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Anno 2011-2012 - numero 7 / marzo 2012
Mensile Rotary International Distretto 2060 Anno XI Aut. Trib. di Treviso n. 1177 del 18/02/2003
Abb. Annuo € 4,00 Poste Italiane Spedizione in abbonamento postale - 70% - NE/TN Tassa Pagata / Taxe Perçue / Prioritario
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marzo
20122
copertina montaggio mar 2012_Layout 1 02/03/12 14.00 Pagina 3
NOTIZIARIO
NOTIZIARIO D
DEL
EL GO
GOVERNATORE
VERNAT
TORE BRUNO MARASCHIN
Università degli Studi di Trento
Friuli Venezia
Venezia Giulia
Giulia – Trentino - Alto Adige
Adige / Südtirol
Südtirol – Veneto
Veneto
D
DISTRETTO
ISTRETTO 2060
2060
copertina montaggio mar 2012_Layout 1 02/03/12 14.00 Pagina 4
lettera del governatore
Leggere e scrivere
un diritto inalienabile
marzo
Cari Amici e Care Amiche,
la scrittura è una forma di linguaggio visivo; la lettura è la capacità di decifrare e comprendere questo linguaggio: questi 2 elementi costituiscono una delle più importanti scoperte dell’Umanità, e la Civiltà, come la intendiamo noi, è nata con la capacità di saper leggere e scrivere.
Il Linguaggio visivo è nato in 4 diverse aree geografiche: nel Medio Oriente, in Egitto, in Cina
e in Mesoamerica.
Oggi, il sapere leggere e scrivere è un diritto umano, purtroppo negato ancora a troppe persone, ed è un dovere dei Governi di tutte le Nazioni provvedere alla istruzione di base della
popolazione; la correlazione fra analfabetismo e alfabetizzazione è chiara: all’uno è legata la
miseria, all’altra al progresso, all’emancipazione, alla prosperità e, in ultima analisi, alla pace.
Il Rotary dedica il mese di Marzo alla Alfabetizzazione, che rappresenta uno dei più importanti programmi dell’area umanitaria. Lo scopo fondamentale è quello di richiamare l’attenzione
di tutti i Rotariani del mondo sulla importanza dei progetti dedicati alla alfabetizzazione e della
istruzione alle popolazioni del pianeta che sono ancora in una condizione di analfabetismo.
La lotta all’analfabetismo è stata nel secolo scorso per gran parte delle nazioni, che ora sono
considerate acculturate, e nell’epoca attuale nelle zone che presentano ancora questa piaga
sociale, una sfida importante per realizzare condizioni migliori di vivibilità.
Nel 1958 l’UNESCO ha dato, della problematica, queste definizioni:
a) una persona è alfabetizzata quando sa leggere e scrivere, comprendendo il significato di
un brano semplice in rapporto alla sua vita giornaliera;
b) è analfabeta quando non ha queste capacità.
Il 1990 fu dichiarato dall’ONU “Anno internazionale dell’Alfabetizzazione”. Pur essendo
questo problema sociale all’attenzione non solo delle singole nazioni, ma anche di molte Associazioni, tra cui un ruolo importante è svolto dal Rotary, in epoca attuale, in 6 Paesi del mondo
non è ancora istituita la scuola dell’obbligo e in ben 92 Paesi non vi è istruzione gratuita per
tutti, per cui solo i bambini di famiglie agiate vanno a scuola, mentre i figli dei poveri rimangono a casa: tra questi, la maggior parte è costituita da bambine. Gli analfabeti nel mondo sono
tuttora circa 2 miliardi, così suddivisi:
• Circa 700 milioni di ragazzi al di sotto dei 15 anni non sa leggere e scrivere;
• 100 milioni fra i 15 e i 24 anni non sa scrivere;
• 450 milioni sono gli analfabeti fra i 25 e i 64 anni;
• 130 milioni sono gli analfabeti al di sopra dei 65 anni.
Il Rotary e i Rotariani da molti anni sono impegnati con lo scopo di risolvere questo problema tipico delle Nazioni in via di sviluppo con progetti e programmi, tra cui il “Concentrated
Learning Encounter”, che consiste in un metodo per acquisire rapidamente la capacità di leggere e scrivere, sperimentato con successo in molti paesi.
Ma se l’analfabetismo vero e proprio è presente nelle Nazioni in via di sviluppo, non dobbiamo dimenticare un fenomeno che investe anche le nostre società evolute, che si chiama “analfabetismo di ritorno” in base al quale un notevole strato della popolazione, calcolato in circa il
20%, non riesce a utilizzare i moderni mezzi informatici di comunicazione e relazione.
Non sapere leggere e scrivere è come vivere senza vista e senza voce; essere analfabeti significa essere emarginati dalla società. Pertanto, noi Rotariani impegnamoci con determinazione
e convinzione per eliminare questa piaga che ancor oggi è presente in molti Paesi del pianeta.
Noi, del Rotary, possiamo fare moltissimo organizzando corsi di istruzione e formazione per
adulti o semplicemente assicurando che tutti bambini abbiano libri e altri materiali didattici
necessari per la loro istruzione: noi possiamo aiutare gli altri ad imparare a leggere e scrivere,
e a insegnare loro a diventare persone autonome.
Un abbraccio
Il filo
di speranza
che può fare
la differenza
per la vita
in un paese
come la
Thailandia
Portiamo la salvezza,
portiamo l’acqua dove non c’è.
Contribusci anche tu al service per fornire acqua pulita
a strutture scolastiche rurali lontane dai grandi centri abitati
e sparse fra il Nord e il Sud della “Terra dei mille sorrisi”
che, per contrasto, è anche terra di molte sofferenze.
L’Acqua è fonte di vita.
“Un piccolo sforzo per donare tanti sorrisi”
D I S T R E T T O
2 0 6 0
marzo 2012
distretto 2060
Friuli Venezia Giulia
Trentino - Alto Adige / Südtirol
Veneto
editore
Rotary International Distretto 2060
Corso Palladio, 139 – 36100 Vicenza
tel. 0444 543059 – fax 0444 322386
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Autorizzazione Tribunale di Treviso
n. 1177 del 18/02/2003
uno
Lettera del Governatore
quattro
Nell’armonia delle arti per dare respiro alla vita
sette
Insieme per guarire le “fratture” del mondo
sedici
I fondi per la ricerca? Ce li può dare l’Europa
ventiquattro
Ai nostri studenti insegnamo a dialogare con il mondo
ventinove
Lavoriamo per un sorriso
direttore responsabile
Giandomenico Cortese
[email protected]
redazione
Ida Zanetti
direttore editoriale
contrà Do Rode, 7
tel. 0444 325775
cell. 340.6205512
[email protected]
Lodovico Cattaruzzi,
Ario Gervasutti, Sergio Zanellato
Pubblicità
Gianfranco Tateo
Ida Zanetti
trentatré
Costruttori di pace attraverso il servizio
trentasette
Quarant’anni festeggiati con le Frecce Tricolori
trentotto
Un antico orto e giardino botanico nel cuore di Bassano
quarantadue
I frutti della ONLUS: una pedana per i disabili
quarantatré
L’Arma dei Carabinieri e la nostra sicurezza
quarantaquattro
APIM in Costa d’Avorio
quarantacinque
I giovani nella società d’oggi
quarnatasei
Ad Alessia Maso il “Premio al merito”
impaginazione
Sprint Sas di Rosanna Zanasco
Via Pasubio, 93 - 36030 Caldogno (VI)
tel. 0444 905422 - [email protected]
stampa
Esperia Srl
Via Galileo Galilei 45, 38015 Lavis (TN)
tel. 0461 245540
[email protected]
quarantasette
Un concreto incentivo allo studio universitario
quarantotto
La voce dei Club
cinquantaquattro
Decima edizione del Banco Farmaceutico
cinquantasei
Club service e partner strategici
cinquantotto
Il Rotary vivrà e prospererà
sito web
www.rotary2060.eu
Stampato su carta ecologica certificata FSC
prodotta da cellulosa proveniente da foreste
gestite in maniera corretta e responsabile
sessanta
Appartenere alla Patria
Editoriale
Nell’armonia
delle arti
per dare
respiro
alla vita
di Giandomenico Cortese
«Più invecchio, più mi convinco che La
Bohème è un capolavoro e che adoro Puccini, il quale mi sembra sempre più bello».
Igor Stravinskij, il compositore nato
nelle vicinanze di San Pietroburgo, naturalizzato francese, autore tra l’altro del
celebre “L’uccello di fuoco”, non aveva dubbi nel descrivere l’opera lirica di Giacomo
Puccini composta sul libretto di Giuseppe
Giocosa e Luigi Illica, alla fine del 1895, ed
eseguita, la prima volta, al Regio di Torino
il primo febbraio dell’anno successivo, per
la direzione del giovanissimo maestro Arturo Toscanini.
L’appuntamento a Venezia, il nostro
incontro al teatro “La Fenice” di sabato 26
maggio, confermerà anche ai non melomani, la suggestione della musica pucciniana, le fantasiose allegorie di una vita spensierata e bohemienne della gioventù parigina d’altri tempi, la bellezza delle arti,
l’armonia e l’equilibrio delle note e del bel
cinque
canto accompagnati da una grande orchestra, in uno scrigno scenico che di per sé,
da solo, affascina e incanta.
Il Rotary fa e propone cultura con una
alfabetizzazione mirata, puntuale, oltre le
incertezze e simulazioni che rendono complessa l’era globale.
Il nostro “analfabetismo” talora travalica il mero saper leggere e scrivere, e in
questa società apatica e incerta, produce
egoismo, insensibilità ai grandi valori insiti nell’umanità, toglie entusiasmo a quell’impegno a coltivare e custodire il giardino del mondo nel quale siamo tutti stati
chiamati a vivere, mettendo in gioco i propri talenti.
Mi piace ricordare de “La Bohéme” le
dolci e forti figure femminili, Mimì e
Musetta.
E di quest’ultima, l’aria di piccolo valzer, uno dei brani più ripresi, nel secondo
quadro dell’opera, quello in cui rivolgendosi al pittore Marcello, nella speranza di
conquistarlo, la seducente interprete, usa
la sua fresca civetteria, e intona:
“Quando me’n vo’ soletta per la via
la gente sosta e mira,
e la bellezza mia - ricerca in me
tutta da capo a piè.
Ed assaporo allor la bramosia
sottil che dai vogliosi occhi traspira
e dai vezzi palesi intender sa
alle occulte beltà.
Così l’effluvio del desìo tutta m’aggira
e delirar mi fa.
E tu che sai, che memori e ti struggi
com’io d’amor, da me tanto rifuggi?
So ben: le angosce tue non le vuoi dir
ma ti senti morir!”
È attualissimo l’invito, un richiamo al
dono dell’amore che è effluvio e carica vitale.
Anche questa è alfabetizzazione, da
cogliere e promuovere, accompagnamento
al senso ed al valore dell’esistere.
La musica resta il miglior veicolo in
grado di rappresentare la spiritualità, la
nostalgia, l’amore, la dolcezza, pure il tormento e il dolore.
Pensiamo ad Haydn, a Mozart, a
Beethoven.
Basterebbe il “nostro” Antonio Vivaldi.
Pensiamo a Franz Schubert, autore
viennese, vissuto all’inizio dell’Ottocento,
autore di oltre seicento “Lieder”, alla sua
“Incompiuta”, al popolarissimo canto laddove i versi recitano: “Tra i singhiozzi mi
chiedo sempre. Dove?… dove sei mia terra
adorata?… Terra verde di speranza/ terra
dove fioriscono le mie rose/ dove sono i
miei amici/ dove risorgeranno i miei
morti/ terra che parli la mia lingua/ o
terra dove sei? Vago silenzioso, infelice/ e
tra i singhiozzi mi chiedo sempre: dove? Il
vento mi risponde:/ Là, dove tu non sei, c’è
la felicità”.
C’è bisogno ardente di nuovi mistici in
questa alba del Terzo Millennio, così da
aiutarci a cogliere la “fiamma divina” che
c’è in ciascuno di noi.
C’è bisogno di fiducia e di coraggio per
leggere e interpretare i tempi nuovi dell’umanità.
C’è bisogno di tornare a sorridere,
quando camminiamo per strada, per tornare a dare “respiro alla vita”, per rianimare una società ipertecnologica, in cui le
relazioni e comunicazioni oggi si fondano
su sempre più scarsi contatti personali e
sempre più attraverso media labili, e i lin-
Editoriale
guaggi sono quelli sincopati degli sms,
delle e-mail, delle 140 battute di Twitter,
dei contatti su Facebook, dei dialogi attraverso freddi tablet o smartphone.
La tentazione è forte: “Io vivere vorrei,
addormentato/ entro il dolce rumore della
vita”. La sogna Sandro Penna, il poeta
perugino amico di Umberto Saba, Ungaretti e Montale.
È una suggestione che, forse, prende
un po’ tutti noi, a fronte della frenesia
inconcludente di tanti nostri giorni, assetati quali siamo di mappe sociali e culturali nella ricerca di una nuova identità, di
efficaci servitù intellettive, per sconfiggere
perfino la presunzione dei colti.
In questa ricerca di conoscenza, e di
certezze, che affanna i nostri giorni, che ci
propina libri su libri, in questa cascata di
informazioni che sfornano quotidianamente i nostri pc, gli i-Pad, i blackberry,
che non ci danno respiro, qualcuno invoca
nuove “Accademie del silenzio”, per accompagnare le riflessioni, per aiutarci a
programmare ancora le pause, per non
finire invano il tempo.
L’alfabetizzazione, l’accesso alle lettere, alla musica, alle arti è un diritto, un
impegno per tutti, garantisce autonomia e
dignità all’uomo, affinché sia uomo integrale, nel dialogo con sé stesso, gli altri, la
natura, il sopranaturale, proprio per non
percepire confini.
Ancora una bella sfida per ciascuno di
noi, da condividere, dentro e fuori il
Rotary.
La “missione” del Rotary
sette
Insieme per guarire
le “fratture” del mondo
L’appassionato, illuminante intervento del Presidente Internazionale
Kalyan Banerkee all’Institute di Milano
Siamo molto contenti di essere qui a Milano, nella “casa” del Past President Carlo
(Ravizza, ndr) e Rossana, è una visita che
volevamo fare veramente da tempo. È da
tre mesi che ricopro la carica di Presidente
della nostra fantastica Associazione ed è
una esperienza assolutamente incredibile.
Il percorso del Rotary è fenomeno grandioso con alle spalle grosse ed importanti cose
positive che sono state fatte con il passare
del tempo.
Sono stati raccolti miliardi di dollari grazie ai Rotariani. Stiamo maturando esperienze fantastiche. Stiamo spostandoci da
una parte all’altra del mondo per partecipare i nostri ideali, incontrare le persone più
diverse con le quali condividere i nostri
impegni.
Stiamo cercando di trovare il modo per
far emergere, per far conoscere tutto questo
nostro lavoro in maniera più accurata.
Anche i momenti di spostamento durante i viaggi che ho fatto, diventano momenti
fantastici perché uno dei benefici più grandi di questo lavoro è quello di avere più
tempo rispetto a quanto io non ne abbia mai
avuto per sostare in un posto.
Vi confesso, avere il tempo di leggere è
risultato molto utile perché se leggi un buon
libro, con un po’ di fortuna puoi trovare
degli ottimi spunti per le nostre riflessioni.
Ed è successo esattamente questo con il
Il discorso del Presidente Internazionale
libro che portavo con me diverse settimane
fa, intitolato “To heal fractured world” del
rabbino inglese Jonathan Sacks. È un libro
che parla di responsabilità e di obblighi,
ovvero del guarire le fratture del mondo
giorno dopo giorno e agire in tempo e per
tempo fino a quando il mondo diventerà un
luogo di giustizia e compassione, dove le
persone sole non sono sole e i poveri non
rimangono senza aiuti, dove il pianto dei
vulnerabili è cancellato. Sono sicuro che il
protagonista del libro non sia un Rotariano,
anche se fosse avrei potuto lavorarci anch’io
a questo libro. Comunque credo che sia un
ottimo modo per riassumere quello che il
Rotary effettivamente fa.
Siamo qui per guarire le fratture del
mondo, quelle piccole, quelle grandi, quelle
semplici, le più complesse, ovunque siano e
qualsiasi siano. Se pensate che questa
possa essere una metafora dei servizi del
Rotary, ovvero che stiamo guarendo le piccole e grandi fratture del mondo, vi si delineerà una chiara immagine, una prospettiva dei nostri compiti e di come abbiamo
intenzione di portarli avanti. Ci sono piccole e grandi fratture, forse le piccole le possiamo affrontare da soli, per quelle più
grandi ci vuole più tempo, cooperazione di
risorse e più investimenti.
Tutto questo assume un significato in
tutti questi luoghi con rotture e problemi di
ogni tipo, ognuno di noi deve cominciare ad
agire nel posto più vicino a sé, nel posto che
abita. Iniziamo con le fratture che troviamo
più vicine a noi, anzi da quelle che sono dentro di noi, nelle nostre case, nelle nostre
famiglie e nelle nostre comunità. Se si ha
una crepa nei muri della propria casa, non
ha senso di parlare di rotture all’esterno,
ma si deve partire dalle proprie mura, dai
tetti sopra le proprie teste.
Ill nostro fine è coinvolgere l’intera l’umanità.La “missione” del Rotary International è cercare di avere le risorse e le abilità per prendersi cura del mondo. E per
ottenere tutto ciò – dico ai rotariani - devi
partire da te stesso per trovare le forze e l’amore che hai e trasferire queste forze e questo amore nel mondo e condividerli con gli
altri. Perché tutto quello che facciamo, tutto
quello che esploriamo all’interno del Rotary
appartiene a noi, è dentro ognuno di noi.
Se cerchiamo un mondo migliore, non
dobbiamo chiedere agli altri di essere
migliori, dobbiamo iniziare con esserlo noi
per primi. Generosi non solo nei confronti
degli stranieri, ma anche con le persone più
vicine, con le nostre famiglie, i nostri figli, i
nostri vicini, i nostri colleghi, i rotariani e
con le persone che vediamo ogni giorno. Ini-
nove
ziamo il nostro impegno lavorando prima
con noi stessi, esaminando le nostre azioni, i
nostri valori, le nostre priorità.
Se si vuole vedere un’ecologia più sostenibile ci sono così tanti modi per ottenere
questo, ma dobbiamo iniziare con le azioni
quotidiane, facendo attenzione all’acqua che
utilizziamo, al carburante che utilizziamo,
le risorse che consumiamo e la loro provenienza.
Quindi quello che voglio dire è che se
vogliamo aiutare il mondo a riparare queste
fratture dobbiamo iniziare con il riparare le
nostre insicurezze ed è per questo che la
nostra prima attenzione per quest’anno
rotariano è dedicata alla famiglia perché è
dalla famiglia che comincia tutto. Se vogliamo vedere un mondo più felice, dobbiamo
fare in modo che tutte le famiglie del mondo
siano più felici, che abbiano tutto ciò di cui
hanno bisogno.
Io sono nato a Calcutta, ora chiamata
“città di Madre Teresa” e ho avuto il privilegio di lavorare con lei, tempo fa, in una missione. Un giorno la Madre mi disse che il
problema del mondo moderno è la famiglia
dove i genitori non si prendono abbastanza
cura dei figli, dove i figli non ascoltano i genitori, e i genitori spesso non si prendono cura l’uno dell’altro e la vita familiare è profondamente disturbata e quindi proprio all’interno delle case inizia la distruzione della
pace nel mondo.
