Comunità Ragazzi Attivi San Carlo CRASC : PAGINE DELL’ ORATORIO SAN CARLO della PARROCCHIA dei SS. MM. NEREO e ACHILLEO Piazza San Gerolamo, 15 - Milano ; tel. 02 747170 NUMERO 2 , ANNO 2 - Mese di Aprile dell’Anno 2006 STAMPATO IN PROPRIO L’ Immagine Copertina di questo numero è : “ Seconda Edizione della Gara Velica all’ Idroscalo” con il nostro Oratorio San Carlo CRASC - Pagina 1 Editoriale L’ Editoriale di Don Federico EDITORIALE Mesi interessantissimi questi ultimi, e soprattutto pieni di iniziative, e attività, dal Carnevale alla Quaresima, tempo di grazia in preparazione alla Pasqua con il suo “carico” di momenti forti di ritiro, silenzio e preghiera che hanno interessato tutta la comunità, i giovani, gli adolescenti, i preadolescenti e anche i ragazzi più piccoli – grazie al prezioso libretto per la preghiera in famiglia –. Come potremo vedere coi nostri occhi (FINALMENTE!!!), i lavori in oratorio continuano, anzi, ormai volgono quasi al termine, per lo meno per quanto riguarda il salone. Ma soprattutto continua la riflessione ed il lavoro non solo “sulle strutture fisiche dell’oratorio”, ma anche sul progetto educativo che abbiamo deciso di ristendere: tutto questo suppone un lavoro di verifica, di ascolto, di proposta di obiettivi concreti; in questi mesi abbiamo attuato tutto ciò – e lo stiamo ancora CRASC - Pagina 2 facendo – prima con gli educatori tutti insieme (allenatori, educatori, animatori, catechisti/e); ultimamente invece ognuna di queste realtà singolarmente è stata chiamata a portare il suo contributo di proposte e obiettivi per il futuro. allenatori, catechisti, animatori, genitori e collaboratori) corresponsabili con me nel compito educativo in oratorio. Non vogliamo infatti che esso perda il suo valore di luogo educativo a livello umano e cristiano soprattutto. La scorsa settimana abbiamo avuto un ospite illustre – Bruno Pizzul – che ci ha aiutato a riflettere sul tema dello sport e sui valori ad esso connessi. All’orizzonte, in questi prossimi due mesi, si intravedono già oltre alle I comunioni e alle Cresime, la festa dell’oratorio e poi l’estate con l’oratorio estivo e la vacanza comunitaria. In questo prossimo periodo ci saranno anche alcune novità di rilievo in oratorio, in particolare riguardo ad alcuni cambiamenti in ordine alla gestione concreta degli spazi e degli orari, oltre che un richiamo chiaro ad un rispetto maggiore dell’ambiente e delle persone che vi si trovano. Va da sé comprendere che è in gioco il valore educativo dell’oratorio che deve vedere con più impegno e attenzione tutti (educatori, Ne vedremo delle belle e sicuramente varrà la pena tenere d’occhio il calendario di questo numero per non perdere i colpi migliori… Mi congedo rivolgendo a tutti voi l’augurio di una Felice Pasqua di Resurrezione!!! don Federico Notizie “NON CI ARDEVA FORSE IL CUORE NEL PETTO?” Domenica 19 Marzo abbiamo partecipato al ritiro spirituale promosso dal nostro Decanato nella Parrocchia di Santo Spirito per noi 18/19enni. Siamo arrivati presso l’oratorio di S.Spirito verso le 9.30 circa e là siamo stati accolti da don Giuseppe (il sacerdote dell’oratorio) e dai suoi giovani con i quali abbiamo subito fatto amicizia. Poi ci siamo recati nella loro cappellina dell’oratorio chiamata “Cappella della Shekinah” (che in ebraico significa presenza) e lì abbiamo iniziato il ritiro. Mi ha colpito molto la bellezza e la modalità con cui è stata costruita questa cappella: don Giuseppe ci ha raccontato che un paio di anni fa, con l’aiuto di bambini, ragazzi e adulti, hanno costruito questo luogo di preghiera. Tutta la comunità parrocchiale di Santo Spirito si è impegnata per arricchire la cappella realizzando mosaici e affreschi, creando dei bei giochi di luce e posizionando tutti i complementi ai mosaici (ad esempio: la tenda nel soffitto) in perfetta sintonia con lo sfondo. Secondo me è una bellissima cosa, realizzare tutti insieme, con la manualità e non solo con il contributo economico, qualcosa di bello per l’oratorio e la Parrocchia. Il ritiro spirituale consisteva in due parti fondamentali: la lectio (lettura) e la meditazione. La lectio è la lettura e l’interpretazione del testo biblico ed è stata fatta da don Giuseppe e da don Federico (che ci ha raggiunto dopo la Messa delle 10.00) invece è stata tenuta la meditazione. Abbiamo poi avuto tempo da dedicare alla nostra riflessione e preghiera individuale sul brano letto e spiegato precedentemente. Il brano biblico che ci ha accompagnati è stato quello dei primi due episodi del capitolo 24 del Vangelo di Luca: nella prima riflessione, sotto la guida di don Giuseppe, abbiamo riflettuto sui versi del Vangelo in cui le donne si recano al sepolcro e lo scoprono vuoto; ricevendo la notizia della resurrezione, con stupore, si recano a portarne la notizia ai discepoli. Provando ad immedesimarci nella situazione, abbiamo capito quanto fosse inaspettata e incredibile la notizia della resurrezione, della Pasqua di Gesù. Dopo l’annuncio delle tre donne, ecco il brano che racconta dei due discepoli che nel viaggio verso Emmaus, incontrarono il Signore risorto. Abbiamo così riflettuto su come ci si debba affidare al Signore, e mai sentirsi abbandonati da Lui, anche nei momenti di tristezza, perché Egli ci ama. Dopo l’intensa mattinata di riflessione ci siamo rifocillati con il pranzo al sacco che ci siamo portati da casa; è stata occasione per ridere e scherzare allegramente assieme a don Federico e don Giuseppe che con le battute erano proprio in “pole position”. Poi, armati di una chitarra, abbiamo provato i canti per la Santa Messa celebrata successivamente. Abbiamo imparato anche due canti in spagnolo e li abbiamo ritenuti, in comune accordo con Sara e Veronica, che di musica se ne intendono, molto allegri e festosi! Alla fine della giornata ci siamo sentiti tutti felici, contenti e arricchiti interiormente per quanto il Signore – con la sua Parola – ci ha donato. Lorenzo Pavez CRASC - Pagina 3 Giovani VERSO UNA UNITÀ DI VITA INTERIORE “N EL CUORE DELL ’ APOSTOLO VERSO sole, un cielo azzurro e un panorama questo il preghiera. Abbiamo meditato anche da cartolina che a Milano ci titolo del primo ritiro per i giovani (over su quali siano i valori importanti da sogniamo; dopo un necessario caffè 19) della nostra parrocchia custodire, sulle prove della vita che ci siamo recati presso la casa dei organizzato da don Federico sulla bisogna imparare ad affrontare e Padri Passionisti a Caravate (Va) figura dell’Apostolo Paolo. sostenere, vivendole con umiltà e dove si è svolto il ritiro vero e proprio. bontà, senza fuggire o cercare UN’UNITÀ DI VITA INTERIORE”: In questi due giorni don Federico ci L’invito è stato accolto da 12 giovani “surrogati” per non pensarci. Infine ha proposto due meditazioni che ci tra cui il sottoscritto: il nostro viaggio non poteva mancare il riferimento a hanno spinto a riflettere su come la è cominciato sabato 11 marzo 2006 non vergognarci del Vangelo, ricerca di un’unità di vita interiore sia presso il seminario di Venegono raccomandazione che Paolo rivolge cammino di ascesi e impegno Inferiore dove abbiamo partecipato a Timoteo, e dunque sull’importanza progressivo e lungo, e necessiti alla S. Messa presieduta dal vicario della testimonianza della fede da contemporaneamente di fede, generale rendere ogni giorno nella nostra vita esperienza di giovani cristiani. Mons. Redaelli e concelebrata dagli educatori del e preghiera profondamente gratuita. seminario e dai preti dei seminaristi Un doveroso ringraziamento per aver tra cui il nostro parroco don La bella esperienza che abbiamo Ferdinando con don Federico; permesso a don Federico di staccarsi potuto vivere in quei giorni è stata durante questa celebrazione infatti il dalla vita parrocchiale per un fine quella di poter “dedicare il tempo” - nostro amico e coetaneo nonché settimana e di dedicarsi a noi giovani cosa rara nella vita di tutti i giorni - seminarista Gabriele Giorgetti ha va al nostro parroco, don Ferdinando. proprio alla preghiera silenziosa e ricevuto il ministero del Lettorato, gratuita. un’altra tappa verso il sacerdozio (che pian piano si avvicina). L’augurio e la speranza