Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Numero 97 12 Marzo 2013 115 Pagine Motodays 2013 Una panoramica stand per stand fra novità e anteprime alla rassegna capitolina Periodico elettronico di informazione motociclistica Mercato MV Agusta Rivale 800 le prime foto su strada durante i collaudi Speciale MX Articoli, interviste e video del GP della Thailandia | Prova su strada | Suzuki Burgman 650 Executive da Pag. 2 a Pag. 15 Prova in pista Aprilia RSV4 2013 aPRC ABS All’Interno NEWS: Harley-Davidson Softail Breakout e Street Bob SE | Mr. Martini BRD 900 | BMW R1200GS 2013 cos’è la punzonatura | Nico Cereghini “Mettiamo sul podio le nostre emozioni?” | SBK: La MV F3 debutta al TT Suzuki Burgman 650 Executive PREGI Guidabilità DIFETTI Funzionalità manopole riscaldate migliorabile Prezzo da 9.990 € Prova su strada Limousine a 2 ruote Il capostipite dei maxi scooter cambia faccia e si conferma leader per comfort e prestazioni, senza dimenticare il prezzo: fino a Maggio 9.990 euro per lo standard e 10.490 per l’Executive. Ecco come si comporta di Francesco Paolillo 2 3 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito L Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica a prova su strada del Suzuki Burgman 650 Executive E’ stato uno degli antesignani dei maxi scooter moderni, ha riscosso il successo che si meritava, ma è venuto il tempo di rifarsi il trucco dopo 10 anni di onorato servizio. Suzuki Burgman 650 è pronto per riconfermarsi leader per comfort e prestazioni senza dimenticarsi del prezzo. Fino a Maggio 9.990 Euro per lo standard e 10.490 per l’Executive. Era il 2002 quando Suzuki presentò il Burgman 650, un maxi scooter che per dimensioni e confort divenne il punto di riferimento della categoria. Nel 2004 venne presentata la versione Executive, che enfatizzava ulteriormente le doti da limousine a due ruote del Burgman. Specchi richiudibili con comando elettrico, sella e manopole riscaldabili, parabrezza regolabile in altezza e ABS, entravano a far parte della dotazione di serie dello scooter Suzuki rendendolo ancor di più un punto di riferimento. Gli anni passano per tutti e sono dovuti passare quasi due lustri per vedere delle novità sul Burgman 650, sviluppi che riguardano sia l’estetica che la parte meccanica, in parte suggeriti dagli stessi clienti e proprietari della serie precedente. Design Il nuovo Burgman 650 appare più filante e con una vista laterale che enfatizza il posteriore ora meno bombato e più snello. Davanti i gruppi ottici sono più grandi, ma hanno un taglio più dinamico e rastremato verso il posteriore, mentre le luci di posizione sono a LED e sono posizionate sulle estremità delle fiancate. Il retro scudo è caratterizzato dallo sportello del portaoggetti centrale verniciato in tinta, a tal proposito vi diciamo che le colorazioni disponibili sono tre. Il tre quarti posteriore è caratterizzato dalla presenza di una porzione di carenatura in plastica nera, che alleggerisce ulteriormente i volumi del Burgman. 4 Motore Il bicilindrico raffreddato a liquido ha una cilindrata di 638 cc ed è alimentato da un sistema d’iniezione elettronica associata a un sistema d’immissione d’aria diretta nei condotti di scarico, il PAIR (Pulsed-Secondary AIR-Injection). La potenza dichiarata è di 40,05 Kw a 7.000 giri, cioè identica al precedente modello, così come la coppia di 62 Nm a 6.400 giri e il peso di 277 Kg, per cui il rapporto peso potenza rimano lo stesso. Un differenza evidente è invece nel reparto trasmissione. Come richiesto da numerosi proprietari della versione precedente, la trasmissione è stata modificata e sono stati limitati gli attriti interni sia a motore spento (per rendere più facile sia gli spostamenti da fermo), sia durante la marcia, in particolare alle basse e medie velocità. Il rinnovato sistema di trasmissione e la riduzione delle perdite meccaniche favoriscono l’economia dei consumi che in modalità Drive infatti scendono del 15% rispetto al modello precedente. Riconfermato il cambio automatico elettronico Suzuki Electronically-controlled Continuously Variable Transmission (SECVT), che grazie a delle modifiche mirate ha visto ridurre gli attriti del 35%, e consente tramite una semplice selezione dei tasti posizionati sul manubrio di scegliere tra tre diverse modalità di trasmissione, due completamente automatiche, Drive e Power ed una Manuale. La modalità Drive permette una guida confortevole, fluida e lineare. La modalità Power consente invece regimi di guida brillanti e una maggiore reattività del comando del gas. La modalità Manuale lascia al pilota la possibilità di cambiare marcia, semplicemente agendo sui pulsanti posizionati sul superaffollato blocchetto elettrico sinistro. 5 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Strumentazione Da totalmente digitale si ritorna a un mix tra strumenti analogici (contagiri e tachimetro) e un display digitale centrale che fornisce un’ampia gamma di informazioni sullo stato di salute del mezzo e sulle condizioni di viaggio. Temperatura liquido e livello carburante sui lati, orologio, temperatura aria e contachilometri al centro. Inoltre si possono visualizzare anche le mappature del cambio (in Manuale si visualizza il rapporto inserito) oltre ai consumi medi e istantanei, e tanto per non farsi mancare nulla, anche il livello del lubrificante e l’indicatore cambio di olio. Telaio - Sospensioni - Freni Il telaio tubolare del Burgman è stato modificato in particolare nella parte posteriore, ora più stretta e di conseguenza, più rigida dal punto di 6 Periodico elettronico di informazione motociclistica Prove vista torsionale, il tutto senza che tale modifica vada a influire sul volume del vano sottosella. Le sospensioni non vengono stravolte ma sono state ottimizzate nel funzionamento. Escursione di 110 mm per la forcella telescopica idraulica, e 100 mm per la coppia di ammortizzatori idraulici posteriori, che vi ricordiamo lavorano su un forcellone in lega. Il tris di dischi (i due anteriori sono semi flottanti e non più fissi) è controllato passo passo da un sistema ABS che, rispetto a quello montato sul modello precedente, perde più di metà del suo peso, mentre il freno di stazionamento è stato riposizionato al di sotto della sella sul lato sinistro. Accessori Ampia la possibilità di personalizzare il proprio Burgman 650, a partire dall’optional più 7 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica Alla rapidità di manovra e all’agilità dimostrata sia in città che sulle strade extraurbane, il Burgman 650 contrappone una stabilità sul veloce davvero encomiabile gettonato che è il bauletto, mentre chi ha intenzione di incrementare ulteriormente le capacità di carico potrà dotarsi di una borsa sagomata da posizionare sopra al tunnel in mezzo alle gambe. I narcisi non mancheranno di dotare il proprio Burgman 650 della mascherina cromata tra i gruppi ottici, mentre nel vano portaoggetti è posizionata una presa aggiuntiva per l’alimentazione, predisposta per un eventuale navigatore. 8 La nostra prova Executive di nome e di fatto, il Burgman 650 accoglie letteralmente il guidatore, sella ampia e ben conformata, con schienalino regolabile, ampio parabrezza, cruscotto automobilistico davanti, e alle spalle altrettanto spazio e medesima accoglienza per il passeggero. Prima di partire abbiamo riposto uno zaino e la tuta antipioggia nel vano sottosella (dotato di illuminazione), di dimensioni davvero abbondanti (ci stanno comodamente due caschi integrali oltre a oggetti vari di piccole dimensioni), senza scordarsi dei tre vani posizionati nello scudo anteriore (con quello centrale dotato di presa 12V. La sella svasata sui lati e la pedana rastremata permettono di poggiare i piedi a terra senza che sia necessario avere le gambe da pallavolista, mentre il baricentro basso aiuta a mantenere l’equilibrio. Siamo pronti ad affrontare il traffico mattutino della capitale, decisamente caotico; a dispetto delle dimensioni abbondanti, il Burgman si muove con estrema agilità e, sfruttando l’ampio angolo di sterzo e l’ottimo bilanciamento, si riesce anche a slalomare tra le auto in colonna. Capita raramente, ma all’occorrenza è davvero comodo poter richiudere gli specchi retrovisori con il semplice tocco di un pulsante, il loro posizionamento in basso, e soprattutto la loro ampiezza, che per altro li rende davvero funzionali lo consigliano vivamente. Il traffico intenso, consiglia 9 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito l’utilizzo del cambio automatico e la mappatura più tranquilla del propulsore, che in modalità Drive è davvero di una fluidità da prendere a riferimento e con una rumorosità di scarico ridotta ai minimi termini. Anche le modifiche alla trasmissione permettono una dinamica di guida che più rilassante non potrebbe essere, anni luce dai “tira e molla” causati dal freno motore piuttosto invadente del precedente modello. Il nuovo Burgman 650 Executive è agile e stabile anche sul sampietrino romano, che è famoso per essere sconnesso e poco “allineato”: questa limousine a due ruote dimostra di essere un discreto 10 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica incassatore di buche, anche se qualche colpo sulle sconnessioni più secche riesce a passare. Va decisamente meglio sugli avvallamenti, condizione che difficilmente mette in difficoltà la coppia di ammortizzatori posteriori e tantomeno la forcella. Spostandoci fuori da Roma, le strade diventano più veloci e le curve più ampie, una condizione nella quale l’Executive dimostra di essere uno scooter da turismo, anzi da granturismo di prima grandezza. Una regolata al parabrezza, tanto per toglierci un po’ di aria dal casco, e per fare le cose a modo e non farci mancare nulla, accendiamo il riscaldamento delle manopole e della sella. Il loro funzionamento non ci ha convinto del tutto, a causa della temperatura troppo altalenante, e legata allo stile di guida. In pratica andando a bassa velocità sella e manopole faticano a scaldarsi, mentre aumentando il ritmo le cose migliorano decisamente, ma dubitiamo che viaggiando con temperature vicino allo zero (oggi in media abbiamo letto sulla strumentazione temperature comprese tra i 10 e i 15°) possano essere ottimali. Alla rapidità di manovra e all’agilità dimostrata sia in città che sulle strade extraurbane, il Burgman 650 contrappone una stabilità sul veloce davvero encomiabile, preciso sui curvoni in appoggio, anche quando uno stile di guida baldanzoso o arrembante prova a coglierlo in fallo. Lui non fa una piega e forte di un telaio rigido e sospensioni dal settaggio davvero azzeccato, passa oltre disegnando traiettorie precise come se fossero disegnate con un curvilinea sul foglio da disegno. Affrontando tratti di strada in salita e discesa, in rapida successione, con numerosi sorpassi da effettuare, la scelta migliore è quella della mappa “Power”, che oltre a incrementare la reattività del bicilindrico e le capacità di ripresa, aumenta anche il freno motore. Questo aiuta sia nella marcia in discesa e 11 ZOOM 12 ZOOM 13 Suzuki Burgman 650 Executive ABS da 9.990 € Tempi: 4 Cilindri: 2 Cilindrata: 638 cc Raffreddamento: a liquido Avviamento: E Potenza: 55 cv (40.5 kW) / 7000 giri Coppia: 6.32 kgm (62 Nm) / 6400 giri Marce: AV Freni: DD-D Misure freni: 260-250 mm Misure cerchi (ant./post.): 15’’ / 14’’ Normativa antinquinamento: Euro 3 Peso: 277 kg Lunghezza: 2260 mm Larghezza: 810 mm Altezza sella: 750 mm Capacità serbatoio: 15 l Segmento: Scooter Ruote basse ABBIGLIAMENTO anche nelle fasi di inserimento in curva, mentre la trasmissione attacca in maniera più pronta e permette di togliersi più di una soddisfazione dal punto di vista della guida. Ci vuole poco a farsi prendere la mano, e con il ritmo che sale emerge un equilibrio davvero notevole del Burgman 650 che anche se portato vicino al limite (che poi è tutto riconducibile alla luce a terra) si dimostra sempre perfettamente controllabile e esente da qualsivoglia ondeggiamento anomalo e fastidioso della ciclistica. Se poi si vuole ovviare al problema della limitata luce a terra, basta semplicemente spostare il busto verso l’interno della curva e tutto si risolve. Se invece alle vostre spalle è seduto il passeggero, e avete voglia di guidare e non di passeggiare, allora è meglio dare un giro di precarico alle molle degli ammortizzatori posteriori, per evitare che a ogni affondamento del posteriore in curva, corrisponda una sonora grattata di cavalletto. Procedendo verso il punto di arrivo, cominciamo a giocare con i numeri per vedere quali sono stati i consumi medi durante la prova. Anche questo sembra essere un aspetto positivo del nuovo Burgman 650 Executive, con il computer di bordo che non è mai sceso sotto i 17 km/l, anche nelle fasi più impegnative e stressanti per la meccanica, mentre veleggiando tra gli 80 e i 90 km/h è facile oltrepassare i 20 km/l (buona l’autonomia considerando i 15 litri di capacità del serbatoio). Niente male considerando le dimensioni XL e relativa superficie frontale, ma soprattutto la massa di tutto rispetto che si porta a spasso il bicilindrico Suzuki. 