SCHEDE RAGAZZI
BENEVELLI, Alberto – BERTELLE, Nicoletta: “IL RICCO GIARDINIERE”, Ed. Messaggero Padova, Padova 2009, 28 p., € 11,90.
Pagine grandi, sontuosamente illustrate, narrano di amicizia: quella tra un riccio e una rana, animali così diversi tra loro ma capaci di accettarsi e collaborare. Il riccio sacrifica la cosa più bella che ha, un fiore meraviglioso, per ridare la salute all’amica rana. Lo stesso sentimento coinvolge una rondine e altri animali. Ripetiamo che le illustrazioni sono davvero una festa.
Genere: albo. Età 4­6 anni
D. V.
FRASCA, Simone: “I FACOCERI FANNO LE …”, Il battello a vapore, serie arancione, Piemme Junior, Casale Monferrato 2008, 40 p., € 6,90.
Giulio è un vivace elefantino che si appresta a cominciare la scuola. E’ eccitatissimo all’idea di farsi nuovi amici ma i suoi genitori preoccupati lo mettono in guardia: le scimmie sono ladre, i rinoceronti bucano il sedere con i loro corni aguzzi, le giraffe sono tutte dei gran ficcanaso senza parlare dei facoceri che fanno le puzze! Il giorno dopo, quando sale sul pulmino che lo porterà a scuola, Giulio è tutto immusonito ma il primo giorno di scuola si rivela splendido e così anche i seguenti durante i quali fa amicizia con animali di diverse specie mettendosi a confronto con loro e uscendone ogni volta arricchito perché ciascuno dei compagni gli insegna qualcosa di nuovo. Insomma la curiosità, la gioia di vivere e l’apertura mentale di un cucciolo spazzano via con un sol colpo di spugna tutti i pregiudizi e i preconcetti degli adulti. Una storia divertente, dalla narrazione briosa e dalle belle illustrazioni per un tema d’attualità e una lezione di vita mai troppo spesso ripetuta.
Genere: racconto. Età: da 5 anni.
Francesco Urbano
FARINA Lorenza: “IL NASO DELLA MAESTRA FRAGRANZA”, ill. Paola Baistrocchi, Coll. Il Trenino, Liberodiscrivere edizioni, Genova, 2009, 28 p., € 9,60.
Sono pochi, ma buoni i nasi nella letteratura per bambini, a partire da quello di Pinocchio, protuberanza rivelatrice degli inganni infantili. Il naso ha una sensibilità animalesca, istintiva: coglie gli odori, le fragranze, le puzze degli ambienti e dei corpi e ne decifra personalità, sentimenti e stato di salute. Nello stesso tempo, il naso decide il modellarsi del volto nello spazio, determina l’imponenza o la delicatezza del profilo, ma nella faccia vista di fronte quasi sparisce, eclissato dallo specchio degli occhi e dal morbido atteggiarsi delle labbra: forse per questo i bambini non lo disegnano se non con una linea incerta e due puntini a descrivere le narici, simbolo del respiro, della vita.
“Il naso della maestra Fragranza” è un’appendice grande come un’isola al centro del viso ed è dotato di un fiuto infallibile. La maestra non è certo bella, ma la sua risata è travolgente e il suo modo di vestire, improbabile e colorato, rispecchia il delizioso disordine di una campagna primaverile. La sua classe è formata da bambini provenienti da varie parti del mondo, creature dagli occhi malinconici, che provano nostalgia per ciò che sono stati costretti a lasciare. La maestra annusa le essenze dei paesi lontani soffuse nella memoria degli allievi e capta, con il suo naso stupefacente, le storie che quegli odori raccontano. Ne nascono dei disegni profumati di spezie e di cibi esotici, intrisi di vivi ricordi, i cui effluvi si spargono per tutta la scuola e per le vie della città.
Il racconto risulta esemplare per lo stile chiaro e scorrevole, per la capacità dell’A. di descrivere la realtà dell’integrazione scolastica trasfigurandola con un pizzico di magia, che è semplicemente il potere di ascoltare, perfino con il naso e con estrema attenzione, ciò che i bambini vogliono comunicare. Si presenta in un formato gradevole, stampato su carta ecologica.
Genere: racconti. Età: da 6 anni
Paola Valente
DEMA, Sandra: «GNAMGNAMMONDO», Quaderni di educazione al consumo, EGA Editore, Torino 2009, 64 p., € 6,00.
Il racconto prende spunto da un’attività interculturale che l’A. ha ideato e condotto in una scuola primaria di Torino dove si registra una presenza significativa di bambini stranieri.
Tutto comincia una mattina, una normalissima mattina come tante altre. Dopo qualche minuto di confusione, inizia la giornata scolastica: chi segna le assenze, chi raccoglie le adesioni per il pranzo, chi distribuisce quaderni e chi fa le solite rimostranze per il menù del giorno.
