Il conflitto interpersonale e lavorativo
Gestione e negoziazione dei conflitti
Prof. Barbara Pojaghi
Università degli studi Macerata
Le 3 metafore legate al conflitto
• Il conflitto come guerra (si tenta di
annientare a tutti i costi il nemico)
• Il conflitto come opportunità (si ricercano
possibilità per risolvere situazioni di
antagonismo)
• Il conflitto come viaggio (si cerca un punto di
incontro)
K.Cloke,J.Goldsmith, Resolving conflicts at work:
A complete guide for everyone on the job,Jossey Bass,
St.Francisco, 2000, pp. 25,27,29
il conflitto vi dà l’opportunità di approfondire il vostro grado di empatia e
intimità nei confronti dei vostri avversari. La vostra rabbia trasforma
“l’altro” in un demone o un furfante stereotipato. Un atteggiamento
difensivo,parimenti,vi impedirà di comunicare apertamente con il vostro
oppositore o di ascoltare attentamente ciò che dice.D’altro canto, una
volta che comincerete a dialogare con quella persona, farete rinascere il
lato umano della sua personalità e riuscirete, di rimando, a esprimere il
vostro.Inoltre, se gestirete i conflitti con integrità essi vi porteranno ad
una crescita della consapevolezza ed a un miglioramento di voi stessi.La
rabbia incontrollata, un atteggiamento difensivo e la vergogna vanno a
minare tali possibilità.Tutti si sentono meglio una volta risolti i problemi e
trovata una soluzione e si sentono peggio quando soccombono o
falliscono nel risolverli ……….
L’amara verità è che le vittorie rabbiose portano ad una
sconfitta a lungo termine. Gli sconfitti si ritirano, si sentono traditi e perduti, e conserveranno tale sentimento per il
conflitto successivo. Il conflitto può essere visto semplicemente come un modo per imparare qualcosa di più in merito a ciò che non funziona e a come risolvere il problema.
L’utilità della soluzione dipende da quanto profonda sia la
vostra comprensione del problema. Questo è legato alla
vostra capacità di ascoltare, che dipende, a sua volta, dall’arresto del ciclo di escalation e dalla ricerca di opportunità e di miglioramenti.”
Le fasi del conflitto
• Quiete
• Latenza
= non si percepisce
= non è visibile ma è nell’aria
(nervosismo – incapacità di lavorarelavorare male – restare in silenzio prendere tempo …)
• Escalation= si ha quando avviene un aumento
parallelo di intensità e violenza.
Quando si innesca questo processo
c’è
una moltiplicazione del numero
delle
questioni di disaccordo
Interventi che prevengono il conflitto
• Aumentare la frequenza della comunicazione
delle interazioni nel gruppo rafforzando lo stile
cooperativo
• Favorire la diversificazione delle esperienze
• Favorire il processo empatico
CONFLITTI DISTRUTTIVI
prevale una logica competitiva win-lose o nei casi
peggiore lose-lose. Il conflitto cresce e assume vita
propria, anche se le sue cause originarie sono state
perse di vista
3 processi legati alla distruttività del conflitto
° la competizione insita nel meccanismo vincita-perdita
° distorsione percettiva dovuta ad incomprensioni e attribuzioni
errate
° pressioni cognitive e sociali
Conflitti costruttivi
prevale una logica di tipo win-win. Implica un
processo di ristrutturazione cognitiva e di
cooperazione. Dalla competizione alla
cooperazione.
Il conflitto costruttivo stimola l’efficacia del workgroup.
La gestione costruttiva del conflitto
-uscire dalla logica “di chi è la colpa” e utilizzare quella del
“perché è successo”
-sviluppare la logica della negoziazione e non del baratto
-ragionare sui fatti e parlare con i dati, non farsi guidare da
opinioni personali
-lasciare che il conflitto si manifesti e gestirlo subito
-mettere in luce le differenze, non appiattirle
-creare punti di contatto tra le proposte espresse
- non mettere le ipotesi in concorrenza tra loro, ma in
relazione agli obiettivi e al compito
Analisi del conflitto
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Storia del conflitto
Contesto del conflitto
Altre parti coinvolte
Motivi del conflitto
Dinamiche del conflitto
BRAINSTORMING
• Il brainstorming o "tempesta di cervelli" fu proposto da Alex
Osborn negli anni Trenta, e da allora è molto usato per la
produzione di idee. Si basa sul principio che le idee si
innescano l'una con l'altra.
Nella fase divergente si producono idee a ruota libera.
Il conduttore stimola i presenti a proporre e vieta di fare critiche.
Scrive per parole chiave le idee sulla lavagna.
In un secondo momento, e con persone diverse dalle precedenti,
si passa alla fase convergente.
Le idee vengono selezionate, valutate,
e si arriva a scegliere le più interessanti.
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