LA FAMIGLIA È L’INIZIO DI TUTTO.
Fratelli e sorelle non dimenticate mai che la
famiglia è l’inizio di tutto, è la base della
comunità e spesso come funziona la tua
famiglia allo stesso modo funziona la tua
comunità. Come funziona la tua comunità,
così funziona la nazione e quindi così funzio-
na il nostro mondo. Quindi è nostro dovere
occuparci delle case, dell’acqua pulita, dello
stato di salute delle persone e capire quello
che necessitano le mamme e i loro bambini.
La famiglia crea continuità, connette le
generazioni passate con il futuro, con le cose
belle che ancora devono arrivare. E noi, con
il nostro Rotary, speriamo di fare proprio
questo: proseguire con le cose buone che
abbiamo fatto fino ad oggi e creare cambiamenti positivi dove possibile. Ecco perché il
nostro secondo proposito è la continuità,
continuare con tutte quelle cose che stiamo
facendo bene. Ci sono tante aree in cui
abbiamo avuto successo: abbiamo lavorato
per donare acqua pulita e sicura, per diffondere l’alfabetizzazione, abbiamo lavorato così tanto per donare futuro migliore alle generazioni che verranno. Queste sono le cose
che dobbiamo continuare a fare: continuare
a costruire, continuare ad espanderci e, certamente, continuare con i nostri grandi progetti: l’eradicazione della poliomielite, Il progetto per cui abbiamo lavorato tanto, anno
dopo anno, e che finalmente ci sembra essere così vicino a una svolta positiva.
Poi chiaramente ci sono delle cose che
potremmo fare in maniera migliore e delle
cose che dobbiamo cambiare e, poi, ancora
tante altre cose che ancora non abbiamo iniziato a fare. Io credo che dovremmo avere la
saggezza e la prontezza di identificare queste cose e impegnarci a risolverle.
IL CAMBIAMENTO. E quindi, il nostro
terzo proposito per il 2011-2012 è il cambiamento; dobbiamo iniziare ad essere noi per
primi il cambiamento che vorremmo vedere
nel nostro mondo. Iniziamo aprendo i nostri
occhi, guardando in maniera propositiva a
noi stessi e agli altri Club e renderci conto di
Il discorso del Presidente Internazionale
cosa potremmo fare in maniera migliore.
Non parlo solamente dei vecchi distretti,
delle vecchie organizzazioni ma parlo anche
di noi Rotariani, di quello che facciamo ogni
giorno, ogni settimana nelle nostre case,
nella nostra comunità. Possiamo cambiare
il mondo se cambiamo noi per primi, riconoscendo la nostra comune umanità e rendendoci conto che le persone che noi aiutiamo
non sono differenti da noi. Dobbiamo renderci conto che siamo tutti essenzialmente
uguali e che tutti meritiamo le stesse cose:
salute, speranza, sicurezza, amore. Quando
riconosceremo questo, quando vedremo la
disperazione, la povertà, l’ineguaglianza del
mondo e ci renderemo conto che tutto questo sarebbe potuto succedere a noi, questo
farà cambiare radicalmente il modo in cui
osserviamo tutto, e ci farà capire quanto
urge un nostro cambiamento. Perché, come
vi dicevo prima, il cuore, il centro del Rotary
è proprio il cambiamento. Se non avessimo
apportato i cambiamenti necessari, se avessimo preso tutto com’era senza cambiare il
Rotary a quest’ora potrebbe non esistere e
noi potremmo essere in giro a giocare a golf.
Ma noi crediamo che il mondo abbia bisogno di noi. Noi crediamo che il mondo possa
cambiare in meglio ed ecco perché siamo
qui oggi. Durante quest’anno il più grande
cambiamento che speriamo, per il quale
stiamo duramente lavorando, nel quale crediamo, che aspettiamo più di ogni altra cosa
è il passaggio da un mondo segnato dal
male della poliomielite ad uno senza poliomielite. Per tanto tempo questo traguardo è
sembrato distante ma ora finalmente ci
siamo quasi. Ad oggi abbiamo contato nel
mondo 410 casi di poliomielite in confronto
ai 682 casi dell’anno scorso, in questo stesso
periodo. Non c’è molto da dire, non bisogna
essere esperti matematici per capire che
questo dato rappresenta una diminuzione
di un terzo dei casi in un solo anno.
IL ROTARY FA LA DIFFERENZA. Qualche settimana fa, è venuto in visita per la
prima volta presso la sede Rotary (Ghulam
Nabi Azad) il Ministro della Sanità indiano,
avevamo lavorato molto insieme cercando
di combattere la poliomielite e, quando ha
visto il nostro quartier generale, realmente
commosso in lacrime mi ha detto: “Non
avevo idea di cosa fosse il Rotary, e di cosa
facesse realmente in tutto il mondo, il
Rotary fa la differenza e penso che nei prossimi mesi riuscirà a fare la differenza in
tutto il restio dell’India”.
Un mese e mezzo fa mi trovavo in Nigeria, un altro stato che ha tantissimi problemi con la poliomielite, ed avevo il desiderio
di conoscere il Ministro della Sanità nigeriano. Mi chiamarono per un meeting e mi
trovavo a parlare da un podio come questo
e ad un certo punto intravedo tra il pubblico un uomo che indossava la mia stessa
giacca con il mio stesso badge e indossava la
mia stessa cravatta, volevo presentarmi
perché pensavo fosse un assistente del
governatore e gli chiesi: “Dov’è il Ministro
della Salute?” e lui mi rispose “Io sono il
Ministro della Salute”. Aveva 45 anni e mi
disse: “Credetemi, grazie al Rotary la Nigeria si trova sulla buona strada per debellare la poliomielite”. La Nigeria ha riscontrato molti meno casi di quanti ne abbiano mai
avuti. Qualche caso in più quest’anno in
confronto con lo scorso perché hanno avuto
le elezioni del nuovo presidente nigeriano e
hanno perso un po’ il focus, ma ora si stanno rimettendo al lavoro malgrado i disordi-
Il discorso del Presidente Internazionale
ni nelle zone del nord-est e del nord-ovest.
Stanno lavorando duramente.
E quindi, cosa possiamo dire dell’India
che storicamente è sempre stata una delle
realtà più colpite da questo male? Come
avete sentito abbiamo riscontrato un solo
caso di poliomielite il 17 gennaio scorso
nello stato di Bengal: una bambina di nome
Ruxar Katun svegliatasi incapace di camminare. Solo questo, solo un caso.
Molto lontano dal campo di battaglia
della poliomielite in Behar e dagli interventi che alcuni di voi hanno fatto. Grazie per il
lavoro fantastico portato avanti negli anni.
Siamo a metà di ottobre e il futuro della piccola Ruxar è ancora molto incerto, ma il
futuro di tutti i bambini indiani splende più
di quanto non abbia mai fatto in passato
perché da quella triste mattina di gennaio
nessun altro bambino si è svegliato incapace di camminare, non ci sono più stati casi
di poliomielite, nemmeno uno.
Qualche mese fa il New England Journal of Medicine ha pubblicato un articolo
riguardante la visione del mondo nell’era
post-polio. L’era post-poliomielite? Fermiamoci un attimo a pensare.
C’è una reale certezza che l’era postpolio sia vicina a noi. Trenta anni fa qualsiasi giornale avrebbe solo mentito dando
una notizia del genere, sarebbe stata solo
una notizia di fantascienza. Oggi ecco dove
siamo, ecco a che punto è arrivato il mondo,
ecco cosa noi Rotariani dobbiamo raggiungere. Ed è per questo che Sua Santità il
Papa, quando ha inteso che facevo parte del
Rotary, mi ha guardato con un sorriso e ha
esclamato: “Ah, il Rotary!!!” ed io gli ho spiegato che, allo stesso modo che con la polio-
mielite, noi lavoriamo duramente in altre
aree: alfabetizzazione, acqua, fame e tanto
altro.
Ora che il successo è così vicino, il nostro
impegno deve essere quello di pianificare
un reale futuro senza poliomielite perché
tra qualche anno il mondo sarà dichiarato
libero da questa malattia, quando questo
accadrà, in quel momento, tutta l’attenzione sarà rivolta al Rotary. Nel mondo ci
saranno persone che s’informeranno su
cos’è il Rotary, chiederanno e forse penseranno che il Rotary è un’organizzazione
della quale loro stessi vorrebbero far parte e
noi dobbiamo essere pronti a tutto ciò, con
club forti e attivi, club che sanno benissimo
chi sono e quali sono i loro obiettivi, club
organizzati con una forte leadership, club
pronti a portare avanti i cambiamenti del
21esimo secolo.
IL ROTARY DEVE CAMBIARE COLORI.
DEVE DIVENTARE GIOVANE,
ENTUSIASTA, FUTURISTA, AUDACE.
Amici miei il giorno in cui la poliomielite verrà debellata una volta per tutte è
molto vicino. Dobbiamo prepararci a questo, preparaci con un Rotary forte, entusiasta, fiducioso e con chiare ambizioni. Sto
dicendo che il Rotary deve cambiare colori:
dalle ombre scure del grigio trasformarsi in
verde. Deve diventare giovane, entusiasta,
futurista, audace simbolo della generazione
attuale.
Lo scorso anno questo è stato fatto dal
vostro distretto di Roma, il Distretto 2080
con Franco Arzano, una delle crescite maggiori dello scorso anno, congratulazioni,
continuate così!
Quello che vi sto chiedendo oggi è: cosa
Tutte le cose
che sono veramente grandi,
a prima vista
sembrano impossibili.
Friedrich Nietzsche (filosofo)
Spesso le soluzioni meno scontate
sono le più difficili,
la nostra missione è rendere semplice
ciò che prima non lo era.
C R E AT I V I T Y - B R A N D I D E N T I T Y - A D V C O M M U N I C A T I O N
www.stp.it
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Il discorso del Presidente Internazionale
quindici
state facendo per preparavi? Perché il Roatry International, amici miei, è sì internazionale ma è anche locale, quindi siete voi
per primi il Rotary.
C’è tanta confusione nel mondo, tante
informazioni arrivano da ogni tipo di mezzo
e spesso sono notizie cattive. Sentiamo le
cose peggiori, le catastrofi, notizie economiche pessimistiche e scoraggianti. La Grecia
oggi, un altro Paese domani. È incessante.
È facile sviluppare un punto di vista pessimistico su ogni cosa. Anche su ciò che prima
era visto come completamente razionale.
Una parte del nostro lavoro nel Rotary è
fare rumore non sul male, ma su quello che
è bene. Noi dobbiamo parlare, farci notare
perché credo, e lo credo profondamente, che
le persone non siano per natura pessimiste.
Loro vogliono sentire il bene del mondo,
vogliono crederci e vogliono esserne parte.
Quindi perché non dovrebbero essere parte
del Rotary? Perché non possono agire in
base a questi sentimenti? Perché non possiamo farlo tutti?
Alla fine perché noi facciamo tutti parte
del Rotary? Perché lo amiamo. È molto
semplice. Amiamo l’esperienza del Rotary,
la compagnia, le amicizie, le belle sensazioni che abbiamo nell’aiutare qualcun altro,
la sensazione che stiamo migliorando le
cose e che siamo utili. E l’amore, amici miei,
può crescere solamente quando è condiviso.
Quindi oggi vi chiedo di prendere questo
amore che avete per il Rotary, di accoglierlo e di condividerlo con le nuove generazioni della nostra famiglia rotariana, affinché
il vostro amore possa vivere per generazioni e generazioni a venire.
CON MADRE TERESA DI CALCUTTA
VI INVITO TUTTI: SORRIDETE
AI VOSTRI VICINI, SORRIDETE
AL MONDO
Concludo con una storia di una delle
persone che amiamo di più al mondo. Qualcuno di voi mi avrà già sentito raccontare
questa storia. È la storia di Madre Teresa e
del suo operato a Calcutta. Sapete che persone da tutto il mondo arrivavano per lavorare con lei nel suo ritiro (nella nostra lingua lo chiamiamo Ashran). Stavano con lei
qualche giorno mangiando vegetariano per
poi andare nei villaggi a lavorare con le persone afflitte dalla lebbra. C’era un gruppo di
circa 50 americani, uomini e donne che
erano lì per lavorare nei villaggi. Arrivò il
giorno del loro ritorno a casa, andarono da
lei e le dissero: “Madre, lasciaci qualcosa
che possiamo portare a casa con noi, un
messaggio”. E la Madre disse: “Bene, sorridete, sorridete ai vostri vicini, sorridete al
mondo, siate felici, rendete felici le persone,
sorridete ai vostri bambini, mariti sorridete
alle mogli e mogli sorridete ai mariti”. Un
giovane uomo che era un po’ irriverente le
disse: “Madre è ovvio che lei non è mai stata
sposata”. E lei gli rispose in un lampo: “Oh
sì, io sono stata sposata ma ho trovato molto
difficile continuare a sorridere a Gesù perché lui mi chiedeva troppo”.
Fratelli e sorelle, il Rotary non vi chiede
troppo, quello che vi chiede è di fare le cose
che vi diverte fare, fare quello che amate
fare, quello che vi dà piacere, quello che vi
fa dormire meglio la notte, quello che vi fa
sentire delle persone migliori.
Buona fortuna.
Che Dio vi benedica. Vi ringrazio.
Le Università del Nordest - Trento
Il rettore Davide Bassi
“I fondi per la ricerca?
Ce li può dare l’Europa”
di Matteo Marcolin
diciassette
Soffia sulle candeline. Ed è un anniversario
importante: l’Università di Trento festeggia
i suoi primi 50 anni di attività. Lo fa tagliando traguardi ambiziosi: oltre centomila
immatricolati e più di 36 mila laureati.
Niente male per un’Università di medie
dimensioni. Qui però i numeri contano fino
a un certo punto. Eccellenza fa rima con
qualità. Lo dicono le statistiche: primo posto
nella classifica realizzata da “La Repubblica” tra le università di medie dimensioni davanti a Siena e Sassari; l’ateneo si attesta
tra i primi 400 al mondo secondo Thomson
Reuters, esperto del settore. Gli indicatori
sono i servizi, le strutture, l’internazionalizzazione, le borse di studio. E poi la preparazione degli studenti. Tutte di ottimo livello.
Il passaparola funziona, forse fin troppo. Più
della metà degli studenti iscritti non sono
Trentini. Ci sono molti Veneti, veronesi e
vicentini in particolare. Ma anche Lombardi, Emiliani e stranieri. Vengono dall’India
ma anche dal Brasile. Si iscrivono a scienze,
ingegneria e a giurisprudenza. E le immatricolazioni aumentano di anno in anno con
l’ateneo costretto ad introdurre il numero
programmato per evitare il collasso.
Prof. Bassi, l’università festeggia i suoi
primi 50 anni. Lei è rettore da 8, qual è
un bilancio di questo anniversario importante?
“L’Università di Trento si è fatta notare a
livello nazionale ed internazionale come Università giovane che ha ottenuto ottimi
risultati, portando avanti un suo modello di
sviluppo sia per quanto riguarda la didattica che per quanto riguarda la ricerca con
performance e risultati consistenti. È in
grado di richiamare da fuori provincia una
parte crescente e significativa dei suoi studenti. Rappresenta un modello positivo rispetto al sistema universitario italiano che, al
contrario, ha mostrato crepe e difficoltà enormi”.
Come si è arrivati a questi risultati?
“È frutto della combinazione di tanti fattori.
Le Università del Nordest - Trento
Un Ateneo virtuoso
in cima a tutte le classifiche
L’Università di Trento vive in un contesto
particolare, quello della provincia autonoma
che ha voluto e sostenuto questo Ateneo
come motore di sviluppo del territorio. Lo
ha fatto non solo con dichiarazioni ma anche
con investimenti volti a valorizzare il capitale umano che l’ateneo ha prodotto”.
Storicamente tutto nasce dalla “famosa”
Facoltà di Sociologia…
“Quando sono arrivato qui, a fine anni ‘70, la
nostra università era identificata, nell’immaginario collettivo, come quella di Curcio e
delle Brigate Rosse. Fu una singolarità di
forte impatto politico per le iniziative che qui
si erano generate; dopo lo shock da ‘68 la
comunità trentina si è interrogata se chiudere l’università o rilanciarla. È stato deciso
di rilanciare e oggi sociologia rimane uno dei
punti di forza dal punto di vista scientifico
del nostro ateneo: molti dei ricercatori che
vincono i contratti europei più prestigiosi
vengono da qui. Poi si è investito in nuove
iniziative. Non rinneghiamo il nostro passato ma adesso ci conoscono per altri motivi”.
Accanto a sociologia si sono sviluppate
Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze…
“Sì, anche altre facoltà e lo dicono i numeri.
Abbiamo mediamente richieste di iscrizioni
superiori il numero di posti disponibili.
Pensi al corso di biotecnologie. Ci sono 70
posti e ogni anno arrivano ci sono circa 280
richieste: con dispiacere siamo costretti a
dire di no a molti studenti”.
Trento negli ultimi anni è diventata
importante anche a livello numerico.
“Negli ultimi tre anni abbiamo avuto un
aumento complessivo degli studenti di oltre
il 25 per cento. Ciò è stato possibile anche
grazie ad un programma di edilizia universitaria importante. Ad esempio è stata appe-
na completata la nuova facoltà di lettere.
Però siamo stati costretti introdurre il
numero programmato per due motivi: da un
lato bisogna evitare di saturare il mercato
del lavoro; dall’altro lato bisognava evitare
che le strutture diventino inadeguate. Se ho
laboratori ed aule idonee per un certo numero di studenti non posso consentire che di
incrementare gli iscritti a dismisura. Altrimenti crolla la qualità dell’offerta formativa:
è una scelta dolorosa, non leggera anche perché significa rinunciare ad entrate non trascurabili”.
Siete una delle poche Università in
grado di autofinanziarvi, anche con
fondi della Comunità Europea.
“Nel 2012 riusciremo ad avere più denaro
dai contratti di ricerca europei rispetto alle
tasse degli studenti: 16 milioni di fondi europei, contro 14 milioni di tasse. Significa creare opportunità perché in questo modo si sovvenzionano contratti per giovani ricercatori.
Il problema però è un altro”.
Ci spieghi...
“L’Italia finanzia la ricerca europea ogni
anno con 1 miliardo di euro: le Università e
i Centri di ricerca italiani riescono però a
recuperarne solo la metà. Da noi si parla
sempre e solo di tagli. Con i soldi degli italiani si sovvenzionano le ricerche dei Paesi del
nord Europa perché i Centri di ricerca italiani non sono in grado di riportare indietro
quel denaro destinato all’Europa”.
A Trento invece?
“A Trento per fortuna le cose funzionano
diversamente. Se tutti avessero le nostre
perfomance riusciremmo ad ottenere dall’Europa 2 miliardi di euro, 4 volte tanto
quanto otteniamo oggi. L’Italia come paese è
deficitario: non è accettabile in un momento
diciannove
Fondata nel 1962 l’Università di Trento in cinquant’anni è cresciuta notevolmente. Attualmente sono attivi ventitré corsi di laurea triennale,
ventotto di laurea magistrale, sette master. Tredici i dipartimenti presenti, undici i centri di ricerca. Gli iscritti attualmente superano quota sedicimila. Dal 1962 i laureati complessivamente
superano i 37 mila, mentre le immatricolazioni si
attestano oltre le 107 mila. I ricercatori e professori sono 578, mentre il personale tecnico e
amministrativo si aggira intorno alle 650 unità.
