mensile
della
comunità
di Salò
ANNO LXIV - n. 10 dicembre 2015
2
Vita di parrocchia a cura della Redazione
2015-16 BUSTA “verde”…
PARROCCHIA S. MARIA ANNUNZIATA - SALÒ
È ormai da anni che nel tempo di Natale viene inviata, allegata al Bollettino parrocchiale, una busta di solidarietà
parrocchiale. Tante opere sono state sostenute da questo
«obolo della vedova». Non sono mai state donate grandi
cifre in quanto viene richiesto solo a chi riceve il bollettino
(≈ 15% degli abitanti), anche se TUTTI dovrebbero sentire
come “dovere” questo «dono».
Qualcuno si chiede sempre: — e questi soldini per quaper le OPERE PARROCCHIALI
le opera verranno utilizzati? — Si presuppone che chi
crede nel Signore e ama vivere la vita della Parrocchia…
N.B. - Restituire la busta:
chiede e legge le varie notizie che parlano della vita della
• o direttamente all’arciprete
nostra comunità cristiana. Ecco perché anche quest’an• o direttamente in segreteria Parrocchiale
• o tramite le zelatrici de “IL DUOMO”
no, a nome di questa comunità di cui mi sento fortunato «pastore» chiedo ancora un aiuto. Abbiamo rifatto il
pavimento della Chiesa di S. Bernardino, che era tutto
traballante, nell’occasione abbiamo anche inserito il riscaldamento sotto le mattonelle, realizzata una “bussola” adeguata e nuova
all’ingresso e in presbiterio (spazio dove opera il celebrante) un ambone (=piccolo pulpito) per la proclamazione della Parola di Dio
e la predica.
Il mese scorso in Duomo, S. Bernardino, S. Benedetto, S. Giuseppe abbiamo rifatto l’impianto di amplificazione… Ci si accorge:
Sentiamo meglio! Al Duomo vorremmo, anche con l’aiuto di altri, ILLUMINARE L’ESTERNO (pareti, facciata, cupolino e tetti… Molto
probabilmente a Natale potremo ammirare anche di sera e notte la “cosa più bella” che abbiamo a Salò. Probabilmente rifaremo anche l’impianto di ILLUMINAZIONE INTERNA al Duomo… Questo sarà per dopo Natale. Al Cimitero, anche se la struttura è di proprietà
del Comune, restaureremo presto la Chiesa-Cappella che si vede “là in alto” in mezzo alle tombe dei nostri cari. Vorremmo fare l’impianto di riscaldamento per trovarci a miglior agio durante le SS. Messe che mensilmente vi celebriamo, migliorare l’illuminazione,
fare l’amplificazione e… RESTAURARE GLI AFFRESCHI, lesionati dal terremoto del 2004. Anche in Oratorio abbiamo eseguito ancora
qualche manutenzione straordinaria (rifacimento e restauro dell’AULA MAGNA)… Siamo CERTI che concluderemo queste opere e siamo
riconoscenti a coloro che ci vogliono aiutare.
La Busta
di NataLe
Tappe della vita
Sono entrati a far parte della famiglia di Dio:
Lacitignola Vera di Daniele e di Mantovani Anna
Zanca Sebastiano di Claudio e di Personi Cinzia
Sono tornati alla casa del Padre:
Stura Anna ved. Piotti, anni 89
Schiff Luigi, anni 90
Mainardi Giuseppe, anni 91
Bettinzoli Giovan Battista, anni 88
Alessi Pietro, anni 80
Saletti Angelo, anni 91
---------------------------------------------------------------------------------16 - 12 - 2004
16 – 12 – 2015
“Io non morirò mai, perchè vivrò negli occhi e
nel cuore di chi mi ama e mi amerà per sempre”.
Nell’undicesimo anniversario della scomparsa di
GIACOMO BONZANINI (Cochy)
La moglie Laura con le figlie Veronica e Virginia e le care
nipotine Sofia e Anita, comunicano che verrà celebrata
una S. Messa in suffragio in Duomo, Giovedì 17 dicembre
2015 alle ore 18,30 nella Cappella del Santissimo.
-----------------------------------------------------------------------13 – 12 – 2011
13 – 12 - 2015
VENIER DINO
Nel quarto anniversario della scomparsa, la moglie Miranda ricorda con l’amore di sempre il suo caro marito
Dino.
Pellegrinaggio Diocesano
Giubileo della Misericordia
(con il Parroco ed il Vescovo)
dal 7 al 10 APRILE 2016
(programma più dettagliato in seguito)
1° giorno Brescia - Lucca
Al mattino partenza per Lucca. Breve visita con guida
della città, visita guidata alla Cattedrale che conserva il
crocifisso ligneo, raffigurante il Volto Santo, segno della Misericordia del Padre. Il programma religioso prevede Santa Messa e incontro con il Vescovo di Brescia
sul tema “Giubileo e Misericordia”.
2° giorno Lucca - Assisi Santa Maria degli Angeli – Roma
Colazione in albergo. Partenza per Assisi Santa Maria
degli Angeli. Nel 1216, durante una visione, Francesco
ottiene da Gesù stesso l’Indulgenza conosciuta come
“Indulgenza della Porziuncola” o “Perdono di Assisi”.
Nel pomeriggio arrivo a Roma.
3° giorno Roma
Udienza concessa da Papa Francesco in occasione
dell’Anno Giubilare - passaggio della Porta Santa della
Basilica di San Pietro e celebrazione Eucaristica.
4° giorno Roma – Brescia
Celebrazione Eucaristica… in Vaticano …Angelus, pranzo e ritorno a Brescia.
Il mondo gioca la sua partita:
196 Paesi «contro» due grandi
Il GOAL
di Papa Francesco
uante preoccupazioni per il cliQ
ma? La terra e il cielo vogliono
essere rispettati. I Grandi discutono e
fanno fatica a “concordare”. Anche per
la Chiesa ora stiamo vivendo un periodo particolare, difficile e storico. Tante
cose ha cambiato nella Chiesa e nel
mondo la fumata bianca del 13 marzo
2013. Con gioia e gratitudine per quel
vento travolgente dello Spirito Santo,
che sa cambiare la «faccia della terra,
c’è stato veramente un cenacolo dello
Spirito in quella Cappella Sistina da cui
è uscita la forza dirompente di Papa
Bergoglio.
Dalle estremità della terra lo hanno
scelto e contro ogni previsione e in
fretta, contro ogni logica umana. È bastato il suo: «Buonasera!» a far levare al cielo il tripudio della folla. Ecco
il sentire comune: due Pontefici diversi, ma uniti, non ostili ma intrecciati. È
stato come se all’improvviso, per usare un paragone calcistico, nella squadra della Chiesa uscisse il giocatore
Ratzinger per far entrare il poco noto
giocatore Bergoglio, che sbaraglia,
sconvolge e segna… con tanti goal,
belli, rotondi e pieni, con lo sconcerto
degli altri giocatori.
Il rischio, però, è che noi ammiriamo
e poco imitiamo Francesco. Restiamo
sugli spalti ad applaudire e scendiamo
in campo di rado per giocare con lui,
imitandone lo stile e la grinta.
Ultima trovata spirituale: il “GIUBILEO
DELLA MISERICORDIA”.
La misericordia, come la intende il
Papa, non è un’entità astratta, un’idea.
Il rischio più pericoloso che corriamo è
quello di trasformarla in un sistema di
idee o di precetti. È un’esperienza, un
incontro, che apre il cuore alla fiducia
e allo Spirito Santo. Il Giubileo della
La Parola del Parroco
a cura di Mons. Francesco Andreis
Misericordia affronta con coraggio e
passione la crisi di fede di un mondo
che rischia di smarrire il volto di Dio, la
sua bontà verso di noi. Il cammino inizia dall’«ospedale da campo», il confessionale, dove si curano le ferite e si
riscalda il cuore.
Quanto ci resta da modificare nel Sacramento del perdono! Tante volte lo
riduciamo alla filastrocca pronunciata
più o meno vergognosamente o sfacciatamente… conclusa magari con le
fatidiche “3 Ave Maria” per penitenza.
Dobbiamo incominciare a pensare che
lì c’è Gesù, il Padre e lo Spirito Santo
che fanno a gara per ”risuscitare” quel
povero «morto» arrivato lì non si sa
come e che desidera risuscitare. Come
sarebbe bello sentirci dire dal sacerdote: «Adesso ti fermi qualche minuto,
ti domandi quale è stata la gioia più
bella che hai provato in quest’ultimo
mese… cerca di riviverla e ringrazia il
Signore.» Abbiamo tutti in noi archivi
interiori ricchi di volti e sorrisi, di cose
belle, di gioie… ma non sappiamo gustarle perché abbiamo perso la chiave
per entrare. Se non impariamo a custodire e a meditare come faceva Maria, non saremo mai felici.
«Penitenza» significa cambiare vita,
pulire gli occhi e leggere tutto con altre pupille. Incominceremo a godere
la «Bellezza di Dio» e con la Preghiera
tutto sarà più facile e inizieremo a respirare “aria di Dio”: questa è la SPERANZA CRISTIANA!
Vorrei proporvi un’immagine per
comprendere maggiormente quanto
vi ho accennato. Un giorno ho pensato di comperarmi un TANDEM. Un
mattina vi salii sopra e incominciai a
pedalare… Chi mi vedeva si chiedeva:
Chi vorrà ospitare sul posto posteriore? Un amico, un’amica…?
Con fatica mi avviai e con più fatica
continuai a pedalare. Ad un certo punto trovai il Signore ad attendermi. Mi
chiese di prendere il posto vuoto. Accettai e mi accorsi che era molto più
facile viaggiare in due, anche in salita.
Ma, quando il Signore mi chiese di
prendere il posto anteriore, mi rasserenai maggiormente perché sembrava
di faticare meno. Andavamo su e giù
… ed era bello anche non preoccuparsi di guidare. La Grazia e la Preghiera
operano così in noi!
È Natale! Gesù viene per camminare con noi… Accogliamolo e sarà
Lui a condurci e a renderci la vita
facile e bella. Non più angoscia…
ma gioia e pace, quella pace che gli
Angeli hanno cantato sulla capanna di Betlemme: PACE IN TERRA
AGLI UOMINI CHE EGLI AMA !
In copertina: Madonna col Bambino Stucco originariamente policromo cm. 50 x 70
Stucco originariamente policromo e dorato, attribuito al primo quarto del Quattrocento, collocato sulla
porta della sacrestia del Duomo di Salò. Il piccolo rilievo tardogotico è un caratteristico oggetto destinato
alla devozione privata, molto probabilmente giunto al Duomo attraverso una donazione.
È replica di un rilievo in terracotta conservato al “Victoria and Albert museum” di Londra, probabilmente acquistato nell’Ottocento sul mercato antiquario bresciano. Lo stucco salodiano riprende l’innovativo modello
della “Madonna in trono col Bambino” dipinta a Brescia da Gentile, con l’introduzione di cadenze stilistiche
della scuola di Stefano da Verona e del Pisanello. Un esemplare più fine dello stesso modello è presente
a Berlino. Nei tre rilievi la Madonna, in trono sopra un semplice palchetto, prega davanti al Bambino. La
Vergine si staglia dentro una mandorla, sormontata da cherubini che la incoronano.
3
4
Avvenimenti Diocesani a cura di Anna Manni da “La Voce del Popolo”
Apertura della Porta Santa
La Porta Santa per la nostra Diocesi, l’unica come da indicazione del “Pontificio
consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione”, sarà quella della
Cattedrale (quella a sinistra guardando la facciata). Verrà aperta solennemente
domenica 13 dicembre alle 18.30 e rimarrà aperta fino alla fine del Giubileo,
il 20 novembre 2016. Sul territorio sono state individuate delle Chiese giubilari, che non vanno viste tanto come luogo di pellegrinaggio (riservato alla Porta Santa), ma come luoghi di preghiera personale e comunitaria, dove si può
ascoltare l’annuncio della misericordia di Dio, farne l’esperienza attraverso la
celebrazione della riconciliazione e ottenere l’indulgenza.
Ecco quali sono: l’Eremo di Vallecamonica a Bienno, il Santuario di Bovegno,
il Santuario della Madonna di Valverde a Rezzato, la nostra Chiesa di San
Bernardino, l’Abbazia di Rodengo Saiano, il Santuario della Madonna della
Stella a Bagnolo e il Duomo di Montichiari.
“ANIME MORTE, NON AVRETE IL MIO ODIO”
Parigi, lettera del marito di una vittima
La moglie muore a
Parigi, il marito
scrive ai terroristi:
“Non avrete
il mio odio”.
Sua moglie
Helene è una delle
vittime
della strage del
Bataclan.
Antoine Leiris,
giovane giornalista
di France Blue, è
rimasto solo con il
figlio di appena 17
mesi e ha scritto
una commovente
lettera ai terroristi.
“Rispondere
all’odio con la
rabbia sarebbe
cedere alla
stessa ignoranza
che ha fatto di
voi quello che
siete”.
«Venerdì sera avete rubato la vita di una
persona eccezionale, l’amore della mia vita,
la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio
odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo.
Voi siete anime morte. Se questo Dio per il
quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua
immagine, ogni pallottola nel corpo di mia
moglie sarà stata una ferita nel suo cuore.
Perciò non vi farò il regalo di odiarvi.
Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha
fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io
avessi paura, che guardassi i miei concittadini
con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà
per la sicurezza. Ma la vostra è una
battaglia persa. L’ho vista stamattina.
Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa.
Era bella come quando è uscita venerdì sera,
bella come quando mi innamorai
perdutamente di lei più di 12 anni fa.
Ovviamente sono devastato dal dolore,
vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di
corta durata. So che lei accompagnerà i nostri
giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso
di anime libere nel quale voi non entrerete mai.
Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo
più forti di tutti gli eserciti del mondo.
Non ho altro tempo da dedicarvi, devo
andare da Melvil che si risveglia dal suo
pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda
come ogni giorno e poi giocheremo insieme,
come ogni giorno, e per tutta la sua vita
questo petit garçon vi farà l’affronto di essere
libero e felice. Perché no, voi non avrete
mai nemmeno il suo odio».
Toccati
da Gesù
Il nuovo libro di Mons. Vincenzo Peroni “Toccati da Gesù” è
stato presentato durante un
incontro al Centro Pastorale
Paolo VI il 10 novembre. Il libro raccoglie l’esperienza di
oltre quaranta viaggi in Terra
Santa alla guida dei pellegrini.
Questo “strumento” di viaggio, guida di percorsi e di spiritualità è già stato adottato da
Brevivet per i futuri pellegrinaggi. Don Vincenzo ha dedicato il volume ai cristiani della
Terra Santa, che ha ricordato
con profondo affetto durante
la presentazione: “Non possiamo dimenticarci dei nostri fratelli cristiani che lottano ogni
giorno con la paura di vivere in
quelle terre, perchè se i cristiani sparissero dalla Terra Santa
le nostre origini andrebbero
perdute e questo non possiamo permettercerlo!”.
Don Angelo
Olivetti
nuovo parroco a Gardone
Ha fatto il suo ingresso a Gardone domenica 8 novembre.
Originario di Gambara, classe 1960, don Angelo è stato
parroco di San Luigi Gonzaga,
in città, per più di nove anni.
Il suo desiderio per la nuova
parrocchia è di poter arrivare
ad un contatto diretto con le
famiglie, secondo l’ottica di
pastorale familiare che tanto
sta a cuore anche al Papa; vorrebbe anche valorizzare ogni
forma di vocazione e coltivare
sinceri rapporti di fraternità e
corresponsabilità con i nuovi
parrocchiani.
Rallegrati,
piena di grazia…
M
artedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Papa Francesco
in comunione con tutta la Chiesa, ha
dato inizio all’Anno Santo straordinario della Misericordia.
«Ave, piena di grazia»: l’angelo saluta
Maria Immacolata Madre di Dio
Mi rendo conto che, difficilmente, il nostro Bollettino Parrocchiale sarà entrato
nelle nostre case per questa data, ma
propongo ugualmente alcune riflessioni sulle sacre scritture di questa grande
festività.
Il dogma della Immacolata Concezione
fu promulgato da Papa Pio IX nel 1854,
ma già nel IX secolo si celebrava in Inghilterra e Normandia, una festa della
concezione di Maria ed il Concilio di Basilea (1439) sancì questo evento come
una verità di fede. Con questo dogma
si afferma che Maria è nata senza colpa originale, concepita senza peccato:
colei che doveva dare alla luce il Figlio
di Dio fu preservata da ogni macchia di
peccato per essere la degna dimora di
Gesù.
Oggi Maria, l’Immacolata, è il nostro
modello nel cammino dell’Avvento, un
cammino nella purezza dello spirito, per
incontrare Cristo Signore nella visione
della sua gloria, come lo incontreremo
a Natale nel presepio, come lo incon-
In ascolto della Parola
treremo nella Liturgia, nella sincerità
della fede. Le sacre Scritture di martedì 8 dicembre partono dalla promessa
della salvezza che si legge nel libro della
Genesi, in cui si dichiara che al peccato
dell’uomo risponde il perdono di Dio;
passano quindi per l’inno di san Paolo
apostolo che associa ogni cristiano alla
benedizione riservata alla Madre di Dio,
la prima fra i benedetti; fino a giungere
al vertice del Vangelo. Maria accoglie
l’annuncio dell’angelo, concepisce l’inconcepibile: in Lei il perdono si fa carne
e la redenzione si compie.
Ma andiamo più nel dettaglio delle sacre Scritture. Nella prima lettura, ricavata dal libro della Genesi (3,9-15.20),
viene ricordato il primo peccato, la disobbedienza di Adamo ed Eva a Dio. Al
castigo per il peccato, Dio lascia intravedere la salvezza, grazie ad un nato
di donna. Eva, “la madre dei viventi”,
è l’annuncio di Maria Immacolata. Con
uno stile semplice e popolare, l’autore
narra il processo per la ricerca del colpevole del primo peccato, processo che
sarà seguito da una condanna.
Tuttavia questo quadro cupo è illuminato da una speranza: non tutto è perduto. Se la discendenza della donna dovrà
essere insidiata al calcagno (cioè ferita),
le forze del male saranno insidiate alla
testa (cioè schiacciate).
Tale annuncio misterioso di una vittoria
sul male è stato interpretato come la
prima promessa della salvezza, promessa che si incarnerà nel Cristo.
La tradizione ha visto in Maria la donna
che schiaccia la testa al serpente.
Nella seconda lettura, tratta dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
(15,4-9) ci viene detto che anche la
scelta di Maria è stata fatta in Cristo.
In Lui, ella ha ricevuto la grazia che l’ha
resa capace, fin dal primo istante della
sua esistenza, di corrispondere a questa
scelta, per diventare la madre del Salvatore.
Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) apprendiamo che Maria è invitata alla gioia dall’angelo Gabriele, che la chiama
con un nome nuovo “piena di grazia”,
... a cura di Oswald
perché è la figlia di Sion, visitata dal suo
Signore. Dio si consegna nel grembo di
una donna per nascere bambino, figlio
dell’uomo. “Rallegrati, piena di grazia:
il Signore è con te”.
La narrazione dell’annunciazione è il
compendio essenziale della vita e del
destino di Maria dal primo all’ultimo
istante terreno. L’accettazione libera
e responsabile… “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua
parola”… E’ l’ideale autobiografia di
Maria e dovrebbe trasformarsi nell’ideale autobiografia di tutti coloro che
aderiscono al progetto di Dio.
Il mistero dell’incoronazione viene presentato sulla linea delle antiche promesse messianiche: “Gioisci, figlia di Sion, il
Signore è in mezzo a te” (Sof 3,14-15);
ma nella realizzazione sconvolge tutti i
piani umani: il Messia figlio di Dio nascerà da una vergine. Gerusalemme è
stata ripudiata: ma Dio non tradisce le
sue promesse; vi sarà una nuova città
santa nella persona di Maria, molto più
santa e fedele; non più una città o un
popolo il simbolo dell’alleanza con Dio,
ma una persona umana, con la sua libera adesione al piano di Dio.
Papa Francesco davanti alla Porta Santa
della Basilica di San Pietro, durante la
cerimonia di indizione del Giubileo della
Misericordia (11 aprile 2015).
5
6
Caritas
e Vita Missionaria
Una cena “povera”
per arricchirci
Lunedì 12 ottobre ci siamo ritrovati per la Cena Povera in Oratorio. Iniziativa promossa dal Gruppo Missionario della nostra
Parrocchia che da alcuni anni a questa parte è un appuntamento
fisso. Quest’anno abbiamo avuto la gradita visita di Don Carlo
Tartari, responsabile del Centro Missionario Diocesano, il quale,
dopo aver cenato, ci ha aiutato a cogliere il significato dell’attività missionario della Chiesa.
Innanzitutto Don Carlo ci ha invitato a guardare la missione con
gli stessi occhi di Gesù.
“La Missione non è un’iniziativa dell’uomo, ma di Dio. Come Il
Padre ha inviato il Figlio per la salvezza dell’uomo, così Gesù, a
sua volta, invia l’uomo, i discepoli, coinvolgendoli nel dinamismo
della missione. Gesù sceglie i discepoli imprimendo nel loro cuore, nella loro vita un duplice movimento: la vocazione e la missione. Per il discepolo, quindi, andare da Gesù per stare con Lui,
e partire da Lui per andare verso il mondo, sono due movimenti
essenziali. Stare e andare sono due movimenti sincronici come
lo sono quello dell’inspirare e quello dell’espirare per i polmoni,
e della sistole e della diastole per il cuore; e come indispensabili
sono i movimenti del cuore e dei polmoni per la nostra vita, così
lo sono i movimenti dello stare con Gesù e del partire da Lui
per la vita della nostra fede. Se, infatti, si riducesse il dinamismo
della fede a uno solo movimento il rischio inevitabile è quello di
avvizzirla e soffocarla. La vita di fede risulta avvizzita se ridotta
al solo movimento della stare: se sto solo con Gesù, escludendo
gli altri, corro il rischio di dare vita ad una Chiesa ripiegata su se
stessa, che si nutre di intimismo vuoto e sterile. Questo rischio
può toccare la vita di ciascuno di noi, le nostre comunità e dei
nostri gruppi. Quando ci si chiude agli altri, si cade inevitabilmente in un’esclusività inaccessibile. La fede risulta, di nuovo,
avvizzita se ridotta al solo movimento dell’andare: se la propensione generosa del fare, dell’organizzare, dell’operare dimenticando del perché e del per chi si agisce, non solo fa perdere al
cristiano la dimensione contemplativa e orante della vita di fede,
ma fa cadere il cristiano in attivismo dissennato; atteggiamento
e rischio che ha volte ha intaccato la vita dei nostri gruppi”.
Don Carlo ci ha aiutato, poi, a riscoprire gli orizzonti dell’azione
missionaria: “Quattro sono gli orizzonti significativi; il Signore ci
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invia, con la forza dello Spirito, ad essere testimoni:
a Gerusalemme, e con Gerusalemme indico il luogo dove abitiamo, viviamo stabilmente; cioè, il luogo dei rapporti più stretti,
familiari e vicini;
nella Giudea, mi piace pensare a un contesto più allargato,
omogeneo, ma più ampio; la Giudea rappresenta quel luogo nel
quale si sperimenta la fatica della collaborazione tra gruppi, tra
comunità cristiane vicine;
nella Samaria, cioè il luogo del nemico, dell’avversario, del diverso da me, di coloro che chiamano e adorano Dio in un modo
diverso dal mio, dello straniero; la Samaria indica un contesto
difficile, ostile, nonostante questo Gesù dice a ciascuno di noi
che il luogo della Samaria è una preziosa opportunità di testimonianza e di autentica evangelizzazione;
fino agli estremi confini della terra: i confini sono l’orizzonte
della Missio ad Gentes, della “Missione alle Genti”.
Interessante l’attività della nostra Diocesi dal Concilio Vaticano
fino ai nostri giorni.
“Gli estremi confini della terra sono l’orizzonte verso il quale la
Diocesi di Brescia ha intrapreso cammini e relazioni significativi.
Dal lontano 1957, anno dell’enciclica Fidei Donum di di Pio XII,
la nostra Diocesi si impegna all’invio di sacerdoti alle Chiese sorelle. I primi inviati da Mons. Giacinto Tredici nel 1960 alla Diocesi di Araçuai, furono don Rinaldini, poi vescovo di quella Diocesi,
don Ferrari e don Carrera. Tre anni più tardi fu il piccolo paese
del Burundi ad accogliere l’arrivo di don Belotti, don Cabra, don
Arrigotti. Il rapporto con il Burundi assunse le caratteristiche di
un gemellaggio tra la Diocesi di Brescia e la Diocesi di Ngozi. Alla
fine del 1970 i presbiteri fidei donum erano già 18 con un’età
media di 36 anni. Alla fine del 1983 poi 39 dei nostri sacerdoti
erano presenti in 13 Diocesi tra Africa e America Latina. Oggi 26
sono i nostri sacerdoti presenti in Albania, Benin, Mozambico,
Argentina, Uruguay, Brasile, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Messico, di cui 4 sono vescovi”.
Concludendo, don Carlo ci ha dato un’indicazione preziosa.
“Segno evidente del nostro tempo, è l’opportunità di saper superare la sola dimensione che per decenni, vista l’urgenza, ci
ha messo nella condizione di dare aiuti materiali, competenze,
senza preoccuparci, più di tanto, di coltivare la dimensione del
ricevere, dell’imparare e del confrontarsi. È più che mai urgente
fare nostra la sfida affascinante di cogliere i frutti che lo Spirito fa
germogliare nelle giovani Chiese di cui noi ne abbiamo bisogno.
Mi piace pensare alla partecipazione gioiosa della celebrazione
eucaristica, al protagonismo dei laici nell’opera di annuncio e di
animazione della comunità cristiana, alla capacità di essere sale
e lievito in contesti nei quali la Chiesa è in assoluta minoranza”.
Grazie don Carlo.
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San Leopoldo
da Castelnuovo
Confessarsi è bello
Adeodato Giovanni ha otto anni; una delle
sue sorelle lo rimprovera aspramente per
un errore commesso ed il parroco della
chiesa lo costringe ad inginocchiarsi davanti a tutti: «Ne fui – scrive – profondamente
rattristato e pensai fra me e me: perché
trattare tanto duramente un bambino per
una colpa così lieve? Quando sarò grande,
voglio farmi frate, diventare confessore e
trattare le anime dei peccatori con molta
bontà e misericordia».
