LA LETTERA
DEL PARROCO
“Venite a me voi tutti che siete stanchi ed affaticati e troverete ristoro per le vostre anime!”.
Ed eccoci qui Signore, con i pastori nella grotta
di Betlemme a contemplare ciò che veramente
ci dona un po’ di pace: la tua tenerezza.
Siamo qui a guardarti sperando di strapparti un
sorriso o uno sguardo che dica che per te
siamo importanti.
Ti immaginiamo lì con le braccine alzate per
avvolgerci tutti come un papà che torna a casa
dal lavoro, dimentichiamo tutto ciò che ci affanna per guardare te ed ecco, tutto diventa più
leggero, il cuore si riposa e viene quasi naturale volersi bene e stare uniti.
Signore, dopo anni di parole e alleanze tradite
dagli uomini ricominci tutto da capo presentandoti come sei: onnipotente con il cuore di un
bambino capace di credere nel Padre e in noi.
Aiutaci ad imitarti, a specchiarci su di te per
ritrovare in noi la parte buona che abbiamo
dimenticato e che non trasmettiamo più.
Signore, aiutaci a credere nel prossimo, a risvegliare la sua bontà come tu hai fatto con noi.
Le nostre parole siano di tenerezza e rivelino
l’amore che tanti discorsi fatti male, incomprensioni e cattiverie hanno ormai offuscato.
Gesù bambino che hai mosso i cuori di pastori
rudi rendendoli generosi, fa' che la nostra mano
si apra alla povertà, che in essa vediamo la fragilità di un bimbo, di una mamma e un papà
abbandonati in una grotta; Signore che sei così
buono, accendi i nostri cuori perché in mezzo a
tante difficoltà possiamo portare la tua pace e il
tuo respiro a tutte le persone che con le loro
grida chiedono solo di essere amate.
Gesù, con la tua nascita la tenerezza entra nel
mondo: dona pace, finalmente riposo ai nostri
cuori inquieti. Ci vuoi bene e questo solo conta,
questo solo salva!
Cari parrocchiani, buon Natale, in questa radiosa notte lasciatevi prendere dalle emozioni, dal
sentire qualche cosa... sarà il lieve tocco di
Dio... tenetelo stretto, proteggete con le mani
quella debole fiamma che si è accesa e vi invita a camminare nella fede perché il mondo si
trasformi con l’amore di Dio che si rivela attraverso i vostri cuori.
Buon Natale, cari amici!
È Natale
È Natale ogni volta
che sorridi
ad un fratello e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.
È Natale ogni volta
che riconosci
con umiltà i tuoi limiti
e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
Beata Teresa di Calcutta
Don Filippo
1
Le nostre festività
DICEMBRE 2012
DA DOMENICA 16 A LUNEDÌ 24: NOVENA DI NATALE
Alle ore 16,30 nella Cappella S. Pio X in via Lazio e a S. Paolo il 16 alle ore 17,30 - il 17 e 18 alle ore 18
il 19 alle ore 21 - il 20 alle ore 18 - il 21 alle ore 21 - il 22 alle ore 18- il 23 alle ore 17,30 - il 24 alle ore 18
VENERDÌ 21
Alle ore 21 novena di Natale con i ragazzi, i giovani e le famiglie
LUNEDÌ 24 - VIGILIA DI NATALE
Alle ore 24 inizia la Santa Messa della Natività del Signore
MARTEDÌ 25 - NATALE DI GESÙ CRISTO
Sante Messe con orario festivo: ore 8,30 - (9 nella Cappella di Via Lazio) -10 - 11,30 - 18
Alle ore 17,30 Canto dei Vespri
MERCOLEDÌ 26 - SANTO STEFANO - PATRONO DI BIELLA E DELLA DIOCESI
Sante Messe con orario feriale
LUNEDÌ 31 – ULTIMO GIORNO DELL’ANNO
Alle ore 18 Rosario, Santa Messa e Te Deum di ringraziamento
GENNAIO 2013
MARTEDÌ 1 - SANTA MARIA MADRE DI DIO - CAPODANNO CIVILE
Sante Messe con orario festivo: Alle ore 17,30: Rosario e invocazione per la pace
DOMENICA 6 - EPIFANIA DEL SIGNORE
S. Messe con orario festivo. Alle ore 14,30 Adorazione Eucaristica fino alle ore 18
Ore 17,30 Canto dei Vespri e Benedizione Eucaristica
DOMENICA 13
Dalle ore 14,30 alle ore 18 in chiesa: solenne Adorazione Eucaristica
DOMENICA 20
Alle ore 16 in chiesa Celebrazione dell’Unzione degli Infermi
Inizia la settimana di preghiera in preparazione della Festa Patronale
DOMENICA 27 - FESTA PATRONALE NELLA CONVERSIONE DI SAN PAOLO
S. Messe alle ore 8,30 - (9 nella Cappella S. Pio X) - 10,30 - (quella delle 11,30 è sospesa) - 18
Alle ore 17,30 Canto dei Vespri
2
CONCILIO VATICANO II
BUSSOLA SICURA PER LA CHIESA D'OGGI
Papa Benedetto XVI ha celebrato il grande evento di cinquant'anni fa
Alla vigilia dell’avvio dell’Anno della fede, in coincidenza con la ricorrenza dell’inizio del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962), di cui si
celebra il cinquantesimo anniversario, il Papa ha espresso il suo pensiero sul grande evento di cui è stato testimone diretto: “Esso ci appare
come un affresco dipinto nella sua grande molteplicità e varietà di elementi, sotto la guida dello Spirito Santo. E come di fronte a un grande
quadro, di quel momento di grazia continuiamo anche oggi a cogliere la
straordinaria ricchezza, a riscoprirne particolari passaggi, frammenti,
tasselli”.
Papa Benedetto XVI ha proseguito ricordando le parole del suo predecessore, il beato Giovanni Paolo II, pronunciate alle soglie del terzo millennio: “Sento più che mai il dovere di additare il Concilio come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX; in esso ci è offerta una sicura bussola per orientarci nel cammino del secolo che si apre”.
Un po’ di storia - “Penso che questa immagine sia eloquente - ha proseguito Benedetto XVI -. I documenti del Concilio Vaticano II, a cui bisogna ritornare, liberandoli da una massa
di pubblicazioni che spesso invece di farli conoscere li hanno nascosti, sono, anche per il nostro tempo, una bussola che permette alla nave della Chiesa di procedere in mare aperto, in mezzo a tempeste o ad onde calme e
tranquille, per navigare sicura e arrivare alla meta”....
“Nella storia della Chiesa- ha proseguito il Papa - vari Concili hanno preceduto il Vaticano II. Di solito queste
grandi Assemblee ecclesiali sono state convocate per definire elementi fondamentali della fede, soprattutto correggendo errori che la mettevano in pericolo. Pensiamo al Concilio di Nicea nel 325, per contrastare l’eresia
ariana e ribadire con chiarezza la divinità di Gesù Figlio Unigenito di Dio Padre, o a quello di Efeso del 431 che
definì Maria come Madre di Dio; a quello di Calcedonia del 451 che affermò l’unica persona di Cristo in due
nature, la natura divina e quella umana. Per venire più vicino a noi, dobbiamo nominare il Concilio di Trento,
nel XVI secolo, che ha chiarito punti essenziali della dottrina cattolica di fronte alla Riforma protestante... ;
oppure il Vaticano I, che iniziò a riflettere su varie tematiche, ma ebbe il tempo di produrre solo due documenti
- uno sulla conoscenza di Dio, la rivelazione, la fede e i rapporti con la ragione, e l’altro sul primato del Papa e
sull’infallibilità - perché fu interrotto per l’occupazione di Roma nel settembre del 1870”.
Cinquant’anni fa - “Se guardiamo al Concilio Ecumenico Vaticano II - è sempre il Papa a parlare - vediamo
che in quel momento del cammino della Chiesa non c’erano particolari errori di fede da correggere o condannare, né vi erano specifiche questioni di dottrina o di disciplina da chiarire. Si può capire allora la sorpresa del piccolo gruppo di cardinali presenti nella sala capitolare del monastero benedettino a San Paolo Fuori le Mura,
quando, il 25 gennaio 1959, il beato Giovanni XXIII annunciò il Sinodo diocesano per Roma e il Concilio per
la Chiesa Universale... Nel discorso di apertura, l’11 ottobre di cinquant’anni fa, Giovanni XXIII diede un’indicazione generale: la fede doveva parlare in un modo “rinnovato”, più incisivo - perché il mondo stava rapidamente cambiando - mantenendo però intatti i suoi contenuti perenni , senza cedimenti o compromessi. Il Papa
desiderava che la Chiesa riflettesse sulla sua fede, sulle verità che la guidano. Ma da questa seria, approfondita
riflessione sulla fede, doveva essere delineato in modo nuovo il rapporto tra la Chiesa e l’età moderna, tra il
Cristianesimo e certi elementi essenziali del pensiero moderno, non per conformarsi ad esso, ma per presentare
a questo nostro mondo, che tende ad allontanarsi da Dio, l’esigenza del Vangelo in tutta la sua grandezza e in
tutta la sua purezza...”.
Riscoprire la bellezza della fede - “...Il Concilio Vaticano II - ha concluso il Papa - è per noi un forte appello a
riscoprire ogni giorno la bellezza della nostra fede, a conoscerla in modo profondo per un più intenso rapporto
con il Signore, a vivere fino in fondo la nostra vocazione cristiana. La Vergine Maria, Madre di Cristo e di tutta
la Chiesa, ci aiuti a realizzare e a portare a compimento quanto i Padri conciliari, animati dallo Spirito Santo,
custodivano nel cuore: il desiderio che tutti possano conoscere il Vangelo e incontrare il Signore Gesù come via,
verità e vita”.
cp
3
CONOSCERE IL CATECHISMO
E' proprio vero che noi cristiani di oggi sappiamo tutto
della nostra fede?
“Io Credo” frase estremamente semplice, ma talmente coinvolgente la persona umana nella sua interezza che è
anche estremamente ricca. Semplicità/ricchezza che nel caso della nostra fede
aumenta ancor di più perché per un cristiano la frase “Io Credo” vuol dire
risposta all’intervento di Dio nella storia, che «volendo aprire la via di
una salvezza superiore, fin dal principio manifestò se stesso ai progenitori» fino a mandarci il suo Figlio fatto Uomo, che «col fatto stesso
della sua presenza e con la manifestazione che fa di sé con le parole
e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con la
sua morte e la sua risurrezione, e infine con l'invio dello Spirito di
verità, compie e completa la Rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina», come ha insegnato nella costituzione dogmatica
Dei Verbum il Concilio Vaticano II (a proposito: tanti auguri
Concilio, sono 50… e sembra ieri!).
E se lo “Io Credo” di 2000 anni fa inserisce la persona nel mistero di
Dio esattamente come lo “Io Credo” che diciamo oggi, il contenuto di
questa fede si è andato man mano chiarendo e specificando, come va
chiarendosi e specificandosi un embrione che pian piano diventa feto e poi
neonato e poi bambino e poi adolescente ecc. Ma è proprio vero che noi cristiani
del 2012 conosciamo così bene la nostra fede?! Pensiamo che basti il catechismo fatto da piccoli per conoscerla?! Ecco appunto il catechismo…
La catechesi è sempre stata un aspetto essenziale dell’opera evangelizzatrice della Chiesa, volto all’approfondimento del mistero cristiano con parole e testi, a cui si affiancavano i misteri celebrati (la liturgia), vissuti (la fantasia dei santi) e culturalmente tradotti da vari artisti con i loro dipinti, sculture, musiche e quant’altro riuscisse
a dire le stesse verità in modi diversi. Fino ai primi del ‘900 ogni diocesi (o raggruppamenti di diocesi) si scriveva il proprio catechismo, ma poi Pio X decise di scriverne uno che facesse da base per tutti gli altri: era talmente carino che molte diocesi decisero (per pigrizia?!) di usare quello senza adattamenti.
Nel frattempo dal 1962 al 1965 la Chiesa, con il Concilio Vaticano II, da un lato ha approfondito la sua fede e
dall'altro ha posto le basi per cercare di dirla all’uomo “moderno” che ha una sensibilità culturale leggermente
diversa da quello “antico”. Ecco allora che molte diocesi si sono messe a riaggiornare i loro catechismi, come
nel caso di quelle italiane, che in maniera congiunta editarono catechismi per ogni fascia di età (bambini, fanciulli, ragazzi, giovani e adulti; vedasi www.educat.it), fino a che in una riunione mondiale (alias Sinodo) di
vescovi del 1985 si decise che era bene avere un testo unico di riferimento su cui basarsi. Così nel 1986 è partita
la macchina organizzativa che ha coinvolto le realtà ecclesiali di tutto il mondo e che ha portato l’11 ottobre
1992 alla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (chiamato dagli amici CCC).
Come è strutturato questo catechismo? Ve lo dico con le parole di Giovanni Paolo II: «Le quattro parti sono
legate le une alle altre: il mistero cristiano è l’oggetto della fede (prima parte); è celebrato e comunicato nelle
azioni liturgiche (seconda parte); è presente per illuminare e sostenere i figli di Dio nel loro agire (terza parte);
fonda la nostra preghiera, la cui espressione privilegiata è il “Padre nostro”, e costituisce l’oggetto della nostra
supplica, della nostra lode, della nostra intercessione (quarta parte)».
Cosa resta da dire? Che non resti un bel libro da ornamento, come ce ne sono tanti nelle nostre case, ma che
diventi sempre più uno strumento di consultazione, un fedele compagno di viaggio nel nostro cammino di fede.
Don Gabriele Leone
INCONTRI DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO
PER FIDANZATI
«Il modello originario della famiglia va ricercato in Dio stesso, nel mistero trinitario della sua vita. Il “Noi” divino costituisce il modello eterno del “Noi” umano; di quel “Noi” innanzitutto che è formato dall'uomo e dalla
donna, creati ad immagine e somiglianza divina»
Giovanni Paolo II
Gli incontri per fidanzati in preparazione al matrimonio inizieranno sabato 2 febbraio alle ore 21 in parrocchia in via Zara 16. Per l’iscrizione telefonare al numero 015 23512
4
Il vescovo emerito Massimo
mancato improvvisamente lo scorso 4 dicembre
ADDIO A MONSIGNOR GIUSTETTI
PASTORE MITE E BUONO
“Il dovere di una Diocesi, quando
accompagna la salma del vescovo
alla sepoltura e presenta al Signore
la sua vita, è di accogliere l’eredità
che ci lascia. E l’eredità non è soltanto la sua dottrina profonda - frutto di preparazione, di studio, di
meditazione e di preghiera - ma
anche la sua cordialità e capacità di
creare fraternità e guida pastorale
nelle varie Chiese dove è stato pastore. Quando un vescovo muore una
Diocesi ha il dovere di ricordare
quanto questo uomo ha dato, non
solo come insegnamento, ma anche
come sacrificio nell’offerta della sua
vita, del suo tempo, delle sue energie
per annunciarvi il Vangelo e indicarvi le vie del Cielo...”. Queste le parole vibranti di commozione del cardinale Severino Poletto, arcivescovo di
Torino, nel ricordare monsignor
Mons. Massimo Giustetti con don Tullio Vitale (Foto Fighera)
Massimo Giustetti durante le solenni
esequie svoltesi nel pomeriggio di giovedì 6 dicembre nella chiesa di San Sebastiano, alla presenza di una grande folla di persone accorse a dare l’ultimo saluto a “padre Massimo”. Erano presenti quasi tutti i vescovi piemontesi, in mezzo ad una fittissima rappresentanza del clero biellese.
Mancherà anche fra di noi, a San Paolo, il sorriso mite e la grande disponibilità del vescovo emerito Massimo
Giustetti, che univa alla spontanea semplicità del tratto una dottrina profonda, da “innamorato della parola di
Dio”, come ha ricordato il nostro vescovo mons. Gabriele Mana nella sua commossa commemorazione.
Colpito da grave emorragia cerebrale all’alba di lunedì 3 dicembre nella sua abitazione di Muzzano,
mons. Giustetti è mancato il giorno successivo all’ospedale di Biella. La notizia rapidamente diffusa ha
suscitato grande cordoglio in tutta la Diocesi. Nato a Rive di Pinerolo il 26 febbraio 1926, venne ordinato
sacerdote nel 1950, fu chiamato presto a prestigiosi incarichi a livello locale e nazionale e divenne nel
1972 vescovo della sua stessa diocesi di Pinerolo. Fu anche vescovo di Mondovì. Fece il suo ingresso come
vescovo a Biella l’8 febbraio 1987 e si dimise nel 2001 per raggiunti limiti di età. Proprio quest’anno era
stato ricordato il suo 40° anniversario di ordinazione episcopale. Tutti conoscevano padre Massimo, come
amava essere chiamato, tutti amavano la sua semplice spontaneità e la sua sincera attenzione verso chiunque incontrasse. Le sue omelie erano semplici e profonde allo stesso tempo, attentamente meditate e incisive. Sintetiche, chiare, andavano diritte al cuore.