14 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica SCHEDA TECNICA Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Giacca Tucano Urbano Steve Guanti SPIDI Stivali TCX Casco Schubert S2 Protezione schiena Motoairbag 15 Aprilia RSV4 2013 aPRC ABS PREGI Elettronica ed ABS al top DIFETTI Prezzo rilevante pur con una dotazione completa Prezzo da 18.390 € Prova in pista Evoluzione della Specie Siamo volati all’Estoril per provare la rinnovata versione 2013 della supersportiva Aprilia. Più potente, più sofisticata nell’elettronica, non cambia nel prezzo: 18.390€ per la versione R, 22.390€ per la più sofisticata Factory di Emiliano Perucca Orfei 16 17 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica A differenza di quanto accade per alcune competitor, che di anno in anno si aggiornano solamente nelle grafiche nell’attesa dell’arrivo del modello nuovo, Aprilia RSV4 dal 2009 ad oggi è stata oggetto di interessanti aggiornamenti che, anno dopo anno e passo dopo passo, hanno portato praticamente alla perfezione un progetto nato in pista per la pista e poi “convertito” senza troppe modifiche in un prodotto stradale. In listino allo stesso prezzo del modello 2012 (18.390 euro nella versione R aPRC ABS e 22.390 euro nella più sofisticata Factory aPRC ABS) il M.Y. 2013 introduce piccole grandi migliorie in quattro aree: motore, ergonomia, elettronica e freni. Motore: ora ci sono 184 cv Il potenziale del quattro cilindri a V di 65° progettato da Claudio Lombardi è fuori discussione. Le velocità monstre fatte registrare da Max Biaggi a Monza (quasi 340 km/h) parlano chiaro sul potenziale di un motore progettato con l’obiettivo di non creare particolari vincoli ai telaisti in fase di progetto pur senza palesare scelte di compromesso in termini di potenza ed erogazione nella sua versione stradale. Nel passaggio dal M.Y. 2012 al 2013 il V4 di Noale ha guadagnato 4 cv (ora 184 a 12.500 giri) e 2 Nm di coppia (117 Nm a 10.000 giri) grazie a nuove mappature, uno scarico rivisto ed una massiccia riduzione degli attriti interni. La Factory, rispetto alla R, adotta anche i cornetti d’aspirazione a lunghezza variabile andando così a migliorare la qualità dell’erogazione ai regimi più alti. Nuova ergonomia L’introduzione dell’ABS, di serie alla stregua del pacchetto aPRC, ha comportato l’introduzione di una nuova centralina dedicata al suo funzionamento che ha costretto i tecnici Aprilia ad una rivisitazione dell’ergonomia e della distribuzione dei pesi della moto dato il posizionamento sotto 18 la sella. Un elemento, quest’ultimo, che avrebbe ridotto la capacità del serbatoio e che per questo è stato ridisegnato non solo per ospitare addirittura 1,5 litri in più (ora sono 18,5) ma anche per consentire al pilota una più comoda posizione in sella grazie alla diversa conformazione degli incavi per le gambe ed una parete più verticale e contenitiva in prossimità della sella. Ora è più bassa di 5 mm Un intervento apparentemente limitato a sé stesso ma che ha portato con sé altre novità ciclistiche: il perno forcellone, ad esempio, è stato abbassato di 5 mm così come il motore. La sella, di conseguenza, si è abbassata sua volta dello stesso valore arrivando a 840 mm da terra a tutto vantaggio di un maggior feeling di guida in frenata e tra le curve. perfezionamenti a quanto di buono già proposto. Oltre ad essere disponibile anche per le aPRC già su strada - basta un update in concessionaria - il nuovo software è stato studiato per rendere più omogenea la guida attraverso un maggior sfruttamento dei sensori onboard. aPRC aggiornato (anche per le 2012) Doppia taratura nello stesso livello di taglio Senza ombra di dubbio tra le migliori e più sofisticate piattaforme di controllo dinamico l’aPRC è stata aggiornata nel software da un lato per fare posto all’ABS e dall’altro per introdurre Oltre all’angolo di piega, infatti, aPRC ora combina il precedente dato sull’angolo di piega con quello di velocità delle ruote per modulare le 19 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica soglie di slittamento ammesso e quindi il livello di derapata possibile in relazione al livello di intervento (ce ne sono 8 disponibili) scelto attraverso il joystick sul manubrio: il sistema, sostanzialmente, all’interno delle possibilità d’azione del livello di taglio scelto a monte è in grado di offrire risposte diverse sulla base della tipologia di curva che si sta percorrendo. anche a fronte di pneumatici con caratteristiche dimensionali, di aderenza e risposta alle sollecitazioni diverse. Alcune novità hanno interessato anche il controllo di impennata, che è stato rivisto nella mappa n1. Ora permette un’impennata più lunga ed in linea con le esigenze dei piloti. Riconosce da sola che gomma usiamo L’ABS porta con sé nuove pinze freno Ma non è tutto: oltre ai già noti launch control regolabile su tre livelli - il controllo di trazione, la cambiata assistita Quickshift, l’elettronica aPRC 2013 integra un’inedita procedura di autoapprendimento della tipologia di pneumatico utilizzata. Sino ad oggi è l’unica moto supersportiva a vantare questo livello di raffinatezza che permette al sistema di lavorare al top del suo potenziale 20 Prove Anche per quanto concerne l’ABS, sviluppato in collaborazione con la Bosch, in Aprilia non hanno voluto lasciare nulla al caso, anzi. Prima di dare il via libera all’integrazione del nuovo componente, infatti, si sono rese necessarie numerose sessioni di sviluppo per portare il sistema ad un livello tale da consentire ai piloti gli stessi tempi sul giro con l’ABS attivato in mappa 1 o completamente 21 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica Nulla di lasciato al caso nello sviluppo dell’ABS: prima di integrarlo ci si è accertati di portare il sistema ad un livello tale da consentire ai piloti gli stessi tempi sul giro con l’ABS attivato o meno disattivato. Un potenziale, quello dell’impianto frenante, basato anche sulla bontà delle nuove pinze Brembo monoblocco M430 (assistite da pompa radiale) e dischi da 320 mm sui quali l’elettronica agisce per modulare la frenata con tre soglie di intervento: il livello 1, comunque omologato per l’uso stradale, è quello più racing. Il livello 2 si propone per l’uso sportivo, lavora anch’esso sulle due ruote, ma offre una taratura più conservativa anche in tema di sollevamento 22 della ruota posteriore. Il livello 3 è invece quello più presente, studiato per assicurare il massimo della sicurezza sul bagnato. R e Factory: solite differenze Non vi sono particolari differenze, invece, tra M.Y. 2012 e 2013 in termini di dotazione ciclistica. R e Factory hanno come al solito in comune il telaio a doppio trave in alluminio con elementi fusi e stampati in lamiera (passo 1.420 mm, avancorsa 105 mm, angolo di sterzo 24,5°) e forcellone a doppia capriata in alluminio ma si differenziano nella tipologia di sospensioni e di cerchi utilizzati. Sulla R sono di serie la forcella Showa upside-down con steli da 43 mm ed ammortizzatore Sachs regolabile mentre la Factory utilizza un più performante set di sospensioni Ohlins dello stesso diametro ed una coppia di cerchi forgiati, sui quali viene proposta la gommatura 200/55 ZR17 in luogo della precedente 190. Differenze che alla bilancia valgono molto visti i 179 kg dichiarati dalla Factory ed i 184 della R. Più matura Chi scrive aveva provato la prima RSV4 Factory nell’ormai lontano 2009, conservandone però stampato a fuoco nella mente un bellissimo ricordo. Salire in sella al modello 2013 offre praticamente subito l’impressione di un mezzo più maturo, stabile e meglio rifinito. Se la prima 23 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito RSV4 trasmetteva in diversi aspetti la sensazione di trovarsi al cospetto di un prototipo, questa 2013 - già da ferma meno rumorosa meccanicamente e più pulita nella risposta a tutti i comandi - appare invece ben più raffinata e, appunto, matura. Il propulsore appare fin da subito ben più regolare nell’erogazione, pulito nella risposta all’acceleratore e con un maggior allungo agli alti regimi. Se la vecchia Factory calava sensibilmente una volta raggiunti gli 11.500 giri, la versione 2013 allunga con una decisione nettamente maggiore spingendo forte fino ai 12.500. Non è 24 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica finita, perché il maggior allungo determina di fatto un’erogazione molto più piatta e progressiva di quella leggermente irregolare della precedente RSV4. Stabile in frenata Lo spostamento del motore più in basso è percettibile al di là di qualunque effetto placebo. Se infatti alla vecchia RSV4 si poteva ascrivere un difetto, questo andava ricercato in una stabilità in frenata a dire poco relativa. Corta ed agilissima, con un baricentro alto che accentuava i trasferimenti di carico, la Superbike di Noale non si faceva pregare per scodinzolare ad ogni pinzata decisa, arrivando a mostrare accenni di sovrasterzo anche nella fase di iscrizione in traiettoria a gas chiuso. Ora, con un baricentro leggermente più basso, la RSV4 2013 sacrifica qualcosina in termini di agilità - non abbiate paura, resta il riferimento di categoria - per privilegiare una maggior stabilità. In staccata si affonda sul comando con la massima confidenza, con ruote che restano in linea e il Racing ABS che prova la sua efficacia non dando il minimo segno della propria presenza se non quando si esagera volutamente per andare a chiamarlo in causa. La leva freno offre un feeling bellissimo: modulabile e progressivo non mostra mai segni di cedimento. E, lo ripetiamo, l’ABS settato in mappa 1 - quella più specialistica, adatta al circuito - non si rivela mai intrusivo o particolarmente percettibile sulla leva. Il controllo elettronico ora offre un comportamento differenziato a seconda della situazione in cui si trova la moto. Si nota facilmente come il suo comportamento sia nettamente diverso a seconda che si stia affrontando un tornante o un 25 ZOOM ZOOM 26 27 ZOOM ZOOM 28 29 In conclusione L’Aprilia RSV4 2013 è, oggi come oggi, il riferimento della categoria in termini di qualità elettroniche e di guidabilità. Difficile trovarle difetti se non quello della dimensione che costringe i più alti a posizioni di guida piuttosto sacrificate. Del resto, essendo una moto nata per dare il meglio di sé in contesti dove l’altezza del pilota è un punto a sfavore, non poteva che essere così. Aprilia RSV4 R APRC 18.390 € Tempi: 4 Cilindri: 4 Cilindrata: 998.9 cc Disposizione cilindri: a V longitudinale di 65° Raffreddamento: a liquido Avviamento: E Potenza: 180 cv (132 kW) / 12500 giri Coppia: 11.73 kgm (115 Nm) / 10000 giri Marce: 6 Freni: DD-D Misure freni: 320-220 mm Misure cerchi (ant./post.): 17’’ / 17’’ Normativa antinquinamento: Euro 3 Peso: 179 kg Lunghezza: 2050 mm Larghezza: 715 mm Capacità serbatoio: 17 l Segmento: Super Sportive ABBIGLIAMENTO lungo curvone in percorrenza - entrambi frangenti presenti all’Estoril - e, confrontandoci con chi aveva effettuato i test sulla versione precedente, si nota anche un diverso livello d’intervento del traction control. Ora un pilota di buon livello può tranquillamente fermarsi al livello 5 senza riscontrare eccessi d’intrusività, e solo i più veloci e sicuri (leggasi: i piloti veri) hanno la necessità di scendere fino a 2/3. A voler essere pignoli si può riscontrare un comportamento un po’ troppo aggressivo dell’anti-impennata, decisamente permissivo sul livello 1. Nessun problema - anzi, gustosissime sensazioni - se si resta sul livello 2. E attenzione anche alla posizione in sella: ci è capitato con una certa frequenza di sfiorare senza volere il joystick sul blocchetto sinistro trovandoci così ad uscire di curva con il Traction Control a livello 8. 