IL CORRIERE DELL’ALPINO ANNO MMXV N. 32 Sezione Varese gruppo di: CASSANO MAGNAGO SOMMARIO GRAZIE BERTOLASI pag. 14 FIOR da FIORE pag. 15 ADUNATA NAZIONALE 2014 PORDENONE pag. 16 RIFUGIO PORDENONE pag. 21 GITA DEI “LAVORATORI” pag. 25 pag. 8 GIORNATA DEL RICORDO E DELLA RICONOSCENZA pag. 27 pag. 9 PROTEZIONE CIVILE pag. 30 AUGURI pag. 31 “ANDATI AVANTI” pag. 32 DAL CAPOGRUPPO DANIELE pag. 1 LO SPORT … THE CHAMPION 2014 pag. 2 CARISSIMI AMICI CORISTI pag. 5 CORO “AMICI DELLE ALPI” pag. 6 GUZZETTI VESCOVO pag. 6 PASQUA 2014 CASTAGNATA ALPINA 2014 2014 S. MAURIZIO 2° RAGGRUPPAMENTO MONZA 2014 pag. 10 pag. 13 Dal Capogruppo Daniele Ciao a tutti gli Alpini , Amici degli alpini e Soci Aggregati finalmente siamo tornati è vero siamo in ritardo questo giornalino doveva uscire come di consueto prima delle festività Natalizie; così non è stato, probabilmente stiamo tutti invecchiando! Eppure non di certo ci mancavano gli stimoli ed eventi da raccontare. Chi frequenta la sede conosce il mio impegno, l’impegno del Consiglio di Gruppo e la collaborazione di soci Alpini e Amici, questi ultimi sempre presenti. Quello trascorso il 2014 è stato per il nostro gruppo decisamente un anno ricco di impegni, ricco di nostra presenza ma comunque molto positivo. Con questa premessa anche la redazione del nostro giornale risente del peso degli anni di conseguenza abbiamo bisogno di più tempo ed anche risorse umane. 1 Confesso io stesso queste righe le sto scrivendo poco prima di andare in stampa. Tranquilli all’interno del giornalino troverete tutto quello che il nostro gruppo è riuscito a fare nel favoloso anno trascorso. Quando leggerete questo giornalino sarà già stata indetta l’assemblea generale del gruppo per eleggere il nuovo capogruppo ed il nuovo consiglio di gruppo. Concludo con una speranza che vorrei fosse anche la speranza del gruppo, il vedere gente nuova con nuova linfa vitale, portatrice di innovazione, con una maggior partecipazione e presenza in sede. Un pensiero finale rivolto a tutti gli Alpini, Amici o semplicemente conoscenti, che non sono più con noi. Un saluto e un grazie di cuore a tutti coloro che in questi anni mi hanno aiutato e sostenuto; consentitemi un ringraziamento particolare all’amico ed ex presidente Francesco Bertolasi il quale mi ha sempre sostenuto ed aiutato in questo mio mandato, amico che ho ancora il piacere di vedere spesso in quanto anche lui è entrato a far parte del nostro coro. Il Capogruppo Daniele. THE CHAMPION 2014 Dopo anni siamo riusciti nel nostro intento, arrivare primi nel TROFEO DEL PRESIDENTE. L’avevamo vinto una sola volta nel secolo scorso solo venticinque anni fa. Ci siamo avvicinati con un 2° e 3° terzo posto negli ultimi anni che ci faceva ben sperare in una vittoria ma il divario era ancora molto alto e allora cosa fare! Abbiamo cercato alpini nascosti non tesserati dandogli un buon motivo per arruolarsi come atleti alpini e questa è stata l’arma vincente. Ogni anno uno o due inserimenti nella squadra sportiva nei vari ruoli lasciando anche ai vecchi la possibilità di gareggiare anche se erano entrati nuovi atleti più forti. Passo alla cronaca delle gare di quest’anno. A febbraio si inizia con lo sci di fondo che non ci vede favoriti ma che però noi onoriamo sempre con i nostri 4 atleti che danno sempre il massimo e otteniamo un 7° posto. La stagione continua con lo slalom e la nostra valanga sciistica ci porta una vittoria che ci permette di essere in testa al campionato. La terza gara è il tiro con la carabina e con l’ottimo 4° posto ci fa rimanere ai vertici della classifica. 2 A Ferno con M.Bike si arriva in 4° posizione e ci permette di allungare sui secondi. Nella staffetta di Carnago centriamo un ottimo 3° posto che ci fa rimanere sempre al comando. A Caldana c’è la corsa individuale e con il 4° posto ci permette di rimanere al comando solo con un punto di vantaggio ma sempre primi. Quindi ci giochiamo tutto con la marcia e tiro, portiamo tre squadre e grazie ai nostri cecchini e camminatori riusciamo a vincere, siamo PRIMI non mi sembra vero. La vittoria è dovuta ad atleti che hanno saputo dare il massimo ed avere uno spirito di corpo militare. Abbiamo organizzato nel mese di settembre la seconda corsa a piedi FIDAL (2^Magana di sera) con una partecipazione di circa 250 persone. Ringrazio di cuore tutti gli atleti per volontà e disponibilità. Egidio G. TROFEO PRESIDENTE NAZIONALE A.N.A. 2014 (SCI NORDICO) S. MICHELE DI FORMAZZA 09-02-2014 Concorrenti: Rossato 22° - Gonzato 24° - Bau 25°- Pianaro 28° - Piazzamento come gruppo 7^ (SLALOM GIGANTE) BIEMONTE (BI) 09-03-2014 Concorrenti: Palumbo 2° - Mariani 3°- Chiodin 8° (cat. veterani) Zarantonello 2° -Rossato 4° - Pianaro 6°(cat.veci ) Piazzamento come gruppo 1^ (TIRO CARABINA) TRADATE 31 MAGGIO -01 GIU-2014 Concorrenti: Cat. Senior Rossato 2°- Pianaro 4°- Bonin Valentino 14° Cat. Esordienti: Mariani 5° -Bonin Valerio 18° - Piazzamento come gruppo 4^ (MOUNTAIN BIKE-CORSA) FERNO 22-06-2014 Concorrenti: Morello-Marchesin (Piazz. 5^) - Vajente-Di Trani (Piazz. 12^). Piazzamento come gruppo 4^ (CORSA A STAFFETTA) CARNAGO 13-07-2014 Concorrenti: Marchesin-Morello (Piazz.3^) – Croci-Di Trani (Piazz.8^) Celauro-Vezzaro (Piazz.15^) Piazzamento come gruppo 3^ (CORSA INDIVIDUALE) BRINZIO 14-09-2014 Concorrenti: Marchesin 3°- Di Trani 21°- Croci 22° - Gonzato 41° - Piazzamento come gruppo 4^ (MARCIA E TIRO) VARESE 05-10-2014 Concorrenti: Pianaro- Rossato -Mariani (Piazz.1^) Albanese-Bau-Pianezze (Piazz.10^) Gonzato-Macchi-Croci (Piazz.7^) - Piazzamento come gruppo 1^ CAMPIONATO NAZIONALE A.N.A. 2014 (SLALON GIGANTE) S.MARTINO DI CASTROZZA (Trento) 30-03-2014 Concorrenti: Cat. Master A4 Mariani 31° Cat. Master B7 Zarantonello 20° - Rossato 26° Pianaro 29° (Piazz. sez. Varese 14^ ) ALPINIADI (CORSA IN MONTAGNA STAFFETTA) Chiusa Pesio (CN) 06-06-2014 Concorrenti: Cat. 1^ Brusa-Croci-Colasurdo (Piazz.33°) - (Piazz. sez. Varese 12^ ) ALPINIADI (MARCIA DI REGOLARITA) Limone Piemonte (CN) 07-06-2014 Concorrenti: Gonzato-Croci-Pedraioni piazz. 48^ e Bau –Pianaro - Munaretto piazz. 