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DISTRETTO 2072 ROTARY INTERNATIONAL
RON D. BURTON
Presidente del Rotary International
GIUSEPPE CASTAGNOLI
Governatore del Distretto 2072 R.I.
ANDREA ZECCHINI
Assistente del Governatore
ANNO ROTARIANO
2013/2014
ANDREA TREBBI
Presidente del Rotary Club Bologna
Presidente: arch. Andrea Trebbi
Presidente:
Vice Presidenti:
Presidente uscente (2012/13):
Presidente eletto (2014/15):
Segretario:
Prefetto:
arch. Andrea Trebbi
ing. Filippo Canetoli
dott. Carlo Tagariello
dott. Patrizia Farruggia
dott. Gabriele Stefanini
ing. Mauro Negrini
geom. Alberto Venturi
Istruttore del Club:
prof. Angelo Andrisano
Consigliere Tesoriere: dott. Renato Zanotti
Consiglieri:
avv. Gianvito Califano,
prof. Giuseppe Gobbi,
prof. Francesco Piazzi,
dott. Fabio Raffaelli,
prof. Marco Zoli
ANNO ROTARIANO LXXXVII, 13/05/2014:
NOTIZIARIO UFFICIALE N. 23 DEL ROTARY CLUB BOLOGNA, RISERVATO AI SOCI
www.rotarybologna.it
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LE RIUNIONI DI MAGGIO (MESE DELLA CULTURA) 2014
martedì 20 maggio 2014, ore 19,45, Circolo della Caccia di Bologna
GEMELLAGGIO
ROTARY CLUB BOLOGNA-ROTARY CLUB FIRENZE,
cena servita, familiari e ospiti
giovedì 22 maggio 2014, ore 17,30, Casalecchio di Reno, via Piave-Stazione Garibaldi
INAUGURAZIONE DELLA SCULTURA ‘VITA’ REALIZZATA CON GLI ELEMENTI
INCONGRUI RIMOSSI DALLA SUPERFICIE PUBBLICA
martedì 27 maggio 2014, ore 20,00, sede di via S. Stefano 43
PIERO FORMICA
L’ELOGIO DELL’IGNORANZA
buffet preparato dal Gruppo 6 delle Consorti dei Soci,
familiari ed ospiti
LE RIUNIONI DI GIUGNO
(MESE DELL’AMICIZIA O DEI CIRCOLI PROFESSIONALI ROTARIANI) 2014
giovedì 05 giugno 2014, dalle ore 18,00 alle ore 19,30
Hotel Savoia Regency, via del Pilastro 2
1964-2014:
IL ROTARY CLUB BOLOGNA
CELEBRA IL 50°ANNIVERSARIO DEL SETTIMO SCUDETTO DEL BOLOGNA FC
programma nel notiziario
martedì 10 giugno 2014, ore 20,00, sede di via S. Stefano 43
GIANLUIGI QUAGLIO
“IL ROTARY CAMBIA LA VITA” (ANCHE DEI ROTARIANI)
buffet “Neri”, familiari e ospiti
martedì, 17 giugno 2014, ore 19,45, Circolo della Caccia di Bologna
GIULIANO GRESLERI
“L’INEVITABILITA’ DELLA MODERNITA’”
buffet, familiari e ospiti
martedì, 24 giugno 2014, ore 19,45, Circolo della Caccia di Bologna
il Presidente ARCH. ANDREA TREBBI
CONFERENZA DI CHIUSURA DELL’ANNO ROTARIANO 2013-14 E PASSAGGIO
DELLE CONSEGNE AL DOTT. GABRIELE STEFANINI
buffet, familiari e ospiti
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RIUNIONE CONVIVIALE DI MARTEDI’ 13 MAGGIO 2014,
CIRCOLO DELLA CACCIA
PRESIEDE: IL PRESIDENTE DEL ROTARY CLUB BOLOGNA, ARCH. ANDREA TREBBI
Presenze 52
Soci 42; percentuale di presenza (incluse le frequenze compensate) 39,02%:
Andrisano, Caletti, Camerini, Canetoli, Caroli, Cavalli, De Sanctis, De Virgiliis, Destro,
Faggioli, Finzi, Garofalo, Genovesi, Gobbi , Laus, Mantellini, Marcheselli, Menarini, Minguzzi,
Molza, Montella, Negrini, Nonni, Orsillo, Ospitali,
i, Pedrelli, Piazzi, Pignatti, Raffaelli, Re,
Salvioli, Spinelli, Stefanini, Stupazzini, Tabanelli, Tagariello, Tattara, Trebbi, Vecchietti
Massacci, Venturi, Verlicchi, Zoli.