Le biblioteche sono fornitissime: oltre 430 mila
monografie e diecimila periodici. Mille le postazioni pc nei laboratori informatici. L’Università di
Trento è il primo ateneo in Italia ad aver adottato
un modello di contribuzione studentesca basato
sulle fasce di condizione economica allo scopo di
premiare l’impegno. Istituito con l’obiettivo di
premiare la capacità degli studenti, mira nel contempo a stimolarli: a laurearsi presto, a impegnarsi sin dal primo anno in termini di esami e
voti, a fare esperienze di studio all’estero, a ottenere voti superiori alla media. Il premio di merito
è un riconoscimento in denaro, di importo variabile, dai 500 ai 5.000 euro, che viene assegnato
valutando l’impegno nel percorso universitario,
indipendentemente dalla condizione economica
del laureato.
CURIOSITÀ
Il “naso elettronico”
del prof. Davide Bassi
Un naso elettronico capace di distinguere
gli odori. È stato uno dei primi progetti su
cui ha lavorato il prof. Davide Bassi. All’inizio della sua attività di ricerca, infatti, si è
occupato di rilevazione di gas in concentrazioni minimali, realizzando analisi precise e
veloci. “Ho trasferito questa competenza ad
imprese sia in Germania che in Italia che
avevano necessità di apprendere queste tecniche per il controllo di qualità”. Bassi ha
lavorato anche per multinazionali del settore delle bevande.
“In Germania avevano deciso di introdurre
le bottiglie di plastica al posto di quelle di
vetro ed era prassi consolidata che le stesse
fossero riutilizzate più volte. Le bottiglie di
vetro possono essere lavate con soda caustica ed acqua bollente. Quelle di plastica,
invece, si disfano. Così ci venne chiesto di
realizzare un naso elettronico capace di verificare in un secondo, in catena di montaggio, se la bottiglia presentava era stata
riempita con solventi e sostanze particolari
e non era riutilizzabile”.
Le Università del Nordest - Trento
ventuno
in cui tutti si lamentano per la mancanza di
risorse che non si sfrutti la possibilità di
andare in Europa. È un grande mistero
della nostra università”.
Rispetto al resto d’Europa storicamente
l’Università ha un altro problema: la percentuale elevata di abbandono dopo il
primo anno.
“È un problema ben noto, comune a tutto il
sistema universitario italiano, meno evidente dove ci sono test in entrata più rigidi. Da
noi il 20 per cento degli studenti che si iscrivono poi “spariscono” entro il primo anno.
Non danno esami e, comunque, non proseguono con gli studi. Questo si spiega anche
per la politica di sostegno allo studio. Grazie
alle borse di studio ed alle esenzione delle
tasse molti studenti si iscrivono e poi fanno
altro: scelte magari non sufficientemente
meditata”.
A Trento dunque la maggior parte di coloro che “abbandonano” l’Università sono proprio trentini.
“Le statistiche dicono che gli studenti che
hanno performance migliori sono residenti
in città o vengono da fuori provincia e, quindi, vivono qui. Le performance più deludenti sono degli studenti pendolari: ad esempio
coloro che vivono nelle Valli. Ciò si spiega ad
esempio per il tempo perso con gli spostamenti”
Trento è stata una delle prime Università
ad avere una vocazione internazionale.
“È una vocazione scritta nella storia di questo territorio, che l’Università ha saputo interpretare perfettamente. Abbiamo rapporti
Un “Fisico” alla guida
con il nord America e con l’Asia nonché i paesi
dell’area Bric. Le nostre imprese sono molto
interessate a queste prospettive di espansione e sviluppo. Un terzo dei corsi delle lauree
magistrali sono interamente realizzati in inglese anche per favorire questi scambi.
Abbiamo generazioni di studenti (ad esempio
indiani) che, una volta rientrati nel loro paese
d’origine, diventano punti di riferimento per
le nostre industrie. Senza contare gli studenti che da quelle aree vengono a Trento. È un
modo diverso per affrontare i mercati internazionali. Le Università hanno capitale umano che spesso non sanno valorizzare: la
rete degli studenti stranieri che hanno studiato a Trento rappresentano una risorsa per
le nostre aziende”.
Davide Bassi è nato a Genova il 30 settembre del 1948. E’ rettore dell’Università di
Trento dal 1° novembre 2004. Laureato in
Fisica nel 1971 all’Università di Genova,
dopo aver vinto una borsa di studio della
Nato e dopo aver sviluppato alcuni progetti
con aziende private, si è trasferito all’università di Trento nel 1974 dove ha avviato il
Laboratorio di Fisica atomica e molecolare.
Ordinario a 36 anni, professore di I fascia di
Elettronica nel 1987, oggi insegna Fisica
sperimentale. È stato direttore del Dipartimento di Fisica, presidente del nucleo di
valutazione dal 1997 al 2001 e preside della
Facoltà di Scienze dal 2001 al 2004. Ha partecipato a numerosi progetti nazionali legati
ai temi della valutazione. La sua attività
didattica si è concentrata sui temi della fisica generale e dell’elettronica. Ha svolto
parte della sua attività di ricerca scientifica
nelle università di Innsbruck, Paris-Nord,
Paris-Sud, Waterloo (Canada) e Barcellona.
È stato coordinatore di numerosi programmi di ricerca scientifica e tecnologica a livello nazionale ed europeo. Durante gli ultimi
tre decenni, si è occupato diffusamente delle
applicazioni industriali delle tecnologie di
alto-vuoto e di rivelazione di gas in traccia.
E’ stato consulente di numerose aziende private (Carlo Erba Strumentazione, ora Thermo Finnigan, PHI Physical Electronics,
Electrolux, Whirlpool, MEMC Electronic
Materials). Durante il suo mandato di rettore ha attivamente stimolato la creazione di
iniziative di start-up e spin-off ed ha partecipato allo sviluppo di programmi congiunti di
lungo periodo che prevedono la collaborazione dell’Ateneo con imprese private come, ad
esempio, Microsoft Research. È stato coinvolto in numerosi progetti di ricerca finanziati a livello nazionale e comunitario. In
particolare, è stato coordinatore del "MCInet
European network on Generation, stability
and reaction dynamics of Multiply-Charged
Ions" (200-2004). Attualmente è membro del
Council of Partners di Elettra. Nel 2006, ha
ricevuto la SASP Award - nella forma della
Erwin Schroedinger Gold Medal - premio
riservato a scienziati che si sono distinti nel
campo della chimica-fisica con particolare
riferimento al settore delle interazioni elementari di atomi e molecole. Ha due figli e
quattro nipoti. Tra gli hobby del prof. Bassi
c’è il golf.
Le Università del Nordest - Trento
ventitré
L’offerta formativa
dell’Università
di Trento
FACOLTÀ DI ECONOMIA
Laurea Triennale
Amministrazione aziendale e diritto
Economia e management
Gestione aziendale
Laurea Magistrale
Economics
Economia e legislazione d’impresa
Finanza
Innovation management
International management
Management
FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA
Corso di laurea magistrale a ciclo unico
FACOLTÀ DI INGEGNERIA
Ingegneria civile
Viticoltura ed enologia
Ingegneria dell’informazione
Ingegneria elettronica
e delle telecomunicazioni
Ingegneria industriale
Ingegneria per l’ambiente e il territorio
Laurea Magistrale
Ingegneria civile
Ingegneria dei materiali
Ingegneria delle telecomunicazioni
Ingegneria meccatronica
Ingegneria per l’ambiente e il territorio
FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
Laurea Triennale
Beni culturali
Filosofia
Lingue moderne
Studi storici e filologico-letterali
Laurea Magistrale
Conservazione e gestione dei beni culturali
Filologia e critica letteraria
Filosofia e linguaggi della modernità
Letterature euroamericane, traduzione e critica letteraria
Mediazione linguistica, turismo e culture
Scienze storiche e forme della memoria
FACOLTA DI SCIENZE COGNITIVE
Laurea Triennale
Educatore professionale sanitario
Interfacce e tecnologie della comunicazione
Scienze e tecniche di psicologia cognitiva
Laurea Magistrale
Cognitive science
Psicologia
FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE
FISICHE E NATURALI
Fisica
Informatica
Matematica
Scienze e tecnologie biomolecolari
Laurea magistrale
Fisica
Informatica
Matematica
FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA
Laurea Triennale
Servizio sociale
Sociologia
Studi internazionali
Laurea Magistrale
Lavoro, organizzazione e sistemi informativi
Metodologia e organizzazione
del servizio sociale
Società, territorio e ambiente
Sociologia e ricerca sociale
SCUOLA DI STUDI INTERNAZIONALI
European adn International studies
Il rettore Walter Lorenz
“Ai nostri studenti
insegnamo a dialogare
con il mondo”
di Matteo Marcolin
Le Università del Nordest - Bolzano
venticinque
È l’unica Università in Italia e una delle
poche in Europa che adotta il trilinguismo.
Italiano, tedesco ed inglese per studiare,
sostenere gli esami, comunicare. Una conoscenza approfondita messa alla prova periodicamente tramite test specifici. La regola è
rigorosa: chi non aumenta il suo grado di
conoscenza non può accedere agli step successivi. È anche una delle università più
“europee”del nord-est, dove viene data ampia evidenza all’internazionalizzazione e
all’interculturalità. Il principio è di integrare le diverse esperienze, meglio ancora se
diverse tra loro: un ateneo di piccole dimensioni, radicato nel territorio, con lo sguardo
sempre puntato oltre i confini. A Bolzano ci
sono studenti provenienti da 60 paesi diversi. Dall’Europa dell’est, ma anche da Oltreoceano. Insomma si tratta di un laboratorio,
dove interagire e scambiare esperienze e opinioni. La libera Università di Bolzano è
un’università privata. Nata nel 1997, è finanziata interamente con i fondi della provincia autonoma di Bolzano. Il suo rettore,
il prof. Walter Lorenz, ha una lunga esperienza in campo internazionale: ha frequentato moltissimi atenei d’Europa ed ha prestato la propria consulenza ad enti ed istituzioni internazionali.
Prof. Lorenz, siete una delle poche università italiane ad adottare il plurilinguismo.
“Siamo forse l’unica università in Europa
che pratica il plurilinguismo. Tutti gli stu-
denti devono superare esami nelle lingue
richieste. Devono avere la competenza certificata in due delle tre lingue; per passare
al terzo anno bisogna poi superare l’esame
anche della terza lingua, tramite un test
riconosciuto. Durante gli studi è obbligatorio per gli studenti incrementare il livello di
conoscenza in tutte le lingue per essere
ammessi all’esame finale”.
Ci sono studenti che arrivano proprio a
Bolzano da tutta Europa, come mai?
“Uno dei motivi è appunto il plurilinguismo.
Gli studenti dei paesi dell’est conoscono già
il tedesco e vogliono studiare anche l’italiano
per avere un’opportunità in più per entrare
nel mercato del lavoro. C’è un altro elemento: abbiamo piccoli gruppi di studio e c’è la
possibilità di approfondire le materie. Inoltre la qualità della vita a Bolzano è molto
elevata, le infrastrutture funzionano”.
Per questo la vostra è una delle università più “europee” che ci sono nel nordest.
“A fare la differenza non è solo la lingua o la
provenienza degli studenti. La nostra storia
per anni è stato un elemento da superare e
da dimenticare. Oggi invece riteniamo sia
una risorsa preziosa: siamo abituati a
comunicare in diverse lingue ma anche a
pensare e a ragionare integrando le diverse
culture e le diverse esperienze, senza standardizzazioni. La nostra autonomia è
garanzia di una realtà interculturale ed
internazionale che altre università sinora
Le Università del Nordest - Bolzano
Trilinguismo e interculturalità
è il binomio grazie al quale ci si
confronta con i migliori Atenei europei
non sono state in grado di realizzare”.
E questo viene riconosciuto anche dal
mercato del lavoro?
“I nostri laureati in economia trovano lavoro immediatamente. In media tutti i nostri
studenti trovano il lavoro entro tre mesi
dalla laurea. Le imprese apprezzano non solo le conoscenze specifiche delle materie e
delle lingue ma anche le capacità dei nostri
laureati di analizzare delle differenze culturali. Hanno tutti avuto l’opportunità di fare
uno stage all’estero, magari in azienda: sanno già le esigenze e le modalità con cui opera un’impresa che opera a livello internazionale”.
Perché la Vostra si chiama libera università di Bolzano?
“La storia della nostra università è legata
alla storia della nostra provincia di Bolzano.
L’idea centrale è stata di dare un’autonomia
all’università attraverso il sistema statale
delle università con un legale immediato
con la provincia che finanzia integralmente
il nostro ateneo. Autonomia significa che
manteniamo certe libertà”.
Libertà anche a livello organizzativo?
“Sì, ad esempio possiamo chiamare il 70%
dei docenti e dei ricercatori tramite chiamate dirette dall’estero. Questo è un grande
vantaggio se si pensa che, in questo modo,
possiamo bypassare le dure regole della
burocrazia, i concorsi. Autonomia non significa solo libertà ma significa assunzione
anche di responsabilità”.
In che modo incide la riforma dell’università sull’organizzazione del vostro
ateneo?
“Dobbiamo ancora lavorare molto per definire i confini della nostra autonomia. In
generale però la riforma si sviluppa su linee
che abbiamo già anticipato: noi abbiamo
una struttura decentralizzata, in cui i dipartimenti hanno maggiore responsabilità e
sono più indipendenti; si tratta di soluzioni
introdotte dalla nuova legge che noi abbiamo già adottato”.
In quest’ottica avete introdotto corsi
particolari: Ingegneria dell’informazione o Fruit science ad esempio.
“È la nostra specialità quella di creare aree
complementari eventualmente in collaborazione con altri atenei. Nell’area informatica
collaboriamo con Trento e Innsbruck per la
creazione di una laurea magistrale in ingegneria dell’energia. Abbiamo un master sul
tema della casa clima, qualcosa di particolare: il nostro progetto ha ottenuto un riconoscimento all’expo in Cina. Fruit science poi
è una laurea magistrale importante, gestita
in collaborazione con università e centri di
ricerca della Slovenia e della Slovacchia. È
nata per ragioni ambientali, visto che la coltivazione della frutta è decisiva per l’economia di questa zona. Ora vogliamo implementarla concentrandoci sul biologico e
creando prodotti finiti particolari che si possono offrire nel mercato internazionale”.
Anche management dello sport è un
corso innovativo.
“Sì, ha sede a Brunico, in val Pusteria. Il
corso si collega bene con il contesto ambientale in cui si inserisce: in quella zona turismo e sport hanno grande importanza. È un
corso complesso: da un lato c’è la conoscen-
za di base dell’economia; poi ci si specializza
in imprese sia locali che internazionali che
operano nel settore dello sport e del turismo”.
In futuro si parla dell’attivazione di un
corso di laurea in medicina?
“Tra il 2013 e il 2014 potrebbe essere attivato. Se fosse possibile vorremmo avere un
corso di laurea diverso, speciale . Vorremmo
si studiassero i diversi metodi della medicina alternativa con un approccio centrato
interamente sulla persona”.
La vostra è un’Università giovane, nata
nel 1997: in 15 anni è cresciuta esponenzialmente.
“Siamo cresciuti rapidamente. Ci sono
poche università di questa età che hanno
creato 5 facoltà: rappresentano un universum delle discipline proposte, integrandosi
l’una con l’altra. La fase iniziale è stata centrata sullo sviluppo delle singole facoltà:
all’inizio è stato difficile attirare docenti e
ricercatori apprezzati a livello internazionale senza avere un curriculum alle spalle.
Ora il mio obiettivo è invece di creare un
profilo comune tra le diverse facoltà su temi
di ricerca congiunti”.
In che modo?
“Ad esempio stiamo lavorando con la Provincia per la creazione di un parco tecnologico, un centro di sperimentazione gestito
insieme al mondo dell’industria, un ponte
che permetta di unire la ricerca di base con
la ricerca applicata. Mi viene in mente il
settore dell’energia: a questo progetto saranno coinvolte tutte le facoltà, ognuna con
le proprie competenze”.
Il prof. Walter A. Lorenz ha conosciuto
Bolzano e le Dolomiti durante una vacanza estiva da bambino, negli anni ‘50. Se ne
è innamorato ed ha voluto a tutti i costi
tornare a viverci. Nato a Stoccarda il rettore dell’università di Bolzano si è laureato in teologia e filosofia nel 1971 all’università di Tubingen in Germania. Ha ottenuto una borsa di studio all’università di
Cambridge e, nel 1976, la qualifica professionalizzante in Servizio Sociale alla London School of Economics. E’ stato assistente sociale a Londra nei primi anni ‘70,
dove ha lavorato per dieci anni in una
delle zone più difficili, quella del porto ;
quindi è divenuto docente di servizio
sociale alla National University of Ireland
con responsabilità per lo sviluppo di nuovi
programmi universitari nel servizio sociale, dove ha insegnato per 22 anni. “La mia
specialità-ricorda Lorenz- è di sviluppare
corsi professionalizzanti in servizi sociali,
disciplina che non esisteva fino a pochi
anni fa in molti paesi” Nel 1995 ha acquisito la titolarità della cattedra Jean Monnet (“professor for european social policy”
al college universitario di Cork). Ha svolto
successivamente numerosi incarichi nelle
università di Praga, Kaunas, Pecs, Helsinki, Mainz, Dresda, Klagenfurt, San
Marino e Messina.Ed ha portato la sua
esperienza e le analisi delle sue ricerche
anche in altri paesi dell’Europa dell’est
(Ungheria, Slovenia), lavorando a stretto
contatto con le istituzioni per creare corsi
di laurea specifici in servizi sociali. Si è
trasferito alla libera università di Bolzano
nel 2001, assumendo gli incarichi di
responsabile del corso di laurea in servizio
sociale e dal 2007 di professore ordinario
in sociologia dei processi culturali e comunicativi. Attualmente vive in un piccolo
paese di 300 abitanti vicino a Chiusa (Virdings) a mille metri di altezza.
ventisette
Un teologo
alla guida dell’Ateneo
Le Università del Nordest - Bolzano
L’offerta formativa
dell’Università
di Bolzano
FACOLTÀ DI ECONOMIA
Laurea Triennale
Economia e management
Management del Turismo,
dello Sport e degli eventi
Scienze economiche e sociali
Laurea Magistrale
Economia e management
del settore pubblico
Imprenditorialità e innovazione
FACOLTÀ DI SCIENZE
TECNOLOGIE INFORMATICHE
E
Laurea Triennale
Scienze e ingegneria dell’Informazione
Laurea Magistrale
Informatica
Dottorato di ricerca
Informatica
FACOLTÀ DI SCIENZA DELLA FORMAZIONE
Laurea Triennale
Servizio sociale
Educatore sociale
Scienze della formazione primaria
Laurea Magistrale
Innovazione e ricerca per gli interventi
socio-assistenziali-educativi
Dottorato di ricerca
Pedagogia generale, pedagogia sociale
e didattica generale
FACOLTA DI DESIGN E ARTI
Design e Arti
FACOLTÀ DI SCIENZE E TECNOLOGIE
Laurea Triennale
Scienze e tecnologie agrarie
Ingegneria industriale meccanica
Laurea Magistrale
Fruit Science
Dottorato di ricerca
Management of Mountain Environment
La libera Università di Bolzano nasce nel 1997.
In 15 anni si sono laureati circa 1900 studenti.
