IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N. 89, NOVEMBRE-DICEMBRE 2010
Il Giornale degli Ordini
Architetti TORINO
Paesaggio e bellezza in mostra
Quinta edizione della rassegna biennale internazionale «Creare Paesaggi»
Dal 2002 «Creare Paesaggi» è un appuntamento fisso per
coloro che si occupano di paesaggio in Italia e in quasi dieci anni di intenso lavoro ha portato a Torino più di sessanta
progettisti ed esperti provenienti da oltre venti diversi paesi
tra Europa e Stati Uniti, promuovendo, allo stesso tempo, il
confronto e la promozione delle iniziative del territorio attraverso mostre, convegni, incontri, attività rivolte agli studenti e
pubblicazioni.
Con l’edizione 2010, la rassegna prosegue il suo itinerario nella cultura del paesaggio contemporaneo indagandone gli
aspetti di percezione individuale e collettiva e approfondendo
i modi con i quali il progetto, la pianificazione e la gestione del
paesaggio rispondono alla domanda di fruizione sociale. Q u esta edizione di «Cre a re Paesaggi» è promossa dall’Ordine
degli Architetti di Torino e organizzata dalla Fondazione
OAT in collaborazione con Regione Piemonte Museo Regionale di Scienze Naturali, con il patrocinio del Politecnico
di Torino e del FAI Delegazione Torino e con l’adesione dell’AIAPP, Associazione Italiana di Architetturadel Paesaggio Sezione Piemonte e Valle d’Aosta, ed è a cura di Francesca Bagliani e Claudia Cassatella con la collaborazione di Luigi La
Riccia, C h i a ra Martini, Pierpaolo Tagliola, Bianca Seardo.
«Creare Paesaggi» si presenta al pubblico con la mostra
«Paesaggio e bellezza - Enjoy the Landscape», allestita
negli spazi del Museo Regionale di Scienze Naturali di
Torino.
A partire dalla riflessione sui cambiamenti e sul significato più
attuale della fruizione del paesaggio, la mostra promuove il
confronto con esempi internazionali di progettazione e
pianificazione,quali la creazione di percorsi attrezzati e punti di osservazione, la regolamentazione per la protezione degli aspetti scenici e percettivi, la gestione tanto dei paesaggi
n a t u rali quanto di quelli urbani. Le «bellezze panoramiche e
i luoghi di pubblica accessibilità» dai quali si godono tali bellezze sono tutelati dalle leggi italiane (e da analoghe leggi in
E u ropa) fin dai primi anni del Nov e c e n t o , tuttavia «il vincolo» non costituisce azione sufficiente per conservarle e va l orizzarle. Tutelare, gestire, valorizzare gli aspetti visuali e
percettivi dei luoghi chiama in causa tecniche specifiche di
analisi, progettazione e pianificazione. Tutte le esperienze
presentate propongono tentativi di sperimentazione e innovazione.La bellezza non si lascia regolamentare,ma è possibile affrontare il progetto (di conservazione o di innovazione) attraverso metodologie verificabili, per permettere la più
ampia partecipazione possibile alle scelte sulla creazione dei
nostri paesaggi.
Orari di apertura: 10-19; giovedì 10-22
Ingresso: 5 euro (omaggio per architetti OAT e studenti di architettura presentando tesserino OAT e libretto universitario)
Informazioni: 011 5360513/14
[email protected] www.to.archiworld.it
Articolata in tre sezioni, «Paesaggio e bellezza - Enjoy the
landscape» illustra 28 casi tra progetti, realizzazioni, piani, modi di gestione del paesaggio, attraverso oltre 120 immagini.
Il progetto per il godimento del paesaggio
Il diritto alla bellezza, nuovo diritto di cittadinanza. Il paesaggio
come bene pubblico e il diritto alla fruizione: bellezze
paesaggistiche e luoghi di pubblica accessibilità. Dalla «camera
con vista» al virtual tour: che cos’è la fruizione contemporanea del
paesaggio? Luoghi «attrezzati» per la fruizione del paesaggio:
belvedere e percorsi. Il progetto per la fruizione, dal disegno delle
«reti» al disegno dei manufatti. Il dispositivo degli osservatori.
Nella foto, «Organo Marino» di Nikola Bašić a Zara, Croazia.
Lo spettacolo della natura
Modi di gestione e pianificazione delle aree naturali protette
attenti agli aspetti percettivi. È lecito tagliare un albero per
poter godere di un panorama sulla foresta? Controllo della
vegetazione per mantenere visuali panoramiche o «scene»
storicamente consolidate; politiche per proteggere la
«tranquillità» della campagna (inclusa l’assenza di
inquinamento acustico e luminoso); «foreste urbane», non
impenetrabili, progettate per essere fruibili. Nella foto, piano
di recupero del paesaggio tradizionale del Drentsche Aa
(Olanda). Nuovo punto di osservazione.
Lo sguardo sulla città
Il paesaggio che muta per eccellenza: come preservare le viste
d’insieme, le «emergenze» e gli skyline caratterizzanti l’identità
di una città? Anche le metropoli più dinamiche, come quelle
americane, hanno piani e regolamenti per controllare la forma
urbana: l’ingombro dei nuovi edifici, i punti di belvedere, le
porte urbane, l’eliminazione degli elementi di detrazione
visiva. Nella foto, lo skyline di Denver (Colorado) con, sullo
sfondo, le Rocky Mountains.
ORDINE
DEGLI ARCHITETTI
PIANIFICATORI,
PAESAGGISTI
E CONSERVATORI
DELLA PROVINCIA
DI TORINO
FONDAZIONE
DELL’ORDINE
DEGLI ARCHITETTI
PIANIFICATORI
PAESAGGISTI
E CONSERVATORI
DELLA PROVINCIA
DI TORINO
I nuovi urbanisti a Torino
tra necessità e fantasia
Dal 2004 a oggi il corso di studi in «Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale» del Politecnico di
Torino ha formato 130 laureati triennali e 55 magistrali, con
un trend in continua crescita che dai 36 immatricolati del 2001
è arrivato ai 137 del 2010. Ancora oggi, però, a sei anni dal
conseguimento delle prime lauree e a nove dall’attivazione,
questo corso, che si pone l’obiettivo di formare tecnici in grado di governare autonomamente i processi di trasformazione del territorio, ha prodotto delle figure che sono per lo più
sconosciute, soprattutto agli enti locali.
Nel marzo 2010 è stato lanciato un sondaggio tra gli ex studenti del corso per comprenderne le condizioni lavorative dopo il conseguimento della laure a . Ne è emerso un quadro che
rispecchia le principali tendenze nazionali ma i cui esiti possono essere interpretati differentemente.
Da un lato, emergono alcuni dati molto confortanti. Le risposte descrivono infatti un contesto in cui i laureati magistrali risultano quasi tutti occupati, prevalentemente nel settore di competenza, confermando un utilizzo elevato della
formazione ricevuta per il 50% del campione, m e n t rel’utilizzo del titolo conseguito è nullo solamente in pochissimi casi. I tempi di inserimento nel mondo del lavoro sono molto
ridotti e, nell’83% dei casi, bastano meno di sei mesi per la
prima occupazione, con una retribuzione media di poco superiore ai 1.000 euro al mese, bassa per dei laureati magistrali,
ma comunque soddisfacente, considerato che i primi hanno
cercato occupazione solamente quattro anni fa.
All’opposto, analizzando più nel dettaglio i dati raccolti, si segnala una situazione ben più problematica da cui risulta che
consulenti e collaboratori a tempo determinato ra p p re s e n t ano quasi il 90% del totale dei laureati magistrali, mentre coloro che possiedono un contratto a tempo indeterminato sono prevalentemente laureati triennali, che lavoravano già prima presso enti pubblici o che hanno trovato occupazione in
aziende non direttamente connesse con il percorso di studi.
Ed è proprio questa categoria che dichiara di perc e p i rei re dditi più elevati e superiori a 1.500 euro al mese.
A partire dalla questa situazione, risulta necessario porre
grande attenzione su quelli che saranno gli sbocchi pro f e ssionali per un laureato in Pianificazione territoriale,spesso limitati a fronte di un numero di immatricolazioni che è sempre crescente. Ci si chiede: quale potrà essere il futuro dei giovani planner che si affacciano sul mercato delle professioni?
Per fare in modo che questi laureati trovino adeguati sbocchi
lavorativi o si pone un limite alla loro crescita (e questa è la
fantasia), o si cerca di aumentarne gli sbocchi professionali
con una massiccia campagna di promozione dedicata (e questa è la necessità). Purtroppo, in uno scenario in cui le Università sono valutate in base ai numeri (e l’ambizione degli
atenei è quindi quella di attirare sempre più studenti) re ndendo impossibile un processo di «pro g rammazione» re g olamentata di questa figura , non resta che perseguire, nel modo più attivo possibile, la seconda soluzione.
ROBERTO ALBANO
Consigliere OAT
TAO-TRANSMITTING ARCHITECTURE ORGAN
È in fase di realizzazione il numero 7 della rivista «TAO», l’ultimo
per il 2010, il cui tema centrale tratterà di paesaggio e bellezza. Le
altre sezioni della rivista saranno arricchite da interventi di autori che
riflettono sulle due parole chiave di questo numero monografico,
«istantaneità» e «permanenza». Tra gli altri, il maestro Roman Vlad,
intervistato sui temi dell’improvvisazione e dei legami tra musica e
architettura.
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dicembre 2010 - Ordine Architetti Torino