La TORRE
Periodico di in-formazione della parrocchia
Natività della Beata Vergine Maria in Zianigo
Dicembre 2014— n° 32
In questo numero troverete la busta parrocchiale di Dicembre.
Grazie per quello che potrete liberamente fare!
SOMMARIO:
Editoriale 3
Crescere insieme verso Cristo 4
Caro Papa Francesco… 5
Cresima un grande dono 6
Campo estivo ACR 7
Campo estivo: Juman-EG 9
Zianigo c’era… 10
20 anni di scoutismo 11
I nostri collaboratori:
(in ordine alfabetico)
A.C.R.— A.C.G.
Caccin Anna
Gallo don Ruggero
Gruppo scout
Lazzarini Simonetta
Seno Giuliano
Le poesie dei nostri bambini
Lavori in corso
Concerti d’organo
CMV ringrazia
13
14
15
15
CUORE MISSIONARIO: padre Fiorenzo
16
Suor Pia Veronica
17
Il prete degli spaghetti 18
News dal mondo: basta violenza… 19
Ringraziamo
Il gruppo stampa,
fascicolatura
e
distribuzione.
Per Lamon decimo titolo 20
Il “talian” lingua ufficiale 20
Tartarughe o lepri? 21
La medicina dei semplici 22
L’arte appesa al muro 23
Il nostro cammino:
Uno sguardo alla nostra pastorale 24
Calendario liturgico pastorale 26
Anniversari di matrimonio 29
“La buonanotte” 30
L’angolo della poesia 31
Le nostre radici 32
RECAPITO DELLA PARROCCHIA
di ZIANIGO:
Via Scortegara, 166
Tel. 041430411
Questo giornalino è pubblicato su:
www.parrocchia.zianigo.it
www.collaborazionepastoralemiranese.it
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Dicembre 2014
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Natale 2014
Cari parrocchiani,
Ci avviciniamo al Santo Natale
portando a Gesù come offerta tutta la
nostra vita fatta di gioie e di dolori, di
speranze e di attese. Anche noi come i
pastori vogliamo portare qualcosa di buono a Gesù.
Possiamo però avere paura e stare lontani da Lui perché ci sembra di
non essere abbastanza degni. Come quel piccolo pastore che stava lontano
dalla grotta perché non aveva niente tra le mani da portare. Maria si accorse della sua tristezza e lo chiamò a sé e gli consegnò il Bambino Gesù
ponendolo tra le sue braccia. Così fa il Signore con noi. Ci viene incontro
sempre!
Natale è un incontro tra Dio e la nostra umanità, fra il cielo e la terra… ma chi fa il primo passo verso di noi è sempre Lui.
Apriamogli le braccia e il cuore, ma apriamo le braccia e il cuore a
chi aspetta da noi questo dono.
Vi auguro un felice e Santo Natale,
Il vostro arciprete don Ruggero.
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Crescere insieme verso Cristo
C
arissimi, vi invito ad accogliere la Visita
pastorale come un tempo in cui siamo visitati dal Signore per operare una conversione personale ed ecclesiale. Egli non ci fa mancare risorse spirituali e desideri
di bene, «perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato
dato» (Rom 5,5). Sono certo che molti di noi desiderano una chiesa più evangelica, più viva, più portatrice di
speranza.
Mi piace, a questo proposito, concludere con il testo di alcune proposte emerse da
uno dei trenta gruppi di lavoro (composti da laici, consacrati, diaconi, presbiteri, vescovi) che hanno riflettuto durante il recente Convegno ecclesiale di Aquileia 2.In
esse si rispecchia anche quanto io desidero per la nostra chiesa diocesana.
«Centro e meta del primo annuncio delle nostre chiese è la persona di Gesù Cristo,
morto, risorto e vivo oggi in mezzo a noi, presente nell’Eucarestia e nella Parola.
Dal nostro confronto è emersa l’immagine di una chiesa che è chiamata a vivere lo
stile familiare dell’accoglienza, del perdono, del ringraziamento, del sostegno reciproco e del saper chiedere aiuto.
Le nostre comunità sono chiamate a mostrare un volto di benevolenza verso tutti
(credenti, non credenti, di altre religioni, uomini in ricerca). Più che di una
moltiplicazione di iniziative c’è bisogno di relazioni significative nelle situazioni in
cui la gente vive (“confondersi tra la gente” nel lavoro, nella scuola, nei luoghi della sofferenza e nelle famiglie) realizzando una catechesi di primo annuncio che si
innesti nel vissuto delle persone.
In fondo al cuore di ognuno c’è sete di infinito che dia senso alla vita personale, familiare, sociale ed ecclesiale. Alla nostra chiesa è chiesto di andare incontro a questa sete con uno stile di accoglienza totale, di condivisione nella ricerca e di sobrietà nelle sue varie forme (apparati, istituzioni, economia, liturgia). Ci è chiesto di
recuperare lo spirito dei primi apostoli, uno stile trinitario di comunione e di missione con coraggio, con gioia e con umiltà. Siamo chiamati tutti a convertirci umanizzandoci. Abbiamo bisogno di innamorarci sempre più di Cristo e degli uomini
del nostro tempo per testimoniarlo con sempre maggior coerenza.
La nostra attenzione più che ai numeri va alla qualità e profondità della relazione,
senza demonizzare il mondo, favorendo itinerari di sequela e di comprensione pazienti e rispettosi della libertà e dei tempi di ciascuna persona».
Una chiesa così, ben “centrata” su Gesù, il Signore, e nello stesso tempo aperta a
tutti, in particolare ai più poveri, è la chiesa che ci è chiesto di edificare anche oggi,
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Crescere insieme verso Cristo
giorno dopo giorno, animati dal suo Spirito.
Ci aiuti Maria -accanto alla grotta di Lourdes, nel corso dell’ultimo pellegrinaggio
diocesano, ho pensato questa Lettera-, Lei che sta all’inizio della chiesa, intrepida
sotto la croce e orante nel Cenacolo. Ci sostengano, con la loro intercessione, San Liberale e San PioX e tutti i patroni delle nostre parrocchie.
Gianfranco Agostino Gardin
Vescovo di Treviso
CARO PAPA
FRANCESCO…
CITTA’ DEL VATICANO
Caro Papa Francesco,
Siamo un gruppo di giovani di seconda superiore e scriviamo da Zianigo, piccolo paese in
provincia di Venezia.
Domenica 12 ottobre riceveremo il sacramento
della Confermazione e per questo vorremmo
chiederLe di ricordarsi di noi nelle sue preghiere; di noi della nostra catechista Anna e del nostro parroco don Ruggero che pazientemente ci
hanno accompagnato nel nostro percorso di formazione cristiana, spesso facendoci ascoltare e
leggere le sue parole, Papa Francesco, per le quali vogliamo ringraziarla perché sono state per noi
motivo di riflessione e di insegnamento, e hanno
contribuito a renderci “pronti” per questo traguardo e partenza.
Ai cresimandi della Parrocchia di
Zianigo, che oggi ricevono il sacramento
della Confermazione il Santo Padre Francesco rivolge il suo affettuoso pensiero e,
mentre auspica che arricchiti dalla speciale
forza dello Spirito Santo diano aperta testiOra è giunto il momento di DARE tutto ciò che
monianza a Cristo crocifisso e risorto e
abbiamo ricevuto in questi anni, cercando ora e
sempre di vivere secondo l’insegnamento di Gesù.
adempiano con amore i suoi comandaSperiamo di essere degni di questo dono che rimenti, esorta ad impegnarsi per la crescita
ceveremo.
spirituale del popolo cristiano e invia di
cuore l’implorata benedizione apostolica
Grazie di tutto Papa Francesco, pregheremo
che volentieri estende ai genitori, ai padrisempre per lei perché continui ad aiutarci con la
ni, ai parenti e ai presenti al sacro rito.
sua presenza e le sue parole.
Con immenso affetto
Anna, Don Ruggero e
noi ragazzi della Cresima.
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Dal Vaticano, 12 ottobre 2014
Cardinale Pietro Parolin
segretario di stato di Sua Santità.
5
Domenica 12 ottobre 2014 hanno ricevuto il sacramento della Cresima:
Bertolini Enrico - Bonaldo Lorenzo - Campagnaro Federico - Covillo Lena
Dalle Fratte Luca - Masiero Ilaria - Messina Riccardo - Spolaore Elia
Il giorno 12 ottobre io e gli altri
ragazzi di II superiore abbiamo
ricevuto la Santa Cresima. Era
un giorno che aspettavamo da
tanto tempo e per il quale ci eravamo preparati a lungo. È stato
molto bello e soprattutto
“intenso” perché sentivo che
qualcosa d’importante stava per
succedere. Non pensavo di
emozionarmi e non lo pensavano nemmeno i miei familiari e
invece è successo, ed è stato
così anche per i miei compagni.
Una delle cose belle che ricordo
è la sensazione di serenità e di
grande unione fra tutti noi e Anna perché eravamo arrivati lì
camminando insieme. Una cosa
ho capito: credevo d’aver rag-
LA TORRE
giunto un traguardo e invece
sono arrivato ad un punto di
partenza: l’inizio di un nuovo
percorso di vita accompagnato
dallo Spirito Santo. Spero che
mi aiuterà e sosterrà in ogni
momento della mia esistenza
dandomi la forza per restare sulla giusta strada.
Lorenzo.
con l’Olio santo e l’offertorio di
noi ragazzi.
Non ci sono parole per esprimere l’euforia di quel giorno. Durante la preparazione per ricevere il sacramento della Cresima,
ci siamo riuniti assieme alla nostra catechista Anna per scrivere una lettera a Papa Francesco;
a nostra sorpresa abbiamo scoperto che avevamo ricevuto una
risposta. Non si può spiegare
Per noi cresimandi, il giorno
l’emozione che abbiamo provadella Confermazione è stato ric- to tutti noi. Per noi ragazzi il
co di emozioni che non pensa- sacramento della Cresima è stavamo fossimo in grado di pro- to forse il più emozionante, che
vare. I momenti forti sono stati ci ha resi ancora più uniti e che
tanti, ricorderemo il primo innon dimenticheremo mai.
contro con il Vescovo, il moIlaria.
mento dell’unzione della fronte
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CAMPO ESTIVO ACR : GIOCO DI SQUADRA
A
nche quest’anno il gruppo dell’Azione
Cattolica ha terminato il suo percorso
con l’esperienza del campo estivo. Rispetto
agli anni precedenti ci sono state due novità:
la presenza del gruppo dei Giovanissimi assieme a quello dei Ragazzi e il cambio di
destinazione. Infatti dopo aver trascorso gli
ultimi campi al “Villaggio San Paolo” a Cavallino, quest’anno c’è stato un gradito ritorno al rifugio Caviazza a Falcade.
Il campo ha avuto un tema comune, “Gioco
di squadra”, anche se poi le attività sono state svolte per fasce d’età dove i ragazzi erano
suddivisi in tre gruppi, ACR piccoli con Ivano, Alessandra e Riccardo, ACR grandi con
Ettore, Alessandro, Maddalena e Francesca e
ACG con Luca e Giorgia. Naturalmente ci
sono stati momenti in cui il gruppo si ritrovava e attività svolte insieme. Qui di seguito
vi proponiamo una sorta di diario in cui sono
annotati tutti i fatti più significativi della settimana.
con noi tutta la settimana.
Dopo aver svolto le attività della giornata, è
il momento della cena preparata dalle nostre
fantastiche cuoche Nina, Lieta e Anna.
Martedì 29
Mentre in mattinata ogni gruppo prosegue il
lavoro iniziato il giorno precedente, nel pomeriggio è il momento di una piccola escursione grazie alla nostra guida Don Ruggero
che ci conduce a Pian della Sussistenza. In
serata poi si prega sotto le stelle: tutti in cerchio, circondati solo dalla natura esprimiamo un ringraziamento per i giorni che stiamo vivendo.