E Adeodato, diventato padre Leopoldo, è
un grande confessore. Confessa, chiuso in
una piccola stanza di pochi metri quadrati,
senza luce, senza aria, fredda in inverno ed
afosa in estate, ogni giorno, per dieci ore,
quindici anche, quando i fedeli sono tanti. «Come fai a resistere tanto a lungo nel
confessionale? – gli chiede un confratello
– È la mia vita», risponde con allegria.
Sa ascoltare, Padre Leopoldo, sa parlare
all’anima, è comprensivo, buono, sorridente, sa mettere a proprio agio i penitenti, è
paziente e umile, è discreto e affettuoso:
è questo il segreto del suo spirito di dedizione, della sua mistica del servizio per la
gioia di amare Dio «con tutto il cuore, con
tutta l’anima, con tutta la volontà», come
Sant’Ignazio, di cui legge sempre gli Esercizi Spirituali. Nella sua “celletta” di confessore, padre Leopoldo trascorre trentatrè
anni, nel convento dei Cappuccini di Padova: «Il mio Oriente è qui, è Padova»:
perché l’Oriente, la missione di portare i
dissidenti orientali all’unità cattolica, è il
sogno della sua vita.
Un padre cappuccino gli ricorda che non
parla più, come in passato, di andare nei
paesi d’Oriente. «E Padre Leopoldo: è
vero, però tempo fa un fedele, dopo la
confessione mi dice: “Padre, Gesù mi ha
ordinato di dirle questo: il suo Oriente è
ciascuna delle anime che assiste qui con la
confessione”. Dunque, vedi bene, che Dio
mi vuole qui e non in terra di missione». E
un’altra volta: «Poiché Dio non mi ha concesso il dono della parola per predicare,
voglio consacrarmi a riportargli le anime
attraverso il sacramento della penitenza».
E la magia e l’incanto del suo “Vada in
pace” dopo ogni confessione scende nell’animo di tutti a lenire ogni sofferenza, ogni
rimorso. E davvero è una folla di fedeli che
non termina mai, ogni giorno, per lunghi
anni e quando i superiori lo mandano per
qualche tempo a Fiume, per confessare gli
slavi, è tale il dolore a Padova che Padre
Leopoldo è richiamato: «Palesemente,
Sant’Antonio di Padova ti vuole presso di
sè», scrive il vescovo.
Quando Padova, nel 1944, due anni dopo
la morte di Padre Leopoldo, è bombardata, la sua celletta-confessionale rimane
intatta: «La chiesa e il convento saranno
colpiti dalle bombe, ma non questa celletta. Qui Dio ha usato tanta misericordia
alle anime: deve restare a monumento
della sua bontà»: la predizione di Padre
Leopoldo.
Storia di un’anima
Adeodato Giovanni nasce a Castelnuovo
di Cattaro, in Montenegro, il 12 maggio
1866, penultimo di sedici figli, da famiglia
un tempo nobile e ricca, poi decaduta, ma
dignitosa e rispettata, fortemente cattolica.
Adeodato è un giovane di statura piccola
– è alto poco meno di un metro e mezzo -
Santo del mese
a cura di Luisa Madureri
tecipazione emotiva: ma nel 1914 Padre
Leopoldo è inaspettatamente allontanato
dall’insegnamento, perché, si dice, troppo
buono, troppo incline alla benevolenza.
Soffre, ma ubbidisce, come sempre.
Nel 1919 riprende l’impegno esclusivo nel
ministero della confessione: «Nella confessione – si legge negli annali dei Cappuccini
– esercita un fascino straordinario per la
grande cultura, per il fine intuito e specialmente per la santità della vita. A lui
affluiscono non solo popolani, ma intellettuali e aristocratici, professori dell’università e studenti».
A Padova rimane per tutta la vita, sempre
dando tutto se stesso agli altri, sempre più
debole, affaticato dalle continue penitenze,
dai digiuni, dalle preghiere costanti: anche
l’ultimo giorno, 30 maggio 1942, si prepara
alla santa Messa, confessa, recita il “Salve
Regina”, tende le mani al cielo, muore. Una
grande folla lo chiama subito santo: e santo
diventa nel 1983 con Giovanni Paolo II.
Il sogno
esile, con difficoltà di pronuncia, un po’ balbuziente, ma con occhi scuri molto vivaci,
di acuta intelligenza e di carattere bellicoso,
capace di infiammarsi in scatti aspri e improvvisi, come il suo compatriota San Girolamo, sempre da lui molto amato. E come
San Girolamo chiede al Signore il dono della calma e della tranquillità «Abbi pietà di
me che sono dalmata!».
Il piccolo Adeodato desidera presto entrare
nell’Ordine dei Cappuccini, perché ne frequenta l’ambiente e ne è affascinato e così
a 18 anni, nel 1884, inizia il noviziato a Bassano del Grappa, dove veste l’abito francescano con il nuovo nome di fra Leopoldo.
Nei conventi di Padova e Venezia completa
gli studi di filosofia e di teologia. Soprattutto subisce il fascino della Sacra Scrittura e
dei Padri della Chiesa: in San Girolamo, dottore della Chiesa, “leone del deserto”, vede
una guida sicura, un uomo che sa mitigare
le intemperanze del carattere quando diventa direttore di anime e, come lui, studia
diverse lingue slave ed anche il greco.
A Padova, nel 1910, è direttore degli studenti, frati cappuccini che si preparano al
sacerdozio. Sono anni molto intensi, di par-
«Mi obbligo, con voto, momento per
momento, con tutta la diligenza possibile – scrive – tenendo conto della mia debolezza, di dedicare tutte le energie della
mia vita per il ritorno dei fratelli separati
d’Oriente alla unità cattolica. Ogni anima
che avrà bisogno del mio ministero, sarà
per me un Oriente».
È questo l’ideale, il sogno della vita: essere
missionario in Oriente, per riavvicinare alla
Chiesa Cattolica i fratelli ortodossi e contribuire all’unità della Chiesa. Non riesce ad
andare in Oriente, sia per la sua salute sempre precaria, sia perché nei vari monasteri
in cui è assegnato ricopre diversi incarichi:
Padre Leopoldo in ogni momento è pronto
all’obbedienza, nella sua incredibile mitezza di cuore. Ma, il sogno è sempre vivo, perché «La verità non invecchia».
Papa Paolo VI, in occasione della sua beatificazione, vede in lui un anticipatore dell’ecumenismo spirituale: «Padre Leopoldo fu
“ecumenico”, cioè sognò, presagì, promosse, pur senza operare, la ricomposizione
nella perfetta unità della Chiesa, anche se
essa è rispettosa delle particolarità molteplici della sua composizione etnica».
E sempre, accanto a lui, la presenza della
Vergine Maria, che Padre Leopoldo ama
intensamente, la sua “Parona benedeta”,
come la chiama in veneto, con affetto di
figlio. Ed è con il suo appoggio che trova
la forza di dire ai suoi penitenti: «Stia tranquillo, metta tutto sulle mie spalle, ci penso io», e fa sue preghiere, digiuni, penitenze, privazioni.
7
8
Vita di parrocchia a cura della Redazione
Illuminazione esterna
del Duomo di Salò
Ritiro Gruppo
S. Giovanni Piamarta
Il Duomo è un monumento che molti ci invidiano, che quasi scompare
nella visione notturna del lungolago.
È stato presentato, alcuni mesi fa, al Parroco, alla Soprintendenza, al
Sindaco Cipani e al suo staff tecnico un progetto per la nuova illuminazione esterna, dai quali si è ricevuto una condivisione e uno sprone a
proseguire nell’esecuzione dell’opera.
Questa comunicazione ha lo scopo di sensibilizzare tutti i cittadini salodiani per supportare questa iniziativa che è nata per mettere in risalto un Monumento della nostra Comunità, verso il quale abbiamo forti
legami affettivi per le cerimonie in esso avvenute come: battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali che hanno segnato il percorso
della nostra vita.Noi ci auguriamo che ogni cittadino si senta partecipe
a sostenere questa iniziativa. Noi tutti, promotori e cittadini, vorremmo regalarci l’Opera compiuta per le Feste Natalizie; sembra una scadenza difficile ma la partecipazione di tutti la renderà possibile!
È possibile versare il contributo su:
Domenica 22 novembre noi del gruppo S. Giovanni Piamarta abbiamo vissuto una giornata di ritiro
riflettendo sulla figura di Zaccheo.
Zaccheo è un uomo piccolo di statura e, per riuscire a vedere Gesù, sale su un sicomoro. Nel cuore
ha sete di verità che solo nell’incontro con Gesù
riesce a placare. Zaccheo siamo ognuno di noi. Il
Signore ci chiede di aprire gli occhi, le orecchie e il
nostro cuore all’annuncio della conversione.
“Lasciamoci anche noi chiamare per nome da
Gesù! Nel profondo del cuore ascoltiamo la sua
voce che ci dice “OGGI DEVO FERMARMI A CASA
TUA”, cioè nel tuo cuore, nella tua vita. Accogliamolo con gioia: Lui può cambiarci, può trasformare il nostro cuore di pietra in un cuore di carne,
può liberarci dall’egoismo e fare della nostra vita
un dono d’amore. Gesù può farlo: lasciati guardare”. (Papa Francesco).
UBI BANCA, Piazza Vitt. Emanuele - Salò
IT 84 J 03500 55182 0000 0000 6405
Codice IBAN:
conto della Parrocchia, che sostiene l’opera
o
t
n
a
c
Ioldell’anima
n
suo n
Oratorio vita quotidiana a cura dell’Oratorio S. Filippo Neri
Avvento 2015: incontri alla vita
I
l Tempo di Avvento è un cammino di
luce che ci invita a ritrovare il volto autentico di Dio. Un volto che generazioni di credenti hanno cercato di indagare e scoprire, ma
che solo Gesù ci rivela, perché viene dal
Padre. Gesù si fa uno di noi affinché diventiamo in Lui, per Lui e come Lui, figli
di Dio. Papa Francesco, indicendo l’Anno
Santo della Misericordia, ci ricorda che
il vero volto di Dio, che Gesù ci svela, è
quello di un Padre “ricco di misericordia”
(Ef 2,4).
II cammino dell’Avvento diventa, per ciascuno di noi, un’esperienza di grazia per
lasciarci condurre fino a Gesù e rivivere
nuovamente questa straordinaria riscoperta, che ridà senso e speranza alla nostra esistenza, proprio come i Magi. La famiglia, la scuola ed il lavoro, sono la
strada del quotidiano per incamminarci
“incontro alla Vita “ perché, come ci insegna il Papa, solo guardando il volto di
Cristo possiamo ricomporre la nostra
umanità frammentata dalle fatiche della
vita. Gesù è la possibilità che ci è donata per vivere in modo più bello, più vero,
più umano. Cogliamo le proposte di incontro e di preghiera come occasioni per
preparare il cuore ad accogliere il Signore
che ci viene incontro. La liturgia domenicale ci conduce a contemplare l’amore
misericordioso del Padre per ciascuno di
noi in un Bambino che nasce per noi a
Betlemme. Lasciamo che la luce radiosa
di questo amore si rifletta sui nostri volti e
riempia i nostri sguardi. Incamminiamoci
con gioia incontro alla vita!
Facciamo nostre le parole di questa antica
preghiera:
”Oltre le inferriate intravvedo il Tuo volto, Signore. Mi è familiare la Tua voce, nel
cortile di casa! O Divino Viandante, già il
chiavistello dell’uscio è allentato; vieni,
dunque, nella mia dimora, entra nella mia
intimità e siediti alla mia mensa!”. Buon Avvento di Grazia e Misericordia.
don Gianluca
La paura e l’indifferenza ci allontanano da Dio
N
on voglio qui ricordare gli attentati
degli ultimi giorni, perché non riusciamo a capire quale sia l’ultimo giorno,
né ricordare più quante stragi ci sono state in quelli passati.
Si rischia l’indifferenza di fronte a tanto
sconcerto e continua all’erta, per qualcosa che non si riesce neppure a concepire.
E’ possibile che si chiudano dei cassetti
nel nostro cervello o se ne brucino altri,
perché ciò che è evidente, negli spazi
aperti, non può che entrare a devastare
la paura.
Ho sempre più la convinzione, ed in molti miei articoli ne ho parlato, che se non
cerchiamo nella profondità di noi, in quella parte che per definizione si considera
anima, perderemo l’unicità del momento.
E’ ormai chiaro a tutti che siamo connessi
attraverso i sempre più sofisticati mezzi di
comunicazione, ed è altrettanto vero che
gli stessi ci hanno reso un controllo non
sempre desiderabile del modo di vivere
privato, fino ad arrivare ad oggi in cui la
perquisizione, anche fisica, è indispensabile alla stessa protezione.
La vita comincia ad appartenere a qualcuno e a qualcosa che è al di fuori di noi
e l’impotenza si manifesta nella certezza
della nostra vulnerabilità. Il momento, e
mi ripeto, è unico nell’individuare lo spazio di tranquillità che si trova all’interno
di noi, la certezza di un essere che è frutto dell’amore di Dio. Cerchiamo di vivere
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attimo dopo attimo, nel presente, senza
continuare a pensare al passato che non
esiste più, né alla paura di un futuro che
è, e resta altresì, un’incognita. Progettiamo sì, desideriamo sì, ma non nell’idea
di possesso, che distrugge le attese e ne
evidenzia la fragilità, ma nel qui e ora che
è solo ciò che esiste.
