CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO
Processo verbale dell'adunanza del 31 gennaio 2006
Addì, trentuno gennaio duemilasei, in Milano, nell'Aula consiliare di via Vivaio n. 1,
si è riunito il Consiglio provinciale per la trattazione degli argomenti iscritti agli
ordini del giorno ordinario e supplementari dall’uno al quattro diramati in data 12, 19,
26 e 31 gennaio 2006, con atti provinciali n. 3861/2006/2.1/2004/4662.
A norma dell'art. 34 dello Statuto, la Presidenza dell'adunanza viene assunta dal
Presidente del Consiglio provinciale, Vincenzo Ortolina.
Partecipa alla seduta il Segretario generale della Provincia, avv. Antonino Princiotta.
Alle ore 16.00 il Presidente del Consiglio invita il Segretario a procedere all'appello
nominale dei presenti.
Rispondono all'appello il Presidente della Provincia Penati e i seguenti trentaquattro
Consiglieri:
Ortolina Vincenzo
Accame Pietro
Angiuoni Pierluigi
Ariazzi Costanzo
Arrigoni Vittorio
Barbaro Mario
Bruschi Marco detto Max
Calaminici Arturo
Caputo Roberto
Cavicchioli Arianna
Censi Arianna
Clerici Michele
Dapei Bruno
Del Nero Paolo
De Nicola Giovanni
Elli Enrico
Foglia Giuseppe
Frassinetti Paola
Gaiardelli Andrea
Gavazzi Attilio
Greco Luigi
Lombardi Ruggiero
Maestri Pietro
Malinverno Marco
Mauri Matteo
Meroni Fabio
Musciacchio Camilla
Nobili Ernesto
Patta Antonello
Pezzoni Alessandro
Pioli Pier Mauro
Pozzati Vittorio
Re Marco
Scarano Giuseppe
Sono altresì presenti gli Assessori provinciali Barzaghi, Brembilla, Corso, Dioli,
Gasparini, Mattioli, Mezzi, Ponti, Vimercati.
Assente giustificato il Consigliere Casati.
Constatato che l’adunanza è valida per legalmente deliberare, il Presidente del
Consiglio, dichiara aperta la seduta e dà la parola al Consigliere Dapei.
Consigliere Dapei: “Non è un art. 83, ma siccome da quando ci sono e da molto
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prima sono abituato ad avere sempre la rassicurante figura del nostro collaboratore
dipendente Giuseppe Turturro a supporto della nostra azione, e oggi ho saputo è il
suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione, volevo rivolgergli un pensiero
grato per tutti questi anni di collaborazione e i migliori auguri per godersi il meritato
riposo che sappiamo, nel suo caso, sarà certo rivolto a continuare comunque a fare
qualcosa di utile per tutti.”
Presidente del Consiglio: “Ci associamo ovviamente alle parole di Bruno Dapei. Do
la parola ad Alberto Mattioli.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 10 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Comunicazione Presidente
Penati e audizione Presidente ASAM, dott. Sapelli. Discussione.
Vice Presidente della Provincia Mattioli: “Grazie Presidente, buongiorno a tutti.
Desidero ringraziare il Consiglio provinciale e il Presidente che si sono fatti
promotori di questa richiesta di Consiglio provinciale straordinario, che verte sulla
nostra società, sulla nostra holding ASAM e quindi sul suo futuro, sulla sua gestione,
ma soprattutto credo che sia opportuno e doveroso salutare e ringraziare il Presidente
di ASAM, Dott. Giulio Sapelli, che ha assunto questa responsabilità e a cui noi
siamo grati e con cui oggi credo che tutti insieme chiediamo di poter discutere,
valutare quali possono essere le strategie migliori per valorizzare questa nostra
importante società e tutte le società che oggi dipendono da questa nostra holding.
Per aprire questo Consiglio straordinario, con poche parole vorrei fare riferimento ad
alcuni eventi recenti o recentissimi. Voi tutti avete aperto i giornali oggi, immagino,
avete visto un po’ la sintesi, il riporto di stampa della Mobility Conference, che si è
tenuta ieri in Assolombarda, che ha visto riuniti gli industriali del nord ovest, è un
evento periodico, tutti gli anni di questi tempi si tiene questo importante incontro e
momento di verifica, di confronto con le istituzioni pubbliche. Ebbene, come vedete,
ancora una volta da questa Mobility Conference è venuto forte un appello a tutte le
forze politiche per sottolineare la necessità di un forte sviluppo infrastrutturale della
nostra Regione, comunque di tutto il nord. Da questa Mobility Conference è stato
sottolineato come le nostre infrastrutture della mobilità siano ancora insufficienti, le
nostre dotazioni infrastrutturali insufficienti e come da parte degli imprenditori, da
parte degli operatori economici, viene forte ancora una volta la richiesta di un
miglioramento delle infrastrutture, del sistema dei trasporti, della logistica, perché il
congestionamento delle reti viabilistiche indubbiamente comporta una perdita di
competitività del nostro territorio lombardo, che poi significa un grosso impatto
economico sul sistema Paese tutto. Quindi, anche in questa occasione credo che sia
stata sottolineata l’importanza del ruolo dello Stato nelle sue articolazioni e quindi
degli enti pubblici, in una dialettica con l’apporto che possono dare gli operatori e i
soggetti privati nello sviluppo di queste infrastrutture, tema peraltro anche ripreso
ampiamente in quest’ultimo periodo, se avete avuto occasione di vedere numerosi
articoli de ‘Il Sole 24 Ore’, dove si è riaperta complessivamente una discussione,
complice le elezioni politiche nazionali che fra poco si svolgeranno, sul ruolo dello
Stato e degli enti locali rispetto al patrimonio che storicamente si è venuto a creare,
che gli enti pubblici e lo Stato nel tempo sono venuti a gestire e che
progressivamente nel tempo hanno comportato dei cambiamenti, delle linee di
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indirizzo politiche, economiche e finanziarie, liberalizzazioni i cui effetti stiamo
ancora discutendo oggi e di cui quotidianamente si dibatte.
Quindi un momento importante e, in questo contesto, non sfugge che l’operazione
Serravalle attuata negli ultimi 6-7 mesi da parte di questa Amministrazione
Provinciale è stata al centro, nel bene o nel male, a seconda delle opinioni politiche,
di questa questione, del rapporto fra pubblico e privato. Credo che sia del tutto
chiaro, in questo contesto, comunque, come la nostra società, sto parlando di
Serravalle, che oggi è partecipata da ASAM, la nostra holding, abbia un ruolo
fondamentale per lo sviluppo del sistema infrastrutturale della nostra Provincia di
Milano. E’ situata nel cuore della Provincia di Milano, da essa dipenderà in larga
parte il futuro del sistema infrastrutturale della mobilità di questa nostra Provincia.
Quindi sicuramente ha un ruolo centrale, fondamentale, importante.
Ancora voglio citare un articolo recente del ‘Corriere della Sera Economia’, che
apriva 15 giorni or sono la prima pagina con questo titolo “Corsa alle autostrade.
Danno ricchi dividendi, sono un business sicuro, così attirano appetiti sempre più
forti, sia privati che pubblici, da Opa Caltagirone, da Illy e - al qui presente Presidente Penati”. Insomma, tutto questo per dire, in questo copioso reportage di
questo giornale, come si evidenziava ancora una volta come il settore delle
autostrade sia un settore ad altissima redditività, un settore importante per lo
sviluppo infrastrutturale, per la gestione del territorio, come sia un business sicuro
perché è indubbio che costituisce una sorta di monopolio, con delle rendite garantite
a basso rischio di investimento.
Tutto questo ancora una volta per dire che anche la nostra SEA è una società,
Serravalle scusate, in questi giorni anche la questione SEA ci stava coinvolgendo,
questa nostra società Serravalle sia una società importante, con un bilancio ricco, un
bilancio non indebitato se non nei parametri assolutamente normali, una società che
opera in un settore che in questi anni, anche dal punto di vista borsistico ha visto una
crescente rivalutazione delle società operanti nel settore, quindi sia per noi una
ricchezza assoluta, un bene prioritario di questa Provincia, un bene fondamentale che
i cittadini ci hanno messo a disposizione e che quindi dobbiamo gestire nel modo più
opportuno per farla rendere al meglio, perché la sua gestione indubbiamente provoca
delle ricadute sul territorio e per i nostri cittadini sicuramente fondamentali, di
primaria importanza. Qui possiamo anche ricordare, anticipando un po’, che il
preconsuntivo 2005 della Serravalle evidenzia come questa società chiuderà
quest’anno il bilancio con un utile netto di circa € 33.000.000, un utile in crescita
rispetto al passato. Una società quindi sana, importante …… Non si sente?
Stavo anticipando che Serravalle, peraltro è noto il dato, chiuderà il bilancio 2005
con un utile netto, un utile dopo le imposte assolutamente rilevante, in crescita, che
evidenzia come questa società sia sana e importante e che quindi sia da gestire al
meglio per tutte le evidenze di gestione del sistema infrastrutturale, economico e
finanziario che essa provoca. E’ indubbio che i dividendi che noi ricaveremo da
questa società sono per noi importanti, anche nell’ottica di tutti quegli investimenti,
in particolare investimenti in conto capitale, che nel 2006 questa nostra Provincia
dovrà attuare, pur dentro le ristrettezze imposte dalla legge finanziaria.
Non voglio farla lunga, ho soltanto citato questi eventi per ricollocare il dibattito che
noi oggi faremo su ASAM dentro la questione più grande dello sviluppo del sistema
infrastrutturale della mobilità della nostra area metropolitana, perché poi credo che
ASAM abbia questo obiettivo, questa missione, di diventare un soggetto portante di
politica, di sviluppo del nostro sistema dentro ad un concetto di città metropolitana,
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di cui ormai avvertiamo sempre di più la necessità, stante il fatto che
quotidianamente quando si entra e si esce dalla città sperimentiamo con le nostre
macchinine quanto ormai il problema della mobilità ci coinvolga, ci penalizzi,
penalizzi la vita di tutti i cittadini milanesi e della Provincia di Milano.
Credo che oggi sia un importante momento di incontro e di verifica con il Presidente
Sapelli, per sapere da lui il suo pensiero, i suoi orientamenti amministrativi,
economici, finanziari e politici, e politica di indirizzo, su questa importante holding,
quindi sulla regia che vorrà attuare, sulla sua missione, di quale governance intende
dotarsi e quali saranno i passi successivi, immagino il piano industriale, la
quotazione in Borsa, il rimborso del debito che è stato contratto per l’acquisizione
della maggioranza della Serravalle. Colgo l’occasione per dare alcuni flash su alcune
situazioni che ruotano attorno a tutta questa vicenda. Voi sapete, era stato citato nel
corso di un dibattito che noi avevamo dato in carico ad un gruppo di esperti di
studiare la riorganizzazione delle partecipazioni della Provincia, nulla a che vedere
con la valutazione delle partecipazioni. Questo è un tema prettamente di carattere
organizzativo, il gruppo sta proseguendo il suo compito assai gravoso, perché si
tratta di valutare complessivamente tutte le partecipazioni della Provincia e di
produrre delle indicazioni su modelli di governance possibili. Credo che siamo una
delle poche Province in Italia che sta attuando questo tentativo di ristrutturazione
complessiva, ovviamente questo ci servirà anche per suffragare quelli che sono i
nostri indirizzi, le nostre scelte riguardo il comparto della mobilità, quindi il ruolo di
ASAM. Il gruppo sta proseguendo la sua attività di analisi, sta incontrando gli
Assessori coinvolti.
Per quanto riguarda l’estinzione del debito, voglio soltanto dire che, a seguito delle
deliberazioni assunte, stiamo scegliendo l’advisor per la valutazione delle
partecipazioni Cisa e Serenissima, che, come sapete, abbiamo deciso di mettere
all’asta, così come sono aperte le procedure con il tribunale di Milano per
l’individuazione e la nomina di un perito che possa peritare, quindi valutare le altre
partecipazioni che abbiamo deciso di conferire ad ASAM. Credo che poi, assieme al
consiglio di amministrazione e al Dott. Sapelli, rapidamente procederemo ad una
valutazione della possibilità di aumento di capitale sociale, così come avevamo già
prospettato per quanto riguarda ASAM.
Da ultimo, credo che con il Presidente Sapelli un altro elemento di valutazione ruoti
attorno alla possibilità che questa nostra holding nel futuro prossimo possa essere
oggetto di quotazione in Borsa.
Credo di aver dato una brevissima illustrazione, forse non sono stato esauriente, ma
credo che l’importante oggi sia ascoltare il Presidente Prof. Sapelli, che ringraziamo
ancora una volta per la sua partecipazione a questo Consiglio.”
Nel frattempo sono entrati in aula i Consiglieri De Gaspari, Grimoldi, Guerra e
Tranquillino. (presenti 39)
Presidente del Consiglio: “Infatti, adesso do la parola al Prof. Sapelli.”
Professor Giulio Sapelli – Presidente ASAM: “La ringrazio, Presidente, ringrazio
soprattutto loro Signori che hanno voluto farmi questo onore di incontrare
un’assemblea elettiva come questa. Non mi alzo in piedi, faccio lezione
generalmente in piedi, ma mi sembra che sia meglio, dato che non si tratta di far
lezione a nessuno qui, poi si sente meglio, voi mi scuserete se parlerò da seduto, mi
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pare che l’audio funzioni.”
Presidente del Consiglio: “Le è consentito.”
Prof. Sapelli: “Grazie Presidente. La mia esposizione sarà molto breve, la divido in
quattro parti. Prego? .... No, assolutamente questa è una battuta che non accolgo,
comunque è simpatica, la ringrazio Signor Consigliere. Ho capito, non colgo tutte le
sfumature e vi chiedo scusa. Abusando della loro cortesia, dividerò la mia breve
esposizione in 4 parti:
1. il quadro generale, come ha già ricordato il Vice Presidente, in cui si situa questa
operazione;
2. dirò qualche cosa sulla buona governance, sulla governance che vogliamo dare a
questa società;
3. qualcosa sulla missione che vogliamo dare ad ASAM;
4. brevissima silhouette su quello che vorremmo fare dalla start-up, perché questa è
una società che inizia adesso, alla quotazione.
Loro sanno che c’è un dibattito molto acceso sul possesso di imprese da parte di enti
locali, su quelli che un tempo erano gli enti autarchici. Questo dibattito pone degli
interrogativi che vanno molto al di là dell’efficienza economica di queste imprese. In
effetti, noi sappiamo molto bene che anche le imprese capitalistiche sono chiamate
non solo a fare profitto ma soprattutto a dare servizi di qualità e a fornire beni in
modo efficiente. Questo naturalmente vale tanto più per le imprese possedute dagli
enti locali. Essi devono fare tutto questo, ma devono fare qualche cosa di più, devono
offrire dei servizi efficienti ai cittadini e soprattutto devono contribuire, accanto ai
cittadini medesimi, alla costruzione del bene comune.
Naturalmente tutto questo, come loro sanno molto meglio di me, si è complicato in
questi ultimi anni per via della liberalizzazione dei mercati, una liberalizzazione
auspicata ed auspicabile, che ha investito anche le imprese che sono ed erano
possedute dagli enti locali. Sono venute costituendosi delle imprese miste, perché la
liberalizzazione non poteva non investire anche i governi economici municipali.
Naturalmente le forme in cui questa liberalizzazione investe queste imprese sono le
più varie, si va dalla public company, alle forme cooperative, alla proprietà comunale
ancora totalitaria e anche alla proprietà mista pubblica e privata.
Loro sanno altresì che in Italia la liberalizzazione, la privatizzazione, è avvenuta
sostanzialmente ridefinendo il servizio pubblico e soprattutto anche ridefinendo i
bracci operativi di questo servizio pubblico. C’è una serie di competenze a cascata
tra Parlamento, le autonomie locali, le assemblee regionali, le assemblee come
queste, e i diritti che da queste assemblee promanano. Penso che però il fine di
queste società sia quello di garantire beni pubblici ai cittadini. Questo è il problema
essenziale e con questo problema io credo che dobbiamo misurarci. Credo che la
stella polare sia quella del miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Come
devono essere gestite queste imprese? Io mi sono trovato in questi ultimi tempi a
scrivere con gli amici Francesco Giavazzi, Marco Vitale e Fulvio Contorti un
progetto di regolamento per la buona governance degli enti posseduti dai Comuni.
Naturalmente sono linee guida che ci devono guidare nell’azione ma che hanno
soprattutto un punto di vista fondamentale, che il modello di governance di queste
società deve essere migliore di quello prevalente nel capitalismo italiano, che è un
capitalismo collusivo, oscuro, che noi studiosi indichiamo ormai con il nome di cloni
capitalism, cioè un capitalismo intrecciato da partecipazioni caratterizzate dal
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conflitto di interessi o dalla non chiarezza e non comunicazione. Quindi, i fini
fondamentali sono la trasparenza e la correttezza contabile, secondo i principi
anglosassoni della contability e soprattutto del bilanciamento dei sistemi di potere
all’interno delle società. Ci sono cinque regole fondamentali:
1. Trasparenza nelle pratiche di capitalizzazione, grazie alla governance che deve
essere applicata anche per le società non quotate. Il codice Preda deve valere
anche per queste società, anche se non sono quotate in Borsa. Questo è
essenziale, altrimenti non si prepara la quotazione, ma anche se non si è quotati si
cade nel cloni capitalism, non c’è niente da fare.
2. Dobbiamo dire chiaramente quali sono le regole di governance: diritti e doveri
degli azionisti, rispetto degli azionisti di minoranza, quando ce ne siano.
3. Scelta del management: indipendente, fondato sulla meritocrazia e sulla
competenza.
4. Riflessione continua con gli azionisti, in questo caso lor Signor e lor Signore,
sulle forme proprietarie che devono essere giustificate volta a volta, e devono
essere quelle migliori per unificare l’efficienza economica e il servizio che
dobbiamo dare ai cittadini.
5. La trasparenza nei confronti dei Consigli elettivi nelle assemblee elettive per
quanto riguarda le nomine di natura sia pubblico partitica sia di natura privata.
Queste sono regole essenziali. Detto questo, vengo a delineare brevemente la
missione che vogliamo dare ad ASAM. Devo dire che questa missione è già stata
indicata bene nel deliberato che il Consiglio provinciale secondo me ha preso il
22.11.2005. Cosa deve essere questa società? Deve essere una società per azioni che
deve avere un core business che è molto chiaro. Il core business è la valorizzazione
di tutte le partecipazioni detenute dalla Provincia di Milano nelle società della
mobilità di terra e di cielo, con l’obiettivo di dar vita ad una società di gestione delle
reti dell’intermodalità dei trasporto. Oggi il problema è l’intermodalità, come loro
sanno. Questo perché? Perché dobbiamo garantire ai cittadini lombardi un elemento
di libertà, che è la libertà di movimento. Questa libertà di movimento deve
coniugarsi ad altre libertà, risparmio energetico, rispetto dell’ambiente, cioè l’offerta
di tutti questi beni e servizi che assieme alla mobilità migliorano la qualità della vita.
Naturalmente, quello che cercheremo di fare è di creare delle sinergie per la difesa di
questi due grandi temi: l’energia e la qualità della vita per un buon ambiente con la
riproducibilità dell’ambiente.
Qual è il nostro compito? Qual è la missione? La missione, in primo luogo, adesso è
la stesura di un piano industriale che abbia di mira la continuità degli investimenti
che sono possibili, cito dalla vostra delibera del 22 novembre, permettetemi di
leggerla, l’aggregazione di risorse pubbliche e private che garantiscano adeguate
redditività alle risorse proprie impiegate, così da valorizzare il patrimonio conferito
alla società. Io aggiungo, esso si concretizzerà, sempre secondo il dettato di quella
decisione prima richiamata, con il raggiungimento di un capitale sociale di circa un
miliardo di euro, che secondo me è la condizione essenziale per avviare un piano
industriale, con grande chiarezza rispetto al pubblico, in coerenza con gli indirizzi
strategici definiti dall’azionista, salvaguardando naturalmente le prerogative anche
della Provincia di Monza e Brianza.
Vorrei subito dire che ASAM quindi, nella nostra filosofia, non sarà una holding di
puro controllo finanziario, non ci limiteremo, non vogliamo limitarci a staccare
cedole e finire nel meccanismo della vendita. Vogliamo essere invece una holding di
indirizzo strategico e di monitoraggio che eserciterà un forte comando sulle
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controllate e sulle partecipate, nominando persona di fiducia nelle stesse,
controllandone i risultati trimestrali, intervenendo nelle fasi di preparazione e
presentazione dei budget di fine anno per dar vita a un proprio bilancio consolidato.
Naturalmente, loro comprendono bene che la centralizzazione della contability, cioè
di tutto quello che si chiama la contabilità e i meccanismi di controllo, di meta
controllo e delle politiche del personale, sono essenziali e li costruiremo via via che
daremo vita alla società. Controlleremo costantemente i conti di controllo e di
gestione, ricompensandoli con le strategie di massimizzazione degli utili.
