CINEMA
CANALE CENTRALE
manuale di istruzioni
AudioNatali Srl - Via A. Volta 14 - 51016 Montecatini Terme (PT) - Italia - Tel 0572-772595 - Fax 913216
email: [email protected] - web: www.audionatali.com
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Sommario
----------------------------------------------------------------------------------------Introduzione
3
----------------------------------------------------------------------------------------Un po’ di storia
4
----------------------------------------------------------------------------------------Principi di elettrostatica
7
----------------------------------------------------------------------------------------Esclusive Martin-Logan
8
----------------------------------------------------------------------------------------Scelta dell’ installazione
9
----------------------------------------------------------------------------------------Funzionamento
10
----------------------------------------------------------------------------------------Caratteristiche di dispersione
12
----------------------------------------------------------------------------------------Home theatre
13
----------------------------------------------------------------------------------------Domande
15
----------------------------------------------------------------------------------------Ricerca dei guasti
17
----------------------------------------------------------------------------------------Glossario
18
----------------------------------------------------------------------------------------Specifiche
21
----------------------------------------------------------------------------------------Note
22
-----------------------------------------------------------------------------------------
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Introduzione_________________________________
Congratulazioni per il tuo investimento nel nuovo mondo dell’ home-cinema!
I vantaggi della tecnologia ibrida Martin-Logan sono subiti evidenti al momento stesso in cui
un film ha inizio. Infatti nei nostri prodotti non si manifesta l’ effetto cabinet prodotto dai
midrange dinamici (un fenomeno simile al portarsi le mani davanti alla bocca mentre si
parla) e quindi maggior spazio viene lasciato all’apertura naturale della voce umana: mai in
precedenza la gamma media era stata così precisa. I suoni aleggiano attorno allo schermo con
chiarezza, facendo intendere facilmente il punto in cui si sono creati, non il punto in cui sono
stati riprodotti dai diffusori. Questa superiorità è resa possibile dall’ uso dei nostri
trasduttori elettrostatici curvi, ottenuti con la stessa tecnologia dei sistemi Martin-Logan
allo stato dell’ arte.
Tutti i materiali utilizzati nel nuovo diffusore Cinema sono della più elevata qualità, per
darti anni di piacere musicale. Il cabinet è realizzato con un particolare truciolato ad alta
densità per la necessaria integrità strutturale, ricoperto poi da una finitura piacevole e
duratura.
Attraverso prove rigorose, il pannello elettrostatico curvo si è dimostrato uno dei
trasduttori più affidabili e durevoli oggi disponibili. Ottenuto grazie ad una speciale
lavorazione da un acciaio di alta qualità, viene successivamente ricoperto con un composto ad
elevato gradiente dielettrico mediante depositazione elettrostatica, un procedimento di nostra
ideazione. Il pannello comprende anche il diaframma, una membrana di spessore pari a soli
0,0005 inch (= mm 0,013), ma costruita ed isolata in modo solido al punto che 200 watt di
potenza continua, pur sottoponendola a grosse escursioni, non hanno alcun effetto deleterio.
Per favore, leggi e segui le note riportate in questo libretto durante l’ installazione del
C i n e m a nel tuo sistema. Queste istruzioni sono importanti perchè ti risparmieranno
ritardi, frustrazioni e possibili danni che potrebbero verificarsi se le operazioni venissero
fatte in modo approssimativo.
Più avanti, parleremo in dettaglio del funzionamento del Cinema e della filosofia che sta
dietro alla sua progettazione. Una chiara comprensione di tutti gli aspetti del tuo nuovo
diffusore sarà di grosso aiuto per ottenere ottimi risultati ed il massimo piacere musicale.
Buoni ascolti!
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Un po’ di storia
Verso la fine dell’ ’800, tutti i diffusori erano considerati qualcosa di esotico. Oggi, la
maggior parte di noi prende per scontate le meraviglie della riproduzione sonora.
Prima del 1880 Edison aveva inventato il primo fonografo, che consisteva semplicemente in
un diaframma caricato a tromba ed eccitato da uno stilo di riproduzione. Nel 1898, Sir
Oliver Lodge ideò un altoparlante a cono, molto simile a quelli attuali, che però non poteva
riprodurre la musica per il semplice fatto che a quel tempo era ancora impossibile
amplificare un segnale elettrico e quindi questo diffusore non aveva niente di buono da
offrire ai grammofoni acustici di quel periodo. Più tardi, nel 1906, Lee De Forest ideò il
triodo, rendendo possibile l’ amplificazione elettronica, ma a questa grossa innovazione non
seguì la nascita dell’ altoparlante come noi lo conosciamo oggi. Incredibilmente, dovettero
passare ancora quasi vent’ anni.
Nel 1921 i dischi fonografici incisi elettricamente divennero una realtà. Questo metodo di
registrazione era assai superiore a quello meccanico e consentiva di raggiungere quasi 30 dB
di dinamica. Purtroppo, i grammofoni acustici non erano in grado di riprodurre tutte le
informazioni contenute nelle nuove incisioni e divenne evidente anche la necessità di
migliorare ulteriormente le qualità degli altoparlant, in modo da soddisfare le esigenze
imposte da questi nuovi dischi.
