Diocesi di Ragusa
Educhiamoci
alla testimonianza
della carità
Riflessioni ed appuntamenti
per camminare insieme
Anno Pastorale
2009-2010
In copertina:
DIOCESI DI RAGUSA
Ufficio delle Comunicazioni Sociali
“Educhiamoci alla testimonianza della Carità. Riflessioni
e appuntamenti per camminare insieme”. Questa è la missione
che la Diocesi di Ragusa si è data per l'anno pastorale 20092010. Questa è la vocazione che siamo chiamati a incarnare,
personalmente e comunitariamente, quale “quarta tappa” del
percorso pastorale, che negli anni passati ha visto la Chiesa
ragusana impegnata nell'educazione all'ascolto, alla relazione
con Dio e con i fratelli, e alla celebrazione.
“Il mondo ha bisogno di essere educato ad amare”. In un
Paese che, come dimostra una recente indagine dell'Eurispes
citata da S.E. il Vescovo nella riflessione introduttiva, vede in
sensibile calo la cultura del dono, educare alla Carità è non solo
coerente con la missione della Chiesa, ma anche necessario e
urgente per il futuro della società e delle giovani generazioni.
C'è bisogno non solo di attenzione compassionevole, ma anche
di impegno per la giustizia e di ulteriore generosità.
Il Piano Pastorale per la testimonianza della Carità
richiede allora una completa comprensione, una profonda condivisione, una vasta divulgazione e, specialmente, una puntuale
applicazione, quale segno efficace della presenza di Cristo nella
Chiesa locale e quale autentica vicinanza ai Poveri, a tutti i
poveri, che sono i soggetti privilegiati del Progetto di Dio.
Messaggi chiave come superamento dell'indifferenza e
della cecità, riscoperta della sobrietà e del senso critico nei
consumi, recupero della centralità dei poveri e ruolo prezioso
delle parrocchie, espansione della gratuità e doverosa accoglienza degli emarginati e degli immigrati, ispirano il Piano
Pastorale deliberato quest'anno. Ma, specialmente, è l'esortazione alla “concretezza” che richiama tutti a una fattiva e coerente vitalità comunitaria al servizio della Carità.
E' a questa coraggiosa coerenza che ci invita, fuori da
ogni ipocrisia e paura, questo Piano Pastorale, frutto dei lavori
dell'Assemblea dell'8 e 9 Maggio scorso e dei successivi
contributi degli Uffici Diocesani e della Consulta delle Aggregazioni Laicali, approvati dal Consiglio Pastorale Diocesano.
Come scrisse S. Paolo agli Efesini ricordato dal Cardinale Tettamanzi al IV Convegno di Verona “E' meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo”.
Gian Piero Saladino
Direttore
Programma pastorale 2009-2010
Educhiamoci alla testimonianza della carità
Riflessioni e appuntamenti per camminare insieme
Amici carissimi,
siamo giunti alla quarta tappa del nostro percorso pastorale, che ha avuto come denominatore comune «educhiamoci a»
e come elemento specifico «l'ascolto» (2006-2007), «la relazione con Dio e con i fratelli» (2007-2008), «la celebrazione»
(2008-2009), e adesso «la testimonianza della carità» (20092010).
Già l'anno scorso indicavo lo stretto rapporto tra «celebrazione» e «carità», citando alcuni testi che ci permettono di
cogliere la continuità del nostro cammino: «Non possiamo
illuderci: dall'amore vicendevole e, in particolare, dalla sollecitudine per chi è nel bisogno saremo riconosciuti come veri
discepoli di Cristo (cfr Gv 13,35; Mt 25,31-46). È questo il
criterio in base al quale sarà comprovata l'autenticità delle nostre
1
celebrazioni eucaristiche» ; «Un'Eucaristia che non si traduca in
amore concretamente praticato è in se stessa frammentata»2;
«Nelle parrocchie più grandi è opportuno realizzare anche una
struttura di servizio ai poveri che, aggiungendosi agli edifici
destinati al culto e alla catechesi, sia segno della dimensione
caritativa della pastorale»3.
1.
2.
3.
Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, 7.10.2004, n. 28.
Benedetto XVI, Deus caritas est, 25.12.2005, n. 14.
Conferenza Episcopale Italiana, Con il dono della carità dentro la storia,
26.5.1996, n. 35.
Nei giorni 8 e 9 maggio 2009, dopo la relazione di mons.
Giovanni Pietro Dal Toso, sottosegretario del pontificio Consiglio «Cor unum» (un solo cuore), al quale esprimiamo ancora la
nostra gratitudine per la riflessione che ci ha donato, l'assemblea
dei rappresentanti delle varie comunità si è articolata in nove
gruppi per confrontarsi sui seguenti interrogativi proposti dal
relatore:
- Cos'è per me la carità? Dove la apprendo?
- Come vive un cristiano nel quotidiano la carità?
- Quali sono nella nostra diocesi/parrocchia/comunità i
-
-
-
campi in cui in particolare è chiesta la testimonianza della
carità?
Ci sono in diocesi/parrocchia/comunità delle persone che
testimoniano la carità? perché sono credibili?
Quali sono le caratteristiche del testimone della carità?
Perché a volte testimoniare la carità è difficile?
Perché per i sofferenti, per chi è in ricerca, per gli emarginati, è importante ricevere la «attenzione del cuore»
(Deus caritas est, 31a)?
Si possono stabilire delle correlazioni tra servizio di carità
e missione, tra eucaristia e diaconia (Deus caritas est,
25a)?
Ci sono nella nostra diocesi/parrocchia/comunità delle
modalità di formazione alla carità e con quali contenuti?
Avute le relazioni dei gruppi di lavoro, il 5 giugno le ho trasmesse ai direttori degli uffici pastorali diocesani e al presidente
della consulta delle aggregazioni laicali, chiedendo di farmi avere entro la fine del mese le loro indicazioni per la stesura del
piano pastorale 2009-2010.
Durante l'estate, ho guardato, ascoltato, letto, pensato e
pregato, portandomi nel cuore il tema della testimonianza della
carità.
Ho, quindi, redatto il testo delle «Riflessioni e appuntamenti per camminare insieme», che ho sottoposto all'esame del
consiglio pastorale diocesano nell'incontro del 31 agosto e che
adesso consegno a tutti voi.
Questo testo non ha la pretesa di indicare tutto ciò che
è necessario per l'educazione alla testimonianza della carità.
Molto semplicemente intende:
a) offrire spunti per la riflessione personale e comunitaria;
b) sollecitare le comunità, i movimenti e i gruppi ecclesiali a
individuare e realizzare percorsi formativi;
c) offrire alcune proposte;
d) suggerire elementi di verifica delle nostre scelte pastorali.
IL MONDO HA BISOGNO DI ESSERE EDUCATO AD AMARE
Bisogno di educazione
Va rilevata, anzitutto, l'importanza e l'urgenza dell'educazione e dell'educazione all'amore.
Ci sarà un motivo se papa Benedetto ha ritenuto opportuno
inviare alla diocesi e alla città di Roma, il 21 gennaio 2008, una
lettera sul compito urgente dell'educazione.
Ci sarà un motivo se egli, ricevendo in udienza per il tradizionale scambio di auguri per il nuovo anno, il 12 gennaio
scorso, gli Amministratori della Regione Lazio, del Comune e
della Provincia di Roma, li ha ringraziati «per la collaborazione
instauratasi fra le vostre Amministrazioni e le comunità ecclesiali per quel che riguarda gli oratori e la costruzione di nuovi
complessi parrocchiali nei quartieri che ne sono sprovvisti» ed
ha espresso l'auspicio «che in futuro tale mutuo sostegno, nel
rispetto delle reciproche competenze, si consolidi ulteriormente,
tenendo presente che le strutture ecclesiali, nel cuore di un quartiere, oltre a permettere l'esercizio del diritto fondamentale della
persona umana che è la libertà religiosa, sono in realtà centri di
aggregazione e di formazione ai valori della socialità, della pacifica convivenza, della fraternità e della pace». E, con riferimento
ai ragazzi e ai giovani, ha affermato che l'attuale emergenza
educativa «richiede oggi la più ampia collaborazione possibi4
le» .
All'esigenza di creare «luoghi di educazione» ha voluto
rispondere l'impegno, già manifestato e che deve svilupparsi
ancora di più con la collaborazione anche di altri enti, a realizzare in diocesi gli «oratori».
La cultura del dono è in calo
Mi ha fatto molto riflettere l'indagine compiuta dall'Eurispes (Istituto di studi politici, economici e sociali) sulla solidarietà in Italia.
Con il titolo «Volontariato: Eurispes denuncia calo della
“cultura del dono”», l'agenzia di stampa quotidiana nazionale
l'ASCA, lo scorso 11 agosto, ha così presentato la fotografia
dell'Italia solidale: « “Si sarebbe potuto pensare - evidenzia il
presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara - che una società in
gran parte liberata dai bisogni materiali primari che ha, appunto,
a disposizione grandi quantità di beni e di risorse potesse essere
4.
Benedetto XVI, Discorso agli Amministratori della Regione Lazio, del
Comune e della Provincia di Roma, 12.1.2009.
più attenta e sensibile nei confronti di quella parte, non irrilevante, di meno fortunati. Eppure, questo non accade. All'aumento della ricchezza non corrisponde quasi mai una volontà di redistribuzione. Quasi sempre, e specialmente nei momenti di crisi, i
ricchi diventano più ricchi e i poveri sempre più poveri. Sembra
un paradosso: tanto più cresce la ricchezza disponibile tanto più
questa tende a concentrarsi in poche mani: i poveri devono accontentarsi di partecipare come spettatori agli sprechi e alle
follie della 'società dello spettacolo'... Lo spreco e la dissipazione pubblici vengono immediatamente mutuati e applicati dai
singoli soggetti, l'incuria e l'indifferenza diventano il tratto
distintivo di ogni comportamento, l'egoismo ed il possesso i
segnalatori dello status di chi può fare a meno degli altri. L'unica
residua manifestazione di generosità è affidata alla carità, alla
beneficenza amministrata con la quale si vorrebbero rattoppare
le ferite visibili della società”. Un altro indicatore della caduta
della cultura del dono, aggiunge ancora Fara, “è costituito dalla
diffidenza ovvero dalla mancanza di fiducia: nessuno si fida più
di nessuno. E allora le grandi questioni, i grandi problemi che
affliggono l'umanità, la fame, la povertà, il dolore, la sofferenza
diventano brevi e lontane rappresentazioni televisive tra uno
spot e una sfilata di moda nei nostri telegiornali e ci sentiamo
rassicurati dalla distanza e poi, chissà cosa c'è dietro queste tristi
rappresentazioni e a quali logiche politiche o economiche rispondono”. Sappiamo bene, conclude il presidente dell'Eurispes, “che un albero che cade fa più rumore di tanti fili d'erba che
crescono e le cronache ci hanno ormai troppo abituati ai fenomeni di bullismo, alla violenza negli stadi, agli omicidi in famiglia, agli sballi e alle morti del sabato sera. Tuttavia si scorgono
nuovi segnali, che via via si fanno sempre più forti e interessanti,
di una diversa ricerca di senso tra le generazioni più giovani.
