IL PALAZZETTO BRU ZANE PRESENTA GIOVEDÌ 11 GIUGNO ORE 21.30 CHIOSTRO NINA VINCHI PICCOLO TEATRO DI MILANO LE VENTRE DE PARIS Tutto lo spirito del teatro di boulevard parigino in una commedia musicale filosofico-burlesca sulla gastronomia francese Arie e insiemi da operette di Offenbach, Hervé, Audran, Lecocq… Camille Poul soprano, Caroline Meng mezzosoprano, David Ghilardi tenore, Arnaud Marzorati baritono, Cyrielle Eberhardt violino, Isabelle Saint-Yves violoncello, Daniel Isoir pianoforte, Arnaud Marzorati concezione e direzione artistica, Florent Siaud drammaturgia e lettura scenica I. L’ARRIVO DEGLI INIZIATI N. 1 – Ambroise Thomas, Hamlet: Ô vin, dissipe la tristesse (strumentale) N. 2 – Edmond Audran, Madame Suzette: Couplets N. 3 – Hervé, La Roussotte: Couplets N. 4 – Edmond Audran, La Poupée: Duetto bouffe N. 5 – Aristide Bruand, Pauvre Bibi d’Bébé N. 6 – Edmond Audran, Sainte Freya: Couplets de l’apéritif N. 7 – Jacques Offenbach, La Périchole: Griserie - Ariette II. A TAVOLA N. 8 – Hippolyte Monpou, Boléro (strumentale) N. 9 – Charles Lecocq, L’Amour et son carquois: Air de la table N .10 – Gaspare Spontini, inno a tre voci parodiato: Liturgie de la gourmandise N. 11 – Jacques Offenbach, Pomme d’Api: Trio du gril N. 12 – Georges Bizet, Carmen, parodia dell’aria del Toréador N. 13 – Hervé, La Marquise des rues: Duetto bouffe N. 14 – Charles Lecocq, Le Docteur Miracle: Quatuor de l’omelette N. 15 – Bugnot, Y a des plaisirs plus charmants III. DIGESTIONE N. 16 – Vincent Hyspa, La Chanson du ver solitaire N. 17 – Hervé, La Marquise des rues: Chanson du thé IV. PARADISO N. 18 – Ambroise Thomas, Psyché: Romance du sommeil N. 19 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Couplets N. 20 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Duetto V. EPILOGO N. 21 – Jacques Offenbach, Le Voyage dans la lune: Duo des pommes Nell’ambito di La Francia in scena a Milano, questo concerto è co-prodotto dal Palazzetto Bru Zane, dal Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa e dall’Institut français Italia Dans le cadre de La Francia in scena à Milan, ce concert est coproduit avec le Palazzetto Bru Zane, le Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa et l’Institut français Italia Durata del concerto: 1h30 Le Ventre de Paris In pieno Ottocento, il guru di una comunità segreta riunisce intorno a sé tre fedelissimi per celebrare una cerimonia dedicata alla... gola! In un luogo riservato, seguendo un rituale grottesco e sfrenato, i quattro rendono omaggio al sesto peccato capitale e ai grandi cuochi che, da Carême a Brillat Savarin, hanno fatto storia in materia di cucina e di buona tavola. Inebriandosi di raffinati liquori e di truculenti giochi di parole, divorano in rapida successione antipasti, piatti di carne, dolci e digestivi. Sempre allegri, pur sfiorando a volte il litigio, per non dire l’indigestione, i quattro gaudenti offrono allo spettatore un menù stuzzicante tanto per il palato quanto per lo spirito, alternando arie da chansonnier e briose pagine di Hervé, Offenbach o Lecocq, in una scatenata e mordace parodia che fa scoprire al pubblico, in un’atmosfera festosa, le ricchezze di un repertorio dimenticato. Gastronomia e arte lirica nell’Ottocento «Felicità della tavola, vera felicità!» (Meyerbeer, Les Huguenots, atto I)… Il tema della gastronomia ha attraversato l’Ottocento francese nelle forme più diverse, dalla semplice canzone conviviale popolare alla grande scena operistica. Al di là del facile successo legato a una musica dalla presa immediata, il tema del cibo veicola un immaginario molto più sottile di quanto non sembri. Il banchetto orgiastico del grand opéra presenta un uomo posseduto dalla lussuria e dalla dissolutezza: l’abbondanza alimentare è simbolo di ricchezza e di potere. La sua rappresentazione approfondisce il divario tra le classi sociali, rammentando al povero la sua condizione e destando in lui desiderio e gelosia, che lo condurranno – tema balzachiano per eccellenza – al crimine o al suicidio. È proprio durante feste e banchetti che, sul proscenio, vengono tramate quelle cospirazioni che provocheranno poi il dramma. Nell’operetta, come nella canzone popolare, spesso il tema del cibo si affianca a particolarismi nazionali o regionali. Allo stesso modo, a ciascuna classe sociale e a ciascun mestiere corrisponde un regime alimentare ben preciso: l’immagine del militare ubriaco è, in questo senso, la più comune. Autori come Offenbach o Hervé sapranno abilmente servirsi di certi simboli legati all’alimentazione per mettere in caricatura personalità in vista. Infine, al tema del cibo è associato un insieme eteroclito di oggetti, strumenti di prima necessità come il coltello, il bicchiere o la tavola: quante volte una coppa cesellata, gettata in mezzo alla scena, ha annunciato, in modo violento e sorprendente, l’imminenza di un dramma? È su questo tema, affrontato in svariati modi da compositori come Lecocq, Audran, Offenbach o Hervé, che Arnaud Marzorati ha elaborato uno spettacolo divertente, nello spirito del teatro di boulevard ottocentesco. Canzone e operetta durante il Secondo Impero Anche se il Secondo Impero rappresenta l’età dell’oro della democratizzazione musicale, il «grande pubblico» è solo parzialmente interessato ai generi musicali più elevati nella gerarchia dei repertori. A contatto con le opere di Verdi e di Wagner il teatro lirico francese si trasforma progressivamente ed elimina dalle sue produzioni le arie e le romanze, le cui melodie e refrains erano stati fino ad allora le pagine preferite del pubblico, facilmente staccabili dalle opere e diffuse sotto varie forme in tutto il paese. L’operetta, che nasce a Parigi alla metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento, viene a colmare questa lacuna: Hervé e successivamente Offenbach reinventano e perpetuano un genere leggero e popolare che fiorisce al Théâtre des Folies-Nouvelles (1854), al Théâtre des Bouffes-Parisiens (1855) o, ancora, al Théâtre des Variétés (dove nel 1864 viene rappresentata La Belle Hélène). La canzone – che viene ascoltata nelle osterie o nelle mescite di vino, ma che si trova pubblicata anche sui quotidiani – appare in un certo qual modo come una risposta popolare al carattere elitario della mélodie francese, allora all’incessante ricerca di colte raffinatezze. 