Attualmente sono 5 le facoltà attive e 16 corsi
di studio: 5 corsi di laurea magistrale, 10
di laurea triennale e un corso quadriennale.
Ci sono inoltre due corsi di dottorato di ricerca.
L’attività di ricerca è portata avanti da 89
docenti universitari, di cui 23 professori
ordinari, 28 associati e 38 ricercatori.
L’università nel corso del 2011 è stata
impegnata in 6 progetti finanziati dall’Unione
Europea (per un totale di 2,1 milioni di euro),
in 5 progetti finanziati dallo Stato (0,6 milioni)
ed in 17 progetti di ricerca sostenuti dalla
Provincia autonoma di Bolzano (2,1 milioni).
Alla Libera Università di Bolzano attualmente
risultano iscritti circa 3500 studenti provenienti
da 60 Paesi. Tre sono le sedi universitarie:
Bolzano (dove si studia economia, informatica,
agraria, ingegneria e design), Bressanone
(scienze della formazione) e Brunico
(management del turismo, dello sport e degli
eventi). Il 40 per cento dei docenti arriva
dall’estero, da prestigiosi centri di ricerca
europei. In media l’85,7 per cento dei laureati
trova un lavoro adeguato alla sua preparazione
entro un anno dalla laurea.
Rotaract Vicenza e Sandrigo
Una nuova associazione per aiutare quanti hanno malformazioni facciali
Lavoriamo
per un sorriso
di Antonella Padula e Giulia Monastero
Rotaract Vicenza e Sandrigo
Lunedì 5 Dicembre 2011, nella splendida
cornice della sede dei Rotary Club Vicenza
Berici e Palladio, nel centro di Vicenza, è
stata presentata l’Associazione ONLUS
L.P.S. (Lavoriamo Per un Sorriso). L’incontro organizzato dai Rotaract Club di Vicenza
e Sandrigo ha avuto un notevole riscontro
d’adesioni.
Durante la serata sono intervenuti il dr.
Ernesto Padula direttore del Dipartimento
di Chirurgie Specialistiche e Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale, nonché socio del Rotary Club Vicenza
Berici, il dr. Ugo Baciliero dirigente medico,
aiuto del dr. Ernesto Padula e direttore del
centro per la diagnosi e la cura delle malformazioni cranio-facciali, il dr. Sergio Terzo
presidente della ONLUS L.P.S.
Il dr. Padula e il dr. Baciliero hanno illustrato il lavoro dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ospedale di
Vicenza di cui fa parte il Centro Regionale di
diagnosi e cura delle malformazioni e delle
deformità cranio-facciali.
Questo Centro, che è uno dei più specializzati e rinomati in Italia e Europa, ha come
finalità primaria la diagnosi e il trattamento delle malformazioni congenite interessanti il distretto cranio-maxillo facciale alcune
delle quali hanno un’incidenza di un caso
ogni 600 nati.
Queste malformazioni, essendo molto
complesse, necessitano di un trattamento
multidisciplinare e non solo chirurgico. Il
Centro Regionale si preoccupa di seguire il
bambino malformato in tutti i suoi aspetti
senza privilegiarne uno a discapito dell’altro. Vediamo, ad esempio, che nel trattamento delle schisi (o “labbro leporino”:
malformazione della faccia che colpisce il
labbro superiore, il processo alveolare, il
palato duro e molle) oltre agli interventi chirurgici bisogna affiancare al bambino vari
specialisti come il logopedista (per il linguag-
gio), l’otorinolaringoiatra (per il controllo
delle funzioni uditive), il pediatra (per controlli generali prima e dopo le operazioni),
l’ortodontista, l’odontoiatra (per la salute e
l’allineamento dei denti sull’arcata) e lo psicologo (per il supporto psicologico sia alla
famiglia che al piccolo malformato).
Presso il Centro malformati opera l’Associazione ONLUS L.P.S., presentataci dal dr.
Terzo, nata dalla volontà di alcuni genitori
di dare risposte concrete alle loro domande
affinché la nascita di un figlio, uno dei
momenti più belli in una coppia, non si tramuti in un’angoscia. Lo scopo di questa associazione è informare e sostenere quanti
devono sottoporre il proprio figlio, affetto da
malformazioni cranio-facciali, a numerosi
interventi chirurgici e altre cure.
L’Associazione L.P.S consiglia le famiglie
su come affrontare i problemi in cui quotidianamente i bambini potrebbero trovarsi;
crea dei gruppi di supporto fra famiglie che
trentuno
vivono la stessa situazione; sostiene le famiglie dal punto di vista psicologico e umano
andando loro incontro a seconda delle particolari esigenze; raccoglie fondi per l’acquisto
di materiale utile ai bambini durante la
degenza, attrezzatura di reparto, materiale
didattico per la cura logopedia; tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema;
si dedica a curare la pubblicazione di materiale informativo e organizza laboratori in
cui bambini e genitori possono imparare tecniche logopediche associandole a divertimento e gioco.
L’Associazione e il Centro Regionale svolgono un lavoro esemplare perché sostengono
il bambino ex ante, in itinere ed ex post dandogli la possibilità di inserirsi nella società in
modo che possa godere di tutte le potenzialità di qualunque altro bambino.
Per tutte le ragioni sopra elencate, a
seguito di questo incontro i Rotaract Club di
Vicenza e Sandrigo hanno avuto la conferma
definitiva di quando valga l’operato di questa
Associazione e hanno deciso di sostenerla
organizzando insieme, a partire dalla prossima primavera, un grande concorso fotografico aperto a tutti ed intitolato “Foto per un
sorriso” (prossimamente online http://fotoperunsorriso.it/) i cui proventi andranno devoluti proprio all’ONLUS L.P.S.
Dopo aver appreso del bando di contributo straordinario del Distretto Rotary 2060
destinato ai service Rotaract che coinvolgano
almeno tre Club della stessa Zona, i Club di
Vicenza e Sandrigo hanno comunemente
deciso di estendere l’organizzazione del Concorso a tutti i Club di Zona 2 che vogliano
aderire all’iniziativa per cercare d’ottenere
questo contributo per incrementare ulteriormente i risultati di questo magnifico service
dedicato al nostro territorio.
Nelle foto: da sinistra il Dr. Ernesto Padula, il Dr.
Sergio Terzo e il Dr. Ugo Baciliero.
Costruttori
di pace
attraverso
il servizio
di Alessandro Perolo
Ogni anno nel mese di gennaio i governatori eletti
sono chiamati a frequentare l’Assemblea Internazionale a San Diego in California. Una intera settimana dove il Presidente Eletto nella prima sessione plenaria illustra il tema della sua annata.
Fosse solo per questo potrebbe sembrare uno
spreco di tempo e risorse ma l’Assemblea rappresenta soprattutto la realtà rotariana a livello globale che i governatori dell’annata che parte dopo
sei mesi sono tenuti a frequentare pena la destituzione dall’incarico.
Il Rotary si chiama appunto International e l’evento, come pure le convention, dà veramente la
percezione dell’internazionalità e della globalità
del sodalizio. Per chi non ha mai avuto l’opportunità di frequentare una Convention, che possiamo
paragonare al congresso distrettuale, vale a dire
l’evento che suggella la fine di una annata rotariana, l’ingresso all’Assemblea rappresenta uno shock
per la varietà e diversità delle lingue, dei costumi,
dei modi di benvenuto e di approccio tra i convenuti. La straordinarietà è anche percepibile dallo spirito di partecipazione e dall’aria di calda socievolezza che traspira da tutti gli incontri.
trentatré
Di ritorno della “Scuola” di San Diego
Incontri, emozioni, impegni e appuntamenti del Governatore Incoming
Capita pure, come a me, di incontrare,
quasi casualmente, una persona con la
quale sono intervenuti contatti nel passato
o l’anno precedente. Il governatore eletto di
Romania e Moldavia che con il suo club l’anno scorso ha portato felicemente a termine
un Matching Grant con un nostro club trevigiano. “Vedo che sei italiano, di dove?”,
“Veneto, vicino Venezia”. “Sono Radu Popescu e tu?”, “Alessandro, speravo di incontrarti”. Un abbraccio commosso.
Il luogo dell’assemblea è un albergo di
oltre 1.000 camere con una infinità di sale
di riunione e una sala plenaria da 1.200
posti. Riempivamo tutto, comprese le sale e
salette per gli Workshop: dopo la plenaria
del mattino eravamo distribuiti in piccoli
gruppi di discussione di 12-15 persone, e
suddivisi tra le varie lingue ufficiali che il
partecipante deve scegliere al momento dell’iscrizione.
Il prossimo anno sarà l’ultimo del vecchio sistema della Rotary Foundation e alcuni programmi sono stati anticipati rispetto al passato, per esempio il GSE o Scambio
Gruppi di Studio. Per programmare il GSE
del 2012-13 ho dovuto contattare il Governatore del Paese e Distretto dove mi sono
proposto di inviare il nostro gruppo offrendo
ospitalità alla controparte. Verso ottobre
ricevetti una lettera dalla RF che mi raccomandava di scegliere un Paese diverso da
quello che solitamente il Distretto 2060 ha
frequentato, gli Stati Uniti. Pensai alla Tailandia, dato anche che la Convention 2012
avrà luogo a Bangkok. Scambio di messaggi con il governatore 2012-13 del Distretto
3340. Tutto deciso e accettato dalla Fondazione che finanzia l’evento, comprese le date
dei due gruppi di scambio. E chi è il mio
vicino in alcune sessioni plenarie, la prima
la più attesa: Thatree Leeteeraprasert, proprio lui che ha accettato la mia proposta e
teneva in mano un foglio con il mio nome,
voleva stringermi la mano. Gli organizzatori avevano pensato anche a questo inatteso
e simpaticissimo incontro.
La prima sessione del lunedì mattina è
la più attesa, il Presidente Eletto pronuncerà il suo primo intervento: 2012-13
Theme Address. Il tema dell’annata prossima, il suo programma e gli eventi che intende proporre. Non un suo logo ma solo il
motto, “La Pace attraverso il Servizio”.
Tanaka ha ricordato gli anni dopo la
guerra, la povertà della sua famiglia e lo
sviluppo del Giappone risollevatosi dalla
catastrofe. La pace ha portato prosperità,
serenità e progresso. Pace: parola usata
quotidianamente ma alla quale dedichiamo poco tempo per pensare cosa significhi.
Nel suo significato più semplice, può essere
definita per ciò che non è: non c’è guerra,
violenza e paura, significa non essere in
pericolo di soffrire la fame, persecuzione o
povertà. Ma possiamo definirla per quello
che potrebbe diventare: libertà di parola, di
opinione e di scelta, significa avere autodeterminazione.
Il motto del prossimo anno è la somma
della prima delle aree di intervento dei programmi della Rotary Foundation, Pace e
Prevenzione dei Conflitti, e dell’antico motto
del Rotary Servire al di sopra di ogni interesse personale. Antico perché pronunciato
la prima volta nel 1911.
Saranno organizzati tre Forum sulla
pace mondiale, a Berlino in autunno, a
Honolulu in gennaio 2013 e a Hiroshima in
maggio 2013.
trentacinque
Le sessioni plenarie hanno anche dato risalto ai risultati della campagna PolioPlus:
- L’India è indenne dal 13 gennaio 2011,
il primo anno senza casi di poliomielite.
- La sfida dei 200 milioni di dollari per
bilanciare la donazione della Gates
Foundation di 355 milioni è già superata avendo raggiunto 202 milioni i primi
di gennaio.
Bill Gates non era presente ma ha inviato
l’amministratore della Gates Foundation,
Jeff Raikes. Personaggio accattivante, dall’eloquio coinvolgente che dopo aver ricordato il coraggio e l’impegno dei rotariani per la
campagna ha aggiunto: In riconoscimento
del’ottimo operato del Rotary, la Fondazione
si impegna a donare altro 50 milioni di dollari per rafforzare la nostra partnership.
Abbiamo un nuovo segretario generale,
la stessa persona per il Rotary International e per la Fondazione, John Hewko.
Ovviamente sempre presente alle plenarie, alla quinta ha preso la parola da protagonista: suo scopo la continuità, verificando
però ciò che stiamo facendo bene, ciò che
potremmo migliorare e dove dovremmo
essere più aperti ai cambiamenti.
Il leitmotiv dell’intera Assemblea? La
considerazione sempre ricorrente da parte
dei tutti i relatori? Le Nuove Generazioni.
Uno dei titoli più accattivanti letto sullo
schermo? Turn New Generations into the
next generation of Rotarians.
Otto le sessioni plenarie e sette ebbero
come relatori dei giovani, che il Presidente
Tanaka chiama Young Adults: rotariani
che in gioventù fecero parte di programmi
del Rotary o della Fondazione, come Rotaract o borse di studio per esempio.E le
donne a capo di Distretti, quante saranno il
prossimo anno? Ben 84 (ottantaquattro)
donne governatori su un totale di 538, circa
il 15 per cento. La stessa percentuale delle
donne nel Rotary. Ne parlò il presidente
della Commissione Effettivo. Dopo aver
ricordato la decisione del Consiglio di Legislazione del 1989, il parlamento del Rotary
International, ha usato parole decise e chiare nel confronto di chi si oppone oggigiorno
all’ingresso delle donne nei club.
L’Assemblea Internazionale è un impegno notevole per i partecipanti, chiamati a
discutere per quattro pomeriggi in gruppi
molto ristretti, gli Workshop, dove gli argomenti sono i più svariati e non si può solo
ascoltare La partecipazione attiva è spronata dagli istruttori che propongono situazioni e discussioni, proponendo e chiedendo
pareri e possibili soluzioni.
Spetta ora ai Governatori Eletti portare il tema del Presidente Tanaka e il suo
messaggio ai rotariani dei 34.000 club,
messaggio di pace ma anche di convinto
impegno nella via tracciata dall’Assemblea, con rinnovato spirito per aderire alle
indicazioni e anche alle direttive della
nostra associazione.
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Rotaract Udine
trentatré
Quarant’anni festeggiati
con le Frecce Tricolori
di Barbara Peressoni
Quarant’anni di storia del nostro Club, quarant’anni di service,
quarant’anni di impegno e dedizione. Questo e molto altro è stato
festeggiato dal Rotaract Club di Udine in occasione della seconda
Assemblea Distrettuale. Un anniversario significativo che porta
con se importanti spunti di riflessione, a partire dalle basi su cui
poggia la solidità di un club e che permettono di raggiungere traguardi come questo. Il fulcro è il lavoro di squadra. La squadra
come tema centrale della seconda via d’azione del Rotary, l’azione
interna, approfondita proprio in occasione della seconda Assemblea Distrettuale. Ospite d’eccezione della giornata il tenente
Marco Zoppitelli, pilota della Pattuglia Acrobatica Nazionale delle
Frecce Tricolori, e, per noi, straordinario conferenziere. “Se la Pattuglia Acrobatica Nazionale Ialiana è considerata la migliore al
mondo”, afferma con orgoglio il tenente, “lo si deve in gran parte al
lavoro che viene fatto per formare una squadra omogenea ed affiatata in cui amicizia, fiducia e collaborazione sono gli elementi
essenziali”. Proprio gli stessi principi su cui viene basata l’azione
interna proposta dal Rotary International. Ecco dunque che i principi dell’etica Rotariana trovano approdo e concretizzazione nel
mondo del lavoro, ma soprattutto nel mondo dell’eccellenza. Un
messaggio questo che è stato accolto con orgoglio dai presenti, consapevoli di aver ricevuto un insegnamento fondamentale che li
accompagnerà durante la propria crescita rotaractiana e professionale. Largo spazio è stato lasciato alle domande, data la simpatia
e la disponibilità del Tenente Zoppitelli. Molte di queste hanno
investito il campo della Leadership, altro fondamentale punto di
forza del vivere Rotariano, ovvero la capacità di guidare un gruppo che non significa comandarlo ma significa attrarne la fiducia
dei membri. Proprio come succede in volo, quando il “pony 6”,
nome del veivolo pilotato dal Tenente Zoppitelli, in testa ai propri
compagni li guida in acrobazie al limite dell’estremo. Se mancasse
la fiducia non sarebbe possibile tutto ciò, gli aerei rimarrebbero a
terra e lo spettacolo che ci invidiano in tutto il mondo non potrebbe andare in scena. Ecco così che Leadership e “senso della squadra” si intrecciano creando la base per decollare verso l’eccellenza.
Con la speranza di avere realizzato una giornata ricca di spunti ed
emozioni, arrivederci alla terza Assemblea Distrettuale organizzata dal club di Trento.
Ospite del Club
il tenente
Marco Zoppitelli
Un antico
orto e
giardino
botanico
nel cuore
di Bassano
di Giuseppe Busnardo
RC Bassano Castelli
“Guarda, il cancello aperto del giardino ci
invita; non entriamo a fare almeno un giretto? Il giardino del Conte è famoso non solo
in Lombardia e a Venezia, ma in tutta
Europa, se al suo interno c’è un altro Cedro
del Libano simile a quello che sta davanti a
noi non è senza ragione: si chiama infatti
Pinus parolinii, i semi furono portati dal
Monte Ida da lui stesso….c’è anche l’odoroso ulivo cinese, ed ecco un Ginkgo biloba alto
come neppure un Olmo s’è mai visto, e c’è
uno Styrax, un Laurus benzoin, un Vitex
agnus-castus….”.
Queste righe, che continuano con citazioni di altre piante ed grandi esclamazioni
di stupore, vennero scritte nel 1856 dal
poeta James Henry a conclusione del diario
del viaggio da lui compiuto, incredibilmente
rigorosamente a piedi, da Karlsruhe fino a
Bassano del Grappa. Venne a piedi fino a
questa nostra cittadina veneta espressamente per visitare il Giardino botanico
creato da Alberto Parolini (1788-1867).
Questa è forse la testimonianza più curiosa
della grande capacità di attrattiva che questo luogo esercitava nel 1800, ma decine e
decine di altre persone (viaggiatori, studiosi, regnanti ecc) vennero a Bassano per
vedere le meraviglie di quello che così Filippo Barker Webb aveva lapidariamente
descritto nel 1840 “il possède un des jardins
de botanique les plus remarquables de L’Italie”. Il luogo, dicono le cronache, era straordinario e così lo descriveva Ottone Brentari
nel 1885: “aggirandosi nel giardino, e nelle
sue serre sorprendenti, pare al naturalista
di trovarsi ora nelle calde regioni dell’India
o del Messico, ora sulle falde delle Ande, ora
nelle gelide contrade del nord”. Ragionare
su un piccolo dato arido può forse far capire
meglio: le tremila specie che arrivarono a
contenere i suoi index seminum. Di cosa si
tratta? Parolini stampava con cadenza
biennale, per distribuirli in tutta Europa,
gli elenchi che contenevano tutti i semi, raccolti nel proprio giardino, che era in grado di
scambiare con altri collezionisti o con altre
istituzioni (orti botanici, università ecc).
Ebbene, provate ad immaginare che ricchezza di svariate fioriture doveva possedere (si dice fino a 8-9000 specie diverse coltivate) e che macchina organizzativa aveva
saputo mettere in piedi per poter soddisfare, per chiunque lo volesse, la richiesta di
alcune bustine di semi tra le 3000 specie
diverse che metteva a disposizione.