che ci resta nel cuore è che questa non resti una A questo proposito la frase che mi bella e sola esperienza isolata, ma ha colpito di più è stata: “dobbiamo Al termine, dopo le foto di rito e un che possa ripetersi il più presto scegliere Dio e non le sue opere”, veloce saluto “al Gabry”, ci siamo possibile. perché spesso ci occupiamo delle rimessi in macchina alla volta di cose pratiche da fare dimenticandoci Laveno, dove abbiamo mangiato i del valore e della qualità della nostra nostri panini in riva al lago con un CRASC - Pagina 4 Un giovane Giovani COLORIANDOLI Se eravate in città il 4 marzo avrete potuto vedere qualcosa di davvero straordinario per le vie di Milano: come? Non sapete cosa? L’evento dell’anno: colori, musica e tanta, tanta allegria! In una parola lo straordinario Carnevale che In prima posizione, abbiamo aperto la sfilata di tutti gli oratori con decine di matite, pennelli e tubetti colorati, stranamente dotati di gambe e braccia, ma capaci di portare una grande allegria tutt’intorno (anche grazie all’aiuto di quintali di ogni anno ha luogo attraverso il stravaganti e fantasiosi costumi ha mostrato l’impegno degli oratori per questa sfilata, e primo tra tutti proprio del nostro oratorio San Carlo. ridere vedendolo……… un tristo grigio; la sfilata è poi proseguita fino a piazza Liberty, ambrosiano, con tanto di costumi grande esplosione di colori nei più non nostra città molto spesso tinta di testa dal carnevale tipicamente tema COLORIANDOLI, c’è stata una difficile e la gioia che si stava dando alla molta gente entusiasta; avviata in quest’anno ancora di più a motivo del davvero preparazione e per tutto il colore centinaia di finestre e davanti a Come in tutti gli anni passati, ma bastone di legno: era il Re nero: complimentato per la grande lunga colonna ha sfilato sotto sotto l’egida della FOM. mantella, corona e addirittura di un Tettamanzi, ci ha visitato e si è Duomo, fino a piazza Liberty una carnevale gestito dagli oratori milanesi individuo, vestito di nero e dotato di meno che il Cardinale Dionigi Da via Palestro, attraverso il medievale, si lasciava poi spazio al apriva la sfilata: un buffo e imponente Prima della sfilata niente po po di centro della nostra città. rinascimentali e blasoni della Milano e tutto con tanto di capobanda che coriandoli adeguatamente propinati agli ignari spettatori). Tutti costumi meticolosamente preparati da grandi e piccini nei nostri laboratori in oratorio, che colorati di rosso e giallo hanno addirittura dato luogo a danze studiate fin nei minimi particolari al fine di lasciare stupiti la stessa gente sui marciapiedi; da piccoli “matitini” fino al “matitone balzante”, dove, radunatisi tutti gli oratori, ci si è potuti rifocillare con un bella merenda e si è poi passati poi alle premiazioni per i singoli oratori che hanno partecipato alla sfilata. Grande esperienza per persone di tutte le età ha mostrato ancora una volta la grande importanza dell’impegno dei nostri oratori che mai è venuto a mancare quando si è trattato di travolgere la città con un mare di sana allegria. Michelangelo CRASC - Pagina 5 Eventi NOTTE BIANCA IN ORATORIO Sabato 25 marzo nella città di Milano è andato “in onda” il grande evento della NOTTE BIANCA. Per non essere da meno abbiamo pensato di fare lo stesso anche in oratorio. Anzi, a dire il vero più che di notte bianca dovremmo parlare di “notte in bianco”! Il tutto ha preso inizio alle ore 18.00 con il momento serio di preghiera e riflessione guidato dal don: abbiamo riflettuto sul brano del Vangelo di Giovanni (c. 11) che descrive l’episodio della resurrezione di Lazzaro, mettendo in luce il rapporto di profonda amicizia che lo legava a Gesù. Al termine della riflessione abbiamo tratto queste conclusioni: per un amico bisogna anche saper soffrire e sacrificarsi; è importante essere fedeli, leali e sinceri. Bisogna pregare per i propri amici; infine – insieme all’evangelista Giovanni – abbiamo concluso che “non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15). Dopo di che abbiamo dato fine al brontolio dei nostri