Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it
Anno 2 Numero 181 del 17/09/2012
Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155
Università
Campus a Matera
Al via i lavori
all’ex ospedale
La superficie complessiva dell’edificio che sarà
ristrutturato per la realizzazione di 156 alloggi
è di circa 4.000 metri quadrati
Siglato un protocollo d’intesa tra la Regione e l’Opera romana pellegrinaggi
La Basilicata
tra fede e turismo
Il territorio lucano inserito negli itinerari dell’Annus fidei
Un momento
dell’incontro che
ha preceduto la
firma del protocollo
d’intesa che vede la
terra di Basilicata
tra le tappe
dell’Annus fidei
Il contratto di appalto è stato sottoscritto venerdì
scorso con l’impresa Ge.Di Srl che si è aggiudicata la
realizzazione degli interventi previsti, per un importo
di 4.918.565,64 euro.
La firma del verbale di consegna dei lavori è avvenuta a Matera alla presenza dell’assessore alle Infrastrutture, Agatino Mancusi.
La Basilicata tra le mete
dell’Annus fidei. Lo stabilisce un protocollo siglato
a Lauria tra la Regione e
l’Orp. L’ad dell’Orp, padre
Atuire, ha definito la Basilicata ricca di tracce della
cultura cristiana. Il presidente De Filippo ha detto
che l’intesa “sposa l’esigen-
za di promuovere la regione nel mondo” e l’assessore
al Turismo, Pittella, ha definito il protocollo “uno strumento per la crescita”.
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Salute
Politica
Scuola
Al via il dialogo tra non udenti e istituzioni
L’intervento del presidente Vito De Filippo
Gli auguri del governo regionale agli studenti
Un progetto senza
tante parole
“Un ponte per comunicare”
Tra fondi e priorità
una partita in corso
Suona la prima
campanella
Governatori del Sud a confronto
Gli alunni tornano tra i banchi
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Con un abito di strass e perle
Carmen Lasorella ha detto sì
Il rito civile a Terracina
Crisi del Polo murgiano, Basilicata
e Puglia collaborano a un’intesa
Incontri a Matera e Santeramo
Tra gli invitati alcuni volti noti del piccolo
schermo, tra cui Caprarica e Bonaccorti
Presenti imprenditori, sindaci dell’area
e rappresentanti del distretto del salotto
Nozze civili nella tenuta
di Terracina per la giornalista lucana Carmen Lasorella, che ha impalmato il
fidanzato storico Giuseppe Falegnami. Lasorella
indossava un abito bicolore tempestato di strass e
perle che lasciava le spalle
Incontro oggi alla Provincia di Matera per il
rilancio del polo murgiano. Presenti le organizzazioni imprenditoriali, i
rappresentanti sindacali,
del distretto del salotto
e i sindaci dell’area. Nel
pomeriggio
incontro
nude. Pochi gli invitati, tra
cui alcuni colleghi della
Rai (Antonio Caprarica e
Corradino Mineo) e altri
volti della tivù.
Gli sposi si sono conosciuti anni fa quando la giornalista era inviata rai e lui
operatore.
La Gazzetta
del Mezzogiorno
analogo a Santeramo in
colle. Al vertice, promosso dalle Regioni Basilicata e Puglia, partecipano
il direttore generale del
ministero per lo Sviluppo
economico, Sappino, e gli
assessori lucani Marcello
Pittella e Vincenzo Viti.
Il Quotidiano
della Basilicata
17.09.2012 N. 181
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Basilicata Mezzogiorno
12 le pagine
dedicate
alla regione
nel depliant
di promozione
Un protocollo d’intesa approvato dalla giunta regionale prevede la Basilicata
tra le tappe ufficiali degli
itinerari religiosi, culturali, artistici e paesaggistici
associati al pellegrinaggio
a San Pietro in occasione
dell’Annus Fidei. Il protocollo è stato sottoscritto
nei giorni scorsi a Lauria,
nel complesso monumentale di San Bernardino, dal
presidente della Regione,
Vito De Filippo e dall’amministratore
delegato
dell’Opera romana pellegrinaggi, padre Caesar
Atuire. Erano presenti anche l’assessore al Turismo,
Marcello Pittella, e il coordinatore generale del’Orp,
Claudio Tosi.
“Il territorio lucano - ha
commentato padre Caesar Atuire - è ricco di
tracce e monumenti della
cultura cristiana. Occorre
far conoscere questo patrimonio anche alle nuove
generazioni e a chi vive
fuori da questa regione.
Lo scopo di questo protocollo è proprio quello di
far apprezzare la storia e i
monumenti cristiani della
Basilicata fuori dai confini
regionali e nazionali. Portiamo migliaia di pellegrini in Turchia a visitare le
chiese rupestri quando ne
abbiamo di meravigliose a
Matera. Faremo del nostro
meglio per promuovere il
territorio lucano”.
Opera romana pellegrinaggi è un’attività del
vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle
dirette dipendenze del
cardinale vicario del Papa,
che ha tra le proprie finalità l’organizzazione di
pellegrinaggi e di altre
iniziative di cristiana pietà
verso luoghi religiosi e di
Intervenendo a Barile al
convegno “Accordo di
programma - Parco delle
cantine per uno sviluppo
possibile e compatibile,
organizzato nell’ambito
della manifestazione “Tumact me tulez”, l’assessore
all’Agricoltura, Rosa Mastrosimone, ha ricordato
quanto il settore vitivinicolo sia uno strumento
importante per la promozione turistica. .“L’importanza del comparto in regione - ha detto - è nota a
tutti soprattutto per la capacità di fungere da trai-
La firma del protocollo
d’intesa tra l’Orp e la
Regione Basilicata
L’Annus fidei promuove
il turismo lucano
Sottoscritto un protocollo tra Regione e Opera romana pellegrinaggi che vede
la Basilicata tra le tappe ufficiali degli itinerari religiosi e artistici dell’Anno della fede
particolare interesse culturale, spirituale ed ecumenico. Con questa intesa
l’orp diventa partner istituzionale della Regione
per offrire supporto nella
definizione e organizzazione dei vari progetti di
valorizzazione religiosa e
storica e di promozione
del territorio lucano, caratterizzato da un ricco
patrimonio artistico e culturale. In particolare, il patrimonio delle opere d’ar-
te reperibili in Basilicata
affidate alla cura pastorale
delle chiese locali, verrà
valorizzato in funzione
Lo strumento di promozione degli itinerari, in cui
saranno inserite dodici
pagine dedicate agli itine-
Padre Atuire: “La Lucania
è ricca di tracce e monumenti
della cultura cristiana”
catechetica e in virtù della sensibilità del mondo
contemporaneo verso il
rapporto fra fede e arte.
rari lucani, sarà un libretto,
detto booklet dell’Annus
Fidei, realizzato in più lingue e distribuito da Enit
in 25 uffici esteri, da Isnart
in mille ristoranti italiani
nel mondo, dal World italian cultural institutes in
90 uffici nel mondo, in 76
camere di commercio italiane e estere, in 50 Paesi,
140 uffici, 24 mila aziende,
nelle agenzie Alpitour e a
bordo di Alitalia e Small
Planet partners Iata, di
Trenitalia e di Ntv. Al booklet verranno inoltre affiancate lettere a decision
makers, fiere e presenta-
zioni internazionali, workshop, conferenze stampa
e press meeting, social
media e invii a mailing
list cattoliche. Duecentomila euro la somma che
la Regione verserà all’Orp
(tramite l’Apt) per la realizzazione delle attività
previste nel protocollo
d’intesa, che terminerà il
24 novembre dell’anno
prossimo, giorno conclusivo dell’anno della Fede.
(Bm4)
Pittella
De Filippo
L’intesa con l’Orp sposa l’esigenza di far conoscere
in tutto il mondo il nostro territorio e i suoi ambiti
La formula del viaggio-pellegrinaggio è un valido
strumento di promozione della nostra terra
Molto motivato il presidente
della Regione, Vito De Filippo,
in occasione della firma del
protocollo con l’Orp: “Spesso
- ha dichiarato - è il bisogno di
spiritualità e di consolazione
che porta il visitatore nei paesi
lucani, per costatarne non solo
il genius loci ma anche apprezzarne la loro bellezza artistica e
culturale. Una ricerca di cultura
delle radici e di calda socializzazione che il popolo lucano ha
imparato a soddisfare, agevo-
Propositivo l’assessore al Turismo, Marcello Pittella, all’indomani dell’intesa con l’Orp. “Stiamo cercando - ha detto Pittella
- di mettere a sistema un’offerta
variegata che destagionalizzi
il flusso turistico in Basilicata.
