Spizzica..
Spizzica..
SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
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diretto da Salvo Benanti
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Anno 25
FONDATO NEL 1988
N° 30/2013
Domenica 13 ottobre 2013
Il supercommissario è in pena
Il dottor Giacchetti “mollato” dalla Regione e dai politici locali. Niente
stipendi alla Provincia e Siracusa Risorse. Tagliano la luce all’Inda?
Il dottor Giacchetti è un supercommissario. E‟ stato commissario del Comune ed è
oggi commissario sia della Fondazione
Inda che della Provincia regionale, un supercommissario appunto. Per la verità il
sindaco Garozzo ha cercato di avere la
presidenza dell‟Inda, come da statuto peraltro, ha rivendicato il suo titolo, è andato
a Roma e…non è successo nulla. Cioè è
rimasto commissario Giacchetti.
Ma torniamo alle pene dell‟ex prefetto e
supercommissario che privatamente si è
sfogato con qualche amico siracusano.
“Non ce la faccio più – avrebbe detto
Giacchetti - . La Regione non mi dà una
lira per l‟Inda e qui siamo alla frutta, non
riusciamo a fare nulla, corriamo seriamente
il rischio che fra qualche giorno tagliano la
luce visto che non abbiamo pagato le bollette”. Insomma, il palazzo Inda di corso Matteotti rischia di restare al buio, per non dire
dei rischi che si corrono per la mancanza
degli altri fondi che servono per organizzare
al meglio la nuova stagione. Stesso discorso
alla Provincia. “Mi sono stati annunciati
500mila euro dalla Regione – avrebbe detto
ancora il Commissario – e questi soldi non
sono mai arrivati. Dovrei avere poi a breve
notizie per i sei milioni promessi dalla Regione per pagare gli stipendi dei dipendenti
della Provincia e di Siracusa Risorse. Abbiamo avuto assicurazioni, ma di fatto anco-
ra non abbiamo il contante. Siamo veramente in difficoltà, non so cosa fare”.
In conclusione Giacchetti è sfiduciato, si
sente abbandonato, non ha sponde concrete
né nei deputati nazionali siracusani né in
quelli regionali..
Il Comune? Beh, ancora Garozzo non è presidente Inda e quindi lo stesso resta alla finestra vedendo che fine fa il “nemico Giacchetti”. E poi il Comune non ha fondi. Per la
verità qualche fondo ce l‟ha ,ma serve per
gli amici.
Sì, avete capito bene, non cambia mai nulla
in questa disgraziata città.
Sai8 d’eccellenza?Va cacciata via
Lo scontro vede polemiche furibonde, denunzie, interventi della
Magistratura, arresti, interventi della politica siracusana a tutti i livelli
La SACECCAV di Pier Giorgio Romiti ha gestito fino ad oggi le progettazioni di Sai8 e
quindi da un punto di vista tecnico anche il
Servizio Idrico del Comune di Siracusa e lo
ha fatto tra polemiche furibonde, denunzie, interventi della Magistratura, arresti
eccellenti, interventi della politica siracusana a tutti i livelli. Nonostante la lunga esperienza nel settore (che documentiamo a lato) non
credo che SACECCAV, nel
partecipare alla gestione
del servizio idrico nella nostra Città avesse mai pensato di sedersi in un carrello
delle montagne russe, tante sono state le emozioni
violente a cui ha assistito e
partecipato. Ma la storia
volge al termine. Uno dei
contendenti più feroci di
SACECCAV e Sai8 – l’ex deputato Luigi Foti – ha in
questo momento la gestione indiretta del
Comune di Siracusa che secondo l’ultimo
TAR è ridiventato il solo titolare di un servizio idrico che potrebbe affidare a terzi o
gestire direttamente.
E Foti-Garozzo hanno già fatto sapere che il
Comune lo gestirà direttamente, non si sono atterriti all’idea di una gestione diretta
di un servizio pubblico, hanno già dichiarato che alla SAI 8 subentrerà il Comune
(salvo sorprese).
Perché mai avrebbero dovuto atterrirsi? Lo
hanno già gestito il servizio idrico comunale tramite la Sogeas e l’ing. Marotta. Certo,
si potrebbe obbiettare, la SOGEAS non è
Saceccav esporta la tecnologia italiana negli Emirati
Il presidente di Saceccav Pier Giorgio Romiti ha firmato ad Abu
Dhabi un partnership agreement con Tamas, società degli Emirati
Arabi che opera nel campo delle infrastrutture e dei servizi. Le due
società svilupperanno progetti volti a migliorare le prestazioni e l‟
efficienza degli impianti di trattamento delle acque. Un giro di
affari di circa 50 milioni di euro. L‟accordo prevede che Saceccav e Tamas svilupperanno progetti volti a migliorare le
prestazioni e l‟ efficienza degli impianti di trattamento delle
acque, sia depuratori civili che impianti di trattamento delle
acque industriali e impianti di potabilizzazione. Saceccav fornirà, nell‟ambito della joint-venture, le competenze tecnologiche e specialistiche di processo, studierà eventuali soluzioni
innovative e apporterà la sua lunga esperienza nella gestione
degli impianti. La società italiana metterà a disposizione personale tecnico specializzato: ingegneri ambientali, idraulici,
elettrici e project managers.
L‟accordo di cooperazione comprende, oltre agli Emirati Arabi, Oman e Arabia Saudita. Il primo progetto che vedrà la luce
è quello che riguarda il potenziamento di un impianto di trattamento di acque reflue nella città di Abu Dhabi, che verranno riutiandata bene, è fallita miseramente, fu
caricata irresponsabilmente di debiti e di
personale grazie anche all’Ing. Marotta.
Ma sono storie antiche, sepolte. Chi se ne
ricorda più? La Sogeas è andata come è
andata con la sua montagna di debiti
“politici”, personale abbandonato dopo
anni di promesse e di voti incassati in decine di elezioni. Resta il servizio ereditato
dalla SAI 8, da assumere, riorganizzare…
Il nostro povero GNU questa volta non si
siede al tavolo con il coccodrillo, è caduto
lizzate per l‟irrigazione. In due anni è previsto un giro di affari di
circa 50 milioni di euro. Sempre nell‟area del Golfo, in Qatar, Saceccav si è aggiudicata pochi giorni fa una gara per la stazione di
pompaggio della rete di acque reflue di Doha nel quartiere La Perl.
“Saceccav si sta muovendo per la prima volta nel mercato dei Paesi
del Golfo; il risultato delle prime mosse è stato lusinghiero, in quanto ci siamo aggiudicati già un contratto in Qatar e abbiamo stabilito
in Qatar e Abu Dhabi accordi stabili con soci locali con cui stiamo
partecipando ad altre gare di rilevante importanza” ha dichiarato
Romiti. “L‟attività di Saceccav che ha un grande rilievo ambientale
e sociale attraverso il trattamento delle acque inquinate e la messa a
disposizione di acqua di buona qualità, si indirizza oggi verso aree
dove la disponibilità di acqua permette standard di vita altrimenti
impensabili”.
“ E‟ un risultato – dice Marzio Ferraglio, punta di diamante Saceccav - su cui ho lavorato negli ultimi mesi e frutto di grande lavoro
nell‟ultimo anno e mezzo! Certamente queste attività avrebbero trovato anche sfogo in risorse territoriali ed in giovani preparati che
avessero avuto voglia di confrontarsi con mondi diversi ma ormai
vicini per ovvie ragioni di sviluppo”.
nello stagno dove il coccodrillo lo aspetta
con le fauci spalancate. Ne farà un solo
boccone? Tutto lascia prevedere questo
tristissimo epilogo: fuori la Sai 8 e SACECAVV, l’invenzione, forse, di una nuova
Sogeas con i soliti noti, quelli che hanno
deliberatamente fatta fallire la prima. Ma
chi ha pagato ancora per quello sfacelo?
Nessuno. Ed allora i nostri eroi tornati in
plancia di comando al Comune perché
non dovrebbero ripetere i disastri che
hanno già combinato alla Sogeas, alla SAI
Comunale a +3201 TeatroVerga +3084
Come prevedibile il teatro non è affatto pronto, anzi
Per il Verga va anche peggio, chi l’ha visitato è basito
8? La città li rivuole così come erano: triviali, grossolani, clientelari.. Eccoli. Provare
per credere. Tra pochissimo tempo vedremo cosa combineranno, che si inventeranno contro la città che li ha votati. Non è
gente che lascia feriti, perde opportunità
economiche da sfruttare senza ritegno, che
ha sussulti di dignità e coscienza..
Via Crispi +2544
La strada della stazione resta ignota a chi amministra
2
Domenica 13 ottobre 2013
Basta incompetenti e commissari
Salvo Salerno scatenato attacca a tutto campo il governatore Crocetta,
Mariarita Sgarlata, l’on. Coltraro, il sindaco e l’assessore Cavarra
Qualcuno per favore dica a Marziano, a Cracolici e al PD siciliano di
non farsi risucchiare nella melina bizantina di Crocetta ("io parlo con
questo, parlo con quest'altro, mi danno ragione, sistemo tutte le cose,
etc. etc.).
E gli dica pure che il Parlamento siciliano deve occuparsi - ma da protagonista - non solo delle SRR e dell'eolico, ma sopratutto delle Province in
quanto tali, oltre che delle Città Metropolitane. Non so se si rendono
conto che in Italia, Sicilia compresa, vige ancora il Titolo V della Costituzione ed infatti, in Italia, le Province operano ancora pacificamente!
Perché la Sicilia deve far da cavia al resto del Paese eliminando un importante anello (in Sicilia ancor di più) istituzionale di indirizzo e controllo democratico, sulla base di una norma statutaria quella sui "liberi
consorzi di comuni", che è ormai superata dall'evoluzione costituzionale
e democratica dello Stato. Il paradosso è che, invece, Crocetta introduce
le Città Metropoitane in Sicilia, ma di queste non vi è alcuna previsione
nello Statuto. Quindi, questo Statuto, il ooverno Crocetta lo applica e lo
disapplica secondo il comodo..?!
La legge cd. di "riforma" di Crocetta, sostituisce Enti impositivi come le
Province, il cui governo è eletto dai cittadini, con Entità simili agli ATO
ed alle SRR, cioè con una governance "nominata" e non più eletta. Saranno quindi dei "nominati" a stabilire imposte o a emanare regolamenti e atti amministrativi in materia di Ambiente..?
E' questa la rivoluzione "democratica"..?!
Meglio allora staccare la spina e andare a votare, a Palermo come a Roma. La Costituzione sia messa in mano ad un'assemblea, pur selezionata,
ma di eletti, non di incompetenti e commissari! Salvo Salerno
Le prediche
della Cavarra
L‟assessore fantasma, il notaio
e ancora tanto ci sarebbe da dire
Sabato 5 ottobre - Jolly Hotel - Convegno
di "Fare Democrazia"
sul Parco Archeologico di Siracusa e dintorni (Piano Paesaggistico). Al tavolo dei
relatori
personalità
come Di Giovanni,
Voza, Muti, Gentile,
Sgarlata, Granata,
Lo Giudice..
