Cooperazione, le nostre ong nel mondo pag 10 Zona industriale, un colabrodo senza servizi pag 13 Dalla Vecchia, il country made in Vicenza pag 19 n° 141 21 marzo 2009 0 50 euro 0,50 Fatti, personaggi e vita vicentina Direttore responsabile Luca Matteazzi Chi lavora è perduto www.flickr.com/brycei La piena occupazione è solo un ricordo Oggi essere disoccupati sta diventando tristemente nornale, e la caccia al posto di lavoro si fa spietata Noi diamo un piccolo contributo segnalando le offerte più interessanti per chi è alla caccia di un un impiego Casa dolce casa Ciàcole I l governatore Galan è stato tra i primi, e tra i più entusiasti, ad aderire al piano casa del governo. E, a onor del vero, c’è da dire che dalle nostre parti l’idea di liberalizzare (parzialmente) l’edilizia ha trovato aperture di credito tanto a destra quanto a sinistra. Meno male che a mettere i puntini sulle i è arrivato Gian Antonio Stella che, con un lungo articolo sul Corriere della Sera, ha fatto il punto sulla cementificazione avvenuta in Veneto negli ultimi decenni. Citando uno studio dell’università di Padova e un seminario promosso “dalla allora presidente provinciale leghista Manuela Dal Lago”, il gior- nalista ricorda che negli ultimi cinque decenni del Novecento sono stati cementificati quasi ventimila ettari di territorio. Che, sempre nella seconda metà del Novecento, la popolazione è cresciuta del 32 per cento, la superficie urbanizzata del 324 per cento. Che, in base al calcolo dell’impronta ecologica, ogni vicentino ha a disposizione 3 mila metri quadrati di territorio, ma in realtà consuma come se ne avesse 39 mila. Che ogni neonato degli anni ‘90 si è trovato sul groppone un capannone di 3 mila metri cubi di calcestruzzo. Che le case già costruite sono più che sufficienti almeno per un altro decennio, se la popolazione con- tinua a crescere come ha fatto negli ultimi anni: e se solo il ritmo rallenta un po’, magari per un calo dell’immigrazione, le concessioni già rilasciate bastano tranquillamente per altri 25 anni. C’è di più. Anche da un punto di vista meramente economico, con la crisi del credito e con tanta abbondanza di case, costruire pare non essere più un affare. Possibile, allora, che il rilancio economico che tutti si augurano debba sempre, per forza, partire da un’edilizia che, oltre ad avere ripercussioni pesanti su paesaggio, ambiente e viabilità, a questo punto non genera più nemmeno l’attesa ricchezza? MONDO TAPPETO VICENZA Via Quadri, Parco Città n.17 Importazione diretta dalla Persia Tel. 0444 317212 Per appuntamenti fuori orario chiama: 320 4140629 Prova a domicilio senza nessun impegno VENDITA – RESTAURO – LAVAGGIO lettere 141 del21 marzo 2009 numero 2 pag Il Dal Molin, i colpi di teatro e il tallone d’Achille E gr. sig. Alessio Mannino, mi chiamo Moira Furlan e sono di Vicenza, premettendo che io sono a favore, mi permetto di scriverLe per farLe i miei complimenti per quanto riguarda l’articolo che ha scritto riguardo ai No Base il 7 marzo, che nella sua contrarietà riconosce (se così vogliamo dire) che la linea adottata ultimamente è completamente sbagliata e, secondo il mio modesto parere, fuori da ogni controllo e da ogni regola; e per cosa? Per avere qualche spazio nel telegiornale o qualche testata giornalistica? Mi sembra un po’ misera la cosa, che ne dice? Ormai so per certo che qualche emittente televisiva non gli da più spazio, vuoi perché si sono stancati o perché ormai sono sempre le solite cose che a mio modo di vedere li fa apparire solo ridicoli. Sento le opinioni della gente, quelli favorevoli ma anche quelli contrari, e Le devo dire che nonostante la loro contrarietà si dissociano completamente, perché non si sentono obbiettivamente rappresentati ma pensano che ci sia un tornaconto per scopi personali. E se con il loro continuo ostinarsi succedesse qualcosa di irreparabile come la mettiamo? Il Sindaco? Dov’è il Sindaco? Non dovrebbe essere neutrale, il sindaco di tutti? Cosa ci va fare negli Stati Uniti da Barack Obama? A farci ridere dietro un’altra volta? Non sarebbe il caso che ormai se la mettesse via e pensasse ad altro? Penso che il Dal Molin non sia l’unico problema di Vicenza, ne abbiamo tanti altri e di maggiore importanza, da come la vedo io. Se mi permette una mia considerazione personale definisco il Signor Sindaco un cattivo esempio specialmente per i giovani che al giorno d’oggi hanno bisogno di buoni esempi e di punti fermi, che, a mio modo di vedere il Sindaco non dà, anzi mostra solo la sua noncuranza delle regole infischiandosene completamente (se lo fa Lui che è il Sindaco lo posso fare anch’io), non le pare? Cordiali saluti Moira Furlan Cara signora Furlan, a me pare che Variati abbia cavalcato la tigre No Dal Molin per farsi eleggere sindaco, unendo la sapienza di vecchio dc con i mirabolanti effetti mediatici a cura del portavoce Bulgarini d’Elci. Ma non sono d’accordo con Lei quando afferma che un sindaco debba esserlo di tutti: no, chi vince deve seguire il programma votato dai propri elettori. Né penso che un politico debba dare il buon esempio: per carità, Vicenza è già strapiena di ipocriti. Quanto agli ultimi fuochi contro la base, da persona che ha a cuore la tensione civile di questa città mi piace rebbe che il popolo del No meditasse e imparasse una lezione: se una rivolta non produce un pensiero che va al di là della rivolta stessa, come una crisalide malnata resta imbozzolata e muore. Non sarà servito a nulla essersi risvegliati per qualche anno per poi tornare ai sonni di sempre. Che non rimbambiscono solo i vicentini adoratori degli schei, ma pure i pacifisti di maniera che per evidenti limiti mentali s’illudono ancora che basti votare a sinistra, peggio ancora se con la faccia (e il tallone) d’Achille, per mettersi la coscienza a posto. (a.m.) Il Gazzettino e i coccodrilli della libera stampa L’editoriale Laboratorio di assistenza tecnica Server e sistemi di rete Pc assemblati e delle migliori marche Offriamo connettività internet professionale in collaborazione con MC-Link ( www.mclink.it ), con molteplici servizi tra i quali: ADSL, ADSL2+, SHDSL, telefonia VOIP, Gestione VPN, noleggio apparecchi Hardware CISCO System ecc. Vendita e creazione siti WEB e domini internet autogestibili dal cliente per mezzo di un software potente e di facile utilizzo ( www.magic-cms.eu ), per aggiornare e modificare in tempo reale la propria pagina WEB senza l’intervento del WEBMASTER e con pochi e semplici click. Creazione e stampa immediata di bigliettini da visita il plastica (plastic-cards) e Adesivi, di ottimo impatto visivo, eccezionale robustezza e qualità, senza l’obbligo di grandi attese (anche immediata se già in possesso di File sorgente o foto) e senza quantitativo minimo. Digit World Srl Viale Riviera Berica, 187 36100 Vicenza Tel. 0444240731 e-mail: [email protected] sito: www.digitworldsrl.com L a cura Caltagirone sta ammazzando il Gazzettino. Il Calta, costruttore e finanziere romano, attore di primo piano nei salotti che contano ed editore del Messaggero e del Mattino, dopo aver rilevato anni fa il quotidiano di Venezia ora vuole intascarsi il fondo governativo per i contributi Inpgi e sbarazzarsi della forza lavoro in eccedenza. Magari, un domani non lontano, per vendere la testata al miglior offerente. Non lo ha mai rilanciato, il giornale che nei ruggenti Novanta, col mitico direttore Giorgio Lago, aveva inventato il concetto di “Nordest”. L’attuale direttore, Roberto Papetti, prelevato dalla sezione economica del Giornale berlusconiano, a parte qualche medaglia (l’inchiesta sulle autostrade, certi reportage sul campo) non si è contraddistinto per fantasia e libertà. La linea, infatti, è sempre stata appiattita sul centrodestra e su Galan, con un occhio di riguardo per l’Udc di Pierferdi Casini, genero del Calta. La grafica, con tutti i restyling a cui la stampa ci ha abituato nell’ultimo lustro, ha un vago sapore ottocentesco. Gli opinionisti sono pochi e poco brillanti (fatta | Francesco Gaetano Caltagirone eccezione per Massimo Fini, relegato nel samizdat delle lettere come un qualunque rubrichista d’occasione). Le vendite perdono colpi, le redazioni chiudono, come a Vicenza e Bassano. E qui c’è chi versa lacrime di coccodrillo come il presidente della Provincia, Schneck, e i sindaci Variati e Bizzotto, ma poi nei fatti è prono ad una sola, autorevolissima e monolitica voce (e non ci riferiamo a quella dei Berici, testata della Curia). Tolti i taglienti corsivi di Giuliano Zoso sul Corriere del Veneto, la cui edizione vicentina, va detto, fa capo agli interessi di Zonin e della sua banca; e messo pure in conto, a voler essere buoni, il ruolo di blanda concorrenza dei ragazzi che scrivono sul Vicenza di EPolis, il grosso dell’opinione pubblica, dalle nostre parti, si forma, anzi si ferma, sulle penne del Giornale di Vicenza. Al Gazzettino berico, qualcuno ci aveva provato a far da guastatore. Ma è stato cortesemente messo alla porta, senza che nessuno dei coccodrilli di oggi spalancasse le fauci per darvi fiato. E noi? Resistiamo sulla linea del Piave. Piccoli, liberi e ribelli. Alessio Mannino il fatto 141 del21 marzo 2009 numero 3 pag Enigma lavoro di Luca Matteazzi “E ppur si muove”. “Se vogliono farmi ridere dicendo che ci sono le aziende in fila per cercare personale, mi facciano ridere”. Le due dichiarazioni arrivano entrambe da professionisti della ricerca e della selezione del personale, e nella loro diversità fotografano alla perfezione la situazione, e le contraddizioni, in cui si trova oggi il mercato del lavoro. Un mercato sfaccettato, complesso, sicuramente in sofferenza per la crisi che attanaglia l’economia – del resto i dati che parlano di migliaia di licenziamenti e di cassintegrati sono inequivocabili – ma al tempo stesso capace di offrire opportunità a chi ha le competenze, e le possibilità, per saperle cogliere. Nelle due pagine che seguono abbiamo raccolto e vi presentiamo una serie di possibilità di lavoro presenti oggi nel territorio vicentino. Qui abbiamo scelto di sentire il polso della situazione parlando con chi di offerte e richieste di lavoro, si occupa quotidianamente: le agenzie per il lavoro temporaneo e per la ricerca e selezione del personale. Luci ed ombre Come vanno, dunque, le cose? È tutto fermo o i processi di ristrutturazione imposti dalla crisi aprono nuove possibilità? “Ho letto anch’io delle interviste in cui si parlava di migliaia di posti di lavoro disponibili – osserva Giuseppe Morin, dell’agenzia Diagramma -. Ma se- condo me sono affermazioni che offendono chi la realtà la conosce e la percepisce: da settembre c’ stato un drastico calo, e ora siamo praticamente all’immobilismo. Le faccio degli esempi, se vuole – continua -: io ho come cliente un’azienda che fa 16 milioni di euro di fatturato con circa 45 dipendenti: gli ordini sono al 50 per cento rispetto all’anno scorso, e se regge è perché ha riportato dentro tutte le lavorazioni che prima faceva fare fuori. Altro caso, un grosso complesso con oltre 500 dipendenti: anche la produzione è al 50 per cento”. Ma qualche spiraglio comunque, a ben guardare c’è. “Oggettivamente noi sentiamo ogni giorno aziende che stanno affrontando una situazione anomala, con contrazioni del fatturato del 20, del 30, anche del 40 o 50 per cento che non si possono certo affrontare con strumenti ordinari – ci dice Andrea Pozzan della Deca&Associati -. Eppure ci sono anche aziende in piena espansione, e comunque opportunità ne nascono”. Ed è difficile dire, a priori, quali sono i settori più in difficoltà e quali invece, quelli che reggono. “Il metalmeccanico è sicuramente tra quelli che risente di più del momento”, ci spiegano Elena Imboccioli, di EuroInterim. “In generale, mi pare che chi ha un prodotto destinato al consumatore finale è meno colpito dalla crisi – riprende Pozzan -. Ma dipende molto più dalla singola azienda, da chi ha saputo ritagliarsi uno spazio di eccellenza, che dal settore. Noi, ad esempio, seguiamo una ditta che produce abbigliamento tecnico per l’alpinismo che è in costante crescita, in piena controtendenza rispetto al suo mercato”. www.vicenzapiu.com Direttore Responsabile LUCA MATTEAZZI [email protected] Editore MANY MEDIA SRL corso Padova, 12 – Vicenza tel. 0444 923362 fax 0444 926780 Redazione corso Padova, 12 – Vicenza tel. 0444 923362 fax 0444 926780 [email protected] ALESSIO MANNINO [email protected] ILARIO TONIELLO [email protected] TOMMASO QUAGGIO [email protected] PAOLO MUTTERLE [email protected] Collaborano: ANDREA ALBA ALBERTO BELLONI MARTA CARDINI FRANCESCO CAVALLARO FEDERICA CEOLATO GIULIANO CORÀ FRANCESCA DANDA FRANCESCO DI BARTOLO ANDREA FASULO GIOVANNI MAGALOTTI ANTONINO PELLEGRINO MATTEO RINALDI GIULIO TODESCAN Pubblicità MANY MEDIA SRL corso Padova, 12 – Vicenza tel. 0444 923362 fax 0444 926780 [email protected] Giornale chiuso in redazione alle ore 20,00 di giovedì 19 marzo 2009. Stampa ALPHA PRINT SRL Via Zamenhof, 795 VICENZA Sede Operativa: Via Tavagnacco, 61 UDINE - tel. 0432 548845 Autorizzazione Tribunale di Vicenza n. 1181 del 22 agosto 2008 Copyright: Le condizioni di utilizzo dei testi e delle foto sono concordate con i detentori. Se ciò non è stato possibile, l’editore si dichiara disposto a riconoscere il giusto compenso. VicenzaPiù si avvale di opere d’ingegno (testi e fotografie) distribuiti gratuitamente con le licenze Creative Commons “Attribuzione” e “ Attribuzione - Non opere derivate”. Ringraziamo tutti gli autori che ci permettono di utilizzare i loro lavori segnalando il nome o il link ad un loro spazio web personale. Per maggiori informazioni: www.creativecommons.it www.flickr.com/manuel van de weijer Il mercato del lavoro visto dai professionisti della ricerca del personale Calano le richieste delle aziende (ma c’è anche chi va a gonfie vele), aumentano le persone alla caccia di un impiego. E su tutto domina l’incertezza Navigare nella nebbia Una situazione di incertezza, dunque, che si riflette anche sulle richieste di figure professionali. C’è chi vede messi meglio gli operai, chi i quadri dirigenziali, chi gli impiegati. “Gli operai sono forse quelli soffrono un po’ di più – osserva Pozzan -. È un paradosso, perché erano merce rara fino a qualche tempo fa, ma adesso ci sono parecchie figure con contenuti tecnici importanti. E magari qualche azienda è più disposta ad investire su un profilo che possa aiutarla a superare la crisi, a trovare soluzioni efficaci per questo momento: esagero, ma qualcuno potrebbe pensare che è meglio un manager bravo piuttosto che dieci operai”. Gli fa eco Elena Imboccioli (“Gli operai sono i più penalizzati, mentre gli impiegati sono sempre gli ultimi ad andarsene, anche in caso di ristrutturazioni”), mentre una voce diversa arriva da InJob: “Gli operai, soprattutto se hanno capacità elevate, di tipo artigianale, sono i più richiesti. Anche perché un direttore d’azienda, costa molto di più, e un’impresa lo assume solo se ne ha assolutamente bisogno”. Un’analisi condivisa anche da Claudio Ruggiero, di Erredue, autore anche di un libro di prossima pubblicazione sui temi del lavoro e dell’organizzazione aziendale: “Noi ci occupiamo prevalentemente di figure di alto livello e in questo momento richieste non ce ne sono – spiega -. Un po’ perché i fattori contingenti spesso portano a ridurre le dimensioni dell’impresa, e questo riduce la necessità di figura altamente qualificate, e noi già siamo in un contesto di aziende medio piccole dove di solito il direttore generale è l’imprenditore stesso. Un po’ perché c’è molta incertezza, e anche chi ne avrebbe bisogno ha paura di investire su figure di questo tipo: c’è una situazione di indecisione, di difficoltà nel capire dove bisogna andare e come bisogna muoversi”. “È come muoversi nella nebbia fitta – ribadisce anche Pozzan -. Si vedono i prossimi venti metri, poi chissà”. Curriculum a go-go L’altra faccia della medaglia è quella dei lavoratori. Se le imprese hanno ridotto le loro offerte, c’è invece il boom delle domande. Negli uffici delle agenzie di collocamento, la lista dei curriculum continua ad allungarsi. “Di solito ci arrivavano soprattutto curriculum di neolaureati – afferma Morin -. Adesso ci sono anche quelli di gente con esperienza che ti fa capire che ha bisogno di lavorare subito”. “L’aumento lo abbiamo visto subito – conferma Elena Imboccioli -. Ci arrivano persone in mobilità, in cassa integrazione, con riduzione di orario. A volte arrivano marito e moglie insieme, o perché hanno perso tutti e due il lavoro, o perché l’ha perso lui, e allora anche la moglie che finora aveva fatto la casalinga si mette a cercare qualcosa”. Il risultato è che la selezione diventa molti più dura. E quelle aziende che hanno bisogno di nuove figure professionali – poche o tante che siano – hanno più possibilità di trovare candidati che rispondano appieno alle loro esigenza. Per contro, chi cerca lavoro deve spesso fare un passo indietro, e magari accettare incarichi che non corrispondono in pieno alle proprie aspettative. “Qualche disponibilità c’è – conclude Morin -, ma me ne aspettavo di più. Ho la sensazione che non ci sia ancora le percezione di quello che sta avvenendo: finché c’è la cassa integrazione, o il sussidio, molti si accontentano e approfittano del tempo libero in più. Ma non ci si è resi conto della gravità della situazione: se si continua così finiranno i soldi anche per la cassa integrazione. E allora vedremo cosa succede”. Non resta che attendere i prossimi mesi. (Questo articolo sarà commentabile su www.vicenzapiu.com) UNICO A VICENZA e nel Veneto ristorante Etiopico :IRMXIEKYWXEVIPEGYGMREIWSXMGEHEPPEGYPXYVEQMPPIREVME 8VSZIVIXITMEXXMHMGEVRIIZIKIXEVMERMTVSZIRMIRXM HEGYPXYVIFMSPSKMGLIWIVZMXMGSRPEXMTMGEWJSKPMEHMTERIHIXXEMRNIVE 9RQSQIRXSQEKMGSHEPP´EXQSWJIVEEJVMGEREMRYREQFMIRXIJEQMPMEVI (EXIPIHMQIRWMSRMHIPPSGEPIrKVEHMXEPETVIRSXE^MSRI MRZMEPIHIPPE4EGI:MGIR^EXIP XYXXMMKMSVRMSVI+MEVHMRSIWXIVRSIWXMZS 4VIRSXETIVIQEMPXIWL$QWRGSQ primo piano 141 del21 marzo 2009 numero 4 pag C’è posto per te Piccola guida alle offerte di lavoro ai tempi della crisi Le possibilità presenti in città e in provincia L VICENZA. Logistica e controllo di produzione. Azienda cerca laureato in discipline economiche o gestionali per posizione in ambito logistico, elaborazione di programmi di produzione, gestione ordini e spedizioni. Richiesta esperienza di minimo 2-3 anni in posizioni affini, buona conoscenza della lingua Inglese, preferibile conoscenza gestionale SAP. (riferimento: Eurointerim, Tel.: 0444 526068; email: [email protected]) VICENZA. Perito chimico e addetto packaging. Azienda del settore chimico cerca operai con diploma indirizzo chimico o similare con esperienza nel confezionamento prodotti. Richiesta disponibilità ai 2 turni. (riferimento: Eurointerim, Tel.: 0444 526068; email: [email protected]) PROVINCIA. Tecnico commerciale estero per importante azienda del settore metalmeccanico, con ottima conoscenza della lingua Inglese per svolgere mansioni di contatti con fornitori e gestione agenti nel territorio Europeo, Russia e Turchia, allo scopo di acquisire materiale per la produzione. Richieste competenze e conoscenze tecniche. Previste frequenti trasferte lavorative. (riferimento: Eurointerim; Tel.: 0444 526068; email: [email protected]) BOLZANO VICENTINO. Impiegata ufficio commerciale estero, con ottima conoscenza della lingua Inglese. La candidata ideale deve avere precedenti esperienze nella mansione. Si occuperà di Stati Uniti, Cina e paesi Arabi e darà supporto all’ufficio commerciale Italia. (riferimento: Eurointerim, Tel.: 0444 526068; email: [email protected]) CARRE’. Segretaria di direzione per importante azienda. Richieste bella presenza e buona conoscenza delle lingue Inglese e Tedesco. Preferibile provenienza da una scuola di grafica. (riferimento: Eurointerim, Tel.: 0444 526068; email: [email protected]) VICENZA OVEST. Impiegata contabile per mansioni di prima nota, partita doppia, contabilità, predisposizione al bilancio. Richiesta buona conoscenza lingua Inglese e provenienza da aziende del settore edile. Ricerca urgente, scopo assunzione. Prospettive di lavoro come Responsabile Amministrativa. (riferimento: Eurointerim, Tel.: 0444 526068; email: [email protected]) VICENZAOVEST. Impiegata amministrativa per importante azienda settore trasporti, con precedente esperienza in DDT, fatturazione, prima nota, centralino. Richiesta buona conoscenza di Office e Windows. (riferimento: Eurointerim, Tel.: 0444 526068; email: [email protected]) TEZZE SUL BRENTA. Responsabile per filiali della grande distribuzione organizzata. Si cerca un candidato con erà 33 anni, preferibilmente esperienza nel settore o in settori analoghi (abbigliamento, calzature) oppure figure che abbiano avuto modo di gestire collaboratori. (riferimento, Injob, filiale di Vicenza) VICENZA. Istituto bancario cerca operatori allo sportello in possesso di diploma tecnico commerciale o formazione economica superiore. Richiesti anche una buona conoscenza di specifici programmi informatici ad uso bancario e un’ottima propensione ad un lavoro a contatto con il pubblico. (riferimento, Injob, filiale di Vicenza) GRISIGNANO DI ZOCCO. Segretaria/impiegata amministrativa, che si occupi anche del centralino e dell’accoglienza clienti (riferimento, Injob, filiale di Vicenza) ALTAVILLA VICENTINA Impiegata amministrativa (riferimento, Injob, filiale di Vicenza) BRENDOLA. Grafico. Tra i compiti ci saranno l’impaginazione di cataloghi e la realizzazione di pagine pubblicitarie, lo svilup- WHQGH H WHVVXWL www.flickr.com/brycei a cassa integrazione dilaga, i licenziamenti si moltiplicano, la precarietà incombe anche su chi era convinto di avere il più classico dei posti sicuri. Eppure, per chi è costretto a rimettersi in gioco, qualche opportunità c’è. Abbiamo chiesto alle principali agenzie di lavoro interinale e di ricerca del personale di inviarci le proposte a loro avviso più interessanti. Ecco cosa ci hanno segnalato po pubblicitario aziendale grazie alla realizzazione e cura del sito e dell’invio di informazioni e promozioni. (riferimento, Injob, filiale di Vicenza) ARZIGNANO Tornitore cnc. Sono requisiti richiesti una pregressa esperienza nella medesima mansione, precisione, autonomia, buona manualità (riferimento, Injob, filiale di Vicenza) MONTORSO Impiegata Operativa (riferimento, Injob, filiale di Vicenza) SCHIO – THIENE. Azienda di abbigliamento tecnico cerca aiuto modellista con conoscenza di base delle tecniche di confezione e dei programmi specifici da affiancare a modellista esperta. (Riferimento: www.deca-associati.it; tel: 0444-564008) MONTECCHIO MAGGIORE LONIGO. Azienda meccanica specializzata nella progettazione di dispositivi elettromeccanici cerca progettista meccanico per la carpenteria leggera. E’ richiesta formazione tecnica (perito mecca- nico) e una esperienza di almeno 3-4 anni nella progettazione con CAD 3D. (Riferimento: www.deca-associati.it; tel: 0444-564008) VICENZA. Azienda informatica cerca programmatore Php per la realizzazione di siti dinamici e applicazioni web. (Riferimento: www.deca-associati.it; tel: 0444564008) VICENZA. Progettista meccanico (riferimento: Diagramma Sas; tel: 0444-923155; mail: [email protected]) VICENZA. Responsabile commerciale (riferimento: Diagramma Sas; tel: 0444-923155; mail: [email protected]). VICENZA. Riparatore elettronico. (riferimento: Diagramma Sas; mail: tel: 0444-923155; [email protected]) BASSANO. Azienda del settore dell’arredamento cerca impiegato commerciale per assistenza ai clienti e agli agenti. (tel: 0444923155; diagramma.sas@tiscali. it) DUHD GL&DPSLHOOR*LDQFDUOR YLDOH0DUJKHULWD9LFHQ]D WHOHIRQRHID[ primo piano VICENZA. Operai con esperienza per azienda attiva nel settore cartotecnica (Riferimento: Man at work; tel: 0444-291960; mail: [email protected]) SCHIO. Azienda del settore metalmeccanico cerca assistente responsabile di produzione. (Riferimento: Man at work; tel: 0445530349; mail: [email protected]). SCHIO. Azienda del settore della gomma plastica cerca impiegato tecnico (Riferimento: Man at work; tel: 0445-530349; mail: fil. [email protected]). SCHIO. Disegnatore perito meccanico (Riferimento: Man at work; tel: 0445-530349; mail: fil.schio@ maw.it). SCHIO. Impiegato ufficio acquisti con diploma elettronico (Riferimento: Man at work; tel: 0445530349; mail: [email protected]). VICENZA. Operatori per termoformatura delle materie plastiche (Riferimento: Man at work; tel: 0444-291960; mail: fil.vicenza@ maw.it) VICENZA. Operatori addetti a macchinari cnc per la lavorazione del legno (Riferimento: Man at work; tel: 0444-291960; mail: fil. [email protected]). VICENZA. Periti elettronici ed elettrotecnici (Riferimento: Man at work; tel: 0444-291960; mail: fil. [email protected]). VICENZA. Impiegata amministrativa per la gestione degli istituti di credito (Riferimento: Man at work; tel: 0444-291960; mail: fil. [email protected]). SCHIO. Manutentore meccatronico-elettromeccanico per azienda operante del settore fusione (Riferimento: Man at work; tel: 0445530349; mail: [email protected]).. VICENZA. Cucitrici esperte nel settore pelletterie. (Riferimento: Man at work; tel: 0444-291960; mail: [email protected]). VICENZA. Operai per il settore alimentare. (Riferimento: Man at work; tel: 0444-291960; mail: fil. [email protected]) VICENZA. Modellista Lectra per capi leggeri o capispalla (Riferimento: Man at work; tel: 0444291960; mail: [email protected]). 141 del21 marzo 2009 numero VICENZA. Tecnico di installazione multiphase flow meter (riferimento Adecco; tel: 0444 - 30 53 85; mail: vicenza.trieste@adecco. it) VICENZA. montatore di stampi (riferimento Adecco; tel: 0444 30 53 85; mail: vicenza.trieste@ adecco.it) della lingua inglese, tedesca e francese (riferimento Adecco; tel: 0444-525446; mail: [email protected]). VICENZA. Commesso settore arredamento (riferimento Adecco; tel: 0444 - 30 53 85; mail: vicenza. [email protected]) VICENZA. Venditore per settore illuminotecnico (riferimento Adecco; tel: 0444-525446; mail: [email protected]). VICENZA. Segretaria per studio legale (riferimento Adecco; tel: 0444-525446; mail: impiegati. [email protected]). VICENZA. Impiegato per ufficio acquisti nel settore dell’arredamento (riferimento Adecco; tel: 0444525446; mail: impiegati.vicenza@ adecco.it). VICENZA. 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Impiegato per l’assistenza ai clienti con conoscenza Il Centro dell’Uomo - Onlus Associazione Non Profit di Utilità Sociale Presenta due Conferenze di Pier Franco Marcenaro L’ESPERIENZA DELLO SPIRITO NEL NOSTRO TEMPO GLI INSEGNAMENTI DEI MAESTRI DELLE VARIE TRADIZIONI -Conoscenza di se stessi e felicità -L’importanza della meditazione In apertura live music - Ingresso libero 5 pag Col patrocinio di Provincia di Vicenza Sabato 28 Marzo ore 17.00 Domenica 29 Marzo ore 10.30 Teatro Astra Contrà delle Barche, 57 VICENZA Informazioni: Tel. 0445 73060 Cell.338 8538622 - www.scuoladellaspiritualita.org focus 141 del21 marzo 2009 numero 7 pag Da (super) occupato a precario di Alessio Mannino Q ualche anno fa era un giovane integrato. Oggi è un cassintegrato. M.M., 31 anni, ha molti più acciacchi di quelli che di solito la sua età porta con sè. Vuoi perché fin da ragazzino ha sempre vissuto con la lancetta a mille (tanti lavori, fra cui gestire un locale da concerti), vuoi perché lo stile di vita superturbo, dagli orari impossibili ma dai lauti stipendi, a un certo punto gli ha dato problemi fisici costringendolo a trovarsi un lavoro più tranquillo. Maledetta Cig «Nei primi anni Duemila in una ditta ne facevo praticamente due di lavori, l’operaio metalmeccanico e l’assistente tecnico, e riuscivo a prendere 2000 euro netti al mese». Ai tempi viveva a casa dei genitori e i soldi non gli mancavano. Così nel 2003 decide di comprarsi un appartamentino tutto suo, e da Vicenza si trasferisce a Montecchio Maggiore. Mutuo di 500 euro al mese, nessun problema anche con la nuova sistemazione lavorativa: per cinque anni ha fatto l’addetto alle macchine di controllo numerico, attrezzaggio e collaudo prototipi, 12-13 ore al giorno, qualche ora anche di sabato e domenica. Ma poi si licenziò per farsi assumere presso un’altra ditta, a fare il manutentore meccanico di macchine da fonderia, cicli continui di 8 ore (che spesso diventavano 10 o 11) e obbligo di reperibilità. Busta paga superba: da 1800 euro a 2500 euro. Però l’azienda non lo assumeva direttamente, doveva essere lui a passare da un’agenzia interinale. Il primo contratto fu di 2 mesi, il secondo di 1 mese. Poi M. disse basta e due anni fa trovò il posto nella fabbrica di 120 dipendenti dove sta tuttora, dove svolge – o meglio, come vedremo, svolgeva – la mansione di operatore di macchina di controllo numerico. «A differenza che in passato, qui devo più o meno schiacciare un bottone, e infatti lo stipendio è minore: 9 euro l’ora, che coi turni significavano 1300 euro mensili, a giornata 1000-1100». Cioè la cifra che ha cominciato a prendere da gennaio, quando è stato spostato di reparto “perché non c’è più lavoro”. «Ma da settembre scorso erano già partite le ferie forzate, che io però ho evitato mettendomi in malattia, altrimenti quest’estate non avrei neppure un giorno libero». Subito dopo il cambio reparto, la cassintegrazione ordinaria: si timbra il cartellino solo il martedì, mercoledì e giovedì. Praticamente si fanno 8 giorni retribuiti in meno (più o meno 60 euro di decurtazione). Mobbizzato? Ma se fosse finita qui, la sua storia sarebbe tutto sommato “normale”, con la crisi nera che imperversa. Invece no, perché il suo sospetto è che le difficoltà di oggi siano il pretesto usato dai datori di lavoro per fare il repulisti degli organici aziendali (in gergo: ristrutturazione). «Appena arrivato, al terzo o al quarto giorno di lavoro, ricevo una lettera di richiamo perché avrei causato dei “danni” per 800 euro. Io non ero responsabile di nulla, ma siccome ero l’ultima ruota del carro hanno incolpato me. Il capo-reparto però l’ha contestata e tutto è finito lì». L’episodio si ripete prima dello scorso Natale: altra lettera, danni per 2000 euro alla macchina a cui lavora perché dopo uno sbalzo notturno di corrente si è impiantata. «Ho contestato anche questa. Sono stufo di essere accusato senza prove». Non sborsa un centesimo, però da quest’anno viene messo a fare lavori più pesanti e umilianti. «Con la motivazione che lavoro ce n’è molto meno e bisogna impiegare i dipendenti, mi fanno fare le pulizie, il carico e scarico, i lavaggi». Cioè niente che c’entri con le sue capacità professionali. «Un mese fa sono arrivati a farmi rifare un lavoro di sollevamento pesi di una settimana, così mi sono fatto due settimane massacranti da cui sono uscito piegato in due». Chiede di poter fare qualcosa di più leggero, e per tutta risposta gli fanno spalare la ghisa e lucidare container. Risultato: si sente male, gli si paralizza una gamba, e fra controlli e medicine in un mese spende 600 euro. La diagnosi è lombosciatalgia, per cui gli fanno mettere un busto per 20 giorni. Ma ha dovuto sudare per farsi dare il periodo di riposo corrispondente dal proprio medico di base, perché al pronto soccorso non avevano specificato il numero di giorni. L’ortopedico www.flickr.com/edantes Vittime della crisi: il caso di un giovane che dal cambiare lavori a iosa con stipendi sempre più alti è passato alla cassa integrazione E al mobbing per “ristrutturazione” gli ha diagnosticato tre vertebre incrinate e una parte della colonna vertebrale col midollo osseo schiacciato, dicendogli che deve prima di tutto disinfiammare il muscolo. «Non posso rivalermi sull’azienda perché sul contratto c’è scritto che possono utilizzarmi anche per “altro”, e non posso provare il collegamento fra il mio male e i lavori a cui sono stato costretto», spiega M. Si sarebbe dovuto inchiodare dolorante sul luogo di lavoro, schizzare al pronto soccorso e farsi certificare subito il danno fisico. «Ma dal punto di vista morale», chiarisce, «è un infortunio a tutti gli effetti. Non solo, ma sarebbe anche mobbing, perché quei lavori non erano i miei, non erano strettamente necessari». Il mobbing è la persecuzione che subisce il lavoratore che non va a genio ai superiori o al titolare. Lui è stato l’unico, su 15 persone che componevano il suo reparto, ad essere stato “esiliato”. «E tutti gli interinali», i contrattisti a tempo determinato, «sono stati buttati fuori». L’accusa di mobbing potrà essere dimostrata, in ogni caso, «se e quando si tornerà a pieno regime: mancando il personale, se mi reintegrano dov’ero bene, ma se assumono un altro al posto mio…». Il sospetto è forte: «La parte amministrativa della mia azienda è intatta, e gli operai cocchi del padrone non hanno perso un’ora di lavoro». Futuro nero L’ultima paga è stata di 980 euro, perché essendo stato in malattia ha fatto una sola settimana di cassintegrazione. Ma con due, avrebbe preso 800 euro. Fino a fine marzo sarà 1 settimana sì e una settimana no. «Non so se ad aprile ci pagheranno, per ora fortunatamente è stato così perché la ditta ha liquidità e ha anticipato quello che per legge arriva dall’Inps dopo due mesi. Altrimenti mi daranno il 60% dello stipendio e dovrò aspettare, appunto, due mesi». Il guaio è che fra il mutuo per l’abitazione e un prestito risalente all’anno scorso per far fronte a spese della sua convivente, ogni fine mese deve vedersela con 800 euro di rate (più l’assicurazione sul prestito: «se sei disoccupato non la paghi, ma se sei in cig, sì»). La sua ragazza, 30 anni quest’anno, ha fatto lavoretti a tempo determinato fino a giugno 2008, poi coi contributi ha maturato un assegno di disoccupazione che però è scaduto a febbraio. Lui due qualifiche (manutentore apparecchiature elettriche e disegnatore meccanico su sistemi operativi autocad), lei licenza di terza media con un passato da operaia metalmeccanica. «Ovviamente stiamo cercando, colloqui se ne fanno, ma finiscono tutti con un “grazie, le faremo sapere…”». Paura del licenziamento dall’oggi al domani? «Mah, secondo me mi avrebbero già licenziato, se avessero potuto. Dovrebbero dichiarare fallimento, o chiudere la società per aprirne un’altra con un altro titolare formale». Certo è che così è impossibile farsi una vita, una famiglia, un progetto a lungo termine. «Infatti se non troviamo una soluzione a breve, saremo costretti a tornare ognuno di noi due dai propri genitori, in modo che almeno non dobbiamo pagare le spese correnti». Il che, tra l’altro, significa che dovranno stare insieme ma separati, perché lei ha la madre in Puglia. Il nostro sfortunato amico ci scherza su: «Ah, ma farò come vuole Berlusconi: sfondo il terrazzo qui davanti e faccio un giardino pensile che dà sulla strada, così amplio l’appartamento del 20%. Il conto però lo mando a lui. Anzi no, visto che sarò in mezzo a una strada, vendo la casa e mi compro uno station vagon, però visto che ha tolto l’Ici voglio che il Berlusca tolga anche il bollo auto». Gente allegra, ciel l’aiuta, dice il detto. (Questo articolo sarà commentabile su www.vicenzapiu.com) CREMAZIONI 0444 302 829 SERVIZIO 24 ORE SU 24 GIORNO E NOTTE Servizio di recupero e spostamento salme dal luogo del decesso all’ospedale