Assessorato alle Servizi Sociali, Politiche giovanili, Immigrazione, Politiche per la casa PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE PER AZIONI DI INTEGRAZIONE SOCIALE A FAVORE DI CITTADINI STRANIERI IMMIGRATI AI SENSI DELLA DELIBERA DI C. R. N. 615 DEL 16/11/2004 ALLEGATO A DELIBERA DI G.P. N. 175 DEL 26/07/2005. Piano territoriale provinciale per azioni di integrazione sociale a favore di cittadini stranieri immigrati INDICE 1. L’IMMIGRAZIONE STRANIERA NELLA PROVINCIA DI RIMINI - DATI GENERALI DI CONTESTO 1.1 Premessa 1.2 Provenienza 1.3 Caratteristiche demografiche 1.4 L’istruzione 1.5 La professione 1.6 La famiglia 1.7 I matrimoni 1.8 I minori 2. LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI SOCIALI A FAVORE DEGLI IMMIGRATI STRANIERI 2.1 I Piani provinciali ai sensi della L.286/98 2.2 La nuova programmazione ai sensi della delibera di C.R. n.615/04. 3. IL PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE 3.1 Le linee di indirizzo regionali 3.2 Gli obiettivi provinciali per il triennio 2005-2007 3.3 Le Azioni previste dal Piano – prima annualità. 2 4.METODOLOGIA 5. RISORSE 6. MODALITA’ DI ATTUAZIONE E MONITORAGGIO 7. PIANO ATTUATIVO 2005 Schema riassuntivo Schede di Progetto 8. APPENDICE: i progetti finanziati con risorse aggiuntive provinciali: 8.1 Borse di studio per studenti lavoratori immigrati 8.2 Sito Immigrati on-line 3 1.L’IMMIGRAZIONE STRANIERA NELLA PROVINCIA DI RIMINI – DATI DI CONTESTO 1.1 Premessa Nella provincia di Rimini l’immigrazione straniera è presente in maniera evidente dalla seconda metà degli anni ‘90 , prima di questo periodo gli immigrati stranieri costituivano una quota esigua ed erano in maggior parte Sanmarinesi o del nord Europa. Oggi la quota è di un certo rilievo, ma ancor più degno di nota è che chi è arrivato con le ondate successive ha inteso rimanere sul territorio. I dati dell’ l’Osservatorio sui fenomeni migratori della Provincia di Rimini anno 2004 curato dall’Ufficio Statistica mostrano che il fenomeno è ormai strutturale anche nella provincia di Rimini, dove la popolazione regolare1 straniera è risultata2 pari a 22.353 unità. Il risultato è derivato dall’utilizzo integrato dell’archivio demografico e di quello dei permessi di soggiorno, da cui è possibile rilevare che il 57,7% sono stranieri residenti, mentre il restante 42,3% è composto da stranieri in possesso del solo permesso di soggiorno. I soli residenti stranieri, invece, sono risultati 12.908 con un aumento, rispetto all’anno precedente (quando erano risultati 10.613) di 2.295 unità, in percentuale il 21,6%. Più contenuto sembrerebbe invece (11%), rispetto all’anno precedente, l’aumento della presenza straniera “regolare”, ma in realtà nella definizione di regolari l’anno scorso erano stati considerati anche quelli in attesa di perfezionare la regolarizzazione, in realtà quindi la presenza regolare (residenti + soggiornanti) registra un aumento del 44%. Infatti se si guardano le persone con il solo permesso di soggiorno si può verificare che nel 2003 queste erano risultate 4.864, mentre nel 2004 sono 9.445 (praticamente, le persone con solo permesso di soggiorno sono risultate quasi raddoppiate). In tutti e due i casi è evidente che l’effetto è stato prodotto della sanatoria seguita alle leggi 189 e 222 del 2002 (Bossi-Fini). La popolazione straniera regolare presente (residenti e “soggiornanti”), 79 stranieri regolari ogni 1.000 residenti3, si distribuisce in maniera piuttosto difforme sul territorio della provincia, con percentuali variabili tra i comuni dell’entroterra e quelli di costa. Nel comune capoluogo è presente oltre la metà (55%) degli stranieri regolari complessivi. La fascia costiera (Riccione, Misano Adriatico, Cattolica, e Bellaria-Igea Marina) concentra circa l’82% della popolazione analizzata. A livello di distretti socio – sanitari, si nota uno sbilanciamento nella distribuzione territoriale: il 69% degli stranieri è localizzato nel distretto di Rimini Nord contro un 31% del distretto Rimini sud. 1.2 PROVENIENZA Si parla di presenza regolare perché le persone che compongono questa popolazione sono registrate come residenti presso uno dei venti comuni della provincia oppure hanno un permesso di soggiorno rilasciato dagli uffici della questura. 1 2 3 Data di riferimento dei dati 1° trimestre 2004. La popolazione residente nella provincia di Rimini ammonta a 283.239 unità. 4 A livello italiano gli 8 gruppi nazionali con il maggior numero di persone sono, nell’ordine: Romania, Marocco, Albania (ciascuno con circa 230-240mila soggiornanti registrati che hanno anche rafforzato la loro consistenza), Ucraina (113.000), Cina (100.000), Filippine, Polonia e Tunisia (tra le 60-70.000 presenze). Nella provincia di Rimini gli immigrati stranieri provengono da 133 diversi Paesi, con una netta prevalenza dei Paesi Europei non facenti parte dell’Unione Europea (11.795 persone, il 52,8% dell’intera presenza regolare), segue l’area africana (18,3%), l’Unione Europea (10,5%), l’area asiatica e quella americana (9,1%). Il dettaglio delle singole nazionalità evidenzia che quasi il 70% della popolazione straniera regolare è costituito dalla somma di soli 11 Paesi: Albania (4.748 unità), Ucraina (1.882), Romania (1.668), Cina (1.384), Marocco (1.305), Senegal (1.292), Tunisia (811), Macedonia (758), San Marino (655), Russia (613) e Polonia (449). La comunità albanese copre da sola più di un quinto dell’intera presenza regolare, mentre le altre 10 nazionalità raccolgono percentuali tra il 9% e il 2% e le rimanenti hanno consistenze sotto il 2%. Da rilevare che l’Ucraina con l’8,4% delle presenze è diventata la seconda comunità più numerosa con un incremento rilevante rispetto all’anno precedente. Il paese di provenienza influenza anche la modalità di ingresso che può essere effettuata o da singoli individui o interi gruppi familiari. Nella provincia di Rimini, si possono evidenziare le modalità più frequenti: − uomini che entrano per primi nel nuovo paese per richiamare, in tempi successivi, il resto della famiglia (es. Albanesi, Marocchini, Tunisini) − uomini soli che arrivano per lavorare, con la speranza di ritornare al proprio paese, dove è rimasto il resto della famiglia e altri congiunti che dipendono dalle proprie rimesse (es.Senegal) − famiglie immigrate con tutto il nucleo familiare (es. Cinesi) − donne sole, richiamate dalla domanda di lavoro delle famiglie che si trasferiscono per un periodo, anche lungo, ma con l’intenzione di ritornare al proprio paese e alla propria famiglia (es. Paese dell’Est Europeo e Sud America). − ricongiungimenti familiari, in prevalenza di donne e minori 1.3 CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE Nel complesso la popolazione straniera presente (residenti e domiciliati) è una popolazione giovane con una leggera prevalenza femminile (11.728 femmine e 10.625 maschi). Il dettaglio sulle singole nazionalità evidenzia meglio lo sbilanciamento fra la componente maschile e quella femminile. Il rapporto di mascolinità (0,9 per la popolazione straniera complessiva) mette in luce le specificità dei diversi paesi, più evidente lo sbilanciamento verso il sesso maschile per i Senegalesi dove ci sono 21,3 maschi per ogni femmina, mentre per il sesso femminile troviamo l’ Ucraina (6 donne per ogni uomo) e Cuba (3 donne ogni uomo) . 