Mercoledì 30
Giornata alla scoperta dell’ambiente attorno
a noi: ogni gruppo, dopo aver preparato una
serie di domande relative alla storia, alla
geografia e ad altre curiosità sul rifugio Caviazza, le sottopone a Don Ruggero che risponde fornendo molte informazioni interessanti. Dopo cena, viene preparato un quizzoDomenica 27
Si parte da Zianigo e si raggiunge il parco di ne per vedere se i ragazzi sono stati attenti a
Falcade per un picnic tutti insieme. Nel po- quello che ci ha raccontato il Don.
meriggio arrivo a Caviazza e presentazione
del campo: dopo aver svelato il tema, ogni
Giovedì 31
La mattinata è dedicata alla preparazione di
componente della squadra si presenta al
gruppo indicando anche il proprio ruolo e le un ricordo del campo: la maglia realizzata
motivazioni che lo spingono ad essere all’in- con la pittura su stoffa e dove ogni ragazzo
terno dell’AC.
ha dimostrato le proprie capacità artistiche.
Nel pomeriggio poi uscita a Falcade con gioSerata trascorsa a giocare tutti insieme.
chi e merenda al parco.
Lunedì 28
Dopo esserci alzati, fatto ginnastica, pregato Venerdì 01
e aver fatto colazione, è il momento dei ser- Finalmente splende il sole! E’ arrivato il movizi: i ragazzi sono suddivisi in 4 gruppi e a mento di preparare lo zaino e partire per una
bella escursione. Prima di partire ognuno
rotazione ognuno ha un compito stabilito:
apparecchiare, servire e sparecchiare la tavo- riceve una salsiccia e una patata da cucinare
a pranzo con il fuoco.
la, lavare i piatti, pulire i bagni o pulire le
parti comuni. Fatto questo, ogni squadra,
divisa per fascia d’età, svolge la propria atti- Sabato 02
Oramai il campo sta per volgere al termine.
vità.
Oggi, inoltre, arriva Don Ruggero per stare Prima di partecipare alla Messa di fine camLA TORRE
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po, ci si dedica alla cura della divisa personale, come ogni squadra che si rispetti. Impariamo
quindi a sistemare il fazzolettone e ad averne cura come nostro segno distintivo. La Messa è
preceduta anche dal “Deserto”, momento in cui ognuno di noi si isola dagli altri per cercare un
contatto più intimo con Gesù.
Il pomeriggio viene poi speso per concludere le attività di gruppo. In serata il momento di preghiera viene fatto sotto le stelle attorno ad un falò: è l’occasione per esprimere un ringraziamento per la settimana vissuta ma anche un impegno per tutte le sfide che il futuro ci riserverà.
Questa è, in breve, una raccolta delle attività, dei momenti più significativi dell’intero campo
ma ciò che qui è difficile far emergere è lo spirito di gruppo che si è creato tra i ragazzi e tra
animatori e ragazzi. Questo ha permesso di instaurare un clima di collaborazione che, da un lato
ha fatto sì che ci fosse una risposta positiva a quanto proposto, dall’altro ci ha consentito di rendere concreto il tema del nostro campo: è, infatti, emersa la voglia di fare squadra, voglia che
non deve ritenersi conclusa ma dev’essere uno stimolo per continuare il percorso in Azione Cattolica e magari per trascinare all’interno del gruppo altre persone. La preghiera dell’ultima sera,
davanti al fuoco, ha fatto emergere considerazioni personali molto profonde da parte di tutti e
anche l’impegno di continuare ad essere squadra.
Gli animatori e vice animatori AC.
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IL CAMPO SCOUT: JUMAN-EG
L
'estate appena trascorsa, noi
Guide ed Esploratori del Reparto Stella Polare di Zianigo, ci siamo
ritrovati per il campo estivo. È
un'occasione per divertirsi, mettersi
alla prova e stringere forti amicizie.
I primi giorni, abbiamo montato le
tende, in cui dormiamo per tutto il
campo, gli angoli, dove ci prepariamo il pranzo e mangiamo per squadriglia e il centrocampo, sotto al
quale ci ritroviamo in caso di pioggia (come è accaduto molto spesso
quest'anno).
Ogni anno, queste vacanze diverse
dal solito hanno come filo conduttore una storia. Il tema di quest'anno
era il famoso gioco “Jumanji”.
Giornalmente ci si ritrovava per l'attività e si faceva un gioco il cui punteggio, sommato a quello degli altri
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giochi ha decretato una squadriglia
vincitore alla fine del campo. Oltre
ai giochi ci sono stati anche momenti di riflessione e di preghiera personale e di reparto, ma anche canti,
balli e molte altre cose divertenti attorno al fuoco la sera con le chitarre
o alla mattina in cerchio.
Il campo è una bellissima esperienza
per divertirsi soprattutto e per passare del tempo fuori dalla normalità in
compagnia e allegria che consigliamo a tutti i ragazzi e le ragazze. Serve un po' di impegno e un po' di preparazione ma già durante l'anno tutto viene preparato con cura e tutti
imparano qualcosa di nuovo. E' una
bellissima esperienza da fare
e da non perdersi!
I capi squadriglia
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ZIANIGO C'ERA, PERCHE' AVEVA CORAGGIO
I
l clan "Il Germoglio" dello
Zianigo 1 ricorda la route
nazionale
"Buonasera ragazzi!!! Abbiamo una bella novità per voi: la
possibilità di partecipare alla
route nazionale!!!!"
Così è iniziato tutto, così la
nostra avventura ha avuto inizio e non ha ancora esaurito la
sua energia. Da una semplice
scelta, quella di partecipare a
un evento nazionale con altri
ragazzi scout di un età compresa tra i 17 e 21 anni, ne è
nato un ricordo indelebile fatto di fatiche, di
scoperte e sorrisi. La preparazione è stata
molto lunga, dalla scelta di come parlare di
coraggio, alla decisione di trasformare parole
in azioni concrete. Si perché questo evento
richiedeva un percorso, una preparazione consona sul tema del coraggio andando oltre ad
una semplice analisi della realtà. Ma finalmente dopo tanto lavoro quel 1 agosto è arrivato.
1 agosto 2014 data insignificante direte voi,
eppure in quel giorno noi clan dello Zianigo 1
siamo partiti per la Route, insieme ad altri
fazzolettoni colorati, tra cui quello dell'Altamura ed Alessandria con cui avremmo condiviso il viaggio. Il clan il germoglio è partito
da Sant’Angelo di Treviso dove ha accolto i
clan dell'Altamura ed Alessandria, ed insieme
camminando, e facendo fatica ha raggiunto
l'ambita meta: Pisa, il parco di San Rossore
dove altri 33 mila scout ci attendevano. In
questo luogo abbiamo avuto la possibilità di
confrontarci interagire, affrontare tematiche
diversificate, problemi sociali con l'aiuto e
l'esempio di grandi nomi tra cui quello di
Boldrini, Grasso, Carrozza e Matteo Renzi.
Nei giorni di campo fisso a Pisa noi ragazzi
oltre a seguire diversi laboratori e attività ab-
LA TORRE
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biamo avuto l'occasione di organizzare una
tavola rotonda con oltre 500 persone sul tema
"ri-cominciare". Relatori di questa tavola rotonda sono stati il monaco di Bose Luciano
Manicardi e Federica Lisi moglie del pallavolista Vigor Bovolenta morto durante una partita.
Finalmente poi tutte le attività, i percorsi, le
riflessioni sorte durante l'anno di preparazione e della route si sono concretizzate, offrendo il frutto del lavoro alle autorità locali, ministri e chiesa, trasformando così l'impegno in
qualcosa di reale e realizzabile.
Grandi sono state le emozioni di questa esperienza, dal cantare tutti insieme l'inno nazionale, vegliare sotto un cielo limpido pieno di
stelle e vedere sorgere un nuovo giorno. Lacrime di gioia fuse alla fatica, soddisfazione,
gioia e tanto coraggio queste le grandi emozioni provate da noi ragazzi.
Probabilmente è vero non potremmo mai avere la possibilità di ripetere questa esperienza,
ma questi ricordi, questi sentimenti e queste
esperienze rimarranno impresse nei nostri
cuori in modo indelebile. Tanto che, ancora
adesso, che ve ne stiamo parlando ci sembra il
tutto ancora così vicino e straordinario.
Elisabetta Mason
10
20 ANNI DI SCOUTISMO?...
''Challenge'' ...di cosa si
tratta?? Non lo sapevamo
neanche noi fino a qualche
tempo fa, anche se da anni
lo leggevamo sull'esterno
dei nostri zaini da campo, e
di tanto in tanto lo sentivamo dire da qualcuno... La
parola è inglese, e significa
''sfida''. E la nostra sfida si è svolta tra l'11 e il
12 ottobre scorso. In effetti, questo non è un
anno qualunque. Se per caso qualcuno ancora
non lo sapesse... il Gruppo Scout AGESCI
Zianigo 1° ha compiuto 20 anni! E gli scout
di certo non festeggiano in modo normale:
...ma proprio con una grande sfida! Ed ecco
allora che, quel sabato sera, è iniziato l'evento: prima prova, gara di cucina sotto il tendone in Parco parrocchiale. Noi rover, scolte e
novizi partecipanti eravamo una ventina, divisi in pattuglie da 2-3 persone, mentre giudici
(incontestabili) erano i nostri capi. La notte
l'abbiamo trascorsa in tenda nel Parco, preparandoci ad affrontare una giornata che non si
presentava per nulla semplice. E la mattina
presto, con in spalla i nostri zaini, siamo partiti... chi camminando, chi di corsa, tutti con
in mano solo una cartina e delle coordinate. Il
percorso è stato tutt'altro che semplice e scontato: circa 15 km a piedi su strade e campi di
Zianigo e paesi limitrofi, come Mirano e Veternigo, sempre con il rischio che si mettesse
anche a piovere... ma per fortuna così non è
stato. Lungo il tragitto, che non era difficile
sbagliare,
attività e
prove
pratiche, di ingegno e tecnica scout, occasioni
importanti per tutti per mettere in gioco le
proprie capacità e abilità acquisite lungo il
cammino fatto fin qui. Ogni pattuglia ha sperimentato le proprie capacità e i propri limiti,
imparando ad affrontare difficoltà impreviste,
ad essere pronti, a non scoraggiarsi. Cosa si
vinceva? Niente di particolare, in realtà, soprattutto la possibilità di esserci conosciuti
meglio, di aver scoperto nuove cose sui nostri, vecchi e nuovi, compagni di strada. Alla
fine, comunque, un vincitore c'è stato: la pattuglia ECO (Elisabetta, Cristian, Omar), che
ha saputo affrontare questa sfida in sinergia e
armonia. Di certo qualcuno, ora, avrà capito
perché quel giorno di ottobre ha intravisto
delle camicie azzurre tra le nebbie del miranese... eravamo noi, il clan ''Il Germoglio''!
Omar Squizzato—Cristian Nardone
20 anni da festeggiare!
Mi è stato chiesto di scrivere un articolo in occasione del Ventennale del Gruppo Scout di Zianigo l. Che dire? Innanzitutto un “bravi” a questi giovani che da vent’anni svolgono un importante servizio educativo rivolto agli adolescenti, ragazzi e bambini del nostro paese, e soprattutto sperare che possa continuare ancora per molto tempo con gli stessi risultati.