Nelle azioni previste dal Piano
regionale per il turismo, puntiamo a incentivare una strategia
di opportunità per i visitatori a
largo raggio che ricomprenda
la valorizzazione di parchi, mare,
cultura, archeologia ed entro-
lato dalla significativa presenza
di luoghi sacri e suggestivi che
affascinano il turista. Il Protocollo con l’Opera Romana Pellegrinaggi - ha continuato De filippo
- sposa in pieno l’esigenza della
Regione Basilicata di promuovere anche a livello internazionale
i suoi ambiti a valenza religiosa
e culturale. Ospitare i pellegrini dell’Annus fidei sarà quindi
un’esperienza che ci coinvolgerà
nel riscoprire, insieme a loro, il
nostro patrimonio” (Bm4)
terra lucano, ma anche quegli
itinerari turistici che conducono
i visitatori sui luoghi sacri e nelle
festività a carattere religioso. Per
queste ragioni anche la formula
del viaggio pellegrinaggio rappresenta un valido strumento di
promozione culturale e turistica
del territorio lucano”. “Abbiamo
deciso di investire su itinerari
alternativi capaci di una forte
attrattiva. E’ in questo contesto
che si incardina il cosiddetto ‘turismo di fede’. (Bm4)
Il vino nuovo attrattore
Mastrosimone a Barile: “Il settore vitivinicolo fa da traino per le altre
produzioni”. E sul Parco delle cantine: “Ribadisco tutto il mio impegno”
no per le altre produzioni
agroalimentari tipiche e di
rappresentare al meglio il
nostro territorio. Il legame
tra turismo e produzioni di qualità è diventato
sempre più importante,
come dimostra il trend
positivo dei dati relativi
al turismo del vino. L’Enoteca regionale - ha spie-
gato - è un importante
strumento per potenziare
l’attività di promozione
del settore, tale da poter
diventare il punto di riferimento del mondo produttivo e un luogo di incontro
tra operatori, consumatori
e turisti”. Mastrosimone
ha ricordato che a luglio
la giunta ha approvato lo
Statuto e la sede principale dell’Enoteca e che inizieranno gli incontri per
la raccolta delle adesioni.
Quanto all’istituzione del
Parco delle cantine, Mastrosimone ha ribadito
l’impegno affinché “vengano adottati gli atti connessi all’applicazione del
provvedimento che definiscono l’istituzione e i
compiti della Conferenza
dei servizi e del Comitato
tecnico–scientifico e vengano riservati anche nei
prossimi anni i fondi necessari”. (Bm4)
17.09.2012 N. 181
“La condivisibile tesi per
cui il sud deve concentrarsi su vere priorità presuppone un postulato ossia
che la priorità dell’Italia
come dell’Europa sia il
Mezzogiorno perché è qui
e solo qui che si possono
avere i più ampi e rapidi
margini di crescita”. Così il
presidente della Regione
Basilicata, Vito De Filippo,
intervenendo al confronto tra i governatori del
Sud sul tema “Concentrare i fondi su vere priorità” organizzato a Napoli
nell’ambito
dell’evento
“Piano europeo crescita per il sud”. “Senza far
torto alla meritoria opera che sta conducendo il
Ministro Barca - ha proseguito de Filippo - devo
dare atto che il processo
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Basilicata Mezzogiorno
Lo sviluppo passa
dal Mezzogiorno
Il presidente De Filippo al confronto tra i governatori del Sud
di concentrazione delle
risorse per lo sviluppo
del Mezzogiorno si era
già avviato in precedenza
nella concertazione tra i
Governatori del Mezzogiorno e l’allora ministro
della Coesione Fitto, con
le Regioni che hanno
aderito volontariamente
a questa impostazione di
lavoro, impegnando sia
fondi comunitari che non
si era riusciti a spendere,
sia fondi che pure erano
destinati ad altre iniziative. Ma qui torna il tema
delle risorse. Perché, ad
esempio, la Germania che
oggi è motore e spesso
ago della bilancia dell’Europa ha saputo investire in
20 anni per recuperare il
ritardo di sviluppo dell’ex
Ddr meglio di quanto
l’Italia abbia saputo fare
in 150 anni, mettendo in
campo risorse, secondo
uno studio dell’Università
di Berlino, superiori all’intero debito pubblico tedesco e pari 1500 miliardi
di euro. Il risultato è che
anche se quell’area tedesca che ancora oggi non
ha raggiunto i livelli delle
regioni dell’ovest il Pil si
è più che raddoppiato,
raggiungendo il 70% del
livello dei territori dell’ex
Germania Ovest e globalmente la Germania riesce
a finanziare il proprio debito pubblico, per andare
su un tema di strettissima
attualità, ad un costo reale
che , al netto dell’inflazione, in qualche caso è addirittura negativo, mentre continua a sostenere
la crescita dell’Est con la
“Soli”, la tassa di solidarietà che ancora oggi porta qualcosa come 50/60
miliardi di euro annui e
si prevede che il divario
tra le due aree del Paese
possa
definitivamente
abbattersi entro la fine
di questo decennio recuperando quell’ulteriore
30% di divario del Pil che
rappresenta un’area di
crescita di ricchezza per
tutto il Paese e un’interessante sacca di crescita
del gettito tributario tedesco. E’ logico - conclude il
presidente - partire dalle
risorse già disponibili nel
Mezzogiorno.” (Bm6)
Una piattaforma sul web e due sportelli “dedicati”. Così i non udenti potranno dialogare con le istituzioni
Comunicare oltre le parole
Martorano: “Il progetto consentirà di eliminare un isolamento spesso insopportabile”
Giù le barriere della comunicazione per chi non sente. Assicurare una comunicazione idonea ai non
udenti affinché possano
dialogare meglio con i
cittadini udenti, con la
pubblica amministrazione
e accedere ai servizi socio
sanitari regionali: è questo
l’obiettivo che si pone “Un
ponte per comunicare”,
un progetto sperimentale della durata di un anno
dell’Ente nazionale per la
protezione e l’assistenza
dei sordi (Ens) approvato
e sostenuto dalla Regione
Basilicata, assessorato alla
Salute.
Presentato venerdì mattina durante un incontro
al teatro Stabile dall’assessore alla Salute Attilio
Martorano e dal presidente del consiglio regionale
dell’Ens, Giovanni Gorgoglione, il progetto mira ad
persona con tutti i contesti utili al loro benessere
socio-sanitario. Grazie a
una piattaforma sul web
e ad uno sportello dedicati (uno per provincia), i
sordi potranno rivolgersi
ad un operatore sempre
disponibile a comunicare
con loro e per loro, interrompendo il silenzio e
l’isolamento di molti sordi
lucani.
“Un ponte per comunicare”
Il servizio è stato presentato
al teatro Stabile di Potenza
Saranno predisposte due
postazioni, a Potenza e
a Matera, attive durante la settimana. Quattro
operatori garantiranno il
dialogo tra gli udenti e i
non udenti, tra una pubblica amministrazione e il
cittadino sordo che vorrà
interrogarla su questioni d’interesse. Si tratta di
operatori
specializzati,
che conoscono la Lingua
dei segni (Lis) e hanno
acquisito particolare com-
È doveroso per il sistema
assistenziale lucano garantire
ai cittadini che vivono una disabilità
parità di accesso ai servizi e alle cure
mail, sms, fax e videochat.
In Italia i non udenti iscritti all’Ens sono circa 27.000
di cui 500 lucani, anche
se in Basilicata si contano
complessivamente oltre
1000 sordi.
I sordi lucani avranno così
a disposizione una piattaforma tecnologica che gli
consentirà di accedere ai
servizi socio sanitari
“Con grande impegno abbiamo promosso e sostenuto, insieme con l’Ente
Grazie all’ausilio di nuove tecnologie
gli utenti potranno rivolgersi
a operatori specializzati
che conoscono la lingua dei segni
aiutare, attraverso una comunicazione visiva sviluppata tramite gli strumenti
della video-chat, e-mail,
sms e fax, i non-udenti a
superare l’isolamento in
cui spesso vivono e a inserirsi nei contesti sociali.
“Un ponte per comunicare” sarà uno strumento
facilitatore che consentirà ai non udenti di farsi
ascoltare dal mondo che
li circonda, per consentire
loro di interagire in prima
sotto il profilo tecnologico, che consentirà di
avvicinare i non udenti al
contesto sociale che li circonda. È dovere del sistema socio-assistenziale lucano garantire ai cittadini
che vivono una disabilità,
parità di accesso ai servizi
e alle cure”.
Così l’assessore regionale
alla Salute Attilio Martorano, intervenendo venerdì
mattina alla presentazione del progetto “Un ponte
per comunicare”.
petenze nell’uso degli
strumenti tecnologici a
supporto del progetto.