Nella sua omelia alle solenni esequie mons. Mana ha ricordato ancora “come indicazioni della grandezza del
suo cuore e della sua fede”, la frequente celebrazione del sacramento della penitenza, la visite settimanali in
vescovado, gli incontri frequenti con i sacerdoti infermi e, ancora, “la salita settimanale a Oropa, quasi sempre
al sabato, per celebrare, per pregare, per passeggiare”. Padre Massimo, ha dichiarato il vescovo di Biella, ha
contribuito enormemente alla fede della nostra comunità diocesana. E’ stato il “pastore saggio, mite e buono”
che ha posato il suo sguardo non sul peccato o sul limite, ma sulle persone e sul loro bisogno di essere aiutate e
di essere salvate. “Il suo è stato come lo sguardo di Gesù”.
E ancora vanno ricordate le parole del cardinal Poletto: “Il paradiso non è un luogo, ma una condizione e cioè
essere con Dio. Dio è dappertutto, anche qui. Il vostro vescovo Massimo è qui con noi e prega per noi, mentre
noi preghiamo per lui”.
cp
5
UN ORGANO DA RESTAURARE:
DONO TRA PASSATO E FUTURO
“MI PRESENTO
Salve a tutti, sono l’organo della
Chiesa di San Paolo.
Sono nato sotto squilli di tromba
nella Pasqua del 1961 con circa
metà pezzi di un organo del 1861
ed altri nuovi, ma ora sono piuttosto vecchio e malconcio, solo
soletto su quella bella balconata
in legno che decora la nostra
chiesa, e soprattutto stonato!
Chi ha avuto la gioia di sentirmi
da “giovane” sa che avevo da
dire la mia, ma ora? Che cos’ho
ancora da donare alla Chiesa di
San Paolo, alla mia famiglia parrocchiale?!
Ho bisogno di un restauro urgente piuttosto complesso. Ed è per
questo motivo che, comunitariamente, il parroco, la Confraternita di SS. Paolo ed Elisabetta e il Consiglio
pastorale della nostra parrocchia, hanno deciso di fare un regalo al Signore e alla nostra amata chiesa, prima
ancora che a me. Basta sentirmi suonare (suono anche da solo, fischiando, sibilando e rumoreggiando!) per
capire che ho bisogno di aiuto.
Ed ecco che in occasione del Centenario della posa della prima pietra della Chiesa tornerò a suonare, imponente, dolce e melodioso, trionfale per santificare il nome di Gesù e della Sua chiesa ”.
QUALCHE DATO TECNICO
Sappiamo che il momento storico di crisi che tutti i giorni viviamo potrebbe non suggerire questo importante
passo, volto al recupero di un organo che presenta gravi problematiche foniche e di funzionamento dello strumento stesso. Esso è composto da canne storiche molto pregevoli ma anche da canne in zinco di minore qualità.
L’intervento è volto al rifacimento architettonico della struttura, ad una variazione nella disposizione delle
canne in facciata ed indirizzato alla realizzazione di nuove casse foniche in legno che andranno a modificare la
facciata del nostro organo. Era stato realizzato dalla Ditta Marzi & figli nel 1961 a seguito di un lascito importante di 8 milioni di Lire, ma purtroppo da qualche anno volge in pessimo stato di deterioramento.
Ed è proprio da allora che la nostra parrocchia non fa un dono al Signore! Ecco quindi che è arrivato il tempo
di regalare qualcosa di bello e importante a Dio per dirgli grazie e onorarlo nei secoli a venire.
L’organo esistente è stato smontato nelle settimane scorse da tecnici competenti della Ditta Vegezzi-Bossi –
Antica bottega artigiana di Brondino Vegezzi-Bossi e subirà i restauri di cui ha bisogno per poi tornare a suonare
nella Notte di Natale del 2014.
Tanto è il tempo che serve per restaurare un organo!
Pensate che solamente per accordare le canne (nuove e vecchie) da cui è composto, che da Cuneo – sede della
Ditta – torneranno a Biella solo nel 2014, ci vorranno un paio di mesi.
Dopo un attento sopralluogo, in seguito alla stesura del preventivo e grazie ad un dialogo sempre costruttivo ad
opera della Ditta Vegezzi-Bossi, il Caep – Consiglio per gli Affari Economici della nostra parrocchia ha deciso
di investire del denaro nel restauro di un opera artistica di pregio che durerà per i secoli a venire.
Piero Marinone, membro del suddetto Caep, gruppo che si occupa delle scelte economiche, insieme con il parroco rendono noti i seguenti costi.
Il costo complessivo per il restauro dell’organo è di circa 190.000 euro.
Una importante parte di questo costo sarà finanziata dall’esterno; in particolare euro 49.500 dall’otto per mille
(8/1000) alla chiesa cattolica, euro 50.000 dall’eredità di Caterina Botto, dall’eredità di Rosita Maggia, e dall’eredità di Giuliana Giavina e Mario Giordano.
Si ipotizza e si spera che almeno euro 30.000 saranno stanziati a seguito delle richieste alle Fondazioni (di cui si
è già inoltrato la domanda).
Rimarrebbero ancora da rintracciare euro 60.500 e questo è l’aiuto che viene chiesto ai parrocchiani di San
Paolo, da qui fino all’anno 2014.
6
Conosciamo la generosità dei parrocchiani e degli amici che frequentano la
nostra chiesa e, nonostante il momento storico in cui viviamo, sappiamo
che ognuno donerà quanto gli sarà permesso con animo generoso e un
occhio di riguardo alla grandezza del Signore che, con il restauro dell’organo, torna a vivere in musica.
Senza voler fare i conti in tasca a nessuno, tracciamo solo un ipotesi di spesa
personale che ognuno potrebbe donare con cuore prodigo per l’organo.
Supponendo che 10.000 persone offrano alla Chiesa euro 3,05 all’anno in
più delle normali offerte che settimanalmente doniamo alla parrocchia, in
due anni avremo la somma che manca all’appello.
Se invece dividiamo la cifra mancante di euro 60.500 per 1.000 persone
nell’arco dei due anni, sarebbero necessari euro 30,25 all’anno da parte di
ognuno, che ridivisi su 12 mesi diventerebbero circa euro 2,50 al mese.
È solo una goccia in un oceano, ma sappiamo che dai gesti piccoli nascono
opere importanti! E la nostra parrocchia ne è capace.
L'autrice di questo articolo, architetto Roberta
Antonelli, si è fatta carico del rilievo di tutti i locali parrocchiali (insieme
con Eli Bonizzi), della ristrutturazione della cucina del seminterrato e
della messa in sicurezza
del vano scala.
E sta seguendo attivamente il progetto di restauro dell'organo.
RIFLESSIONI
Ma ecco che sorgono importanti domande dentro di noi.
Perché invece non utilizzano questi soldi per sistemare qualche locale della
parrocchia?
Non è meglio aiutare i poveri del nostro quartiere e della nostra città, le
missioni cristiane sparse per il mondo?
Per prima cosa bisogna dire che la parrocchia di San Paolo è da sempre
molto attenta alle necessità dei più bisognosi e alla povertà in generale.
Diversi gruppi parrocchiali si occupano costantemente di dare una mano
alle famiglie in difficoltà e tengono contatti con operazioni missionarie
all’estero. Pensate che solo nell’ultimo anno sono stati finanziati progetti
per circa euro 60.000.
Molti si chiederanno comunque perché la scelta del restauro dell’organo.
I motivi sono molteplici e tutti egualmente validi.
L’organo, prima di noi, era stato voluto dalla Comunità e dai precedenti Pastori, ed è quindi un bene (e non un
banale oggetto!) esistente. Non si può far finta di nulla e lasciarlo in questo stato.
Inoltre è un bene tutelato dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Piemonte e
per questo motivo, per poter eseguire i lavori di restauro, abbiamo dovuto richiedere un’autorizzazione specifica
all’intervento.
L’organo possiede alcune canne che risalgono ad un precedente organo del 1800 ed è quindi da conservare perché di grande interesse dal punto di vista storico-artistico. Proprio per il fatto che qualcuno prima di noi l’ha
voluto fortemente, ci dovrebbe spronare ancor più a non sprecare né rovinare un lascito così storicamente e artisticamente importante.
Se nella vostra vita avete avuto modo di sentire suonare un organo in buono stato, realizzato accuratamente e
minuziosamente con mano artigiana, sapete che questo “manufatto” rende onore al Signore, rende migliore e
avvicina la nostra debole preghiera a Dio, la fa salire verso l’alto, verso il cielo.
Un organo che suona in una chiesa è la voce della Comunità che sale al Signore per dialogare con Lui. Quindi
è un bene che se lo si lascia andare va perduto irrimediabilmente!
Il nostro vuole innanzitutto essere un regalo al Signore che da cento anni ha la casa in questo quartiere e alle
generazioni future (in un mondo che purtroppo
lascia poco spazio al futuro) perché un organo,
se realizzato, restaurato e conservato bene, dura
secoli e parla da sé attraverso la storia culturale
di una comunità e allo stile architettonico e artistico che possiede.
Roberta Antonelli
Per chi volesse donare al Signore quello che si
sente, può farlo per mezzo delle iniziative che
partiranno da dicembre in avanti oppure a mezzo
di bonifico bancario segnalato qui di seguito
mettendo la causale: organo.
Credem - Parrocchia di S. Paolo - Dati IBAN
IT12 VO3O 3222 3000 1000 0000 642
Intestato a Parrocchia di San Paolo, Biella.
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SUL GRAN PARADISO
AI PIEDI DELLA MADONNINA
I Sanpaolini scalano l’unico 4000 italiano!
La “Spedizione Madonnara”, così denominata dal nostro Vice, don Gacio, consiste nella scalata del
Gran Paradiso, unico quattromila interamente in territorio italiano (4061 metri). L’idea di affidare la
Casa Alpina e tutti i ragazzi partecipanti ai campeggi estivi alla Madonnina, posta sulla sommità della
vetta, non poteva che venire dal nostro parroco, che è un grande artefice
per quanto riguarda iniziative e proposte di alto livello.
Il tema centrale ed essenziale è stato,
senza ombra di dubbio, la condivisione: tutti i partecipanti hanno concordato sul fatto di fare tutto insieme,
perché San Paolo è per prima cosa
una grande famiglia in cui ci si mette
al servizio degli altri e ci si aiuta a
vicenda. Infatti certe esperienze ti
restano impresse nella mente proprio
perché sono vissute con le persone
che fanno parte di quella realtà meravigliosa che è la nostra parrocchia.
Salire sul Gran Paradiso è stato uno dei tanti
festeggiamenti voluti per i 15 anni di attività della
Casa Alpina e, concedetemelo, è stata una possibilità
grazie alla quale siamo riusciti a toccare con mano la
materna protezione di Maria che aiuterà sempre noi e
le persone a noi più care.
Siamo partiti, a metà pomeriggio di mercoledì 13
giugno da Pont e abbiamo pernottato al rifugio
Vittorio Emanuele II. Il giorno seguente sveglia alle
3,40, colazione e poi inizia la salita fino alla cima: il
tempo è stato clemente anche se l’aria gelida era una
mazzata ulteriore da aggiungere alla fatica. Dopo
aver ammirato e contemplato la vista dalla vetta,
siamo ridiscesi fino a Pont, a cui è seguita una tappa
rapida in Casa Alpina per un ottimo
piatto di pasta cucinato da Pippo
Ressico per riprendere le forze (visto
che non avevamo pranzato) prima del
rientro in serata a Biella.
Torni a casa, riprendi la tua routine
quotidiana e ti accorgi che non dovevi
arrivare a 4061 metri di altezza: il
Gran Paradiso ce l’hai tutti i giorni
vicino a te, davanti ai tuoi occhi, sono
gli amici e le persone care, affidabili,
disponibili, sempre pronti ad aiutarti,
a darti consigli utili, ad incoraggiarti
e spronarti per raggiungere gli obiettivi prefissati. Grazie a tutti!
Alberto Toso
12
FESTA DELLA CASA ALPINA
A VALSAVARENCHE
Le parole del Priore: un gesto di amore e di condivisione
Organizzare un Evento! Facile a dirsi, un po’ meno a metterlo in pratica.
E così, quando all’inizio dell’anno il nostro Parroco ha introdotto l’argomento nel corso di un incontro del Consiglio Pastorale, c’e’ stato un
immediato affollarsi di idee, progetti, iniziative.
Tanti, a gruppi e sottogruppi, si sono immediatamente proposti per una
riedizione, ovviamente aggiornata e migliorata, di quanto già messo in
campo in analoghe passate edizioni. Nella mezz’ora successiva, si è parlato, in una cacofonia di dialoghi,monologhi, battute e aneddoti, di
quanto era possibile, auspicabile, preferibile fare per dare all’evento il
tono giusto, per poi concludere la serata con la promessa di rincontrarsi
per finalizzare le tante diverse idee in un unico progetto.
Ora, rientrando a casa, ripensavo con una certa apprensione a quanto
avevo assistito. Apprensione aggravata dal fatto che don Filippo,a margine dell’incontro, mi aveva chiesto di dargli una mano nella organizzazione della Festa.
Pensavo, in particolare, come sarebbe stato difficile mettere in sistema
le tante diversissime iniziative proposte, tutte valide ed efficaci ma ciascuna delle quali individuava
la stessa come centro dell’evento e non si preoccupava minimamente di trovare un punto di saldatura o di continuità con le altre.
Pensavo che era indispensabile definire una organizzazione, ma che era altrettanto importante valorizzare tutte le iniziative proposte perché la festa, per essere vera doveva nascere dalle idee di tutti
e non da un copione imposto da pochi.
I miei dubbi, le mie tante perplessità hanno lasciato spazio all’ammirazione e alla soddisfazione
quando gli incontri successivi, ottimamente diretti da don Gabriele, hanno consentito di individuare
con chiarezza i momenti in cui parzializzare l’evento e hanno fatto emergere tante singole volontà,
tutte univocamente orientate alla realizzazione di un unico grande progetto.
E poi è venuto il momento della realizzazione.
Due giorni intensi, di condivisione del lavoro e di sforzo, ma anche e soprattutto di amicizia.
Quello che è stato messo in campo, il rigore con cui tutti hanno soddisfatto gli impegni che si erano
assunti, il rispetto della puntualità nell’esecuzione delle singole fasi, l’impegno dimostrato da tantissimi di tutte le età è stato sicuramente l’aspetto impareggiabile ed indimenticabile della Festa.
E una vera Festa è stata e come tale tutti noi che l’abbiamo vissuta la ricorderemo.
Quanto è avvenuto, in un fine settimana di giugno a Valsavarenche e che, nel gergo che mi è abituale,
definirei “esecuzione perfetta di un evento complesso”, più semplicemente può essere chiamato gesto
d’amore e condivisione di una Comunità che si sente tale e che sa identificarsi.
Il priore Claudio Vercellotti
13
UN FILO DI PREGHIERA
Nel nome di Rosita Maggia i 15 anni della Casa alpina
Un’immagine dell’inaugurazione della “Casa Rosita Maggia” che spicca al centro della foto
Un legame ideale per unire i parrocchiani di San
Paolo con i ragazzi che salgono al campeggio in
Valsavarenche, una preghiera reciproca da recitare
ogni sera: chi è in Casa Alpina pregherà per chi è
rimasto in città,chi è a casa si impegna a raccomandare a Dio "i nostri ragazzi, perché il Signore illumini la loro strada verso il bene".
L'invito di don Filippo è partito durante l'incontro di
preghiera che ha preceduto la festa per i 15 anni
della Casa Alpina e tutti hanno ricevuto il testo delle
doppia orazione da recitare.
Un filo ideale ed etereo ma percettibile, che si è
Miranda Maggia ricorda la sorella Rosita
mantenuto teso e forte per tutta la durata dei campeggi
estivi, avvicinando generazioni diverse e allentando, forse, l'ansia da "distacco" che immancabilmente
prende le famiglie dei più piccoli, in partenza per il loro primo campeggio.
Nella bella giornata di sole, in mezzo a tanta gente arrivata in Valsa per festeggiare i 15 anni della
Casa Alpina, c'erano anche loro, i piccoli di quarta e quinta elementare, loro che al tempo dell'inaugurazione della Casa (1997) non erano ancora nati e che quindi poco sanno delle persone e degli avvenimenti che hanno portato alla realizzazione della bella struttura. La festa prevedeva anche la cerimonia
per intitolare a ROSITA MAGGIA la casetta delle cuoche, da tempo utilizzata in aggiunta alla Casa
Alpina, ma ancora senza un nome " ufficiale".
