Anno III - Numero 10 - Domenica 12 gennaio 2014
Direttore: Francesco Storace
Roma, via Giovanni Paisiello n. 40
Attualità
Esteri
L’Aquila
Sinistra e grandi
città: che fallimenti
E’ morto Sharon,
figura controversa
Tangenti terremoto:
il sindaco si dimette
Sarra a pag. 3
a pag. 5
a pag. 9
EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Roberto Buonasorte
C
ome prevedono giustamente ormai quasi tutti i burocrati,
sondaggisti, banchieri e affaristi vari,
l'Europa che verrà sarà “governata” dagli euroscettici.
In casa nostra regna la confusione, ormai giunta a livelli
non più sopportabili.
Difficilmente prenderanno
voti coloro che in modo ambiguo - peggio ancora se
condito anche con una buona
dose di furbizia e finto giovanilismo - hanno percorso
gli ultimi anni servendo il
cavaliere senza batter ciglio
e sostenuto il governo Monti
in tutte le politiche scellerate
che hanno portato al collasso
la nostra Italia.
La questione nazionale
l’hanno posta in modo inequivocabile la destra francese, quella ungherese, dell'interesse proprio prima di
quello altrui ha fatto una ragione centrale il Regno Unito, tant'è che s'è tenuta stretta
la sua Sterlina...
In tutta Europa ormai gli Stati
si orientano verso una politica economica, sociale e
culturale che metta avanti a
tutto la propria sovranità.
Un tempo, quando la destra italiana
aveva una sua visione, coerente e
coraggiosa, riusciva ad imporre,
o comunque a condizionare pesantemente, le scelte all'interno
dell'alleanza.
In seguito, con il cervello accecato
dal potere e la catastrofe combinata dagli errori di Gianfranco
Fini, si è perduta ogni forma di
L’ITALIA NON SI VENDE
radicamento e con esso anche la
credibilità.
Si potrebbe citare come pessimo
esempio che vale per tutti,
l'esperienza alla guida della città
di Roma.
Ma non solo, in quegli anni quanto
a inefficienza ed arroganza non è
stato da meno chi ha ricoperto
posti da ministro, peggio ancora
se giovane o donna.
Oggi, di fronte alla possibilità di
arrivare al terribile sistema elettorale “spagnolo”, c'è chi urla allo
scandalo perché non darebbe la
possibilità all'elettore di scegliere
il deputato.
Pochi sanno però , che alla Camera,
tra tutti i deputati ci sono solo due
donne che pur avendo meno quarant'anni, sono già alla terza legislatura, ovviamente sempre "elette"
con il porcellum.
Una è la Carfagna, che però nel
2010 si cimentò anche alle regionali in Campania prendendo oltre
55.000 voti, e in materia elettorale
almeno ha il buon gusto di tacere,
l'altra, pur non avendo mai preso
un solo voto in vita sua, fa pure la
schifata...
Tornando a noi, alla destra e all'Italia, possiamo dire di aver
fatto molto bene a ridare
vita ad An.
Anche quando c'era chi l'apostrofava come minestra riscaldata o peggio ancora come
operazione nostalgia, ce ne
siamo infischiati.
Oggi, con molta soddisfazione
possiamo dire di aver messo
in campo centinaia di circoli,
e la mozione votata in modo
furbesco da meno di un terzo
degli aventi diritto di una fondazione, ormai tutti hanno scoperto che non ha alcun valore.
Avrà valore eccome, quello
che invece inizieremo a fare
già dalle prossime ore.
Attraverso la posta elettronica
appositamente istituita [email protected]
da domani inizieremo a raccogliere le disponibilità a
candidarsi - a cominciare da
noi fondatori - e anche dei
tantissimi italiani di destra
che daranno la disponibilità
a firmare la lista e ad impegnarsi a trovare tante altre
sottoscrizioni.
I moduli per ampliare il nostro
già enorme database verranno spediti tra giovedì e venerdì, e tutti i soggetti che
hanno dato vita al Movimento
per An da lunedì 20 saranno
operativi.
Per parte nostra, sabato 18 il segretario del partito Francesco Storace ha convocato l'Ufficio Politico
de La Destra, sarà quella l'occasione per dare avvio alla nostra
mobilitazione.
Se qualcuno pensava che con l'ultima capriola, avrebbe ingannato
per l'ennesima volta gli elettori di
destra, si è sbagliato e di grosso.
L'Italia non si vende.
CONTESTATA A BRESCIA, MENTRE DAL ‘SUO’ CONGO 26 COPPIE TORNANO SENZA BAMBINI ADOTTATI
Kyenge, la ministra dei larghi fallimenti
di Igor Traboni
N
on ne va bene una alla signora
Cecile Kyenge, la dottoressa del
Pd prestata alla politica e quindi al
Governo, contestata in ogni dove (perfino
in casa sua, viste le oramai famose dichiarazioni del marito). E in ogni dove –
perfino nel suo Congo – incapace di
mettere a segno un risultato positivo.
Ma procediamo con ordine: momenti di
forte tensione ieri all'esterno dell'auditorium
San Barnaba, a Brescia, dove era in corso
un convegno con il Ministro Cecile Kyenge,
duramente contestata. Sono poi arrivati a
contatto alcuni militanti dei centri sociali e
manifestanti di centro destra.
Circa duecento manifestanti contrari alle
politiche per l'immigrazione adottate dal
suo ministero hanno infatti contestato la Kyenge. Tra
questi anche l'assessore regionale Viviana Beccalossi,
il consigliere regionale della Lega Fabio Rolfi e il
parlamentare del Carroccio Stefano Borghesi.
"Siamo qui per difendere i diritti degli italiani che in
una città come Brescia che ha la più alta presenza di
stranieri rischiano di subire un razzismo al contrario"
ha detto l'assessore Beccalossi. Per il consigliere regionale della Lega Fabio Rolfi "il Ministro Kyenge è
un pericolo per le sue idee di apertura indiscriminata
agli stranieri".
Nelle stesse ore, in Italia iniziavano a rientrare dal
Congo le 24 coppie adottive, da due mesi sballottate
dal Governo africano. E drammaticamente lasciate
sole dal nostro, di Governo. I 48 italiani
hanno adottato 26 bambini congolesi
ma, al momento di rientrare, ai piccoli
non è stata rilasciata la necessaria autorizzazione da parte del loro Paese
d’origine. Da quel momento, per i nostri
connazionali è iniziata l’odissea, costretti
a rimanere lì per due mesi, in condizioni
precarie anche per la salute (finita la
copertura delle vaccinazioni, alcuni di
loro hanno perfino contratto la malaria).
La signora Kyenge, che ha la delega
per le adozioni internazionali, è anche
andata – bontà sua – in Congo, ma senza
cavarne un ragno dal buco e finendo
per adombrare (salvo poi smentire)
eventuali responsabilità degli italiani
nelle pratiche adottive, invece assolutamente regolari. Triste morale della favola:
gli italiani stanno ora tornando a casa, ma senza i
loro bambini. Lasciati lì (come i Marò in India,
come i tifosi laziali ancora detenuti a Varsavia)
‘grazie’ ad un governo che pensava di aver risolto
problemi, spread, capre e cavoli, mettendosi anche
il pennacchio di una ministra dell’Integrazione, rigorosamente Pd e per giunta di colore.
Lazio: obiettivo
uscita dal
commissariamento
odici miliardi di disavanzo,
solo in parte addebitabili
alla spesa sanitaria. E un
bilancio che è andato fuori controllo nel 2009, in piena era
Marrazzo. A dirlo non sono gli
ex amministratori di centro-destra ma, carte alla mano, l’attuale
assessore regionale alle Finanze
del Lazio, Alessandra Sartore:
che in un’intervista a Il Giornale
d’Italia annuncia: il commissariamento della sanità può terminare entro due anni.
A pag. 7
D
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Domenica 12 gennaio 2014
Attualità
LA TASI COSTERÀ ALMENO 1 MILIARDO DI EURO A CHI ANCORA RIE S CE A L AVORARE E A PRODURRE
Così Letta e c. mettono in ginocchio le imprese
di Igor Traboni
ontinua a far discutere, e a far
arrabbiare quell’Italia che ancora riesce a lavorare e a produrre, la Tasi, la nuova tassa
voluta da Enrico Letta, il premier
sempre più sulle tracce del suo predecessore Mario Monti. Secondo una elaborazione realizzata dall'Ufficio studi della
Cgia di Mestre, l'introduzione della Tasi
costerà al mondo delle imprese almeno
un miliardo di euro. E la cifra rischia addirittura di essere sottostimata.
"Vista la difficoltà economica in cui versano i Comuni- segnala il segretario
della CGIA Giuseppe Bortolussi- è molto
probabile che l''aliquota che verà applicata su negozi, uffici e capannoni sara''
ben superiore all''aliquota standard, pertanto è quasi certo che l'aumento sarà
superiore al miliardo di euro da noi inizialmente stimato". L''Ufficio studi della
CGIA ha elaborato anche una seconda
ipotesi utilizzando l''aliquota del 2,07 per
mille, ricordando che secondo l'emendamento del governo l'aliquota massima
IMU piu' TASI sulle abitazioni diverse da
quella principale e sugli immobili strumentali potrà arrivare all''11,4 per mille.
In virtu' del fatto che l'aliquota Imu media
applicata a livello nazionale nel 2012
(non è ancora disponibile il dato 2013)
sugli immobili destinati ad uso produttivo
è stata del 9,33 per mille, si deduce che
l'aliquota Tasi del 2,07 per mille costitui-
Turismo a rotoli
C
M
sce, nel nostro secondo caso, il livello
massimo applicabile sugli immobili strumentali. Infatti, corrisponde alla differenza
tra 11,4 per mille e il 9,33 mille.
"In questa seconda ipotesi - prosegue
Bortolussi- l'aumento potrebbe superare
addirittura i 2 miliardi di euro. E'' chiaro
che ci troviamo di fronte ad una ipotesi
estrema che difficilmente si verificherà”.
Secondo le stime redatte dal ministero
dell''Economia, il gettito complessivo
della maggiorazione dovrebbe essere
pari a 1 miliardo di euro. Stornando la
parte riconducibile agli immobili ad uso
abitativo, quella ascrivibile agli immobili
ad uso produttivo dovrebbe valere qual-
che centinaia di milioni di euro che, pertanto, devono essere sottratti all''aggravio
provocato dall''introduzione della Tasi.
"Ancora una volta- conclude Bortolussile modifiche apportate sulla tassazione
degli immobili rischiano di accrescere
ulteriormente il peso fiscale sulle imprese.
Ricordo che il passaggio dall'Ici all'Imu
ha visto raddoppiare i costi per i proprietari dei capannoni, con punte che in
alcuni casi hanno toccato anche il 154%.
Con la Tasi all'1 per mille, l''aggravio su
quelli accatastati con la lettera D sara''
di 649 milioni di euro. Una cifra imponente
che rischia di mettere in ginocchio molte
attività, soprattutto quelle di piccola dimensione".
a che Turismo è?
Anche nel 2013 gli
operatori segnano
un’evidente diminuzione
degli occupati: - 4% nei
confronti dell’anno precedente. Se analizziamo i dati
degli ultimi due anni, il
comparto ha subito un crollo generale del 7%. Un settore che va a rotoli. Nei dodici mesi che ci siamo messi alle spalle, le perdite
nell’alberghiero sono quantificabili in 10 mila unità e
in 40 mila lavoratori a livello
aggregato di settore.
Anche se nell’anno appena
trascorso si è registrato un
lieve
miglioramento
(+0,27%) di presenze alberghiere tra italiani e stranieri, il calo di quelle nostrane hanno toccato un 2,9%. Per quanto riguarda
la componente forestiera,
invece, si nota una crescita
pari ad un +3,7% di pernottamenti. Nonostante il
contributo apportato dalla
clientela straniera, il totale
degli alloggi nel 2013 si at-
testa ad un valore inferiore
a quello del 2011 (-1,39%).
A fotografare le criticità del
settore, il presidente degli
albergatori, Bernabò Bocca,
che condanna le politiche
fiscali del governo Letta e
ricorda i 32 milioni di connazionali che per le festività
natalizie si sono dichiarati
in ‘povertà turistica’. “Ci
auguriamo – spiega - che
nascano le condizioni per
ridare liquidità alle famiglie
e dunque nuovo vigore ai
consumi turistici”. Bocca si
toglie qualche sassolino
dalla scarpa, puntando il
dito contro le mancate promesse dell’ex premier
Monti.“E’ trascorso un anno
da quando il Consiglio dei
Ministri esaminò il piano
nazionale strategico per lo
sviluppo del turismo in Italia, che si proponeva di far
crescere il PIL di 30 miliardi
di euro e di creare 500.000
nuovi posti di lavoro entro
il 2020”.