Quando tutti i bambini sono seduti in sala mensa, avviene qualcosa di straordinario: si presenta un personaggio molto rotondo con un cappello da cuoco, una maglia strana tutta a macchie, un cucchiaio di legno in mano e nell’altra un bel piatto di maccheroni fumanti che distribuisce a tutti i bambini sorpresi dell’avvenimento. Nessuno protesta, non avanza nulla nei piatti e, incredibilmente, quel giorno il contenitore dei rifiuti organici non si riempie a dismisura.
I bambini narratori–protagonisti, per un anno scolastico in compagnia di un amico speciale “Gnamgnammondo cuoco giocondo.” hanno apprezzato cibi, luoghi, profumi e storie affascinanti sui cibi che mangiamo ogni giorno e ci propongono un intervento di educazione interculturale sul tema dell’educazione alimentare.
Il racconto si snoda attraverso un percorso che si basa sull’operatività, cioè si riferisce al fare dei bambini con un’impostazione ludica, esperienziale, esplorativa e costruttiva.
Genere: racconto di educazione alimentare ­ interculturale. Età: dai 7 anni.
Giuseppina Abbate
BUONGIORNO, Teresa: “GLI ANIMALI DELLA MIA VITA”, Coll. I nuovi ottagoni, Fatatrac, Firenze 2008, 112 p., € 11,00.
Potrebbe sembrare inappropriato raccontare la propria infanzia, che risale ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, a dei giovani lettori che non conoscono quelle situazioni né quelle atmosfere, eppure la raccolta di 43 ritratti aneddotici coinvolge per l’autoironia e la narrazione fluida, mantiene un sapore piacevole adatto anche alla lettura ad alta voce. Incontriamo degli sketch interessanti e vivaci ritrovando quei climi psicologici degli anni ’40­’50 di cui abbiamo avuto sentore in altri racconti. L’A. riconosce di aver vissuto un’infanzia privilegiata e spensierata in cui il gioco, specialmente all’aria aperta, dominava il quotidiano: magari i bambini di oggi potessero vivere gli stessi spazi incontaminati, gli stessi ambienti salubri, le stesse modalità spontanee di aggregazione e di svago! L’A. si contende il primato dei passatempi con il fratello, artefice brillante di marachelle rischiose in classe e a casa. La consapevolezza della guerra vissuta con percezione scanzonata, grazie ad una dose di filosofia infantile che è ben lontana dalla miopia, trapela da ogni racconto e si allinea all’ottimismo con cui affronta i disagi e supera gli empasse, conservando quel tono umoristico ma a volte anche malinconico che è tra le corde dell’A.
Genere: racconti autobiografici. Età: da 8 anni.
C. Camicia
CAVALLI, Roberto: «IL CENTESIMO SCHERZO», EDT Giralangolo, Torino 2008, 84 p., €.8,00.
Mirko ha 11 anni, è un bambino che si diverte con i suoi coetanei; potremmo definirlo un “artista di scherzi”, si ingegna infatti, ad organizzare con marchingegni complicati scherzi sempre più diabolici per spaventare chiunque prenda di mira. Frequentando la prima media, non gli sembra vero poter organizzare delle vere trappole per i professori, in particolare per la professoressa di storia, a suo dire noiosissima. Le inevitabili conseguenze dei suoi scherzi, sono le “note sul registro di classe” che, naturalmente, non fanno piacere ai suoi genitori sempre più preoccupati. Per il suo centesimo scherzo, che dovrebbe avere la maggiore risonanza, l’occasione propizia è la visita scolastica al Museo Egizio di Torino, ma….. subentra una complicazione: ecco Faruk!! Un ragazzo suo coetaneo, dal carattere alquanto originale, nato solamente quattromila anni prima di lui. Questo racconto, adatto ai bambini della scuola primaria, è molto gradevole, scritto in modo simpatico ed ovviamente “scherzoso”.
Genere: racconto. Età: da 8 anni.
G. Abbate
CASTELLANI, Laura: “IL BARBIERE DI SIVIGLIA “, Paramica, Cava de’ Tirreni 2008, € 16,50.
La vivace opera di Rossini è interpretata con grazia e accuratezza in questa nuova versione in prosa per bambini italiani, inglesi francesi e giapponesi. Dell’opera risaltano il carattere volitivo di Berta, quello burbero di Don Bartolo e quello spensierato e goliardico di Figaro. La prosa è scorrevole e adatta anche ad una lettura ad alta voce. Le illustrazioni dai colori rosati e aranciati sembrano ritagliate dai teatrini di posa dei burattini.
Genere: testo teatrale plurilingue. Età: da 8 anni.
C. C.
GAGLIARDI, Ave: “IL FUOCO DI ARCHIMEDE”, PIEMME Junior, Casale Monferrato 2008, 288 p., €. 7,50.
