IL CORRIERE DELL’ALPINO
ANNO MMXV
N. 32
Sezione Varese
gruppo di:
CASSANO MAGNAGO
SOMMARIO
GRAZIE BERTOLASI
pag. 14
FIOR da FIORE
pag. 15
ADUNATA NAZIONALE
2014 PORDENONE
pag. 16
RIFUGIO PORDENONE
pag. 21
GITA DEI “LAVORATORI”
pag. 25
pag. 8
GIORNATA DEL RICORDO
E DELLA RICONOSCENZA
pag. 27
pag. 9
PROTEZIONE CIVILE
pag. 30
AUGURI
pag. 31
“ANDATI AVANTI”
pag. 32
DAL CAPOGRUPPO DANIELE
pag. 1
LO SPORT …
THE CHAMPION 2014
pag. 2
CARISSIMI AMICI CORISTI
pag. 5
CORO “AMICI DELLE ALPI”
pag. 6
GUZZETTI VESCOVO
pag. 6
PASQUA 2014
CASTAGNATA ALPINA 2014
2014 S. MAURIZIO
2° RAGGRUPPAMENTO
MONZA 2014
pag. 10
pag. 13
Dal Capogruppo Daniele
Ciao a tutti
gli Alpini , Amici degli alpini e Soci Aggregati finalmente siamo tornati è vero siamo in
ritardo questo giornalino doveva uscire come di consueto prima delle festività
Natalizie; così non è stato, probabilmente stiamo tutti invecchiando!
Eppure non di certo ci mancavano gli stimoli ed eventi da raccontare.
Chi frequenta la sede conosce il mio impegno, l’impegno del Consiglio di Gruppo e la
collaborazione di soci Alpini e Amici, questi ultimi sempre presenti.
Quello trascorso il 2014 è
stato per il nostro gruppo
decisamente un anno ricco
di impegni, ricco di nostra
presenza ma comunque
molto positivo.
Con
questa
premessa
anche la redazione del
nostro giornale risente del
peso
degli
anni
di
conseguenza
abbiamo
bisogno di più tempo ed
anche risorse umane.
1
Confesso io stesso queste righe le sto scrivendo poco prima di andare in stampa.
Tranquilli all’interno del giornalino troverete tutto quello che il nostro gruppo è riuscito a fare
nel favoloso anno trascorso.
Quando leggerete questo giornalino sarà già stata indetta l’assemblea generale del gruppo
per eleggere il nuovo capogruppo ed il nuovo consiglio di gruppo.
Concludo con una speranza che vorrei fosse anche la speranza del gruppo, il vedere gente
nuova con nuova linfa vitale, portatrice di innovazione, con una maggior partecipazione e
presenza in sede. Un pensiero finale rivolto a tutti gli Alpini, Amici o semplicemente
conoscenti, che non sono più con noi.
Un saluto e un grazie di cuore a tutti coloro che in questi anni mi hanno aiutato e sostenuto;
consentitemi un ringraziamento particolare all’amico ed ex presidente Francesco Bertolasi
il quale mi ha sempre sostenuto ed aiutato in questo mio mandato, amico che ho ancora il
piacere di vedere spesso in quanto anche lui è entrato a far parte del nostro coro.
Il Capogruppo Daniele.
THE
CHAMPION
2014
Dopo anni siamo
riusciti nel nostro
intento, arrivare
primi nel TROFEO
DEL PRESIDENTE.
L’avevamo vinto
una sola volta nel
secolo scorso solo
venticinque anni fa.
Ci siamo avvicinati
con un 2° e 3° terzo
posto negli ultimi
anni che ci faceva
ben sperare in una
vittoria ma il divario era ancora molto alto e allora cosa fare!
Abbiamo cercato alpini nascosti non tesserati dandogli un buon motivo per arruolarsi
come atleti alpini e questa è stata l’arma
vincente.
Ogni anno uno o due inserimenti nella
squadra sportiva nei vari ruoli lasciando
anche ai vecchi la possibilità di gareggiare
anche se erano entrati nuovi atleti più forti.
Passo alla cronaca delle gare di quest’anno.
A febbraio si inizia con lo sci di fondo che non
ci vede favoriti ma che però noi onoriamo
sempre con i nostri 4 atleti che danno sempre
il massimo e otteniamo un 7° posto.
La stagione continua con lo slalom e la
nostra valanga sciistica ci porta una vittoria
che ci permette di essere in testa al
campionato.
La terza gara è il tiro con la carabina e con l’ottimo 4° posto ci fa rimanere ai vertici della
classifica.
2
A Ferno con M.Bike si arriva in 4° posizione e ci permette di
allungare sui secondi.
Nella staffetta di Carnago centriamo un ottimo 3° posto che ci fa
rimanere sempre al comando.
A Caldana c’è la corsa individuale e con il 4° posto ci permette
di rimanere al comando solo con un punto di vantaggio ma
sempre primi.
Quindi ci giochiamo tutto con la marcia e tiro, portiamo tre
squadre e grazie ai nostri
cecchini e camminatori riusciamo a vincere, siamo PRIMI non mi sembra vero.
La vittoria è dovuta ad atleti che hanno saputo dare il massimo ed avere uno spirito di
corpo militare.
Abbiamo organizzato nel mese di settembre la seconda corsa a piedi FIDAL (2^Magana di
sera) con una partecipazione di circa 250 persone.
Ringrazio di cuore tutti gli atleti per volontà e disponibilità.
Egidio G.
TROFEO PRESIDENTE NAZIONALE A.N.A. 2014
(SCI NORDICO) S. MICHELE DI FORMAZZA 09-02-2014
Concorrenti: Rossato 22° - Gonzato 24° - Bau 25°- Pianaro 28° - Piazzamento come
gruppo 7^
(SLALOM GIGANTE) BIEMONTE (BI) 09-03-2014
Concorrenti: Palumbo 2° - Mariani 3°- Chiodin 8° (cat. veterani) Zarantonello 2° -Rossato
4° - Pianaro 6°(cat.veci ) Piazzamento come gruppo 1^
(TIRO CARABINA) TRADATE 31 MAGGIO -01 GIU-2014
Concorrenti: Cat. Senior Rossato 2°- Pianaro 4°- Bonin Valentino 14°
Cat. Esordienti: Mariani 5° -Bonin Valerio 18° - Piazzamento come gruppo 4^
(MOUNTAIN BIKE-CORSA) FERNO 22-06-2014
Concorrenti: Morello-Marchesin (Piazz. 5^) - Vajente-Di Trani (Piazz. 12^).
