edito da Associazione Culturale www.quintaparete.it Anno III - n. 4 - Aprile 2012 La libreria Ghelfi e Barbato in Via Mazzini. Un triste finale per le sue vetrine A PAGINA 26 Progettazione e realizzazione web Realizzazione software aziendali Web mail - Account di posta Via Leida, 8 37135 - Verona - Tel. 045 8213 434 www.ewakesolutions.it Anno III - n. 4 - Aprile 2012 in questo numero www.quintaparete.it Numero chiuso il 4 aprile 2012 Edito da Associazione Culturale Quinta Parete - Verona Via Vasco de Gama 13 37024 Arbizzano di Negrar, Verona Incontri pag. 2 Musica pag. 6 Teatro pag. 10 Arte pag. 13 In ricordo di... pag. 20 Libri/Giochi pag. 22 Società pag. 26 Animali pag. 32 Sport pag. 34 Cucina pag. 36 Direttore responsabile Federico Martinelli Assistente di redazione Stefano Campostrini Hanno collaborato Daniele Adami Alberto Avesani Valentina Bazzani Anna Chiara Bozza Caterina Caffi Stefano Campostrini Paolo Corsi Francesco Fontana Valeria Giarola Lorenzo Magnabosco Federico Martinelli Anna Mosca Irene Palentini Ernesto Pavan Alice Perini Michela Saggioro Silvano Tommasoli Realizzazione grafica Stefano Campostrini Autorizzazione del Tribunale di Verona del 26 novembre 2008 Registro stampa n° 1821 I titoli delle rubriche sono desunti, con ironia, da battute di celebri film contatti [email protected] Federico Martinelli Cell.: 349 61 71 250 www.quintaparete.it 2 Incontri Aprile 2012 Ho cercato di diventare qualcuno di Francesco Fontana Musica, letteratura, cinema e televisione: l’artista si racconta Arisa alla Feltrinelli di Verona Nei mesi di febbraio e marzo la Libreria Feltrinelli di Verona ha ospitato importanti artisti del panorama musicale nazionale come, tra gli altri, Francesco Renga, Eugenio Finardi e, lo scorso 22 febbraio, Arisa. La cantante, dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con La notte, classificatasi al secondo posto, ha presentato al suo pubblico il nuovo album intitolato “Amami”. L’artista, durante l’incontro, ha parlato a ruota libera, ripercorrendo le tappe della sua giovane carriera: dalla prima partecipazione al Festival nel 2009 con il brano Sincerità, all’ultima esperienza a X Factor, passando per la trasmissione condotta da Victoria Cabello Very Victoria. Arisa confida: «Dopo Sincerità ho sentito il bisogno di crescere per dimostrare una maggiore maturità artistica». La volontà di mettersi in gioco con un brano riflessivo e serio, come lei stessa spiega, l’ha emozionata particolarmente. Il nuovo album denota atmosfere particolari, quasi latine. Si potrebbe dire che sia diviso in tre parti sostanziali: la prima scanzonata, con i brani Democrazia e Nel regno di gi “minori”». Poi, sull’esperienza a X Factor: «Ha rappresentato per me una svolta positiva. Mi ha dato maggiore fiducia, nonostante la sofferta eliminazione del “mio cantante” Claudio, uno dei migliori talenti dell’ultima edizione». Ora c’è anche un libro: Il Paradiso non è un granché è infatti il suo esordio letterario. Sulle prospettive future svela al pubblico: «Avrei voglia di sperimentare nuove sonorità, seguire progetti diversi, per esempio un album di cover, oppure con note elettroniche, dedicando sempre attenzione ai contenuti». chissà che c’è, la seconda caratterizzata da canzoni romantiche e l’ultima da ritmi “carnali”, come lei stessa li definisce, con le tracce Amami e Missiva d’amore. La cantante dimostra di essere un’artista a tutto tondo. Vanta anche un’esperienza come attrice: nel film La peggior settimana della mia vita ha infatti recitato al fianco di importanti attori quali Fabio de Luigi, Cristiana Capotondi e Alessandro Siani. In merito alla sua esperienza nel mondo del cinema racconta: «Ho imparato a piccoli passi, interpretando personag- visita il sito internet di “Verona è” www.quintaparete.it Mese 2012 EVENTI È la stampa, bellezza Occhiello Tonino Guerra?! 11/04 Da lunedì 2 a lunedì 30 aprile in mostra IMMAGINI ONIRICHE ore 18.00 12/04 Giovedì LIBRI CINZIA TANI Ospite la scrittrice Cinzia Tani in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo Il bacio della Dionea (Mondadori). Introduce l’incontro il giornalista Simone Azzoni. Evento in collaborazione con Fondazione Aida Teatro Stabile Innovazione di Verona. Lunedì ore 18.00 LIBRI/ATTUALITA’ CARLOTTA ZAVATTIERO Poveri padri (Ponte alle Grazie Editore) è la nuova e rigorosa inchiesta sulla discriminazione al contrario che colpisce il sesso forte condotta dalla giornalista e scrittrice veronese Carlotta Zavattiero. Interviene l’Avv. Alessandro Sartori, presidente di AIAF Veneto, Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori. Martedì ore 18.30 LIBRI PIETRO TRABUCCHI Dopo il successo di Resisto dunque sono, Pietro Trabucchi il motivational coach più richiesto d’Italia, torna con una lezione dallo sport che racconta nel suo nuovo libro Perseverare è umano (Corbaccio Editore). ore 18.00 13/04 Venerdì LIBRI TITANIC. L’ALTRA STORIA Nella gelida notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 il Titanic strisciava contro un iceberg , meno di duecento minuti dopo scompariva nell’oceano immobile e in quel preciso istante iniziava il suo mito. A cento anni da quella notte, ripercorriamo le vicende del transatlantico più famoso della storia insieme a Donatello Bellomo, autore del libro Titanic. L’altra storia (Mursia). Introduce l’incontro Gabriele Colleoni, caporedattore del quotidiano “L’Arena”. ore 19.00 14/04 Sabato LIBRI/GUSTO Mercoledì ore 18.00 APERISHOW: IL CRUDO E’ SERVITO LIBRI LUCA BASSANESE Aperishow in compagnia di Laura Cuccato e Susanna Eduini, cuoche d’eccezione che daranno vita alle ricette del libro Il Crudo è servito! (Edizioni My Life) preparando in diretta alcuni apetizer per il pubblico e svelandoci i segreti del crudismo per vivere più sani senza mai rinunciare al piacere del cibo. In un evento tra parole e musica, Luca Bassanese presenta il suo nuovo libro Oggi ho imparato a volare (Buenaonda) scritto insieme a Elisa Bedin e con la prefazione di Eugenio Finardi. 05/04 Giovedì ore 18.00 ore 16.30 16/04 Lunedì LIBRI LIBRI CHIESA E POTERE GUGLIELMO SCILLA Incontriamo il prof. Gregorio Monasta in occasione dell’uscita del suo nuovo libro S’è tu già costì ritto Benedetto? La chiesa tra potere e spiritualità (Editori Riuniti). Dialoga con l’autore l’Avv. Guariente Guarienti. 06/04 Chi non vorrebbe scoprire quali sono davvero le regole dell’amore? Ne parliamo in compagnia di Guglielmo Scilla, autore del libro 10 regole per fare innamorare (Kowalski), voce di Radio DeeJay, star del web e protagonista nelle sale cinematografiche del film omonimo diretto da Vincenzo Salemme. Venerdì ore 18.00 LIBRI ANTONIA ARSLAN Nel suo nuovo romanzo Il Libro di Mush (Skira) Antonia Arslan torna ad affrontare la “Shoah del popolo armeno” soffermandosi su un episodio di amore ed eroismo e regalandoci ancora una volta un racconto intenso e commovente. Introduce l’incontro la prof.ssa Paola Azzolini. ore 18.00 10/04 Martedì MUSICA MUSICA E CONTAMINAZIONE: LA PITTURA SONORA La Feltrinelli, in collaborazione con l’Accademia di Alta Formazione Musicale, presenta il secondo appuntamento del ciclo “Musica e contaminazione” a cura del Maestro Nicola Guerini che condurrà una conversazione dal titolo “La pittura sonora”. Ospite dell’incontro la dr.ssa Elena Knijnikova-Semenova, membro del comitato di redazione della Se vuoi essere aggiornato suglirivista eventiscientifica la Feltrinelli, internazionale “Pax Sonoris”. iscriviti alla newsletter. Invia una mail all'indirizzo [email protected] LIBRI Giorgio Fontana è l’autore del libro Per legge superiore (Sellerio), un romanzo di matura consapevolezza sulla giustizia e sui pregiudizi di cui siamo affetti. Lo incontriamo in libreria insieme a Silvana Rigobon. Primo frutto dell’incontro e della collaborazione tra Librerie Feltrinelli e la Fondazione Fellini, questa mostra in omaggio al riminese più illustre e conosciuto nel mondo, raccoglie un’accurata selezione di disegni del grande regista Federico Fellini tratti da Il librone dei sogni. 04/04 Mercoledì ore 18.00 GIORGIO FONTANA di Federico Fellini 03/04 X Aprile 2012 la Feltrinelli Libri e Musica VeronaTommasoli di Silvano via Quattro Spade, 2 - Tel. 045809081 Orari di apertura: lunedì/domenica 10.00 - 22.00 02/04 Argomento 17/04 Martedì ore 18.00 INCONTRO ENGLISH ON THE ROAD: DESTINATION USA Foto di Silvia Aquilesi La Feltrinelli, in collaborazione con Wall Street Institute di Verona, presenta un nuovo ciclo di tre appuntamenti dal titolo “English On The Road”, un modo nuovo di incontrare la lingua inglese per tutti. Durante il primo laboratorio l’insegnante Adriana Vassao partendo dalle pagine del libro An Italian in America di Beppe Severgnini, ci guiderà alla scoperta del territorio e della cultura nord americana. Seguirà un aperitivo a tema offerto da Wall Street Institute. ore 18.00 18/04 Mercoledì LIBRI/ATTUALITA’ DIGNITA’ CON WILFRIED N’SONDE’ Incontriamo lo scrittore Wilfried N’Sondé, uno degli autori del libro: Dignità. Nove scrittori per Medici Senza Frontiere (Giangiacomo Feltrinelli Editore). Presenta la giornalista Maria Teresa Ferrari. Evento in collaborazione con PER TUTTI GLI Frontiere. EVENTI L'INGRESSO È LIBERO Medici Senza FINO A ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI. Eventuali cambiamenti di orario, spostamenti di sede e inserimenti di nuovi eventi sono verificabili sul sito www.lafeltrinelli.it 4 Intervista Aprile 2012 Ho cercato di diventare qualcuno di Valentina Bazzani - fotografie di Stefano Campostrini La bellezza della semplicità Intervista a Francesco Renga Francesco Renga, dopo la recente partecipazione all’Ariston di Sanremo, martedì 28 febbraio ha incontrato i suoi fan alla Libreria Feltrinelli di Verona per presentare FermoImmagine, il suo ultimo lavoro. Dopo aver salutato centinaia di fan, malgrado la stanchezza dei numerosi impegni accumulati in questi giorni, al termine dell’incontro Francesco si ferma con noi per una chiacchierata. FermoImmagine è una sintesi di tutto tuo percorso musicale fino ad oggi. Da cosa nasce questa scelta? Come vedi il tuo passato? Il passato lo vedo e lo leggo attraverso questa raccolta che ha l’intenzione di rappresentare una sorta di racconto della mia vita, non solo artistica ma anche “umana”. Ogni canzone rappresenta “freno” su un momento particolare della mia vita e racconta una parte di me. Allo stesso tempo ho gettato le basi per il futuro che germoglierà con i tre inediti: “La tua bellezza”, “Ho ma non ho” e “Senza sorridere”. Ci sono molte citazioni sulla bellezza: La bellezza salverà il mondo, la bellezza sta negli occhi di chi guarda.. Cos’ è per te la bellezza? La bellezza è tutte queste cose. A Sanremo ho voluto proprio raccontare la mia voglia di bellezza, più che la bellezza in sé. Credo fortemente che la bellezza sia negli occhi di chi guarda e il potere salvifico citato da Dostoevskij è certamente uno dei grandi poteri che la bellezza suscita…quindi non so se salverà il mondo ma certamente può salvare me! Il brano “La tua bellezza”, sembra che parli di qualcosa che va al di là dei parametri puramente estetici, ma coinvolge l’anima. Ce ne vuoi parlare? La bellezza, essendo femmina per definizione, parte dall’immagine di una figura femminile. Questa canzone parla appunto di una bellezza estetica che poi passa a un livello più alto diventando filosofica, oggettiva, morale, assoluta, furiosa. Quando nel testo si dice “che è la parte migliore di me”, è perché è qualcosa che supera i limiti della materialità, arrivando nel profondo dell’anima. Nel momento in cui questa parte non siamo più in grado di vederla vuol dire che ci manca qualcosa e forse siamo diventati un po’ più brutti noi. Ci racconti qualcosa dell’esperienza sanremese? Conosco i meccanismi arcani del Festival, non avevo alcun tipo di aspettative rispetto alla vittoria e non era assolutamente quello il mio obiettivo. Io volevo che il messaggio arrivasse forte e chiaro, e così è stato. In questo momento “La tua bellezza” è tra i pezzi più mandati dalle radio e sta andando molto bene. Per scrivere i testi de La tua bellezza e Senza Sorridere hanno collaborato gli artisti Diego Mancino e Dario Faini, che hanno rappresentato valori aggiunti di freschezza, qualità ed energia. Lo scorso novembre hai avuto un incidente stradale importante, è cam- Intervista Aprile 2012 Ho cercato di diventare qualcuno ti che diventano