Il servizio sarà attivo tutti
i giorni della settimana,
h24.
Negli orari di chiusura
sarà possibile contattare, con un semplice sms,
i servizi di emergenza. In
pratica il non-udente avrà
la possibilità di mettersi
in contatto, attraverso un
sito dedicato, per ricevere
i servizi socio-sanitari e di
emergenza 24 ore su 24.
All’interno del servizio, gli
operatori saranno in grado di ricevere da un utente sordo una telefonata
con Dts per poi tradurla al
telefono a voce e viceversa. Ma c’è anche la possibilità di comunicare via
“Grazie all’ausilio delle
nuove tecnologie e alla
professionalità degli operatori specializzati - ha
spiegato l’assessore - il
progetto consentirà ai
non udenti di eliminare
un isolamento spesso insopportabile, garantendo
allo stesso tempo l’inclusione sociale e il benessere della persona. E’ nostro
impegno preciso - ha concluso Martorano - favorire
In Italia i non udenti iscritti all’Ens
sono circa 27.000 di cui 500 lucani
anche se in Basilicata si contano
complessivamente oltre 1000 sordi
per la protezione e l’assistenza dei sordi, il progetto ‘Un ponte per comunicare’, uno strumento
particolarmente avanzato
tutte le condizioni possibili per abbattere fastidiose barriere e assicurare
una migliore qualità della
vita dei cittadini”. (Bm6)
17.09.2012 N. 181
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Basilicata Mezzogiorno
Energia, De Filippo:
“L’Italia deve evitare le
scorciatoie pericolose”
Il governatore lucano è intervenuto
alla conferenza internazionale
promossa dall’Api al Pianeta
Maratea sul tema “Uscire dalla crisi
con la Green Economy”
Sul tema “Petrolio”
“Pazienza e capacità di dialogo
per affrontare la questione
con equilibrio”
In alto De Filippo mentre interviene a Maratea e un pozzo petrolifero a Viggiano
“L’Italia è un Paese che
ha molte debolezze sul
versante energetico ma
ci sono scorciatoie per affrontare questo problema
che vanno evitate perché
sarebbero fallimentari.
Per questo spero che
anche le ipotesi che in
documenti informali attualmente circolano sulla
riforma dell’articolo 117
della Costituzione che fa
dell’energia una materia
a responsabilità concorrente tra Stato e Regioni
venga
definitivamente
accantonata perché produrrebbe lo stesso risultato fallimentare che ha
prodotto la strategia di
centralizzazione fatta negli anni scorsi in materia
nucleare”.
Lo ha affermato il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo,
intervenendo all’incontro
internazionale promosso dall’Api a Maratea sul
tema “Uscire dalla crisi
economica con la green
economy”.
De Filippo ha sottolineato
che “in materia energetica
bisogna rilanciare la concertazione e la condivisione con i territori.
E questo può rappresen-
tare anche un’opportunità
per il Mezzogiorno, per il
quale la green economy
e l’insieme di quelle azioni
che vanno sotto il nome di
smart cities, città che consumino sempre meno e
siano più sostenibili, possono rappresentare un’occasione di riscatto, un terreno di semina che chiami
tutti a dare il proprio contributo per rilanciare questa parte del Paese”.
Addentrandosi più specificatamente nelle questioni che riguardano la Basilicata, il presidente della
Regione ha spiegato che
“ci troviamo in uno scenario delle fonti fossili tra
i più importanti al mondo, e questo porta molti
interessi, ma anche molte
ansie.
Dobbiamo avere molta
pazienza e capacità di dialogo per affrontare la questione con equilibrio.
Ma la Basilicata ha una sua
molteplicità a cui tutti gli
uomini e le donne di questa regione non intendono per sempre rinunciare.
Dobbiamo essere agricoltura, turismo, ambiente,
beni culturali, e chi si affaccia a queste terrazze
di Maratea capisce che
il rapporto tra petrolio e
destino della Basilicata sta
esattamente a questo incrocio: sapremo garantire
anche per il futuro questa
molteplicità e credo che
su questo punto, all’interno della nostra comunità regionale, ci sia una
condivisione superiore a
quella che appare”.
Parlando della Regione,
De Filippo ha sottolineato il ruolo dato a tutela
dell’ambiente dall’assessore al ramo, Vilma Mazzocco, esponente dell’Api,
a cui ha espresso “condivisione e sostegno, conscio
che non sia stata messa
in un posto comodo” ed
ha sottolineato anche il
qualificato contributo di
proposta sempre offerto dal capogruppo dello
stesso partito, Alessandro
Singetta, all’interno del
Consiglio Regionale così
come dal segretario regionale dell’Api, Carmine
Nigro, nell’ambito della
coalizione.
Infine, facendo cenno alle
primarie del centrosinistra, De Filippo ha ribadito
il suo sostegno alla candidatura del segretario
del Pd, Pierluigi Bersani,
ma ha espresso anche
apprezzamento per il candidato sostenuto dall’Api,
Bruno Tabacci: “Gli riconosco – ha detto il governatore lucano - lo stesso
profilo di serietà merito
e rigore nelle primarie di
cui sento una grandissima
esigenza.
Se tutti quanti, come Bersani e Tabacci asciugassero un po’ le strategie di
movimentismi e cinismi
che fanno aumentare il
senso di distanza tra politica e comunità, faremmo
un servizio notevole per
democrazia e libertà, valori che non rappresentano
conquiste fatte una volta
per sempre ma che vanno
coltivati e costruiti ogni
giorno”.
“No a centralismi”
“In materia energetica bisogna rilanciare la concertazione e la condivisione con i territori.
La Basilicata fa i conti con gli idrocarburi con l’obiettivo
di garantire la propria molteplicità a cui nessuno
intende rinunciare e all’interno della nostra comunità
regionale, credo ci sia una condivisione superiore a
quella che appare.
Ci troviamo in uno scenario delle fonti fossili tra i più
importanti al mondo, e questo porta molti interessi, ma
anche molte ansie. Dobbiamo avere molta pazienza
e capacità di dialogo per affrontare la questione con
equilibrio”.
Dal Consiglio
Trasporto urbano
Napoli (Pdl)
Festa nazionale Psi
Vita (Psi)
Politica
Rosa (Pdl)
“Nella proposta di contratto del Comune di Potenza al
Cotrab per i prossimi 18 mesi viene richiesto personale con contratto a tempo determinato, scelto, sembra,
con selezione pubblica. Il servizio di trasporto pubblico
urbano è sovvenzionato dalla Regione che deve intervenire.” Napoli si è fatto promotore di un incontro che si
svolgerà alle 17 di oggi presso l’assessorato ai Trasporti
tra una delegazione di lavoratori e l’assessore Mancusi.
Intervenendo a Perugia alla Festa nazionale del Psi Vita
ha rilanciato la battaglia comune con i socialisti dell’Umbria perché le piccole regioni conservino due province,
attraverso un modello di governance territoriale e di
sviluppo locale che tenga conto dell’imminente costituzione delle Unioni dei Comuni. “Il nuovo civismo e il
welfare municipale - ha detto - devono diventare i temi
prioritari per affrontare, soprattutto nel Mezzogiorno, la
gestione dei Comuni e in generale degli Enti Locali”.
Se andiamo a ritroso negli anni, abbiamo una Basilicata sempre uguale se non peggio e gli stessi Ras tranne
qualche cambiamento di consiglieri di passaggio. Voglio ricordare a Folino che chi ha dimostrato di non saper governare deve lasciare spazio ad altri.
Volontariato
Benedetto (Idv)
“E’ ingiustificata l’esclusione della Basilicata dal Programma ‘Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno’ finanziato con 37,4 milioni di euro a favore di
associazioni costituite da giovani under 35enni di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia”. Benedetto ha sollecitato De Filippo e Martorano ad un intervento nei confronti dei ministri per la Cooperazione internazionale e per
la Coesione territoriale.
Festa provinciale Pu
Scaglione (Pu)
Alla festa provinciale dei Pu ad Atella, Scaglione ha detto che le battaglie di posizionamento tra anime diverse
del maggior partito della coalizione fanno alimentare i
dubbi sulla capacità di sostenere il peso delle nuove sfide. “La riconferma di un’adesione al centro-sinistra – ha
detto - significa per i Pu un cammino di coerenza che
esige altrettanta coerenza da parte degli altri attori”.
Politica
Falotico (Mpa)
Si svolgerà oggi pomeriggio alle 18,30 a Ferrandina
presso l’hotel degli Ulivi il quarto incontro di “Io vivo x
te, idee in corso” .
Al centro del dibattito il tema della reindustrializzazione.