49° (Piazz. sez. Varese 17^ ) 3 4 Carissimi Amici Coristi, abbiamo iniziato questa magnifica esperienza nell’Ottobre del 2011. Ora siamo all’inizio del quarto anno del nostro essere insieme nella gioia del Canto e soprattutto nel legame di una profonda e reciproca Amicizia. Tornando indietro nel tempo e ricordando i nostri primi passi tra le note musicali, qualcuno si chiederà se oggi possiamo chiamarci Coro. La risposta è sì. Oggi siamo un” Coro “. Un Coro che pian piano sta crescendo tra quelle normali difficoltà che tutti “gli addetti ai lavori” abitualmente incontrano. Difficoltà che sono da considerare come ostacoli posti sulla interminabile strada della musica, ma che sono superabili vincendo le perplessità del momento con l’applicazione nello studio del “pezzo “ e con quella modestia e tenacia che possiede chi quegli ostacoli desidera oltrepassare. Voi possedete queste qualità e, non a caso, ho intrapreso un repertorio che per i “ neofiti del canto “ non si può certamente definire facile, ma che ho fortemente voluto avendo ben considerato la vostra voglia di fare, la vostra attenzione durante le prove e la fattiva collaborazione tra le sezioni. Così abbiamo un repertorio che, ad oggi, conta diciannove brani e, lasciatemelo dire, non sono pochi per chi, come noi, ha appena iniziato a “ far Coro “. A questi se ne aggiungeranno altri che ho già in programma senza considerare che dovremo trovare anche il tempo per organizzare lo studio dei canti adatti per le celebrazioni Eucaristiche e il ripasso quotidiano di quanto abbiamo messo “ in cascina “. Ci attende quindi un lavoro intenso ma gratificante. Sono sicuro che lo affronteremo con lo stesso spirito ed entusiasmo che vi ha sempre contraddistinto. Con affetto: Francis 5 CORO “ROSA delle ALPI” Come diceva il nostro maestro Francis nel precedente articolo “il repertorio del coro, ad oggi, conta diciannove brani e, a questi se ne aggiungeranno altri che ho già in programma senza considerare che dovremo trovare anche il tempo per organizzare lo studio dei canti adatti per le celebrazioni Eucaristiche”. Per chi non lo sapesse questo repertorio ci ha permesso di affrontare alcuni concerti anche fuori provincia; come quello tenuto nel paese di Budoia (PN) durante l’adunata Nazionale degli Alpini a Pordenone e che ha riscosso un notevole successo, sia come esibizione che come affluenza di pubblico. Altre Località ci hanno visto come protagonisti, Bellinzago Novarese, Somma Lombardo, Caidate, ecc. Quello che i coristi vorrebbero trasmettere è quello di mobilitare altre persone a far parte del coro, abbiamo bisogno di linfa giovane, non perché noi siamo stanchi, ma vorremmo che questa nostra bellissima esperienza continuasse nel tempo. Venendoci a trovare (siamo in sede del gruppo ogni martedì sera alle ore 9.00) scoprirete quanto è bella ed interessante questa compagnia che sta vivendo questa fantastica avventura. Con affetto: i Coristi Un Alpino Sacerdote è diventato Vescovo! Il 20 febbraio 2014 abbiamo appreso con gioia e stupore la notizia che un nostro Socio Alpino Padre Damiano Guzzetti, iscritto nel Gruppo Alpini di Cassano Magnago dal 1991, missionario Comboniano è stato nominato da Papa Francesco Vescovo della Diocesi di Moroto in Uganda, stessa diocesi dove aveva prestato il suo servizio per parecchi anni Enrico Bertolasi. Padre Damiano, dopo aver prestato servizio nel 1978-79 a Merano nella Caserma C. Battisti, come Alpino della Compagnia trasmissioni, aveva scelto di diventare 6 sacerdote Missionario Comboniano. Come non festeggiarlo ecco che il gruppo ha organizzato nella serata di giovedì 25 settembre 2014 una festa in suo onore. Tramite Francesco Bertolasi è stata mobilitata la sezione di Varese con i suoi rappresentanti e gagliardetti, le autorità civili e militari; i quali hanno presenziato alla Santa Messa presso la chiesa di San Giulio, celebrata dal vescovo Damiano Guzzetti e concelebrata da vari sacerdoti, con l’intervento anche del nostro Coro Rosa delle Alpi. Al termine della santa Messa ci siamo recati presso i saloni dell’oratorio di San Giulio per un ricco rinfresco preparato con maestria da Ettore Zaffaroni; e qui il coro ha eseguito alcuni bellissimi brani che hanno emozionato la platea ed il vescovo Damiano al quale il gruppo alpini di Cassano ha consegnato un contributo monetario per le prime necessità della sua diocesi in Uganda. Ecco la sua benedizione apostolica: “Ringraziandovi sempre di tutto vi assicuro la mia preghiera e la mia benedizione”. Vi saluto cordialmente. Un abbraccio, + Damiano 7 13 Aprile 2014: Pasqua dell’Alpino Presso la Casa di cura San Gaetano, Opera Don Guanella di Caidate Anche quest’anno è stata importante la partecipazione degli alpini della Sezione di Varese ed in particolare del nostro Gruppo di Cassano Magnago con il nostro capogruppo e con l’ex presidente di sezione Francesco Bertolasi, alla messa celebrata dal cappellano Don Franco Berlusconi che ha ricordato con la forza che lo distingue la solennità dell’evento, alla presenza degli ospiti e parenti della casa di cura. Ricco e spettacolare, come sempre, il rinfresco predisposto dagli ospiti per gli alpini presenti che hanno come di consuetudine gradito e ringraziato per l’omaggio. Renato P. 8 Castagnata Alpina 2014 La castagnata alpina è ormai una tradizione e resta sempre una festa per il Gruppo Alpini di Cassano. Nel piazzale a noi affidato c’è sempre un gran movimento e tanti manifesti tricolori con una penna nera dritta verso il cielo. Cultura, amore per le tradizioni e lo stare insieme, si confondono con i saluti e commenti ad alta voce dei partecipanti. Come sottofondo Il rumore delle castagne, il crepitio della legna che brucia, l’odore del fumo e il calore del fuoco che scalda l’ambiente in una fresca giornata autunnale. Sullo sfondo la collina, Santa Maria e il campanile di San Maurizio a ricordarci che siamo tra amici. I “veci “ entusiasti e impegnati al fuoco, al gira-gira, a incidere accuratamente le castagne e ad assaggiare quelle cotte, ancora troppo calde. Mentre le Signore, in grembiule, li in prima fila, alla cassa e a distribuire, sempre sorridenti, i caldi sacchetti di caldarroste che scaldano le mani e i cuori dei Cassanesi. Impossibile per molti non fermarsi, sorridere e salutare ! Un bicchiere di vino nero completa l’atmosfera di un’altra giornata alpina da ricordare. Renato P. 9 2014 S. Maurizio una