occasioni per capire per esempio cosa c’è che non va e per fare un punto della situazione. La prima volta che mi sono fatto male ho capito quanto sia preziosa la vita. Il fatto di stare a letto tre mesi, provare dolore e vedere intorno a me, negli ospedali, quante persone soffrono veramente e pensare che tu magari in quel momento stai mandando a rotoli la tua vita perché sei in una fase nichilista, mi è servito per capire che volevo vivere davvero. Questa volta invece non ho ancora ben chiaro il motivo per cui mi sono fatto male, ma ho intuito che mi è servito per comprendere meglio le persone che avevo intorno. biata la prospettiva con cui guardi il mondo a seguito di questo evento? Io credo che i momenti in cui la vita ti costringe a scontrarti con la sofferenza siano importanti e possano insegnare molto. Magari il senso lo scopri dopo qualche tempo, perché quando stai male non te ne rendi conto. Io sono stato in ospedale due volte nella mia vita, a diciannove anni per la rottura di un femore e qualche mese fa, per una brutta frattura al bacino. In entrambe le situazioni sono stato costretto a fermarmi e a riflettere. Sono even- Cosa rappresenta per te la musica? È l’unico modo che ho per raccontarmi davvero, la forma espressiva che utilizzo per rappresentare il mio punto di vista. Per il resto, infatti, a volte mi sento un po’“fuori dalla realtà”… la musica per me è fondamentale e non riesco a scinderla da quella che è la mia esistenza. È un mezzo che mi fa sentire realizzato e credo che sia il motivo per cui sono al mondo. C’ è un modello o un cantante a cui ti ispiri? Faccio fatica a trovare un cantante attuale cui potermi accostare… diciamo che tutto quello che ascolto mi influenza in qualche modo. Ammiro tantissimo Domenico Modugno, resta uno dei miei preferiti, così come il primo Demetrio Stratos, la voce nei Ribelli. Poi è diventato uno sperimentatore, con gli Area ma soprattutto come solista. Ecco, lui è stato ed è il mio “maestro della voce”. Tornando a Sanremo, il cantante che ti ha colpito maggiormente? Apprezzo molto Nina Zilli. Ha una bella vocalità italiana, mi ricorda le cantanti degli anni Sessanta. Il momento più bello della tua vita? «Ce ne sono stati tanti, spero che debba ancora venire comunque». (ride) Il pezzo a cui sei più legato? In questo momento La tua bellezza, ma in futuro magari sarà un altro. Come vedi il tuo futuro? Per il lavoro che faccio sono sempre proiettato nel futuro e in realtà questo è un grande limite che ho. Penso al domani ma non ne ho una visione lucida perché a volte sono così concentrato su quello che farò da perdere il contatto con il momento che sto vivendo. Mi piacerebbe vivere al meglio il presente e godermi maggiormente le cose che ho. È quello che sto cercando di fare. 5 6 Musica Aprile 2012 Verso l’infinito e oltre di Stefano Campostrini Tre grandi esponenti della musica italiana arrivano in città Eventi Verona, continua il successo Gli appuntamenti di Eventi Verona sono sempre molto curati e selezionati per il pubblico vario che può usufruirne. Anche per questo mese gli artisti che si alterneranno sui palchi di Verona e provincia sono particolari ed interessanti, da non perdere per gli appassionati. A cominciare da Caparezza, artista ormai definitivamente consacrato da pubblico e critica, che farà tappa al Palasport accanto allo Stadio venerdì 13 aprile alle ore 21. Coadiuvato sul palco dalla sua band, presenterà agli spettatori un’altra puntata del suo “Eretico Tour”, prevedibilmente senza mancare di eseguire il suo nuovo singolo “Kevin Spacey”, in onda in questo periodo nelle radio italiane. Una nuova serie di live dopo il grande successo della scorsa stagione con record di presenze, ni di musica etnica. Carico di intensità espressiva e talento compositivo rende ogni volta uno spettacolo molto ricco, esibendosi in improvvisazioni “senza tempo” dando largo spazio anche ai musicisti che lo accompagnano, creando un’atmosfera raffinata ed emotiva, unica e inconfondibile. Grande attesa il primo maggio per l’arrivo dei Litfiba in Arena. Piero Pelù e Ghigo Renzulli, membri storici della band, dal 2010 hanno scelto la per proporre come sempre il suo stile assolutamente personale, tra fusione di generi musicali e grande contatto con il pubblico. Lunedì 16 aprile si esibirà al Teatro Filarmonico Sergio Cammariere. Pianista, compositore, grande interprete, arriva a Verona per presentare i brani del suo nuovo album che prende il suo nome e contiene il singolo “Ogni cosa di me”. Sarà sicuramente occasione anche per festeggiare e ripercorrere la sua decennale carriera discografica, a partire dal celebre “Tutto quello che un uomo” portato a Sanremo e grazie al quale si fece conoscere al grande pubblico. Dopo anni dedicati alle colonne sonore per il cinema l’artista crotonese decise infatti di dare forma alla sua personale creatività, tra jazz, pop, world music e incursio- strada della reunion dopo un decennio di separazione e carriere soliste, arrivando all’album “Stato libero di Litfiba” documento delle loro esibizioni. A gennaio è uscito il loro nuovo album di inediti “Grande Nazione”, seguito a marzo da alcune anteprime live e poi dal tour ufficiale in giro per l’Italia che approda appunto nella splendida cornice dell’anfiteatro romano per la prima volta nella loro carriera. Termineranno a Firenze il 1° giugno e saranno poi impegnati a suonare nel resto d’Europa. Per i fan quindi appuntamento in Arena, ad ascoltare le nuove canzoni e rivivere i successi del passato. Musica Aprile 2012 Verso l’infinito e oltre di Francesco Fontana Nuova prestigiosa stagione concertistica per l’orchestra veronese I Virtuosi Italiani a Venezia I Virtuosi Italiani, dopo il successo della tredicesima Stagione Concertistica presso la Sala Maffeiana e il Teatro Filarmonico di Verona, sono tornati a esibirsi nella Chiesa di Santa Maria della Pietà di Venezia, dove, nello scorso mese di marzo hanno inaugurato la nuova stagione concertistica che proseguirà sino a gennaio 2013. L’orchestra veronese, dopo la precedente esperienza nel 2011, torna quindi a esibirsi nella chiesa veneziana con una nuova proposta musicale, organizzata grazie alla collaborazione con l’Istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà. Il contesto è certamente molto suggestivo. La Chiesa della Pietà è ricca di testimonianze artistiche, come la splendida facciata marmorea e il soffitto affrescato da Giambattista Tiepolo con La gloria o L’ incoronazione di Maria Immacolata, opera eseguita tra il 1754 e il 1755. Nota anche come Chiesa di Vivaldi, per lo stretto legame con il compositore veneziano che, nei primi anni del Settecento, divenne maestro di violino e viola presso l’adiacente Seminario Musicale dell’Ospedale della Pietà: una delle scuole musicali di Venezia che ospitava orfane e ragazze povere o abbandonate, fornendo loro un’ottima formazione musicale con i migliori maestri. Antonio Vivaldi qui compose molte sue opere e si esibì in svariate occasioni. Il pubblico, in occasione della nuova stagione concertistica, potrà anche visitare le cantorie e il museo, dove si potranno ritrovare testimonianze della vita nell’Ospedale della Pietà e dell’istruzione che veniva impartita alle allieve. Nel programma dei Virtuosi Italiani ci saranno alcune delle composizioni più note e apprezzate di Antonio Vivaldi come, tra le altre, l’integrale de L’Estro Armonico op. 3, La Stravaganza op. 4, Il Cimento dell’Armonia e dell’ invenzione op. 8, i Concerti per flauto op. 10 e I Concerti per le Solennità, oltre agli inediti Concerti di Dresda, pagine di Nino Rota, W. A. Mozart e Cantate di Nicola Porpora. Inoltre, l’11 maggio 2012, l’orchestra veronese sarà nuovamente protagonista alla Chiesa della Pietà con la terza edizione del Concerto di Primavera, organizzato dall’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà”, con ingresso gratuito. Si potrà qui apprezzare il connubio tra musica e letteratura: alle note di Vivaldi suonate dai Virtuosi Italiani, infatti, si sovrapporrà la voce dello scrittore veneziano Tiziano Scarpa, che leggerà il suo romanzo Stabat Mater, vincitore del “Premio Strega” nel 2009. Qui a fianco una panoramica della chiesa di Santa Maria della Pietà 7 8 Musica Aprile 2012 Verso l’infinito e oltre di Michela Saggioro Ovvero perché la vita sarebbe un po’ meno bella senza gli EelST Elio e le Storie Tese in concerto a Verona Geniali. Non c’è proprio nessun’altra parola per descrivere Elio e le Storie Tese, trionfanti padroni sul palcoscenico del Teatro Filarmonico lo scorso 27 febbraio. Il tour «Enlarge Your Penis», arrivato a Verona senza una scaletta predefinita, ha lasciato gli spettatori letteralmente a bocca aperta. L’effetto straniante è dovuto all’ingresso di Elio che sale solitario sul palco e annuncia il ritardo dei compagni di avventura. Rocco Tanica, Jantoman, Christian Meyer, Cesareo e Faso «stanno cercando parcheggio», si giustifica il cantautore. Che inizia subito dopo a intrattenerci con canzoni di repertorio, salvo poi tentare di svignarsela alla prima pausa. Solo «la (finta) missiva firmata dal Questore di Verona» può fermarlo e indurre gli Elii ad attaccar banda. Dal pubblico spunta poi uno scatenato Mengoni, che come sempre si dedica alle «coreografie» del gruppo. Il pubblico intona in coro le care vecchie La vendetta del fantasma For- maggino, Pippero, Born to Be Abramo e le più recenti Shpalman e Parco Sempione, e la serata diventa un’enorme festa. C’è chi urla «Bello e bravo» e chi ride ininterrottamente, mentre molti altri presenti si sussurra- no l’un l’altro «Però! Elio sa anche cantare e com’è intonato!». Eh già, perché è questa la particolarità di Elio: racchiude in sé le conoscenze del musicista diplomato al Conservatorio in flauto traverso e l’anima di un paroliere che si sa divertire facendo sorridere. A Verona dimostra tutto ciò con la voglia di cantare (alla perfezione) testi insoliti su melodie coinvolgenti: e sospettiamo veramente che prima del loro arrivo una festa delle medie non si sapesse veramente cosa fosse (Tapparella) né come si sarebbe potuto descrivere esattamente un amore adolescenziale da manuale della fregatura (Servi delle gleba). Dopotutto, se gli EelST sono stati inseriti tra gli autori postmoderni più autorevoli un motivo ci sarà: sono eroi del nostro tempo che scrivono testi controcorrente e se ne «sbattono» di qualsiasi convenienza sociale. Detto ciò, una breve nota per chi non ne sapesse più di tanto degli EelST: il gruppo si forma nel 1980 e il primo disco esce nove anni dopo col titolo «Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu» (il cui significato in cingalese è qualcosa di agghiacciante) e vende più di centomila copie. Da lì in poi l’ascesa della band, che si vanta di aver creato un nuovo stile musicale, il ChaChaCha, è inarrestabile. Tra le altre cose nel 1996 gli Elii arrivano secondi al Festival di Sanremo con «La terra dei cachi» e si cimentano in concerti, teatro, romanzi e chi più ne ha più ne metta. Insomma è un gruppo che mette d’accordo giovani e meno giovani grazie alla facoltà, rarissima, di far sorridere con poco. Come a dire che senza di loro la vita sarebbe certamente meno bella. Aprile 2012 la Feltrinelli Libri e Musica Verona via Quattro Spade, 2 - Tel. 045809081 la Feltrinelli Libri e Musica Verona di __________?!? Orari di apertura: via Quattro Spade,10.00 2 - Tel. 045809081 lunedì/domenica - 22.00 Orari di apertura: lunedì/domenica 10.00 - 22.00 E V E N T I EVENTI Verso l’infinito e oltre Occhiello 30/04 Venerdì ore 18.00 LIBRI/GUSTO Nel programma de “Le Piazze dei Sapori” 2012 (Verona, 19-22 aprile) appuntamento con Rocco Moliterni in occasione dell’uscita del suo nuovo libro Parlami d’amore ragù. Sfizi e vizi degli italiani a tavola (Mondadori Electa). Presenta il giornalista di TeleArena Stefano Cantiero. Al termine dell’incontro seguirà una degustazione di vini a cura di Agricola F.lli Tedeschi. 