“ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE EDILE
CARLO BAZZI”
ANNO DI FONDAZIONE 1872
ISTITUTO TECNICO SETTORE TECNOLOGICO
Indirizzo: Costruzioni Ambiente Territorio
POF
Piano dell’Offerta Formativa
2015-2016
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DATI GENERALI
DENOMINAZIONE E UBICAZIONE
Istituto tecnico Industriale “Carlo Bazzi”
Via cappuccio 2 –20123 Milano
Tel. 02 86453407 / 02 72000526
Fax. 02 8900.804
Sito web: www.iticarlobazzi.it
Mail: [email protected]
Codice meccanografico: MITL485005
Codice fiscale/Partita IVA: 02230420156
DIRIGENTE SCOLASTICO
Prof. Arch. Bernardo Fedele
COLLABORATORE VICARIO:
Prof. Arch. Luigi Tosi
SEGRETERIA DIDATTICA
Maria Principe
SEGRETERIA AMMINISTRATIVA
Valeria Orsenigo.
Sito web: www.iticarlobazzi.it
Mail: [email protected]
Orario di ricevimento: dalle ore 9.00 alle ore 12.00
COLLABORATORI SCOLASTICI
Davide Pagani, Fernando Anthony
INDIRIZZO DI STUDIO
COSTRUZIONE AMBIENTE TERRITORIO
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ORARIO LEZIONI E CALENDARIO ANNO SCOLASTICO
QUADRO ORARIO GIORNALIERO
Suono della campanella ore 8.05
1
2
intervallo
3
4
intervallo
5
6
8.10-9.05
9.05-9.55
9.55-10.05
10.05-11.00
11.00-11.50
11.50-12.00
12.00-12.55
12.55-13.45
PRIMO QUADRIMESTRE
SECONDO QUADRIMESTRE
Dal 14 settembre 2015 al 30 gennaio 2016
Dal 1 febbraio 2015 al 8 giugno 2016
Calendario festività (allegato 1)
RAPPORTI SCUOLA FAMIGLIA
Incontri con i docenti: Oltre gli incontri istituzionali, ogni docente dedica un’ora settimanale
ai colloqui con i genitori. Tale ora è fissata all’inizio dell’anno scolastico sulla base dell’orario
di ogni insegnante e viene comunicata ai genitori tramite i propri figli. Il calendario
settimanale delle ore di colloquio di tutti gli insegnanti rimane esposto all’albo della scuola e
pubblicato sul sito www.carlobazzi.it.
Al fine di razionalizzare i tempi, il ricevimento avviene su appuntamento.
Libretto personale: ogni studente è munito di un libretto personale su cui vengono
giustificate le assenze e i ritardi; vengono annotate le comunicazioni tra la scuola e la
famiglia, in modo da consentire alle famiglie di avere sempre aggiornata la situazione del
figlio.
Il libretto è ritirato dai genitori presso la segreteria didattica.
Al fine di migliorare le comunicazioni tra la scuola e le famiglie l’istituto utilizza la piattaforma
web “Olischool” disponibile anche direttamente dal sito della scuola.
Tutti i genitori sono forniti di password personale per accedere direttamente nell’ area
riservata al proprio figlio.
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PREMESSA
La Scuola dell’autonomia nel proprio Piano dell’Offerta Formativa, comunemente
denominato P.O.F ., espone le sue scelte educative, gli obiettivi generali e specifici che
intende perseguire, la propria organizzazione e le attività programmate, curriculari ed
extracurriculari, attraverso le quali viene potenziata e ottimizzata l’offerta formativa.
Il presente P.O.F. è, quindi, il documento con cui l’Istituto “Carlo Bazzi” si presenta all’utenza
e alle altre istituzioni del territorio.
Nel POF il Collegio dei Docenti, interpretando le esigenze di una società in trasformazione,
esplicita le scelte culturali, didattiche ed organizzative che la scuola intende perseguire;
assume impegni nei confronti dell’utenza, delle famiglie e del contesto sociale; pianifica la
gestione delle risorse economiche.
Le scelte culturali e formative rispondono alle specifiche esigenze espresse dai bisogni di
professionalità e di competenze nuove e tradizionali che vengono poste dall'utenza e dal
territorio.
Tali esigenze sono state riconosciute ed individuate grazie all'esperienza accumulata nel
corso degli anni, alla valutazione e al monitoraggio dei Piani dell'Offerta Formativa che sono
stati programmati e verificati nel corso degli ultimi cinque anni , all'osservazione puntuale e
sistematica della realtà che ci circonda e di quella del nostro ampio bacino di utenza.
LA SUA STORIA
Fondato come "Scuola dei Capomastri" nel 1872, nel primo dopoguerra si trasforma in
"Istituto Tecnico Industriale" che rilascia il titolo di Perito Industriale Capotecnico a
specializzazione Edile (giuridicamente riconosciuto a partire dal 1929 ed equipollente a
quello di Geometra). Dal 1933 l’Ente Gestore ha la qualifica di Ente Morale.
E' finanziato, attraverso l' E.S.E.M. (Ente Scuola Edile Milanese), dalla Cassa Edile,
organismo che fa riferimento ad ASSIMPREDIL (Associazione delle Imprese Edili di Milano)
e alla FEDERAZIONE LAVORATORI DELLE COSTRUZIONI (Organizzazioni Sindacali) con
una sostanziosa contribuzione del Comune di Milano che mette a disposizione la prestigiosa
sede; è retto da un Consiglio di Amministrazione di cui fanno parte, per Statuto, i
rappresentanti degli Enti finanziatori e poi quelli della Provincia, della C.C.I.A.A.M. e delle
due associazioni professionali di categoria (Collegio e Associazione dei Periti Industriali). Il
bilancio finanziario annuale dell'Istituto è controllato e certificato per Statuto da un Collegio
Sindacale di Revisori dei Conti.
A partire dall' a.s. 2014-2015, con la costituzione della Fondazione: "Istituto tecnico
superiore per le tecnologie innovative per i beni e le attività culturali-cantieri dell'arte"
è stato istituito il corso biennale per " TECNICO SUPERIORE PER LA CONDUZIONE DEL
CANTIERE DI RESTAURO ARCHITETTONICO"
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FINALITA’,CARATTERISTICHE E ATTIVITA’ DELL’ITI “Carlo
Bazzi”
L’Istituto Tecnico Industriale Edile "Carlo Bazzi" ha come fine statutario un insegnamento
innovativo e sperimentale mirato alla formazione di tecnici ad indirizzo specificatamente
edile, nella continuità di una azione didattica che trova le proprie radici tradizionali e
storicamente riconosciute in un filone della cultura tecnica che viene proposto, con le
caratteristiche che ancor oggi lo contraddistinguono, fin dal lontano 1872 e sempre con lo
sguardo rivolto al futuro.
Tra le più significative e connaturate specificità che caratterizzano l'Istituto si ritiene
importante venga messa in evidenza la costante "progettualità" che ha connotato nei
decenni l'azione didattica condotta concordemente da tutte le forze che hanno ispirato,
patrocinato, sostenuto, indirizzato e gestito operativamente tale azione.
L'esigenza di "progettualità" quale componente strutturale della proposta formativa
dell'Istituto fu una scelta programmatica obbligata, adottata per rispondere in modo efficace
ai fini istituzionali per i quali era stata creata questa Scuola: una scuola libera che, in
costante e dialettico rapporto con una realtà produttiva in naturale e continua evoluzione,
preparasse quadri tecnici in grado di inserirsi in essa e di contribuire al suo ordinato e
corretto sviluppo.
La matrice didattica da sempre tesa a coniugare teoria e pratica, scuola e mondo del lavoro,
esperienze consolidate e novità tecnico - scientifiche, confermatasi ulteriormente nella più
che decennale collaborazione didattica con il Politecnico, inserisce l'Istituto in una rete di
relazioni e collaborazioni estremamente ramificata e ricchissima di potenzialità e di
collaudata capacità di aggiornarsi, adattarsi, recepire nuove esigenze e rispondervi; di
questa rete fanno parte entità molto diverse fra loro, che però in qualche modo sono tutte
collegate con il mondo delle costruzioni e con le quali è in atto, ormai da decenni, una
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proficua collaborazione, in grado di preparare, propiziare e rendere agevole l'inserimento nel
mondo produttivo.
L’esperienza di tanti anni di attività ci dice che, anche nei periodi più difficili per il settore
edile, i nostri diplomati hanno avuto canali privilegiati per trovare sbocchi lavorativi: l'Istituto
ha sempre avuto più richieste da parte delle aziende che nominativi da segnalare.
L'Istituto Carlo Bazzi può vantare, ormai da oltre un secolo, un impegno programmatico cui
ha sempre tenuto fede: una solida preparazione per un avvenire sicuro.