stomaci divorando CRASC - Pagina 6 ben quattro teglie di ottima pizza, 2 torte e coca (…cola…) a volontà. Verso le 21.00 ci siamo “assettati” davanti al maxi schermo per gustarci un film veramente “serio”: MIO CUGINO VINCENZO. Al termine non potevano mancare i saluti a chi tornava a casa, mentre per chi restava in oratorio c’è stata la preghiera della sera tutti insieme e poi i preparativi per la notte: sistemazione delle suite a 5 stelle, idromassaggio, sauna e maschera rilassante…. Scherziamo: spostamento dei tavoli e delle sedie, lavaggio dei pavimenti, recupero dei materassini e “svolgimento” dei sacchi a pelo. Prima di dormire (ore 02.00 a.m.) – come è ormai tradizione – non poteva mancare la sublime “camomilla corretta” del don. Più o meno verso le 03.30 a.m. (!!!) abbiamo chiuso le nostre palpebre e la notte bianca è diventata nera, perché dormire per terra è stata un’impresa! All’alba delle 8.00 dopo la soave sveglia del don, ci siamo faticosamente alzati (i maschi puzzosi senza neppure lavarsi…. J). Dopo una doverosa e necessaria colazione e il riordino altrettanto fondamentale delle suite ci siamo incamminati verso la Basilica per celebrare la Messa. Lungo la strada abbiamo citofonato alla Bea (che dormiva ancora saporitamente) la quale si è catapultata giù da casa velocemente. Che dire ancora? È stato “belliffimo” e allora…. Alla prossima notte bianca!!!! Antonia e Francesca Attività BARZELLETTE: Le pecore Due pecore al pascolo. la prima: “beeeeeee”. e l’ altra: “immaginavo che l’avresti detto!” Il film Il regista al protagonista del film: “Si tuffi nel fiume”. “Ma io non so nuotare !”. “Fa niente, tanto questa è l’ultima scena”. Cappuccetto Rosso Cosa dice la mamma a Cappuccetto Rosso? “In bocca al lupo bambina mia!” Il colmo per un vampiro? Sentirsi in vena! Il colmo per un distratto? Accendere la luce per vedere se c’è buio! L’uomo cadente Un signore che camminava per strada tutto a un tratto vede un uomo che si butta dalla finestra, ma quando arriva a terra, invece che morire rimbalza. Allora il signore, tutto stupito gli chiede: “Ma lei come fa a buttarsi dalla finestra e rimbalzare?” E l’uomo risponde: “Mentre mi butto penso: se fossi una palla, se fossi una palla.” Allora il passante tutto contento decide di andare a casa e provare a buttarsi. Gettatosi dalla finestra inizia a pensare:se fossi una palla, se fossi una palla, se fossi una palla, e se fossi un budino? SPLASH! Dallo psicologo Moglie: “Caro, lo psicologo mi ha detto che per guarire devo andare un mese al mare, un mese in montagna e un mese in campagna: dove andiamo prima?” Marito: “Da un altro medico!!!” Il lanciatore di coltelli Indovina cosa compera al luna park un lanciatore di coltelli? Lo zucchero affilato! Andrea Di Maggio, Samuele Bertulini, Andrea Gramigna, Alessandro Ghizzoni e Andrea Grigis CALENDARIO APRILE 2006 Sa 08 Veglia in Traditione symboli in Duomo Do 09 Domenica delle Palme Lu 10 Confessioni V elementare Incontro Genitori IV elementare Me 12 Confessioni I Media Gi 13 Giovedì Santo Ve 14 Venerdì Santo Sa 15 Sabato santo Do 16 Pasqua del Signore Lu 17 Uscita adolescenti a Firenze Ma 18 Uscita adolescenti a Firenze Me 19 Uscita adolescenti a Firenze Gi 20 Consiglio di Oratorio Do 23 II Domenica di Pasqua Ritiro dei ragazzi di IV elementare per la I Comunione Do 30 III Domenica di Pasqua Ritiro dei ragazzi di I Media per la Cresima MAGGIO 2006 Lu 01 I Comunioni Me 03 Incontro genitori cresimandi Gi 04 Catechesi giovani (D) Sa 06 Cresime Do 07 IV Domenica di Pasqua Me 10 Incontro per genitori dei ragazzi di III Elementare (4) Gi 11 Catechesi giovani (D) Do 14 V Domenica di Pasqua Me 17 Incontro per genitori dei ragazzi di V Elementare (3) Gi 18 Catechesi giovani (D) Do 21 VI Domenica di Pasqua Ma 23 Incontro animatori oratorio estivo con l’Arcivescovo Do 28 Ascensione Festa dell’Oratorio S.Carlo GIUGNO 2006 Ve 02 Incontro diocesano dell’Arcivescovo con i cresimandi Lu 12 Inizio Oratorio Feriale CRASC - Pagina 7 Attività “SERVIRE CON PIÙ GIOIA” Essere un chierichetto è un dono grande, e soprattutto è stare vicino a Gesù nel