2 LE VENTRE DE PARIS I. L'ARRIVO DEGLI INIZIATI 1 – Ambroise Thomas, Hamlet: Ô vin, dissipe la tristesse (strumentale) 2 – Edmond Audran, Madame Suzette: Couplets SUZETTE Una volta ho letto non so dove che si può vivere di sola acqua e amore ma ne dubito assai, ho un tal languore! Povera me, ho una fame da lupi. Forse aria e acqua chiara bastano agli uccellini... Rassegnati, mia cara: nutrirci un po’ dobbiamo. Se potessimo sui fiori svolazzare, e al pari delle api bottinare che splendido festino faremmo ogni mattino su un fiore cremisino! Forse aria e acqua chiara bastano agli uccellini... Rassegnati, mia cara: nutrirci un po’ dobbiamo. SUZETTE J’ai lu quelque part un jour qu’on vit d’eau claire et d’amour J’en doute fort car… j’éprouve là comme un tiraillement. Hélas ! J’ai pour le moment Un appétit de louve. C’était bon pour l’oiseau bleu… De vivre d’air et d’eau claire. Résigne-toi donc ma chère : Il faut absolument se substanter un peu. Ne pourrions-nous pas voler sur les fleurs, Et butiner ainsi que le fait l’abeille Quel charmant et gai festin On ferait chaque matin Sur une fleur vermeille C’était bon pour l’oiseau bleu… De vivre d’air et d’eau claire Résigne-toi donc ma chère, Il faut absolument se substanter un peu. 3 – Hervé, La Roussotte: Couplets Calma, silenzio, sorda non sono! Pazienza, il vostro turno aspettate! Risponder devo al tempo stesso a tutti quanti, tregua non ho. Uno mi chiede del suo ragù, l’altro pretende il suo cosciotto! Ragazza, orsù, un fricandò! E la mia anguilla? Qui una testina! Allora, bella! Quanto ti devo? Sono ben svelta ma più di così non posso fare! Un peu d’silence, On n’est pas sourd ! Prenez patience, Chacun son tour ! Faut que j’réponde. En même temps À tout le monde, À tous les gens. L’un m’interpelle Pour son fricot, L’autre hèle Pour son gigot ! Holà ! la fille, Un fricandeau ! Mat’lott’ d’anguille, Ma têt’ de veau ! 3 Povera Roussotte, dovevi proprio, perdinci! sceglierti un lavoro così faticoso! Ah! parola mia, diventerò matta, se continuo così! È ben difficile questo mestiere, devo lottare per la mia virtù: i clienti mi tengon d’occhio e se mi vedono che vado e vengo tutta stralunata, le braccia cariche di piatti, subito si alzano e vengono e mi circondano, devo respingerli! E nel mio zelo per il mestiere, i piatti rompo, ma salvo l’onore! Povera Roussotte, etc. Allons, la bonne ! Qu’est-c’que j’vous dois ? J’suis bonn’ personn’ Mais j’peux pas tout faire à la fois ! Ma pauvre Roussotte Faut il, saperlotte ! Qu’tu fass’s un service, Aussi dur que celui-là ! Ah ! Sur ma parole, Je deviendrai folle, à faire un service aussi dur que ça ! À tout’ minute, Métier ardu, Il faut que j’lutte, Pour ma vertu, Mais ceux qui boivent Me gutte’nt et quand Ils m’aperçoivent Allant, venant, Perdant la tête Et les deux bras Chargés d’assiettes, Criblés de plats, Vite, ils accourent Pour m’embrasser Et tous m’entourent, J’veux les r’pousser ! Et dans mon zèle, À ce métier-là, J’cass’ la vaisselle Mais l’honneur reste entier ! Ma pauvre Roussotte, etc. 4 – Edmond Audran, La Poupée: Duetto bouffe 4 LA CHANTERELLE, LOREMOIS E ridandoci ogni dì una gioventù novella, cavalieri dell’amore ci riporta sempre in sella! Dunque serve, ogni mattino un bicchier di Chambertin, vi rimette proprio a nuovo, è davvero un gran buon vino! LA CHANTERELLE, LOREMOIS Nous donnant chaque jour Une verdeur nouvelle, Cavaliers de l’amour Il nous met et nous remet en selle ! Donc il faut, le matin, D’un bon chambertin remplir son verre, Corbleu ! Comme il sait vous refaire, Le joli vin de chambertin ! LA CHANTERELLE Se al mattino vi risveglia, alla sera è ancora meglio. LA CHANTERELLE Le matin, si ça vous éveille, Le soir, c’est encore mieux. LOREMOIS Un buon vin color rubino, i più vecchi rende arzilli… LOREMOIS Rien comme une coupe vermeille, Ne ragaillardit le plus vieux… LA CHANTERELLE Con le belle, molto spesso, ci fa arditi, e con successo! LA CHANTERELLE On devient hardi près des belles, Et souvent ce n’est pas en vain ! LOREMOIS Dicon sì le più scontrose, tutto grazie al Chambertin. LOREMOIS On triomphe des plus rebelles, Et cela grâce au Chambertin. LA CHANTERELLE, LOREMOIS E ridandoci ogni dì ecc. LA CHANTERELLE, LOREMOIS Nous donnant chaque jour etc. 5 – Aristide Bruand, Pauvre Bibi d'Bébé Sono un bravo giovanotto di nome Bébé, come il mio padrino, non mi piace lo sciroppo, amo champagne e vino. Je suis un bon petit jeune homme J’m’appell’ Bébé comm’ mon parrain, Je n’aime pas le sirop d’gomme, J’aime le champagne et l’chambertin, Ma la bussola perdo sempre quando ne bevo, e una bestia spaventosa divento, né posso dire una parola che tutti mi rispondon sghignazzando: Mais quand j’en bois, j’perds la boussole, J’deviens d’un bête étourdissant, Et je n’peux pas dire un’ seule parole Sans qu’on m’réponde en ricanant : Ritornello: Ah! Povero Bibì sei una bestia quando bevi, quando bevi ti fa male, sei una bestia micidiale! Refrain : Ah ! Pauvr’ Bibi d’Bébé Quand t’as bubu t’es bébète, Quand t’as bu, t’as bobo, Et t’es bête comme un pot ! Sono timido, lo so, con le donne, è ben seccante perché ho spesso il cuore in fiamme e infelice son perciò. Tuttavia, quando son brillo, sono subito più arzillo, ma le dame, sogghignando, mi rispondono beffarde: Je suis timide avec les femmes, C’est un défaut bien ennuyeux, Car j’ai souvent le coeur en flammes Et ça me rend bien malheureux. Pourtant quand j’suis un peu pompette, J’essay’ de fair’ le joli coeur, Mais les bell’s dames me font risette En m’répondant d’un ton moqueur : Ritornello Refrain Stasera ho bevuto limonata prima di cantar la mia canzone ma mi ha fatto subito star male e a casa già devo ritornare. Qui finisce la mia canzoncina, non occorre vi spieghi perché. Signori, un po’ d’indulgenza, non dite parlando di me: Ce soir j’ai bu d’la limonade Avant d’chanter ma p’tite chanson, Mais v’là déjà qu’ça m’rend malade Il faut que j’rentr’ à la maison. Aussi j’termine ma p’tit’ romance. J’n’ai pas besoin d’vous dire pourquoi, Messieurs, j’réclam’ votre indulgence, N’allez pas dire en parlant d’moi : Ritornello Refrain 5 6 – Edmond Audran, Sainte Freya: Couplets de l’apéritif 6 TUTTI Per farsi venire appetito prima di mettersi a tavola, TOUS Pour se donner de l’appétit Avant d’aller se mettre à table. NARCIZ, PETERS BORN Il madera è senza dubbio di sapore impareggiabile. Il dottore lo ha prescritto: è meglio del vermouth. NARCIZ, PETERS BORN Ce madère est sans contredit D’une saveur incomparable Le bon docteur nous l’a prescrit Au vermouth il est préférable. PETERS BORN Senza voler essere eccessivo affermo, da uomo positivo che mi sembra lampante che il miglior stimolante per l’apparato digestivo è, è? PETERS BORN Sans me montrer trop excessif J’affirme en homme positif Qu’il me semble indubitatif Que le meilleur excitatif Pour notre appareil digestif C’est, c’est ? NARCIZ È? È? NARCIZ C’est ? C’est ? PETERS BORN È l’aperitivo! PETERS BORN C’est l’apéritif ! NARCIZ L’aperitivo! NARCIZ L’apéritif ! PETERS BORN L’aperitivo! PETERS BORN L’apéritif ! NARCIZ L’aperitivo! NARCIZ L’apéritif ! PETERS BORN Senza voler essere eccessivo dico che il miglior stimolante per l’apparato digestivo è l’ape-aperitivo! PETERS BORN Sans me montrer trop excessif Oui le meilleur excitatif Pour notre appareil digestif C’est