Archimede è stato uno dei più grandi matematici dell’antichità e, scrisse la maggior parte delle sue opere a Siracusa dove nacque e morì per mano di un soldato romano.
Questo genio fece le più importanti scoperte nel campo della matematica della geometria e della fisica, dallo studio del galleggiamento dei corpi alla quadratura della parabola, dallo studio della sfera e del cilindro alle intuizioni di ottica sulla rifrazione della luce…
Un giorno, nella Magna Grecia, a Siracusa, nel lontano autunno del 215 a.C., Archimede insieme al nipote Didio e i suoi amici, salva una ragazza misteriosa che, caduta in un precipizio, nelle Latomie, perde la memoria. Didio è molto interessato alla fanciulla e comincia ad indagare perché vuole scoprire la sua identità. Flavia parla la lingua latina ed ha un carattere allegro, espansivo ed affettuoso tanto da farsi voler bene da tutti i suoi nuovi amici di cultura ellenica. La ragazza non ha più pace quando scopre che suo padre è il generale incaricato di conquistare la città dove lei è felice.
Le vicende storiche che fanno da sfondo al romanzo, sono presentate dall’A. in modo autentico, sia l’assedio di Siracusa sotto il comando del romano Console Marcello, sia le macchine da guerra inventate da Archimede, con le quali la città ha resistito circa due anni alle forze nemiche.
Leggendo il romanzo traspare in modo avvincente e chiaro il clima culturale delle città greche del tempo con la lingua, la religione, gli usi e i costumi, la forma di governo, il modo di vita e l’identità ellenica del terzo secolo a.C.
Genere: romanzo. Età: da 9 anni.
G. Abbate
DEFOE, Daniel ­ CASA, Fabrizio: “ROBINSON CRUSOE”, Coll. Raccontami, Biancoenero Edizioni, Roma 2009, 84 p. più CD, € 14,00.
La “riduzione” dei Classici, dai grandi poemi dell’umanità ai grandi romanzi, a servizio dei ragazzi e della scuola, è un’antica scelta editoriale ben collaudata da molti autori illustri. Questa collana si annuncia con la frase “i grandi classici più facili da leggere”, domandando che “ci sono storie che da generazioni fanno parte del nostro bagaglio di letture, ma quanti sono i ragazzi che ancora le leggono?”. Il problema che sempre si pone è che l’operazione non tolga il sapore e lo spirito dell’originale. La collana si avvale della consulenza scientifica di specialisti della psicologia e della comunicazione. La vicenda è talmente nota che non occorre qui ricordarla. Piuttosto occorre valutare la “traduzione e adattamento” del curatore. In questo caso, ci sembrano salvaguardati i sentimenti (sconforto, fede, speranza…), la descrizione delle tragiche situazioni in cui si trova il naufrago e il carattere ferreo di questi. Qualche volta, l’aver tralasciato alcuni particolari provoca nel lettore domande inevase. L’impresa ci pare tuttavia riuscita, nei confronti della mole del testo da… addomesticare. Ricordiamo che Rousseau vedeva in Robinson la lettura e la figura ideali per il suo Emilio, nella illuministica fiducia del potere dell’uomo di dominare la natura. Testo scorrevole, grafica ariosa di facile lettura, efficace in CD la lettura di Fabrizio Parenti.
Genere: romanzo in forma di diario. Età: 9­12 anni.
Domenico Volpi.
CARTER Ally: “SPY GIRLS. VORREI DIRTI CHE TI AMO MA POI DOVREI UCCIDERTI”, De Agostini, Novara 2008, 320 p., € 14.90.
Cammie frequenta la Gallagher Academy per Ragazze Superdotate, una scuola femminile per future spie. La protagonista ha quasi sedici anni, studentessa modello tanto da conoscere quattordici lingue è capace di disattivare una bomba radioattiva, ammazzare a mani nude. La scuola, di cui la madre di Cammie è preside, prevede un semestre di “operazioni sotto copertura”, prove durissime per dimostrare il loro coraggio e la loro preparazione. La prima missione di questo semestre è quella di seguire il signor Smith alla fiera di Roseville per scoprire le curiose abitudini alimentari del vecchio professore. Nella caotica festa Cammie incontra Josh, un colpo di fulmine che rimette in discussione tutte le certezze della ragazza. La sua sarà una storia d’amore parallela alla vita da spia, la voglia di condividere la sua gioia amorosa e i successi scolastici sarà decisiva.
Un racconto che ha già riscosso enorme successo proprio per la scorrevolezza della narrazione e per la curiosità della trama.
Genere: romanzo. Età: dai 12 anni. Giulia Siena
CHIOLERO, Pierangelo: “IL TENENTE CRISPI E IL MISTERO DEL PAMPALÙ”, Ed. Del Graffio, Borgone (TO) 2008, 167 p., € 13,00.