Alberto Parolini morì nel 1867 e questa
sua meraviglia andò in eredità alla figlia
Antonietta (una seconda figlia, Elisa, sposò
il grande alpinista britannico John Ball,
uno dei pionieri delle Dolomiti) che continuò gelosamente a custodire e a migliorare
il giardino. In quegli anni venne anche il
riconoscimento che lo qualificò come Monumento nazionale. Poi, forse la morte del
capogiardiniere Parisotto, forse l’età avanzata, la indussero a lasciare tutto al proprio
figlio Alberto Agostinelli Parolini. Non ci
sono prove certe, ma molte fonti indirette
fanno ritenere che in questi anni sia avvenuta la svolta: da giardino botanico a parco
signorile, con conseguente abbandono delle
collezioni. Alberto Agostinelli Parolini, a
sua volta, cedette in lascito il luogo al
Comune di Bassano che ne divenne proprietario, dopo alcune controversie, nel 1931.
Un inventario di acquisizione ci consegna
un giardino ancora molto bello, ma ormai
trentanove
L’orto realizzato nella prima metà dell’800 da Alberto Parolini
ha bisogno di un delicato restauro
RC Bassano Castelli
quarantuno
senza più nessuna delle pregiate coltivazioni che lo caratterizzavano. Il resto è storia
breve e recente. Il Comune ne fece un giardino pubblico che via via andò ancor più
impoverendosi nonostante le cure del fidato
capogiardiniere Piero Carletti. Giostre,
spettacoli e feste pompieristiche furono le
nuove attrazioni al posto della bellezza e
della rarità delle piante. Addirittura negli
anni ‘50 ne venne distrutta una parte per
ricavarne un’arteria stradale. E poi ancora
anni tristi, tra alti e bassi. Qualche allarme
è venuto ripetutamente da gruppi di cittadini (compresa una mostra storica del club
bassanese International Inner Wheel nel
1989) ma senza produrre una significativa
inversione di rotta.
Il nostro club Bassano Castelli ha cominciato ad occuparsene nello scorso 2011. Con
la presidenza Tura si è organizzata domenica 17 aprile una giornata rievocativa che ha
avuto non solo un certo successo ma soprattutto l’effetto di sensibilizzare l’Amministrazione Comunale che ora sembra indirizzata
verso un serio intervento di restauro. Perciò,
seguendo il detto “battere il ferro finché è
caldo”, il club anche con l’attuale presidenza
Tasca ha deciso di insistere e raddoppiare lo
sforzo: un service per dotare l’Ufficio tecnico comunale di una perizia sullo stato di salute degli alberi e un service per una nuova
iniziativa rievocativa, portata a due giornate e ben più importante (con collaborazione
e patrocinio dell’Orto Botanico di Padova),
della quale trovate il programma in questa
pagina. Crediamo sia un impegno doveroso
perché una città non può non trovare le
forze per custodire gelosamente ciò che fu
uno dei propri ornamenti più belli (addirittura un Monumento Nazionale). C’è un ulti-
mo fatto da raccontare che non ci può che
far piacere. Parolini, come detto, ebbe due
figlie e quindi il cognome andò perso. Gli
attuali eredi sono Favaretti e ben sei di loro
sono stati o sono rotariani: Paolo (RC Cittadella), Matteo (fondatore RC Bassano del
Grappa), Vittorio (fondatore RC Cittadella),
Alberto (RC Cittadella), Carlo (RC Udine) e
ancora Paolo (RC Cittadella).
Di rara pianta
II edizione - 14-15 aprile 2012
Giardino Parolini, Bassano del Grappa
INGRESSO LIBERO, 9.00-19.00
Troverete una mostra-mercato di fiori con i
migliori vivaisti italiani, una esposizione di piante in vaso un tempo presenti al giardino provenienti, tramite un prestito eccezionale, dall’Orto
Botanico di Padova, mostre storiche sul giardino, tante altre proposte (musica, animazione
bambini, cacce all’albero, ristorazione ecc) e
naturalmente lo stand del RC Bassano Castelli.
Per visitare assieme e trovarci tra rotariani è in
preparazione una proposta-pacchetto comprendente la visita al mattino del parco di Ca’DiedoFavaretti a Cusinati di Rosà, pranzo e poi visita a
“di rara pianta”. Info Giuseppe Busnardo (presidente incoming 2012-2013): 330400160 [email protected]
RC Cittadella, Padova Contarini e Padova Nord
I frutti della Onlus
una pedana per i disabili
di Giovanni Albanese
Fra le tante meritorie attività della ONLUS
Rotary Distretto 2060, c’è quella di impiegare i contributi del 5 per mille di cui è ogni
anno destinataria per finanziarie attività di
service, organizzate da piccoli gruppi di club
che individuano e si uniscono per un obiettivo comune.
In questo caso, dal club di Cittadella, cui
si sono affiancati quelli di Padova Contarini e Padova Nord, era partita alcuni mesi fa
l’iniziativa volta a donare alla Cooperativa
Sociale Papa Giovanni XXIII di Carmignano di Brenta una pedana motorizzata per il
carico/scarico dei disabili in carrozzina: il
progetto, del valore di € 8.000,00, ha ricevuto l’approvazione ed il finanziamento della
ONLUS, ed è stato realizzato nei tempi previsti. Per la consegna ufficiale della pedana,
quindi, Cittadella ha dedicato una partecipata serata, alla quale hanno partecipato i
tre club. I rappresentanti della Cooperativa
Papa Giovanni, accompagnati per l’occasione da alcuni giovani inseriti nelle loro realtà
occupazionali, hanno illustrato le attività
dell’associazione, che spaziano dalla produzione artigianale di oggettistica e bomboniere all’assemblaggio e confezionamento per
conto terzi, fino alla manutenzione di parchi e giardini.
Ancora una volta, l’impegno rotariano,
col fondamentale supporto della ONLUS
Distrettuale, ha conseguito un bel risultato,
dimostrando in modo concreto la propria solidarietà verso un’istituzione del territorio
che si dedica con costanza e tanta umanità
alla crescita sociale.
RC Cittadella
di Giovanni Albanese
Il Rotary Club Cittadella festeggia ogni
anno la Festa delle Forze Armate, con una
serata che vuole simboleggiare la vicinanza
del club verso le istituzioni che si occupano
di difesa e sicurezza del Paese: questa volta,
invitato dal Presidente Gino Berto, il relatore d’eccezione è stato il Generale di Corpo
d’Armata Massimo Iadanza, Comandante
Interregionale dei Carabinieri per il Veneto
e l’Emilia Romagna.
Conversando su “L’Arma dei Carabinieri, nuova Forza Armata”, il Generale ha evidenziato una delle chiavi del successo dell’istituzione – che ha quasi duecento anni nella capacità di conservare un forte legame
col proprio territorio di competenza, si tratti
di città, paese o quartiere. Alla presenza di
alti esponenti delle autorità comunali, della
magistratura, delle altre Forze armate in
servizio ed in congedo, dei soci di Lions e
Panathlon in interclub, il Generale, coadiuvato da un filmato, ha illustrato le numerosissime attività che vedono impegnati in Italia ed all’estero i militari della Benemerita,
forza militare di polizia in servizio permanente di pubblica sicurezza. Una profusione
di domande ed interventi hanno dimostrato
la curiosità e l’interesse dei presenti nei confronti del relatore e dell’istituzione che egli
rappresenta ai massimi livelli.
quarantatré
L’Arma dei Carabinieri
e la nostra sicurezza
RC Lignano Sabbiadoro -Tagliamento
APIM in Costa D’Avorio
a cura di Gabriele Bressan - Past President Lignano Sabbiadoro
Il Service APIM in Costa D’Avorio (500 banchi scuola in legno da due posti costruiti da
artigiani ivoriani consegnati il 10 dicembre
2011 alle scuole primarie e secondarie della
regione di Ferkè nel nord della Costa D’Avorio), è stato completato con successo nonostante i gravi disagi della guerra civile e la
morte per malaria del APIM Project Leader,
rotariano di Abidjan. A conferma della
avvenuta consegna, il Club Lignano Sabbiadoro-Tagliamento, promotore dell’iniziativa,
ha ricevuto la dichiarazione da parte del
Presidente del Rotary Club Abidjan Atlantis, con ampia documentazione fotografica e
l’assicurazione da parte del rappresentante
ONU per la Costa d’Avorio (Manuel Bressan, rotariano di New York).
Il Service Internazionale APIM (il Matching Grant non è stato possibile in quanto
la Costa d’Avorio fa parte di un Distretto
“pilota”) è stato ideato e condotto dal Rotary
Club Lignano Sabbiadoro-Tagliamento, a
partire da luglio 2010, con il fondamentale
contributo del Distretto 2060, del nostro
Partner Rotary Club Kitzbuhel, del Rotary
Club Codroipo-Villa Manin e con il supporto del locale Rotary Club Abidjan Atlantis.
Un altro piccolo successo rotariano,
tanto importante per migliorare la scolarizzazione in un’ampia area di povertà della
Costa d’Avorio è frutto di amicizia sincera e
alta sensibilità verso chi ha bisogno; aiuta
noi a fare ancora di più e meglio per gli altri
e per il Rotary.
RC Lignano Sabbiadoro -Tagliamento
di Carlo Alberto Vidotto
“Le problematiche dei giovani nella società
d’oggi” è stato il tema affrontato dal generale di Corpo d’Armata Luigi Federici nel corso
di un incontro, organizzato dal Rotary club
Lignano Sabbiadoro Tagliamento e dal locale Lions club, tenutosi al ristorante da Rino
di Sabbiadoro. Presenti le massime autorità
locali, gli onori di casa sono stati fatti dai
rispettivi presidenti dei due club, Luigi
Tomat e Antonino Zanelli. Il generale ha
esordito sottolineando come i giovani rappresentano oggi la fascia più vulnerabile,
più fragile della società e costituiscono un
potenziale bacino di alimentazione della criminalità. Da qui la necessità di vigilare perché i focolai di rischio presenti nella società
possano essere spenti in tempo. Enumerando i principali fattori di rischio che i giovani
devono affrontare, il relatore ha posto l’accento sul vuoto della famiglia, sempre più
disposta a tollerare o peggio a giustificare
comportamenti gravissimi anche di rilevanza penale. Di particolare rilievo inoltre è il
sempre più frequente ricorso alla droga e
l’altissima pericolosità di nuove devastanti
droghe sintetiche che, unitamente all’abuso
di bevande alcoliche, sono spesso la causa di
gravissimi incidenti stradali. Altro fattore di
rischio da non sottovalutare l’affiliazione a
gruppi eversivi, perché i giovani più fragili e
vulnerabili possono diventare vittime di cattivi maestri e falsi profeti. Il relatore, rivolgendosi ai numerosi giovani presenti, ha
ricordato che loro sono in possesso di alcuni
beni straordinari: la gioia di vivere, la libertà
di pensare, la libertà di scegliere e la libertà
di decidere e li ha invitati a non farsi mai
rubare queste libertà. Un ultimo rischio che
i giovani dovranno affrontare è l’illusione di
avere il diritto di una vita facile. Una illusione che può indurli a scegliere scorciatoie
pericolose. Concludendo la sua relazione il
generale Federici li ha esortati al rispetto
della legalità, delle regole, delle istituzioni,
dei valori e dell’ambiente.
Nella foto: a sinistra il dr. Luigi Tomat,
al centro il Gen. di C.A. Luigi Federici,
a destra il dr. Antonino Zanelli
(foto di Maria Libardi Tamburlini)
quarantacinque
I giovani nella società d’oggi
RC Venezia Mestre Torre
Ad Alessia Maso il
“Premio al merito”
Quando la solidarietà è vita quotidiana
a cura di Maurizio Gasperazzo e Piero Miani
Giovedì 9 febbraio 2012 il Rotary Club Venezia Mestre Torre ha assegnato il “Premio al
Merito 2011-12” ( di 3 mila euro). Il premio,
nato nel 1994, è destinato a persone giovani e, possibilmente, residenti nel territorio
cittadino che si siano distinte nel campo artistico, scientifico o sociale. Dopo alcuni anni
di sospensione l’iniziativa è stata ripresa per
premiare Alessia Maso, 33 anni, impegnata
da più di 15 anni in attività sociali, sia in Italia che all’estero. Alessia Maso, nel corso
della Conviviale, ha illustrato ai soci ed agli ospiti le proprie esperienze, partendo dall’ultima ad Haiti (Léogane), dove, in qualità
di responsabile del progetto, segue la realizzazione di un Centro di Accoglienza per 35
tra bambini e bambine, orfani o abbandonati dalle famiglie (vedasi www. riziki.it). Laureata in Scienze Politiche all’Università di
Palermo, ha conseguito il Master in “Intercultural competence and management –
Educazione culturale e mediazione dei conflitti” presso l’Università di Verona. Opera
nel sociale dal 1996 come esperta nella
gestione dei conflitti, operatore sociale e del
volontariato, esperta in cooperazione allo
sviluppo ed operatore della cooperazione
non governativa e decentrata. Ancora studentessa, dopo un’estate passata a far volontariato a Palermo, si trasferisce a Ballarò
per lavorare con i bambini dei quartieri a
rischio, svolgendo attività presso il Centro
Sociale Santa Chiara. Conseguita la laurea
e seguito uno uno stage a Roma legato ad un
corso di euro-progettazione e cooperazione
internazionale, fa un’esperienza di formazione di formatori in Tunisia e poi si reca in
Guatemala, in una comunità Maya, per
svolgere, con donne e bambini, attività sull’intercultura e sulla comunicazione. Rientrata in Sicilia lavora con “Libera” sull’animazione territoriale nei comuni in cui stavano nascendo le cooperative che gestivano i
beni confiscati alla mafia. Subito dopo,
comincia a lavorare allo Zen, dove crea un
centro di educazione ambientale, che ancora
oggi coordina. Da qualche anno si dedica
all’insegnamento del Reiki, tecnica di origine giapponese che favorisce il riequilibrio
della persona, che sperimenta prima in Tanzania, Congo ed Uganda e poi porta ad
Haiti, dove tiene moltissimi corsi finalizzati
al riequilibrio psicologico dopo il trauma del
terremoto. In questo periodo tiene anche un
corso di formazione a leader di comunità
locali sulla pianificazione urbana partecipata, per proporre progetti di sviluppo che tengano conto del punto di vista degli abitanti.
Nella sua intensa attività, Alessia ha collaborato con Legambiente (dove ha coordinato
numerosi gruppi di lavoro e progetti, tra cui
il Centro sperimentale di educazione
ambientale di Palermo ed il progetto europeo Water-Water Access Technology
Empowerment of Rights), ALI (AmbienteLegalità-Intercultura), Secint (Servizio civile Internazionale) Guatemala, CIES (Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo) di Roma, CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) di Palermo, etc.
quarantasette
Un concreto incentivo
allo studio universitario
Assegnati i premi intitolati a “Bruno Pastorella”
Al Russott Hotel di Mestre, durante la conviviale del 26 gennaio del Rotary Club
Venezia Mestre Torre, sono state consegnate le borse di studio intitolate alla memoria
di “Bruno Pastorella”, socio venuto meno di
recente.
La finalità della proposta del premio è
quella di sostenere i giovani più meritevoli
e quella di incrementare i rapporti tra il
Club stesso e la scuola locale nonché a far
conoscere all’esterno le attività della nostra
organizzazione a livello nazionale ed internazionale.
Il bando prevedeva un premio di euro
5000, da assegnarsi anche ex aequo a non
più di due concorrenti, agli allievi dei tre
Licei cittadini (R. Franchetti, G. Bruno e U.
Morin) che avessero conseguito il diploma
di maturità nell’anno scolastico 2010/11 con
i seguenti requisiti: ammissione alla maturità con votazione non inferiore ad 8/10 ed
aver conseguito nello stesso esame la votazione di 100/100 o con lode.
I candidati dovevano anche aver ottenuto in ogni anno del corso di studi liceali la
promozione senza debiti e con una media di
almeno 7/10, manifestando inoltre doti non
comuni di disciplina, profitto e dedizione
allo studio. Altri fattori, quali elaborati,
tesine, reddito e corso universitario scelto,
avrebbero contribuito ad orientare la Commissione, a cui spettava l’insindacabile giudizio nella scelta del vincitore.
Le candidature sono state 31.
La commissione del Club, nominata ad
hoc, ha assegnato il premio di studio “Bruno
Pastorella” ex aequo (euro 2500 ciascuno) a
Maria Chiara De Biasio (Liceo Scientifico
Ugo Morin) ed Enrico Fuzzi (Liceo Classico
Raimondo Fianchetti).
Inoltre, data l’alta adesione ed il numero elevato di candidati meritevoli, due soci a
nome delle rispettive aziende, la Salmoiraghi § Viganò Spa e la San Marco Petroli
Spa, hanno messo a disposizione due ulteriori premi di euro 1000 ciascuno, quale
“incentivo allo studio universitario”.
Alla premiazione sono stati invitati anche i tre Presidi dei Licei di Mestre, prof.
Roberto Gaudio, prof.ssa Paola Franzoso e
prof. Valter Rosato a cui in segno di gratitudine è stata consegnata la massima onorificenza del Rotary Club, ossia la Paul Harris
Fellow.
Nella foto: da sinistra a destra Maria Chiara
De Biasio, Enrico Fuzzi, Dino Tabacchi
(Salmoiraghi & Viganò), Maurizio Gasperazzo
Presidente Club, Maria Moressa, Giada Maniero,
Pierpaolo Perale (San Marco Petroli).
la v
Abano Terme – Montegrotto Terme
riunioni rotariane: il giovedì
08 WOMAN’S DAY – prof. Giovanni Silvano (socio)
15 A TAVOLA CON MERLIN COCAI – prof. Otello Fabris
– interclub con IW Abano-Montegrotto e IW Padova
22 SERATA DI INFORMAZIONE E AMICIZIA ROTARIANA
29 INTERCLUB CON RC VENEZIA RIVIERA DEL BRENTA
Adria
riunioni rotariane: il martedì
06
LA CENTRALE DI POLESINE CAMERINI
– avv. Luigi Migliorini (socio)
13
LA COLTURA DEL RISO IN POLESINE
– Baldovino Geremia (socio)
20
LE PERFORMANCES DEI PICCIONI VIAGGIATORI
– avv. Pierfrancesco Ruzza
27
UGO BOCCATO, IL PITTORE DELLA LUCE
– prof. Leobaldo Traniello
22
29
ce
dei club
LA NOSTRA STRADA CON IL ROTARY
VISITA AL CANTIERE DEL TUNNEL DEL COL CAVALIER
Bolzano – Bozen
riunioni rotariane: il lunedì
05
COMPETENZE DEL SERVIZIO DI SOCCORSO ALPINO.