Verso il 1923 i Bell Telephone Laboratories presero la decisione di sviluppare un sistema di
riproduzione musicale completo (un fonografo amplificato elettronicamente ed un
altoparlante) capace di sfruttare i vantaggi delle nuove incisioni. I Bell Laboratories
affidarono questo progetto a due giovani ricercatori: C. W. Rice e E. W. Kellog.
Rice e Kellog avevano a loro disposizione un laboratorio ben fornito comprendente, tra le
altre cose, un amplificatore di ben 200 watt, un’ ampia collezione dei nuovi dischi incisi
elettricamente ed un buon numero di prototipi di altoparlante che i Bell Labs avevano
raccolto nella decade precedente. Tra questi c’ era un altoparlante ad aria compressa, un
altro al plasma-corona ed anche quello ideato da Sir Oliver Lodge.
Dopo breve tempo, Rice e Kellog restrinsero il campo dei “contendenti” a due soli tipi di
diffusore: quello dinamico a cono e quello elettrostatico. Il risultato di questa sfida avrebbe
deciso il modo col quale le generazioni future avrebbero considerato i diffusori:
“convenzionali” od “esoterici”.
Il diffusore elettrostatico nel laboratorio della Bell era qualcosa che meritava vedere.
Grande quanto una porta, utilizzava un diaframma ottenuto dalla membrana intestinale di un
maiale ed era ricoperto da sottilissime lamine d’ oro per condurre il segnale audio.
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Quando Rice e Kellog iniziarono gli ascolti dei nuovi dischi tramite il diffusore elettrostatico
riamasero impressionati e sbalorditi. Questo diffusore si comportava splendidamente: mai
in precedenza i due ricercatori avevano sentito il timbro degli strumenti musicali riprodotto
con tale realismo. Il suono era quello della musica reale, non quello gracchiante e stridente
dei grammofoni acustici. Immediatamente, Rice e Kellog si resero conto di trovarsi davanti a
qualcosa di notevole. Il grammofono acustico era destinato a sparire.
Dato il loro entusiasmo, Rice e Kellog dedicarono un considerevole periodo di tempo a nuove
ricerche sui diffusori elettrostatici. Comunque, ben presto i due incontrarono le stesse
difficoltà che anche i ricercatori odierni devono affrontare: i diffusori planari richiedono
una superficie molto ampia per riprodurre le basse frequenze. Dato poi che la Bell
considerava inaccettabili i diffusori troppo ingombranti, il lavoro di Rice e Kellog non
avrebbe mai portato alla realizzazione di un diffusore elettrostatico per usi coommerciali.
Riluttanti, i due consigliarono la Bell ad andare avanti con gli altoparlanti a cono. Per i
trent’ anni successivi, gli studi sui diffusori elettrostatici subirono una battuta d’ arresto.
Durante la grande depressionedegli anni ’30, l’ audio consumer cadde nel dimenticatoio ed i
nuovi altoparlanti amplificati non ebbero mai i favori del pubblico, dato che la maggior
parte della gente continuava ad usare i vecchi grammofoni acustici. Tuttavia, prima della
fine della seconda guerra mondiale, il settore audio mostrò una lieve ripresa e verso la fine
degli anni ’40 si verificò una grande rinascita. Improvvisamente, si ebbe un interesse
incredibile verso i prodotti audio e con esso una grande richiesta di nuovi apparecchi di
migliore qualità. Gli altoparlanti a cono non avevano ancora conosciuto una grande diffusione
che già dovevano misurarsi coi nuovi prodotti che apparivano con l’ inizio degli anni ’50.
Nel 1947, Arthur Jenszen, un giovane ingegnere navale, prese parte ad un progetto della
Marina militare, la quale era interessata a sviluppare un miglior strumento per le verifiche
della disposizione dei microfoni. Questo strumento aveva bisogno di un diffusore
estremamente accurato, ma Jenszen trovò che gli altoparlanti a cono di quell’ epoca
mostravano risposte in frequenza ed in fase troppo non-lineari. Jenszen pensava che i
diffusori elettrostatici fossero intrinsecamente più lineari di quelli a cono, così realizzò un
radiatore elettrostatico che utilizzava un sottile diaframma plastico trattato con una
copertura conduttiva. I risultati confermarono le convinzioni di Janszen: notevole era questa
volta la linearità della risposta in frequenza ed in fase.
Janszen fu così entusiasta dei risultati che continuò le ricerche per proprio conto. Presto
pensò di isolare gli statori del nuovo diffusore per evitare gli effetti distruttivi dell’ arco
voltaico e nel 1952 il suo tweeter elettrostatico era pronto per la produzione commerciale.
Ben presto questo tweeter mise a rumore gli ambienti audio e visto che esso era limitato alla
riproduzione delle sole frequenze alte, spesso lo si trovava utilizzato assieme a woofer di
altri fabbricanti, particolarmente a quelli AR. Questi sistemi di diffusori erano tenuti in
molta considerazione dagli appassionati.
Ma per quanto elevata fosse la loro qualità, questi sistemi sarebbero stati presto superati da
un altro diffusore elettrostatico.