gratuito VICENZA borgo Scroffa, 45/47 - ARCUGNANO (VI) - piazza Rumor, 17 Abitazione e notturno: 0444 531404 - Cell.: 337487461 - 3476481548 www.servizifunebririzzato.com - e-mail: [email protected] Azienda convenzionata con il comune di Vicenza per trasporti e servizi funebri CONSULTATECI PER PREVENTIVI E CONSULENZE publiredazionale E’ a disposizione nell’azienda Ghignone Ottavia sulla collina pecettese L’Aloe Brasiliana è un toccasana per tante disfunzioni del corpo Può essere definita… disintossicante, regolarizzante, nutriente, antinfiammatoria, antimicrobica, antidolorifica e antimonica. Sono solo alcune delle principali proprietà dell’Aloe Arborescens Brasiliana coltivata da Ghignone Ottavia sulla collina pecettese . Una forza vitale che madre natura ha donato all’uomo, concedendogli l’insindacabile diritto di curare il proprio corpo e la propria anima con terapie naturali. Coltivata sui colli torinesi, in ambiente particolarmente indicato per tasso di umidità e clima, l’Aloe Arborescens Brasiliana è ormai uno dei prodotti curativi maggiormente riconosciuti in ambito scientifico. Le due proprietà miracolose sono dovute ad un centinaio di principi attivi, divisi in tre gruppi principali: polisaccaridi zuccheri complessipresenti soprattutto nel gel all’interno della foglia, antrachinoni - contenuti nel Jatex, parte esterna della foglia - e infine, molecole ad alto tasso di nutrizionalità come fitosteroli, amminoacidi e glicoproteine. Un patrimonio biologico che Ghignone Ottavia ha sapientemente imparato ad utilizzare grazie alla sua esperienza e alla sua dedizione. Tutto ha inizio in Brasile nel 1992, quando Ottavia scopre la proprietà di questa pianta e ne fa uno stile di vita. Oggi infatti l’azienda di Pecetto (paese famoso per le ciliegie e, oggi, anche per l’Aloe) è divenuta un vero e proprio punto di riferimento per chi vuole conoscere un nuovo modo di vivere. Già, perché alcuni laboratori scientifici hanno dimostrato che in realtà l’Arborescens è 10 volte superiore quan- to a versatilità rispetto alla aloe Vera ed è l’unica riconosciuta come terapeutica. Il figlio di Ottavia, naturopata, ricorda che “ noi non vendiamo dei prodotti. Noi instauriamo un contatto, duratore, con chi vuole intraprendere un nuovo stile di vita, usufruendo delle superbe proprietà sapientemente miscelate della “Aloe Arborescens Brasiliana”. Ed infatti è così: di persona, al telefono e via internet: l’azienda mantiene rapporti costanti e simbiotici con chi si rivolge loro per usufruire dei consigli e dell’ampio ventaglio di soluzioni che vanno dalle creme al gel, passando per olii balsamici, shampoo, frullati, dentifricio colluttorio. Una gamma completa di prodotti che non solo accompagnano la cura quotidiana del proprio corpo ma si rivelano essenziali quando quest’ultimo è provato da patologie, o particolari forme di stress fisiologico. “In questo senso – continua Lanza – è ec- cezionale l’apporto dall’Aloe Superior, fiore all’occhiello della nostra Azienda, un mix di Aloe Arborescens, Ferox e Chinensis che finora ha dato risultati impressionanti”. Risultati impressionanti come, ad esempio, con la chemio e la radioterapia; grazie alle proprietà dell’Aloemodina – molecola contenuta in grande quantità nell’Aloe Arborescens Brasiliana – è possibile fornire al proprio organismo una significativa integrazione alimentare contro lo stress di questi trattamenti. Ma non solo Studi scientifici hanno dimostrato che, anche nel caso di malattie degenerative, l’Aloemodina rappresenta un aiuto fondamentale per combattere l’avanzamento. Ma le proprietà miracolose di questa pianta, utilizzata fin dall’antichità per le sue capacità curative, consentono anche di stabilizzare i valori del glucosio ematico, della bilirubina e dell’acido urico: diminuire i trigliceridi, il colesterolo; riequilibrare il sistema linfocitario nelle malattie infettive croniche come l’epatite o l’hiv. Non l’ultima la cura di psoriasi e dermatiti. Il nome dell’Arborescens deriva dal greco “ als-alos” : il sale. L’amaro sapore del mare contenuto nella vitalità del suo gel. Le prime testimonianze del suo utilizzo risalgono al 2.200°a C., periodo a cui dovrebbe risalire una tavolotta d’argilla del periodo akkadico. Ma la testimonianza più significativa fu quella della Mahatma Gandhi :…” mi domandate qual è il segreto delle forze che mi sostenevano durante i miei lunghi digiuni; ebbene è stata la mia fede inebriante in Dio, la mia vita semplice e frugale e l’Aloe”. I NOSTRI PRODOTTI SONO REPERIBILI ESCLUSIVAMENTE PRESSO L’AZIENDA AGRICOLA GHIGNONE OTTAVIA Via Rosero, 1 - Pecetto T.se (vicinanze piazza principale) - Tel. e Fax: 011.860.91.25 www.aziendaagricolaghignone.it VENDITA ANCHE PER CORRISPONDENZA - Per acquisti on line: [email protected] focus 141 del21 marzo 2009 numero 9 pag Credito, la stretta c’è. E si sente Un’indagine di Confindustria conferma: cresce il numero di aziende in difficoltà coi finanziamenti. Due imprese su tre denunciano un atteggiamento più restrittivo da parte delle banche L a difficoltà di molte aziende ad ottenere finanziamenti, siano questi mutui o affidamenti, è sicuramente uno degli aspetti più problematici di questa crisi. Ne avevamo parlato proprio la settimana scorsa, con un articolo in cui si sottolineavano gli ostacoli con cui devono fare i conti molte imprese, costrette a fronteggiare improvvise richieste di rientro o aumenti dei costi. La conferma arriva adesso da un’indagine svolta da Confindustria Vicenza che, con un’articolata ricerca tra i propri associati, fotografa qual è lo stato del rapporto tra aziende e banche nel nostro territorio. Fissando con precisione quelle che finora erano più che altro impressioni e testimonianze difficili da quantificare. è praticamente raddoppiato. “Negli ultimi mesi questo fenomeno è risultato decisamente rilevante e in espansione – commenta il presidente di Assindustria Roberto Zuccato -. L’indagine fotografa una realtà che purtroppo si aggiunge a una situazione congiunturale critica e di notevole difficoltà finanziaria, che vede un allungamento nei tempi di pagamento e un’impennata degli insoluti”. ...e costi più alti Le banche, dunque, hanno stretto i cordoni della borsa: ottenere un prestito è più difficile,sono necessarie maggiori garanzie, e se lo si ottiene la cifra concessa è probabilmente inferiore rispetto al passato. E a costi più alti. Un altro dei dati che emerge dall’indagine dell’associazione è Meno affidameninfatti quello relativo ti... agli spread applicaIn pratica, la ricer- In quattro ti ai finanziamenti, ca ha cercato di vemesi cioè ai ricarichi aprificare se e come è plicati dalle banche cambiato dopo gli le aziende rispetto ai tassi di inultimi sei mesi di in sofferenza teresse ufficiali. Qui, turbolenze finanper quanto riguarda ziarie, il rapporto sono il breve termine, il tra le imprese e il raddoppiate 32,9% delle impremondo del credito. se ha dichiarato uno A partire da quella spread inferiore o stretta creditizia di uguale allo 0,40%, il 31,9% ha secui tanto si parla, e che è uno degli gnalato un valore compreso tra lo effetti più immediati ed evidenti 0,41 e lo 0,80% e l’11,5% un dato della crisi. In effetti, i dati conferche si colloca tra lo 0,81 e l’1%. Il mano che le imprese che hanno 23,7% delle aziende ha uno spread denunciato una riduzione negli superiore all’1% (il 6,5% addiritaffidamenti sono passate dal 6,5% tura superiore al 2%). Lo spread di giugno 2007 all’8,8% di ottobre medio ha subito un incremento di 2008 e al 15,7% di febbraio 2009. 0,6 punti. In quattro mesi, quindi, il numero Stesso scenario con i finanziamenti a medio termine: anche qui si rileva un inasprimento delle condizioni: in questo caso il 25,1% delle aziende ha segnalato uno spread compreso tra lo 0,91 e l’1%; nel 30,7% dei casi lo spread è risultato compreso tra l’1,20 e l’1,50%. Il risultato è che, complessivamente, due aziende su tre (64%) hanno denunciato un atteggiamento più restrittivo nel comportamento delle banche, sia in termini di quantità che di costo del credito erogato. Inoltre, nel 19,8% delle ditte si è rilevato un aumento delle garanzie richieste a supporto dei fidi concessi. Il capitale che non t’aspetti Al di là dei fattori legati alla crisi, dal sondaggio emergono anche dati interessanti sulla come è strutturato il rapporto tra aziende e banche in provincia. La ricerca conferma ad esempio, la prevalenza del ricorso al debito bancario a breve termine (64,5%) rispetto a quello a medio termine (35,5%). E, un po’ a sorpresa, rivela che il 61,3% degli imprenditori ritiene la propria azienda sufficientemente capitalizzata, a fronte del 32% che invece denuncia una sottocapitalizzazione. “Questo è un primo elemento nuovo e interessante – sottolinea il presidente -. Si tratta di una visione che a una prima lettura potrebbe risultare sorprendente, ma invece è in linea con la reale suddivisione delle imprese industriali in base al grado di solidità finanziaria”. I re del mercato www.flickr.com/vizzzual Ancora, dall’indagine emergono la tendenza a ridurre il numero di banche con cui si lavora (il 40 per cento delle aziende lavora con non più di tre banche, e il 72 per cento con non più di cinque), la scarsa conoscenza dei profili di rating imposti dal protocollo Basilea 2 (solo il 26 per cento dimostra di padroneggiarli con sicurezza), e la distribuzione del mercato vicentino: la banca che ha la maggior quota è il gruppo Unicredit con un 22,8%, seguito dalla Banca Popolare di Vicenza con il 18,7%, dalla Cassa di Risparmio del Veneto (ex Intesa San Paolo) con il 16,5%, dal Banco Popolare (8,6%) e dalle Banche di Credito Cooperativo (8%). Seguono nell’ordine Banca Antonveneta – Mps (6,4%), Veneto Banca (4,4%), Banca Popolare di Marostica (3,9%), Banca Nazionale del Lavoro (2,2%). Interventi immediati “L’indagine sul rapporto bancaimpresa ci dà alcune conferme e alcune interessanti novità – conclude Zuccato -. Una certezza per tutti è che le aziende hanno bisogno di un intervento che riporti il mercato del credito nel suo normale alveo di operatività. A questo scopo può risultare molto utile il potenziamento della dotazione finanziaria e dell’operatività del fondo centrale di garanzia, AI RISTORANTE PIZZERIA Specialità pesce e carne - Sale per banchetti e cene aziendali 36100 VICENZA - S.S. Pasubio, 2 Tel T . 0444 564 790 - Chiuso il Martedì che può facilitare e rendere meno rischiosa per le banche l’erogazione di finanziamenti a supporto del circolante. La situazione economica che il paese sta attraversando è molto seria e va affrontata con estrema rapidità. L’impressione è che fino ad oggi metà del paese, quella che vive di attività sganciate dai concetti di produttività e competitività, non si sia resa conto della gravità della situazione e non abbia valutato bene il livello dell’ostacolo da superare”. Storie di banche R iprendiamo l’invito lanciato la settimana scorsa a segnalarci la vostra storia per quanto riguarda il rapporto con gli istituti di credito in questo periodo di crisi. Avete incontrato difficoltà maggiori nel richiedere un finanziamento? Vi hanno chiesto un rientro inaspettato? Vi hanno tolto o ridotto gli affidamenti? Vi hanno aumentato i costi? O, al contrario, avete trovate banche che vi sono venute incontro e hanno saputo trovare la soluzione più intelligente per superare un momento difficile? Fatecelo sapere, e noi ne parleremo volentieri. focus 141 del21 marzo 2009 numero 10 pag I cooperanti La voce delle onlus vicentine che hanno progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo I progetti, i problemi, i rischi. “Il tempo in cui bastava la motivazione ideologica e umanitaria è finito: oggi serve una formazione specifica rigorosa” di Andrea Alba G iovani, parlano più lingue, altamente specializzati, preferibilmente con un “master” alle spalle. Sono i cooperanti delle onlus vicentine che operano nel Terzo Mondo: un vero e proprio microcosmo di solidarietà spesso sconosciuto. Dopo il caso di Mauro D’Ascanio, l’operatore vicentino di Medici Senza Frontiere rapito e poi rilasciato nei giorni scorsi in Sudan (Africa subsahariana), le associazioni no profit si pronunciano su rischi, pericoli e realtà quotidiana di questo mestiere. Ne esce anche un ritratto del cooperante che non ci si aspetterebbe: «Il tempo in cui bastava la semplice motivazione ideologica e umanitaria, quello dei volonterosi con “ricciolini e chitarra” pronti a partire è finito – ci spiegano i responsabili di molte associazioni -: oggi per fare il cooperante serve una formazione specifica rigorosa. E’ inoltre indispensabile un rapporto continuo e costante con associazioni e strutture locali, sul posto». Ed il rischio è sempre dietro l’angolo: i rapimenti sono i casi più gravi, ma la possibilità di incappare in una sparatoria, di subire violenze o di essere rapinati è sempre presente, dalla Colombia al Congo, dal Brasile all’India. I bandi regionali Una regia unica o un coordinamento delle iniziative in questo campo non c’è. Ma per farsi un’idea di cosa c’è sul territorio si può dare un’occhiata ai bandi per l’assegnazione di fondi regionali. Più di dieci progetti di sviluppo in Paesi sottosviluppati sono stati presentati da altrettante onlus o associazioni di volontariato vicentine alle Regione Veneto nel 2008, nella speranza di ottenere finanziamenti. Fra queste ci sono la “S.O.S. Bambino International Adoption onlus” di Vicenza con il progetto “Sete di vivere!” nell’Africa subsahariana, in Tanzania; l’associazione “Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo” di Vicenza con un progetto di microleasing al femminile in Nicaragua, America Latina; “Solidarietà in…comune” onlus, di Longare, con un progetto in Sudan per il completamento Bakhita’s Children Center e la realizzazione di una scuola primaria; la cooperativa sociale “Libra” di Marostica con il piano per realizzare un impianto di pannelli solari fotovoltaici in un politecnico in Tanzania; l’onlus “Progetto Alepè” di Sarego con un programma di prevenzione della trasmissione maternoinfantile del virus Hiv (Aids) in Costa d’Avorio (Africa subsahariana); l’associazione bassanese “Quilombo – Casa de la Esmeralda” con il progetto Cedipf, Centro di sviluppo infantile e promozione familiare in America Latina; la “A.So.C.” onlus di Vicenza con un programma per l’igiene e il sostegno alimentare di bimbi e adolescenti di strada a New Delhi, in India; la “Solinte” di Vicenza con il piano “Piccoli artigiani crescono”, da attuare nel Benin (Africa subsahariana); la “Association Annuance Songthaba” di non l’abbiamo mai vissuto» - ma Trissino con un progetto per l’alconsiste in una serie di pericoli levamento di pollame da cortile che si vivono quotidianamente: in Costa d’Avorio. Oltre a questi, «Non c’è guerra dichiarata, ma al altri due progetti sono stati predi là del rapimento ci sono molsentati alla Regione dall’Ulss 6, e ti rischi più sottili, si può essere un altro dalla parrocchia “La Macoinvolti in situazioni-limite. Ad donnetta” di Arzignano. esempio in Colombia si vive una Le onlus citate sono comunque situazione di guerra a bassa insolo una piccola parte di queltensità. Sparare nelle che, con base nel le strade è all’ordine Vicentino, operano del giorno, di sera e si adoperano per non si può usciportare solidarietà re. Succede anche nel Terzo Mondo. E Il rischio di in Brasile in alcuall’elenco bisognefinire in una ne zone delle città, rebbe aggiungere nelle favelas. In geanche i molti vicen- sparatoria o nerale, il degrado tini che sono impe- finire rapinati sociale e umano che gnati con associazioè sempre si vive mette a dura ni di livello nazionapresente prova. Poi c’è anche le o internazionale, il rischio di non escome Medici Senza sere accettati da chi Frontiere o Emersi intende aiutare: gency. Una chiacil cooperante viene visto come chierata con tre responsabili di il “ricco”, e trattato con fastidio: altrettante associazioni ha pera volte dalle stesse istituzioni. messo di tracciare in parte i riQuesto succede più spesso in schi e le caratteristiche di questo Africa che in America Latina». lavoro, in genere ignoto ai più. Uno su cento I rischi del mestiere La selezione dei cooperanti è Lucia Filippi parla dell’esperienmolto accurata, devono essere za della onlus “Progetto Mondo – soggetti molto preparati e capaci Mlal”: la sede è a Verona, «ma a di resistere e cavarsela in situaVicenza abbiamo il nucleo magzioni-limite. «In moltissimi ci giore dei nostri soci sostenitori». chiedono di diventare cooperanL’associazione lavora con coopeti, di partire. Poi però ne parte ranti, accuratamente selezionati, uno su 100, anzitutto perché abche portano avanti i progetti ribiamo un certo numero, limitato, manendo per tre anni all’estero. di progetti approvati dal mini«Storicamente siamo in America stero e dalla Comunità Europea Latina da 40 anni – spiega Fiall’anno, e poi perchè ci vogliono lippi -; ora da una decina d’ancaratteristiche oggettive per poni siamo anche in qualche Paeter andare là: i cooperanti sono se africano. I meno facili in cui persone con master e formazione operare sono Colombia e Congo, specifica, con una forte compee per certi aspetti anche il Guatetenza professionale che si sommala». Il “rischio” non è tanto il ma al carattere e alla presenza di rapimento - «quello per fortuna spirito. La semplice motivazione ideologica e umanitaria non basta più, serve anche la capacità gestionale». La cooperazione con partner del posto è, secondo Filippi, indispensabile. «Il fatto di avere operatori locali come partner garantisce il funzionamento del progetto. Ad