IL PALAZZETTO BRU ZANE PRESENTA
GIOVEDÌ 11 GIUGNO ORE 21.30
CHIOSTRO NINA VINCHI
PICCOLO TEATRO DI MILANO
LE VENTRE DE PARIS
Tutto lo spirito del teatro
di boulevard parigino
in una commedia musicale
filosofico-burlesca sulla
gastronomia francese
Arie e insiemi da operette di
Offenbach, Hervé, Audran, Lecocq…
Camille Poul soprano, Caroline Meng mezzosoprano,
David Ghilardi tenore, Arnaud Marzorati baritono,
Cyrielle Eberhardt violino, Isabelle Saint-Yves
violoncello, Daniel Isoir pianoforte,
Arnaud Marzorati concezione e direzione artistica,
Florent Siaud drammaturgia e lettura scenica
I. L’ARRIVO DEGLI INIZIATI
N. 1 – Ambroise Thomas, Hamlet: Ô vin, dissipe la tristesse (strumentale)
N. 2 – Edmond Audran, Madame Suzette: Couplets
N. 3 – Hervé, La Roussotte: Couplets
N. 4 – Edmond Audran, La Poupée: Duetto bouffe
N. 5 – Aristide Bruand, Pauvre Bibi d’Bébé
N. 6 – Edmond Audran, Sainte Freya: Couplets de l’apéritif
N. 7 – Jacques Offenbach, La Périchole: Griserie - Ariette
II. A TAVOLA
N. 8 – Hippolyte Monpou, Boléro (strumentale)
N. 9 – Charles Lecocq, L’Amour et son carquois: Air de la table
N .10 – Gaspare Spontini, inno a tre voci parodiato: Liturgie de la gourmandise
N. 11 – Jacques Offenbach, Pomme d’Api: Trio du gril
N. 12 – Georges Bizet, Carmen, parodia dell’aria del Toréador
N. 13 – Hervé, La Marquise des rues: Duetto bouffe
N. 14 – Charles Lecocq, Le Docteur Miracle: Quatuor de l’omelette
N. 15 – Bugnot, Y a des plaisirs plus charmants
III. DIGESTIONE
N. 16 – Vincent Hyspa, La Chanson du ver solitaire
N. 17 – Hervé, La Marquise des rues: Chanson du thé
IV. PARADISO
N. 18 – Ambroise Thomas, Psyché: Romance du sommeil
N. 19 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Couplets
N. 20 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Duetto
V. EPILOGO
N. 21 – Jacques Offenbach, Le Voyage dans la lune: Duo des pommes
Nell’ambito di La Francia in scena a Milano, questo concerto è co-prodotto dal Palazzetto Bru Zane, dal Piccolo Teatro di Milano-Teatro
d’Europa e dall’Institut français Italia
Dans le cadre de La Francia in scena à Milan, ce concert est coproduit avec le Palazzetto Bru Zane, le Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
et l’Institut français Italia
Durata del concerto: 1h30
Le Ventre de Paris
In pieno Ottocento, il guru di una comunità segreta riunisce intorno a sé tre fedelissimi per celebrare una cerimonia
dedicata alla... gola! In un luogo riservato, seguendo un rituale grottesco e sfrenato, i quattro rendono omaggio al
sesto peccato capitale e ai grandi cuochi che, da Carême a Brillat Savarin, hanno fatto storia in materia di cucina e di
buona tavola. Inebriandosi di raffinati liquori e di truculenti giochi di parole, divorano in rapida successione antipasti,
piatti di carne, dolci e digestivi. Sempre allegri, pur sfiorando a volte il litigio, per non dire l’indigestione, i quattro
gaudenti offrono allo spettatore un menù stuzzicante tanto per il palato quanto per lo spirito, alternando arie da
chansonnier e briose pagine di Hervé, Offenbach o Lecocq, in una scatenata e mordace parodia che fa scoprire al pubblico,
in un’atmosfera festosa, le ricchezze di un repertorio dimenticato.
Gastronomia e arte lirica nell’Ottocento
«Felicità della tavola, vera felicità!» (Meyerbeer, Les Huguenots, atto I)… Il tema della gastronomia ha attraversato
l’Ottocento francese nelle forme più diverse, dalla semplice canzone conviviale popolare alla grande scena operistica.
Al di là del facile successo legato a una musica dalla presa immediata, il tema del cibo veicola un immaginario molto
più sottile di quanto non sembri. Il banchetto orgiastico del grand opéra presenta un uomo posseduto dalla lussuria e
dalla dissolutezza: l’abbondanza alimentare è simbolo di ricchezza e di potere. La sua rappresentazione approfondisce
il divario tra le classi sociali, rammentando al povero la sua condizione e destando in lui desiderio e gelosia, che lo
condurranno – tema balzachiano per eccellenza – al crimine o al suicidio. È proprio durante feste e banchetti che, sul
proscenio, vengono tramate quelle cospirazioni che provocheranno poi il dramma. Nell’operetta, come nella canzone
popolare, spesso il tema del cibo si affianca a particolarismi nazionali o regionali. Allo stesso modo, a ciascuna classe
sociale e a ciascun mestiere corrisponde un regime alimentare ben preciso: l’immagine del militare ubriaco è, in questo
senso, la più comune. Autori come Offenbach o Hervé sapranno abilmente servirsi di certi simboli legati all’alimentazione
per mettere in caricatura personalità in vista. Infine, al tema del cibo è associato un insieme eteroclito di oggetti,
strumenti di prima necessità come il coltello, il bicchiere o la tavola: quante volte una coppa cesellata, gettata in mezzo
alla scena, ha annunciato, in modo violento e sorprendente, l’imminenza di un dramma? È su questo tema, affrontato
in svariati modi da compositori come Lecocq, Audran, Offenbach o Hervé, che Arnaud Marzorati ha elaborato uno
spettacolo divertente, nello spirito del teatro di boulevard ottocentesco.
Canzone e operetta durante il Secondo Impero
Anche se il Secondo Impero rappresenta l’età dell’oro della democratizzazione musicale, il «grande pubblico» è solo
parzialmente interessato ai generi musicali più elevati nella gerarchia dei repertori. A contatto con le opere di Verdi e
di Wagner il teatro lirico francese si trasforma progressivamente ed elimina dalle sue produzioni le arie e le romanze, le
cui melodie e refrains erano stati fino ad allora le pagine preferite del pubblico, facilmente staccabili dalle opere e diffuse
sotto varie forme in tutto il paese. L’operetta, che nasce a Parigi alla metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento, viene a
colmare questa lacuna: Hervé e successivamente Offenbach reinventano e perpetuano un genere leggero e popolare che
fiorisce al Théâtre des Folies-Nouvelles (1854), al Théâtre des Bouffes-Parisiens (1855) o, ancora, al Théâtre des Variétés
(dove nel 1864 viene rappresentata La Belle Hélène). La canzone – che viene ascoltata nelle osterie o nelle mescite di vino,
ma che si trova pubblicata anche sui quotidiani – appare in un certo qual modo come una risposta popolare al carattere
elitario della mélodie francese, allora all’incessante ricerca di colte raffinatezze.
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LE VENTRE DE PARIS
I. L'ARRIVO DEGLI INIZIATI
1 – Ambroise Thomas, Hamlet: Ô vin, dissipe la tristesse (strumentale)
2 – Edmond Audran, Madame Suzette: Couplets
SUZETTE
Una volta ho letto non so dove
che si può vivere di sola acqua e amore
ma ne dubito assai, ho un tal languore!
Povera me, ho una fame da lupi.
Forse aria e acqua chiara
bastano agli uccellini...
Rassegnati, mia cara:
nutrirci un po’ dobbiamo.
Se potessimo sui fiori svolazzare,
e al pari delle api bottinare
che splendido festino
faremmo ogni mattino
su un fiore cremisino!
Forse aria e acqua chiara
bastano agli uccellini...
Rassegnati, mia cara:
nutrirci un po’ dobbiamo.
SUZETTE
J’ai lu quelque part un jour qu’on vit d’eau claire et d’amour
J’en doute fort car… j’éprouve là comme un tiraillement.
Hélas ! J’ai pour le moment
Un appétit de louve.
C’était bon pour l’oiseau bleu…
De vivre d’air et d’eau claire.
Résigne-toi donc ma chère :
Il faut absolument se substanter un peu.
