Istituto Santa Francesca Saverio Cabrini
Roma
Sabato 9 Maggio 2009
Incontro di preghiera itinerante
In pellegrinaggio sui luoghi di San Paolo
Il Papa ha dedicato questo anno giubilare all’apostolo Paolo in occasione del bimillenario della sua
nascita. Abbiamo voluto accogliere l’invito del Papa a percorrere un tratto di strada sulla orme di
S.Paolo, annunciatore e testimone del Vangelo a tutte le genti. Per noi come gruppo di preghiera
e di catechesi sulla Parola di Dio, questo pellegrinaggio si svolge a conclusione del nostro 4° anno
di cammino insieme. Questa occasione ci permette non solo di conoscere meglio l’Apostolo delle
genti e conoscere anche i luoghi dove a Roma ha predicato il Vangelo e per il Vangelo è morto,
ma ci offre ancora una volta un’opportunità di incontro con Gesù attraverso la Parola di S.Paolo.
Cerchiamo con questo cammino di riflessione, ascolto e preghiera, di essere sempre più
consapevoli della nostra profonda vocazione di battezzati e confermiamo la nostra volontà di
essere annunciatori credibili del Vangelo di Gesù, negli ambiti della nostra vita.
San Paolo
nascita: 5-10 d. C. a Tarso, in Cilicia
morte: c. 67 a Roma
Patrono dei tappezzieri
Come Pietro, è il discepolo più presente e vicino alla vita con Gesù:
lo si può vedere in tutto il N.T.
Biografia
Nacque a Tarso, in Cilicia, tra il 5 e il 10 d.C. da una famiglia ebrea
della diaspora. Tarso era a quel tempo città cosmopolita, dove vi era
una fiorente comunità ebraica, di cui faceva parte il padre
commerciante di tende. Essendo di tale città, aveva diritto di
cittadinanza romana, come disposto prima da Marco Antonio e
successivamente dall'imperatore Augusto. San Girolamo riferisce,
ma non sappiamo da quale fonte abbia attinto, che i suoi genitori erano originari della piccola città
di Gischala in Galilea, e che essi si trasferirono, con il piccolo Saulo a Tarso quando i Romani
conquistarono la città. Questo dettaglio non è storicamente documentato, ma comunque l'origine
galilea della famiglia non è improbabile, essendo appartenente alla tribù di Beniamino, tribù che
risiedeva proprio nella regione della Galilea. Forse, come tipicamente era d'uso, portò quasi subito
due nomi, uno ricevuto il giorno della circoncisione, "Saulo" (nome del re Saul, della tribù di
Beniamino, e che ha significato di "implorato al Signore"; l'altro, latino, essendo civis romanus,
Paolo, forse in relazione alla sua bassa statura o piccola corporatura, oppure più semplicemente,
per la somiglianza omofonica con Saulo. Crebbe nel tipico ambiente della città di cultura
ellenistica ma con una perfetta educazione ebraica che completò a Gerusalemme sotto la guida
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del maestro Gamaliele; imparò l'ebraico dai genitori e il greco dalla scuola, divenendo
praticamente bilingue. Come tutti i veri ebrei imparò il mestiere del padre, cioè costruire tende,
mestiere che continuò a fare anche durante l'apostolato per il mondo. Morì martire a Roma nel 67
dopo due anni di prigionia.
CANTO: Il tuo popolo in cammino
Il tuo popolo in cammino
cerca in Te la guida.
Sulla strada verso il Regno
sei sostegno col tuo Corpo:
resta sempre con noi o Signore!
Primo luogo: La Basilica di San Paolo
PRIMA SOSTA
Lett. 1- Dalla lettera ai Romani
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di
Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al
Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza
secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro
Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere
l'obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete
anche voi, chiamati da Gesù Cristo. A quanti sono in Roma diletti da Dio e santi per
vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Commento: annunciare Gesù Cristo per Paolo è stata una necessità che nasceva dall’amore per
Gesù. Ciò significa che chi incontra Gesù non può fare a meno di annunciarlo, sia con la vita che
con le parole.
