PREMESSA
Il Movimento Per l’Alleluia, MPA, è il Movimento dei Laici
sorto nel 1993 a fianco dell’Istituto Maestre Pie
dell’Addolorata.
La sua finalità è vivere la fede cristiana nella famiglia,
nell’ambiente di lavoro, nella comunità parrocchiale attraverso
il carisma della Beata Elisabetta Renzi.
“Sii felice perché il buon Dio ti ama!”: dice Madre Elisabetta; lo
stile di vita, quindi proposto all’MPA è una fede gioiosa, carica
di fiducia, di speranza cristiana.
“La Croce! Essa ha dato la pace al mondo! E io l’amo.”: l’amore
a Cristo crocifisso è uno degli elementi fondanti la spiritualità
della Beata.
“Io porto Colui che mi porta”: lo spirito di unione con Gesù
Crocifisso trova alimento e suggello nella partecipazione del
dono eucaristico.
Animati dalla stessa spiritualità, i laici MPA sono perciò
chiamati ad accogliere, custodire e vivere il carisma della Beata
Elisabetta Renzi.
Il cammino annuale dell’MPA viene scandito da un
incontro mensile nei singoli gruppi, dove si segue il
programma predisposto dalla Commissione Formazione del
Movimento per tutti i gruppi, in Italia e all’estero.
La programmazione annuale segue generalmente le
tematiche proposte dalla Chiesa per la Catechesi degli adulti e
si armonizza con la spiritualità della Beata.
1
La caratteristica del cammino sta soprattutto nel metodo,
che vuole favorire.
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L’accoglienza gioiosa a tutti i partecipanti
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L’ascolto della parola di Dio e della Chiesa
intercalate dal canto
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La condivisione delle proprie risonanze di fede
™
La preghiera comune
™
Il momento della fraternità
Frequentando regolarmente gli incontri avremo occasione
per crescere in veri rapporti di amicizia dove potremo
condividere i nostri pensieri, il nostro agire, il nostro cammino
personale di santità con quella fede gioiosa, quella speranza e
fiducia in Dio che caratterizzò Madre Elisabetta e che è il
fondamento di una autentica fede cristiana.
Sapendo di poter essere sempre gioiosi, non perché tutto va
bene, ma perché Dio ci ama, siamo chiamati, per vocazione, a
diffondere amicizia, condivisione, cordialità, accoglienza e ci
impegniamo a incarnare nella vita quotidiana i messaggi che lo
Spirito Santo trasmette al gruppo e ai singoli amici MPA.
E’ impegno di ciascuno l’utilizzo personale del libretto, per
arrivare agli incontri avendo già letto e meditato l’argomento
che viene via via proposto.
E’ sollecitudine di ciascuno invitare nuovi amici a vivere un
cammino di santità secondo la spiritualità della Beata
Elisabetta, infondendo nei loro cuori pace, serenità e
predisposizione all’ascolto della Parola tenendo vive e presenti
le parole di Giovanni Paolo II: “Non temere di aprire il tuo cuore a
Cristo”.
2
Il Cammino MPA
ANNO ELISABETTIANO
Il cammino di questo anno punta la nostra attenzione sulle
seconde quattro BEATITUDINI del discorso della montagna,
tratte dal Vangelo di Matteo.
Matteo ha collocato le Beatitudini proprio all’inizio
dell’attività pubblica di Gesù. Di questa attività Matteo offre
subito l’esempio. Le Beatitudini stanno all’inizio del cap. 5 e il
loro valore è chiaro: Dio inizia ora ad esercitare un potere regale sulla storia (il Regno dei Cieli è vicino); bisogna dunque che
gli uomini si convertano, accettino questa sovranità di Dio e
vivano in obbedienza alla legge del Regno. Le Beatitudini rivelano la logica dell’esistenza che si pone sotto la sovranità di
Dio; esse sono il codice della vita cristiana, la sintesi del messaggio che il Signore ha portato al mondo: un messaggio di felicità.
Per l’approfondimento di ogni beatitudine dedicheremo
due incontri: nel primo ci soffermeremo sulle prime due parti
“Dalla Parola di Dio...” e “Un aiuto alla riflessione...”; nel
secondo “Dai Documenti della Chiesa” e sulla Beata Elisabetta Renzi.
Al termine di ogni parte è stato lasciato dello spazio “Per la
riflessione personale” dove poter annotare ciò che ha maggiormente colpito o il frutto della propria meditazione o una
preghiera, da poter condividere con il gruppo durante
l’incontro.
Ogni incontro terminerà con la preghiera, una per ogni
incontro, che anche per questo anno abbiamo incentrato sui
salmi.
Come per lo scorso anno, anche quest’anno non
proponiamo la tappa dell’Itinerario Elisabettiano MPA per
dare precedenza agli appuntamenti dell’Anno Elisabettiano.
Le prossime iniziative, alle quali come Laici MPA è importante partecipare, sono le seguenti:
Sabato 17 Ottobre 2009: a Rimini presso la Sala Manzoni
(a fianco del duomo), musica e testimonianze sulla figura della
Beata Elisabetta con la partecipazione del coro “Le Verdi Note”
dell’Antoniano di Bologna.
Sabato 7 Novembre 2009: a Rimini presso la Sala Manzoni
(a fianco del duomo), proiezione del nuovo film “La lezione è
finita” ispirato al carisma educativo della Beata Elisabetta e
prodotto dalla NOVA-T di Torino.
Sabato 21 Novembre 2009 - chiusura dell’Anno Elisabettiano: celebrazione della S.Messa nel Duomo di Rimini, alle
ore 17,30, presieduta da Sua Ecc.za Mons. Francesco Lambiasi.
Per chi non lo avesse già fatto, prima della conclusione
dell’Anno Elisabettiano che sarà il 19 novembre 2009, invitiamo a far “visita a Coriano alla Cappella dove sono custodite le spoglie mortali della Beata Elisabetta” per poter “acquistare
l’indulgenza” concessa dal Vescovo di Rimini per questo anno.
In appendice proponiamo diversi schemi di preghiera per
momenti personali o di gruppo.
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SCHEMA DEGLI
2. L’Accoglienza
INCONTRI MPA
1. La Preparazione
L’incontro MPA inizia il mese precedente, quando si decide
quale parte del tema si tratterà al successivo. Il mese che separa
sarà il tempo della meditazione e riflessione.
Ogni settimana, per chi può ogni giorno, dedichiamo qualche
minuto a leggere e soffermarci su qualche riga di ciò che è riportato nel libretto, per meditare, sottolineare quello che più ci
ha colpito.
Iniziamo questo momento con un Segno di Croce e un Gloria,
per metterci alla presenza del Padre, del Figlio e invocare luce
dallo Spirito Santo, chiedendo la grazia di vivere le beatitudini
che andremo a meditare, perchè prima di tutto sono una grazia
da domandare.
A questo punto leggiamo qualche riga, senza fretta, senza avere
l’ansia di leggere tutto ed arrivare in fondo, anzi tornando indietro più volte, ed anche in tempi diversi, sottolineando, fermandoci in silenzio.
Concludiamo con l’invocazione: Beata Elisabetta Renzi, prega per
noi.
Questo meditare che diventa preghiera è ciò che cambia e trasforma il nostro cuore, perchè è la Parola di Dio, è Dio stesso
che opera e ci cambia dal di dentro.
Per chi lo desidera, si possono anche leggere i riferimenti alla
Parola di Dio nella Bibbia, o approfondire i temi nel Catechismo della Chiesa Cattolica e nei documenti della Chiesa, oppure nella Positio che troviamo in ogni comunità Maestre Pie e
che ogni responsabile di gruppo avrà in consegna.
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Tempo: 20 minuti circa
L’incontro inizia sempre con il canto, segno di accoglienza e di
festa, di gioia nel ritrovarsi.
Anche il canto può darci spunti per una riflessione personale e
di gruppo, crea un clima fraterno e gioioso.
E’ il momento in cui si può cogliere l’occasione per ascoltare e
imparare un canto nuovo, soprattutto i canti proposti dalla
Commissione Musica e Canto. Ma non deve essere un tempo
dedicato solo ed esclusivamente a questo.
I gruppi che “fanno fatica a cantare”, possono aiutarsi con audiocassette o cd o chiedere aiuto ad un membro della Commissione Musica e canto.
3. L’Invocazione allo Spirito Santo
Al canto segue l’invocazione allo Spirito perchè sia luce alle
nostre menti e ai nostri cuori. Lo Spirito Santo ci doni la capacità di metterci in ascolto della Parola di Dio, di accogliere la
Sua Parola con animo aperto e docile.
4. L’Introduzione al tema
Tempo: 10-15 minuti circa
Segue l’introduzione al tema dell’incontro fatta dall’animatore
o da una persona che si è preparata.
5. La Condivisione
Tempo: 25-30 minuti circa
A questo punto ognuno è chiamato a condividere con gli altri
la ricchezza delle sue riflessioni. E’ questo un momento importante e significativo perchè siamo chiamati a mettere in comu6
ne quello che lo Spirito ha suscitato nei nostri cuori: “...l’energia
dello Spirito che è in uno passa contemporaneamente a tutti. Qui non
solo si fruisce del proprio dono, ma lo si moltiplica nel farne parte ad
altri e si gode del frutto del dono altrui come del proprio” (San Basilio).
La condivisione può essere fatta semplicemente leggendo le
frasi che hanno più colpito, oppure raccontando quale è stato
il cammino spirituale del mese e ciò che lo Spirito ha suscitato
dentro.
6. La Preghiera finale
Tempo: 10-15 minuti circa
Tutte le nostre riflessioni, condivisioni diventano preghiera.
Insieme preghiamo con un salmo, preghiera di Cristo e della
Chiesa. Essi ci aiutano a rivolgere la mente, il cuore a Dio, a
lodarlo, a ringraziarlo, a chiedergli ciò che riteniamo utile per
la nostra vita e quella dei nostri fratelli.
Terminiamo con la preghiera alla Beata Elisabetta Renzi, presentando a Dio, per sua intercessione, ogni necessità nostra,
delle nostre famiglie e del mondo intero, pregando anche per
ogni Laico MPA in Italia, Louisiana, Messico, Brasile, Bangladesh e Zimbabwe e per ogni Maestra Pia dell’Addolorata.
7. Il Momento di fraternità
Dopo aver condiviso riflessioni, preghiera... terminiamo
l’incontro con un momento fraterno di festa, di convivialità.
Anche questo momento è importante per favorire tra noi rapporti aperti, sereni e di conoscenza reciproca.
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Le Beatitudini
Le Beatitudini
BEATI I MISERICORSIOSI
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e,
messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Dalla Parola di Dio
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno,
vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta
di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i
profeti prima di voi.
(Mt. 5,1-12)
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Misericordia e giustizia nel
cuore di Dio sono espressioni
del medesimo amore. Questa
riflessione può quindi essere
la continuazione di quella sulla giustizia.
La storia del popolo
d’Israele è la manifestazione
della misericordia di Dio lungo i secoli.
Ora, la cosa interessante è
che Gesù nella beatitudine
della misericordia, esige da
noi che abbiamo la stessa capacità di amare, di perdonare
e di aiutare tutti quelli che si
trovano in necessità, come fa’
Dio. Anzi, c’è di più: subordina addirittura la concessio10
ne della misericordia da parte
di Dio alla misericordia che
noi sapremo donare agli altri:
Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.
Ma l’uomo come può esercitare la misericordia verso gli
altri?
Una prima indicazione ci
viene da quella esigenza di
giustizia superiore a quella degli scribi e dei farisei e che
consiste
nella
legge
dell’amore senza nessuna barriera né di persone né di situazioni.
Un’altra indicazione è quella della riconciliazione con il
fratello, che avesse qualcosa
contro di noi: riconciliazione
che dobbiamo realizzare prima di andare a compiere la
nostra offerta all’altare (Mt
5,23-24). Un’ulteriore indicazione ci è data soprattutto nel
dovere di amare i nemici come Dio li ama: Avete inteso che
fu detto: Amerai il prossimo tuo
e odierai il tuo nemico; ma io vi
dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa’ sorgere il suo sole
sopra i malvagi e sopra i buoni, e
fa’ piovere sopra i giusti e sopra
gli ingiusti... Siate voi dunque
perfetti come è perfetto il Padre
vostro celeste (Mt 5,43-48).
Dio è misericordioso non
perché è indifferente al bene
o al male, ma perché sa compatire chi fa’ il male e attende
con pazienza che si converta.
Proprio per questo Gesù ci
insegna subito dopo a pregare
così: Padre nostro... rimetti a noi
i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori (Mt 6,912). Dio diventa così il modello e la misura della nostra
misericordia.
Non è facile per nessuno essere misericordioso, non è facile per nessuno perdonare
chi ci ha offeso, chi ci ha fatto dei torti, chi ci ha ucciso
barbaramente genitori o figli:
perciò abbiamo bisogno di
chiedere nella preghiera al
Padre misericordioso la forza
di fare misericordia.
Cristo, morendo sulla croce, ha dato l’esempio più
grande del perdono radicale
ai suoi crocifissori: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno (Lc 23,34).
La misericordia, però, si
manifesta in casi anche più
ordinari e frequenti che non
quello del perdono dei nemici o dei grandi gesti eccezionali. È la normale convivenza
con gli altri che esige capacità
d’amore, di benevolenza, di
donazione, di comprensione,
di sacrificio. Basterebbe pensare alla tentazione costante
in cui ci troviamo di giudicare
il prossimo, sostituendoci alla
sua coscienza per interpretare, a nostra misura, intenzioni segrete, fini, progetti, cal11
coli, ecc., e tutto in luce negativa e di condanna senza appello.
È proprio questa cattiveria
del nostro spirito, che ci rende impietosi verso gli altri,
che Gesù intende condannare quando ci dice: Non giudicate, per non essere giudicati;
perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete
misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della
trave che hai nel tuo occhio? O
come potrai dire al tuo fratello:
permetti che tolga la pagliuzza
dal tuo occhio, mentre nell’occhio
tuo c’è la trave? Ipocrita, togli
prima la trave dal tuo occhio e
poi ci vedrai bene per togliere la
pagliuzza nell’occhio del tuo fratello (Mt 7,1-5).
Dio si arrende a noi, si adegua alla nostra capacità di
amare e di perdonare. Perciò
ogni nostro gesto di benevolenza più che agli altri è fatto
a noi, perché fa’ ricadere su
di noi la benevolenza del Padre: è facendo misericordia
12
che ci meritiamo misericordia!
Eloquente in questo senso è
la grandiosa descrizione del
giudizio finale (Mt 25,31-46)
in cui il concetto di misericordia viene allargato a tutte
le situazioni di bisogno materiale e spirituale in cui venga
a trovarsi il nostro prossimo.
Anche nel più piccolo dei
fratelli è presente misteriosamente Cristo che continua ad
aver fame negli affamati e a
soffrire in tutti quelli che soffrono. Cristo lo incontriamo
ad ogni passo, ad ogni uscio.
La beatitudine sta precisamente nell’accoglierlo e nel usargli misericordia. Solo così anche noi otterremo misericordia perché anche noi ci troveremo sicuramente, almeno in
alcuni momenti, ad essere
nella schiera dei più piccoli tra
i fratelli di Cristo; affamati,
assetati, bisognosi di qualcosa, ammalati, soli, tanto soli.
Se avremo visto il segno di
Cristo nei bisognosi, gli altri
sapranno vederlo anche in
noi: la misericordia che a-
vremo fatta ritornerà, moltiplicata, sopra di noi.
Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia: fra le beatitudini è la più consolante e
quella di cui abbiamo maggiormente bisogno. Però è
anche la più faticosa perché
esige forza d’animo, spirito di
amore, di donazione e di
perdono, e il coraggio di farsi
carico di tutte le pene, le sofferenze, le umiliazioni dei fratelli, per portarle insieme con
loro.
Un aiuto alla riflessione...
Misericordioso è colui che ha un atteggiamento materno verso se stesso e verso gli altri.
Colui che si confronta con i propri sentimenti feriti e si riconcilia con essi; tratta se stesso in modo misericordioso.
Allora egli sarà anche capace di essere misericordioso con gli
altri, di aprirsi nel proprio intimo all’altro che si trova in difficoltà.
La misericordia verso se stessi e verso gli altri diventa la vita
vera.
Chi è senza misericordia si irrigidisce e diventa duro di cuore. Percepiamo subito quando qualcuno non ha cuore, quando
è insensibile; chi è duro di cuore non solo è chiuso in se stesso e
quindi escluso dalla vita, ma non trova nessun accesso all’altra
persona.
Il misericordioso, invece, si lega al bisognoso e cerca di far
del bene a chi soffre.
La misericordia scaturisce dall’amore del prossimo.
La felicità che Gesù promette ai misericordiosi consiste nel
fatto che loro stessi provano la misericordia.
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Chi tratta se stesso e gli altri un modo misericordioso sperimenta la misericordia di Dio.
Non un Dio che controlla o che esige troppo, ma il Dio misericordioso che ha comprensione per noi e per le nostre debolezze.
Non dobbiamo però confondere la misericordia con la debolezza. Il Dio misericordioso è sempre il Dio giusto, il Dio onnipotente, il Dio totalmente altro.
Ma in tutta la nostra ricerca di Dio possiamo essere sicuri
che alla fine è un Dio misericordioso e pietoso.
Chi è misericordioso ha compreso chi è Dio. E partecipa di
Dio. E’ in Dio.
La misericordia è per noi uomini la via verso il cuore di Dio
e verso l’interiorità di Dio.
Per la riflessione personale
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Ha fatto le grandi luci,
perché il suo amore è per sempre.
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Preghiamo con la preghiera della Chiesa…
SALMO 136 (135) (vv. 1-9)
CANTO LITANICO ALL’AMORE DI DIO
Preghiamo il Salmo 136 in modo alternato fra un solista e
tutto il gruppo:
Il sole, per governare il giorno,
perché il suo amore è per sempre.
La luna e le stelle, per governare la notte,
perché il suo amore è per sempre.
Dopo un momento di silenzio possiamo anche noi lodare il
Signore per il Suo amore per noi.
Ad ogni preghiera ripetiamo:
“PERCHÉ IL SUO AMORE È PER SEMPRE”.
Continuiamo a invocare Dio:
• Perché viva in noi la libertà che nasce dal tuo amore...
LIBERACI DAL MALE, SIGNORE
Rendete grazie ai Dio degli dèi,
perché il suo amore è per sempre.
•
•
•
•
•
Rendete grazie al Signore dei signori,
perché il suo amore è per sempre.
•
•
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
perché il suo amore è per sempre.
Perché ogni uomo sia liberato dalla schiavitù del peccato...
Perché tutti sperimentino la grazia del perdono...
Perché accogliamo i sacramenti della liberazione...
Perché ognuno diventi collaboratore di vera libertà...
Perché i battezzati accolgano la chiamata a collaborare con la
Chiesa...
Per quanti sono stanchi e oppressi, o vivono nel peccato...
Perché i popoli cerchino la vera libertà confrontandosi con
Dio...
PREGHIERA CONCLUSIVA
O Gesù, nostro Maestro, metti in noi i tuoi sentimenti verso il Padre: da te desideriamo imparare ad amarlo come tu lo
ami e a vivere mettendo in pratica i suoi comandi. Donaci grazia
e continua misericordia perché sperimentiamo la gioia di essere
figli di Dio in questa vita e nella vita eterna. Amen.
Ha creato i cieli con sapienza,
perché il suo amore è per sempre.
Ha disteso la terra sulle acque,
perché il suo amore è per sempre.
Preghiera alla Beata
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Dai Documenti della Chiesa
Non è la scienza che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante
l'amore. Quando uno nella sua vita fa’ l'esperienza di un grande amore,
quello è un momento di « redenzione » che dà un senso nuovo alla sua
vita. Ma ben presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato
non risolve, da solo, il problema della sua vita. È un amore che resta
fragile. Può essere distrutto dalla morte. L'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa’ dire: «
Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né
potenze, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore » (Rm
8,38-39). Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta,
allora – soltanto allora – l'uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare. È questo che si intende, quando diciamo: Gesù Cristo ci ha « redenti ».
Solo la grande speranza-certezza che, nonostante tutti i fallimenti,
la mia vita personale e la storia nel suo insieme sono custodite nel potere indistruttibile dell'Amore e, grazie ad esso, hanno per esso un senso e
un'importanza, solo una tale speranza può in quel caso dare ancora il
coraggio di operare, di perdonare e di proseguire.
Abbiamo creduto all'amore di Dio — così il cristiano può esprimere
la scelta fondamentale della sua vita. All'inizio dell'essere cristiano non
c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con
ciò la direzione decisiva. Nel suo Vangelo Giovanni aveva espresso quest'avvenimento con le seguenti parole: « Dio ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui ... abbia la
vita eterna » (3, 16). Con la centralità dell'amore, la fede cristiana ha
accolto quello che era il nucleo della fede d'Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità e ampiezza. L'Israelita credente, infatti, prega ogni giorno con le parole del Libro del Deuteronomio,
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nelle quali egli sa che è racchiuso il centro della sua esistenza: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il
Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze
» ( 6, 4-5). Gesù ha unito, facendone un unico precetto, il comandamento dell'amore di Dio con quello dell'amore del prossimo, contenuto
nel Libro del Levitico: « Amerai il tuo prossimo come te stesso » (19,
18; cfr Mc 12, 29-31). Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4,
10), l'amore adesso non è più solo un « comandamento », ma è la risposta al dono dell'amore, col quale Dio ci viene incontro.
In un mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta o perfino il dovere dell'odio e della violenza, questo è un messaggio
di grande attualità e di significato molto concreto. (dalla Spe Salvi, lettere enciclica del Sommo Pontefice Benedetto XVI ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, ai religiosi e alle religiose e a tutti i fedeli laici sulla
speranza cristiana)
MISTERO DELLA FEDE
Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, memoriale della morte e risurrezione del suo Signore, questo evento centrale di salvezza è reso realmente presente e «si effettua l'opera della nostra redenzione». Questo
sacrificio è talmente decisivo per la salvezza del genere umano che Gesù
Cristo l'ha compiuto ed è tornato al Padre soltanto dopo averci lasciato
il mezzo per parteciparvi come se vi fossimo stati presenti. Ogni fedele
può così prendervi parte e attingerne i frutti inesauribilmente. Questa è
la fede, di cui le generazioni cristiane hanno vissuto lungo i secoli. Questa fede il Magistero della Chiesa ha continuamente ribadito con gioiosa gratitudine per l'inestimabile dono. Desidero ancora una volta richiamare questa verità, ponendomi con voi, miei carissimi fratelli e sorelle, in adorazione davanti a questo Mistero: Mistero grande, Mistero
di misericordia. Che cosa Gesù poteva fare di più per noi? Davvero, nell'Eucaristia, ci mostra un amore che va fino «all'estremo» (cfr Gv 13,1),
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un amore che non conosce misura. (Dalla Lettera Enciclica Ecclesia
De Eucharistia del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ai Vescovi,
ai Presbiteri e ai Diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli Laici
sull'Eucaristia nel suo rapporto con la Chiesa, Capitolo Primo)
Beata Elisabetta misericordiosa
I misericordiosi, sono coloro che hanno compassione, non
giudicano gli altri e sono ben predisposti
verso il prossimo. Sono anche coloro che soccorrono chi è
nel bisogno e sono premurosi, attenti. Il modello è Dio lento
all’ira e ricco di grazia, di fedeltà, amore e verità. “Amate i vostri
nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”. (Lc 6,27-28). “Siate
misericordiosi come misericordioso è il padre vostro”(Lc 6,36).
Elisabetta Renzi, si regolò per acquistare quella carità, che in
modo particolare usò con le sue figlie, in ogni luogo e in ogni
circostanza. Lo Zavoli nell’elogio funebre scrive, riferendosi a
Madre Elisabetta: “… Non si stancava di esservi sovente
d’appresso e con maniera le più dolci, mettervi sott’occhio quali
cose dovevate fare, di quali mezzi conveniva vi serviste, come
era necessario vi comportaste colle compagne… Ella vi persuadeva della necessità di essere sincere, schiette e leali specialmente
col confessore e colla vostra maestra; ella insomma, vi allevava
con amore il più tenero usando ogni diligenza, perché nasceste
alla pietà, al timore di Dio, al desiderio di fare del bene alle fanciulle.
E, quand’anche trovata ne avesse alcuna, la quale non fosse
stata tanto pronta ad apprendere ciò che Essa desiderava dalle
sue istruzioni, dai suoi insegnamenti, allora fattasi anch’ella piccola con chi era piccola, si accomodava alla bassa intelligenza di
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quella, e quasi che non avesse saputo fare diversamente, con
passi da fanciulla istruiva a correre, chi aveva appena tanta lena
da muovere un passo.
...Mi sapreste poi dire le cure, le sollecitudini che la vostra
superiora si prendeva quando dato le era di scorgere in voi qualche segno di poca salute? Ella era la prima a ricercare
l’incomodo che vi gravava, Ella, dirò così, studiava per guarirvi,
Ella vi proponeva tutto ciò che sperava potervi giovare e veniva
premurosa al letto dei vostri dolori per animarvi alla pazienza,
Ella più volte di sua mano vi serviva… Insomma il suo amore
per ciascuna di voi fu tale che ve la vedevate sempre piacevole,
manierosa ed affabile, né seppe usare mai severità se non quando ve la obbligava la sua coscienza, sempre ferma nel mantenere
il proposito fatto di accogliere le sue figliole con piacevolezza allorché a lei avrebbero ricorso nelle loro necessità e di compatirne i difetti se non di fragilità, o causati da poca cognizione, ma
correggerle senza rispetto umano qualora le mancanze siano fatte per abito e con avvertenza, molto più poi se erano state altre
volte sgridate. In conseguenza di questo non si mostrò mai nemica ad alcuno ma bensì con tutte manifestò un amore di madre, e parve che a lei Dio avesse dirette quelle parole che disse a
Mosè quando gli insinuava l’amore per il suo popolo - porta eos
in sinu tuo sicut portare solet nutrix infantulum - poiché sentì amore
per tutte, vi amò sempre e verso di ciascuna ebbe affetto di amore senza aspettarne che per questo le usaste gratitudine, del che
ne aveva fatto speciale promessa: “Amerò tutte per amore di Dio,
tanto le buone quanto le difettose”.
(Zelo missionario). Appena la Madre seppe della nuova associazione della S Infanzia volle organizzarla nella pia casa, e vi si
associarono tanti e tante, anche estranei, per lo zelo delle sue figlie, che, per iniziativa della Madre, facevano devote rappresentazioni e lotterie a pro dei poveri bianchi cinesi. Il suo zelo era
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sempre ardente; avrebbe voluto oltrepassare i mari, accorrere
per ogni dove in soccorso dei prossimi, ed oh! quanto si compiacque, come di cosa possibile ad effettuarsi, quando una giovane per trasporto di zelo, aveva composto una canzonetta, nella
quale si figurava che uno stuolo di Maestre Pie erano partite a
fondare nuove case nella Cina .
“Essere premurosi più d’altrui che di se stesse è la caratteristica dei
buoni, la nota dei santi!”. Ecco quanto scrisse una decina di giorni
avanti la morte, alla giovane nipote amatissima Giuseppina
Renzi. (Dalla Positio pag. 409, 410, 505)
Preghiamo con la preghiera della Chiesa…
SALMO 136 (135) (vv. 18-23)
CANTO LITANICO ALL’AMORE DI DIO
Preghiamo la seconda parte del Salmo 136 in modo alternato fra un solista e tutto il gruppo:
Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti,
perché il suo amore è per sempre.
Da quella terra fece uscire Israele,
perché il suo amore è per sempre.
Con mano potente e braccio teso,
perché il suo amore è per sempre.
Per la riflessione personale
Divise il Mar Rosso in due parti,
perché il suo amore è per sempre.
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21
In mezzo fece passare Israele,
perché il suo amore è per sempre.
Vi travolse il faraone e il suo esercito,
perché il suo amore è per sempre.
Guidò il popolo nel deserto,
perché il suo amore è per sempre.
Colpì grandi sovrani,
perché il suo amore è per sempre.
Uccise Sovrani potenti,
perché il suo amore è per sempre.
Sicon, re degli Amorrei,
perché il suo amore è per sempre.
Og, re di Basan,
perché il suo amore è per sempre.
Diede in eredità la loro terra, -22
perché il suo amore è per sempre.
Le Beatitudini
In eredità a Israele suo servo,
perché il suo amore è per sempre.
BEATI I PURI DI CUORE
Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi,
perché il Suo amore è per sempre.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Dopo un momento di silenzio possiamo anche noi lodare il
Signore per il Suo amore per noi.
Ad ogni preghiera ripetiamo:
“PERCHÉ IL SUO AMORE È PER SEMPRE”.
Continuiamo a invocare Dio:
• Signore, glorifica in noi il tuo Nome...
Dalla Parola di Dio
DONACI DI AMARTI COME L’UNICO NOSTRO DIO!
•
•
•
•
•
•
•
•
La fede sia il fondamento delle nostre giornate...
Fa’ che desideriamo solo ciò che tu vuoi per il nostro bene...
Apri i nostri giovani all’avvenire che hai pensato per loro...
Fa’ che le nostre famiglie educhino cristianamente i loro figli...
Dove è dolore e solitudine dona il conforto della fede...
Nei sacerdoti e nei consacrati brilli una donazione limpida e
generosa...
Manda nel mondo i missionari del tuo Vangelo...
...(altre intenzioni)
PREGHIERA CONCLUSIVA
Liberamente, mio Dio, e senza alcuna riserva, io consacro a
te ogni mio desiderio. Purtroppo, Signore, la mia volontà non
sempre si accorda con la tua. Tu vuoi che ami la verità, e io
spesso amo la menzogna. Tu vuoi che cerchi l’eterno, e io mi accontento dell’apparenza. Tu vuoi che aspiri a cose grandi, e io
mi attacco a delle piccolezza. Fa’ che ti ami sopra ogni cosa. Liberami per sempre da ogni male, la tua volontà di compia in
me: solo tu, Signore, sii il mio tutto. (s. Teresa d’Avila)
Preghiera alla Beata
23
Che cos'è purezza di cuore?
Il cuore è il vero centro dell'uomo a cui Dio si volge; qui
è la radice della vita religiosa,
che determina l’atteggiamento morale. Il cuore è la sede
dei sentimenti e dell'intelligenza, della memoria e dei
desideri, della volontà e dell'amore. È il cuore che rende
puro o impuro tutto l’uomo.
Purezza di cuore è perciò
molto di più che purezza sessuale, anche se questa vi è
compresa.
Cuore puro è un interno
limpido, senza doppio gioco,
semplice, è intenzione senza
interesse, è un vivere e uno
24
sperare in armonia con i desideri e i sentimenti di Dio :
Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore
puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del
suo prossimo. Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio
sua salvezza. Ecco la generazione
che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. (Sal 24,36).
La purezza di cui si parla
qui è quella interiore che raggiunge in profondità le intenzioni delle nostre azioni e le
fanno essere conformi alla volontà di Dio: la purezza di
cuore è la santità autentica. Il
cuore puro, innocente, non
solo è libero dalla colpa, ma
anche dal fascino sempre ritornante della tentazione. E
questo può esserci dato come
dono solamente da Dio. Infatti il salmista prega così:
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo (Sal 51,12).
Il cuore di Gesù è stato trovato puro nei quaranta giorni
di deserto. Là il suo amore al
Padre e agli uomini è stato
provato. Non c'erano secondi
fini in lui. Egli donava quei
quaranta giorni al Padre come atto d'amore puro, senza
desiderio di gratificazione e
contraccambio, senza aspettarsi nemmeno un pane.
Era già stato provato nei
trent'anni di nascondimento
a Nazareth, e sarà ancora
messo alla prova dalla solitudine, pur in mezzo alla folla.
E la prova sarà completata e
superata del tutto solo sul
Calvario.
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Quando vedranno Dio?
Nel libro dell’Esodo leggiamo queste parole di Dio
rivolte a Mosè: Tu non potrai
vedere il mio volto, perché nessun
uomo può vedermi e restare vivo
(Es 33,20). Quindi il testo di
questa beatitudine si riferisce
principalmente alla gloria finale, al paradiso.
L’Apocalisse ci descrive con
toni esultanti la felicità dei
salvati nella Gerusalemme del
cielo: Il trono di Dio e
dell’Agnello sarà in mezzo a lei e
i suoi servi lo adoreranno; vedranno la sua faccia.
Un aiuto alla riflessione...
Il cuore puro è il cuore semplice, schietto, limpido.
Un cuore puro è un cuore che non viene condizionato
da seconde intenzioni, ma vuol dire quello che dice.
25
Puro è il cuore che non giudica gli altri, che non ha seconde intenzioni, che non è offuscato da sentimenti di condanna o di disprezzo.
La felicità che Gesù promette agli uomini dal cuore puro è la visione di Dio.
Vedere Dio corrisponde al desiderio intenso dell’uomo.
Se vediamo Dio dimentichiamo noi stessi. Diventiamo
uno con Dio e contemporaneamente uno con noi stessi.
Nell’unità con Dio diventiamo consapevoli di noi stessi,
giungiamo al nostro splendore originario.
Il cuore puro si manifesta per il salmista nel fatto che ha
le mani pure e che dalle sue mani non proviene alcun torto, che con le sue mani non ferisce nessuno e non chiude le
mani a pugno.
Il cuore puro si manifesta in parole che sono limpide,
sincere e coerenti.
A questo cuore puro vengono promesse benedizione e
salvezza.
Per la riflessione personale
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Preghiamo con la Preghiera della Chiesa...
SALMO 24 (23)
PROCESSIONE DI INGRESSO AL TEMPIO
Preghiamo insieme il Salmo 24:
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo Santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
chi non giura con inganno.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso, il Signore valoroso in battaglia.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.
28
Dopo un breve momento di silenzio ripetiamo la frase che
più colpisce il nostro cuore.
Continuiamo a pregare invocando il Signore:
•
Rischiara le tenebre di quanti non ti conoscono...
•
I popoli del mondo vedano la tua gloria e ti riconoscano
Dio...
Le nostre famiglie sperimentino la tua benevola presenza...
I ragazzi e i giovani sentano il desiderio dì incontrarti...
Suscita negli scienziati la meraviglia per quanto hai creato...
Fa’ che i cercatori di Dio li incontrino in Gesù...
Rendici messaggeri della tua verità...
... (altre intenzioni)
•
•
•
•
•
•
FA’ RISPENDERE IL TUO VOLTO, SIGNORE
PREGHIERA CONCLUSIVA
O nostro unico Dio, Trinità d’amore, tu vedi di quanta luce
e chiarezza hanno bisogno gli uomini d’oggi. Il nostro mondo
corre il rischio di cercare la propria salvezza in idoli vani, perché
non ti conosce. Fa’ che le meraviglie della creazione diventino
segno e richiamo a te, che le hai volute come riflesso della tua
bellezza.
Suscita nuovi profeti che, come Mosè, portino la conoscenza
del tuo Nome a tutte le genti.
Muovi i ragazzi e i giovani perché accolgano la chiamata a essere annunziatori della tua parola che salva.
E metti in ognuno di noi nuova disponibilità, perché non ci
stanchiamo di comunicare la fede che abbiamo ricevuto in dono. Amen.
Preghiera alla Beata
29
Dai Documenti della Chiesa
Possiamo supporre che nella gran parte degli uomini – sia presente
nel più profondo della loro essenza, un' apertura interiore per la verità,
per l'amore, per Dio.
Nelle concrete scelte di vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi
compromessi col male – molta sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da
tutta la bassezza e rimane presente nell'anima.
Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al
Giudice? Tutte le cose sporche che hanno accumulate nella loro vita diverranno forse di colpo irrilevanti? O che cosa d'altro accadrà? San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, ci dà un'idea del differente impatto
del giudizio di Dio sull'uomo a seconda delle sue condizioni….
Paolo dice dell'esistenza cristiana innanzitutto che essa è costruita
su un fondamento comune: Gesù Cristo. Questo fondamento resiste. Se
siamo saldi su questo fondamento e costruiamo su di esso la nostra vita,
sappiamo che questo fondamento non ci può più essere sottratto neppure nella morte. Poi Paolo continua: « Se, sopra questo fondamento, si
costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera
di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno.
In questo testo diventa evidente che per salvarsi bisogna attraversare in prima persona il « fuoco », per diventare definitivamente capaci
di vedere Dio e poter prendere posto alla tavola dell'eterno banchetto
nuziale.
È l'incontro con Dio che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per
farci diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita
possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma
nel dolore di questo incontro, in cui l'impuro ed il malsano del nostro
essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco
30
del suo cuore ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ».
È, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci
penetra come fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi
stessi e con ciò totalmente di Dio. (dalla Spe Salvi, lettere enciclica del
Sommo Pontefice Benedetto XVI ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi,
ai religiosi e alle religiose e a tutti i fedeli laici sulla speranza cristiana)
SONO VENUTO PERCHÉ ABBIANO LA VITA
IL MESSAGGIO CRISTIANO SULLA VITA
Ma mentre denunciano le offese alla vita, i Profeti si preoccupano
soprattutto di suscitare l'attesa di un nuovo principio di vita, capace di
fondare un rinnovato rapporto con Dio e con i fratelli, dischiudendo
possibilità inedite e straordinarie per comprendere e attuare tutte le esigenze insite nel Vangelo della vita . Ciò sarà possibile unicamente grazie al dono di Dio, che purifica e rinnova: «Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito
nuovo» (Ez 36, 25-26; cf. Ger 31, 31-34). Grazie a questo «cuore nuovo» si può comprendere e realizzare il senso più vero e profondo della vita: quello di essere un dono che si compie nel donarsi. È il messaggio
luminoso che sul valore della vita ci viene dalla figura del Servo del Signore: «Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza,
vivrà a lungo... Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce» (Is 53,
10.11). (Dalla Evangelium vitae, lettera enciclica ai vescovi ai presbiteri e ai diaconi ai religiosi e alle religiose ai fedeli laici e a tutte le persone di buona volontà sul valore e l'inviolabilità della vita umana, capitolo II)
31
Beata Elisabetta pura di cuore
I puri di cuore sono coloro che non hanno seconde intenzioni, secondi fini, sono coloro che si comportano onestamente
nei confronti di Dio e del prossimo.
La serva di Dio all’età di nove anni, come viene riferito fece
promessa al Signore di custodire, per tutta la vita “un’innocenza
tutta pura”; dette ben presto a vedere di mettere da parte le attrattive del mondo per “farsi bella nell’anima, adornandola ogni
giorno di più, di azioni virtuose e perfette”.
Suor Teresa Raffaelli, che conobbe la Beata, afferma che da
tutta la sua persona traspariva “semplicità di sguardo e di contegno; sguardo limpido e puro”.
Questo doveva essere il giudizio di molti se la Giovannini
stessa riferì che il suo occhio “aveva quella misteriosa potenza e
quell’attraente candore che Dio concede a coloro che spesso levano i loro occhi verso di Lui”; e altrove: “Madre Elisabetta predicava col suo contegno, sempre in bello accordo l’esteriore con
il suo interiore”.
Nella vita della Serva di Dio non si registrò mai alcun neo o
semplice divagazione sentimentale, per cui le sue figlie la riguardarono come immersa in tanta altezza, quale vera creatura tutta
e solo di Dio, che, alla sua morte, vollero porre accanto al suo
cadavere un giglio, a simboleggiare la sua purezza verginale.
(Summarium LXV)
Elisabetta piena di un’angelica modestia, inclinata solo ad
esercizi devoti ed a far mostra di un naturale dolcissimo, nata
per ubbidire, si rendeva ogni giorno più rispettabile agli uomini
e cara a quel Signore che si delizia nel cuore degli innocenti.
Per desiderare di amare il buon Dio bastava udirla dire:
“Mio Dio, vi amo con tutto il cuor mio!”
32
Dio nella sua immutabilità è infinitamente diffusivo e coloro
che Egli investe della sua carità, sentono imperioso il bisogno di
comunicare le divine fiamme che eccitano, spingono, muovono
di continuo all’azione per la salute del prossimo. Per tanto, nei
giorni carnevaleschi, la Beata ispirava, alle maestre, alle scolare
e alle giovani educande una tenera compassione verso la divina
Madre e il figlio Gesù, offesi dal peccato.
Alla nipote Giuseppina, giovane suora presso di sé, la impareggiabile madre Elisabetta inculcava spesso che la pura e retta
intenzione è amore di Dio, ed è ciò che vince il premio di tutte
le opere. “Se tu facessi cosa anche grandemente utile al prossimo, senza l’occhio della pura intenzione di piacere a Dio, a nulla ti varrebbe
per crescere nell’amore, per conoscere la grandezza del divino amore”.
“Si faccia di noi ciò che a Dio piacerà: a Dio non piace che la nostra
santità”.
Rivolgendosi alle fanciulle del Conservatorio e delle scuole
suggeriva: “Immaginate che tutte le vostre parole ed opere siano le ultime della vostra vita; come tutte sarebbero rette e pure, indirizzate solo
alla gloria del Signore!...”.
“Persuadetevi che Dio non si compiace delle opere fatte a caso o per
abitudine. Chi fa’ tutte le opere con la sola intenzione di piacere a Dio,
dopo la morte andrà in Paradiso senza passare per il purgatorio”.
“Custodite i vostri affetti, i vostri sensi…siate pazienti, allegre. Siate pure come angioli. La purezza è la poesia delle giovanette. Siate garbate e rispettose…”.
Alle novizie raccomandava: “Baciate la veste nello svestirvi e vestirvi: bisogna amare la propria divisa e tenerla pulita per far onore al
sovrano”.
“Noi dobbiamo essere, in tutto e per tutto, morte a noi stesse e vivere solamente con Dio, in Dio e per Iddio”. “La via del cielo, da qualunque parte la si prende, e giammai fiancheggiata di rose; ma la grazia
della vita religiosa porta ad amare le spine fino a incoronarsene.
33
Un’anima generosa deve trovare, in una vita come la nostra tesori incalcolabili, poiché rilassata e debole come sono io, pure vi trovo già tante meraviglie. Se si sapesse la pace della vita religiosa e le grazie giornaliere , quale attrattiva per le anime che lo ignorano”.
“… Così ogni fatica è piccola per arrivare al cielo e qualsivoglia peso di regole e di precetti è luce che rischiara il sentiero della vita perfetta”. “… Noi non avremo da rendere conto a Dio soltanto di aver commesso il male, ma molto più di non aver fatto quel bene che era nelle
nostre forze di fare”
Quando assunse la direzione della casa di Coriano confessò
ingenuamente: “Il mio cuore ardeva di carità per la santificazione elle
anime, ed io non penso che vi sia stata altra prova, che mi abbia dato
la cognizione del mio niente, come questo dovere, che l’ubbidienza
m’impose fin dall’esordio della mia novella esistenza!”. (Dalla Positio
pag. 498, 505, 510, 511, 514, 516)
Per la riflessione personale
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35
Preghiamo con la Preghiera della Chiesa...
SALMO 15 (14)
CHI PUO’ ABITARE CON IL SIGNORE?
Preghiamo con fede il Salmo 15:
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sulla tua santa montagna?
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua,
non fa’ danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se ha giurato a proprio danno,
mantiene la parola;
non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
Dopo un breve momento di silenzio ripetiamo la frase che
più colpisce il nostro cuore.
36
Continuiamo a pregare invocando il Signore:
•
Le Beatitudini
O Padre, rendici partecipi della conoscenza che Gesù ha dite...
BEATI GLI OPERATORI DI PACE
DONACI LA GIOIA DI ESSERE TUOI FIGLI!
•
•
•
•
•
•
•
Fa’ che, come Gesù, viviamo nella tua volontà e sappiamo
pregarti...
Rendi forte e gioiosa l’unione della nostre famiglie...
Che ogni famiglia si apra al servizio del Vangelo...
Che i giovani siano educati alla pienezza della vita...
Consacrati e consacrate siano testimoni credibili del tuo amore...
Manda operai per la tua messe...
(altre invocazioni)
PREGHIERA CONCLUSIVA
Grazie alla tua preghiera, Signore Gesù, anche noi vogliamo,
insieme a te, adorare, lodare, glorificare, benedire il Padre per
tutti i doni che ci ha dato. Ti ringraziamo perché hai fatto di
tutti noi una sola cosa, così che ognuno può portare davanti a te
tutte le persone, le situazioni, le sofferenze, le paure, le speranze
di tutti. Donaci la grazia di comprendere sempre più profondamente cosa vuol dire essere una cosa sola con te e tra di noi.
Gesù, mostraci il Padre! Donaci di metterci alla tua scuola,
di imparare a conoscere il Padre e imparare a conoscere chi siamo noi; insegnaci come dobbiamo vivere e come dobbiamo amarci, come dobbiamo impostare la nostra esistenza e fare le
nostre scelte, come vivere la nostra vocazione. Amen. (CM. Martini)
Preghiera alla Beata
37
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Dalla Parola di Dio
Pace! Una parola frequente.
Spesso esprime solo desideri,
e spesso solo desideri superficiali; indica accordi tra gli
uomini, tra categorie diverse
di persone, tra le nazioni, oppure superamento di contese,
di oppressioni, di guerre, di
violenze. Come però si possono evitare queste realtà dal
momento che il cuore dell’uomo è legato a interessi egoistici, impregnato di brame
economiche, di potere e di
ambizioni per le quali sfrutta
il mondo e gli altri uomini?
Fino a quando gli uomini si
lasceranno dominare da interessi materiali, non potrà es38
serci tra loro pace sicura e
stabile. Gli interessi materiali
nascondono in sé sempre lo
spirito che un giorno ha posseduto Caino. Nemmeno il
popolo di Dio, la Chiesa, può
aspettarsi pace nel mondo. Il
mondo le sarà sempre nemico. Gesù stesso, più di tutti
cosciente di questa realtà,
non nascose, ma dichiarò:
Non sono venuto a portare pace,
ma la spada (Lc 12, 51). Chi
segue Gesù si mette in una
situazione che contrasta il
mondo e ne risveglia le negatività, dando ad esso, in se
stesso, un bersaglio luminoso.
Per essere operatori di pace
bisogna prima di tutto essere
pacifici, ossia pacificati con se
stessi, perché nessuno può
dare ciò che non ha. Tuttavia
questa beatitudine pone
l’accento sulla forza d’animo
e sulla volontà di produrre la
pace dove regnano la tensione, la conflittualità, la rivalità,
il sospetto e soprattutto la
guerra effettiva. Proprio perché pacifico, il discepolo di
Cristo è un operatore di pace,
un seminatore dell’amore e
della pace che ha nel cuore.
È Cristo il più grande operatore di pace. Leggiamo nella
lettera agli Efesini: Egli (Cristo) è la nostra pace, colui che ha
fatto dei due (dei giudei e dei pagani) un popolo solo, abbattendo
il muro di separazione che era
frammezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua
carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se
stesso, dei due, un solo uomo
nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in
un solo corpo, per mezzo della
croce, distruggendo in se stesso
l’inimicizia. Egli è venuto perciò
ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro
che erano vicini. Per mezzo di lui
possiamo presentarci, gli uni e gli
altri, al Padre in un solo Spirito
(Ef 2,14-18). E nella lettera ai
Colossesi: Piacque a Dio di far
abitare in lui ogni pienezza e per
mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il
sangue della sua croce, cioè per
mezzo di lui, le cose che stanno
sulla terra e quelle nei cieli (Col
1,19-20).
È Cristo dunque il più grande operatore di pace. Egli ha
pagato questo compito cosmico con una morte violenta.
Gli apostoli ne hanno fatto
esperienza il giorno della Risurrezione. “Gesù si fermò in
mezzo a loro e disse: Pace a
voi!. Detto questo mostrò loro le
mani e il costato.
Pace a voi! Come il Padre ha
mandato me, così io mando voi.
E alitò su di loro: ricevete lo Spirito Santo.
Pace non è una parola, ma
un dono. Dicendo pace Gesù
39
dona quanto ha di più prezioso: l’amore giunto fino alla
morte, la sua missione divina,
il suo Spirito.
La pace di Gesù – non augurata ma data – è condivisione. Vi lascio la pace, vi do la
mia pace.
La mia pace! Il termine pace
non indica uno stato tranquillo dei sentimenti, una situazione di stasi nei rapporti
umani; indica piuttosto il
dono dato e ricevuto. La pace
donata da Gesù è la sua pienezza di vita e d’amore, è la
sua comunione col Padre.
L’apostolo Paolo dice: Egli è
la nostra pace (Ef 2, 17).
La pace perciò è da intendere come dono di Dio, frutto dell’amore e della concordia e non come imposizione
di ordine da parte di chi ha la
forza o anche solo l’autorità.
Un aiuto alla riflessione...
Gesù si è presentato come il pacificatore.
E vuole che i suoi discepoli annuncino la riconciliazione e la
pace.
Solo chi è in armonia con se stesso, o perlomeno in cammino verso questo traguardo, è in grado di portare la pace anche
fra gli altri.
La pace nasce in noi e fra noi, se lasciamo che Dio regni in
noi, se diamo spazio a Dio. Dio è il vero elargitore della pace. La
pace come armonia interiore ha bisogno dello sguardo amorevole rivolto a ciò che c’è di ostile in noi e fuori di noi.
E ha bisogno della via della contemplazione attraverso la
quale penetriamo in noi nello spazio interiore della quiete e
dell’amore.
Infine è l’amore che supera la lacerazione interiore dentro di
noi.
40
E ha pure bisogno della capacità di dialogare con le persone
in conflitto.
Operare la pace è un processo creativo. Ha bisogno di fantasia e creatività Chi opera la pace partecipa della forza creatrice di
Dio, che ha fatto buone tutte le cose.
Se sono in pace con me stesso e faccio la pace all’esterno, allora sperimento il mio vero essere uomo, allora so chi sono, allora sono in armonia con me stesso. E questa è la felicità massima che Dio ci può promettere.
Infine operare la pace non significa imparare qualcosa, ma
vincere il nemico mediante l’amore. Infatti l’amore è una forza
che crea una pace duratura.
Noi tutti aspiriamo a persone che sono in pace con se stesse
e che, quindi, quando parlano non hanno bisogno di mettersi
in mostra, ma emanano qualcosa di conciliante, che non giudicano o condannano, ma sanno usare un linguaggio conciliante.
Per la riflessione personale
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Dopo un breve momento di silenzio ripetiamo la frase che
più colpisce il nostro cuore.
Continuiamo a pregare invocando il Signore:
Preghiamo con la preghiera della Chiesa…
SALMO 72 (71) vv. 1-10
AUGURIO PER L’INCORONAZIONE DEL SOVRANO
Preghiamo insieme il Salmo 72:
•
Illumina ogni uomo con il dono della fede in te...
Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio del re la tua giustizia;
•
•
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
•
•
•
•
•
•
Ogni cristiano sia testimone e annunciatore della tua salvezza...
I genitori affrontino con coerenza le loro responsabilità educative...
I nostri giovani amino la vita come compito e vocazione...
Sacerdoti e consacrati vivano con gioia le beatitudini...
Ogni domenica sia ricca di speranza e grazia per tutti...
Fa’ che insieme costruiamo la civiltà dell’amore...
Dona nuovi missionari alla tua Chiesa...
... altre intenzioni
RENDICI OPERATORI DI UNITÀ NELLA TUA CHIESA
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero
e abbatta l’oppressore.
PREGHIERA CONCLUSIVA
Signore Gesù, che hai chiamato a essere tuoi discepoli quelli
che hai voluto, chiamaci ancora a lavorare per te e con te per edificare la tua Chiesa. Tu che hai illuminato con la tua parola
quelli che hai chiamato, illumina col dono della fede chi non ti
ha ancora incontrato sul suo cammino. Tu che li hai sostenuti
nelle difficoltà, aiuta i giovani a vincere le difficoltà che incontrano sul loro cammino. Tu che hai vissuto donandoti totalmente ai fratelli, rendici operatori di pace e costruttori della civiltà
dell’amore. Tu che ci hai resi figli nella famiglia di Dio, aiuta le
nostre famiglie, ascolta le aspirazioni di genitori e figli, chiarisci i
loro dubbi, da’ vigore ai loro propositi di bene. Tu che hai percorso città e villaggi annunciando l’amore del Padre, sostieni
l’impegno missionario di consacrati, consacrate e laici. E chiama
ancora tra noi chi si consacri interamente a te: il tuo amore riscaldi questa vocazione fin dal suo nascere e la faccia crescere e
perseverare sino alla fine. Amen.
Ti faccia durare quanto il sole,
come la luna, di generazione in generazione.
Scenda come pioggia sull’erba,
come acqua che irrora la terra.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
A lui si pieghino le tribù del deserto,
mordano la polvere i suoi nemici.
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Preghiera alla Beata.
43
44
Dai Documenti della Chiesa
L’amore — caritas — sarà sempre necessario, anche nella società più
giusta.
Non c’è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell’amore. Chi vuole sbarazzarsi dell’amore si dispone a
sbarazzarsi dell’uomo in quanto uomo. Ci sarà sempre sofferenza che
necessita di consolazione e di aiuto. Sempre ci sarà solitudine. Sempre ci
saranno anche situazioni di necessità materiale nelle quali è indispensabile un aiuto nella linea di un concreto amore per il prossimo. Lo Stato che vuole provvedere a tutto, che assorbe tutto in sé, diventa in definitiva un’istanza burocratica che non può assicurare l’essenziale di cui
l’uomo sofferente — ogni uomo — ha bisogno: l’amorevole dedizione personale.
Nella Chiesa pulsa la dinamica dell’amore suscitato dallo Spirito di
Cristo. Questo amore non offre agli uomini solamente un aiuto materiale, ma anche ristoro e cura dell’anima, un aiuto spesso più necessario
del sostegno materiale. L’affermazione secondo la quale le strutture giuste renderebbero superflue le opere di carità di fatto nasconde una concezione materialistica dell’uomo: il pregiudizio secondo cui l’uomo vivrebbe « di solo pane » (Mt 4, 4; cfr Dt 8, 3) — convinzione che umilia
l’uomo e disconosce proprio ciò che è più specificamente umano.
Il compito immediato di operare per un giusto ordine nella società è
proprio dei fedeli laici.
Secondo il modello offerto dalla parabola del buon Samaritano, la
carità cristiana è dapprima semplicemente la risposta a ciò che, in una
determinata situazione, costituisce la necessità immediata: gli affamati
devono essere saziati, i nudi vestiti, i malati curati in vista della guarigione, i carcerati visitati, ecc. , ma gli esseri umani necessitano sempre
di qualcosa in più di una cura solo tecnicamente corretta.
Hanno bisogno di umanità. Hanno bisogno dell’attenzione del cuore. I cristiani devono distinguersi per il fatto che non si limitano ad e45
seguire in modo abile la cosa conveniente al momento, ma si dedicano
all’altro con le attenzioni suggerite dal cuore, in modo che questi sperimenti la loro ricchezza di umanità.
Ma per poter realizzare tutto questo è necessaria anche, e soprattutto, la « formazione del cuore »: occorre condurre i fratelli a quell’incontro con Dio in Cristo che susciti in loro l’amore e apra il loro animo
all’altro, così che per loro la pace, l’amore del prossimo non sia più un
comandamento imposto per così dire dall’esterno, ma una conseguenza
derivante dalla loro fede che diventa operante nell’amore (cfr Gal 5, 6).
(dalla lettera enciclica Deus Caritas Est del Sommo Pontefice Benedetto XVI)
Perciò, sull’esempio di Papa Paolo VI con l’Enciclica Populorum
Progressio, desidero rivolgermi con semplicità e umiltà a tutti, uomini e
donne senza eccezione, perché, convinti della gravità del momento presente e della rispettiva, individuale responsabilità, mettano in opera –
con lo stile personale e familiare della vita, con l’uso dei beni, con la
partecipazione come cittadini, col contributo alle decisioni economiche e
politiche e col proprio impegno nei piani nazionali e internazionali – le
misure ispirate alla solidarietà e all’amore preferenziale per i poveri.
Così richiede il momento, così richiede soprattutto la dignità della persona umana, immagine indistruttibile di Dio creatore, ch’è identica in
ciascuno di noi.
In questo impegno debbono essere di esempio e di guida i figli della
Chiesa, chiamati, secondo il programma enunciato da Gesù stesso nella
sinagoga di Nazareth, ad «annunciare ai poveri un lieto messaggio [...],
a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, a rimettere
in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore»
(Lc4,18). Conviene sottolineare il ruolo preponderante, che spetta ai
laici, uomini e donne, come è stato ripetuto nella recente Assemblea si46
nodale. A loro compete animare, con impegno cristiano, le realtà temporali e, in esse, mostrare di essere testimoni e operatori di pace e di giustizia. Desidero rivolgermi specialmente a quanti, per il sacramento del
Battesimo e la professione dello stesso Credo, sono compartecipi di una
vera comunione, sia pure imperfetta, con noi. Sono sicuro che sia la sollecitudine che questa Lettera esprime, sia le motivazioni che la animano saranno loro familiari, perché ispirate dal Vangelo di Cristo Gesù.
(Dalla Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II nel ventesimo
anniversario della “Populorum progressio”)
Beata Elisabetta operatrice di pace
Gli operatori di pace sono coloro che lavorano per la concordia, che accettano il dialogo come strumento e via della pace.
Il 22 novembre del 1855 Elisabetta Renzi scrive al Vescovo
Salvatore Leziroli.
“Eccellenza Reverendissima
La superiora di Sogliano, mi spedisce la perizia campo mortuario
che qui le accludo. Al signor don Lazzari, come ancora a me, ci sembra
che sia stimato poco, poiché non si deve considerare solo il valore del
terreno, ma ancora che, essendo attorno a un campo, non può fare a
meno che non rimanga danneggiato, il che andrebbe pure considerato.
Basta Vostra Eccellenza fare ciò che crede.
Mi fa’ sapere anche la suddetta superiora che il colono del signor
Mariani è passato col biroccio carico, nel seminato della possessione del
luogo pio e suppongo che l’avrà fatto affinché noi intimiamo la causa.
Se Vostra Eccellenza decide di intimarla, sarebbe bene prima scrivesse
al governatore onde conoscere se si potesse venire a una riconciliazione…”.
Fra i proponimenti fatti dalla Beata quando si trovava a Sogliano si legge in data 8 settembre 1853:
47
“Stare attenta di non mancare alla carità del prossimo discorrendo
degli altrui difetti, e molto più se fosse materia grave, ed anche di quelli
delle mie consorelle senza vera necessità. Non lasciare di fare la correzione, ma prima di farla raccomandarsi a Dio e non farla mai in collera e di primo impeto…”.
Chiunque abbia pratica di comunità sa quanto sia difficile
mantenere fra i membri una pace perfetta in quanto la diversità
dei naturali, degli umori e delle inclinazioni, l’immaginazione e
la fantasia sempre viva nelle donne, le arti e le insidie che di
continuo usa il nemico infernale per mettere la discordia nel
luogo della pace, sono senza numero… Le case dell’Istituto non
andarono esenti da queste miserie e la Renzi in tali circostanze
come si regolava? Notate suo modo di rispondere, atto a guarire
la piaga in chi ricorreva, capace a impedirne delle ulteriori, utile
a mantenere la pace e la concordia: “Figliuole siamo troppo facili a
notare i difetti delle altre, vorremmo che tutte fossero perfette, e intanto
noi come ci comportiamo?”. Queste parole facevano nascere un
sentimento di umiltà in quelle che ricorrevano, di compatimento verso le compagne e una brama vera di allontanare da se ogni
sorta di difetti. E così senza dar torto o ragione, senza fare lunghi processi, con poche parole otteneva ciò che desiderava, cioè
la pace e la concordia la quale sino ad ora è stata tale fra i membri dell’Istituto che, trovandole tutte unite, voi non sapreste distinguere se siano donne che appartengono ad un solo Istituto,
o sorelle e figlie di una stessa madre. La Renzi seppe ciò fare
perché sempre ebbe a sua guida la virtù della prudenza la quale
ella imparò non dall’umana scaltrezza, ma bensì la andava attingendo dall’orazione ai piedi del Crocifisso, cui ricorreva con
grande fiducia nelle sue angustie. … Quali slanci non faceva la
sua carità, il suo amore verso di voi quando vi vedeva afflitte, o
vi trovava inferme? Nelle vostre afflizioni ella usava tutta
quell’arte che le era propria: ed ora con dolci modi, ora con ra48
gionati riflessi, ora con detti esempi di santi si studiava di mettere la pace e la tranquillità nel vostro cuore, e vedendo di non
poter riuscire a tanto, chiamava in aiuto l’opera di qualche sacerdote, per non vedere la tristezza sul vostro volto….
Sul letto di morte, alludendo al dovere di dover sacrificarsi
sempre, con Gesù Ostia ricevuto in viatico, volle dire: “Non indietreggiamo alla presenza della croce…Se tutti i membri della società
nostra non formano una cosa sola con Gesù, essa non potrà al certo
sussistere”. (Dalla Positio pag. 372, 378, 408, 409, 525)
Preghiamo con la preghiera della Chiesa…
SALMO 72 (71) vv. 11-19
AUGURIO PER L’INCORONAZIONE DEL SOVRANO
Preghiamo insieme la seconda parte del Salmo 72:
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.
Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
salvi la vita dei miseri.
Per la riflessione personale
Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.
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Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno.
Abbondi il frumento nel paese,
ondeggi sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorisca come il Libano,
la sua messe come l’erba dei campi.
Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.
50
Dopo un breve momento di silenzio ripetiamo la frase che
più colpisce il nostro cuore.
Continuiamo a pregare invocando il Signore:
• La Chiesa poggi unicamente sulla tua Parola...
Le Beatitudini
BEATI I PERSEGUITATI
RINNOVA, SIGNORE, I PRODIGI DEL TUO AMORE!
•
•
•
•
•
•
•
Le comunità parrocchiali educhino i giovani a cercare la volontà di Dio...
I giovani sperimentino che tu solo puoi appagare le seti del loro cuore...
L’unione degli sposi sia segno del tuo amore per l’umanità...
I contemplativi mettano davanti a te le ansie e le sofferenze
del mondo...
Consacrati e consacrate testimonino la gioia di appartenerti...
I sacerdoti si pongano sempre più a servizio dei lontani e bisognosi...
...(altre intenzioni)
PREGHIERA CONCLUSIVA
Signore Gesù, che chiami tutti i battezzati a “prendere il largo” e a percorrere la via della santità, riempici con il tuo Spirito
di fortezza perché sappiamo scoprire la piena verità di noi stessi
e della nostra vocazione. Ai giovani dona la sapienza per scegliere il bene e fuggire il male, e il gusto di ciò che è bello, generoso
e forte, per essere testimoni del tuo amore. Agli sposi, la gioia di
potersi ogni giorno rinnovare nella fedeltà, nel rispetto e
nell’amore reciproco. Ai genitori, un cuore grande che, a immagine del tuo, sappia comprendere, correggere e crescere i figli
nella tua volontà. Sacerdoti e consacrati testimonino a tutti che
è bello vivere per te. Le comunità cristiane siano unite nel tuo
nome, fedeli al disegno che hai su di loro. Chi è nella prova non
si lasci vincere dallo scoraggiamento; chi ha abbandonato la casa
del Padre ne senta nostalgia e non perda la certezza del suo perdono; chi è vedovo trovi conforto nella sua solitudine e sia testimone della speranza della Risurrezione. Signore Gesù, mandato dal Padre per rivelarne l’amore misericordioso, dona alla
tua Chiesa e all’umanità nuove e sante vocazioni, perché siano
segno della tua presenza che rinnova e salva. Amen.
Preghiera alla Beata
51
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei
cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
Dalla Parola di Dio
L’ottava e l’ultima beatitudine è ripetuta due volte.
Prima nella solita forma di
tutte le altre: Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché
di essi è il regno dei cieli (Mt
5,10). Successivamente in
una forma amplificata, quasi
ad interpellare direttamente
gli ascoltatori: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni
sorta di male contro di voi per
causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra
52
ricompensa nei cieli. Così infatti
hanno perseguitato i profeti prima di voi (Mt 5,11-12).
I poveri di Dio e coloro che
amano la sua volontà sono
accomunati nella persecuzione: i primi da parte dei violenti, egoisti ed avari che
sfruttano la mitezza del povero in spirito; i secondi da parte di chi ha in odio Dio stesso
e lo vede come avversario.
Questa tremenda realtà non
sfugge all'attenzione di Gesù,
ed egli non la nasconde a coloro che ama.
Chi cerca il Regno, chi vuol
fare in pienezza la volontà del
Padre e quindi accoglie Gesù
nella propria vita, costui va
incontro a persecuzione. Chi
segue Gesù fa’ ciò che piace
al Padre, ma proprio questo
dispiace a qualche uomo, che
non sopporterà.
L’apostolo Paolo scrive: Mi
compiaccio nelle mie infermità,
negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte
(2Cor 12,10).
Il vero cristiano non ha alcun timore per le persecuzioni che possono raggiungerlo:
invece di spaventarsi riprende
vigore, invece di intristirsi ne
prova grande gioia. Per questo, Gesù, pur preannunciando lotte e persecuzioni ai
suoi apostoli, dirà loro di non
avere alcun timore: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere
di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far
perire e l’anima e il corpo nella
geenna. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure
neanche uno di essi cadrà a terra
senza che il Padre vostro lo voglia
(Mt 10,28-29).
Ci sono tre cose fondamentali che caratterizzano questa
beatitudine e la mettono in
singolare rapporto con le precedenti.
Prima di tutto questo invito alla gioia, espresso con due
verbi congiunti tra loro: Rallegratevi ed esultate. Essi vogliono esprimere una gioia
molto intensa. Perché i perseguitati nel loro soffrire maturano una grande ricompensa
nei cieli: non solo la loro sofferenza non va perduta, ma
ripagata
abbondantemente
nella vita eterna.
La seconda cosa caratteristica di questa beatitudine è la
sua esplicita motivazione cristologica: non basta essere perseguitati, bisogna essere perseguitati a causa di Gesù.
L’apostolo Pietro scrive: Carissimi, non siate sorpresi per
l’incendio di persecuzione che si è
53
acceso in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa
di strano. Ma nella misura in cui
partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria
possiate rallegrarvi ed esultare.
Beati voi, se venite insultati per
il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio
riposa su di voi. Nessuno di voi
abbia a soffrire come omicida, o
ladro o malfattore o delatore. Ma
se uno soffre come cristiano, non
ne arrossisca; glorifichi anzi Dio
per questo nome (1Pt 4,12-16).
La terza caratteristica di
questa beatitudine è il richiamo dell’esempio dei profeti: Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi (Mt
5,12).
È un’ulteriore motivazione
che Gesù aggiunge per far accettare ai suoi discepoli questa ingrata beatitudine. È una
garanzia in più che Gesù fornisce ai suoi perché non si
smarriscano di fronte alla
prova. I cristiani sono i profeti dei tempi nuovi e quindi
nessuna meraviglia se saranno
54
trattati come quelli dei tempi
antichi. È quanto Gesù dice
agli apostoli quando li manda
in missione: Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
anch’io lo riconoscerò davanti al
Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli
uomini, anch’io lo rinnegherò
davanti al Padre mio che è nei
cieli (Mt 10,32-33).
Rileggendola in profondità,
si vede chiaramente che
l’ultima beatitudine non riguarda soltanto alcuni momenti della storia della chiesa, né solo alcuni uomini particolari: al contrario essa riguarda la vita normale del cristiano di ogni tempo e a ogni
latitudine.
Annunciare Cristo, testimoniarlo nella propria vita,
denunciare corruzione, vizi,
tradimenti, lassismo morale,
ingiustizie, soprusi, violenze,
resistendo, se necessario, fino
alla morte: tutto questo vuol
dire essere profeti scomodi e
perciò esposti alla derisione,
alla persecuzione e al terrorismo ideologico. Ma non per
questo dobbiamo lasciarci
spaventare. Al contrario crediamo al comando e alla
promessa di Cristo: Rallegra-
tevi ed esultate perché grande è
la vostra ricompensa nei cieli.
Un aiuto alla riflessione...
Viviamo in un mondo nel quale alcuni sono potenti e altri
impotenti, dove alcuni vogliono avere sempre di più e per questo molti hanno sempre di meno.
A questo si contrappone: vedere la sofferenza degli altri e
percepire come felicità il mitigare la sofferenza.
Guardare attentamente e non guardare dall’altra parte.
Guardare attraverso e non guardare oltre. Far diventare cura
per l’altro la preoccupazione.
Questa beatitudine, come tutte le altre, mostra che cosa significhi per l’uomo trasformarsi in un aiuto per l’altro; conta il
volto umano riportato alla condizione originaria in mezzo a
questo mondo.
La beatitudine ci sfida, rinforza in noi il desiderio intenso
del coraggio di impegnarsi per la giustizia, costi quel che costi.
Venendo a contatto con il nostro desiderio intenso di questa
giustizia, cresce in noi la forza per agire in modo giusto.
Se confrontiamo questa beatitudine con le virtù cardinali, ad
essa corrisponde la virtù del coraggio o fortezza.
Coraggioso non è l’ardito, ma colui che è fermo nelle sue
convinzioni.
Rende giustizia alla propria essenza e rimane saldo nelle
proprie opinioni che ha riconosciuto come giuste. Il coraggio è
espressione di libertà interiore.
55
A causa della giustizia vengono perseguitati anche coloro che
si impegnano per la giustizia nel mondo.
Tutti coloro che si impegnano per la giustizia diventano
scomodi. Vengono perseguitati e a volte uccisi.
Ma essi sentono che la loro vita ha un senso. Sono colmi di
gioia. Non hanno paura di coloro che commettono ingiustizie
quindi sono liberi interiormente e possono impegnare la loro
vita in modo utile per gli altri.
Sono liberi perchè non si lasciano dominare dagli altri, ma
hanno trovato in Dio la loro essenza. Dio regna in loro e il regno dei cieli è la loro ricompensa.
Per la riflessione personale
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Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo l’innocenza che è in me.
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Cessi la cattiveria dei malvagi.
Rendi saldo il giusto,
tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto.
Preghiamo con la preghiera della Chiesa…
Il mio scudo è in Dio:
egli salva i retti di cuore.
SALMO 7
DIO GIUDICA IL NEMICO
Preghiamo a cori alterni:
Dio è giudice giusto,
Dio si sdegna ogni giorno.
Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio:
salvami da chi mi perseguita e liberami,
Non torna forse ad affilare la spada,
a tendere, a puntate il suo arco?
perché non mi sbrani come un leone,
dilaniandomi senza che alcuno mi liberi.
Si prepara strumenti di morte,
arroventa le sue frecce.
Signore, mio Dio, se così ho agito,
se c’è ingiustizia nelle mie mani,
Ecco, il malvagio concepisce ingiustizia,
è gravido di cattiveria, partorisce menzogna.
se ho ripagato il mio amico con il male,
se ho spogliato i miei avversari senza motivo,
Egli scava un pozzo profondo
e cade nella fossa che ha fatto;
il nemico mi insegua e mi raggiunga,
calpesti a terra la mia vita
e getti nella polvere il mio onore.
la sua cattiveria ricade sul suo capo,
la sua violenza gli piomba sulla testa.
Sorgi, Signore, nella tua ira,
alzati contro la furia dei miei avversari,
svégliati, mio Dio, emetti un giudizio!
Renderò grazie al Signore per la sua giustizia
e canterò il nome di Dio, l’Altissimo.
L’assemblea dei popoli ti circonda:
ritorna dall’alto a dominarla!
Dopo un breve momento di silenzio ripetiamo la frase che
più colpisce il nostro cuore.
Continuiamo a pregare invocando il Signore:
Il Signore giudica i popoli.
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Tu sei il Dio dell’Amore e della Vita...
SCRIVI NEL NOSTRO CUORE LA TUA PAROLA,
SIGNORE!
Nei comandamenti ci offri la Testimonianza della tua fedeltà...
Nei comandamenti ci offri la strada maestra della vita...
Dona ai battezzati fame e sete di te...
Dona agli sposi e alle famiglie di riferirsi con gioia a quanto
comandi...
Fa’ che i giovani ti cerchino come unico maestro...
Moltiplica gli operai del Vangelo...
Rinnova i sacerdoti e i consacrati nella loro vocazione...
Fa’ che i lontani e gli smarriti ti cerchino...
...(altre intenzioni)
PREGHIERA CONCLUSIVA
Ti rendiamo grazie, Signore Dio nostro: nella nostra storia è
presente la tua Alleanza. Con Mosé, Abramo, Davide e i profeti,
tu ci hai insegnato a sperare nella salvezza. Grazie perché hai
tanto amato il mondo da mandare a noi il tuo unico Figlio, Gesù, nostro Salvatore, e per averci donato lo Spirito, che crea in
noi un cuore nuovo e ci guida nel cammino della vita.
Ti preghiamo per la Chiesa, tua grande famiglia, radunata
dalla forza del tuo amore per riconoscere e amare in ogni uomo
il volto di Gesù. Ti preghiamo per quanti mettono a tua disposizione la loro vita, per accogliere e rispondere alle sofferenze dei
fratelli, per confortare con la tua luce i piccoli e i poveri. Ti preghiamo per i giovani: rivestili del tuo Spirito di fedeltà e di amore, e rendili disponibili alla tua chiamata. Ti preghiamo per le
famiglie: siano luoghi dove la tua parola si rende concreta nel
vivere quotidiano. Ti preghiamo per chi si affida a te e per chi
non ti cerca più: su tutti rivolgi il tuo sguardo di misericordia.
Amen.
Preghiera alla Beata.
59
Dai Documenti della Chiesa
L'uomo ha per Dio un valore così grande da essersi Egli stesso fatto
uomo per poter com-patire con lui, in modo molto reale, in carne e sangue, come ci viene dimostrato nel racconto della Passione di Gesù.
Da lì in ogni sofferenza umana è entrato uno che condivide la sofferenza e la sopportazione; da lì si diffonde in ogni sofferenza la consolatio, la consolazione dell'amore partecipe di Dio e così sorge la stella
della speranza.
Certo, nelle nostre molteplici sofferenze e prove abbiamo sempre bisogno anche delle nostre piccole o grandi speranze – di una visita benevola, della guarigione da ferite interne ed esterne, della risoluzione positiva di una crisi, e così via.
Nelle prove minori questi tipi di speranza possono anche essere sufficienti.
Ma nelle prove veramente gravi, nelle quali devo far mia la decisione definitiva di anteporre la verità al benessere, alla carriera, al possesso, la certezza della vera, grande speranza, di cui abbiamo parlato, diventa necessaria. Anche per questo abbiamo bisogno di testimoni, di
martiri, che si sono donati totalmente, per farcelo da loro dimostrare –
giorno dopo giorno.
Ne abbiamo bisogno per preferire, anche nelle piccole alternative
della quotidianità, il bene alla comodità – sapendo che proprio così viviamo veramente la vita.
Diciamolo ancora una volta: la capacità di soffrire per amore della
verità è misura di umanità. Questa capacità di soffrire, tuttavia, dipende dal genere e dalla misura della speranza che portiamo dentro di
noi e sulla quale costruiamo.
I santi sono diventati tali perché erano ricolmi della grande speranza
Dice il Salmo: « Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti [...].
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Cristo è disceso nell'« inferno » e così è vicino a chi vi viene gettato,
trasformando per lui le tenebre in luce.
La sofferenza, i tormenti spesso restano terribili e quasi insopportabili. È sorta, tuttavia, la stella della speranza – l'ancora del cuore giunge fino al trono di Dio. Non viene scatenato il male nell'uomo, ma vince la luce: la sofferenza – senza cessare di essere sofferenza – diventa
nonostante tutto canto di lode. (dalla Spe Salvi, lettere enciclica del
Sommo Pontefice Benedetto XVI ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi,
ai religiosi e alle religiose e a tutti i fedeli laici sulla speranza cristiana)
RICOMPOSIZIONE DEI RAPPORTI DELLA CONVIVENZA
NELLA VERITÀ, NELLA GIUSTIZIA E NELL’AMORE
Pertanto, qualunque sia il progresso tecnico ed economico, nel mondo non
vi sarà né giustizia né pace finché gli uomini non ritornano al senso della dignità di creature e di figli di Dio, prima ed ultima ragione d’essere di tutta la
realtà da lui creata. L’uomo staccato da Dio diventa disumano con se stesso e
con i suoi simili, perché l’ordinato rapporto di convivenza presuppone
l’ordinato rapporto della coscienza personale con Dio, fonte di verità, di giustizia e di amore.
Vero è che la persecuzione che da decenni incrudelisce in molti paesi, anche di antica civiltà cristiana, su tanti nostri fratelli e figli, a noi perciò in
modo speciale carissimi, mette in sempre maggiore evidenza la dignitosa superiorità dei perseguitati e la raffinata barbarie dei persecutori; ciò che, se ancora non dà frutti visibili di resipiscenza, induce già molti a pensare.
Ma resta sempre che l’aspetto più sinistramente tipico dell’epoca moderna
sta nell’assurdo tentativo di voler ricomporre un ordine temporale solido e fecondo prescindendo da Dio, unico fondamento sul quale soltanto può reggere;
e di voler celebrare la grandezza dell’uomo disseccando la fonte da cui quella
grandezza scaturisce e della quale si alimenta, e cioè reprimendo e, se fosse
possibile, estinguendo il suo anelito verso Dio. Sennonché l’esperienza di tutti
i giorni continua ad attestare, fra le delusioni più amare e non di rado in
termini di sangue, quanto si afferma nel Libro ispirato: "Se il Signore non co61
struisce la casa, invano vi faticano i costruttori " (Sal 126,1). (Dalla Lettera Enciclica Mater Et Magistra di Sua Santità Giovanni PP. XXIII,
15 Maggio 1961)
Beata Elisabetta perseguitata a causa della giustizia
E’ proclamato beato chi è perseguitato quando pratica la giustizia, colui che si sottomette umilmente alla mano di Dio.
La giovane Elisabetta nell’atto di voler manifestare ai suoi
genitori, la sua vocazione, li pregò volerle concedere di trasferirsi
nel convento di Pietra Rubbia; nel che fu senza contrasto soddisfatto. Là giunta, si applicò con tutte le forze del suo spirito per
prepararsi a quello sposalizio, in cui avrebbe trovato ogni più
pura compiacenza il suo cuore. Ma mentre la candidata stava
tutta ansiosa spettando il dì e l’ora, fu costretta per la soppressione generale dei conventi allora avvenuta, di lasciare l’amato
ritiro e tornare alla casa paterna. Fu per lei un colpo fatale vedersi chiusa la strada al conseguimento dei suoi desideri; ma
Dio così permetteva ed ella, con animo rassegnato, chinò il capo
risoluta di tutto fare anche in mezzo al secolo per piacere a Lui.
Appena ebbe messo mano alla direzione del conservatorio di
Coriano, il demonio, nemico acerrimo di ogni bene, e particolarmente di quello che riguarda la gioventù, tanto fece a combatterla per disanimarla. Ed ora le presentava gli ostacoli insuperabili ce avrebbe incontrati o nell’avere obbedienti le compagne, o nel tener soggette e ben regolate le fanciulle; ora le faceva
risuonare all’orecchio le derisioni e i sarcasmi, di cui sarebbe
stata bersaglio se non fosse riuscita nell’impresa; ora le dipingeva nella fantasia l’avvilimento in cui sarebbe caduta allorché, per
mancanza di mezzi si fosse trovata costretta di licenziare le dirette e cessare di essere direttrice. Ella però ricordevole di quanto
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dice Sr Teresa, “Non manca il Signore a chi è di animo coraggioso,
perché Egli è molto amante di questo”, tutto disprezzò e confidando
in Dio chiuse le orecchie alle illusioni infernali per aprirle alla
voce del Signore, il quale chiama Beato chi in Lui confida, assicurandolo che mai resterà confuso. E per mantenersi stabile in
ciò fece il seguente proponimento: “Propongo di rimanere costante
nella vocazione e nell’ufficio che ho presentemente fintanto che al Signore piacerà, senza attendere alle difficoltà che si frappongono: ed invece di mirare agli ostacoli che vorrebbe il demonio farmi sembrare insuperabili, mi abbandonerò ciecamente nelle braccia della Provvidenza
acciò disponga di me come le piace…”.
Elisabetta ebbe il coraggio di superare tutte le difficoltà, tolse
ogni ostacolo; si pose con animo forte all’impresa, sostenne incomodi e fatiche e, col fatto, fece vedere che quando Dio vuole,
nessuna cosa è impossibile.
In una lettera del 2 febbraio 1836, inviata a S.E. mons. Vescovo di Rimini Francesco Gentilizi, scrive: “… Non recuso laborem”, concludeva la sua dolorosa lettera di giustificazione contro
accuse invettive di chi è nemico del bene, colle parole: “Oh mi
perdoni la lungaggine, figlia della necessità!”.
In un’altra del 25 luglio 1837: “… Compreso tutto, l’entrata di
Sogliano e di Coriano, ed anche il fruttato del mia dote, non si arriva
all’assegno di scudi 50 per individuo, come V.E. Rev.ma ha stabilito
nel piano economico che si compiace di fare. Non è che io non voglia
aderire alle richieste del mio Superiore, il quale è padrone di fare ciò che
vuole; solo mi preme far conoscere che senza i necessari mezzi come proseguire. Posso assicurarla che tutto ciò che ho avuto fin qui l’ho impiegato per luogo pio, ed ho intenzione di fare altrettanto per l’avvenire;
ma ciò non basta. Per me, io sono indifferente, tanto se devo proseguire,
come desistere dall’impresa. Io non mi ci sono messa di propria volontà
ne tantomeno di mia volontà voglio ritirarmi, ma lascio decidere al mio
superiore che è in luogo di Dio”.
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7 agosto 1837, “Qui si vive con la massima parsimonia, contentandoci di una libbra di carne o di pesce per quindici persone. Peraltro
io patisco l’amarissima tribolazione di vedere i bisogni e non trovare i
rimedi. Ma tutti chi per un verso, chi per un altro, sentiamo il peso delle nostre croci, e tutti ugualmente abbiamo bisogno di cercare il conforto
in Cruce Domini Iesu Christi, in quo est salus, vita et resurrectio”
“L’Alleluia sta di casa al di là del Calvario! Io ringrazio il Signore
di avermi eletta a questa vita”
(Dalla Positio pag. 399, 402, 403, 517, 518)
Per la riflessione personale
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Preghiamo con la preghiera della Chiesa…
«Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!».
Tu hai fatto dell’Altissimo la tua dimora:
SALMO 91(90)
AL RIPARO DELLE ALI DIVINE
non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Preghiamo intervenendo spontaneamente:
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Ti coprirà con le sue penne,
sotto le sue ali troverai rifugio;
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso.
Non temerai il terrore della notte
né la freccia che vola di giorno,
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli farò vedere la mia salvezza».
la peste che vaga nelle tenebre
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Dopo un breve momento di silenzio ripetiamo la frase che
più colpisce il nostro cuore.
Continuiamo a pregare invocando il Signore:
Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra,
ma nulla ti potrà colpire.
•
Basterà che tu apra gli occhi
e vedrai la ricompensa dei malvagi!
Rendi i nostri cuori accoglienti e disponibili...
IL TUO AMORE SIA NOSTRA GUIDA E FORZA
•
•
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Fa’ che sappiamo infondere in tutti il rispetto per la vita...
Donaci la forza di perdonare e di chiedere scusa...
•
•
•
•
•
•
Fa’ che sappiamo rispondere a chi attende che gli diamo una
mano...
Aiutaci a non convivere con i nostri piccoli tradimenti...
Togli da noi le mezze parole, i sentimenti ambigui, gli egoismi...
Fa’ che cerchiamo la tua Parola per viverla...
Aiuta i giovani a vivere relazioni sincere, pulite, belle...
... (altre intenzioni)
PREGHIERA CONCLUSIVA
O Dio, padre e difensore della vita, metto davanti a te tutti i
momenti in cui non ho amato: il rancore per quella persona, i
peccati di ipocrisia, l’esclusione dei fratelli dalla mia vita, le
chiusure nell’indifferenza, il voltare la faccia a chi mi porgeva le
sue scuse... Quante volte la forza del male dentro di me agisce
per conto mio!
Aiutami a guardarmi con chiarezza, a fare il primo passo per
andare verso chi non ha un buon rapporto con me. Dai forza al
mio cuore: rinnovalo dai pregiudizi e dal giudicare, dal puntare
il dito, dal crearmi la mia cerchia di buoni, escludendo tutti gli
altri. Il tuo modo di amare diventi il mio; il mio giudizio sia la
misericordia; le mie condanne si trasformino in perdono, il mio
egoismo diventi mano aperta verso ogni fratello... perché fioriscano le vocazioni nella tua Chiesa. Te lo chiedo nel nome del
tuo Figlio Gesù, mite e umile di cuore. Amen.
Preghiera alla Beata
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VEGLIA DI PREGHIERA CON GESÙ EUCARISTIA
Nell’Eucaristia annunciamo
che Cristo è la vita del mondo
Questo itinerario di preghiera in quattro tappe vuole condurci
a contemplare alcuni aspetti dell’Eucaristia.
CANTO
PREGHIERA INIZIALE
APPENDICE
Guida: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Assemblea: Amen.
G.: Padre, che hai tanto amato il mondo da mandare a noi il tuo Figlio, Parola fatta carne, rendici capaci di ascolto.
A.: Illumina, o Signore, il nostro cammino.
G.: Figlio di Dio, Parola eterna uscita dal silenzio e venuta tra noi per
amore, apri il nostro cuore perché tu possa dimorare in noi.
A.: Illumina, o Signore, il nostro cammino.
G.: Spirito datore di vita, che hai adombrato la Vergine Maria e l’hai
resa Madre di Dio, rendi noi pure capaci di generare il Verbo nel
mondo.
A.: Illumina, o Signore, il nostro cammino.
G.: O Dio, fa’ che il fuoco di carità che giunge a noi dal mistero pasquale di Tuo Figlio Gesù, riscaldi il mondo attraverso la tua
Chiesa, renda le nostre comunità cristiane luoghi di vera fraternità, perché il mondo creda in te, o Padre, che tutto hai creato per
la vita e l’immortalità e vivi e regni nei secoli dei secoli.
A.: Amen.
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“Prendete e mangiate”
SALMO
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.
Gridano e il Signore li ascolta.
li salva da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.
Gloria
commensali, ma dona a noi se stesso in cibo spirituale, perché viviamo in lui: «La nostra partecipazione al corpo e sangue di Cristo
non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo, a farci
rivestire in tutto, nel corpo e nello spirito, di colui nel quale siamo
morti, siamo stati sepolti e siamo risuscitati ».
Nel pane e nel vino Dio dona all’uomo non solo il cibo che lo alimenta, ma anche il sacramento che lo rinnova, perché non gli venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. La fede,
nutrita dal “pane della vita” e dal “calice della salvezza”, non si
stanca di ribadire che Gesù è la vera risposta che pone fine alla nostra ricerca del senso della vita e del suo futuro.
“Nel segno del pane ti viene dato il corpo e nel segno del vino ti
viene dato il sangue, perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. Mirabile vocazione questa: nel prendere e mangiare il Pane della vita è veramente cosa buona e giusta rendere grazie!”
PREGHIERA
ALLA MENSA DELLA PAROLA
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,5 1.56)
“Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane
vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del
mondo. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me
ed io in lui.”
MEDITAZIONE
I segni sacramentali del sacrificio di Cristo sono il pane e il vino
consacrati: partecipare a essi significa entrare in comunione col Signore Gesù, diventando una sola cosa con lui e con quanti si nutrono alla stessa mensa della nuova vita.
Nutrirsi è indispensabile alla vita e mangiare insieme è segno di
familiarità. Ora, nell’Eucaristia, il Signore Gesù non solo ci fa’ suoi
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Ti rendiamo grazie, Padre,
per questa memoria delle nostre origini
presso di Te
che è la santa Cena,
nella quale il Tuo Spirito,
primo dono ai credenti,
viene a rendere presente per noi
la Pasqua riconciliatrice del Tuo Figlio.
Ti benediciamo,
perché l’unico pane e l‘unico calice
ci raccolgono nell’unico Corpo,
facendo di noi,
nella comunione all’unico Santo
mediante i santi doni,
la comunione dei santi
nel tempo e per l’eternità.
Amen.
(Bruno Forte)
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PREGHIERA
Gesù rendici degni di servirti nei poveri
che vivono e muoiono nella povertà e nella fame.
Attraverso le nostre mani,
dona loro il pane quotidiano.
Per mezzo del nostro amore,
ricolmali di gioia e di pace.
Gesù, tu doni a noi il tuo corpo
realmente presente nel pane della Eucaristia.
Aiutaci a riconoscerti presente
e a servirti nel corpo sofferente dei nostri fratelli.
Amen.
(Madre Teresa di Calcutta)
gratuitamente, beneficando giusti ed empi. L’amore verso il misero
— che non può ricambiare il dono — è la misericordia; l’amore per
il nemico — dal quale non ci si può attendere nulla di buono — è il
perdono.
Da questo amore gratuito, manifestatoci da Cristo, sgorga la redenzione, cioè la remissione dei peccati e la riconciliazione dei peccatori.
L’Eucaristia è fonte di riconciliazione e impegna i credenti a essere promotori efficaci di perdono. Perché ognuno possa accostarsi
degnamente a ricevere il Corpo di Cristo, è necessario che sia riconciliato non solo con Dio, ma anche con i fratelli e la comunità.
L’Eucaristia esige una risposta di vita rinnovata, aperta
all’amore sincero.
ALLA MENSA DELLA PAROLA
Dalla prima lettera di S. Giovanni (4,8-10.14)
“Chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore. In questo
si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo
sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato
noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri
peccati. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha
mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.”
MEDITAZIONE
L’amore vero comporta il dono di sé senza condizioni. Fuori da
questo orizzonte diventa possesso, rischia il ricatto, si confonde con
l’illusione. L’amore genuino, al contrario, è offerta piena per l’altro,
dimenticando se stessi.
Così è il sacrificio di Cristo, consumato con libertà e nella gratuità.
«Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo
ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5,8). Gesù, infatti, ha
offerto il proprio sangue non soltanto per quanti corrispondono al
suo amore.
In tal modo la carità divina rivela la propria perfezione: donare
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COLLOQUIO SILENZIOSO
Mio Dio e Signore, è un grande mistero questo gioco celebrato
nell’Eucaristia, tra il creatore e le sue creature
in cui inviti l’uomo a stare gratuitamente con te,
e tu stai vicino all’uomo senza altro interesse che stare con l’uomo.
Signore, aiutami a compiere un passo ogni giorno della mia vita per
intuire questo grande mistero:
io accetto che tu sei dono per me
e accetto di donarmi a te nel mio amore per gli altri.
Signore del dono, tu nell’Eucaristia ti fai cibo e forza per ogni uomo:
donami di combattere contro tutto ciò che riduce la vita a meschino
interesse, a oggetti spogliati del loro essere dono.
CANTO
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“Fate questo in memoria di me”
ALLA MENSA DELLA PAROLA
Dalla prima lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi (11,23-25)
“Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e,
dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: Questo è il mio corpo, che è
per voi; fate questo in memoria di me”.
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo:
“Questo calice è la nuova alleanza nei mio sangue; fate questo, ogni
volta che ne bevete, in memoria di me.”
PREGHIERA
Ti benediciamo, Signore Gesù Cristo,
che hai voluto confidare alla Tua Chiesa
il memoriale della Tua Pasqua.
Fa’ che tutta la nostra esistenza
stia umilmente
sotto la Tua parola di missione:
«Fate questo in memoria di me».
Concedici perciò,
di celebrare nella vita e nella storia
la memoria potente della Tua passione
e della Tua resurrezione
per il dono del Tuo Spirito,
che compie nel tempo la santa promessa.
PREGHIERA
Dalla preghiera eucaristica IV
Guarda con amore, o Dio, la vittima che tu stesso hai preparato per
la tua Chiesa; e a tutti coloro che mangeranno di quest’unico Pane e
berranno di quest’unico Calice, concedi che, riuniti in un solo corpo
dallo Spirito santo, diventino offerta viva in Cristo, a lode della tua
gloria. Amen.
Fa’ che, docili a Lui,
sappiamo sempre esserne trasformati,
in modo che la Tua azione di grazie
diventi la nostra,
il Tuo sacrificio il nostro,
e il sì che il Padre ha detto su di Te
risuoni anche per la nostra vita.
CANTO
E fa’ ancora
che, uniti nello Spirito
dal mistero del Tuo Corpo e del Tuo sangue,
sappiamo vivere in comunione
e crescere in comunione,
dando ai nostri atti
un respiro di Chiesa
secondo la missione
che Tu affidi a ciascuno.
Amen.
(Bruno Forte)
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Santa Maria, grazie perché, se Gesù l’hai portato nel grembo
nove mesi, noi ci stai portando tutta la vita. Donaci le tue fattezze.
Modellaci sul tuo volto. Trasfondici i lineamenti del tuo spirito.
Corona
dell’Addolorata
Guida: Nel Nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo.
Assemblea: Amen
G.:
Preghiamo.
Signore, guarda questa tua famiglia, pellegrina nel tempo, e fa’
che, camminando con la Beata Vergine per la via della Croce,
giunga alla piena conoscenza di Cristo, compimento di ogni
speranza. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
PREGHIAMO INSIEME : Ascoltaci, Signore.
• Sostieni e conforta coloro che soffrono a causa del tuo nome.
• Illumina coloro che non ti conoscono perché credano in te, unico Dio vivo e vero.
• Aiutaci ad accoglierti nell’ora del dolore e della prova.
• Fa’ che ti riconosciamo e ti incontriamo nelle membra sofferenti
della Chiesa.
ORAZIONE
O Dio speranza degli uomini, che per mezzo di Simeone, uomo giusto, hai predetto alla Vergine Maria un’ora di tenebra e di dolore,
concedici di mantenere salda la fede nel tempo del dubbio e della
prova. Per Cristo nostro Signore. Amen
SECONDA STAZIONE
Maria fugge in Egitto con Gesù e Giuseppe.
PRIMA STAZIONE:
Maria accoglie nella fede la profezia di Simeone.
Gesù, perseguitato da Erode.
Gesù segno di contraddizione.
DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 2, 34-35)
Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: “Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada
trafiggerà l’anima”.
Dagli scritti di mons. Tonino Bello.
Santa Maria, fontana attraverso cui, dalle falde dei colli eterni, è
giunta fino a noi l’acqua della vita, aiutaci ad accogliere come dono
ogni creatura che si affaccia a questo mondo. Non c’è ragione che
giustifichi il rifiuto. Non c’è violenza che legittimi violenza. Non c’è
un programma che non possa saltare di fronte al miracolo di una vita
che germoglia.
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DAL VANGELO SECONDO MATTEO (2. 13-14)
“Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse:
‘A1zati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta
là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per
ucciderlo’. Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre
nella notte e fuggì in Egitto.”
Dagli scritti di mons. Tonino Bello.
Come una emigrante qualsiasi del Meridione. Anzi peggio, perché
non deve passare la frontiera per motivi di lavoro, ma in cerca di asilo politico (...).
Eccola lì sul confine. Da una parte, l’ultima terra rossa di Caanan.
Dall’altra, la prima sabbia dei faraoni. Eccola lì, tremante come una
cerva inseguita. Santa Maria donna di frontiera, noi siamo affascinati
da questa tua collocazione che ti vede, nella storia della salvezza, pe-
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rennemente attestata sulle linee di confine (...). Tu stai sui crinali che
passano tra l’Antico e il Nuovo testamento. Tu sei l’orizzonte che
congiunge le ultime propaggini della notte e i primi chiarori del giorno. Tu sei l’aurora che precede il Sole di giustizia. Tu sei la stella del
mattino.
PREGHIAMO INSIEME E DICIAMO: Ascoltaci, o Signore.
• Per i profughi di ogni guerra, perché il nostro cuore, prima ancora delle nostre strutture di frontiera sappia accoglierli riconoscendoti in ognuno di loro.
• Perché la Chiesa si riconosca Madre dei piccoli e degli ultimi che
la malvagità umana ha reso schiavi.
• Per tutti i bambini perseguitati dal terrore e da ogni tipo di violenza, perché la nostra società sappia reagire custodendo la loro
infanzia.
• Per le terre in cui visse Gesù, affinché, come un giorno lo accolsero come figlio del falegname, sappiano accoglierlo adesso come unico e vero Dio.
ORAZIONE
Padre Santo, con sapiente disegno hai disposto che la Beata Vergine
sperimentasse il dolore dello smarrimento del Figlio e lo ritrovasse
nel tempio intento a compiere la tua volontà; concedi a noi, ti preghiamo. di cercare Cristo con generoso impegno e di scoprirlo nella
tua Parola e nel Mistero della Chiesa. Egli vive e regna nei secoli dei
secoli. Amen.
TERZA STAZIONE
Maria cerca Gesù smarrito in Gerusalemme.
Gesù intento a compiere la volontà del Padre.
DAL VANGELO SECONDO LUCA (2, 42-45)
“Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono (a Gerusalemme) secondo
l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via
del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
79
non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.”
Dagli scritti di mons. Tonino Bello.
Santa Maria donna obbediente, tu che hai avuto la grazia di
camminare al cospetto di Dio», fa’ che anche noi, come te, possiamo
essere capaci di «cercare il suo volto». Aiutaci a capire che solo nella
sua volontà possiamo trovare la pace. E anche quando egli ci provoca a saltare nel buio per poterlo raggiungere, liberaci dalle vertigini
del vuoto e donaci la certezza che chi obbedisce al Signore non si
schianta al suolo, come in un pericoloso spettacolo senza rete, ma
cade sempre nelle sue braccia.
PREGHIAMO INSIEME: Fa’ che cerchiamo la tua volontà o Signore.
• Per coloro che hai chiamato a servirti nel tuo Tempio Santo. Siano sempre fedeli alla tua chiamata e cerchino sempre e solo la
tua volontà.
• Per noi pellegrini su questa terra. Il nostro viaggio sia una continua ricerca della tua volontà.
• Per tutte le madri, affinché accolgano come dono la chiamata dei
propri figli a fare la volontà del Padre.
• Per tutti i giovani che sono in ricerca. Sappiano riconoscere negli
avvenimenti della vita la dolce presenza della Madre Celeste.
ORAZIONE
Padre Santo, con sapiente disegno hai disposto che la Beata Vergine
sperimentasse il dolore dello smarrimento del Figlio e lo ritrovasse
nel tempio intento a compiere la tua volontà; concedi a noi, ti preghiamo, di cercare Cristo con generoso impegno e di scoprirlo nella
tua Parola e nel Mistero della Chiesa. Egli vive e regna nei secoli dei
secoli. Amen.
QUARTA STAZIONE
Maria incontra Gesù sulla via del Calvario.
Gesù, uomo dei dolori.
DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 23, 26-27)
“Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che
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veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.”
QUINTA STAZIONE
Maria sta presso la croce del Figlio.
Dagli scritti di mons. Tonino Bello.
Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza
morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il
fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l’anima dei disperati,
ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano
di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita, perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza. E allora confortati dal tuo respiro ti
invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo
onore: «Sotto la tua protezione noi cerchiamo rifugio Santa madre di
Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e benedetta.»
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 19, 25-27)
“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre,
Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e
lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: ‘Donna,
ecco il tuo figlio!’. Poi disse al discepolo: ‘Ecco la tua madre!’. E da
quel momento il discepolo la prese nella sua casa.”
PREGHIAMO INSIEME: Ascoltaci Signore.
• Per tutti gli ammalati, perché attraverso la nostra presenza e il
nostro conforto sappiano accogliere la croce di Gesù.
• Per noi tutti che ogni giorno incontriamo la croce e la sofferenza
affinché in essa sappiamo scorgere il volto del Crocifisso che mai
ci abbandona.
• Per le madri che soffrono a causa delle scelte sbagliate dei figli,
perché ricevano dalla nostra preghiera la forza per continuare il
difficile cammino del calvario.
ORAZIONE
Padre Santo, sotto il cui sguardo d’amore tuo Figlio, servo obbediente, ha incontrato sulla via del Calvario la Madre addolorata, suscita in
noi il sincero desiderio di seguire Cristo portando la nostra croce e di
andare incontro al fratello che soffre. Per Cristo Nostro Signore.
Gesù, agnello immolato sulla croce.
Dagli scritti di mons. Tonino Bello.
Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po’ della tua fortezza. Alleggerisci le pene
di tutte le vittime dei soprusi, conforta il pianto nascosto di tante
donne che, nell’intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.
Ispira la protesta delle madri lacerate negli affetti dai sistemi di
forza e dalle ideologie di potere; guida i passi delle madri-coraggio
perché scuotano l’omertà di tanti complici silenzi. E quando suona la
Diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla
porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come
Caino, ad ammazzare il fratello.
PREGHIAMO INSIEME: Ascoltaci, Signore.
• Per tutte le madri che lottano per la sopravvivenza dei loro figli,
perché siano consolate dalla materna dolcezza di Maria e confortate dalla sua intercessione.
• Per tutte le madri dei soldati morti o dispersi nelle guerre di questo secolo, perché il loro pianto e le loro sofferenza trovi consolazione in te o Dio.
• Per tutte le donne che soffrono perché ridotte in schiavitù, affinché la nostra società sappia reagire liberandole dalla sottomissione alla quale sono costrette.
ORAZIONE
O Dio, tu hai voluto che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce,
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fosse presente la sua Madre Addolorata: fa’ che, associati alla passione di Cristo, partecipiamo alla gloria della resurrezione. Egli vive e
regna nei secoli dei secoli. Amen.
SESTA STAZIONE
Maria accoglie nel suo grembo Gesù deposto dalla croce.
ORAZIONE
Padre misericordioso, che nell’ora della prova hai consolato la madre desolata, donaci lo Spirito di consolazione, perché sappiamo
consolare i fratelli che vivono nella solitudine o gemono
nell’afflizione. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Gesù, vittima di riconciliazione.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 27, 57-59)
“Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da
Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse
consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo.”
Dagli scritti di mons. Tonino Bello.
Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si
stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri
sono giunte agli ultimi rantoli. Che la fame, il razzismo, la droga sono
il riporto di vecchie contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine,
la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate come la brina dal sole della primavera.
PREGHIAMO INSIEME: Ascoltaci, Signore.
• Per i popoli vittime di atroci e ingiuste dittature, perché nell’unità
trovino la chiave per risorgere e conquistarsi un futuro di pace e
prosperità.
• Per i popoli in guerra, perché attraverso la mediazione di uomini
giusti sappiano ricomporre ogni divisione e iniziare un’autentica
ricostruzione sociale e morale.
• Perché ogni cristiano sia segno di resurrezione e di vita in un
mondo lacerato dalla divisione e dalla morte
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SETTIMA STAZIONE
Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù
in attesa della resurrezione.
Gesù primizia dei morti.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 19, 40-42a)
“Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme
ad oli aromatici, com’è usanza seppellire per i giudei. Ora nel luogo
dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro vuoto, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque
deposero Gesù.”
Dagli scritti di mons. Tonino Bello.
Dopo la sepoltura di Gesù, a custodire la fede sulla terra non è
rimasta che lei. Il vento del Golgota ha spento tutte le lampade, ma
ha lasciato accesa la sua lucerna. Santa Maria donna del sabato santo, estuario dolcissimo nel quale almeno per un giorno si è raccolta
la fede di tutta la Chiesa, tu sei l’ultimo punto di contatto con cielo...
guidaci per mano alle soglie della luce, di cui la Pasqua è la sorgente
suprema.
Ripetici che non c’è croce che non abbia le sue deposizioni, non
c’è amarezza umana che non si stemperi in sorriso; non c’è peccato
che non trovi redenzione; non c’è sepolcro la cui pietra non sia
provvisoria sulla sua imboccatura.
PREGHIAMO INSIEME: Ascoltaci, Signore.
• Per coloro che sono senza speranza. La testimonianza viva di noi
credenti diventi occasione per guardare in maniera nuova al futuro.
• Per i morti di tutti le guerre. La loro testimonianza ricordi al
mondo che solo in Dio si trova la vera sorgente della Pace.
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•
•
Per chi si è macchiato di delitti di sangue. Il rimorso lasci spazio
al vero pentimento e alla volontà di una vita nuova.
Per chi nella morte vede la parola definitiva sulla vita, affinché
guardando al Cristo Risorto riconosca il valore ultraterreno ed
eterno della nostra esistenza.
ORAZIONE
O Dio, nel sepolcro vuoto - segno della terra vergine - hai posto il
seme della nuova creazione: concedici di essere portatori di speranza
e testimoni della vita nuova operata in noi da Cristo risorto. Egli vive
e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Litanie dell'Addolorata
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici
Padre che sei nei cieli
Figlio, Redentore del mondo
Spirito Santo Paraclito
Santa Trinità, unico Dio
abbi pietà di noi
abbi pietà di noi
abbi pietà di noi
abbi pietà di noi
Madre del Crocifisso
Madre dal cuore trafitto
Madre del Redentore
Madre dei redenti
Madre dei viventi
Madre dei discepoli
Vergine obbediente
Madre offerente
Vergine fedele
Vergine del silenzio
Vergine del perdono
prega per noi
Vergine dell'attesa
Donna esule
Donna forte
Donna intrepida
Donna del dolore
Donna della nuova alleanza
Donna della speranza
Novella Eva
Socia del Redentore
Serva della riconciliazione
Difesa degli innocenti
Coraggio dei perseguitati
Fortezza degli oppressi
Speranza dei peccatori
Consolazione degli afflitti
Rifugio dei miseri
Conforto degli esuli
sostegno dei deboli
Sollievo degli infermi
Regina dei martiri
Gloria della Chiesa
Vergine della Pasqua
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Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
perdonaci, Signore
ascoltaci Signore
abbi pietà di noi
Preghiamo
O Dio, tu hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore; concedici, ti preghiamo, di camminare con lei sulla via
della Fede e di unire le nostre sofferenze alla Passione di Cristo, perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo
nostro Signore.
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Congedo
Ci protegga la Vergine Maria e ci guidi benigna nel cammino della vita. Amen.
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II STAZIONE
Gesù caricato della croce.
Via Crucis
con la
Vergine Addolorata
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Preghiera preparatoria.
O Vergine Addolorata,
degnati di accompagnarmi in questo
doloroso viaggio e comunicarmi i sentimenti che provasti quando Tu lo percorresti per la prima volta insieme con
Gesù. E Voi, o caro mio Gesù, fatemi
partecipe della compassione che allora provaste pei dolori di Maria,
che, più ancora dei vostri, tanto contristarono il vostro cuore.
O Vergine Addolorata, per l'amore con cui Gesù abbracciò la sua
croce tanto da Lui sospirata e da tanti anni da Te paventata, - pianta
la croce di Gesù nel mio cuore con una tenera devozione alla Passione - e concedimi di saper anch'io abbracciare la mia croce per suo
amore.
Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
III STAZIONE
Gesù cade la prima volta.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
I STAZIONE
Gesù condannato a morte.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore nel vedere giudicato il Giudice dei vivi e dei morti e condannato a morte l'autore della vita, perdonami se anch'io ho gridato coi miei peccati quel
Crucifige che ti trapassò il Cuore - e concedimi di potermi meritare
l'indulgenza del Divin Giudice col non giudicare mai temerariamente
il mio prossimo.
Gloria.
O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore nel non
potere rialzare Gesù nella sua prima caduta, - sii sollecita nel rialzarmi subito nelle mie cadute nel peccato - e risparmia a chi è ancora
innocente le disastrose e spesso irreparabili conseguenze di una prima colpa.
Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
IV STAZIONE
Gesù incontra la sua SS Madre.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
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Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
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O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore nell'incontrare Gesù in quell'orribile stato, - ottienimi d'incontrarmi anch'io
con Gesù misericordioso dopo la colpa e d'incontrarmi con Te, Consolatrice degli afflitti, nella salita del mio Calvario.
Gloria.
anche nel mio cuore i lineamenti spirituali di Gesù, affinchè io possa
essere riconosciuto vero suo fratello e figlio tuo.
Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
VII STAZIONE
Gesù cade la seconda volta.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
V STAZIONE
Gesù aiutato dal cireneo.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore nella dolorosa seconda caduta di Gesù, - concedimi l'orrore al peccato, la pazienza nelle contrarietà e la compassione verso i peccatori.
O Vergine Addolorata, per il conforto del tuo materno Cuore nell'aver ottenuto dal Padre per Gesù l'aiuto del Cireneo ed a questi la grazia di continuare per amore ciò che aveva iniziato per forza, - aiutami a portare la mia croce in ispirito d'espiazione e di riparazione, non
trascinandola come i reprobi, ma baciandola come i predestinati.
Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
Gloria.
VIII STAZIONE
Gesù consola le pie donne.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
VI STAZIONE
La Veronica asciuga il volto a Gesù.
O Vergine Addolorata, per il conforto procurato al tuo materno Cuore della compassione delle Pie Donne, - concedimi di saper anch'io
piangere sui dolori di Gesù, dopo aver pianto sui miei peccati e, come Lui, dimenticare le mie pene per consolare quelle del prossimo.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
O Vergine Addolorata, per il conforto procurato al tuo materno Cuore dal coraggioso gesto della Veronica, forse da Te suggerito, e per la
delicata ricompensa con cui fu da Gesù ripagato, - degnati scolpire
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Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
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IX STAZIONE
Gesù cade la terza volta.
O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore allo spettacolo dell'atroce Crocifissione del tuo amato Gesù, - ottienimi il perdono dei miei peccati che più dei martelli affondarono i chiodi nelle
sue innocenti carni - e concedimi la forza di crocifiggere le mie passioni onde godere i frutti della sua Redenzione.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore nella terza caduta di Gesù, - concedi a me di mai perdere la fiducia di correggermi dei miei difetti e a tutti i peccatori di mai disperare del perdono di Dio.
Gloria.
Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse
nel mio cuore
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
XII STAZIONE
Gesù muore in Croce.
X STAZIONE
Gesù spogliato delle sue vesti.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
O Vergine Addolorata, per lo strazio dei tuo materno Cuore nel vedere Gesù, a causa delle nostre impurità e immodestie, ignominiosamente spogliato di quelle vesti che Tu gli avevi con tanto amore intessute, - spogliami, te ne prego, delle mie cattive abitudini e rivestimi
delle tue virtù.
Gloria.
O Vergine Addolorata, Tu che, come il Padre celeste, ci hai amati fino ad acconsentire alla Morte di Gesù per ottenere a noi la vita della
grazia e della gloria, - ascolta il testamento del Figlio morente, che ti
costituisce Madre nostra e fa' che non vadano perduti i figli di tante
lacrime e di sì prezioso Sangue.
Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
XIII STAZIONE
Gesù deposto dalla Croce.
XI STAZIONE
Gesù inchiodato sulla Croce.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
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O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore nello
stringere fra le braccia morto il tuo Divin Figlio, nel baciare quel Volto deformato, quella fronte trafitta dalle spine, quelle mani traforate
dai chiodi, quel costato aperto dalla lancia, - ottienimi di saper vivere
per amore di Colui che per amore è morto per me.
Preghiera
in preparazione
al rinnovo della
Promessa MPA
Gloria.
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
XIV STAZIONE
Gesù deposto nel sepolcro.
Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Assemblea: perché con la tua santa croce hai redento il mondo
O Vergine Addolorata, per lo strazio del tuo materno Cuore nella Sepoltura di Gesù, - ottienimi di risorgere dai miei peccati e dalla mia
tiepidezza, e così vivere sempre nel fervore, alimentato dal ricordo
continuo e amoroso della Passione di Gesù e delle tue lacrime.
Gloria.
Introduzione
In questo breve momento di preghiera
siamo chiamati a meditare sulle parole che pronunceremo quando
rinnoveremo la Promessa. Chiediamo al Signore di vivere questo
momento nel silenzio profondo del cuore per essere aperti ad ascoltarLo. Chiediamo allo Spirito Santo di illuminare la nostra mente e
che ci doni di comprendere appieno cosa significa rinnovare la Promessa come Laico appartenente all’MPA.
Invocazione allo Spirito Santo:
Guida: Gesù mio, amor mio, crocifisso per me.
Assemblea: Abbi misericordia di me e benedicimi.
VIENI SPIRITO SANTO,
vieni ed insegnami a tacere,
a fare del silenzio una preghiera,
a lasciar crescere le radici del mio cuore,
a diventare un albero che porta frutti
per tutti gli uomini che hanno fame e sete d'amore.
Secondo le intenzioni del Sommo Pontefice per l’acquisto delle indulgenze: Pater, Ave, Gloria.
VIENI SPIRITO SANTO,
donami la forza di fermarmi
per ascoltare il mormorio della Parola di Vita,
lontano dalla droga del rumore, dalla danza delle parole;
fa' di me un albero saldamente piantato,
presso un corso d'acqua che porta molto frutto.
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VIENI SPIRITO SANTO,
insegnami a radicare la vita nella preghiera,
a raggiungere le sorgenti sotterranee del mio cuore,
ad ascoltare la canzone segreta che tu ripeti
affinché sappia accogliere il tuo amore
capace di mantenere vivi i rami della mia vita.
... in forza della mia vocazione cristiana...
VIENI SPIRITO SANTO,
e fortifica in me l'uomo interiore.
Che Cristo abiti, per la fede, nel mio cuore;
che Dio diventi, giorno dopo giorno,
il terreno vitale da cui trarre la linfa necessaria
affinché il frutto della mia vita
abbia il gusto del Suo Amore!
A volte mi sembra che un certo tipo di successo sia prerogativa dei
prepotenti o dei disonesti... mi sembra che anche se ci sforziamo di
seguire le vie del Signore, non facciamo altro che collezionare insuccessi…
Signore, che hai proclamato beati i poveri in spirito e gli umili, aiutaci a superare i momenti di delusione e di scoraggiamento, aiutaci a
cercare il regno di Dio nell’umiltà dell’attesa, confidando sempre nella forza del tuo amore che ci prende per mano!
( Michel Hubaut )
Meditiamo sulle parole della Promessa...
Consapevole dell'infinito amore di Dio
per tutte le sue creature,...
“Noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi…
Egli ci ha amato per primo!” (Gv 4, 16-19).
“...il tuo nome è scritto sul palmo delle mie mani”
Signore, Dio di misericordia, che rinnovi incessantemente i prodigi
del tuo amore verso il tuo popolo e anche verso di me, che non ti do
ascolto, aiutami a far il vuoto nel mio io presuntuoso, perchè io possa
riempirmi e saziarmi di te!
Vorrei che tutto il mio essere tacesse e in me tutto adorasse...
Vorrei penetrare ognor più in Lui ed esserne così piena,
da poterLo dare a quelle povere anime,
che non conoscono il dono di Dio. (B.E.R)
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“Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi
fin dalla fondazione del mondo”. (Mt 25,34)
Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio,
e lo siamo realmente! (1 Gv 3,1)
Schieriamoci umilmente tra gli imperfetti; stimiamoci piccole anime,
che Dio debba sostenere ad ogni istante... (B.E.R)
Quando tutto si intricava, quando il presente mi era così doloroso e
l’avvenire mi appariva ancor più buio, chiudevo gli occhi e mi abbandonavo, come una creaturella, tra le braccia del Padre, che è nei
Cieli. (B.E.R)
... alla presenza della Chiesa,
nella persona del sacerdote celebrante, ...
della Superiora Generale dell'Istituto delle Maestre
Pie dell'Addolorata,
Madre Lina Rossi,
del Presidente del Movimento per l'Alleluia, Stefano
Nanni,...
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“Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;
vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore;
vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E
a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità
comune” (1 Cor 12, 4-7)
Nella sua sapienza infinita è Dio che sceglie i fondatori degli istituti
religiosi. Egli distribuisce i suoi doni come a Lui piace e affida a chi
vuole una particolare missione da compiere, per un’opera di servizio
alla Chiesa nel piano divino di salvezza.
Il carisma di un fondatore è una intensa e personale esperienza di
Dio donata dallo Spirito, per la quale il fondatore interpreta il Vangelo e lo vive in modo originale e carismatico nella sequela di Cristo.
In questo preciso tempo storico in cui stiamo vivendo, Dio ha scelto
delle persone come garanti di unità e fedeltà a questo carisma: il Sacerdote ci assicura il legame e il riconoscimento della Chiesa, la Superiora Generale ci dà la garanzia di camminare secondo la spiritualità
donata da Dio a Elisabetta Renzi, il Presidente è colui che svolge il
servizio dell’autorità all’interno del movimento.
...io ..... , RINNOVO la promessa di vivere, con la
forza donatami dallo Spirito Santo e per l'intercessione di Maria Santissima Addolorata, gli impegni
del mio Battesimo secondo la spiritualità della Beata Elisabetta Renzi e in base a quanto espresso
nelle norme statutarie del Movimento per l'Alleluia.
Il Battesimo ci fa’ membra del corpo di Cristo, ci incorpora alla Chiesa: “Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25).
I battezzati diventano “pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale” (1 Pt 2,5).
Incorporati a Cristo per mezzo del Battesimo, i cristiani vengono con97
formati a Cristo.
Rigenerati per essere figli di Dio, i battezzati sono tenuti a professare
pubblicamente la fede ricevuta da Dio. Poichè nel Battesimo hanno
ricevuto “la luce vera che illumina ogni uomo” (Gv 1,9), i battezzati “dopo
essere stati illuminati” (Eb 10, 32) sono divenuti “figli della luce” (1 Ts
5,5) e “luce” essi stessi. (Ef 5,8)
Perchè viva ancor sono io? Per conoscere, amare e servire Iddio, per
amarti, o Gesù mio! (B.E.R)
A tutti apparve un fragile velo che ricopriva Gesù (testimonianza
sulla B.E.R)
In questo momento di silenzio ognuno di noi rinnovi le proprie
promesse battesimali, chiedendo anche alla Beata Elisabetta Renzi di
sostenerci e aiutarci ad essere coerenti ad esse nel nostro quotidiano.
Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo
mi aiutino nell'affrontare,
con allegrezza di spirito,
ciò che la vita mi riserverà
nelle varie realtà in cui sarò chiamato/a
a testimoniare l'amore di Dio per me.
“Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione
produce pazienza, la pazienza una virtù provata, e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perchè l’amore di Dio è stato riversato nei
nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. (Rm.5, 3-5)
Signore Gesù, mia forza e mia salvezza, fa’ che con l’aiuto della tua
grazia possa vincere il male col bene, testimoniando in ogni circostanza il tuo amore a quanti mi circondano!
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“Quando lavori, Gesù è lì per risparmiarti metà di pena,
quando piangi Egli ti si avvicina per asciugarti le lacrime” (B.E.R)
Certamente dovremo ancor molto e sempre patire,
ma senza il Venerdì Santo non vi è il giorno di Pasqua.
L’Alleluia sta di casa al di là del Calvario. (B.E.R)
La Beata Elisabetta Renzi
mi sostenga in questo cammino
di crescita nella fede, vissuta nel quotidiano, che si
alimenta ai piedi di Cristo Gesù Crocifisso e Risorto, e interceda per me affinché:
“Io me stia sempre sotto la grande visione di Dio!”.
AMEN.
Dammi un cuore aperto e generoso che non si fermi alle sue preoccupazioni, un cuore nobile, incapace di conservare rancore; un cuore
forte che non ha paura delle ombre; un cuore incapace di chiusure. E
donami la grazia di cercare in ogni uomo, senza mai stancarsi, la scintilla che tu vi hai posto quando lo hai creato a Tua immagine.
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BEATI GLI OPERATORI DI PACE ......................................... 38
INDICE
Dalla Parola di Dio.....................................................................38
Un aiuto alla riflessione .............................................................40
Per la riflessione personale .........................................................41
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................43
PREMESSA ................................................................................... 1
Il Cammino MPA.........................................................................3
SCHEMA DEGLI INCONTRI MPA........................................... 8
Dai Documenti della Chiesa ......................................................45
Beata Elisabetta operatrice di pace... ..........................................47
Per la riflessione personale .........................................................49
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................50
Le Beatitudini (Mt 5,1-12)................................................. 9
BEATI I PERSEGUITATI ...................................................... 52
ANNO ELISABETTIANO ........................................................ 4
Dalla Parola di Dio.....................................................................52
Un aiuto alla riflessione .............................................................55
Per la riflessione personale .........................................................56
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................57
BEATI I MISERICORDIOSI ..................................................... 9
Dalla Parola di Dio.....................................................................10
Un aiuto alla riflessione .............................................................13
Per la riflessione personale .........................................................14
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................15
Dai Documenti della Chiesa ......................................................60
Beata Elisabetta povera in spirito ...............................................62
Per la riflessione personale .........................................................64
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................65
Dai Documenti della Chiesa ......................................................17
Beata Elisabetta misericordiosa ..................................................19
Per la riflessione personale .........................................................21
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................22
APPENDICE ....................................................................... 69
BEATI I PURI DI CUORE ..................................................... 24
Dalla Parola di Dio.....................................................................24
Un aiuto alla riflessione .............................................................25
Per la riflessione personale .........................................................26
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................28
Dai Documenti della Chiesa ......................................................30
Beata Elisabetta pura di cuore ....................................................32
Per la riflessione personale .........................................................34
Preghiamo con la preghiera della Chiesa... ................................36
101
Veglia di preghiera con Gesù Eucaristia.................................. 70
Corona dell’Addolorata........................................................... 77
Via Crucis con la Vergine Addolorata .................................... 85
Preghiera in preparazione al rinnovo della Promessa MPA .... 94
102
Note: .................................................................................................
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Libretto Formativo 2009/2010 - Maestre Pie dell`Addolorata