Ne pourrions-nous pas voler sur les fleurs,
Et butiner ainsi que le fait l’abeille
Quel charmant et gai festin
On ferait chaque matin
Sur une fleur vermeille
C’était bon pour l’oiseau bleu…
De vivre d’air et d’eau claire
Résigne-toi donc ma chère,
Il faut absolument se substanter un peu.
3 – Hervé, La Roussotte: Couplets
Calma, silenzio,
sorda non sono!
Pazienza, il vostro
turno aspettate!
Risponder devo
al tempo stesso
a tutti quanti,
tregua non ho.
Uno mi chiede
del suo ragù,
l’altro pretende
il suo cosciotto!
Ragazza, orsù,
un fricandò!
E la mia anguilla?
Qui una testina!
Allora, bella!
Quanto ti devo?
Sono ben svelta
ma più di così non posso fare!
Un peu d’silence,
On n’est pas sourd !
Prenez patience,
Chacun son tour !
Faut que j’réponde.
En même temps
À tout le monde,
À tous les gens.
L’un m’interpelle
Pour son fricot,
L’autre hèle
Pour son gigot !
Holà ! la fille,
Un fricandeau !
Mat’lott’ d’anguille,
Ma têt’ de veau !
3
Povera Roussotte,
dovevi proprio, perdinci!
sceglierti un lavoro
così faticoso!
Ah! parola mia,
diventerò matta,
se continuo così!
È ben difficile
questo mestiere,
devo lottare
per la mia virtù:
i clienti mi tengon d’occhio
e se mi vedono
che vado e vengo
tutta stralunata,
le braccia cariche
di piatti, subito
si alzano e vengono
e mi circondano,
devo respingerli!
E nel mio zelo
per il mestiere,
i piatti rompo,
ma salvo l’onore!
Povera Roussotte, etc.
Allons, la bonne !
Qu’est-c’que j’vous dois ?
J’suis bonn’ personn’
Mais j’peux pas tout faire à la fois !
Ma pauvre Roussotte
Faut il, saperlotte !
Qu’tu fass’s un service,
Aussi dur que celui-là !
Ah ! Sur ma parole,
Je deviendrai folle,
à faire un service aussi dur que ça !
À tout’ minute,
Métier ardu,
Il faut que j’lutte,
Pour ma vertu,
Mais ceux qui boivent
Me gutte’nt et quand
Ils m’aperçoivent
Allant, venant,
Perdant la tête
Et les deux bras
Chargés d’assiettes,
Criblés de plats,
Vite, ils accourent
Pour m’embrasser
Et tous m’entourent,
J’veux les r’pousser !
Et dans mon zèle,
À ce métier-là,
J’cass’ la vaisselle
Mais l’honneur reste entier !
Ma pauvre Roussotte, etc.
4 – Edmond Audran, La Poupée: Duetto bouffe
4
LA CHANTERELLE, LOREMOIS
E ridandoci ogni dì
una gioventù novella,
cavalieri dell’amore
ci riporta sempre in sella!
Dunque serve, ogni mattino
un bicchier di Chambertin,
vi rimette proprio a nuovo,
è davvero un gran buon vino!
LA CHANTERELLE, LOREMOIS
Nous donnant chaque jour
Une verdeur nouvelle,
Cavaliers de l’amour
Il nous met et nous remet en selle !
Donc il faut, le matin,
D’un bon chambertin remplir son verre,
Corbleu ! Comme il sait vous refaire,
Le joli vin de chambertin !
LA CHANTERELLE
Se al mattino vi risveglia,
alla sera è ancora meglio.
LA CHANTERELLE
Le matin, si ça vous éveille,
Le soir, c’est encore mieux.
LOREMOIS
Un buon vin color rubino,
i più vecchi rende arzilli…
LOREMOIS
Rien comme une coupe vermeille,
Ne ragaillardit le plus vieux…
LA CHANTERELLE
Con le belle, molto spesso,
ci fa arditi, e con successo!
LA CHANTERELLE
On devient hardi près des belles,
Et souvent ce n’est pas en vain !
LOREMOIS
Dicon sì le più scontrose,
tutto grazie al Chambertin.
LOREMOIS
On triomphe des plus rebelles,
Et cela grâce au Chambertin.
LA CHANTERELLE, LOREMOIS
E ridandoci ogni dì ecc.
LA CHANTERELLE, LOREMOIS
Nous donnant chaque jour etc.
5 – Aristide Bruand, Pauvre Bibi d'Bébé
Sono un bravo giovanotto
di nome Bébé, come il mio padrino,
non mi piace lo sciroppo,
amo champagne e vino.
Je suis un bon petit jeune homme
J’m’appell’ Bébé comm’ mon parrain,
Je n’aime pas le sirop d’gomme,
J’aime le champagne et l’chambertin,
Ma la bussola perdo sempre quando
ne bevo, e una bestia spaventosa
divento, né posso dire una parola
che tutti mi rispondon sghignazzando:
Mais quand j’en bois, j’perds la boussole,
J’deviens d’un bête étourdissant,
Et je n’peux pas dire un’ seule parole
Sans qu’on m’réponde en ricanant :
Ritornello:
Ah! Povero Bibì
sei una bestia quando bevi,
quando bevi ti fa male,
sei una bestia micidiale!
Refrain :
Ah ! Pauvr’ Bibi d’Bébé
Quand t’as bubu t’es bébète,
Quand t’as bu, t’as bobo,
Et t’es bête comme un pot !
Sono timido, lo so,
con le donne, è ben seccante
perché ho spesso il cuore in fiamme
e infelice son perciò.
Tuttavia, quando son brillo,
sono subito più arzillo,
ma le dame, sogghignando,
mi rispondono beffarde:
Je suis timide avec les femmes,
C’est un défaut bien ennuyeux,
Car j’ai souvent le coeur en flammes
Et ça me rend bien malheureux.
Pourtant quand j’suis un peu pompette,
J’essay’ de fair’ le joli coeur,
Mais les bell’s dames me font risette
En m’répondant d’un ton moqueur :
Ritornello
Refrain
Stasera ho bevuto limonata
prima di cantar la mia canzone
ma mi ha fatto subito star male
e a casa già devo ritornare.
Qui finisce la mia canzoncina,
non occorre vi spieghi perché.
Signori, un po’ d’indulgenza,
non dite parlando di me:
Ce soir j’ai bu d’la limonade
Avant d’chanter ma p’tite chanson,
Mais v’là déjà qu’ça m’rend malade
Il faut que j’rentr’ à la maison.
Aussi j’termine ma p’tit’ romance.
J’n’ai pas besoin d’vous dire pourquoi,
Messieurs, j’réclam’ votre indulgence,
N’allez pas dire en parlant d’moi :
Ritornello
Refrain
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6 – Edmond Audran, Sainte Freya: Couplets de l’apéritif
6
TUTTI
Per farsi venire appetito
prima di mettersi a tavola,
TOUS
Pour se donner de l’appétit
Avant d’aller se mettre à table.
NARCIZ, PETERS BORN
Il madera è senza dubbio
di sapore impareggiabile.
Il dottore lo ha prescritto:
è meglio del vermouth.
NARCIZ, PETERS BORN
Ce madère est sans contredit
D’une saveur incomparable
Le bon docteur nous l’a prescrit
Au vermouth il est préférable.
PETERS BORN
Senza voler essere eccessivo
affermo, da uomo positivo
che mi sembra lampante
che il miglior stimolante
per l’apparato digestivo
è, è?
PETERS BORN
Sans me montrer trop excessif
J’affirme en homme positif
Qu’il me semble indubitatif
Que le meilleur excitatif
Pour notre appareil digestif
C’est, c’est ?
NARCIZ
È? È?
NARCIZ
C’est ? C’est ?
PETERS BORN
È l’aperitivo!
PETERS BORN
C’est l’apéritif !
NARCIZ
L’aperitivo!
NARCIZ
L’apéritif !
PETERS BORN
L’aperitivo!
PETERS BORN
L’apéritif !
NARCIZ
L’aperitivo!
NARCIZ
L’apéritif !
PETERS BORN
Senza voler essere eccessivo
dico che il miglior stimolante
per l’apparato digestivo
è l’ape-aperitivo!
PETERS BORN
Sans me montrer trop excessif
Oui le meilleur excitatif
Pour notre appareil digestif
C’est l’apé- apéritif !
NARCIZ, PETERS BORN
Senza voler essere eccessivo
dico che il miglior stimolante
per l’apparato digestivo
è l’ape-aperitivo!
NARCIZ, PETERS BORN
Sans se montrer trop excessif
Oui le meilleur excitatif
Pour notre appareil digestif
C’est l’apé- apéritif !