La figura di ROSITA MAGGIA, scomparsa nel 2010, è emersa viva e forte dalle parole affettuose
delle persone che l'hanno ricordata, riassumendo la sua vita e il suo grande impegno per la parrocchia
di San Paolo e per i giovani in particolare , Anche i ragazzi presenti hanno ascoltato la storia di "quella
piccola grande donna" che ha lasciato un segno del suo passaggio nel cuore di chi l'ha conosciuta:
sarebbe bello pensare che, leggendo il suo nome inciso sulla targa della Casa, durante i campeggi
futuri questi ragazzi rivolgano un pensiero riconoscente a ROSITA.
Se così sarà, potremo dire che un altro filo prezioso, quello della memoria , non si è ancora spezzato e
continua a tenere legate tra loro le nostre generazioni.
Margherita
14
ESTATE + GESU’ = CAMPEGGI
Venerdì 15 giugno 2012, ore 21, piazza della chiesa affollata, che succede? E’ la
novità dell’anno: i campeggi cominciano tutti insieme con una preghiera in chiesa, ragazzi, animatori, cuoche, preti e genitori … perché?! Perché negli anni si è
visto che tra tutti si rischiava di perdere di vista il cuore dei campeggi in
Valsavarenche e cioè che essi sono anzitutto un’esperienza di fede, momenti in
cui Gesù chiama a stare più vicino a Lui e non solo chi sale, ma anche chi sta a
Biella. Proprio per questo durante i campeggi dalla Valsavarenche si pregava ogni
sera per quelli che erano a Biella e molta gente da Biella pregava per quelli che
erano in Valsavarenche, usando entrambi delle preghiere consegnate il 15 giugno.
Mi è così venuto in mente che quest’anno voglio dedicare questo spazio a spiegarvi cosa significhino i campeggi per l’esperienza di fede di una persona e per farlo
ho chiesto a qualcuno degli animatori un po’ più avanti con gli anni di raccontarlo.
E’ una domanda strana, perché siamo poco abituati a parlare della nostra fede,
siamo più abituati a “farla”, ma tra tutti dobbiamo tornare anche a raccontarla,
anche perché il buon Gesù ha annunciato il regno di Dio proprio così: con
opere/segni e con discorsi, la maggior parte dei quali erano racconti (le famose parabole). Se lo ha fatto lui che «dà
origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12,2), volete che non Gli chiediamo un aiuto per farlo anche noi?!
E allora via ai racconti, anzi no, prima un consiglio: leggeteli con discrezione, simpatia e gusto. Con discrezione,
perché chi cerca di raccontare la propria fede si espone e non poco; con simpatia, perché penso siano tra i primi tentativi di cercare di unire “esperienze estive sanpaoline” e “fede” (al di là dei soliti “qui mi sento più vicino a Dio” o
simili); e infine con gusto, perché ognuno ha il suo modo di raccontare e per capirlo bisogna aver letto tutto il pezzo,
magari anche più volte, un po’ come quando si gusta del vino e si deve capirne le caratteristiche.
Gabrieledon
“Prendere acqua” è un modo di dire popolare per dire che ci si è trovati sotto un acquazzone, e fin qui tutto
torna, ma prendere la pioggia in montagna è un’altra cosa e a chi non è capitato difficilmente riuscirà a seguirmi
in queste righe; ma tentar non nuoce!
Ci troviamo su un qualche sentiero della Valsavaranche, o della Val Visdende (e chi c’era sa che stende!) o se
preferite in qualsiasi luogo delle terre alte; siamo in gruppo, stiamo facendoci “del male” volontariamente, anzi,
pagando pure! Scrutiamo il cielo ed ecco delle nubi che addensandosi iniziano a cascarci addosso. Dramma.
Oggi 25 ottobre fuori dalla mia finestra piove. Non ho bisogno di uscire, ma piove, in conseguenza sono triste,
abbacchiato, annoiato. Ma là sopra quando pioveva non era così, ora non voglio tesser le lodi delle catinelle alpine ma sogno insistentemente quell’atteggiamento interiore che nasce dentro di te quando vedi volgere al peggio il
meteo in montagna. Ti preoccupi di più o di meno a seconda del colore delle nubi; dell’età dei tuoi amici di cammino; di quanta strada hai da fare ancora prima di trovar riparo... ecco la ragione. Ma dall’altra sai che stai sudando, faticando, gioendo, incoraggiando. In breve, vivendo, in attesa della meta apprezzandone il cammino che a
essa conduce... ecco la fede. Ma il cammino è uno solo, la meta è là sopra, c’è qualcosa dentro che ti spinge a
salire con diciannove chili sulle spalle (quando magari ne pesi si e no cinquanta). Buon anno della fede a tutti.
Emanuele
Gruppo Animatori
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PREGHIERE PER
IL CAMPEGGIO
Primo Turno
Durante un campeggio ti sembra di vivere in un altro mondo, perché hai
l’opportunità di passare alcuni giorni con i tuoi amici più cari e di confrontarti sovente su molti temi. Quello che si apprezza di più è lo spirito comunitario di collaborazione che c’è tra di noi: sintonia e comunione d’intenti tra
gli animatori e i sacerdoti, condivisione e disponibilità tra i ragazzi e tantissima gioia tra tutti. Questa proposta formativa, che è un punto fermo di San
Paolo, serve innanzitutto a responsabilizzare i ragazzi facendo una vera e
propria autogestione di tutte le attività che si svolgono in Casa Alpina. I
campeggi ti aiutano a crescere nella fede perché ti fanno maturare e sentire
più “grande”, dandoti dei ruoli di responsabilità sempre maggiori negli anni
fino ad arrivare poi ad essere animatore, quando ti accorgi di tutta l’organizzazione che sta dietro ad un campeggio. Sono dieci giorni molto intensi, ma
per prepararli bisogna spendere molto tempo, anche se la fatica viene poi
subito cancellata da un sorriso o da un abbraccio di un ragazzo che si sta
divertendo grazie al tuo lavoro.
Tornando da un campeggio riesci a dare la giusta importanza alle persone
che incontri; i servizi che svolgi ti servono come arricchimento personale e,
soprattutto, come aiuto nella vita. Ti senti più allegro e sereno perché ti sei
voluto mettere in gioco e hai condiviso le tue abilità con gli altri ragazzi in
un’unione magnifica che ti fa sentire meglio. I momenti di preghiera e le
Messe quotidiane ti aiutano con la fede, ma l’accorgersi delle piccole cose,
l’aiutare e stare vicino ad un amico in difficoltà, l’interesse verso gli altri, il
rispetto reciproco e lo stimolo a farsi sempre delle domande, ti danno quel
valore aggiunto che ti serve per sentirti ancora di più parte integrante della
vita cristiana. Siamo tutti figli di Dio e facciamo parte di un’unica famiglia;
per vivere bene in comunità ci sono delle regole da rispettare, non per “fare
piacere” agli animatori ed ai sacerdoti, ma perché sono utili per il percorso di
crescita personale e professionale che si realizza grazie ad esperienze di fede
come lo sono i Campeggi. Tutto quello che si vive durante un campeggio
posso riassumerlo con una ricetta: “Testa, cuore, valori e tanta allegria.
Mescolare continuamente il tutto con la fede e servirlo ogni giorno, ogni ora,
ogni minuto, ogni secondo”.
Alberto
Estate, 5 agosto. Gradi sopra lo zero? ...nessuno.
Una ventina di ragazzi o poco più cammina in salita sotto la neve... sulle
spalle un zaino di circa 20 kg di peso... non si può tornare indietro, in avanti
nessun riparo... solo qualche mucca qua e là. Prospettive per le prossime
ore? camminare e basta. Dopo qualche tempo la situazione non migliora: i
vestiti? zuppi. I k-way? beh, a quanto pare dopo qualche ora si arrendono
anche loro. Le gambe? gelate e rosse per il freddo. I piedi? bagnati. La
voglia di parlare, ridere e cantare che fino ad adesso è riuscita a far trascorrere un po’ più in fretta quei km? ormai ce l’hanno solo in pochi. Insomma la
fine sembra lontana... ridi per non piangere... oppure piangi perché sei sfinito
16
Dei ragazzi - Signore
Gesù - tu prendevi in disparte solo le persone più care, ti
ringraziamo di averci scelto
come amici e, in questa settimana, di averci chiamato in
campeggio a vivere con te.
Ti preghiamo, illumina il
nostro futuro. Illumina la
giornata che Tu, gli animatori, le cuoche e i nostri compagni ci avete donato arricchita dal nostro impegno ad
essere buoni. Ti preghiamo
Signore, da quassù comprendiamo quanto è cara la
nostra famiglia, benedici
papà e mamma, i nostri fratelli, i nostri amici e tutte le
persone che non amiamo
abbastanza. Perdonaci se
oggi non ci siamo comportati come tu avresti voluto,
facci la grazia di vivere bene
la giornata che ci attende.
Signore, in questa notte
veglia sui nostri cari e sui
nostri compagni di campeggio. Amen.
Dei genitori - Signore Gesù - tu prendevi in disparte
solo le persone più care, ti
ringraziamo di aver scelto i
nostri ragazzi come amici e,
in questa settimana, di averli
chiamati in campeggio per
vivere con te. Fa, o Signore,
che staccandosi dalla quotidianità scoprano la gioia nel
seguirti sulla via del sacrificio
e della condivisione. Aiutali
ad apprezzare la grandezza
dei piccoli gesti e della piccole cose che costruiscono i
“veri miracoli”.
Signore, illumina il futuro dei
nostri figli perché possano
scoprire la loro vocazione, fa’
che non siano mai pigri nel
fare il bene, dona loro la
forza di stare lontani dai
genitori scoprendo la gioia
di riabbracciarli al termine di
questa settimana.
Signore, in questa notte
veglia sui nostri ragazzi e su
coloro che generosamente li
accompagnano. Amen.
e ti sembra tutto inutile.
Eppure quel gruppetto
viene raggiunto da due
persone perfettamente
asciutte e calde, sono
facce amiche e sono
arrivate in macchina...
quindi pensi subito e
fai due calcoli:...la strada asfaltata è vicina,
loro sono troppo asciutti per aver trascorso
anche solo 15 minuti
fuori, sotto quel
tempo... ma certo, se la
strada è vicina anche la
fine è vicina... e allora
le saluti con gioia, non
solo perché ne sentivi
la mancanza e le volevi
con te fin dal primo giorno, ma perché “ci siamo quasi”... e poi ti rendi conto che è da poco passata l’ora di
pranzo e noi non ci siamo ancora fermati per mangiare. Ripari in giro non ce ne sono, se non qualche casa privata, e soprattutto dopo pranzo dovrai camminare ancora qualche ora..in quelle condizioni... Meglio non pensarci,cammina... vai avanti e continua a ridere per non piangere... ma poi... un miracolo? probabile... non capisco
come ma ci intrufoliamo tutti sporchi, infangati e umidi in un albergo/ristorante. La proprietaria (forse poco
consapevole dei rischi che corre)ci mette a disposizione una sala e oltre a permettere di riscaldarci un po’, ci
offre anche qualcosa di caldo da bere... Meglio di così in quel giorno non poteva andare... una benedizione... un
po’ di energia.
SIP
Estate, 20 agosto. Gradi sopra lo zero? ...quaranta... all’incirca.
Anche qui... poco più di venti ragazzi, dopo aver fatto qualche chilometro sotto il sole cocente della periferia di
Madrid, si ritrova in un aerodromo: i “Cuatro Vientos”. La sera ci sarà la veglia con il Papa e sempre con lui la
messa conclusiva della GMG il giorno dopo... In realtà non siamo solo 20... saremo qualche milione... giovani (e
non) provenienti da tutto il mondo. Personalmente appena posato lo zaino (che questa volta pesa molto meno) mi
stendo a terra stroncata dal caldo e dalla disidratazione... Non sono da sola, come me c’è Alberto che forse sta anche
peggio... mi chiedo cosa sto facendo e perché devo stare così male: sono letteralmente distrutta, la testa confusa e
pesante...dopo qualche tempo per me indefinito sento urlare “I bomberos!I bomberos!” e qualcuno trascina me e
Alberto in mezzo alla calca... i pompieri ci schizzano addosso acqua fredda... una benedizione, un po’ di energia.
Stesso giorno, qualche ora dopo... la spossatezza sembra migliorata, dopo cena aspettiamo tutti l’arrivo del Papa
per la veglia. Alzo gli occhi al cielo: nuvole minacciose si presentano alla nostra sinistra. ”Beh, sono lontane”.
Passano i minuti e ci prepariamo alla preghiera... le nuvole sono più grandi, più nere, più vicine... ”Beh,il vento
le porterà via”. Inizia la veglia: dopo qualche minuto, una goccia, poi altre: ed ecco l’arrivo del Papa, i saluti...
gocce sempre più fitte... il Papa inizia a parlare...vento,vento forte... fulmini,tuoni... la preghiera va avanti... di
nuovo vento, pioggia, fulmini... salta qualche megaschermo... iniziano a volare i materassini che i vicini avevano preventivamente e inutilmente gonfiato. In fretta ammucchiamo le nostre cose e le mettiamo sotto i teli
impermeabili... a gruppetti ci copriamo come possibile... e aspettiamo. La pioggia si fa sempre più forte, quasi
non senti quello che ti sta urlando il tuo vicino, anche qui ridi per non piangere, ridi della situazione, ridi delle
cose che volano via, ridi dei tuoi compagni perché come te tentano di coprirsi nei modi più improbabili...
Qualcuno imperterrito sta in piedi, si copre solo con un materassino, il libretto delle preghiere in mano... anche
il Papa è rientrato, a lui stavano volando via mantello e cappellino... e dopo qualche minuto di pioggia battente e
scrosciante, tutto torna piano piano come prima... Ci asciughiamo in fretta, in fondo il caldo è sempre con noi; e
la preghiera riprende. il Papa ringrazia i giovani per la forza e la resistenza dimostrate... un urlo, un boato di
gioia e di energia esplode. Poco dopo inizia il momento di adorazione eucaristica...tutte quelle persone - e parlo
di milioni - in silenzio... totale. Un brivido mi pervade ancora mentre ripenso a quegli istanti in cui niente poteva essere più forte di quel silenzio... Nonostante la pioggia e il momento critico appena passato, eravamo lì.
Termino queste mie parole con quanto ha detto il Papa proprio al termine di quella veglia: è una frase che ho trovato pochi minuti fa cercando le date esatte della GMG di Madrid, non sono una grande fan del Papa ma leggendola bene credo racchiuda un po’ il messaggio che ho voluto passarvi con queste mie esperienze.. «Cari giovani,
abbiamo vissuto un’avventura uniti. Saldi nella fede in Cristo, avete resistito alla pioggia. Grazie per il sacrificio
che state facendo e che senza dubbio offrirete al Signore. Vi ringrazio per il meraviglioso esempio che avete dato.
Così come in questa notte, con Cristo potrete sempre affrontare le prove della vita. Non lo dimenticate!”» .
Giulia
17
Quest’estate la strada e il
cammino hanno caratterizza- Secondo Turno
to e scandito i momenti significativi della comunità animatori e offerto concrete occasioni per crescere nella fede.
La prima si presenta subito
alle 4 del mattino quando
usciamo di casa con solo lo
zaino a spalle, chiudiamo la
porta, abbandoniamo le
nostre sicurezze e ci si mettiamo in cammino; perchè?
C’e un richiamo un invito:
qualcuno o qualcosa ci ha stimolato ci ha fatto sentire una
voce che chiama e che risuona dentro di noi, diversa dalle
solite, che ci ha fatto venire la
voglia di uscire e di metterci
in cammino.
E’ in fondo la voce di Dio
che vuole aiutarci a capire il nostro rapporto con Lui. E non c’è modo migliore che “uscire” e mettersi in cammino per verificare la nostra fede, per accorgersi realmente del valore del credere, per toccare con mano cosa
significa “cercare”, cioè sapere e non ancora vedere, avvertire un profondo desiderio di conoscere.
Alla sera si arriva alla meta, ci si ferma a dormire; piantare la tenda sotto la pioggia torrenziale, dopo una faticosa giornata di cammino, mette a dura prova tutta la comunità … si creano divisioni! Il giorno dopo si riparte, si
ripiega la tenda bagnata, lo zaino sarà più pesante, ma il sole illumina le montagne, riscalda i cuori e torna il
sereno … anche tra di noi. Come nella vita, si arriva e si riparte, nulla è definitivo: nemmeno la fede, nemmeno le scelte fondamentali della vita. Siamo fatti per camminare, per crescere, per divenire e quando siamo in
crisi e pensiamo di aver perso la fede o siamo in ricerca, ancor più urgente è l’essere in cammino senza fermarci
a tutti gli incroci.
