Obiettivi ONU di Sviluppo del Millennio –
cinque anni dopo
Biodiversità agraria
ed eliminazione di fame
e povertà
La Piattaforma d’Azione
di Chennai
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Prefazione
Questo libretto presenta la “Piattaforma d’Azione di Chennai” per il potenziamento
del contributo delle risorse fitogenetiche per il raggiungimento degli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio (MDGs), in particolare quelli sulla riduzione di fame e
povertà.
Il piano d’azione è stato sviluppato dai partecipanti ad una Consultazione
internazionale su “Ruolo della biodiversità agraria nel raggiungimento dell’obiettivo
del millennio sulla eliminazione di fame e povertà”, tenutasi a Chennai, India il 18-19
Aprile 2005.
La Consultazione -organizzata dall’International Plant Genetic Resources Institute
(IPGRI), dalla Global Facilitation Unit for Underutilized Species (GFU) del Global Forum
on Agricultural Research (GFAR) e dalla M.S. Swaminathan Research Foundation
(MSSRF)- ha riunito circa 100 esperti e politici di diverso background provenienti
da 25 paesi di tutto il mondo, per discutere meccanismi volti a massimizzare il
contributo della biodiversità agraria negli sforzi comuni contro fame e povertà.
I partecipanti hanno sottolineato il contributo unico della biodiversità agraria nel
miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, grazie al suo ruolo chiave
nel creare le fondamenta della sicurezza nutrizionale e nell’offrire opportunità di
generazione di reddito. I partecipanti hanno altresì affrontato le problematiche
afferenti alle politiche del settore, gli ostacoli istituzionali e altri aspetti rilevanti
che -rappresentando una sfida al pieno sviluppo di queste risorse naturalilimitano il raggiungimento dei MDGs. Essi hanno inoltre rappresentato le loro forti
preoccupazioni riguardo alla rapida perdita di queste risorse, fatto che minaccia
seriamente la sicurezza alimentare e nutrizionale delle generazioni future. L’intenzione
dei partecipanti è stata di richiamare maggiore attenzione a livello globale da parte
di politici e della comunità internazionale sul ruolo della biodiversità agraria nella
lotta contro fame, povertà e malnutrizione e di perseguire un maggiore impegno
nella conservazione e uso di queste risorse naturali per raggiungere il primo degli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Il piano d’azione descritto in questo libretto intende aiutare i governi nazionali e
le agenzie internazionali a raggiungere il dimezzamento di fame e povertà entro il
2015. Il documento promuove il principio di dare alla biodiversità agraria maggiore
importanza nelle strategie di sviluppo nazionali e internazionali e quello di creare le
condizioni necessarie per politiche di uso sostenibile di tale ricchezza a beneficio dei
più poveri e degli emarginati della nostra società. Il piano d’azione fa appello ad una
maggiore collaborazione internazionale nella conservazione e nell’uso sostenibile
ed equo dei benefici derivanti dall’uso della biodiversità agraria. Sottolinea altresì il
bisogno urgente di azione per il raggiungimento dei MDGs nei modi appropriati ai
vari contesti nazionali.
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I partecipanti all’incontro hanno espresso le loro forti preoccupazioni in merito al
fatto che, cinque anni dopo l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il
progresso verso l’eliminazione di fame e povertà nel mondo è stato molto modesto.
In alcuni paesi, la situazione si è addirittura aggravata. La Consultazione si è conclusa
con la decisione di fare il possibile per trasmettere le raccomandazioni del Piano
d’Azione di Chennai ai capi di stato e ai governi che si incontreranno a Settembre
2005 in occasione dell’Assemblea Generale dell’ONU, che avrà il compito di valutare
il progresso compiuto in merito ai MDGs. I partecipanti della Consultazione sperano
vivamente che il piano d’azione qui proposto verrà considerato dall’Assemblea
Generale dell’ONU al momento della definizione dei prossimi passi da intraprendere
verso il pieno raggiungimento dei MDGs.
La Consultazione di Chennai e la produzione di questo libretto sono stati sponsorizzati
da: Canadian International Development Agency (CIDA), Ford Foundation,
International Fund for Agricultural Development (IFAD), Swiss Development
Cooperation (SDC) e Syngenta Foundation. Desideriamo cogliere l’occasione per
ringraziare questi donatori, senza la cui generosità l’organizzazione dell’incontro e lo
sviluppo di questo stesso piano d’azione non avrebbero potuto realizzarsi.
