La persona con problemi di movimento la persona con PROBLEMI di movimento ASSISTENZA ALLA DEAMBULAZIONE (camminare) Assistere in famiglia: istruzioni per l’uso Le difficoltà che possono presentarsi durante la deambulazione sono strettamente collegate al tipo di patologia che la persona presenta. Migliorare la deambulazione significa creare le condizioni tali da rendere il cammino più sicuro attraverso l’uso di semplici accorgimenti: • l’assistenza di una persona (supervisione) • la modifica dell’ambiente in cui ci si muove • la possibilità dell’utilizzo di un ausilio (consigliato da personale esperto). Obiettivi: • migliorare l’autonomia della persona • diminuire il carico assistenziale • rendere il cammino più sicuro Materiale occorrente: • ausili per il cammino (in seguito al suggerimento di un tecnico specializzato). Esecuzione tecnica Assistere alla deambulazione significa sostenere o accompagnare la persona durante il cammino senza imporre mai la propria velocità di marcia. La persona deve avere la possibilità di trovare il proprio tempo: é l’accompagnatore che deve adeguarsi. L’accompagnatore si posiziona sempre dal lato dove è maggiore il rischio di caduta (dal lato più debole). Prevedere un percorso lineare (senza gradini e curve) e libero da ostacoli (tappeti e mobili, ecc..) procura meno ansia alla persona. Un aiuto indispensabile può essere rappresentato da un ausilio che, se scelto in modo appropriato, può essere decisivo per migliorare l’autonomia. In questo caso è necessario il consiglio di un professionista. – 153 – USILI PER LA DEAMBULAZIONE (Fig. 1) TIPOLOGIA FUNZIONE TIPOLOGIA Migliora la stabilità del cammino articolare FUNZIONE dovutoFUNZIONEad artrosi (anca/ginocchio). Offre un relativo sostegno del peso corporeo Migliora la stabilità del cammino deve essere utilizzato dal lato utile nei casi di dolore articolare dovuto ad artrosi • M igliora la stabilità del cammino opposto all'arto compromesso dare un relativo (anca/ginocchio). relativo (Fig.1) • uOltre tile neiOffre casiadiun dolore articolare dovuto ad artrosisostegno (anca/ SILI PER LA DEAMBULAZIONE LA casi DEAMBULAZIONE AUSILI utilePER nei di dolore TIPOLOGIA Fig. 1 Bastone sostegno delginocchio). peso corporeo del peso corporeo la Offre un relativo sostegno delaumenta peso corpodeve esserereo utilizzato dal lato base compromesso d'appoggio dando maggiore opposto all'arto • deve essere utilizzato dal lato opposto all’arto compro(Fig. 1) stabilità; messo [fig. 1] solitamente viene utilizzato da Fig. 1 bastone persone con esiti di ictus; occorre un sostegno buon addestramento Oltre a dare un relativo Fig. 1 Bastone del peso corporeo aumenta la all'utilizzo in quanto i piedini base d'appoggio dando maggiore d'appoggio possono intralciare il stabilità; Oltre a dare un arelativo sostegno • Oltre dare un relativo sostegno del peso corporeo au. 3 Stampelle o bastoni canadesi passo (Fig. 2).ladandoda del peso corporeo aumenta solitamente utilizzato menta laviene base d’appoggio maggiore stabilità Fig. 1 Bastone Fig. 2 base d'appoggio dando maggiore persone esiti di ictus; • scon olitamente viene utilizzato da persone con esiti di icstabilità; occorre tus un buon addestramento solitamente viene utilizzato i dapiedini all'utilizzo in unquanto • oesiti ccorre buon addestramento all’utilizzo in quanto i persone con di ictus; d'appoggio possono intralciare il il passo [fig. 2] Tripode/Quadripode occorre un piedini possono intralciare buond’appoggio passo (Fig. 2). addestramento all'utilizzo in quanto i piedini Fig. 3 Stampelle o bastoni canadesi Fig. 2 tripode/quadripode d'appoggio possono intralciare il Vengono utilizzate da persone passo (Fig. 2). Fig. 2 Tripode/Quadripode Fig. 2 Tripode/Quadripode con esiti di fratture agli arti inferiori e amputazione, impianto di protesi • Vengono utilizzate persone con con esiti di fratture agli Vengono utilizzate da da persone anca/ginocchio; esiti di fratture arti inferiori e di protesi anca/ arti inferioriagli e amputazione, impianto da Utilizzato a volte in alternativa amputazione, impianto protesi Vengono personedicon ginocchio utilizzate sono necessari una buona forza e esitianca/ginocchio; di fratture agli arti inferiori e • sfunzionalità ono necessari buona forza e braccia, funzionalità alleuna stampelle (Fig. 4delle ebuon 4a). delle amputazione, impianto di protesi sono necessari unaequilibrio buona forza edi coordinazione [fig. braccia, buon e capacità equilibrio di anca/ginocchio; funzionalità delle braccia,e buon capacità 3] Fig. 3 stampelle o bastoninecessari una buona forza e sono equilibriocoordinazione e capacità(Fig.3) di canadesi Utilizzato a volte in alternativa funzionalità delle (Fig.3) braccia, buon coordinazione alle stampelle equilibrio e capacità di coordinazione (Fig.3) (Fig. 4 e 4a). 2 2 2 • U tilizzato a volte in alternativa alle stampelle [figg. 4 e 4a] Fig. 4 girello antibrachiale . 4 Girello antibrachiale Fig. 4 a girello con appoggio ascellare Fig .4 a Girello Fig. 4 Girello antibrachiale con appoggio Fig .4 a Girello con appoggio ascellare ascellare Fig.44Girello Girelloantibrachiale antibrachiale Fig. Fig.4.4aaGirello Girello Fig appoggio con con appoggio ascellareAUSILI PER LA DEAMBULAZIONE ascellare la persona con PROBLEMI di movimento TIPOLOGIA FUNZIONE Sostieneparte partedel delpeso pesocorporeo corporeoe e Sostiene rende rende più più stabile stabile il il cammino cammino • Sostiene parte del peso corporeo e rende più stabile il migliorando migliorandol'equilibrio; l'equilibrio; cammino migliorando l’equilibrio esistono esistono vari varimodelli modelliininbase basealla alla • esistono vari modelli in base alla loro funzione loro lorofunzione: funzione: • da interno: due ruote/due puntali [fig. 5] o o da da interno: interno: due due ruote/due ruote/due • da esterno: 4 ruote [fig. 5a] puntali puntali(Fig. (Fig.5); 5); • È necessaria una attenta valutazione dei bisogni e delle o o da da esterno: esterno: 44 ruote ruote (Fig. (Fig. capacità della persona per effettuare la scelta corretta 5a). 