servizio durante la Messa: una responsabilità grande e importante, perché chiede impegno e disponibilità. Ma non è solo questo: è anche divertimento all’oratorio, ADOLESCENTI E 18ENNI A FIRENZE Quest’anno nell’immediato dopoPasqua, precisamente dal 17 al 19 aprile ci recheremo a Firenze con gli adolescenti e i 18enni. È questa una proposta che vorremmo diventasse una “costante annuale” che ci consenta di affiancare allo stare insieme e allo svago, l’aspetto artistico e quello spirituale e di incontro con altre esperienze. Con gli educatori la scelta per quest’anno è caduta su Firenze, meta artistica di indubbio valore: a tal proposito abbiamo “sguinzagliato” i nostri architetti (la mitica Chicchi) che ci preparerà un itinerario di indubbia qualità e soprattutto si sono attivati i CRASC - Pagina 8 pizzate con film insieme, gita di fine anno e altro ancora. Un appuntamento dove invece si manca un po’ troppo e un po’ in troppi ultimamente, sono le riunioni del venerdì: queste sono momento importante per pregare insieme, per formarci, per ricevere il nostro mensile FIACCOLINA e per decidere i turni delle celbrazioni liturgiche. Ad aiutare noi chierichetti ci sono i responsabili Luca e Lorenzo con don Federico. Come detto all’inizio essere chierichetto è un servizio e quindi vorremmo noi per primi lanciare un appello ai nostri amici e colleghi ultimamente assenti a non fare gli zombie e partecipare alla prossima riunione prima della settimana santa altrimenti chissà che figure. tour operator (don, Stefano e Detta) che hanno approfittato di un sopralluogo nel capoluogo toscano per organizzare tutto e sbafarsi una enorme fiorentina. Anche questa volta – come già a Roma lo scorso anno – ci muoveremo in treno e, sul posto, con i mezzi pubblici (occhio a cellulari e macchine fotografiche…); saremo ospitati per la notte, la cena e la prima colazione nel monastero benedettino di clausura delle suore di S.Marta che si trova in periferia di Firenze su una collinetta isolata da rumori e frastuoni del centro città. In questi giorni avremo l’occasione di conoscere la figura di due grandi personaggi che a Firenze hanno Ci vogliono più chierichetti, ma soprattutto quelli che già lo sono devono impegnarsi di più: noi ci mettiamo la faccia e facciamo uno storico appello: SE SEI INTERESSATO A FARE IL CHIERICHETTO PARLANE COL DON!!! SE GIÀ LO FAI “METTICI PIÚ CUORE E IMPEGNO!”. (altrimenti il don ha minacciato di aprire le porte… alle chierichette…) Lorenzo Ortolani, Alessandro Ghizzoni e Andrea Mancuso lasciato un segno indelebile: Giorgio La Pira, sindaco del capoluogo toscano per il quale è in corso la causa di beatificazione, uomo dal grande valore morale e umano. E don Lorenzo Milani priore di Barbiana, figura di spicco, maestra nell’educazione e nella sua attenzione al sociale. Non ci resta che augurarci buon viaggio, e sicuramente non mancheremo di riferire al ritorno da questa bella avventura. don Federico e Stefano, con Benedetta, Marta e Chiara Attività VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA! Gli esercizi spirituali parrocchiali Per farci vivere in modo più partecipato la Quaresima, quest’anno i sacerdoti della nostra parrocchia ci hanno fatto una proposta che aveva un po’ il sapore di una sfida: una settimana di esercizi spirituali parrocchiali! In pratica ci hanno invitato a cinque incontri serali, durante la prima settimana di Quaresima, nei quali vivere l’ascolto, il silenzio e la preghiera con l’aiuto e la guida di alcuni sacerdoti della nostra diocesi di Milano, profondi conoscitori del tema di riflessione di ogni serata. Non c’è dubbio, una proposta per amanti del rischio: ascoltare, meditare e riflettere dopo una giornata di lavoro o di scuola e impegni in famiglia, e per ben cinque sere di seguito! All’annuncio molti temevano un ritrovo tra pochi, ma già dalla prima serata la partecipazione è stata così numerosa che nella Cappella di Fatima in diversi sono dovuti rimanere in piedi. Questo a dimostrazione che non bisogna avere paura di chiedere e proporre, perché se la proposta è valida e curata, la