“Vogliamo imbastire una proposta che prospetti da un
lato la possibile uscita dalle secche di un’industria troppo spesso traballante, dall’altro che guardi con il binocolo della razionalità e della scelta migliore in quale dei
tanti settori la regione potrebbe trovare un posto concreto”.
17.09.2012 N.181
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Basilicata Mezzogiorno
Mancusi: “L’intervento dà a Matera un ruolo di primo piano nel settore dell’alta formazione e della ricerca”
E’ realtà il Campus a Matera
Sottoscritto in Regione il contratto di appalto per il recupero dell’ex Ospedale civile
La realizzazione
“Saranno disponibili
degli interventi
156 posti alloggio
ha un importo
per 144 studenti
di quasi 5 milioni
meritevoli e 12
di euro.
per studenti e docenti
L’ultimazione
di master universitari”
dei lavori
è fissata
il 3 ottobre 2014
Al via i lavori per il recupero e la ristrutturazione
edilizia del secondo padiglione dell’ex Ospedale
civile di Matera che sarà
adibito a residenza per gli
studenti universitari.
Il contratto di appalto è
stato sottoscritto dal dirigente generale del Dipartimento, Mario Cerverizzo,
con l’impresa “Ge.Di Srl”
che si è aggiudicata la realizzazione degli interventi
previsti, per un importo di
4.918.565,64 euro.
La firma del verbale di
consegna dei lavori è avvenuta lo scorso venerdì,
14 settembre, alla presenza dell’assessore alle
Infrastrutture, Opere pubbliche e Mobilità, Agatino
Mancusi, nella sala Sassi
della sede della Regione
Basilicata, in via Annibale
di Francia, a Matera.
L’opera, il cui importo progettuale complessivo ammonta a 12.995.461 euro,
è cofinanziata con fondi
del Miur, della Regione
Basilicata e dell’Ardsu che
ha sottoscritto un mutuo
con la Cassa Depositi e
Prestiti.
“Il Campus universitario di
Matera – ha commentato
il vicepresidente della Regione, Agatino Mancusi
- si appresta a diventare
realtà. Finalmente partono anche i lavori per la residenza studentesca.
La
ristrutturazione
dell’edificio, realizzato negli anni ’50, costituisce un
ottimo esempio di recupero del patrimonio edilizio esistente.
Si renderanno disponibili
complessivamente ben
156 posti alloggio, di cui
144 destinati agli studenti meritevoli e 12 per studenti e/o docenti di master universitari.
L’intervento si iscrive a
pieno titolo nella programmazione regionale
che assegna a Matera un
ruolo importantissimo, di
primo piano, nel settore
dell’alta formazione della
ricerca, e si inserisce nelle
azioni strategiche complementari alla candidatura della Città dei Sassi
a Capitale della Cultura
2019”.
La superficie complessiva dell’edificio che sarà
ristrutturato per la realizzazione degli alloggi è di
circa quattromila metri
quadrati.
La nuova sede dello studentato, che sarà gestito
dall’Ardsu Basilicata, ospiterà inoltre aule e aree per
servizi culturali e didattici,
ricreativi, di supporto, gestionali ed amministrativi
per ulteriori milletrecento
metri quadrati.
Il plesso da ristrutturare
- si legge nella relazione
progettuale - è facilmente
riconvertibile per ospitare
uno studentato, perché: è
una struttura multipiano
a impianto planimetrico
ottimale per accogliere le
nuove funzioni.
Inoltre gode di un’ottima
posizione ed esposizione
sulla salubre “collina del
Castello” ed è ben collegata alla rete viaria cittadina,
vicina al centro della città, al quartiere “storico” di
Lanera, alla tangenziale e
alla tratta metropolitana;
è inserita nella più ampia
area del Campus universitario della città.
Il secondo padiglione
dell’ex Ospedale civile
è un edificio con decise
qualità architettoniche.
La data di ultimazione dei
lavori è prevista per il 3 ottobre 2014, in poco più di
due anni dalla consegna.
Primo giorno di scuola, gli auguri
di De Filippo e Viti agli studenti
Il governatore lucano e l’assessore alla Formazione augurano a tutto l’universo
scolastico lucano un anno sereno da affrontare con impegno e passione
Messaggi di auguri del
presidente della Regione
Vito De Filippo e dell’assessore alla Formazione
Vincenzo Viti agli studenti
lucani che iniziano oggi il
nuovo anno scolastico. De
Filippo invita gli studenti
ad impegnarsi nello studio per prepararsi al futuro. “ La vita pretende competenze – ha dichiarato
- il mio augurio è quello
di affrontare con serenità,
impegno e passione questo nuovo anno scolastico.
Occorre essere preparati e
competitivi per affrontare
le sfide del futuro e voi
siete il futuro di questa regione. Non fatevi cogliere
impreparati. Nonostante
il difficile momento economico il sistema scolastico lucano continua ad
essere considerato uno
dei migliori di Italia, grazie
anche alle competenze e
al senso di responsabilità
dei docenti, dei dirigenti,
e del personale scolastico
e non scolastico. Il mio
augurio va anche a loro
affinchè
garantiscano
sempre l’impegno profuso per la crescita del sistema scolastico e riescano
a trasmettere alle nuove
generazioni gli elementi per la conoscenza ma
“La vita pretende
conoscenze
e competenze”
anche quei valori etici e
sociali alla base di una società democratica. Auguri
dunque a tutto l’universo
scolastico – ha concluso
De Filippo – per un nuovo
anno di formazione, crescita e conoscenza”.
“Oggi più che mai la scuo-
la è chiamata ad una sfida
straordinaria – ha detto
l’assessore Viti - la crisi
che stiamo attraversando
deve indurci a raccogliere tutte le energie per un
salto di qualità che porti
le Istituzioni, le famiglie,
gli studenti e il corpo docente a cogliere l’occasione che tutte le crisi, anche
le più gravi, propongono:
trasformare il disagio in
un propellente e in una
spinta a cambiare i vecchi quadri concettuali, gli
schemi superati, le relazioni sottostanti a obsoleti
modelli educativi e formativi e a un’organizzazione
scolastica che sappia replicare ai tagli determinati
dalle pratiche di dimensionamento sofferte in
questi anni. Noi non faremo mancare la più incisiva
partecipazione al dialogo
fra Istituzioni, famiglie e
sistema scolastico.Il Governo regionale sta avviando la riprogettazione
per “poli” del sistema scolastico, legandolo a vocazioni, culture, interessi e
domande insediati sul territorio, chiamando gli Its a
costituire pezzi funzionali
ad una forte innovazione
culturale e formativa e
facendo così della Scuola
il perno di una strategia
ricostruttiva della coesione civile e culturale e della forza costitutiva di una
Regione. Tenuta e unità
della comunità regionale
sono infatti un bene più
forte, capace di reggere
ad ogni pretesa di ridurre
la Basilicata ad appendici
subalterne dei territorio
contermini. Agli studenti,
agli insegnanti, al personale non docente e alle
famiglie lucane auguro
buon lavoro”.
Il Governo regionale
sta avviando
la riprogettazione
per poli del sistema
scolastico legandolo
a vocazioni territoriali
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 16.09.2012
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Basilicata Mezzogiorno
VIII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA
Domenica 16 settembre 2012
MELFI DOPO LE SCELTE DI MARCHIONNE DI ACCANTONARE IL PROGETTO ITALIA INTERVENGONO I SEGRETARI REGIONALI DEL PD DOVE CI SONO STABILIMENTI FIAT
L’invito anche per il governo: «Non può stare a guardare»
«In ballo
il futuro
lavorativo
dell’area»
l Il convincimento di Sergio
Marchionne, amministratore delegato Fiat, di accantonare il progetto «Fabbrica Italia» che avrebbe
dovuto rilanciare il settore auto in
Italia sta creando grande preoccupazione, in primis tra gli operai
che temono di perdere il loro posto
di lavori, tra le forze sindacali e le
forze politiche.
E proprio i segretari regionali
del Partito Democratico dove ci
sono stabilimenti Fiat insieme al
responsabile lavoro ed economia
del partito, Stefano Fassina, hanno
lanciato un ulteriore campanello
d’allarme sul futuro della Fiat in
Italia chiedendo sia all’azienda
che al governo interventi non più
rinviabili.
«Siamo molto preoccupati per il
futuro di Fiat in Italia - sottolineano Roberto Speranza (Basilicata), Enzo Amendola (Campania), Silvio Paolucci (Abruzzo),
Gianfranco Moragando (Piemonte) ed Enzo Gasbarra (Lazio). - Gli
ultimi drammatici dati sulle vendite, la continua perdita di quote
di mercato di Fiat sia in Italia che
in Europa e le esternazioni di
Marchionne che di fatto ha messo
fine alla chimera di "Fabbrica Italia" e ai consistenti impegni di
investimento ad essa connessi,
danno il senso di una strategia
aziendale in cui gli stabilimenti
italiani rischiano di perdere centralità».