5a). Fig.5 Deambulatore da Fig.5eFig.5 e5a 5a Deambulatore dainterno internoee e 5a deambulatore da interno e esterno E'E'necessaria una necessaria unaattenta attentavalutazione valutazione esterno esterno dei bisogni e delle capacità dei bisogni e delle capacità della della COME MISURARE L’ALTEZZA DELL’AUSILIO? persona persona per per effettuare effettuare lala scelta scelta corretta. corretta. • La misura si prende a scarpe indossate COME L'ALTEZZA DELL'AUSILIO? COME MISURARE L'ALTEZZA DELL'AUSILIO? •MISURARE l’altezza dell’ausilio deve corrispondere all’altezza della testa del femore figg. 6-6a La Lamisura misurasisiprende prendeaascarpe scarpeindossate indossate l'altezza l'altezzadell'ausilio dell'ausiliodeve devecorrispondere corrispondereall'altezza all'altezzadella dellatesta testadel del femore fig. 6-6a femore fig. 6-6a 33 Figg. 6 6 eRegolazione 6a regolazione dell’altezza della stampella Figg. eFigg. 6a 6 e 6a Regolazione dell’altezza dell’altezza della stampella della stampella COME COME CAMMINARE? CAMMINARE? COME CAMMINARE? La sequenza La sequenza dei movimenti dei movimenti cambia adel seconda del tipo del ditipo di problema durante durante il il La sequenza dei movimenti cambiacambia a seconda tipo adi seconda problema durante ilproblema cammino. cammino. cammino. • Deambulazione con due stampelle • porto avanti le stampelle senza appoggiare la Deambulazione due con due stampelle gamba porto avanti porto avanti le stampelle le stampelle senza senza Deambulazione (con una gambacon che non puòstampelle essere appogmalata (con una (con gamba una gamba che non che può non essere può essere appoggiare appoggiare la gamba la gamba malata malata giata a terra) • avanzo con la gamba sana appoggiata appoggiata a terra) a terra) avanzo avanzo con la con gamba la gamba sana sana • porto avanti le stampelle • Deambulazione con duedue stampelle porto avanti porto le stampelle le stampelle Deambulazione Deambulazione con constampelle due stampelle • poi la gamba malata avanti (con appoggio parziale della gamba malata) (con appoggio (con appoggio parziale parziale della della gambagamba poidopo la gamba poi la gamba malatamalata • subito la gamba sana. malata) malata) subito subito dopo la dopo gamba la gamba sana. sana. • Deambulazione con una stampella • porto avanti la stampella porto avanti porto avanti la stampella la stampella Deambulazione Deambulazione una con stampella unaallastampella (che viene tenutacon dalla parte opposta gam- • poi la gamba malata (che viene (che viene tenuta tenuta dalla parte dalla parte opposta opposta poi la gamba poi la gamba malata malata ba compromessa) • infine la gamba sana. alla gamba alla gamba compromessa) compromessa) infine infine la gamba la gamba sana. sana. Anche per fare le scale c’è una sequenza di movimenti da rispettare. Anche Anche per fare per lefare scale le c'è scale unac'è sequenza una sequenza di movimenti di movimenti da rispettare. da rispettare. Va effettuato sempre un gradino alla volta. Va effettuato Va effettuato sempre sempre un gradino un gradino alla volta. alla volta. – 154 – SalitaSalita scale:scale: Sostiene parte del peso corporeo e Sostiene parte del peso corporeo e – 155 – appoggiare appoggiare al gradino al gradino la gamba la gamba sana (Fig. sana7); (Fig. 7); la persona con PROBLEMI di movimento CAMMINARE IN SICUREZZA Alcuni semplici accorgimenti offrono una maggiore sicurezza sia a chi cammina sia a chi accompagna. Predisposizione ambientale: • spazio libero da ostacoli • luminosità • corrimano. È inoltre importante che la persona indossi calzature comode. Figg. 7, 7a e 7b salita del gradino Salita scale: • appoggiare al gradino la gamba sana [fig. 7]; • appoggiare le stampelle e la gamba malata [figg. 7a-b] Discesa scale: • appoggiare al gradino inferiore le stampelle [fig. 8] • scendere con la gamba malata [fig. 8a] • a seguire appoggiare la gamba sana [fig. 8b]. Supervisione dell’accompagnatore, può essere: • di fianco (si mette dal lato più debole) • davanti (si mette davanti alla persona) • dietro (si mette dietro la persona). Principali ausili per la deambulazione In presenza di alcune malattie è consigliato l’uso dei seguenti ausili per il cammino. Dolore durante il cammino • bastone da passeggio • stampella Ictus • tripode • quadripode Fratture femore/tibia Protesi anca/ginocchio • stampelle • girello con sostegno ascellare Amputazione • l’ausilio va valutato di volta in volta, da parte del personale esperto, in base alle capacità della persona Morbo di Parkinson Disturbi dell’equilibrio • deambulatore Figg. 8, 8a e 8b discesa del gradino BIBLIOGRAFIA AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed. P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991 V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003 Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007 Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000 – 156 – – 157 – PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL DORSO A QUELLA SUL FIANCO la persona con (DECUBITO LATERALE) PROBLEMI di movimento facilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della parte Esecuzione PASSAGGIO LETTO/CARROZZINA paralizzata ASSISTENZA ALLA PERSONA CONtecnica EMIPLEGIA ridurre gradualmente per rendere la persona più autonoma Esecuzione tecnica (paralisil'assistenza di braccio e gamba) L’operatore: l'operatore: 1. rimuove le pedane fa piegare le gambe della persona (Fig. 1) 2. posiziona la carrozzina dal lato sano (angolo di circa 30°) [fig. 3] CAMBIO DI POSIZIONE DELLA PERSONA 3. frena la carrozzina posiziona il braccio e aiuta la rotazione sul fianco sano (Fig.1a) ASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL DORSO A plegico QUELLA SUL FIANCO 4. se necessario blocca la gamba plegica con la propria per evitarne lo scivolamento [fig. 3 a] Obiettivi: 5. aiuta la persona ad alzarsi in piedi [fig. 3b] DECUBITO• fLATERALE) acilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della biettivi 6. guida la rotazione della persona verso la carrozzina e ne accompagna la discesa [fig. 3c] parte paralizzata • ridurre gradualmente l’assistenza per rendere la persona più autonoma secuzione tecnica PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL DORSO A QUELLA SUL FIANCO (DECUBITO LATERALE) operatore: fa piegare