Dalla start-up alla quotazione in Borsa. Siamo in una situazione classica di start-up,
questa holding di controllo industriale deve produrre i seguenti vantaggi: esercitare
una cura costante della redditività aziendale e dell’attività manageriale; quando è
possibile e quando lo ritiene doveroso intervenire sulle performance delle controllate
e influire su quelle delle partecipate. I diritti degli azionisti sono inalienabili, in
questo Paese va ricordato, e vogliamo esercitarli in tutte le forme possibili,
opponendoci a tutte le violazioni della governance e anche di quella ottima recente
normativa societaria che passa sotto il nome di legge Vietti, che ci offre ampie
libertà, che non avevamo in passato, di esercitare queste forme di controllo, e che
costituisce un grande passo avanti nel diritto societario di questo Paese. I mercati,
come loro sanno, premiano le holding di controllo industriale. Perché? Perché
monitorano i costi, massimizzano i vantaggi e soprattutto riducono le catene di
controllo, la mancanza di trasparenza, che è la malattia del capitalismo di questo
Paese.
Naturalmente, con umiltà e con modestia, sottolineo umiltà e modestia senza le quali
non si dirige nessuna organizzazione, tanto meno un’organizzazione economica,
insieme agli ideali civili, pensiamo alla quotazione in Borsa. Dopo aver costituito
però concretamente la società, dopo avere implementato la sua contability, con una
professionalità di prim’ordine, al minor costo possibile. Io sono dell’avviso che una
società sana non ha bisogno di consulenti, o meglio tanto più bisogno di consulenti
ha, vuol dire che tanto meno è sana. Quindi cercheremo di ridurre al massimo questa
pratica. E’ essenziale procedere rapidamente con il trasferimento dalla Provincia ad
ASAM delle partecipate e delle controllate. Procederemo poi alla valutazione delle
stesse e inizieremo, come ho detto poc’anzi, il lavoro di monitoraggio manageriale e
progettuale. Naturalmente la quotazione in Borsa rimane un obiettivo
imprescindibile per dare autonomia alla società e soprattutto per garantirne i futuri
equilibri finanziari.
Naturalmente occorre un grande impegno a questo proposito e, a parer mio, ciò non
sarà possibile senza un previo accordo o un nocciolo duro di investitori istituzionali
sin dai primi tempi di vita della società, così da incrementarne l’autorevolezza e la
stabilità nell’equilibrio dei poteri. Come vedete, la sfida è complessa e ci vuole
umiltà, consapevolezza dell’impegno, soprattutto unità di intenti tra il management e
l’azionariato. Questo è possibile se si hanno chiari gli obiettivi. L’obiettivo è quello
di servire i cittadini, non con la proposizione di forme di commistione tra politica ed
economia, che secondo me dobbiamo dimenticare per sempre, ma con la creazione di
una società mista pubblico privato, che valorizzi i beni pubblici e li trasformi in
servizi ai cittadini, aumentandone i gradi di libertà.
Vi ringrazio per l’attenzione, sono disponibile alle vostre domande.”
Nel frattempo sono entrati in aula l’Assessore Matteucci ed i Consiglieri Esposito,
Gatti e Modugno. (presenti 42)
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Presidente del Consiglio: “A questo punto apriamo la discussione, essendo evidente
che, poiché la natura di questo incontro è una sorta di audizione nei confronti del
Presidente, si possono fare domande, richieste di chiarimenti, sapendo che sul
tappeto sono stati posti problemi di grande rilevanza ed importanza. Apriamo la
discussione dando la parola al Consigliere Bruschi.”
Consigliere Bruschi: “Innanzitutto mi consenta il Presidente Ortolina di salutare il
mio antico Professore, ormai sono passati 15 anni ma ho il piacere di ricordarla nelle
sue lezioni alla Statale. Sappia, Professore, che ho campato di rendita sul suo 30 e
lode per parecchi voti di libretto. Io ricordo soprattutto delle sue lezioni le sue
frequenti citazioni dallo Zibaldone di Leopardi, quando ci diceva che l’Italia ha solo
usanze e ha ben poche virtù. Era un discorso filosofico che si attagliava poi alla sua
lettura del capitalismo italiano e alla sua lettura anche del grande, ed ahimè in quegli
anni soprattutto devastato, mondo delle partecipazioni statali. Lei ha avuto altresì
importanti incarichi, mi sembra sia stato Vice Presidente dell’Eni, Presidente di
importanti società, per cui è esperto nel campo del difficile rapporto tra società che
devono fare profitto, ma sono chiamate ad una responsabilità sociale molto più
accentuata della normale impresa.
Ecco, Professore, lei ha cominciato parlando di trasparenza, io non so se lei sa che
l’Azienda di cui lei è alla guida è iniziata con un atto la cui trasparenza è stata messa
in discussione dall’opposizione in questo Consiglio provinciale. Non so se lei,
Presidente Sapelli, sa che la stessa delibera da lei citata di novembre è delibera che è
stata impugnata da tre Consiglieri presenti in quest’aula: io, il collega Accame e il
collega De Nicola. Non so se poi lei sa ……… ....”
Presidente della Provincia Penati: “Solo per chiarirci, siccome le parole hanno un
peso, lei ha detto, rivolgendosi al Professor Sapelli, che la delibera che genera
ASAM ha un vizio di trasparenza, la vostra azione eccepisce un vizio di legittimità e
non di trasparenza, volevo solo far notare questa cosa, che è cosa profondamente
diversa. La ringrazio.”
Consigliere Bruschi: “Come lei sa, Presidente Penati, sto attento a usare le parole, e
ho detto che abbiamo eccepito dei vizi. Quando parlavo di trasparenza non mi
riferivo, ovviamente, come mai faccio, a cose che riguardino la magistratura non
contabile, mi riferivo a un problema di corretti rapporti. Il Professor Sapelli ci
parlava di governance quando ancora quasi la governance non si sapeva cosa fosse,
uno degli strumenti della governance sono le corrette procedure, il corretto rapporto
tra i diversi partecipanti della governance. Per quello mi ha molto stupito l’intervento
dell’Assessore Mattioli, il quale ha detto noi attendiamo di sapere dal Professor
Sapelli. Il Professor Sapelli, correttamente, ci ha detto poco, ci ha dato soltanto degli
elementi di quadro, perché, Assessore Mattioli, lei queste cose le sa benissimo
perché sono materie di suoi ricorsi contro l’Amministrazione Comunale, siamo noi, è
questo Consiglio provinciale che dovrà dare ad ASAM gli indirizzi. Il citato coso del
novembre non è una delibera, è un ordine del giorno. Come questo Consiglio
provinciale sa di quegli ordini del giorno sono piene le fosse, non so se il Professor
Sapelli è a conoscenza di un ordine del giorno che chiedeva la vendita della azioni di
Valdata, che è una delle società che per i vari rami serravalleschi è entrata, penso,
nella sua podestà, sappia che un atto di indirizzo all’unanimità da questo Consiglio
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approvato è stata la privatizzazione di Valdata, per cui le chiedo fra l’altro anche
nella sua replica contezza per conoscere se sono stati fatti o meno passi in questa
direzione.
Fatto chiaro il quadro, cioè detto al Professor Sapelli, che ringraziamo di questa
introduzione, e che poi però dovrà essere compito di questo Consiglio, prima che
ASAM faccia alcunché, approvare con apposita delibera di indirizzo quello che il
Professor Sapelli dovrà fare rispetto ad ASAM e soprattutto le partecipate, perché
non sarà sfuggito a nessuno che l’Assessore Mattioli ha più volte parlato di nostra
Serravalle. Sappia il Vice Presidente Mattioli, glielo ricordo io, che Serravalle non è
più nostra, Serravalle in questo momento è assolutamente di ASAM, a meno che non
sia ancora avvenuto l’effettivo traghettamento delle azioni. Siamo dunque in una
situazione di limbo per quanto riguarda le azioni di Serravalle, salvo il fatto che dalle
parole del Professor Sapelli mi aspetto che magari non si staccherà nessun maxi
dividendo nel momento in cui invece sono necessari ben altri investimenti. Non si
chiede di staccare un maxi dividendo di Serravalle il giorno stesso in cui una
nevicata mette in crisi Serravalle e il giorno stesso in cui l’ANAS commina a
Serravalle una pesantissima multa. Questo per dirle, Professore, che avrà con il
nostro aiuto il suo bel daffare anche nella semplice gestione di quelle che sono le
società partecipate della Provincia.
Resta però un altro problema. Quando lei ci parlava di responsabilità sociale
d’impresa, di parlava di una responsabilità innanzitutto rispetto alla comunità in cui
un’impresa vive ed opera. In questo caso si tratta di un’impresa particolarissima,
un’impresa in cui gli startholder e gli stakeholder sono più o meno la stessa cosa. E’
una comunità che le fa delle richieste, è una comunità che le fa delle richieste e le
richieste sono però quelle che richiamava il Vice Presidente Mattioli nel suo
intervento di poc’anzi. Abbiamo appena avuto un importante appuntamento
collettivo con le rappresentanze del mondo imprenditoriale, i rappresentanti del
mondo imprenditoriale chiedono, mi spiace per cuor contento Gaiardelli, autostrade.
Io le volevo altresì domandare, Presidente Sapelli, se lei ha avuto già modo di sentire
i Presidenti delle società partecipate, perché vede tra le partecipate della Provincia di
Milano ce n’è una molto particolare che si chiama TEM, chiamata a progettare, poi a
…… il bando di gara e a gestire la tangenziale est esterna. E’ una società che non è
senza soldi, Consigliere Barbaro, perché è stata ricapitalizzata dalla Provincia di
Milano, è una società che ha quella missione sociale ed è una società che ha una
missione sociale che è contrastata da una parte di questo Consiglio provinciale,
anche se nessun pronunciamento c’è già stato. Lei, mi ricordo, aveva a dire, anche
recentemente, parole di fuoco rispetto ad alcuni strumenti della politica, ricordo in
una sua intervista una sua domanda retorica, citava l’Agenda 21, il cap. 28
dell’Agenda 21, dove si dice che ogni Amministrazione locale dovrebbe dialogare
con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private e adottare una propria
Agenda 21 locale, attraverso la consultazione e la costruzione del consenso. Le
Amministrazioni locali dovrebbero apprendere e acquisire dalla comunità locale e
dal settore industriale le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie,
lei domandava retoricamente all’intervistatore: lei ritiene davvero che i risultati
arrivino? E’ una domanda che se vuole le rifaccio. Volevo sapere se ha cambiato
idea sull’Agenda 21, perché una parte, che non è la mia, di questo Consiglio
provinciale fa dell’Agenda 21 un proprio punto di riferimento. Soprattutto, quello
che le chiedo elettivamente, perché poi questo Consiglio provinciale dovrà prendere
le sue decisioni, quali stakeholder vorrebbe sostenere. Le chiedo se è sua
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intenzione…… Parlerò in brianzolo del nord per il Consigliere Meroni. La richiesta
era di conoscere quali degli interessi, quali dei portatori di interessi lei ritiene di
dover sostenere. Come sa, su diversi progetti che pure il mondo imprenditoriale
chiede, ci sono delle opposizioni da parte delle comunità locali. Allora, vince
l’interesse generale della comunità o vince l’interesse delle comunità locali? Vince
l’interesse del sistema economico di questa Provincia di Milano che ha bisogno di
avere le arterie ripulite, quando parlo di arterie parlo di arterie autostradali,
ricordando a tutti che poi le ferrovie non sono degli hovercraft, per cui anche gli
insediamenti ferroviari hanno un pesante impatto ambientale. Per il Consigliere
Barbaro gli hovercraft sono veicoli che si muovono a getto d’aria. Sono tutte cose
che noi dobbiamo capire per comprendere i suoi orientamenti, prima di meglio
deliberare. Noi ci troviamo nella buffa situazione di un Presidente di TEM, Antonio
Duva, persona rispettabilissima, il quale un mesetto prima di un deliberato, di un
pronunciamento contrario di questa assemblea, era andato a un convegno pubblico a
parlare dell’essenzialità della tangenziale est esterna per la Provincia di Milano.
Sono dei paradossi che io non vorrei vivere con il mio antico Professore, e sarebbe
importante chiarire prima di tutto questo chiarimento. Gli anni sono passati per lei
ma sono passati anche per me.
E’ in una situazione difficile……”
Presiede il Vice Presidente Vicario del Consiglio Cavicchioli.
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Le ricordo i dieci minuti, avevamo definito
dieci minuti di intervento. Glieli do tutti i dieci, non conteggio quelli precedenti.”
Consigliere Bruschi: “Il Presidente Cavicchioli sa che ho un rigoroso rispetto dei
tempi del regolamento. Sono tutte domande importanti, noi non avremmo voluto
ASAM, soprattutto non l’avremmo voluta così. E’ un così che non la riguarda, ci
sono problemi nel suo stesso consiglio di amministrazione, sappia che uno dei
membri del suo consiglio di amministrazione non so se sia legittimato a essere lì
presente in quanto incompatibile in base al regolamento delle nomine e in base alla
legge, ma è una cosa che anche questa i tribunali dovranno affrontare. Spererei di
chiuderla con le carte bollate e di andare veramente sui progetti strategici. Sappia che
se i portatori di interesse che lei deciderà di sostenere saranno i portatori
dell’interesse dalla comunità del milanese che soffoca perché la sua rete autostradale
è insufficiente, lei avrà nei Consiglieri di opposizione di questa Provincia i suoi
migliori alleati. In caso contrario, noi saremo obbligati a svolgere il nostro ruolo e lo
faremo con tutta l’attenzione che lei, Professor Sapelli, si merita.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Albetti. (presenti 43)
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Grazie Consigliere Bruschi. Consigliere
Accame, ricordo dieci minuti.”
Consigliere Accame: “Guardi, il Professor Sapelli è stato così cortese da parlare
dodici minuti, non è stato il mio professore, però è una persona che io vedo
positivamente, perché io sono un piccolo investitore di Borsa e ho sempre
regolarmente perso, ma quando ho comprato le azioni della Metha di Modena e
dell’Hera di Bologna, ho guadagnato un sacco di soldi, forse è l’unico della mia vita,
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quindi io vedo positivamente la presenza del professore in quest’aula e anche la
Presidenza … certo.
Devo dire la verità, invece per quello che riguarda proprio gli aspetti finanziari, ho
dei dubbi sulla costituzione di ASAM e ho dei dubbi, come diceva il collega Bruschi
sulla legittimità, quello sì, è per quello che abbiamo presentato un ricorso al TAR,
chiedendo la sospensiva della delibera del 22 di novembre. Cosa che avevo
preannunciato in aula, perché avevamo chiesto alla Presidenza del Consiglio e al
Presidente Penati di decidere se doveva essere discussa la famosa delibera che
ancora oggi è al punto 3 dell’ordine del giorno e che non è stata ancora presa in
esame da quest’aula, perché riteniamo che sia questa la strada giusta e la strada
maestra per poter costituire ASAM e non fare il trucchetto del copia/incolla del 22 di
novembre.
Ma detto ciò, non voglio entrare nelle polemiche. Io volevo solo rivolgerLe alcune
considerazioni di carattere finanziario. ASAM è una realtà che si trova con un
fardello pesante, che è un’esposizione considerevole fatta per l’acquisizione della
maggioranza assoluta dal gruppo Gavio. Un’acquisizione che, a mio modesto parere,
è costata non cara alla Provincia di Milano, è costata carissima. Perché pagare 8,83 o
8,89 euro le azioni, secondo me si è trattato di una vera e propria esagerazione.
Oltre tutto l’indebitamento che è stato studiato con Banca Intesa è anche un
indebitamento a tasso variabile, che paga, mi pare, 45 basic point sopra il Libor a tre
o a sei mesi. Questa tasso d’indebitamento è un indebitamento che è già accresciuto
nel corso degli ultimi mesi e andrà a crescere ancora nei prossimi. Quindi ASAM si
troverà a dover pagare una quota maggiore di interessi passivi. Lei può dirmi: sarà
controbilanciata dall’utile che arriva dal dividendo della SEA, dal dividendo della
Serenissima prima che la vendano, eccetera, o forse dal dividendo della Serravalle
stesso. Dividendo della Serravalle stesso che, nelle passate legislature, serviva per
fare degli investimenti sul territorio, non per pagare degli interessi passivi.
Quindi io su questa costituzione di holding ho dei forti dubbi di carattere finanziario.
Ho anche dei dubbi di mission, nel senso che non ho capito perché la Provincia di
Milano, che aveva queste partecipazioni, abbia deciso di spogliarsi del controllo
diretto per affidare alla holding da Lei presieduta tutto questo pacchetto. Questo
pacchetto che in parte, ma non è ancora stabilito quando, come e perché, dovrà
essere dismesso per ripagare la quota di indebitamento.
Oltretutto vi è un progetto annunciato, sia da Lei, ma anche preceduto in pompa
magna soprattutto nei mesi precedenti, adesso Lei ha dato una giusta
razionalizzazione alla tempistica. Cioè ha detto: noi siamo una start-up, vorremmo
andare in Borsa ma non sappiamo quando. Quando è stata fatta l’acquisizione del
pacchetto di maggioranza assoluta della Serravalle, si era invece detto che in Borsa
ci si andava entro il 2006, o perlomeno in tempi molto brevi. Questo mi sembra che
Lei lo abbia escluso, quindi già andiamo a parlare di una tempistica molto più diluita
nel tempo. Soprattutto di una tempistica più diluita nel tempo che non sappiamo se
ha ragione di essere finanziariamente sostenibile. Perché? Perché abbiamo in quota
delle azioni della Serravalle a cui abbiamo stabilito un valore, abbiamo in quota al
momento le azioni delle altre partecipate, come SEA, come Serenissima, di cui degli
esperti, probabilmente saranno chiamati degli advisor a fare delle valutazioni, però
ancora oggi non si sa come e quando si potrà e a che prezzo soprattutto ricollocare il
pacchetto azionario.
Io sarei più contento e sarei più felice del suo intervento se Lei entrasse nel merito
anche di queste questioni meramente finanziarie, ma che poi hanno una ricaduta
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forte, perché hanno una ricaduta sugli investimenti, hanno ricaduta sulle politiche
che questa Provincia vuole portare avanti sulla politica dei trasporti e probabilmente
avranno anche in un futuro una ricaduta diretta su quello che è l’interesse dei
cittadini che sono strozzati dalla morsa del traffico tutte le mattine che provengono
dalla Provincia verso la città.
Quindi tutti questi interrogativi, professore, io penso che Lei oggi ci ha fatto un
interessante excursus, ma dovranno essere corredati molto presto da un piano
industriale. Io spero che quando il piano industriale sarà pronto, Lei si presenterà in
quest’aula e ci spiegherà il piano industriale unitamente a quello che è il piano
finanziario di sostenibilità di costi di questa nuova holding.”
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Benelli.
Consigliere Malinverno: “Mi perdoneranno i colleghi se mi rivolgerò direttamente al
professor Sapelli, anche perché le cose che questa sera ci stiamo dicendo a fronte, sia
della relazione dell’Assessore Mattioli, che delle cose che Lei, professore, ha detto
nell’introduzione, non modificano, dal punto di vista dei contenuti, le questioni che
abbiamo già più volte dibattuto in questa sede. Credo che la cosa più giusta,
riconosciuta da tutti in quest’aula, fatta dal Presidente Penati, rispetto a questa
vicenda di ASAM, credo l’unica su cui siamo tutti d’accordo, è quella di avere scelto
Lei come Presidente, nel senso che gode sicuramente di stima da parte di tutti.
Scusi, ho dimenticato di presentarmi, io sono Marco Malinverno de l’UDC e svolgo
una funzione in minoranza, di opposizione in quest’aula.
Io, professore, vorrei dirLe perché noi su tutta questa vicenda abbiamo avuto un
atteggiamento un po’ acidulo e anche un po’ stizzito, perché tutta questa vicenda
l’abbiamo vissuta male, riteniamo che sia stata gestita male e iniziata malissimo. Noi
riteniamo che la vicenda, al di là di quello che si è letto e si è scritto sui giornali e
non mi interessa tirare in ballo la questione Penati/Albertini, vi è stato proprio un
problema di fondo che riguardava il Consiglio provinciale, a nostro parere. Se il
Presidente Penati fosse venuto in aula e avesse detto, dopo tutto quello che ci hanno
raccontato sul patto di sindacato col Comune di Milano, riguardante la Serravalle,
che l’obiettivo era un altro, gli obiettivi erano altri, che erano venute meno delle
condizioni dal punto di vista delle politiche industriali, si fosse fatto un dibattito vero
e serio e profondo per rispondere ad alcuni aspetti dal punto di vista teorico, che Lei
ha richiamato nella sua introduzione, probabilmente oggi non saremmo a questo
punto.
Le dico sinceramente, la costruzione di questa stessa ASAM, che noi abbiamo
definito un po’ come una scatola, crediamo che sia un po’ un imbroglio, non lo dico
da un punto di vista filosofico, lo dico proprio da un punto di vista politico, nel senso
che il Consiglio provinciale, a nostro parere, è stato su questo profondamente
esautorato delle proprie funzioni e delle proprie competenze, delle proprie
prerogative. Io credo che tutta la vicenda sia iniziata con un pesantissimo
indebitamento ingiustificato, ingiustificabile sul piano finanziario, ancor più sul
piano politico.
Se ci avessero detto subito, perché Lei sa meglio di me che, soprattutto se stiamo
parlando di un ente pubblico, la mission deve essere dichiarata prima ancora che
vengano definiti gli atti e le procedure, qui invece la mission si sta ancora definendo.