30 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica SCHEDA TECNICA Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Casco X-Lite X-802R replica Lorenzo Captain America Tuta Dainese Paraschiena Dainese Guanti Alpinestars Stivali Alpinestars 31 Motodays 2013 tutti presenti! Una panoramica stand per stand fra novità, anteprime e versioni speciali che le Case espongono alla rassegna capitolina 32 33 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito E’ E’ vero, le principali novità dell’anno hanno già debuttato fra Intermot ed EICMA, ma Motodays resta palcoscenico privilegiato sul pubblico del Centro e Sud Italia per tutte le star del 2013. Vi guidiamo tra gli stand delle Case presenti per ricordarvi tutto quello che c’era da vedere alla Fiera di Roma per gli appassionati di due ruote. Yamaha: Neo 2T e BW Easy Al padiglione 4, area D18 troviamo tutta la gamma 2013 di Iwata, con la star FJR1300A, i nuovi Aerox R ed Aerox R Naked e la supercruiser XVS 1900, ma anche le naked FZ8 ed XJ6 Model Year 2013 e, dulcis in fundo, le sportive YZF-R1, R6 ed 34 Periodico elettronico di informazione motociclistica News R125 nell’inedita colorazione Race Blu. Presente anche le versioni speciali del TMAX 530, Solar Black e Black Max, nonché il cuginetto XMAX 250 nella nuova livrea MOMODESIGN. Ma le starlette del salone per quanto riguarda il marchio dei tre diapason sono stati i due scooter Neo’s 2T e BW’s proposti in versione Easy, già nelle concessionarie rispettivamente a 1.490 e 1.590 € F.C. Due anteprime assolute per il mercato italiano che, complice l’esposizione dedicata ai “cinquantini” proposta da Motodays. Presenti anche tutti i club ufficiali Yamaha dedicati ai vari modelli della Casa di Iwata. 35 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News Honda, demoride per tutti La Casa dell’Ala dorata proporrà a Motodays tutte le sue novità 2013, con una line-up composta dalle tre nuovissime medie (CBR500R, CB500X, CB500F), il nuovo Forza 300 C-ABS, la Bagger GoldWing F6B, la CB1100, la nuova CBR600RR e l’NSC50 in livrea Repsol. Sempre da annoverare fra le novità la Crosstourer Limited Edition, con cambio sequenziale DCT e colorazione Darkness Black Metallic. Livrea inedita per l’Integra in Mat Black. Gradita sorpresa per gli amanti delle competizioni sono state le moto da corsa Honda che hanno popolato lo stand: dalla RC213V di Dani Pedrosa alla CBR1000RR SBK del team Pata, fino alla meravigliosa CRF450 Rally, che quest’anno ha segnato il rientro ufficiale della casa di Tokyo alla Dakar. 36 37 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News Ducati, gamma completa e spazio ai Club La Casa bolognese ha portato a Motodays 2013 l’intera gamma, a partire naturalmente da Hypermotard ed Hyperstrada, senza naturalmente tralasciare la nuova Multistrada, la 1199 Panigale in versione “R” (che proveremo a breve sullo spettacolare tracciato texano di Austin), Diavel Strada e Monster 20th Anniversary. Presenti anche tutte le altre moto che compongono la gamma Ducati, ma particolare spazio è statoriservato soprattutto al Desmo Owner Club e alle iniziative pensate in quel di Borgo Panigale per i propri clienti, a partire dalla nuova campagna finanziaria dedicata a Multistrada 1200, 1199 Panigale e Monster. 38 39 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News Suzuki: novità e demoride Anche la casa di Hamamatsu ha portato tutta la sua line-up 2013 a Motodays, partendo dal nuovo Burgman 650 e passando per GSX-R1000 in edizione “1 Million” e Intruder C1500T per arrivare al futuro, sotto forma del concept V-Strom 1000 che tanto interesse ha suscitato al suo debutto all’Intermot tedesco e successivamente all’EICMA. Non sono mancate ovviamente anche tutte le altre moto di Casa Suzuki, dalla nuova Hayabusa con ABS fino alla famiglia GSXR al gran completo (con tanto di rappresentante racing sottoforma della SBK portata in gara dal team romano Celani), Gladius e gamma scooter. Nell’area esterna è stato inoltre possibile provare diversi modelli (portandosi ovviamente abbigliamento, casco e patente valida) della gamma 2013: Burgman 650, Gladius 650, Inazuma 250, Intruder C1500T, Intruder M800, Bandit 650S ABS, GSX 1250FA, GSR 750 ABS e V-Strom 650 ABS. 40 41 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb KTM Anche la Casa Austriaca non è potuta mancare all’appuntamento romano con gli appassionati delle due ruote. La più attesa era sicuramente la Adventure 1190, l’enduro stradale che promette confort da viaggiatrice ed emozioni da “divoracurve”. Occhi puntati anche sul resto della gamma con particolare attenzione alle Duke, dalla 200 fino alla 990, passando per la 690 (forse la più amata dell’intera gamma) versatile e con un’elettronica evolutissima per il segmento in cui si inserisce. Hanno fatto poi bella mostra di sé anche le ruote tassellate con la gamma Cross ed Enduro dove la regina incontrastata è la 350cc di Tony Cairoli, il sei volte campione del Mondo MX. 42 43 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb MV Agusta Non poteva mancare il marchio di Schiranna, presente a Motodays con tutte le (numerose) novità 2013. Si parte ovviamente dalla Rivale che aveva debuttato ad EICMA aggiudicandosi il platonico - ma ambitissimo - titolo di moto più bella del Salone. Oltre alla nuova crossover, MV Agusta ha esposto nel suo stand la nuovissima F4 nelle tre versioni base, R e la sofisticatissima RR che riporta al vertice le prestazioni della maxisportiva della Casa italiana con il palmarés più ricco della storia. Non potevano naturalmente mancare anche tutta la gamma Brutale (dalle maxi a quattro cilindri fino alle “trepistoni” 675 ed 800) nonché la spettacolare F3 675 che ha di recente debuttato nel Mondiale Supersport restituendo alle competizioni un marchio che mancava davvero da troppo tempo. 44 45 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb BMW Motorrad Presente naturalmente anche la Casa tedesca. Regina dello stand è la nuova R1200GS, a brevissimo in consegna ai primi clienti e di cui potrete leggere fra poco la nostra prova completa. Lo stand BMW ha ospitato comunque tutta la gamma 2013, a partire dalla nuovissima HP4, la base per la Superbike realizzata a partire dalla S1000RR, accompagnata per l’occasione dalla sorellina da gara con cui Marco Melandri ha disputato la prima prova del Mondiale solo due settimane fa. Non sono mancati i due maxiscooter C650GT e C600 Sport, la novità 2013 F800GT che raccoglie il testimone dell’apprezzata F800ST e tutte le altre proposte della Casa di Monaco di Baviera, dalla R1200GS Adventure (che resta realizzata sulla base della “vecchia” GS raffreddata ad aria), la naked R1200R nonché le supertourer K1600GT e GTL. 46 47 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica serbatoio che assicura più capienza ed anche più feeling al pilota nella guida in pista. E guidandola, si percepiscono subito anche gli altri interventi fatti all’elettronica, modificando il software di gestione alla ricerca della massima confidenza da offrire al pilota. Questa è una moto veloce, sincera nella reazioni e molto generosa per chi cerca prestazioni ed emozioni. Ha una ciclistica di altissimo livello, un telaio che neanche alcune moto da competizione possono vantare e un concentrato di tecnologia ed elettronica ai massimi livelli. I risultati nel mondiale SBK confortano la nostra opinione. Ora troviamo anche il sistema ABS, che sarà obbligatorio tra pochi anni sulle moto. Pensiamo di aver fatto davvero un bel lavoro e ci attendiamo risposte positive dai nostri clienti». Altra debuttante romana, la Caponord 1200, che completa la gamma della Casa veneta coprendo un segmento di mercato molto dinamico e ricco di competitor. «Possiamo definirla senz’altro moto globale – è ancora Albesiano a presentarla - ideale per fare tutto e per bene: da soli, in coppia, turismo a lungo raggio ma anche uso quotidiano. Oltre al bicilindrico capace di 125 cv, Caponord 1200 propone il sistema ADD di sospensioni semiattive coperte da quattro brevetti che insieme al Cruise Control completa il pacchetto di sistemi elettronici presenti di serie sulla moto, come l’acceleratore Ride by Wire multimappa, il traction control regolabile su tre livelli ed il sistema ABS a due canali». Con questo modello, Aprilia connette le moderne esigenze dei motociclisti con il suo grande bagaglio di capacità tecnologica: moderna, tecnologia e molto riuscita dal punto di vista estetico, nei prossimi mesi Caponord 1200 sarà sottoposta al giudizio del pubblico. Le prime impressioni, dai Motodays, sono tutte molte positive. Nei prossimi giorni il nostro Andrea Perfetti la proverà sulle magiche strade del sud della Sardegna, a presto per la prova su Moto.it Aprilia porta al debutto a Motodays la Caponord 1200 e la RSV 4 ABS di Alfonso Rago | Due new entry per Aprilia: i Motodays hanno ospitato la presentazione ufficiale della sportiva RSV 4 dotata di sistema ABS e della tuttofare Caponord 1200 da 125 cv A lla presenza dei due eroi di Phillip Island, Guintoli e Laverty, sottolineando quindi la stretta parentela tra la moto che corre (e vince) in pista e quella destinata ai clienti, Aprilia ha tolto i veli alla RSV 4 ABS, disponibile sia in versione R che Factory. Errore pensare che le novità si limitino al sistema frenante: per quanto evolutissimo, 48 l’ABS della RSV 4 è solo la ciliegina sulla torta di una moto che propone molte innovazioni rispetto alla versione conosciuta. «La RSV 4 cresce in termini prestazionali – la presenta così Romano Albesiano, responsabile del Centro Tecnico Moto del Gruppo Piaggio – visto che guadagna 4 cavalli, salendo da 180 a 184; c’è un nuovo assetto in sella, vista la migliore ergonomia del 49 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica termini di sicurezza non teme confronti, essendo provvisto di tre efficaci freni a disco». Modelli a vocazione ecologica: Benelli ha la sua ricetta? «Certo: a Roma esponiamo il primo modello di ebike targato Benelli: è “Classica”, bici a pedalata assistita dedicata a chi si muove in città, ideale per muoversi senza impacci nel traffico urbano senza dimenticare il rispetto per l’ambiente». Benelli a Motodays 2013 di Alfonso Rago | Importante presenza della Casa del Leoncino all’evento romano: sono in arrivo presso la rete vendita le attese novità della stagione 2013 S ono tre i fronti con cui Benelli aggredisce il mercato delle due ruote, puntando a tornare tra i marchi di riferimento per gli appassionati: tra moto, scooter e biciclette a pedalata assistita, da Pesaro arrivano interessanti new entry. «La novità di maggior importanza - ci spiega Gianni Monini, direttore commerciale Italia di Benelli - è la BN600, quattro cilindri presentata ad Eicma ed ormai pronta al debutto. Un modello dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, che per la facilità di guida che la 50 distingue possiamo indicare come adatto anche a chi guida per la prima volta una moto. Accanto a lei, troviamo le classiche tre cilindri Benelli, come la TNTR, la TNT899 e la TRE-K Amazonas, esposte nelle nuove colorazioni». Per gli scooter, qual è il modello di punta? «Senz’altro il Cafè Nero 250, in listino a meno di 3.000 euro: quindi, allo stesso prezzo di un 150, è possibile prendere un modello più veloce, con moderno motore a quattro valvole e che in 51 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica Geopolis 300 Il primo tassello della nuova strategia si chiama Geopolis 300: nuovo impatto estetico, molti dettagli ripresi dalle cugine a quattro ruote, importanti modifiche (una per tutte, il disegno della sella) rispetto il vecchio modello. Ne deriva uno scooter a ruota alta di grande impatto visivo, imponente ed elegante, che si propone come alternativa rispetto ai best seller di mercato. «Oltre le note tecniche e le caratteristiche di guida – continua Pellegrino – questo nuovo scooter è unico sul mercato perché coperto da una garanzia di quattro anni e due di assistenza stradale. Una dote che nessun altro può vantare, frutto di un accordo con il gruppo Mapfre che verrà esteso a tutta la gamma Peugeot». Peugeot Geopolis 300 premiere mondiale a Motodays di Alfonso Rago | La Casa del Leone rampante si propone al mercato con ambizione grazie alle tante novità in procinto di essere lanciate. Si inizia con il Geopolis 300, presentato in anteprima assoluta al salone romano S i scrive Peugeot, si legge fashion scooter: per il marchio francese, il 2013 si annuncia come l’anno della svolta, del consolidamento del brand, del rafforzamento dell’immagine presso il grande pubblico. In occasione della presentazione mondiale del Geopolis 300, Enrico Pellegrino, amministratore delegato di Peugeot Motocycles Italia, ha fatto il punto sugli obiettivi conquistati dall’azienda che guida e lanciato le prossime, impegnative sfide. «In 52 Europa, Peugeot occupa il quinto posto tra i costruttori, con una percentuale del 9,4% del mercato scooter; siamo leader in Francia, mentre in Italia la nostra quota è in costante crescita, sfiorando ormai il 4%. Per noi è la base di partenza per una nuova, prossima fase: cambio del rapporto con il cliente, attraverso veicoli capaci di trasmettere valori di design e funzionalità propri di tutto il gruppo Peugeot, il cui linguaggio automotive è riconosciuto in tutto il mondo». 