La persona con
problemi di
movimento
la persona con
PROBLEMI di movimento
ASSISTENZA ALLA DEAMBULAZIONE
(camminare)
Assistere in famiglia:
istruzioni per l’uso
Le difficoltà che possono presentarsi durante la deambulazione sono strettamente collegate al tipo di
patologia che la persona presenta.
Migliorare la deambulazione significa creare le condizioni tali da rendere il cammino più sicuro attraverso
l’uso di semplici accorgimenti:
• l’assistenza di una persona (supervisione)
• la modifica dell’ambiente in cui ci si muove
• la possibilità dell’utilizzo di un ausilio (consigliato da personale esperto).
Obiettivi:
• migliorare l’autonomia della persona
• diminuire il carico assistenziale
• rendere il cammino più sicuro
Materiale occorrente:
• ausili per il cammino (in seguito al suggerimento di un tecnico specializzato).
Esecuzione tecnica
Assistere alla deambulazione significa sostenere o accompagnare la persona durante il cammino senza
imporre mai la propria velocità di marcia. La persona deve avere la possibilità di trovare il proprio tempo: é
l’accompagnatore che deve adeguarsi.
L’accompagnatore si posiziona sempre dal lato dove è maggiore il rischio di caduta (dal lato più debole).
Prevedere un percorso lineare (senza gradini e curve) e libero da ostacoli (tappeti e mobili, ecc..) procura
meno ansia alla persona.
Un aiuto indispensabile può essere rappresentato da un ausilio che, se scelto in modo appropriato, può
essere decisivo per migliorare l’autonomia. In questo caso è necessario il consiglio di un professionista.
– 153 –
USILI PER LA DEAMBULAZIONE
(Fig. 1)
TIPOLOGIA
FUNZIONE
TIPOLOGIA
Migliora la stabilità del cammino
articolare
FUNZIONE
dovutoFUNZIONEad
artrosi
(anca/ginocchio). Offre un relativo
sostegno
del peso
corporeo
Migliora
la stabilità
del cammino

deve
essere
utilizzato
dal lato
utile
nei casi
di dolore
articolare
dovuto
ad
artrosi
•
M
igliora
la
stabilità
del
cammino
opposto
all'arto
compromesso
dare
un relativo
(anca/ginocchio).
relativo
(Fig.1)
• uOltre
tile neiOffre
casiadiun
dolore
articolare
dovuto ad artrosisostegno
(anca/

SILI PER LA DEAMBULAZIONE
LA casi
DEAMBULAZIONE
AUSILI
utilePER
nei
di dolore
TIPOLOGIA
Fig. 1 Bastone



sostegno delginocchio).
peso corporeo
del
peso
corporeo
la
Offre un relativo
sostegno delaumenta
peso corpodeve esserereo utilizzato dal lato
base compromesso
d'appoggio dando maggiore
opposto
all'arto
• deve essere utilizzato dal lato opposto all’arto compro(Fig. 1)
stabilità;
messo [fig. 1]
solitamente viene utilizzato da
Fig. 1 bastone
persone con esiti di ictus;
occorre
un sostegno
buon addestramento

Oltre a dare
un relativo
Fig. 1 Bastone
del peso
corporeo
aumenta
la
all'utilizzo in quanto
i piedini
base d'appoggio dando maggiore
d'appoggio
possono
intralciare il
stabilità;

Oltre
a dare
un arelativo
sostegno
• Oltre
dare un relativo
sostegno del peso corporeo au. 3 Stampelle o bastoni canadesi
passo
(Fig.
2).ladandoda
del
peso corporeo
aumenta

solitamente
utilizzato
menta
laviene
base
d’appoggio
maggiore stabilità
Fig. 1 Bastone
Fig. 2

base
d'appoggio
dando
maggiore
persone
esiti
di ictus;
• scon
olitamente
viene
utilizzato da persone con esiti di icstabilità;

occorre tus
un buon addestramento

solitamente
viene
utilizzato i dapiedini
all'utilizzo
in unquanto
• oesiti
ccorre
buon addestramento all’utilizzo in quanto i
persone
con
di
ictus;
d'appoggio
possono
intralciare
il il passo [fig. 2]
Tripode/Quadripode  occorre un piedini
possono intralciare
buond’appoggio
passo (Fig.
2). addestramento
all'utilizzo in quanto i piedini
Fig. 3 Stampelle o bastoni
canadesi
Fig. 2 tripode/quadripode
d'appoggio possono intralciare il

Vengono utilizzate da persone
passo (Fig. 2).
Fig. 2 Tripode/Quadripode
Fig. 2 Tripode/Quadripode
con
esiti di fratture agli arti inferiori e
amputazione, impianto di protesi
• Vengono
utilizzate
persone con
con esiti di fratture agli

Vengono
utilizzate
da da
persone
anca/ginocchio;
esiti di fratture
arti inferiori
e di protesi anca/
arti inferioriagli
e amputazione,
impianto
 da
Utilizzato
a volte
in alternativa
amputazione,
impianto
protesi

Vengono
personedicon
ginocchio
 utilizzate
sono
necessari
una
buona
forza e
esitianca/ginocchio;
di fratture
agli
arti
inferiori
e
• sfunzionalità
ono necessari
buona
forza e braccia,
funzionalità
alleuna
stampelle
(Fig. 4delle
ebuon
4a).
delle
amputazione,
impianto
di
protesi

sono necessari
unaequilibrio
buona
forza edi coordinazione [fig.
braccia,
buon
e capacità
equilibrio
di
anca/ginocchio;
funzionalità
delle braccia,e buon capacità
3]
Fig. 3 stampelle
o bastoninecessari una buona forza e

sono
equilibriocoordinazione
e
capacità(Fig.3)
di
canadesi

Utilizzato
a volte
in alternativa
funzionalità
delle (Fig.3)
braccia, buon
coordinazione
alle stampelle
equilibrio
e
capacità
di
coordinazione (Fig.3)
(Fig. 4 e 4a).
2
2
2
• U tilizzato a volte in alternativa alle stampelle [figg. 4 e
4a]
Fig. 4 girello antibrachiale
. 4 Girello antibrachiale
Fig. 4 a girello con appoggio
ascellare
Fig
.4 a Girello
Fig. 4 Girello antibrachiale
con appoggio
Fig .4 a Girello
con appoggio
ascellare
ascellare
Fig.44Girello
Girelloantibrachiale
antibrachiale
Fig.
Fig.4.4aaGirello
Girello
Fig
appoggio
con
con appoggio
ascellareAUSILI PER LA DEAMBULAZIONE
ascellare
la persona con
PROBLEMI di movimento
TIPOLOGIA
FUNZIONE
Sostieneparte
partedel
delpeso
pesocorporeo
corporeoe e
  Sostiene
rende
rende più
più stabile
stabile il il cammino
cammino
• Sostiene parte del peso corporeo e rende più stabile il
migliorando
migliorandol'equilibrio;
l'equilibrio;
cammino migliorando l’equilibrio
  esistono
esistono vari
varimodelli
modelliininbase
basealla
alla
• esistono vari modelli in base alla loro funzione
loro
lorofunzione:
funzione:
• da interno: due ruote/due puntali [fig. 5]
o o da
da interno:
interno: due
due ruote/due
ruote/due
• da esterno: 4 ruote [fig. 5a]
puntali
puntali(Fig.
(Fig.5);
5);
• È necessaria una attenta valutazione dei bisogni e delle
o o da
da esterno:
esterno: 44 ruote
ruote (Fig.
(Fig.
capacità della
persona per effettuare la scelta corretta
5a).
5a).
Fig.5
Deambulatore
da
Fig.5eFig.5
e5a
5a
Deambulatore
dainterno
internoee
e 5a
deambulatore da interno e esterno
E'E'necessaria
una
necessaria
unaattenta
attentavalutazione
valutazione
esterno
esterno
dei
bisogni
e
delle
capacità
dei bisogni e delle capacità della
della
COME MISURARE L’ALTEZZA DELL’AUSILIO? persona
persona per
per effettuare
effettuare lala scelta
scelta
corretta.
corretta.
• La misura si prende a scarpe indossate
COME
L'ALTEZZA
DELL'AUSILIO?
COME
MISURARE
L'ALTEZZA
DELL'AUSILIO?
•MISURARE
l’altezza dell’ausilio
deve corrispondere
all’altezza della testa del femore figg. 6-6a
La
Lamisura
misurasisiprende
prendeaascarpe
scarpeindossate
indossate
 l'altezza
l'altezzadell'ausilio
dell'ausiliodeve
devecorrispondere
corrispondereall'altezza
all'altezzadella
dellatesta
testadel
del
femore
fig.
6-6a
femore
fig. 6-6a