Anno nuovo, vita nuova?
Chissà.
G.S.
ANCHE NEL PERIODO DELLE VACANZE NATALIZIE, IL DAT O RIL E VAT O È NE GAT IVO
Cala ancora il consumo dei carburanti
Landi (Faib Confesercenti): “Il bancomat dei benzinai ha esaurito le risorse”
di Cristina Di Giorgi
nche i consumi di benzina e gasolio
hanno subito il drammatico effetto della
crisi. In un periodo tradizionalmente favorevole all’andamento positivo dell’erogazione
dei carburanti, come quello delle feste natalizie,
si è infatti registrata una contrazione del quantitativo erogato.
E’ stata quindi confermata la tendenza negativa
di un 2013 in cui, in media, i consumi di
benzina sono calati del 5,7% e quelli di gasolio
del 4,7%. A darne notizia, una ricerca Faib –
Confesercenti, che ha esaminato e confrontato
i dati Mise dei periodi rilevati. Secondo tale
A
rapporto, diffuso in questi giorni dai ricercatori
incaricati, sono stati decisamente negativi
anche i profitti delle compagnie, che hanno
riscontrato perdite tra il 15 e il 30%.
“Dicembre – si legge nella relazione – conferma la tendenza al ribasso delle vendite,
smentendo la tradizionale fase di recupero
che in genere andava a migliorare la media
annua, con un’ulteriore sofferenza sulla rete
dei carburanti. E le prospettive non appaiono
incoraggianti”. Anche perché – ed è uno dei
motivi principali della crisi del settore in questione – l’incidenza della pressione fiscale sui
carburanti è arrivata a livelli decisamente insostenibili. Con buona pace delle difficoltà
che devono affrontare i gestori degli impianti,
già messi a dura prova dall’andamento negativo
del mercato e sempre più spesso costretti
alla chiusura.
L’allarme lanciato da Martino Landi, presidente
della Faib Confesercenti, è drammaticamente
preciso. E porta con sé anche un auspicio
che in molti vorrebbero vedere concretizzato:
“A rimetterci – dice commentando i dati diffusi
– sarà anche lo Stato, che forse potrebbe imparare la lezione: a furia di aumentare accise
e Iva, diventato il metodo privilegiato per tappare i buchi di bilancio, i conti non tornano”.
Un monito questo che le istituzioni non sembrano aver però intenzione di cogliere.
“Stando ai numeri – prosegue Landi – è probabile che i consumi continueranno a contrarsi.
Ipotizzando nel 2014 un calo analogo a quello
del 2013”, si arriverà ad un punto in cui “l’incremento delle accise e dell’iva non porterebbe
ad un aumento di gettito. Anzi, a parità di
prezzi dei combustibili, ci sarebbe una riduzione da 15.9 a 15.3 miliardi. Il governo –
conclude – riconosca che il gettito potrà aumentare solo se i consumi riprenderanno. Ma
per fare questo occorre diminuire la pressione
fiscale sui carburanti. Altrimenti il bancomat
dei benzinai ha esaurito le risorse”. Una lezione
che non sembra essere stata recepita: nel
prossimo futuro sono infatti previsti ben quattro
incrementi di accise e imposte sui carburanti,
che consumatori e gestori saranno costretti a
sopportare. Fino a quando ce la faranno.
LO ZOO DI SPIDER WOMAN
Bassethound Saccomanni ce fa o c’è?
embra scampato il pericolo
del rimpasto, in queste ore,
per il placido ministro-bassethound dell’Economia Saccomanni, che insinua la pulce del
complotto, ai suoi danni, nel suo
dicastero per giustificare le nefandezze e le uscite ultime da
S
incompetente. Si perde
nei tecnicismi e ci si
incarta ma non è colpa
sua, poveretto, a partire
da una delle sue prime
gaffe, quando presentò
una minuta al Parlamento per la relazione
della legge di stabilità
con tanto di note a penna in fondo al foglio,
dovute, a suo dire, ad
un gruppetto di reduci tremontiani che sopravvivono nelle stanze di via XX settembre, il cui
scopo sarebbe quello di minare
costantemente alla sua credibilità.
Mah, ma per caso il Ministro
non sa leggere?
E che dire dell’ultima, in ordine
di tempo, figuraccia rimediata
nel caso scuola e della conseguente polemica con il ministro
Carrozza? Gli insegnanti italiani,
già sottopagati e sottostimati
hanno tremato per qualche ora
prima che qualcuno risolvesse
l’arcano e riportasse la questio
sui binari giusti. Evidentemente
qualcosa sfugge al nostro tecnico
dell’economia “prestato alla politica” e servitor del suo padrone;
certo, gli sfugge proprio la politica, la comprensione di quell’aspetto che l’economia ed i calcoli tout court non vedono e
cioè le esigenze di una società
che fatica a divenire e trasformarsi in soli numeri di un bilancio
sterile redatto da chi di polis e
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Separati alla nascita?
Capo Redattore
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Raffaele Di Cintio
di servizio al popolo non capisce
nulla.
Così per ora il suo spirito di servizio l’ha tutelato e l’ha scampata
bella, proprio come un bassethound, paciosa razza canina,
che col capo chino segue il padrone e non riesce a sollevare la
testa da terra che sembra quasi
sfiorare nel suo lento incedere
al guinzaglio.
Peccato però che questa volta il
guinzaglio lo ha messo lui a tutti
noi italiani, stretto, stretto a strozza collo, e dopo, parafrasandone
il cognome, ci ha messi nel sacco
a tutti quanti, chissà per quanto
questa storia durerà, beh, non
ci resta che tirare a campa’. Ma
secondo voi c’é o ce fa?
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Domenica 12 gennaio 2014
Attualità
ECCO COME, DALLA LOMBARDIA A NAPOLI, I SINDACI DI SINISTRA NON SANNO AMMINISTRARE
Milano da capitale morale
a quella dei cumuli di rifiuti
acchi neri e immondizia si accumulano sui
marciapiedi. A primo
impatto potrebbe sembrare la fotografia di uno dei
quartieri di Napoli, invece,
anche Milano, capitale delle
finanza e della moda italiana,
è scattata l’emergenza rifiuti.
Un allarme che, dopo i disservizi di Capodanno, non è
ancora rientrato. Questa la
città che il sindaco arancione,
Giuliano Pisapia, sognava?
Sulla stessa lunghezza d’onda
di quanto accade ai piedi del
Vesuvio, le proteste dei milanesi non si sono fatte attendere. E questa volta spunta
anche un biglietto d’insulti indirizzato all’Amsa, Azienda
milanese servizi ambientali,
che continua imperterrita a
non ritirare i rifiuti dalle strade.
S
In alcune zone di Milano, infatti, il servizio rimane ancora
scoperto. Molto spesso i cesti
dell’immondizia, quelli da 100
litri, vengono riempiti di rifiuti
di tutti i tipi. L’azienda, intanto,
si difende come può: “Il problema sono quei cittadini che
buttano la pattumiera delle
loro case nei cestoni stradali”.
Nel frattempo, però, cumuli
di rifiuti sorgono ovunque.
Tra i quartieri più colpiti c’è
sicuramente Quarto Oggiaro.
In via Orsini, per esempio,
dove si affaccia Villa Scheibler,
edificio dal valore storico, i
sacchi dei cestini sono stracolmi e sembra che i netturbini non passino da settimane.
Come mai? “In quella zona
gli operatori ecologici passano nel secondo turno, che
dura fino alle 21. È quindi
possibile che non siano ancora passati. Comunque non
si tratta dei postumi della faccenda di capodanno”, spiegano ancora dall’Amsa che
nega anche di non aver ricevuto segnalazioni al riguardo.
A cosa è dovuta l’ennesima
emergenza? La gente, tuttavia,
non ne può più. Mentre tantissimi milanesi preferiscono
non commentare, qualcuno
esprime il proprio disagio
così: “Amsa fate schifo”, si
legge su un bigliettino lasciato
vicino ai cassonetti.
Che fa Pisapia? Tace. A non
far dormire sonni tranquilli i
cittadini della Madonnina, la
nuova Tasi. Da Palazzo Marino
si vocifera che i milanesi dovranno sborsare ben 24 milioni di euro in più rispetto
alla vecchia Tares.
G.S.
De Magistris dà la caccia
agli escrementi dei cani
Attenti al cane”. Sembra paradossale, ma
chi possiede un animale a quattro zampe
a Napoli rischia un’ammenda
da 25,82 euro a 154,94 euro.
Per porre un freno al fenomeno degli escrementi dei
cani, oltre alla sanzione per
chi non rispetta il decoro urbano come previsto dalla legge, il sindaco Luigi De Magistris ha pensato bene di obbligare i proprietari degli animali a sottoporre il proprio
amico all’esame del DNA. A
stabilirlo è una ordinanza sindacale stilata ad hoc dalla
maggioranza arancione. In
che cosa consiste questo provvedimento? Qualora non lo
avessero già fatto, i padroni
devono iscrivere il cane all’anagrafe canina regionale,
“
munirsi del dispositivo per la
rimozione delle feci e sottoporre l’animale al prelievo
ematico per la leishmania. Una
trovata geniale quanto fantasiosa, alla quale sono seguite
una montagna di polemiche.
Come “quartieri pilota”, l’ex
pubblico ministero ed ex figlioccio di Tonino Di Pietro ha
scelto la quinta municipalità,
ovvero il Vomero e l’Arenella.
La Napoli perbene, insomma.
“Il progetto - ha osservato il
braccio destro di De Magistris,
Tommaso Sodano - mira a migliorare il decoro urbano, ma
allo stesso tempo a prevenire
rischi per la salute pubblica e
anche a ridurre il fenomeno
dell’abbandono dei cani”.
Il provvedimento - come illustrato dallo stesso vicesindaco
di Napoli - consentirà di co-
stituire una banca dati del DNA
canino e, attraverso un’indagine comparativa tra quello
estratto dagli escrementi trovati
in strada e il codice genetico
custodito nella banca dati, si
potrà identificare il proprietario
che non ha rimosso le feci
del proprio cane dalla strada.
A far rispettare la nuova ordinanza, in stile 007, gli agenti
della Polizia locale e i servizi
veterinari della Asl. Questi gli
strumenti con i quali il Comune di Napoli dà inizio al
percorso verso la “Prevenzione della fecalizzazione sul territorio metropolitano”.
Quanto costerà alle tasche
dei cittadini l’ennesima pensata di De Magistris? Risulterà
un provvedimento utile? Ai
napoletani l’ardua sentenza.
G.S.
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Domenica 12 gennaio 2014
Cultura
V I A G G I O N E L V E N T E N N I O - L ' U LT I M A P U N T A T A D I U N A S E R I E S P E C I A L E
La comunicazione fascista/11
Si conclude l'appuntamento domenicale con Gianna Giannini e Stefania Calella
di Emma Moriconi
iamo giunti all'ultima
puntata di questo
bellissimo speciale
che le autrici Gianna
Giannini e Stefania
Calella hanno curato in queste
settimane. Ci hanno tenuto
compagnia per undici puntate
con dedizione e passione,
raccontandoci quello che altri
non dicono: con lo spirito,
insomma, con cui Il Giornale
d'Italia ogni giorno si propone
ai suoi lettori.
In questa puntata le autrici
affrontano il periodo finale
dell'epoca fascista, quello
della Seconda Guerra Mondiale e della fine del 'gioioso
cantare dei colori'. Lo fanno
con onestà intellettuale e restando fedelmente aderenti
all'aspetto della pubblicità,
fulcro dello speciale. Ci raccontano di personaggi come
Gino Boccasile, Giacinto Mondaini e Dino Villani, uomini
della nostra storia, che hanno
contribuito a plasmare la no-
S
stra Italia, la società del tempo, uomini che in qualche
modo e per taluni aspetti la
hanno, anzi, determinata.
Ringrazio personalmente e
a nome della redazione del
Giornale d'Italia Gianna e
Stefania per la loro professionalità e per aver contribuito ad ampliare la conoscenza degli aspetti culturali
e sociali del Fascismo.
