Il legno è una materia prima fondamentale. Per questo rispettarlo e riciclarlo è fondamentale. In questo libro troverete tutto ciò che non conoscete su legno e Rilegno. E quando vi chiederanno: “Ma il legno è vivo?” “Se è vivo, quanto è vecchio?” “Quanti chili di alberi ci vogliono per una scrivania nuova?” “Quanti chili di scrivania vecchia ci vogliono per salvare un albero?” “Quanto agisce Rilegno in tutta questa storia?” “Perché è importante che tutti collaboriamo con Rilegno?!” Potrete rispondere: “Guarda il Manualegno! Lì troverai tutte le risposte”. Manualegno © 2001 Rilegno P.le Comandini, 23 – 47042 Cesenatico (FC) Progetto editoriale e grafico: Studio Pleiadi – Cesena (FC) Testi: Prima Comunicazione e Studio Pleiadi Storia a fumetti di: Riccardo Crosa Stampa: Brighi & Venturi - Macerone di Cesena (FC) Siamo talmente abituati al legno, a maneggiarlo, a utilizzarlo, a viverci insieme nell’intimità delle nostre case che difficilmente ci capita di pensare che anche il legno, pur essendo così “naturale”, è un materiale che ha un suo ciclo di vita e che prima o poi va riciclato. Già, riciclato. E non abbandonato agli angoli delle strade o bruciato. Nel primo caso infatti il legno abbandonato si decompone sprigionando metano, un gas che lasciato libero in atmosfera crea effetto serra, uno dei principali mali ambientali che affliggono il nostro Paese e il mondo intero. Allo stesso modo, bruciandolo, il legno libera quell’anidride carbonica (altro pericoloso gas-serra) che teneva immagazzinata dentro di sé per effetto della fotosintesi clorofilliana, annullando quindi quel credito ambientale di cui i manufatti di legno, per tutto il loro ciclo di vita, sono portatori. Dunque, anche per il legno, la parola d’ordine è riciclaggio. Un riciclaggio diverso, che non parte dalla pattumiera di casa o dai cassonetti stradali come quello di altri materiali, che siamo ormai abituati a separare. Ecco quindi l’importanza di questo Manualegno, un libretto che, inserito propriamente nei percorsi didattici, spiega l’importanza del riciclo del legno e le sue modalità con un linguaggio adatto ai ragazzi. In questo modo Rilegno, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio del legno, vuole entrare nelle scuole di tutta Italia per coinvolgere nel riciclo del legno il maggior numero possibile di giovani insieme con le loro famiglie e con presidi e insegnanti, che fissano i contenuti della didattica per una educazione ambientale capillare. Il libro è suddiviso in due sezioni principali: il fumetto, che cerca di avvicinare i ragazzi con una grafica accattivante e un testo semplice e divertente adatto alla loro età, e il manuale, un vero e proprio vademecum completo sul legno: dalla descrizione del materiale come risorsa naturale all’elenco degli oggetti in legno, dai più comuni fino agli imballaggi, dalla descrizione del Consorzio Rilegno alla spiegazione dettagliata del ciclo di vita del legno, per finire con la sezione dedicata ai numerosi vantaggi ambientali del riciclaggio del legno. L’obiettivo del Manualegno è ambizioso, ma non irraggiungibile: aiutare i ragazzi ad avere una coscienza ambientale matura, che li porti a fare scelte consapevoli per il bene del pianeta e di tutto il genere umano, per lasciare il mondo un po’ migliore di come l’hanno trovato. Finito di stampare nel mese di dicembre 2001 Fausto Crema, Presidente di Rilegno SOMMARIO pag. 31 Editoriale di Fausto Crema . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3 pag. 6 Frusco e i suoi amici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 7 La Favola di Frusco e Anita - 1° tempo - . . . . . . . pag. 9 Chi? Che cosa? Rilegno?! . . Come funziona Rilegno? . . . ...diamo i numeri . . . . . . . . . ...non di soli imballaggi vive ATTIVITà . . . . . . . . . . . . . . ...... ...... ...... Rilegno ...... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. pag. pag. pag. pag. 32 33 34 35 36 pag. 37 pag. 19 Istruzioni per l’uso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 20 pag. 21 Il legno amico dell’uomo . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 22 Caratteristiche del legno . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 23 Un po’ di storia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 24 Discariche? Falò? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 38 Fare legno nuovo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 39 Tutti i nodi del legno vengono al pettine . . . . . . pag. 40 C’era una volta il protopannello . . . . . . . . . . . . pag. 41 Far belli i pannelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 42 Parentesi di carta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 43 ATTIVITà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 44 pag. 45 pag. 25 Il legno: ma quanto lo usate? . . . . . . . . . . . . . . pag. 26 Per ogni oggetto il legno adatto . . . . . . . . . . . pag. 27 Imballaggi? Che cosa sono?! . . . . . . . . . . . . . . . pag. 28 Imballaggi in legno: quali sono? . . . . . . . . . . . . . pag. 29 Quanti? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 30 ... un po’ di ripasso... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 46 ... tagliare o non tagliare?!? . . . . . . . . . . . . . . pag. 47 4 buoni motivi per riciclare il legno . . . . . . . . . pag. 48 ATTIVITà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 52 La Favola di Frusco e Anita - 2° tempo - . . . . . pag. 53 - Frusco e i suoi amici - FRUSCO il Feligno Soggetto, sceneggiatura e disegni di Riccardo Crosa Frusco è un Feligno, razza misteriosa di animaletti che popolano boschi e foreste. Frusco ha lasciato il bosco in cerca di avventure e in una di queste ha conosciuto Anita, che da allora lo ospita nella sua soffitta. Allegro e vivace, Frusco ha la pessima abitudine di sottrarre gli oggetti che attirano la sua attenzione e di raccoglierli nel suo baule da cui non si separa mai. Insomma, gli piace far ammattire gli uomini! BALULE il Baule Il Balule, come lo chiama Frusco, è un baule magico senza fondo, dove si può trovare di tutto: la collezione completa degli oggetti di Frusco, pesci rossi e palle da bowling, quaderni e cappelli, figurine e calzini... Ma il Balule, se ne ha voglia, può anche mostrare denti bianchi e lingua rosata, o lavare e stirare magicamente! Poteri e vita li deve al Mago Rilegno. - Frusco e i suoi amici - ANITA Vespita RILEGNO il Mago Maestro, ci racconti un’altra storia? Uhmm… fatemi pensare un attimo… che ne dite della favola di Frusco, Anita e del Balule? 9 Sì, sì, come l’altra sera! Sì, maestro, sì! Ehi, non sarà mica una di quelle storie tutte baci e smancerie, spero… … e va bene, piccoli miei, sedetevi qui vicino. Stai un po’ zitto tu! Dovete sapere che esiste un luogo al di là della Grande Foresta, un luogo fatto di cemento, di ferro e di vetro. È lì che vivono gli esseri umani. loro la chiamano Città del Sole. Evviva! Impossibile, non può esistere un posto tanto orrendo! Tu non capisci niente! È una favola! Zitti e fate parlare Tutto è possibile. il maestro. Come stavo dicendo, è qui che vivono gli uomini. Ed è proprio nella periferia del megacentro urbano che la nostra storia ha inizio… Anita Vespita, soprannominata La Stecca, è la vispa e curiosa ragazzina il cui regno è il solaio di casa che condivide con Frusco e il Balule. È stato proprio quest’ultimo a farli incontrare, quando hanno dovuto unire le forze per recuperarlo dalla discarica dove il papà di Anita lo aveva gettato. Unica in famiglia a sapere dell’esistenza del feligno, Anita ne è diventata l’inseparabile compagna d’avventure. Mago Rilegno vive nel cuore della foresta che sorge intorno alla città. Sul suo conto tantissime sono le voci fra le vie cittadine, tanto che ormai è diventato un personaggio mitico, un po’ come Babbo Natale o la Fata Turchina. Ma Frusco e Anita sanno bene quanto sia reale e quanto sia importante per le loro avventure. perfirfria? Che cavolo è la perfirfria? Qualcuno faccia tacere questo ignorante per carità! …e in particolare proprio nella soffocante soffitta di questa insospettabile, tranquilla e ordinaria casetta bianca. La casa dei Vespita. ora basta sognare! mettiamoci al lavoro. 