Comunità Ragazzi Attivi San Carlo
CRASC : PAGINE DELL’ ORATORIO SAN CARLO
della PARROCCHIA dei SS. MM. NEREO e ACHILLEO
Piazza San Gerolamo, 15 - Milano ; tel. 02 747170
NUMERO 2 , ANNO 2 - Mese di Aprile dell’Anno 2006
STAMPATO IN PROPRIO
L’ Immagine Copertina di questo numero è : “ Seconda Edizione della Gara Velica
all’ Idroscalo” con il nostro Oratorio San Carlo
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Editoriale
L’ Editoriale di Don Federico
EDITORIALE
Mesi interessantissimi questi ultimi,
e soprattutto pieni di iniziative, e
attività, dal Carnevale alla Quaresima,
tempo di grazia in preparazione alla
Pasqua con il suo “carico” di
momenti forti di ritiro, silenzio e
preghiera che hanno interessato tutta
la comunità, i giovani, gli
adolescenti, i preadolescenti e anche
i ragazzi più piccoli – grazie al
prezioso libretto per la preghiera in
famiglia –.
Come potremo vedere coi nostri
occhi (FINALMENTE!!!), i lavori in
oratorio continuano, anzi, ormai
volgono quasi al termine, per lo meno
per quanto riguarda il salone.
Ma soprattutto continua la riflessione
ed il lavoro non solo “sulle strutture
fisiche dell’oratorio”, ma anche sul
progetto educativo che abbiamo
deciso di ristendere: tutto questo
suppone un lavoro di verifica, di
ascolto, di proposta di obiettivi
concreti; in questi mesi abbiamo
attuato tutto ciò – e lo stiamo ancora
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facendo – prima con gli educatori
tutti insieme (allenatori, educatori,
animatori,
catechisti/e);
ultimamente invece ognuna di
queste realtà singolarmente è stata
chiamata a portare il suo contributo
di proposte e obiettivi per il futuro.
allenatori, catechisti, animatori,
genitori
e
collaboratori)
corresponsabili con me nel compito
educativo in oratorio. Non vogliamo
infatti che esso perda il suo valore
di luogo educativo a livello umano e
cristiano soprattutto.
La scorsa settimana abbiamo
avuto un ospite illustre – Bruno
Pizzul – che ci ha aiutato a riflettere
sul tema dello sport e sui valori ad
esso connessi.
All’orizzonte, in questi prossimi due
mesi, si intravedono già oltre alle I
comunioni e alle Cresime, la festa
dell’oratorio e poi l’estate con
l’oratorio estivo e la vacanza
comunitaria.
In questo prossimo periodo ci
saranno anche alcune novità di
rilievo in oratorio, in particolare
riguardo ad alcuni cambiamenti in
ordine alla gestione concreta degli
spazi e degli orari, oltre che un
richiamo chiaro ad un rispetto
maggiore dell’ambiente e delle
persone che vi si trovano.
Va da sé comprendere che è in
gioco il valore educativo dell’oratorio
che deve vedere con più impegno
e attenzione tutti (educatori,
Ne vedremo delle belle e
sicuramente varrà la pena tenere
d’occhio il calendario di questo
numero per non perdere i colpi
migliori…
Mi congedo rivolgendo a tutti voi
l’augurio di una Felice Pasqua di
Resurrezione!!!
don Federico
Notizie
“NON CI ARDEVA FORSE IL CUORE NEL PETTO?”
Domenica 19 Marzo abbiamo
partecipato al ritiro spirituale
promosso dal nostro Decanato nella
Parrocchia di Santo Spirito per noi
18/19enni.
Siamo arrivati presso l’oratorio di
S.Spirito verso le 9.30 circa e là
siamo stati accolti da don
Giuseppe
(il
sacerdote
dell’oratorio) e dai suoi giovani
con i quali abbiamo subito fatto
amicizia. Poi ci siamo recati
nella loro cappellina dell’oratorio
chiamata “Cappella della
Shekinah” (che in ebraico
significa presenza) e lì abbiamo
iniziato il ritiro.
Mi ha colpito molto la bellezza e
la modalità con cui è stata
costruita questa cappella: don
Giuseppe ci ha raccontato che
un paio di anni fa, con l’aiuto di
bambini, ragazzi e adulti, hanno
costruito questo luogo di preghiera.
Tutta la comunità parrocchiale di
Santo Spirito si è impegnata per
arricchire la cappella realizzando
mosaici e affreschi, creando dei bei
giochi di luce e posizionando tutti i
complementi ai mosaici (ad
esempio: la tenda nel soffitto) in
perfetta sintonia con lo sfondo.