33
Figg. 6
6 eRegolazione
6a regolazione
dell’altezza
della stampella
Figg.
eFigg.
6a
6
e 6a Regolazione
dell’altezza
dell’altezza
della stampella
della stampella
COME
COME
CAMMINARE?
CAMMINARE?
COME
CAMMINARE?
La sequenza
La sequenza
dei
movimenti
dei movimenti
cambia
adel
seconda
del tipo
del
ditipo
di problema
durante
durante
il
il
La sequenza
dei movimenti
cambiacambia
a seconda
tipo adi seconda
problema
durante
ilproblema
cammino.
cammino.
cammino.
• Deambulazione con due stampelle
• porto avanti le stampelle senza appoggiare la
Deambulazione
due
con
due stampelle
gamba
porto
 avanti
porto avanti
le stampelle
le stampelle
senza senza
Deambulazione
(con una gambacon
che non
puòstampelle
essere
appogmalata
(con una
(con
gamba
una
gamba
che
non
che
può
non
essere
può
essere
appoggiare
appoggiare
la
gamba
la
gamba
malata
malata
giata a terra)
• avanzo con la gamba sana appoggiata
appoggiata
a terra)
a terra)

avanzo

avanzo
con la con
gamba
la gamba
sana sana
• porto avanti le stampelle
• Deambulazione
con
duedue
stampelle
 porto
 avanti
porto
le stampelle
le stampelle
Deambulazione
Deambulazione
con
constampelle
due stampelle
• poi
la gamba
malata avanti
(con
appoggio
parziale
della
gamba
malata)
(con appoggio
(con appoggio
parziale
parziale
della della
gambagamba
 poidopo
la
 gamba
poi
la gamba
malatamalata
• subito
la gamba
sana. malata)
malata)
 subito
 subito
dopo la
dopo
gamba
la gamba
sana. sana.
• Deambulazione con una stampella
• porto avanti la stampella
 porto
 avanti
porto avanti
la stampella
la stampella
Deambulazione
Deambulazione
una
con
stampella
unaallastampella
(che
viene tenutacon
dalla parte
opposta
gam- • poi
la gamba malata
(che viene
(che
viene
tenuta
tenuta
dalla
parte
dalla
parte
opposta
opposta

poi
la

gamba
poi
la
gamba
malata
malata
ba compromessa)
• infine la gamba sana. alla gamba
alla gamba
compromessa)
compromessa)
 infine
 infine
la gamba
la gamba
sana. sana.
Anche per fare le scale c’è una sequenza di movimenti da rispettare.
Anche
Anche
per fare
per
lefare
scale
le c'è
scale
unac'è
sequenza
una sequenza
di movimenti
di movimenti
da rispettare.
da rispettare.
Va effettuato
sempre
un gradino
alla
volta.
Va effettuato
Va effettuato
sempre
sempre
un gradino
un gradino
alla volta.
alla volta.
– 154 –


SalitaSalita
scale:scale:
Sostiene
parte del peso corporeo e
Sostiene parte del peso corporeo e

– 155 –
appoggiare

appoggiare
al gradino
al gradino
la gamba
la gamba
sana (Fig.
sana7);
(Fig. 7);
la persona con
PROBLEMI di movimento
CAMMINARE IN SICUREZZA
Alcuni semplici accorgimenti offrono una maggiore sicurezza sia a chi cammina sia a chi accompagna.
Predisposizione ambientale:
• spazio libero da ostacoli
• luminosità
• corrimano.
È inoltre importante che la persona indossi calzature comode.
Figg. 7, 7a e 7b salita del gradino
Salita scale:
• appoggiare al gradino la gamba sana [fig. 7];
• appoggiare le stampelle e la gamba malata [figg. 7a-b]
Discesa scale:
• appoggiare al gradino inferiore le stampelle [fig. 8]
• scendere con la gamba malata [fig. 8a]
• a seguire appoggiare la gamba sana [fig. 8b].
Supervisione dell’accompagnatore, può essere:
• di fianco (si mette dal lato più debole)
• davanti (si mette davanti alla persona)
• dietro (si mette dietro la persona).
Principali ausili per la deambulazione
In presenza di alcune malattie è consigliato l’uso dei seguenti ausili per il cammino.
Dolore durante il cammino
• bastone da passeggio
• stampella
Ictus
• tripode
• quadripode
Fratture femore/tibia
Protesi anca/ginocchio
• stampelle
• girello con sostegno ascellare
Amputazione
• l’ausilio va valutato di volta in volta, da parte del personale esperto, in
base alle capacità della persona
Morbo di Parkinson
Disturbi dell’equilibrio
• deambulatore
Figg. 8, 8a e 8b discesa del gradino
BIBLIOGRAFIA
AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA
J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed.
P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991
V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003
Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione
domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007
Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000
– 156 –
– 157 –
PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL DORSO A QUELLA SUL FIANCO
la persona con
(DECUBITO LATERALE)
PROBLEMI di movimento
facilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della parte
Esecuzione
PASSAGGIO LETTO/CARROZZINA
paralizzata
ASSISTENZA ALLA PERSONA
CONtecnica
EMIPLEGIA
ridurre gradualmente
per
rendere la persona più autonoma
Esecuzione tecnica
(paralisil'assistenza
di braccio
e
gamba)
L’operatore:
l'operatore:
1. rimuove le pedane

fa
piegare
le
gambe
della
persona
(Fig.
1)
2. posiziona la carrozzina dal lato sano (angolo di circa 30°) [fig. 3]
CAMBIO DI POSIZIONE DELLA PERSONA
3. frena la carrozzina

