Tel. 0422.301621 - Fax 0422.420384 - Email: [email protected] Anno 2011-2012 - numero 7 / marzo 2012 Mensile Rotary International Distretto 2060 Anno XI Aut. Trib. di Treviso n. 1177 del 18/02/2003 Abb. Annuo € 4,00 Poste Italiane Spedizione in abbonamento postale - 70% - NE/TN Tassa Pagata / Taxe Perçue / Prioritario Tel. 045.8205767 - Fax 045.509877 - Email: [email protected] marzo 20122 copertina montaggio mar 2012_Layout 1 02/03/12 14.00 Pagina 3 NOTIZIARIO NOTIZIARIO D DEL EL GO GOVERNATORE VERNAT TORE BRUNO MARASCHIN Università degli Studi di Trento Friuli Venezia Venezia Giulia Giulia – Trentino - Alto Adige Adige / Südtirol Südtirol – Veneto Veneto D DISTRETTO ISTRETTO 2060 2060 copertina montaggio mar 2012_Layout 1 02/03/12 14.00 Pagina 4 lettera del governatore Leggere e scrivere un diritto inalienabile marzo Cari Amici e Care Amiche, la scrittura è una forma di linguaggio visivo; la lettura è la capacità di decifrare e comprendere questo linguaggio: questi 2 elementi costituiscono una delle più importanti scoperte dell’Umanità, e la Civiltà, come la intendiamo noi, è nata con la capacità di saper leggere e scrivere. Il Linguaggio visivo è nato in 4 diverse aree geografiche: nel Medio Oriente, in Egitto, in Cina e in Mesoamerica. Oggi, il sapere leggere e scrivere è un diritto umano, purtroppo negato ancora a troppe persone, ed è un dovere dei Governi di tutte le Nazioni provvedere alla istruzione di base della popolazione; la correlazione fra analfabetismo e alfabetizzazione è chiara: all’uno è legata la miseria, all’altra al progresso, all’emancipazione, alla prosperità e, in ultima analisi, alla pace. Il Rotary dedica il mese di Marzo alla Alfabetizzazione, che rappresenta uno dei più importanti programmi dell’area umanitaria. Lo scopo fondamentale è quello di richiamare l’attenzione di tutti i Rotariani del mondo sulla importanza dei progetti dedicati alla alfabetizzazione e della istruzione alle popolazioni del pianeta che sono ancora in una condizione di analfabetismo. La lotta all’analfabetismo è stata nel secolo scorso per gran parte delle nazioni, che ora sono considerate acculturate, e nell’epoca attuale nelle zone che presentano ancora questa piaga sociale, una sfida importante per realizzare condizioni migliori di vivibilità. Nel 1958 l’UNESCO ha dato, della problematica, queste definizioni: a) una persona è alfabetizzata quando sa leggere e scrivere, comprendendo il significato di un brano semplice in rapporto alla sua vita giornaliera; b) è analfabeta quando non ha queste capacità. Il 1990 fu dichiarato dall’ONU “Anno internazionale dell’Alfabetizzazione”. Pur essendo questo problema sociale all’attenzione non solo delle singole nazioni, ma anche di molte Associazioni, tra cui un ruolo importante è svolto dal Rotary, in epoca attuale, in 6 Paesi del mondo non è ancora istituita la scuola dell’obbligo e in ben 92 Paesi non vi è istruzione gratuita per tutti, per cui solo i bambini di famiglie agiate vanno a scuola, mentre i figli dei poveri rimangono a casa: tra questi, la maggior parte è costituita da bambine. Gli analfabeti nel mondo sono tuttora circa 2 miliardi, così suddivisi: • Circa 700 milioni di ragazzi al di sotto dei 15 anni non sa leggere e scrivere; • 100 milioni fra i 15 e i 24 anni non sa scrivere; • 450 milioni sono gli analfabeti fra i 25 e i 64 anni; • 130 milioni sono gli analfabeti al di sopra dei 65 anni. Il Rotary e i Rotariani da molti anni sono impegnati con lo scopo di risolvere questo problema tipico delle Nazioni in via di sviluppo con progetti e programmi, tra cui il “Concentrated Learning Encounter”, che consiste in un metodo per acquisire rapidamente la capacità di leggere e scrivere, sperimentato con successo in molti paesi. Ma se l’analfabetismo vero e proprio è presente nelle Nazioni in via di sviluppo, non dobbiamo dimenticare un fenomeno che investe anche le nostre società evolute, che si chiama “analfabetismo di ritorno” in base al quale un notevole strato della popolazione, calcolato in circa il 20%, non riesce a utilizzare i moderni mezzi informatici di comunicazione e relazione. Non sapere leggere e scrivere è come vivere senza vista e senza voce; essere analfabeti significa essere emarginati dalla società. Pertanto, noi Rotariani impegnamoci con determinazione e convinzione per eliminare questa piaga che ancor oggi è presente in molti Paesi del pianeta. Noi, del Rotary, possiamo fare moltissimo organizzando corsi di istruzione e formazione per adulti o semplicemente assicurando che tutti bambini abbiano libri e altri materiali didattici necessari per la loro istruzione: noi possiamo aiutare gli altri ad imparare a leggere e scrivere, e a insegnare loro a diventare persone autonome. Un abbraccio Il filo di speranza che può fare la differenza per la vita in un paese come la Thailandia Portiamo la salvezza, portiamo l’acqua dove non c’è. Contribusci anche tu al service per fornire acqua pulita a strutture scolastiche rurali lontane dai grandi centri abitati e sparse fra il Nord e il Sud della “Terra dei mille sorrisi” che, per contrasto, è anche terra di molte sofferenze. L’Acqua è fonte di vita. “Un piccolo sforzo per donare tanti sorrisi” D I S T R E T T O 2 0 6 0 marzo 2012 distretto 2060 Friuli Venezia Giulia Trentino - Alto Adige / Südtirol Veneto editore Rotary International Distretto 2060 Corso Palladio, 139 – 36100 Vicenza tel. 0444 543059 – fax 0444 322386 [email protected] Autorizzazione Tribunale di Treviso n. 1177 del 18/02/2003 uno Lettera del Governatore quattro Nell’armonia delle arti per dare respiro alla vita sette Insieme per guarire le “fratture” del mondo sedici I fondi per la ricerca? Ce li può dare l’Europa ventiquattro Ai nostri studenti insegnamo a dialogare con il mondo ventinove Lavoriamo per un sorriso direttore responsabile Giandomenico Cortese [email protected] redazione Ida Zanetti direttore editoriale contrà Do Rode, 7 tel. 0444 325775 cell. 340.6205512 [email protected] Lodovico Cattaruzzi, Ario Gervasutti, Sergio Zanellato Pubblicità Gianfranco Tateo Ida Zanetti trentatré Costruttori di pace attraverso il servizio trentasette Quarant’anni festeggiati con le Frecce Tricolori trentotto Un antico orto e giardino botanico nel cuore di Bassano quarantadue I frutti della ONLUS: una pedana per i disabili quarantatré L’Arma dei Carabinieri e la nostra sicurezza quarantaquattro APIM in Costa d’Avorio quarantacinque I giovani nella società d’oggi quarnatasei Ad Alessia Maso il “Premio al merito” impaginazione Sprint Sas di Rosanna Zanasco Via Pasubio, 93 - 36030 Caldogno (VI) tel. 0444 905422 - [email protected] stampa Esperia Srl Via Galileo Galilei 45, 38015 Lavis (TN) tel. 0461 245540 [email protected] quarantasette Un concreto incentivo allo studio universitario quarantotto La voce dei Club cinquantaquattro Decima edizione del Banco Farmaceutico cinquantasei Club service e partner strategici cinquantotto Il Rotary vivrà e prospererà sito web www.rotary2060.eu Stampato su carta ecologica certificata FSC prodotta da cellulosa proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile sessanta Appartenere alla Patria Editoriale Nell’armonia delle arti per dare respiro alla vita di Giandomenico Cortese «Più invecchio, più mi convinco che La Bohème è un capolavoro e che adoro Puccini, il quale mi sembra sempre più bello». Igor Stravinskij, il compositore nato nelle vicinanze di San Pietroburgo, naturalizzato francese, autore tra l’altro del celebre “L’uccello di fuoco”, non aveva dubbi nel descrivere l’opera lirica di Giacomo Puccini composta sul libretto di Giuseppe Giocosa e Luigi Illica, alla fine del 1895, ed eseguita, la prima volta, al Regio di Torino il primo febbraio dell’anno successivo, per la direzione del giovanissimo maestro Arturo Toscanini. L’appuntamento a Venezia, il nostro incontro al teatro “La Fenice” di sabato 26 maggio, confermerà anche ai non melomani, la suggestione della musica pucciniana, le fantasiose allegorie di una vita spensierata e bohemienne della gioventù parigina d’altri tempi, la bellezza delle arti, l’armonia e l’equilibrio delle note e del bel cinque canto accompagnati da una grande orchestra, in uno scrigno scenico che di per sé, da solo, affascina e incanta. Il Rotary fa e propone cultura con una alfabetizzazione mirata, puntuale, oltre le incertezze e simulazioni che rendono complessa l’era globale. Il nostro “analfabetismo” talora travalica il mero saper leggere e scrivere, e in questa società apatica e incerta, produce egoismo, insensibilità ai grandi valori insiti nell’umanità, toglie entusiasmo a quell’impegno a coltivare e custodire il giardino del mondo nel quale siamo tutti stati chiamati a vivere, mettendo in gioco i propri talenti. Mi piace ricordare de “La Bohéme” le dolci e forti figure femminili, Mimì e Musetta. E di quest’ultima, l’aria di piccolo valzer, uno dei brani più ripresi, nel secondo quadro dell’opera, quello in cui rivolgendosi al pittore Marcello, nella speranza di conquistarlo, la seducente interprete, usa la sua fresca civetteria, e intona: “Quando me’n vo’ soletta per la via la gente sosta e mira, e la bellezza mia - ricerca in me tutta da capo a piè. Ed assaporo allor la bramosia sottil che dai vogliosi occhi traspira e dai vezzi palesi intender sa alle occulte beltà. Così l’effluvio del desìo tutta m’aggira e delirar mi fa. E tu che sai, che memori e ti struggi com’io d’amor, da me tanto rifuggi? So ben: le angosce tue non le vuoi dir ma ti senti morir!” È attualissimo l’invito, un richiamo al dono dell’amore che è effluvio e carica vitale. Anche questa è alfabetizzazione, da cogliere e promuovere, accompagnamento al senso ed al valore dell’esistere. La musica resta il miglior veicolo in grado di rappresentare la spiritualità, la nostalgia, l’amore, la dolcezza, pure il tormento e il dolore. Pensiamo ad Haydn, a Mozart, a Beethoven. Basterebbe il “nostro” Antonio Vivaldi. Pensiamo a Franz Schubert, autore viennese, vissuto all’inizio dell’Ottocento, autore di oltre seicento “Lieder”, alla sua “Incompiuta”, al popolarissimo canto laddove i versi recitano: “Tra i singhiozzi mi chiedo sempre. Dove?… dove sei mia terra adorata?… Terra verde di speranza/ terra dove fioriscono le mie rose/ dove sono i miei amici/ dove risorgeranno i miei morti/ terra che parli la mia lingua/ o terra dove sei? Vago silenzioso, infelice/ e tra i singhiozzi mi chiedo sempre: dove? Il vento mi risponde:/ Là, dove tu non sei, c’è la felicità”. C’è bisogno ardente di nuovi mistici in questa alba del Terzo Millennio, così da aiutarci a cogliere la “fiamma divina” che c’è in ciascuno di noi. C’è bisogno di fiducia e di coraggio per leggere e interpretare i tempi nuovi dell’umanità. C’è bisogno di tornare a sorridere, quando camminiamo per strada, per tornare a dare “respiro alla vita”, per rianimare una società ipertecnologica, in cui le relazioni e comunicazioni oggi si fondano su sempre più scarsi contatti personali e sempre più attraverso media labili, e i lin- Editoriale guaggi sono quelli sincopati degli sms, delle e-mail, delle 140 battute di Twitter, dei contatti su Facebook, dei dialogi attraverso freddi tablet o smartphone. La tentazione è forte: “Io vivere vorrei, addormentato/ entro il dolce rumore della vita”. La sogna Sandro Penna, il poeta perugino amico di Umberto Saba, Ungaretti e Montale. È una suggestione che, forse, prende un po’ tutti noi, a fronte della frenesia inconcludente di tanti nostri giorni, assetati quali siamo di mappe sociali e culturali nella ricerca di una nuova identità, di efficaci servitù intellettive, per sconfiggere perfino la presunzione dei colti. In questa ricerca di conoscenza, e di certezze, che affanna i nostri giorni, che ci propina libri su libri, in questa cascata di informazioni che sfornano quotidianamente i nostri pc, gli i-Pad, i blackberry, che non ci danno respiro, qualcuno invoca nuove “Accademie del silenzio”, per accompagnare le riflessioni, per aiutarci a programmare ancora le pause, per non finire invano il tempo. L’alfabetizzazione, l’accesso alle lettere, alla musica, alle arti è un diritto, un impegno per tutti, garantisce autonomia e dignità all’uomo, affinché sia uomo integrale, nel dialogo con sé stesso, gli altri, la natura, il sopranaturale, proprio per non percepire confini. Ancora una bella sfida per ciascuno di noi, da condividere, dentro e fuori il Rotary. La “missione” del Rotary sette Insieme per guarire le “fratture” del mondo L’appassionato, illuminante intervento del Presidente Internazionale Kalyan Banerkee all’Institute di Milano Siamo molto contenti di essere qui a Milano, nella “casa” del Past President Carlo (Ravizza, ndr) e Rossana, è una visita che volevamo fare veramente da tempo. È da tre mesi che ricopro la carica di Presidente della nostra fantastica Associazione ed è una esperienza assolutamente incredibile. Il percorso del Rotary è fenomeno grandioso con alle spalle grosse ed importanti cose positive che sono state fatte con il passare del tempo. Sono stati raccolti miliardi di dollari grazie ai Rotariani. Stiamo maturando esperienze fantastiche. Stiamo spostandoci da una parte all’altra del mondo per partecipare i nostri ideali, incontrare le persone più diverse con le quali condividere i nostri impegni. Stiamo cercando di trovare il modo per far emergere, per far conoscere tutto questo nostro lavoro in maniera più accurata. Anche i momenti di spostamento durante i viaggi che ho fatto, diventano momenti fantastici perché uno dei benefici più grandi di questo lavoro è quello di avere più tempo rispetto a quanto io non ne abbia mai avuto per sostare in un posto. Vi confesso, avere il tempo di leggere è risultato molto utile perché se leggi un buon libro, con un po’ di fortuna puoi trovare degli ottimi spunti per le nostre riflessioni. Ed è successo esattamente questo con il Il discorso del Presidente Internazionale libro che portavo con me diverse settimane fa, intitolato “To heal fractured world” del rabbino inglese Jonathan Sacks. È un libro che parla di responsabilità e di obblighi, ovvero del guarire le fratture del mondo giorno dopo giorno e agire in tempo e per tempo fino a quando il mondo diventerà un luogo di giustizia e compassione, dove le persone sole non sono sole e i poveri non rimangono senza aiuti, dove il pianto dei vulnerabili è cancellato. Sono sicuro che il protagonista del libro non sia un Rotariano, anche se fosse avrei potuto lavorarci anch’io a questo libro. Comunque credo che sia un ottimo modo per riassumere quello che il Rotary effettivamente fa. Siamo qui per guarire le fratture del mondo, quelle piccole, quelle grandi, quelle semplici, le più complesse, ovunque siano e qualsiasi siano. Se pensate che questa possa essere una metafora dei servizi del Rotary, ovvero che stiamo guarendo le piccole e grandi fratture del mondo, vi si delineerà una chiara immagine, una prospettiva dei nostri compiti e di come abbiamo intenzione di portarli avanti. Ci sono piccole e grandi fratture, forse le piccole le possiamo affrontare da soli, per quelle più grandi ci vuole più tempo, cooperazione di risorse e più investimenti. Tutto questo assume un significato in tutti questi luoghi con rotture e problemi di ogni tipo, ognuno di noi deve cominciare ad agire nel posto più vicino a sé, nel posto che abita. Iniziamo con le fratture che troviamo più vicine a noi, anzi da quelle che sono dentro di noi, nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità. Se si ha una crepa nei muri della propria casa, non ha senso di parlare di rotture all’esterno, ma si deve partire dalle proprie mura, dai tetti sopra le proprie teste. Ill nostro fine è coinvolgere l’intera l’umanità.La “missione” del Rotary International è cercare di avere le risorse e le abilità per prendersi cura del mondo. E per ottenere tutto ciò – dico ai rotariani - devi partire da te stesso per trovare le forze e l’amore che hai e trasferire queste forze e questo amore nel mondo e condividerli con gli altri. Perché tutto quello che facciamo, tutto quello che esploriamo all’interno del Rotary appartiene a noi, è dentro ognuno di noi. Se cerchiamo un mondo migliore, non dobbiamo chiedere agli altri di essere migliori, dobbiamo iniziare con esserlo noi per primi. Generosi non solo nei confronti degli stranieri, ma anche con le persone più vicine, con le nostre famiglie, i nostri figli, i nostri vicini, i nostri colleghi, i rotariani e con le persone che vediamo ogni giorno. Ini- nove ziamo il nostro impegno lavorando prima con noi stessi, esaminando le nostre azioni, i nostri valori, le nostre priorità. Se si vuole vedere un’ecologia più sostenibile ci sono così tanti modi per ottenere questo, ma dobbiamo iniziare con le azioni quotidiane, facendo attenzione all’acqua che utilizziamo, al carburante che utilizziamo, le risorse che consumiamo e la loro provenienza. Quindi quello che voglio dire è che se vogliamo aiutare il mondo a riparare queste fratture dobbiamo iniziare con il riparare le nostre insicurezze ed è per questo che la nostra prima attenzione per quest’anno rotariano è dedicata alla famiglia perché è dalla famiglia che comincia tutto. Se vogliamo vedere un mondo più felice, dobbiamo fare in modo che tutte le famiglie del mondo siano più felici, che abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno. Io