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il progetto teatro e carcere
premessa
La proposta di laboratorio teatrale rivolto agli ospiti della Casa Circondariale di Lecco, intende seguire le linee
di intervento già perseguite con la prima esperienza di animazione teatrale realizzata dalla cooperativa
unoteatro con un gruppo di detenuti del carcere di Lecco.
Per gli obiettivi specifici dell'intervento di animazione teatrale, per la metodologia di lavoro e più in generale
per i contenuti dell'attività proposta si rimanda ai documenti progettuali e di verifica della precedente
esperienza.
l'obiettivo del nuovo progetto
L'idea guida del nuovo progetto e' quella di realizzare un laboratorio teatrale con i detenuti che ha come
obiettivo principale l'incontro fra chi vive in carcere e i bambini attraverso la mediazione teatrale.
soggetti coinvolti
La Casa Circondariale di Lecco e almeno una scuola (elementare, media inferiore, media superiore).
E' evidente che il progetto e il tipo di intervento dovrà essere diversificato a seconda che si operi con una
scuola elementare piuttosto che con una scuola media superiore.
E' nostra intenzione affrontare questa nuova esperienza partendo proprio con il coinvolgimento di una scuola
elementare ed eventualmente proseguire il percorso rivolgendoci ad altre e piu' alte fasce d'età scolare.
I soggetti coinvolti direttamente saranno quindi:
a) i bambini
b) i detenuti
Da una parte i bambini quindi, con le loro paure (ad esempio la paura dei ladri e dei cattivi in generale)
dall'altra i "cattivi" che stanno in quel luogo "mitico" e quasi magico che e' la prigione.
Bambini e cattivi si incontrano.
Perché? Quali potrebbero essere le motivazioni di un simile incontro?
a) i bambini
Per i bambini potrebbe essere un modo per affrontare e smitizzare la figura del ladro e del cattivo verificando
che non sono così diversi dalle altre persone.
Magari anche per capire che i cattivi non vincono sempre e qualcuno, alla fine, paga per il male che ha fatto
Per conoscere la realtà del carcere, il suo odore, i suoi rumori che non sono quelli che ci rappresenta la
televisione.
Per capire perché si può diventare cattivi, commettere azioni riprovevoli e imparare anche da storie poco
edificanti.
Ma anche per semplice curiosità, per vedere e sapere com'è un carcere
o per sfidare la propria paura.
b) i detenuti
E per i detenuti che significato potrebbe avere incontrare dei bambini?
Perché fuori qualche detenuto ha un bambino che lo aspetta
Per riflettere e ricordarsi ( ed eventualmente raccontarsi) di quando era bambino
Per raccontare la propria storia non necessariamente concludendola con una morale edificante
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Per stabilire un nuovo contatto con l'esterno che sia diverso da quello con la famiglia o con l'assistenza
sociale o il volontariato; un contatto nuovo e in qualche modo più stimolante
Perché anche i detenuti possono avere uno spazio per soddisfare curiosità e divertimento
il teatro
Il teatro diventa elemento di mediazione fra ospiti della Casa Circondariale e Bambini.
Ciò significa che il laboratorio teatrale proposto ai detenuti ha come finalità immediata quello di produrre una
rappresentazione teatrale per i bambini (eventualmente i bambini dei detenuti stessi, ma anche e soprattutto i
bambini che con il carcere non hanno mai avuto rapporti).
I detenuti cioè produrranno uno spettacolo per bambini.
Ma anche il viceversa: un gruppo di bambini preparerà uno spettacolo da rappresentare in carcere.
Fra i due eventi ( la rappresentazione dello spettacolo dei detenuti e quello dei bambini), prima e dopo,
potrebbe stabilirsi un contatto e uno scambio di materiali e di informazioni fra carcere e scuola, fra detenuti e
bambini di una classe, attraverso lettere, disegni, oggetti costruiti personalmente etc...
Il teatro quindi come strumento di mediazione, come territorio di incontro.
Non quindi un teatro come strumento per nascondere la realtà, per mascherarla o addolcirla, ma come
strumento per conoscere e per intervenire sulla realtà, non certo felice del carcere: realtà infelice per chi sta
scontando una pena, ma difficile anche per i bambini che stanno affrontando a viso aperto una loro paura.