Paolo è servo di Gesù Cristo perché ne è il rappresentante ed il portaparola.. Egli è apostolo per
vocazione ossia è stato chiamato per essere mandato. Per Paolo la vocazione alla fede è
contemporaneamente vocazione all’apostolato. Dio lo ha messo a parte, separato, consacrato,
scelto per essere totalmente al servizio del vangelo di Dio. In questa lettera non parla in nome
proprio, ma nel nome del suo Signore perché egli è servitore di Cristo, sua proprietà e strumento
di lui. Paolo non è un apostolo della chiesa, ma un apostolo di Gesù Cristo dal quale soltanto sono
derivate la sua missione e la sua autorità. Egli afferma di aver ricevuto direttamente da Gesù
Cristo o da Dio una delega o procura che lo mette alla pari di coloro che erano apostoli prima di
lui. In questo brano Paolo afferma di essere apostolo per chiamata divina e non per una
risoluzione propria o per un incarico dagli altri apostoli o da altre autorità. I cristiani sono chiamati
da Dio tramite la predicazione del vangelo mentre invece Paolo è stato chiamato in una visione da
Gesù stesso, dal quale ha ricevuto direttamente la missione di annunciarlo ai popoli pagani. Paolo
cosciente di essere stato chiamato da Dio personalmente, è stato prescelto per annunziare il
vangelo di Dio.
Noi, noi siamo i Romani! Chiamati da Gesù Cristo, amati da Dio e santi per vocazione! Forse non
abbiamo mai riflettuto sulla responsabilità di essere cristiani a Roma: significa essere nel cuore
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della chiesa, da cui tutti i credenti si aspettano la linfa vitale dell’esempio e della parola
consapevole, matura, sperimentata.
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Ripetiamo: Siamo la chiesa di Roma, chiamata alla santità
Siamo la chiesa di Roma, chiamata alla santità!
Qui sono le tombe dei martiri per la fede
Siamo..
Qui Paolo, cittadino romano, ha dato la sua vita
Siamo..
Da qui il vangelo ha potuto spandersi per tutto il mondo
Siamo..
Il successore di Pietro è in mezzo a noi, e ci conferma nella fede
Siamo...
tutto il mondo cristiano aspetta la nostra testimonianza
Siamo...
CANTO: Signore in questa casa
Rit.: Signore in questa casa oggi ci hai chiamati, noi veniamo a Te come figli tuoi
SECONDA SOSTA
Lett 1- Dalla prima lettera ai Corinzi(1,23-25):
Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha
conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E
mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo
crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati,
sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è
stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli
uomini.
Commento: La parola della croce è stoltezza, ma è potenza di Dio. Quella che Paolo chiama la
parola della croce, non è altro che la predicazione degli apostoli, l'annuncio dei vangelo, che ha il
suo centro ed il suo cuore nell'annuncio della morte e risurrezione di Gesù. E' quella Parola che
non è facile da accogliere come era successo ad Atene.
I giudei cercano i miracoli ed i greci la sapienza; ognuno pretende di costringere Dio a rivelarsi
secondo i propri schemi e le proprie esigenze, ma Dio, liberamente sceglie la via che a lui pare più
utile all'uomo e questa via è la stoltezza dell'incarnazione e della morte in croce di Cristo. Ma per
chi crede in lui, per chi accoglie il Verbo venuto nella carne, morto e risorto per amore degli
uomini, per costoro è la salvezza preparata da Dio.
La stoltezza di Dio è motivo di scandalo per molti credenti anche oggi. Sono tanti che ritengono
povera ed inefficace la vita ordinaria della comunità e vanno alla ricerca di esperienze particolari o
di gruppi privilegiati. Ma Dio ha fatto la scelta di incarnarsi, di diventare uomo ed entrare nella
quotidianità dell'esperienza umana; è lì che ancora oggi lo possiamo incontrare. Ecco il cuore del
nostro annuncio: non segni clamorosi e prodigiosi, non discorsi da maestri che sanno parlare
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bene, e convincere; abbiamo un unico segno da proporre: il segno di contraddizione della croce.
Un’ unica sapienza: la stoltezza di un uomo crocifisso.
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Ripetiamo: Noi annunciamo Cristo crocifisso!
Noi annunciamo..
C’è chi fa di tutto per apparire affascinante e vincente..
Noi annunciamo..
La pubblicità promette felicità a buon mercato.
Noi annunciamo.
Quando non ci interessano le mode del momento
Noi annunciamo
Quando accettiamo serenamente la nostra debolezza e le difficoltà
Noi annunciamo
Quando non cerchiamo l’appoggio dei potenti
Noi annunciamo..
Quando i nostri amici sono i poveri e gli esclusi
Noi annunciamo
CANTO: Ti seguirò
Rit.: Ti seguirò Ti seguirò o Signore,
e nella Tua strada camminerò.
Secondo luogo: L’Abbazia delle Tre Fontane
TERZA SOSTA
Lett 1- Dalla seconda lettera a Timoteo: (4,1-5)
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua
manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e
non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina.
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire
qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di
dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi
sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo
ministero.
