26 Norme e tributi Il Sole 24 Ore Lunedì 20 Luglio 2015 N. 198 EDILIZIA E TERRITORIO www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com Impianti termici. Ricade su proprietario, inquilino o amministratore condominiale la responsabilità di errori nella compilazione Libretto unico ma non per tutti Seguono le regole nazionali 15 Regioni, nelle altre può servire un modello per ogni apparecchio PAGINA A CURA DI sapere che in Emilia Romagna occorre compilare un libretto per ogni impianto presente in ca pLo Stato ha semplificato. E ha sa (ma con una serie di distinguo varato un modello unico che per sulle potenze, che costringono mette a chi in casa ha più im anche chi non è esperto a con pianti per il riscaldamento e/o frontarsi con una norma davvero per il raffrescamento di compi complessa). E ancora, tenere lare un solo documento per tutti, conto, come spiega Giovanni Maj completo di diverse schede. Al della società di formazione e cune Regioni, però, hanno intro training «che nel libretto emilia dotto regole locali: con il risulta no bisogna indicare obbligatoria to che, a un anno e mezzo dalla mente anche il numero dell’atte norma statale (Dm 10 febbraio stato di prestazione energetica e i 2014 in applicazione del Dpr codici Pdr (o punto di riconse 74/2013), c’è chi ha una moduli gna) e Pod (o point of delivery). stica diversa da quella nazionale Sono codici, rinvenibili in bollet e chi di libretti continua a chie ta, che vengono assegnati a cia derne uno per ogni apparato pre scuna utenza rispettivamente dai distributori di gas in rete e dalla sente nel fabbricato. Da un lato ci sono 15 tra Regio aziende di fornitura di energia ni e province autonome che han elettrica». Stessa situazione in Veneto no deciso di attenersi alla nor mativa nazionale sul libretto (dove non è richiesto però il unico. Dall’altro, ci sono le ecce zioni che vanno dall’Emilia Ro magna al Piemonte, dal Veneto alla Lombardia. Fino all’estremo della Provincia di Bolzano che, nei mesi scorsi, ha fatto circolare un documento d’intenti dove viene messa in discussione l’esi stenza stessa del libretto, consi derato “inutile”, perché in Alto Adige esiste una disciplina loca le sulla sicurezza degli impianti (Lp 18/1992). 7 Il libretto di impianto è la In questo caso, la complessità “cartella clinica” dell’impianto delle discipline locali ricade di (sia esso un sistema per rettamente anche sull’utente fi il riscaldamento invernale che nale, e non solo su tecnici e instal per il raffrescamento estivo). latori. Perché – stando al Dpr Segue l’impianto dalla prima 74/2013 – l’obbligo di predisporre accensione fino a fine servizio e il libretto d’impianto, compilan successiva demolizione. Sul dolo secondo i nuovi modelli, libretto vengono registrate spetta al proprietario di un allog tutte le modifiche, sostituzioni gio o all’inquilino (anche quando di apparecchi e componenti, gli ha ereditato la gestione di un im interventi di manutenzione e pianto esistente) o all’ammini di controllo, i valori di stratore per una caldaia centra rendimento nel corso della sua lizzata condominiale. vita utile ed i cambi di Per questo, tocca al cittadino proprietà. Silvio Rezzonico Maria Chiara Voci LA PAROLA CHIAVE Libretto di impianto Pod) e in Lombardia: qui per gli impianti sotto i 5 kW si segue la regola nazionale (nessun libret to) e così anche per i condiziona tori sotto i 12 kW (al contrario di ciò che accade nel resto d’Italia). E dove, anziché indicare Pdr e Pod, bisogna invece ricopiare il codice di targatura rilasciato dall’installatore o dal manuten tore al momento del controllo dell’apparato (nel caso non sia ancora assegnato, viene apposto dopo la prima verifica dei fumi). Al contrario, in Piemonte, oltre ad Ape, Pod e Pdr, è richiesta an che la misurazione dei valori di emissione degli ossidi di azoto, i cosiddetti NOx. «Una prassi – prosegue Maj – non prevista dal la norma in materia, peraltro re centemente aggiornata con le Uni 103891 del 2009 e che