Secondo me è una bellissima cosa,
realizzare tutti insieme, con la
manualità e non solo con il contributo
economico, qualcosa di bello per
l’oratorio e la Parrocchia.
Il ritiro spirituale consisteva in due
parti fondamentali: la lectio (lettura)
e la meditazione.
La lectio è la lettura e
l’interpretazione del testo biblico ed
è stata fatta da don Giuseppe e da
don Federico (che ci ha raggiunto
dopo la Messa delle 10.00) invece è
stata tenuta la meditazione. Abbiamo
poi avuto tempo da dedicare alla
nostra riflessione e preghiera
individuale sul brano letto e spiegato
precedentemente.
Il brano biblico che ci ha
accompagnati è stato quello dei primi
due episodi del capitolo 24 del
Vangelo di Luca: nella prima
riflessione, sotto la guida di don
Giuseppe, abbiamo riflettuto sui versi
del Vangelo in cui le donne si recano
al sepolcro e lo scoprono vuoto;
ricevendo la notizia della
resurrezione, con stupore, si recano
a portarne la notizia ai discepoli.
Provando ad immedesimarci nella
situazione, abbiamo capito quanto
fosse inaspettata e incredibile la
notizia della resurrezione, della
Pasqua di Gesù.
Dopo l’annuncio delle tre donne,
ecco il brano che racconta dei due
discepoli che nel viaggio verso
Emmaus, incontrarono il
Signore risorto.
Abbiamo così riflettuto su
come ci si debba affidare al
Signore, e mai sentirsi
abbandonati da Lui, anche nei
momenti di tristezza, perché
Egli ci ama. Dopo l’intensa
mattinata di riflessione ci
siamo rifocillati con il pranzo
al sacco che ci siamo portati
da casa; è stata occasione per
ridere
e
scherzare
allegramente assieme a don
Federico e don Giuseppe che con
le battute erano proprio in “pole
position”.
Poi, armati di una chitarra, abbiamo
provato i canti per la Santa Messa
celebrata
successivamente.
Abbiamo imparato anche due canti
in spagnolo e li abbiamo ritenuti, in
comune accordo con Sara e
Veronica, che di musica se ne
intendono, molto allegri e festosi!
Alla fine della giornata ci siamo
sentiti tutti felici, contenti e arricchiti
interiormente per quanto il Signore
– con la sua Parola – ci ha donato.
Lorenzo Pavez
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Giovani
VERSO UNA UNITÀ DI VITA INTERIORE
“N EL
CUORE DELL ’ APOSTOLO VERSO
sole, un cielo azzurro e un panorama
questo il
preghiera. Abbiamo meditato anche
da cartolina che a Milano ci
titolo del primo ritiro per i giovani (over
su quali siano i valori importanti da
sogniamo; dopo un necessario caffè
19) della nostra parrocchia
custodire, sulle prove della vita che
ci siamo recati presso la casa dei
organizzato da don Federico sulla
bisogna imparare ad affrontare e
Padri Passionisti a Caravate (Va)
figura dell’Apostolo Paolo.
sostenere, vivendole con umiltà e
dove si è svolto il ritiro vero e proprio.
bontà, senza fuggire o cercare
UN’UNITÀ DI VITA INTERIORE”:
In questi due giorni don Federico ci
L’invito è stato accolto da 12 giovani
“surrogati” per non pensarci. Infine
ha proposto due meditazioni che ci
tra cui il sottoscritto: il nostro viaggio
non poteva mancare il riferimento a
hanno spinto a riflettere su come la
è cominciato sabato 11 marzo 2006
non vergognarci del Vangelo,
ricerca di un’unità di vita interiore sia
presso il seminario di Venegono
raccomandazione che Paolo rivolge
cammino di ascesi e impegno
Inferiore dove abbiamo partecipato
a Timoteo, e dunque sull’importanza
progressivo e lungo, e necessiti
alla S. Messa presieduta dal vicario
della testimonianza della fede da
contemporaneamente di fede,
generale
rendere ogni giorno nella nostra vita
esperienza
di giovani cristiani.
Mons.
Redaelli
e
concelebrata dagli educatori del
e
preghiera
profondamente gratuita.
seminario e dai preti dei seminaristi
Un doveroso ringraziamento per aver
tra cui il nostro parroco don
La bella esperienza che abbiamo
Ferdinando con don Federico;
permesso a don Federico di staccarsi
potuto vivere in quei giorni è stata
durante questa celebrazione infatti il
dalla vita parrocchiale per un fine
quella di poter “dedicare il tempo” -
nostro amico e coetaneo nonché
settimana e di dedicarsi a noi giovani
cosa rara nella vita di tutti i giorni -
seminarista Gabriele Giorgetti ha
va al nostro parroco, don Ferdinando.
proprio alla preghiera silenziosa e
ricevuto il ministero del Lettorato,
gratuita.
un’altra tappa verso il sacerdozio (che
pian piano si avvicina).