Commento – Quante chiacchiere insensate! Quanti maestri che accarezzano e nutrono solo le
voglie più stupide! Quanti rifiutano la verità per rincorrere favole! E’ urgente che i cristiani sappiano
offrire un’alternativa seria. Che sappiano essere forti e consapevoli, liberi e fedeli al patrimonio di
fede che hanno ricevuto, formandosi alla scuola della parola e della sapienza della Chiesa. Che
sappiano cogliere ogni occasione utile per annunciare il vangelo. Che adempiano seriamente al
loro dovere di servire e testimoniare, capaci di rendere ragione della loro fede.
Lett 2 –
Noi non ci stancheremo di annunciare la Parola di Dio!
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Noi non ci stancheremo...
Per chi telefona ai cartomanti in tv
Noi non ci stancheremo..
Per chi sogna di diventare una velina
Noi non ci stancheremo...
Per chi cerca sempre nuovi amori illudendosi che siano eterni
Noi non ci stancheremo..
Per chi ritiene imperdibile l’ultimo modello di telefonino
Noi non ci stancheremo...
Per chi si rovina con il gioco d’azzardo
Noi non ci stancheremo..
Per chi si arruola nelle mafie che stritolano il nostro sud
Noi non ci stancheremo...
QUARTA SOSTA
Lett 1 – Dalla prima lettera ai Corinzi (13,1-13): Inno alla carità
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Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come
un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e
conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da
trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi
tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente
mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta,
non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene
conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto
copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie
scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è
imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che
è imperfetto scomparirà. 11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino,
ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. 12
Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a
faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io
sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la
carità; ma di tutte più grande è la carità!
Commento - Gesù ha un sogno:che i suoi discepoli siano “una cosa sola”,siano “perfetti nell’unità”
e diventino come dice S. Paolo” un solo corpo ,un solo spirito,un solo Signore, una sola fede in
solo Battesimo, un solo Dio e Padre di tutti”.
L’unità e la comunione è possibile nella carità,che è dono di Dio, è l’agàpe, il gesto concreto di chi
va incontro al prossimo in modo gratuito ,cercando solo il bene dell’altro. Questo è l’amore,
l’amore vero che viene da Dio! Realizzare questo amore non è facile, è un cammino che richiede
un impegno di vita. Occorre rendersi disponibili all’azione dello Spirito e lasciarsi trasformare dalla
Parola ascoltata e meditata nel cuore e soprattutto dalla grazia dell’Eucaristia.
Lett 2TuttiLett 2 –
Ripetiamo insieme: Dio fonte della carità, ascoltaci!
Dio fonte della carità ascoltaci!!
Perchè gli sposi cristiani siano un’incarnazione vivente della carità di Cristo nel mondo.
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Dio fonte della carità, ascoltaci!
Perchè la carità sia l’aspetto distintivo della comunità cristiana
Dio fonte della carità, ascoltaci!
Perché l’amore verso gli altri si esprima con gesti sinceri di rispetto e di affetto.
Dio fonte della carità, ascoltaci!
Perché la famiglia ,luogo dell’amore,sia anche luogo del perdono, dell’ascolto e
dell’accoglienza.
Dio fonte della carità, ascoltaci!
Perchè impariamo ad essere misericordiosi con tutti,soprattutto,con chi ci infastidisce e
disturba,chi non ci comprende o ci ostacola.
Dio fonte della carità, ascoltaci!
CANTO Benedici il Signore
Benedici il Signore anima mia, quanto è in me benedica il suo Nome,
non dimenticherò tutti i suoi benefici, benedici il Signore anima mia.
QUINTA SOSTA
Lett 1 – Dalla lettera agli Efesini (3,8-10;14-19)
“A me, che sono l'ultimo di tutti i cristiani, Dio ha dato la grazia di annunziare ai pagani le
infinite ricchezze di Cristo. Dio, creatore dell'universo, mi ha incaricato di far conoscere a
tutti come egli realizza quel progetto che aveva sempre tenuto nascosto dentro di sé. Così,
per mezzo della chiesa, anche le autorità e le potenze presenti nel cielo, ora conoscono la
misteriosa sapienza di Dio. ... Per questo motivo, dunque, io mi inginocchio davanti a Dio
Padre, a lui che è il Padre di tutte le famiglie del cielo e della terra. A lui chiedo di usare
verso di voi la sua gloriosa e immensa potenza, e di farvi diventare spiritualmente forti con
la forza del suo Spirito; di far abitare Cristo nei vostri cuori, per mezzo della fede. A lui
chiedo che siate saldamente radicati e stabilmente fondati nell'amore. Così voi, insieme
con tutto il popolo di Dio, potrete conoscere l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la
profondità dell'amore di Cristo, che è più grande di ogni conoscenza, e sarete pieni di tutta
la ricchezza di Dio.