5 La maggioranza (66,7%) degli stranieri ha un’età compresa tra i 20 e i 44 anni. I minorenni (0-17 anni) sono complessivamente 2.534 (11,3%) e tra questi le nazionalità prevalenti sono quella albanese, cinese, marocchina, macedone e tunisina, che sono anche quelle più rappresentate nell’intera popolazione straniera (regolare) presente. Gli anziani, con 65 anni e oltre, sono solo il 3,3%. L’età media, tra gli stranieri regolari presenti, è di 33,8 anni (34 per le donne e 33 per gli uomini), inferiore di circa 10 anni alla media della popolazione residente complessiva. Le classi d’età prevalenti sono quelle che comprendono le persone in età lavorativa, come ci si poteva aspettare, ed in particolare giovani tra i 24 e 34 anni (58% degli stranieri presenti). L’analisi sullo stato civile evidenzia che vi è una maggioranza di celibi/nubili (57%) e tra questi prevale la componente maschile, con un’età inferiore ai 50 anni (31% minorenni, 29,4% nella classe d’età 18-30 anni e 33,3% tra i 31-50 anni). I/le “coniugati/e”, invece, sono il 40% della popolazione straniera ed in maggioranza di sesso femminile. Le persone con questo stato civile hanno un’età compresa tra i 31-50 anni (61,5% dei/lle coniugati/e). Quasi inesistenti sono infine i vedovi e i divorziati, tipologie di stato civile in cui le donne sono presenti in numero più che doppio rispetto agli uomini. 1.4 L’ISTRUZIONE Tra a popolazione immigrata vi è ancora una consistente quota di analfabeti (24,3%), mentre coloro che hanno conseguito un titolo di studio8, si distribuiscono con le seguenti percentuali: − 4,7% laurea/diploma di laurea − 22% scuola media di II° grado (diploma /qualifica superiore) − 32% scuola media di I° grado (diploma di media inferiore) − 7% elementare − 10% alfabeta. Come si era già segnalato nel rapporto dell’anno precedente la laurea è più diffusa tra le donne dei paesi dell’Est, per le quali risulta più evidente una compressione verso il basso dei titoli scolastici posseduti al loro ingresso nel mercato del lavoro, mentre tra i Nordafricani si registra la maggior percentuale di persone con una più bassa istruzione, ma con una maggiore facilità di inserimento lavorativo. 1.5 LA PROFESSIONE Tra gli stranieri presenti sul territorio provinciale le tipologie professionali9 dichiarate dagli immigrati sono risultate un lungo e vario elenco, ma quella prevalente è risulta essere l’operaio generico (37,9%), seguita a distanza da: casalinga (10,8%), collaboratore/trice familiare (10,1%), badante (5,5%), imprenditore (3,9%), studente (3,6%), cameriere (3,1%), muratore (2,6%), pensionato (2,6%). 6 1.6 LA FAMIGLIA L’immagine della famiglia “straniera” è quella restituita dalle trascrizioni anagrafiche ossia è la fotografia della famiglia straniera così come si è costituita sul territorio italiano. Nella provincia di Rimini, i dati a disposizione, hanno permesso di scattare le seguenti “istantanee”: − famiglia costituita da almeno un componente di nazionalità straniera. Sono risultate, nel complesso della provincia, 6.649 pari al 3,8% delle famiglie complessive − famiglia con tutti i componenti stranieri. Sono 4.320, pari al 65% delle famiglie con almeno 1 componente straniero − famiglie “miste” in cui vi è almeno un componente di nazionalità italiana sono pari a 2.329 unità − famiglie con capofamiglia (o intestatario di scheda anagrafica) straniero. Risultano 4.858, con una dimensione media di 2,34 componenti in maggioranza si hanno capofamiglia Albanesi (1.171), che hanno una famiglia di dimensione media di 2,87 componenti, Rumeni (311) con 1,69 componenti, Marocchini (298) con una media di 2,56 componenti, Ucraini (268) con una media di componenti di 1,36, Tunisini (226) con dimensione media familiare di 2,41 componenti, Cinesi (219) con 3,38 e la maggior dimensione familiare media. La differenza significativa tra la dimensione media delle famiglie cinesi con le altre, dipende soprattutto dal fatto che dalla Cina immigrano interi nuclei familiari, mentre dagli altri paesi si hanno immigrazioni più frequentemente individuali, a cui fanno seguito i ricongiungimenti dei familiari − famiglie con 1 solo componente. Sono 2.115 e rappresentano il 49% delle famiglie completamente straniere. − convivenze anagrafiche. Molti stranieri soprattutto africani della stessa etnia (vd. Senegalesi) vivono in gruppi numerosi e dello stesso sesso dove uno diventa capofamiglia e gli altri risultano come conviventi. Anche se la composizione delle famiglie analizzate è quella resa visibile dalle informazioni contenute nei registri amministrativi utilizzati, si possono descrivere le seguenti tipologie: − unipersonali: sono risultati 2.115 nuclei (il 49% delle famiglie con tutti i componenti stranieri), sono prevalentemente formate da maschi (59%) provenienti da Albania (282), Marocco (105), Senegal (86), Tunisia (85). Sono in prevalenza celibi/nubili, sia gli uomini che le donne; − coppie coniugate: in totale 596 di cui il 29% con tutti i membri stranieri; − coppie coniugate con figli: in totale 1.315 di cui il 54,2% con tutti i membri stranieri; − coppie coniugate e altri: in totale 191 di cui il 35,1% con tutti i membri stranieri; − coppie coniugate con figli e altri: 559 di cui il 48,8% con tutti i membri stranieri; 7 − monogenitore e figli: 275 di cui il 60% con tutti i membri stranieri. In questa tipologia l’80% dei genitori è la madre; − monogenitore, figli e altri: di cui il 40% con tutti i membri stranieri. In questa tipologia l’56% dei genitori è la madre. 1.7 I MATRIMONI Con l'aumento dell’immigrazione straniera, un’altro fenomeno in aumento è quello dei matrimoni “misti”, sono infatti sempre più numerosi i matrimoni tra persone di nazionalità italiana e quelle di un altro paese oppure tra persone entrambe straniere. Sono circa un migliaio le coppie in cui uno dei 2 coniugi è italiano/a e l’altro/a è straniero/a, oltre 850 le donne straniere (escluso le sammarinesi) che hanno sposato un cittadino italiano e 217 le connazionali che hanno sposato un cittadino straniero (escluso i sammarinesi). Le coppie di coniugi con la medesima nazionalità estera (esclusi i sammarinesi), residenti nella provincia, sono risultate 1.191, per il 46% sono coppie albanesi, per l’8% sono Marocchini e Cinesi, per il 7% Macedoni e Tunisini. 1.8 I MINORI Nel complesso degli stranieri regolarmente presenti i minori sono 2.534 con una prevalenza di albanesi (897), cinesi (268), marocchini (219), macedoni (188), tunisini (159). Di un certa consistenza sono anche le nascite registrate sul territorio provinciale. I dati degli ultimi due anni indicano che si sono stabilizzate intorno alle 160 unità (167 nel corso del 2002 e 162 nel corso del 2003). Nel complesso della popolazione formata da minorenni si può notare, tra le nazionalità prevalenti, che la numerosità dei minori per classi di età è abbastanza simile: quasi il 45% dei minori ha meno di 5 anni. L’unica eccezione risulta essere la Tunisia dove la proporzione dei bambini con età minore di 5 anni è significativamente più elevata che nella media complessiva. (58% contro 44%). Per quanto riguarda la scuola, secondo i dati dell’Ufficio Scolastico Regionale gli allievi stranieri sono attualmente (a.s. 2004/2005) 2.826 rispetto ai 1.909 dell’anno scolastico precedente su un totale di 32.992 studenti. L’aumento percentuale della presenza di stranieri in tutti i livelli scolastici è del 2,6% , più alta rispetto alla media regionale che è del 1,5%. Questi dati ci confermano una tendenza alla crescita dell’immigrazione nella nostra Provincia rispetto a quello che sta avvenendo in altri territori regionali, forse anche dovuto al fatto che è un fenomeno giovane contrariamente ad altre province che lo vivono da molto più tempo. Importante è anche constatare l’aumento delle famiglie e del numero di bambini sul territorio che ci mostra una tendenza alla stabilizzazione ed un inserimento maggiore delle stesse nel nostro contesto. 