Emile Frison
Director General, IPGRI
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Olanrewaju Smith
Executive Secretary, GFAR
M.S. Swaminathan
Chairman, MSSRF
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Obiettivi ONU di Sviluppo del Millennio –
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Biodiversità agraria
ed eliminazione di fame
e povertà
La Piattaforma d’Azione
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1. Fin dai primi giorni dell’addomesticamento delle piante da parte
dell’uomo circa 12,000 anni fa, la biodiversità agraria ha giocato
un ruolo strategico nel provvedere e sostenere l’alimentazione, la
nutrizione, la salute e la sicurezza del benessere di tutte le popolazioni
del mondo. A dispetto dell’enorme progresso nel miglioramento
della produttività colturale grazie al miglioramento genetico di tipo
Mendeliano e più recentemente di quello molecolare, oltre 800 milioni
di bambini, donne e uomini finiscono la loro giornata malnutriti. La
gran parte di essi vive in Asia del sud e nell’Africa sub-sahariana,
aree del mondo ricche in biodiversità agraria autoctona. Dimezzare
l’incidenza di fame e povertà entro il 2015 è il primo degli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio (MDGs), che rappresentano il comune
Programma Globale di base al fine di raggiungere condizioni di vita
e benessere per tutti. Una valutazione compiuta a distanza di cinque
anni dall’adozione dei MDGs indica che il progresso raggiunto nella
riduzione di fame e povertà è inadeguato. E’ in questo contesto
che le conclusioni raggiunte da una Consultazione Internazionale
sul ruolo della biodiversità agraria nel porre la parola fine a fame
e povertà, tenutasi recentemente a Chennai (India), assumono un
significato particolarmente rilevante.
2. La fame cosidetta endemica (causata da mancanza di proteine
e di calorie), quella cosiddetta “silente” (causata da deficienza in
ferro, iodio, zinco, Vitamina A e altri micronutrienti nella dieta), quella
transitoria (causata da siccità, innondazioni e altri disastri naturali),
possono tutte essere eliminate grazie ad una strategia integrata
mirata alla conservazione e all’uso sostenibile ed equo della
biodiversità agraria. Perfino durante il recente tsunami di dimensioni
inaudite del 26 dicembre scorso, alcune varietà locali di riso, trovate
lungo la costa del Tamil Nadu (India), sono riuscite a sopravvivere
all’inondazione del mare. In passato, molte colture “salva-vita” come
tuberi e legumi, venivano comunemente coltivate dai contadini.
Oggi dobbiamo con urgenza ripristinare questa saggezza in via di
estinzione e fare passi concreti per salvaguardare quelle colture
che svaniscono e che possono aiutare a sanare ferite anche gravi,
come quelle inflitte da disastri naturali o calamità causate dall’uomo.
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I. Manrique/CIP
Le donne, in particolare, sono tra i custodi di queste conoscenze
tradizionali e il loro ruolo chiave nella conservazione e gestione
sostenibile della biodiversità agraria deve essere rafforzato e
rivitalizzato. Frutti tropicali, patate dolci ricche in beta-carotene
e altre colture ortive possono aiutare a combattere la mancanza
di Vitamina A nei bambini. In altre parole, la biodiversità agraria è
fonte d’opportunità davvero uniche per supportare lo sviluppo
decentralizzato e specifico a livello locale di quei sistemi di sicurezza
alimentare per le comunità che coinvolgono banche di germoplasma
in campo, banche di semi e granai, costruiti e gestiti da donne e
uomini del luogo. Questo approccio sarà d’aiuto ad allargare
ulteriormente il paniere di colture che assicurano la nostra sicurezza
alimentare attraverso l’aggiunta di colture nutrizionalmente ricche,
ma sottoutilizzate. Tale intervento rappresenta davvero il modo più
sostenibile e sicuro per il raggiungimento dei MDGs relativi alla
eliminazione di fame e povertà nel mondo.
3. La biodiversità agraria mette a disposizione quel materiale
di base che gioca un ruolo cruciale nell’assicurare miglioramento
di produttività e qualità di colture, animali e prodotti della pesca.
Per esempi, obiettivi come assicurare una buona salute e un
approvvigionamento di pesce per tutti, possono essere raggiunti
solo grazie alla conservazione delle specie medicinali e della diversità
genetica dei pesci. La biodiversità agraria offre, specialmente ai poveri
privi di terra da coltivare, anche altri tipi d’opportunità per avviare
attività imprenditoriali che possono generare occupazione e reddito
da un ampio spettro di prodotti da valore aggiunto (come prodotti
medicinali, “neutraceuticals”, biocombustibili e quant’altro). Tali
opportunità rivestono un’importanza particolare, dal momento che
oggi l’inadeguata capacità di reddito e di potere d’acquisto è tra le
cause maggiori d’insicurezza alimentare nelle famiglie. Le potenzialità
della biodiversità agraria nell’aiutarci a convivere con il cambiamento
del clima sono anch’esse inadeguatamante riconosciute. In breve,
il ruolo chiave giocato dalla biodiversità agraria nello sconfiggere
la fame in modo ambientalmente, economicamente e socialmente
sostenibile è lungi dall’essere compreso dai più e dall’essere
integrato nelle strategie nazionali volte al raggiungimento dei MDGs.