Non è facile da capire, perché la mente ci
intrappola in un continuo ritorno sui pensieri che ci tormentano, e sugli interrogativi che martellano, ma ricordiamo ciò
che dice Gesù nel Vangelo: “Io Sono Via,
Verità e Vita” e questa è la risposta che
troviamo solo entrandone in comunione.
Daniela C.
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9
10
Oratorio vita quotidiana a cura dell’Oratorio S. Filippo Neri
Siate uniti nel Signore
n questo primo capitolo del teIgruppi
sto adottato per il cammino dei
famiglia viene affrontato
prossima volta ……” A volte addirittura non si affrontano nemmeno trincerandosi dietro un “non
un tema molto attuale e “sempre vale la pena, non capirebbe” .
di moda”: come viviamo e affron- Un confronto invece dovrebbe estiamo le discussioni e i litigi
che normalmente avvengono nella coppia o in famiglia?
Lo spunto alla riflessione parte dalla lettera di Paolo agli
Efesini (4, 1-6) “….comportatevi in maniera degna della
chiamata che avete ricevuto,
con ogni umiltà, dolcezza e
magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore…..Un
solo corpo e un solo spirito,
come una sola è la speranza
alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; ….”.
Spesso le discussioni in famiglia vengono chiuse con dei
compromessi e a volte, più o
meno consciamente, con dei
“stavolta te la dò vinta ma la
ser vissuto con coraggio e umiltà,
con la volontà di ascoltarsi reciprocamente cercando un’intesa, un
convergere, che non deve essere
visto come una sconfitta ma come
una conversione personale
per raggiungere un bene comune che sia la sintesi di punti di vista differenti.
Per riuscire in questa che
potrebbe sembrare una missione impossible basta non
dimenticarsi di avere un solo
Padre “….. che è al di sopra
di tutti, opera per mezzo di
tutti ed è presente in tutti”;
allora sarà più facile rivolgere
all’altro uno sguardo paziente che ci permetta di porci in
un atteggiamento di umiltà e
di ascolto con l’intento di raggiungere un bene comune che
ci renda degni della chiamata
che abbiamo ricevuto.
Gruppo famiglie
Momenti d’incontro dei Vecchi Scouts
Nell’ambito delle manifestazioni per il 40° anniverDomenica 20 dicembre 2015
sario dell’Operazione Pineta, la “Comunità Vecchi
alle ore 11,00
Scouts” di Salò e gli appartenenti al “Clan del Ceppo”
- S. Messa in Duomo degli anni 1975 - 85 propongono alla cittadinanza i
(a suffragio degli Scouts defunti, per implorare pace e
seguenti due momenti d’incontro:
benedizione di Dio).
Mercoledì 16 dicembre 2015
alle ore 20,30
presso la Sala dei Provveditori
Palazzo Municipale
Alle ore 12,30 Pranzo Fraterno presso l’Oratorio
Paolo VI di Villa di Salò.
Conferenza: uomo e creato, l’Operazione Pineta alla
luce dell’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco.
Relatori: Arch. Bana Federico (Assessore Ecologia
Ambiente - Comune di Salò)
Don Gabriele Scalmana (Salvaguardia del Creato
– Diocesi di Brescia)
Prof. Paolo Maggi (Clan del Ceppo 1975 – 85)
Maestro Roberto Maggi (Comunità Vecchi Scouts)
Componenti del “Clan del Ceppo” anni 1975 - 1985
11
Oratorio vita quotidiana a cura dell’Oratorio S. Filippo Neri
I
Gruppo delle Medie
a Caravaggio
l gruppo di catechismo delle Medie è andato a visitare il Santuario di
Caravaggio, seppure in pochi l’esperienza è stata per lo più fantastica.
La mattina è stato fatto un giro turistico nel Santuario, poi tutti insieme
abbiamo pregato davanti al luogo dove è apparsa la Madonna. Abbiamo
pranzato nella mensa del santuario per proseguire poi nel pomeriggio con
le confessioni e la S. Messa.
Gruppo delle Medie
Il Padre Nostro
questo anno di catechismo con i ragazzi del gruppo S. Carlo tappa Cafarnao, abbiamo iniziato un percorso di conoI nscenza
del Padre Nostro. Parlando delle rivelazioni fatte da Gesù agli uomini, spiegando ai ragazzi che Gesù è venuto a
rivelarci che Dio è suo Padre, ma vuole diventare anche Nostro Padre, e ci ha insegnato la preghiera con la quale rivolgerci
a lui “Padre Nostro “. I ragazzi hanno mostrato grande curiosità e interesse, ponendo numerose domande sull’argomento.
Noi catechisti cerchiamo di aiutare i ragazzi a scoprire Dio attraverso Gesù, che è la sola via che porta al Padre, dice il
Signore “chi vede me ha visto il Padre”. Domenica 22 novembre durante la Messa i ragazzi hanno cantato con entusiasmo
il Padre Nostro con una nuova melodia. Al termine è stato consegnato loro il libretto del Padre Nostro, per poterlo usare
in famiglia.
I catechisti
Dimmi ciò che mangi
e ti dirò chi sei!
V
i presentiamo l’inchiesta che da un anno a questa
parte stiamo conducendo: il riscaldamento globale.
Se ne sente parlare sempre e ovunque, ma sappiamo veramente che cos’è, da cosa viene causato e che cosa comporta? Questo è quello che abbiamo voluto dimostrare
al pranzo di fine inchiesta, domenica 15 novembre 2015.
Un delizioso e sostanzioso menù composto da due antipasti,
due primi, due secondi, due dolci e bevande di ogni genere.
Ogni portata si componeva di un piatto “buono” e uno “cattivo” e ogni invitato doveva valutare quello più buono, quale avrebbe rifatto a casa, l’impatto ambientale e il costo.
Il nostro progetto è iniziato circa un anno fa, quando abbiamo deciso il tema dell’inchiesta e steso un cartellone in
cui abbiamo elencato, cause, effetti, rimedi e precauzioni.
Il nostro secondo obiettivo era raccogliere opinioni, per
cui abbiamo colto l’occasione durante la route di Pasqua con interviste ad alcuni abitanti di Iseo e Montisola.
Abbiamo raccolto i dati e le opinioni degli invitati in una
presentazione finale, che abbiamo esposto durante il pranzo, in modo da rendere tutti i partecipanti più consapevoli.
Siamo contenti della buona riuscita della nostra impresa e
speriamo di aver trasmesso il giusto messaggio.
Clan Johnatan del Ceppo
CAPODANNO
PER LE FAMIGLIE
CON CENONE IN ORATORIO
31 12
20 15
.
• ore 18.30: S. Messa di
Ringraziamento in
Duomo
• ore 20.15: Ritrovo &
Buffet di antipasti
quattro chiacchiere in
compagnia
• ore 20.45: Cenone
• ore 22.30: Animazione
LungoLago o
in Oratorio
COSTO: adulti 20.00 €,
bambini 10.00 €
Le ISCRIZIONI si
ricevono presso la
segreteria dell’Oratorio,
dal Lunedì al Venerdì.
TERMINE ULTIMO:
Martedì 22 dicembre
2015 ore 18.00.
Ai partecipanti si chiede la
disponibilità ad allestire e
pulire gli ambienti.
12
Vita di parrocchia
Il dialogo è un dovere imprescindibile perché vitale è l’esigenza di far crescere, con reciproca fiducia e profondità,
a cura di Renato Cobelli
il dialogo interreligioso. Esso rappresenta, infatti, “l’antidoto migliore contro ogni forma di fondamentalismo” e, per
questo, deve essere evitata ogni pratica anti-dialogica sia
all’esterno che all’interno della stessa Chiesa cattolica.
Afferma Francesco che il dialogo tra le religioni non solo è
una condizione imprescindibile per la pace, ma anche “un
dovere per tutti i credenti”. Si tratta di una vera e propria
scuola di umanità, nonché un fattore di unità che favorisce la costruzione di una società fondata sulla tolleranza e
A quindici giorni di distanza dalle brutali atrocità di Parigi
il reciproco rispetto. Né può limitarsi ai responsabili delle
nessuno mette più in dubbio il dovere degli Stati di difencomunità religiose, dovendosi anzi estendere a tutti i credere i propri cittadini. Tutti concordano sulla necessità di
denti, coinvolgendo tutte le “sfere della società civile”. Pur
una concorde volontà politica per combattere il terrorinella consapevolezza della lunghezza e della difficoltà della
smo, da definire a livello internazionale. Nessuno mette in
strada da percorrere, è necessario non soccombere sotto il
discussione l’importanza di una strategia e di un impegno
peso delle difficoltà da incontrare.
comune.
Del resto, non fa parte della Chiesa il compito di disinnescaSi tratta soltanto di stabilire il modo migliore per vincere
re conflitti ed edificare ponti nella società internazionale?
questa terza guerra mondiale “combattuta a pezzi”, voluta
Questa è la rotta seguita dal Papa nei suoi viaggi apostolideliberatamente da coloro che cercano lo scontro tra diverci, soprattutto quello che lo ha portato proprio nel cuore
se civiltà e culture, nonché da quelli che speculano sulla
dell’uragano: l’Africa. Si tratta di un dialogo senza escluguerra per vendere armi.
sioni, rivolto agli uomini ed alle donne di buona volontà
Più volte il Papa, anche in occasione dell’attuale viaggio in
appartenenti non solo alla comunità cristiana ma anche
Africa, ha detto chiaramente che la spinta viene dagli intedi altre religioni. All’inizio del suo pontificato, aveva infatti
ressi “dei pianificatori del terrore” e dai progetti “geoposottolineato: ”Siamo convinti che per questa via passa la cooperazione per il bene comune e l’edificazione della
pace del mondo”. Questo
atteggiamento esclude
ogni
generalizzazione,
troppo spesso il risultato
di amplificazioni mediatiche che, obbedendo ad
altri interessi, snatura la
razionalità dell’apertura
al dialogo, facendolo apparire come un segno di
debolezza e di buonismo.
Questa proposta, rivolta
alle persone di buona volontà, a prescindere dalla
loro appartenenza religiosa, non è compatibile con
litici che sacrificano l’uomo ai piedi dell’idolo del denaro”.
forme di narrazione che inducono le opinioni pubbliche a
Papa Francesco lo ha ricordato al Congresso degli Stati Unicredere incompatibili le differenze di credo, magari accrediti d’America, sottolineando peraltro che imitare l’odio e la
tando l’idea che religione e violenza siano sorelle. Si tratta
violenza dei tiranni e degli assassini equivarrebbe a prendi una via che conduce alla chiusura ed alla inerzia mentadere il loro posto.
le, con paura del cambiamento e crescita della “cultura del
In questo contesto perturbato e gravido di incognite,
disprezzo”.
la strada del dialogo, benché ardua e lunga, appare a
molti l’unica veramente efficace e duratura. Proprio per Perseguire la strada delle relazioni possibili combacia perquesto motivo, la Chiesa la propone agli Stati, dando fettamente con la razionalità, corrispondente alla ricerca
l’esempio. Secondo il Segretario di Stato vaticano, Pie- del bene comune per tutti. Utopia, quindi, non sono le fattro Parolin, si tratta di “trovare le modalità di dialogo e tive possibilità del dialogo per una coesione sociale, ma le
fare anche riferimento alle risorse delle varie religioni guerre considerate come strade per ripristinare la giustizia.
perché possano aiutare e collaborare in questa lotta”. Chi crede al messaggio ed alla promessa di Gesù ha il doLa Santa Sede, attraverso i canali diplomatici, si adope- vere di vivere quotidianamente la pratica del dialogo. Dira per diffondere ed evidenziare la modalità del dialo- versamente, le generazioni future dovranno soggiacere alla
go, con l’unico obiettivo di fermare la tragedia in atto. “pars destruens”, succubi quindi del male.
Dialogo:
l’unica strada da seguire
13
Notizie sociali a cura della FNP-CISL di Salò
….. Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi
piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l’opera degli uomini, e spesso al di là delle loro aspettative, e
con sapienza dispongono tutto, anche le avverse vicende umane, per il bene della Chiesa…….. Anche se con la dolorosa consapevolezza delle
proprie fragilità, bisogna andare avanti senza darsi per vinti, e ricordare quello che disse il Signore a san Paolo: «Ti basta la mia grazia; la forza
infatti si manifesta pienamente nella debolezza» . Evangelii gaudium, 84-85.
Domanda: Lo scorso anno ho fatto la denuncia
ICRIC. La devo fare anche quest’anno?
Domanda: ho letto che vi sono novità per le “visure
catastali”.