>>>
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abili, un’altra associazione, con cui abbiamo collaborato, è l'AISM, associazione dedita alla ricerca per
curare una malattia molto grave, la sclerosi multipla,
altre associazioni importanti, attive in Zianigo, tipo
l'AIL, l’AVIS.......sono tutte degnamente rappresentate da persone che servono il loro prossimo, ecco
perché li salutiamo e li incoraggiamo a non mollare;
ormai da diversi anni, collaboriamo con l'associazione Aiutiamoli a vivere, che si interessa a mantenere
un ponte attivo di solidarietà tra l' Italia e in questo
caso i nostri territori e la disastrata realtà di Chernobil. Il nostro impegno è comunque attento alla Parrocchia, dove già attivi sono Catechisti, ACR, Corali, Società Operaia Donne e Uomini volenterosi,
l'Associazione Arcobaleno che da anni si prodiga a
servire il paese mantenendo e creando ambienti utili
a luoghi di aggregazione. Ecco perché sostenuti dal
nostro carissimo don Ruggero ,sempre vicino, è nata
l'idea di un convegno , che si è svolto il 05 Ottobre
2014 quì a Zianigo, con il preciso scopo di riflettere
sul perchè essere persone solide e perché lavorare
per renderne altre altrettanto solide. Abbiamo cercato di portare la testimonianza su questo vastissimo
tema, con il racconto da parte dei ragazzi che hanno
vissuto il campo Nazionale R/S, e focalizzandoci in
quattro ambiti, ritenendoli i più vicini a tutti, cioè
l'associazionismo con Alberto Fantuzzo, la politica
con Bruno Pigozzo, la famiglia con Francesco e Sabina Dal Corso, la Fede con don Mario Da Ros. Attraverso altre iniziative come la mostra fotografica,
l'inaugurazione delle nuove sedi scout, ecc. aperte
tutte alla Comunità abbiamo cercato assieme ad essa
di vivere questo importante compleanno; ora guardiamo al futuro il nostro impegno sarà sempre uguale e migliore ,solo perché sappiamo che non saremo
soli.
<<<
Molte volte, in questi anni, mi sono sentito dire che
l’impegno di ogni capo scout è naturale compimento
del cammino educativo, fondato su valori di impegno e disponibilità.
E chi, da venti anni, ha svolto e ora svolge questo
servizio è davvero da ammirare!
Ognuno di noi ha una storia da raccontare. Ognuno
di noi non sarebbe quello che è se non avesse una
storia alle spalle: una serie di esperienze, di incontri,
di occasioni prese al volo o mancate, di scelte casuali, forzate o consapevoli. Ognuno di noi ha anche
delle attese, delle speranze, dei sogni, forse anche
dei precisi progetti per il futuro. Ma per vivere pienamente il presente è necessario, ogni tanto, fermarsi e riflettere per capire quanto abbiamo imparato dal
passato e per porsi qualche obiettivo nel nostro cammino verso il futuro.
Questo è quello che cerchiamo di fare adesso. Dopo
vent’anni ci fermiamo un momento per rivedere la
strada compiuta, riflettere e affrontare meglio il
cammino che ci aspetta. Ci fermiamo per fare insieme festa, perché siamo contenti e vogliamo condividere la gioia con tutta la comunità.. Vogliamo ringraziare chi ci ha preceduto e ci è stato maestro di
strada. Vogliamo salutare tutti coloro che hanno percorso un tratto di cammino insieme a noi, e anche
coloro che hanno intrapreso. altre vie di servizio.
Vogliamo ringraziare chi, ancora oggi, sceglie di
percorrere la strada dello scoutismo, chi decide di
camminare nelle semplicità e nella gioia, i capi che
nell’affrontare il loro ruolo hanno saputo trasmettere
generosamente fiducia e sicurezza. Un po’ per
metodo e un pò per fortuna, possiamo affermare di
essere veramente una comunità allargata. E' doveroso raccontarvi l'intreccio di relazioni che il gruppo
scout di Zianigo 1, è riuscito negli anni a tessere con
varie associazioni locali, realtà sociali e comunque
Giovanni
vivere con gran rispetto l'unicità altrui. Pensando a
coloro che per
primi, come ragazzi, sono
chiamati a guardarsi attorno.
buona strada
Alcuni di loro
accanto all’associazione "i Fiorellini", dedita
all'accompagnamento e alla
socializzazione
di un folto gruppo di persone
diversamente
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8 settembre—8 dicembre
Le poesie dei nostri bambini
POESIA A MARIA
A MARIA.
Vorrei scrivere una canzone
che profumi di rose
e che sia dolce come lo zucchero per
la madre di Gesù
che riscalda il mio cuore
ogni volta che, pensando a lei,
si risveglia la mia allegria
e mi aiuta a sperare
in un mondo migliore.
Vorrei che non fossero un sogno
più comunità unite dalla fede
che alzando gli occhi al cielo
raccolgano il messaggio d’amore che
Maria lancia a tutti gli uomini.
Il tuo nome è semplice, dolce e sincero,
mi riempie il cuore di gioia.
Sei luminosa come tutte le stelle del cielo e splendi
come il sole che mi da’ calore.
Sei umile perché tieni in braccio tuo Figlio Gesù ma
non lo tieni tutto per te,
ma lo offri a noi perché
la nostra fede diventi sempre più forte.
Valentino Lando
DEDICATO A MARIA
In questo giorno che
si festeggia la tua natività,
qui si è riunita tutta la comunità.
Sei la mamma che tutti vogliamo avere,
ti preghiamo ascolta le nostre preghiere.
Marta De Pieri
ALLA MADONNA
Madonnina come sei bella
con quel vestito celeste.
Il tuo viso è splendente come una stella.
I tuoi occhi dolci mi danno
felicità e tranquillità.
Ma la cosa più grande è il tuo cuore
perché ci hai donato il Bambino Gesù
che ci protegge quaggiù.
Isabella Piato
MARIA
Maria sei bella, sei un fiore,
sei una rosa, sei un angelo,
sei luce,
sei vicina come una mamma.
Riccardo Lando
Giulia
OH MARIA
Vieni nella mia casetta calda,
oh Maria,
starai bene in mia compagnia.
Benedetta Mion
O MARIA, madre mia, figlia dei cieli tu che hai portato in
vita Gesù e che hai sopportato tutte le sofferenze, prega
per me e per i nonni, gli zii e i cugini. E mi impegnerò a
pregare anch’io per te e per tutti i sofferenti dell’anima e
del corpo.
Andrea Spolaore
UNA PREGHIERA PER MARIA
Maria io ti ringrazio perché hai dato alla luce il nostro
Salvatore e perché lo hai sostenuto e hai sofferto per
Lui. Maria prega per noi peccatori che siamo inferiori a
te e al Regno dei Cieli. Amen.
E. Madruzza
LA TORRE
Dicembre 2014
Io mi chiamo Ilaria ho 7 anni.
Vicino a casa mia c’è la Madonna grande
e mi piace andare in chiesa
a pregare per lei.
Quando c’è la processione
mi piace tantissimissimo.
Le voglio bene. Ciao ciao.
Ilaria Lovo
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PER MARIA
LA MADONNA.
LA MADONNA
Maria sei la più bella che ci sia. Sei
gentile e non dici mai bugie. Grazie
a te che ci hai donato Gesù, abbiamo trovato la gioia di vivere.
La più pura e
beata fra le donne,
più preziosa di una perla
e molto più bella.
Lei ti aiuterà
se la tua preghiera
rivolta a lei sarà.
Lei non fa distinzione
di pelle di lingua o religione.
Se c’è qualcuno in difficoltà
la Madonna
col suo cuore grande lo aiuterà.
Come un fiore
che sboccia
a primavera
candida pura
vergine e sincera
ci ha donato
il suo frutto
quello più buono
il Signore
Dio nostro
Alessandra salviato.
MARIA, MARIA,
Tu sei il sorriso di casa mia,
Ogni mattina con mamma e papà,
La tua stellina mi aiuterà.
Maria ti voglio bene
Stefania Bertolini.
un grande dono.
Camilla
Camilla
LAVORI IN CORSO……….
N
el mese di ottobre-novembre sono stati ef- Vorrei ricordare che queste ristrutturazioni venfettuati lavori di manutenzione
gono eseguite con il contributo
economico dei parrocchiani e
nelle strutture parrocchiali.
con la loro disponibilità nelle
All’interno della chiesa si è proceduto
opere di volontariato. In paese ci
ad una pulizia del soffitto che per effetto
sono diverse persone che, a titodel riscaldamento a gas si era annerito
lo personale o in gruppo, svolper il difficile smaltimento dei fumi e
gono vari servizi a beneficio di
della condensa. La chiesa così è tornata
tutti, per esempio le pulizie settiad essere più linda e luminosa. È necesmanali
in
chiesa,
il servizio di apertura e chiususario perciò, prima o poi, provvedere ad un altro
ra della chiesa, celebrazioni liturgiche domenicasistema di riscaldamento per non ritrovarci fra
qualche anno nelle medesime condizioni. A me- li e settimanali, il servizio del canto, il servizio
no che i parrocchiani non siano contenti di sop- settimanale come catechiste e animatori AC e
scout, il NOI, il servizio di manutenzione del
portare anche un po’ di freddo quell’“ora” che
parco e affini, la cura dell’oratorio e della canofrequentano la chiesa!!!
nica, il servizio a favore dello sport (l’USZ che
È stata fatta pure una ricognizione aerea su tutte ha in comodato d’uso il campo sportivo della
le coperture della chiesa e del campanile!
parrocchia e i ciclisti amatori ecc.), e tante altre
Come avete potuto vedere a lato est della cano- opere a seconda delle necessità non ultimo il
nica è stato ripassato il tetto dell’edificio che la grande lavoro per allestire la festa patronale e
così via.
parrocchia, dopo lungo travaglio, è riuscita a
riacquistare. La parte al piano superiore verrà
Questi gruppi hanno le loro caratteristiche speciadibita, dopo i lavori necessari, a sede del grup- fiche, alcune nettamente ecclesiali, altre più di
po del reparto scout; la parte al piano terra al
carattere paesano. È ovvio che talora è difficile
gruppo scout dei lupetti. L’edificio è stato poi
la convivenza fra persone e gruppi, ma è altretridipinto.
tanto ovvio che è “cosa buona e giusta” impeIn programma restano alcuni lavori che urge af- gnarsi come collaboratori per il bene comune
frontare se vogliamo garantire l’efficienza e l’ac- evitando i protagonismi e gli individualismi che
coglienza, in modo particolare l’oratorio parroc- possono emergere.
chiale nei piani superiori e nella copertura, e così
Don Ruggero
pure il tetto della palestra.
LA TORRE
Dicembre 2014
14
Zianigo: concerti d’organo
ZIANIGO 4 CONCERTI CON L'ORGANO RESTAURATO
La parrocchia di Zianigo vuole ricordare con questa
rassegna la grande figura di Pio X° nel centenario
della sua morte. da Parroco di Salzano veniva volentieri a tenere le omelie del Quaresimale a Zianigo a motivo dell'antico legame che univa le due
Parrocchie confinanti, quasi un "preludio" spontaneo delle Collaborazioni Pastorali.
L'organo di Zianigo restaurato recentemente ad opera della ditta Michelotto e G. Haradetsky, con
l'approvazione e i suggerimenti della Sovraintendenza di Venezia e della Commissione Diocesana per
gli organi della Diocesi di Treviso, si compone di
32 registri compreso quello delle campane e di 1500
canne. invitiamo tutti gli appassionati a partecipare a questa rassegna che ci aiuterà pure ad entrare nella spiritualità
dell'Avvento e Natale.
Il programma si apre nella chiesa parrocchiale di Zianigo
⇒
sabato 29 novembre alle ore 20,45: organista Giovanni Campello con la soprana Sonia Battilana;
⇒
sabato 6 dicembre ore 20,45: organista Sandro Carnelos;
⇒
sabato 13 dicembre ore 20,45: organista Angelo Bortolozzo e Scola Cantorum
"S. Cecilia" Zianigo;
⇒
venerdì
Società
diretto
diretto
26 dicembre, festa di S.Stefano, alle ore 16,00: organizzato dalla
Operaia "San Giuseppe" concerto del coro "S.Marco" di Camposanpiero
da Basso Andrea e del coro "Giovanni Cabrielli" Ist. Cmpr.vo Mirano
da Franco Zanetta.
L'ingresso a tutti i quattro concerti è libero.