Poiché non vorrei, usando le sue parole, ricordare che se Lei stesso ammette che
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dovremo avviare la stesura del piano industriale degli obiettivi possibili, Lei ha usato
questo termine, credo che la situazione sia, come si suol dire, pesante.
Pesante perché vuol dire che quella declamata funzione che Lei richiamava da un
punto di vista teorico, cioè della necessaria non commistione dei rapporti tra la
politica e l’economia e quella necessaria esigenza che mi è sembrato di riconoscere
nel suo intervento, di reale autonomia nello stabilire gli indirizzi sulle procedure e
quindi sulle strategie, sia mortificata all’origine.
Le faccio un esempio. Lei non so se è informato, ma il Presidente Penati ha già
deciso che i dividendi di Serravalle vengano distribuiti tra i soci quest’anno, ultima
decisione … va beh, l’ha chiesto, Penati, l’ha chiesto. Penati non è Malinverno,
Penati decide, Penati è il Presidente della Provincia, chiede perché vuol dire che
vuole a casa i soldi - Non è che dice che … rispetto la lezione di umiltà, però se
Penati dice: vogliamo i dividendi, vuol dire che Serravalle deve dare i soldi alla
Provincia … questo è lo stile, professor Sapelli.
Io vorrei che Lei fosse attento a questi aspetti che sono la sostanza. Perché Lei come
la fa? Come la sostanzia l’autonomia nella governance di questa ASAM? Come le
stabilisce le strategie? Cioè qui c’è proprio un problema di sostanza, la mia
preoccupazione, la preoccupazione di molti di noi, è che quella tanto declamata
problematica della commistione nei fatti, i fatti ci dicono che è assolutamente
evidente. Quindi non è per uno scetticismo intellettuale, ma per una considerazione
dei fatti, che io dico che il compito che Le è stato assegnato è veramente un compito
difficile, gravoso.
Io Le dico sinceramente, la sua introduzione mi trova totalmente d’accordo. Lei ha
declamato una serie di aspetti di carattere generale su cui in parte sono d’accordo. Io,
ad esempio, sono assolutamente convinto che sul tema delle infrastrutture oggi il
ruolo del pubblico non può essere quello, com’è accaduto in altre stagioni della
storia della nostra economia, di un ruolo di prim’attore. Oggi noi dovremmo avere la
capacità veramente di saper far muovere le leve dell’economia. Credo che con questa
operazione noi non riusciremo. Ovvero potremmo riuscirci solo nella condizione in
cui gli enti che danno vita a questo percorso sanno esattamente cosa vogliono fare,
ma questo ente non sa esattamente cosa vuole fare, oppure c’è su questo una lotta
intestina.
Facciamo un esempio concreto. Lo dicevano prima i miei colleghi, la Tangenziale
Est-esterna. Su questo non c’è unità d’intenti. Io voglio sapere, perché poi il
problema di fondo è che è inutile che continuiamo a sentire la solita tiritera, la
Camera di Commercio e Assolombarda ancora ieri hanno giustamente lamentato la
politica delle troppe parole. Vent’anni per la Pedemontana, adesso BRE-BE-MI e
adesso tangenziale Est-esterna, il CIPE che finanzia solo una parte, insomma questo
è il vero problema. Allora Lei sa meglio di me che il motore che è legato al sistema
delle infrastrutture non è un aspetto secondario nel rapporto col sistema
macroeconomico, è l’elemento essenziale.
È la predisposizione delle variabili indipendenti, senza le quali non ci si muove e qui
non ci si muove più veramente. Basta vedere in che situazione siamo.
Ecco allora il motivo del mio lamento, cioè Lei è chiamato a fare il piano industriale
possibile, invece Lei, per la sua esperienza, la sua capacità e la sua competenza, Lei
doveva essere usato, usiamo questo termine ai fini del bene comune, per la sua
conoscenza, per un piano industriale vero. Perché gli eletti del popolo gli dicessero:
professore, dobbiamo avviare, da qui a cinque anni, la strategia per fare le seguenti
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infrastrutture. Invece questo non c’è. Non c’è questa chiarezza. Questo dibattito noi,
professore, non l’abbiamo mai iniziato, questo è quello che lamentiamo.
Le dico che sinceramente se Lei si ripromette nelle prossime settimane di ritornare in
quest’aula per dirci: a mio parere, non a parere di quella che è la dimensione
condivisa, perché sennò quello che Lei richiamava prima, del rischio della
commistione tra politica ed economica, qui c’è un rischio ancora più grave, che a Lei
toccherà giocare in chiave tecnica gli aspetti di quella che è una dinamica di ricatto
politico tra le componenti di questa maggioranza, che è poi l’assurdità di questo
sistema, è l’assurdità di questa dimensione della politica. Così non si va da nessuna
parte.
Non voglio essere profetico in questo, il rischio, professore, è che abbiamo speso
tanti soldi della comunità, abbiamo messo in piedi una pseudo strategia per avere poi
una cabina di regia che non governerà niente, perché qualcun altro decida a seconda
delle condizioni che cosa è più opportuno e cosa è meno opportuno fare. Allora
dov’è la tanto pretesa autonomia dalla politica? Non c’è. Questo è il tema.
Allora su questo, e mi avvio alla conclusione perché non ho più tempo a
disposizione, io personalmente Le faccio gli auguri di buon lavoro, però Le richiedo
di ricordarsi che questa è l’aula che risponde direttamente agli elettori, ai cittadini, di
cui si parla tanto appunto di rendere conto ai fini della trasparenza amministrativa.”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Frassinetti. Frassinetti è capo Gruppo di AN,
chiedo scusa per la giusta annotazione del Consigliere Malinverno, da ora in poi Vi
presenterò.”
Consigliere Frassinetti: “Grazie Presidente. Scusate la mia voce. Io ringrazio il
professore, devo fare un piccolo inciso. Devo dire che tanti anni fa, quando mi sono
iscritta al corso di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, ho scelto in maniera
determinata, tra i vari indirizzi che erano presenti, quello forense puro, proprio per
evitare l’esame di Economia politica che probabilmente non avrei mai superato.
Devo dire che mi sono sbagliata, perché non avrei mai detto nel tempo che
determinati strumenti, determinate nozioni di Economia e di Finanza, mi sarebbero
poi stati così utili anche nel corso della mia attività politica. È un errore di gioventù
che sto cercando di colmare con, spero, un sufficiente studio di quello che sta
accadendo all’interno di questa Provincia.
Vede, professore, io credo, in estrema sintesi, perché poi rischiamo, noi
dell’opposizione, logicamente di ripeterci, di avere una grande preoccupazione. La
preoccupazione che ci sia una confusione, una sovrapposizione tra quello che è il
ruolo politico e amministrativo dell’ente Provincia e quelle che sono invece delle
logiche economiche e finanziarie sicuramente importanti, ma che vanno oltre quello
che è il motivo per il quale i cittadini ci hanno eletto.
Questa contraddizione la viviamo e l’abbiamo vissuta dall’inizio di questa
operazione. Pensi che io ero presente in quest’aula anche durante lo scorso mandato
e abbiamo passato intere sedute proprio a parlare del problema Serravalle. Problema
Serravalle che diventa poi una problematica diversificata sotto vari aspetti. Noi
abbiamo, si diceva prima, una legittima esigenza di difendere l’istituzione del
Consiglio che riteniamo sia stata, in qualche modo, trascurata, messa in secondo
piano. Da qui è partito un ricorso al TAR che rivendica la legittimazione attiva per
difendere la lesione dell’interesse di Consigliere, che opera in un campo, quello dei
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tribunali, che io amo fare nella mia attività privata, ma che vorrei assolutamente
escludere nella mia attività politica.
Questa sorta di preoccupazione, questa mancanza di un indirizzo che il Consiglio
deve dare, soprattutto quando si tratta di una operazione che va ad avere delle
ricadute sulle infrastrutture viarie, sulle infrastrutture territoriali della nostra
Provincia. La mia preoccupazione è quella che forse avrei voluto oggi sentire da Lei
delle precisazioni un pochino più concrete su quelle che saranno le progettualità
relative al nostro sistema viario.
Io temo molto che le contraddizioni che ci sono all’interno del centrosinistra per
quanto riguarda la modernizzazione del territorio, abbiano un riscontro molto
negativo su questo. Io ritengo che la modernizzazione del nostro territorio passi
attraverso la costruzione, il potenziamento non soltanto delle linee su ferro, ma anche
soprattutto del potenziamento delle linee e delle infrastrutture viarie. Noi sappiamo
che ci sono tante zone in sofferenza, in particolare mi riferisco alla zona sud, dove
dovrebbe essere costruita la Tangenziale Est-est. Noi sappiamo che la Brianza ha
bisogno di collegamenti che la rendano ancora più importante per il ruolo che svolge
sul territorio della Lombardia.
In questo problema che riguarda un po’ l’impatto ambientale, io, che vedo nella
difesa dell’automobile la difesa della libertà, perché, attraverso l’uso dell’automobile
privata, vedo la possibilità del cittadino di attuare anche un principio di libertà. Sono
molto preoccupata perché è importante sicuramente che comincino ad arrivare dei
progetti concreti, dei progetti articolati e che cominciamo a discutere di quella che è
veramente la risoluzione dei problemi dei cittadini.
Io credo che questo sia una delle cose importanti per le quali la Provincia esiste, ha
delle deleghe precise, ha delle deleghe amministrative che deve portare avanti. Poi
sicuramente la finanza, l’irruzione della finanza in politica ha varie sfaccettature. A
mio avviso, Presidente Penati, la finanza non è stata usata nel modo migliore perché
è stata messa davanti alla politica, messa davanti alle esigenze dei cittadini, ma credo
che questo sia lo snodo più importante, abbiamo bisogno di sapere quale sarà il
futuro del nostro territorio, per questo siamo qui, questo è il motivo per cui siamo
stati eletti, Professore, avrei voluto da Lei una descrizione un pochino più
approfondita sulle linee progettuali del territorio.
Spero che in futuro questo sarà possibile, noi lo abbiamo già dichiarato come
opposizione, se ci sarà da fare opposizione costruttiva per quello che riguarda lo
sviluppo del nostro territorio saremo i primi a portarla avanti.”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “La parola al Consigliere Clerici,
appartenente al Gruppo di FI, così come gli interventi che sono preceduti, quello di
Bruschi e di Accame, prego.”
Consigliere Clerici: “La ringrazio, Presidente, per la presentazione, un sincero
augurio al professor Sapelli che qui chiamo Presidente, per il lavoro che sta per
iniziare anche perché prendendo spunto dalle parole del vice Presidente Mattioli, Lei
mi perdoni, ma di auguri ne ha proprio bisogno, tanti, tanti, tanti.
Il vice Presidente Mattioli ha esordito parlando della difficoltà della mobilità nel
milanese e l’osservazione politica che ne consegue - mi ha preceduto la collega
Frassinetti - beh, mettetevi d’accordo tra di Voi perché io sono sicuro, sono
certissimo che il Presidente Penati farebbe non una tangenziale est esterna, magari ne
farebbe due perché ragioniamo nello stesso modo, sì, Presidente, anche tre ne
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farebbe perché sappiamo benissimo come ci maledicono i cittadini che vanno in
automobile.
L’altro giorno, guardi, parlando con dei colleghi, tornavo da Bergamo alle ore 10 del
mattino, contavo il doppio di camion delle automobili, il doppio di camion e tutti con
il rimorchio, oppure i bilici. La seconda cosa che mi preoccupa ed entro nel vivo
perché poi sarà anche una domanda per Lei, Presidente Sapelli, è che con una certa
enfasi ed anche con molta contentezza, il vice Presidente Mattioli ha annunciato il
brillante risultato di un utile netto di 33.000.000 di euro della Serravalle.
Va beh, è molto bello, 33 milioni di euro sicuramente sono dei bei soldi, però se noi
pensiamo che sono stati spesi per il 15%, 238 milioni di euro, senza avere una
Hewlett Packard a portata di mano, ma conoscendo il calcolo datoriale, più o meno,
dei mutui cosiddetti alla francese, mal contati ci vorranno 90 anni per pagare il
debito. Mal contati, ho fatto così, automaticamente, ma il Professore, è materia sua,
potrà sicuramente aiutarmi, per il solo capitale ci vogliono 47 anni, poi ci sono gli
interessi che lavorano, ahimè, col capitale.. Presidente Penati, 238! Il 15% sono 4,5
milioni, i 4,5 milioni stanno a 238, si fa una piccola espressione come ci insegnavano
nelle medie e si vede subito che non andiamo lontano dai 100 anni.
Detto questo, Presidente Penati, la domanda la rivolgo a Lei, ma per farlo ben
presente al Presidente Sapelli, è che questo è stato fatto tutto, tutto, senza avere
prima definito quali sono gli obiettivi, abbiamo speso 238 milioni di euro, però non
abbiamo detto perché li abbiamo spesi. Io dico perché ci indebitiamo per 90 anni,
100 anni quello che è, ci penseranno altri Consiglieri, sicuramente non io perché
questo è il mio ultimo mandato, non perché non possa rinnovarlo, ma perché non
voglio rinnovarlo – è la notizia della giornata – ho dimenticato di dirle, Presidente
Sapelli che la sua fama L’ha preceduta, avevo letto qualcosa, sono contento che Lei
sia il Presidente di ASAM.
Lei ha usato spesso le parole “umiltà”, “trasparenza”, “mancanza”, anche di
trasparenza, e via dicendo, ebbene avremo bisogno di tanta, ma tanta, tanta per
portare avanti, il mio augurio è veramente sincero.
La domanda. La domanda che rivolgo a Lei, la rivolgo nel contempo al Presidente
Penati, nella strategia della quale ci ha parlato brevissimamente, vorrei sapere se
c’entra in qualche modo ASNM, e se sì, come si coniuga e come si pone questa
società con ASAM. .. prego? Non esiste più? ASM d’accordo, come si coniugano le
due cose perché poiché, come più volte ho ricordato in quest’aula negli ultimi due
anni, non mi risulta che ci sia stata una grande progettualità, anzi, mi risulta che sia
stato fatto poco, per non dire niente, mentre i costi sono lievitati notevolmente,
abbiamo fatto anche una brillante operazione di scambi di immobili, di contro debiti
e via dicendo, tutta questa bella roba, mi piacerebbe sapere come si intrecciano
queste cose, adesso non so se la risposta competa più al Presidente Penati o al
Presidente Sapelli, comunque credo che sia doveroso informare l’aula circa questo,
almeno entriamo un pochettino nel vivo delle cose, Presidente, dopodiché Le rinnovo
sinceri auguri, Lei ha tutti i titoli e tutte le capacità per condurre al meglio una
società che, ahimè, parte male.
A mio modo di vedere parte male, perché parte con un macigno, non con una palla,
con un macigno al piede, e a Lei l’arduo compito di farla decollare al meglio.”
Presiede il Presidente del Consiglio Ortolina.
Presidente del Consiglio: “Do la parola al Consigliere Tranquillino.”
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Consigliere Tranquillino: “Sulla relazione del dottor Sapelli devo dire che non mi
addentrerò in quello che avevamo discusso qui durante un seminario sulla differenza
fra governance ..”
Presidente del Consiglio: “Domando scusa: Tranquillino Rifondazione Comunista,
per chi non lo conoscesse.”
Consigliere Tranquillino: “Grazie. Non mi addentrerò sulla differenza fra
governance e government perché, a mio avviso, ma non a mio avviso, mi dicono che
sono cose differenti ed è differente anche il comportamento presso quelli che sono
definiti, non mi piace usare certi termini, io li chiamo portatori di interessi, non
stakeholders, non mi interessano, amo la lingua italiana. Tra i nostri elementi di
programma, mi riferisco al Presidente, così come al dottor Sapelli, sappiamo bene
che abbiamo fatto una delle chiavi di volta del trasporto pubblico.
In questi giorni è in discussione, oggi il nostro Presidente della Regione, perché per
me i governatori ancora non esistono, ha parlato di una richiesta presso UE (Unione
Europea) riguardante l’autorizzazione a considerare una qualche normativa inerente
le macchine diesel. Questo perché? Perché secondo il nostro Presidente, quelle
inquinerebbero trenta volte tanto quanto inquina una automobile a benzina. Ieri degli
studi condotti in Svizzera ci hanno detto che anche i motorini inquinano circa 18
volte quanto inquina una automobile, per cui abbiamo una serie di studi che
conducono a dire che noi abbiamo un forte bisogno di un arco di volta di un
elemento programmatico di un punto chiave: trasporto pubblico su ferro.
Ho voluto preparare il terreno per portare questo elemento, per un semplice motivo:
perché mi pare che sia un pochino sotto traccia quella che è la ragione sociale,
dunque gli obiettivi che si propone ASAM, io penso invece, al pari di altri in
quest’aula, che questo sia uno dei motivi per cui noi siamo stati eletti qui e per cui
rivendichiamo un cambio di passo rispetto all’Amministrazione precedente e lo
vogliamo fermamente. Dunque io penso che da questa discussione sia bene che esca
con chiarezza, al fine di evitare anche talune accuse e dei pensieri, perché noi qui
dentro sappiamo che quando ci mancano le risposte poi l’immaginazione inizia a
galoppare, spesso e volentieri dando anche delle ipotesi sbagliate; al fine di fugare
ogni dubbio, noi come gruppo riteniamo che sia bene che esca da questo dibattito
proprio questo elemento cardine. Quello di una mobilità che tenga conto che ieri
dopo questi giorni in cui il particolato, in cui il PM 10, 2.5 sono calati, subito si è
avuto un nuovo sforamento delle soglie.
Lo dico perché questo riguarda da Juvara fino a Brescia, per cui per davvero
abbiamo un problema di macro area, di area vasta direbbe qualcuno. Dunque in una
visione di area vasta, noi con gli inquinanti ubiquitari, che hanno delle caratteristiche
non meno pericolose di quelli stanziali, come gli idrocarburi, circa ozono e
inquinanti simili, sappiamo bene che il pericolo poi, con la bella stagione si
moltiplicherà, pertanto il pericolo che ce l’hai d’inverno e però ce l’hai d’estate.
Faccio notare a questo proposito che nella conferenza dei servizi alla quale fu
presente la Provincia, una conferenza dei servizi datata 1999, Provincia - Comune di
Milano - ASL, Dipartimento Prevenzione, addirittura uscì una informativa per i
cittadini, fu tenuta sotto traccia, ci pensammo noi a renderla pubblica, nella quale si
consigliava di tenere a più di 20 metri i bimbi in tenera età e ci si rivolgeva alle
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mamme perché questo avrebbe comportato un rischio serio similmente
all’incremento esponenziale di casi di leucemia infantile.
Dunque c’è un problema che grida tutta la sua drammaticità, qui dentro ne siamo
tutti consapevoli, si cercano delle soluzioni anche, io ritengo basate un po’
sull’improvvisazione perché oggi venire a parlare dei diesel in questa condizione,
con un governo che è al suo fine mandato, francamente mi pare una amenità. Per
quello che riguarda il nostro gruppo, ma sono convinto che una serie di colleghi qua
dentro pensino la stessa cosa, occorre definire nel nostro dibattito la ragione sociale e
gli obiettivi che, in derivata, discendono da questa ragione sociale.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Fortunati. (presenti 44)
Presidente del Consiglio: “Do la parola a Gavazzi, si prepari Foglia.”
Consigliere Gavazzi: “Come al solito, non mi presenta..”
Presidente del Consiglio: “Chiedo scusa, sono arrivato dopo.. Gavazzi, Forza Italia,
nonché Brianza, mi scusi.”
Consigliere Gavazzi: “Questo è un particolare. Professor Sapelli, mi associo ai
complimenti ed invito il Presidente Penati se non si allontana un attimo o mi ascolta,
vorrei sapere la versione giornaliera, perché qui cambiano le versioni e sarei curioso
di conoscerla. Quindi mi associo ai colleghi, ai complimenti che Le hanno fatto e
questo mi tranquillizza sulla scelta fatta dal Presidente Penati verso la sua persona.
Lei nella sua presentazione è stato molto prudente, questo Le dà merito: prima è
meglio assaggiare il terreno dove andiamo ad operare. Ma forse Lei si sarà accorto
che le problematiche che Lei incontrerà in quella società, saranno grandissime,
saranno grandissime perché il Presidente Penati con la scelta che ha fatto, che noi
non abbiamo condiviso nella tempistica quando l’ha fatta, però io gli avevo detto
personalmente che, nel merito, a me un discorso di controllo delle infrastrutture
esercitato da un ente pubblico mi poteva anche andar bene, quindi il merito era
condivisibile, il metodo un po’ meno.
Arrivo al dunque. Noi, io e il collega Meroni, collega della Lega, rappresentiamo la
nuova Provincia Monza – Brianza, Lei sa che su ASAM siamo molto critici, siamo
molto critici per il semplice fatto che noi riteniamo che con questa operazione fatta
dalla Provincia di Milano si sia – mi permetta il termine – buggerata la Brianza. In
poche parole la Brianza non conterà nulla perché avendo la maggioranza assoluta la
Provincia di Milano, la futura Provincia di Monza e Brianza sarà un utile
interlocutore se sta zitta, perché le decisioni le prenderà sempre la Provincia di
Milano. Lei quando parlava prima di management competente, questo era da Lei
auspicato, ma ha sentito l’intervento di RC: se il management competente non va in
una certa direzione, la competenza è un optional. Lei parlava di fare core business,
guardi che qua dentro il core business è una parolaccia da quelle parti. Da queste
parti, no. Forse anche da quelle lì.