Siamo alla fine di maggio del 1914. L’estate in Val di Susa si sta affacciando con l’abbondante cornucopia dei suoi colori, profumi, aromi, frutti, fiori. La natura invita all’aperto, la vita contadina è in pieno fermento. La montagna con il bosco e il sottobosco, riveste le rocce desolate dell’inverno ormai trascorso, con il suo rinnovato caratteristico abito stagionale. Ma, nello scorrere tranquillo dei giorni, in questo contesto agro­
montano tipico della nostra Valle in quel periodo storico, due morti violente vengono a sconvolgere lo scenario senza scossoni dei valligiani. Protagonisti, il Rocciamelone e il forte del Pampalù, costruito sulle sue falde tra il 1891 e il 1893, con le sue due batterie: quella inferiore a 1400 m. e quella superiore a 1600 metri di quota. Infatti, uno dei due cadaveri rinvenuti fortuitamente sui fianchi del monte, è proprio quello del soldato Cesare Rosso, di stanza a questo forte, trovato dal carrettiere Biagio mentre si recava da Monpantero al Pampalù, con la sua consueta scorta di vettovaglie per la brigata. L’altra vittima viene scoperta alcune settimane dopo, occultata nella boscaglia dello stesso monte; si tratta di una giovane abitante di una della piccole borgate che sorgono a monte di Monpantero. Questi due fatti delittuosi ed insoliti per la concomitanza di tempo e di luogo e per altri motivi che li legano – la loro omissione è doverosa per il genere del libro – costituiscono l’impasto materico e l’impianto del romanzo.
Come si evince dal titolo, l’indagine per risolvere questo tragico “mistero” è affidata al Tenente Giacomo Crispi che ha assunto, proprio in quei giorni, il suo nuovo incarico al forte di Pampalù.
Il libro si legge senza soluzione di continuità per l’abilità degli intrecci, l’immediatezza del linguaggio, la fluidità degli eventi, proposti in brevi capitoli, che affrontano situazioni diverse, portando con efficacia ed agevolmente il lettore nelle specifiche circostanze. Fatti e persone sono tratteggiati con pennellate appropriate, fedeli allo scenario dell’epoca, con l’utilizzo di diversi registri narrativi che spaziano dalla lettera ufficiale, al verbale, all’articolo di cronaca del giornale locale del tempo, alla descrizione attenta di particolari di interni e non, che connotano la narrazione. Una creazione fantastica, dunque, la sua, che ha messo in luce chiare doti di inventiva e di capacità narrative che fanno ben sperare nella fioritura di nuova storie altrettanto valide e coinvolgenti come questa.
Genere: giallo. Età: 16 anni e per tutti
Laura Grisa
PSEUDONYMOUS, Bosch: “SE STATE LEGGENDO QUESTO LIBRO È GIÀ TROPPO TARDI!”, Mondadori, Milano 2009, 323 p., € 17,00.
Il mistero s’infittisce. Non solo quello della trama, ma anche quello dell’autore che si cela dietro Pseudonymous Bosch. E a poco serve l’intervista in appendice che l’autore fa a se stesso. Romanzo di avventure, con due ragazzini protagonisti in cerca di risolvere enigmi e che, ovviamente, passano brutti momenti. Niente paura. Tra un capitolo e l’altro (che procedono a ritroso, ma solo nella numerazione) fa capolino l’autore a dialogare con i lettori, a precisare, a dare indicazioni, a sdrammatizzare la tensione e a giocare con trovate stilistiche che ricordano Marinetti e i futuristi. Perfidi dottori, malvagie signorine, maghi; e ancora: prisma sonoro, fantasmi e mostri. Materiale più che sufficiente per i ragazzi amanti dei colpi di scena che non hanno voglia di dannarsi con il telecomando alla disperata ricerca di programmi di evasione. Genere: narrativa, avventura. Età: da 14 anni
Italo Spada
STANCATI, Chiara (a cura di): “TROPPO BUONO! Tante ricette per tutta la famiglia”, Lapis Edizioni, Roma 2008, 120 p., €. 14,50.
Mangiare è innanzitutto un piacere. Importante è non ingurgitare quello che capita, ma mangiare …. con la testa prima che con la bocca; purtroppo l’alimentazione di molti bambini è diventata un consumo di prodotti più o meno trattati industrialmente.
Il testo ha l’obiettivo di recuperare il rapporto anche materiale con l’alimentazione, coinvolgendo il bambino nel mondo della cucina.
Il bambino spesso non sa di cosa siano fatti gli alimenti di cui si nutre, quali siano le materie prime e i metodi di preparazione, per cui, con le ricette proposte, può riprendere coscienza del cibo, inteso come piacevole momento di vita familiare, sia nella preparazione che nella consumazione.