esempio, se si va in Mozambico per un ‘iniziativa sulle carceri, lavorando con il Ministero si ha la garanzia che il programma andrà avanti: il cooperante italiano, capo progetto, coordinerà l’equipe composta da gente del posto, con il sociologo, l’avvocato e le altre figure tecniche che parleranno coi detenuti e faranno i corsi di (ad esempio) agricoltura, alfabetizzazione, ristrutturazione delle celle. I partner locali sono assolutamente indispensabili, però è sempre molto importante che ci sia l’operatore italiano a coordinare. Per questo vediamo con timore la recente presa di posizione dell’Unione Europea, che parla di cambiare strategia e inviare semplicemente i fondi in Africa, senza mandare personale». Cooperazione sì, ma come? AsoC, Associazione di Solidarietà e Cooperazione, è nata a Vicenza nel 1992. La principale attività della onlus è occuparsi di lavoro minorile nel Terzo Mondo: i bambini lavoratori sono una realtà estremamente diffusa, nei Paesi sottosviluppati. I progetti sono illustrati nel dettaglio nelle pagine web http://www.italianats.org e http://www.asoc.it. Oggi l’associazione ha rapporti con 12 paesi asiatici e 20 Paesi africani, tra cui Senegal, Mali, Benin, Burkina Faso, Nigeria, Zimbabwe, Etiopia, Kenya. «Per focus 141 del21 marzo 2009 numero 11 pag | Nella foto, alcune immagini dell’Associazione Styagraha la precisione, noi lavoriamo in stretto rapporto con le associazioni di bambini lavoratori che in questi Paesi si sono costituite. Non mandiamo cooperanti all’estero per farli rimanere là per anni – spiega il presidente della onlus, Aldo Prestipino –: partiamo da una filosofia della cooperazione che non è quella di intervenire realizzando i diversi progetti che si potrebbero realizzare in Paesi con problematiche socio economiche gravi, perché consideriamo questo tipo di cooperazione un’azione rischiosa: mette al “riparo” i governi di quei Paesi dal dover darsi da fare, e gli consente di risparmiare sulle strutture sociali e di utilizzare quei soldi per fare guerre. Certo, ci sono alcune azioni di emergenza, a seguito di una lotta, un terremoto, o una devastazione, in cui non si può far altro che andare lì». Il lavoro svolto dalla onlus è rapportarsi e sostenere movimenti di minori lavoratori organizzati nei andare là e costruire, vogliamo vari Paesi. «Come prima azione, i piuttosto lavorare assieme a loro. bambini si organizzano per dialo- Non che riteniamo sbagliata la gare con le autorità locali – conti- scelta di altre associazioni, ma a nua Prestipino -, perché vengano nostro avviso in qualsiasi Paese dirottate risorse ed energie sul c’è la possibilità di avvalersi di sociale, sanità e scuola in parti- persone locali, trovando un buon colare. Operiamo in tutto il mon- medico o epidemiologo: mandare do. Ad esempio, il mese prossimo i cooperanti non è necessario ed espone a rischi». ospiteremo una deIl sostegno a dilegazione di bambistanza ni lavoratori del BeLaura Piazza racconnin, ragazzi che meta da Caldogno il ladiamente hanno 14 Non tutti voro che sta portananni: abbiamo difmandano do avanti assieme fuso un documento agli altri soci della sulla situazione del volontari. onlus “Satyagraha” Benin, ci diranno di C’è chi invia (informazioni: www. cosa hanno bisogno professionisti sostegnoadistane li appoggeremo, locali za.it ). «Operiamo perché possano pornel sud dell’India tare avanti la batta– spiega - nello staglia nel loro Paese. to dell’Andhra PraNoi, in Italia faremo una serie di incontri nelle scuo- desh, nella regione di Nellore. Ci le». «Pensiamo che in coopera- occupiamo di sostegno a distanzione si possa costruire insieme: za e stiamo realizzando un villagil nostro non è il concetto di gio di case famiglia per bambini orfani e lavoratori, e vittime di abusi. La situazione lì è estremamente degradata, per ignoranza e povertà, le violenze sui più piccoli sono estremamente frequenti. Le bambine sono quelle che soffrono di più, perché tenute nelle capanne e non mandate a scuola: non si rendono neanche conto dei loro diritti e del loro valore come essere umani». «La nostra onlus è apolitica e laica: andiamo direttamente sul posto e ci occupiamo del progetto. Senza intermediari, siamo noi che ci occupiamo direttamente dei bambini assieme a una serie di partners locali, le persone che lavorano sul posto. E’ una cultura molto distante dalla nostra, e c’è davvero il bisogno di avere l’appoggio di persone locali. Le coinvolgiamo, lavoriamo attraverso di loro». Per ora l’organizzazione ha realizzato due case famiglia, che ospitano 130 bambini. A progetto ultimato ci saranno 24 case famiglia, con più SOLARCOM Autoproduzione individuale Autonomia energetica Microgenerazione diffusa Eco-Energy Management® di mille bambini. Anche Laura non nega i rischi che in un lavoro del genere sono sempre presenti: «I pericoli ci sono costantemente, e noi cooperatori dobbiamo essere estremamente prudenti. Il villaggio che stiamo costruendo è in una zona piuttosto rurale, a 30 chilometri dalla città. E’ altamente sconsigliato percorrere la strada che li congiunge dopo le otto e mezza di sera, perché ci sono bande tribali che fermano le auto e fanno saccheggi e violenze. Non è una questione di religione, ma di povertà e mancanza di scolarizzazione. Bisogna adottare numerose precauzioni. Non se ne parla molto, ma ci sono molte situazioni tristi e pericolose soprattutto per la popolazione femminile: attualmente nella zona in cui siamo, i predoni assaltano i villaggi e, dopo averli saccheggiati, storpiano le donne con l’acido. Il governo cerca di fare qualcosa, ma la situazione è veramente pesante». Risparmio economico Remunerazione annuale Zero emissioni inquinanti Vuoi l’ANTIDOTO ALLA CRISI ECONOMICA? 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Da anni si parla di riqualificazione: ma se fosse questo il vero volto del Nordest? «M alla vista e impediscono l’ingresso odo di comportamento nei piccoli feudi della produzione. sperimentale legato alle Mura che suddividono lotti irregolacondizioni della società urbana: tecri, stratificati, con viottoli poco racconica di passaggio frettoloso attravermandabili fra una proprietà e l’altra. so vari ambienti». Questa la definiPalazzine uffici come rocche, che si zione del termine deriva nel lessico ergono sui capannoni produttivi. dell’Internazionale Situazionista. Casualità nell’alternarsi di fabbrica, Come terza e ultima puntata del reufficio, commercio e bar, torrette per portage «Modernariato Urbano» lo smistamento dell’energia elettriscegliamo la Zona Industriale Ovest ca, prive di finestre. Tutto comunica di Vicenza. Spazio sconfinato, quaresclusione, invisibilità, chiusura. tiere-non-quartiere, territorio privo A uno sguardo più attento, il cammidi punti di riferimento visivo: quannatore impara a riconoscere tre strado ci sono - come nel caso della torre tificazioni temporali: la prima ondaGirardi, dell’acciaieria Valbruna e del ta risalente agli anni Sessanta, fatta «cubo» nero della Dainese – si tratta di grandi capannoni con una loro di edifici inaccessibili, o perché riteeleganza maestosa, che mantengono nuti abusivi (il primo caso, al centro alcuni motivi in ferro e ardite volte di una lunga querelle giudiziaria) o in cemento, e poi di casette e officine perché non accessibili al pubblico (i in piccola scala, nella classica tipolosecondi due). Ecco perché scegliamo gia del primo Nordest (laboratorio la forma della deriva, in una mattial piano terra, abitazione al primo nata d’inverno, a piedi, per scoprire piano, micro giardino intorno); la seil «rilievo psicogeografico» di questa conda tranche ha l’aspetto tecnocraparte di città. tico degli edifici anni Ottanta, conArriviamo la mattina con un autocessionari senza concessioni all’estebus. Il quartiere è pensato per l’autotica, un uso disinvolto del cemento a mobile: difficile la vita per il pedone vista, la messa a punto del prototipo che si avventurasse fra i capannoni del capannone veneto cubico e vere i cordoli di cemento. Strisce pedosatile, che ha perso il fascino del suo nali, non ne esistono, i marciapiedi progenitore di due decadi prima; il sono linee sfocate fra l’asfalto e le nuovo millennio ha portato alla terza erbacce che crescono ai lati della specie, la nouvelle vague dei centri carreggiata. Le polveri sottili creadirezionali in vetro e alluminio, un no mulinelli generati dal passaggio tentativo di rinnovare innestando di veloci autoarticolati. L’olfatto è funzioni terziarie nei lotti lasciati lisolleticato dall’acre odore degli idroberi dalle attività smobilitate. carburi, l’udito è sopraffatto dallo Come i monasteri nel sferragliare di auto, medioevo, ci sono piccamion, macchinari cole oasi di biodiversiindustriali. Il suono è tà nella monocultura artificiale, saturo. «Noi produttiva. E’ il caso vogliamo inneggiare del Centro Myriam di all’uomo che tiene il Estetica via dell’Artigianato, volante, la cui asta idegestito da quarant’anni ale attraversa la Terra, brutale dalle suore laiche dellanciata a corsa, essa rinnovata la Pia Unione Ancilla pure, sul circuito della decennio Domini. E’ una mensa sua orbita» scriveva su decennio dove si mangia bene Marinetti nel Manifecon poca spesa, e sto dei futuristi. Cendove i lavoratori, opeto anni dopo, questo è rai e impiegati, vanno il paradiso del Futuria mangiare nella pausa pranzo (si smo Reale. consiglia il caffè corretto con boccet«Brutto» è la parola che esce spontata di grappa a parte). «Gesù Cristo nea, ma «brutale» probabilmente è ha lavorato per trent’anni e poi ha più corretto. Estetica Brutale rinnoiniziato a predicare. Questo centro vata e perfezionata strato su strato, nasce come missione per la valorizdecennio su decennio: la quantità di zazione della donna nel lavoro, ora cartelli è impressionante, l’assenza di abbiamo anche uomini che lavoraqualsivoglia ornamento o schermano qui» spiega Carla Giacometti. La tura è evidente, nulla a che fare con palazzina resiste dagli anni sessanta, la più moderna zona industriale di mantenendo sul retro un orto dove si Schio, ad esempio, prototipo di area coltivano verdure e alberi da frutto. produttiva «dal volto umano». NesLe suore hanno detto no a diverse sun volto umano qui, ma il dispiegarproposte di aziende confinanti che si di un’estetica da «medioevo induvolevano espandersi sul terreno colstriale». Le analogie con l’architettutivato da loro. E ora questo fazzoletto ra dei secoli bui sono più frequenti di di terra è l’ultimo lembo di natura quanto si immagini. I muri, innanrimasto in questa città di asfalto, olzitutto, muri alti e pieni: riparano di Giulio Todescan foto di Marco Zorzanello | La torre Girardi tre alla striscia di «natura» fluviale rappresentata dalla roggia Dioma, dimora di nutrie ben pasciute. Quando fu urbanizzata, l’area fra viale Sant’Agostino e l’arsenale ferroviario era campagna acquitrinosa. Il Piano Marconi nel 1958 vide in quel quadrante la posizione migliore per il futuro cuore produttivo della città, dove spostare le industrie che affollavano disordinatamente i quartieri occidentali fuori dalle mura di viale Mazzini. La nuova piattaforma produttiva si prese due milioni di metri quadri, ci cui uno e mezzo per aziende e mezzo milione per i servizi. Negli anni Sessanta in Comune era attivo un apposito Ufficio per la zona industriale, che nel ‘66 pubblicò una brochure informativa interessante: «La zona si trova in posizione eccezionalmente favorevole, soprattutto riguardo alla viabilità – ricordava l’opuscolo -. La zona, oltre a questi collegamenti, offrirà il vantaggio di un rapido collegamento con l’idrovia Venezia-Milano che sarà navigabile da natanti fino a 1350 t. e la cui costruzione è in corso di approvazione in sede ministeriale. Sono previste strade per 12 km a quattro corsie e con una larghezza media di m 20». L’idrovia purtroppo si è nel frattempo persa in qualche corridoio ministeriale, e così quarant’anni dopo ci ritroviamo con una zona industriale che è sempre più un polo logistico, una piattaforma di scambio intermodale, una cerniera zip fra fabbriche, magazzini e casello autostradale, la porticina che conduce al corridoio che va dritto dritto all’est e al nord Europa. La Cgil ha chiesto a 218 lavoratori di 13 aziende della zona industriale ovest di spiegare cosa c’è e cosa manca in questo ambiente. A usare il mezzo pubblico è il 2,4% di loro. Allo stesso tempo quasi tutti giudicano negativo lo stato delle strutture viarie. «Pessimo» il giudizio sullo stato dei marciapiedi. Ambulatori, mense self service, sportelli bancari e postali, asili nido, negozi sono pra- ticamente assenti, per non parlare di aree verdi e servizi per lo svago e la cultura. Le soluzioni? Per iniziare, si potrebbe riconvertire il binario morto che conduce dalla Fiera alla stazione e che potrebbe diventare un ottimo vettore di trasporto, se fosse recuperato a servizio tram; oppure riqualificare la roggia Dioma facendola diventare un cuneo di verde nel cemento. Il dubbio però è dietro l’angolo: ha davvero senso parlare di riqualificazione di tutto questo? Questo ambiente cresciuto strutturalmente così, come lo vediamo ora. Si dice la zona industriale è vecchia, non adatta al futuro dell’economia della conoscenza, al Nordest logistico e creativo. Eppure il Nordest è cresciuto con i padroncini e le produzioni «basse», non con i designer e i tessuti pregiati. E se queste strade polverose fossero proprio il vero volto di una economia irriformabile, la raffigurazione del medioevo urbano che ci è di fronte? La città delle fabbriche reportage 141 del21 marzo 2009 numero 14 pag | Asfalto ed erbacce, scenario comune in zona ovest foto di Marco Zorzanello Nessun volto umano qui, ma il dispiegarsi di un’estetica da «medioevo industriale». Muri alti impediscono l’ingresso nei piccoli feudi della produzione | Qui sopra uno il Centro Myriam di via dell’Artigianato reportage 141 del21 marzo 2009 numero Il quartiere è pensato per l’automobile: i marciapiedi sono linee sfocate fra l’asfalto e le erbacce che crescono ai lati della carreggiata. 15 pag Ci sono piccole oasi di biodiversità nella monocultura produttiva. E’ il caso del centro gestito dalle suore laiche della Pia Unione Ancilla Domini | A sinistra il monolito nero della Dainese, qui sopra i binari che portano i treni merci direttamente all’interno delle acciaierie speciale 141 del21 marzo 2009 numero 16 pag Tesoro acqua Un fine settimana di iniziative per valorizzare una delle risorse più preziose del territorio Due giorni di feste, visite guidate e degustazioni n fine settimana all’insegna dell’acqua, un bene che si rivela ogni giorno più prezioso anche in una realtà come quella vicentina, che di acqua ne ha in abbondanza: basta pensare alla ricchezza della sua rete idrica, con il suo intreccio di fiumi, canali, rogge e fossati, e delle falde del sottosuolo, che forniscono acqua potabile alle case di centinaia di migliaia di persone. Un patrimonio che va però tutelato, e le iniziative in questo senso si stanno fortunatamente moltiplicando: mai come quest’anno, ad esempio, gli appuntamenti organizzati a livello locale per celebrare la giornata mondiale dell’acqua - che dal 1992 si festeggia regolarmente ogni 22 marzo – sono stati numerosi e articolati. Le vie dell’acqua sono infinite Il Comune ha presentato nei giorni scorsi una nuova manifestazione, che nei progetti dell’amministrazione dovrebbe diventare un appuntamento annuale. Il progetto si chiama “Vie d’acqua” e punta da un lato a valorizzare l’importanza della risorsa acqua, dall’altro a far riscoprire la città e alcuni dei suoi angoli più suggestivi – i ponti, i fiumi, le rogge - da una prospettiva inedita. Il suo momento clou è previsto attorno al 25 aprile, ma già domenica 22 marzo, in concomitanza con la ricorrenza della giornata mondiale e con la domenica senz’auto, è in program- www.flickr.com/pagedooley U ma un ricco prologo. Alle 15 un del nostro acquedotto), servita gruppo di volontari si occuperà in bicchieri rigorosamente biodi ripulire l’approdo al fiume, a degradabili. ponte Pusterla, nella zona dell’ex “Le numerose adesioni al proparcheggio Aci, sistemandone il getto – ha sottolineato l’assespiano, e ripulendo le parti mura- sore Lazzari – la dicono lunga rie, ora deturpate da sulle sue potenziascritte. Alle 15.30, in lità. Le proposte di centro storico parti“Vie d’acqua” hanno ranno due percorsi lo scopo di accomguidati - uno a piedi pagnare i vicentini, e uno in bicicletta - Si comincia e non solo, in un lungo le vie fluviali sabato 21 percorso fisico e allo della città, che si in piazza Biade stesso tempo ideale concluderanno in E domenica tra i corsi d’acqua piazza dei Signoe i ponti della città, si replica ri con l’esibizione suggerendo una dei trampolieri diversa prospettiva del gruppo “Voci di visione e tentandal Medioevo” di Trambacque. do di restituire la storia e il ruolo Inoltre, nel corso della StraAVi- che l’acqua ha sempre avuto, ed cenza, a disposizione dei corri- ha tuttora, per la città. Incrociandori, al posto delle tradizionali do aspetti urbanistici, letterari e bottigliette, ci srà “l’acqua del artistici, questo felice connubio sindaco” (così chiamata quella tra pubblico e privato offrirà una chance ai vicentini per appropriarsi, e riappropriarsi, di spazi urbani bellissimi, ma spesso poco conosciuti”. La manifestazione continuerà poi il 18 aprile con un convegno intitolato “Vicenza e le vie d’acqua: quali prospettive?”, con due mostre – una di carattere storico culturale e una con opere di giovani artisti italiani e stranieri – e con una serie di eventi, spettacoli, incontri con giornalisti e opinionisti e visite guidate, tra cui spicca- nella serata di giovedì 23 - il concerto di Crhistian Fennesz, accompagnato dalle proiezioni del video artista Giuseppe La Spada. Acqua in festa La Provincia non è da meno, e ha organizzato per sabato 21 marzo una giornata di festa in piazza Biade, nel cuore della città, con Se 6 Goloso di Musica e Notizie | xxx un programma ricco e molto variegato. Tra le altre cose, ci sarà un laboratorio del gusto dove un sommelier guiderà i partecipanti alla scoperta delle peculiarità delle diverse acque di acquedotto, mentre Legambiente presenta l’iniziativa “Imbrocchiamola”, un test per riconoscere ad occhi chiusi e al solo assaggio, l’acqua del rubinetto e quella della bottiglia. Accanto alle degustazioni guidate, ci saranno inoltre la presentazione del progetto che riguarda la creazione del Parco Astichello, laboratori per bambini organizzati da una cooperativa di animazione ambientale, una vasca con un pesce siluro del lago di Fimon, stand informativi di enti e associazioni, e strutture e giochi per bambini. Tutto per imparare ad apprezzare, e soprattutto a non sprecare, l’oro blu che esce dai nostri rubinetti. CI PUOI ASCOLTARE 13 notiziari locali 16 notiziari nazionali al giorno tutto quello che succede a vicenza e provincia tutte le partite del vicenza calcio in diretta 100.300 Vicenza, Bassano, Rosà, Marostica..... 