Ospiti del Club:
Aleksandra Raffaelli, Sveva Calmonte e Stefano Marcheselli del Rotaract Club Bologna.
Ospiti dei soci,
consorti:
Alessandra Carroli, Alessandra Raffaelli, Grazia Laus.
ospiti:
del Prof. Montella, la D.ssa Anna e la D.ssa Maddalena Montella,
del Dott. Fabio Raffaelli, la suocera Paola Osti Fontana.
Rotariani in visita:
la D.ssa Annalisa Marconi del Rotary Club Roma Appia Antica.
Soci in visita:
Hanno partecipato all’ASDI di sabato 10 maggio 2014, a Modena:
il Presidente 2013/14 Arch. Andrea Trebbi, il Presidente 2014/15 Dott. Gabriele Stefanini,
il Presidente 2015/16 Dott. Fabio Raffaelli, l’Istruttore Prof. Angelo O. Andrisano, il
Presidente Comm. Effettivo Ing. Filippo Canetoli, il Delegato R.F. 15/16 Prof. Alberto
Destro, i Past Presidents D.ssa Patrizia Farruggia e D.ssa Francesca Menarini, il Segretario
Ing. Mauro Negrini, il Consigliere Dott. Giuseppe Gobbi, i Soci Dott. Giovanni Battista
Camerini e Dott. David Pieragostini.
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Il Presidente,
comunicazioni:
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Il relatore di oggi è stato definito stamattina: si tratta dell’amico e Socio Prof. Francesco Piazzi che si
è prontamente reso disponibile ad anticipare la sua conferenza - “la donna e’ mobile …”: un
topos di inesausta vitalita’ nei secoli - già programmata per il 10 giugno in sede. Ringrazio
Francesco personalmente e da parte di tutto il Club per aver sostituito all’ultimo momento
l’indisposto PDG Prof. Gianluigi Quaglio che aveva accettato di sostituire l’ulteriormente indisposto
relatore della riunione conviviale odierna, il Prof. Arch. Giuliano Gresleri.
Sia Gianluigi che Giuliano hanno peraltro confermato che saranno nostri ospiti, il primo il 10 giugno
e il secondo il 17.
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Ricordo che sabato 17 maggio 2014, alle 9.30 nella sede del CNR in via Gobetti 101, si effettuerà la
consueta consegna dei Premi di Laurea e dei certificati di merito.
Parallelamente il Socio Marco Garofalo consegnerà due premi sostenuti dalla propria famiglia
dedicati alla memoria del papà Fulvio Garofalo, e la Socia Maria Carla Re un premio sostenuto in
parte dal gruppo rotariano felsineo e in parte dall’Associazione Susan G. Komen.
3
Annuncio che la scultura ‘VITA’, realizzata utilizzando gli elementi incongrui rimossi dall’ambiente
architettonico – attività sostenuta dal Rotary Club Bologna -, verrà ufficialmente inaugurata giovedì
22 maggio alle 17,30 a Casalecchio di Reno nell’area a giardino in via Piave-Stazione Garibaldi.
Saranno presenti il Sindaco di Casalecchio di Reno Simone Gamberini e il Governatore Giuseppe
Castagnoli. L’invito all’inaugurazione è esteso a tutti i Soci.
4
Martedi’ prossimo 20 maggio ribadiremo a Bologna la celebrazione del Gemellaggio tra il Rotary Club
Bologna e il Rotary Club Firenze.
L’occasione è ghiotta per esprimere convenientemente la partecipazione del Club ad un evento interDistrettuale che comprenderà anche la consegna di un PHF al Prof. Giorgio Siena di Mirandola.
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L’iniziativa anti-degrado: riassumo l’esito della consultazione di martedì 6 maggio 2014.
A larghissima maggioranza il Club si è espresso a favore della pubblica manifestazione al Comune di
Bologna sulla propria disponibilità e il proprio impegno per contribuire a trovare soluzioni contro il
generale degrado della città.
A tal fine si sono resi disponibili ad estendere un documento i Soci Alberto Destro, Francesco Piazzi,
Nicola Vecchietti Massacci, Vittorio Volterra, Renato Zanotti in quanto esponenti rappresentativi delle
opinioni emerse.
Entro il 31 di maggio detto documento verrà concluso e nella seconda decade di giugno sarà reso
noto attraverso la convocazione di una conferenza stampa.
Esordisce il 13 maggio 2014 nel Rotary Club Bologna,
l’ AVV. ANDREA MOLZA.