La prima sezione di questo libro presenta delle ricette che sono “le basi” indispensabili per ogni bravo chef. Di seguito troviamo due sezioni: “I grandi cucinano per me”, e “Cuciniamo insieme”, dove il bambino si diverte a fare l’assistente agli adulti che cucinano, ed infine, la terza sezione, “Cucino io!”.
Questo testo non è soltanto un libro di ricette divertenti nella loro presentazione, facili da realizzare, illustrate fase per fase, ma è, anche, una guida per scegliere, attraverso sei colori, i giusti nutrienti dell’alimentazione. In ogni pagina, infatti, sono rappresentati dei quadratini colorati che corrispondono alle diverse “molecole alimentari “ contenute in ogni ricetta (zuccheri, proteine, grassi, fibre, vitamine, sali minerali).
Per completare, in fondo al testo, sono presentati dei lavoretti a tema per realizzare biglietti d’invito, festoni ed altri oggetti per sorprese.
Genere: guida di ricette e di educazione alimentare. Età: da 9 ­ 10 anni.
G. Abbate
TOGNOLINI, Bruno, MERCALLI, Luca: “CIELI”, Coll. Il Cantiere delle Arti, Edizioni Artebambini, Bazzano (Bo) 2009, 64 p. + DVD , € 19,50.
È piacevole il varo di una nuova collana per bambini soprattutto se l’editore si chiama Artebambini che di (bei) libri se ne intende davvero. Il titolo del primo album “Cieli. Segni, parole, scienza e altro per un gioco ad arte” richiama una sapiente miscela di narrativa, scienza, arte. Una formula originalissima, realizzata a più mani da Bruno Tognolini (noto scrittore per bambini), Luca Mercalli (meteorologo presidente della Società Metereologica Italiana), Svjetlan Junakovic (illustratore pluripremiato), Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione (esperte di arte e didattica per bambini) ed Enrico Pierini (informatico). Il volume ­ realizzato in collaborazione con I Musei di Nervi ed i Servizi Educativi e Didattici del Comune di Genova ­ è diviso in 4 parti. Si inizia con l’arte, ovvero con un percorso tra i quadri conservati nei i Musei di Nervi per raccontare “come il paesaggio, e quindi anche il cielo, siano stati rappresentati da pittori a scultori con tecniche diverse”: dal “tono rasserenante e smaltato” del cielo primaverile de Il porto di Genova nel 1850 di Ippolito Caffi alla “luce livida e metallica” del Temporale sul Lago di Garda (1892) di Adelino Morel de Tangry, dall’infuocato cromatismo di un cielo irreale nei Corsari (1908) di Plinio Lomellini ai cieli solcati da rombanti aerei da guerra delle Aeropitture futuriste (1936) di Giovanni Korompay. Si prosegue poi nella sezione narrativa con il fantasioso racconto di Tognolini (registrato anche in DVD) La cattura dei serpenti scintilla (arricchito dalle illustrazioni di un Svjetlan Junakovic in forma smagliante) ispirato alla scultura in gesso Il genio di Franklin realizzata nel 1871 da Giulio Monteverde. La sezione scientifica Che tempo fa nei quadri? è curata da Luca Mercalli per aiutare i giovani lettori a decifrare i segni del tempo nei cieli dipinti dai pittori (osservandone attentamente luce, colore, nuvole) e a comprendere i cambiamenti climatici avvenuti nel corso degli ultimi due secoli. Come gradita sorpresa finale, ecco il quaderno dell’Acchiappanuvole (inserito a parte in terza di copertina) per guardare e osservare le nuvole da provetti meteorologi ; capire la terminologia (vedi glossarietto nembologico); costruire una trappola per catturare le nuvole (brevettata dai bambini della scuola dell’infanzia Ca’ di Ventura di Genova). Genere: divulgazione artistica e scientifica. Età: dai 10 anni
Carla Mazzolin
FEMMINELLA, Nicola, RINALDI, Giusy: “L’AUTOSTRAMOBILE, prima guida per ragazzi in viaggio sull’autostrada”, Imaging Editrice, Sassano 2008, 102 p., € 10,00.