Non approvo il comportamento dell'assessore regionale Sgarlata e dell'assessore comunale Lo Giudice
(quest'ultimo aveva
insistito per essere
inserito tra i relatori)
che intervengono ad
un importante convegno sul Parco Archeologico, stanno al
tavolo dei relatori
giusto il tempo del
loro pistolotto e quindi il tempo di passare in
evidenza sulla stampa, e poi si dileguano già
prima della metà del convegno, senza neppure ascoltare gli interventi degli altri relatori e
le osservazioni e domande della platea..!
Forse proprio quelle domande ed osservazioni si volevano svicolare! Al riguardo, Mariella Muti, certamente più .. esposta alle critiche, ha mostrato più dignità e coraggio.
Che serve dire oggi "auspico che il Comune
non faccia ricorso al CGA", dopo che si è
stati del tutto assenti nella fase più dura del
confronto giudiziario al TAR tra le associazioni ambientaliste con i pochi avvocati volontari e il Comune del sindaco Visentin, il
cui vicesindaco peraltro è oggi il Presidente
del Consiglio comunale? Serve molto di più,
caro assessore Lo Giudice, serve per esempio restare inchiodati al tavolo del convegno,
fino alla fine e accettare il contraddittorio
con gli intervenuti. Serve per esempio, portare in Giunta ed imporre al Sindaco, il ritiro
del vergognoso (quanto errato) ricorso del
Comune!
Lo stesso dicasi per l'assessora Sgarlata, dileguatasi ancor prima di Lo Giudice. C'erano
molte domande che dalla platea si sarebbero
volute porgere all'assessora, per esempio
sull'incomprensibile "stasi" dei procedimenti sul Parco Archeologico e sul Piano
Paesaggistico, per esempio sulle gravi attività dilatorie del Soprintendente Micali,
ma la Sgarlata è sparita un secondo dopo la
sua autocitazione.
Così non va e non è accettabile.
Possiamo gioire per il buon esito della vicenda giudiziaria sul ricorso AM Group,
peraltro non sarebbe neppure la prima volta
che prevalgono, in questa vicenda, le nostre
tesi versate nelle memorie di opposizione
ai tanti ricorsi contro il Piano Paesaggistico
di Siracusa, ma ripeto: attenzione ai procedimenti sui piani paesistici in corso presso
il Dipartimento dei Beni Culturali!! Quel
procedimento è ancora fermo allo stato di
Decreto di ADOZIONE (cioè "proposta")
del Piano. Quel procedimento aveva tempi
di legge ben precisi e cioè SEI MESI
(90+30+60), oggi ampiamente scaduti. Il
procedimento scelto dall'Assessorato è diverso da quello stabilito dal Codice Urbani
per l'adozione dei Piani Paesaggistici.
In Sicilia ci siamo arrivati attraverso la procedura delle Bellezze d'insieme (cioè composizione del P.P. attraverso la tecnica del
collage e ricucitura per ambiti) cui poi sono
state applicate le "norme di
salvaguardia"
previste
dall'art. 143 comma 9 del Codice. Ma i vincoli previsti in
quella norma quanto possono
durare
(indefinitamente?),
atteso che il procedimento
doveva sfociare nell'APPROVAZIONE ENTRO SEI MESI
DALL'ADOZIONE..?!
Cosa succede in quell'Assessorato? E' questa la domanda
che ieri ho posto al fantasma
dell'assessora Sgarlata. E non
vorrei ricordare chi è deputato regionale oggi, nello stesso
partito dell'assessora Sgarlata, ma ieri, da notaio, ha rogato atti di convenzione urbanistica in quelle aree archeologiche e non solo, ha
pure rogato atti di trasformazione societaria relativi alla
stessa
Ditta
proprietaria..Ancora sulla questione
"Parco Archeologico". Se
l'Assessora Sgarlata (adducendo il pretesto
della separazione tra organi politici e organi burocratici), pensasse o dichiarasse di
non aver poteri di intervento sul Soprintendente Micali che ancora si tiene sul tavolo
la pratica del Parco, vogliamo darle un ..
aiutino. Ebbene lei può e anche "Crocetta
può".. Infatti, l'art. 17 comma 2 della L.R.
n. 5/2011 recita testualmente “Su richiesta
del Presidente della Regione o dell’Assessore regionale competente, i dirigenti riferiscono direttamente sull’attività svolta nei
settori di competenza. Il Presidente della
Regione o l’Assessore regionale competente possono disporre in ogni tempo accertamenti e ispezioni sull’attività dei dirigenti,
anche al fine della verifica dell’adempimento delle direttive impartite.” La norma,
di evidente controllo e assoggettamento sui
dirigenti regionali, voluta a suo tempo da
da Lombardo per i suoi scopi, oggi tuttavia
torna comoda per una buona causa.. Suvvia
assessore Sgarlata, non venire a raccontarcela..!
Salvo Salerno
Cosa gli facciamo fare ai Quartieri di Siracusa? Le riunioni dei Consigli a turno o a
sorteggio?!
Questa iniziativa unilaterale della Giunta, di
tagliare i segretari delle Cicoscrizioni, oltre
che illegittima (Il Sindaco, per Statuto,
avrebbe dovuto concertare le Circoscrizioni)
è anche demenziale. Il risparmio andrebbe
cercato nelle nomine di esterni, non nel taglio di funzioni istituzionali, che, fra l'altro,
determinerà indirettamente maggiore spesa,
per il blocco degli organi deliberanti.
All'assessore al decentramento Cavarra che
fa la predica della formichina ai Presidenti
delle Circoscrizioni, raccomanderei maggior
prudenza e senso di decoro, essendo stata
anche lei Presidente di Circoscrizione, col
famoso (ed illegittimo) meccanismo della
rotazione s"ei mesi a te e sei mesi a me"e
quindi percettrice di indennità forse non
proprio indiscutibili...
Salvo Salerno
E' divertente
combattere, ti dà
qualcosa da fare,
mitiga la noia.
Preferisco essere
odiato per ciò che
sono, piuttosto che
essere amato per
ciò che non sono.
3
Domenica 13 ottobre 2013
i100giornidigarozzoi100giornidigarozzo
Nuova Giunta ferma al palo
Dopo tre mesi abbondanti non licenziato nessun provvedimento per la
città, l’unica accelerazione riguarda la nettezza urbana chissà perchè
Riceviamo e pubblichiamo una nota della
Lista Mangiafico che chiede al sindaco Garozzo di relazionare sui suoi primi 100 giorni di attività. Ecco il testo:
E’ una tradizione ormai consolidata quella di
lasciare che, a valle dei primi cento giorni di
un percorso politico, possano essere espressi
i primi giudizi e tracciati i primi bilanci senza che una classe dirigente si trinceri dietro
le responsabilità di chi l’ha preceduta. Ebbene, i fatidici cento giorni dell’Amministrazione cittadina sono trascorsi. Più si allontana alle nostre spalle la data delle elezioni,
più possiamo pensare che i “nuovi” amministratori si siano ambientati e debbano rendere conto alla città di ciò che hanno fatto. Noi
abbiamo cercato di interpretare con entusiasmo e intensità il ruolo nobile dell’opposizione che la cittadinanza ci ha attribuito, senza personalismi ma nel merito dei contenuti,
controllando un’attività che a più riprese ci è
sembrata improntata sulla continuità con un
passato che certo non è stato foriero di sviluppo per Siracusa: dalla “proroga” sulla gestione dei rifiuti alla scelta di nominare i dirigenti “a tempo”, dalle scelte politiche
“pescate” dalla precedente Giunta cittadina
per la guida del Consiglio comunale alla
marcia indietro sulla Tares, dall’assenza di
una sola seduta dedicata all’attività ispettiva
e alle interrogazioni alla mortificazione di
interi gruppi consiliari nella predisposizione
delle commissioni consiliari, dalla refezione
scolastica partita in ritardo e gestita “a tempo” all’assenza del Sindaco nel dibattito cittadino sul Parco della Neapolis e sulla futura
gestione del sistema idrico dopo che per anni
le questioni ambientali e quelle legate alle
risorse primarie erano sembrate centrali di
un’alternativa di governo cittadino. Ad oggi,
dopo tanto dichiarato “giovanilismo”, ci è
sembrata un’occasione perduta. Noi riteniamo giusto che al silenzio si sostituisca, come
naturalmente sta avvenendo negli altri comuni capoluogo andati al voto, un rendiconto
ufficiale dell’azione portata avanti dall’Amministrazione e della sua programmazione
sul futuro della città. Anche in un’ottica di
partecipazione della cittadinanza ai processi
decisionali, spesso sbandierata in campagna
elettorale e poi non praticata quando si assumono ruoli di governo. Sinceramente, ci
aspettavamo che fossero questi “giovani”
amministratori a sentire il desiderio di far
convocare un consiglio comunale aperto per
raccontare i loro cento giorni ai consiglieri,
alle associazioni, agli studenti, alla società
civile. Ma anche a quelle realtà politiche che
non hanno avuto la fortuna di essere rappresentate in aula, come il M5S, e che pensiamo
abbiano il diritto di partecipare e non essere mortificate o a quelle comunità “tradite”
dalle loro classi dirigenti, come coloro che
hanno sostenuto percorsi di “rottura coi
partiti” per poi vedere le loro classi dirigenti comodamente sedute accanto a quei
partiti. E’ il momento per dirci, ora che i
“nuovi” amministratori sapranno meglio
come stanno le cose al Comune, cosa intendano fare per il futuro. Siamo noi a
“rompere il ghiaccio” se anche a Siracusa
ha senso parlare di “primi cento giorni” e
ad avanzare una richiesta pubblica affinché
un malcelato clima da prima Repubblica in
cui tutto debba avvenire nei corridoi, alle
porte della Terza Repubblica possa essere
sostituito da un desiderio comune di affidare al confronto pubblico decisioni e giudizi.
Speriamo che, al contrario di quanto accaduto in questi mesi, la Giunta che amministra la città trovi uno spazio per affrontare a
viso aperto anche i temi più delicati su cui
la cittadinanza attende risposte adeguate
alle difficoltà dei tempi che stiamo vivendo.
Lista Mangiafico
La richiesta sembra anche a me sacrosanta, al di là del contorto linguaggio utilizzato ( ma come si fa a scrivere ancora così?).
Per non portarla alle lunghe la risposta
detta alla maniera dei “Fatti” è questa :
questa Giunta Foti-Garozzo non ha ancora
fatto una mazza e, soprattutto, non ha mai
spiegato alla città cosa vuole fare veramente, che progetti coltiva, al di là delle
poesie e dei buoni sentimenti. Ad oggi si è
affidata alle interviste “culturali” di Giansiracusa e di Italia.
Una maniera penosa di comunicare con la
città.
Ovviamente, l‟Odg per le proroghe alla
Ditta Quercioli l’ha votato a testa bassa,
alla “Foti”, incurante di spiegare all‟opinione pubblica come si esce da questa vergogna di servizio di nettezza urbana che si
espleta a Siracusa.