L’augurio e la speranza che ci resta
nel cuore è che questa non resti una
A questo proposito la frase che mi
bella e sola esperienza isolata, ma
ha colpito di più è stata: “dobbiamo
Al termine, dopo le foto di rito e un
che possa ripetersi il più presto
scegliere Dio e non le sue opere”,
veloce saluto “al Gabry”, ci siamo
possibile.
perché spesso ci occupiamo delle
rimessi in macchina alla volta di
cose pratiche da fare dimenticandoci
Laveno, dove abbiamo mangiato i
del valore e della qualità della nostra
nostri panini in riva al lago con un
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Un giovane
Giovani
COLORIANDOLI
Se eravate in città il 4 marzo avrete
potuto vedere qualcosa di davvero
straordinario per le vie di Milano:
come? Non sapete cosa?
L’evento dell’anno: colori, musica e
tanta, tanta allegria! In una parola lo
straordinario Carnevale che
In prima posizione, abbiamo aperto
la sfilata di tutti gli oratori con decine
di matite, pennelli e tubetti colorati,
stranamente dotati di gambe e
braccia, ma capaci di portare una
grande allegria tutt’intorno (anche
grazie all’aiuto di quintali di
ogni anno ha luogo attraverso il
stravaganti e fantasiosi costumi ha
mostrato l’impegno degli oratori per
questa sfilata, e primo tra tutti proprio
del nostro oratorio San Carlo.
ridere
vedendolo………
un tristo grigio; la sfilata è poi
proseguita fino a piazza Liberty,
ambrosiano, con tanto di costumi
grande esplosione di colori nei più
non
nostra città molto spesso tinta di
testa dal carnevale tipicamente
tema COLORIANDOLI, c’è stata una
difficile
e la gioia che si stava dando alla
molta gente entusiasta; avviata in
quest’anno ancora di più a motivo del
davvero
preparazione e per tutto il colore
centinaia di finestre e davanti a
Come in tutti gli anni passati, ma
bastone di legno: era il Re nero:
complimentato per la grande
lunga colonna ha sfilato sotto
sotto l’egida della FOM.
mantella, corona e addirittura di un
Tettamanzi, ci ha visitato e si è
Duomo, fino a piazza Liberty una
carnevale gestito dagli oratori milanesi
individuo, vestito di nero e dotato di
meno che il Cardinale Dionigi
Da via Palestro, attraverso il
medievale, si lasciava poi spazio al
apriva la sfilata: un buffo e imponente
Prima della sfilata niente po po di
centro della nostra città.
rinascimentali e blasoni della Milano
e tutto con tanto di capobanda che
coriandoli adeguatamente propinati
agli ignari spettatori).
Tutti costumi meticolosamente
preparati da grandi e piccini nei
nostri laboratori in oratorio, che
colorati di rosso e giallo hanno
addirittura dato luogo a danze
studiate fin nei minimi particolari al
fine di lasciare stupiti la stessa
gente sui marciapiedi; da piccoli
“matitini” fino al “matitone balzante”,
dove, radunatisi tutti gli oratori, ci si
è potuti rifocillare con un bella
merenda e si è poi passati poi alle
premiazioni per i singoli oratori che
hanno partecipato alla sfilata.
Grande esperienza per persone di
tutte le età ha mostrato ancora una
volta
la
grande
importanza
dell’impegno dei nostri oratori che
mai è venuto a mancare quando si è
trattato di travolgere la città con un
mare di sana allegria.
Michelangelo
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Eventi
NOTTE BIANCA IN ORATORIO
Sabato 25 marzo nella città di Milano
è andato “in onda” il grande evento
della NOTTE BIANCA.
Per non essere da meno abbiamo
pensato di fare lo stesso anche in
oratorio. Anzi, a dire il vero più che
di notte bianca dovremmo parlare di
“notte in bianco”!
Il tutto ha preso inizio alle ore 18.00
con il momento serio di preghiera e
riflessione guidato dal don: abbiamo
riflettuto sul brano del Vangelo di
Giovanni (c. 11) che descrive
l’episodio della resurrezione di
Lazzaro, mettendo in luce il rapporto
di profonda amicizia che lo legava a
Gesù.