ESEMPI DI INTERVENTO – dr. Lorenzo Zampatti
12
CONVIVIALE
19
LA WEB RADIO COME STRUMENTO DIDATTICO E DI
INNOVAZIONE SOCIALE; IL CASO DI “RADIO MAGICA”
– dr.ssa Luisanna Fiorini
26
CAMINETTO
Bressanone – Brixen
riunioni rotariane: il martedì
06
MEETING CON RELATORE – Renzo Pacher
13
MEETING
27
MEETING CON RELATORE – Francesco Palermo
Arzignano
Cadore – Cortina d’Ampezzo
Asiago – Altopiano dei Sette Comuni
Camposampiero
riunioni rotariane: il lunedì
05
LA ROTARY FOUNDATION – Nicola Ghiotto (socio)
12
LA MIA ESPERIENZA A HONG KONG – dr. Hans Pizzinini
19
DONNE E L’ECONOMIA – dr.sa Susanna Magnabosco
CASA S. ANGELA ONLUS – mons. Mariano Lovato
26
CAMINETTO – ospiti di Enrico Fabris (socio)
riunioni rotariane: il venerdì
02
CAMINETTO
09
(ore 18.00) CIASPOLADA/CAMMINATA A MONTE LONGARA
(ore 20.30) CENA IN RIFUGIO
16
IDROGENO E SVILUPPO DI NUOVI MATERIALI PER APPLICAZIONI IN CAMPO ENERGETICO – prof. Vito Di Noto
30
CAMINETTO
Asolo e Pedemontana del Grappa
riunioni rotariane: martedì
13
LIBIA: QUESTA SCONOSCIUTA. DALLA COLONIZZAZIONE
A GHEDDAFI – PDG dott. Carlo Martines
23
(venerdì) INCONTRO CON LUCA CORDERO DI
MONTEZEMOLO, PRESIDENTE FERRARI
30
(venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012
– Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso
Terraglio, RC Treviso Nord, RC San Donà di Piave
Badia – Lendinara – Alto Polesine
riunioni rotariane: martedì
06
CAMINETTO
13
CAMINETTO
24
(sabato) CONOSCERE BADIA – interclub
Bassano del Grappa
riunioni rotariane: il lunedì
05
RADIOLOGIA, DA UNA VISIONE TOLEMAICA AD UNA
VISIONE COPERNICANA – dott. Alessandro Guarise
10
(sabato) VISITA ALLA MOSTRA DEL BELLOTTO – interclub
a Conegliano
19
LE DONNE DELLA SERENISSIMA – Marian Bizio Crivellari
26
LE SCUOLE GRANDI A VENEZIA – Sandro Gherro
Bassano del Grappa Castelli
riunioni rotariane: il giovedì
01
I FORZATI DELLA STRADA HANNO FAME.
L’ALIMENTAZIONE NEL CICLISMO EROICO.
MITI ED EVIDENZE – Mario Cionfoli
08
COME TI COSTRUISCO IL PONTE VECCHIO
– Bortolo Zilio
15
INCONTRO CON LO SCRITTORE – Mario Dalla Palma
29
PREPASQUALE CON LE FAMIGLIE
Belluno
riunioni rotariane: il giovedì
01
MUSICA, CHE PASSIONE! – Gisella Galatà
04
(domenica) GARA DI SCI INTERCLUB LIONS E ROTARY
– in Nevegal
08
DENTRO LA RUOTA: L’INNER WHEEL SI PRESENTA
– interclub
15
IL NUOVO SISTEMA PREVIDENZIALE – Davide Piol
riunioni rotariane: il lunedì
07
(mercoledì) IL SERVICE CONGIUNTO CON BELLUNO E
FELTRE: INDIPENDENTE – arch. Alberto Alpago Novello,
dott. Angelo Paganin
21
(mercoledì) LE LETTERE DI TIZIANO
– dott.ssa Maria Giovanna Coletti
riunioni rotariane: il martedì
06
L’ACQUA È VITA – dott. Mario Angi
13
IL MERCATO DELL’ARTE IN ITALIA: SVANTAGGI,
VANTAGGI E DIFFICOLTÀ – a cura di Oscar Luisetto (socio)
17/18 INTERCLUB RC VALSUGANA E GARA DI SCI – c/o Malga
Ces a San Martino di Castrozza
27
LE FESTIVITÀ EBRAICHE – dott. Dario Foà
Castelfranco – Asolo
riunioni rotariane: il lunedì
12
FALCE, MARTELLO E CAPITALISMO. LO STRANO
CASO CINESE TRA COMUNISMO E CAPITALISMO
– Francesco Iori
19
IL RUOLO DELL’ECONOMIA VENETA NELL’ECONOMIA
NAZIONALE – Andrea Tomat – interclub con RC Cittadella
26
LA CAVALLERIZZA DI VILLA BOLASCO: CONOSCERE PER
CONSERVARE – Guido Driussi
Cervignano – Palmanova
riunioni rotariane: il giovedì
01
ARTE E BELLEZZA: UN OPTIONAL O UNA STRATEGIA
PER IL FUTIRO? – relazione sul forum interdistrettuale
di sabato scorso
08
MARMO E GRANITO NEL SETTORE CRUISE – Alessandro
Vrech
15
ARGOMENTI ROTARIANI
22
MATERIALI INNOVATIVI. NUOVI MONDI PER IL DESIGN
– Lauro Budai
29
L’ARMA DEI CARABINIERI COME AZIENDA
– Gen. dott. Valentino Scognamiglio
Chioggia
riunioni rotariane: il martedì
13
INDIA: LA POESIA DELLE DONNE – Attilio Pavin
18
(domenica) GITA A RAVENNA
27
BIRMANIA: APPUNTI DI VIAGGIO SULL’ULTIMA NAZIONE
NON ANCORA APERTASI AL MONDO – Osvaldo Bravi e
Loredana Bertolazzo
Cittadella
riunioni rotariane: il lunedì
05
LA DIFFICILE ELGANZA DELL’EQUILIBRIO
– PDG Giampietro Mattarolo
12
ERASMO DA NARNI DETTO IL GATTAMELATA
– prof.ssa Giovanna Baldassin Molli
19
IL RUOLO DELL’ECONOMIA VENETA NELL’ECONOMIA
NAZIONALE – dott. Andrea Tomat – interclub con RC Castelfranco-Asolo
24
(sabato) GITA A VICENZA: VISITA A PALAZZO THIENE
E ALLA MOSTRA DELLE OSELLE
argomenti dei club marzo 2012
riunioni rotariane: il martedì
06
LE DOLOMITI PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO
– prof. Mauro Pascolini
13
UN RACCONTO FOTOGRAFICO DELLE ISOLE
GALAPAGOS – Elena Domenis (socia)
20
APERITIVO
27
L’ESPERIENZA DEI CARABINIERI NEI TEATRI OPERATIVI
– cap. Corrado Faggioni
Codroipo – Villa Manin
riunioni rotariane: il martedì
06
SCUOLA DI ROTARY – Sandro Cengarle
10
(sabato) INTERCLUB CON RC TRENTO – a Trento
20
CAMINETTO
27
PREMIO RENATO GRUARIN
Conegliano
riunioni rotariane: il martedì
13
CAMINETTO
24
(sabato) FESTA PER IL VENTENNALE DEL NOSTRO
CLUB ED APERTURA MOSTRA REPERTI ARCHIVIO
DUOMO DI CONEGLIANO
28
(mercoledì) DONNA FUGATA: DONNA DI FASCINO
O CHE BALLA E CANTA – Josè Rallo
Conegliano – Vittorio Veneto
riunioni rotariane: il martedì
10
(sabato) VISITA ALLA MOSTRA DI BERNARDO BELLOTTO
– interclub con RC Bassano del Grappa e RC Treviso
20
CENTOCINQUANTESIMO MENO CINQUE – Paolo Trevisi
27
NON TUTTI I BASTARDI SONO DI VIENNA
– Andrea Molesini – interclub con RC Opitergino Mottense
21
28
ARCHITETTURA E ACCESSIBILITÀ – prof.ssa C. Conti
ASSEMBLEA DI CLUB
Legnago
quarantanove
Cividale del Friuli
riunioni rotariane: il martedì
03
(sabato) IL SETTECENTO A VERONA: TIEPOLO,
CIGNAROLI, ROTARI – visita alla mostra
13
CAMINETTO
20
SOPRAVVIVERE A SE STESSI: LIBERTÀ DAL CANCRO
– dr. Massimo Tosini
24
(sabato) ANTICHE MEMORIE: ALLA SCOPERTA DI BADIA
POLESINE – interclub con RC Badia-Lendinara-Alto Polesine
Lignano Sabbiadoro – Tagliamento
riunioni rotariane: il lunedì
05
INNOVAZIONE TECNOLOGICA E
INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA “G.I. INDUSTRIAL
HOLDING” DI RIVIGNANO – ing. Paolo Baldissin
12
PROGRAMMA GITA IN UNGHERIA
15/18 GITA SOCIALE IN UNGHERIA E CAMINETTO A BUDAPEST
26
LA VITA DEL FRIULI ATTRAVERSO LA TV LOCALE
– prof. Ermes Scaini
Madonna di Campiglio
riunioni rotariane: il venerdì
02
CAMINETTO
09
FERRARI TRENTO DOC: DA 110 ANNI LE BOLLICINE
ITALIANE PER ECCELENZA – dott. Matteo Lunelli
16
CAMINETTO
23
CONVIVIALE PER AMMISSIONE NUOVI SOCI
Maniago – Spilimbergo
riunioni rotariane: il martedì
06
DALL’AFGHANISTAN AD ESTE: L’ESPERIENZA DI UN
CAPPELLANO MILITARE– don Fabio Pagnin
13
INFORMAZIONE ROTARIANA
27
L’UNGHERIA DEL XXI SECOLO – dott.ssa Edit Pietrogrande
riunioni rotariane: il giovedì
01
(ore 16.30) VISITA ALLA MOSTRA “L’ESPRESSIONISMO”
– a Villa Manin
17
(sabato, ore 13.00) GARA DI SCI A FAVORE DEL CRO
DI AVIANO: PROGETTO ONCOLOGIA PEDIATRICA
– a Piancavallo
22
ARGOMENTI ROTARIANI – il Presidente Taher
29
PARLIAMO DI CELLULE STAMINALI
– dott.ssa Daniela Scarpelli
Feltre
Merano – Meran
Este
riunioni rotariane: il martedì
13
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
23
(venerdì) LA COMUNICAZIONE EFFICACE
– dott. Felice Sagrillo
27
ONDE ELETTROMAGNETICHE E LA SALUTE
– dott. Dal Molin e avv. Perco
Fiemme e Fassa
riunioni rotariane: il mercoledì
07
EVOLUZIONE DEL TURISMO – Roberto Mori (socio)
14
INTERCLUB CON RC VALSUGANA, RC TRENTO E RC
TRENTINO NORD
24
(sabato) INCONTRO SULLA NEVE – in Ciampac
28
ANEDDOTI DEI MAESTRI DI SCI – i soci maestri di sci
Gemona – Friuli Collinare
riunioni rotariane: il martedì
06
ARGOMENTI ROTARIANI
13
PASOLINI E IL FRIULI – Angela Felice
20
NUOVO LIRUTI. DIZIONARIO BIOGRAFICO DEI FRIULANI
– Fulvio Salimbeni – interclub con RC Udine
27
UN TOUR IN UN TABLET-PC – Alberto Policriti
Gorizia
riunioni rotariane: il martedì
06
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
13
APERITIVO
20
APERITIVO
27
LE NUOVE POVERTÀ – mons. Giuseppe Baldas – interclub
con Lions Host
Jesolo
riunioni rotariane: il mercoledì
07
TUMORI, FAMILIARITÀ E AMBIENTE – dr. Marco Scarpa
14
INCONTRO CON IL SINDACO DI JESOLO
– Francesco Calzavara
riunioni rotariane: il giovedì
01
CAMINETTO
08
CENA TOSCANA
15
CAMINETTO
22
CAMINETTO
29
FLORA E FAUNA DEL PARCO DELLO STELVIO
– dr. Wolfgang Platter
Monfalcone – Grado
riunioni rotariane: il giovedì
01
STORIA DI GORIZIA – prof.ssa Annamaria Brondani
08
ENERGIE RINNOVABILI: COSA CAMBIA
– ing. Antonio Nonino
15
L’ARTIGIANATO OGGI – dott. Ariano Medeot
22
L’EUROPA FUTURA E LE RICADUTE SUL NOSTRO
TERRITORIO – convegno
Montebelluna
riunioni rotariane: il mercoledì
07
LA MEDICINA OLISTICA – dr. Patrizio Hermes Barbon
14
STRAGE DI PIAZZA FONTANA E I SUOI MISTERI
– dott. Pietro Calogero, prof. Carlo Fumian, prof. Guido
Lorenzon, modera Maurizio Dianese
21
LIBIA, PRIMA E DOPO GHEDDAFI – PDG Carlo Martines
28
ALLA SCOPERTA DEI ROTARY DI MARCA: RC TREVISO
– il Presidente Domenico Riposati e il suo direttivo
Muggia
riunioni rotariane: il mercoledì
07
CAFFÈ: ASPETTI ECONOMICI E SALUTISTICI
– dott. Massimiliano Fabian
14
LA SOCIETÀ MINERVA NELL’AMBITO DELLA CULTURA
TRIESTINA – arch. Gino Pavan
21
DISEGNARE IMMAGINI ED IMMAGINARE DISEGNI
– Paolo Marani
28
RELAZIONE III TRIMESTRE – il Presidente
la voce dei club
Noale dei Tempesta
riunioni rotariane: il giovedì
01
CAMINETTO
08
ASSEMBLEA DEI SOCI
15
QUANDO LA VOLONTÀ VINCE OGNI OSTACOLO
– Beatrice Vio e Marco Mainardi
23/25 ACCOGLIENZA DEI SOCI DEL RC RIJEKA
22
31
L’ORCHESTRA E IL CORO SAN MARCO: UN PATRIMONIO
DI PORDENONE – dott.ssa Alessandra Montini Natalucci
(sabato) GITA A VENEZIA CON: IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Pordenone Alto Livenza
Opitergino Mottense
riunioni rotariane: il lunedì
05
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
12
L’IMMAGINE DEL NORD EST NELLA COMUNICAZIONE
NAZIONALE – dr. Gian Mario Villalta
19
CATTIVI BAMBINI. GLI ITALIANI AL RISTORANTE
– dr. Enrico Galliano
30
(venerdì) L’UNIVERSITÀ ITALIANA DOPO LA RIFORMA
– prof. Giuseppe Amadio
Padova Contarini
Portogruaro
riunioni rotariane: il martedì
11
(domenica, ore 10.00) VISITA ALLA MOSTRA DI BERNARDO
BELLOTTO – Palazzo Sarcinelli a Conegliano
20
CATERINA CORNARO – la scrittrice Gotti
27
NON TUTTI I BASTARDI SONO DI VIENNA – Andrea Malesini
Porto Viro – Delta Po
– interclub con RC Conegliano-Vittorio Veneto
riunioni rotariane: il giovedì
01
CAMINETTO
Padova
08
ASSEMBLEA DEI SOCI
riunioni rotariane: il mercoledì
LE TEMPESTE FINANZIARIE E L’INFLUENZA SUGLI STATI,
07
LA FONDAZIONE PER LA RICERCA BIOMEDICA AVANZATA 22
L’ESPERIENZA DELLA BANCA MONDIALE – prof. Lodovico
– prof. Gilberto Muraro – interclub con RC Padova Euganea,
Pizzati
IW Padova, IW “Sibilla de Cetto”
27
(martedì) PENA, CARCERE, SOVRAFFOLLAMENTO: REALTÀ
14
IL RESTAURO E LA RISTRUTTURAZIONE DELLA PUNTA
E PROSPETTIVE – dr. Giovanni Pavarin, dr. Livio Ferrari –
DELLA DOGANA A VENEZIA – ing. Giandomenico Cocco
interclub con RC Rovigo, RC Badia-Lendinara-Alto Polesine
21
I BENI CULTURALI NEL VENETO – arch. Ugo Sorani
31
(sabato)
TRADIZIONALE CENA DI SELVAGGINA – offerta dai
30
(venerdì, 17.30) VERDE E SALUTE – convegno – interclub
soci Manzoni, Ceno e Tono ospiti di Monica e Gildo Baroni (socio)
con i 9 RC Provinciali
riunioni rotariane: il martedì
06
LA MIA ESPERIENZA NEL VOLONTARIATO E LE RICADUTE
NEL ROTARY – Chiara Bevilacqua
LA MIA ESPERIENZA PROFESSIONALE E LE RICADUTE
NEL ROTARY – Enrico Golfetti
13
LA MIA ESPERIENZA PROFESSIONALE E LE RICADUTE
NEL ROTARY – Michele Bacchin
L’ASSOCIAZIONISMO, I PUNTI DI CONTATTO CON IL
ROTARY – Primo Malandrin
23
(venerdì) LA DIFESA OGGI E DOMANI – gen. dott. Biagio
Abrate – interclub con RC Padova Euganea, RC Padova Nord
Padova Est
riunioni rotariane: il giovedì
17
(sabato) CENA DI GALA – conviviale interclub con IW Padova
e altri
22
LA TUTELA DEI BAMBINI NEI CONFLITTI FAMILIARI
– d.ssa Licia Marino, avv. Luciana Sergiacomi – interclub
con RC Padova Nord
30
(venerdì, ore 15.00) GITA ALLE STORICHE CARTIERE FAVINI DI ROSSANO VENETO
riunioni rotariane: il martedì
06
LE QUALITÀ DEL CAPO – Luigi Federici
13
CAMINETTO
20
DAL LEONE ALL’AQUILA: PORTOGRUARO NELL’EPOPEA
NAPOLEONICA – Roberto Gargiulo
27
CAMINETTO
Riva del Garda
riunioni rotariane: il lunedì
05
INCONTRO CONVIVIALE PER FESTEGGIARE
IL MATRIMONIO DEL SEGRETARIO
12
(ore 19.00) IL RISPARMIO ENERGETICO
– p.i. Gianni Benuzzi (socio)
19
(ore 18.30) CAMINETTO CON SIGNORE
– c/o Associazione Eliodoro
26
(ore 19.00) LE TRE REGIONI CHE SI AFFACCIANO SUL
LAGO DI GARDA SONO REGIONI TURISTICHE?
– prof. Vittorio Dapretto (socio)
Rovereto
riunioni rotariane: il lunedì
10
(sabato) MEMORIAL PIETRO STRAUSS – meeting distrettuale
di Folgaria
Padova Euganea
12
IL PRESIDENTE GIACOMO DI MARCO INTERVISTA IL PAST
riunioni rotariane: il giovedì
PRESIDENT ROCCO CERONE
07
(mercoledì) LA FONDAZIONE PER LA RICERCA BIOMEDICA
OSSERVAZIONI PSICOANTROPOLOGICHE
AVANZATA – prof. Gilberto Muraro – interclub con RC Padova 19
– dott.ssa Isabella Schiappadori
15
MORIRE DI PIACERE E PIACERE DA MORIRE NEI NOSTRI
26
CAMBIAMO LA VECCHIAIA PRIMA CHE LA VECCHIAIA
GIOVANI. RESPONSABILITÀ FAMILIARI E ISTITUZIONALI
CAMBI NOI – dott.ssa Anna Urbani
– prof. Luigi Gallimberti
23
(venerdì) LA DIFESA OGGI E DOMANI – gen. dott. Biagio
Rovigo
Abrate – interclub con RC Padova Contarini, RC Padova Nord
24
(sabato, ore 9.00) GITA A VERONA. VISITA ALLA MOSTRA “IL riunioni rotariane: il martedì
03
(sabato, ore 18.00) VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA
‘700 A VERONA: LA NOBILTÀ DELLA PITTURA”
“IL DIVISIONISMO” – Alessia Vedova
06
CAMINETTO
Padova Nord
13
REALTÀ
E PROSPETTIVE DELLA NOSTRA CITTÀ
riunioni rotariane: il lunedì
– dott. Bruno Piva
12
LA COMUNICAZIONE FINANZIARIA. COME DIALOGARE E
20
CAMINETTO
CONVINCERE IL MERCATO – Francesco Guidara
27
PENA, CARCERE, SOVRAFFOLLAMENTO: REALTÀ E PRO23
(venerdì) LA DIFESA OGGI E DOMANI – gen. dott. Biagio
SPETTIVE – dr. Giovanni Pavarin, dr. Livio Ferrari – interclub
Abrate – interclub con RC Padova Euganea, RC Contarini
con RC Badia-Lendinara-Alto Polesine, RC Porto Viro-Delta Po
26
CAMINETTO
Peschiera e del Garda Veronese
Sacile – Centenario
riunioni rotariane: il giovedì
08
PALOMBARI DELLA MARINA MILITARE ITALIANA
– com.te Gianfranco Betrò
29
VALUTAZIONI, CONDIZIONI E FUTURO DEI BACINI IDRICI
DEL VENETO – TRENTINO ALTO ADIGE
riunioni rotariane: il martedì
06
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
13
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
20
MEDICI SENZA FRONTIERE: LAOS – dott. Alfredo Arioli
27
FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO – prof. Luigi Perissinotto
Pordenone
San Donà di Piave
riunioni rotariane: il giovedì
01
ENDOSCOPIA PER LA VITA – dr. Renato Sablich
08
FUNZIONI E RUOLO DEL NUCLEO REGIONALE NAS
– cap. Antonio Pisapia
15
CAMINETTO
riunioni rotariane: il mercoledì
07
COME HO APPRESO E VISSUTO IL FATTO DI AVERE
UN TUMORE – Mary Florian
14
LA COLONSCOPIA VIRTUALE – Rodolfo Agostini
21
PERMANE IL PERICOLO ALLUVIONE A CALDOGNO?