53 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Triumph le due Bonneville Special Edition a Motodays di Alfonso Rago | Motodays è il palcoscenico per il debutto italiano delle due “SE” in serie limitatissima. Ad Aprile anche la Speed Triple Special Edition C ome promesso, Triumph ha portato - oltre naturalmente al resto delle novità 2013 - due splendide special su base Bonneville e Bonneville T100 realizzate in esclusiva per il mercato italiano in serie limitatissima (50 esemplari ciascuna). Non è purtroppo presente nello stand la Special Edition per la naked sportiva Speed Triple, che arriverà non prima di aprile. 54 News Periodico elettronico di informazione motociclistica cromati per il fanale come sulla Thruxton e un paracoppa nero opaco, mentre il posteriore si arricchisce di un nuovissimo maniglione passeggero. Specchietti neri dallo stile contemporaneo completano il nuovo look; design originale anche per la sella, con nuove cuciture e copertura in vinile. La nuova Bonneville SE è già disponibile nelle concessionarie, con soli 50 pezzi riservati all’Italia. Il prezzo è di €8.755. T100 SE Bonneville SE La prima special parte dalla base della Bonneville lasciandone immutato il propulsore da 865cc e gran parte dello stile. Quello che spicca è la rossissima colorazione del telaio, definita da Triumph Cranberry Red, con tanti dettagli in nero opaco. Il colpo d’occhio anteriore vede il montaggio di nuovi indicatori di direzione, nuovi sostegni Ancora più esclusiva la Special Edition realizzata su base Bonneville T100 (in apertura), destinata unicamente al mercato italiano. Anche in questo caso disponibile in soli 50 pezzi già presso le concessionarie, la T100SE è caratterizzata dagli inconfondibili cerchi a raggi e dall’originale livrea grigio perla con preziose filettature di colore argento. Il prezzo è di €9.990. 55 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Il resto della gamma Naturalmente presente tutto il resto della gamma Triumph, a partire dalla novità 2013 Tiger Sport, le Daytona 675 e leStreet Triple della stessa cilindrata. Non mancano chiaramente Speed Triple, Sprint, la nuova Tiger Adventure e tutte le instant retrò nei vari allestimenti proposti dalla casa di Hinckley. Speed Triple SE Poco più avanti, più precisamente ad aprile, arriverà anche una Special Edition per Speed Triple. Caratterizzata dall’inedita colorazione blu per telaio e forcellone, la Speed Triple SE sarà disponibile in Matt Graphite con decals in blu opaco o in Crystal White con decals blu lucido. Cupolino, 56 puntale sottocarena e coprisella in tinta con la carrozzeria saranno di serie. Non è però solo la caratterizzazione estetica a differenziare la SE dalla Speed di serie: una lunga lista di parti in fibra di carbonio contribuiranno ad alleggerire la SE anche nella sostanza: parafango anteriore, fianchetti laterali, copriserbatoio e pannelli radiatore interni. Completano il quadro il nuovo paraserbatoio in gomma, il faro posteriore chiaro e un design tutto nuovo per frizione, alternatore e carter del pignone, nonché la ripresa del blu del telaio da parte delle filettature sui cerchi. Inediti anche i nuovi specchietti neri, paracalore dello scarico, manubrio e dadi forcella. Anche la nuova Speed Triple SE sarà disponibile in 50 pezzi, ad un prezzo di € 12.590. 57 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News Kromature l’area Custom a Motodays 2013 Il padiglione Kromature anche quest’anno è presente al Motodays 2013, pronto ad accontentare quella fetta di pubblico del Centro-Sud Italia, appassionata al mondo custom e alle personalizzazioni A nche quest’anno Motodays offre agli appassionati il padiglione Kromature, pronto ad accontentare quella fetta di pubblico del Centro-Sud Italia che ama il mondo custom e le personalizzazioni. Presenti tutti i migliori customizer d’Italia e d’Europa, che parteciperanno al bike contest aperto a moto di tutte le marche costruite da professionisti (primo fra tutti i “nostri” CR&S) o privati. Vi mostriamo un assaggio di quello che il mondo custom ha proposto quest’anno a Motodays 2013. 58 59 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica 50 Cinquantini a Motodays di Alfonso Rago | Un’area speciale, tutta dedicata alla nostalgia dei bei tempi andati: grazie al Moto Club Yesterbike, è possibile ammirare una collezione unica dei migliori esemplari storici da 50 cc da strada e off road S e avete in programma una visita a Motodays, mettete in conto di dover sostare per qualche tempo presso l’area dov’è allestita la mostra “50 Cinquantini”, organizzata da Moto Club Yesterbike che con l’occasione festeggia il suo quinto compleanno. Sarà come entrare nella macchina del tempo, tornando all’improvviso indietro di qualche decennio; per chi ha magari qualche capello bianco, sarà come tornare di nuovo 60 giovane, quando si andava in moto senza casco, la benzina costava il giusto e il mondo sembrava più bello di come in effetti è. Scusate i toni forse elegiaci, ma ci prende così: vedere allineate tante splendide motine da 50 cc, rilucenti per cromature, alettature del raffreddamento, steli delle forcelle, ci ha fatto brillare gli occhi. E non abbiamo potuto allontanare dalla mente il pensiero ingrato che moto così oggi, purtroppo, davvero non se ne fanno più. Per emozione, stile e fascino, non hanno discendenti. Ed è un vero peccato, perché poi ci si lamenta che i giovani non abbiano più passione per le moto... E se oggi magari invidiamo i ragazzini perché hanno i tablet e sono connessi in rete col mondo intero, nondimeno ci sentiamo fortunati a nostra volta, per aver vissuto in un’epoca in cui si andava spensierati in moto incontro al futuro, lasciando in scia un filo di fumo azzurro. 61 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica ElettroCity l’elettrico in mostra a Motodays 750 metri quadrati all’interno del padiglione 3 di Motodays sono dedicati alla mobilità sostenibile: ElettroCity espone i modelli ecologici più venduti in Italia S ono sedici i veicoli esposti a ElettroCity, una selezione che punta a testimoniare quanto avanti si stia spingendo la ricerca e quanto vasto e interessante sia oggi il panorama dei veicoli elettrici disponibili in Italia. A Elettrocity è possibile ammirare la Twizy, importante progetto di Renault, la urban crosser più venduta in Italia con oltre 100 km di autonomia. Anche l’Estrima 62 Birò, piccolo scooter elettrico a quattro ruote, e il genovese Ecojumbo sono tra i veicoli in mostra a Elettrocity. In mostra anche la Testla Roadster, la supercar USA in fibra di carbonio con telaio monoscocca e un’autonomia di 340 km. Le novità a Motodays Molte le novità presentate proprio in occasione di Motodays: E-Solex, il mito reinventato in chiave elettrica e con batterie a polimeri di litio estraibili che si ricaricano velocemente e garantiscono 40 km di autonomia. La Brammo Enertia Timeless, una enduro prodotta in serie speciale e realizzata da OMT Garage: 100% eletrica da cuore di 9kW per 120 km di autonomia a 120 km/h. Fanno il loro esordio a ElettroCity anche la nuova microcar iCar0 di GeenGo e Kalat, la bicicletta a pedalata assisitita. Veicoli in prova dal 21 24 marzo «Quello che abbiamo voluto per la Capitale» - ha dichiarato Luca Mortara - è uno spettacolo in due atti: nel primo, a Motodays, invitiamo a scoprire il mondo della mobilità sosenibile e nel secondo, due settimane dopo ad Officine Farneto, invitiamo tutti i romani a provare 60 veicoli elettrici diversi con la possibilità di acquistarli con degli incentivi e sconti del 20% sul prezzo». 63 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica Com’è fatta Motodays: smart presenta la e-bike Anche smart è presente alla seconda edizione di bici@romaexpo dal 7 al 10 marzo, dove presenta la sua e-bike, una smart a due ruote da 2.899 euro A lla kermesse capitolina smart punta al cuore degli amanti delle due ruote, soprattutto quelli attenti all’ambiente, presentando la sua prima e-bike. Allo stand allestito all’interno del padiglione è possibile provare la bici in un percorso realizzato per l’occasione. e-bike è la soluzione di smart per la mobilità metropolitana: una bici a pedalata assisitita, dal design accattivante e perfetta per la città, praticamente una smart su due ruote. «Con smart e-bike offriamo una nuova soluzione di mobilità a zero emissioni ideale per una città 64 come Roma, che sempre più ama le due ruote ecologiche. Infatti, come confermano recenti ricerche, sono 170.000 i romani che ogni giorno si muovono per la città in bicicletta» ha dichiarato Vittorio Braguglia, Amministratore delegato di Mercedes-Benz Roma. «L’e-bike smart è il frutto di esperiene raccolte nelle metropoli di tutto il mondo. Abbiamo chiesto alle persone come si immaginavano l’e-bike ideale da utilizzare in città e tradotto i loro desideri in soluzioni quali la porta USB integrata o il rigeneratore di energia in fase di frenata». Il pacchetto propulsivo è potente ed efficiente: smart e-bike è un Pedelec, quindi un veicolo ibrido, il motore elettrico BionX, esente da manutenzione, è montato nel mozzo della ruota posteriore e si avvia non appena il conducente agisce sui pedali. La forza viene trasmessa alla ruota posteriore tramite cinghia. Il cambio a tre marce si trova nel mozzo. Il conducente può stabilire, tramite un pulsante sul manubrio, la potenza che il motore dovrà fornire in ausilio alla forza muscolare; è possibile scegliere tra quattro livelli di potenza. A seconda della potenza scelta, l’autonomia della batteria ricaricata può raggiungere i 100 chilometri. La batteria agli ioni di litio da 423 Wh è integrata nel telaio ed è una delle più potenti sul mercato. La batteria portatile può essere ricaricata tramite normale presa domestica o durante la marcia: se si frena il motore si trasforma in un generatore. Su entrambe le ruote (da 26) sono montati freni a disco Magura; gli equipaggiamenti di serie comprendono luce a LED con funzione di marcia diurna. e-bike monta pneumatici Continental EcoContact Plus, resistenti grazie ai rinforzi supplementari. La trazione avviene tramite cinghia dentata in carbonio la quale, diversamente dalle catene tradizionali, non necessita di lubrficazione o manutenzione. Il collegamento USB di serie consente di alimentare accessori come cellulare o navigatore. E’ possibile inoltre personalizzare la propria smart e-bike equipaggiandola con il supporto flessibile smartphone o il manubrio comfort, o il portapacchi con reti portaoggetti. Grazie ad un’app per iPhone appositamente concepita, lo smartphone si trasforma in una centrale informativa. smart propone inoltre caschi e borse a tema. Nei paesi UE non è necessario patentino per guidare e-bike, non è necessaria nemmeno un’assicurazione perché il motore non supera i 25 km. smart e-bike è disponibile a 2.899 euro, IVA inclusa, presso gli smart center autorizzati. 65 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Max Biaggi inaugura l’edizione 2013 di Motodays Com’è stato veder vincere l’Aprilia? «Credo che Aprilia sia la migliore candidata alla vittoria del mondiale, ma dovrà vedersela con Kawasaki e BMW, le rivali più pericolose». di Alfonso Rago | Taglio del nastro per Motodays, con due testimonial d’eccezione: Max Biaggi per le moto e Gianni Bugno a rappresentare il mondo della bici. Abbiamo approfittato per fare a Max qualche domanda sulla sua nuova carriera E Ducati? «La nuova moto è bellissima, ma ancora acerba: non credo sia possibile vederla in lizza per la vittoria nelle prime gare del campionato. I frutti del lavoro di sviluppo del team Ducati li vedremo a partire dalla seconda parte della stagione». A lla fine, a sorpresa, è spuntato anche il sole: evidentemente, anche Giove Pluvio dev’essere un appassionato di moto. Il taglio del nastro, momento simbolico d’inizio dei Motodays, è stato affidato a Max Biaggi, tornato nella sua Roma con i galloni di campione mondiale SBK in carica. Abbiamo scambiato qualche battuta con l’ex pilota Aprilia, che ha appena debuttato in una nuova avventura professionale. 66 Non possiamo non iniziare che chiedendoti quali sono le impressioni da commentatore tv. «Ho vissuto sensazioni strane: fare venti ore d’aereo, arrivare in pista, passare davanti ai box ma non salire più in moto, mettere in testa una cuffia invece del casco, sono stati tutti momenti particolari. Ma l’impatto è stato positivo: commentare le imprese in pista dei miei ex colleghi mi è piaciuto. E spero sia piaciuto anche ai telespettatori». Sei tornato a Roma per i Motodays e per salutare i tuoi tifosi: c’è un appuntamento in calendario per festeggiare il titolo SBK? «E’ così: finora non c’è stata occasione per ringraziare i tanti fan che mi hanno sostenuto durante la scorsa stagione, ma ora finalmente c’è una data. Do appuntamento a tutti per il prossimo 23 marzo: ci vediamo al Forum, su via Aurelia, per una grande festa con fan club. Seguitemi sui soliti canali per maggiori dettagli. Vi aspetto!». 