Piazzamento come gruppo 4^
(CORSA A STAFFETTA) CARNAGO 13-07-2014
Concorrenti: Marchesin-Morello (Piazz.3^) – Croci-Di Trani (Piazz.8^) Celauro-Vezzaro
(Piazz.15^)
Piazzamento come gruppo 3^
(CORSA INDIVIDUALE) BRINZIO 14-09-2014
Concorrenti: Marchesin 3°- Di Trani 21°- Croci 22° - Gonzato 41° - Piazzamento come
gruppo 4^
(MARCIA E TIRO) VARESE 05-10-2014
Concorrenti: Pianaro- Rossato -Mariani (Piazz.1^) Albanese-Bau-Pianezze (Piazz.10^)
Gonzato-Macchi-Croci (Piazz.7^) - Piazzamento come gruppo 1^
CAMPIONATO NAZIONALE A.N.A. 2014
(SLALON GIGANTE) S.MARTINO DI CASTROZZA (Trento) 30-03-2014
Concorrenti: Cat. Master A4 Mariani 31° Cat. Master B7 Zarantonello 20° - Rossato 26° Pianaro 29° (Piazz. sez. Varese 14^ )
ALPINIADI (CORSA IN MONTAGNA STAFFETTA) Chiusa Pesio (CN) 06-06-2014
Concorrenti: Cat. 1^ Brusa-Croci-Colasurdo (Piazz.33°) - (Piazz. sez. Varese 12^ )
ALPINIADI (MARCIA DI REGOLARITA) Limone Piemonte (CN) 07-06-2014
Concorrenti: Gonzato-Croci-Pedraioni piazz. 48^ e Bau –Pianaro - Munaretto piazz. 49°
(Piazz. sez. Varese 17^ )
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Carissimi Amici Coristi,
abbiamo iniziato questa magnifica esperienza nell’Ottobre del 2011.
Ora siamo all’inizio del quarto anno del nostro essere insieme nella gioia del Canto e soprattutto nel
legame di una profonda e reciproca Amicizia.
Tornando indietro nel tempo e ricordando i nostri primi passi tra le note musicali, qualcuno si
chiederà se oggi possiamo chiamarci Coro.
La risposta è sì.
Oggi siamo un” Coro “.
Un Coro che pian piano sta crescendo tra quelle normali difficoltà che tutti “gli addetti ai lavori”
abitualmente incontrano. Difficoltà che sono da considerare come ostacoli posti sulla interminabile
strada della musica, ma che sono superabili vincendo le perplessità del momento con l’applicazione
nello studio del “pezzo “ e con quella modestia e tenacia che possiede chi quegli ostacoli desidera
oltrepassare.
Voi possedete queste qualità e, non a caso, ho intrapreso un repertorio che per i “ neofiti del canto “
non si può certamente definire facile, ma che ho fortemente voluto avendo ben considerato la
vostra voglia di fare, la vostra attenzione durante le prove e la fattiva collaborazione tra le sezioni.
Così abbiamo un repertorio che, ad oggi, conta diciannove brani e, lasciatemelo dire, non sono pochi
per chi, come noi, ha appena iniziato a “ far Coro “. A questi se ne aggiungeranno altri che ho già in
programma senza considerare che dovremo trovare anche il tempo per organizzare lo studio dei
canti adatti per le celebrazioni Eucaristiche e il ripasso quotidiano di quanto abbiamo messo “ in
cascina “.
Ci attende quindi un lavoro intenso ma gratificante. Sono sicuro che lo affronteremo con lo stesso
spirito ed entusiasmo che vi ha sempre contraddistinto.
Con affetto:
Francis
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CORO “ROSA delle ALPI”
Come diceva il nostro maestro Francis nel precedente articolo “il repertorio del coro, ad
oggi, conta diciannove brani e, a questi se ne aggiungeranno altri che ho già in programma
senza considerare che dovremo trovare anche il tempo per organizzare lo studio dei canti
adatti per le celebrazioni Eucaristiche”.
Per chi non lo sapesse questo repertorio ci ha permesso di affrontare alcuni concerti anche
fuori provincia; come quello tenuto nel paese di Budoia (PN) durante l’adunata Nazionale
degli Alpini a Pordenone e che ha riscosso un notevole successo, sia come esibizione che
come affluenza di pubblico. Altre Località ci hanno visto come protagonisti, Bellinzago
Novarese, Somma Lombardo, Caidate, ecc.
Quello che i coristi vorrebbero trasmettere è quello di mobilitare altre persone a far parte
del coro, abbiamo bisogno di linfa giovane, non perché noi siamo stanchi, ma vorremmo
che questa nostra bellissima esperienza continuasse nel tempo.
Venendoci a
trovare (siamo
in sede del
gruppo ogni
martedì sera
alle ore 9.00)
scoprirete
quanto è bella
ed
interessante
questa
compagnia
che sta
vivendo questa
fantastica
avventura.
Con affetto:
i Coristi
Un Alpino Sacerdote è diventato Vescovo!
Il 20 febbraio 2014 abbiamo appreso con gioia
e stupore la notizia che un nostro Socio Alpino
Padre Damiano Guzzetti, iscritto nel Gruppo
Alpini di Cassano Magnago dal 1991,
missionario Comboniano è stato nominato da
Papa Francesco Vescovo della Diocesi di
Moroto in Uganda, stessa diocesi dove aveva
prestato il suo servizio per parecchi anni
Enrico Bertolasi.
Padre Damiano, dopo aver prestato servizio
nel 1978-79 a Merano nella Caserma C.
Battisti, come Alpino della Compagnia
trasmissioni, aveva scelto di diventare
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sacerdote Missionario Comboniano.
Come non festeggiarlo ecco che il gruppo ha
organizzato nella serata di giovedì 25
settembre 2014 una festa in suo onore.
Tramite Francesco Bertolasi è stata
mobilitata la sezione di Varese con i suoi
rappresentanti e gagliardetti, le autorità civili
e militari; i quali hanno presenziato alla Santa
Messa presso la chiesa di San Giulio,
celebrata dal vescovo Damiano Guzzetti e
concelebrata da vari sacerdoti, con
l’intervento anche del nostro Coro Rosa delle
Alpi.
Al termine della santa Messa ci siamo recati
presso i saloni dell’oratorio di San Giulio per un ricco rinfresco preparato con maestria da
Ettore Zaffaroni;
e qui il coro ha
eseguito alcuni
bellissimi brani
che
hanno
emozionato
la
platea
ed
il
vescovo
Damiano
al
quale il gruppo
alpini
di
Cassano
ha
consegnato un
contributo
monetario per le
prime necessità
della sua diocesi
in Uganda. Ecco
la sua benedizione apostolica:
“Ringraziandovi sempre di tutto vi assicuro la mia preghiera e la mia benedizione”.
Vi saluto cordialmente. Un abbraccio,
+ Damiano
7
13 Aprile 2014: Pasqua dell’Alpino
Presso la Casa di cura San Gaetano, Opera Don Guanella di Caidate
Anche quest’anno è stata importante
la partecipazione degli alpini della
Sezione di Varese ed in particolare
del nostro Gruppo di Cassano
Magnago con il nostro capogruppo e
con l’ex presidente di sezione
Francesco Bertolasi, alla messa
celebrata dal cappellano Don Franco
Berlusconi che ha ricordato con la forza che
lo distingue la solennità dell’evento, alla
presenza degli ospiti e parenti della casa di
cura.
Ricco e spettacolare, come sempre, il
rinfresco predisposto dagli ospiti per gli
alpini presenti che hanno come di
consuetudine gradito e ringraziato per
l’omaggio.
Renato P.
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Castagnata Alpina 2014
La castagnata alpina è ormai una tradizione e resta
sempre una festa per il Gruppo Alpini di Cassano.
