ANTONIO
D’ALESSANDRO
CINQUANT’ANNI
DALLA MATERIA ALLA SINTESI
In copertina:
Primavera in Brianza,
olio su tela, cm 60 x 80, 1975
A cura di:
Giuseppe Casiraghi
Allestimenti:
Luigi Consonni
Fotografie:
Color System Service, Macherio
Stampa:
Grafica & Stampa ‘86, Muggiò
CINQUANT’ANNI
DALLA MATERIA ALLA SINTESI
di Antonio D’Alessandro:
28 maggio - 12 giugno 2011
Villa Filippini - Besana in Brianza
Si ringraziano:
Sindaco
Vittorio Gatti
Assessore alla Cultura,
Carlo Ratti
Uff. Cultura
Maria Elisa Viganò
Rosa Piserà
Con il patrocinio di:
Città di
Besana in Brianza
Comune
di Triuggio
Vittorio Gatti
Sindaco Città di Besana in Brianza
La bellezza dell’Arte visiva, è, senza alcun dubbio, la vera
provocazione emotiva dei nostri sentimenti. Detto questo, può e
deve essere – come in questa propizia occasione, – la sostanziale
celebrazione dell’aureo compimento di una severa attività che
l’Artista ha amorevolmente votato all’esaltazione di quanto e di
meraviglioso ci propone il Creato.
Non per altro, il Maestro ha voluto collocare, nella nostra pretigiosa
sede, il saggio antologico delle sue opere.
Qui storia e natura si fondono e recano, ai fruitori, il piacere del
“guardare” in perfetta sincronia.
Idealmente apro le porte di Villa Filippini, perchè il tanto passato
dell’Artista, sia propedeutico ad un altrettanto meritevole avvenire.
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Carlo Ratti
Assessore alla Cultura
Con vivo piacere, tramite la Pro Loco, accolgo l’artista “conterraneo”
Antonio D’Alessandro nelle sale espositive di Villa Filippini. Il suo
percorso pittorico affonda nei desideri infantili e nella fervida
attenzione alla natura rivisitata e trasfigurata dal sole della natia
Puglia, ai luoghi stimolanti del Garda fino alla terra operosa di
Brianza. Notevoli sono i riconoscimenti di critica ad una lunga
carriera ricca di Mostre e fruttuose adesioni a Concorsi. A Lissone
assiduamente partecipa alla Famiglia Artistica e segue per un
decennio il maestro Gino Meloni. Negli anni ’70 frequenta ed
espone in importanti Gallerie milanesi fino al ritorno brianteo con
il “Microcosmo Floreale”. Ora, dopo la mostra di Palazzo Terragni
che ospita nel 2006 “La grande madre terra” ed i “Dialoghi tra Pittura
e Poesia” nel 2008 alla Rotonda di Tregasio, Antonio D’Alessandro
approda a Besana in Brianza. L’artista ci trasmette in un’atmosfera da
sogno i temi dell’anima interiormente vissuti e svolti su tela con
tenui colori eloquentemente silenziosi. E’ un messaggio intenso,
“naturale” ma essenziale, quello che raggiunge ogni osservatore
attento e compartecipe dell’esperienza di vita impressa nelle opere
esposte. Di questo affettuosamente ringrazio l’artista, gradito ospite,
qui, nel cuore culturale cittadino.
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Itinerario senza fine
LA CRITICA
di Giuseppe Casiraghi
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Se dovessi chiedere ad Antonio D’Alessandro di riassumere – in una sola frase – i lunghi,
piacevoli dialoghi che, gustando con serenità infinita, ho intrattenuto con lui, sono sicuro
che, con quella pacatezza e quell’innata coerenza che gli sono peculiari, mi risponderebbe
così “Vedi, Casiraghi (il critico qui diventa l’amico confidenziale) in cinquant’anni di onorata
pittura, ho sempre avuto un gran rispetto della sacralità dell’Arte. Sarebbe per me un
sacrilegio permettermi di avventurarmi in folle evasioni, così effimere, che, credimi, sono
destinate ad estinguersi in un baleno. Tu lo sai bene.”