Grazie alle autrici di cartolinedalventennio.it abbiamo
conosciuto personaggi dimenticati dai libri di storia,
abbiamo passeggiato nel
passato vivendone l'atmosfera, siamo certamente più
ricchi in termini culturali. Le
undici puntate restano disponibili, oltre che sullo sfogliabile quotidiano, anche
sul portale.
Invito i nostri lettori a visitare
il sito www.cartolinedalventennio.it e a promuoverlo, a
farlo conoscere. Nell'era della
tecnologia basta un click per
diffondere la conoscenza, facciamone buon uso.
Termina il gioioso cantare dei colori
a propaganda e la pubblicità durante il ventennio seguivano strade
diverse. Pur essendo spesso affiancate sui muri cittadini professavano
due ideologie diverse.
Come scriveva Gian PaoIo Cesereani
“Il cittadino che nel ventennio cammina
per la strada o che legge il giornale si
trova ad affrontare messaggi diversissimi: inviti a disprezzare gli inglesi insieme ad inviti a consumare un liquore,
la battaglia del grano affiancata alla
proposta di una vacanza, lo sventolio
delle bandiere nere con l’eleganza delle
confezioni Tortonese proposte dalla
matita di Sepo”.
Generalmente il regime non dettava
regole per la pubblicità, se non per garantire il pudore e per evitare l’uso eccessivo dei termini stranieri. Alcuni
prodotti dovettero cambiare nome: la
ditta Adams divenne Adamus mentre
il cognac Ramazzotti divenne Arzente
in un noto manifesto di Gino Boccasile.
Ci sono stati rari casi in cui il regime ha
interferito nel settore pubblicitario. Famoso il caso della Perugina che per
pubblicizzare i suoi baci utilizzò una
frase del Duce recatosi in visita alla fabbrica nel 1923 “Vi dico e vi autorizzo a
ripeterlo, che il vostro cioccolato è veramente squisito”.
Comico invece l’incidente in cui incappò
la ditta Spagnoli di Perugia, produttrice
di lana di coniglio. Il suo slogan era “La
lana di coniglio è la lana degli italiani”.
La censura intervenne immediatamente
facendo notare come lo slogan scelto
potesse essere preda di un facile sarcasmo da parte degli italiani.
Nel 1935, in seguito alla guerra d’Etiopia,
l’Italia fu sanzionata per la sua politica
coloniale aggressiva. In risposta, Mussolini avviò la politica autarchica
L
Con la Guerra d’Etiopia anche
la pubblicità si mette al servizio
della nazione ed il suo committente diventa lo Stato. Tutti
gli sforzi sono orientati verso
un unico slogan: preferire il
prodotto italiano.
L’Italia deve provvedere da se
a tutte le sue necessità senza
ricorrere alle importazioni.
Come spesso accade nei momenti di difficoltà riaffiora l’inventiva italiana. Durante l’autarchia infatti gli industriali italiani inventarono nuovi prodotti
come il lanital, una fibra ricavata
dalla caseina del latte.
Si sostiene e si cerca di persuadere gli italiani che il lanital
è più caldo della lana; che la lignite brucia meglio del legno;
che il carcadè stimola più del tè
e che l’eccessivo consumo di
carne è dannoso per la salute.
Tanti i manifesti pubblicitari che inneggiavano all’acquisto di prodotti italiani.
Marcello Dudovich realizzò per La Rinascente un manifesto in cui un uomo
in posizione marziale incita all’acquisto
di prodotti nazionali.
Giacinto Mondaini (padre della famosa
Sandra) smuoveva le coscienze degli
italiani attraverso un celebre manifesto
in cui in primo piano vi è il volto triste
di un bambino con del pane tra le mani,
eloquente il messaggio “Non togliete il
pane ai figli dei nostri lavoratori, acquistate prodotti italiani”.
Il pubblicitario Dino Villani diceva che il
colore era il signore della pubblicità, in
quanto in grado di catturare l’attenzione
dell’osservatore con la sua forza, il suo
entusiasmo, la sua vitalità.
Con lo scoppio della seconda guerra
mondiale terminò il gioioso cantare dei
colori e la pubblicità dovette lasciare il
posto alla brutalità della guerra.
Una parabola drammatica, che ha il suo
esponente più significativo in Gino Boccasile. L’artista barese esordì, negli anni
venti, come disegnatore di figurini di
moda per la rivista “Fantasie d’Italia”.
Nel 1937 divenne l’illustratore della
rivista “Le Grandi Firme”, realizzando
76 copertine con la famosissima Signorina Grandi Firme. La rivista fu
chiusa, per volere di Mussolini, il 6 ottobre 1938. Fu poi assoldato dal fascismo
come disegnatore di cartelloni di guerra,
in pieno spirito propagandistico.
Diventato tenente delle SS, fu arrestato
nel 1945 e destinato ad una ingiustificata
damnatio memoriae.
Gianna Giannini e Stefania Calella
5
Domenica 12 gennaio 2014
Esteri
IN BELGIO CRESCE LA PROTESTA
LA SCOMPARSA DOPO OTTO ANNI DI COMA. PERSONAGGIO CONTROVERSO, DIVIDE ANCHE ADESSO
E’ morto Sharon,
il ‘bulldozer’ di Israele
ex premier israeliano Ariel
Sharon è morto ieri, a 85
anni, nell'ospedale di Tel
Aviv. Era in coma da otto
anni e le sue condizioni
si erano drammaticamente aggravate
nei giorni scorsi.
I funerali di Sharon si svolgeranno in due
fasi: prima alla Knesset (parlamento) di
Gerusalemme e quindi nel suo Ranch dei
Sicomori, nel Neghev, dove sarà sepolto
accanto alla tomba della moglie, Lili.
'Sharon ha continuato a battersi per la
sua vita nella settimana passata da quando le sue condizioni sono ulteriormente
peggiorate'', ha detto il professor Shlomo
Noi, direttore dello Sheba Medical Center
di Tel Hashomer, annunciando ufficialmente la morte dell'ex premier israeliano.
La devastante emorragia cerebrale del
4 gennaio 2006 ha messo fine all'avventura politica di Sharon. In questi anni
l'ex premier è stato assistito dai figli
Omri e Gilad, che hanno invano sperato
in un suo risveglio. Nonno di numerosi
nipoti, Sharon aveva perso il figlio maggiore, Gur, nel 1967 ed era due volte
vedovo. La prima moglie Margalit morì
nel 1962. La seconda , Lily, sorella della
prima, morì nel 2000.
Ariel Sharon è stato indubbiamente un
protagonista controverso della storia
d'Israele: eroe della guerra del 1973,
simbolo negativo in gran parte del mondo dopo l'invasione del Libano e la
strage di Sabra e Chatila nel 1982, ac-
L’
cusato di aver acceso la scintilla della
seconda Intifada nel 2000, si è poi conquistato l'ammirazione internazionale
con il ritiro unilaterale dalla Striscia di
Gaza nell'estate del 2005. Soprannominato il 'bulldozer', per la sua determinazione a superare gli ostacoli senza
tener troppo conto delle regole e per il
possente aspetto fisico - 125 chili dichiarati prima del coma - Sharon era
abituato a parlare con franchezza senza
curarsi della reazione altrui.
Sharon era un "criminale, responsabile
della morte di Arafat sfuggito alla giustizia
internazionale", ha detto Jibril Raboub,
un dirigente di Fatah.
Hamas, al potere a Gaza, ha definito un
"momento storico" la "scomparsa di questo criminale con le mani coperte di
sangue palestinese".
"Lo Stato di Israele china il capo con la
dipartita dell'ex premier Ariel Sharon,
componente centrale nella lotta per la
sicurezza di Israele durante tutta la sua
esistenza", ha invece detto il premier
Benyamin Netanyahu.
In piazza contro l’estensione
dell’eutanasia ai minori
Gli organizzatori della manifestazione:
“Basta passività sulle questioni etiche”
stensione della legge sull’eutanasia ai minori. A battersi contro quella che, razionalmente, sembra un’aberrazione – giuridica e non solo –
c’è ora anche un nuovo agguerrito movimento, nato in quest’ultimo periodo in Belgio, Le
Casacche gialle (Les Dossards
Jaunes). Come ha dichiarato a
tempi.it Drieu Godefridi, portavoce del gruppo, i belgi non devono continuare a “essere passivi
nei confronti delle questioni etiche”, altrimenti c’è il rischio che
“un’ideologia di minoranza sarà
in grado di imporci quello che
vuole”. Ed è proprio per evitare
che tale scenario si realizzi che
“un gruppo di giovani, cattolici
e agnostici che hanno in comune
un forte scetticismo nei confronti
della legge sull’eutanasia” si è
riunito e ha deciso di fondare la
nuova associazione.
“Siamo scettici – spiega Godefridi
– perché la legge è fuori controllo.
La Commissione che dovrebbe
verificarne la mancanza di abusi
dal 2002 ha visionato 6500 casi
e non ha mai riscontrato irregolarità, anche se tutti sanno che
ce ne sono. Noi vogliamo che la
Commissione di controllo venga
rifatta, perché la maggior parte
dei suoi componenti oggi è pro
eutanasia e potrebbero andarci
di mezzo i bambini”.
E
Ma non solo. La protesta delle
Casacche gialle è infatti centrata
soprattutto sull’estensione dell’eutanasia ai minori, che non
hanno la maturità e consapevolezza necessarie per fare una
scelta così importante e definitiva.
“E’ necessario – continua il portavoce del movimento – che i
partiti in Parlamento blocchino
la legge”. Anche se purtroppo
“è già stata approvata dal Senato.
Non si sa ancora quando arriverà
alla Camera. Sicuramente accadrà
presto, perché devono votarla
prima di maggio, quando ci saranno nuove elezioni”.
E’ per coinvolgere il popolo
belga nella protesta contro questa legge che è stata indetta –
per domenica 12 gennaio - una
manifestazione di piazza , alla
quale le Camice gialle sperano
di vedere migliaia di persone.
Anche se, spiega Godefridi, “in
Belgio siamo molto passivi, soprattutto quando si tratta di temi
etici. Ma vogliamo risvegliare
le coscienze”, puntando il dito
sui motivi per cui i partiti insistono tanto per approvare la
norma sull’estensione dell’eutanasia ai minori. “Io ho paura
che dietro ci siano interessi economici. L’alternativa è rappresentata dalle cure palliative, che
sono molto costose”.
Cristina Di Giorgi
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Domenica 12 gennaio 2014
Da Roma e dal Lazio
L A RE AZ IONE DELL’AMMINISTRAZIONE AL TERREMOTO GIUDIZIARIO PER L’INCHIE S TA S UL L A “ BANDA DE L L’IMMONDIZ IA”
Regione Parte civile, Zingaretti dice sì
Accolto l’appello de Il Giornale d’Italia: “Pronti a difendere l’immagine dell’istituzione”
Intanto da domani girandola di interrogatori per gli arrestati: si comincia con Manlio Cerroni
di Robert Vignola
omani l’inchiesta farà dei
passi avanti. Si comincia
infatti con gli interrogatori,
e il piatto forte viene subito: Manlio Cerroni sarà
il primo dei sette arrestati nella vicenda giudiziaria che ha aperto, con
un terremoto, la cronaca del 2014 in
Regione Lazio. Il “re delle discariche”
è il personaggio attorno al quale
ruota quel sistema di malaffare che,
secondo le ipotesi investigative, ha
gestito per anni i rifiuti a Roma e nei
suoi dintorni. E da lui ci si attende
che spieghi ai magistrati come può
difendersi dalle accuse, circostanziate, che sono contenute nella enciclopedica ordinanza di custodia
cautelare. Subito dopo Cerroni, toccherà a Bruno Landi, l’ex presidente
regionale che, sempre secondo le
stesse tesi, avrebbe fatto da longa
manus nelle istituzioni per conto del
proprietario di Malagrotta. E poi, via
via, toccherà agli altri: funzionari e
dirigenti di Regione intercettati mentre insigniscono Cerroni dell’emblematico appellativo di “Supremo”,
personaggi a vario titolo capaci di
favorire, persino con provvedimenti
commissariali, la Colari e le aziende
amiche, di preparare, presentare o
accettare documentazioni falsificate,
D
di organizzare addirittura manifestazioni di protesta contro le discariche, come nel caso di quella di
Corcolle, che sarebbe stata una terribile concorrente per Monti dell’Ortaccio, nel percorso verso la “Malagrotta-bis”.