105.600 Schio 104.700 Vallata dell’Astico 99.800 Altopiano di Asiago 107.750 Vallata dell’Agno speciale 141 del21 marzo 2009 numero 17 pag Astichello e Bacchiglione Il fiume si fa parco Ai blocchi di partenza due progetti per la creazione di nuovi parchi fluviali A Cavazzale e Dueville si intrecciano storia, tradizione e natura S e ne parla da anni, ma finalmente qualcosa si muove. Nelle settimane scorse, infatti, sono partiti un paio di progetti per la creazione di due nuove aree verdi, unite dalla presenza caratterizzante dell’acqua. Si tratta del parco dell’Astichllo, che dovrebbe sorgere a Monticello Conte Otto, e del parco delle Sorgenti del Bacchiglione, tra Villaverla e Dueville. Le sorgenti del Bacchiglione Inserito nel più ampio contesto naturalistico del Bosco di Dueville, l’area interessata al Parco delle Sorgenti del Bacchiglione si trova nella confluenza tra il torrente Timonchio e il corso nascente del Bacchiglioncello, nella fascia delle risorgive dell’alta pianura vicentina, proprio nel punto in cui, a partire dagli anni ’60, è stato realizzato un grande impianto di piscicoltura che, con il suo susseguirsi di vasche parallele ha alterato l’ambiente. Anche l’originario alveo del Bacchiglioncello è completamente sparito. La morfologia originaria del corso d’acqua e delle risorgive, però, è conservata nella mappatura catastale, e questo permetterà di dare il via al recupero e alla riqualificazione ambientale dell’area. Il progetto definitivo, elaborato dalla Provincia e sostenuto anche da Regione e associazioni ambientaliste come Wwf e Lipu, sarà pronto entro l’estate. L’intervento prevede la ricostruzione della della morfologia originaria delle risorgive e del corso del Bacchiglioncello; la creazione di zone per il popolamento dell’avifauna con capanni di avvistamento e percorsi mimetizzati; la riqualificazione della vegetazione spontanea della zona Sud con esemplari di specie tipiche; la realizzazione di percorsi e zone attrezzate per la fruizione ricreativa e didattica e il collegamento alla pista ciclabile esistente sull’argine Est del Bacchiglioncello, la quale costituirà, in futuro, il percorso di collegamento con il capoluogo (mentre il collegamento al percorso esistente sull’argine sinistro del Bacchiglioncello sarà realizzato con una passerella ciclopedonale in legno); la parziale ricostruzione degli edifici della piscicoltura e il riutilizzo del sistema di vasche in cemento nella zona Nord con finalità scientifiche (centro per la riproduzione sperimentale di specie ittiche rare ed in via di estinzione), culturali (creazione di un museo dell’acqua riguardante l’ambiente naturale delle risorgive e le attività umane ad esso collegate) e di servizio (accesso visitatori, servizi igienici, chiosco bar, magazzini per la manutenzione). I lavori dovrebbero cominciare nel 2010. | I fiumi sono un elemento essenziale del paesaggio vicentino La poesia dell’Astichello Acqua, natura e poesia. Saranno questi i tratti distintivi del parco dell’Astichello, che dovrebbe essere pronto per la fine del 2009. Il progetto, portato avanti assieme dal Comune di Monticello Conte Otto e dalla Provincia, prevede la realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile che, partendo dall’incrocio con via Saviabona, a Cavazzale, percorre via Zanella in direzione di Vicenza fino al Ponte dei Carri e segue poi l’andamento del fiume Astichello. Di particolare interesse sarà la ricostruzione del Ponte dei Carri nella posizione preesistente, in modo da poter collegare il territorio di Cavazzale con Vicenza e ricostruire il “percorso Zanelliano” fino a Polegge, cioè l’itinerario seguito dal poeta Giacomo Zanella per raggiungere la sua abitazione, situata proprio lì vicino. Proseguendo poi verso la chiesa di Polegge, ci si allaccerà al percorso ciclopedonale che raggiunge Laghetto. Saranno eseguiti il consolidamento e la manutenzione delle sponde e verrà realizzato un percorso natura. Saranno installate idonee protezioni in legno che fiancheggeranno il percorso ciclopedonale nei punti in cui verranno ritenute necessarie. In alcune aree saranno realizzati dei gradoni in legno che consentiranno ai pescatori di raggiungere l’acqua del fiume. Non solo. La volontà di coniugare elementi di particolare pregio quali l’acqua, l’ambiente e la storia, ha creato sinergia non solo tra Comune e Provincia, ma anche tra istituzioni e cittadini, tanto che il Gruppo Alpini e la Protezione Civile, coordinati dagli uffici comunali, hanno lavorato nei giorni scorso per ripulire da sterpaglie e rifiuti il terreno destinato a parco e per rimettete in luce le fondazioni dell’antico Ponte dei Carri dove verrà posizionata la nuova passerella pedonale. Il Gruppo Storico di Monticello Conte Otto, in collaborazione con lo studio Rech di Vicenza, ha invece provveduto ad allestire un pannello che raffigura il percorso del fiume e raccoglie le foto dei punti di maggior pregio paesaggistico. Acque Vicentine, nuovo logo S ocietà nuova, logo nuovo. Acque Vicentine, la società che gestisce il servizio idrico a Vicenza e in molti comuni della cintura urbana, ha presentato nei giorni scorsi il nuovo logo dell’azienda: due onde che incorniciano il nome azzurro su sfondo bianco. Il nome stesso è stato pensato per sintetizzare ad un tempo il legame con il territorio (la scelta del plurale serve proprio a descrivere la pluralità dei soggetti coinvolti), e l’identificazione dell’acqua come ricchezza e patrimonio di tutti. Ad accompagnare il tutto sarà lo slogan “La buona acqua di casa tua” che, ancora una volta, sottolinea l’idea di un bene che è da tutelare perché è qualcosa che appartiene al cittadino. E, inoltre, insiste sulla bontà e qualità dell’acqua: come fa a non essere buona una cosa tua? 5,6725$17(3,==(5,$%,55(5,$ &$51($//$%5$&(3,==$&21)2512$/(*1$ *DOOHWWR6WUX]]R$JQHOOR*ULJOLDWHPLVWH WHOID[HWHOSRUWHJR#YLUJLOOLRLW VWUGD2VSHGDOHWWR(ORFRVSHGDOHWWR9LFHQ]D 6WDPSDOHWXHLGHH TIPOGRAFIA UNIONE Viale S. Agostino, 470 - 36100 Vicenza tel. 0444 563110 - fax. 0444 563066 [email protected] - www.tipografiaunione.it cultura 141 del21 marzo 2009 numero 19 pag ViPiù cultura Una vita in punta di plettro Una carriera dedicata alla sei corde. A tu per tu con Roberto dalla Vecchia, chitarrista acustico di livello internazionale e organizzatore di VicenzaAcustica: “In città la scena musicale è molto ricca” | Gli altri protagonisti di VicenzAcustica: Stotzem e Varini È il classico esempio di vicentino che, probabilmente, è più conosciuto all’estero che tra le mura della sua città. Roberto Dalla Vecchia è considerato uno dei chitarristi acustici più originali e interessanti d’Europa, e non solo: il suo nome è una presenza fissa nei festival e nelle kermesse folk anche Oltreoceano, e un suo Cd del 2003 (Sit Back) è stato premiato dalla rivista statunitense Acoustic Guitar come miglior cd autoprodotto dell’anno. L’ultimo lavoro, “Unknown Legend”, è arrivato da poco nei negozi di dischi, e Dalla Vecchia lo presenterà in concerto il prossimo 28 marzo, nel corso di VicenzAcustica, il festival della chitarra acustica che lui stesso ha lanciato ormai cinque anni fa, portando in città alcuni degli artisti più noti della scena nazionale e internazionale. Ma com’è che un giovane vicentino decide di buttarsi sulla chitarra acustica, per di più suonata con una tecnica molto particolare, invece che provare a inseguire le orme di Jimy Hendrix o dei chitarristi di Vasco Rossi? “Son partito da quelli che erano i cantautori italiani e americani, nomi come Pail Simon, Neil Young e James Taylor. E soprattutto con Neil Young c’erano certe sonorità di tipo country che mi piacevano molto. Da lì il passo a suonare con la tecnica del flatpicking è stato breve: mi sono innamorato di questo stile, e in generale del country. Anzi, del bluegrass”. Fltapicking, bluegrass, parole che agli addetti ai lavori magari dicono poco. “Ma infatti quello che conta è la musica” aggiunge il chitarrista. Verissimo. Fatto sta che da queste parti la chitarra country non è pro- prio lo strumento più popolare. E così Dalla Vecchia ha dovuto fare le valigie e spostarsi. Sia per studiare (“In Italia l’unico che suonava questo genere era Beppe Gambetta”), sia per trovare altri musicisti con cui confrontarsi. “Da noi non è che ci sono molte occasioni, siamo pochi. E quando dico che siamo pochi intendo in Italia, non a Vicenza. Questo mi ha spinto a lavorare molto con l’estero, con gli Stati Uniti ma non solo. Perché anche in paesi come l’Olanda e la Germania questo stile è più conosciuto”. Certo, si tratta sempre di una nicchia. Ma se ci sai farei risultati alla fine arrivano. “Io credo che valga la pena di suonare lo stile che ti piace davvero, sia questo il jazz, il rock, il blues, non importa – precisa Dalla Vecchia -. Ce la si fa? Dipende: se uno vuole far soldi, allora no. Io posso dire che questo mestiere mi permette di vivere, e ne sono felice, ma non di arricchirmi. Dipende da cosa si cerca, e dalle priorità che uno si dà. Può sembrare una frase fatta, ma è cosi”. Un incoraggiamento per i tanti che a Vicenza provano a costruirsi un futuro a colpi di plettro, scale e accordi diminuiti. “La realtà musicale vicentina, per come la vedo io, è bella e ricca – continua l’artista -. Ci sono bravi cantautori, mi vengono in mente i nomi di Patrizio Baù e Davide Peron. Ci sono molte realtà interessanti in altri generi, bravi professionisti come Michele Calgaro. E c’è molta vivacità: la settimana scorsa ero ad un incontro con gli studenti del liceo al Quadri, e si vedeva che parlavo a persone che ne capivano e che erano interessate. Quello che può essere un problema, caso mai, è trovare possibilità di esibirsi per chi suona a livello amatoriale, perché spesso è molto complicato”. Consigli per i giovani? “Per chi si avvicina alla chitarra spesso fa effetto la velocità, e questo è successo anche per me. Poi vedi che la velocità non è tutto. A me piacciono quei chitarristi che, oltre ad avere un bagaglio tecnico notevole, sanno esprimere anche altro. A chi studia consiglio di non fermarsi a quello che si trova cliccando su internet, che è una ricchezza, perché ci trovi di tutto. Ma alla fine c’è il rischio di non gustare più niente, di restare solo in superficie”. Per non fermarsi ai successi da hit parade o alla musica che passa in tv, una buona occasione è proprio la serata di VicenzAcustica che, visto il successo delle precedenti edizioni, quest’anno si trasferisce al Comunale. Insieme a Dalla Vecchia, sul palco ci saranno il belga Jacques Stotzem e Massimo Varini, che con la sua chitarra ha accompagnato, tra gli altri, cantanti come Biagio Antonacci, Mina, Celentano, Laura Pasini e Vasco Rossi. Ognuno presenterà alcuni brani del proprio repertorio, prima di dar vita a quei duetti e quei terzetti che sono il vero piatto forte della serata. “Il concerto che ne nasce è sempre molto coinvolgente – conclude Dalla Vecchia – specie per questa modalità di suonare in trio, che è proprio l’essenza del piacere di fare musica insieme. La tipicità dell’appuntamento sta proprio nel gran finale, tutti assieme, che non si vede in altri festival e che il pubblico ama particolarmente”. Da segnalare che per i bambini con meno di dieci anni è previsto un biglietto cortesia al prezzo simbolico di 1 euro. L. M. | Roberto Dalla Vecchia Araceli, musica per la Palestina U n concerto di solidarietà per i bambini palestinesi della Striscia di Gaza, appena usciti dalla guerra delle prime settimane di gennaio. È quanto l’associazione Salaam – I ragazzi dell’olivo ha organizzato per domenica 22 marzo alle ore 17 nella chiesa di Santa Maria in Araceli (Araceli vecchia). Sul palco, si fa per dire, della chiesa progettata dal Guarini, ci sarà la corale del Nyack College di New York, accompagnato all’inizio dal coro dei Pueri Cantores. A dirigere l’interpretazione di brani di Rach- maninoff, Bernstein, Gounod, Hogan, Franklin, Haendel e Higgins ci saranno i maestri Roberto Fioretto, Colin Fowler e Susanna Talley. L’ingresso è ad offerta libera e il ricavato sarà devoluto al centro riabilitativo educativo di Jabalia, a Gaza. Gli organizzatori ricordano che domenica in buona parte della città sarà vietata la circolazione delle auto (“Un’ottima occasione per venire al concerto dopo una bella passeggiata a piedi o in bici” scherzano), ma che il servizio bus di Aim sarà gratuito. :Q[\WZIV\M1\ITW)ZOMV\QVW :Q[\ :Q \M 1\ITW T ) O \Q TI\IVO]MZQI >QKMVbI+WV\Zo8][\MZTI <MT cultura 141 del21 marzo 2009 numero 20 pag Vinicio, Celentano e i favolosi Anni ‘60 Mario Pavan ripercorre il decennio del boom economico. Racconto senza nostalgie di una città dominata da curia e Dc, scossa dai primi fermenti del ’68 e innamorata del suo centravanti D al Lanerossi del capocannoniere Vinicio, che non a casa troneggia anche sulla copertina del libro, all’Italia che si prende quattro “pappine” dal Brasile di Pelé in una giornata dell’estate del 1970. Dalle letture di giornali “leciti, anzi, obbligatori”, come Il Vittorioso e Il Corriere dei Piccoli, a quelle che alternano, onnivore e a volte clandestine, pensatori come David Maria Turoldo ed Herbert Marcuse. Dopo “Ma che belle cose”, il volume con cui ha raccontato la sua Vicenza anni ’50, Mario Pavan torna in libreria con un libro tutto dedicato agli anni ’60 e ai tumultuosi cambiamenti che hanno segnato quel periodo. Una “laica confessione”, come scrive l’autore nell’introduzione, tutta giocata sul filo della memoria e del ricordo, a da cui sono bandite parole come “nostalgia”, “rimpianto”, “e tutte quelle espressioni inneggianti a tutto il bello di quegli anni ‘60”. Per Pavan sono gli anni delle scuole medie, prima, del ginnasio e del liceo poi. Cioè gli anni dell’adolescenza, della formazione, della scoperta: “Sono stati i miei anni – scrive -. Del mio primo vero aprire gli occhi”. “E iinfatti, rispetto al volume precedente, il libro è un continuo passare dalla situazioni e dai personaggi della scena vicentina a quelli della ribalta nazionale e, spesso, anche internazionale. La tragedia del Vajont, l’alluvione del ’66 (con il sindaco che viene portato in spalla dagli uscieri), il Concilio Vaticano II, le encicliche di Paolo VI, gli assassini di Kennedy, Luther King e Malcom X, l’ascesa di Aldo Moro, ma anche l’esempio di Don Milani, i film di Bunuel e Antonioni, le canzoni di Celentano e dei Nomadi, fanno così contrappunto alle vicende di una città ancora fortemente segnata dalla presenza della chiesa e dal dominio, politicamente parlando, della Balena Bianca. È una Vicenza in cui “regna un vescovo buono ma altamente legato alla tradizione, al formalismo di liturgie dalle presenze oceaniche con un gusto tutto particolare per le cerimonie ossequiose”, accompagnato sempre da un monsignore tutto vestito di nero che gli fa da segretario particolare e da un uomo devoto in giacca e cravatta. In cui “sulla scia dell’alleanza fruttuosa tra Duomo, Palazzo Trissino e Palazzo Nievo stravince (come sempre), il biancofiore Dc e si guarda con più di qualche sospetto al nuovo governo nazionale formatosi con l’alleanza con i socialisti”. In cui i ragazzini del seminario sono impiegati come “manodopera minorile” per piegare foglietti e volanti di propaganda nel palazzo delle Opere sociali. E in cui l’affermazione al congresso della corrente progressista della Dc (quella morotea, vicina alla linea di Aldo Moro e favorevole all’apertura a sinistra) crea scompiglio e getta il vescovo in allarme. Per un ragazzo dell’epoca, però, il passare degli anni è scandito da episodi molto meno ufficiali. I campi scuola sulle Dolomiti, le prime cotte (ovviamente per quella ragazza così carina che piaceva anche agli altri), le lezioni al liceo con prof che sono rimasti nella memoria di centinaia di studenti. E poi la musica, con i complessi locali (i Duca d’Este, gli Apostholi, i Delfini, i Condor) che animavano serate e divertimenti, e le canzoni trasmesse dalle prime radioline a transistor che aiutano a riflettere e a interpretare un mondo che cambia: “Il giovanissimo Adriano Celentano propone già, in maniera profetica, i temi della difesa dell’ambiente e della semplicità del modo di vivere – scrive Pavan -. Invece chi governa enuncia a ogni costo parole chiave