Il testo della serie “Letture da viaggio” è abbinato al simpatico libretto di Giusy Rinaldi intitolato “Coda Tesa”, con allegre illustrazioni di Marcella Fusco, testo che si consiglia di leggere durante il viaggio per superare i momenti di noia. La guida per viaggiare si distingue per due motivi: si rivolge ai ragazzi interpellando il loro desiderio di scoperta, il senso di avventura, la voglia di autonomia; focalizza l’attenzione sul paesaggio e le bellezze artistiche dell’Italia illustrandole in modo diretto, “fotografico” e accattivante. La guida prende in considerazione il tratto di autostrada che parte da Buonabitacolo­Padula fino a Polla suggerendo soste, visite, accorgimenti per godere al meglio del viaggio e per ampliare le conoscenze. Non aereo, non treno ma automobile per visitare e conoscere in dettaglio e senza fretta quel tratto della Campania assieme ai personaggi di Martina e Maria Laura, nella loro autostramobile. I percorsi, gli itinerari ambientali ed artistici, culturali e storici sono indicati con precisione e illustrati con disegni, foto, grafica dinamica. Bisognerebbe riflettere sulle abitudini sociali, sulla facilità di aggregazione nelle piccole località, sull’immediato e puro contatto che è tuttora possibile in ambienti non metropolitani; suggerire, come fa l’A., di recuperare degli spazi personali e dei tempi più regolari per apprezzare la nostra bella Italia e non accontentarsi di vederla virtualmente sul PC.
Genere: guida turistica per ragazzi. Età: da 12 anni.
C. C.
NOBILE, Angelo: “Cuore in 120 anni di critica deamicisiana” Aracne editrice, Roma 2009, 152 p., € 12,00.
Il docente dell’Università di Parma compie uno studio rigoroso sui pareri espressi dall’uscita di Cuore, 1886, ai giorni nostri, resosi necessario per la portata del libro­evento, che già dal 1923 aveva raggiunto il milione di copie e vantava decine di traduzioni in tutte le lingue. Con la contestazione sessantottina Cuore cade in un “turbine”, tra i tanti detrattori elenchiamo Eco, Faeti, Arbasino, a cui si allineano Ginzburg, Chiosso, Pitzorno. Nel clima di intolleranza critica e ideologica sono poche le voci che lo difendono: Bernardinis, Paolozzi, Volpicelli. Importante l’equilibrata posizione del pedagogista Cambi, che pur riconoscendo alcune debolezze dell’opera, ne sottolinea la capacità di fissare i valori collettivi quali la laicità, statalità, religione civile del lavoro, crescita sociale in senso solidaristico, ruolo fondamentale della famiglia e della scuola. Su questa linea di revisione, tesa a constestualizzare storicamente l’opera e a depurarla dagli eccessi retorici, si è mossa la critica del nuovo millennio. Fa notizia il ravvedimento di Faeti, quando considera attuale Cuore nella promozione dei sentimenti di accoglienza e di integrazione, indispensabili per rispondere all’ondata di extracomunitari nelle nostre scuole, non dissimili dal ragazzo calabrese per cui il maestro Perboni aveva espresso il suo saluto affettuoso e pieno di fratellanza. Ma per evitare di dimenticare chi ha valutato sempre senza paraocchi ideologici, Nobile ci presenta i pareri della Bacchetti, Giancane, Cambi, nella cui schiera s’iscrive lo stesso estensore del saggio la cui posizione emerge leggera ed equilibrata. Infatti lo studioso di Chiavari si sofferma oltre che sui contenuti ancora condivisibile di Cuore principalmente su ciò che il libro per ragazzi deve contenere, per lasciare un segno nella crescita e nella formazione.
Nobile ci lascia delle tracce che scaturite dall’analisi del romanzo, lo trascendono, per ammaestrare l’intera costellazione della letteratura giovanile, schematizzando:
1. l’impostazione pedagogica esclusivamente cognitivistica dell’infanzia è perdente;
2. bisogna sollecitare le facoltà alogiche del sentimento e dell’affettività;
3. bisogna appellarsi ai sentimenti, quale patrimonio del ragazzo di ogni tempo e di ogni latitudine;
4. la scuola e la famiglia devono ritornare centrali nel seminare i valori dell’onestà, solidarietà,altruismo, impegno personale, generosità, rispetto per l’altro e per le regole della convivenza;
5. l’insegnante, ricusando la burocrazia, deve essere artefice dei questa svolta culturale, con autorevolezza e amorevolezza ( che non passa abituando i ragazzi a dare del “tu”);
6. di fronte ad un’emergenza educativa, con il dilagare del bullismo vandalismo, è pedagogicamente fuorviante un’esaltazione di Franti, che invece, meriterebbe di essere collocato all’interno della complessa eziopatogenesi di un precoce disadattamento minorile e curato con opportune strategie di integrazione.
Con questo saggio Nobile contribuisce a discriminare delle direttrici per rispondere alle emergenze sociali, facendo leva sulla famiglia, sulla scuola, sulla televisione, riconquistata a criteri di responsabilità e intenzionalità educativa e sulla letteratura giovanile, ricca quest’ultima di “valori umani e civili, che forniscano positivi modelli di condotta di identificazione e aiutino il bambino e poi l’adolescente a costruirsi un proprio progetto di vita, sottratto al clima conformistico dominante e all’eterodirezione mediatica”.
Cosimo Rodia
PER EDUCATORI
BUGLIONI, Federica: “IN CUCINA CON MAMMA E PAPÀ”, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 2009, 121 p., € 14,00.