l’apé- apéritif ! NARCIZ, PETERS BORN Senza voler essere eccessivo dico che il miglior stimolante per l’apparato digestivo è l’ape-aperitivo! NARCIZ, PETERS BORN Sans se montrer trop excessif Oui le meilleur excitatif Pour notre appareil digestif C’est l’apé- apéritif ! NARCIZ Che rende il nostro spirito più attivo, il cuore più gaio, più espansivo, il linguaggio più espressivo, lo stomaco più sbrigativo, il colpo di forchetta più vivo! È? È? NARCIZ Qui nous rend l’esprit plus actif, Le cœur plus gai, plus expansif, Le langage plus expressif L’estomac plus expéditif, Le coupe de fourchette plus vif ? C’est ? C’est ? PETERS BORN È? È? PETERS BORN C’est ? C’est ? NARCIZ È l’aperitivo! NARCIZ C’est l’apéritif ! PETERS BORN L’aperitivo! PETERS BORN L’apéritif ! NARCIZ L’aperitivo! NARCIZ L’apéritif ! PETERS BORN L’aperitivo! PETERS BORN L’apéritif ! NARCIZ Senza voler essere eccessivo dico che il miglior stimolante per l’apparato digestivo è l’ape-aperitivo! NARCIZ Sans me montrer trop excessif Oui le meilleur excitatif Pour notre appareil digestif C’est l’apé- apéritif ! TUTTI Senza voler essere eccessivo dico che il miglior stimolante per l’apparato digestivo è l’ape-aperitivo! TOUS Sans se montrer trop excessif Oui le meilleur excitatif Pour notre appareil digestif C’est l’apé- apéritif ! 7 – Jacques Offenbach, La Périchole: Griserie - Ariette LA PÉRICHOLE Ah! Che cena eccezionale e che vino straordinario, ne ho bevuto così tanto, così tanto e tanto e tanto, che ubriaca un po’ mi sento ma silenzio!... Non si dice. LA PÉRICHOLE Ah ! Quel dîner je viens de faire Et quel vin extraordinaire, J’en ai tant bu, mais tant tant tant, Que je crois bien que maintenant Je suis un peu grise, Mais chut !... faut pas qu’on le dise. Se parlando mi impappino, se a zigzag un po’ cammino, se il mio sguardo è licenzioso, di stupirsi non è il caso: sono solo un po’ ubriaca, ma silenzio!... Non si dice. Non si dice! Zitti! Shhh! Si ma parole est un peu vague, Si tout en marchant je zigzague, Et si mon œil est égrillard, Il ne faut s’en étonner, car Je suis un peu grise, Mais chut ! faut pas qu’on le dise, Chut ! faut pas ! chut ! 7 II. A TAVOLA 8 – Hippolyte Monpou, Boléro (strumentale) 9 – Charles Lecocq, L’Amour et son carquois: Air de la table L’AMOUR A tavola! A tavola! A tavola! La tavola ci rinvigorisce, ci stimola, ci rallegra. Quando ha buon appetito, il più burbero si fa amabile. L’AMOUR À table, à table, à table ! La table nous ragaillardit Nous éveille, nous réjouit. Et, lorsqu’il a bon appétit, Le plus bourru devient aimable ! Il vecchio a tavola ringiovanisce, la bella invece s’imbaldanzisce, e spiritoso si fa lo sciocco. A tavola! A tavola! A tavola! Plus d’un vieillard y rajeunit, Plus d’une belle s’enhardit, Le sot lui-même a de l’esprit ; À table, à table, à table ! Dice ai suoi figli madre natura: dovete mangiare ogni giorno. Prima pensate al nutrimento: poi tutto il resto, al suo momento. À ses petits maman nature Dit : il faut manger chaque jour. Songez d’abord à la pâture, Le reste ne vient qu’à son tour. Sognatore che cerchi la gloria, a pancia vuota ci arriverai? Per prima cosa mangia e bevi, e grida come me con loro: Toi, rêveur qui poursuis la gloire, L’atteindras tu le ventre creux ? Commence par manger et boire, Et, comme moi crie avec eux : A tavola! A tavola! A tavola! La tavola ci rinvigorisce, Etc. À table, à table, à table ! La table nous ragaillardit, Etc. 10 – Gaspare Spontini, inno a tre voci parodiato: Liturgie de la gourmandise Perché si ceni sempre con piacere, come si fa cucina indagar non si deve; se occhi avesse la gola, di fame morrebbe presto, credo: troppo curiosa. Que toujours avec plaisir l’on dîne, Point ne faut rechercher comme on fait la cuisine Si le gosier avait des yeux, De faim mourrait bientôt, je crois, tout curieux. O voi che dall’aroma dei piatti siete eccitati, nella pignatta, prima, non rovistate, la pentola sul fuoco no, non scoperchiate: vorrebbe dire togliere al festin la magia. Vous donc qu’à bien manger l’odeur des mets excite, N’allez pas trop avant fouiller dans la marmite, Voir au fond de la casserole : Ce serait au festin ôter son auréole. 11 – Jacques Offenbach, Pomme d’Api: Trio du gril 8 RABASTENS Suvvia, vai la griglia! RABASTENS Va donc, va donc chercher le gril ! CATHERINE Andate, andate a prendere la griglia! CATHERINE Allez, allez chercher le gril ! GUSTAVE La griglia, la griglia, la griglia, la griglia non andrò a prendere la griglia. GUSTAVE Le gril, le gril, le gril, le gril Je n’irai pas chercher le gril. RABASTENS Vai, vai a prendere la griglia! RABASTENS Va donc, va donc chercher le gril ! CATHERINE Andate, andate a prendere la griglia! CATHERINE Allez, allez chercher le gril ! GUSTAVE La griglia, la griglia, la griglia, la griglia non andrò a prendere la griglia. GUSTAVE Le gril, le gril, le gril, le gril Je n’irai pas chercher le gril. CATHERINE Che ha? CATHERINE Qu’a-t-il ? RABASTENS Che ha? RABASTENS Qu’a-t-il ? RABASTENS, CATHERINE E perché dice di no, se gli si chiede di andare a prendere la griglia? Andate a prendere la griglia. RABASTENS, CATHERINE Et pourquoi donc répond-il : Non. Quand on lui dit d’aller chercher le gril. Allez chercher le gril. RABASTENS Che ha? E perché dice di no, se gli si chiede di andare a prendere la griglia? Su, vai a prendere la griglia. RABASTENS Qu’a-t-il ? Et pourquoi donc répond-il : Non, quand on lui dit d’aller chercher le gril. Va donc chercher le gril. GUSTAVE No, non ci vado a prendere la griglia. Ma della griglia, poi, che ne farete? GUSTAVE Je n’irai pas chercher le gril. Mais, que ferez-vous de ce gril ? CATHERINE Della griglia che faremo? CATHERINE Ce que nous ferons de ce gril ? RABASTENS Della griglia? RABASTENS De ce gril ? GUSTAVE Della griglia? GUSTAVE De ce gril ? CATHERINE Della griglia? CATHERINE De ce gril ? GUSTAVE Ma della griglia, poi, che ne farete? GUSTAVE Mais, que ferez-vous de ce gril ? 12 – Georges Bizet, Carmen, parodia dell’aria del Toréador Guardate il re dei pascoli com’è bello, che groppa, o dèi, dai contorni perfetti, com’è fiero e selvaggio il suo sguardo, com’è ben saldo sui suoi garretti! Della forza è l’emblema, per questo l’altro giorno la bella Isabella diceva del suo innamorato, quel bel giovanotto, «Il mio Albert è forte come un toro». Voyez donc c’beau roi du pâturage Quelle croupe, ô dieux, croupe aux contours parfaits ! Que son œil est fier, fier et sauvage Qu’il est ferme sur ses jarrets ! D’la vigueur il est l’emblème C’est pourquoi l’autre jour, la bell’Isabeau Disait du grand gaillard, gaillard qu’elle aime Mon Albert est fort comme un taureau ! 