Risposta: oltre ai dati identificativi dell’immobile (CoRisposta: la richiesta per la compilazione dei modelli mune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno) e
rivolti alle persone con invalidità parziale o titolari di ai dati di classamento (zona censuaria, categoria cataprestazioni soggette a verifica annuale (ICRIC, Inden- stale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà ripornità di frequenza, ICLAV, ACC.AS/PS) continuerà ad tata direttamente in visura anche la superficie catastaessere inviata per posta dall’Istituto Previdenziale. Il le, calcolata come stabilito dal Dpr n° 138/1998. Per
termine ultimo per la presentazione – anche tramite gli stessi immobili sarà inoltre riportata la superficie
ai fini TARI che, per le sole destinazioni abitative non
CAAF - è fissato al 29 febbraio 2016.
tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte
di pertinenza. In caso dl incoerenza tra la planimetria
conservata agli atti del catasto e la superficie calcolata, i cittadini interessati potranno inviare le proprie osDomanda: cosa bisogna fare per richiedere “l’asse- servazioni attraverso il sito dell’Agenzia, e contribuire
gno di autonomia” deliberato dalla Regione?
quindi a migliorare la qualità delle banche dati. Quanto agli immobili non dotati di planimetria, i proprietari
Risposta: il voucher di 400 euro al mese, per dodi- possono presentare una dichiarazione di aggiornaci mesi, serve per garantire l’autonomia personale e mento catastale per l’inserimento negli atti della plarelazionale delle persone anziane attraverso presta- nimetria catastale. Tale adempimento è, comunque,
zioni dì cura della persona e del domicilio e attività necessario in caso di vendita dell’Immobile.
della vita sociale e delle relazioni attraverso anche la
frequenza di centri/servizi dedicati.
••
Destinatari: persone di età superiore a 75 anni
con una compromissione funzionale derivante dallo
stato iniziale di demenza/Alzheimer o altre patologie di natura psicogeriatrica. Giovani e adulti disabili
medio/gravi.
I Sacerdoti, le zelatrici e la Redazione
de “Il Duomo” augurano a tutti i lettori
•• Decorrenza: presentazione delle domande dal 1°
dicembre 2015.
•• Modalità di accesso: secondo le modalità stabilite da un avviso che verrà pubblicato entro fine Novembre (vedere il Sito Internet della Regione).
•• Requisiti: reddito ISEE fino a 10.000 euro e residenza in Lombardia da almeno 5 anni.
EVINRUDE
VENDITA - ASSISTENZA
MOTORI - IMBARCAZIONI
ACCESSORI
Onoranze
Funebri
TEDESCHI
Casa funeraria “San Benedetto”
MOTONAUTICA ZANCA
SALÒ - Via Muro, 2
Tel. e Fax 0365 43476
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Tel. e Fax 0365 654230
Tel. 0365 40162
Cell. 337434380
BUON
NATALE
e felice
ANNO
NUOVO
14
Notizie utili
a cura di Giovanni Ciato
… e dopo EXPO
Il Bivio
Ne avevamo parlato nell’articolo “Prima di EXPO …” e, dopo il
successo che questa manifestazione planetaria ha ottenuto, non
possiamo che tirare le somme, a questo punto ci ricolleghiamo
al titolo di origine e continuiamo con … dopo EXPO.
Si, è stato un evento che avrebbe potuto essere un fiasco totale
e invece si è dimostrato un momento di strappo, esattamente
come quando ti succede una cosa importante che cambia
completamente la tua vita tanto che più niente è uguale a
prima, così, da un giorno all’altro e non si torna indietro.
Non so se l’esempio rende, ma è per dire che questo evento,
per il tema, i contenuti, l’immagine del nostro Paese nel
mondo e soprattutto perché non sono successi eventi tragici
come tristemente è avvenuto a Parigi in queste settimane, ha
dimostrato le reali capacità organizzative e tecnico-scientifiche
di cui disponiamo. E quale il segreto di questo successo: le
capacità italiane? Quelle degli altri Paesi o tutti insieme? La sete
di conoscenza?
Forse un po’ di tutto questo e forse dell’altro ancora, di certo
possiamo dire che abbiamo superato la prova e ora sappiamo
anche che se si vuole, tutti insieme, ognuno con motivazioni
diverse, ce la possiamo fare. Qualunque siano i motivi di questo
successo, il bivio è stato raggiunto e la nuova strada è stata
imboccata, più avanti sarà da verificare se è quella giusta o se era
meglio un altro percorso, ma questo giudizio spetterà ai posteri.
La ripartenza!
Dicevamo anche che non è più come prima e che indietro non
si torna, l’Italia infatti ha grandi potenzialità, lo sappiamo tutti,
ma vuoi per la litigiosità interna, vuoi che dobbiamo sempre
discutere e ridiscutere dello stesso argomento senza mai fare
sintesi, spesso veniamo giudicati come un popolo poco concreto
e diviso da mille correnti e scuole di pensiero, esattamente
l’opposto di come dovrebbe essere un Paese contemporaneo
che, al contrario, dopo il confronto, con un dialogo profondo tra
le parti, alla fine è in grado di gestire il timone.
Ma veniamo all’approfondimento su Expo, anche se in molti non
l’hanno ancora presa in considerazione ed i più nemmeno letta,
Studio Dentistico
Dott. Salvinelli
Claudio Paolo
Laureato in Odontoiatria
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(di fronte nuovo Italmark)
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è nata la “Carta di Milano” la cui introduzione alla presentazione
inizia così: “Il bivio è un momento decisivo in cui si impone una
scelta e tutti noi ci siamo trovati almeno una volta di fronte a un
bivio. Gli uomini infatti si distinguono dal genere animale proprio
per la loro capacità di ragionare e quindi di fare delle scelte, che
a volte possono essere talmente importanti, da cambiare la vita
o addirittura il corso della storia …”.
Concetto talmente semplice che risulta difficile da cogliere nella
sua interezza.
“Nutrire il Pianeta – Energia per la vita”, questo il tema, che
Papa Francesco, nel suo intervento durante la cerimonia di
inaugurazione, ha voluto sottolineare perché “non resti solo
un tema” e riprendendo un discorso che Giovanni Paolo II°
tenne alla FAO nel 1992, ha sottolineato che il “paradosso
dell’abbondanza” persiste ancora, invitando a nutrire il pianeta
nel rispetto di ogni uomo e donna che vi abita, nel rispetto
dell’ambiente naturale perché questa è la grande sfida alla quale
Dio chiama l’umanità del ventunesimo secolo.
Quando si parla di ambiente si deve riflettere su temi che
coinvolgono tutto, dall’alimentazione alle risorse sostenibili, al
maggior rispetto di chi vive su questo Pianeta, animali, vegetali e
umani, tutti indistintamente.
Il rispetto quindi di tutto ciò che ci circonda, perché non ci
appartiene, alla fine rappresenta il rispetto di chi verrà dopo
di noi.
Possiamo dire che la ripartenza, ovvero il nuovo percorso per
il nostro Paese, si chiama sete di conoscenza e voglia di vita,
perché il vero dopo Expo è l’occasione per il “cambiamento
della mentalità”, che ci deve consentire di mettere in campo
tutto il nostro sapere, il nostro prestigio, dalla cultura alla natura,
dall’arte alla cucina, insomma il nostro made in Italy, senza però
abusare del “Giardino” che ci è stato affidato, perché tutti ne
possano godere ancora dopo di noi.
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di domani, in un mondo che si trasforma sempre più
rapidamente.
L’Istituto Enrico Medi per questo cerca sempre di
proporre nuovi progetti e di offrire ai suoi allievi nuove opportunità… e tra le molte novità che ha messo
in cantiere negli ultimi anni, una delle più gradite dagli studenti è stato senza dubbio il “Potenziamento
Sportivo”, aperto lo scorso anno e dedicato agli allievi dei tre licei attivi nella scuola. Il progetto è nato
con lo scopo di far accostare i ragazzi ad alcuni sport,
forse meno conosciuti o praticati di altri, ma altamente formativi sia sul piano fisico sia su quello del
carattere. L’anno scorso si sono cimentati nella nobile
disciplina della scherma, l’arte del “maneggio delle
armi”; si sono poi dedicati al “nuoto”, nella piscina
comunale, e alla “canoa”, nella “palestra naturale”
del lago. Parallelamente alla pratica di questi sport,
i giovani atleti del “Potenziamento Sportivo” hanno
affrontato anche lezioni teoriche relative agli stessi e
lezioni di diritto dello sport.
Tra le attività sportive proposte per quest’anno scolastico, invece, spicca il “Corso di Mountain Bike”:
articolato in otto lezioni pomeridiane di due ore ciascuna, svolte principalmente nell’area verde dell’Istituto, il corso prevede anche due escursioni esterne,
tra le colline dell’entroterra gardesano.
Le lezioni sono organizzate in modo da suddividere in
due gruppi i ragazzi, che possono essere seguiti in
modo più “personalizzato”. Alcune lezioni prevedono
fondamentali parti teoriche relative all’attrezzatura,
alle diverse tecniche di guida in base alle caratteristiche e alle difficoltà del percorso, all’utilizzo di carte
e GPS per l’orientamento; altre sono lezioni pratiche
all’aperto nel parco della scuola e sul territorio: una
ventina di chilometri, attraverso strade secondarie e
percorsi ciclabili, su sterrati che si snodano tra gli uliveti e i vigneti della Valtenesi.
dal grande libro
della natura
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16
Cinema teatro Cristal
“BISAGNO”
Bisagno. “Cristiano, Partigiano, Italiano”
Verrà proiettato, nella serata del 22 dicembre, al Cristal, il film “BISAGNO”. È un film-documentario del regista Mario Gandolfo che narra
della vita di Aldo Gastaldi, comandante a soli 22 anni della divisione garibaldina “Cicero”, che operava sui monti dell’entroterra ligure;
morì in tragiche circostanze a soli 24 anni e ad un mese dalla fine della seconda guerra mondiale. Operava con il nome di battaglia “BISAGNO” ed è anche unanimemente conosciuto come “Primo Partigiano
d’Italia”, decorato con Medaglia d’oro al Valor Militare e con la “Bronz
Star Medal” il più alto riconoscimento riservato dagli Alleati agli eroi
di guerra. Il film è stato presentato in anteprima in data 29 aprile 2015
presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano nel corso di un
convegno in cui la relatrice prof. Maria Bocci ha definito il comandante Bisagno “Cristiano, Partigiano, Italiano”.
Queste tre parole illustrano meglio di qualsiasi commento l’uomo
Aldo Gastaldi, comandante “Bisagno”. Egli dimostrò sempre il suo
comportamento cristiano operando con giustizia nei confronti dei nemici fatti prigionieri e nel rispetto della carità verso il prossimo tanto
che una volta, pur di non portar via le patate a dei contadini in quanto
servivano per la semina preferì per primo patire la fame.
Un partigiano scomodo
La sua azione è stata improntata unicamente alla liberazione dell’Italia dal fascismo senza pensare a secondi fini o a quello che avrebbe
potuto succedere dopo la liberazione in termine di conquista del potere. Giorgio Bocca lo definì un “partigiano borghese”; di sicuro il comandante Bisagno era contro tutti i totalitarismi di destra o di sinistra.
Era pertanto un personaggio scomodo e finì necessariamente per
mettersi in urto con il Comitato Nazionale di Liberazione ligure tanto
che durante la liberazione di Genova fu lasciato con i suoi in montagna. Finita la guerra non approvava il seguito della guerra civile che
stava degenerando in una serie di vendette a catena.
a cura di Lamberto Dondio
CINEFORUM
Martedì 8 dicembre
Questa è la storia di due persone che non possiedono nulla
se non loro stessi. Non hanno radici, non hanno neanche un
posto dove sentirsi a casa. Si conoscono per caso, ma sarà
davvero un caso? O l’ennesima ancora di salvezza?
Alaska
di Claudio Cupellini
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Martedì 15 dicembre
In un remoto villaggio turco Lale e le sue quattro sorelle
scatenano uno scandalo dalle conseguenze inattese per
essersi messe a giocare con dei ragazzini tornando da scuola.
Vincerà la libertà? Tragicomico.
Mustang
di Deniz Gamze Ergüven
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Martedì 22 dicembre
Aldo Gastaldi, nome di battaglia Bisagno, “primo partigiano
d’Italia”. A quasi 70 anni dalla sua morte misteriosa gli
ultimi testimoni svelano una resistenza lontana dalla
retorica, illuminata dallo sguardo ancora limpido del loro
comandante.
Bisagno
di Marco Gandolfo
Garante per i suoi compagni di lotta
Morì durante un incidente stradale cadendo da un camion a Desenzano sul Garda. Stava riportando ai loro paesi di origine, uno ad uno,
gli alpini che avevano fatto parte dell’esercito della Repubblica Sociale
Italiana e che avevano disertato per unirsi alla sua brigata. Aveva accolto l’implorazione di quei soldati che gli avevano chiesto di venire a
parlare con i loro concittadini dicendo che avevano combattuto con
lui dopo aver disertato dall’esercito fascista. Il Comandante Bisagno
era per loro la garanzia di poter rimanere in vita.
Lamberto Dondio
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Per vivere
l’Anno Liturgico
Capire la Liturgia
a cura di Rosa Pollini
Tempo di Avvento e di Natale
L’Avvento imprime a tutto l’Anno liturgico il dinamismo
proprio della fede in Cristo: la contemplazione del dono della
venuta redentrice del Figlio di Dio quale figlio dell’uomo e l’attesa dell’ultimo ritorno del Signore risorto. Con questo l’Avvento
esige dalla Chiesa, fiducia, gratitudine, conversione, speranza.
Il tempo di Avvento è necessariamente segnato dalla presenza
della Vergine Maria in Oriente come in Occidente.
La solennità dell’Immacolata è uno dei
poli di questa presenza che vuole sottolineare, nella concezione senza macchia di Maria, l’annuncio della nascita del Salvatore. La novena dell’Immacolata è, in questo senso, la più importante espressione della pietà popolare nel tempo liturgico
dell’Avvento. Nel Direttorio su pietà popolare e liturgia al n.