LA SITUAZIONE DELL’INDUSTRIA ALBERGHIERA
– Alessandro Peruch
San Vito al Tagliamento
riunioni rotariane: il martedì
06
NON PERDIAMO L’OCCASIONE PER AIUTARCI.
IL MICROCREDITO, UNO STRUMENTO PER AZIONI
CONCRETE – prof. Luisa Brunori
13
IL SITO WEB DEL ROTARY – Daniele Cupani (socio)
20
IL MONDO DEL KARTING – Lorenzo Trevisanutto
27
PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO “CENCE SUNSÙR”
DI REMIGIO ROMANO
Schio – Thiene
riunioni rotariane: il lunedì
05
L’IMPRESA ED IL SOCIALE – dott. Graziano De Bellini
10
(sabato, ore 20.30) IL BUFFO DELL’OPERA – spettacolo
benefico
26
LA RIVOLUZIONE DEL CONCETTO DI VENDITA:
ESEMPIO FOLLETTO – dott. Ciro Sinatra
Susegana Piave Treviso
riunioni rotariane: il mercoledì
14
CONVIVIALE CON DEGUSTAZIONE DI VINI SICILIANI
– organizzata da Ivan Panizza (socio)
21
COME CONSUMARE MEGLIO LA NOSTRA ACQUA
– ing. Ermanno Gaspari
30
(venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012
– Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso
Terraglio, RC Treviso Nord, RC San Donà di Piave,
RC Asolo e Pedemontana del Grappa
Tarvisio
riunioni rotariane: il mercoledì
03
(sabato, ore 19.30) SERVICE ANKARANO A FAVORE
DI GIOVANI DISABILI – dott. Ferruccio Divo
10
(sabato, ore 20.00) LA SCIENZA, UNA CANDELA
NELL’OSCURITÀ – prof. Maurizio Graziani
14
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SCI FUORIPISTA
– Fabrizio Pecile
21
SCI CAI MONTE LUSSARI TRA PASSATO E FUTURO
– Paolo Tessitori
28
ARTIGIANATO: ROTTA SUL FUTURO – Carlo Faleschini
Tolmezzo
riunioni rotariane: il giovedì
01
LA TELEPRESENZA – Marco Macorigh
09
(venerdì) PREMIO DONNA 2012 – incontro con Fidapa
Tolmezzo e Lions Tolmezzo
15
CAMINETTO
22
IL TOYOTA PRODUCTION SYSTEM A 10.200 KM
DA TOKYO – Mario Di Nucci
29 (ore 8.20) COLAZIONE ROTARY
Trentino Nord
riunioni rotariane: il martedì
06
VERSO IL NUOVO MUSEO – dott. Michele Lanzinger
14
(mercoledì) L’UNIVERSITÀ DI TRENTO E IL NUOVO
STATUTO – Innocenzo Cipolletta e Davide Bassi
– interclub RC Trento, RC Valsugana, RC Fiemme e Fassa
20
IL PROGETTO TRENTINO “RISE” E I NUOVI ORIZZONTI
PER L’ITC – Fernando Guarino e Oliviero Stock
27
LA COMMISIIONE PER L’EFFETTIVO PRESENTA LE AZIONI PROGRAMMATE
Trento
riunioni rotariane: il lunedì
05
DIVAGAZIONI SULLA LEADERSHIP
– prof. Giovanni Pascuzzi
10
(sabato) INTERCLUB CON RC CODROIPO-VILLA MANIN
14
(mercoledì) L’UNIVERSITÀ DI TRENTO E IL NUOVO
STATUTO – prof. Innocenzo Cipolletta e prof. Davide Bassi –
interclub RC Fiemme e Fassa, RC Trentino Nord, RC
Valsugana
26
SALVIAMO IL PIANETA ED … IL NOSTRO PORTAFOGLIO.
ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI: QUALI TECNOLOGIE?
– rag. Enrico Giglioli
Treviso
riunioni rotariane: il martedì
10
(sabato, ore 10.45) VISITA ALLA MOSTRA DI BERNARDO
BELLOTTO – Palazzo Sarcibelli a Conegliano – interclyb con
RC Conegliano-Vittorio Veneto, RC Bassano del Grappa
13
27
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
CAMINETTO
Treviso Nord
riunioni rotariane: il lunedì
05
UN SOCIO SI PRESENTA
14
(mercoledì) L’EVOLUZIONE DELLA DANZA
– Maria Luisa Mariotto – interclub con IW Treviso,
RC Treviso Terraglio
19
INCONTRO CON IL ROTARACT TREVISO
30
(venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012
– Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso
Terraglio, RC Susegana-Piave-Treviso, RC San Donà
di Piave, RC Asolo e Pedemontana del Grappa
cinquantuno
28
Treviso Terraglio
riunioni rotariane: il martedì
06
INCONTRO CON IL PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI
DI TREVISO – Alessandro Vardanega
13
CAMINETTO
30
(venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012
– Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso
Nord, RC Susegana-Piave-Treviso, RC San Donà di Piave,
RC Asolo e Pedemontana del Grappa
Trieste
riunioni rotariane: il giovedì
01
(ore 13.00) CONVIVIALE A BUFFET
08
VISITA GUIDATA AL LABORATORIO CHIMICOMERCEOLOGICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
DI TRIESTE
15
(ore 20.30) IL MITO DELL’ORO – Sergio Bonifacio
22
(ore 13.00) CAMINETTO
29
(ore 13.00) INTERVENTO DEL PM AVV. PIETRO
MONTRONE
Trieste Nord
riunioni rotariane: il martedì
06
IL ROTARY E IL DISTRETTO 2060 PER L’ACQUA,
RISORSA VITALE PER L’UMANITÀ – PDG Renato Duca
13
(ore 13.00) ARGOMENTI ROTARIANI E VITA DEL CLUB
20
SLOW FOOD: BUONO, PULITO E GIUSTO
– dott. Franco Zanini
27
INCONTRO CON L’ASSESSORE ALLA CULTURA –
Andrea Mariani
Udine
riunioni rotariane: il martedì
06
PROSPETTIVE PER LA FIERA UNICA REGIONALE
– Luisa De Marco
13
MI CHIAMANO TUBERO MA SONO UN FUNGO: STORIE
DI TARTUFI, COLLINE E CANI – Bruno Frea
20
NUOVO LIRUTI. DIZIONARIO BIOGRAFICO DEI FRIULANI
– Fulvio Salimbeni – interclub con RC Gemona
27
IL LABORATORIO DEL CENTRO DI RICERCA DEL GRAN
SASSO (L’AQUILA) – Roberto Tartaglia
Udine Nord
riunioni rotariane: il giovedì
01
PROTESI E TRAPIANTI CARDIACI – prof. Ugolino Livi
08
LE NUOVE DISPOSIZIONI ORDINISTICHE RELATIVE
ALLA PROFESSIONE FORENSE – avv. Ezio Franz
15
IL NOSTRO ROTARACT
22
QUALE RATING PER LE SOCIETÀ DI RATING?
– dott.ssa Silvia Collaoni
29
ARGOMENTO DI NATURA ECONOMICA E AZIENDALE
– dott.ssa Marina Pittini
Udine Patriarcato
riunioni rotariane: il lunedì
05
ANDAMENTO DEL MERCATO ALIMENTARE – Sergio Piticco
12
CIVI.FORM. CIVIDALE
19
LE DONNE PER L’UNITÀ D’ITALIA – Cova
26
SOT IL BULAR – coro degli Alpini di Feletto Umberto
Valle dell’Agno
riunioni rotariane: il martedì
13
L’IMPORTANZA NEI CLUB DELLO SVILUPPO
DELL’EFFETTIVO CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA
QUALITÀ ASSOCIATIVA – PDG dott. Alvise Farina
20
CAMINETTO
27
TEMI ROTARIANI
la voce dei club
riunioni rotariane: il mercoledì
10
(sabato) CONVIVIALE A SEGONZANO
14
L’UNIVERSITÀ DI TRENTO E IL NUOVO STATUTO
– prof. Innocenzo Cipolletta e prof. Davide Bassi – interclub
RC Fiemme e Fassa, RC Trentino Nord, RC Trento
21
RELAZIONE DI PADRE PIETRO
28
CONVIVIALE CON SIGNORE AL RISTORANTE
VEGETARIANO DI TENNA
Venezia
riunioni rotariane: il martedì
03
(sabato, ore 19.30) INTERCLUB CON RC SALZBURG NORD
06
(ore 18.30) CAMINETTO ALLARGATO CON VENESSIA.COM
16
(venerdì) CONVEGNO ATENEO VENETO
20
(ore 19.00) CAMINETTO
27
CONVIALE CON IL PRESIDENTE ACTV
30
(venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012 – Alberto Sonino
– interclub con RC Treviso Terraglio, RC Treviso Nord, RC
Susegana-Piave-Treviso, RC San Donà di Piave, RC Asolo
e Pedemontana del Grappa
Venezia Mestre
riunioni rotariane: il giovedì
10
RAPPORTI PRESENTI E FUTURI DELL’ITALIA CON LA
TURCHIA – Gianpaolo Scarante
22
LE ROTTE DELLA SERENISSIMA – prof. D’Alessandro
23
LO SVILUPPO E LA RESPONSABILITÀ DI UNA
INFORMAZIONE CORRETTA
– prof. Michele Bellinetti
Verona Soave
riunioni rotariane: il giovedì
01
PROSPETTIVE INFRASTRUTTURE DEL
TERRITORIO ALLA LUCE DELLA CRISI
ECONOMICA E RISTRUTTURAZIONE PROVINCE
– dott. Giovanni Miozzi
08
8 MARZO 1908-8 MARZO 2012 DEDICATO ALLA
DONNA: ALZIAMO I CALICI
22
I BAMBINI DI PHUKTAR – dott. Gioacchino Obrietan,
dott. Angelo Simeoni
29
CAMINETTO
cinquantatré
Valsugana
Verona Sud
riunioni rotariane: il martedì
06
(ore 17.30) CHI È IL CITTADINO VERONESE?
– mons. Rino Breoni, Marina Salamon, prof. Nicola Sartor
13
CAMINETTO
20
QUALE GIUSTIZIA PER I BISOGNI DI VERONA?
– dott. Gianfranco Gilardi
27
CAMINETTO
Vicenza
riunioni rotariane: il giovedì
01
VENEZIA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019 – dr.
Filiberto Zovico – interclub con RC Venezia Riviera del Brenta
08
COME NON FARSI BOCCIARE A SCUOLA – Matteo Rampin
15
CAMINETTO – a cura di don Fabio Longoni e Matteo Rampin
22
CAMINETTO
riunioni rotariane: il giovedì
01
CAMINETTO
08
FESTA DELLA DONNA. SERATA A SORPRESA
15
TOMBOLA A SCOPO BENEFICO
22
(ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio Girardi
(socio), Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati
– interclub con RC Vicenza Berici, RC Vicenza Nord-Sandrigo,
RC Vicenza Palladio
29
CAMINETTO
Venezia Riviera del Brenta
Vicenza Berici
Venezia Mestre Torre
riunioni rotariane: il giovedì
01
VENEZIA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019
– dr. Filiberto Zovico – interclub con RC Venezia Mestre Torre
15
LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE – dott. Sergio Perini
22
TEMI ROTARIANI
29
INTERCLUB CON RC ABANO TERME-MONTEGROTTO
TERME
Verona
riunioni rotariane: il lunedì
05
DEBITO PUBBLICO E SOPRAVVIVENZA DELL’EURO
– prof. Nicola Sartor (socio)
12
ANNAMARIA ORTESE E “IL MARE NON BAGNA NAPOLI”
– dott. Paolo Poli
19
VISITA ALLA MOSTRA “IL SETTECENTO A VERONA”
– dott.ssa Paola Marini
26
LA DONNA NELLA FINANZA – dott. Oscar Giannino
Verona Est
riunioni rotariane: il giovedì
01
BANCHE: BUONI E CATTIVI ESEMPI. COME SPIEGARE
LA FINANZA DI QUESTI TEMPI – Mr John Law
08
CAMINETTO
15
FESTA DELLO SPORT – Paolo Casarin
22
CAMINETTO
29 UNITA L’ITALIA, SONO ANCORA DA UNIRE GLI ITALIANI?
– Roberto Gervaso
Verona Nord
riunioni rotariane: il venerdì
09
RELAZIONE DEL TESORIERE
16
MENS SANA IN CORPORE SANO, O … VICEVERSA?
– dott. Paolo Pancera
23
IL PROGETTO EULAKES E LA GOVERNANCE DEI GRANDI
LAGHI – avv. Aventino Frau
30
RIFLESSIONE SULL’ATTUALITÀ DELLA SANTA PASQUA
– mons. Gino Adami
Verona Scaligero
riunioni rotariane: il venerdì
09
PREVENZIONE E REPRESSIONE: RAPPORTI (E7O
RACCORDI) FRA LE VARIE ISTITUZIONI
– dr.ssa Perla
Stancari, dr. Michele Rosato,
col. Paolo Edera, col. Bruno Biagi
16
CAMINETTO
riunioni rotariane: il martedì
06
(ore 19.00) STAMPERIA D’ARTE BUSATO – Antonio Busato
13
PASSIONI E VISIONI. PAESAGGIO E STORIA DIMENTICATI
D’ALBANIA – prof. Gianclaudio Macchiarella, Massimiliano
Fusari
22
(giovedì, ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio
Girardi, Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati
– interclub con RC Vicenza, RC Vicenza Nord-Sandrigo, RC
Vicenza Palladio
27
UN IMPIANTO SPORTIVO POLIFUNZIONALE MOLTO PARTICOLARE: IL MODERNO STADIO DI CALCIO
– Vittorio Pozzato (socio)
Vicenza Nord – Sandrigo
riunioni rotariane: il lunedì
05
LA COOPERATIVA MARGHERITA – Loretta Novello
09
(venerdì) CIASPOLADA IN VAL FORMICA
12
INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE
INDUSTRIALI DI VICENZA – ing. Roberto Zuccato
22
(giovedì, ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio
Girardi, Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati
– interclub con RC Vicenza, RC Vicenza Berici, RC Vicenza
Palladio
Vicenza Palladio
riunioni rotariane: il mercoledì
10
(sabato) IL BUFFO DELL’OPERA – spettacolo di beneficenza
– interclub con RC Schio-Thiene
14
NON CI SONO PIÙ LE EMZZE STAGIONI – prof. Ortolani
22
(giovedì, ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio
Girardi, Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati
– interclub con RC Vicenza, RC Vicenza Berici, RC Vicenza
Nord-Sandrigo
Villafranca di Verona
riunioni rotariane: il martedì
09
(venerdì, ore 20.30) CONCERTO A FAVORE DELLA ROTARY
FOUNDATION – Federico Gianello (socio)
15
CONVIVIALE / SERVICE – offerta da Alceste Pasquali
17
(sabato, ore 16.00) VISITA ALLA MOSTRA DEL TIEPOLO
– Palazzo della Gran Guardia
20
(ore 17.00) INAUGURAZIONE DEL RYLA JUNIOR
– Federico Gianello (socio)
Rotary marzo 2012 imp_Layout 1 05/03/12 09.49 Pagina 55
RC Porto Viro-Delta Po
di Roberta Bonafè - Il Resto del Carlino
Nonostante le condizioni atmosferiche di
questi giorni, è con grande soddisfazione
che Cristiano Pianta, presidente Rotary,
annuncia il buon risultato ottenuto con la
raccolta dei farmaci. Sono state infatti circa
trecento le confezioni di medicinali donate
dalla gente e dalle associazioni. L’iniziativa
in occasione del decimo anno del banco farmaceutico. Il Rotary club Delta Po, sezione
di Porto Viro, ha aderito per il quinto anno
consecutivo alla raccolta di farmaci, alla
quale hanno collaborato per il secondo
anno, anche i giovani del Rotaract Porto
Viro Delta Po, associazione guidata dal presidente Andrea Tarozzo. Lo scopo di questa
importante raccolta di medicinali è quello di
aiutare famiglie bisognose che vivono nel
nostro territorio. Le Farmacie che hanno
ospitato i volontari, quest’anno, sono state
per Porto Viro, la farmacia “Ferrari”. Nel
negozio hanno presenziato i volontari Cristiano Pianta e Michele Valeriani, rispettivamente presidente e vice del Rotary. La
farmacia “Girotto”, con i volontari Linda e
Giulio Siviero. “Anche qui tutto ok – dicono
– e siamo molto contenti dei numeri e dell’ondata di solidarietà”. Alla farmacia “Braida”, hanno collaborato per la raccolta i
volontari della comunità di San Giusto. Per
il territorio Tagliolese, in prima linea la farmacia Pozzato. Tra gli scaffali c’era la volontaria Antonietta Ghezzo moglie del socio del
club Doriano Marangoni. Per Rosolina, in
prima fila la farmacia “Dissette” con i giovani volontari del Rotaract Andrea Tarozzo e
Laura Puppa e una volontaria della Caritas
del paese. La farmacia “Ikonomu” sempre
di Rosolina, con i volontari della Caritas. “I
risultati – entra nei dettagli Cristiano Pianta – sono stati entusiasmanti e la giornata
un successo, con protagonista la generosità,
nonostante il cattivo tempo. La raccolta non
è stata solo di farmaci ma anche di tanta
soddisfazione”. E ha aggiunto, con entusiasmo: “Siamo consapevoli che con un minimo
sforzo, tutti insieme abbiamo aiutato chi è
meno fortunato di noi”. Ed ecco un po’ di storia. L’associazione banco Farmaceutico
Onlus è nata nel 2000. L’obiettivo quello di
aiutare le persone indigenti rispondendo
rispondendo al loro bisogno di farmaci tramite la collaborazione con gli enti assistenziali che già operano localmente, al fine di
educare l’uomo alla condivisione e alla gratuità. Il banco opera per la raccolta e distribuzione di farmaci. L’approvvigionamento
dei farmaci, tarato e gestito in base alle
reali necessità degli enti convenzionati con
il Banco Farmaceutico, avviene attraverso
le donazioni dei cittadini in occasione della
Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco e le donazioni delle aziende farmaceutiche. I farmaci raccolti vengono poi distribuiti gratuitamente agli enti convenzionati. Il
Banco Farmaceutico è disponibile ad intervenire in situazioni di emergenza per offrire il suo supporto. L’attività è svolta in massima parte da volontari. Sono 9.500 i volontari impegnati in occasione della giornata
nazionale di raccolta del farmaco.
cinquantacinque
Decima edizione del
Banco Farmaceutico
pagina
dell’Istruttore Distrettuale
Club service
e partner strategici
di Carlo Martines
I Service Club, a livello soprattutto internazionale, sono realtà associative senza fini
di lucro, apartitiche e aconfessionali, che fondano la loro ragione d’essere sullo sviluppo della solidarietà, ponendosi al servizio delle comunità e della società civile
con iniziative di vario tipo, nei più diversi campi d’intervento.