Persone che rischiano anche di vedersi contro, in qualità di “parte
lesa”, la stessa istituzione che potrebbero aver tradito. L’appello de Il
Giornale d’Italia non è rimasto inascoltato. Il presidente della Regione
Lazio Nicola Zingaretti ha infatti annunciato ieri che l’ente si costituirà
parte civile nel processo sui rifiuti.
“Quando ci sarà il processo, la Regione Lazio è pronta a costituirsi
parte civile, per difendere gli interessi
e l’immagine dell’amministrazione,
nei confronti dei dirigenti e dei funzionari accusati di reati commessi
fino al 2012″, ha affermato il Governatore.
Una notizia accolta ovviamente in
maniera positiva dal vice presidente
del consiglio regionale (e direttore
de Il Giornale d’Italia) Francesco
Storace. “Zingaretti raccoglie il nostro
invito a far costituire la regione parte
civile contro Cerroni e la banda dell’immondizia. Segnale positivo”, ha
commentato Storace.
Anche il vicepresidente della regione
Lazio, Massimiliano Smeriglio, a mar-
TUSCOLANO
Minaccia direttore di banca
con il coltello per avere soldi
on le buone non ci
era riuscito. Con le
cattive nemmeno.
Che farsi dare soldi dalle
banche fosse difficile si
sapeva, ma passare addirittura alle rapine, per
quanto non convenzionali,
resta un reato grave. Quello che commesso l’uomo
entrato poco dopo le 12
nella sede di un istituto
bancario in viale Tito Labieno: ha fatto subito ingresso nell'ufficio del direttore, e una volta all'interno ha
estratto un coltello di grosse dimensioni e ha minacciato il funzionario, esortandolo a consegnargli una somma di denaro. Il direttore
della filiale, che conosceva S. R.
(queste le sue iniziali) per aver in
precedenza trattato una sua pratica
per la richiesta di un finanziamento,
lo ha invitato a tranquillizzarsi e ad
accomodarsi per cercare di trovare
una soluzione al suo problema.
Dopo alcuni minuti di trattativa, il
direttore, con un pretesto, è riuscito
a chiamare il 113 e tentando di
guadagnare tempo per consentire
l'arrivo delle forze dell'ordine, ha
iniziato a proporre varie soluzioni
per poter ottenere la somma richiesta. Tra queste, anche quella
di cambiare un assegno, nonostante
il cliente non fosse un correntista
della filiale. Il 51enne ha quindi
estratto dalla tasca del suo giubbotto un libretto di assegni e dopo
C
Manlio Cerroni
gine del congresso regionale di Sel
allo Scout Center di Roma, ha voluto
dire la sua. “In queste prime battute
si evince che probabilmente anche
alcuni funzionari e dirigenti della
Regione Lazio possano avere avuto
un ruolo in questa vicenda. Noi rimaniamo sempre garantisti, non c'è
Pomezia
Gambizzato
in strada
on si esclude nessuna pista rispetto
all’attentato avvenuto la sera di venerdì a Pomezia. Un uomo, un di 48
anni, imprenditore ma anche pregiudicato, è stato
raggiunto da tre colpi di
pistola ad una gamba.
Soccorso, è stato trasportato in ospedale e non risulta in pericolo di vita.
L'agguato è avvenuto in
via Afrodite. In particolare, l'uomo è stato raggiunto da due colpi alla gamba sinistra all'altezza del
polpaccio e da uno all'arto destro. Dopo l'attentato,
i due aggressori sono
scappati a bordo di uno
scooter di grossa cilindrata. Il 48enne è stato
trasportato all'ospedale
Sant'Anna di Pomezia: cosciente e non in pericolo
di vita, è stato ricoverato
per una frattura pluriframmentaria alla gamba sinistra provocata proprio
dai colpi d'arma. La prognosi è di 30 giorni. Sul
posto dell'agguato i carabinieri recuperato tre
bossoli calibro 7,65. Sulla
vicenda indagano il nucleo operativo e radiomobile della compagnia dei
carabinieri di Pomezia.
N
averlo compilato con l'indicazione
di una somma di 1000 euro lo ha
consegnato al direttore.
Nel frattempo sono giunti sul posto
i poliziotti del Commissariato Tuscolano, diretto dal Domenico Sannino, e una volta entrati si sono
diretti verso l'ufficio del direttore.
Seduto in poltrona S.R. è rimasto
sorpreso quando ha visto gli agenti
in divisa che gli hanno chiesto di
consegnare loro il coltello. L'uomo
non ha opposto alcuna resistenza
ed ha consegnato quindi l'arma
agli agenti che lo hanno accompagnato negli uffici di Polizia. A
conclusione degli accertamenti,
nel corso dei quali è emerso che il
blocchetto contenente 6 assegni
era stato rubato due anni prima,
nel mese di ottobre, i poliziotti hanno proceduto all'arresto del 51enne
per i reati di tentata rapina tentato
riciclaggio e ricettazione.
Valter Brogino
caccia alle streghe e non si bruciano
le persone in strada, ma si fanno dei
processi: se dentro quei processi si
acclareranno le responsabilità dei
singoli la Regione Lazio sarà pronta
a costituirsi parte civile. Chi ha tradito
la cosa pubblica e l'ente Regione
dovrà pagare”. Per Smeriglio “è evi-
dente che ci troviamo di fronte a
una situazione molto grave: probabilmente allo smottamento di un sistema, poi vedremo quanto legale
o illegale, che ha governato il processo dei rifiuti nel Lazio negli ultimi
quarant''anni, un consolidato di poteri
e interessi consistenti”.
TOR BELLA MONACA
PRENESTINO
Viaggiava con 3 pistole
sulla Smart: arrestato
Anche due agenti nella
banda dei rapinatori
n omicidio. Poi, venerdì, 9 arresti.
Ma anche ieri Tor Bella Monaca
ha dato sostanza alla cronaca
nera. Ovviamente, materiale assai inquietante. I servizi di controllo dei
Carabinieri nel popoloso quartiere
hanno portato infatti ad una scoperta
che conferma l’alto potenziale criminale delle bande presenti in zona.
Nella notte tra venerdì e sabato, i militari della stazione Roma Tor Bella
Monaca sono intervenuti per sedare
una violenta lite scoppiata in strada,
in via San Biagio Platani, tra due gruppi
di giovani vicini agli ambienti dello
spaccio di stupefacenti. Nel corso dei
controlli, scattati in tutta la zona ed
orientati a risalire alle persone coinvolte, i Carabinieri hanno fermato un
ragazzo romano di 21 anni, disoccupato e già conosciuto alle forze dell'ordine, che viaggiava a bordo di una
Smart. Nel corso dell'ispezione dell'auto sono state rinvenute due pistole
semiautomatiche, calibro 9x21, entrambe complete di due serbatoi con
relativo munizionamento e una pistola
a tamburo calibro 38 caricata con 6
proiettili. Sono in corso accertamenti
per risalire alla provenienza delle
armi che, successivamente, saranno
inviate al Ris di Roma dove verranno
sottoposte agli accertamenti dattiloscopici e balistici. Il 21enne, arrestato
con l'accusa di detenzione e porto
abusivo di arma da fuoco e munizionamento, è stato portato nel carcere
di Regina Coeli a disposizione dell'autorità giudiziaria. Ma il rischio che
il quartiere diventi un far west è ormai
altissimo.
G.L.
i tutto avrebbe bisogno la gente,
tranne che di sentire notizie simili.
Invece è così: nel vasto mondo di
chi attenta alla sicurezza delle persone
della metropoli romana, il crimine può
annoverare tra le sue fila anche alcuni
tra coloro che sono pagati per combatterlo. E la notizia che uomini in divisa
possano, magari proprio con le armi in
dotazione, approfittare della loro posizione
per portare a termine reati fa tremare ai
polsi. Due ex poliziotti, due agenti in
servizio e altre tre persone sono state
arrestate con l’accusa di rapina. Sono
stati bloccati l’altra notte durante un
blitz a mano armata in un’abitazione.
Sono un ex poliziotto e due poliziotti
che fanno servizio in alcuni commissariati
della Capitale.
A quanto pare, agivano in un contesto
sociale degradato, per meglio approfittare
della loro posizione. Gli agenti sono
stati non a caso arrestati la scorsa notte
in flagrante durante un'irruzione nell'appartamento di una prostituta straniera
nel quartiere romano di Tor Sapienza.
E’ stata la polizia stradale ad effettuare
l’indagine attraverso pedinamenti ed intercettazioni. A quanto si è appreso, gli
agenti finiti in manette apparterrebbero
rispettivamente al commissariato di Frascati, paese vicino Roma, ed a quello
Aurelio, nell'omonimo quartiere della
Capitale. Non è escluso che le persone
arrestate possano avere commesso altre
rapine. Gli inquirenti stanno infatti indagando su una serie di rapine avvenute
nella zona dei Castelli romani, per capire
se il gruppo possa essere coinvolto in
altri colpi.
Gustavo Lidis
U
D
7
Domenica 12 gennaio 2014
Da Roma e dal Lazio
INTERVISTA ALL’ASSESSORE AL BILANCIO DELLA REGIONE LAZIO, ALESSANDRA SARTORE
Obiettivo 2016 per la fine del commissariamento
In piena era Marrazzo, nel 2009, l'esplosione del debito. "Si lavora per ridurre le tasse entro l'anno"
a notizia è che il debito sanitario del Lazio è solo parte
di quello contabile, che al
31 dicembre 2012 ammontava a oltre dodici miliardi. E l'anno
di maggior disavanzo della regione,
contrariamente a quanto si è raccontato per toppi anni, è stato il
2009, in piena gestione Marrazzo
(2005-2010). Il commissariamento
della sanità potrebbe cessare nel
2016 la pressione fiscale ridursi nell'anno in corso: a dirlo al Giornale
d'Italia, è l'assessore al bilancio
della giunta Zingaretti, Alessandra
Sartore, tecnico di grande valore e
cordialità.
L
Qual è la situazione debitoria del
Lazio?
Il debito contabile della Regione
Lazio, come parificato dalla Corte
dei Conti, ammonta al 31 dicembre
2012 a 12,3 miliardi di euro. Oltre a
tale stock di debito, deve essere
considerato anche quello finanziario,
ovvero riferito all’indebitamento in
corso di ammortamento, che risulta
pari a 11,2 miliardi di euro. In particolare, come è noto, grazie all’adesione al DL 35 sui pagamenti dei
debiti alle imprese e agli enti locali,
si potrà ridurre il disavanzo della
Regione offrendo una risposta concreta e adeguata alla crisi di liquidità
di cui soffrono le imprese e gli enti
locali, sostenendo, nel breve e medio
periodo, la ripresa degli investimenti,
la crescita dell'economia e il lavoro.
Come è maturato il debito della
Regione?
Il debito contabile rappresenta la
sintesi di tutte le obbligazioni di
spesa assunte e non ancora pagate
dalla Regione. Una parte di queste
obbligazioni si riferisce alla sanità;
la quota residuale ad altre esigenze
di spesa. Il debito di natura finanziaria, invece, è stato contratto per
circa due terzi per la copertura dei
disavanzi del Servizio Sanitario Regionale, e per circa un terzo per la
realizzazione di spesa di investimento.
C'è solo il debito sanitario?
Come ho appena detto, no. C’è una
parte sanitaria e una parte non sanitaria.
Qual è stato l'anno di maggiore
disavanzo?
L’esercizio finanziario nel quale si è
registrata la crescita più elevata del
disavanzo è stato il 2009, come peraltro chiaramente rilevato nei referti
della Corte dei Conti e del Ministero
dell’Economia e delle Finanze.
Come intendete attuare l'ordine
del giorno Storace Zingaretti sulla
rinegoziazione del debito?
È necessario avviare un percorso
di confronto tecnico con il Ministero
dell’Economia e delle Finanze, con
la Cassa Depositi e Prestiti e con le
controparti bancarie per valutare le
condizioni e gli spazi per una ristrutturazione del profilo di ammortamento del debito finanziario, che
consenta alla Regione di ridurre gli
oneri finanziari corrisposti ogni anno
per il rimborso del debito. Su questo
c’è un impegno politico assunto in
Consiglio regionale da tutti i gruppi
consiliari, di maggioranza e di opposizione, con l’approvazione, il 22
dicembre, dell' ordine del giorno in
questione che impegna il Presidente
della Regione a rinegoziare il debito
finanziario, incluso quello della sanità,
sulla base di condizioni favorevoli
rispetto a quelle attuali, anche valutando una riprogrammazione temporale del profilo di ammortamento
del debito proprio con l’obiettivo
di liberare risorse da destinare alla
riduzione della pressione fiscale, al
rilancio degli investimenti e a far
cessare il commissariamento regionale.