Ma lungo il cammino capita di sbagliare strada, di perdere la traccia e ritrovarsi senza punti di riferimento:
tutto appare allora così precario, ci si sente piccoli e deboli, così bisognosi dell’aiuto altrui! Allora torniamo
indietro con fatica e, insieme, ricerchiamo la strada giusta che rassicura e dà fiducia.
Ci si accorge in questi casi che è facile sbagliare che siamo spesso “fuori strada”, peccatori che hanno bisogno
di Chi sta più in alto e può ridarci la luce e la traccia giusta.
Anche gli incontri con le persone sono occasioni per vivere il valore e la gioia dell’ospitalità, della cordialità,
della fratellanza vissuta realmente. E’ un gesto spontaneo per una signora spalancare la porta, mettere a disposizione la propria casa e preparare una bevanda calda per chi è in difficoltà. Si percepisce che non è stato soltanto
un’ incontro superficiale o di convenienza: anche se di poca durata e andato fino in fondo, perché è avvenuto
nella cordialità semplice e fraterna di chi riceve e di chi si avvicina arrivando subito alle cose essenziali a quei
valori che emergono da soli.
Non sono mancati poi particolari momenti di fede celebrata; si prega: nella chiesetta in Val Visdende, dove
Giovanni Paolo II ha sostato più volte durante le vacanze estive in Cadore, o in una fresca radura, che invita alla
sosta, lungo il faticoso sentiero che si inerpica solitario e assolato, la preghiera diventa ristoro per spirito e
corpo.
L’eucarestia celebrata tra i monti o sotto il provvidenziale tendone, al riparo dalla pioggia, diventano momenti
dove raccogliamo l’esperienza vissuta lungo il cammino e ringraziamo il Signore del suo intervento concreto
nella nostra storia personale e della comunità.
Si, penso proprio che la strada conduca all’esperienza di Cristo.
Ci vuole la fede, ci vuole il grande dono di Dio per saperlo riconoscere nella nostra vita quotidiana: ma una preparazione profonda ed efficace, che ci conduce ad incontrarlo, è certamente la strada vissuta nella sua pienezza,
essa ci invita a non fermarsi mai a non sentirsi mai arrivati, installati, definitivi: la ricchezza, la bellezza, la
gioia, di quello che si è e si ha, la capacità di stupirsi per ogni piccolo soffio di grazia rende felici, sereni, fiduciosi e ci sprona, come animatori, a camminare davanti, nel rischio e nella prova, senza misurare l’utile o il
danno, testimoniando la nostra fede e diffondendo l’amore di Dio tra noi e i nostri fratelli.
Franco
Proprio così! Anche a me i campeggi hanno cambiato la vita! D’impulso mi viene da citare la mia infanzia, in
particolare i momenti delle risse! A volte erano pianificate come degli agguati, a volte scaturivano dal nulla, ma
tutte avevano come bersaglio gli animatori. Ogni volta che ce le davamo, era sempre un caos, ma sempre un
18
Terzo Turno
caos allegro, sembrerà strano ma in quei momenti ci volevamo davvero bene, c’era qualcosa nelle nostre risse
che le rendeva come un abbraccio collettivo.
Secondo me noi ragazzi di quei due anni abbiamo un concetto molto di pelle del gruppo, dello stare insieme e
dell’amicizia, ci sentiamo vicini e davvero amici soprattutto se possiamo toccarci, sentire anche in senso tattile
la persona che ci sta di fronte. Ripensando a quei giorni con un po’ di calma, penso che siano serviti, ai miei
compagni e a me per diventare meno introversi e personalmente per acquisire il bisogno di esserci di persona
nei vari eventi, anche quelli più noiosi o faticosi, proprio per la necessità di vivere proprio il piacere dell’incontro con il prossimo, fisicamente e questo mi aiuta ancora adesso, anche nella ricerca di Dio.
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LA COPPIA CHE... NON FA FAMIGLIA
In atto una trasformazione dal modello tradizionale
al “postmoderno”
Single in aumento, matrimoni in diminuzione, instabilità accentuata: coppie post-moderne preoccupate della
propria soddisfazione e meno orientate alla procreazione. Queste in estrema sintesi le conclusioni del Rapporto
Cisf 2011 sulla condizione delle famiglie, intitolato “La relazione di coppia oggi. Una sfida per la famiglia”, a
cura di Paolo Donati, edizioni Erikson.
Eccone una sintesi.
2009
2011
Famiglie con un solo componente
Coppie senza figli conviventi
Single non vedovi
Genitori single
Famiglie monogenitoriali
13,5%
15,1%
21,4%
21,9%
oltre 4 milioni
oltre 3 milioni
2,4%
2,8%
Nel 2010 si sono registrati poco più di 217 mila matrimoni (3,6 ogni mille abitanti); la tendenza alla riduzione è
in atto dal 1972, ma nel biennio 2009-2010 si è registrato un calo particolarmente accentuato, pari al -6%. Si
tratta di un valore decisamente superiore al calo (-1,2%) registrato in media negli ultimi vent’anni; la diminuzione ha interessato tutte le aree del paese, ma è stata più accentuata in Lazio (-9,4%), Lombardia (-8%),
Toscana (-6,7%), Piemonte e Campania (-6,4% in entrambi i casi).
Sul versante dell’instabilità matrimoniale, nel 2009 sono state 86 mila le separazioni e 54 mila i divorzi, con un
incremento rispettivamente del 2,1% e dello 0,2% rispetto all’anno precedente. I due fenomeni sono in costante
crescita: se nel 1995 ogni mille matrimoni si erano registrati 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2009 si è
giunti a 297 separazioni e 181 divorzi. La durata media del matrimonio, al momento dell’iscrizione a ruolo
dei procedimenti, è risultata pari a 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi.
Il Rapporto presenta anche i risultati di un’indagine qualitativa e di approfondimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana, accertando in definitiva la presenza di due tipologie di coppie conviventi: le
coppie “relazionali” e le coppie “postmoderne”. Quest’ultimo tipo di coppia si sta progressivamente caratterizzando come modello alternativo alla coppia e alla famiglia tradizionale. Mentre infatti dalle oltre 4.000
interviste emerge che il 60% delle coppie ha ancora una sua solidità interna, strutturale e affettivo-relazionale
(buoni livelli di disponibilità all’aiuto reciproco, apertura alla possibile fecondità, fiducia nella stabilità di copia,
autopercezione positiva del proprio valore sociale, ecc.), va osservato che un buon 40% ormai rientra appunto
nella cosiddetta “coppia post-moderna”, caratterizzata su una concezione sul rapporto a due più mirata alla soddisfazione individuale di ciascun partner che alla salute del rapporto di coppia. Queste coppie hanno mediamente nessuno o un solo figlio. Da tale dato il Rapporto Cisf 2011 desume che la coppia non è più necessariamente
il primo passo per fare famiglia, ma essa si rende sempre più autonoma, “con scopi e finalità staccate dal fare
famiglia”.
LA FAMIGLIA SOGGETTO DELLA PASTORALE
E DELLA EVANGELIZZAZIONE
Dall'esperienza di una comunità del Veneto
un esperimento riuscito nella nostra Parrocchia
Bovolone è una piccola cittadina della pianura veneta a non più di trenta chilometri da Verona. Ci
vivono almeno quindicimila anime, molte delle quali ancora legate alla particolare tradizione locale del mobile antico.
Nel 2002 arriva in città un nuovo parroco, don Renzo. E’ un uomo di studi, ormai ben oltre la
mezza età, che ha passato gran parte della sua vita a Roma dirigendo uffici di curia con la passione di indagare e capire la grandezza del matrimonio e della famiglia e le difficoltà che li ostacolano.
Giunto in prima linea, don Renzo applica alla vita della sua parrocchia ciò che ha maturato nelle
sue riflessioni. In particolare è convinto che gli sposi, in virtù del sacramento che li unisce, ed
attraverso di essi la loro famiglia, debbano essere protagonisti della Pastorale.
24
Il loro vivere “in mezzo al mondo” e la loro capacità di intessere reti di conoscenze negli ambienti
più vari (con i colleghi di lavoro, con le famiglie degli amici e dei compagni di scuola dei figli, negli
ambienti sportivi, ecc.) li mette in condizione di testimoniare con coraggio la propria Fede e portare il messaggio del Vangelo a chi ne è lontano (evangelizzazione).
Per sviluppare questa idea don Renzo inventa i Centri Famigliari di Evangelizzazione (CFE), gruppi
di fedeli che vivono momenti di preghiera in comune con l’impegno ad accogliere continuamente
nuovi fratelli scegliendoli proprio fra le proprie amicizie e conoscenze. I luoghi scelti per gli incontri, e qui entra incisivamente in campo il ruolo della famiglia, non sono la chiesa o gli ambienti parrocchiali ma, a turno, le case dei partecipanti, sparse sul territorio della parrocchia.
Come a dire: “Famiglia! In virtù del Sacramento che hai ricevuto sei Piccola Chiesa, hai la responsabilità dell’evangelizzazione: inizia a farlo partendo dalla tua casa, dal palazzo dove vivi, incontrando negli ambienti che ti sono più intimi coloro con i quali vieni in contatto ogni giorno!”
Per il resto è la tecnica del passaparola che porta ogni gruppo ad ingrandirsi fino a generare un
nuovo nucleo che prenderà la sua strada in una nuova casa della parrocchia. Nella comunità di
don Renzo i gruppi sono oggi decine.
Lo scorso anno, mancava poco alle vacanze estive, i nostri sacerdoti ragionano su questa idea e la
propongono ad alcune delle famiglie che da qualche anno frequentano gli spazi e le attività del
nostro oratorio. Ne nascono una serie di incontri, qualche lettura, molte discussioni fra amici ed in
famiglia e, non senza dubbi e timori, in autunno si parte: una famiglia prepara i testi delle riflessioni,
un’altra mette a disposizione la casa ed una sera di novembre 7-8 coppie si radunano e sperimentano il primo di questi nuovi momenti di comunione. Il parroco, per molti a sorpresa, non si presenta
ed invia un filmato con una sua riflessione (diventerà la prassi), quasi a dire: “Provate a fare da soli!”
Ormai siamo al secondo anno: i gruppi sono diventati tre, alle coppie di sposi si sono aggiunte
persone singole, giovani e meno giovani; la cadenza ha preso un ritmo grosso modo mensile.
Si è voluto che gli incontri fossero strutturati in modo molto semplice: la recita in comune di alcuni
salmi o preghiere, la meditazione di una delle letture della Messa domenicale, la condivisione di
alcuni semplici pensieri proposti con semplicità agli altri partecipanti. E’ in particolare in questa
parte dell’incontro che i problemi e le gioie delle famiglie, degli amici, dei conoscenti, dei giovani
e degli anziani della parrocchia vengono a galla e sono portati, con semplicità, al cuore del Padre.
Il tutto dura al massimo tre quarti d’ora: poi, se si vuole, resta la serata da trascorrere in compagnia, se capita una fetta di torta, amicizie vecchie e nuove che prendono forma.
E’ una sosta nel cammino della settimana. Magari ci si è dovuti sforzare un po’ (per uscire di casa,
per aprire una parte dei propri pensieri ad altri) ma al tempo stesso si è percepita la realizzazione
della Parola più consolante del Vangelo: “Dove due o più persone sono unite nel mio nome, io
sono in mezzo a loro”.
Davide e Silvia Foglietti
L’esperienza degli incontri di
preghiera presso le famiglie
della Parrocchia è aperta a
tutti coloro che lo desiderino. Sono invitate coppie di
sposi o fidanzati così come
giovani o anziani singoli o in
piccoli gruppi.
Gli incontri si svolgono mensilmente in giorni infrasettimanali (in genere il giovedì)
alle ore 21.00.
Il prossimo incontro avrà
luogo giovedì 10 gennaio
2013 alle ore 21.00.
Chi desidera partecipare
può contattare: Massimo
Negro 015 8491788, Davide
Foglietti 015.61570, Elena
Strona 015 8491244 oppure
la parrocchia 01523512
Chi volesse conoscere ed
approfondire l’esperienza della Parrocchia di Bovolone ed il pensiero di Don Renzo Bonetti può
visitare i siti internet: www.parrocchiabovolone.it e www.misterogrande.org.
25
I “giovani ricchi”
Abbiamo meditato tante volte su un episodio del Vangelo: quello del giovane ricco che, invitato da Gesù a
seguirlo, non ha il coraggio di abbandonare “le molte ricchezze” che possiede e se ne va via “triste” (Mt 19,
16-22). Appare quasi naturale vedere in questo personaggio il simbolo dei nostri giovani che, agli inviti della
Chiesa, rispondono picche. E ancor peggio, perché non se ne vanno via tristi, ma con l’aria scanzonata di chi
non c’è cascato o, addirittura, ha scampato un pericolo.
Che fare? Gesù non è corso dietro al giovane ricco. Lo guarda mentre se ne va, e fa riflettere i discepoli sul pericolo delle ricchezze, assicurandoli che lasciarle non è una gran perdita, ma un guadagno enorme: cento volte
tanto ciò che si lascia, e poi la vita eterna (Mt 19, 27-29). E’ la strada che i cristiani devono seguire: convincere
che accogliere il Vangelo non è una perdita, ma un grande vantaggio, ora e dopo. Questo il nostro compito:
annunciare il Vangelo in modo chiaro, libero, senza motivazioni sbagliate o poco limpide.
Chi deve fare questo annuncio? La risposta sembra facile e spontanea: “La Chiesa”. Certo! Chi altri, se no?
Purtroppo per “Chiesa” si intende il Papa, i vescovi, i preti e gli altri religiosi... Si tratta di un errore da superare,
per non vedere moltiplicato per mille e mille volte il giovane ricco del Vangelo...
In questi ultimi cinquant’anni, nel corso dei quali il mondi è cambiato radicalmente, facendo franare tradizioni
secolari e consolidate - compresa una fede vissuta più come convenzione sociale che come convinzione personale - la Chiesa intesa come clero non è stata con le mani in mano. Tantissimi preti hanno cercato di rinnovare
gli oratori, le associazioni, moltiplicando l’offerta di esperienze “forti” come camposcuola, uscite, convegni e
incontri di ogni tipo. Come mai, però, questo impegno non è stato sufficiente per presentare al mondo giovanile
la proposta di Gesù come una ricchezza meritevole e capace di far abbandonare le altre?
I motivi sono molteplici, ma uno dei più importanti è che, al loro ritorno nella quotidianità, i giovani non hanno
trovato famiglie e comunità cristiane capaci di accogliere e coltivare una fede giovane, fresca ed entusiasta, in
grado di non lasciarsi sedurre dalle “molte ricchezze” che il mercato del mondo offre. E’ necessario un cambiamento profondo: da famiglie e parrocchie che delegano e appaltano la proposta del Vangelo a preti e laici volonterosi, a famiglie e parrocchie capaci di far vivere la ricchezza del Vangelo nel quotidiano.
T.L.
Un invito ai cari amici anziani
Cari amici che vivete la fatica della malattia, cari anziani, il Signore vi è accanto e come buon Samaritano è
pronto a prendersi cura di voi condividendo la vostra sofferenza e donandovi la sua Grazia con l’Unzione
degli Infermi, un Sacramento che non si riceve solo in punto di morte ma anche in caso di malattia importante o quando gli anni vissuti incominciano ad essere parecchi. Gli effetti sono belli! Ci aiuta a portare la
nostra croce come Gesù, dona conforto, speranza, pace, coraggio, il perdono dei peccati se il malato non
ha potuto confessarsi e, per i più gravi, prepara la persona al passaggio nella Casa del Padre. Come sapete potete ricevere più volte questo Sacramento.
Cari malati e nonni, comprendiamo che possa essere una scelta e un momento difficile: così vi invitiamo a
ricevere tutti insieme l’Unzione degli Infermi. Tanti di voi l’anno scorso hanno fatto questa esperienza
ed è stato bello e commovente. Vi aspettiamo
domenica 20 gennaio alle ore 16 in chiesa
Coloro che non possono venire e desiderano ricevere questo Sacramento potranno in ogni momento - in
particolare nella settimana dal 13 al 20 gennaio - chiamare in parrocchia e i sacerdoti verranno subito e
volentieri (tel. 01523512).