9 Ricordatevi che in una sola notte senza candele Ercole, che uomo! in quattro e quattr’otto cinquanta vergini in donne trasformò. In queste faccende, certo, sì, è il più grande. Perbacco, bello è come l’antico… Poiché, per arrivare a questi numeri, devi essere ecclesiastico, il che è patetico semidio, tre-quarti, asino, becco o toro. Rapp’lez-vous, qu’en une nuit, sans chandelles Hercule, quel homm’, changea, transforma lestement En femmes, cinquante pucelles De ces travaux, pour sûr, que diabl’, oui, c’est le plus grand. Morbleu, c’est beau comme l’antique… Car il faut pour accéder à ce numéro, Être un ecclésiastique, et ça c’est pathétique Demi-dieu, trois-quart, baudet, coucou ou un taureau. Il Minotauro nel suo labirinto riceveva, si dice, tutti gli anni per i suoi lauti pasti da cannibale sette virgulti tondetti e appetitosi. Credo che normalmente non avesse tendenze così sanguinarie e che a loro piacere ancor potesse dando tanti bei morsi a tutto spiano. Le Mino-tau-taure en son dédé, dédale Recevait dit-on tous les ans Pour ses fastes repas, repas de cannibales Sept mignons tendrons tout ronds et fort appétissants. Je crois qu’il n’eût pas d’ordinaire D’aussi sanguinaires penchants Et qu’il savait encore leur plaire En leur donnant, de bons très bons, coups de dents. Tutto questo, però, è solo una favola; buongustai, pensate al grande toro quando vedrete arrivare sulla tavola un bel pezzo di rete di vitello… Cantate, cantate il toro. To-re-a-dor, tutto ben divorate, fin l’ossa rosicchiate. Mais tout cela, ça n’est que de la fable Gourmands, prisez le grand taureau Quand vous voyez servir sur votre table Une bonn’ fraise de veau… Chantez, chantez le Taureau. Le Toréro, Bouffez-le bien, rongez ses os. 13 – Hervé, La Marquise des rues: Duetto bouffe 10 LE MARQUIS Ho del buon… Ho del buon ta… Ho del buon tabacco in questo sacchettino; per non avere guai, lo porto sotto il frac; a offrirvene una presa, il mio cuor fa tic tac; è del Maconbac, buono per naso e stomaco. LE MARQUIS J’ai du bon… J’ai du bon ta… J’ai du bon tabac Dans ce petit sac ; De peur de micmac, Je l’port’sous mon frac ; D’t’en offrir un’pris’ mon cœur fait tic tac ; C’est du Maconbac, Bon pour le nez et l’estomac. MARGOTTE Ho del buon tabacco in questo sacchettino; come su un’amaca, o in riva a un bel lago, il suo aroma m’inebria! Ah! gustatelo senza timore; è dell’Aurillac, dolce come un bicchiere di Frontignac. Ne volete una presa? MARGOTTE J’ai du bon tabac Dans ce petit sac ; Comm’dans un hamac, Ou sur un beau lac, Son odeur m’transporte ! Ah ! gout’-le sans trac ; C’est de l’Aurillac, Doux comme un verr’de Frontignac. En voulez-vous une prise ? LE MARQUIS Ah! in fede mia, ben volentieri! E voi, servitevi del mio come volete… LE MARQUIS Ah ! Par ma foi, je le veux bien ! Usez-en à votre guise… MARGOTTE Ben volentieri! Poco poco, un nonnulla! MARGOTTE Bien volontiers ! Un grain, un grain, un rien ! LE MARQUIS Che ne pensate? LE MARQUIS Qu’en pensez-vous ? MARGOTTE Il vostro è assai leggero! MARGOTTE Le vôtre est bien léger ! LE MARQUIS Il vostro è forte! LE MARQUIS Le vôtre est fort ! MARGOTTE Bisogna mescolarli! MARGOTTE Il faut les mélanger ! LE MARQUIS Ah! Credete che a mischiarli...? LE MARQUIS Ah ! Vous croyez qu’en les mêlant ? MARGOTTE Separati, non valgono granché, ma mettendo l’uno e l’altro insieme, a piccole dosi, si otterrà, suppongo, un buon risultato. MARGOTTE Isolées, ils n’val’nt pas grand’ chose, Mais en les réunissant L’un et l’autre, à petite dose, On obtiendra, je le suppose, Un résultat satisfaisant. LE MARQUIS Mischiamoli! Mescoliamo e proviamo! LE MARQUIS Mêlons ! Mêlons et dégustons ! MARGOTTE Mischiamoli! Mescoliamo e proviamo! MARGOTTE Mêlons ! Mêlons et dégustons ! LE MARQUIS Ah! Così è perfetto! LE MARQUIS Ah ! C’est parfait ! MARGOTTE Sì, è perfetto! Vedete che abbiamo fatto bene! Ebbene! A seguir sì saggio esempio forse ci è ancor concesso esser felici. MARGOTTE Oui, c’est parfait ! Vous voyez donc que nous avons bien fait ! Eh bien ! suivons des exemples si sages Et le bonheur nous est encore permis. LE MARQUIS I tabacchi son come i matrimoni… Bisogna che sian bene assortiti. LE MARQUIS Les tabacs, c’est comme les ménages… Il faut qu’ils soient bien réunis. LE MARQUIS , MARGOTTE Matrimoni e tabacchi sono apporti ben definiti, certo! Riuniamo i nostri apporti, dunque! LE MARQUIS , MARGOTTE Mariage et tabacs sont contributions Bien définies, eh bien ! Soyons Les contributions réunies ! LE MARQUIS Ah! Margotte! LE MARQUIS Ah ! Margotte ! MARGOTTE Ah! Nicolas! MARGOTTE Ah ! Nicolas ! LE MARQUIS Ah! Margotte! LE MARQUIS Ah ! Margotte ! MARGOTTE Ah! Nicolas! MARGOTTE Ah ! Nicolas ! 11 LE MARQUIS, MARGOTTE Ah! Tra le mie braccia! Ah! LE MARQUIS, MARGOTTE Ah ! Dans mes bras ! Ah ! 14 – Charles Lecocq, Le Docteur Miracle: Quatuor de l’omelette 12 PASQUIN Ecco l’omelette. PASQUIN Voici l’omelette. VÉRONIQUE Ecco l’omelette. VÉRONIQUE Voici l’omelette. LE PODESTAT Ecco l’omelette. LE PODESTAT Voici l’omelette. LAURETTE Ecco l’omelette. LAURETTE Voici l’omelette. PASQUIN Ecco l’omelette. Per voi l’ho fatta con ogni cura come si deve. PASQUIN Voici l’omelette Pour vous je l’ai faite Bien élégamment Bien soigneusement. LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT Ecco l’omelette. Per noi l’ha fatta con ogni cura come si deve. LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT Voici l’omelette Pour nous il l’a faite Bien élégamment Bien soigneusement. PASQUIN È fatta, attenzione, di burro e di uova, sbattute ben bene: notate la cosa. PASQUIN Elle se compose, Notez bien la chose, De beurre et puis d’œufs Bien battus entr’eux. LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT È fatta, attenzione, di burro e di uova, sbattute ben bene: notiamo la cosa. LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT Elle se compose, Notons bien la chose, De beurre et puis d’œufs Bien battus entr’eux. TUTTI Che omelette deliziosa com’è fatta bene guardate il colore sentite l’odore davero ammirevole, davvero gradevole. TOUS Charmante omelette Comme elle est bien faite Voyez sa couleur Sentez quelle odeur Elle est adorable Elle est admirable . VÉRONIQUE Smettetela con le vostre canzoni e pranziamo! VÉRONIQUE Laissez-là vos chansons Et dégustons ! LE PODESTAT Sì, pranziamo! LE PODESTAT Oui dégustons ! PASQUIN Ah! Ecco il momento critico. PASQUIN Ah ! voici le moment critique. LE PODESTAT Che gusto bizzarro. LE PODESTAT Quel goût bizarre et singulier. VÉRONIQUE In effetti pizzica e fa bruciar la gola. VÉRONIQUE Mais en effet cela vous pique. Et vous déchire le gosier. LE PODESTAT Che ci hai messo, nella tua omelette? LE PODESTAT Qu’as-tu mis dans cette omelette ? PASQUIN Non perdiamo la testa! Burro e uova, ci ho messo. PASQUIN Diable ne perdons pas la tête Mais j’ai mis di beurre et des œufs. LE PODESTAT Ci saremo sbagliati. LE PODESTAT Nous nous serions trompés d’œufs. VÉRONIQUE Caro amico, è possible. VÉRONIQUE Mon cher ami c’est bien possible. LE PODESTAT No, no, è proprio orribile. LE PODESTAT Non non Décidément c’est horrible. LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT Sì, è orribile! LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT Oui, c’est horrible ! 