risposta c’è. Il tema che univa tutte le serate era “Convertiti e credi al Vangelo”, e in ogni incontro un sacerdote affrontava un aspetto diverso partendo da un brano di Vangelo. Queste serate hanno rappresentato delle pause nella nostra vita frenetica, facendoci riscoprire il piacere del “fare silenzio”, l’importanza della preghiera, la gioia di sentirci parte di una comunità, e offrendoci nuovi approfondimenti su brani di Vangelo. La parabola di Luca sul fariseo e il pubblicano che pregavano nel tempio ci ha fatto riflettere sul nostro modo di pregare, sul nostro atteggiamento di cristiani, quando a volte ci riteniamo migliori degli altri solo perché rispettiamo le “regole” o “ci comportiamo bene”. Questo impedisce al nostro cuore di aprirsi senza riserve all’amore di Dio riconoscendoci bisognosi della sua misericordia. Marco, presentandoci il giovane ricco che per paura di perdere i suoi beni rinuncia a seguire Gesù, ci ricorda come non basti conoscere e osservare i comandamenti per osservare la Parola di Dio, ma bisogna scegliere di seguire in tutto Gesù, il Maestro buono, anzi di imitarlo! Infine, la parabola del buon Samaritano ci pone davanti al nocciolo della fede cristiana: l’amore e la carità. Sono disposto ad essere “prossimo” di tutti? Riesco a guardare ogni uomo con l’amore e l’interesse di chi sa farsi prossimo? O guardo gli altri con diffidenza, mi relaziono con pregiudizi, sono pronto classificare per categorie le persone che incontro nel quotidiano? La Quaresima è tempo di conversione e riconciliazione, per questo abbiamo anche approfondito il significato del Sacramento che ci permette di ricostruire il nostro rapporto con Dio. In queste serate ci sono stati offerti molti spunti di riflessione che ci possono accompagnare durante la Quaresima per un cammino di conversione, ma più in generale nella nostra quotidianità per aiutarci a guadagnare un po’ di quella “sapidità” evangelica che ci permetta poi effettivamente di essere “sale della terra”. Patrizia CRASC - Pagina 9 Attività UN OSPITE ILLUSTRE Giovedì 23 marzo nel salone parrocchiale di via Pannonia n. 1 si è svolto un incontro con il grande cronista sportivo, Bruno Pizzul. Ringraziando i nostri don Ferdinando e don Federico per aver promosso e organizzato questa splendida serata, cogliamo l’occasione per rendervi partecipi degli ottimi spunti di riflessione che ci sono stati offerti dall’intervento dell’illustre relatore. Da grande oratore quale è, il Sig. Bruno è riuscito a “tramandarci” le sue importanti esperienze di vita, utilizzando tutta la sua arte per portarci in un mondo, quello dei suoi ricordi, talmente vario da sembrare appartenere a persone diverse. La sua è la storia di un uomo nato nel ’38, cresciuto nell’Italia del dopoguerra, che cena con grandi campioni del calcio moderno, pagati miliardi per fare quello che per lui era ed è restato solamente un gioco. Sono questi suoi racconti e i relativi commenti che ci hanno spinto ad analizzare una volta di più, la realtà nella quale svolgiamo i nostri compiti di educativi, in particolare rispettivamente di allenatore e dirigente. Nel suo paese natio, Gorizia, il parroco dell’allora “ricreatorio”, era riuscito a procurarsi un pallone e con questo dovevano giocare un centinaio di ragazzi. Tra questi c’era Bruno, un bambino che diventato uomo ci ha raccontato di aver dovuto rincuorare un giocatore di una grande squadra, che si era rattristato, perché era quello che – fra tutti – veniva pagato di meno, ovvero 700 milioni di lire l’anno. Tuttavia il nostro caro relatore ci ha spinto ad una riflessione profonda, che va oltre i facili commenti su quanto siano o meno viziati i giocatori di calcio: egli ci ha fatto notare, che questa visione del giocatore più pagato come modello di realizzazione, dell’ “avere” come surrogato dell’“essere”, non sia altro CRASC - Pagina 10 che lo specchio della società in cui viviamo. Se pensiamo a quei 100 ragazzi intorno ad un pallone, non possiamo non sorridere amareggiati davanti al calo di iscrizioni che negli ultimi anni ha colpito molte società di