21/04 LIBRI/ATTUALITA’ Sabato ore 11.00 GREEN ITALY Incontro con il parlamentare e presidente onorario di Legambiente l’on. Ermete Realacci, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro Green Italy. Perché ce la possiamo fare (ChiareLettere). Ne parlano con l’autore: Michele Bertucco già presidente di Legambiente Veneto e Damiano Fermo del gruppo #bicigialle e referente di alcuni Gas di Verona. Evento in collaborazione con Legambiete Verona. ore 18.00 02/05 Mercoledì LIBRI I PIACERI DELL’INTELLETTO Presentazione del libro Tutti i piaceri dell’intelletto. Antologia di testi libertini francesi del XVII secolo (Edizioni Dedalo). Ne parliamo insieme alla curatrice Maria Antonietta Del Boccio e al prof. Federico Barbierato, docente di Storia Moderna all’Università degli Studi di Verona. ore 18.00 03/05 Giovedì MUSICA RUBEN LIVE Ruben presenta in una speciale versione acustica il suo nuovo album di inediti dal titolo Il lavoro più duro (Vrec/Venus). LIBRI/GUSTO ore 18.00 04/05 Venerdì LIBRI DAVIDE PAOLINI Nell’ambito della manifestazione “Le Piazze dei Sapori” 2012 incontriamo il Gastronauta Davide Paolini che ci condurrà in un imperdibile viaggio nel panorama del gusto attraverso i suoi racconti, libri e prodotti. Interviene il giornalista di TelaArena Stefano Cantiero. Seguirà una degustazione di prodotti enogastronomici a cura di Davide Paolini. PINO CACUCCI Nell’ambito del programma di incontri collaterali del Premio Emilio Salgari 2012, incontriamo Pino Cacucci in occasione dell’uscita del suo nuovo libro Nessuno può portarti un fiore (Giangiacomo Feltrinelli Editore). Introduce l’incontro il giornalista Beppe Muraro. Evento organizzato in collaborazione con “Premio di Letteratura Avventurosa Emilio Salgari – Quarta edizione” e con il “Consorzio Pro Loco Valpolicella”. Lunedì ore 18.00 LIBRI Incontriamo Massimo Pulini, artista, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e oggi autore del libro Gli inestimabili (CartaCanta edizioni); un’indagine nei retroscena di uno dei misteri più fitti della storia museale italiana. Introduce la giornalista Anna Barina. ore 18.00 24/04 Martedì LIBRI SERIAL KILLER DELLA SERENISSIMA LIBRI Il candore dei perdenti (Manni Editori) è l’ultimo libro di Paolo Pompei. Ne parliamo insieme all’autore e al prof. Sebastiano Saglimbeni. Domenica ore 11.00 MASSIMO PULINI Lunedì ore 18.00 PAOLO POMPEI PARLAMI D’AMORE RAGU’ 23/04 X Aprile 2012 20/04titolo titolo Titolo 22/04 Musica 05/05 Sabato ore 11.30 LIBRI NAZIONALE ITALIANA CANTANTI In occasione dell’uscita del libro Senza essere eroi. La storia della Nazionale cantanti raccontata dai suoi interpreti (Viator) incontriamo Gianluca Pecchini, direttore della Nazionale Cantanti, Daniele Gallo, presidente della Casa Editrice Viator e come ospite a sorpresa un cantante protagonista della Nazionale, fra i più grandi e amati dal pubblico. I Serial killer sella Serenissima (Helvetia editrice) è il nuovo libro dello storico veneziano Davide Busato che lo presenta al pubblico in un incontro speciale accompagnato dalla videoproiezione di documenti visivi rari e di grande pregio. 26/04 Giovedì ore 18.00 MUSICA CIAO RAGAZZO Presentazione del doppio album Ciao ragazzo (Club Tenco/ Ala Bianca Group), con un concerto di Chico Buarque de Hollanda e dei suoi interpreti italiani. Interviene Enrico de Angelis, curatore del disco. Letture di Alice Ronzani e interventi musicali di Daria Toffali voce ed Enrico Breanza chitarra. L’incontro sarà arricchito dalla proiezione di documenti visivi. Conduce il giornalista Annino La Posta. 27/04 Venerdì ore 18.00 LIBRI ATTENZIONE CICLISTI IN GIRO Marco Pastonesi e Fernanda Pessolano sono gli autori del libro Attenzione ciclisti in giro (Ediciclo) e ne parlano con Giorgio Migliorini, presidente di FIAB Verona. Evento in collaborazione con FIAB Verona - Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus. Se vuoi essere aggiornato sugli eventi la Feltrinelli, iscriviti alla newsletter. Invia una mail all'indirizzo [email protected] Se vuoi essere aggiornato sugli eventi la Feltrinelli, iscriviti alla newsletter. Invia una mail all'indirizzo [email protected] 15/04 Domenica ore 16.00 PEPPA PIG E I SUOI AMICI Per Peppa Pig ogni giorno è un’avventura e ogni avventura è un momento da condividere da cui si impara in allegria. Gli episodi del popolarissimo cartone animato trasmesso su Rai Yo Yo si trasformano in racconti da leggere e in un divertente laboratorio. Laboratorio di promozione alla lettura a cura di Giunti Editore. Età consigliata: dai 3 anni. 22/04 Domenica ore 16.00 NOTE DI PRIMAVERA La libreria Feltrinelli in collaborazione con il Centro “Facciamo il Punto” organizzano un laboratorio creativo per bambini ispirato al libro illustrato di Mauro Corona , Torneranno le quattro stagioni (Mondadori). Età consigliata: dai 4 ai 10 anni. PER TUTTI GLI EVENTI L'INGRESSO È LIBERO FINO A ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI. Eventuali cambiamenti di orario, spostamenti di sede PER TUTTIdiGLI EVENTI L'INGRESSO È LIBERO e inserimenti nuovi eventi sono verificabili sul sito FINO A ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI. www.lafeltrinelli.it Eventuali cambiamenti di orario, spostamenti di sede e inserimenti di nuovi eventi sono verificabili sul sito www.lafeltrinelli.it 10 Teatro Aprile 2012 Ne hanno viste di cose, questi occhi di Paolo Corsi Grande prova di maturità artistica di un convincente Alessandro Preziosi Un Cyrano de Bergerac da ricordare “Maestro d’arme e rime, istrione, viaggiatore, amante, qui giace Cyrano de Bergerac, che fu tutto e non fu niente”. E’ lo stesso protagonista che nel ravvisare l’avvicinarsi della sua ultima ora suggerisce l’epitaffio, ultimo tributo ad una vita condotta nel rifiuto della beffa di cui la natura lo aveva fatto oggetto, nascondendo una straordinaria ricchezza d’animo dietro ad un volto sgraziato. La celebre opera di Edmond Rostand narra la vicenda di Cyrano de Bergerac, abilissimo spadaccino e poeta, da tutti ammirato e temuto, ossessionato dal proprio aspetto esteriore, per via dell’esagerata lunghezza del naso. Tale è il disagio provocato da questa ossessione, da impedirgli di esprimere alla cugina Rossana il grande amore che nutre per lei. Anzi, appreso che Rossana si è invaghita di Cristiano de Neuvillette, un cadetto tan- to bello d’aspetto quanto imbarazzante nell’eloquio, Cyrano, disilluso e rassegnato, sublima il dolore mettendo al servizio di Cristiano la sua sensibilità poetica e la sua maestria di verseggiatore, nell’illusione di essere amato, anche se attraverso la figura di un altro. Rossana finirà con l’innamorarsi perdutamente non della bellezza del giovane, ma di quella che crede essere la sua anima, e solo dopo molti anni, morto Cristiano in battaglia, le si svelerà l’amore del cugino, quando sarà però ormai troppo tardi. Cyrano è un eroe irrequieto, assetato di battaglie, di lingua e di spada, un’anima perennemente in fermento. Lo divora una rabbia che in nessuna battaglia può trovare sfogo, poiché il suo vero nemico è se stesso, la sua incapacità di combinare la straordinaria bellezza e ricchezza interiore con la bruttezza esteriore. Un limite che gli altri, a cominciare da Rossana, non avrebbero difficoltà a superare, proprio perché la vera bellezza è quella del cuore. Per Cyrano il limite resta invalicabile, e questa è la sua vera condanna. L’intera sfera dei sentimenti e delle passioni umane è racchiusa in questo testo dall’altissimo valore letterario, il cui fascino conquista da oltre un secolo attori e registi, che nel confrontarsi con esso sono stimolati a dare il meglio. Ne è un esempio il recente allestimento del Teatro Stabile d’Abruzzo e Khora Teatro, andato in scena al Teatro Nuovo di Verona con la regia di Alessandro Preziosi, che ne è anche il protagonista. Dal punto di vista generale è davvero difficile trovare qualcosa che non abbia funzionato, tanta è l’attenzione nella cura di ciascun particolare della messin- scena, dalla scenografia ai costumi, dai movimenti scenici alle musiche, dalla traduzione e adattamento del testo all’interpretazione dei singoli. Un felice debutto alla regia per Alessandro Preziosi, che ha coordinato un cast creativo di alto livello. Merito della produzione è anche quello di aver inserito nel gruppo di interpreti nove giovani attori diplomati alla Link Academy, per nulla intimoriti dal rapido passag- Teatro Aprile 2012 Ne hanno viste di cose, questi occhi gio dalle aule dell’Accademia alle tavole del palcoscenico. Al loro fianco un cast esperto con Valentina Cenni (Rossana), Massimo Zordan (De Guiche), Emiliano Masala (Le Bret) e Marco Canuto (Regenau e Valvert). Interessante la scelta del giovane danese Benjamin Stender, che ha caratterizzato al meglio un Cristiano incerto nell’approccio amoroso ed impacciato nel discorrere con la bella Rossana, aiutato in questo dall’inflessione straniera della sua parlata, che ha accentuato il divario tra l’eloquenza e l’agilità verbale di Cyrano e la sua. Ma il vero perno su cui gira tutta la vicenda è il protagonista, che ha avuto in Alessandro Preziosi un interprete eccezionale. Cyrano è un’autentica fonte di ispirazione, un personaggio che pretende dall’attore la più vasta gamma espressiva (ne è un esempio la famosa tirata iniziale, vero pezzo di bravura sul quale si cimentano gli allievi di tutte le scuole di teatro) e che ha fatto scoprire al pubblico che fino ad allora lo avesse ammirato solo nelle fiction televisive, che Alessandro Preziosi è veramente un grande attore. Capace di trascinare il pubblico tra gli sbalzi d’umore di Cyrano, di farlo ridere e commuovere, Preziosi è persino riuscito a passare per quello che lui decisamente non è: un uomo brutto. Senza trucco e senza la classica protesi sul naso il suo Cyrano è riuscito a convincere non tanto di essere brutto, ma di sentirsi tale. E tanto basta per partecipare al dramma di un uomo che vive con sofferenza il suo stato, qualsiasi esso sia. Insomma uno spettacolo ben costruito, fluido ed intenso, capace di coinvolgere un pubblico che certamente lo ricorderà come una riuscitissima rappresentazione di questo grande classico del teatro. Via Trieste, 56/58 37135 Verona Tel. 045 585197 11 12 Teatro Aprile 2012 Non vado mai al cinema, la vita è troppo breve di Caterina Caffi Tra un balletto e un concerto, un mese di ricordi al teatro Ristori “La storia siamo noi” Si è svolto lunedì 19 marzo, alle ore 18, nella sede dell'Antica Bottega del Vino l'anteprima in musica del ciclo d'eventi che interesserà il teatro Ristori nei giorni dal 24 marzo al 23 21.00 aprile. La presentazione, rivolta alla stampa, ha associato la musica al vino e all'arte, indicando quelle che nel Belpaese sono attività da promuovere, accanto a quella cinematografica. In quell'occasione la degustazione vinicola era accompagnata dalla voce di O TEATRBenetti e dalle note della Raffaella di Thomas Sinigaglia. oni Stern fisarmonica VENERDÌ 13 APRILE 2012 ore 21.00 La Corte Ospitale La rassegna “Di teatro e cinema delderloni la memoria”, NATI INorganizzata CASA da Le falìe di Giuliana Musso di Velo Veronese, film festival della e Massimo Somaglino Lessinia e l'agenzia di spettacolo con Giuliana Musso regia Massimo Somaglino Aissa Maissa ha avuto il sostegno di Fondazione Cariverona e Unicredit, la sponsorizzazione della Fondazio- NO E contati quelli caldi del secondo conflitto mondiale. La Lessinia è teatro degli scontri tra partigiani e nazisti. Le storie sono quelle non troppo lontane che i nostri nonni possono ancora raccontarci. Il secondo appunA tamentoCIN siEM è svolto lunedì 26, con la proiezione del film: “Ritratti”. I 16 APRILE 2012 ore 21.00 nomi:LUNEDÌ Luigi Meneghello, Marco PaJolefilm olini. Lunedì 2 aprile è la volta del Films recitalAeternam “18 mila giorni”, quelli vissuti dal protagonista prima di perdere il lavorounefilm rendersi conto di Andrea Segredella completa assenza, in Italia, di un futuro. Il con Zhao Tao, Rade Sherbedgia 13 aprile è il momento delBattiston monologo: Marco Paolini, Giuseppe Citran, Wang Yuen “NatiRoberto in casa”. Giuliana Musso parla in nome tutte le donneAndrea e madri. Saràdi presente il regista SegreCi racconta la difficoltà di essere madri oggi, la bellezza del dare la vita ad una creatura è infatti oscurata dalla difficoltà di darle futuro. Ancora una volta il tema della speranza, in IO SONO LI 23 aprile con il concerto-narrazione: “Avevano vent'anni e li mandarono oltre le steppe”. Ancora una volta un racconto di ricordi, di giovani partiti per il fronte, in questo caso alpini inviati sul alpini Don,eappena ragazzi a cui Erano li mandarono in riva al venne chiesto di dare desolata la propria vita, Don, nell’estrema, pianura russa, coraggio, con i pesanti obici daardore monil proprio il proprio tagna costruiti dai una cecoslovacchi di