15 – Bugnot, Y a des plaisirs plus charmants Questi piatti speziati mi hanno ormai nauseato: basta col pepe e il peperoncino! Io qui muoio, non resisto se continuo in silenzio a ingurgitare sapori troppo piccanti. È un piacere per finta, le budella ho in subbuglio. Tous ces plats épicés J’en ai des hauts le cœur Piments, poivre, Dieu, assez ! Car je trépasse, je meurs Absorber sans une plainte Ces saveurs trop piquantes Du plaisir tout en feinte Mes boyaux me tourmentent. Ci sono piaceri più attraenti, il mio non è tanto divertente. Perché passare il tempo su tutti questi alimenti? Malgrado il mio temperamento soffro un grande tormento a gustare a ogni momento speziati condimenti. Y a des plaisirs plus charmants Le mien n’est pas amusant À quoi bon passer son temps Sur tous ces aliments Malgré mon tempérament J’éprouve bien du tourment À déguster chaque instant D’épicés condiments. Le spezie, che angoscia! Fanno male ai capelli. Ma sia gloria alle imprese del celebre cuoco. Dio ne scampi, è un martirio! Di senape, lo so L’épice, quelle détresse Ça fait mal aux cheveux Mais vivent les prouesses Du cuisinier fameux Quel martyr, Dieu vous garde Car j’ai fait l’absorption 13 14 ho fatto indigestione. Fa ridere? Ah no! D’un peu trop de moutarde ! Est-ce bien rigolo ? Non. Ci son piaceri divertenti, il mio è alquanto preoccupante: il cuoco è il mio amante, il re dei condimenti, ma a dispetto della sua tempra ardente trovo deprimente ingoiar continuamente speziati condimenti. Que de plaisirs amusants L’mien est plutôt alarmant L’cuisinier, c’est mon amant, Le roi des condiments Malgré son tempérament J’trouve cela si déprimant D’avaler éternell’ment D’épicé condiment. Ho la lingua sfilacciata, vi giuro che è vero, sono sempre assetata e ho l’esofago in fiamme! E mi chiedo: qual è il mio ruolo? Il gusto mi si ottunde a succhiar pepe rosso e chiodi di garofano! J’ai la langue en charpie Ma foi, j’en fais l’aveu J’ai toujours la pépie J’ai l’œsophage en feu ! Je me dis : quel rôle joué-je ? Je m’oblitère le goût À sucer du poivre rouge Et des girofles le clou ! Non è sempre allettante avere un cuoco per amante, l’amore per il cibo non è un buon passatempo! Malgrado il mio temperamento, è un amante incosciente perché m’offre a ogni momento speziati condimenti. Ah, c’n’est pas toujours marrant, Un amant cuisinant L’amour par les aliments Est un mauvais pass’temps! Malgré mon tempérament C’est un amant dément Car il m’offr’à chaqu’instant D’épicés condiments. III. DIGESTIONE 16 – Vincent Hyspa, La Chanson du ver solitaire Al riparo non dai venti ma da sguardi profani abbandonato senza luce, né Dio, né luogo, né Mani, senza saper se era mattina o sera, non potrò mai spiegar questo mistero. In un corridoio umidissimo e lunghissimo sotto una porta, che a essere sincero non era neanche un portico, son nato, ma era più buio e caldo che in un forno. Non conosco mio padre, né mia madre... Sono il povero verme, sì, il verme solitario. À l’abri non des vents mais des regards profanes Abandonné, sans feux, ni dieu, ni lieu, ni mânes De savoir si c’était le matin ou le soir Je ne pourrai jamais expliquer ce mystère C’est dans un long, très long, très humide couloir Sous une porte qui n’est pas même cochère Que pour parler correctement, j’ai vu le jour Bien qu’il y fit plus noir et plus chaud qu’en un four Je n’ai jamais connu mon père, ni ma mère… Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire. Accingersi sempre agli stessi viaggi senza mai imprevisti o speranza di nuovi lidi doppiare gli stessi capi, gli stessi stretti passare se si hanno altri desideri da voler soddisfare in verità può esser molto deprimente. So che la passeggiata è salutare; ma passar sempre dagli stessi posti, gettare l’ancora negli stessi porti... Appareiller toujours pour les mêmes voyages Sans espoir d’imprévus et de nouveaux rivages Doubler les mêmes caps et les mêmes détroits Quand on a des désirs de voir à satisfaire En vérité cela donne le spleen je crois. Je sais bien que la promenade est salutaire ; Mais visiter toujours d’identiques décors, Jeter l’ancre toujours au fond des mêmes ports, Conosco a memoria, ormai, del mio mondo ogni piega. Sono il povero verme, sì, il verme solitario. Pensare che i poeti la solitudine han cantato! La solitudine a due non è poi così dura. Io non conosco i baci degli amanti: scapolo per sempre un dio crudel mi ha creato. Eppure sarei stato un seduttore nato. Gli invidiosi, che abbondan sulla terra, dicono che pur con tutti i miei anelli non son tagliato per il matrimonio, perché ho un profondo orror dell’anulare. Sono il povero verme, sì, il verme solitario. Et puis je sais par cœur tous les plis de ma sphère. Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire. Et des poètes ont chanté la solitude ! La solitude à deux n’est peut-être pas rude. Moi, je ne connais pas les baisers des amants : Un dieu cruel me fit toujours célibataire. Pourtant j’étais taillé pour faire un vert-galant. Les envieux cela pullule sur la terre Prétendent que malgré mes multiples anneaux Il me manque les qualités du conjungo, Ayant une profonde horreur de l’annulaire Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire. Se di una mia simile non posso aver l’amore mi rifaccio coi piaceri della tavola. Certo, i miei menu non posso scegliere. La lista delle vivande non mi portano. Anzi, tutto arriva masticato in minuti, minutissimi pezzetti. Niente da fare, devo incrociar le braccia: tutto è già digerito, ma per me non perduto. Se ho sete, però, bevo nel mio bicchiere. Sono il povero verme, sì, il verme solitario. Si je n’ai pas l’amour d’une de mes semblables Je me rattrape sur les plaisirs de la table. Je n’ai pas il est vrai, les choix de mes menus. On ne m’apporte pas la carte des matières, Mais on me mâche les morceaux menu, menu Je n’ai qu’à me croiser les bras et rien à faire Mes plats sont digérés, ce qui est digéré N’est pas perdu pour moi. Si je suis altéré, Mon verre n’est pas grand, mais je bois dans mon verre. Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire. Senza farmi pensieri, vivrei serenamente ma poiché di imbecilli il mondo è pieno, un dì un vecchio scienziato, scioccamente, per rovinarmi agli occhi della gente e farsi un nome, tenia mi ha chiamato. Ahimè, lo so, finirò sotto vetro in un boccale ultima pena del mio povero cuore, con l’etichetta: malato di languore, e senza aver conosciuto i baci di mia madre. Sono il povero verme, sì, il verme solitario. Sans me faire un cheveu, je vivrais bien tranquille Mais voyez-vous il est toujours quelque imbécile, Un jour un vieux savant, bêtement me donna Et cela pour me perdre aux yeux du populaire Et se créer un nom celui de taenia. Oui, je le sais, plus tard, dans un bocal de verre Je finirai, dernière peine de mon cœur Sous ce diagnostic : Maladie de langueur, Et sans avoir connu les baisers de ma mère. Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire. 15 Congedo Principessa dal giglio nero, sempreverde benché nero, nel tuo padiglione, al riparo dai venti e dagli stenti vorrei mi tenessi, per sempre protetto. Sono il povero verme, sì, il verme solitario. Envoi Ô Princesse au lys noir, quoique noir toujours vert, Sous votre pavillon, loin des vents de misère, Souhaite que me gardiez, à l’abri for ever. Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire. 17 –Hervé, La Marquise des rues: Chanson du thé Il tè fa bene; il tè fa allegria… Vi è bevanda del tè più salutare? È in Inghilterra, si sa che il tè, ben preparato, diventa, in verità, nettare di voluttà. Si è parlato delle birre di Germania, dell’ottimo cioccolato della Spagna, si è vantato lo champagne dei francesi, ma la Gran Bretagna ha la tazza di tè per rallegrarsi: viva il tè! Per rallegrarsi, ah! Ah! Il tè fa bene; il tè fa allegria… Si è parlato del valzer in Germania, del fandango che si balla in Spagna; qui in Francia, abbiamo la quadriglia; ma la Gran Bretagna ha la giga e il tè, viva la giga e il tè! Per fare festa. Ah! Sì, la giga e il tè, salute e allegria! Giga e tazza di tè, di meglio che c’è? È in Inghilterra, si sa che il tè, ben preparato, è una gran voluttà dopo aver tanto ballato! Le thé, c’est la santé ; Je dis : le thé, c’est la gaité… Est-il une boisson plus salutaire ? Ce n’est qu’en Angleterre Que le thé, bien apprêté, Devient, en vérité, Un nectar plein de volupté. On a cité Les bières d’Allemagne, Le chocolat, si goûté, De toute l’Espagne ; On a vanté Des Français le champagne, Mais la Grande Bretagne A la tasse de thé Pour se mettre en gaité : Vive le thé ! Pour se mettre en gaité, ah ! Ah ! Le thé, c’est la santé ; Je dis : le thé, c’est la gaité… Est-il une boisson plus salutaire, Ce n’est qu’en Angleterre Que le thé bien apprêté ? Devient, en vérité, Un nectar plein de volupté. On a cité La valse en Allemagne, Le fandango, si goûté De toute l’Espagne ; De ce côté Le quadrille vous gagne ; Mais la Grande Bretagne A la gigue et le thé ! Pour se mettre en gaité, Vive la gigue et le thé ! Pour se mettre en gaité. Ah ! Oui, la gigue et le thé, C’est la santé, c’est la gaité ! Gigue et tasse de thé, C’est salutaire… Ce n’est qu’en Angleterre Que le thé, bien apprêté, Est une volupté Après qu’on a bien gigoté ! 16 IV. PARADISO 18 – Ambroise Thomas, Psyché: Romance du Sommeil EROS Sonno, sonno, amico degli dèi, libera il mio cuore dai suoi vani timori, calma il fuoco che m’arde nelle vene. Ah! Vieni a chiudermi gli occhi! ÉROS Sommeil, sommeil, ami des dieux, Délivre mon cœur de ses craintes vaines, Apaise le feu qui brûle mes veines ; Ah ! Viens me fermer les yeux ! Sonno, scendi dal cielo, rendimi il mio amante, ancora più leggiadro. Per ritrovarlo, sei tu che imploro, sonno, amico degli dèi, Ah! Vieni a chiudermi gli occhi! Sonno, dolce sonno, ah! vieni! Sommeil, descends des cieux, Rends-moi mon amant plus charmant encore. Pour le retrouver c’est toi que j’implore, Sommeil, ami des dieux, Ah ! Viens me fermer les yeux ! Sommeil, doux sommeil, ah ! Viens ! 19 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Couplets EVA Certo in questo giardino non mancano le mele, ma è con disprezzo che appena le guardo. ÈVE Il est vrai, dans ce jardin Les pommes ne manquent guère, Mais c’est avec dédain Que je les considère, In queste, al contrario, vorrei affondare i denti e con gusto mangiarle! Questo solo potrebbe distrarmi. Celles-ci, c’est tout le contraire, Que je voudrais mordre dedans Et les croquer à belles dents ! Cela seul pourrait me distraire, Ah! Credo d’indovinare, donde viene questo desiderio. Viene da un’altra mela, che non è il frutto proibito. Ah ! D’où vient ce désir éperdu, Je crois le deviner en somme. Ça vient de ce qu’une autre pomme, Ça n’est pas le fruit défendu. Amo Adamo, è d’uopo. Non ha nulla per distrarmi: ho il diritto purtroppo d’amarlo senza mistero. J’aime Adam, cela se doit. Il n’a rien pour me distraire : Par malheur j’ai le droit De l’aimer sans mystère. Ah! Se qualche scapolo che d’amar mi si vietasse improvviso arrivasse, ben diverso sarebbe... Ah ! Si quelque célibataire Qu’on me défendit d’adorer Venait soudain à se montrer, Ça serait bien une autre affaire, Ah! Al mio cuore smarrito dolce il sogno parrebbe: se un altro incontrassi, sarebbe lui il frutto proibito. Ah ! Ce rêve à mon cœur éperdu Semblerait charmant, car, en somme, Si je rencontrais un autre homme, Ça serait le fruit défendu. 20 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Duetto SATANA Dovete solo tendere verso quel dolce frutto la vostra bianca mano. SATAN Vous n’avez qu’à tendre Vers ce fruit si tendre Votre blanche main. 17 18 EVA Ah! Il mio cuore palpita, il demonio mi tenta, non ha nulla di umano. ÈVE Ah ! Mon cœur palpite, Ce démon m’agite, Il n’a rien d’humain. SATAN Guardate, il ramo pende verso di voi. SATAN Regardez la branche Qui vers vous se penche, EVA Ah! Che tentazione! ÈVE Ah ! que c’est tentant ! SATANA Il dolce frutto attende la vostra bianca mano: sarà marcio domani, assaggiatelo ora! Quel frutto sì allettante, assaggiatelo! SATAN Le doux fruit attend Votre main si blanche. Demain il serait moisi, Tâtez-y ! Ce fruit est si séduisant, Tâtez-en ! EVA Domani sarà marcio, assaggiamolo! ÈVE Demain il serait moisi, Tâtons-y ! SATANA Assaggiatelo! SATAN Tâtez-y ! EVA Quel frutto sì allettante, assaggiamolo! ÈVE Ce fruit est si séduisant, Tâtons-en ! SATANA Assaggiatelo! Chiedete delle buone renette per la vostra cena a due soldi al chilo! Suvvia, non esitate etc. SATAN Tâtez-en ! Demandez d’la bonn’reinette, Prenez-en pour vot’dînette. À deux sous l’tas ! N’gagnez pas, n’vous gênez pas etc. EVA Al vederlo perdo la testa! Ma toccarla non oso, la bella renetta! Eppur quanto mi tenta! ÈVE En le voyant je perds la tête ! Mais y toucher je n’ose pas, La bell’reinette ! Et pourtant qu’elle a d’appas ! SATANA Non esitate, Chiedete delle buone renette per la vostra cena a due soldi al chilo! Non esitate! SATAN N’vous gênez pas, Demandez d’la bonn’reinette, Prenez-en pour vot’dînette. À deux sous l’tas ! N’ vous gênez pas ! EVA In effetti, a pensarci, senza grande imprudenza, potrei anche toccarla. ÈVE Au fait ! Quand j’y pense, Sans grande imprudence, J’y puis bien toucher. SATANA Non dovete, del resto, che fare il gesto senza avvicinarvi. SATAN Vous n’avez du reste Qu’à faire le geste Sans vous approcher. ÈVE Quel frutto è un miracolo! Perché mai lo spettacolo dev’esser proibito? O cielo! È caduto! ÈVE Ce fruit, quel miracle ! Pourquoi ce spectacle Est-il prohibé ? Ciel ! Il est tombé ! SATANA Dunque niente più ostacoli! Sarà marcio domani, gustatelo ora! Quel frutto sì allettante, gustatelo! SATAN Alors plus d’obstacle ! Demain ça serait moisi, Goûtez-y ! Ce fruit est si séduisant Goûtez-en ! EVA Domani sarà marcio, gustiamolo! ÈVE Demain ça serait moisi, Goûtons-y ! SATANA Gustatelo! SATAN Goûtez-y ! EVA Quel frutto sì allettante, gustiamolo! ÈVE Ce fruit est si séduisant, Goûtons-en ! SATANA Gustatelo! SATAN Goûtez-en ! EVA Al vederlo perdo la testa! Ma toccarla non oso, la bella renetta! Eppur quanto mi tenta! Etc. ÈVE En le voyant je perds la tête ! Mais y toucher je n’ose pas, La bell’reinette ! Et pourtant qu’elle a d’appas ! SATAN Chiedete delle buone renette, senza indugi, per la vostra cena a due soldi al chilo! Non esitate! etc. SATAN Demandez d’la bonn’reinette, N’ vous gênez pas, Prenez-en pour vot’dînette. À deux sous l’tas ! N’ vous gênez pas ! 