191 troviamo:… “tenendo presente che nella Liturgia Romana
le quattro settimane di Avvento costituiscono un tempo mariano armonicamente inserito nell’Anno Liturgico, si dovranno
aiutare i fedeli a valorizzare convenientemente i numerosi riferimenti alla Madre del Signore offerti da questo intero periodo”.
Per accogliere le ricchezze di una Liturgia poco comprensibile
all’epoca, sorse anche la Novena di Natale che oggi, con il dono
della Riforma Liturgica che garantisce la partecipazione del popolo, non può che comporsi con i testi e le preghiere della stessa
liturgia. Intorno alla Novena di Natale, vi è la rappresentazione
del presepio nelle chiese e nelle case. È un modo domestico
perché piccoli e grandi si accostino familiarmente al mistero del
Natale.
Nel tempo di Natale la Chiesa celebra il
mistero della manifestazione del Signore: la sua umile nascita a Betlemme, annunciata ai pastori, primizia dell’Israele che
accoglie il Salvatore; l’epifania ai Magi, «giunti da Oriente»
(Mt 12), primizia dei gentili, che nel neonato Gesù riconoscono e adorano il Cristo Messia; la teofania presso il fiume Giordano, in cui Gesù è proclamato dal Padre «Figlio prediletto»
(Mt 3,17) e inaugura pubblicamente il suo ministero messianico; il segno compiuto a Cana con il quale Gesù «manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui» (Gv 2,11).
Nel tempo natalizio, oltre a queste celebrazioni che ne danno il
senso primordiale, ne ricorrono altre che hanno stretto rapporto
con il mistero della manifestazione del Signore: il martirio dei
Santi Innocenti (28 dicembre), il cui sangue fu versato a causa
dell’odio verso Gesù e del rifiuto della sua signoria da parte di
Erode; la memoria del Nome di Gesù, il 3 gennaio; la festa della
Santa Famiglia (domenica fra l’ottava), in cui viene celebrato il
santo nucleo familiare nel quale «Gesù cresceva in sapienza, età
e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,32), la solennità del
La Valle, il suo lavoro,
la sua gente,
la sua Banca.
1 gennaio, memoria intensa della maternità divina, verginale e
salvifica di Maria; e, se pure fuori dai limiti del tempo natalizio,
la festa della Presentazione del Signore (2 febbraio), celebrazione dell’incontro del Messia con il suo popolo, rappresentato da
Simeone e Anna, e momento della profezia messianica di Simeone. Gran parte del ricco e complesso mistero della manifestazione del Signore trova ampia eco ed espressioni proprie nella
pietà popolare. Essa è particolarmente attenta agli avvenimenti
dell’infanzia del Salvatore, nei quali si è manifestato il suo amore
per noi.
La pietà popolare infatti coglie intuitivamente:
•
il valore della «spiritualità del dono», propria del Natale: «è
nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato», dono che
è espressione dell’infinito amore di Dio, che «ha tanto amato il
mondo da donare il suo unico Figlio» (Gv 3,16). - Il messaggio di
solidarietà che l’evento del Natale porta con sé; - il valore sacro
della vita e l’evento mirabile che si compie in ogni parto di donna, poiché attraverso il parto di Maria il verbo della vita è venuto
tra gli uomini e si è fatto visibile;
•
il valore della gioia e della pace messianica, a cui aspirano
profondamente gli uomini di ogni tempo; il clima di semplicità
e di povertà, di umiltà e di fiducia in Dio, che avvolge gli avvenimenti della nascita del bambino Gesù.
Con la solennità dell’Epifania la pietà popolare si
esprime in maniera genuina e ricca con:
•
Il solenne annuncio della Pasqua e delle principali feste
dell’anno; esso infatti aiuta i fedeli a scoprire il collegamento tra l’Epifania e la Pasqua e l’orientamento di tutte
le feste verso la massima solennità cristiana; - lo scambio
dei doni, a partire dal dono ricevuto da Dio Padre e dai
doni offerti a Lui dai Magi; - la benedizione delle case; - le
iniziative di solidarietà e di accoglienza degli stranieri;
• l’aiuto all’evangelizzazione dei popoli con iniziative in
favore delle missioni e, particolarmente, con quelle della
Santa Infanzia.
Strettamente collegati all’evento salvifico dell’Epifania del
Signore sono i misteri del Battesimo di Gesù e della sua
manifestazione alle nozze di Cana. La festa del Battesimo
del Signore chiude il Tempo natalizio. Il tempo di Avvento
e il tempo di Natale, nei loro modi propri, veicolano nella
nostra storia la celebrazione dell’unico sacramento di salvezza: Gesù Cristo morto e risorto.
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Oratorio
Mariano
Musica e Canto
a cura di Lamberto Dondio
- Seconda Edizione -
La continuità di un progetto
Nella serata di venerdi 30 Ottobre si è conclusa nella Chiesa della Visitazione in Salò
la seconda edizione dell’Oratorio Mariano,
una felice intuizione della nostra Parrocchia
di S. Maria Annunziata e della Corale “Marco
Enrico Bossi”, nata con l’idea di coniugare la
preghiera e la meditazione con la musica, il
tutto con lo scopo di celebrare il mese mariano.
L’Oratorio si è svolto nei quattro appuntamenti di Venerdi 9 ottobre e dei successivi
16, 23 e 30.
Ogni serata è stata strutturata nei seguenti
momenti fondamentali:
• Introduzione e conclusione mediante esecuzioni all’organo.
• Lettura di testi sacri.
• Riflessioni guidate da parte del sacerdote.
• Esecuzioni da parte delle due corali presenti.
• Preghiere dell’assemblea dei presenti.
questo caso verso “Il figliol prodigo” e verso
La novità rispetto allo scorso anno è stata la “Zaccheo”; ci ha guidato nella meditazione
presenza di due corali ad ogni serata in luogo mons. Franco Bertoni.
Il maestro Primo Franzoni ha diretto la “Schodi una sola corale.
Ecco dunque come si è svolto l’Oratorio Ma- la Cantorum Parrocchiale” di Sabbio Chiese
mentre il maestro Carlo Ragnoli ha concluso
riano edizione 2015:
l’edizione dell’Oratorio Mariano dirigendo il
9 Ottobre
coro di casa nostra, la Corale ”Marco Enrico
Il tema è stato quello del “Buon Samaritano” Bossi”. All’organo Paolo Ragnoli che ha accompagnato alcuni brani eseguiti.
e della “Samaritana al Pozzo”.
La riflessione è stata proposta da Mons. Francesco Andreis. I contributi musicali sono stati Considerazioni
offerti dalla Corale Parrocchiale di Roè Vol- La descrizione delle quattro serate, necessaciano e dalla “Schola Cantorum San Zenone” riamente svolta in forma sintetica, va oltre la
di Prevalle rispettivamente diretti dai maestri pura cronaca. La sua lettura permette di inMauro Pizzocolo e Carlo Ragnoli. All’organo dividuare il complesso lavoro che sta dietro
Francesco Salvadori.
la realizzazione di questo Oratorio Mariano
e serve a dare l’idea di quante persone sono
16 Ottobre
state coinvolte per il suo concreto svolgimenLa tematica era improntata alla “Misericor- to. La Parrocchia di Salò e la Corale “Marco
dia” con i brani “La pecorella smarrita” e Enrico Bossi” hanno avuto il merito di aver sa“Adultera Perdonata”. Sui temi ci ha fatto puto organizzare un insieme di corali, organiriflettere don Pierluigi Tomasoni. I cori pre- sti, sacerdoti, lettori e una assemblea di fedeli
senti erano quello delle “Giovani Voci”della che si è dimostrata sempre numerosa e attenParrocchia di San Giovanni Battista in Rez- ta in tutte le quattro occasioni di incontro.
zato e il coro “Santa Giulia” di Paitone sot- In questo modo la Chiesa della Visitazione in
to le rispettive direzioni dei maestri Cesare Salò ha visto continuare la tradizione degli
Archetti e Vincenzo Loda. All’organo Bruno “Esercizi dell’Oratorio” che avevano preso inizio nella seconda metà del XVI secolo nell’OraMarelli.
torio di San Girolamo della Carità in Roma ad
23 Ottobre
opera di San Filippo Neri.
Si è meditato da parte di don Gianluca Gua- Essi consistevano in pratiche devote che erano
na su “La dramma ritrovata” e sui “Talenti basate su una conversazione sacra, un sermoinvestiti” mentre il supporto corale è stato ne e l’esecuzione di una o più laude musicali.
fornito dal coro “Cantores Mariae” di Salò Sorgeva quindi un modo speciale di pregare e
e dalla Corale Polifonica “San Giorgio” di che ha continuato ad essere praticato nel corMocasina sotto la guida rispettivamente so dei secoli con successo ed è in fondo queldei maestri Lidia Giussani e Carlo Ragnoli. lo che è stato seguito anche nella ideazione
All’Organo Matteo Falloni.
dell’Oratorio Mariano nella Parrocchia di Salò
e che dimostra ancora una volta che le buo30 Ottobre
ne intuizioni, come quella di San Filippo Neri,
Si è meditato nuovamente in tema di “Mise- hanno vita lunga e sono destinate a continuaricordia” da sempre dimostrata da Gesù e in re e a migliorare nel tempo.
Filiale di Salò - Località Rive
Filiale di Salò - Piazza Vittorio Emanuele
Papa Francesco
a Firenze
I documenti della Chiesa
a cura di don Pierluigi Tomasoni
per il Convegno Ecclesiale Nazionale
in Gesù Cristo il Nuovo Umanesimo
ella città di Firenze si è concluso il
13 novembre, iniziato il 9, il ConN
vegno Ecclesiale Nazionale, il quinto,
dopo quelli di Roma nel 1976, di Loreto
nel 1985, di Palermo nel 1995, e di Verona nel 2006. Se il Convegno di Roma
ha posto la sua attenzione su Evangelizzazione e promozione umana, quello di
Loreto su Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini, quello di Palermo
su Il Vangelo della carità per una
nuova società in Italia e quello di
Verona su Testimoni di Gesù Risorto speranza del mondo, il Convegno del capoluogo toscano ha
focalizzato il tema In Gesù Cristo
il nuovo umanesimo.
Come i Convegni precedenti sono
stati caratterizzati dalla presenza
del Beato Paolo VI, di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI,
così anche Papa Francesco si è recato in visita pastorale a Firenze,
il 10 novembre, per incontrare i
rappresentanti di tutte le Diocesi
d’Italia.
Nel suo discorso il Papa ha indicato che solo nei “sentimenti di
Cristo” si dà la possibilità di poter conoscere quali sono “i tratti
dell’umanesimo cristiano”. Anzi,
a suo parere, sono i sentimenti di
Gesù che danno forma all’umanesimo cristiano. Francesco, di
tutti i sentimenti di Cristo, ne ha
suggeriti tre: l’umiltà, il disinteresse e la
beatitudine.
A proposito dell’umiltà, Papa Bergoglio,
ha detto: “Gesù non considera un «privilegio» l’essere come Dio (Fil 2,6). Qui
c’è un messaggio preciso. L’ossessione di
preservare la propria gloria, la propria
“dignità”, la propria influenza non deve
far parte dei nostri sentimenti. Dobbiamo perseguire la gloria di Dio e questa
non coincide con la nostra. La gloria di
Dio che sfolgora nell’umiltà della grotta
di Betlemme o nel disonore della croce
di Cristo ci sorprende sempre.
Riprendendo l’affermazione di San Paolo “Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri” (Fil
2,4), il Papa ha affermato: “più che il disinteresse, dobbiamo cercare la felicità
di chi ci sta accanto. L’umanità del cristiano è sempre in uscita. Non è narcisi-
stica, autoreferenziale. Quando il nostro
cuore è ricco ed è tanto soddisfatto di se
stesso, allora non ha più posto per Dio.
Il nostro dovere è lavorare per rendere
questo mondo un posto migliore e lottare. La nostra fede è rivoluzionaria per
un impulso che viene dallo Spirito Santo.
Dobbiamo seguire questo impulso per
uscire da noi stessi, per essere uomini
secondo il Vangelo di Gesù. Qualsiasi
vita si decide sulla capacità di donarsi”.
E riguardo al sentimento della beatitudine Francesco ha detto: “Il cristiano è
un beato, ha in sé la gioia del Vangelo. Nelle beatitudini il Signore ci indica
il cammino. Percorrendolo noi esseri
umani possiamo arrivare alla felicità più
autenticamente umana e divina. Gesù
parla della felicità che sperimentiamo
solo quando siamo poveri nello spirito.
Per i grandi santi la beatitudine ha a
che fare con umiliazione e povertà. Ma
anche nella parte più umile della nostra
gente c’è molto di questa beatitudine:
è quella di chi conosce la ricchezza della solidarietà, del condividere anche il
poco che si possiede; la ricchezza del sacrificio quotidiano di un lavoro, a volte
duro e mal pagato, ma svolto per amore verso le persone care; e anche quella
delle proprie miserie, che tuttavia, vissu-
te con fiducia nella provvidenza e nella
misericordia di Dio Padre, alimentano
una grandezza umile”.