Che prospettive ci sono per uscire
dal commissariamento della sanità?
Con l’adozione dei piani operativi
abbiamo posto le basi per il raggiungimento, nel 2016, dell’obiettivo
dell’equilibrio delle gestioni sanitarie. Ora dobbiamo lavorare assiduamente per attuare tutte le misure
previste in questi piani. Se saremo
bravi, entro 2-3 anni saremo in grado
di uscire dal commissariamento
della sanità.
I cittadini quando potranno finalmente vedersi ridurre le tasse?
Con l’approvazione della legge di
stabilità regionale 2014 abbiamo
creato un fondo per la riduzione
della pressione fiscale regionale,
nel quale convogliare le maggiori
risorse, rispetto a quelle previste
dalla legislazione vigente, derivanti
dal percorso di razionalizzazione
della spesa e di ottimizzazione nella
gestione delle entrate tributarie regionali. Attualmente, la dotazione di
questo fondo è di 12 milioni di euro.
Dobbiamo lavorare alacremente, in
questi mesi, per creare le condizioni
per rendere più congrua la dotazione
di questo fondo, per arrivare ad at-
tuare un primo importante intervento
per la riduzione della pressione fiscale regionale.
Davvero daremo altri soldi al comune di Roma per un Tpl gestito
come abbiamo visto finora?
La normativa nazionale dispone che
IL RISTORANTE, GESTITO DA GENITORI E FIGLI CON LA SINDROME DI DOWN, E’ IN DIFFICOLTA’
il finanziamento del trasporto pubblico locale nel territorio regionale
debba essere garantito con le risorse
regionali, proprie e trasferite. Sulla
scelta di destinazione delle risorse
è sovrano, in ogni caso, il Consiglio
regionale.
N.d.D.
A S S U R D A B R A V ATA
Locanda dei Girasoli: piatto forte, il sorriso Graffiti sul Colosseo:
Imprenditoria, inserimento sociale e buon cibo in una struttura semplice e curata
a Locanda dei Girasoli. Un nome
che, di per sé, ispira serenità e
atmosfera. Dietro questo progetto però c’è anche molto altro.
L’obiettivo, ambizioso, è infatti quello di
“promuovere l’inserimento lavorativo di
persone con la sindrome di Down – si
legge sul sito www.lalocandadeigirasoli.it
– nobilitando e dando dignità a ciascuno
attraverso un percorso individuale, di
formazione” e di avviamento professionale.
Ed è con questa idea che alcuni genitori,
per dare una possibilità di lavoro ai
loro figli, hanno aperto un locale che si
trova a Roma, in via dei Sulpici 117
(zona Quadraro). Un’avventura che, grazie anche all’impegno e alla dedizione
dei ragazzi, è fino ad ora faticosamente
riuscito a garantirsi quel minimo di autosufficienza necessaria a sopravvivere.
Ma le difficoltà, legate sia alla crisi sia
alle scarse possibilità di farlo conoscere,
hanno purtroppo ultimamente reso le
prospettive di sopravvivenza del ristorante non molto rosee.
La Locanda dei Girasoli è infatti, purtroppo, a rischio chiusura. Nonostante
l’allestimento semplice e curato dei
locali, le proposte di menù stagionali,
l’attenzione nella preparazione dei piatti
e nella scelta dei prodotti. Nonostante
nei guai padre e figlio
ar entrare il proprio
nome nella storia: chi
non lo vorrebbe? A
modo suo ci è riuscito
un piccolo turista australiano.
Ma a essere ricordato a lungo,
e con epiteti poco edificanti,
sarà il padre. Colui, cioè, che
gli ha permesso di prendere
un sasso e tracciare con quello
il suo nome su un muro del
Colosseo. Fortunatamente prima
che “l’opera” fosse finita sono
arrivati i Carabinieri della vicina
stazione Roma Celio: ai quali,
venerdì pomeriggio, non è rimasto altro da fare se non denunciare un turista australiano
di 45 anni e segnalare alla Procura presso il Tribunale per i
minorenni il figlio 12enne, non
imputabile, per imbrattamento
di bene di interesse storico.
Il minore, a quel punto, era già
riuscito a scrivere, mediante
abrasione con un piccolo sasso,
le prime due lettere del proprio
nome mentre il padre faceva da
palo, internamente al Colosseo,
al piano terra, su di un muro in
laterizio, risalente al periodo fine
ottocento-inizio novecento. È
F
L
ottime pizze, cotte nel forno a legna e
condite nei modi più svariati. Nonostante
l’atmosfera sobria e familiare che si respira. Nonostante, soprattutto, il sorriso
di quei ragazzi, che la sindrome di
Down contribuisce a rendere ancora
più radioso.
Quella che sta faticosamente cercando
di tirare avanti quindi è un’attività non
solo commerciale quindi, che andrebbe
tutelata e preservata. Anche perché,
“amalgamando solidarietà e professionalità, attivando percorsi integrati di formazione e informazione delle persone
– si legge ancora nel sito - si contribuisce
alla creazione di posti di lavoro finalizzati
all’integrazione lavorativa, concretizzando
un esempio di imprenditorialità” da imitare. “Investire nella formazione e nel
perfezionamento dei lavoratori, credere
nelle potenzialità di crescita delle persone, significa andare oltre le disabilità
oggettive di alcuni di noi, permettendoci
di alimentare un sistema di lavoro solidale
ed etico, ma non per questo meno competitivo”. Realizzando questo modello,
si riuscirebbero infatti ad abbattere diversità e barriere e a rendere la disabilità
non uno svantaggio ma un valore aggiunto, specchio della specificità di ciascun individuo.
Cristina Di Giorgi
stato però notato dal personale
della Soprintendenza che ha allertato i carabinieri che transitavano di pattuglia. Quando si è
visto scoperto il papà ha anche
provato a cancellare le scritte,
grandezza 3x4 cm ma è stato
fermato dai carabinieri che hanno
anche sequestrato il sasso che
sarà esaminato dagli esperti
della Soprintendenza per verificarne l'epoca e l'eventuale interesse storico. I due turisti,
che volevano lasciare un ricordo
indelebile prima di allontanarsi
dalla città eterna, hanno dovuto
aggiungere una tappa obbligata,
con il resto della famiglia, presso
la caserma dei Carabinieri della
Stazione Celio prima di proseguire il loro tour.
G.L.
8
Domenica 12 gennaio 2014
Dall’Italia
BRESCIA – STORIA SURREALE
EVASIONE DI 21 MILIONI DI EURO PER APPALTI DI SERVIZI NEI SETTORI DEL FACCHINAGGIO O DELLA CONSEGNA
Domiciliari in panchina:
“evade” e viene assolto
Torino: due imprenditori arrestati per frode
La guardia di finanza li aspettava in aeroporto,
appena atterrati sono scattate le manette per i truffatori
Il clochard aveva scelto il parco come dimora,
dopo un lungo iter il giudice si accorge della gaffe
ostretto agli arresti domiciliari
su una panchina, un barbone
è stato assolto, dopo un complicato iter burocratico, dall’accusa
di evasione.
Una storia assurda quella raccontata da ‘Il Giorno’ i cui fatti risalgono
al 2009. In quel periodo Ilario Bonazzoli, 43enne di Brescia con alle
spalle un curriculum movimentato
quanto a furti e furtarelli, fu accusato di aver violato la misura di
sorveglianza speciale che lo obbligava a rimanere in casa dall’imbrunire all’alba. Peccato che
l’abitazione del senzatetto (quando
non coincideva con la cella) non
era altro che una panchina in un
parco pubblico nel Comune di
Borgosatollo, primo hinterland
bresciano.
Luogo dal quale, secondo le forze
dell’odine, l’interessato non si sarebbe dovuto allontanare. Il clochard, difeso dagli avvocati Carlo
Motta Masini e Luciano Garatti,
sebbene fosse obbligato a rimanere
‘in casa’ per ben tre volte (il 30
maggio, il 5 e 10 giugno 2009)
dopo le 21 decise di cambiare alloggio, andando a dormire in un
altro punto della città. “I controlli
della polizia giudiziaria furono
compiuti all’interno del giardino
indicato nel predetto verbale e si
C
conclusero con esito negativo –
recita la sentenza d’appello ricostruendo i fatti – nessuna traccia
del Bonazzoli fu trovata”.
Conclusione: il trasgressore viene
arrestato e poi processato per violazione reiterata all’articolo 9 della
legge 1423/56, norma che punisce
chi non rispetta le misure di prevenzione con l’arresto da tre mesi
a un anno. In primo grado al senzatetto furono concesse le generiche ma lo stesso non riuscì a
evitare una condanna a dieci mesi.
Il verdetto viene ribaltato in appello
“perché il fatto non sussiste”. “Essendo privo il Bonazzoli di fissa
dimora – si legge nel dispositivo
del presidente Enzo Platè – tanto
che aveva indicato quale luogo
dove sarebbe stato reperibile un
giardino pubblico, non può stimarsi
che il mancato rintraccio costituisca
violazione dell’obbligo di permanenza presso l’abitazione nelle ore
notturne, che logicamente presuppone la obiettiva circostanza
che il soggetto disponga di un’abitazione, ovvero di ciò che nel caso
di specie pacificamente faceva difetto all’imputato”.
Una storia che se da un lato fa
sorridere dall’altro evidenzia i limiti
di uno stato e della sua giustizia.
Barbara Fruch
ue imprenditori italiani arrestati a Torino dai finanzieri
del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino non appena
atterrati all'aeroporto di Caselle, provenienti dal Sudamerica, per
il reato di associazione per delinquere
finalizzata alla frode fiscale, realizzata
mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture
per operazioni inesistenti. Le manette
sono scattate due giorni fa per le accuse
mosse contro D.A., 45enne di Chieri, e
F.S., 37enne di Pino: presunti colpevoli
del reato di associazione per delinquere
finalizzata alla frode fiscale.
L’inchiesta condotta dalla Procura di
Torino ha scovato un’evasione fiscale
pari a 21 milioni, dove sarebbero coinvolte diverse persone nel sistema truffaldino, oltre agli imprenditori cui è
partita l’ordinanza di custodia cautelare
emessa dal Gip di Alessandra Danieli.
Il tutto porta alla conclusione delle indagini svolte dalla procura torinese attraverso il pool “penale dell’economia”,
che alla fine del 2013 aveva scoperto
un sistema finalizzato ad ottenere indebitamente benefici fiscali ed economici, con la complicità di un commercialista, facente capo ad una società
consortile ed a sue consorziate. Le ordinanze cautelari per gli imprenditori
sono collegabili agli arresti eseguiti
dalla Guardia di Finanza di Torino, il 17
dicembre scorso, che ha trasferito in
carcere l’imprenditore G.D.P., di Rivalta,
D
amministratore di diritto e di fatto della
società consortile, e di alcune consorziate , oltre al suo consulente, P.V., di
Chieri, in concorso per lo stesso reato
di frode. Il sistema elusivo, scoperto in
seguito ad alcune verifiche compiute
dall’Agenzia delle entrate torinese, era
focalizzato su appalti di servizi di facchinaggio e consegna della corrispondenza. Il tutto prevedeva che le commesse fossero subappaltate subito dopo
l’aggiudicazione delle gare da parte
della società consortile prima ad un
consorzio “filtro” creato appositamente
poi alle singole cooperative con sedi
di Milano, Torino, Siena, Roma e in provincia di Caserta. Quest’ultime svol-
gevano la regolare esecuzione dei lavori
in Piemonte e Toscana, ma non versavano le ritenute e l’Iva realizzando in
questo modo illeciti guadagni, superando poco lealmente la concorrenza,
oltre a conseguire arricchimenti personali. Sono stati eseguiti i sequestri
patrimoniali per equivalente, a concorrenza dell’evasione riscontrata pari a
21 milioni di euro, fra i beni mobili ci
sono diverse auto e moto, fra quelli immobiliari da evidenziare una villa di 16
vani nella zona collinare di Torino. Inoltre
è stata disposta la confisca a garanzia
del credito erariale dei conti correnti
dei truffatori.