NARCIZ
Che rende il nostro spirito più attivo,
il cuore più gaio, più espansivo,
il linguaggio più espressivo,
lo stomaco più sbrigativo,
il colpo di forchetta più vivo!
È? È?
NARCIZ
Qui nous rend l’esprit plus actif,
Le cœur plus gai, plus expansif,
Le langage plus expressif
L’estomac plus expéditif,
Le coupe de fourchette plus vif ?
C’est ? C’est ?
PETERS BORN
È? È?
PETERS BORN
C’est ? C’est ?
NARCIZ
È l’aperitivo!
NARCIZ
C’est l’apéritif !
PETERS BORN
L’aperitivo!
PETERS BORN
L’apéritif !
NARCIZ
L’aperitivo!
NARCIZ
L’apéritif !
PETERS BORN
L’aperitivo!
PETERS BORN
L’apéritif !
NARCIZ
Senza voler essere eccessivo
dico che il miglior stimolante
per l’apparato digestivo
è l’ape-aperitivo!
NARCIZ
Sans me montrer trop excessif
Oui le meilleur excitatif
Pour notre appareil digestif
C’est l’apé- apéritif !
TUTTI
Senza voler essere eccessivo
dico che il miglior stimolante
per l’apparato digestivo
è l’ape-aperitivo!
TOUS
Sans se montrer trop excessif
Oui le meilleur excitatif
Pour notre appareil digestif
C’est l’apé- apéritif !
7 – Jacques Offenbach, La Périchole: Griserie - Ariette
LA PÉRICHOLE
Ah! Che cena eccezionale
e che vino straordinario,
ne ho bevuto così tanto,
così tanto e tanto e tanto,
che ubriaca un po’ mi sento
ma silenzio!... Non si dice.
LA PÉRICHOLE
Ah ! Quel dîner je viens de faire
Et quel vin extraordinaire,
J’en ai tant bu, mais tant tant tant,
Que je crois bien que maintenant
Je suis un peu grise,
Mais chut !... faut pas qu’on le dise.
Se parlando mi impappino,
se a zigzag un po’ cammino,
se il mio sguardo è licenzioso,
di stupirsi non è il caso:
sono solo un po’ ubriaca,
ma silenzio!... Non si dice.
Non si dice! Zitti! Shhh!
Si ma parole est un peu vague,
Si tout en marchant je zigzague,
Et si mon œil est égrillard,
Il ne faut s’en étonner, car
Je suis un peu grise,
Mais chut ! faut pas qu’on le dise,
Chut ! faut pas ! chut !
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II. A TAVOLA
8 – Hippolyte Monpou, Boléro (strumentale)
9 – Charles Lecocq, L’Amour et son carquois: Air de la table
L’AMOUR
A tavola! A tavola! A tavola!
La tavola ci rinvigorisce,
ci stimola, ci rallegra.
Quando ha buon appetito,
il più burbero si fa amabile.
L’AMOUR
À table, à table, à table !
La table nous ragaillardit
Nous éveille, nous réjouit.
Et, lorsqu’il a bon appétit,
Le plus bourru devient aimable !
Il vecchio a tavola ringiovanisce,
la bella invece s’imbaldanzisce,
e spiritoso si fa lo sciocco.
A tavola! A tavola! A tavola!
Plus d’un vieillard y rajeunit,
Plus d’une belle s’enhardit,
Le sot lui-même a de l’esprit ;
À table, à table, à table !
Dice ai suoi figli madre natura:
dovete mangiare ogni giorno.
Prima pensate al nutrimento:
poi tutto il resto, al suo momento.
À ses petits maman nature
Dit : il faut manger chaque jour.
Songez d’abord à la pâture,
Le reste ne vient qu’à son tour.
Sognatore che cerchi la gloria,
a pancia vuota ci arriverai?
Per prima cosa mangia e bevi,
e grida come me con loro:
Toi, rêveur qui poursuis la gloire,
L’atteindras tu le ventre creux ?
Commence par manger et boire,
Et, comme moi crie avec eux :
A tavola! A tavola! A tavola!
La tavola ci rinvigorisce, Etc.
À table, à table, à table !
La table nous ragaillardit, Etc.
10 – Gaspare Spontini, inno a tre voci parodiato: Liturgie de la gourmandise
Perché si ceni sempre con piacere,
come si fa cucina indagar non si deve;
se occhi avesse la gola,
di fame morrebbe presto, credo: troppo curiosa.
Que toujours avec plaisir l’on dîne,
Point ne faut rechercher comme on fait la cuisine
Si le gosier avait des yeux,
De faim mourrait bientôt, je crois, tout curieux.
O voi che dall’aroma dei piatti siete eccitati,
nella pignatta, prima, non rovistate,
la pentola sul fuoco no, non scoperchiate:
vorrebbe dire togliere al festin la magia.
Vous donc qu’à bien manger l’odeur des mets excite,
N’allez pas trop avant fouiller dans la marmite,
Voir au fond de la casserole :
Ce serait au festin ôter son auréole.
11 – Jacques Offenbach, Pomme d’Api: Trio du gril
8
RABASTENS
Suvvia, vai la griglia!
RABASTENS
Va donc, va donc chercher le gril !
CATHERINE
Andate, andate a prendere la griglia!
CATHERINE
Allez, allez chercher le gril !
GUSTAVE
La griglia, la griglia, la griglia, la griglia
non andrò a prendere la griglia.
GUSTAVE
Le gril, le gril, le gril, le gril
Je n’irai pas chercher le gril.
RABASTENS
Vai, vai a prendere la griglia!
RABASTENS
Va donc, va donc chercher le gril !
CATHERINE
Andate, andate a prendere la griglia!
CATHERINE
Allez, allez chercher le gril !
GUSTAVE
La griglia, la griglia, la griglia, la griglia
non andrò a prendere la griglia.
GUSTAVE
Le gril, le gril, le gril, le gril
Je n’irai pas chercher le gril.
CATHERINE
Che ha?
CATHERINE
Qu’a-t-il ?
RABASTENS
Che ha?
RABASTENS
Qu’a-t-il ?
RABASTENS, CATHERINE
E perché dice di no, se gli si chiede
di andare a prendere la griglia?
Andate a prendere la griglia.
RABASTENS, CATHERINE
Et pourquoi donc répond-il :
Non. Quand on lui dit d’aller chercher le gril.
Allez chercher le gril.
RABASTENS
Che ha?
E perché dice di no, se gli si chiede
di andare a prendere la griglia?
Su, vai a prendere la griglia.
RABASTENS
Qu’a-t-il ?
Et pourquoi donc répond-il :
Non, quand on lui dit d’aller chercher le gril.
Va donc chercher le gril.
GUSTAVE
No, non ci vado a prendere la griglia.
Ma della griglia, poi, che ne farete?
GUSTAVE
Je n’irai pas chercher le gril.
Mais, que ferez-vous de ce gril ?
CATHERINE
Della griglia che faremo?
CATHERINE
Ce que nous ferons de ce gril ?
RABASTENS
Della griglia?
RABASTENS
De ce gril ?
GUSTAVE
Della griglia?
GUSTAVE
De ce gril ?
CATHERINE
Della griglia?
CATHERINE
De ce gril ?
GUSTAVE
Ma della griglia, poi, che ne farete?
GUSTAVE
Mais, que ferez-vous de ce gril ?
12 – Georges Bizet, Carmen, parodia dell’aria del Toréador
Guardate il re dei pascoli com’è bello,
che groppa, o dèi, dai contorni perfetti,
com’è fiero e selvaggio il suo sguardo,
com’è ben saldo sui suoi garretti!
Della forza è l’emblema,
per questo l’altro giorno la bella Isabella
diceva del suo innamorato, quel bel giovanotto,
«Il mio Albert è forte come un toro».
Voyez donc c’beau roi du pâturage
Quelle croupe, ô dieux, croupe aux contours parfaits !
Que son œil est fier, fier et sauvage
Qu’il est ferme sur ses jarrets !
D’la vigueur il est l’emblème
C’est pourquoi l’autre jour, la bell’Isabeau
Disait du grand gaillard, gaillard qu’elle aime
Mon Albert est fort comme un taureau !
9
Ricordatevi che in una sola notte senza candele
Ercole, che uomo! in quattro e quattr’otto
cinquanta vergini in donne trasformò.
In queste faccende, certo, sì, è il più grande.