Sacrestani vecchi e nuovi
Vi ricordate del sacrestano Cristian? Se n’è andato per seguire la sua strada, lasciando in tutti un buon ricordo. Ed ha voluto inviare una letterina a tutti noi. Eccola:
“Carissimi parrocchiani, desidero salutare e ringraziare tutti, in modo speciale voi
che mi avete aiutato in molti modi, preziosi per quanto piccoli, a mantenere bella e
viva la nostra splendida chiesa e di conseguenza a dare manforte ai nostri amati
sacerdoti e quindi al Signore. Ricordiamoci nella preghiera, sembra qualcosa di
molto semplice, quasi un modo di dire ed invece è tra le cose più utili ed efficaci per
il bene delle anime. Vi chiedo di essere vicini ai nostri quattro cari preti e al nostro
buon diacono Luigi, in qualunque modo possiate. Infine un ringraziamento speciale
a Cesare, Germana, Luciana e Roberto e un grande “in bocca al lupo” per tutto ai
nostri gioielli: animatori, chierichetti, giovani del coro e scout! Cristian”.
E adesso due parole sul nuovo sacrestano. Si chiama Alessio Vogliano (nella foto), è
cresciuto nel nostro oratorio e abita nel territorio della parrocchia. E’ attento e diligente, a lui vada il nostro incoraggiamento. Grazie, Cristian! Auguri Alessio!
26
OTTOBRE MISSIONARIO A SAN PAOLO
DIARIO DI UN MESE FITTO DI EVENTI
Si è aperto in anticipo, quest’anno, il
mese missionario! Infatti potremmo
dire che è iniziato il 30 luglio, con la
visita di mons. José Alfredo, vescovo
in Madagascar. Dopo aver celebrato
la messa delle 18,30, mons. Alfredo
ha ricevuto l’offerta di 2.000 euro pervenuta da alcune famiglie di San
Paolo, destinata all’acquisto di Vangeli
per le scuole e per i cresimati della
sua diocesi. Un gruppetto di persone,
fra cui il parroco e don Roncan, in fraternità missionaria ha poi condiviso
con lui un po’ di cibo e informazioni
sulle problematiche del Madagascar.
E ancora sabato 22 settembre un
gruppo di parrocchiani ha accolto e
Il vescovo di Mananjary mons. Josè Alfredo con Piera Regis
che gli ha consegnato l’offerta di 2.000 euro raccolti da alcune famiglie
ospitato soci e simpatizzanti dell’Assodi San Paolo per l’iniziativa “Doniamo la parola di Dio”
ciazione “Costruire Insieme” di Torino
guidato dalla dottoressa Laura Gallareto. L’Associazione è sostenuta da anni dalla nostra comunità
con parecchie adozioni a distanza dei bimbi Tsara-Zara di Mananjary in Madagascar e con le offerte
della Quaresima di fraternità. Alle 11 la Messa celebrata da don Filippo, e alle 13 il pranzo, in un
clima di fraterna serenità. Indi si è svolta l’assemblea annuale dell’Associazione, aperta a chiunque
volesse partecipare.
Venerdì 5 ottobre si è tenuta una serata cinematografica, con la proiezione di due brevi video sulle
Missioni: “Ho creduto perché ho parlato” di padre Giulio Albanese e “Viaggio missionario in
Madagascar” del parrocchiano Cesare Cerrone, che nel mese di novembre 2011 è stato nella
Missione di Tsara-Zara.
Venerdì 12 ottobre in parrocchia l’incontro con don Enzo Saviolo, missionario biellese che ha operato in Brasile per 31 anni e che ora è parroco al Villaggio La Marmora: Ha entusiasmato i partecipanti per la profondità e l’incisività della sua testimonianza sul tema “La parrocchia in stato permanente di missione”.
Domenica 21, nella Giornata missionaria mondiale l’omelia delle Sante
Messe è stata affidata alle toccanti
riflessioni di Caterina e Andrea, due
nostri giovani che quest’anno hanno
vissuto una forte esperienza missionaria rispettivamente in Mozambico e in
Perù. In occasione della Giornata missionaria è stato allestito anche un
Mercatino del libro in collaborazione
con la Libreria “Paoline”, iniziativa assai apprezzata dai parrocchiani che
hanno visitato il salone sotto chiesa
per sfogliare i libri selezionati e per
acquistarli. Venduti circa 120 volumi.
Venerdì 26 l’incontro con suor Petra,
missionaria in Africa per molti anni e
Un'immagine del Mercatino del Libro svoltosi domenica 21 ottobre
ora Madre Generale delle Suore dell’ordine di San Giuseppe presenti a Biella al’Istituto Santa Caterina. Con la sua fede forte e cristallina, suor Petra ha elargito momenti di profonda spiritualità e condivisione fraterna.
Durante tutto il mese di ottobre, il Gruppo di Animazione Missionaria della parrocchia ha promosso
la campagna per la raccolta di occhiali da inviare, con la collaborazione dei Padri missionari devoniani di Trento, alle missioni del Congo. L’iniziativa ha avuto un buon successo, tantissime le paia di
occhiali pervenute. Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito al buon esito della raccolta.
Anna R.V.
27
Affollato incontro in parrocchia con don Enzo Saviolo
SIAMO TUTTI MISSIONARI. NESSUNO ESCLUSO
“Non aspettiamo che dopo aver suonato le campane
la gente venga da noi in chiesa, non basta più.
Bisogna andare là dove c’è la gente, le pecorelle
perdute del Buon Pastore...”.
E’ una delle tante esortazioni che don Enzo Saviolo,
la sera di venerdì 12 ottobre, ha pronunciato nel
corso dell’affollato incontro con i numerosi intervenuti sul tema “La parrocchia in stato permanente di
missione”. E di missione può ben parlare don
Saviolo, oggi parroco del Villaggio La Marmora, ma
in precedenza missionario in Brasile per oltre
trent’anni.
Dopo aver premesso che l’idea di missione come
comunicazione del Vangelo a chi è “fuori” dalla
Chiesa, nella considerazione che la Chiesa stessa sia
l’unico ambiente in cui vi sia possibilità di salvezza,
deve considerarsi “ampiamente superata”, ha proseguito: “Si è in missione quindi per fare discepoli, ma
non proseliti. Non si punta ad aumentare il numero
dei vicini per sentirsi più forti e potenti, ma per
comunicare ciò che, per Grazia, ci è stato dato di
sperimentare e che è offerto a tutti”. La parabola
più esemplificativa di questo atteggiamento è
quella del seminatore (Mc 4). La missione nasce
dalla percezione che la conoscenza di Gesù è Gioia e che seguirlo è Grazia, per ci si ha il desiderio
di far partecipi di questo gli altri.
“Fare discepoli quindi nasce dall’essere discepoli: è un percorso impegnativo perché significa seguire gli insegnamenti e l’esempio di Gesù ed in particolare praticare le beatitudini del regno, condurre il suo stile di vita, amando il Padre, avendo compassione davanti al dolore ed essendo vicini agli
ultimi, ai poveri, ai socialmente esclusi, amando fino al dono della propria vita”.
Sono questi, ha proseguito don Saviolo, gli obiettivi del missionario che si impegna alla fraternità,
autenticità, gratuità e universalità, osservando che “la Chiesa cresce non per proselitismo, ma per
attrazione: come Gesù attrae con il suo modo di essere, così la Chiesa attrae quando vive la comunione e l’amore, entrambi rilessi dell’amore del Padre”.
E come applicare questi concetti alla parrocchia? Va tenuto conto che la missione non è più un riferimento geografico (Africa, Sud America...), ma un modo di vivere la propria fede. Quindi chi sono i
missionari? Tutti i fedeli. La missione per cui esiste una parrocchia - ha osservato don Saviolo - è
evangelizzare, con coraggio e gioia. L’altra parabola significativa su questo messaggio è quella
del Buon Pastore (Lc 15,4 - 7). Per questo sono venuto nel mondo, dice Gesù: per la pecorella
smarrita, non per le altre 99. Ma normalmente nelle nostre comunità operiamo esattamente al contrario: accudiamo la sola pecorella già dentro (o comunque le poche che ci sono) e lasciamo le altre
smarrite al di fuori. Per quanto le chiese siano piene di persone, dobbiamo ricordarci che fuori ce ne
sono molte di più...
Occorre quindi tornare al concetto di evangelizzazione di primo annuncio delineata già da Paolo VI
nella Evangeli Nunziandi, adattandola ai cambiamenti del tempo (Giovanni Paolo II). Una nuova
evangelizzazione, con nuovo ardore, nuovi metodi, nuove espressioni e forme di comunicazione,
con il proposito di annunciare il nome, la proposta e il mistero di Gesù Cristo e non contenuti dottrinali. I protagonisti della missione parrocchiale sono i laici, e fra questi in particolare i giovani, in virtù
del mandato che deriva loro dal battesimo. E i destinatari sono tutti i battezzati che non vivono da
battezzati, i non battezzati e quelli che non hanno ancora dato segno di chiara fede (ragazzi e bambini).
Tra i vari metodi di trasmissione della fede il primato senza dubbio va alla testimonianza. Si deve
passare da una pastorale tradizionale ad una pastorale missionaria, da una pastorale delle campane
a una pastorale della strada... a una pastorale che guardi gli altri e soprattutto gli ultimi: accogliere i
poveri, i moralmente perduti ed i socialmente esclusi perché ammalati, anziani, handicappati. La
Chiesa - ha ribadito l’oratore - o è missionaria o non è Chiesa.
Ed ha concluso con una riflessione di Paolo VI: “Gli uomini si salvano per la misericordia del Padre.
Ma ora dobbiamo chiederci: potremo salvare noi stessi se non faremo evangelizzazione?”.
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“HO CREDUTO PERCIO’ HO PARLATO,
HO TACIUTO ED HO POTUTO CREDERE !”
Il 26 ottobre scorso abbiamo avuto il piacere di ospitare nella nostra parrocchia Suor Maria Petra Urietti, un medico missionario, attuale Madre
Generale delle Suore dell’ordine di San Giuseppe. Ci ha colpito la sua
semplicità, il suo entusiasmo e la sua commozione nel raccontarci le sue
esperienze di vita in Africa, ma anche la determinazione nell’esprimere il
suo significato del credere, il motivo per cui credere ed il modo in cui
possiamo manifestarlo intorno a noi, per avviare questo cammino della
“Nuova Evengelizzazione” che Papa Benedetto XVI ci ha stimolato ad
intraprendere con l’anno della fede, appena iniziato.
Suor Petra ha iniziato il suo incontro facendoci riflettere sulla preghiera
del credo, dove affermazioni così “totali e assolute” (cita F. Perazzoli) vengono ripetute con leggerezza.
Secondo lei, dobbiamo credere in Dio, perché Lui crede in noi e perché
ha così tanto creduto in noi da donarci suo figlio, Gesù.
Il nostro credo perché si veda e si senta deve cambiarci e deve modificare
Qualcosa attorno a noi.
Ha citato il Cardinal Martini che scrisse su “Ripartire da Dio” di: “Mettere tutti i nostri progetti
umani sotto la signoria di Dio e misurarli sul Vangelo”.
Noi possiamo realizzare come singoli e come parrocchia la nuova evangelizzazione, solo se ci lasciamo rendere nuovi dal Vangelo : dobbiamo farci domande, metterci in discussione, capire ciò che
dobbiamo cambiare e metterci a disposizione degli altri.
Suor Petra ha fatto alcuni esempi vissuti in Ciad : per esempio la nonna di Matokoulu che da lei, che
passava nel villaggio una volta l’anno, non si aspettava sapone, riso o altri generi alimentari ma,
chiedeva l’Eucarestia, o l’esempio delle donne che avevano percorso km con una zucca piena d’acqua sulla testa, per poter riempire, il giorno di Pasqua, la fonte battesimale e consentire così al
sacerdote di battezzare.
Questi esempi sono serviti per farci capire che i poveri evangelizzeranno, perché è più facile per chi
ha poco condividerlo e vivere il Vangelo. Solo tornando poveri cioè umili, mettendoci in discussione
come Nicodemo (un fariseo che va di nascosto, di notte, da Gesù per porgli domande e che poi si
espone staccandolo dalla croce con Giuseppe e donando l’olio per la sua sepoltura), potremo progettare, rivedere la nostra vita e realizzare l’evangelizzazione, usando come metro il Vangelo.
CATERINA IN MOZAMBICO
"... Ho visto la povertà, quella vera, quella per cui non si ha l’acqua per bere o lavarsi, per la quale
si hanno quattro pomodorini e dieci figli da sfamare, dove gli uomini passano la maggior parte
della giornata a bere e a oziare, dove si ha la casa che rischia di crollare e i topi nel tetto, dove alla
morte ci si abitua perché è all’ordine del giorno. Viene spontaneo chiedersi come facciano, come
facciano a superare la giornata ma la domenica andare a messa e sprigionare tutta quella gioia nei
canti per celebrare e ringraziare il
Signore. Eppure accorrono numerosissimi ed è una festa. Anche
nei villaggi sperduti in mezzo al
nulla, dove la chiesa è una capanna svuotata con qualche panca
improvvisata e l’altare è un tronco, dove vedono il sacerdote se
va bene, una volta l’anno, tutte le
domeniche pregano insieme e
fanno catechismo. Ed è davanti a
queste scene che mi sono domandata su cosa sia la felicità, o
meglio, a cosa io la attribuisco...
Paradossalmente, davanti a persone con i piedi scalzi e una casa
di fango e paglia, mi sono sentita
povera".
Caterina
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“EDUCAZIONE DEI GIOVANI”
GRUPPI DOPO CRESIMA (episodio II - TNT)
a cura di don Gabriele
Visti i promettenti frutti dell’esperimento RANUNO (primo gruppo dopo-cresima di san Paolo, che raccoglieva gli adolescenti delle annate ’77 e ’78) le forze educative dei giovani della Parrocchia di san Paolo ci riprovarono a mettere su un secondo gruppo, questa volta per le annate ’79 e ’80 e nacque lui: il gruppo TNT. Avrei
potuto chiedere a tutti gli appartenenti di questo gruppo di scrivere qualcosa, ma non sarebbe bastato l’intero bollettino ;-)! Ecco allora le esperienze di due animatrici e di un animatore di quei tempi, non esplicheranno
tutta la ricchezza della “esperienza TNT”, lo so, ma spero che aiuteranno chi non l’ha conosciuta a gettare per
lo meno uno sguardo su quegli anni e chi l’ha vissuta, a cogliere la palla al balzo per ringraziare il Signore di
essere stato parte di quel gruppo e chiederGli di far fruttificare ancora la grande seminagione di quella stagione sanpaolina.
P.S.: Grazie a Valentina per le foto!
E quando meno te l’aspetti … COME UNA BOMBA! Torni nella mia vita dopo che, per il
corso naturale degli eventi, ti avevo ormai un po’ … non certo dimenticato … ma di sicuro
messo in secondo piano, accantonato nel cassettino dei ricordi.
In passato mi era stato chiesto di scriverti ed ora mi si chiede di scrivere di te e di quello che sei stato per me.
Non mi ricordo bene cosa ti avevo detto, forse mi ripeterò, forse mi contraddirò ma questo è quanto mi susciti in questo momento. Allora via, partiamo con un po’ di tecnicismi.
Era un anno ormai lontano del secolo scorso e la Parrocchia di San Paolo si arricchiva di un eterogeneo gruppo chiamato, non a caso, TNT. Testimoni Nuovo Testamento, sì certo, ma con un chiaro rimando al mondo dei
fumetti e al trinitrotoluene!!! Effervescente, non c’è che dire, fin da subito, di nome e di fatto.
Purtroppo nel giorno della tua nascita io non c’ero. Sono arrivata solo dopo, “animatrice” per età anagrafica,
senza credenziali, nel gruppo che mi avrebbe poi animata. Mi si chiedeva di fare qualcosa per te, un servizio,
ma che parola pesante, che senso di inadeguatezza! Eppure hai accettato anche me, mi hai permesso di avere
un piccolo ruolo, di occupare un posto privilegiato da cui poter osservare, spesso più che partecipare. E ho
visto e vissuto i tuoi momenti di fatica, di gioia, di entusiasmo, di noia, di litigi e riappacificazioni, di crescita.
Che palestra di vita sei stato TNT.
Conservo ancora una scatola con fogli, calendari, quaderni pieni di appunti che mi ricordano momenti di
riflessione, di discussione, di giochi e i campeggi, le diapositive, lo spettacolo, le preghiere, i falò! E conservo
lo speciale TAU TNT di Goglio del 19/07/95 e immagini e sensazioni di momenti intensi e ricordi di visi, di personalità diverse e singolari, che pur nella loro individualità cercavano di essere un gruppo, a volte riuscendoci,
a volte no. E che dire del trekking, dei canti, di quanto può diventar buono un risottino in busta Knorr preparato sul fornellino in allegria - e di come ti accorgi, riprovandolo poi a casa, che l’unica cosa che lo rendeva
buono era la gioia di stare in tua compagnia!