Vorrei avvertire i lettori dei Fatti : a parlare
criticamente del servizio di nettezza urbana
non troverete nessuno salvo, ovviamente, i
Fatti!. Tutta la stampa e TV c.d indipendente
è totalmente compromessa o in attesa di esserlo.
La destra per 13 anni ha mantenuto anche
con proroghe il servizio alla famiglia Quercioli avendone evidentemente interesse; la
sinistra di Marziano, De Benedictis, Zappulla…ha fatto il gattino cieco, sordo e muto. Della posizione di altre forze
“giovanili” (quelle di cui parla Mangiafico)
non ho notizie dirette né ho letto manifesti o
indette manifestazioni di protesta (tipo M5S,
per intenderci).
La spiegazione di questa totale inerzia della
nuova Giunta (anche imbarazzante per qualche assessore, un sindaco almeno qualcosa
dice o fa..) risiederebbe nel fatto che il PD a
breve terrà il suo congresso provinciale e
Foti avrebbe messo sotto tutti: sindaco,
giunta, consiglieri, dipendenti, amici, clienti,
aspiranti ad incarico come aspiranti ad un
posto …”per fare tessere dentro il PD e vincere il congresso provinciale”.
Della serie:”Come eravamo belli negli anni
70 ed 80 nella amatissima DC!”.
Così – pensa Foti – si chiude finalmente la
partita dentro il PD. Il vecchio ceppo comunista (Consiglio, Marziano, Zappulla, Raiti
etc), unitamente ai vari De Benedictis,
Amoddio, Cirone, Lista Megafono, verrà
messo alla porta o non conterà una mazza
(come è ora). Si opporranno ? Strada sbarrata a livello nazionale: Foti-Garozzo sono
“renziani” della prima ora, quindi fortissimi
(anche perché nessuno si è presa la briga di
spiegare a Renzi chi è Foti-Garozzo) perché
Renzi viene accreditato come il futuro segretario nazionale del PD.
Ci sarebbe da chiedersi che c‟entra il congresso provinciale del PD con i problemi
della città di Siracusa. Evidentemente niente
ma il”dominus” di questa città e la sua corte
di giannizzeri hanno già difficoltà a distinguere i loro problemi da quelli della città.
Non è splendido? Siamo passati da un ceto
dirigente che vendeva pezzi pregiati della
città per fare affari, alla città piegata agli
interessi economici e politici di un vecchio
notabile. Che radiosi sviluppi!!.
Il Comune è pieno di pila
L‟altra notte mi ritrovo sul sito del Comune dopo aver curiosato per un po‟ e mi accorgo di una novità: wow
il sito é stato modificato; tra me e me pensavo: strano che l‟Amministrazione non abbia fatto nessun comunicato per vantarsene, alla faccia di chi dice che non fanno nulla. Continuo e mi ritrovo, tra un bando e l'altro, nel link dedicato all'organigramma del Comune e prendo atto così di quella famosa nomina tanto discussa durante il dopo elezioni; mi riferisco all' incarico di capo di gabinetto affidato al pluri trombato
esperto di segreterie che risponde al nome di Cafeo. Voi penserete, perché prendersela così tanto e scrivere
per di più un articolo in fondo veniamo dall'era Bufardeci /Granata con i vari galoppini (non cito le donne
per galanteria ) buttati alla meno peggio in vari progetti editoriali finanziati dal Comune ( mi riferisco a
Scrofani ed Elicona e al libretto "Siracusa riconoscimento UNESCO "); perché prendersela per un incarico
fiduciario dato appunto ad un uomo fidato che si é sempre speso per il partito e che ha i requisiti minimi per
svolgerlo.
Il perché di tanto interesse si trova nella stessa legge che prevede l'istituzione di questa figura : Art.90,
comma 1 decreto legislativo 18 agosto 2000 n.267 “Il regolamento sull‟ordinamento degli uffici e dei servizi
PUO prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, per l‟esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell‟ente, ovvero, SALVO
che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, i quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni”.
Ora, avendo constatato che Cafeo é un collaboratore esterno, vi chiedo: il Comune di Siracusa é un ente
strutturalmente deficitario? Evidentemente no, nonostante quanto dica Pane a proposito dei residui attivi,
altrimenti la nomina non sarebbe stata possibile o necessariamente vagliata dal ministero dell'interno. Conclusione: il comune é pieno di pila, possiamo stare tranquilli.
Andrea Genovese
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Domenica 13 ottobre 2013
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo repliche stringate, o comunque compatibili
con la necessità di dare visibilità a tutti.
cittadinisulwebcittadinisulwebcit
Amore?
Siamo
sfruttati
Accade sempre così a Siracusa. Quando si verificano
avvenimenti "importanti" di
quelli che potrebbero avere
un respiro ampio, avvengono
in silenzio, alla chetichella,
spesso si conoscono dopo
che si sono consumati. In
altre parole la città resta tagliata fuori, non viene coinvolta. Ortigia viene spesso
usata come location....ma
cosa lasciano? Spesso il vuoto. Si dice che così si promuove immagine e turismo.
Sarà. Ma quando certi big
della moda o del cinema o
della cultura si accorgono
delle bellezze di Siracusa e li
utilizzano per i loro progetti
mi sento un po' strumentalizzato. Tutto questo amore non
si potrebbe e dovrebbe tradurre invece in investimenti
strutturali per la città? Non
potrebbero questi signori
investire i loro denari per
creare a Siracusa qualcosa di
stabile, attrattivo e duraturo
nel tempo? Il resto è impegno effimero, o come diciamo noi "pampanigghia" che
non ha mai creato ricchezza
e sviluppo economico, culturale ne tantomeno turistico.
Alessandro Zappulla
La bolletta ce la volete pagare?
E’ in discussione al parlamento il decreto Alfano-Letta sul
femminicidio. Un decreto così
clamorosamente inadeguato e
fallimentare che sono stati presentati ben oltre 400 emendamenti! Un parlamentare che ci
stima, ci ha chiesto le nostre
osservazioni. Le abbiamo elaborato in tre: le avvocate Ester
Malvagna e Gabriella Tiralongo e la sottoscritta Raffaella Mauceri,
Presidente della Rete Centri
Antiviolenza di Siracusa. Eccole qui di seguito, punto per punto:
Irrevocabilità della querela presentata dalla donna vittima di violenza
Meglio la procedibilità d'ufficio perché non è prevista alcuna
tutela per la donna che, denunciando, si espone vieppiù alla
violenza del suo carnefice! E la donna si può tutelare solo se
lei ha il diritto, per legge, di essere rifugiata e i Comuni hanno il dovere, per legge, di sostenere la retta del rifugio.
Introduzione, all'art. 408 c.p.p. del comma 3 bis
Attualmente noi avvocate della Rete antiviolenza di Siracusa
nella querela chiediamo di essere informate in caso di archiviazione, richiesta di proroga di indagini o di definizione del
procedimento col decreto penale di condanna. Ma è necessario l’obbligo di comunicazione per il P.M. della richiesta di
archiviazione non solo per il reato di maltrattamento, ma per
tutti i reati trattati dal decreto legge e che attengono alla violenza di genere.
Altre considerazioni
1 - E’ vergognosa e inaccettabile la possibilità di patteggiare
la pena, resa ancora più ripugnante dal fatto che l'incensurato
ha già la pena sospesa, per cui ha tutto il tempo di assestare
alla donna il colpo finale, cioè quello mortale.
2 - I servizi sociali sono coinvolti solo nel caso di donne immigrate vittime di violenza, là dove è previsto l'obbligo di
segnalare ecc... Perché non è stato previsto alcun obbligo a
carico dei servizi sociali quando nel corso di segnalazioni di
dispersione scolastica, ad esempio, individuano situazioni di
degrado che evidenziano episodi di violenza domestica?
3 - Lo Stato si farà carico di quelle donne che costrette a
rifugiarsi hanno perso il lavoro o la propria attività?
4 - Non c’è alcun coordinamento a livello processuale delle
misure accessorie alla pena edittale, alias e in primis:
la decadenza dalla potestà genitoriale per il padre che maltratta, perseguita la madre ecc...
Adesso infatti siamo costrette anche a fare il ricorso al tribunale dei minori per ottenere questa misura, con fascicoli
aperti che durano una eternità! Laddove se il padre massacra la madre alla presenza dei figli minori, la celerità E’
DOVUTA! Viceversa che modello di padre avranno come
riferimento? Quello di un uomo violento che, pur avendo
distrutto la madre, dovranno continuare a vedere per mantenere o ricucire il rapporto che li ha devastati?
5 - La formazione per le FFOO, per i magistrati, per i giornalisti di cronaca nera, per docenti e discenti e per tutti gli
operatori sociali e istituzionali che impattano con il fenomeno della violenza deve essere obbligatoria e deve essere
erogata dai centri antiviolenza più qualificati
E per finire…
Art. 5 - Potenziamento dei centri antiviolenza e dei servizi
di assistenza e protezione delle vittime di violenza di genere e di stalking
Troppo generico il riferimento alla programmazione finanziaria; come si fa ad accedere ai finanziamenti in questi
termini? Ai centri antiviolenza in possesso dei requisiti per
l'attribuzione della qualificazione di Centro Antiviolenza,
e che per la Regione Sicilia abbiano i requisiti di cui alla
L.R. 3/12, se possono documentare l'assistenza continua in
favore di donne e minori, deve essere erogato un contributo
sotto forma di finanziamento diretto per la realizzazione
delle finalità statutarie e della concreta assistenza a donne e
minori vittime di violenza.
Perché, signori miei, é un abominio che per offrire un servizio qualificato e competente come quello che offriamo
noi della Rete, 24 H, pesante, difficile, pericoloso, dobbiamo pure autotassarci! In quanto volontarie, non chiediamo
lo stipendio né gli straordinari per il servizio di notte, festivo e senza sosta, e men che meno pretendiamo un’assicurazione contro i violenti che vorrebbero rifarsi su di noi…
lasciamo perdere… Ma almeno la bolletta del telefono ce la
volete pagare?
Raffaella Mauceri
Donne.
Sperdute
e deluse
Donne. Le vedi correre tra
lavoro e casa.Talvolta full
time tra bambini, doposcuola e pranzi. Curate ma anche
in tuta. Con lo sguardo infragilito da tanti perchè senza risposta. Macigni culturali secolari. Doverizzate. Corrono di qua e di là e sono
sole tutto il giorno, senza
potersi lamentare perchè
hanno "tutto dalla vita: un
marito, dei figli, una casa...".
Un partner che lavora per
loro. Quindi zitte, non è lecito recriminare. Donne sperdute, senza il diritto di gridare basta, esisto pure io.
Colpevolizzate e deluse dalla
vita che prometteva altro.
Ragazze con la fede al dito,
adulte per caso. Perchè bisogna sposarsi e fare figli: è
il decalogo di una femminilità ancora considerata naturale. Che invecchiano con
orgasmi mimati, risate dipinte sul viso e col cuore
imbavagliato, perchè è meglio che taccia. Meglio per
tutti. Peggio per loro.