Bisogna capirci su queste cose, io penso, voglio fare un po’ l’avvocato del diavolo,
ed è già stato detto anche dal mio capo Gruppo che molto probabilmente per
realizzare i suoi obiettivi bisognerà cambiare la maggioranza. Se gli obiettivi
verranno dettati dal Consiglio, noi li appoggeremo, se vanno in quello che diceva il
Presidente Penati, nel porre rimedio a quelle che sono le infrastrutture e se parliamo
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di una zona ben specifica che è la Brianza, prima si parlava di Pedemontana - io
avevo i pantaloncini corti quando si parlava di Pedegronda e Pedemontana,
giustamente anche i capelli, corti anche quelli - Lei parlava di una stesura di un
Piano industriale, benissimo: stesura di un Piano industriale, già tra le righe il
Consigliere Tranquillino diceva: Lei ci deve spiegare che cosa vuol fare perché
l’assurdo che noi notiamo è che si crei una società, poi entrerò nel discorso come
farete a pagare i debiti perché come Presidente della Commissione Bilancio mi
hanno sempre detto che questi 250 milioni di debiti che noi abbiamo, che dobbiamo
dare al Signor Gavio, 238, non sono un costo per la Provincia, .. giusto, giusto, con
la Banca, è la Banca che gli ha dato i soldi, però, Presidente Penati, in Brianza
dicono: guarda che io – c’è una vecchia metafora – non ho rubato chissà cosa, ho
preso solo la corda, peccato che attaccato alla corda c’era un maiale, una mucca e un
gregge intero. Non mi dica che Lei non ha debiti con Gavio perché li paga Banca
Intesa, è la storia della corda. La corda è Banca Intesa, la mucca è Gavio, allora su un
discorso - non è neanche questo? L’avete strozzata, non so cosa avete fatto alla
mucca, non mi intendo di animali e di mucche, però non vorrei banalizzare..
Benissimo. Il Presidente Ortolina ha capito subito. Però torno, Presidente Penati,
quando Lei è arrivato a Monza e si parlava di un discorso – anche il Presidente
dell’Associazione Industriali diceva: no, un discorso di ASAM fatta in un certo
modo; noi vogliamo avere delle partecipazioni nelle società, prima il Presidente
diceva: controllo nelle associate, vogliamo essere una società che controlla nelle
associate, tutta questa operazione per la Brianza non sta in piedi, in quanto, ripeto,
Piano industriale, cosa dobbiamo fare e che passi questo Piano industriale, si sappia
che cosa bisogna fare in Brianza.
Il discorso – è rivolto al Presidente Penati – per la Brianza, giustamente ci interessa
la compartecipazione in ASAM, ma per noi è precipuo che ci sia un discorso, quello
che Lei ha definito spezzatino in quella riunione a Monza, di partecipazione nelle
associate, così ci sentiamo più tranquilli, la cosa veramente, in fondo, Presidente
Penati, quando il Professor Sapelli parla: no a forme di commistione tra politica ed
economia, parla di stakeholder, portatori di interessi per la Brianza, Presidente guardi
che stakeholder non sono vecchi Sindaci falliti che devono entrare nei Consigli di
Amministrazione, mettiamo dei professionisti all’altezza del Professor Sapelli, che
siano brianzoli o meno a me non interessa, e qui ritorno - è andato via l’amico
Guerra - a me non interessa se il gatto è nero o è bianco, l’importante è che pigli i
topi.”
Presidente del Consiglio: “Mao Tse-tung.”
Consigliere Gavazzi: “Non l’ha detto Mao, Guerra la riprenderà perché è Deng Xiao
Ping.”
Presidente del Consiglio: “Deng Xiao Ping? No!”
Consigliere Gavazzi: “Guerra, che è più competente di lei e di me, che ha delle radici
cinesi, è Deng Xiao Ping. L’importante è che il gatto non sia di Seregno. Presidente,
ci siamo capiti? Non si faccia disturbare! Lei ha scelto il Professor Sapelli e il
Professor Sapelli diceva no a forme di commistione tra politica ed economia, se
vuole mantenere ASAM ad un livello, chi deve entrare in ASAM, io dicevo prima a
me non interessa se il gatto è bianco o nero ma l’importante è che pigli i topi,
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soprattutto che il gatto non sia di Seregno, per il semplice fatto che devono essere
delle persone, in una situazione come questa, per dare veramente prestigio ad un
discorso come ASAM, se lei ci crede in questo, mettiamo delle persone veramente
con un livello di competenza e professionale, non dico all’altezza del Professor
Sapelli, ma leggermente al di sotto. Le ripeto, Presidente, non è necessario sapere da
dove arrivano, l’importante è che siano competenti. Noi le possiamo portare quelle
che sono le nostre problematiche e lei deve metterci a disposizione …… Mi dispiace,
è una forma di educazione verso il Professore, tra l’altro. Però Professore, questa sua
amarezza guardi che purtroppo……, ma non siamo sempre così, tante volte facciamo
di peggio ……”
Presidente del Consiglio: “Spesso!”
Consigliere Gavazzi: “Ma tante volte di meglio. Le ripeto, Presidente, importante
per dar prestigio e valore ad ASAM ed al Presidente che ha scelto, non cada sulla
composizione dei membri del consiglio di amministrazione. Sarebbe una cosa
deleteria! Non abbiamo sentito, come si diceva, la stesura di un piano industriale, ma
tutti hanno tessuto le lodi di una persona competente. Non roviniamolo con quello
che si diceva prima e non roviniamolo non facendogli fare nulla, mettendogli solo
una gardenia all’occhiello dicendo: lei è stato bravo ma deve stare zitto. Professor
Sapelli, lei dica tutto, noi abbiamo bisogno in Brianza di infrastrutture. Noi le
indirizziamo questo, suo compito è renderle possibili e fattibili soprattutto.”
Presidente del Consiglio: “Giuseppe Foglia, capo Gruppo D.S., prego ha la parola.”
Consigliere Foglia: “Grazie. Io sono convinto, perché ne abbiamo parlato
innumerevoli volte in questo Consiglio, ma anche perché da cittadini ovviamente
frequentiamo le strade della Provincia e non soltanto della Provincia, che la
complessità del nostro sistema viabilistico è ormai arrivata ad un punto che non può
consentirci altro che tentare di risolverla. I punti critici sono innumerevoli e sono
determinati da tanti fattori, oggettivi e soggettivi. Negli ultimi anni, perché noi oggi
siamo qui a salutare l’avvio di una sperimentazione - voglio chiamarla così - di un
progetto che questa maggioranza ha varato, negli ultimi anni alla complessità cui mi
riferivo all’inizio si è aggiunta una incapacità oggettiva della classe politica nel suo
complesso, di affrontare la tematica. Il Governo nazionale, il Governo della Regione,
il Governo della Provincia, il Governo del Comune di Milano, hanno lasciato che i
problemi si rincorressero tra loro e ai problemi si sommassero le contestazioni, le
intemperanze, alle volte giuste, dei pendolari, di tutti coloro che usufruiscono del
sistema viabilistico e dei trasporti. Credo che dal nostro punto di vista, siccome ho
richiamato responsabilità a vario livello, sicuramente negli ultimi anni, con
l’avvicendarsi di una mezza dozzina di Presidenti nella nostra maggiore società
partecipata, la Milano Serravalle e devo dire nemmeno con l’arrivo di poteri
straordinari al Sindaco della città capoluogo in tema di trasporti, né l’una né l’altra
cosa hanno consentito di affrontare e risolvere un problema. Un problema! Né in
termini di viabilità e di trasporto cittadino né in termini di viabilità e di trasporto a
livello metropolitano e nemmeno a livello regionale. Noi oggi facciamo bene ad
invocare e chiedere al Professor Sapelli di mettere a disposizione tutte le proprie
capacità e al Governo di questa Provincia di esprimere la più nitida linea politica di
indirizzo rispetto a tutte queste tematiche, ma non possiamo nascondere e
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nasconderci che senza l’azione decisiva - anche in termini finanziari - del Governo
centrale, del Governo regionale, noi saremo abili probabilmente progettisti di un
nuovo sistema, di un nuovo meccanismo di sviluppo del sistema della mobilità, ma
ahinoi poi impossibilitati a raggiungere concretamente gli obiettivi.
La nostra parola d’ordine rispetto al passato è concertazione ed azione. Nel passato si
è parlato sempre di fare, di realizzare, senza badare a tutte quelle concatenazioni che
servono per arrivare al punto decisivo del realizzare. Non a caso parlo di
concertazione prima dell’azione, perché se noi oggi siamo ancora ad un punto morto
rispetto ad alcune problematiche forti nella nostra realtà, penso soltanto alla
tangenziale esterna est, è anche perché a prescindere dalle volontà locali espresse dal
territorio, cioè da coloro che più soffrono del problema, se non partiamo, e così si è
fatto nel recente passato, da quelle precipue sensibilità, noi non muoveremmo un
passo in nessuna direzione. Credo ci stia insegnando qualcosa il tema della TAV
nelle valli, ci ha insegnato molto il tema della realizzazione della tangenziale esterna
est nella nostra realtà, ma potremmo anche sbizzarrirci ad andare nel quadrante ovest
quando si trattò di decidere di realizzare l’ampliamento del collegamento
Abbiategrasso-Malpensa.
Dunque, senza la concertazione, il consenso che richiede fatica, pazienza ed
impegno, noi non andremo da nessuna parte. Oggi mi pare di poter dire che stiamo
recuperando tutto quel tempo perso nel passato quando tempo sufficiente non è stato
dedicato a questo tipo di conciliazione e di concertazione con le comunità locali.
C’è un obiettivo altro grande, citato dal Professor Sapelli nella sua introduzione, il
tema vero è la qualità della vita, sia dal punto di vista della possibilità di potersi
muovere sia dal punto della possibilità di poter vivere, laddove si concentrano assi
viabilistici. Qualità della vita sia dal punto di vista del poter raggiungere, non come
avviene oggi, nel modo più agevole il luogo di lavoro, la propria residenza, i luoghi
dove soddisfare anche i propri interessi culturali, sportivi e così via.
Questo obiettivo è fondamentale, sentirlo dire da un Professore che ci illustra una
situazione finanziaria, dei profili di percorso molto tecnici ai quali magari non tutti
siamo preparati a capire, sentir dire che comunque al centro di questa azione c’è la
salvaguardia della qualità della vita, io credo che sia molto importante. C’è una testa,
c’è una volontà di agire, ma c’è un cuore, c’è un’anima e credo che questo
corrisponda agli interessi generali di tutti noi che abbiamo almeno la presunzione di
rappresentare i cittadini.
Noi parliamo di mobilità non a caso, quindi non soltanto di viabilità, perché
intendiamo, questo è nello spirito, negli ordini del giorno votati da questo Consiglio,
perché noi crediamo che il sistema del trasporto su ferro, il trasporto pubblico, la
viabilità privata, devono essere parte di uno stesso meccanismo, di una stessa volontà
di azione. Quindi parlare soltanto di autostrade, parlare soltanto di tangenziali non è
corretto perché al centro del nostro programma politico, al centro della nostra
volontà di azione, c’è l’insieme delle questioni che riguardano la mobilità.
ASAM secondo noi è lo strumento unitario della riqualificazione di questo sistema
della mobilità disastrato nel nostro territorio. Unitario nel senso che deve servire,
avendo all’interno di ASAM Serravalle, Cisa, tutte le nostre partecipate che si
occupano di questo settore, il luogo dove si verificano e si passano in rassegna anche
in termini di priorità i progetti, si individua la possibilità di finanziare questi progetti,
si individua la necessità di ricercare quello che dicevo prima, il consenso di tutte le
parti per la realizzazione delle opere. Oserei dire che ASAM è quanto noi in questo
momento siamo riusciti a mettere in campo, così come vorremmo mettere in campo
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per quello che riguarda il settore del trasporto pubblico, un’agenzia metropolitana di
trasporto.
E qui chiediamo a chi ha la possibilità di sollecitare il Comune
capoluogo, anche se è alla scadenza del proprio mandato, ma anche la Regione, di
sollecitare la necessità di mettere in campo altri soggetti. Noi faremo ovviamente la
nostra parte, per considerare il tema in questo modo unitario.
Devo avviarmi alla conclusione. Noi torneremo sulla questione in questo Consiglio,
perché abbiamo la necessità di esprimere un indirizzo più chiaro, più certo, più utile
anche per l’attività del Presidente Sapelli, che si muove ovviamente secondo le
volontà di questo Consiglio, di questo ente, che dentro quella società ASAM ha un
peso non indifferente. La maggioranza non ha dubbi sulle cose da fare, i presunti o
veri commenti attorno alle divisioni all’interno della maggioranza non rispecchiano
niente altro che le diverse opportunità che sul territorio esistono nell’intenzione di
affrontare i problemi. Nessuno ha mai detto che non è indispensabile oggi
individuare nel quadrante est della nostra Provincia un’alternativa alla tangenziale
est esistente. Nessuno ha mai detto questo, siamo tutti convinti all’interno della
maggioranza, e l’opposizione dice di essere pronta a sostenere questo progetto. Il
tema che una maggioranza di centrodestra oggettivamente non ha saputo risolvere è
quello del contrasto tra questa necessità e le necessità locali, che sono quel rispetto
della qualità della vita……
Sì. E’ quel rispetto della qualità della vita, quel rispetto della volontà e delle
necessità locali che non si risolvono tracciando semplicemente con un pennarello una
riga sulla carta geografica. Mi scuso con tutti i Presidenti presenti oggi se ho sforato i
10 minuti, ma mi fermo volentieri, proprio perché noi avremo altra occasione più
specifica, alla quale probabilmente chiederemo ancora al Presidente Sapelli di venire
per ascoltare, forse in quell’occasione, più noi rispetto alle varie ipotesi che potremo
insieme stabilire e indirizzare.”
Presidente del Consiglio: “Grazie Foglia. Prego Dapei, capo Gruppo Forza Italia, si
prepari Barbaro.”
Consigliere Dapei: “Grazie Presidente. Noi rivolgiamo un sincero in bocca al lupo al
Presidente Sapelli, perché mai come negli ultimi tempi un po’ tutti si rendono conto
di quanto sia difficile il mestiere che si appresta ad affrontare. E’ già un mestiere
difficile per i tecnici quando ricevono indicazioni politiche ben chiare, credo che nel
suo caso la cosa si complica per la frammentarietà delle indicazioni che gli sono
arrivate, che gli arrivano o che non gli sono arrivate e che non gli arriveranno. E’
stato ricordato, noi abbiamo effettivamente in ballo alcuni ricorsi, più di uno, questo
però non ci impedisce di offrirgli la nostra collaborazione più leale, così come
abbiamo fatto con l’Amministrazione Penati. Il nostro Gruppo consiliare ha votato
spesso in questi due anni importanti delibere, ne ricordo una per tutte, l’aumento di
capitale di TEM è stato approvato anche grazie al nostro voto, un voto favorevole
che è arrivato da tutti i Consiglieri di Forza Italia ma non da tutti i Consiglieri dei
D.S., non da tutti i Consiglieri della maggioranza.
Devo dire la verità, noi siamo un po’ delusi dal dibattito di oggi, anche dagli
interventi che ci sono stati e da quelli che non ci sono stati. Già abbiamo visto nei
giornali la pubblicità, all’ordine del giorno il primo punto …… .... No, io sono molto
deluso perché il Presidente Ortolina ci aveva prima detto, poi ci aveva scritto che si
iniziava con un intervento del Presidente Penati, poi del Prof. Sapelli, l’intervento del
Presidente Penati probabilmente arriverà alla fine e quindi non so quanto il dibattito
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potrà tenere conto di quello che in questo momento non c’è ancora stato. Ma credo
che comunque già sappiamo le posizioni reciproche, è stato detto più volte, noi
apprezziamo molto la scelta del Prof. Sapelli, si erano candidati in parecchi in quel
bando a dicembre, credo 13 o 14 persone, quindi va dato merito anche al Presidente
Penati, perché lui ne ha candidato uno che è stato poi l’unico nominato, gli altri 13 o
14 candidati dagli altri non sono stati nominati. Quindi un doppio merito, però anche
una grossa responsabilità.
Diceva il Prof. Sapelli trasparenza verso le assemblee elettive. Noi da tempo, da due
anni, chiediamo, non a lei che è appena arrivato, è qui da un paio di mesi ma c’è chi
è qui da un paio di anni, inizia il secondo mese, per qualcuno sta per iniziare il terzo
anno, ma sembra ancora di essere al primo giorno di scuola. Noi vogliamo ancora
capire, perché le..... a pagamento sui giornali non ce lo spiegano, che cosa avete in
mente rispetto ad ASAM. Sarà la piccola Iri lombarda o della Provincia di Milano, o
sarà il motore di sviluppo? Se sarà il motore di sviluppo, come noi ci auguriamo,
come il territorio ha bisogno, il motore per fare che cosa e con quali risorse? E’
assolutamente comprensibile che chi è stato incaricato di questa responsabilità poco
prima o poco dopo Natale oggi ci viene a dire che non ha ancora incontrato i
Presidenti ma lo farà presto, però che ancora non ci sia una risposta a questo
interrogativo da parte dell’Amministrazione Provinciale che è quasi a metà del suo
mandato e che già ha speso risorse incomparabili rispetto al passato, ha conferito
capitali anche economici non solo aver messo in pancia le azioni ad ASAM. Tra
l’altro, non ci è ancora ben chiaro se queste azioni sono già in pancia o meno, perché
abbiamo sentito più volte l’Assessore alla cultura, sicuramente in buonafede, ma
anche qualche giorno fa il Presidente Penati dire, raccontare che con i dividendi di
Serravalle e delle altre società si faranno più investimenti per la cultura e per il
sociale. Noi abbiamo assistito alla votazione, il 22 novembre, di una delibera che
conferiva quelle azioni ad ASAM, quindi noi non abbiamo ancora ben capito se in
futuro i dividendi di questa società vanno ad ASAM oppure vanno alla Provincia
perché li utilizzi per altro.
Qualcuno evidentemente ha la capacità di moltiplicare pani e pesci, ma di essere uno
e trino ancora credo che non ci siamo arrivati. Dateci un po’ un quadro, quel quadro
si chiama bilancio di previsione, noi siamo a febbraio e il bilancio di previsione non
l’abbiamo visto neanche da lontano ma continuiamo a leggere i vostri comunicati
stampa molto interessanti ma veramente non riusciamo a capire come potranno poi
trovare attuazione nel concreto.
Ci sono dei grossi problemi, Presidente Sapelli, quando lei farà il giro si renderà
conto che noi abbiamo passato due anni a cambiare Presidenti della Serravalle, ce ne
sono stati tre, abbiamo cambiato quattro volte lo statuto, lei è il terzo amministratore
in sei mesi, c’era ASA con il suo amministratore, poi c’è stato il 29 luglio un nuovo
Presidente, adesso è arrivato lei. Siamo alla seconda fase, fino a qualche mese fa la
convinzione era che tutto passasse da Serravalle, prendere in mano Serravalle,
controllare e governare Serravalle poteva risolvere molti problemi. Non è stato così
perché il management di Serravalle, non dico il Presidente e il consiglio di
amministrazione, che non sono in questo senso secondo me responsabili, ma il
management, chi ha le leve del potere dentro Serravalle, non è adeguato. Poi forse
fra qualche mese lei verrà a dirci che invece non è così, che ci stiamo sbagliando, ma
io non so quello che vi direte veramente fra di voi, non so se sarà lei a dire al
Presidente Penati o viceversa se lo sentirà dire, ma c’è un problema in Serravalle, un
problema nel management, alla testa del management, che vi conviene risolvere in
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qualche modo, perché avete veramente lì a disposizione una Ferrari ma le prestazioni
non ci sono, non arrivano.
Adesso abbiamo aperto un nuovo fronte, abbiamo un nuovo primo giorno di scuola,
benissimo, cerchiamo di metterlo a frutto. Certo, il riequilibrio modale, ma è un
mestiere difficile anche in quel senso, è stato ricordato prima, non è che ogni volta
che si parla di grandi opere di cemento ci sono problemi di consenso e se si parla di
ferrovie o di trasporto pubblico locale fila tutto liscio, anzi. Quindi, davvero le
contraddizioni che notiamo fra chi dice giustamente il management sarà autonomo e
chi ci ha raccontato, anche in delibere, che è un modo per controllare meglio l’azione
politica quello di creare questo genere di società, comunque dovranno trovare il
modo di fare sistema, perché non è vero che noi abbiamo fallito nel nostro compito
nella passata legislatura. Dal 2001 in poi, da quando c’è stata la legge obiettivo,
abbiamo avuto pochi mesi per mettere in piedi qualcosa che ci dovete ancora dite se
porterete avanti o meno, perché in questo momento, Professore, lei è il grande
commissario della Provincia di Milano, lei ha la titolarità in tutte le assemblee,
Serravalle, SEA, TEM, con il 47% di fatto, Autostrade Lombarde che poi è
Bre.Be.Mi e quant’altro, lei è di fatto la Provincia di Milano. Il Presidente Penati va
in quell’assemblea contando per un’azione, tutto il resto l’ha lei. Quindi ci
rivolgiamo a lei dicendo attenzione che abbiamo visto passare decenni per arrivare a
opere che erano veramente a portata di mano, forse lo rimangono, ma non si può
perdere altro tempo.