8 2.LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI A FAVORE DEGLI IMMIGRATI 2.1 I PIANI PROVINCIALI AI SENSI DELLA L. 286/98 A partire dall’anno 2000 la Regione E. Romagna ha promosso la realizzazione di piani provinciali di intervento a favore della popolazione immigrata straniera. I piani, finanziati ai sensi della L. 286/98, hanno sviluppato azioni mirate al raggiungimento di macro-obiettivi così declinati dalla delibera regionale: a) costruire relazioni positive b)garantire pari opportunità di acceso e tutelare le differenze; c)assicurare i diritti della presenza legale. La procedura prevedeva che le Province svolgessero funzioni di coordinamento nell’individuare le priorità a livello locale, mentre ai Comuni, singoli o associati, era riservata la definizione delle azioni e la realizzazione degli interventi. I finanziamenti venivano erogati dalla Regione ai Comuni capofila dei progetti. Nel triennio passato sono stati finanziati corsi di lingua, sportelli informativi, assistenza legale, seminari sulla mediazione famigliare, iniziative per la valorizzazione delle tradizioni e delle culture d’origine, interventi nelle scuole. La scelta degli interventi ha rispecchiato le priorità emerse nei processi programmatori che parallelamente si andavano svolgendo (fase sperimentale dei Piani sociali di Zona, Piani per la salute) che hanno messo in luce la esigenza di dare priorità a precisi ambiti di intervento: − l’apprendimento della lingua italiana, non solo rivolta ai minori, ma anche agli adulti, ai lavoratori, come risposta all’esigenza di imparare a tradurre, ma anche di apprendere i linguaggi, quelli delle professioni, quelli della Pubblica Amministrazione, quelli che consentono non solo di esprimere i bisogni elementari, ma di confrontarsi “alla pari” in ogni luogo, con ogni soggetto, su ogni aspetto del vivere civile e quotidiano. − l’informazione sui diritti/doveri, e sulle opportunità ed i percorsi finalizzati all’inserimento lavorativo, al reperimento di alloggi, all’inserimento scolastico, alle problematiche della salute. − l’educazione interculturale essendo fortemente espressa l’esigenza di mantenere i legami con la propria cultura d’origine, per non perdere la propria identità ed al tempo stesso affermare i valori della diversità e della multiculturalità. − le azioni di supporto rivolte alle donne immigrate, per aiutarle nell’affrontare le problematiche connesse alla maternità ed altre caratteristiche specifiche della condizione femminile, e stimolarle alla socializzazione ed alla condivisione di momenti ricreativi e culturali al di fuori delle mura domestiche; 9 − lo sviluppo ed implementazione di luoghi di incontro, di aggregazione, ove trovare momenti di confronto e sviluppare relazioni positive fra soggetti di diverse etnie, ed appartenenti al Pubblico ed al privato. 2.2 LA NUOVA PROGRAMMAZIONE AI SENSI DELLA DELIBERA DI C.R. N.615/04. A partire dal 2004, la programmazione degli interventi a favore della popolazione immigrata è stata inserita nei Piani Sociali di Zona, con la delibera di C.R. 615 del 16 novembre 2004 “Programma annuale degli interventi e dei criteri di ripartizione delle risorse ai sensi dell’art. 47, comma 3 della legge regionale 2/2003. Stralcio Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali ai sensi dell’art. 27 L.R. 2/03.- Anno 2004”. Detta delibera non solo ripartisce le risorse del fondo nazionale stanziate nell’anno 2004, ma definisce le linee guida per la nuova programmazione e per quanto concerne l’area Immigrazione prevede tre ambiti di azione: 1. Il programma provinciale “Piano territoriale provinciale per azioni di integrazione sociale a favore di cittadini stranieri immigrati” il cui coordinamento è in capo alla Provincia; 2. il Programma finalizzato di zona “Integrazione sociale di cittadini stranieri” che si articola nelle seguenti iniziative: 2.1 Piano di ambito distrettuale per azioni di integrazione sociale a favore dei cittadini stranieri immigrati il cui coordinamento è in capo ai Comuni capidistretto e ripropone i macro-obiettivi declinati dalla Legge 286/98 e ripresi dalla legge Regionale n. 5/2004 “Norme per la integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati” sopra citati; 2.2 Interventi di sostegno a favore delle vittime di sfruttamento sessuale – art. 18 D.lgs 286/98 (Progetto Oltre la Strada); 3 Il Programma “Interventi a sostegno delle iniziative di comunicazione interculturale “ gestito direttamente dalla Regione. 3. IL PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE 3.1 LE LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI In armonia con i programmi finalizzati per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri, adottati dalla Regione negli anni precedenti, si conferma l’elaborazione e la realizzazione di progetti che integrano e sviluppano le attuali reti di servizi. La Regione individua le seguenti aree tematiche che per la loro specificità e natura necessitano di una programmazione di ambito provinciale: 1. Coordinamento degli interventi nell’ambito dell’integrazione in favore dei richiedenti asilo, dei rifugiati riconosciuti e dei titolari di permessi per protezione umanitaria; 10 2. Avvio e/o consolidamento di forme di raccordo tecnico a livello provinciale e locale fra i soggetti che agiscono nell’ambito dell’immigrazione finalizzate a semplificare e velocizzare il disbrigo delle pratiche amministrative di rinnovo del permesso di soggiorno; 3. Avvio o consolidamento delle associazioni di cittadini stranieri nell’ambito della sperimentazione di percorsi di rappresentanza; 4. Avvio o implementazione di centri interculturali, intesi come luoghi di mediazione e di confronto fra culture, finalizzati a favorire l’incontro e lo scambio fra soggetti di diversa provenienza, e ad elaborare iniziative per promuovere l’integrazione sociale. 5. Consolidamento e implementazione della funzione di osservazione e monitoraggio dell’immigrazione; 6. Avvio e implementazione di azioni contro la discriminazione; 7. Sostegno ad iniziative di comunicazione interculturale; 8. Percorsi formativi rivolti agli operatori preposti alle relazioni con i cittadini stranieri; 9. Percorsi di accoglienza e integrazione per minori non accompagnati. Appare evidente come la Regione, riconoscendo ai Comuni la titolarità della gestione e della organizzazione dei servizi in risposta ai bisogni espressi dalla popolazione straniera, demandi invece alle Province la trattazione di quegli argomenti che, oltre ad avere una portata sovradistrettuale, sono più attinenti ai ruoli specifici dell’ente Provincia, declinati come studio di fenomeni emergenti, messa a punto di strumenti per la conoscenza del territorio, costruzione di reti che consentano il miglioramento delle relazioni e dei servizi. 