sono nato a Calcutta, ora chiamata “città di Madre Teresa” e ho avuto il privilegio di lavorare con lei, tempo fa, in una missione. Un giorno la Madre mi disse che il problema del mondo moderno è la famiglia dove i genitori non si prendono abbastanza cura dei figli, dove i figli non ascoltano i genitori, e i genitori spesso non si prendono cura l’uno dell’altro e la vita familiare è profondamente disturbata e quindi proprio all’interno delle case inizia la distruzione della pace nel mondo. LA FAMIGLIA È L’INIZIO DI TUTTO. Fratelli e sorelle non dimenticate mai che la famiglia è l’inizio di tutto, è la base della comunità e spesso come funziona la tua famiglia allo stesso modo funziona la tua comunità. Come funziona la tua comunità, così funziona la nazione e quindi così funzio- na il nostro mondo. Quindi è nostro dovere occuparci delle case, dell’acqua pulita, dello stato di salute delle persone e capire quello che necessitano le mamme e i loro bambini. La famiglia crea continuità, connette le generazioni passate con il futuro, con le cose belle che ancora devono arrivare. E noi, con il nostro Rotary, speriamo di fare proprio questo: proseguire con le cose buone che abbiamo fatto fino ad oggi e creare cambiamenti positivi dove possibile. Ecco perché il nostro secondo proposito è la continuità, continuare con tutte quelle cose che stiamo facendo bene. Ci sono tante aree in cui abbiamo avuto successo: abbiamo lavorato per donare acqua pulita e sicura, per diffondere l’alfabetizzazione, abbiamo lavorato così tanto per donare futuro migliore alle generazioni che verranno. Queste sono le cose che dobbiamo continuare a fare: continuare a costruire, continuare ad espanderci e, certamente, continuare con i nostri grandi progetti: l’eradicazione della poliomielite, Il progetto per cui abbiamo lavorato tanto, anno dopo anno, e che finalmente ci sembra essere così vicino a una svolta positiva. Poi chiaramente ci sono delle cose che potremmo fare in maniera migliore e delle cose che dobbiamo cambiare e, poi, ancora tante altre cose che ancora non abbiamo iniziato a fare. Io credo che dovremmo avere la saggezza e la prontezza di identificare queste cose e impegnarci a risolverle. IL CAMBIAMENTO. E quindi, il nostro terzo proposito per il 2011-2012 è il cambiamento; dobbiamo iniziare ad essere noi per primi il cambiamento che vorremmo vedere nel nostro mondo. Iniziamo aprendo i nostri occhi, guardando in maniera propositiva a noi stessi e agli altri Club e renderci conto di Il discorso del Presidente Internazionale cosa potremmo fare in maniera migliore. Non parlo solamente dei vecchi distretti, delle vecchie organizzazioni ma parlo anche di noi Rotariani, di quello che facciamo ogni giorno, ogni settimana nelle nostre case, nella nostra comunità. Possiamo cambiare il mondo se cambiamo noi per primi, riconoscendo la nostra comune umanità e rendendoci conto che le persone che noi aiutiamo non sono differenti da noi. Dobbiamo renderci conto che siamo tutti essenzialmente uguali e che tutti meritiamo le stesse cose: salute, speranza, sicurezza, amore. Quando riconosceremo questo, quando vedremo la disperazione, la povertà, l’ineguaglianza del mondo e ci renderemo conto che tutto questo sarebbe potuto succedere a noi, questo farà cambiare radicalmente il modo in cui osserviamo tutto, e ci farà capire quanto urge un nostro cambiamento. Perché, come vi dicevo prima, il cuore, il centro del Rotary è proprio il cambiamento. Se non avessimo apportato i cambiamenti necessari, se avessimo preso tutto com’era senza cambiare il Rotary a quest’ora potrebbe non esistere e noi potremmo essere in giro a giocare a golf. Ma noi crediamo che il mondo abbia bisogno di noi. Noi crediamo che il mondo possa cambiare in meglio ed ecco perché siamo qui oggi. Durante quest’anno il più grande cambiamento che speriamo, per il quale stiamo duramente lavorando, nel quale crediamo, che aspettiamo più di ogni altra cosa è il passaggio da un mondo segnato dal male della poliomielite ad uno senza poliomielite. Per tanto tempo questo traguardo è sembrato distante ma ora finalmente ci siamo quasi. Ad oggi abbiamo contato nel mondo 410 casi di poliomielite in confronto ai 682 casi dell’anno scorso, in questo stesso periodo. Non c’è molto da dire, non bisogna essere esperti matematici per capire che questo dato rappresenta una diminuzione di un terzo dei casi in un solo anno. IL ROTARY FA LA DIFFERENZA. Qualche settimana fa, è venuto in visita per la prima volta presso la sede Rotary (Ghulam Nabi Azad) il Ministro della Sanità indiano, avevamo lavorato molto insieme cercando di combattere la poliomielite e, quando ha visto il nostro quartier generale, realmente commosso in lacrime mi ha detto: “Non avevo idea di cosa fosse il Rotary, e di cosa facesse realmente in tutto il mondo, il Rotary fa la differenza e penso che nei prossimi mesi riuscirà a fare la differenza in tutto il restio dell’India”. Un mese e mezzo fa mi trovavo in Nigeria, un altro stato che ha tantissimi problemi con la poliomielite, ed avevo il desiderio di conoscere il Ministro della Sanità nigeriano. Mi chiamarono per un meeting e mi trovavo a parlare da un podio come questo e ad un certo punto intravedo tra il pubblico un uomo che indossava la mia stessa giacca con il mio stesso badge e indossava la mia stessa cravatta, volevo presentarmi perché pensavo fosse un assistente del governatore e gli chiesi: “Dov’è il Ministro della Salute?” e lui mi rispose “Io sono il Ministro della Salute”. Aveva 45 anni e mi disse: “Credetemi, grazie al Rotary la Nigeria si trova sulla buona strada per debellare la poliomielite”. La Nigeria ha riscontrato molti meno casi di quanti ne abbiano mai avuti. Qualche caso in più quest’anno in confronto con lo scorso perché hanno avuto le elezioni del nuovo presidente nigeriano e hanno perso un po’ il focus, ma ora si stanno rimettendo al lavoro malgrado i disordi- Il discorso del Presidente Internazionale ni nelle zone del nord-est e del nord-ovest. Stanno lavorando duramente. E quindi, cosa possiamo dire dell’India che storicamente è sempre stata una delle realtà più colpite da questo male? Come avete sentito abbiamo riscontrato un solo caso di poliomielite il 17 gennaio scorso nello stato di Bengal: una bambina di nome Ruxar Katun svegliatasi incapace di camminare. Solo questo, solo un caso. Molto lontano dal campo di battaglia della poliomielite in Behar e dagli interventi che alcuni di voi hanno fatto. Grazie per il lavoro fantastico portato avanti negli anni. Siamo a metà di ottobre e il futuro della piccola Ruxar è ancora molto incerto, ma il futuro di tutti i bambini indiani splende più di quanto non abbia mai fatto in passato perché da quella triste mattina di gennaio nessun altro bambino si è svegliato incapace di camminare, non ci sono più stati casi di poliomielite, nemmeno uno. Qualche mese fa il New England Journal of Medicine ha pubblicato un articolo riguardante la visione del mondo nell’era post-polio. L’era post-poliomielite? Fermiamoci un attimo a pensare. C’è una reale certezza che l’era postpolio sia vicina a noi. Trenta anni fa qualsiasi giornale avrebbe solo mentito dando una notizia del genere, sarebbe stata solo una notizia di fantascienza. Oggi ecco dove siamo, ecco a che punto è arrivato il mondo, ecco cosa noi Rotariani dobbiamo raggiungere. Ed è per questo che Sua Santità il Papa, quando ha inteso che facevo parte del Rotary, mi ha guardato con un sorriso e ha esclamato: “Ah, il Rotary!!!” ed io gli ho spiegato che, allo stesso modo che con la polio- mielite, noi lavoriamo duramente in altre aree: alfabetizzazione, acqua, fame e tanto altro. Ora che il successo è così vicino, il nostro impegno deve essere quello di pianificare un reale futuro senza poliomielite perché tra qualche anno il mondo sarà dichiarato libero da questa malattia, quando questo accadrà, in quel momento, tutta l’attenzione sarà rivolta al Rotary. Nel mondo ci saranno persone che s’informeranno su cos’è il Rotary, chiederanno e forse penseranno che il Rotary è un’organizzazione della quale loro stessi vorrebbero far parte e noi dobbiamo essere pronti a tutto ciò, con club forti e attivi, club che sanno benissimo chi sono e quali sono i loro obiettivi, club organizzati con una forte leadership, club pronti a portare avanti i cambiamenti del 21esimo secolo. IL ROTARY DEVE CAMBIARE COLORI. DEVE DIVENTARE GIOVANE, ENTUSIASTA, FUTURISTA, AUDACE. Amici miei il giorno in cui la poliomielite verrà debellata una volta per tutte è molto vicino. Dobbiamo prepararci a questo, preparaci con un Rotary forte, entusiasta, fiducioso e con chiare ambizioni. Sto dicendo che il Rotary deve cambiare colori: dalle ombre scure del grigio trasformarsi in verde. Deve diventare giovane, entusiasta, futurista, audace simbolo della generazione attuale. Lo scorso anno questo è stato fatto dal vostro distretto di Roma, il Distretto 2080 con Franco Arzano, una delle crescite maggiori dello scorso anno, congratulazioni, continuate così! Quello che vi sto chiedendo oggi è: cosa Tutte le cose che sono veramente grandi, a prima vista sembrano impossibili. Friedrich Nietzsche (filosofo) Spesso le soluzioni meno scontate sono le più difficili, la nostra missione è rendere semplice ciò che prima non lo era. C R E AT I V I T Y - B R A N D I D E N T I T Y - A D V C O M M U N I C A T I O N www.stp.it PRODUCTION CENTER - POP SERVICE Il discorso del Presidente Internazionale quindici state facendo per preparavi? Perché il Roatry International, amici miei, è sì internazionale ma è anche locale, quindi siete voi per primi il Rotary. C’è tanta confusione nel mondo, tante informazioni arrivano da ogni tipo di mezzo e spesso sono notizie cattive. Sentiamo le cose peggiori, le catastrofi, notizie economiche pessimistiche e scoraggianti. La Grecia oggi, un altro Paese domani. È incessante. È facile sviluppare un punto di vista pessimistico su ogni cosa. Anche su ciò che prima era visto come completamente razionale. Una parte del nostro lavoro nel Rotary è fare rumore non sul male, ma su quello che è bene. Noi dobbiamo parlare, farci notare perché credo, e lo credo profondamente, che le persone non siano per natura pessimiste. Loro vogliono sentire il bene del mondo, vogliono crederci e vogliono esserne parte. Quindi perché non dovrebbero essere parte del Rotary? Perché non possono agire in base a questi sentimenti? Perché non possiamo farlo tutti? Alla fine perché noi facciamo tutti parte del Rotary? Perché lo amiamo. È molto semplice. Amiamo l’esperienza del Rotary, la compagnia, le amicizie, le belle sensazioni che abbiamo nell’aiutare qualcun altro, la sensazione che stiamo migliorando le cose e che siamo utili. E l’amore, amici miei, può crescere solamente quando è condiviso. Quindi oggi vi chiedo di prendere questo amore che avete per il Rotary, di accoglierlo e di condividerlo con le nuove generazioni della nostra famiglia rotariana, affinché il vostro amore possa vivere per generazioni e generazioni a venire. CON MADRE TERESA DI CALCUTTA VI INVITO TUTTI: SORRIDETE AI VOSTRI VICINI, SORRIDETE AL MONDO Concludo con una storia di una delle persone che amiamo di più al mondo. Qualcuno di voi mi avrà già sentito raccontare questa storia. È la storia di Madre Teresa e del suo operato a Calcutta. Sapete che persone da tutto il mondo arrivavano per lavorare con lei nel suo ritiro (nella nostra lingua lo chiamiamo Ashran). Stavano con lei qualche giorno mangiando vegetariano per poi andare nei villaggi a lavorare con le persone afflitte dalla lebbra. C’era un gruppo di circa 50 americani, uomini e donne che erano lì per lavorare nei villaggi. Arrivò il giorno del loro ritorno a casa, andarono da lei e le dissero: “Madre, lasciaci qualcosa che possiamo portare a casa con noi, un messaggio”. E la Madre disse: “Bene, sorridete, sorridete ai vostri vicini, sorridete al mondo, siate felici, rendete felici le persone, sorridete ai vostri bambini, mariti sorridete alle mogli e mogli sorridete ai mariti”. Un giovane uomo che era un po’ irriverente le disse: “Madre è ovvio che lei non è mai stata sposata”. E lei gli rispose in un lampo: “Oh sì, io sono stata sposata ma ho trovato molto difficile continuare a sorridere a Gesù perché lui mi chiedeva troppo”. Fratelli e sorelle, il Rotary non vi chiede troppo, quello che vi chiede è di fare le cose che vi diverte fare, fare quello che amate fare, quello che vi dà piacere, quello che vi fa dormire meglio la notte, quello che vi fa sentire delle persone migliori. Buona fortuna. Che Dio vi benedica. Vi ringrazio. Le Università del Nordest - Trento Il rettore Davide Bassi “I fondi per la ricerca? Ce li può dare l’Europa” di Matteo Marcolin diciassette Soffia sulle candeline. Ed è un anniversario importante: l’Università di Trento festeggia i suoi primi 50 anni di attività. Lo fa tagliando traguardi ambiziosi: oltre centomila immatricolati e più di 36 mila laureati. Niente male per un’Università di medie dimensioni. Qui però i numeri contano fino a un certo punto. Eccellenza fa rima con qualità. Lo dicono le statistiche: primo posto nella classifica realizzata da “La Repubblica” tra le università di medie dimensioni davanti a Siena e Sassari; l’ateneo si attesta tra i primi 400 al mondo secondo Thomson Reuters, esperto del settore. Gli indicatori sono i servizi, le strutture, l’internazionalizzazione, le borse di studio. E poi la preparazione degli studenti. Tutte di ottimo livello. Il passaparola funziona, forse fin troppo. Più della metà degli studenti iscritti non sono Trentini. Ci sono molti Veneti, veronesi e vicentini in particolare. Ma anche Lombardi, Emiliani e stranieri. Vengono dall’India ma anche dal Brasile. Si iscrivono a scienze, ingegneria e a giurisprudenza. E le immatricolazioni aumentano di anno in anno con l’ateneo costretto ad introdurre il numero programmato per evitare il collasso. Prof. Bassi, l’università festeggia i suoi primi 50 anni. Lei è rettore da 8, qual è un bilancio di questo anniversario importante? “L’Università di Trento si è fatta notare a livello nazionale ed internazionale come Università giovane che ha ottenuto ottimi risultati, portando avanti un suo modello di sviluppo sia per quanto riguarda la didattica che per quanto riguarda la ricerca con performance e risultati consistenti. È in grado di richiamare da fuori provincia una parte crescente e significativa dei suoi studenti. Rappresenta un modello positivo rispetto al sistema universitario italiano che, al contrario, ha mostrato crepe e difficoltà enormi”. Come si è arrivati a questi risultati? “È frutto della combinazione di tanti fattori. Le Università del Nordest - Trento Un Ateneo virtuoso in cima a tutte le classifiche L’Università di Trento vive in un contesto particolare, quello della provincia autonoma che ha voluto e sostenuto questo Ateneo come motore di sviluppo del territorio. Lo ha fatto non solo con dichiarazioni ma anche con investimenti volti a valorizzare il capitale umano che l’ateneo ha prodotto”. Storicamente tutto nasce dalla “famosa” Facoltà di Sociologia… “Quando sono arrivato qui, a fine anni ‘70, la nostra università era identificata, nell’immaginario collettivo, come quella di Curcio e delle Brigate Rosse. Fu una singolarità di forte impatto politico per le iniziative che qui si erano generate; dopo lo shock da ‘68 la comunità trentina si è interrogata se chiudere l’università o rilanciarla. È stato deciso di rilanciare e oggi sociologia rimane uno dei punti di forza dal punto di vista scientifico del nostro ateneo: molti dei ricercatori che vincono i contratti europei più prestigiosi vengono da qui. Poi si è investito in nuove iniziative. Non rinneghiamo il nostro passato ma adesso ci conoscono per altri motivi”. Accanto a sociologia si sono sviluppate Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze… “Sì, anche altre facoltà e lo dicono i numeri. Abbiamo mediamente richieste di iscrizioni superiori il numero di posti disponibili. Pensi al corso di biotecnologie. Ci sono 70 posti e ogni anno arrivano ci sono circa 280 richieste: con dispiacere siamo costretti a dire di no a molti studenti”. Trento negli ultimi anni è diventata importante anche a livello numerico. “Negli ultimi tre anni abbiamo avuto un aumento complessivo degli studenti di oltre il 25 per cento. Ciò è stato possibile anche grazie ad un programma di edilizia universitaria importante. Ad esempio è stata appe- na completata la nuova facoltà di lettere. Però siamo stati costretti introdurre il numero programmato per due motivi: da un lato bisogna evitare di saturare il mercato del lavoro; dall’altro lato bisognava evitare che le strutture diventino inadeguate. Se ho laboratori ed aule idonee per un certo numero di studenti non posso consentire che di incrementare gli iscritti a dismisura. Altrimenti crolla la qualità dell’offerta formativa: è una scelta dolorosa, non leggera anche perché significa rinunciare ad entrate non trascurabili”. Siete una delle poche Università in grado di autofinanziarvi, anche con fondi della Comunità Europea. “Nel 2012 riusciremo ad avere più denaro dai contratti di ricerca europei rispetto alle tasse degli studenti: 16 milioni di fondi europei, contro 14 milioni di tasse. Significa creare opportunità perché in