Al termine della riflessione abbiamo
tratto queste conclusioni: per un
amico bisogna anche saper soffrire
e sacrificarsi; è importante essere
fedeli, leali e sinceri. Bisogna pregare
per i propri amici; infine – insieme
all’evangelista Giovanni – abbiamo
concluso che “non c’è amore più
grande di questo: dare la vita per i
propri amici” (Gv 15).
Dopo di che abbiamo dato fine al
brontolio dei nostri stomaci divorando
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ben quattro teglie di ottima pizza,
2 torte e coca (…cola…) a volontà.
Verso le 21.00 ci siamo “assettati”
davanti al maxi schermo per
gustarci un film veramente “serio”:
MIO CUGINO VINCENZO.
Al termine non potevano mancare i
saluti a chi tornava a casa, mentre
per chi restava in oratorio c’è stata
la preghiera della sera tutti insieme
e poi i preparativi per la notte:
sistemazione delle suite a 5 stelle,
idromassaggio, sauna e maschera
rilassante….
Scherziamo: spostamento dei tavoli
e delle sedie, lavaggio dei
pavimenti, recupero dei materassini
e “svolgimento” dei sacchi a pelo.
Prima di dormire (ore 02.00 a.m.)
– come è ormai tradizione – non
poteva mancare la sublime
“camomilla corretta” del don.
Più o meno verso le 03.30 a.m. (!!!)
abbiamo chiuso le nostre palpebre
e la notte bianca è diventata nera,
perché dormire per terra è stata
un’impresa!
All’alba delle 8.00 dopo la soave
sveglia del don, ci siamo
faticosamente alzati (i maschi puzzosi
senza neppure lavarsi…. J).
Dopo una doverosa e necessaria
colazione e il riordino altrettanto
fondamentale delle suite ci siamo
incamminati verso la Basilica per
celebrare la Messa.
Lungo la strada abbiamo citofonato alla
Bea
(che
dormiva
ancora
saporitamente) la quale si è catapultata
giù da casa velocemente. Che dire
ancora? È stato “belliffimo” e allora….
Alla prossima notte bianca!!!!
Antonia e Francesca
Attività
BARZELLETTE:
Le pecore
Due pecore al pascolo. la prima:
“beeeeeee”. e l’ altra: “immaginavo
che l’avresti detto!”
Il film
Il regista al protagonista del film:
“Si tuffi nel fiume”. “Ma io non so
nuotare !”. “Fa niente, tanto questa
è l’ultima scena”.
Cappuccetto Rosso
Cosa dice la mamma a
Cappuccetto Rosso?
“In bocca al lupo bambina mia!”
Il colmo per un vampiro?
Sentirsi in vena!
Il colmo per un distratto?
Accendere la luce per vedere se
c’è buio!
L’uomo cadente
Un signore che camminava per
strada tutto a un tratto vede un
uomo che si butta dalla finestra,
ma quando arriva a terra, invece
che morire rimbalza. Allora il
signore, tutto stupito gli chiede:
“Ma lei come fa a buttarsi dalla
finestra e rimbalzare?”
E l’uomo risponde: “Mentre mi
butto penso: se fossi una palla, se
fossi una palla.”
Allora il passante tutto contento
decide di andare a casa e provare a
buttarsi.
Gettatosi dalla finestra inizia a
pensare:se fossi una palla, se fossi
una palla, se fossi una palla, e se
fossi un budino? SPLASH!
Dallo psicologo
Moglie: “Caro, lo psicologo mi ha
detto che per guarire devo andare
un mese al mare, un mese in
montagna e un mese in campagna:
dove andiamo prima?”
Marito: “Da un altro medico!!!”
Il lanciatore di coltelli
Indovina cosa compera al luna park
un lanciatore di coltelli?
Lo zucchero affilato!
