Analisi per le scelte strategiche Capitolo 7 Schema di riferimento per l’analisi strategica Verifica posizione competitiva Identificazione asimmetrie e problemi Analisi esogena Definizione strategie potenziali Analisi endogena Definizione alternative strategiche Valutazione “culturale” e intersoggettiva Scelta delle opzioni strategiche Valutazione della fattibilità Business plan Implementazione e realizzazione Controllo strategico 2 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Strumenti per l’analisi strategica Contesto di analisi Strumenti Performance aziendale Analisi economico-finanziaria Matrici portafoglio Benchmarking Ambiente esterno Tecnica degli scenari Ciclo di vita del settore Segmentazione Schema dei fattori competitivi Individuazione dei fattori critici di successo del settore Raggruppamento strategico Analisi dei concorrenti Analisi delle reti di imprese La valutazione delle risorse e delle competenze Swot analysis Ambiente interno 3 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 La diagnosi strategica – il posizionamento competitivo Le fonti dell’analisi: registrazioni contabili, dati raccolti dalle aree funzionali e da analisi settoriali 1) La matrice redditività/competitività 2) Le matrici di portafoglio 3) Il benchmarking 4 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 1) La diagnosi strategica – la matrice reddività/competitività La matrice redditività/competitività dell’impresa o dell’unità di business rispetto a quella media del settore (definito dai concorrenti diretti ed indiretti) aiuta a definire in generale il posizionamento dell’impresa Redditività: ROI (Return on investment) ossia l’incidenza del reddito operativo (ricavo netto meno costi variabili e fissi della gestione caratteristica) sul capitale investito (liquidità, rimanenze, immobilizzi specifici) Competitività: quota di mercato ossia il valore delle vendite dell’impresa rispetto alle vendite totali del settore ROI e quota di mercato si calcolano su 3 anni 5 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 2) Matrice di posizionamento strategico/ redditività-competitività Redditività relativa A A Competitività relativa B Posizionamento valido Posizionamento con incoerenze esterne Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 B Posizionamento con incoerenze interne Posizionamento molto precario 6 3)La diagnosi strategica – le matrici di portafoglio Servono a visualizzare il posizionamento competitivo di un’impresa o delle sue SBU 3.1 Boston Consulting Group (BCG) 3.2 General Electric Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 7 3.1 Matrice BCG matrice attrattività-competitività ATTRATTIVITA’ è misurata con il tasso di sviluppo del settore o dell’ASA (il valore di riferimento è il 10%) negli ultimi tre anni Maggiore è l’attrattività maggiore è il fabbisogno di liquidità COMPETITIVITA’ È misurata con la quota di mercato relativa ossia il volume ( o valore) delle vendite rispetto a quelli del più diretto concorrente (valore di riferimento è 1) Maggiore è la competitività maggiore è la generazione di liquidità Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 8 Crescita del settore Assorbe liquidità Quota di mercato Genera di liquidità 9 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 I vantaggi della BCG: Si costruisce sulla base di parametri oggettivi, quantificabili, misurabili è di semplici costruzione e offre delle indicazioni normative (sequenze di successo e di insuccesso) Gli svantaggi della BCG: la relazione tra quota di mercato e liquidità non è immediata perché non sempre vi è l’effetto apprendimento la competitività non è indicata solo dalla quota di mercato del prodotto ma anche dai processi produttivi-distributivi l’attrattività di un settore non è misurabile solo in base alla crescita 10 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 3.2 La matrice General Electric e la matrice McKinsey Vogliono superare i limiti della BCG introducendo molteplici parametri di valutazione della competitività dell’impresa e dell’attrattività del settore. Il limite è dato dalla difficile misurabilità di alcuni parametri di natura qualitativa. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 11 Fattori interni = capacità competitiva Fattori esterni = attrattività del settore - Dimensioni del mercato Tasso di crescita del mercato Ciclicità Struttura concorrenziale Barriere all’entrata Redditività del settore Tecnologia Legislazione/problemi legali Disponibilità di manodopera Problemi sociali/ambientali/politici - Quota di mercato Capacità di marketing Livello di assistenza ai clienti R&D Produzione Distribuzione Risorse finanziarie Immagine Gamma di prodotti 12 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 13 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 La diagnosi strategica – il benchmarking Benchmark = punto di riferimento Fare benchmarking significa valutare e studiare sistematicamente i prodotti, i servizi, i processi delle aziende migliori per confrontarsi costantemente con le stesse Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 14 il benchmarking è uno strumento di miglioramento continuo o va applicato sistematicamente e con una certa formalizzazione opera un confronto tra le attività d’impresa e quelle esterne di altre imprese “eccellenti” non ha importanza il settore di appartenenza dell’impresa eccellente bensì il suo modo di gestire un processo, un prodotto, un servizio il benchmarking non è finalizzato a copiare ma ad “ispirarsi”, ad adattare Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 15 Il benchmarking può essere: interno: si realizza rispetto ad un processo, prodotto, attività di un’unità organizzativa appartenente alla stessa organizzazione. Il benchmarking interno non effettua un confronto necessariamente con un’unità best-in-class ma mira ad innalzare lo standard qualitativo dell’intera organizzazione competitivo: prevede il confronto con le migliori aziende appartenenti allo stesso settore dell’impresa; è di difficile applicazione per la riservatezza delle aziende funzionale o di processo: prevede un confronto con organizzazioni anche di diversi settori ma best-in-class; è di più facile realizzazione e molto efficace 16 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Le fasi del benchmarking: I FASE: identificazione del campo/processo oggetto di analisi, delle imprese target e del team che deve svolgere l’indagine. Le fonti utilizzate sono: associazioni di categoria, seminari, workshop, società di consulenza. Nella scelta delle imprese che partecipano al benchmarking è importante la confrontabilità e la trasferibilità delle prassi eccellenti 17 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 II FASE: la raccolta delle informazioni, attraverso ricerche ed interviste ad hoc, l’accesso a documenti e pubblicazioni. III FASE: si effettua un confronto di prassi tra le imprese partecipanti, si analizzano i divari di performance e si cerca di spiegare le ragioni di tali divari. IV FASE: azioni per il miglioramento attraverso la predisposizioni di piani sia a breve termine che a medio-lungo termine e che siano sufficientemente flessibili per accogliere ulteriori azioni di miglioramento. 18 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 L’analisi esogena: analisi scenari e analisi settoriale analisi macroambientale (analisi tecnologia, globalizzazione dell’economia e della concorrenza, evoluzione dei consumi, cambiamenti nelle soggettività) analisi settoriale Valutazione del ciclo di vita del settore Definizione dell’area di business attraverso il modello di Abell (macrosegmentazione del mercato) I fattori concorrenziali I fattori critici di successo 19 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Ciclo di vita del settore Introduzione: mancanza di esperienza, tecnologia innovativa, produzione bassa scala, prezzi alti, clienti limitati, ricerca standardizzazione per abbattere prezzi Sviluppo: standardizzazione della tecnologia, innovazioni di prodotto ma anche di processo per ridurre prezzi, sviluppo della domanda, riduzioni di prezzo, verso un mercato di massa Maturità: mercato prevalentemente di sostituzione; sovrapproduzione, mass market, differenziazione sul brand, concorrenza sui prezzi Declino: nuovi prodotti tecnologicamente superiori entrano sul mercato, consumatori informati, prodotti indifferenziati, guerra di prezzo, uscite dal mercato 20 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Il modello di Abell / Macro-Segmentazione Funzioni d’uso clienti tecnologie chi può essere servito? quali bisogni possono essere soddisfatti? con quali diverse “tecnologie” possono essere soddisfatti i bisogni? 