questo modo si sovvenzionano contratti per giovani ricercatori. Il problema però è un altro”. Ci spieghi... “L’Italia finanzia la ricerca europea ogni anno con 1 miliardo di euro: le Università e i Centri di ricerca italiani riescono però a recuperarne solo la metà. Da noi si parla sempre e solo di tagli. Con i soldi degli italiani si sovvenzionano le ricerche dei Paesi del nord Europa perché i Centri di ricerca italiani non sono in grado di riportare indietro quel denaro destinato all’Europa”. A Trento invece? “A Trento per fortuna le cose funzionano diversamente. Se tutti avessero le nostre perfomance riusciremmo ad ottenere dall’Europa 2 miliardi di euro, 4 volte tanto quanto otteniamo oggi. L’Italia come paese è deficitario: non è accettabile in un momento diciannove Fondata nel 1962 l’Università di Trento in cinquant’anni è cresciuta notevolmente. Attualmente sono attivi ventitré corsi di laurea triennale, ventotto di laurea magistrale, sette master. Tredici i dipartimenti presenti, undici i centri di ricerca. Gli iscritti attualmente superano quota sedicimila. Dal 1962 i laureati complessivamente superano i 37 mila, mentre le immatricolazioni si attestano oltre le 107 mila. I ricercatori e professori sono 578, mentre il personale tecnico e amministrativo si aggira intorno alle 650 unità. Le biblioteche sono fornitissime: oltre 430 mila monografie e diecimila periodici. Mille le postazioni pc nei laboratori informatici. L’Università di Trento è il primo ateneo in Italia ad aver adottato un modello di contribuzione studentesca basato sulle fasce di condizione economica allo scopo di premiare l’impegno. Istituito con l’obiettivo di premiare la capacità degli studenti, mira nel contempo a stimolarli: a laurearsi presto, a impegnarsi sin dal primo anno in termini di esami e voti, a fare esperienze di studio all’estero, a ottenere voti superiori alla media. Il premio di merito è un riconoscimento in denaro, di importo variabile, dai 500 ai 5.000 euro, che viene assegnato valutando l’impegno nel percorso universitario, indipendentemente dalla condizione economica del laureato. CURIOSITÀ Il “naso elettronico” del prof. Davide Bassi Un naso elettronico capace di distinguere gli odori. È stato uno dei primi progetti su cui ha lavorato il prof. Davide Bassi. All’inizio della sua attività di ricerca, infatti, si è occupato di rilevazione di gas in concentrazioni minimali, realizzando analisi precise e veloci. “Ho trasferito questa competenza ad imprese sia in Germania che in Italia che avevano necessità di apprendere queste tecniche per il controllo di qualità”. Bassi ha lavorato anche per multinazionali del settore delle bevande. “In Germania avevano deciso di introdurre le bottiglie di plastica al posto di quelle di vetro ed era prassi consolidata che le stesse fossero riutilizzate più volte. Le bottiglie di vetro possono essere lavate con soda caustica ed acqua bollente. Quelle di plastica, invece, si disfano. Così ci venne chiesto di realizzare un naso elettronico capace di verificare in un secondo, in catena di montaggio, se la bottiglia presentava era stata riempita con solventi e sostanze particolari e non era riutilizzabile”. Le Università del Nordest - Trento ventuno in cui tutti si lamentano per la mancanza di risorse che non si sfrutti la possibilità di andare in Europa. È un grande mistero della nostra università”. Rispetto al resto d’Europa storicamente l’Università ha un altro problema: la percentuale elevata di abbandono dopo il primo anno. “È un problema ben noto, comune a tutto il sistema universitario italiano, meno evidente dove ci sono test in entrata più rigidi. Da noi il 20 per cento degli studenti che si iscrivono poi “spariscono” entro il primo anno. Non danno esami e, comunque, non proseguono con gli studi. Questo si spiega anche per la politica di sostegno allo studio. Grazie alle borse di studio ed alle esenzione delle tasse molti studenti si iscrivono e poi fanno altro: scelte magari non sufficientemente meditata”. A Trento dunque la maggior parte di coloro che “abbandonano” l’Università sono proprio trentini. “Le statistiche dicono che gli studenti che hanno performance migliori sono residenti in città o vengono da fuori provincia e, quindi, vivono qui. Le performance più deludenti sono degli studenti pendolari: ad esempio coloro che vivono nelle Valli. Ciò si spiega ad esempio per il tempo perso con gli spostamenti” Trento è stata una delle prime Università ad avere una vocazione internazionale. “È una vocazione scritta nella storia di questo territorio, che l’Università ha saputo interpretare perfettamente. Abbiamo rapporti Un “Fisico” alla guida con il nord America e con l’Asia nonché i paesi dell’area Bric. Le nostre imprese sono molto interessate a queste prospettive di espansione e sviluppo. Un terzo dei corsi delle lauree magistrali sono interamente realizzati in inglese anche per favorire questi scambi. Abbiamo generazioni di studenti (ad esempio indiani) che, una volta rientrati nel loro paese d’origine, diventano punti di riferimento per le nostre industrie. Senza contare gli studenti che da quelle aree vengono a Trento. È un modo diverso per affrontare i mercati internazionali. Le Università hanno capitale umano che spesso non sanno valorizzare: la rete degli studenti stranieri che hanno studiato a Trento rappresentano una risorsa per le nostre aziende”. Davide Bassi è nato a Genova il 30 settembre del 1948. E’ rettore dell’Università di Trento dal 1° novembre 2004. Laureato in Fisica nel 1971 all’Università di Genova, dopo aver vinto una borsa di studio della Nato e dopo aver sviluppato alcuni progetti con aziende private, si è trasferito all’università di Trento nel 1974 dove ha avviato il Laboratorio di Fisica atomica e molecolare. Ordinario a 36 anni, professore di I fascia di Elettronica nel 1987, oggi insegna Fisica sperimentale. È stato direttore del Dipartimento di Fisica, presidente del nucleo di valutazione dal 1997 al 2001 e preside della Facoltà di Scienze dal 2001 al 2004. Ha partecipato a numerosi progetti nazionali legati ai temi della valutazione. La sua attività didattica si è concentrata sui temi della fisica generale e dell’elettronica. Ha svolto parte della sua attività di ricerca scientifica nelle università di Innsbruck, Paris-Nord, Paris-Sud, Waterloo (Canada) e Barcellona. È stato coordinatore di numerosi programmi di ricerca scientifica e tecnologica a livello nazionale ed europeo. Durante gli ultimi tre decenni, si è occupato diffusamente delle applicazioni industriali delle tecnologie di alto-vuoto e di rivelazione di gas in traccia. E’ stato consulente di numerose aziende private (Carlo Erba Strumentazione, ora Thermo Finnigan, PHI Physical Electronics, Electrolux, Whirlpool, MEMC Electronic Materials). Durante il suo mandato di rettore ha attivamente stimolato la creazione di iniziative di start-up e spin-off ed ha partecipato allo sviluppo di programmi congiunti di lungo periodo che prevedono la collaborazione dell’Ateneo con imprese private come, ad esempio, Microsoft Research. È stato coinvolto in numerosi progetti di ricerca finanziati a livello nazionale e comunitario. In particolare, è stato coordinatore del "MCInet European network on Generation, stability and reaction dynamics of Multiply-Charged Ions" (200-2004). Attualmente è membro del Council of Partners di Elettra. Nel 2006, ha ricevuto la SASP Award - nella forma della Erwin Schroedinger Gold Medal - premio riservato a scienziati che si sono distinti nel campo della chimica-fisica con particolare riferimento al settore delle interazioni elementari di atomi e molecole. Ha due figli e quattro nipoti. Tra gli hobby del prof. Bassi c’è il golf. Le Università del Nordest - Trento ventitré L’offerta formativa dell’Università di Trento FACOLTÀ DI ECONOMIA Laurea Triennale Amministrazione aziendale e diritto Economia e management Gestione aziendale Laurea Magistrale Economics Economia e legislazione d’impresa Finanza Innovation management International management Management FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA Corso di laurea magistrale a ciclo unico FACOLTÀ DI INGEGNERIA Ingegneria civile Viticoltura ed enologia Ingegneria dell’informazione Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni Ingegneria industriale Ingegneria per l’ambiente e il territorio Laurea Magistrale Ingegneria civile Ingegneria dei materiali Ingegneria delle telecomunicazioni Ingegneria meccatronica Ingegneria per l’ambiente e il territorio FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Laurea Triennale Beni culturali Filosofia Lingue moderne Studi storici e filologico-letterali Laurea Magistrale Conservazione e gestione dei beni culturali Filologia e critica letteraria Filosofia e linguaggi della modernità Letterature euroamericane, traduzione e critica letteraria Mediazione linguistica, turismo e culture Scienze storiche e forme della memoria FACOLTA DI SCIENZE COGNITIVE Laurea Triennale Educatore professionale sanitario Interfacce e tecnologie della comunicazione Scienze e tecniche di psicologia cognitiva Laurea Magistrale Cognitive science Psicologia FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE FISICHE E NATURALI Fisica Informatica Matematica Scienze e tecnologie biomolecolari Laurea magistrale Fisica Informatica Matematica FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA Laurea Triennale Servizio sociale Sociologia Studi internazionali Laurea Magistrale Lavoro, organizzazione e sistemi informativi Metodologia e organizzazione del servizio sociale Società, territorio e ambiente Sociologia e ricerca sociale SCUOLA DI STUDI INTERNAZIONALI European adn International studies Il rettore Walter Lorenz “Ai nostri studenti insegnamo a dialogare con il mondo” di Matteo Marcolin Le Università del Nordest - Bolzano venticinque È l’unica Università in Italia e una delle poche in Europa che adotta il trilinguismo. Italiano, tedesco ed inglese per studiare, sostenere gli esami, comunicare. Una conoscenza approfondita messa alla prova periodicamente tramite test specifici. La regola è rigorosa: chi non aumenta il suo grado di conoscenza non può accedere agli step successivi. È anche una delle università più “europee”del nord-est, dove viene data ampia evidenza all’internazionalizzazione e all’interculturalità. Il principio è di integrare le diverse esperienze, meglio ancora se diverse tra loro: un ateneo di piccole dimensioni, radicato nel territorio, con lo sguardo sempre puntato oltre i confini. A Bolzano ci sono studenti provenienti da 60 paesi diversi. Dall’Europa dell’est, ma anche da Oltreoceano. Insomma si tratta di un laboratorio, dove interagire e scambiare esperienze e opinioni. La libera Università di Bolzano è un’università privata. Nata nel 1997, è finanziata interamente con i fondi della provincia autonoma di Bolzano. Il suo rettore, il prof. Walter Lorenz, ha una lunga esperienza in campo internazionale: ha frequentato moltissimi atenei d’Europa ed ha prestato la propria consulenza ad enti ed istituzioni internazionali. Prof. Lorenz, siete una delle poche università italiane ad adottare il plurilinguismo. “Siamo forse l’unica università in Europa che pratica il plurilinguismo. Tutti gli stu- denti devono superare esami nelle lingue richieste. Devono avere la competenza certificata in due delle tre lingue; per passare al terzo anno bisogna poi superare l’esame anche della terza lingua, tramite un test riconosciuto. Durante gli studi è obbligatorio per gli studenti incrementare il livello di conoscenza in tutte le lingue per essere ammessi all’esame finale”. Ci sono studenti che arrivano proprio a Bolzano da tutta Europa, come mai? “Uno dei motivi è appunto il plurilinguismo. Gli studenti dei paesi dell’est conoscono già il tedesco e vogliono studiare anche l’italiano per avere un’opportunità in più per entrare nel mercato del lavoro. C’è un altro elemento: abbiamo piccoli gruppi di studio e c’è la possibilità di approfondire le materie. Inoltre la qualità della vita a Bolzano è molto elevata, le infrastrutture funzionano”. Per questo la vostra è una delle università più “europee” che ci sono nel nordest. “A fare la differenza non è solo la lingua o la provenienza degli studenti. La nostra storia per anni è stato un elemento da superare e da dimenticare. Oggi invece riteniamo sia una risorsa preziosa: siamo abituati a comunicare in diverse lingue ma anche a pensare e a ragionare integrando le diverse culture e le diverse esperienze, senza standardizzazioni. La nostra autonomia è garanzia di una realtà interculturale ed internazionale che altre università sinora Le Università del Nordest - Bolzano Trilinguismo e interculturalità è il binomio grazie al quale ci si confronta con i migliori Atenei europei non sono state in grado di realizzare”. E questo viene riconosciuto anche dal mercato del lavoro? “I nostri laureati in economia trovano lavoro immediatamente. In media tutti i nostri studenti trovano il lavoro entro tre mesi dalla laurea. Le imprese apprezzano non solo le conoscenze specifiche delle materie e delle lingue ma anche le capacità dei nostri laureati di analizzare delle differenze culturali. Hanno tutti avuto l’opportunità di fare uno stage all’estero, magari in azienda: sanno già le esigenze e le modalità con cui opera un’impresa che opera a livello internazionale”. Perché la Vostra si chiama libera università di Bolzano? “La storia della nostra università è legata alla storia della nostra provincia di Bolzano. L’idea centrale è stata di dare un’autonomia all’università attraverso il sistema statale delle università con un legale immediato con la provincia che finanzia integralmente il nostro ateneo. Autonomia significa che manteniamo certe libertà”. Libertà anche a livello organizzativo? “Sì, ad esempio possiamo chiamare il 70% dei docenti e dei ricercatori tramite chiamate dirette dall’estero. Questo è un grande vantaggio se si pensa che, in questo modo, possiamo bypassare le dure regole della burocrazia, i concorsi. Autonomia non significa solo libertà ma significa assunzione anche di responsabilità”. In che modo incide la riforma dell’università sull’organizzazione del vostro ateneo? “Dobbiamo ancora lavorare molto per definire i confini della nostra autonomia. In generale però la riforma si sviluppa su linee che abbiamo già anticipato: noi abbiamo una struttura decentralizzata, in cui i dipartimenti hanno maggiore responsabilità e sono più indipendenti; si tratta di soluzioni introdotte dalla nuova legge che noi abbiamo già adottato”. In quest’ottica avete introdotto corsi particolari: Ingegneria dell’informazione o Fruit science ad esempio. “È la nostra specialità quella di creare aree complementari eventualmente in collaborazione con altri atenei. Nell’area informatica collaboriamo con Trento e Innsbruck per la creazione di una laurea magistrale in ingegneria dell’energia. Abbiamo un master sul tema della casa clima, qualcosa di particolare: il nostro progetto ha ottenuto un riconoscimento all’expo in Cina. Fruit science poi è una laurea magistrale importante, gestita in collaborazione con università e centri di ricerca della Slovenia e della Slovacchia. È nata per ragioni ambientali, visto che la coltivazione della frutta è decisiva per l’economia di questa zona. Ora vogliamo implementarla concentrandoci sul biologico e creando prodotti finiti particolari che si possono offrire nel mercato internazionale”. Anche management dello sport è un corso innovativo. “Sì, ha sede a Brunico, in val Pusteria. Il corso si collega bene con il contesto ambientale in cui si inserisce: in quella zona turismo e sport hanno grande importanza. È un corso complesso: da un lato c’è la conoscen- za di base dell’economia; poi ci si specializza in imprese sia locali che internazionali che operano nel settore dello sport e del turismo”. In futuro si parla dell’attivazione di un corso di laurea in medicina? “Tra il 2013 e il 2014 potrebbe essere attivato. Se fosse possibile vorremmo avere un corso di laurea diverso, speciale . Vorremmo si studiassero i diversi metodi della medicina alternativa con un approccio centrato interamente sulla persona”. La vostra è un’Università giovane, nata nel 1997: in 15 anni è cresciuta esponenzialmente. “Siamo cresciuti rapidamente. Ci sono poche università di questa età che hanno creato 5 facoltà: rappresentano un universum delle discipline proposte, integrandosi l’una con l’altra. La fase iniziale è stata centrata sullo sviluppo delle singole facoltà: all’inizio è stato difficile attirare docenti e ricercatori apprezzati a livello internazionale senza avere un curriculum alle spalle. Ora il mio obiettivo è invece di creare un profilo comune tra le diverse facoltà su temi di ricerca congiunti”. In che modo? “Ad esempio stiamo lavorando con la Provincia per la creazione di un parco tecnologico, un centro di sperimentazione gestito insieme al mondo dell’industria, un ponte che permetta di unire la ricerca di base con la ricerca applicata. Mi viene in mente il settore dell’energia: a questo progetto saranno coinvolte tutte le facoltà, ognuna con le proprie competenze”. Il prof. Walter A. Lorenz ha conosciuto Bolzano e le Dolomiti durante una vacanza estiva da bambino, negli anni ‘50. Se ne è innamorato ed ha