Andrea Di Maggio, Samuele
Bertulini,
Andrea Gramigna, Alessandro
Ghizzoni e Andrea Grigis
CALENDARIO
APRILE 2006
Sa
08 Veglia in Traditione symboli in Duomo
Do
09 Domenica delle Palme
Lu
10 Confessioni V elementare
Incontro Genitori IV elementare
Me
12 Confessioni I Media
Gi
13 Giovedì Santo
Ve
14 Venerdì Santo
Sa
15 Sabato santo
Do
16 Pasqua del Signore
Lu
17 Uscita adolescenti a Firenze
Ma
18 Uscita adolescenti a Firenze
Me
19 Uscita adolescenti a Firenze
Gi
20 Consiglio di Oratorio
Do
23 II Domenica di Pasqua
Ritiro dei ragazzi di IV elementare per la I
Comunione
Do
30 III Domenica di Pasqua
Ritiro dei ragazzi di I Media per la Cresima
MAGGIO 2006
Lu
01 I Comunioni
Me
03 Incontro genitori cresimandi
Gi
04 Catechesi giovani (D)
Sa
06 Cresime
Do
07 IV Domenica di Pasqua
Me
10 Incontro per genitori dei ragazzi di III
Elementare (4)
Gi
11 Catechesi giovani (D)
Do
14 V Domenica di Pasqua
Me
17 Incontro per genitori dei ragazzi di V
Elementare (3)
Gi
18 Catechesi giovani (D)
Do
21 VI Domenica di Pasqua
Ma
23 Incontro animatori oratorio estivo con
l’Arcivescovo
Do
28 Ascensione
Festa dell’Oratorio S.Carlo
GIUGNO 2006
Ve
02 Incontro diocesano dell’Arcivescovo
con i cresimandi
Lu
12 Inizio Oratorio Feriale
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Attività
“SERVIRE CON PIÙ GIOIA”
Essere un chierichetto è un dono
grande, e soprattutto è stare vicino a
Gesù nel servizio durante la Messa:
una responsabilità grande e
importante, perché chiede impegno
e disponibilità. Ma non è solo questo:
è anche divertimento all’oratorio,
ADOLESCENTI E
18ENNI A FIRENZE
Quest’anno nell’immediato dopoPasqua, precisamente dal 17 al 19
aprile ci recheremo a Firenze con gli
adolescenti e i 18enni.
È questa una proposta che vorremmo
diventasse una “costante annuale”
che ci consenta di affiancare allo
stare insieme e allo svago, l’aspetto
artistico e quello spirituale e di
incontro con altre esperienze. Con
gli educatori la scelta per quest’anno
è caduta su Firenze, meta artistica
di indubbio valore: a tal proposito
abbiamo “sguinzagliato” i nostri
architetti (la mitica Chicchi) che ci
preparerà un itinerario di indubbia
qualità e soprattutto si sono attivati i
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pizzate con film insieme, gita di fine
anno e altro ancora.
Un appuntamento dove invece si
manca un po’ troppo e un po’ in troppi
ultimamente, sono le riunioni del
venerdì: queste sono momento
importante per pregare insieme, per
formarci, per ricevere il nostro
mensile FIACCOLINA e per decidere
i turni delle celbrazioni liturgiche.
Ad aiutare noi chierichetti ci sono i
responsabili Luca e Lorenzo con don
Federico.
Come detto all’inizio essere
chierichetto è un servizio e quindi
vorremmo noi per primi lanciare un
appello ai nostri amici e colleghi
ultimamente assenti a non fare gli
zombie e partecipare alla prossima
riunione prima della settimana santa
altrimenti chissà che figure.
tour operator (don, Stefano e Detta)
che hanno approfittato di un
sopralluogo nel capoluogo toscano
per organizzare tutto e sbafarsi una
enorme fiorentina.
Anche questa volta – come già a
Roma lo scorso anno – ci
muoveremo in treno e, sul posto, con
i mezzi pubblici (occhio a cellulari e
macchine fotografiche…); saremo
ospitati per la notte, la cena e la
prima colazione nel monastero
benedettino di clausura delle suore
di S.Marta che si trova in periferia di
Firenze su una collinetta isolata da
rumori e frastuoni del centro città.
In questi giorni avremo l’occasione
di conoscere la figura di due grandi
personaggi che a Firenze hanno
Ci vogliono più chierichetti, ma
soprattutto quelli che già lo sono
devono impegnarsi di più: noi ci
mettiamo la faccia
e facciamo uno storico appello:
SE SEI INTERESSATO A FARE IL
CHIERICHETTO
PARLANE COL DON!!!
SE GIÀ LO FAI “METTICI PIÚ
CUORE E IMPEGNO!”.
(altrimenti il don ha minacciato di
aprire le porte… alle chierichette…)
Lorenzo Ortolani, Alessandro
Ghizzoni
e Andrea Mancuso
lasciato un segno indelebile: Giorgio
La Pira, sindaco del capoluogo
toscano per il quale è in corso la
causa di beatificazione, uomo dal
grande valore morale e umano. E don
Lorenzo Milani priore di Barbiana,
figura di spicco, maestra
nell’educazione e nella sua
attenzione al sociale.
Non ci resta che augurarci buon
viaggio, e sicuramente non
mancheremo di riferire al ritorno da
questa bella avventura.
don Federico e Stefano,
con Benedetta, Marta e Chiara
Attività
VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA!