posiziona
il braccio
e aiuta
la rotazione
sul fianco sano (Fig.1a)
ASSAGGIO DALLA POSIZIONE
SUL DORSO
A plegico
QUELLA
SUL FIANCO
4. se necessario blocca la gamba plegica con la propria per evitarne lo scivolamento [fig. 3 a]
Obiettivi:
5. aiuta la persona ad alzarsi in piedi [fig. 3b]
DECUBITO• fLATERALE)
acilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della
biettivi
6. guida la rotazione della persona verso la carrozzina e ne accompagna la discesa [fig. 3c]
parte paralizzata
• ridurre gradualmente l’assistenza per rendere la persona più
autonoma
secuzione tecnica
PASSAGGIO DALLA POSIZIONE
SUL DORSO A QUELLA SUL FIANCO
(DECUBITO LATERALE)
operatore:
fa piegare le gambe della persona (Fig. 1)
Esecuzione tecnica
posiziona
il braccio plegico e aiuta la rotazione sul fianco sano (Fig.1a)
L’operatore:
1. fa piegare le gambe della persona [fig. 1]
2. posiziona il braccio plegico e aiuta la rotazione sul fianco
Figg.
sano [fig.1a]
1 e 1a Sequenza di immagini sul passaggio da supino al fianco
PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A SEDUTO
PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A SEDUTO
Esecuzione tecnica
Esecuzione tecnica
L’operatore:
1. agevola lo spostamento delle gambe fuori dal letto [fig. 2]
2. guida la persona a far pressione sul braccio sano e l’aiuta a
raggiungere la posizione seduta [figg. 2a-2b]
Fig. 3
Fig. 3a
L'operatore:

agevola lo spostamento delle gambe fuori dal letto (Fig. 2)
guida la
persona
ada
pressione
1 e 1a sequenza di immagini
sul far
passaggio
Figg. 1 e 1a Sequenza di immagini
sulFigg.
passaggio
supino
al fiancosul braccio sano e l'aiuta a raggiungere
da supino al fianco
la posizione seduta (Fig. 2a-2b)
ASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A SEDUTO
secuzione tecnica
operatore:
Fig. 3b
agevola lo spostamento delle gambe fuori dal letto (Fig. 2)
guida la persona a far pressione sul braccio sano e l'aiuta a raggiungere
Figg. 2, 2a e 2b sequenza fotografica riferita al passaggio dalla posizione sul fianco a seduto
la posizione seduta
(Fig. 2a-2b)
– 158 –
1
Fig. 3c
Sequenza di immagini riferite al passaggio della persona dal letto alla carrozzina
– 159 –
Materiale occorrente:
Materiale occorrente:
la persona con
PROBLEMI di movimento
bastone o tripode (su indicazioni d
 bastone o tripode (su indicazioni
dello specialista)

molla
di Codivilla (prescritto d
Obiettivo:
Obiettivi:
• evitare posizioni scorrette che possono aggravare la situazione, con la comparsa di danni secondari
• facilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della parte paralizzata
 molla di Codivilla (prescritto
dallo
specialista
è un ausilio
che
mantiene
lala persona
corretta
piosizione
d
alla parte paralizzata (dolore al braccio, piede cadente o gamba ruotata in fuori)
• ridurre gradualmente
l’assistenza per rendere
più autonoma.
mantiene la correttaMateriale
piosizione
piede durante il cammino (Figg.
5– del
5 a)
Materiale occorrente:
occorrente:
• cuscini di varie misure e consistenze
• bastone o tripode (su indicazioni dello specialista)
5–
5
a)
• salviette arrotolate
•molla di fascia
Codivilla (prescritto reggi
dallo specialista èbraccio
un ausilio che mantiene(Figg.
la corretta piosizione
6del e 6a)
• carrozzina
piede durante il cammino [figg. 5– 5 a]

COME AIUTARE LA PERSONA CON EMIPLEGIA DURANTE IL CAMMINO
E LA SALITA/DISCESA DELLE SCALE
POSIZIONAMENTO IN CARROZZINA DELLA PERSONA CON EMIPLEGIA

fascia reggi braccio (Figg.
6 reggi
e 6a)
• fascia
braccio [figg. 6 e 6a].
Esecuzione tecnica:
1. il braccio NON deve cadere accanto alla ruota della carrozzina o tra le gambe della persona; deve
essere sempre sostenuto appoggiandolo al tavolino della carrozzina o su un cuscino, controllando
che la spalla sia ben posizionata e la mano mantenuta aperta [fig. 4]
2. il bacino non deve scivolare in avanti
3. se la schiena tende a inclinarsi di lato sostenerla con un cuscinetto [fig. 4a]
4. le pedane della carrozzina devono essere regolate alla giusta altezza per mantenere l’appoggio
completo del piede.
Fig. 5 molla di Codivilla
Fig. 5 Molla di Codivilla
nella scarpa
Fig. 5a molla di Codivilla posizionata nella scarpa
Fig. 5 Molla di Codivilla
Fig. 5a Molla di Codivilla posizionata
nella scarpa
Figg. 4 - 4a corretto posizionamento della persona in carrozzina
POSIZIONAMENTO A LETTO DELLA PERSONA CON EMIPLEGIA
Si rimanda l’approfondimento di questo argomento al capitolo “Posizionamento a letto della
persona con difficoltà di movimento”.
Figg. 6 - 6a fascia reggibraccio vista fronte/retro
– 160 –
– 161 –
Figg. 6 e 6a Fascia reggibraccio vista fronte/retro
la persona con
PROBLEMI di movimento

gamba plegica(Fig. 7a)
Esecuzione tecnica
• la molla di Codivilla va calzata quando la persona deve camminare

gamba sana(Fig. 7b)
• la fascia reggibraccio va indossata quando il braccio ha una limitata tonicità muscolare e durante
la deambulazione
Se la persona cammina utilizzando un bastone, la successione dei movimenti è la seguente:
Le persone che si trovano ad assistere a casa parenti in una condizione di totale mancanza di autosufficienza,
possono utilizzare un ausilio che prende il nome di sollevatore.
Il sollevatore
Spostamenti in piano:
1. bastone
2. arto plegico (con paresi)
3. arto sano
• È indispensabile per effettuare i trasferimenti di una
persona non autosufficiente dal letto alla carrozzina e
viceversa;
• garantisce sicurezza alla persona e diminuisce il carico
assistenziale degli operatori o di chi assiste.
Salita scale (con corrimano/tripode):
1. braccio sano avanti
2. gamba sana

gamba
3. gamba plegica

il SOLLEVATORE MOBILE (solleva-persone)
plegica(Fig. 7a)
gamba sana(Fig. 7b)
Discesa scale(con tripode o corrimano) :
1. braccio sano avanti [fig. 7]
2. gamba plegica [fig. 7a]
3. gamba sana [fig. 7b]
Fig. 7
Fig. 7
Sequenza
ba plegica(Fig. 7a)
ba sana(Fig. 7b)
Per un corretto utilizzo è necessario l’addestramento da
parte di un operatore sanitario o di chi fornisce l’ausilio.
Esistono diverse tipologie di sollevatore: fisso (a parete), mobile (a
pavimento) [fig 1].
La scelta del modello è sempre legata ad una attenta valutazione
del singolo caso che deve tenere in considerazione le condizioni
di disabilità della persona e il contesto nel quale viene utilizzato il
presenza
Fig.7a sollevatore. Il funzionamento si basa sullaFig.
7bdi un braccio di Fig 1 sollevatore mobile e telo per imbracatura mobile
sollevamento a cui viene agganciata una imbracatura che avvolge
l’assistito. Nel caso di un sollevatore mobile, è importante che l’altezza fra il margine inferiore del letto e il
fotografica discesa
delle
scale
con l'ausilio
di unlo spazio
tripode
pavimento
sia di
almeno 8-10cm,
in modo da garantire
nella manovra di avvicinamento al letto.
Esistono alcune controindicazioni di utilizzo, che devono essere valutate preventivamente:
• nei casi di persone con tubo tracheale o con drenaggio che devono mantenere una posizione
supina
• in presenza di frattura di femore o quando la persona ha limitazioni nel pigare l’articolazione
dell’anca.
NOTE:

Negli spostamenti non tirare o strattonare mai il braccio paralizzato;
FASI DI UTILIZZO DEL SOLLEVATORE

utilizzare calzature con chiusura
a velcro o a cerniera in modo tale
Fig.7a Posizionamento
dell’imbracatura
persona supina:
che la persona le possa calzare
con una
mano insola.
• ruotare la persona sul fianco (vedi tecnica posizionamento sul fianco);
• posizionare l’imbracatura fra la persona e il letto in modo che rimanga centrale rispetto alla schiena
Fig. 7
Fig.7a
Fig. 7b
(nel caso in cui siano presenti delle maniglie queste non devono rimanere a contatto con l’assistito)
[fig. 2];
Sequenza fotografica discesa delle scale con l'ausilio di un tripode
NOTE:
• ruotare la persona sull’altro fianco ed estrarre la metà dell’imbracatura rimanente [fig. 2a];
• Negli spostamenti non tirare
• riportare il paziente in posizione supina;
o strattonare mai il braccio
• far passare le estremità inferiori sotto ciascuna coscia [fig. 2b];
paralizzato;
• avvicinare il sollevatore alla persona e abbassare il braccio di sollevamento;
• utilizzare calzature con chiu• fissare l’imbracatura mediante gli agganci predisposti incrociando le fasce per gli arti inferiori [fig. 2c];
NOTE:
sura a velcro o a cerniera in
• sollevare la persona per il trasferimento [fig. 2d];
Negli
spostamenti non tirare o strattonare mai il braccio •paralizzato;
modo tale che la persona
le
allargare la base d’appoggio dell’ausilio per avvicinarsi alla carrozzina frenata;
possa calzare con una mano
il braccio del sollevatore e guidare la persona nella discesa verso la carrozzina;

utilizzare calzature con chiusura a velcro o a cerniera ••inabbassare
modo
tale
sola.
togliere l’imbracatura da seduto.
7b
che la persona le Fig.
possa
calzare con una mano sola.
Fig.7a
Fig. 7b
– 162 –
Sequenza fotografica discesa delle scale con l'ausilio di un tripode
– 163 –
la persona con
PROBLEMI di movimento
Posizionamento imbracatura in una persona seduta
1. flettere in avanti la schiena della persona;
2. inserire l’imbracatura fra la schiena e lo schienale della sedia in modo che la parte inferiore arrivi
a toccare il sedile;
3. far passare le estremità inferiori sotto ciascuna delle cosce;
4. posizionare il sollevatore in modo che la persona seduta si trovi all’interno della base;
5. abbassare il braccio di sollevamento;
6. agganciare l’imbracatura incrociando le fasce per gli arti inferiori [fig 3];
7. sollevare la persona per il trasferimento [fig. 3a];
8. avvicinarsi al letto [fig.3b], abbassare il braccio del sollevatore e sganciare l’imbracatura [fig. 3c];
9. togliere l’imbracatura da supino [fig.3d].
Fig. 2a
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 2b
Fig. 3a
Fig. 3b
Fig. 2c
Fig. 3c
Fig. 3d
Sequenza di immagini raffiguranti Il trasferimento di una persona dalla carrozzina al letto mediante sollevatore
Per rimuovere l’imbracatura effettuare in entrambi i casi le stesse manovre invertendo l’ordine.
Nel caso in cui il sollevatore è elettrico osservare alcuni accorgimenti quali: caricare quotidianamente le
batterie e non utilizzare il sollevatore quando è in carica.
Fig. 2d
Esempio di immagini raffiguranti di utilizzo del sollevatore per il trasferimento della persona dal letto alla carrozzina
– 164 –
BIBLIOGRAFIA
AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA
J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed.
P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991
V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003
Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione
domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007
Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000
– 165 –
la persona con
PROBLEMI di movimento
LA CARROZZINA
Obiettivi:
• mantenimento della posizione seduta corretta e confortevole
• maggiore autonomia per la persona con limitazioni del movimento

superleggera
La scelta dell’ausilio
Nella scelta della carrozzina bisogna
tener conto di ealcuni
parametri fondamentali, grazie ai quali si può

posturale
basculante
individuare la tipologia più adatta
caratteristiche della persona: non è la persona ad adattarsi alla
 alleelettrica
carrozzina ma il contrario  con unità di postura
È necessario sapere:
• in che ambiente CARROZZINA
vive la persona che utilizzerà
la carrozzina
e valutare gli spazi a disposizione
COMODA
IMBOTTITA
(misure di porte e ascensore, accesso al bagno e al letto);
• luogo di utilizzo dell’ausilio (in ambito domestico o esterno);
Utilizzo1-2
: hinal ambito
domestico è dotata di vaschetta wc (Fig. 1)
• tempo di utilizzo (occasionale
giorno o prolungato).
CONOSCERE LA CARROZZINA
Utilizzo:

in ambito domestico per breve tempo;
Pedane poggiapiedi: l’appoggio deve consentire un angolo di circa 90° a livello dell’anca/ginocchio/piede.
possono essere regolabili in altezza eutilizzata
ribaltabili, il che permette
di eseguire
passaggi posturali
 Le pedane
prevalentemente
per
le i uscite
all'estern
con minore difficoltà e maggiore sicurezza. Nei casi in cui si renda necessario, è possibile avere il cuscino
piegata
può
essere
reggigamba
a inclinazione
regolabile.
In questo tipocaricata
di carrozzina le in auto(Fig. 2).
pedane poggiapiedi possono essere elevabili per mantenere le gambe
alzate e favorirne la circolazione sanguigna.
Tipologia delle ruote: nella maggior parte dei casi si trovano con
ruote di piccole dimensioni; in questo caso la carrozzina viene spinta
da un accompagnatore. C’è la possibilità di avere due ruote grandi
posteriori e due ruote piccole anteriori ma questo modello richiede uno
spazio di manovrabilità maggiore.
CARROZZINA PIEGHEVOLE STANDARD
Utilizzo:
• in ambito domestico per breve tempo;
• prevalentemente utilizzata per le uscite all’esterno, è maneggevole
e piegata può essere caricata in auto [fig. 2].
Dimensione seduta: la larghezza del sedile deve permettere uno
spazio laterale tra le cosce della persona e i braccioli di almeno 2 cm
(considerando l’abbigliamento).
Esistono diversi tipi di carrozzine:
• carrozzina comoda imbottita
• pieghevole standard
• leggera
• superleggera
• posturale e basculante
• elettrica
• con unità di postura
Fig. 2 chiusura carrozzina pieghevole
Fig. 2 Chiusura carrozzina pieghevol
Profondità della seduta: la profondità del sedile si misura partendo dal margine posteriore del sedere della
persona fino ad arrivare a circa 8 cm dalla piega posteriore del ginocchio.
Dimensione
seduta: la larghezza del sedile deve pe
Dimensione schienale: il margine superiore dello schienale deve trovarsi al di sotto di circa 2 cm dal
margine inferiore
laterale
tradelle scapole.
le cosce della persona e i braccioli
(considerando
l'abbigliamento);
Braccioli: l’altezza del bracciolo
deve permettere un appoggio delle braccia in modo che le spalle formino
CARROZZINA COMODA IMBOTTITA
un angolo di c/a 90°con il collo [fig. 3]; questo consente alle spalle di rimanere rilassate. Nella maggior parte
dei casi i braccioli possono
Utilizzo: in ambito domestico è dotata di vaschetta wc [fig. 1]
essere estraibili o ribaltabili
Dimensione seduta: la larghezza del sedile deve permettere uno spazio
[fig. 3a], il che permette di
Dimensione seduta: la larghezza del sedile deve permettere uno spazio laterale tra le cosce della persona
laterale tra le cosce della persona e i braccioli di almeno 2
cmi passaggi posturali
eseguire
e i braccioli di almeno 2 cm (considerando l’abbigliamento)
(ad es. dalla carrozzina
(considerando l'abbigliamento)
al letto o viceversa) con
Profondità seduta: la profondità del sedile si misura partendo dal margine posteriore del sedere della
minore difficoltà e maggiore
Profondità
profondità del sedile si misura partendo dal margine
persona fino ad arrivare a circa
8 cm dalla piegaseduta:
posteriore dellaginocchio
sicurezza.
Fig. 1 Carrozzina
comoda
imbottita
Fig. 1 carrozzina
comoda imbottita
Profondità della seduta: la profondità del sedile si
margine posteriore del sedere della persona fino ad a
dalla piega posteriore del ginocchio;
posteriore del sedere della persona fino ad arrivare a circa 8 cm dalla piega
Dimensione schienale: ilposteriore
margine superiore
schienale deve trovarsi al di sotto di circa 2 cm dal
deldello
ginocchio
Pedane poggiapiedi:
margine inferiore delle scapole. Esiste la possibilità di avere lo schienale reclinabile utile per variare la
Dimensione schienale: il margine superiore dello sch
al di sotto di circa 2 cm dal margine inferiore delle scap
l’appoggio deve consentire
postura della persona e renderla
più confortevole schienale: il margine superiore dello schienale deve trovarsi
Dimensione
un angolo di circa 90°a
al di sotto di circa 2 cm dal margine inferiore delle scapole. Esiste
livello ladell’anca/ginocchio/
Braccioli: l’altezza del bracciolo deve permettere un appoggio delle braccia in modo che le spalle formino
di avere
lo dischienale
reclinabile
per variare la posturapiede.
della
un angolo di circa 90° con ilpossibilità
collo; questo consente
alle spalle
rimanere rilassate.
Nella maggiorutile
parte dei
Le pedane possono essere
persona
renderla
più confortevole
casi i braccioli possono essere
estraibili oeribaltabili,
il che permette
di eseguire i passaggi posturali (ad es.
regolabili
in
altezza,
dalla carrozzina al letto o viceversa) con minore difficoltà e maggiore sicurezza.
Fig. 3 corretta posizione delle braccia
Fig. 3a carrozzina con bracciolo estraibile
ribaltabiliposizione
ed estraibili delle
Fig. delle
3 Corretta
bracciaposizione delle
Fig.
3a Carrozzina con Fig.
bracciolo
Braccioli: l'altezza del bracciolo deve permettere un appoggio
braccia
Fig.[fig.
3 Corretta
braccia
3a Carroz
Braccioli : l'altezza del bracciolo deve permettere
braccia in modo che le spalle formino un angolo di c/a 9
in modo che le spalle formino un angolo di circa 90° conestraibile
il collo;
3); questo
questo estraibile
consente alle spalle di rimanere rilassate.
consente alle spalle di rimanere rilassate. Nella maggior parte dei casi i
– 166 –essere estraibili o ribaltabili, il che permette di
– 167 –
dei
casii i braccioli possono
essere estraibili o ribalta
braccioli possono
eseguire
passaggi posturali (ad es. dalla carrozzina al letto o viceversa) permette
con minore
di eseguire i passaggi posturali (ad es. dalla
con minore difficoltà e maggiore sicurezza. Nei casi in cui
o, è possibile avere il cuscino reggigamba a inclinazione
Laomanovra
corretta
che l'accompagnatore
deverip
f
un gradino in sicurezza
percorrere
un terreno
accidentato, sono
un gradino in sicurezza o percorrere un terreno ac
nella
sequenza
fotografica.
4], il che permette di eseguire i passaggi posturali con minore difficoltà
LA CONDUZIONE CORRETTA DELLA CARROZZINA
la persona con
PROBLEMI di movimento
nella sequenza
fotografica.
La carrozzina
deve essere spinta con sicurezza dall’accompagnatore, evitando manovre brusche, scosse
e andature troppo veloci. La manovra corretta che l’accompagnatore deve fare per salire e scendere un
La manovra corretta
che l'accompagnatore deve fa
gradino in sicurezza o percorrere un terreno accidentato, sono riportate nella sequenza fotografica.
Tipologia delle ruote: la gran parte delle carrozzine utilizzate hanno
un Ingradino in sicurezza o percorrere un terreno acc
le ruote posteriori grandi, il che permette una facile manovrabilità.
commercio si possono trovare carrozzine con ruote grandi anteriori ma
hanno manovrabilità difficile e rendono difficoltosi i passaggi
posturali.
nella
sequenza fotografica.
Sono dotate di dispositivo frenante.
e maggiore sicurezza. Nei casi in cui si renda necessario, è possibile
avere il cuscino reggigamba a inclinazione regolabile.
CARROZZINA LEGGERA
È realizzata in lega di alluminio per cui è più leggera di quella standard.
Sono possibili alcune regolazioni che favoriscono l’adattamento
posturale.
CARROZZINA SUPERLEGGERA
È realizzata in leghe di alluminio ad altissima resistenza che la rendono
Figg 4 Carrozzina con pedane estraibili
molto leggera e facile da manovrare. Ha criteri di personalizzazione e viene prescritta in situazioni molto gravi
per persone che ne fanno un intenso utilizzo quotidiano.
Fig. 4 carrozzina con pedane estraibili
La manovra corretta che l'accompagnatore deve fare per salire e sc
un gradino in sicurezza o percorrere un terreno accidentato, sono ri
nella sequenza fotografica.
uote: la gran parte delle carrozzine utilizzate hanno le
randi, il CARROZZINA
che permette
una facile manovrabilità. In
POSTURALE BASCULANTE
Generalmente
a
telaio
rigido
è
provvista
di sedile/schienale
e appoggiatesta
ono trovare carrozzine con
ruote
grandiimbottiti
anteriori
maregolabile. Ha uno
alto e contenitivo
[fig 5]. Permette
di reclinare lo schienale
e di cambiare
posizione da seduto a
e rendono
difficoltosi
i passaggi
posturali.
Sono
à difficile schienale
semisdraiato [fig 5a].
o frenante.
GERA
CARROZZINA ELETTRICA
Munita di motore alimentato da batterie ricaricabili e di comandi manuali, può essere utilizzata sia per