3.2 GLI OBIETTIVI PROVINCIALI PER IL TRIENNIO 2005-2007 Tenuto conto di quanto emerso nel confronto con i territori, e dei contenuti dei Piani zonali, sono stati individuati per il triennio i seguenti obiettivi prioritari: − Promuovere e sostenere interventi e opportunità di pronta accoglienza e di interventi di emergenza a favore di coloro che si trovano nella condizione di rifugiato e di richiedenti asilo. − Promuovere strumenti che facilitino percorsi di rappresentanza, nel campo della formazione e della comunicazione interculturale. − Sostenere attività di coordinamento e di approfondimento sul problema dei minori non accompagnati. − Sostenere le attività del Centro per l’intercultura. − Promuovere strumenti che facilitino l’accesso degli stranieri ai servizi, con particolare riferimento al disbrigo delle pratiche di rinnovo dei permessi di soggiorno. 3.3 LE AZIONI PREVISTE DAL PIANO Nell’ambito di una concertazione e di un rapporto dialettico con i soggetti che sul territorio si occupano del fenomeno immigrazione sono emersi come prioritari alcune specifiche aree che illustreremo di seguito. 11 In merito al tema dell’asilo, la Provincia ha espresso l’orientamento di promuovere e sostenere azioni in favore di soggetti che si trovino nella condizione di rifugiato e richiedente asilo, attraverso l’approvazione di un ordine del giorno, da parte della Giunta nella seduta del 21 giugno u.s. Tuttavia, nonostante i centri d’accoglienza e gli operatori degli sportelli immigrati comincino a segnalare la presenza di tale problematica allo stato attuale non si conosce la precisa entità del fenomeno a livello locale. L’obiettivo è quindi quello di poter raccogliere informazioni sulle condizioni di vita di questa particolare categoria per poter proporre successivamente iniziative che rispondano ad esigenze concrete. Inoltre si promuoveranno forme di prima accoglienza per i rifugiati e richiedenti asilo mediante l’utilizzo di strutture ubicate nel Comune di Rimni. Nell’ambito della sperimentazione di percorsi di rappresentanza, verrà organizzato un percorso di formazione rivolto a leader di comunità straniere. Il percorso intende offrire informazioni relative al sistema amministrativo italiano (come rivolgersi e quali procedure seguire nel rapporto con le amministrazioni) , alle norme relative all’associazionismo, alla rappresentanza (elezioni ecc), per fornire quelle competenze relative ai diritti, alla progettazione in ambito sociale (come scrivere un progetto ecc), e conoscenze di base relative all’intercultura e alla mediazione culturale. Il progetto Crocevia risponde al duplice obiettivo di contribuire, mediante un mezzo d’informazione (costituito da un foglio in più lingue distribuito da un giornale locale ad altissima tiratura), alla sensibilizzazione degli immigrati sui percorsi di rappresentanza. S’intende inoltre diffondere a livello locale informazioni di carattere pratico e giornalistico inerenti il mondo e la vita dei cittadini stranieri. L’inserimento dei bambini nelle scuole è uno dei problemi più rilevanti emerso nei tavoli di lavoro che hanno accompagnato il processo di programmazione dei piani sociali di zona. Si tratta di un problema complesso in quanto coinvolge i bambini e le famiglie, ed investe una sfera molto ampia di relazioni che vanno dalla scuola in quanto istituzione, all’insegnante, al Comune, alla Azienda Sanitaria e tutti gli Uffici preposti ad interventi di accompagnamento e di assistenza. Già nei Piani Zonali i Comuni hanno previsto azioni di sostegno all’inserimento scolastico dei bambini. Si è convenuto sulla necessità di promuovere un progetto di sistema che, avvalendosi della collaborazione della Casa della Intercultura (Centro Interculturale nato a Rimni da circa un anno) e del Centro Pedagogico Provinciale, coordini le attività di inserimento curando non solo gli aspetti strettamente pedagogici, ma anche quelli culturali connessi al mantenimento delle proprie radici. La duplice finalità di inserire i bambini stranieri nel contesto locale ed al tempo stesso mantenere in loro non solo il ricordo, ma il senso ed il valore della cultura d’origine, (ed il rischio è particolarmente forte nei bambini 12 che facilmente assorbono i modelli culturali a loro più vicini e consueti) , può essere raggiunta lavorando in stretta connessione con il mondo della scuola, ma partendo dai presupposti che sono propri della attività della Casa dell’intercultura. Si tratta di un progetto sperimentale che intende valorizzare la Casa dell’intercultura nata nel Comune di Rimini, affidandole un ruolo provinciale che le consenta di crescere e di rendersi visibile come luogo di sviluppo di incontro e di relazioni. In accordo con le richieste degli operatori sociali che sono a contatto quotidianamente con gli immigrati della Provincia di Rimini si intende proporre, in collaborazione con l’’azienda U.S.L. e il Comune di Rimini e il Centro Servizi immigrati un percorso di formazione per dotare tali operatori di nuovi strumenti di lavoro. Gli operatori si trovano in contatto con situazioni complesse ed esigenze diverse che necessitano di conoscenze sempre più specifiche sia dal punto di vista sociale, giuridico e legale. Il percorso prevedrà un momento formativo vero e proprio e un’attività di consulenza legale. Un tema che la Regione segnala come nuovo ambito sul quale porre attenzione è quello dei minori non accompagnati. Secondo i dati dell’azienda U.S.L di Rimini nei primi 6 mesi del 2005 nella Provincia di Rimini sono stati accolti 37 minori stranieri non accompagnati di cui 28 maschi e 9 femmine. In collaborazione con l’Azienda U.S.L. di Rimini in particolare con il Settore Tutela Minori e Consultorio Familiare si intendono promuovere e sviluppare percorsi di accoglienza e integrazione sociale a favore dei minori stranieri non accompagnati individuando buone prassi tra le istituzioni e le comunità d’accoglienza partendo dalla lettura dei singoli bisogni con il supporto di mediatori culturali adeguatamente formati. In questo quadro ci rendiamo conto di una certa carenza di dati relativi ad ambiti di lavoro nuovi che sono stati indicati dalle direttive regionali. Su questi aspetti è necessario investire risorse nella ricerca e nella raccolta di tutte le informazioni che possano chiarirci il contesto sempre mutevole nel quale ci troviamo. In questo senso saranno promosse iniziative di studi e ricerche che sono compito primario tra le finalità di un ente di programmazione come la Provincia. 4. METODOLOGIA Uno dei principi che sottendono il lavoro del Piano è quello di utilizzare al meglio gli strumenti e le competenze di cui il territorio dispone; per raggiungere tale scopo la metodologia utilizzata è stata quella partecipativa e di consultazione di tutti i soggetti che a titolo diverso lavorano e sono in contatto con i contesti della migrazione. 