Nel piazzale a noi affidato c’è sempre un gran
movimento e tanti manifesti tricolori con una penna
nera dritta verso il cielo.
Cultura, amore per le tradizioni e lo stare insieme, si
confondono con i saluti e commenti ad alta voce dei
partecipanti.
Come sottofondo Il rumore delle castagne, il crepitio
della legna che brucia, l’odore del fumo e
il calore del fuoco che scalda l’ambiente in
una fresca giornata autunnale.
Sullo sfondo la collina, Santa Maria e il
campanile di San Maurizio a ricordarci
che siamo tra amici.
I “veci “ entusiasti e impegnati al fuoco, al
gira-gira, a incidere accuratamente le
castagne e ad assaggiare quelle cotte,
ancora troppo calde.
Mentre le Signore, in grembiule, li in prima
fila, alla cassa e a distribuire, sempre
sorridenti, i caldi sacchetti di caldarroste
che scaldano le mani e i cuori dei Cassanesi. Impossibile per molti non fermarsi, sorridere
e salutare !
Un bicchiere di vino nero completa l’atmosfera di un’altra giornata alpina da ricordare.
Renato P.
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2014 S. Maurizio una lunga Festa vissuta Intensamente
Anche quest’anno, in occasione della nostra festa
Alpina e della festa di S. Maurizio, siamo riusciti
ancora a stupire la cittadinanza con grandi effetti
speciali.
Un primo effetto è stata la pubblicità organizzata in
grande stile con un libretto personalizzato ed enormi
striscioni collocati in tutto il paese, un grazie a tutti gli
sponsor che ci hanno permesso tutto questo. Un
ringraziamento
particolare
all’Amministrazione
Comunale che ci ha concesso il patrocinio.
Secondo effetto una disposizione logistica del reparto
cucina, reinventata per rendere più celeri ed agevoli
le operazioni di servizio creando più spazio di
manovra, un grazie ai nostri architetti.
Terzo effetto la zona bar spostata e resa indipendente dal resto della struttura onde permettere alle
persone di sostare anche presso il rispettivo bancone, bellissima idea, un grazie ai nostri architetti.
Quarto effetto; ogni reparto della cucina era coordinato da un responsabile il quale faceva
riferimento solo ed esclusivamente al cuoco (il nostro capogruppo ha pensato giustamente di
togliersi queste incombenze, direi con un ottimo risultato).
Effetto degli effetti l’affluenza del pubblico che anche quest’anno è stata grandiosa (merito anche
del bel tempo che ci ha accompagnato per tutta la durata della festa).
E cosa dire dei “vecchietti” che hanno permesso tutto questo; occorre però ammettere che è stata
dura, i tre week end del mese di settembre ci
hanno messo a dura prova, hanno sfiancato il
nostro fisico, ma nonostante tutto ne siamo usciti
brillantemente.
La cronistoria logistica della festa impegnerebbe
molte pagine per descriverla, cercherò invece di
esprimere le sensazioni che ho provato con i miei
amici e con le persone che hanno affollato il
nostro Tendone.
Sveglia sabato 30 agosto ci si ritrova presso il
nostro deposito della scuola di via Parini, è una
folla numerosissima e festante quella che si
muove per il montaggio delle strutture.
Il tempo di un respiro e le strutture della cucina ed il tendone mensa erano tutte montate, tutto era a
posto. Come non ringraziare il cielo per quella giornata di sabato 30 agosto, tutti lavoravano
alacremente ed allegramente; chi vive intensamente queste situazioni non può non esprimere
gratitudine per tutti gli amici, per quelli andati avanti; quando si cerca o si fa qualcosa di bello o
quando si ha bisogno di qualcuno o di qualcosa dove si guarda, se non verso l’alto e l’alto di solito
ricompensa con molti interessi.
E anche quest’anno ill Tendone Mensa ha sempre visto tanta gente era sempre gremito in ogni
ordine di posto, mentre il Tendone Cucina come di consuetudine ha continuato a mettere in pratica
il famoso detto “una poderosa macchina da guerra”, abbiamo saputo proporre delle serate
eccezionali con menù sempre ricercati e di ottima fattura.
Nei vari week-end le serate a tema e non, hanno proposto il richiamo alla bellezza con la
presentazione di ricchi menu molto apprezzati (pensate una serata a tema inerente alla paella ha
visto un sacco di gente ubicata anche al di fuori del tendone sono state stimate circa 250 persone),
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inoltre i piatti erano sempre in perfetta armonia di
colori e di stile, ogni anno miglioriamo ormai la
bellezza fa parte del nostro dna.
Le tre splendide ragazze (due maritate e una in
attesa forse di un SI??), ormai parte integrante del
gruppo, attendono ogni anno con trepidazione
l’inizio della nostra festa; per essere con noi; Sara
(in quel periodo era diventata una fresca sposina),
Mery (la quale attende sempre un sì da Martino)
ed Ele (la quale il si lo aveva già detto) va il nostro
grazie di cuore.
E cosa dire della “Balcon Band” le loro due serate
sono state un’esplosione di allegria che ci ha visto tutti coinvolti un grande grazie a chi ci ha
permesso queste due splendide serate, grazie Patrizia.
La serata dell’esibizione del nostro coro “Rosa
delle Alpi” ha visto il Tendone trasformarsi in un
immenso anfiteatro con tutti gli occupanti molto
attenti, gli applausi che rimarcavano ogni nostra
canta lasciavano intendere che l’avventura da noi
intrapresa andava nella giusta direzione. Da lassù
Ettore senz’altro ne sarà orgoglioso.
Non vorrei ripetermi ma anche quest’anno
l’impressione che abbiamo trasmesso alle persone
che si sono sedute sotto il nostro Tendone Mensa
posso sintetizzarle in questa frase:
“siete fantastici vedervi assieme, uniti, lavorare
senza mai un lamento ci trasmettete quel senso di
bellezza e armonia facendoci sognare ed alzare lo
sguardo verso quelle cose che contano, ci trasmettete quel senso di appartenenza….a qualcosa di
fantastico”
Venerdì 19 settembre ci ha visti impegnati nella
manifestazione sezionale in onore di S. Maurizio.
Alle ore 19.00 ci siamo ritrovati presso il
monumento ai Caduti (via S. Giulio) dove
abbiamo deposto un omaggio floreale; purtroppo
visto le avverse condizioni del tempo la sfilata per
le vie cittadine è stata annullata, alle ore 20.00
Santa Messa presso il Tendone mensa con la
partecipazione del nostro coro alpino “Rosa delle
Alpi”; ed al termine della Santa Messa tutti sotto il
Tendone dove abbiamo offerto polenta e bruscit.
Un caloroso ringraziamento da parte del
Capogruppo Daniele Pianaro. sia alle autorità
civili e militari intervenute, al nostro cappellano
don Franco, al presidente di sezione Luigi
Bertoglio, a Francesco Bertolasi, ai Consiglieri di sezione, alla tromba della banda cittadina, a tutti i
gagliardetti, al nostro coro Rosa delle Alpi e a tutti coloro che hanno partecipato alla
manifestazione.