67 Le ragazze più belle della Fiera di Roma Le ragazze più belle a fianco delle ultime novità presentate a Motodays 2013 68 69 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito 70 Periodico elettronico di informazione motociclistica News 71 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica MV Agusta Rivale 800 le prime foto su strada! aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb di Andrea Perfetti | Vi mostriamo in esclusiva le foto di una delle moto più ammirate e attese della stagione, sorpresa durante i collaudi su strada intorno a Varese M V Agusta Rivale 800: le prime foto su strada Vi mostriamo in esclusiva le foto di una delle moto più ammirate e attese della stagione, sorpresa durante i collaudi su strada intorno a Varese e ferma dal distributore di benzina. Le due Rivale della nostra fotogallery, una nera e l’altra nell’elegante grigio metallizzato, appaiono nella loro veste definitiva. Un segno inequivocabile di come sia imminente il lancio sul mercato della nuova maxi italiana (annunciata per la seconda metà del 2013). Prosegue quindi a spron battuto il lavoro dei tecnici e dei collaudatori di MV Agusta per portare a buon fine quello che Giovanni Castiglioni, patron di MV Agusta, ha definito “il progetto più difficile degli ultimi anni per la casa lombarda”. Con la Rivale 800 l’azienda entra in un nuovo segmento di mercato, quello delle moto sportive a manubrio non solo dritto (c’è già la famiglia Brutale), ma anche alto. Cresce infatti l’offerta di moto emozionanti, potenti e adrenaliniche ma che non ti spezzano la schiena e che si lasciano guidare per ore con facilità. La Rivale promette grandi cose; basta leggere la sua scheda tecnica per scoprire infatti che pesa solo 170 kg, e ha la bellezza di 125 cavalli. Troviamo incastonato nel 72 telaio il motore tre cilindri che ha debuttato sulla F3 675 e che equipaggia anche Brutale 675 e 800. Il tre cilindri in linea di Rivale 800 ha l’albero motore controrotante che ha esordito sulla supersportiva F3 675. La tecnologia MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System) impiega tre mappe motore predefinite e una custom, da costruire in base a esigenze e gusti personali. La gestione dell’acceleratore è Ride-By-Wire. Il telaio adotta la sezione anteriore con schema a traliccio in tubi di acciaio con piastre in lega di alluminio a fare da fulcro al monobraccio della sospensione posteriore. L’angolo del cannotto di sterzo è superiore di mezzo grado rispetto a quello della Brutale 800. Cresce l’escursione di forcella e monoammortizzatore, forniti da Marzocchi e Sachs e regolabili nel precarico della molla e nell’idraulica in compressione e in estensione. I freni contano sulla coppia di dischi anteriori di 320 mm di diametro con pinze radiali Brembo a quattro pistoncini, e un disco di 220 mm di diametro, con pinza a due pistoncini. La Rivale 800 sarà disponibile dal secondo semestre 2013 a partire da 10.990 euro. 73 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica Due novità Harley-Davidson 2013 Softail Breakout e Street Bob SE di Maurizio Tanca | La gamma 2013 della Casa di Milwaukee si arricchisce di una versione Breakout per la Softail e una Special Edition per Dyna Street Bob D a Milwaukee arrivano due sorpresine mica male: l’intrigante chopper Softail Breakout e una Special Edition della bobber Dyna Street Bob. Prezzi? Rispettivamente da 20.900 e 15.000 euro, chiavi in mano. FXSB Softail Breakout In Harley la definiscono “predatore urbano”: non sappiamo quanto questa definizione possa connotare questa - secondo noi bellissima – nuova Softail chopper, tuttavia ci sbilanciamo sul fatto che di sguardi probabilmente ne attrarrà tanti. E probabilmente anche di acquirenti (parliamo di “mondo”, naturalmente) pronti a portarsela 74 nel box, ad onta dei quasi 21.000 euro necessari per farlo. La nuova Breakout (contraddicendo il comunicato stampa ufficiale, ci permettiamo di chiamarla al femminile, trattandosi di motocicletta) è ovviamente un modello premium nel suo segmento, ed è naturalmente ispirata all’omonima versione speciale CVO presentata lo scorso agosto al prezzuccio di 29.500 euro). Quindi è bassa e slanciatissima, con una forcella piuttosto inclinata e dagli steli possenti (da 49 mm), parafanghi corti, e con un gommone posteriore da 18” largo 240 mm, che fa coppia con l’anteriore da 21” largo 130 - quindi maggiorato rispetto ai precedenti analoghi modelli Softail – montati su splendidi cerchi “Gasser” stile drag racing anni sessanta e settanta, giustamente magnificati dallo styling manager Kirk Rasmussen. Trattandosi di una Softail, è quasi superfluo ricordare che il forcellone tubolare triangolato aziona una coppia di ammortizzatori paralleli celati sotto al motore. Il manubrio è un drag-bar nero lucido con sopra un tachimetro montato arretrato, mentre sul serbatoio da quasi 19 litri corre la classica striscia di cuoio nero. Quanto al mirabile motore nero e cromato, si tratta chiaramente del Big Block Twin Cam 103B (quindi con due contralberi di bilanciamento) da 1.690 cc con cambio a 6 marce, montato rigidamente nel telaio e accreditato di una coppia massima di 13,3 kgm (130 Nm) a soli 3.000 giri, e di una potenza (non dichiarata) vicina agli 80 cv (circa 60 kW dunque) a poco più di 5.000 giri. Dietro al muscoloso V2 a 45° spicca il nuovo serbatoio dell’olio per la lubrificazione separata, realizzato in alluminio pressofuso a nervatura singola, e verniciato in nero lucido come gli stessi silenziatori in tandem. Sopra il tutto troviamo una sella biposto (con sezione posteriore rimovibile senza bisogno di attrezzi) sulla quale il pilota guida a 63 cm da terra con le gambe classicamente stese in avanti. Le colorazioni disponibili per l’intrigante Breakout sono Vivid Black, Big Blue Pearl ed Ember Red Sunglo, mentre il prezzo esatto è di 20.900 per la nera, e 21.200 per le altre due colorazioni, ABS ed antifurto elettronico compresi. 75 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb FXDB Dyna Street Bob Special Edition Si tratta di una versione prodotta in serie limitata della nota bobber Harley modello 2013, realizzata in pochissimi esemplari dall’Harley-Davidson’s Factory Customizing programme solo per i più importanti mercati internazionali. Ed è in vendita a 15.000 euro tondi tondi, anche in questo caso comprendenti ABS e antifurto elettronico. La Street Bob 1690 special edition differisce dunque dalla standard – anch’essa lanciata alla fine della scorsa estate – principalmente per i cerchi ruota in acciaio anodizzati in rosso, per le colorazioni Vivid Black e Big Blue Pearl con grafiche particolari sul serbatoio, e per alcuni ritocchi estetici riguardanti il parafango posteriore, accorciato, ed il coperchio del filtro aria a goccia anziché ovale. 76 77 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica perdita di volumi generalizzata a partire dagli scooter di 125cc con 3.345 veicoli e un -28,2%, segmento comunque più importante. Un po’ meglio i 150-200cc con 3.087 pezzi e un -13,3%. In calo i 250cc con 503 veicoli, pari a -44,8%, e anche i 300-500cc scendono con 3.108 unità e il -26,1%. Anche il segmento dei maxiscooter oltre 500cc subisce un crollo e si ferma a 861 vendite con un -49,8%. Per le moto l’andamento delle cilindrate è differenziato. Quelle superiori ai 1000cc registrano 1.948 pezzi pari al -26,9%. A seguire i volumi delle moto tra 800 e 1000cc con 1.706 unità, e un -14,5%. Le medie cilindrate tra 650 e 750cc con 1.206 moto si attestano a -7,8%, le 600cc con solo 249 vendite a -42,2%. In controtendenza le 300-500cc con 1.035 pezzi e un +9,4%, le 250cc con 391 moto a -8,4% e infine le 125cc con 591 moto e un -24,1%. In termini di segmenti si rilevano cali a due cifre per tutti segmenti: in discesa le enduro stradali con 2.438 pezzi pari a -10,9%, le naked con 1.789 unità pari a -17,7% le custom con 789 vendite segnano un - 14%, le sportive con 722 moto comportano un -17,8%; le moto da turismo con 709 immatricolazioni e un -21,8%, le supermotard arretrano con 428 moto e un -30,8%. In totale nel primo bimestre del 2013 sono state vendute 22.045 due ruote a motore (immatricolazioni + 50cc), pari al -25% rispetto allo stesso bimestre dell’anno scorso. Cosa dice l’ANCMA “La crisi persevera e non si intravede un’inversione di tendenza. L’irresponsabilità della politica continua a pesare su tutti i settori dell’industria e dell’economia. Il nostro comparto chiede Mercato a febbraio Le due ruote spengono i motori L’Italia è immobile. Immatricolazioni di febbraio in negativo, si registra un -23,6% (scooter -29,9% moto -13,6%). Nel mese al primo posto tra le moto la BMW R1200GS, seguita da Ducati Multistrada e Kawasaki Z800. Honda SH leader tra gli scooter I l mercato nel mese di febbraio Le immatricolazioni di febbraio (veicoli maggiori di 50 cc) continuano in negativo: con 8.717 unità si registra un -23,6%, con gli scooter che con 4.915 pezzi segnano -29,9% mentre le moto si fermano a 3.802 vendite pari al -13,6%. Questo mese pesa in media sul totale anno circa il 6%. Per i cinquantini il calo è analogo agli scooter: con 1.913 registrazioni e un -29,1%. La BMW R1200GS risulta la più venduta nel mese (226 pezzi), seguita da un’altra maxi da 78 turismo, la Ducati Multistrada 1200. Ottimo debutto anche per la Kawasaki Z800, al terzo posto con 103 moto. E continua a riscuotere ampi consensi la Honda NC700X, con 95 unità. Le immatricolazioni nel primo bimestre 2013 Nel primo bimestre dell’anno l‘immatricolato segna un -23,6% con 18.077 veicoli; di cui 10.904 scooter pari a -27,6% e 7.173 moto pari a -16,6%. L’approfondimento per cilindrata mostra una 79 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica News stabilità e riforme strutturali, tese a far ripartire le aziende quindi l’occupazione e i consumi. dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) – “Inoltre, la continua non assunzione di responsabilità da parte delle assicurazioni, che continuano a preferire la circolazione di soggetti non assicurati e impongono tariffe insostenibili, comporta un ulteriore freno al mercato. I costi per prendere il titolo di guida in autoscuola e l’inadeguatezza delle infrastrutture per le nuove prove pratiche per il conseguimento della patente A, generano un altro blocco alle vendite”. Le moto più vendute a febbraio Le 100 moto più vendute nel primo bimestre 2013 I 100 scooter più venduti nel primo primestre 2013 80 81 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica Mr. Martini BRD 900 la resurrezione di una Triumph di Edoardo Licciardello | British Racing Dream: una Sprint 900 a carburatori rinata per farla del colore giusto, l’unico che possa adattarsi ad una vera sportiva britannica T utti noi abbiamo un cassetto, da qualche parte in casa (e forse più spesso in garage) dove conserviamo quelle cose che non sappiamo nemmeno perché teniamo. Un po’ perché magari un giorno pensiamo che ci possano venire utili, un po’ perché sarebbe un peccato buttarle via, un po’ perché non lo sappiamo nemmeno noi - a volte solo perché si tratta di qualcosa che non ci servirà mai, ma è così bello... Questa BRD (acronimo di British Racing Dream) è nata proprio così, per un’idea che ha fulminato Nicola - in arte Mr. Martini - riaprendo un vecchio cassetto. E’ bastata la 82 brochure di un’auto sportiva inglese, ovviamente in livrea British Racing Green, e la vista di una Triumph Sprint 900 a carburatori di metà anni 90 abbandonata in un angolo dell’officina perché si accendesse la lampadina. Risuscitare la tricilindrica britannica, aggiornandola nella sostanza e regalandole la più nobile delle livree racing. L’obiettivo era creare una moto che sintetizzasse elementi classici e racing, dalle marcate caratteristiche sportive ma con la maneggevolezza di una naked e capace di portare il passeggero con una sistemazione ragionevole. La moto viene completamente smontata per modificare il telaio (accorciandolo) ed ospitare un piccolo serbatoio di provenienza ignota recuperato al Mercatino di Imola, operazione che richiede una ricollocazione dell’impianto elettrico per lo più nascosto sotto il fianchetto sinistro. La sella cannettata, realizzata artigianalmente, accoglie il passeggero con una comodità normalmente sconosciuta a special di questo genere. Il processo di aggiornamento passa per un vero stravolgimento dell’avantreno, prelevato in blocco da una Yamaha R1 dal cerchio ai semimanubri con tutto quanto sta in mezzo. Le lavorazioni di sostanza proseguono con uno scarico Zard realizzato su misura, compensato da un filtro aria più libero (Mr. Martini). I dettagli sono tutti curatissimi, a partire dal tappo serbatoio “Monza”, specchietto bar-end, strumentazione riposizionata, faro di provenienza Speed Triple (prima serie, naturalmente) e adozione finale di pneumatici Metzeler M5. La colorazione? Non poteva essere che Verde Corsa Inglese, da cui questa special prende il nome (British Racing Dream), con l’elegante contrasto offerto dal nero del telaio e beige dei cerchi, per offrire una moto grintosa ma di rara raffinatezza. 