NUOVO CONSUMO
Il mensile per i soci Unicoop Tirreno • euro 1,50 • anno XV • numero 159 • settembre 2006
VOLTA
PAGINA
Piacere o dispiacere?
Il rapporto degli italiani
con la lettura.
La donna è mobile
I disturbi della menopausa
Pasta al dente
Guida all’acquisto
dei dentifrici
DOSSIER FINALMENTE LIBERI
Meno privilegi, più concorrenza e farmaci nei supermercati.
La rivoluzione delle liberalizzazioni.
NELLA SPESA
DI OGGI
IL RISPARMIO
DI DOMANI
DAL 1 SETTEMBRE AL 31 OTTOBRE 2006
Phon
1.500
+
PUNTI
14,90 EURO
Massaggio
plantare
1.900
+
PUNTI
14,90 EURO
Centrotavola
800
+
PUNTI
9,50 EURO
dal 1 al 30 settembre
facendo almeno 8 spese*
oppure raggiungendo
la cifra complessiva
di 300 euro
Set
2 bicchieri
acqua+vino
(escluso libri, edicola, latte in polvere,
schede ricaricabili, schede telefoniche,
schede prepagate digitale terrestre)
avrai diritto ad uno
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PUNTI
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dal 2 al 10 ottobre
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in un’unica soluzione a tua scelta.
Lo sconto è valido
su tutti i prodotti
in assortimento
presentando la
carta SocioCoop.
* più spese giornaliere nello
stesso negozio avranno
valore di un’unica spesa.
Set 3 coltelli
Orso peluche
400
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3,50 EURO
Nei supermercati e ipermercati** del Gruppo Unicoop Tirreno
** presso l’IperCoop di Avellino, a causa dei lavori di ristrutturazione,
lo sconto del 10% avrà una validità diversa: dal 2 al 12 novembre
effettuando le 8 spese o raggiungendo i 300 euro complessivi dal 1 al 31 ottobre
PUNTI
4,50 EURO
Il punto di Aldo Bassoni
Mensile per il consumatore
Spedito in abbonamento
ai soci di Unicoop Tirreno
Direttore responsabile
Aldo Bassoni
Redazione
Rita Nannelli
Beatrice Ramazzotti
Luca Rossi
Cristina Vaiani
Hanno collaborato
Barbara Autuori
Chiara Balloni
Anna Ciaperoni
Claudia Ciriello
Viola Conti
Tito Cortese
Eleonora Cozzella
Eugenio Del Toma
Daniele Fabris
Stefano Generali
Costanza Giambalvo
Silvia Inghirami
Letizia Leonardi
Giovanni Manetti
Chiara Milanesi
Roberto Minniti
Giorgio Nebbia
Paola Ramagli
Gabriele Salari
Paolo Volpini
Progetto grafico
NeWork&B
Impaginazione
Marco Formaioni
Copertina
Imagoeconomica
Impianti e stampa
Coptip Modena
Direzione e redazione
SS1 Aurelia Km 237
57020 Vignale Riotorto (LI)
Tel. 0565/24720 - Fax 0565/24210
e-mail: [email protected]
Editore
Vignale Comunicazioni srl
Pubblicità
Giemme Pubblicità di Graziella Malfanti
via Pacinotti, 12 - 57025 Piombino (LI)
tel. 0565 49156 - 226433 - fax 0565 39003
e-mail: [email protected]
Responsabile pubblicità
Roberta Corridori
Registrazione del Tribunale di Livorno
n° 695 del 24/07/2001
Iscrizione ROC 1557
del 4/09/2001
Tiratura prevista: 530.000 copie
Chiuso in tipografia il 21/08/2006
Stampato su
carta 100% riciclata
Peggio tardi che mai
L’Antitrust sospende uno spot ingannevole, ma i consumatori
ormai hanno pagato. Quando si dice... giustizia è fatta!
Due castori, magri, ambigui, nelle loro
tutine rosso fiamma, facevano la pubblicità a un numero magico: l’892.892. Una
replica del vecchio 12 di Telecom Italia,
quello dei numeri degli abbonati a richiesta e a pagamento. Bello vero? Ebbene
l’Antitrust l’ha bollato con il marchio
della pubblicità ingannevole vietandone
l’ulteriore diffusione. Peccato che lo spot
sia ormai fuori programmazione da un
pezzo. Come si legge nel provvedimento
dell’Antitrust, “i messaggi pubblicitari
diffusi a mezzo spot televisivo dalla società Il numero Italia srl con riferimento
alle condizioni economiche del servizio
costituiscono una fattispecie di pubblicità
ingannevole”. In particolare l’Antitrust
rileva che le informazioni relative alle
condizioni economiche del servizio sono
riportate con caratteri grafici ridotti e
per un tempo del tutto insufficiente a
consentire la loro lettura. In altre parole
sembrava un servizio quasi gratis mentre
in realtà prevedeva, senza evidenziarlo
chiaramente, uno scatto alla risposta di
36 centesimi di euro e una tariffa di 2,4
centesimi al secondo: 9 euro ogni 5 minuti, 108 euro ogni ora di conversazione.
Una mazzata che ha colpito centinaia di
utenti ignari di finanziare la meno faticosa
e la più lucrosa delle
attività. Per fortuna,
su segnalazione delle
associazioni dei consumatori, l’Antitrust è intervenuta con
un’indagine e una sentenza esemplare,
ma con dodici mesi di ritardo. Sì, avete
capito bene: 12 mesi, 365 giorni. Viene
da chiedersi se, a un anno dai fatti, sentenze come questa servano a qualcosa dal
momento che quello spot è fuori onda
da un po’ e ormai di quell’892.892 se
ne ricordano soltanto coloro che ci sono
rimasti intrappolati. A che serve, infatti,
censurare dei messaggi pubblicitari che
non compaiono più? Se il senso della
giustizia è formalmente onorato, la sua
efficacia è ormai inutile perché il danno
si è consumato e l’oggetto della sentenza
non esiste più. D’altra parte in questi casi
la tempestività è tutto. Quindi, per una
effettiva tutela dei consumatori ci sarebbe
bisogno di procedure più agili, rapide e
immediatamente eseguibili, specialmente
in settori come quello delle telecomunicazioni dove ogni settimana spuntano
nuovi operatori e nuovi servizi con una
molteplicità di offerte che possono comportare ghiotte opportunità ma anche
rischi per gli utenti. Basta una comunicazione furba o inadeguata, un codicillo
minuscolo in fondo allo schermo, una
formula di garanzia letta alla ridolini, un
prezzo scritto grande con un asterisco
appena accennato che rimanda ad una
postilla quasi invisibile, e il gioco è fatto.
Ecco perché occorrerebbe una normativa
più severa per chi si sottrae agli obblighi
di trasparenza che devono caratterizzare il
rapporto commerciale
compresi gli strumenti di comunicazione.
Qualche sanzione non
sarebbe male, anche se
bisognerebbe in primo
luogo esercitare una effettiva prevenzione
sulle caratteristiche di certe offerte ben
confezionate dai guru della pubblicità,
ma dotate di apparati informativi volutamente inadeguati fino al punto di
essere ingannevoli.
NUOVO CONSUMO
5
In questo
numero
rubriche
Il punto
Peggio tardi che mai
Lettere
Coop risponde
Previdenza
A condizione che
Chi protegge il cittadino
Buon viaggio
Dillo a Nuovo Consumo
Inciampati nella fossa
La merce muta
Arsenico e vecchi merletti?
Sani & salvi
ABCibo
Scripta manent
Controcanto
I vecchi e i giovani
Pace verde
Cambio di stile
Evergreen
A tavola
Con un grappolo d’uva
Specie protette
Lumie di Campania
Nel carrello
Consumi in scena
Un bel niente
5
12
Prima pagina
8
9
9
10
10
17
33
33
39
44
44
52
54
54
66
VOLTA PAGINA
31
Gli italiani e il piacere della lettura tra
cambiamenti culturali e ostacoli socioeconomici da superare.
attualità
COOP INFO
La giusta educazione
Il meglio di Coop
Mettiamoci al sicuro
Un hotel nel deserto
I viaggi di Mondovivo
La vetrina dei soci
SALUTE / La donna è mobile
DOSSIER / Finalmente
liberi
prodotti
GUIDA ALL’ACQUISTO /
GLI EXTRA / Tenuta
34
Con la legge sulle liberalizzazioni
meno privilegi, più tutela dei cittadini.
Pasta al dente
42
I dentifrici di nuova generazione.
atletica
46
Ad ogni sport la sua attrezzatura.
TIPICO / Tòcco
magico
48
Dal latte fresco di pecora
il Pecorino Romano Dop.
SALTIMBOCCA / Pollo
al balzo
50
Quello made in Italy sano e nutriente.
COTTI & CRUDI / Compagni
59
Genitori e figli alle prese
con l’inizio della scuola.
Tempi moderni
La meglio gioventù
21
23
24
27
28
28
31
Cambiamenti fisici e malesseri emotivi
durante la menopausa.
NC
Compiti in classe
SALUTE
61
62
di merendine 57
Lo spuntino dei più piccoli.
59
NC
Universo anziani:
tuttofare e contenti.
Cuore di Coop
Effetto reality
63
64
Il solito autunno della Tv
con qualche novità.
Informagiovani
65
NUOVO CONSUMO
7
Redazione Nuovo Consumo
Fermo SS 1 Aurelia Km 237 - 57020 Vignale Riotorto (LI)
posta e-mail: [email protected]
Salto nel
voto
Sulla buona
Egregio sig. Cortese, ho letto il suo articolo Una costituzione da
salvare... (Nuovo Consumo n. 157) e mi sento di dover fare delle
precisazioni. Da come Lei si esprime si ipotizza che bocciando la
“devolution” si rimane interamente nell’ambito della Costituzione del
2 giugno 1946: ciò non è rispondente a verità perché la Costituzione
de ’46 è stata modificata dal famoso “Titolo V” presentato, se non
ricordo male, dalla coalizione di centro-sinistra e approvato nel
2001 con solo 4 voti di maggioranza e da un referendum in cui
votò poco più del 30 per cento degli aventi diritto: pertanto se l’attuale referendum fosse maggioritario per il “No” non rimarremmo
nell’ambito della Costituzione del ’46 ma di quella “modificata”
dal suddetto Titolo V e non solo (...). La invito, nel limite della Sua
sensibilità, ad adoperarsi per la parte politica che Le interessa, ma
a rimanere nell’ambito della verità e a non tralasciare le cose che
non fanno comodo.
Lettera
Non credo di essere uscito dall’«ambito della verità» se ho
condiviso il parere di oltre il novanta per cento dei costituzionalisti italiani, secondo i quali la complessa riforma sottoposta
a referendum confermativo il 25 e 26 giugno scorsi innovava
radicalmente la Costituzione del 1948; mentre appare piuttosto
incauto, mi permetta, dire altrettanto per le limitate modifiche
apportate al testo costituzionale nel 2000 (Titolo V), indipendentemente dalla loro efficacia: e infatti nessuno si è mai sognato
di sostenerlo, neppure i fautori della riforma bocciata dal recente
referendum. Tutto qui. Che la scelta fosse, sostanzialmente, tra
la Costituzione dei padri costituenti e quella riscritta nel 2005
dall’allora maggioranza parlamentare era chiaro a tutti: anche a
coloro, io penso, che legittimamente hanno optato per il “Sì”.
Tito Cortese
strada
Ho letto l’articolo sulla sicurezza stradale (Sulla cattiva strada)
nell’ultimo numero di Nuovo Consumo e mi è venuto da pensare
quanto incidono sugli incidenti comportamenti sbagliati come parlare
al cellulare, armeggiare con l’autoradio, esagerare con la velocità. Io
credo che la disattenzione, insieme alla velocità eccessiva e all’abuso
di alcool, siano tra le cause principali di incidenti. A questo punto mi
domando a cosa servono tutti quei congegni che dovrebbero salvare
la vita come cinture e airbag.
F.G. Viterbo
Guardi, i dispositivi tecnici messi a punto
dalle case automobilistiche per aumentare
la sicurezza degli autoveicoli, sono importanti e salvano certamente molte vite. Io
credo però che diano anche un senso di
falsa sicurezza che induce a comportamenti di guida più azzardati ai quali ben
difficilmente si riesce a rimediare. Inoltre
possono essere causa di nuovi pericoli,
come ad esempio l’airbag che, se non hai
la cintura, ti può fare molto male. Ancora una volta è il guidatore
che decide del suo e dell’altrui destino. Pare che in Inghilterra
stiano facendo una campagna di controlli capillare contro i
comportamenti imprudenti degli automobilisti ma senza punirli
con una multa, a meno che non si tratti di infrazioni gravissime.
Come dire, questa volta ti avviso e, con molta gentilezza, ti
invito a correggerti, la prossima volta ti stango. Sempre che, nel
frattempo non sia andato a sbattere contro un Tir durante un
sorpasso troppo audace. Potrebbe essere una buona idea. E poi,
ne abbiamo provate tante, tentiamone un’altra.
Aldo Bassoni
LIBERALIZZAZIONI: ERA ORA
Sono uno dei tanti soci che hanno firmato
la proposta di legge Coop sulla vendita dei
farmaci da banco nei supermercati e ora
esprimo tutta la mia soddisfazione per il
decreto Bersani sulle liberalizzazioni che
va ben oltre le mie aspettative. Era ora che
anche in Italia si rimuovessero le rendite
di posizione e i privilegi di alcune categorie
superprotette e supertutelate che poi pagano
a caro prezzo utenti e consumatori. Spero
che la Coop continui così e che faccia altre
battaglie. La mia firma l’avrà sempre.
N.P., Napoli
8
NUOVO CONSUMO
Speriamo che con tutte queste proteste il Governo non faccia marcia
indietro. A me non è piaciuto per
esempio l’accordo con i taxisti. Mi
auguro che non ci siano altri ripensamenti perché la stragrande maggioranza degli italiani è favorevole
a questa riforma. Io poi vorrei che
si cominciasse a liberalizzare anche
altri settori. Perché non quello della
benzina che ormai ha raggiunto cifre
da champagne?
A.B., Livorno
Qualcuno ha detto che in Italia è più
facile fare le rivoluzioni che le riforme.
Ora che un governo si è deciso a fare la
più semplice delle riforme colpendo le
rendite parassitarie di alcune categorie
professionali, può darsi che anche l’Italia
diventi un paese normale dove, se c’è
qualcosa che non funziona, si interviene
per migliorarlo. In questo caso bastava
poco. Ma ci sono voluti decenni per
quel poco.