5
La presentazione è del Prof. Carlo Tagariello:
Andrea Molza,
Bologna, 21 gennaio 1961, Avvocato.
Dal 2004 è amministratore della Molza&Partners SRL, società di Head Hunting e di
Consulenza Organizzativa.
Dal 1999 al 2003 è Direttore Risorse Umane di Gruppo in Comer Industries Spa dove ha
gestito in prima persona il cambiamento organizzativo che ha portato alla fusione di
quattro aziende in un'unica entità giuridica, l’acquisizione e razionalizzazione di altre tre, il
rinnovo di tre contratti integrativi (con PDR tutto variabili); contestualmente ha realizzato e
portato a regime un articolato sistema di gestione (prestazioni, MBO, sistema formativo,
carta dei valori, sistema Intranet).
Dal 1996 al 1998 è a capo della sede bolognese della società Milanese Erre Emme di
Head Hunting.
Dal 1987 al 1996 è presso la Sasib Spa Gruppo Cir (Holding Industriale Gruppo De
Benedetti) e svolge le seguenti mansioni:
prima Responsabile della Selezione Formazione a Bologna
poi si aggiunge la Responsabile della Formazione a livello Gruppo: imposta e gestisce
due Master
in fine è Responsabile Personale & Organizzazione all’interno della B. Area Bakery &
Packaging (7 aziende produttive, di cui 5 all’estero)
Attualmente ricopre le seguenti cariche:
dal 2011 è Presidente Federmanager Bologna,
è Consigliere Regionale AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale);
è Membro Commissione Trattante Federmanager,
è Consigliere di A+network (associazione di professionisti e manager che promuove
conoscenza, competenza, integrità),
è Consigliere di Amministrazione di Fondirigenti a Roma,
è Professore a Contratto presso l’Università di Bologna, dipartimento di Economia.
Francesco Piazzi
“LA DONNA E’ MOBILE …”: UN TOPOS DI INESAUSTA VITALITA’ NEI SECOLI
Sintesi (Francesco Piazzi)
In un passo di Livio, siamo sotto il regno di Tarquinio il
Superbo, ultimo di una dinastia di re etruschi, durante
l'assedio di Gabi (390 a.C.). La caduta della città si fa
aspettare e i giovani principi figli del re ingannano il
tempo conversando con altri ufficiali, tra il quali il
romano Tarquinio Collatino. La conversazione cade sulle
rispettive mogli, tutte etrusche tranne la romana
Lucrezia, sposa di Collatino. E poiché ogni marito
celebra la superiorità morale della propria moglie e la
discussione si anima, Collatino propone di approfittare
della vicinanza a Roma per andare tutti a constatare di
ersona chi sia la più virtuosa. L’esito della visita è tutto
a vantaggio della romana Lucrezia, colta mentre lavora
la lana tra ancelle indaffarate al lume della lucerna,
mentre le mogli etrusche trascorrevano il tempo in un
lussuoso banchetto in compagnia di bei giovani.
L’aneddoto consente di mettere a confronto due diverse
civiltà, la romana e l’etrusca, e due diversi modi di considerare la donna. La libertà femminile diffusa
nell'area mediterranea preindoeuropea è una sopravvivenza antica di una civiltà matriarcale dedita al
culto della Magna Mater, e questo forse spiega come ancora oggi nell’Emilia, sede delle civiltà
Etrusca e Villanoviana, la donna è più libera e importante che altrove. Si pensi alla figura della
arsdora, un termine che etimologicamente significa “reggitrice”.
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Le virtù “obbligatorie” della donna romana sono enunciate nelle epigrafi sepolcrali, che riflettono il
paradigma etico di riferimento, e si possono riassumere negli aggettivi ricorrenti lanifica (che
produce lana), pia, pudica, frugi (parsimoniosa), casta, domiseda (che sta seduta in casa).
Della donna, i Romani hanno una considerazione prevalentemente negativa. Il filosofo Seneca, in
esilio, volendo consolare la madre Elvia afflitta dalla lontananza del figlio, la elogia in quanto priva
dei difetti delle altre donne, anzi dotata di virtù maschili. In un frammento di Varrone la positività
della donna dipende solo dall’attitudine “filosofica” del marito, il quale può trasformare la negatività
della donna in un’occasione per migliorare se stesso, sopportandola.
Dall’idea di un’intrinseca negatività della donna discende quella – ricorrente ancora oggi in mille
formulazioni “scherzose” – che il matrimonio è una “fregatura”. La sesta satira di Giovenale è tutta
contro le donne. Lo spunto è tratto dalle nozze dell’amico Postumio, al quale il poeta chiede perché
mai al matrimonio non preferisca una qualsiasi altra, più confortevole, forma di suicidio.
