Istituto Tecnico Economico PAOLO SAVI VITERBO P.O.F. Piano dell’offerta formativa 2015/2016 INDICE GENERALE Prima parte: Presentazione della Scuola 1) 2) 3) 4) 5) 6) Che cosa è il POF Indirizzi generali Il contesto socio economico Cenni storici Identità Finalità Seconda parte: 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) La popolazione scolastica Calendario scolastico Gestione ed organizzazione della scuola Servizi Percorso formativo Quadro orario settimanale delle lezioni Organizzazione del POF: Alternanza scuola- lavoro Educazione ambientale Implementazione della lingua inglese Dimensione europea dell’apprendimento e insegnamento (CLIL) Cittadinanza e Costituzione Didattica attiva con le nuove tecnologie Piano annuale per l’inclusione e per il sostegno 14) Offerta formativa 15) Ampliamento dell’offerta formativa 16) Continuità e orientamento 17) Valutazione 18) Patto di corresponsabilità 19) Modalità di recupero 20) Crediti 21) Comunicazione ALLEGATI 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 2/49 P.O.F. 2015/2016 PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE “PAOLO SAVI “- VITERBO Documenti “storici” “Col giorno 10 del corrente Ottobre avranno principio le lezioni, per l’anno scolastico 1883 – 1884, nel Regio Istituto Tecnico di Viterbo, che entra ora nel suo dodicesimo anno di vita”…… Inizia così una circolare dell’Ufficio di Presidenza avente per oggetto “Insegnamento e Scopi” dell’Istituto. Da questo documento apprendiamo la lunga, più che secolare storia del “Paolo Savi”, una scuola che racconta la città di Viterbo nella sua lenta ma anche straordinaria trasformazione da antica Città dei Papi, a moderno capoluogo dell’Alta Tuscia. Se nel 1872 il Paolo Savi contava i primi 12 studenti (!), poteva tuttavia essere orgoglioso di collocarsi fra i primi istituti del Regno d’Italia, appena costituito, fornendo agli alunni le basi culturali e pratiche per “essere iscritti nell’albo dei perito giudiziari “ o avviarsi all’impiego amministrativo nei più disparati ambiti degli uffici del nuovo Stato Italiano. Se sfogliamo le pagine dell’Annuario dell’Istituto, che celebrava “il Novantesimo della sua vita”, leggiamo che, nel 1962, era già trascorso lungo tempo “ …….. durante il quale sono passati per la Scuola numerosissimi alunni e insegnanti, e importanti e gravi avvenimenti hanno in essa avuto la loro eco, o addirittura hanno lasciato segni tuttora visibili”. Con queste parole, il preside Adolfo Speranza voleva ricordare tutti gli studenti del Paolo Savi che avevano partecipato , spesso con valore, alle vicende storiche e politiche dell’Italia, contribuendo alla formazione di quella coscienza nazionale e democratica che rende la nostra scuola aperta all’Europa e al mondo. “Ma un istituto scolastico non si giudica soltanto dalla sua anzianità, per essere un organismo meritatamente attivo, deve dar prova di perenne vitalità nel normale accrescimento delle iscrizioni e nel moltiplicare le proprie forze, nel rispondere agli scopi per cui nacque, nel perseguire gli ideali che si propose inserendosi nella vita che lo circonda, da cui trae alimento e alla quale offre le migliori conquiste “. Era il 1962 e il preside Speranza esprimeva così l’orgoglio e la realtà di una scuola sempre al passo con i tempi e così radicata nel territorio, come si evince dall’ALBO DEGLI EX ALUNNI, pubblicato nel 1964: aprendo le pagine di questo storico libretto, troviamo migliaia di nomi di ex alunni che, dopo essersi diplomati al Paolo Savi, si trovavano, ed in molti ancora si trovano, impiegati nei seguenti lavori: Amministrazioni Comunali; Banche; Commercianti; Insegnanti; Assicurazioni; Ospedali; Uffici Amministrativi vari; Aziende e così via. Dalla pubblicazione degli ex alunni traspare non solo umana nostalgia degli anni giovanili, ma un vero e proprio “legame di affetto e di simpatia maturato sui banchi di scuola, dove – dicono gli ex studenti – abbiamo trascorso gli anni migliori della nostra spensierata giovinezza”. E’ per questo che, nel tempo, tornano ad iscriversi i figli e i nipoti degli stessi “ragionieri” del Paolo Savi che anche oggi, nel solco della tradizione, continua a formare intelligenze forti e preparate per la complessità del sapere attuale. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 3/49 P.O.F. 2015/2016 PRIMA PARTE 1.CHE COS’È IL P.O.F. Il Piano dell’Offerta Formativa è “ il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia; riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà sociale “ (articolo 3 del regolamento dell’autonomia, legge 275 del 10/08/1999 ), per questo rappresenta la carta d’identità dell’I.T.C. “Paolo Savi” di Viterbo e vuole essere essenzialmente un documento conoscitivo e programmatico : • Conoscitivo, in quanto permette ai destinatari di entrare nel merito delle caratteristiche del nostro Istituto; • Programmatico, in quanto individua nelle linee generali i contenuti dell’Offerta Formativa: progettazione curriculare ed extracurriculare, tenendo presente che un disegno formativo non prescinde mai da un progetto. 2. CRITERI GENERALI DEL P.O.F. Il piano dell’offerta formativa si fonda sui seguenti principi fondamentali: UGUAGLIANZA Il servizio scolastico è erogato senza alcuna distinzione di sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni psico-fisiche. La scuola, ove si presentassero situazioni di disagio, interviene per rimuoverle e offrire a tutti gli alunni le medesime opportunità. IMPARZIALITA’ E REGOLARITA’ Gli erogatori del servizio scolastico, agendo secondo criteri di obiettività ed equità, ne garantiscono l’imparzialità e la regolarità ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE La scuola contribuisce a favorire l’accoglienza dei genitori e l’integrazione degli alunni nella struttura scolastica, nonché la tutela in specifiche situazioni di disagio personale DIRITTI DEGLI ALUNNI La scuola viene modulata per gli alunni; per questa ragione ne riconosce il diritto alla formazione e all’istruzione, come presupposti essenziali all’esercizio del diritto di cittadinanza europea 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 4/49 P.O.F. 2015/2016 PATTO DI RESPONSABILITA’ CONDIVISA La scuola sollecita la partecipazione della famiglia ai momenti educativi importanti per la crescita e la formazione degli alunni, mediante gli istituti e le pratiche previste nell’ambito degli organi collegiali INTERAZIONE CON IL TERRITORIO La scuola favorisce le attività extrascolastiche, ponendosi come centro di promozione socio-culturale e favorendo l’uso degli edifici e delle attrezzature anche al di fuori dell’orario del servizio scolastico EFFICIENZA E TRASPARENZA L’attività scolastica, configurandosi come pubblico servizio, si impegna ad ottimizzare i servizi amministrativi e l’intera attività didattica. A tal fine promuove la formazione in servizio del personale e favorisce un rapporto trasparente con l’utenza LIBERTÁ DI INSEGNAMENTO L’insegnamento è un’attività libera, come l’arte e la scienza (articolo 33 della Costituzione Italiana), pur nel rispetto della garanzia di formazione didattico-educativa degli alunni e degli obiettivi formativi nazionali fissati dai Programmi e dalla Indicazioni Nazionali INDIRIZZI GENERALI E SCELTE DI GESTIONE (ART. 3 COMMA 3 D.P.R. 275/99) Il Consiglio di Istituto, ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, comma 3 del DPR 275/99, ha deliberato i seguenti indirizzi generali per l’elaborazione del POF 2015-2016: CRITERI GENERALI • • • • • • La scuola pone le basi cognitive e socio – affettive necessarie per la partecipazione sempre più consapevole alla cultura e alla vita sociale; La programmazione dei percorsi didattici coniuga rispetto dell’identità del particolare ordine di scuola, rigore metodologico, salvaguardia degli obiettivi cognitivi delle discipline; La scuola definisce gli obiettivi formativi in modo da poter indirizzare gli allievi verso comportamenti ”positivi” e prevenire situazioni di disagio, disinteresse o, peggio, di devianza; L’offerta formativa realizza l’integrazione di tutti gli alunni riconoscendo il valore delle diversità e favorendo le potenzialità dell’alunno; Le innovazioni sul piano didattico ed organizzativo sono finalizzate al vantaggio degli studenti e tendere a migliorare le modalità dell’apprendimento e dell’insegnamento; La scuola si apre al territorio costruendo progetti ed attività in collaborazione con le famiglie, con Enti e Associazioni; 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 5/49 P.O.F. 2015/2016 • • • • • • • • • • • La scuola rispetta le scelte educative delle famiglie, in una pluralità di posizioni culturali e confronto nel reciproco rispetto; La scuola, con l’apporto delle competenze professionali del personale e con la collaborazione ed il concorso delle famiglie, delle istituzioni e della società civile, è responsabile della qualità delle attività educative e si impegna a garantire l’adeguatezza alle esigenze culturali e formative degli alunni, nel rispetto di obiettivi validi per il raggiungimento delle finalità istituzionali; L’Istituto favorisce un graduale ed armonioso inserimento degli alunni delle classi prime, prevedendo nelle prime settimane di lezione iniziative di accoglienza; La scuola accompagna la fase di innovazione introdotta dalla Riforma degli Istituti Tecnici, integrando l’innovazione con l’esperienza pregressa; La scuola privilegia la trasversalità dei saperi attraverso una visione organica e non strettamente disciplinare; La scuola organizza la programmazione curricolare non solo per discipline, ma per Assi culturali con maggiore attenzione alle competenze chiave di cittadinanza; La scuola innova la metodologia didattica in direzione della dimensione digitale; La scuola promuove la formazione del personale; La scuola accresce i rapporti con il territorio garantendo progetti di Alternanza ScuolaLavoro; La scuola predispone un piano di miglioramento per definire gli obiettivi e i progetti elaborati per risolvere le criticità; La scuola sviluppa le competenze per “imparare ad imparare” e le metodologie dell’apprendimento attivo favorendo lo sviluppo di attitudini all’autoapprendimento, al lavoro di gruppo e alla formazione continua. 3. IL CONTESTO SOCIO- ECONOMICO Il territorio della provincia di Viterbo è caratterizzato dalla presenza di piccoli centri, in cui prevale l’attività agricola, omogeneamente distribuiti attorno al capoluogo in cui è invece predominante l’attività terziaria. “Un cuore che pulsa da millenni. Un battito regolare, controllato, senza scosse, che ha preso le distanze dagli antichi sussulti di adrenalina: questa è la Tuscia, terra che apre i suoi orizzonti dai monti Cimini per chiuderli sulle rive del Tirreno, che guarda i profili dell’Umbria fino a confondersi con le prime colline di Toscana”. In questo modo viene descritto l’ambiente socio – economico dalla rivista dell’Alitalia, che ha diffuso l’immagine di Viterbo in tutto il mondo, sottolineando le seguenti caratteristiche: la crescita diffusa di piccole imprese la cui caratteristica è costituita da un alto tasso di flessibilità e capacità di rapportarsi al mercato; • crescita sorprendente del turismo, grazie anche al patrimonio culturale che questa terra è in grado di offrire; • 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 6/49 P.O.F. 2015/2016 • • • • • un agriturismo che va sempre più sviluppandosi, supportato dalle bellezze naturali e dalla genuinità dei prodotti locali; il lancio delle aree commerciali e della zona industriale del “Poggino”, con decine di padiglioni che danno l’idea di una città agricola che si sta lentamente, ma progressivamente trasformando in un centro pilota della media e piccola imprenditoria; la ripresa del settore agro-alimentare che fa del viterbese la prima provincia della regione Lazio per il tasso di nascita delle imprese; il mondo termale, che è un settore in crescita costante; il crescente sviluppo dell’Università della Tuscia. Da tutto questo ricaviamo che il nostro Istituto, che nel 2012 ha compiuto 140 anni di vita, risulta un pezzo di storia, in un contesto socio-culturale dove “…. Si sente respirare la storia”, poiché è proprio la storia ad indicare nuove strade all’economia: artigianato, agricoltura biologica, terme, turismo …. Così che il contatto con il passato ha ancora molto da insegnare. 4. CENNI STORICI Con il passaggio del Lazio al regno d’Italia, fu estesa anche a questa regione la legge Casati, in conseguenza della quale fu istituita, fin dal 1870, in Viterbo una regia Scuola Tecnica. La necessità di scuole dell’ordine tecnico era particolarmente sentita sia per il rinnovarsi delle strutture statali che per l’indirizzo culturale dell’epoca. Furono così iniziate già dal 1871 le pratiche per l’istituzione “di una sezione governativa di Istituto Tecnico, che fu accordata dal Ministero della Agricoltura Industria e Commercio con lettera del 24.02.1872 . L’inizio del funzionamento della Scuola era ostacolato dalla difficoltà di reperire locali idonei, nonché i fondi indispensabili all’attrezzatura e alla nomina del corpo insegnante. Alla metà di marzo del 1873 funzionò la prima classe dell’Istituto e le lezioni si protrassero fino a metà di agosto. Nel suo secondo anno di vita l’Istituto fu trasferito nei locali già destinatigli, fuori Porta della Verità, dove il 4 Marzo 1874 fu ufficialmente inaugurato con cerimonia solenne e intitolato al nome del naturalista Paolo Savi. Fino all’anno 1923 l’Istituto rimase nel vecchio convento della Verità. Con la creazione della Provincia di Viterbo, gli oneri relativi all’Istituto passarono all’Amministrazione Provinciale di Viterbo che iniziò le pratiche per la costruzione di una sede rispondente alle necessità della scuola; l’ampio e decoroso edificio sul Viale Raniero Capocci fu poi inaugurato il 28 ottobre 1940 e intitolato a “Costanzo Ciano”. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’Istituto subì gravissimi danni che portarono alla completa distruzione dei gabinetti scientifici e delle biblioteche. L’edificio stesso fu colpito da bombe e da mitragliamenti. Subito dopo la fine della guerra, fu nuovamente intitolato a Paolo Savi. Con i lavori di restauro, di ampliamento e di ammodernamento l’I.T.C. “Paolo Savi” di Viterbo è senza dubbio la più idonea e dignitosa sede scolastica della provincia. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 7/49 P.O.F. 2015/2016 5. IDENTITA’ L’Istituto Tecnico Commerciale “Paolo Savi” opera fin dal 1872 e, pur rappresentando una scuola di grandi tradizioni educative e culturali, è attento alla preparazione di profili professionali adeguati alle più avanzate richieste del mondo del lavoro. Le caratteristiche dell’offerta formativa dell’Istituto sono le seguenti: • Profili professionali conformi alle direttive dell’U.E. (certificazione ECDL; EUCIP,certificazione lingue straniere PET, FCE, DELF, DELE); • Dimensione europea della formazione caratterizzata dall’insegnamento delle lingue straniere (Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo), da una formazione interculturale (stage, certificazioni riconosciute a livello universitario,ecc.) e dalla partecipazione ai progetti europei; • Formazione complessiva dello studente con attenzione alla sua maturazione personale, alla capacità di partecipazione, di confronto e assunzione di responsabilità. 6. FINALITA’ Il “P. Savi”, forte della sua storia, ma anche della sua disponibilità a leggere il nuovo, opera per dare risposte qualificate alle nuove esigenze del contesto sociale economico e culturale in cui opera, e che si possono riassumere nel seguente modo: • crescita qualitativa e numerica della domanda di istruzione ed educazione a livello superiore da parte delle famiglie e degli studenti; • attenzione ad un’offerta formativa che si preoccupi di fornire gli elementi culturali e le competenze necessarie ad un moderno profilo professionale; • richiesta da parte delle forze economiche del territorio di lavoratori con forti capacità di adattamento e di aggiornamento costante. L’ istituto formula, pertanto, la propria offerta formativa in modo da realizzare il profilo educativo, culturale e professionale valorizzando tutte le risorse umane e strumentali a disposizione. Risorsa fondamentale per la realizzazione degli obiettivi didattico-educativi è il docente, al quale è garantita la libertà di insegnamento e l’arricchimento professionale con corsi di formazione e di aggiornamento; la stessa attenzione è rivolta a tutti gli altri operatori della scuola che partecipano in maniera sinergica al conseguimento delle finalità, raggiunte anche ricorrendo a collaborazioni con altre realtà territoriali quali l’Università, gli enti locali, le imprese e i centri di formazione con le quali è sempre aperto un dialogo costruttivo. L’Istituto è attento a recepire i continui processi europeizzanti che proiettano le istituzioni scolastiche, quali canali formativi, verso spazi multi-culturali e multi-etnici sempre meno circoscritti territorialmente; favorisce quindi esperienze in ambito europeo per conoscere altri popoli, integrarsi con culture e tradizioni diverse e sviluppare una comune identità europea. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 8/49 P.O.F. 2015/2016 SECONDA PARTE 7.POPOLAZIONE SCOLASTICA TOTALE GENERALE ALUNNI MASCHI 589 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO FEMMINE 350 Pag. 9/49 TOTALE 944 P.O.F. 2015/2016 MASCHI FEMMINE TOTALE 1^A 21 7 28 1^B. Tur. 9 17 26 1^C 13 14 27 1^D 20 11 31 1^E 16 11 27 1^F 19 4 23 1^G 20 9 29 TOT.CL.1^ 118 73 191 2^A 12 0 12 2^B(Tur.) 1 23 24 2^C 19 8 27 2^D 17 7 24 2^E 16 10 26 2^F 18 5 23 2^G 21 2 23 2^H 12 7 19 TOT.CL.2^ 116 62 178 3^A AFM 9 9 18 3^B AFM 14 11 25 3^C AFM 15 8 23 3^A SIA 23 4 27 3^B SIA 16 8 24 3^C SIA 23 5 28 3^AT 12 13 25 3^ A RIM 13 8 21 TOT.CL.3^ 125 66 191 4^A AFM 13 15 28 4^B AFM 15 2 17 4^C AFM 14 7 21 4^A SIA 13 14 27 4^B SIA 10 3 13 4^C SIA 12 9 21 4^A TUR 7 16 23 TOT.CL.4^ 84 66 150 5^A AFM 14 6 20 5^B AFM 13 5 18 5^C AFM 7 5 12 5^A SIA 5 18 23 5^B SIA 19 5 24 5^C SIA 6 8 14 5^ D SIA 17 3 20 TOT.CL.5^ 81 50 131 3 M SIA (carcere) 15 0 15 4 M SIA ( carcere) 7 0 7 5 M SIA ( carcere) 9 0 9 TOT CARCERE 32 0 32 3 S SIA (serale) 21 15 36 4 S SIA (serale) 12 10 22 5 S IA (serale) 6 8 14 TOT SERALE 39 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO 33 Pag. 10/49 72 P.O.F. 2015/2016 8.CALENDARIO SCOLASTICO Anno Scolastico 2015/2016 Il Capo 2 del Regolamento in materia di Autonomia delle Istituzioni Scolastiche (DPR n.257, 8/3/99) prevede adattamenti del Calendario Scolastico da parte delle Istituzioni Scolastiche, fermo restando il dispositivo relativo allo svolgimento di almeno 200 giorni di lezione, fermo restando il DGR n°315 del 30/06/2014 nel quale vengono fissati da quest’anno a venire l’inizio e il termine delle lezioni, L’Istituto Tecnico Commerciale Paolo Savi ha deliberato di adottare il seguente Calendario Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2015–16 • Le lezioni inizieranno il 15 Settembre 2015 e termineranno l’8 Giugno 2016 In conformità alle disposizioni vigenti le festività saranno le seguenti: • • • • • • • • • • • • • Tutte le domeniche 1 Novembre, festa di tutti i Santi 2 Novembre, giorno di commemorazione dei morti 8 Dicembre, Immacolata Concezione 25 Dicembre, Natale del Signore 26 Dicembre, Santo Stefano 1° Gennaio, Capodanno 6 Gennaio, Epifania del Signore Il lunedì dopo Pasqua 25 Aprile, Anniversario della liberazione 1° Maggio. Festa del Lavoro 2 Giugno, festa della Repubblica Le vacanze natalizie inizieranno il dal 23 Dicembre 2015 e termineranno il 6 Gennaio 2016 • Le vacanze pasquali inizieranno il 24 marzo e termineranno il 29 marzo 2016 • 7 dicembre (ponte dell’Immacolata, deliberato dal Collegio dei docenti di giugno) • • Il Collegio ha deliberato la suddivisione dell’anno scolastico, in base a scelte metodologiche ed organizzative, in un trimestre e un pentamestre. Il primo trimestre si concluderà il 20 dicembre e tutte le operazioni relative alla conclusione del trimestre termineranno per quella data, compreso l’incontro con le famiglie. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 11/49 P.O.F. 2015/2016 • Dal 7 gennaio al 17 gennaio si osserverà una pausa didattica finalizzata alle attività di recupero e al potenziamento. 9. GESTIONE ED ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA La struttura organizzativa dell’Istituto è suddivisa in tre aree: Area della Gestione di questa area fanno parte: • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • Dirigente scolastico Collaboratore Vicario DSGA Collaboratori della Presidenza Responsabili dei Dipartimenti Disciplinari Funzioni strumentali per l’Orientamento Funzioni strumentali per l’Alternanza Scuola – Lavoro Funzione strumentale per la Dimensione Europea dell’Educazione Funzioni strumentali per la Valutazione Responsabile della Sicurezza Responsabile delle gite scolastiche Responsabile della ECDL Responsabile del Sito e del registro elettronico Responsabile dell’Orario scolastico Responsabili dei Laboratori Responsabile della Palestra Responsabile della Biblioteca Responsabile del Divieto di fumo Amministratore di Sistema Referente della Scuola Carceraria Referente del Corso Serale Area della Ricerca e Progettazione a questa area appartengono: • • • • • • • • • Dipartimenti Disciplinari verticali e trasversali (DD) Referente della Prevenzione disagio giovanile Referente per le Lingue Referente per l’ Ambiente Referente per le Attività artistiche ed espressive Referente del Gruppo sportivo Referente del Comitato Tecnico-Scientifico (D.M. n° 40, 8/04/2009) Referente per l’educazione stradale Referente per Cittadinanza e Costituzione 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 12/49 P.O.F. 2015/2016 • • • • Referente per la formazione Referente per il sostegno e l’inclusione Referente dell’EUCIP Referente per il CLIL I Dipartimenti Rispondono all’impianto dei nuovi ordinamenti degli istituti tecnici per sostenere le strategie didattiche collegiali e la costruzione dei percorsi di insegnamento/apprendimento in contesti reali, quali l’alternanza scuola-lavoro, il raccordo con le altre istituzioni scolastiche (reti) e con gli enti locali (convenzioni). I Dipartimenti costituiscono un efficace modello organizzativo per favorire un maggiore raccordo nella stessa disciplina e tra le varie aree disciplinari e per realizzare interventi sistematici in relazione alla didattica per competenze, all’orientamento e alla valutazione degli apprendimenti. Il Comitato tecnico scientifico Composto da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, costituisce un elemento per favorire l’innovazione, avendo funzioni consultive e propositive per l’organizzazione delle aree di indirizzo e l’utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità. E’ lo strumento per consolidare i rapporti della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni e sviluppare le alleanze formative tra scuola e mondo del lavoro. Area della Realizzazione del Servizio La realizzazione del servizio è affidata a : • Consigli di classe (Coordinatori e Segretari del Consiglio di classe ) • Funzioni strumentali al POF: - ORIENTAMENTO IN ENTRATA E RACCORDO CON L’UNIVERSITA’ ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO VALUTAZIONE DIMENSIONE EUROPEA DELL’EDUCAZIONE Funzionigramma d’istituto Il Dirigente Scolastico: Gaddi Maria Patrizia Ha la rappresentanza legale dell’Istituto e garantisce la gestione unitaria dell'istituzione scolastica, sia sotto l'aspetto didattico-educativo, che sotto il profilo tecnico-amministrativo. Esercita la funzione direttiva, promuove e coordina le attività d'Istituto per la valorizzazione delle sinergie umane presenti nella comunità scolastica e di quelle socio-economiche presenti sul territorio. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 13/49 P.O.F. 2015/2016 E' titolare delle relazioni sindacali e rappresenta la parte pubblica, svolge e stipula la contrattazione integrativa. Predispone, sulla base di eventuali proposte degli organi collegiali, il Piano annuale delle Attività e i conseguenti impegni del personale docente. Breve curriculum professionale: • • • • data di nascita: 4 febbraio 1955 laurea in Psicologia, conseguita presso l'Università La Sapienza di Roma insegnante di Scuola Primaria dal 1976 al 1996 dirigente scolastico dall’anno 1996/97 presso la direzione didattica di Acquapendente; dall’anno 2001/2002 presso l’Istituto Comprensivo di Bagnoregio; dall’anno 2002/2009 presso l’Istituto Comprensivo di Montefiascone; dall’anno 2009 a tutt’oggi presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Paolo Savi” di Viterbo. Operazione Trasparenza: Pubblicazione curriculum completo del Dirigente Scolastico, dello stipendio, dell'indirizzo e-mail e del recapito telefonico, nonché percentuale di assenza/presenza del personale dell'Istituto, in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge n. 69 del 18 giugno 2009, art. 21, comma 1: 1° COLLABORATORE DEL DIRIGENTE: Vincenti Maria Luisa E’ nominato dal Dirigente Affianca l’opera del Dirigente Scolastico in tutte le sue funzioni Sostituisce in caso di necessità il Dirigente Scolastico e lo rappresenta a tutti gli effetti E’ membro dello Staff di Istituto Organizza le elezioni dei rappresentanti dei Consigli di classe Informa il Dirigente in merito a: rapporto tra docenti; frequenza degli alunni e disciplina; rapporti con i genitori e con l’utenza. In caso di assenza del Dirigente presiede i consigli di Classe Tiene contatti informali con l’Ente locale sui problemi della sicurezza sui luoghi di lavoro, segnalando tempestivamente e per iscritto al Dirigente ogni situazione che comporta rischi per la salute dei lavoratori Porta a conoscenza dei colleghi tutte le comunicazioni inviate dall’ufficio di Direzione o dalla Segreteria Assicura il rispetto delle norme comportamentali di cui al Regolamento di Istituto. 2° COLLABORATORE DEL DIRIGENTE: Bastianini Manuela E’ nominato dal Dirigente Scolastico Collabora con il Dirigente per ogni necessità 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 14/49 P.O.F. 2015/2016 Assicura la rappresentanza dell'Istituzione Scolastica, su delega del Dirigente Scolastico, in incontri istituzionali con Enti e Associazioni E’ membro dello Staff di Istituto Si occupa delle supplenze Redige i verbali del Collegio dei Docenti. REFERENTI DELLE COMMISSIONI Coordinano i lavori dei gruppi Procedono al monitoraggio del lavoro svolto dai gruppi Assicurano la verbalizzazione degli incontri. RESPONSABILI DEI LABORATORI Definiscono il regolamento del laboratorio Stilano un calendario per l’uso del laboratorio Sono responsabili delle attività e dei materiali del laboratorio LE FUNZIONI STRUMENTALI • • • • Assumono piena responsabilità dell’attuazione degli obiettivi proposti Garantiscono il coordinamento dei gruppi di lavoro Riferiscono al dirigente scolastico sul lavoro svolto Collaborano per il positivo svolgimento e la riuscita delle attività FUNZIONE STRUMENTALE : Alternanza scuola-lavoro Si occupa della stesura del progetto Contatta le aziende pubbliche e private Organizza l’attività Promuove stage aziendali Organizza eventi legati al progetto Si occupa della formazione In accordo con i docenti dei Consigli di classe predispone i percorsi individualizzati degli studenti Predispone i dati in vista dei monitoraggi richiesti e per la trasparenza di tutta l'attività FUNZIONE STRUMENTALE : Valutazione Promuove lo sviluppo della cultura della“verifica/valutazione oggettiva” Predispone ed elabora questionari per la valutazione di sistema rivolti a genitori docenti - alunni Coordina il gruppo di lavoro per la rielaborazione dei questionari Insegnanti, genitori, alunni Si occupa della valutazione didattica e della valutazione di sistema 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 15/49 P.O.F. 2015/2016 Predispone ed attua verifica e monitoraggio delle attività del P.O.F. E’ responsabili dell’attuazione di quanto predisposto dal Servizio Nazionale di Valutazione. FUNZIONE STRUMENTALE : Continuità e Orientamento Tiene i contatti con i vari ordini di scuola per garantire e favorire la prosecuzione delle esperienze didattiche e per favorire l’orientamento Coordina il gruppo di lavoro sull’orientamento Favorisce gli incontri tra gli insegnanti dei vari ordini di scuola per la conoscenza degli alunni Raccoglie i bisogni relativi all’integrazione e al recupero Prende contatto con gli esperti per elaborare con gli insegnanti strategie d’intervento e con le famiglie incontri su tematiche importanti Raccoglie i bisogni relativi all’Orientamento. FUNZIONE STRUMENTALE Dimensione europea dell’educazione Cura i rapporti con L’agenzia di Firenze per il progetto COMENIUS Cura i rapporti scuola – famiglia Assicurano la piena e corretta utilizzazione delle risorse finanziarie assegnate al progetto Cura i rapporti con i paesi Partner Organizza all’interno della scuola le attività. SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Compiti del datore di Lavoro Valuta i rischi per la sicurezza Elabora il documento di valutazione dei rischi e individua le misure di prevenzione e protezione Designa il R.S.P.P., gli addetti al servizio di prevenzione, i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori e primo soccorso Informa i lavoratori sui rischi presenti nella scuola e sulle relative protezioni Adotta misure idonee in caso di incendio e di evacuazione dei lavoratori. Compiti del Responsabile del S.P.P. Individua i fattori di rischio, procede alla valutazione dei rischi e individua idonee misure di sicurezza Indica le procedure di sicurezza in relazione ai diversi ambienti scolastici e alle diverse attività, propone i programmi di formazione Partecipa alle consultazioni in tema di tutela e sicurezza Si occupa dell’informazione dei lavoratori. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 16/49 P.O.F. 2015/2016 Compiti del Rappresentante del Lavoratori per la Sicurezza Riferisce al datore di lavoro in merito a quanto segnalato dai lavoratori Partecipa alle riunioni periodiche Deve essere consultato dal datore di lavoro sulla valutazione dei rischi e sulla designazione dei membri del S.P.P. Congiuntamente al R.S.P.P. visita gli ambienti di lavoro almeno 2 volte l’anno. Compiti degli addetti al S.P.P. Collaborano ai compiti del servizio previsti dall’art. 9 D.Lgs. 626/9 (compiti del datore di lavoro). Compiti degli addetti all’antincendio Partecipano alle riunioni del S.P.P. Effettuano la sorveglianza tesa a verificare la funzionalità delle attrezzature e degli impianti antincendio, che le vie di fuga, la cartellonistica e il sistema di allarme siano tali da consentire l’evacuazione veloce dell’edificio. Provvedono alla compilazione del registro Segnalano al datore di lavoro le situazioni che comportano rischi di incendio In caso di pericolo mettono in atto tutti gli interventi necessari Di tutti gli interventi fanno una puntuale annotazione sul registro predisposto. Compiti degli addetti al Primo Soccorso Partecipano alle riunioni del S.P.P. Effettuano la sorveglianza per verificare che le cassette del pronto soccorso contengano tutto il materiale previsto per gli interventi di urgenza, in caso contrario ne fanno richiesta al Dirigente Scolastico Segnalano al datore di lavoro le situazioni che comportano rischi per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti In caso di incidente mettono in atto tutti gli interventi necessari Di tutti gli interventi fanno puntuale annotazione sul registro predisposto. 10. SERVIZI La scuola ha una sede con : • • • • • • • • 40 aule; un’Aula Magna; 1 laboratorio linguistico multimediale; 2 biblioteche con 18.000 volumi; 5 laboratori d’informatica; 1 aula di Fisica; 1 aula di chimica e scienze; Rete Wireless 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 17/49 P.O.F. 2015/2016 • • • • • • 2 palestre e un piazzale attrezzato per pallavolo, basket e calcetto; gli uffici amministrativi; parcheggio interno; bar interno; L’edificio scolastico è attrezzato al piano terra con idonee strutture didattiche che sono funzionali anche alle esigenze dei diversamente abili; Dall’anno scolastico 2015 2016 è attivo anche il corso serale di Amministrazione Finanza e Marketing: articolazione Sistemi informativi aziendali E una sede distaccata presso la casa circondariale di Mammagialla a Viterbo 11. PERCORSO FORMATIVO A seguito del Riordino degli Istituti Tecnici ( L. n°133 del 6 agosto 2008) l’Istituto Tecnico Commerciale si è trasformato in ISTITUTO TECNICO DEL SETTORE ECONOMICO, e comprende due indirizzi: 1) AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING 2) TURISMO. A sua volta il primo indirizzo, Amministrazione, finanza e marketing, si suddivide in altre due articolazioni: Sistemi informativi aziendali e Relazioni internazionali per il marketing. Il piano di studi si articola in un Biennio comune per tutti gli indirizzi, al termine del quale è possibile scegliere tra più indirizzi/articolazioni diversi. Il percorso formativo si svolge in cinque anni, articolati in un biennio comune e in un triennio, per garantire il diritto dello studente ad un percorso formativo organico e completo, che miri a promuovere uno sviluppo articolato e multidimensionale della sua persona. Gli indirizzi di studi per conseguire il Diploma sono caratterizzati da una specificità di discipline che consentono al neo-diplomato diverse possibilità d’inserimento nel mondo del lavoro, oltre che l’accesso a tutte le facoltà universitarie. Il BIENNIO HA DUE INDIRIZZI: AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING E TURISMO E UN ORIENTAMENTO SPORTIVO Il Biennio ha carattere propedeutico e di orientamento. Esso è rivolto allo sviluppo della personalità, all’acquisizione della consapevolezza delle proprie attitudini, al potenziamento e al consolidamento delle capacità logiche individuali, attraverso una corretta azione educativa che accompagni lo studente con continuità nell’acquisizione graduale dei risultati di apprendimento attesi in termini di conoscenze, abilità e competenze. Prevede materie che riguardano la cultura generale e completano la formazione umana e culturale di base. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 18/49 P.O.F. 2015/2016 Il Triennio, caratterizzato dalle tematiche proprie dell’area di indirizzo prescelto, fornisce abilità e conoscenze specifiche utili per l’esercizio della futura attività professionale. Alla fine del percorso di studi si consegue, a seconda degli indirizzi, il diploma di: • Istituto Tecnico Settore Economico indirizzo “Amministrazione Finanza e Marketing”: il diplomato è il nuovo “Ragioniere”, un tecnico che svolge un ruolo importante nella gestione del sistema azienda (privata e pubblica), contribuendo sia all’innovazione che al miglioramento organizzativo e tecnologico del contesto in cui opera. Il titolo viene conseguito seguendo nel triennio il percorso in Amministrazione Finanza e Marketing o una delle sue articolazioni: Sistemi informativi aziendali o Relazioni Internazionali per il Marketing. • Istituto Tecnico Settore Economico indirizzo Turismo: il diplomato ha competenze specifiche nella gestione e organizzazione delle aziende del settore turistico. Interviene nella valorizzazione integrata e sostenibile del patrimonio culturale, artistico, paesaggistico e ambientale. Contribuisce al miglioramento organizzativo dell’impresa turistica. INDIRIZZO AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING Profilo Il diplomato in Amministrazione, Finanza e Marketing, è un esperto in Economia Aziendale fornito di cultura generale, con conoscenza della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi e processi aziendali, degli strumenti del marketing, dei prodotti assicurativo-finanziari e dell’economia sociale. Pertanto egli deve saper: • • • • Utilizzare metodi, strumenti, tecniche contabili ed extra-contabili per una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali; Leggere, redigere e interpretare ogni significativo documento aziendale; Gestire il sistema informativo aziendale; Elaborare dati e rappresentarli in modo efficace. Egli, quindi, deve essere orientato a: • documentare adeguatamente il proprio lavoro; • comunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici; • effettuare scelte e prendere decisioni ricercando e assumendo le informazioni opportune; • affrontare cambiamenti aggiornandosi e ristrutturando le proprie conoscenze. ARTICOLAZIONE SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 19/49 P.O.F. 2015/2016 Profilo Il diplomato in Amministrazione, Finanza e Marketing, articolazione Sistemi informativi Aziendali si caratterizza per il riferimento sia all’ambito della gestione del sistema informativo aziendale, sia alla valutazione, alla scelta e all’adattamento di software applicativi. Tali attività sono tese a migliorare l’efficienza aziendale attraverso la realizzazione di nuove procedure, con particolare riguardo al sistema di archiviazione, all’organizzazione della comunicazione in rete e alla sicurezza informatica. Pertanto egli saprà: • operare all’interno del sistema informativo aziendale automatizzato; • utilizzare metodi, strumenti, tecniche contabili ed extra-contabili per una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali; • redigere e interpretare i documenti aziendali interagendo con il sistema di archiviazione; • collocare i fenomeni aziendali nella dinamica del sistema economico-giuridico a livello nazionale ed internazionale. Egli dovrà, quindi, essere in grado di: • • • • • analizzare situazioni e rappresentarle con modelli funzionali alle risorse tecnologiche disponibili; documentare adeguatamente il proprio lavoro; comunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici; collaborare alle trattative contrattuali riferite alle diverse aree funzionali dell'azienda; affrontare cambiamenti aggiornandosi e ristrutturando le proprie conoscenze. ARTICOLAZIONE RELAZIONI INTERNAZIONALI PER IL MARKETING Profilo Il diplomato in Amministrazione, Finanza e Marketing, articolazione in Relazioni Internazionali per il Marketing, ha competenze generali nel campo dei macrosistemi economici nazionali ed internazionali, della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi e processi aziendali (organizzazione, pianificazione, programmazione, amministrazione, finanza e controllo), degli strumenti di marketing, dei prodotti assicurativi finanziari e dell’economia sociale. Integra le competenze dell’ambito professionale specifico con quelle linguistiche e informatiche per operare nel sistema informativo dell’azienda e contribuire all’innovazione e al miglioramento organizzativo e tecnologico dell’impresa intesa nel contesto internazionale. Pertanto egli deve saper: • riconoscere e interpretare le tendenze dei mercati locali, nazionali e globali anche per coglierne le ripercussioni in un dato contesto; 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 20/49 P.O.F. 2015/2016 • • • padroneggiare la lingua inglese, saper utilizzare l´altra lingua comunitaria e la terza lingua internazionale per scopi comunicativi e utilizzare i linguaggi settoriali relativi ai percorsi di studio, per interagire in diversi ambiti e contesti professionali; Inquadrare l’attività di marketing nel ciclo di vita dell’azienda e realizzare applicazioni con riferimento a specifici contesti e diverse politiche di mercato; rilevare le operazioni gestionali utilizzando metodi, strumenti, tecniche contabili ed extracontabili in linea con i principi nazionali ed internazionali. Egli, quindi, deve essere orientato a: • documentare adeguatamente il proprio lavoro; • comunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici; • effettuare scelte e prendere decisioni ricercando e assumendo le informazioni opportune; • affrontare cambiamenti aggiornandosi e ristrutturando le proprie conoscenze. INDIRIZZO TURISMO Profilo Il Diplomato nel Turismo ha competenze nel comparto delle imprese del settore turistico e competenze generali nel campo dei macrofenomeni economici nazionali e internazionali, della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi aziendali. Interviene nella valorizzazione integrata e sostenibile del patrimonio culturale, artistico, artigianale, enogastronomico, paesaggistico ed ambientale. Integra le conoscenze dell’ambito professionale specifico con quelle linguistiche e informatiche per operare nel sistema informativo dell’azienda e contribuire sia all’innovazione, sia al miglioramento organizzativo e tecnologico dell’impresa turistica inserita nel contesto internazionale. Egli dovrà, quindi, essere in grado di: • gestire servizi e/o prodotti turistici, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, artigianale, enogastronomico ed ambientale; • utilizzare i sistemi informativi, disponibili a livello nazionale e internazionale, per proporre servizi turistici; • Promuovere il turismo integrato avvalendosi delle tecniche di comunicazione multimediale; • Intervenire nella gestione aziendale per gli aspetti organizzativi, amministrativi, contabili e commerciali. ORIENTAMENTO SPORTIVO • L’Orientamento sportivo viene attuato utilizzando la quota di flessibilità del 20% , come è specificato di seguito nelle tabelle degli orari 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 21/49 P.O.F. 2015/2016 • La finalità che si propone tale corso, è di coniugare i valori dell'attività agonistica con una formazione culturale adeguata, in grado di fornire agli studenti conoscenze competitive da esprimere all'interno del composito mondo dello sport e da perfezionare ulteriormente all'Università. • Le discipline sono quelle previste dal NUOVO ORDINAMENTO DELL’ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE, ma ampio spazio è dedicato all'attività sportiva-motoria. • consente di acquisire competenze (saper gestire un gruppo, saper organizzare manifestazioni o eventi, saper gestire impianti sportivi); • affronta ed approfondisce gli aspetti contabili e gestionali relativi all’amministrazione delle associazioni sportive; • permette l’accesso ad ogni facoltà universitaria ed è propedeutico, ai fini del riconoscimento dei crediti, al Corso di Laurea in Scienze Giuridiche, Economiche e Manageriali dello Sport. • Gli sport a cui accedono i ragazzi sono: il nuoto, la pallavolo, il basket, il Karate, lo yoga. • Nelle classi V viene proposto un corso di fisioterapia sia ai fini dell’orientamento che delle conoscenze specifiche del settore. SCUOLA CARCERARIA E SCUOLA SERALE Con l’approvazione della riforma penitenziaria (legge n.354/75), del Regolamento di Esecuzione del 1976 (d.p.r.n.431/76) e, soprattutto, dell’attuale Regolamento di esecuzione (d.p.r.n.230/2000) l’istruzione ha trovato una maggiore considerazione, tanto più che essa viene indicata come un elemento irrinunciabile del trattamento penitenziario. Tali norme hanno dato piena applicazione a quanto disposto dai precetti costituzionali in tema di rieducazione e di eguaglianza. La normativa relativa all’istruzione si è, altresì, incrociata con l’evoluzione della legislazione comunitaria in materia di educazione. In tale prospettiva, all’istruzione viene riconosciuto un ruolo fondamentale affinché si realizzi la partecipazione attiva degli individui. Le norma comunitarie ribadiscono la necessità di far acquisire, approfondire, recuperare le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per un adeguato inserimento nella società. Particolare attenzione viene posta nei confronti degli individui a rischio di esclusione sociale, tra i quali rientrano i soggetti sottoposti a misure privative della libertà. La scuola, ed in particolare quella carceraria, deve attivare un’azione formativa intesa a produrre capacità di interpretazione delle strutture del reale, di elaborazione autonoma delle conoscenze. Senza questa azione formativa il processo culturale perde di utilità sociale, e di quella funzione democratica, che consiste nella diffusione collaborativa delle conoscenze, nella consapevolezza del nostro essere al mondo. L’istruzione in ambito penitenziario non si può pertanto ridurre al semplice conseguimento di titoli, ma rappresenta per il detenuto, per l’insegnante e per l’intera società un valore irrinunciabile. L’istruzione in carcere è attuata infatti nel rigoroso rispetto dei principi 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 22/49 P.O.F. 2015/2016 costituzionali, cui si ispirano peraltro anche l’ordinamento penitenziario vigente e i successivi regolamenti attuativi e ha da sempre contribuito in maniera positiva alla formazione, alla crescita e all’integrazione sociale dei detenuti. In questo senso qualunque quadro normativo relativo all’istruzione per gli adulti non può prescindere da una accurata osservazione, rilevazione e specifica conoscenza dell’organizzazione dell’istruzione carceraria, la cui peculiarità rende necessario un approfondimento dei nuclei fondanti e rappresenta il presupposto essenziale per non svuotare i contenuti e gli obiettivi della scolarizzazione dei detenuti. Gli insegnanti che operano all'interno delle sedi carcerarie sono personale di ruolo e con esperienza sul campo, a garanzia della continuità delle attività svolte e dei rapporti con una realtà spesso problematica e in continuo mutamento Il corso di SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI, attivato dall’anno scolastico 2012/2013, si svolge presso la Casa Circondariale di Mammagialla a Viterbo. Da questo anno scolastico è attivo anche il corso serale. Al Percorso di istruzione di secondo livello possono iscriversi gli adulti, anche con cittadinanza non italiana e coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età. Per frequentare il corso è necessario il possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo d'istruzione. Con il corso serale è possibile ottenere il diploma di scuola superiore. Il titolo di studio rilasciato al corso serale, ha lo stesso valore di quello che si ottiene nei corsi tradizionali diurni. ll Diploma di maturità è valido in tutto il territorio europeo e dà la possibilità di inserirsi adeguatamente nel mondo del lavoro l’opportunità di iscrizione a qualsiasi facoltà universitaria. Le lezioni del corso serale, dal lunedì al venerdì, si svolgono in orario pomeridiano presso la sede centrale. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 23/49 P.O.F. 2015/2016 12. QUADRO ORARIO SETTIMANALE DELLE LEZIONI BIENNIO: INDIRIZZO AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING e TURISMO MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/MATERIA ALTERNATIVA ITALIANO STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE 1°LINGUA INGLESE 2 LINGUA COMUNITARIA (Francese – Spagnolo) MATEMATICA SCIENZE INTEGRATE (Scienze della terra e Biologia) SCIENZE INTEGRATE ( Fisica) I^ A N N O ORE 1 4 2 3 3 4 II^ A N N O ORE 1 4 2 3 3 4 2 2 2 SCIENZE INTEGRATE (Chimica) GEOGRAFIA DIRITTO ED ECONOMIA ECONOMIA AZIENDALE INFORMATICA SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE 3 2 2 2 2 2 3 2 2 2 2 TOTALE ORE 32 32 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 24/49 P.O.F. 2015/2016 QUADRO ORARIO CLASSI I^ E II^ AD ORIENTAMENTO SPORTIVO I^ A N N O MATERIE DI INSEGNAMENTO 1 3/2 2 2 3/2 2 2 RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIRITTO ED ECONOMIA MATEMATICA SCIENZE INTEGRATE (SCIENZE DELLA TERRA E BIOLOGIA) SCIENZE INTEGRATE (FISICA) SCIENZE INTEGRATE (CHIMICA) LINGUA INGLESE SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE-SPAGNOLO) INFORMATICA ECONOMIA AZIENDALE GEOGRAFIA SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE TOTALE ORE 3/2 3 2 2 2/3 5 32 II^ A N N O 1 3/2 2 2 3/2 2 2 3/2 3 2 2 2/3 5 32 Educazione fisica, psicomotoria, sportiva, gestione eventi sportivi e specializzazione sportiva *quota flessibilità del 20% (DPR 275 del 1999) Viene ridotto di un’ ora per 26 settimane il monte ore annuo di italiano e di matematica, mentre per 13 settimane verrà ridotta un’ ora di inglese e per le altre 13 settimane un’ora di geografia. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 25/49 P.O.F. 2015/2016 TRIENNIO: QUADRO ORARIO CLASSI III^ IV^ E V^ A F M MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIRITTO MATEMATICA LINGUA INGLESE ECONOMIA POLITICA SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE-SPAGNOLO) INFORMATICA ECONOMIA AZIENDALE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE TOTALE ORE III^ 1 4 2 3 3 3 3 3 2 6 2 IV^ 1 4 2 3 3 3 2 3 2 7 2 V^ 1 4 2 3 3 3 3 3 32 32 32 8 2 QUADRO ORARIO CLASSI III^ IV^ E V^S I A MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIRITTO ECONOMIA POLITICA MATEMATICA LINGUA INGLESE SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE-SPAGNOLO) INFORMATICA ECONOMIA AZIENDALE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE TOTALE ORE 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO III^ IV^ V^ 1 1 1 4 4 4 2 2 2 3 3 2 3 2 3 3 3 3 3 3 3 3 4+3(lab) 5+3(lab) 5+3(lab) 7 7 4 2 2 2 32 Pag. 26/49 32 P.O.F. 2015/2016 32 QUADRO ORARIO CLASSI III^ IV^ E V^ ARTICOLAZIONE “RELAZIONI INTERNAZIONALI PER IL MARKETING” MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIRITTO MATEMATICA LINGUA INGLESE RELAZIONI INTERNAZIONALI SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE-SPAGNOLO) TERZA LINGUA COMUNITARIA TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE ECONOMIA AZIENDALE E GEO POLITICA SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE 1 4 2 2 3 3 2 3 3 2 5 2 III^ IV^ 1 4 2 2 3 3 2 3 3 2 5 2 V^ 1 4 2 2 3 3 3 3 3 TOTALE ORE 32 32 32 MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIRITTO E LEGISLAZIONE TURISTICA GEOGRAFIA TURISTICA MATEMATICA LINGUA INGLESE SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE-SPAGNOLO) TERZA LINGUA COMUNITARIA TEDESCO DISCIPLINE TURISTICHE E AZIENDALI ARTE E TERRITORIO SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE III^ 1 4 2 3 2 3 3 3 3 4 2 2 IV^ 1 4 2 3 2 3 3 3 3 V^ 1 4 2 3 2 3 3 3 3 4 2 4 2 2 2 TOTALE ORE 32 32 32 6 2 QUADRO ORARIO CLASSI III^ IV^ E V^ TURISMO 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 27/49 P.O.F. 2015/2016 QUADRO ORARIO CLASSI III^ IV^E V^ AD ORIENTAMENTO SPORTIVO S.I.A. MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIRITTO MATEMATICA LINGUA INGLESE SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE-SPAGNOLO) ECONOMIA POLITICA INFORMATICA ECONOMIA AZIENDALE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE TOTALE ORE III^SPORT. IV^SPORT.V^SPORT. 1 1 1 4/3 4/3 4 2 2 2 3 3/2 2 3 3 3 3 3 3 3/2 3 2 3/2 4+2(lab) 5+2(lab) 5+2(lab) 7 7 4 2 2 2 32 32 32 Educazione fisica, psicomotoria, sportiva, gestione eventi sportivi e specializzazione sportiva *quota flessibilità del 20% (DPR 275 del 1999) Viene ridotto di un’ ora per 26 settimane il monte ore annuo di italiano e di Francese il curricolo di Economia Aziendale verrà ampliato con percorsi specifici riguardanti la contabilità di società sportive QUADRO ORARIO CLASSI III^ IV^ E V^ AD ORIENTAMENTO SPORTIVO A.F.M. MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIRITTO MATEMATICA LINGUA INGLESE SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE-SPAGNOLO) ECONOMIA POLITICA INFORMATICA ECONOMIA AZIENDALE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE TOTALE ORE III^SPORT. IV^SPORT. V^SPORT. 1 1 1 4/3 4/3 4/3 2 2 2 3/2 3/2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 2 3 2 2 6 7 8 2 2 2 32 32 32 Educazione fisica, psicomotoria, sportiva, gestione eventi sportivi e specializzazione sportiva *quota flessibilità del 20% (DPR 275 del 1999) Viene ridotto di un’ ora per 26 settimane il monte ore annuo di italiano e di Diritto, il curricolo di Economia Aziendale verrà ampliato con percorsi specifici riguardanti la contabilità di società sportive. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 28/49 P.O.F. 2015/2016 ORARIO CORSO SERALE E SCUOLA CARCERARIA INDIRIZZO AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING ARTICOLAZIONE “SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI” MATERIE DI INSEGNAMENTO RELIGIONE/ATTIVITÀ ALTERNATIVE LINGUA E LETTERATURA ITALIANA ( classe di concorso 050) STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE( classe di concorso 050) DIRITTO ( classe di concorso 019) MATEMATICA ( classe di concorso 048/049j) LINGUA INGLESE (classe di concorso 0346) ECONOMIA POLITICA ( classe di concorso 019) SECONDA LINGUA COMUNITARIA FRANCESE ( classe di concorso 0246) INFORMATICA( classe di concorso 042) LABORATORIO DI INFORMATICA ( classe di concorso C300) ECONOMIA AZIENDALE ( classe di concorso 017) 3 2 2 3 2 2 2 3 (2) 4 TOTALE ORE 23 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 29/49 III^ IV^ 1 3 2 3 3 2 2 V^ 1 3 2 1 3 2 2 3 (2) 4 4 (2) 5 23 23 P.O.F. 2015/2016 13. ORGANIZZAZIONE DEL P.O.F. Il P.O.F. dell’I.T.C. “Paolo Savi” si costruisce su 7 linee guida Alternanza scuola- lavoro Educazione ambientale Implementazione della lingua inglese Dimensione europea dell’apprendimento e insegnamento (CLIL) Cittadinanza e Costituzione Didattica attiva con le nuove tecnologie Piano annuale per l’inclusione e per il sostegno Abbiamo deciso di potenziare la lingua italiana in considerazione della sua trasversalità e della valenza didattica che riveste. ALTERNANZA SCUOLA LAVORO In conformità al nuovo modo di concepire i rapporti tra scuola e mondo esterno e secondo quanto indicato dalla normativa europea, statale e regionale, la scuola ha dato inizio ad attività di stages/tirocinio e mini stages coinvolgendo aziende del territorio allo scopo di avvicinare gli allievi al mondo delle imprese e le loro problematiche. L’alternanza scuola-lavoro, sia sotto forma di stages, sia sotto forma di simulazione d’impresa, consente la diffusione della “cultura del lavoro” offrendo forme di collaborazione e d’integrazione, tra mondo della scuola e mondo economico locale. Le finalità tendono a rafforzare le competenze acquisiste dagli alunni durante il corso di studi e in particolare durante il triennio; rendere il corso di studi più aggiornato e stimolante; acquisire la consapevolezza di impegnarsi per raggiungere un titolo spendibile nel mercato del lavoro; contribuire ad un più efficace orientamento in uscita degli studenti. EDUCAZIONE AMBIENTALE L’attività di educazione ambientale è pensata per sviluppare comportamenti responsabili e offrire spunti di approfondimento e riflessione a docenti e alunni. La scuola crede veramente che la creazione di una coscienza ambientale nelle nuove generazioni, sia il primo fondamentale passo per la tutela del nostro patrimonio e per lo sviluppo di un mondo più sostenibile. Siamo consapevoli che lo sviluppo sostenibile sia un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale. Tale processo lega, in un rapporto di interdipendenza, la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali alla dimensione economica, sociale ed istituzionale, al fine di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, evitando di compromettere la capacità delle future di soddisfare i 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 30/49 P.O.F. 2015/2016 propri. In questo senso la sostenibilità dello sviluppo è incompatibile in primo luogo con il degrado del patrimonio e delle risorse naturali (che di fatto sono esauribili) ma anche con la violazione della dignità e della libertà umana, con la povertà ed il declino economico, con il mancato riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità. IMPLEMENTAZIONE DELLA LINGUA INGLESE La necessità di dare maggiore spazio allo studio della lingua inglese, deriva dalla consapevolezza dell’importanza che riveste, nella società contemporanea, la conoscenza e la capacità di esprimersi scorrevolmente in questa lingua. Nel tempo abbiamo verificato che i nostri alunni hanno difficoltà nel rapportarsi con gli altri esprimendosi in una lingua che non sia la lingua madre, pertanto riteniamo di dover espletare ogni possibile opportunità che permetta loro di migliorare l’uso dell’inglese. A tal fine abbiamo avviato un contatto con la Scuola Americana di Viterbo, che consiste nell’ inserimento di alcuni di loro nelle nostre classi, a partire dalle classi II. Faremo inoltre attività con il madrelingua nelle classi IV e anche quest’anno attiveremo corsi per la preparazione al PET, sia per alunni che per insegnanti. Nel corrente anno scolastico potremo usufruire della presenza di una assistente di lingua americana messaci a disposizione dal MIUR per 8 ore settimanali. La impiegheremo nelle classi V^ e nella classe terza di Turismo. Per quanto riguarda il CLIL presso il nostro Istituto già dall’A.S. 2013-2014 sono stati attivati corsi di formazione per gli insegnanti che saranno coinvolti nelle attività previste dalla nuova normativa per le classi quinte. Gli insegnanti in sede di riunione dipartimentale hanno già provveduto all’individuazione delle unità didattiche che saranno veicolate in lingua inglese. Tutte le 7 classi V^ e IV e le classi III dei corsi RIM e SIA dell’Istituto potranno pertanto attivare i percorsi CLIL. DIMENSIONE EUROPEA DELL’APPRENDIMENTO E DELL’INSEGNAMENTO Per rispondere all’obiettivo di adeguarsi ai processi di europeizzazione, la scuola promuove iniziative che favoriscono, nelle nuove generazioni, lo sviluppo dei valori della civiltà europea e del senso di una comune identità. Gli alunni vengono messi in contatto e-mail con i corrispondenti della scuola estera e successivamente viene realizzato lo scambio di ospitalità nel corso dell’anno scolastico successivo. La durata dello scambio varia in base al paese e agli accordi presi con il partner. La scuola si sta attrezzando per promuovere l’insegnamento di una disciplina in lingua inglese. Già dal corrente anno scolastico sono stati individuati dei docenti, uno per ogni classe V, che inizierà con una unità didattica in lingua . Quest’anno la commissione proporrà i progetti Erasmus Plus + Chiave 1 mobilità per l’apprendimento e chiave 2: partenariati strategici. CITTADINANZA E COSTITUZIONE Cittadinanza e Costituzione è l'insegnamento introdotto nelle scuole di ogni ordine e grado con la legge n. 169 del 30.10.2008. Con il termine Cittadinanza si vuole indicare la capacità di sentirsi cittadini attivi, che esercitano diritti inviolabili e rispettano i doveri inderogabili della società di cui fanno parte. Lo studio della Costituzione, invece, permette non solo di conoscere il documento fondamentale 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 31/49 P.O.F. 2015/2016 della nostra democrazia ma anche di fornire una mappa di valori utile per esercitare la cittadinanza a tutti i livelli. L'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione ha dunque l'obiettivo di insegnare alle giovani generazioni come esercitare la democrazia nei limiti e nel rispetto delle regole comuni. Educare alla cittadinanza e alla Costituzione è anche l’occasione per costruire nelle nostre classi, dove sono presenti ragazze e ragazzi con provenienze, storie, tradizioni e culture diverse, delle vere comunità di vita e di lavoro, che cerchino di dare significati nuovi alla convivenza ed elaborino percorsi che costruiscano contemporaneamente identità personale e solidarietà collettiva, competizione e collaborazione. Nella nostra Scuola si procederà all’ approfondimento dello studio della Costituzione anche mediante la riflessione su problematiche attuali: – messa in pratica della cittadinanza agita anche attraverso la promozione dell’impegno in prima persona per il benessere proprio e altrui nel volontariato; – promozione del rispetto e della tutela dell’ambiente quale bene comune; – promozione del fair play e dei valori positivi insiti nello sport e nelle competizioni di qualsiasi tipo; – principi di educazione stradale al fine di riconoscere l’importanza della responsabilità nelle proprie scelte e nelle proprie azioni. La nostra scuola partecipa per approfondire la conoscenza, lo studio, la riflessione critica relative alle tematiche costituzionali proposti dalle Camere del Senato e dei Deputati, con il MIUR, quali: un giorno in Senato, giornata di formazione a Montecitorio, e dalle Aule Parlamentari alle aule di scuola. Il nostro Istituto collabora con l’Unicef ed ha ottenuto il riconoscimento di “Scuola Amica”. DIDATTICA ATTIVA CON LE NUOVE TECNOLOGIE L'insieme delle tecnologie per la didattica è costituito da tutti quegli strumenti hardware o software, da tutte quelle tecnologie, che possono essere utilizzate per facilitare l'apprendimento degli studenti e l'insegnamento da parte dei professori; anche se possono essere state inizialmente inventate con altri fini. Qualsiasi processo di apprendimento - qualunque sia la sua strategia o modello psicologico - si serve di qualche tecnologia, di qualche strumento didattico. La semplice penna, la scrittura, il libro, la stampa, la lavagna, ecc., sono degli strumenti didattici. Quando parliamo di tecnologie per la didattica, quindi, non dovremmo pensare solo, per esempio, al videoregistratore o al computer. Siamo convinti che le nuove tecnologie favoriscano delle strategie d'insegnamento basate molto di più sull'approccio costruttivistico; in cui i ragazzi sono chiamati ad essere gli attori principali del processo di apprendimento; in cui è fondamentale una costruzione personale e attiva del proprio sapere a partire dai propri bisogni e dalle proprie motivazioni; in cui non si ascolta passivamente la lezione dell'insegnante e poi si ripassa lo stesso argomento sul manuale nel chiuso della propria stanza, ma si collabora attivamente e continuamente con i compagni e gli insegnanti; in cui il contesto in cui si studia è fondamentale e in cui la valutazione non è qualcosa di separato dal loro fare quotidiano. In un tale modello didattico il ruolo dell'insegnante si modifica profondamente; il docente cessa di essere la fonte principale delle informazioni; diventa sempre di più un "facilitatore", un consigliere, un organizzatore del lavoro altrui. Il problema con cui si scontrano gli studenti di oggi 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 32/49 P.O.F. 2015/2016 non è quello di "avere" le informazioni, ma quello di recuperarle, renderle attive, strutturarle, riflettere su di esse in modo critico. Le conoscenze specifiche che l'insegnante ha nella sua disciplina diventano meno importanti, mentre acquistano maggiore importanza le sue capacità metodologiche e didattiche generali. Abbiamo previsto che lo studio dei nuovi media debba avvenire non già in spazi autonomi, ma all'interno del normale curriculum didattico. Così, ad esempio, una introduzione all'uso dei programmi di videoscrittura potrebbe avvenire nell'ambito dell'insegnamento di italiano, col vantaggio di presentare tale strumento informatico non in maniera 'tecnica' ed astratta, ma nel contesto nel quale la discussione della pratica della scrittura si inserisce in maniera più naturale e consapevole. Analogamente, la lezione di matematica potrebbe fornire il contesto nel quale imparare ad utilizzare programmi di calcolo, un addestramento all'uso dei fogli elettronici potrebbe accompagnare lo studio delle procedure di stesura e verifica di un bilancio, CD-ROM e strumenti multimediali potrebbero integrare la lezione frontale un po' in tutte le materie, ma in particolare nello studio delle lingue straniere e delle scienze e così via. Questo approccio si basa sull'idea che la rivoluzione digitale abbia una portata globale e una natura intrinsecamente trasversale, coinvolgendo potenzialmente tutte le discipline e tutti gli insegnanti. L’INCLUSIONE Piano annuale per l’inclusione (PAI) Protocollo per l’inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L’Istituto Tecnico Economico Paolo Savi di Viterbo si propone di potenziare la cultura dell’inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di ogni alunno che, con continuità o per determinati periodi, manifesti Bisogni Educativi Speciali. A tal fine si intende: creare un ambiente accogliente e supportivo ; sostenere l’apprendimento attraverso una revisione del curricolo, sviluppando attenzione educativa in tutta la scuola; promuovere l’attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento; centrare l’intervento sulla classe in funzione dell’alunno; favorire l’acquisizione di competenze collaborative; promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante. Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l’apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l’utilizzo di facilitatori e l’analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali. Destinatari Sono destinatari dell’intervento a favore dell’inclusione scolastica tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali comprendenti: -disabilità (ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77); 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 33/49 P.O.F. 2015/2016 -disturbi evolutivi specifici –DSA (Legge 170/2010, Legge 53/2003); -alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale. Definizione di Bisogno Educativo Speciale Un bisogno educativo speciale è una difficoltà che si evidenzia in età evolutiva negli ambiti di vita dell’educazione e/o apprenditivo. Si manifesta in un funzionamento problematico, anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale; necessita di un piano educativo individualizzato o personalizzato. La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 ricorda che “ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”. Risorse 1. Risorse umane • • • • • • • • Dirigente Scolastico Coordinatore per le attività di sostegno Referente DSA Coordinatore gruppo accoglienza Figura strumentale per l’autovalutazione d’istituto Docenti per le attività di sostegno Coordinatori di classe Personale ATA Organi collegiali: Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI) L’Istituto Tecnico Paolo Savi istituisce il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione ( GLI) al fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazione di difficoltà, come stabilito dalla D.M. 27 dicembre 2012 e dalla Legge 53/2003, attraverso la programmazione di un” Piano Annuale per l’Inclusione”. Compiti e funzioni del GLI 1. Rilevazione dei BES, monitoraggio e valutazione 2. Raccolta e documentazione degli interventi educativo-didattici 3. Consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie e metodologie di gestione delle classi 4. Raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai G.L.H. operativi 5. Elaborazione di un “Piano Annuale per l’Inclusione” 6. Interfaccia con CTS e servizi sociali e sanitari territoriali per attività di formazione, tutoraggio ecc. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 34/49 P.O.F. 2015/2016 Composizione del gruppo E’ presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato; è costituto dal gruppo di sostegno, dal coordinatore del progetto di accoglienza, dalle figure strumentali, da una rappresentanza dei docenti coordinatori. Consiglio di Classe 1. Individuazione Il Consiglio di classe ha il compito di indicare in quali casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative e dispensative sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, e sulla base della eventuale documentazione clinica e/o certificazione fornita dalla famiglia. 2. Coordinamento con il GLI 3. Comunicazione con la famiglia ed eventuali esperti 4. Predisposizione del PDP Il Consiglio di classe deve predisporre un piano didattico personalizzato (PDP) che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio scolastico, tranne nei casi di disabilità. Il PDP deve essere firmato dalla famiglia, dal Consiglio di classe e dal Dirigente Scolastico. GLH operativo Compiti e funzioni Il GLH operativo elabora il piano educativo individualizzato in presenza della certificazione di disabilità, come stabilito dalla legge 104/92. GLH d’Istituto Compiti e funzioni E’ composto dal DS, dal coordinatore delle attività di sostegno, dai docenti di sostegno, dai rappresentanti dei servizi territoriali e dalle famiglie. Nel mese di giugno discute e recepisce la proposta di “Piano Annuale per l’inclusione”. Nel mese di settembre adatta la proposta di Piano Annuale per l’inclusione in base alle risorse assegnate alla scuola. Collegio dei Docenti -Discute e delibera il piano annuale. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 35/49 P.O.F. 2015/2016 -All’ inizio di ogni anno scolastico discute e delibera gli obiettivi proposti dal GLI da perseguire e le attività da porre in essere che confluiranno nel piano annuale di inclusione. - Al termine dell’anno scolastico verifica i risultati ottenuti. 1. Risorse strumentali Nell’arco degli anni la scuola si è dotata di attrezzature e ausili informatici specifici che possano rispondere in modo adeguato ai bisogni speciali dei nostri alunni con bisogni educativi speciali come la lavagna interattiva multimediale, audiobook, sintesi vocale. MODALITA’ D’INTERVENTO L’istituto cerca di migliorare il proprio livello di inclusione coordinando tutti i progetti per alunni con Bisogni Educativi Speciali in una strategia che accresca la capacità della scuola di rispondere ai bisogni delle diversità. ORGANIZZAZIONE 1) A livello di istituto 1. Organizzazione scolastica generale - classi aperte - compresenza - uso specifico della flessibilità 2. Sensibilizzazione generale - Promozione di attività di sensibilizzazione generale, attraverso cicli di film, letture ed altro, al fine di evitare atteggiamenti pietistici e compassionevoli. 3. Articolazione degli spazi e delle posizioni - accessibilità interna ed esterna - ubicazione delle classi - posizione dei banchi 4. Alleanze extrascolastiche - ASL - famiglie - associazioni coinvolte nel sociale 5. Formazione L’Istituto propone attività di aggiornamento e formazione che formino tutti i docenti ai temi dell’educazione inclusiva e, in particolare, aiutino effettivamente a migliorare la loro capacità di attivare le metodologie dell’apprendimento cooperativo e del peer tutoring. 2) A livello di gruppo- classe - Utilizzo dei modelli di apprendimento cooperativo e di tutoring; - potenziamento del metodo di studio soprattutto nelle classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza; - recupero dei prerequisiti per le classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza; 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 36/49 P.O.F. 2015/2016 - attivazione di percorsi inclusivi; - elaborazione chiara dei livelli minimi attesi per le varie discipline. 