calcio. Nel nostro oratorio, come in altri, questo non è avvenuto ed ogni anno arrivano bambini desiderosi di divertirsi e stare insieme. Perché questa differenza, perché spesso accade che adolescenti anche “talentuosi” scappino dalle società di calcio per giocare con i propri amici in oratorio? Credo che nella risposta stessa, ci sia la via che noi “ALLEDUCATORI” - per usare un termine che Pizzul ci ha ricordato appartenere ai Salesiani dobbiamo seguire per svolgere al meglio il nostro compito. I bambini, come anche molti ragazzi conservano in loro una freschezza che con l’età spesso si perde, per loro conta esclusivamente essere felici, divertirsi, ed in questo sono maestri. Se si trovano davanti un adulto che, come dicono loro, li “pressa” non si divertono più. Se devono fare goal per ricevere i complimenti di un genitore galvanizzato dalle loro doti, lo fanno ma rischiano di sentirsi dei falliti ove non ci riescano. Se devono vincere il campionato per avere la stima del loro allenatore, cercheranno di vincerlo, ma se non dovessero riuscirci potrebbero fare come la volpe con l’uva e comportarsi come se quella stessa stima non sia per loro importante, mettendosi talvolta anche nei guai. Quindi qual è la strada da seguire per un alleducatore? Si devono far giocare tutti e lasciar perdere il risultato o si deve cercare di vincere sempre facendo giocare i più forti? Credo che, come in molti casi la risposta sia nel mezzo. Ho sempre pensato, che far giocare tutti a prescindere dalle doti e dall’impegno sia l’esatto contrario del termine “sportività”, che come sappiamo tutti implica una certa dose di “competitività”. Ai ragazzi che ho allenato ho sempre detto che per essere convocati la domenica, avrebbero dovuto rispettare le regole dello spogliatoio, i compagni e loro stessi non lasciandosi andare a comportamenti sbagliati. Credo però che se ci si trova davanti a ragazzi che si comportano egualmente bene, in partita debba giocare più tempo quello più bravo; solo così si può riuscire a stimolare entrambi ad impegnarsi, l’uno per conservare il posto da titolare, l’altro per riuscire a giocare sempre maggior tempo in partita. Tutto questo, però non è sufficiente se non è supportato da un continuo e costante dialogo tra l’allenatore, il ragazzo e la sua famiglia. Non si può prendere nessuna decisione sull’educazione di un ragazzo, se non si conosce la sua vita fuori dal campo di calcio. Alessandro Izar e Maurizio Rossi Attività Deus Caritas Est Non è semplice scrivere a proposito di questa Lettera enciclica che il Papa ha scritto a tutta la Chiesa. Di certo si avverte tutta la necessità e l’importanza di avere indicazioni precise nella rotta di quel viaggio che è la nostra vita così spesso resa instabile da quanto avviene attorno a noi: l’egoismo e il male che sembrano vincere sempre e ovunque, la tentazione di un’illusoria e facile felicità tutta materiale e immediata, valori fondamentali che paiono calpestati e vacillanti. Non è casuale a nostro parere che il nostro Papa Benedetto XVI abbia ritenuto opportuno pubblicare l’Enciclica “Deus Caritas Est”, proprio nel giorno di Natale dell’anno 2005. Che cosa vuole dunque comunicarci Benedetto XVI con questo suo scritto? Quasi come passeggiando in uno splendido giardino fiorito nel mese di maggio, Egli ci conduce con tenerezza e affetto di padre lungo i sentieri profumati dell’amore, raccontandoci e riassumendoci tutta la storia della Carità e dell’Amore nel mondo, dall’inizio della storia della salvezza, passando attraverso il mistero dell’Incarnazione di Gesù Cristo fino ad arrivare alla Chiesa dei nostri giorni e alle modalità concrete con le quali essa debba farsi prossima ad ogni uomo. Un Amore totale, purissimo e disinteressato che diventa comandamento non in quanto imposto o perché vissuto con l’emozione limitata e finita dei sentimenti umani, ma perché portato avanti senza limiti di spazio o di tempo in un libero impegno della nostra volontà e del nostro intelletto. Siamo messi di fronte ad un’immagine di Dio che è bontà, tenerezza, un Dio generoso unico, eterno ed