Inesorabile, quanto “tremendamente” giusto, il suo lucido pensiero, se letto con quella
coscienza professionale che ha sempre guidato il suo appassionato cammino semantico. Di
fronte all’esternazione di questo concetto fondamentale, sono io che, allora, debbo far atto
di contrizione. Non posso divagare in edulcorate o accademiche elucrubazioni, espresse solo
per ammaliare il lettore, quasi volessi far dire dal prossimo, “oh quanto è bravo quell’uomo,
chissà quante cose sa”... Eh no, assolutamente non voglio. È modesta saggezza, è l’onestà
intellettuale, è il dovere di coscienza, che mi devono sorreggere, sempre e comunque, nel
guardare la figura del maestro, eloquentemente trasmessa nelle sue opere, senza sottintesi
e pregiudizi.
Invero, è raro trovare, oggigiorno, nel convulso agitarsi della pittura (ho paura chiamarla
arte), una così efficace simbiosi tra l’Autore e il suo dipinto. Questa verità inconfutabile si
realizza – semplicemente – come atto determinante, nella consapevolezza dell’uomo che,
seriamente, sa che non può barare, prima di tutto verso se stesso, quindi non può “vendere”
la sua pittura, come oggetto contraffatto e dedito all’insana speculazione.
Su queste fondamenta si snoda la storia di D’Alessandro.
Allora mi d’uopo lasciarmi guidare dalla sequela delle sue esperienze che, se non altro, sono
una dichiarazione di buon volere.
Fermo restando, che è inutile andar oltre, perchè il visivo riassume eloquentemente il
carattere della Persona.
Non vorrei equivocare. Sembrerebbe che, allineandomi a questi intendimenti, sia costretto
ad affossare, in un ambito angusto, la personalità dell’Autore. Non è affatto così.
Finalmente, dico finalmente, guardando qualsiasi opera, nulla devo temere. Son sicuro che
Egli mi è garante nella lettura, perchè è frutto dell’intenso pensare, prima del severo agire.
Nello studio di D’Alessandro, isolato in un angolo felice della bella Brianza, si entra in un
mondo tutto suo, si respira un’aria di verità, si impara, mediante il suo linguaggio, a dissipare
dal fatuo convenzionale, tutti i dubbi che, maliziosamente, potrebbero insorgere.
Insomma, perchè questa pittura? Perchè questi luoghi incantati? Perchè questo albero
bianco, perchè quest’atmosfera idilliaca? Perchè questa semplicità di racconto? Ma è poi
così semplice quello che si vede?
Non è che l’abbaglio di una pittura aldifuori, oppure ben dentro gli schemi, solleciti un
giudizio affrettato? Questo è il pericolo che può incorrere lo sprovveduto o, quanto meno,
colui che non vuole deliberatamente conoscere “per partito preso”.
Ed ecco la necessità di chieder l’ausilio dell’Artista. Pronto e suadente.
...Sul cavalletto una tela intensa chiede che si inizi il racconto. Ma questo è già nella mente
del pittore, si tratta di renderlo fruibile.
Una preparazione accurata. I colori, rigorosamente di qualità, sono lì ben disposti sulla
tavolozza. Una pulizia assai assicurante.
Poi l’abbozzo, prudente, quasi impercettibile, il soggetto. Mai casuale, sempre pertinente
ad una tematica che chiama il concorso della prodiga natura. D’Alessandro ama il creato, non
lo domina, non lo distrugge, soltanto si permette di interpretarlo con una cadenza lenta,
ritmata, fatto di stesure velatamente sovrapposte. Una pelle vellutata, dove la decantazione
cromatica è calibrata con raffinati passaggi tonali, onde raggiungere un’eccezionale armonia
di sintesi.
Il pregio principale della sua pittura è quello del vissuto costante.
Se il momento non gli è proprio, rifiuta il proseguo. Questa è onestà.