Come sottolineato in precedenza l’Istituto è inserito in una rete di relazioni e collaborazioni
molto ramificata, ricca di potenzialità e di collaudate capacità di recepire esigenze nuove,
valutarle e dar loro risposte meditate ed organizzate; di questa rete fanno parte entità anche
molto differenziate, ma in diversi modi tutte collegate al tessuto sociale e produttivo; per fare
solo alcuni esempi, citiamo l’ASSIMPREDIL, le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori
dell’Edilizia, l’Ente Scuola Edile Milanese, le Organizzazioni professionali dei Periti
Industriali, la Camera di Commercio, il Comitato Paritetico Territoriale per la sicurezza e poi
Istituti scolastici affini, e le tante e tante Imprese Edili che collaborano agli stages permanenti
curricolari. I nostri diplomati usufruiscono quindi di canali privilegiati sia per il mondo del
lavoro sia per l’ingresso all’Università.
La progettualità educativa dell’Istituto si basa così anche sulla messe di dati che questa rete
consente di raccogliere e sulla collaborazione per la loro corretta interpretazione, così da
assicurare la permanenza della tradizionale ed istituzionale matrice di una realtà didattica da
sempre tesa a coniugare teoria e pratica, esperienze consolidate e novità tecnicoscientifiche, formazione scolastica e mondo del lavoro.
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PROFILO DEL TECNICO DELLE COSTRUZIONI, AMBIENTE E
TERRITORIO
Al termine del ciclo di studi di cinque anni, l’Istituto conferisce il diploma di Tecnico delle
Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT) valido per l’accesso a tutti i corsi di laurea o di
diploma universitario e, secondo propri regolamenti, ai concorsi della pubblica
amministrazione, agli albi professionali, agli impieghi nelle aziende private. La preparazione
del Tecnico è di livello medio superiore; comporta quindi la conoscenza, anche se non a
livello specialistico, dei linguaggi fondamentali di analisi e intervento sulla realtà ormai diffusi
della cultura europea.
Le specifiche caratteristiche attitudinali che investono sia la sfera etica che quella culturale, e
più specificatamente tecnico-professionale si possono sintetizzare come segue.
Dimensione etica e comportamentale
 è disponibile al confronto fra modelli, opinioni e contesti diversi;
 sa reagire positivamente al nuovo;
 sa valorizzare gli apporti culturali della tradizione italiana, cogliendoli nella loro
evoluzione storica;
 sa accettare il diverso, riconoscendone il retroterra culturale;
 sa mettere in atto processi di valutazione e autovalutazione;
 sa assumere responsabilità diretta per partecipare alla costruzione di modelli culturali
rispondenti ai nuovi processi sociali;
 sa interagire costruttivamente e con contributi personali in ambiti di discussione libera
o guidata;
 sa cogliere il valore della legalità;
 sa essere corretto, puntuale e preciso.
Dimensione culturale
 sa utilizzare processi cognitivi mirati a una interpretazione profonda della realtà;
 sa utilizzare con competenza scientifica terminologie e procedimenti appartenenti a
specifici linguaggi disciplinari appresi;
 sa osservare con criteri di logica consequenzialità fenomeni e contesti;
 sa essere flessibile e capace di adattarsi a situazioni nuove con attitudine
all’autoapprendimento;
 sa mettere in atto tecniche di comunicazione adeguate al contesto, all’interlocutore e
alla situazione;
 sa registrare e organizzare dati e informazioni, utilizzando strumenti informatici e
telematici;
 sa documentare adeguatamente il proprio lavoro.
Dimensione tecnico-professionale
 sa lavorare sia in maniera autonoma sia in equipe;
 ha una conoscenza complessiva dell’attività edilizia e della gestione dell’impresa
edile;
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 sa contribuire a organizzare le attività dell’azienda e le sue relazioni con l’ambiente
esterno;
 riconosce i vari aspetti dell’attività economica collocata in un sistema dinamico;
 coglie le finalità e le modalità delle relazioni tra i soggetti dell’attività economica;
 identifica gli elementi costitutivi delle varie problematiche operative e le modalità delle
loro interrelazioni;
 individua le operazioni che caratterizzano il processo produttivo e il flusso delle
operazioni tipiche dei diversi sistemi costruttivi.
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
L’organigramma generale: figure ed organismi di riferimento
IL DIRIGENTE SCOLASTICO:
Ha la responsabilità di provvedere alla complessiva direzione dell’istituto, nell’ambito degli
indirizzi e delle deliberazioni, assunte dai competenti organi statutari, in ogni area e
articolazione, contribuendo alla realizzazione delle finalità statutarie. Ha il compito di
elaborare le politiche di gestione dell’istituto e di provvedere al coordinamento, alla gestione
e al controllo dei diversi settori della realtà scolastica, assicurando agli stessi le necessarie
risorse e strutture.
Effettua il riesame dei contratti. Firma gli ordini di acquisto dei materiali da approvvigionare
per la conduzione dei corsi didattici. Il dirigente scolastico risponde in ordine ai risultati
valutati tenendo conto della specificità delle funzioni di ordine didattico-formativo,
organizzativo, amministrativo e gestionale propria delle istituzioni scolastiche.
IL COLLABORATORE VICARIO (Vice Preside)
E’ delegato a svolgere le seguenti funzioni amministrative in ordine alle sottoelencate
materie:

Controllo entrate posticipate ed uscite anticipate alunni;

Organico personale docente;

Predisposizione piano delle attività;

Coordinamento esami di idoneità e integrativi;

Collaborazione con la Segreteria didattica per verifiche assenze e relative sostituzioni;

Attivazione delle procedure previste in caso dii Assemblee sindacali;

Collaborazione elaborazione P.O.F. ;

Comunicazioni ai Docenti ed agli allievi.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP):
Ha la responsabilità della sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro, in
ottemperanza ai requisiti specifici del decreto legislativo 81/2008.
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I COORDINATORI DEI CONSIGLI DI CLASSE
Presiedono il Consiglio di Classe, qualora delegati dal Dirigente Scolastico, e coordinano i
rapporti con i colleghi della classe nel campo della didattica e degli interventi culturali ed
interdisciplinari, nonché le programmazioni disciplinari, stilando il piano di lavoro annuale
della classe e la relazione finale.
Propongono gli interventi disciplinari, su richiesta degli insegnanti della classe.
Ai Coordinatori è affidato il controllo delle assenze; nei casi di assenze ripetute troppo
frequentemente o tali da meritare una verifica, potranno convocare la famiglia dello studente,
trasmettendo i dati necessari (nome, cognome, classe dello studente, giorno ed ora della
convocazione) alla Segreteria dell’Istituto, che provvederà agli atti formali.
Coordinano i rapporti con le famiglie; segnalano carenze in merito alla sicurezza, richiedono i
materiali di consumo e le attrezzature didattiche.
È prevista anche la figura del segretario del Consiglio di Classe, cui è affidato il compito di
verbalizzare durante le sedute. Generalmente tale mansione è svolta dallo stesso
coordinatore, ma è auspicabile separare i ruoli; in ogni caso è obbligatorio individuare un
segretario tutte le volte in cui il coordinatore è delegato dal Dirigente Scolastico a presiedere
la riunione.
Organi collegiali della scuola
La scuola italiana si avvale di organi di gestione, rappresentativi delle diverse componenti
scolastiche, interne ed esterne alla scuola: docenti studenti e genitori.
Questi organismi a carattere collegiale sono previsti a vari livelli della scuola (classe, istituto)
I componenti degli organi collegiali vengono eletti dai componenti della categoria di
appartenenza; i genitori che fanno parte di organismi collegiali sono, pertanto, eletti da altri
genitori.
La funzione degli organi collegiali è diversa secondo i livelli di collocazione: è consultiva e
propositiva a livello di base (consigli di classe e interclasse); è deliberativa ai livelli superiori
(consigli di istituto, consigli provinciali).
Il regime di autonomia scolastica accentua la funzione degli organi collegiali.
Consiglio di classe
E' costituito da tutti i docenti della classe, due rappresentanti dei genitori e due
rappresentanti degli studenti; presiede il dirigente scolastico o un docente, da lui delegato
facente parte del consiglio.
Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere loro rappresentanti in questi
organismi. è diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto.
L'elezione nei consigli di classe si svolge annualmente. Il consiglio di classe si occupa
dell'andamento generale della classe, formula proposta al Dirigente Scolastico per il
miglioramento dell'attività, presenta proposte per un efficace rapporto scuola-famiglia, si
esprime su eventuali progetti di sperimentazione.
Riferimento normativo: art. 5 del Decreto Legislativo 297/1994.
Consigli di istituto
Questo organo collegiale è composto da tutte le componenti della scuola: docenti, genitori,
studenti e personale amministrativo, di variabile da 14 a 19 componenti secondo gli alunni
iscritti.
Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere loro rappresentanti in questi
organismi ed è diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto. Le elezioni per i consigli di
istituto si svolgono ogni triennio.
Riferimento normativo art. 8 del Decreto Legislativo 297/1994.