S.G., Roma
Coop risponde
Gran
premio
Siamo un gruppo di soci e troviamo che non sia corretto da parte
di Coop azzerare i punti che abbiamo accumulato durante tutto
un anno. Inoltre non ci piace la nuova modalità del catalogo:
dobbiamo necessariamente pagare un contributo invece vogliamo
avere la possibilità di prendere il premio senza pagare niente,
usando i punti come abbiamo sempre fatto fino ad oggi.
via e-mail
Nonostante la nuova impostazione di
Coop in tema di fidelizzazione prevedesse un forte ridimensionamento
dei premi, Unicoop Tirreno ha deciso
di mantenere comunque una scelta
di premi nella vecchia impostazione
sostituendoli, però, con cadenza mensile per incentivare la redenzione dei
punti. Pensiamo in tutti i casi di fare
alcuni cambiamenti come dare ai nostri
soci la possibilità di prendere i premi
solo attraverso i punti – o comunque
con un più basso contributo – e fare
in modo che il catalogo abbia durata
bimestrale. Inoltre nel 2007 i punti non
verranno azzerati e stiamo lavorando per far sì che anche
negli anni successivi sia possibile continuare a perseguire
questa strada.
Un bel risparmio
Vorrei sapere come fare ad attivare il libretto di deposito e risparmio, tenendo presente che abito nella zona Napoli Soccavo.
via e-mail
I soci che aderiscono al Servizio Depositi a Risparmio ricevono
un libretto nominativo, non trasferibile a terzi, sul quale sono
annotate tutte le operazioni. Queste si svolgono nell’ufficio
apposito SDR, all’interno del punto vendita, aperto mattina
e pomeriggio, sabato compreso. Nel suo caso non può fare
l’attivazione a Soccavo, ma negli Ipermercati di Afragola o
Teverola, perché il piccolo negozio di Soccavo non è dotato di
questo servizio. Le movimentazioni sul libretto possono essere
effettuate in tutti i punti vendita del Gruppo Unicoop Tirreno
abilitati in maniera completamente gratuita.
Previdenza
A condizione
a cura di LiberEtà
che
Quando spetta la pensione di inabilità ai dipendenti pubblici?
via e-mail
Requisiti Per essere riconosciuto inabile il dipendente deve
avere i seguenti requisiti: 1) almeno cinque anni di contributi,
di cui tre versati nell’ultimo quinquennio, valutando anche
i periodi ricongiunti e riscattati; 2) aver risolto il rapporto di
lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio.
Se ricorre questa ipotesi il lavoratore ha diritto alla pensione privilegiata (per la quale va seguita una diversa trafila)
con benefici che variano a seconda del tipo di lesione o
infermità accertata, 3) essere impossibilitato a svolgere
qualsiasi attività di lavoro dipendente o autonomo. Non
è sufficiente quindi un’inabilità specifica collegata alle
mansioni svolte.
Anzianità maggiorata I dipendenti riconosciuti inabili
hanno diritto a una pensione calcolata con criteri molto
più favorevoli rispetto alla normale pensione di invalidità.
Si considerano come “lavorati” anche gli anni mancanti
all’età di collocamento a riposo fissata in genere a 65
anni. Ciò vale solo se il dipendente rientra nel sistema di
calcolo retributivo in quanto può far valere diciotto anni
di contributi al 31 dicembre 1995. Se l’anzianità contributiva
è inferiore – e quindi la pensione va calcolata con il sistema
contributivo o misto – la maggiorazione viene attribuita a
uomini e donne fino al sessantesimo anno di età.
Esiste comunque un doppio limite: sommando gli anni di
lavoro effettivi e quelli attribuiti con la maggiorazione non
si possono raggiungere più di quarant’anni di anzianità e
l’importo dell’assegno che non può superare l’80 per cento
della retribuzione presa a base per il calcolo della pensione
né quanto spetterebbe a chi viene riconosciuto inabile per
causa di servizio.
Assegno di accompagnamento Quando non sono in grado
di camminare o necessitano comunque di un’assistenza
continua, i pensionati di inabilità dell’Inps hanno diritto
a un assegno aggiuntivo che oggi è di 415 euro al mese.
Lo stesso beneficio è previsto per gli inabili del pubblico
impiego. Ma tutto sommato non conviene chiederlo visto
che se si trovano in una condizione di non autosufficienza
possono avere l’assegno di accompagnamento della Asl, il
cui importo è anche più elevato (450 euro al mese).
Servizio Ascolto Soci e Consumatori Unicoop Tirreno
Numero verde 800861081
LiberEtà: e-mail [email protected]
NUOVO CONSUMO
9
Fermo
posta
Chi protegge il cittadino
Buon
viaggio
Mi sono rivolto ad alcune agenzie di viaggio per qualche proposta di vacanza e mi sono stati presentati dei pacchetti turistici
comprensivi di volo e pernottamento in hotel. Per non incorrere
in spiacevoli sorprese vorrei avere maggiori informazioni preliminari prima di accettare una qualsiasi offerta.
F. C., Napoli
Prima di sottoscrivere un contratto di viaggiotutto compreso conviene sempre verificare
con molta attenzione tutte le clausole contrattuali relative alle condizioni di viaggio e di
soggiorno in loco, comprese le clausole che si
riferiscono agli altri servizi inclusi nel prezzo.
Il DLgs. n. 111/1995, emanato in attuazione
della Direttiva CEE n. 90/314 concernente i
viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso, e
recepito nel Codice del Consumo (Dlgs. 206/2005), ha introdotto
norme specifiche in difesa del turista. Ai sensi dell’art. 84 del Dlgs.
206/05 i pacchetti turistici hanno per oggetto i viaggi, le vacanze
e i circuiti tutto compreso, risultanti dalla prefissata combinazione
di almeno due dei tre elementi: il trasporto, l’alloggio e i servizi
turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscano
parte significativa del pacchetto turistico. Una volta sottoscritto
il contratto, di cui il consumatore ha il diritto di ricevere copia
sottoscritta e firmata dall’organizzatore o venditore, si è pronti
per partire, ma a volte è proprio quando si giunge a destinazione
che si verificano degli inconvenienti – scarse condizioni igieniche,
classificazione della struttura alberghiera che non corrisponde
a quella prescelta, presenza di cantieri aperti all’interno del
villaggio –. Occorre ricordare che anche tutte le descrizioni e le
illustrazioni contenute nel dépliant pubblicitario sono vincolanti
per l’organizzatore, che deve rispondere di ogni inadempimento
e di ogni danno alla controparte. Si consideri che qualsiasi tipo
di inconveniente si configura come inadempienza contrattuale
da parte del tour operator o dell’agenzia di viaggio e pertanto
sorge l’obbligo dell’organizzatore o del venditore del viaggio al
risarcimento del danno causato al turista.
Claudia Ciriello, Pit Servizi-CittadinanzAttiva
CittadinanzAttiva-Pit Servizi: tel. 0636718555
(da lun. a ven.: ore 9-13.30) fax 0636718333
e-mail: [email protected]
10 NUOVO CONSUMO
Dillo a Nuovo Consumo Federconsumatori
Inciampati nella
fossa
Ho acquistato un terratetto che sto ristrutturando con regolare concessione edilizia. La ristrutturazione prevede anche la costruzione di
una fossa biologica per lo smaltimento dei liquami, che deve essere
costruita sul retro del mio terratetto in un passo definito “a comune”
sul contratto e di mia pertinenza invece sull’estratto mappale. Il
mio vicino di casa ritiene, senza essere in possesso di alcun atto che
lo dimostri, che quel passo è di sua proprietà e mi sta impedendo di
costruire la mia fossa biologica. Ha altresì apposto una catena con la
scritta “proprietà privata, divieto di accesso” su quel tratto che si trova
dietro il mio terratetto. Come posso comportarmi per fare in modo
che il mio vicino di casa non mi impedisca fisicamente di costruire
la fossa biologica che la legge mi impone di costruire? (...)
S.M., Arezzo
Dal testo della lettera non appare
certo se la zona su cui deve essere
installata la fossa biologica sia di
proprietà di chi scrive e quindi di
suo pieno ed esclusivo godimento.
Pertanto il posizionamento della
fossa in tale sito comporterà una
servitù che andrà regolamentata con
i confinanti. Comunque se la fossa
dovesse essere messa nel sito indicato nel testo pervenuto si dovranno
rispettare le condizioni legislative in
materia e precisamente le Disposizioni del Ministero dei Lavori
Pubblici 4 /2/77 allegato 5, che prevede distanze non inferiori
a dieci metri da condotte di acqua potabile e pozzi e uno dalle
fondazioni confinanti. Se lei è in possesso di atti notarili di
acquisto che comprovano le servitù di godimento dell’appezzamento dove installare la fossa, ha la possibilità di far valere il suo
diritto con un’azione giudiziale. Tutte le concessioni comunali
vengono rilasciate con la condizione “salvo diritto di terzi”: il
fatto, dunque, che il Comune abbia rilasciato una concessione
per lavori da eseguire, non esclude diritti eventualmente diversi
da quelli dichiarati nella pratica comunale.
Viola Conti, Federconsumatori
Tel. 0642020759/63 - fax 0647424809 - www.federconsumatori.it
e-mail: [email protected]
orario: dal lunedì al venerdì 9.30-17
Ritratto in chiaroscuro del rapporto degli italiani con i libri:
crescono lettura e acquisto di
romanzi, saggi e racconti, ma
in modo disarmonico quanto a distribuzione geografica,
livello d’istruzione e classe
socio-economica; si allargano
i canali distributivi ma per
adesso i prezzi restano alti;
molte le iniziative editoriali
di successo, ma non c’è un
concreto interesse delle istituzioni per la crescita culturale
del paese. Sarò vero piacere?
di Rita Nannelli
In vacanza, quando in Tv non c’è proprio
niente di interessante o per conciliare il
sonno... quando va bene. Stereotipo da
sfatare o si riduce a questo il rapporto
degli italiani con la lettura di un libro?
«L’Italia resta sotto la media europea per
l’acquisto e la lettura dei libri (esclusi manuali tecnici e libri scolastici) – dichiara
Enrico Finzi, sociologo e presidente
di Astra Ricerche –. Ma le cose stanno
lentamente migliorando e tra il 2002
e il 2006 è entrato nelle case il 50 per
cento in più di libri rispetto agli anni
precedenti. E le ragioni sono molteplici:
dalla crescita della scolarità di massa
che ha giocato un ruolo straordinario
– a parità di età e di reddito chi ha un
diploma di scuola superiore legge di più
– all’emancipazione femminile, fattore
questo che pochi mettono in evidenza.
Le donne leggono più degli uomini
libri (letteratura di consumo, narrativa,
saggistica) e periodici, soprattutto le più
giovani. E poi ci sono gli hits, i libri di
grande successo come Il codice da Vinci,
Harry Potter, i gialli di Camilleri, che
hanno avvicinato moltissime persone alla
lettura. Non dimentichiamo l’impegno
dei piccoli editori e il boom delle nuove
tecnologie che non ha scoraggiato la
lettura (chi naviga legge di più) e l’allargamento dei canali distributivi che
ha reso il libro più accessibile: oltre alle
12 NUOVO CONSUMO
Prima pagina
VOLTA
PAGINA
librerie, ci sono le cartolibrerie, diffuse
soprattutto in Provincia, dove insieme a
penne, quaderni e giocattoli trovi i libri,
gli autogrill, le catene di libri vecchi o
usati, i supermercati, l’edicola». I numeri
parlano chiaro: da un’indagine commissionata all’Istituto Ipsos dalla Mondadori
tra il 2003 e il 2005 i lettori di libri sono
aumentati del 7 per cento passando dal
39 per cento nel 2003 al 46 nel 2005;
aumentati anche gli acquirenti dell’8
per cento – dal 27 al 35 –. Commenta
Bruno Mari, direttore editoriale Giunti:
«Non si tratta di una mutazione antropologica, piuttosto è stato intercettato
e in parte soddisfatto grazie a strumenti
più efficaci un bisogno di lettura che
evidentemente c’era. Penso, tra l’altro,
alla vendita congiunta di grandi classici
della letteratura, di biografie illustri ecc.
con quotidiani e periodici, un successo enorme che gli stessi editori non si
aspettavano. La vendita in edicola non
solo non ha danneggiato le librerie, al
contrario ne ha favorito le vendite».
CHI SALE
e chi scende
Ma non è tutto oro quello che luccica.
Dando un’occhiata ai dati (indagini Astra
Ricerche) si vede che l’allargamento del
mercato librario ha coinvolto il Belpaese
in modo molto diverso e disarmonico
quanto a distribuzione geografica, livello
d’istruzione e classe socio-economica.
L’aumento dei lettori ha riguardato soprattutto il Nord Italia che già deteneva
il primato della lettura; la fascia d’età in
cui l’abitudine alla lettura è cresciuta di
più è quella tra i 45 e i 54 anni, seguita
a ruota da quella tra i 23 e i 54. Per
quanto riguarda il livello d’istruzione
si legge sempre di più nella fascia superiore, mentre la fascia inferiore mostra
una crescita minima. Se guardiamo poi
l’appartenenza economica, le differenze
sono ancora più marcate: sempre più
libri nella classe socio-economica superiore, sempre meno tra chi appartiene
a quella inferiore. Insomma sembra che
l’allargamento del mercato non abbia
fatto altro che accentuare il divario già
esistente tra i lettori “forti” che da 11
libri sono passati a 20 e quelli “deboli” che non superano 1-2 libri l’anno.
Stessa tendenza se si passa dalla lettura
all’acquisto dei libri: il 17 per cento degli
italiani ha acquistato almeno un libro in
vendita congiunta con un aumento del
5 per cento rispetto al 2003. Ma chi va
in edicola? I lettori “forti” appunto.
Grande libro
grande male
sportivi e a volte locali) che di mensili
di auto, moto, salute, fitness. Per loro
leggere libri è noioso, una fatica senza
senso; al contrario chi non legge sarebbe
al passo con i tempi e con un’informazione rapida e piacevole».
A portata di
MANO
A dare una mano ai detrattori del
libro anche l’inadeguatezza (reale o
percepita?) dell’offerta: prezzi considerati troppo elevati rispetto alla
A conti fatti chi non ama o non sa
qualità dei prodotti, distribuzione
leggere libri è circa
insufficiente in
la metà della popo- LEGGERE O NON LEGGERE...
qualità e quantilazione.
tà, cioè in termipossono ma
vorrebbero ma leggono
poco
«C’è un’Italia diffi- non vogliono non possono
ni di servizio al
cilmente “aggredicliente, latitanza
13%
34
%
bile”: è un’Italia
d’un moderno
18%
specialmente
sistema di bi22%
13%
tardo-adulta e
blioteche pubsenile (cioè 55bliche.