Guardando l’albero solitario, frequente nei suoi dipinti, mi sovviene una bellissima immagine
del poeta Kahlil Gibrar
“Siate uniti ma non troppo vicini,
le colonne del tempio si ergono distanti
e la quercia e il cipresso
non crescono l’uno all’ombra dell’altro”
Insomma, dico, il mettere insieme, non pretende lucentezze assolute.
Inutile ingigantire. A quell’albero, semmai basta la sua ombra per giustificare, in pienezza, la
sua vita.
L’albero come pretesto, l’albero significante il sentimento di Colui che lo dipinge.
Ma l’artista, presago di un futuro non razionalmente valutabile, in questa Mostra, guarda
intensamente il suo passato e, partendo dalla materia delle sue prime creazioni, nei successivi
passaggi, denuncia un processo evolutivo coerente, mai in antitesi al suo personalissimo
stile.
Chiedo che mi si conceda di indulgere brevemente sull’ultimo, arduo periodo, quello che
chiamiamo monocromatico.
Qui si rivela D’Allessandro nell’intierezza della sua Arte.
Non più, e non solo, il già prezioso estetismo formale, non più l’indulgente senso visionario
e, soprattutto, non più l’implacabile denuncia, o la dolce fiaba, o la cronaca.
Tutto viene disciplinato rigorosamente da una rigida legge di temperanza.
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Un solo, unico colore, studiato nelle sue molecole ed evoluto con un preciso equilibrio
sequenziale.
Provvido e tempestivo, attento ad ogni sfumatura, Lui sentenzia, sapendo di trovare sicura
condivisione:
“Un tono, una misura appena fuori fase, un tocco in surplus, e tutto sarebbe rovinato”.
Questo asceta è l’Antonio D’Alessandro che conosco ed ammiro.
Giuseppe Casiraghi
Il pittore con Gino Meloni nel 1980 alla galleria
D’Angelo di Lissone, in occasione di una sua mostra
personale.
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BIOGRAFIA
L’Artista
Antonio D’Alessandro nasce nel 1938 a Serracapriola in provincia di Foggia, ed proprio la
che, ancora bambino, cerca di esprimere, con dei gessetti colorati, disegnando sui selciati
o sui muri, l’amore per la natura che lo circonda.
Quando nel 1952 si trasferisce dall’assolata Puglia a San Felice del Benaco, in provincia di
Brescia, il giovane artista trova nella bellezza del paesaggio gardesano lo stimolo per iniziare
il suo iter pittorico, trasparendo sulle tele le senzazioni che prova di fronte a tanta rigoglìo.
Nel 1954 si trasferisce in provincia di Milano a Lissone sotto la guida del maesrtro Gino
Meloni, dove frequenta la scuola di pittura della Famiglia Artistica di Lissone, segue per circa
dieci anni dei corsi di storia dell’Arte, pittura, scultura, nudo, e grafica.
Dal 1972 al 1980 espone a Milano alla galleria Modigliani, Centro Export, Centro Europeo
Div. Italiana, La Torre Galleria d’Arte, Galleria d’Arte Petrofil.
Alla Galleria La Torre, espone in permanenza e mostra mercato, a fianco di autori come
Hartung, Matta, Bill, De Pero, Reggiani, Lohse, Nespolo, Calder, Campigli, Gottuso, Matta,
Cristo, Morlotti, Vasarey, Apel, Dova, Scanavino, Capogrossi, De Chirico, Tancredi, Jorn,
Turcato, Lam, Baj, Dorazio, Guidi, Eilson, Tobas, Migneco, Tamburi, Tozzi, Cesetti, Fiume, Sassu,
Traccani, Maccari, Carena, Crippa, Ajmone, Magnelli, Music, Brindisi, Lilloni, Rosselli, Sironi,
Carpi, Cassinari, Caffe, Franceschini, Tomshinsky, Peverelli, Rognoni, Viviani, Tallone, Vaglieri,
De Filippi, Cazzaniga, D’Alessandro, Borghese, Farlenga, Biglione, Ceretti, Caminati, Caminati,
Cappelli, Giunni, Fanduzzi, De Filippo, Martinelli, Gatti, Mazza, Tofolo, Leslie, Perilli, Omiccioli,
Siega, Gianpaolo, Meloni, Borsato, Timofte, Mattiolo, ecc.