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Nel 1955 Peter Walker pubblicò tre articoli su Wireless World , una rivista britannica di
elettronica. In questi articoli Walker dimostrò i benefici dei diffusori elettrostatici e spiegò
che l’ utilizzo di diaframmi di bassa massa, grande superficie e caratterizzati da un
pilotaggio uniforme portava ad una risposta in frequenza ampia e lineare ed a distorsioni non
più grandi di quelle delle elettroniche usate per l’ amplificazione.
Nel 1956 Walker mise in pratica quanto esposto nei suoi articoli realizzando le celebri
Quad ESL, diffusori che per la loro incredibile accuratezza subito posero nuovi standard di
comportamento musicale per l’ industria audio. Tuttavia, nell’ uso pratico anche le Quad
mostravano alcune problemi. Non potevano suonare molto forte, i bassi lasciavano a
desiderare, le caratteristiche di dispersione erano molto direttive, la potenza era limitata a
circa 70 watt ed infine per taluni amplificatori le Quad rappresentavano un carico piuttosto
difficile. Il risultato fu che molta gente continuò ad usare diffusori a box con altoparlanti a
cono.
Nei primi anni ’60 Arthur Janszen unì le proprie forze a quelle della KLH Lauspeaker Co. ed
assieme presentarono le KLH-9. Date le grandi dimensioni di questo diffusore, rispetto alle
Quad esso presentava un minor numero di problemi, poteva suonare molto più forte e
scendere a frequenze più basse. Era nata una rivalità.
Janszen continuò a sviluppare i diffusori elettrostatici e prese parte all’ ideazione di
prodotti celebri quali le Acoustech, le Dennesen e la cuffia Koss Model One. Il capo progettista
della JansZen Co., Roger West, divenne presidente della Sound Lab e quando la JensZen Co.
venne venduta, la RTR loudspeaker ne acquistò metà delle catene di produzione utillizzate poi
per la realizzazione delle Servostatik, un modello elettrostatico ibrido che rappresentò il
primo diffusore della Infinity. Presto seguirono altre compagnie, ognuna con le proprie
particolari innovazioni, tra cui l’ Acoustat, l’ Audiostatik, la Beveridge, la Dayton-Wright,
la Sound Lab e la Stax, solo per nominarne alcune.
I diffusori elettrostatici si sono in seguito sviluppati ed hanno fatto notevoli progressi. Le
limitazioni ed i problemi manifestatisi in passato non erano tanto inerenti ai principi
elettrostatici, quanto piuttosto ai vari modi coi quali si era tentato di mettere in pratica
questi principi.
Oggi queste limitazioni sono state eliminate. Il costante progresso nei materiali dovuto al
programma spaziale americano ha dato ai progettisti la possibilità di utilizzare al meglio la
superiorità della tecnologia elettrostatica. I diffusori odierni utilizzano tecniche avanzate di
isolamento e circuiti di protezione, mentre le modeste proprietà di dispersione offerte dai
vecchi modelli sono state superate con l’ utilizzo di linee di ritardo, lenti acustiche,
disposizioni di pannelli multipli o, come nei nostri prodotti, grazie all’ uso di pannelli
curvilinei. Anche la tenuta in potenza e la sensibilità sono state migliorate.
Questi sviluppi consentono all’ utente l’ opportunità di entrare in possesso di diffusori della
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più alta qualità. Peccato che Rice e Kellogs non abbiano potuto vedere quanto si siano spinte
in avanti le loro ricerche.
Principi di elettrostatica
Come è possibile riprodurre il suono tramite qualcosa di trasparente? Ciò è possibile
utilizzando l’ energia elettrostatica.
Se i diffusori tradizionali hanno a che fare con coni, cupole e nastri, mossi da fenomeni di
magnetismo, i diffusori elettrostatici hanno a che fare con gli elettroni, che si attraggono o si
respingono l’ un l’ altro. Per capire meglio questi concetti, saranno utili due parole
aggiuntive. Ricordi quando a scuola imparasti, durante le ore di fisica o di scienze, che
cariche elettriche di segno diverso si attraggono mentre quelle con segno simile si
respingono? Bene, questo principio è alla base dei fenomeni elettrostatici.
Un trasduttore elettrostatico è formato da tre parti fondamentali: gli statori, il diaframma e
i distanziatori (vedi fig. 1). Il diaframma è l’ elemento che spostandosi eccita l’ aria e crea
il suono. Gli statori invece rimangono fermi, dando al diaframma un punto di riferimento. I
distanziatori infine forniscono al diaframma lo spazio fisso in cui muoversi. Quando un
amplificatore invia il segnale ad un diffusore elettrostatico, esso viene trasformato in due
segnali ad alta tensione della stessa intensità ma di polarità opposta che vengono applicati
agli statori. Il campo elettrico risultante agisce sul diaframma, che si sposta così avanti e
indietro dando origine alla musica. Questa tecnica è conosciuta col nome di push-pull e per la
sua eccezionale linearità e bassa distorsione rappresenta un grosso contributo alla purezza
sonora dei diffusori elettrostatici.