Lecco,21.09.1998
quelli di ut
il progetto carcere e scuola
progetto intervento scuole - carcere
anno scolastico 1998/99
linee progettuali generali sulla diversità
modalità e strumenti di documentazione
programmazione segmento di progetto per il laboratorio teatro con obiettivi specifici sui bimbi
obiettivi relativi al progetto sulla diversità
obiettivi sociali (comunicazione al territorio)
CARCERE E SCUOLA
raccolta dati sul tema
incontro stimolo
analisi esperienza
RELAZIONI
fra progetto multi-culturale e sulla diversità e il carcere:
STRANIERI-> DISAGIO-> CARCERE
non tutti gli stranieri sono felicemente inseriti come quelli intervistati dai bimbi nell'ambito dei progetti sulla
multiculturalità; alcuni sono in carcere, come la televisione continua a ripete; perché ?
a) raccolta dati sul tema
raccolta dati sul tema del carcere rispetto a stereotipi relativi ai detenuti extracomunitari e, più in generale,
rispetto ai detenuti come diversi, esclusi dalla normale vita sociale. Cosa dicono i media del carcere, dei
carcerati, dei "cattivi", con particolare riferimento agli extracomunitari
raccolta, attraverso conversazioni cliniche e osservazione da parte degli insegnanti, degli stereotipi
immaginativi della figura del carcerato e dell'istituzione carceraria
raccolta dei vissuti emotivi, delle paure rispetto a questo specifico tipo di diversità (carcerato): la paura dei
ladri, degli assassini...
sulla base dei dati raccolti sopra preparare la visita al carcere anche stilando un questionario che preveda un
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dialogo con i detenuti disponibili:
cosa vorrei chiedere loro
cosa vorrei dire loro
verificare la aspettative dei bambini
b) incontro stimolo
spettacolo prodotto dai detenuti per i bambini come occasione di incontro e di eventuale scambio in termini
teatrali
dibattito dopo lo spettacolo che prevede la realizzazione di quanto predisposto dal punto a)4.
Più in generale il dibattito e l'incontro diretto vorrebbe permettere di verificare attraverso l'incontro con la realtà
del carcere di Lecco quanto i bimbi immaginavano sull'argomento
scambio di oggetti stimolo: bello sarebbe se i bimbi potessero uscire dal carcere con un oggetto realizzato dai
detenuti che potrebbe servire a ricordare a distanza di tempo l'esperienza vissuta potrebbe essere il libretto
dello spettacolo con gli autografi degli attori (quindi personalizzato) o un altro oggetto
lo scambio potrebbe essere reciproco e anche i bimbi potrebbero lasciare un oggetto per i detenuti e/o per i
loro bimbi
c) analisi esperienza
dopo la visita in carcere sarà necessario un lavoro di analisi dell'esperienza per valutare l'impatto emozionale
con l'ambiente carcerario rispetto alle aspettative e agli stereotipi
identica analisi rispetto ai soggetti incontrati con una possibile valutazione delle diverse situazioni soggettive
dei carcerati: le differenze dei diversi soggetti, delle diverse culture, delle diverse risposte alle domande da
parte dei bimbi
analisi e valutazione ovviamente anche per quanto riguarda lo spettacolo teatrale dei detenuti
d) continuità
quanto già descritto in b)3 deve essere evidentemente organizzato predisponendo il materiale necessario
continuità di rapporto con i soggetti che vivono nell'istituzione carceraria attraverso scambio epistolare mediato
dalla scuola dopo la fase b) del progetto potrebbe essere rimandato ai detenuti il lavoro di riflessione della
fase c )
rappresentazione nell'istituto carcerario dello spettacolo prodotto dai dei bambini
comunicazione al territorio e animazione dello stesso sui problemi affrontati nel progetto attraverso la:
rappresentazione dello spettacolo dei bambini e la presentazione del materiale di documentazione relativo al
progetto sulla diversità.
verifica laboratorio teatrale nella casa circondariale
verifica spettacolo prodotto e rappresentato dai detenuti il giorno 31.03.1999 per i bambini della scuola
elementare "C. Battisti" di Acquate - Lecco
l'arrivo
All'arrivo i bambini sembravano molto attenti e sicuramente interessati all'evento. Con un buon livello di
tensione e di attenzione rispetto alla situazione nuova e particolare rappresentata dalla struttura carceraria e
dalle procedure di accoglienza. Erano tutti (una cinquantina di bambini e cinque fra insegnanti e direttrice
didattica) stranamente silenziosi e dolcemente spaesati.