Perbacco, bello è come l’antico…
Poiché, per arrivare a questi numeri,
devi essere ecclesiastico, il che è patetico
semidio, tre-quarti, asino, becco o toro.
Rapp’lez-vous, qu’en une nuit, sans chandelles
Hercule, quel homm’, changea, transforma lestement
En femmes, cinquante pucelles
De ces travaux, pour sûr, que diabl’, oui, c’est le plus grand.
Morbleu, c’est beau comme l’antique…
Car il faut pour accéder à ce numéro,
Être un ecclésiastique, et ça c’est pathétique
Demi-dieu, trois-quart, baudet, coucou ou un taureau.
Il Minotauro nel suo labirinto
riceveva, si dice, tutti gli anni
per i suoi lauti pasti da cannibale
sette virgulti tondetti e appetitosi.
Credo che normalmente non avesse
tendenze così sanguinarie
e che a loro piacere ancor potesse
dando tanti bei morsi a tutto spiano.
Le Mino-tau-taure en son dédé, dédale
Recevait dit-on tous les ans
Pour ses fastes repas, repas de cannibales
Sept mignons tendrons tout ronds et fort appétissants.
Je crois qu’il n’eût pas d’ordinaire
D’aussi sanguinaires penchants
Et qu’il savait encore leur plaire
En leur donnant, de bons très bons, coups de dents.
Tutto questo, però, è solo una favola;
buongustai, pensate al grande toro
quando vedrete arrivare sulla tavola
un bel pezzo di rete di vitello…
Cantate, cantate il toro.
To-re-a-dor,
tutto ben divorate, fin l’ossa rosicchiate.
Mais tout cela, ça n’est que de la fable
Gourmands, prisez le grand taureau
Quand vous voyez servir sur votre table
Une bonn’ fraise de veau…
Chantez, chantez le Taureau.
Le Toréro,
Bouffez-le bien, rongez ses os.
13 – Hervé, La Marquise des rues: Duetto bouffe
10
LE MARQUIS
Ho del buon…
Ho del buon ta…
Ho del buon tabacco
in questo sacchettino;
per non avere guai,
lo porto sotto il frac;
a offrirvene una presa, il mio cuor fa tic tac;
è del Maconbac,
buono per naso e stomaco.
LE MARQUIS
J’ai du bon…
J’ai du bon ta…
J’ai du bon tabac
Dans ce petit sac ;
De peur de micmac,
Je l’port’sous mon frac ;
D’t’en offrir un’pris’ mon cœur fait tic tac ;
C’est du Maconbac,
Bon pour le nez et l’estomac.
MARGOTTE
Ho del buon tabacco
in questo sacchettino;
come su un’amaca,
o in riva a un bel lago,
il suo aroma m’inebria!
Ah! gustatelo senza timore;
è dell’Aurillac,
dolce come un bicchiere di Frontignac.
Ne volete una presa?
MARGOTTE
J’ai du bon tabac
Dans ce petit sac ;
Comm’dans un hamac,
Ou sur un beau lac,
Son odeur m’transporte !
Ah ! gout’-le sans trac ;
C’est de l’Aurillac,
Doux comme un verr’de Frontignac.
En voulez-vous une prise ?
LE MARQUIS
Ah! in fede mia, ben volentieri!
E voi, servitevi del mio come volete…
LE MARQUIS
Ah ! Par ma foi, je le veux bien !
Usez-en à votre guise…
MARGOTTE
Ben volentieri! Poco poco, un nonnulla!
MARGOTTE
Bien volontiers ! Un grain, un grain, un rien !
LE MARQUIS
Che ne pensate?
LE MARQUIS
Qu’en pensez-vous ?
MARGOTTE
Il vostro è assai leggero!
MARGOTTE
Le vôtre est bien léger !
LE MARQUIS
Il vostro è forte!
LE MARQUIS
Le vôtre est fort !
MARGOTTE
Bisogna mescolarli!
MARGOTTE
Il faut les mélanger !
LE MARQUIS
Ah! Credete che a mischiarli...?
LE MARQUIS
Ah ! Vous croyez qu’en les mêlant ?
MARGOTTE
Separati, non valgono granché,
ma mettendo l’uno e l’altro
insieme, a piccole dosi,
si otterrà, suppongo,
un buon risultato.
MARGOTTE
Isolées, ils n’val’nt pas grand’ chose,
Mais en les réunissant
L’un et l’autre, à petite dose,
On obtiendra, je le suppose,
Un résultat satisfaisant.
LE MARQUIS
Mischiamoli! Mescoliamo e proviamo!
LE MARQUIS
Mêlons ! Mêlons et dégustons !
MARGOTTE
Mischiamoli! Mescoliamo e proviamo!
MARGOTTE
Mêlons ! Mêlons et dégustons !
LE MARQUIS
Ah! Così è perfetto!
LE MARQUIS
Ah ! C’est parfait !
MARGOTTE
Sì, è perfetto!
Vedete che abbiamo fatto bene!
Ebbene! A seguir sì saggio esempio
forse ci è ancor concesso esser felici.
MARGOTTE
Oui, c’est parfait !
Vous voyez donc que nous avons bien fait !
Eh bien ! suivons des exemples si sages
Et le bonheur nous est encore permis.
LE MARQUIS
I tabacchi son come i matrimoni…
Bisogna che sian bene assortiti.
LE MARQUIS
Les tabacs, c’est comme les ménages…
Il faut qu’ils soient bien réunis.
LE MARQUIS , MARGOTTE
Matrimoni e tabacchi sono apporti
ben definiti, certo! Riuniamo
i nostri apporti, dunque!
LE MARQUIS , MARGOTTE
Mariage et tabacs sont contributions
Bien définies, eh bien ! Soyons
Les contributions réunies !
LE MARQUIS
Ah! Margotte!
LE MARQUIS
Ah ! Margotte !
MARGOTTE
Ah! Nicolas!
MARGOTTE
Ah ! Nicolas !
LE MARQUIS
Ah! Margotte!
LE MARQUIS
Ah ! Margotte !
MARGOTTE
Ah! Nicolas!
MARGOTTE
Ah ! Nicolas !
11
LE MARQUIS, MARGOTTE
Ah! Tra le mie braccia! Ah!
LE MARQUIS, MARGOTTE
Ah ! Dans mes bras ! Ah !
14 – Charles Lecocq, Le Docteur Miracle: Quatuor de l’omelette
12
PASQUIN
Ecco l’omelette.
PASQUIN
Voici l’omelette.
VÉRONIQUE
Ecco l’omelette.
VÉRONIQUE
Voici l’omelette.
LE PODESTAT
Ecco l’omelette.
LE PODESTAT
Voici l’omelette.
LAURETTE
Ecco l’omelette.
LAURETTE
Voici l’omelette.
PASQUIN
Ecco l’omelette.
Per voi l’ho fatta
con ogni cura
come si deve.
PASQUIN
Voici l’omelette
Pour vous je l’ai faite
Bien élégamment
Bien soigneusement.
LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT
Ecco l’omelette.
Per noi l’ha fatta
con ogni cura
come si deve.
LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT
Voici l’omelette
Pour nous il l’a faite
Bien élégamment
Bien soigneusement.
PASQUIN
È fatta, attenzione,
di burro e di uova,
sbattute ben bene:
notate la cosa.
PASQUIN
Elle se compose,
Notez bien la chose,
De beurre et puis d’œufs
Bien battus entr’eux.
LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT
È fatta, attenzione,
di burro e di uova,
sbattute ben bene:
notiamo la cosa.
LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT
Elle se compose,
Notons bien la chose,
De beurre et puis d’œufs
Bien battus entr’eux.
TUTTI
Che omelette deliziosa
com’è fatta bene
guardate il colore
sentite l’odore
davero ammirevole,
davvero gradevole.
TOUS
Charmante omelette
Comme elle est bien faite
Voyez sa couleur
Sentez quelle odeur
Elle est adorable
Elle est admirable .
VÉRONIQUE
Smettetela con le vostre canzoni
e pranziamo!
VÉRONIQUE
Laissez-là vos chansons
Et dégustons !
LE PODESTAT
Sì, pranziamo!
LE PODESTAT
Oui dégustons !
PASQUIN
Ah! Ecco il momento critico.
PASQUIN
Ah ! voici le moment critique.
LE PODESTAT
Che gusto bizzarro.
LE PODESTAT
Quel goût bizarre et singulier.
VÉRONIQUE
In effetti pizzica
e fa bruciar la gola.