All’idea di una costituiva negatività si lega la convinzione che le sole donne positive sono quelle che
non ci sono più, cioè le donne di una volta, che “la casa modesta teneva lontane dai vizi, e la fatica, i
sonni brevi, le mani rovinate e indurite dalla lana etrusca…”. Allora, quando la donna “era più
pelosa, spesso, dello stesso marito, ruttatore di ghiande”, non era ancora iniziata la decadenza
morale – di cui la donna “moderna” è l’emblema – provocata dal venir meno del modello romano
della virilitas. In Giovenale, come ancora oggi per i sociologi, la donna rappresenta il più importante
“indicatore” della moralità sociale, nel senso che questa moralità si valuta soprattutto in base ai
costumi e ai comportamenti femminili.
Ma quali sono per Giovenale i vizi della donna degradata dei tempi moderni? Oltre alla donna
sessualmente sfrenata, c’è la donna affetta da “crudeltà mentale”, esemplificata dalla matrona che
ordina al marito di crocifiggere un servo o dalla dama isterica che fa frustare la schiavetta per un
piccolo difetto nella propria acconciatura (“Perché questo ricciolo è così alto? E subito il nervo di bue
fa giustizia”); c’è la donna colta e saccente, infatuata di cultura greca, che non perdona al marito
neppure un errore di grammatica. Al suo cospetto “si ritirano i grammatici, i retori si danno per vinti,
tutta la compagnia zittisce”; c’è la donna sportiva, rappresentata dalla bella gladiatrice.
Gran parte dei pregiudizi sulla donna nel mondo antico (e non solo nel mondo antico) si può
ricondurre all’idea della leggerezza e mobilità, come recita questo epigramma medioevale: Quid
pluma levius? Pulvis. Quid pulvere? Ventus. Quid vento? Mulier. Quid muliere? Nihil. L’idea della
mobilità è già espressa, nel VII secolo a.C., nei frammenti del poeta greco Semonide, che paragona
la donna al mare: “… ad esso assomiglia la donna, per carattere. Il mare infatti ha una natura in sé
mutevole”. Dal greco στερικ ς derivato di στ ρα «utero» viene il nostro isterico, aggettivo di
solito riferito alle donne. In antico si pensava che l'utero vagasse nel corpo delle donne. Platone gli
attribuisce una specie di volontà autonoma e lo considera una creatura ribelle che “come animale
sordo a ragione con furente libidine smania di sottomettere a sé tutto”.
La più autorevole formulazione del topos della mobilità della donna è in Virgilio, nel libro quarto
dell’Eneide, quello della love story di Enea e Didone. Mercurio appare ad Enea, gli raccomanda di
rompere gli indugi, di abbandonare subito la terra di Didone e conclude il discorso con questa
affermazione: Varium et mutabile semper/ femina. Il fatto poi che proprio la donna in questione,
Didone, non sia affatto un essere varium et mutabile, ma una personalità fermissima e capace di
affrontare il suicidio per amore, crea un contrasto stridente tra la norma appena enunciata e il caso a
cui la si vorrebbe applicare.
Stesso contrasto del resto nella vicenda del Rigoletto verdiano, dai cui versi famosi abbiamo
intitolato il topos. Il Duca di Mantova canta “La donna è mobile …” (nel libretto di Francesco Maria
Piave) proprio nel momento in cui Gilda ha dimostrato col sacrificio della vita tutto il suo amore,
tutta la sua fermezza. Come per Didone, il topos “la donna è mobile” qui serve a far risaltare con
maggiore fulgore la virtù della protagonista. Sebbene sia una donna, quindi appartenga a una
“specie” naturalmente volubile, si è rivelata ferma nei suoi principi morali. Partiva da una condizione
di svantaggio – l’essere donna, appunto, quindi caratterialmente mobile – eppure ha saputo vincere
il proprio handicap superando le attese.
Invece nel Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti di Mozart su libretto di Lorenzo da Ponte, la
norma trova la sua applicazione “normale”. Il verso di Don Alfonso “E' la fede delle femmine come
l'Araba fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa!” è divenuto proverbiale.