Dato che il diaframma è uniformemente pilotato su tutta la superficie, esso può essere
estremamente leggero e flessibile, quindi ideale per una corretta risposta ai transienti. Ne
derivano una grande delicatezza ed una grande ricchezza di dettagli. Il cono o la cupola degli
altoparlanti tradizionali, per loro natura, non possono essere pilotati in modo uniforme: i
coni sono pilotati solo al verice e le cupole solo alla base. Idealmente poi i coni dovrebbero
essere perfettamente rigidi, perfettamente smorzati e privi di massa. Condizioni queste che
purtroppo allo stato attuale non sono disponibili. Per rendere possibile lo spostamento del
cono, gli altoparlanti tradizionali usano una bobina mobile ed altri dispositivi di centraggio
(vedi fig. 2) che assieme alla massa elevata del cono rendono l’ altoparlante estremamente
complesso e con molte debolezze. Quest’ ultime contribuiscono poi all’ alto grado di
distorsione e rappresentano un grosso svantaggio quando il cono è chiamato ad invertire il
movimento ben 40.000 volte al secondo, con la massima rapidità ed accuratezza.
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Un trasduttore elettrostatico
Fig. 1. Schema di un trasduttore elettrostatico.
Nota la semplicità costruttiva, dovuta
di pochi componenti.
Un trasduttore elettromagnetico
Fig. 2. Schema di un altoparlante tradizionale.
Nota la complessità della realizzazione, dovuta all’ impiego
all’ alto numero delle parti utilizzate.
Esclusive Martin-Logan
Diaframma a deposito di vapore
Il diaframma di tutti i diffusori Martin-Logan consiste in una membrana ricoperta, tramite
un procedimento molto sofisticato di esposizione ai vapori, di un sottilissimo strato di
materiale conduttore. In un ambiente sotto vuoto, un composto conduttivo viene vaporizzato,
poi guidato elettrostaticamente verso la superficie del polimero che costituisce la membrana.
Questo metodo permette di ottenere una membrana trasparente, non ne provoca un aumento
della massa ed assicura caratteristiche di resistività estremamente uniformi su tutta la
superficie.
Integrità del trasduttore
Tutti i trasduttori Martin-Logan hanno origine da due piastre di acciaio di alta qualità che
venogono poi perforate ed isolate con un particolare materiale in modo da consentire un
isolamento tre volte più elevato rispetto alle normale necessità e dare così al Cinema un
ampio margine di sicurezza. Questo materiale agisce anche da smorzamento, prevenendo
eventuali risonanze e restituendo al Cinema una finitura durevole ed elegante. In seguito le
piastre subiscono una curvatura di 30° e tra loro vengono inseriti il diaframma ed i
distanziatori. Le varie parti sono infine assemblate definitivamentre mediante adesivi di tipo
aerospaziale la cui tenacia è così elevata da essere normalmente usati come alternativa alla
saldatura.
Il risultato di queste tecnologie avanzate è un trasduttore attraente, durevole, rigido,
smorzato e neutro.
Radiatori curvilinei
Fino dall’ epoca dei primi diffusori, ottenere delle buone caratteristiche di dispersione è
sempre stato un grosso problema per tutti i progettisti. I grossi diffusori planari sono
ancora più critici sotto questo profilo, dato che più ampio è il trasduttore, maggiore è la sua
direzionalità.
Anche i diffusori elettrostatici a gamma intera sono tra i più problematici, riuscendo a
riprodurre tutte le frequenze grazie all’ ampia superficie radiante. Quasi ogni tentativo di
migliorarne la dispersione è risultato di scarsa utilità, se non ha portato a seri
compromessi nella qualità sonora.
Dopo lunghe ricerche, i tecnici della Martin-Logan hanno scoperto una soluzione semplice ed
elegante per arrivare ad una buona dispersione senza alterare la qualità sonora. Infatti,
incurvando il trasduttore si può ottenere una dispersione orizzontale controllata, senza
influenzare minimamente il comportamento del diaframma.
Adesso, questa tecnologia Martin-Logan viene utilizzata in tutti i nostri prodotti ed è una
delle molte ragioni dell’ ottima reputazione che abbiamo per la qualità sonora e per la
praticità delle nostre soluzioni. Ecco così spiegato perchè è possibile “guardare dentro” la
forma cilindrica dei diffusori Martin-Logan.
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Scelta dell’ installazione
Fig. 3. Sul televisore: se il tuo televisore fornisce un piano ampio e stabile, il Cinema pu˜ essere posto
direttamente sopra ad esso. Il piano inferiore del Cinema utilizza materiali antiscivolo che prevengono le
vibrazioni ed i graffi al televisore sottostante.
Fig. 4. Sulla parete: • disponibile una mensola opzionale che permette di montare il Cinema essere posto
sulla parete od al soffitto senza far uso di chiodi e martello.
Fig. 6
Fig. 5. Nella parete: Per questo tipo di installazione non • disponibile un kit, ma saremo ben lieti di parlarne
col tuo rivenditore.
Fig. 6. Sul pavimento: Quella sul pavimento pu˜ essere per il Cinema una posizione troppo bassa per la
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necessaria omogeneitˆ di suono coi diffusori frontali ed • consigliabile lÕ uso di uno stand. Ma, se il
pavimento • la migliore soluzione per il tuo sistema, la mensola opzionale ti consentirˆ lÕ adeguata
inclinazione del Cinema verso il punto dÕ ascolto. Per altri dettagli, rivolgiti al tuo rivenditore.