Termino dicendo che sono stati tre week-end di fatica per tutti coloro che hanno partecipato e
vissuto questa grande festa, la fatica però li ha ampiamente ripagati, perché anche questa volta la
nostra festa ha riportato un successo inaspettato sia di pubblico che di partecipazione emotiva.
Come avete notato ho volutamente tralasciato i nomi di tutte le persone che hanno partecipato alla
riuscita della festa; sarebbero tante da ringraziare sia per il loro impegno costante sia per la loro
dedizione e non parlo solo degli Alpini quindi non vorrei dimenticare nessuno ma comunque tutti si
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devono sentire gratificati nel loro operato. E con
questo spirito affrontiamo e superiamo gli ostacoli e
le incomprensioni dovute a momenti di stress e di
stanchezza; ebbene riguardiamoci in faccia e
sorridiamo tenendo presente che i nostri Amici
andati avanti ci continuano a guardare e
sorvegliare nel nostro operato.
Con affetto il vostro Massimo B.
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ADUNATA 2° raggruppamento MONZA
Domenica 19 ottobre 2014
Domenica 19 ottobre 2014 grande festa a Monza per il Raduno del 2° Raggruppamento,
che ha celebrato anche l’85° anniversario della Sezione brianzola.
La città di Monza viene invasa, a poco a poco, da migliaia di Penne Nere.
Migliaia di penne nere dalla Lombardia e dall’Emilia-Romagna, accompagnati dai rispettivi
gagliardetti da autorità civili, militari e dell’ANA, hanno sfilato per oltre due ore dai giardini
della Villa Reale fino allo scioglimento una volta passata Piazza Trento e Trieste in una
città pavesata di tricolori e resa calorosa dall’affetto della gente accorsa alle transenne ad
assistere al passaggio di trentamila Alpini.
Per me è un onore sfilare per la città tra gagliardetti e vessilli con la folla che ti sorride e
applaude.
Tutti ingredienti ottimi per essere orgoglioso di “Essere Alpino”.
Come da tradizione a fine sfilata si parte per il ristorante per pranzare tutti insieme in
allegria, un’altra bellissima esperienza.
Alpino VICENZONI MASSIMO
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I miei 21 anni al servizio degli Alpini
Un grazie a Francesco Bertolasi
Dopo ventuno anni di presidenza, Francesco
Bertolasi ha lasciato la guida della sezione
cittadina dell’Associazione nazionale alpini di
Varese. Le Penne nere varesine hanno scelto
il suo successore Luigi Bertoglio. La vicenda
umana, culturale, sociale e civica di Francesco
è lunga, ricca di eventi di grande interesse e si
intreccia con quella di molte altre persone,
belle persone che hanno arricchito la nostra
città. E il rischio è anche quello di lasciarsi
prendere dalla fiumana delle tante cose da dire
e tante persone da citare.
Nella storia della sezione di Varese, Francesco è stato sinora il presidente che è rimasto in
carica più a lungo. A ottant’anni, però, ha deciso che è giunto il momento di lasciare ad altri
la responsabilità di guidare una delle più belle realtà dell’Associazione.
Francesco, che si è sempre ispirato al motto del 5° Reggimento Alpini "nulla per apparire
tutto per essere” lascia la sezione che ha al suo attivo 77 Gruppi con 3.951 soci alpini,
1.686 amici degli alpini e 78 amici della sezione.
Entrato nell’Ana nel 1958 con il Gruppo di Cassano Magnago, Francesco ha assunto la
presidenza della sezione varesina dopo aver trascorso quattro anni al fianco del suo
predecessore, il generale Giacomo Ferrero.
Famiglia, lavoro, alpini e sport i quattro grandi impegni di Francesco. Le sue capacità
dirigenziali sono state apprezzate anche al di fuori dei confini provinciali arrivando a
divenire Cavaliere della Repubblica, per meriti sportivi.
Dovremmo, a questo punto, fare un lungo elenco di iniziative e di impegni di Francesco
verso la sua Associazione ma più importante dell’elencare realizzazioni e iniziative è
cogliere lo spirito che anima quegli alpini che vogliono dire grazie a Francesco.
Meglio se ascoltiamo Francesco stesso che quando parla di questo impegno degli alpini
subito dice: “ tanti ricordi… di lavoro.. di lavoro silenzioso…” perché “Noi non facciamo le
belle statuine, noi lavoriamo!” Il nostro lavoro è in silenzio, in coscienza, anonimo, anche se
ignorato dalle autorità e misconosciuto…”
Ed ancora:
“la nostra è un’opera tenace di solidarietà umana, esplicata da anni in moltissime
circostanze, nella più esemplare aderenza ai canoni dello spirito alpino” qualche anno dopo
parla di “dedizione al prossimo, spaziando dagli interventi più umili nel volontariato alle
mansioni di maggior impegno, il tutto nella concretezza dell’agire e nella totale assenza
dell’apparire” o, riferendosi all’alpino cassanese Carlo Ceresa, sottolinea i “valori profondi
di altruismo e solidarietà, concretamente radicati in lui, vissuti senza clamore, che
esprimono gli ideali migliori della nostra Associazione” o, riferendosi ai volontari del nucleo
di protezione civile di Varese, sottolinea la “disponibilità nella solidarietà, la più alta
espressione dei valori umani che sono alla base dell’esistenza stessa della sezione”.
Francesco, grazie di cuore tuo gruppo Alpini di Cassano Magnago.
14
FIOR da FIORE ANNO 2014
Anche il 2014 è passato vogliamo qui ricordare alcuni avvenimenti:
Vogliamo qui, ricordare alcune iniziative e avvenimenti che hanno interessato il nostro
Gruppo.
14 Giugno – Presso il Teatro Auditorium il nostro Gruppo a proposto ai cittadini la Serata
della “SOLIDARIETA’ ALPINA” a favore dell’Associazione A.F.P.D.
Il Gruppo le “ Anime Semplici” formato da genitori e giovani di Solbiate Arno, hanno
presentato il Musical “SEMPLICEMENTE FRANCESCO”. Lo spettacolo ha riscosso pieno
successo; auguriamoci di poterne in seguito organizzarne altre serate.
Il nostro Socio Alpino Padre Damiano Guzzetti è stato nominato da Papa Francesco,
Vescovo di Moroto in Uganda “(avvenuta nel mese di maggio scorso).
Il 25 settembre Mons. Damiano ritornato a Roma per un incontro con Papa Francesco
ha approfittato di essere con noi celebrando la Santa Messa nelle chiesa di San Giulio,
i canti sono stati eseguiti dal Nostro Coro “Rosa delle Alpi”. Ha fatto seguito un
cordiale incontro in Oratorio a seguire l’articolo a lui dedicato.
Francesco Bertolasi
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ADUNATA NAZIONALE ALPINI PORDENONE 20104
6 MAGGIO, parcheggio Agip di
via Bonicalza, eccoci qui come
ogni anno, nella prima metà del
mese pronti a partire per
l'Adunata di Pordenone, siamo
un bel gruppetto (Ermes e
Massimo coppia fissa per il
mezzo pesante sono già per
strada con tutte le attrezzature),
ore 6,00 si và! Viaggio
tranquillo, classica sosta in
Autogrill, ma poi via veloci, ci
preme arrivare. Poco dopo
Mestre, i Tom Tom, cominciano
a dare indicazioni differenti e
noi che, nel frattempo, ci siamo
persi di vista, proseguiamo per
strade differenti, ma ci ritroviamo tutti alla meta, la cittadina di Budòia.