3)Specifico per l’alunno con BES Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato redatto in un piano che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, attraverso un’elaborazione collegiale, le scelte educativo-didattiche. A)Piano Educativo Individualizzato (PEI) Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo Individualizzato (PEI) ad opera del GLH operativo. B) Piano Didattico Personalizzato (PdP) -Per gli alunni con DSA le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso un’azione formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative; - negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli mini attesi per le competenze in uscita e gli strumenti e strategie didattiche. L’attivazione del PdP è deliberata in Consiglio di classe, firmato dal Dirigente Scolastico, dai docenti e dalla famiglia. La famiglia autorizza in forma scritta il trattamento dei dati sensibili. Alunni con disabilità L’istituto accoglie gli alunni disabili organizzando le attività didattiche ed educative attraverso il supporto dei docenti specializzati, e di tutto il personale docente ed Ata. Il docente di sostegno svolge una funzione di mediazione fra tutti le componenti coinvolte nel processo di integrazione dell’alunno disabile, la famiglia, gli insegnanti curricolari, le figure specialistiche delle strutture pubbliche. All’inizio dell’anno scolastico, in base alle esigenze emerse dopo un congruo periodo di osservazione, stabilisce in accordo con il Dirigente scolastico un orario didattico temporaneo. A tal fine, si individuano insieme al C.d.C., le discipline in cui intervenire. Il docente specializzato cura i rapporti con i genitori e con la Asl di riferimento; redige congiuntamente con i referenti del Servizio sanitario nazionale, con i genitori e il Consiglio di classe il Pei ed il PdF; partecipa ai G.L.H.O., ai G.L.H. d’Istituto e alle riunioni del gruppo di lavoro per l’inclusione; tiene un registro per le attività di sostegno; alla fine dell’anno scolastico riferisce il suo operato in una relazione finale. GLH d’Istituto Composizione: Dirigente scolastico, referente dei docenti di sostegno, docenti per le attività di sostegno, referente Asl, referente Enti locali, operatori specialistici. Si riunisce due volte all’anno e/o ogni volta venga ritenuto necessario. Compiti: -Analizza la situazione complessiva dell’Istituto con riferimento alle strutture, alle risorse umane e materiali, agli alunni in situazioni di disabilità. -Cura i rapporti con le Asl e con le associazioni delle persone disabili. -Formula proposte di tipo organizzativo e progettuale per il miglioramento dell’integrazione degli alunni disabili nell’istituto. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 37/49 P.O.F. 2015/2016 -Propone le spese per l’acquisto di materiali ed attrezzature per le varie attività didattiche previste per ciascun P.E.I. GLH operativi Composizione: Dirigente scolastico, Docente referente se necessario, Docente coordinatore, Docenti curricolari, Docenti di sostegno dell’alunno disabile, Genitori dell’alunno disabile, Operatori Asl, A.E.C. se richiesto, altro personale che opera con l’alunno disabile. Nel caso in cui fosse necessario, si prevede la possibilità di riunire G.L.H. straordinari, concordando la presenza degli operatori sanitari. Funzioni: -progettazione e verifica del PEI; -stesura e verifica del PDF. -individuazione e programmazione delle modalità operative, delle strategie, degli interventi e degli strumenti necessari all’integrazione dell’alunno disabile. Scelte metodologiche e didattiche All’interno delle varie classi con alunni con disabilità si adottano strategie e metodologie favorenti l’inclusione e il lavoro di gruppo come l’apprendimento cooperativo e il tutoring, le attività di tipo laboratoriale, le lezioni differite. Per programmare gli interventi didattici in base alle esigenze degli alunni si adotta, ove possibile, una programmazione per aree disciplinari. • Verifica e valutazione: Gli studenti diversamente abili sono valutati in base al Pei. Il Pei può essere: - curricolare o globalmente riconducibile alla programmazione oppure totalmente differenziato. Le verifiche, orali e scritte, concordate con i docenti curriculari, possono essere equipollenti e/o prevedere tempi più lunghi di attuazione. • Individualizzazione dei percorsi d’apprendimento Nella programmazione educativa individualizzata si promuoveranno itinerari che sollecitino l’autonomia personale, sociale e didattica, limitando quanto possibile la dipendenza dell’alunno dal docente per le attività di sostegno. Nel caso di adozione di programmazione differenziata si svilupperanno tutti i raccordi possibili con la programmazione della classe in modo da favorire l’inclusione dell’alunno. Le attività di sostegno si svolgono prevalentemente in classe, solo in casi rari ed eccezionali si possono prevedere attività in rapporto uno a uno. • Continuità educativo-didattica. L’istituto considera la continuità educativo-didattica come fattore facilitante il processo di apprendimento dell’alunno con disabilità e per questo si creano le condizioni, affinché l’insegnante per le attività di sostegno assegnato ad una classe permanga, per quanto possibile, anche negli anni successivi. • Procedure di accoglienza Il referente per le attività di sostegno, o un docente di sostegno delegato, incontra i docenti della scuola di provenienza dell’alunno e i suoi genitori, nel mese di maggio, per formulare progetti per l’integrazione. Il referente verifica la documentazione pervenuta e attiva risposte di tipo organizzativo per accogliere l’alunno stesso (richiesta AEC, assistenza di base, trasporto, 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 38/49 P.O.F. 2015/2016 strumenti e ausili informatici etc. ). Il docente per le attività di sostegno assegnato alla classe informa il Consiglio sulle problematiche relative all’alunno, incontra i genitori all’inizio dell’anno scolastico, prende contatti con gli specialisti della ASL, collabora con gli insegnanti curricolari al fine di creare un clima di collaborazione e di inclusione per gli alunni diversamente abili. Il referente per le attività di sostegno predisporrà all’inizio dell’attività scolastica tutte le attività volte ad accogliere l’alunno diversamente abile, assieme al docente referente dell’accoglienza. Gli alunni con disabilità grave saranno affiancati da un alunno tutor. Durante l’accoglienza, il docente di sostegno assieme al C.d.C. proporrà attività di orientamento volte a migliorare l’efficacia dello studio. Orientamento in entrata Le famiglie che vogliono conoscere l’offerta formativa dell’Istituto per gli alunni disabili possono usufruire di un servizio di informazione e consulenza da parte del referente per le attività di sostegno, o altro docente di sostegno delegato. In base ai diversi bisogni educativi evidenziati, ai colloqui con i genitori e con i docenti della scuola di provenienza, si cerca di individuare il corso di studi più adatto all’alunno. Orientamento in uscita In base al “progetto di vita” individuato nel P.E.I. l’alunno e la famiglia possono usufruire di varie attività di orientamento. Tali attività vengono progettate in collaborazione con la figura strumentale competente. Alternanza scuola-lavoro Il docente di sostegno, su delega del Consiglio di classe, collabora con la figura strumentale preposta a tale attività, per individuare le attività che l’alunno con disabilità può svolgere, per facilitare l’inserimento nell’attività di tirocinio e partecipare come tutor, se necessario. Nell’ultimo GLH operativo del terzo anno e/o nel primo del quarto anno si stabiliscono le modalità più adeguate per costruire un percorso di alternanza scuola-lavoro, che vengono riferite alla figura strumentale; si tiene conto della compartecipazione degli Enti locali (soprattutto per i casi più gravi). Alunni con disturbi evolutivi specifici 1) Alunni con DSA (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011) I disturbi specifici di apprendimento (DSA) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità intellettive adeguate all’età anagrafica. La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata” come strumento di garanzia del diritto allo studio introducendo strumenti compensativi e misure dispensative. Il processo di gestione e produzione della documentazione relativa agli alunni con DSA prevede due articolazioni corrispondenti 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 39/49 P.O.F. 2015/2016 rispettivamente alla redazione del PdP per gli alunni DSA accertati e all’individuazione di alunni a rischio DSA (screening DSA). Entrambe le procedure sono gestite dal coordinatore di classe. Redazione del PdP • La famiglia Inoltra la documentazione alla segreteria didattica dell’istituto: all’atto dell’iscrizione o alla formulazione della diagnosi, con o senza richiesta del PdP. Assume la corresponsabilità del progetto educativo-didattico, collaborando alla stesura. Si impegna ad avere colloqui mensili con i docenti del Consiglio di classe e il coordinatore di classe. • La certificazione La diagnosi presentata dalla famiglia può essere rilasciata da una struttura privata in via provvisoria, in attesa del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate. Negli anni terminali le certificazioni dovranno essere presentate entro il 31 marzo (art.1 R.A. n.140 del 25 luglio 2012). • Segreteria didattica Informa le famiglie della possibilità di richiedere il PDP alla consegna della documentazione. Predispone l’elenco degli alunni DSA per il responsabile DSA della scuola. • Responsabile DSA Consegna la documentazione al CdC, nel primo consiglio dopo il ricevimento della documentazione. Provvede all’eventuale convocazione degli specialisti e dei genitori al ccl, su esplicita richiesta della famiglia. • Consiglio di classe e coordinatore Valuta la necessità di un PdP per l’alunno. Se richiesto dalla famiglia o ritenuto necessario dal consiglio di classe, anche in assenza di esplicita richiesta, predispone il PDP su apposito modello previsto dall’istituto e disponibile sul sito nell’area modulistica. Consegna il PdP al Dirigente. Il CdC monitora il piano di studi personalizzato nel corso dell’anno, il coordinatore comunica alla famiglia l’esito del monitoraggio. • Il Dirigente Scolastico Prende visione del PdP e lo firma. • Coordinatore Condivisione del PdP con le famiglie che deve essere firmato dai genitori, dall’alunno e dagli specialisti se presenti. Il PdP deve essere sottoscritto sia in caso di accettazione sia in caso di rifiuto. L’originale viene depositato in segreteria didattica e conservato nel fascicolo dell’alunno. In caso di rifiuto del Pdp l’originale viene depositato in segreteria didattica e conservato nel fascicolo dell’alunno. Nel primo consiglio di classe utile si verbalizza che nonostante la mancata accettazione da parte della famiglia il consiglio di classe si riserva di riformularlo e di riproporne l’uso in caso di necessità. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 40/49 P.O.F. 2015/2016 2) Alunni con altri disturbi evolutivi specifici Gli alunni con disturbi specifici che non rientrano nella categorie stabilite dalla Legge 104/92 possono usufruire di un piano di studi personalizzato e delle misure previste dalla Legge 170/2010. Rientrano in questa categoria ad esempio gli alunni con: -deficit del linguaggio; -deficit delle abilità non verbali; -deficit nella coordinazione motoria; -deficit dell’attenzione e iperattività (in forma grave tale da compromettere il percorso scolastico); -funzionamento cognitivo limite; -disturbo dello spettro autistico lieve( qualora non previsto dalla legge 104) ecc. • Individuazione Il Consiglio di classe prende in esame la documentazione clinica e/o la certificazione presentata dalla famiglia. Il Consiglio di classe, qualora ravvisi difficoltà nel percorso scolastico dell’alunno che possono essere riconducibili a disturbi evolutivi specifici, informa la famiglia. • Predisposizione del Piano di studi personalizzato Il Consiglio di classe predispone gli interventi di inclusione assumendosi la responsabilità pedagogico-didattica. Possono essere previste misure compensative e dispensative, nonché progettazioni e strategie didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. Qualora la certificazione clinica o la diagnosi non sia stata presentata, il CdC dovrà motivare opportunatamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche. • Il coordinatore di classe può chiedere la consulenza del GLI. • La famiglia collabora alla stesura del PdP assumendo la corresponsabilità del progetto educativo. • Il CdC delibera l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato. • Attivazione del piano di studi personalizzato Il piano di studi personalizzato può essere attivato solo se la famiglia lo sottoscrive. In caso di rifiuto la famiglia sottoscrive la non accettazione del piano. • Documentazione Il coordinatore di classe è responsabile della documentazione che dovrà essere consegnata al Dirigente Scolastico che prende visione del PdP e lo firma. • Valutazione Il Consiglio di classe assume la responsabilità pedagogico-didattica ai fini valutativi. Alunni con svantaggio socio-economico, linguistico e/o culturale 1) Area dello svantaggio socioeconomico e culturale 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 41/49 P.O.F. 2015/2016 Tali tipologie di Bes, fermo restando le procedure descritte precedentemente, dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei servizi sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio. 2) Area dello svantaggio linguistico e culturale. In tale tipologia rientrano tutti gli alunni immigrati di prima e seconda generazione. Per loro vanno attivati, oltre che a corsi di alfabetizzazione , attività che prevedano l’inclusione culturale. Riferimenti legislativi Legge 517/1977 Legge 104/92 Legge 503/2003 C.M. n.24 del 1/3/2006 Legge 170/2010 C.M. n.2 dell’8 gennaio 2010 D.M. 27 dicembre 2012 C.M. n.8 del 6 marzo 2013 Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA 14. OFFERTA FORMATIVA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA Il nostro Istituto attua la programmazione a vari livelli (Collegio dei Docenti, Dipartimenti Disciplinari, Consigli di Classe, Piano di lavoro annuale del docente) che costituisce un “unicum” che tende a migliorare il servizio scolastico, fissando finalità, obiettivi e strategie d’intervento, per l’acquisizione di COMPETENZE TRASVERSALI – OPERATIVE, avendo come riferimento il Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) definito dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, allegato A) α) OBIETTIVI COMPORTAMENTALI: Seguire le lezioni in modo partecipato e ordinato; Impegnarsi in tutte le discipline senza selezionare a priori; Svolgere i compiti assegnati nei tempi previsti ed essere puntuali agli appuntamenti valutativi; • Usare un linguaggio corretto e comunque rispettoso delle opinioni altrui; • Accettare i propri limiti e impegnarsi a superarli riconoscendo le proprie capacità; • • • 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 42/49 P.O.F. 2015/2016 Collaborare con il gruppo lavoro in modo costruttivo; Osservare scrupolosamente il Regolamento d’Istituto (orario di ingresso, spostamento nelle aule ecc..); • Rispettare l’ambiente di lavoro/studio e il materiale scolastico; • Comportarsi educatamente con i compagni, gli insegnanti e tutto il personale che opera nella scuola. • • β) • • • • • • • • OBIETTIVI COGNITIVI: Acquisire i contenuti fondamentali di ogni disciplina e saperli utilizzare; Esporre sia oralmente che per iscritto i contenuti di studio in modo logico e pertinente, rispettando le strutture grammaticali e sintattiche; Comunicare in modo appropriato, utilizzando linguaggi specifici; Interpretare e comprendere testi di vario genere, Analizzare situazioni, problemi e processi; Individuare strategie per risolvere problemi; Apprendere in modo autonomo; Utilizzare le tecnologie informatiche. c)COMPETENZE TRASVERSALI – OPERATIVE DI CITTADINANZA ATTIVA. ACQUISIRE 1) conoscenze e abilità disciplinari necessarie per applicare principi e processi nello studio e nella vita quotidiana 2) un lessico specifico e curato da utilizzare in modo adeguato in diversi contesti 3) un metodo di lavoro finalizzato ad organizzare e reimpostare le attività in modo autonomo, per accedere in maniera personale ad altri saperi 4) un graduale e consapevole senso dell’ordine, della precisione e dell’estetica 5) la capacità di documentare il proprio lavoro e di argomentare le proprie opinioni 6) acquisire il senso della legalità come rispetto delle regole, al fine di giungere alla formazione di una morale civile. 15. AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA Come previsto dalla normativa vigente e dal C.C.N.L. Scuola, al P.O.F. devono essere collegati tutti i progetti che i docenti, sia singolarmente, sia in gruppo, non necessariamente coincidenti con il Consiglio di Classe, si propongono di attuare, allo scopo di operare con maggiore incidenza sulla formazione e sulla crescita culturale e umana degli alunni, anche, al fine, per gli alunni del triennio, dell’attribuzione del credito formativo. La scuola favorisce il raccordo con Enti e Associazioni locali e con altre scuole. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 43/49 P.O.F. 2015/2016 I progetti che caratterizzano l’Offerta Formativa dell’Istituto sono i seguenti: a) CENTRALITA’ E BENESSERE DELLO STUDENTE: EDUCAZIONE STRADALE Corso di approfondimento delle conoscenze in materia di educazione stradale e Corso di guida sicura • Tale corso, che ha lo scopo di promuovere la formazione dei giovani in materia di comportamento stradale, viene integrato da più approfondite nozioni di educazione alla legalità. Finalità del Corso: 1) Educazione alla legalità 2) Acquisizione di una maggiore consapevolezza della necessità di comportarsi in modo responsabile ed attento per garantire la sicurezza stradale 3) Abbandono dei comportamenti pericolosi. Metodologie e strumenti usati: 1) Incontri con la Polizia 2) Lezioni di guida sicura presso l’Autodromo di Vallelunga 3) Partecipazione ad attività e manifestazioni organizzate e patrocinate dalle istituzioni coinvolte. • EDUCAZIONE ALLA SALUTE Allo scopo di informare, prevenire e promuovere il benessere psico-fisico degli studenti, la scuola annualmente programma una serie di iniziative anche in collaborazione con Enti esterni quali la ASL, l’AVIS, l’ADMO. Nella sede dell’istituto è a disposizione un’aula per il CIC (centro informazione e consulenza). Già dal trascorso anno scolastico abbiamo attivato una collaborazione con uno psicologo che ogni martedì è a disposizione di alunni e docenti. Quest’anno saranno organizzati corsi finalizzati all’acquisizione delle norme essenziali per una corretta alimentazione, di prevenzione all’alcolismo, droghe e malattie sessualmente trasmissibili tenuti dal personale della CRI e da altro personale specializzato. • AVVIAMENTO ALLA PRATICA SPORTIVA La scuola organizza corsi nelle varie discipline per avviare gli studenti all’attività sportiva. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 44/49 P.O.F. 2015/2016 • VIAGGI D’ISTRUZIONE E VISITE GUIDATE L’Istituto, sulla base delle proposte presentate dai Consigli di classe, relativi alla partecipazione di almeno due terzi degli alunni e articolate secondo il modello di Kit allegato al POF, organizza, per le classi PRIME e SECONDE visite guidate in base alla programmazione didattica e per le classi TERZE E QUARTE, viaggi d’istruzione di più giorni in alcune località più significative per arte, cultura, tradizione, in ambito italiano associate ad uno stage. Per gli studenti delle CLASSI QUINTE potranno essere organizzati viaggi anche in ambito europeo, con le stesse modalità . • SCACCHI Gli Scacchi rientrano nell’offerta formativa d’insegnamento facoltativo per l’ indirizzo sportivo in quanto sport riconosciuto dal CONI e in attesa di essere inserito tra le discipline sportive ammesse alle Olimpiadi. Il progetto ha come obiettivi lo sviluppo mentale, la formazione del carattere e la formazione della coscienza sociale. • CIC E’ presente nella scuola un servizio di sportello di ascolto con la presenza di uno psicologo che aiuta i ragazzi ad affrontare le problematiche proprie dell’età adolescenziale e i docenti a comprendere talune dinamiche relazionali e personali che si manifestano tra i ragazzi. • EDUCAZIONE FINANZIARIA Il progetto nasce a seguito dell’intesa MIUR- BANCA D’ITALIA e si propone di trattare i principali sistemi di pagamento, la moneta e il sistema finanziario per favorire una corretta educazione economico-finanziaria. • ATTIVITÀ SPORTIVA PISCINA, TREKING E KARATE Il progetto è rivolto agli studenti del corso ad indirizzo sportivo • LO SCIENZIATO PER UN’ORA Il progetto , attraverso la didattica laboratoriale, favorisce l’esplorazione e la scoperta della realtà “praticando” in modo consapevole il metodo sperimentale per studiare la chimica e la biologia. • SPORTELLO AMICO Il progetto prevede la realizzazione di sportelli didattici tenuti dagli studenti del triennio con ottime valutazioni che mettono le proprie competenze a disposizione dei compagni per chiarimenti, approfondimenti o esercitazioni nelle discipline prescelte. I tutor riceveranno, dopo 10 ore di sportello, l’attribuzione del credito scolastico previsto per i corsi interni. Oltre la duplice finalità di valorizzare gli alunni bravi e fornire supporto a quelli che hanno difficoltà, il progetto 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 45/49 P.O.F. 2015/2016 vuole fornire occasione di incontro tra alunni anche di diversa età e migliorare i rapporti interpersonali. • GIORNATA DELLA MEMORIA Il progetto è finalizzato a far acquisire agli studenti la consapevolezza del nesso esistente tra Storia e realtà, per riflettere sulla società attuale, sull’importanza del rispetto dei diritti umani, della diversità e della tutela delle minoranze allo scopo di rafforzare l’impegno delle nuove generazioni nella promozione della democrazia e della libertà. • TEATRO Il progetto promuove l’attività teatrale come veicolo per l’inclusione ed ha come obiettivo quello di mettere in relazione tra loro differenti personalità impegnate in modo sinergico nella stesura, allestimento e realizzazione di un Musical all’interno del quale ognuno avrà la possibilità di riflettere sulla diversità e potrà esprimere al meglio la propria creatività utilizzando linguaggi diversi. • COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO Il progetto è finalizzato a sviluppare nei giovani la consapevolezza che la tolleranza, il rispetto e la solidarietà sono valori imprescindibili per costruire una società migliore. Le attività previste sono: incontri e dibattiti con i volontari della Comunità di Sant’Egidio, la visione di video e lettura di testi per riflettere sui temi del multiculturalismo, il valore della memoria, la pena di morte. • CITTADINANZA E COSTITUZIONE Il progetto prevede una serie di iniziative legate al tema della cittadinanza e costituzione, con la partecipazione ad attività collegate alla promozione della legalità e all’organizzazione di manifestazioni e concorsi. In questo ambito rientrano i progetti “ Dalle aule parlamentari alle aule di scuola”,” Rapporti con il senato”, “ A scuola di democrazia”. • PICCOLO DIZIONARIO DELLA CORRUZIONE L’Associazione Libertà e Giustizia Circolo di Roma ha ideato e positivamente sperimentato nell’anno accademico 2013/14, presso 5 Scuole Secondarie di 2° Grado ubicate in contesti sociali diversi nel Lazio, un modulo interattivo dal titolo “Piccolo Atlante della corruzione” di indagine sul campo svolta dagli studenti compressi tra il secondo e il quarto anno del ciclo di studi superiori - opportunamente formati da Esperti e Docenti - sulla corruzione percepita ed emersa nei territori delle rispettive scuole. Gli studenti hanno sondato nei loro Municipi il disagio della corruzione tra le categorie di cittadini più esposte al fenomeno, con l’obiettivo di redigere un dossier di natura scientifica da mettere a disposizione delle Istituzioni locali e nazionali. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 46/49 P.O.F. 2015/2016 Alla luce dei risultati conseguiti dalla sperimentazione pilota condotta nel Lazio, Libertà e Giustizia, in collaborazione con il Dipartimento di scienze politiche di Pisa – Master APC – il Miur (Direzionale Generale per lo Studente), l’Associazione Nazionale Magistrati, L’Autorità Nazionale Anticorruzione e la Repubblica.it hanno replicato il Format per l’Anno Accademico 2014/2015 su scala nazionale, estendendolo a tre Regioni del territorio nazionale: Campania, Lazio, Lombardia. Per l’anno scolastico 2015/2016 le Regioni partecipanti sono il Piemonte, il Veneto, il Lazio e la Sicilia. • WHAT’S YOUR PROBLEM? SPORT DOESN’T CARE L’Associazione Vitersport e l’ INAIL presentano nelle classi l’ importanza dello sport come diritto fondamentale per tutti e maggiormente per i disabili. Obiettivo del progetto è potenziare l’intervento della scuola a favore della pratica sportiva degli alunni disabili e non, con azioni durature e significative e promuovere la partecipazione attiva di giovani e adulti in collaborazioni volontarie e gratuite. • SCUOLA AMICA Prosegue anche nell'A.S. 2015-2016 il Progetto pilota "Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi”, che vede la collaborazione tra l’UNICEF Italia e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Il progetto è in linea con le indicazioni per l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, dove la partecipazione alla cultura della legalità costituisce parte integrante del processo educativo e dimensione trasversale a tutti i saperi. Il progetto acquista particolare rilevanza nell’ambito delle attività di prevenzione di forme di esclusione, discriminazione, bullismo e cyberbullismo. Alla sua base vi sono un approccio e una metodologia che mirano a creare un ambiente educativo nel quale tutti - adulti, bambini e ragazzi - possano star bene e in cui sia facile e appassionante apprendere e insegnare. Il Progetto prevede l’invio di un Protocollo attuativo (che presenta le finalità e gli strumenti operativi per avviare le attività) e la costituzione di Commissioni Provinciali nelle quali siano rappresentati l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Comitato Provinciale UNICEF e la Consulta degli Studenti. Le commissioni avranno il compito di accompagnare e sostenere le scuole nell’attuazione del percorso verso una Scuola Amica e di valutare, a fine anno scolastico, le attività e i risultati raggiunti. Le scuole che otterranno il riconoscimento di Scuola Amica riceveranno un attestato a firma del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Presidente dell'UNICEF Italia. b) DIMENSIONE EUROPEA DELL’EDUCAZIONE • MINI STAGES LINGUISTICI Il progetto prevede una settimana di soggiorno in Francia , in Spagna e nei paesi di lingua inglese con frequenza al mattino di corsi tenuti da insegnati di madre lingua e visite di interesse 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 47/49 P.O.F. 2015/2016 culturale, nel pomeriggio, organizzate da docenti accompagnatori. Il soggiorno degli alunni sarà in famiglia e il viaggio sarà in treno o in aereo. • CERTIFICAZIONE LINGUE STRANIERE PET, FCE, DELF, DELE Per gli alunni che desiderano approfondire le loro conoscenze di lingua inglese, francese e spagnola e potenziare le loro abilità specifiche, la scuola istituisce corsi pomeridiani di lingua di straniera che si concludono con una certificazione attestante il livello di competenza raggiunto. Tale certificazione è spendibile anche in campo lavorativo e universitario e costituisce in quanto “valore aggiunto” un credito formativo. Al fine di migliorare la conoscenza della lingua inglese viene previsto l’intervento di un insegnate madre lingua nelle classi quarte, e un contatto con la scuola americana per uno scambio di studenti in orario scolastico. Per la lingua inglese la certificazione (PET) è fornita dal British mentre quella della lingua francese e spagnola è a cura di enti accreditati. Per la lingua francese la scuola attiva corsi pomeridiani finalizzati al conseguimento della certificazione per livello DELF B1. La scuola da diversi anni ha avviato uno scambio culturale con l’Olanda e da questo anno scolastico è partner del progetto multiculturale con Malta che prevede stage linguistici ed esperienze di alternanza scuola lavoro con simulazioni di impresa. • CLIL L’istituto promuove e accompagna l’introduzione dell’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera con metodologia CLIL . • CORSO DI TEDESCO Il progetto, rivolto all’indirizzo turistico, è finalizzato ad ampliare l’apprendimento curricolare della lingua e della cultura tedesca per il raggiungimento del livello B1 del quadro di riferimento europeo delle lingue. • ERASMUS K1, ERASMUS k2 Per migliorare le competenze dei discenti, attraverso esperienze di apprendimento in altri paesi, rafforzare la qualità dell’insegnamento, ampliare le conoscenze e la comprensione delle politiche nazionali e promuovere una maggiore internazionalizzare delle istituzioni educative e formative la scuola partecipa ai programmi europei Erasmus K1 e K2. Per i K2 l’Istituto ha ricevuto un finanziamento europeo progetto del “Tastes o fuor Lands”. Il partenariato del progetto comprende una scuola spagnola di Barcellona (coordinatore), una scuola olandese di Naldwjik, una scuola turca di Trebzon. Il tema del progetto è “Il cibo e le tradizioni locali”. Utilizzando questo tema vengono sperimentate nuove metodologie didattiche come “Flipped classes”. Il progetto prevede l’organizzazione di meeting internazionali in ciscuno dei paesi della durata di una settimana a cui partecipano docenti e rappresentanti (ambasciatori) degli studenti. Con la scuola olandese sono stati realizzati anche degli scambi culturali. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 48/49 P.O.F. 2015/2016 • SCAMBI OLANDA E FRANCIA Il progetto prevede scambi culturali per migliorare le competenze in lingua straniera e ampliare le conoscenze degli studenti facendogli scoprire analogie, culture e abitudini attraverso il contatto diretto con la realtà di un altro paese. • STAGE A MALTA Progetto multiculturale che prevede uno stage linguistico e un periodo certificato di alternanza scuola lavoro. • I MURI DELLA STORIA I MURI DELLA MENTE Il progetto si propone di analizzare il concetto di “muro”, sia dal punto di vista storico, che sociale attraverso un approfondimento multidisciplinare. Il progetto è rivolto agli alunni degli indirizzi Turistico e Relazioni Internazionali. • D.S.D. c)TECNOLOGIE E STRUMENTI MULTIMEDIALI • EUCIP EUCIP (European Certification of Informatics Professionals) è il sistema europeo di riferimento per le competenze ed i profili professionali informatici. Le competenze considerate dallo standard EUCIP comprendono le competenze squisitamente tecniche, le competenze gestionali e quelle di contesto, relative alle normative generali e specifiche nonché alle migliori prassi del settore industriale o dei servizi cui si riferiscono. Le unità elementari di conoscenza coprono le tre aree fondamentali del ciclo di vita dei sistemi ICT e precisamente: Area "Pianificazione" (Plan) - È orientata all'analisi dei requisiti in ambito ICT e alla pianificazione dell'utilizzo delle tecnologie stesse nell'ambito delle organizzazioni. È un'area connessa ai processi gestionali e alla definizione delle necessità aziendali in ambito ICT inquadrate in una prospettiva strategica. Elementi importanti all'interno di quest'area sono ad esempio le nozioni di organizzazione aziendale, ritorno d'investimento, analisi dei processi, finanziamenti, rischi, pianificazione, etc. Area "Realizzazione" (Build) - Comprende i processi di specifica, sviluppo e acquisizione di sistemi ICT. Il nodo centrale dell'area è costituito dagli aspetti dello sviluppo di sistemi informatici, implementazione, integrazione e in generale il loro ciclo di vita. Area "Esercizio" (Operate) - Riguarda l'installazione, la supervisione e la manutenzione di sistemi informatici. Include aspetti quali l'integrazione sistemistica, la gestione reti, la gestione di aggiornamenti e ampliamenti, il supporto agli utenti etc. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 49/49 P.O.F. 2015/2016 IL SAVI ha aderito a tale progetto, e − dall’a.s. 2013/2014 ha iniziato le attività di formazione dei propri studenti sulla base del Syllabus Eucip Core − sta per sottoscrivere il contratto con AICA per diventare Centro di Competenza EUCIP livello CORE ed IT Administrator Foundamentals. Inizieremo il percorso formativo con l’adozione del Syllabus nelle classi III di Sistemi Informativi Aziendali e continueremo nella classe IVC SIA dove , in via sperimentale, il percorso era stato avviato nel trascorso anno scolastico. Ciò prevede una modifica del curricolo scolastico condivisa a livello di Dipartimento Disciplinare. EUCIP è stato sviluppato, con il contributo della Comunità Europea, dalle associazioni professionali informatiche europee raccolte nel CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies), tra cui AICA per l’Italia. Il sistema EUCIP è un sistema completo di “servizi” e “certificazioni delle competenze”, indipendente dai fornitori, di riferimento nel mondo delle professioni imprese formazione Il MIUR – Direzione per gli Ordinamenti Scolastici e Autonomia Scolastica, nell’ambito della Convenzione AICA - MIUR, promuove tale progetto, riconoscendo l’opportunità formativa e certificativa per gli studenti degli attuali 445 Istituti Tecnici Economici ad indirizzo Sistemi Informativi Aziendali 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 50/49 P.O.F. 2015/2016 I Centri di Competenza EUCIP sono preposti alla promozione e alla erogazione dei servizi basati sullo Standard EUCIP (formazione e certificazione) per il miglioramento delle competenze specialistiche, professionali e manageriali di coloro che operano nel settore, di Scuole, Università ed Enti di Formazione specializzati. L’ITE “P.SAVI” di Viterbo ha aderito a tale progetto e dall’ A.S. 2014/2015 è diventato Centro di Competenza EUCIP. d) LABORATORIO DI RICERCA-AZIONE E DI SVILUPPO: • ALMAORIENTA L’attività, che vede coinvolti gli alunni delle classi quinte, ci permetterà tramite la piattaforma messa a disposizione da Almaorienta di pubblicare i curricula dei nostri alunni. Contemporaneamente sarà possibile avere anche un quadro generale del nostro sistema scolastico, cosicchè sarà possibile riflettere e intervenire sui punti di caduta e migliorare le nostre performance. • PROGETTO GARANZIA GIOVANI La strategia alla base di garanzia giovani vuole contribuire ad avvicinare il tasso di occupazione dei giovani laureati alla media dell’Unione Europea e agli obiettivi della Strategia di Lisbona, puntando anche alla riduzione del gap tra percorsi formativi ed esiti professionali e all’abbattimento del tempo che intercorre tra il termine degli studi universitari e l’ingresso nel mondo del lavoro. Il progetto svilupperà la sua azione lungo quattro assi principali: governance per la sostenibilità dei servizi di placement e raccordo tra sistema universitario e rete regionale degli operatori del mercato del lavoro; qualificazione e specializzazione dei servizi di placement universitari; sistema informativo neolaureati; qualificazione dei servizi per l’integrazione tra ricerca, innovazione e mercato del lavoro. Obiettivi Rafforzare il ruolo dei servizi di placement universitari nella rete pubblico-privato degli operatori del mercato del lavoro. • • • • Rilanciare i contratti di alto apprendistato. Facilitare qualificazione e specializzazione dei servizi di incrocio domanda/offerta di lavoro erogati dagli atenei, per agevolare una migliore occupazione di chi ha una formazione universitaria. Realizzare un sistema informativo dei laureati mettendo in comunicazione le diverse banche dati disponibili a livello nazionale, con lo scopo di “ripensare la formazione universitaria”, finalizzando la didattica ai reali fabbisogni delle aziende. Aprire i dottorati di ricerca al mercato del lavoro, attraverso un ampio coinvolgimento degli industrial liaison office (ILO), le strutture universitarie che valorizzano il capitale umano di eccellenza per il trasferimento dell’innovazione al sistema delle imprese. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 51/49 P.O.F. 2015/2016 • • STAMPANTE 3D Il progetto è finalizzato a far acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per utilizzare la stampante 3D presente nell’Istituto. • IMPRESA SIMULATA Il progetto intende riprodurre all’interno del corso di studi l’effettivo modo di operare di un’azienda per realizzare un’immediata relazione tra le conoscenze acquisite nel corso di studi e le loro applicazioni concrete . In un’aula laboratorio che ricostruisce la struttura delle principali funzioni aziendali, gli studenti svolgono tutte le operazioni di gestione di un’azienda, rispettandone le formalità e le scadenze previste dalle leggi civilistiche e fiscali. • BIBLIOTECA, UNA RISORSA PER LA SCUOLA La biblioteca è una risorsa per l'apprendimento e un laboratorio per la scuola. Il progetto si propone di utilizzare il sistema bibliotecario nazionale SBN per catalogare i volumi della biblioteca dell'I.T.E. "Paolo Savi". Gli studenti possono acquisire la capacità di gestire inventari, imparare il lavoro di schedatura secondo un procedimento standardizzato, conoscere una parte del patrimonio librario del nostro territorio attraverso la catalogazione della sezione storica della biblioteca, ottenere una competenza da spendere nel proprio futuro lavorativo. • GIORNALE RICERCHE.EU La ricerca guarda oltre. Spesso lo sguardo cerca paesaggi completamente inesplorati. E' questa la finalità di Ricerche.eu la rivista on-line dell'Istituto - che si propone di affrontare le tematiche che scaturiscono dalla quotidiana esperienza scolastica con la curiosità e la passione di fare ricerca e innovazione per la didattica. La rivista è anche uno spazio aperto al dialogo, in cui ciascuno è invitato a portare il proprio contributo per condividere e diffondere idee e proposte. • ADOTTA UN MONUMENTO • TUSCIA TERRA DI PELLEGRINI:LA VIA FRANCIGENA Il progetto si propone di avviare gli studenti alla conoscenza del territorio, di sensibilizzarli alla cura dello stesso e all’importanza delle attività di tutela e fruizione. Le attività svolte guideranno gli studenti nell’ideazione e sperimentazione di attività di accoglienza turistica. Le tematiche saranno approfondite attraverso l’analisi delle caratteristiche del territorio della Tuscia, dei processi di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale con particolare riferimento alla Via Francigena. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 52/49 P.O.F. 2015/2016 • POTENZIAMENTO DELLA MATEMATICA Il progetto, rivolto agli alunni del biennio, mira ad un miglioramento dei risultati di apprendimento nella disciplina. • L’INFORMATICA PER LE RAGAZZE Il progetto, promosso dal Dipartimento di Informatica dell’Università La Sapienza di Roma, è rivolto alle ragazze delle scuole superiori ed ha l’obiettivo di combattere il pregiudizio secondo cui l’informatica è una disciplina tipicamente maschile. Il corso insegnerà alle ragazze a programmare app per cellulari. e) ALTERNANZA SCUOLA LAVORO • Progetto di alternanza scuola- lavoro Le attività di Alternanza scuola-lavoro e i relativi progetti collegati hanno come finalità: • il consolidamento dei contenuti acquisiti in classe, la valorizzazione degli apprendimenti di carattere non formale e informale, la ricerca-azione per un apprendimento per competenze; • un più consapevole avvicinamento al mondo degli adulti e in particolare a quello del lavoro; • il supporto alle attività di orientamento e placement per mezzo di dati inerenti ai percorsi degli studenti e alle esigenze del territorio; • lo studio e l'implementazione di progetti di ASL anche all'estero in collaborazione con il gruppo di lavoro dell'internazionalizzazione. A partire da questo anno scolastico, le attività di alternanza scuola-lavoro si svolgono con le seguenti modalità: • Classi III Corsi di preparazione: n.1 corso (2h) sulla privacy, n.1 corso (2h) sulla cittadinanza, n.1 corso (2h) sulla sicurezza sul lavoro Attività: n.2 settimane in azienda, dal lunedì al venerdì, nel periodo febbraio-marzo per un totale di n. 60 ore; n. 2 settimane in azienda nel mese di giugno. Sono inoltre previste visite guidate, laboratori e progetti. • Classi IV Attività: n. 3 settimane in azienda nel periodo gennaio-febbraio per un totale di n. 90 ore; 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 53/49 P.O.F. 2015/2016 n. 4 settimane in azienda nei mesi di luglio e agosto per un totale di n.120 ore. Sono inoltre previste visite guidate, laboratori e progetti. • Classi V Attività: n. 10 pomeriggi all’anno, da settembre a giugno, in azienda per un totale di n. 30 ore; progetti , visite guidate e laboratori per un totale di n.10 ore. f) ECDL • PROGETTO ECDL CURRICULARE Il progetto ha come finalità il completamento della formazione informatica di base, l’uso dei software applicativi e delle nuove tecnologie e il conseguimento della certificazione ECDL, Patente Europea del Computer. L’ECDL è programma curriculare nel biennio, per gli alunni del triennio si prevede la formazione con l’autoapprendimento e/o l’approfondimento con uno specifico manuale e con prove di simulazione. Per il conseguimento della certificazione ECDL Full Standard è necessario il superamento dei quattro moduli base e dei tre moduli standard nell’arco dei cinque anni del percorso scolastico. La certificazione ECDL è riconosciuta quale titolo di merito valido ai fini dell'attribuzione di un punteggio nei concorsi per soli titoli, o per titoli ed esami e quale credito formativo del lavoratore; è accettato come credito formativo nel percorso scolastico, agli esami di Stato, in molte Università; viene richiesta da parte di numerosissime Aziende in occasione delle attività di ricerca di personale. Il certificato ECDL Full Standard ha inoltre il riconoscimento di ACCREDIA (Ente Nazionale di accreditamento per le certificazioni autorizzato dallo Stato). Le insegnanti coinvolte nel progetto verificheranno la preparazione dei ragazzi, li aiuteranno nell’addestramento e nell’acquisizione dei contenuti con esercitazioni multimediali e guidate e con prove di simulazione; per il superamento degli esami la valutazione finale sarà effettuata dalla commissione AICA (esaminatori/supervisori). L’Istituto è Test Center ECDL, sede d’esami. g) LE RETI DI SCUOLE La scuola opera in collaborazione sinergica ed integrata con altri istituti d'istruzione, con le istituzioni, gli enti locali, i soggetti privati. Queste collaborazioni le consentono dì condividere risorse strutturali, tecniche o professionali, utilizzandole in modo più efficiente e efficace; di presentarsi sul mercato con un'offerta diversificata, integrando le proprie competenze con quelle di altre agenzie formative, ad esempio Centri di formazione professionale o Università; di sottoscrivere convenzioni con le autonomie locali per la fornitura dì servizi che ne ampliano la gamma d'offerta, di stipulare contratti con enti privati per ricevere o fornire servizi. • REM 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 54/49 P.O.F. 2015/2016 • TENERE LA CLASSE • SCUOLA, MOVIMENTO, SPORT • MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO ALLE INDICAZIONI NAZIONALI • ACCADEMIA DEI LINCEI • CPIA • VITERBO PER LA LEGALITA’ • TEATRO PER ESSERE h) PROGETTO RECUPERO • Verranno organizzati corsi di recupero per i debiti scolastici, ma anche sportelli durante l’anno. Vista la disponibilità finanziaria, si privilegeranno i corsi delle discipline di indirizzo. e) PROGETTI DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE L’aggiornamento è un’occasione formativa che non deve essere considerata straordinaria, ma continuativa visto il continuo evolversi del sistema scuola: il piano di aggiornamento dei docenti, proposto dalla commissione ” Aggiornamento e formazione” e approvato dal Collegio docenti, prevede diversi corsi di formazione che saranno attuati tenendo conto delle adesioni dei docenti, di un ordine di priorità prestabilito e delle risorse finanziarie impegnate. Il piano si sviluppa nei seguenti ambiti: • La didattica con le nuove tecnologie • La dispersione scolastica • Orientamento • Scambi culturali con i Paesi Europei • CLIL • ECDL • Alfabetizzazione di inglese • Partecipazione rete Accademia dei LINCEI • Tenere la Classe • Alternanza scuola – Lavoro • I continui cambiamenti a cui è sottoposto il personale dell’ufficio di segreteria, impone una attenzione costante alla formazione di detto personale. Pertanto sono previsti corsi di formazione per il personale ATA, orientati alla dematerializzazione e alla maggiore conoscenza degli strumenti tecnologici. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 55/49 P.O.F. 2015/2016 A queste attività vanno aggiunti tutti quei progetti, già presentati o che verranno presentati dai singoli Consigli di Classe su proposta dei docenti organizzatori ed in linea con i criteri indicati nel POF. Abbiamo previsto che lo studio dei nuovi media debba avvenire non già in spazi autonomi, ma all'interno del normale curriculum didattico. Così, ad esempio, una introduzione all'uso dei programmi di videoscrittura potrebbe avvenire nell'ambito dell'insegnamento di italiano, col vantaggio di presentare tale strumento informatico non in maniera 'tecnica' ed astratta, ma nel contesto nel quale la discussione della pratica della scrittura si inserisce in maniera più naturale e consapevole. Analogamente, la lezione di matematica potrebbe fornire il contesto nel quale imparare ad utilizzare programmi di calcolo, un addestramento all'uso dei fogli elettronici potrebbe accompagnare lo studio delle procedure di stesura e verifica di un bilancio, CD-ROM e strumenti multimediali potrebbero integrare la lezione frontale un po' in tutte le materie, ma in particolare nello studio delle lingue straniere e delle scienze e così via. Questo approccio si basa sull'idea che la rivoluzione digitale abbia una portata globale e una natura intrinsecamente trasversale, coinvolgendo potenzialmente tutte le discipline e tutti gli insegnanti. 17. VALUTAZIONE 17.1 CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE L'Istituto al termine del primo biennio della scuola secondaria di II grado rilascia agli alunni la Certificazione delle Competenze. RIFERIMENTO ALLE 8 COMPETENZE CHIAVE I giovani dovranno acquisire le seguenti otto competenze chiave di cittadinanza: Imparare ad imparare: ogni giovane deve acquisire un proprio metodo di studi e di lavoro. Progettare: ogni giovane deve essere capace di utilizzare le conoscenze apprese per darsi obiettivi significativi e realistici. Questo richiede la capacità di individuare priorità, valutare i vincoli e le possibilità esistenti, definire strategie di azione, fare progetti e verificarne i risultati. Comunicare: ogni giovane deve poter comprendere messaggi di genere e complessità diversi nella varie forme comunicative e deve poter comunicare in modo efficace utilizzando i diversi linguaggi. Collaborare e partecipare: ogni giovane deve saper interagire con gli altri comprendendone i diversi punti di vista. Agire in modo autonomo e responsabile: ogni giovane deve saper riconoscere il valore delle regole e della responsabilità personale. Risolvere problemi: ogni giovane deve saper affrontare situazioni problematiche e saper contribuire a risolverle. 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 56/49 P.O.F. 2015/2016 Individuare collegamenti e relazioni: ogni giovane deve possedere strumenti che gli permettano di affrontare la complessità del vivere nella società globale del nostro tempo. Acquisire ed interpretare l’informazione: ogni giovane deve poter acquisire ed interpretare criticamente l'informazione ricevuta valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni. Tale acquisizione si realizzerà attraverso le conoscenze e le abilità riferite a competenze di base ricondotte ai seguenti quattro assi culturali: asse dei linguaggi: prevede come primo obiettivo la padronanza della lingua italiana, come capacità di gestire la comunicazione orale, di leggere, comprendere e interpretare testi di vario tipo e di produrre lavori scritti con molteplici finalità. Riguarda inoltre la conoscenza di almeno una lingua straniera; la capacità di fruire del patrimonio artistico e letterario; l’utilizzo delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione. asse logico-matematico: riguarda la capacità di utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, di confrontare e analizzare figure geometriche, di individuare e risolvere problemi e di analizzare dati e interpretarli, sviluppando deduzioni e ragionamenti. asse scientifico-tecnologico: riguarda metodi, concetti e atteggiamenti indispensabili per porsi domande, osservare e comprendere il mondo naturale e quello delle attività umane e contribuire al loro sviluppo nel rispetto dell’ambiente e della persona. In questo campo assumono particolare rilievo l’apprendimento incentrato sull’esperienza e l’attività di laboratorio. asse storico-sociale: riguarda la capacità di percepire gli eventi storici a livello locale, nazionale, europeo e mondiale, cogliendone le connessioni con i fenomeni sociali ed economici; l’esercizio della partecipazione responsabile alla vita sociale nel rispetto dei valori dell’inclusione e dell’integrazione. Questi ultimi declinano le otto competenze Europee per l'apprendimento permanente indicate dall'Unione Europea (18/12/2006): comunicazione nella madrelingua; comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenza digitale; imparare a imparare; competenze sociali e civiche; spirito di iniziativa e imprenditorialità; consapevolezza ed espressione culturale. 17.2 VALUTAZIONE DIDATTICA 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 57/49 P.O.F. 2015/2016 Al fine di garantire un trattamento degli studenti il più possibile uniforme, il Collegio dei docenti stabilisce annualmente il numero minimo delle prove, i criteri per la valutazione e gli obiettivi minimi disciplinari, indispensabili per il passaggio alla classe successiva. Attraverso l’assegnazione di un voto da 1 a 10, il docente esprime il grado di competenza, di conoscenza e di abilità raggiunto dal singolo studente. Gli alunni che non raggiungono i livelli di sufficienza (6/10) nella valutazione finale hanno un debito formativo. Il consiglio di classe nella valutazione di fine anno tiene conto oltre che del raggiungimento degli obiettivi minimi disciplinari, indispensabili per il passaggio alla classe successiva, dell’interesse per l’attività didattica, dell’impegno personale nello studio e della storia scolastica dello studente. La valutazione di fine anno, come giudizio complessivo, tiene conto anche del superamento o meno dei debiti formativi relativi al PRIMO TRIMESTRE e dei crediti, sia formativi che didattici, acquisiti durante l’anno. I crediti formativi costituiscono, infatti, elementi positivi della crescita umana e culturale dello studente. Il Consiglio di classe, in sede di scrutinio, delibera l’ammissione o la non ammissione alla classe successiva sulla base dei seguenti criteri: • Per studenti che presentino insufficienze fino a tre discipline ( di cui solo una o due gravi), il consiglio di classe procede alla SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO.. Se tali insufficienze dovessero risultare gravi, il consiglio procede ad un esame approfondito di tutti gli elementi per verificare l’idoneità del passaggio dello studente alla classe successiva; • Nel caso di studenti con tre insufficienze e debiti formativi del PRIMO TRIMESTRE non superati, il C.d.C. valuta se ammettere lo studente alla classe successiva, considerando tutti gli elementi a sua disposizione; • Quattro insufficienze rendono impossibile il passaggio alla classe successiva, a meno che il C.d.C. nel considerare il percorso scolastico dello studente nel suo complesso, individui la presenza di elementi positivi tali da permettere allo studente di affrontare comunque la classe successiva; • In presenza, di cinque o più insufficienze, il C.d.C. non può ammettere lo studente alla classe successiva; • VOTO DI CONDOTTA (O.M. N°40 – 8/04/2009): il 5 in condotta viene attribuito dal Consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purchè prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l’insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale; 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 58/49 P.O.F. 2015/2016 • L’insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato; • Dall’ anno scolastico 2010/211, con l’avvio della riforma, come previsto dal regolamento sulla