Le sorelle - I morti
by James Joyce
Sono un appassionato di racconti, di ogni genere e tipo e scovando in un'edicola dei racconti a 0,50 cent non
potevo certo non prendere l'occasione al volo. Ne ho presi diversi e di diversi autori e Joyce l'avevo da subito
battezzato come primo libretto da leggere. Tuttavia, i due racconti in questione I Morti e Le sorelle non mi hanno
particolarmente colpito. Ovvio che trattandosi di Joyce si è ben disposti a prescindere dalla bontà o meno della
storia o delle storie, ma in questo caso il senso di incompiutezza che un racconto dovrebbe non avere mai, visto la
brevità del contenuto, è consistente.
Nei Morti, il migliore dei due racconti, ho dovuto riflettere non poco su una storia banale, veloce, al limite
dell'insignificante. La riflessione mi ha portato a capire che il senso di smarrimento, di inadeguatezza, di vergogna,
di uno dei protagonisti è quello che nella nostra vita più o meno tutti noi abbiamo provato durante una visita di
cordoglio. Il succo non sono le parole ma la mancanza delle stesse, e non sono i pensieri ma i luoghi comuni, che
sono l'opposto dei pensieri.
Il secondo racconto se possibile , è ancora più difficile da decifrare. Un lungo , lunghissimo preambolo, di vita
irlandese che scimmiotta quella inglese, piena di dialoghi iniqui, densi di vita passata a cavallo fra 800 e 900,
discussioni leggere, musica, viaggi, un lungo convivio non privo di contrasti ma se gran parte del racconto è
questo, non è questo affresco d'epoca ad essere utile al contenuto vero e proprio. Sono le ultime pagine, la
passione, l'interferenza del passato, i sentimenti, timori e frustrazioni, tristezza e una nuova consapevolezza di uno
dei personaggi, di non essere unico proprietario delle emozioni di chi gli sta accanto. Un 'intero racconto, fatto di
troppi personaggi, tutti che dicono la loro, senza silenzi, per poter creare poi, l'intimità necessario e gli ultimi
attimi di raccoglimento attorno ad una illuminazione fredda e sconcertante e alla vergogna di non aver compreso
sentimenti ben più alti del semplice possesso.
Nonostante i racconti non siano il meglio di Joyce, non si può certo dire che non siano stati capaci di creare nel
lettore, in questo caso a me, riflessioni importanti e interesse. Chissà che Joyce non mirasse a tutto ciò.| Triste
Nonostante i racconti non siano il meglio di Joyce, non si può certo dire che non siano stati capaci di creare nel
lettore, in questo caso a me, riflessioni importanti e interesse. Chissà che Joyce non mirasse a tutto ciò.| Triste
bello ti immergi nel mondo irlandese dell'epoca
Pag 11 il vecchio insegnato a pronunciare latino correttamente
Pag 16 faceva scrupoli i doveri del sacerdozio erano troppi per lui
Sorelle parlano male del prete loro frattello appena morto
---------------------------------------------------------Epifania», dal greco, significa «manifestazione dell'anima per Gabriel
Pag 22 Gli uomini di oggi sono solo dei chiaccheroni che hanno in mente il profitto
Pag 23 Cita Robert Browing
Pag 26 Calosce sopra gli stivali
Pag 29 Quadriglia 2 uomini e 3 dame
Pag 34 Non si vergogna di scrivere per un giornale anglofilo.
Pag 35 Voleva replicare che la letteratura è sopra la politica. La sig.ra Ivors legge le recensioni sulle poesie di
Browing e invita in vacanza.
Pag 48 cita Caruso.
Pag 50 Sedano toccasana per il sangue
Pag 51 Monaci che dormono nelle bare è la regola dell'ordine per ricordare il passo finale.
Pag 52 Ospitalità irlandese.
Pag 53 Generazione iper-istruita ma che manca delle basi dell'umanità, gentilezza d'animo proprie del mondo
antico
Pag 55 Similitudine con Paride che deve scegliere tra le 3 grazie.
Pag 64 La moglie di Gabriel chiede al Sig.D'aray che canzone cantava si tratta di "la fanciulla di Aughrim"
Pag 65 color eliotropo
Pag 72 La canzone "la fanciulla di Aughrim" ricorda a Gretta, moglie di Gabriel, uno che conosceva quando viveva
da sua nonna. E' geloso poi scopre che il ragazzo è morto a 17 anni.
Pag 73 Quel ragazzo è morto per Gretta la caduta di ogni sua idealizzazione che Gabriel aveva fatto su Gretta
Pag 78 La neve cade lieve su vivi e sui morti e segna per tutti l'ultima ora.
http://it.wikipedia.org/wiki/I_morti
la nevicata è al contempo la presa di coscienza della propria morte interiore (per Gretta l'aver fatto del ricordo il
centro della sua esistenza, per Gabriel l'aver creduto di vivere in una dimensione esistenziale solida e sicura ma in
realtà profondamente fragile-si consideri il suo matrimonio) e, come allude Gabriel nel finale con l'espressione "go
west", proposta di svolta radicale. Questa può attuarsi nella morte fisica o nella fuga dalla realtà irlandese che,
inattuata in tutti gli altri racconti, si impone ne "I morti" come soluzione definitiva e sintesi dell'intera raccolta di
racconti.
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