19 V.EPILOGO 21 – Jacques Offenbach, Le Voyage dans la lune: Duo des pommes 20 FANTASIA Mio Dio! Che ho sentito? Un colpo, uno schianto, una scossa, il mio cuore! FANTASIA Mon Dieu ! Qu’ai-je ressenti là ? Un coup, un choc, une secousse, Mon cœur ! CAPRICE Il vostro cuore… CAPRICE Votre cœur… FANTASIA Come batte! FANTASIA Comme il bat ! CAPRICE Batte! CAPRICE Il bat ! FANTASIA Batte! Si agita. FANTASIA Il bat ! Il se trémousse ! CAPRICE Si agita? CAPRICE Il se trémousse ? FANTASIA È il vostro orrido frutto. FANTASIA C’est votre vilain fruit. CAPRICE O cielo! Possibile? CAPRICE Ô ciel ! Est-il possible ! FANTASIA Il mio cuore divien sensibile. FANTASIA Mon cœur devient sensible. CAPRICE Dunque forse è possibile che il frutto, già proibito, sulla terra ormai senza più effetto, sulla luna abbia tante virtù. CAPRICE Eh quoi ! Se pourrait-il donc faire Que ce fruit jadis défendu Qui ne fait plus d’effet sur terre Dans la lune ait tant de vertu. FANTASIA Oh! Che strano mistero ha luogo dentro di me, mi sento più leggera e non so perché! Da dove viene un tale mutamento? FANTASIA Oh ! L’étrange mystère Qui se produit en moi, Je me sens plus légère Et sans savoir pourquoi ! D’où vient donc ce changement-là ? CAPRICE Dall’amore! CAPRICE De l’amour ! FANTASIA Sono innamorata. Perché? FANTASIA Je suis amoureuse. Pourquoi ? CAPRICE Curiosa! CAPRICE Curieuse ! FANTASIA Perché? Perché questo? FANTASIA Pourquoi ? Pourquoi cela ? CAPRICE Hai appena morso la mela. CAPRICE Vous venez de mordre à la pomme. FANTASIA La mela! FANTASIA À la pomme ! CAPRICE Hai appena morso la mela. CAPRICE Vous venez de mordre à la pomme. FANTASIA La mela! FANTASIA À la pomme ! CAPRICE La mela! CAPRICE À la pomme ! FANTASIA Ah! Parla, ora ti capisco, i miei occhi si aprono alla luce, ora sì, ti capisco finalmente, perché conosco l’amore! FANTASIA Ah ! Parle car je puis t’entendre Enfin mes yeux s’ouvrent au jour, Maintenant je puis te comprendre, Car je connais l’amour ! CAPRICE Sì, mi capisci infine, i tuoi occhi si aprono alla luce, il tuo cuore mi comprenderà, perché conosce l’amore, tu conosci l’amore, ah! CAPRICE Oui, tu peux enfin m’entendre Et tes yeux s’ouvrent au jour, Ton cœur pourra me comprendre, Car il a connu l’amour, Tu connais l’amour, ah ! FANTASIA Io conosco l’amore, ah! FANTASIA Je connais l’amour, ah ! I SIGNORI La mela, la mela, è proprio piacevole, morder la mela, che frutto incantevole! LES MESSIEURS La pomme, la pomme, C’est bien bon vraiment De croquer la pomme, Ah ! Quel fruit charmant ! CAPRICE O dolce frutto della terra! CAPRICE Ô doux fruit de la terre ! FANTASIA O divina luce! FANTASIA Oh ! Divine lumière ! CAPRICE Mistero adorabile! ah! CAPRICE Adorable mystère, ah ! FANTASIA Delizioso tormento! Ah! FANTASIA Délicieux tourment ! Ah ! I SIGNORI La mela, la mela, è proprio piacevole, morder la mela, che frutto incantevole! LES MESSIEURS La pomme, la pomme, C’est bien bon vraiment De croquer la pomme, Ah ! Quel fruit charmant ! 21 22 FANTASIA Giunge la notte! FANTASIA Voici la nuit ! CAPRICE Notte misteriosa! CAPRICE Nuit pleine de mystère ! FANTASIA Non facciamo rumore, dobbiamo tacere. FANTASIA Ne faisons pas de bruit, Il faut nous taire. CAPRICE Questo volete? CAPRICE Vous le voulez ? FANTASIA Sì, questo voglio! FANTASIA Oui, je le veux ! CAPRICE Ebbene, tacciamo, ma i vostri capelli sfiorino il mio volto. Datemi la mano, e i vostri occhi azzurri a me rivolti mi diano coraggio. CAPRICE Soit, taisons, Mais que vos cheveux Effleurent mon visage. Que votre main se place dans ma main, Et que vos grands yeux bleus fixés sur moi Me donnent du courage. FANTASIA Va bene così? FANTASIA Est-ce bien comme cela ? CAPRICE Ancora più vicino! CAPRICE Plus près encore ! FANTASIA Più vicino! Più vicino! Eccomi! FANTASIA Plus près ! Plus près ! M’y voilà ! CAPRICE Ti amo! CAPRICE Je t’aime ! FANTASIA Ti adoro! Finalmente i miei occhi si aprono alla luce. FANTASIA Je t’adore ! Enfin mes yeux s’ouvrent au jour. CAPRICE Ella m’ama a sua volta. CAPRICE Elle sait m’aimer à son tour. I SIGNORI Finalmente i miei/tuoi occhi si aprono alla luce. Ah! La mela, la mela, è proprio piacevole, morder la mela, che frutto incantevole! LES MESSIEURS Enfin tes/mes yeux s’ouvrent au jour. Ah ! La pomme, la pomme, C’est bien bon vraiment De croquer la pomme, Ah ! Quel fruit charmant ! GLI INTERPRETI Arnaud Marzorati inizia a studiare canto alla Scuola del Centre de Musique Baroque di Versailles e si perfeziona all’Opéra Studio di Lione e al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi (CNSMDP), ove ottiene un primo premio. Il suo repertorio, documentato da una trentina di incisioni, spazia dal barocco alla musica contemporanea. Con Les Lunaisiens, si circonda di artisti che condividono il suo stesso ideale dell’«arte della parola cantata». Le sue ricerche sulle origini della canzone hanno portato alla realizzazione di tre CD Alpha rispettivamente dedicati a Pierre-Jean de Béranger, a Gustave Nadaud e al 1789. Un ultimo, sui canti rivoluzionari del XIX secolo, è uscito quest’anno per Paraty con il sostegno del Palazzetto Bru Zane (come quello su Nadaud). Camille Poul è diplomata al CNSMDP per il repertorio lirico, e al Conservatoire national de Région (CNR) di Parigi e Caen per il repertorio barocco. Ha fatto parte dell’Accademia europea di musica del Festival d’Aix-en-Provence e prepara i suoi ruoli con Agnès de Brunhoff. Ha iniziato una promettente carriera, guadagnandosi la fama di soprano dalla voce agile e dal temperamento vivace e drammatico, in un repertorio che privilegia, in particolare, le opere mozartiane. I critici ne lodano soprattutto la qualità del timbro vocale e la presenza scenica. Caroline Meng ottiene i suoi primi attestati in pianoforte e musica da camera, prima di diplomarsi in canto al Conservatoire à Rayonnement régional (CRR) di Parigi. Impegnata soprattutto