Il panorama è decisamente differente rispetto
al nostro, regna il verde dei campi con quà e
là cittadine a dare un pò di colore alla terra e
le Alpi a fare da cornice. La postazione che il
buon Fabio ci ha procurato è all'interno di un
B&B, un giardino recintato con tanto di strada
piastrellata. Ad accoglierci ci sono i
proprietari sigg. Maria e Tommaso, ci
aspettano curiosi, del resto non è solito
trovarsi in giardino un gruppo di Alpini con
tanto di struttura. Si apre il cancello ed il
camion del Caron entra e lascia il cassone.
Dopo i saluti si monta il tendone, come al
solito ci sono le varie correnti di pensiero su come velocizzare le attività, ogni tanto il capo
dà le dritte e la struttura prende forma velocemente, si montano brande, cucina e siamo
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operativi, già perché nel frattempo s'è fatto vivo il vice sindaco ed è necessario andare a
bere un buon bicchiere di prosecco. Bisogna proprio dire che gli abitanti di Budòia sanno
come fare a farti sentire a tuo agio, ed i bicchieri viaggiano...... con la scusa della reciproca
conoscenza. A sera ci trasferiamo in un ristorante alle porte di Pordenone dove
cominciamo a familiarizzare con cibi e vini locali. Il coro intona qualche canzone del proprio
repertorio incorporando anche elementi presi sul luogo, quindi si torna a "casa" perché il
mattino successivo c'è in animo una visita al rifugio "Pordenone" quota 1200.
Mercoledì mattina si parte e, percorrendo una tranquilla strada lungo il fiume Cellina,
raggiungiamo Cimolais, qui la lasciamo e ci inoltriamo su una strada bianca, ben curata,
ma dove solo il suv di Silvano ha vita facile. La maggior parte si ferma due giorni ed
intraprende la scarpinata sulla neve, sui dettagli vi rimando all'articolo di Massimo B. Chi
rientra passa dalla diga del Vajont,
lì vicino, ma la una leggera pioggia
e l'impossibilità di visitarla senza
una guida ci porta a rientrare al
tendone.
Il giovedì passa tranquillo, chi si
dedica al relax, chi alle visite a
Pordenone, chi deve mantenere gli
ottimi rapporti con i locali, intesi sia
come persone fisiche che strutture
(bar, fornai, rivendite formaggi e
salumi, ecc.) ed in questo troviamo
in Fabio e Gigi degli splendidi
rappresentanti, ed infine c'è chi si
preoccupa di preparare il posto per
la parte del coro che, assieme al
maestro Francis, ci raggiungerà il venerdì in tarda mattinata, perché, tra le varie
manifestazioni previste dal locale Gruppo Alpini, c'è un concerto del nostro coro presso la
chiesa di S. Lucia e l'evento suscita nel gruppo curiosità, ma anche qualche
preoccupazione, del resto il coro "Rosa delle Alpi" non ha ancora un connotato
professionistico. Il venerdì, chi non è andato in precedenza, ricava un po’ di tempo per
visitare Pordenone, che dista da noi circa una decina di chilometri. Come in ogni città a
forte
vocazione
Alpina tutto è in
funzione
dell'Adunata, lo si è
visto già il giorno
del nostro arrivo.
Le bandiere del
tricolore
vivacizzano
gli
edifici, ogni attività
commerciale ha la
vetrina e l'interno
dedicato all'evento,
la
popolazione
s'intrattiene
volentieri con la
moltitudine di Alpini
che fieramente si
mostrano col loro
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cappello e raccontano le imprese
di naja. Al rientro piccola sosta
presso l'aeroporto di Aviano,
famoso punto strategico durante
la missione Nato nella ex
Jugoslavia, quindi arrivo al
tendone,
dove
fervono
i
preparativi per la messa a punto
del concerto.
E' sera, rigorosamente a digiuno
si parte verso la chiesa di Santa
Lucia dove il coro prende
posizione,
qualche
prova,
l'acustica è buona nel frattempo
l'edificio si riempie ed il vice
capogruppo Alpini di Budoja dopo
un breve saluto presenta la serata, è la volta quindi di Massimo, nostro speaker ufficiale,
che illustra la breve storia del gruppo e presenta le caratteristiche dei brani che di volta in
volta vengono offerti soffermandosi sugli aspetti più significativi.
Il concerto procede molto bene, i
"ragazzi" di Francis trasmettono
belle sensazioni al pubblico
presente che li ringrazia con
calorosi
applausi.
Un
pò
d'intervallo e si ricomincia, le note
di "Sul ponte di Perati, Stelutis
Alpinis......"
fanno
rivivere
momenti significativi della nostra
storia, ma quello che succede
con "Benia Calastoria" non è
descrivibile
e
penso
che
nemmeno i componenti del coro
si rendano conto della grandezza
di quella esecuzione, perché
bisognava ascoltarlo per capire,
mi avete fatto amare quel brano,
grazie coro. L'applauso dei presenti, tutti in piedi, che si protrae per parecchi minuti è
l'indicatore più significativo della performance. Il concerto si conclude con il saluto del
sindaco che apprezza la definizione "città a misura d'uomo" coniata da Massimo durante la
presentazione e con lo scambio di doni, senza dimenticare il bis di Benia Calastoria.
Successivamente tutto il gruppo è stato invitato a cenare dai colleghi di Budoja,
naturalmente il tutto è stato arricchito da canti e bicchieri di vino.
Sabato un piccolo gruppo prende la via di
Cassano, una parte di chi resta, torna alla
diga del Vajont dove scattiamo qualche foto,
ma ci sono problemi di parcheggio, decidiamo
allora di recarci a Longarone, lì visitiamo il
museo ed il cimitero monumentale dove sono
sepolte le quasi duemila vittime. L'altra parte
partecipa, con le autorità locali ed al gruppo
Alpini, alla cerimonia per la deposizione e
resa omaggio ai monumenti dei caduti nei
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comuni di Budoja e Dardago. La sera il coro è invitato a presenziare al concerto che si
tiene nella chiesa di Dardago dove i cori A.N.A di Sedico ed Julia di Fontanafredda mettono
in bella mostra i loro repertori.
Come ogni settimana
dopo il sabato arriva la
domenica e per noi
significa "Sfilata", si parte
in tarda mattinata alla
volta di Pordenone, ci
fermiamo in periferia
dove gli amici di Budoja
ci aspettano per uno
spuntino,
qualche
bicchiere per sistemare il
radiatore e ci si avvia a
piedi verso il punto di
raccolta della sezione.
Una
volta
arrivati,
cominciamo a trovare e
salutare i gruppi vicini
quindi ci si dispone per
nove e verso le 15,00 la sezione si avvia lungo il percorso.