Il Rotary International occupa un posto di sicura preminenza tra queste realtà,
perché anticipatore di un concetto di servizio “nuovo”, non consueto, ancorato alla
posizione professionale del Socio, tradotto nel quotidiano attraverso un’attività di
forte valenza sociale e con l’ausilio di un messaggio etico di particolare rilevanza.
I Service Club sorti a immagine e somiglianza del Rotary sono oggi numerosi
nel mondo. Alcuni sono di vecchia data e altri più recenti. Quasi tutti s’ispirano agli
ideali del Rotary, ma non tutti ci riescono sia per il grado di espansione, sia per la
dimensione e l’importanza mondiale dei progetti.
Seguendo il criterio anagrafico, e della più ampia diffusione, si può citare l’Exchange Club (1911), il Service to Mankind (1912); il Kiwanis International (1915)
poi aperto anche ai giovani con il Key Club; lo Junior Chamber International
(1915), che dal 1944 ha incluso giovani uomini e donne tra i diciotto e i quarant’anni; il LIONS: Liberty, Intelligence, Our Nation Safety (1917); il Zonta International, primo club femminile, fondato negli Stati Uniti nel 1919; il Soroptimist International, altro club femminille fondato nel 1921; l’International Inner Wheel, nato
nel 1923 e indicato inizialmente come la “ruota interna” al Rotary; la Round Table
(1927) e tanti altri che sarebbe troppo lungo citare, non sminuendo per questo la
loro importanza.
Per quanto riguarda il Rotary è doveroso ricordare che nel 1968 il Consiglio
Centrale ha approvato la costituzione del ROTARACT e che nel 1989 ha aperto le
porte alle donne, in seguito a una sentenza della Corte Suprema degli Sati Uniti,
diventando cosi un Club Service completo per quanto riguarda le possibilità di
appartenenza e d’iniziative a favore dell’Uomo e per la crescita della Società civile
con interventi di tipo umanitario.
La primogenitura del Rotary e la leadership riconosciuta in campo internazionale, se rappresentano due motivi fondamentali d’orgoglio, non devono costituire
motivo d’isolamento, anzi, di ricerca di collaborazione e di partenariato.
Il mondo fino a cinquant’anni fa appariva molto più grande di adesso e le comunicazioni erano affidate alla radio, alle teletrasmittenti e ad altri sistemi diventati obsoleti.
Per conoscere un paese, i suoi abitanti, le sue tradizioni bisognava andare a
visitarlo. Oggi con una “chiavetta internet”, si ha il mondo in tasca.
È logico che non si colloqui e non si collabori con altre associazioni che vivono
nello stesso territorio e che perseguono gli stessi ideali? Purtroppo è così.
Il Rotary International da anni ha individuato e continua a cercare partner
strategici e ha anche nominato rappresentanti per lavorare con diverse agenzie
ONU. Gli Amministratori della Fondazione, nell’ambito del Piano di Visione Futu-
cinquantasette
ra, hanno formato partnership strategiche con importanti organizzazioni, per offrire
opportunità di servizio ai Rotariani attraverso le sovvenzioni globali predefinite. Tra
queste organizzazioni vanno ricordate l’Aga Khan University, la Mecy Ships, l’Oikocredit International, l’Unesco-OHE. Dal Consiglio Centrale sono stati individuati Partners
nel Servizio per sostenere gli impegni d’azione umanitaria da parte dei club. Di notevole importanza sono la collaborazione con l’Agenzia Statunitense per lo sviluppo mondiale di progetti su acqua e igiene e l’alleanza con numerose università per offrire borse di
studio a giovani di tutto il mondo.
In campo umanitario il fiore all’occhiello del Rotary International è il programma di
eradicazione della poliomielite.
Noi italiani dimentichiamo, o non sappiamo, che questo programma è iniziato in Italia ad opera di un Rotariano, Sergio Mulitsch, socio fondatore del Rotary Club Treviglio
e Pianura Bergamasca, che fu governatore dell’allora distretto 204 nel 1984-85.
Il Rotary International ha adottato il progetto italiano, ma, col passare degli anni,
questa “captatio” non è più ricordata.
Oggi, nel progetto Polio Plus, il Rotary ha alleanze con l’Organizzazione Mondiale
della Sanità, con i Centri USA per il controllo e la prevenzione delle malattie, con UNICEF, con Bill e Melinda Gates Foundation, con Googl e con diversi Governi.
Al Rotary Institute, che si è svolto a Milano nel mese di ottobre dello scorso anno, è
stato presentato uno degli ultimi partner del Rotary per contribuire all’eradicazione
della polio.
Si tratta di Tiffany, grande impresa multinazionale che opera in tutto il mondo, con
oltre duecento punti vendita monomarca, nel settore della gioielleria di alta gamma.
In questa occasione si è avuto modo di ascoltare una bella relazione sulla valorizzazione delle sinergie e delle motivazioni che devono indurre una grande impresa a non
trascurare la dimensione filantropica.
L’individuazione del Rotary, tra i tanti Service Club sparsi in tutto il mondo, dimostra quanto sia grande la considerazione del Rotary come Soggetto altamente meritevole e affidabile.
Prima di proporre la loro collaborazione e di mettere in campo la potenzialità economica, le Grandi Imprese si chiedono sempre in quale progetto intervenire, come e soprattutto con chi. La filosofia aziendale è sempre più motivata dalla consapevolezza che le
politiche di Social Responsibility non si esauriscano in una mera pioggia di piccoli aiuti
o in opere di filantropia aziendale dispersiva.
Le “Grandi Imprese” che, sempre più numerose, diventano partners del Rotary,
coscienti di dovere rimanere “grandi”, stay relevant, come dicono negli US, si propongono di farlo attivando con coerenza il proprio impegno a “essere modello” ed esempio da
seguire per i tanti altri operatori delle realtà economiche nelle quali operano.
Questi sono gli amici del Rotary che ci onorano e che mettono in piena luce la nostra
vera identità e il nostro motivo di essere, perché insieme possiamo condividere esempi
visibili di “buona pratica” e politiche lungimiranti di crescita socialmente responsabile.
Ma questi sono anche gli esempi che dovremmo adottare nelle nostre aree geografiche attraverso un’alleanza con Club Service e con Grandi Imprese locali. I Rotary Club
dovrebbero prendere atto che non è più tempo di coltivare soltanto il proprio orticello e
di distribuire a pioggia le proprie risorse economiche.
È auspicabile che le future iniziative possano partire dalla collaborazione tra più
Club per progetti ambiziosi ed efficaci e mirare anche ad alleanze non necessariamente
rotariane.
riflessioni rotariane
di Alfio Chisari
Il Rotary vivrà e prospererà
(Paul Harris, The Rotarian, 1915)
“Viene citato spesso Paul Harris, ma sono trascorsi più di cento anni dalla nascita del
Rotary e chissà quante trasformazioni ha subito la nostra associazione!”.
La questione è stata posta da un rotariano di recente cooptazione, nel corso della consueta conversazione fra amici che precede il tocco di campana d ‘inizio ufficiale di una
riunione. Ho istintivamente pensato che la risposta ineccepibile avrebbe potuto darla soltanto un redivivo Paul Harris, a cui virtualmente mi sono rivolto.
Intanto, va sottolineato che viviamo in un’epoca contraddistinta da due realtà: complessità e rapidi cambiamenti. Il tumultuoso progresso tecnologico e scientifico ha contribuito in modo determinante alla modificazione del modus vivendi della società in tutti
i suoi multiformi settori, coinvolgendo ovviamente anche il variegato comparto associativo. Determinante è stato lo sviluppo delle continue innovazioni tecnologiche della
comunicazione e dell’informazione che, fra l’altro, consentono a chiunque di collegarsi,
interloquire e recapitare immagini in tempo reale in qualsiasi parte del pianeta. Conseguentemente, anche l’Associazione Rotary, che della società è parte, è stata oggetto di un
graduale processo innovativo soprattutto nei campi tecnico e strutturale, ma anche procedurale e normativo, sempre comunque saldamente legata ai grandi valori universali
nonché ai principi e ideali adottati e trasmessi dal nostro fondatore.
Sono trascorsi 107 anni dalla nascita del Rotary ed, effettivamente, appare lecito
chiedersi cosa sia rimasto dell’idea straordinaria che si è accesa nella mente di Paul Harris. I suoi insegnamenti, le sue percezioni, i suoi indirizzi, le sue raccomandazioni, le sue
intuizioni e previsioni (come quella riportata nel titolo), hanno ancora una loro validità
o mostrano i segni di tangibile obsolescenza?
Cerchiamo di formulare una risposta stringatissima, estrapolando alcuni significativi “ frammenti” di ciò che Paul Harris ha detto e scritto nel corso dei suoi 42 anni vissuti nel Rotary e per il Rotary.
Il Rotary dovrà semplicemente continuare ad essere pioniere se non vuole giacere abbandonato nelle retrovie del progresso. (The Rotarian, 1945).
Essere pionieri non è “semplice”. Il Rotary riesce ad esserlo? Senza presunzione possiamo dire che in molti campi lo è stato e continua ad esserlo. Va ricordato che su iniziativa di un club inglese, nel 1942 è nata l’UNESCO e nel 1945 partecipa con suoi rappresentanti, alla fondazione dell’ ONU. Da sempre sono in atto numerosissime iniziative
umanitarie, educative e culturali ideate, realizzate e seguite dal Rotary ai vari livelli.
Tanto per citarne due, pensiamo al programma “Polioplus” a livello mondiale, e al convegno “Sorella Acqua” tenutosi ad Assisi lo scorso anno , organizzato dai dieci distretti
italiani e con la partecipazione del Presidente Internazionale.
Indipendentemente dalla loro posizione o dal loro rango, gli uomini si incontrano
alla pari, sullo stesso piano. (This Rotarian Age).
Concetto decisamente moderno; innovativo per il periodo storico in cui è stato formulato. Il concetto “alla pari” viene riproposto quando alla fine degli anni ‘80 è consentito l’ingresso delle donne nei club: presenza che apporta indubbi benefici al nostro Movimento.
Il Rotary è un microcosmo di un mondo di pace, un modello che le nazioni dovrebbero seguire.(My Road to Rotary).
cinquantanove
Oggi sono l’Azione Internazionale e la Fondazione Rotary , braccio operativo della
nostra Associazione, che fra i compiti preminenti hanno quello di assistere e appoggiare i
club ed i distretti nella promozione della pace nel mondo. Il 23 febbraio di ogni anno, giorno in cui il Rotary Internazionale festeggia l’anniversario della sua fondazione, i rotariani
celebrano in tutto il mondo la giornata della pace e della comprensione internazionale.
Un Rotary club che è indifferente al benessere della città in cui si trova, mostra la
misura della propria incompletezza. (The Rotarian 1915).
Nel 1908 viene realizzato il primo service del Rotary, su proposta di Paul Harris, consistente nella costruzione dei bagni pubblici adiacenti al municipio di Chicago e in prossimità della più grande birreria della città… chissà perché! Tuttora i club promuovono in
primo luogo progetti per soddisfare le aspettative e le esigenze del loro territorio, agendo
sinergicamente con azioni concordate.
Noi abbiamo bisogno di una più chiara comprensione delle cose che hanno valore
per evitare quelle inutili .(The Rotarian, 1915).
Come dire: non perdiamoci in interventi spiccioli di altrui competenza, ma approfondiamo la conoscenza delle “cose” per intervenire là dove la comunità lo richiede, evitando
di imbrigliare i nostri club nella fuligginosa, e magari inutile, burocrazia.
Lo spirito democratico è indispensabile per il benessere della nostra Associazione.
(Convention di Cincinnati, 1916).
Il Rotary è un’alta espressione di democrazia perché coniuga libertà e solidarietà. Ha
sempre accolto nei suoi ranghi persone appartenenti a diverse etnie, con diversi colore
della pelle, con diverse ideologie, seguaci di diverse religioni, clericali, atei ed agnostici. Ha
lasciato fuori dalla porta la partitocrazia attiva ed il censo. Oggi ancora più di ieri, per
motivi anche culturali, questi principi vengono rigorosamente applicati.
Il Rotary è un sostenitore della verità e della giustizia.(Convention di Atlanta 1917).
A questo approccio positivo mirano la prima e la seconda delle quattro domande che
ogni rotariano deve costantemente porsi e che dal 1943 a oggi fanno parte del nostro codice etico:
“Ciò che io penso, dico, faccio, risponde a verità?”; “E’ giusto per tutti gli interessati?”
Domande senza tempo per chi ha capito il vero spirito rotariano e vuole viverlo fino in
fondo…
La forza motrice del Rotary è l’amicizia.( Convention di Edimburgo,1921).
Non servono commenti! Espressione dogmatica.
Evoluzione perpetua; all’occorrenza rivoluzione (Convention di Chicago 1930).
E ancora:
Il mondo in cui viviamo cambia in fretta, noi dobbiamo evolvere con esso; occorrerà rifare continuamente la storia del Rotary. (The Rotarian Age).
Sembrano considerazioni fatte oggi, in un momento cioè in cui l’evoluzione non può
essere semplice aspirazione, ma assoluta necessità, adeguamento obbligatorio per rimanere aderenti alle istanze del presente che, come ben sappiamo, è già…passato non appena ne prendiamo coscienza.
Dobbiamo liberarci dalla stagnazione: è l’ambiente più fertile per il distacco dalla
realtà. Si auspica che nell’anno rotariano 2013-2014, con l’entrata in vigore a pieno regime del “ Piano Visione Futura”, si rendano più efficienti, più snelle e più rapide le operazioni per il reperimento delle risorse per il soddisfacimento dei progetti e la concessione
nel contempo di maggiori poteri decisionali ai club e ai distretti.
Non ci sono dubbi: il pensiero e gli ideali di Paul Harris che in tutte le loro ramificazioni fanno perno sull’attenzione rivolta all’uomo, non possono avere “scadenza”. Possiamo
quindi affermare che hanno perfettamente mantenuto la loro caratteristica di inossidabilità. Questi “frammenti” sembrano proprio comprovarlo.
Rotary e società
di Giampiero Mattarolo
Appartenere alla Patria
La parola “Patria” suscita qualche sospetto, richiama inconsciamente o consapevolmente un sentore poco moderno, forse retorico, perfino scostante se la si associa ad un suo uso strumentale, autoritario o paternalistico. Eppure...
La Patria è – secondo i latini – la terra dei padri. È territorio e cultura comune. È l’insieme dei
paesaggi, delle città, degli ambienti naturali, ma anche degli usi, dei costumi, delle conquiste di
civiltà, delle scoperte scientifiche, degli sviluppi sociali, dei pensieri e delle opinioni maturate nel
tempo, della cultura elitaria e della cultura diffusa. La Patria è sostenuta dai ricordi comuni di sofferenze e di momenti esaltanti, dalle vittorie e dalle sconfitte, da dolori immensi e da tragedie. È
anche la bellezza della nostra terra, la bellezza naturale e anche, perfino, quella costruita, non sempre con responsabilità, dall’uomo. La Patria come idea che si riempie di questi insiemi e di questi
ricordi ci richiama necessariamente alsenso del tempo, del tempo che arriva dal passato, che quasi
ci trafigge nel presente e che va lontano nel futuro. Credo che per parlare di Patria o anche solo per
pensarla con attenzione non egoistica o superficiale, sia necessario aprire il nostro animo alla riconoscenza, alla generosità e, anche, alla responsabilità. Dovremmo cercare, infatti, di salire oltre la
percezione del presente, che spesso ci fa vedere più le coste storte che quelle diritte, per andare al
di là dell’orizzonte, per vivere in qualche modo con la mente, ma anche con cuore e sensibilità, lo
sviluppo delle cose del mondo, lo sviluppo in particolare della nostra Patria. È difficile uscire dalla
percezione delle “brutture” che ci circondano e pensare e vedere oltre a queste. Tuttavia se dovessimo ringraziare tutte le migliaia, i milioni, di persone che ci hanno preceduto e che hanno lavorato,
pensato, costruito, sofferto e gioito, se dovessimo ringraziarle per le tante conquiste di cui oggi godiamo – anche senza accorgerci - certamente non ci rimarrebbe il tempo per lamentarci di quello che
non abbiamo o delle cose che non vanno, ma sentiremmo ben altri stimoli. Non è vero, per me, che
la patria, come dice qualcuno, possa essere in ogni angolo della terra, che sia ovunque si possa vivere come meglio ci pare. Non è vero che l’appartenenza alla patria non sia un valore. Non è vero che
sia segno di modernità o peggio di maturità, liberarsi da esso. Anzi può essere il segno di un avaro
individualismo.La terra dei miei padri è la mia terra, in questa sono nato, in questa mi sono nutrito di umanità, di conoscenze e di pensiero. Prima di me mio padre e mia madre hanno vissuto anche
per me, prima di me mio nonno e il nonno di mio nonno, hanno lavorato e hanno espresso un loro
impegno di vita che insieme a tutto quello che mille storie hanno costruito prima di loro, ora e qui,
sotto i miei piedi, attorno a me, davanti a me, come una essenziale condizione e potenzialità di vita.
La Patria è quindi riconoscenza, generosa riconoscenza. È consapevolezza del valore delle proprie
radici e quindi di una pensabile e descrivibile identità. Io sono, in qualche modo, il risultato, l’attuazione, nel presente, di una storia ricchissima di umanità e di vita. E’ una ricchezza per la vita
che mi aiuta ad essere ricco con gli altri, con i miei compatrioti. Non mi distingue ideologicamente,
né mi separa con paura o con pregiudiziale difesa da altre patrie, ma mi aiuta ad essere me stesso
e a rapportarmi con tutti senza vendere la mia identità. Se appartenere alla Patria può far suscitare queste considerazioni, le stesse si trasformano subito in responsabilità. Proprio in corrispondenza alla percezione di quello che ho ricevuto, anzi proprio la riconoscenza che sempre devo alla storia, dovrebbe far nascere un aperto bisogno di rispondere con l’impegno. Appartenere alla Patria
quindi vuol dire riconoscersi in essa, amarla e impegnarsi per meritarla in tutta la sua realtà, a
volte difficile o addirittura sconfortante, ma sempre meravigliosa e ricca di umanità passata e presente. Vuol dire anche pensare al tempo che passa, accettare che passi e che diventi un futuro. Un
futuro che, anche se ci nascondiamo nell’inerzia e nell’indifferenza, porterà il segno della nostra presenza, le nostre colpe, i nostri meriti. Lo vogliamo o no, noi stiamo costruendo la Patria dei nostri
figli.
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Anno 2011-2012 - numero 7 / marzo 2012
MORETTO
GIURIATTI FUTURO
marzo
20122
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Notiziario marzo 2012