voluto a tutti i costi tornare a viverci. Nato a Stoccarda il rettore dell’università di Bolzano si è laureato in teologia e filosofia nel 1971 all’università di Tubingen in Germania. Ha ottenuto una borsa di studio all’università di Cambridge e, nel 1976, la qualifica professionalizzante in Servizio Sociale alla London School of Economics. E’ stato assistente sociale a Londra nei primi anni ‘70, dove ha lavorato per dieci anni in una delle zone più difficili, quella del porto ; quindi è divenuto docente di servizio sociale alla National University of Ireland con responsabilità per lo sviluppo di nuovi programmi universitari nel servizio sociale, dove ha insegnato per 22 anni. “La mia specialità-ricorda Lorenz- è di sviluppare corsi professionalizzanti in servizi sociali, disciplina che non esisteva fino a pochi anni fa in molti paesi” Nel 1995 ha acquisito la titolarità della cattedra Jean Monnet (“professor for european social policy” al college universitario di Cork). Ha svolto successivamente numerosi incarichi nelle università di Praga, Kaunas, Pecs, Helsinki, Mainz, Dresda, Klagenfurt, San Marino e Messina.Ed ha portato la sua esperienza e le analisi delle sue ricerche anche in altri paesi dell’Europa dell’est (Ungheria, Slovenia), lavorando a stretto contatto con le istituzioni per creare corsi di laurea specifici in servizi sociali. Si è trasferito alla libera università di Bolzano nel 2001, assumendo gli incarichi di responsabile del corso di laurea in servizio sociale e dal 2007 di professore ordinario in sociologia dei processi culturali e comunicativi. Attualmente vive in un piccolo paese di 300 abitanti vicino a Chiusa (Virdings) a mille metri di altezza. ventisette Un teologo alla guida dell’Ateneo Le Università del Nordest - Bolzano L’offerta formativa dell’Università di Bolzano FACOLTÀ DI ECONOMIA Laurea Triennale Economia e management Management del Turismo, dello Sport e degli eventi Scienze economiche e sociali Laurea Magistrale Economia e management del settore pubblico Imprenditorialità e innovazione FACOLTÀ DI SCIENZE TECNOLOGIE INFORMATICHE E Laurea Triennale Scienze e ingegneria dell’Informazione Laurea Magistrale Informatica Dottorato di ricerca Informatica FACOLTÀ DI SCIENZA DELLA FORMAZIONE Laurea Triennale Servizio sociale Educatore sociale Scienze della formazione primaria Laurea Magistrale Innovazione e ricerca per gli interventi socio-assistenziali-educativi Dottorato di ricerca Pedagogia generale, pedagogia sociale e didattica generale FACOLTA DI DESIGN E ARTI Design e Arti FACOLTÀ DI SCIENZE E TECNOLOGIE Laurea Triennale Scienze e tecnologie agrarie Ingegneria industriale meccanica Laurea Magistrale Fruit Science Dottorato di ricerca Management of Mountain Environment La libera Università di Bolzano nasce nel 1997. In 15 anni si sono laureati circa 1900 studenti. Attualmente sono 5 le facoltà attive e 16 corsi di studio: 5 corsi di laurea magistrale, 10 di laurea triennale e un corso quadriennale. Ci sono inoltre due corsi di dottorato di ricerca. L’attività di ricerca è portata avanti da 89 docenti universitari, di cui 23 professori ordinari, 28 associati e 38 ricercatori. L’università nel corso del 2011 è stata impegnata in 6 progetti finanziati dall’Unione Europea (per un totale di 2,1 milioni di euro), in 5 progetti finanziati dallo Stato (0,6 milioni) ed in 17 progetti di ricerca sostenuti dalla Provincia autonoma di Bolzano (2,1 milioni). Alla Libera Università di Bolzano attualmente risultano iscritti circa 3500 studenti provenienti da 60 Paesi. Tre sono le sedi universitarie: Bolzano (dove si studia economia, informatica, agraria, ingegneria e design), Bressanone (scienze della formazione) e Brunico (management del turismo, dello sport e degli eventi). Il 40 per cento dei docenti arriva dall’estero, da prestigiosi centri di ricerca europei. In media l’85,7 per cento dei laureati trova un lavoro adeguato alla sua preparazione entro un anno dalla laurea. Rotaract Vicenza e Sandrigo Una nuova associazione per aiutare quanti hanno malformazioni facciali Lavoriamo per un sorriso di Antonella Padula e Giulia Monastero Rotaract Vicenza e Sandrigo Lunedì 5 Dicembre 2011, nella splendida cornice della sede dei Rotary Club Vicenza Berici e Palladio, nel centro di Vicenza, è stata presentata l’Associazione ONLUS L.P.S. (Lavoriamo Per un Sorriso). L’incontro organizzato dai Rotaract Club di Vicenza e Sandrigo ha avuto un notevole riscontro d’adesioni. Durante la serata sono intervenuti il dr. Ernesto Padula direttore del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche e Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale, nonché socio del Rotary Club Vicenza Berici, il dr. Ugo Baciliero dirigente medico, aiuto del dr. Ernesto Padula e direttore del centro per la diagnosi e la cura delle malformazioni cranio-facciali, il dr. Sergio Terzo presidente della ONLUS L.P.S. Il dr. Padula e il dr. Baciliero hanno illustrato il lavoro dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ospedale di Vicenza di cui fa parte il Centro Regionale di diagnosi e cura delle malformazioni e delle deformità cranio-facciali. Questo Centro, che è uno dei più specializzati e rinomati in Italia e Europa, ha come finalità primaria la diagnosi e il trattamento delle malformazioni congenite interessanti il distretto cranio-maxillo facciale alcune delle quali hanno un’incidenza di un caso ogni 600 nati. Queste malformazioni, essendo molto complesse, necessitano di un trattamento multidisciplinare e non solo chirurgico. Il Centro Regionale si preoccupa di seguire il bambino malformato in tutti i suoi aspetti senza privilegiarne uno a discapito dell’altro. Vediamo, ad esempio, che nel trattamento delle schisi (o “labbro leporino”: malformazione della faccia che colpisce il labbro superiore, il processo alveolare, il palato duro e molle) oltre agli interventi chirurgici bisogna affiancare al bambino vari specialisti come il logopedista (per il linguag- gio), l’otorinolaringoiatra (per il controllo delle funzioni uditive), il pediatra (per controlli generali prima e dopo le operazioni), l’ortodontista, l’odontoiatra (per la salute e l’allineamento dei denti sull’arcata) e lo psicologo (per il supporto psicologico sia alla famiglia che al piccolo malformato). Presso il Centro malformati opera l’Associazione ONLUS L.P.S., presentataci dal dr. Terzo, nata dalla volontà di alcuni genitori di dare risposte concrete alle loro domande affinché la nascita di un figlio, uno dei momenti più belli in una coppia, non si tramuti in un’angoscia. Lo scopo di questa associazione è informare e sostenere quanti devono sottoporre il proprio figlio, affetto da malformazioni cranio-facciali, a numerosi interventi chirurgici e altre cure. L’Associazione L.P.S consiglia le famiglie su come affrontare i problemi in cui quotidianamente i bambini potrebbero trovarsi; crea dei gruppi di supporto fra famiglie che trentuno vivono la stessa situazione; sostiene le famiglie dal punto di vista psicologico e umano andando loro incontro a seconda delle particolari esigenze; raccoglie fondi per l’acquisto di materiale utile ai bambini durante la degenza, attrezzatura di reparto, materiale didattico per la cura logopedia; tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema; si dedica a curare la pubblicazione di materiale informativo e organizza laboratori in cui bambini e genitori possono imparare tecniche logopediche associandole a divertimento e gioco. L’Associazione e il Centro Regionale svolgono un lavoro esemplare perché sostengono il bambino ex ante, in itinere ed ex post dandogli la possibilità di inserirsi nella società in modo che possa godere di tutte le potenzialità di qualunque altro bambino. Per tutte le ragioni sopra elencate, a seguito di questo incontro i Rotaract Club di Vicenza e Sandrigo hanno avuto la conferma definitiva di quando valga l’operato di questa Associazione e hanno deciso di sostenerla organizzando insieme, a partire dalla prossima primavera, un grande concorso fotografico aperto a tutti ed intitolato “Foto per un sorriso” (prossimamente online http://fotoperunsorriso.it/) i cui proventi andranno devoluti proprio all’ONLUS L.P.S. Dopo aver appreso del bando di contributo straordinario del Distretto Rotary 2060 destinato ai service Rotaract che coinvolgano almeno tre Club della stessa Zona, i Club di Vicenza e Sandrigo hanno comunemente deciso di estendere l’organizzazione del Concorso a tutti i Club di Zona 2 che vogliano aderire all’iniziativa per cercare d’ottenere questo contributo per incrementare ulteriormente i risultati di questo magnifico service dedicato al nostro territorio. Nelle foto: da sinistra il Dr. Ernesto Padula, il Dr. Sergio Terzo e il Dr. Ugo Baciliero. Costruttori di pace attraverso il servizio di Alessandro Perolo Ogni anno nel mese di gennaio i governatori eletti sono chiamati a frequentare l’Assemblea Internazionale a San Diego in California. Una intera settimana dove il Presidente Eletto nella prima sessione plenaria illustra il tema della sua annata. Fosse solo per questo potrebbe sembrare uno spreco di tempo e risorse ma l’Assemblea rappresenta soprattutto la realtà rotariana a livello globale che i governatori dell’annata che parte dopo sei mesi sono tenuti a frequentare pena la destituzione dall’incarico. Il Rotary si chiama appunto International e l’evento, come pure le convention, dà veramente la percezione dell’internazionalità e della globalità del sodalizio. Per chi non ha mai avuto l’opportunità di frequentare una Convention, che possiamo paragonare al congresso distrettuale, vale a dire l’evento che suggella la fine di una annata rotariana, l’ingresso all’Assemblea rappresenta uno shock per la varietà e diversità delle lingue, dei costumi, dei modi di benvenuto e di approccio tra i convenuti. La straordinarietà è anche percepibile dallo spirito di partecipazione e dall’aria di calda socievolezza che traspira da tutti gli incontri. trentatré Di ritorno della “Scuola” di San Diego Incontri, emozioni, impegni e appuntamenti del Governatore Incoming Capita pure, come a me, di incontrare, quasi casualmente, una persona con la quale sono intervenuti contatti nel passato o l’anno precedente. Il governatore eletto di Romania e Moldavia che con il suo club l’anno scorso ha portato felicemente a termine un Matching Grant con un nostro club trevigiano. “Vedo che sei italiano, di dove?”, “Veneto, vicino Venezia”. “Sono Radu Popescu e tu?”, “Alessandro, speravo di incontrarti”. Un abbraccio commosso. Il luogo dell’assemblea è un albergo di oltre 1.000 camere con una infinità di sale di riunione e una sala plenaria da 1.200 posti. Riempivamo tutto, comprese le sale e salette per gli Workshop: dopo la plenaria del mattino eravamo distribuiti in piccoli gruppi di discussione di 12-15 persone, e suddivisi tra le varie lingue ufficiali che il partecipante deve scegliere al momento dell’iscrizione. Il prossimo anno sarà l’ultimo del vecchio sistema della Rotary Foundation e alcuni programmi sono stati anticipati rispetto al passato, per esempio il GSE o Scambio Gruppi di Studio. Per programmare il GSE del 2012-13 ho dovuto contattare il Governatore del Paese e Distretto dove mi sono proposto di inviare il nostro gruppo offrendo ospitalità alla controparte. Verso ottobre ricevetti una lettera dalla RF che mi raccomandava di scegliere un Paese diverso da quello che solitamente il Distretto 2060 ha frequentato, gli Stati Uniti. Pensai alla Tailandia, dato anche che la Convention 2012 avrà luogo a Bangkok. Scambio di messaggi con il governatore 2012-13 del Distretto 3340. Tutto deciso e accettato dalla Fondazione che finanzia l’evento, comprese le date dei due gruppi di scambio. E chi è il mio vicino in alcune sessioni plenarie, la prima la più attesa: Thatree Leeteeraprasert, proprio lui che ha accettato la mia proposta e teneva in mano un foglio con il mio nome, voleva stringermi la mano. Gli organizzatori avevano pensato anche a questo inatteso e simpaticissimo incontro. La prima sessione del lunedì mattina è la più attesa, il Presidente Eletto pronuncerà il suo primo intervento: 2012-13 Theme Address. Il tema dell’annata prossima, il suo programma e gli eventi che intende proporre. Non un suo logo ma solo il motto, “La Pace attraverso il Servizio”. Tanaka ha ricordato gli anni dopo la guerra, la povertà della sua famiglia e lo sviluppo del Giappone risollevatosi dalla catastrofe. La pace ha portato prosperità, serenità e progresso. Pace: parola usata quotidianamente ma alla quale dedichiamo poco tempo per pensare cosa significhi. Nel suo significato più semplice, può essere definita per ciò che non è: non c’è guerra, violenza e paura, significa non essere in pericolo di soffrire la fame, persecuzione o povertà. Ma possiamo definirla per quello che potrebbe diventare: libertà di parola, di opinione e di scelta, significa avere autodeterminazione. Il motto del prossimo anno è la somma della prima delle aree di intervento dei programmi della Rotary Foundation, Pace e Prevenzione dei Conflitti, e dell’antico motto del Rotary Servire al di sopra di ogni interesse personale. Antico perché pronunciato la prima volta nel 1911. Saranno organizzati tre Forum sulla pace mondiale, a Berlino in autunno, a Honolulu in gennaio 2013 e a Hiroshima in maggio 2013. trentacinque Le sessioni plenarie hanno anche dato risalto ai risultati della campagna PolioPlus: - L’India è indenne dal 13 gennaio 2011, il primo anno senza casi di poliomielite. - La sfida dei 200 milioni di dollari per bilanciare la donazione della Gates Foundation di 355 milioni è già superata avendo raggiunto 202 milioni i primi di gennaio. Bill Gates non era presente ma ha inviato l’amministratore della Gates Foundation, Jeff Raikes. Personaggio accattivante, dall’eloquio coinvolgente che dopo aver ricordato il coraggio e l’impegno dei rotariani per la campagna ha aggiunto: In riconoscimento del’ottimo operato del Rotary, la Fondazione si impegna a donare altro 50 milioni di dollari per rafforzare la nostra partnership. Abbiamo un nuovo segretario generale, la stessa persona per il Rotary International e per la Fondazione, John Hewko. Ovviamente sempre presente alle plenarie, alla quinta ha preso la parola da protagonista: suo scopo la continuità, verificando però ciò che stiamo facendo bene, ciò che potremmo migliorare e dove dovremmo essere più aperti ai cambiamenti. Il leitmotiv dell’intera Assemblea? La considerazione sempre ricorrente da parte dei tutti i relatori? Le Nuove Generazioni. Uno dei titoli più accattivanti letto sullo schermo? Turn New Generations into the next generation of Rotarians. Otto le sessioni plenarie e sette ebbero come relatori dei giovani, che il Presidente Tanaka chiama Young Adults: rotariani che in gioventù fecero parte di programmi del Rotary o della Fondazione, come Rotaract o borse di studio per esempio.E le donne a capo di Distretti, quante saranno il prossimo anno? Ben 84 (ottantaquattro) donne governatori su un totale di 538, circa il 15 per cento. La stessa percentuale delle donne nel Rotary. Ne parlò il presidente della Commissione Effettivo. Dopo aver ricordato la decisione del Consiglio di Legislazione del 1989, il parlamento del Rotary International, ha usato parole decise e chiare nel confronto di chi si oppone oggigiorno all’ingresso delle donne nei club. L’Assemblea Internazionale è un impegno notevole per i partecipanti, chiamati a discutere per quattro pomeriggi in gruppi molto ristretti, gli Workshop, dove gli argomenti sono i più svariati e non si può solo ascoltare La partecipazione attiva è spronata dagli istruttori che propongono situazioni e discussioni, proponendo e chiedendo pareri e possibili soluzioni. Spetta ora ai Governatori Eletti portare il tema del Presidente Tanaka e il suo messaggio ai rotariani dei 34.000 club, messaggio di pace ma anche di convinto impegno nella via tracciata dall’Assemblea, con rinnovato spirito per aderire alle indicazioni e anche alle direttive della nostra associazione. 2% Il conto tradizionale alle condizioni di un conto on line. SPESE TENUTA CONTO BANCOMAT V PAY HOME BANKING DEPOSITO TITOLI DA NOI IL TUO DENARO PUÒ DARE BUONI FRUTTI * BCE = tasso fissato dalla Banca Centrale Europea per le operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema. ** Esenzione dalla commissione per emissione e dalla commissione annuale della carta. Emissione di una carta per ogni intestatario del conto fino a due cointestatari. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni economiche e contrattuali si rinvia ai fogli informativi di conto invito, bancomat internazionale V Pay, cart@perta gold, deposito a custodia e/o amministrazione di titoli e strumenti finanziari e banc@perta - servizi bancari via internet, disponibili sul sito www.creval.it e presso gli operatori di sportello. Offerta valida per clienti consumatori. Condizioni in vigore a febbraio 2012 e suscettibili di successive modifiche. 