Una migliore nutrizione gioca altresì un ruolo vitale per combattere
malattie pandemiche come HIV/AIDS e tubercolosi, dal momento che
un approccio basato esclusivamente sull’uso delle medicine non è in
grado di portarci ai quei risultati tanto desiderati. Gli alimenti salutari
del domani saranno soprattutto le colture sottoutilizzate dell’oggi.
4. Biodiversità agraria e diversità culturale sono intimamente
interconnesse. I sistemi locali di coltivazione sono da sempre stati
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d’ispirazione a poeti, cantanti, danzatori e drammaturghi. I sistemi di
sicurezza alimentari gestiti dalle comunità e basati su conservazione,
coltivazione e consumo d’alimenti locali aituano così a preservare la
diversità etnica e culturale racchiusa nelle colture e nelle preferenze
culinarie. La biodiversità agraria conferisce quindi molteplici benefici,
di natura ecologica, economica, nutrizionale e culturale.
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I. Riconoscere che l’incorporazione della conservazione e
dell’uso sostenible della biodiversità agraria nei programmi
di sviluppo nazionali, come le Strategie per la Riduzione della
Povertà, insieme alla creazione di connessioni intersettoriali e
di maggiori sinergie tra Ministeri interessati a livello nazionale,
è importante per il raggiungimento di questo Obiettivo di
Sviluppo del Millennio.
P. Bordoni/GFU
5. Riconoscendo queste caratteristiche uniche di forza insite
nella biodiversità agraria, i partecipanti1 della Consultazione
Internazionale tenutasi il 18-19 Aprile del 2005, hanno adottato la
seguente Piattaforma d’Azione per un mondo libero dal flagello di
fame e povertà. Questa Piattaforma d’Azione è stata concepita per
assistere nel raggiungimento più rapido possibile degli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio relativi al dimezzamento dell’incidenza di fame
e povertà entro il 2015 i governi nazionali e le agenzie internazionali,
che dovrebbero:
II. Accettare di includere la biodiversità agraria nell’implemen–
tazione delle politiche globali di intervento, quali le linee Guida
su Diete Alimentari e quelle riferentesi alla Strategia Globale
OMS/FAO su Dieta, Attività Fisica e Salute.
III. Introdurre misure legislative per l’uso del suolo e delle altre
risorse naturali di produzione al fine di migliorare la capacità
di utilizzare la biodiversità agraria e le conoscenze tradizionali
per la promozione dell’occupazione al di fuori dell’azienda
agraria e della generazione del reddito nel rispetto dei diritti
1 Circa un centinaio di esperti e politici con differente background e provenienti
da 25 paesi hanno preso parte ad una Consultazione Internazionale tenutasi
presso la M.S. Swaminathan Research Foundation, in Chennai, India, il 18 e 19
Aprile 2005. Il compito di tale Consultazione è stato di analizzare in che modo la
biodiversita’agraria puo’aiutare il mondo a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio, ed in particolare quello relativo alla eliminazione di fame e poverta’.
Questa Consultazione è stata organizzata congiuntamente da M.S. Swaminathan
Research Foundation, International Plant Genetic Resources Institute e la Global
Facilitation Unit for Underutilized Species con la collaborazione della Swiss
Agency for Development and Cooperation, Canadian International Development
Agency, International Fund for Agricultural Development, Ford Foundation e
Syngenta Foundation for Sustainable Agriculture.
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tradizionali, di identità culturale, di integrità dell’ecosistema e
pari opportunità tra uomini e donne.
IV. Rafforzare il sistema multilaterale di scambio di
germoplasma come sancito dal Trattato Internazionale
della FAO sulle Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione
e l’Agricoltura, al fine di allargare la copertura delle specie
importanti per la sicurezza alimentare e la generazione di
reddito per i poveri, insieme al rispetto della condivisione
giusta ed equa dei benefici derivanti dall’accesso alle risorse
genetiche, e lavorare al fine di produrre un simile accordo
per lo scambio delle risorse d’origine animale rilevanti per
l’alimentazione e l’agricoltura.
V. Riconoscere e premiare il contributo unico delle popolazioni
indigene e di quelle rurali, e in particolare delle donne, nel
conservare e migliorare la biodiversità agraria, conferendo
prestigio sociale e benefici economici a chi giocano un ruolo
principale come conservatori di tale diversità.