giovani uomini, per causa a nel 1912. sapevano Erano Italiani avevano cui neppure darche nome. obbedito al Duce e al Re e che, una volta tornati a casa, si erano sentiti perfino isolati e guardati con sospetto. Erano ragazzi che sacrificarono a una guerra insensata la loro giovinezza e l’età che porta alla malinconia. Una volta si nasceva in casa. Nei Auna camminare con loro, in quei diciaspaesi c’era donna, la levatrice, che tutti chiamavano comare. Era settelegiorni ritirata a quaranta sotlei a far partorire donne. Didi notte suonava ilto campanello eun lei sempre zero, ufficiale medico, Giulio di corsa: a piedi, col calesse, in biciBedeschi, e unAn-sergente, Mario Rigocletta, persino a dorso d’asino. dava accompagnata da almeno due ni Stern. E dadue persone perché di notte, sola, libri per aggrapparsi con un uomo foresto non si poteva alla memoria: Centomila gavette di andare. Un giorno ebbe ad assistere alla nascita di ben cinqueepartorienghiaccio Il sergente nella neve. A ti; un altro giorno, in una casa, dopo settant’anni nove sorelle, nacque infine undalla ma- Campagna di Russchio chesia, venneBepi sollevato e proteso De Marzi, Alessandro Anderverso il cielo come un piccolo Mosè. E quella loni famigliaintonano, era così povera con i cori I Crodaioli e che il bambino appena nato venne unanziché commosso ricordo tessuadagiato La in unFalìa, cassetto, in una culla.to E oggi? Letti di ospedale, con letture e canti. ostetriche, maternità assistita e la sensazione che nascere non sia considerato un evento naturale ma una malattia. Dieci anni di repliche per un monologo che è diventato un classico del teatro italiano. ne Masi e il patrocinio della Regione Veneto. Essa prevede la rappresentazione, proprio sul palco del Teatro Ristori, di sei eventi teatrali e cinematografici. Il direttore artistico Alessandro Anderloni ha selezionato film e spettacoli che, guidandoci nel '900, ci mostrano una realtà punteggiata da eventi che hanno fatto la nostra storia. La prima di queste serate si è tenuta sabato 24 marzo, protagonista è la città di Velo, gli anni rac- un mondo che ne è privo. A metà mese, il 16 aprile, sarà proiettato il film: “Io sono lì”. Protagonista una donna cinese, Shun li, che dopo aver lavorato in un laboratorio tessile nella periferia di Roma, viene trasferita a Venezia. La scoperta della laguna va di pari passo con il percorso di maturazione della donna, lontana dalla sua terra ma pronta alla sfida di crearsi qui una nuova patria. Gli spettacoli del ciclo si chiuderanno il Sopra a sx Giuliana Musso in “Nati in casa”. In alto un’ immagine di “Io sono li” (fotografia di Simone Falso), qui sopra Bepi De Marzi e Alessandro Anderloni protagonisti di “Avevano vent’anni e li mandarono oltre le steppe” Arte Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione a cura di Stefano Campostrini Installazione a cura di Kn Studio FAARM - Lots for Free Si è svolta presso la Biblioteca Civica del Comune di Verona l’inaugurazione venerdì 16 marzo dell’esposizione curata da Kn Studio. In occasione del primo deposito legale di opere di artisti veronesi presso la Biblioteca, istituita come archivio regionale del video d’autore, ha presentato gli artisti Francesca Amato Arragon e Ruggero Mantovani (FAARM) già conosciuti in ambito internazionale e le loro opere video The Prayer, Riviera e Free Lots. Nelle vetrine esterne della Biblioteca Civica di Verona è stato possibile fino visionare i lavori degli artisti. “Immaginando il Passato remoto contro un Tempo futuro. Doppie esposizioni di luoghi persone orizzonti intenzioni. Turisti disinvolti perduti in sfondi aperti. Camminavamo e il vuoto, così lento, strideva con il pieno riempito. Le traiettorie apparivano simili e confuse; lo spazio vitale necessario. Da qui, con le dita incrociate, abbiamo messo in fila le più semplici preghiere.” FAARM In alto “Prayer” al centro “Free Lots” in basso “Rabat riviera” L’evento è nato con il patrocinio di Assessorato alla Cultura del Comune di Verona, dell’Associazione Contemporanea e con la collaborazione ed Artverona. Kn STUDIO, Via San Giovanni in Valle 19, Verona +39.045.8949773 [email protected] www.kn-studio.it 13 14 Arte Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione di Valeria Giarola Scoprire l’artista attraverso capolavori grafici Rembrandt a Pavia Dal 17 marzo all’1 luglio 2012 alle Scuderie del Castello Visconteo si terrà la mostra “Rembrandt. incidere la luce. I capolavori della grafica”. L’esposizione è un elogio all’attività del Rembrandt grafico, che in tutta la sua carriera eseguì più di trecento stampe, avvalendosi di un uso inconsueto della luce. Rembrandt Hamenszoon van Rijin (Leida 1606-Amsterdam 1669) è considerato uno dei pittori più importanti e influenti della pittura olandese. La mostra di Pavia espone per la prima volta quaranta incisioni, tra autografe del maestro e fogli di bottega, provenienti dalla Collezione Malaspina, che grazie alla generosa donazione della stessa famiglia, costituisce buona parte dei musei civici pavesi. Il fil rouge dell’esposizione è la luce, che già presente nell’atto dell’incisione, quando l’artista, attraverso segni più o meno profondi, determina l’effetto chiaroscurale dell’opera, imbeve le opere grafiche giostrandosi su violenti contrasti luminosi. La mostra, promossa dal Comune di Pavia e curata da Laura Aldovini, presenta capolavori fondamentali della carriera del pittore come Stampa da cento fiorini, opera dal fortissimo impatto emotivo, la quale riscosse così tanto successo tra i contemporanei all’artista da essere riprodotta in mano ad un personaggio di un altro quadro molto probabilmente Arent de Gelder, proveniente dalla scuola del maestro olandese. E se in pittura la tematica dell’autoritratto è uno tra i temi salienti della sua poetica, tantoché si contano più di settantacinque tele in cui con grande introspezione psicologica l’artista si ritrae, ci sono altrettante stampe riportanti la stessa intensità emozionale, come Ritratto di Jan Six (1647?), Autoritratto con sciarpa al collo (1633?); Autoritratto alla finestra (1648). Nelle sale successive, si passa a scene sacre come La morte della Vergine (1639), dove Rembrandt per la prima volta fa ampio uso della puntasecca; per arrivare alle opere più enigmatiche tra cui il Faust. I capolavori del pittore sono messi a dialogare con le grafiche di un altro prolifico incisore: Albrecht Dürer (1471-1528) a testimonianza dell’influenza che il maestro tedesco esercitò su Rembrandt e come figura chia- A sinistra il “Faust”, sopra “La morte della Vergine” e qui sotto “Stampa da cento fiorini” ve tra gli incisori di tutti i tempi, che intuì l’eccezionalità di questa tecnica, la quale faceva sì che si potessero avere numerose copie della stessa opera, attraverso i meccanismo della stampa, che ne facilitava la riproduzione seriale. Arte Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione di Stefano Campostrini L’Associazione Culturale Carsmit ha da poco organizzato la prima mostra ufficiale È tempo? È tempo Giovani per i giovani. Arte per l’arte. Da qualche settimana potremmo dire anche “tempo al tempo”. Da qui si può partire per far conoscere e rendere l’idea dell’azione di Carsmit. È un gruppo, un progetto, un’associazione culturale. La sua ultima creazione in Sala Birolli a Verona dal 3 al 10 marzo scorsi. Una mostra, “È tempo”, incentrata sullo scorrere incessante e inesorabile della quarta dimensione, nata dalla risposta alla stessa affermazione posta in senso interrogativo. Una dualità nella quale porsi in relazione, ognuno per affrontare, analizzare e scegliere il proprio tempo. Uno spazio fisico e appunto temporale, nel quale, quasi paradossalmente, soffermarsi; un punto di incontro e per certi versi un momento di raccoglimento. Nove artisti, studenti, amatori, semplicemente appassionati, con l’intento di proporre qualcosa di personale, entrare in empatia con l’osservatore, porre delle domande e magari dare delle risposte. Al giorno d’oggi fermarsi pare perlopiù una sconfortante scelta, una perdizione. Le opere esposte hanno invece dato la possibilità di concedersi un attimo di tregua per riflettere e smettere di agire per inerzia, in particolare per chi si è sentito più coinvolto. Nata alla fine del 2009 per mano di alcuni veronesi, Carsmit ha trovato il proprio spazio e i propri spazi: arte, design, musica. Ideatori, organizzatori e artisti, insieme spinti dal- la passione e dalla voglia, ma anche necessità, di “rompere le regole”, di adottare una filosofia controvento, mostrare altro, più profondo, comunque frutto della singolarità di ogni partecipante e della messa in comune di esperienze e volontà. La giovane età, la determinazione, alcune dosi di pazienza e di fortuna hanno permesso di raggiungere alcuni traguardi negli anni passati, tra i quali le collaborazioni con MAG - Musica Arte Giovani e con Just Married, organizzatrice di eventi all’insegna di divertimento, musica e arte. All’inizio di quest’anno è nato inoltre anche il portale carsmit.net, spazio virtuale di condivisione artistica e musicale, un blog in cui gli artisti mostrano le loro opere, individuano ascolti da proporre e interagiscono con i visitatori. Non si fermano quindi i progetti dell’associazione, tra studio e “laboratorio” questi giovani fanno ben sperare. Potremmo anche dire, diamogli tempo. Appuntamento alla prossima mostra. Laguna Blue gelateria bar caffetteria locale rinnovato colazioni, aperitivi con buffet e specialità siciliane di Cutino Antonio via Porta San Zeno - 37100 Verona 347 4949106 15 16 Arte Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione di Irene Palentini Una tecnica antichissima per uno stile innovativo Types e Houses A marzo è sbocciato un fiore all’occhiello della città di Verona. In un’atmosfera raccolta si è appena tenuta, tra il 15 marzo e il 1 aprile, la personale di Nicola Nannini presso la Galleria Spazio6 di Verona. Nannini riscopre la bellezza dell’antica tecnica pittorica, affascinando per delicatezza e intensità come ormai in pochi riescono a fare. Le sue opere sanno adattarsi perfettamente al soggetto che ospitano e l’artista passa con sicurezza dal grande formato panoramico al piccolo dipinto gioiello, prezioso e introspettivo. Nannini mette i suoi studi della pittura cinquecentesca al servizio della propria ricerca cre- ativa, personale e contemporanea. I quadri si presentano come un’indagine meticolosa dell’animo umano attraverso l’analisi di ciò che è e di ciò che lo circonda. Divisa in due grandi nuclei tematici, la mostra comprende la serie dei Types e quella delle Houses. I Types sono esseri umani a grandezza naturale, scomposti in ciò che sono e gli oggetti che li caratterizzano. L’analisi che Nannini fa del quotidiano ci porta a riscoprire la realtà nella quale siamo immersi, guardandola come per la prima volta. Con un effetto di straniamento Nannini ci presenta luoghi familiari che non sono però le nostre Homes, nel senso domesti- Antica Pasticceria San Marco DAL MERCOLEDÌ ALLA DOMENICA 24:00 FINO ALLE ORE co del termine inglese, ma Houses, in un’analisi metodica dell’arredo urbano. Nella ricerca l’animo dell’artista si fonde con quello dei soggetti in un dialogo gentile. Per chi si è perso la mostra, speriamo di riaverlo presto a Verona! Arte Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione di Michela Saggioro Retrospettiva di Federico Bellomi a Incorniciarte di San Massimo; aperta fino al 14/4 Lo sguardo di un pittore: appunti di bellezza Nelle opere di Federico Bellomi della retrospettiva «Lo sguardo di un pittore: appunti di bellezza» saltano subito agli occhi le tecniche inusuali utilizzate, la conoscenza profonda della materia a l’arte di rappresentare oggetti, volti e dettagli del mondo con una tenacia senza pari. Le opere ricordano l’artista a due anni dalla scomparsa: Bellomi, classe ’28, originario di Colognola ai Colli, ���������������������������� ha fatto s������������������ coprire allo spettatore modi nuovi di vedere spazi conosciuti. A Verona l’artista è noto soprattutto per i suoi affreschi alla Parrocchia di Quaderni, realizzati negli anni ’60. Nel quattrocentesco ambiente Antica Locanda Mincio di Valeggio sul Mincio Bellomi affrescò le «Storie del Mincio», con l’aiuto del giornalista Indro Montanelli che posò per lui e fu ritratto nei panni di Virgilio. Anche la Chiesa di Lugagnano gode di una tempera di grandi dimensioni del pittore. Nella mostra Incorniciarte si trovano paesaggi e nature morte che potrebbero sembrare lontani dal presente ma che, se osservati attenta- mente, fanno scoprire sfumature e segni moderni, nati dallo studio manuale dell’artista. Un pittore che ritrae il paesaggio veronese rendendone le dolci ondulazioni in una luce calda: questo è dunque Federico Bellomi, e così lo presenta la rassegna, anche se in essa ovviamente non possono figurare le opere eseguite per le Chiese ed altre, significative, che figurano in importanti collezioni italiane, francesi, tedesche, ceche e slovacche e americane. Bellomi fu un artista fervido che attraverso un lungo e difficile travaglio compiuto in si- dal 1956 LABORATORIO OREFICERIA - OROLOGERIA lenzio, respingendo facili richiami e altrettanto facili successi, è riuscito ad affermare, nel ricordo di un passato intimamente sentito ed autonomamente rivissuto, un proprio mondo espressivo. «Lo sguardo di un pittore: appunti di bellezza» sarà aperta fino al prossimo 14 aprile dal martedì al sabato dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30 a San Massimo in via Brigata Regina, 27a. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 045 8900212 o scrivere a [email protected]. COMPRO ORO CONCESSIONARIO CITIZEN - VAGARY - CASIO LABORATORIO RIPARA ZIONI PRODUZIONE PROPRIA E SU RICHIESTA FERR ARI ARGENTI Piazza Madonna di Campagna 4 - Tel. e fax 045 974170 37132 VERONA LUNAR GIOIELLI MOLECOLE GRUPPO MORELLATO 17 18 Arte Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione di Anna Mosca - fotografie di Stefano Campostrini Percorsi e traguardi dell’arte italiana, un’esperienza personale Scelti da un talento Quando si è giovani si vorrebbe credere di poter essere se stessi, al massimo del proprio potenziale, da grandi. Si sogna. Si sogna di cambiare il mondo, di creare una realtà diversa da quella che vediamo, di quella che gesti ampi e ripetuti, di scoperte, di liberazione - e una scala a pioli piccolissima per raggiungerlo. Capita di trovarsi con il naso appiccicato alla vetrina dei colorifici a guardare le scatole di colori come i cioccolatini i nostri genitori lamentano a tavola. Di quella discussa dai parenti al pranzo di Natale, di quella che ci propongono i telegiornali rovinandoci i pasti. La voglia di rivoluzione è insita nei giovani ed è sana. Sarebbe da pazzi in una mente giovane, non ancora piegata alla rassegnazione, non meditare dei piccoli o dei grandi cambiamenti nella società. Si scende nelle piazze, si abbracciano ideali, si decide un po’, almeno per un po’, tra l’oratorio e il lavoro, di cercare alternative. Quando si sceglie la via dell’arte, o si è scelti da un talento, ci si scontra presto con la realtà. Si comprende che sarà una vita di lotte. Con i compagni di svago che non capiscono i voli pindarici dei nostri giochi coreografati, dei nostri costumi, dei nostri colori. Ci si scontra con un potenziale mondo di colori, di aperture, di per il goloso. E a desiderarli tanto. Si spendono la paghetta e i soldi della discoteca per averli. Un salto nel vuoto perché il prodotto che ci lascia intuire meraviglie è un perfetto sconosciuto. La scuola non ha i fondi, non ha gli spazi, non ha i lavandini per provare la pittura a olio, o l’acrilica, perché al massimo si arriva alle chine. Con l’aerografo. E imperano matite, carboncini, pantoni. Ma sappiamo che un pennello ha una sua vita, che un liquido sulla tela ha un suo perché. Finisce che quando si entra in un colorificio si comprino i colori, o ci si faccia regalare la cassetta di legno a Natale, ma poi non li si usi, intimoriti, non siamo sicuri del loro utilizzo. O che si comprino i tubi che costano meno, senza capire cosa hanno di diverso. Si azzardano domande che spesso cadono contro il malumore del negoziante che non vuole spiegare a una ragazzina che molto probabilmente non spenderà tanto, quali siano le differenze tra i colori e le tecniche, il perché del prezzo più alto. Che al massimo le farà provare i pennarelli e le matite, ma i colori liquidi mai e gli acquerelli, ah no, quelli sono troppo cari. Capita che la delusione sia un sasso nel cuore degli studenti d’arte che non riescono a volare perché nessuno mostra loro la cassetta degli attrezzi per costruirsi il velivolo. Capita sempre più spesso che i migliori cervelli trovino sfogo all’estero. Arte Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione Ci si trova in uno stato qualunque oltre oceano e nelle scuole hanno laboratori dove sono insegnate nozioni importanti. Capita di dover seguire dei seminari sulla sicurezza dei colori a olio e di come smaltire i solventi per non inquinare il pianeta e non avvelenarsi. Che si passi in un colorificio e che si sia sollecitati a provare il colore. Anche quello liquido. Come nelle profumerie si provano i cosmetici. Che il negoziante t’inviti il sabato mattina a un workshop gratuito per imparare le tecniche, provare i colori, i medium. Le opportunità crescono dove si offre la possibilità di sperimentare per poter poi esercitare una scelta oculata e ponderata. Si spende più volentieri se si sa cosa si compra. Le immagini documentano momenti e particolari dello stand alla fiera AAF. Gli artisti preparano i workshop e poi spazio alla pratica con pennelli e colori avendo tanti soldi non rinunciano al piacere dell’opera d’arte. Abbiamo preso uno spazio ampio e allestito dei tavoloni ricoperti di colori, tubi, medium, pennelli, spatole, tele, tutto quello che poteva interessare gli amanti dell’arte. Il pubblico entusiasta non rispettava gli orari assegnati ai workshop, voleva provare i prodotti. Sono arrivati in molti. Capita che si senta che le cose stiano cambiando, un po’. Che quando arriva l’occasione, si desideri cogliere l’opportunità. Che si vogliano offrire nuove possibilità a chi viene dopo di noi. Capita che nel nostro paese, nella culla dell’arte i giovani artisti muoiano, ripiegati su se stessi. L’arte è il respiro del nostro paese. L’arte e i giovani artisti andrebbero tutelati. Mi sono ritrovata, da grande, a capo di un progetto che racchiude queste potenzialità. Un programma che entra nelle scuole con un paio di ore di lezioni alternative in cui s’informa lo studente delle potenzialità e delle caratteristiche dei prodotti artistici. Non è un programma di vendita. L’artista illustra i prodotti che usa a chi non li conosce facendoli provare. Le aziende produttrici di materiale artistico hanno compreso la necessità, non di creare vetrine e cassette di legno ancora più costose, ma di avvicinarsi agli utenti. Questo programma ha un nome AOP, acronimo dall’inglese Artist Outreach Program. Area Oggetto Pittura in italiano. E’ stato introdotto a Milano lo scorso gennaio; all’estero esiste da anni. All’AAF la fiera che ha voluto appoggiare questa iniziativa, espongono galleristi e artisti che vogliono arrivare a un pubblico di collezionisti che pur non 19 20 In ricordo di... Aprile 2012 La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione di Silvano Tommasoli Il sorriso e la sua contagiosa solarità lo hanno contraddistinto per tutta la vita. Nella foto in basso insieme a Federico Fellini L’ottimismo è il profumo della vita! Tonino Guerra Guardi la sua filmografia, e ti devi rendere conto che, senza di lui, il cinema italiano sarebbe stato poca cosa. Tonino Guerra ha sceneggiato quasi tutte le più belle storie raccontate con la pellicola sui grandi schermi italiani. Le ultime opere di Fellini, e poi molte di De Sica, Monicelli, Petri, Rosi e dei fratelli Taviani portano anche la firma di Tonino Guerra. E Antonioni, con il quale ha lavorato dal 1959 fino a cinque anni fa, alla morte del regista ferrarese, ha voluto che fosse lui a sceneggiare i suoi film più importanti, dalla tetralogia esistenziale dell’incomunicabilità in avanti. Certo che deve essere stato davvero bravo Tonino Guerra, se è stato capace di raccontare in quel modo il dramma dell’incomunicabilità, lui che, sangue romagnolo nelle vene, emanava una straordinaria carica di simpatia e aveva un’incredibile capacità di interloquire con tutti. Diceva che la sua forza era nelle parole, ma peccava di grande modestia: vi ricordate di quanta presenza scenica fosse capace, in uno spot pubblicitario di qualche anno fa, quando cantava il suo credo nell’ottimismo? che grandi sceneggiature, ha scritto narrativa e poesie, anche in lingua di Romagna, e poi opere teatrali e spot pubblicitari; pittore, scultore e ideatore di allestimenti scenici, non è mai stato avaro, nei confronti del pubblico, dei frutti della sua straordinaria capacità creativa e visionaria. Nato nel 1920, in terra di Romagna, dove si è spento nei giorni scorsi, ci ha regalato oltre settant’anni della sua preziosa intelligenza e voglia di fare, incarnando e rappresentando nel mondo uno splendido esempio della continuità del genio artistico e creativo italiano. È stato un Autore completo. Oltre Servizi di: SORVEGLIANZA, CUSTODIA, PORTIERATO, PULIZIE, ACCOGLIENZA, ACCOMPAGNAMENTO, RECUPERO CREDITI AGENZIA DI SPETTACOLO Via 1° Maggio, 37 - 37012 Bussolengo (VR) - Località Ferlina Tel. 045 6717736 Fax: 045 6717736 - E- mail: [email protected] neverending Oman fotografie di Stefano Campostrini 22 Poesia Aprile 2012 È la stampa, bellezza di Caterina Caffi Sbocciano fiori per le vie di Verona; il loro nettare sono poesie PrimaVera PoEtica. Dilla Tu (la poesia) Sole, caldo, fiori. Una Valeria Rossi riadattata per l'occasione. E' iniziata così, nel centro di Verona, la bella stagione, preannunciata da giorni di mercurio alto nella sua colonnina e un via vai telematico che intasa le linee. Ore 17.45 ritrovo in Piazza dei Signori. Ore 18.00 inizio dello slow mob. Poi altre poesie, altri nomi illustri: Tonino Guerra, Peppino Impastato, Pier Paolo Pasolini. Il 21 Marzo è una data importante, per i calendari comincia la Primavera, ma questa è solo una delle ricorrenze. Questa data vuol ricordare anche le vittime del razzismo, le vittime delle Mafie. Il 21 a Primavera nacque Alda Merini. Sono Silvia ed Enrico a ricordarcelo, lei con la sua voce ed Enrico dando la parola alla sua chitarra. Alle 18.30 la poesia diventa dono, la folla si disperde ma converge a piccoli crocicchi agli angoli di via Mazzini, via Cappello, via Stella. Donne sorridenti, il fiore tra i capelli, sollevano i loro cartelli di cartone che dicono: poesie dialettali; poesie in tutte le lingue, poesie su ruote, poesie libere. Chi su una cassetta della frutta, chi su delle valigie, chi semplicemente a terra. Chi col megafono, chi al micro- E' Marisa Michieli, vedova Zanzotto, ad aprire le danze poetiche: “la poesia è suono” si legge infatti sul programma che si trova accanto alle valigie improvvisate gradini, ai piedi della statua di Dante improvvisata palco. Marisa legge una poesia del marito mancato la mattina del 18 Ottobre 2011. Ha lo sguardo distante, ma sorride, forse memore del modo in cui Andrea pronunciava la r mentre gliela leggeva, quella stessa poesia, nell'intimo della loro casa. Al termine della lettura riceve un mazzo di fiori, sorride di nuovo, gli occhi lucidi. fono, chi alzando la voce, i versi s'odono, s'intrecciano, si perdono. Qualche anziano chiede: “Che fanno?” E udita la risposta stringe gli occhi compiaciuto. Ai suoi tempi le poesie s'imparavano a memoria alle elementari. Qualche donna ancora le ricorda e le ricalca col labiale. Infine la poesia diventa luce. Il ritrovo è in piazza Bra, proprio sotto l'Arena, dove i lumini compongono la scritta: Poesia. Poco dopo s'alzano in cielo tre lanterne cinesi, un bambino chiude con una filastrocca in rima. Gli ultimi saluti, gli ultimi ringraziamenti al professor Beltrame, organizzatore dell'iniziativa, poi la gente sciama. Rimane qualche fiore, un bambino a seguire con lo sguardo la lucina che s'allontana nel cielo scuro, poi la piazza si ripopola: è cominciata la primavera. Libri/Tecnologia Aprile 2012 È la stampa, bellezza di Ernesto Pavan Nonostante sia buono sulla carta, questo lettore di ebook ha fin troppi difetti L’e-reader Sony PRST-T1 non convince Il modello PRS-T1 è l’ultimo prodotto della Sony in fatto di lettori di ebook. Piccolo (110 mm di larghezza e 173 di altezza) e leggero (168 grammi) ha uno schermo touchscreen ha infrarossi che consente di utilizzare le dita o il pennino per navigare, sfogliare le pagine, sottolineare e prendere