spostamenti interni alla propria abitazione, sia per spostamenti negli spazi esterni.
a di alluminio per cui è più leggera di quella standard.
POSTURALE
e regolazioni che favorisconoUNITÀ
l'adattamento
posturale.
9
È un sistema di postura, che viene aggiunto alla carrozzina standard,
coordinato con vari accessori. È indicato per soggetti con piccole
deformità che necessitano di un posizionamento o contenimento più
accurato.
Sequenza fotografica riferita alla salita sul mar
Sequenza fotografica riferita alla salita sul marciapiede
Fig 5 - 5a carrozzina postulare basculante
– 168 –
Sequenza fotografica riferita alla salita sul marciapiede
Sequenza fotografica riferita alla salita sul marc
– 169 –
Sequenza fotografica riferita alla salita sul marciapiede
la persona con
PROBLEMI di movimento
MANUTENZIONE DELLA CARROZZINA
Una manutenzione preventiva, realizzata con regolarità, permette di conservare la carrozzina in ottime
condizioni di funzionamento per lungo tempo, per contro se non viene curata in modo appropriato, è destinata
a rovinarsi precocemente.
INDICAZIONI GENERALI
• Controllo della pressione delle gomme;
• pulizia quotidiana delle ruote e dei perni (accumulo di polvere/capelli);
• controllo freni;
• pulizia e igiene quotidiana di sedile/schienale, con i comuni detergenti per superfici che si trovano
in casa;
• se bagnata asciugare la carrozzina al più presto possibile;
• ricaricare regolarmente le batterie (carrozzina elettrica).
BIBLIOGRAFIA
AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA
J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed.
P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991
V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003
Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione
domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007
Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000
Sequenza fotografica discesa della carrozzina dal marciapiede
– 170 –
– 171 –
la persona con
PROBLEMI di movimento
“CHI SI FERMA È PERDUTO”
TECNICHE ASSISTENZIALI RIABILITATIVE
Il bisogno di movimento è un bisogno primario delle persone.
Quando viene compromessa la possibilità di muoversi e di spostarsi in base ai propri desideri ed alle proprie
esigenze è fondamentale, per prevenire i danni che possono conseguire all’immobilità, che chi assiste
sappia come aiutare a far assumere corrette posizioni.
Vengono di seguito presentate le principali tecniche di mobilizzazione e posizionamento; per ognuna di esse
sono descritti gli obiettivi, la modalità di esecuzione e il materiale eventualmente necessario.
È utile sottolineare che, quando non controindicato, le capacità di movimento residue della persona che si
assiste vengano considerate una risorsa da valorizzare e mantenere.
Ciò significa che, anche se a volte è più semplice e richiede meno tempo sostituirsi completamente alla
persona mobilizzandola in modo passivo, è importante sia sul piano psicologico sia su quello del mantenimento
dell’autonomia possibile, coinvolgere l’assistito attivamente nei diversi passaggi di posizione.
Chi assiste in modo continuativo persone con difficoltà di movimento deve però essere attento anche alla
propria salute.
Alcuni semplici accorgimenti possono prevenire danni alla schiena che, quando si devono sollevare o spostare
pesi importanti in modo continuativo, è particolarmente sottoposta a sollecitazioni e sovraccarichi.
La prevenzione dei danni alla schiena si basa essenzialmente sull’utilizzo di giuste tecniche, comprendenti
anche l’uso di ausili, ed eventualmente sull’aiuto di un’altra persona.
Consigli utili per chi assiste:
• q uando ci si deve abbassare per sollevare un peso, flettere le gambe mantenendo la schiena
dritta
• allargare i piedi (stessa larghezza delle spalle) per aumentare la base di appoggio e migliorare la
stabilità
• portare il peso da sollevare il più vicino possibile al corpo
• negli spostamenti della persona a letto, per meglio distribuire lo sforzo fisico appoggiare
eventualmente un ginocchio sul letto
• rimuovere eventuali ostacoli (tappeti, lampade, ecc.) e fare in modo di avere sufficiente spazio
intorno al letto per eseguire le manovre richieste e per avvicinare il più possibile la carrozzina
(ricordarsi sempre di azionare i freni prima di procedere agli spostamenti)
• utilizzare gli ausili disponibili (in particolare il sollevatore) anche se richiedono più tempo rispetto
alla movimentazione manuale
• se possibile, effettuare regolarmente esercizi fisici per mantenersi in buona salute.
MOBILIZZAZIONE O CAMBIO DI POSIZIONE
Obiettivi:
• mantenere nel tempo la capacità di movimento che la persona è ancora in grado di eseguire;
• agevolare il compito assistenziale.
Esecuzione tecnica:
• muovere in modo regolare e costante la persona;
• in chi ha conservato la capacità di camminare occorre stimolare il più possibile il movimento
assistendo la persona negli spostamenti o fornendo gli ausili necessari (bastone, girello,
deambulatore);
• nei cambi di posizione (letto-seduto-in piedi e viceversa) ricercare sempre la collaborazione attiva
della persona;
• non sostituirsi alla persona nelle attività quotidiane che riguardano l’igiene, l’alimentazione e
l’abbigliamento.
COME AIUTARE LA PERSONA A CAMBIARE POSIZIONE A LETTO
Obiettivi:
• facilitare il recupero delle funzioni e delle autonomie della persona
• ridurre gradualmente il carico assistenziale
PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL DORSO A
QUELLA SUl FIANCO
(ROTAZIONE IN DECUBITO LATERALE)
La manovra può essere effettuata da 1-2 operatori.
Prima di effettuare lo spostamento di rotazione sul
fianco assicurarsi che sia presente lo spazio necessario
nel letto per posizionare in sicurezza la persona:
es. per effettuare la rotazione sul fianco dx spostare la
persona verso il bordo sinistro del letto.
SPOSTAMENTO DELLA PERSONA VERSO IL BORDO
DEL LETTO
Esecuzione tecnica
L’operatore:
• fa piegare le gambe della persona [fig. 1]
• posiziona le mani al bacino della persona e ne
facilita lo spostamento laterale [fig. 1a]
• posiziona le mani alle spalle della persona e
ne facilita lo spostamento laterale
Fig. 1
Fig. 1a
– 172 –
– 173 –
la persona con
PROBLEMI di movimento
ROTAZIONE DECUBITO LATERALE
PASSAGGIO LETTO/CARROZZINA
Esecuzione tecnica
L’operatore posto dal lato dove avviene la rotazione:
• fa piegare le gambe della persona [fig. 2]
• effettua la presa a livello del bacino e della
scapola e aiuta la rotazione [figg. 2a e 2b]
Esecuzione tecnica
L’operatore:
1. rimuove le pedane e posiziona la carrozzina
frenata dal lato sano (angolo di circa 30°)
[fig. 4];
2. aiuta la persona ad alzarsi e se necessario
fissa i piedi del paziente con i propri per
evitarne lo scivolamento;
3. guida la rotazione della persona verso la
carrozzina e ne accompagna la discesa.
Fig. 2
Fig. 4 sequenza del passaggio letto carrozzina
Fig. 2a
Fig. 2b
PASSAGGIO DALLA POSIZIONE SUL FIANCO A
SEDUTO (DECUBITO LATERALE/SEDUTO)
Esecuzione tecnica
L’operatore:
• agevola lo spostamento delle gambe fuori
dal letto [fig. 3]
• guida la persona a far pressione sul braccio
e la aiuta a raggiungere la posizione seduta
[figg. 3a e 3b]
Fig. 3
Fig. 3a
Fig. 3b
– 174 –
– 175 –
la persona con
PROBLEMI di movimento
VARIAZIONI DELLA POSIZIONE SUPINA
POSIZIONAMENTO DELLA PERSONA CON DIFFICOLTÀ DI MOVIMENTO
Obiettivo
La posizione (postura) per la persona con difficoltà di movimento deve essere confortevole
Una corretta posizione previene:
• rigidità nei movimenti delle articolazioni
• contratture muscolari
• lesioni da decubito (piaghe)
• complicanze vascolari e respiratorie
Esecuzione tecnica
Quando la persona non è in grado di muoversi
in modo autonomo, ogni posizione, anche la più
corretta, va modificata ogni due ore.
Le posizioni più comunemente utilizzate sono:
• supina (pancia in su) [fig. 1]
• decubito laterale (sul fianco)
• semiseduta
• seduta in carrozzina
Esecuzione tecnica
In presenza
di deviazioni
lateraliprevenire
del capo
posizionare
un piccolo
cuscinetto
per ripristinare
la posizione
 evitare punti
evitare
di contatto
punti
di contatto
per
per
prevenire
lesioni
alla
lesioni
pellealla
(arrossamenti-piaghe
pelle (arrossamenti-piag
corretta
da decubito);
da decubito);