le gambe della persona (Fig. 1) Esecuzione tecnica posiziona il braccio plegico e aiuta la rotazione sul fianco sano (Fig.1a) L’operatore: 1. fa piegare le gambe della persona [fig. 1] 2. posiziona il braccio plegico e aiuta la rotazione sul fianco Figg. sano [fig.1a] 1 e 1a Sequenza di immagini sul passaggio da supino al fianco PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A SEDUTO PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A SEDUTO Esecuzione tecnica Esecuzione tecnica L’operatore: 1. agevola lo spostamento delle gambe fuori dal letto [fig. 2] 2. guida la persona a far pressione sul braccio sano e l’aiuta a raggiungere la posizione seduta [figg. 2a-2b] Fig. 3 Fig. 3a L'operatore: agevola lo spostamento delle gambe fuori dal letto (Fig. 2) guida la persona ada pressione 1 e 1a sequenza di immagini sul far passaggio Figg. 1 e 1a Sequenza di immagini sulFigg. passaggio supino al fiancosul braccio sano e l'aiuta a raggiungere da supino al fianco la posizione seduta (Fig. 2a-2b) ASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A SEDUTO secuzione tecnica operatore: Fig. 3b agevola lo spostamento delle gambe fuori dal letto (Fig. 2) guida la persona a far pressione sul braccio sano e l'aiuta a raggiungere Figg. 2, 2a e 2b sequenza fotografica riferita al passaggio dalla posizione sul fianco a seduto la posizione seduta (Fig. 2a-2b) – 158 – 1 Fig. 3c Sequenza di immagini riferite al passaggio della persona dal letto alla carrozzina – 159 – Materiale occorrente: Materiale occorrente: la persona con PROBLEMI di movimento bastone o tripode (su indicazioni d bastone o tripode (su indicazioni dello specialista) molla di Codivilla (prescritto d Obiettivo: Obiettivi: • evitare posizioni scorrette che possono aggravare la situazione, con la comparsa di danni secondari • facilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della parte paralizzata molla di Codivilla (prescritto dallo specialista è un ausilio che mantiene lala persona corretta piosizione d alla parte paralizzata (dolore al braccio, piede cadente o gamba ruotata in fuori) • ridurre gradualmente l’assistenza per rendere più autonoma. mantiene la correttaMateriale piosizione piede durante il cammino (Figg. 5– del 5 a) Materiale occorrente: occorrente: • cuscini di varie misure e consistenze • bastone o tripode (su indicazioni dello specialista) 5– 5 a) • salviette arrotolate •molla di fascia Codivilla (prescritto reggi dallo specialista èbraccio un ausilio che mantiene(Figg. la corretta piosizione 6del e 6a) • carrozzina piede durante il cammino [figg. 5– 5 a] COME AIUTARE LA PERSONA CON EMIPLEGIA DURANTE IL CAMMINO E LA SALITA/DISCESA DELLE SCALE POSIZIONAMENTO IN CARROZZINA DELLA PERSONA CON EMIPLEGIA fascia reggi braccio (Figg. 6 reggi e 6a) • fascia braccio [figg. 6 e 6a]. Esecuzione tecnica: 1. il braccio NON deve cadere accanto alla ruota della carrozzina o tra le gambe della persona; deve essere sempre sostenuto appoggiandolo al tavolino della carrozzina o su un cuscino, controllando che la spalla sia ben posizionata e la mano mantenuta aperta [fig. 4] 2. il bacino non deve scivolare in avanti 3. se la schiena tende a inclinarsi di lato sostenerla con un cuscinetto [fig. 4a] 4. le pedane della carrozzina devono essere regolate alla giusta altezza per mantenere l’appoggio completo del piede. Fig. 5 molla di Codivilla Fig. 5 Molla di Codivilla nella scarpa Fig. 5a molla di Codivilla posizionata nella scarpa Fig. 5 Molla di Codivilla Fig. 5a Molla di Codivilla posizionata nella scarpa Figg. 4 - 4a corretto posizionamento della persona in carrozzina POSIZIONAMENTO A LETTO DELLA PERSONA CON EMIPLEGIA Si rimanda l’approfondimento di questo argomento al capitolo “Posizionamento a letto della persona con difficoltà di movimento”. Figg. 6 - 6a fascia reggibraccio vista fronte/retro – 160 – – 161 – Figg. 6 e 6a Fascia reggibraccio vista fronte/retro la persona con PROBLEMI di movimento gamba plegica(Fig. 7a) Esecuzione tecnica • la molla di Codivilla va calzata quando la persona deve camminare gamba sana(Fig. 7b) • la fascia reggibraccio va indossata quando il braccio ha una limitata tonicità muscolare e durante la deambulazione Se la persona cammina utilizzando un bastone, la successione dei movimenti è la seguente: Le persone che si trovano ad assistere a casa parenti in una condizione di totale mancanza di autosufficienza, possono utilizzare un ausilio che prende il nome di sollevatore. Il sollevatore Spostamenti in piano: 1. bastone 2. arto plegico (con paresi) 3. arto sano • È indispensabile per effettuare i trasferimenti di una persona non autosufficiente dal letto alla carrozzina e viceversa; • garantisce sicurezza alla persona e diminuisce il carico assistenziale degli operatori o di chi assiste. Salita scale (con corrimano/tripode): 1. braccio sano avanti 2. gamba sana gamba 3. gamba plegica il SOLLEVATORE MOBILE (solleva-persone) plegica(Fig. 7a) gamba sana(Fig. 7b) Discesa scale(con tripode o corrimano) : 1. braccio sano avanti [fig. 7] 2. gamba plegica [fig. 7a] 3. gamba sana [fig. 7b] Fig. 7 Fig. 7 Sequenza ba plegica(Fig. 7a) ba sana(Fig. 7b) Per un corretto utilizzo è necessario l’addestramento da parte di un operatore sanitario o di chi fornisce l’ausilio. Esistono diverse tipologie di sollevatore: fisso (a parete), mobile (a pavimento) [fig 1]. La scelta del modello è sempre legata ad una attenta valutazione del singolo caso che deve tenere in considerazione le condizioni di disabilità della persona e il contesto nel quale viene utilizzato il presenza Fig.7a sollevatore. Il funzionamento si basa sullaFig. 