Gli esercizi spirituali parrocchiali
Per farci vivere in modo più
partecipato
la
Quaresima,
quest’anno i sacerdoti della nostra
parrocchia ci hanno fatto una
proposta che aveva un po’ il sapore
di una sfida: una settimana di
esercizi spirituali parrocchiali!
In pratica ci hanno invitato a cinque
incontri serali, durante la prima
settimana di Quaresima, nei quali
vivere l’ascolto, il silenzio e la
preghiera con l’aiuto e la guida di
alcuni sacerdoti della nostra diocesi
di Milano, profondi conoscitori del
tema di riflessione di ogni serata.
Non c’è dubbio, una proposta per
amanti del rischio: ascoltare,
meditare e riflettere dopo una giornata
di lavoro o di scuola e impegni in
famiglia, e per ben cinque sere di
seguito!
All’annuncio molti temevano un
ritrovo tra pochi, ma già dalla prima
serata la partecipazione è stata così
numerosa che nella Cappella di
Fatima in diversi sono dovuti
rimanere in piedi.
Questo a dimostrazione che non
bisogna avere paura di chiedere e
proporre, perché se la proposta è
valida e curata, la risposta c’è. Il tema
che univa tutte le serate era
“Convertiti e credi al Vangelo”, e in
ogni incontro un sacerdote affrontava
un aspetto diverso partendo da un
brano di Vangelo.
Queste serate hanno rappresentato
delle pause nella nostra vita
frenetica, facendoci riscoprire il
piacere del “fare silenzio”,
l’importanza della preghiera, la gioia
di sentirci parte di una comunità, e
offrendoci nuovi approfondimenti su
brani di Vangelo.
La parabola di Luca sul fariseo e il
pubblicano che pregavano nel tempio
ci ha fatto riflettere sul nostro modo
di pregare, sul nostro atteggiamento
di cristiani, quando a volte ci
riteniamo migliori degli altri solo
perché rispettiamo le “regole” o “ci
comportiamo bene”. Questo
impedisce al nostro cuore di aprirsi
senza riserve all’amore di Dio
riconoscendoci bisognosi della sua
misericordia.
Marco, presentandoci il giovane ricco
che per paura di perdere i suoi beni
rinuncia a seguire Gesù, ci ricorda
come non basti conoscere e
osservare i comandamenti per
osservare la Parola di Dio, ma
bisogna scegliere di seguire in tutto
Gesù, il Maestro buono, anzi di
imitarlo!
Infine, la parabola del buon
Samaritano ci pone davanti al nocciolo
della fede cristiana: l’amore e la
carità. Sono disposto ad essere
“prossimo” di tutti? Riesco a guardare
ogni uomo con l’amore e l’interesse
di chi sa farsi prossimo? O guardo
gli altri con diffidenza, mi relaziono
con pregiudizi, sono pronto
classificare per categorie le persone
che incontro nel quotidiano?
La Quaresima è tempo di conversione
e riconciliazione, per questo abbiamo
anche approfondito il significato del
Sacramento che ci permette di
ricostruire il nostro rapporto con Dio.
In queste serate ci sono stati offerti
molti spunti di riflessione che ci
possono accompagnare durante la
Quaresima per un cammino di
conversione, ma più in generale nella
nostra quotidianità per aiutarci a
guadagnare un po’ di quella “sapidità”
evangelica che ci permetta poi
effettivamente di essere “sale della
terra”.
Patrizia
CRASC - Pagina 9
Attività
UN OSPITE ILLUSTRE
Giovedì 23 marzo nel salone
parrocchiale di via Pannonia n. 1 si è
svolto un incontro con il grande
cronista sportivo, Bruno Pizzul.
Ringraziando i nostri don Ferdinando
e don Federico per aver promosso e
organizzato questa splendida serata,
cogliamo l’occasione per rendervi
partecipi degli ottimi spunti di
riflessione che ci sono stati offerti
dall’intervento dell’illustre relatore.
Da grande oratore quale è, il Sig.
Bruno è riuscito a “tramandarci” le
sue importanti esperienze di vita,
utilizzando tutta la sua arte per
portarci in un mondo, quello dei suoi
ricordi, talmente vario da sembrare
appartenere a persone diverse.
La sua è la storia di un uomo nato
nel ’38, cresciuto nell’Italia del
dopoguerra, che cena con grandi
campioni del calcio moderno, pagati
miliardi per fare quello che per lui era
ed è restato solamente un gioco.
Sono questi suoi racconti e i relativi
commenti che ci hanno spinto ad
analizzare una volta di più, la realtà
nella quale svolgiamo i nostri compiti
di educativi, in particolare
rispettivamente di allenatore e
dirigente.