13 La metodologia utilizzata risente, inoltre, della necessità di coordinare il Piano con quelli distrettuali. Si è preso parte, dunque, ai tavoli di lavoro tematici promossi dai distretti di Rimini e Riccione che hanno consentito di sviluppare un ampio confronto ed enucleare i problemi e le esigenze emergenti. E’ stato, quindi, necessario effettuare una ricognizione generale del lavoro svolto negli anni precedenti dai vari soggetti che sono in contatto con i contesti dell’immigrazione, per operare una analisi del fabbisogno e ricostruire la situazione delle priorità. Si è trattato di utilizzare al meglio sia i dati e gli elementi oggettivi in nostro possesso, che gli elementi scaturiti dal confronto con altri soggetti che svolgono nel territorio la funzione di testimone privilegiato quali associazioni, operatori, rappresentanti di enti pubblici e privati, ecc . Pur nella consapevolezza della esiguità delle risorse e dei limiti oggettivi del Piano, le azioni proposte sono nate dall’ascolto delle esigenze dei soggetti destinatari, i quali hanno collaborato attivamente con gli enti locali, destinatari dei finanziamenti, nel proporre, scegliere, indicare le azioni più opportune e necessarie per avviare un percorso di conoscenza e di formazione di una cultura multirazziale. 5. LE RISORSE Le risorse regionali destinate alla Provincia di Rimini per il presente Piano, ammontano a € 49.499,97 assegnate tramite Determinazione del Responsabile del Servizio Politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale n. 19099 del 29/12/2004. La ripartizione delle è avvenuta sulla base dei seguenti criteri che meglio paiono rispondere alle caratteristiche del fenomeno oramai consolidato dell’immigrazione straniera sul territorio della Regione Emilia – Romagna: − 50% in base alla popolazione immigrata residente nei singoli territori calcolata sulla base dei permessi di soggiorno FONTE MINISTERO DELL’INTERNO. − 50% in base alla popolazione immigrata residente nei singoli territori calcolata sulla base delle residenze anagrafiche – FONTE ISTAT. 6. MODALITÀ DI ATTUAZIONE E MONITORAGGIO. Il presente piano sarà inoltrato alla Regione entro il termine previsto per i Piani sociali di zona ai fini della liquidazione del contributo regionale come previsto dalla Delibera di G. R. n. 615/04. 14 La Provincia di Rimini curerà il monitoraggio dei progetti mediante l’invio di apposita scheda per la rilevazione dello stato di attuazione dei progetti medesimi, con modalità differenziate a seconda delle caratteristiche del progetto in esame. I risultati del monitoraggio saranno oggetto di valutazione nell’ambito dei tavoli preposti alla programmazione sull’immigrazione. 15 Piano territoriale provinciale per azioni di integrazione sociale a favore di cittadini stranieri immigrati Programma attuativo 2005 Obiettivo provinciale definito sulla base delle linee regionali delibera 615/04 Progetto 16 Contributo regionale Promuovere e sostenere interventi e opportunità di pronta accoglienza e di interventi di emergenza a favore di coloro che si trovano nella condizione di rifugiati e di richiedenti asilo. Intervento di accoglienza e integrazione a favore dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari. Euro 6.000,00 Promuovere strumenti che facilitino percorsi di rappresentanza, nel campo della formazione e della comunicazione interculturale. Progetto 1: Crocevia – Chiamami città; Progetto 2: Corso per referenti delle comunità straniere su diritti, cittadinanza, rappresentanza. Progetto1: Euro 12.000,00 Sostenere attività di coordinamento e di approfondimento sul problema dei minori non accompagnati. Percorsi di accoglienza e integrazione a favore dei minori non accompagnati. Euro 5.600,00 Progetto 2: Euro 5.499,97 Sostenere le attività del Centro per Progetto di sostegno al Centro per l’Intercultura nell’attività di l’intercultura. inserimento scolastico. Euro 17.000,00 Promuovere strumenti che facilitino Progetto 1: Formazione giuridica l’accesso degli stranieri ai servizi, per operatori sociali in servizio con particolare riferimento al presso l’Azienda U.S.L. di Rimini; disbrigo delle pratiche di rinnovo Progetto 2: “Immigrati on line”. dei permessi di soggiorno. Progetto 1: Euro 3.400,00 Progetto 2: finanziato con risorse aggiuntive provinciali. Totale: Euro 49.499,97 17 Schede progetti Intervento di accoglienza e integrazione a favore dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari 18 Titolo del Progetto : Intervento di accoglienza e integrazione a favore dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari. Caratteristiche del problema su cui si vuole intervenire: Di fronte all’assenza normativa e politica a livello nazionale, in Italia, i richiedenti asilo, i rifugiati e i titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari, sono abbandonati a se stessi e sottoposti a procedure lunghissime con problemi, principalmente, di accoglienza abitativa, integrazione sociale, informazione e tutela legale, poiché gli aiuti sono, limitati,soprattutto, all’emergenza. La situazione sul territorio provinciale non è ancora ben definita e, nonostante, diversi casi siano rilevati dall’attività dei centri di accoglienza, si rende necessario procedere ad una ricognizione del fenomeno. Soggetto Capofila: Comune di Rimini, Settore protezione Sociale e Sanità Altri Soggetti coinvolti: Volontariato, associazionismo, cooperazione sociale etc. Destinatari degli interventi: Richiedenti asilo, rifugiati e titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari Azioni e interventi previsti: Il progetto prevede: - Azione 1: studio, rilevazione e monitoraggio del fenomeno, sul territorio provinciale sulla scorta delle esperienze in atto nella Regione; - Azione 2: sostegno ad attività di organizzazione e gestione di una struttura di prima accoglienza ubicata nel comune di Rimini. Durata: Annuale Costo del Progetto: Euro 6.000,00 destinati unicamente all’azione 1; L’azione 2 sarà sviluppata da personale dell’ente e pertanto non richiede ulteriori costi. Contributo richiesto alla Regione: Euro 6.000,00 Progetto “Crocevia” – Chiamami Città 19 Titolo del Progetto : “Crocevia” – Chiamami Città Caratteristiche del problema su cui si vuole intervenire: Le realtà multietniche presenti nella provincia di Rimini sono diverse (albanese, curda, ucraina, russa, nigeriana, polacca, senegalese, rumena etc.) ma tutte accomunate dalla forte esigenza di avere una voce e seguirla: di informare ed informarsi sulle leggi, sull’interculturalità, sull’immigrazione e, anche, sulla vita sociale del luogo che li ospita. Il foglio multilingua che si intende realizzare vuole essere anche strumento di approfondimento e sensibilizzazione ai percorsi di rappresentanza. Soggetto Capofila: Provincia di Rimini Altri Soggetti coinvolti: Associazioni di volontariato presenti nella provincia di Rimini Destinatari degli interventi: Immigrati presenti nella città di Rimini e provincia Azioni e interventi previsti: “Crocevia” nasce come un inserto bimestrale presente all’interno del periodico free press “Chiamami Città” con l’intento di essere un organo di informazione per tutte le diverse realtà che si trovano nella provincia di Rimini: un punto di riferimento per aggiornarsi