7bdi un braccio di Fig 1 sollevatore mobile e telo per imbracatura mobile sollevamento a cui viene agganciata una imbracatura che avvolge l’assistito. Nel caso di un sollevatore mobile, è importante che l’altezza fra il margine inferiore del letto e il fotografica discesa delle scale con l'ausilio di unlo spazio tripode pavimento sia di almeno 8-10cm, in modo da garantire nella manovra di avvicinamento al letto. Esistono alcune controindicazioni di utilizzo, che devono essere valutate preventivamente: • nei casi di persone con tubo tracheale o con drenaggio che devono mantenere una posizione supina • in presenza di frattura di femore o quando la persona ha limitazioni nel pigare l’articolazione dell’anca. NOTE: Negli spostamenti non tirare o strattonare mai il braccio paralizzato; FASI DI UTILIZZO DEL SOLLEVATORE utilizzare calzature con chiusura a velcro o a cerniera in modo tale Fig.7a Posizionamento dell’imbracatura persona supina: che la persona le possa calzare con una mano insola. • ruotare la persona sul fianco (vedi tecnica posizionamento sul fianco); • posizionare l’imbracatura fra la persona e il letto in modo che rimanga centrale rispetto alla schiena Fig. 7 Fig.7a Fig. 7b (nel caso in cui siano presenti delle maniglie queste non devono rimanere a contatto con l’assistito) [fig. 2]; Sequenza fotografica discesa delle scale con l'ausilio di un tripode NOTE: • ruotare la persona sull’altro fianco ed estrarre la metà dell’imbracatura rimanente [fig. 2a]; • Negli spostamenti non tirare • riportare il paziente in posizione supina; o strattonare mai il braccio • far passare le estremità inferiori sotto ciascuna coscia [fig. 2b]; paralizzato; • avvicinare il sollevatore alla persona e abbassare il braccio di sollevamento; • utilizzare calzature con chiu• fissare l’imbracatura mediante gli agganci predisposti incrociando le fasce per gli arti inferiori [fig. 2c]; NOTE: sura a velcro o a cerniera in • sollevare la persona per il trasferimento [fig. 2d]; Negli spostamenti non tirare o strattonare mai il braccio •paralizzato; modo tale che la persona le allargare la base d’appoggio dell’ausilio per avvicinarsi alla carrozzina frenata; possa calzare con una mano il braccio del sollevatore e guidare la persona nella discesa verso la carrozzina; utilizzare calzature con chiusura a velcro o a cerniera ••inabbassare modo tale sola. togliere l’imbracatura da seduto. 7b che la persona le Fig. possa calzare con una mano sola. Fig.7a Fig. 7b – 162 – Sequenza fotografica discesa delle scale con l'ausilio di un tripode – 163 – la persona con PROBLEMI di movimento Posizionamento imbracatura in una persona seduta 1. flettere in avanti la schiena della persona; 2. inserire l’imbracatura fra la schiena e lo schienale della sedia in modo che la parte inferiore arrivi a toccare il sedile; 3. far passare le estremità inferiori sotto ciascuna delle cosce; 4. posizionare il sollevatore in modo che la persona seduta si trovi all’interno della base; 5. abbassare il braccio di sollevamento; 6. agganciare l’imbracatura incrociando le fasce per gli arti inferiori [fig 3]; 7. sollevare la persona per il trasferimento [fig. 3a]; 8. avvicinarsi al letto [fig.3b], abbassare il braccio del sollevatore e sganciare l’imbracatura [fig. 3c]; 9. togliere l’imbracatura da supino [fig.3d]. Fig. 2a Fig. 2 Fig. 3 Fig. 2b Fig. 3a Fig. 3b Fig. 2c Fig. 3c Fig. 3d Sequenza di immagini raffiguranti Il trasferimento di una persona dalla carrozzina al letto mediante sollevatore Per rimuovere l’imbracatura effettuare in entrambi i casi le stesse manovre invertendo l’ordine. Nel caso in cui il sollevatore è elettrico osservare alcuni accorgimenti quali: caricare quotidianamente le batterie e non utilizzare il sollevatore quando è in carica. Fig. 2d Esempio di immagini raffiguranti di utilizzo del sollevatore per il trasferimento della persona dal letto alla carrozzina – 164 – BIBLIOGRAFIA AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed. P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991 V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003 Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007 Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000 – 165 – la persona con PROBLEMI di movimento LA CARROZZINA Obiettivi: • mantenimento della posizione seduta corretta e confortevole • maggiore autonomia per la persona con limitazioni del movimento superleggera La scelta dell’ausilio Nella scelta della carrozzina bisogna tener conto di ealcuni parametri fondamentali, grazie ai quali si può posturale basculante individuare la tipologia più adatta caratteristiche della persona: non è la persona ad adattarsi alla alleelettrica carrozzina ma il contrario con unità di postura È necessario sapere: • in che ambiente CARROZZINA vive la persona che utilizzerà la carrozzina e valutare gli spazi a disposizione COMODA IMBOTTITA (misure di porte e ascensore, accesso al bagno e al letto); • luogo di utilizzo dell’ausilio (in ambito domestico o esterno); Utilizzo1-2 : hinal ambito domestico è dotata di vaschetta wc (Fig. 1) • tempo di utilizzo (occasionale giorno o prolungato). CONOSCERE LA CARROZZINA Utilizzo: in ambito domestico per breve tempo; Pedane poggiapiedi: l’appoggio deve consentire un angolo di circa 90° a livello dell’anca/ginocchio/piede. possono essere regolabili in altezza eutilizzata ribaltabili, il che permette di eseguire passaggi posturali Le pedane prevalentemente per le i uscite all'estern con minore difficoltà e maggiore sicurezza. Nei casi in cui si renda necessario, è possibile avere il cuscino piegata può essere reggigamba a inclinazione regolabile. In questo tipocaricata di carrozzina le in auto(Fig. 2). pedane poggiapiedi possono essere elevabili per mantenere le gambe alzate e favorirne la circolazione sanguigna. Tipologia delle ruote: nella maggior parte dei casi si trovano con ruote di piccole dimensioni; in questo caso la carrozzina viene spinta da un accompagnatore. C’è la possibilità di avere due ruote grandi posteriori e due ruote piccole anteriori ma questo modello richiede uno spazio di manovrabilità maggiore. CARROZZINA PIEGHEVOLE STANDARD Utilizzo: • in ambito domestico per breve tempo; • prevalentemente utilizzata per le uscite all’esterno, è maneggevole e piegata può essere caricata in auto [fig. 2]. Dimensione seduta: la larghezza del sedile deve permettere uno spazio laterale tra le cosce della persona e i braccioli di almeno 2 cm (considerando l’abbigliamento). Esistono diversi tipi di carrozzine: • carrozzina comoda imbottita • pieghevole standard • leggera • superleggera • posturale e basculante • elettrica • con unità di postura Fig. 2 chiusura carrozzina pieghevole Fig. 2 Chiusura carrozzina pieghevol Profondità