Funzionamento
! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !
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•
All’ interno del diffusore sussistono valori pericolosi di
tensione. Non togliere le coperture.
• In caso di necessità, rivolgiti solo a personale qualificato.
• Per prevenire incendi o scosse eletriche non esporre il
diffusore all’ umidità.
• Nel caso di qualsiasi condizione di anormalità, stacca il
diffusore e l’ amplificatore dalla rete AC.
• Non utilizzare il diffusore se il pannello elettrostatico
appare danneggiato.
• Non applicare al diffusore una potenza superiore a quella
dichiarata.
! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !
CONNESSIONE AC
ll Cinema deve essere connesso alla rete AC, considerato che per alimentare le sue celle
elettrostatiche fa uso di una propria alimentazione interna. Per questa ragione esso è fornito
di un adatto cordone AC da inserirsi un una qualsiasi presa elettrica di una parete domestica.
Il Cinema è stato ideato per rimanere continuamente acceso e deve quindi restare sempre
connesso all’ alimentazione AC. Il consumo di energia elettrica è comunque molto modesto e
la durata dei componenti non sarà minimamente compromessa.
Il cordone di alimentazione non deve essere installato, rimosso o lasciato
staccato dal diffusore quando l’ altra estremità è connessa ad una presa AC.
Il Cinema viene fornito per una tensione di funzionamento uguale a quella del paese dove
viene originariamente acquistato. Ad ogni modo, il valore esatto della tensione di
funzionamento è specificato sia sul cartone dell’ imballo che sulla placchetta che riporta il
numero di matricola.
Se trasferisci il Cinema dal paese in cui è stato acquistato ad un altro, assicurati che in
quest’ ultimo il valore della tensione AC sia corretto per il diffusore in tuo possesso. Se la
tensione AC non ha un valore idoneo, il comportamento musicale può apparire scadente,
oppure il Cinema può subire gravi danni.
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CONNESSIONE ALL’ AMPLIFICATORE
L’ ingresso per il cavo proveniente dall’ amplificatore si trova sul pannello posteriore del
Cinema (vedi fig. 7). Utilizza connettori di qualità per una facile installazione ed un ottimo
contatto ed assicurati di aver connesso il cavo in modo corretto.
Utilizza un cavo della migliore qualità, in quanto il tipo e la lunghezza del cavo avranno un
effetto udibile. Per nessun motivo utilizza cavi di sezione ridotta. In genere, maggiore è la
lunghezza, più elevata dovrà essere la sezione e più elevata è la sezione, migliore sarà il
suono.
Attualmente è disponibile un’ ampia varetà di cavi per diffusori, i cui fabbricanti
dichiarano un comportamento musicale superiore ai normali conduttori elettrici di grossa
sezione. In qualche caso abbiamo fatto delle prove ed abbiamo visto che i miglioramenti
ottenuti sono stati spesso più appariscenti di quelli avuti tra cavi di diversa sezione.
Fig. 7: Connessione del cavo sul pannello posteriore del Cinema
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Caratteristiche di dispersione
DISPERSIONE ORIZZONTALE CONTROLLATA
Visto dall’ alto, il pannello elettrostatico concavo presenta un angolo di dispersione di 30°.
Le onde sonore si focalizzano davanti al diffusore, poi divergono come avviene con la luce che
passa attraverso una lente d’ ingrandimento. Questo tipo di dispersione permette una buona
scelta dei posti a sedere e minimizza l’ interazione con le pareti laterali. Vedi fig. 8.
Fig. 8: Il Cinema presenta un modello di
dispersione orizzontale 30°
Fig. 9: Il profilo della dispersione
verticale di 15° del Cinema
minimizza le interazioni col
pavimento ed il soffitto.
DISPERSIONE VERTICALE CONTROLLATA
Come puoi vedere nella fig. 9, il Cinema proietta un modello di dispersione verticale lineare
e controllato che minimizza le interazioni col pavimento ed il soffitto.
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Home theatre
Fig. 10: Esempio sistema Home Theater Martin Logan
Per lungo tempo gli appassionati hanno collegato il televisore al sistema audio, in modo da
ascoltare i programmi preferiti tramite amplificatori più potenti e diffusori di maggiori
dimensioni. Ma anche in questo modo il suono, pur migliorando notevolmente, rimaneva mono
e limitato dalle caratteristiche del segnale trasmesso.
Sul finire degli anni ’70 due nuovi formati home movie divennero ampiamente disponibili: il
VCR ed il laser disc.
Dal 1985 questi due formati si sono sviluppati in sorgenti audiovisive di alta qualità. Infatti,
il comportamento sonoro di alcuni formati video ha superato quello dei formati audio. A
questo punto, il solo elemento mancante era il surround sound, ascoltato in molte sale
cinematografiche.
Per fortuna, i film codificati “Dolby” sono in grado di restituire le infomazioni surround
sound. Tutto quello che è necessario per estrarre queste informazioni è un decoder ed un
diffusore addizionale per riprodurle.