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Collegio dei docenti
Il collegio dei docenti è composto da tutti gli insegnanti in servizio nell' Istituto Scolastico ed è
presieduto dal Dirigente scolastico. Quest'ultimo si incarica anche di dare esecuzione alle
delibere del Collegio.
Si riunisce in orari non coincidenti con le lezioni, su convocazione del Dirigente scolastico o
su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti, ogni volta che vi siano decisioni
importanti da prendere.
Riferimenti normativi: art. 7 del Decreto Legislativo 297/1994.
Regolamento d’ Istituto
Il Regolamento d’ Istituto è il documento, approvato dal Collegio Docenti, che regola tutte le
attività che si svolgono nell’ ambito dell’ attività didattica e nei locali della scuola.
Individua con chiarezza i diritti e i doveri degli studenti e le eventuali sanzioni.
Autonomia Scolastica
Dal 2000 le istituzioni scolastiche, pur facendo parte del sistema scolastico nazionale, hanno
una propria autonomia amministrativa, didattica e organizzativa. Operano comunque nel
rispetto delle norme generali sull’istruzione emanate dallo Stato. Le istituzioni scolastiche
sono dirette da un dirigente scolastico e si avvalgono di un apposito ufficio amministrativo
(segreteria) anche per i rapporti con il pubblico. Ogni istituzione scolastica ha un proprio
Piano dell’Offerta Formativa (POF), che rappresenta il piano di azione educativa e di
istruzione della scuola. DPR n.275 8 marzo 1999.
Le istituzioni scolastiche, per il loro funzionamento, hanno diritto di ricevere fondi dallo Stato
e possono anche ricevere risorse finanziarie da Comuni, Province e Regioni o da altri enti e
privati.
Il POF
Nel Piano dell’offerta formativa vengono illustrate le linee distintive dell’istituto,
l’ispirazione culturale-pedagogica che lo muove, la progettazione curricolare,
extracurricolare, didattica ed organizzativa delle sue attività.
Il POF viene definito in questo modo: il Consiglio di Istituto raccoglie proposte e pareri anche
da parte delle famiglie, e delibera gli indirizzi generali dell’attività della scuola. Sulla base di
quegli indirizzi generali, il Collegio dei docenti elabora il POF che, alla fine, viene adottato
ufficialmente dal Consiglio di Istituto.
Copia del POF viene pubblicata sul sito della scuola prima dell’inizio dell’anno scolastico. I
genitori partecipano al processo di attuazione e sviluppo dell'autonomia assumendo le
proprie responsabilità.
All’interno del POF si trovano:
 le azioni di continuità, orientamento, sostegno e recupero corrispondenti alle esigenze
degli alunni concretamente rilevate;
 l’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività;
 le modalità e i criteri per la valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei crediti;
 l’organizzazione adottata per la realizzazione degli obiettivi generali e specifici
dell’azione didattica;
 i progetti di ricerca e sperimentazione.
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Autonomia didattica e organizzativa
All’interno del Regolamento dell'autonomia scolastica vi sono norme che regolano
l’autonomia didattica e l’autonomia organizzativa. L’applicazione di queste norme è di diretta
competenza della scuola che vi dà attuazione con criteri di flessibilità, ma nel rispetto della
libertà di scelta educativa delle famiglie e, comunque, riconoscendo e valorizzando le
diversità, promuovendo le potenzialità di ciascun alunno, e adottando tutte le iniziative utili al
raggiungimento del successo formativo. Le istituzioni scolastiche assicurano la realizzazione
di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale
per gli alunni.
Quota di istituto del 20%
In base all’autonomia, le istituzioni scolastiche possono modificare il monte ore annuale delle
discipline di insegnamento (le materie) per una quota pari al 20%.
Tale quota consente alle scuole la compensazione tra discipline di insegnamento (meno ore
ad una disciplina che vengono assegnate ad un’altra disciplina) oppure l’introduzione di una
nuova disciplina di studio. Riferimenti normativi: Nota prot. 721 del 22 giugno 2006 e D.M. 47
del 13 giugno 2006
I LABORATORI E LE STRUTTURE
1. Laboratorio di informatica 1: dispone di 30 computers, 1 plotter in formato A0 ed un
monitor da 50”;
2. Laboratorio di informatica 2: dispone di 15 computers, 1 proiettore, 1 stampante A3; un
plotterA2;
3. Laboratorio di chimica;
4. Laboratorio di modellismo;
5. Aula LIM (lavagna interattiva multimediale);
6. Aula ristoro;
7. Museo Permanente sulla Sicurezza “Senza Pericolo”;
8. Tre aule dotate di LIM.
L’Istituto occupa il piano terreno ed il primo piano di tre dei quattro corpi di fabbrica che
circondano il giardino interno di un antico edificio, di proprietà del Comune di Milano, situato
all’angolo fra la via Cappuccio e la via Circo, nel centro cittadino.
Gli spazi a disposizione vengono gestiti il corso quinquennale come TECNICO delle
Costruzioni Ambiente e Territorio (CAT)
TABELLA RIASSUNTIVA DELLE SUPERFICI DISPONIBILI
(Riferimento alle planimetrie riportate)
Corso per TECNICI delle Costruzioni Ambiente e Territorio
 per attività didattiche normali circa mq 331,30
 per attività didattiche speciali circa mq 254,80
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 per attività complementari circa mq 132,10
 per servizi igienici circa mq 67,40
 per laboratori vari circa mq 244,20
 per servizi amministrativi e accessori circa mq 232,40
 fuori sede per esercitazioni pratiche (presso E.S.E.M) circa mq 160,00
Totale approssimato degli spazi dedicati in cui si svolgono permanenti attività
didattiche, (escludendo corridoi. disimpegni, spazi aperti ecc.) circa mq 1420.
Riteniamo che le planimetrie riportate e la tabella riassuntiva che le accompagna possano
dare un’idea sufficientemente approssimata delle risorse disponibili in termini di spazi
attrezzati.
Va aggiunto che, nei limiti consentiti da un edificio che possiamo definire “d’epoca” sono stati
attuati notevoli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per garantire il
rispetto delle principali norme sulla sicurezza.
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ORGANIGRAMMA
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
COMITATO
ESECUTIVO
DS
Dirigenza Scolastica
RSPP
Sicurezza
Bernardo Fedele
Anna Casarola
CONSIGLIO
GIUNTA
DI
ESECUTIVA
ISTITUTO
RLS
Sicurezza
Franco Raimondo
SG-DID
Segreteria Didattica
VDS
Vice Dirigente Scolastico
Luigi Tosi
Maria Principe
SG-AMM
Segreteria Amministrativa
Valeria Orsenigo
REFERENTE DSA
Elena Di Giovanni
ADDETTI PRIMO
SOCCORSO
Rita Monetti
Maria Principe
COORDINATORE
EMERGENZE
ACQ
Acquisti
DD
Direttore Didattico
Valeria Orsenigo
Bernardo Fedele
PFI
Presentaz. Form. Istituto
Bernardo Fedele
Carmen Gaudioso
ADDETTI ANTINCENDIO
COORDINATORE
DELLE AREE
TEMATICHE
COMITATO TECNICO
SCIENTIFICO
COMMISSIONI
DIDATTICHE
COLLEGIO DOCENTI
Coordinatore
Coordinatore
Coordinatore
Consiglio Di
Classe
Consiglio Di
Classe
Consiglio Di
Classe
Bernardo Fedele
Maria Principe
Classe
Classe
Classe
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DOCENTI
LA GESTIONE DELLE RISORSE
Chi fosse particolarmente interessato ad entrare nei dettagli di come è andata formandosi e
trasformandosi nel tempo la struttura economica di questo Istituto, ne può trovare un
resoconto fedele in quella parte del “Piano educativo d’istituto” che abbiamo dedicato alla
storia del “Carlo Bazzi”.
Per chi invece volesse conoscere solo la struttura economica attuale e rendersi così conto di
come venga ad accadere che una scuola di tipo privato chieda agli utenti rette scolastiche
decisamente modeste, appena superiori ai costi di analoghi istituti statali, diamo una breve
sintesi informativa, con una serie di notizie che in parte, peraltro, sono già presenti nella
“Scheda riassuntiva” riportata all’inizio del fascicolo.
Come appare chiaramente dal testo dello Statuto vigente, l’Istituto Industriale Edile “Carlo
Bazzi” si propone «l’insegnamento teorico-pratico dell’edilizia e la preparazione degli alunni
al conseguimento del diploma statale di Tecnico delle Costruzioni Ambiente e Territorio
senza scopi di lucro».
Sempre lo Statuto citato stabilisce poi che al mantenimento della scuola «viene provveduto
con i proventi delle tasse scolastiche, con gli interessi del patrimonio fruttifero e con i
contributi di privati ed Enti.