note. La batteria ha una durata dichiarata di 100 ore di lettu- infatti, numerosi difetti legati a un software scadente ne compromettono in alcuni casi la funzionalità. Nel corso dei due mesi in cui siamo stati in possesso di un T1, abbiamo sperimentato diversi “crash” (qualunque applicazione in uso, ebook inclusi, si chiude senza motivo, a volte facendo perdere il segno nel caso della lettura), “loop” (il lettore continua a eseguire la stessa operazione, senza che ci sia la possibilità di interromperlo, fino a quando non si scarica la batteria) e una volta, addirittura, una vera e propria morte del dispositivo, che ha richiesto l’intervento dell’assistenza tecnica nonché il dover sopportare l’orripilante servizio clienti telematico della Sony (si parla di e-mail scritte in un italiano ra, mentre la memoria utilizzabile è di circa 1,3 gigabyte; entrambe sono nella media. La velocità di reazione del lettore è buona, ma non eccezionale; in particolare, le pagine girano più o meno rapidamente a seconda del file aperto, il che fa sospettare problemi a livello di software (altri lettori su cui abbiamo provato gli stessi file non hanno dato problemi). Il T1 possiede diverse funzioni oltre alla lettura, in gran parte più o meno standard per i lettori di ebook moderni: mp3 (bisogna però acquistare le cuffie a parte, perché il lettore non ha altoparlanti), navigazione in internet (che richiede una rete wireless accessibile), dizionari (dieci, di qualità non eccezionale) e possibilità di archiviare immagini e di disegnare o prendere appunti a mano. Tutto sommato, nulla che faccia gridare al miracolo: il lettore è ottimo per lo studio, discreto per la semplice lettura. Perlomeno in teoria. In pratica, stentato, da traduttore automatico, con tempi di risposta biblici). Quando funziona, il lettore non è male... ma, almeno per quanto riguarda la lettura, un servizio simile lo rendono anche il Kindle di Amazon o il l’Odissey della Cybook, che sono più ergonomici e costano rispettivamente cento e cinquanta euro di meno. Il che ci porta all’ultimo punto di questa recensione. Il PRS-T1 della Sony, in Italia, costa 200 euro (spese di spedizione incluse), contro i 150 a cui lo stesso identico prodotto è venduto nel resto d’Europa. La scelta della Sony, da questo punto di vista, è incomprensibile e ingiustificabile, tanto più a fronte della qualità dell’articolo. Il PRS-T1 è il tipico caso di prodotto la cui popolarità è gonfiata da recensioni opinabili e non corrisponde alla realtà. Sebbene si tratti, sulla carta, di un buon lettore di ebook, i numerosi difetti e il prezzo troppo alto lo rendono difficile da consigliare a chiunque. 23 24 Giochi Aprile 2012 Nessun uomo è un fallito se ha degli amici di Ernesto Pavan Fantasmi assassini: un gioco horror per due Giocare di ruolo con il morto: ora si può Quello dei giochi di ruolo per due è un mercato scarno, che non offre molti prodotti; un peccato per chi non riesce a formare o a trovare un gruppo ed è costretto a (non) giocare assieme a un amico (o a diversi amici che non riescono mai a trovarsi). Fantasmi assassini (di D. Vincent Baker, Narrattiva, 9,90€) colma questa lacuna. Il gioco è composto da due libretti, contenuti in un agile cofanetto il cui unico difetto pare il suo essere pronto a sfasciarsi alla prima occasione. Uno dei libretti è per il “giocatore”, l’altro per il “Maestro di Cerimonie”; i partecipanti possono scambiarsi i ruoli da una partita all’altra. Ciascun libretto è diviso in paragrafi. A turno, ciascun partecipan- te legge un paragrafo e lo usa come spunto per raccontare ad alta voce qualcosa all’altro; esempi tratti dal libretto del giocatore sono “Qual’è [sic] la cosa più brutta che può farti il fantasma?”, oppure “Dì all’MC chi sentirà la tua mancanza se non torni a casa”. Ogni paragrafo rimanda ad altri, sul libretto del giocatore oppure su quello dell’MC; a volte, inoltre, uno dei due è chiamato a pescare delle carte, sommare i loro valori e, a seconda del caso, andare a un paragrafo in particolare. Il gioco è competitivo: per vincere, il giocatore deve sopravvivere, mentre l’MC deve “ucciderlo” tramite uno dei fantasmi del titolo. Una partita può durare fra i venti minuti e l’ora. to interessante ed economico, consigliato a chi ama le giocate veloci fra pochissimi intimi. Fantasmi assassini è un prodotto mol- Vuoi pubblicizzare la tua attività sul nostro giornale o sul sito internet? Visita il sito www.quintaparete.it Contattaci: 349 6171250 [email protected] Giochi Aprile 2012 Nessun uomo è un fallito se ha degli amici di Alberto Avesani Un quiz live alla portata di tutti per serate alternative con gli amici QuizzaMi: il divertimento è assicurato Volete passare una serata diversa dall’ordinario? Avete sempre desiderato di partecipare ad un quiz o mettervi in competizione contro tutti a suon di duelli culturali? Allora dovete proprio entrare nel magico mondo di QuizzaMi. Essere protagonisti e non più semplici spettatori di un quiz è la grande novità. Se infatti con Jerry Scotti o Carlo Conti siamo costretti a guardare passivamente senza poterci cimentare nel gioco da loro proposto ai concorrenti (se non per sfizio di dimostrare a noi stessi di essere più bravi dei presenti in studio), con QuizzaMi il campo dei fruitori del divertimento si allarga. Il meccanismo è molto semplice. Innanzitutto si devono individuare più praticata. Dopo essersi iscritti al gioco fornendo al presentatore il nome della squadra, si riceve una pulsantiera. E’ lo scettro del potere! Il gioco si struttura in quattro manches, abitualmente composte da dodici domande cadauna. Il quiz si propone di spaziare sulla cultura generale, alternando quesiti classici con prove di diversa natura, come per esempio l’ascolto di una canzone da indovinare o la visualizzazione di uno spezzone di film di cui riconoscere il titolo, il regista i locali nei quali viene proposto il quiz, ormai presente nella maggior parte delle regioni italiane in modo sempre più massiccio. Per i lettori veronesi segnaliamo il Planet Beer a Bussolengo il giovedì e il Paulaner di San Giovanni Lupatoto il venerdì. Si può decidere di partecipare singolarmente o in gruppo, ma solitamente la seconda opzione è la piuttosto che l’anno di produzione. Più veloci si è a rispondere e più punti si ottengono per ogni singola domanda esatta; se invece la risposta è sbagliata, il punteggio andrà in passivo. Per ogni manche, inoltre, sono previste domande con premio, come il “grattino” per la compagine che risponde più velocemente e in modo esatto al quesito proposto, o ancora prove a squadre per aggiudicarsi punti bonus. Lo scopo del proprio team è quello di arrivare tra i primi tre classificati di una partita, in modo da qualificarsi per la finale ma al contempo continuare a giocare con lo scopo di guadagnare punti extra. L’atto conclusivo, composto da otto domande, decreterà il vincitore della serata, che avrà l’onore di scegliere un premio in busta chiusa (e le sorprese non mancano). I più curiosi possono provare sul sito quizzami. com. Al di là del gioco in sé, QuizzaMi è anche un buon modo per socializzare e fare nuove amicizie. Se poi si riesce a trovare l’ipotetica donna della propria vita ben venga. Insomma, buon divertimento! 25 26 Società Aprile 2012 Il re è nudo di Silvano Tommasoli - fotografie di Stefano Campostrini La chiusura della libreria dei veronesi, emblema di una cultura in decadenza Cultura e ricchezza. Anzi, sopravvivenza: il paradosso italiano Se volevamo una conferma del fatto che molti italiani – troppi! – pensano che con la cultura non si mangi, proprio come ha sostenuto l’ex ministro Tremonti circa sei mesi fa, ecco che dalla nostra Verona ci arriva una nuova dimostrazione di questo asinesco assioma. “L’Arena” di mercoledì 21 marzo 2012, a pagina 14, riporta, di taglio basso, una notizia che, a qualcuno, ha fatto fare un balzo alto sulla sedia. Il pezzo è intitolato Addio a Ghelfi&Barbato, la libreria dei veronesi, e tra le trecentosessantasei parole che lo compongono non appare il vocabolo “cultura”. Vi si parla di concorrenza, di logiche di mercato e di dio denaro, ma la cultura, anzi la Cultura, qui è il convitato di pietra. Eppure, quando una libreria deve chiudere perché altre – nuove o innovative – hanno aperto, il primo fatto che appare, in tutta la sua drammatica evidenza, è la mazzata alla cultura, se è vero che il numero totale di libri venduti nell’unità di tempo non aumenta: si è solo spostato il luogo di acquisto! Eppure, il libro è lo strumento principale di diffusione della cultura e le librerie sono i templi di questa devozione. Ma non tutti i templi sono uguali fra loro, non credete? Senza nulla togliere alle immense cattedrali di proprietà diretta delle Case editrici, le librerie “indipendenti” sono i luoghi dove possiamo trovare molto di più che un “insieme di fogli stampati, di forma e misura uguale, ordinati secondo un dato ordine, numerati e cuciti insieme in modo da formare un volume, fornito di copertina o rilegato”. Troviamo per legge. Come con la legge Levi, che prevede, da parte dei librai, uno sconto massimo del 15% praticabile sul prezzo di copertina di un libro. In tutti gli altri paesi d’Europa, la norma impone sui libri il prezzo fisso o consente uno sconto massimo del 5%: gli editori, che possiedono dappertutto le catene di librerie, non possono tenere alto il prezzo di copertina e poi fare sconti maggiori nei loro punti vendita (fate un giro in una di queste librerie di catena, oltre a passare una bellissima ora tra i libri, vedrete che, quasi sempre, i titoli dell’editore proprietario sono scontati almeno del 25%). Meglio per il consumatore, penserà qualche sprovveduto. No, peggio! il titolo uscito di classifica da settimane o mesi, magari vecchiotto di qualche anno. Troviamo il libro del piccolo editore, quello che non si può nemmeno affacciare alle librerie di catena perché non ha la distribuzione, non ha le tirature, non ha il best-seller; però ha il saggio, tirato in appena 2.500 copie, quello che noi cerchiamo, che vogliamo leggere. Ma soprattutto, nella libreria indipendente, troviamo un consiglio, una guida, un parere; troviamo un “libraio”, che ha scelto di fare questo mestiere perché ama i libri, proprio come noi. Non è semplicemente un commesso, che oggi vende libri ma domani potrebbe essere nel reparto audiovisivi, e dopodomani in tutt’altro settore merceologico: è un libraio, propone e “vende” cultura. Il nostro, si sa, è il Paese che possiede il più grande patrimonio culturale al mondo. Forse è per questo che siamo così impegnati a distruggerlo, anche Molto peggio, perché far morire le librerie indipendenti significa far morire i piccoli editori, e tutti quegli autori che scrivono cose scomode, o semplicemente difficili da gestire. Significa far morire Società Aprile 2012 Il re è nudo la Cultura e anche la libertà di opinione, e quell’articolo 21 della nostra Carta costituzionale, che, ogni tanto, bisognerebbe rileggere. In più, significa pagare un prezzo di copertina “gonfiato”, ogni volta che non si accede allo sconto delle catene librarie. Possibile che nell’Italia dei mille e uno garantismi, dove si trova sempre qualche scilipoto che promuova e faccia promulgare una legge per la tutela e la difesa della zanzara tigre (che, tra l’altro, non è nemmeno una specie autoctona) nessuno abbia pensato di difendere i templi della cultura più importanti? Proprio come le storiche librerie indipendenti – ce n’è almeno una, o due, in ogni città – oggi specie in via di estinzione. A Verona abbiamo (o devo scrivere avevamo?) Ghelfi&Barbato, di Via Mazzini. Adesso, niente facili populismi né romanticismi d’effetto. Quando la libreria chiuderà, qualcuno perderà il lavoro. Ma è cosa alla quale siamo purtroppo abituati, in questi tempi di governi tecnici e «di concorrenza, di logiche di mercato e di dio denaro»; qualcun altro, perderà un luogo della memoria, ma anche questo non può e non deve essere un problema. Il vero guaio è che tutti, ma proprio tutti, perderemo un luogo dell’anima, dove alimentare la mente e il cuore, dove continuare a far vivere lo spirito (che, il corpo, l’abbiamo già dato in appalto a cose che chiamano snack sushi e fast). All’angolo tra Via Mazzini e Via Scala ci faranno un bel negozio di scarpe, anzi di mutande – ma quanti culi hanno gli italiani che comprano tutte ‘ste mutande? – con