Noi apprezziamo l’idea di fare questa seduta di Consiglio, ma la consideriamo
l’inizio di un percorso di confronto politico. Oggi abbiamo sentire volare molto alto,
qualcuno ha detto giustamente la sua fama l’aveva preceduta, anche i suoi allievi del
passato hanno tessuto le sue lodi, ma capiamo l’imbarazzo di chi a questo punto oggi
è costretto a volare alto. Voi dovete volare alto perché è davvero difficile, con tutto
quello che avete detto, preparato, per come avete illuso anche certe popolazioni, certi
territori, arrivare sulla terra a rimboccarsi le maniche e fare le cose. Perché questo
adesso è il compito. Dopo avere impostato, avere parlato del metodo, Presidente
Penati, adesso scendere sulla terra è molto difficile ma è quello che dovete fare, che
qualcuno ha la responsabilità di dover fare da due anni e qualcuno quella bella
responsabilità se l’è appena presa.
Ci sarà tempo e modo di fare le cose, non usate la fretta, quale fretta c’era per quelle
procedure che voi avete detto che non sono state trasparenti il 29 luglio altrimenti si
perdeva l’occasione. Non conveniva aspettare qualche mese e vedere se si instaurava
una nuova o diversa maggioranza o un diverso Sindaco a Palazzo Marino,
risparmiare 238 milioni di euro e mettere a sistema le azioni del Comune con quelle
della Provincia? Io dico che se il vostro problema era Albertini, bastava aspettare
qualche mese, quindi non è vero che il problema è Albertini, perché può essere
Ferrante allora, può essere anche la Moratti. Perché tutta quella fretta? Noi abbiamo
fatto un ricorso per difendere la politica, non contro la politica, perché abbiamo detto
troppa poca trasparenza. Le procedure pubbliche per addivenire ad un acquisto non
sono solo forma ma sostanza, leggetevi le more dei vostri avvocati difensori, che non
dicono che abbiamo torto ma che secondo loro non possiamo fare ricorso o che il
Consiglio ha sanato con l’emendamento del 22 novembre. Questo si dice, ma rimane
una questione di trasparenza e di ……
Professor Sapelli, rinnovo la nostra disponibilità. Noi siamo pronti a votare, come
abbiamo fatto in passato, delibere che agevolino il lavoro di chi vuole realizzare le
opere. Noi abbiamo sempre detto quali opere abbiamo in testa, perché la domanda di
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mobilità cresce e questo sistema infrastrutturale non solo è inadeguato per l’oggi ma
è disastroso per un domani che è prossimo a venire. Potete anche fare a meno di noi,
ormai voi avete probabilmente almeno in testa le risorse, uno può avere il più grande
patrimonio in tasca, in cassaforte, ma può non avere i soldi per comprarsi un caffè e
temiamo che questa sia la situazione oggi in cui si trova l’azienda, perché ha un
grosso debito, ha un grande patrimonio.
Presidente, al di là della nostra disponibilità, l’importante adesso è avere indicazioni
chiare e trasparenti. Dal dibattito di oggi non sono emerse né le une né le altre,
perché questo è un primo passaggio, ce ne saranno altri, abbiamo un ordine del
giorno che richiede proprio un percorso di questo genere, il fatto che lei presiede
ASAM è per noi una garanzia ma la nostra battaglia rispetto alla illegittimità di
ASAM e forse anche all’inutilità di certi strumenti continuerà. Starà a voi
dimostrarci che ci stiamo sbagliando.”
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Vimercati.
Presidente del Consiglio: “Scusatemi, considerato tra l’altro gli impegni del Professo
Sapelli, mi permetto di considerare che noi possiamo ritenere chiusa l’iscrizione alla
discussione generale, atteso che abbiamo ancora cinque Consiglieri che si sono
iscritti, anzi sei, quindi non accetto altre iscrizioni, anche perché poi dobbiamo dare
ovviamente la parola per un minimo di risposte di sintesi, per quanto necessario, al
Prof. Sapelli, nonché al Presidente Penati, sapendo, nel caso, lo stiamo dicendo
dall’inizio, che si tratta del primo giorno di scuola su questo tema, quindi avremo
molte altre occasioni per tornarci. Do la parola a Barbaro, invito a questo punto
possibilmente a contenere gli interventi sotto il limite di dieci minuti, si prepari poi
Gaiardelli.”
Consigliere Barbaro: “Il Gruppo consiliare della Margherita esprime sinceramente
un vivo apprezzamento all’Amministrazione Penati, alla quale ho l’onore di
appartenere, e a tutti gli azionisti, per aver scelto, senza nessuna sviolinata di
circostanza, il Prof. Sapelli alla guida e al governo della società ASAM. Possiamo
affermare con serena pacatezza che il Prof. Sapelli è una garanzia rispetto alla
cosiddetta mission che è chiamato a governare, che è estremamente complessa, è una
scommessa, stiamo parlando di società di capitale, quindi di rischio.
Ma io vorrei fare una considerazione che non è stata sino a questo momento
sottolineata. Io ritengo, senza tifoseria di maggioranza, che l’Amministrazione
Provinciale, quindi il Presidente Penati e la sua Giunta ha intuito rispetto a quelle che
sono le logiche - fatemi passare il termine - di una società pubblica, ma dei bisogni,
quindi una società di capitale che è chiamata a dare delle risposte rispetto
all’efficienza, all’efficacia, alla economicità, alla trasparenza, al buon governo
insomma. Ha avuto la capacità e l’intelligenza, dicevo, di mettere insieme una
concertazione perché prima, per quanto mi risulta, nell’ambito delle stesse
problematiche della viabilità, della mobilità, la mano destra non sapeva ciò che
faceva la mano sinistra. .... Certo, se mi dai il tempo te lo spiego, Francesco.
La Provincia di Milano detiene quote azionarie per quanto riguarda la nota società
Serravalle, Serenissima, SEA, TEM, Cisa. Quindi, quando dico che mette insieme e
cerca di sviluppare delle strategie attraverso la holding, io la ritengo una scelta
intelligente, una scelta oculata, una scelta che saprà dare delle risposte, e poi mi
avvierò ad alcune riflessioni rispettando i tempi accordatimi. Arriviamo, dammi il
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tempo, Francesco. Questo gruppo di società rappresentano un capitale di circa un
miliardo di euro, 2.000 miliardi di vecchie lire, quindi è solida, è ricca. La solidità, la
ricchezza di queste società, Prof. Sapelli, pur nell’ambito della funzione pubblica
deve garantire una redditività che sia comunque vista in termini di investimento,
quindi un ritorno per un cittadino, perché non ci sono gli azionisti che alla fine
dell’anno, beato il collega che ha fatto un investimento in Borsa, è un rischio, ha
portato a casa un guadagno, qui si tratta di fare degli investimenti, in particolar modo
sulla viabilità, sulla mobilità, che negli ultimi 40 anni non si è fatto nulla, se non
molto poco, compreso anche il trasporto pubblico che è semi-asfittico.
Questo per quanto riguarda la concertazione delle nostre società, ma necessita un
altro elemento che non è emerso ancora, una concertazione, un dialogo istituzionale
tra Regione, Provincia, Comuni, nessuno ne parla, e addirittura per alcuni aspetti con
il Governo centrale, rispetto alle scelte della Lombardia che è il volano, il motore
economico addirittura dell’Italia e per alcuni aspetti anche dell’Europa. Allora
facciamo una riflessione sempre pacata, senza voler processare niente e nessuno,
senza riserve mentali, perché io non ho mai sostenuto che chi interverrà dopo di me
dirà sciocchezze, nel modo più assoluto, perché mancherei di rispetto. Facciamo una
considerazione oggettiva, il project financing, la legge obiettivo, per quanto riguarda
i finanziamenti, è fallita per quanto riguarda Bre.Be.Mi, ricordiamolo però, altrimenti
facciamo enunciazioni gratuite. Bre.Be.Mi sarà finanziata con 838 milioni da parte
dello Stato perché non c’è la copertura finanziaria e lo Stato, attraverso le sue, dice:
guarda che devi raddoppiare il pedaggio, e pone una serie di condizioni. Parliamo
tanto di TEM, ma scusate, cosa vogliamo noi? Che si faccia carico solo la Provincia
e ASAM della TEM che costerà 1.300 milioni di euro? Chi finanzia l’opera?
Entriamo anche nel merito del finanziamento e la copertura finanziaria quando ci
invitate ad entrare nel merito. Chi finanzia? Vi ricordo che per quanto riguarda la
Pedemontana, avevi i pantaloni corti, è vero, Gavazzi, hai ragione, perché è una vita
che ne sento parlare anch’io. Ma scusate, stiamo ai fatti, il Governo ha finanziato per
la Pedemontana, finanziaria 2006, 60 milioni di euro per il progetto esecutivo e
definitivo, ma per la realizzazione dell’opera non ha investito un euro. Diamo la
colpa ad ASAM, dopo, perché non sono state realizzate le infrastrutture? Stabiliamo
quali sono i nostri confini, le nostre responsabilità e noi ce le dobbiamo giocare tutte,
ma le nostre responsabilità. Le responsabilità del Governo, le responsabilità della
Regione io non ne voglio rispondere, non può e non deve rispondere ASAM.
Mi avvio alle conclusioni. Io intanto, Professore, le auguro un sereno e proficuo
lavoro, è sincero, so che la scommessa è complessa ma sono sicuro che con la sua
grande capacità e statura culturale e tecnica, saprà aggirare gli ostacoli che si
presenteranno man mano. Quando ella ha affermato nella sua telegrafica ma incisiva
relazione quelli che sono gli elementi di una linea guida per quanto riguarda una
seria governance, quindi non solo politica ma il rispetto dei ruoli, l’assemblea dà
degli indirizzi, l’organo volitivo e il consiglio di amministrazione, se è convinto di
essere sulla strada maestra, fa proprio e diventa il pensiero azione amministrativa. Se
al Prof. Sapelli, non avvenga mai, non dovesse convincere la scelta perché da
un’analisi approfondita rileva che è perdente, io ho la responsabilità di far perdere
alla società, non ci sto, c’è sempre lo strumento delle dimissioni.
Se noi partiamo con il piede giusto - fatemi passare il termine sportivo - con una
persona di grande spessore, che è il Prof. Sapelli, diciamolo, prendiamone atto,
come ha fatto anche l’opposizione e al Prof. Sapelli diciamo: Professore, tra cinque
mesi, tra quattro mesi, con un piano industriale ben definito attendiamo le diagnosi e
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le prognosi per ottenere il miglior risultato possibile.”
Presidente del Consiglio: “Gaiardelli, capo Gruppo dei Verdi.”
Consigliere Gaiardelli: “Grazie Presidente. Trovo un po’ originali alcuni interventi
dei miei colleghi che sono giustamente preoccupati del ruolo che questo Consiglio
deve svolgere, però ci viene detto che magari questa sera abbiamo volato troppo alto
con gli interventi. Io trovo che invece quello che è stato fatto sia opportuno,
interessante, proprio perché questo Consiglio non deve abdicare al proprio ruolo,
perché quando abbiamo voluto conferire ad ASAM le nostre partecipate, abbiamo
però voluto tenere saldamente nelle mani di questo Consiglio le politiche di
indirizzo.
La ringrazio, Prof. Sapelli, a nome del Gruppo politico dei Verdi, anche per un
richiamo che lei ha fatto nella sua relazione per quella gestione etica del denaro e
delle società, una gestione che deve essere anche trasparente, soprattutto trasparente,
e credo che sia un richiamo importante e forte. Questo Consiglio provinciale, nel
conferire ad ASAM i beni della Provincia, ha dato alla società un preciso indirizzo
politico, che è quello contenuto nel documento del 22 novembre. Per noi ASAM è
semplicemente un modo per gestire in modo più snello le partecipazioni della
Provincia, ma non deve essere affatto una dismissione di responsabilità da parte di
questo Consiglio. La nostra posizione politica è che ASAM è una holding che da un
modo di trasporto, che è quello delle autostrade, da un modo di trasporto ad altra
redditività ma a bassa efficienza ambientale, debba portare risorse per lo sviluppo del
trasporto pubblico locale. Questo è un punto fermo che abbiamo voluto introdurre
anche nel documento di novembre, insieme ai colleghi di maggioranza. Questo
sviluppo del trasporto pubblico locale deve avvenire all’interno del territorio
provinciale! Non ci interessa fare della pura finanza, ci interessa, come lei ricordava,
offrire dei servizi.
Credo che un ragionamento dovrebbe essere fatto intorno alla necessità di
infrastrutture di questa Provincia. Per noi ASAM non deve fare opere a suo
piacimento, ma lo deve fare in coerenza con quanto è stabilito negli strumenti di
programmazione della Provincia, negli strumenti di pianificazione, e per questo
apprezziamo questo primo momento di confronto e sentiamo la necessità di
continuare su questa strada con più momenti di confronto con il consiglio di ASAM.
ASAM ha il compito di attuare gli indirizzi di questo Consiglio provinciale ed è
quindi fondamentale il rapporto tra la società e la Provincia. Non dovrà essere
coerente con i nostri indirizzi solo il piano industriale di ASAM, ma siccome
abbiamo conferito ad ASAM le nostre partecipazioni, quindi questo compito spetterà
a lei, di verificare la coerenza dei piani industriali delle controllate di ASAM rispetto
ai nostri obiettivi.
Sulla base di queste indicazioni che sono andato a ricordare, che erano contenute nel
documento del 22 novembre, abbiamo anche chiesto che ASAM modifichi il proprio
statuto. Questo è un obiettivo che vogliamo tenere ben presente, perché lo sviluppo
del trasporto pubblico locale è centrale e deve essere richiamato anche all’interno
dello statuto della società, proprio per garantire quel servizio ai cittadini per il
miglioramento della qualità della vita. E’ opportuno quindi ricordare ancora che
l’ambito di intervento di ASAM è quello dell’area metropolitana milanese.
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Sono risorse dei cittadini milanesi, quelle con cui siamo andati ad acquistare il
controllo di Serravalle, quelle con cui abbiamo dato vita ad ASAM, la ricaduta deve
essere sul territorio dell’area metropolitana milanese.
C’è un altro ruolo che ci sentiamo di attribuire ad ASAM e che deve essere costruito
nei prossimi mesi, che è quello legato alla costruzione di un soggetto centrale nello
sviluppo della mobilità, in collaborazione con tutti gli altri soggetti interessati,
Regione, Comune, Metropolitana milanese, Ferrovie dello Stato, ATM, eccetera,
quindi ASAM, anche per la costruzione dell’Agenzia della mobilità.
Vado a concludere, ricordando che di fronte alle richieste del mondo imprenditoriale
che sono state citate da alcuni colleghi, dal Vice Presidente, siamo anche noi attenti,
però dobbiamo avere una strategia diversa da quella che fino ad ora è stata attuata e
che non ha dato comunque i risultati sperati. C’è una strategia che parte da un
modello di sviluppo diverso, secondo noi più moderno, che passa attraverso, prima
di tutto, l’offerta dei servizi e le opere utili. Sicuramente non passa attraverso le
infrastrutture inutili, infrastrutture che noi non condividiamo, però ci sentiamo in
buona compagnia nel non condividerle con tanti cittadini e con tanti Comuni.
Concludo augurandoLe buon lavoro da parte del Gruppo dei Verdi.”
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Dioli.
Presidente del Consiglio: “Bene. Do la parola ad Elli, si prepari Meroni.”
Consigliere Elli: “Grazie Presidente. Io ho ascoltato attentamente il dibattito e
auguro al nostro professore buon lavoro, che non sarà facile perché Le riassumo
quanto ho capito, la posizione della maggioranza. I DS hanno detto che ASAM deve
ampliare gli obiettivi e lavorare per la qualità della vita in senso lato, una
concertazione facile, mobilità, eccetera, eccetera. Tutta una cosa di vastissima area
che mi fa venire il sospetto che non si voglia fare nulla. Dopo citerò l’esempio di
come, ampliando gli obiettivi, si rischia, anzi, si è certi che non si fa niente. È l’unico
modo per non fare opere.
Rifondazione dice: ridefinire gli obiettivi. La Margherita dice: è una scommessa. Si
sono spesi 500 miliardi di lire, circa 250 milioni di euro su una scommessa.
Perbacco!
I Verdi chiedono di cambiare addirittura lo Statuto, cioè spostarsi dagli obiettivi per
cui ASAM è nata e raggruppa tutta una serie di società, cambiare lo Statuto e pensare
ad altre cose, non alle autostrade o alla mobilità su ruote, ma alla mobilità su ferro.
Come farà un professore a conciliare queste cose io lo vedo molto difficile.
A questo punto l’interrogativo lo rigiro al Presidente Penati, che ci aveva parlato 6/7
mesi fa, della brillante operazione a costo zero che oggi si rileva una brillante
operazione a costi pesantissimi per la Provincia, di cui non si sa ancora, oggi, che
cosa fare. Caro professore, in generale, se so le cose, si definiscono prima gli
obiettivi, dopodiché si comperano se si hanno i soldi, e non coi debiti, in generale, le
società per raggiungere quegli obiettivi e poi si fanno i piani strategici per
raggiungere gli obiettivi. Qui si è invertito tutto. C’è stata una geniale pensata
conclusa in tempi non sospetti, alla fine di luglio, dal Presidente Penati - che oggi se
ne va e poi oggi, dopo… se va nel senso che sta uscendo, prego, nessun problema Dopodiché, investiti 250 milioni di euro circa con un eccellente guadagno per un
personaggio privato di circa 130 milioni di euro, legittimi, naturalmente, però danno
l’idea del sovrapprezzo pagato. Oggi si faranno e richiamo quanto Lei ha detto,
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definire gli obiettivi possibili. Gli obiettivi si definiscono dopo gli acquisti. Poi, fatti
gli obiettivi, certamente si farà il piano industriale per accoglierli.
Ma gli obiettivi dovrebbero essere già assegnati. Penati ha parlato sempre e spesso di
tangenziale Est-esterna, della viabilità legata alla Pedemontana, ma qui dentro, la sua
stessa maggioranza, ha opinioni diversissime. Io ho sentito Radio 24 pochi giorni fa,
una interessante discussione in cui c’era un personaggio di cui non ricordo il nome,
mi spiace, ma un personaggio importante della sinistra, un economista, che, per
quanto riguarda il settore dell’energia, che è un settore estremamente critico in Italia,
diceva, nel dibattito, che l’Italia è in forte deficit, certo, importa circa il 20/25% di
energia elettrica e l’85% delle risorse per alimentare le centrali, però qual è
l’obiettivo oggi? Dato che l’Italia non è stata capace mai, né con la sinistra, né col
centro, né con la destra, di fare un serio piano di energia, è stata spostata nel
giardino del vicino e cioè in Europa la definizione: ci deve pensare l’Europa perché
va fatto strategicamente, l’Italia deve rientrare e deve portare in un’ottica europea
questo problema dell’energia, sperando ovviamente che ce lo risolvano gli altri.
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Piero Ostellino recentissimamente su ‘Il Corriere’, il 26 gennaio, dice: centrosinistra
e opere pubbliche, il partito del non fare. Forse Lei, professore, l’avrà letto.
Riassumo due cose. In Val di Susa sono contro il tunnel che ci collegherebbe al resto
d’Europa e questo è un trasporto pubblico, questo è un trasporto che i Verdi, che qui
si oppongono clamorosamente a questa istituzione, i Verdi francesi, dico, vogliono
accelerare, perché? Perché sono convinti che con la TAV, imponendo il
trasferimento la notte dei camion dalla strada alla rotaia, diminuirebbe drasticamente
l’inquinamento.
Noi siamo contro. Però l’aumento del traffico, salvo che se si vuole uscire
dall’Europa e andare, una volta si diceva nel Balcani, chi lo gestirà? Le autostrade,
ovviamente.
In Campania – naturalmente di sinistra – sono contro i termovalorizzatori con i quali
si produce energia dai rifiuti. Ma i rifiuti – aggiungo io – sono dappertutto e nessuno
diminuisce la quantità di rifiuti prodotti, anzi, vengono prodotti e smaltiti, buttandoli
sul territorio.
Dappertutto sono contro gli inceneritori. A Brindisi non vogliono il degassificatore
che, tutti sappiamo, serve a diversificare l’arrivo dei gas, critico, se va solo attraverso
la parte fluida dei gasdotti.
A Grosseto le pale eoliche - alternativa carissima ai Verdi quando ne chiacchierano
nei convegni -, che hanno la funzione di utilizzare il vento, sono state fermate.