Si potrebbe citare a questo punto un numero infinito di riformulazioni della definizione virgiliana:
nella letteratura cristiana (San Gerolamo e altri); in Orazio; Dante (Per lei [una vedova che si è
risposata] assai di lieve si comprende/ quanto in femina foco d’amore dura,/ se l’occhio o il tatto
spesso nol raccende); in Petrarca (Femina è cosa mobil per natura …); in Boccaccio che pure in
gioventù, nel Decamerone, aveva descritto un’allegra compagnia di giovani e fanciulle uniti da un
vincolo amichevole assolutamente paritario, ma poi preso in vecchiaia da scrupoli religiosi, ritorna a
un’immagine della donna ben lontana dai ritratti giovanili (Avarissimo animale è la femmina,
iracondo, volubile, infedele, libidinoso, crudele, avido di cose vane piuttosto che di cose sicure. […]
Dolce e mortale malattia la donna … ); in Poliziano (Ché sempre è più leggier ch’al vento foglia, /e
mille volte al dì vuole e disvuole …); in Ariosto (Ma costei, più volubile che foglia/…verso il marito
cangiò tosto voglia); in Shakespeare (O fragilità, il tuo nome è donna! Le donne sono deboli,
incostanti, spesso infedeli. Come potrebbe mai fidarsi di loro, un uomo?); in Tirso de Molina (Oh,
povero onore! Sei tu l’anima dell’uomo, e invece ti lasciano nelle mani della donna incostante, che è
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la leggerezza fatta persona!); in Tasso (… più che fraschetta al vento/ femina, cosa mobil per
natura…); in Tennyson (My lord, you know what Vergil sings/ “Woman is various and most
mutable”); in Victor Hugo (Souvent femme varie,/ bien fol qui s’y fie !/ Une femme souvent/ N’est
qu’une plume au vent); fino alla celebre formulazione di F. M. Piave, nel Rigoletto di Verdi
(La donna è mobile/ qual piuma al vento,/ muta d'accento/ e di pensiero…).
La mobilità implica l’inaffidabilità della donna, l’inosservanza della fides, il più sacro dei vincoli morali
del mondo romano. Quindi, implica l’infedeltà, come la Polla di questo epigramma di Marziale: Mi
dicono che la mia Polla/ sta sempre chiusa/ in casa con un amico gay./ Entro di colpo./Non era
affatto un gay. Qui La pointe – il finale appuntito o fulmen in clausola (“conclusione fulminante”)
dell’epigramma – svela l’inganno della furba Polla che, per coprire la propria relazione amorosa, non
esita a spargere la voce della finta omosessualità dell’amante. L’aggettivo che si adatta al
comportamento di Polla è, in latino, perfida. Ma perfida è male tradotto con “perfida”. Infatti perfidus
indica non una generica malvagità, ma l’inaffidabilità di chi viola la fides, quindi significa “falso”,
“menzognero”. L’aggettivo era riferito comunemente ai Cartaginesi (Punica fides designava la
presunta attitudine a mentire di questo popolo) e, nel latino ecclesiastico, agli Ebrei (che avrebbero
tradito Cristo), i quali rimasero nella liturgia cattolica i “perfidi Giudei” fino al papato di Giovanni
XXIII, che fece togliere l’espressione dal testo della Messa. Che cosa può suggerire il fatto che la
donna e gli Ebrei sono stati accomunati nella perfidia, intesa come “attitudine a violare la fides”?
Attesta il pregiudizio dell’infedeltà femminile un altro frammento di Varrone, che fa riferimento alla
condotta assai disinibita delle ragazze a Baia, centro balneare flegreo famoso, nelle fonti antiche, per
la “dolce vita” che vi si svolgeva. Varrone esprime l’idea che le ragazze nei luoghi di villeggiatura
perdano ogni freno inibitorio. È vero che anche i maschi, persino i vecchi – complice il contesto
balneare – cedono al vizio, ma in tal caso “si comportano da ragazze” (puellascunt). È il teorema
inverso di quello senecano, per cui quando una donna si comporta bene, si comporta come un
uomo; quando un uomo si comporta male, si comporta come una donna.
In un’elegia Properzio esprime il timore che Cinzia – la sua donna, che è in villeggiatura a Baia – in
quei luoghi di perdizione l’abbia dimenticato, cedendo alle lusinghe di un play boy locale. Così la
prega di ritornare presto da quel luogo di perdizione (corruptas ... Baias “la corrotta Baia”) che egli
considera un crimen amoris (“un delitto contro l’amore vero!”).
La leggerezza nella donna è denunciata anche nell’episodio della Matrona di Efeso, raccontato
durante la famosa cena offerta dal liberto Trimalchione nel Satyricon di Petronio. Una signora di
Efeso “così famosa per la pudicizia, da essere un motivo di richiamo per le donne dei paesi vicini, che
correvano ad ammirarla” rimane vedova e decide di seguire il marito nella tomba. Vicino alla tomba
un soldato fa la guardia a tre crocifissi, per impedire che i parenti portino via i corpi per seppellirli.