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Un anniversario significativo che porta con se importanti spunti di riflessione, a partire dalle basi su cui poggia la solidità di un club e che permettono di raggiungere traguardi come questo. Il fulcro è il lavoro di squadra. La squadra come tema centrale della seconda via d’azione del Rotary, l’azione interna, approfondita proprio in occasione della seconda Assemblea Distrettuale. Ospite d’eccezione della giornata il tenente Marco Zoppitelli, pilota della Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori, e, per noi, straordinario conferenziere. “Se la Pattuglia Acrobatica Nazionale Ialiana è considerata la migliore al mondo”, afferma con orgoglio il tenente, “lo si deve in gran parte al lavoro che viene fatto per formare una squadra omogenea ed affiatata in cui amicizia, fiducia e collaborazione sono gli elementi essenziali”. Proprio gli stessi principi su cui viene basata l’azione interna proposta dal Rotary International. Ecco dunque che i principi dell’etica Rotariana trovano approdo e concretizzazione nel mondo del lavoro, ma soprattutto nel mondo dell’eccellenza. Un messaggio questo che è stato accolto con orgoglio dai presenti, consapevoli di aver ricevuto un insegnamento fondamentale che li accompagnerà durante la propria crescita rotaractiana e professionale. Largo spazio è stato lasciato alle domande, data la simpatia e la disponibilità del Tenente Zoppitelli. Molte di queste hanno investito il campo della Leadership, altro fondamentale punto di forza del vivere Rotariano, ovvero la capacità di guidare un gruppo che non significa comandarlo ma significa attrarne la fiducia dei membri. Proprio come succede in volo, quando il “pony 6”, nome del veivolo pilotato dal Tenente Zoppitelli, in testa ai propri compagni li guida in acrobazie al limite dell’estremo. Se mancasse la fiducia non sarebbe possibile tutto ciò, gli aerei rimarrebbero a terra e lo spettacolo che ci invidiano in tutto il mondo non potrebbe andare in scena. Ecco così che Leadership e “senso della squadra” si intrecciano creando la base per decollare verso l’eccellenza. Con la speranza di avere realizzato una giornata ricca di spunti ed emozioni, arrivederci alla terza Assemblea Distrettuale organizzata dal club di Trento. Ospite del Club il tenente Marco Zoppitelli Un antico orto e giardino botanico nel cuore di Bassano di Giuseppe Busnardo RC Bassano Castelli “Guarda, il cancello aperto del giardino ci invita; non entriamo a fare almeno un giretto? Il giardino del Conte è famoso non solo in Lombardia e a Venezia, ma in tutta Europa, se al suo interno c’è un altro Cedro del Libano simile a quello che sta davanti a noi non è senza ragione: si chiama infatti Pinus parolinii, i semi furono portati dal Monte Ida da lui stesso….c’è anche l’odoroso ulivo cinese, ed ecco un Ginkgo biloba alto come neppure un Olmo s’è mai visto, e c’è uno Styrax, un Laurus benzoin, un Vitex agnus-castus….”. Queste righe, che continuano con citazioni di altre piante ed grandi esclamazioni di stupore, vennero scritte nel 1856 dal poeta James Henry a conclusione del diario del viaggio da lui compiuto, incredibilmente rigorosamente a piedi, da Karlsruhe fino a Bassano del Grappa. Venne a piedi fino a questa nostra cittadina veneta espressamente per visitare il Giardino botanico creato da Alberto Parolini (1788-1867). Questa è forse la testimonianza più curiosa della grande capacità di attrattiva che questo luogo esercitava nel 1800, ma decine e decine di altre persone (viaggiatori, studiosi, regnanti ecc) vennero a Bassano per vedere le meraviglie di quello che così Filippo Barker Webb aveva lapidariamente descritto nel 1840 “il possède un des jardins de botanique les plus remarquables de L’Italie”. Il luogo, dicono le cronache, era straordinario e così lo descriveva Ottone Brentari nel 1885: “aggirandosi nel giardino, e nelle sue serre sorprendenti, pare al naturalista di trovarsi ora nelle calde regioni dell’India o del Messico, ora sulle falde delle Ande, ora nelle gelide contrade del nord”. Ragionare su un piccolo dato arido può forse far capire meglio: le tremila specie che arrivarono a contenere i suoi index seminum. Di cosa si tratta? Parolini stampava con cadenza biennale, per distribuirli in tutta Europa, gli elenchi che contenevano tutti i semi, raccolti nel proprio giardino, che era in grado di scambiare con altri collezionisti o con altre istituzioni (orti botanici, università ecc). Ebbene, provate ad immaginare che ricchezza di svariate fioriture doveva possedere (si dice fino a 8-9000 specie diverse coltivate) e che macchina organizzativa aveva saputo mettere in piedi per poter soddisfare, per chiunque lo volesse, la richiesta di alcune bustine di semi tra le 3000 specie diverse che metteva a disposizione. Alberto Parolini morì nel 1867 e questa sua meraviglia andò in eredità alla figlia Antonietta (una seconda figlia, Elisa, sposò il grande alpinista britannico John Ball, uno dei pionieri delle Dolomiti) che continuò gelosamente a custodire e a migliorare il giardino. In quegli anni venne anche il riconoscimento che lo qualificò come Monumento nazionale. Poi, forse la morte del capogiardiniere Parisotto, forse l’età avanzata, la indussero a lasciare tutto al proprio figlio Alberto Agostinelli Parolini. Non ci sono prove certe, ma molte fonti indirette fanno ritenere che in questi anni sia avvenuta la svolta: da giardino botanico a parco signorile, con conseguente abbandono delle collezioni. Alberto Agostinelli Parolini, a sua volta, cedette in lascito il luogo al Comune di Bassano che ne divenne proprietario, dopo alcune controversie, nel 1931. Un inventario di acquisizione ci consegna un giardino ancora molto bello, ma ormai trentanove L’orto realizzato nella prima metà dell’800 da Alberto Parolini ha bisogno di un delicato restauro RC Bassano Castelli quarantuno senza più nessuna delle pregiate coltivazioni che lo caratterizzavano. Il resto è storia breve e recente. Il Comune ne fece un giardino pubblico che via via andò ancor più impoverendosi nonostante le cure del fidato capogiardiniere Piero Carletti. Giostre, spettacoli e feste pompieristiche furono le nuove attrazioni al posto della bellezza e della rarità delle piante. Addirittura negli anni ‘50 ne venne distrutta una parte per ricavarne un’arteria stradale. E poi ancora anni tristi, tra alti e bassi. Qualche allarme è venuto ripetutamente da gruppi di cittadini (compresa una mostra storica del club bassanese International Inner Wheel nel 1989) ma senza produrre una significativa inversione di rotta. Il nostro club Bassano Castelli ha cominciato ad occuparsene nello scorso 2011. Con la presidenza Tura si è organizzata domenica 17 aprile una giornata rievocativa che ha avuto non solo un certo successo ma soprattutto l’effetto di sensibilizzare l’Amministrazione Comunale che ora sembra indirizzata verso un serio intervento di restauro. Perciò, seguendo il detto “battere il ferro finché è caldo”, il club anche con l’attuale presidenza Tasca ha deciso di insistere e raddoppiare lo sforzo: un service per dotare l’Ufficio tecnico comunale di una perizia sullo stato di salute degli alberi e un service per una nuova iniziativa rievocativa, portata a due giornate e ben più importante (con collaborazione e patrocinio dell’Orto Botanico di Padova), della quale trovate il programma in questa pagina. Crediamo sia un impegno doveroso perché una città non può non trovare le forze per custodire gelosamente ciò che fu uno dei propri ornamenti più belli (addirittura un Monumento Nazionale). C’è un ulti- mo fatto da raccontare che non ci può che far piacere. Parolini, come detto, ebbe due figlie e quindi il cognome andò perso. Gli attuali eredi sono Favaretti e ben sei di loro sono stati o sono rotariani: Paolo (RC Cittadella), Matteo (fondatore RC Bassano del Grappa), Vittorio (fondatore RC Cittadella), Alberto (RC Cittadella), Carlo (RC Udine) e ancora Paolo (RC Cittadella). Di rara pianta II edizione - 14-15 aprile 2012 Giardino Parolini, Bassano del Grappa INGRESSO LIBERO, 9.00-19.00 Troverete una mostra-mercato di fiori con i migliori vivaisti italiani, una esposizione di piante in vaso un tempo presenti al giardino provenienti, tramite un prestito eccezionale, dall’Orto Botanico di Padova, mostre storiche sul giardino, tante altre proposte (musica, animazione bambini, cacce all’albero, ristorazione ecc) e naturalmente lo stand del RC Bassano Castelli. Per visitare assieme e trovarci tra rotariani è in preparazione una proposta-pacchetto comprendente la visita al mattino del parco di Ca’DiedoFavaretti a Cusinati di Rosà, pranzo e poi visita a “di rara pianta”. Info Giuseppe Busnardo (presidente incoming 2012-2013): 330400160 [email protected] RC Cittadella, Padova Contarini e Padova Nord I frutti della Onlus una pedana per i disabili di Giovanni Albanese Fra le tante meritorie attività della ONLUS Rotary Distretto 2060, c’è quella di impiegare i contributi del 5 per mille di cui è ogni anno destinataria per finanziarie attività di service, organizzate da piccoli gruppi di club che individuano e si uniscono per un obiettivo comune. In questo caso, dal club di Cittadella, cui si sono affiancati quelli di Padova Contarini e Padova Nord, era partita alcuni mesi fa l’iniziativa volta a donare alla Cooperativa Sociale Papa Giovanni XXIII di Carmignano di Brenta una pedana motorizzata per il carico/scarico dei disabili in carrozzina: il progetto, del valore di € 8.000,00, ha ricevuto l’approvazione ed il finanziamento della ONLUS, ed è stato realizzato nei tempi previsti. Per la consegna ufficiale della pedana, quindi, Cittadella ha dedicato una partecipata serata, alla quale hanno partecipato i tre club. I rappresentanti della Cooperativa Papa Giovanni, accompagnati per l’occasione da alcuni giovani inseriti nelle loro realtà occupazionali, hanno illustrato le attività dell’associazione, che spaziano dalla produzione artigianale di oggettistica e bomboniere all’assemblaggio e confezionamento per conto terzi, fino alla manutenzione di parchi e giardini. Ancora una volta, l’impegno rotariano, col fondamentale supporto della ONLUS Distrettuale, ha conseguito un bel risultato, dimostrando in modo concreto la propria solidarietà verso un’istituzione del territorio che si dedica con costanza e tanta umanità alla crescita sociale. RC Cittadella di Giovanni Albanese Il Rotary Club Cittadella festeggia ogni anno la Festa delle Forze Armate, con una serata che vuole simboleggiare la vicinanza del club verso le istituzioni che si occupano di difesa e sicurezza del Paese: questa volta, invitato dal Presidente Gino Berto, il relatore d’eccezione è stato il Generale di Corpo d’Armata Massimo Iadanza, Comandante Interregionale dei Carabinieri per il Veneto e l’Emilia Romagna. Conversando su “L’Arma dei Carabinieri, nuova Forza Armata”, il Generale ha evidenziato una delle chiavi del successo dell’istituzione – che ha quasi duecento anni nella capacità di conservare un forte legame col proprio territorio di competenza, si tratti di città, paese o quartiere. Alla presenza di alti esponenti delle autorità comunali, della magistratura, delle altre Forze armate in servizio ed in congedo, dei soci di Lions e Panathlon in interclub, il Generale, coadiuvato da un filmato, ha illustrato le numerosissime attività che vedono impegnati in Italia ed all’estero i militari della Benemerita, forza militare di polizia in servizio permanente di pubblica sicurezza. Una profusione di domande ed interventi hanno dimostrato la curiosità e l’interesse dei presenti nei confronti del relatore e dell’istituzione che egli rappresenta ai massimi livelli. quarantatré L’Arma dei Carabinieri e la nostra sicurezza RC Lignano Sabbiadoro -Tagliamento APIM in Costa D’Avorio a cura di Gabriele Bressan - Past President Lignano Sabbiadoro Il Service APIM in Costa D’Avorio (500 banchi scuola in legno da due posti costruiti da artigiani ivoriani consegnati il 10 dicembre 2011 alle scuole primarie e secondarie della regione di Ferkè nel nord della Costa D’Avorio), è stato completato con successo nonostante i gravi disagi della guerra civile e la morte per malaria del APIM Project Leader, rotariano di Abidjan. A conferma della avvenuta consegna, il Club Lignano Sabbiadoro-Tagliamento, promotore dell’iniziativa, ha ricevuto la dichiarazione da parte del Presidente del Rotary Club Abidjan Atlantis, con ampia documentazione fotografica e l’assicurazione da parte del rappresentante ONU per la Costa d’Avorio (Manuel Bressan, rotariano di New York). Il Service Internazionale APIM (il Matching Grant non è stato possibile in quanto la Costa d’Avorio fa parte di un Distretto “pilota”) è stato ideato e condotto dal Rotary Club Lignano Sabbiadoro-Tagliamento, a partire da luglio 2010, con il fondamentale contributo del Distretto 2060, del nostro Partner Rotary Club Kitzbuhel, del Rotary Club Codroipo-Villa Manin e con il supporto del locale Rotary Club Abidjan Atlantis. Un altro piccolo successo rotariano, tanto importante per migliorare la scolarizzazione in un’ampia area di povertà della Costa d’Avorio è frutto di amicizia sincera e alta sensibilità verso chi ha bisogno; aiuta noi a fare ancora di più e meglio per gli altri e per il Rotary. RC Lignano Sabbiadoro -Tagliamento di Carlo Alberto Vidotto “Le problematiche dei giovani nella società d’oggi” è stato il tema affrontato dal generale di Corpo d’Armata Luigi Federici nel corso di un incontro, organizzato dal Rotary club Lignano Sabbiadoro Tagliamento e dal locale Lions club, tenutosi al ristorante da Rino di Sabbiadoro. Presenti le massime autorità locali, gli onori di casa sono stati fatti dai rispettivi presidenti dei due club, Luigi Tomat e Antonino Zanelli. Il generale ha esordito sottolineando come i giovani rappresentano oggi la fascia più vulnerabile, più fragile della società e costituiscono un potenziale bacino di alimentazione della criminalità. Da qui la necessità di vigilare perché i focolai di rischio presenti nella società possano essere spenti in tempo. Enumerando i principali fattori di rischio che i giovani devono affrontare, il relatore ha posto l’accento sul vuoto della famiglia, sempre più disposta a tollerare o peggio a giustificare comportamenti gravissimi anche di rilevanza penale. Di particolare rilievo inoltre è il sempre più frequente ricorso alla droga e l’altissima pericolosità di nuove devastanti droghe sintetiche che, unitamente all’abuso di bevande alcoliche, sono spesso la causa di gravissimi incidenti stradali. Altro fattore di rischio da non sottovalutare l’affiliazione a gruppi eversivi, perché i giovani più fragili e vulnerabili possono diventare vittime di cattivi maestri e falsi profeti. Il relatore, rivolgendosi ai numerosi giovani presenti, ha ricordato che loro sono in possesso di alcuni beni straordinari: la gioia di vivere, la libertà di pensare, la libertà di scegliere e la libertà di decidere e li ha invitati a non farsi mai rubare queste libertà. Un ultimo rischio che i giovani dovranno affrontare è l’illusione di avere il diritto di una vita facile. Una illusione che può indurli a scegliere scorciatoie pericolose. Concludendo la sua relazione il generale Federici li ha esortati al rispetto della legalità, delle regole, delle istituzioni, dei valori e dell’ambiente. Nella foto: a sinistra il dr. Luigi Tomat, al centro il Gen. di C.A. Luigi Federici, a destra il dr. Antonino Zanelli (foto di Maria Libardi Tamburlini) quarantacinque I giovani nella società d’oggi RC Venezia Mestre Torre Ad Alessia Maso il “Premio al merito” Quando la solidarietà è vita quotidiana a cura di Maurizio Gasperazzo e Piero Miani Giovedì 9 febbraio 2012 il Rotary Club Venezia Mestre Torre ha assegnato il “Premio al Merito 2011-12” ( di 3 mila euro). Il premio, nato nel 1994, è destinato a persone giovani e, possibilmente, residenti nel territorio cittadino che si siano distinte nel campo artistico, scientifico o sociale. Dopo alcuni anni di sospensione l’iniziativa è stata ripresa per premiare Alessia Maso, 33 anni, impegnata da più di 15 anni in attività sociali, sia in Italia che all’estero. Alessia Maso, nel corso della Conviviale, ha illustrato ai soci ed agli ospiti le proprie esperienze, partendo dall’ultima ad Haiti (Léogane), dove, in qualità di responsabile del progetto, segue la realizzazione di un Centro di Accoglienza per 35 tra bambini e bambine, orfani o abbandonati dalle famiglie (vedasi www. riziki.it). Laureata in Scienze Politiche all’Università di Palermo, ha conseguito il Master in “Intercultural competence and management – Educazione culturale e mediazione dei conflitti” presso l’Università di Verona. Opera nel sociale dal 1996 come esperta nella gestione dei conflitti, operatore sociale e del volontariato, esperta in cooperazione allo sviluppo ed operatore della cooperazione non governativa e decentrata. Ancora studentessa, dopo un’estate passata a far volontariato a Palermo, si trasferisce a Ballarò per lavorare con i bambini dei quartieri a rischio, svolgendo attività presso il Centro Sociale Santa Chiara. Conseguita la laurea e seguito uno uno stage a Roma legato ad un corso di euro-progettazione e cooperazione internazionale, fa un’esperienza di formazione di formatori in Tunisia e poi si reca in Guatemala, in una comunità Maya, per svolgere, con donne e bambini, attività sull’intercultura e sulla comunicazione. Rientrata in Sicilia lavora con “Libera” sull’animazione territoriale nei comuni in cui stavano nascendo le cooperative che gestivano i beni confiscati alla mafia. Subito dopo, comincia