Chantal Capasso
VENEZIA – ERRORE DEL VIGILE, MA PAGA IL CITTADINO
BELLUNO – LE SCELTE DI POSTE ITALIANE
POVIGLIO – LA CURA KILLER
Grafia illeggibile:
deve pagare due volte
Corrispondenza in ritardo
gli utenti si infuriano
Allergica ad un farmaco,
muore una 19enne
Aveva versato 30 centesimi in meno scambiando
il 7 per un 4: ma le è arrivata una seconda multa
Rientra dalla malattia e trova 80 chili di lettere
arretrate: protesta una commerciante
Decede per una rara patologia dopo
un calvario di due mesi in ospedale
Poviglio in Reggio
Emilia, ieri è stata
una giornata di lutto,
una grande amarezza ha
abbracciato tutta la comunità. Nel pomeriggio sono
stati celebrati i funerali di
Laura Ferrari, 19enne stroncata per l’allergia ad un
farmaco. Il corteo funebre
avutosi nel pomeriggio ha
visto molti amici e coetanei
della vittima stringersi nel
dolore per la perdita della
giovane amica. La studentessa di Poviglio è morta
per una disfunzione multiorgano
provocata da un’allergia da farmaco che l’aveva colpita alcuni
mesi prima. Il decesso è avvenuto all’ospedale di Parma, dove
era ricoverata dal 6 dicembre
scorso, dopo il trasferimento
dall’ospedale di Reggio in cui
era rimasta per un mese per
accertamenti in seguito alla tonsillite, senza però ottenere risposte farmacologiche adeguate.
Si tratterebbe di una patologia
molto rara, quella riscontrata
nella giovane 19enne. Tutto ha
avuto inizio nel mese di novembre, quando ricoverata al
Santa Maria di Reggio è stata
trasferita dopo un mese all’ospedale Maggiore di Parma
ricoverata in seguito alle complicazioni riscontrate. Laura
A
crive 7 ma si legge 4. Un
‘errore’ del vigile che è costato una doppia multa a
un’automobilista di Spinea, in
provincia di Venezia.
La donna parcheggiò la propria
Ford ad Asseggiano senza mettere correttamente il disco orario:
proprio per questo i vigili hanno
elevato la sanzione di 28.70
euro. Peccato però che nel bollettino la calligrafia era tutt’altro
che comprensibile, tanto che
quel numero 7 sembrava un 4
(come si può vedere nella foto
ripresa da ‘Il gazzettino’).
E la donna infatti nel pagare la
multa ha poi versato proprio
28.40 euro, “ben” 30 centesimi
in meno di quanto avrebbe dovuto versare alle casse del comune, più 2 euro di spese.
La storia ovviamente non finisce
qui. La Polizia locale di Spinea
per quell’ammanco irrisorio le
ha mandato una nuova raccomandata: da pagare altri 17.50
euro (entro 5 giorni).
“La somma da versare è stata
determinata dalla sanzione pe-
S
cuniaria di 28.70 euro – si legge
nel modulo spedito da Spinea –
più 7.20 euro di spese postali,
più 10 euro di spese procedurali,
detratta la somma già versata
di 28.40 euro”.
Così per un errore del vigile la
povera automobilista ci ha rimesso quasi 20 euro. Purtroppo
questo episodio non è né il
primo né l’ultimo: a volte infatti
è difficile comprendere la calligrafia di vigili che compilano
frettolosamente le multe. Di certo
non è possibile che, per una
differenza di pochi centesimi, si
imputi una multa doppia. Forse
utilizzando bollettini prestampati,
ciò non avverrebbe. Ma probabilmente basterebbe richiedere
un po’ più di attenzione alla polizia municipale. Probabilmente
però incassare di più conviene.
D’altronde in Italia ormai pare
regni costantemente lo sceriffo
di Nottingham: dal nord al sud,
dalla città al paesino, c’è sempre
qualcuno pronto a battere cassa.
Speriamo arrivi anche Robin
Hood.
B.F.
P
osta che non arriva
oppure che arriva oltre la data di scadenza. Fatti ormai all’ordine
del giorno in un’Italia che
sta andando alla deriva: se
da un lato si registrano
‘portalettere’ sfaticati che
invece di consegnare la
posta preferiscono svuotarla al cassonetto dall’altra
sono anche le scelte dell’azienda a penalizzare gli
stessi postini, oltre ovviamente i cittadini.
È successo a Limana (Belluno), dove al rientro al lavoro un postino si è trovato
ben 80 chili di lettere accumulate durante la sua
assenza. Una mole di lettere
da consegnare che presenta non poche difficoltà oggettive: non solo per la
quantità si posta accumulata, ma anche per la necessità di selezionare e
consegnare con priorità la
posta ferma da più tempo.
Il disservizio ovviamente
è stato segnalato anche da
alcuni utenti. Tra questi, c'è
la titolare della cartoleria
"Il pozzo dei desideri", costretta a pagare una penale
per il ritardo nel recapito
di una ricevuta bancaria:
è arrivata l'8 gennaio e aveva scadenza 7 gennaio nonostante fosse stata spedita
il 17 dicembre.
Disguidi che non si sono
registrati solo in provincia
di Belluno, bensì in tutta
Italia. Ma a Poste Italiane
evidentemente non interessa.
C.B.
Ferrari è stata per un lungo periodo in coma farmacologico,
sperando poi in un decorso clinico migliore, il cuore della ragazza non ce l’ha fatta, si è fermato. La notizia ha destato nella
sua comunità stupore misto a
rabbia ed amarezza. Il giorno
prima dei funerali, sul corpo
della 19enne è stato disposto
dall’ospedale parmense un riscontro diagnostico. Laura è
stata definita, da chi la conosceva, come una ragazza solare
e sorridente. Dopo il liceo si
era iscritta a Bologna al corso
di laurea di Design del prodotto
industriale. Lascia il papà Fabio,
impiegato in una ditta di Brescello, la madre insegnante ed
il fratello minore con cui viveva
a Poviglio.
Chantal Capasso
9
Domenica 12 gennaio 2014
Dall’Italia
MODENA – LA MORSA DELLA CRISI
IL SINDACO DELL’AQUILA LASCIA DOPO LO SCANDALO CHE HA TRAVOLTO LA SUA GIUNTA
Vende un rene
per pagare le tasse
Cialente si dimette:
“Mi hanno lasciato solo”
L’annuncio choc del disoccupato Mauro Merlino:
“Lo stato ci ha tolto tutto: anche la dignità”
Il primo cittadino ha ancora due settimane di tempo per ripensarci
lla fine Massimo Cialente,
sindaco dell’Aquila, non
ce l’ha fatta e ha rassegnato
le proprie dimissioni dalla
carica di primo cittadino.
L’esponente del Partito democratico,
nei giorni scorsi, aveva più volte escluso il massimo gesto, salvo poi ripensarci. Una decisione difficile. L’annuncio è arrivato nel corso di una
conferenza stampa convocata in fretta
e in furia.
“Ho capito che non sono più utile a
questa città e forse sono un ostacolo”.
Esordisce così Cialente davanti ai
giornalisti.
Il ciclone giudiziario attorno alla ricostruzione del post terremoto aveva
portato anche alle dimissioni del vicesindaco del capoluogo abruzzese,
Roberto Riga, indagato insieme ad
altre sette persone, quattro delle quali
agli arresti domiciliari. L’ex braccio
destro di Cialente, infatti, è finito nel
registro degli indagati – secondo
quanto ipotizzato dagli investigatori
- per una tangente da 30mila euro.
È di questi giorni l’intercettazione telefonica in cui Lisi si riferisce al sisma
dicendo “abbiamo avuto culo”.
“Pago io per tutti, non è possibile
continuare in questo modo. Ogni giorno accuse, sospetti, indagini. Roba
che non mi ha mai scalfito, eppure
sono io a metterci la faccia, perché
tutti mi hanno lasciato solo – spiega
A
C
on la crisi che morde
gli italiani sono pronti
a tutto pur di sopravvivere. Arriva così anche l’annuncio choc di Mauro Merlino,
un disoccupato di Fiorano Modenese: “Vendo un rene per
pagare le tasse”.
Attraverso un canale youtube
e la pagina fecebook Mauro
esprime la sua rabbia verso
quello che definisce uno Stato
che non garantisce ai suoi cittadini il diritto alla dignità.
“Vendo un rene ma non per
mangiare – afferma l’uomo
tenendo stretto tra le mani un
cartello che riporta le sue intenzioni – ma perché devo
pagare le tasse allo Stato”.
Già, perché mentre i cittadini
faticano a mettere insieme il
pranzo con la cena, lo stato
ha pensato bene di aumentare
le tasse. “Per uscire da questa
presunta crisi lo Stato italiano
ci chiede di pagare tasse su
tasse – dice l’uomo in uno dei
suoi video – Ma io sono un
disoccupato, i soldi per pagare
non ce li ho. Non ho più identità, non ho più dignità”.
Ed è proprio questo il punto:
questo stato ha avuto il merito,
negli ultimi anni, di togliere
tutto agli italiani: non solo i
risparmi di una vita, ma anche
la dignità. Ecco perché disoccupati, così come imprenditori e cassaintegrati si uccidono. Una vita invece dovrebbe valere molto di più di
alcune scelte politiche, peccato che qualcuno non lo capisca.
Carlotta Bravo
DALLA LEGA NORD AI FORCONI
Cialente - tra gli interessi di chi vuole
far soldi col terremoto e la politica di
Roma che non si decide a prendere
misure serie per far rivivere L’Aquila.
Allora basta, vado via”.
Finisce così il suo percorso amministrativo alla guida de L’Aquila. Sono
stati anni difficili. Il terremoto prima,
lo scandalo sulla ricostruzione poi.
Cialente era stato eletto sindaco per
la prima volta nel 2007 con il 53%
dei voti, e dopo il sisma del 6 aprile
2009 era stato nominato vice commissario alla ricostruzione, dando
spesso battaglia per ottenere nuovi
fondi e dimettendosi dalla carica nel
2010 denunciando i problemi nella
gestione della ricostruzione.
Due anni fa, era stato eletto per il secondo mandato a primo cittadino con
il 59% di preferenze, dopo aver stravinto le primarie del centrosinistra.
Ad oggi, il sindaco è ancora lui. Cialente, infatti, ha ancora due settimane
di tempo per ritirare le dimissioni.
Sul fronte giudiziario, per lunedì sono
previsti gli interrogatori di garanzia.
Marco Compagnoni
MATERA – SI SCAVA TRA I DETRITI
Aumento pedaggi nelle autostrade: Crollo palazzina: mancano
due persone all’appello
manifestazioni di protesta ai caselli
arebbero disposti anche
a subire gli aumenti a
patto che il servizio sia
adeguato. È questo il motivo
alla base della protesta contro
l'aumento dei pedaggi autostradali scattato all’inizio dell’anno, dei militanti della Lega,
che si sono riuniti ieri mattina
in una serie di caselli del
Nord.
Diversi i presidi con bandiere
e striscioni tra cui quello principale a Gallarate, lungo la
A8 in provincia di Varese, un
luogo simbolico per i leghisti:
lì nel 1992 il primo Carroccio
con Bossi protestò giorno e
notte contro la costruzione
della nuova barriera di Cavaria. Tra i manifestanti presenti anche il segretario Matteo Salvini. “Sono qui e non
pagherò il casello dichiarando che il servizio fa schifo: è
una questione di giustizia sociale, perché ci sono mille
chilometri di autostrade al
sud gratis e bastonano il Nord
– ha detto Salvini – è uno
Stato razzista nei confronti
del Nord. Le autostrade le ha
pagate lo Stato e quindi anche
i cittadini”.
Salvini si è quindi recato al
Casello dove, dopo aver ritirato il biglietto, ha dichiarato
di non pagare il pedaggio, si
La Procura ha aperto un’inchiesta, secondo alcuni
testimoni da giorni sul muri c’erano delle crepe”
S
è informato su cosa sarebbe
accaduto e, leggendo le istruzioni che spiegavano che la
somma dovuta poteva essere
pagata, senza addizionali, entro quindici giorni, ha ribadito
il suo no al pagamento anche
quando gli fosse arrivato il
dovuto avviso.
A dargli manforte nientemeno
che Umberto Bossi. “Sono
aumentate le tariffe sui trasporti - ha spiegato Bossi
che ha presenziato la manifestazione per circa un’ora –
che sono vitali per l'economia e l'industria. Bisogna ridistribuire i sacrifici in tutto
il Paese, non mungere la stessa vacca”.
Allora come oggi i lumbard
sostengono che sia iniquo il
trattamento nei confronti del
nord.