Udendo il pianto della donna provenire dalla tomba, incuriosito il soldato entra, vede la donna e
prima la convince a nutrirsi di cibo, poi “sferra l’attacco anche alla sua pudicizia. Ma non tiriamola
troppo per le lunghe. Neanche con questa parte del corpo la signora continuò l’astinenza, e il soldato
vittorioso la persuase su entrambi i fronti”. E giacquero insieme non solo quella notte, ma l’indomani
e il posdomani…”. Ma poi, quando esce, il soldato si accorge che su una croce manca il cadavere.
Terrorizzato per la pena capitale che, per la mancata vigilanza, gli verrà inflitta, si rivolge alla donna,
la quale “non meno misericordiosa che pudica” decide “che è meglio “appendere un morto che
uccidere un vivo”. E subito ordina di cavar fuori dalla bara il cadavere dello sposo, e d’inchiodarlo
sulla croce vuota.
Un rimedio contro la presunta facilità delle donne a cedere alle lusinghe di un corteggiatore e cadere
in adulterio consisteva, in età repubblicana, nello ius osculi “diritto del bacio”: era la facoltà che i
parenti maschi avevano di baciare una donna della famiglia sulla bocca ed era motivato come atto
ispettivo, una sorta di breath test. Serviva a controllare se la donna sapesse di vino, come riferisce
Plinio. La trasgressione era, nei tempi antichi equiparata all’adulterio e condannata con la pena di
morte.
Un documento assai crudo della presunta insaziabilità sessuale delle donne è nella descrizione che
Giovenale fa dell’imperatrice Messalina, moglie di Claudio, nel postribolo. La meretrix Augusta –
l’Augusta puttana – ogni sera lascia il palazzo imperiale per recarsi in un bordello dove, in incognito,
con insaziabile ardore si concede ai clienti. Come nelle pagine dei moralisti intransigenti, da Lucrezio
agli scrittori cristiani, la donna è qui vista come creatura diabolica, invasa dalla libidine e causa di
tutti i mali per gli uomini.
Dall’idea dell’insaziabilità sessuale della donna, discende una delle argomentazioni più turpi
dell’antifemminismo: che la donna violentata sia in qualche modo consenziente. In un frammento di
Varrone, la vittima gradirebbe lo stupro, anzi parteciperebbe con tale foga che in certo senso
s’inverte il rapporto violentatore/ violentata. Del resto, capita ancora di riscontrare, leggendo i
giornali o guardando la televisione, quanto sia ancora diffusa – nelle arringhe dei difensori di uno
stupratore in tribunale – l’affermazione che la vittima sarebbe stata consenziente, quindi la violenza
non ci sarebbe stata.
La disistima nei confronti della donna induce il desiderio inconscio del maschio di affrancarsi dalla
dipendenza nei confronti della donna, rendendosene autonomo, come in questo epigramma di
Marziale: Del tuo volto, potevo farne a meno,/ del collo, delle mani e delle gambe,/ delle cosce,
delle tette, del sedere./ Per farle breve, di tutta te potevo farne a meno. Inoltre spiega l’ambivalenza
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affettiva fissata nel famoso carme catulliano: Odi et amo. Quare id faciam,/ fortasse requiris.
Nescio,/ sed fieri sentio et excrucior.
Aiuta a capire le ragioni profonde, psicologiche e biologiche, dell’animosità che spesso caratterizza il
rapporto tra i due sessi questa, solo apparentemente leggera, riflessione del filologo classico
Maurizio Bettini: “Come sono sfortunati, gli uomini. Il loro onore dipende dalle donne, ma su di esse
non si può proprio fare affidamento… Il fatto è che della razza delle donne non si può fare a meno.
Altro è che depositarie dell’onore maschile! Le donne sono indispensabili per qualcosa di più
essenziale, persino, dell’onore, ossia la riproduzione della specie. Che poi sarebbe come dire la
riproduzione dei maschi. Per mettere al mondo un bel maschietto, infatti, ci vuole una donna. Così
come è necessaria una donna anche per mettere al mondo un’altra donna: cosa invero deprecabile,
di per sé, ma altrettanto indispensabile se si vuole che nel futuro ci siano altri maschi. E almeno
queste donne fossero pure e caste… Sarebbe terribile se altri maschi, tramite contatti illeciti e furtivi
con questa o quella donna, venissero a snaturare e contaminare l’identità della stirpe”.