Così si spiegano le tante 'realtà silenziose' che occupano di giorno in giorno spazi sempre maggiori del vivere associato”».
Andare a scuola d'amore
Il mondo ha bisogno d'amore, ma amare non è facile. Occorre andare a «scuola d'amore». Molti anni fa, nel 1956, Erich
5
Fromm scrisse un interessante volumetto dal titolo «L'arte
d'amare»6. Nella prefazione fece alcune affermazioni che ritengo ancora oggi molto valide: «L'amore non è un sentimento al
quale ci si possa abbandonare senza aver raggiunto un alto livello di maturità... ogni tentativo d'amare è destinato a fallire se
non si cerca di sviluppare più attivamente la propria personalità;
... la soddisfazione, nell'amore individuale, non può essere raggiunta senza la capacità di amare il prossimo con umiltà, fede e
7
coraggio. Senza queste virtù è impossibile amare veramente» .
Il mondo ha bisogno che si allarghi maggiormente la «cultura del dono».
Educare il cuore
Parlando di pace e di disarmo, la costituzione pastorale del
concilio sulla Chiesa nel mondo contemporaneo metteva in
evidenza la necessità di «educare il cuore»: «È inutile infatti che
essi si adoperino con tenacia a costruire la pace, finché sentimenti di ostilità, di disprezzo e di diffidenza, odi razziali e ostinate ideologie dividono gli uomini, ponendoli gli uni contro gli
altri. Di qui la estrema, urgente necessità di una rinnovata educazione degli animi e di un nuovo orientamento nell'opinione pubblica. Coloro che si dedicano a un'opera di educazione, specie
della gioventù, e coloro che contribuiscono alla formazione
della pubblica opinione, considerino loro dovere gravissimo
5.
6.
7.
Psicologo e sociologo tedesco, morto nel 1980 cinque giorni prima
dell'ottantesimo compleanno.
Tradotto in italiano nel 1963.
Erich Fromm, L'arte d'amare, Il Saggiatore, Milano 1979, pag. 9.
inculcare negli animi di tutti sentimenti nuovi, ispiratori di pace.
E ciascuno di noi deve adoperarsi per mutare il suo cuore, aprendo gli occhi sul mondo intero e su tutte quelle cose che gli uomini
possono compiere insieme per condurre l'umanità verso un mi8
gliore destino» . Queste parole sono valide anche in riferimento
alla educazione alla carità!
Educare alla gratuità
La diffusione della «cultura del dono» esige l'educazione
alla gratuità. L'amore è gratuito; l'amore non chiede nulla in
cambio, non pretende nulla, anche se sa che nessun gesto d'amore è sterile! Chiare e illuminanti le parole di Benedetto XVI: «La
carità, inoltre, non deve essere un mezzo in funzione di ciò che
oggi viene indicato come proselitismo. L'amore è gratuito; non
viene esercitato per raggiungere altri scopi»9.
Il volontariato
Un «luogo» in cui si esprime e ci si educa alla cultura del
dono è il volontariato. I volontari sono portatori di grandi valori
e contribuiscono efficacemente alla realizzazione della civiltà
dell'amore.
Mi piace riportarvi quella parte del discorso di Giovanni
Paolo II alle Misericordie d'Italia, nella quale si mettono in risalto le caratteristiche del volontariato cristiano e la sua incidenza
nella società: «Questo infatti è lo stile del volontariato cristiano:
discreto, generoso, rispettoso delle persone, ben formato nelle
motivazioni, nei principi etici, nei metodi, costantemente
8.
9.
Concilio ecumenico vaticano secondo, Costituzione pastorale sulla Chiesa
nel mondo contemporaneo, Gaudium et spes, n. 82.
Benedetto XVI, Deus caritas est, 25.12.2005, n. 31, lettera c.
alimentato da profonde radici spirituali. Così impostato il volontariato non si riduce a svolgere opera di supplenza a carenze
strutturali, non si limita a questo, bensì diventa una forza di rinnovamento sociale e politico, che affronta le emergenze stimolando al tempo stesso le autorità responsabili a rimuoverne le
cause»10.
Una espressione sintetizza le qualità e la forza dei volontari: «La purezza di motivazione li rende trasparenti; il respiro
della loro speranza, costanti; l'umiltà della loro carità, credibili».
«L'amore del prossimo non si può delegare e richiede
sempre l'impegno personale e volontario, per il quale lo Stato
può e deve creare condizioni generali favorevoli». Queste
espressioni sono di papa Benedetto. Le pronunziò durante il suo
viaggio in Austria, in occasione dell'850º anniversario della
fondazione del santuario di Mariazell, quando incontrò il mondo
del volontariato. Come sempre, egli tenne un discorso lucidissimo: «L'amore del prossimo non si può delegare; lo Stato e la
politica, con le pur necessarie premure per lo Stato sociale, - Lei,
Signor Presidente, l'ha affermato - non possono sostituirlo.
L'amore del prossimo richiede sempre l'impegno personale e
volontario, per il quale certamente lo Stato può e deve creare
condizioni generali favorevoli. Grazie a questo impegno, l'aiuto
mantiene la sua dimensione umana e non viene spersonalizzato.
E proprio per questo voi volontari non siete “tappabuchi” nella
rete sociale, ma persone che veramente contribuiscono al volto
umano e cristiano della nostra società»11.
10.
11.
Giovanni Paolo II, Discorso ai membri della Confederazione nazionale
delle Misericordie d'Italia, 15.6.1996.
Benedetto XVI, Discorso al mondo del volontariato, Wiener Konzerthaus,
Vienna, 9.9.2007.
Adozione e affido
È bello e consolante constatare la presenza, nel nostro
territorio, di famiglie che vivono l'esperienza dell'accoglienza
dei bambini, sia mediante l'adozione che mediante l'affido. A loro esprimiamo la nostra gratitudine per la testimonianza che offrono e la disponibilità alla condivisione della loro scelta. È importante, anche per far crescere la «cultura del dono», presentare
queste possibilità nelle varie zone.
La famiglia è il luogo privilegiato per l'educazione all'amore
Una attenzione particolare dovrà essere rivolta alle famiglie che, consapevolmente o inconsapevolmente, in maniera
esplicita o implicita, chiedono non solo di non essere lasciate
sole ma di essere sostenute e accompagnate nel loro «difficile
mestiere» di educatori. La famiglia è il luogo privilegiato della
custodia, della rivelazione, della comunicazione dell'educazione all'amore: «In una prospettiva poi che giunge alle radici stesse
della realtà, si deve dire che l'essenza e i compiti della famiglia
sono ultimamente definiti dall'amore. Per questo la famiglia
riceve la missione di custodire, rivelare e comunicare l'amore,
quale riflesso vivo e reale partecipazione dell'amore di Dio per
l'umanità e dell'amore di Cristo Signore per la Chiesa sua
sposa»12.
Il diaconato permanente
In questo anno pastorale ripenseremo anche al ministero
dei «diaconi permanenti», di coloro cioè che in comunione con
il Vescovo e il suo presbiterio servono il popolo di Dio nella
12.
Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 22.11.1981, n. 17.
diaconia della liturgia, della predicazione e della carità. Occorre
che la comunità cristiana sia aiutata a cogliere l'identità del
diacono, a «vedere chi è», a comprendere il senso del suo
servizio, pur in presenza di profili diversi, così come la storia ci
ha insegnato.
L'educazione riguarda anche la comunità ecclesiale
L'educazione non riguarda solo i ragazzi e i giovani, ma
anche la comunità ecclesiale nelle sue varie articolazioni. Le
nostre comunità sono chiamate a rinascere ogni giorno con la
potenza dello Spirito e devono essere luoghi «in cui si nasce e si
aiuta a nascere». Il prof. Giuseppe Savagnone, infatti, ha scritto
che l'educazione è un «aiutare a nascere»: «Si educa quando si
aiuta qualcuno a “nascere”, non nel senso meramente biologico,
ma in quello più profondo di un venire alla luce sul piano
spirituale» ed ha precisato che, per la carità più che per qualsiasi
altra meta educativa, la pedagogia «non può essere affidata
soltanto alle parole, ma deve esserlo soprattutto ai fatti, vale a
dire alle esperienze e ai comportamenti concreti, vissuti e
interpretati da una comunità che li fa diventare una tradizione. Si
imparano i gesti dell'amore non ascoltando dei discorsi, ma
trovandosi coinvolti in una storia che altri prima di noi e insieme
a noi costruiscono ogni giorno con questi gesti»13.
È in quanto comunità che, nel nuovo anno pastorale,
vogliamo educarci alla testimonianza della carità. Senza minimizzare l'importanza della educazione dei singoli, l'attenzione
dovrà essere rivolta soprattutto alla comunità, quale luogo della
testimonianza e dell'educazione all'amore e alla cultura del dono.
13.
Giuseppe Savagnone, La pedagogia dei fatti: per un cammino educativo
alla carità, in Caritas Italiana, La Chiesa della carità, a cura di Giancarlo
Perego, EDB, Bologna 2009, 275-276.
L'AMORE È TUTTO
Un rischio che quest'anno possiamo correre è quello di
pensare di ridurre l'impegno ad una serie di «inviti» o di «pie
esortazioni» a compiere qualche «buona azione», ad aumentare
le «elemosine», a cercare di «fare qualcosa» per tranquillizzare
la coscienza o per affrontare la «crisi finanziaria» ancora in atto.
Non è così!
Una convinzione sostiene il nostro impianto educativo:
l'amore è tutto! «Tante cose, anche nel nuovo secolo, saranno
necessarie per il cammino storico della Chiesa; ma se mancherà
14
la carità, tutto sarà inutile» .
L'amore è tutto? Siamo proprio convinti che l'amore sia
tutto? C'è chi pensa che parlare d'amore significhi semplicemente «fare poesia», inseguire sogni che svaniscono al
momento del risveglio, che non è possibile amare perché l'amore
non esiste; anche l'esperienza ci insegna che l'amore oggi c'è e
domani non si sa...
È possibile, anzitutto, amare? Rivolgendosi ai giovani, all'inizio del messaggio per la 22ª Giornata mondiale della gioventù, papa Benedetto pose esattamente questa domanda: «È possibile amare?». Se da una parte «ogni persona avverte il desiderio
di amare e di essere amata», dall'altra «quant'è difficile amare,
quanti errori e fallimenti devono registrarsi nell'amore! C'è persino chi giunge a dubitare che l'amore sia possibile. Ma se carenze affettive o delusioni sentimentali - scrisse il Papa - possono
far pensare che amare sia un'utopia, un sogno irraggiungibile,
bisogna forse rassegnarsi? No! L'amore è possibile e scopo di
questo mio messaggio è di contribuire a ravvivare in ciascuno di
14.
Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 6.1.2001, n. 42.
voi, che siete il futuro e la speranza dell'umanità, la fiducia nell'amore vero, fedele e forte; un amore che genera pace e gioia; un
amore che lega le persone, facendole sentire libere nel reciproco
rispetto»15.