In un successivo articolo viene fissata la composizione dell’organo di gestione, il Consiglio di
Amministrazione, nel quale sono presenti i rappresentanti delegati dagli enti impegnati a
dare un contributo economico e rappresentanti delle associazioni professionali: le varie
estrazioni di provenienza e la natura delle deleghe conferite ai consiglieri fanno sì che in
Consiglio siano rappresentate e diano un prezioso contributo, volto anche ad orientare la
didattica, le più importanti voci del mondo produttivo. Con questa composizione dell’organo
decisionale, la valutazione delle esigenze formative e la predisposizione delle risorse
economiche necessarie a soddisfarle può avvenire con concreta immediatezza.
La correttezza formale degli atti amministrativi, infine, è garantita e certificata da un Collegio
Sindacale con la presidenza di un revisore ufficiale dei conti.
Diamo un sintetico quadro delle risorse economiche disponibili normalmente, con
annotazioni, molto approssimative, anche di carattere quantitativo, in relazione all’incidenza
sul totale dei costi.
La parte preponderante delle entrate, la quale può venire accreditata di una incidenza che, al
netto di contribuzioni occasionali ed estemporanee, deriva dalla assegnazione all’Istituto, in
considerazione ed a riconoscimento della azione formativa svolta nell’interesse generale, ma
in particolare destinata ai futuri operatori del mondo edile, di contributi provenienti dalla
Cassa Edile di Milano. Questo ente, fondato nel lontano 1919, raccoglie e gestisce i notevoli
contributi versati da datori di lavoro e lavoratori dell’area milanese; la Cassa , secondo
quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i lavoratori dell’edilizia,
destina una quota dei contributi raccolti a fini formativi; tale quota viene gestita dall’Ente
Scuola Edile Milanese (E.S.E.M.), istituito da un apposito articolo del C.C.N.L. E’ stato
deciso dalle parti sociali che l’attività didattica svolta dall’Istituto Bazzi rientra nei fini formativi
finanziabili con i contributi raccolti; è stato attribuito così carattere di sistematicità alle risorse
finanziarie, la cui erogazione veniva in precedenza annualmente deliberata dalle parti sociali,
mediante liberi accordi derivanti da consuetudini tradizionali e basati su una comune,
concorde e lungimirante interpretazione dei reali interessi di tutte le componenti sociali del
mondo della produzione edilizia.
Per quanto attiene poi ai criteri con i quali vengono gestite queste risorse economiche,
riteniamo che la connessione fra la gestione amministrativa, la organizzazione delle attività
didattiche istituzionali e la pianificazione delle risposte all’evolversi delle esigenze educative
sia talmente stretta da non potersi discostare, nei suoi processi gestionali, dai percorsi già
descritti a proposito della gestione dell’organizzazione didattica; si potrebbe dire,
interpretando in senso dinamico lo schema funzionale che illustra l’organizzazione didattica,
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che le esigenze didattiche e le risposte gestionali che ne attuano la soddisfazione,
percorrono la trama dei collegamenti sintetizzati nel grafico con un moto continuo, in tutte le
direzioni ed in ogni verso.
L’ OFFERTA FORMATIVA: IL CANTIERE
Gli Istituti Tecnici hanno quale primaria caratteristica quella di essere sempre collegati con il
mondo della produzione, a tal fine il BAZZI è impegnato nei progetti di alternanza scuolalavoro. Il fiore all’occhiello dell’Istituto è l’insegnamento di Cantiere che rappresenta una
specificità che contraddistingue la scuola da tutti gli altri istituti tecnici omologhi.
La materia di cantiere si articola in tutto il quinquennio e si può sintetizzare come segue:
1° anno: Corso propedeutico alla sicurezza nei cantieri stage presso ESEM (Ente Scuola
Edile Milanese) durante il quale gli allievi imparano i primi rudimenti delle tecniche
cantieristiche edili: costruzione di muretti, di pilastri in muratura, di carpenteria, di vari
elementi strutturali ecc, sempre affiancati da un docente e da un assistente qualificati e
sempre nel rispetto della sicurezza sul lavoro, in primis sull’uso dei DPI (dispositivi di
protezione individuali) previsti dal D.Lgs. 81/2008;
2° anno: Corso di 16 ore sulla sicurezza nei cantieri con attestato, introduzione
all’organizzazione del cantiere attraverso il “cantiere virtuale” supportato da visite presso
aziende specializzate nel settore dell’edilizia da visite guidate nei cantieri e da incontriseminari organizzati presso i locali della scuola. Esecuzione di semplici tracciamenti con
l’uso di strumenti quali squadra filo a piombo ecc Introduzione alle tecniche di rilievo con
esecuzione di rilievi elementari mediante l’uso di metro e rotella metrica.
3° anno: la prima parte del corso comprende:
- corso di approfondimento sulla sicurezza nei cantieri con attestato.
- tecniche di rilievo con esecuzione di rilievi mediamente complessi ;
- esecuzione di computo metrico non estimativo;
- norme per l’esecuzione di ponteggi;
La seconda parte del corso riguarda invece delle visite con cadenza settimanale e
permanenza pomeridiana presso cantieri in attività.
4° anno: primo quadrimestre:
- corso sulla sicurezza nei cantieri ( 16 ore) con attestato
- Procedure documentali;
- Analisi dei prezzi
- Computo metrico estimativo
- Introduzione all’uso “pratico” di strumenti per rilevi e tracciamenti ( in collaborazione con il
corso di topografia)
La seconda parte del corso riguarda invece delle visite con cadenza settimanale e
permanenza pomeridiana presso cantieri in attività.
Per l’ultima settimana dell’anno scolastico e per la prima settimana di “vacanza” è previsto
uno stage di 15 giorni presso imprese edili contattate dalla scuola nell’ambito dell’Alternanza
scuola-lavoro.
5°anno: nel primo quadrimestre si tratteranno i seguenti argomenti:
15
- Corso di 16 ore sulla sicurezza nei cantieri (aggiornamenti normativi) con attestato
- Tracciamenti e rilievi con uso avanzato di strumenti (in collaborazione con il corso di
topografia)
- Redazione di computo metrico estimativo di un progetto eseguito dagli studenti;
- Capitolato d’appalto di un progetto eseguito dagli studenti
- SAL (Stato di avanzamento lavori);
Durante tutto il corso vi saranno , in funzione degli argomenti di volta in volta trattati, visite
guidate in cantieri cittadini di rilevante importanza tecnico-architettonica, incontri con tecnici
di aziende del settore edilizio, e non solo, che illustreranno caratteristiche ed impieghi di
materiali tradizionali ed innovativi
DAI BISOGNI AGLI OBIETTIVI DIDATTICI E FORMATIVI
L’offerta formativa dell’istituzione scolastica deve rispondere ed essere calibrata ai bisogni
reali degli utenti principali che sono gli studenti. La scuola, quindi, nel delineare il proprio
Piano nei suoi obiettivi e nelle sue strategie, deve tenere presenti i loro bisogni formativi e
cognitivi; ed in base a ciò che è emerso risultano i seguenti bisogni: - comprensione dei
rapporti individuo - gruppo - società;
- socializzazione attraverso attività ludiche, sportive e ricreative;
- conoscenza di convenzioni, leggi e principi;
- accettazione di sé e degli altri;
- equilibrato sviluppo della personalità;
- autonomia, autocontrollo, autovalutazione;
- competenze dell’aera della matematica, della fisica e delle scienze competenza nella
comprensione e nella produzione dei testi;
- capacità di usare sussidi, strumenti specifici delle varie specializzazioni e apparecchiature
informatiche;
- competenze informatiche;
- competenze nell’uso delle lingue straniere;
- acquisizione di competenze e operativa capacità professionale mediante stages e visite
aziendali;
- acquisizione di un efficace metodo di studio;
- capacità di lavorare in gruppo.
Ma dalle medesime prove emergono anche le difficoltà e i disagi di cui i giovani sono
portatori:
incertezze e problemi esistenziali tipici dell’età;
- difficoltà nel costruirsi una propria identità, acuita dalla crisi di valori che caratterizza la
società odierna e dalla mancanza di criteri in base ai quali orientare il proprio comportamento
e valutare quello degli altri;
- preoccupazione per il proprio futuro occupazionale;
- difficoltà ad interiorizzare il rispetto delle regole su cui si fonda la vita comunitaria;
- atteggiamento di “inerzia” rispetto alle sollecitazioni al confronto e al dialogo;
- disagio causato dalla frattura della continuità didattica tra Scuola Media e Scuola Superiore;
- affievolimento della propria “memoria storica” e delle proprie radici culturali;
- assenza o inadeguato orientamento.
Sul piano più strettamente cognitivo e dell’apprendimento, gli elementi di più ampia rilevanza
problematica che si possono registrare nella maggior parte degli alunni sono:
- in primo piano le notevoli carenze, sia in ingresso che nel prosieguo, nelle competenze
matematiche e scientifiche, anche a livello di base;
- le difficoltà espressive ed un patrimonio lessicale, spesso molto limitato
16
- la difficoltà a comprendere e ad usare i linguaggi delle varie discipline;
- la debolezza del ragionamento induttivo e deduttivo;
- la tendenza alla semplificazione nello studio a causa dei tempi molto ridotti che vi vengono
dedicati.