Roberto Cafiso
Vitadacani Cani: 67mila euro per un mese
Le associazioni di protezione animali per potersi iscrivere
alla Sezione A dell'Albo Regionale (Associazioni che possono gestire canili in convenzione con Enti Pubblici) devono possedere alcuni requisiti. Devono aver svolto un certo
periodo di attività nel settore e gestito rifugi per animali da
almeno due anni. Tra le attività che svolgono le associazioni di protezione animali vi è quella di soccorso e custodia
dei cani nei loro rifugi. Questi animali evidentemente sono
a carico del Bilancio dell'Associazione che li ospita e sono
regolarmente intestati al legale rappresentante dell'associazione stessa, quindi sono di proprietà dell'Associazione.
Per fare degli esempi: presso il canile Piccolo Panda nel
mese di Novembre 2006 vi erano 160 cani di proprietà
dell'allora legale rappresentante della Cooperativa "I Nuovi
Amici della Natura", come si legge nei tabulati dell'ASP
relativi all'iscrizione all'anagrafe canina. Nello stesso periodo presso la stessa struttura vi erano anche un centinaio di
cani intestati alla legale rappresentante della Lega del Cane
di Siracusa e per finire vi erano anche diverse centinaia di
cani di proprietà del Comune di Siracusa. Per questi ultimi
è possibile conoscerne il numero attraverso le determine di
pagamento di quel periodo. Una struttura, quella del Piccolo Panda, allora, molto sovraffollata. Ospitava infatti un
ragguardevole numero di animali, molti più di quelli che
avrebbe potuto ospitarne in base ai parametri e ai limiti posti dalla Legge Regionale e dall'Assessorato di competenza.
Oggi alla luce dell'enorme spesa pubblica che il Comune paga ai due gestori dei canili convenzionati (per il mese di
Agosto 2013 è stata liquidata ai due gestori dei canili convenzionati, COME ACCONTO, la somma di 54.939,20 Euro su un totale fatturato di Euro 67.085,70. Quindi 3.404,34
euro in più rispetto alle 63.681,36 euro del Luglio 2013
(salvo errori). In una efficace programmazione finalizzata
ad arginare il randagismo, un aumento di spesa pubblica potrebbe essere giustificato solo da un considerevole aumento
delle sterilizzazioni e non certo da un aumento di cani ricoverati nei canili!), ci piacerebbe almeno conoscere quale la
causa della fatturazione in aumento. Ci piacerebbe altresì
conoscere quanti di quei cani del 2006, di proprietà delle associazioni, sono ancora in vita e quanti sono ancora ospitati
nelle strutture convenzionate e se sono computati nel numero
totale che viene dichiarato ai fini del limite posto dall'assessorato regionale. Per ricordare alcune di quelle creature che
erano dietro le sbarre nel 2006 e potrebbero essere ancora lì
senza speranza di un'adozione, voglio fare il nome di Rocky, Pastore Tedesco, Box 64, microchip n.
977200004945169, presumibilmente nato nel gennaio 2000.
Ci sei ancora Rocky? Oppure sei volato sulle ali della libertà
per raggiungere il Ponte dell'Arcobaleno?
Elena Caligiore
5
Domenica 13 ottobre 2013
Foti-Gianni-Granata, la nuova sinistra
Alessandro Spadaro: Forse è meglio che questi signori, insieme al vecchio
centrodestra, si prendano un lungo e meritato riposo. Garozzo? Bravo a
denunciare i problemi da consigliere ma non a risolverli da primo cittadino
Alessandro Spadaro, Siracusa è
migliorata, lascia intravedere miglioramenti, insomma Garozzo e
i suoi sono partiti bene?
Non mi sembra che ci siano segnali
di novità tangibili né progetti concreti. Non mi pare che l’attuale
giunta abbia dato il segnale di discontinuità, promesso in campagna
elettorale, con le precedenti amministrazioni. Questo ha due significati, o che la precedente giunta,
vituperata e aspramente criticata
dall’allora consigliere comunale
Garozzo e dai suoi amici e compagni, stava lavorando bene, o che
l’attuale giunta, nonostante tre lustri di palestra all’opposizione, ha,
forse, chiari i problemi della città
ma non ha mai pensato di andare
oltre alla denuncia con soluzioni
attuabili. Forse non credevano che
prima o poi avrebbero potuto vincere. Ho la sensazione che se l’innovazione passa attraverso la consegna delle compostiere domestiche, che furono peraltro già consegnate nel 2009, siamo ben lontani
dal poter vedere con ottimismo il
futuro.
Quali sono le cose che francamente ti fanno arrabbiare?
La mancanza di progettualità. L’assenza totale di servizi al cittadino e al turista. La
sporcizia e lo stato di abbandono diffuso. La
totale assenza di servizi primari nelle zone
balneari. La gestione della cosa pubblica fatta come se ci si trovasse in un reparto di
marketing con l’obiettivo di “stupire con
effetti speciali”. L’importante è apparire, è
stucchevole vedere o leggere delle gesta di
assessori che si sforzano di sembrare
“animali sociali” a contatto con la gente e
vicini alle disgrazie altrui. Dolce e Gabba-
na che ci onorano della loro
presenza tanto da concedergli il
teatro comunale. Una città mortificata, una città che ha perso
l’orgoglio e la propria dignità. È
la conferma come la sinistra sia
più “Berlusconizzata” della destra. Pubblicità progresso.
Sei un cittadino siracusano
impegnato da sempre nella
vita pubblica. Cosa potrebbe
essere aggiustato subito e con
poca spesa?
È molto difficile rispondere.
Non voglio apparire qualunquista con soluzioni da coniglio nel
cilindro. Mancano progetto e
metodo! Individuando un metodo, penso al coinvolgimento dei
privati nella gestione di servizi
pubblici e dei beni culturali,
senza costi per l’amministrazione, il comune riuscirebbe a sopperire a tante mancanze. Ti garantisco che il cittadino non
avrebbe nessuna difficoltà a pagare un prezzo “politico” a
fronte di servizi efficienti. Una
cosa da fare immediatamente e
senza soldi, sarebbe l’apertura
di una Università privata.
La politica locale. Come la potresti definire?
Assente. Apparenza e niente sostanza. Direi che è lo specchio della politica nazionale. Inciucio e larghe intese dentro e fuori il
palazzo. Fumo negli occhi e, in piccolo,
tutela dei poteri forti locali. (molto in pic-
colo, ovviamente).
Siracusa capitale della cultura europea. Ci
credi?
No. Per quali meriti o peculiarità dovremmo
essere premiati? Questo è l’ennesimo tentativo di nascondere i problemi reali ai cittadini
confondendoli con “false speranze”.
Parlaci dei siracusani. La prima cosa che
ti viene in mente?
Indignati ma incapaci di dare un senso pratico e consequenziale alla propria indignazione (mi ci metto anche io!). Alla fine, un popolo di rassegnati, e qui io non mi ci metto.
Quelli che fanno gli ambientalisti…
Ambientalisti part time, vorrei aggiungere.
Perché in una città che è stata devastata dalla
presenza industriale, dall’abusivismo diffuso, da zone balneari irrecuperabili, oggi ci
troviamo di fronte gli ambientalisti “contro”
ogni cosa e contro tutto. Mentre si indignano
e lottano per la “non realizzazione” di legittimi insediamenti produttivi a impatto zero,
non dicono una parola sullo stato di inquinamento dell’aria, della terra e dell’acqua del
nostro territorio. Ma sono part time, non possono occuparsene tutto il giorno.
Quelli che fanno gli amministratori…
Una città di part time…
Pippo Gianni, Gino Foti, Fabio Granata…
La “nuova sinistra” Italiana? La promessa
per il futuro.
Una speranza per Siracusa e i siracusani?
Che la “nuova sinistra” Italiana si prenda un
lungo e meritato riposo insieme all’attuale e
vecchio centrodestra. Credo che abbiano fatto, tutti, già abbastanza. Migliore speranza di
questo?
Sì, subito i lavori pubblici Omofobo c’è lei,
e risvegliamo la nostra città forse anche pavido
Dopo i primi mesi di doveroso assestamento della
nuova amministrazione, messa duramente tra l’altro
alla prova dall’eccezionale ondata di sbarchi di profughi e da eccezionali precipitazioni che hanno messo in
difficoltà la città, è arrivata l’ora per questa amministrazione di fare sul serio.
Occorre accelerare e fare un salto
di qualità, puntare soprattutto sul
settore indispensabile dei lavori
pubblici per dare una scossa al tessuto economico in crisi del nostro
territorio; una volta avviati i cantieri di lavoro, una volta risolta definitivamente con la ripresa dei
lavori il cantiere di via Puglia, bisogna attenzionare con la massima
urgenza il viadotto di Targia e le
opere di ampliamento delle banchine del porto grande.
Fatto ciò occorre ripartire dall’abc,
il riferimento è al manto stradale
cittadino da anni privo di una seria,
programmatica ed esecutiva opera
di rifacimento e manutenzione
straordinaria, per esattezza con
l’ausilio di fondi comunali non si
effettuano lavori dal lontano 2002,
fatta salva la parentesi per il G8
del 2008 con fondi nazionali.
Anni di incuria, di mancato coordinamento con la
messa in posa di cavi o tubazioni da parte di altri enti,
e di lavori di rattoppo tra l’altro spesso maldestramente eseguiti, hanno ridotto le nostre strade a regie trazzere se non strade poderali o quanto meno in uno stato
di dissesto penoso, su cui gli agenti atmosferici infieriscono rendendole sempre peggio e pericolosissime
per la pubblica incolumità.
E’ giunta l’ora di dire basta, occorre reperire tutte
le risorse economiche necessarie siano esse provenienti da altri Enti siano esse provenienti dal bilancio comunale dando fondo una volta per tutte, con
il loro giusto utilizzo ai capitoli
di bilancio dei proventi delle
contravvenzioni, degli oneri di
concessione e costruzione e dei
ribassi d’asta, spesso i primi due,
utilizzati per fini diversi dalla
loro destinazione anche grazie e
norme in deroga alle vigenti disposizioni, che tanto comodo
hanno fatto per pareggiare con
tecnicismi i bilanci comunali.
Da presidente della I commissione lavori pubblici mi farò promotore insieme ai componenti
della stessa di un incontro urgente con l’assessore al ramo e con
l’assessore al bilancio, per affrontare al più presto l’argomento e stilare unitamente una serie
di priorità e stabilire compatibilmente con le risorse già a disposizione, degli interventi urgenti
da effettuare in alcune arterie
cittadine le cui criticità hanno da
tempo superato i livelli di guardia e di decenza. E’
il senso delle cose, è il senso della politica che ci
spinge a fare queste richieste e spronare tutti ad
uno scatto in avanti, anche e soprattutto da questo
si misurerà la capacità di questa amministrazione.
Alfredo Foti
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Direttore, ho letto
l’intervista di Francesco
Italia nelle elezioni amministrative del 2006.
Perché l’ha pubblicata?
Per comunicarci che
Francesco Italia è gay?
Che ha militato in Forza
Italia? Che è uno scandalo per Siracusa….?