Soru in Sardegna ha vietato la costruzione di altri campi eolici perché inquinano
visivamente, conosco bene il problema, e fanno rumore. Però noi vogliamo
continuare ad usare l’energia, magari sprecandola perché siamo un Paese che spreca
moltissimo rispetto che so, alla Scandinavia, che ha costruito case con forte
isolamento termico, che recupera, che ha dal 1975 vaste aree del Paese riscaldate con
pompe di calore sfruttando il delta che c’è fra la temperatura esterna e il fondo dei
laghi profondi che lì ci sono, dei delta molto bassi. Conosco bene la zona di …
30.000 abitanti su vasta area, tutta costruita così. Addirittura, per evitare il ghiaccio e
per evitare l’oscenità dei nostri marciapiedi delle città, siccome non sanno come fare
a raffreddare, invece di raffreddare sprecando il calore, come si faceva da noi e si fa
ancora, inquinando il Po, lì raffreddano le … di raffreddamento, facendo circolare
sotto i marciapiedi le tubazioni. Così non si fa ghiaccio, lì di ghiaccio ce n’è spesso e
le persone possono tranquillamente camminare anche in pieno inverno.
Però occorre il coraggio delle scelte. In un partito così composto, in cui i Verdi non
vogliono praticamente nulla di quello che Lei è deputato a fare, altri vogliono dei
tavoli di confronto. Io spero, e vado a concludere, che l’investimento di 250 milioni
di euro circa non sia servito a fare tavoli di lavoro, tavoli di confronto, perché i tavoli
sono stupendi, ma in generale sono le cose migliori per far fallire le iniziative.
Dopodiché, se per caso il tavolo riesce a produrre qualche cosa, ci pensano i Verdi, i
No global, eccetera, la sinistra a trascinare folle sulle piazze e bloccare tutto.
Io proporrei, ma questo esula da questo tema, una cosa molto semplice. Chi non
vuole l’energia, benissimo, gli si spegne l’energia che si manda nelle loro case, salvo
il minimo di sopravvivenza, e poi vediamo. C’è un Assessore là che protesta coi
baffi, sì, Assessore, che si spenga l’energia a chi, come Voi, si oppone a tutto.
Saranno sciocchezze, ma lo dice Piero Ostellino, io l’ho letto qui … d’accordo, se
dice sciocchezze Piero Ostellino, però questi sono dati di fatto tutti veri.
Concludo. Ora ci si è messo anche il Sindaco Cacciari, che solleva dubbi sul Mose.
Io spero che nessuno di Voi solleva dubbi … sì certo, ma Cacciari solleva dubbi, nel
senso che vuol fermarlo un’altra volta. Se Voi andate a Venezia, se Voi vedete, ci
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sono delle belle tabelle in cui l’aumento di acqua alta è drammatico. Che cosa fare?
Bisognerà trovarlo, ma se si aspetta ancora una cinquantina d’anni, probabilmente
Venezia sarà un posto per turisti, sott’acqua, per vedere dov’è finita.
Grazie e buon lavoro professore.”
Nel frattempo sono usciti dall’aula il Presidente della Provincia Penati e l’Assessore
Ponti. (presenti 43)
Presiede il Vice Presidente Vicario del Consiglio Cavicchioli.
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Meroni, capo Gruppo della Lega Nord.”
Consigliere Meroni: “Non vorrei essere drastico, ma chiederei l’intervento in aula
del Presidente Penati perché avrei alcune domande da rivolgergli. Posso benissimo
aspettare e far parlare gli altri due Consiglieri.”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Non è attualmente in sala, per cui rinviamo,
Gatti del Gruppo dei DS.”
Consigliere Gatti: “Grazie Presidente. Penso che la discussione sia stata sicuramente
utile per il Consiglio, per la Giunta, per il professor Sapelli. Credo che dobbiamo fare
uno sforzo anche nelle battute finali di spirito costruttivo e di chiarezza.
Oggi e ieri c’è stato l’annuale convegno della Confindustria sui trasporti a cui io non
ho partecipato, contrastando una mia vecchia tradizione da Sindaco. Mi pare di aver
capito comunque che vi è stata la ripetizione enne volte delle solite richieste, penso
di non aver perso nulla. Per cui una parte della classe dirigente lombarda e milanese
ha rimarcato il fatto: bisogna, è necessario, sarebbe utile. La situazione non si è
mossa.
Faccio questa premessa per dire che la Provincia di Milano (circoscrivendo la
discussione geografica alla nostra area, quello che possiamo fare o non fare noi)
abbia visto in questi primi venti mesi della Amministrazione Penati scelte importanti
e serie per viabiità e trasporti, che, come tutte le scelte amministrative e politiche va
provata dai fatti, per superare questa situazione di stagnazione rispetto alle necessità
delle infrastrutture, delle strade, del trasporto pubblico in Provincia di Milano, e non
è una scelta da poco. In uno dei precedenti Consigli provinciali c’è stata sottoposta
una documentazione importante a cui varrebbe la pena nella nostra discussione fare
riferimento, in cui i provvedimenti che portano al conferimento ad ASAM delle varie
società hanno anche un obiettivo condivisibile o meno, ma chiaro. Nel senso che
questa scelta di superare la stagnazione è direttamente proporzionale anche al fatto
che la Provincia di Milano, che detiene partecipazioni importanti in più società che
sono un bene collettivo della nostra popolazione, si propone di riordinare e di
unificare, questo spetterà al professor Sapelli e ai suoi collaboratori, perché da questa
operazione di riordino e di valorizzazione ci sia lo strumento, la possibilità per
smuovere questa situazione e investire.
Adesso per rispetto ai colleghi e per brevità non richiamo la relazione che ci fu
presentata e che rappresenta una proposta concreta (senza scomodare più di tanto le
citazioni). Chiunque in quest’aula abbia esperienza di amministrazione comunale sa
che nella nostra tradizione, nella nostra storia sono stati prodotti sempre dei risultati
buoni per quantità e per qualità di servizi dati ai nostri cittadini, ogni volta che le
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comunità si sono messe assieme, hanno consorziato, hanno modernizzato, hanno
valorizzato, hanno teso, come qui ci è stato proposto di fare, di mettere assieme tutte
le risorse, le disponibilità della Provincia più importante d’Italia che, a volte, è stata
sottovalutata; ma che in questo settore ha una dotazione importante.
La crisi economica è un dato costante, sia che governi la destra, sia che governi la
sinistra, la crisi economica c’è. Poi c’è la politica e ci sono le differenze, per fortuna.
Per cui qualcuno propone in modo sciagurato di fare il Ponte di Messina, quando
parla delle opere pubbliche, e c’è un’altra parte a cui mi onoro di appartenere che
(non tutti al dire il vero) in alternativa propone di raddoppiare il trasporto pubblico e
le ferrovie, dove (ad esempio) c’è un unico binario.
Ma detto questo, per utilizzare questa occasione che abbiamo, vorrei portare questo
contributo limitato a quello che può fare ASAM, data questa scelta significativa e
coraggiosa che è stata compiuta in questa prima parte del mandato
dell’Amministrazione provinciale.
La prima cosa è che questo strumento, mi permetto di suggerirlo al nuovo Presidente
e a tutti coloro i quali avranno l’onere e l’onore di essere in questa società, dovranno
realizzare un modello societario assolutamente rigoroso ed efficiente. Questa è una
nota di indirizzo che non c’è bisogno di rinviare, bisogna darla subito. E per dirla in
modo costruttivo e franco, bisogna fare esattamente l’opposto di una società che io
ho conosciuto molto da vicino e che ho criticato prima, durante e dopo, che è la
TEM, che è sorta nel 2002 in piena Amministrazione precedente.
Voglio dire che il primo indirizzo è quello di non fare assolutamente in quella
maniera, perché nell’epoca del fare, modelli societari che sperperano milioni di euro
per non produrre neanche un centimetro di opera pubblica, ci danno come esperienza
un modello da cui bisogna stare lontanissimi. Da questo punto di vista, senza
scomodare termini impegnativi, il primo indirizzo è quello di avere uno strumento
efficiente, leggero, che appunto sia in grado di realizzare gli obiettivi che il Consiglio
provinciale deve indicare, senza ripetere tristi, inefficienti e sperperanti esperienze
che abbiamo ereditato.
Il secondo suggerimento, magari è un sogno, ma la realtà deve anche guardare
avanti, definito questo, mi piacerebbe che all’interno di questo piano industriale che
spero verrà anche temporalizzato (nel senso che abbiamo bisogno di avere i tempi, le
date sono un contenuto). La verifica che questo organo sovrano deve svolgere, deve
avere anche un calendario, proprio perché io ritengo che vi sia necessità di investire e
di investire tanto, di riempire il territorio di cose utili, che aiutano anche una
programmazione, io vorrei capire, spero di non essere smentito, che nel piano
industriale anche della società che raccoglie, unifica e valorizza tutte quelle in cui la
Provincia di Milano c’entra, ci sia anche un obiettivo per cui noi diventiamo volano
di un trasporto pubblico moderno. Visto le somme che sono enunciate, vi è la
necessità di esporsi e di scegliere, di far diventare la Provincia di Milano, senza
illusioni e scorciatoie, però un volano perché quello che è stato declamato anche in
quest’aula sul trasporto pubblico, sulla possibilità di allungare le linee metropolitane,
veda fare una scelta concreta, per cui in quota parte questo strumento serve a sfidare
la Regione Lombardia, il Governo nazionale, i Comuni più grandi a provarci.
Sappiamo quale scenario gigantesco abbiamo di fronte e sappiamo tutti i compiti,
non voglio banalizzare nulla. A me piacerebbe che nel piano industriale vi fosse
questa scelta chiarissima, che è quella del fare, ma del fare sul serio, nel senso poi di
far rimanere qualche cosa anche per le generazioni che vengono dopo, ampliando
anche l’orizzonte. Mentre si inizia un’operazione, un lavoro di questo tipo, dal punto
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di vista esecutivo, lo scenario deve essere grande e mi piacerebbe anche che il
dialogo, con le proposte del Consiglio provinciale, sia effettivo. Positivamente la
Giunta provinciale nel marzo scorso ha bocciato il progetto della TEM. Da allora è in
corso un lavoro che deve essere reso al Consiglio provinciale. Credo e chiedo che sia
reso al Consiglio provinciale per proporre, come abbiamo fatto in tante altre
situazioni, soluzioni intermedie di opere in corso per la viabilità ordinaria sostenute
dalla Provincia di Milano. Che vi sia una proposta sulla quale si ascolti sul serio il
lavoro che è stato prodotto anche in questo ultimo anno.
Domani sera, visto che parliamo di essere la Provincia dei Comuni, c’è un’ulteriore,
importantissima seduta di tutti i Sindaci del quadrante sud-est della Provincia di
Milano che non aspettano altro che interloquire anche con questa proposta, ma è
compito del Consiglio provinciale, oltre che occuparsi dell’obiettivo generale, anche
di occuparsi appunto del fatto che delle proposte del Consiglio provinciale si ponga
un momento iniziale, un momento conclusivo con le opportune verifiche e che lo
strumento (ASAM), pur altamente rappresentato, sia uno strumento e che quindi
dialoghi in continuazione con il Consiglio provinciale.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Consigliere Patta. (presenti 42)
Presiede il Presidente del Consiglio Ortolina.
Presidente del Consiglio: “Albetti”.
Consigliere Albetti: “Io mi devo innanzitutto scusare col professore perché non ho
sentito la sua relazione, sono stato attento poi agli interventi che si sono susseguiti e
mi sembrava che, ancora una volta, emergevano nella discussione le buone
intenzioni, ma non ho sentito ancora, spero che poi il Presidente Penati nel suo
intervento dica quali sono le direttive, quali sono i passi che si vogliono fare per
realizzare le infrastrutture.
È vero, si continua ad assistere a convegni sulle infrastrutture che stigmatizzano il
gap che c’è tra le infrastrutture della nostra Regione e come questo gap poi risulta
penalizzante nella crescita sociale ed economica del nostro Paese e della nostra
Regione. Quindi è necessario che i vari enti pubblici e privati lavorino per recuperare
questo gap che c’è.
Per fare questo occorre che non prevalga il partito del no ideologico e del veto
paralizzante. Questo veto paralizzante non contribuisce a favorire il recupero del
tempo pieno per realizzare le infrastrutture. Se vincesse questa cultura oggi, come ha
vinto negli anni scorsi, per cui ci troviamo oggi di fronte a questa realtà, nell’energia
e nei trasporti.
Dall’altro si continua ad andare sui giornali e sui media dichiarando che si è
d’accordo nello sviluppo delle infrastrutture, che si è d’accordo a partecipare a
convegni, ma non si fa nessun passo avanti per favorire, insieme agli enti pubblici
preposti, accordi di programma che velocizzano la possibilità di realizzare queste
infrastrutture.
Il Presidente Penati un po’ di tempo fa, all’inaugurazione della Fiera di Milano,
aveva applaudito alla velocità con cui si era realizzata questa fiera e quindi anche al
fatto che poi ci ritroviamo anche l’hub di Malpensa, ma per queste nuove realtà che
favoriscono la nostra economia, servono le infrastrutture per raggiungerle, sia di
trasporto pubblico, sia di autostrade, quindi c’è da mettersi di fronte a questa realtà
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della nostra Provincia, della nostra Regione, per dire che cosa bisogna fare. Mi
sembra che questo sia il compito che noi abbiamo e che la Provincia ha.
Mi è piaciuto sentire ieri nel convegno, citato prima da Gatti, organizzato da
Confindustria, vorrei riprendere un punto dell’intervento del Presidente Formigoni
come esempio, perché mi sembrava emblematico rispetto alla realtà provinciale,
infatti il Presidente Formigoni diceva che c’è un partito del sì che prevale quando ci
si mette a disegnare o a pensare le nuove infrastrutture, ma al momento di realizzare
le infrastrutture, emerge il partito del no. Quindi questo blocca la loro realizzazione.
L’invito che faccio a Lei, Presidente, al Presidente Penati, è quello di iscriversi al
partito del sì, perché occorre iscriversi al partito del sì, se si vuole veramente
partecipare, fare delle scelte, prendere delle decisioni ed assumersi le responsabilità
di realizzare le infrastrutture. Sennò facciamo aria fritta.
Ho seguito anche il convegno in Regione dei DS regionali. Per cui anche lì oltre a
stigmatizzare i bisogni, quello che bisogna fare, è stata rivolta anche una domanda al
Presidente Penati, quanto la Provincia intende favorire queste infrastrutture, e lui ha
risposto che stiamo facendo una società di capitale. Ma il problema non è fare le
società di capitale, ma che questa società possa essere lo strumento per le scelte
operative. Quindi l’impegno e l’augurio che io faccio al professore è di avere
successo nella sua società, non da un punto di vista finanziario ed economico, ma da
un punto di vista delle scelte e che questo Consiglio possa definitivamente decidere
e, me lo auguro, al più presto. Spero che il Presidente Penati ci dirà le sue scelte per
realizzare queste infrastrutture e come risponde alla sollecitazione dei suoi compagni
di partito regionale, per mettere in campo queste scelte. Facendo così anche questo
Consiglio potrà finalmente decidere non sulle intenzioni, non sul bisognerà fare, ma
sul: che cosa fare, perché questo è il passaggio che noi attendiamo, questo è il
passaggio su cui noi siamo desiderosi di dare il nostro assenso.”
Nel frattempo è rientrato in aula il Presidente della Provincia Penati, mentre sono
usciti l’Assessore Barzaghi e i Consiglieri Fortunati e Tranquillino. (presenti 41)
Presidente del Consiglio: “È presente Penati. Quindi, Meroni, posso darLe la parola
in presenza del Presidente Penati.”
Consigliere Meroni: “Ho cambiato Movimento o può dire anche il Movimento a cui
appartengo.”
Presidente del Consiglio: “Ha ragione, dimentico sempre, non siamo abituati a
ripeterlo, Lega Nord. Meroni, capo Gruppo Lega Nord.”
Consigliere Meroni: “Perché dato che l’ha fatto con tutti, mi sembrava un po’
riduttivo non farlo con me, anche perché dopo avere sentito le parole del nostro
Consigliere Elli, fisico cibernetico, un semplice non laureato può anche intervenire
politicamente. Perché è politicamente, caro Presidente, che noi siamo a chiederLe la
presenza del dottore, professore, io La chiamo Presidente, come qualcuno l’ha
chiamato, perché Lei è il Presidente di ASAM … io non La posso definire professore
perché ha fatto guadagnare solamente al mio amico Accame e al mio amico Bruschi,
io purtroppo non ho seguito i suoi consigli, o non ho letto qualche recensione che
magari Lei ha fatto, e quindi non penso di sminuirla non chiamandola professore.
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Lei però si ricordi che chi l’ha messa in quel posto lì è la politica e la politica conta,
che sia di destra, che sia di sinistra, il suo posto se l’è guadagnato per la politica.
Quindi è questa la mia richiesta che faccio al mio Presidente Penati. Io vorrei, avrei
voluto che qui non ci fosse solo il Presidente Sapelli, poi entreremo nel merito.
Questo Consiglio provinciale penso che ha dato mandato al Presidente di nominare il
Presidente e di comunque dare delle indicazioni anche per il C.d.A. Quel C.d.A.
dove, scusi professore, la Brianza non è presente, visto che il Presidente che l’ha
nominata è il suo Presidente politico, visto che la politica non ha fatto nessun
accordo, ha detto solo ed esclusivamente che la Brianza debba essere rappresentata
all’interno del C.d.A., io avrei preferito che a tutela sua, ma a tutela anche mia, della
Brianza e del mio movimento, ci fosse stato qualche Consigliere di Amministrazione
indicato dal nostro movimento.
Barbaro lo puoi anche condire via, ma tanto quello che devo dirgli, glielo dico lo
stesso. Lei ha parlato di umiltà e ha parlato comunque di beni pubblici per i cittadini.
Io sono dei primi Sindaci, purtroppo, che ha trasformato un’azienda speciale Barbaro, taci un secondo - in Brianza, anzi in Lombardia, abbiamo trasformato la
nostra azienda in S.p.A. appunto per quello. L’abbiamo trasformata con un semplice
artifizio. Abbiamo convinto un’altra azienda municipalizzata, amministrata da
Amministrazioni di sinistra a partecipare al nostro progetto. Quindi Lei sfonda una
porta aperta.
Però quando Lei parla di umiltà, tocca un tasto molto sensibile al sottoscritto.
Comune di Lissone, “Omnia vincit humilitas”, è il nostro motto. Quindi siamo
perfettamente in sintonia. Ma cos’è che a noi non convince di questa serata? Quello
che il Presidente Penati ha detto in una sede abbastanza importante, che è
l’Autodromo di Monza. Il Presidente Penati aveva dato dignità alla Brianza, la nostra
dignità da Consiglieri di opposizione era quella di poter eventualmente interagire
all’interno del C.d.A. con delle figure. Ecco perché ho voluto la presenza del
Presidente Penati, non perché non mi fido, non perché sono filo comunista, non
m’interessa, la Brianza merita rispetto, la Brianza meritava che oltre a Lei, caro
professore, fosse schierato l’intero C.d.A., dove comunque noi avremmo “potuto” e
non “voluto”, potuto poi interagire in un prossimo futuro.
Ecco la pecca di questo incontro conviviale, perché Le hanno fatto i complimenti
tutti, chi ha fatto guadagnare, o per ragioni di partito, io non La sto criticando, è
logico però che io non mi posso schierare a favore del suo progetto che non ha
espresso in questa sede.
Energia, qualità della vita, trasparenza, regole, ha usato tante parole anche in inglese,
non perché io La critico o perché non capisco. Ho la fortuna di avere la mia consorte
che fa l’interprete, quindi qualcosa è riuscita a trasmettermi, però io preferirei che in
un Consiglio provinciale della Provincia di Milano si parlasse perlomeno la lingua
italiana. Io preferirei il padano o il dialetto, ma almeno la lingua italiana, perché così
almeno i Consiglieri che alzano la mano o che sottoscrivono i documenti, poi dopo
sanno quello che è stato detto in questo Consiglio provinciale. Non è una critica, è un
suggerimento.
Quando parla di regole, io Le voglio solamente anticipare quella che è la nostra
filosofia delle regole. Noi non vogliamo buttare a mare nessuno, l’abbiamo già detto,
e il Presidente Penati dovrebbe essere più presente in Consiglio provinciale per
capire anche dei messaggi politici. Noi non facciamo guerra di bandiera perché ci sia
un ex Sindaco o un ex parlamentare o un vecchio trombato. Non ci interessa, non ci
interessa neanche la competenza, perché in questo settore interessa la politica. Le
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opere infrastrutturali non potrà decidere il singolo Consigliere se si spendono più o
se ne spendono meno, se c’è l’impatto ambientale o non c’è. È la condivisione degli
obiettivi, e la condivisione degli obiettivi può essere a vantaggio anche di chi fa solo
ed espressamente politica.
Quindi quando l’amico Gavazzi parla della Brianza e parla del centrodestra, io non è
che voglio prendere le distanze, io dico semplicemente che Amministratori
comunali, se vogliono e se si candidano e se il Presidente, se chi sta amministrando
oggi la Provincia di Milano, ha intenzione di nominarli, a noi non interessa. A noi,
caro Presidente, è andata di traverso solo una situazione: il non mantenimento di una
promessa. A oggi in Brianza, e glielo dico con tutto il cuore, molto sinceramene, noi
stiamo dicendo che Lei non ha mantenuto la promessa fatta davanti alle associazioni,
davanti ai Sindaci, davanti al cosiddetto B7. Lei ha nominato solo ed esclusivamente
il Presidente e non ha nominato il C.d.A. Se la sua intenzione è quella di riallacciare i
rapporti con una parte dell’opposizione, ben venga, non ci interessa. A noi interessa
solo una cosa, che la Brianza sia rappresentata all’interno del C.d.A. di ASAM. Caro
professore, io di Lei mi fido, Le faccio i miei auguri, ma mi fido di più di un uomo
dell’opposizione o della maggioranza che sia brianzolo e che capisca i veri problemi
che ci sono in Brianza. Dopo tante promesse, dopo tante chiacchiere noi vogliamo
dei fatti.