79enne), senza al«Per avvicinare alla
non sanno o
leggono
non possono
molto
cun titolo di studio
lettura quella metà
Fonte: indagine Astra Ricerche 2006
o con la sola licenza
degli italiani che
elementare (più raranon acquista libri
mente con la licenza media), residente
non esistono ricette valide ovunque
al Sud e nel Lazio oltre che nei comuni
e comunque – chiarisce Mari –. Ma,
al di sotto dei 30mila abitanti e nelle
senza dubbio, l’esperienza positiva
metropoli, con reddito e consumi bassi,
della vendita congiunta in edicola
composta in prevalenza da pensionati e
può essere un punto di partenza per
casalinghe, ma anche da salariati e lavoraelaborare strategie nuove a partire dal
tori autonomi (più i giovani disoccupati
sistema distributivo: è importante armeridionali), teledipendente (guarda la
rivare in un numero sempre maggiore
Tv quattro o più ore al giorno) e non
di punti vendita, laddove la gente va
legge quotidiani e periodici – riprende
comunque, magari a fare la spesa.
Finzi –. Ma c’è una novità radicale da
Nel centro commerciale, tra le altre
mettere in risalto: cresce il numero dei
cose (ma in uno spazio ben definito)
non-lettori di libri che avrebbero la
il consumatore può trovare anche il
capacità di farlo ma si rifiutano, anzi
libro: lo sfoglia, lo legge, è invogliato
che teorizzano il rifiuto, presentandolo
a comprarlo. Su questa strada si sta
come una scelta consapevole e positiva.
muovendo, in modo apprezzabile,
Si tratta di 6,2 milioni di adulti, ossia un
anche Coop con le sue librerie “a
quarto dei non-lettori di libri, per lo più
marchio” (cfr p. 16)».
maschi del Nord con la licenza media
Forse ciò che manca davvero in Italia
o, più raramente, il diploma superiore;
è un reale e profondo interesse da
ascoltatori medi della Tv e lettori non
parte delle istituzioni per la crescita
regolari sia di quotidiani (soprattutto
culturale del paese. Per Mari «in
NUOVO CONSUMO
13
CHIAVI DI
LETTURA
Più di 7mila gli editori oggi in
Italia, ma a fare il mercato non
sono più di 150.
Il
57 per cento degli italiani
non ha mai letto un libro.
Per il tempo libero ogni famiglia
ha speso 3.238 euro annui
nel 2005, il 3,8 per cento
in meno rispetto all’anno precedente e il 16,9 per cento
in meno rispetto al 2001. Per i
libri ogni italiano ha speso solo
65 euro.
Secondo l’Aie (Associazione italiana
editori) nel 2004 le vendite dei
libri hanno registrato un incremento del 3,2 per cento
rispetto all’anno precedente,
escluse le vendite di libri legate
ai quotidiani.
effetti non si registrano investimenti adeguati a nessun livello, basti
pensare allo stato in cui versano le
biblioteche scolastiche e pubbliche.
Mancano anche interventi mirati a
livello territoriale: tanti i festival, i
premi letterari, le iniziative culturali
dell’élite per l’élite, ma per la maggior
parte degli italiani non si fa nulla. Si
dovrebbe portare i libri nelle piazze,
informare di più persone distratte
e frettolose, farle “inciampare” nei
libri. Perché, per esempio, non allestire tendoni pieni di libri in tutti
i paesi dello Stivale almeno una
settimana all’anno?».
14 NUOVO CONSUMO
Il prezzo della
CULTURA
Ma sulla scarsa affezione degli italiani a romanzi, saggi e racconti dicono la loro anche le associazioni dei
consumatori, rilanciando il tema dei
costi. «Due sono le cause principali,
una conseguenza dell’altra, che hanno determinato una diminuzione
consistente della spesa familiare per
il tempo libero (e quindi anche per
i libri, ndr) – spiega Carlo Pileri,
presidente dell’Adoc (Associazione
per la Difesa e Orientamento
Consumatori): un impoverimento
generalizzato delle famiglie conseguente all’innalzamento dei prezzi
che ha ridotto all’osso la capacità
di spesa, costringendo i consumatori a rinunciare al “superfluo”».
Precisa Paolo Landi, segretario
PER UN PUGNO DI LIBRI
La top ten dei più letti.
Prima classificata la Sacra Bibbia, seguita dal libro del Censo statunitense. Non
mancano le sorprese nella lista dei mille libri più letti nel 2005 resa nota dalla OCLC
(Online Computer Library Center), associazione no profit diffusa in novantasei paesi,
a cominciare dal quarto posto della Divina Commedia. Tra i primi dieci libri presi in
prestito più di frequente nelle biblioteche molti classici: dall’Odissea (quinto posto)
all’Iliade (sesto), dall’Amleto (nono) al Don Chisciotte (undicesimo). Piacciono gli
intramontabili della letteratura mondiale, ma anche alcuni “moderni” come Il Signore
degli Anelli all’ottavo posto o Garfield, il simpatico felino del mondo dei fumetti in
quindicesima posizione. Un po’ trascurati alcuni grandi da antologia: Jane Austen
con Orgoglio e Pregiudizio al trentaduesimo posto seguita a ruota da Goethe con il
Faust, dimenticata al cinquecentesimo posto Virginia Woolf. E per trovare un po’
di filosofia si deve cercare tra i numeri intorno al cinquanta dove fanno capolino,
tra gli altri, il De rerum natura di Lucrezio e la Repubblica di Platone.
generale Adiconsum (Associazione
Difesa Consumatori e Ambiente):
«difficile dire quanto incide il libro
nel paniere di spesa perché ci sono
famiglie che leggono e quelle in
cui non entrano libri. Un dato è
certo: i libri sono aumentati negli
ultimi anni (a causa soprattutto dei
costi di distribuzione) del 5-10 per
cento l’anno. Più aumentano più le
famiglie non li comprano».
È OPERA MIA
Come pubblicare la propria opera prima.
Per piacere
La sfida è dunque quella di “andare
a prendere” quella metà e più degli
italiani che non leggono mai. E si
comincia proprio dai prezzi «che
vanno contenuti e adeguatamente comunicati, in modo tale che il
consumatore potenziale sia in grado
di riposizionare il libro nella “scala
prezzi” dei beni e servizi a lui noti
– sottolinea Finzi –. Occorre sviluppare anche la lettura gratuita o quasi,
tramite un efficiente e capillare sistema di biblioteche, anche circolanti o
con servizio a domicilio, intersecare
maggiormente mass-media (Tv, radio,
cinema, stampa, internet ecc.) e libri,
e considerare cultura a pieno titolo
la cosiddetta editoria di consumo:
non dimentichiamoci che nel 67 per
cento dei casi iniziare a “consumare”
libri partendo dal basso spinge via
via a incamminarsi sulle strade che
portano verso libri più “difficili”. E
poi è necessario modificare – anche
tramite una comunicazione adeguata
– l’immagine del lettore, presentando lui come una persona moderna,
socievole, eclettica e la lettura come
un piacere».
Allora ben vengano quelle grandi
librerie dove l’odore inconfondibile
del libro t’investe insieme all’odore
del caffè, dove sprofondando in una
poltrona sbocconcelli una brioches
mentre sfogli le pagine di un romanzo, poi di un altro e di un altro
ancora... Quando si dice il piacere
della lettura.
Leggeranno anche poco, ma scrivono
molto. Gli italiani “invadono” con poesie,
romanzi, racconti le redazioni delle case
editrici, chili di carta che molto spesso
vengono cestinati senza neanche essere
letti. Anche perché talvolta finiscono sui
tavoli sbagliati: la raccolta di poesie alla
casa editrice specializzata in editoria scolastica, il romanzo a quella che pubblica
testi universitari. Ecco allora qualche
consiglio per tanti scrittori in erba.
Inviare il testo alla redazione giusta,
cioè all’editore il cui catalogo ospita
pubblicazioni dello stesso tipo dell’opera proposta: così almeno ci sono
buone possibilità di essere presi in
considerazione.
Un’opera segnalata a uno dei tanti premi
letterari ha qualche chance in più di essere
pubblicata. Attenzione, però, ai “finti
premi”, quelli banditi solo per percepire
la quota di iscrizione (generalmente alta).
Leggete bene il bando, assicuratevi che
ci sia dietro un ente serio e non solo una
semplice associazione o una fantomatica
casa editrice.
Per chi voglia pubblicare a tutti i costi c’è
l’editoria a pagamento: il contratto in
genere prevede l’acquisto da parte dell’autore di un gran numero di copie (che
l’autore non
potrà vendere) e delle
royalty (la percentuale sulle vendite che
gli spetta come diritto d’autore) molto
basse. Con le copie preventivamente
vendute all’autore si compensano sostanzialmente i costi di stampa, che spesso
in questi casi sono gli unici sostenuti
dall’editore. Quelle acquistate dall’autore
sono spesso le uniche copie dell’opera che
circoleranno, poiché quasi mai l’editore
a pagamento si sobbarca gli oneri della distribuzione. Attenzione, quindi, a
verificare sempre la serietà e l’effettiva
diffusione di un editore (magari anche
solo facendo un giro per librerie). Ad
avere più successo sono i libri a tema,
facilmente utilizzabili come strenne natalizie, e i manuali. Le poesie, invece, assai
di rado riescono a sfondare. In questo
caso meglio rivolgersi ad un tipografo:
la spesa sarà minima e l’autore si toglierà
la soddisfazione di veder stampato il
proprio libro.
L’illustre sconosciuto deve mettere in conto
fin dall’inizio che le vie per la pubblicazione e la gloria sono tortuose e spesso
ci vogliono anni prima che qualcuno
decida di puntare su di lui.
«Il mercato librario in Italia regge e va avanti ogni anno
di uno o due punti percentuali. Ciò che sta cambiando è
la locazione dei libri: l’edicola rappresenta un fenomeno
enorme, ma cresce anche la Grande Distribuzione».
Romano Montroni, ex direttore librerie Feltrinelli e consulente per il progetto Librerie.Coop
NUOVO CONSUMO
15
COOP A TUTTO VOLUME
Quindici librerie in tre anni e cento librai che “vendono
l’anima”. È il progetto Librerie.Coop nelle parole del
consulente Romano Montroni, il più importante esperto
del settore librario che ha finalmente scoperto la Coop.
di Beatrice Ramazzotti
Un bolognese che non conosceva la
Coop. Pare impossibile e invece esiste. Romano Montroni, il più famoso esperto nel settore librerie in Italia,
quarant’anni in giro per il mondo per
conto di Feltrinelli, lo dichiara in tutta
onestà: «Avevo un’idea vaga di cosa fosse
Coop – ammette – fino allo scorso luglio
quando Pierluigi Stefanini (presidente
di Coop Adriatica, ndr) mi ha cercato
per propormi il progetto delle librerie a
marchio Coop. Mi si è aperto un mondo; sono rimasto affascinato dall’idea
quanto dalla potenza e dalla grandezza
del sistema cooperativo».
Prendimi
L’ANIMA
Così Montroni da un anno è il consulente della società Librerie.Coop con sede a Bologna e controllata da cinque tra
le maggiori cooperative di consumatori
italiane (Coop Adriatica, Coop NordEst,
NovaCoop Piemonte, Unicoop Tirreno e
Coop Liguria). Librerie.Coop
conta di aprire quindici librerie in tre anni e creare un
centinaio di posti di lavoro.
«In soli sei mesi dalla fondazione della società – spiega
Montroni – abbiamo aperto
tre librerie in tre grandi città:
Bologna, Ravenna e Imola.
Presto arriveremo anche a
Genova, per toccare poi
tutti i territori delle cinque
cooperative: da non credere.
Ma questa è la potenza del
motore Coop che tanto mi
16 NUOVO CONSUMO
affascina». Con una ambientazione
innovativa, ideata dall’architetto Paolo
Lucchetta di Retail Design, e basata su
materiali ecologici, scaffali in legno
e metallo uniti al tradizionale “rosso Coop”, le Librerie.Coop potranno
sorgere sia nei centri commerciali che
nei centri cittadini con un bacino di
almeno 30mila abitanti e ciascuna
potrà contare su un ricco assortimento
di 35-50mila volumi e cinquecentoseicento sigle editoriali, fra cui, come
sottolinea Montroni «molti editori
indipendenti e locali: piccoli ma eccellenti spesso introvabili nelle altre
librerie». Fondamentale infine la figura
dei librai. Per loro sono stati pensati
corsi di formazione di tre settimane
che prevedono anche la visita alle case
editrici, alle stamperie, ai centri di distribuzione dei libri. «Quando toccano
un libro – dice Montroni – questi
ragazzi devono sapere quanto lunga
è la sua gestazione. Devono poterne
conoscere la storia e sentirne l’anima
per poi poterla trasmettere
agli altri come ho spiegato
anche in un volume Vendere
l’anima. Il mestiere del libraio
(LATERZA)». E quando gli
chiediamo se nel suo cuore
c’è una libreria in particolare
Montroni non ha dubbi: «È
la piccola libreria Luxemburg
di Torino. Il proprietario
sceglie e colloca i libri in
modo geniale. Lì davvero
ogni libro ha un’anima. Si
sente appena si entra».
Info: www.librerie.coop.it.
LETTORI CERCASI
Il Liberalibro, il gioco dei libri in
cerca di lettori, è arrivato quest’estate anche all’Isola d’Elba nei
supermercati di Portoferraio, Rio
nell’Elba, Porto Azzurro e Marina
di Campo. Tutti sono invitati a
lasciare un libro già letto al supermercato o agli angoli della città
in modo che qualcuno lo trovi, lo
legga e lo riabbandoni di nuovo
al suo destino di libro liberato.
Un modo per condividere le impressioni e il piacere della lettura.
Liberalibro è anche a Livorno La
Rosa, Rosignano, Cecina, Massa
Marittima, Velletri, Cerveteri,
Roma via Laurentina e Roma via
Bettini. Su sito www.liberalibro.
it si può scaricare l’etichetta da
applicare al libro che si vuole liberare, comunicare il luogo in cui
è stato lasciato o trovato un libro
già in circolo e seguire le tracce di
questo viaggio.
TESTO A TESTO
Bloccati i prezzi dei libri
di testo per una scuola
sempre più formato famiglia. Almeno nell’anno
scolastico 2006-2007.