lunga Festa vissuta Intensamente Anche quest’anno, in occasione della nostra festa Alpina e della festa di S. Maurizio, siamo riusciti ancora a stupire la cittadinanza con grandi effetti speciali. Un primo effetto è stata la pubblicità organizzata in grande stile con un libretto personalizzato ed enormi striscioni collocati in tutto il paese, un grazie a tutti gli sponsor che ci hanno permesso tutto questo. Un ringraziamento particolare all’Amministrazione Comunale che ci ha concesso il patrocinio. Secondo effetto una disposizione logistica del reparto cucina, reinventata per rendere più celeri ed agevoli le operazioni di servizio creando più spazio di manovra, un grazie ai nostri architetti. Terzo effetto la zona bar spostata e resa indipendente dal resto della struttura onde permettere alle persone di sostare anche presso il rispettivo bancone, bellissima idea, un grazie ai nostri architetti. Quarto effetto; ogni reparto della cucina era coordinato da un responsabile il quale faceva riferimento solo ed esclusivamente al cuoco (il nostro capogruppo ha pensato giustamente di togliersi queste incombenze, direi con un ottimo risultato). Effetto degli effetti l’affluenza del pubblico che anche quest’anno è stata grandiosa (merito anche del bel tempo che ci ha accompagnato per tutta la durata della festa). E cosa dire dei “vecchietti” che hanno permesso tutto questo; occorre però ammettere che è stata dura, i tre week end del mese di settembre ci hanno messo a dura prova, hanno sfiancato il nostro fisico, ma nonostante tutto ne siamo usciti brillantemente. La cronistoria logistica della festa impegnerebbe molte pagine per descriverla, cercherò invece di esprimere le sensazioni che ho provato con i miei amici e con le persone che hanno affollato il nostro Tendone. Sveglia sabato 30 agosto ci si ritrova presso il nostro deposito della scuola di via Parini, è una folla numerosissima e festante quella che si muove per il montaggio delle strutture. Il tempo di un respiro e le strutture della cucina ed il tendone mensa erano tutte montate, tutto era a posto. Come non ringraziare il cielo per quella giornata di sabato 30 agosto, tutti lavoravano alacremente ed allegramente; chi vive intensamente queste situazioni non può non esprimere gratitudine per tutti gli amici, per quelli andati avanti; quando si cerca o si fa qualcosa di bello o quando si ha bisogno di qualcuno o di qualcosa dove si guarda, se non verso l’alto e l’alto di solito ricompensa con molti interessi. E anche quest’anno ill Tendone Mensa ha sempre visto tanta gente era sempre gremito in ogni ordine di posto, mentre il Tendone Cucina come di consuetudine ha continuato a mettere in pratica il famoso detto “una poderosa macchina da guerra”, abbiamo saputo proporre delle serate eccezionali con menù sempre ricercati e di ottima fattura. Nei vari week-end le serate a tema e non, hanno proposto il richiamo alla bellezza con la presentazione di ricchi menu molto apprezzati (pensate una serata a tema inerente alla paella ha visto un sacco di gente ubicata anche al di fuori del tendone sono state stimate circa 250 persone), 10 inoltre i piatti erano sempre in perfetta armonia di colori e di stile, ogni anno miglioriamo ormai la bellezza fa parte del nostro dna. Le tre splendide ragazze (due maritate e una in attesa forse di un SI??), ormai parte integrante del gruppo, attendono ogni anno con trepidazione l’inizio della nostra festa; per essere con noi; Sara (in quel periodo era diventata una fresca sposina), Mery (la quale attende sempre un sì da Martino) ed Ele (la quale il si lo aveva già detto) va il nostro grazie di cuore. E cosa dire della “Balcon Band” le loro due serate sono state un’esplosione di allegria che ci ha visto tutti coinvolti un grande grazie a chi ci ha permesso queste due splendide serate, grazie Patrizia. La serata dell’esibizione del nostro coro “Rosa delle Alpi” ha visto il Tendone trasformarsi in un immenso anfiteatro con tutti gli occupanti molto attenti, gli applausi che rimarcavano ogni nostra canta lasciavano intendere che l’avventura da noi intrapresa andava nella giusta direzione. Da lassù Ettore senz’altro ne sarà orgoglioso. Non vorrei ripetermi ma anche quest’anno l’impressione che abbiamo trasmesso alle persone che si sono sedute sotto il nostro Tendone Mensa posso sintetizzarle in questa frase: “siete fantastici vedervi assieme, uniti, lavorare senza mai un lamento ci trasmettete quel senso di bellezza e armonia facendoci sognare ed alzare lo sguardo verso quelle cose che contano, ci trasmettete quel senso di appartenenza….a qualcosa di fantastico” Venerdì 19 settembre ci ha visti impegnati nella manifestazione sezionale in onore di S. Maurizio. Alle ore 19.00 ci siamo ritrovati presso il monumento ai Caduti (via S. Giulio) dove abbiamo deposto un omaggio floreale; purtroppo visto le avverse condizioni del tempo la sfilata per le vie cittadine è stata annullata, alle ore 20.00 Santa Messa presso il Tendone mensa con la partecipazione del nostro coro alpino “Rosa delle Alpi”; ed al termine della Santa Messa tutti sotto il Tendone dove abbiamo offerto polenta e bruscit. Un caloroso ringraziamento da parte del Capogruppo Daniele Pianaro. sia alle autorità civili e militari intervenute, al nostro cappellano don Franco, al presidente di sezione Luigi Bertoglio, a Francesco Bertolasi, ai Consiglieri di sezione, alla tromba della banda cittadina, a tutti i gagliardetti, al nostro coro Rosa delle Alpi e a tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione. Termino dicendo che sono stati tre week-end di fatica per tutti coloro che hanno partecipato e vissuto questa grande festa, la fatica però li ha ampiamente ripagati, perché anche questa volta la nostra festa ha riportato un successo inaspettato sia di pubblico che di partecipazione emotiva. Come avete notato ho volutamente tralasciato i nomi di tutte le persone che hanno partecipato alla riuscita della festa; sarebbero tante da ringraziare sia per il loro impegno costante sia per la loro dedizione e non parlo solo degli Alpini quindi non vorrei dimenticare nessuno ma comunque tutti si 11 devono sentire gratificati nel loro operato. E con questo spirito affrontiamo e superiamo gli ostacoli