VÉRONIQUE
Mais en effet cela vous pique.
Et vous déchire le gosier.
LE PODESTAT
Che ci hai messo, nella tua omelette?
LE PODESTAT
Qu’as-tu mis dans cette omelette ?
PASQUIN
Non perdiamo la testa!
Burro e uova, ci ho messo.
PASQUIN
Diable ne perdons pas la tête
Mais j’ai mis di beurre et des œufs.
LE PODESTAT
Ci saremo sbagliati.
LE PODESTAT
Nous nous serions trompés d’œufs.
VÉRONIQUE
Caro amico, è possible.
VÉRONIQUE
Mon cher ami c’est bien possible.
LE PODESTAT
No, no,
è proprio orribile.
LE PODESTAT
Non non
Décidément c’est horrible.
LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT
Sì, è orribile!
LAURETTE, VÉRONIQUE, LE PODESTAT
Oui, c’est horrible !
15 – Bugnot, Y a des plaisirs plus charmants
Questi piatti speziati
mi hanno ormai nauseato:
basta col pepe e il peperoncino!
Io qui muoio, non resisto
se continuo in silenzio a ingurgitare
sapori troppo piccanti.
È un piacere per finta,
le budella ho in subbuglio.
Tous ces plats épicés
J’en ai des hauts le cœur
Piments, poivre, Dieu, assez !
Car je trépasse, je meurs
Absorber sans une plainte
Ces saveurs trop piquantes
Du plaisir tout en feinte
Mes boyaux me tourmentent.
Ci sono piaceri più attraenti,
il mio non è tanto divertente.
Perché passare il tempo
su tutti questi alimenti?
Malgrado il mio temperamento
soffro un grande tormento
a gustare a ogni momento
speziati condimenti.
Y a des plaisirs plus charmants
Le mien n’est pas amusant
À quoi bon passer son temps
Sur tous ces aliments
Malgré mon tempérament
J’éprouve bien du tourment
À déguster chaque instant
D’épicés condiments.
Le spezie, che angoscia!
Fanno male ai capelli.
Ma sia gloria alle imprese
del celebre cuoco.
Dio ne scampi, è un martirio!
Di senape, lo so
L’épice, quelle détresse
Ça fait mal aux cheveux
Mais vivent les prouesses
Du cuisinier fameux
Quel martyr, Dieu vous garde
Car j’ai fait l’absorption
13
14
ho fatto indigestione.
Fa ridere? Ah no!
D’un peu trop de moutarde !
Est-ce bien rigolo ? Non.
Ci son piaceri divertenti,
il mio è alquanto preoccupante:
il cuoco è il mio amante,
il re dei condimenti,
ma a dispetto della sua tempra ardente
trovo deprimente
ingoiar continuamente
speziati condimenti.
Que de plaisirs amusants
L’mien est plutôt alarmant
L’cuisinier, c’est mon amant,
Le roi des condiments
Malgré son tempérament
J’trouve cela si déprimant
D’avaler éternell’ment
D’épicé condiment.
Ho la lingua sfilacciata,
vi giuro che è vero,
sono sempre assetata
e ho l’esofago in fiamme!
E mi chiedo: qual è il mio ruolo?
Il gusto mi si ottunde
a succhiar pepe rosso
e chiodi di garofano!
J’ai la langue en charpie
Ma foi, j’en fais l’aveu
J’ai toujours la pépie
J’ai l’œsophage en feu !
Je me dis : quel rôle joué-je ?
Je m’oblitère le goût
À sucer du poivre rouge
Et des girofles le clou !
Non è sempre allettante
avere un cuoco per amante,
l’amore per il cibo
non è un buon passatempo!
Malgrado il mio temperamento,
è un amante incosciente
perché m’offre a ogni momento
speziati condimenti.
Ah, c’n’est pas toujours marrant,
Un amant cuisinant
L’amour par les aliments
Est un mauvais pass’temps!
Malgré mon tempérament
C’est un amant dément
Car il m’offr’à chaqu’instant
D’épicés condiments.
III. DIGESTIONE
16 – Vincent Hyspa, La Chanson du ver solitaire
Al riparo non dai venti ma da sguardi profani
abbandonato senza luce, né Dio, né luogo, né Mani,
senza saper se era mattina o sera,
non potrò mai spiegar questo mistero.
In un corridoio umidissimo e lunghissimo
sotto una porta, che a essere sincero
non era neanche un portico, son nato,
ma era più buio e caldo che in un forno.
Non conosco mio padre, né mia madre...
Sono il povero verme, sì, il verme solitario.
À l’abri non des vents mais des regards profanes
Abandonné, sans feux, ni dieu, ni lieu, ni mânes
De savoir si c’était le matin ou le soir
Je ne pourrai jamais expliquer ce mystère
C’est dans un long, très long, très humide couloir
Sous une porte qui n’est pas même cochère
Que pour parler correctement, j’ai vu le jour
Bien qu’il y fit plus noir et plus chaud qu’en un four
Je n’ai jamais connu mon père, ni ma mère…
Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire.
Accingersi sempre agli stessi viaggi
senza mai imprevisti o speranza di nuovi lidi
doppiare gli stessi capi, gli stessi stretti passare
se si hanno altri desideri da voler soddisfare
in verità può esser molto deprimente.
So che la passeggiata è salutare;
ma passar sempre dagli stessi posti,
gettare l’ancora negli stessi porti...
Appareiller toujours pour les mêmes voyages
Sans espoir d’imprévus et de nouveaux rivages
Doubler les mêmes caps et les mêmes détroits
Quand on a des désirs de voir à satisfaire
En vérité cela donne le spleen je crois.
Je sais bien que la promenade est salutaire ;
Mais visiter toujours d’identiques décors,
Jeter l’ancre toujours au fond des mêmes ports,
Conosco a memoria, ormai, del mio mondo ogni piega.
Sono il povero verme, sì, il verme solitario.
Pensare che i poeti la solitudine han cantato!
La solitudine a due non è poi così dura.
Io non conosco i baci degli amanti:
scapolo per sempre un dio crudel mi ha creato.
Eppure sarei stato un seduttore nato.
Gli invidiosi, che abbondan sulla terra,
dicono che pur con tutti i miei anelli
non son tagliato per il matrimonio,
perché ho un profondo orror dell’anulare.
Sono il povero verme, sì, il verme solitario.
Et puis je sais par cœur tous les plis de ma sphère.
Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire.
Et des poètes ont chanté la solitude !
La solitude à deux n’est peut-être pas rude.
Moi, je ne connais pas les baisers des amants :
Un dieu cruel me fit toujours célibataire.
Pourtant j’étais taillé pour faire un vert-galant.
Les envieux cela pullule sur la terre
Prétendent que malgré mes multiples anneaux
Il me manque les qualités du conjungo,
Ayant une profonde horreur de l’annulaire
Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire.
Se di una mia simile non posso aver l’amore
mi rifaccio coi piaceri della tavola.
Certo, i miei menu non posso scegliere.
La lista delle vivande non mi portano.
Anzi, tutto arriva masticato
in minuti, minutissimi pezzetti.
Niente da fare, devo incrociar le braccia:
tutto è già digerito, ma per me non perduto.
Se ho sete, però, bevo nel mio bicchiere.
Sono il povero verme, sì, il verme solitario.
Si je n’ai pas l’amour d’une de mes semblables
Je me rattrape sur les plaisirs de la table.
Je n’ai pas il est vrai, les choix de mes menus.
On ne m’apporte pas la carte des matières,
Mais on me mâche les morceaux menu, menu
Je n’ai qu’à me croiser les bras et rien à faire
Mes plats sont digérés, ce qui est digéré
N’est pas perdu pour moi. Si je suis altéré,
Mon verre n’est pas grand, mais je bois dans mon verre.
Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire.
Senza farmi pensieri, vivrei serenamente
ma poiché di imbecilli il mondo è pieno,
un dì un vecchio scienziato, scioccamente,
per rovinarmi agli occhi della gente
e farsi un nome, tenia mi ha chiamato.
Ahimè, lo so, finirò sotto vetro in un boccale
ultima pena del mio povero cuore,
con l’etichetta: malato di languore,
e senza aver conosciuto i baci di mia madre.
Sono il povero verme, sì, il verme solitario.
Sans me faire un cheveu, je vivrais bien tranquille
Mais voyez-vous il est toujours quelque imbécile,
Un jour un vieux savant, bêtement me donna
Et cela pour me perdre aux yeux du populaire
Et se créer un nom celui de taenia.