«Il governo - hanno continuato i
segretari regionali del Pd - non
può stare a guardare. Siamo dinanzi ad un terreno strategico dal
l «Dopo tutti i sacrifici che da
20 anni sono stati richiesti al sito
di Melfi, è urgente sedersi intorno
ad un tavolo per discutere con
Azienda e Regione focalizzando
un'iniziativa utile di confronto
con impegni precisi. Per la Fiat di
Melfi andava sostenuto un progetto di rete tra le regioni da diventare programma ambizioso prendendo avvio dalla Basilicata. Tutti
dobbiamo essere responsabili nel
tutelare Fiat, poiché c'è di mezzo il
futuro occupazionale, dell'intera
industria e di tutto il territorio,
non si può compromettere il futuro della fabbrica lucana». Così il
segretario regionale Ugl, Giuseppe Giordano che evidenzia «solo in
Basilicata il settore automotive è
costituito da 50 imprese di fornitura, in cui lavorano 3.873 persone
con un fatturato di 1,15 miliardi di
euro nel 2009 (per le sole produzioni effettuate sul territorio). Si
tratta – spiega - per lo più di piccole
aziende, a servizio di uno stabilimento che nel 2010 ha assemblato 243 mila automobili. Oggi –
continua Giordano - ancora si è in
tempo per spingere le aziende piccole, medie, grandi e Fiat tentando
di farli uscire da questo incessante
stillicidio di cigo, ‘consorziandoli’
in progetti di rete di largo raggio
allargando e cogliendo tutte le opportunità di espansione, condividendolo con altre regioni con al
centro Sata per svolgere un ruolo
da protagonista, in sinergia con
una politica industriale a sostegno alle reti di imprese che oggi
ancora non esiste».
Fiat, «è l’ora di chiarire
le strategie aziendali»
quale passa la tenuta di parte
rilevante del sistema industriale
nazionale. Sarebbe folle rassegnarsi alla perdita di funzione in un
settore in cui abbiamo storicamente saputo svolgere un ruolo di
primo piano. Tanto più dopo i
pesanti sacrifici richiesti e ottenuti dalle lavoratrici e dai lavoratori e dopo la limitazione della
democrazia sindacale nelle azien-
de del gruppo».
«È arrivato il tempo per Fiat hanno concluso - di liberare il
campo da ambiguità e di chiarire
le reali strategie aziendali. Il governo riferisca in parlamento e
attivi, di concerto con le regioni
coinvolte, ogni possibile azione
per riportare gli stabilimenti italiani al centro del progetto
[a.mass.]
Fiat».
SETTORE AUTO IN CRISI Il piazzale della Sata
di Melfi con le auto prodotte dallo stabilimento.
Servono interventi per rilanciare il settore
.
SUL CASO FIAT IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO HA INCONTRATO IL SINDACO DI MELFI LIVIO VALVANO
Passera si impegna per Melfi
l «Il ministro dello sviluppo economico, Corrado
Passera, seguirà da vicino
la questione dello stabilimento Fiat di Melfi». È
quanto emerso nel corso di
un incontro con il sindaco
di Melfi, Livio Valvano e il
segretario nazionale del Psi,
Riccardo Nencini nell'ambito della «Festa Nazionale
Socialista» in corso nel
week end a Perugia. Per il
ministro Passera urge attivare una stretta collaborazione con il sindaco di
Melfi Valvano per seguire
ed avviare a tutti i livelli
sinergiche iniziative per fare in modo che la Fiat resti
in Basilicata e rilanci lo
IL MINISTRO Il sindaco Valvano a sinistra con il ministro Passera
stabilimento di San Nicola
di Melfi. Il sindaco Valvano
ha comunicato al ministro
Passera «l'apprensione che
in questo momento affligge
Melfi, la Basilicata e l'intero
Mezzogiorno di Italia sollecitando forti iniziative anche congiunte dinanzi al rischio incombente che si pa-
venta per la casa automobilistica Fiat di Melfi e in
Italia.
Il Ministro è apparso
«consapevole dell' elevato
impatto occupazionale e
della necessità non più rinviabile di stringere forti relazioni con il sindaco di
Melfi e l'azienda Fiat con
l'obiettivo di ripensare ad
un rilancio dello stabilimento Fiat». Tra l’altro questo in un momento in cui
l'innovazione nel settore
dell’automotive è fondamentale nell'area di San Nicola di Melfi dove sorgerà il
campus dedicato alla ricerca proprio in questo settore.
TIMORI NEI SINDACATI
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 16.09.2012
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Basilicata Mezzogiorno
Matera 35
Domenica 16 settembre 2012
Il consigliere Pedicini dopo l’ulteriore rinvio del bando per gli impianti sportivi
«Basta che tutto resti provvisorio»
LA politica di centro sinistra innalza una barricata
sullo sport, forti e prepotenti arenano e rimandano
le decisioni sui bandi di gestione degli impianti sportivi, di consiglio in consiglio, alimentando il contrasto politico tra maggioranza e minoranza su temi,
quali lo Sport, sui quali si
dovrebbero trovare unanimi consensi e, senza grandi impegni approvare
all’unanimità i bandi pubblici nell’interesse della comunità.
Siffatti concetti primari
non sfiorano minimamente la morale di chi governa,
che sembra non rendersi
conto che su tali temi non
dovrebbe trovare divisione
alcuna. L’ errore che questa sfrontata maggioranza
sta per commettere è quella
che sulla pratica sportiva
si faccia il suo sport solita-
rio. Ma tutto questo, per talune forze politiche conta
poco, la posta in gioco è ben
più alta: quella di assicurarsi la clientela politico
elettorale alla quale non
può rinunciare e continuare a mantenere la provvisorietà. L’interesse pubblico
è violato perchè ogni gruppo politico ha i suoi interessi sugli impianti sportivi
della città che, di fatto, sono svincolati alla proprietà
comunale perchè acquisiti
alla totale gestione di feudatari ben noti. E’ giunto il
momento di allenarsi alle
grandi manovre di contrasto e di potere, di mostrare i
muscoli per far vedere chi
comanda la città, per prepararsi a gettare in terra
questa consiliatura, o farla
vivere subordinando il tutto nella visione di traguardi elettorali vicini e lontani. Sono questi i veri pro-
blemi e i bandi dello sport
fungono da catalizzatore
alle beghe politiche. Una
maggioranza di centro sinistra
apparentemente
l’uno contro l’altro, fatta di
consiglieri che oggi sono
coesi domani no, che si dividono e si contrastano,
salvo trovare l’unanime accordo quando si tratta di rimandare le decisioni. E’
quello il momento che trova tutti compatti a spostare
o sospendere i consigli. Nel
novembre 2011 quando la
commissione
consiliare
per lo sport aveva avviato i
lavori, sembrava che finalmente qualcosa di serio si
volesse fare; si è lavorato di
comune accordo accogliendo esperienze e valori
di ogni componente la commissione sino a giungere
ad un insperato ma trovato
consenso generale. Improvvisamente senza ap-
parenti motivi tutto si è ingarbugliato e si è compreso che non si vuole giungere da nessuna parte e quanto fatto in un anno di riunioni debba essere demolito. Le delibere giunte in
consiglio hanno frantumato una maggioranza
che non rispetta più i patti
per quanto deciso nelle
commissioni e, pone tutto
l’ostruzionismo necessario per evitare il voto delle
delibere frutto di un lavoro
minuzioso. L’ennesimo rimando del Consiglio comunale di questa settimana, ha spostato la decisione
che tornerà a breve in consiglio, tasteremo il polso a
questa maggioranza ma si
è certi che continuerà il solito boicottaggio. Da lunghi anni la gestione degli
impianti sportivi va di proroga in proroga, non si
percepisce la logica perver-
sa che sfugge a qualunque
raziocinio economico; non
vi è gestore di impianto che
abbia bilanci attivi, si passa
da passività piccole e grandi.
Tutti dicono di voler al
più presto dare competitività agli impianti sportivi
ma a tali intenzioni si pongono interessi ben più
grandi ai quali non si vuole
rinunciare specie quando
finalmente qualcosa si
muove e importanti ri-
strutturazioni mettono a
nuovo alcuni impianti. Il
gruppo consiliare Pdl contrasterà tenacemente tali
logiche perchè ritiene che
la qualità di una città si misura anche dalle eccellenze
degli impianti sportivi e
dallo sport in genere; nel
modo sano di intendere la
vita, lo sport, il tempo libero, a prescindere dalla politica che fai.