Per venire incontro ai bisogni rilevati e aiutare i ragazzi a superare le difficoltà e i disagi di cui
sono portatori, gli obiettivi formativi generali nel biennio, comuni a tutti gli indirizzi e
raggiungibili nel corso del quinquennio di studi, mirano a guidare gli allievi a:
- diventare cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri, anche in ambiente scolastico;
- coltivare il dialogo, la discussione, il confronto, la tolleranza, il pensiero critico e creativo, la
solidarietà;
- sviluppare la stima di sé e la consapevolezza dei propri mezzi;
- recuperare le situazioni di svantaggio;
- acquisire la responsabilità di un proprio processo di apprendimento volto a raggiungere una
professionalità di base flessibile e polivalente;
- costruire una preparazione idonea al proseguimento degli studi.
Gli alunni saranno guidati a raggiungere.
GLI OBIETTIVI EDUCATIVI IRRINUNCIABILI:
- conoscenza dei diritti-doveri dei cittadini;
- rispetto delle regole e degli impegni presi;
- rispetto della salute e dell’ambiente;
- comportamento corretto e responsabile nei confronti di insegnanti, compagni e personale
non docente;
- rispetto degli arredi, delle attrezzature e dei locali della scuola.
INTEGRAZIONI DI ALLIEVI CON BES
(Bisogni Educativi Speciali)
Il 27 Dicembre 2012 è stata emanata dal MIUR la direttiva “Strumenti d’intervento per gli
alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”.
L’esigenza delle precisazioni contenute in tale circolare sono conseguenza del fatto che la
legge 170/2010, contenente le “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento
in ambito scolastico”, riconosce come disturbi specifici di apprendimento (DSA) su cui porre
l’attenzione solamente la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia, mentre il
panorama dei disturbi che possono comportare dei notevoli disagi negli alunni è molto più
ampio.
Nella direttiva si fa presente che l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene
esclusivamente sulla base dell’eventuale certificazione, ma è possibile far riferimento al
modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) per individuare i Bisogni
Educativi Speciali (BES) degli alunni.
I BES possono presentarsi con continuità, oppure per periodi circoscritti della vita
dell’alunno, in quanto le cause che li generano possono anche avere origine fisica, biologica,
fisiologica, psicologica o sociale.
Quindi, risulta chiaro che non è possibile porre l’attenzione sui soli DSA, ma è necessario
prestare maggiore attenzione in classe e cercare di individuare tutti quegli alunni che
necessitano di un’attenzione speciale a causa di uno svantaggio sociale e culturale in cui
vivono, a causa della presenza di DSA e/o disturbi evolutivi specifici, ovvero perché
l’inadeguata conoscenza della lingua italiana rappresenta un ostacolo.
L’area dei Bisogni Educativi Speciali, conosciuta in Europa come Special Educational Needs,
rappresenta quell’area dello svantaggio scolastico che comprende tre grandi sotto-categorie:
17
 quella della disabilità;
 quella dei disturbi evolutivi specifici;
 quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.
All’interno dei Disturbi Evolutivi Specifici rientrano:
 i DSA;
 i deficit del linguaggio;
 i deficit delle abilità non verbali;
 i deficit della coordinazione motoria;
 i deficit dell’attenzione e dell’iperattività.
Il funzionamento cognitivo limite, invece, rappresenta il limite di separazione fra disabilità
e disturbo specifico.
Com’è bene comprendere, queste problematiche non possono essere tutte certificate ai
sensi della legge 104/92, proprio perché non rappresentano delle patologie invalidanti. Di
conseguenza si rendeva necessaria una normativa di riferimento che garantisse a questi
alunni la possibilità di ricevere la giusta attenzione in ambito scolastico.
A tal fine fu emanata la legge 170/2010 che focalizzava l’attenzione sugli gli alunni con DSA.
Infatti, in essa vengono presi in considerazioni tutti quegli alunni con competenze intellettive
nella norma o anche elevate che, per specifici problemi, possono incontrare delle rilevanti
difficoltà in ambito scolastico, le quali sono causa di insuccesso. Anche se la legge nomina
solo la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia, si possono includere nei DSA
anche altre problematiche che in genere si presentano in alunni con competenze intellettive
nella norma. Tra queste si possono annoverare:
 disturbi specifici del linguaggio;
 disturbi specifici nelle aree non verbali (coordinazione motoria, disprassia);
 disturbo dello spettro autistico lieve.
Per questi alunni la legge prevede che si programmano le opportune metodologie e strategie
di intervento, proprio per garantire l’inclusività.La direttiva dedica una sezione a sé agli alunni
con
problemi
di controllo
attentivo
e/o
dell’attività,
spesso
definiti
con
l’acronimo A.D.H.D. (Attention Deficit Hyperactivity Disorder). L’ADHD ha un’origine
neurobiologica e comporta delle difficoltà di pianificazione, apprendimento e socializzazione;
inoltre risulta spesso associato a un DSA. Più frequentemente l’ADHD è in comorbilità con
uno o più disturbi dell’età evolutiva causando:





disturbi oppositivi provocatori;
disturbi della condotta in età adolescenziale;
DSA;
disturbi d’ansia;
disturbi dell’umore.
Nel caso di studenti con ADHD con un quadro clinico grave, è necessaria la presenza del
docente di sostegno.
In Italia i ragazzi con ADHD sono moltissimi e per tale ragione, anche se il disturbo non è
considerato così grave da poter ottenere una certificazione ai sensi della legge 104/92, è
necessario garantire il diritto al loro successo formativo.
18
Come intervenire in presenza di alunni con BES?
La direttiva specifica che è necessario elaborare un percorso individualizzato e
personalizzato per alunni e studenti con BES, anche attraverso la redazione di un Piano
Didattico Personalizzato (PDP), individuale o anche riferito a tutti gli studenti della classe con
BES, ma articolato, che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia
la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate.
Inoltre, le scuole, dopo aver esaminato eventuali certificazioni o dopo aver individuato, sulla
base di attente considerazioni didattiche e psicopedagogiche, gli allievi con BES, possono
avvalersi per tutti gli alunni con BES di opportuni strumenti compensativi e di misure
dispensative previste già dalla legge 170/2010 e di seguito elencati.
Misure educative e didattiche di supporto
1. Gli studenti con BES hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti
dispensativi ecompensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione
e negli studi universitari.
2. Agli studenti con BES le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e
disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, garantiscono:
a) l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di
lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il
bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le
tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai
fini della qualità dei concetti da apprendere;
c) per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscano
la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo
anche, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero.
3. Le suddette misure devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per
valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.
4. Agli studenti con BES sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione
scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto
concerne gli Esami di Stato e di ammissione all'università nonché gli esami universitari.
19
CRITERI PER LA VERIFICA E LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI
Il sistema di verifica – valutazione si regge sulla convinzione che verificare e valutare non è
solo accertare il profitto individuale dello studente e classificare il suo apprendimento, ma
anche verificare, ed eventualmente, adattare e/o modificare gli obiettivi e le mete prefissate
in sede di programmazione iniziale.Il voto attribuito sarà il risultato della combinazione di
livelli diversi di conoscenze, competenze, capacità e comportamenti come risulta dalla
seguente tabella.
Tabella di VALUTAZIONE ITI “Carlo Bazzi”
CONOSCENZE
COMPETENZE
CAPACITA
VOTO
Nessuna
Nessuna
Nessuna
1-2
Frammentarie
e gravemente lacunose
Superficiali e lacunose
Superficiali ed incerte
Essenziali, ma non
approfondite
Essenziali con eventuali
approfondimenti guidati
Sostanzialmente complete
con qualche approfondimento
autonomo
Applica le conoscenze
minime, solo se guidato e
con gravi errori
Comunica in modo scorretto ed
improprio
3
Applica le conoscenze
minime, se guidato, ma con
Comunica in modo inadeguato,
errori anche nell’ esecuzione
4
non compie operazioni di analisi
di compiti semplici
Applica le conoscenze con
imprecisione nell'esecuzione
di compiti semplici
Coerente. Ha difficoltà a
cogliere i nessi logici; compie
analisi lacunose
5
Comunica in modo semplice,
ma adeguato
Incontra qualche difficolt
6
à nelle operazioni di analisi
e sintesi, pur individuando
i principali nessi logici
Comunica in modo abbastanza
Esegue correttamente
efficace e corretto
compiti semplici e applica le
Effettua analisi, coglie gli aspetti
conoscenze anche
fondamentali, incontra
7
a problemi complessi, ma
qualche difficoltà nella sintesi
con qualche imprecisione
Esegue compiti semplici
senza errori sostanziali, ma
con alcune incertezze
Applica autonomamente le
conoscenze a problemi
complessi in modo
globalmente corretto
Comunica in modo efficace ed
appropriato. Compie analisi
corrette ed individua
collegamenti
Rielabora autonomamente e
gestisce situazioni nuove
non complesse
8
20
Complete, organiche,
articolate e con
approfondimenti autonomi
Organiche, approfondite e
ampliate in modo
autonomo e personale
Comunica in modo efficace ed
Applica le conoscenze in
articolato. Rielabora in modo
modo corretto ed autonomo personale e critico, documenta il
9
anche a problemi complessi
proprio lavoro. Gestisce
situazioni nuove e complesse
Applica le conoscenze in
modo corretto, autonomo e
creativo a problemi
complessi
Comunica in modo efficace e
articolato. Legge criticamente
fatti ed eventi, documenta
adeguatamente il proprio
lavoro.Gestisce situazioni
nuove, individuando soluzioni
originali.