e le incomprensioni dovute a momenti di stress e di stanchezza; ebbene riguardiamoci in faccia e sorridiamo tenendo presente che i nostri Amici andati avanti ci continuano a guardare e sorvegliare nel nostro operato. Con affetto il vostro Massimo B. 12 ADUNATA 2° raggruppamento MONZA Domenica 19 ottobre 2014 Domenica 19 ottobre 2014 grande festa a Monza per il Raduno del 2° Raggruppamento, che ha celebrato anche l’85° anniversario della Sezione brianzola. La città di Monza viene invasa, a poco a poco, da migliaia di Penne Nere. Migliaia di penne nere dalla Lombardia e dall’Emilia-Romagna, accompagnati dai rispettivi gagliardetti da autorità civili, militari e dell’ANA, hanno sfilato per oltre due ore dai giardini della Villa Reale fino allo scioglimento una volta passata Piazza Trento e Trieste in una città pavesata di tricolori e resa calorosa dall’affetto della gente accorsa alle transenne ad assistere al passaggio di trentamila Alpini. Per me è un onore sfilare per la città tra gagliardetti e vessilli con la folla che ti sorride e applaude. Tutti ingredienti ottimi per essere orgoglioso di “Essere Alpino”. Come da tradizione a fine sfilata si parte per il ristorante per pranzare tutti insieme in allegria, un’altra bellissima esperienza. Alpino VICENZONI MASSIMO 13 I miei 21 anni al servizio degli Alpini Un grazie a Francesco Bertolasi Dopo ventuno anni di presidenza, Francesco Bertolasi ha lasciato la guida della sezione cittadina dell’Associazione nazionale alpini di Varese. Le Penne nere varesine hanno scelto il suo successore Luigi Bertoglio. La vicenda umana, culturale, sociale e civica di Francesco è lunga, ricca di eventi di grande interesse e si intreccia con quella di molte altre persone, belle persone che hanno arricchito la nostra città. E il rischio è anche quello di lasciarsi prendere dalla fiumana delle tante cose da dire e tante persone da citare. Nella storia della sezione di Varese, Francesco è stato sinora il presidente che è rimasto in carica più a lungo. A ottant’anni, però, ha deciso che è giunto il momento di lasciare ad altri la responsabilità di guidare una delle più belle realtà dell’Associazione. Francesco, che si è sempre ispirato al motto del 5° Reggimento Alpini "nulla per apparire tutto per essere” lascia la sezione che ha al suo attivo 77 Gruppi con 3.951 soci alpini, 1.686 amici degli alpini e 78 amici della sezione. Entrato nell’Ana nel 1958 con il Gruppo di Cassano Magnago, Francesco ha assunto la presidenza della sezione varesina dopo aver trascorso quattro anni al fianco del suo predecessore, il generale Giacomo Ferrero. Famiglia, lavoro, alpini e sport i quattro grandi impegni di Francesco. Le sue capacità dirigenziali sono state apprezzate anche al di fuori dei confini provinciali arrivando a divenire Cavaliere della Repubblica, per meriti sportivi. Dovremmo, a questo punto, fare un lungo elenco di iniziative e di impegni di Francesco verso la sua Associazione ma più importante dell’elencare realizzazioni e iniziative è cogliere lo spirito che anima quegli alpini che vogliono dire grazie a Francesco. Meglio se ascoltiamo Francesco stesso che quando parla di questo impegno degli alpini subito dice: “ tanti ricordi… di lavoro.. di lavoro silenzioso…” perché “Noi non facciamo le belle statuine, noi lavoriamo!” Il nostro lavoro è in silenzio, in coscienza, anonimo, anche se ignorato dalle autorità e misconosciuto…” Ed ancora: “la nostra è un’opera tenace di solidarietà umana, esplicata da anni in moltissime circostanze, nella più esemplare aderenza ai canoni dello spirito alpino” qualche anno dopo parla di “dedizione al prossimo, spaziando dagli interventi più umili nel volontariato alle mansioni di maggior impegno, il tutto nella concretezza dell’agire e nella totale assenza dell’apparire” o, riferendosi all’alpino cassanese Carlo Ceresa, sottolinea i “valori profondi di altruismo e solidarietà, concretamente radicati in lui, vissuti senza clamore, che esprimono gli ideali migliori della nostra Associazione” o, riferendosi ai volontari del nucleo di protezione civile di Varese, sottolinea la “disponibilità nella solidarietà, la più alta espressione dei valori umani che sono alla base dell’esistenza stessa della sezione”. Francesco, grazie di cuore tuo gruppo Alpini di Cassano Magnago. 14 FIOR da FIORE ANNO 2014 Anche il 2014 è passato vogliamo qui ricordare alcuni avvenimenti: Vogliamo qui, ricordare alcune iniziative e avvenimenti che hanno interessato il nostro Gruppo. 14 Giugno – Presso il Teatro Auditorium il nostro Gruppo a proposto ai cittadini la Serata della “SOLIDARIETA’ ALPINA” a favore dell’Associazione A.F.P.D. Il Gruppo le “ Anime Semplici” formato da genitori e giovani di Solbiate Arno, hanno presentato il Musical “SEMPLICEMENTE FRANCESCO”. Lo spettacolo ha riscosso pieno successo; auguriamoci di poterne in seguito organizzarne altre serate. Il nostro Socio Alpino Padre Damiano Guzzetti è stato nominato da Papa Francesco, Vescovo di Moroto in Uganda “(avvenuta nel mese di maggio scorso). Il 25 settembre Mons. Damiano ritornato a Roma per un incontro con Papa Francesco ha approfittato di essere con noi celebrando la Santa Messa nelle chiesa di San Giulio, i canti sono stati eseguiti dal Nostro Coro “Rosa delle Alpi”. Ha fatto seguito un cordiale incontro in Oratorio a seguire l’articolo a lui dedicato. Francesco Bertolasi 15 ADUNATA NAZIONALE ALPINI PORDENONE 20104 6 MAGGIO, parcheggio Agip di via Bonicalza, eccoci qui come ogni anno, nella prima metà del mese pronti a partire per l'Adunata di Pordenone, siamo un bel gruppetto (Ermes e Massimo coppia fissa per il mezzo pesante sono già per strada con tutte le attrezzature), ore 6,00 si và! Viaggio tranquillo, classica sosta in Autogrill, ma poi via veloci, ci preme arrivare. Poco dopo Mestre, i Tom Tom, cominciano a dare indicazioni differenti e noi che, nel frattempo, ci siamo persi di vista, proseguiamo per strade differenti, ma ci ritroviamo tutti alla meta, la cittadina di Budòia. Il panorama è decisamente differente rispetto al nostro, regna il verde dei campi con quà e là cittadine a dare un pò di colore alla terra e le Alpi a fare da cornice. La postazione che il buon Fabio ci ha procurato è all'interno di un