Adriano Pedicini
consigliere Pdl
Nel corso della giornata l’analisi del comparto proseguirà in un vertice a Santeramo
Salotto, primi passi per l’accordo
Domani l’assessore regionale Viti terrà un incontro informativo in vista dell’intesa
LUNEDI’ alle 11 nella sala
consiliare della provincia
di Matera si svolgerà un incontro informativo sullo
stato delle istruttorie relative al progetto di rilancio
del “polo murgiano”.
«Si tratta –spiega l’Assessorato regionale alla Formazione e lavoro - di un passaggio intermedio che condurrà , in attuazione delle
intese sottoscritte a Roma
con il sottosegretario De
Vincenti dagli assessori di
Basilicata e Puglia Viti e Capone, all’individuazione e
alla sottoscrizione a fine
settembre del “contratto”
conclusivo della lunga e
controversa vicenda».
All’incontro parteciperanno le organizzazioni
imprenditoriali, i rappresentanti del movimento
sindacale, il distretto del salotto, i sindaci dell’area lucana.
Nel pomeriggio, analogo
incontro con gli amministratori regionali pugliesi e
con le forze produttive sociali ed istituzionali di quella regione, avrà luogo a
Santeramo in Colle.
Il Ministero dello Sviluppo Economico sarà rappresentato dal direttore generale Sappino, che sta coordinando le istruttorie.
L’incontro - introdotto
dallo stesso Assessore al
Lavoro Viti - vedrà l’intervento dell’assessore alle Attività Produttive Pittella.
Il futuro del distretto del
mobile imbottito, ma soprattutto dello sviluppo del
polo murgiano alla luce
dell’accordo di programma
assume, oggi più che mai, i
connotati di un passaggio
epocale.
La crisi del settore è sotto
gli occhi di tutti, ma il lavoro svolto finora fa pensare
che si sia vicini alla meta.
L’incontro previsto lunedì e promosso dalla Regione Basilicata e dalla vicina
Puglia è un ulteriore legame sviluppato tra due aree
che in Comune hanno avuto una realtà produttiva di
tutto rispetto e che oggi
fanno i conti con una realtà
in drammatica difficoltà.
Tempi certi e passaggi
ormai chiari, fanno il resto
e potrebbero portare direttamente alla svolta che imprenditori e ex lavoratori si
aspettano.
[email protected]
L’interno di
uno dei
salottifici che
proliferavano
a Matera e
nella Murgia
pugliese.
Accanto
l’assessore
Viti che sarà
presente
all’incontro
che si terrà
lunedì mattina
nella sala
consiliare
della
Provincia
Tragni e Lionetti: «La sferzata del sindaco è stata un chiaro segnale di allarme»
«Bene Adduce, ma ora si vada avanti»
Alleanza per l’Italia: «Uno sforzo per raggiungere gli obiettivi di governo»
«IN questa delicata fase politica, sentiamo il bisogno di esternare queste
considerazioni, anche per evitare che
il nostro “silenzio mediatico” possa
essere scambiato per incondizionato
ed illimitato consenso, condivisione
ed approvazione nell’attuazione del
programma». Lo scrivono in una nota Giuseppe Tragni e Pasquale Lionetti, rispettivamente segretario cittadino e presidente del gruppo consiliare di Alleanza per l’Italia.
«La sferzata data dal sindaco con
l’azzeramento della Giunta - proseguono - dai modi discutibili sotto il
profilo della partecipazione politica, è
unchiarosegnaledi allarmeacuitutte le forze politiche della coalizione del
centro-sinistra non devono rimanere
insensibili.
Da tempo, non solo in consiglio ma
anche nelle commissioni consiliari,
alcuni gruppi ed alcuni consiglieri,
sembravano non perseguire più gli
obiettivi che questa coalizione aveva
condiviso nel programma elettorale,
intraprendendo una serie di iniziative che hanno determinato di fatto il
rallentamento dell’attività consiliare.
E’vero anche che negli ultimi mesi proseguono -èvenutaa mancareuna
adeguata azione di coinvolgimento e
partecipazione, soprattutto per le forze politiche prive di rappresentanza
in Giunta, nell’individuazione delle
scelte e delle decisioni anche su temi di
grande rilevanza.
Alla condivisione delle questioni
nelle riunioni di maggioranza o dei
Il Comune di Matera
capi-gruppo di maggioranzadi inizio
mandato, si è preferito, negli ultimi
mesi, il decisionismo nell’ambito
dell’esecutivo, con la convinzione,
evidentemente, che tutte le questioni
potessero attenere soltanto a quel livello di partecipazione.
I malumori a volte esternati a volte
no, percorrevano e percorrono diversi gruppi di maggioranza e non solo,
anche le varie correnti di singoli partiti, nonostante fossero ben rappresentati in Giunta.
In questi due anni, Alleanza per
l’Italia con impegno e responsabilità,
attraverso il capogruppo, ha assicurato all’azione amministrativa comunale, una costante e proficua attività
istituzionale all’interno delle com-
missioni consiliari e del Consiglio Comunale, condividendo le sceltee le decisioni assunte dalla coalizione di governo.
Ciò è accaduto senza rinunciare alle
idee ed ai valori che ci contraddistinguono, perseguendo la legittimità e
la trasparenza degli atti amministrativi, presentando emendamenti e proposte di modifica alle deliberazioni,
all’interno delle sedi istituzionali,
senza “strilli” né “slogan” sui giornali.
Del lavoro svolto da Alleanza per
l’Italia al Comune di Matera e della sua
lealtà ed affidabilità politica - concludono - vi è evidente traccia negli atti
delle commissioni e del Consiglio Comunale.
Il contributo offerto da Api in tutte
le sedi dell’attività amministrativa
del Comune di Matera, ma anche della
Provincia e della Regione, deve trovare la giusta gratificazione anche in
termini di rappresentanza.
Il tema politico in discussione in
questi giorni e dunque la completa definizione dell’assetto dell’esecutivo,
non può esaurirsi tra i partiti maggiori o tra le varie correnti, così come non
può non tenersi conto del contributo
fornito in termini di consenso elettorale, e nei due anni trascorsi, in termini di affidabilità e lealtà politica, di capacità di proposizione e di innovazione di ciascuno partito della coalizione. Nessuno dimentichi che al Comune di Matera, alle elezioni amministrative del 2010, Alleanza per l’Italia
ha dato un notevole contributo per la
vittoria del centro-sinistra, a sostegno del Sindaco Salvatore Adduce, risultando il quarto partito della coalizione. Alleanza per l’Italia esprime
apprezzamento e fiducia nel Sindaco
Adduce enella coalizionedi centro-sinistra, valutapositivamente irisultati raggiunti sinora, ma ritiene che sia
giunto il momento in cui un maggior
sforzo debba essere prodotto per raggiungere esaurientemente gli obiettivi di governo. Alleanza per l’Italia
auspica che a breve possa chiudersi
questa fase delicata, il tutto al fine di
rinnovare e rimodulare un condiviso
programma politico-amministrativo
con slancio e maggiore vigore per la
nostra città».
[email protected]
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 16.09.2012
PAG. 8
Basilicata Mezzogiorno
Potenza
25
Domenica 16 settembre 2012
REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309
La protesta dei lavoratori del Cotrab dal 2003 con contratti rinnovati ogni settimana
Chiesti diritti, fuori i precari
I sindacati: «Si sono rivolti ai magistrati e sono stati puniti». Attacco al sindaco
HANNO protestato davanti alla sede
del Palazzo di città i precari del Cotrab
di Potenza.
Con cartelli e slogan, infatti, hanno
manifestato tutta la loro rabbia per
una situazione di precariato che si
portano avanti da una vita, dal 2003
per la precisione.
E ora - spiegano - «sono stati scacciati dal mondo del lavoro per aver
chiesto la tutela dei loro diritti».
La grave situazione - spiegano i sindacalisti della Faisa-Cisal (Federazione autonoma italiana sindacati autoferrotranvieri) - ha avuto origine circa sette anni fa, quando la gestione
del servizio urbano fu affidato, dopo
una gara d’appalto, al Cotrab. Circa 5
milioni di euro l’importo dato per la
gestione del servizio di trasporto pubblico urbano.
Un servizio che, con la Sti, aveva cominciato a dare i suoi primi positivi
frutti, ma che ora «è inutile, arraffazzonato e indecente sotto ogni aspetto.
Il costo del servizio, al contrario, è volato a oltre 13 milioni di euro, spingendo il Comune verso il dissesto».
«La verità - spiegano i sindacati - è
che il servizio viene svolto dal 2003 da
ottanta lavoratori interinali». E i contratti dei lavoratori sono settimanali:
«alcuni di loro hanno visto passare oltre 320 contratti di lavoro». E dopo otto anni «di
promesse e carezze gratuite, i lavoratori si sono
rivolti alla Magistratura, chiedendo che i loro
diritti fossero tutelati».