Nel suo paese natio, Gorizia, il
parroco dell’allora “ricreatorio”, era
riuscito a procurarsi un pallone e con
questo dovevano giocare un centinaio
di ragazzi. Tra questi c’era Bruno, un
bambino che diventato uomo ci ha
raccontato di aver dovuto rincuorare
un giocatore di una grande squadra,
che si era rattristato, perché era
quello che – fra tutti – veniva pagato
di meno, ovvero 700 milioni di lire
l’anno. Tuttavia il nostro caro relatore
ci ha spinto ad una riflessione
profonda, che va oltre i facili
commenti su quanto siano o meno
viziati i giocatori di calcio: egli ci ha
fatto notare, che questa visione del
giocatore più pagato come modello
di realizzazione, dell’ “avere” come
surrogato dell’“essere”, non sia altro
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che lo specchio della società in cui
viviamo.
Se pensiamo a quei 100 ragazzi
intorno ad un pallone, non possiamo
non sorridere amareggiati davanti al
calo di iscrizioni che negli ultimi anni
ha colpito molte società di calcio.
Nel nostro oratorio, come in altri,
questo non è avvenuto ed ogni anno
arrivano bambini desiderosi di
divertirsi e stare insieme. Perché
questa differenza, perché spesso
accade che adolescenti anche
“talentuosi” scappino dalle società di
calcio per giocare con i propri amici
in oratorio?
Credo che nella risposta stessa, ci
sia la via che noi “ALLEDUCATORI” - per
usare un termine che Pizzul ci ha
ricordato appartenere ai Salesiani dobbiamo seguire per svolgere al
meglio il nostro compito. I bambini,
come anche molti ragazzi
conservano in loro una freschezza
che con l’età spesso si perde, per
loro conta esclusivamente essere
felici, divertirsi, ed in questo sono
maestri.
Se si trovano davanti un adulto che,
come dicono loro, li “pressa” non si
divertono più. Se devono fare goal per
ricevere i complimenti di un genitore
galvanizzato dalle loro doti, lo fanno
ma rischiano di sentirsi dei falliti ove
non ci riescano. Se devono vincere il
campionato per avere la stima del loro
allenatore, cercheranno di vincerlo,
ma se non dovessero riuscirci
potrebbero fare come la volpe con
l’uva e comportarsi come se quella
stessa stima non sia per loro
importante, mettendosi talvolta
anche nei guai. Quindi qual è la
strada da seguire per un
alleducatore? Si devono far giocare
tutti e lasciar perdere il risultato o si
deve cercare di vincere sempre
facendo giocare i più forti? Credo che,
come in molti casi la risposta sia nel
mezzo. Ho sempre pensato, che far
giocare tutti a prescindere dalle doti
e dall’impegno sia l’esatto contrario
del termine “sportività”, che come
sappiamo tutti implica una certa
dose di “competitività”. Ai ragazzi che
ho allenato ho sempre detto che per
essere convocati la domenica,
avrebbero dovuto rispettare le regole
dello spogliatoio, i compagni e loro
stessi non lasciandosi andare a
comportamenti sbagliati. Credo però
che se ci si trova davanti a ragazzi
che si comportano egualmente bene,
in partita debba giocare più tempo
quello più bravo; solo così si può
riuscire a stimolare entrambi ad
impegnarsi, l’uno per conservare il
posto da titolare, l’altro per riuscire
a giocare sempre maggior tempo in
partita.
Tutto questo, però non è sufficiente
se non è supportato da un continuo
e costante dialogo tra l’allenatore, il
ragazzo e la sua famiglia. Non si può
prendere nessuna decisione
sull’educazione di un ragazzo, se non
si conosce la sua vita fuori dal campo
di calcio.
Alessandro Izar e Maurizio Rossi
Attività
Deus Caritas Est
Non è semplice scrivere a proposito
di questa Lettera enciclica che il
Papa ha scritto a tutta la Chiesa. Di
certo si avverte tutta la necessità e
l’importanza di avere indicazioni
precise nella rotta di quel viaggio che
è la nostra vita così spesso resa
instabile da quanto avviene attorno a
noi: l’egoismo e il male che
sembrano vincere sempre e ovunque,
la tentazione di un’illusoria e facile
felicità tutta materiale e immediata,
valori fondamentali che paiono
calpestati e vacillanti.
Non è casuale a nostro parere che il
nostro Papa Benedetto XVI abbia
ritenuto opportuno pubblicare
l’Enciclica “Deus Caritas Est”,
proprio nel giorno di Natale dell’anno
2005.