ed integrarsi in maniera reciproca, in quanto strumento di informazione e comunicazione tra comunità etniche e realtà territoriali. Verranno, infatti, prese in esame, di volta in volta, le tematiche di principale interesse per gli immigrati ma, saranno presenti anche spazi per commenti, opinioni ed inchieste scritti in italiano e tradotti, inizialmente, nelle lingue più diffuse fra gli immigrati del riminese. Durata: Annuale Costo del Progetto: Il costo previsto per il progetto è di Euro 12.000,00 comprendenti: - lavoro di redazione: stesura, elaborazione, correzione e traduzione dei testi e articoli nelle diverse lingue; - corso di giornalismo, - impaginazione ed elaborazione grafica; - stampa; - estrazione di “Crocevia” e distribuzione unitamente a “Chiamami Città”. Contributo della Regione: Euro 12.000,00 Corso per referenti delle comunità straniere su diritti, cittadinanza, rappresentanza 20 Titolo del Progetto : Corso per referenti delle comunità straniere su diritti, cittadinanza, rappresentanza Caratteristiche del problema su cui si vuole intervenire: In ambito provinciale è emersa, tra i referenti delle comunità straniere, una conoscenza della burocrazia e delle procedure amministrative italiane non sempre chiara. Tali rappresentanti riferiscono, infatti, alcune difficoltà a rapportarsi con la propria comunità o gruppi, al fine di rappresentare al meglio i bisogni, le domande e le progettualità in riferimento sia ai rapporti istituzionali sia ai rapporti con i mezzi di comunicazione. Soggetto Capofila: Provincia di Rimini Destinatari degli interventi: Referenti delle comunità straniere Azioni e interventi previsti: La Provincia di Rimini propone tale corso di formazione intorno ai temi della cittadinanza, rappresentanza, comunicazione, progettazione sociale e mediazione interculturale. Finalità del progetto è formare rappresentanti di comunità e di gruppi ( formali o informali) che siano capaci di impiegare le conoscenze acquisite per una migliore rappresentatività delle comunità immigrate e che sappiano avviare relazioni interculturali sul territorio provinciale. Durata: Annuale Costo del Progetto: Euro 5.499,97 Contributo richiesto alla Regione: Euro 5.499,97 Percorsi di accoglienza e integrazione a favore dei minori non accompagnati 21 Titolo del Progetto : Percorsi di accoglienza e integrazione a favore dei minori non accompagnati Caratteristiche del problema su cui si vuole intervenire: I “minori stranieri non accompagnati” sono quei minori stranieri che si trovano in Italia privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili. L’Italia, come gli altri paesi europei, è interessata da un’immigrazione relativamente consistente di minori stranieri non accompagnati: si tratta soprattutto di adolescenti provenienti dall’Albania, dal Marocco e dalla Romania, dalla Cina che immigrano per trovare lavoro e condizioni di vita migliori. Alcuni minori non accompagnati vengono trafficati in Italia a scopo di sfruttamento. Vi sono poi alcuni minori che fuggono da guerre e persecuzioni. Nei primi 6 mesi dell’anno 2005 nella nostra realtà Provinciale sono stati accolti 37 minori stranieri non accompagnati di cui 28 maschi e 9 femmine. Soggetto Capofila: Provincia di Rimini Altri Soggetti coinvolti: Azienda USL di Rimini – M.O. Tutela Minori e M.O. Consultorio Familiare Destinatari degli interventi: Operatori dei servizi e operatori delle strutture di accoglienza Azioni e interventi previsti: L'obiettivo è quello di promuovere e sviluppare opportunità e percorsi di Accoglienza e Integrazione Sociale a favore dei minori stranieri non accompagnati, individuando buone prassi tra le istituzioni e le comunità di accoglienza per rispondere alle esigenze dei minori con efficacia e tempestività, partendo dalla lettura dei singoli bisogni e contesti, con il supporto di mediatori culturali adeguatamente formati per sostenere il lavoro degli operatori e per costruire percorsi individualizzati di inserimento sociale. Talvolta questi percorsi richiedono competenze e professionalità specifiche e diversificate data la complessità della domanda. I processi di prima accoglienza, dunque, assieme ai piani di formazione e sensibilizzazione e le azioni di supporto e sperimentazioni del progetto sono declinate in misura specifica rispetto ai bisogni delle diverse aree. Durata: Annuale Costo del Progetto: Euro 5.600,00 Contributo richiesto alla Regione: Euro 5.600,00 Progetto di sostegno al Centro per l’Intercultura nell’attività di inserimento scolastico 22 Titolo del Progetto : Progetto di sostegno al Centro per l’Intercultura nell’attività di inserimento scolastico. Caratteristiche del problema su cui si vuole intervenire: Il Centro per l’Intercultura avviato nel Comune di Rimini sta sviluppando le proprie attività in stretta connessione con il territorio. L’ inserimento dei bambini nelle scuole è uno dei problemi più rilevanti emerso nei tavoli di lavoro che hanno accompagnato il processo di programmazione dei piani sociali di zona.Si tratta di un problema, piuttosto, complesso in quanto coinvolge i bambini e le famiglie ed investe una sfera molto ampia di relazioni che vanno dalla scuola in quanto istituzione, all’insegnante, al Comune, all’Azienda Sanitaria e tutti gli Uffici preposti ad interventi di accompagnamento e di assistenza. Il Centro per l’Intercultura promuove un progetto che coordini le attività di inserimento curando, in particolare, aspetti pedagogici e culturali connessi al mantenimento delle proprie radici. Tali finalità possono essere raggiunte lavorando in stretta connessione con il mondo della scuola ma partendo dai presupposti che sono propri delle attività della Casa della Intercultura. Soggetto Capofila: Comune di Rimini, Centro per l’Intercultura. Altri Soggetti coinvolti: Provincia di Rimini, Azienda Sanitaria di Rimini, Uffici preposti ad interventi di accompagnamento e di assistenza, Casa della Intercultura, Centro Pedagogico Provinciale, istituti scolastici operanti nella provincia di Rimini, associazioni di volontariato, associazioni di mediatori culturali. Destinatari degli interventi: Insegnanti, mediatori culturali, operatori e interessati al progetto coordinato dal Centro per l’Intercultura. Azioni e interventi previsti: Con tale progetto ci si propone di coordinare l’inserimento di bambini stranieri nel contesto locale ed al tempo stesso mantenere in loro non solo il ricordo ma anche il senso ed il valore della cultura d’origine. La realizzazione di tale fine è prevista attraverso l’organizzazione territoriale della domanda, il coordinamento, la valutazione, la programmazione di interventi di mediazione culturale, la elaborazione di documentazione e sussidi didattici. Durata: Annuale Costo del Progetto: Euro 17.000,00 Contributo richiesto alla Regione: Euro 17.000,00 Formazione giuridica per operatori sociali in servizio presso l’Azienda U.S.L. di Rimini 23 Titolo del Progetto : Formazione giuridica per operatori sociali in servizio presso l’Azienda U.S.L. di Rimini Caratteristiche del problema su cui si vuole intervenire: Gli extracomunitari nel Paese di accoglienza trovano, spesso, diverse difficoltà di natura sociale, giuridica e legale che, vengono esposte agli enti di