prevenzione
 prevenzione
o riduzione
o riduzione
di gonfiore
di del
gonfiore
braccio
delebraccio
della mano.
e della mano.
BRACCIA (arti superiori)
Obiettivo:
Esecuzione
Esecuzione
tecnica:
tecnica:
• evitare punti
di contatto per prevenire lesioni alla pelle (arrossamenti-piaghe da decubito)
• prevenire o ridurre il gonfiore del braccio e della mano
il
POSIZIONE SUPINA
Obiettivo
Prevenire:
• posizioni scorrette
• rigidità nei movimenti delle articolazioni
• contratture muscolari
• lesioni da decubito (piaghe)
• complicanze vascolari e respiratorie
TESTA/COLLO
Obiettivo:
• favorire un corretto allineamento posturale
• prevenire rigidità e contratture muscolari
Fig. 1 posizione supina
cuscinoilsu
cuscino
cui si su
posiziona
cui si posiziona
il braccioilva
braccio
messova
per
messo
il lungo
perpartendo
il lungo partendo
subito al subito
Esecuzione
tecnica:
di sotto della
di sotto
spalla
della
perspalla
sostenerla
per sostenerla
• il cuscino su cui si posiziona il braccio va messo per il lungo partendo subito al di sotto della spalla
se la mano
se la
è molto
mano
gonfia
è moltomettere
gonfia un
mettere
secondo
un secondo
cuscinetto
cuscinetto
per tenerla
per più
tenerla
in
più
per sostenerla
alto rispetto
alto alla
rispetto
alla
(Fig
spalla
2gonfia
e 2a)
(Fig
2a) cuscinetto per tenerla più in alto rispetto alla spalla
• spalla
se la mano
è molto
mettere2unesecondo
se il braccio
se iltende
braccio
a rimanere
vicino al vicino
corpo mettere
al corpo un
mettere
rotolino
un per
rotolino
evitare
peril evitar
[figg.a2 rimanere
etende
2a]
• se il braccio tende a rimanere vicino al corpo mettere un rotolino per evitare il contatto.
contatto.contatto.
Materiale occorrente:
• cuscini di diverso materiale e consistenza
• rotolini o spessori in gommapiuma, salviette arrotolate
• archetto alzacoperte
Esecuzione tecnica:
• corpo allineato (testa-schiena-bacino)
• braccia distese lungo i fianchi lievemente distanti dal busto per evitare
punti di contatto con il corpo
• gomiti leggermente flessi e palmi delle mani adagiati in modo
naturale
• gambe allineate lievemente divaricate evitando punti di contatto tra di
loro
Figg. 2 e 2a
Figg.
Esempio
2 e 2adiEsempio
posizionamento
di diposizionamento
della
della
caso
mano(in
gonfiore)
caso
dispalla
rispetto
gonfiore)
alla
rispetto
spalla alla spall
Figg. 2 - 2a esempio
posizionamento
del mano(in
braccio e della
mano
(in
caso di
di gonfiore)
rispetto alla
GAMBE (arti
GAMBE
inferiori)
(arti inferiori)
NOTA: è indicato l’utilizzo
del materasso antidecubito
per prevenire lesioni della
pelle nei casi in cui la persona mantenga a lungo la
stessa posizione o non sia
in grado di muoversi da
sola.
GAMBE (arti inferiori)
Obiettivo:
Obiettivo:
Obiettivo:
• ridurre il peso delle coperte
• evitare posizioni scorrette
• evitare
puntipeso
dicoperte;
contatto
per prevenire
lesioni della pelle (arrossamenti-piaghe da decubito)
 riduzione
 riduzione
del peso
del
delle
delle
coperte;
•
prevenire
o
ridurre
il
gonfiore
(edema)
dell’arto
 evitare posizioni
evitare posizioni
scorrette;scorrette;
evitare punti
evitare
di contatto
punti di
contatto
per prevenire
per prevenire
lesioni della
lesioni
pelle
della
(arrossamenti-piaghe
pelle (arrossamenti-piag
Materiale occorrente:
da decubito);
da decubito);
• cuscini di varie misure e consistenze
prevenzione
prevenzione
o •riduzione
riduzione
del gonfiore
del (edema)
gonfiore
(edema)
dell'arto. dell'arto.
rotolini diogommapiuma
o salviette
arrotolate
• archetto alzacoperte
Materiale
Materiale
occorrente:
occorrente:
– 176 –
cuscini di
 cuscini
varie misure
di variee misure
consistenze;
e consistenze;
– 177 –
rotolini di
rotolini
gommapiuma
di gommapiuma
o salviette
o salviette
arrotolate;
arrotolate;
archettoarchetto
alzacoperte.
alzacoperte.