È il Signore che, attraverso le parole di san Paolo, ci rivela
il valore unico e insostituibile della carità: «Se parlassi le lingue
degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come
un bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta
la conoscenza, e possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in
cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto,
16
ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe» .
Vi chiedo di riflettere sulle seguenti affermazioni:
a) «nella bocca di Paolo di Tarso, la Parola di Dio ci indica inequivocabilmente ciò che “è più grande” per i discepoli di
Cristo: la carità! È la fonte feconda di ogni servizio di Chiesa,
la sua misura, il suo metodo e la sua verifica»17;
b) «per la Chiesa - ammaestrata dal vangelo - la carità è tutto
perché... “Dio è carità”...: dalla carità di Dio tutto proviene,
per essa tutto prende forma, ad essa tutto tende. La carità è il
dono più grande che Dio abbia dato agli uomini, è sua
18
promessa e nostra speranza» ;
c) «la carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe lasciare ad altri, ma appartiene
15.
16.
17.
18.
Benedetto XVI, Messaggio per la XXII Giornata mondiale della gioventù,
27.1.2007.
Prima lettera di san Paolo ai Corinzi, capitolo 13, versetti 1-3.
Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti all'assemblea della Riunione delle
Opere per l'Aiuto alle Chiese Orientali (R.O.A.C.O.), 25.6.2009, n.2.
Benedetto XVI, Caritas in veritate, 29.6.2009, n. 2.
alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa
essenza»19;
d) «l'unico criterio secondo cui tutto deve essere fatto o non
fatto, cambiato o non cambiato. È il principio che deve dirigere ogni azione e il fine a cui essa deve tendere. Quando si
agisce con riguardo alla carità o ispirati dalla carità, nulla è
20
disdicevole e tutto è buono» .
È questa la nostra consapevolezza? È questo il nostro stile
del servizio di Chiesa (criterio, misura, metodo, verifica)?
SIAMO CHIAMATI AD AMARE PERCHÉ SIAMO STATI AMATI
Per testimoniare la carità è essenziale aver fatto l'esperienza della carità, per amare bisogna sapere di essere stati amati:
«Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo»21. Noi sappiamo
che «in questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma
è lui che ha amato noi»22.
Fatta l'esperienza dell'amore ricevuto, si è chiamati a donarlo. «La carità - ha scritto papa Benedetto - è amore ricevuto
donato. Essa è “grazia”... La sua scaturigine è l'amore sorgivo
del Padre per il Figlio, nello Spirito Santo. È amore che dal
19.
20.
21.
22.
Benedetto XVI, Deus caritas est, 25.12.2005, n. 25, lettera a.
Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 7.12.1990, n. 60. Redemptoris
missio (la missione del Redentore) è l'enciclica sulla permanente validità del
mandato missionario. Il Papa cita Isacco della Stella, nato in Inghilterra
intorno al 1110 e vissuto in Francia. Fu monaco e abate nel monastero della
Stella (per questo motivo «Isacco della Stella»), scrisse di teologia; fu
rimosso da abate e mandato in esilio su pressione del re d'Inghilterra Enrico
II, perché aveva difeso il vescovo di Canterbury, S. Tommaso Becket (il
vescovo assassinato nella Cattedrale, protagonista dell'opera teatrale di T.S.
Eliot intitolata «Assassinio nella cattedrale).
Prima lettera di Giovanni, capitolo 4, versetto 19.
Prima lettera di Giovanni, capitolo 4, versetto 10.
Figlio discende su di noi... Destinatari dell'amore di Dio, gli
uomini sono costituiti soggetti di carità, chiamati a farsi essi
stessi strumenti della grazia, per effondere la carità di Dio e per
tessere reti di carità»23.
L'asprezza della vita e l'amore di Dio
La vita, però, talvolta, mette a dura prova la certezza che
Dio è amore e ci ama concretamente e sul serio. Facciamo fatica
a ripetere, con san Paolo, che Gesù «mi ha amato e ha conse24
gnato se stesso per me» . Talvolta si ha la sensazione che Dio
non ascolti, che sia insensibile e lontano, che non risponda al
nostro richiamo. E le parole di Giobbe o del salmista ci bruciano
dentro: «Io grido a te, ma tu non mi rispondi, insisto, ma tu non
25
mi dai retta» ; «Mio Dio, grido di giorno e non rispondi; di notte,
e non c'è tregua per me»26.
I tempi del silenzio di Dio sono gli spazi della nostra
libertà fiduciosa; quando ciascuno di noi può verificare la
solidità e l'autenticità del proprio rapporto con Dio.
Bellissima e significativa, nella tradizione ebraica, la
storia di quel rabbino provato in mille modi dalla guerra, dalle
persecuzioni, dai disastri naturali. Ed ogni volta che veniva
colpito, ripeteva: «Signore Dio, non sei ancora riuscito a farmi
dubitare del tuo amore».
Il 28 maggio 2006, in Polonia, dopo aver visitato i campi di
concentramento di Auschwitz-Birkenau, papa Benedetto si fece
portavoce degli interrogativi che inquietano la coscienza di ogni
23.
24.
25.
26.
Benedetto XVI, Caritas in veritate, 29.6.2009, n. 5.
Lettera di san Paolo ai Galati, capitolo 2, versetto 20.
Libro di Giobbe, capitolo 30, versetto 20.
Salmo 22, versetto 3.
credente e indicò l'atteggiamento da assumere: «Dove era Dio in
quei giorni? Perché Egli ha taciuto? Come poté tollerare questo
eccesso di distruzione, questo trionfo del male?... Noi non possiamo scrutare il segreto di Dio - vediamo soltanto frammenti e
ci sbagliamo se vogliamo farci giudici di Dio e della storia. Non
difenderemmo, in tal caso, l'uomo, ma contribuiremmo solo alla
sua distruzione. No - in definitiva, dobbiamo rimanere con
l'umile ma insistente grido verso Dio: Svégliati! Non dimenticare la tua creatura, l'uomo! E il nostro grido verso Dio deve al
contempo essere un grido che penetra il nostro stesso cuore, affinché si svegli in noi la nascosta presenza di Dio - affinché quel
suo potere che Egli ha depositato nei nostri cuori non venga coperto e soffocato in noi dal fango dell'egoismo, della paura degli
uomini, dell'indifferenza e dell'opportunismo».
Il racconto dell'amore struggente di Dio
Dovremo essere attenti a non banalizzare il discorso sull'amore di Dio e a non scivolare in vuoti sentimentalismi, consapevoli che «l'amore di Dio per noi è questione fondamentale per
la vita e pone domande decisive su chi è Dio e chi siamo noi»27.
La Bibbia è il racconto dell'amore struggente di Dio per gli
uomini: un amore che non si arrende, che escogita vie sempre
nuove per arrivare al cuore dell'uomo, che non rimane indifferente dinanzi all'ingiustizia, al dolore, alla sofferenza e alla
morte; un amore che abbraccia tutti e ciascuno.
Il Dio della Bibbia è un Dio che «vede», «sente» e
interviene per salvare il suo popolo: «Il Signore disse: “Ho
osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo
grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze.
27.
Benedetto XVI, Deus caritas est, 25.12.2005, n. 2.
Sono sceso per liberarlo dal potere dell'Egitto e per farlo salire
da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra
dove scorrono latte e miele... Ecco, il grido degli Israeliti è
arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li
opprimono. Perciò va'! Io ti mando dal faraone. Fa' uscire
dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti”»28.
Un Dio che si commuove e soffre per il tradimento di coloro che egli circonda di attenzioni, eppure non smette di amarli:
«Quando Israele era fanciullo, io l'ho amato... Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; ... A Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo
cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi
chinavo su di lui per dargli da mangiare... Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione»29.
Un Dio che non dimenticherà mai il suo popolo, perché il
suo amore è per sempre: «si dimentica forse una donna del suo
bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai»30.
Un Dio che, per amore verso il popolo, si rivolge contro se
stesso: «L'amore appassionato di Dio per il suo popolo - per
l'uomo - ... è talmente grande da rivolgere Dio contro se stesso, il
suo amore contro la sua giustizia... Dio ama tanto l'uomo che,
facendosi uomo Egli stesso, lo segue fin nella morte e in questo
31
modo riconcilia giustizia e amore» .
28.
29.
30.
31.
Libro dell'Esodo, capitolo 7, versetti 7-10
Libro di Osea, capitolo 11, versetti 1-8.
Libro di Isaia, capitolo 49, versetto 15.
Benedetto XVI, Deus caritas est, 25.12.2005, n. 10.
In Gesù si rivela in pienezza l'amore di Dio. Per questo, san
Paolo prega il Padre e augura alla comunità di Efeso «che il
Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati
e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i
santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità,
e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza,
32
perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio» . Gesù, come
vedremo, è il nostro grande e vero educatore!
Se la carità è amore ricevuto, si comprende la necessità
della preghiera per invocarlo ed ottenerlo. L'amore non «nasce»
nel nostro cuore, ma vi è deposto come dono. Noi cristiani siamo
persone dalle «braccia alzate», consapevoli di essere capaci di
amare solo se accogliamo l'amore che Dio riversa nella nostra
vita. Papa Benedetto, scrivendo dello sviluppo umano integrale
nella carità e nella verità, afferma che «lo sviluppo ha bisogno di
cristiani con le braccia alzate verso Dio nel gesto della preghiera,
cristiani mossi dalla consapevolezza che l'amore pieno di
verità..., da cui procede l'autentico sviluppo, non è da noi prodotto ma ci viene donato»33.
SIAMO CHIAMATI AD AMARE COME SIAMO STATI AMATI
Noi non possiamo amare in una qualunque maniera; non
siamo noi a dettare le regole dell'amore. Giacché «Dio è amore»,
è Lui che ci si presenta come fonte, modello e maestro d'amore.
Gesù è il nostro grande, vero educatore.
Il capitolo 13 del vangelo di Giovanni inizia con il
racconto della lavanda dei piedi, prosegue con l'annuncio del
tradimento di Giuda, con la sua uscita dalla sala della cena e con
32.
33.
Lettera di san Paolo agli Efesini, capitolo 3, versetti 14-19.
Benedetto XVI, Caritas in veritate, 29.6.2009, n. 79.
«gli addii». All'inizio di questi «addii», Gesù dice: «Vi do un
comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho
amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti
sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli
34
altri» .
Del testo colgo tre indicazioni «preziose»:
a) Gesù dona ai discepoli un comandamento nuovo, che manifesta cioè la novità da lui immessa nel mondo. È iniziata una
nuova umanità e il fatto che i discepoli si donano reciprocamente amore ne è il segno e il frutto. «Come io ho amato
voi», egli dice, «così amatevi anche voi gli uni gli altri», cioè
io sono il modello, ma anche il fondamento, la causa, la fonte
del vostro amarvi. Il «come io», quindi, significa modello,
norma, misura, causa, fonte. Uno studioso di san Giovanni
traduce: «Con l'amore con cui vi ho amato, amatevi anche voi
gli uni gli altri!». E commenta: «L'amore del Figlio per i suoi
discepoli genera il loro movimento di carità: è il suo amore
che passa in loro, quando amano i fratelli e ne sono riamati.