Che cosa vuole dunque comunicarci
Benedetto XVI con questo suo
scritto?
Quasi come passeggiando in uno
splendido giardino fiorito nel mese
di maggio, Egli ci conduce con
tenerezza e affetto di padre lungo i
sentieri profumati dell’amore,
raccontandoci e riassumendoci tutta
la storia della Carità e dell’Amore nel
mondo, dall’inizio della storia della
salvezza, passando attraverso il
mistero dell’Incarnazione di Gesù
Cristo fino ad arrivare alla Chiesa dei
nostri giorni e alle modalità concrete
con le quali essa debba farsi
prossima ad ogni uomo. Un Amore
totale, purissimo e disinteressato
che diventa comandamento non in
quanto imposto o perché vissuto con
l’emozione limitata e finita dei
sentimenti umani, ma perché portato
avanti senza limiti di spazio o di
tempo in un libero impegno della
nostra volontà e del nostro intelletto.
Siamo messi di fronte ad
un’immagine di Dio che è bontà,
tenerezza, un Dio generoso unico,
eterno ed esclusivo anche nel suo
(ovvero, l’Enciclica “Benedetta”)
modo di amare noi uomini e donne.
Proprio come il vero amore cristiano che
attraverso il sacramento del Matrimonio
esalta il valore della famiglia a partire
dalla vita insieme della coppia, intesa
come elemento originale della
comunione così come è stata pensata
e voluta dal Creatore. Dunque un legame
voluto da Dio come atto di amore verso
la sua creatura più cara e preziosa:
l’uomo; un legame che richiama il nostro
stesso essere “a immagine somiglianza
di Colui che ci ha creati”.
Ma dal momento che l’Amore di Dio e
per Dio non può essere un bene
individuale di ogni singolo uomo, e
poiché Dio ama tutti gli uomini, ecco
spiegato il segreto dell’Eucarestia,
sorgente dell’Amore e quindi della
fratellanza universale nell’amore tra gli
uomini.
E poi ancora – incalza il Santo Padre –
con il concetto di amore verso il
prossimo: dal momento che ogni uomo
è amico di Dio, tutti gli amici di Dio sono
per forza amici tra loro, e siccome sono
anche tutti figli dello stesso Padre
evidentemente si “ritrovano” fratelli tra
loro. È un ragionamento semplice e
nello stesso tempo meraviglioso, che –
nell’Enciclica – viene richiamato con
estrema delicatezza, onde evitare
indebite confusioni.
Benedetto XVI ci ricorda altresì che non
basta imparare e sapere che cosa sono
l’amore e la carità: il cristiano è anche
chiamato all’impegno diretto e concreto.
Così il Papa dopo una “carrellata” circa
il modo di vivere la carità attraverso la
storia della Chiesa – dalle origini fino ai
nostri tempi – ci fa notare come essa
inizialmente era orientata alla cura dei
bisogni materiali dell’uomo affinché ne
fosse garantita la sua dignità e nessuno
soffrisse per la mancanza del
necessario; in seguito egli mostra come
gradualmente ma progressivamente la
carità sia diventata “apostolato a tempo
pieno”, inteso come cura e
soddisfazione anche delle
esigenze spirituali (in quanto radici
della vita e della vera felicità che
ci porta verso Dio).
Allora l’amore cristiano vero, è
quello insegnato dalla Chiesa e
professato da ogni vero cristiano
in quanto dedizione spirituale e
materiale disinteressata verso il
prossimo, impegno attivo a tutela
e in difesa di un giusto
ordinamento dello Stato e della
Società civile, inquadramento
dell’attività apostolica nell’ambito
di
una
organizzazione
professionale.
Non va infatti dimenticato che la
Carità intesa come prossimità vero
i più bisognosi non può essere
improvvisata, ma al contrario deve
essere “competente e preparata”
a cogliere il reale bisogno e la reale
domanda della persona che si ha
di fronte. Ma soprattutto, ci
richiama il Papa, essa non può
essere disgiunta dalla preghiera.
Sono questi, in effetti, i valori veri
dei Santi - che nella Chiesa sono
nostri esempi di vita evangelica -:
l’umiltà, la preghiera, la speranza,
la fede, l’Amore. Non si può
dimenticare Maria invocando la
quale il Papa conclude la sua
Enciclica.
Nel prossimo numero ritorneremo
sul tema per cogliere il significato
profondo dell’enciclica e il suo
messaggio per noi credenti del III
millennio.
Dunque alla prossima!
I Boanèrghes
CRASC - Pagina 11
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