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Tecnicismi: quando ha smesso
di esistere il TNT? Non ha smesso di esistere, è arrivato alla
meta, esplodendo e spargendo
così le sue schegge in mille
direzioni, come falispe che sono
andate a bruciare altrove per
dar vita a tante altre meravigliose bombe. Sai TNT, forse non
sono tanto più di Chiesa, come
si suol dire, ma ho ricordi di
talenti, di semi che germogliano, di sale della terra. E tutto
questo ancora mi piace e credo
che ognuna delle tue schegge,
vivendo pienamente la sua vita,
possa dare buoni frutti.
Grazie TNT per il bel viaggio
emozionante e per aver contribuito ad accendere anche la
mia miccia.
Anch’io veramente sono arrivata come animatrice ben
dopo la tua nascita, cercata,
da uno dei tuoi padri fondatori, per far emergere la tua
parte più spirituale..
Abbiamo quindi iniziato un
percorso insieme per conoscerci. A dire la verità io avevo
parecchia paura perché il compito che mi era stato richiesto
non era per niente facile. Ho
cercato quindi di avvicinarmi a
te a piccoli passi, in punta di
piedi, senza invadere. E poi è
successo… è accaduto. Una
sera abbiamo organizzato un
momento di preghiera-adorazione in chiesa a San Paolo: e nel silenzio, Dio si è fatto “sentire” perché noi ci siamo spogliati davanti a Lui ci
siamo fatti vedere per quello che realmente siamo. Piccoli, poveri, e bisognosi del Suo Amore.
L’esempio che avevo fatto era stato quello di quando ci mettiamo al sole per abbronzarci: ci spogliamo, ci
mettiamo la crema ma poi l’unica cosa davvero importante che dobbiamo fare è STARE AL SOLE. Noi non
facciamo più nulla è il sole che fa tutto e ci abbronza. Così è con il Signore. Se noi veramente ci spogliamo del
nostro orgoglio, del nostro pensare di essere chissà chi, Lui ci “abbronza” ci trasforma.
E’ stato un grande dono quello che ci ha fatto Dio in quella sera e so che ancora oggi a distanza di anni, caro
TNT, te lo ricordi..
Per me questo è stato l’apice del
cammino spirituale del TNT e i legami che si sono creati tra animatori e
ragazzi negli anni, sono forti perché
irradiati da quel Sole. Non importa
se ormai non ci si vede più e ognuno
per fortuna sta seguendo il suo cammino, questi legami restano e portano frutto..
Ed è bello, permettete, vedere che,
una delle tue ragazze, caro TNT, ora
fa l’animatrice ai miei figli…. GRAZIE
DUE DEGLI ANIMANIACS
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Dici TNT e si spalanca un mondo. Credo sia come per
un bimbo fissare per la prima volta l’occhio sul fondo di
un caleidoscopio. Pensavi fosse solo un tubo… e invece.
Sarà stato il ’93 o il ’94. Grazie, Cristian!
Avevamo i brufoli e appena fatto la Cresima e ci si trovava il sabato pomeriggio alle 4 in saletta (quella con il
tavolo fatto a puzzle e i muri colorati a fianco di quella
tutta austera del consiglio pastorale). Ma tutti i sabati eh,
cascasse il mondo. Ché il gruppo era il momento che
svoltava la settimana. In testa ho ricordi confusi e vaghi di
momenti precisi e specifici, ma al pensiero, del TNT dico,
si diffondono nel cervello una serie di endorfine straordinarie. Pace, benessere e tanto divertimento. Siamo stati
(e in buona parte siamo ancora) un gruppo di amici con
legami molto forti, e (ma questo diciamocelo tra noi) con
qualche problema di apertura verso l’esterno, tanto stavamo bene tra noi. Sta di fatto che era proprio forte.
C’era questo manipoli di animatori che (avendolo fatto
pure io per anni dopo) sembrava più un team di scienziati
della Nasa. Tutto perfetto. Tutto studiato. Preghiere, giochi, riflessioni. Momenti di crescita personale. Gioco libero e organizzato. Tra San Paolo e Goglio non si smetteva
mai un attimo di stare insieme. Di cercarci, di confrontarci, di crescere. Ecco, tra una scusa e un’altra, insieme,
inconsapevolmente (almeno per me) siamo diventati
uomini e donne. Cristiani adulti o disinteressati (Gesù
dicono che lascia liberi di sbagliare no?). Con alcune
impronte di fondo che restano incancellabili. Un atteggiamento costante di ricerca. Di fede, di significato, di
felicità. La curiosità della scoperta. Questo dna mi hanno
lasciato dentro tutte le giornate e le serate passate insieme.
E poi, crescendo, mi è rimasta dentro la voglia di provare a restituire agli altri tutta la gioia che mi era stata
donata in modo totalmente gratuito. Servendo o lavando i piatti alle cene di Natale e Carnevale. Provando a
organizzare i giochi in oratorio. Sistemando la casa in Valsavarenche o correndo per arrivarci. Diventando
catechista o animatore. Fino a che qualcun altro, in un’altra comunità (mica c’è solo San Paolo, ho scoperto,
poi, alla fine, che il Signore è dappertutto) faccia lo stesso con i miei figli. Evangelizzare ed essere evangelizzati, dicono adesso i vescovi. In fondo basta poco per affascinare… L’amore.
Roberto
I ricordi sono molti, presenti e importanti ancor oggi, nonostante il passare degli anni. Le immagini scorrono lentamente delineando colori e profumi che diventano intensi e delicati allo stesso tempo. Così l’emozione
sale e lo sguardo viene rapito dalla dolcezza di un gesto o di un viso.
Rimangono impressi la grandezza del cielo di Goglio, richiamo all’infinito, una piccola casa, nido e culla, la
grande montagna, simbolo e sostegno, i piedi in cerchio, un’aula dipinta, un campo di calcio. E, soprattutto, il
sentimento che unisce le storie di ragazzi, la leggerezza, l’Amicizia, l’ironia, l’innamoramento, la tenerezza, il
respiro dell’Anima.
I ragazzi del gruppo, ora adulti, hanno vissuto e condiviso questo progetto per anni, portando la propria visione del mondo, le proprie risorse, il proprio modo speciale ed unico di sentire in ogni incontro, pensiero, riflessione, situazione, attività, nella pienezza del Presente, come succede ai bambini.
Il vento che ha soffiato sulle nostre vele ci ha permesso di navigare in mare aperto cavalcando onde alte o
ascoltando la pace di orizzonti sereni tra le calme acque della sera e la natura incontaminata.
Questa storia, con questi ragazzi, è parte integrante della mia vita personale.
Una storia scritta dallo sguardo, dalla volontà e dalle mani di ogni persona che ne ha voluto fare parte: non mi
è possibile descrivere ciò che vedo ora perchè è grande l’emozione e sono numerosissime le immagini che
riaffiorano; so certamente che riguardano lo sguardo indimenticabile di ciascuno. So anche che questo è ciò
che ancora ci unisce.
Il gruppo TNT è nato nell’abbraccio amorevole di Cristo.
L’Amore ha generato l’Incontro.
Per questo la proposta educativa ha trovato fondamento nella Libertà.
Educare alla libertà ha voluto significare perciò l’impegno di assumerci il rischio della Scelta, individuale e collettiva, che presuppone una Ricerca e quindi la domanda di Senso per esplorare l’Esigenza del cuore e dell’essere.
Libertà di essere sostanzialmente in connessione con la propria autenticità. Libertà di desiderare. Libertà dai
condizionamenti. Libertà di poter essere e scegliere. Libertà di errare.
Ricercare ha significato per noi muoverci in campi sconosciuti e lasciare, con umiltà, parte della propria sicurezza per incontrare, con fiducia, la forza del Cambiamento, la Bellezza della Relazione e la Conoscenza nel
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quotidiano, in un gioco, uno scherzo, un viaggio, un
pranzo, in una camminata in montagna. E così crescere, con dignità, verso il proprio futuro, nella certezza che “un atomo divino è conficcato in ogni
cuore umano”. Una scintilla pronta a dare vita.
Il gruppo è fine e mezzo nell’adolescenza: l’Altro è
la misura del mio limite e, al contempo, infinita possibilità. Il gruppo diventa cura materna e protezione
paterna e, per questo, una proposta dove sperimentare parti di sé anche ingombranti. E, quindi, il gruppo nasconde anche il tranello dell’esclusione, dell’ipocrisia, del giudizio che non sa discernere, del pregiudizio e della colpa, come spesso accade in famiglia o nel luogo di lavoro.
Il cammino di consapevolezza che abbiamo voluto
condividere ha cercato di scardinare e uscire da
queste logiche per avvicinarci a quelle della comprensione e dell’accettazione profonda, riconoscendo al pensiero critico un giusto peso, quando viene
guidato dalle regole della creatività.
Alle volte non ci siamo riusciti.
Da adulti, ad oggi, sappiamo (abbiamo l’occasione di) rileggere questa meravigliosa esperienza con gli occhi
di chi conosce la verità della compassione e sa l’abbraccio amorevole.
E l’incanto si fa storia.
Il gruppo di animatori ha voluto corrispondere al desiderio di costruire un modo diverso di muoversi nella
realtà, se pure parziale data l’età della scelta (20 anni). Questo gruppo di giovani, un po’ più grandi, ha cercato di tradurre il significato e la visione in un’azione concreta che è durata per anni. Riunioni, pensieri, decisioni, tempo, mettersi in discussione, dubbio, lotta, ricerca, confronto, analisi, senso, abbracci, telefonate, evoluzioni, gioia. L’Amore ci ha abbracciato.
Avrei voluto dare ancora più voce alle parole e ai sentimenti che provo ma per ovvi motivi di spazio non ho
potuto, rischiando in alcune parti di essere un po’ evasivo o generico. Mi scuso per questo.
Ringrazio tutti noi.
Ringrazio il cielo, Don Vitale, maestro di fede, di ricerca assidua e delicata presenza e don Gianni per averci
accompagnato, sostenuto e donato fiducia.
Gabriele
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PRIME COMUNIONI
Il 1° maggio hanno ricevuto per la prima volta il Sacramento dell'Eucaristia:
Foto Fighera
Aiazzone Francesco Stefano, Barbera Martina, Bertone Alice, Bianco Lorenzo, Calabrese Martina,
Calingasan Elisha, Casoli Giulia, Colovolo Giulia, Crescenzio Giorgia, Curella Giuseppe, Disiena
Jacopo, D'ottavi Francesco, Fallacara Gaia, Fatta Matilde, Finotello Alessia, Gallo Fabio,
GentileSamuele Luigi, Giacomini Matilde, Gilardi Nadin, Gregori Paolo, Guglielmi Irene, Maffei
Luca, Mancusi Domenico, Messina Thomas, Mora Andrea, Mussolin Camilla, Negri Elisa, Osside
Greta, Pappalardo Sofia, Pasqualetto Salvatore Fabio, Passarella Andrea Chiara, Perino Federica,
Potuto Erica, Praino Morgana, Ramella Bon Pietro, Rastello Silvia, Ravinetto Giulia Francesca,
Rebuffa Nicolò, Rimini Marco, Rodriguez Flores Camilla, Schiapparelli Nathalie, Scordo Carmela,
Sità Serena, Snoussi Simone, Sughi Stefano, Tarantino Chiara, Torchio Pietro, Trotta Andrea,
Tuttolomondo Salvatore, Viola Alessia, Vistali Simone, Zappa Marco Vincenzo.
CRESIME
Il 25 novembre hanno ricevuto la Cresima:
Foto Fighera
Dato Maria Irene, Dziatkowski Damian, Spriano Alberto, Tosetti Biagio, Bertella Edoardo, Bosso
Virginia, Di Micco Alessandro, Ellena Davide, Ellena Giulia, Garcia Ginevra, Medri Federico,
Mezzano Chiara, Ottin Bocat Marta, Quario Tommaso, Rastello Mattia, Tiboldo Matteo, Valencia
Eloisa, Vallan Irene, Bianco Francesco, Borchio Giorgia, Caucino Letizia, Cornetti Federica, Frassà
Andrea, Kossai Jacopo, Iaselli Sofia, Iuvara Ilenia, Lesna Edoardo, Melicar Edoardo, Pecoraro Pietro,
Rinollo Alessio, Trenta Ilaria, VallaFrancesco, AntonicelliMartina, BarberaRiccardo, BertagliaSharon,
CalabròEnrico, CarlinoRiccardo, Castaldo Giulia, Coda Alessandra, Gremmo Nicolò, Musso Giada,
Nalin Matteo, Spirito Giacomo, Torre Alessandro, Apicella Tiziana, Apicella Daniela.
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FESTA PATRONALE
DELLA CAPPELLA S. PIO X IN VIA LAZIO
“…Una piacevole sorpresa!”
Foto Fighera
“Hai visto? Hanno messo un manifesto nella bacheca della cappellina, dicono che viene il Vescovo!…non
sanno più cosa fare per attirare l’attenzione!” “Ma no!”- risponde l’amica di panchina ai giardinetti - “Perché
dovrebbero mentire, se lo dicono è così!”
Il giorno della festa alle ore 8,30 del mattino tutti erano in ansia per vedere se era vero, perché un Vescovo
dovrebbe venire in un luogo così defilato e frequentato da gente semplice? Si potrebbe dire che va a cercare la
pecorella smarrita ma non è questo il caso, le persone semplici sono le preferite del Signore che guarda il cuore
e non l’apparenza. Così ecco comparire un uomo dal vestito lungo e nero con uno zuccotto rosso, era proprio il
Vescovo. La celebrazione si è svolta in un clima tipico per quelli della cappellina, famigliare ma di preghiera
intensa. E’ stata l’occasione per Mons. Gabriele di presentare durante l’omelia il suo messaggio per l’anno della
fede. Essa - ha detto il Vescovo - non si trasmette con grandi discorsi,i ma con piccole attenzioni costanti sparse
nella quotidianità, come un segno della croce consapevole e ben fatto, una semplice preghiera a inizio e fine
giornata. Ha sottolineato il valore dei segni, dell’avere in casa almeno un crocifisso o meglio, un angolino di
preghiera, l’importanza di una genuflessione davanti al Santissimo Sacramento, la S. Messa in suffragio per i
defunti, la confessione e i pellegrinaggi. E’ stato bello anche il “dopo Messa”, dove si è fatto colazione tutti
insieme ammirando i lavoretti floreali creati da un gruppo di signore capaci e fantasiose. La giornata è proseguita nel giardino pubblico così ben tenuto e in particolare, vogliamo ringraziare chi tutti i giorni è attenta agli animali del laghetto. Ci si è ritrovati poi il pomeriggio per un momento di
Adorazione Eucaristica e per una corposa merenda preparata da gente
laboriosa e generosa con il sostegno dell’Associazione Famiglie e delle
famiglie Apicella.
Ed eccoci qua infine a ringraziare coloro che tengono aperta e pulita la
cappellina, in particolare vorrei ricordare Maria Pia Avidano Converso
(nella foto) che ha raggiunto il suo Signore proprio in questi giorni. La
portiamo tutti nel cuore e le chiediamo di avere anche dal cielo un’attenzione particolare per il quartiere del Villaggio Sportivo ricco di gente
buona e di popoli diversi, un piccolo isolato, una foto del mondo espressione della possibilità di poter vivere insieme nella pace.
dfn
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1943-1944: SORGE LA “NUOVA”
GRANDE CHIESA DEL COTTOLENGO
L’entusiasmo di Mons. Buratti, parroco di San Paolo
La chiesa in costruzione nel 1943
NOTE
STORICHE
Sul “Bollettino di San Paolo” del gennaio 1944 così scriveva il parroco mons. Irmo Buratti:
“Sta sorgendo nel bel mezzo della “Piccola Casa” del Cottolengo la nuova ampia chiesa che i benefattori della
grande Opera di carità donano ai ricoverati. Sarà un monumento magnifico che completerà a meraviglia il complesso delle grandiose costruzioni. Noi ne godiamo sia perché la nuova chiesa sorge nel territorio parrocchiale e sappiamo che la chiesa è sempre fonte di benedizioni - sia perché di essa ne potranno usufruire i parrocchiani
che abitano nei pressi del “Cottolengo”. Difatti il benemerito P. Mino, venendo generosamente incontro al mio
desiderio, ha disposto nella costruzione della chiesa che un ampio spazio fosse destinato ai nostri parrocchiani
che intendono colà assistere alla S. Messa. Del suo gesto benefico noi vivamente lo ringraziamo.