della seduta: la profondità del sedile si misura partendo dal margine posteriore del sedere della persona fino ad arrivare a circa 8 cm dalla piega posteriore del ginocchio. Dimensione seduta: la larghezza del sedile deve pe Dimensione schienale: il margine superiore dello schienale deve trovarsi al di sotto di circa 2 cm dal margine inferiore laterale tradelle scapole. le cosce della persona e i braccioli (considerando l'abbigliamento); Braccioli: l’altezza del bracciolo deve permettere un appoggio delle braccia in modo che le spalle formino CARROZZINA COMODA IMBOTTITA un angolo di c/a 90°con il collo [fig. 3]; questo consente alle spalle di rimanere rilassate. Nella maggior parte dei casi i braccioli possono Utilizzo: in ambito domestico è dotata di vaschetta wc [fig. 1] essere estraibili o ribaltabili Dimensione seduta: la larghezza del sedile deve permettere uno spazio [fig. 3a], il che permette di Dimensione seduta: la larghezza del sedile deve permettere uno spazio laterale tra le cosce della persona laterale tra le cosce della persona e i braccioli di almeno 2 cmi passaggi posturali eseguire e i braccioli di almeno 2 cm (considerando l’abbigliamento) (ad es. dalla carrozzina (considerando l'abbigliamento) al letto o viceversa) con Profondità seduta: la profondità del sedile si misura partendo dal margine posteriore del sedere della minore difficoltà e maggiore Profondità profondità del sedile si misura partendo dal margine persona fino ad arrivare a circa 8 cm dalla piegaseduta: posteriore dellaginocchio sicurezza. Fig. 1 Carrozzina comoda imbottita Fig. 1 carrozzina comoda imbottita Profondità della seduta: la profondità del sedile si margine posteriore del sedere della persona fino ad a dalla piega posteriore del ginocchio; posteriore del sedere della persona fino ad arrivare a circa 8 cm dalla piega Dimensione schienale: ilposteriore margine superiore schienale deve trovarsi al di sotto di circa 2 cm dal deldello ginocchio Pedane poggiapiedi: margine inferiore delle scapole. Esiste la possibilità di avere lo schienale reclinabile utile per variare la Dimensione schienale: il margine superiore dello sch al di sotto di circa 2 cm dal margine inferiore delle scap l’appoggio deve consentire postura della persona e renderla più confortevole schienale: il margine superiore dello schienale deve trovarsi Dimensione un angolo di circa 90°a al di sotto di circa 2 cm dal margine inferiore delle scapole. Esiste livello ladell’anca/ginocchio/ Braccioli: l’altezza del bracciolo deve permettere un appoggio delle braccia in modo che le spalle formino di avere lo dischienale reclinabile per variare la posturapiede. della un angolo di circa 90° con ilpossibilità collo; questo consente alle spalle rimanere rilassate. Nella maggiorutile parte dei Le pedane possono essere persona renderla più confortevole casi i braccioli possono essere estraibili oeribaltabili, il che permette di eseguire i passaggi posturali (ad es. regolabili in altezza, dalla carrozzina al letto o viceversa) con minore difficoltà e maggiore sicurezza. Fig. 3 corretta posizione delle braccia Fig. 3a carrozzina con bracciolo estraibile ribaltabiliposizione ed estraibili delle Fig. delle 3 Corretta bracciaposizione delle Fig. 3a Carrozzina con Fig. bracciolo Braccioli: l'altezza del bracciolo deve permettere un appoggio braccia Fig.[fig. 3 Corretta braccia 3a Carroz Braccioli : l'altezza del bracciolo deve permettere braccia in modo che le spalle formino un angolo di c/a 9 in modo che le spalle formino un angolo di circa 90° conestraibile il collo; 3); questo questo estraibile consente alle spalle di rimanere rilassate. consente alle spalle di rimanere rilassate. Nella maggior parte dei casi i – 166 –essere estraibili o ribaltabili, il che permette di – 167 – dei casii i braccioli possono essere estraibili o ribalta braccioli possono eseguire passaggi posturali (ad es. dalla carrozzina al letto o viceversa) permette con minore di eseguire i passaggi posturali (ad es. dalla con minore difficoltà e maggiore sicurezza. Nei casi in cui o, è possibile avere il cuscino reggigamba a inclinazione Laomanovra corretta che l'accompagnatore deverip f un gradino in sicurezza percorrere un terreno accidentato, sono un gradino in sicurezza o percorrere un terreno ac nella sequenza fotografica. 4], il che permette di eseguire i passaggi posturali con minore difficoltà LA CONDUZIONE CORRETTA DELLA CARROZZINA la persona con PROBLEMI di movimento nella sequenza fotografica. La carrozzina deve essere spinta con sicurezza dall’accompagnatore, evitando manovre brusche, scosse e andature troppo veloci. La manovra corretta che l’accompagnatore deve fare per salire e scendere un La manovra corretta che l'accompagnatore deve fa gradino in sicurezza o percorrere un terreno accidentato, sono riportate nella sequenza fotografica. Tipologia delle ruote: la gran parte delle carrozzine utilizzate hanno un Ingradino in sicurezza o percorrere un terreno acc le ruote posteriori grandi, il che permette una facile manovrabilità. commercio si possono trovare carrozzine con ruote grandi anteriori ma hanno manovrabilità difficile e rendono difficoltosi i passaggi posturali. nella sequenza fotografica. Sono dotate di dispositivo frenante. e maggiore sicurezza. Nei casi in cui si renda necessario, è possibile avere il cuscino reggigamba a inclinazione regolabile. CARROZZINA LEGGERA È realizzata in lega di alluminio per cui è più leggera di quella standard. Sono possibili alcune regolazioni che favoriscono l’adattamento posturale. CARROZZINA SUPERLEGGERA È realizzata in leghe di alluminio ad altissima resistenza che la rendono Figg 4 Carrozzina con pedane estraibili molto leggera e facile da manovrare. Ha criteri di personalizzazione e viene prescritta in situazioni molto gravi per persone che ne fanno un intenso utilizzo quotidiano. Fig. 4 carrozzina con pedane estraibili La manovra corretta che l'accompagnatore deve fare per salire e sc un gradino in sicurezza o percorrere un terreno accidentato, sono ri nella sequenza fotografica. uote: la gran parte delle carrozzine utilizzate hanno le randi, il CARROZZINA che permette una facile manovrabilità. In POSTURALE BASCULANTE Generalmente a telaio rigido è provvista di sedile/schienale e appoggiatesta ono trovare carrozzine con ruote grandiimbottiti anteriori maregolabile. Ha uno alto e contenitivo [fig 5]. Permette di reclinare lo schienale e di cambiare posizione da seduto a e rendono difficoltosi i passaggi posturali. Sono à difficile schienale semisdraiato [fig 5a]. o frenante. GERA CARROZZINA ELETTRICA Munita di motore alimentato da batterie ricaricabili e di comandi manuali, può essere utilizzata sia per spostamenti interni alla propria abitazione, sia per spostamenti negli spazi esterni. a di alluminio per cui è più leggera di quella standard. POSTURALE e regolazioni che favorisconoUNITÀ l'adattamento posturale. 