Dall'autobus erano scesi con la solita confusione che caratterizza le gite scolastiche, ma arrivando alle porte
del carcere l'atteggiamento è rapidamente cambiato l'impatto con il carcere
Il personale di custodia ha dato inizio alle procedure di identificazione: in pratica un appello molto lungo e,
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successivamente, i bambini sono entrati, a gruppi, nei locali del carcere.
Va detto che sia gli agenti di custodia, sia gli educatori del carcere presenti, sia gli insegnanti hanno cercato di
sdrammatizzare il momento dell'impatto con la struttura fisica della casa circondariale.
la presentazione dello spettacolo
Una volta entrati i bambini hanno assistito alla presentazione dello spettacolo e, più in generale dell'iniziativa,
da parte dell'animatore del carcere.
L'attesa era ancora carica di tensione, forse anche perché non si era visto ancora nessun detenuto.
Ma, da dietro le quinte, un paio di detenuti-attori hanno mostrato, in modo scherzoso, alcuni burattini che
sarebbero stati usati nello spettacolo, facendoli apparire e sparire dietro le quinte.
In quel momento si è cominciato a sciogliere il gelo e sono arrivate le prime risate, forse da interpretare come
risate di scarica della tensione accumulata.
Da quel momento in poi, e per tutto lo spettacolo e il successivo incontro, non ci sono stati problemi.
Il tutto è diventato un crescendo di partecipazione e di festa.
lo spettacolo
In termini teatrali la riuscita dello spettacolo ha del miracoloso, ove si ripensi alle prove dei giorni precedenti e
alle traversie che gli attori detenuti hanno subito.
Basti pensare che, solo due giorni prima della rappresentazione, un attore è stato sostituito nella sua parte.
Tuttavia lo spettacolo ha raggiunto il suo scopo e si può dire che sia riuscito benissimo sia nelle sue parti
comiche, sia in quelle più poetiche.
Certamente lo spettacolo ha permesso di creare quel clima di partecipazione umana e di festa di cui si diceva
prima, contribuendo in modo decisivo all'incontro fra detenuti e bambini.
Del resto l'attenzione dei bimbi c'è stata per tutta la durata della rappresentazione.
La loro risposta emotiva, la loro partecipazione, è stata testimoniata dalle risate e dalle espressioni di
sgomento, di divertimento e di meraviglia che hanno contrappuntato tutto lo spettacolo.
Possiamo anche essere sicuri che quelli provenienti dai bambini non sono segni di partecipazione indotti da
comportamenti educati o compiacenti rispetto alla situazione o agli attori.
I bambini non sono, come gli adulti, educati ad applaudire per educazione: la loro partecipazione, il loro
interesse e il loro divertimento è stato sicuramente autentico.
dopo lo spettacolo
Dopo lo spettacolo era previsto un canto da parte dei bambini come segno di ringraziamento per lo spettacolo
offerto e come una sorta di scambio di lavoro.
un piccolo baratto
Uno scambio concreto è stato realizzato quando i bambini hanno donato ai detenuti-attori una cesta di biglietti
augurali realizzati dagli stessi bambini per tutti i detenuti della Casa Circondariale.
I detenuti da parte loro hanno donato ai bambini presenti una copia stampata del testo riassuntivo dello
spettacolo illustrato da un detenuto.
Quanto previsto è stato realizzato nel clima festoso e ormai completamente rilassato di cui si diceva prima.
I canti, da quello previsto, sono diventati due e i bambini hanno posto alcune domande agli attori-detenuti,
relative allo spettacolo.
In realtà erano previste tantissime domande sul carcere, ma le insegnanti hanno pensato di non "rovinare" il
clima festoso con una serie di quesiti anche di carattere personale.