Ma la Lega non è l'unica pronta a mobilitarsi contro i forti
aumenti delle tariffe registrati
a gennaio, con punte massime in Abruzzo e in Veneto.
Ci sono anche i Forconi. Ma
soprattutto i proprietari di Tir
dell'Unatras sono pronti a occupare le strade in segno di
protesta, fino al “fermo selettivo dei camion”: il blocco
del traffico.
La palla è nelle mani del ministro Maurizio Lupi che deve
evitare il congestionamento
del traffico soprattutto negli
snodi del Nord Est, cruciali
per il commercio. Ma cerca
anche di tenere buoni i concessionari della manutenzione delle autostrade: i soliti
noti a cui l'Europa ci chiede
di togliere le concessioni e
rimetterle in gara.
B. F.
i scava ancora tra le macerie alla ricerca di due
dispersi a Matera, dove
ieri mattina, intorno alle 7.30
è crollata una palazzina di tre
piani in pieno centro
storico. Sul posto sono immediatamente intervenuti vigili
del fuoco, carabinieri e operatori del 118. In tutto sono
state messe in salvo sei persone mentre sono due quelle
che (al momento di andare in
stampa) risultano ancora disperse nel crollo: un uomo di
58 anni e una donna di 31.
La scena che si sono trovati
davanti i soccorritori, che si
sono subito accorti di alcuni
lamenti provenienti dai resti
S
della palazzina e hanno cominciato subito a scavare, a
mano per timore di nuovi cedimenti, era impressionante.
Il crollo ha infatti parzialmente
coinvolto anche edifici attigui,
che sono stati evacuati. “Tremava tutta la casa, c’era tantissima polvere, sembrava il
terremoto e credevo di morire
– racconta Annamaria, disabile
di 50 anni, che abitava da sola
nella palazzina crollata – Io
cammino con difficoltà, sono
ancora viva solo perché mi
ha salvato un uomo romeno,
che mi ha presa in braccio e
mi ha portata giù”.
Sul luogo dell’incidente sono
giunti il viceministro dell’In-
terno, il lucano Filippo Bubbico
e il prefetto, Luigi Pizzi, oltre
al sindaco, Salvatore Adduce.
Un crollo che forse poteva essere evitato. Da alcuni giorni
gli abitanti della zona avevano
notato alcune crepe sulla facciata della palazzina, come ha
raccontato Franco Fontana, tra
i primi ad arrivare sul posto.
“Abbiamo visto – racconta –
un uomo di circa 70 anni uscire
dalla palazzina tutto impolverato, ma illeso”.
Intanto la Procura della Repubblica di Matera ha aperto
un’inchiesta contro ignoti per
omicidio colposo. Le indagini
sono condotte dai carabinieri. Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi che il
crollo della palazzina (la struttura è collassata) sia stato dovuto ad alcuni lavori in corso
nei locali al pianterreno dell'edificio.
Anche se il Comune di Matera
fa sapere che “non ha autorizzato alcun lavoro”. “L’inchiesta della Procura della Repubblica – spiega il primo cittadino Salvatore Adduce - ci
darà modo di risalire alle cause della tragedia”.
C.B.
10
Domenica 12 gennaio 2014
Salute
GLI STRAVIZI DELLE FESTE SI FANNO SENTIRE? IN AIUTO ANCHE LA TECNOLOGIA
Pesoforma: un’App ci salverà
Tanti i servizi che forniscono piccoli spunti per eliminare i cm accumulati
di Francesca Ceccarelli
e feste sono da poco terminate e si deve fare i
conti con gli eccessi alimentari e da quest’anno
anche con il “food porn”
, ovvero la mania che ha invaso i
profili social nel condividere immagini delle succulente pietanze
servite in tavola.
Da nord a sud gli italiani a Natale
non si fanno mancar nulla e allora
ecco che con il nuovo anno scattano
subito i buoni propositi. Nel 2014
c’è però un’arma vincente in più:
quello della tecnologia. Il mondo
delle app digitali viene in soccorso
con una moltitudine di strumenti
per gestire i progetti di dieta e di
fitness, che, ovviamente, non devono sostituire uno stile di vita
attivo e una alimentazione bilanciata, ma possono invece essere
di supporto nel raggiungimento
degli obiettivi di forma fisica e di
salute.
Ecco dunque le migliori disponibili
al momento sia su App Store che
su Google Play: tutte rigorosamente
gratuite almeno per il periodo iniziale di prova, nella loro versione
base.
Per cominciare, Controlla il tuo
peso (versione iOSo Android) è
un utile strumento per impostare i
propri obiettivi. L’app calcola il
peso ideale in base all’età, all’altezza, al sesso e alla corporatura,
e suggerisce il relativo apporto
calorico giornaliero necessario. È
inoltre possibile calcolare il proprio
IMC (indice di massa corporea) e
la percentuale di grasso corporeo,
creare profili aggiuntivi per ogni
L
componente della propria famiglia
e monitorare i risultati raggiunti
tramite grafici di facile lettura.
Chi vuole tenere sotto controllo le
calorie troverà un aiuto in My Fitness Pal (in versione iOS o Android) un conta calorie che vanta
un database di oltre 3 milioni di
alimenti, oltre ad uno scanner di
codici a barre che permette di
trovare facilmente i valori nutrizionali dei propri prodotti preferiti.
Non monitora solo le calorie, ma
anche tutte le principali sostanze
nutritive come grassi, proteine, carboidrati, zuccheri, fibra, colesterolo.
La personalizzazione individuale
è una caratteristica imprescindibile
per qualsiasi regime dietetico, e
Mela Rossa ne fa il suo dieta-mediterranea elemento cardine. Sviluppata da nutrizionisti e dietologi
con la supervisione della Società
Italiana di Scienza dell’Alimentazione, è specificatamente basata
sulla dieta mediterranea e sui cibi
italiani, e promette di far perdere
fino a 1 chilogrammo di massa
grassa a settimana “in modo scientifico e sicuro”. Comprende anche
programmi vegetariani e menù
per chi pranza in ufficio o al bar.
Naturalmente in versione iOS o
Android.
Ma il pilastro fondamentale di ogni
dieta rimane comunque lo sport:
e anche qui lo smartphone viene
in soccorso. Si parte con la più
celebre app per la corsa, Runtastic,
che permette di tracciare percorsi
di running, monitorare le proprie
performance e condividere l’esperienza sportiva con amici e follower
sui profili social, si è ormai evoluta
in un’intera famiglia di app dedicate a diverse attività fisiche, con
versioni specifiche per la bicicletta,
lo sci, l’allenamento in palestra, e
quindi non lascia più scuse a chi
vuole tenersi in forma, ma non
ama correre.
Per i più pigri o per coloro che
non riescono a ritagliarsi del tempo
libero niente paura: c’è il walking,
ovvero la buon vecchia camminata
lungo un tragitto che abitualmente
si farebbe in auto o con i mezzi
pubblici. In questo caso c’è Accupedo Pedometro, un contapassi
che, grazie a un particolare algoritmo, riconosce in modo intelligente i passi di camminata e corsa,
escludendo gli altri movimenti, e
funziona indipendentemente da
dove si tiene il telefono. Consente
di tenere un diario quotidiano per
monitorare passi, chilometri percorsi, tempo impiegato e calorie
consumate, e di impostare obiettivi
temporali, di distanza e di raggiungimento del peso forma. Nelle
due versioni iOS o Android.
Infine, se oltre a dieta e fitness, i
buoni propositi includono anche
lasciarsi alle spalle abitudini poco
salutari, chi desidera smettere di
fumare può provare Kwit (sia iOS
che Android), una app che sfrutta
il principio della gamification e
“trasforma la lotta al fumo in un
gioco costruito su obiettivi divertenti”. Ogni risultato fa acquisire punti e salire di livello,
con oltre 60 traguardi da raggiungere per arrivare ad essere
il “Kwitter Ultimo”.
D U R A N T E I M E S I I N V E R N A L I È FA C I L E C A D E R E V I T T I M A D I M A L A N N I D I S TA G I O N E
“Prevenire è meglio che curare”
Per aiutare il sistema immunitario piccoli accorgimenti da prendere quotidianamente
i sa che i mesi invernali mettono a dura
prova il sistema immunitario che, indebolendosi, rende più facilmente
esposti a influenza, raffreddore, mal di gola,
herpes.
Dunque prima di ricorrere a medicinali di
vario tipo è opportuno guardare ai vecchi
rimedi della nonna, a partire dalla tavola e
da misure alternative. Per esempio si può
prevenire per tempo i virus influenzali
anche attraverso i vaccini omeopatici, che
si assumono settimanalmente per tutto l'inverno e che aiutano a rafforzare il sistema
immunitario, e fare scorta di vitamine essenziali per la stessa ragione.
Ricordate che il sistema immunitario si indebolisce anche per altri motivi tra cui lo
stress e la mancanza di sonno. Per questo
cercate di dormire almeno 8 ore per notte e
di rilassarsi appena se ne ha la possibilità.
Ma è soprattutto a ciò che ingeriamo che
bisogna prestare molta attenzione: l’alimentazione deve essere varia ed equilibrata
e comprendere frutta e verdura come kiwi,
mirtilli, agrumi, fragole, verdure a foglia
verde, fagioli e patate. Questi alimenti infatti,
sono ricchissimi di vitamina C, un potente
antiossidante che riduce la gravità e la du-
S
rata dei virus rafforzando il sistema immunitario.
La dose giornaliera di vitamina C da assumere eventualmente attraverso integratori
è di 40 mg per gli adulti e 25 per i bambini.
Latte, tuorlo d'uovo, pesce grasso, albicocche,
carote, verdure a foglia verde e pomodori
contengono vitamina A che oltre a rafforzare
il sistema immunitario protegge anche la
vista. Dose raccomandata 600mcg per le
donne, 700 per gli uomini.
Non deve mancare la vitamina E, un altro
potente antiossidante che protegge le cellule
e previene il cancro: lo si trova nelle noci,
nell'olio, nelle verdure a foglia verde, nei
cereali.
Infine la vitamina D, la vitamina del sole,
che regola l'assorbimento del calcio nelle
ossa, in inverno può essere assunta attraverso alimenti come il salmone, il latte arricchito, le sardine, cereali arricchiti, carne
di maiale, uova o funghi, oppure attraverso
integratori.
Una carenza di vitamina D porta all'indebolimento del sistema immunitario, al rachitismo
ed espone ad un rischio maggiore di contrarre patologie tumorali o malattie come la
sclerosi multipla.
F.Ce.
11
Domenica 12 gennaio 2014
Società
DIFFICOLTÀ VARIE INASPRIMENTO NEI RAPPORTI, PROBLEMI PER I FIGLI SONO ASPETTI DA NON SOTTOVALUTARE
Divorzio: costa molto, non solo in termini economici
Però a volte si potrebbe fare un passo ciascuno nella direzione dell’altro. Per combattere insieme
di Emma Moriconi
Divorzi e separazioni sono
sempre più in aumento,
contemporaneamente calano i matrimoni. Sono le
donne a prendere più spesso l’iniziativa, mentre gli uomini sono
più restii a rinunciare alle abitudini
(e spesso alle comodità) che la vita
a due comporta. Naturalmente questo dipende da una sempre maggiore autonomia in termini economici
della donna che, mentre in passato
dipendeva in tutto e per tutto dal
marito, oggi è sempre più indipendente.
Molti gli aspetti da considerare, innanzitutto di carattere economico:
in due si mettono insieme le forze
(anche patrimoniali), si dividono le
spese, il mutuo di casa si può pagare
insieme, come pure le bollette. Dopo
una separazione bisogna fare i conti
con un doppio problema: le case
da mantenere diventano due (e due
le relative utenze), e a far fronte alla
spesa si è da soli. E spesso capita
che ad essere maggiormente vessati
siano i maschietti, che in molti casi
devono anche provvedere al mantenimento dei figli laddove ce ne
siano, nonché, spesso, del coniuge.
E poi le spese per divorziare non
sono proprio uno scherzo. Insomma,
divorziare costa, e non poco.
Altre tematiche certamente non di
secondo piano ma anzi importantissime, investono il rapporto geni-
“
tore-figlio. Nella maggior
parte dei casi i bambini
vengono affidati alla
mamma, che naturalmente si occupa delle
primarie ed imprescindibili necessità dei figli.
Il padre ha diritto di vederli, di stare con loro,
di condividere le scelte
che li riguardano insieme alla loro mamma.