Nei cc. 15 e 17, l'amore di Gesù che sboccia nei credenti si rivela quello del Padre stesso»35.
b) L'espressione di Gesù segue una logica «strana». Nella prospettiva della reciprocità l'espressione avrebbe dovuto avere
un andamento diverso: giacché io vi ho amato, anche voi dovete amarmi. E invece l'amore donato non «torna indietro»,
quasi a chiudere il movimento in «andata e ritorno», ma
si allarga nella condivisione: l'amore che vi ho donato, riversatelo sui fratelli! Anche nella prima lettera di Giovanni noi
leggiamo: «In questo abbiamo conosciuto l'amore, nel fatto
34.
35.
Vangelo di Giovanni, capitolo 13, versetto 35.
Léon-Dufour Xavier, Lettura dell'Evangelo secondo Giovanni, San
Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1995, vol. 3, 106-107.
che egli [Gesù] ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi
dobbiamo dare la vita per i fratelli».36
c) L'amore reciproco tra i fratelli è la carta d'identità dei discepoli di Gesù. Tutti avranno così la possibilità di sapere qual è
la comunità voluta da Gesù e di riconoscerla come autentica.
Ed anche noi avremo lo strumento di verifica del nostro essere la Chiesa di Gesù.
Nella sua prima lettera, san Pietro indica quattro caratteristiche della carità fraterna. Noi, egli dice, siamo chiamati alla
santità. La Parola ci purifica perché noi possiamo realizzare una
comunità di fratelli che si amano di un amore sincero, intenso,
cordiale, reciproco: «Dopo aver purificato le vostre anime con
l'obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli,
amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri»37.
Se accogliamo in noi l'amore di Gesù, il nostro amore
verso i fratelli avrà le sue caratteristiche perché sarà il suo amore! Egli amerà attraverso noi! E noi ameremo con un amore sincero, attento, concreto, gratuito, accogliente, generoso...
Presenterò solo due modalità dell'amore di Gesù: la concretezza e l'accoglienza.
La concretezza dell'amore di Gesù
L'amore di Gesù per le persone è un amore concreto. Basta
sfogliare il vangelo per rendersene conto. La sua vita è un
susseguirsi di concreti gesti di amore.
36.
37.
Prima lettera di Giovanni, capitolo 3, versetto 16.
Prima lettera di Pietro, capitolo 1, versetto 22.
Così il vangelo sintetizza l'attività di Gesù: «Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e
di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e
conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e
dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì»38.
L'insegnamento, l'annuncio del vangelo, i miracoli sono i segni
dell'amore di Gesù per la gente. Egli ama insegnando, annunciando il vangelo, guarendo i malati, operando miracoli. Quando
i discepoli gli dicono di congedare la folla, che è tanta, «perché
vada nei villaggi a comprarsi da mangiare», e il suggerimento
appare «ragionevole», egli risponde: «Non occorre che vadano;
39
voi stessi date loro da mangiare» e moltiplica il pane .
L'amore di Gesù è personale; egli ama tutti, ma non in
modo vago e generico. Il suo amore è rivolto alle singole persone, come se fossero le «uniche». Dal vangelo di Giovanni, per
esempio, veniamo a sapere che «Gesù amava Marta e sua sorella
40
e Lazzaro» . Quando Lazzaro muore, egli scoppia in pianto e i
giudei commentano: «Guarda come lo amava»41.
Il bene dell'uomo è il criterio che Gesù segue per interpretare e applicare o non applicare la legge, anche quella del
sabato. I discepoli hanno fame e, passando in giorno di sabato fra
campi di grano, cominciano a cogliere delle spighe e a mangiarle. Questo gesto provoca la protesta dei farisei; ma Gesù difende
42
i discepoli . Nella sinagoga incontra un uomo paralizzato e alcuni per poterlo poi accusare gli chiedono: «È lecito guarire in
38.
39.
40.
41.
42.
Vangelo di Matteo, capitolo 4, versetti 23-24.
Vangelo di Matteo, capitolo 14, versetti 13-21.
Vangelo di Giovanni, capitolo 11, versetto 5.
Vangelo di Giovanni, capitolo 11, versetto 36.
Vangelo di Matteo, capitolo 12, versetti 1-8.
giorno di sabato?». Gesù risponde alla domanda e guarisce quell'uomo, anche se pagherà con la vita questa sua libertà.
Il vangelo, infatti, annota: «Allora i farisei uscirono e tennero
consiglio contro di lui [Gesù] per farlo morire»43.
Il gesto che, più di tutti, manifesta la concretezza dell'amore di Gesù è la croce. Egli ci ama a tal punto da donare la
sua vita per noi deboli, peccatori, nemici. È san Paolo che così
scrive alla chiesa di Roma: «Dio dimostra il suo amore verso di
noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è
44
morto per noi» .
La Chiesa delle origini comprese perfettamente la testimonianza di Gesù e con molto realismo così insegnava: «Se un
fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi
e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che
cosa serve?»45; «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua,
46
ma con i fatti e nella verità» , cioè il nostro amore non sia soltanto «proclamato» (a parole e con la lingua), ma concreto, effettivo (con i fatti) e modellato su Gesù, che è la verità (nella
verità).
Giovanni Paolo II indicò nell'«impegno di un amore operoso e concreto verso ogni essere umano» un ambito che qualifica la vita cristiana, lo stile ecclesiale e la programmazione
pastorale; e affermò che «la Chiesa misura la sua fedeltà di
Sposa di Cristo» sulla pagina del vangelo di Matteo (capitolo 25,
versetti 35-36) «non meno che sul versante dell'ortodossia»47.
43.
44.
45.
46.
47.
Vangelo di Matteo, capitolo 12, versetti 9-14.
Lettera di san Paolo ai Romani, capitolo 5, versetto 8.
Lettera di Giacomo, capitolo 2, versetti 15-16.
Prima lettera di Giovanni, capitolo 3, versetto 18.
Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 6.1.2001, n. 49.
È vero, egli disse, che l'annuncio del vangelo è la prima carità.
Ma senza la carità delle opere e la testimonianza della povertà
cristiana, l'annuncio del vangelo rischia di essere incompreso o
di «affogare in quel mare di parole a cui l'odierna società della
comunicazione quotidianamente ci espone. La carità delle opere
assicura una forza inequivocabile alla carità delle parole»48.
Gesù ci dice che alla sera della vita, il criterio del giudizio
finale sarà la testimonianza dell'amore concreto nei confronti
dell'affamato, dell'assetato, dello straniero, del nudo, dell'am49
malato, del carcerato .
La concretezza dell'amore nelle nostre comunità
Quali sono, nelle nostre comunità, i segni rivelatori che
l'annuncio del vangelo della carità non si limita «alle parole»,
ma si traduce in gesti concreti? I «poveri» (nel senso più ampio,
ma non «generico») contano nelle nostre parrocchie e quanto?
Concretamente come aiutiamo le persone e le famiglie in difficoltà economiche?
La comunità educa alla testimonianza della carità con la
sobrietà degli stili di vita (personale, familiare ed anche ecclesiale), sollecitata pure (ma non solo e non soprattutto)
dall'attuale crisi finanziaria; con un maggiore senso critico dei
consumi e delle spese.
Un segno «non piccolo» della concretezza della nostra
testimonianza di carità è possibile leggerlo nei nostri bilanci.
Qual è, per esempio, la somma che ogni anno viene riservata per
la carità? Nelle spese per le «feste religiose», c'è la voce
«carità»?
48.
49.
Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 6.1.2001, n. 50.
Vangelo di Matteo, capitolo 25, versetti 31-46.
È bene curare il coordinamento tra parrocchia e diocesi nel
sostenere i «poveri». È la parrocchia che deve farsi carico del
servizio di carità alle persone bisognose (chi meglio di essa conosce le situazioni presenti nel territorio?), sia per evitare la
logica della delega, sia per favorire la crescita della comunità
nella testimonianza del vangelo della carità, sia per offrire il sostegno più opportuno. Naturalmente, la caritas diocesana sarà
sempre vicina alla comunità parrocchiale per condividerne progetti, soluzioni, aiuti...
Non dimentichiamo che il Signore ha deposto nei solchi
della nostra terra e nel cuore della nostra gente la testimonianza
straordinaria della beata Maria Schininà. Una donna eccezionale
che, costantemente sorretta e «pungolata» dall'amore di Dio,
seppe vedere i poveri del suo tempo e ad essi dedicò la sua vita.
L'amore di Gesù è accogliente
Gesù ama tutti e accoglie tutti: bambini, giovani e adulti,
uomini e donne, sani e malati, amici e nemici, stranieri, peccatori, strozzini, traditori, violenti...
Gesù accoglie tutti, ma ha un amore preferenziale per i
poveri.
Nella sinagoga di Nazaret si presenta come colui che è
stato mandato «a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare
ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in
libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore»50.
51
Proclama: «Beati voi, poveri, perchè vostro è il regno di Dio» .
50.
51.
Vangelo di Luca, capitolo 4, versetti 18-19.
Vangelo di Luca, capitolo 6, versetto 20.
Rende lode al Padre, Signore del cielo e della terra, perché nella
sua benevolenza ha deciso di rivelare il suo progetto ai «picco52
li» . Invita coloro che sono stanchi e oppressi ad andare da lui
per essere ristorati53.
Gesù accoglie le persone, non solo le aiuta. Il suo stile di
accoglienza fa scandalo!
È qualificato come «un mangione e un beone, un amico di
54
pubblicani e di peccatori» . Un giorno ha chiamato come discepolo Levi il pubblicano; questi lo invita a casa sua e gli prepara
«un grande banchetto». A tavola ci sono tante persone e «una
folla numerosa di pubblicani». I farisei e gli scribi cominciano a
mormorare e dicono ai discepoli di Gesù: «Come mai mangiate e
55
bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?» . Ma Gesù non si
lascia condizionare da queste «mormorazioni» perché egli è
venuto a rivelare il volto misericordioso del Padre e a chiamare i
peccatori al cambiamento di vita56. Egli prova «compassione»
(nel senso che «soffre con lui e per lui») e poi «tocca» il lebbroso
per guarirlo, mostrando con i fatti il superamento della logica
della «separazione» e della «discriminazione».
Il Signore ci invita ad accogliere tutti: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di
57
Dio»; ad accogliere con particolare attenzione i «piccoli» e a
ritenere fatto a sé ciò che è stato fatto al povero: «tutto quello che
avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli [affamato,
assetato, nudo...], l'avete fatto a me»58.
52.
53.
54.
55.
56.
57.
58.
Vangelo di Matteo, capitolo 11, versetti 25-26.
Vangelo di Matteo, capitolo 11, versetto 28.
Vangelo di Matteo, capitolo 11, versetto 19.