Quest'anno c'è una novità, a tutti vengono distribuiti dei fogli verdi, bianchi e rossi che, a
comando, vengono alzati sopra la testa disegnando un tricolore. La popolazione di
Pordenone disposta lungo il percorso continua ad applaudire ed incitare gli Alpini in sfilata
che rispondono a loro volta con applausi e cori. Il corteo percorre con buona regolarità il
tracciato
sempre
sostenuto a gran voce
dalle
migliaia
di
persone presenti. Una
volta
arrivati
allo
scioglimento
ci
incamminiamo
velocemente verso le
auto, perché il cielo si
sta
caricando
di
nuvoloni
dall'aspetto
poco
rassicurante.
Purtroppo il nostro
navigatore,
vecchio
modello (conosco io la
strada, si và di là), ci
porta
a
fare
un
lunghissimo giro sulla
tangenziale esterna, si
cammina
ma
non
s'arriva mai; siamo più veloci di chi è in auto, ma loro sono comodamente seduti.
Finalmente arriviamo al parcheggio, qualche goccia è già caduta, ma i più hanno la cerata
per proteggersi.
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Al tendone, visto che abbiamo un paio d'ore
prima recarci a cena, cominciamo a smontare
le brande libere per portarci avanti nelle
attività del giorno dopo, fuori ha cominciato a
piovere, da Pordenone arrivano notizie di
tempo pessimo, vento e grandine. Verso le
18,30 la bufera ci raggiunge, violenti scrosci
d'acqua e forte vento. Il tendone, nella zona
d'ingresso, si solleva, tutti i presenti si
aggrappano alle strutture metalliche per fare
da zavorra; da quel momento e per più di
un'ora è una lotta senza sosta, per fortuna tra
di noi c'è gente di peso...... Ora si scherza,
ma vi assicuro che vedere la struttura
dimenarsi come un serpente ci ha fortemente preoccupati, per un attimo ho rivisto la sera
del terremoto del Friuli. Verso le 20,30 calmato il tempo e tranquillizzati gli animi, ci siamo
recati al ristorante, dove il capo Daniele ha consegnato un quadro del nostro genio del
pennello Bottelli a Maria e Tommaso, eccezionali padroni di casa per ringraziarli di tutta la
loro preziosa attenzione.
Il mattino del lunedì ci vede di buon'ora alle prese con i preparativi per il rientro, come al
solito si deve smontare il tutto, riporre con ordine le attrezzature e caricare il cassone sul
camion, comunque il gruppo, su questo, è ben collaudato. E' arrivato il momento dei saluti,
abbracciamo con affetto e riconoscenza Maria e Tommaso e via verso Cassano, lasciamo
Budoja grandemente dispiaciuti per il calore e l'amicizia dimostrati dagli abitanti,
naturalmente passando prima dal negozio per approvvigionarsi di formaggi, vini e sott'oli
ed augurandoci un.......... ARRIVEDERCI a l'AQUILA
Con affetto Severino Bassanese
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RIFUGIO PORDENONE
Rifugio Pordenone una indimenticabile esperienza
Siamo a Pordenone l’adunata nazionale
Alpini 2014 e il solito gruppo del Tendone
è ospitato con le sue strutture presso il
B&B di MARIA e il suo compagno
Tomaccio (parenti stretti di Fabio
Candiani).
Però il cuore di alcune persone era già
rivolto alle montagne. Il mercoledì 7
maggio di buon mattino quasi tutte le
persone presenti partono alla volta di
Cimolais
(zona
Vajont)
per
poi
raggiungere il rifugio Pordenone. Percorso
bellissimo da Budoia a Claut paesaggio
surreale costeggiamo a filo strada il
torrente Cellina ed ammiriamo il bellissimo
lago di Barcis fino ad imboccare la Val
Cimoliana.
La Val Cimoliana è una valle laterale
della Val Cellina, la valle inizia a Pinedo,
frazione di Claut, ed è percorsa dalla SS251 fino a Cimolais. Da Cimolais la valle si estende verso nord-nordest per quasi venti chilometri ed è percorsa da una carrozzabile a pedaggio fino a Pian Meluzzo, nei pressi
del Rifugio Pordenone.
Questa strada è stata da
noi percorsa e valicata
non senza problemi le
nostre
macchine
dovevano
attraversare
torrenti ruggenti e in piena
chiedetelo a Severino,
Silvano M. e Zara che al
ritorno
hanno
dovuto
rifare
tutti
gli
ammortizzatori.
Finalmente
eccoci
al
parcheggio, scarichiamo i
nostri
zaini
e
ci
incamminiamo verso il
rifugio che dista a 15
minuti
di
cammino.
Pensate avevamo con noi
anche Antonio Tozzo che
nonostante i suoi problemi
di
cuore
voleva
ardentemente
essere
presente, Kammerlander
ha
pensato
a
lui
aiutandolo e spronandolo fino a quella bellissima visione del rifugio, pensate Antonio mi ha detto che non
dimenticherà mai questa avventura.
È quasi mezzogiorno e li ad aspettarci c’erano i custodi Marika e Ivan due splendide persone che avevano
aperto il rifugio proprio per noi. È stato bellissimo vedere il sorriso stampato sui volti dei miei amici quando
hanno aperto la mente verso quelle montagne: li potete ammirare dalla foto Zara, Severino, Luciano, Silvano,
Kammerlander, Antonio, Monsignore, Roberto, Daniele, Max, Gianni mentre Guido e Ermes sono alle prese
con la macchina fotografica.
Solo un breve attimo di sosta ed ecco che il gruppo quota 3000 parte verso il Campanile di val Montanaia
lasciando il resto della truppa presso il rifugio a consumare un ricco ed infinito pasto; chiedete conferma a
Gianni, Guido , Antonio, ecc..
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Eccoli i temerari sono Daniele, Kammerlander,
Luciano, Zara, Monsignore e Ermes che come consuetudine, sfidando un tempo da lupi mettono zaino in
spalla e via, ma verso dove che non si vede una mazza niente paura come al solito Ermes allunga la mano
verso l’orizzonte e con il dito punta verso una cima che sembra la più alta e dice “noi dobbiamo andare li”…e
via; la meta è il Campanile di val Montanaia.
Sorpresa, dopo circa mezzora di cammino, ecco apparire ai
nostri occhi il primo muro di neve, lo osserviamo sembra
non finire mai e perdersi verso l’orizzonte; iniziano le
sofferenze la neve è molto dura ed occorre fare dei gradini
picchiando forte con la punta degli scarponi, lavoro
durissimo che a turni ci vede tutti impegnati tranne il
Luciano che come al solito aveva preso un’altra strada.
All’improvviso ecco il canalone di neve termina ed appare
un’immensa cascata d’acqua che preclude l’uscita del
canalone; che fare??? Per forza dobbiamo superare
quell’ostacolo se vogliamo continuare la salita. Quindi
dentro alla cascata proseguiamo il nostro cammino fino ad
uscirne bagnati fradici ma felici per avere superato si spera
l’ultimo ostacolo; ma non è così. L’Ermes eterno brontolone
che non tace mai anche quando lo sforzo nella salita
diventa disumano
decide che è ora
di fermarsi e di
mangiare,
tutti
amareggiati per
non riuscire a
vedere
il
campanile
decidono
di
ascoltarlo;
stop
giù gli zaini.