Quindi hanno invitato i loro bambini a formulare domande relative allo spettacolo, rimandando ad altro
momento e in altro contesto. (ancora da organizzare) il lavoro di inchiesta che avevano preparato.
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dopo il rinfresco
Al rinfresco è seguito un intervista alla direttrice del carcere con domande generali sulle modalità di vita in quel
luogo. Un ultimo saluto e i bambini hanno lasciato la casa circondariale.
i detenuti
Sono apparsi molto tesi prima dello spettacolo,ma, come al solito, nascondevano la paura per la
rappresentazione dietro la solita spavalderia.
Molto bene invece per quanto riguarda tutta la rappresentazione: sono stati molto abili a risolvere in ogni
situazione riuscendo, anche con grandi capacità di improvvisazione, a condurre a termine lo spettacolo nel
migliore dei modi.
Apparivano decisamente commossi al termine dello spettacolo.
Sembrava di leggere in loro la consapevolezza di aver realizzato qualcosa di importante a cui finalmente
potevano credere perché ormai cosa fatta, concretamente realizzata.
Forse sarà solo un atteggiamento, ma fare qualche cosa per i bambini li ha motivati moltissimo sia durante il
laboratorio che durante lo spettacolo e l'incontro che ha permesso di inventare una situazione che gli stessi
detenuti non pensavano fosse possibile realizzare.
gli animatori
Una valutazione a parte deve essere realizzata fra qualche tempo, e cioè quando il lavoro di animazione nella
scuola sarà portato a termine e opportunamente documentato.
Fin d'ora possiamo comunque affermare la positività dell'esperienza e la riuscita del progetto che, nato come
una scommessa al limite dell'utopia, si è invece realizzata concretizzandosi nell'iniziativa del 31.03.1999.
Sospendiamo, in questa sede, le valutazioni sociali dell'intervento realizzato, ma crediamo che è ancora
possibile e doveroso realizzare molto lavoro intorno a questa esperienza.
In primo luogo non si deve far cadere quanto già realizzato, cercando di dare continuità a quanto fatto con tutti
i mezzi a nostra disposizione:
continuando il rapporto con la scuola coinvolta, portando a termine il lavoro di inchiesta preparato dai bimbi e,
quindi, dando risposta, anche per lettera o con un ulteriore incontro fra detenuti e bimbi
ospitando nei locali del carcere uno spettacolo prodotto dai bambini di questa e\o di altre scuole; questo
potrebbe interessare anche altri detenuti che, sulla scia dell'entusiasmo per quanto avvenuto, potrebbero
essere coinvolti in un nuovo progetto
portare lo spettacolo fuori dal carcere, in scuole o teatri, in qualche rassegna domenicale etc... ovviamente
dopo averlo opportunamente sistemato e riorganizzato
continuare un lavoro sul sociale, innanzitutto socializzando l'esperienza, senza tuttavia "bruciarla" sui giornali
locali, ma utilizzando altri strumenti di comunicazione di massa ( come ad esempio l'agenda lecchese edita dal
sindacato) che potrebbero aprire uno spazio fisso, una rubrica, una voce dal carcere o \e con un bollettino,
anche multimediale, dal carcere utilizzando il corso di informatica o semplicemente la carta stampata
riaprire una progettualità più ampia rispetto alle scuole e alle famiglie sul problema carcere
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lettera dei detenuti-attori alla città
un messaggio di speranza
Uno spettacolo teatrale intitolato "IL RITORNO DELLA PRIMAVERA" e' andato in scena nella Casa
Circondariale di Lecco il 31 marzo 1999, ma a differenza di altri spettacoli in cui veniva una compagnia
teatrale, questa volta gli attori erano i detenuti e gli spettatori i bambini della scuola elementare di Acquate.
Per noi e' stata un'esperienza bellissima, abbiamo vissuto una mattinata di intensità straordinaria grazie alla
spontaneità e intraprendenza dei bambini che non si sono certo impressionati dalla struttura muraria e sono
stati i veri protagonisti della mattinata; le loro domande, il loro interessamento e il loro entusiasmo ci hanno
contagiato e si e' creato un momento davvero speciale.