esclusivo anche nel suo (ovvero, l’Enciclica “Benedetta”) modo di amare noi uomini e donne. Proprio come il vero amore cristiano che attraverso il sacramento del Matrimonio esalta il valore della famiglia a partire dalla vita insieme della coppia, intesa come elemento originale della comunione così come è stata pensata e voluta dal Creatore. Dunque un legame voluto da Dio come atto di amore verso la sua creatura più cara e preziosa: l’uomo; un legame che richiama il nostro stesso essere “a immagine somiglianza di Colui che ci ha creati”. Ma dal momento che l’Amore di Dio e per Dio non può essere un bene individuale di ogni singolo uomo, e poiché Dio ama tutti gli uomini, ecco spiegato il segreto dell’Eucarestia, sorgente dell’Amore e quindi della fratellanza universale nell’amore tra gli uomini. E poi ancora – incalza il Santo Padre – con il concetto di amore verso il prossimo: dal momento che ogni uomo è amico di Dio, tutti gli amici di Dio sono per forza amici tra loro, e siccome sono anche tutti figli dello stesso Padre evidentemente si “ritrovano” fratelli tra loro. È un ragionamento semplice e nello stesso tempo meraviglioso, che – nell’Enciclica – viene richiamato con estrema delicatezza, onde evitare indebite confusioni. Benedetto XVI ci ricorda altresì che non basta imparare e sapere che cosa sono l’amore e la carità: il cristiano è anche chiamato all’impegno diretto e concreto. Così il Papa dopo una “carrellata” circa il modo di vivere la carità attraverso la storia della Chiesa – dalle origini fino ai nostri tempi – ci fa notare come essa inizialmente era orientata alla cura dei bisogni materiali dell’uomo affinché ne fosse garantita la sua dignità e nessuno soffrisse per la mancanza del necessario; in seguito egli mostra come gradualmente ma progressivamente la carità sia diventata “apostolato a tempo pieno”, inteso come cura e soddisfazione anche delle esigenze spirituali (in quanto radici della vita e della vera felicità che ci porta verso Dio). Allora l’amore cristiano vero, è quello insegnato dalla Chiesa e professato da ogni vero cristiano in quanto dedizione spirituale e materiale disinteressata verso il prossimo, impegno attivo a tutela e in difesa di un giusto ordinamento dello Stato e della Società civile, inquadramento dell’attività apostolica nell’ambito di una organizzazione professionale. Non va infatti dimenticato che la Carità intesa come prossimità vero i più bisognosi non può essere improvvisata, ma al contrario deve essere “competente e preparata” a cogliere il reale bisogno e la reale domanda della persona che si ha di fronte. Ma soprattutto, ci richiama il Papa, essa non può essere disgiunta dalla preghiera. Sono questi, in effetti, i valori veri dei Santi - che nella Chiesa sono nostri esempi di vita evangelica -: l’umiltà, la preghiera, la speranza, la fede, l’Amore. Non si può dimenticare Maria invocando la quale il Papa conclude la sua Enciclica. Nel prossimo numero ritorneremo sul tema per cogliere il significato profondo dell’enciclica e il suo messaggio per noi credenti del III millennio. Dunque alla prossima! I Boanèrghes CRASC - Pagina 11 Comunicazioni APPUNTAMENTI INFORMAZIONI UTILI ORARI Orari dell’ Oratorio San Carlo RICORDA : il nostro indirizzo di posta elettronica è : [email protected] ripetiamo [email protected] Scrivici tutto quanto vuoi che venga pubblicato. Ti aspettiamo. Giorno dalle lunedi 16.00 martedi 15.00 (*) mercoledi 16.00 giovedi 15.00 (*) venerdi 16.00 sabato 14.30 domenica 14.30 alle 19.00 19.00 19.00 19.00 19.00 19.00 19.00 (*) dalle 15 alle 16 solo per Ripetizioni Quale dei quattro frammenti è presente nella vignetta . Di Samuele Bertulini, Andrea Di Maggio Alessandro Ghizzoni Il Giornalino Rivista periodica dell’ Oratorio San Carlo Piazza Gerolamo, 15 - Milano [email protected] Redazione Tanti ragazzi dell’ oratorio Articoli speciali Collaboratori anti papà e mamme dell’ oratorio Tanti ringraziamenti a tutti coloro che ci hanno aiutato per questo numero di Crasc Direttore Responsabile Don Federico Grafica e Caricature Aperto a tutti CRASC - Pagina 12