Grazie a un accordo del Ministero
dell’Istruzione con gli editori resta
bloccato il prezzo dei libri di testo
delle scuole elementari e medie per
l’anno scolastico 2006-2007 e nessun
aumento sul limite di spesa è previsto
per i docenti che devono scegliere
volumi da adottare in ciascun anno di corso nella scuola secondaria
di primo grado. Restano invariati
anche i prezzi di copertina dei testi
della scuola primaria, a carico delle
Amministrazioni comunali.
«Il decreto ministeriale è apprezzabile
perché il prezzo dei libri incide molto
nelle tasche degli italiani – commenta Paolo Landi, segretario generale
Adiconsum –. Lo scorso anno tra libri
e corredo scolastico le famiglie hanno
speso dai 200 ai 500 euro». D’accordo
anche il Codacons che giudica positivamente l’iniziativa, ma con qualche
scetticismo. «Ogni anno – affermano
dall’associazione dei consumatori – le
case editrici diffondono libri di nuova edizione, oppure testi modificati
rispetto ai precedenti solo nel titolo,
nel numero delle pagine, nella grafica
o nelle figure, e con questa scusa aumentano i prezzi. Ci auguriamo che
questa volta il Ministro dell’Istruzione,
a differenza dei suoi predecessori,
non si faccia prendere in giro. I consumatori e le famiglie vigileranno e
denunceranno qualsiasi aumento dei
prezzi non proprio trasparente».
Il servizio di prenotazione dei libri
scolastici sarà attivo nei supermercati
e ipermercati Coop fino al 23 settembre, mentre le consegne saranno
effettuate fino al 21 ottobre.
La merce muta
di Giorgio Nebbia
Arsenico e vecchi merletti?
L’incidente di Manfredonia e le bonifiche mai completate. Storie di inquinamento, contestazioni, piccole grandi battaglie per il rispetto dei diritti umani.
L’arsenico talvolta è una merce, talvolta
non lo è: era una merce, comprata in
farmacia, quello usato per avvelenare i
loro pensionanti dalle terribili vecchine
del film di Frank Capra Arsenico e vecchi
merletti; non è una merce l’arsenico
dilavato dalle piogge che attraversano
terreni ricchi di minerali arsenicali o
delle loro scorie, in Bangladesh ma anche
in Toscana; era una merce, nella forma
di ossido usato per assorbire l’anidride
carbonica dai gas destinati alla sintesi
dell’ammoniaca nel petrolchimico di
Manfredonia, in Puglia; non era una
merce quell’arsenico che cadde sul territorio di Manfredonia quando il reattore
del petrolchimico esplose, il 26 settembre 1976, trent’anni fa, poche settimane
dopo la fuoriuscita dall’Icmesa di Meda della
diossina ricaduta sulla
vicina Seveso.
Anche se ebbe meno
risonanza dell’evento
della diossina, l’incidente di Manfredonia
segnò dolorosamente
questa cittadina che aveva visto, nel petrolchimico, la speranza della liberazione
da secoli di miseria; la fabbrica era nata,
nel 1971, per utilizzare un giacimento
di metano, nel paese vicino di Candela,
come materia prima per la produzione
di ammoniaca, materia prima per la
produzione di urea, a sua volta destinata
come concime e come materia prima per
la produzione di caprolattame usato per
le fibre poliammidiche. Una lunga storia
di speranze e delusioni raccontata dalla
professoressa Rienzo, dell’Università di
Foggia, nel libro Manfredonia, industria e
ambiente. Dopo l’inquinamento dovuto
a diecimila chili di anidride arseniosa,
la fabbrica andò avanti alcuni anni con
inquinamenti, scorie, contestazioni,
processi, fino alla definitiva chiusura
nel 1988; lo stabilimento si è lasciato
dietro una coda di terreni contaminati
da bonificare, ad un costo per la collettività di diecine di milioni di euro,
una bonifica mai completata, estranea
alla popolazione. Non è valso l’insediamento a Manfredonia di un corso
di laurea in Economia dell’ambiente,
poco frequentato. Finora poco successo
hanno avuto gli incentivi con pubblico
denaro a chi intende aprire qualche fabbrica a Manfredonia.
L’incidente contribuì
all’emanazione di leggi
sulla localizzazione delle industrie pericolose
(le cosiddette “leggi
Seveso”) e alla crescita di una “ecologia di
fabbrica” e di un’associazione Ambiente e Lavoro in difesa dei
lavoratori. Ci fu anche un interessante
“processo di gruppo”, quaranta cittadine
(le “signore di Manfredonia”) hanno
fatto causa al governo italiano perché
non le aveva avvertite del pericolo rappresentato dal vicino petrolchimico e la
Corte Europea dei diritti umani ha dato
loro ragione costringendo il governo a
pagare a ciascuna dieci milioni di lire.
Quando si esige il rispetto di propri
diritti, protestando si vince.
NUOVO CONSUMO
17
LA GIUSTA EDUCAZIONE
Per le immagini: © 2006 Coop Italia © 2006 Carthusia Edizioni. Illustrazione di Paolo Rui, tratta da “Il Salvaidee”
Cinque prodotti raccontati da cinque testimonial. I nuovi percorsi dell’educazione al consudi Silvia Mastagni
mo consapevole.
Le scarpe da ginnastica, l’acqua, il cacao, la merendina, il telefono cellulare.
Cinque prodotti per raccontare, con
taglio e ottica rinnovati, l’universo magmatico delle merci. Cinque “finestre”
attraverso le quali imparare a riflettere
sui consumi di tutti i giorni. È la nuova
guida 2006-2007 Educare al consumo
consapevole proposta da Coop al mondo
della scuola: un lavoro collegiale, pensato
e scritto a più mani, fatto proprio dalle
singole cooperative e ora a disposizione
di chi è attore protagonista (studenti e
insegnanti) dei percorsi educativi che
in Coop hanno più di 25 anni di vita. Immutata la formula: quella delle
animazioni nei punti vendita in cui i
ragazzi interagiscono fra loro e parlano. Animazione insomma non tanto
come intrattenimento, ma occasione
sociale, attivazione di risorse, e come
tale estemporaneità. In effetti, non c’è
niente di obbligato. Quella di Coop è
una proposta che ciascun docente, e poi
ciascun studente, può forgiare
e cambiare. La guida in effetti
contempla, oltre alla parte manualistica, un vero e proprio
kit denominato Salvaidee che,
a partire dalla raffigurazione
dei cinque prodotti suddetti,
diventa una sorta di portofranco in grado di raccogliere
spunti, suggerimenti, appunto
idee capaci di arricchire il percorso educativo.
I fantastici
CINQUE
Percorso peraltro riattualizzato nei contenuti se non nella forma e molto ricco
di spunti. La scelta infatti di 5 prodotti
simbolici, alcuni eterni come l’acqua o il
cacao, altri un cult dei nostri tempi come
le scarpe da ginnastica o il cellulare, è affidata all’elaborazione e alle riflessioni di
cinque testimonial individuati nel mondo
della pubblicità (Annamaria Testa), del
volontariato (padre Alex Zanotelli), dell’alimentazione (Massimo Montanari e
Carlo Petrini di Slow Food), della scienza
(lo psicoterapeuta Gustavo Pietropolli
Charmet). Così, Annamaria Testa esplora l’incredibile viaggio per cui le scarpe da
tennis dello sfigato barbone di Jannacci
(El portava i scarp del tennis che è anche il
titolo dell’intervento) si sono trasformate
nelle sneakers di moda dei teenager dei
nostri tempi, Padre Zanotelli riflette
sulla “sacralità dell’acqua”, mentre a
Massimo Montanari spetta il compito
di farci rimpiangere il tempo nostrano
della merenda sostituito dall’industriale
merendina e Carlo Petrini invita a pensare, tutte le volte che faremo scorta di
dolci e barrette di cacao, “la strada che
ha fatto, le mani che si sono incallite per
coltivarlo, magari le ingiustizie perpetrate per farlo arrivare fino a noi”. Una
sorta di percorso a ritroso dal piatto al
campo. Allo psicoterapeuta Charmet
infine il compito di scandagliare quella
“voce amica”, protesi auricolare che è
diventato il cellulare.
A parte sta poi l’intervento introduttivo di Don Luigi Ciotti come al solito
dirompente ed entusiasta. Il suo Il coraggio di sentirsi inadeguati capovolge
il concetto ordinario di educazione
(una parola sospetta come dice lui) e
lo rende universale. Tutti – sostiene
Ciotti – dobbiamo augurarci di essere
analfabeti, solo così possiamo aspirare
a una educazione giusta.
Tra settembre e ottobre le Sezioni
soci e i Centri soci e consumatori di
Unicoop Tirreno organizzano incontri
con i docenti delle scuole di ogni
ordine e grado dei territori interessati
al progetto per presentare i nuovi
percorsi di educazione al consumo
consapevole. Si invitano i docenti
interessati a prendere contatto con le
Sezioni soci e i Centri soci e consumatori di riferimento.
NUOVO CONSUMO
21
IL MEGLIO DI COOP
“C’è tutta la Coop dentro” le iniziative dei soci
portavalori. Così si riassume l’importanza della loro
“missione”, quella di trasmettere ad altri i valori che
ispirano l’attività caratteristica di Coop: la convenienza,
la qualità, la sicurezza, l’eticità, il rispetto ambientale,
l’impegno solidale. Per adesso sono 150 i soci portavalori formati dalla stessa Cooperativa – di cui 60 al di
sotto dei 45 anni e 10 dipendenti – e
stanno sviluppando la loro attività con
presidi nei punti vendita di San Vincenzo, Viareggio,
Pietrasanta, Pomezia, Civitavecchia, Colleferro,
Viterbo, Cerveteri, Terracina, Aprilia. Sono i soci che
incontrano i soci e i consumatori, testimoni preziosi
dei progetti e delle “opere” di Coop, che con questo
progetto mette al centro di tutto il socio, il punto
vendita, il territorio, le relazioni e l’ascolto. Abbiamo
chiesto ad alcuni di loro le ragioni di
questa scelta.
di Cristina Vaiani
Silvia Merlini, 55 anni, Viareggio,
ex albergatrice
«Ho aderito un po’ per interesse personale
– mi piace sapere cosa sta dietro un prodotto – un po’ per convinzione: avendo
lavorato per tanti anni nel mondo della
politica, del sociale, della comunicazione,
trovo interessante la volontà di Coop di
incontrare, comunicare, condividere. Ed è
giusto fare chiarezza sui prodotti, far sapere
da dove viene la merce, come viene lavorata, nel rispetto
ad esempio
dell’ambiente
e dei lavoratori. Credo che
Coop rappresenti il consumo giusto».
Katya Garibaldi, 45 anni, referente del
percorso commerciale Sezione soci
Versilia-negozio di Pietrasanta
«Quando si va a fare la spesa in Coop
penso che si abbia (o si dovrebbe avere) in
testa molto di più di un supermercato ma
spesso siamo consumatori distratti, non
prestiamo attenzione, non esercitiamo
fino in fondo il diritto, perché è un diritto
e anche un valore, di essere
soci. Credo che
il socio portavalori esprima
proprio questa possibilità,
questo diritto,
di essere soci
e consumatori
consapevoli».
Tommaso Ferri, 18 anni, San
Vincenzo, studente liceale
«Penso che nel mio paese ci sia bisogno
di iniziative di questo tipo, perché molti
non sanno che cosa sia la sicurezza alimentare, la filiera, né che esistono prodotti biologici o solidali. Io ho aderito a
questo progetto innanzitutto per saperne
di più su certe tematiche e per avere poi
la possibilità di trasmettere quello che
ho imparato agli altri, soprattutto ai
miei coetanei
che di corretta
alimentazione, commercio equo e
solidale, ogm
sanno poco e
niente, come
non sapevo io
quando sono
arrivato qui».
Maria Paola Zauli, anni 62, Tarquinia,
ex assistente alle vendite “La
Rinascente UPIM”, membro del CdA
Coop Toscana Lazio 1994-2003
«Parlando di acquisti con familiari
e amici ho sempre “proposto” i prodotti a marchio Coop spiegandone
la filosofia: molti di loro mi hanno
ringraziato per averglieli quasi fatti
“scoprire”. Avevo capito che era
importante quel mio ruolo di informazione e la fiducia che anche un
“semplice” socio poteva comunicare.
Per questo mi sono sentita attratta
da questo progetto e trovo molto naturale, oltre
che piacevole, rivolgermi
ad altri soci
per ascoltare
i loro commenti e il
loro giudizio
di consumatori».
Catia Laura Pavan, 35 anni, impiegata del punto di ascolto dell’IperCoop di Aprilia
«Da quando sono entrata a far parte
del comitato soci vedo la Coop e il
socio diversamente da come li vedevo prima, in qualità di dipendente:
adesso cerco di stare da entrambe le
parti. Mi sento portatrice di un valore
importante e ritengo che il portavalori, attraverso il coinvolgimento
di nuovi soci e la trasmissione dei
valori, possa
portare lontano, ad obiettivi superiori,
facendo crescere ancora
la Coop e la
propria distintività».
NUOVO CONSUMO
23
METTIAMOCI
AL
SICURO
Incontri, convegni, iniziative per insegnare
al consumatore le scelte sicure e consapevoli. Il settembre della sicurezza alimentare all’Iper di Livorno.
Diffondere la cultura della sicurezza
alimentare tra i soci, i consumatori, i
cittadini, nelle scuole, parlare a tutti di
igiene degli alimenti e di educazione al
consumo, di filiere, etichette e controlli di qualità. Una grande iniziativa di
Unicoop Tirreno sulla sicurezza alimentare vissuta come impegno di responsabilità sociale dell’impresa che deve e vuole
fare chiarezza sulla qualità dei prodotti
alimentari, sui controlli di filiera, sull’igiene degli alimenti, sulle regole della
conservazione domestica, sulle patologie
legate ad una scorretta
alimentazione, sulla sicurezza del servizio
delle mense
scolastiche.
Si comincia
a settembre
all’IperCoop
di Livorno
con una serie di eventi promossi dalla locale
Sezione soci in collaborazione con
la Direzione politiche sociali della
Cooperativa e il servizio igiene e
prevenzione dell’Asl 6.
Un seminario, il 22 settembre
presso il Centro soci e consumatori
di Livorno, in collaborazione con
CittadinanzAttiva, rivolto ai soci,
gli operatori Asl e del Servizio mensa
del comune; presidi informativi nel
punto vendita a cura di esperti, soci
Coop e operatori Asl; dibattiti vari e
un convegno, a ottobre, incentrato
ancora sull’educazione alimentare,
sulla qualità e la sicurezza nel sistema della ristorazione scolastica che
coinvolgerà i dirigenti scolastici, i
docenti, gli operatori del settore della
ristorazione scolastica, i genitori di
bambini utenti del servizio.
