cinque mesi il Pecorino Romano può essere commercializzato come formaggio da tavola, dopo otto come formaggio da grattugia. Dal punto di vista nutrizionale è un alimento ricco: per 100 g apporta mediamente 25 g di proteine, 32 di lipidi e poi fornisce 932 mg di calcio, 350 mg di fosforo, contiene le vitamine A, B2, C ed E, per un totale di 370 calorie. Ingrediente indicato sui sughi di carne, con verdure ed erbe selvatiche e nelle torte rustiche, è consigliato in abbinamento con vini locali: per esempio un Frascati superiore Doc o un Est! Est! Est! di Montefiascone Doc. Le vie dei pastori Pecorino dei Monti della Laga Tipico di Accumoli e Amatrice (provincia di Rieti), si produce a maggio-giugno, con latte ovino misto a capra. È a pasta dura e piuttosto grasso. Il sapore è leggermente salato e piccante, con una stagionatura da tre a sei mesi. Tradizionali i materiali usati: la caldaia di rame per la coagulazione e i tavoli di legno per la stagionatura. Pecorino della Sabina Tradizionale di Poggio Mirteto e Montopoli di Sabina (Rieti). Si produce in primavera ed è un formaggio a pasta dura e grassa di forma cilindrica. Il colore della pasta è giallo paglierino, il sapore leggermente salato e piccante. La stagionatura dura da tre a sei mesi. Per produrlo si usa solo latte ovino dei pascoli della bassa Sabina. Pecorino del Pastore e della Tuscia Ha una forma rotonda classica con peso che varia da uno a cinque chilogrammi. Si presenta con crosta giallo-dorata, a pasta bianca, compatta o leggermente occhiata con la tipica “lacrima dell’olio”. Ha un sapore dolce e forte; viene stagionato da quattro a cinque mesi in cantina, spesso coperto da una posa di olio per la conservazione. Si produce in provincia di Rieti, Frosinone e Latina. Pecorino di Picinisco Ha origini molto antiche e un gusto caratteristico dovuto al tipo di alimentazione delle pecore: le greggi pascolano da un’altitudine di ottocento metri d’inverno a una di duemila d’estate. Ha forma rotonda, color bianco latte, se fresco, o giallo scuro, se stagionato. Il sapore è intenso e pieno e può anche essere aromatizzato. Le forme sono messe nella “fuscella” di vimini, realizzata a mano dagli artigiani del luogo. Pecorino Viterbese È un alimento ottimo sia fresco che stagionato. Dopo venti giorni di stagionatura, si presenta dolce con un retrogusto piccante. Il piccante si fa più evidente dopo tre-sei mesi, quando anche il sapore diventa più deciso. Dopo circa sei mesi è pronto per la grattugia. Si usa il latte di pecore di razza sarda e comisana lavorato in caldaie di rame stagnato, riscaldate a legna. Le forme si conservano per venti giorni in ambiente asciutto e all’aria su tavole di castagno foderate di pioppo. Pecorino Ciociaro È quello che i pastori ciociari da secoli producono per uso personale. La stagionatura è di solito breve rispetto agli altri pecorini: non più di due mesi. Si parla, infatti, di prodotto semistagionato. Ne deriva un gusto più aromatico e leggero; si produce in formelle di due e tre chilogrammi. NUOVO CONSUMO 49