Nel primi anni 80 ritorna a Lissone, dove la Galleria D’Angelo espone le sue opere svariati
anni, e che farà della sua pittura a Lissone ed altrove, un punto fermo dell’Arte figurativa
moderna, vedi ”Microcosmo Floreale” dal 1997 si trasferisce a Triuggio dove vive e lavora.
Dopo di che è tutto un susseguirsi di mostre personali e collettive scrupolosamente selezionate e sempre foriere di lusinghieri successi. Fra le tante apparizioni pubbliche ci piace
segnalare alcune ricche antologiche una al casinò Municipale di Arco (TN), una alla galleria
civica ”Ezio Mariani“ di Seregno, una delle sale del palazzo Vittorio Veneto di Lissone, una
nella sala civica di Monza, una ”personale“ nel centro storico di Cremona, un’altra presso la
”Corte de Cagnat“ di Macherio, ed anche una suggestiva rassegna nell’antica Rotonda
Cagnola a Tregasio, nonchè una bella esposizione nella Sala degli Stemmi a Triuggio attuale luogo di Residenza dell’Artista.
Ultimamente D’Alessandro è stato selezionato con altri undici maestri operanti nell’area monzese nel periodo post bellico, per celebrare il bicentenario dell’apertura del Parco di Monza.
Questa importante mostra è stata itinerante in varie sedi comunali della Brianza.
Ultimamente il Comune di Lissone ha allestito una mostra nel “Palazzo Terragni” dal titolo
“La Grande Madre Terra”.
D’Alessandro nel suo studio a Triuggio
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RASSEGNA STAMPA
Hanno scritto di lui
“Anche D’alessandro ha i suoi problemi, sono problemi di sempre, sono problemi
primordiali, problemi dell’umano vivere.
Lontano dalle mode, dagli aggiornamenti, lontano dagli atteggiamenti volutamente
contestatari, cerca la propria natura, dentro di sè, con occhio pacato; e nei suoi dipinti cerca
di dire le sue parole poetiche con modestia, col timore riverenziale di chi opera seriamente.
Le sue pitture confermano la realtà delle cose naturali. La sua sincera e candida ispirazione
lo portano ad una trasfigurazione spirituale; i paesaggi, le nature morte, le figure dei suoi
quadri perdono la loro fisicità per assumere una dimensione fatta di luce ed aria, dove senti
il fremito della natura e della vita rivestito di un colore dolce e soffuso”.
Gino Meloni (1969)
“...Il scegliere la dolcezza di un paesaggio sotto un ampio cielo, o di un prato raccolto in una
cornice di verde, il silenzio fra le case di un paesino veneto, è l’espressione di un entusiasmo
che il pittore non riesce a nascondere; la scelta di un vaso con fiori contro il vano di una
finestra aperta, il ritmarsi di una conchiglia fra la verdura tenera e candidi vasi su di un tavolo,
rivelano quell’attenzione dolce, quello stupore, quell’amore alle cose che sono proprie di
una sensibilità squisita; il parlare di bimbi che non hanno più spazio per il gioco, di un mare
che rimanda alla spiaggia ciò che l’uomo ha buttato nel mare, di un’alta ciminiera, che
domina con terrore sopra i tetti delle semplici case, sono le malinconie che il pittore prova
e denuncia e che riscatta con la luce e con colori fatti puliti, come se la natura volesse
difendere la propria identità, o il pittore volesse restituirgliela...”
M. Concetta Monzardo (1971)
Ho presenziato all’inaugurazione della personale di D’Alessandro, allestita presso la Galleria
“Torre” - Via Fatebenefratelli 13 - Milano. Presente un folto pubblico, l’artista ha riscosso il
favore di collezionisti e critici.