come la costruzione obbligatoria di reti stradali, autostradali e la lenta dismissione delle belle linee ferroviarie, anche locali. Così il ragazzino non può più salire sul trenino e non potrà più partecipare alle vendemmie allegre o alle raccolte di frutta, perché i campi sono, adesso, coltivati tutti a granoturco. Alla nuova | xxx tendenza americana, in nome della monocultura”. E soprattutto c’è il calcio che, assieme al Giro d’Italia e alle imprese delle ragazze della Recoaro Basket, è un compagno costante di tutto il decennio. Il 1962 è l’anno del primo album di figurine panini, completato “senza mai comprare una bustina”, e della grande delusione dei mondiali cileni; il ’66, invece, quello dell’esplosione di Luis Vinicio, centravanti di sfondamento che con 25 reti “una più bella dell’altra” si aggiudica la classifica cannonieri e trascina il Vicenza ad un ottimo sesto posto in campionato. “Vinicio è Vicenza e Vicenza è Vinicio – si legge nel libro -. Vinicio è la gente. Il pubblico lo ama, anzi lo adora”, tanto che i ragazzini vanno a cantargli cri di ringraziamento sotto casa, in una viale Milano che all’epoca era il quartiere di lusso della città. Si finisce col Sessantotto. “Iniziano i primi scontri tra chi si proclama di destra e chi di sinistra. Scaramucce verbali, confronti su autori e testi. Si legge molto”, annota Pavan. Che qualche pagina più avanti aggiunge: “Il fervore è grande, l’ansia pure e i problemi della crisi industriale, avviata dalla riconversione, toccano tutti. [...] Tutto questo facilita il nascere di idee nuove anche in politica. E a scuola si parla di tutto questo, in parrocchia pure, nei gruppi e nello sport anche”. In questo clima, Pavan e i suoi coetanei affrontano il nuovo esame di maturità e si gettano verso il futuro, gli anni ’70. “Ma questa è un’altra storia”, conclude l’autore. E, ne siamo certi, in cantiere c’è già un nuovo libro per raccontarla. L. M. Spiritualità ed ecumenismo Doppi appuntamento all’Astra U n fine settimana per riflettere sul valore della spiritualità e del confronto tra culture e religioni diverse. È quanto propone il doppio appuntamento in programma sabato 28 e domenica 29 marzo al teatro Astra con Pier Franco Marcenaro, studioso di tematiche spirituali e presidente della onlus Centro dell’Uomo (l’associazione che ha organizzato l’evento) e del Centro Ecumenico Mondiale. Una doppia conferenza – dibattito per approfondire alcuni dei temi che stanno alla base dell’attività dell’associazio- ne: nato nel 1977, il Centro dell’uomo si propone infatti di eliminare le incomprensioni tra culture e individui, lavorando sull’approfondimento della spiritualità interiore. Tra le sue attività, si ricordano le tre edizioni della Conferenza Mondiale per la Pace svoltesi nell’antico monastero di Sargiano, vicino ad Arezzo, le iniziative a favore delle bioarchitettura e dell’utilizzo di energie alternative e gli interventi a sostegno di emarginati, anziani e disabili. (Per infomazioni, tel. 0445.76030; cell. 338.8538622). SRWHWHFRQWDWWDUFLGLUHWWDPHQWHDOQXPHURGLWHOHIRQR GDOOXQHGuDOYHQHUGuGDOOHDOOHRSSXUHLQYLDUHXQDHPDLO LQIR#HUXSWLRQVWXGLRLW SURGX]LRQLFG GHPR PDVWHULQJ UHPDVWHULQJ EDVLPXVLFDOL SDUWLFRODUHDWWHQ]LRQH DOOHSURGX]LRQLURFN VRWWROHSLYDULHIRUPH ZZZHUXSWLRQVWXGLRLW²HUXSWLRQUHFRUGLQJVWXGLRYLD6DQWD*LXVWLQD$UFXJQDQR9, PDVWHULQJURRP cultura 141 del21 marzo 2009 numero 21 pag Un anno con Galileo A quattrocento anni dalle prime osservazioni con il cannocchiale del grande scienziato, partono le celebrazioni dell’anno dell’astronomia. Sei mesi di mostre, convegni e spettacoli N serie di appuntamenti ed eventi ell’anno che l’Onu ha deciso che si svolgeranno nei prossimi di dedicare all’Astronomia, sei mesi. anche Vicenza si prepara a cele“E’ un programma ricco, vario e brare il quattrocentesimo anniper tutti i pubblici, dai bambini versario delle prime osservazioni agli adulti, dai più esperti ai semeffettuate col cannocchiale da Gaplici curiosi – ha sottolineato l’aslileo Galilei, avvenute nel 1609, sessore alla cultura e il quarantennale Francesca Lazzari, il della celeberrima cui assessorato coorpasseggiata di Neil dina tutte le iniziative Armsotrong, sbar-. Ma ha soprattutto cato sulla luna nella il pregio di aver uninotte tra il 20 e il A maggio to le forze e le menti 21 luglio del 1969. arrivano presenti in città su un Un doppia ricorrenla Hack tema come l’astronoza di enorme valore mia: l’Informagiovasimbolico, che acco- e Piero ni, la Biblioteca Bermuna l’inizio di una Rafanelli toliana, il Museo ciserie di scoperte vico, l’Ufficio scolascientifiche destistico provinciale di nate a rivoluzionare Vicenza, il liceo scientifico “Quail nostro modo di pensare ed un dri” e il Gruppo astrofili vicentini. allunaggio a lungo ritenuto imE proprio con questo programma possibile, e che darà il via ad una Un’Ave Maria contro la malattia S arà tutto dedicato alla festa dell’Annunciazione e alla figura di Maria il concerto di beneficenza in programma giovedì 26 marzo nella chiesa di San Marco. S’intitola infatti “Concerto per l’Annunciazione, “Ave Maria”, in memoria di Franco A. Arcangeli” la serata che vedrà protagoniste Laura Vasta (soprano), Anna Pasetti (arpa) e Silvia Milazzo (organo). Le tre musiciste eseguiranno musiche di Vivaldi, Schubert, Gounod, Raff, Faurè, Bizet ed altri, introdotte dal professor Massimo Celegato. Molti dei brani che verranno eseguiti sono contenuti nel cd “Ave Maria” realizzato da Laura Vasta e Anna Pasetti con il contributo di Radio Oreb: una raccolta inedita di celebri “Ave Maria” di varie epoche, il cui ricavato verrà devoluto a favore della fondazione Onlus Unico1 “Aiutare la vita” di Diego Murari, un’associazione impegnata nel sostegno alle persone malate, in particolare ai bambini. Il concerto inizierà alle ore 20.30 e sarà ad ingresso libero. di eventi che l’amministrazione comunale intende cominciare a valorizzare anche la cultura scientifica, scegliendo ogni anno un tema diverso”. Ed uscimmo a rimirar le stelle Si comincia già domenica 22 marzo, con il Gruppo astrofili vicentini che invita all’osservazione del sole dall’osservatorio astronomico di Arcugnano, sede e centro di studio del gruppo. Il GAV inoltre metterà a disposizione i propri telescopi per un’osservazione pubblica degli astri durante le serate di sabato 2 maggio, in piazza Biade, e di sabato 26 settembre, in piazzale della Vittoria a Monte Berico. Astronomi e astrologi Il liceo scientifico Quadri celebra l’anno astrologico a partire dal 16 aprile, con il primo dei cinque incontri del corso di cultura “Galilei, l’uomo, lo scienziato, il filosofo”. Tra il 27 aprile e il 10 maggio il planetario del liceo sarà aperto alle visite; nello stesso periodo verrà proposta la mostra – già allestita nel 2004 – “La Terra e le sue rappresentazioni”. Ancora, martedì 5 maggio, il Quadri ospiterà la conferenza tenuta dal prof. Giuseppe Fera dal titolo “Storia del principio della relatività”. Tra le iniziative dell’istituto vicentino rientra anche la mostra “Le comete nell’arte e nella scienza. Da Giotto a ‘Giotto’” che si terrà nel mese di settembre. A fare da pendant a questa esposizione, ci pensa la Biblioteca Bertoliana, con la mostra “Via Lactea. Percorso nel cielo e nella storia dell’uomo. Astronomia in Biblioteca Berto- liana dal XV al XVIII secolo”. Le due mostre verranno volontariamente proposte nello stesso periodo, con l’intenzione di parlare del medesimo argomento - astrologia e astronomia - ma con tagli e testimonianze diverse. Metti una sera con... Completano il quadro la serata che l’assessorato alla cultura organizzerà nella notte tra lunedì 20 e martedì 21 luglio, con un evento speciale per ricordare lo sbarco sulla luna nella suggestiva location di piazzale della Vittoria a Monte Berico, e una serie di incontri con personaggi e volti noti della comunità scientifica nazionale: venerdì 8 maggio, l’Ufficio scolastico provinciale di Vicenza ha organizzato un seminario con la celebre astrofisica e divulgatrice scientifica Margherita Hack, e con il direttore del dipartimento di astronomia dell’Università di Padova Piero Rafanelli. Tra gli ultimi incontri in programma spicca il progetto “E’ un piccolo passo”, festival dedicato al mondo dei cortometraggi e della video arte, previsto per il primo fine settimana di ottobre e curato dall’Informagiovani di Vicenza e dall’associazione GAI, Giovani Artisti Italiani, grazie al contributo del Ministero della gioventù e del Ministero all’istruzione e alle politiche giovanili, ideato proprio in occasione del quarantennale del primo allunaggio. Infine, sabato 10 ottobre, è in programma una giornata di visite guidate alla Sala dello Zodiaco di Palazzo Chiericati, con ingresso gratuito per i ragazzi delle scuole elementari e medie. SURGX]LRQHHYHQGLWDGLFRUQLFLSHUTXDGUL FRUQLFLSURQWHHFRQVHJQDWHLQJLRUQDWD YHQGLWDDOSXEEOLFRHDOO¶LQJURVVR YLD*0DU]RWWR'9DOGDJQR9L7HO)D[ YHQHWDBFRUQLFL#OLEHURLW Per un regalo particolare vieni a scoprire i nostri originali prodotti: stampe, specchiere, tele, vassoi, portafoto DSHUWRVDEDWRPDWWLQD movida 141 del21 marzo 2009 pag22 numero ViPiù movida Musica di primavera L’associazione Rockit ha organizzato per il 21 marzo un grande concerto collettivo: una sorta di festa della musica, con oltre cento appuntamenti in tutta Italia E due sono anche nel vicentino Gli appuntamenti sabato 21 RUMORS OF GEHENNA + VIOLENZA PSICOLOGICA Sabotage Bar – viale dell’Industria 12, ore 22 Serata live di musica trash death metalcore Free entry sabato 21 LUCA BASSANESE CSC Centro Stabile di Cultura – via Val Leogra (San Vito di Leguzzano), ore 22.30 Concerto del cantautore vicentino assieme alla Piccola Orchestra Popolare – presentazione del suo ultimo album “La Società dello Spettacolo” Riservato soci CSC sabato 21 FABIO CARDULLO BAND Bar Bukowski – corso Italia 9 (Valdagno), ore 22 Concerto acustico tra pop, rock e cantautorato Free entry A gennaio quei matti sognatori di Rockit – 10 ragazzi sui 25 anni di stanza a Milano – hanno lanciato l’appello a tutti: promoter, locali, band, webzine, radio, tv, giornadi Francesca Danda li, groupie, dj… E il contagio si è diffuso in maniera virulenta. « Il risultato è stato inaspettato anl 21 marzo, si riparte. Travolche per noi, visto il poco tempo a ti da un avvio di stagione che disposizione» confessa Michele promette sole, verde, gite fuori “Wad” Caporosso, redattore reporta… e amore. Per tutto e tutti? sponsabile dei progetti speciali di Troppo idealistico, ma sicuramenRockit, che di “Maledetta Primate il cuore torna a battere con più vera” ha curato l’ideazione, la proforza per la musica, che con le belmozione ed il coordile giornate esce dagli namento. Da Udine angusti spazi in cui la a Catania, da Milano si confina col freddo, a Bari, da Venezia a fugge dalle finestre Cagliari oggi lo stivaaperte e si diffonle dà una bella pedata de nell’aria. Anche agli echi sgradevoli di grazie ad iniziative sanremese memoria. come “Maledetta Pri- Si suona Per valorizzare finalmavera”, Festa della al Bar Astra mente il gusto genuNuova Musica Itae al Vinile ino della musica di liana promossa dalla di Rosà qualità, nel rispetto vulcanica redazione di un’imprescindidi Rockit, associabile etica. zione e portale web Tutti i locali adedi riferimento musirenti hanno infatti sottoscritto un cale a livello nazionale. Nelle città codicillo che riporta testualmente metropolitane come nelle provin“solo musica italiana originale”, ce più sperdute (pure Vicenza!!), “pagare poco pagare tutti”, “onooggi s’inaugura il primo grande rare il partecipatore”, “trattare concerto collettivo mai realizzato: dignitosamente i musicisti” e, naun network di decine e decine di turalmente, “crederci”. Ma non è eventi sparsi in tutta la penisola una copia in versione giovanilistisotto il segno della musica italiaca della Festa Europea della Muna, indipendente e democratica sica del 21 giugno, da alcuni anni (nel prezzo). I importata in Italia e a sua volta mutuata dalla tradizione francese, che la propone fin dal 1982? «Assolutamente no. In quel caso la festa è imposta dall’alto,dalle istituzioni. Qui invece parte dal basso, dal contagio tra la gente che di musica vive tutti i giorni » ribatte “Wad”. Ed infatti con un semplice tam tam via e-mail, Facebook, Myspace e affini sono stati agganciati in meno di due mesi oltre 100 locali tra club stilosi, bar minuscoli, pub sporchi, ristobar puliti, angoli alcolici. Che a loro volta hanno ingaggiato artisti del calibro di Dente, Luci della Centrale Elettrica, Ministri, Julie’s Haircut, Marta sui Tubi. Ed è scorrendo il lungo elenco di appuntamenti che si rimane sorpresi nello scorgere, tra le 11 date venete, il nome di Vicenza per ben due volte. La prima grazie al Vinile di Rosà, rock club affermato da anni che, per l’occasione, propone una festa rock con gli Eterea Postbong Band, scledensi dediti al post rock eccessivo e spiazzante (inizio alle 22). A cui si aggiunge l’immancabile Nuovo Bar Astra del centro città, che ci alletta con un concerto aperitivo del torinese Vittorio Cane, cantautore visionario della scuola voce-e-chitarra (inizio alle 19). Che fretta c’era, “Maledetta Primavera”? A parer nostro parecchia, per un’idea simile: per innamorarsi basta un’ora… domenica 22 THE PRETTY LIVER SOCIETY Nuovo Bar Astra – contrà Barche 14, ore 19 Concerto aperitivo – musica per ukulele e banjo Free entry mercoledì 25 LOGAN RICHARDSON QUINTET Panic Jazz Club – piazza degli Scacchi (Marostica), ore 22 Concerto jazz con Logan Richardson (sax), Ambrose Akinmusire (tromba), Mike Pinto (vibrafono), Matt Brewer (basso), Nasheet Waits (batteria) Free entry giovedì 26 SHERIFF PERKINS + WASTED PIDO Bar Sartea – corso Ss. Felice e Fortunato 362, ore 21 Serata one-man band - concerto grindabilly dalla Francia + concerto country punk Free entry giovedì 19 ULTRADOLCE Birrificio Birracrua – strada vicinale Montecrocetta 6, ore 21.30 Concerto acustico tra bossanova e tributo a Fred Buscaglione Free entry domenica 22 EPOCHE’ 1.0 Equobar – strada marosticana 350, ore 19 Concerto aperitivo - musica ambient, chill out e smooth jazz Free entry venerdì 27 GRANDE JAZZ Nuovo Bar Astra – contrà Barche 14, ore 19 Concerto aperitivo – musica jazz con Lorenzo Conte (contrabbasso), Luca Colussi (batteria), Michele Manzo (chitarra), Michele Polga (sax) Free entry martedì 24 MOVE D Bar Sartea – corso Ss. Felice e Fortunato 362, ore 21 Jazz not dead festival – serata elettronica con l’artista più Hot della scena tedesca ed europea Free entry venerdì 27 DEVOTION Yourban Music Lab – via 51° Stormo 3 (Thiene), ore 22 Concerto metal - presentazione del nuovo album “Sweet party” Riservato soci Arci Japanese Restaurant Take Away & Delivery Piazzale Fraccon, 2 (di fronte alla scalette di Monte Berico) Tel 0444.54.37.65 www.zushi.eu | [email protected] movida 141 del21 marzo 2009 pag23 numero Matrioska per un giovane scrittore Popcorn Il sequel di L’appartamento spagnolo non è ugualmente riuscito, ma conserva quella leggerezza nel raccontare la vita che sono il marchio di fabbrica di Klapisch e del suo team di attori. Sempre lontani da volgarità ed eccessi di Giuliano Corà N el 2002, Klapisch firmava L’appartamento spagnolo, vite intrecciate di un gruppo di universitari europei di varie nazionalità che s’incrociano per un anno in un appartamento di Barcellona, commedia tenera ed intelligente sull’incontro di personalità e sensibilità, ma soprattutto di culture. Bambole russe ne costituisce il sequel, forse non all’altezza del primo ma che di quello conserva la leggerezza, l’affettuosa attenzione ai sentimenti, la delicatezza nel raccontare la vita. Il protagonista è ancora Xavier, trentenne, che ha finalmente realizzato il suo sogno di divenire scrittore. La strada però è ancora lunga, e Xavier si è adattato a percorrerne i livelli più bassi: fa il ghoshtwriter, e l’autore di orribili soap televisive. Intanto, nell’attesa di capire cosa farà da grande, cerca di trovare il grande amore della sua vita. Lasciato dalla sua ex – Audrey Tautou, deliziosa come sempre – che tuttavia non si decide a lasciarlo in pace, passa da una donna all’altra, non però come un volgare e cinico sciupafemmine, ma nella convinzione che prima o poi troverà quella giusta. Le donne, dice, sono come le matrioske russe: dentro ad ognuna ce n’è un’altra, e poi un’altra, e poi un’altra ancora. Alla fine dovrà ben saltar fuori quella giusta per lui. Klapisch segue con affettuosa partecipazione la vita un po’ convulsa sua e dei suoi amici, anch’essi tutti in cerca di un ubi consistam, attraverso l’Europa e attraverso vicende e famiglie strampalate ma stranamente ‘normali’. In attesa del terzo sequel – che pare proprio si stia per fare – Klapisch ci ha di recente regalato il suo capolavoro, quel commovente e delicatissimo Paris, attualmente disponibile in DVD, in cui Romain Duris, il suo attore-icona, anche qui protagonista, ha certamente dato il meglio di sé. Un regista ed un team di attori da seguire certamente, in un cinema che può presentare alti e bassi, ma che comunque si tiene rigorosamente lontano dalla volgarità e dall’eccesso che troppo spesso, nel cinema odierno, vengono scambiati per arte. Bambole russe, C. Klapisch, Francia, 2005 | Kelly Reilly e Romain Duris in Bambole russe Il detective dei Casi Irrisolti Sul comodino In una Los Angeles poliedrica e pulsante, Harry Bosch deve fare i conti con un delitto che rispunta dal passato E con una confessione un po’ troppo facile... di Giovanni Magalotti R ientrato da poco in servizio, il detective Harry Bosch lavora all’Unità Casi Irrisolti: prende in mano fascicoli