VII. Promuovere e rafforzare una migliore conoscenza
degli aspetti nutrizionali a livello nazionale attraverso
iniziative di condivisione della gestione delle conoscenze
con il coinvolgimento di tutti i vari settori della società,
particolarmente quello femminile e giovanile; formare capacità
professionali nel settore della divulgazione agraria, della salute
e della nutrizione, riguardo all’importanza della diversità della
dieta e i comprovati benefici effetti degli alimenti tradizionali.
Tutto questo allo scopo di ristabilire il ruolo chiave giocato dalla
biodiversità agraria regionale nel combattare fame e povertà.
VIII. Assicurare che cibo e programmi nutrizionali per situazioni
di estremo disagio delle popolazioni (specialmente aiuti
alimentari di emergenza, programmi di alimentazione scolastica
e banche di cibo), promuovano una maggiore diversità della
dieta grazie ad un allargamento del paniere alimentare, con
l’inclusione in esso di più colture indigene, come parte di una
politica nutrizionale nazionale.
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VI. Promuovere i mercati locali e facilitare l’accesso a quelli
internazionali ai prodotti della biodiversità agraria, in special
modo a quelli tradizionali e afferenti alla classe dei “cibi
funzionali”, assicurando un giusto ed equo trattamento a tutti
coloro che sono coinvolti in tali attività.
IX. Ristrutturare la ricerca e le priorità di sviluppo al fine di
potenziare produttività, profitto e sviluppo delle filiere produttive
a vantaggio di una più vasta componente della biodiversità
agraria, incluse le specie neglette, in modo tale da generare
un interesse economico al loro stesso mantenimento.
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X. Contribuire ad aumentare la sensibilità della gente
riguardo alla perenne problematica delle colture che vanno
scomparendo e della saggezza popolare ad esse associata,
attraverso iniziative internazionali volte a cambiare la diffusa
immagine negativa delle colture cosiddette sottoutilizzate
e orfane; facendo ricorso per esempio a un cambiamento di
appellativi (come impiegare il termine di “cereali nutrizionali”
al posto di “cereali di qualità inferiore”; classificare una vasta
gamma di colture ortive, tuberi, legumi e frutti tropicali come
alimenti salutari, etc.). Salvare queste colture per salvare vita e
benessere delle popolazioni dovrebbe essere un impegno civile
di tutti noi, così da condurci verso un vero “movimento globale
di biodiversità agraria per la sicurezza del genere umano”.
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La lotta globale contro povertà e fame non può essere vinta oggi o
nel lungo periodo senza una maggiore collaborazione internazionale
nel campo della conservazione e dell’uso sostenibile ed equo della
biodiversità agraria. L’impegno internazionale su alcune delle
raccomandazioni elencate in questo documento è fondamentale,
anche per consentire la implementazione di iniziative nazionali ad
esse collegate. Facciamo appello a tutti affinché impieghino quei
sistemi e quelle pratiche che sono più rilevanti nelle loro situazioni
individuali e sviluppino pertinenti piani dettagliati al fine di fare un
uso migliore della biodiversità agraria per il raggiungimento degli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio su fame e povertà. Il fatto che, a
distanza di cinque anni dall’adozione dei MDGs, gran parte dei paesi
è oggi incapace di compiere sforzi proporzionati nella eliminazione
di fame e povertà indica che un atteggiamento di “continuare ad
andare avanti facendo finta di nulla” non ci aiuterà a raggiungere il
nostro obiettivo di un mondo libero dall’incubo della fame. Altrettanto
preoccupante è il tasso di crescita della popolazione mondiale, che
continua a prevalere su quello di crescita dell’approvviggionamento
alimentare, rendendo piu’grave l’incidenza della fame collegata più
strettamente alla povertà. Dove la fame domina, la pace non può
prevalere. E’ tempo quindi che si abbracci con fermezza l’idea di
una sicurezza nutrizionale sostenibile, decentralizzata, gestita dalle
comunità e basata sull’uso di una biodiversità più allargata.
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International Plant Genetic
Resources Institute
Via dei Tre Denari 472/a
00057 Maccarese
Roma, Italia
Tel: (39) 0661181
Fax: (39) 0661979661
Email: [email protected]
Global Facilitation Unit for
Underutilized Species
Via dei Tre Denari 472/a
00057 Maccarese
Roma, Italia
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Fax: (39) 0661979661
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M.S. Swaminathan Research
Foundation
Third Cross Street
Taramani Institutional Area
Chennai, 600113
India
Tel: (91) 44-22541229
Fax: (91) 44-22541319
Email: [email protected]
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Photo: P. Bordoni/GFU
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