Ciò che più mi ha colpito della sua produzione è la spontaneità, il colore, l’immediatezza:
il cielo azzurro, di quell’azzurro che ognuno di noi ha visto almeno una volta nei suoi sogni
di fanciullo, è lo scenario naturale nel quale si anima tutta la composizione. Un poeta (disse
Pascoli) deve avere il cuore d’un fanciullo, ed io ho scovato nella produzione e nell’anima
di D’Alessandro questo cuore che sa parlare e comunicare valori umani oltre i limiti e la
caducità delle cose terrene.
Ugo Celli (1974)
8
1960-2010
Antologia delle opere pittoriche
Visioni - 1961
tempera su tela, cm 30 x 40
9
Paesaggio trentino - 1962
poliestere e olio su tavola, cm 40 x 60
10
Natura morta con frutta - 1964
olio su tela, cm 60 x 80
11
Maggio “fioritura e veduta” - 1966
olio su tela, cm 70 x 50
12
Bosco delle Fontane - Mantova - 1974
olio su tela, cm 70 x 90
13
Villa Taranto - 1979
olio su tela, cm 50 x 70
14
Il girotondo delle anime bianche - 1978
acrilico su tela, cm 50 x 70
15
Nei pressi di Forio - 1980
olio su tela, cm 30 x 40
16
Primavera trentina - 1983
olio su tela, cm 40 x 50
17
Villa Taranto - 1986
acrilico su tela, cm 40 x 50
18
Angolo del Parco di Monza - 1995
olio su tela, cm 40 x 50
19
Primavera brianzola - 1987
acrilico su tela, cm 50 x 70
20
Fioritura nei pressi di Passo Ballino - TN - 1990
acrilico su tela, cm 60 x 70
21
Autunno a Toblino - TN - 1991
acrilico su tela, cm 50 x 60
22
Primavera nei pressi di Serracapriola - FG - 1992
olio su tela, cm 70 x 100
23
Le mie radici - 1998
olio su tela, cm 70 x 100
24
Primavera ischitana - 2005
olio su tela, cm 40 x 50
25
Nei pressi di Rancate- 2002
olio su tela, cm 50 x 60
26
Nei pressi di Bassano Bresciano - 2002
olio su tela, cm 30 x 40
27
Nei pressi di Serracapriola - FG - 1998
acrilico su tela, cm 40 x 50
28
BIBLIOGRAFIA
Splendor, Cavalletto e Tavolozza, Informazioni d’Arte, il Quadrato, Il Leonardo Panorama
d’Arte, Pittori e scultori contemporanei, (Ed. Il Cavalletto), Les artistes Européens, Catalogo
nazionale “Gelmi” 1977/78, 1978/79, 1979/80, Catalogo d’Arte Bolaffi 1977, 1978, L’Arpi 74,
Antologia d’Arte italiana Artistica, Vademecum dell’Arte, A.P.P.I. Arte e Sport, Catalogo d’Arte,
La Bitta 1978, Bolaffi; Catalogo dell’Arte Moderna Italiana 1981 n°17, Annuario Comanducci
1981 n°9, Il Quadrato “Annotazioni ed aste della pittura Italiana contemporanea” 1981.
Le sue opere sono pubblicate sulla copertina dell’edizione internazionale di “Selezione dal
Reader’s Digest 1982, 1983, 1989.
Dizionario Critico Artitalia 90 n°4 a cura di Mario Monteverdi.
I Maestri del colore “Grandi Artisti dal 1947 al 1987” n°1.
I Grandi Professori nella Storia dell’Arte Contemporanea 1989, n°2.
“Guida agli Artisti Famosi nel Mondo – I Grandi Maestri del XX Secolo 1990”, n°3.