9 È un sistema di postura, che viene aggiunto alla carrozzina standard, coordinato con vari accessori. È indicato per soggetti con piccole deformità che necessitano di un posizionamento o contenimento più accurato. Sequenza fotografica riferita alla salita sul mar Sequenza fotografica riferita alla salita sul marciapiede Fig 5 - 5a carrozzina postulare basculante – 168 – Sequenza fotografica riferita alla salita sul marciapiede Sequenza fotografica riferita alla salita sul marc – 169 – Sequenza fotografica riferita alla salita sul marciapiede la persona con PROBLEMI di movimento MANUTENZIONE DELLA CARROZZINA Una manutenzione preventiva, realizzata con regolarità, permette di conservare la carrozzina in ottime condizioni di funzionamento per lungo tempo, per contro se non viene curata in modo appropriato, è destinata a rovinarsi precocemente. INDICAZIONI GENERALI • Controllo della pressione delle gomme; • pulizia quotidiana delle ruote e dei perni (accumulo di polvere/capelli); • controllo freni; • pulizia e igiene quotidiana di sedile/schienale, con i comuni detergenti per superfici che si trovano in casa; • se bagnata asciugare la carrozzina al più presto possibile; • ricaricare regolarmente le batterie (carrozzina elettrica). BIBLIOGRAFIA AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed. P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991 V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003 Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007 Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000 Sequenza fotografica discesa della carrozzina dal marciapiede – 170 – – 171 – la persona con PROBLEMI di movimento “CHI SI FERMA È PERDUTO” TECNICHE ASSISTENZIALI RIABILITATIVE Il bisogno di movimento è un bisogno primario delle persone. Quando viene compromessa la possibilità di muoversi e di spostarsi in base ai propri desideri ed alle proprie esigenze è fondamentale, per prevenire i danni che possono conseguire all’immobilità, che chi assiste sappia come aiutare a far assumere corrette posizioni. Vengono di seguito presentate le principali tecniche di mobilizzazione e posizionamento; per ognuna di esse sono descritti gli obiettivi, la modalità di esecuzione e il materiale eventualmente necessario. È utile sottolineare che, quando non controindicato, le capacità di movimento residue della persona che si assiste vengano considerate una risorsa da valorizzare e mantenere. Ciò significa che, anche se a volte è più semplice e richiede meno tempo sostituirsi completamente alla persona mobilizzandola in modo passivo, è importante sia sul piano psicologico sia su quello del mantenimento dell’autonomia possibile, coinvolgere l’assistito attivamente nei diversi passaggi di posizione. Chi assiste in modo continuativo persone con difficoltà di movimento deve però essere attento anche alla propria salute. Alcuni semplici accorgimenti possono prevenire danni alla schiena che, quando si devono sollevare o spostare pesi importanti in modo continuativo, è particolarmente sottoposta a sollecitazioni e sovraccarichi. La prevenzione dei danni alla schiena si basa essenzialmente sull’utilizzo di giuste tecniche, comprendenti anche l’uso di ausili, ed eventualmente sull’aiuto di un’altra persona. Consigli utili per chi assiste: • q uando ci si deve abbassare per sollevare un peso, flettere le gambe mantenendo la schiena dritta • allargare i piedi (stessa larghezza delle spalle) per aumentare la base di appoggio e migliorare la stabilità • portare il peso da sollevare il più vicino possibile al corpo • negli spostamenti della persona a letto, per meglio distribuire lo sforzo fisico appoggiare eventualmente un ginocchio sul letto • rimuovere eventuali ostacoli (tappeti, lampade, ecc.) e fare in modo di avere sufficiente spazio intorno al letto per eseguire le manovre richieste e per avvicinare il più possibile la carrozzina (ricordarsi sempre di azionare i freni prima di procedere agli spostamenti) • utilizzare gli ausili disponibili (in particolare il sollevatore) anche se richiedono più tempo rispetto alla movimentazione manuale • se possibile, effettuare regolarmente esercizi fisici per mantenersi in buona salute. MOBILIZZAZIONE O CAMBIO DI POSIZIONE Obiettivi: • mantenere nel tempo la capacità di movimento che la persona è ancora in grado di eseguire; • agevolare il compito assistenziale. Esecuzione tecnica: • muovere in modo regolare e costante la persona; • in chi ha conservato la capacità di camminare occorre stimolare il più possibile il movimento assistendo la persona negli spostamenti o fornendo gli ausili necessari (bastone, girello, deambulatore); • nei cambi di posizione (letto-seduto-in piedi e viceversa) ricercare sempre la collaborazione attiva della persona; • non sostituirsi alla persona nelle attività quotidiane che riguardano l’igiene, l’alimentazione e l’abbigliamento. COME AIUTARE LA PERSONA A CAMBIARE POSIZIONE A LETTO Obiettivi: • facilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della persona • ridurre gradualmente il carico assistenziale PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL DORSO A QUELLA SUl FIANCO (ROTAZIONE IN DECUBITO LATERALE) La manovra può essere effettuata da 1-2 operatori. Prima di effettuare lo spostamento di rotazione sul fianco assicurarsi che sia presente lo spazio necessario nel letto per posizionare in sicurezza la persona: es. per effettuare la rotazione sul fianco