a lavorare allo Zen, dove crea un centro di educazione ambientale, che ancora oggi coordina. Da qualche anno si dedica all’insegnamento del Reiki, tecnica di origine giapponese che favorisce il riequilibrio della persona, che sperimenta prima in Tanzania, Congo ed Uganda e poi porta ad Haiti, dove tiene moltissimi corsi finalizzati al riequilibrio psicologico dopo il trauma del terremoto. In questo periodo tiene anche un corso di formazione a leader di comunità locali sulla pianificazione urbana partecipata, per proporre progetti di sviluppo che tengano conto del punto di vista degli abitanti. Nella sua intensa attività, Alessia ha collaborato con Legambiente (dove ha coordinato numerosi gruppi di lavoro e progetti, tra cui il Centro sperimentale di educazione ambientale di Palermo ed il progetto europeo Water-Water Access Technology Empowerment of Rights), ALI (AmbienteLegalità-Intercultura), Secint (Servizio civile Internazionale) Guatemala, CIES (Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo) di Roma, CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) di Palermo, etc. quarantasette Un concreto incentivo allo studio universitario Assegnati i premi intitolati a “Bruno Pastorella” Al Russott Hotel di Mestre, durante la conviviale del 26 gennaio del Rotary Club Venezia Mestre Torre, sono state consegnate le borse di studio intitolate alla memoria di “Bruno Pastorella”, socio venuto meno di recente. La finalità della proposta del premio è quella di sostenere i giovani più meritevoli e quella di incrementare i rapporti tra il Club stesso e la scuola locale nonché a far conoscere all’esterno le attività della nostra organizzazione a livello nazionale ed internazionale. Il bando prevedeva un premio di euro 5000, da assegnarsi anche ex aequo a non più di due concorrenti, agli allievi dei tre Licei cittadini (R. Franchetti, G. Bruno e U. Morin) che avessero conseguito il diploma di maturità nell’anno scolastico 2010/11 con i seguenti requisiti: ammissione alla maturità con votazione non inferiore ad 8/10 ed aver conseguito nello stesso esame la votazione di 100/100 o con lode. I candidati dovevano anche aver ottenuto in ogni anno del corso di studi liceali la promozione senza debiti e con una media di almeno 7/10, manifestando inoltre doti non comuni di disciplina, profitto e dedizione allo studio. Altri fattori, quali elaborati, tesine, reddito e corso universitario scelto, avrebbero contribuito ad orientare la Commissione, a cui spettava l’insindacabile giudizio nella scelta del vincitore. Le candidature sono state 31. La commissione del Club, nominata ad hoc, ha assegnato il premio di studio “Bruno Pastorella” ex aequo (euro 2500 ciascuno) a Maria Chiara De Biasio (Liceo Scientifico Ugo Morin) ed Enrico Fuzzi (Liceo Classico Raimondo Fianchetti). Inoltre, data l’alta adesione ed il numero elevato di candidati meritevoli, due soci a nome delle rispettive aziende, la Salmoiraghi § Viganò Spa e la San Marco Petroli Spa, hanno messo a disposizione due ulteriori premi di euro 1000 ciascuno, quale “incentivo allo studio universitario”. Alla premiazione sono stati invitati anche i tre Presidi dei Licei di Mestre, prof. Roberto Gaudio, prof.ssa Paola Franzoso e prof. Valter Rosato a cui in segno di gratitudine è stata consegnata la massima onorificenza del Rotary Club, ossia la Paul Harris Fellow. Nella foto: da sinistra a destra Maria Chiara De Biasio, Enrico Fuzzi, Dino Tabacchi (Salmoiraghi & Viganò), Maurizio Gasperazzo Presidente Club, Maria Moressa, Giada Maniero, Pierpaolo Perale (San Marco Petroli). la v Abano Terme – Montegrotto Terme riunioni rotariane: il giovedì 08 WOMAN’S DAY – prof. Giovanni Silvano (socio) 15 A TAVOLA CON MERLIN COCAI – prof. Otello Fabris – interclub con IW Abano-Montegrotto e IW Padova 22 SERATA DI INFORMAZIONE E AMICIZIA ROTARIANA 29 INTERCLUB CON RC VENEZIA RIVIERA DEL BRENTA Adria riunioni rotariane: il martedì 06 LA CENTRALE DI POLESINE CAMERINI – avv. Luigi Migliorini (socio) 13 LA COLTURA DEL RISO IN POLESINE – Baldovino Geremia (socio) 20 LE PERFORMANCES DEI PICCIONI VIAGGIATORI – avv. Pierfrancesco Ruzza 27 UGO BOCCATO, IL PITTORE DELLA LUCE – prof. Leobaldo Traniello 22 29 ce dei club LA NOSTRA STRADA CON IL ROTARY VISITA AL CANTIERE DEL TUNNEL DEL COL CAVALIER Bolzano – Bozen riunioni rotariane: il lunedì 05 COMPETENZE DEL SERVIZIO DI SOCCORSO ALPINO. ESEMPI DI INTERVENTO – dr. Lorenzo Zampatti 12 CONVIVIALE 19 LA WEB RADIO COME STRUMENTO DIDATTICO E DI INNOVAZIONE SOCIALE; IL CASO DI “RADIO MAGICA” – dr.ssa Luisanna Fiorini 26 CAMINETTO Bressanone – Brixen riunioni rotariane: il martedì 06 MEETING CON RELATORE – Renzo Pacher 13 MEETING 27 MEETING CON RELATORE – Francesco Palermo Arzignano Cadore – Cortina d’Ampezzo Asiago – Altopiano dei Sette Comuni Camposampiero riunioni rotariane: il lunedì 05 LA ROTARY FOUNDATION – Nicola Ghiotto (socio) 12 LA MIA ESPERIENZA A HONG KONG – dr. Hans Pizzinini 19 DONNE E L’ECONOMIA – dr.sa Susanna Magnabosco CASA S. ANGELA ONLUS – mons. Mariano Lovato 26 CAMINETTO – ospiti di Enrico Fabris (socio) riunioni rotariane: il venerdì 02 CAMINETTO 09 (ore 18.00) CIASPOLADA/CAMMINATA A MONTE LONGARA (ore 20.30) CENA IN RIFUGIO 16 IDROGENO E SVILUPPO DI NUOVI MATERIALI PER APPLICAZIONI IN CAMPO ENERGETICO – prof. Vito Di Noto 30 CAMINETTO Asolo e Pedemontana del Grappa riunioni rotariane: martedì 13 LIBIA: QUESTA SCONOSCIUTA. DALLA COLONIZZAZIONE A GHEDDAFI – PDG dott. Carlo Martines 23 (venerdì) INCONTRO CON LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, PRESIDENTE FERRARI 30 (venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012 – Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso Terraglio, RC Treviso Nord, RC San Donà di Piave Badia – Lendinara – Alto Polesine riunioni rotariane: martedì 06 CAMINETTO 13 CAMINETTO 24 (sabato) CONOSCERE BADIA – interclub Bassano del Grappa riunioni rotariane: il lunedì 05 RADIOLOGIA, DA UNA VISIONE TOLEMAICA AD UNA VISIONE COPERNICANA – dott. Alessandro Guarise 10 (sabato) VISITA ALLA MOSTRA DEL BELLOTTO – interclub a Conegliano 19 LE DONNE DELLA SERENISSIMA – Marian Bizio Crivellari 26 LE SCUOLE GRANDI A VENEZIA – Sandro Gherro Bassano del Grappa Castelli riunioni rotariane: il giovedì 01 I FORZATI DELLA STRADA HANNO FAME. L’ALIMENTAZIONE NEL CICLISMO EROICO. MITI ED EVIDENZE – Mario Cionfoli 08 COME TI COSTRUISCO IL PONTE VECCHIO – Bortolo Zilio 15 INCONTRO CON LO SCRITTORE – Mario Dalla Palma 29 PREPASQUALE CON LE FAMIGLIE Belluno riunioni rotariane: il giovedì 01 MUSICA, CHE PASSIONE! – Gisella Galatà 04 (domenica) GARA DI SCI INTERCLUB LIONS E ROTARY – in Nevegal 08 DENTRO LA RUOTA: L’INNER WHEEL SI PRESENTA – interclub 15 IL NUOVO SISTEMA PREVIDENZIALE – Davide Piol riunioni rotariane: il lunedì 07 (mercoledì) IL SERVICE CONGIUNTO CON BELLUNO E FELTRE: INDIPENDENTE – arch. Alberto Alpago Novello, dott. Angelo Paganin 21 (mercoledì) LE LETTERE DI TIZIANO – dott.ssa Maria Giovanna Coletti riunioni rotariane: il martedì 06 L’ACQUA È VITA – dott. Mario Angi 13 IL MERCATO DELL’ARTE IN ITALIA: SVANTAGGI, VANTAGGI E DIFFICOLTÀ – a cura di Oscar Luisetto (socio) 17/18 INTERCLUB RC VALSUGANA E GARA DI SCI – c/o Malga Ces a San Martino di Castrozza 27 LE FESTIVITÀ EBRAICHE – dott. Dario Foà Castelfranco – Asolo riunioni rotariane: il lunedì 12 FALCE, MARTELLO E CAPITALISMO. LO STRANO CASO CINESE TRA COMUNISMO E CAPITALISMO – Francesco Iori 19 IL RUOLO DELL’ECONOMIA VENETA NELL’ECONOMIA NAZIONALE – Andrea Tomat – interclub con RC Cittadella 26 LA CAVALLERIZZA DI VILLA BOLASCO: CONOSCERE PER CONSERVARE – Guido Driussi Cervignano – Palmanova riunioni rotariane: il giovedì 01 ARTE E BELLEZZA: UN OPTIONAL O UNA STRATEGIA PER IL FUTIRO? – relazione sul forum interdistrettuale di sabato scorso 08 MARMO E GRANITO NEL SETTORE CRUISE – Alessandro Vrech 15 ARGOMENTI ROTARIANI 22 MATERIALI INNOVATIVI. NUOVI MONDI PER IL DESIGN – Lauro Budai 29 L’ARMA DEI CARABINIERI COME AZIENDA – Gen. dott. Valentino Scognamiglio Chioggia riunioni rotariane: il martedì 13 INDIA: LA POESIA DELLE DONNE – Attilio Pavin 18 (domenica) GITA A RAVENNA 27 BIRMANIA: APPUNTI DI VIAGGIO SULL’ULTIMA NAZIONE NON ANCORA APERTASI AL MONDO – Osvaldo Bravi e Loredana Bertolazzo Cittadella riunioni rotariane: il lunedì 05 LA DIFFICILE ELGANZA DELL’EQUILIBRIO – PDG Giampietro Mattarolo 12 ERASMO DA NARNI DETTO IL GATTAMELATA – prof.ssa Giovanna Baldassin Molli 19 IL RUOLO DELL’ECONOMIA VENETA NELL’ECONOMIA NAZIONALE – dott. Andrea Tomat – interclub con RC Castelfranco-Asolo 24 (sabato) GITA A VICENZA: VISITA A PALAZZO THIENE E ALLA MOSTRA DELLE OSELLE argomenti dei club marzo 2012 riunioni rotariane: il martedì 06 LE DOLOMITI PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO – prof. Mauro Pascolini 13 UN RACCONTO FOTOGRAFICO DELLE ISOLE GALAPAGOS – Elena Domenis (socia) 20 APERITIVO 27 L’ESPERIENZA DEI CARABINIERI NEI TEATRI OPERATIVI – cap. Corrado Faggioni Codroipo – Villa Manin riunioni rotariane: il martedì 06 SCUOLA DI ROTARY – Sandro Cengarle 10 (sabato) INTERCLUB CON RC TRENTO – a Trento 20 CAMINETTO 27 PREMIO RENATO GRUARIN Conegliano riunioni rotariane: il martedì 13 CAMINETTO 24 (sabato) FESTA PER IL VENTENNALE DEL NOSTRO CLUB ED APERTURA MOSTRA REPERTI ARCHIVIO DUOMO DI CONEGLIANO 28 (mercoledì) DONNA FUGATA: DONNA DI FASCINO O CHE BALLA E CANTA – Josè Rallo Conegliano – Vittorio Veneto riunioni rotariane: il martedì 10 (sabato) VISITA ALLA MOSTRA DI BERNARDO BELLOTTO – interclub con RC Bassano del Grappa e RC Treviso 20 CENTOCINQUANTESIMO MENO CINQUE – Paolo Trevisi 27 NON TUTTI I BASTARDI SONO DI VIENNA – Andrea Molesini – interclub con RC Opitergino Mottense 21 28 ARCHITETTURA E ACCESSIBILITÀ – prof.ssa C. Conti ASSEMBLEA DI CLUB Legnago quarantanove Cividale del Friuli riunioni rotariane: il martedì 03 (sabato) IL SETTECENTO A VERONA: TIEPOLO, CIGNAROLI, ROTARI – visita alla mostra 13 CAMINETTO 20 SOPRAVVIVERE A SE STESSI: LIBERTÀ DAL CANCRO – dr. Massimo Tosini 24 (sabato) ANTICHE MEMORIE: ALLA SCOPERTA DI BADIA POLESINE – interclub con RC Badia-Lendinara-Alto Polesine Lignano Sabbiadoro – Tagliamento riunioni rotariane: il lunedì 05 INNOVAZIONE TECNOLOGICA E INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA “G.I. INDUSTRIAL HOLDING” DI RIVIGNANO – ing. Paolo Baldissin 12 PROGRAMMA GITA IN UNGHERIA 15/18 GITA SOCIALE IN UNGHERIA E CAMINETTO A BUDAPEST 26 LA VITA DEL FRIULI ATTRAVERSO LA TV LOCALE – prof. Ermes Scaini Madonna di Campiglio riunioni rotariane: il venerdì 02 CAMINETTO 09 FERRARI TRENTO DOC: DA 110 ANNI LE BOLLICINE ITALIANE PER ECCELENZA – dott. Matteo Lunelli 16 CAMINETTO 23 CONVIVIALE PER AMMISSIONE NUOVI SOCI Maniago – Spilimbergo riunioni rotariane: il martedì 06 DALL’AFGHANISTAN AD ESTE: L’ESPERIENZA DI UN CAPPELLANO MILITARE– don Fabio Pagnin 13 INFORMAZIONE ROTARIANA 27 L’UNGHERIA DEL XXI SECOLO – dott.ssa Edit Pietrogrande riunioni rotariane: il giovedì 01 (ore 16.30) VISITA ALLA MOSTRA “L’ESPRESSIONISMO” – a Villa Manin 17 (sabato, ore 13.00) GARA DI SCI A FAVORE DEL CRO DI AVIANO: PROGETTO ONCOLOGIA PEDIATRICA – a Piancavallo 22 ARGOMENTI ROTARIANI – il Presidente Taher 29 PARLIAMO DI CELLULE STAMINALI – dott.ssa Daniela Scarpelli Feltre Merano – Meran Este riunioni rotariane: il martedì 13 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 23 (venerdì) LA COMUNICAZIONE EFFICACE – dott. Felice Sagrillo 27 ONDE ELETTROMAGNETICHE E LA SALUTE – dott. Dal Molin e avv. Perco Fiemme e Fassa riunioni rotariane: il mercoledì 07 EVOLUZIONE DEL TURISMO – Roberto Mori (socio) 14 INTERCLUB CON RC VALSUGANA, RC TRENTO E RC TRENTINO NORD 24 (sabato) INCONTRO SULLA NEVE – in Ciampac 28 ANEDDOTI DEI MAESTRI DI SCI – i soci maestri di sci Gemona – Friuli Collinare riunioni rotariane: il martedì 06 ARGOMENTI ROTARIANI 13 PASOLINI E IL FRIULI – Angela Felice 20 NUOVO LIRUTI. DIZIONARIO BIOGRAFICO DEI FRIULANI – Fulvio Salimbeni – interclub con RC Udine 27 UN TOUR IN UN TABLET-PC – Alberto Policriti Gorizia riunioni rotariane: il martedì 06 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin 13 APERITIVO 20 APERITIVO 27 LE NUOVE POVERTÀ – mons. Giuseppe Baldas – interclub con Lions Host Jesolo riunioni rotariane: il mercoledì 07 TUMORI, FAMILIARITÀ E AMBIENTE – dr. Marco Scarpa 14 INCONTRO CON IL SINDACO DI JESOLO – Francesco Calzavara riunioni rotariane: il giovedì 01 CAMINETTO 08 CENA TOSCANA 15 CAMINETTO 22 CAMINETTO 29 FLORA E FAUNA DEL PARCO DELLO STELVIO – dr. Wolfgang Platter Monfalcone – Grado riunioni rotariane: il giovedì 01 STORIA DI GORIZIA – prof.ssa Annamaria Brondani 08 ENERGIE RINNOVABILI: COSA CAMBIA – ing. Antonio Nonino 15 L’ARTIGIANATO OGGI – dott. Ariano Medeot 22 L’EUROPA FUTURA E LE RICADUTE SUL NOSTRO TERRITORIO – convegno Montebelluna riunioni rotariane: il mercoledì 07 LA MEDICINA OLISTICA – dr. Patrizio Hermes Barbon 14 STRAGE DI PIAZZA FONTANA E I SUOI MISTERI – dott. Pietro Calogero, prof. Carlo Fumian, prof. Guido Lorenzon, modera Maurizio Dianese 21 LIBIA, PRIMA E DOPO GHEDDAFI – PDG Carlo Martines 28 ALLA SCOPERTA DEI ROTARY DI MARCA: RC TREVISO – il Presidente Domenico Riposati e il suo direttivo Muggia riunioni rotariane: il mercoledì 07 CAFFÈ: ASPETTI ECONOMICI E SALUTISTICI – dott. Massimiliano Fabian 14 LA SOCIETÀ MINERVA NELL’AMBITO DELLA CULTURA TRIESTINA – arch. Gino Pavan 21 DISEGNARE IMMAGINI ED IMMAGINARE DISEGNI – Paolo Marani 28 RELAZIONE III TRIMESTRE – il Presidente la voce dei club Noale dei Tempesta riunioni rotariane: il giovedì 01 CAMINETTO 08 ASSEMBLEA DEI SOCI 15 QUANDO LA VOLONTÀ VINCE OGNI OSTACOLO – Beatrice Vio e Marco Mainardi 23/25 ACCOGLIENZA DEI SOCI DEL RC RIJEKA 22 31 L’ORCHESTRA E IL CORO SAN MARCO: UN PATRIMONIO DI PORDENONE – dott.ssa Alessandra Montini Natalucci (sabato) GITA A VENEZIA CON: IL BARBIERE DI SIVIGLIA Pordenone Alto Livenza Opitergino Mottense riunioni rotariane: il lunedì 05 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 12 L’IMMAGINE DEL NORD EST NELLA COMUNICAZIONE NAZIONALE – dr. Gian Mario Villalta 19 CATTIVI BAMBINI. GLI ITALIANI AL RISTORANTE – dr. Enrico Galliano 30 (venerdì) L’UNIVERSITÀ ITALIANA DOPO LA RIFORMA – prof. Giuseppe Amadio Padova Contarini Portogruaro riunioni rotariane: il martedì 11 (domenica, ore 10.00) VISITA ALLA MOSTRA DI BERNARDO BELLOTTO – Palazzo Sarcinelli a Conegliano 20 CATERINA CORNARO – la scrittrice Gotti 27 NON TUTTI I BASTARDI SONO DI VIENNA – Andrea Malesini Porto Viro – Delta Po – interclub con RC Conegliano-Vittorio Veneto riunioni rotariane: il giovedì 01 CAMINETTO Padova 08 ASSEMBLEA DEI SOCI riunioni rotariane: il mercoledì LE TEMPESTE FINANZIARIE E L’INFLUENZA SUGLI STATI, 07 LA FONDAZIONE PER LA RICERCA BIOMEDICA AVANZATA 22 L’ESPERIENZA DELLA BANCA MONDIALE – prof. Lodovico – prof. Gilberto Muraro – interclub con RC Padova Euganea, Pizzati IW Padova, IW “Sibilla de Cetto” 27 (martedì) PENA, CARCERE, SOVRAFFOLLAMENTO: REALTÀ 14 IL RESTAURO E LA RISTRUTTURAZIONE DELLA PUNTA E PROSPETTIVE – dr. Giovanni Pavarin, dr. Livio Ferrari – DELLA DOGANA A VENEZIA – ing. Giandomenico Cocco interclub con RC Rovigo, RC Badia-Lendinara-Alto Polesine 21 I BENI CULTURALI NEL VENETO – arch. Ugo Sorani 31 (sabato) TRADIZIONALE CENA DI SELVAGGINA – offerta dai 30 (venerdì, 17.30) VERDE E SALUTE – convegno – interclub soci Manzoni, Ceno e Tono ospiti di Monica e Gildo Baroni (socio) con i 9 RC Provinciali riunioni rotariane: il martedì 06 LA MIA ESPERIENZA NEL VOLONTARIATO E LE RICADUTE NEL ROTARY – Chiara Bevilacqua LA MIA ESPERIENZA PROFESSIONALE E LE RICADUTE NEL ROTARY – Enrico Golfetti 13 LA MIA ESPERIENZA PROFESSIONALE E LE RICADUTE NEL ROTARY – Michele Bacchin L’ASSOCIAZIONISMO, I PUNTI DI CONTATTO CON IL ROTARY – Primo Malandrin 23 (venerdì) LA DIFESA OGGI E DOMANI – gen. dott. Biagio Abrate – interclub con RC Padova Euganea, RC Padova Nord Padova Est riunioni rotariane: il giovedì 17 (sabato) CENA DI GALA – conviviale interclub con IW Padova e altri 22 LA TUTELA DEI BAMBINI NEI CONFLITTI FAMILIARI – d.ssa Licia Marino, avv. Luciana Sergiacomi – interclub con RC Padova Nord 30 (venerdì, ore 15.00) GITA ALLE STORICHE CARTIERE FAVINI DI ROSSANO VENETO riunioni rotariane: il martedì 06 LE QUALITÀ DEL CAPO – Luigi Federici 13 CAMINETTO 20 DAL LEONE ALL’AQUILA: PORTOGRUARO NELL’EPOPEA NAPOLEONICA – Roberto Gargiulo 27 CAMINETTO Riva del Garda riunioni rotariane: il lunedì 05 INCONTRO CONVIVIALE PER FESTEGGIARE IL MATRIMONIO DEL SEGRETARIO 12 (ore 19.00) IL RISPARMIO ENERGETICO – p.i. Gianni Benuzzi (socio) 19 (ore 18.30) CAMINETTO CON SIGNORE – c/o Associazione Eliodoro 26 (ore 19.00) LE TRE REGIONI CHE SI AFFACCIANO SUL LAGO DI GARDA SONO REGIONI TURISTICHE? – prof. Vittorio Dapretto (socio) Rovereto riunioni rotariane: il lunedì 10 (sabato) MEMORIAL PIETRO STRAUSS – meeting distrettuale di Folgaria Padova Euganea 12 IL PRESIDENTE GIACOMO DI MARCO INTERVISTA IL PAST riunioni rotariane: il giovedì PRESIDENT ROCCO CERONE 07 (mercoledì) LA FONDAZIONE PER LA RICERCA BIOMEDICA OSSERVAZIONI PSICOANTROPOLOGICHE AVANZATA – prof. Gilberto Muraro – interclub con RC Padova 19 – dott.ssa Isabella Schiappadori 15 MORIRE DI PIACERE E PIACERE DA MORIRE NEI NOSTRI 26 CAMBIAMO LA VECCHIAIA PRIMA CHE LA VECCHIAIA GIOVANI. RESPONSABILITÀ FAMILIARI E ISTITUZIONALI CAMBI NOI – dott.ssa Anna Urbani – prof. Luigi Gallimberti 23 (venerdì) LA DIFESA OGGI E DOMANI – gen. dott. Biagio Rovigo Abrate – interclub con RC Padova Contarini, RC Padova Nord 24 (sabato, ore 9.00) GITA A VERONA. VISITA ALLA MOSTRA “IL riunioni rotariane: il martedì 03 (sabato, ore 18.00) VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA ‘700 A VERONA: LA NOBILTÀ DELLA PITTURA” “IL DIVISIONISMO” – Alessia Vedova 06 CAMINETTO Padova Nord 13 REALTÀ E PROSPETTIVE DELLA NOSTRA CITTÀ riunioni rotariane: il lunedì – dott. Bruno Piva 12 LA COMUNICAZIONE FINANZIARIA. COME DIALOGARE E 20 CAMINETTO CONVINCERE IL MERCATO – Francesco Guidara 27 PENA, CARCERE, SOVRAFFOLLAMENTO: REALTÀ E PRO23 (venerdì) LA DIFESA OGGI E DOMANI – gen. dott. Biagio SPETTIVE – dr. Giovanni Pavarin, dr. Livio Ferrari – interclub Abrate – interclub con RC Padova Euganea, RC Contarini con RC Badia-Lendinara-Alto Polesine, RC Porto Viro-Delta Po 26 CAMINETTO Peschiera e del Garda Veronese Sacile – Centenario riunioni rotariane: il giovedì 08 PALOMBARI DELLA MARINA MILITARE ITALIANA – com.te Gianfranco Betrò 29 VALUTAZIONI, CONDIZIONI E FUTURO DEI BACINI IDRICI DEL VENETO – TRENTINO ALTO ADIGE riunioni rotariane: il martedì 06 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 13 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 20 MEDICI SENZA FRONTIERE: LAOS – dott. Alfredo Arioli 27 FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO – prof. Luigi Perissinotto Pordenone San Donà di Piave riunioni rotariane: il giovedì 01 ENDOSCOPIA PER LA VITA – dr. Renato Sablich 08 FUNZIONI E RUOLO DEL NUCLEO REGIONALE NAS – cap. Antonio Pisapia 15 CAMINETTO riunioni rotariane: il mercoledì 07 COME HO APPRESO E VISSUTO IL FATTO DI AVERE UN TUMORE – Mary Florian 14 LA COLONSCOPIA VIRTUALE – Rodolfo Agostini 21 PERMANE IL PERICOLO ALLUVIONE A CALDOGNO? LA SITUAZIONE DELL’INDUSTRIA ALBERGHIERA – Alessandro Peruch San Vito al Tagliamento riunioni rotariane: il martedì 06 NON PERDIAMO L’OCCASIONE PER AIUTARCI. IL MICROCREDITO, UNO STRUMENTO PER AZIONI CONCRETE – prof. Luisa Brunori 13 IL SITO WEB DEL ROTARY – Daniele Cupani (socio) 20 IL MONDO DEL KARTING – Lorenzo Trevisanutto 27 PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO “CENCE SUNSÙR” DI REMIGIO ROMANO Schio – Thiene riunioni rotariane: il lunedì 05 L’IMPRESA ED IL SOCIALE – dott. Graziano De Bellini 10 (sabato, ore 20.30) IL BUFFO DELL’OPERA – spettacolo benefico 26 LA RIVOLUZIONE DEL CONCETTO DI VENDITA: ESEMPIO FOLLETTO – dott. Ciro Sinatra Susegana Piave Treviso riunioni rotariane: il mercoledì 14 CONVIVIALE CON DEGUSTAZIONE DI VINI SICILIANI – organizzata da Ivan Panizza (socio) 21 COME CONSUMARE MEGLIO LA NOSTRA ACQUA – ing. Ermanno Gaspari 30 (venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012 – Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso Terraglio, RC Treviso Nord, RC San Donà di Piave, RC Asolo e Pedemontana del Grappa Tarvisio riunioni rotariane: il mercoledì 03 (sabato, ore 19.30) SERVICE ANKARANO A FAVORE DI GIOVANI DISABILI – dott. Ferruccio Divo 10 (sabato, ore 20.00) LA SCIENZA, UNA CANDELA NELL’OSCURITÀ – prof. Maurizio Graziani 14 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SCI FUORIPISTA – Fabrizio Pecile 21 SCI CAI MONTE LUSSARI TRA PASSATO E FUTURO – Paolo Tessitori 28 ARTIGIANATO: ROTTA SUL FUTURO – Carlo Faleschini Tolmezzo riunioni rotariane: il giovedì 01 LA TELEPRESENZA – Marco Macorigh 09 (venerdì) PREMIO DONNA 2012 – incontro con Fidapa Tolmezzo e Lions Tolmezzo 15 CAMINETTO 22 IL TOYOTA PRODUCTION SYSTEM A 10.200 KM DA TOKYO – Mario Di Nucci 29 (ore 8.20) COLAZIONE ROTARY Trentino Nord riunioni rotariane: il martedì 06 VERSO IL NUOVO MUSEO – dott. Michele Lanzinger 14 (mercoledì) L’UNIVERSITÀ DI TRENTO E IL NUOVO STATUTO – Innocenzo Cipolletta e Davide Bassi – interclub RC Trento, RC Valsugana, RC Fiemme e Fassa 20 IL PROGETTO TRENTINO “RISE” E I NUOVI ORIZZONTI PER L’ITC – Fernando Guarino e Oliviero Stock 27 LA COMMISIIONE PER L’EFFETTIVO PRESENTA LE AZIONI PROGRAMMATE Trento riunioni rotariane: il lunedì 05 DIVAGAZIONI SULLA LEADERSHIP – prof. Giovanni Pascuzzi 10 (sabato) INTERCLUB CON RC CODROIPO-VILLA MANIN 14 (mercoledì) L’UNIVERSITÀ DI TRENTO E IL NUOVO STATUTO – prof. Innocenzo Cipolletta e prof. Davide Bassi – interclub RC Fiemme e Fassa, RC Trentino Nord, RC Valsugana 26 SALVIAMO IL PIANETA ED … IL NOSTRO PORTAFOGLIO. ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI: QUALI TECNOLOGIE? – rag. Enrico Giglioli Treviso riunioni rotariane: il martedì 10 (sabato, ore 10.45) VISITA ALLA MOSTRA DI BERNARDO BELLOTTO – Palazzo Sarcibelli a Conegliano – interclyb con RC Conegliano-Vittorio Veneto, RC Bassano del Grappa 13 27 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin CAMINETTO Treviso Nord riunioni rotariane: il lunedì 05 UN SOCIO SI PRESENTA 14 (mercoledì) L’EVOLUZIONE DELLA DANZA – Maria Luisa Mariotto – interclub con IW Treviso, RC Treviso Terraglio 19 INCONTRO CON IL ROTARACT TREVISO 30 (venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012 – Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso Terraglio, RC Susegana-Piave-Treviso, RC San Donà di Piave, RC Asolo e Pedemontana del Grappa cinquantuno 28 Treviso Terraglio riunioni rotariane: il martedì 06 INCONTRO CON IL PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI DI TREVISO – Alessandro Vardanega 13 CAMINETTO 30 (venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012 – Alberto Sonino – interclub con RC Venezia, RC Treviso Nord, RC Susegana-Piave-Treviso, RC San Donà di Piave, RC Asolo e Pedemontana del Grappa Trieste riunioni rotariane: il giovedì 01 (ore 13.00) CONVIVIALE A BUFFET 08 VISITA GUIDATA AL LABORATORIO CHIMICOMERCEOLOGICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TRIESTE 15 (ore 20.30) IL MITO DELL’ORO – Sergio Bonifacio 22 (ore 13.00) CAMINETTO 29 (ore 13.00) INTERVENTO DEL PM AVV. PIETRO MONTRONE Trieste Nord riunioni rotariane: il martedì 06 IL ROTARY E IL DISTRETTO 2060 PER L’ACQUA, RISORSA VITALE PER L’UMANITÀ – PDG Renato Duca 13 (ore 13.00) ARGOMENTI ROTARIANI E VITA DEL CLUB 20 SLOW FOOD: BUONO, PULITO E GIUSTO – dott. Franco Zanini 27 INCONTRO CON L’ASSESSORE ALLA CULTURA – Andrea Mariani Udine riunioni rotariane: il martedì 06 PROSPETTIVE PER LA FIERA UNICA REGIONALE – Luisa De Marco 13 MI CHIAMANO TUBERO MA SONO UN FUNGO: STORIE DI TARTUFI, COLLINE E CANI – Bruno Frea 20 NUOVO LIRUTI. DIZIONARIO BIOGRAFICO DEI FRIULANI – Fulvio Salimbeni – interclub con RC Gemona 27 IL LABORATORIO DEL CENTRO DI RICERCA DEL GRAN SASSO (L’AQUILA) – Roberto Tartaglia Udine Nord riunioni rotariane: il giovedì 01 PROTESI E TRAPIANTI CARDIACI – prof. Ugolino Livi 08 LE NUOVE DISPOSIZIONI ORDINISTICHE RELATIVE ALLA PROFESSIONE FORENSE – avv. Ezio Franz 15 IL NOSTRO ROTARACT 22 QUALE RATING PER LE SOCIETÀ DI RATING? – dott.ssa Silvia Collaoni 29 ARGOMENTO DI NATURA ECONOMICA E AZIENDALE – dott.ssa Marina Pittini Udine Patriarcato riunioni rotariane: il lunedì 05 ANDAMENTO DEL MERCATO ALIMENTARE – Sergio Piticco 12 CIVI.FORM. CIVIDALE 19 LE DONNE PER L’UNITÀ D’ITALIA – Cova 26 SOT IL BULAR – coro degli Alpini di Feletto Umberto Valle dell’Agno riunioni rotariane: il martedì 13 L’IMPORTANZA NEI CLUB DELLO SVILUPPO DELL’EFFETTIVO CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA QUALITÀ ASSOCIATIVA – PDG dott. Alvise Farina 20 CAMINETTO 27 TEMI ROTARIANI la voce dei club riunioni rotariane: il mercoledì 10 (sabato) CONVIVIALE A SEGONZANO 14 L’UNIVERSITÀ DI TRENTO E IL NUOVO STATUTO – prof. Innocenzo Cipolletta e prof. Davide Bassi – interclub RC Fiemme e Fassa, RC Trentino Nord, RC Trento 21 RELAZIONE DI PADRE PIETRO 28 CONVIVIALE CON SIGNORE AL RISTORANTE VEGETARIANO DI TENNA Venezia riunioni rotariane: il martedì 03 (sabato, ore 19.30) INTERCLUB CON RC SALZBURG NORD 06 (ore 18.30) CAMINETTO ALLARGATO CON VENESSIA.COM 16 (venerdì) CONVEGNO ATENEO VENETO 20 (ore 19.00) CAMINETTO 27 CONVIALE CON IL PRESIDENTE ACTV 30 (venerdì) AMERICA’S CUP E VENEZIA 2012 – Alberto Sonino – interclub con RC Treviso Terraglio, RC Treviso Nord, RC Susegana-Piave-Treviso, RC San Donà di Piave, RC Asolo e Pedemontana del Grappa Venezia Mestre riunioni rotariane: il giovedì 10 RAPPORTI PRESENTI E FUTURI DELL’ITALIA CON LA TURCHIA – Gianpaolo Scarante 22 LE ROTTE DELLA SERENISSIMA – prof. D’Alessandro 23 LO SVILUPPO E LA RESPONSABILITÀ DI UNA INFORMAZIONE CORRETTA – prof. Michele Bellinetti Verona Soave riunioni rotariane: il giovedì 01 PROSPETTIVE INFRASTRUTTURE DEL TERRITORIO ALLA LUCE DELLA CRISI ECONOMICA E RISTRUTTURAZIONE PROVINCE – dott. Giovanni Miozzi 08 8 MARZO 1908-8 MARZO 2012 DEDICATO ALLA DONNA: ALZIAMO I CALICI 22 I BAMBINI DI PHUKTAR – dott. Gioacchino Obrietan, dott. Angelo Simeoni 29 CAMINETTO cinquantatré Valsugana Verona Sud riunioni rotariane: il martedì 06 (ore 17.30) CHI È IL CITTADINO VERONESE? – mons. Rino Breoni, Marina Salamon, prof. Nicola Sartor 13 CAMINETTO 20 QUALE GIUSTIZIA PER I BISOGNI DI VERONA? – dott. Gianfranco Gilardi 27 CAMINETTO Vicenza riunioni rotariane: il giovedì 01 VENEZIA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019 – dr. Filiberto Zovico – interclub con RC Venezia Riviera del Brenta 08 COME NON FARSI BOCCIARE A SCUOLA – Matteo Rampin 15 CAMINETTO – a cura di don Fabio Longoni e Matteo Rampin 22 CAMINETTO riunioni rotariane: il giovedì 01 CAMINETTO 08 FESTA DELLA DONNA. SERATA A SORPRESA 15 TOMBOLA A SCOPO BENEFICO 22 (ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio Girardi (socio), Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati – interclub con RC Vicenza Berici, RC Vicenza Nord-Sandrigo, RC Vicenza Palladio 29 CAMINETTO Venezia Riviera del Brenta Vicenza Berici Venezia Mestre Torre riunioni rotariane: il giovedì 01 VENEZIA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019 – dr. Filiberto Zovico – interclub con RC Venezia Mestre Torre 15 LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE – dott. Sergio Perini 22 TEMI ROTARIANI 29 INTERCLUB CON RC ABANO TERME-MONTEGROTTO TERME Verona riunioni rotariane: il lunedì 05 DEBITO PUBBLICO E SOPRAVVIVENZA DELL’EURO – prof. Nicola Sartor (socio) 12 ANNAMARIA ORTESE E “IL MARE NON BAGNA NAPOLI” – dott. Paolo Poli 19 VISITA ALLA MOSTRA “IL SETTECENTO A VERONA” – dott.ssa Paola Marini 26 LA DONNA NELLA FINANZA – dott. Oscar Giannino Verona Est riunioni rotariane: il giovedì 01 BANCHE: BUONI E CATTIVI ESEMPI. COME SPIEGARE LA FINANZA DI QUESTI TEMPI – Mr John Law 08 CAMINETTO 15 FESTA DELLO SPORT – Paolo Casarin 22 CAMINETTO 29 UNITA L’ITALIA, SONO ANCORA DA UNIRE GLI ITALIANI? – Roberto Gervaso Verona Nord riunioni rotariane: il venerdì 09 RELAZIONE DEL TESORIERE 16 MENS SANA IN CORPORE SANO, O … VICEVERSA? – dott. Paolo Pancera 23 IL PROGETTO EULAKES E LA GOVERNANCE DEI GRANDI LAGHI – avv. Aventino Frau 30 RIFLESSIONE SULL’ATTUALITÀ DELLA SANTA PASQUA – mons. Gino Adami Verona Scaligero riunioni rotariane: il venerdì 09 PREVENZIONE E REPRESSIONE: RAPPORTI (E7O RACCORDI) FRA LE VARIE ISTITUZIONI – dr.ssa Perla Stancari, dr. Michele Rosato, col. Paolo Edera, col. Bruno Biagi 16 CAMINETTO riunioni rotariane: il martedì 06 (ore 19.00) STAMPERIA D’ARTE BUSATO – Antonio Busato 13 PASSIONI E VISIONI. PAESAGGIO E STORIA DIMENTICATI D’ALBANIA – prof. Gianclaudio Macchiarella, Massimiliano Fusari 22 (giovedì, ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio Girardi, Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati – interclub con RC Vicenza, RC Vicenza Nord-Sandrigo, RC Vicenza Palladio 27 UN IMPIANTO SPORTIVO POLIFUNZIONALE MOLTO PARTICOLARE: IL MODERNO STADIO DI CALCIO – Vittorio Pozzato (socio) Vicenza Nord – Sandrigo riunioni rotariane: il lunedì 05 LA COOPERATIVA MARGHERITA – Loretta Novello 09 (venerdì) CIASPOLADA IN VAL FORMICA 12 INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI DI VICENZA – ing. Roberto Zuccato 22 (giovedì, ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio Girardi, Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati – interclub con RC Vicenza, RC Vicenza Berici, RC Vicenza Palladio Vicenza Palladio riunioni rotariane: il mercoledì 10 (sabato) IL BUFFO DELL’OPERA – spettacolo di beneficenza – interclub con RC Schio-Thiene 14 NON CI SONO PIÙ LE EMZZE STAGIONI – prof. Ortolani 22 (giovedì, ore 19.00) RICORDO DI FRANCO VOLPI – Antonio Girardi, Antonio Gnoli, prof. Paolo Menti, prof. Luca Illetterati – interclub con RC Vicenza, RC Vicenza Berici, RC Vicenza Nord-Sandrigo Villafranca di Verona riunioni rotariane: il martedì 09 (venerdì, ore 20.30) CONCERTO A FAVORE DELLA ROTARY FOUNDATION – Federico Gianello (socio) 15 CONVIVIALE / SERVICE – offerta da Alceste Pasquali 17 (sabato, ore 16.00) VISITA ALLA MOSTRA DEL TIEPOLO – Palazzo della Gran Guardia 20 (ore 17.00) INAUGURAZIONE DEL RYLA JUNIOR – Federico Gianello (socio) Rotary marzo 2012 imp_Layout 1 05/03/12 09.49 Pagina 55 RC Porto Viro-Delta Po di Roberta Bonafè - Il Resto del Carlino Nonostante le condizioni atmosferiche di questi giorni, è con grande soddisfazione che Cristiano Pianta, presidente Rotary, annuncia il buon risultato ottenuto con la raccolta dei farmaci. Sono state infatti circa trecento le confezioni di medicinali donate dalla gente e dalle associazioni. L’iniziativa in occasione del decimo anno del banco farmaceutico. Il Rotary club Delta Po, sezione di Porto Viro, ha aderito per il quinto anno consecutivo alla raccolta di farmaci, alla quale hanno collaborato per il secondo anno, anche i giovani del Rotaract Porto Viro Delta Po, associazione guidata dal presidente Andrea Tarozzo. Lo scopo di questa importante raccolta di medicinali è quello di aiutare famiglie bisognose che vivono nel nostro territorio. Le Farmacie che hanno ospitato i volontari, quest’anno, sono state per Porto Viro, la farmacia “Ferrari”. Nel negozio hanno presenziato i volontari Cristiano Pianta e Michele Valeriani, rispettivamente presidente e vice del Rotary. La farmacia “Girotto”, con i volontari Linda e Giulio Siviero. “Anche qui tutto ok – dicono – e siamo molto contenti dei numeri e dell’ondata di solidarietà”. Alla farmacia “Braida”, hanno collaborato per la raccolta i volontari della comunità di San Giusto. Per il territorio Tagliolese, in prima linea la farmacia Pozzato. Tra gli scaffali c’era la volontaria Antonietta Ghezzo moglie del socio del club Doriano Marangoni. Per Rosolina, in prima fila la farmacia “Dissette” con i giovani volontari del Rotaract Andrea Tarozzo e Laura Puppa e una volontaria della Caritas del paese. La farmacia “Ikonomu” sempre di Rosolina, con i volontari della Caritas. “I risultati – entra nei dettagli Cristiano Pianta – sono stati entusiasmanti e la giornata un successo, con protagonista la generosità, nonostante il cattivo tempo. La raccolta non è stata solo di farmaci ma anche di tanta soddisfazione”. E ha aggiunto, con entusiasmo: “Siamo consapevoli che con un minimo sforzo, tutti insieme abbiamo aiutato chi è meno fortunato di noi”. Ed ecco un po’ di storia. L’associazione banco Farmaceutico Onlus è nata nel 2000. L’obiettivo quello di aiutare le persone indigenti rispondendo rispondendo al loro bisogno di farmaci tramite la collaborazione con gli enti assistenziali che già operano localmente, al fine di educare l’uomo alla condivisione e alla gratuità. Il banco opera per la raccolta e distribuzione di farmaci. L’approvvigionamento dei farmaci, tarato e gestito in base alle reali necessità degli enti convenzionati con il Banco Farmaceutico, avviene attraverso le donazioni dei cittadini in occasione della Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco e le donazioni delle aziende farmaceutiche. I farmaci raccolti vengono poi distribuiti gratuitamente agli enti convenzionati. Il Banco Farmaceutico è disponibile ad intervenire in situazioni di emergenza per offrire il suo supporto. L’attività è svolta in massima parte da volontari. Sono 9.500 i volontari impegnati in occasione della giornata nazionale di raccolta del farmaco. cinquantacinque Decima edizione del Banco Farmaceutico pagina dell’Istruttore Distrettuale Club service e partner strategici di Carlo Martines I Service Club, a livello soprattutto internazionale, sono realtà associative senza fini di lucro, apartitiche e aconfessionali, che fondano la loro ragione d’essere sullo sviluppo della solidarietà, ponendosi al servizio delle comunità e della società civile con iniziative di vario tipo, nei più diversi campi d’intervento. Il Rotary International occupa un posto di sicura preminenza tra queste realtà, perché anticipatore di un concetto di servizio “nuovo”, non consueto, ancorato alla posizione professionale del Socio, tradotto nel quotidiano attraverso un’attività di forte valenza sociale e con l’ausilio di un messaggio etico di particolare rilevanza. I Service Club sorti a immagine e somiglianza del Rotary sono oggi numerosi nel mondo. Alcuni sono di vecchia data e altri più recenti. Quasi tutti s’ispirano agli ideali del Rotary, ma non tutti ci riescono sia per il grado di espansione, sia per la dimensione e l’importanza mondiale dei progetti. Seguendo il criterio anagrafico, e della più ampia diffusione, si può citare l’Exchange Club (1911), il Service to Mankind (1912); il Kiwanis International (1915) poi aperto anche ai giovani con il Key Club; lo Junior Chamber International (1915), che dal 1944 ha incluso giovani uomini e donne tra i diciotto e i quarant’anni; il LIONS: Liberty, Intelligence, Our Nation Safety (1917); il Zonta International, primo club femminile, fondato negli Stati Uniti nel 1919; il Soroptimist International, altro club femminille fondato nel 1921; l’International Inner Wheel, nato nel 1923 e indicato inizialmente come la “ruota interna” al Rotary; la Round Table (1927) e tanti altri che sarebbe troppo lungo citare, non sminuendo per questo la loro importanza. Per quanto riguarda il Rotary è doveroso ricordare che nel 1968 il Consiglio Centrale ha approvato la costituzione del ROTARACT e che nel 1989 ha aperto le porte alle donne, in seguito a una sentenza della Corte Suprema degli Sati Uniti, diventando cosi un Club Service completo per quanto riguarda le possibilità di appartenenza e d’iniziative a favore dell’Uomo e per la crescita della Società civile con interventi di tipo umanitario. La primogenitura del Rotary e la leadership riconosciuta in campo internazionale, se rappresentano due motivi fondamentali d’orgoglio, non devono costituire motivo d’isolamento, anzi, di ricerca di collaborazione e di partenariato. Il mondo fino a cinquant’anni fa appariva molto più grande di adesso e le comunicazioni erano affidate alla radio, alle teletrasmittenti e ad altri sistemi diventati obsoleti. Per conoscere un paese, i suoi abitanti, le sue tradizioni bisognava andare a visitarlo. Oggi con una “chiavetta internet”, si ha il mondo in tasca. È logico che non si colloqui e non si collabori con altre associazioni che vivono nello stesso territorio e che perseguono gli stessi ideali? Purtroppo è così. Il Rotary International da anni ha individuato e continua a cercare partner strategici e ha anche nominato rappresentanti per lavorare con diverse agenzie ONU. Gli Amministratori della Fondazione, nell’ambito del Piano di Visione Futu- cinquantasette ra, hanno formato partnership strategiche con importanti organizzazioni, per offrire opportunità di servizio ai Rotariani attraverso le sovvenzioni globali predefinite. Tra queste organizzazioni vanno ricordate l’Aga Khan University, la Mecy Ships, l’Oikocredit International, l’Unesco-OHE. Dal Consiglio Centrale sono stati individuati Partners nel Servizio per sostenere gli impegni d’azione umanitaria da parte dei club. Di notevole importanza sono la collaborazione con l’Agenzia Statunitense per lo sviluppo mondiale di progetti su acqua e igiene e l’alleanza con numerose università per offrire borse di studio a giovani di tutto il mondo. In campo umanitario il fiore all’occhiello del Rotary International è il programma di eradicazione della poliomielite. Noi italiani dimentichiamo, o non sappiamo, che questo programma è iniziato in Italia ad opera di un Rotariano, Sergio Mulitsch, socio fondatore del Rotary Club Treviglio e Pianura Bergamasca, che fu governatore dell’allora distretto 204 nel 1984-85. Il Rotary International ha adottato il progetto italiano, ma, col passare degli anni, questa “captatio” non è più ricordata. Oggi, nel progetto Polio Plus, il Rotary ha alleanze con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con i Centri USA per il controllo e la prevenzione delle malattie, con UNICEF, con Bill e Melinda Gates Foundation, con Googl e con diversi Governi. Al Rotary Institute, che si è svolto a Milano nel mese di ottobre dello scorso anno, è stato presentato uno degli ultimi partner del Rotary per contribuire all’eradicazione della polio. Si tratta di Tiffany, grande impresa multinazionale che opera in tutto il mondo, con oltre duecento punti vendita monomarca, nel settore della gioielleria di alta gamma. In questa occasione si è avuto modo di ascoltare una bella relazione sulla valorizzazione delle sinergie e delle motivazioni che devono indurre una grande impresa a non trascurare la dimensione filantropica. L’individuazione del Rotary, tra i tanti Service Club sparsi in tutto il mondo, dimostra quanto sia grande la considerazione del Rotary come Soggetto altamente meritevole e affidabile. Prima di proporre la loro collaborazione e di mettere in campo la potenzialità economica, le Grandi Imprese si chiedono sempre in quale progetto intervenire, come e soprattutto con chi. La filosofia aziendale è sempre più motivata dalla consapevolezza che le politiche di Social Responsibility non si esauriscano in una mera pioggia di piccoli aiuti o in opere di filantropia aziendale dispersiva. Le “Grandi Imprese” che, sempre più numerose, diventano partners del Rotary, coscienti di dovere rimanere “grandi”, stay relevant, come dicono negli US, si propongono di farlo attivando con coerenza il proprio impegno a “essere modello” ed esempio da seguire per i tanti altri operatori delle realtà economiche nelle quali operano. Questi sono gli amici del Rotary che ci onorano e che mettono in piena luce la nostra vera identità e il nostro motivo di essere, perché insieme possiamo condividere esempi visibili di “buona pratica” e politiche lungimiranti di crescita socialmente responsabile. Ma questi sono anche gli esempi che dovremmo adottare nelle nostre aree geografiche attraverso un’alleanza con Club Service e con Grandi Imprese locali. I Rotary Club dovrebbero prendere atto che non è più tempo di coltivare soltanto il proprio orticello e di distribuire a pioggia le proprie risorse economiche. È auspicabile che le future iniziative possano partire dalla collaborazione tra più Club per progetti ambiziosi ed efficaci e mirare anche ad alleanze non necessariamente rotariane. riflessioni rotariane di Alfio Chisari Il Rotary vivrà e prospererà (Paul Harris, The Rotarian, 1915) “Viene citato spesso Paul Harris, ma sono trascorsi più di cento anni dalla nascita del Rotary e chissà quante trasformazioni ha subito la nostra associazione!”. La questione è stata posta da un rotariano di recente cooptazione, nel corso della consueta conversazione fra amici che precede il tocco di campana d ‘inizio ufficiale di una riunione. Ho istintivamente pensato che la risposta ineccepibile avrebbe potuto darla soltanto un redivivo Paul Harris, a cui virtualmente mi sono rivolto. Intanto, va sottolineato che viviamo in un’epoca contraddistinta da due realtà: complessità e rapidi cambiamenti. Il tumultuoso progresso tecnologico e scientifico ha contribuito in modo determinante alla modificazione del modus vivendi della società in tutti i suoi multiformi settori, coinvolgendo ovviamente anche il variegato comparto associativo. Determinante è stato lo sviluppo delle continue innovazioni tecnologiche della comunicazione e dell’informazione che, fra l’altro, consentono a chiunque di collegarsi, interloquire e recapitare immagini in tempo reale in qualsiasi parte del pianeta. Conseguentemente, anche l’Associazione Rotary, che della società è parte, è stata oggetto di un graduale processo innovativo soprattutto nei campi tecnico e strutturale, ma anche procedurale e normativo, sempre comunque saldamente legata ai grandi valori universali nonché ai principi e ideali adottati e trasmessi dal nostro fondatore. Sono trascorsi 107 anni dalla nascita del Rotary ed, effettivamente, appare lecito chiedersi cosa sia rimasto dell’idea straordinaria che si è accesa nella mente di Paul Harris. I suoi insegnamenti, le sue percezioni, i suoi indirizzi, le sue raccomandazioni, le sue intuizioni e previsioni (come quella riportata nel titolo), hanno ancora una loro validità o mostrano i segni di tangibile obsolescenza? Cerchiamo di formulare una risposta stringatissima, estrapolando alcuni significativi “ frammenti” di ciò che Paul Harris ha detto e scritto nel corso dei suoi 42 anni vissuti nel Rotary e per il Rotary. Il Rotary dovrà semplicemente continuare ad essere pioniere se non vuole giacere abbandonato nelle retrovie del progresso. (The Rotarian, 1945). Essere pionieri non è “semplice”. Il Rotary riesce ad esserlo? Senza presunzione possiamo dire che in molti campi lo è stato e continua ad esserlo. Va ricordato che su iniziativa di un club inglese, nel 1942 è nata l’UNESCO e nel 1945 partecipa con suoi rappresentanti, alla fondazione dell’ ONU. Da sempre sono in atto numerosissime iniziative umanitarie, educative e culturali ideate, realizzate e seguite dal Rotary ai vari livelli. Tanto per citarne due, pensiamo al programma “Polioplus” a livello mondiale, e al convegno “Sorella Acqua” tenutosi ad Assisi lo scorso anno , organizzato dai dieci distretti italiani e con la partecipazione del Presidente Internazionale. Indipendentemente dalla loro posizione o dal loro rango, gli uomini si incontrano alla pari, sullo stesso piano. (This Rotarian Age). Concetto decisamente moderno; innovativo per il periodo storico in cui è stato formulato. Il concetto “alla pari” viene riproposto quando alla fine degli anni ‘80 è consentito l’ingresso delle donne nei club: presenza che apporta indubbi benefici al nostro Movimento. Il Rotary è un microcosmo di un mondo di pace, un modello che le nazioni dovrebbero seguire.(My Road to Rotary). cinquantanove Oggi sono l’Azione Internazionale e la Fondazione Rotary , braccio operativo della nostra Associazione, che fra i compiti preminenti hanno quello di assistere e appoggiare i club ed i distretti nella promozione della pace nel mondo. Il 23 febbraio di ogni anno, giorno in cui il Rotary Internazionale festeggia l’anniversario della sua fondazione, i rotariani celebrano in tutto il mondo la giornata della pace e della comprensione internazionale. Un Rotary club che è indifferente al benessere della città in cui si trova, mostra la misura della propria incompletezza. (The Rotarian 1915). Nel 1908 viene realizzato il primo service del Rotary, su proposta di Paul Harris, consistente nella costruzione dei bagni pubblici adiacenti al municipio di Chicago e in prossimità della più grande birreria della città… chissà perché! Tuttora i club promuovono in primo luogo progetti per soddisfare le aspettative e le esigenze del loro territorio, agendo sinergicamente con azioni concordate. Noi abbiamo bisogno di una più chiara comprensione delle cose che hanno valore per evitare quelle inutili .(The Rotarian, 1915). Come dire: non perdiamoci in interventi spiccioli di altrui competenza, ma approfondiamo la conoscenza delle “cose” per intervenire là dove la comunità lo richiede, evitando di imbrigliare i nostri club nella fuligginosa, e magari inutile, burocrazia. Lo spirito democratico è indispensabile per il benessere della nostra Associazione. (Convention di Cincinnati, 1916). Il Rotary è un’alta espressione di democrazia perché coniuga libertà e solidarietà. Ha sempre accolto nei suoi ranghi persone appartenenti a diverse etnie, con diversi colore della pelle, con diverse ideologie, seguaci di diverse religioni, clericali, atei ed agnostici. Ha lasciato fuori dalla porta la partitocrazia attiva ed il censo. Oggi ancora più di ieri, per motivi anche culturali, questi principi vengono rigorosamente applicati. Il Rotary è un sostenitore della verità e della giustizia.(Convention di Atlanta 1917). A questo approccio positivo mirano la prima e la seconda delle quattro domande che ogni rotariano deve costantemente porsi e che dal 1943 a oggi fanno parte del nostro codice etico: “Ciò che io penso, dico, faccio, risponde a verità?”; “E’ giusto per tutti gli interessati?” Domande senza tempo per chi ha capito il vero spirito rotariano e vuole viverlo fino in fondo… La forza motrice del Rotary è l’amicizia.( Convention di Edimburgo,1921). Non servono commenti! Espressione dogmatica. Evoluzione perpetua; all’occorrenza rivoluzione (Convention di Chicago 1930). E ancora: Il mondo in cui viviamo cambia in fretta, noi dobbiamo evolvere con esso; occorrerà rifare continuamente la storia del Rotary. (The Rotarian Age). Sembrano considerazioni fatte oggi, in un momento cioè in cui l’evoluzione non può essere semplice aspirazione, ma assoluta necessità, adeguamento obbligatorio per rimanere aderenti alle istanze del presente che, come ben sappiamo, è già…passato non appena ne prendiamo coscienza. Dobbiamo liberarci dalla stagnazione: è l’ambiente più fertile per il distacco dalla realtà. Si auspica che nell’anno rotariano 2013-2014, con l’entrata in vigore a pieno regime del “ Piano Visione Futura”, si rendano più efficienti, più snelle e più rapide le operazioni per il reperimento delle risorse per il soddisfacimento dei progetti e la concessione nel contempo di maggiori poteri decisionali ai club e ai distretti. Non ci sono dubbi: il pensiero e gli ideali di Paul Harris che in tutte le loro ramificazioni fanno perno sull’attenzione rivolta all’uomo, non possono avere “scadenza”. Possiamo quindi affermare che hanno perfettamente mantenuto la loro caratteristica di inossidabilità. Questi “frammenti” sembrano proprio comprovarlo. Rotary e società di Giampiero Mattarolo Appartenere alla Patria La parola “Patria” suscita qualche sospetto, richiama inconsciamente o consapevolmente un sentore poco moderno, forse retorico, perfino scostante se la si associa ad un suo uso strumentale, autoritario o paternalistico. Eppure... La Patria è – secondo i latini – la terra dei padri. È territorio e cultura comune. È l’insieme dei paesaggi, delle città, degli ambienti naturali, ma anche degli usi, dei costumi, delle conquiste di civiltà, delle scoperte scientifiche, degli sviluppi sociali, dei pensieri e delle opinioni maturate nel tempo, della cultura elitaria e della cultura diffusa. La Patria è sostenuta dai ricordi comuni di sofferenze e di momenti esaltanti, dalle vittorie e dalle sconfitte, da dolori immensi e da tragedie. È anche la bellezza della nostra terra, la bellezza naturale e anche, perfino, quella costruita, non sempre con responsabilità, dall’uomo. La Patria come idea che si riempie di questi insiemi e di questi ricordi ci richiama necessariamente alsenso del tempo, del tempo che arriva dal passato, che quasi ci trafigge nel presente e che va lontano nel futuro. Credo che per parlare di Patria o anche solo per pensarla con attenzione non egoistica o superficiale, sia necessario aprire il nostro animo alla riconoscenza, alla generosità e, anche, alla responsabilità. Dovremmo cercare, infatti, di salire oltre la percezione del presente, che spesso ci fa vedere più le coste storte che quelle diritte, per andare al di là dell’orizzonte, per vivere in qualche modo con la mente, ma anche con cuore e sensibilità, lo sviluppo delle cose del mondo, lo sviluppo in particolare della nostra Patria. È difficile uscire dalla percezione delle “brutture” che ci circondano e pensare e vedere oltre a queste. Tuttavia se dovessimo ringraziare tutte le migliaia, i milioni, di persone che ci hanno preceduto e che hanno lavorato, pensato, costruito, sofferto e gioito, se dovessimo ringraziarle per le tante conquiste di cui oggi godiamo – anche senza accorgerci - certamente non ci rimarrebbe il tempo per lamentarci di quello che non abbiamo o delle cose che non vanno, ma sentiremmo ben altri stimoli. Non è vero, per me, che la patria, come dice qualcuno, possa essere in ogni angolo della terra, che sia ovunque si possa vivere come meglio ci pare. Non è vero che l’appartenenza alla patria non sia un valore. Non è vero che sia segno di modernità o peggio di maturità, liberarsi da esso. Anzi può essere il segno di un avaro individualismo.La terra dei miei padri è la mia terra, in questa sono nato, in questa mi sono nutrito di umanità, di conoscenze e di pensiero. Prima di me mio padre e mia madre hanno vissuto anche per me, prima di me mio nonno e il nonno di mio nonno, hanno lavorato e hanno espresso un loro impegno di vita che insieme a tutto quello che mille storie hanno costruito prima di loro, ora e qui, sotto i miei piedi, attorno a me, davanti a me, come una essenziale condizione e potenzialità di vita. La Patria è quindi riconoscenza, generosa riconoscenza. È consapevolezza del valore delle proprie radici e quindi di una pensabile e descrivibile identità. Io sono, in qualche modo, il risultato, l’attuazione, nel presente, di una storia ricchissima di umanità e di vita. E’ una ricchezza per la vita che mi aiuta ad essere ricco con gli altri, con i miei compatrioti. Non mi distingue ideologicamente, né mi separa con paura o con pregiudiziale difesa da altre patrie, ma mi aiuta ad essere me stesso e a rapportarmi con tutti senza vendere la mia identità. Se appartenere alla Patria può far suscitare queste considerazioni, le stesse si trasformano subito in responsabilità. Proprio in corrispondenza alla percezione di quello che ho ricevuto, anzi proprio la riconoscenza che sempre devo alla storia, dovrebbe far nascere un aperto bisogno di rispondere con l’impegno. Appartenere alla Patria quindi vuol dire riconoscersi in essa, amarla e impegnarsi per meritarla in tutta la sua realtà, a volte difficile o addirittura sconfortante, ma sempre meravigliosa e ricca di umanità passata e presente. Vuol dire anche pensare al tempo che passa, accettare che passi e che diventi un futuro. Un futuro che, anche se ci nascondiamo nell’inerzia e nell’indifferenza, porterà il segno della nostra presenza, le nostre colpe, i nostri meriti. Lo vogliamo o no, noi stiamo costruendo la Patria dei nostri figli. copertina montaggio mar 2012_Layout 1 02/03/12 14.00 Pagina 5 Le note giuste per il tuo stile. E sempre a prezzi d’occasione. 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