La critica che si è occupata recentemente delle sue opere reca la firma di:
Meloni G., Monzardo C., Fumagalli C., Di Gregorio E., Oberti A., Barbieri B., De Bono A.,
Strano C., Marcianò E., Celli U., Sangiorgi P.A., La Volpe M., Guagnini P., Lombardi A., Villani
D., Tomasina R., Natabartolo G., Peracchio A., Bertazzini P., Portalupi M., Di Martino P.,
Vernasca L., Magioni R., Negri P., Spiazzi L., Ferrari A., Currà A., Monteverdi M., Bonalumi F.,
Casiraghi G., Trivellini A., Morra V., Falossi G., Goffi B., Mancini A., Cesana M., Resnati E.,
RICONOSCIMENTI
Cordani T., Erba E., ecc.
Ha partecipato a numerosi premi Nazionali e Internazionali tra cui:
Il Premio Inter. acc. a Modigliani, Milano – 2° classificato;
I Premio “Il Tamburo”, Milano – 3° classificato;
I Premio “Il Pennello d’Oro”, Cervo Ligure – 3° classificato;
I Premio “Paul Gauguin”, Milano – 2° classificato;
XIII “Premio Nazionale Primavera 1976”, Foggia – Medaglia d’Oro;
Insignito “Trofeo Biblioteca S. Freud”, Milano;
Conferito “Trofeo Europa Artistica Magalini”, Brescia;
IV “Quadriennale Città di Napoli”, Napoli – 3° classificato;
I “Biennale d’Arte città di Alessandria”, Alessandria – 1° classificato;
IV Premio Nazionale A.I.P.E., Milano – 2° classificato;
I Trofeo Int. Di Pittura “Rio dell’Eremo”, Cesena – 1° classificato;
III Premio Int. di Pittura e Scultura, Arma di Taggia – 1° classificato;
I Premio Int. “Il Leone d’Oro”, Milano – 1° classificato;
I Premio “Enotra d’Oro 1977” Centro Europeo, Milano;
Insignito Premio Riviera dei Fiori, S. Remo;
Insignito Art. International Award Div. It., Milano;
Insignito XI Festival Inter. di Lugano, Melide (CH);
Invitato fuori concorso 6° Premio Int. “La Rosa d’Oro” (MI)
Premio speciale medaglia Comune di Milano rip. cultura;
Rassegna Int. d’Arte Contemporanea “Il Cavalletto” (MI);
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RICONOSCIMENTI
Invitato fuori concorso Premio Speciale Targa della fontana del Bernini;
Insignito “Oscar Italia 1977” per l’Arte Milano;
Insignito “Premio Nazionale Arte e Cultura” Limone Piemonte (CN);
Biennale Int. d’Arte Antica e Moderna di Monza 1a edizione Concorso Internazionale
“Il Protagonista d’Oro 1977” 3° premio Il Protagonista di Bronzo;
Insignito Premio “La Biennale int. del Ced’art Città di Milano (MI);
Insignito del “Premio int. di Pittura Ville de Fécamp” Francia;
Insignito di Medaglia d’Argento dalla “Regina S.M. Elisabetta II d’Inghilterra”;
Insignito Premio Internazionale “Il Pittore 1979” Firenze;
Invitato fuori concorso “III Concorso Nazionale” Monza Primavera;
Invitato fuori concorso “Gran Premio Corona Ferrea” Monza;
Invitato fuori concorso “Premio Bice Bugatti” Nova M.;
I Premio “La Rosa d’Oro” Milano;
1981, Monza Primavera “Targa Regione Lombardia”, 1981;
Il Quadrato 1982 “Premio Oscar dell’Arte”, Bergamo;
Medaglia d’Oro al “IX Premio Primavera” Club degli Artisti Foggia;
Insignito a “Premio America Trophy I premiati 83” USA;
Insignito “Premio Int. Le Moulin Rouge (Hommage a Toulouse Lautrec) Parigi;
1986, Insignito con Targa Oro 1° Premio Nazionale “I Maestri del Colore, Grandi Artisti
dal 1947 al 1987”; Ente Nazionale Manifestazioni d’Arte, Fidenza, 1986;
Insignito 1° Trofeo Internazionale “Arte più Arte” nel decennale della Fondazione.