La risposta: «il direttore
del Cotrab ha sospeso
immediatamente i lavoratori, sostituendoli con
altri precari».
Ma quello che i lavoratori sostituiti non accettano è il comportamento
del sindaco, «che ha incaricato l’ufficio legale del Comune, scagliandosi
con particolare acredine contro i precari, al fine di tutelare l’interesse di
una società privata. E leggere nelle
carte dell’Ufficio legale del Comune le
stesse tesi sostenute dal Cotrab fa accapponare la pelle. Se poi si considera
che un lavoratore precario costa più
di un dipendente, allora il cerchio si
chiude. Appare difficile tollerare come il Cotrab percepisca un utile senza
rischiare nulla di proprio: si pensi che
il ricavo della vendita dei biglietti e degli abbonamenti non copre l’1 per cento del costo di esercizio. Così come forse qualcuno ignora che le obliteratrici sui mezzi pubblici sono fuori servizio, non vi è controllo dei viaggiatori».
Immediata la replica dell’amministrazione comunale: «E’ opportuno
comunicare - ha spiegato il sindaco,
Vito Santarsiero - che nella proposta
di contratto offerta dal Comune di Potenza al Cotrab per il servizio del trasporto pubblico urbano per una durata di 18 mesi, il Comune di Potenza ha
chiesto l’utilizzo del personale con
contratto a tempo determinato e selezione pubblica dello stesso». «Riteniamo – ha aggiunto – che questo sia stato uno degli elementi che ha indotto,
solo oggi e senza alcun confronto con
il Comune, a cercare percorsi di stabilizzazione per personale lavorativo
nei riguardi del quale abbiamo assoluto rispetto. Riteniamo però che, sia
la selezione pubblica sia il numero
delle unità, da definirsi in funzione
strettamente necessaria al servizio,
rappresentano elementi fondamentali per l'amministrazione che non
può farsi carico, con il proprio servizio, di personale in maniera indifferenziata.
«Ci spiace che - ha concluso Santarsiero - sia proprio la segreteria provinciale Cisal a porre il tema considerata la propria precisa conoscenza del
problema».
Santarsiero
Le unità
prese in base
alle
necessità
DAL PALAZZO
Sicurezza
Vigili davanti
alle scuole
Alcuni dei
precari Cotrab
davanti
l’ingresso degli
ascensori di
piazza XVIII
Agosto. In basso
due dei cartelli
di protesta
contro il sindaco
e i consiglieri
(foto Mattiacci)
COLPO IN STILE “I SOLITI IGNOTI”
Rubano cassaforte ma sono beffati
All’interno trovano solo due fucili
FURTO con scasso a Tito, nella
notte tra venerdì e sabato. Ritorna l'allarme ladri di appartamenti nella cittadina dell'hinterland potentino, dopo un relativo
periodo di tranquillità. Un film
già visto, nottetempo un gruppo
costituito da almeno due persone si è introdotto nell'abitazione
sita lungo la via principale all'inizio del centro abitato, forzando
cancello e portone che si trovano
sul retro della palazzina. Un’abitazione non isolata a poche decine di metri da due bar e diverse
abitazioni, nella quale vivono, in
appartamenti separati, due famiglie. Complice l'ora tarda, i ladri mettono a soqquadro l'abitazione del signor Lacava, Agendo
completamente
indisturbati
scardinano una grossa cassaforte, circa un metro per sessanta
centimetri, trovata all'interno di
un armadio e fissata al muro con
dei travetti di metallo, dandosi
alla fuga con il maltolto. Fin qui
tutto come da prassi, salvo il risvolto dai tratti quasi comici. Come al solito ladri ben informati
sulle abitudini e gli spostamenti
della famiglia, hanno scelto con
cura il momento in cui agire.
Nell'appartamento da mesi non
dorme quasi mai nessuno poiché
il proprietario resta spesso a dormire presso l'agriturismo del figlio, in montagna a Tito, mentre
la figlia, che vive al piano superiore con tutta la famiglia, è via
da qualche giorno. Il momento è
propizio e i malviventi ne sono
consapevoli, forzareun portone,
scardinare una pesante cassaforte dal muro, lanciarla dalla finestra sempre sul retro e caricarla sul mezzo richiede tempo e
provoca alquanto rumore. Il fat-
La
palazzina
dove si è
verificato
il furto
to che la cassaforte si trovasse così ben nascosta e avesse un peso
considerevole, una settantina di
chili, avrà illuso i malviventi di
aver fatto il colpaccio, convincendoli ad andar subito via tralasciando ogni altra cosa.
Nella tarda mattinata di sabato il proprietario passa da casa,
nota subito il chiavistello del cancello forzato e una finestra aperta, e quando sale sopra si trova
davanti agli occhi lo scompiglio
di un appartamento svaligiato:
caos, cassetti rivoltati, oggetti
per terra, ma in camera da letto la
piccola cassaforte dove sono custoditi i pochi oggetti preziosi di
famiglia è intatta. Solo l'armadio
aperto ela cassadi ferrostrappata dal muro. «Più stupore misto a
rabbia - dice il signor Lacava raccontando l'accaduto, nella
cassa sono da sempre custoditi
soltanto due fucili da caccia, regolarmente denunciati, e qualche cartuccia». Si reca quindi
con il figlio alla caserma dei Carabinieri per la denuncia e mentre si redige il verbale, arriva una
chiamata informativa dalla ca-
serma di Picerno, dove un cittadino ha trovato vicino alla propria campagna, in località Porcomorto, una cassaforte, aperta,
con dentro dei fucili ed alcune
cartucce.
I malviventi, forse di fuori ma
necessariamente con un appoggio nel paese, devono essere rimasti con l'amaro in bocca, dopo
aver aperto la succulenta cassaforte trafugata con tanta fatica,
così da abbandonarla e far perdere le proprie tracce. Resta comunque il fatto che è difficile individuare i responsabili, una
banda probabilmente collegata
ad altri furti in zona come quelli
avvenuti ripetutamente a Tito
l'inverno scorso e Pignola anche
quest'estate. Una banda di cui
potrebbe far parte il cadavere ancora non identificato di un uomo, ritrovato quest'estate proprio in agro di Tito con indosso
una tuta nera a coprirne i vestiti,
particolare che ha fatto supporre agli investigatori si trattasse
di un ladro morto durante un colpo.
Salvatore Lucente
VENTISEI agenti e 12
postazioni fisse davanti ad altrettanti istituti
garantiranno, a partire da domani, la vigilanza e la sorveglianza
davanti alle scuole del
capoluogo. Non solo.
Gli agenti della Polizia
locale provvederanno
anche alla regolamentazione del traffico soprattutto negli orari di
entrata e uscita dei
bambini. Via Lazio, via
Calabria, via Ciccotti,
via Di Giura, via Perugia, via Anzio, via Verdi, via del Popolo, viale
Marconi e via Leonardo Da Vinci, le strade
cui verrà rivolta maggiore attenzione e dove
ci sarà “tolleranza zero” per le violazioni di
fermata e sosta abusiva. Gli operatori della
Polizia locale anche
quest'anno saranno affiancati da personale
volontario di Protezione civile che ha aderito
al progetto partito lo
scorso febbraio. I volontari delle associazioni Vo.la, Sisma Legambiente e Falchi della Lucania saranno “occhi
attenti” che aiuteranno
i bambini ad attraversare la strada in sicurezza e vigileranno
prevenendo o impedendo eventuali casi di molestie. In campo anche
un servizio di Pronto
intervento dell'Unità
operativa di infortunistica stradale, per intervenire tempestivamente in caso di incidenti stradali che potrebbero rallentare, ulteriormente, la circolazione nelle ore di punta.
Nuovo cimitero
Bando
per i loculi
SARA’ pubblicato domani dal Comune il
bando per la costruzione degli ultimi 180 loculi del nuovo cimitero,
la cui apertura è prevista per il mese di giugno del 2013. La notizia è giunta al termine
di un incontro tra il
sindaco, Vito Santarsiero,
l’assessore
all’ambiente,
Nicola
Lovallo, e i dirigenti degli uffici competenti.
«Gli ultimi 180 loculi –
si legge in una nota sono necessari per garantire il fabbisogno di
unità sepolcrali per il
primo semestre del
2013». Con il nuovo cimitero «il vecchio camposanto diventerà più
cimitero storico monumentale».