Grazie a questa iniziativa, di cui vogliamo ringraziare tutti i promotori, abbiamo avuto la possibilità di dare
un'immagine diversa da quella stereotipata che ha di solito chi vede il carcere come un pianeta lontano e
comunque isolato dal resto del mondo, e siamo contenti che il nostro messaggio era rivolto ai bambini perché
sono immuni da preconcetti e hanno saputo vivere e farci vivere il momento per quello che era senza farci
pesare la nostra condizione di detenuti.
La nostra speranza e' quella di essere riusciti a trasmettere qualcosa di positivo, e che questa esperienza non
sia un episodio isolato ma sia l'inizio di un rapporto che ci permetta di confrontarci con la realtà esterna e che
ci dia la possibilità di farci conoscere per quello che siamo realmente, con i nostri difetti, le nostre debolezze,
ma anche col desiderio di riscatto che c'è in ognuno di noi.
gli attori del laboratorio di teatro
Di seguito alcuni testi dei bambini della scuola elementare di Acquate.
Mercoledì 31 marzo (1999) siamo andati in carcere, quando siamo entrati siamo passati sotto ad una porta
che suonava se avevi indosso qualche cosa di metallo.
Poi ci hanno fatto sedere per il riconoscimento nella stanza dove aspettano le persone che vogliono parlare
con i carcerati. Siamo entrati e abbiamo oltrepassato tre cancelli di ferro e poi siamo entrati in una stanza dove
abbiamo assistito allo spettacolo che si intitolava “Il ritorno della primavera”.
Lo spettacolo parlava di un paese che perse la primavera e tutti gli abitanti erano cattivi ed egoisti, mi è
sembrato che quei carcerati lo spettacolo lo stavano facendo proprio con il cuore.
Sono stati molto gentili perché ci hanno offerto la merenda e anche un libretto con la storia dello spettacolo.
Quando siamo usciti vedendo le loro facce mi è sembrato che fossero tristi perché noi potevamo uscire e loro
no. Io questa esperienza la consigliere perché è stata interessante, perché io il carcere lo immaginavo molto
diverso e anche i carcerati me li immaginavo duri e scontrosi invece erano proprio il contrario.
Elisabetta
La mattina di mercoledì 31 marzo 1999 siamo andati al Carcere Circondariale di Pescarenico, io ero molto
emozionata.
Quando siamo entrati era molto diverso da come mi aspettavo e abbiamo fatto l’appello (c’eravamo quasi
tutti). Dopodiché siamo passati in alcuni corridoi sorvegliati e c’era anche un armadio a vetri dove si vedevano
in mostra i lavori dei detenuti che seguono il corso di carto-tecnica. Alla fine di questo corridoio c’era una
stanza poco più grande della nostra classe, che è tutto quello che hanno oltre a un piccolissimo cortiletto, e
questo mi dispiace molto perché è uno spazio molto piccolo. I corridoi avevano poca luce.
Siamo entrati nella stanza dove poi si sarebbe svolto lo spettacolo “Il ritorno della Primavera” ero
emozionatissima, lo spettacolo parlava di un paese dove era sparita la Primavera ed era sempre tutto grigio.
In questo spettacolo c’erano molti effetti speciali, attori e anche una voce narrante, tutto questo è stato fatto
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dai detenuti del corso teatrale con l’aiuto di due veri attori. Dopo questo bellissimo spettacolo ci hanno dato
anche la merenda che era: succo di pera, la briosh, i Raffaello, i Lindt e un altro tipo di cioccolato.
Prima di mangiare gli abbiamo consegnato i nostri regali e abbiamo cantato loro la nostra canzone e loro ci
hanno dato il “copione” e abbiamo parlato un po’ cin i detenuti.
Per me è stato bellissimo e consiglio a tutti questa esperienza.
Però mi è dispiaciuto molto quando noi uscivamo felici accompagnati da Giovanni e loro dovevano restare lì
nelle loro celle.
Roberta
Mercoledì 31 marzo 1999 siamo andati in carcere a vedere una recita fatta dai carcerati, dopo la recita
abbiamo mangiato quello che ci hanno offerto.
La recita si intitolava “Il ritorno della primavera”.
Il cortile del carcere era piccolo di forma rettangolare senza nemmeno un filo d’erba e ai carcerati abbiamo
regalato dei biglietti di pasqua, e a me è dispiaciuto molto che erano finiti in carcere.