com porta l’utilizzo di strumenti più sofisticati da parte dei tecnici manutentori. Con l’aggravante che, laddove si trovino valori di NOx superiori ai limiti imposti nella sola regione Piemonte, non resta che sostituire l’appa recchio visto che non è possibile intervenire sul generatore di ca lore per ricondurre gli inquinan ti sotto le soglie stabilite». Tutto, infine, si riflette nella pratica. Poniamo il caso di una ca sa con un impianto composto da caldaia a gas con produzione di acqua calda sanitaria (sotto i 35 kW); sistema di condizionamen to domestico (dual) split da 2 kW; caldaia a pellet da 16 kW. Secon do la norma nazionale, il libretto è unico, con una scheda per ciascu no dei tre sistemi. Ma in Lombar dia, dovranno essere predisposti due libretti (perché per i condi zionatori sotto una certa potenza non è richiesto il libretto) mentre in Emilia Romagna e Veneto i li bretti dovranno essere tre. Il quadro 01 ABRUZZO Legge appena approvata in attesa di pubblicazione sul Bur (Pdl 34/04) Libretto: unico Catasto impianti: non attivo ma previsto 02 BASILICATA Normativa nazionale Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 03 CALABRIA Normativa nazionale Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 04 CAMPANIA Normativa nazionale Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 05 EMILIA ROMAGNA Dgr 1578/2014 Libretto: un libretto per ogni sottosistema di generazione, la cui compilazione va valutata in funzione della situazione impiantistica (si veda la Guida alla compilazione del Criter); inserimento obbligatorio nel libretto degli estremi Ape e dei codici Pdr e Pod Catasto impianti: non attivo ma previsto sistema informatico Criter 08 LIGURIA Dgr 1673/2014 Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 14 SARDEGNA Dgr 1872/2014 Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 09 LOMBARDIA Dgr 5027/2014 Libretto: un libretto per ogni sistema di riscaldamento o condizionamento (eccetto che sotto i 5Kw per il caldo e sotto i 12 kW per il freddo); targatura regionale degli impianti obbligatoria Catasto impianti: attivo, sistema informatico Curit 15 SICILIA Dgr 556/2014e Libretto: unico Catasto impianti: attivo, sistema informatico Cite 10 MARCHE Dgr 19/2015 Libretto: unico, ma previsti modelli regionali per i rapporti di controllo di efficienza energetica (di fatto identici a quelli nazionali) Catasto impianti: non attivo ma previsto 11 MOLISE Normativa nazionale Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 06 FRIULI VENEZIA GIULIA Dgr 1872/2014 Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 12 PIEMONTE Dgr 13381/2014 Libretto: unico ma compilato secondo un modello regionale; inserimento obbligatorio nel libretto degli estremi dell’Ape e dei codici Pdr e Pod; rilevazione obbligatoria NOx Catasto impianti: attivo, sistema informatico Citt 07 LAZIO Normativa nazionale Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 13 PUGLIA Circolare 6 giugno 2014 Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 16 TOSCANA Dpgr25/R/2015 Libretto: unico, ma previsto modello regionale Catasto impianti: non attivo ma previsto sistema informatico Sir/Siree (in attivazione) 17 PROVINCIA DI TRENTO Normativa nazionale Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 18 PROVINCIA DI BOLZANO Normativa nazionale Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 19 UMBRIA Dgr 961/2014 Libretto: unico Catasto impianti: non attivo, ma previsto sistema informatico Curit 20 VALLE D’AOSTA Dgr 1370/2014 Libretto: unico Catasto impianti: non attivo 21 VENETO Dgr 726/2014 Libretto: un libretto per ogni sottosistema di generazione; inserimento obbligatorio nel libretto dell’Ape e dei codici Pdr Catasto impianti: non attivo ma previsto sistema informatico Circe © RIPRODUZIONE RISERVATA Banche dati. Attivo solo in Lombardia, Piemonte e Sicilia Il catasto si paga ma non c’è ancora pSe sul libretto di impianto l’attivismo delle Regioni ri schia di mettere a dura prova i cittadini e i