Acquistare un impianto home theatre è una cosa un po’ complicata, quindi raccomandiamo di
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consultare il nostro rivenditore, notoriamente un esperto in queste faccende. La lista e le
descrizioni che seguono vogliono dare solo un’ idea sulle funzioni e sulle necessità di ogni
diffusore in un sistema home theatre.
Diffusori frontali destro e sinistro. Questi due diffusori, che devono essere di ottima
qualità, rappresentano un po’ la stessa cosa dei due diffusori usati in campo audio. Devono
anche essere capaci di raggiungere livelli sonori piuttosto intensi (sopra 102 dB) e
riprodurre i bassi al disotto degli 80 Hz.
Canale centrale. In un sistema home theatre questo è il diffusore più importante in quanto
chiamato a riprodurre quasi tutti i dialoghi. Inoltre, anche una larga porzione delle
informazioni di competenza dei due diffusori frontali viene rinforzata da questo diffusore. E’
poi altrettanto importante che sia realizzato dal medesimo fabbricante dei diffusori frontali
e sia raccomandato per l’ uso come diffusore centrale. Insomma, in questo caso non bisogna
prendere le cose alla leggera.
Diffusori surround. E’ nostra raccomandazione che i diffusori surround possano scendere
fino a 80 Hz o meno. I diffusori surround riproducono quelle informazioni che fanno credere
che un aereo stia volando sopra la testa. Alcuni suggeriscono che essi non debbano essere
necessariamente di buona qualità ed acquistano una coppia di piccoli diffusori economici,
facendo economie. Se sei d’ accordo, preparati ad acquistarne una nuova coppia in futuro,
dato che sta diventando disponibile la codifica digitale a sei canali discreti e la richiesta di
diffusori surround è in aumento.
Subwoofer. La maggior parte delle colonne sonore contiene una dose notevole di frequenze
basse, come parte degli effetti speciali. Un buon subwoofer restituisce autorevolezza e
solidità alla riproduzione sonora anche se la loro realizzazione è complessa e costosa; Il
nostro consiglio è un buon subwoofer con amplificatore incorporato.
Tutti i componenti possono essere acquistati separatamente. Fai le cose con calma guardando
alla qualità. Nessuno si è mai lamentato che un film sembrasse troppo reale.
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Domande
Quale amplificatore devo usare col mio sistema A/V ?
Sfortunatamente, la domanda che viene fatta più spesso riguardo l’ amplificazione A/V è
anche la più difficile a cui rispondere. Forse sarebbe meglio dire: “Di quanta potenza ho
bisogno?” Il miglior consiglio che possiamo dare è considerare che nei film sono presenti
situazioni molto dinamiche che richiedono la massima energia per periodi molto più lunghi
dei normali programmi audio. Quindi raccomandiamo che gli amplificatori A/V siano almeno
così potenti, se non più potenti, del tuo attuale amplificatore audio.
Quanta potenza deve poi essere disponibile ad ogni canale, rispetto agli altri? E’ nostra
convinzione che i tre diffusori frontali ricevano tutti la medesima potenza, mentre i due
diffusori surround ricevano almeno il 75% della potenza riservata ai tre diffusori frontali.
Infine, con l’ arrivo del surround digitale discreto tutti i cinque diffusori dovrebbero
ricevere la stessa quantità di potenza.
Devo staccare il C i n e m a dalla presa di corrente durante i temporali?
Certo. Staccare tutti i componenti A/V dalla presa di corrente durante i temporali è una
buona idea.
E’ probabile che nel mio sistema A/V si abbiano interazioni tra il C i n e m a ed
il televisore?
In pratica, c’ è meno interazione tra un televisore ed un diffusore elettrostatico che tra un
televisore ed un diffusore convenzionale. Il magnete dei diffusori convenzionali può
interferire col tubo televisivo, mentre nel Cinema la struttura magnetica ed il crossover
sono stati stata schermati e non si avrà quindi alcuna interferenza col televisore.
E’ possibile ricevere scosse elettriche pericolose, specie per i bambini,
considerando l’ alta tensione presente nel pannello elettrostatico?
No. L’ alta tensione con bassa intensità di corrente non è pericolosa. In realtà, la tensione nei
nostri diffusori è 10 volte più bassa di quella contenuta all’ interno di uno schermo
televisivo.
Se il mio bambino fora il diaframma con una penna, un bastoncino o qualcosa
del genere, quanto sarà grave il danno subito dal diffusore?
Durante le nostre prove abbiamo eseguito centinaia di fori sullo stesso diaframma, senza
compromettere la qualità del suono e senza che si verificassero lacerazioni nel diaframma.
Comunque, se puoi vedere il foro e questo per te rappresenta una seccatura, l’ unica
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soluzione consiste nella sostituzione del diaframma.
La bolletta del’ elettricità sarà più salata se devo lasciare il C i n e m a sempre
acceso?
Il C i n e m a utilizza un circuito che abbassa la tensione di polarizazione delle cellule
elettrostatiche in assenza di segnale, in modo da prolungarne la durata e risparmiare
energia. Comunque il Cinema consuma una quantità di elettricità molto bassa (grosso modo
come far funzionare una lampada da 15 watt), ma dopo cinque minuti di assenza del segnale
il consumo si abbassa notevolmente.