21 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 L’analisi della struttura concorrenziale – Le 5 forze La rivalità tra concorrenti (concorrenza diretta) che dipende dalla numerosità e dal potere di mercato, dal grado di differenziazione del prodotto, dall’incidenza dei costi fissi che scatena guerre di prezzo, da barriere all’uscita Potenziali nuovi entranti:dipendono da: barriere all’entrata (ossia i maggiori costi che una impresa nuova entrante sopporta rispetto a chi è già presente nel settore) che dipendono da: economie di scala differenziazione del prodotto vantaggi di esperienza accesso privilegiato a fonti di finanziamento, approvvigionamento e a canali distributivi tasso di crescita del settore 22 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 prodotti/servizi sostitutivi fornitori, il cui potere contrattuale può incidere sul grado di redditività di un settore clienti il cui potere contrattuale può intensificare il grado di rivalità tra le imprese NOTA: barriere all’uscita: qualsiasi elemento che possa fungere da ostacolo a che un prodotto, un individuo o un gruppo di individui, una organizzazione abbandonino un mercato Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 23 L’analisi dei fattori critici di successo Si tratta di analizzare le caratteristiche specifiche del settore per mettere in luce i fattori critici per operare con successo in quel settore Clienti Concorrenti Impresa Imprese complementari Fornitori 24 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 L’analisi esogena: analisi dell’ambiente competitivo i raggruppamenti strategici l’analisi dei singoli concorrenti L’analisi delle reti collaborative 25 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 I raggruppamenti strategici identificano i concorrenti più diretti e le aree di mobilità, i possibili percorsi strategici e l’interdipendenza tra gruppi e dunque l’intensità della concorrenza Le variabili per effettuare i raggruppamenti sono generalmente quelle che esprimono barriere alla mobilità e richiedono diverse azioni strategiche NOTA: Si definiscono barriere alla mobilità quei vincoli che rendono difficile il passaggio da un raggruppamento strategico ad un altro E’ bene costruire diverse mappe in base a diverse variabili 26 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Diversificata Gamma prodotto RegionaliRenault Nazionali semispecializzati - Kia Specializzata GM, Ford, Toyota Volvo, Suzuki Jaguar, BMW, Maserati Nazionale Globale Ambito geografico 27 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Barriere all’entrata, all’uscita, alla mobilità Le barriere all’entrata sono rappresentate dai maggiori costi che il potenziale nuove entrante in un settore deve sostenere rispetto a chi già opera nello stesso barriere istituzionali (esempio monopolio tabacchi; permesso per aprire esercizio commerciale) barriere competitive: • vantaggi assoluti di costo per rapporti privilegiati con fornitori o finanziatori; notorietà del marchio e immagine di eccellenza • vantaggi legati allo sfruttamento di economie di scala • vantaggi legati a vantaggi di differenziazione basata su elementi non imitabili (es. una innovazione) Le barriere all’uscita si legano alle difficoltà ad uscire da un settore. Costi di struttura, problemi con il personale ad es. 28 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 L’analisi endogena (aziendale) Identificazione delle risorse, tangibili ed intangibili Identificazione delle competenze distintive L’analisi SWOT analisi dei punti di forza aziendali analisi dei punti di debolezza analisi delle principali minacce ambientali analisi delle opportunità Occorre qualificare le variabili in relazione ai concorrenti e trarre alternative specifiche per l’impresa 29 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Il business plan OBIETTIVI POLITICHE TEMPI E RISORSE OPERAZIONI 30 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 La costruzione di un piano di sviluppo I fase identificazione delle aree di problemi con: analisi economico-finanziaria (ROI, ROE, indici di liquidità e solvibilità etc.) dell’impresa valutazione del posizionamento competitivo dell’impresa analisi delle aree funzionali II fase analisi strategica precedentemente considerata 31 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 III fase formulazione del piano strategico con: identificazione degli obiettivi da raggiungere e le azioni più urgenti obiettivi ed azioni di medio-lungo termine definizione della strategia competitiva 32 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 IV fase Definizione dei piani funzionali piano degli investimenti piano di riorganizzazione piano commerciale piano di produzione piano degli investimenti produttivi budget V fase: valutazione dell’impatto economico-finanziario: punto di pareggio, redditività 33 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Il capitolo 7 – L’analisi per le scelte strategiche è da preparare interamente ad esclusione del paragrafo 7.5 -“L’acquisizione delle informazioni strategiche nelle piccole e medie imprese” Al capitolo si connette il Seminario dell’Ing. Tarchioni 34 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011