10
CRITERI per L’ASSEGNAZIONE del VOTO di CONDOTTA
(in osservanza del DM n. 5 del 16 gennaio 2009)
La valutazione del comportamento, espressa in decimi negli scrutini intermedi e in quello
finale, concorre alla valutazione complessiva dello studente.
I voti dal 6 al 10 sono considerati valutazioni positive, il sei, però, segnala una presenza in
classe poco costruttiva, un atteggiamento passivo o una eccessiva esuberanza.
Una votazione inferiore a sei decimi in sede di scrutinio finale comporta la non ammissione
alla classe successiva e agli esami conclusivi.
Il voto di condotta viene attribuito dall'intero Consiglio di Classe riunito per gli scrutini in base
ai seguenti criteri:
1. Rispetto delle regole:
- Conoscenza e rispetto dei regolamenti d'Istituto e delle disposizioni vigenti all'interno della
scuola;
- Frequenza e puntualità negli adempimenti scolastici.
2. Comportamento corretto e responsabile:
- Utilizzo appropriato e responsabile del materiale, delle strutture e degli ambienti della
scuola;
- Collaborazione con i Docenti, con il Personale scolastico, con i compagni (nel rispetto degli
altri, dei loro diritti e delle loro diversità, rispetto dell'identità e della dignità dei ruoli);
- Comportamento responsabile durante le lezioni e le attività opzionali, comprese quelle
effettuate fuori dall'edificio scolastico.
3. Partecipazione attenta e fattiva durante le lezioni, motivazione nei confronti delle
proposte didattiche:
Interesse e collaborazione alle attività di classe e d'Istituto.
4. Impegno e costanza nel lavoro scolastico in classe e a casa.
5. Ruolo positivo o negativo all'interno della classe.
Si terrà comunque conto dei seguenti elementi:
Aggravanti: la reiterazione dei comportamenti e la mancata percezione dell'errore
commesso;
Attenuanti: la presa di coscienza e il conseguente comportamento.
21
La valutazione del comportamento, espressa in decimi negli scrutini intermedi e in quello
finale, concorre alla valutazione complessiva dello studente.
I voti dal 6 al 10 sono considerati valutazioni positive, il sei, però, segnala una presenza in
classe poco costruttiva o per passività o per eccessiva esuberanza.
Una votazione inferiore a sei decimi in sede di scrutinio finale comporta la non ammissione
alla classe successiva e agli esami conclusivi.
22
Griglia di valutazione della condotta degli studenti
Descrittori
Voto di condotta
Scrupoloso rispetto dei regolamenti scolastici;
Assidua e puntuale frequenza alle lezioni;
Comportamento maturo e responsabile;
Partecipazione attiva ed evidente interesse nei
confronti delle lezioni;
Ruolo propositivo all'interno della classe;
Regolare, serio, puntuale rispetto delle consegne scolastiche
9/10 (*)
Il Consiglio di classe sceglie, in modo
discrezionale, di attribuire 9 o l0, sulla base
dei descrittori precedenti
Consapevole rispetto dei regolamenti scolastici;
Regolare e sostanzialmente puntuale frequenza alle lezioni;
Comportamento responsabile e buono, per
Collaborazione;
Interesse e partecipazione buoni nei confronti delle lezioni;
Ruolo positivo all'interno della classe;
Rispetto complessivamente puntuale delle
consegne scolastiche
8
Rispetto discretamente attento dei regolamenti scolastici;
Frequenza discretamente assidua e puntuale alle lezioni;
Comportamento discretamente responsabile;
Partecipazione globalmente positiva nei
confronti delle lezioni;
Ruolo mediamente costruttivo all'interno della classe;
Rispetto discretamente puntuale delle consegne scolastiche
7 (**)
Rispetto parziale e intermittente dei regolamenti scolastici,
comportante l'irrogazione di sanzioni disciplinari diverse
dall'allontanamento dalla scuola;
Frequenza irregolare alle lezioni, con assenze in concomitanza con
prove di verifica concordate;
Comportamento non sempre costante per
responsabilità e collaborazione, con notifica alle famiglie;
Passività e/o disturbo nei confronti dello
svolgimento delle lezioni, tali da comportare note disciplinari sul
registro di classe;
Mediocre o occasionale interesse e
partecipazione non sempre attiva alle lezioni;
Discontinuo e/o parziale rispetto delle consegne scolastiche
Grave inosservanza dei regolamenti scolastici
tale da comportare notifica alle famiglie e
irrogazione di sanzioni disciplinari con
allontanamento dalla scuola;
Frequenza alle lezioni inferiore a 120 giorni nell'intero anno
scolastico
(fatte salve le situazioni motivate da serie e comprovate ragioni di
salute);
assenze ripetute in concomitanza con prove di verifica concordate;
Comportamento scorretto nei confronti di
Docenti, Personale e/o compagni, con notifica alle famiglie;
Comportamento scorretto nel corso di attività extracurricolari;
Disturbo nei confronti dello svolgimento delle lezioni, tali da
comportare note
disciplinari sul registro di classe;
Limitata attenzione e occasionale
partecipazione alle attività scolastiche;
Svolgimento solo occasionale, trascurato e parziale dei compiti
assegnati;
6
5 (***)
Lo studente che, al termine dell'a.s. denoterà un
così grave profilo sul piano della condotta, si
troverà nella
impossibilità di affrontare in maniera produttiva
gli
impegni della classe successiva e quindi, nello
scrutinio finale di giugno, sarà dichiarato non
ammesso alla
classe successiva
.
23
Incidenza delle sanzioni disciplinari sul voto di condotta
Ai fini di un più chiaro rapporto tra le sanzioni disciplinari e l'attribuzione del voto in condotta
si precisa quanto segue:
1. I richiami verbali non hanno un'incidenza diretta sul voto in condotta, ma, se ripetuti,
contribuiscono a determinare un quadro generale di scarso rispetto delle regole di
comportamento.
AI riguardo verrà prestata particolare attenzione al numero degli ingressi in ritardo alla prima
ora di lezione non giustificati da disservizi dei mezzi di trasporto, all'uscita dalle aule al
cambio dell’ ora.
2. (*) Un solo richiamo scritto senza convocazione dei genitori, esclude automaticamente
dalla fascia del voto 10, ma, se non intervengono ulteriori fattori negativi e tenuto conto delle
circostanze del richiamo stesso, può ancora permettere l'accesso alla fascia del voto 9.
3. Due o più richiami scritti, con o senza convocazione dei genitori, escludono
automaticamente dalla fascia del voto 9.
4. (**) Una sola sospensione superiore a due giorni e inferiore a cinque giorni, se è seguita
da una chiara dimostrazione di recupero comportamentale e tenuto conto delle circostanze
della sospensione stessa, può ancora permettere l'accesso alla fascia del voto 7.
5. (***) In base al D.M. n. 5 del 16 gennaio 2009, più sospensioni o una sola sospensione
superiore a 15 giorni, se non sono seguite da una chiara dimostrazione di recupero comporta
mentale, escludono dalla sufficienza in condotta ovvero anche in caso di prolungata
sospensione, superiore ai 15 giorni non è automatica l'attribuzione del 5 in condotta qualora
il Consiglio di Classe noti segnali positivi di ravvedimento da parte dell'alunno sanzionato.
ATTIVITA’ DI RECUPERO E SOSTEGNO
Le attività di recupero costituiscono parte ordinaria e permanente del piano dell’offerta
formativa che l’istituzione scolastica predispone annualmente.
Esse sono programmate ed attuate dai consigli di classe sulla base di criteri didatticometodologici definiti dal Collegio dei Docenti e delle indicazioni organizzative approvate dal
Consiglio di Istituto.