Cucinare con i bambini e per i bambini, averli compagni e complici nel preparare manicaretti, nel compiere (come dice un sottotitolo) “gustose esperienze tra i sapori mediterranei per genitori e figli”. Per i bambini può essere un “gioco” entusiasmante; per i genitori e i nonni, un modo per tenerseli vicino per staccarli dalla tv. Occorre naturalmente far conoscere gli utensili manuale e l’attrezzatura, ai cui usi e pericoli è destinato il primo ampio capitolo, e poi tante idee di cucina semplice con latte e latticini, riso, carne, pasta, pesce, verdure, uova ecc. Non mancano indicazioni su come apparecchiare e su come coltivare piantine aromatiche sul balcone, e un piccolo galateo dei comportamenti a tavola (ahimé, quanto necessario!).
Genere: manuale gastronomico.
D.V.
CERETTA, Luisella: “LE DONNE E LA CUCINA NEL VENTENNIO”, Ed. Susalibri, Sant’Ambrogio (TO) 2008, 127 p., € 14,00.
Il libro offre una policroma, interessante carrellata sulle donne del ventennio fascista, sulla loro intraprendenza, sull’arte di arrangiarsi, sui loro passi in avanti sulla difficile strada della propria affermazione ed emancipazione, passata anche attraverso la cucina. Una cucina che era e doveva essere povera, essenziale, in linea con i diktat del regime che pontificava: “La lotta contro gli sprechi salva pro alla Patria”, “Se tu mangi troppo derubi la Patria”. In tempi di sanzioni bisognava fare di necessità virtù. Ed allora ecco i supporti indispensabili per procedere con sempre maggior informazione su calorie e giusta nutrizione, evitando ogni spesa superflua ed ogni seppur minimo spreco. Sono quei consigli forniti da riviste, dove esperti in arte culinaria ed alimentazione informano le massaie, le aiutano a realizzare piatti gustosi, sostanziosi, anche in periodi in cui la carne è limitata. Prima fra tutte, la voce di Petronilla (Amalia Moretti Foggia, laureata in Medicina, con specializzazione in pediatria) della “Domenica del corriere” nella rubrica “Tra i fornelli” elargiva alle cuoche domestiche, sagge soluzioni per quei “tempi burrascosi”, dove in cucina le dispense erano per lo più sfornite di tutto. Il libro presenta una serie di ricette che rispecchiano i profili della varie cucine che si sono susseguite in quel periodo storico: quella imperiale “in epoca della conquista etiope”, quella della resistenza, detta anche “delle inique sanzioni” e quella denominata “di guerra”. Tra le curiosità, viene presentata la “cassetta di cottura” per far risparmiare all’economa massaia, gas o carbone, ed il famoso “orto di guerra” che poteva tradursi anche, per chi abitava in città, in graziose aiuole sul balcone o terrazzo decorate da varie verdure interrate secondo un ordine preciso tanto da farle sembrare bordure variopinte, con l’alternarsi dei colori e delle forme. La postfazione storica di Mauro Minola – una quarantina di pagine illustrate – completa le tematiche affrontate dall’A. nella prima parte, scavando nella cause politiche, storiche, economiche, sociali del ventennio. Il libro si conclude con la presentazione delle fibre tessili del periodo dell’autarchia: quella ricavata dalla ginestra e quella dalla caseina del latte, denominata Lanital (lana di latte).
Genere: sociale­storico.
Laura Grisa
GIANCANE, Daniele: “IL TESORO NASCOSTO” Adda, Bari 2009, 131 p., € 10,00
Il libro è una robusta operazione culturale, compiuta da un intellettuale sensibile e a tutto tondo. Qual è lo scopo dell’autore? Costruire un giocattolo per ragazzi, darglielo in mano, affinché, giocando, si divertano e nel contempo crescano in loro le sovrastrutture ricettive della memoria e dei segni di una civiltà, press’a poco come il vecchio “Sapientino”, con cui i bambini giocavano e nel contempo sviluppavano conoscenze e percezioni dei dettagli.
Uno strumento complesso che poteva essere partorito da un uomo che è nel contempo docente, scrittore, poeta, educatore, antropologo, perché, di fatto, il libro è un coacervo di possibilità fruitive: è per ragazzi per quanto riguarda l’avventura direttamente esperita dai giovani protagonisti; ma ha una robusta finalità metatestuale con le epigrafi in cima a ogni capitolo di versi di poeti lucani, che quasi schiaffeggiano il lettore, lo fermano nella sua corsa quotidiana e lo invitano a misurare il proprio essere nel mondo; con il richiamo alla storia del sud con i suoi briganti, con lo Stato lontano e requisitore; con il richiamo al folclore, alle credenze e al magismo, oltre agli sguardi paesaggistici su una terra immobile e silenziosa e per questo magica e incantevole.