L’ esposizione diretta alla luce del sole può essere nociva alla durata ed al
comportamento musicale del Cinema ?
E’ sempre bene non esporre qualsiasi diffusore ai raggi diretti del sole in quanto i raggi
ultravioletti (UV) contenuti nella luce solare possono deteriorare il panno esterno, i coni dei
drivers, ecc. L’ esposizione attraverso il vetro causa meno problemi, ma il calore prodotto
dal sole tenderà a far invecchiare la finitura del cabinet, così come avviene con qualsiasi
mobile. Inoltre i diffusori Martin-Logan non sono raccomandati per essere usati all’ aperto.
Il fumo eccessivo o la polvere possono causare dei problemi?
L’ esposizione a prodotti contaminanti quali il fumo e la polvere può influenzare
negativamente il comportamento della membrana elettrostatica e causarne la decolorazione.
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Ricerca dei guasti
• Nessun segnale in uscita
 Controlla che tutti i componenti del sistema siano accesi.
 Controlla il cavo proveniente dall’ amplificatore e le sue connessioni.
 Controlla tutti i cavi di interconnessione.
• Segnale in uscita debole, perdita di alte frequenze
 Controlla il cordone di alimentazione. E’ adeguatamente connesso alla rete-luce?
• Ronzio a bassa frequenza (50 Hz)
 Se il ronzio si manifesta in assenza di riproduzione musicale ma con l’ amplificatore
acceso la causa di questo problema può essere un ground loop causato da una differenza nel
potenziale di terra nella linea AC. Per risolvere l’ inconveniente utilizza un adattatore di
tipo ground lift (una spina adattatrice priva del contatto di terra) sulla spina AC del cordone
di alimentazione del Cinema.
•
Suoni
intermittenti,
rumori
strani
 Simili rumori occasionali, emessi prima o poi tutti i radiatori elettrostatici, sono del
tutto normali e non arrecano alcun danno al sistema audio o ai diffusori.
 Questi rumori possono essere causati da particelle di sporcizia o di polvere cadute sul
diffusore, da un elevato tasso di umidità o da fluttuazioni nel valore della tensione AC.
 Sporcizia e polvere possono essere rimosse con un aspirapolvere (cui sia stato applicato
una bocchetta di aspirazione del tipo a pennello) oppure mediante aria compressa.
NON APPLICARE ALCUN TIPO DI DETERGENTE SPRAY ALL’ ELEMENTO
ELETTROSTATICO O NELLE IMMEDIATE VICINANZE.
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Glossario
AC. (Alternative Current) Abbreviazione di corrente alternata.
Ampiezza. La distanza tra i due valori estremi (positivo e negativo) della tensione di un
segnale. In genere viene misurata tra uno dei due valori estremi ed il valore medio.
Arco voltaico. La scintilla visibile causata da una scarica elettrica.
Bassi. Le frequenze sonore di minor valore.
Biamplificazione. Tecnica di riproduzione che fa uso di un crossover elettronico (od un
crossover passivo a livello di linea) ed amplificatori separati per i diffusori delle
frequenze alte e per quelli delle frequenze basse.
Capacità. La quantità di carica elettrica immagazzinata da un condensatore, misurata in
farad e determinata dal rapporto tra il valore della carica immagazzinata e la differenza di
potenziale applicata ai due terminali.
C l i p p i n g . Distorsione che subisce il segnale audio quando viene “tagliato” da un
amplificatore spinto oltre le proprie possibilità. Il segnale che ne risulta presenta alti
livelli di distorsione armonica che portano al surriscaldamento dei diffusori.
Questo fenomeno è anche una delle cause più frequenti di guasti ai diffusori.
Condensatore. Un dispositivo che consiste di due o più superfici conduttive separate da
materiale isolante ed usato per immagazzinare cariche elettriche.
Crossover. Un circuito elettrico che divide un segnale a gamma intera in due o più bande di
frequenza.
Crossover attivo. Si tratta di un crossover che per il proprio funzionamento utilizza
componenti attivi (transistor, circuiti integrati, valvole, ecc.) ed una forma di
alimentazione esterna.
Crossover passivo. Si tratta di un crossover che per il proprio funzionamento non fa uso
nè di componenti attivi (transistor, circuiti integrati, valvole, ecc.), nè di una forma
di alimentazione esterna. Normalmente, il crossover di un normale diffusore è di tipo
passivo ed è formato da condensatori, induttori e resistenze.
dB (decibel). Un’ espressione numerica riguardante il volume relativo di un suono. La
differenza in dB tra due suoni è pari a dieci volte il logaritmo normale del rapporto
dei loro livelli di potenza.
DC. (Directional Current) Abbreviazione di corrente continua
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Diaframma. Una membrana flessibile e molto sottile che vibra in risposta ad un segnale
elettrico per produrre onde sonore.
Diffrazione. L’ infrangersi di un’ onda sonora a causa di alcuni tipi di interferenza
meccanica come il bordo di un diffusore od altri oggetti similari.
Distorsione. Dei vari tipi di distorsione, quella più menzionata è la distorsione armonica
totale (THD) che rappresenta la percentuale di armoniche indesiderate presenti nel
segnale audio.