Vangelo di Luca, capitolo 5, versetti 27-30).
Cfr. Vangelo di Matteo, capitolo 9, versetti 12-13; Vangelo di Marco,
capitolo 2, versetto 17; Vangelo di Luca, capitolo 5, versetti 31-32.
Lettera di san Paolo ai Romani, capitolo 15, versetto 7.
Vangelo di Matteo, capitolo 25, versetto 40.
Accogliere è...
Amare è accogliere, è ritenere l'altro come un dono che il
Signore ci fa.
Significativa la formula d'amore che un uomo e una donna,
che vogliono condividere la vita nel matrimonio, si scambiano
nel giorno delle nozze: «Io... accolgo te...».
Accogliere è più che rispondere ai bisogni e alle necessità
dei poveri, è fare entrare le persone nella propria vita, è fare loro
spazio nel cuore. «Accogliere è un segno di vera maturità umana
e cristiana. Non è soltanto aprire la porta e la propria casa a qualcuno. È fargli spazio nel proprio cuore, perché possa esistere e
crescere; uno spazio nel quale si senta accettato così com'è, con
le sue ferite e i suoi doni. Questo suppone che esiste un luogo segreto e calmo nel nostro cuore, dove gli altri possono riposarsi.
Se il cuore non è calmo, non può accogliere»59. Sono commoventi le parole di san Paolo alla comunità di Corinto: Io vi ho parlato con franchezza, come a figli; il mio cuore si è dilatato per
accogliervi; anche voi allargate il vostro cuore per accogliermi:
«La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi; il nostro
cuore si è tutto aperto per voi. In noi certo non siete allo stretto; è
nei vostri cuori che siete allo stretto. Io parlo come a figli; rendeteci il contraccambio, apritevi anche voi!... Accoglieteci nei vostri cuori!»60.
Accogliere è solidarietà, condivisione, compassione. È fare in modo che «i poveri si sentano, in ogni comunità cristiana,
come “a casa loro”. Sarà questo stile «la più grande ed efficace
61
presentazione della buona novella del Regno»
59.
60.
61.
Jean Vanier, La comunità. Luogo del perdono e della festa, Jaca Book,
Nuova edizione, pag. 299.
Seconda lettera di san Paolo ai Corinzi, capitolo 6, versetti 11-13; capitolo
7, versetto 2.
Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 6.1.2001, n. 50.
A ciò che ho già detto sull'accoglienza, voglio aggiungere
due «immagini», molto espressive, presenti in «Cecità», un ro62
manzo di José Saramago . Romanzo non facile, dalla punteggiatura «originale», con personaggi senza nome proprio e identificati come «il primo cieco», «la moglie del medico», «il vecchio dalla benda nera», «il ragazzino strabico», «la ragazza dagli
occhiali scuri», ecc.
La prima immagine è indicata dal reciproco sostenersi di
una coppia: «La moglie del medico a stento poteva trascinare i
piedi. La scossa l'aveva lasciata priva di forze. Quando uscirono
dal supermercato, lei esanime, lui cieco, nessuno avrebbe saputo
63
dire chi dei due stava sostenendo l'altro» .
La seconda immagine è offerta da un cane, la cui azione si
manifesta già nel nome. È «il cane delle lacrime». Piove a dirotto. La moglie del medico, con dei sacchetti in mano, si è smarrita. Guarda le targhe della strada, ma non si orienta; «ha fatto un
giro, ne ha fatto un altro, non riconosce più né le strade né i loro
nomi, e allora, disperata, si è accasciata su quel terreno sporchissimo, impastato di fango nero, e, priva di forze, di tutte, è scoppiata a piangere. I cani l'hanno circondata, fiutano i sacchetti, ma
senza convinzione, come se l'ora di mangiare ormai fosse passata, uno la lecca in faccia, forse lo hanno abituato fin da cucciolo ad asciugare i pianti. La donna gli tocca la testa, scorre la mano sul dorso inzuppato, e le altre lacrime le piange abbracciata a
lui». Alzando, poi, gli occhi si accorge di una mappa turistica che
le permette di orientarsi. Riprende il cammino, «a poco a poco i
cani sono rimasti indietro... soltanto il cane che aveva bevuto
quelle lacrime ha accompagnato chi le ha piante, probabilmente
62.
63.
José Saramago è uno scrittore portoghese, nato nel 1922; nel 1998 gli è stato
assegnato il premio Nobel per la letteratura.
José Saramago, Cecità, Einaudi, Torino, pag. 302.
questo incontro della donna e della mappa, tanto ben preparato
dal destino, includeva anche un cane»64.
L'accoglienza degli immigrati
Un aspetto dell'accoglienza, che oggi suscita non pochi
problemi, è quello attinente agli immigrati.
Papa Benedetto lo ha affrontato nell'enciclica «Caritas in
veritate», offrendo non una proposta di soluzione, che non è di
sua competenza come non lo è della Chiesa, ma un punto fermo e
alcune annotazioni, che sinteticamente vi riporto:
a) siamo di fronte a un fenomeno sociale di natura epocale che
impressiona per la quantità di persone coinvolte, per le
problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e
religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle
comunità nazionali e a quella internazionale;
b) nessun Paese da solo può ritenersi in grado di far fronte ai problemi migratori del nostro tempo;
c) per affrontare adeguatamente il fenomeno si richiede una
forte e lungimirante politica di cooperazione internazionale:
stretta collaborazione tra i Paesi da cui partono i migranti e i
Paesi in cui arrivano; adeguate normative internazionali in
grado di salvaguardare le esigenze e i diritti delle persone e
delle famiglie emigrate e, al tempo stesso, quelli delle società
di approdo degli stessi emigrati;
d) un carico di sofferenza, di disagio e di aspirazioni accompagna i flussi migratori;
e) il fenomeno è di gestione complessa. I lavoratori stranieri, nonostante le difficoltà connesse con la loro integrazione, recano un contributo significativo allo sviluppo economico del
64.
José Saramago, Cecità, Einaudi, Torino, pag. 225-226.
Paese ospite con il loro lavoro, oltre che a quello del Paese
d'origine; ovviamente, tali lavoratori non possono essere considerati come una merce o una mera forza lavoro.
C'è un punto fermo che non può mai essere messo in
discussione, che non può essere affermato in linea di principio e
tradito nella normativa: ogni migrante è una persona umana che,
in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che van65
no rispettati da tutti e in ogni situazione .
Noi dobbiamo obbedire alla Parola del Signore che ci
dice: «Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra
terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo
tratterete come colui che è nato fra voi; tu l'amerai come te
stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d'Egitto. Io
sono il Signore, vostro Dio»66.
Noi dobbiamo obbedire al Concilio che ci ricorda che
«soprattutto oggi urge l'obbligo che diventiamo generosamente
prossimi di ogni uomo, e rendiamo servizio coi fatti a colui che
ci passa accanto, vecchio da tutti abbandonato o lavoratore
straniero ingiustamente disprezzato, o emigrante, o fanciullo
nato da un'unione illegittima, che patisce immeritatamente per
un peccato da lui non commesso, o affamato che interpella la
67
nostra coscienza» .
San Francesco volle vivere «secondo la forma del santo
vangelo». Dal vangelo dedusse ciò che è scritto nella Regola non
bollata (cioè quella non confermata con una Bolla del Papa): «E
chiunque verrà da essi [dai frati], amico o nemico, ladro o
brigante, sia ricevuto con bontà. E ovunque sono i frati e in
Benedetto XVI, Caritas in veritate, 29.6.2009, n. 62.
Libro del Levitico, capitolo 19, versetti 33-34.
67. Concilio ecumenico vaticano secondo, Costituzione pastorale sulla
Chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et spes, n. 27.
65.
66.
qualunque luogo si incontreranno, debbano rivedersi volentieri
e con gioia di spirito e onorarsi scambievolmente senza mormo68
razione» .
Per accogliere «veramente» bisogna:
a)
b)
68.
69.
70.
71.
72.
«aprire la porta», rendersi capaci di accoglienza, creare
spazio nel cuore, «svuotarsi» come Gesù che «pur essendo
nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere
come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione
69
di servo, diventando simile agli uomini» . Mi piace
riportarvi una storia zen. «Nan-in, un maestro giapponese
dell'èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un
professore universitario che era andato da lui per
interrogarlo sullo Zen. Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del
suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò
traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. “È ricolma.
Non ce n'entra più!”. “Come questa tazza”, disse Nan-in
«tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso
spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”»70;
essere disinteressati, senza pretendere nulla in cambio, per
«servire» e non «per farsi servire». Un esempio? La vergi71
ne Maria che va a servire Elisabetta! «Quando offri un
banchetto, ci ha detto Gesù, invita poveri, storpi, zoppi,
72
ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti» .
«L'amore è gratuito; non viene esercitato per raggiungere
altri scopi - ha scritto papa Benedetto -. Chi esercita la
carità in nome della Chiesa non cercherà mai di imporre
Fonti Francescane, 26.
Lettera di san Paolo ai Filippesi, capitolo 2, versetti 6-7.
Una tazza di tè, in 101 storie Zen, a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps,
Adelphi, Milano 1990, pag. 13.
Vangelo di Luca, capitolo 1, versetti 39-56.
Vangelo di Luca, capitolo 14, versetti 13-14.
c)
agli altri la fede della Chiesa. Egli sa che l'amore nella sua
purezza e nella sua gratuità è la migliore testimonianza del
Dio nel quale crediamo e dal quale siamo spinti ad amare.
Il cristiano sa quando è tempo di parlare di Dio e
quando è giusto tacere di Lui e lasciar parlare solamente
l'amore»73.
rispettare la persona che si accoglie, non giudicarla e non
condannarla; valorizzare le sue qualità e desiderare che sia
se stessa. Potrebbe essere utile leggere la lettera del card.
Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, agli sposi in
situazione di separazione, divorzio e nuova unione, dal titolo: «Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito».
Siamo grati al Signore per avere ispirato sacerdoti e laici a
dare concretezza alla Parola di Dio che ci chiede di accogliere i
fratelli e le sorelle in difficoltà. Forse dovremmo conoscere meglio e apprezzare di più ciò che è stato realizzato nel nostro
territorio: centri di accoglienza, progetti di integrazione, mense,
banco alimentare...
ALCUNE PROPOSTE DIOCESANE
Adorazione eucaristica in ogni comunità: non è un lusso, è
una priorità
«Spetta nuovamente a noi di comprendere la priorità dell'adorazione e rendere i giovani, noi stessi e le nostre comunità
consapevoli del fatto che non si tratta di un lusso del nostro tempo confuso, che forse non ci si può permettere, ma di una priorità. Laddove non c'è più adorazione, laddove l'onore a Dio non
viene tributato come prima cosa, anche le realtà dell'uomo non
possono progredire74. Il Signore ci ha sollecitato e ci ha dato la
73.
74.
Benedetto XVI, Deus caritas est, 25.12.2005, n. 31, lettera c.