È stato socio fondatore pinacoteca comunale museo d’Arte contemporanea di Limone
Piemonte; le sue opere si trovano in musei nazionali e collezioni private nazionali e internazionali, tra cui Francia, Belgio, Germania, Inghilterra, Stati Uniti d’America, ecc.;
1986, Centro Europeo Culturale Roma (I protagonisti dell’arte visiva Italiana
Contemporanea) Messico;
1987, I Premio Nazionale “I Maestri del Colore” Grandi Artisti dal 1947 al 1987;
1988, Biennale d’Arte “Museo Mystique Malta”;
1988, Accademia Il Marzocco Firenze “Medaglia d’oro città di Vienna” e trofeo
“Regione Toscana”;
1988, Cremona “Il Centauro d’oro 1988” riconoscimento internazionale organizzato
dalla “Accademia Italia”;
1989, I Premio “I Grandi professori nella storia dell’Arte contemporanea” Fidenza;
1989, “Centro Editoriale Musei d’Arte Italiani”, 1° Premio Nazionale
“I Capiscuola dell’Arte Contemporanea Italiana” La Spezia.
2000, Il Corriere di Roma XXVII Giornata della Cultura “Premio Nazionale di Cultura
TERZO MILLENNIO” Roma
2000 Nomina di Accademio di Merito “Accademia i 500 Roma
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MOSTRE
Personali più recenti:
1969 - La Pialla “Galleria d’Arte” - Bologna
1969 - La Porta “Galleria d’Arte” - Milano
1973 - Modigliani “Galleria d’Arte” - Milano
1973 - Milanarte “Galleria d’Arte” - Rimini
1974 - La Torre “Galleria d’Arte” - Milano
1974 - Centro Arte e Sport - Monza
1975 - Salotto Municipale d’Arte - Aosta
1976 - Botteguccia d’Arte - Pescara
1976 - Abba “Galleria d’Arte” - Brescia
1976 - Centro Europeo Div. Italiana - Milano
1977 - Centro Export - Milano
1977 - Col Patrocinio del Comune di Monza Assessorato alla Cultura
“Museo Arengario”
1978 - Sala d’Arte Cavallotti - Monza
1978 - “Galleria d’Arte” Il grappolo - Sesto S. Giovanni
1979 - Galleria D’Angelo - Lissone
1980 - Famiglia Artistica - Cremona
1980 - Galleria D’Angelo - Lissone
1982 - Sala d’Arte Cavallotti - Monza
1982 - Famiglia Artistica - Cremona
1982 - Le Salon des Nations a Paris
(Centre International d’Art Contemporain) - Parigi
1983 - Famiglia Artistica - Cremona
1984 - Galleria d’Angelo - Lissone
1984 - Famiglia Artistica - Cremona
1984 - Galleria D’Angelo - Lissone
1984 - Col patrocinio del Comune di Bernareggio “Biblioteca Civica”
1985 - Famiglia Artistica - Cremona
1986 - Galleria D’Angelo - Lissone
1987 - Artecultura S.C.R.L. Piccola Galleria U.C.A.I. - Brescia
1988 - Galleria il Poliedro - Cremona
1988 - Galleria D’Angelo – Lissone
1989 - Col patrocinio del Comune di Arco (TN); “Assessorato alle Attività
Culturali dell’A.M.S.A. di Arco e dell’Azienda promozione
Turistica “Garda” Trentino
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MOSTRE
1990 - Galleria d’arte Petrofil - Milano
1991 - Galleria d’arte Zeusi - Monza
1991 - Col patrocinio del Comune di Seregno Assessorato alla Cultura
Galleria civica “Ezio Mariani”
1991 - Col patrocinio del Comune di Arco (TN); Assessorato alla Cultura
mostra Antologica Casinò Municipale di Arco 1960 - 1991
1991 - Piccola galleria S. Antonio - Cremona
1992 - Galleria D’Angelo - Lissone
1993 - Col Patrocinio del Comune di Carate Brianza Assessorato