Marco Campagnino
Caro Campagnino, ho
pubblicato soltanto l‟incipit della sua lettera
(non lo faccio mai) perché tutto il resto era rivolto a dimostrare la mia latente “omofobia” e che
Italia può essere un ottimo amministratore proprio perché gay… Ma personalmente non ho alcuna omofobia né esplicita né latente, anzi, su questo tema, non soltanto non ho mai avuto riserve alcuna ma intrattengo da sempre
rapporti di stima, di amicizia e di lavoro con tantissimi gay. Ha sbagliato
indirizzo caro Campagnino: Lei l‟omofobia la troverà altrove, forse non dichiarata perché politicamente non corretta, ma sorda, feroce e come un muro invalicabile, da altre parti. L‟intervista di Italia l‟ho trovato interessante
nel panorama di mediocrità che domina Siracusa, soprattutto il suo ceto politico ed amministrativo. L‟intervista, pur datata, metteva in campo un giovane con le sue idee, speranze, in un contesto urbano ben diverso come Milano. Se Francesco Italia di ieri fosse anche quello di oggi e rompesse la
cappa di inutilità e di mortorio che si respira nella Giunta Foti-Garozzo,
sarebbe un regalo alla città straordinario. Lo intervisterò più avanti.
So bene che l‟Orco non gradisce e che con l‟Orco si scherza poco. Pensi
all‟Orco sig. Compagnino, alla violenza intimidatrice, alle modalità con cui
vuole amministrare Siracusa. Non si accodi al Nutrito Circolo degli IPOCRITI e dei PAVIDI che fanno finta di non vedere e di non sentire.! (sb)
6
Domenica 13 ottobre 2013
Teatro Greco a gestione regionale
Secondo Umberto Guidi è l’unica strada per un utilizzo che consenta agli
operatori del settore di promuovere eventi a partire dalla prossima estate
Mi dispiace, anche se impegnato in altra coalizione (quella di Paolo Reale), mi ero illuso
che i candidati che si sono misurati al ballottaggio fossero il meglio che il panorama politico cittadino potesse esprimere. Credo di
essermi sbagliato. Le affermazioni in materia
di spettacoli, non inteso come associazionismo ma come “mestiere” dell’assessore Italia, peraltro uno dei più simpatici della Giunta Garozzo, mi hanno lasciato perplesso.
L’affermazione che ha suscitato la mia perplessità è la seguente: “ il Comune non può
contribuire onerosamente all’organizzazione di eventi spettacolari ma darà come contributo l’uso
gratuito dei siti”. Mi
chiedo, quali sarebbero questi siti? Lo
spettacolo per
“mestiere” mette in
conto che chi lo organizza può incorrere
nel rischio di rimetterci. Ma questo a
Siracusa diventa una
certezza. Per esempio, se parliamo di
Catania, Taormina,
Messina, Agrigento e
Palermo, gli operatori-organizzatori privati, agiscono in siti capaci di ospitare migliaia di spettatori che consentono di organizzare eventi di tutti i tipi
dal Balletto Classico, all’Opera Sinfonica,
dal Pop al Rock. Operatori-organizzatori che
rischiano producendo, senza contributi pubblici, spettacoli ed eventi vari. Voglio chiarire che l’unico sito che a Siracusa si presterebbe a tutto questo è il Teatro Greco. Questa estate ci si chiedeva il perché a Siracusa
non avesse una stagione estiva comne avviene in altre province siciliane. Questo potrebbe essere uno dei motivi.
Il teatro greco di Siracusa, più volte oggetto
di accese dispute, uso sì, uso no. Ma non si
riesce a capire il perché del vero e proprio
“tappo” che si attiva al solo annunciare un
evento che si dovrebbe svolgere nel prezioso
monumento sul Colle del Temenite. Di seguito provo a spiegarne le motivazioni:
Il teatro viene impegnato quasi esclusivamente dalla Fondazione INDA, in quanto
tutto l’allestimento, palco/pedana, camerini, posti cavea, sono interamente realizzati
dalla fondazione stessa con materiali propri
e con proprio personale.
Tutti i servizi sia per il pubblico sia per i
visitatori sono, o realizzati o ripristinati
sempre dalla Fondazione.
Anche i servizi igienici sono ripristinati e
manutenuti dalla Fondazione, il diserbo, l’impianto
antincendio, l’illuminazione di servizio, gruppo elettrogeno, gruppo di sollevamento e spinta per l’acqua
necessaria per l’impianto
antincendio, la fornitura
elettrica e addirittura la
fornitura di acqua potabile
sono sempre a nome e per
conto della Fondazione.
Questo potrebbe sembrare
agli occhi dei siciliani un
giusto prezzo da pagare per
l’uso dell’antico teatro…..
ma il perdurare negli anni
di questa singolare procedura ha fatto sì che chiunque volesse utilizzare il
teatro per eventi, si trova a discutere con
una miriade di interlocutori: L’Assessorato
Regionale ai BB.CC., la Soprintendenza ai
Beni Culturali, la Direzione del Parco Archeologico della Neapolis, la Fondazione
INDA.
Si capisce bene, che diventa un’impresa e
che in assenza di congrui contributi pubblici è sicuramente destinato a perdite anche
importanti da parte dei produttori.
Se a questo uniamo che sulla disponibilità
del teatro l’ultima parola spetta alla Fondazione INDA, che essendo proprietaria
dell’agibilità di Pubblica Sicurezza, e dei
servizi tutti, stabilisce prezzi per l’uso delle
proprie attrezzature a dir poco inarrivabili.
L’ultimo evento organizzato al teatro greco
al di fuori della Fondazione, è stato un con-
certo di Claudio Baglioni, dove il costo
dell’artista era di € 100.000 ed il costo del
teatro è stato di €.70.000 così suddivisi:
35.000 € alla Fondazione INDA, 35.000 €
alla Soprintendenza. Tenendo conto che a
questo costo va aggiunto il personale di
accoglienza (Maschere, Hostess, Servizio
di Sicurezza, assistenza ai diversamente
abili), Vigili del Fuoco del Fuoco, personale sanitario (ambulanza, medico, servizio di
primo soccorso e parasanitari) ci si rende
conto dell’impatto economico devastante.
Aggiungerei che la disponibilità del sito,
non è celere, Si o No! Ma si aspetta che
tutti gli attori in campo si mettano d’accordo, creando un’attesa infinita il che inficia
la riuscita stessa dell’evento.
Inoltre il Teatro Greco di Siracusa, ha un’agibilità di “soli” 6.000 spettatori così suddivise: 2.750 posti numerati, (compresi gli
omaggio che a Siracusa sono una vergogna), di cui 450 in fascia A, B, C, i 2.300
restanti sia in fasce laterali o nella parte
centrale medio alta del sito. Gli altri 3.250
posti sono situati nel cosiddetto settore
“S” (superiore), che non è adatto a posti
numerati quindi di fascia popolare, quindi a
un costo di biglietto “popolare”. Nessuno
chiede contributi onerosi, ma delle possibilità di poter operare con le stesse possibilità
delle organizzazioni catanesi o palermitane.
Per ovviare queste difficoltà, l’unica via
sarebbe che la Regione, titolare del bene,
se ne riappropriasse a livello di gestione e
allestimento del Teatro. Potrebbe quindi
poi concederlo in locazione ANCHE alla
Fondazione INDA, facendo pagare un canone suddiviso per il costo e per le giornate
che la Fondazione lo impegnerebbe. Così
facendo la Regione non avrebbe costi
straordinari e resterebbe gestore del bene,
come per esempio fa il Comune di Verona
per l’Arena.
Oltre al fatto che il teatro potrebbe essere
utilizzato e gestito direttamente dalla Regione che così facendo, non solo offrirebbe
un servizio, ma si farebbe portatore di una
vera e propria “Rivoluzione”, dando la possibilità nei mesi estivi, successivi alle Rap-
presentazioni Classiche, di mettere in moto
un volano economico per la città, la sua provincia, per la regione stessa, ampliando l’offerta turistica di cui abbiamo tanto bisogno.
Questa potrebbe essere una scommessa da
giocare da parte della Regione Siciliana, che
così facendo ritornerebbe a fare
“l’Amministratore” dimostrando di non avere paura di misurarsi con il mercato, e gestire
per conto dei propri concittadini i Beni che i
siciliani hanno messo nelle mani dei propri
rappresentanti, e che per loro conto, e per
nessun altro, devono amministrare. Ci si
pensi adesso e per tempo, se si vuole uscire
dallo stato di torpore che avvolge la nostra
città. Magari così la prossima estate non si
sentirà dire …. Perché a Siracusa nessuno fa
niente? Siracusa una città dormitorio, una
pizzeria a cielo aperto.
Umberto Guidi
L‟articolo di Umberto Guidi, concreto e motivato, ex dipendente dell‟INDA ed operatore
di spettacoli da una vita, andrebbe letto con
grandissima attenzione soprattutto dal Comune (Assessore Italia) e da alcuni deputati
regionali interessati. Se la Fondazione INDA
in questa fase non è quella gestita rozzamente da Bufardeci (l’ennesimo contenitore di
soldi per fare clientele), ma una cosa diversa, con meno politica dentro ed impegnata
soltanto a fare i compiti per cui è stata istituita, lo schema GUIDI andrebbe benissimo
a tutti. Ovviamente richiede una Regione
disposta ad intervenire ed assumersi responsabilità, utilizzando il personale dell‟INDA.
Andrebbe individuato un Soprintendente che
sia un vero manager, culturalmente all‟altezza e che non si affidi per la gestione a
personale scadentissimo anche sotto il profilo della correttezza. Foti-Garozzo potrebbero farci un pensierino : nessun esproprio di
competenze ma un aiuto concreto e fattivo
da parte regionale. Ci sono costi proibitivi
per la Regione? Non credo. Ma questa ipotesi va naturalmente testata ed approfondita..
L‟autobus e 8 milioni non ci sono più
L‟incredibile storia del trasporto urbano a Siracusa, dalle balle dell‟ex
assessore Basile all‟assoluto e colpevole silenzio di chi ci amministra oggi
E’ troppo facile trovare di che scrivere su Siracusa e
se si mettono da parte gli aspetti storici, culturali e
paesaggistici, si aprono praterie di argomenti più o
meno ludici e dissacranti che, partendo dalla politica,
non passa giorno senza fornirci argomenti a dir poco
divertenti (quando non c’è da piangere ovviamente...). Se guardiamo alla cronaca che, di là dall’attualità vera, di solito si rappresenta con la pubblicazione
di comunicati stampa o redazionali o, altro, più o
meno pagato o richiesto da qualcuno, scopriamo
quindi che, se ci fosse altro da dire, potremmo tranquillamente fare a meno.