83 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito News Periodico elettronico di informazione motociclistica ha approntato per eseguire a regola d’arte il richiamo, strumento che sarà loro inviato da Monaco di Baviera. La punzonatura è già stata eseguita su diversi esemplari (ad esempio le moto del parco stampa come quella del video, e un discreto numero di mezzi destinati ai demo ride che si sono tenuti in questi giorni) e verrà estesa nei prossimi giorni a tutte le moto attualmente presso la rete vendita. Nel dettaglio l’azione tecnica riguarda la procedura di serraggio dei tappi degli steli della forcella. Richiamo BMW R1200GS 2013 cos’è la punzonatura di Andrea Perfetti | L’articolo dedicato al recente richiamo della punzonatura alla forcella sulla nuova GS ha scatenato un vero putiferio di commenti. La moto è ora in prova a Moto.it e vi sveliamo in cosa consiste l’azione tecnica R ichiamo BMW R1200GS 2013: cos’è la punzonatura L’articolo dedicato al recente richiamo per la punzonatura della forcella sulla nuova GS ha scatenato un vero putiferio di commenti. La moto è ora in prova a Moto.it e vi sveliamo in cosa consiste l’azione di richiamo. Si tratta di un’azione tecnica volta al corretto serraggio dei tappi superiori degli steli della forcella mediante 84 la marcatura in quattro punti (la così detta punzonatura). Come saprete ormai tutti, la Casa tedesca ha richiamato la nuova maxi enduro per eseguire una punzonatura alla forcella nella zona di attacco alla piastra superiore dello sterzo. L’intervento viene fatto nelle officine autorizzate, le moto non devono quindi rientrare in fabbrica, e ritarderà di pochi giorni la consegna della GS ai clienti che l’hanno già ordinata. Il ritardo si deve essenzialmente al fatto che le officine devono impiegare lo strumento specifico che BMW 85 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica BMW Motorrad 90 anni in 90 secondi aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Uno spettacolare video condensa in poco più di un minuto l’evoluzione delle motociclette della Casa bavarese partendo dalla storica R32 S ono passati ormai 90 anni da quel lontano 1923 in cui BMW Motorrad avviò la produzione della storica R32, la prima moto dotata di quel boxer che da allora è simbolo indiscusso delle motociclette della Casa di Monaco. Un anniversario del genere merita il giusto tributo. In attesa della moto preannunciata dal concept svelato a sorpresa in occasione di EICMA dal Presidente Stephen Schaller che contiamo di vedere a 86 News bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb breve in carne ed ossa, la Casa bavarese ha pensato bene di proporci un video in cui condensa in soli 90 secondi una storia quasi secolare di boxer, quattro cilindri in linea, bicilindrici paralleli e sei cilindri! La moto preannunciata dovrebbe trattarsi, ipotizzando sulla base dell’immagine impiegata da BMW, di una naked spinta dall’ultima edizione del boxer aria/olio che riprenda in chiave moderno/retrò i canoni della R32 originaria. 87 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito C Nico Cereghini “Mettiamo sul podio le nostre emozioni?” iao a tutti! Ancora una volta, per concludere almeno provvisoriamente l’argoMoto belle e moto brutte sono categorie che non mento, torno sulle moto belle e brutte per tirare le convincono tutti. E allora proviamo ad andare somme dopo le vostre os- oltre: riusciamo a catalogare le moto in base alle servazioni. Il tema ha di- nostre emozioni? vertito molti di voi, perché stilare classifiche è sempre interessante, ma ha suscitato in altri una caloro- perfezione, perché ciò che conta è l’emozione ecsa protesta: perché tentare di catalogare le moto cetera eccetera. E io sono d’accordo con tutti voi, sui canoni estetici? Per molti è una cosa che non tranne con chi afferma che “queste sono soltanto si deve e non si può fare, perché si entra in una chiacchiere da bar”. Se al bar si filosofeggia, allosfera troppo personale, perché si spezza una ra a me piace ascoltare e partecipare. Io penso magia, perché si rischia di offendere chi di noi ha che prima o poi, tanto per divertirci, magari profatto un percorso diverso, perché le moto sono veremo davvero a stilare una specie di classifica come le donne, perché il fascino pesa più della sulle moto belle e su quelle brutte. Seguendo i 88 News Periodico elettronico di informazione motociclistica vostri consigli potremmo dividerle per periodi storici, o per nazione, chissà. Ma intanto allargo il campo nell’altra direzione: indagando tra le emozioni e tentando di classificare con quelle. Personalmente ho tre moto nel cuore, e cioè la prima sulla quale sono salito da bambino, la prima che ho veramente sentito mia, e infine quella che più ho desiderato. Ecco il mio podio virtuale. Non potrò mai dimenticare l’emozione di salire per la prima volta sulla moto di uno zio materno. Moto per modo di dire. Mio padre, gran lavoratore con dieci figli a carico, non aveva nemmeno la patente, mentre lo zio era considerato un vero motociclista perché nel ’52 aveva la Lambretta D. Mi prese a bordo per un giretto in un giorno di agosto, in piedi sulla pedana, le mani strette sul manubrio vicine a quelle dello zio, e ancora ho nel naso il profumo della gomma delle manopole misto a quello oleoso dello scarico, e nelle orecchie tutti i suoni: scappamento, cambio marce, i sassi dello sterrato sotto le ruote. La mia prima moto fu invece una Gilera rossa. Lavorai quasi un anno, per averla, tutti i pomeriggi in un negozio di materassi; il concessionario si approfittò di uno studente diciassettenne molto sprovveduto, la mia Giubileo 98 trasformata in regolarità e pagata quasi come nuova era alla frutta. Durò meno di un anno. Eppure fu con quella che provai l’emozione della velocità pura, l’orgoglio di saperla guidare, e poi la scoperta delle traiettorie, la sensazione della leggerezza, la bellezza di accordare al cuore il regime del motore e di scoprirmi da solo e felice sulla strada. Indimenticabile. E infine la BSA Spitfire MK III del ’67, versione Europa. Il mio sogno, il più grande desiderio irrealizzato. Ore ed ore davanti alla vetrina del concessionario Ghezzi a Milano, il poster sopra il letto, una vita a desiderare quella bicilindrica da 54 cavalli che prometteva addirittura i duecento chilometri orari. Ancora oggi, a guardare le fotografie, la Spitfire mi sembra la più bella moto del mondo: la purezza delle linee, la musica promessa dagli scarichi, la gioia che anticipa quella sella, tutta quella strada dentro il grande serbatoio. E’ un quadro di colori, forme, superfici, emozioni che un vecchio progettista inglese di cui nemmeno conosco il nome ha fatto –ecco il miracolo- pensando proprio a me. Attendo i vostri podi, o le graduatorie emozionali che vorrete fare. La mia prima moto fu invece una Gilera rossa. Lavorai quasi un anno, per averla, tutti i pomeriggi in un negozio di materassi 89 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito I Racconti di Moto.it “Moto in regalo” di Antonio Privitera | Mi guardava come una puttana. Appoggiata al muro sul manubrio ornato da un mazzo di fiori di ruggine, aveva lo stesso aspetto e il medesimo sguardo di una di quelle che aspettano il cliente aspirando sigarette... M i guardava come una puttana. Appoggiata al muro sul manubrio ornato da un mazzo di fiori di ruggine, aveva lo stesso aspetto e il medesimo sguardo di una di quelle che aspettano il cliente aspirando sigarette, sostenendosi con la spalla contro l’uscio del proprio lupanare 90 News Periodico elettronico di informazione motociclistica mentre la mano libera regge una borsetta penzolante all’altezza del desiderio. Ogni giorno cercavo parcheggio in via dell’Occhioinfermo e lei mi guardava, mi seguiva col suo occhio, una volta mi è sembrato persino che lampeggiasse ma era ovviamente un’impressione. Una mattina di giugno sul marciapiede di questa larga strada in discesa poco trafficata, con pochi negozi, un fioraio, un bar e un panificio, sbocciò questa motocicletta. Me lo ricordo bene, fu il giorno dopo il violentissimo nubifragio tropicale che per un paio d’ore spazzò la città facendo tanto spavento e molti danni, ma nessun morto. Almeno, io non ne ebbi notizia. La motocicletta aveva un unico punto di contatto col muro, il contrappeso destro del manubrio. Ogni mattina per almeno due settimane mi chiedevo come mai il proprietario non l’avesse lasciata sul cavalletto, invece di appoggiarla al muro a lasciare che uno spesso strato di polvere coprisse la vernice rossa e argento e le plastiche fossero cotte dal sole; io non mi ci avvicinavo mai, anche se mi rodeva la curiosità di sapere come mai come nessuno mettesse al riparo oppure la facesse furtivamente sparire, in tutto o in parte, quella meraviglia di motocicletta. Sola e abbandonata, nemmeno i passanti se ne curavano e i cani sembravano evitarla per andare a fare la pipì da un’altra parte. Mi convinsi con spirito qualunquista che fosse rubata. Ma, se era così, un cittadino modello come me aveva il dovere di informare la Polizia, magari il proprietario ne aveva già denunciato il furto e mi sarebbe stato riconoscente. Decisi quindi che un giorno sarei andato al lavoro un po’ prima per avere il tempo di poterla vedere da vicino. Dire a Matilde, la mia fidanzata convivente, che uscivo da casa mezz’ora prima per fare il commissario Basettoni mi parve onestamente ridicolo, così inventai una bugia su un cliente col bisogno di… una consulenza rapida nella primissima mattina. Certe volte le donne ci amano così tanto da credere a tutto, fuorché alla verità. Nemmeno io le faccio tante domande sul suo lavoro, svolgiamo entrambi due mestieri che desideriamo lasciare fuori dalla porta di casa. Magari ogni tanto a cena ci raccontiamo distrattamente le cose più divertenti che ci sono accadute, quelle più strane. Arrivai in via dell’Occhioinfermo prima delle sette, la moto era sempre lì ad aspettarmi e dopo averla poggiata sul cavalletto laterale, iniziai a fare alcune fotografie da ogni angolazione. Mi accorsi che il lato destro, quello rivolto verso il muro, era letteralmente macinato. Non era incidentato, era proprio come se qualcuno solo su quel lato avesse inferto colpi pesantissimi con una mazza di ferro: impossibile spiegare altrimenti lo scempio delle ammaccature pure sui cilindri, il fodero della forcella deformato a metà altezza, il disco anteriore ridotto a una figura geometrica solo lontanamente imparentata col cerchio. Nel mio mestiere avevo visto tante moto incidentate, però mai brutalmente deturpate come questa: la sensazione che quella motocicletta testimoniasse qualcosa di singolare si fece largo tra i miei pochi capelli instillandomi qualche sospetto malizioso. La targa c’era ancora, fotografai pure quella. Rimisi la moto nella posizione nella quale l’avevo trovata, andai in ufficio e misi alla prova i miei contatti nell’ambiente della polizia per saperne subito qualcosa in più: dietro preghiera di non farmi scappare niente con nessuno mi fu riferito che la moto apparteneva a un tale Palimeni Fabrizio e che non ne era mai stato denunciato il furto. - Ma perché – mi chiese il mio amico poliziotto –c’è qualche problema? Non è che ora vai da questo Palimeni e gli dici che il suo recapito te l’ha dato la Polizia? Non fare scherzi Pietro, vedi che ci vai di mezzo pure tu! - Noooo… ma quando mai! È che la moto mi piace e vorrei sapere chi è il proprietario per sapere se la vende! Grazie Michè! - La moto? Tu che non hai manco lo scooter? - Sì, io. La moto! Matilde è matta per le moto. Ti dispiace? - No, Pietro. Rompiti il collo e non chiamarmi più per ‘ste stronzate! Ricerche su Internet senza esito, nella rete questo Palimeni non esisteva. Magari se lo avessi trovato non sarei andato avanti, soddisfatto di essermi calato per una mezza giornata nei panni del detective. Invece scaricai le foto sul mio pc 91 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito e le osservai con ostinata attenzione, scorgendo dietro il pedalino sinistro rimasto intatto una specie di macchia di colore, un riflesso. Ingrandii la foto ma a parte un dolore agli