Villaregia di Porto Viro, 9-7-’14
COMUNITA’ MISSIONARIA DI VILLAREGIA
Carissimi don Ruggero e parrocchiani tutti,
Vi ringraziamo di cuore per l’amore concreto che avete espresso verso i fratelli poveri
di Maputo (Mozambico) tra i quali P. Fiorenzo Biasibetti sta offrendo il suo servizio come sacerdote missionario. Abbiamo già provveduto a far pervenire il vostro dono a P. Fiorenzo. Il
grazie che vi inviamo è anche a nome suo e di tutta la comunità di Maputo.
Vi assicuriamo il nostro ricordo nella preghiera e chiediamo anche a voi di continuare a
ricordare la missione e i missionari nella vostra preghiera. A tutti il nostro cordiale e fraterno
saluto.
Per l C.M.V. Oriana Santi.
LA TORRE
Dicembre 2014
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UN "LIBRO PER GESÚ"
É DIVENTATO UNA BIBLIOTECA
Carissimi amici di Zianigo,
domenica 9 novembre abbiamo inaugurato la biblioteca con il frutto
della vostra condivisione vissuta nella quaresima scorsa. Un "libro
per Gesù" aveva lo scopo di offrire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di avere dei libri per studiare. La forma migliore per aiutare il
maggior numero di studenti é stato allestire una biblioteca contenente
tutti i libri sia delle scuole elementari che delle classi superiori. La
maggior parte dei ragazzi va a scuola senza libri. Quelli delle elementari dovrebbero essere forniti
gratuitamente dallo stato, ma pochi li ricevono, mentre per le superiori costano troppo e tutti studiano solo sugli appunti o con l'aiuto di fotocopie. Il livello di preparazione scolastica rimane
quindi molto basso, e solo chi ha una famiglia benestante può proseguire con successo nella carriera. La biblioteca allestita con il vostro contributo permetterà a centinaia di ragazzi di formarsi
culturalmente e quindi di essere una vera speranza per la propria famiglia e per il futuro del proprio Paese.
Oltre ai libri scolastici, ai dizionari, all'atlante, abbiamo offerto la possibilità di leggere libri per la
formazione umana e religiosa, si organizzeranno dibattiti e proietteremo films. I bambini avranno
la possibilità di accedere a giochi istruttivi con la presenza di educatori che si prenderanno cura di
loro.
Alla cerimonia di apertura erano presenti anche le autorità del luogo e molti hanno ringraziato per
questa grande opportunità di sviluppo. Abbiamo offerto una fetta di torta per tutti i presenti e la
parrocchia di Zianigo è stata ricordata in modo speciale. Vi ringraziamo con tutto il cuore per il
vostro amore che è arrivato fino a qui e che darà molti frutti. Che Dio vi benedica e in questo Santo Natale visiti ciascuna delle vostre famiglie con la sua gioia e la sua pace.
Un caro saluto, Padre Fiorenzo Biasibetti
Un angolo della nuova biblioteca che accoglie i bambini e i ragazzi nel doposcuola.
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LA TORRE
Dicembre 2014
Alla nostra cara zia
Quando vide la figlia al fianco della Madre Superiora, chiudere la
porta di casa, il nonno pensò a quanto caparbia fosse. Era riuscita a
disarmarlo con la sua sicurezza, il suo silenzio, il suo sorriso, ed ora
stava partendo per Verona ad iniziare il suo noviziato nella Casa delle
Sorelle della Misericordia.
Arricciandosi i baffi pensò che mai si sarebbe aspettato che gli ideali
di Palmira Augusta fossero talmente forti da venire prima della sua famiglia d’origine. Si rese
conto che l’artefice della scelta della figlia era stato proprio lui. Pensò a quando accompagnava i
figli alla Messa per ringraziare il Signore di quello che quotidianamente gli veniva offerto. Rivedeva il volto della piccola Palmira luminoso e sereno sotto al suo tabarro, di mattina presto quando era ancora buio, lungo il tragitto per la chiesa. Pioggia, vento, neve, non era importante. La
cosa più importante era l’incontro con il Signore.
Ripensava anche ad una brutta esperienza avuta all’ospedale, quando delle Suore , che tanto stimava visto l’abito che portavano, non si erano comportate molto bene con lui. Questo episodio lo
aveva portato a riflettere e a concludere, che se qualcuno non fa con passione il proprio lavoro
non è in grado di trasmettere alcun valore alle persone che gli sono accanto.
Quando fu professata, Palmira Augusta divenne Suor Pia Veronica. Gli sarebbe piaciuto svolgere
la sua missione in Africa o in America Latina, ma il nonno non glielo permise. “Il suo dovere lo
può esercitare anche qui” disse alla Madre Generale. Così iniziò il suo percorso di formazione.
Dapprima in un ospedale psichiatrico, dove un tempo, le persone venivano rinchiuse perché considerate “matte” cioè pericolose per se stesse e per gli altri. Una volta, avere in casa una persona
con disabilità fisica o psichica, significava “vergogna” e perciò doveva essere rinchiusa o nascosta agli occhi degli altri.
Ricordo, da piccola, quando andavo a fare visita alla zia a Verona, entravo in un posto grande
come un paese, vedevo persone che erano sdraiate, sedute, che camminavano avanti e indietro
senza sosta per la strada, alcuni si arrampicavano sull’auto chiedendo l’elemosina o un sigaretta.
Pensavo che queste persone fossero strane ed invece mi rendevo conto che anch’esse avevano un
cuore come noi ed erano bisognose di amore ed affetto. A loro Suor Pia Veronica ha dedicato
tutto quell’amore e quell’affetto di cui avevano bisogno. Lo aveva promesso davanti al Signore.
Poi venne chiamata a servizio in una Casa di Cura per depressioni, etilismo, anoressia, bulimia e
droga. Quante persone bussavano e si presentavano davanti ai suoi occhi: giovani drogati, madri
in crisi, padri soli. Tutte persone che avevano molte cose a disposizione e pochi affetti veri. Da
questa sua esperienza aveva capito che i giovani vanno aiutati, ascoltati incoraggiati ed affidati a
Maria con la preghiera.
Arrivò quindi la terza età, i primi acciacchi, il tempo del riposo, della riflessione su ciò che si è
fatto e non, durante una vita di lavoro. Il tempo in cui una persona riflette sulla propria interiorità,
assapora gli affetti, si sente ricordata dai propri cari, vede le nuove generazioni continuare la missione per cui si è lottato. Erano valori fondamentali che l’avevano portata a lasciare la sua famiglia d’origine per formarne un’altra al cospetto di Dio.
E poi pian piano arriva il tempo di lasciare la vita terrena, di lasciare in dote un bene profondo da
trasmettere ad altre persone, ed è questo il compito che la zia ci ha affidato. Le sue lezioni di vita
non sono state rese pubbliche con comizi o discorsi. Ci ha lasciato un esempio di grande umiltà,
di dedizione silenziosa agli altri nel rispetto della libertà e condizione sociale.
Ringraziamo tutti coloro che l’hanno conosciuta e ricordata nella preghiera. Un grazie a Don
Ruggero che, a Verona, ha concelebrato il suo passaggio alla casa del Signore, alla Madre Superiora e Suor Fidelina che ci hanno consolato accompagnato ed aiutato ad affrontare il passaggio
della perdita della zia. Ma soprattutto vogliamo ricordarla bella, sorridente, pacifica e umile.
Ciao zia.
I tuoi familiari
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LA TORRE
Dicembre 2014
Caro don Ruggero.
Con tutti gli altri che pregano e con la nostra santa Madre del Cielo ci sono
anch’io:
Suor Adelarda Lugato.
Auguri infiniti di bene e grazie per quanto si spende per condurre tutti a Gesù Risorto.
E noi ringraziamo suor Adelarda per il suo pensiero costante e per gli auguri, sia per la Pasqua che per il Santo Natale, che non manca mai di farci pervenire.
Il prete degli spaghetti
John Romaniello, italo-americano nella Hong Kong degli anni ’50, per
sfamare i poveri mise a punto una geniale invenzione.
J
ohn (Giovanni) Romaniello nacque
ad Avigliana, vicino a Torino, l'11
settembre 1900. La sua famiglia emigrò
negli Stati Uniti quando lui aveva solo
cinque anni e si stabilì a New Rochelle,
nello Stato di New York. Fu ordinato
prete nel 1928 e decise di diventare
missionario. Fu inizialmente assegnato
alla provincia di Guiling, in Cina, dove operò
dal 1935 e fino al 1951, quando fu costretto a
lasciare il Paese dopo essere scampato alla
morte durante la guerra. Infatti quando Mao
Tse-thung conquistò il potere in Cina, imponendo il regime comunista, scacciò tutti i missionari stranieri. Nel 1956 fu assegnato a Hong
Kong per coordinare il Catholic Relief Service,
occupandosi della distribuzione ai poveri e ai
rifugiati di farina di mais, riso e latte in polvere. Ma le persone che ricevevano questi aiuti
non avevano i mezzi per cuocerli e spesso la
farina andava a male.
loro piccole stufe era più
facile cucinare gli spaghetti di riso, i quali, come il
prete aveva notato, avevano una maggiore resistenza
all'umidità. Fu così che
usando un vecchio motore
di aereo inventò una macchina che impastava e produceva spaghetti
istantanei. Il successo fu immediato. Romaniello diede vita a diverse fabbriche di pasta, alcune delle quali sono ancora in attività oggi in
Hong Kong. Nel frattempo l'idea fu esportata in
Vietnam e Corea. Quella che oggi è un'industria multi-miliardaria venne iniziata da un prete italiano per salvare la vita di innumerevoli
bambini e adulti. Romaniello divenne noto con
il titolo di "the noodle priest", "il prete degli
spaghetti", cosa di cui fu molto orgoglioso. Ottenne vari riconoscimenti internazionali e una
certa notorietà, che egli utilizzò per promuoveRomaniello vide un giorno una giovane ragazza re l'attività missionaria in tutto il mondo. Il prete italiano, naturalizzato negli Usa, rimase fedescambiare un sacchetto di farina con alcuni
le alla sua vocazione missionaria nell'istituto
pacchetti di spaghetti di riso. Gli spaghetti di
riso sono un cibo di cui molti cinesi si nutrono Mary Knoll fino alla sua morte, avvenuta a
Hong Kong nel 1985.
giornalmente. La ragazza gli disse che sulle
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LA TORRE
Dicembre 2014
Il Papa: «Basta violenza contro i cristiani»
(dall’udienza del papa del 12 novembre)
Significativo l'appello lanciato dal Pontefice al termine dell'udienza: con "grande trepidazione" il Papa segue "le drammatiche vicende dei cristiani che in varie parti del mondo sono perseguitati e uccisi a motivo del loro credo religioso. Sento il bisogno di esprimere la mia profonda vicinanza spirituale alle comunità cristiane duramente colpite da un'assurda violenza
che non accenna a fermarsi, mentre incoraggio i pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi
nella speranza. Ancora una volta, rivolgo un accorato appello a quanti hanno responsabilità
politiche a livello locale e internazionale, come pure a tutte le persone di buona volontà, affinché si intraprenda una vasta mobilitazione di coscienze in favore dei cristiani perseguitati. Essi hanno il diritto di ritrovare nei propri paesi sicurezza e serenità, professando liberamente la
nostra fede. E adesso - ha concluso Papa Francesco rivolgendosi ai fedeli - per tutti i cristiani
perseguitati perché cristiani, vi invito a pregare il Padre nostro".
AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE:
ne le forze dell’ordine hanSUDAN:
La Chiesa è preoccupata per la no desistito. I cristiani erano stati avvisati
che la croce sarebbe stata rimossa, da alsituazione dei cristiani
La situazione dei cristiani in Sudan è
“molto preoccupante” dice il Vescovo della diocesi del sud di Tambura-Yambio.