Secondo me quello che dicono i giornali sui carcerati è sbagliato perché secondo me i carcerati capiscono in
fretta di aver sbagliato e aspettano di essere rilasciati per tornare alle loro famiglie.
anonimo
Mercoledì 31 marzo la nostra classe è andata nel carcere di Lecco per vedere uno spettacolo che si intitolava
“il ritorno della primavera”.
Quando siamo entrati, io pensavo che tutto era sporco e puzzolente; ma invece era pulito e anche carino
sembrava una casa, ma questo solo.
Noi siamo passati da tre porte e man mano passavamo queste porte diventava sempre più buio e c’erano i
muri non puliti.
Io quando passavo queste porte sempre più scure cominciavo a capire che non era una casa come tante, ma
che era un carcere. Io però non so come sono le celle penso che siano belline non come che si sono in
America o quelle che fanno al telegiornale dove pisciano sui muri; perché una casa circondariale di Lecco che
non hanno fatto reati gravi.
Un carcerato albanese che si chiamava Fatim non era tanto contento perché doveva stare dentro ancora per
due anni, però secondo me è stato fortunato perché poteva andare a finire in altri carceri più severi dove non
gli fanno fare tante cose come qui.
Gli altri carcerati forse perché in quel momento era festa o anche perché tra poco dovevano uscire non mi
sembravano tristi come Fatim. Secondo me il carcere di Lecco non è tanto severo, però forse è giusto perché
ci sono persone che hanno fatto reati gravi e perciò non deve essere severo.
Simone
Mercoledì 31 marzo siamo andati al carcere di Pescarenico, io pensavo che il carcere fosse un po’ più brutto
invece era bello però con colori pesanti, bui, freddi e tristi. Siamo entrati e ho avuto la sensazione di essere in
una cella e in una gabbia, non pensavo che c’erano così tanti poliziotti.
Siamo entrati in una stanzetta dove c’erano tante sedie e lì abbiamo fatto l’appello, dopo passato tre porte
con tante celle. Le tre porte erano spesse con doppio vetro e doppio acciaio, quando le ho viste pensavo che
quelle porte chiudevano le celle, per me erano segno di tristezza e di demoralizzazione. Lo spettacolo era
divertente con il sole e la luna.
Lo spettacolo era bellissimo, nel mio cuore si sentivano emozioni bellissime e di affetto, per me loro ci
facevano provare sensazioni di affetto che provavano loro per noi.
Però in certe pagine del libro e in certe azioni che facevano, sembravano che ci davano i sentimenti del
carcere che era un posto brutto e triste.
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Quando noi ai carcerati abbiamo cantato “è l’amico e” per me hanno provato sensazioni di allegria e di piena
felicità.
Quando abbiamo fatto la merenda, io ho capito perché ci davano tante cose, perché non volevano che noi
avessimo ancora fame. Quando siamo usciti a vedere lo spazio ho visto le celle e ho provato delle sensazioni
veramente brutte e malinconiche.
Invece siamo usciti non ho provato più sensazioni di brutto e di triste. Però pensavo ancora ai sentimenti che
provano i carcerati nelle celle.
Laura
Mercoledì 31 marzo siamo andati nel carcere circondariale di Pescarenico.
I detenuti hanno organizzato uno spettacolo teatrale intitolato “Il ritorno della primavera”, appena entrato mi
hanno colpito le porte spesse dieci centimetri, e i vetri delle porte misuravano cinque centimetri, c’era la luce
fioca, le porte erano controllate dalle guardie carcerarie che erano molto attente a quello che succedeva.
Entrati nella stanza dello spettacolo ero emozionato e anche felice poi lo ero ancora di più quando lo
spettacolo è incominciato, gli attori erano simpatici e sembravano professionisti, e quando recitavano non
sembravano dei carcerati, ma persone libere, felici come altre, e poi erano anche ben organizzati. Io mi sono
anche molto divertito perché faceva ridere però quando è finito la guardia carceraria li ha riportati in cella,
mentre uscivamo erano già in cella e questo mi ha messo un po’ d’ansia.
Lorenzo
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