24 NUOVO CONSUMO
Casa
DOLCE
casa
Dedicati alla sicurezza alimentare
in ambito domestico sono invece i
quattro dibattiti che si terranno presso
l’IperCoop di Livorno dal 18 al 21
settembre, eventi speciali della campagna promossa dalla Direzione generale
Diritto alla salute e Politiche di solidarietà della Regione Toscana in
collaborazione con Coop e le
Asl nei territori di Viareggio,
Livorno, Grosseto, Massa
Carrara.
A seguire il programma dei dibattiti che
avranno luogo dalle
17,30 alle 19 presso
il “salotto” IperCoop:
18 settembre I controlli di qualità dei
prodotti alimentari a cura di Coop Italia
e Asl; 19 settembre Educare alla corretta alimentazione, interviene tra gli
altri Cristina Del Moro, responsabile
educazione al consumo consapevole di
Unicoop Tirreno; 20 settembre Senza
glutine con Stefano Penco dell’Associazione italiana Celiachia e Alessandro
Fommei, responsabile Politiche di integrazione commerciale di Unicoop
Tirreno; 21 settembre La sicurezza degli
alimenti in ambito domestico con Elvira
Naselli, giornalista di Repubblica, consulente di Unicoop Tirreno.
Negli stessi giorni sono previsti presidi informativi nel punto vendita
e l’iniziativa Occhio al frigo per una
corretta gestione degli alimenti in frigorifero svolto da dietiste consulenti
di Unicoop Tirreno.
PER UN BUON
FINE
Con la partenza a Teverola, il progetto Buon fine per la destinazione
a persone bisognose degli alimenti invenduti è attivo ora in tutti i sette ipermercati di Unicoop
Tirreno, oltre che in 36 super. A
firmare la convenzione con l’iper
di Teverola è stata la cooperativa
Dadaa Ghezo che si occupa dei
diritti degli immigrati e gestisce una
casa famiglia. Il Buon fine è inoltre
partito in sperimentazione nelle
piccole unità di vendita dei territori di Rio Elba, Albinia, Ribolla,
Roccastrada, Amelia, Narni, Giove,
Montefiascone, Tuscania, Civita
Castellana, S. Oreste e Rignano.
LE VOCI
DEL CUORE
Voci bianche e cena “a marchio”
per la solidarietà. Le prime iniziative della neo Sezione soci Est
Maremma sono dedicate alla raccolta di fondi a favore dei progetti
di solidarietà di Unicoop Tirreno. In
programma per venerdì 15 settembre alle 20 presso il Ristorante “Da
Momo” a Sassofortino una cena a
base di prodotti Coop e per sabato
30 settembre alle ore 21 presso
l’ex cinema di piazza della Libertà
a Ribolla Ribollino d’oro 2006, manifestazione canora di bambini e
bambine, con la partecipazione di
Mirello e Ornella.
Per l’iniziativa A tavola con i
prodotti Coop per la solidarietà
la quota di partecipazione è di
15 euro (per la prenotazione,
obbligatoria, rivolgersi al proprio
capo negozio entro il 9 settembre), mentre per il Ribollino d’oro
l’ingresso è a offerta.
UN
HOTEL
NEL
DESERTO
È nato l’Hotel delle Dune, il secondo obiettivo del
Progetto Matteo.
Casa Matteo non è più sola nel deserto. A Gorom Gorom, in Burkina
Faso, anche il secondo obiettivo del
Progetto Matteo è oggi una realtà:
l’Hotel delle Dune è pronto ad accogliere i primi turisti e volontari di
passaggio nel deserto. Architettura
moresca e dieci stanze, l’hotel potrà
ospitare fino a trenta persone finanziando così parte della gestione della
Casa Matteo che al momento ospita
sessantacinque bambini, di cui una
ventina neonati. Pronta anche la sala
parto finanziata da Unicoop Tirreno
e sostenuta attivamente da Comune,
Asl e Pubblica Assistenza di Piombino.
A gennaio, con le prime attrezzature
e medicine, partiranno anche alcuni
volontari italiani per formare in loco le infermiere che assisteranno le
donne di Gorom Gorom durante e
dopo il parto. (B.R.)
MA LA NOTTE SÌ
Per la prima volta Unicoop Tirreno è stata invitata dal Comune di Roma a partecipare in veste di partner speciale alla Notte Bianca: l’evento notturno che ogni
anno porta centinaia di artisti e migliaia di visitatori nella Capitale, trasformando
strade, piazze, musei e teatri, in altrettanti palcoscenici. Giunta alla quarta edizione
la Notte Bianca si tiene l’8 e il 9 settembre. Tantissimi gli eventi in programma:
un grande concerto in piazza di Siena con Pino Daniele, Elisa, Fiorella Mannoia;
l’inaugurazione, al Vittoriano, della mostra dedicata a Hugo Pratt, il padre di
Corto Maltese; l’illuminazione del Gazometro vicino alla stazione Ostiense, che
diventerà una scultura di luce chiamata Luxometro, i ballerini classici Roberto
Bolle e Alessandra Ferri in piazza del Campidoglio con scene da Romeo e Giulietta.
Quest’anno, grazie all’impegno di Unicoop Tirreno, la Notte Bianca sostiene il progetto Un computer per amico promosso dall’Associazione I bambini per i bambini
nata per difendere i diritti dei bambini ricoverati in ospedale. L’obiettivo è dotare
di postazioni multimediali i letti dei piccoli pazienti affetti da gravi patologie e
che necessitano di lunghi e frequenti ricoveri, in modo da ridurre il loro stato di
isolamento e, grazie all’informatica, trovare nuove forme e modi di contatto con
l’esterno, la famiglia, la scuola e gli altri bambini in ospedale. (B.R.)
Info: www.lanottebianca.it
SPORTA A PORTA
CAMPIONI
PER MATTEO
Il I° day per Matteo se lo sono aggiudicato i dipendenti Coop. Giunta in
finale contro la squadra della croce
rossa la formazione Coop ha vinto il
primo torneo di calcetto organizzato
dalla Cooperativa per sostenere il
Progetto Matteo che si è tenuto lo
scorso 24 giugno a Venturina.
Un ringraziamento va al Comune
di Campiglia Marittima per il patrocinio e all’assessore allo sport
Nocchi Sandro che è intervenuto
durante la giornata; si ringraziano
inoltre la Indal 2000 che ha allestito
il rinfresco e il centro sportivo Linea
club di Venturina che ha messo a
disposizione il locale.
“Dove c’è Ausilio si vive meglio”. Solidarietà sociale, aiuto alle persone in difficoltà,
impegno per la tutela della salute e la qualità della vita. Tutto questo è Ausilio, il
servizio di consegna della spesa a domicilio, che va incontro alle esigenze e ai bisogni
di anziani non autosufficienti, disabili o di chi si trova anche solo temporaneamente
in difficoltà. Una presenza importante sul territorio che, attraverso il volontariato,
l’impegno sociale della Cooperativa e dei comuni, si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita delle persone, attraverso un gesto semplice di
aiuto: portare la spesa a casa. Partito a Rosignano in collaborazione con il Comune
e le associazioni di volontariato del territorio che individuano le
persone bisognose, sta facendo passi importanti in altri territori
della Cooperativa, da Follonica a Carrara, da Cecina a Livorno,
dove il servizio partirà in autunno. “Dacci una mano”, diventa
volontario di Ausilio contattando il numero verde 800861081.
NUOVO CONSUMO
27
ISì viaggiare,
VIAGGI
DI
MONDOVIVO
ma con rispetto, alla scoperta di altri
paesi e culture. Gli itinerari etici di Mondovivo.
Tra i giocolieri di Marrakesh, nella valle
degli Inca o nella città proibita, a bordo di un house boat lungo gli antichi
canali francesi, a sorseggiare il Brunello
nelle cantine toscane. Questo ed altro
propone Mondovivo,
il catalogo viaggi per
turisti responsabili, che
Unicoop Tirreno ha realizzato per i propri soci
in collaborazione con le
agenzie convenzionate di
Oltre il viaggio. Agenzie
che operano – sui viaggi
di questo catalogo – in regime di no-profit per aiutare a diffondere un modo
diverso di fare vacanza che
diventi incontro, percorso
di conoscenza, scambio e
confronto con paesi e culture diversi
dalle nostre. «Siamo impegnati in una
fase di sperimentazione e di fattibilità
di viaggi che puntino a favorire degli
incontri – si legge nella presentazione
del catalogo –. Questa è la sfida che
portiamo avanti insieme ai soci e ai
territori con cui lavoriamo e assieme ai
quali decidiamo le modalità fattive di
questa nuova forma di turismo». Cercare
cioè “grandi viaggiatori”.
Ad occhi
APERTI
“Il vero viaggio della scoperta non
sta nell’arrivare a nuovi paesaggi, ma
nell’avere nuovi occhi”, essere cioè un
viaggiatore innovativo, almeno nell’accezione di Marcel Proust, e anche
nell’intenzione di Unicoop Tirreno di
innovare il turismo.
È senza dubbio «un concetto innovativo di vacanza rispetto al turismo tradizionale – sostiene Daniela
28 NUOVO CONSUMO
Raspo, responsabile servizi ai soci di
Unicoop Tirreno – che vede l’impegno
della Cooperativa, la prima ad affrontare il turismo in questo modo, nel
campo dell’educazione
al consumo del viaggio,
al turismo responsabile». Il viaggio proposto
e vissuto come esperienza educativa che
trasmetta al viaggiatore-consumatore la
consapevolezza di cosa
significhi fare vacanza
in modo sostenibile,
responsabile, etico.
Avvicinarsi cioè in
punta dei piedi e
con il massimo rispetto ad una cultura diversa,
entrare nella realtà autentica di un
paese, cercando l’incontro, la comprensione, lo scambio reciproco con
le comunità locali, le organizzazioni
sociali, politiche, religiose, del mondo
della cultura. «Per questo motivo il
progetto non si compone solo del
catalogo e delle proposte turistiche
– precisa Raspo – ma svolgerà la
propria funzione nel rapporto con
le istituzioni, nel dialogare con le
persone, nel presentare questa proposta nei dibattiti ed eventi capaci
di coinvolgere un pubblico sempre
più ampio».
Partenze da settembre a novembre a
seconda delle destinazioni.
Il catalogo è disponibile su richiesta nelle agenzie convenzionate e
nei punti vendita Coop.
Info www.e-coop.it
Per ogni euro di spesa nelle agenzie di
viaggi convenzionate si ha diritto ad
un punto valido per il collezionamento
Coop 2006.
La vetrina
dei soci
MOSTRE
> La contemporaneità dell’Arte XII Biennale
Internazionale di Scultura - Museo di Scultura
di Carrara, Accademia di Belle Arti, p.za S.
Francesco, Carrara - Tutti i giorni orario 10.3012.30 / 17-23, fino al 24 settembre 2006
Ingresso: intero 5 euro, soci Coop 3 euro
Info: tel. 0585641394 infocultura@comune.
carrara.ms.it www.comune.carrara.ms.it.
TARQUINIA
> Corsi di inglese, spagnolo, tedesco
> Corsi di informatica Acquisizione competenze e/o approfondimenti Word, Excel, grafica,
internet e posta elettronica
> Corsi fili d’arte Ricamo, tombolo, macramé, patchwork
Iscrizioni e info: Coop Alice, Loc. Valle del Marta,
tel. 0766842752; [email protected]
TUSCANIA
> Corsi di lingua inglese
> Corsi di informatica
Iscrizioni e info: Coop Alice
LIVORNO
> Corsi di lingue
> Corsi di lingua per bambini
Iscrizioni e info: Centro Linguistico Agorà, p.za
Grande 64, tel. 0586895887 info@agoralivorno.
com - www.agoralivorno.com
> Corsi per adulti Taijiquan, Qi Gong, Yoga,
ginnastica adulti, ginnastica 3° età, calligrafia
estremo orientale, trattamenti shiatsu
> Corsi per bambini Wushu baby (arti marziali
cinesi dai 6 ai 12 anni), percorsi psicomotori
(dai 3 ai 6 anni), ginnastica teen agers
Iscrizioni e info: Associazione Sportiva
Dilettantistica Acquaviva, via Mimbelli 5/7,
tel. 0586814179, [email protected],
www.orienteacquaviva.it
PIOMBINO
> Corsi di inglese, francese, tedesco e russo
> Corsi di informatica Per la Patente Europea
per l’uso del Computer (ECDL)
Iscrizioni e info: Minerva Centro Studi, v. Pertini
25, tel. 056539156, posta@minervacentrostudi.
it - www.minervacentrostudi.it
> Corsi di fitness per adulti e bambini
Palestra Coop, c.so Italia 159, a cura del Centro
Morphè Piombino. Al momento dell’iscrizione
è previsto un colloquio per la personalizzazione
del percorso. A tutti gli iscritti è riservato un
trattamento gratuito presso il Centro Benessere
Morphè, loc. San Quirico 5, tel. 056543399.
Ulteriori vantaggi e servizi saranno presentati
al momento dell’iscrizione.
Iscrizioni e info: Centro Soci Piombino, c.so Italia
159, dal lun. al ven. orario 10-12 / 17-19, tel.
056537133, www.centromorphe.it
NUMERI TELEFONICI DEI NEGOZI
DEL GRUPPO UNICOOP TIRRENO
TOSCANA
ALBINIA
AVENZA
BAGNO DI GAVORRANO
CALDANA
CAPOLIVERI
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
CECINA
DONORATICO
FOLLONICA
FONTEBLANDA
GAVORRANO
GRILLI
GROSSETO v. Inghilterra
GROSSETO v. Rovetta
GROSSETO v. Ximenes
LIVORNO “Fonti del Corallo”
LIVORNO v. A. Frank
0564.870197
0585.856320-21
0566.844175
0566.81015
0565.935553
0564.934775
0586.686311
0565.773067
0566.264341
0564.885537
0566.844219
0566.88283
0564.452109
0564.491409
0564.25477
0586.432111
0586.860006
LIVORNO v. Mastacchi
0586.404359
LIVORNO v. Settembrini
0586.814485-95
LIVORNO v. Toscana
0586.852245
MARINA DI CAMPO
0565.976266
MASSA MARITTIMA
0566.902012
MASSA
0585.810006
MOLA
0565.957970
MONTEROTONDO
0566.916612
MONTICIANO
0577.756448
MONTIERI
0566.997731
ORBETELLO v. Caduti del Lavoro 0564.865047
ORBETELLO v. Donatori sangue 0564.865157-047
PAGANICO
0564.905098
PIETRASANTA
0584.793655
PIOMBINO p.zza Berlinguer 0565.41521
PIOMBINO v. Gori
0565.220822
PORTO AZZURRO
0565.95101
PORTO ERCOLE
0564.832672
PORTO S.STEFANO via Lambardi
PORTO S.STEFANO via Marconi
PORTOFERRAIO
RIBOLLA
RIO NELL’ELBA
RIOTORTO
ROCCASTRADA
ROCCATEDERIGHI
ROSIGNANO S.