di vecchie indagini e prova a ripartire. Un giorno riceve una telefonata dalla Divisione Rapine e Omicidi: un certo Reynard Waits, serial killer da poco arrestato, ha confessato di avere ucciso, fra le altre, la giovane Marie Gesto, scomparsa fuori da un supermercato tredici anni prima. Bosch sente una morsa allo stomaco: allora, il caso era stato affidato a lui, ma non era riuscito a individuare il colpevole. Con la sua confessione Waits intende venire a patti con il pubblico ministero O’Shea e ottenere l’ergastolo invece della pena di morte. Oltre al fatto che non vuole patteggiare con un assassino, Bosch ritorna ad occuparsi del caso anche per un altro motivo: ha l’impressione che questa veloce risoluzione faccia troppo comodo a O’Shea, in corsa per l’elezione a procuratore distrettuale... Al dodicesimo romanzo con protagonista il detective Harry Bosch, Michael Connelly, ex giornalista del “Los Angeles Times” e scrittore di thriller di successo, conferma tutte le sue qualità, a cominciare dalla sapienza narrativa (montag- gio perfetto delle diverse sequenze, esatta misura del ritmo, giusti colpi di scena per tenere alto l’interesse del lettore senza perdere nulla in verosimiglianza). Sfoggia pure uno stile nitido, concreto, privo di qualsiasi compiacimento letterario e un’attenzione ai personaggi, anche secondari, delineati in modo rapido e incisivo, non facile da trovare in molti suoi colleghi. Connelly, poi, riesce a rendere Los Angeles, lo sfondo della vicenda, quasi un personaggio vivo, pulsante: sia per l’esattezza topografica (non si perde un angolo, una strada, un locale), sia per la cura sociologica con cui la descrive. Come testimonia il passaggio dedicato a Echo Park, uno dei quartieri più vecchi della metropoli californiana: “Si era sviluppato all’ombra dei grattacieli del centro e sotto lo scintillio delle luci del Dodger Stadium. Nel corso dei decenni era stato meta degli immigrati prima italiani, poi messicani, cinesi, cubani, ucraini e di tutte le altre nazionalità. Di giorno, una passeggiata lungo la via principale, Sunset Boulevard, richiedeva la conoscenza di almeno cinque lingue per interpretare le scritte sulle vetrine dei negozi. Di notte, era l’unico posto della città dove il silenzio poteva essere squarciato contemporaneamente dall’eco di una sparatoria tra bande rivali, dalle grida della tifoseria infervorata per un fuoricampo e dal latrato dei coyote sulle alture”. Michael Connelly, Il cerchio del lupo, Piemme, 375 pp., € 20 presso pizzeria da Mario music & drinks dal mercoledì alla domenica apertura da primavera a estate 430 posti a sedere interni e 180 esterni DEGUSTAZIONE VINI SERATE JAZZ YHQHUGuDSHUWRILQRDOOHVDEDWRDSHUWRILQRDOOH domenica, martedì, mercoledì e giovedì aperto fino alle 2 OXQHGuFKLXVR Viale ,WDOLD&UHD]]R9LWHO SERATA TEMA SERATA D’ARTE SANGRIA PARTY MOJITO PARTY MUSICA DJ 9LDOH,WDOLD&UHD]]R9,WHO 7JBMF.B[[JOJ"OHPMP1PSUB4$SPDFt7JDFO[B tel 0444 323086tGBY0444 325987 [email protected] t www.tangramfloor.com sport 141 del21 marzo 2009 numero 25 pag ViPiù sport Una promessa d’oro Agli Europei indoor di atletica Matteo Galvan è stato uno dei trascinatori del quartetto che ha vinto la 4x400. “Mi sento più maturo, l’atletica è diventata la mia vita” di Francesco Cavallaro S ignore e signori, ecco la notizia che tutti attendavamo: Matteo Galvan non è più una promessa dell’atletica. Ormai è una splendida realtà. Lo scorso 8 marzo il ragazzotto di Bolzano Vicentino, 21 anni il prossimo 24 agosto, ha conquistato la medaglia d’oro nella staffetta 4x400 agli Europei indoor di Torino con i “colleghi” Jacopo Marin, Domenico Rao e Claudio Ricmaturità – sottolinea il diretto inteciardello. Fantasmagorico il tempo: ressato -. Ebbene sì, ho oltrepassato 3:06.68. E adesso chi lo (e li) ferma la linea d’ombra: ora mi sento più più? Superata la delusione per la maturo, l’atletica è diventata la mia mancata partecipazione a Pechino vita. Dopo l’oro in staffetta ottenu2008 Galvan si è rimboccato le mato nell’indoor vorrei confermarmi niche ed ha guardato in avanti; d’alall’esterno. No, non mi sono montronde a vent’anni, con una carriera tato la testa dopo il successo, non ancora tutta da costruire, è la cosa fa parte del mio carattere. Tengo i migliore da fare. piedi ben piantati per Nonostante i fasti di terra. Certo, mi sono Torino l’atleta non gustato il primo posto. si scompone più del Ma sono consapevole dovuto: non se la tiche c’è sempre da mirava prima, non se Ho ancora gliorare. Nel mio caso la tira adesso. Anche margini di devo lavorare ancora se la gente comincia miglioramento. molto sull’impostaa riconoscerlo per zione della partenza; strada. “Per me non Posso ai blocchi muovo la è cambiato nulla – abbassare testa inutilmente, commenta Matteo -; così facendo spendo mi sono preparato i miei tempi energie che mi seral meglio dopo la devirebbero durante la lusione della scorsa gara. Ecco, ho ancora dei margini di estate. Ho trovato i giusti ritmi e miglioramento in termini di tecnimi sono allenato con grande serieca. Per certi aspetti questo mi rende tà, i risultati sono arrivati di confelice: significa che, potenzialmenseguenza”. Dicevamo che Galvan te, posso abbassare i miei tempi”. non è più una promessa. “Come Galvan è alle prime armi in campo mi piace questo passaggio verso la | Matteo Galvan internazionale. Nei 400 metri, che si sono tenuti il giorno prima della vittoria in staffetta, il vicentino ha concluso in sesta posizione con il tempo di 48.23. “In quell’occasione mi sono un po’ innervosito – ammette –; correvo in sesta corsia e non avevo punti di riferimento. Poi ci sono state anche le false partenze. Pazienza, la prossima volta andrà meglio. Allo start cerco sempre di svuotare la testa da inutili pensieri. Una volta ho provato a concentrarmi sul traguardo, ma è stato peggio. Meglio avere la mente sgombra”. Matteo, che attualmente corre per le Fiamme Gialle di Vicenza, ha un passato da calciatore. Dai 6 ai 16 anni ha giocato in attacco nel Bolzano Vicentino. “Mario Guerra mi ha portato all’Atletica Vicentina quasi per scherzo – spiega Galvan -; da quel momento non ho più smesso. Sacrifici? Sono un tipo che, per indole, non torna tardi la sera; non mi piacciono i bagordi, preferisco passare una serata in tutta tranquillità. E non mi pesa andare a letto presto. Anche perché non posso rischiare di arrivare il giorno dopo scarico, ho una tabella di marcia di allenamenti da rispettare. Morosa? Sì, ce l’ho. Anche lei è un’atleta, capisce i miei ritmi. Durante i fine settimana non sono quasi mai a casa: porta molta pazienza. Vorrei tanto iscrivermi all’Università, alla Facoltà di Scienze Motorie a Verona. Purtroppo c’è l’obbligo di frequenza; da parte mia non posso garantire un’assidua presenza alle lezioni, non so nemmeno dove sarò fra una settimana. Spero che l’anno prossimo cambino i regolamenti. Mi piacerebbe rimanere nel mondo dell’atletica una volta terminata la carriera”. Per ora Matteo deve solo pensare a correre. Londra 2012 non è poi così lontana. 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Immobiliare del San Paolo alleante da Nicola Moro; un derby di quartiere giocato in campo neutro che ha dato vita ad una spettacolare finale che si è chiusa solamente al tie-break. Vicenza, dopo un buon inizio, si era fatta surclassare dalle avversarie del S.Paolo che, grazie soprattut- to ad un potente servizio, si erano portate sul 2-1 nel conto set. Nel quarto parziale le biancorosse sono partite a razzo, ma il F.B. Immobiliare ha recuperato nella fase finale otto lunghezze di svantaggio, cosa che facilmente avrebbe messo ko un’altra squadra, ma non Vicenza, che ha reagito alla grande e da quel momento in poi non ha lasciato via di scampo alle avversarie: l’Ottica Padrin ha messo a segno 22 punti, il F.B. Immobiliare solamente 3. La “promsessa-profezia” fatta un anno fa da coach Tagliabue è stata dunque mantenuta: “L’anno scorso abbiamo perso le semifinali per un punto ed io avevo detto alle ragazze che non sapevo chi le avrebbe allenate il prossimo anno, ma che comunque io sarei stato in tribuna a vederle vincere il titolo provinciale. Ho avuto la possibilità di farlo dalla panchina e questo è stato ancora più bello”. Un po’ di delusione, invece, per le ragazze del S.Paolo per aver mancato un traguardo che | Nella foto grande il Vicenza, in alto a destra Schio e a sinistra Arzigano sembrava alla loro portata. Adesso le due formazioni saranno impegnate nella fase regionale insieme a loro anche la Pallavolo Arzignano, che battendo in tre set netti il Castellana si è aggiudicata il terzo gradino del podio. Se le squadre femminili al via erano state ben 53, il titolo maschile si è invece giocato tra 11 formazioni e solo le prime due continueranno la loro avventura in regione: l’AccessorioPiù Schio allenato da Remigio Grotto e la Pallavolo Bassano allenata da Diego Poletto, entrambe arrivate a Creazzo avendo perso solamente un set. Le due formazioni hanno dato vita ad una bella finale, anche se un po’ meno equilibrata rispetto a quelle delle coetanee “in gonnella” e che è stato un remake della finale provinciale under 18. A parte il secondo set vinto dal Bassano per 25-23, gli altri parziali se li sono aggiudicati abbastanza facilmente gli scledensi, che nel terzo hanno addirittura lasciato gli avversari a quota 11. Il terzo gradino del podio è andato al Volley Ardens, che ha avuto la meglio sulla Polisportiva Cornedo in quattro set. Il Cornedo si era aggiudicato ai vantaggi il primo parziale, ma poi non è più riusci- to a reggere il ritmo dei ragazze di Bolzano Vicentino, che hanno così conquistato la vittoria. A premiare le squadre è stato il presidente della Fipav Vicenza Davide De Meo. Alle finali è stato dedicato ampio spazio all’interno della ventesima puntata di Zona Volley, il Tg del volley veneto condotto da Carlo Vettore, che è andato in onda 11 volte in chiaro, sat SKY e nella web tv di zonavolley.com. La fase regionale delle formazioni under 14 inizierà il 5 aprile; il prossimo fine settimana, invece, prenderà il via la fase finale del campionato provinciale under 16. )DWWLXQUHJDORHVFOXVLYRFRQ€XQSH]]RGLFXRUHELDQFRURVVR &RQVROLHXURGLYHQWDVRFLRGHOOD0LQHWWL9LFHQ]D VICENZACLUB la squadra di volley femminile della Joy Volley Vicenza Srl, che da 11 anni difende i colori biancorossi in A1 e cura un vivaio unico e pluriscudettato. Con 500 euro di capitale sottoscritto della Joy Volley Vicenza la Minetti Vicenza diventa veramente tua. Per conoscere i tanti vantaggi di essere socio, che ti faranno anche recuperare il valore della tua quota, telefona direttamente al presidente *LRYDQQL&RYLHOORDORPDQGDXQDHPDLODJFRYLHOOR#MR\YROOH\YLFHQ]DLW L'iniziativa è illustrata su MR\YROOH\YLFHQ]DLW. sport 141 del21 marzo 2009 numero 27 pag Per la Minetti un nuovo poker Volley Tre imprenditori vicentini al vertice della formazione di A1. Nuovo presidente Franco Ferappi G iovanni Coviello, dal 1994 fino a oggi al vertice del club vicentino di volley femminile di serie A, prima come direttore generale poi come presidente oltre che come rappresentante della proprietà, ha annunciato in conferenza stampa un grosso salto di qualità societario della Minetti Vicenza: “Tre imprenditori, per di più vicentini, già nostri soci, hanno accettato di aiutarmi nel dare continuità e nel rafforzare la struttura societaria addirittura assumendo le tre cariche più importanti nel nuovo Consiglio direttivo. Franco Ferappi da oggi è il nuovo presidente, mentre Mario Novello e Angelo Mapelli lo affiancheranno come vicepresidenti del consiglio, di cui faremo parte ovviamente anche io, che assumo il ruolo operativo di general manager, e Claudio Bianchi, manager del settore giovanile”. La carica di presidente passa quindi a Franco Ferappi, 57enne imprenditore vicentino di nascita e di residenza, amministratore della Ferappi Industria Serigrafica di Creazzo, azienda con 60 anni di storia e una trentina di dipendenti. Ferappi sia nel passato che nel presente ha rivestito diverse cariche nell’Associazione Industriali vicentina ed è stato presidente di un club di calcio dilettantistico per 19 anni, oltre che sponsor di una squadra di basket: “Ho deciso di fare questo passo per dare una scossa a un club impor- tante della città, in un periodo poco felice anche per quanto riguarda l’economia generale, e per dare una mano all’ing. Coviello in alcune delle molte attività portate avanti dalla società. Continueremo a investire sul vivaio con l’intento di scovare nuovi talenti. Per quanto riguarda la serie A1, chiedo alle ragazze di dare il 101% in questo finale di campionato anche per riscattare le prestazioni delle ultime giornate”. Entrambi i vice presidenti, Novello e Mapelli, sono con le loro aziende sponsor storici del club biancorosso. Mario Novello, 53enne amministratore e fondatore del gruppo Novello con sede in Italia a Isola Vicentina e in Repubblica Ceca, è al fianco della pallavolo vicentina addirittura dal 1998: “Da un decennio sosteniamo il settore giovanile del gruppo perché crediamo che questa sia la strada da percorrere per le società sportive. Oggi stiamo vivendo una crisi che non è locale ma mondiale; il nostro intervento in prima persona vuole anche essere un segnale a tutto il mondo imprenditoriale. Spero che il messaggio sia recepito da altri imprenditori vicentini: lo sport può essere sostenuto e vissuto tranquillamente”. L’altro vicepresidente Angelo Mapelli, 44enne imprenditore vicentino, è procuratore di Regas, azienda produttrice di impianti di distribuzione di gas naturale dal 2003 | Nella foto piccola, da sinistra: Bianchi, Coviello, Ferappi, Novello e Mapelli sponsor della Minetti Vicenza, e socio di Rewatt, impresa operante nel settore delle energie alternative (fotovoltaico elettrico) sponsor di denominazione dell’impianto di gioco delle biancorosse, entrambe con unità produttiva a Monticello di Fara. Da poco ha inoltre aperto un’azienda di catering, Gustoemozioni. È inoltre un giocatore di pallavolo in attività, dato che veste i colori dell’Avon 3 Vicenza in serie C: “Nella mia storia aziendale ho sempre privilegiato le scelte più difficili e anche oggi prendersi la responsabilità del club non solo come socio ma come vicepresidente è un impegno importante. Ammiro l’eccezionale lavoro svolto dalla società sul giovanile; molti genitori mandano a Vicenza le loro ragazze fin da piccole, anche da lontano, riponendo una fiducia ben ripagata nella struttura del club. Siamo qui per iniziare a rinforzarla in un momento che sappiamo essere difficile per tutti; una volta superate le difficoltà sono però convinto che il club sarà più forte e pronto nuovamente a ottenere risultati importanti”. Il nuovo consiglio direttivo rappresenta un passo di rafforzamento da tempo cercato dal gm Coviello, che ha poi chiarito di non aver nessuna intenzione di diminuire il forte impegno personale con il club da lui gestito negli ultimi 15 anni e fondato nel 1992 da Diego Fontana, che da sempre contribuisce alle scelte societarie. Il neo presidente Ferappi ha poi illustrato le intenzioni della società riguardo al futuro: “Intanto stiamo a vedere cosa succederà nelle prossime quattro partite, in cui mi auguro che la squadra dia dei segnali positivi. Al termine del campionato, molto dipenderà dalle risorse economiche che riusciremo a reperire. Di sicuro non faremo il passo più lungo della gamba; il momento attuale richiede di muoversi con prudenza, a piccoli passi”. “Oggi è presto per fare delle previsioni - ha aggiunto Coviello -. Qualcosa di più lo sapremo dopo l’assemblea di Lega del 23 marzo. I fattori da considerare sono molti: condizioni di ammissione ai campionati, parametri da rispettare, piani di risanamento, tetti massimi di spesa. Come ha detto il presidente, l’importante ora è finire al meglio la stagione; questo è l’interesse delle giocatrici stesse, a prescindere da quale sarà il risultato sportivo. Anche un finale di stagione in crescendo può servire al loro futuro, intanto, e, poi, al club per incoraggiare l’ambiente. Spiace dirlo, ma a livello economico stiamo ancora pagando l’espulsione del club dalla città. Dal 14 aprile inizieremo a lavorare su un piano di sviluppo, anche se già abbiamo chiare le varie opzioni, tutte basate sul risanamento e sulla continuità. Da parte nostra cercheremo di migliorare tante cose, ma anche la città deve dimostrare di volere una squadra di serie A, come hanno dimostrato il nuovo presidente,i due vicepresidenti e i tanti nuovi soci. E di spazio in società ce n’è ancora tanto, per soci e collaboratori”. Selezione di vini sfusi di Conegliano • Ottimi vini in bottiglia • Tante specialità da gustare NUOVA GESTIONE • Corso Padova 116, Vicenza • Tel. 0444 303984 sport 141 del21 marzo 2009 numero Hockey in line 28 pag Diavoli di nuovo all’attacco La formazione vicentina è attesa da una serie di gare ostiche a partire dalla trasferta di sabato ad Arezzo. Il coach Roffo: “Sarà una battaglia” Zantedeschi e l’ultramaratona un bronzo per tutte le donne atletica di Sabrina Nicoli I Diavoli, dopo due domeniche di “riposo”, sono tornati mercoledì in pista contro Polet Trieste vincendo per 4-2 davanti alle telecamere di Rai Sport. Vittoria importante al termine di una partita combattuta, ma non avvincente, con i Diavoli poco brillanti e a tratti in difficoltà per il pressing e la determinazione degli avversari. Il primo tempo inizia subito con i Diavoli all’attacco e con il gol di capitan Stevanoni dopo nemmeno un minuto. I triestini reagiscono, ma le loro incursioni non impensieriscono Pesavento, mentre invece è proprio Vicenza vicina al