La questione è tutta qui: è la donna che, generando un figlio, può assicurare all’uomo quel surrogato
di eternità che è rappresentato dal prolungarsi nella vita dei propri discendenti. Purché i propri
discendenti sia “propri”, appunto.
Sui temi della brillante relazione di Francesco Piazzi hanno infine posto riflessioni i Soci
Giovanni Camerini, Giancarlo Caletti, Alberto Destro, Stefania Tabanelli.
sabato 17 maggio 2014, ore 9,30, Aula Magna CNR, via Gobetti, 101
CONFERIMENTO DEI PREMI DI LAUREA E DEI CERTIFICATI DI MERITO
relativi all’anno accademico 202-13
il repertorio fotografico dell’evento può essere richiesto all’indirizzo [email protected]
Soci del Rotary Club Bologna:
Andrisano, Finzi, Garofalo, Montella, Piazzi, Re, Trebbi, Vannini, Venturi, Volterra, Zoli.
Familiari dei Soci:
del Dott. Marco Garofalo, la Signora Maria Isabella Garofalo e l’Ing. Fulvia Garofalo.
Autorità e Ospiti:
il Governatore del Distretto del Rotary International 2072, Dott. Giuseppe Castagnoli e
Signora Alessandra,
il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bologna, Prof. Ivano Dionigi,
il PDG, Prof. Italo Minguzzi,
la D.ssa Mariangela Ravaioli, Presidente d’Area CNR,
la Signora Rosetta Paolucci,
gli Assistenti del Governatore, Dott. Alessandro Alboni e Dott. Andrea Zecchini,
i Presidi di Facoltà dell’Università degli Studi e d’Istituto Secondario Superiore,
i Presidenti dei dieci Rotary Club appartenenti al Gruppo Felsineo.
L’evento (a.t.)
Dopo l’esecuzione degli inni e i rituali saluti svolti dall’Assistente del Governatore
Alessandro Alboni, il Governatore Giuseppe Castagnoli ha aperto i lavori della
giornata di premiazione. Successivamente il Magnifico Rettore dell’Università
degli Studi di Bologna, Prof. Ivano Dionigi, Socio Onorario del Rotary Club
Bologna, ha salutato l’evento ponendo significative ed emblematiche questioni
sulla condizione del Paese, della città, dell’Università, questioni concluse con la
considerazione che i giovani non sono il futuro, come si afferma sempre, ma sono
il presente.
Il Governatore Castagnoli ha congedato il Magnifico Rettore conferendogli
l’Onorificenza di un PHF patrocinata dal Gruppo Rotariano Felsineo e dopo una
presentazione da parte della Presidente d’Area del CNR, D.ssa Mariangela
Ravaioli, della sede CNR di Bologna e delle attività che in essa si svolgono, ha
avuto inizio il ciclo delle Premiazioni.
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XXIV PREMIO ROTARY “GUIDO PAOLUCCI”
Anno Accademico 2012/13
Coordinati dalla Prof.ssa Maria Carla Re e dal Prof. Marco Zoli, i dieci Presidenti
dei Rotary Felsinei hanno consegnato il Premio ai seguenti migliori laureati:
Grassato Lisa
Bontempi Marta
Facciani Stefania
Musardo Maria Giulia
Belli Andrea
Sorice Gabriele
Barnabè Debora
Sabatino Mario
Bernardi Lodovica
Filippini Giacomo
Borghi Maria
Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria
Scuola di Economia, Management e Statistica
Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Discipline Motorie
Scuola di Giurisprudenza
Scuola di Ingegneria e Architettura
Scuola di Lettere e Beni Culturali
Scuola di Lingue e letterature, Traduzione e
Interpretazione
Scuola di Medicina e Chirurgia
Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione
Scuola di Scienze
Scuola di Scienze Politiche
Chiara Del Prete e Livia Della Mora, laureate in Medicina e Chirurgia con tesi in
Urologia, sono state premiate dal Dott. Marco Garofalo, in memoria del padre
Prof. FULVIO GAROFALO, primario dell’ Urologia dell'Ospedale Malpighi, dove ha
svolto la sua attività di valente chirurgo e studioso appassionato
esibendo doti di alta umanità e grande dedizione.