L’ultimo scoop, a mia memoria, con origine Siracusa
è stato l’arresto del mostro di Cassibile che dopo due
anni dalla notizia, non è ancora arrivato a sentenza e
non si capisce perché. Un altro scoop potrebbe essere che la città candidata a Capitale della Cultura Europea, non ha un sistema di trasporto pubblico locale
degno di questo nome, anzi, quando le cose andavano male, cioè ieri, qualche autobus brutto, lercio e
scassato si poteva vedere in giro per le vie della Città. Abbiamo speso almeno per un paio di volte soldi pubblici
per dotarci di Piano Urbano dei Trasporti – PUT e Piano Urbano della Mobilità – PUM strombazzando in giro che Siracusa avrebbe avuto autobus a tinchitè, autobus elettrici, go
bike, parcheggi a iosa. L’ultimo Assessore della Giunta Visentin, il fu Basile, fece pubblicare una gara per l’affidamento dei servizi di parcheggio, trasporto e mobilità che, chi
la leggeva si sbellicava dalle risate perché il presupposto per
non andare deserta, come poi è successo, era che chi avesse
deciso di parteciparvi doveva essere scemo e pagare una
vagonata di milioni di euro alla Città di Siracusa a fronte di
pagamenti che la stessa Città dichiarava a priori di non garantire.
Peccato, perché la strada che porta a realizzare un’Azienda
tutta siracusana e non più targata AST che gestisca il servizio di trasporto pubblico, la sosta, parcheggi e altro, è una
strada a senso unico: alla fine ci dovremo passare sopra,
perché la storia d’amore con l’AST e destinata a finire
per volontà della Regione che da qualche tempo intende
privatizzarla, visto che Pantalone (la Regione) non paga
più.
Quanto vale il trasporto urbano a Siracusa? La Convenzione con l’AST, interamente a carico della Regione
che, vede Siracusa impegnata in compensazione per una
piccola parte, è stimabile in circa 6 Milioni di Euro
l’anno ai quali, vanno aggiunti gli incassi dei biglietti
che, male che vada, girano o giravano quando le cose
funzionavano meglio, intorno ai 2 milioni di euro l’anno. Con questi numeri, circa 160 persone sono state occupate direttamente e altrettante sono state interessate
nell’indotto. Niente male per un servizio di trasporto
che da sempre è stato insufficiente ai bisogni della Città. Dulcis in fundo, considerando che i 6 milioni se li
pappa l’AST indipendentemente dalla qualità del servizio, che i 2 milioni d’incasso per i biglietti oggi non sono quantificabili, poiché autobus non ce n’è, considerando tutto ciò, è come se Siracusa avesse perso oltre
agli autobus anche 8 milioni di euro. Per essere goduriosi
fino in fondo, il maggior costo per il cittadino che vive in
una città simile a Siracusa, che non gli garantisce un efficiente sistema di mobilità, è di circa 360 euro/anno a cittadino poppanti compresi. (fonte ETF/EU). Non c’è che dire, più
persi di così si muore.
Enrico Caruso
7
Domenica 13 ottobre 2013
Tempi grami per la Sgarlata
L’assessora siracusana da un momento all’altro potrebbe
essere rimossa. Non è scattato il feeling con i siracusani
Tempi grami per Maria Rita
Sgarlata, assessore regionale
ai beni culturali. Ogni giorno
è costretta a leggere sulla
stampa che..deve fare posto
ad altri. Qualche assessore
regionale è stato dichiarato ”
inamovibile” dallo stesso
Crocetta perché, dopo il rimpasto, nessuno resti sorpreso.
La Sgarlata è tra i
“rimuovibili”, se ne sarà fatta
una ragione, immagino. Del
resto che titoli vanta con
Crocetta? E‟ stata una scelta
suggerita da Carmelo Spataro
(Megafono), fatta propria dal
Notaio Coltraro (Megafono)
e, a quel che se sa, sia l‟uno
che l‟altro sono pentitissimi di
averla fatta a Crocetta, a nome del Megafono di Siracusa
e ne chiedono insistentemente
la rimozione.
Chi dovrebbe sostenere la
Sgarlata? Le sue competenze?
Non sembra, a sentire i responsabili dell‟assessorato ai
beni culturali. Poteva sostenerla – e bene - l‟intera Città
per il lavoro che avesse intrapreso in questi pochi mesi e
per quello che avrebbe potuto
realizzare nel prosieguo.
Niente di tutto questo è avvenuto. Quella magica sintonia
assessore-città non soltanto
non si è vista, ma dubito che a
Siracusa qualcuno veramente
sappia che una siracusana sia
assessore regionale ai beni
culturali. La Sgarlata, dopo la
nomina , ha pensato che il
“miracolo” di fare l‟assessore regionale potesse continuare mettendosi al servizio totale di Crocetta ed infischiandosene di tutti gli altri (Coltraro
e Spataro compresi). Errore
madornale. Crocetta vuole
certamente assessoritappetino ma che abbiano un
forte consenso delle comunità
da cui provengono.
La Sgarlata non ha fatto niente per la città di Siracusa,si è
messa a dottoreggiare in preda al delirio di potere (?) infastidita quando qualcuno/a
(vedi Parco Neapolis) l’ha
educatamente richiamata ai
propri doveri. Insomma è un
assessore di cui la Città non
avverte alcun bisogno.
Caro assessore fai il Parco e il tuo nome sarà ricordato
Credo che chi avrà la pazienza di ascoltarmi fino
in fondo capirà quale protervia sia stata usata per
la mancata istituzione del Parco della Neapolis o
di Siracusa che dir si voglia, di quale scippo si sia
perpetrato a danno della Città, dei suoi cittadini
onesti e di come si sia fatto beffa della legge istitutiva 20 del 2000 del sistema dei parchi archeologici regionali. Questa recita che devono essere
solo "sentiti i comuni interessati che debbono
pronunziarsi entro il termine perentorio di 45
giorni dalla richiesta della soprintendenza" e che
"la normativa del parco archeologico costituisce
integrazione e, qualora in contrasto, variante agli
strumenti urbanistici vigenti nel territorio interessato”,allora si capisce bene come questa Città sia
stata posta sotto assedio da una classe dirigente
che a tutto ha pensato,tranne che a rispettare un
complesso archeologico,monumentale,ambientalistico e storico come quello
della Neapolis che abbiamo l'obbligo di tutelare e conservare per noi,per le
generazioni future,per questa Città e per la Cultura mondiale che ce lo reclama.
Purtroppo la mancata istituzione del Parco costituisce l’ennesimo declassamento della Città di Siracusa, sia in termini culturali che in termini economici dato che le stesse entrate del Parco della Neapolis , pari a 3 milioni di euro, solo in minima parte restano a Siracusa e molte volte non sempre.
L’autonomia del parco consentirebbe con questi introiti impiegati al proprio
interno, di offrire possibilità di molteplici opportunità di lavoro a molti dei
nostri concittadini. Invece, la mancata istituzione del parco come ente autonomo fa si che tali considerevoli somme continuano ad andare a Palermo ed
a perdendosi all’interno del bilancio regionale. Abbiamo sollevato con forza
tre mesi fa questi problemi derivanti dalla mancata perimetrazione del Parco,
che hanno aperto nella nostra Città e non solo, un dibattito serrato,da cui sono emersi,oltre la ferma volontà di ribadire il nostro diritto di cittadini alla
sua realizzazione anche, e sopratutto, la conoscenza di atti ed adempimenti
burocratici che hanno reso e rendono lento il processo della sua istituzione.
Difatti , per ben comprendere le vicende legate alla mancata istituzione del
Parco della Neapolis, occorre partire da quel 27 Ottobre 2003, quando viene
trasmessa a Palermo all’Assessorato Beni Culturali ,a firma dell’allora soprintendente dottore Voza, una proposta di perimetrazione del Parco della
Neapolis che viene approvata.
Il 28 Gennaio 2004 la proposta di perimetrazione e il Regolamento del Parco
vengono trasmessi al Comune di Siracusa per richiederne il parere ai sensi di
legge ed appena due settimane dopo, con una velocità sorprendente, la Giunta Municipale lo esprime in modo negativo principalmente per due motivi:
-che il PRG ,ancora allo stato non approvato, contiene già tutti i vincoli trasmessi dalla Soprintendenza con nota del 9 aprile 2002
-che la cartografia che rappresenta la perimetrazione del Parco è vecchia di
oltre un quarantennio e che non tiene conto delle trasformazioni degli ultimi
decenni.
Pochi giorni dopo, mentre la delibera di Giunta era ancora all'albo Pretorio ,la Soprintendenza tenuto conto dei rilievi informali scrive al Comune di
Siracusa di non tenere conto di tutto quello già trasmesso,di ritenere sospesa
l' espressione del parere richiesto e comunica che si impegnerà a produrre
nuovi elaborati.
Questi vengono trasmessi Il 27 agosto 2004 tenendo conto di un'area più ridotta e perimetrando un nucleo principale che in seguito potrà essere ampliato.
Nondimeno passano tre mesi prima che la Giunta Municipale esprime parere
favorevole e ne passano ancora altri tre prima che il Consiglio Comunale
approvi all'unanimità la proposta, ponendo condizioni specifiche ,una delle
quali richiede che le previsioni dell'istituendo Parco vengano coordinate con
le previsioni del PRG.
L’Assessorato Regionale ritiene arbitrario l’iter burocratico seguito in diffor-
mità sostanziale e di fatto alla Legge e richiede le motivazioni di tale comportamento alla Soprintendenza di Siracusa che invia la documentazione il
22 febbraio 2005. Da questo momento in poi nulla è più accaduto, fino a
quando l’11 Settembre 2009 da Palermo perviene una nuova richiesta di perimetrazione del Parco. Un successivo decreto assessoriale l’11 luglio 2011
definisce le competenze di ciascuna soprintendenza e nello specifico istituisce il servizio parco archeologico di Siracusa e delle aree archeologiche dei
comuni limitrofi, con tanto di ufficio e organigramma, ma non viene decretato il parco ancora da perimetrare. Il 27 giugno 2013 una delibera di giunta
regionale approva una “rimodulazione dell'assetto organizzativo endodipartimentale ” e ne risulta che il Dipartimento ha 5 parchi già istituiti e 13 da istituire tra cui quello di Siracusa. Soltanto che in sostanza tale rimodulazione fa
venir meno l'Ufficio del Dirigente responsabile del Parco della Neapolis istituito nel 2011.
Con il nuovo riassetto del 2013 si fa quindi un passo indietro rispetto a quanto fatto due anni prima, evidenziando che l’ufficio parco è stato istituito senza che il parco esistesse come ente autonomo. Infine è di pochi giorni fa la
sospensione degli spostamenti dei responsabili dei Parchi archeologici che
lascia al loro posto i dirigenti attuali che continueranno a lavorare, con disagio,senza sapere nulla del loro destino futuro né di quello dei rispettivi parchi.
Ma questa è un'altra storia, figlia sempre della stessa madre. Di quella mala
burocrazia, che sebbene voglia accreditarsi come efficiente e moderna, in
effetti si porta dietro prassi deleterie e vizi politici ancestrali, che non ci permettono di capire quanto durerà questo calvario e quanti anni corrisponderanno ai pochi mesi indicati dell'Assessore bastevoli,a suo dire,per decretare
il Parco di Siracusa, che non è un parco divertimenti ma un tesoro inestimabile che abbiamo ereditato per conto dell'umanità intera. I pochi mesi previsti dalla Legge Granata nel 2000 per l'istituzione del Parco,quindi , si sono
tramutati in agonia poiché ancora oggi il Parco non è decretato sebbene siano passati esattamente dieci anni dalla proposta di perimetrazione del Parco
a firma dell’allora soprintendente e quattro anni esatti dalla nuova richiesta
di perimetrazione.