Mi sembra di poter dire che siamo di fronte ad un libro nel libro, di due generi sovrapposti, con la stessa finalità: volgere lo sguardo al sud e alla sua dimensione culturale, alla ricchezza paesaggistica e alla dimensione del silenzio e alla necessità di essere attori del destino di una regione per evitare derive consumistiche.
Il romanzo inizia con la rappresentazione paesaggistica delle montagne lucane e di San Fele, incede con una narrazione di una civiltà raggrumata nelle testimonianze delle sue protagoniste, tutte vecchie, come a dire: attenzione che sono le ultime sopravvissute e depositarie di una civiltà fatta di magismo, religiosità, fatalismo.
Quattro giovani eroi ­ Felice, Vanni, Vito e Donato vengono a conoscenza del segreto del tesoro nascosto del brigante Totaro sul monte Pierno ma durante la loro ricerca di indizi smascherano tre imprenditori che programmano di comprare a basso prezzo il bosco per trasformarlo in centro residenziale per uomini facoltosi, sfruttando poi le acque sorgive.
I quattro protagonisti vincono la partita e abbandonata anche la ricerca del tesoro, comprendono che quello vero è il bosco: “Se lo sappiamo utilizzare senza distruggerlo, il bosco sarà il nostro futiro”.
Il romanzo è antropologico, avventuroso, poetico, francescanamente difensore degli ambienti naturali e dei loro ecosistemi.
Cosimo Rodia
POESIA
SERRICCHIO, Cristanziano: “LA PRIGIONE DEL SOLE”, Marietti 1820, Genova 2009, 114 p., € 15,00.
L’intensa silloge è divisa in tre sezioni. La prima sezione sollecita una riflessione sul tempo che sgretola la vita, sull’avvicinarsi dell’ineluttabile morte, sul ripiegamento verso un concetto trascendente e spirituale: “Oltre la solarità in ombra/e gli smeraldi cupi del mare/piega il tuo cuore quaggiù/Signore, ascolta il grido/e in un istante/
spalanca il mondo intero” l’appello alla luce divina che sprigiona bellezza rimane come un monito, trafigge ma dà sollievo. La seconda si compone di poesie in pugliese con testo a fronte in italiano, si configura come un’osservazione attenta del quotidiano, degli oggetti presenti nella vita, di elementi paesaggistici; compare così il fiasco di creta, la croce, il braciere, le pietre e il mare. Per ognuno il legame con ricordi e stati d’animo è esplicito e forte: “Dopo tutto questo precipitare in fondo/vorrei prendere fiato un poco/lasciare a terra in un cantuccio/appesa all’albero o dentro una grotta/questa bisaccia gravida di lacrime”.
La terza si concentra sull’amore per e della compagna, le atmosfere romantiche e il ricordo di quella stagione felice sono espresse con vivida energia: “Mi volto e mi aggiro in questa casa, gli odori, gli oggetti tutto come prima/Però un passo si avvicina e sento/le pianelle, la veste, l’acqua che scorre/il pettine che scende tra i capelli/
il profumo e le parole che mi chiamano”. L’infinita assenza genera memoria e pianto, la consapevolezza della caducità della vita lo induce a tesaurizzare la dolcezza dell’amore ricambiato con un’espressione di gratitudine verso il Creato. “Palpo nella rugiada/la fanciullezza del sole/la sua luce di goccia/nell’evento dell’alba./Ma la trasparenza/ inganna la verità/del mio sentirmi/fiato solo del cielo”.
C. C.
SAPORITI, Achille Abramo: “LA NOTTE DEL CIRENEO”, Interlinea Edizioni, Novara 2009, 86 p., € 12,00.
Un tesoro di sensazioni che ci mette di fronte alla debolezze umane e alle incongruenze del nostro vivere: il poeta ancora una volta riesce a distaccarsi dall’insulso vorticare della società odierna e ad interrogarsi, interrogarci. Cosa alberga nel nostro cuore? Il vuoto, la noia, l’indifferenza: “All’ombra del buio odio il vuoto/che mi abita:/sono incapace di sdegno”. C’è un rimedio, afferma il Cireneo di storica memoria: “Dio mi sfida a fidarmi/mi sfida a capire” ma non basta: “Quando chiami Signore/possiamo dire no o aderire:/ma tu, ostinato, ritorni/nel guscio vuoto del cuore”. Questa ostinatezza ci consola perché se non ci fosse la misericordia di Dio, saremmo spacciati e veramente soli. La figura del Cireneo incarna tutti noi, abbandonati a noi stessi e confusi, estranei ai sentimenti e alla ricerca di una vana gratificazione, tutti noi che abbiamo perso di vista l’orizzonte umano e ne avvertiamo una sconfinata nostalgia. C. C.
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estratto - Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile