Anno III - Numero 10 - Domenica 12 gennaio 2014 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Attualità Esteri L’Aquila Sinistra e grandi città: che fallimenti E’ morto Sharon, figura controversa Tangenti terremoto: il sindaco si dimette Sarra a pag. 3 a pag. 5 a pag. 9 EDITORIALE DELLA DOMENICA di Roberto Buonasorte C ome prevedono giustamente ormai quasi tutti i burocrati, sondaggisti, banchieri e affaristi vari, l'Europa che verrà sarà “governata” dagli euroscettici. In casa nostra regna la confusione, ormai giunta a livelli non più sopportabili. Difficilmente prenderanno voti coloro che in modo ambiguo - peggio ancora se condito anche con una buona dose di furbizia e finto giovanilismo - hanno percorso gli ultimi anni servendo il cavaliere senza batter ciglio e sostenuto il governo Monti in tutte le politiche scellerate che hanno portato al collasso la nostra Italia. La questione nazionale l’hanno posta in modo inequivocabile la destra francese, quella ungherese, dell'interesse proprio prima di quello altrui ha fatto una ragione centrale il Regno Unito, tant'è che s'è tenuta stretta la sua Sterlina... In tutta Europa ormai gli Stati si orientano verso una politica economica, sociale e culturale che metta avanti a tutto la propria sovranità. Un tempo, quando la destra italiana aveva una sua visione, coerente e coraggiosa, riusciva ad imporre, o comunque a condizionare pesantemente, le scelte all'interno dell'alleanza. In seguito, con il cervello accecato dal potere e la catastrofe combinata dagli errori di Gianfranco Fini, si è perduta ogni forma di L’ITALIA NON SI VENDE radicamento e con esso anche la credibilità. Si potrebbe citare come pessimo esempio che vale per tutti, l'esperienza alla guida della città di Roma. Ma non solo, in quegli anni quanto a inefficienza ed arroganza non è stato da meno chi ha ricoperto posti da ministro, peggio ancora se giovane o donna. Oggi, di fronte alla possibilità di arrivare al terribile sistema elettorale “spagnolo”, c'è chi urla allo scandalo perché non darebbe la possibilità all'elettore di scegliere il deputato. Pochi sanno però , che alla Camera, tra tutti i deputati ci sono solo due donne che pur avendo meno quarant'anni, sono già alla terza legislatura, ovviamente sempre "elette" con il porcellum. Una è la Carfagna, che però nel 2010 si cimentò anche alle regionali in Campania prendendo oltre 55.000 voti, e in materia elettorale almeno ha il buon gusto di tacere, l'altra, pur non avendo mai preso un solo voto in vita sua, fa pure la schifata... Tornando a noi, alla destra e all'Italia, possiamo dire di aver fatto molto bene a ridare vita ad An. Anche quando c'era chi l'apostrofava come minestra riscaldata o peggio ancora come operazione nostalgia, ce ne siamo infischiati. Oggi, con molta soddisfazione possiamo dire di aver messo in campo centinaia di circoli, e la mozione votata in modo furbesco da meno di un terzo degli aventi diritto di una fondazione, ormai tutti hanno scoperto che non ha alcun valore. Avrà valore eccome, quello che invece inizieremo a fare già dalle prossime ore. Attraverso la posta elettronica appositamente istituita [email protected] da domani inizieremo a raccogliere le disponibilità a candidarsi - a cominciare da noi fondatori - e anche dei tantissimi italiani di destra che daranno la disponibilità a firmare la lista e ad impegnarsi a trovare tante altre sottoscrizioni. I moduli per ampliare il nostro già enorme database verranno spediti tra giovedì e venerdì, e tutti i soggetti che hanno dato vita al Movimento per An da lunedì 20 saranno operativi. Per parte nostra, sabato 18 il segretario del partito Francesco Storace ha convocato l'Ufficio Politico de La Destra, sarà quella l'occasione per dare avvio alla nostra mobilitazione. Se qualcuno pensava che con l'ultima capriola, avrebbe ingannato per l'ennesima volta gli elettori di destra, si è sbagliato e di grosso. L'Italia non si vende. CONTESTATA A BRESCIA, MENTRE DAL ‘SUO’ CONGO 26 COPPIE TORNANO SENZA BAMBINI ADOTTATI Kyenge, la ministra dei larghi fallimenti di Igor Traboni N on ne va bene una alla signora Cecile Kyenge, la dottoressa del Pd prestata alla politica e quindi al Governo, contestata in ogni dove (perfino in casa sua, viste le oramai famose dichiarazioni del marito). E in ogni dove – perfino nel suo Congo – incapace di mettere a segno un risultato positivo. Ma procediamo con ordine: momenti di forte tensione ieri all'esterno dell'auditorium San Barnaba, a Brescia, dove era in corso un convegno con il Ministro Cecile Kyenge, duramente contestata. Sono poi arrivati a contatto alcuni militanti dei centri sociali e manifestanti di centro destra. Circa duecento manifestanti contrari alle politiche per l'immigrazione adottate dal suo ministero hanno infatti contestato la Kyenge. Tra questi anche l'assessore regionale Viviana Beccalossi, il consigliere regionale della Lega Fabio Rolfi e il parlamentare del Carroccio Stefano Borghesi. "Siamo qui per difendere i diritti degli italiani che in una città come Brescia che ha la più alta presenza di stranieri rischiano di subire un razzismo al contrario" ha detto l'assessore Beccalossi. Per il consigliere regionale della Lega Fabio Rolfi "il Ministro Kyenge è un pericolo per le sue idee di apertura indiscriminata agli stranieri". Nelle stesse ore, in Italia iniziavano a rientrare dal Congo le 24 coppie adottive, da due mesi sballottate dal Governo africano. E drammaticamente lasciate sole dal nostro, di Governo. I 48 italiani hanno adottato 26 bambini congolesi ma, al momento di rientrare, ai piccoli non è stata rilasciata la necessaria autorizzazione da parte del loro Paese d’origine. Da quel momento, per i nostri connazionali è iniziata l’odissea, costretti a rimanere lì per due mesi, in condizioni precarie anche per la salute (finita la copertura delle vaccinazioni, alcuni di loro hanno perfino contratto la malaria). La signora Kyenge, che ha la delega per le adozioni internazionali, è anche andata – bontà sua – in Congo, ma senza cavarne un ragno dal buco e finendo per adombrare (salvo poi smentire) eventuali responsabilità degli italiani nelle pratiche adottive, invece assolutamente regolari. Triste morale della favola: gli italiani stanno ora tornando a casa, ma senza i loro bambini. Lasciati lì (come i Marò in India, come i tifosi laziali ancora detenuti a Varsavia) ‘grazie’ ad un governo che pensava di aver risolto problemi, spread, capre e cavoli, mettendosi anche il pennacchio di una ministra dell’Integrazione, rigorosamente Pd e per giunta di colore. Lazio: obiettivo uscita dal commissariamento odici miliardi di disavanzo, solo in parte addebitabili alla spesa sanitaria. E un bilancio che è andato fuori controllo nel 2009, in piena era Marrazzo. A dirlo non sono gli ex amministratori di centro-destra ma, carte alla mano, l’attuale assessore regionale alle Finanze del Lazio, Alessandra Sartore: che in un’intervista a Il Giornale d’Italia annuncia: il commissariamento della sanità può terminare entro due anni. A pag. 7 D 2 Domenica 12 gennaio 2014 Attualità LA TASI COSTERÀ ALMENO 1 MILIARDO DI EURO A CHI ANCORA RIE S CE A L AVORARE E A PRODURRE Così Letta e c. mettono in ginocchio le imprese di Igor Traboni ontinua a far discutere, e a far arrabbiare quell’Italia che ancora riesce a lavorare e a produrre, la Tasi, la nuova tassa voluta da Enrico Letta, il premier sempre più sulle tracce del suo predecessore Mario Monti. Secondo una elaborazione realizzata dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre, l'introduzione della Tasi costerà al mondo delle imprese almeno un miliardo di euro. E la cifra rischia addirittura di essere sottostimata. "Vista la difficoltà economica in cui versano i Comuni- segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi- è molto probabile che l''aliquota che verà applicata su negozi, uffici e capannoni sara'' ben superiore all''aliquota standard, pertanto è quasi certo che l'aumento sarà superiore al miliardo di euro da noi inizialmente stimato". L''Ufficio studi della CGIA ha elaborato anche una seconda ipotesi utilizzando l''aliquota del 2,07 per mille, ricordando che secondo l'emendamento del governo l'aliquota massima IMU piu' TASI sulle abitazioni diverse da quella principale e sugli immobili strumentali potrà arrivare all''11,4 per mille. In virtu' del fatto che l'aliquota Imu media applicata a livello nazionale nel 2012 (non è ancora disponibile il dato 2013) sugli immobili destinati ad uso produttivo è stata del 9,33 per mille, si deduce che l'aliquota Tasi del 2,07 per mille costitui- Turismo a rotoli C M sce, nel nostro secondo caso, il livello massimo applicabile sugli immobili strumentali. Infatti, corrisponde alla differenza tra 11,4 per mille e il 9,33 mille. "In questa seconda ipotesi - prosegue Bortolussi- l'aumento potrebbe superare addirittura i 2 miliardi di euro. E'' chiaro che ci troviamo di fronte ad una ipotesi estrema che difficilmente si verificherà”. Secondo le stime redatte dal ministero dell''Economia, il gettito complessivo della maggiorazione dovrebbe essere pari a 1 miliardo di euro. Stornando la parte riconducibile agli immobili ad uso abitativo, quella ascrivibile agli immobili ad uso produttivo dovrebbe valere qual- che centinaia di milioni di euro che, pertanto, devono essere sottratti all''aggravio provocato dall''introduzione della Tasi. "Ancora una volta- conclude Bortolussile modifiche apportate sulla tassazione degli immobili rischiano di accrescere ulteriormente il peso fiscale sulle imprese. Ricordo che il passaggio dall'Ici all'Imu ha visto raddoppiare i costi per i proprietari dei capannoni, con punte che in alcuni casi hanno toccato anche il 154%. Con la Tasi all'1 per mille, l''aggravio su quelli accatastati con la lettera D sara'' di 649 milioni di euro. Una cifra imponente che rischia di mettere in ginocchio molte attività, soprattutto quelle di piccola dimensione". a che Turismo è? Anche nel 2013 gli operatori segnano un’evidente diminuzione degli occupati: - 4% nei confronti dell’anno precedente. Se analizziamo i dati degli ultimi due anni, il comparto ha subito un crollo generale del 7%. Un settore che va a rotoli. Nei dodici mesi che ci siamo messi alle spalle, le perdite nell’alberghiero sono quantificabili in 10 mila unità e in 40 mila lavoratori a livello aggregato di settore. Anche se nell’anno appena trascorso si è registrato un lieve miglioramento (+0,27%) di presenze alberghiere tra italiani e stranieri, il calo di quelle nostrane hanno toccato un 2,9%. Per quanto riguarda la componente forestiera, invece, si nota una crescita pari ad un +3,7% di pernottamenti. Nonostante il contributo apportato dalla clientela straniera, il totale degli alloggi nel 2013 si at- testa ad un valore inferiore a quello del 2011 (-1,39%). A fotografare le criticità del settore, il presidente degli albergatori, Bernabò Bocca, che condanna le politiche fiscali del governo Letta e ricorda i 32 milioni di connazionali che per le festività natalizie si sono dichiarati in ‘povertà turistica’. “Ci auguriamo – spiega - che nascano le condizioni per ridare liquidità alle famiglie e dunque nuovo vigore ai consumi turistici”. Bocca si toglie qualche sassolino dalla scarpa, puntando il dito contro le mancate promesse dell’ex premier Monti.“E’ trascorso un anno da quando il Consiglio dei Ministri esaminò il piano nazionale strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, che si proponeva di far crescere il PIL di 30 miliardi di euro e di creare 500.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020”. Anno nuovo, vita nuova? Chissà. G.S. ANCHE NEL PERIODO DELLE VACANZE NATALIZIE, IL DAT O RIL E VAT O È NE GAT IVO Cala ancora il consumo dei carburanti Landi (Faib Confesercenti): “Il bancomat dei benzinai ha esaurito le risorse” di Cristina Di Giorgi nche i consumi di benzina e gasolio hanno subito il drammatico effetto della crisi. In un periodo tradizionalmente favorevole all’andamento positivo dell’erogazione dei carburanti, come quello delle feste natalizie, si è infatti registrata una contrazione del quantitativo erogato. E’ stata quindi confermata la tendenza negativa di un 2013 in cui, in media, i consumi di benzina sono calati del 5,7% e quelli di gasolio del 4,7%. A darne notizia, una ricerca Faib – Confesercenti, che ha esaminato e confrontato i dati Mise dei periodi rilevati. Secondo tale A rapporto, diffuso in questi giorni dai ricercatori incaricati, sono stati decisamente negativi anche i profitti delle compagnie, che hanno riscontrato perdite tra il 15 e il 30%. “Dicembre – si legge nella relazione – conferma la tendenza al ribasso delle vendite, smentendo la tradizionale fase di recupero che in genere andava a migliorare la media annua, con un’ulteriore sofferenza sulla rete dei carburanti. E le prospettive non appaiono incoraggianti”. Anche perché – ed è uno dei motivi principali della crisi del settore in questione – l’incidenza della pressione fiscale sui carburanti è arrivata a livelli decisamente insostenibili. Con buona pace delle difficoltà che devono affrontare i gestori degli impianti, già messi a dura prova dall’andamento negativo del mercato e sempre più spesso costretti alla chiusura. L’allarme lanciato da Martino Landi, presidente della Faib Confesercenti, è drammaticamente preciso. E porta con sé anche un auspicio che in molti vorrebbero vedere concretizzato: “A rimetterci – dice commentando i dati diffusi – sarà anche lo Stato, che forse potrebbe imparare la lezione: a furia di aumentare accise e Iva, diventato il metodo privilegiato per tappare i buchi di bilancio, i conti non tornano”. Un monito questo che le istituzioni non sembrano aver però intenzione di cogliere. “Stando ai numeri – prosegue Landi – è probabile che i consumi continueranno a contrarsi. Ipotizzando nel 2014 un calo analogo a quello del 2013”, si arriverà ad un punto in cui “l’incremento delle accise e dell’iva non porterebbe ad un aumento di gettito. Anzi, a parità di prezzi dei combustibili, ci sarebbe una riduzione da 15.9 a 15.3 miliardi. Il governo – conclude – riconosca che il gettito potrà aumentare solo se i consumi riprenderanno. Ma per fare questo occorre diminuire la pressione fiscale sui carburanti. Altrimenti il bancomat dei benzinai ha esaurito le risorse”. Una lezione che non sembra essere stata recepita: nel prossimo futuro sono infatti previsti ben quattro incrementi di accise e imposte sui carburanti, che consumatori e gestori saranno costretti a sopportare. Fino a quando ce la faranno. LO ZOO DI SPIDER WOMAN Bassethound Saccomanni ce fa o c’è? embra scampato il pericolo del rimpasto, in queste ore, per il placido ministro-bassethound dell’Economia Saccomanni, che insinua la pulce del complotto, ai suoi danni, nel suo dicastero per giustificare le nefandezze e le uscite ultime da S incompetente. Si perde nei tecnicismi e ci si incarta ma non è colpa sua, poveretto, a partire da una delle sue prime gaffe, quando presentò una minuta al Parlamento per la relazione della legge di stabilità con tanto di note a penna in fondo al foglio, dovute, a suo dire, ad un gruppetto di reduci tremontiani che sopravvivono nelle stanze di via XX settembre, il cui scopo sarebbe quello di minare costantemente alla sua credibilità. Mah, ma per caso il Ministro non sa leggere? E che dire dell’ultima, in ordine di tempo, figuraccia rimediata nel caso scuola e della conseguente polemica con il ministro Carrozza? Gli insegnanti italiani, già sottopagati e sottostimati hanno tremato per qualche ora prima che qualcuno risolvesse l’arcano e riportasse la questio sui binari giusti. Evidentemente qualcosa sfugge al nostro tecnico dell’economia “prestato alla politica” e servitor del suo padrone; certo, gli sfugge proprio la politica, la comprensione di quell’aspetto che l’economia ed i calcoli tout court non vedono e cioè le esigenze di una società che fatica a divenire e trasformarsi in soli numeri di un bilancio sterile redatto da chi di polis e Via Giovanni Paisiello n.40 00198 Roma Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Separati alla nascita? Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio di servizio al popolo non capisce nulla. Così per ora il suo spirito di servizio l’ha tutelato e l’ha scampata bella, proprio come un bassethound, paciosa razza canina, che col capo chino segue il padrone e non riesce a sollevare la testa da terra che sembra quasi sfiorare nel suo lento incedere al guinzaglio. Peccato però che questa volta il guinzaglio lo ha messo lui a tutti noi italiani, stretto, stretto a strozza collo, e dopo, parafrasandone il cognome, ci ha messi nel sacco a tutti quanti, chissà per quanto questa storia durerà, beh, non ci resta che tirare a campa’. Ma secondo voi c’é o ce fa? Società editrice Amici del Giornale d’Italia Sito web www.ilgiornaleditalia.org Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] 3 Domenica 12 gennaio 2014 Attualità ECCO COME, DALLA LOMBARDIA A NAPOLI, I SINDACI DI SINISTRA NON SANNO AMMINISTRARE Milano da capitale morale a quella dei cumuli di rifiuti acchi neri e immondizia si accumulano sui marciapiedi. A primo impatto potrebbe sembrare la fotografia di uno dei quartieri di Napoli, invece, anche Milano, capitale delle finanza e della moda italiana, è scattata l’emergenza rifiuti. Un allarme che, dopo i disservizi di Capodanno, non è ancora rientrato. Questa la città che il sindaco arancione, Giuliano Pisapia, sognava? Sulla stessa lunghezza d’onda di quanto accade ai piedi del Vesuvio, le proteste dei milanesi non si sono fatte attendere. E questa volta spunta anche un biglietto d’insulti indirizzato all’Amsa, Azienda milanese servizi ambientali, che continua imperterrita a non ritirare i rifiuti dalle strade. S In alcune zone di Milano, infatti, il servizio rimane ancora scoperto. Molto spesso i cesti dell’immondizia, quelli da 100 litri, vengono riempiti di rifiuti di tutti i tipi. L’azienda, intanto, si difende come può: “Il problema sono quei cittadini che buttano la pattumiera delle loro case nei cestoni stradali”. Nel frattempo, però, cumuli di rifiuti sorgono ovunque. Tra i quartieri più colpiti c’è sicuramente Quarto Oggiaro. In via Orsini, per esempio, dove si affaccia Villa Scheibler, edificio dal valore storico, i sacchi dei cestini sono stracolmi e sembra che i netturbini non passino da settimane. Come mai? “In quella zona gli operatori ecologici passano nel secondo turno, che dura fino alle 21. È quindi possibile che non siano ancora passati. Comunque non si tratta dei postumi della faccenda di capodanno”, spiegano ancora dall’Amsa che nega anche di non aver ricevuto segnalazioni al riguardo. A cosa è dovuta l’ennesima emergenza? La gente, tuttavia, non ne può più. Mentre tantissimi milanesi preferiscono non commentare, qualcuno esprime il proprio disagio così: “Amsa fate schifo”, si legge su un bigliettino lasciato vicino ai cassonetti. Che fa Pisapia? Tace. A non far dormire sonni tranquilli i cittadini della Madonnina, la nuova Tasi. Da Palazzo Marino si vocifera che i milanesi dovranno sborsare ben 24 milioni di euro in più rispetto alla vecchia Tares. G.S. De Magistris dà la caccia agli escrementi dei cani Attenti al cane”. Sembra paradossale, ma chi possiede un animale a quattro zampe a Napoli rischia un’ammenda da 25,82 euro a 154,94 euro. Per porre un freno al fenomeno degli escrementi dei cani, oltre alla sanzione per chi non rispetta il decoro urbano come previsto dalla legge, il sindaco Luigi De Magistris ha pensato bene di obbligare i proprietari degli animali a sottoporre il proprio amico all’esame del DNA. A stabilirlo è una ordinanza sindacale stilata ad hoc dalla maggioranza arancione. In che cosa consiste questo provvedimento? Qualora non lo avessero già fatto, i padroni devono iscrivere il cane all’anagrafe canina regionale, “ munirsi del dispositivo per la rimozione delle feci e sottoporre l’animale al prelievo ematico per la leishmania. Una trovata geniale quanto fantasiosa, alla quale sono seguite una montagna di polemiche. Come “quartieri pilota”, l’ex pubblico ministero ed ex figlioccio di Tonino Di Pietro ha scelto la quinta municipalità, ovvero il Vomero e l’Arenella. La Napoli perbene, insomma. “Il progetto - ha osservato il braccio destro di De Magistris, Tommaso Sodano - mira a migliorare il decoro urbano, ma allo stesso tempo a prevenire rischi per la salute pubblica e anche a ridurre il fenomeno dell’abbandono dei cani”. Il provvedimento - come illustrato dallo stesso vicesindaco di Napoli - consentirà di co- stituire una banca dati del DNA canino e, attraverso un’indagine comparativa tra quello estratto dagli escrementi trovati in strada e il codice genetico custodito nella banca dati, si potrà identificare il proprietario che non ha rimosso le feci del proprio cane dalla strada. A far rispettare la nuova ordinanza, in stile 007, gli agenti della Polizia locale e i servizi veterinari della Asl. Questi gli strumenti con i quali il Comune di Napoli dà inizio al percorso verso la “Prevenzione della fecalizzazione sul territorio metropolitano”. Quanto costerà alle tasche dei cittadini l’ennesima pensata di De Magistris? Risulterà un provvedimento utile? Ai napoletani l’ardua sentenza. G.S. 4 Domenica 12 gennaio 2014 Cultura V I A G G I O N E L V E N T E N N I O - L ' U LT I M A P U N T A T A D I U N A S E R I E S P E C I A L E La comunicazione fascista/11 Si conclude l'appuntamento domenicale con Gianna Giannini e Stefania Calella di Emma Moriconi iamo giunti all'ultima puntata di questo bellissimo speciale che le autrici Gianna Giannini e Stefania Calella hanno curato in queste settimane. Ci hanno tenuto compagnia per undici puntate con dedizione e passione, raccontandoci quello che altri non dicono: con lo spirito, insomma, con cui Il Giornale d'Italia ogni giorno si propone ai suoi lettori. In questa puntata le autrici affrontano il periodo finale dell'epoca fascista, quello della Seconda Guerra Mondiale e della fine del 'gioioso cantare dei colori'. Lo fanno con onestà intellettuale e restando fedelmente aderenti all'aspetto della pubblicità, fulcro dello speciale. Ci raccontano di personaggi come Gino Boccasile, Giacinto Mondaini e Dino Villani, uomini della nostra storia, che hanno contribuito a plasmare la no- S stra Italia, la società del tempo, uomini che in qualche modo e per taluni aspetti la hanno, anzi, determinata. Ringrazio personalmente e a nome della redazione del Giornale d'Italia Gianna e Stefania per la loro professionalità e per aver contribuito ad ampliare la conoscenza degli aspetti culturali e sociali del Fascismo. Grazie alle autrici di cartolinedalventennio.it abbiamo conosciuto personaggi dimenticati dai libri di storia, abbiamo passeggiato nel passato vivendone l'atmosfera, siamo certamente più ricchi in termini culturali. Le undici puntate restano disponibili, oltre che sullo sfogliabile quotidiano, anche sul portale. Invito i nostri lettori a visitare il sito www.cartolinedalventennio.it e a promuoverlo, a farlo conoscere. Nell'era della tecnologia basta un click per diffondere la conoscenza, facciamone buon uso. Termina il gioioso cantare dei colori a propaganda e la pubblicità durante il ventennio seguivano strade diverse. Pur essendo spesso affiancate sui muri cittadini professavano due ideologie diverse. Come scriveva Gian PaoIo Cesereani “Il cittadino che nel ventennio cammina per la strada o che legge il giornale si trova ad affrontare messaggi diversissimi: inviti a disprezzare gli inglesi insieme ad inviti a consumare un liquore, la battaglia del grano affiancata alla proposta di una vacanza, lo sventolio delle bandiere nere con l’eleganza delle confezioni Tortonese proposte dalla matita di Sepo”. Generalmente il regime non dettava regole per la pubblicità, se non per garantire il pudore e per evitare l’uso eccessivo dei termini stranieri. Alcuni prodotti dovettero cambiare nome: la ditta Adams divenne Adamus mentre il cognac Ramazzotti divenne Arzente in un noto manifesto di Gino Boccasile. Ci sono stati rari casi in cui il regime ha interferito nel settore pubblicitario. Famoso il caso della Perugina che per pubblicizzare i suoi baci utilizzò una frase del Duce recatosi in visita alla fabbrica nel 1923 “Vi dico e vi autorizzo a ripeterlo, che il vostro cioccolato è veramente squisito”. Comico invece l’incidente in cui incappò la ditta Spagnoli di Perugia, produttrice di lana di coniglio. Il suo slogan era “La lana di coniglio è la lana degli italiani”. La censura intervenne immediatamente facendo notare come lo slogan scelto potesse essere preda di un facile sarcasmo da parte degli italiani. Nel 1935, in seguito alla guerra d’Etiopia, l’Italia fu sanzionata per la sua politica coloniale aggressiva. In risposta, Mussolini avviò la politica autarchica L Con la Guerra d’Etiopia anche la pubblicità si mette al servizio della nazione ed il suo committente diventa lo Stato. Tutti gli sforzi sono orientati verso un unico slogan: preferire il prodotto italiano. L’Italia deve provvedere da se a tutte le sue necessità senza ricorrere alle importazioni. Come spesso accade nei momenti di difficoltà riaffiora l’inventiva italiana. Durante l’autarchia infatti gli industriali italiani inventarono nuovi prodotti come il lanital, una fibra ricavata dalla caseina del latte. Si sostiene e si cerca di persuadere gli italiani che il lanital è più caldo della lana; che la lignite brucia meglio del legno; che il carcadè stimola più del tè e che l’eccessivo consumo di carne è dannoso per la salute. Tanti i manifesti pubblicitari che inneggiavano all’acquisto di prodotti italiani. Marcello Dudovich realizzò per La Rinascente un manifesto in cui un uomo in posizione marziale incita all’acquisto di prodotti nazionali. Giacinto Mondaini (padre della famosa Sandra) smuoveva le coscienze degli italiani attraverso un celebre manifesto in cui in primo piano vi è il volto triste di un bambino con del pane tra le mani, eloquente il messaggio “Non togliete il pane ai figli dei nostri lavoratori, acquistate prodotti italiani”. Il pubblicitario Dino Villani diceva che il colore era il signore della pubblicità, in quanto in grado di catturare l’attenzione dell’osservatore con la sua forza, il suo entusiasmo, la sua vitalità. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale terminò il gioioso cantare dei colori e la pubblicità dovette lasciare il posto alla brutalità della guerra. Una parabola drammatica, che ha il suo esponente più significativo in Gino Boccasile. L’artista barese esordì, negli anni venti, come disegnatore di figurini di moda per la rivista “Fantasie d’Italia”. Nel 1937 divenne l’illustratore della rivista “Le Grandi Firme”, realizzando 76 copertine con la famosissima Signorina Grandi Firme. La rivista fu chiusa, per volere di Mussolini, il 6 ottobre 1938. Fu poi assoldato dal fascismo come disegnatore di cartelloni di guerra, in pieno spirito propagandistico. Diventato tenente delle SS, fu arrestato nel 1945 e destinato ad una ingiustificata damnatio memoriae. Gianna Giannini e Stefania Calella 5 Domenica 12 gennaio 2014 Esteri IN BELGIO CRESCE LA PROTESTA LA SCOMPARSA DOPO OTTO ANNI DI COMA. PERSONAGGIO CONTROVERSO, DIVIDE ANCHE ADESSO E’ morto Sharon, il ‘bulldozer’ di Israele ex premier israeliano Ariel Sharon è morto ieri, a 85 anni, nell'ospedale di Tel Aviv. Era in coma da otto anni e le sue condizioni si erano drammaticamente aggravate nei giorni scorsi. I funerali di Sharon si svolgeranno in due fasi: prima alla Knesset (parlamento) di Gerusalemme e quindi nel suo Ranch dei Sicomori, nel Neghev, dove sarà sepolto accanto alla tomba della moglie, Lili. 'Sharon ha continuato a battersi per la sua vita nella settimana passata da quando le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate'', ha detto il professor Shlomo Noi, direttore dello Sheba Medical Center di Tel Hashomer, annunciando ufficialmente la morte dell'ex premier israeliano. La devastante emorragia cerebrale del 4 gennaio 2006 ha messo fine all'avventura politica di Sharon. In questi anni l'ex premier è stato assistito dai figli Omri e Gilad, che hanno invano sperato in un suo risveglio. Nonno di numerosi nipoti, Sharon aveva perso il figlio maggiore, Gur, nel 1967 ed era due volte vedovo. La prima moglie Margalit morì nel 1962. La seconda , Lily, sorella della prima, morì nel 2000. Ariel Sharon è stato indubbiamente un protagonista controverso della storia d'Israele: eroe della guerra del 1973, simbolo negativo in gran parte del mondo dopo l'invasione del Libano e la strage di Sabra e Chatila nel 1982, ac- L’ cusato di aver acceso la scintilla della seconda Intifada nel 2000, si è poi conquistato l'ammirazione internazionale con il ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza nell'estate del 2005. Soprannominato il 'bulldozer', per la sua determinazione a superare gli ostacoli senza tener troppo conto delle regole e per il possente aspetto fisico - 125 chili dichiarati prima del coma - Sharon era abituato a parlare con franchezza senza curarsi della reazione altrui. Sharon era un "criminale, responsabile della morte di Arafat sfuggito alla giustizia internazionale", ha detto Jibril Raboub, un dirigente di Fatah. Hamas, al potere a Gaza, ha definito un "momento storico" la "scomparsa di questo criminale con le mani coperte di sangue palestinese". "Lo Stato di Israele china il capo con la dipartita dell'ex premier Ariel Sharon, componente centrale nella lotta per la sicurezza di Israele durante tutta la sua esistenza", ha invece detto il premier Benyamin Netanyahu. In piazza contro l’estensione dell’eutanasia ai minori Gli organizzatori della manifestazione: “Basta passività sulle questioni etiche” stensione della legge sull’eutanasia ai minori. A battersi contro quella che, razionalmente, sembra un’aberrazione – giuridica e non solo – c’è ora anche un nuovo agguerrito movimento, nato in quest’ultimo periodo in Belgio, Le Casacche gialle (Les Dossards Jaunes). Come ha dichiarato a tempi.it Drieu Godefridi, portavoce del gruppo, i belgi non devono continuare a “essere passivi nei confronti delle questioni etiche”, altrimenti c’è il rischio che “un’ideologia di minoranza sarà in grado di imporci quello che vuole”. Ed è proprio per evitare che tale scenario si realizzi che “un gruppo di giovani, cattolici e agnostici che hanno in comune un forte scetticismo nei confronti della legge sull’eutanasia” si è riunito e ha deciso di fondare la nuova associazione. “Siamo scettici – spiega Godefridi – perché la legge è fuori controllo. La Commissione che dovrebbe verificarne la mancanza di abusi dal 2002 ha visionato 6500 casi e non ha mai riscontrato irregolarità, anche se tutti sanno che ce ne sono. Noi vogliamo che la Commissione di controllo venga rifatta, perché la maggior parte dei suoi componenti oggi è pro eutanasia e potrebbero andarci di mezzo i bambini”. E Ma non solo. La protesta delle Casacche gialle è infatti centrata soprattutto sull’estensione dell’eutanasia ai minori, che non hanno la maturità e consapevolezza necessarie per fare una scelta così importante e definitiva. “E’ necessario – continua il portavoce del movimento – che i partiti in Parlamento blocchino la legge”. Anche se purtroppo “è già stata approvata dal Senato. Non si sa ancora quando arriverà alla Camera. Sicuramente accadrà presto, perché devono votarla prima di maggio, quando ci saranno nuove elezioni”. E’ per coinvolgere il popolo belga nella protesta contro questa legge che è stata indetta – per domenica 12 gennaio - una manifestazione di piazza , alla quale le Camice gialle sperano di vedere migliaia di persone. Anche se, spiega Godefridi, “in Belgio siamo molto passivi, soprattutto quando si tratta di temi etici. Ma vogliamo risvegliare le coscienze”, puntando il dito sui motivi per cui i partiti insistono tanto per approvare la norma sull’estensione dell’eutanasia ai minori. “Io ho paura che dietro ci siano interessi economici. L’alternativa è rappresentata dalle cure palliative, che sono molto costose”. Cristina Di Giorgi 6 Domenica 12 gennaio 2014 Da Roma e dal Lazio L A RE AZ IONE DELL’AMMINISTRAZIONE AL TERREMOTO GIUDIZIARIO PER L’INCHIE S TA S UL L A “ BANDA DE L L’IMMONDIZ IA” Regione Parte civile, Zingaretti dice sì Accolto l’appello de Il Giornale d’Italia: “Pronti a difendere l’immagine dell’istituzione” Intanto da domani girandola di interrogatori per gli arrestati: si comincia con Manlio Cerroni di Robert Vignola omani l’inchiesta farà dei passi avanti. Si comincia infatti con gli interrogatori, e il piatto forte viene subito: Manlio Cerroni sarà il primo dei sette arrestati nella vicenda giudiziaria che ha aperto, con un terremoto, la cronaca del 2014 in Regione Lazio. Il “re delle discariche” è il personaggio attorno al quale ruota quel sistema di malaffare che, secondo le ipotesi investigative, ha gestito per anni i rifiuti a Roma e nei suoi dintorni. E da lui ci si attende che spieghi ai magistrati come può difendersi dalle accuse, circostanziate, che sono contenute nella enciclopedica ordinanza di custodia cautelare. Subito dopo Cerroni, toccherà a Bruno Landi, l’ex presidente regionale che, sempre secondo le stesse tesi, avrebbe fatto da longa manus nelle istituzioni per conto del proprietario di Malagrotta. E poi, via via, toccherà agli altri: funzionari e dirigenti di Regione intercettati mentre insigniscono Cerroni dell’emblematico appellativo di “Supremo”, personaggi a vario titolo capaci di favorire, persino con provvedimenti commissariali, la Colari e le aziende amiche, di preparare, presentare o accettare documentazioni falsificate, D di organizzare addirittura manifestazioni di protesta contro le discariche, come nel caso di quella di Corcolle, che sarebbe stata una terribile concorrente per Monti dell’Ortaccio, nel percorso verso la “Malagrotta-bis”. Persone che rischiano anche di vedersi contro, in qualità di “parte lesa”, la stessa istituzione che potrebbero aver tradito. L’appello de Il Giornale d’Italia non è rimasto inascoltato. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha infatti annunciato ieri che l’ente si costituirà parte civile nel processo sui rifiuti. “Quando ci sarà il processo, la Regione Lazio è pronta a costituirsi parte civile, per difendere gli interessi e l’immagine dell’amministrazione, nei confronti dei dirigenti e dei funzionari accusati di reati commessi fino al 2012″, ha affermato il Governatore. Una notizia accolta ovviamente in maniera positiva dal vice presidente del consiglio regionale (e direttore de Il Giornale d’Italia) Francesco Storace. “Zingaretti raccoglie il nostro invito a far costituire la regione parte civile contro Cerroni e la banda dell’immondizia. Segnale positivo”, ha commentato Storace. Anche il vicepresidente della regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, a mar- TUSCOLANO Minaccia direttore di banca con il coltello per avere soldi on le buone non ci era riuscito. Con le cattive nemmeno. Che farsi dare soldi dalle banche fosse difficile si sapeva, ma passare addirittura alle rapine, per quanto non convenzionali, resta un reato grave. Quello che commesso l’uomo entrato poco dopo le 12 nella sede di un istituto bancario in viale Tito Labieno: ha fatto subito ingresso nell'ufficio del direttore, e una volta all'interno ha estratto un coltello di grosse dimensioni e ha minacciato il funzionario, esortandolo a consegnargli una somma di denaro. Il direttore della filiale, che conosceva S. R. (queste le sue iniziali) per aver in precedenza trattato una sua pratica per la richiesta di un finanziamento, lo ha invitato a tranquillizzarsi e ad accomodarsi per cercare di trovare una soluzione al suo problema. Dopo alcuni minuti di trattativa, il direttore, con un pretesto, è riuscito a chiamare il 113 e tentando di guadagnare tempo per consentire l'arrivo delle forze dell'ordine, ha iniziato a proporre varie soluzioni per poter ottenere la somma richiesta. Tra queste, anche quella di cambiare un assegno, nonostante il cliente non fosse un correntista della filiale. Il 51enne ha quindi estratto dalla tasca del suo giubbotto un libretto di assegni e dopo C Manlio Cerroni gine del congresso regionale di Sel allo Scout Center di Roma, ha voluto dire la sua. “In queste prime battute si evince che probabilmente anche alcuni funzionari e dirigenti della Regione Lazio possano avere avuto un ruolo in questa vicenda. Noi rimaniamo sempre garantisti, non c'è Pomezia Gambizzato in strada on si esclude nessuna pista rispetto all’attentato avvenuto la sera di venerdì a Pomezia. Un uomo, un di 48 anni, imprenditore ma anche pregiudicato, è stato raggiunto da tre colpi di pistola ad una gamba. Soccorso, è stato trasportato in ospedale e non risulta in pericolo di vita. L'agguato è avvenuto in via Afrodite. In particolare, l'uomo è stato raggiunto da due colpi alla gamba sinistra all'altezza del polpaccio e da uno all'arto destro. Dopo l'attentato, i due aggressori sono scappati a bordo di uno scooter di grossa cilindrata. Il 48enne è stato trasportato all'ospedale Sant'Anna di Pomezia: cosciente e non in pericolo di vita, è stato ricoverato per una frattura pluriframmentaria alla gamba sinistra provocata proprio dai colpi d'arma. La prognosi è di 30 giorni. Sul posto dell'agguato i carabinieri recuperato tre bossoli calibro 7,65. Sulla vicenda indagano il nucleo operativo e radiomobile della compagnia dei carabinieri di Pomezia. N averlo compilato con l'indicazione di una somma di 1000 euro lo ha consegnato al direttore. Nel frattempo sono giunti sul posto i poliziotti del Commissariato Tuscolano, diretto dal Domenico Sannino, e una volta entrati si sono diretti verso l'ufficio del direttore. Seduto in poltrona S.R. è rimasto sorpreso quando ha visto gli agenti in divisa che gli hanno chiesto di consegnare loro il coltello. L'uomo non ha opposto alcuna resistenza ed ha consegnato quindi l'arma agli agenti che lo hanno accompagnato negli uffici di Polizia. A conclusione degli accertamenti, nel corso dei quali è emerso che il blocchetto contenente 6 assegni era stato rubato due anni prima, nel mese di ottobre, i poliziotti hanno proceduto all'arresto del 51enne per i reati di tentata rapina tentato riciclaggio e ricettazione. Valter Brogino caccia alle streghe e non si bruciano le persone in strada, ma si fanno dei processi: se dentro quei processi si acclareranno le responsabilità dei singoli la Regione Lazio sarà pronta a costituirsi parte civile. Chi ha tradito la cosa pubblica e l'ente Regione dovrà pagare”. Per Smeriglio “è evi- dente che ci troviamo di fronte a una situazione molto grave: probabilmente allo smottamento di un sistema, poi vedremo quanto legale o illegale, che ha governato il processo dei rifiuti nel Lazio negli ultimi quarant''anni, un consolidato di poteri e interessi consistenti”. TOR BELLA MONACA PRENESTINO Viaggiava con 3 pistole sulla Smart: arrestato Anche due agenti nella banda dei rapinatori n omicidio. Poi, venerdì, 9 arresti. Ma anche ieri Tor Bella Monaca ha dato sostanza alla cronaca nera. Ovviamente, materiale assai inquietante. I servizi di controllo dei Carabinieri nel popoloso quartiere hanno portato infatti ad una scoperta che conferma l’alto potenziale criminale delle bande presenti in zona. Nella notte tra venerdì e sabato, i militari della stazione Roma Tor Bella Monaca sono intervenuti per sedare una violenta lite scoppiata in strada, in via San Biagio Platani, tra due gruppi di giovani vicini agli ambienti dello spaccio di stupefacenti. Nel corso dei controlli, scattati in tutta la zona ed orientati a risalire alle persone coinvolte, i Carabinieri hanno fermato un ragazzo romano di 21 anni, disoccupato e già conosciuto alle forze dell'ordine, che viaggiava a bordo di una Smart. Nel corso dell'ispezione dell'auto sono state rinvenute due pistole semiautomatiche, calibro 9x21, entrambe complete di due serbatoi con relativo munizionamento e una pistola a tamburo calibro 38 caricata con 6 proiettili. Sono in corso accertamenti per risalire alla provenienza delle armi che, successivamente, saranno inviate al Ris di Roma dove verranno sottoposte agli accertamenti dattiloscopici e balistici. Il 21enne, arrestato con l'accusa di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e munizionamento, è stato portato nel carcere di Regina Coeli a disposizione dell'autorità giudiziaria. Ma il rischio che il quartiere diventi un far west è ormai altissimo. G.L. i tutto avrebbe bisogno la gente, tranne che di sentire notizie simili. Invece è così: nel vasto mondo di chi attenta alla sicurezza delle persone della metropoli romana, il crimine può annoverare tra le sue fila anche alcuni tra coloro che sono pagati per combatterlo. E la notizia che uomini in divisa possano, magari proprio con le armi in dotazione, approfittare della loro posizione per portare a termine reati fa tremare ai polsi. Due ex poliziotti, due agenti in servizio e altre tre persone sono state arrestate con l’accusa di rapina. Sono stati bloccati l’altra notte durante un blitz a mano armata in un’abitazione. Sono un ex poliziotto e due poliziotti che fanno servizio in alcuni commissariati della Capitale. A quanto pare, agivano in un contesto sociale degradato, per meglio approfittare della loro posizione. Gli agenti sono stati non a caso arrestati la scorsa notte in flagrante durante un'irruzione nell'appartamento di una prostituta straniera nel quartiere romano di Tor Sapienza. E’ stata la polizia stradale ad effettuare l’indagine attraverso pedinamenti ed intercettazioni. A quanto si è appreso, gli agenti finiti in manette apparterrebbero rispettivamente al commissariato di Frascati, paese vicino Roma, ed a quello Aurelio, nell'omonimo quartiere della Capitale. Non è escluso che le persone arrestate possano avere commesso altre rapine. Gli inquirenti stanno infatti indagando su una serie di rapine avvenute nella zona dei Castelli romani, per capire se il gruppo possa essere coinvolto in altri colpi. Gustavo Lidis U D 7 Domenica 12 gennaio 2014 Da Roma e dal Lazio INTERVISTA ALL’ASSESSORE AL BILANCIO DELLA REGIONE LAZIO, ALESSANDRA SARTORE Obiettivo 2016 per la fine del commissariamento In piena era Marrazzo, nel 2009, l'esplosione del debito. "Si lavora per ridurre le tasse entro l'anno" a notizia è che il debito sanitario del Lazio è solo parte di quello contabile, che al 31 dicembre 2012 ammontava a oltre dodici miliardi. E l'anno di maggior disavanzo della regione, contrariamente a quanto si è raccontato per toppi anni, è stato il 2009, in piena gestione Marrazzo (2005-2010). Il commissariamento della sanità potrebbe cessare nel 2016 la pressione fiscale ridursi nell'anno in corso: a dirlo al Giornale d'Italia, è l'assessore al bilancio della giunta Zingaretti, Alessandra Sartore, tecnico di grande valore e cordialità. L Qual è la situazione debitoria del Lazio? Il debito contabile della Regione Lazio, come parificato dalla Corte dei Conti, ammonta al 31 dicembre 2012 a 12,3 miliardi di euro. Oltre a tale stock di debito, deve essere considerato anche quello finanziario, ovvero riferito all’indebitamento in corso di ammortamento, che risulta pari a 11,2 miliardi di euro. In particolare, come è noto, grazie all’adesione al DL 35 sui pagamenti dei debiti alle imprese e agli enti locali, si potrà ridurre il disavanzo della Regione offrendo una risposta concreta e adeguata alla crisi di liquidità di cui soffrono le imprese e gli enti locali, sostenendo, nel breve e medio periodo, la ripresa degli investimenti, la crescita dell'economia e il lavoro. Come è maturato il debito della Regione? Il debito contabile rappresenta la sintesi di tutte le obbligazioni di spesa assunte e non ancora pagate dalla Regione. Una parte di queste obbligazioni si riferisce alla sanità; la quota residuale ad altre esigenze di spesa. Il debito di natura finanziaria, invece, è stato contratto per circa due terzi per la copertura dei disavanzi del Servizio Sanitario Regionale, e per circa un terzo per la realizzazione di spesa di investimento. C'è solo il debito sanitario? Come ho appena detto, no. C’è una parte sanitaria e una parte non sanitaria. Qual è stato l'anno di maggiore disavanzo? L’esercizio finanziario nel quale si è registrata la crescita più elevata del disavanzo è stato il 2009, come peraltro chiaramente rilevato nei referti della Corte dei Conti e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come intendete attuare l'ordine del giorno Storace Zingaretti sulla rinegoziazione del debito? È necessario avviare un percorso di confronto tecnico con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la Cassa Depositi e Prestiti e con le controparti bancarie per valutare le condizioni e gli spazi per una ristrutturazione del profilo di ammortamento del debito finanziario, che consenta alla Regione di ridurre gli oneri finanziari corrisposti ogni anno per il rimborso del debito. Su questo c’è un impegno politico assunto in Consiglio regionale da tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione, con l’approvazione, il 22 dicembre, dell' ordine del giorno in questione che impegna il Presidente della Regione a rinegoziare il debito finanziario, incluso quello della sanità, sulla base di condizioni favorevoli rispetto a quelle attuali, anche valutando una riprogrammazione temporale del profilo di ammortamento del debito proprio con l’obiettivo di liberare risorse da destinare alla riduzione della pressione fiscale, al rilancio degli investimenti e a far cessare il commissariamento regionale. Che prospettive ci sono per uscire dal commissariamento della sanità? Con l’adozione dei piani operativi abbiamo posto le basi per il raggiungimento, nel 2016, dell’obiettivo dell’equilibrio delle gestioni sanitarie. Ora dobbiamo lavorare assiduamente per attuare tutte le misure previste in questi piani. Se saremo bravi, entro 2-3 anni saremo in grado di uscire dal commissariamento della sanità. I cittadini quando potranno finalmente vedersi ridurre le tasse? Con l’approvazione della legge di stabilità regionale 2014 abbiamo creato un fondo per la riduzione della pressione fiscale regionale, nel quale convogliare le maggiori risorse, rispetto a quelle previste dalla legislazione vigente, derivanti dal percorso di razionalizzazione della spesa e di ottimizzazione nella gestione delle entrate tributarie regionali. Attualmente, la dotazione di questo fondo è di 12 milioni di euro. Dobbiamo lavorare alacremente, in questi mesi, per creare le condizioni per rendere più congrua la dotazione di questo fondo, per arrivare ad at- tuare un primo importante intervento per la riduzione della pressione fiscale regionale. Davvero daremo altri soldi al comune di Roma per un Tpl gestito come abbiamo visto finora? La normativa nazionale dispone che IL RISTORANTE, GESTITO DA GENITORI E FIGLI CON LA SINDROME DI DOWN, E’ IN DIFFICOLTA’ il finanziamento del trasporto pubblico locale nel territorio regionale debba essere garantito con le risorse regionali, proprie e trasferite. Sulla scelta di destinazione delle risorse è sovrano, in ogni caso, il Consiglio regionale. N.d.D. A S S U R D A B R A V ATA Locanda dei Girasoli: piatto forte, il sorriso Graffiti sul Colosseo: Imprenditoria, inserimento sociale e buon cibo in una struttura semplice e curata a Locanda dei Girasoli. Un nome che, di per sé, ispira serenità e atmosfera. Dietro questo progetto però c’è anche molto altro. L’obiettivo, ambizioso, è infatti quello di “promuovere l’inserimento lavorativo di persone con la sindrome di Down – si legge sul sito www.lalocandadeigirasoli.it – nobilitando e dando dignità a ciascuno attraverso un percorso individuale, di formazione” e di avviamento professionale. Ed è con questa idea che alcuni genitori, per dare una possibilità di lavoro ai loro figli, hanno aperto un locale che si trova a Roma, in via dei Sulpici 117 (zona Quadraro). Un’avventura che, grazie anche all’impegno e alla dedizione dei ragazzi, è fino ad ora faticosamente riuscito a garantirsi quel minimo di autosufficienza necessaria a sopravvivere. Ma le difficoltà, legate sia alla crisi sia alle scarse possibilità di farlo conoscere, hanno purtroppo ultimamente reso le prospettive di sopravvivenza del ristorante non molto rosee. La Locanda dei Girasoli è infatti, purtroppo, a rischio chiusura. Nonostante l’allestimento semplice e curato dei locali, le proposte di menù stagionali, l’attenzione nella preparazione dei piatti e nella scelta dei prodotti. Nonostante nei guai padre e figlio ar entrare il proprio nome nella storia: chi non lo vorrebbe? A modo suo ci è riuscito un piccolo turista australiano. Ma a essere ricordato a lungo, e con epiteti poco edificanti, sarà il padre. Colui, cioè, che gli ha permesso di prendere un sasso e tracciare con quello il suo nome su un muro del Colosseo. Fortunatamente prima che “l’opera” fosse finita sono arrivati i Carabinieri della vicina stazione Roma Celio: ai quali, venerdì pomeriggio, non è rimasto altro da fare se non denunciare un turista australiano di 45 anni e segnalare alla Procura presso il Tribunale per i minorenni il figlio 12enne, non imputabile, per imbrattamento di bene di interesse storico. Il minore, a quel punto, era già riuscito a scrivere, mediante abrasione con un piccolo sasso, le prime due lettere del proprio nome mentre il padre faceva da palo, internamente al Colosseo, al piano terra, su di un muro in laterizio, risalente al periodo fine ottocento-inizio novecento. È F L ottime pizze, cotte nel forno a legna e condite nei modi più svariati. Nonostante l’atmosfera sobria e familiare che si respira. Nonostante, soprattutto, il sorriso di quei ragazzi, che la sindrome di Down contribuisce a rendere ancora più radioso. Quella che sta faticosamente cercando di tirare avanti quindi è un’attività non solo commerciale quindi, che andrebbe tutelata e preservata. Anche perché, “amalgamando solidarietà e professionalità, attivando percorsi integrati di formazione e informazione delle persone – si legge ancora nel sito - si contribuisce alla creazione di posti di lavoro finalizzati all’integrazione lavorativa, concretizzando un esempio di imprenditorialità” da imitare. “Investire nella formazione e nel perfezionamento dei lavoratori, credere nelle potenzialità di crescita delle persone, significa andare oltre le disabilità oggettive di alcuni di noi, permettendoci di alimentare un sistema di lavoro solidale ed etico, ma non per questo meno competitivo”. Realizzando questo modello, si riuscirebbero infatti ad abbattere diversità e barriere e a rendere la disabilità non uno svantaggio ma un valore aggiunto, specchio della specificità di ciascun individuo. Cristina Di Giorgi stato però notato dal personale della Soprintendenza che ha allertato i carabinieri che transitavano di pattuglia. Quando si è visto scoperto il papà ha anche provato a cancellare le scritte, grandezza 3x4 cm ma è stato fermato dai carabinieri che hanno anche sequestrato il sasso che sarà esaminato dagli esperti della Soprintendenza per verificarne l'epoca e l'eventuale interesse storico. I due turisti, che volevano lasciare un ricordo indelebile prima di allontanarsi dalla città eterna, hanno dovuto aggiungere una tappa obbligata, con il resto della famiglia, presso la caserma dei Carabinieri della Stazione Celio prima di proseguire il loro tour. G.L. 8 Domenica 12 gennaio 2014 Dall’Italia BRESCIA – STORIA SURREALE EVASIONE DI 21 MILIONI DI EURO PER APPALTI DI SERVIZI NEI SETTORI DEL FACCHINAGGIO O DELLA CONSEGNA Domiciliari in panchina: “evade” e viene assolto Torino: due imprenditori arrestati per frode La guardia di finanza li aspettava in aeroporto, appena atterrati sono scattate le manette per i truffatori Il clochard aveva scelto il parco come dimora, dopo un lungo iter il giudice si accorge della gaffe ostretto agli arresti domiciliari su una panchina, un barbone è stato assolto, dopo un complicato iter burocratico, dall’accusa di evasione. Una storia assurda quella raccontata da ‘Il Giorno’ i cui fatti risalgono al 2009. In quel periodo Ilario Bonazzoli, 43enne di Brescia con alle spalle un curriculum movimentato quanto a furti e furtarelli, fu accusato di aver violato la misura di sorveglianza speciale che lo obbligava a rimanere in casa dall’imbrunire all’alba. Peccato che l’abitazione del senzatetto (quando non coincideva con la cella) non era altro che una panchina in un parco pubblico nel Comune di Borgosatollo, primo hinterland bresciano. Luogo dal quale, secondo le forze dell’odine, l’interessato non si sarebbe dovuto allontanare. Il clochard, difeso dagli avvocati Carlo Motta Masini e Luciano Garatti, sebbene fosse obbligato a rimanere ‘in casa’ per ben tre volte (il 30 maggio, il 5 e 10 giugno 2009) dopo le 21 decise di cambiare alloggio, andando a dormire in un altro punto della città. “I controlli della polizia giudiziaria furono compiuti all’interno del giardino indicato nel predetto verbale e si C conclusero con esito negativo – recita la sentenza d’appello ricostruendo i fatti – nessuna traccia del Bonazzoli fu trovata”. Conclusione: il trasgressore viene arrestato e poi processato per violazione reiterata all’articolo 9 della legge 1423/56, norma che punisce chi non rispetta le misure di prevenzione con l’arresto da tre mesi a un anno. In primo grado al senzatetto furono concesse le generiche ma lo stesso non riuscì a evitare una condanna a dieci mesi. Il verdetto viene ribaltato in appello “perché il fatto non sussiste”. “Essendo privo il Bonazzoli di fissa dimora – si legge nel dispositivo del presidente Enzo Platè – tanto che aveva indicato quale luogo dove sarebbe stato reperibile un giardino pubblico, non può stimarsi che il mancato rintraccio costituisca violazione dell’obbligo di permanenza presso l’abitazione nelle ore notturne, che logicamente presuppone la obiettiva circostanza che il soggetto disponga di un’abitazione, ovvero di ciò che nel caso di specie pacificamente faceva difetto all’imputato”. Una storia che se da un lato fa sorridere dall’altro evidenzia i limiti di uno stato e della sua giustizia. Barbara Fruch ue imprenditori italiani arrestati a Torino dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino non appena atterrati all'aeroporto di Caselle, provenienti dal Sudamerica, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, realizzata mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le manette sono scattate due giorni fa per le accuse mosse contro D.A., 45enne di Chieri, e F.S., 37enne di Pino: presunti colpevoli del reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. L’inchiesta condotta dalla Procura di Torino ha scovato un’evasione fiscale pari a 21 milioni, dove sarebbero coinvolte diverse persone nel sistema truffaldino, oltre agli imprenditori cui è partita l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Alessandra Danieli. Il tutto porta alla conclusione delle indagini svolte dalla procura torinese attraverso il pool “penale dell’economia”, che alla fine del 2013 aveva scoperto un sistema finalizzato ad ottenere indebitamente benefici fiscali ed economici, con la complicità di un commercialista, facente capo ad una società consortile ed a sue consorziate. Le ordinanze cautelari per gli imprenditori sono collegabili agli arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza di Torino, il 17 dicembre scorso, che ha trasferito in carcere l’imprenditore G.D.P., di Rivalta, D amministratore di diritto e di fatto della società consortile, e di alcune consorziate , oltre al suo consulente, P.V., di Chieri, in concorso per lo stesso reato di frode. Il sistema elusivo, scoperto in seguito ad alcune verifiche compiute dall’Agenzia delle entrate torinese, era focalizzato su appalti di servizi di facchinaggio e consegna della corrispondenza. Il tutto prevedeva che le commesse fossero subappaltate subito dopo l’aggiudicazione delle gare da parte della società consortile prima ad un consorzio “filtro” creato appositamente poi alle singole cooperative con sedi di Milano, Torino, Siena, Roma e in provincia di Caserta. Quest’ultime svol- gevano la regolare esecuzione dei lavori in Piemonte e Toscana, ma non versavano le ritenute e l’Iva realizzando in questo modo illeciti guadagni, superando poco lealmente la concorrenza, oltre a conseguire arricchimenti personali. Sono stati eseguiti i sequestri patrimoniali per equivalente, a concorrenza dell’evasione riscontrata pari a 21 milioni di euro, fra i beni mobili ci sono diverse auto e moto, fra quelli immobiliari da evidenziare una villa di 16 vani nella zona collinare di Torino. Inoltre è stata disposta la confisca a garanzia del credito erariale dei conti correnti dei truffatori. Chantal Capasso VENEZIA – ERRORE DEL VIGILE, MA PAGA IL CITTADINO BELLUNO – LE SCELTE DI POSTE ITALIANE POVIGLIO – LA CURA KILLER Grafia illeggibile: deve pagare due volte Corrispondenza in ritardo gli utenti si infuriano Allergica ad un farmaco, muore una 19enne Aveva versato 30 centesimi in meno scambiando il 7 per un 4: ma le è arrivata una seconda multa Rientra dalla malattia e trova 80 chili di lettere arretrate: protesta una commerciante Decede per una rara patologia dopo un calvario di due mesi in ospedale Poviglio in Reggio Emilia, ieri è stata una giornata di lutto, una grande amarezza ha abbracciato tutta la comunità. Nel pomeriggio sono stati celebrati i funerali di Laura Ferrari, 19enne stroncata per l’allergia ad un farmaco. Il corteo funebre avutosi nel pomeriggio ha visto molti amici e coetanei della vittima stringersi nel dolore per la perdita della giovane amica. La studentessa di Poviglio è morta per una disfunzione multiorgano provocata da un’allergia da farmaco che l’aveva colpita alcuni mesi prima. Il decesso è avvenuto all’ospedale di Parma, dove era ricoverata dal 6 dicembre scorso, dopo il trasferimento dall’ospedale di Reggio in cui era rimasta per un mese per accertamenti in seguito alla tonsillite, senza però ottenere risposte farmacologiche adeguate. Si tratterebbe di una patologia molto rara, quella riscontrata nella giovane 19enne. Tutto ha avuto inizio nel mese di novembre, quando ricoverata al Santa Maria di Reggio è stata trasferita dopo un mese all’ospedale Maggiore di Parma ricoverata in seguito alle complicazioni riscontrate. Laura A crive 7 ma si legge 4. Un ‘errore’ del vigile che è costato una doppia multa a un’automobilista di Spinea, in provincia di Venezia. La donna parcheggiò la propria Ford ad Asseggiano senza mettere correttamente il disco orario: proprio per questo i vigili hanno elevato la sanzione di 28.70 euro. Peccato però che nel bollettino la calligrafia era tutt’altro che comprensibile, tanto che quel numero 7 sembrava un 4 (come si può vedere nella foto ripresa da ‘Il gazzettino’). E la donna infatti nel pagare la multa ha poi versato proprio 28.40 euro, “ben” 30 centesimi in meno di quanto avrebbe dovuto versare alle casse del comune, più 2 euro di spese. La storia ovviamente non finisce qui. La Polizia locale di Spinea per quell’ammanco irrisorio le ha mandato una nuova raccomandata: da pagare altri 17.50 euro (entro 5 giorni). “La somma da versare è stata determinata dalla sanzione pe- S cuniaria di 28.70 euro – si legge nel modulo spedito da Spinea – più 7.20 euro di spese postali, più 10 euro di spese procedurali, detratta la somma già versata di 28.40 euro”. Così per un errore del vigile la povera automobilista ci ha rimesso quasi 20 euro. Purtroppo questo episodio non è né il primo né l’ultimo: a volte infatti è difficile comprendere la calligrafia di vigili che compilano frettolosamente le multe. Di certo non è possibile che, per una differenza di pochi centesimi, si imputi una multa doppia. Forse utilizzando bollettini prestampati, ciò non avverrebbe. Ma probabilmente basterebbe richiedere un po’ più di attenzione alla polizia municipale. Probabilmente però incassare di più conviene. D’altronde in Italia ormai pare regni costantemente lo sceriffo di Nottingham: dal nord al sud, dalla città al paesino, c’è sempre qualcuno pronto a battere cassa. Speriamo arrivi anche Robin Hood. B.F. P osta che non arriva oppure che arriva oltre la data di scadenza. Fatti ormai all’ordine del giorno in un’Italia che sta andando alla deriva: se da un lato si registrano ‘portalettere’ sfaticati che invece di consegnare la posta preferiscono svuotarla al cassonetto dall’altra sono anche le scelte dell’azienda a penalizzare gli stessi postini, oltre ovviamente i cittadini. È successo a Limana (Belluno), dove al rientro al lavoro un postino si è trovato ben 80 chili di lettere accumulate durante la sua assenza. Una mole di lettere da consegnare che presenta non poche difficoltà oggettive: non solo per la quantità si posta accumulata, ma anche per la necessità di selezionare e consegnare con priorità la posta ferma da più tempo. Il disservizio ovviamente è stato segnalato anche da alcuni utenti. Tra questi, c'è la titolare della cartoleria "Il pozzo dei desideri", costretta a pagare una penale per il ritardo nel recapito di una ricevuta bancaria: è arrivata l'8 gennaio e aveva scadenza 7 gennaio nonostante fosse stata spedita il 17 dicembre. Disguidi che non si sono registrati solo in provincia di Belluno, bensì in tutta Italia. Ma a Poste Italiane evidentemente non interessa. C.B. Ferrari è stata per un lungo periodo in coma farmacologico, sperando poi in un decorso clinico migliore, il cuore della ragazza non ce l’ha fatta, si è fermato. La notizia ha destato nella sua comunità stupore misto a rabbia ed amarezza. Il giorno prima dei funerali, sul corpo della 19enne è stato disposto dall’ospedale parmense un riscontro diagnostico. Laura è stata definita, da chi la conosceva, come una ragazza solare e sorridente. Dopo il liceo si era iscritta a Bologna al corso di laurea di Design del prodotto industriale. Lascia il papà Fabio, impiegato in una ditta di Brescello, la madre insegnante ed il fratello minore con cui viveva a Poviglio. Chantal Capasso 9 Domenica 12 gennaio 2014 Dall’Italia MODENA – LA MORSA DELLA CRISI IL SINDACO DELL’AQUILA LASCIA DOPO LO SCANDALO CHE HA TRAVOLTO LA SUA GIUNTA Vende un rene per pagare le tasse Cialente si dimette: “Mi hanno lasciato solo” L’annuncio choc del disoccupato Mauro Merlino: “Lo stato ci ha tolto tutto: anche la dignità” Il primo cittadino ha ancora due settimane di tempo per ripensarci lla fine Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, non ce l’ha fatta e ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di primo cittadino. L’esponente del Partito democratico, nei giorni scorsi, aveva più volte escluso il massimo gesto, salvo poi ripensarci. Una decisione difficile. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa convocata in fretta e in furia. “Ho capito che non sono più utile a questa città e forse sono un ostacolo”. Esordisce così Cialente davanti ai giornalisti. Il ciclone giudiziario attorno alla ricostruzione del post terremoto aveva portato anche alle dimissioni del vicesindaco del capoluogo abruzzese, Roberto Riga, indagato insieme ad altre sette persone, quattro delle quali agli arresti domiciliari. L’ex braccio destro di Cialente, infatti, è finito nel registro degli indagati – secondo quanto ipotizzato dagli investigatori - per una tangente da 30mila euro. È di questi giorni l’intercettazione telefonica in cui Lisi si riferisce al sisma dicendo “abbiamo avuto culo”. “Pago io per tutti, non è possibile continuare in questo modo. Ogni giorno accuse, sospetti, indagini. Roba che non mi ha mai scalfito, eppure sono io a metterci la faccia, perché tutti mi hanno lasciato solo – spiega A C on la crisi che morde gli italiani sono pronti a tutto pur di sopravvivere. Arriva così anche l’annuncio choc di Mauro Merlino, un disoccupato di Fiorano Modenese: “Vendo un rene per pagare le tasse”. Attraverso un canale youtube e la pagina fecebook Mauro esprime la sua rabbia verso quello che definisce uno Stato che non garantisce ai suoi cittadini il diritto alla dignità. “Vendo un rene ma non per mangiare – afferma l’uomo tenendo stretto tra le mani un cartello che riporta le sue intenzioni – ma perché devo pagare le tasse allo Stato”. Già, perché mentre i cittadini faticano a mettere insieme il pranzo con la cena, lo stato ha pensato bene di aumentare le tasse. “Per uscire da questa presunta crisi lo Stato italiano ci chiede di pagare tasse su tasse – dice l’uomo in uno dei suoi video – Ma io sono un disoccupato, i soldi per pagare non ce li ho. Non ho più identità, non ho più dignità”. Ed è proprio questo il punto: questo stato ha avuto il merito, negli ultimi anni, di togliere tutto agli italiani: non solo i risparmi di una vita, ma anche la dignità. Ecco perché disoccupati, così come imprenditori e cassaintegrati si uccidono. Una vita invece dovrebbe valere molto di più di alcune scelte politiche, peccato che qualcuno non lo capisca. Carlotta Bravo DALLA LEGA NORD AI FORCONI Cialente - tra gli interessi di chi vuole far soldi col terremoto e la politica di Roma che non si decide a prendere misure serie per far rivivere L’Aquila. Allora basta, vado via”. Finisce così il suo percorso amministrativo alla guida de L’Aquila. Sono stati anni difficili. Il terremoto prima, lo scandalo sulla ricostruzione poi. Cialente era stato eletto sindaco per la prima volta nel 2007 con il 53% dei voti, e dopo il sisma del 6 aprile 2009 era stato nominato vice commissario alla ricostruzione, dando spesso battaglia per ottenere nuovi fondi e dimettendosi dalla carica nel 2010 denunciando i problemi nella gestione della ricostruzione. Due anni fa, era stato eletto per il secondo mandato a primo cittadino con il 59% di preferenze, dopo aver stravinto le primarie del centrosinistra. Ad oggi, il sindaco è ancora lui. Cialente, infatti, ha ancora due settimane di tempo per ritirare le dimissioni. Sul fronte giudiziario, per lunedì sono previsti gli interrogatori di garanzia. Marco Compagnoni MATERA – SI SCAVA TRA I DETRITI Aumento pedaggi nelle autostrade: Crollo palazzina: mancano due persone all’appello manifestazioni di protesta ai caselli arebbero disposti anche a subire gli aumenti a patto che il servizio sia adeguato. È questo il motivo alla base della protesta contro l'aumento dei pedaggi autostradali scattato all’inizio dell’anno, dei militanti della Lega, che si sono riuniti ieri mattina in una serie di caselli del Nord. Diversi i presidi con bandiere e striscioni tra cui quello principale a Gallarate, lungo la A8 in provincia di Varese, un luogo simbolico per i leghisti: lì nel 1992 il primo Carroccio con Bossi protestò giorno e notte contro la costruzione della nuova barriera di Cavaria. Tra i manifestanti presenti anche il segretario Matteo Salvini. “Sono qui e non pagherò il casello dichiarando che il servizio fa schifo: è una questione di giustizia sociale, perché ci sono mille chilometri di autostrade al sud gratis e bastonano il Nord – ha detto Salvini – è uno Stato razzista nei confronti del Nord. Le autostrade le ha pagate lo Stato e quindi anche i cittadini”. Salvini si è quindi recato al Casello dove, dopo aver ritirato il biglietto, ha dichiarato di non pagare il pedaggio, si La Procura ha aperto un’inchiesta, secondo alcuni testimoni da giorni sul muri c’erano delle crepe” S è informato su cosa sarebbe accaduto e, leggendo le istruzioni che spiegavano che la somma dovuta poteva essere pagata, senza addizionali, entro quindici giorni, ha ribadito il suo no al pagamento anche quando gli fosse arrivato il dovuto avviso. A dargli manforte nientemeno che Umberto Bossi. “Sono aumentate le tariffe sui trasporti - ha spiegato Bossi che ha presenziato la manifestazione per circa un’ora – che sono vitali per l'economia e l'industria. Bisogna ridistribuire i sacrifici in tutto il Paese, non mungere la stessa vacca”. Allora come oggi i lumbard sostengono che sia iniquo il trattamento nei confronti del nord. Ma la Lega non è l'unica pronta a mobilitarsi contro i forti aumenti delle tariffe registrati a gennaio, con punte massime in Abruzzo e in Veneto. Ci sono anche i Forconi. Ma soprattutto i proprietari di Tir dell'Unatras sono pronti a occupare le strade in segno di protesta, fino al “fermo selettivo dei camion”: il blocco del traffico. La palla è nelle mani del ministro Maurizio Lupi che deve evitare il congestionamento del traffico soprattutto negli snodi del Nord Est, cruciali per il commercio. Ma cerca anche di tenere buoni i concessionari della manutenzione delle autostrade: i soliti noti a cui l'Europa ci chiede di togliere le concessioni e rimetterle in gara. B. F. i scava ancora tra le macerie alla ricerca di due dispersi a Matera, dove ieri mattina, intorno alle 7.30 è crollata una palazzina di tre piani in pieno centro storico. Sul posto sono immediatamente intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e operatori del 118. In tutto sono state messe in salvo sei persone mentre sono due quelle che (al momento di andare in stampa) risultano ancora disperse nel crollo: un uomo di 58 anni e una donna di 31. La scena che si sono trovati davanti i soccorritori, che si sono subito accorti di alcuni lamenti provenienti dai resti S della palazzina e hanno cominciato subito a scavare, a mano per timore di nuovi cedimenti, era impressionante. Il crollo ha infatti parzialmente coinvolto anche edifici attigui, che sono stati evacuati. “Tremava tutta la casa, c’era tantissima polvere, sembrava il terremoto e credevo di morire – racconta Annamaria, disabile di 50 anni, che abitava da sola nella palazzina crollata – Io cammino con difficoltà, sono ancora viva solo perché mi ha salvato un uomo romeno, che mi ha presa in braccio e mi ha portata giù”. Sul luogo dell’incidente sono giunti il viceministro dell’In- terno, il lucano Filippo Bubbico e il prefetto, Luigi Pizzi, oltre al sindaco, Salvatore Adduce. Un crollo che forse poteva essere evitato. Da alcuni giorni gli abitanti della zona avevano notato alcune crepe sulla facciata della palazzina, come ha raccontato Franco Fontana, tra i primi ad arrivare sul posto. “Abbiamo visto – racconta – un uomo di circa 70 anni uscire dalla palazzina tutto impolverato, ma illeso”. Intanto la Procura della Repubblica di Matera ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo. Le indagini sono condotte dai carabinieri. Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi che il crollo della palazzina (la struttura è collassata) sia stato dovuto ad alcuni lavori in corso nei locali al pianterreno dell'edificio. Anche se il Comune di Matera fa sapere che “non ha autorizzato alcun lavoro”. “L’inchiesta della Procura della Repubblica – spiega il primo cittadino Salvatore Adduce - ci darà modo di risalire alle cause della tragedia”. C.B. 10 Domenica 12 gennaio 2014 Salute GLI STRAVIZI DELLE FESTE SI FANNO SENTIRE? IN AIUTO ANCHE LA TECNOLOGIA Pesoforma: un’App ci salverà Tanti i servizi che forniscono piccoli spunti per eliminare i cm accumulati di Francesca Ceccarelli e feste sono da poco terminate e si deve fare i conti con gli eccessi alimentari e da quest’anno anche con il “food porn” , ovvero la mania che ha invaso i profili social nel condividere immagini delle succulente pietanze servite in tavola. Da nord a sud gli italiani a Natale non si fanno mancar nulla e allora ecco che con il nuovo anno scattano subito i buoni propositi. Nel 2014 c’è però un’arma vincente in più: quello della tecnologia. Il mondo delle app digitali viene in soccorso con una moltitudine di strumenti per gestire i progetti di dieta e di fitness, che, ovviamente, non devono sostituire uno stile di vita attivo e una alimentazione bilanciata, ma possono invece essere di supporto nel raggiungimento degli obiettivi di forma fisica e di salute. Ecco dunque le migliori disponibili al momento sia su App Store che su Google Play: tutte rigorosamente gratuite almeno per il periodo iniziale di prova, nella loro versione base. Per cominciare, Controlla il tuo peso (versione iOSo Android) è un utile strumento per impostare i propri obiettivi. L’app calcola il peso ideale in base all’età, all’altezza, al sesso e alla corporatura, e suggerisce il relativo apporto calorico giornaliero necessario. È inoltre possibile calcolare il proprio IMC (indice di massa corporea) e la percentuale di grasso corporeo, creare profili aggiuntivi per ogni L componente della propria famiglia e monitorare i risultati raggiunti tramite grafici di facile lettura. Chi vuole tenere sotto controllo le calorie troverà un aiuto in My Fitness Pal (in versione iOS o Android) un conta calorie che vanta un database di oltre 3 milioni di alimenti, oltre ad uno scanner di codici a barre che permette di trovare facilmente i valori nutrizionali dei propri prodotti preferiti. Non monitora solo le calorie, ma anche tutte le principali sostanze nutritive come grassi, proteine, carboidrati, zuccheri, fibra, colesterolo. La personalizzazione individuale è una caratteristica imprescindibile per qualsiasi regime dietetico, e Mela Rossa ne fa il suo dieta-mediterranea elemento cardine. Sviluppata da nutrizionisti e dietologi con la supervisione della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, è specificatamente basata sulla dieta mediterranea e sui cibi italiani, e promette di far perdere fino a 1 chilogrammo di massa grassa a settimana “in modo scientifico e sicuro”. Comprende anche programmi vegetariani e menù per chi pranza in ufficio o al bar. Naturalmente in versione iOS o Android. Ma il pilastro fondamentale di ogni dieta rimane comunque lo sport: e anche qui lo smartphone viene in soccorso. Si parte con la più celebre app per la corsa, Runtastic, che permette di tracciare percorsi di running, monitorare le proprie performance e condividere l’esperienza sportiva con amici e follower sui profili social, si è ormai evoluta in un’intera famiglia di app dedicate a diverse attività fisiche, con versioni specifiche per la bicicletta, lo sci, l’allenamento in palestra, e quindi non lascia più scuse a chi vuole tenersi in forma, ma non ama correre. Per i più pigri o per coloro che non riescono a ritagliarsi del tempo libero niente paura: c’è il walking, ovvero la buon vecchia camminata lungo un tragitto che abitualmente si farebbe in auto o con i mezzi pubblici. In questo caso c’è Accupedo Pedometro, un contapassi che, grazie a un particolare algoritmo, riconosce in modo intelligente i passi di camminata e corsa, escludendo gli altri movimenti, e funziona indipendentemente da dove si tiene il telefono. Consente di tenere un diario quotidiano per monitorare passi, chilometri percorsi, tempo impiegato e calorie consumate, e di impostare obiettivi temporali, di distanza e di raggiungimento del peso forma. Nelle due versioni iOS o Android. Infine, se oltre a dieta e fitness, i buoni propositi includono anche lasciarsi alle spalle abitudini poco salutari, chi desidera smettere di fumare può provare Kwit (sia iOS che Android), una app che sfrutta il principio della gamification e “trasforma la lotta al fumo in un gioco costruito su obiettivi divertenti”. Ogni risultato fa acquisire punti e salire di livello, con oltre 60 traguardi da raggiungere per arrivare ad essere il “Kwitter Ultimo”. D U R A N T E I M E S I I N V E R N A L I È FA C I L E C A D E R E V I T T I M A D I M A L A N N I D I S TA G I O N E “Prevenire è meglio che curare” Per aiutare il sistema immunitario piccoli accorgimenti da prendere quotidianamente i sa che i mesi invernali mettono a dura prova il sistema immunitario che, indebolendosi, rende più facilmente esposti a influenza, raffreddore, mal di gola, herpes. Dunque prima di ricorrere a medicinali di vario tipo è opportuno guardare ai vecchi rimedi della nonna, a partire dalla tavola e da misure alternative. Per esempio si può prevenire per tempo i virus influenzali anche attraverso i vaccini omeopatici, che si assumono settimanalmente per tutto l'inverno e che aiutano a rafforzare il sistema immunitario, e fare scorta di vitamine essenziali per la stessa ragione. Ricordate che il sistema immunitario si indebolisce anche per altri motivi tra cui lo stress e la mancanza di sonno. Per questo cercate di dormire almeno 8 ore per notte e di rilassarsi appena se ne ha la possibilità. Ma è soprattutto a ciò che ingeriamo che bisogna prestare molta attenzione: l’alimentazione deve essere varia ed equilibrata e comprendere frutta e verdura come kiwi, mirtilli, agrumi, fragole, verdure a foglia verde, fagioli e patate. Questi alimenti infatti, sono ricchissimi di vitamina C, un potente antiossidante che riduce la gravità e la du- S rata dei virus rafforzando il sistema immunitario. La dose giornaliera di vitamina C da assumere eventualmente attraverso integratori è di 40 mg per gli adulti e 25 per i bambini. Latte, tuorlo d'uovo, pesce grasso, albicocche, carote, verdure a foglia verde e pomodori contengono vitamina A che oltre a rafforzare il sistema immunitario protegge anche la vista. Dose raccomandata 600mcg per le donne, 700 per gli uomini. Non deve mancare la vitamina E, un altro potente antiossidante che protegge le cellule e previene il cancro: lo si trova nelle noci, nell'olio, nelle verdure a foglia verde, nei cereali. Infine la vitamina D, la vitamina del sole, che regola l'assorbimento del calcio nelle ossa, in inverno può essere assunta attraverso alimenti come il salmone, il latte arricchito, le sardine, cereali arricchiti, carne di maiale, uova o funghi, oppure attraverso integratori. Una carenza di vitamina D porta all'indebolimento del sistema immunitario, al rachitismo ed espone ad un rischio maggiore di contrarre patologie tumorali o malattie come la sclerosi multipla. F.Ce. 11 Domenica 12 gennaio 2014 Società DIFFICOLTÀ VARIE INASPRIMENTO NEI RAPPORTI, PROBLEMI PER I FIGLI SONO ASPETTI DA NON SOTTOVALUTARE Divorzio: costa molto, non solo in termini economici Però a volte si potrebbe fare un passo ciascuno nella direzione dell’altro. Per combattere insieme di Emma Moriconi Divorzi e separazioni sono sempre più in aumento, contemporaneamente calano i matrimoni. Sono le donne a prendere più spesso l’iniziativa, mentre gli uomini sono più restii a rinunciare alle abitudini (e spesso alle comodità) che la vita a due comporta. Naturalmente questo dipende da una sempre maggiore autonomia in termini economici della donna che, mentre in passato dipendeva in tutto e per tutto dal marito, oggi è sempre più indipendente. Molti gli aspetti da considerare, innanzitutto di carattere economico: in due si mettono insieme le forze (anche patrimoniali), si dividono le spese, il mutuo di casa si può pagare insieme, come pure le bollette. Dopo una separazione bisogna fare i conti con un doppio problema: le case da mantenere diventano due (e due le relative utenze), e a far fronte alla spesa si è da soli. E spesso capita che ad essere maggiormente vessati siano i maschietti, che in molti casi devono anche provvedere al mantenimento dei figli laddove ce ne siano, nonché, spesso, del coniuge. E poi le spese per divorziare non sono proprio uno scherzo. Insomma, divorziare costa, e non poco. Altre tematiche certamente non di secondo piano ma anzi importantissime, investono il rapporto geni- “ tore-figlio. Nella maggior parte dei casi i bambini vengono affidati alla mamma, che naturalmente si occupa delle primarie ed imprescindibili necessità dei figli. Il padre ha diritto di vederli, di stare con loro, di condividere le scelte che li riguardano insieme alla loro mamma. Accade che una separazione si sviluppi senza grossi traumi, che il rapporto tra gli ex coniugi rimanga almeno ‘civile’, che si condividano scelte importanti e meno importanti. Accade anche, però, che i figli vengano utilizzati quasi come ‘merce di scambio’, o come pretesto per rivendicazioni o ricatti. Accade quando la mente viene offuscata dalla rabbia, o dalla volontà di vendetta per presunti o reali torti subiti. A farne le spese, chiaramente, sono i bambini. E quanto più la separazione deriva da conflittualità, tanto più i figli ne soffrono. Si parte da situazioni di conflitto per giungere a vere e proprie guerre senza esclusione di colpi, in cui accade che un genitore, per vendicarsi, incolpa l’altro di abuso sessuale nei confronti del minore. Purtroppo i casi che si registrano in tal senso non sono pochi. L’Ami (l’Associazione Matrimonialisti Italiani) riferisce che il 70% di questi casi si risolvono con un’assoluzione. Certo, quando non si sta più bene insieme, non ha senso proseguire. Si rischia di farsi male a vicenda. Però è anche vero che, a volte, la causa sia una certa superficialità, quando ci si sposa e anche quando si divorzia. Senza voler entrare nel merito dei singoli casi, perché si tratta di scelte estremamente personali e certamente dolorose, ci vorrebbe però, a volte, un po’ di voglia di fare un passo in direzione dell’altro. SE C’È IL CONSENSO DI ENTRAMBI I CONIUGI NON SERVIRÀ L’INTERVENTO DEL GIUDICE In Francia è più veloce di Chantal Capasso n Francia un progetto di legge choc per decongestionare i tribunali civili: divorziare senza passare dai tribunali. È la proposta del ministro della Giustizia Christiane Taubira stabilendo se sia possibile che un cancelliere e non più il giudice, sancisca i divorzi consensuali. Nella bozza si legge che la formazione universitaria dei cancellieri, che in Francia è di 5 anni oltre all’elevato livello tecnico, li renderebbe “competenti” ad occuparsi di tali tipologia di separazione. Per cui si darebbe il via al divorziolampo, senza presentarsi davanti ad un giudice, purchè i due coniugi siano d’accordo su tutte le modalità conseguenti alla rottura: l’assegno mantenimento, l’affido dei minori, ecc. Il ministro della Famiglia, Dominique Bertinotti, alle tv locali ha annunciato che “non si tratta di facilitare il divorzio” e spiega che “la semplificazione è una buona idea”. Secondo le statistiche, in Francia il 54 per cento dei 128.371 divorzio sanciti nel 2012 sono stati di mutuo accordo, senza un contenzioso sui figli o sul patrimonio. Il rapporto firmato dal consigliere di Cassazione Pierre Delmas- Goyon, consegnato al guardasigilli francese, persegue l’obiettivo di alleggerire il carico dei magistrati dato che i contenziosi familiari occupano l’80% del loro lavoro, ma gli avvocati non sembrano essere in accordo con la novella giuridica, che comporterebbe la perdita di clienti ed onorari. Il neo-sistema risulta molto semplice: quando i coniugi sono d'accordo su tutto, I IL CASO E in Olanda basta un hotel In arrivo anche un format ad hoc per lasciarsi davanti le telecamere n Olanda vanno oltre, anche troppo. Il vero business non è più quello dei matrimoni ma quello dei divorzi. Una pratica così in voga che ha portato da un paio di anni Jim Halfens a distribuire strutture alberghiere per agevolare le procedure di separazione. Un’idea ripresa anche da Rtl 4, una delle maggiori reti televisive nazionali che vi dedicherà un reality show, con l’intento di raccontare una delle trovate più grottesche di Amsterdam, per dare il benservito al partner. Si chiamano Divorce Hotel, ed è una rete di alberghi costruita con lo scopo di rendere più snello e rapido l’iter di divorzio: strutture simili sono già diffuse negli Usa. Secondo gli organizzatori, ad una coppia che vuole divorziare bastano 2500 euro e 48 ore in questi hotel di lusso per raggiungere un accordo: spa, comodità di vario genere e consulenze legali, tutto per questioni concordare come il pagamento degli alimenti e le visite dei figli. I dall’assegno alimentare alla ripartizione del patrimonio alla custodia dei figli, non sarebbe più necessario passare davanti al giudice, basterebbe presentarsi dal cancelliere del tribunale per far registrare l'avvenuta rottura del rapporto coniugale. Pertanto il matrimonio verrebbe, così, “derubricato” a patto civile di solidarietà, Pacs, potendo quest’ultimo essere sciolto facilmente con una mera comunicazione al tribunale. Ma la realtà supera la fantasia e i buoni propositi, la situazione non è così semplice non soltanto per la reticenza dei magistrati che rinuncerebbero alla loro prerogativa giudicante ed il timore degli avvocati che vedrebbero affievolire il loro fatturato. Lo stesso progetto valuta la presenza di ostacoli ben precisi: anche i divorzi consensuali possono avere degli strascichi e provocare controversie successive alla rottura del matrimonio. Conditio sine qua non per l’avvio della rapida procedura è che “l'accordo sia equilibrato, preservi gli interessi di ognuno e non sia la conseguenza di un abuso di posizione dominante. Bisogna verificare anche che la scelta di un divorzio consensuale sia frutto di una riflessione e traduca una vera volontà di trovare una soluzione amichevole con le conseguenze personali, genitoriali e patrimoniali del divorzio” così si legge nel rapporto d’Oltralpe. Un passo ciascuno. Un passo alla volta. Vivere insieme non è sempre facile, le difficoltà che la vita presenta sono a volte causa di litigi, di incomprensioni. Sono spesso ostacoli che sembrano insormontabili. Qualche volta si potrebbe pensare che sono montagne da scalare. Ma anche che in due si scalano meglio. E ancora psicologi, agenti immobiliari, notai e commercialisti: tutto affinchè il divorzio sia più dolce possibile. Un successo quello di Halfens che ora vanta proseliti in tante nazioni. Ma come è arrivata l’idea? Guardando un suo vecchio compagno del college, rimasto in ballo 5 mesi per divorziare dalla moglie: “Il mio amico stava dimagrendo a vista d’occhio, lui e la moglie litigavano ferocemente ogni volta che si vedevano. Era davvero orribile”, Halfens ha raccontato qualche anno fa al New York Times. “Così, vedendo loro, mi sono convinto che doveva esserci un’altra maniera per separarsi”. Ora l’impresa verrà rilanciata anche da un reality, commissionato da Rtl 4 a Passion Distribution e Vosrt Media, dove le protagoniste saranno proprio le coppie in crisi: unica clausola? Accettare di vivere le proprie ultime ore di convivenza riprese da una telecamera. Di certo non sarà un problema. Francesca Ceccarelli 12 Domenica 12 gennaio 2014 Sport S Z E W C Z Y K S I P R E S E N TA Intanto stasera l’Acea è a Varese per il giro di boa del campionato “Bello essere alla Virtus, lavoro per tornare al meglio” Q Il polacco parla del suo approdo a Roma e della sua condizione. Dalmonte: «Con lui nuove risorse tattiche» di Fabrizio Cicciarelli stato presentato alla stampa ieri mattina il lungo Szymon Szewczyk, nuovo acquisto dell’Acea Virtus Roma. Il centro polacco, come sempre disponibile e sorridente, ha risposto alle domande dei cronisti. «Sono contento di poter tornare a giocare dopo alcuni mesi di assenza - ha esordito Szewczyk -. Arrivo in una squadra che, nelle mie esperienze passate in Italia, è sempre stata molto difficile da affrontare. Con la mia famiglia ho riflettuto un paio di giorni sulla proposta e ho capito che era quella giusta. Adesso mi serve soltanto lavorare per tornare al livello della passata stagione e sono sicuro che la squadra mi aiuterà da questo punto di vista. Sono felice di essere qui. Perché ho scelto Roma? Qui avrò il tempo giusto per inserirmi nel sistema. Inoltre la Virtus quest’anno, come anche la scorsa stagione, sta andando molto bene. E poi la città è bellissima». L’interrogativo riguarda la sua forma fisica, dopo il problema alla schiena che ne ha condizio- È nato il finale di stagione lo scorso anno a Venezia, costringendolo all’intervento chirurgico:« Sono pronto per quanto riguarda la corsa, ma per giocare a basket mi serve ritrovare il ritmo partita, quindi ci vuole ancora del tempo. Non so dare una percentuale precisa, ma di sicuro non sono al 100%; sarebbe impossibile dopo 5 mesi in cui ho fatto solo corsa, piscina, pesi e poi qualche sgambata in terza lega polacca. Questi sono i primi allenamenti veri ad alto livello. Voglio migliorare per poter aiutare la squadra per il prosieguo della stagione. Serve tanto lavoro da parte di tutti fino a fine anno, ma se giochiamo bene fino a maggio possiamo crescere in classifica. Il girone di ritorno sarà molto difficile, servirà vincere in casa e “rubare” un paio di gare fuori». Il primo ad apprezzare l’arrivo di Szewczyk è sicuramente coach Luca Dalmonte, che con il polacco potrà contare su nuove soluzioni tattiche per la Virtus:«Si tratta di un elemento giustissimo per noi - ha detto il coach durante la presentazione -, fondamentalmente un centro date le sue caratteristiche difensive, ma che può giocare anche da ala forte. Ci permetterà di avere nuove risorse tattiche da spendere in partita». Risorse che saranno conseguenti al raggiungimento della forma migliore e all’inserimento negli ingranaggi della squadra: «Credo sia importante la sua applicazione nel recupero dall’infortunio, ma ancor più la nostra disponibilità ad aiutarlo ad inserirsi nella squadra. Szymon è una persona estremamente realista, non si è posto degli obiettivi lontani. Il suo cammino sarà composto da due strade: la prima è trovare il ritmo partita, perché ha giocato la sua ultima gara a maggio, la seconda è l’inserimento nei meccanismi della squadra. Credo che in 4 settimane avremo un quadro più chiaro. Nel frattempo dovremo essere bravi a sfruttare comunque la sua presenza». uesta sera alle 18,15 (diretta tv su RomaUno, canale 11 del digitale terrestre) va in scena l’ultimo atto del girone di andata: l’Acea Virtus Roma sarà di scena a Masnago per la gara contro la Cimberio Varese. I biancorossi di coach Frates sono un avversario ostico e attraversano un buon momento di forma, nonostante l’ultima sconfitta contro Siena: «La Cimberio vista nelle ultime settimane non c’entra niente con la sua posizione in classifica – spiega coach Dalmonte -, anzi ha dimostrato di essere vicina al potenziale che tutti immaginavano, a maggior ragione nell’ultima contro Siena, in cui ha giocato alla pari per 39 minuti. Con l’arrivo di Banks, Varese ha trovato la sua quadratura, è una formazione completa, costruita con criterio ed equilibrio. Frates oggi vede i frutti del suo lavoro, la squadra sa cosa fare da entrambi i punti di vista, offensivo e difensivo, ha una bella identità ed è cresciuta nelle ultime settimane». I lombardi, allo sprint per un posto alle Final Eight di Coppa Italia, possono contare su un fattore casalingo molto importante: infatti ben cinque delle sei vittorie in campionato sono arrivate tra le mura del PalaWhirpool, espugnato solamente da Brindisi e Cantù. Coppa Italia già raggiunta per la Virtus, che domenica sera saprà il nome del suo avversario al primo turno e che vuole riscattare la sconfitta contro Venezia: «Per giocare questo tipo di partita - conclude Dalmonte - dobbiamo recuperare quelle condizioni che non abbiamo messo in campo contro Venezia e costruire la partita con energia, presenza e funzionalità difensiva, che ci devono sostenere anche in giornate in cui l’attacco ha qualche difficoltà». Fab.Cic