buona pace della Cultura e del signor Tremonti. A nessuno fischiano le orecchie? Le stesse orecchie che dovrebbero fischiare a molti, se affrontassimo, una volta per tutte, il problema della cultura e dell’arte nel Bel Paese. Ci avete mai pensato al fatto che, se in Italia facessimo quattro semplicissime cose, potremmo non avere più problemi di Leggi finanziarie per tappare buchi economici? (Sì, lo so che sarebbe necessario, prima, tagliare le manine a quei politici che, i nostri quattrini, li scialacquano in mille maniere. Ma questo è un altro film, prossimamente sui nostri schermi…). Vediamola, allora, questa checklist delle cose da fare. Primo, consolidare, restaurare e mettere in sicurezza i musei italiani esistenti. Secondo, adibire a musei quei palazzi pubblici, abbandonati a sé stessi e all’incuria da decenni (qualcuno sa a cosa serva, in questo momento, l’ex carcere veronese del Campone? E Castel San Pietro? Vogliamo parlare dell’Arsenale?). Terzo, esporre in questi spazi le migliaia, avete letto bene ragazzi, ho scritto migliaia, di opere d’arte buttate – sì! Buttate! – nei magazzini dei nostri fatiscenti musei. Quarto, far pagare un vero biglietto d’ingresso, diciamo 18,00 euro, ai milioni di turisti che vengono in Italia soprattutto per vederne le preziose bellezze artistiche e si trovano musei chiusi per assenza di personale, per pioggia (Brera) per diosolosacosa. Adesso do i numeri, in ordine sparso. A Brera, per vedere il Cristo Morto di Mantegna, riescono a entrare circa 850.000 visitatori all’anno. Al Louvre, 18.000.000. Guardate gli zeri di differenza, e vi sentirete male. In quasi tutti i musei d’Europa, il biglietto d’ingresso costa 18 euro. In Italia, quasi sempre 8,00 euro. A volte, all’estero, ho pagato un biglietto per vedere poco o nulla. A Berlino, ho visitato la mostra dei Ritratti del Rinascimento: 20,00 euro di ingresso, 101 opere esposte delle quali oltre novanta di maestri italiani, moltissime provenienti in prestito da musei italiani: ne avevo visto la pubblicità sui principali quotidiani nazionali. Al Museo di Castelvecchio di Verona, si conservano almeno un migliaio di pregevoli opere che non hanno spazio per essere esposte. Allora, svegliamoci! Salviamo la nostra vera ricchezza, la Cultura e l’Arte che da sempre il mondo ci invidia, ci ammira e ci saccheggia. Custodiamone i templi, siano librerie o musei, facendone il vero motore di un nuovo Rinascimento. Che di Braghettone ne abbiamo avuto già uno alla Cappella Sistina, ed è bastato! 27 28 Società Aprile 2012 Storie di ordinaria follia di Ernesto Pavan Viaggio immaginario per scoprire un’antico mestiere forse scomparso I sepolcri Immaginate una professione dove il lavoro bisogna letteralmente mendicarlo. E non parliamo di un lavoro che tutti possono svolgere o che è ben retribuito: si tratta di qualcosa che richiede grande professionalità, espone a notevoli rischi legali ed è, nella maggior parte dei casi, pagato al punto che non perderci è un gran risultato. Perché quello che fate è buono abbastanza perché altri ne traggano un guadagno, non voi. Immaginate una preparazione durata anni e culminata in una laurea che, senza amicizie nel settore, è inutile. Qualcuno che non è mai andato all’università vi guarderà dall’alto in basso, giudicando con sufficienza i vostri studi e offrendovi qualche collaborazione miserabile come per farvi un favore. Non contate nulla: siete dei poveri idioti. Immaginate i sorrisi fra la compassione e lo scherno, i consigli di chi è già sistemato e vi invita a essere umili, sempre più umili, come per convincervi che non valete nulla. Che vi promette, a compensazione di sforzi molto terreni, un futuro che sembra più spirituale ogni volta che viene menzionato. Immaginate che qualcuno vi dica “devi fare il tuo lavoro in modo corretto ed etico, ma senza pestare i piedi a nessuno e cercando, quando ti verrà richiesto, di favorire chi ti indicheremo noi.” Naturalmente, in origine avevate scelto questa strada anche in nome della verità. Ma qui si tira a campare. Immaginate un mondo settario, che celebra se stesso, dove tutti si danno grandi arie e si tributano grande rispetto per riflettere e amplificare quella che non è altro che la luce di un lumicino, la lampada votiva di una professionalità morta da tempo. Un mondo dove tutti sanno, ma fingono di non sapere. Immaginate una lunga cantilena di “rifai, rifai, rifai”, perché ovviamente loro sanno come si fa, voi no. Non importa se, professionalmente, siete nati quando avete capito che quello che fanno loro non va bene, è disordinato, confuso, inutile: si è sempre fatto così, loro così hanno imparato a fare. Poco importa che i maestri fossero confusi e disordinati quanto loro. Immaginate un mondo diviso in due parti. Da una parte, circondata da mura ciclopiche, c’è la città del vizio, del parassitismo, dell’a- buso. Dall’altra, la campagna povera, infestata da mostri e banditi, di chi ha solo la propria buona volontà e comincia a capire che senza i soldi non si fanno le rivoluzioni, tutt’al più si muore di fame. Ma va avanti lo stesso. Immaginate tutto questo e forse, solo forse, avrete un’idea di come sia il magnifico mondo del giornalismo. Le immagini sono tratte da Flickr: quella in alto e a sx sono di Rodrigo Soldon, quella qui sotto è di Dominic Torrisi eventi Società Aprile 2012 cinema mu fia gaming fotogra Houston, abbiamo ibri sicaunlproblema afterhours litfiba pacifico Verona // aprile 2012 John peter sloan 29 30 Società Aprile 2012 Giro giro tondo, io giro intorno al mondo di Alice Perini In India, affare per alcuni, sacrificio per altri. E in Italia? La dote è femmina «Quando la figlia si sposa, il padre perde la dote, ma riguadagna il bagno e il telefono» Robert Lembke Fino a qualche tempo fa avrei dovuto dar ragione a questo signore. Per tutti gli anni ‘90, il telefono era il fisso di casa, l’unico telefono di (e per) tutta la famiglia che, a una certa ora x di ogni santo giorno, sarebbe stato sequestrato dal/la figlio/a per l’abituale saluto all’altra metà della mela. «Mi ami? Ma quanto mi ami?» diventò il tormentone di un’indimenticabile pubblicità e, probabilmente, l’incubo di tanti mamme e papà terrorizzati dalle cifre delle bollette telefoniche. Oggi, nemmeno il fisso ha più la garanzia di avere il posto fisso: se il cellulare poteva essere visto inizialmente come un aiuto per smezzare la mole di lavoro in famiglia, chissà come l’avranno presa quei poveri telefoni nel vedersi ora superati e dimenticati. Per il bagno, posso solo confessare che in casa abbiamo la fortuna di averne due… È divertente poter ������������������ ragionare di telefoni e bagni. Anzi, è una questione di fortuna potersi prendere in giro e riconoscersi, anche solo in parte, in quella frase all’inizio dell’articolo. Perché non dev’essere piacevole sentirsi ripetere auguri di questo tipo: «Che tu possa diventare madre di un centinaio di figli maschi». Addirittura un centinaio! Altroché la semplice formula «Auguri e figli maschi», una battuta così, tanto per dire, anche perché c’è poco da far gli schizzinosi di questi tempi, quando perfino le cicogne hanno poco lavoro. Maschio o femmina, non importa (o non dovreb- be importare). In India, così come in altri Paesi del mondo, fiocco azzurro o fiocco rosa conta, eccome. La colpa è di quattro lettere: d-o-t-e. Ecco come si spiega quell’augurio hindu in occasione delle nozze. «Se siete assillate da problemi di dote, telefonate a questo numero»: non è un aforisma, ma un messaggio stampato qualche tempo fa su almeno una soluzione una tantum, si potrebbe pensare che, dopo esser stati spremuti per bene, nessuno possa più pretendere nulla. Niente di più sbagliato, a quanto pare, se si verificano casi sempre più frequenti in cui, in India, i genitori dello sposo, non contenti del corredo nuziale, reclamano nuove aggiunte. Un’estorsione camuffata dietro l’etichet- milioni di cartoni di latte in India. Quanto può costare rispettare la tradizione, non solo in termini economici. Qui entra in gioco la dignità della persona, della donna e dei genitori della sposa, costretti spesso a indebitarsi pur di garantire alla propria figlia una dote adeguata. Fosse ta della “tradizione” che costa cara, parlando di vite umane: del resto, se la famiglia della sposa non soddisfa le pretese, è facile sbarazzarsi di una moglie che diventa un peso più che un affare. Delitti mascherati da incidenti domestici, magari cospargendo la donna di benzina mentre è ai fornelli. Dōs, dōtĭs: da quanto ce la portiamo appresso? Pare che già i Longobardi rispettassero quest’usanza, con la quale le famiglie degli sposi concordavano quanta “roba” (case, gioielli, denaro, biancheria) doveva essere messa in gioco. Nel Medioevo, la dote doveva servire alla donna Società Aprile 2012 Giro giro tondo, io giro intorno al mondo come una sorta di ricompensa: non potendo vantare diritti sull’eredità, il corredo matrimoniale veniva considerato un “risarcimento”. Escluse dalla trasmissione di beni e castelli così come estromesse dalle attività di commercio e artigianato, riservate agli uomini, la donna doveva rinunciava all’eredità in favore dei fratelli: ormai, passata dalla potestà del padre a quella del marito, che motivi c’erano per pretendere dell’altro? E pensare che potrebbe essere così bello costruire, passo dopo passo, la propria dote. Certo, per prima cosa è necessario superare l’ansia iniziale, dovuta ai prezzi di certa biancheria per la casa. Aggirarsi con il carrello vuoto in un capannone immenso che sputa lenzuola, asciugamani, tovaglie, copriletto e tende da ogni angolo, sbirciare con nonchalance i cartellini dei prezzi senza lasciar trasparire alcuna emozione (impossibile), dar retta alla commessa che fino a un secondo prima ti sembrava stesse parlando in italiano e che improvvisamente ti intontisce con “pelle d’uovo”, “percalle” e rasatello. Per fortuna, la dote è una questione da donne. Donne, al plurale: io, da sola, sarei scappata dal negozio dopo due minuti. D’altronde, è così che è bella la tradizione: se condivisa e se vissuta con chi, per quella strada, c’è già passato. E anche se i tempi cambiano e meno coppie scelgono di sposarsi, non importa, perché di asciugamani e di lenzuola c’è bisogno in entrambi i casi. Sta tutto nella nostra scelta, una delle tante fortune di noi donne in Occidente. Nella pagina a fianco al centro un corteo matrimoniale nell’Italia meridionale di alcuni decenni fa. In questa pagina a sx un tipico abbigliamento delle spose indiane Vasto assortimento di pneumatici e cerchi in lega usati delle migliori marche Rivenditore autorizzato Hankook Vendita, montaggio e riparazione pneumatici - Inversione pneumatici - Bilanciatura elettronica - Convergenza computerizzata Orario: da Lunedì a Venerdì dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18; Sabato chiuso 31 32 Animali Aprile 2012 Amici miei di Alice Perini Perché anche chi nasce con le ali, a volte, può aver bisogno di una mano Qualche consiglio…al volo! «È sempre difficile venire al mondo. Gli uccelli fanno fatica a uscire dall’uovo… bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile» Hermann Hesse Sogno per l’umanità. Volare. Realtà per gli uccelli. Dal croccolone capace di compiere una traversata transcontinentale dalla Svezia all’Africa sub-sahariana in 2 giorni e senza siesta, al colibrì, il più piccino della categoria; dal falco pellegrino, la “Ferrari” tra gli uccelli per la velocità in picchiata, ben 322 Km/h, all’albatro, la cui apertura alare può superare i 3 metri e mezzo: tutti volano. D’accordo, lo struzzo è un caso a parte. Non vola, ma una leggenda boscimane racconta che questo ani- male, in principio, avesse la fortuna di guardare il mondo dall’alto verso il basso. A “tagliare le ali” all’ex gigante dell’aria è stato l’uomo: adocchiata una strana luce sotto l’ala dell’enorme pennuto e intuito che poteva trattarsi di qualcosa di utile, i nostri antenati regalaro- Qui sopra il falco pellegrino, in basso il caratteristico kiwi della Nuova Zelanda. Nella pagina a fianco un primo piano di uno struzzo e un rondone ferito in mani accoglienti. I due disegni in queste pagine raffigurano le celebri “macchine volanti” di Leonardo no all’umanità niente di meno che il fuoco e strapparono allo struzzo la meraviglia del volo. Lo struzzo, neanche a dirlo, si arrabbiò moltissimo. I pinguini al Polo