Sebbene la Costituzione garantisca pari
diritti a tutti i sudanesi, senza alcuna distinzione di credo, i cristiani sono considerati e trattati come cittadini di seconda
classe. “I membri del clero non possono
ottenere il passaporto e quando lasciano
il Paese non sanno mai se potranno farvi
ritorno. Molti sacerdoti - racconta ancora
il Vescovo - sono stati espulsi e i vescovi
stessi sono costretti al silenzio, perché
non possono esprimere liberamente le
proprie opinioni.”
lora hanno fatto a turno, giorno e notte, a
guardia dell’edificio. Nel 2006 la chiesa
aveva ricevuto l’approvazione delle autorità. Oggi ufficialmente le autorità mirano a correggere costruzioni erette fuori
del piano urbanistico, in realtà la campagna viene utilizzata per distruggere in larga scala le chiese cristiane, troppo diffuse
nella provincia.
TURCHIA:
Corano e arabo obbligatori
Entra in vigore da questo anno scolastico
la riforma che estende a tutte le scuole, di
ogni ordine e grado, l’insegnamento della
religione islamica. Il passo successivo
prevede l’insegnamento della lingua araCINA:
ba, come seconda lingua, per far com200 cristiani difendono la
prendere meglio il Corano agli studenti.
croce della loro chiesa
Coloro che non vogliono frequentare le
Circa 200 cristiani di un villaggio vicino a scuole pubbliche per evitare l’istruzione e
Wenzhou hanno lottato ore contro la po- l’educazione religiosa, dovranno andare
lizia che voleva togliere la croce dal tetto in quelle private che, a causa delle elevate
della chiesa; alcuni sono stati picchiati
rate annuali, sono privilegio dei benecon pugni , calci e manganelli, ma alla fi stanti.
LA TORRE
Dicembre 2014
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Veneziani tricolori:
PER LAMON DECIMO TITOLO.
La conquista di 3 titoli italiani, nel finale di stagione, non era mai capitata ai corridori veneziani che dai campionati “Open” della pista, svoltisi a
Montichiari (Brescia), sono usciti a testa alta.
Alle 3 maglie tricolori vanno aggiunte anche 1 argento e 1 bronzo.
Mattatore dei Campionati è stato il miranese di Zianigo Francesco Lamon che con le maglie tricolori ha un rapporto speciale. A dimostrarlo i
10 titoli conquistati in carriera.
Lamon, che difende i colori della Colpack, è tornato a casa con i titoli
della Corsa a punti e, con la collaborazione del compagno Simone Consonni, quella del Madison. Successi che ancora una volta hanno riportato
alla ribalta la bontà della scuola dell’UC Mirano.
“Sono contentissimo - ha detto il 20enne pistard - e sinceramente
da questi tricolori non mi attendevo una doppietta senza considerare che per poco non è arrivato il tris nell’inseguimento a squadre dove ci siamo piazzati secondi. Aver vinto l’americana con
Consonni è stata la proverbiale ciliegina sulla torta. I successi li
dedico alla squadra, al presidente, alla famiglia e a chi sin da giovanissimo ha sempre creduto in me.”
Il “Talian” dei veneti ora è lingua ufficiale in Brasile!
Dal 18 novembre lo stato brasiliano riconoscerà come seconda lingua ufficiale
dello Stato questa originale mescolanza di dialetto veneto e portoghese.
Un grande riconoscimento per milioni di emigranti.
D
al 18 novembre lo stato brasiliano riconoscerà il “Talian” come la seconda lingua ufficiale. Si tratta di una suggestiva mistura dialetti
veneti con qualche termine portoghese, che è
parlato da milioni di persone. C’è tutta una letteratura al proposito, una “partita vinta“ ingaggiata dalle federazioni Italo Brasiliane e da
quell’esimio scrittore e studioso di italianistica
che è stato padre Rovilio Costa. Anche noi li
abbiamo sentiti esprimersi con questo gergo
singolare e simpaticissimo. Una lingua dal dolce sapore nostrano che, sorprendentemente, abbiamo udito scandire anche dall’altare di qualche santa messa Il preannuncio era stato dato
nell'ambito della Consulta dei Veneti nel Mondo che si era tenuta a settembre in Palazzo Balbi a Venezia, da parte di alcuni componenti
LA TORRE
Dicembre 2013
(brasiliani) della stessa. Ora c’è anche l’ufficialità. Martedì 18 novembre nella città di Foz de
Iguazu, il ministro federale della cultura del
Brasile Marta Suplicy, riconoscerà ufficialmente il taliàn (o veneto-brasiliano) come
“Patrimonio Culturale Immateriale del Brasile”;
il taliàn sarà la prima lingua minoritaria brasiliana a cui verrà dato questo riconoscimento. La
procedura per il riconoscimento era partita dal
Comune di Serafina Correa, ove il consigliere
Paulo Massolini, aveva fatto approvare il 13
novembre 2009, una legge comunale nella quale il “talian” viene dichiarato lingua “co-oficial”
del comune; a Serafina Correa (Rio Grande do
Sul) fin dal 18 luglio 1988 il talian è lingua ufficiale nella fiera che si tiene nell’ultima settimana di luglio.
20
Tartarughe o lepri?
P
per ingurgitare di tutto. Risultato: persone in
sovrappeso, oppure obese, con annessi disturbi.
Anche il "tempo libero", viene regolato e scandito dalla "industria del divertimento", che provvede a creare i nostri, quanto autentici, bisogni o
desideri, indirizzandoci verso questa o quella
meta. Insomma, persino il periodo delle ferie,
che dovrebbe consacrare qualche giorno al riposo, all'ozio, si tramuta in una corsa con tabelle
di marcia da rispettare al secondo. Ma sta a noi
decidere sino a che punto diventare complici di
questo sistema, ricordando che si può andare in
vacanza anche e soprattutto con la mente. Il rilassamento, una certa serenità, possono essere
raggiunti pur senza necessariamente spostarsi da
casa, , imparando a dire qualche volta di no,
cominciando a sfoltire le numerosissime piccole, grandi regole che imponiamo a noi stessi, nel
tentativo di apparire in forma, efficienti ed organizzati e che servono a creare una specie di protezione contro la paura di sbagliare, di venire
giudicati, di fare brutta figura, ma in primo luogo, servono a riempire quel vuoto (esistenziale?)
che molti temono oltremodo. Questa selva di
autoimposizioni, finisce per ingabbiarci entro
rigidi schemi comportamentali e di pensiero,
che alla fine producono stress, umore instabile,
disturbi del sonno. I tentativi di riequilibrare
questi scompensi, conducono talvolta ad abusare di calmanti e stimolanti, finendo per rimbalzare dagli uni, agli altri. Ecco alcune contromisure: non sovraccaricarsi di impegni, provare a
togliersi l'orologio, spegnere il cellulare e non
controllare la posta elettronica ogni dieci secondi. Nei primi momenti, è garantita una "crisi di
astinenza", poi ognuno giudicherà da sé. Altro
buon antidoto, è riprendere certe "vecchie" abitudini, quali fare una passeggiata, da soli, o in
compagnia. Ancora, invece di trascorrere ore
davanti alla tv, scandagliando decine di canali,
perché non regalarci una intera serata, dedicata
a leggere un libro, il giornale, ascoltare musica,
o "semplicemente" rimanendo in silenzio, lasciando fluire i propri pensieri e ricordi?
resto, presto, non c'è un attimo da perdere!
Il tempo non basta mai per fare tutto ciò che
vorremmo. Si crea l'illusione di guadagnare o
risparmiare qualche istante facendo più cose
contemporaneamente, come parlare al cellulare,
scrivere al computer e guardare la tv, o con
maggior rischio, guidare telefonando o scambiando sms. Da tutti questi comportamenti, scaturiscono spesso maleducazione e condotte che
mettono a repentaglio l'integrità fisica delle persone, senza contare che alla fine, queste attività,
vengono svolte male. Quale senso ha correre per
arrivare prima degli altri? Ma perché? E' sempre
stato così? Abbiamo mai riflettuto circa le motivazioni che inducono ad una vita sempre sulla
"corsia di sorpasso"? Siamo sicuri che la direzione verso cui andiamo, sia quella giusta? C'è
solo questa da seguire? Molti individui, danno
per scontati e acquisiti "valori", per loro indiscutibili, quali espansione, crescita, velocità, nella
certezza che conducano direttamente alla felicità, al benessere perpetuo. Rapidità, è sempre la
ricetta giusta? Magari si finisce per scoprire che
rallentare, o fermarsi, ogni tanto, riflettere, osservare, meditare, può mostrarci aspetti, della
realtà e di noi stessi, trascurati o ignorati, perché
troppo presi dal rincorrere sempre qualcosa,
qualcuno. In questi casi, velocità fa rima con
superficialità. Ma criticarla o respingerla sempre, sarebbe errato, come ricorrervi indiscriminatamente. Basti considerare quanto sia importante negli interventi legati alla sicurezza ed incolumità delle persone, dove proprio dalla tempestività delle operazioni, può dipendere la vita
stessa. Quindi, saper discernere con misura e
senso dell'opportunità quando applicarla o no,
sembrerebbe la soluzione, ma non è sempre così. La frenesia di bruciare i tempi, non riguarda
solo chi è a caccia di potere e denaro: si rintraccia anche nel rapporto con la malattia. Abbiamo
fretta persino quando siamo costretti a letto, preda di qualche malanno: bisogna guarire rapidamente. Non ci si vuole rendere conto che attraverso quello stato morboso, il corpo comunica
di "staccare", di prendere una pausa. C'è premu- dr. Giuliano Seno
ra anche nel nutrirsi. Manca il tempo e si finisce
LA TORRE
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A PROPOSITO DI
medicina: 1
LA MEDICINA DEI SEMPLICI
OVVERO COME SI USANO
Erbe officinali, piante, fiori e frutti.
Monastero della Certosa di Pavia
FAGIOLO
Il fagiolo è una pianta rampicante, con foglie
sparse e fiori in grappoli ascellari; originaria
dell’America tropicale, fu introdotto in Europa
nel XVI secolo. I legumi sono pendenti, lunghi
10-20 cm, con semi di grandezza e colore variabili. La pianta sia nana che rampicante viene coltivata sia per i semi sia per i fagiolini.
In fitoterapia vengono usate solo le bucce: diuretiche e ipoglicemizzanti, sono impiegate
contro le malattie renali e cardiache, i reumatismi, la gotta, l’arteriosclerosi iniziale, l’ipercolesterolemia e l’ipertensione. L’acqua di cottura dei fagiolini si può assumere come bevanda
ricostituente nella misura di tre bicchieri al
giorno. I semi tostati sono un ottimo surrogato
del caffè.
COME SI USA:
Decotto: bollire per qualche minuto una
manciata di baccelli freschi in un litro
d’acqua. Lasciare riposare un quarto d’ora e berne tre bicchieri al giorno.
Polvere: ridurre una manciata di baccelli
in polvere finissima. Prenderne una cucchiaio misto a miele o marmellata.
Tintura vinosa: mettere due manciate di
baccelli essiccati in un litro di vino, lasciare a macero per 10 giorni e berne tre
bicchieri al dì dopo i pasti principali.
Torta di fagioli
La Torta di fagioli viene realizzata passando al setaccio i fagioli, ammorbidendo l'uve a, montando
a neve i tuorli con lo zucchero ai quali verranno aggiun tu gli ingredien , versando il tu o in una
tor era cosparsa di pangra ato e cuocendo per 40 minu . Serviremo la torta fredda spolverizzata
di zucchero a velo.
Ingredienti
300 g Fagioli bianchi co
1 bicchierino Amare o
40 g Pangra ato
3 Uova
50 g Uve a
20 g Burro
150 g Zucchero
1 bus na Lievito per dolci
30 g Zucchero a velo
Passate al setaccio i fagioli e versateli in una ciotola. Me ete a bagno l'uve a in acqua epida per 15 minu e lasciatela ammorbidire, poi scolatela e asciugatela.
Montate 3 tuorli con lo zucchero, u lizzando se possibile uno sba tore ele rico,
fino a quando avrete una crema gonfia e lo zucchero sarà perfe amente sciolto.