Oui, je le sais, plus tard, dans un bocal de verre
Je finirai, dernière peine de mon cœur
Sous ce diagnostic : Maladie de langueur,
Et sans avoir connu les baisers de ma mère.
Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire.
15
Congedo
Principessa dal giglio nero, sempreverde benché nero,
nel tuo padiglione, al riparo dai venti e dagli stenti
vorrei mi tenessi, per sempre protetto.
Sono il povero verme, sì, il verme solitario.
Envoi
Ô Princesse au lys noir, quoique noir toujours vert,
Sous votre pavillon, loin des vents de misère,
Souhaite que me gardiez, à l’abri for ever.
Je suis le pauvre ver, oui le ver solitaire.
17 –Hervé, La Marquise des rues: Chanson du thé
Il tè fa bene;
il tè fa allegria…
Vi è bevanda del tè più salutare?
È in Inghilterra, si sa
che il tè, ben preparato,
diventa, in verità,
nettare di voluttà.
Si è parlato delle birre di Germania,
dell’ottimo cioccolato della Spagna,
si è vantato lo champagne dei francesi,
ma la Gran Bretagna
ha la tazza di tè
per rallegrarsi:
viva il tè!
Per rallegrarsi, ah! Ah!
Il tè fa bene;
il tè fa allegria…
Si è parlato del valzer in Germania,
del fandango che si balla in Spagna;
qui in Francia, abbiamo la quadriglia;
ma la Gran Bretagna
ha la giga e il tè,
viva la giga e il tè!
Per fare festa. Ah!
Sì, la giga e il tè,
salute e allegria!
Giga e tazza di tè,
di meglio che c’è?
È in Inghilterra, si sa
che il tè, ben preparato,
è una gran voluttà
dopo aver tanto ballato!
Le thé, c’est la santé ;
Je dis : le thé, c’est la gaité…
Est-il une boisson plus salutaire ?
Ce n’est qu’en Angleterre
Que le thé, bien apprêté,
Devient, en vérité,
Un nectar plein de volupté.
On a cité
Les bières d’Allemagne,
Le chocolat, si goûté,
De toute l’Espagne ;
On a vanté
Des Français le champagne,
Mais la Grande Bretagne
A la tasse de thé
Pour se mettre en gaité :
Vive le thé !
Pour se mettre en gaité, ah ! Ah !
Le thé, c’est la santé ;
Je dis : le thé, c’est la gaité…
Est-il une boisson plus salutaire,
Ce n’est qu’en Angleterre
Que le thé bien apprêté ?
Devient, en vérité,
Un nectar plein de volupté.
On a cité
La valse en Allemagne,
Le fandango, si goûté
De toute l’Espagne ;
De ce côté
Le quadrille vous gagne ;
Mais la Grande Bretagne
A la gigue et le thé !
Pour se mettre en gaité,
Vive la gigue et le thé !
Pour se mettre en gaité. Ah !
Oui, la gigue et le thé,
C’est la santé, c’est la gaité !
Gigue et tasse de thé,
C’est salutaire…
Ce n’est qu’en Angleterre
Que le thé, bien apprêté,
Est une volupté
Après qu’on a bien gigoté !
16
IV. PARADISO
18 – Ambroise Thomas, Psyché: Romance du Sommeil
EROS
Sonno, sonno, amico degli dèi,
libera il mio cuore dai suoi vani timori,
calma il fuoco che m’arde nelle vene.
Ah! Vieni a chiudermi gli occhi!
ÉROS
Sommeil, sommeil, ami des dieux,
Délivre mon cœur de ses craintes vaines,
Apaise le feu qui brûle mes veines ;
Ah ! Viens me fermer les yeux !
Sonno, scendi dal cielo,
rendimi il mio amante, ancora più leggiadro.
Per ritrovarlo, sei tu che imploro,
sonno, amico degli dèi,
Ah! Vieni a chiudermi gli occhi!
Sonno, dolce sonno, ah! vieni!
Sommeil, descends des cieux,
Rends-moi mon amant plus charmant encore.
Pour le retrouver c’est toi que j’implore,
Sommeil, ami des dieux,
Ah ! Viens me fermer les yeux !
Sommeil, doux sommeil, ah ! Viens !
19 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Couplets
EVA
Certo in questo giardino
non mancano le mele,
ma è con disprezzo
che appena le guardo.
ÈVE
Il est vrai, dans ce jardin
Les pommes ne manquent guère,
Mais c’est avec dédain
Que je les considère,
In queste, al contrario,
vorrei affondare i denti
e con gusto mangiarle!
Questo solo potrebbe distrarmi.
Celles-ci, c’est tout le contraire,
Que je voudrais mordre dedans
Et les croquer à belles dents !
Cela seul pourrait me distraire,
Ah! Credo d’indovinare,
donde viene questo desiderio.
Viene da un’altra mela,
che non è il frutto proibito.
Ah ! D’où vient ce désir éperdu,
Je crois le deviner en somme.
Ça vient de ce qu’une autre pomme,
Ça n’est pas le fruit défendu.
Amo Adamo, è d’uopo.
Non ha nulla per distrarmi:
ho il diritto purtroppo
d’amarlo senza mistero.
J’aime Adam, cela se doit.
Il n’a rien pour me distraire :
Par malheur j’ai le droit
De l’aimer sans mystère.
Ah! Se qualche scapolo
che d’amar mi si vietasse
improvviso arrivasse,
ben diverso sarebbe...
Ah ! Si quelque célibataire
Qu’on me défendit d’adorer
Venait soudain à se montrer,
Ça serait bien une autre affaire,
Ah! Al mio cuore smarrito
dolce il sogno parrebbe:
se un altro incontrassi, sarebbe
lui il frutto proibito.
Ah ! Ce rêve à mon cœur éperdu
Semblerait charmant, car, en somme,
Si je rencontrais un autre homme,
Ça serait le fruit défendu.
20 – Gaston Serpette, Adam et Ève: Duetto
SATANA
Dovete solo tendere
verso quel dolce frutto
la vostra bianca mano.
SATAN
Vous n’avez qu’à tendre
Vers ce fruit si tendre
Votre blanche main.
17
18
EVA
Ah! Il mio cuore palpita,
il demonio mi tenta,
non ha nulla di umano.
ÈVE
Ah ! Mon cœur palpite,
Ce démon m’agite,
Il n’a rien d’humain.
SATAN
Guardate, il ramo
pende verso di voi.
SATAN
Regardez la branche
Qui vers vous se penche,
EVA
Ah! Che tentazione!
ÈVE
Ah ! que c’est tentant !
SATANA
Il dolce frutto attende
la vostra bianca mano:
sarà marcio domani,
assaggiatelo ora!
Quel frutto sì allettante,
assaggiatelo!
SATAN
Le doux fruit attend
Votre main si blanche.
Demain il serait moisi,
Tâtez-y !
Ce fruit est si séduisant,
Tâtez-en !
EVA
Domani sarà marcio,
assaggiamolo!
ÈVE
Demain il serait moisi,
Tâtons-y !
SATANA
Assaggiatelo!
SATAN
Tâtez-y !
EVA
Quel frutto sì allettante,
assaggiamolo!
ÈVE
Ce fruit est si séduisant,
Tâtons-en !
SATANA
Assaggiatelo!
Chiedete delle buone renette
per la vostra cena
a due soldi al chilo!
Suvvia, non esitate etc.
SATAN
Tâtez-en !
Demandez d’la bonn’reinette,
Prenez-en pour vot’dînette.
À deux sous l’tas !
N’gagnez pas, n’vous gênez pas etc.
EVA
Al vederlo perdo la testa!
Ma toccarla non oso,
la bella renetta!
Eppur quanto mi tenta!
ÈVE
En le voyant je perds la tête !
Mais y toucher je n’ose pas,
La bell’reinette !
Et pourtant qu’elle a d’appas !
SATANA
Non esitate,
Chiedete delle buone renette
per la vostra cena
a due soldi al chilo!
Non esitate!
SATAN
N’vous gênez pas,
Demandez d’la bonn’reinette,
Prenez-en pour vot’dînette.
À deux sous l’tas !
N’ vous gênez pas !
EVA
In effetti, a pensarci,
senza grande imprudenza,
potrei anche toccarla.
ÈVE
Au fait ! Quand j’y pense,
Sans grande imprudence,
J’y puis bien toucher.
SATANA
Non dovete, del resto,
che fare il gesto
senza avvicinarvi.