B&B, un giardino recintato con tanto di strada piastrellata. Ad accoglierci ci sono i proprietari sigg. Maria e Tommaso, ci aspettano curiosi, del resto non è solito trovarsi in giardino un gruppo di Alpini con tanto di struttura. Si apre il cancello ed il camion del Caron entra e lascia il cassone. Dopo i saluti si monta il tendone, come al solito ci sono le varie correnti di pensiero su come velocizzare le attività, ogni tanto il capo dà le dritte e la struttura prende forma velocemente, si montano brande, cucina e siamo 16 operativi, già perché nel frattempo s'è fatto vivo il vice sindaco ed è necessario andare a bere un buon bicchiere di prosecco. Bisogna proprio dire che gli abitanti di Budòia sanno come fare a farti sentire a tuo agio, ed i bicchieri viaggiano...... con la scusa della reciproca conoscenza. A sera ci trasferiamo in un ristorante alle porte di Pordenone dove cominciamo a familiarizzare con cibi e vini locali. Il coro intona qualche canzone del proprio repertorio incorporando anche elementi presi sul luogo, quindi si torna a "casa" perché il mattino successivo c'è in animo una visita al rifugio "Pordenone" quota 1200. Mercoledì mattina si parte e, percorrendo una tranquilla strada lungo il fiume Cellina, raggiungiamo Cimolais, qui la lasciamo e ci inoltriamo su una strada bianca, ben curata, ma dove solo il suv di Silvano ha vita facile. La maggior parte si ferma due giorni ed intraprende la scarpinata sulla neve, sui dettagli vi rimando all'articolo di Massimo B. Chi rientra passa dalla diga del Vajont, lì vicino, ma la una leggera pioggia e l'impossibilità di visitarla senza una guida ci porta a rientrare al tendone. Il giovedì passa tranquillo, chi si dedica al relax, chi alle visite a Pordenone, chi deve mantenere gli ottimi rapporti con i locali, intesi sia come persone fisiche che strutture (bar, fornai, rivendite formaggi e salumi, ecc.) ed in questo troviamo in Fabio e Gigi degli splendidi rappresentanti, ed infine c'è chi si preoccupa di preparare il posto per la parte del coro che, assieme al maestro Francis, ci raggiungerà il venerdì in tarda mattinata, perché, tra le varie manifestazioni previste dal locale Gruppo Alpini, c'è un concerto del nostro coro presso la chiesa di S. Lucia e l'evento suscita nel gruppo curiosità, ma anche qualche preoccupazione, del resto il coro "Rosa delle Alpi" non ha ancora un connotato professionistico. Il venerdì, chi non è andato in precedenza, ricava un po’ di tempo per visitare Pordenone, che dista da noi circa una decina di chilometri. Come in ogni città a forte vocazione Alpina tutto è in funzione dell'Adunata, lo si è visto già il giorno del nostro arrivo. Le bandiere del tricolore vivacizzano gli edifici, ogni attività commerciale ha la vetrina e l'interno dedicato all'evento, la popolazione s'intrattiene volentieri con la moltitudine di Alpini che fieramente si mostrano col loro 17 cappello e raccontano le imprese di naja. Al rientro piccola sosta presso l'aeroporto di Aviano, famoso punto strategico durante la missione Nato nella ex Jugoslavia, quindi arrivo al tendone, dove fervono i preparativi per la messa a punto del concerto. E' sera, rigorosamente a digiuno si parte verso la chiesa di Santa Lucia dove il coro prende posizione, qualche prova, l'acustica è buona nel frattempo l'edificio si riempie ed il vice capogruppo Alpini di Budoja dopo un breve saluto presenta la serata, è la volta quindi di Massimo, nostro speaker ufficiale, che illustra la breve storia del gruppo e presenta le caratteristiche dei brani che di volta in volta vengono offerti soffermandosi sugli aspetti più significativi. Il concerto procede molto bene, i "ragazzi" di Francis trasmettono belle sensazioni al pubblico presente che li ringrazia con calorosi applausi. Un pò d'intervallo e si ricomincia, le note di "Sul ponte di Perati, Stelutis Alpinis......" fanno rivivere momenti significativi della nostra storia, ma quello che succede con "Benia Calastoria" non è descrivibile e penso che nemmeno i componenti del coro si rendano conto della grandezza di quella esecuzione, perché bisognava ascoltarlo per capire, mi avete fatto amare quel brano, grazie coro. L'applauso dei presenti, tutti in piedi, che si protrae per parecchi minuti è l'indicatore più significativo della performance. Il concerto si conclude con il saluto del sindaco che apprezza la definizione "città a misura d'uomo" coniata da Massimo durante la presentazione e con lo scambio di doni, senza dimenticare il bis di Benia Calastoria. Successivamente tutto il gruppo è stato invitato a cenare dai colleghi di Budoja, naturalmente il tutto è stato arricchito da canti e bicchieri di vino. Sabato un piccolo gruppo prende la via di Cassano, una parte di chi resta, torna alla diga del Vajont dove scattiamo qualche foto, ma ci sono problemi di parcheggio, decidiamo allora di recarci a Longarone, lì visitiamo il museo ed il cimitero monumentale dove sono sepolte le quasi duemila vittime. L'altra parte partecipa, con le autorità locali ed al gruppo Alpini, alla cerimonia per la deposizione e resa omaggio ai monumenti dei caduti nei 18 comuni di Budoja e Dardago. La sera il coro è invitato a presenziare al concerto che si tiene nella chiesa di Dardago dove i cori A.N.A di Sedico ed Julia di Fontanafredda mettono in bella mostra i loro repertori. Come ogni settimana dopo il sabato arriva la domenica e per noi significa "Sfilata", si parte in tarda mattinata alla volta di Pordenone, ci fermiamo in periferia dove gli amici di Budoja ci aspettano per uno spuntino, qualche bicchiere per sistemare il radiatore e ci si avvia a piedi verso il punto di raccolta della sezione. Una volta arrivati, cominciamo a trovare e salutare i gruppi vicini quindi ci si dispone per nove e verso le 15,00 la sezione si avvia lungo il percorso. Quest'anno c'è una novità, a tutti vengono distribuiti dei fogli verdi, bianchi e rossi che, a comando, vengono alzati sopra la testa disegnando un tricolore. La popolazione di Pordenone disposta lungo il percorso continua ad applaudire ed incitare gli Alpini in sfilata che rispondono a loro volta con applausi e cori. Il corteo percorre con buona regolarità il tracciato sempre sostenuto a gran voce dalle migliaia di persone presenti. Una volta arrivati allo scioglimento ci incamminiamo velocemente verso le auto, perché il cielo si sta caricando di nuvoloni dall'aspetto poco rassicurante. Purtroppo il nostro navigatore, vecchio modello (conosco io la strada, si và di là), ci porta a fare un lunghissimo giro sulla tangenziale esterna, si cammina ma non s'arriva mai; siamo più veloci di chi è in auto, ma loro sono comodamente seduti. Finalmente arriviamo al parcheggio, qualche goccia è già caduta, ma i più hanno la cerata per proteggersi. 