Unitevi l'uve a, il liquore, il lievito e il passato di fagioli. Unite delicatamente al
composto gli albumi monta a neve compa a; se risultasse troppo liquido, aggiungete anche il pangra ato. Imburrate e cospargete di pangra ato una tor era del
diametro di 24 cm, versatevi il composto e fate cuocere in forno preriscaldato a 180
°C per 40 minu . Lasciate raffreddare la torta e spolverizzatela di zucchero a velo.
LA TORRE
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22
A PROPOSITO DI
arte: 2
L’ARTE APPESA AL MURO
La pi ura murale nasce da movimen di protesta, come libere espressioni crea ve della popolazione contro il potere, hanno assunto sempre più nel tempo valore este co, pur, nei migliori casi, conservando anche valore sociale. Spesso oggi evidenziano l'iden tà del luogo e
divengono anche richiamo di Turismo Culturale.
N
on un muro qualunque ma quello che gli
israeliani definiscono «barriera di separazione», ma per i palestinesi è il «muro della vergogna».
Quando fu costruito, nel 2002, i palestinesi rimasero scioccati da questo confine di cemento, alto
8 metri e lungo più di 700
chilometri, che lacerava
la loro quotidianità. Alle
manifestazioni e a impotenti bottiglie molotov
seguirono i graffiti e i
murales della rivolta. Poi
gli slogan di indignazione
hanno lasciato il posto
all’arte. Esempi di arte di
strada sono così spuntati
su entrambi i lati di questa barriera tanto controversa. Al punto che alcuni tratti di muro, come nei dintorni di Betlemme,
sono noti a livello mondiale e riconosciuti dalla
stessa comunità artistica.
È proprio questa porzione di muro ad aver suscitato l’interesse dei due giovani francesi. Il primo, Laurent Davin, ha 26 anni ed è archeologo
preistorico; dal 2010 si reca in Israele ogni anno
nel quadro delle sue ricerche. Ma è stata la sua
passione per la fotografia ad avergli suggerito un
progetto dedicato al muro. Non aveva mai trovato tempo né basi per realizzarlo. Finché non ha
incontrato Clémence Lehec, 22 anni, studente di
geografia. È stata a Gerusalemme per la prima
volta nel marzo del 2013 per scrivere una tesi sul
rapporto tra l’arte e le frontiere, consacrando
ampio spazio agli esempi di arte di strada sul
muro di Betlemme. I due studenti hanno condiviso idee e conoscenze, con lo scopo di realizzare un progetto concreto: preparare una serie di
scatti e mettere online 1.525 m di muro, un’immensa tela di espressività in evoluzione.
LA TORRE
Dicembre 2014
Clémence e Laurent non vogliono inserirsi nel
dibattito sui rapporti tra israeliani e palestinesi.
Loro vogliono «allargare la visibilità del muro
nel tempo e nello spazio». In altre parole, fornire
da una parte una visione precisa delle opere presenti sul muro a coloro che non vi hanno fisicamente accesso - per
esempio, gli israeliani
che non possono recarsi
a Betlemme.
Ma perché scegliere la
porzione di muro che
cinge l’area di Betlemme? A Betlemme il
muro è sicuramente più
rappresentativo di questa resistenza artistica
contro tutte le barriere
e i blocchi imposti dallo Stato di Israele.
Su questo muro ha assunto un rilievo del tutto
inusuale lo slogan Make hummus not walls
(«Fate lo hummus – specialità gastronomica palestinese – non muri»), chiaro riferimento alla
frase Make love not war («Fate l’amore, non fate
la guerra») degli anni della guerra in Vietnam.
Chiunque può scrivere qualunque cosa sul muro,
sotto gli occhi dei militari israeliani… realizzare
affreschi senza che nessuna intervenga. È uno
spazio di espressione limitato e facilmente controllabile. Così il muro è diventato un’attrazione
turistica e un monumento da visitare.
Sono passati 25 anni dalla caduta del “muro di
Berlino” una vergogna per la nostra Europa. Oggi sarebbe bello che “la barriera di separazione”
venisse fatta a pezzi e domani ricordare … semplicemente ammirando pezzi di muro sparsi nel
mondo che parlano d’arte e di dolore.
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Dal Verbale n° 135
Mercoledì 22 ottobre 2014, alle ore 20.30, si è riunito in oratorio il CPP Gli argomenti all’O.d.G. sono:
Collaborazioni pastorali in vista della visita pastorale del nostro Vescovo e
dell’istituzione delle Collaborazioni stesse;
Scheda “E” del libretto “Crescere insieme verso Cristo”, facciamo la nostra
riflessione sulle domande e portiamo in Consiglio il nostro sentire, lo condivideremo;
Calendario liturgico pastorale.
Apriamo l’incontro con la preghiera.
1 – Collaborazioni Pastorali: Il 28 settembre 2014 è stato per le nostre 7 Parrocchie la domenica d’apertura dell’anno pastorale. Negli incontri che abbiamo avuto in e per tale occasione abbiamo individuato i referenti parrocchiali dei vari ambiti, che operano per avviare la Collaborazione e che proseguiranno in tal senso in spirito di comunione.
I referenti formeranno le commissioni che si incontreranno per la prima volta lunedì 27 ottobre 2014
alle ore 20,30 in oratorio nella parrocchia di Scaltenigo. Porteranno la riflessione maturata in seno
alla propria parrocchia e relativa all'ambito che rappresentano in seno alla Collaborazione pastorale del
Miranese. Insieme, guidati dai coordinatori, elaboreranno una relazione/sintesi unitaria nella quale però
si dovranno riconoscere tutte le 7 Parrocchie.
A guidare le 4 Commissioni saranno: don Egidio Baldassa e don Ruggero Gallo per l'ambito Carità,
don Marino Zaratin per l'ambito Catechesi, don Flavio Schiavon per l'ambito Pastorale giovanile e
don Lino Regazzo per l'ambito Pastorale famigliare e degli adulti.
I sacerdoti/guide delle commissioni porteranno quanto elaborato al Consiglio della Collaborazione,
nell'incontro di lunedì 10 novembre 2014 alle ore 20,30 a Campocroce.
2 – Scheda “E”
LA SITUAZIONE: La pastorale è guidata dal parroco e dai consiglieri del C.P.P., che accoglie al
suo interno tutti i gruppi ecclesiali e di volontariato parrocchiali. Il C.P.P. si riunisce periodicamente
per programmare il calendario liturgico/pastorale, per momenti di formazione e programmazione
nei tempi forti liturgici, per riflettere sulle proposte che ci provengono dalla Diocesi (schede, lettere
del Vescovo ecc.)
IL CAMMINO COMPIUTO: Abbiamo riflettuto sui cambiamenti sociali e culturali. In tal senso
ci hanno aiutato appunto le tracce proposte dalla Diocesi, importanti perché sono state occasioni per
giungere ad un discernimento uniti alle altre Chiese della nostra diocesi, e così pure è stato per i
momenti di preghiera.
LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI E I NOSTRI DESIDERI: La famiglia è il nucleo fondamentale della vita delle persone e della comunità, ma in questi tempi soffre e vacilla anche per futili motivi, inoltre la crisi economica non aiuta. Viviamo in un contesto sociale dove la fede viene vissuta
marginalmente, e si ritiene che la propria fede possa essere giustificata e mantenuta tale solo perché
si partecipa saltuariamente ai sacramenti. Molti genitori sono coinvolti quando i figli frequentano il
catechismo dell’iniziazione cristiana, ma dopo la Cresima tutto finisce. Ogni cristiano ha le sue fragilità umane ma anche l’occasione per cogliere quelle opportunità di crescita che vengono proposte
in ogni parrocchia. La frequenza alle liturgie, l’accostarsi ai Sacramenti con frequenza alimenta in
noi la Grazia che ci sostiene e ci aiuta a testimoniare la nostra fede con coerenza, è questo il sostegno più importante per noi operatori di pastorale per essere vere membra del Corpo di Cristo.
LA TORRE
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La nostra parrocchia la possiamo definire viva per le molte attività promosse dai gruppi ecclesiali e di volontariato, sentiamo però il bisogno di momenti formativi e di preghiera che ci aiutino a consolidare il nostro impegno. Vorremmo riuscire a coinvolgere il più possibile le nuove famiglie.
Come vediamo il futuro delle nostre comunità cristiane? Come quello che vivevano le prime comunità
cristiane, cioè piccoli nuclei di fedeli in Cristo che testimoniano la loro fede con serietà, impegno, responsabilità, sacrificio e coerenza all’interno di un mondo che cerca esclusivamente la soluzione della propria esistenza nel piacere e nel divertimento. Anche in tale contesto dovremmo essere sale e luce per accogliere le sofferenze e le richieste di aiuto di chi prima o poi invoca Dio per un aiuto.
Il futuro della nostra comunità vorremmo fosse improntato in una collaborazione, tra clero e laici, di sentita
corresponsabilità, basata sulla gratuità. Soprattutto vorremmo che ogni parrocchia torni ad avere il proprio
sacerdote, non per isolarsi, ma per favorire una pastorale a 360°, maggiormente per quanti si dichiarano indifferenti ad una vita di fede. In questo sogno si evidenzia il bisogno di una pastorale vocazionale più attiva in
parrocchia e nei vari ambiti diocesani, che interpelli giovani e genitori nello scoprire che seguire Cristo non è
“perdere la propria vita” ma donarsi e donare – come Maria – il proprio Figlio per la salvezza degli uomini.
LA COLLABORAZIONE PASTORALE: Da qualche anno abbiamo iniziato il cammino prima conoscitivo
e poi di collaborazione tra le nostre 7 Chiese del Miranese. Viviamo nello stesso territorio e abbiano quindi
situazioni abbastanza simili ma abbiamo anche diversità da comprendere, situazioni da superare. Riteniamo
comunque tutto questo sia normale e le difficoltà sicuramente ci insegneranno a costruire il nostro cammino
insieme, come pure le differenze potranno essere un arricchimento, l’importante sarà aprirsi all’altro scevri da
giudizi.
LA PASTORALE NELLA COLLABORAZIONE: Abbiamo scelto come priorità la pastorale dei giovani.
È stato il primo impegno nella nostra pastorale unitaria per gettare le basi di una collaborazione fra animatori
di A.C. , scout e altri gruppi che riuniscono i giovani. Si tratta di mettere insieme le nostre ricchezze e sostenerci nelle nostre povertà aiutandoci, facendo esperienze insieme per il bene dei nostri ragazzi che sono il futuro delle nostre parrocchie.
Altro percorso formativo è la formazione post Battesimo rivolta alle coppie che hanno già battezzato i propri
figli ancora così piccoli per il catechismo dell’iniziazione ai sacramenti. È ancora una proposta da curare soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento delle coppie di genitori in quanto i partecipanti sono un numero ristretto.
LITURGIA: Momenti in comune ci sono stati nell’Adorazione Eucaristica, con le confessioni nei tempi forti
liturgici; ognuno nella propria parrocchia ma nello stesso giorno, abbiamo avviato l’anno pastorale e ufficialmente la riflessione che oggi riportiamo, così pure il ricordare i Battesimi dello scorso anno invitando i genitori con i bambini il giorno del Battesimo di nostro Signore Gesù.
Sostanzialmente i fedeli celebrano l’Eucaristia nella propria parrocchia (fanno eccezione esequie, matrimoni
ecc.) non è quindi possibile determinare in modo esauriente differenze nelle varie funzioni. Notiamo attenzioni da parte dei presbiteri per vivere la Celebrazione eucaristica con più fervore.
La partecipazione attiva alla vita liturgica è di una fascia d’età medio-alta. Tanti sono i tentativi messi in atto
per favorire la partecipazioni di bambini e giovani, che trovano una risposta positiva in certi momenti dell’anno liturgico, ma assai flebile in altri. Le celebrazioni liturgiche sono preparate adeguatamente da un gruppo di
fedeli che favoriscono e cercano la partecipazione piena e attiva dei partecipanti, curando principalmente il
canto e la proclamazione della Parola.