in
presenza di rischio di piaghe al tallone posizionare un cuscino sotto le
gambeposizionare
per mantenere
i talloni
sollevati.
al tallone
un
cuscino
sotto
le
Esecuzione tecnica:
anche la mano [fig. 4a]
evati.
• in presenza di gonfiore al piede/gamba
posizionare un cuscino messo per il lungo
sotto l’arto [fig 3]
• in presenza di piede cadente (paresi al
piede) posizionare un cuscinetto alla
pediera del letto per sostenerlo e l’archetto
alzacoperte [fig. 3a]
• se la gamba o il piede ruotano in fuori
posizionare un rotolino lateralmente alla
gamba per sostenerla in posizione corretta
Fig. 3
[fig. 3b]
• in presenza di rischio di piaghe al tallone posizionare un cuscino sotto le gambe per mantenere i
talloni sollevati.
• la gamba sottostante rimane appoggiata
al letto con il ginocchio leggermente
piegato
• la gamba soprastante è leggermente
portata in avanti, sostenuta da un cuscino
con lieve flessione del ginocchio e
dell’anca evitando punti di contatto tra i
due arti
Fig. 4a
• se il paziente non è in grado di mantenere
questa posizione e tende a rotolare indietro, posizionare un cuscino dietro la schiena per
sostenerla
NOTA:
• se la persona è stata operata all’anca deve essere posizionata sul fianco NON operato;
• paziente con emiplegia: la posizione sul fianco paralizzato è possibile ma va verificata insieme
ad un operatore sanitario.
POSIZIONE SEMISEDUTA
3
Fig. 3
Figg. 3a - 3b esempio di posizionamento gamba/piede
Fig 3 a
Fig. 3
DECUBITO LATERALE (SUL FIANCO)
Obiettivo:
• offrire una posizione alternativa alla posizione supina
• evitare posizioni scorrette, evitare punti di contatto per prevenire lesioni alla pelle
NCO)
Materiale occorrente:
• cuscini di varie misure e consistenze
• rotolini di gommapiuma o salviette arrotolate
Esecuzione tecnica:
DECUBITO
LATERALE (SUL FIANCO)
• il cuscino sotto la testa la deve
sostenere in modo da assicurare un
buon allineamento con la schiena
[fig. 4]
• il braccio sottostante sta nella
posizione più confortevole per la
persona
• il braccio soprastante è sostenuto
da un cuscino su cui è appoggiata
Obiettivi:
Obiettivo:
• facilitare la respirazione
• evitare punti di pressione elevata a livello
dell’osso sacro (bacino)
• evitare posizioni scorrette
• evitare punti di contatto per prevenire
lesioni alla pelle
Materiale occorrente:
• cuscini di varie misure e consistenze
• archetto alzacoperte
Fig. 5 testiera del letto sollevata di 30°
Esecuzione tecnica:
• il sollevamento della testiera del letto non
deve superare i 30° [fig. 5]
• capo allineato al corpo
• braccia distese lungo i fianchi evitando
punti di contatto
• gambe allineate senza punti di contatto
• ginocchia lievemente flesse (letto articolato
e piccolo cuscino) [fig. 5a].
e supina;
e punti
di contatto
per prevenire
alla supina;
posizione
alternativa
alla lesioni
posizione
evitare
pelle.
Fig 3 a
Fig. 5a ginocchia lievemente flesse
Fig. 4
posizioni scorrette evitare punti di contatto per prevenire lesioni alla
– 178 –
– 179 –
Esecuzione
Esecuzione
tecnica:
tecnica:
la persona con
PROBLEMI di movimento
capo/tronco
capo/troncoallineati;
allineati;sesela lapersona
personanon
noncontrolla
controllail iltronco
troncoo ohahadeviazioni
deviazioni
laterali
laterali
utilizzare
utilizzare
cuscinetti
cuscinetti
o supporti
o supporti
per
per
correggere
correggere
la la
postura
postura
(Fig.
(Fig.
6);
6);
braccia
bracciaappoggiate
appoggiateai aibraccioli,
braccioli,susuununtavolino
tavolinoposto
postodavanti
davantio osusuunun
POSIZIONE SEDUTA IN CARROZZINA
cuscino(foto
cuscino(foto
6);
6);
Obiettivo:
bacino
bacino
posizionato
posizionato
in in
fondo
fondo
al al
sedile
sedile
(Fig.
(Fig.
6 a);
6 a);
• evitare punti di contatto tra le cosce gambe
e legambe
spondine
laterali
della
carrozzina
posizionate
posizionate
in in
modo
modo
tale
tale
dada
formare
formare
unun
angolo
angolo
di di
circa
circa
90°
90°
tratra
ancaanca• evitare lo scivolamento del bacino inginocchio-caviglia
avanti
ginocchio-caviglia
(FIg
(FIg
6 b);
6 b);
• migliorare l’autonomia e della relazione
della
persona
completo
completo
appoggio
appoggio
deidei
piedi
piedi
sulle
sulle
pedane
pedane
(Fig.
(Fig.
6 b).
6 b).
• evitare posizioni scorrette
Materiale occorrente:
• cuscini di varie misure
• cuscino antidecubito
Esecuzione tecnica:
• capo/tronco
allineati; se la persona
non controlla il tronco o ha deviazioni
laterali utilizzare cuscinetti o supporti per
correggere la postura [fig. 6]
• braccia appoggiate ai braccioli, su un
tavolino posto davanti o su un cuscino
[fig. 6a]
• bacino posizionato in fondo al sedile
Fig.
Fig.
Fig.
Fig.
6a6a
6a
Fig.
Fig.
6b6b
Fig.66 6
Fig.
• gambe
posizionate in modo tale NOTE
daNOTE
formare un angolo di circa 90° tra anca-ginocchiocaviglia
SeSe
la la
posizione
posizione
seduta
seduta
è mantenuta
è mantenuta
a lungo
a lungo
è preferibile
è preferibile
utilizzare:
utilizzare:
• completo appoggio dei piedi sulle pedane
[fig.
6b]
 poltrona
 poltrona
con
con
schienale
schienale
reclinabile;
reclinabile;
 carrozzina
 carrozzina
rigida
rigida
imbottita;
imbottita;
NOTE
 carrozzina
 carrozzina
con
con
sistema
sistema
di di
postura
posturao basculante
o basculante
(Fig.
(Fig.
7);
7);
Se la posizione seduta è mantenuta a lungo è preferibile
utilizzare:
 carrozzina
 carrozzina
pieghevole
pieghevole
( in
( in
ambito
ambito
domestico)
domestico)
per
per
breve
breve
tempo;
tempo;
• poltrona con schienale reclinabile  Sconsigliato
 Sconsigliato
l'utilizzo
l'utilizzo
della
della
comoda
comoda
come
come
ausilio
ausilio
per
per
la la
postura
postura
seduta
seduta
• carrozzina rigida imbottita
• carrozzina con sistema di postura o basculante [fig. 7]
• carrozzina pieghevole (in ambito domestico) per breve
1010
tempo
Fig. 6b
• sconsigliato
l’utilizzo della comoda come ausilio per
la postura seduta
Fig.7 carrozzina basculante cambio di posizione da seduto a semisdraiato
– 180 –
BIBLIOGRAFIA
AISLA La vita quotidiana, fisioterapia e ausili. Libretto informativo, Associazione AISLA
J.V. Basmajian L’esercizio terapeutico. Piccin Padova, 1990 IV Ed.
P.M. Davies Steps to Follow – Passo dopo passo. Springer-Verlag, Berlin,1991
V. Noto Il libro di Enea- Manuale di Ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio. UTET- Scienze Mediche Torino, 2003
Corso di formazione Ausili per la vita quotidiana nel progetto di autonomia possibile-Metodologia della scelta, conoscenza delle norme vigenti, riorganizzazione
domestica-ambientale. ASL Brescia, 2007
Corso di formazione La carrozzina: scieglierla e personalizzarla per la mobilità e la postura. Milano, 2000
– 181 –
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