Perché dopo la
cascata d’acqua il
tempo comincia a
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peggiorare, va bene che non avevamo mai visto il sole, ma adesso anche la nebbia e la pioggia nooooooo,
avanti ugualmente finché raggiungiamo la base del campanile senza mai vederlo, ora proseguire è
impossibile sia per il tempo e sia per la quantità di neve, alta circa 2 metri. Si decide a malincuore di tornare.
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È quasi sera quando rientriamo al rifugio stanchi ma ugualmente felici; Marika e Ivan ci avevano acceso il
camino e qui al tepore ritroviamo i nostri amici rimasti perché Max, Gianni, Roberto, Severino e Antonio erano
rientrati presso il tendone a Budoia. Mentre ci stiamo scaldando con dell’ottimo prosecco, tra una chiamata e
l’altra (Daniele qui ha deciso di non giocare più al due non è un gioco che a lui si addice..ahhahhhahh) ecco
comparire sull’uscio del rifugio il Carlo e la Giusy graditissima sorpresa nessuno se li aspettava, che bello gli
amici si ritrovano sempre anche nel mezzo delle sperdute dolomiti friulane.
Tutti insieme si cena e che cena; preparata con maestria da Marika che ci ha fatto gustare le prelibatezze
della valle, vorremmo coricarci a letto ma siamo stoppati da Ivan il quale sottopone alla nostra attenzione una
miscellanea di liquidi di vario colore contenuti in un lungo bastone e ci dice che non si va a letto se prima non
si indovina di che liquido si tratta; a tutt’oggi non sappiamo ancora che liquidi fossero!!!!
Notte fantastica per chi ha dormito; sveglia colazione e via verso un itinerario consigliato da Ivan.
Percorriamo a piedi tutta la valle circondati da un paesaggio fantastico; immensi boschi di conifere,
fantastiche cime ed arditi campanili, ne valeva la pena. Siamo talmente presi da questo fantastico paesaggio
che Guido intona Signore delle Cime e come d’incanto sommessamente in tutti noi prende corpo questo
bellissimo canto, devo dire che ho fatto fatica a trattenere l’emozione.
A malincuore rientriamo al rifugio per preparare gli zaini salutare Marika e Ivan e tornare a valle presso il
nostro tendone, durante il tragitto di ritorno ci siamo fermati nel paese di Erto per osservare la frana del
Vajont, siamo rimasti senza parole, allucinante.
Penso che questa avventura abbia lasciato un segno in coloro che l’anno vissuta anche solo per un attimo
(era la prima volta che organizzavamo una gita presso un rifugio con tutti gli occupanti del Tendone).
Sono state giornate stupende quelle vissute insieme d’altronde la montagna ed il Tendone sono un punto di
forza per un’esperienza di aggregazione e di amicizia; ringrazio tutti e come sempre termino dicendo “bisogna
saper cogliere l’attimo” vero Antonio, tu l’attimo lo hai colto e ti si è riempito il cuore di felicità.
Massimo B.
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GITA DEI LAVORATORI
Forte di Montecchio Nord e ristorante “La Brace”
27 Aprile 2014 il capogruppo Pianaro Daniele come aveva promesso regala una gita a tutti
coloro che avevano contribuito alla riuscita della festa alpina di San Maurizio allargandola
anche a tutti i componenti del Coro.
Il ritrovo è previsto presso il piazzale del
distributore Agip di Cassano Magnago (di fronte
al Circolo Il Popolo). Come al solito partiamo,
non molto felici visto la situazione meteo, piove
a dirotto, non fa nulla fiduciosi diamo il via
all’autista dell’autobus verso la Valtellina.
Prima tappa Forte Montecchio Nord
La fortezza della Prima Guerra Mondiale meglio
conservata in Europa.
Situata a Colico, in provincia di Lecco, dalla sua
posizione dominante offre un panorama unico e
suggestivo del lago di Como e delle montagne
della Valtellina e della Valchiavenna.
Qui ci attendono le guide, ci dividiamo in gruppi ed iniziamo la visita al forte, visita che a
visto tutti i componenti molto interessati ed attenti alle spiegazioni delle guide.
Il Forte Montecchio è posizionato a 275 m s.l.m. a nord di Colico. La struttura è formata da
due blocchi distinti: il piano dove si trovano le quattro artiglierie, e il ricovero destinato agli
alloggi della truppa. I due blocchi sono collegati da un camminamento coperto di circa 140
m di lunghezza. L'area destinata al ricovero si trova nella parte più bassa del forte a 258 m
s.l.m.; in questo spazio, ricavato grazie al parziale sbancamento di una parte della collina,
trovava posto la camerata destinata alla truppa, un unico locale riscaldato in grado di
ospitare circa 40 uomini e altrettante brandine e armadietti per gli effetti personali
I quattro cannoni di
forte Montecchio, due
di
costruzione
Schneider e due di
costruzione italiana
su licenza francese,
sono gli unici pezzi
del genere in Italia
piazzati
in
installazioni girevoli
ancora funzionanti. I
cannoni
sono
posizionati in cupole
in grado di ruotare a
360°, con un alzo che
va da -8° a +42°; il
blocco cupola ha un
peso di 99.830 kg,
mentre la sola canna pesa 3.800 kg. Ogni cannone poteva utilizzare proietti di tipo diverso:
shrapnel da 52 kg, in grado di raggiungere obiettivi posti a 11.6 km, granate tipo 149 S,
pesanti 42 kg, che arrivavano fino a 12.1 km, oppure più leggere ma con portata
decisamente superiore, le granate monoblocco da 37 kg capaci di raggiungere la distanza
di 14.2 km.
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Nonostante sia stata una linea di grande resistenza, il caposaldo di Colico rappresentava
anche l'ultima barriera verso la penisola. Se un attacco nemico in forze fosse riuscito a
sfondare e penetrare nel territorio italiano superando anche le postazioni di interruzione
stradale, l'invasore si sarebbe trovato innanzitutto rallentato nello slancio dalla distruzione
delle vie di comunicazione preventivamente minate. Ciò avrebbe consentito alle truppe
italiane di potersi attestare sulle posizioni della Frontiera Nord del settore Mera-Adda, e
utilizzare i forti di Colico per bombardare strade e ferrovie, bloccando di fatto l'invasore
sulle posizioni prese grazie alla sorpresa dell'attacco.
Seconda tappa Ristorante “La Brace”
Al termine dell’interessante visita al forte di Montecchio ci rechiamo in località Forcola (SO)
presso il ristorante La Brace.
L’hotel-ristorante La Brace nel 2009 ha ricevuto il riconoscimento di “locale storico” dalla
Regione Lombardia. La parte antica del complesso è stata edificata nel 1820 e
recentemente ristrutturata mantenendo lo stile rustico originario valorizzato da un gusto
estetico armonioso è circondato dal verde dei prati e dalle spettacolari Alpi Valtellinesi. La
struttura è curata in ogni dettaglio e le varie sale sono caratterizzate da travi e sassi a vista
che conservano l’autenticità dell’antica corte, creando un ambiente accogliente e
suggestivo.
E qui diamo inizio alle libagioni, alle lotterie, alle bevute e non ultimo alle cante, intanto fuori
piove ancora a dirotto ma noi dentro al ristorante portiamo il sole con la nostra compagnia
ed allegria.