Alla Chiesa italiana il Papa in modo particolare chiede: “l’inclusione sociale dei
poveri, che hanno un posto privilegiato
nel popolo di Dio e la capacità di incontro e di dialogo per favorire l’amicizia
sociale nel vostro Paese, cercando il
bene comune. I poveri conoscono bene
i sentimenti di Cristo Gesù perché
per esperienza conoscono il Cristo
sofferente”.
E per le nostre comunità il Papa
chiede a Dio che “protegga la
Chiesa italiana da ogni surrogato
di potere, d’immagine, di denaro.
La povertà evangelica è creativa,
accoglie, sostiene ed è ricca di
speranza”.
Papa Francesco pone poi l’accento su un atteggiamento che gli sta
particolarmente a cuore, il dialogo e dice: “Vi raccomando anche,
in maniera speciale, la capacità
di dialogo e di incontro. Dialogare non è negoziare. Negoziare
è cercare di ricavare la propria
“fetta” della torta comune. Ma è
cercare il bene comune per tutti.
La Chiesa sia fermento di dialogo,
di incontro, di unità. Ricordatevi
inoltre che il modo migliore per
dialogare non è quello di parlare e discutere, ma quello di fare
qualcosa insieme, di costruire insieme,
di fare progetti: non da soli, tra cattolici, ma insieme a tutti coloro che hanno
buona volontà”.
Papa Francesco non ha timore nel dire
quale Chiesa italiana gli sia gradita:
“Mi piace una Chiesa italiana inquieta,
sempre più vicina agli abbandonati, ai
dimenticati, agli imperfetti. Desidero
una Chiesa lieta col volto di mamma,
che comprende, accompagna, accarezza. L’umanesimo cristiano che siete
chiamati a vivere afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere
umano una fondamentale fraternità,
insegna a comprendere il lavoro, ad
abitare il creato come casa comune,
fornisce ragioni per l’allegria e l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante
volte molto dura”.
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Accade a Salò
a cura di Simone Bottura
Biblioteca:
superati i 10mila prestiti
Obiettivo centrato! Marcello Cobelli, presidente della Biblioteca, rende noto con soddisfazione che il 26 ottobre
sono stati superati i 10mila prestiti librari nel 2015, obiettivo ambizioso che la commissione si era posto a inizio
anno (ricordiamo che nel 2014 i prestiti sono stati 8.500).
«L’incremento - ricorda Cobelli - è dovuto essenzialmente all’impegno profuso dalle bibliotecarie Patrizia Perna
e Antonia Cerutti, all’incremento degli orari di apertura e
alle tante iniziative che si sono susseguite in questi mesi
e che continueranno numerose». Il programma di iniziative per i prossimi mesi è vario e ricco. Per essere sempre
aggiornati basta seguire la Biblioteca di Salò su Facebook.
Aventino Frau,
cittadino onorario
Nella seduta del 26 ottobre il Consiglio comunale ha deliberato, all’unanimità, di conferire la Cittadinanza onoraria
all’on. Prof. Aventino Frau, «per il lungo ed intenso impegno politico-amministrativo dedicato alla popolazione benacense ed in particolare per aver attivamente promosso
la salvaguardia e la valorizzazione del “nostro” lago». La
cerimonia di conferimento della Cittadinanza onoraria si
è svolta il 27 novembre in Sala dei Provveditori. Classe
1939, avvocato, docente di diritto internazionale dell’economia, Frau è una figura di spicco della politica gardesana:
sindaco di Puegnago e Gardone Riviera, senatore e padre
fondatore della Comunità del Garda. A Frau va inoltre riconosciuto il merito di aver promosso e realizzato, negli
anni Settanta, il progetto di depurazione del Garda e il
Consorzio Garda Uno.
Il Consiglio comunale
dei ragazzi
Si è svolto lo scorso 18 novembre a Salò il primo convegno provinciale dei Consigli comunali dei ragazzi. Vi hanno preso parte i Ccr di Villanuova, Azzano Mella, Bagnolo
Mella, Capriano del Colle, Serle, Borgo San Giacomo e Castel Mella. «L’iniziativa - spiega Ivan Possi, il sindaco del
Ccr di Salò - è nata dal desiderio di incontrare altri Consigli
comunali per conoscerci, confrontarci e concordare iniziative comuni. Sicuramente questi “laboratori delle idee” ci
sproneranno a fare di più, a cercare insieme nuovi obiettivi da raggiungere e ad aiutare anche i nostri compagni ad
apprezzare e migliorare l’ambiente in cui viviamo».
L’on. Gelmini alla presidenza
della Comunità del Garda
L’on. Mariastella Gelmini è la nuova presidente della
Comunità del Garda. Lo scorso 25 ottobre l’Assemblea
generale dell’ente comprensoriale benacense l’ha
eletta per acclamazione, all’unanimità. La candidatura dell’on. Gelmini era stata proposta dal sindaco di
Salò. Il nuovo direttivo, anch’esso nominato all’unanimità, è composto da nove sindaci, quattro veronesi
(Ivan De Beni di Bardolino, Antonio Pasotti di Garda,
Alberto Varolo di Pastrengo e Stefano Nicotra di Torri
del Benaco), tre bresciani (Andrea Cipani di Gardone
Riviera, Adelio Zeni di Puegnago e Gianpiero Cipani di
Salò), un mantovano (Giorgio Cauzzi di Cavriana) e un
trentino (Gianni Morandi di Nago-Torbole).
Ad Attilio Forgioli
il “Gasparo 2015”
Il riconoscimento civico destinato ai cittadini che si
sono distinti per meriti particolari è stato consegnato,
come sempre, il 4 novembre, nella ricorrenza del patrono della città, San Carlo Borromeo. Questa la motivazione: «Il premio è assegnato al maestro Forgioli per
aver promosso il buon nome della città attraverso l’arte
della pittura con autorevoli mostre sia in Italia che all’estero e per aver contribuito alla nascita e alla valorizzazione del patrimonio della prestigiosa Civica Raccolta
del Disegno». Da segnalare che nell’ambito delle celebrazioni per il patrono è stato presentato anche il libro
«Gli organi del Duomo di Salò» del maestro Ugo Ravasio, a cura dell’associazione culturale Giuseppe Serassi.
È nata Garda Musei
Garda Musei è l’associazione onlus costituita con atto
notarile il 21 ottobre scorso che si propone come rete
territoriale del sistema culturale gardesano. I soci fondatori sono i Comuni di Salò, Gardone Riviera e Toscolano Maderno, il Vittoriale, il Museo Mille Miglia,
la Fondazione Valle delle Cartiere, la Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano e il MuSa (ma già si
prospettano nuove adesioni: i comuni di Sirmione,
Desenzano, Peschiera e Torri del Benaco, così come le
Provincie di Verona e Trento). Gli obiettivi: unire le forze e fare rete, valorizzare il patrimonio culturale delle
tre sponde del Garda, promuovere progetti condivisi,
creare una comunicazione univoca e organizzare attività comuni. Tutti insieme per far passare, sui mercati
turistici nazionali e internazionali, il concetto che i musei sono luoghi di gioia dove si impara la bellezza e la
conoscenza e che il lago, con il suo vasto circondario, è
anche un territorio ideale per vacanze colte.
La grande truffa
della
Sanità Mondiale
Alla sera del terzo giorno
a cura di Bruno Marelli
La storia di questo mese sembra fatta apposta per costringerci
ad aprire gli occhi ed a smettere di essere complici, con i nostri silenzi e le nostre paure, di quella che sta diventando ormai la più
grande truffa realizzata ai danni dell’umanità; i fatti che racconto sono assolutamente veri, perché sono capitati proprio a me.
L’antefatto
Tutto è cominciato qualche
settimana fa, quando mi ha telefonato un’amica; per motivi di riservatezza, che presto ben comprenderete, vi dirò solo che è una
delle tante russe che abitano qui.
Era letteralmente sconvolta. Sua
figlia, che vive in Russia e si è da
poco sposata, durante il viaggio
di nozze in Asia, per una caduta
banale ma seria, è stata ricoverata in ospedale per le cure mediche e una volta ritornata a casa
ha scoperto di avere contratto l’epatite C.
Il medico al quale la ragazza si è
rivolta l’ha informata che questa
grave infezione virale, un tempo incurabile, da qualche tempo
sembra si possa guarire con un
farmaco da poco introdotto sul
mercato. Ma c’è un problema; il
farmaco non è ancora disponibile
in Russia. Lo si può trovare in Italia, dove per un ciclo completo di
cura (3 confezioni da 28 pastiglie)
oggi si devono spendere 45.000
euro.
Ora vi devo spiegare cosa c’entro io in questa storia. La stesso
farmaco è da qualche tempo prodotto anche in Cina e in India, e
lì la stessa quantità costa poche
centinaia di euro. Così l’amica,
sapendo che ho rapporti con quei
paesi, mi ha chiesto se potevo interessarmi.
Non ve la faccio lunga perchè ho
molte altre cose da dire.
Due settimane dopo, un amico
indiano che è venuto in Italia, ha
consegnato le tre confezioni della
medicina indiana alla mia amica,
che le ha pagate in tutto 500 euro.
Ora la medicina è già in Russia
per la ragazza in cura e speriamo
possa guarire presto.
Il grande affare
della salute
Ecco come si fa una truffa sulla
pelle della gente.
Il Sofosbuvir è un farmaco usato
da tempo nelle terapie chemio dei
tumori. Da qualche tempo si è scoperto che produce la remissione totale della epatite C. Solo per questo
motivo il costo passa da $ 13.50 a
$ 750 per pillola (fonte NBC).
L’amministrazione Obama, che
con l’Obamacare è riuscita ad incrementare del 28% la popolazione coperta da cure mediche senza aumentare la spesa sanitaria, è
intervenuta obbligando la Sovaldi
a ridurre il prezzo della cura dai
$63.000, dimezzandone nel 2015
sostanzialmente il prezzo, che resta comunque ancora molto alto.
In Europa ogni nazione si regola
a suo modo, perché “stranamente”
non ci sono norme europee per la
sanità, ma i prezzi sono quelli che
già vi ho detto.
Allora com’è che in India la stessa
medicina costa 100 volte di meno?
Ve lo spiego subito. Il governo indiano, che evidentemente ha più a
cuore gli interessi dei suoi cittadini
che gli affari delle società farmaceutiche, non avendo sottoscritto
gli accordi internazionali, non ha
riconosciuto la validità del brevetto alla Sovaldi, lasciando libere le
aziende farmaceutiche di produrre
il farmaco e metterlo sul mercato
locale al prezzo di costo.
Così la Sovaldi si è vista costretta a sottoscrivere un accordo con la Cipla, che in India
produce, su licenza Sovaldi, un
farmaco che si chiama Hepcvir,
che è quello che è stato acquistato. Con un medicinale generico forse si spendeva anche di
meno.
In Italia intanto si sta combattendo una
guerra sulla spesa sanitaria, che ha raggiunto ormai la cifra di 111 miliardi di
Euro. Dichiara Chiamparino a nome dei
governatori delle regioni:
“Se non cambiano questi dati vorrà dire
che, ad esempio, sui farmaci innovativi
ci sarà qualcuno a cui bisognerà dire
di no. Potremmo poter arrivare a un
livello tale che, ad esempio, la centesima persona che arriva e ha bisogno
di un farmaco salvavita si sente dire di
no perché le Regioni non hanno i soldi per acquistarlo”. Dichiarazioni simili
ho sentito dal Ministro Lorenzin (vedi
puntata di 8 e1/2 su La7) e da Renzi
(discorso ai parlamentari PD di novembre). Possibile che a nessuno venga
in mente di guardare invece a come
vengono buttati via i soldi nella sanità?
Con buona pace del nostro governatore Maroni anche qui sprechi e spese ingiustificate sono sotto gli occhi di tutti.
Io so che questo è un reato e raccontandolo qui mi sono di fatto autodenunciato. Non so bene chi possa incriminarmi, perché tecnicamente sono stato
solo testimone dello scambio e le medicine sono transitate per l’Italia. Ma il
fatto è che lo rifarei se sapessi che c’è
qualcuno che ha bisogno di una medicina salvavita e non può pagarla. E se
mi metteranno in galera non importa;
siamo sotto le feste e mi daranno anche il panettore.
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Invito alla lettura
a cura di Nerina Lugli
L’infinito
viaggiare
(Ed. Mondadori)
«Il libro è dedicato a “Marisa”, la mia prima moglie e ai
compagni di viaggio che ho amato e che sono già arrivati».
Si tratta di un volume costruito da tanti capitoli nei quali si
vuole evidenziare un luogo, un momento significativo della
vita tenendo presente che ogni viaggio diventa importante
quando è un ritorno come l’Odissea di Omero. Incontriamo in queste pagine un autore Claudio Magris reso severo
dalla presenza dei figli che certamente lo inducono a visite,
nel cuore dell’Europa non sempre caratterizzate da note
culturali avvincenti. Aggiunge: “Dante sapeva che l’amore
per Firenze appreso dall’acqua dell’Arno doveva condurlo
a sentire che la nostra patria è il mondo, come ai pesci il
mare”.
L’Europa è comunque il riferimento di questi viaggi di ritorno di taglio “turistico – familiare” nei quali però, emerge
una sensibilità e una cultura che in passato abbiamo incontrato e che oggi troneggia in tutte le librerie, con un volume
prezioso “Non luogo a procedere” (Ed. Garzanti) che approfondisce l’indagine sui segreti della Risiera di San Sabba
come manifesto contro la guerra.