occhi per lo sforzo di capire cosa potessero rappresentare quei pixel sgranati come cous-cous, non recuperai altro. Finii la giornata di lavoro mestamente (non era una novità). L’indomani mattina, la stessa incredibile casualità: cara Matilde amoremiobellogioadelmiocuore c’è un altro cliente… mattiniero. Abboccò, uscii senza manco baciarla e tornai alla motocicletta che era sempre lì dove l’avevo lasciata. Mi inginocchiai all’altezza del pedalino sinistro e trovai quello che cercavo: un corno rosso piccolissimo, lungo appena un paio di centimetri era annodato con una catenina al telaio: staccai l’amuleto mettendolo in tasca furtivamente. Avevo l’intenzione di ispezionare ben bene il corno, che date le dimensioni battezzai subito “croissant”, ma arrivò una telefonata da un mio amico poliziotto: un camion uscito di corsia in Viale dell’Autonomia aveva combinato un finimondo con corredo di morti e feriti e la notizia mi costrinse a catapultarmi sul luogo del disastro prima possibile, prima di tutti gli altri. Grazie Michè! Arrivai in ufficio nel pomeriggio e, ripassandole davanti, la moto mi lanciò uno sguardo di sfida al limite dell’adescamento. Il telefono squillava ma feci finta di niente, ero stanco morto; estrassi “croissant” sdalla tasca, non resistetti alla curiosità e lo esaminai con cura: non era altro che un contenitore a vite dentro il quale era arrotolato un bigliettino: “da Fabrizio a Rebecca con amore. Ora è tua, la prima è in basso: vai piano mio fiorellino”. Suonò il telefono, risposi. – Servizi Fu... – – Mi chiamo Fabrizio Palimeni. Quella moto è mia: non la tocchi. – disse una voce senza salutare . – Mi lasci capire, Signor Palimeni... – Ascolti me, la prego di lasciare stare quella 92 News Periodico elettronico di informazione motociclistica motocicletta. - era una voce anziana. – Scusi, io... – Tenevo quella moto come un brutale gioiello, comprata nuova fiammante con diciottomila Euro presi dai soldi della liquidazione. Non ho famiglia né figli. Quella motocicletta era l’ultimo vizio della mia vita. Vede, il congedo dal lavoro per raggiunti limiti pensionistici mi ha lasciato un vuoto enorme... un anno fa mi trovai in balia dell’insipiente lentezza dei giorni, senza sapere come occuparli. Iniziai ad andare in motocicletta, iscrivendomi pure ad un raccogliticcio motoclub su internet e più i chilometri si accumulavano e le gomme si usuravano, più il mio umore e il mio fisico ne traevano giovamento. Sa, iniziai anche a notare una ricrescita dei capelli e ne parlai col mio medico che mi prese bellamente per demente senile. Non ho molti amici e l’unica persona che mi dava rifugio e comprensione era una ragazza che si faceva chiamare Rebecca. Il nome vero non lo so, né lo sapremo mai. Esercitava in casa propria, avrà avuto circa trent’anni. Rebecca mi conquistò con la sua dolcezza e la sua pazienza da vera professionista. Non era una semplice puttana, non lo pensi nemmeno caro signore, piuttosto, era una ragazza bisognosa di aiuto. Le mie visite a casa sua divennero frequentissime e lunghe, talvolta troppo e lei era costretta a chiedermi di andarmene perché doveva pur lavorare. Iniziai a darle del denaro extra per pagarsi l’affitto e lavorare di meno. In cambio non chiedevo altro che comprensione. Un giorno, capita la sua passione per le motociclette, vinsi le sue riluttanze e la persuasi a farmi compagnia in un lungo giro in moto che sin dal primo metro la entusiasmò come la scoperta del sesso; pranzammo in una trattoria fuori porta, dove alzammo qualche bicchiere di vino in più traditi dall’inebriante aria primaverile. Mi sentivo molto osservato dai tavoli vicini al nostro, ma le basse barriere morali e l’attitudine tutta italiana a perdonare le intemperanze di un anziano signore mi misero al riparo dai commenti a voce troppo alta: eravamo felici quel pomeriggio quando, tornati a casa sua e parcheggiata la moto nel suo garage, per la prima volta Rebecca mi chiese di fare l’amore: senza denaro, voglio dire. Mi segue? – Sì, la seguo – risposi con un filo di voce incredula. – Bene. Volli sugellare a mio modo quell’irripetibile momento e mentre Rebecca faceva la doccia io le scrissi un bigliettino al quale unii le chiavi della mia amatissima motocicletta, donandogliela. Per dare maggior spessore teatrale al mio generoso gesto, prima che lei uscisse dal bagno mi vestii e me ne andai, certo che avrei ricevuto da lì a poco una telefonata traboccante stupore e gratitudine: comprai dei fiori e mi tenni nei paraggi, pronto a tornare da lei per un bis. – Mi lasci indovinare: Rebecca non la chiamò, vero? – Bravo. Rimasi fino a tarda notte nel bar sotto casa sua ma dovetti arrendermi alla delusione e all’angoscia quando vidi alcuni dei suoi clienti abituali uscire da casa sua ad intervalli regolari. – E poi? – Nei giorni che seguirono la tempestai inutilmente di telefonate. Mi arrabbiai e decisi di essere io quello a sparire, ma durò una settimana circa. Tornai alla carica ma stavolta il suo numero di telefono era “inesistente”, cercai allora di collegarmi al suo sito internet ma lo aveva cancellato: come un disperato corsi a casa sua solo per sentirmi dire dal giovane usciere che Rebecca aveva lasciato l’appartamento e si era trasferita altrove. Il portinaio aggiunse 93 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb ammiccando “ma se vuole ne conosco un’altra che le farà passare ogni malumore…”. Ci mancò poco che lo strangolassi e solo le urla della moglie accorsa in vestaglia lo salvarono dalla mia rabbia. Non mi arresi: chiamai tutte le prostitute su internet chiedendo di Rebecca, ma nessuna pareva conoscerla o poteva darmi indicazioni utili per ritrovarla. Non potevo nemmeno denunciare il furto della moto perché temevo che il bigliettino potesse essere usato contro di me per dimostrare che, com’era in realtà, la moto era un dono ed io solo un vecchio maiale che pensava che il denaro potesse comprare l’affetto o la stima da una meretrice. Non riuscivo comunque a odiarla o a dimenticarla: certamente si era accorta di essersi spinta troppo in là e voleva tagliare una storia che avrebbe potuto rivelarsi troppo complicata da gestire ma perché sparire così, 94 News Periodico elettronico di informazione motociclistica senza nemmeno parlarmi? Finché un giorno ci fu quell’uragano che inondò di pioggia la città per una mattina. – Sì, me lo ricordo benissimo. Fu incredibile, due ore di pioggia violentissima. – Mentre guardavo le immagini del fortunale in tempo reale alla televisione, vidi la mia moto. Era travolta e trasportata dal fiume d’acqua che scorreva violentissimo in strada, nella via dove ora è parcheggiata. Non appena scampò mi precipitai in Via dell’Occhioinfermo e trovai la mia moto in fondo alla discesa. Di Rebecca nessuna traccia. Devastato dal dolore e dalla rabbia, incolpai la moto di tutte le sventure accadutemi negli ultimi mesi: delle illusioni svanite, persino della probabile morte di Rebecca. Presi una spranga di ferro e infierii su quella bellissima motocicletta riversa sul fianco sinistro, fino a quando le forze non mi abbandonarono e risolsi ad andare dalla Polizia. Denunciare la scomparsa di Rebecca fu un grande sforzo perché alla Polizia dovetti raccontare tutto, per filo e per segno, con tutti gli imbarazzi che lei può immaginare, ma fu impossibile dare seguito alla mia denuncia, logicamente: Rebecca per la società non esisteva, non aveva amici a parte me, non aveva domicilio, non aveva un conto corrente, era un apolide civile e sociale e comunque nessun altro aveva denunciato la scomparsa di qualcuno in seguito al nubifragio. Solo io avevo capito che mentre imperversava la tempesta lei era in moto, era stata travolta dal fiume d’acqua e probabilmente era annegata. Sono certo che sia andata così e che il suo corpo sarà prima o poi ritrovato. Oppure potrebbe esserci una possibilità minima che sia ancora viva e che torni a prendersi la moto: per questo l’ho lasciata lì appoggiata al muro, sorvegliandola da lontano ogni giorno. – Capisco. Mi dispiace, la sua è una storia triste. – Lo diranno in molti, ma non è questo il punto: la prego, lasci stare quella moto e non la tocchi, è la mia unica possibilità di rivedere Rebecca. – Glielo prometto. – Grazie, ci conto. La saluto. – Grazie a lei per la fiducia, arrivederci. – Sì, magari tra vent’anni. – Certo, anche trenta. Posai il telefono e dopo un attimo di latenza iniziai a ridere, prima piano, poi come un matto. Tornato a casa, attesi Matilde. Non appena arrivò la baciai e le dissi: “stronza” - A me? E perché? – disse sorridendo maliziosamente. - Mi racconti di nuovo quella del tuo cliente che ti ha regalato una MV da diciottomila Euro? Nel numero 95 di Moto.it Magazine abbiamo inserito una foto del sig. Michele Barsanti senza citare la fonte. Ci scusiamo per il disguido. Moto.it 95 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito MotoGP Periodico elettronico di informazione motociclistica Cuzari, proprietario e CEO del Team italiano diretto da Marco Curioni, e dell’agenzia di comunicazione e sponsorizzazione Media Action. Che soggiunge: «Nel caso della CRT, il nostro obiettivo a lungo termine è quello mantenere la visibilità in pista, creando un team con un’immagine tale da poter eventualmente attrarre anche una grande Casa costruttrice. Ovviamente, con due piloti in pista lo sviluppo delle moto può anche procedere molto più rapidamente». «In Moto2 invece abbiamo aspettative differenti: vogliamo raddoppiare la visibilità del nostro title sponsor, cosa altrimenti difficile in una categoria così combattuta ed affollata, nella quale il risultato finale è fondamentale per farsi notare. Ecco perché abbiamo voluto 6 piloti coi medesimi colori: per dare più soddisfazione a chi crede in noi» Presentato il Team NGM Mobile Forward Racing di Maurizio Tanca | Vernissage milanese per lo squadrone italiano che quest’anno conta su Edwards e Corti in MotoGP, e su Corsi, DeAngelis, Pasini e Cardùs in Moto2 P resentata all’Old Fahion Club di Milano la nuova, gremita formazione del Team NGM Forward, che vedremo in azione il 7 aprile in Qatar con parecchie novità. In CRT, il veterano Colin Edwards e il nuovo arrivato Claudio Corti, proveniente dalla Moto2 del team Italtrans, porteranno in pista le nuove FTR Kawasaki anziché le ben poco competitive Suter BMW dello scorso anno. Ma anche in Moto2 i piloti sono raddoppiati, tant’è che il 96 giapponese Takahashi è stato sostituito da tre piloti, ovvero Simone Corsi, Mattia Pasini e lo spagnolo “figlio d’arte” Ricky Cardùs, che affiancheranno il confermato Alex De Angelis in sella alle nuove Speed UP (sostitute anche qui delle Suter) sotto la gestione del team manager da Luca Boscoscuro. «NGM è diventata famosa per i suoi cellulari dotati di doppia scheda SIM, quindi noi abbiamo fatto la stessa cosa raddoppiando il numero dei nostri piloti» ha esordito Giovanni 97 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito La MV F3 debutta al TT! di Maurizio Tanca | Dopo l’esordio nel Mondiale Supersport di quest’anno, la intrigante tricilindrica varesina correrà al prossimo TT con Gary Johnson, gestita dal team del mitico Jack Valentine, ex Suzuki Superbike S e ricordate Jack Valentine, l’uomo che l’anno scorso dirigeva il Team Crescent Fixi Suzuki nel mondiale Superbike con Camier e Hopkins, saprete benissimo che dalla fine dello scorso dicembre lo stimato manager e il team anglonipponico hanno preso strade diverse. Professionalmente parlando, Valentine, ex pilota motociclistico di dragster fino al 1990, vive di corse fin dal lontano 1982, quando, assieme a Phil Mellor, uno dei più forti specialisti del TT 98 Superbike Periodico elettronico di informazione motociclistica (dove purtroppo perse la vita il 7 giugno dell’89 in sella ad una GSX-R1100), costituì la V&M Racing. La società nel corso degli anni si occupò di preparare a dovere le moto di svariati importanti team, in particolare quelle di Suzuki GB e Yamaha UK, seguendo tra l’altro piloti come Carl Fogarty, James Whitham e Rob McElnea, e diventando sempre più importante ad alto livello, fino ad arrivare a gestire direttamente il debutto ufficiale di Honda UK nei campionati Superbike e Supersport inglesi. Oltre, naturalmente, a partecipare alle superclassiche gare stradali, TT in testa, con numerosissimi successi. A fine 2002, tuttavia, Jack Valentine uscì dalla V&M Racing per fondare la Valmoto Ltd, e stupì tutti convincendo John Bloor a far tornare a correre le sue Triumph - nella fattispecie le Daytona 675, nel Campionato Inglese Supersport – dopo 28 anni di assenza dalle competizioni. A metà del 2007, dopo aver vissuto con Carl Fogarty l’esperienza FPR nel Mondiale SBK con le famigerate Petronas, il manager britannico fu chiamato a gestire, sempre nel BSB, il team MSS Kawasaki supportato ufficialmente dalla Casa, mentre l’anno seguente passò appunto al Team Crescent Suzuki, con Tom Sykes ed il giapponese Watanabe. Ed ecco che oggi Jack Valentine ha rispolverato la sua Valmoto, che porterà in gara – sull’Isola di Man, ma anche alla North West 200 e all’Ulster GP - la MV Agusta 675 F3 affidata a Gary Johnson, che nel 2011 portò alla vittoria una Honda CBR600RR nello Junior TT, mettendosi dietro gente come il superasso John McGuinness, Guy Martin, Keith Amor, Bruce Anstey, Conor Cummins e via dicendo. Il pilota dunque c’è, la capacità gestionale di Valentine è fuori discussione, e la MV F3ci sembra all’altezza della situazione. Insomma, come sempre quando si parla di Tourist Trophy e della magica isola di Man, la sfida si preannuncia elettrizzante! 