I fatti sono quelli che potranno permettermi di dire se Lei ha lavorato bene o ha
lavorato male.”
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Gasparini.
Presiede il Vice Presidente Vicario del Consiglio Cavicchioli.
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Gli interventi si sono conclusi. Direi di dare
la parola al Presidente Sapelli per una replica o comunque per dare risposte e poi
successivamente la parola al Presidente Penati.”
Prof. Sapelli: “Innanzitutto grazie per le attestazioni di stima che derivano dai
compiti che ho svolto in passato e anche dalla mia attività intellettuale. Spero che
queste attestazioni di stima - mi hanno colpito soprattutto, come loro potranno ben
capire, quelle che sono venute dall’opposizione - non perché non reputi importanti
quelle che sono venute dalla maggioranza. Mi stimolano a lavorare perché essere si
ripetano di qui a qualche tempo, quando ci rivedremo.
Devo dire che sono anche scosso da questa discussione perché non v’è dubbio che
questa discussione pone in evidenza tutta una serie di criticità e di difficoltà che il
compito che mi è stato chiesto, di cui ho avuto l’onore di essere appunto il
destinatario, ma anche l’onere di accettarlo, oggi pienamente si rivela dinanzi a me.
Io ho sempre pensato che le società economiche locali debbano rispondere del loro
operato, non solo alle maggioranze ma anche alle minoranze. Gli azionisti sono i
cittadini e la classe politica è la mediazione tra i cittadini e i C.d.A.. Se andiamo a
vedere i teorici della finanza pubblica sono tutti lombardi, i lombardi oggi non se lo
ricordano più. Il vecchio Criziotti, Angelo Mauri, bandiera del cattolicesimo sociale,
poi c’era Montemartini, naturalmente, ma che era molto vicino alla Lombardia, tutti
questi, nella loro teoretica che continua ancora oggi, sottolineano questo aspetto, che
la classe politica tutta è responsabile. Quella che ha la maggioranza
temporaneamente rappresenta quei cittadini, ma ha l’onere di rappresentare tutti.
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Quindi questa cosa credo che interessi sia a chi presiede la Provincia come attività
elettiva, perché penso che il Presidente voglia rappresentare tutti i cittadini e non
solo la sua maggioranza. Io sono molto attento e sarò molto attento alle critiche che
mi vengono dalla minoranza. Naturalmente dovrò seguire poi dopo gli indirizzi
dell’azionista e naturalmente nel parallelogramma delle forze, l’indirizzo
dell’azionista lo darà la composizione del Vostro Consiglio provinciale. Su questo
non c’è dubbio. Ma Vi assicuro che ascolterò come moral suasion, perché quello che
mi darà la maggioranza è l’indicazione, quello che è la minoranza è la moral suasion,
cioè quello che io non so come si dice in brianzolo e mi scuso, ma i nostri ragazzi
devono viaggiare… non m’interrompa, io non L’ho interrotta, i nostri ragazzi devono
andare in giro per il mondo, quindi ci vanno meglio se sanno una lingua diversa da
quella dell’italiano, io cercherò di far di tutto per cogliere le criticità dell’operato che
mi vengono anche dalla minoranza. Primo punto.
Secondo punto. Io sono stato nominato il 22 dicembre, quindi in pratica sono stato
nominato il 6 gennaio, abbiamo parlato col Presidente Penati a lungo di questa cosa,
ho accettato questo incarico perché, dopo alcuni anni di prestazioni professionali
svolte fuori dalla mia città e dalla Provincia, dalla Lombardia, ritenevo utile, perché
così si conciliava meglio l’impegno universitario che non voglio abbandonare,
perché io sono, in primo luogo, un professore universitario e sono un funzionario
dello Stato in primo luogo, quindi non devo essere eletto. Quindi rispondo in primo
luogo allo Stato e ai miei studenti.
Poi però svolgo anche questa attività professionale. La mia sfida è di cercare di
svolgere finalmente nella città in cui vivo, di dare un contributo al bene comune dove
vivo.
Però il tempo è stato breve, quando io uso il termine start-up inglese, ma dice inizio,
decollo, lancio con il parapendio, vuol dire ciò che vuol dire. La Provincia non ha
ancora neanche versato le partecipazioni ad ASAM perché non ci sono i tempi
tecnici, perché queste cose vanno peritate, discusse, ci sono le questioni fiscali ecc…
quindi ci va tempo. Fin quando noi non abbiamo contezza del valore che mettiamo
nel nostro marsupio non possiamo fare nessun Piano Industriale, prima cosa. Quindi
non potete chiederci l’impossibile, però potete chiederci il possibile, ed io ve l’ho
detto, il possibile. È quello di avere una chiara linea di sviluppo sull’intermodalità.
Io non ho nessuna difficoltà a dire che io sono per il partito del sì. Quando ho detto
che non voglio staccare cedole voglio dire che voglio fare l’asfalto, perché sennò non
serve fare ASAM. Noi dobbiamo fare perché sennò tanto valeva non farla. Se
vogliamo solo staccare le cedole andavamo da Benetton, facevamo una cosa con
Autostrade e diventavamo dei nuovi incumbent, ex monopolisti, e stavamo a posto.
Quest’idea qui è una holding industriale, come partiamo? Dato che si è scelto di
conquistare una maggioranza strategica pagando un sovrapprezzo per la maggioranza
strategica, naturalmente abbiamo delle sofferenze finanziarie, fin dall’inizio.
Naturalmente bisognerà rinegoziare il debito, quindi fare un’operazione seria di
rinegoziamento del debito, fare in modo che il debito non costituisca una perdita di
autonomia della società perché non dobbiamo essere posseduti dalle banche ma
dobbiamo utilizzare le banche; probabilmente dovremo aprire il portafoglio
d’interessi con alcune banche, non solo con una. Secondariamente dobbiamo
esaminare il valore di quello che abbiamo.
Solo dopo che facciamo questo possiamo dire effettivamente dal punto, facendo il
bilanciamento tra costi e ricavi, cosa dobbiamo dedicare agli investimenti. Avendo di
mira, io ho lavorato nella mia vita in due campi, nell’informatica e nell’energia, su
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cui oggi si stanno dicendo delle bufale spaventose, soprattutto su questa vicenda del
gas perché tutti pensano che il problema sia la Russia, mentre invece non sanno che
il gas manca perché abbiamo 30 milioni di metri cubi al giorno che vengono spediti
per vendere l’energia elettrica all’estero. Questo non lo dice nessuno, all’estero,
perché oggi il prezzo del gas in Italia è il più basso in Europa, è più alto in Francia ed
in Germania. Ma bisogna anche ricordarsi che bisogna pensare al futuro avendo
un’idea di quelle che saranno le energie disponibili.
Sir Lord Brown, Presidente del British Petroli, ha detto una cosa fondamentale, ha
detto: tra vent’anni avremo la benzina non inquinante, e potremo far andare in
macchina i cinesi.
Allora probabilmente questa cosa qui va presa sul serio, non possiamo bloccare la
mobilità su gomma oggi, quando poi avremo vent’anni dopo probabilmente le auto
che non inquineranno più come oggi. Bisogna fare un bilanciamento attento delle
prospettive tecnologiche.
La mobilità non è solo legata all’asfalto, è legata alla tecnologia dei mezzi che vanno
sulla mobilità. Questo per dirvi qual è il tipo di ragionamento che noi cercheremo di
fare.
La qualità della vita è molto diminuita da quando c’è la marmitta catalitica, perché le
polveri secche sono molto più inquinanti dei vecchi tubi di scappamento. Quella roba
lì è solo servita a salvare la FIAT, a risalvare la FIAT, non è servita un cavolo prima.
Allora io voglio solo dire che quando faremo il Piano Industriale terremo conto
anche di queste cose.
Secondo punto, io rispondo alle domande, come loro mi hanno molto cortesemente
chiesto, chi rappresenteremo? Rappresenteremo gli interessi delle comunità nel loro
più ampio aspetto, tenendo conto che però non possiamo fare l’ingenuità che ha
condotto la questione della TAV. Io ho fatto anche il Consigliere di
Amministrazione, ahimè, delle Ferrovie con l’Ingegner Cimoli, in un’opera ciclopica
che abbiamo fatto per impedire che si continuasse a rubare, perché questo era il
nostro compito, ed abbiamo portato anche l’azienda in utile.
Benissimo, che cosa abbiamo visto lì da questo punto di vista? Che il rapporto con le
Comunità Locali si fa con la negoziazione ed anche con lo scambio. Tu mi fai
passare ed io ti faccio una scuola, ti faccio una piscina, ti faccio… Non è affatto
corruzione questa, sono degli scambi, è un’interrelazione con il territorio. Come?
…...… Ma non è affatto vero, per cortesia, abbia pazienza, lo fanno in tutto il
mondo. Se lei va in Francia e chiede: dato che qui ci manca… …...… Abbia la
cortesia, io non devo polemizzare con lei perché deve farlo il Presidente…Voglio
solo dirvi che dato che qui ci manca, e mi rifaccio a ciò che ha detto il mio antico
studente, diciamo, non ho detto vecchio, io sono vecchio ormai ma lei no, dato che
qui ci mancano le civiche virtù, mentre in Francia, se lei va da un Sindaco a chiedere
perché deve passare la TAV, gli dice perché me l’ha domandato la République, me
l’ha domandato la Francia, c’est la République, dato che qui non lo dice in questo
Paese che c’est la République, dobbiamo fare in modo che lentamente cresca la
coscienza che c’è una République, perché se non cresce questa coscienza andiamo
tutti a picco. Non soltanto non ci muoveremo più, ma ci sarà il collasso economico.
Quindi il Piano Industriale vi verrà presentato quando, e finisco, quando avremo
contezza di che cosa c’è nelle società controllate o partecipate. Loro si rendono
benissimo conto che con Serravalle abbiamo la possibilità, avremo quando
unificheremo la partecipazione che è ancora della Provincia e la partecipazione che
avremo noi, avremo la possibilità di intervenire direttamente. Dove abbiamo una
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partecipazione dobbiamo usare tutte le forme di negoziazione.
Per fare cosa mi è stato detto, lei non è stato chiaro, mi sembra di essere stato molto
chiaro. C’è bisogno di un coordinamento sul territorio. Io sostengo anche che ASAM
avrà un futuro solo se il coordinamento ci sarà, manageriale ed istituzionale anche
con la Regione e con il Comune. Chiunque ci sia alla Regione o al Comune, è stato
detto già. Perché se pensiamo che ASAM si ferma alla Provincia, ripeto, tanto valeva
che non la facevate.
Questo è ciò che io penso chiaramente.
Rapporti con il Presidente Penati, con la politica. Io devo dire perché ho accettato
quest’incarico. In primo luogo perché stimo Filippo Penati per quello che ha fatto a
Sesto, per lo stile che la Giunta ha dimostrato, e per l’idea, che è stata l’unica idea
istituzionale rilevante in questi ultimi anni, di fare un’area metropolitana, vivaddio.
Dato che siamo convinti tutti, credo anche tutti loro, che senza reti le aree
metropolitane non camminano, io penso di poterlo fare.
Con il Presidente abbiamo un rapporto… posso dirlo? Di schietto dibattito…”
Presidente della Provincia Penati: “Chi potrebbe mai fermarti, Giulio? Puoi dire tutto
ciò che vuoi.”
Prof. Sapelli: “Di schietto dibattito. Dove l’indirizzo lo dà l’azionista e noi dobbiamo
far marciare la cosa. Ma credo che il mio dovere è di farmi sentire di dire le mie
opinioni. Io penso che non mi avrebbero chiamato se pensavano di avere uno yesman.
Ecco, quello che vi posso dire è che non sono uno yes-man, non sono uno yes-man,
dirò sempre quello che penso, però con umiltà e con modestia perché non sono Dio.
Ecco. E non lo è neanche Penati.
Quindi faremo giustamente il lavoro che… lui farà il suo ed io farò il mio. Però
ripeto, questa cosa può decollare, scusatemi se ripeto quello che ho detto, se c’è
accordo tra l’azionista e il management, perché se no non c’è. Finora secondo me c’è
accordo, c’è un tentativo di delineare assieme. Quando faremo il Piano Industriale
verificheremo questa cosa. Io ho tutti gli elementi per dire che con il Presidente, con
la Giunta, con il vice Presidente e tutti c’è un accordo sostanziale sugli obiettivi.
Li concreteremo managerialmente, economicamente, ma non finanziariamente, non
nella speculazione. Dobbiamo fare, aiutare lo sviluppo industriale.
Mai gli auguri sono stati così ben accetti. Vi ringrazio molto. Appena avremo la
possibilità di venire qui faremo anche noi questa barbara e spaventosa moda che c’è
adesso di presentare il power point, che hanno distrutto l’intelligenza di tutti, perché
la gente non pensa più ma legge questa roba, la Bocconi che sta ammazzando il
Paese e l’intelligenza dei manager, se si fa una proporzionalità tra i laureati alla
Bocconi e la decadenza industriale c’è un rapporto biunivoco indubbio. Verremo
anche qui con questi power point, ve li faremo vedere e vi presenteremo il Piano
Industriale.
Grazie Signori.”
Presiede il Presidente del Consiglio Ortolina.
Nel frattempo è uscita dall’aula l’Assessore Corso.
Presidente del Consiglio: “Grazie. Ovviamente la parola al più volte evocato
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Presidente Penati. Prego Presidente.”
Presidente della Provincia Penati: “Vorrei fare una comunicazione…”
Presidente del Consiglio: “…un grazie infinito al Professor Sapelli.”
Presidente della Provincia Penati: “Vorrei fare una comunicazione di servizio al mio
amico Gian Andrea Zagato, che nei momenti topici si distrae, come potete ben
vedere. Vorrei fare una comunicazione di servizio al mio amico Gian Andrea Zagato,
perché non si dimentichi domani che la prolusione del Professor Sapelli è finita
nell’applauso delle minoranze, vorrei trovarlo, posso esprimere sommessamente, fare
della moral suasion nei suoi confronti, vorrei trovarlo sul suo autorevole quotidiano
domani. Vorrei trovarlo, se mi posso permettere, sul suo autorevole quotidiano
domani.
Sarà la prima cosa che cercherò guardando i giornali domani. Ci posso contare?
Grazie. Scusatemi, siccome era distratto, e tutte le volte che c’è qualcosa di
interessante per questa maggioranza lui si distrae, volevo richiamarlo all’ordine.
…...… Naturalmente. Comunque cominciamo a portare a casa questo che mi sembra
una cosa interessante.
Adesso, al di là dello scherzo e della battuta, mi sembra che ci siano alcuni elementi
che vadano valorizzati per il senso positivo che emerge da oggi. Pure in un passaggio
che è ancora ovviamente interlocutorio e di avvio di una serie di relazioni che
dovranno esserci con questo Consiglio, con il Professor Sapelli, con il Consiglio di
Amministrazione della società e con la Giunta, perché adesso io sono buono e caro,
però non è che mi potete saltare tutte le volte, per cui c’è il Consiglio che deve dare
gli ordini al Professor Sapelli, al Consiglio di Amministrazione, io faccio il
passacarte, faccio al massimo le fotocopie per leggervi in copia.
Adesso, io credo che questa cosa la trovo un po’ curiosa e singolare. Vorrei dire
esistiamo anche noi come Giunta e vorremmo poter esercitare un ruolo utile,
collaborativo, lo riterrei così da questo punto di vista.
Oggi mi sembra che però ci siano due apprezzamenti importanti, credo che vada
riconosciuto al Consiglio provinciale, al Presidente Ortolina, quello di oggi è un
passaggio di democrazia. Quindi rispetto a quell’impegno che diceva il Presidente
Sapelli di una voglia di fare e di costruire un percorso di trasparenza anche con
l’organo elettivo principalmente, in questa sede credo che oggi sia stato un passaggio
di democrazia vera, in cui ci si è confrontati.
La seconda cosa, mi sembra che sia un bene prezioso che vada costruito, che è quello
della condivisione sulla scelta della Presidenza del Professor Sapelli di ASAM, che
oggi tutti abbiamo riconosciuto essere elemento di garanzia rispetto alle sfide che
abbiamo davanti.
Io vorrei soltanto rivendicare una cosa, rivendicare l’amicizia e la fiducia che ho nei
riguardi di Giulio Sapelli, per me è stato un momento importante quando ha accettato
questa sfida, perché giochiamo una partita inedita in qualche modo. La si gioca sul
fronte della politica e la si gioca sul fronte della sfida dal punto di vista
imprenditoriale.
È in controtendenza, è un ragionamento che vuole però costruire nelle ambizioni che
ci siamo un po’ scambiati, su cui ci siamo impegnati, su cui è impegnata anche la
Giunta dopo oggi, questo passaggio in Consiglio segue un incontro del Presidente
Sapelli con la Giunta in cui c’è stato un momento di confronto, di conoscenza, di
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presa di contatto delle posizioni. Ci siamo detti: dobbiamo costruire anche un
modello di rapporto tra istituzioni politiche, ruolo del pubblico, il ruolo del mercato.
Vogliamo scrivere non una pagina, ma magari un capitolo di una pagina di come
quell’impegno… Io mi sono fatto dare una scheda, la Milano – Serravalle nasce nel
1951, nasce non per portare i milanesi al mare o per portare i genovesi a mangiare il
panettone a Milano, ma nasce ovviamente per collegare il più grande polo industriale
del Paese con la più grande infrastruttura del trasporto su mare che è il porto di
Genova, per far diventare il porto di Genova il porto di Milano e della grande area
del nord della Lombardia.
Nel ‘51 nasce la società, nel ‘60 inizia l’esercizio… Intanto i tempi oggi sembrano
addirittura da fantasia, in 9 anni si costituisce la società e si parte con la concessione
nel 1960.
Nasce tutta pubblica, o tutta con Enti di diritto pubblico, con uno schema che viene
ripetuto sulle quattro Province, Comune, Provincia e Camera di Commercio di
Como, Milano, Pavia e Genova. Gli Enti pubblici si fanno carico di costruire
un’infrastruttura che è vitale per il Paese, non solo per Milano, e se avessero fatto
solo il conto sui volumi di traffico che era la logica del project financing, oggi noi
non avremmo la Milano – Serravalle, perché nel ‘61 non c’era.
Oggi non c’è per la BreBeMi la possibilità di dire che c’è un volume di traffico che
paga l’opera, figuratevi 45 anni fa se c’era la possibilità di prevedere che quell’opera
andava in project financing.
Io questa cosa l’ho detta anche ieri in Assolombarda, siccome Assolombarda sta
cambiando, ha già cambiato la sua filosofia come Ente di rappresentanza del mondo
datoriale, non è più a Milano la rappresentanza dei grandi gruppi industriali che
hanno fatto la storia dell’industrializzazione, ma è diventata la rappresentanza di un
sistema diffuso di piccole e medie imprese.
Allora se la logica è quella del project financing, del privato che fa tutto, a cui
delegare tutto quanto, al privato che fa l’opera interessano due cose, avere un
ammortamento del costo nel più breve possibile e ricavare un profitto
dall’investimento che ha fatto.
Quindi gli interessano i due caselli terminali. Adducono abbastanza traffico? Portano
traffico? La tariffa è sostenibile dai potenziali fruitori della mia opera? Ma questo
funziona per il ponte sullo Stretto di Messina, dove non ci sono uscite o svincoli
prima.
Se questo solo vale per le nuove opere infrastrutturali vorrebbe dire che noi non
consideriamo quelle opere come un’infrastruttura per il mondo economico e
produttivo dell’area metropolitana milanese. Tutto ciò che non porta valore aggiunto
o ritorno dell’investimento fatto diventa ininfluente e si può saltare.
Credo che il nostro compito sia anche quello invece di spingere perché quelle opere
siano opere infrastrutturali del traffico di attraversamento, ma siano anche le nuove
infrastrutture in grado di innervare e di valorizzare le potenzialità del territorio, o di
renderlo maggiormente competitivo. Questo è un tema che non può a mio giudizio
lasciare fuori anche il mondo della rappresentanza dell’impresa, perché o si fa tutto
quanto, si sposta l’attenzione sulla finanza, e quindi diventa bancabile, cantierabile,
tutto ciò che è sostenibile dal punto di vista finanziario, e non si fa una verifica se
quell’infrastruttura invece è una di quelle reti importanti ed indispensabili per
aumentare ed accrescere la competitività dei territori, quando sappiamo che
nell’economia globale non compete la singola impresa ma competono territori di
carattere complesso.
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Questo è il ruolo che dal punto di vista politico la Provincia vuole giocare. Lo vuole
giocare dentro uno schema di gioco che non può essere quello del monopolio o della
chiusura, ma dentro la capacità di stare sul mercato, di dimostrare che ci sta avendo
un rapporto corretto tra l’azionista di riferimento ed il management, e coloro che
devono guidare l’impresa. Che anche lì riesce a scrivere una pagina di trasparenza
perché non sempre nel nostro Paese siamo così bravi anche nel settore privato a
scrivere rapporti corretti, efficienti, anche tra l’azionariato ed il management.