Altre ed eventuali:
• In chiesa sono stati portati a compimento alcuni lavori di pulizia del soffitto e ridipintura, ciò si è reso necessario con l’attuale impianto di riscaldamento. Torniamo quindi a parlare delle ricerche fatte dal C.P.A.E. per risolvere il problema con un nuovo impianti che non danneggi muri e arredo sacro, e che ci obblighi ad un lavoro
di pulizia ogni 4/5 anni. Don Ruggero ci invita a visitare chiese dove già usano il riscaldamento con le pedane da
pavimento per farci un’idea più precisa; una scelta però bisognerà farla a meno che non si decida di rimanere al
freddo. Rivedremo le varie opzioni e preventivi per fare una scelta ponderata.
• La lapide del campanile è stata ristrutturata.
I lavori di ristrutturazione della sede scout sono a buon punto e proseguono fino al completamento per rendere
accogliente l’ambiente.
Sono le 23,10 ed esauriti gli argomenti, l’assemblea si scioglie.
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Calendario pastorale/liturgico della parrocchia di Zianigo – 2014/2015
28-9 domenica: avvio anno pastorale + assemblea generale di tutti gli operatori di pastorale
29 settembre lunedì: inizia il catechismo per tutte le classi elementari e medie + superiori
⇒ 4-10 venerdì: S. Francesco d’Assisi patrono d’Italia
5-10 domenica commemorazione ventennale attività scout (mostra fotografica + convegno)
12-10 domenica: S. CRESIMA dei nostri ragazzi di II^ sup. Messa delle 10,00
19-10 domenica: giornata missionaria mondiale + festa anziani Società Operaia S. Giuseppe
26-10 domenica: mandato ai catechisti e animatori+ apertura ufficiale anno catechistico nella Messa
ore 10 + festa del CIAO A.C.R.
1-11 sabato: solennità tutti i Santi, S. Messe festive, di pomeriggio ore 14.30 partenza dalla chiesa e
processione in cimitero alle 15,00 S. Messa – Messa 18,00 prefestiva
⇒ 2-11 domenica: comm. defunti, alle ore 15.00 Messa in cimitero (sospesa quella delle 18)
9-11 domenica presentazione e accoglienza dei bambini di 1^ elem. di catechismo
16-11 domenica festa del ringraziamento (per i prodotti della terra e di ogni altro lavoro che permette dignità e vita nella collettività)
⇒ 21-11 venerdì Presentazione della Vergine Maria – Madonna della salute S. Messe ore 9.00 e
20.30
23-11 domenica: Cristo Re + giornata del Seminario + in oratorio al mattino, dalle 8 alle 12, prevenzione cardiovascolare.
28-11 venerdì consegna del comandamento dell’amore ai ragazzi di 1^ media e 1^ superiore, ore
20,30
29-11 sabato 1° concerto d’organo ore 20,45
30-11 1° domenica di Avvento: alla Messa delle 10.00 consegna della Bibbia ai ragazzi della I°
media + Vangelo ai bambini della III° elementare;
6-12 sabato 2° concerto d’organo a Treviso ore 16,00
8-12 lunedì: solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, alla Messa delle 10.00 festa dell’adesione all’ Azione Cattolica + presentazione bambini della Prima Comunione
13-12 sabato 3° concerto con corale e organo
⇒ 15/16/17/18/19/22/23-12 novena con “Buongiorno Gesù” alle 7,40 per i bambini delle elementari
e alla sera ore 20,30 per i vari gruppi + medie, giovani e adulti
21-12 domenica mercatino A.C.R.
il 24 mercoledì: ore 23,00 veglia di Natale + Messa di Mezzanotte (apertura del presepio, dopo la
messa ci sarà un momento di ristoro offerto dai gruppi parrocchiali e curato dal gruppo Arcobaleno)
25-12 giovedì: S. NATALE (messa serale animata dalla Corale)
26-12 venerdì S. Stefano 4° Concerto - ore 16,30 promosso da Soc. Operaia
28-12 domenica: Santa Famiglia di Gesù
31-12 mercoledì: Messa prefestiva e di fine anno solare ore 18,00 + veglione in palestra a cura del
N.O.I.
1-1-2015 giovedì: Maria Madre di Dio messe orario festivo
6-1 martedì: EPIFANIA messe orario festivo - festa in oratorio
11-1 domenica: Battesimo di nostro Signore invitiamo i battezzati del 2014 alla Messa 10,00 +
benedizione della S. Infanzia (bambini dai 0 ai 6 anni)
18-1 domenica pellegrinaggio A.C. a Schio da Bakhita (la parrocchia si unirà all’A.C.)
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Dal 18 al 25 gennaio settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
⇒ 25-1 domenica: Conversione di S. Paolo
1-2 domenica giornata per la vita
2-2 lunedì: presentazione di Gesù Bambino al tempio (Candelora) messe ore 9 e 20,30
Visita pastorale: ci prepariamo ad accogliere Mons. Gardin con: 30 gennaio 2015 Confessione comunitaria a San Leopoldo Mandic – Mirano + 2 incontri di preghiera in parrocchia.
6-2-2015 venerdì apertura a S. Michele a Mirano ore 20,30 con Corali e cori; vengono presentate le
relazioni “A-B-C-D”. + Costituzione della Collaborazione pastorale delle 7 Parrocchie del Miranese.
7-2-2015 sabato
a Ballò ore 18,30 S. Messa con tutti i ministri straordinari dell’Eucaristia.
8-2-2015 domenica S. Bakhita, a Zianigo ore 9,30 S. Messa con A.C., NOI e operatori della pastorale
giovanile,
a S. Michele a Mirano ore 11,30 S. Messa con AGESCI, a S. Michele a Mirano pranzo con Consiglio
della Collaborazione.
11-2-2015 mercoledì
a S. Leopoldo a Mirano ore 20,30 S. Messa con operatori della Carità.
12-2-2015 giovedì a Scaltenigo ore 20,30 S. Messa con tutti i catechisti. (B. Vergine Maria di Lourdes)
14-2-2015 sabato a S. Leopoldo a Mirano ore dalle 15 alle 18 incontro con operatori pastorale e
relazione “E” dei CPP. (SS. Cirillo e Metodio patroni d’Europa)
15-2-2015 domenica
a Campocroce ore 9,00 S. Messa per operatori pastorale familiare,
a Vetrego ore 11,00 S. Messa per polisportive.
18-2 mercoledì delle ceneri: inizio della Quaresima messe alle 15.00 e 20.30 con l’imposizione delle ceneri – giorno di digiuno e astinenza (il bar NOI rimane chiuso) - alla messa delle 15 portiamo
tutti i ragazzi del catechismo e i loro genitori per una catechesi quaresimale.
i venerdì di Quaresima Via Crucis ore 15.00 - alle 20.30 animata dai gruppi parrocchiali e dai
gruppi di catechismo con i loro genitori
—/3: raccolta del ferro vecchio da parte del gruppo Arcobaleno e volontari
⇒ 19-3 giovedì: S. Giuseppe messa ore 20,30 - ore 16 chiesetta S. Giuseppe (Dissegna)
22-3 Festa della Riconciliazione ore 15.00 (alla messa delle 10.00 presentazione dei bambini che
nel pomeriggio, alle 15.00, faranno la prima Confessione):
⇒ 25-3 mercoledì: Annunciazione del Signore messa ore 18
29-3 domenica delle PALME benedizione e processione con l’ulivo (si svolgerà nel parco, poi sul
sagrato e S. Messa in chiesa) nel pomeriggio inizia l’adorazione delle 40 ore
30/31-3, 1-4 lunedì – martedì - mercoledì prosegue l’adorazione 40 ore (confessioni)
2/3/4-4 solenne triduo pasquale centro dell’anno liturgico (S. Messa in Coena Domine delle 21.00
di giovedì (lavanda dei piedi con i bambini che si preparano a ricevere la Prima Comunione) + veglia
notturna fino alla 6,00 di venerdì, alle 12 pranzo in palestra pane e acqua con i ragazzi del catechismo, ore 15.00 Liturgia + 21.00 Via Crucis in processione per le vie del paese), sabato Veglia Pasquale ore 21.00
5-4 domenica: PASQUA DI NOSTRO SIGNORE
12-4 convegno vicariale A.C.R.
25-4 sabato S. Marco evangelista
⇒ 29-4 martedì: S. Caterina da Siena patrona d’Italia
⇒ 1-5 venerdì: S. Giuseppe ore 16,00 S. Messa votiva nella chiesetta S. Giuseppe (Dissegna)
⇒ Maggio mese del Rosario: sarà recitato in chiesa, ai capitelli, nelle case ecc. si chiuderà con le S.
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Messe
10-5 festa diocesana A.C.R.
⇒ 14 e 15/5 Rogazioni con la celebrazione della S. Messa
17-5 domenica Ascensione: alla Messa delle 10.00 PRIMA COMUNIONE dei bambini di 4° elementare
24/5 domenica Pentecoste—pres. cresimandi alla messa ore 10 - ANDAR PER ERBE (M. 8,30)
31-5 domenica Santissima Trinità
7-6 domenica Corpus Domini la processione con il Santissimo alla Messa delle 10 e chiusura anno
catechistico
⇒ 13/6 venerdì: S. Antonio, Messa ore 20,30 (al capitello di S. Antonio in Loc. Tiro al piattello)
⇒ 24-6 mercoledì: Natività di San Giovanni Battista
⇒ 29-6 lunedì: SS Pietro e Paolo
⇒ 11-7 sabato: S. Benedetto patrono d’Europa
⇒ 6-8 giovedì: Trasfigurazione del Signore
⇒ 15-8 venerdì: Assunzione della Beata Vergine Maria
Dal 8 al 15 settembre 2015 festa patronale Solennità della Natività di Maria: il 13 S. Messa con anniversari di matrimonio – affidamento delle nostre famiglie a Maria + ore 15,30 Messa con
Sacra Unzione + processione per le vie del paese (la preparazione spirituale inizierà da domenica 6 settembre).
I Battesimi saranno celebrati ogni 3^ domenica del mese alla messa delle 10,00 (salvo eccezioni)
Adorazione eucaristica ogni 1° giovedì del mese ore 16,00/17,45 orario invernale e 8,30/10,00 orario
estivo, e Preghiera mariana con Adorazione eucaristica il mercoledì ore 20,30/22,30 a cadenza
quindicinale.
————————————————————————–
Elenco delle attività dei vari gruppi parrocchiali:
C.P.P. : s’incontrerà periodicamente per progettare e verificare l’andamento delle attività pastorali.
Catechisti e ragazzi: si incontrano settimanalmente come da proprio calendario.
Catechisti: ogni quindici giorni si ritrovano per la programmazione + per la formazione; gli incontri sono
aperti ad animatori, operatori di pastorale e adulti che desiderano intervenire.
Gruppo liturgico: si incontra il primo lunedì di ogni mese per la preparazione dei momenti liturgici e per la
formazione.
A.C.R.: si ritrova di domenica in oratorio per loro attività, prima partecipano alla Messa comunitaria delle
10.00
A.C.G. si ritrova il giovedì sera alle 20,30.
Scout: il mercoledì si ritrovano Rover e Scolte, che fanno servizio nelle associazioni o in parrocchia.
La Corale S. Cecilia: si ritrova il lunedì per le prove di canto.
Il Coro della Natività: una sera alla settimana prove di canto per animare le messe festive; il sabato pomeriggio, dalle 15.00 alle 16.00 prove per i più piccoli.
Associazione C.Z.I. affiliata al NOI diocesano, il direttivo cura l’organizzazione del tempo libero per giovani e adulti.
Gruppo Fiorellini: ogni sabato pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30 fanno attività in palestra
Gruppo Arcobaleno: manutenzione del parco e attività a favore della parrocchia come il presepio ecc. + raccolta del ferro vecchio un sabato e domenica di marzo, festa “Andar per erbe” e cura degli addobbi per la
festa patronale.