Del Prete Chiara
Della Mora Livia
Premio Fulvio Garofalo, Scuola di Medicina e Chirurgia
Premio Fulvio Garofalo, Scuola di Medicina e Chirurgia
Chiara Baccolini, miglior laureata della Scuola di Farmacia, Biotecnologie e
Discipline Motorie, è stata premiata dalla Prof.ssa Maria Carla Re a nome di Susan
G. Komen Italia e del Gruppo Rotariano Felsineo, in ricordo del Dott. Ronny Cicola.
Baccolini Chiara
Premio Ronny Cicola, Scuola di Farmacia,
Biotecnologie e Discipline Motorie
Il Presidente del Rotary Club Bologna, Arch. Andrea Trebbi, ha consegnato i
certificati “Youth Merit Award” ai seguenti diplomati:
Liceo Ginnasio Luigi Galvani
Maria Chiara Baroni
Giulia Lipparini
Camilla Speranza
Liceo Scientifico Mattei
Gabriele Corni
Gian Luca Nuti
Silvia Rotunno
Liceo Linguistico Malpighi
Valentina Mingardi
Francesco Signoretti
Lorenzo Signoretti
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giovedì 5 giugno 2014
h. 18.00-19.30 ingresso degli invitati con accredito e aperitivo servito a bordo piscina;
h. 20.00 sala ristorante: inni e apertura del Presidente del Rotary Club Bologna,
Arch. Andrea Trebbi;
h. 20.15 Sabrina Orlandi, Italo Cucci, i calciatori 63-64 e proiezione DVD 1961-1964;
h. 21.00 cena con intrattenimento di Giorgio Comaschi;
h. 22,30 consegna delle targhe celebrative ai calciatori, estrazione premi, conferimento del
‘service’ del Rotary Club Bologna;
h. 23.00-24.00 conclusione e consegna degli omaggi ai presenti.
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PROGRAMMA DELLE RIUNIONI DEI CLUB FELSINEI
Rotary Club Bologna Ovest G. Marconi
lunedì, 26 maggio, ore 20,15, Nonno Rossi, familiari ed ospiti. Claudio Borghi.
“E’ possibile chiedere ad un animale domestico di proteggere il nostro cuore?”.
Rotary Club Bologna Est
giovedì, 22 maggio, ore 20,15, Nonno Rossi, Assemblea straordinaria dei Soci.
Rotary Club Bologna Nord
mercoledì, 21 maggio, ore 20,00, via S. Stefano, 43. Assemblea dei Soci. Presentazione
dell’ultimo libro del Socio Mario Martuzzi. “La scultura e altri racconti (così … per
passatempo)”. Soli soci.
mercoledì, 28 maggio, ore 20,00, a casa del Socio Valter Fabbri. Prof. Filippo Taddei. F/O.
Rotary Club Bologna Sud
lunedì, 19 maggio, ore 20,15, Hotel Savoia, Interclub con RC Bologna Valle del Savena.
Prof. Leonardo Giardina. “Jazz primo amore. Lucio il mio fratello più piccolo. Fam/ospiti.
martedì, 25 maggio, ore 20,15, Nonno Rossi, familiari ed ospiti
Dott. Alberto Vacchi. “Stato generale dell’economia del territorio”.
Rotary Club Bologna Valle dell’Idice
sabato, 24 maggio, ore 10,00, familiari ed ospiti. Visita guidata dal Dott. Daniele Vacchi
agli scavi della Città di Claterna. Pranzo a Palazzo Varignana.
mercoledì, 28 maggio,ore 20,00, Teatro Consorziale di Budrio, familiari ed ospiti. Buffet nel
foyer del teatro e successiva visita. Seguirà ”Serata al Museo”, con visita alla Pinacoteca.
Rotary Club Bologna Carducci
martedì, 27 maggio, Passeggiata per le vie del centro di Bologna con Paola Rubbi.
Rotary Club Bologna Valle del Savena
lunedì, 19 maggio, ore 20,15, Hotel Savoia, Interclub con RC Bologna Sud.
Prof. Leonardo Giardina. “Jazz primo amore. Lucio il mio fratello più piccolo. Fam/ospiti.
Rotary Club Bologna Valle del Samoggia
venerdì, 23 maggio, ore 20,00, Golf Club Bologna. Interclub Bologna Galvani, Soroptimist,
Round Table 7, Circolo G. Galilei, AIDDA, Lions Zola Predosa. On. Dott. Gianluca Galletti.
mercoledì, 28 maggio, ore 20,15, Rist Calzavecchio. Prof. Giovanni Baldi. “Le novità
dell’Istituto Rizzoli: Tecnopolo di Bologna ed avventura in Sicilia … ovvero gioie e dolori”.
Rotary Club Bologna, 40125 Bologna, via Santo Stefano 43
Tel. 051/234747, Fax 051/224218, Cell.348 2783149
email:[email protected]; web: www.rotarybologna.it
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Notiziario n. 23/2013-2014