19 Al tendone, visto che abbiamo un paio d'ore prima recarci a cena, cominciamo a smontare le brande libere per portarci avanti nelle attività del giorno dopo, fuori ha cominciato a piovere, da Pordenone arrivano notizie di tempo pessimo, vento e grandine. Verso le 18,30 la bufera ci raggiunge, violenti scrosci d'acqua e forte vento. Il tendone, nella zona d'ingresso, si solleva, tutti i presenti si aggrappano alle strutture metalliche per fare da zavorra; da quel momento e per più di un'ora è una lotta senza sosta, per fortuna tra di noi c'è gente di peso...... Ora si scherza, ma vi assicuro che vedere la struttura dimenarsi come un serpente ci ha fortemente preoccupati, per un attimo ho rivisto la sera del terremoto del Friuli. Verso le 20,30 calmato il tempo e tranquillizzati gli animi, ci siamo recati al ristorante, dove il capo Daniele ha consegnato un quadro del nostro genio del pennello Bottelli a Maria e Tommaso, eccezionali padroni di casa per ringraziarli di tutta la loro preziosa attenzione. Il mattino del lunedì ci vede di buon'ora alle prese con i preparativi per il rientro, come al solito si deve smontare il tutto, riporre con ordine le attrezzature e caricare il cassone sul camion, comunque il gruppo, su questo, è ben collaudato. E' arrivato il momento dei saluti, abbracciamo con affetto e riconoscenza Maria e Tommaso e via verso Cassano, lasciamo Budoja grandemente dispiaciuti per il calore e l'amicizia dimostrati dagli abitanti, naturalmente passando prima dal negozio per approvvigionarsi di formaggi, vini e sott'oli ed augurandoci un.......... ARRIVEDERCI a l'AQUILA Con affetto Severino Bassanese 20 RIFUGIO PORDENONE Rifugio Pordenone una indimenticabile esperienza Siamo a Pordenone l’adunata nazionale Alpini 2014 e il solito gruppo del Tendone è ospitato con le sue strutture presso il B&B di MARIA e il suo compagno Tomaccio (parenti stretti di Fabio Candiani). Però il cuore di alcune persone era già rivolto alle montagne. Il mercoledì 7 maggio di buon mattino quasi tutte le persone presenti partono alla volta di Cimolais (zona Vajont) per poi raggiungere il rifugio Pordenone. Percorso bellissimo da Budoia a Claut paesaggio surreale costeggiamo a filo strada il torrente Cellina ed ammiriamo il bellissimo lago di Barcis fino ad imboccare la Val Cimoliana. La Val Cimoliana è una valle laterale della Val Cellina, la valle inizia a Pinedo, frazione di Claut, ed è percorsa dalla SS251 fino a Cimolais. Da Cimolais la valle si estende verso nord-nordest per quasi venti chilometri ed è percorsa da una carrozzabile a pedaggio fino a Pian Meluzzo, nei pressi del Rifugio Pordenone. Questa strada è stata da noi percorsa e valicata non senza problemi le nostre macchine dovevano attraversare torrenti ruggenti e in piena chiedetelo a Severino, Silvano M. e Zara che al ritorno hanno dovuto rifare tutti gli ammortizzatori. Finalmente eccoci al parcheggio, scarichiamo i nostri zaini e ci incamminiamo verso il rifugio che dista a 15 minuti di cammino. Pensate avevamo con noi anche Antonio Tozzo che nonostante i suoi problemi di cuore voleva ardentemente essere presente, Kammerlander ha pensato a lui aiutandolo e spronandolo fino a quella bellissima visione del rifugio, pensate Antonio mi ha detto che non dimenticherà mai questa avventura. È quasi mezzogiorno e li ad aspettarci c’erano i custodi Marika e Ivan due splendide persone che avevano aperto il rifugio proprio per noi. È stato bellissimo vedere il sorriso stampato sui volti dei miei amici quando hanno aperto la mente verso quelle montagne: li potete ammirare dalla foto Zara, Severino, Luciano, Silvano, Kammerlander, Antonio, Monsignore, Roberto, Daniele, Max, Gianni mentre Guido e Ermes sono alle prese con la macchina fotografica. Solo un breve attimo di sosta ed ecco che il gruppo quota 3000 parte verso il Campanile di val Montanaia lasciando il resto della truppa presso il rifugio a consumare un ricco ed infinito pasto; chiedete conferma a Gianni, Guido , Antonio, ecc.. 21 Eccoli i temerari sono Daniele, Kammerlander, Luciano, Zara, Monsignore e Ermes che come consuetudine, sfidando un tempo da lupi mettono zaino in spalla e via, ma verso dove che non si vede una mazza niente paura come al solito Ermes allunga la mano verso l’orizzonte e con il dito punta verso una cima che sembra la più alta e dice “noi dobbiamo andare li”…e via; la meta è il Campanile di val Montanaia. Sorpresa, dopo circa mezzora di cammino, ecco apparire ai nostri occhi il primo muro di neve, lo osserviamo sembra non finire mai e perdersi verso l’orizzonte; iniziano le sofferenze la neve è molto dura ed occorre fare dei gradini picchiando forte con la punta degli scarponi, lavoro durissimo che a turni ci vede tutti impegnati tranne il Luciano che come al solito aveva preso un’altra strada. All’improvviso ecco il canalone di neve termina ed appare un’immensa cascata d’acqua che preclude l’uscita del canalone; che fare??? Per forza dobbiamo superare quell’ostacolo se vogliamo continuare la salita. Quindi dentro alla cascata proseguiamo il nostro cammino fino ad uscirne bagnati fradici ma felici per avere superato si spera l’ultimo ostacolo; ma non è così. L’Ermes eterno brontolone che non tace mai anche quando lo sforzo nella salita diventa disumano decide che è ora di fermarsi e di mangiare, tutti amareggiati per non riuscire a vedere il campanile decidono di ascoltarlo; stop giù gli zaini. Perché dopo la cascata d’acqua il tempo comincia a 22 peggiorare, va bene che non avevamo mai visto il sole, ma adesso anche la nebbia e la pioggia nooooooo, avanti ugualmente finché raggiungiamo la base del campanile senza mai vederlo, ora proseguire è impossibile sia per il tempo e sia per la quantità di neve, alta circa 2 metri. Si decide a malincuore di tornare. 