Questa è la sfida più complessiva. Chi ha preso questa cosa soltanto da un punto di
vista finanziario ha ridotto la cosa come se fosse una sorta di Risiko, o di gioco di
ruolo. Non è così.
Io voglio dire: perché? Perché va in crisi la BreBeMi? Tutti dicono va in crisi perché
c’è un’ingordigia dei Comuni che hanno posto una serie di osservazioni e di opere
aggiuntive che ha portato in crisi la bancabilità dell’opera, perché si sono raddoppiati
i costi ed è saltato il piano finanziario.
Io mi chiedo: perché nessuno si domanda se quelle opere dovevano essere previste,
se sono utili, o se sono inutili per i territori che attraversa? La prima domanda che mi
faccio, prima ancora di dire cattivi i Sindaci o le Autorità Territoriali, o la Regione
che ha accolto quelle proposte, o le Province che le hanno caldeggiate, ma hanno un
senso rispetto al territorio? Sono in grado di essere non solo in grado di dare
maggiore garanzia della compatibilità ambientale e dell’inserimento nel paesaggio e
nel territorio, cercando di creare una ferita minore possibile. Ma dall’altra parte
erano necessarie? Perché quelle potranno costituire un ulteriore elemento di
sviluppo, e l’infrastruttura serviva anche territori che non hanno soltanto il disagio e
la ferita di avere un’opera impattante, ma ne hanno anche un ritorno in quanto una
nuova infrastruttura può creare nuovo sviluppo e nuovo benessere.
Perché la si vede solo ed esclusivamente dal punto di vista dei costi aggiuntivi?
Se questo fosse stato il parametro noi non avremmo nessuna grande infrastruttura.
Nessuno avrebbe mai fatto il Frejus, nessuno avrebbe mai fatto le grandi
infrastrutture che hanno portato allo sviluppo del nostro Paese.
Oggi noi ci siamo ubriacati di questa teoria, e da Milano anziché chiedere che ci sia
il federalismo fiscale e che qui tornino i quattrini che i milanesi versano per gli
investimenti, noi ci siamo ubriacati di questa teoria del project financing, dove chi
non è per il privato in via teorica e preventiva è un medioevale che deve essere
accantonato.
Se questa fosse stata la filosofia noi non avremmo avuto le infrastrutture e le grandi
reti nel nostro Paese.
Non si capisce perché adesso, in un momento in cui il sistema produttivo della
grande area metropolitana milanese subisce un grosso attacco, la crisi del tessile da
parte della Cina, subisce un grosso attacco rispetto ai temi della globalizzazione ed
ha bisogno di aumentare i fattori che accelerino ed aumentino la competitività del
sistema produttivo, noi ci siamo richiusi dentro una capacità di autosufficienza che
non ha nessuna ragione, né politica, né economica, né nei fatti di esistere.
Torniamo ad essere, l’ho detto ancora ieri in Assolombarda, il centrosinistra o il
centrodestra non facciano più sconti al Governo di Roma. Chiunque governerà
Milano, sia centrosinistra o centrodestra, e chiunque governerà Roma, il Paese, di
centrodestra o di centrosinistra, deve sapere che qui deve tornare ad investire. Perché
qui dove tornare ad investire. Non è possibile che si fermino, non ci sono i treni per i
pendolari, si fermi la metropolitana con i black-out. L’ultima autostrada che è stata
fatta è di 25 anni fa, che ci propongono progetti di tangenziali che non si fanno
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carico dell’impatto ambientale perché se solo li tocchi si scardinano i conti, gli
equilibri economici e non sta più in piedi la bancabilità dell’opera.
Ma cosa siamo? Figli di un Dio minore? No, noi vogliamo che qui si torni ad
investire.
Allora ci siamo dentro a questa cosa, e ci stiamo con la schiena diritta. Ha ragione
Sapelli quando dice: dobbiamo avere una capacità di concertazione, di
collaborazione con più Enti.
Noi la ricercheremo, la continueremo a ricercare. Fondamentale è il ruolo della
Regione nel nostro progetto, fondamentale è il ruolo di Milano. Sono certo che con
la nuova Amministrazione noi riapriremo, sono certo perché è un impegno che mi
assumo di riaprire un dialogo, ma sono certo che troveremo anche delle condizioni
perché questo possa avvenire.
Dentro uno schema che è quello che dicevo prima, che non vuole fare la piccola IRI,
non avrei chiamato una persona come Giulio Sapelli, che ha idee che sono
assolutamente non… Non ci voleva lui per fare la piccola IRI, bastava prendere un
grande conservatore per fare la piccola IRI, non un innovatore che non aveva la
personalità come quella di Giulio Sapelli. Non è questo il tema.
Non è neanche quello di un’idea egemonica della Provincia rispetto alle scelte. È
quello che oggi ci sono le condizioni interne alla Provincia per giocare una partita
che sta dentro nelle finalità che dicevo prima.
L’apertura e lo sbocco al mercato di ASAM è un impegno che noi ci prendiamo e
che dovremo mantenere. Quindi non una soluzione che si chiude dentro questa cosa.
Ultime due questioni sull’autonomia degli amministratori. Badate, avete visto Giulio
Sapelli, lei, Dottor Bruschi, lo conosce da tanto tempo, lo conosco anche io da tanto
tempo, nessuno può pensare che se volevamo qualcuno da imbavagliare, da dirgli…
avremmo preso una figura come quella di Giulio Sapelli.
Ma di più, noi ci aspettiamo da Giulio Sapelli non le cose che voi avete scritto dopo
avergli fatto l’applauso, scrivete che bisogna che lui stia fermo. Noi abbiamo
comprato la Ferrari e poi la teniamo in box?
Voi avete scritto che deve stare fermo finché questo Consiglio non ha deciso che
cosa fare, gli deve dare i compiti da svolgere. Ci sono delle contraddizioni. Guardate,
fa il paio con una cultura.
Perché io non posso dimenticare che il 20… quand’è che si terrà l’assemblea di
SEA? Quella straordinaria? Il 24. Noi abbiamo chiesto un’assemblea straordinaria di
SEA. Dentro tutto questo dibattito nazionale tra commistione, tra politica ed
economia, c’è venuto in mente che ogni due per tre il Sindaco Albertini che ci
ricorda che lui è così bravo e così forte che fa firmare le dimissioni con la data in
bianco a tutti coloro che nomina nei Consigli di Amministrazione.
Allora ci siamo posti qual è il livello di libertà che ha avuto il Consiglio di
Amministrazione di SEA in tutta questa vicenda. Non venite ad insegnare a noi come
si fa a tenere divise le competenze, perché il cattivo esempio, il peggiore, sta
venendo da quella parte. Perché quella è una cosa vera, non è mai stata smentita. Se
fosse vera io credo che si rivelasse vera, e mi aspetto di sentirmelo dire dal
Presidente della società di cui io ho il 14%, io, come rappresentante vostro, ho il
14%.
Se fosse vera io dovrei difendere l’interesse di noi tutti contro chi ha ricattato, un
Presidente che aveva in mano anche un discreto gruzzolo della comunità della
Provincia che io rappresento. Voglio capire ancora quanto è libero e quanto sono
liberi coloro che sono lì dentro in tutta questa vicenda, e quanto lo sono stati.
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Allora noi non lo faremo. Credo che la scelta di aver chiesto ed ottenuto da parte del
Professor Sapelli la sua disponibilità a giocare con noi questa fida sia una risorsa, e
mi fa molto piacere – lo dico davvero – che ci sia stata una larga condivisione, una
condivisione unanime sulla figura del Professor Sapelli.
Questo come punto di garanzia che vogliamo giocare una sfida vera, e che vogliamo
giocare nella correttezza dei rapporti e nella massima trasparenza.
Un’ultima questione riguarda Monza e la Brianza. Io sono per riaffermare il fatto che
ci sarà un rappresentante nel Consiglio di Amministrazione di ASAM, che sia
rappresentante riconosciuto non da me o da Gavazzi, o da Meroni o dagli altri,
perché anche io posso spacciarmi per brianzolo, sono nato a Monza, posso dire…
Chiunque… …...… Però da parte di mio papà tutti vengono da lì, Bellusco, Calusco,
quella zona lì. Sono emigrato presto ma ho una serie di portanti ereditari che potrei
far vantare dentro quella logica territoriale stretta che…
Che contano in questa vicenda sono le competenze, ma anche le rappresentanze
riconosciute. Non riconosciute da me, da Gavazzi, da Meroni o dagli altri, ci vuole
una figura che sia riconosciuta, che sia portatore di una propria esperienza
professionale, una propria esperienza, che possa dare un contributo; ma ci vuole
qualcuno che possa essere riconosciuto dagli altri nella Brianza come rappresentante
della Brianza. Sennò facciamo finta di mettere uno che è brianzolo perché lo
riconosco solo io, gli altri dicono: sì, va bene, quello sarà anche brianzolo ma non mi
rappresenta.
Allora bisogna fare dei ragionamenti politici. …...… Sì, ma tutti insieme lo
prenderanno il topo, tutti insieme.
Ma visto che mi è stato chiesto da questo Consiglio provinciale, dalle rappresentanze
territoriali della Brianza, di avere un rappresentante, bisogna che quel rappresentante
abbia la possibilità, la capacità, di essere riconosciuto dagli altri come portatore di
interessi della Brianza, e non come qualcuno scelto perché è brianzolo ma che di
fatto risponde ad altro. Che sia riconoscibile dalla comunità brianzola che quello è il
loro portavoce, che quello è il loro portatore di interessi dentro in questa vicenda
complessa. …...… Sì, benissimo, è sempre responsabilità mia, Gavazzi, poi quello
che faccio sulle nomine.
Un’ultima questione davvero e poi concludo. La questione l’accennava anche qui
Sapelli nella sua replica. Tutto si innesta dentro il progetto della città metropolitana.
Le due cose nascono insieme e stanno insieme.
In attesa di una definizione, una nuova architettura istituzionale che dovrà prevedere
– cosa che io mi auguro – una legge speciale per Milano, perché la specificità
dell’area metropolitana milanese è unica e richiede una legislazione speciale per
l’introduzione della città metropolitana per Milano.
In attesa di quello noi abbiamo pensato ad una serie di agenzie funzionali che
possano operare nell’ambito dell’area vasta dell’area metropolitana. L’abbiamo fatto
con l’Agenzia di Sviluppo Metropolitano, l’abbiamo fatto con l’ATO, con il gestore
unico della Provincia di Milano. ASAM sta dentro in questo progetto, la proposta
lanciata anche dall’Assessore Matteucci rispetto ai trasporti perché ATM diventi
l’azienda del trasporto dell’area metropolitana. AEM potrebbe avere questa funzione.
Noi diciamo che su questo tema oggi quello che ci manca è un’interlocuzione vera
disponibile a collaborare dentro questo progetto del Comune di Milano.
Sarà una delle cose che ricercheremo, proprio perché senza attendere che qualcuno ci
regali una legge speciale per Milano, cominciamo a costruire agenzie funzionali di
governo di alcuni processi che si assumano, a cui noi consegniamo autonomamente
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la possibilità di operare su un ambito di scala almeno metropolitana.
Questo sta nelle nostre mani, non deve darcelo né il Parlamento né altri. Possiamo
costruirlo. L’idea su cui ci siamo mossi è questa: la città metropolitana come grande
obiettivo di architettura, di architettura istituzionale, però la possibilità di costruire da
subito una serie di agenzie funzionali a cui affidare il compito del governo dei
processi sulla dimensione metropolitana.
Queste due funzioni si legano dal punto di vista della grande progettualità politica.
Io rinnovo gli auguri, un po’ meno pelosi dei vostri, al Professor Sapelli… …...…
Come sempre, ci vogliono dividere ma ci vogliamo tanto bene, litigheremo
tantissimo, non vi riuscirà quest’operazione.
Rinnovo a lui ed al Consiglio di Amministrazione gli auguri.
Faccio un ringraziamento pubblico al Dottor Princiotta per il lavoro che ha fatto in
una situazione difficile, cui voi ci avete dato dentro a picchiare anche un po’
ingenerosamente. Invece devo dire che ho avuto modo di apprezzare anche in questa
situazione la sua grande professionalità e la sua grande lealtà all’Ente.”
Presidente del Consiglio: “Scusate, vedo iscritto, si è iscritto Dapei. È chiaro che noi
non riapriamo la discussione questa sera. Prego. …...… Infatti, volevo parlare…
Allora, a proposito dell’o.d.g. c’è una questione, che è questa: il Gruppo di
Rifondazione Comunista mi aveva comunicato per tempo che stasera avevano un
impegno politico importante, cioè il loro federale, e mi ha chiesto se era possibile
rinviare il Consiglio. Io ho detto che ovviamente non era possibile perché avevamo
degli ospiti esterni, e comunque a questo punto, ad un certo punto il Gruppo, una
parte del Gruppo, il capo Gruppo in primis è dovuto andare.
Allora, mi è anche stato chiesto che nel caso si presentassero o.d.g. avrebbero
ovviamente gradito essere presenti alla discussione.
Siccome questo non è possibile stasera io faccio una proposta molto concreta, nel
senso che possiamo, se d’accordo, altrimenti chiedo cinque minuti di sospensione e
convoco i capi Gruppo, calendarizzare l’o.d.g. come primo degli o.d.g. della seduta
di giovedì, fermo restando che abbiamo alcune delibere prima da portare in porto,
così da consentire alla presenza di tutti i Gruppi consiliari, e quindi in particolare del
Gruppo consiliare che si è assentato per una ragione squisitamente politica.
Faccio questa proposta. Se non siamo d’accordo sono costretto a chiedere cinque
minuti di sospensione per convocare i capi Gruppo.
Prego Dapei.”
Consigliere Dapei: “Grazie Presidente. Sarebbe bastato sentirci un attimino prima.
Credo che sia molto chiaro qual è il nostro problema.”
Presidente del Consiglio: “
…detto in corso d’opera.”
Consigliere Dapei: “ Sarebbe bastato forse dirlo anche al Presidente Penati, perché è
stato presentato il nostro o.d.g. in una maniera che secondo me noi stasera non
possiamo non ribattere.”
Presidente del Consiglio: “Commenti, d’accordo, cinque minuti di commento… La
parola a Penati.”
Presidente della Provincia Penati: “Ero assolutamente convinto che fosse stato
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presentato per cui non voleva essere uno sgarbo, solo questo.”
Consigliere Dapei: “Tra l’altro per dire che è stato fatto in tempi non sospetti,
recitava: “Preso atto dell’intervento del Professor Sapelli e del Presidente Penati”, è
stato consegnato mentre lei parlava.
Anche meno di cinque minuti nel merito, per dire che il nostro applauso è nato
spontaneo perché abbiamo sentito musica per le nostre orecchie, perché sentire dal
Professor Sapelli che si iscrive al nostro stesso partito, che è un partito trasversale,
non è un partito né di destra né di sinistra, lo diceva l’economista americano che le
strade non sono mai di destra né di sinistra, che il partito del sì ci ha indotto in
maniera assolutamente sincera ad applaudire.
Che cosa sottintende l’o.d.g.? Anche su questo ci si può dividere. Quando si parla di
azionista di riferimento, per noi, ma abbiamo sempre sentito dire questo fino ad ieri,
l’azionista di riferimento è il Consiglio provinciale. C’è scritto nel Testo Unico degli
Enti Locali, c’è scritto nello Statuto della Provincia, ce l’avete sempre detto. Voi ci
avete sempre detto che questo era lo strumento per rinforzare il Consiglio.
Mentre oggi sentiamo dire che quasi stiamo esagerando nel dire pure che qualcuno si
deve fermare finché noi non deliberiamo.
Allora, la Giunta si convoca, non ha neanche l’opposizione, non dovrebbe avere
l’opposizione interna, quindi noi non abbiamo lo strumento per impedirvi di
lavorare. Dopo due anni ancora stiamo ad aspettare la delibera di Giunta al riguardo.
Noi stiamo dicendo che rispetto a questioni molto concrete, perché il Professor
Sapelli va da azionista di riferimento nelle società. Un esempio per tutti, la
Pedemontana, oggi la società Pedemontana non ha una prevalenza di capitale
privato. Si è letto più volte sui giornali che c’è l’ipotesi di cedere a Banca Intesa, che
è privata, una quota, che fosse anche di una sola azione renderebbe il capitale privato
maggioritario rispetto a quello pubblico.
Quindi noi stiamo dicendo: sul patrimonio confrontiamoci, deliberiamo.
Diceva giustamente prima il Professore, c’è una maggioranza, quindi non credo che
la maggioranza abbia timore delle delibere che escono da questo Consiglio. Sono due
anni che aspettiamo un confronto di questo genere. Il 29 luglio non ci aspettavamo
andando in montagna quello che stava succedendo. Il 22 di novembre stavamo su
una delibera ad oggetto: vendita di CISA e Serenissima, e sull’ultimo intervento c’è
stato l’emendamento dalla parola “premesso che” fino all’ultimo punto, che l’ha
trasformata in una delibera, la ex Dapei – Bruschi è diventata la delibera Patta.
Quindi credo che noi potremo trovare molti punti di contatto, ma che comunque la
maggioranza decida e che serva chiarire chi è l’azionista di riferimento.
Nel rapporto amministratori e politici ed Ente noi abbiamo la memoria forse un
pochino meno corta. Uno dei primi atti del Presidente Penati appena arrivato qua è
stato la revoca di suo pugno di alcuni amministratori, Dario Vermi, l’Onorevole …
dalla T.E.M., ma tanti altri.
Abbiamo sentito dire l’altra volta che si revocano gli amministratori solo se hanno
commesso dei reati penali e quant’altro, mentre per un anno e mezzo ha passato il
tempo a scrivere lettere, per esempio ai rappresentanti in Serravalle della Provincia,
dicendo che si dovevano dimettere perché era arrivato lui.
Le dimissioni della maggioranza dei Consiglieri di Amministrazione di Serravalle
forse non erano state date in bianco al Presidente Penati, ma sono delle fotocopie. Se
le andiamo a vedere si sono tutti dimessi lo stesso giorno con un foglio fotocopia.
Così funziona la politica ed il rapporto tra politici ed amministratori.
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Il Professore, Ingegnere, Presidente, non so che cosa… Belloni, è stato rimosso dalla
società Pedemontana quando il Presidente Penati è venuto qua, c’era tutto il gotha
del giornalismo milanese che in genere non c’è in quest’aula, e l’abbiamo sentito
brandire le intercettazioni telefoniche dicendo: c’era chi brigava in affari con la
Serravalle, questo adesso salta. Da lì a pochi giorni è saltato. Così come … e
quant’altro.
Questo non per dire che avete fatto male o avete fatto bene, per dire che non ci
dimentichiamo come vanno le cose, come sono sempre andate.
Quindi che il Sindaco Albertini chiede qualche volta la testa di un amministratore
che ha nominato, così come il Presidente Penati a sua volta ha fatto per iscritto,
oralmente e quant’altro.
Quindi nessuno scandalo, nessun problema.
Noi siamo qui a dire che il Consiglio provinciale dopo due anni ha il diritto ed il
dovere di dare le linee. Oggi abbiamo volato molto alto grazie al professore,
torniamo sulla Terra, sulla Terra ci dovrà essere la Tangenziale Est Esterna o no? La
BreBeMi o no? La Pedemontana o no? Oppure un altro modello di sviluppo, quello
del Professore e del Politecnico che diceva un miliardo di euro per riqualificare e
quant’altro… O una terza via? Non stiamo dicendo di stare fermi per dei mesi e
mesi, troviamoci settimana prossima e deliberiamo.”
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Brembilla.
Presidente del Consiglio: “D’accordo. Scusi Bruschi, chiudiamo. Come? …
D’accordo.”
Consigliere Bruschi: “Rispetto alla sua richiesta…”
Presidente del Consiglio: “Sull’ordine dei lavori?”
Consigliere Bruschi: “Sull’ordine dei lavori. Per dire uno che il nostro o.d.g. non
intendeva bloccare il Professor Sapelli. Tutte le cose che ha detto il Professor Sapelli
possono essere fatte a prescindere dal nostro o.d.g., che richiama invece alla
necessità che però il Consiglio si pronunci su due scelte specifiche.
Trattandosi di un o.d.g. metodologico, siamo d’accordo nel rinvio a giovedì, ma che
sia giovedì dopo l’articolo 83, perché si tratta di un o.d.g., secondo noi, urgente, e
che a sentire gli interventi dovrebbe raccogliere l’unanimità del Consiglio, perché
trattasi soltanto di dire: “vogliamo vedere il Piano Industriale e quant’altro, e
null’altro.”
Presidente del Consiglio: “Prenderemo una decisione in Ufficio di Presidenza,
prendendo, registrando, questa richiesta.”
Dopodiché, alle ore 19.40 del 31 gennaio 2006, il Presidente del Consiglio toglie la
seduta e significa che il Consiglio è convocato per il giorno 2 febbraio 2006.
Del che si è redatto il presente verbale che viene come in appresso sottoscritto.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Vincenzo Ortolina)
IL SEGRETARIO GENERALE
(Antonino Princiotta)
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31 gennaio 2006 - Città metropolitana di Milano