Massimo B.
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Giornata del RICORDO e della RICONOSCENZA
Domenica 14 dicembre
2014 come ogni anno
si
è
svolta
la
tradizionale festa cioè
una giornata dedicata
al
ricordo,
alla
riconoscenza e degli
auguri in concomitanza
con
le
festività
natalizie.
Ci si ritrova tutti presso
la chiesa di San Giulio
per la santa Messa
delle ore 11.00 è
presente
il
nostro
gagliardetto e numerosi
Alpini,
Amiche
ed
Amici, mentre il nostro
coro Rosa delle Alpi è
dislocato
sull’organo
per accompagnare la liturgia con adeguati brani.
Al termine ci richiamo presso il ristorante Ghino di Tacco il località Vergiate.
Essendo il ristorante
a nostra completa
disposizione
ne
approfittiamo
per
dilungare la nostra
festa fino ad ore
piccole; pensate c’era
gente stremata che si
era addormentata sui
tavoli.
Ma ecco che i giovani
improvvisamente si
svegliano alla vista di
cotanta bellezza che
sfoggiava la valletta
dedicata alla lotteria,
pensate pur di averla
vicina hanno comperato tutti i biglietti a disposizione!!
Durante una portata e l’altra ci siamo dedicati alle cante mirabilmente diretti da Francis il
quale intonava una canta ed il coro in perfetto sincronismo ne eseguiva un’altra, questo si
che si chiama cantare!!!.
Abbiamo anche omaggiato i coniugi Marconati per la loro continua presenza sia sotto
l’aspetto economico ma principalmente per la loro partecipazione a qualsiasi evento alpino,
grazie di cuore.
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Al
termine
della
splendida
lotteria
ricchissima di premi,
ringraziamo tutti coloro
che l’hanno permessa
e coloro che l’hanno
magistralmente
preparata; era ormai
notte inoltrata abbiamo
abbandonato
il
ristorante felici di avere
passata
un’altra
magnifica giornata.
PS: dimenticavo in
questa occasione il
capo
parlante
ha
consegnato
ufficialmente
il
microfono al capo che
da non parlante come
per
miracolo
e
diventato
parlante,
mahh
forse
la
presenza della moglie
lo ha sbloccato???
Resteremo
sempre
con questo dilemma
sta di fatto che ora il
microfono e non solo
ma guardate il suo
portamento,
(come
potete vedere dalla
foto), non lo molla più
mahh sarà un segno
di continuità.
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29
PROTEZIONE CIVILE
Un impegno al Servizio della Comunità
Nonostante gli impegni dovuti al
lavoro ma soprattutto a complessi
problemi famigliari, siamo riusciti
ad essere presenti in alcuni
interventi dove siamo stati allertati.
Infatti il 29 luglio 2014 dopo
l’ennesima “Bomba d’Acqua” ci
siamo recati io e il Giuseppe C. in
località Malnate dove i garage di
alcuni edifici erano allagati.
Con gli amici di Leggiuno, che
erano già sul posto, montiamo la
nostra motopompa ed incominciamo a far defluire l’acqua nonostante la continua pioggia;
nel tardo pomeriggio finalmente riusciamo a prosciugare i garage.
Nei mesi di ottobre e
novembre le criticità si
spostano in Piemonte ma
soprattutto in Liguria con
ripetute esondazioni e
frane.
Purtroppo
per
noti
problemi famigliari non
sono in grado di partire, ci
pensa il Giuseppe C. che
con una squadra di Varese
si recano a Chiavari dove
daranno il loro contributo
per alleviare il dolore di chi
ha perso tutto.
Domenica 23 settembre 2014 ci troviamo con una nutrita squadra a Morazzone per tagliare
alcune piante sul bordo della provinciale che porta in località Gornate, dove nonostante la
presenza di parecchi gruppi della provincia di Varese, non era previsto il pranzo, poco male
rientriamo nella nostra sede per un’allegra spaghettata in compagnia.
Luciano Albanese
30
MATRIMONI DELLE NOSTRE AMICHE
Due delle nostre ragazze del muretto, tra l’altro iscritte al nostro gruppo come amiche, si
sono unite in matrimonio con Donno e Carlo.
Ele e Sara il gruppo Alpini, gli Amici ed i Simpatizzanti vi porgono le più vive felicitazioni
augurandovi una felice vita coniugale.
E l’altra ragazza del muretto, Mary, anche lei iscritta al nostro gruppo come amica cosa
starà attendendo, ecco ci ha confidato che a breve attende un SI da Martino, carissima ti
facciamo tanti auguri!!!!!!!
MATRIMONIO 50° ANNIVERSARIO
Il gruppo Alpini di Cassano Magnago, gli Amici ed i Simpatizzanti si uniscono alla gioia del
socio Vicenzoni Giovanni (meglio conosciuto come ziu Giani) e della gentile moglie Corsato
Maria Antonia per il loro 50° Anniversario di Matrimonio, auguri ed un affettuoso abbraccio.
31
I Soci "andati avanti"
Così definiamo gli amici che ci hanno lasciato a questa vita terrena. Ogni giorno gli
rendiamo onore "aiutando i vivi", come recitato da uno dei motti dell'Associazione.
Quest'anno ci hanno lasciato:
•
Franchi Ambrogio
•
Mascheroni Giovanni
•
Pampuri Giuseppe
•
Scozzaro Girolamo
Onorare i morti aiutando i vivi
E' con questo spirito che gli alpini affrontano la vita associativa del gruppo e della sezione
Alpino che passi per la strada di ricordi
uomo che onori il culto di mille e mille croci
puntate al cielo nel silenzio dell'eternità.
Tu o viandante che dalla polvere dei secoli
raccogli nel cavo della mano le ansie,
il patire, il morire dei tuoi fratelli.
Non dimenticare sulle sventure della Patria
piangono le madri altri passano
altri hanno un gesto di pietà
che nasconde impuri pensieri.
Non dimenticare sono morti per tutti noi
senza chiedere perché dovevano morire ed in quel patire
in quel tormento essi con l'ultimo fiato
chiesero forse il mio il tuo ricordo.
Versi di Ugo Meloni
32
TESSERAMENTO
la quota per il tesseramento 2015 è di euro 23,00; occorre rinnovare
entro il 28 febbraio.
La sede del gruppo si trova in via Volta n. 17 a Cassano Magnago
Gli alpini sono soliti trovarsi al venerdì sera dopo le 21.00 in sede ed il
martedì pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00.
Ottimi cantinieri ed eccellenti cuochi fanno dimenticare le fatiche
delle giornate di lavoro, rasserenano gli animi e compattano gli amici.
Chiunque abbia suggerimenti, materiale fotografico, scritti ed altro da
proporre a tutti gli amici, può contattare la direzione per dare
consistenza a “Il corriere dell’alpino”.
REDAZIONE
Bignardi Massimo
Pianaro Daniele
Pellizzato Renato
Tovaglieri Renato
Vezzaro Maurizio
Vajente Luigi
Prodotto in proprio per i soci
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Ethan Frome - Gruppo Alpini Cassano Magnago