raddoppio con il capitano Roffo, ma il suo tiro si stampa sul palo. Ci provano ancora i Diavoli con Rigoni e poi con tiro da fuori di Testa, senza però infilare la rete ed è il Polet che ha con Fajdiga una ghiotta occasione dopo tre minuti, con tiro da fuori che termina alto. Al 7’ raddoppiano i vicentini con Petrone e il Polet risponde subito senza essere incisivo. Il primo tempo che si chiude sul 3-2 per i vicentini. La seconda frazione di gioco inizia come nel primo tempo con i Diavoli in avanti con conclusione di Testa ribattuta dal portiere avversario con un ginocchio. Al 26esimo circa grande occasione del Polet con Battisti, ma l’estremo difensore biancorosso risponde alla grande e aiuta i compagni a superare il seguente power play (penalità di Petrone) senza problemi. I Diavoli però non mordono e soffrono in alcune situazioni gli attacchi degli avversari. “Dopo 17 giorni senza partita era importante vincere – ha dichiarato a fine gara coach Angelo Roffo – però non pensavo che la sosta pesasse così tanto. Abbiamo iniziato bene, ma ci sono stati, a partire più o meno dal quarto cambio, troppi errori e ho chiamato time out. Dobbiamo anche ricordare che noi contiamo sempre sul solito roster, senza rinforzi e sempre con qualche problema di infortuni. Pesavento ad esempio non stava bene e quindi giochiamo sempre un po’ in emergenza. Abbiamo avuto anche situazioni positive e occasioni non fortunate e poi ha funzionato bene il power play con le ERBORISTERIE 1979-2009 due reti decisive segnate proprio in superiorità. Ora bisognerà andare a fare punti sabato ad Arezzo e sarà una battaglia anche perché loro sono una buona squadra e speriamo che in vista delle prossime gare arrivino anche i rinforzi per affrontare al meglio la parte finale della regular season in cui avremo molti scontri diretti e cercheremo di difendere il terzo posto e magari di agganciare il secondo”. La formazione vicentina dopo lo scontro con Polet sarà impegnata in una serie di scontri diretti e di gare ostiche, a partire dalla trasferta di sabato ad Arezzo, in attesa che arrivino i rinforzi per la fase finale del campionato. La prossima settimana dovrebbero unirsi ai biancorossi ed esordire i due meranesi freschi campioni d’Italia serie C under 26, Andreas Huber e Thomas Zöschg, e poi sarà il turno di Kroselj verso fine mese, mentre per gli altri, Ciresa, Felicetti e Marchetti bisognerà attendere i play off. | Cristina Zantedeschi U Obiettivo 2009: Mantenersi in salute per superare la crisi 30 anni di professionalità per suggerirti i migliori prodotti naturali e il modo più corretto per utilizzarli Iridologia Naturopatia Fitoterapia Fiori di Bach Cosmesi vegetale Make-Up Ipoallergenico d ! 30 anni il tempo di 4h17’23”; seconda Simona Gattobigio (4h53’28”); terza la nostra Cristina Zantedeschi con una prova superlativa in 4h54’33”. In campo maschile, la vittoria è andata a Emanuele Zenucchi (3h39’19”). In totale, 196 gli atleti che hanno portato a termine la distanza dei 58km su 986 iscritti. Per Cristina si trattava di una gara importante, sia dal punto di vista psicologico, sia per avere una conferma sul suo stato fisico; lo scorso anno era stata vittima di un infortunio che ora pare definitivamente superato. Giornata stupenda con temperatura ideale. L’atleta dell’Atletica Vicentina ha impostato una condotta mirata a mantenere lo stesso passo dall’inizio alla fine. Risultato da incorniciare. na prova da donna vera, nel giorno della sua festa e di tutte le donne. Strepitosa Cristina Zantedeschi , dell’Atletica Vicentina, all’ottava edizione della “Strasimeno”, ultramaratona con partenza ed arrivo a Castiglione del Lago tenutasi recentemente. Sono stati 1300 gli atleti in gara la mattina dell’8 marzo. 58 km (con traguardi intermedi di 15, 21 e 30 chilometri) tra il verde e le piante di mimose, nel magnifico scenario disegnato dal lago Trasimeno. Prima grande ultramaratona dell’anno cui hanno preso parte i migliori atleti della specialità. Come da pronostico, in campo femminile ha trionfato l’instancabile Monica Carlin, nazionale di 100km e detentrice del bronzo mondiale, con d d d Vicenza Via G.Durando 115 (Piazzetta Gioia)- tel 0444.928931 C.so A. Fogazzaro 171 (zona P.ta S.Croce davanti Chiesa dei Carmini) tel.0444.320522 3LFFLQLQL/R%LDQFR'HO&RUHOD0LQHWWLLQFRQWUDOHVWHOOHDO3DOD5HZDWW 'RPHQLFDPDU]RDOOHPalaRewatt GLYLD*ROGRQL 0LQHWWL9LFHQ]DYV)RSSDSHGUHWWL%HUJDPR *UDGLQDWD,QWHUR5LGRWWR7ULEXQD1XPHUDWD Intero 18, Ridotto 14 7ULEXQD&HQWUDOH,QWHUR5LGRWWR5LGRWWR tesserati Fipav, federazioni sportive, under 18 e over 60 s [email protected] s Tel 0444 923362 7YD9LFHQ]D (in chiaro e sul canale 907 di Sky) Sintesi delle partite il lunedì sera alle 22,05 e il martedì notte alle 1,30 TV 3DOOD9ROOH\7Y tutti i venerdì alle 22,00 su TvA Vicenza %OX5DGLR9HQHWR(FM 88,6) collegamenti in diretta durante le partite. Streaming su www.zonavolley.com Rubrica =RQD9ROOH\5DGLRtutti i venerdì dalle 21,00 alle 22,00. ,QFROODERUD]LRQHFRQWXWWLLQRVWULSDUWQHUWUDFXL www.joyvolleyvicenza.it joyvolleyvicenza.it PalaRewatt WHOID[ Corso Padova WHOID[ dalla parte del torto 141 del21 marzo 2009 numero 30 pag Mi candido alla Consulta Giovani Presto verrà istituito un comitato che consiglierà l’assessore Moretti Ecco qualche idea per renderlo meno inutile di Alessio Mannino N oi pensavamo che le “politiche giovanili” siano un’etichetta per farla bere agli ingenuotti che credono ancora al politico ansioso di far largo ai giovani. E continuiamo ad avere ragione. Cari miei, all’assessorato alla gioventù si deve mettere uno che, se non all’anagrafe, sia giovane quanto meno di spirito. Spiacenti, ma Alessandra Moretti lo è all’anagrafe (ha 35 anni). Come spirito, siamo sul vecchiotto. Già, perché gratta gratta, per ora l’unico fatto che produrrà la politica per ragazzi della compìta assessora sarà istituire una Consulta. Un comitatone di 16 sedicenti rappresentanti dei gggiovani «che faccia da filtro tra la popolazione giovane e me» (La Domenica di Vicenza, 7 marzo 2009). Con questa rivoluzionaria iniziativa, roba da far tremare la dentiera a un ottuagenario, lei «si mette in gioco, accettando un confronto vero con il mondo giovanile». Ci stiamo spremendo le meningi, ma davvero, non riusciamo a immaginare quale sia la sfida, quale il gioco, quale il confronto. Anzi, di più: noi che abbiamo meno di 30 anni, non sappiamo bene neppure cos’è, questo benedetto “mondo giovanile”. Quel che è sicuro è che non troverà soddisfazione in una tavola rotonda di studenti po- liticizzati, leaderini in pannolone, cannaioli cazzeggiatori che fingono serietà e profondità, o consiglieri comunali come il giovin Diamanti e il già adultissimo Luca Balzi. Tutti già vecchi che se la danno da giovani. Oppure giovani che si danno un tono da vecchi. In entrambi i casi, un po’ patetici. Così, sfidando l’accusa di presunzione, visto che resta ancora qualche posto in questo comitato centrale junior, ci autocandidiamo a farvi parte. I requisiti d’età li abbiamo. E anche qualche idea. Che le riassumiamo qui come promemoria, gentile assessora Moretti. Non si sa mai che le venga il colpo di matto e ci convochi. 1. Come nella giunta di Salemi il sindaco Vittorio Sgarbi ha creato l’Assessorato al Nulla (dandolo a Graziano Cecchini, il neo-futurista insanguinatore della Fontana di Trevi, un mito), proponiamo che la nuova Consulta si chiami Organo del Nulla. La fallicità del nome ne risentirà, ma sarà più onesto verso il popolo. 2. I giovani come categoria non esistono: sono la proiezione del senso di colpa degli over quarantenni verso chi ha meno anni di loro. Esistono quindicenni precoci, ventenni ribelli e trentenni mammoni. Ma soprattutto ci sono ragazzi mediamente menefreghisti, pieni di pregiudizi e schiacciati dall’unica regola impartita da società e televisione: l’incertezza. Perciò, come prima iniziativa, proponiamo di www.flickr.com/heavybrain bruciare in piazza il pupazzo di San Precario, simbolo delle vite distrutte dall’economia e dal rimbambimento pubblicitario. In attesa di farla pagare ai pupari della precarietà. 3. Guardarsi da chi s’impegna nei partiti e nei movimenti politici dentro il sistema: scambiano i sogni e le utopie, linfa vitale della gioventù, con le primarie del Pd e gli osanna a Berlusconi (o, i più giustificabili, con le ideologie rattrappite dei bisavoli comunisti o fascisti). Meglio un vigoroso ragazzotto che pensa a spassarsela, che questi seriosi e biliosi illusi. 4. Abbasso ogni proibizionismo. Corsi: su come scopare bene (non l’“educazione sessuale”: che due balle!); su come riprendersi da una sbornia; su come rollare una canna; su come leggere un libro senza addormentarsi dopo le prime due pagine; su come essere rivoluzionari a vent’anni senza per forza diventare conservatori a quaranta; su come non farsi infinocchiare dall’eterna lobby zioni agli under 35 per aprire bar trasversale che domina Vicenza: e locali e per affittare casa; serate quella dei democristiani-dentro. tenute appositamente libere negli 5. Festival della Musica ogni sanspazi pubblici (circoscrizioni, bito mese, con rotazione delle band blioteca, Comune, etc) per richiespaziando in ogni genere. Festiste e proposte di raval degli Stili di gazzi su temi sociali, Vita alternativi: culturali, politici: dal venticinquenne che si facciano sotto, senza telefonino né le nuove leve. internet al rocker Per il centro 7. Non star lì a lamnottambulo e paga- giovanile i biccarsi il cervello no. Festival del Lisoldi non ci su lampadine enerbero Pensiero: rassaranno mai. getiche, internet wisegna di vita e opere fi e altre, scusate il di “cattivi maestri”, Meglio latinismo, puttanate scrittori emarginati rinunciarci che eccitano solo i e geni incompresi secchioni della banvari. da larga e la parte 6. Visto che i solpiù bambinona del grande Beppe di per un centro giovanile non ci Grillo. Provocatorietà, spregiusono (né, temiamo, ci saranno dicatezza, attaccamento alla vita mai), e soprattutto dato che una vera (Bacco, Tabacco e Venere), riserva indiana recintata dal Coidealismo, senso critico libertimune è quanto di meno giovanile no, un po’ di guasconerìa e tanto, ci possa essere, meglio rinunciartanto humour. Tutto il contravi. E concentrarsi su ben altro: un rio del medio giovane vicentino, servizio di trasporto notturtutto casa lavoro famiglia e miseno onde evitare guidatori ubriaro alcolismo da weekend. chi a zonzo per le strade; agevola- botta&risposta 141 del21 marzo 2009 numero nome e cognome Michele Calgaro Michele età 44 luogo di nascita Calgaro Montecchio Maggiore titolo di studio Diploma di Liceo e Conservatorio professione Musicista, docente, operatore culturale. Direttore artistico della scuola di musica Thelonious segni particolari Nessuno Pizzaiolo 1°classificato 1 classificato campionato cam Monaco 2007 Europeo Monac Chef C hef con riconoscimenti ricono mondiale a livello mon Il tratto principale del mio carattere Ho carattere. La qualità che preferisco in un uomo Il carattere. La qualità che preferisco in una donna La carattere. Quel che apprezzo di più nei miei amici L’amicizia. Il mio principale difetto Il carattere. La mia occupazione preferita Rispondere alle interviste. Il mio sogno di felicità La lampada di Aladino. Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia Perderla. Quel che vorrei essere Uno che non si vuole definire. Il paese dove vorrei vivere Uno stato di diritto. Il piatto a cui non so rinunciare Quello del mio stereo. I miei libri della vita I dizionari di Italiano, Inglese e Latino, poi tutti gli altri. I miei poeti preferiti Riccardo Fracasso. I musicisti che mi piacciono di più Tanti e cambio continuamente la classifica, per fortuna. In questo momento Lennie Tristano e alcune registrazioni fantastiche di musiche tradizionali dei pigmei d’Africa. I miei pittori preferiti Mariella Scandola. I miei film preferiti Tanti e cambio continuamente la classifica, per fortuna. NUOVA GESTIONE Tutte le pizze e bibite piccole 0,2 a 6 euro! Menù cucina a partire da 6 euro! Aperti anche a mezzogiorno Quel che detesto più di tutto Detestare. Il personaggio storico più ammirato Dio. e quello più disprezzato Dio. Il dono di natura che vorrei avere Dodici decimi di vista. Come vorrei morire Vivo. Per ogni tua ricorrenza... Cenando Ogni mercoledì sera Grigliamania Stato attuale del mio animo Incredulo. Il mio prossimo impegno nella vita Comprarmi un’agenda. Il mio credo politico o ideale Tanti e cambio continuamente la classifica, per fortuna. Cosa mi piace e cosa non mi piace di Vicenza Che sia la mia città. Cosa mi piace e cosa non mi piace dei vicentini Non ha senso generalizzare, dovrei fare i nomi. Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza Quelle con assunzione di responsabilità. Il mio motto Non piangere sull’intervista versata… anche se a volte è difficile. Menù di pesce tutto compreso 23 € Menù di carne tutto compreso 18 € Tutte le sere su prenotazione! Chiama per maggiori informazioni! 3HQQHWWHJRUJRQ]RODVSHFN *ULJOLDWRQDGLEUDFLRODPDQ]RZXUVWHO salsiccia, pancetta, petto di pollo con patate e polenta 15 € (compresa bibita piccola 0,2 alla spina) Ogni giovedì sera Pizza +Bibita piccola 0,2 alla spina 6 € e se hai ancora fame mangiane un’altra a 1,50 € Ogni venerdì sera Frittura mista pesce con polenta e patate e ne mangi finché non dici basta! A 15 € Pizzamania Frittomania Ogni sabato sera Chele di granchio impanate, pesce spada affumicato su crostino, moscardini al sedano, EDFFDOjPDQWHFDWRFRFNWDLOGLJDPEHUHWWL capesante, cozze pepate. Risotto scampi e radicchio, pennette al salmone affumicato, conchiglie ai frutti di mare. Scampo la forno, filetto di salmone al radicchio, trancio di pesce spada ai ferri, capasanta al forno, calamari fritti. 15 € bibite escluse Pescemania TUTTO SU PRENOTAZIONE Tel. 0444 965528 – 329 9866591 Turno di chiusura: lunedì sera. Sabato e domenica a mezzogiorno aperto su prenotazione CENTRO SPORT PALLADIO - Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 29 (siamo al piano interrato) 31 pag hanno detto SCUOLA D‘ ARTE E MESTIERI DI VICENZA CORSO Via via che con la globalizzazione cresceva la forza dell’economia, lo Stato rinunciava ad esercitare una delle sue funzioni sovrane: rinunciava al monopolio nel battere la moneta. Nell’età della globalizzazione anche le banche private potevano infatti battere, e perciò battevano la loro moneta. Una moneta addizionale che prendeva forma nei più incredibili strumenti finanziari. Una moneta fondata sul debito e perciò stampata sul nulla. È così che la moneta cattiva ha via via sovrastato la moneta buona. Ed è proprio nella implosione di questa nuova e privata massa monetaria la causa della crisi che vediamo e viviamo. Giulio Tremonti Corriere della Sera 17 marzo 2009 RESTAURO OGGETTI SACRI IN METALLO '(6&5,=,21( '(//$ ),*85$ 352)(66,21$/( 6L LQWHQGH SUHSDUDUH XQ WHFQLFR GHO UHVWDXUR GL DUWH VDFUD LQ PHWDOOR FKH SRVVHJJD JOL VWUXPHQWL WHRULFL H OH FRPSHWHQ]H SUDWLFKH QHFHVVDULH D FROORFDUH VWRULFDPHQWH OH RSHUH DG DWWXDUH XQD FRUUHWWD OHWWXUD HG LQWHUSUHWD]LRQH LFRQRJUD FD H DG RSHUDUH L FRQVHJXHQWL LQWHUYHQWL GL UHVWDXUR H UHFXSHUR FKH LO SH]]R ULFKLHGH 3RVVLHGHUj XQD EXRQD FRQRVFHQ]D GHL PHWDOOL H GHL SURFHVVL GL ODYRUD]LRQH GHJOL VWHVVL FKH FRPSOHVVLYDPHQWH JOL SHUPHWWHUDQQR GL SURFHGHUH DOO’LQW HUYHQWR GL UHVWDXUR QHO ULVSHWWR GHOOH FDUDWWHULVWLFKH VWRULFRLFRQRORJLFKH H GHL PDWHULDOL FKH FDUDWWHUL]]DQR O’RS HUD '(67,1$7$5, ,O FRUVR q ULYROWR D t 2SHUDWRUL GHO VHWWRUH RUDIR FKH LQWHQGRQR ULTXDOL FDUVL R DPSOLDUH OH SURSULH FRPSHWHQ]H SDUWHQGR GDOO’ HVSHULHQ]D PDWXUDWD QHOOH D]LHQGH GL SURYHQLHQ]D t 5LYHQGLWRUL GL RJJHWWL VDFUL LQ PHWDOOR FKH LQWHQGRQR DFTXLVLUH FRPSHWHQ]H VSHFL FKH UHODWLYH DOOH SURFHGXUH GL SURJHWWD]LRQH FRVWUX]LRQH H UHVWDXUR GHJOL VWHVVL t *LRYDQLHDGXOWLLQWHUHVVDWLDGDYYLFLQDUHTXHVWRVSHFLFRVHWWRUHDUWLVWLFRHDFTXLVLUHQHOOR VWHVVR WHPSR VROLGH FRPSHWHQ]H LQ DPELWR RUDIR 692/*,0(172 '(/ &2562 Annozero non è più la trasmissione di tendenza che irritava alcuni e galvanizzava altri. E’ via via diventata l’house organ di Antonio Di Pietro. Peppino Caldarola Il Giornale 14 marzo 2009 3XU ULVHUYDQGR DPSLD DWWHQ]LRQH DG DOFXQH GLVFLSOLQH VWRULFRDUWLVWLFKH LO FRUVR DYUj XQ WDJOLR VSLFFDWDPHQWH SUDWLFR 3HUWDQWR L ODERUDWRUL DSSOLFDWLYL H OR VWDJH LQWHUQR FRQVHQWLUDQQR DJOL DOOLHYL GL DFTXLVLUH OH SURFHGXUH FRUUHWWH H GL DSSOLFDUOH VXFFHVVLYDPHQWH DG RSHUD]LRQL GL UHVWDXUR VX SH]]L GL RUH FHULD VDFUD ,O FRUVR VL VYROJHUj LQ RUDULR VHUDOH H DO VDEDWR PDWWLQD FRPSDWLELOPHQWH FRQ OH HVLJHQ]H GHJOL LVFULWWL 'XUDWD RUH ,QIRUPD]LRQL 6FXROD G‘ $UWH H 0HVWLHUL GL 9LFHQ]D XI FLR FRPXQLFD]LRQH PDUNHWLQJ 9LD 5RVVLQL 9LFHQ]D 7HO - ID[ ZZZVFXRODUWHPHVWLHULRUJ HPDLO LQIR#VFXRODUWHPHVWLHULRUJ &RUVR UHDOL]]DWR FRQ LO FRQWULEXWR GHOOD Solo una mente diabolica poteva escogitare il lavoro precario. Io vivo con una pensione di 1500 euro al mese, ma per fortuna la casa è mia. Ora dovrò provvedere a sostenere mio figlio. Spero solo che il suo pianto disperato… ricada su tutti quei maledetti speculatori che sono i banchieri, i petrolieri, gli assicuratori, i politici e i vip vari che si elargiscono bonus e stipendi da farti accapponare la pelle. Nicola Scarimbolo, padre di un giovane disoccupato Il Venerdì di Repubblica 13 marzo 2009 in questo numero Mercato del lavoro, un rebus anche per gli esperti [pag3] Credito, due aziende su tre sono in sofferenza [pag9] Cooperazione internazionale, tutti i vicentini in giro per il mondo [pag10] Cemento, erbacce e zero servizi, reportage dalla zona industriale [pag13] Roberto Dalla Vecchia, il chitarrista che suona il country meglio degli americani [pag19]