SAN VINCENZO
SASSOFORTINO
SCARLINO SCALO
STICCIANO SCALO
TONFANO
VADA
VENTURINA
VIAREGGIO
0564.817517
0564.814017
0565.930603-16
0564.571219
0565.943364
0565.20838
0564.563714
0564.567023
0586.794310
0565.704317-20
0564.569824
0566.34700
0564.576005
0584.20070
0586.785131
0565.851177
0584.52860
0763.711199
06.92142001
06.9281333
06.9042757
0761.645551
06.9942913
0761.515623
0766.220202
06.97237014
0746.707040
0761.568080
0775.504847
FONTENUOVA
FROSINONE
GENZANO
MONTEFIASCONE
ORTE
POMEZIA
RIGNANO FLAMINIO
ROMA l.go Agosta
ROMA l.go Franchellucci
ROMA v. Bettini
ROMA “Casilino”
ROMA v. Cornelia
ROMA v. Laurentina Km 7
06.90018002
0775.201519
06.93953090
0761.834054
0761.402752
06.91802329
0761.508275
06.2154737
06.40801487
06.87201338
06.235171
06.6242229
06.5020392
ROMA v. Prenestina
RONCIGLIONE
SANT’ORESTE
SORIANO
TARQUINIA
TERRACINA
TUSCANIA
VALLERANO
VELLETRI
VETRALLA
VITERBO “Tuscia”
VITERBO
06.22522045
0761.627007
0761.578760
0761.748479
0766.858577
0773.702944
0761.434580
0761.751310
06.9635362
0761.460003
0761.3951
0761.345573
0763.624063
0744.978437
FABRO
GIOVE
MONTEFRANCO
0763.832196
0744.992432
0744.388635
NARNI
SFERRACAVALLO
0744.726966
0763.341996
CASTELLAMMARE DI STABIA
NOCERA INFERIORE
SOCCAVO
081.8705466
081.929700
081.7678583
SOLOFRA
TEVEROLA “Medi”
0825.532487
081.5000111
LAZIO
ACQUAPENDENTE
APRILIA “Aprilia2”
APRILIA
CAMPAGNANO
CAPRAROLA
CERVETERI
CIVITA CASTELLANA
CIVITAVECCHIA
COLLEFERRO
CONTIGLIANO
FABRICA DI ROMA
FIUGGI
UMBRIA
ALLERONA
AMELIA
CAMPANIA
AFRAGOLA “Le Porte di Napoli” 081.8515111
AVELLINO IperCoop
0825.270411
numero verde 800861081
www.e-coop.it
NUOVO CONSUMO
29
Salute
Si chiude un capitolo della vita, quello
in cui si è giovani e si può diventare
madri, e se ne apre subito un altro,
spesso associato all’idea di tramonto,
invecchiamento, solitudine. Difficile da
accettare, pesante sul piano psicologico,
molte donne arrivano impreparate
all’appuntamento con la menopausa
vivendo le “mutazioni” fisiche che la
accompagnano in maniera molto negativa, come il primo vero segnale di
invecchiamento. «In realtà si attribuiscono alla menopausa sintomi e disturbi
che non sempre le appartengono»,
afferma Filiberto Di Prospero, responsabile del Modulo di Endocrinologia
Ginecologica presso il dipartimento
materno-infantile dell’Ospedale di
Civitanova Marche e direttore della
rivista internet Salutedonna.it. E questo perché la menopausa si presenta
fisiologicamente in una fascia di età,
tra i 48 e i 51 anni, che può essere
critica per svariate ragioni: i figli crescono, i rapporti di coppia cambiano,
in prospettiva c’è la vecchiaia. «Ma
molte problematiche come il calo del
desiderio sessuale, l’aumento di peso o
il malessere emotivo che spesso le donne
lamentano in menopausa possono essere
legate all’età e non avere niente a che
vedere con la menopausa», chiarisce Di
Prospero. È comunque un’esperienza
che ogni donna vive diversamente, in
base al suo bagaglio emotivo e culturale,
all’ambiente che la circonda e allo stile di
vita che conduce. Anche perché gli stessi
sintomi possono essere molto pesanti
per alcune donne, meno per altre.
LA DONNA
È MOBILE
Tempo scaduto per diventare madri, disturbi e cure senza
malattia, paura di invecchiare. Come cambiano le donne in
menopausa tra “metamorfosi”
nel fisico e malesseri emotivi.
di Cristina Vaiani
Anni
CINQUANTA
Per menopausa o insufficienza ovarica
fisiologica si intende la cessazione della
funzione ovarica e riproduttiva dovuta
a deficit di estrogeni. Insorge intorno
NUOVO CONSUMO
31
La menopausa non è una
malattia ma un evento fisiologico, quindi assolutamente normale, che interessa
tra i 48 e i 51 anni tutte le
donne, stabilendo il termine dell’età fertile e dell’attività riproduttiva. Diversa la
menopausa precoce
ai 48-51 anni. Pur essendo la sintomatologia molto variegata e diversa da
donna a donna, sintomi inequivocabili
permettono di riconoscerla: l’amenorrea (assenza di mestruazioni) e disturbi
neurovegetativi, dalle classiche vampate
all’irritabilità all’insonnia. Si consiglia
di sottoporsi ai normali controlli ginecologici ed effettuare i programmi
di screening previsti, mammografia e
pap test. «Dedicarsi a sport, coltivare
interessi, prendersi cura di se stesse e
sentirsi ancora giovani e attraenti può
inoltre aiutare a vivere la menopausa con il giusto spirito – consiglia Di
Prospero –. Può essere infatti il momento
migliore per considerare nuovi aspetti
della vita, correggere un sovrappeso e
a maggior ragione un’obesità, praticare
un’attività fisica di tipo aerobico quotidiana o comunque regolare, riscoprire
la sessualità».
Più o
MENOPAUSA
Ovviamente al calo di estrogeni non si
reagisce allo stesso modo; alcune donne
riportano disturbi lievi o assenti altre
pesanti sia sul piano fisico che psichico.
«Solo di fronte a sintomi neurovegetativi
importanti, a evidenti fattori di rischio
ad esempio per osteoporosi o in presenza di esigenze particolari della sfera
uro-genitale (disturbi urinari, vaginiti,
cistiti) può essere valutata una terapia
ormonale sostitutiva – commenta Di
Prospero – che, a differenza di quanto
molti credono, non previene le car32 NUOVO CONSUMO
PRIMA DEL TEMPO
Quando la menopausa è precoce.
Arriva prima del previsto, non si può prevenire né prevedere, in alcuni casi
regredisce spontaneamente. È la menopausa (o insufficienza ovarica) precoce e
insorge in genere prima dei 40 anni (anche a 25-30). «Si tratta di un’insufficienza
ovarica particolarissima – afferma Di Prospero –, abbastanza diffusa, impossibile
da prevenire ma caratterizzata da un’elevata percentuale di reversibilità anche se
dopo la remissione è molto difficile che si instauri una gravidanza».
Generalmente la remissione è spontanea e tutt’altro che rara anche se può
presentare un andamento altalenante
e capriccioso difficile da gestire; «ma
Chi ha un precedente in
ci sono dei casi, diciamo “critici”, di
famiglia
o ha avuto una tiroimenopausa molto precoce in donne
dite e fuma avrà maggiori
che non hanno ancora avuto figli dove è
necessario intervenire con la terapia orprobabilità di entrare in
monale sostitutiva, soprattutto quando
menopausa precocemente
il calo di estrogeni minaccia l’insorgere
dell’osteoporosi e la distrofia dei genitali
e delle vie urinarie. Sono infatti molti i casi in cui sono state osservate riprese
dell’attività ovarica durante il trattamento sostitutivo».
La menopausa precoce può essere spontanea e quindi frequentemente associata
a malattie autoimmuni o endocrine, in particolare della tiroide, che possono
precederla o seguirla, o conseguente ad interventi chirurgici come l’asportazione
delle ovaie o a danno radioattivo o farmacologico (terapie anti-tumorali). È difficile da prevenire ma si possono individuare dei soggetti a rischio. «Una vera e
propria prevenzione non è possibile – ammette
Di Prospero – ma può essere di aiuto indagare
l’eventuale presenza di casi analoghi nella storia
familiare della paziente (ad es. mamma o nonna
in menopausa precoce) o di una malattia della
tiroide o disturbi di tipo autoimmune nella
storia clinica della paziente stessa». Tra i fattori
di rischio di una menopausa precoce il fumo.
«Uno studio recentemente effettuato presso il
nostro Centro dimostra come nelle fumatrici la
menopausa può essere anticipata mediamente
di due anni rispetto alla menopausa fisiologica
– conclude Di Prospero –. Un consiglio che
si può dare ai fini di una diagnosi precoce è di
rivolgersi al ginecologo non appena dovessero
presentarsi delle improvvise irregolarità mestruali per un periodo superiore a tre mesi».
diopatie e non fa male se seguita con
criterio. Fermo restando le pesanti controindicazioni – aumento del rischio di
tumore mammario, obesità, ipertensione
arteriosa, cardiopatie, pregresse flebiti
o tromboflebiti, tumori estrogenodipendenti – la terapia estrogenica può
dare infatti grandi risultati e benefici.
Purché sia somministrata correttamente,
con dosaggi minimi efficaci in pazienti
selezionati (per cui sono già stati esclusi i
fattori di rischio), sotto stretto controllo
specialistico tra monitoraggi costanti e
valutazioni periodiche. Così fatta, per
un periodo strettamente necessario che
non superi indicativamente i 6 anni di
trattamento, può attenuare i disturbi
neurovegetativi, ridare energia e tenore
fisico, prevenire la perdita minerale ossea
in soggetti predisposti».
Sani & salvi
Acqua in
bocca
Un po’ di zucchero e la pillola
va giù... in realtà è sufficiente, anzi indispensabile, mezzo bicchiere d’acqua.
L’acqua impedisce infatti alla pillola di aderire
alle pareti dello stomaco evitando possibili ulcerazioni. Ma non solo. A ciascun
farmaco la sua acqua: e allora le acque
alcaline sono consigliate se si assumono
antibiotici, mentre non vanno d’accordo
con corticosteroidi e farmaci per problemi
cardiovascolari; quelle gassate si accompagnano bene ai digestivi. Acqua ghiacciata
in caso di gastrite.
Brivido
caldo
Non è più un segreto il perché la borsa dell’acqua calda attenui dolori mestruali, mal
di testa, coliche. I ricercatori dell’University
College di Londra hanno scoperto che il
calore funziona come analgesico capace di
disattivare il dolore a livello molecolare ed
interrompere la sofferenza
dell’organismo, un po’ come
avviene quando si ingerisce
un antidolorifico.
Il paese delle
meraviglie
Il paese più felice al mondo? Il piccolo arcipelago Vanuatu nell’Oceano Pacifico, almeno secondo l’analisi della New Economics
Foundation che lo ha messo al primo posto
dell’Happy planet index (www.happyplanetindex.org), l’indice della felicità che misura
il progresso globale. Pil basso, pochi abitanti
che vivono di agricoltura e turismo, in assenza
di impatto ambientale, queste sembrano
essere le fonti della felicità da cui prendono
le “dovute” distanze, tra gli altri, l’Italia, che
occupa il 66esimo posto della classifica e
gli Usa in 150esima posizione.
ABCibo
di Eugenio Del Toma
Scripta manent
L’importanza delle etichette degli alimenti e
la crescita di consapevolezza dei consumatori.
Le regole sulla etichettatura degli
alimenti hanno rappresentato uno
dei passaggi più utili in difesa dei
consumatori. Non soltanto ne è scaturita una garanzia prima inesistente
sulla quantità dei principali nutrienti,
ma si è avviata una forma critica di
attenzione dei consumatori e quindi
di maggiore educazione e selezione
nelle scelte alimentari.
Parole un tempo vuote, come “informare e tutelare i consumatori”, hanno
assunto contorni e definizioni attendibili perché nessuna ditta potrebbe
mai permettersi il “suicidio” commerciale di barare sulle dichiarazioni
in etichetta. Anche se le etichette
dovranno essere ancora migliorate,
in sintonia con la crescita di consapevolezza da parte del pubblico. Si
dovrà chiarire meglio quanto resta
tuttora nebuloso, come la nozione
troppo generica di “grassi vegetali”
(anche il pessimo olio di cocco è un
grasso vegetale!) o una serie di compromessi come “margarina vegetale”
che non informano sulla tecnologia
adottata, unificando così la vecchia
“idrogenazione” (che partendo da oli
“imprecisati” consente di ottenere
prodotti solidi e spalmabili, surrogati
del burro con produzione, però, di
temibili “acidi
grassi trans”)
con i moderni
e accettabili
metodi di in-
teresterificazione catalizzata e guidata
(margarine “dietetiche”).
Non dimentichiamoci che in epoche
di sicura genuinità l’uomo moriva di
denutrizione grave, perfino di fame, e
soffriva di malattie collegate all’igiene
o alle carenze alimentari, dal colera
al tifo, dalla pellagra al rachitismo.
Colpevolizzare il progresso tecnologico, dimenticando i vantaggi che ne
sono derivati all’umanità, è un atteggiamento fazioso e preconcetto.
L’uomo non deve riversare sulla scienza le sue responsabilità; non è colpevole il pesticida ma l’uso improprio
che può farne un contadino poco
istruito; non è colpevole l’estrogeno
ma l’avidità di chi lo somministra al
bestiame per garantirsi un aumento
di acqua nei tessuti e quindi maggiori
guadagni nell’ambito di un sistema
di controllo forse insufficiente ma
comunque valido.