10 11 ma noi non cederemo! Non ci faremo intenerire da nessuno. Tutti dovranno pagare per avere un po’ di questo immenso tesoro! Non è stupendo, qui? HAW, HAW, HAW! Senza dubbio, questa è la tana umana più ricca da quando abbiamo scoperto questa città. È il momento di dare inizio alla raccolta! Beh, balule, vecchio mio, cosa ne dici? Non è la migliore miniera d’oro in cui ti ho portato? Guarda tutte queste belle cose …ora saranno tutte nostre! È per momenti come questo che abbiamo affrontato i pericoli della foresta di ferro! Diventeremo ricchi qui, dammi retta Balule, amico mio. Tutti ci invidieranno al villaggio, quando torneremo stracarichi di questo ben di dio. si comincia! “Non andare”, mi dicevano. “Cosa pensi di trovare?” mi domandavano. Allora, cosa direbbero adesso? “Dacci un po’ della tua roba luccicante, Frusco!” ecco cosa. Da quel giorno, Frusco razziò la casa dei Vespita, accaparrandosi tutto quello che gli capitava a tiro e accatastandolo nel suo vecchio baule, nascosto nella soffitta. Erano giorni meravigliosi per il Feligno e lui non aveva occhi che per i suoi piccoli oggetti senza valore. 12 Ma poi, una mattina, guardò per la prima volta al di là del suo umido naso… uhmm? 13 Chi è quello? ooh… cara, hai per caso visto i miei occhiali? Prova a guardare lì in soggiorno, amore. non quello… Quella! Ma poi, quando il feligno rientrò nella soffitta, al calare della sera… 15 14 Sigh… Ehi, ma che cavolo… Vuoto. Niente era rimasto. …è bellissima! è… è… ecco, lo sapevo. Un’altra di quelle lacrimevoli storie d’amore! Che… che cos’è successo? Un po’ di silenzio, per favore! Dov’ero? Ah, sì. Frusco fu talmente colpito dalla ragazza che rimase tutto il giorno imbambolato a guardarla mentre giocava. D… dove sono finiti i miei oggetti? …il mio tesoro? …il mio BAlULE? la mattina seguente… 16 devo assolutamente ritrovarlo! Anita, non fare tardi come al solito! hai finito di fare colazione? E non sbattere la porta quando la chiud… 17 Mamma, io esco! Aah, ragazzi, quanto amo l’estate! …niente scuola, niente compiti, nessuna responsabilità … il sole, l’aria fresca … Oh, no! …ma soprattutto, nessun ragazzino fra i piedi. Non so proprio che cosa ci trovino le mie amiche in quei mostriciatto… Sono stati gli Umani! me l’avevano detto che non ci si può fidare di loro! che ti imbrogliano appena giri le spalle! Come faccio a tornare al villaggio, adesso? il Feligno pianse tutta la notte. Guarda, guarda chi si vede. La piccola ladruncola. poverino… odiosi, odiosi ladruncoli umani! …li… come lo capisco… nemmeno a me piacciono quegli spilungoni! S… stai indietro! Non ti avvicinare! 18 All’inizio non mi ero reso conto, ma poi ho capito la vostra tattica. Mentre tu mi distraevi con le tue smorfie, l’altro spilungone mi rubava il tesoro. Ammetto che ci sono cascato come uno sciocco troll di campagna, ma… Ugh! …adesso tu mi dovrai dire che fine ha fatto il mio baule, e lo farai subito, o ti accorgerai di avere scherzato con il Feligno sbagliato questa volta, mia cara! Mamma mia bella! Un folletto psicopatico! Maestro, è adesso che Frusco se la mangia? Ma no, sciocco, i Feligni non mangiano gli Umani… almeno credo… Calma, calma, piccoli miei. Ancora un po’ di pazienza e ascolterete il finale di questa fantastica storia. fine prima parte