Solo nei mesi scorsi è stata presentata una perimetrazione dettagliata delle
aree A, B e C al Soprintendente ma nulla è stato inviato al Comune, nè tanto
meno all’Assessorato Regionale e non si conosce neanche l' iter che si vuole
seguire.
Ritengo utile richiedere che Ella,Assessore Sgarlata ,per contrastare i fortissimi interessi speculativi che continuano a ricavare opportunità ostacolando
la realizzazione del Parco e che trovano sponde ben organizzate nella nostra
Città, approfondisca e rimuova gli ostacoli che finora hanno dato alibi inconsistenti a questi forti ritardi.
E' in gioco lo stesso principio della Democrazia. Un'attesa di oltre sessant'anni dalla proposta di istituire il Parco da parte dell'archeologo Luigi
Bernabò Brea, non può essere giustificata ormai più da nulla se non con la
incapacità,la correità ,la complicità e la protervia che ha manifestato nel tempo e fin'ora manifesta la Regione ed il suo Ufficio nello specifico e la classe
dirigente della Città in quello generale.
Può servirle da conforto e da pungolo il sapere che anche se sarà l'ultima cosa che faremo,percorreremo tutte le strade possibili ed impossibili, per vedere realizzato questo sogno, non più solo di pochi, ma di una intera Città a cui
bisogna restituire una dignità perduta.
Mi appello pertanto alla sua coscienza, Assessore Sgarlata, a quella parte
della sua coscienza libera da condizionamenti politici, sociali e professionali
per richiederle di intestarsi questa battaglia di legalità, che può essere ritenuta storica, per dare il giusto riconoscimento al Parco con i suoi tesori inestimabili,per consegnare alle generazioni future i risultati di una vicenda con
cui poter ricordare il suo nome. Sta a lei decidere con quale aggettivo.
Marcello Lo Iacono
Annaspiamo, senza certezze Ambiente, travi e pagliuzze
Appartiene oramai a tanti in questo periodo, divenuto storico per la sua durata, l‟esperienza di annaspare nella fluidità della precarietà; che non è soltanto materiale. Un fluido divenuto per certe aspetti anche melmoso, in cui ti fa schifo addentrarti. Oltre che nel corpo, chi
vaga nell‟ instabilità del posto di lavoro, e quindi nell‟incapacità di assicurare a se e agli
altri affidati la certezza della casa dove abitare e del cibo per sfamarsi, soffre il vuoto e il
vago che lo attanaglia nello spirito. Sono venute meno tante cose in questa assai triste società di inizio secolo. “Quanta è bella giovinezza che pur fugge tuttavia, chi vuol essere lieto sia ,di doman non c’è certezza”. Ma non si tratta qui di problematica solo giovanile. E‟
l‟uomo del nostro tempo, in genere, che annaspa nell‟incertezza, del mondo a lui esterno ed
anche di quello a lui interno. Alla fine, grandi e grossi, occuperemo appena lo spazio di un
vasetto da creme, come nei tabelloni pubblicitari delle Pompe Funebri. E‟ da considerare
dunque la precarietà come l‟essenza della attuale realtà? na precarietà che ci sta invadendo sia nei nostri averi che nel nostro essere. A Oriente come ad Occidente. E noi siracusani che siamo pregni, si fa per dire, di due mila anni di storia che facciamo? Annaspiamo.
Non riusciamo a mettere a segno i nostri punti di forza: il territorio, le nostre risorse umane.
Ci arrovelliamo a bloccare o infastidire l‟azione dei superstiti volenterosi. Invece di unire
le forze per costruire il non-costruito, l‟auspicato. Nella politica si passa buona parte
del tempo nell‟osteggiare l‟altro. Abbiamo elevato l‟invidia a cultura e la disgrazia altrui
ad obiettivo. Pensiamo cosi di andare avanti? La sconfitta, a turno, tocca tutti, con tante generazioni in frantumi. E‟ la ricerca della supremazia politica! Ma, a che vale l‟essere stati
per un periodo, più o meno lungo, “i supremi” quando poi inesorabilmente è sempre sopraggiunto, per tutti, il declino? La supremazia è tutt‟altra cosa: è intellettuale, è morale .
E‟ quella la caratteristica che nei grandi si ricorda. Il resto? Sono tutte ubbie e le ubbie si
buttan là, nell‟immondizia della cronaca nera o giudiziaria.
Il TAR di Catania, con sentenza del 2 ottobre scorso, ha rigettato per infondatezza i ricorsi di
Am Group contro l'Assessorato ai Beni culturali ed ambientali e all'identità siciliana per l'annullamento del provvedimento della Soprintendenza di Siracusa (n. 15118 del 20 settembre
2011), che negava il nullaosta per la realizzazione di 71 villette e di altre strutture ricettive
all'Epipoli su un terreno di proprietà della società, e del decreto dell'Assessore regionale ai
Beni culturali (n. 98 del 1 febbraio 2012) che disponeva l'adozione del Piano paesaggistico
per il territorio della provincia di Siracusa.
Il TAR ha quindi dato ragione al Comitato regionale siciliano di Legambiente, intervenuto
ad opponendum, sull'infondatezza del ricorso in seguito all'adozione del Piano paesaggistico
della provincia di Siracusa che prevede, per l'area in questione, il massimo livello di tutela
ed un divieto assoluto di edificazione.
Nella sentenza si legge, inoltre, che la Soprintendenza, all'epoca del diniego del nullaosta,
quando il Piano paesaggistico non era ancora stato adottato, aveva osservato che nell'area
oggetto del ricorso risultavano compatibili, con il vigente vincolo archeologico indiretto, solo interventi connessi alla "ordinaria conduzione del fondo ed alle normali opere di trasformazione agricola eventualmente necessarie".
Il TAR ha quindi sottolineato che in sede di approvazione del Piano regolatore generale sarebbe stata auspicabile una più attenta valutazione della compatibilità fra le previsioni di vincolo indiretto e i diritti di edificazione dei privati. La convenzione stipulata tra AM Group e
il Comune di Siracusa nel marzo 2011 contemplava, infatti, il diritto della società di realizzare, previo rilascio di una o più concessioni edilizie, l'importante intervento urbanistico al
centro del ricorso.
Legambiente è stata rappresentata e difesa in giudizio dagli avvocati Marilena Del Vecchio
e Corrado Giuliano, dello Studio legale Giuliano, e dall'avv. Paolo Tuttoilmondo.
P.S. Pare che i romani non siano stati “de” Roma: non popolazioni del luogo bensì venuti
da fuori e che poi si siano dispersi, sopraffatti dagli indigeni. Di sicuro sarà stato così anche
per Siracusa: chi la fece grande non furono gli abitanti locali ma i capi siculi e greci. Di quella storia sono rimasti i monumenti . L’innesto umano è andato perduto: “u latinu sa siccatu”
ed è tornato ad avere la prevalenza il ceppo originale, “u sarbaggiu”. Diversamente non si
spiega il perché di così tanto grigiore .
Pepè Genovese
E‟ una buona notizia se il principio richiamato dal Tar (una più attenta valutazione della
compatibilità fra le previsioni di vincolo indiretto e i diritti di edificazione dei privati) riguardasse l‟intero PRG e certa giurisprudenza amministrativa non procedesse a strappi.
Dove capisce e dove fa finta di non capire. E‟ anche augurabile che Corrado Giuliano ed i
suoi 18 (!!) avvocati associati siano coerenti anche con quello che scrivono e dicono. Per
parlare brutalmente, Giuliano non può continuare a fare l‟ambientalista integralista, difensore del patrimonio cittadino, quando a casa sua si comporta in modo opposto incappando
in verbali di contestazione per intervento abusivo.
8
Domenica 13 ottobre 2013
contromano
Hasta el Francesco siempre
Ma quanto mi piace „sto Papa.
Ve lo devo dire perché mi tocca. Dalle colonne di questa
ignobile rubrica in una decina d‟anni ho più volte ho vituperato la scelte della chiesa cattolica, soprattutto sui diritti
civili (aborto, gay, fecondazione assistita, caso Englaro etc
etc) ma Jorge Mario Bergoglio sta virando rapidamente e
restituendo alla Chiesa valori, sensibilità, priorità che mi
piacciono assai. E che il Foglio di Ferrara, col suo talebanismo controriformista, cominci a dire che Francesco non gli
garba, rafforza la mia simpatia per il Pontefice.
Perché (anche se a voi non ve ne frega niente ve lo racconto
lo stesso) io ho tutto un passato di rapporti complicati con la
Chiesa.
Alla metà degli anni ‟70 ero un giovanotto di sinistra, cattolico come tutti (elementari dalle orsoline, boyscout al Siracusa II con il mitico padre Carlo Ramondetta), ma convinto
che nel Vangelo ci fosse anche un messaggio “sociale”.
Avevo letto della Comunità di San Paolo a Roma, dove si
studiava una “lettura politica del Vangelo” ed era nato un
movimento che si chiamava “Cristiani per il socialismo”.
Ne era il leader Giovanni Franzoni, ex abate della Basilica
di San Paolo che era stato “sospeso a divinis” per le sue
idee eretiche. Il gruppo si riuniva e la domenica celebrava
la messa in un garage sull‟Ostiense. Arrivato, diciottenne, a
Roma per l‟Università li andai a cercare e cominciai a frequentare quel garage.