Per coerenza occorre guardare alle
tecnologie “pulite” senza prevenzione; i novel food e i cosiddetti
“alimenti funzionali” possono avere
dei pregi nutrizionali, mirati alla
prevenzione, che giustificano la rinuncia ad un ormai inadeguato concetto di genuinità. Mi perdonino i
raffinati gastronomi ma il progresso
scientifico, con
la dovuta prudenza, non
può escludere
la nutrizione.
NUOVO CONSUMO
33
DOSSIER / liberalizzazioni
Finalmente
liberi
Più concorrenza, meno privilegi e maggiore tutela del consumatore.
Il governo rompe la gabbia delle caste e delle corporazioni.
A cominciare dai farmaci che potranno essere venduti anche nei supermercati con
di Aldo Bassoni
l’assistenza di un farmacista.
Il decreto sulle liberalizzazioni è
legge. Pressioni e interessi lobbistici permettendo, l’Italia sembra
proprio intenzionata ad imboccare la via della modernizzazione o,
molto più semplicemente, quella
della normalità, anche nel settore
delle professioni: via alla vendita
dei farmaci da banco nei supermercati, basta con i costosi passaggi di
proprietà di autoveicoli dal notaio,
più libertà di concorrenza in molti
settori dell’economia e delle professioni che toccano quotidianamente le tasche dei consumatori. In
Nuovo Consumo di maggio abbiamo
dedicato all’argomento uno spazio ampio e approfondito proprio
perché riteniamo che in un Paese
intenzionato a scrollarsi di dosso i
retaggi di un moderno Medioevo,
c’era bisogno di un colpo di reni
sui temi della competitività e della concorrenza che imprigionano
l’economia in una gabbia di vincoli e strettoie corporativi a tutto
danno dei consumatori costretti
a pagare balzelli d’ogni genere in
nome di privilegi e caste fino a ieri
intoccabili.
34 NUOVO CONSUMO
no l’insieme di questi provvedimenti,
equivale a uno stipendio medio mensile.
Pensiamo solo alla spesa farmaceutica
delle famiglie, a quanto incidono la
crema, l’aspirina, la pomata per la pelle
sul bilancio di una famiglia. Con la
possibilità di vendere anche nei supermercati i farmaci di fascia C, quelli che
non richiedono l’obbligo della ricetta,
si apre finalmente un orizzonte nuovo,
più razionale ed economico per chi
ricorre abitualmente a questo genere di
prodotti, cioè tutti. Avremo finalmente
prezzi inferiori anche della metà a quelli
attuali. E se voglio un’aspirina non sarò
costretto a comprarne una scatola intera.
«Il Governo ha interpretato appieno il
volere degli 800mila cittadini che hanno
sostenuto la nostra campagna Farmaci
più liberi prezzi più bassi – ha dichiarato
Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop
– sottoscrivendo dapprima la proposta
di Legge presentata lo scorso febbraio
e successivamente la petizione che è
stata consegnata il 12 luglio nelle mani
del presidente della Camera Fausto
Bertinotti». I benefici per i cittadini
saranno consistenti. «Crediamo che
questa sia un’occasione per aprire un
mercato chiuso e fino ad ora eccessivamente protetto – continua Soldi –. Il
tutto a vantaggio dei consumatori perché l’apertura del mercato comporterà
secondo le nostre stime riduzioni di
prezzo dal 25 al 50 per cento a seconda
della categoria di prodotti». Per Coop
non si tratta di una questione esclusivamente economica. L’allargamento del
mercato migliorerà il livello di servizio
offerto, senza generare effetti negativi
sulla salute pubblica. «Noi lo abbiamo
detto e ribadito fin dagli inizi della nostra campagna che data novembre 2005
– aggiunge Soldi –: l’eventuale vendita
di questo tipo particolare di farmaci al
di fuori delle farmacie, nei nostri su-
permercati, dovrà essere accompagnata
dalla presenza di un farmacista laureato
e abilitato all’esercizio della professione,
dovrà essere effettuata in un’area distinta
dal resto della superficie di vendita, dovranno essere evitati sottocosto, concorsi
o altre operazioni a premio. Tutto questo
perché ovviamente il farmaco non è un
prodotto qualsiasi».
A misura di
CITTADINO
Naturalmente le associazioni dei consumatori si uniscono al plauso generale. «Interventi volti ad una maggiore
liberalizzazione nei servizi locali come
per esempio i taxi vanno nella giusta
direzione – ha dichiarato il vicesegretario
di CittadinanzAttiva, Giustino Trinca
– perché supererebbero monopoli di
fatto e interessi spesso corporativi pagati
dai cittadini-consumatori e dal sistema
paese». Quello che il governo si appresta ad attuare è un provvedimento che
i consumatori attendevano da anni.
«Ci convince – sostiene il presidente
del Movimento Difesa del Cittadino,
Antonio Longo – il provvedimento
che autorizza la vendita dei farmaci
da banco nella Grande Distribuzione
perché permetterà un abbattimento dei
costi che ci porterà al livello degli altri
paesi europei, una maggiore disponibilità
dei punti vendita e il superamento della
chiusura corporativa delle farmacie».
Per Rosario Trefiletti, presidente di
Federconsumatori, siamo ad una vera
e propria “rivoluzione antropologica”:
«questo decreto coglie tutti gli obiettivi messi in campo da anni – sostiene
Trefiletti – migliora i servizi nel paese e
fa diminuire consistentemente i costi
per le già tartassate famiglie italiane».
E per la prima volta, anche la lobby
dei consumatori si è organizzata per
difendere il decreto e rilanciare l’idea
di una società a misura di cittadino.
Tutte le associazioni dei consumatori
si sono messe insieme e hanno fatto
sentire la voce unica dei cittadini che
lottano contro i monopoli, gli oligopoli
e le corporazioni: una risposta forte alle
lobby che esercitano comprensibili ma
inaccettabili pressioni contro le liberalizzazioni proposte dal Governo. Ora è
arrivato il momento della concretezza.
Coop si prepara ad attrezzare i propri
supermercati (v. pag. 38) e, non appena
il decreto sarà convertito in legge, avremo i primi corner dedicati ai prodotti
farmaceutici da banco.
Aldo Soldi consegna le firme al presidente della Camera Fausto Bertinotti.
NUOVO CONSUMO
35
DOSSIER
Libero farmaco
in libero Stato
Qualcuno ha calcolato che in un an-
LO SPIRITO DELLA LEGGE
I provvedimenti più importanti del decreto Bersani.
FARMACI
· I farmaci da banco o di automedicazione non soggetti a prescrizione
medica potranno essere venduti al
pubblico presso gli esercizi commerciali.
· La vendita sarà consentita in un’area
ben definita, con l’assistenza di uno
o più farmacisti laureati e iscritti al
relativo ordine. Sono vietati i concorsi,
le operazioni a premio e le vendite
sotto costo.
· Lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore può essere
liberamente determinato da ciascun
distributore al dettaglio.
· Scompare l’obbligo per i grossisti di
farmaci di detenere almeno il 90 per
cento delle specialità in commercio e
si prevede, al contempo, la possibilità
del rivenditore al dettaglio di rifornirsi presso un altro grossista.
· Il farmacista può essere titolare di
più farmacie, associarsi per gestire più esercizi e non è più tenuto
a rispettare il confine territoriale
provinciale per lo svolgimento della
propria attività.
· Viene, infine, eliminata l’incompatibilità tra l’attività all’ingrosso e attività al
dettaglio ed è abrogata la norma che
consente all’erede di un farmacista di
continuare per molti anni ad essere
titolare della farmacia di famiglia senza
essere laureato e iscritto all’albo.
LIBERE PROFESSIONI
· Vengono abrogate le disposizioni che
prevedono la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime e il divieto
di pattuire compensi parametrati al
raggiungimento degli obiettivi perseguiti.
· Inoltre i liberi professionisti possono
far conoscere agli utenti i servizi offerti attraverso la pubblicità. L’utente
avrà più informazione, più capacità
contrattuale, maggiore possibilità di
comparazione e di scelta.
ASSICURAZIONI
· D’ora in avanti i rapporti di agenzia
non potranno essere basati sull’ob36 NUOVO CONSUMO
bligo a vendere polizze di una sola
compagnia e non potranno prevedere
la fissazione di prezzi minimi. In
pratica l’agente plurimandatario non
solo potrà vendere all’automobilista
una polizza di qualunque compagnia
di assicurazioni di cui è mandatario,
ma potrà anche praticare sconti.
PREZZI
· Il Ministero dello Sviluppo Economico,
d’intesa con il dicastero delle Politiche
Agricole, mette a disposizione di Regioni
e Comuni programmi di rilevazione dei
prezzi dei prodotti agro-alimentari al
fine di rendere pubbliche le variazioni
di prezzo.
PANE
· Da adesso in poi per aprire un panificio basterà presentare una dichiarazione di inizio attività (Dia)
al Comune con l’attestazione del
possesso dei requisiti igienico-sanitari, urbanistici e ambientali.
PASSAGGI DI PROPRIETÀ
· L’autenticazione degli atti riguardanti
la vendita di auto e moto può essere
rilasciata dal comune e dai titolari
degli sportelli telematici dell’automobilista, gratuitamente, salvo i previsti diritti di segreteria, nella stessa
data della richiesta, salvo motivato
diniego.
CONTI CORRENTI
· Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali da parte
della banca deve essere comunicata
espressamente al cliente per iscritto
con un preavviso minimo di trenta
giorni.
· Entro sessanta giorni dal ricevimento
dalla comunicazione scritta, il cliente
ha diritto di recedere senza penalità e
senza spese di chiusura e di ottenere,
in sede di liquidazione del rapporto,
l’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.
TAXI
· Più taxi per tutti. Dopo la trattativa fra
Governo e taxisti è stato raggiunto un
accordo che fa scomparire il cumulo
delle licenze. Verranno invece previsti
ed effettuati concorsi straordinari per
il rilascio di nuove licenze in modo da
incrementare l’offerta del servizio. Ci
saranno inoltre più turnazioni giornaliere integrative, con l’assunzione
di sostituti alla guida e collaboratori.
Infine è prevista la possibilità di
rilasciare titoli autorizzatori temporanei, l’utilizzo di veicoli sostitutivi
e aggiuntivi (il cosiddetto doppio
veicolo) per svolgere servizi diretti a
particolari categorie di utenti e tariffe
predeterminate per percorsi stabiliti.
Per esempio i Comuni potranno
concordare con le organizzazioni di
categoria le tariffe dei percorsi fra gli
aeroporti e le città.
COMMERCIO
· Si eliminano i requisiti professionali
eventualmente previsti da leggi regionali per l’apertura di esercizi commerciali operanti in settori diversi da
quello alimentare.
· Si sopprime il parametro della distanza
minima tra un esercizio e un altro ai
fini della concessione dell’autorizzazione all’apertura di una determinata
DOSSIER
1.000 EURO ANNUI
DI RISPARMI A FAMIGLIA
Dei 12 provvedimenti di liberalizzazione, almeno 6 produrranno risparmi
certi e sostanziosi per tutte le famiglie italiane. Vediamoli nel dettaglio.
COMMERCIO
La liberalizzazione del
commercio e dei saldi produrrà un risparmio tra 300 e
350 euro l’anno. Solo la voce
abbigliamento e calzature, comporta una spesa annua di circa 2.500
euro a famiglia, prendendo come riferimento i consumi delle famiglie Istat
pari a circa 27mila euro l’anno.
BANCHE Il provvedimento toglie alle
banche la licenza di rapinare i correntisti con un semplice avviso. Se si
aggiunge al risparmio sulla chiusura
del conto, da 50 a 70 euro, l’obbligo
di adeguare i tassi sui depositi bancari,
sconfiggendo così la truffaldina prassi
di adeguare subito i tassi sugli impieghi alle decisioni BCE, dimenticando
di aumentare quelli sui depositi, si
avranno ricadute benefiche di 200-250
euro l’anno.
attività commerciale.
· Scompare ogni forma di limitazione
alla libera scelta dell’imprenditore di
determinare l’assortimento merceologico del proprio esercizio commerciale,
ritenuto più idoneo a soddisfare le
esigenze dei consumatori.
· Si eliminano i meccanismi di programmazione degli insediamenti
commerciali fondati sul rispetto di
predeterminati limiti antitrust operanti
a livello infraregionale.
· Si cancellano i divieti generali, parziali o
di limitazioni di ordine temporale per
ASSICURAZIONI La possibilità data agli agenti di vendere le polizze più convenienti, e non più quelle
della propria compagnia, assieme al
provvedimento sull’indennizzo diretto, comporterà meccanismi virtuosi
di calmieramento degli elevatissimi
costi della RC Auto obbligatoria, con
risparmi certi e documentabili tra i
120 e 150 euro a polizza.
TABELLA RISPARMI ANNUI A FAMIGLIA
risparmi annui (euro)
COMMERCIO
BANCHE
ASSICURAZIONI
FARMACI
PROF. E ANTITRUST
NOTAI
TOTALE
min
max
300
200
120
100
80
40
840
350
250
150
110
100
50
1.010
Fonte: Adusbef-Federconsumatori
l’effettuazione di vendite promozionali
scontate all’interno dei singoli esercizi commerciali, fatta eccezione delle
tradizionali vendite di fine stagione e
delle vendite sottocosto.
AZIONE COLLETTIVA
· La “class action” arriva anche in Italia.
Le associazioni di consumatori e
utenti riconosciute dal Ministro dello
Sviluppo Economico, le associazioni di professionisti e le camere di
commercio, industria, artigianato
e agricoltura possono richiedere la
condanna al risarcimento dei danni
FARMACI La liberalizzazione dei
farmaci cosiddetti equivalenti con
la possibilità di vendita nei supermercati, produrrà meccanismi
virtuosi di abbattimento dei prezzi,
non solo nei supermercati, ma anche nelle farmacie, con ribassi del
30-50 per cento per un risparmio
medio annuo a famiglia di 100110 euro.
PROFESSIONI E ANTITRUST Il rafforzamento delle funzioni dell’Antitrust
sul mercato, assieme alla liberalizzazione delle professioni e all’eliminazione delle tariffe minime,
comporterà risparmi annui pari a
80-100 euro a famiglia.
NOTAI La possibilità di effettuare
i passaggi di proprietà dei beni
mobili in Comune comporterà
vantaggi immediati di 40-50 euro
l’anno.
e la restituzione di somme dovute
direttamente ai singoli consumatori o
utenti interessati, in conseguenza di
atti illeciti commessi nell’ambito di
rapporti giuridici relativi a contratti
di atti illeciti extracontrattuali, di
pratiche commerciali illecite o di
comportamenti anticoncorrenziali.