Benedetto XVI, Discorso ai vescovi della Germania, 21.8.2005.
grazia di «riservare» per l'adorazione perpetua (giorno e notte
per tutti i giorni dell'anno) due chiese della nostra diocesi,
S. Vito a Ragusa e «S. Giusippuzzu» a Comiso, e la cappella
Tabor, a Vittoria, per l'adorazione diurna.
Ad Adriano, che gli aveva chiesto che cosa è l'adorazione,
papa Benedetto così rispose: «Adorazione è riconoscere che Gesù è mio Signore, che Gesù mi mostra la via da prendere, mi fa
capire che vivo bene soltanto se conosco la strada indicata da
Lui, solo se seguo la via che Lui mi mostra. Quindi, adorare è
dire: “Gesù, io sono tuo e ti seguo nella mia vita, non vorrei mai
perdere questa amicizia, questa comunione con te”. Potrei anche
dire che l'adorazione nella sua essenza è un abbraccio con Gesù,
nel quale gli dico: “Io sono tuo e ti prego sii anche tu sempre con
75
me” .
L'adorazione ci trasforma in Colui che adoriamo e che ha
fatto della sua vita un dono generoso perché noi possiamo essere
felici.
Almeno una volta al mese, quindi, in tutte le comunità
(parrocchiali, religiose...), si curi l'adorazione eucaristica.
Centri di ascolto della Parola: le due lettere di san Paolo ai
Corinzi
I centri di ascolto sono una modalità semplice e «familiare» di accostarsi alla Parola per ascoltarla, condividerla,
pregarla e mettersi in discussione. Qualcuno ha detto che nei
centri di ascolto «non si discute», ma «ci si mette in discussione»!
75.
Dialogo tra Benedetto XVI e i bambini della «prima Comunione», presenti
in piazza San Pietro, a Roma, nel pomeriggio di sabato 15.10.2005.
L'ufficio catechistico diocesano curerà, come ogni anno,
la pubblicazione del volumetto con i testi biblici e con gli schemi
per la riflessione e la preghiera personale e comunitaria.
Quest'anno ci lasceremo educare dalle due lettere di san
Paolo ai Corinzi.
Caritas parrocchiale
Nell'anno dedicato alla testimonianza della carità la diocesi farà una verifica della vitalità della caritas diocesana.
È opportuno che ogni parrocchia faccia altrettanto per la
caritas parrocchiale, che «non può essere un'opzione facoltativa
e la sua costituzione in ogni comunità, pur tenendo conto e
adattandosi alle più diversificate situazioni, fa parte integrante
dell'identità e della testimonianza della Chiesa»76.
Per evitare «confusioni», «interferenze» o «concorrenze»,
si ricorda che la caritas parrocchiale è un organismo pastorale, al
servizio della crescita della Chiesa, con prevalente funzione
pedagogica.
Centri di ascolto della vita dei fratelli
Papa Benedetto ha scritto che «una delle più profonde
povertà che l'uomo può sperimentare è la solitudine. A ben
vedere anche le altre povertà, comprese quelle materiali, nascono dall'isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di
amare»77.
76. Caritas italiana, “Da questo vi riconosceranno”. La Caritas parrocchiale,
23.5.1999, n. 29. In appendice è riportata una bozza di statuto della Caritas
parrocchiale.
77. Benedetto XVI, Caritas in veritate, 29.6.2009, n. 53.
È bene quindi che, almeno nelle parrocchie più grandi, si
crei un «centro di ascolto», collegato con la caritas parrocchiale,
dove chi lo desidera possa trovare una persona alla quale
«aprire» il cuore e sperimentare di non essere solo perché c'è una
comunità pronta ad accoglierlo, a condividere sofferenze e disagi e ricercare insieme la strada della serenità.
Il «centro di ascolto», mentre aiuta a superare la solitudine,
favorisce il crearsi e lo svilupparsi di relazioni nutrienti e ricche;
rende la comunità più attenta ai silenzi, alle lacrime, alle
presenze o alle assenze; contribuisce al consolidarsi dello stile di
vita parrocchiale come stile di vita familiare.
Il collegamento, poi, con l'Osservatorio diocesano delle
povertà e delle risorse, permette di conoscere le forme di povertà
e di bisogno presenti sul territorio, di individuarne le cause e di
predisporre interventi mirati ed efficaci.
Esperienza di servizio civile in Italia o all'estero
Nel quadro della diffusione della «cultura del dono», ha
una particolare rilevanza la proposta ai giovani dell'esperienza
di servizio civile in Italia o all'estero.
Il fatto che per tale servizio i giovani ricevono una indennità economica deve spingere le nostre comunità ad accompagnarli umanamente e spiritualmente perché non si abbassi il valore della gratuità.
Conclusione
Vi ho citato «Cecità» di Saramago. Il romanzo racconta un
fatto strano: un uomo di trentotto anni è in macchina, fermo, al
semaforo. Quando scatta il verde, si accorge di essere diventato
cieco, improvvisamente e inspiegabilmente. Come se fosse una
malattia contagiosa, la cecità si diffonde in tutta la città. Solo «la
moglie del medico» ne rimane immune. Anche nella chiesa le
immagini del crocifisso e dei santi hanno gli occhi tappati da una
benda bianca. Talvolta in modo molto crudo, viene descritto ciò
che avviene nella città: ricatti, soprusi, prepotenze e violenze,
sino all'uccisione del capo dei «ciechi malvagi». Alla fine,
inspiegabilmente e improvvisamente così come l'avevano perduta, tutti riacquistano la vista.
La cecità è la metafora della perdita di umanità, di razionalità, di solidarietà, di speranza. «Secondo me - dice la moglie del
medico alla fine del romanzo - non siamo diventati ciechi,
secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur
vedendo, non vedono»78.
Quando viene meno la solidarietà, si diventa ciechi! È
urgente che le nostre comunità siano casa e scuola di solidarietà
ed offrano il loro contributo per sconfiggere la cecità che insidia
le nostre città.
A Dio, luce possente e gentile, chiediamo con Sant'Agostino di abbagliarci e di folgorarci perché la nostra cecità sia
guarita: «Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova,
tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e
là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te
create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te
quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero.
Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai
abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia
cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l'ho respirato, e
ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace»79.
78.
79.
José Saramago, Cecità, Einaudi, Torino, pag. 315.
Agostino, Confessioni, 10,27.38.
A Maria, madre nostra e testimone dell'amore incondizionato di Dio, esempio di attenzione, accoglienza e servizio,
affidiamo il nostro cammino di educazione alla testimonianza
della carità.
Con tanto affetto.
Ragusa, 5 settembre 2009
Paolo, vescovo
Calendario
delle
Attività Diocesane
per
l'Anno Pastorale
2009-2010
SETTEMBRE 2009
Mar. 1
4a Giornata per la salvaguardia del creato.
Consiglio presbiterale.
Sab. 5
Cattedrale san Giovanni Battista, Ragusa:
ore 20.30 - S.E. il Vescovo presenta alla comunità
diocesana il Piano Pastorale 2009/2010.
Lun. 7
Giornata diocesana per la salvaguardia del creato.
Mer. 9
Consiglio presbiterale.
Sab. 19
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19.30 - Cresime.
Ven. 25
Parrocchia S. Giuseppe Artigiano, Ragusa:
ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale
2009-2010.
Chiesa S. Biagio, Comiso:
ore 20,30 - Presentazione del Piano Pastorale
2009-2010.
Sab. 26
Chiesa S. Vincenzo, Acate:
ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale
2009-2010.
Chiesa Madre, Chiaramonte:
ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale
2009-2010.
Lun. 28
Incontro Vicari foranei.
UDPL
Incontro diocesano del clero.
Mar. 29
Parrocchia Spirito Santo, Vittoria:
ore 20,30 - Presentazione del Piano Pastorale
2009-2010.
Chiesa Madre, S. Croce Camerina:
ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale
2009-2010.
Chiesa S. Anna, Monterosso Almo:
ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale
2009-2010.
Mer. 30
OTTOBRE 2009
Gio. 1
Cattedrale S. Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 - Ordinazione presbiterale dei diaconi
Carmelo Iabichella ed Ettore Todaro.
Ven. 2
Presentazione del documento programmatico
dell’Ufficio diocesano di pastorale giovanile.
Sab. 3

UDPG
Incontro Direttori uffici diocesani.
UPC
CARITÀ”.
Note di lode ricordando San Francesco.
UCD
Canicarao Torre, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 20,00 - Ritiro zonale
(Acate, Chiaramonte, Comiso, Pedalino e Vittoria).
Dom. 4

Parrocchia Maria SS. Nunziata, Ragusa:
ore 19,00 - Conferimento del ministero dell’Acco litato al prof. Nello Dell’Agli, della Fraternità di
Nazaret.
Monastero Carmelitane Scalze, Ragusa:
ore 16,00 - Apertura Ottobre Missionario.
Mar. 6
Gio. 8
Ven. 9
Sab. 10
Lun. 12
 Ritiro
spirituale diocesano del clero.
Operatori Liturgia, Vicariato di Vittoria.
ULD
Parrocchia S. Cuore, Comiso:
dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima
formazione per catechisti.
UCD
Operatori Liturgia, Vicariato di Chiaramonte.
ULD
Salone della Parrocchia S. Maria Maddalena,
Vittoria: dalle ore 16,30 alle ore 17,30 - Incontro
di formazione missionaria.
UPM
Istituto
Suore Sacro Cuore, Marina di Ragusa:
dalle ore 16,00 alle ore 20,00 – Ritiro zonale
(Marina di Ragusa e S. Croce Camerina).
UCD
 Sede
UPM
 Parrocchia
UPS
Ufficio Missionario - Via Vespri Siciliani, 1
Ragusa: dalle ore 16,00 alle ore 17,00 - Incontro
di formazione missionaria.
S. Pietro Apostolo, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema:“Salute, carità e volontariato”.
Mar. 13
UPM
 Incontro
 Salone
zonale di clero.
della Parrocchia Maria SS. Annunziata
e S. Giuseppe, Giarratana: dalle ore 16,00 alle ore
17,00 - Incontro di formazione missionaria.
UPM
Mer. 14

Madonna delle Grazie, Comiso:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema: “Salute, carità e volontariato”.
UPS
Gio. 15

Parrocchia Madonna Assunta, Vittoria:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema: “Salute, carità e volontariato”.
UPS

Parrocchia S. Cuore, Comiso:
dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima
formazione per catechisti.
UCD

Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità
e cultura.
UPC
UCD/
AB

Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema: “Salute, carità e volontariato”.
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19.30 - Veglia diocesana di preghiera per la
giornata missionaria mondiale.
UPS
Istituto Sacro Cuore, Marina di Ragusa:
UCD
Ven. 16
Sab. 17
UPM
(Marina di Ragusa e Santa Croce Camerina).
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 - Cresime.
Dom. 18
Giornata Missionaria (colletta obbligatoria).
San Luca Evangelista.
Cappella Ospedale Civile, Ragusa:
ore 10,00 - Celebrazione Eucaristica per i medici e
gli operatori sanitari.