“E per dare al “Cottolengo” una prova tangibile, se pur piccola, della nostra riconoscenza, ho desiderato che
uno dei due altari laterali della chiesa fosse offerto dai parrocchiani di San Paolo. Ho chiesto al Rev. P. Mino,
come un vero favore, il piacere di offrirgli l’altare del Sacro Cuore, perché anche la nostra parrocchia fosse là
rappresentata, ed ora mi rivolgo a voi, cari parrocchiani, onde mi aiutiate ad attuare il grazioso disegno....”.
L’invito fu raccolto... Già nel numero di febbraio-marzo del “Bollettino” mons. Buratti poteva dare conto di
notevoli offerte destinate all’altare. E sul Bollettino di settembre, in testa ad un secondo elenco di offerte, già
veniva annunciata per ottobre la solenne consacrazione della chiesa: “... in poco più di un anno la nuova grandiosa chiesa è sorta nel centro di tutti gli edifici del Cottolengo per essere il cuore di tutta l’attività che là si
svolge.... La chiesa richiederà ancora non pochi lavori per il suo totale compimento, e non può nemmeno avere
subito l’altare laterale che noi le abbiamo donato, tuttavia può già essere in grado di venire officiata...”.
Le offerte per il nuovo altare dei parrocchiani di San Paolo continuavano incessanti. Un terzo elenco di offerte
compare sul Bollettino del quarto quadrimestre 1944 , cui segue un quarto elenco nel numero del primo trimestre 1945. Nel settembre dello stesso anno, mons. Buratti segnalò, sempre sul Bollettino con un ampio articolo,
il venticinquennio “dall’inizio dell’opera del Cottolengo” in Biella, commentando: “Il Signore, all’attuazione
dei grandi disegni del suo amore, destinava un vero cuore di apostolo dalla mente vasta e dalla volontà tenace,
il Rev. Padre Mino dei Filippini di Biella, il quale, seguendo le orme e lo spirito del Santo Cottolengo ed interpretando tutti i desideri del Padre della “Piccola Casa” di Torino (Padre Ribero, ndr), doveva poi, giorno per
giorno, esplicare un’attività instancabile e meravigliosa, dilatando sempre più gli spazi della carità...”.
Ancora Mons. Buratti, sullo stesso Bollettino, invitava i propri parrocchiani ad un “Pellegrinaggio al
Cottolengo” da svolgersi il 30 settembre, con l’offerta solenne del nuovo altare, dandone poi a novembre un diffuso resoconto: “... una lunga colonna di fedeli muoveva da San Paolo pregando e cantando”. In quell’occasione mons. Buratti, dal pulpito, rievocò vita e opere del Santo Cottolengo, offrendo poi a nome dei parrocchiani
“il nuovo altare di marmo con l’artistico quadro del Sacro Cuore avente ai piedi San Paolo e San Filippo
Neri.... doveroso omaggio al benemerito Filippino Padre Mino, al quale si deve tanto fervore di opere”. A proposito del quadro, scrisse mons. Buratti in chiusura dell’articolo, era costretto a ricorrere nuovamente al buon
cuore dei parrocchiani, essendone lievitati i costi...
Pensiamo che anche quella volta il buon parroco non rimase deluso.
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Nella chiesa parrocchiale
Ben arrivati bambini
MACRI’ FRANCESCA di Salvatore e Bacio Nicoletta il 15 Aprile
ALATI MATILDE di Enrico e Vogliano Linda il 15 Aprile
MARTINA MARCELLO di Claudio e Delpiano Elena il 22 Aprile
VIOLA LORENZO di Luciano e Garbin Cristiana il 22 Aprile
PILIARVU NOEMI di Piliarvu Valentina il 29 Aprile
BONAITI GIANNI di Stefano e Fassone Alda il 27 Maggio
BORETTI LORENZO di Gabriele Pietro e Ardino Paola
Francesca il 27 Maggio
DURSO VIRGINIA di Rossano e Neso Elena il 27 Maggio
SANTIA’ MARTINA di Ivano e Listello Stefania Silvia il 3 giugno
FAZZARI VIOLA di Alessandro e Giana Francesca il 3 Giugno
SAVI CAROLINA MARIE di Massimo e Asa Marie Nilsson il 10
Giugno
RESTIVO CARLOTTA di Tommaso e Crosetto Daniela l’1 Luglio
REJANO SOFIA AVA SKYE di Christian e Sandi Apple l’8 Luglio
TOMBINI ETTORE di Paolo e di Ramella Levis Sara l’8 Luglio
PICCOLO VITTORIO di Bruno e Racanelli Tamara il 15 Luglio
BAIMA BESQUET GRIGA GRETA di Marco e Vandamme Genevieve il 15 luglio
CALEFATO VINCENZO IOAN di Gioacchino e Murgoci Alina il 15 Luglio
BERTELLI ANGELICA ELIANA di Massimo e Iozzo Consuelo il 5 Agosto
SABATINO ISMAEL GRAZIANO di Sabatino Cinzia il 27 Settembre
LERRO GIULIA di Michele e Di Vico Anna il 14 Ottobre
MUSACCHI ALESSIO di Mirko e Gruppo Patrizia il 14 Ottobre
BUTERA NICOLE di Lorenzo e Galvano Filippa il 14 Ottobre
SILETTI GIULIA di Andrea Giuseppe e Lazzarini Elisa
INGRASSIA DAVIDE JAVIER di Benedetto Davide e Prencipe Michela
Ogni bambino che nasce reca al mondo il messaggio che Dio non è stanco dell’uomo
(Tagore)
Cari sposi, felice cammino
DE CARIA MAURO e ZAGO ELISA il 21 Luglio
GAMBA DIEGO e GUELI ADELAIDE il 4 Agosto
FRESCHI BERNARDO e OGNATTI CRISTIANA l’11 Agosto
GIAQUINTO IVANO e VALENTI TIZIANA l’1 Settembre
Nella pace del Signore
FRANCI NADA il 22 Marzo
FURLAN OTELIA il 25 Marzo
VOLA BIANCA il 27 Marzo
CONVERSO MARIO il 2 Aprile
FARACI STELLA il 4 Aprile
44
MARAUCCI MAURO il 8 Aprile
SAPONARA GIOVANNA il 12 Aprile
ROMANO EZIO il 12 Aprile
TELEGRAMMA MARIO il 13 Aprile
TURCO ARMANDO il 15 Aprile
BOVIO GIORGIO il 16 Aprile
SOGNO PIERINO il 18 Aprile
NARDI ERMINIA il 20 Aprile
GIORDANO SALVATORE il 24 Aprile
SPILINGA FRANCESCO il 24 Aprile
SIGIFFREDO SCHINCAGLIA il 15 Maggio
VALLE OLGA il 15 Maggio
LE ROSE SANDRINA il 26 Maggio
ARDISSONE ADA il 10 Giugno
POZZO CARLO il 19 Giugno
CILIONE ANTONINO il 22 Giugno
VELMINA AVENA il 24 Giugno
LEGA FRANCO il 27 Giugno
PASQUALE LETIZIA il 28 Giugno
LA SALA ANGELO il 24 Luglio
NONCOVICH FILIPPO il 31 Luglio
BRIGATO INES l’ 1 Agosto
FURNO MICHELE il 3 Agosto
LANDINI PIERGIUSEPPE il 3 Agosto
ABATE MARIA il 6 Agosto
TOSIN VALENTINA il 10 Agosto
PERETTI SANTINA il 10 Agosto
DEVA ELCIDE il 14 Agosto
MAGGIORIN ANNA il 15 Agosto
BARAZZOTTO ALDA il 19 Agosto
CASAZZA CLARA il 18 Agosto
CONCA SANDRA il 19 Agosto
DALMASSO COSTANZO il 6 Settembre
MAFFEO MARCO il 9 Settembre
BENNA MARIA il 10 Settembre
JANNO NEDA il 16 Settembre
FERRARI VITTORIO l’1 Ottobre
AVIANI GIULIO il 3 Ottobre
VIAZZO RENZO il 7 Ottobre
ZOCCOLA ALDO il 9 Ottobre
FREZZATI ALBINO il 9 Ottobre
PIRAS PIERMASSIMO il 26 Settembre
RISERBATO GIUSEPPE il 15 Ottobre
LONI ENEDINA il 18 Ottobre
MARANGONI MARIA il 21 ottobre
GARBIN CARMELA il 21 Ottobre
VIOLA PIERANGELO il 22 Ottobre
MERIGGIO MARGHERITA il 24 Ottobre
RAMELLA OLGA il 6 Novembre
RICCA MARIO il 9 Novembre
VAGLIO ARISTIDE il 10 Novembre
GALLINOTTI MARIO l’11 Novembre
45
Per la Casa Alpina
Fam. Scanzio Elisa e Fabrizio 50 Fam. Allorto Pietro 50 - Fam. Aiazzone Giuseppe 50 - N. N. 40 - Fam.
Pelle Rosalia 40 - Fam. Pisciotta
Nicodemo 30 - Fam. Crestani e Guglielminotti 20 - Fam. Coda Ester 20
- Fam. Bertazzoli Simonetta 20 Fam. Bricarello Ezio 20 - Fam. Gaviolo Bice 20 -Fam. Vigone Angelo
e Banfo Piero 20 - Fam. Gallo 20 Fam. Delleani Augusto 20 - Fam.
Vogliano 10 - Fam. Lovera Luigina
10 - Fam. Garoglio Silvia e Roberto
10 - Fam. Pugnana 10 - Fam. Morcozo 10 - Fam. Cappa Firmino 10 Fam. Senter Iride 10 - Fam. D’Oria
ved. Maffeo 5 - Fam. Vercella Marchese 5 - Fam. Mallardo 50 - Fam.
Galassi 5 - Fam. Rinollo 10 - N.N.
20 - Fam. Pozzati 5 - Fam. Bozzonetti 10 - Fam. Monformoso 10 Fam. Fantone Paolo 20 - Fam.
Marino 5 - Fam. Frignocca 50 - N.N.
20 - Fam. A.e L.B. 100 - N.N. 20 Fam Beretta 5 - Fam. Raimondo 10 Fam. Sormani 100 - Fam. Loro Lamia Anna 20 - Fam. Farina e Roma
Idola 20 - Fam. Canova Alessandro
10 - Fam. Botta Sergio 10 - Hotel
Astoria 20 - Fam. Delleani Alessandra 20 - Fam. Marzola Bellamy 10Fam. Migliorato 10 - Fam. Castello
11 - Fam. Beltrame Antonia 10 Fam. Ramella Casalone Ada 50 Fam. Destinoli 10 - Fam. Ernesta 10
- Fam. Carrara Tarello 10 - Fam.
Cammarata 20 - Fam. Ceria Arturo
50 - Fam. Vella Calogero 5 - Fam.
Manera Van Axel 50 - Fam. Turola
10 - N.N. 100 - Fam. Sinigaglia Laini 15 - Fam. Mosca 20 - Fam. Gariglio 50 - Fam. Calvino 20 - N.N. 200
- Fam. Ricolfi 100 - Fam. Radici 100.
Per la Chiesa
e le Opere Parrocchiali
In memoria di Teresa Amoruso 30 In memoria di Giovanni 10 - Fiorani
Vittorio 50 - In memoria di Mario
Caveggia, la famiglia 100 - In memoria di Mario Caveggia, i condòmini di via Cova 3, 175 - N.N. 40 - In
memoria di Laura Mosca 50 - In memoria di don Carlo Tua 20 - In
memoria delle famiglie Deganello
Saccardo e Maria Ardone 40 - In
memoria defunti famiglia Landini 20
- N.N. 15 - In memoria di Marisa Le
Rose 50 - In memoria di GianLuigi e
Anita Sormani 50 - In memoria di
GianCarlo Regis 50- In memoria di
Elio Campi 5 - In memoria di Marica
Spanu 100 - N.N. 100 - In memoria
46
di Liberata Corrado 20 - N.N. 15 Ernesta Costa 20 - In memoria dei
defunti della famiglia Viglieno 120 Barazzotto AnnaMaria 300 - N.N.
500 - Elena Fossati e Mario Eugenio
Bovoleni 500 - In memoria di Antonietta e Giampiero Ramella Trafighet 100 - N.N. 1300 - In memoria
di Alberto Manera 60 -In memoria di
Nada Franci, la famiglia 250 - In
memoria di Cesare Giusti 50 - In
memoria di Virginia Perego 25 - In
memoria di Giuseppe 50 - In memoria di Luigi Gasparini 20 - Fam. Fila
Colleoni 20 -Fam. Carta Zina 50 N.N. 10 - Orlando e Veronica 25 - In
HANNO
OFFERTO
(da aprile al
15 novembre 2012)
memoria di Luigi Massimo 20 - In
memoria di Teresa Ferrero e Antonio
Gastaldo 50 - In memoria di Anna
Gremmo, Maria, Felice e Antonio
Bider, Pierino Petiva, Gine e Nella
Bider 200 - N.N. 30 - In memoria di
Giuseppina Pavinato e Renzo Valeggia 15 - In memoria di Bianca Vola,
la famiglia 100 - N.N. 15 - Messina
Silvia 20 - Bielli 20 - In memoria di
Maggiorino e Mariuccia Polledro 20
- Fam. Sandri 60 - Fam. Barazzotto
50 - Fam. Sappino 20 - Fam. Roviglione 50 - N.N. 500 - In memoria di
Margherita Mello Grand, Lora Moretto Fiorentina 100 - Dante Furno
10 - In memoria di Giovanna e Mina
15 - In memoria di Lidia Cravagna
10 - In memoria di Oneglia e Giovanni Vegis 50 - In memoria di Mauro Maraucci, la famiglia 100 - Fam.
Scanzio 50 - Fam. Visentini 20 N.N. 20 - Sara Angelicchio 25 - In
memoria di Albina Romagnoli 15 In memoria di Cesarina 5 - N.N. 100
- N.N. 30 - In memoria di Ezio Romano, la famiglia 500 - Per il Battesimo di Francesca Macrì 50 - In memoria di Duilio Greppi, Ilia e Mario
Ramella Bagneri Massimo Bugala
40 - In memoria dei defunti delle famiglie Bagordo, Buttazzo, Dell’Anna 35 - In memoria di Lea Billotti
100 - In memoria di Armando Turco,
la famiglia 100 - In memoria di
Benito Longhi e Gilla Raffaini 80 -
In memoria di Pio Masone e famiglia
Silvestri 25 - In memoria di Massimio Migliorato 15 - In memoria di
Alfio 100 - N.N. 10 - Zappino Massimo 20 - N.N. 300 - N.N. 80 - In
memoria dei defunti della famiglia
Fulchini 20 - In memoria di Stella
Faraci 15 - Per il Battesimo di Lorenzo Viola 20 - Per il Battesimo di
Marcello Martina 100 - Fam. Castello 11 - In memoria dei defunti
delle famiglie Buttazzo, De Simone,
Montin 20 - In memoria di Pierino
Sogno, la famiglia 70 - In memoria
di Sante e Santina Azzarello 40 - Katia Cufone 20 - In memoria di
Erminia Nardi, la famiglia 500 Santa Caterina 50 - Bruni Rina 20 In memoria di Mons. Luigi Maffeo
20 - In memoria di Bianca Vola 20 In memoria di Giorgio Bovio, la
famiglia 50 - In memoria di Silvio e
Rina Monti 50 - N.N. 20 - In memoria di Lorenzo Galati 100 - N.N. 30 N.N. 60 - Per la Prima Comunione di
Andrea Passarella 80 - N.N. 20 - In
memoria di Sergio Tosetti 50 - In
memoria dei defunti della famiglia
Aimone 50 - Per il Battesimo di
Marisol Fava 30 - In memoria di
Francesco Spilinga 150 - In memoria
di Mario 300 - In memoria di Mario
Telegramma 110 - N.N. 10 - In memoria di Rina Masso 100 - In memoria di Mauro Maraucci 50 - N.N. 10 In memoria di Gioacchino Mangiatordi 30 - N.N. 50 - In memoria di
Rita Volpe 15 - Eugenia Celso Gianolio 15 - Fam. Scanzio 20 - In memoria dei defunti delle famiglie
Bruna e Ciofani 120 - In memoria di
Gina Bertacco 10 - In memoria di
Gino Bider e Alberto Ramella 30 N.N. 20 - N.N. 50 - N.N. 100 - In
memoria dei defunti della famiglia
Tumelero 25 - Luciana 25 - In
memoria dei defunti della famiglia
Masso 10 - In memoria di Don Vitale 10 - In memoria di Vito Durola
50 - In memoria di Elsa Belletti 20 In memoria di Silvio Borri Brunetto
50 - In memoria di Ida Castellino 10
- In memoria di Gino Bider 20 - In
memoria dei defunti della famiglia
Meliga 50 - Fam. Daffara 50 - Fam.