valutazione, non sarà ammesso alla classe successivo l’alunno che non abbia frequentato per almeno il 25% del monte ore a lui destinato. La nostra scuola ha previsto alcune deroghe inserite nel Regolamento di Istituto al quale si rimanda. CRITERI DI VALUTAZIONE DELLA CONDOTTA Il voto di condotta verrà espresso secondo i seguenti indicatori: • Partecipazione all’attività didattica • Svolgimento dei compiti a casa e assenze strategiche • Comportamento nei confronti dei professori e verso i compagni, rispetto delle regole e dell’aula • Puntualità nell’arrivo in classe e nel presentare giustificazioni per assenze e ritardi • Ammonizioni e/o sospensioni 6 • Scarsa attenzione e partecipazione al dialogo educativo • Scarso impegno nei compiti assegnati e/o presenza di assenze strategiche • Comportamento scorretto verso i professori e i compagni e poco rispetto delle regole o dell’aula • Mancanza di puntualità nell’arrivo in classe e nel giustificare assenze o ritardi • Presenza di sospensioni e/o ammonizioni nel primo quadrimestre e sospensioni nel secondo quadrimestre 7 • Attenzione saltuaria e partecipazione discontinua alle lezioni • Impegno limitato e poco approfondito nei compiti assegnati e/o presenza di assenze strategiche e ritardi ripetuti • Disturbo del regolare svolgimento delle azioni 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 59/49 P.O.F. 2015/2016 • • Autocontrollo non sempre adeguato Presenza di giustificazioni per assenze e ritardi su sollecitazione dell’insegnante • Presenza di sospensioni e/o ammonizioni nel primo quadrimestre e ammonizioni nel secondo quadrimestre • • • • • • • • • • • • • • • 8 Attenzione costante, partecipazione e impegno nelle attività scolastiche Atteggiamenti nel complesso corretti verso i professori e i compagni e/o poco rispetto delle regole o dell’aula Impegno, nel complesso costante, nello svolgimento dei compiti assegnati Sostanziale rispetto dell’orario e/o giustificazioni non sempre regolari Assenza di sospensioni e/o ammonizioni nel secondo quadrimestre 9 Partecipazione attiva e interessata al dialogo educativo e impegno serio nelle attività scolastiche Costante adempimento dei doveri scolastici Atteggiamenti corretti e positivi verso i professori e i compagni e rispetto delle regole e dell’aula Puntualità nell’arrivo in classe e/o presenza saltuaria di ritardi sempre motivati Assenza di sospensioni e/o ammonizioni nel secondo quadrimestre 10 Ottime capacità di organizzazione, progettazione e realizzazione dei compiti assegnati Regolare e serio svolgimento delle consegne scolastiche Atteggiamenti positivi e costruttivi verso i professori e i compagni e rispetto delle regole e dell’aula Frequenza regolare delle lezioni, eventuali ritardi sono motivati e giustificati tempestivamente Assenza di sospensioni e/o ammonizioni nel secondo quadrimestre 5 • • Disinteresse per le attività didattiche Continuo disturbo della lezione 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 60/49 P.O.F. 2015/2016 • • • • Funzione negativa all’interno della classe Danneggiamenti alle attrezzature o delle strutture dovute ad atteggiamenti dolosi Responsabilità in atti penalmente perseguibili Ripetuti episodi sanzionati con la sospensione delle attività didattiche (almeno 15 giorni) Qualora l’alunno abbia riportato, nel registro di classe, più di tre note disciplinari individuali, la valutazione del comportamento sarà abbassata di un punto, che però non potrà essere inferiore al 6 (sei), salvo che non sia stata assegnata una sospensione di più giorni. E’ possibile esprimere una valutazione pari a 5 solo in presenza di sospensioni superiori a 15 giorni. TEMPI DELLA VALUTAZIONE : • Aprile (pagellino all’interno del pentamestre) • Trimestrale(dicembre- giugno) • Finale (giugno e settembre) 17.3 VALUTAZIONE DI SISTEMA In base a quanto previsto dalla Direttiva n°11del 18/09/14 nel prossimo triennio la valutazione del sistema educativo sarà caratterizzata dalla progressiva introduzione del procedimento di valutazione che ha lo scopo di migliorare i livelli di apprendimento e l’equità del sistema, rafforzare le competenze degli studenti, anche per agevolare il loro buon esito nei successivi percorsi universitari e nel mondo del lavoro. A tal fine la scuola ha previsto una serie di attività Attivita’ • • • • • • Scegliere ed elaborare strumenti per la raccolta dei dati; Raccogliere i dati; Analizzare i dati; Presentare i report dei risultati; Compiere un’interpretazione dei dati; Usare i dati per il miglioramento. Questionari proposti dalla Commissione valutazione della Scuola 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 61/49 P.O.F. 2015/2016 Questionario Accoglienza: inizio anno scolastico, destinato alle Classi Prime; fornisce una serie di dati utili alla conoscenza degli interessi, attività e scelte di studio degli alunni; Scheda di rilevamento socio-culturale – proposta ad inizio anno ai genitori delle Classi Prime: fornisce alcuni dati sullo Status familiare; INVALSI – Istituto Nazionale di Valutazione – propone un test di apprendimento destinato alle Classi Seconde, finalizzato a valutare il livello di apprendimento e le competenze acquisite dagli alunni in italiano e matematica; Questionario Studenti, nel pentamestre: rileva il livello di gradimento delle diverse attività proposte dalla Scuola e previste nel piano dell’offerta formativa; 5) Questionario Genitori, nel pentamestre: rileva la soddisfazione e la percezione del servizio scolastico, il livello di gradimento delle diverse attività proposte dalla Scuola e previste nel Piano dell’Offerta Formativa 6) Questionario Docenti e Personale A.T.A., nel pentamestre: rileva il livello di soddisfazione del personale e di partecipazione al P.O.F. La programmazione dei questionari sopraindicati è suscettibile di eventuali aggiornamenti qualora si presentasse la necessità di proporre nuove somministrazioni o modificarne la struttura. 17.4 VALUTAZIONE DEL P.O.F. Il Piano dell’Offerta Formativa riconosce come indicatori di valutazione • • • Ricaduta educativa delle attività previste nel documento progettuale elaborato dalla scuola; Risultati delle ricognizioni quadrimestrali; Risultati dello scrutinio finale. FASI DELLA AUTO – VALUTAZIONE DEL POF • • • • Fase1: Verificare la coerenza tra le azioni e gli obiettivi; Fase2: Scegliere gli indicatori per la valutazione – controllo; Fase 3: Scegliere i criteri per la valutazione; Fase 4: Conseguenze della diagnosi. RELAZIONI FINALI DEI DOCENTI COORDINATORI, DEI REFERENTI DELLE COMMISSIONI E DELLE FUNZIONI STRUMENTALI: • • • • • • • Ore di lezione effettive Frequenza degli alunni Tempo dedicato alle attività non curriculari Partecipazione degli alunni alle attività curriculari Definizione di obiettivi minimi. Definizione di obiettivi trasversali Definizione di idonei strumenti di valutazione da parte del Consiglio di Classe 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 62/49 P.O.F. 2015/2016 • • • • • Attività di recupero e di sostegno Comunicazione alle famiglie Accesso alle strutture e agli strumenti Percentuale di abbandoni Materiale prodotto 18. PATTO DI CORRESPONSABILITA’ EDUCATIVA Il PATTO DI CORRESPONSABILITA’ EDUCATIVA costituisce il complesso di regole, accordi, procedure che insegnanti, alunni e famiglie di ciascuna classe stabiliscono congiuntamente all’inizio di ogni anno scolastico ed in particolare all’inizio del corso. Pur nella diversità delle scelte e delle situazioni particolari, il comportamento dei docenti si inspira ai seguenti principi : Esplicitazione degli obiettivi, dei percorsi, dei carichi di lavoro: Sono fornite agli studenti chiare indicazioni sul percorso di lavoro, sono dichiarate le aspettative e fissati i criteri e le scadenze delle verifiche; Trasparenza dei criteri di valutazione fornendo indicazioni sui voti assegnati; Tempestività della valutazione le verifiche scritte sono riconsegnate entro un massimo di 10 giorni dalla data dello svolgimento; Correttezza dell’informazione: I voti assegnati vengono sempre comunicati sia agli alunni che ai genitori, durante i colloqui mensili e annuali. Dal corrente anno scolastico , la scuola per rispondere a quanto previsto dal D.L. n. 95/2012 ha predisposto per tutte le classi l’uso del registro elettronico. Ciò permette alle famiglie di seguire in modo preciso e puntuale il percorso scolastico dei propri figli, compresi ritardi e assenze. 19. MODALITA’ DI RECUPERO E DI SOSTEGNO Ai singoli Consigli di Classe compete l’obbligo di individuare gli allievi con difficoltà di apprendimento e la scelta di attivare corsi di recupero nelle singole discipline, attenendosi ai criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti e valutando la tipologia di intervento più adatto per ciascun singolo caso. A) I corsi, da attivare subito dopo gli scrutini del trimestre( cfr. D.M.80 del 3.10.07 art.1), di varia durata, ma sempre limitati nel tempo, saranno rivolti a piccoli gruppi di studenti (min 5 e max 15) e potranno realizzarsi con varie modalità organizzative : 1) possono svolgersi nel pomeriggio o in coda alle lezioni del mattino ( max 15 ore); 2) possono coinvolgere allievi della stessa classe, ma anche di classi diverse sulla base di obiettivi di recupero comuni fissati dal docente; 3) possono essere tenuti da docenti , preliminarmente accordatisi, della classe e/o dell’Istituto, purché in possesso dei requisiti richiesti per insegnare la disciplina oggetto di recupero . 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 63/49 P.O.F. 2015/2016 Con tali corsi la scuola intende svolgere un servizio gratuito e qualificato agli studenti in difficoltà; per questo la frequenza, ancorché non obbligatoria, è comunque consigliata. In caso si preferisca non frequentarli, la famiglia dovrà impegnarsi a provvedere autonomamente al recupero delle insufficienze segnalate ( cfr. D. M. 80 del 3.10.07 art. 2). B ) Accanto a tale modalità di intervento, si prevede una tipologia di recupero curricolare (IN ITINERE) (cfr. D. M. 80 del 3.10.07 art. 3). Tale recupero : si effettua durante l’orario settimanale delle lezioni è affidato al docente della classe coinvolge il gruppo di alunni che hanno bisogno di recuperare. E’ previsto anche lo studio individuale su indicazioni dettagliate del docente Il docente individuerà le carenze (non gravi) nella specifica disciplina di un gruppo di studenti e definirà le iniziative di recupero e quelle di approfondimento per il resto della classe. 19.1 ADEMPIMENTI DEI SINGOLI DOCENTI Nello scrutinio del quadrimestre, i docenti segnaleranno i casi di alunni insufficienti, che verranno riportati a verbale, e gli eventuali corsi di recupero che intendono proporre o attivare. Contestualmente il docente coordinatore di classe compilerà una lettera di comunicazione alle famiglie degli alunni con difficoltà di apprendimento, in cui segnalerà le materie nelle quali si riscontra un’insufficienza di preparazione, le modalità del recupero e i tempi delle relative verifiche ( cfr. D. M. 80 del 3.10.07 art. 5). Le comunicazioni restituite firmate dai genitori verranno consegnante dal coordinatore in segreteria didattica per l’inserimento del documento nel fascicolo personale di ogni studente. 19.2 REGISTRAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI RECUPERO Per il recupero in orario extrascolastico, i docenti utilizzeranno un apposito registro dove riportare giornalmente presenze ed assenze, le attività svolte e la partecipazione degli alunni. Tale registro sarà prodotto agli scrutini per la valutazione delle attività integrative effettuate. Per il recupero “ in itinere”, i docenti utilizzeranno il registro personale ed il registro di classe per segnalare tale modalità di recupero, con l’indicazione degli argomenti oggetto di recupero ed approfondimento. 19.3 VERIFICA DELL’ATTIVITA’ DI RECUPERO La verifica del recupero avverrà al termine delle attività effettuate tramite prove il cui esito sarà tempestivamente comunicato alle famiglie. In occasione dello scrutinio finale alle famiglie degli studenti promossi con debito formativo verrà inviata comunicazione relativa a : calendario dei corsi di recupero estivi calendario delle prove di verifica di settembre ( cfr. D. M. 80 del 3.10.07 art. 6) . 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 64/49 P.O.F. 2015/2016 Le verifiche trimestrali si effettueranno entro la fine di gennaio. Al termine delle verifiche i docenti esprimono un giudizio (totalmente recuperato/parzialmente recuperato / non recuperato), l’esito sarà comunicato alle famiglie. I consigli di classe decidono in base all’esito della verifica di segnalare gli alunni per una ulteriore fase di sostegno. 19.4 SCRUTINIO FINALE Il voto, motivatamente proposto dal docente della disciplina, tiene conto degli esiti delle prove del trimestre e del pentamestre, ma anche di una valutazione complessiva dell'impegno, dell'interesse e della partecipazione che hanno caratterizzato l'intero percorso formativo dell'allievo (comprese le risultanze emerse dalle verifiche effettuate a seguito di eventuali precedenti iniziative di sostegno e/o di recupero). 19.5 ESITI DELLO SCRUTINIO FINALE Promozione: sarà accordata nei casi in cui il C.d.C. abbia espresso una valutazione positiva (anche a seguito degli interventi di recupero seguiti) Non promozione (non ammissione alla classe successiva): sarà deliberata nei confronti degli allievi che presentino più di tre insufficienze gravi ( dal quattro in sotto) tali da comportare un immediato giudizio di "non promozione" Sospensione del giudizio: tale esito riguarderà gli allievi per i quali dalla valutazione del C.d.C. sia emersa la possibilità di raggiungere (entro settembre) obiettivi formative di contenuto propri delle discipline interessate dalla valutazione non positiva mediante lo studio personale autonomamente svolto e/o con la frequenza di appositi interventi di recupero. In caso di "sospensione del giudizio" all'albo dell'Istituto non figurano voti, ma solo la dicitura in parola. Dopo le operazioni di scrutinio finale, la scuola informa le famiglie delle decisioni del C.d.C. indicando le specifiche carenze e i voti proposti dai singoli docenti per le discipline nelle quali l'allievo non abbia raggiunto la sufficienza. Gli interventi da programmare per il periodo estivo saranno attivati nel periodo 20 giugno - 10 luglio, e le verifiche dal 1 settembre al 5 settembre. Secondo la normativa vigente le Famiglie possono decidere di provvedere in proprio al recupero dei debiti. Nel caso in cui non si intenda avvalersi delle iniziative volte al recupero va data comunicazione scritta alla scuola. Nel caso in cui si intenda scegliere di avvalersi delle iniziative dalla Scuola lo studente ha l’obbligo della frequenza. Eventuali assenze vanno giustificate dalla famiglia 20. CREDITI Agli alunni delle classi del triennio sono riconosciuti crediti scolastici applicando le tabelle di valutazione ministeriali. In attuazione del D.P.R. 333/323, il Collegio dei docenti ha stabilito di riconoscere crediti formativi considerando: 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 65/49 P.O.F. 2015/2016 • • • • 21. la media dei voti la partecipazione ad attività extracurriculari ( attività organizzate dalla scuola) la partecipazione ad attività extrascolastiche le assenze( non più di 20 giorni di assenza) COMUNICAZIONE L’Istituto considera fondamentale il rapporto con le famiglie e la comunicazione con esse e le informa su tutti gli aspetti fondamentali della vita scolastica, è stato predisposto, pertanto, un piano per migliorare la comunicazione interna ed esterna. L’informazione generale è garantita da : • Sito Web costantemente aggiornato; • Incontri con i genitori delle classi prime all’inizio dell’anno scolastico a cura del dirigente. L’informazione individuale è assicurata da: • • • • • • • Colloqui individuali: un’ora mensile, nell’ultima settimana intera di ogni mese, in cui ogni docente riceve i genitori degli allievi due incontri in cui ogni docente riceve gli alunni un incontro annuo pomeridiano a dicembre per la riconsegna delle PAGELLE del PRIMO TRIMESTRE. un incontro di fine anno per la comunicazione degli esiti finali Periodiche comunicazioni delle valutazioni; Comunicazione quotidiana delle assenze e dei ritardi; Comunicazione dell’assegnazione del debito relativo al periodo settembre-dicembre; Comunicazione della valutazione finale per i non ammessi e per gli alunni con giudizio sospeso; Libretto personale dello studente, con obbligo di firma dei genitori per i minorenni; Contatto via mail con le famiglie. L’informazione sulle attività e i problemi di ogni classe: Per ogni classe viene nominato un docente Coordinatore delegato del Preside, che segue gli alunni nel loro cammino educativo ed è punto di riferimento per i ragazzi e le loro famiglie, vigila sullo svolgimento della programmazione collegiale del Consiglio di Classe e cura i contatti tra i docenti: • Assemblea elettorale con il coordinatore; • Rappresentanti dei genitori nel Consiglio di Classe; ALLEGATI: Carta dei servizi 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 66/49 P.O.F. 2015/2016 Regolamento di istituto Patto di corresponsabilità Contrattazione decentrata d’Istituto Piano di lavoro Servizi Generali ed Amministrativi Organigramma di Istituto Elenco Progetti per l’ampliamento dell’offerta formativa Elenco Commissioni Elenco Referenti Elenco Coordinatori e Segretari dei Consigli di Classe Programmazioni di classe con relative griglie di valutazione MODULISTICA DELL’ISTITUTO Modello PDP per alunni DSA Modello PDP per alunni BES 4I.T.E. PAOLO SAVI – VITERBO Pag. 67/49 P.O.F. 2015/2016