alla Cultura “Villa Cusani”
1993 - Galleria D’Angelo - Lissone
1995 - Col Patrocinio del Comune di Usmate Velate Assessorato alla Cultura
“Villa Borgia”
1995 - Col Patrocinio del Comune di Paderno Dugnano Assessorato
alla Cultura “Villa Gargantini”
1996 - Col Patrocinio del Comune di Arcore Assessorato
alla Cultura “Villa Borromeo”
1997 - Col Patrocinio del Comune di Lissone (MI) Assessorato
alla Cultura Mostra Antologica Palazzo Vittorio Veneto 1960-1995
1997 - Col Patrocinio del Comune di Triuggio e del Consorzio Parco Lambro
Assessorato alla Cultura “Sala Stemmi Comunale”
1998 - Col Patrocinio del Comune di Concorezzo - Assessorato
alla Cultura “Villa Zoia”
1999 - Col Patrocinio del Comune di Macherio - Assessorato
alla Cultura “Sala espositiva Biblioteca Civica”
2000 - Col Patrocinio del Comune di Triuggio e del Consorzio Parco Lambro
Assessorato alla Cultura “Sala Stemmi Comunale”
2002 - Col Patrocinio del Comune di Monza Assessorato alla Cultura Musei
Civici “Galleria Civica”
2003 - Col Patrocinio del Comune di Triuggio “Assessorato
alla Cultura” “Sala Stemmi Comunale”
2003 - Associazione Artisti Cremonesi “Palazzo Grasselli” Cremona
2004 - Col Patrocinio del Comune di Triuggio “Assessorato alla Cultura”
e chiesa parrocchiale di Tregasio “Rotonda di Tregasio”
2006 - Col Patrocinio del Comune di Lissone “Assessorato alla Cultura”
Identità e Tradizioni Locali” Palazzo Terragni
2007 - Col Patrocinio del Comune di Albiate “Assessorato alla Cultura”
“Villa Campello”
2008 - Col Patrocinio del Comune di Triuggio “Assessorato alla Cultura”
“Rotonda di Tregasio”
2011 - Col Patrocinio Città di Besana in Brianza (MB);
Mostra Antologica “Villa Filippini” 1960-2010
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ELENCO OPERE
In copertina
“Primavera in Brianza” - 1975
olio su tela cm 60 x 80
“Visioni” - 1961
Angolo del Parco di Monza - 1995
tempera su tela, cm 30 x 40
olio su tela, cm 40 x 50
Paesaggio trentino - 1962
Primavera brianzola - 1987
poliestere e olio su tavola, cm 40 x 60
acrilico su tela, cm 50 x 70
Natura morta con frutta - 1964
Fioritura nei pressi di Passo Ballino - TN - 1990
olio su tela, cm 60 x 80
acrilico su tela, cm 60 x 70
Maggio “fioritura e veduta” - 1966
Autunno a Toblino - TN - 1991
olio su tela, cm 70 x 50
acrilico su tela, cm 50 x 60
Bosco delle Fontane - Mantova - 1974
Primavera nei pressi di Serracapriola - FG - 1992
olio su tela, cm 70 x 90
olio su tela, cm 70 x 100
Villa Taranto - 1979
Le mie radici - 1998
olio su tela cm 40 x 50
olio su tela, cm 70 x 100
Il girotondo delle anime bianche - 1978
Primavera ischitana - 2005
acrilico su tela, cm 50 x 70
olio su tela, cm 40 x 50
Nei pressi di Forio - 1980
Nei pressi di Rancate- 2002
olio su tela, cm 30 x 40
olio su tela, cm 50 x 60
Primavera trentina - 1983
Nei pressi di Bassano Bresciano - 2002
olio su tela, cm 40 x 50
olio su tela, cm 30 x 40
Villa Taranto - 1986
Nei pressi di Serracapriola - FG - 1998
acrilico su tela, cm 40 x 50
acrilico su tela, cm 40 x 50
Finito di stampare: Maggio 2011
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