Driver. Vedi Trasduttore.
Efficienza. La potenza acustica restituita per un dato livello del segnale in ingresso ad un
dispositivo audio. Spesso viene misurata in dB/watt/metro (dB/w/m).
ESL. (Electrostatic Loudspeaker) Abbreviazione di diffusore elettrostatico.
Fase. L’ anticipo od il ritardo mostrato da un’ onda sinusoidale rispetto ad una seconda onda
della stessa frequenza. Questo anticipo o ritardo viene chiamato angolo di fase ed è
misurato in gradi. Le onde sinusoidali in fase si rinforzano reciprocamente, mentre
quelle fuori fase si cancellano.
Gamma dinamica. La gamma compresa tra il suono più esile e quello di più alto livello
che un dispositivo audio può riprodurre. Generalmente viene indicata in dB.
Gamma media. Le frequenze medie alle quali l’ orecchio umano è più sensibile.
Headroom. La differenza in dB tra il picco e il livello RSM nel materiale audio registrato.
Hz (Hertz). Unità di misura della frequenza, equivalente al numero di cicli al secondo.
Ibrido. Un prodotto ottenuto utilizzando due tecnologie diverse. Nel campo dei diffusori per
ibrido generalmente si intende la combinazione di un diffusore elettrostatico con un woofer
dinamico.
Immagine. La disposizione dei suoni che riproducono l’ evento sonoro originale nello spazio
circostante i diffusori.
Impedenza. Il valore totale dell’ opposizione offerta da un circuito elettrico allo scorrere
della corrente alternata. Si tratta di una combinazione di resistenza e di reattanza e
viene misurata in ohm. E’ importante ricordare che l’ impedenza di un diffusore non
ha un valore costante, ma varia con la frequenza .
Induttanza. La proprietà di un circuito elettrico per cui la corrente che scorre in esso
produce un campo magnetico variabile che a sua volta genera una tensione nel circuito
stesso od in altri situati nelle immediate vicinanze. Si misura in henry.
Induttore. Un dispositivo, in genere una bobina od un avvolgimento, che introduce una
certa induttanza in un circuito elettrico.
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Linearità. Condizione per la quale il segnale audio è privo di distorsione d’ ampiezza.
Lunghezza d’ onda. La lunghezza di un’ onda misurata nella direzione di propagazione tra
due punti caratterizzati dalla stessa fase.
Polarità. La condizione di essere positivo o negativo rispetto ad un certo riferimento.
Resistenza. La proprietà di un conduttore di opporsi allo scorrere della corrente elettrica
e di generare calore. Viene misurata in ohm.
Resistore. Un dispositivo usato nei circuiti elettrici per offrire resistenza allo scorrere
della corrente.
Risonanza. L’ effetto che si produce quando la frequenza di vibrazione naturale di un
oggetto viene notevolmente amplificata dalle vibrazioni di rinforzo di un altro oggetto,
alla stessa frequenza o ad un’ altra molto vicina.
RMS. (Root Mean Square) Questa sigla indica il valore effettivo di una data forma d’ onda. La
potenza acustica è proporzionale al quadrato della pressione sonora RSM.
Rumore bianco. Un rumore casuale usato negli strumenti di misura che presenta la
stessa quantità di energia ad ogni frequenza.
Rumore rosa. Un rumore casuale usato negli strumenti di misura che presenta la
stessa quantità di energia per ogni ottava.
Sensibilità. In un amplificatore rappresenta Il volume sonoro restituito per una dato
valore del segnale in ingresso.
Statore. In un diffusore planare è la parte fissa che funge da riferimento per il movimento
del diaframma.
THD. (Total Harmonic Distortion) Abbreviazione di distorsione armonica totale (vedi
Distorsione).
TIM. (Transient Intermodulation Distortion) Abbreviazione di distorsione di
intermodulazione transiente (vedi Distorsione).
Transiente. Improvviso e forte aumento del livello del segnale audio della durata di una
piccola frazione di secondo.
Trasduttore. Qualsiasi dispositivo in grado di trasmettere energia da un sistema ad un
altro, specie quando l’ energia subisce anche un cambiamento di forma. I diffusori
sono trasduttori che convertono l’ energia elettrica in energia meccanica (movimento
che origina le vibrazioni sonore).
Tweeter. Un piccolo driver che riproduce solo le alte frequenze.
Woofer. Un driver che opera solo nella zona delle frequenze basse.
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Specifiche
Risposta in frequenza
80 ÷ 20000 Hz ± 3 dB
Sensibilità
88 dB - 2,83 V/m
Dispersione
Orizzontale: 30°
Verticale: 15°
Impedenza
Nominale: 6 Ω
Frequenze di crossover
300 e 3500 Hz - 12 dB/oct
Woofer
2 da cm 13,3
Midrange
Pannello eletrostatico curvo da cm 58,4 x 17,7
Tweeter
A cupola morbida da cm 2,5
potenza raccomandata per l’ amplificatore
Adeguata al sistema utilizzato, minimo 50 watt
Dimensioni
cm 85 (L) x 20,3 (H) x 26,6 (P)
Peso
12,700
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Note
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