dx spostare la persona verso il bordo sinistro del letto. SPOSTAMENTO DELLA PERSONA VERSO IL BORDO DEL LETTO Esecuzione tecnica L’operatore: • fa piegare le gambe della persona [fig. 1] • posiziona le mani al bacino della persona e ne facilita lo spostamento laterale [fig. 1a] • posiziona le mani alle spalle della persona e ne facilita lo spostamento laterale Fig. 1 Fig. 1a – 172 – – 173 – la persona con PROBLEMI di movimento ROTAZIONE DECUBITO LATERALE PASSAGGIO LETTO/CARROZZINA Esecuzione tecnica L’operatore posto dal lato dove avviene la rotazione: • fa piegare le gambe della persona [fig. 2] • effettua la presa a livello del bacino e della scapola e aiuta la rotazione [figg. 2a e 2b] Esecuzione tecnica L’operatore: 1. rimuove le pedane e posiziona la carrozzina frenata dal lato sano (angolo di circa 30°) [fig. 4]; 2. aiuta la persona ad alzarsi e se necessario fissa i piedi del paziente con i propri per evitarne lo scivolamento; 3. guida la rotazione della persona verso la carrozzina e ne accompagna la discesa. Fig. 2 Fig. 4 sequenza del passaggio letto carrozzina Fig. 2a Fig. 2b PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A SEDUTO (DECUBITO LATERALE/SEDUTO) Esecuzione tecnica L’operatore: • agevola lo spostamento delle gambe fuori dal letto [fig. 3] • guida la persona a far pressione sul braccio e la aiuta a raggiungere la posizione seduta [figg. 3a e 3b] Fig. 3 Fig. 3a Fig. 3b – 174 – – 175 – la persona con PROBLEMI di movimento VARIAZIONI DELLA POSIZIONE SUPINA POSIZIONAMENTO DELLA PERSONA CON DIFFICOLTÀ DI MOVIMENTO Obiettivo La posizione (postura) per la persona con difficoltà di movimento deve essere confortevole Una corretta posizione previene: • rigidità nei movimenti delle articolazioni • contratture muscolari • lesioni da decubito (piaghe) • complicanze vascolari e respiratorie Esecuzione tecnica Quando la persona non è in grado di muoversi in modo autonomo, ogni posizione, anche la più corretta, va modificata ogni due ore. Le posizioni più comunemente utilizzate sono: • supina (pancia in su) [fig. 1] • decubito laterale (sul fianco) • semiseduta • seduta in carrozzina Esecuzione tecnica In presenza di deviazioni lateraliprevenire del capo posizionare un piccolo cuscinetto per ripristinare la posizione evitare punti evitare di contatto punti di contatto per per prevenire lesioni alla lesioni pellealla (arrossamenti-piaghe pelle (arrossamenti-piag corretta da decubito); da decubito); prevenzione prevenzione o riduzione o riduzione di gonfiore di del gonfiore braccio delebraccio della mano. e della mano. BRACCIA (arti superiori) Obiettivo: Esecuzione Esecuzione tecnica: tecnica: • evitare punti di contatto per prevenire lesioni alla pelle (arrossamenti-piaghe da decubito) • prevenire o ridurre il gonfiore del braccio e della mano il POSIZIONE SUPINA Obiettivo Prevenire: • posizioni scorrette • rigidità nei movimenti delle articolazioni • contratture muscolari • lesioni da decubito (piaghe) • complicanze vascolari e respiratorie TESTA/COLLO Obiettivo: • favorire un corretto allineamento posturale • prevenire rigidità e contratture muscolari Fig. 1 posizione supina cuscinoilsu cuscino cui si su posiziona cui si posiziona il braccioilva braccio messova per messo il lungo perpartendo il lungo partendo subito al subito Esecuzione tecnica: di sotto della di sotto spalla della perspalla sostenerla per sostenerla • il cuscino su cui si posiziona il braccio va messo per il lungo partendo subito al di sotto della spalla se la mano se la è molto mano gonfia è moltomettere gonfia un mettere secondo un secondo cuscinetto cuscinetto per tenerla per più tenerla in più per sostenerla alto rispetto alto alla rispetto alla (Fig spalla 2gonfia e 2a) (Fig 2a) cuscinetto per tenerla più in alto rispetto alla spalla • spalla se la mano è molto mettere2unesecondo se il braccio se iltende braccio a rimanere vicino al vicino corpo mettere al corpo un mettere rotolino un per rotolino evitare peril evitar [figg.a2 rimanere etende 2a] • se il braccio tende a rimanere vicino al corpo mettere un rotolino per evitare il contatto. contatto.contatto. Materiale occorrente: • cuscini di diverso materiale e consistenza • rotolini o spessori in gommapiuma, salviette arrotolate • archetto alzacoperte Esecuzione tecnica: • corpo allineato (testa-schiena-bacino) • braccia distese lungo i fianchi lievemente distanti dal busto per evitare punti di contatto con il corpo • gomiti leggermente flessi e palmi delle mani adagiati in modo naturale • gambe allineate lievemente divaricate evitando punti di contatto tra di loro Figg. 2 e 2a Figg. Esempio 2 e 2adiEsempio posizionamento di diposizionamento della della caso mano(in gonfiore) caso dispalla rispetto gonfiore) alla rispetto spalla alla spall Figg. 2 - 2a esempio posizionamento del mano(in braccio e della mano (in caso di di gonfiore) rispetto alla GAMBE (arti GAMBE inferiori) (arti inferiori) NOTA: è indicato l’utilizzo del materasso antidecubito per prevenire lesioni della pelle nei casi in cui la persona mantenga a lungo la stessa posizione o non sia in grado di muoversi da sola. GAMBE (arti inferiori) Obiettivo: Obiettivo: Obiettivo: • ridurre il peso delle coperte • evitare posizioni scorrette • evitare puntipeso dicoperte; contatto per prevenire lesioni della pelle (arrossamenti-piaghe da decubito) riduzione riduzione del peso del delle delle coperte; • prevenire o ridurre il gonfiore (edema) dell’arto evitare posizioni evitare posizioni scorrette;scorrette; evitare punti evitare di contatto punti di contatto per prevenire per prevenire lesioni della lesioni pelle della (arrossamenti-piaghe pelle (arrossamenti-piag Materiale occorrente: da decubito); da decubito); • cuscini di varie misure e consistenze prevenzione prevenzione o •riduzione riduzione del gonfiore del (edema) gonfiore (edema) dell'arto. dell'arto. rotolini diogommapiuma o salviette arrotolate • archetto alzacoperte Materiale Materiale occorrente: occorrente: – 176 – cuscini di cuscini varie misure di variee misure consistenze; e consistenze; – 177 – rotolini di rotolini gommapiuma di gommapiuma o salviette o salviette arrotolate; arrotolate; archettoarchetto