ANTITRUST
· Viene rafforzato il ruolo e il raggio
d’azione dell’Antitrust introducendo
nuove norme alla sua legge istitutiva
in linea con il nuovo regolamento
comunitario della concorrenza.
NUOVO CONSUMO
37
DOSSIER
I CORNER DELLA SALUTE
Al via i primi reparti farmaceutici negli ipermercati Unicoop Tirreno di Livorno e Roma.
Saranno dedicati alla vendita dei farmaci da banco affidata a un farmacista.
Come inizio e il prima possibile, aprire
almeno 10/15 Corner della salute dedicati
alla vendita dei farmaci e poi proseguire
con un piano di nuove aperture sino a
fine anno. È questo l’obiettivo che Coop
si è data dopo la conversione in legge del
decreto Bersani sulle liberalizzazioni e la
concorrenza che, tra le altre cose, ha reso
possibile la vendita dei medicinali da
banco anche nei supermercati. In questa
prima tappa l’obiettivo di Coop è veder
coinvolte tutte le
nove grandi cooperative e aprire i
corner farmaceutici prima di tutto
nelle grandi città,
a partire dai capoluoghi di regione.
Unicoop Tirreno aprirà le prime due
farmacie negli ipermercati di Livorno
e Roma Casilino entro il mese di settembre.
Inutile nascondere che per il gruppo di lavoro che sta seguendo questo
nuovo capitolo dell’attività Coop è
stata davvero un’estate di corsa. «Sì
– spiega Vincenzo Santaniello, direttore sviluppo business e innovazione
di Coop Italia – perché anche se già
da mesi stavamo lavorando sul tema
farmaci, dal governo è arrivata una
accelerazione, certo gradita, ma del
tutto imprevista. Sappiamo che tra i
nostri soci e tra i consumatori ci sono
grandi aspettative perché, come ha
evidenziato il successo della raccolta
di firme, il tema farmaci e salute tocca
tutte le famiglie. E per i valori e la storia
che Coop si porta dietro, giustamente
si ritiene che il nostro intervento possa
giocare un ruolo importante e positivo.
Sarà una bella sfida, ma occorrerà una
partenza che brucia i tempi».
38 NUOVO CONSUMO
Buon
INIZIO
Già, perché al di là dell’aver fissato
per legge il principio della possibilità di vendere, alla presenza di un
farmacista, alcuni tipi di medicinali
(quelli senza obbligo di prescrizione
medica) anche nei supermercati, esistono comunque problemi
derivanti dal
fatto che quello
dei farmaci è un
settore complesso e delicato. E tra l’altro la conversione del decreto non è la tappa
finale, nel senso che è fondamentale
conoscere esattamente cosa prevede
il regolamento attuativo predisposto
dal Ministero della Salute. «Ai nostri
soci e ai consumatori – prosegue
Santaniello – direi che occorrerà
distinguere due fasi. Ora ci stiamo
concentrando appunto per garantire
l’avvio di questo primo gruppo di
punti vendita per i farmaci. Ben
sapendo che queste prime aperture
non rappresenteranno il modello
compiuto e definitivo di ciò che
pensiamo Coop possa fare quando
le cose saranno a regime».
In questa prima fase per i corner
farmaceutici occorrerà ricavare
appositi spazi ben delimitati nei
negozi prescelti così come servirà
l’assunzione di circa trenta farmacisti. Quanto ai farmaci, per i
quali occorre attivare i contratti di
acquisto con i grossisti specializzati,
gli Otc ed i Sop (cioè quelli toccati dal decreto Bersani) sono circa
1.500 referenze. Tra questi sono
però tantissimi quelli che pur con
nomi diversi (o confezioni diverse)
sono basati sullo stesso principio
Uno dei primi Corner della salute in un ipermercato Coop.
attivo. In realtà poco più di 300
prodotti coprono l’80 per cento
delle vendite della categoria. «Il
nostro obiettivo immediato – spiega
ancora Santaniello – è proporre
comunque tutti i principi attivi e
offrire possibilità di scelta ai clienti
tra le varie marche. Ma avendo ben
chiaro che intendiamo promuovere
la vendita dei farmaci generici, cioè
di quei farmaci che proprio perché
non di marca, costano assai meno
degli altri pur contenendo gli stessi
principi attivi. Proprio per questo,
fondamentale sarà garantire, già
dalla presentazione sugli scaffali,
la migliore informazione possibile
ai cittadini».
Quando c’è
LA SALUTE
Questo riferimento ai farmaci generici consente di ampliare il discorso più avanti nel tempo, verso
cioè quello che Coop ritiene potrà
diventare lo spazio di vendita dei
farmaci nei propri supermercati.
«Innanzitutto dobbiamo dire che
gli spazi di vendita dei farmaci
potremo realizzarli dove ci sono
strutture commerciali adeguate come dimensioni, strutture e servizi
per evitare disservizi agli utenti
– precisa Santaniello –. Detto questo, noi pensiamo che i nostri corner
farmaceutici debbano essere ispirati
a una filosofia di tutela della salute e di promozione del benessere
in coerenza con quanto Coop fa
da tanti anni sul versante dell’alimentazione e dell’educazione ai
consumi. Ora possiamo ampliare il
campo d’azione. Credo, anche con
il coinvolgimento dei soci attivi, si
potranno fare iniziative legate alla
prevenzione. Inoltre, molto importante è ricordare che sarà presente
un farmacista, il che consentirà di
dare informazioni basate sulla professionalità e la competenza.
Controcanto
di Tito Cortese
I vecchi e i giovani
Prima figli, poi genitori, poi nonni: il gioco
“banale” della vita che mutamenti sociali ed economici rischiano di stravolgere.
Nella Partita a scacchi di Giuseppe
Giacosa, garbato poeta e commediografo del primo Novecento, c’è una
bella coppia di settenari che mi torna
in mente quando sento un gran parlare
di invecchiamento della popolazione,
di mutati rapporti tra genitori e figli,
di tasso di natalità negativo e così via.
Dicono questi due versi, che sono parte
dell’appassionata esortazione di un uomo anziano alla figlia restìa a sposarsi
e a mettere al mondo dei bambini:
«Sai, si diventa padre / per poi diventar
nonno...».
Ecco, a me sembra che nella levità di
queste parole ci sia il senso non banale
della continuità della vita e della reciproca responsabilità tra le generazioni,
alla quale è affidata tale continuità. Io ti
ho messo al mondo e mi attendo che a
tua volta tu procrei e non interrompa la
catena fatta di anelli in successione e dei
corrispondenti ruoli che sono di volta
in volta di figli, di genitori, di nonni...
Resta questo, in fondo, il gioco della vita,
fatta salva l’inviolabile libertà di ciascuno
di decidere il proprio personale destino,
quindi anche di essere o non essere
genitore. È anche vero che l’esistenza
si gioca in un numero limitato di anni:
quindi l’età in cui si diventa genitori
finisce per condizionare la possibilità di
diventare nonni. Il prolungamento della
vita media e le mutate condizioni sociali
hanno ridato per certi aspetti ai nonni un
ruolo di rilievo, che si era perduto dopo
il superamento della famiglia patriarcale
contadina. Oggi c’è largo spazio nella
nostra società per nonni relativamente
giovani, in grado di svolgere una funzione attiva nel rapporto con le generazioni
successive. Le prospettive tuttavia sono
diverse: un conto è diventare nonni intorno ai cinquant’anni, come un tempo,
o sui sessanta, come è stato generalmente
per i nonni di oggi, altra cosa avere il
primo nipote dopo i settant’anni o addirittura dopo gli ottanta, come sarà
inevitabile se continuerà
ad alzarsi ancora l’età in
cui “si mette su famiglia”.
Se si considerano “ragazzi” degli uomini (e delle
donne) che restano in casa
dei genitori fin sulla soglia
dei quarant’anni, come si
può immaginare per loro
e per i loro figli un futuro
di nonni?
NUOVO CONSUMO
39
Tipico
TÒCCO MAGICO
Immancabile sui primi piatti regionali, dessert da gourmet, sempre più amato dai consumatori a caccia di prodotti tipici. Il Pecorino Romano – e i suoi fratelli –, solo
di Eleonora Cozzella
con latte fresco di pecora.
I bucatini all’amatriciana o i rigatoni
alla carbonara non sarebbero la stessa
cosa, senza una generosa spolverata
di pecorino grattugiato. La storia
della gastronomia laziale è, infatti,
legata alla tradizione contadina a cui
si devono formaggi come i pecorini,
grazie a una campagna profumata
di sedano, carciofi, piselli, fave e
insalate aromatiche, paesaggio ideale
per gli ovini. E allora non si ha che
l’imbarazzo della scelta in fatto di
pecorini: arricchiscono tutti i primi
piatti regionali e sono un dessert da
intenditori, specie se esaltati dalle
48 NUOVO CONSUMO
marmellate di fichi o pere o dal miele
di castagno.
Un successo sempre più riconosciuto
sulle tavole dei consumatori o sui carrelli di ristoranti ed enoteche, grazie
a una rinnovata sensibilità per i prodotti caseari tipici. Una riscoperta che
non ha confini, visto che il pecorino
romano è tra i formaggi più esportati.
Se ne vendono all’estero circa 21.500
tonnellate: ad apprezzarlo sono in
primo luogo gli americani (che lo
acquistano a circa cinque dollari e
mezzo al chilo), ma in crescita è anche
la presenza sui mercati dell’Unione
Europea e in Giappone. Non è un
caso se al Concorso nazionale di
formaggi Premio Roma, nella sezione
migliori formaggi a stagionatura naturale, il primo classificato sia stato
un Pecorino di Grotta, espressione
della sapienza della trasformazione
artigianale.
Il primo re
DI ROMA
Sovrano indiscusso è il Pecorino
Romano, tra i formaggi più antichi
al mondo: sono più di duemila anni
che le greggi di pecore al pascolo
nelle campagne del Lazio e della
Sardegna producono il latte da cui
viene ricavato. Gli antichi romani già
ne apprezzavano il gusto: nei palazzi
degli aristocratici era servito durante
i banchetti e, grazie alla sua conservabilità, era alimento base nelle razioni
dei militari. Oggi il Pecorino Romano
viene prodotto, nel periodo che va
da ottobre a luglio, nelle stesse zone
d’origine e con lo stesso procedimento di secoli fa. L’unica differenza è che
le operazioni di cagliatura, salatura e
stagionatura avvengono in moderni
caseifici, all’avanguardia dal punto
di vista tecnologico per garantire i
requisiti igienico-sanitari.
La produzione di Pecorino Romano è
per legge limitata alle aree del Lazio,
della Sardegna e della provincia di
Grosseto e viene controllata dal
Consorzio per la Tutela del Formaggio
Pecorino Romano.
Dop model
Il latte fresco di pecora, da greggi allevate allo stato brado, viene trasferito
nei centri di lavorazione in cisterne
refrigerate; nel caseificio viene filtrato e lavorato crudo o “termizzato”. Si tratta di un formaggio Dop
(Denominazione di origine protetta),
quindi le forme sono sottoposte a
marchiatura: la Dop viene impressa
con una apposita matrice, come pure
il logo – la testa stilizzata di una pecora – a garanzia del disciplinare di produzione dell’Unione Europea. Dopo
cinque mesi il Pecorino Romano
può essere commercializzato come
formaggio da tavola, dopo otto come
formaggio da grattugia.
Dal punto di vista nutrizionale è un
alimento ricco: per 100 g apporta
mediamente 25 g di proteine, 32
di lipidi e poi fornisce 932 mg di
calcio, 350 mg di fosforo, contiene
le vitamine A, B2, C ed E, per un
totale di 370 calorie.
Ingrediente indicato sui sughi di carne,
con verdure ed erbe selvatiche e nelle
torte rustiche, è consigliato in abbinamento con vini locali: per esempio
un Frascati superiore Doc o un Est! Est!
Est! di Montefiascone Doc.
Le vie dei
pastori
Pecorino dei Monti della Laga Tipico di Accumoli e Amatrice (provincia
di Rieti), si produce a maggio-giugno, con latte ovino misto a capra. È a
pasta dura e piuttosto grasso. Il sapore è leggermente salato e piccante, con
una stagionatura da tre a sei mesi. Tradizionali i materiali usati: la caldaia
di rame per la coagulazione e i tavoli di legno per la stagionatura.
Pecorino della Sabina Tradizionale di Poggio Mirteto e Montopoli di
Sabina (Rieti). Si produce in primavera ed è un formaggio a pasta dura e
grassa di forma cilindrica. Il colore della pasta è giallo paglierino, il sapore
leggermente salato e piccante. La stagionatura dura da tre a sei mesi. Per
produrlo si usa solo latte ovino dei pascoli della bassa Sabina.
Pecorino del Pastore e della Tuscia Ha una forma rotonda classica con
peso che varia da uno a cinque chilogrammi. Si presenta con crosta giallo-dorata, a pasta bianca, compatta o leggermente occhiata con la tipica
“lacrima dell’olio”. Ha un sapore dolce e forte; viene stagionato da quattro a
cinque mesi in cantina, spesso coperto da
una posa di olio per
la conservazione. Si
produce in provincia
di Rieti, Frosinone e
Latina.
Pecorino di Picinisco
Ha origini molto
antiche e un gusto caratteristico
dovuto al tipo di
alimentazione delle pecore: le greggi
pascolano da un’altitudine di ottocento metri d’inverno a una di duemila d’estate. Ha
forma rotonda, color bianco latte, se fresco, o giallo scuro, se stagionato. Il sapore è intenso e pieno e può anche essere aromatizzato. Le
forme sono messe nella “fuscella” di vimini, realizzata a mano dagli
artigiani del luogo.
Pecorino Viterbese È un alimento ottimo sia fresco che stagionato. Dopo
venti giorni di stagionatura, si presenta dolce con un retrogusto piccante.
Il piccante si fa più evidente dopo tre-sei mesi, quando anche il sapore
diventa più deciso. Dopo circa sei mesi è pronto per la grattugia. Si usa
il latte di pecore di razza sarda e comisana lavorato in caldaie di rame
stagnato, riscaldate a legna. Le forme si conservano per venti giorni in
ambiente asciutto e all’aria su tavole di castagno foderate di pioppo.
Pecorino Ciociaro È quello che i pastori ciociari da secoli producono per
uso personale. La stagionatura è di solito breve rispetto agli altri pecorini:
non più di due mesi. Si parla, infatti, di prodotto semistagionato. Ne
deriva un gusto più aromatico e leggero; si produce in formelle di due e
tre chilogrammi.
NUOVO CONSUMO
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