23 È quasi sera quando rientriamo al rifugio stanchi ma ugualmente felici; Marika e Ivan ci avevano acceso il camino e qui al tepore ritroviamo i nostri amici rimasti perché Max, Gianni, Roberto, Severino e Antonio erano rientrati presso il tendone a Budoia. Mentre ci stiamo scaldando con dell’ottimo prosecco, tra una chiamata e l’altra (Daniele qui ha deciso di non giocare più al due non è un gioco che a lui si addice..ahhahhhahh) ecco comparire sull’uscio del rifugio il Carlo e la Giusy graditissima sorpresa nessuno se li aspettava, che bello gli amici si ritrovano sempre anche nel mezzo delle sperdute dolomiti friulane. Tutti insieme si cena e che cena; preparata con maestria da Marika che ci ha fatto gustare le prelibatezze della valle, vorremmo coricarci a letto ma siamo stoppati da Ivan il quale sottopone alla nostra attenzione una miscellanea di liquidi di vario colore contenuti in un lungo bastone e ci dice che non si va a letto se prima non si indovina di che liquido si tratta; a tutt’oggi non sappiamo ancora che liquidi fossero!!!! Notte fantastica per chi ha dormito; sveglia colazione e via verso un itinerario consigliato da Ivan. Percorriamo a piedi tutta la valle circondati da un paesaggio fantastico; immensi boschi di conifere, fantastiche cime ed arditi campanili, ne valeva la pena. Siamo talmente presi da questo fantastico paesaggio che Guido intona Signore delle Cime e come d’incanto sommessamente in tutti noi prende corpo questo bellissimo canto, devo dire che ho fatto fatica a trattenere l’emozione. A malincuore rientriamo al rifugio per preparare gli zaini salutare Marika e Ivan e tornare a valle presso il nostro tendone, durante il tragitto di ritorno ci siamo fermati nel paese di Erto per osservare la frana del Vajont, siamo rimasti senza parole, allucinante. Penso che questa avventura abbia lasciato un segno in coloro che l’anno vissuta anche solo per un attimo (era la prima volta che organizzavamo una gita presso un rifugio con tutti gli occupanti del Tendone). Sono state giornate stupende quelle vissute insieme d’altronde la montagna ed il Tendone sono un punto di forza per un’esperienza di aggregazione e di amicizia; ringrazio tutti e come sempre termino dicendo “bisogna saper cogliere l’attimo” vero Antonio, tu l’attimo lo hai colto e ti si è riempito il cuore di felicità. Massimo B. 24 GITA DEI LAVORATORI Forte di Montecchio Nord e ristorante “La Brace” 27 Aprile 2014 il capogruppo Pianaro Daniele come aveva promesso regala una gita a tutti coloro che avevano contribuito alla riuscita della festa alpina di San Maurizio allargandola anche a tutti i componenti del Coro. Il ritrovo è previsto presso il piazzale del distributore Agip di Cassano Magnago (di fronte al Circolo Il Popolo). Come al solito partiamo, non molto felici visto la situazione meteo, piove a dirotto, non fa nulla fiduciosi diamo il via all’autista dell’autobus verso la Valtellina. Prima tappa Forte Montecchio Nord La fortezza della Prima Guerra Mondiale meglio conservata in Europa. Situata a Colico, in provincia di Lecco, dalla sua posizione dominante offre un panorama unico e suggestivo del lago di Como e delle montagne della Valtellina e della Valchiavenna. Qui ci attendono le guide, ci dividiamo in gruppi ed iniziamo la visita al forte, visita che a visto tutti i componenti molto interessati ed attenti alle spiegazioni delle guide. Il Forte Montecchio è posizionato a 275 m s.l.m. a nord di Colico. La struttura è formata da due blocchi distinti: il piano dove si trovano le quattro artiglierie, e il ricovero destinato agli alloggi della truppa. I due blocchi sono collegati da un camminamento coperto di circa 140 m di lunghezza. L'area destinata al ricovero si trova nella parte più bassa del forte a 258 m s.l.m.; in questo spazio, ricavato grazie al parziale sbancamento di una parte della collina, trovava posto la camerata destinata alla truppa, un unico locale riscaldato in grado di ospitare circa 40 uomini e altrettante brandine e armadietti per gli effetti personali I quattro cannoni di forte Montecchio, due di costruzione Schneider e due di costruzione italiana su licenza francese, sono gli unici pezzi del genere in Italia piazzati in installazioni girevoli ancora funzionanti. I cannoni sono posizionati in cupole in grado di ruotare a 360°, con un alzo che va da -8° a +42°; il blocco cupola ha un peso di 99.830 kg, mentre la sola canna pesa 3.800 kg. Ogni cannone poteva utilizzare proietti di tipo diverso: shrapnel da 52 kg, in grado di raggiungere obiettivi posti a 11.6 km, granate tipo 149 S, pesanti 42 kg, che arrivavano fino a 12.1 km, oppure più leggere ma con portata decisamente superiore, le granate monoblocco da 37 kg capaci di raggiungere la distanza di 14.2 km. 25 Nonostante sia stata una linea di grande resistenza, il caposaldo di Colico rappresentava anche l'ultima barriera verso la penisola. Se un attacco nemico in forze fosse riuscito a sfondare e penetrare nel territorio italiano superando anche le postazioni di interruzione stradale, l'invasore si sarebbe trovato innanzitutto rallentato nello slancio dalla distruzione delle vie di comunicazione preventivamente minate. Ciò avrebbe consentito alle truppe italiane di potersi attestare sulle posizioni della Frontiera Nord del settore Mera-Adda, e utilizzare i forti di Colico per bombardare strade e ferrovie, bloccando di fatto l'invasore sulle posizioni prese grazie alla sorpresa dell'attacco. Seconda tappa Ristorante “La Brace” Al termine dell’interessante visita al forte di Montecchio ci rechiamo in località Forcola (SO) presso il ristorante La Brace. L’hotel-ristorante La Brace nel 2009 ha ricevuto il riconoscimento di “locale storico” dalla Regione Lombardia. La parte antica del complesso è stata edificata nel 1820 e recentemente ristrutturata mantenendo lo stile rustico originario valorizzato da un gusto estetico armonioso è circondato dal verde dei prati e dalle spettacolari Alpi Valtellinesi. La struttura è curata in ogni dettaglio e le varie sale sono caratterizzate da travi e sassi a vista che conservano l’autenticità dell’antica corte, creando un ambiente accogliente