Comm – Le misure dell’amore di Dio sono senza misura! Noi siamo piccoli e pieni di limiti, ma nel
nostro cuore angusto Dio ha riversato tutta la sua immensa gloria, la sua infinita potenza, la sua
sapienza. Sembra impossibile che questo possa accadere: poveri come siamo, noi possiamo
essere il segno della sua presenza tra gli uomini! Noi possiamo essere un miracolo! Ogni gesto
quotidiano, ogni pensiero, ogni amore, per semplice e modesto che sembri, vissuto con Gesù avrà
una portata immensa, messo nelle sue mani diventerà una ricchezza per tutti! Anche se spesso
facciamo esperienza del dolore, della stanchezza, delle incomprensioni e delle difficoltà, è
nell’amore di Dio che possiamo trovare la forza di superarle e dire come S. Paolo e come la
Madre Cabrini “ Tutto posso in Colui che mi dà la forza”:
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Ripetiamo: Siamo pieni della ricchezza di Dio!
Siamo pieni..
Quando abbiamo tanto da dare
Siamo pieni..
Quando possiamo donare tutto ciò che siamo e che facciamo
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Siamo pieni..
Quando ogni momento del nostro tempo è prezioso e vissuto.
Siamo pieni..
Quando apriamo il nostro cuore agli altri.
Siamo pieni..
Quando non ci lasciamo vincere dalla sofferenza
Siamo pieni..
Quando avremo un grande rispetto per ogni fratello che incontriamo
Siamo pieni..
Quando sentiamo che la vita è sempre un dono che vale la pena di vivere
Siamo pieni..
CANTO Chi ci separerà
Chi ci separerà dal suo amore, la tribolazione, forse la spada ?
Né morte o vita ci separerà dall’Amore in Cristo Signore.
Chi ci separerà dalla sua pace, la persecuzione, forse il dolore ?
Nessun potere ci separerà da colui che è morto per noi.
Chi ci separerà dalla sua gioia, chi potrà strapparci il suo perdono ?
Nessuno al mondo ci allontanerà dalla vita in Cristo Signore.
P E N I T E N Z I E R I A A P O S T O L I C A: D E C R E T O per l’indulgenza
In occasione dei duemila anni dalla nascita del Santo Apostolo Paolo, vengono concesse speciali
Indulgenze.
I.- A tutti i singoli fedeli cristiani veramente pentiti che,debitamente purificati mediante il Sacramento della Penitenza e ristorati con la Sacra Comunione, piamente visiteranno in forma di pellegrinaggio la Basilica papale di San Paolo sulla via Ostiense e pregheranno secondo le intenzioni
del Sommo Pontefice, è concessa ed impartita l’Indulgenza plenaria della pena temporale per i loro peccati, una volta ottenuta da essi la remissione sacramentale e il perdono delle loro mancanze. L’Indulgenza plenaria potrà essere lucrata dai fedeli cristiani sia per loro stessi, sia per i defunti, tante volte quante verranno compiute le opere ingiunte; ferma restando tuttavia la norma secondo la quale si può ottenere l’Indulgenza plenaria soltanto una volta al giorno.
Affinché poi le preghiere che vengono elevate in queste sacre visite conducano e sollecitino più
intensamente gli animi dei fedeli alla venerazione della me-moria di San Paolo, è stabilito e disposto quanto segue: i fedeli, oltre ad eleva-re le proprie suppliche davanti all’altare del Santissimo
Sacramento, ognuno secondo la sua pietà, si dovranno portare all’altare della Confessione e devotamente recitare il “Padre nostro” e il “Credo”, aggiungendo pie invocazioni in onore della Beata
Vergine Maria e di San Paolo. E tale devozione sia sempre strettamente unita alla memoria del
Principe degli Apostoli San Pietro.
II.- I fedeli cristiani delle varie chiese locali, adempiute le consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), escluso
qualsiasi affetto verso il peccato, potranno lucrare l’Indulgenza plenaria se parteciperanno devotamente ad una sacra funzione o ad un pio esercizio pubblicamente svolti in onore dell’Apostolo delle Genti: nei giorni della solenne apertura e chiusura dell’Anno Paolino, in tutti i luoghi sacri; in altri
giorni determinati dall’Ordinario del luogo, nei luoghi sacri intitolati a San Paolo e, per l’utilità dei
fedeli, in altri designati dallo stesso Ordinario.
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In pellegrinaggio sui luoghi di San Paolo