nella musica contemporanea, è invitata regolarmente a esibirsi come solista in Francia e all’estero. Oltre a perseguire la sua carriera di cantante, è maestro collaboratore titolare al CRR di Parigi e accompagna numerosi concerti e masterclass sia strumentali sia vocali, nonché recital di solisti. Fa inoltre parte dell’équipe pedagogica del coro di voci bianche Sotto Voce diretto da Scott Prouty. David Ghilardi inizia a studiare canto con Michel Piquemal e frequenta dal 2005 il corso del Jeune Chœur de Paris al CNR parigino, sotto la direzione di Laurence Equilbey e Geoffroy Jourdain. In seguito si perfeziona con Leandro Lopez, Howard Crook e Malcolm King, ottenendo i diplomi di canto e musica antica. Partecipa all’Accademia europea di musica del Festival d’Aix-en-Provence diretta da William Christie (2008); è Saphir in Barbe-Bleue, Azor in Zémire et Azor, il Tenore in L’Enfant et les sortilèges, Don Ottavio in tournée con la compagnia Opéra Éclaté (2013-14). Dopo aver studiato con Sigiswald Kuijken ed Enrico Gatti, Cyrielle Eberhardt termina un master di violino barocco al CNSMDP nel corso di François Fernandez. Ha partecipato alle tournée dell’Orchestre Baroque de l’Union Européenne sotto la direzione di Lars Ulrik Mortensen, Jaap Ter Linden e Christophe Coin, all’Académie Baroque d’Ambronay sotto la direzione di Hervé Niquet e a una tournée con Les Arts Florissants sotto la direzione di William Christie. Si esibisce con formazioni quali Pygmalion, Les Nouveaux Caractères, Orféo 55, Les Bijoux Indiscrets, Le Banquet Céleste, Le Parnasse Français, La Chapelle Rhénane e La Symphonie des Lumières. Figlio di organisti, Daniel Isoir inizia a studiare con Luisa Sorin, poi ottiene un primo premio all’unanimità al CNR di BoulogneBillancourt. In seguito si perfeziona con grandi maestri ai corsi internazionali invernali di Banff (Canada) e supera con il voto più alto l’esame da concertista alla Hochschule für Musik und Theater di Amburgo. Musicista completo, ha inciso la Sonata n. 8 op. 84 di Prokof’ev (Pianovox) ed è un appassionato del fortepiano: ha realizzato con le sue mani la copia di uno strumento di Johann Andreas Stein, il fabbricante preferito da Mozart. Nel 2006 ha fondato l’ensemble La Petite Symphonie. Isabelle Saint-Yves inizia lo studio del violoncello al CNR di Caen, poi segue al CNSMDP i corsi di Raphaël Pidoux e di Alain Meunier, ottenendo il diploma nel 1998. Frequenta le masterclass di Mstislav Rostropovič, György Sebök, Siegmund Nissel e del Quatuor Borodine; dal 1994 al 1999 fa parte del Quatuor Chagall. Inoltre studia la viola da gamba con Christophe Coin e Christine Plubeau. Violista e violoncellista, suona e incide con numerosi ensemble e artisti. Nel 2008 è tra i fondatori del consort Sit Fast, con cui registra l’Arte della fuga di Bach (Eloquentia). È diplomata in musicoterapia presso il Centre international de musicothérapie. Normalista e professore di lettere, Florent Siaud ha insegnato Drammaturgia e Storia dello spettacolo all’École Normale Supérieure di Lione, all’Università di Montréal e all’Università del Québec a Montréal. È autore di una decina di quaderni di drammaturgia (Otello di Shakespeare, Pyrame et Thisbé di Théophile de Viau, L’Opera da tre soldi di Brecht, Alcina di Händel…) e di una quarantina di testi per programmi di sala. Fondatore della compagnia Les Songes Turbulents, mette in scena numerose pièces, molte delle quali su commissione. Ha recentemente discusso la sua tesi di dottorato con successo. 23 IL PALAZZETTO BRU ZANE CENTRE DE MUSIQUE ROMANTIQUE FRANÇAISE Il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française ha la vocazione di promuovere la riscoperta e la diffusione internazionale del patrimonio musicale francese del grande Ottocento (1780-1920). Il centro, che è stato inaugurato nel 2009 e ha sede a Venezia in un palazzo del 1695 appositamente restaurato per ospitarlo, è una realizzazione della Fondation Bru. Esso si è assunto l’impegno di studiare e proporre all’ascolto un intero settore della produzione musicale francese, dalla più intima alla più popolare, offrendo così su questo repertorio uno sguardo nuovo, che va oltre le norme estetiche sancite agli inizi del Novecento. Per conseguire le proprie finalità il Palazzetto Bru Zane svolge numerose attività complementari: • La produzione di concerti e di spettacoli presentati a Venezia nel corso di una stagione che alterna eventi musicali e conferenze, a Parigi nel giugno di ogni anno in occasione del Festival Palazzetto Bru Zane, e in giro per il mondo in partenariato con numerose sale da concerto e festival. • La produzione e la pubblicazione di registrazioni che fissano l’esito artistico dei progetti sviluppati: tre collane di libri con CD, “Prix de Rome”, “Opéra français”, “Portraits”, e numerosi partenariati con case discografiche terze. • Il coordinamento di cantieri di ricerca in collaborazione con musicologi, istituzioni internazionali e discendenti di compositori dell’Ottocento. • La catalogazione e la digitalizzazione di fondi documentari e di archivi pubblici o privati afferenti al repertorio che si intende promuovere: fondo musicale di Villa Medici, livrets de mise en scène della Bibliothèque historique de la Ville de Paris, archivi Pleyel/Érard/Gaveau della Cité de la musique, archivi privati legati al violinista Pierre Baillot… • L’organizzazione di convegni in collaborazione con diversi partner: Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini, Bibliothèque nationale de France, Opéra Comique, Conservatoire national supérieur de danse et de musique de Paris, CNRS… • La pubblicazione di partiture inedite e di una collana di volumi in coedizione con Actes Sud: opere collettive, saggi musicologici, atti di convegni, scritti ottocenteschi e libri tascabili. • La messa a disposizione di risorse digitali sulla musica romantica francese attraverso la banca dati bruzanemediabase.com. • Attività di formazione dirette a giovani musicisti professionisti mediante l’organizzazione di masterclass con la Jeune Orchestre Atlantique (prassi esecutiva su strumenti antichi) e nell’ambito dell’Académie Ravel (interpretazione del repertorio lirico e cameristico). • L’assegnazione di Prix Palazzetto Bru Zane nell’ambito di concorsi internazionali, come riconoscimento all’interpretazione di opere rare del repertorio romantico francese (Concorso internazionale di musica da camera di Lione). • Attività rivolte al pubblico più giovane attraverso il programma Romantici in erba, in collegamento con le scuole dell’infanzia e primarie del Veneto, e un ciclo di concerti per le famiglie a Venezia. BRU-ZANE.COM Traduzioni: Arianna Ghilardotti Palazzetto Bru Zane Centre de musique romantique française San Polo 2368, 30125 Venezia - Italia [email protected] BRU-ZANE.COM BRUZANEMEDIABASE.COM