Era, come per tutti a quell‟età, un periodo magico. La Sapienza era in ebollizione, stava arrivando il travolgente ‟77,
era esploso da poco il fenomeno delle radio libere e nella
capitale era tutto un fiorire di musica, usciva in quegli anni
l‟Autunno del Patriarca di Garcia Marquez, lo comprai e lo
lessi stranito e affascinato, poi su una bancarella proprio
fuori la comunità di San Paolo trovai “Cent‟anni di Solitudine”, avevo letto che era un libro straordinario, me lo
aspettavo simile al “Patriarca”, era diverso, il più bel libro
che ho mai letto, se avevo ancora un dubbio su cosa avrei
fatto nella vita, mi passò. Volevo scrivere e avrei fatto quello, solo quello, per sempre e lo faccio ancora, lo faccio
ora.Sull‟Ostiense cominciai ad ascoltare, a capire la storia
della Palestina di duemila anni fa, cominciai a comprendere
chi erano gli zeloti, i farisei, gli scribi, cominciai a conoscere le differenze fra i vangeli, a masticare il nodo delle traduzioni che a volte incidono sul senso profondo delle frasi
evangeliche, cominciai ad identificarmi in quella chiesa eretica, fatta da preti o ex tali. Molti erano sudamericani, in
fuga da regimi fascisti, coltissimi, teorici di quella “teologia
E’ stata la settimana dei 100 giorni dell’amministrazione Garozzo. Tutti gli osservatori
della politica locale hanno cercato di far
notare come siano stati tre mesi, di amministrazione della città, buttati nel cestino delle
cartacce. In verità neanche l’opposizione,
cosiddetta, è riuscita a concretizzare un intervento diretto a dimostrare l’inefficienza
di palazzo Vermexio, in merito a problemi
che la cittadinanza aspetta di vedere risolti
per far sembrare la loro città quasi come le
altre, dove le cose funzionano dentro il range del bene o male. Non è stato avvertito
alcun tentativo di forte critica sul come sono stati gestiti i 100 giorni da parte del sindaco e della sua amministrazione. Dovrebbe
essere l’opposizione ad avanzare dubbi sul
procedere dell’amministrazione in carica,
però, ad eccezione di un comunicato di non
grande rilievo scritto da Michele Mangiafico, dall’opposizione nulla si è levato ad
avversare gli amministratori in carica. Giancarlo Garozzo potrebbe interpretare questo
segnale come un “tutto va bene procedete
pure così”. Sostanzialmente si avverte la
sensazione che anche dopo cento giorni di
attività amministrativa la luna di miele tra
Garozzo e la Città non è ancora finita. Gli
assessori over 50, Santi Pane, Liddo
Schiavo e Paolo Giansiracusa, appaiono
gli unici poco produttivi perché ancora non
hanno prodotto nulla di quel che gli amministrati vorrebbero da loro. L’assessore
Giansiracusa resta in silenzio inoperoso,
magari perché ha i suoi buoni motivi. Gli
sono state attribuite le rubriche Urbanistica,
Pianificazione territoriale, Tutela del paesaggio, Decoro urbano e Arte contemporanea, però, non conosciamo i suoi progetti
messi in campo all’interno delle sue competenze. Il decoro urbano è sempre pessimo,
la pianificazione territoriale e la tutela del
paesaggio sono come ai tempi di Visentin,
di urbanistica non si parla neanche. Speriamo che si tratti solamente di un silenzio
strategico. L’assessore Santi Pane per 100
giorni si è occupato di aggiustamento dei
conti alla ricerca di far quadrare il bilancio
dell’ente attraverso i tributi Tarsu e Tares.
Ha tentato di mettere a fuoco anche la rubrica del contenzioso, ma, non è riuscito nean-
della liberazione” che indicava per la chiesa un ruolo attivo a fianco dei popoli sfruttati e vessati, la chiesa degli ultimi, la chiesa non neutrale, la chiesa che faceva una scelta
di campo, la chiesa che denunciava, la chiesa sulle barricate dei movimenti che lottavano contro i regimi oppressivi.
Mi convinceva quel cattolicesimo “schierato”, ricordo che
ne dibattevamo in lunghe lettere col mio amico Tati Sgarlata, allora molto più moderato di me, oggi molto più coerente di me con quelle idee.
Sono passati molti anni da allora, quasi quaranta e col
senno del poi riconosco anche i limiti di quella impostazione che allora dalle nostre parti era condivisa da un gruppo
di Avola, animato da un giovanissimo Elia Li Gioi. Però
l‟imprinting di quegli anni e di quei discorsi non mi ha abbandonato più, è rimasto come un tatuaggio della mente.
Diventando maturo e poi anziano ho incrementato il mio
disincanto, i miei dubbi sulla religione, il mio rapporto
tentennante con la divinità. Ed ho vissuto con perplessità il
lunghissimo eccezionale papato di Giovanni Paolo II,
straordinario comunicatore, decisivo snodo della storia di
fine novecento, ma ancorato ad un tradizionalismo alimentato dalla storia polacca dove la chiesa era anche “frontiera
politica” contro i regimi del blocco sovietico, era antipotere.
Da noi invece e da 2000 anni la Chiesa è stata potere
(ovviamente non solo, è stata ed è anche molto altro, ma comunque dall‟editto di Tessalonica in poi, qui a Roma, la gerarchia cattolica non è mai stata “all‟opposizione”).
Ma ora è arrivato finalmente Francesco a dire cose semplici, demagogiche anche ma vivaddio meglio essere demagogici sulla chiesa che dev‟essere povera che sui gay da condannare, sui preservativi da non usare, sull‟aborto da vietare anche se la donna è stata violentata!
Mi si allaga il cuore ogni volta che lo vedo, non che stia rinnegando i predecessori ma è bellissimo che dinanzi ad un
omosessuale, ad un divorziato, ad una donna che ha abortito
Francesco non pensi alle loro colpe ma ad ascoltarli, non li
condanni preventivamente semmai li perdoni preventivamente, non li etichetti negativamente, non li escluda ma invece li includa. E mi arricrio quando lo sento parlare della
povertà, che è tema peloso, lo so, ma cribbio, era ora di parlarne, perché una chiesta povera è una chiesa che sta
“naturalmente” con gli ultimi e ne raccoglie le istanze ed i
bisogni, è una chiesa poco occidentale se vogliamo, ma è
quella che mi piaceva a 18 anni e che ancora mi piace a 56
anni.
E capisco che, specie in Italia, in tanti stiamo cominciando a
sudare freddo con questo Papa. Noi siamo quelli delle crociate, dei referendum su aborto, divorzio, fecondazione assistita, di una chiesa politicamente “antigalileiana”.
Ora arriva lui e dice in sostanza che la chiesa è sì i dogmi
sulla vita privata, ma è soprattutto altro, che altro è la priorità, altra è la cifra della chiesa cattolica di Papa Francesco, aperto, tollerante, disposto all‟ascolto, ostinato nel perdonare, con braccia grandi per abbracciare tutti.
Non so se dio esiste, ma se esiste stavolta ha scelto l‟uomo
giusto.
Hasta el Francesco siempre
Bravo il Garozzo
In 100 giorni
non ha fatto nulla
che ad avere contezza dei contenziosi che
stanno per uccidere l’amministrazione comunale. Pane ha cominciato a prendere atto
della differenza che esiste tra il fare quadrare i conti di un istituto bancario dove è
la banca a spillare soldi ai clienti e un ente
pubblico preso di mira dai molti creditori.
Per ciò che riguarda il patrimonio del Comune, l’assessore che gestisce la rubrica
farebbe bene a cominciare a ipotizzare una
svendita dello stesso per far fronte ai debiti.
Liddo Schiavo, il più anziano della Giunta
Garozzo, si occupa di Politiche Sociali, Famiglia, Volontariato, Politiche abitative,
Periferie, Servizi cimiteriali e rapporti con
il Consiglio comunale. Speriamo sia realmente a lavoro e non si stia limitando a far
da spalla alla giovane atleta e collega Maria Grazia Cavarra che gestisce le politiche Sportive e giovanili, le risorse del mare, il decentramento e la protezione civile.
Fino ad ora si è mossa in maniera egregia
nel settore dello sport, presenziando anche
alle partitelle domenicali tra scapoli e ammogliati. Ha celermente affidato la gestione delle strutture sportive a delle associazioni locali, ma non risulta che queste strutture siano state rese fruibili, perché, la piscina è ancora vuota e i lavori di rifacimento non sono forse neanche iniziati. Il decentramento è in “rivolta” per la nota questio-
www.ifattidelladomenica.it
ne dei segretari verbalizzanti non assegnati
ai quartieri. Le "risorse del mare" nessuno
conosce ancora cosa siano. Silvana Gambuzza era la speranza di sopravvivenza politica per il Centro Democratico di Pippo
Gianni. Era. L’assessore alla Polizia Municipale, infatti, può ritenersi fortunata di avere
avuto assegnato al settore un funzionario
aperto ed esperto come il dottor Enzo Miccoli, per lei tutto finisce qua, visto che ancora attorno ai Trasporti, alla Mobilità e Qualità della vita, l’amministrazione a livello
delle chiacchere e non è riuscita neanche a
far tornare in circolazione i mezzi elettrici
acquistati e subito dismessi dall’amministrazione precedente. La signora Gambuzza dovrebbe occuparsi anche di Edilizia popolare
e manutenzione, però nei suoi cento giorni
nessuno l’ha vista nelle case popolari della
Mazzarona. Se Gianni contava su di lei per
sollevare il suo partito dal rischio oblio potrebbe cominciare a rivedere le prospettive.
L’assessore Alessio Lo Giudice dovrebbe
avere il tempo di occuparsi di Beni e Politiche culturali, Politiche Scolastiche, Unesco,
Università e Infrastrutture. Fino ad ora lo
abbiamo notato all’introduzione del biglietto
d’ingresso nel Duomo, che ha riempito di
colpo le casse dell’Arcivescovado, con l’apporto di circa 1.500 euro al giorno spillati ai
turisti. Abbiamo sentito Lo Giudice parlare
di libri e presentare scrittori e sperare che
nel 2016 Siracusa possa diventare (se atterreranno alieni in Ortigia) capitale europea della cultura. Neanche un accenno alla gestione
Joe Strummer
della rubrica che riempie la pancia vuota di
molti cittadini, ossia i lavori pubblici. Per
fortuna che c’è il Riccardo di Gaberiana memoria, “ che da solo gioca al bigliardo non è
di grande compagnia ma è il più simpatico
che ci sia”. Parliamo del vice sindaco Francesco Italia che in buona sostanza detiene le
rubriche più importanti dell’amministrazione: Centro storico, Turismo, Spettacolo, Informatizzazione e modernizzazione, Legalità
e trasparenza, Politiche ambientali e Sanitarie, Verde pubblico. Le speranze dei siracusani sembrerebbero essere solo riposte su di
lui. E così è. Come negare che grazie alla
sua influenza e autorevolezza nel settore dei
profumi e della moda, il comune ha incassato 20 mila euro dal brand “Dolce e Gabbana”
che ha affittato il teatro comunale per un lancio commerciale. L’assessore Italia ha scommesso sul fatto che la Città vivrà per molti
mesi del ritorno che giungerà dall’evento.
Se Italia è il braccio destro del sindaco, il
sinistro è Fabio Moschella che si sta preparando a portare Siracusa verso lo Sviluppo
Economico utilizzando le Attività produttive, l’ Agricoltura, la pesca e i Bandi europei. Ancora non ha reso concreto nulla, ma,
cento giorni potrebbero essere stati pochi per
i suoi progetti di grande respiro economico.
Si potrebbe trattare di immobilismo strategico messo in atto per evitare di combinare
minchiate. Anche l’opposizione ha sprecato i
suoi cento giorni, evitando di organizzarsi
come tale, forse, non è azzardato tentare
d’intravvedere nella mano del sindaco Giancarlo Garozzo una lunga linea della vita.
Niente e nessuno oggi e domani sarà in grado di opporsi all’amministrazione delle larghe intese sottaciute che governa Siracusa.
Una maggioranza che dispone di 31 voti su
40, ha solamente bisogno di non apparire
forte. Garozzo – piaccia oppure no - resterà
nella storia come un buon sindaco, anche se
dovesse fare meno dei suoi predecessori. Chi
l'ha preceduto ha amministrato così male che
all’attuale amministrazione basterà non far
niente, per poter dire di avere fatto meglio.
Insomma, Giancarlo Garozzo è destinato a
essere un buon sindaco. Solo una buccia di
banana potrà atterrarlo, quindi, gli basterà
mantenere pulite le strade e il gioco è fatto.
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