Nelle attività di recupero rientrano gli interventi di sostegno che hanno lo scopo
fondamentale di prevenire l’insuccesso scolastico e si realizzano, pertanto, in ogni periodo
dell’anno scolastico, a cominciare dalle fasi iniziali. Esse sono tendenzialmente finalizzate
alla progressiva riduzione di quelle di recupero dei debiti e si concentrano sulle discipline o
sulle aree disciplinari per le quali si registri nella scuola un più elevato numero di valutazioni
insufficienti. La scuola promuove e favorisce la partecipazione attiva degli studenti alle
iniziative di sostegno programmate, dandone altresì periodicamente notizia alle famiglie.
Le attività di recupero, realizzate per gli studenti che riportano voti di insufficienza negli
scrutini intermedi e per coloro per i quali i consigli di classe deliberino di sospendere il
giudizio di ammissione alla classe successiva negli scrutini finali, sono finalizzate al
tempestivo recupero delle carenze rilevate per tali studenti negli scrutini suddetti.
24
CORSI DI RECUPERO INTERMEDI
La scuola organizza interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti che hanno
presentato insufficienze in una o più discipline per un tempestivo recupero delle carenze.
Durante gli scrutini intermedi, su proposta dei docenti, il Consiglio di classe individua gli
alunni, che hanno riportato valutazione di insufficienza in una o più discipline, da inserire nei
corsi per il recupero.
Contestualmente ogni docente redigerà una scheda diagnostica che rileva le carenze
riscontrate e gli esiti formativi dell’alunno da verificare al termine dell’attività di recupero. Tale
scheda verrà consegnata dal Coordinatore di classe ai genitori durante l’incontro scuolafamiglia che si terrà a conclusione degli scrutini intermedi o verrà fatta pervenire alla famiglia
dalla Segreteria didattica nel caso i genitori dello studente non abbiano avuto modo di
ritirarla personalmente.
L’organizzazione dei corsi sarà deliberata dal Collegio dei Docenti dopo un’attenta analisi dei
risultati emersi dagli scrutini del I quadrimestre.
I corsi si terranno nelle ore pomeridiane all'interno dei locali dell'istituto e andranno svolti in
un periodo compreso tra metà febbraio e metà marzo.
Alla fine dei corsi gli alunni saranno sottoposti ad una prova di verifica scritta/orale.
Le materie deliberate dal Collegio Docenti per i corsi di recupero sono le seguenti:






Progettazione/Costruzioni;
Topografia;
Estimo;
Matematica;
Inglese;
Chimica.
RECUPERO DEL DEBITO FORMATIVO ALLO SCRUTINIO FINALE
Nei confronti degli studenti per i quali, nello scrutinio finale, è stato constatato il mancato
raggiungimento della sufficienza in una o più discipline, il Consiglio di Classe procede alla
sospensione del giudizio finale.
I Consigli di Classe, su indicazione dei singoli docenti delle discipline in cui sono state
riportate le insufficienze, mantengono la responsabilità didattica nell’individuare la natura
delle carenze, nell’indicare gli obiettivi dell’azione di recupero e nel verificarne gli esiti.
La scuola comunicherà tempestivamente alle famiglie, per iscritto, le decisione del Consiglio
di Classe, indicando le carenze rilevate ed i voti proposti in sede di scrutinio nella disciplina o
nelle discipline in cui l’alunno ha riportato insufficienze, ed il calendario degli interventi
didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi.
Alla conclusione dei corsi, la scuola informerà le famiglie delle date in cui si terranno le
verifiche scritte e/o orali a cui gli alunni dovranno sottoporsi per il passaggio alla classe
successiva, indipendentemente dalla scelta delle famiglie di usufruire o meno dei corsi
attivati dalla scuola.
Ultimata la correzione delle prove di verifica da parte dei docenti di classe, saranno riuniti i
Consigli di classe per procedere alla valutazione dei risultati conseguiti ed alla formulazione
del giudizio definitivo che comporterà l’ammissione o la non ammissione dell’alunno alla
classe successiva; per le classi del triennio viene anche attribuito il credito scolastico.
Il calendario delle prove di recupero sarà affisso nell'apposita bacheca.
25
CRITERI E MODALITA’ PER L’ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO
Ciascun docente prima di proporre al Consiglio di classe l’adozione di nuovi testi per l’anno
successivo si confronta coi colleghi nell’apposita riunione per materia, nel corso della quale
si discuterà sulla opportunità della nuova adozione tenendo presenti alcuni principi
irrinunciabili:
 limitare i cambiamenti solo in seguito ad esigenze ben motivate;
 scegliere libri comuni a tutte le sezioni (per ovviare tra l’altro ai disagi connessi con un
eventuale cambio di sezione);
 mantenere lo stesso testo per almeno un intero ciclo: due anni nel biennio e tre nel
triennio, per consentire agli studenti di utilizzare l’usato;
 privilegiare tra testi con caratteristiche simili, quelli col prezzo più basso;
 nel caso di nuova edizione permettere agli studenti di usare l’adozione in loro
possesso;
 adoperarsi per non superare il tetto stabilito a livello ministeriale.
La proposta di adozione dei libri di testo viene effettuata dal C.d.C.; l’adozione dei testi viene
deliberata infine dal Collegio Docenti in apposita riunione, entro e non oltre il 15 maggio
dell'anno scolastico.
26
QUADRO ORARIO GENERALE
I
biennio
II
III
triennio
IV
V
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
4
2
3
1
-
3
1
-
3
-
2
3
3
2
3
3
-
-
-
AMBITO TECNICO PROFESSIONALE
• Tecnologie e tecniche
di rappresentazione grafica
• Tecnologie informatiche
• Scienze e tecnologie applicate
• Gestione del Cantiere e Sicurezza sul lavoro
• Progettazione/Costruzioni
• Progettazione/Tecnologia
• Progettazione/Impianti
• Geopedologia, Economia ed Estimo
• Topografia
5
3
3
-
5
3
3
-
3
4
4
3
3
3
3
3
4
4
3
2
3
4
3
3
4
3
2
4
4
VARIE
• Scienze motorie e sportive
• Religione Cattolica
2
1
2
1
2
1
2
1
2
1
37
39
39
38
AMBITO UMANISTICO/LINGUISTICO
• Lingua e letteratura italiana
• Storia
• Lingua Inglese
AMBITO SCIENTIFICO DI BASE
• Matematica
• Complementi di Matematica
• Diritto ed Economia
• Scienze integrate:
Scienze della Terra e Biologia
• Scienze integrate: Fisica
• Scienze integrate: Chimica
• Totale settimanale UD
37
NOTA BENE
Essendo stata adottata per le unità didattiche (UD = ora virtuale di lezione) una scansione di 50/55 minuti primi,
il monte ore settimanale indicato in 37/39 UD risulta superiore a quello richiesto dalle norme di 32 ore da 60
minuti primi.
 Per quanto riguarda la materia su elencata, Progettazione Costruzioni e Impianti, il
Collegio Docenti delibera la suddivisione della stessa in tre differenti materie:
a) Progettazione/ Costruzioni;
b) Progettazione/Tecnologia;
c) Progettazione/Impianti.
Il motivo di questa scelta è dettata dalla opportunità di ottimizzare la qualità
dell'insegnamento di ciascuna disciplina in relazione alla specifica preparazione dei singoli
docenti e nel rispetto dell'autonomia scolastica sopra menzionata.
 Per quanto riguarda la materia geografia, sarà ricompresa in un modulo specifico (nel
II quadrimestre) all’ interno della materia scienze naturali.
27
Credito scolastico e credito formativo
Il credito scolastico tiene conto del profitto strettamente scolastico dello studente, il credito
formativo considera le esperienze maturate al di fuori dell’ambiente scolastico, in coerenza
con l’indirizzo di studi e debitamente documentate.
CREDITO SCOLASTICO
Il credito scolastico e’ un punteggio che si ottiene durante il triennio della scuola
secondaria di II grado e che dovrà’ essere sommato al punteggio ottenuto alle prove scritte e
alle prove orali per determinare il voto finale dell’esame di maturità’.
Nell’attribuzione del credito scolastico si tiene conto delle disposizioni vigenti per gli alunni
regolarmente frequentanti il 5° anno; nei casi di abbreviazione del corso di studi per merito, il
credito e’ attribuito, per l’anno non frequentato, nella misura massima prevista per lo stesso
dalla tabella A, in relazione alla media dei voti conseguita nel penultimo anno. Ai fini
dell’attribuzione concorrono: la media dei voti di ciascun anno scolastico, il voto in condotta,
l’assenza o presenza di debiti formativi. Il punteggio massimo cosi’ determinato e’ di 25
crediti.
Per i candidati interni l’attribuzione si basa sulla seguente tabella A:
I candidati esterni sostengono l’esame preliminare in presenza del Consiglio di classe, il
quale stabilisce preventivamente i criteri di attribuzione del credito scolastico e formativo.