riferimento. Gli operatori dei settori sociali del Comune e dell’Azienda U.S.L. sono, così, a contatto, quotidianamente, con situazioni complesse ed esigenze diverse. Per questo motivo necessitano di un insieme di conoscenze sempre più specifiche che disciplinano il fenomeno dell’immigrazione sul territorio nazionale al fine di far fronte a problemi soprattutto di tipo economico. Soggetto Capofila: Comune di Rimini Altri Soggetti coinvolti: Associazioni di volontariato, Centro Servizi Immigrati, Azienda U.S.L. di Rimini Destinatari degli interventi: Operatori socio-sanitari in servizio presso l’ Azienda U.S.L. e i Comuni di Rimini come assistenti, educatori e funzionari. Azioni e interventi previsti: Si prevedono sia attività formative, sia di consulenza legale. Il momento formativo, della durata di 16 ore ripartite su quattro giornate, verterà, in generale, su nozioni in materia di immigrazione e, in particolare, su disposizioni normative riguardanti minori, categorie protette e soggetti detenuti o in regime restrittivo della libertà. L’ attività di consulenza legale, invece, si propone di mettere a disposizione degli operatori socio-sanitari le competenze dei professionisti che collaborano con il Centro Servizi Immigrati del Comune di Rimini. Durata: Annuale Costo del Progetto: €. 3.400,00 Distinta delle spese: L’attività formativa: €.2.400,00, l’attività di consulenza legale: € 1000 Contributo richiesto alla Regione: €. 3.400 24 APPENDICE Per completezza di informazione sulle attività promosse dalla Provincia a favore della popolazione immigrata si allegano: 1. Bando per la erogazione di borse di studio. 2. Protocollo di intesa siglato tra, Provincia di Rimini, Prefettura di Rimini, Questura di Rimini, per la gestione di servizi on line erogati agli stranieri; 25 Bando Borse di studio per studenti lavoratori immigrati extracomunitari Anno 2005 1.OBIETTIVI GENERALI In coerenza con quanto previsto dalla Legge 328/00 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e dalla L.R. 5/04 “Norme per la integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati “ l’Amministrazione Provinciale intende offrire facilitazioni allo studio per studenti stranieri che svolgano attività lavorativa, attraverso la assegnazione di borse di studio a parziale copertura dei costi di iscrizione all’anno accademico 2005-2006 2.RISORSE Per l’anno 2005 la Provincia mette a disposizione risorse pari a € 12.000,00 per la erogazione di n.12 borse di studio dell’importo di € 1.000,00 ciascuna. L’importo della borsa di studio è comprensiva di eventuali oneri fiscali a carico del beneficiario. 3. DESTINATARI Possono accedere al bando gli studenti immigrati extracomunitari in possesso dei seguenti requisiti: 1. essere cittadini extracomunitari residenti o domiciliati in uno dei Comuni della Provincia di Rimini in possesso di regolare permesso di soggiorno; 2. essere iscritti ad una facoltà universitaria, nella Provincia di Rimini o qualunque altro ateneo italiano; 3. svolgere regolare attività lavorativa, anche non continuativa. 4.MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE I candidati in possesso dei requisiti di cui al punto 3 riportato nel presente avviso, dovranno presentare richiesta di assegnazione della borsa di studio utilizzando l’apposito modulo predisposto dalla amministrazione provinciale. La domanda dovrà essere corredata dalla seguente documentazione: • permesso di soggiorno; • certificato di iscrizione Universitaria; • fotocopia del libretto universitario; • dichiarazione del datore di lavoro attestante la condizione lavorativa e la tipologia contrattuale; • dichiarazione dei redditi percepiti dall’intero nucleo famigliare con riferimento all’ultima dichiarazione fiscale. Per nucleo famigliare si intendono le persone legate da vincoli di parentela e conviventi con il richiedente al momento della domanda. I certificati anagrafici (residenza e stato di famiglia) saranno richiesti direttamente dalla Provincia agli uffici competenti, ai sensi dell’art. 43 del D.lgs 28/12/00 n.445. Il modulo di domanda dovrà essere compilato in ogni sua parte, firmato e accompagnato da fotocopia leggibile di un documento di identità non scaduto, e pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del ……………..all’Assessorato Servizi Sociali, via Dario Campana,64 - Rimini secondo le modalità di seguito indicate: a) per il tramite del servizio postale, con la apposizione sulla busta della dicitura “Domanda di assegnazione borsa di studio per immigrati” al seguente indirizzo: Provincia di Rimini Via Dario Campana, 64 Rimini, a mezzo di raccomandata A.R. - Farà fede la data del timbro postale. 26 b) con consegna diretta, all’Ufficio Protocollo della residenza provinciale, Via Dario Campana 64 Rimini aperto dal lunedì al venerdi dalle ore………… alle ore…….. In tal caso farà fede il timbro di arrivo apposto dall’ Ufficio protocollo. I moduli di domanda sono in distribuzione presso il Settore Servizi alla Persona e alla Comunità e sviluppo sostenibile, Via Dario Campana 64 . Sono inoltre disponibili sul sito della Provincia www.provincia.rimini.it 5. MODALITA’ DI ASSEGNAZIONE DELLE BORSE DI STUDIO Le domande presentate entro i termini previsti saranno sottoposte a verifica per l’accertamento dei requisiti di ammissibilità della candidatura, tenuto conto di quanto riportato nel presente avviso. Le domande ammissibili saranno quindi valutate secondo i criteri di seguito indicati al fine di predisporre le graduatorie per la erogazione delle borse di studio: presenza, nel nucleo famigliare, di minori a carico 25 per ogni figlio donne immigrate presenza nel nucleo famigliare, di soggetti portatori di handicap sup. 2/3 Età superiore a 30 anni 15 15 5 A parità di punteggio, sarà data precedenza ai richiedenti con un reddito più basso. La valutazione delle candidature, con la attribuzione dei punteggi corrispondenti a ciascuno dei criteri sopra indicati, sarà effettuata da un Nucleo di valutazione costituito da operatori del servizio provinciale “Servizi alla persona e alla comunità e Sviluppo sostenibile” nominato dal Dirigente. Le graduatorie saranno redatte entro 60 giorni dalla data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande sopra indicata . Le graduatorie saranno visibili sul sito della amministrazione provinciale www.provincia.rimini.it e consultabili presso la sede provinciale di Via Dario Campana 64 Rimini. La assegnazione della Borsa di studio sarà comunicata dalla Provincia al beneficiario a mezzo posta, con l’indicazione degli adempimenti necessari per la effettuazione del pagamento. A tal fine è fatto obbligo al richiedente di comunicare tempestivamente ogni eventuale cambio di indirizzo di abitazione. Nel caso in cui il beneficiario della borsa di studio non risponda nei termini previsti e si renda per qualche motivo irreperibile, la borsa di studio sarà revocata. 6. ACCERTAMENTI Oltre alla verifica dei requisiti di ammissibilità previsti al punto 5 del presente Avviso, la Provincia di Rimini ai sensi dell’art. 71 comma 1 del DPR 445/00 effettuerà accurati controlli sia a campione che in tutti i casi in cui vi siano fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni rese dal richiedente in autocertificazione, anche dopo la erogazione del prestito. I controlli a campione saranno rivolti almeno al 5% delle domande ammesse al prestito. A tal fine il richiedente dovrà produrre tutta la documentazione che sarà richiesta. 