SATAN
Vous n’avez du reste
Qu’à faire le geste
Sans vous approcher.
ÈVE
Quel frutto è un miracolo!
Perché mai lo spettacolo
dev’esser proibito?
O cielo! È caduto!
ÈVE
Ce fruit, quel miracle !
Pourquoi ce spectacle
Est-il prohibé ?
Ciel ! Il est tombé !
SATANA
Dunque niente più ostacoli!
Sarà marcio domani,
gustatelo ora!
Quel frutto sì allettante,
gustatelo!
SATAN
Alors plus d’obstacle !
Demain ça serait moisi,
Goûtez-y !
Ce fruit est si séduisant
Goûtez-en !
EVA
Domani sarà marcio,
gustiamolo!
ÈVE
Demain ça serait moisi,
Goûtons-y !
SATANA
Gustatelo!
SATAN
Goûtez-y !
EVA
Quel frutto sì allettante,
gustiamolo!
ÈVE
Ce fruit est si séduisant,
Goûtons-en !
SATANA
Gustatelo!
SATAN
Goûtez-en !
EVA
Al vederlo perdo la testa!
Ma toccarla non oso,
la bella renetta!
Eppur quanto mi tenta! Etc.
ÈVE
En le voyant je perds la tête !
Mais y toucher je n’ose pas,
La bell’reinette !
Et pourtant qu’elle a d’appas !
SATAN
Chiedete delle buone renette,
senza indugi,
per la vostra cena
a due soldi al chilo!
Non esitate! etc.
SATAN
Demandez d’la bonn’reinette,
N’ vous gênez pas,
Prenez-en pour vot’dînette.
À deux sous l’tas !
N’ vous gênez pas !
19
V.EPILOGO
21 – Jacques Offenbach, Le Voyage dans la lune: Duo des pommes
20
FANTASIA
Mio Dio! Che ho sentito?
Un colpo, uno schianto, una scossa,
il mio cuore!
FANTASIA
Mon Dieu ! Qu’ai-je ressenti là ?
Un coup, un choc, une secousse,
Mon cœur !
CAPRICE
Il vostro cuore…
CAPRICE
Votre cœur…
FANTASIA
Come batte!
FANTASIA
Comme il bat !
CAPRICE
Batte!
CAPRICE
Il bat !
FANTASIA
Batte! Si agita.
FANTASIA
Il bat ! Il se trémousse !
CAPRICE
Si agita?
CAPRICE
Il se trémousse ?
FANTASIA
È il vostro orrido frutto.
FANTASIA
C’est votre vilain fruit.
CAPRICE
O cielo! Possibile?
CAPRICE
Ô ciel ! Est-il possible !
FANTASIA
Il mio cuore divien sensibile.
FANTASIA
Mon cœur devient sensible.
CAPRICE
Dunque forse è possibile
che il frutto, già proibito,
sulla terra ormai senza più effetto,
sulla luna abbia tante virtù.
CAPRICE
Eh quoi ! Se pourrait-il donc faire
Que ce fruit jadis défendu
Qui ne fait plus d’effet sur terre
Dans la lune ait tant de vertu.
FANTASIA
Oh! Che strano mistero
ha luogo dentro di me,
mi sento più leggera
e non so perché!
Da dove viene un tale mutamento?
FANTASIA
Oh ! L’étrange mystère
Qui se produit en moi,
Je me sens plus légère
Et sans savoir pourquoi !
D’où vient donc ce changement-là ?
CAPRICE
Dall’amore!
CAPRICE
De l’amour !
FANTASIA
Sono innamorata.
Perché?
FANTASIA
Je suis amoureuse.
Pourquoi ?
CAPRICE
Curiosa!
CAPRICE
Curieuse !
FANTASIA
Perché?
Perché questo?
FANTASIA
Pourquoi ?
Pourquoi cela ?
CAPRICE
Hai appena morso la mela.
CAPRICE
Vous venez de mordre à la pomme.
FANTASIA
La mela!
FANTASIA
À la pomme !
CAPRICE
Hai appena morso la mela.
CAPRICE
Vous venez de mordre à la pomme.
FANTASIA
La mela!
FANTASIA
À la pomme !
CAPRICE
La mela!
CAPRICE
À la pomme !
FANTASIA
Ah! Parla, ora ti capisco,
i miei occhi si aprono alla luce,
ora sì, ti capisco finalmente,
perché conosco l’amore!
FANTASIA
Ah ! Parle car je puis t’entendre
Enfin mes yeux s’ouvrent au jour,
Maintenant je puis te comprendre,
Car je connais l’amour !
CAPRICE
Sì, mi capisci infine,
i tuoi occhi si aprono alla luce,
il tuo cuore mi comprenderà,
perché conosce l’amore,
tu conosci l’amore, ah!
CAPRICE
Oui, tu peux enfin m’entendre
Et tes yeux s’ouvrent au jour,
Ton cœur pourra me comprendre,
Car il a connu l’amour,
Tu connais l’amour, ah !
FANTASIA
Io conosco l’amore, ah!
FANTASIA
Je connais l’amour, ah !
I SIGNORI
La mela, la mela,
è proprio piacevole,
morder la mela,
che frutto incantevole!
LES MESSIEURS
La pomme, la pomme,
C’est bien bon vraiment
De croquer la pomme,
Ah ! Quel fruit charmant !
CAPRICE
O dolce frutto della terra!
CAPRICE
Ô doux fruit de la terre !
FANTASIA
O divina luce!
FANTASIA
Oh ! Divine lumière !
CAPRICE
Mistero adorabile! ah!
CAPRICE
Adorable mystère, ah !
FANTASIA
Delizioso tormento! Ah!
FANTASIA
Délicieux tourment ! Ah !
I SIGNORI
La mela, la mela,
è proprio piacevole,
morder la mela,
che frutto incantevole!
LES MESSIEURS
La pomme, la pomme,
C’est bien bon vraiment
De croquer la pomme,
Ah ! Quel fruit charmant !
21
22
FANTASIA
Giunge la notte!
FANTASIA
Voici la nuit !
CAPRICE
Notte misteriosa!
CAPRICE
Nuit pleine de mystère !
FANTASIA
Non facciamo rumore,
dobbiamo tacere.
FANTASIA
Ne faisons pas de bruit,
Il faut nous taire.
CAPRICE
Questo volete?
CAPRICE
Vous le voulez ?
FANTASIA
Sì, questo voglio!
FANTASIA
Oui, je le veux !
CAPRICE
Ebbene, tacciamo,
ma i vostri capelli
sfiorino il mio volto.
Datemi la mano,
e i vostri occhi azzurri a me rivolti
mi diano coraggio.
CAPRICE
Soit, taisons,
Mais que vos cheveux
Effleurent mon visage.
Que votre main se place dans ma main,
Et que vos grands yeux bleus fixés sur moi
Me donnent du courage.
FANTASIA
Va bene così?
FANTASIA
Est-ce bien comme cela ?
CAPRICE
Ancora più vicino!
CAPRICE
Plus près encore !
FANTASIA
Più vicino! Più vicino! Eccomi!
FANTASIA
Plus près ! Plus près ! M’y voilà !
CAPRICE
Ti amo!
CAPRICE
Je t’aime !
FANTASIA
Ti adoro! Finalmente i miei occhi si aprono alla luce.
FANTASIA
Je t’adore ! Enfin mes yeux s’ouvrent au jour.
CAPRICE
Ella m’ama a sua volta.
CAPRICE
Elle sait m’aimer à son tour.
I SIGNORI
Finalmente i miei/tuoi occhi si aprono alla luce. Ah!
La mela, la mela,
è proprio piacevole,
morder la mela,
che frutto incantevole!
LES MESSIEURS
Enfin tes/mes yeux s’ouvrent au jour. Ah !
La pomme, la pomme,
C’est bien bon vraiment
De croquer la pomme,
Ah ! Quel fruit charmant !
GLI INTERPRETI
Arnaud Marzorati inizia a studiare canto alla Scuola del Centre de Musique Baroque di Versailles e si perfeziona all’Opéra Studio di
Lione e al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi (CNSMDP), ove ottiene un primo premio. Il suo repertorio,
documentato da una trentina di incisioni, spazia dal barocco alla musica contemporanea. Con Les Lunaisiens, si circonda di artisti
che condividono il suo stesso ideale dell’«arte della parola cantata». Le sue ricerche sulle origini della canzone hanno portato alla
realizzazione di tre CD Alpha rispettivamente dedicati a Pierre-Jean de Béranger, a Gustave Nadaud e al 1789. Un ultimo, sui canti
rivoluzionari del XIX secolo, è uscito quest’anno per Paraty con il sostegno del Palazzetto Bru Zane (come quello su Nadaud).