e suggestivo. E qui diamo inizio alle libagioni, alle lotterie, alle bevute e non ultimo alle cante, intanto fuori piove ancora a dirotto ma noi dentro al ristorante portiamo il sole con la nostra compagnia ed allegria. Massimo B. 26 Giornata del RICORDO e della RICONOSCENZA Domenica 14 dicembre 2014 come ogni anno si è svolta la tradizionale festa cioè una giornata dedicata al ricordo, alla riconoscenza e degli auguri in concomitanza con le festività natalizie. Ci si ritrova tutti presso la chiesa di San Giulio per la santa Messa delle ore 11.00 è presente il nostro gagliardetto e numerosi Alpini, Amiche ed Amici, mentre il nostro coro Rosa delle Alpi è dislocato sull’organo per accompagnare la liturgia con adeguati brani. Al termine ci richiamo presso il ristorante Ghino di Tacco il località Vergiate. Essendo il ristorante a nostra completa disposizione ne approfittiamo per dilungare la nostra festa fino ad ore piccole; pensate c’era gente stremata che si era addormentata sui tavoli. Ma ecco che i giovani improvvisamente si svegliano alla vista di cotanta bellezza che sfoggiava la valletta dedicata alla lotteria, pensate pur di averla vicina hanno comperato tutti i biglietti a disposizione!! Durante una portata e l’altra ci siamo dedicati alle cante mirabilmente diretti da Francis il quale intonava una canta ed il coro in perfetto sincronismo ne eseguiva un’altra, questo si che si chiama cantare!!!. Abbiamo anche omaggiato i coniugi Marconati per la loro continua presenza sia sotto l’aspetto economico ma principalmente per la loro partecipazione a qualsiasi evento alpino, grazie di cuore. 27 Al termine della splendida lotteria ricchissima di premi, ringraziamo tutti coloro che l’hanno permessa e coloro che l’hanno magistralmente preparata; era ormai notte inoltrata abbiamo abbandonato il ristorante felici di avere passata un’altra magnifica giornata. PS: dimenticavo in questa occasione il capo parlante ha consegnato ufficialmente il microfono al capo che da non parlante come per miracolo e diventato parlante, mahh forse la presenza della moglie lo ha sbloccato??? Resteremo sempre con questo dilemma sta di fatto che ora il microfono e non solo ma guardate il suo portamento, (come potete vedere dalla foto), non lo molla più mahh sarà un segno di continuità. 28 29 PROTEZIONE CIVILE Un impegno al Servizio della Comunità Nonostante gli impegni dovuti al lavoro ma soprattutto a complessi problemi famigliari, siamo riusciti ad essere presenti in alcuni interventi dove siamo stati allertati. Infatti il 29 luglio 2014 dopo l’ennesima “Bomba d’Acqua” ci siamo recati io e il Giuseppe C. in località Malnate dove i garage di alcuni edifici erano allagati. Con gli amici di Leggiuno, che erano già sul posto, montiamo la nostra motopompa ed incominciamo a far defluire l’acqua nonostante la continua pioggia; nel tardo pomeriggio finalmente riusciamo a prosciugare i garage. Nei mesi di ottobre e novembre le criticità si spostano in Piemonte ma soprattutto in Liguria con ripetute esondazioni e frane. Purtroppo per noti problemi famigliari non sono in grado di partire, ci pensa il Giuseppe C. che con una squadra di Varese si recano a Chiavari dove daranno il loro contributo per alleviare il dolore di chi ha perso tutto. Domenica 23 settembre 2014 ci troviamo con una nutrita squadra a Morazzone per tagliare alcune piante sul bordo della provinciale che porta in località Gornate, dove nonostante la presenza di parecchi gruppi della provincia di Varese, non era previsto il pranzo, poco male rientriamo nella nostra sede per un’allegra spaghettata in compagnia. Luciano Albanese 30 MATRIMONI DELLE NOSTRE AMICHE Due delle nostre ragazze del muretto, tra l’altro iscritte al nostro gruppo come amiche, si sono unite in matrimonio con Donno e Carlo. Ele e Sara il gruppo Alpini, gli Amici ed i Simpatizzanti vi porgono le più vive felicitazioni augurandovi una felice vita coniugale. E l’altra ragazza del muretto, Mary, anche lei iscritta al nostro gruppo come amica cosa starà attendendo, ecco ci ha confidato che a breve attende un SI da Martino, carissima ti facciamo tanti auguri!!!!!!! MATRIMONIO 50° ANNIVERSARIO Il gruppo Alpini di Cassano Magnago, gli Amici ed i Simpatizzanti si uniscono alla gioia del socio Vicenzoni Giovanni (meglio conosciuto come ziu Giani) e della gentile moglie Corsato Maria Antonia per il loro 50° Anniversario di Matrimonio, auguri ed un affettuoso abbraccio. 31 I Soci "andati avanti" Così definiamo gli amici che ci hanno lasciato a questa vita terrena. Ogni giorno gli rendiamo onore "aiutando i vivi", come recitato da uno dei motti dell'Associazione. Quest'anno ci hanno lasciato: • Franchi Ambrogio • Mascheroni Giovanni • Pampuri Giuseppe • Scozzaro Girolamo Onorare i morti aiutando i vivi E' con questo spirito che gli alpini affrontano la vita associativa del gruppo e della sezione Alpino che passi per la strada di ricordi uomo che onori il culto di mille e mille croci puntate al cielo nel silenzio dell'eternità. Tu o viandante che dalla polvere dei secoli raccogli nel cavo della mano le ansie, il patire, il morire dei tuoi fratelli. Non dimenticare sulle sventure della Patria piangono le madri altri passano altri hanno un gesto di pietà che nasconde impuri pensieri. Non dimenticare sono morti per tutti noi senza chiedere perché dovevano morire ed in quel patire in quel tormento essi con l'ultimo fiato chiesero forse il mio il tuo ricordo. Versi di Ugo Meloni 32 TESSERAMENTO la quota per il tesseramento 2015 è di euro 23,00; occorre rinnovare entro il 28 febbraio. La sede del gruppo si trova in via Volta n. 17 a Cassano Magnago Gli alpini sono soliti trovarsi al venerdì sera dopo le 21.00 in sede ed il martedì pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00. Ottimi cantinieri ed eccellenti cuochi fanno dimenticare le fatiche delle giornate di lavoro, rasserenano gli animi e compattano gli amici. Chiunque abbia suggerimenti, materiale fotografico, scritti ed altro da proporre a tutti gli amici, può contattare la direzione per dare consistenza a “Il corriere dell’alpino”. REDAZIONE Bignardi Massimo Pianaro Daniele Pellizzato Renato Tovaglieri Renato Vezzaro Maurizio Vajente Luigi Prodotto in proprio per i soci