7.PRIVACY Ai sensi dell’art. 13 del D.lgs 196/03 si informa che tutti i dati personali di cui la Amm.ne provinciale verrà in possesso, in occasione dell’espletamento del procedimento di erogazione delle borse di studio, saranno 27 trattati nel rispetto dei limiti posti dal “Codice in materia di protezione dei dati personali” approvato con D.lgs 196/03. 8.MODULISTICA E INFORMAZIONI I moduli per la presentazione della domanda sono in distribuzione presso le Filiali della Banca e presso il Settore Servizi alla Persona e alla Comunità e Sviluppo Sostenibile- Ufficio Servizi Sociali della Provincia di Rimini, Via Dario Campana, 64. Inoltre sono disponibili presso il sito della Provincia www.Provincia.rimini.it Per informazioni rivolgersi a: ……………………………. ……………………………. 9.RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Il responsabile del procedimento è …………………………………………………………….. PROTOCOLLO D'INTESA 28 per la gestione di servizi on fine erogati agli stranieri TRA la Provincia di Rimini, rappresentata dal Presidente Ferdinando Fabbri la Prefettura di Rimini, rappresentata dal Prefetto Bruno D'Alfonso, la Questura di Rimini, rappresentata dal Questore Cesare Palermi, Premesso che: − sul territorio della provincia di Rimini è consistente la presenza di cittadini stranieri (nel corso del 2003 la Questura ha registrato oltre 20.000 passaggi di stranieri presso i propri sportelli); − la normativa vigente prevede la competenza della Questura in materia di rilascio dei diversi titoli di soggiorno e di altri documenti inerenti i cittadini stranieri; − alla Questura di Rimini, competente alla trattazione delle procedure di cui sopra, per l'intero territorio provinciale, perviene un elevato numero di domande e, di conseguenza, presso l'Ufficio Immigrazione della questura, si verifica un rilevante accesso di cittadini stranieri; − la normativa vigente prevede l'istituzione presso la Prefettura di uno "sportello unico per l'immigrazione" al quale saranno trasferite specifiche competenze nella materia in questione; Considerata 1. l'esigenza di fornire all'utenza dei cittadini stranieri un servizio maggiormente rispondente alle proprie esigenze, sia in termini di mancata perdita di giornate lavorative che di risparmio economico per spostamenti razionali (di tale servizio beneficeranno anche i datori di lavoro e tra questi, in particolare, coloro che hanno più necessità di assistenza); 2. l'esigenza di favorire un più agevole rapporto e migliori condizioni di accesso degli stranieri ai servizi pubblici relativi al compimento delle predette procedure amministrative, promuovendo l'impiego di tecnologie informatiche e l'attivazione di punti di assistenza decentrati sul territorio; si conviene e si stipula quanto segue: Articolo 1 Obiettivi Il presente protocollo d'intesa si propone di: − ridurre i tempi di espletamento delle pratiche amministrative connesse ai procedimenti migratori, mediante il decentramento, presso gli uffici dei Comuni coinvolti, di adempi menti preliminari all'esercizio di funzioni amministrative attualmente in carico alla Questura di Rimini (con espresso riferimento ai servizi di informazione decentrata) e l'utilizzo di strumenti informatici e web - oriented; − migliorare le condizioni di accesso degli stranieri ai competenti Uffici della Questura e della Prefettura, tenuto conto della imminente emanazione del regolamento di attuazione di cui alla legge 189/2002 sull'immigrazione; 29 Art. 2 Azioni positive AI fine di realizzare gli obiettivi di cui all'art. 1 le parti si impegnano, ciascuna per quanto di rispettiva competenza, a porre in essere le seguenti attività: − istituzione di appositi sportelli presso gli uffici comunali, destinati ad erogare i. servizi di informazione completi della necessaria strumentazione informatica, adeguati alle esigenze locali; − realizzazione di un sito internet e di una procedura informatica per la gestione del.le attività di informazione. − realizzazione di una campagna informativa e promozionale; − formazione del personale dei punti di assistenza decentrata, coinvolti nello svolgimento delle attività di informazione. Art. 3 Impegni della Provincia di Rimini Gli Impegni della Provincia di Rimini sono i seguenti: − realizzare un sito internet e di una procedura informatica per la gestione delle attività di informazione. − concorrere, in collaborazione con la Questura di Rimini e, in prospettiva con la Prefettura,alla formazione degli operatori addetti agli sportelli decentrati; − realizzare una campagna informativa e promozionale del progetto. Art. 4 Impegni della Questura di Rimini La Questura di Rimini si impegna a: − garantire la partecipazione del personale coinvolto nella sperimentazione ai momenti di formazione congiunta che si riterrà opportuno organizzare. Art. 5 Impegni della Prefettura di Rimini La Prefettura di Rimini si impegna a svolgere analoga attività di formazione congiunta, non appena emanato il regolamento di attuazione di cui alla legge 189/2002 sull'immigrazione, che prevede l'istituzione dello "sportello unico per l'immigrazione". Art. 6 Impegni dei Comuni 30 Comuni che aderiscono al presente progetto si impegnano: − ad utilizzare i propri sportelli informativi, al fine di assicurare ai cittadini stranieri un servizio, adeguato alle esigenze locali, di informazione decentrata sugli adempimenti amministrativi individuati di competenza della Questura e in prospettiva, della Prefettura; − ad individuare i precedente punto; − collaboratori preposti allo svolgimento delle attività di cui al. − a garantire la partecipazione dei suddetti collaboratori all'a attività di formazione che sarà opportuno organizzare. Art. 7 Svolgimento attività di progetto e gruppi di lavoro Per lo svolgimento delle attività del progetto dovrà essere costituito un Gruppo Tecnico, formato dai soggetti individuati dagli enti coinvolti e convocati informalmente dal referente di progetto individuato all'interno della Provincia di Rimini. Art. 8 Durata Il presente accordo ha durata di anni 2 dalla sottoscrizione e potrà essere oggetto di proroga. E' possibile l'estensione del presente accordo ad altri Comuni della Provincia che in futuro intenderanno aderire all'iniziativa. Il presente accordo potrà è-Ssere ulteriormente implementato con la previsione della possibilità di prenotazione decentrata presso gli sportelli comunali degli accessi agli uffici della Questura e della Prefettura da parte dei cittadini stranieri. Art. 9 Monitoraggio Le attività rientranti nel progetto saranno costantemente monitorate per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. A tal fine è costituito un apposito Gruppo di Control)o formato dai delegati di tutti i soggetti firmatari del presente accordo e da almeno due comuni coinvolti nel progetto, in rappresentanza degli enti locali partecipanti. Letto, approvato, sottoscritto Il Presidente della Provincia di Rimini Il Prefetto della Provincia di Rimini 31 Il Questore della Provincia di Rimini …………………………….. …………………………… 32 ……………………………