99 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Superbike, il calendario definitivo arriva la Turchia di Carlo Baldi | Arrivata oggi la conferma per il calendario 2013 dei Mondiali Superbike e Supersport. Arriva Istanbul (Turchia) il 15 Settembre. Cancellata Brno, confermati Portimao e Silverstone L a FIM ha diramato oggi il calendario definitivo dei campionati mondiali delle derivate dalla serie. Come preannunciato qui su moto.it, il circuito di Istanbul Park entra nel calendario definitivo ed andrà a sostituire quello di Brno, anche se la data non sarà quella inizialmente prevista per la pista delle Repubblica Ceca (il 23 giugno) bensì il 15 settembre. Risolti i problemi economici che l’avevano messa in forte dubbio, Silverstone viene confermata al 4 agosto e lo stesso vale per la bellissima pista di Portimao, dove si correrà il 9 100 Superbike Periodico elettronico di informazione motociclistica Giugno. Saranno quindi 15 i round dei mondiali Superbike e Supersport, mentre le gare dei due campionati Stock 1000 e 600 scendono dai previsti 10 a 9 visto che in Turchia ovviamente non correranno avendo titolo europeo. Con tre tappe extraeuropee e due borderline come Russia e Turchia il mondiale Superbike 2013 sarà uno dei campionati più costosi della storia dei mondiali delle derivate dalla serie per le squadre che, nel prossimo appuntamento di Aragon, si riuniranno nuovamente con la Dorna proprio per cercare di abbassare i costi. Il calendario definitivo del Mondiale Superbike 2013 24 febbraio - Phillip Island, Australia (solo SBK ed SS) 14 aprile - Aragon, Spagna 28 aprile - Assen, Olanda 12 maggio - Monza, Italia 26 maggio - Donington, Europa (solo SBK ed SS) 9 giugno - Portimão, Portogallo 30 giugno - Imola, Italia 21 luglio - Moscow Raceway, Russia (solo SBK ed SS) 4 agosto - Silverstone, Gran Bretagna 1 settembre - Nurburgring, Germania 15 settembre - Istanbul Park, Turchia (solo SBK ed SS) 29 settembre - Laguna Seca, USA (solo SBK) 6 ottobre - Magny Cours, Francia 20 ottobre - Jerez, Spagna 17 novembre - Buddh Circuit, India (solo SBK ed SS) 101 Tony Cairoli: il GP della Thailandia Il 6 volte campione del mondo di Motocross spiega in esclusiva a Moto.it le difficoltà della pista Thailandese, dove per la seconda volta MX1 e MX2 correranno insieme la Superfinale 102 103 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito I l 6 volte campione del mondo di Motocross spiega in esclusiva a Moto. it le difficoltà della pista Thailandese, dove per la seconda volta MX1 e MX2 correranno insieme la Superfinale. Visto il clima della Thailandia, uno dei primi consigli di Tony riguarda la giusta idratazione durante gli sforzi fisici intensi e prolungati come quelli tipici di una gara di motocross. Il circuito, dopo quello del Qatar, rappresenta la seconda incognita della stagione. «La pista non la conosciamo, quindi non sappiamo cosa aspettarci» ha commentato Tony. «L’unica cosa che 104 Periodico elettronico di informazione motociclistica Motocross sappiamo è che correremo su un terreno morbido, quasi sabbioso... e questo già mi piace». Una pista che quindi diventerà, giro dopo giro, sempre più “scavata” e tecnica. Cairoli ci svela poi tutti i segreti per imparare in fretta una pista sulla quale non si è mai corso: bisognerà fare attenzione ai segni di staccata e studiare bene come si segna il terreno. Per quanto riguarda i salti, quelli “impegnativi”, il consiglio di Tony è di aspettare che lo faccia qualcun’altro e accodarsi oppure, se si ha “la pompa” (lo stimolo giusto, ndr), tentare per primi. 105 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Motocross Monopolio Cairoli: ora è leader MX1 aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa di Massimo Zanzani | Il GP della Thailandia si corre all’insegna del siciliano che vince MX1 e Superfinale, e di Herling che si aggiudica la MX2 bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb A Toni di Patti è bastato un solo GP per rimettere le cose a posto e passare subito al comando del campionato. La sua maledetta fretta di arrivare al suo settimo titolo iridato non gli ha fatto perdere tempo, e dopo il secondo posto qatariano in Tailandia ha rimesso a posto le cose con una schiacciante doppietta che gli ha permesso di strappare la tabella rossa MX1 a Clement Desalle e che la dice lunga su come andrà avanti il campionato. Nella prima manche un problema alle braccia non gli ha permesso di prendere subito il largo, ma gli sono bastati cinque giri per scavalcare il compagno di squadra Ken De Dycker e per involarsi verso la sua prima vittoria di giornata. La Superfinale è stata un proforma, visto che al termine del rettifilo di partenza ha fatto una delle sue staccate mozzafiato e dopo aver preso il comando ha mantenuto il controllo della situazione fino alla bandiera a scacchi. Sul podio della classe regina ha preceduto Gautier Paulin, 4° nella prima manche dopo essere rinvenuto da metà gruppo e secondo in quella successiva dopo aver scavalcato Desalle che ha bissato la terza piazza ottenuta in apertura nonostante una spettacolare caduta. Quarta posizione per Tommy Searle che sta gradatamente prendendo sempre più confidenza con la 455, davanti a De Dycker spuntato malissimo nella Superfinale. Ad un soffio dai top ten David Philippaerts, che dopo un buon sesto posto in rimonta all’undicesimo ha pagato lo scotto dello spegnimento della moto al via della manche successiva per aver urtato un 106 rivale di terra e da ultimo ha recuperato sino a ventesimo chiudendo così la trasferta undicesimo assoluto. Davide Guarneri si è invece piazzato un paio di posizioni più indietro malgrado forti problemi intestinali che pochi giorni prima dell’evento pareva non gli permettessero di prendere parte alla gara, mentre invece il lombardo della KTM Marchetti Racing è finito prima undicesimo e poi sedicesimo. Jeffrey Herlings è stato invece il mattatore della MX2, con la sua solita superiorità che gli ha permesso di stravincere la manche MX2 e addirittura di piazzarsi quarto nella Superfinale (primo della MX2) persino dopo uno scambio di posizioni con Desalle. Il campione in carica olandese si è lasciato alle spalle nell’assoluta il francese della KTM JM Racing Romain Febvre che ora è secondo in campionato, lo spagnolo José Butron, Christophe Charlier e Alex Lupino. Per il neo acquisto della Kawasaki CLS si tratta del miglior risultato in carriera, che ha mandato in porto nonostante debba ancora mettere a punto le partenze e la tenuta fisica visto che i tempi sul giro spiccati soprattutto nella prima manche confermano di essere pronto per lottare anche per il podio. Giornata amara per Evgeny Bobryshev, che nella prima manche dopo aver perso il comando per una scvolata è rimasto terzo fino a due giri dal termine quando un colpo di calore gli ha fatto spegnere la moto ed finito 18°, mentre nella Superfinale ha recuperato fino a sesto ma a pochi minuti dalla fine è stato costretto ad abbandonare esausto. Guarda tutte le classifiche del GP della Thailandia 107 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Tony Cairoli, GP della Thailandia “Ho ripreso la tabella rossa” di Massimo Zanzani | Cairoli torna alla vittoria nella 2ª prova del campionato. Doppia vittoria, e tabella rossa. Il sei volte campione del mondo non potrebbe essere più soddisfatto, pur essendo scettico sulla formula della Superfinale « Molto caldo, ma abbiamo portato a casa un doppio risultato e abbiamo ripreso la tabella rossa. Ora si va in a Valkenswaard, in Europa, spero veniate in tanti italiani, via aspetto tutti lì, spero per fare un’altra bella gara come quella qui in Thailandia». E’ stata più difficile la prima manche o la Superfinale? 108 Motocross Periodico elettronico di informazione motociclistica La Superfinale in mezzo alle 250cc MX2, cosa ne pensi? «Loro sono un po’ svantaggiati, ma è anche vero che si schierano per primi. Il problema principale per loro è la partenza e con questo vantaggio le cose si pareggiano un po’. Ovviamente la loro moto è più leggera e quindi si stancano un po’ meno della MX1, ma mancano di potenza. Per loro è più difficile rimontare contro quelli della MX1». Andare dietro al cancello per 21esimo? «E’ una cosa che non condivido. Penso che dovremmo alternare un pilota della MX1 e uno della MX2. La partenza diventerebbe meno pericolosa perché il gruppo un po’ si sgrana, mentre così hai due gruppi che arrivano alla prima curva a velocità diverse». «La prima manche è stata un po’ più difficile, era più caldo e la pista era più bucata. Per la Superfinale avevano lisciato tutta la pista, quindi era diventata molto più semplice». Pensavi di salire già sul podio dalla seconda gara? «Sicuramente. Il mio obiettivo era quello di vincere dalla prima gara: mi è sfuggita in Qatar, l’abbiamo portata a casa qui, speriamo di continuare così». 109 Le foto più spettacolari del GP del Qatar di Massimo Zanzani | La prima gara della stagione, su un tracciato mai visto e in notturna. Gli ingredienti per una gara spettacolare c’erano tutti. Ecco le foto più emozionanti che la raccontano dentro e fuori dalla pista 110 111 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito 112 Periodico elettronico di informazione motociclistica Motocross 113 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Sport Periodico elettronico di informazione motociclistica 250SX: finalmente Musquin Nella 250 prima vittoria per il francese Marvin Musquin su KTM davanti al leader di classifica Hahn, che grazie al terzo posto di Jeremy Martin si colloca saldamente in testa alla classifica davanti a Dean Wilson, a Daytona giù dal podio. Guarda tutte le classifiche Editore: CRM S.r.l., Via Melzo 9 - 20129 Milano P. Iva 11921100159 Responsabile editoriale Ippolito Fassati Capo Redattore Andrea Perfetti Redazione Maurizio Tanca Cristina Bacchetti Marco Berti Francesco Paolillo Aimone dal Pozzo Edoardo Licciardello Grafica Thomas Bressani SX Daytona: Villopoto, e fanno cinque! La quinta vittoria stagionale del campione in carica, complice la seconda giornata no di Millsaps, gli frutta la vetta della classifica. 250 a Musquin, allunga Hahn F orse nemmeno Villopoto si aspettava che la sua rincorsa a Millsaps terminasse così rapidamente. Solo tre gare fa il pilota Kawasaki, campione in carica, aveva professato calma e prudenza, parlando di rosicchiare qualche punto ad ogni gara. Il nervosismo invece ha evidentemente avuto la meglio sul polso destro di Millsaps, nelle ultime due prove poco più che l’ombra del pilota efficace e consistent che si era visto ad inizio stagione. Una brutta partenza, un errore ed è venuta fuori la frittata: decimo posto in gara e secondo in classifica generale. Villopoto è stato anche stavolta 114 un vero killer. Lasciato sfogare l’autore dell’holeshot Roczen, in gara per una volta nella 450SX per “tenersi caldo” in attesa della ripresa della 250 West, Ryan ha preso il comando al quarto giro e ha dominato fino al traguardo. Il pilota KTM mette in mostra un bel passo, ma la 450 non è la sua moto, almeno quest’anno, e si vede: Roczen perde progressivamente terreno fino a chiudere davanti a Stewart, solo ottavo per una caduta. Ottima invece la prestazione di Dungey e Barcia, che completano il podio. E niente male neanche Tomac, anche lui impegnato normalmente nella 250, che finisce quarto. Collaboratori Nico Cereghini Giovanni Zamagni Carlo Baldi Massimo Zanzani Lorenzo Boldrini Enrico De Vita Ottorino Piccinato Antonio Privitera Antonio Gola Alfonso Rago COPYRIGHT Tutto il materiale contenuto in Moto. it Magazine è oggetto di diritti esclusivi di CRM S.r.l. con sede in Milano, Via Melzo 9. Ne è vietata quindi ogni riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione scritta di CRM S.r.l. Moto.it Via Melzo 9- 20129 Milano Reg. trib. Mi Num. 680 del 26/11/2003 Capitale Sociale Euro 10.000 i.v. Email: [email protected] 115