Camille Poul è diplomata al CNSMDP per il repertorio lirico, e al Conservatoire national de Région (CNR) di Parigi e Caen per il repertorio
barocco. Ha fatto parte dell’Accademia europea di musica del Festival d’Aix-en-Provence e prepara i suoi ruoli con Agnès de Brunhoff.
Ha iniziato una promettente carriera, guadagnandosi la fama di soprano dalla voce agile e dal temperamento vivace e drammatico, in
un repertorio che privilegia, in particolare, le opere mozartiane. I critici ne lodano soprattutto la qualità del timbro vocale e la presenza
scenica.
Caroline Meng ottiene i suoi primi attestati in pianoforte e musica da camera, prima di diplomarsi in canto al Conservatoire à
Rayonnement régional (CRR) di Parigi. Impegnata soprattutto nella musica contemporanea, è invitata regolarmente a esibirsi come
solista in Francia e all’estero. Oltre a perseguire la sua carriera di cantante, è maestro collaboratore titolare al CRR di Parigi e accompagna
numerosi concerti e masterclass sia strumentali sia vocali, nonché recital di solisti. Fa inoltre parte dell’équipe pedagogica del coro di
voci bianche Sotto Voce diretto da Scott Prouty.
David Ghilardi inizia a studiare canto con Michel Piquemal e frequenta dal 2005 il corso del Jeune Chœur de Paris al CNR parigino,
sotto la direzione di Laurence Equilbey e Geoffroy Jourdain. In seguito si perfeziona con Leandro Lopez, Howard Crook e Malcolm
King, ottenendo i diplomi di canto e musica antica. Partecipa all’Accademia europea di musica del Festival d’Aix-en-Provence diretta da
William Christie (2008); è Saphir in Barbe-Bleue, Azor in Zémire et Azor, il Tenore in L’Enfant et les sortilèges, Don Ottavio in tournée con
la compagnia Opéra Éclaté (2013-14).
Dopo aver studiato con Sigiswald Kuijken ed Enrico Gatti, Cyrielle Eberhardt termina un master di violino barocco al CNSMDP nel
corso di François Fernandez. Ha partecipato alle tournée dell’Orchestre Baroque de l’Union Européenne sotto la direzione di Lars Ulrik
Mortensen, Jaap Ter Linden e Christophe Coin, all’Académie Baroque d’Ambronay sotto la direzione di Hervé Niquet e a una tournée con
Les Arts Florissants sotto la direzione di William Christie. Si esibisce con formazioni quali Pygmalion, Les Nouveaux Caractères, Orféo
55, Les Bijoux Indiscrets, Le Banquet Céleste, Le Parnasse Français, La Chapelle Rhénane e La Symphonie des Lumières.
Figlio di organisti, Daniel Isoir inizia a studiare con Luisa Sorin, poi ottiene un primo premio all’unanimità al CNR di BoulogneBillancourt. In seguito si perfeziona con grandi maestri ai corsi internazionali invernali di Banff (Canada) e supera con il voto più
alto l’esame da concertista alla Hochschule für Musik und Theater di Amburgo. Musicista completo, ha inciso la Sonata n. 8 op. 84 di
Prokof’ev (Pianovox) ed è un appassionato del fortepiano: ha realizzato con le sue mani la copia di uno strumento di Johann Andreas
Stein, il fabbricante preferito da Mozart. Nel 2006 ha fondato l’ensemble La Petite Symphonie.
Isabelle Saint-Yves inizia lo studio del violoncello al CNR di Caen, poi segue al CNSMDP i corsi di Raphaël Pidoux e di Alain Meunier,
ottenendo il diploma nel 1998. Frequenta le masterclass di Mstislav Rostropovič, György Sebök, Siegmund Nissel e del Quatuor Borodine;
dal 1994 al 1999 fa parte del Quatuor Chagall. Inoltre studia la viola da gamba con Christophe Coin e Christine Plubeau. Violista e
violoncellista, suona e incide con numerosi ensemble e artisti. Nel 2008 è tra i fondatori del consort Sit Fast, con cui registra l’Arte della
fuga di Bach (Eloquentia). È diplomata in musicoterapia presso il Centre international de musicothérapie.
Normalista e professore di lettere, Florent Siaud ha insegnato Drammaturgia e Storia dello spettacolo all’École Normale Supérieure di
Lione, all’Università di Montréal e all’Università del Québec a Montréal. È autore di una decina di quaderni di drammaturgia (Otello di
Shakespeare, Pyrame et Thisbé di Théophile de Viau, L’Opera da tre soldi di Brecht, Alcina di Händel…) e di una quarantina di testi per
programmi di sala. Fondatore della compagnia Les Songes Turbulents, mette in scena numerose pièces, molte delle quali su commissione.
Ha recentemente discusso la sua tesi di dottorato con successo.
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IL PALAZZETTO BRU ZANE
CENTRE DE MUSIQUE ROMANTIQUE FRANÇAISE
Il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française ha la vocazione di promuovere la riscoperta
e la diffusione internazionale del patrimonio musicale francese del grande Ottocento (1780-1920). Il centro,
che è stato inaugurato nel 2009 e ha sede a Venezia in un palazzo del 1695 appositamente restaurato per
ospitarlo, è una realizzazione della Fondation Bru.
Esso si è assunto l’impegno di studiare e proporre all’ascolto un intero settore della produzione musicale
francese, dalla più intima alla più popolare, offrendo così su questo repertorio uno sguardo nuovo, che va
oltre le norme estetiche sancite agli inizi del Novecento.
Per conseguire le proprie finalità il Palazzetto Bru Zane svolge numerose attività complementari:
• La produzione di concerti e di spettacoli presentati a Venezia nel corso di una stagione che alterna eventi
musicali e conferenze, a Parigi nel giugno di ogni anno in occasione del Festival Palazzetto Bru Zane, e in giro
per il mondo in partenariato con numerose sale da concerto e festival.
• La produzione e la pubblicazione di registrazioni che fissano l’esito artistico dei progetti sviluppati: tre
collane di libri con CD, “Prix de Rome”, “Opéra français”, “Portraits”, e numerosi partenariati con case
discografiche terze.
• Il coordinamento di cantieri di ricerca in collaborazione con musicologi, istituzioni internazionali e
discendenti di compositori dell’Ottocento.
• La catalogazione e la digitalizzazione di fondi documentari e di archivi pubblici o privati afferenti al
repertorio che si intende promuovere: fondo musicale di Villa Medici, livrets de mise en scène della
Bibliothèque historique de la Ville de Paris, archivi Pleyel/Érard/Gaveau della Cité de la musique, archivi
privati legati al violinista Pierre Baillot…
• L’organizzazione di convegni in collaborazione con diversi partner: Centro Studi Opera Omnia Luigi
Boccherini, Bibliothèque nationale de France, Opéra Comique, Conservatoire national supérieur de danse
et de musique de Paris, CNRS…
• La pubblicazione di partiture inedite e di una collana di volumi in coedizione con Actes Sud: opere
collettive, saggi musicologici, atti di convegni, scritti ottocenteschi e libri tascabili.
• La messa a disposizione di risorse digitali sulla musica romantica francese attraverso la banca dati
bruzanemediabase.com.
• Attività di formazione dirette a giovani musicisti professionisti mediante l’organizzazione di masterclass
con la Jeune Orchestre Atlantique (prassi esecutiva su strumenti antichi) e nell’ambito dell’Académie Ravel
(interpretazione del repertorio lirico e cameristico).
• L’assegnazione di Prix Palazzetto Bru Zane nell’ambito di concorsi internazionali, come riconoscimento
all’interpretazione di opere rare del repertorio romantico francese (Concorso internazionale di musica da
camera di Lione).
• Attività rivolte al pubblico più giovane attraverso il programma Romantici in erba, in collegamento con le
scuole dell’infanzia e primarie del Veneto, e un ciclo di concerti per le famiglie a Venezia.
BRU-ZANE.COM
Traduzioni: Arianna Ghilardotti
Palazzetto Bru Zane
Centre de musique
romantique française
San Polo 2368, 30125 Venezia - Italia
[email protected]
BRU-ZANE.COM
BRUZANEMEDIABASE.COM
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le ventre de paris - Palazzetto Bru Zane