professionisti, un fronte su cui al contrario i Go verni regionali avrebbero do vuto spendersi e organizzarsi, e invece non lo hanno fatto, è quello della creazione dei ca tasti regionali degli impianti, dei grandi database – accessi bili ai cittadini – che raccolgo no tutti i dati sugli impianti presenti in un territorio. L’obbligo di predisporre queste raccolte è datato 1999 e risale all’entrata in vigore del l’articolo 17 del Dpr 551: sulla base di questa legge e del suc cessivo Dlgs 192/2005 sono, peraltro, più di dieci anni che i cittadini pagano (a valere su una quota dei costi del bollino blu) un contributo alle autono mie proprio per l’avvio dei ca tasti. Tuttavia, ad oggi, solo tre Governi locali hanno uno stru mento di raccolta dati real mente attivo: si tratta di Lom bardia, Piemonte e Sicilia, che utilizzano rispettivamente il sistema Curit (ormai strumen to a regime, perché avviato nel 2008), il Cit (che ha sostituito nel 2014 il vecchio Sigit) e il Ci te (creato a marzo 2012, ma operativo solo da fine dello scorso anno). Anche il Veneto ha un siste ma già strutturato, ma per ora silente: si chiama Circe e di scende da una norma di fine 2014. Sono, inoltre, in via di ap prontamento il database della Toscana che prende il nome di Sir/Siree; quello dell’Emilia Romagna (Criter) e quello del l’Umbria (Curit). Altrove, tutto resta più o me no relegato alle dichiarazioni di intenti (come in Abruzzo o nelle Marche) o peggio ancora a un completo oblio. Salvo poi il fatto che, in alcuni casi, sono intervenute le Province e i Co muni sopra i 40mila abitanti per sopperire in toto alla man canza dei catasti, con la strut turazione di proprie banche dati (ovviamente effettuate per territori più piccoli). Eppure, l’obiettivo di map pare la situazione esistente a li vello del parco impianti per il caldo e per il freddo era consi derato strategico, sia per un fatto di maggiore sicurezza, sia per garantire migliori control li, sia per una questione politi ca e per orientare al meglio gli incentivi per la sostituzioni degli apparati obsoleti. LA SITUAZIONE La sovrattassa è già dovuta quando si effettuano i controlli: database in arrivo in altri quattro territori Ma il ritardo delle Regioni potrebbe riflettersi anche a li vello nazionale. Perché l’ulti mo decreto varato dalla confe renza StatoRegioni che detta le linee guida sulla predisposi zione degli Ape prevede, fra il resto, che l’Enea metta a punto nei prossimi mesi un registro nazionale degli attestati di pre stazione energetica interope rabile con i catasti regionali. Un traguardo che oggi pare davvero un’utopia. Specie se si considera che i catasti non esi stono e che, laddove ci sono, per ora non è stato neppure possibile mettere d’accordo le Regioni sul metodo di esporta zione dei dati in formato Xml dalle singole banche dati. © RIPRODUZIONE RISERVATA ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI Il libretto di impianto nazionale www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com INFORMAZIONE PROMOZIONALE Speciale INNOVAZIONE TECNOLOGICA - Aziende Eccellenti L’eccellenza della chirurgia robotica: il da Vinci Xi Nel futuro con LFoundry LFoundry, una start-up italiana nel settore dei circuiti integrati al silicio, si propone come player globale ab medica e l’impegno nella tecnologia medicale robotica a oltre 30 anni ab medica ha come obiettivo l’innovazione in campo medicale, un impegno che ha permesso all’azienda di diventare punto di riferimento del mercato italiano. Grazie ad ab medica nel 1999 è stato introdotto in Italia il primo modello di robot da Vinci. Ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva, il sistema da Vinci, prodotto da Intuitive Surgical Inc., è oggi l’unica tecnologia disponibile per accedere a una reale chirurgia robotica. Oggetto di oltre 15 anni di letteratura scientifica, il robot da Vinci è diffuso nelle sale operatorie di tutto il mondo. Sono 3.317 i sistemi da Vinci nel mondo e 76 in Italia, dove nel 2014 si sono svolti oltre 11.000 interventi in urologia, chirurgia generale, ginecologia, chirurgia toracica, cardiochirurgia, otorinolaringoiatria e chirurgia dei trapianti. L’ultimo modello, il da Vinci Xi, appartiene alla 6° generazione d’innovazione tecnologica: è l’unico robot in grado di tradurre i movimenti del chirurgo in modo intuitivo e permettere una reale visione 3D del campo operatorio. Dotato di 4 bracci robotici, interscambiabili e montati su un’unica colon- na, utilizza strumenti con diametro da 5 mm a un massimo di 8 mm. Consente inoltre di effettuare una chirurgia multiquadrante, ovvero interventi più complessi su organi posizionati in diversi quadranti anatomici e, grazie alla tecnologia Single-Site, di intervenire con unico accesso attraverso l’ombelico. Rispetto alla chirurgia open, alla chirurgia laparoscopica tradizionale o alla più avanzata laparoscopia teleassistita, la chirurgia robotica da Vinci facilita l’accesso ad anatomie difficoltose, consente un gesto chirurgico più preciso, elimina il tremore fisiologico e permette una riduzione dei tempi operatori (confrontati alla laparoscopia). Al paziente, inoltre, un intervento con il robot da Vinci garantisce piccole incisioni, minore necessità di trasfusioni, minore dolore post-operatorio, riduzione dei tempi di degenza e ripresa più rapida della normale attività. www.abmedica.it © 2015 Intuitive Surgical, Inc. D La scienza delle misure al servizio dell’innovazione e della qualità N elle economie avanzate i processi di misura (o misurazione) sono importanti nell’industria e nella ricerca scientifica. Il successo dei prodotti ad alta tecnologia dipende spesso da rigorosi controlli di qualità, nei quali la misura ha un ruolo chiave. L’Europa investe oltre 80 miliardi di Euro all’anno in misurazioni (lo 0,7 % del PIL europeo). Stime recenti indicano che per ogni euro speso in attività di misura quasi tre euro siano generati in termini di benefici diretti, senza contare le ricadute sociali indirette su salute, sicurezza e ambiente. Nell’applicazione delle leggi sono elemento essenziale su cui si ripone la “fede pubblica”, come richiamato dalla Corte Costituzionale nella recente Sentenza sull’obbligo di taratura degli autovelox. Gli scambi commerciali tra nazioni richiedono misurazioni confrontabili e standard uniformi su scala globale. Fornirli è il compito della metrologia la scienza delle misure - e degli istituti metrologici che come l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM), nati nel secolo scorso per sostenere l’industria manifatturiera, garantiscono oggi, attraverso la partecipazione ad accordi internazionali, il riconoscimento dei campioni nazionali e dei certificati di taratura nei principali Paesi industrializzati. Ciò assicura all’Italia l’equivalenza internazionale degli standard e alle imprese la libera circolazione dei certificati emessi dai laboratori accreditati. L’INRIM, ente di ricerca del MIUR, svolge i compiti di istituto metrologico pri- Le misurazioni a coordinate hanno un impatto diretto sulla qualità dei manufatti. INRIM ha brevettato un metodo per la compensazione degli errori delle macchine di misura mario in accordo con la L. 273/91 “Istituzione del Sistema Nazionale di Taratura” curando, da un lato, l’eccellenza nella ricerca e nell’alta formazione (è sede di dottorato), e offrendo, dall’altro, un reale supporto tecnico-scientifico alle imprese manifatturiere che investono in innovazione e qualità. La metrologia quale tecnologia abilitante al servizio della fabbrica del futuro e della tutela del made in Italy. U n’eredità importante, proveniente da due multinazionali statunitensi (Texas Instruments e Micron Technology), con in programma una forte crescita verso la progressiva leadership nel settore delle cosiddette “foundries”, attraverso lo sviluppo di tecnologie e la produzione di circuiti integrati a semiconduttore. Un’evoluzione dal 2013 che l’ha portata a essere un’azienda con headquarter italiano, creata da due