Accade che una separazione si sviluppi senza
grossi traumi, che il rapporto tra gli ex coniugi
rimanga almeno ‘civile’,
che si condividano scelte importanti e meno importanti. Accade anche,
però, che i figli vengano
utilizzati quasi come
‘merce di scambio’, o
come pretesto per rivendicazioni o ricatti. Accade quando la mente
viene offuscata dalla rabbia, o dalla volontà di
vendetta per presunti o
reali torti subiti. A farne
le spese, chiaramente, sono i bambini. E quanto più la separazione
deriva da conflittualità, tanto più i
figli ne soffrono.
Si parte da situazioni di conflitto per
giungere a vere e proprie guerre
senza esclusione di colpi, in cui accade che un genitore, per vendicarsi,
incolpa l’altro di abuso sessuale nei
confronti del minore. Purtroppo i
casi che si registrano in tal senso
non sono pochi. L’Ami (l’Associazione Matrimonialisti Italiani) riferisce
che il 70% di questi casi si risolvono
con un’assoluzione.
Certo, quando non si sta più bene
insieme, non ha senso proseguire.
Si rischia di farsi male a vicenda.
Però è anche vero che, a volte, la
causa sia una certa superficialità,
quando ci si sposa e anche quando
si divorzia. Senza voler entrare nel
merito dei singoli casi, perché si
tratta di scelte estremamente personali e certamente dolorose, ci vorrebbe però, a volte, un po’ di voglia
di fare un passo in direzione dell’altro.
SE C’È IL CONSENSO DI ENTRAMBI I CONIUGI NON SERVIRÀ L’INTERVENTO DEL GIUDICE
In Francia è più veloce
di Chantal Capasso
n Francia un progetto di legge choc
per decongestionare i tribunali civili:
divorziare senza passare dai tribunali.
È la proposta del ministro della Giustizia
Christiane Taubira stabilendo se sia possibile che un cancelliere e non più il
giudice, sancisca i divorzi consensuali.
Nella bozza si legge che la formazione
universitaria dei cancellieri, che in Francia è di 5 anni oltre all’elevato livello
tecnico, li renderebbe “competenti” ad
occuparsi di tali tipologia di separazione.
Per cui si darebbe il via al divorziolampo, senza presentarsi davanti ad un
giudice, purchè i due coniugi siano d’accordo su tutte le modalità conseguenti
alla rottura: l’assegno mantenimento,
l’affido dei minori, ecc. Il ministro della
Famiglia, Dominique Bertinotti, alle tv
locali ha annunciato che “non si tratta di
facilitare il divorzio” e spiega che “la
semplificazione è una buona idea”. Secondo le statistiche, in Francia il 54 per
cento dei 128.371 divorzio sanciti nel
2012 sono stati di mutuo accordo, senza
un contenzioso sui figli o sul patrimonio.
Il rapporto firmato dal consigliere di
Cassazione Pierre Delmas- Goyon, consegnato al guardasigilli francese, persegue l’obiettivo di alleggerire il carico
dei magistrati dato che i contenziosi familiari occupano l’80% del loro lavoro,
ma gli avvocati non sembrano essere in
accordo con la novella giuridica, che
comporterebbe la perdita di clienti ed
onorari.
Il neo-sistema risulta molto semplice:
quando i coniugi sono d'accordo su tutto,
I
IL CASO
E in Olanda basta un hotel
In arrivo anche un format ad hoc
per lasciarsi davanti le telecamere
n Olanda vanno oltre,
anche troppo. Il vero
business non è più
quello dei matrimoni ma
quello dei divorzi. Una
pratica così in voga che
ha portato da un paio di
anni Jim Halfens a distribuire strutture alberghiere
per agevolare le procedure di separazione.
Un’idea ripresa anche da
Rtl 4, una delle maggiori
reti televisive nazionali che
vi dedicherà un reality
show, con l’intento di raccontare una delle trovate
più grottesche di Amsterdam, per dare il benservito al partner. Si chiamano
Divorce Hotel, ed è una
rete di alberghi costruita
con lo scopo di rendere
più snello e rapido l’iter
di divorzio: strutture simili
sono già diffuse negli Usa.
Secondo gli organizzatori,
ad una coppia che vuole
divorziare bastano 2500
euro e 48 ore in questi hotel di lusso per raggiungere un accordo: spa, comodità di vario genere e
consulenze legali, tutto per
questioni
concordare
come il pagamento degli
alimenti e le visite dei figli.
I
dall’assegno alimentare alla ripartizione
del patrimonio alla custodia dei figli,
non sarebbe più necessario passare
davanti al giudice, basterebbe presentarsi
dal cancelliere del tribunale per far registrare l'avvenuta rottura del rapporto
coniugale. Pertanto il matrimonio verrebbe, così, “derubricato” a patto civile
di solidarietà, Pacs, potendo quest’ultimo
essere sciolto facilmente con una mera
comunicazione al tribunale.
Ma la realtà supera la fantasia e i buoni
propositi, la situazione non è così semplice non soltanto per la reticenza dei
magistrati che rinuncerebbero alla loro
prerogativa giudicante ed il timore degli
avvocati che vedrebbero affievolire il
loro fatturato. Lo stesso progetto valuta
la presenza di ostacoli ben precisi: anche
i divorzi consensuali possono avere degli
strascichi e provocare controversie successive alla rottura del matrimonio. Conditio sine qua non per l’avvio della
rapida procedura è che “l'accordo sia
equilibrato, preservi gli interessi di ognuno e non sia la conseguenza di un abuso
di posizione dominante. Bisogna verificare anche che la scelta di un divorzio
consensuale sia frutto di una riflessione
e traduca una vera volontà di trovare
una soluzione amichevole con le conseguenze personali, genitoriali e patrimoniali del divorzio” così si legge nel rapporto d’Oltralpe.
Un passo ciascuno. Un passo alla
volta. Vivere insieme non è sempre
facile, le difficoltà che la vita presenta
sono a volte causa di litigi, di incomprensioni. Sono spesso ostacoli
che sembrano insormontabili. Qualche volta si potrebbe pensare che
sono montagne da scalare. Ma anche
che in due si scalano meglio.
E ancora psicologi, agenti
immobiliari, notai e commercialisti: tutto affinchè
il divorzio sia più dolce
possibile.
Un successo quello di Halfens che ora vanta proseliti
in tante nazioni. Ma come
è arrivata l’idea? Guardando un suo vecchio compagno del college, rimasto
in ballo 5 mesi per divorziare dalla moglie: “Il mio
amico stava dimagrendo a
vista d’occhio, lui e la moglie litigavano ferocemente
ogni volta che si vedevano.
Era davvero orribile”, Halfens ha raccontato qualche
anno fa al New York Times.
“Così, vedendo loro, mi
sono convinto che doveva
esserci un’altra maniera
per separarsi”.
Ora l’impresa verrà rilanciata anche da un reality,
commissionato da Rtl 4 a
Passion Distribution e Vosrt
Media, dove le protagoniste saranno proprio le
coppie in crisi: unica clausola? Accettare di vivere
le proprie ultime ore di
convivenza riprese da una
telecamera. Di certo non
sarà un problema.
Francesca Ceccarelli
12
Domenica 12 gennaio 2014
Sport
S Z E W C Z Y K S I P R E S E N TA
Intanto stasera l’Acea
è a Varese per il giro
di boa del campionato
“Bello essere alla Virtus,
lavoro per tornare al meglio” Q
Il polacco parla del suo approdo a Roma e della sua condizione. Dalmonte: «Con lui nuove risorse tattiche»
di Fabrizio Cicciarelli
stato presentato alla
stampa ieri mattina il
lungo Szymon Szewczyk, nuovo acquisto dell’Acea Virtus Roma. Il
centro polacco, come sempre disponibile e sorridente, ha risposto
alle domande dei cronisti.
«Sono contento di poter tornare
a giocare dopo alcuni mesi di
assenza - ha esordito Szewczyk
-. Arrivo in una squadra che,
nelle mie esperienze passate in
Italia, è sempre stata molto difficile
da affrontare. Con la mia famiglia
ho riflettuto un paio di giorni
sulla proposta e ho capito che
era quella giusta. Adesso mi serve soltanto lavorare per tornare
al livello della passata stagione
e sono sicuro che la squadra mi
aiuterà da questo punto di vista.
Sono felice di essere qui. Perché
ho scelto Roma? Qui avrò il tempo giusto per inserirmi nel sistema. Inoltre la Virtus quest’anno,
come anche la scorsa stagione,
sta andando molto bene. E poi
la città è bellissima».
L’interrogativo riguarda la sua
forma fisica, dopo il problema
alla schiena che ne ha condizio-
È
nato il finale di stagione lo scorso
anno a Venezia, costringendolo
all’intervento chirurgico:« Sono
pronto per quanto riguarda la
corsa, ma per giocare a basket
mi serve ritrovare il ritmo partita,
quindi ci vuole ancora del tempo.
Non so dare una percentuale
precisa, ma di sicuro non sono
al 100%; sarebbe impossibile
dopo 5 mesi in cui ho fatto solo
corsa, piscina, pesi e poi qualche
sgambata in terza lega polacca.
Questi sono i primi allenamenti
veri ad alto livello.
Voglio migliorare per poter aiutare
la squadra per il prosieguo della
stagione. Serve tanto lavoro da
parte di tutti fino a fine anno, ma
se giochiamo bene fino a maggio
possiamo crescere in classifica.
Il girone di ritorno sarà molto difficile, servirà vincere in casa e
“rubare” un paio di gare fuori».
Il primo ad apprezzare l’arrivo
di Szewczyk è sicuramente coach
Luca Dalmonte, che con il polacco potrà contare su nuove soluzioni tattiche per la Virtus:«Si
tratta di un elemento giustissimo
per noi - ha detto il coach durante
la presentazione -, fondamentalmente un centro date le sue caratteristiche difensive, ma che
può giocare anche da ala forte.
Ci permetterà di avere nuove
risorse tattiche da spendere in
partita».
Risorse che saranno conseguenti
al raggiungimento della forma
migliore e all’inserimento negli
ingranaggi della squadra: «Credo
sia importante la sua applicazione nel recupero dall’infortunio,
ma ancor più la nostra disponibilità ad aiutarlo ad inserirsi nella
squadra. Szymon è una persona
estremamente realista, non si è
posto degli obiettivi lontani. Il
suo cammino sarà composto da
due strade: la prima è trovare il
ritmo partita, perché ha giocato
la sua ultima gara a maggio, la
seconda è l’inserimento nei meccanismi della squadra. Credo
che in 4 settimane avremo un
quadro più chiaro. Nel frattempo
dovremo essere bravi a sfruttare
comunque la sua presenza».
uesta sera alle 18,15 (diretta tv su RomaUno, canale 11 del digitale terrestre)
va in scena l’ultimo atto del girone di
andata: l’Acea Virtus Roma sarà di scena a
Masnago per la gara contro la Cimberio
Varese. I biancorossi di coach Frates sono
un avversario ostico e attraversano un buon
momento di forma, nonostante l’ultima sconfitta contro Siena: «La Cimberio vista nelle
ultime settimane non c’entra niente con la
sua posizione in classifica – spiega coach
Dalmonte -, anzi ha dimostrato di essere vicina al potenziale che tutti immaginavano,
a maggior ragione nell’ultima contro Siena,
in cui ha giocato alla pari per 39 minuti.
Con l’arrivo di Banks, Varese ha trovato la
sua quadratura, è una formazione completa,
costruita con criterio ed equilibrio. Frates
oggi vede i frutti del suo lavoro, la squadra
sa cosa fare da entrambi i punti di vista, offensivo e difensivo, ha una bella identità ed
è cresciuta nelle ultime settimane».
I lombardi, allo sprint per un posto alle
Final Eight di Coppa Italia, possono contare
su un fattore casalingo molto importante:
infatti ben cinque delle sei vittorie in campionato sono arrivate tra le mura del PalaWhirpool, espugnato solamente da Brindisi
e Cantù. Coppa Italia già raggiunta per la
Virtus, che domenica sera saprà il nome
del suo avversario al primo turno e che
vuole riscattare la sconfitta contro Venezia:
«Per giocare questo tipo di partita - conclude
Dalmonte - dobbiamo recuperare quelle
condizioni che non abbiamo messo in campo contro Venezia e costruire la partita con
energia, presenza e funzionalità difensiva,
che ci devono sostenere anche in giornate
in cui l’attacco ha qualche difficoltà».
Fab.Cic
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