alzacoperte. alzacoperte. in presenza di rischio di piaghe al tallone posizionare un cuscino sotto le gambeposizionare per mantenere i talloni sollevati. al tallone un cuscino sotto le Esecuzione tecnica: anche la mano [fig. 4a] evati. • in presenza di gonfiore al piede/gamba posizionare un cuscino messo per il lungo sotto l’arto [fig 3] • in presenza di piede cadente (paresi al piede) posizionare un cuscinetto alla pediera del letto per sostenerlo e l’archetto alzacoperte [fig. 3a] • se la gamba o il piede ruotano in fuori posizionare un rotolino lateralmente alla gamba per sostenerla in posizione corretta Fig. 3 [fig. 3b] • in presenza di rischio di piaghe al tallone posizionare un cuscino sotto le gambe per mantenere i talloni sollevati. • la gamba sottostante rimane appoggiata al letto con il ginocchio leggermente piegato • la gamba soprastante è leggermente portata in avanti, sostenuta da un cuscino con lieve flessione del ginocchio e dell’anca evitando punti di contatto tra i due arti Fig. 4a • se il paziente non è in grado di mantenere questa posizione e tende a rotolare indietro, posizionare un cuscino dietro la schiena per sostenerla NOTA: • se la persona è stata operata all’anca deve essere posizionata sul fianco NON operato; • paziente con emiplegia: la posizione sul fianco paralizzato è possibile ma va verificata insieme ad un operatore sanitario. POSIZIONE SEMISEDUTA 3 Fig. 3 Figg. 3a - 3b esempio di posizionamento gamba/piede Fig 3 a Fig. 3 DECUBITO LATERALE (SUL FIANCO) Obiettivo: • offrire una posizione alternativa alla posizione supina • evitare posizioni scorrette, evitare punti di contatto per prevenire lesioni alla pelle NCO) Materiale occorrente: • cuscini di varie misure e consistenze • rotolini di gommapiuma o salviette arrotolate Esecuzione tecnica: DECUBITO LATERALE (SUL FIANCO) • il cuscino sotto la testa la deve sostenere in modo da assicurare un buon allineamento con la schiena [fig. 4] • il braccio sottostante sta nella posizione più confortevole per la persona • il braccio soprastante è sostenuto da un cuscino su cui è appoggiata Obiettivi: Obiettivo: • facilitare la respirazione • evitare punti di pressione elevata a livello dell’osso sacro (bacino) • evitare posizioni scorrette • evitare punti di contatto per prevenire lesioni alla pelle Materiale occorrente: • cuscini di varie misure e consistenze • archetto alzacoperte Fig. 5 testiera del letto sollevata di 30° Esecuzione tecnica: • il sollevamento della testiera del letto non deve superare i 30° [fig. 5] • capo allineato al corpo • braccia distese lungo i fianchi evitando punti di contatto • gambe allineate senza punti di contatto • ginocchia lievemente flesse (letto articolato e piccolo cuscino) [fig. 5a]. e supina; e punti di contatto per prevenire alla supina; posizione alternativa alla lesioni posizione evitare pelle. Fig 3 a Fig. 5a ginocchia lievemente flesse Fig. 4 posizioni scorrette evitare punti di contatto per prevenire lesioni alla – 178 – – 179 – Esecuzione Esecuzione tecnica: tecnica: la persona con PROBLEMI di movimento capo/tronco capo/troncoallineati; allineati;sesela lapersona personanon noncontrolla controllail iltronco troncoo ohahadeviazioni deviazioni laterali laterali utilizzare utilizzare cuscinetti cuscinetti o supporti o supporti per per correggere correggere la la postura postura (Fig. (Fig. 6); 6); braccia bracciaappoggiate appoggiateai aibraccioli, braccioli,susuununtavolino tavolinoposto postodavanti davantio osusuunun POSIZIONE SEDUTA IN CARROZZINA cuscino(foto cuscino(foto 6); 6); Obiettivo: bacino bacino posizionato posizionato in in fondo fondo al al sedile sedile (Fig. (Fig. 6 a); 6 a); • evitare punti di contatto tra le cosce gambe e legambe spondine laterali della carrozzina posizionate posizionate in in modo modo tale tale dada formare formare unun angolo angolo di di circa circa 90° 90° tratra ancaanca• evitare lo scivolamento del bacino inginocchio-caviglia avanti ginocchio-caviglia (FIg (FIg 6 b); 6 b); • migliorare l’autonomia e della relazione della persona completo completo appoggio appoggio deidei piedi piedi sulle sulle pedane pedane (Fig. (Fig. 6 b). 6 b). • evitare posizioni scorrette Materiale occorrente: • cuscini di varie misure • cuscino antidecubito Esecuzione tecnica: • capo/tronco allineati; se la persona non controlla il tronco o ha deviazioni laterali utilizzare cuscinetti o supporti per correggere la postura [fig. 6] • braccia appoggiate ai braccioli, su un tavolino posto davanti o su un cuscino [fig. 6a] • bacino posizionato in fondo al sedile Fig. Fig. Fig. Fig. 6a6a 6a Fig. Fig. 6b6b Fig.66 6 Fig. • gambe posizionate in modo tale NOTE daNOTE formare un angolo di circa 90° tra anca-ginocchiocaviglia SeSe la la posizione posizione seduta seduta è mantenuta è mantenuta a lungo a lungo è preferibile è preferibile utilizzare: utilizzare: • completo appoggio dei piedi sulle pedane [fig. 6b] poltrona poltrona con con schienale schienale reclinabile; reclinabile; carrozzina carrozzina rigida rigida imbottita; imbottita; NOTE carrozzina carrozzina con con sistema sistema di di postura posturao basculante o basculante (Fig. (Fig. 7); 7); Se la posizione seduta è mantenuta a lungo è preferibile utilizzare: carrozzina carrozzina pieghevole pieghevole ( in ( in ambito ambito domestico) domestico) per per breve breve tempo; tempo; • poltrona con schienale reclinabile Sconsigliato Sconsigliato l'utilizzo l'utilizzo della della comoda comoda come come ausilio ausilio per per la la postura postura seduta seduta • carrozzina rigida imbottita • carrozzina con sistema di postura o basculante [fig. 7] • carrozzina pieghevole (in ambito domestico) per breve 1010 tempo Fig. 6b • sconsigliato l’utilizzo della comoda come ausilio per la postura seduta Fig.7 carrozzina basculante cambio di posizione da seduto a semisdraiato – 180 – BIBLIOGRAFIA AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed. P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991 V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003 Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007 Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000 – 181 –