holding, una italiana e una tedesca, ognuna delle quali detiene il 50% della società. Attualmente LFoundry è riconosciuta come un centro d’eccellenza a livello mondiale nel segmento che costituisce il suo patrimonio ereditario: i sensori di immagine, per i quali LFoundry fornisce knowhow e funzionalità speciali quali il BSI (Back Side Illumination) con tecnologia fino a 90nm operando su fette di silicio da 200 millimetri di diametro. Dalla sua creazione nel 2013 ha inoltre sviluppato tecnologie per Secure microcontrollers, Smart-Power devices e MEMS integrati in CMOS, al fine di acquisire la necessaria diversificazione e ampiezza di gamma. “Siamo fornitori europei di tecnologia al silicio ed intendiamo essere rilevanti nella rivoluzione del cosiddetto “internet of things”, che proietta entro il 2020 la produzione e vendita di decine di miliardi di chips che renderanno intelligenti e interconnessi pressoche’ tutte gli oggetti della vita quotidiana” afferma il Presidente Sergio Galbiati che poi continua: “in Europa vi sono poche foundries alternative a noi in questo campo. I nostri concorrenti sono in Far East. Siamo quindi una delle pochissime realtà che può mettere a disposizione in Europa una KET (Key Enabling Technology) per una catena del valore indigena in particolare se, come è possibile, il futuro darà vita ancor più chiaramente ad una competizione vera anche di carattere geo-economico, nella quale i componenti al silicio saranno materia prima di rilevanza strategica, essendo il valore sempre più intrinsecamente generato dalla integrazione delle competenze fondanti dei vari anelli della catena. LFoundry rappresenta oggi una sfida 100% made in Europe; un progetto di questo tipo, che ha nel cuore del proprio sviluppo l’Europa, non può prescindere da una politica industriale nazionale e europea che si ponga l’obiettivo di essere competitiva a livello mondiale. La compagnia nasce con tale DNA, pur essendo il settore dei semiconduttori ormai globalizzato da decenni. È tuttavia l’intero ecosistema europeo che deve prenderne coscienza se vogliamo che imprese di questo tipo non solo nascano, ma si evolvano continuando ad avere presenze regionali rilevanti e rispettate. Il quartier generale di LFoundry si trova ad Avezzano, in provincia di L’Aquila, dove sono localizzate la ricerca e sviluppo e la produzione. Sales, marketing e design, invece, sono nella filiale di Landshut, in Baviera. Ad oggi la Compagnia conta circa 1550 dipendenti. Continua Sergio Galbiati: “siamo un’azienda ad alta intensità di capitale: abbiamo un asset strategico di grande valore per il il nostro territorio, in senso lato. È per questo motivo che siamo convinti di avere intrapreso la strada giusta valorizzando al meglio la tecnologia Il dottor Sergio Galbiati a nostra disposizione e il capitale umano che ci costituisce”. Nel sito di Avezzano, si opera secondo un modello di business che poggia su tre pilastri: il primo è costituito dalla produzione di circuiti integrati su wafer di silicio adattando la tecnologia dei clienti sulle attrezzature della propria linea di produzione. In secondo luogo vengono, invece, messe a disposizione dei clienti tecnologie proprietarie (definite in gergo PDK) che consentono agli stessi di progettare i loro dispositivi. C’è poi un terzo pilasto, denominato “Joint Technology Development”: è un mix dei due precedenti modelli e prevede una partnership con il cliente per sviluppare insieme l’innovazione potenzialmente “disruptive”, ovvero non esistente precedentemente. L’efficienza e l’efficacia complessive sono pertanto una miscela della tradizionale ed indispensabile efficienza produttiva e della efficacia della Ricerca e Sviluppo. Questo requisito è di carattere generale ogni volta che si ha a che fare con un trasferimento tecnologico, e fa di questo tipo di aziende in cui i due aspetti sono così compenetrati, un valore in sè nella generazione di conoscenza. www.lfoundry.com L’ambiente produttivo di LFoundry: la clean room