UPS
Lun. 19
Consiglio pastorale diocesano.
Salone Parrocchia S. Maria delle Grazie, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 17,00 - Incontro di
formazione missionaria.
Mar. 20
UPM
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Salone
UPM
Gio. 22
Parrocchia
UCD
Sab. 24
Canicarao Torre,
UCD/
AB
Mar. 27
Salone
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
IRC
Ore 20,00: Operatori Liturgia,Vicariato di Vittoria.
ULD
Parrocchia S. Maria Maddalena, Vittoria:
dalle ore 16,30 alle ore 17,30 - Incontro di
formazione missionaria.
S. Cuore, Comiso:
dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima
formazione per catechisti.
Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione
e approfondimento delle lettere ai Corinzi.
Gio. 29
Parrocchia
Ven. 30
Chiesa
Sab. 31
S. Cuore, Comiso:
dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima
formazione per catechisti.
UCD
della Badia, Ragusa:
Mandato agli operatori di pastorale giovanile.
UDPG
Centro Pastorale, Giarratana:
dalle ore 16,00 alle ore 20,00 - Ritiro zonale
(Giarratana, Monterosso, S. Giacomo).
UCD
NOVEMBRE 2009
Dom. 1
Giornata della santificazione universale.
Mar. 3
Ritiro spirituale diocesano del clero.
Ore 20,00: Operatori Liturgia, Vicariato di
Chiaramonte.
ULD
Gio. 5
Parrocchia
S. Cuore, Comiso:
dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima
formazione per catechisti.
UCD
Ven. 6
Incontro
per i fidanzati sul tema: “Convivere o
sposarsi”.
UDPF
Sab. 7
Dom. 8
Convegno
Dom. 8
Giornata
Lun. 9
Parrocchia
UCD
Parrocchia
UPS
Salone
UPM
Saloncino
UCD
per gli operatori di pastorale dei fidanza- UDPF
ti sul tema: “Matrimonio cristiano e convivenza”.
del ringraziamento.
Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti.
San Pietro Apostolo, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per le Associazioni
di volontariato.
Tema:“Volontari. La sfida ad amare”.
Parrocchia S. Maria delle Grazie, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 17,00 - Incontro di
formazione missionaria.
ex Chiesa Annunziata, Chiaramonte:
ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Mar. 10
Incontro zonale di clero.
Parrocchia S. Maria delle Grazie, Comiso:
ore 16,00 - Incontro formativo per le Associazioni
di volontariato.
Tema:“Volontari. La sfida ad amare”.
UPS
Ore 20,00: Operatori Liturgia, Vicariato di Ragusa. ULD
Mer. 11
Parrocchia
Madonna Assunta, Vittoria:
ore 16,00 - Incontro formativo per le Associazioni
di volontariato.
Tema:“Volontari. La sfida ad amare”.
UPS
Gio. 12
Santuario
UPS
Ven. 13
Chiesa
Sab. 14
Incontro
Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte:
ore 16,00 - Incontro formativo per le Associazioni
di volontariato.
Tema:“Volontari. La sfida ad amare”.
Madre, Comiso: Primo incontro vicariale
consulta di Pastorale Giovanile.
UDPG
dei Vicari foranei.
Cattedrale
San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,00 - Cresime.
da
Dom. 15
a
Mer. 18
Lun. 16
Il Vescovo
incontra la comunità parrocchiale
S. Cuore - Ragusa.
Parrocchia
UCD
Salone
UCD
Parrocchia
S. Antonio di Padova, Comiso:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Chiesa Madre, Giarratana:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Padre Flaccavento - Via Brescia,Vittoria:
ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti.
Mar. 17
Aggiornamento
Ore
pastorale diocesano del clero.
20,00: Operatori Liturgia, Vicariato di Comiso.
Parrocchia Maria SS. Annunziata
e S. Giuseppe, Giarratana: dalle ore 16,00
alle ore 17,00 - Incontro di formazione missionaria.
Salone
UPM
Salone
CD
Sede
UPM
P. Flaccavento - Via Brescia, Vittoria:
ore 19,00 - Incontro Caritas parrocchiali per piano
pastorale e Avvento di fraternità.
Mer. 18
ULD
Ufficio Missionario - Via Vespri Siciliani 1,
Ragusa: dalle ore 16,00 alle ore 17,00 - Incontro di
formazione missionaria.
UDPG
1° Incontro vicariale consulta di pastorale giovanile.
Gio. 19
Consiglio
diocesano affari economici.
Parrocchia Preziosissimo Sangue ,
Ragusa: ore 18,00 - Incontro Caritas parrocchiali
Piano pastorale e Avvento di fraternità.
Ven. 20
Salone
CD
Salone
UPM
Parrocchia
UPC
UCD/
AB
della Parrocchia S. Maria Maddalena,
Vittoria: dalle ore 16,30 alle ore 17,30 - Incontro
di formazione missionaria.
S. Pietro Apostolo, Ragusa:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità
e cultura.
Sab. 21
Giornata
Dom. 22

delle claustrali.
ULD
Lun. 23

UPM
Saloncino
UCD
Salone
IRC
Suore S. Cuore, S. Croce Camerina:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Mar. 24
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
Consiglio
presbiterale.
Salone
Parrocchia S. Maria Maddalena, Vittoria:
dalle ore 16,30 alle ore 17,30 - Incontro
di formazione missionaria.
Zona vicariale di Comiso:
Mandato agli animatori dei Centri Parrocchiali
di ascolto (Avvento - Quaresima)
Mer. 25
UPM
Zona vicariale di Vittoria:
Mandato agli animatori dei Centri Parrocchiali
di ascolto (Avvento - Quaresima)

Gio. 26
Ven. 27
Sab. 28
Zona vicariale di Ragusa:
Mandato agli animatori dei Centri Parrocchiali
di ascolto (Avvento - Quaresima)
Centro
Dario Nicosia, Vittoria:
UDPG
1° Incontro vicariale Consulta di pastorale giovanile.
CD
Facoltà Universitaria di Lingue, Ragusa Ibla:
ore 10,00 - Presentazione Dossier Caritas 2009.
Canicarao Torre, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione
e approfondimento delle lettere ai Corinzi.
UCD/
AB
DICEMBRE 2009
Mar. 1
Ritiro
spirituale del clero.
Sab. 5
Dom. 6
Centro di spiritualità “Cor Jesu”, Ragusa:
Ritiro spirituale residenziale.
UCD
Lun. 7
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Saloncino ex Chiesa Annunziata, Chiaramonte:
ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Parrocchia S. Maria di Portosalvo, M. di Ragusa:
ore 18,00 - Incontro formativo per catechisti.
UCD
UCD
UCD
da
Dom. 13
a
Mer. 16
Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale
Preziosissimo Sangue - Ragusa.
Dom. 13
III domenica di Avvento: colletta obbligatoria per
l’Avvento di fraternità.
Lun. 14
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Salone Padre Flaccavento - Via Brescia,Vittoria:
ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti.
Parrocchia S. Antonio di Padova, Comiso:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Chiesa Madre, Giarratana:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
Mar. 15
UCD
UCD
UCD
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Consiglio pastorale diocesano.
Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità
e cultura.
Sab. 19
UCD
UPC
UCD/
AB
UCD/
AB
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,00 - Cresime.
Dom. 20
Ore 16,00: Ritiro per tutti i Ministri istituiti e
incaricati, ore 18,00 - Celebrazione della S. Messa.
Mar. 22
Incontro zonale del clero.
Gio. 24
Natale: Giornata diocesana per il Seminario.
Dom. 27
Festa della Santa Famiglia.
Mar. 29
Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
ULD
UDPF
IRC
GENNAIO 2010
Ven. 1
43a Giornata della pace.
Sab. 2
San Giuseppe Maria Tomasi, sacerdote
(memoria obbligatoria).
Mer. 6
Giornata dell’infanzia missionaria.
Sab. 9
Ritiro diocesano per MSCE, Lettori e Accoliti.
ULD
da
Dom. 10
a
Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale
S. Maria La Nova - Chiaramonte Gulfi.
Mer. 13
Lun. 11
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Chiesa Madre, Giarratana:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Mar. 12
Ritiro spirituale diocesano del clero.
Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema: “Salute, carità e volontariato”.
UPS
Mer. 13
Parrocchia S. Maria delle Grazie, Comiso:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema: “Salute, carità e volontariato”.
UPS
Gio. 14
Parrocchia Madonna Assunta, Vittoria:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema: “Salute, carità e volontariato”.
UPS
Ven. 15
Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte:
ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi
parrocchiali della pastorale dei malati.
Tema: “Salute, carità e volontariato”.
UPS
Parrocchia Sacro Cuore, Comiso:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità e
cultura.
UPC
UCD/
AB
Sab. 16
20a Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo
del dialogo tra cattolici ed ebrei.
Incontro Direttori uffici diocesani.
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,00 - Cresime.
Dom. 17
96a Giornata del migrante e del rifugiato.
96a Giornata per le migrazioni
(colletta obbligatoria).
21ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo
del dialogo tra cattolici ed ebrei.
da
Lun. 18
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
a
Lun. 25
Lun. 18
Mar. 19
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Salone Padre Flaccavento - Via Brescia, Vittoria:
ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Parrocchia S. Antonio di Padova, Comiso:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Saloncino Suore S. Cuore, Santa Croce Camerina:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Salone Parrocchia Maria SS. Annunziata e San
Giuseppe, Giarratana: dalle ore 16,00 alle ore 17,00
Incontro di formazione missionaria.
UPM
Sede Ufficio Missionario - Via Vespri Siciliani 1,
Ragusa: dalle ore 16,00 alle ore 17,00 - Incontro
di formazione missionaria.
UPM
Sab. 23
Canicarao Torre, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione
e approfondimento delle lettere ai Corinzi.
UCD/
AB
Dom. 24
56a Giornata mondiale dei malati di lebbra.
Lun. 25
Salone Parrocchia S. Maria delle Grazie, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 17,00 - Incontro di
formazione missionaria.
UPM
Saloncino ex Chiesa Annunziata, Chiaramonte:
ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Mar. 26
Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
IRC
Incontro zonale del clero.
Salone Parrocchia S. Maria Maddalena, Vitt oria:
dalle ore 16,30 alle ore 17,30 - Incontro di
formazione missionaria.
UPM
Sab. 30
Dom. 31
Dalle ore 16,00 alle ore 20,00: Corso di studio e
approfondimento per gli Operatori della Musica e
del Canto per la Liturgia.
ULD
Dom. 31
57ª Giornata dei malati di lebbra.
FEBBRAIO 2010
Lun. 1
Mar. 2
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Saloncino ex Chiesa Annunziata, Chiaramonte:
ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
14a Giornata della vita consacrata.
Ritiro spirituale diocesano del clero.
Gio. 4
Consiglio pastorale diocesano.
Sab. 6
Chiesa Madre, Comiso: 2° incontro vicariale
consulta di pastorale giovanile.
da
Dom. 7
a
Mer. 10
Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale
Resurrezione - Vittoria.
UDPG
Dom. 7
Lun. 8
Mar. 9
32a Giornata per la vita.
Visita del Vescovo alle neo -mamme e ai neonati
nei presidi ospedalieri della diocesi.
UDPF
UPS
Salone Parrocchia Maria SS. Annunziata e San
Giuseppe, Giarratana: dalle ore 16,00 alle ore 17,00
Incontro di formazione missionaria.
UPM
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Parrocchia S. Maria di Portosalvo, M. di Ragusa:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Incontro zonale del clero.
Giornata dedicata agli anziani presenti nelle Case
di riposo della diocesi. Celebrazione Eucaristica e
Unzione degli Infermi.
UPS
Teatro P. Flaccavento Via Brescia,Vittoria:
ore 19,00 - Incontro Caritas parrocchiali per la
Quaresima di carità.
CD
Giornata dedicata ai malati presenti nei presidi
ospedalieri della diocesi. Celebrazione Eucaristica
e Unzione degli Infermi.
UPS
Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 18,00 - Incontro Caritas parrocchiali per
Quaresima di carità.
CD
Gio. 11
18a Giornata del Malato:
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 16,00 - Celebrazione Eucaristica.
UPS
Ven. 12
Salone Parrocchia S. Maria Maddalena, Vittoria:
ore 16.00 - Incontro di formazione missionaria.
UPM
Mer. 10
Sab. 13
Incontro dei Vicari foranei.
Parrocchia San Giuseppe Artigiano, Ragusa:
2° incontro vicariale consulta di pastorale
giovanile.
Lun. 15
Mar. 16
UDPG
Salone P. Flaccavento - Via Brescia, Vittoria:
ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Parrocchia S. Antonio di Padova, Comiso:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Salone Parrocchia S. Maria delle Grazie, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 17,00 - Incontro di
formazione missionaria.
UPM
Ven. 19
Parrocchia Sacro Cuore, Comiso:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità e
cultura.
UPC
UCD/
AB
Sab. 20
Centro Dario Nicosia, Vittoria:
2° incontro vicariale consulta di pastorale
giovanile.
UDPG
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,00 - Cresime.
Sab. 20
Dom. 21
Centro di spiritualità “Cor Jesu”, Ragusa:
Ritiro spirituale residenziale.
UCD
Lun. 22
Chiesa Madre, Giarratana:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Mar. 23
Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
IRC
Consiglio presbiterale.
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Ven. 26
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Sab. 27
Canicarao Torre, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione
e approfondimento delle lettere ai Corinzi.
UCD/
AB
Sab. 27
Dom. 28
Dalle ore 16,00 alle ore 20,00: Corso di studio e
approfondimento per gli Operatori della Musica e
del Canto per la Liturgia.
ULD
MARZO 2010
Lun. 1
Mar. 2
Ven. 5
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Saloncino ex Chiesa Annunziata, Chiaramonte:
ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Ritiro diocesano del clero.
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
da
Dom. 7
a
Mer. 10
Lun. 8
Mar. 9
Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale
S. Giuseppe - Vittoria.
Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 16,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Parrocchia S. Maria di Portosalvo, M. di Ragusa:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Incontro zonale del clero.
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Ven. 12
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Lun. 15
Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa:
Precetto pasquale per i medici e gli operatori
sanitari.
UPS
Salone Padre Flaccavento - Via Brescia, Vittoria:
ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Parrocchia S. Antonio di Padova, Comiso:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Parrocchia Sacro Cuore, Comiso:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità e
cultura.
UPC
UCD/
AB
Mar. 16
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Ven. 19
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Sab. 20
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,00 - Cresime.
Dom. 21
V domenica di Quaresima.
Giornata di solidarietà per i Missionari Iblei.
UPM
Lun. 22
Chiesa Madre, Giarratana:
ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti.
UCD
Mar. 23
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
UPS
Mer. 24
18ª Giornata di preghiera in memoria dei
missionari martiri.
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,00 - Via Crucis in occasione della giornata
di preghiera e digiuno per i missionari martiri.
UPM
Ven. 26
Sab. 27
Stazioni Quaresimali nelle Case di riposo.
a
25 Giornata della gioventù.
(celebrazione diocesana)
Canicarao Torre, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione
e approfondimento delle lettere ai Corinzi.
Dom. 28
UPS
UCD/
AB
Giornata di solidarietà per i missionari iblei.
APRILE 2010
Gio. 1
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 10,00: Messa del Crisma.
Ministranti, Lettori, Accoliti e MSCE.
Ven. 2
Giornata per le opere della Terra Santa.
(colletta obbligatoria)
Dom. 4
Domenica di Pasqua.
Mar. 6
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Lun. 12
Anniversario Ordinazione Episcopale di S. E. Mons.
Paolo Urso (2002).
Mar. 13
Incontro zonale del clero.
ULD
Mer. 14
Parrocchia Spirito Santo, Vittoria:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità e
cultura.
UPC
UCD/
AB
Ven. 16
Convegno diocesano UPS.
UPS
Sab. 17
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 - Cresime.
Dom. 18
86ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro
Cuore (colletta obbligatoria).
Ore 17,00: Ritiro per tutti i Ministri istituiti e
incaricati, ore 19,00: celebrazione della S. Messa.
Assemblea diocesana di pastorale familiare sul
tema: “Educare i figli alla carità”.
ULD
UDPF
Mar. 20
Ritiro spirituale del clero (Chiaramonte Gulfi).
Mar. 27
Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
IRC
Gio. 29
Convegno “Minori ed Internet”.
(In collaborazione con l’associazione “Meter” di
don Fortunato di Noto).
UDPG
MAGGIO 2010
Sab. 1
I giovani della Diocesi di Ragusa partecipano alla
Giornata regionale giovanile.
Dom. 2
Giornata di sensibilizzazione per il sostegno
economico alla Chiesa Cattolica.
Lun. 3
Parrocchia Spirito Santo, Vittoria:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità e
cultura.
Mar. 4
Ritiro spirituale diocesano del clero.
Ven. 7
Sab. 8
Assemblea Diocesana.
Programmazione 2010-2011.
UDPG
UPC
UCD/
AB
Dom. 9
Giornata di sensibilizzazione per il sostegno
economico alla Chiesa Cattolica.
da
Dom. 9
a
Mer. 12
Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale
S. Giuseppe - Comiso.
Mar. 11
Incontro zonale del clero.
Gio. 13
Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa:
ore 17,00 - Celebrazione mariana per i malati,
i medici e gli operatori sanitari.
Ven. 14
Seminario Vescovile, Ragusa:
Incontro di preghiera per le vocazioni
(in collaborazione con il Centro Diocesano per le
Vocazioni).
Sab. 15
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 - Cresime.
Canicarao Torre, Comiso:
dalle ore 16,00 alle ore 20,00 - Incontro diocesano
dei catechisti.
Dom. 16
44ª Giornata per le comunicazioni sociali.
Mar. 18
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte:
ore 16,00 - Ritiro spirituale per tutti gli animatori
missionari parrocchiali.
UPS
UDPG
CDV
UCD
UPM
Consiglio diocesano affari economici.
Sab. 22
Incontro dei Vicari foranei.
Ore 17,00: Assemblea diocesana di tutti gli
Operatori della Liturgia e di tutti i Ministri istituiti e
incaricati.
ULD
Dom. 23
Mar. 25
Domenica di Pentecoste.
Incontro diocesano delle Aggregazioni laicali.
Giornata Sacerdotale Regionale Mariana.
Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
IRC
GIUGNO 2010
Mar. 1
Ritiro spirituale diocesano del clero.
Ven. 4
Parrocchia Spirito Santo, Vittoria:
ore 20,00 - Percorso formativo fra spiritualità e
cultura.
Sab. 5
Riunione Direttori uffici diocesani.
Mar. 8
Incontro zonale del clero.
Mer. 9
Consiglio pastorale diocesano.
Ven. 11
Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.
UPC
UCD/
AB
Giornata di santificazione sacerdotale.
Incontro diocesano del clero (P. Gesuiti)
Mar. 15
Aggiornamento pastorale diocesano del clero.
Ven. 18
Giornata Mondiale richiedenti asilo.
Piazza San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,00 - Giornata del Rifugiato.
Sab. 19
64
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 - Cresime.
CD
Mar. 22
Consiglio presbiterale.
Dom. 27
Giornata per la carità del Papa
(colletta obbligatoria).
Mar. 29
Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa:
ore 9,30 - Incontro degli insegnanti di religione.
IRC
Mer. 30
14° Seminario di formazione per Catechisti,
Educatori e Operatori pastorali.
UCD
LUGLIO 2010
UCD
Gio. 1
Ven. 2
14° Seminario di formazione per Catechisti,
Educatori e Operatori pastorali.
Sab. 17
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 - Cresime.
Ven. 23
Sab. 24
Dom. 25
Campo estivo vocazionale.
CDV
Gio. 29
Ven. 30
Sab. 31
Festa della famiglia sul tema: “Soli o solidali”.
UDPF
AGOSTO 2010
Sab. 14
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 - Cresime.
Lun. 31
Consiglio pastorale diocesano.
65
SETTEMBRE 2010
Mer. 1
5a Giornata per la salvaguardia del creato.
Consiglio presbiterale.
Sab. 4
Presentazione Piano Pastorale 2010-2011.
da
Lun. 6
Esercizi spirituali del clero.
a
Sab. 11
Sab. 18
Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa:
ore 19,30 – Cresime.
Sab. 25
Dom. 26
Esercizi spirituali sul tema: “Vivere la carità nel
quotidiano”.
UDPF
1) Gli incontri e i ritiri di clero diocesani si terranno presso il Centro
Internazionale di Spiritualità “Cor Jesu”, tranne quelli del 4 maggio, 1
giugno e 15 giugno 2010 che si terranno presso la Casa di riposo “Maria
Schininà”, Ragusa.
2) Il Consiglio presbiterale si terrà presso il Vescovado (sala pluriuso).
3) Il Consiglio pastorale diocesano si terrà presso i Padri Gesuiti - Ragusa.
4) Le Giornate mondiali sono riportate in neretto; le Giornate nazionali in
corsivo.
LEGENDA:
CDV:
CD:
UCD:
UCS:
UDPF:
UDSE:
ULD:
UPC:
UPM:
UPS:
UPSL:
USS:
UDPG:
UCD-AB:
CDAL:
CVC:
IRC:
ISR:
ITI:
Centro Diocesano Vocazionale
Caritas Diocesana
Ufficio Catechistico Diocesano
Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali
Ufficio Diocesano per la Pastorale della Famiglia
Ufficio Diocesano per il Sostegno Economico alla Chiesa
Ufficio Liturgico Diocesano
Ufficio Pastorale della Cultura
Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria
Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute
Ufficio Diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro
Ufficio Servizio Scuola
Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile
Ufficio Catechistico Diocesano Apostolato Biblico
Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali
Commissione per la Vita Consacrata
Insegnanti Religione Cattolica
Istituto Scienze Religiose
Istituto Teologico Ibleo
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libretto anno pastorale 2009_2010 definitivo(1)