Sud, i Kiwi nelle foreste della Nuova Zelanda e il Kagu della Nuova Caledonia gli fanno compagnia, per terra. Eppure, anche chi è nato per volare deve imparare ad “andar per aria”. Quanto sia difficile per queste creature librarsi nel cielo non lo sappiamo, ma è certo che la troppa smania di seguire il proprio istinto può diventare un grosso rischio. Gran parte dei nidiacei, gli uccelli ancora implumi, abbandona spontaneamente il nido, pur essendo ancora nutriti dai genitori, prima di aver appreso i segreti del volo. E in primavera, stagione di esercitazioni, può capitare di trovarsi di fronte un principiante caduto dal nido. Avrà bisogno di aiuto? Se state fumando una sigaretta mentre valutate il da farsi, spegnetela! Gli uccelli sono Animali Aprile 2012 Amici miei molto sensibili alla nicotina, sostanza che può causare loro avvelenamenti mortali. Se il vostro istinto vi ha indotto a raccogliere il trovatello, fate attenzione a non avvicinare troppo l’animale al viso: i nostri occhi appaiono enormi a un uccellino, che potrebbe scambiarli per quelli di un predatore e, nel tentativo di difendersi da quella che per lui è una fonte di pericolo, potrebbe beccarli. sono sconsigliate gabbie e trasportini per gatti; abbiate solo l’accortezza di non esporre l’animale a correnti d’aria, a sbalzi di temperatura o di collocarlo in ambienti umidi, come la cucina o il bagno. Se il vostro ospite è un pulcino potete sistemare sotto la scatola una borsa d’acqua calda. Scelto un posto tranquillo, cercate di capire se l’uccellino è ferito. Primo problema: come prendere in mano il piccolo. La presa deve essere sicura e delicata al tempo stesso, evitando di stringerlo in pugno. Ricordate che l’istinto di fuga suggerisce all’animale di scappare e di liberarsi dalla vostra mano; quindi, non cercate di afferrarlo per la coda, perché per divincolarsi potrebbe perdere le timoniere, le piume della coda, senza le quali diventa impossibile volare. Fate attenzione anche alle ali, poiché in questa parte del corpo le ossa sono fragili: se la presa è scorretta, potreste procurare loro fratture. Seconda fase: trovare un riparo. Una scatola di cartone con dei fori per l’aria andrà benissimo, mentre priva di ago o facendo scivolare direttamente dal vostro dito delle gocce d’acqua al becco dell’animale. Si tratta di un’operazione vitale, particolarmente in estate, visto che gli uccelli sono sensibili ai colpi di calore. Non somministrate loro latte…è indigesto! Apprezzata sarà la carne macinata magra e (qui andiamo sul difficile) le camole della farina. Un pasto ogni 3 ore dalle 8 alle 20 dovrebbe risollevare anche l’uccellino più abbattuto. Prove di volo nella scatola? Ali poco più lunghe della coda che frullano senza sosta? Serve una pista di decollo! Se l’uccellino è capace di alzarsi di qualche centimetro da terra senza il vostro aiuto, allora la forma è ottima e, una volta lanciato in aria, su un campo, prenderà il volo senza più cadute. Voi? Siate orgogliosi del- Controllate lo stato delle piume, le ali e la coda, tenendo presente che, in genere, i piccoli caduti dal nido non hanno nulla di patologico: qui si tratta solo di dar loro da mangiare! Ecco il terzo punto: il vitto, acqua compresa, poiché spesso un volatile denutrito è anche disidratato. Cercate di farlo bere con una siringa la sua conquista, che è in parte anche la vostra. In qualche modo, potrete dire di aver volato e «Una volta che avrete imparato a volare, camminerete sulla terra guardando il cielo perché è là che siete stati ed è là che vorrete tornare». Lo scrisse Da Vinci, che di volo se ne intendeva… 33 34 Sport Aprile 2012 Quando il gioco si fa duro di Daniele Adami Vittorio Brumotti, campione di bike trial, e il tetto del mondo: corpo, testa e ruote Quattro salti sull’Everest, non con i piedi Gioco di squadra e raggiungimento di particolari obiettivi agonistici: due dei numerosi motori che muovono il mondo dello sport. Il primo elemento che abbiamo menzionato rappresenta una caratteristica visibile o riscontrabile in ogni tipologia di competizione. Infatti, anche l’atleta che pratica individualmente una gara è supportato da una schiera più o meno vasta di persone. Persone che lo aiutano, lo stimolano, lo festeggiano e lo consolano. Gente in grado di allenarlo e prepararlo fisicamente agli sforzi che dovrà affrontare. Gente che non lo lascia mai solo. Alla base di un simile progetto vi sta una dura preparazione fisica e psicologica. Il corpo e la mente devono procedere all’unisono. Nei mesi precedenti alla partenza per l’Asia Brumotti si è allenato su alcune difficili piste da sci italiane. Momenti che servono per capire la montagna, le insidie, i punti favorevoli o meno. Momenti che servono per apportare specifiche modifiche al mezzo che lo dovrà accompagnare in tale viaggio. Pertanto, non parliamo della medesiIl bravo e simpatico “100% Brumotti” si accinge alla grande sfida con la natura e con sè stesso. La cima più alta del mondo lo attende ma bicicletta abituata a saltare da un tetto all’altro. E lo scopo che sta alla base di tutto ciò è, nella maggior parte dei casi, l’ottenimento di una vittoria, di un trofeo. Il voler afferrare un risultato importante, per sé e per la comunità cui si appartiene. Voler dimostrare che l’aiuto ricevuto dagli altri è stato utile. Il protagonista del nostro articolo è un personaggio particolare, che viaggia sul proprio mezzo sportivo anche quando non si occupa direttamente di sport. Parliamo di Vittorio Brumotti, campione indiscusso di bike trial e inviato di un programma satirico. In questi giorni si trova lontano dall’Italia. Parecchio lontano. Assieme alla sua bicicletta sta muovendo i primi “passi” per tentare di scalare l’Everest. L’obiettivo, insomma, è portare le sue due ruote sulla montagna più alta del mondo. E, se la cima verrà raggiunta, tenterà di fare qualche salto sulla ruota posteriore. Si tratta di una vera e propria impresa, in cui l’uomo e la natura si affrontano, si confrontano e, perché no, si scambiano un aiuto reciproco. Ma fondamentale sarà l’aiuto che riceverà ogni giorno dalle persone che lo seguiranno. Non si muoverà da solo. Le sue spalle saranno protette dall’esperienza di alcuni individui che hanno vissuto (o vivono ancora) lo sport come qualcosa di magico, di assoluto, di estremamente difficile e affascinante. La posta in palio qui è davvero alta, non è solo un gioco. Basterà avere le ruote ben piantate a terra, e la testa fissa sulle spalle. Sport Aprile 2012 Quando il gioco si fa duro di Daniele Adami Le parole di Batistuta sulla sua salute e sulla sua vita: gol, gioie e anche dolore C’è ancora uno sportivo Chi sostiene che per giocare a calcio è sufficiente avere gambe e piedi buoni si sbaglia. Occorrono resistenza fisica, tattica, visone di gioco, spirito di sacrificio e propensione all’aiuto verso i compagni in difficoltà. Elementi, questi, che sono indispensabili, forse ancora più importanti della caratteristica riportata nella prima frase. Insomma, se da un lato non si può fare a meno degli arti inferiori se si vuol praticare uno sport simile, dall’altro tali parti del corpo servono a poco se non esiste un “contorno” adatto e adeguato. Qualche settimana fa è passata una notizia, di grande impatto ma poco considerata dalla stampa. Gabriel Omar Batistuta, ex calciatore di Fiorentina, Roma e Inter (e della nazionale argentina) ha rilasciato un’intervista a un giornale francese in cui ha parlato della sua situazione fisica. Ha raccontato di un periodo in cui non era quasi più in grado di camminare, di dolori acuti alle ginocchia, della sua lenta ripresa. Afferma che tuttora non riesce a correre e, di conseguenza, non può giocare. Non vogliamo ora soffermarci sulle possibili cause del suo stato di salute, ma concentrarci sulla componente umana dell’atleta. Sentire il bisogno di parlare di certi argomenti trascende tutto quello che avviene sul campo: i gol, le esultanze, le gioie o le delusioni dei tifosi. Queste cose vengono messe in secondo piano. Ora Batistuta ha un ruolo dirigenziale presso la società sportiva del Colon, a Santa Fe. Il modo giusto di far vedere a tutti che oltre ai piedi buoni c’è dell’altro. Ci auguriamo che il grande goleador Batistuta possa tornare presto in forma per continuare la sua attività e lavorare per il bene del calcio Stefano Campostrini graphicdesigner_photoeditor (+39)3460206480 [email protected] 35 36 Cucina Aprile 2012 Serviti il pasto, cowboy di Anna Chiara Bozza Eritrea, Etiopia e Somalia la nuova frontiera del gusto Città che vai, ristorante etnico che trovi In Italia ormai abbiamo visto di tutto: dopo i sushi bar, i wok cinesi e le steak house argentine la nuova moda che impazza nel bel paese è rappresentata dai ristoranti africani. Relegati fino a qualche anno fa soltanto a Milano e Roma, questo tipo di cucina sta cominciando a propagarsi nelle maggiori città italiane. Uno degli stili più apprezzati è sicuramente la gastronomia etiope ed eritrea, che con le sue note spezziate porta la mente in posti esotici e lontani. I locali, oltre a richiamare queste terre misteriose e calde nell’arredamento, propongono un modo nuovo e diverso di gustare i piatti. Nella tradizione africana, infatti, il cibo rappresenta un momento magico, di più nota è il berberè. Al posto del pane si utilizza l’injera, una focaccia composta da una mistura di farine di manioca, mais e miglio. Di consistenza spugnosa, viene utilizzata sia come base per riporre le pietanze, che come mezzo per raccogliere i bocconcini di cibo e portarli alla bocca. Non è previsto l’utilizzo di forchette, per cui gli alimenti vengono serviti in piccoli pezzi e l’injera viene spezzata con le mani. Su questa focaccia possono essere posti cibi a base di legumi o carne, tipicamente stufata e aromatizzata. La pietanza africana più conosciuta è sicuramente lo zighini, piatto nazionale per Eritrea, Etiopia e Somalia. Uno spezzatino di carne o pesce piccante, cotto in un intingolo di burro, cipolla, pomodoro e berberè. pace e armonia. Un momento sacro e allo stesso tempo di allegria e profonda unione. Mangiare il cibo con le mani, servendosi tutti dallo stesso piatto è una delle tradizioni più importanti, un’occasione di condivisione tra i commensali. Le cucine di Eritrea ed Etiopia hanno ritmi dettati dai tempi e dal favore delle stagioni. Sono caratterizzate dall’impiego di molti legumi combinati con carne e pesce. Le spezie rappresentano, uno dei prodotti più importanti, sono elaborate in diverse miscellanee, spesso piccanti, di cui la Le verdure sono usate sia come accompagnamento alla carne, che come piatto unico, ad esempio l’hamli, un misto di ortaggi cotto con le spezie. farina, ripieno di carne macinata e spezie. Per completare la cena in vero stile africano non possono mancare le bevande caratteristiche come i thè aromatizzati, il caffè con chiodi di garofano, e i liquori tradizionali a base di miele, aromi e radici. Si tratta di piatti speziati e particolari, che certamente non potranno essere apprezzati da tutti, trattandosi di un tipo di cucina completamente diversa da quella italiana. Ma per chi volesse provare una nuova esperienza sia a livello gustativo che culturale, o ritornare con la mente ai viaggi e alle atmosfere esotiche, sicuramente non potrà mancare una visita in uno di questi ristoranti, che nel loro piccolo porteranno un pezzetto del calore africano nella primavera europea. In alcuni ristoranti per dare la possibilità di assaporare diverse specialità viene servita un’injera sui cui vengono posti diversi piatti di carne, legumi e verdure. Per chi volesse provare qualcosa di più leggero, esistono diversi antipasti, di cui il più diffuso è sicuramente la sambussa, un involtino multistrato di acqua e In alto le meravigliose colorazioni di alcune spezie, al centro a sx una portata di zighini e qui sopra un piatto di sambussa Cucina Aprile 2012 Serviti il pasto, cowboy STAZIONE DI SERVIZIO F.lli Sartori e Figli snc I NOSTRI SERVIZI: - AUTOLAVAGGIO con personale - AUTOLAVAGGIO SELF h. 7-22 - LAVAGGIO INTERNI AUTO - PULIZIA INTERNI IN PELLE - IGIENIZZAZIONE ABITACOLO - SERVIZIO BAR VIA MANTOVANA 90/B - 37137 VERONA Tel. e Fax 045 8620989 Azienda Agricola Scandola Bosco Chiesanuova ci trov i qui! Rinfreschi dolci e salati per tutte le ricorrenze Torte personalizzate con foto Via L. 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