Daffara 50 - Per il Battesimo di
Virginia Durso 150 - N.N. 75 - N.N.
30 - N.N. 20 - Giuseppe Agostino 50
- N.N. 45 - In memoria di Francesco
Baccalaro 50 - In memoria di Silvia
e Nello Rossi 20 - In memoria di Pinuccia Barone 50 - N.N. 15 - In memoria di Giovanni Elifani, Domenico
e Sabatina 10 - In memoria di Idelma
e Manlio Pretti 50 - In memoria di
Silvia Ceria 100 - N.N. 80 - N.N. 20
- In memoria di Natalina Mingardo
50 - In memoria di Siggifredo
Schincaglia, la famiglia 50 - Per il
Battesimo di Viola Longhi 50 - Fam.
Buratti 50 - Fam. Caucino 100 N.N. 50 - In memoria di Rita
Delleani 20 - Per la Prima Comunione di Matilde Giacomini 100 - In
memoria di Armando Turco 25 - In
memoria di Gigi e Paola Cantono 20
- In memoria di Elisabetta e Mario
Gibertoni 50 - In memoria dei defunfi delle famiglie Allara e Magliola
200 - In memoria di Silvio e
Rosanna Barberis 50 - In memoria di
Gilio Bianco 10 - In memoria di
Rita, Flavio e Sergio 10 - In memoria di Lina Sichel 15 - In memoria
dei defunti della famiglia Silvestri e
Pio Masone 20 - In memoria dei
defunti della famiglia Beltramo 20 In memoria di Giovanna Canton 30 In memoria di Dante e Piera Prina
Mello 30 - Per il Battesimo di
Virginia Durso 20 - Per il Battesimo
di Gianni Bonaiti 50 - In memoria di
Ernesta, Cesare e Carlo 20 - In
memoria di Sergio Cattozzi 20 - In
memoria dei defunti della famiglia
Oliaro 100 - In memoria di Carlo,
Maria, Povis Perazzone 60 - In
memoria di Elena e Giuseppina
Lanza 50 - Liliana Rossetti 20 - In
memoria di Giuseppe Napolitano 20
- Fam. Loro Piana 50 - In memoria
di Mario Lacchia 20 - In memoria di
Angela e Giovanni 20 - Ai Bebi 130
- N.N. 55 - In memoria di Emma
Mino Matot 50 - In memoria di
Maria, Simona, Rina e Mario 20 - In
memoria di Orsolina e Pierino
Gremmo 50 - In memoria di Sandra
Le Rose, la famiglia 50 - In memoria
di Guido Morelli 60 - Per il
Battesimo di Martina Santià 50 - In
memoria di Sergio Romagnoli 15 Per il Battesimo di Viola Fazzari 50 In memoria di Dolores Zanotti 100 In memoria di Giovanna e Camillo
20 - Per la Prima Comunione 20 - In
memoria di Itala e Quinto Boschetto
30 - In memoria di Egle Teglia 20 In memoria di Domenico Primo 15 In memoria dei defunti della famiglia
Gianese 20 - In memoria di Mauro
Savi e nonni 100 - In memoria di
Sergio Giuglielminotti 30 - In
memoria di Primo Pagano 20 - In
memoria di Marisa Gioia 50 - In
memoria di Olga Valle 100 - Per la
Prima Comunione di Matilde Fatta 5
- In memoria di Renato, Mariuccia,
Olga, Marì, Arrigo e Annetta Maggia 200 - Per la Prima Comunione di
Erika Potuto 10 - In memoria di
Caterina Monterotondo 20 - In
memoria di Gelsomina Napolitano
10 - In memoria di Michele Pisciotta
10 - Fam. Maiorano 15 - N.N. 50 - In
memoria di Dolores, Laura, Giusto
150 - In memoria dei defunti della
famiglia Farruggio 20 - In memoria
di Duilio 5 - In memoria di Giuseppina Cappello a Antonio Rodighiero 30 - In memoria di Carlo
Cucco - In memoria di Don Franco
Maffei 20 - In memoria dei defunti
delle famiglie Panizza e Villa 25 - In
memoria di Cesare, Elvira e
Maurizio Scanzio 20 - In memoria di
Giuliana Giavina e Mario Giordano
20 - N.N. 20 - In memoria di
Vincenzo Caruso 100 - In memoria
dei defunti della famiglia Bonardi
200 - In memoria di Franco Lena, la
famiglia - N.N. 300 - Per la Prima
Comunione di Iacopo Di Siena 20 In memoria di Sandra Le Rose 50 In memoria di Letizia Pasquale, la
famiglia 50 - In memoria di Don
Attilio e Don Andrea 20 - In memoria di Luciano Badà 40 - In memoria
di Leonardo Pesce 100 - In memoria
di Agostino Marinoni 50 - In memoria di Annina Monterotondo 20 - In
memoria di Antonio Stillavato 20 In memoria di Franco Rizzi 20 - In
memoria dei defunti delle famiglie
Fila e Colleoni 20 - In memoria di
Gino e Rosina Gibello 20 - In memoria di Mario Seu 20 - In memoria
di Peppini e Marco Basso 15 - Per il
Battesimo di Carlotta Restivo 100 Per il Battesimo di Sofia Ava Skye
50 - In memoria di Nirvana e Silvio
Costetti 30 - Fam. Bielli 15 - Bider
Rosita 20 - Fam. Marangoni 20 - In
memoria dei defunti delle famiglie
Silvestri e Masone 15 - In memoria
di Federico e Virginia 20 - In memoria di Marco Vidale 100 - In memoria di Luca 10 - In memoria di
Tonino 20 - In memoria di Antonio
Cilione, la famiglia 220 - In memoria di Loredana De Stefano 30 - N.N.
20 - In memoria di Pietro e Teresa 20
- In memoria dei defunti della famiglia Masso Candido 50 - In memoria
di Remo Coggiola 50 - Per il
Battesimo di Vittorio Piccolo 100 Per il Battesimo di Greta Baima
Besquet Griga 100 - In memoria di
Emilio Delle Donne e famiglia 30 N.N. 20 - N.N. 20 - N.N. 20 - In
memoria di Elio e Frida Malutta 15 In memoria di Ida e Luigi Zoppetti
30 - Zago Elisa 30 - Per il matrimonio di De Caria Mauro e Elisa Zago
200 - Francesco Trifogli 20 - In
memoria di Giacomo e Maddalena
20 - In memoria di Letizia Pasquale
100 - N.N. 50 - In memoria di Caterina Monteleone 15 - In memoria
di Luigi Massimo e Suor Marcellina
20 - In memoria di Velmina Avena
40 - In memoria di Gino Ciofani,
Pietro Bruna e per i defunti della
famiglia Bruna 150 - N.N. 100 - In
memoria di Ermenegilda Benedetta
100 - In memoria di Teresa Nasti e
Luigi Apicella 20 - N.N. 20 - In
memoria di Antonio Girardi 30 - In
memoria di Renato e Rosina 50 N.N. 20 - In memoria di Ione
Marangoni 50 - In memoria di Ione
Marangoni 30 - In memoria di Ione
Marangoni 50 - In memoria di
Filippo Noncovich, la famiglia 50 In memoria di Eusebio 30 - Per il
matrimonio di Diego Gamba e
Adelaide Gueli 150 - In memoria di
Giovanni Orniali 30 - N.N. 50 - In
memoria di Sergio Tosetti 200 - Per
il matrimonio di Bernardo Freschi e
Cristiana Tognatti 200 - In memoria
di Pier Giuseppe Landini, la famiglia
100 - In memoria di Maria Abate, la
famiglia 100 - In memoria di Sergio
Ferraro 15 - In memoria di Licia
Torta 50 - In memoria di Guido
Bider 30 - In memoria di Franco
Zattera, Don Andrea, Don Attilio,
Giacomo e Maddalena 60 - In
memoria di Sergio Romagnoli 15 In memoria di Valentina Tosin, la
famiglia 100 - In memoria di Ines
Brigato, la famiglia 100 - In memoria di Maria Antoniotti 25 - In
memoria di Egidio Di Pasquali 50 In memoria di Ferruccio Baietto 25 In memoria di Elcide Deva, la famiglia 50 - In memoria di Giuseppe e
Maria Tarello 30 - In memoria di
Antonio 10 - In memoria di Antonio
e Pierina Femminis 50 - In memoria
di Lino Gavioli 100 - In memoria di
Clara Casazza, la famiglia 50 - N.N.
30 - In memoria di Bice Vercelli
Bertolini 100 - In memoria di
Marcella Pagano Casagrande 20 - In
memoria di Anna Meggiorin, la
famiglia 200 - Aima 100 - Amici del
Monte Bo 100 - In memoria di
Mario Mompiani 50 - In memoria di
Adriano Ghirardotti 80 - In memoria
di Benvenuta Zanotti 30 - In memoria dei defunti della famiglia
Deganello 20 - In memoria di Maria
Saccaro e famiglia 20 - N.N. 50 - In
memoria dei defunti delle famiglie
47
Furno e Demartini 20 - In memoria
di Dante Pattono, la famiglia 100 Mdf 400 - In memoria di PierGiuseppe Landini 50 - In memoria di
Sane Celeste 10 - N.N. 15 - In memoria di Carla Ginepra e Luigi
Malvarosa 15 - In memoria di
Camillo Frangi 20 - N.N. 300 - In
memoria di Itala Gianese e
Margherita Colacicchi 40 - N.N. 50 Famiglie Sechi e Cuzzolin 50 - In
memoria dei defunti delle famiglie
Davi e Longhi 30 - In memoria di
Luigi Lazzarini 20 - N.N. 20 - In
memoria di Francesco Trifogli 20 - In
memoria di Pietro e Teresa 20 - In
memoria di Maria Faiello 20 - In
memoria di Maria e Carlo Allioni 20
- Fam. Bielli 15 - Fam. Gianolio 10 Fam. Casagrande 10 - In memoria di
Enrico e Gianfranco Sappino 155 N.N. 10 - In memoria di Marco
Maffeo, la famiglia 100 - In memoria
di Costanzo Dalmasso, la famiglia
400 - In memoria di Lidia, Paola,
Enrico, Maria, Marina, Giuseppe
Vaglio Tanet 100 - In memoria di
Dena Elcide, il condominio Europa
70, 145 - N.N. 50 - In memoria di
Francesco Cloro 30 - In memoria di
Alberto Fulchini 25 - In memoria di
Marisa Le Rose e Massimiliano
Rosin 30 - N.N. 20 - In memoria di
PierCarlo Tarello 40 - In memoria di
Irma, Flavio e Sergio 20 - In memoria di Santina Peretti, la famiglia 100
- In memoria di Duilio e Clara 30 - In
memoria di Giacomo Biasia 10 - In
memoria di Ercole Volpe 15 - N.N.
200 - In memoria di Maria Benna, la
famiglia 150 - In memoria di Neda
Tosetti, la famiglia 1000 - In memoria di Costanzo Dalmasso, gli insegnanti della scuola Borgonuovo 70 In memoria di Rita Delleani 50 - In
memoria di Giuseppe Ronsisvalle 10
- In memoria dei defunti della famiglia Gremmo 250 - N.N. 15 - In
memoria di Roberto 20 - N.N. 30 - In
memoria dei defunti delle famiglie
Pezzuolo e Ferrari 25 - In memoria di
Adriana Coda Bottino 20 - In memoria di Franco Flem 50 - Per il
Battesimo di Ismael, Graziano
Sabatino 50 - In memoria di Roberto
Ascoli 50 - In memoria di Antonietta
Labriola 20 - In memoria di Ermanno
Gariglio 100 - In memoria di
Giovanna e Marta 20 - N.N. 200 - In
memoria di Emilio ed Enrico Gremmo 20 - In memoria di Giulio Aviani,
la famiglia 200 - N.N. 25 - Fam.
Magliola 20 - In memoria di Vittorio
Foglia 20 - Fam. Camossa 50 - Pelle
Rosalia 80 - In memoria di Ines
Brigato 30 - In memoria di Vienna e
Paolino Prina Mello e Antonio Gallo
15 - In memoria dei defunti delle
famiglie Vitolano e Lamanuzzi 40 In memoria di Santina Ferrante 20 In memoria di Pietro Ameli, Quinta e
Maria Valsesia, Caterina e Antonio
50 - In memoria di Lelio Boggian 20
- In memoria dei defunti della famiglia Apicella 40 - N.N. 100 - In
memoria di Urbano e Antonio Pillo
40 - Fam. Urani 30 - In memoria dei
defunti delle famiglie Calefato e
Savino 20 - In memoria di Antonio
Calefato 20 - In memoria di Aurelia
Maiorano 20 - In memoria di Ada
Barazzotto, al sorella Milvia 100 Per il Battesimo di Alessio Musacchi
50 - Per il Battesimo di Giulia Lerro
90 - Per il Battesimo di Nicole Butera
50 - In memoria di Mosè 20 - In
memoria dei defunti della famiglia
Beltramo 20 - In memoria di
PierMassimo Piras, la famiglia 50 In memoria di Giuseppe Riserbato, la
famiglia 100 - In memoria di
Francesco e Carla Saracco 50 - N.N.
100 - In memoria di Albino Frezzati,
la famiglia 90 - In memoria dei
defunti delle famiglie Casinelli,
Gianese, Colacicchi e De Magistris
80 - In memoria di Don Marco
Carlino 20 - In memoria di Flavio,
Maria e Angela 20 - In memoria di
Santo e Santina Azzarello 40 - In
memoria di Pierangelo Viola, la
famiglia 50 - In memoria di Franca,
Laura, Maurizio,Germana, Enrico,
Katia e Denise 200 - In memoria di
Carmela Garbin 100 - In memoria di
Walter Rosso, la famiglia 20 - N.N.
20 - In memoria di Enedina Loni, la
famiglia 100 - In memoria di Enedina
Loni 50 - In memoria di Sergio
Sandri 200 - In memoria di Emma
Mino Matot 50 - In memoria di
Domenica Santa e Domenico 15 - In
memoria di Dina 20 - In memoria di
Elena e Stefano Zegna 50 - N.N. 200
- In memoria di Wanda Bianchetto 50
- In memoria dei defunti della famiglia Cucco 25 - N.N. 50 - In memoria
di Aurelia e Silvio Fila100 - Per il
Battesimo di Giulia Siletti, i nonni 50
- Per il Battesimo di Giulia Siletti 70
- In memoria dei defunti della famiglia Rastello 60 - In memoria di Olga
Gioria 30 - In memoria della famiglia
Fraire 25 - In memoria di Liberata
Corrado 15 - In memoria di Giulio
Aviani 50 - In memoria di Emanuele
Chieppa 50 - N.N. 10 - In memoria di
Pietro Loro Lamia 100 - Famiglia
Diana 20 - In memoria di Rosina e
Nicodemo Agostino 60 - Giuseppe
Agostino 150 - N.N. 10 - In memoria
dei defunti della famiglia Bruniera 20
- In memoria dei defunti della famiglia Barbera Bion 40 - In memoria di
Delfina Confalonieri 50 - In memoria
dei defunti delle famiglie Fila e
Colleoni 20 - In memoria di Mariuccia e Maggiorino Polledro, Franco
Rizzi 20 - In memoria di Remo Bielli
50 - In memoria di Olga Ramella, la
famiglia 500 - In memoria di Aristide
Vaglio, la famiglia 100 - In memoria
di Antonietta Volpe 20 - Famiglia
Carlomagno 10 - N.N. 10 - In memoria di Cesarina Formagna 20 - N.N.
300 - In memoria dei defunti delle
famiglie Zanone e Zambollin 100 - In
memoria di Leo Gianolio 50.
Per la Carità
In memoria di Rosanna Reibella, i
condomini di via Roma 2, 270 Flora 50 - Celentin Carmela in occasione del compleanno di Maria 100 N.N. 120 - Fam. Cicero 20 - N.N.
100 - N.N. 50 - N.N. 100 - N.N. 100
- N.N. 50 - N.N. 100 - N.N. 30 N.N. 500 - N.N. 50 - N.N. 50 - N.N.
200 - N.N. 25- In memoria di
Costanzo Dal Masso 70 - Furino
Piantino 30.
Quaresima
di Fraternità
14752
Oropa
1140
Raccolta terremoto
2550
Duomo
1500
Restauro dell’organo
Vittorio Penna 1000
Giornata Mondiale
delle Missioni
4360
Ai nostri benefattori, noti e anonimi, diciamo un grande “grazie” certi che il Signore scruta i cuori e ricompensa
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Bollettino Dicembre 2012