Gruppo Parrocchiale Festa Patronale promuove e organizza tutte le attività religiose, ricreative-socialiculturali e aggregative proprie della nostra festa patronale.
Uscite, campi-scuola, grest, attività di volontariato e ricreativo-formativo dei ragazzi e giovani (scout, del
catechismo e gruppi) sono programmate nei vari ambiti.
N.B.: il calendario potrà ovviamente subire variazioni che si rendessero necessarie per migliorare la pastorale. A
quanto già esposto verranno ad aggiungersi i momenti liturgici e formativi che coinvolgeranno le Chiese del Miranese.
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Anniversari di matrimonio
Domenica 14 settembre ‘14 hanno festeggiato
L’AMORE
55° Bertoldo Sergio e Masiero Teresa
50° Bosana Ennio e Coldel Gabriella
Salviato Gianfranco e Minto Maria Assunta
45° Saccon Bruno e Boldrin Berta
Favaretto Guerrino e Favaro Antonietta
43° Gallo Angelo e Vallotto Ada
40° Ragazzo Elio e Pagiaro Ornella
Antonello Ilio e Vallotto Luigina
Franzato Moreno e Carraro Loretta
Carraro Alfredo e Pirolo Renata
Frasson Angelo e Bortolozzo Pia
Mancin Loredano e Bortolato Cesira
35° Rosteghin Fiorenzo e Zamengo Maria Carmen
30° Marino Rosario e Trevisan Francesca
25° Saccon Stefano e Montino Maria Antonietta
Pellizzon Antonio e Trovò Melania
Bonaldo Loris e Guion Lorella
Zuin Ruggero e Ragazzon Maria Pia
20° Pesce Paolo e Pacioni Maria Caterina
15° Giacomazzo Luca e Franceschet Silvia
10° Fornasin Filippo e Franzato Elisabetta
5° Frasson Dario e Lanzafame Marina
LA TORRE
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Un giorno un uomo si recò da un vecchio saggio per chiedergli consiglio.
Disse che non amava più la sua sposa
e che pensava di separarsi da lei. Il
saggio lo ascoltò, lo guardò negli occhi, e disse solamente una parola
“Amala” e tacque. “Ma io non provo
più nulla per lei”. “Amala”, ripeté il
saggio.
Di fronte allo sconcerto del visitatore,
dopo un opportuno silenzio, il vecchio
saggio soggiunse: “Amare è una decisione, non solo un sentimento, amare è
dedicarsi ed offrirsi, amare è un verbo
e il frutto di questa azione è l’amore.
L’amore è simile al lavoro di un giardiniere: egli strappa ciò che fa male,
prepara il terreno, coltiva, innaffia e
cura con pazienza. Affronta periodi di
siccità, grandine, temporale, alluvione,
ma non abbandona mai il suo giardino.
Ama la tua compagna, accettala, valorizzala, rispettala, dalle affetto e tenerezza, ammirala e comprendila.
Questo è tutto: “Amala”.
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La buonanotte
San Bruno e le rane
C'era una volta un santo, tanto tanto santo, magro magro, allampanato e sempre vestito con un
ampio saio. Si chiamava Bruno, ma era così buono che tutti lo chiamavano "san" Bruno. Non
mangiava mai carne né dolci e si nutriva in pratica di insalata, senza olio.
La cosa che piaceva di più a san Bruno era parlare con Dio e perciò passava il giorno e gran parte
della notte in preghiera.
San Bruno si era costruito una capanna in una vallata selvaggia tappezzata di boschi e cespugli
arruffati. E, ahimè, anche di qualche stagno. E gli stagni, come si sa, sono popolati di rane garrule
e chiacchierone.
Così, quando san Bruno si immergeva nella preghiera appassionata della sera, attraverso le finestre arrivava il «cra-cra» incessante e ossessionante delle rane. Tanto più che al gracidio si aggiungevano i ronzii di mosche e zanzare, il rumore dei becchi degli aironi, il frusciare delle foglie.
San Bruno cercava di concentrarsi nella preghiera e stringeva con feroce intensità il suo crocefisso, ma le rane instancabili si davano il cambio e non smettevano mai.
San Bruno si metteva a recitare le preghiere a voce altissima, gridando con tutte le sue forze per
vincere l'irrefrenabile gracidio delle rane, ma non serviva a niente.
Sempre più irritato, allora, si affacciò alla finestra e gridò: «Silenzio! Sto pregando!».
Era un santo e gli ordini dei santi sono sempre ascoltati. Immediatamente, i boschi e gli stagni
piombarono nel silenzio, come un fuoco che si spegne, e la capanna di san Bruno fu
avvolta da un silenzio profondo e ovattato.
«Oh, finalmente!» sospirò san Bruno. Rospi e rane non facevano più il minimo rumore, gli aironi guardavano la finestra della capanna con il becco chiuso, le mosche e
le zanzare non osavano decollare dalle foglie su cui si erano posate e perfino il venticello della sera taceva.
Soddisfatto, il santo riprese la sua preghiera. Ma non era contento, si sentiva a disagio. E chiara, all'interno della sua preghiera, sentì una voce che diceva: «E se a Dio
il canto delle rane piacesse più delle tue preghiere?»
Sorpreso e turbato, il santo rispose: «Ma come può Dio trovare piacevole il gracidare delle rane o
il ronzio delle zanzare? O qualsiasi altro rumore? E poi, perché mai Dio ha creato il rumore?»
In preda a questi interrogativi, san Bruno si affacciò di nuovo alla finestra e, pentito, disse:
«Vabbé! Fate come volete».
Tutto ricominciò come prima. Insetti e rane riempirono di un ritmo dolce il silenzio della notte.
Le orecchie di san Bruno non opposero più resistenza e quello che
prima gli pareva un ignobile fracasso gli sembrò improvvisamente
una musica incantata e stupenda che avvolgeva tutto.
Pieno di stupore, il santo sentì che il suo cuore batteva all'unisono
con l'universo.
E che il bosco, il cielo, i cespugli, il vento e le creature piccole e
grandi della terra erano una meravigliosa preghiera.
Da quella sera, san Bruno divenne famoso come "il santo che prega
con le rane".
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LUCE AGLI OCCHI
Occhi alla luce
naviga il cuore
in crociera d’amore.
Si rischiara la notte
si mostra il Bambino
a chi veglia l’attesa
è alba di Luce.
Rinascere dentro
è gioia è letizia
è pace dell’anima
sentire vicino
un Dio che ti ama.
Duilio Codato.
“Suor Bakhita spezzò le sue catene e abbracciò Dio”
da Avvenire del 13-12-’14
V
entuno milioni di persone vittime della tratta,
2,5 milioni schiavizzati, il 60% sono donne e
minori che subiscono abusi inauditi, un traffico di 32
miliardi di dollari all’anno, il terzo business dopo il
narcotraffico e le armi...”. Sgrana questi numeri pensando a cosa direbbe santa Giuseppina Bakhita, la
consorella sudanese che parlava solo in veneto e che
papa Giovanni Paolo II proclamò santa quattordici
anni fa. Oggi, suor Maria Carla Frison è la responsabile dell’archivio di santa Bakhita a Schio, dove la
religiosa ha vissuto e dov’è sepolta. Le parole di
papa Francesco hanno attraversato il convento delle
canossiane come una ventata: “Finalmente lo si grida, che bisogna spezzare le catene, come fece Giuseppina Bakhita” commenta suora Maria Carla. Che
ha un solo rimpianto: l’immagine della santa diffusa
dalla fiction televisiva di Rai Uno “Bakhita, la santa
africana” nel 2009 non riflette pienamente la realtà
storica. “Non era una contestatrice politica, così come non subì angherie in Italia ma in Africa, e il suo
messaggio era puramente evangelico” dice infatti la
suora.
Camminare sulle orme di santa Bakhita - questa è
l’esortazione contenuta nel messaggio di Francesco per spezzare le catene della schiavitù: la santa sudanese seppe farlo nel momento in cui scelse il Signore. “La schiavitù non era più legale da tempo, esistevano trattati internazionali che valevano anche in
Africa, ma una cosa è la normativa giuridica, un’altra l’uso, lo stile di vita, la mentalità: Bakhita scelse
di non seguire la famiglia cui era stata affidata e di
LA TORRE
Dicembre 2014
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non tornare nella sua terra perché voleva essere sposa di Cristo, perché aveva conosciuto la fede; rinunciò alla sua cultura, alla sua vita priva di fede, alla
sicurezza economica per seguire Dio.
Questa è la storia vera di quella donna africana” racconta l’archivista. Le canossiane l’accolsero con
gioia e lei, negli anni successivi a questa scelta, che
fu fatta nel 1889, visse nel nascondimento; tuttavia,
presto la sua fama di religiosa dalla grande fede e
umiltà ne fece un emblema all’interno dello stesso
mondo ecclesiale e Bakhita fu invitata a parlare nei
seminari e dove la si voleva incontrare. “La sua testimonianza contro la schiavitù era netta e decisa ma
mai piena di ostilità: una volta disse che avrebbe
baciato le mani a chi l’aveva seviziata perché lui non
conosceva Gesù; un’altra volta raccontò che se non
fosse stata schiava non avrebbe conosciuto la gioia
della vera fede…” spiega suor Maria Carla. La quale
precisa anche: “Nessuna concessione al dolore né al
peccato, tanta fede in Cristo. Suor Bakhita era cuciniera in questo convento e quando scopriva qualcuno rubare una pagnotta non lo rimproverara. Gli diceva soltanto: “El Paron sa”, il Padrone sa. Chiamava così il Signore e confidava nella forza della fede
e della coscienza personale che aiuta a spezzare le
catene più resistenti, quelle che abbiamo nella nostra
mentalità e che non ci fanno distinguere il bene dal
male.
Oggi a distanza di tanti anni, quei piccoli ladruncoli
conserveranno quella lezione di vita come il tesoro
più prezioso”.
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Zianigo e la sua storia
32° puntata: Dicembre 2014
LA LAPIDE DEL 1500
LA LAPIDE sul campanile
Penso che qualche buon parrocchiano si sia accorto che sul campanile lato est esiste una lapide
che ricorda l’innalzamento del campanile della torre preesistente, adibita a difesa del territorio. La
torre di chiara memoria padovana era una stru ura di difesa del Comune e della Signoria padovana dei Carraresi (1300); i signori carraresi furono vin dalla Repubblica di Venezia verso la fine del
1405 e la torre di difesa fu dismessa.
A metà circa del 1500 un certo parroco veneziano, Girolamo Superchio, venuto però da Pesaro,
uomo illustre per nascita, cultura e toli, si impegnò con molto spirito di inizia va ad innalzare la
torre affinché diventasse campanile. La lapide tes monia proprio questo evento.
La lapide ormai usurata dal tempo e dalle intemperie è stata recuperata nel mese di se embreo obre in modo che si possano leggere con chiarezza le le ere la ne che altrimen sarebbero andate perdute. Riporto la dicitura e gradirei ricevere da qualche bravo studente, appassionato di
la no, una traduzione fedele al testo.
Hieronymus Superchius eques
Hierosolimitanus Turrim hanc
A Carrariensibus olim fundatam
ad hanc altitudinem partim
ecclesiastico aere partim iam
fabricis his legato sua diligentia
perduxit.
Lo storico Fappanni, raccoglitore di iscrizioni della ci à e del territorio veneziano, scrive che lo
stesso parroco Girolamo Superchio in quel periodo costruì la canonica del paese con l’avallo dei
massari Ma eo Gallo e Ma eo Perdocimo (Prosdocimi) demolita poi negli anni 1960.
Il Superchio morirà il 24 o obre 1576.
Don Ruggero Gallo.
LA TORRE
Dicembre 2013
32
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32 torre Natale 2014 - Parrocchia di Zianigo