CREDITO FORMATIVO
E’ possibile integrare i crediti scolastici con i crediti formativi, attribuiti a seguito di attività
extrascolastiche svolte in differenti ambiti (corsi di lingua, informatica, musica, attività’
sportive); in questo caso la validità’ dell’attestato e l’attribuzione del punteggio sono stabiliti
dal Consiglio di classe, il quale procede alla valutazione dei crediti formativi sulla base di
indicazioni e parametri preventivamente individuati dal Collegio dei Docenti al fine di
assicurare omogeneità’ nelle decisioni dei vari Consigli di Classe, e in relazione agli obiettivi
formativi ed educativi propri dell'indirizzo di studi e dei corsi interessati. Il riconoscimento dei
crediti formativi viene riportato sul certificato allegato al diploma.
Vista la specificità del nostro Istituto, l’attività di cantiere rientra come credito formativo, così
come deliberato dal Collegio dei Docenti del 10 settembre 2015.
Vista l'importanza della disciplina il Collegio Docenti assegna ad ogni singolo allievo, alla fine
del percorso scolastico 3 punti di credito formativo, uno all'anno.
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Per accedere al credito, annualmente nella materia l’allievo deve conseguire una presenza
almeno pari al 75% del monte ore annuale.
Il docente di Religione Cattolica partecipa a pieno titolo alle deliberazioni del Consiglio di
Classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale
insegnamento, esprimendosi in relazione all’interesse con il quale l’alunno ha seguito
l’insegnamento e al profitto che na ha tratto.
Il Consiglio di Classe tiene conto, altresì, degli elementi conoscitivi preventivamente forniti da
eventuale personale esterno (docenti e/o esperti) di cui si avvale la scuola per le attività o gli
insegnamenti che contribuiscono all’ampliamento e al potenziamento dell’offerta formativa.
Alunni esterni
Ai candidati esterni il credito scolastico è attribuito dal Consiglio di classe davanti al quale
sostengono l’esame preliminare, sulla base della documentazione del curriculum scolastico,
dei crediti formativi e dei risultati delle prove preliminari. Le esperienze professionali
documentabili possono essere valutate come crediti formativi. I crediti formativi devono
essere opportunamente certificati e ritenuti coerenti con il tipo di corso cui si riferisce
l’esame. Il Consiglio di classe stabilisce preventivamente i criteri per l’attribuzione del credito
scolastico e formativo. L’attribuzione del credito deve essere deliberata, motivata e
verbalizzata.
Si precisa che il punteggio attribuito nell’ambito delle bande di oscillazione, indicate nella
Tabella C, andrà moltiplicato per due nel caso di prove preliminari relative agli ultimi due
anni e per tre nel caso di prove preliminari relative agli ultimi tre anni.
Ai candidati esterni che, a seguito di esami di maturità o di Stato, siano stati ammessi o
dichiarati idonei all'ultima classe, il credito scolastico è attribuito dal Consiglio di classe
davanti al quale sostengono l‘esame preliminare di cui all’art. 7, nella misura di punti 3 per il
penultimo anno e, qualora non in possesso di promozione o idoneità alla penultima classe, di
ulteriori 3 punti per il terzultimo anno, e per l’ultima classe sulla base dei risultati delle prove
preliminari.
Ai candidati esterni, in possesso di promozione o idoneità all’ultima classe del corso di studi,
il credito scolastico relativo al penultimo e al terzultimo anno è il credito già maturato
(calcolato secondo le tabelle allegate al D.M. n.99/2009) ovvero quello attribuito, per tali anni
(calcolato come sopra), dal Consiglio di classe in base ai risultati conseguiti, a seconda dei
casi, per idoneità, secondo le indicazioni della Tabella B e per promozione, secondo le
indicazioni della Tabella A, ovvero in base ai risultati conseguiti negli esami preliminari nei
decorsi anni scolastici, secondo le indicazioni della Tabella C.
Per tutti i candidati esterni, in possesso di crediti formativi, la Commissione può
motivatamente aumentare il punteggio nella misura di 1 punto, fermo restando il limite
massimo di punti venticinque (D.M. n. 42/2007, art. 1, comma 4).
ATTIVITA’ EXTRACURRICOLARI ED INTEGRATIVE
E’ ormai da tutti riconosciuta la valenza formativa ed educativa che, se ben organizzate e
gestite, possono assumere le attività extracurricolari ed integrative, le quali rappresentano
importanti momenti di contatto degli allievi con il mondo extra-scolastico; sono, quindi,
momenti di conoscenza di altre realtà che vengono preordinati, guidati nell’interpretazione ed
indirizzati ai fini formativi specifici e generali.
La presenza di tali attività è ormai talmente diffusa e generalizzata che, in effetti,
l’espressione “extracurricolari” sta ormai soprattutto ad indicare il fatto che non hanno una
stabile e formale collocazione nel calendario scolastico, mentre al loro apporto nel percorso
didattico è riconosciuta una importanza talmente significativa da farli considerare
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indispensabili; è piuttosto la dizione “integrativi” a rendere meglio l’idea della loro funzione di
un completamento di esperienze didattiche del quale si sente ormai una stabile necessità.
La loro promozione avviene, a seconda della natura dell’attività proposta, o per ricorrenza di
appuntamenti ormai consuetudinari con eventi a date stabilite, o per la replica di esperienze
note, ma da organizzare di volta in volta, o, infine, per iniziativa e proposta di qualche
componente scolastica, docenti o allievi o genitori che siano.
Tutte le iniziative passano al vaglio della Presidenza che, ove occorra, chiede
l’autorizzazione al Consiglio di Amministrazione.
Indichiamo alcune caratteristiche tipologie di attività integrative inquadrabili nelle categorie
sopra indicate.
 Visite periodiche a manifestazioni fieristiche o rassegne di attività, la Fiera dell’Edilizia
di Milano, Casa Clima ecc.
 Visite a musei, mostre o esposizioni permanenti od occasionali;
 Visite a centri o laboratori specializzati;
 Visite a cantieri edilizi in cui si realizzano opere rilevanti o lavorazioni di tipo
specialistico;

 Seminari o cicli di lezioni tenuti da docenti esterni, o da esperti in particolari settori di
attività;
 Visite ad installazioni industriali o centri di produzione di particolare interesse tecnico;
 Viaggi di istruzione in località italiane o estere di particolare interesse culturale;
 Accessi ad uffici tecnico-amministrativi di rilevante interesse professionale, come il
Catasto (NCEU e NCT);
 Visione di spettacoli teatrali o cinematografici;
 Partecipazione a gare o ad avvenimenti sportivi.
Tutte le iniziative sono organizzate e gestite con la collaborazione dei docenti che ne
curano la preparazione, ne verificano gli esiti didattici, anche sotto forma di documenti,
quando previsto, e ne fanno sovente occasione di una libera riflessione collettiva, alla quale
non è improprio attribuire una notevole valenza educati.
BORSA DI STUDIO “EDMONDO MONETTI”
Dall’ anno scolastico 2012-2013 è stato indetto il concorso "Edmondo Monetti" per
l’attribuzione di n 2 borse di studio al merito scolastico.
Le borse di studio sono messe a disposizione dalla Prof.ssa Rita Monetti e dall’Ing. Franco
Monetti in memoria del padre, Perito Edile Edmondo Monetti. A loro i ringraziamenti della
scuola.
Si spera che questa iniziativa possa essere da stimolo a un impegno di studio puntuale e
proficuo.
Il bando di concorso viene pubblicato sul sito della scuola; lo si riporta in allegato 4.
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Timbro della scuola
Il Dirigente Scolastico
Approvato dal Collegio dei
Docenti nella seduta del
10 settembre 2015
ALLEGATI
Allegato 1: Calendario scolastico 2015-2016
Allegato 2: Tabelle per i crediti scolastici
Allegato 3: Regolamento di istituto e Regolamento delle gite d’istruzione;
Allegato 4: Bando borsa di studio “Edmondo Monetti”
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INDICE
- Dati generali
pag.2
- Orario lezioni e calendario anno scolastico
pag.3
- Premessa
pag.4
- La sua storia
pag.4
- Finalità, caratteristiche e attività dell’ITI “Carlo Bazzi”
pag.5
- Profili del Tecnico delle Costruzioni, Ambiente e Territorio
pag.7
- Struttura organizzativa
pag.8
- Organi collegiali della scuola
pag.9
- Autonomia scolastica
pag.10
- I laboratori e le strutture
pag.11
- La gestione delle risorse
pag.14
- L'offerta formativa: il cantiere
pag.15
- Dai bisogni e obiettivi didattici e formativi
pag.16
- Integrazioni di allievi con BES
pag.17
- Criteri per la verifica e la valutazione degli allievi
pag.19
- Criteri per l'assegnazione del voto di condotta
pag.21
- Attività di recupero e sostegno
pag.24
- Criteri e modalità per l'adozione dei libri di testo
pag.25
- Quadro orario generale
pag.26
- Credito scolastico e credito formativo
pag.28
- Attività extracurriculari ed integrative
pag.29
- Borse di studio “Edmondo Monetti”
pag.30
- Allegati
pag.31
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