Un romanzo per
svelare un mistero
Dopo essersi rivelato immediatamente “maldestro”, anche
se non nemico della tecnologia, lo scrittore Claudio Magris
(nato a Trieste nel 1939) ha pubblicato un libro (immediatamente famoso) per svelare il mistero dei Segreti di San
Sabba (Ed. Garzanti). Si tratta di un’indagine sui segreti della
Risiera e di un manifesto contro tutte le guerre. Intervistato
da Antonio D’orrico su “Sette” (il supplemento del Corriere),
non si vergogna di confessare di non servirsi degli strumenti
tecnologici alla portata di tutti, a causa di “una bruttissima
Claudio Magris osserva il mare
grafia aggravata dall’artrosi, ma anche indotto da una particolare sensibilità: scrivere è un lavoro di estrema solitudine
ed essere circondato da un paesaggio umano mi conforta. E
poi c’è un’altra cosa: “Uno scrittore mentre scrive è sempre
convinto di scrivere la «Divina Commedia». Così scrivendo
al caffè uno vede che il mondo se ne frega della presunta
«Divina Commedia» che stai scrivendo e l’effetto è molto
salutare”.
Non luogo a procedere (Ed. Garzanti) è l’ultimo libro di Claudio Magris (che ancora non ho letto) ma che già ha suscitato
analisi, commenti su tutta la stampa, per la scelta dell’argomento, delle circostanze tragiche dell’ultimo conflitto e il
concetto personale che “la storia ha l’alito cattivo”.
L’intervista suscita naturalmente un vivo interesse per la lettura personale perchè si tratta di un momento tragico che ha
connotato il nostro recente passato.
Nell’intervista l’autore ricorda la prima moglie Marisa Madieri che, in una sua raccolta “Verde acqua” sosteneva che
nonostante lo sterminio delle guerre “esiste sempre nell’animo umano una sacra attesa della pace”.
La parola che scuote
(da Avvenire del 20 novembre 2015)
“Maledetti”. Parola terribile, anatema antico e come
definitivo. Ma che cos’altro meritano i signori della
guerra?, chiede, con dolore, l’uomo di Dio che si è
imposto un nome di pace.
“Maledetti”. Verdetto senza scampo. Ma in quale
altra maniera possiamo chiamare coloro che, a loro
volta, non danno scampo agli uomini e alle donne
del nostro tempo, seminando guerra, conducendo guerra, armando guerra, arricchendosi di ogni
guerra?
Francesco confessa di ascoltare il pianto di Dio, il
pianto di Gesù, nel pianto delle vittime. E perciò, con
il suo tono sommesso, parla con la forza di chi grida.
Parla per i massacrati dalle bombe e dai coltelli. Per
gli sterminati dai missili e dalle mitraglie. Parla per i
mutilati e per i sequestri. Parla per i martiri cristiani e per chiunque patisca orrori per la sua fede. Per
i bambini stuprati dell’innocenza e addestrati alla
morte. Parla per i perseguitati politici. Per i depredati e gli esiliati. Parla per quelli che fuggono e sono
trattati da invasori. Per quelli che hanno paura e
per quelli che dimostrano anche il coraggio che non
hanno. Parla persino di quelli che sono mandati a
uccidere uccidendosi, nelle chiese cristiane d’Asia e
d’Africa, nelle moschee nemiche e renitenti all’odio,
nelle sinagoghe o nelle scuole ebraiche, nei luoghi
cittadini della più normale e laica quotidianità. E
parla anche per noi giornalisti, che stentiamo a trovare le parole capaci di svegliare le coscienze o anche solo di liberarci dalla catena dei pensieri, degli
insulti e delle “giustificazioni” della guerra.
Francesco ha trovato le parole che noi non abbiamo
e non osiamo, che neanche i migliori tra gli uomini della politica e dell’economia riescono a dire. Ha
scandito le parole che tanti altri leader religiosi faticano a pronunciare.
La Vergine Maria,
la madre
Altre note...
a cura di Giancarlo Giacomuzzi
8 e il 25 Dicembre sono due date importanti per la Vergine
L’
Maria che, come donna, ha vissuto la sua maternità e come
madre di Gesù tutto il suo mistero. Certo sarà stata grande la
sua gioia e la sua felicità nel diventare madre, come accade per
tutte le donne, ma credo la sua gioia sia durata poco, quel fatale
annuncio così inspiegabile deve averle fatto presagire subito la
vita che avrebbe atteso quel suo figlio eccellente e per questo
arrecato a lei preoccupazioni e un celato dolore.
La madre è figura centrale e importante nell’ambito della famiglia,
ma per Maria la sorte fu diversa e lo si avverte proprio la notte di
Natale dove è chi nasce che occupa interamente la scena, gli altri
personaggi sembrano stare in disparte, avere un ruolo minore.
Ma Maria non se ne duole, nel rispondere all’Angelo… “Ecco la
schiava del Signore: avvenga a me secondo la tua parola“ ha
dimostrato quanto abbia ben compreso il compito a lei affidato
che ha accettato senza condizioni.
Era quasi una bambina della tribù di Giuda e del casato di Davide
che abitava a Nazaret, un piccolo centro ove la presenza di una
fonte doveva essere a quei tempi il solo richiamo verso il villaggio
per le assetate carovane che transitavano. I Vangeli canonici
riservano a lei solo qualche cenno di tanto in tanto, si sa che
era promessa a Giuseppe e che doveva avere tra i 13 e 14 anni,
mentre Giuseppe forse 24.
D
opo i 40 giorni dal parto la troviamo al Tempio per la
purificazione, per presentare il figlio che le è nato e
per offrire l’umile obolo fissato per le famiglie povere. C’è poi
l’episodio della fuga in Egitto e del rientro a Nazaret, perché
si adempisse il detto per mezzo dei profeti …Nazoreo sarà
chiamato. Dopo due tre anni l’avvio della sua vita in famiglia, il
pensare alla casa, al marito e al piccolo Gesù che, nella bottega …
cresce e s’afforza pieno di sapienza.
Ancora una discesa al Tempio ove un Gesù dodicenne elude la
sua sorveglianza e si intrattiene a parlare con i Sommi Sacerdoti
incurante dell’apprensione e dei timori che possono insorgere in
una madre che non lo trova nella carovana e deve ritornare sui
suoi passi per cercarlo. Quindi la famiglia la riassorbe per il periodo
più lungo e non si parlerà di lei fino a quando Gesù trentenne
lascia Nazaret per iniziare la sua predicazione. Lei l’accompagna
ed è lei che alle nozze di Cana, nel suo ruolo di donna ebrea che
deve servire ed aiutare, si accorge che manca il vino, è sempre lei
che seguendo il figlio nella sua predicazione vive in silenzio tutti
i pericoli a cui va incontro: la congiura, il processo, lo scherno, la
pubblica fustigazione e la condanna sino al martirio.
E qui riappare rafforzata la sua figura: è in mezzo alla folla che si
accalca lungo la salita al Golgota, assiste disperata e impotente
alla crocefissione e alla morte e il suo strazio è grande ….come
a lei i soldati impedivano di avvicinarsi per confortarlo, così
a lui i chiodi impedivano ogni gesto verso di lei….. potevano
solo comunicare con lo sguardo. Vive poi con rassegnazione e
sconforto la deposizione dalla croce e la ricerca della tomba ove
depositarne il corpo.
Nel suo cuore solo e sempre dolore, ma anche ricordi, pensieri e le
uniche parole che il figlio le ha rivolto sulla croce quando non l’ha
chiamata madre ma donna affidandola al discepolo Giovanni con
il quale resterà sin che avrà vita. Poi la gioia della Resurrezione, la
gloria e la sua Assunzione in cielo accanto al figlio tanto amato.
l quadro che riporto è di autore ignoto,
Igiovinezza
linearmente semplice ma ben raffigurante la
di Maria e le sue premure di madre.
Per la poesia un affettuoso pensiero a Maria
del poeta C. A. Salustri (1871/1950) un poeta
dialettale che firmò tutta la sua produzione
letteraria con il nome di “Trilussa”.
Per la musica le Cantate per voci, coro e orchestra
“del tempo di Natale” di Johann Sebastian Bach
(1685/1750) il massimo rappresentante del
barocco musicale tedesco. Aggiungo per i più
esigenti anche quello che per me è il più bel
canto di Natale che sia mai stato scritto: Minuit
Chrétien conosciuto anche come Oh! Holy
night, canto composto nel 1847 dal francese
A. C. Adam (1803/56), una gemma purissima
da ascoltare.
Quann’ero ragazzino,
mamma mia me diceva:
recordati fijolo!
quando te senti veramente solo,
tu prova a recità n’Ave Maria,
l’anima tua da sola spicca il volo
e se solleva, come pe’ magia.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato,
da un pezzo s’addormita la vecchietta,
ma quel consijo non l’ho mai scordato,
come me sento veramente solo,
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo.
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Informazioni utili
SS. MESSE
DUOMO
• Prefestiva: ore 18.30
• Festive: ore 9.30 11.00 - 18.30
• Feriale: ore 18.30
DICEMBRE 2015
Martedì 8
INIZIO ANNO DELLA MISERICORDIA
ore 9,00 in S. Bernardino S. Messa solenne
ore 16,30 a S. Bernardino: Canto del Vespro + S. Messa
Altrove: SS. Messe ad orario festivo
Mercoledì 9
Ritiro presbiteri a Montecastello
ore 20,30 in canonica: incontro C.P.A.E. (1)
ore 20,30 in oratorio compieta e catechesi per la zona
Misericordia e Confessione (don Maiolini)
Giovedì 10 ore 20,45 in Oratorio: magistero per catechisti
Chiesa di S. BENEDETTO
Venerdì 11
ore 20,30 in canonica incontro genitori dei battezzandi ore 11 del 7 febbraio
• Festive: ore 7.30
Sabato 12
12 – 13 Ritiro zonale Adolescenti e Giovani a Montecastello
Chiesa di S. BERNARDINO
• Festive: ore 9.00 - 17.00
• Feriale: ore 9.00
Chiesa di S. GIUSEPPE
• Festive: ore 10.00
• Feriale: ore 17.30
(esclusi: giovedì e sabato)
Chiesa di S. GIOVANNI
Solo feriale: ore 7.15
RENZANO
• Solo sabato: ore 18.00
CHIESA - CAPPUCCINI
BARBARANO
• Festive: ore 10.00 -17.00
• Feriale: ore 17.00
CHIESA MONASTERO
DELLA VISITAZIONE
• Festive e feriali: ore 8.00
Domenica 13 ore 16,00 in Duomo Canto del Vespro
ore 18,30 apertura Porta santa in cattedrale per il Giubileo
Martedì 15
Mercoledì 16
Sabato 19
Domenica 21
ore 15,00 S. Messa al Cimitero
ore 20,30 in Canonica incontro Consiglio Pastorale Zonale
ore 21,00 in Oratorio: Scuola di Comunità C. L.
ore 20,00 incontro gruppo A famiglie in Oratorio
Catechesi genitori e bambini Gruppo S. Carlo ore 11,00 in Oratorio
ICFR Gr. S. Angela in Duomo ore 9,30 S. Messa poi in Oratorio con pranzo
ore 16,00 in Duomo Canto del Vespro
Martedì 22
ore 11,00 in Duomo: S. Messa di Natale per studenti (D.Maiolini)
ore 20,30 celebrazione penitenziale comunitaria
Mercoledì 23 ore 20,30 in canonica redazione de “Il Duomo”
Giovedì 24
Confessioni: Duomo e S. Bernardino: ore 9,00 - 12,00 e ore 15,00 - 19,00
ore 24,00 in Duomo: S. Messa di Natale
SS. Messe secondo orario festivo
ore 16,00 in Duomo: Canto dei Vespri di Natale
Giorno non di precetto
SS. Messe: ore 9,00 a S. Bernardino- ore 11,00-18,30 in Duomo
Lunedì 28-30
Pellegrinaggio Adolescenti
Giovedì 31
ore 18,30 S. Messa con il canto del Te Deum
In Oratorio: Aspettando la fine dell’Anno
GENNAIO 2016
Venerdì 1
ore 16,00 Canto del Vespro con Veni Creator
Mercoledì 6
ore 10,00 a S. Giuseppe presentazione dei Battezzandi del 7 febbraio 2016
ore 15,00 in Duomo – Preghiera per l’infanzia Missionaria
Giovedì 7
Venerdì 8
IL DUOMO - n. 10 Dicembre 2015
Anno LXIV
BUON NATALE A TUTTI
Venerdì 25
Sabato 26
- abb. annuo Euro 11,00
- una copia Euro 1,05
- abb. sped. postale Euro 30,00
ore 16,30 in S. Giovanni: Esposizione e Adorazione
ore 18,30 S. Messa per benefattori della parrocchia
Inizio secondo percorso fidanzati a Fasano
Dir. Responsabile - Antonio Fappani con decreto del Tribunale
- Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 6/74 dell’8 - 3 - 1974
- Pubblicità: Segreteria Parrocchiale - tel. (0365) 521700 Fax. (0365) 523294
- Fotocomposizione del 5/12/2015 nella Canonica di Salò
- Stampa: Tipolitografia Editrice LUMINI - Travagliato (BS)
- Si può trovare il bollettino anche sul sito internet: www.parrocchiadisalo.it
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Scarica - Parrocchia di Salò