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 16.09.2012
PAG. 9
Basilicata Mezzogiorno
Matera
Domenica 16 settembre 2012
33
REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440 Matera
Adduce: «I bambini non potevano essere spostati in un capannone o in un garage»
«Ecco la scuola più adatta»
Visita guidata alla Marconi che ospiterà alcuni degli ex alunni di via Bramante
di ANTONELLA CIERVO
L’APPUNTAMENTO è fissato
perle 12.Salvatore Adduceritarda solo qualche minuto e
poi entra all’interno della
scuola elementare Marconi.
Nonostante l’insofferenza poco celata nell’istituto da parte
di alcune docenti, la presenza
dei giornalisti diventa necessaria per illustrare le battute
finali di una vicenda che coinvolge i 506 bambini della
scuola di via Bramante, i loro
genitori e i docenti.
Da domani circa 150 alunni
frequenteranno le lezioni
all’interno della struttura del
rione Piccianello. Sono quelli
che erano iscritti alle sette sezioni ( 3 II classi e 4 I classi,
ndr.) nella scuola elementare
e materna di via Bramante. La
nuova platea si agigungerà ai
443 già esistenti in via Marconi,
Altre tre classi (III, IV e V
classi), in altrettante sezioni,
verranno ospitate nella scuola di piazza degli Olmi.
In via Greco verranno allocate due classi (UnaIV e una V
classe). Infine quattro sezioni
di scuola materna andranno
in via Greco.
E’ questa la nuova mappa
dell’istruzione che ieri Adduce ha confermato e che, nel
corso della visita guidata
all’interno della scuola, ha
consentito di
descrivere aule, spazi comuni, servizi igienici e strutture di supporto
dell’edificio.
Parla senza sosta, il sindaco
mentre illustra gli spazi
che ospiteranno i bambini,
quasi a voler
rispondere a
distanza alle osservazioni
presentate fino a qualche ora
prima dei papà e dalle mamme
dei bambini.
«Dovevano essere trasferiti
in un’altra scuola, non in capannoni o altri locali. In questa sede ci sono tutte le infrastrutture che servono. L’ipotesi di qualcuno di utilizzare
spazi di un istituto superiore ha aggiunto - non era concepibile. I bambini dai 6 ai 9 anni
Oggi catena umana intorno all’ex istituto
«Non ci dividete»
L’appello delle maestre
che traslocano da sole
Ieri il sindaco Salvatore Adduce ha svolto una visita nella scuola
Marconi dove si recheranno da domani alcuni ex alunni di via
Bramante
non possono condividere un
contesto strutturale e sociale
così diverso dal loro».
Nel corso della stessa giornata aveva già incontrato con
l’assessore Simona Guarini, i
genitori dei bambini di via
Bramante per un ultimo confronto e per chiarire che la soluzione individuata all’epoca
dell’ordinanza, il 3 agosto
scorso, è rimasta la più adat-
ta.
I controlli nell’edificio ormai vuoto, proseguono, per
comprendere quali saranno
gli interventi più adatti. «Verifiche statiche nella scuola ha spiegato Adduce - sia sotto
il profilo della staticità che
della tenuta antisismica hanno imposto questa decisione».
Rispedisce al mittente le voci
che circolano sempre più insistentemente circa appetiti di
speculatori edilizi sullo spazio dove sorge la scuola chiusa.
«Sono cose che non stanno
nè in cielo nè in terra. Per
quanto ci riguarda quell’edificio, scuola è e scuola rimane.
La Marconi è una realtà storica, in situazione decorosa, con
classi adeguate, spazi adatti,
servizi pre e post lezioni per le
esigenze delle famiglie».
Le esigenze dei genitori, aggiunge, risiedono soprattutto nel fatto che l’area nord della città non sia servita da una
scuola e dunque lasci scoperta una gran parte della popo-
lazione. «Mi sono reso conto
che non esiste un’edificio che
serve la zona e quartieri come
Acquarium o Giada».
La visita prosegue a spron
battuto e giunge fino al giardino, attraverso palestra, lunghi corridoi, aule vuote solo
per alcune ore. Adduce è convinto che laMarconi sia, finalmente, la panacea.
Per quanto durerà questa
situazione? «Entro settembre
verificheremo qual è il destino
della scuola di via Bramante
dal punto di vista statico. Sto
controllando con ricognizioni ancora più approfondite,
soluzioni per un’unico edificio». L’ingresso degli alunni
di via Bramante, hanno assicurato i vertici della Marconi,
verrà garantita da un’ingresso diverso per evitare congestioni, così come gli orari di
uscita saranno calibrati alle
esigenze dei genitori.
Adduce entra in un’aula
vuota e si siede alla cattedra.
Meglio sindaco o maestro?
[email protected]
OGGI alle 17 si terranno
tutti per mano per creare
una catena umana che circonderà, per difenderlo,
l’edificio di via Bramante
che il Comune ha deciso di
chiudere per motivi di sicurezza. Le insegnanti, insieme ai genitori e ai bambini proseguiranno con un
corteo pacifico verso il centro della città. La sfilata
renderà ulteriormente visibile il loro no alla decisione di dividere in quattro
plessi diversi gli scolari di
elementare e materna.
Nella borsa hanno stracci per pulire le loro nuove
aule, risme di fogli, il materiale che rappresenta ancora il legame con l’edificio
che le ha viste insegnare
per tanto tempo.
Maria Continisio è una
delle docenti. Con dolore
ha dovuto lasciare quelle
aule e si appresta, da domani, a lavorare in nuovi spazi.
«Non possiamo accettare passivamente questa soluzione. Lunedì saremo
qui, al lavoro, ma non siamo d’accordo - spiega. Parla dell’ipotesi dei locali del
Circo (che attualmente
ospita l’aula consiliare,
ndr.) che, però, non è stata
presa in considerazione
dell’amministrazione comunale.
«Alla Marconi non vogliamo andare perchè, in
questo modo perderemmo
la nostra identità di scuola.
Via Bramante non esisterebbe più. Al Circo, invece,
saremmo tutti insieme pechè la scuola è collegialità».
Il trasferimento non è indenne da fatica di tutti i tipi: «Ho preso il mio materiale dal garage dove lo
avevo messo e, ieri - aggiunge la signora Continisio - e sono venuta qui a
portare tutto il necessario.
Ci hanno aiutato i nostri
mariti e i nostri figli».
Tabelle della vulnerabilità sismica e della staticità
sono un altro degli elementi di confronto. Le insegnanti sostengono che i
parametri della scuola sarebbero in linea con quelli
nazionali e dunque non
avrebbero dovuto richiedere un provvedimento così
drastico.
Aggiunge Angela Micillo, docente e mamma:
«Nemmeno l’ascensore è
adeguato. Come faranno i
bambini disabili a raggiungere i piani superiori?
[email protected]
Documento congiunto di personale e sindacati contro le decisioni del Comune
«Ecco perchè non siamo d’accordo»
IN un comunicato congiunto il
personale dell’ex IV circolo di via
Bramante e le organizzazioni
sindacali Cgil, Cisl, Uil scuola e
Snals hanno messo in evidenza,
ancora una volta, i nodi centrali
che sono al centro del rifiuto della
proposta del Comune.
«Il 13 settembre scorso, nella
scuola primaria di via Greco il
personale della scuola del VI Istituto Comprensivo si è riunito per
discutere in merito all’ordinanza
del Sindaco del 3 agosto di chiusura del plesso di via Bramante e
di allocazione delle classi presso
le scuole di via Marconi, piazza
degli Olmi e via Lazazzera.
Il corpo docente - si legge anco-
ra - ha messo in luce l’impossibilità di un il regolare avvio dell’anno scolastico per i seguenti motivi: impossibilità di garantire
l’azione didattica dei singoli insegnanti perché impegnati su più
classi dei tre plessi; impossibilità
di organizzare l’orario di funzionamento della scuola per l’eccessivo frazionamento degli interventi didattici che ignora i tempi
e i ritmi di apprendimento del
bambino in questo segmento
dell’età evolutiva; difficoltà per i
genitori di accompagnare e prelevare i propri figli dislocati in diversi plessi distanti tra loro e dalle proprie abitazioni, impossibilità della scuola di conservare la
propria identità storica e culturale».
Nella nota si segnala ancora:
«Indisponibilità ad oggi di tutte
le aule assegnate.
Alla luce di quanto esposto,
considerata la fondata preoccupazione di annientamento del nostro istituto, vista l’impossibilità
di essere ascoltati dall’Amministrazione Comunale per condividere le proposte offerte dalla
scuola e dai genitori oltre che la
mancata volontà di interloquire
con altri organi superiori territoriali, tutto il personale del VI Istituto Comprensivo ribadisce la
propria volontà a non tollerare
che l’attuale allocazione delle
Una delle riunioni fra Comune e sindacati
classi perduri oltre lo stretto tempo necessario ad essere collocati
in un sito unico per poter garantire il pieno diritto allo studio dei
bambini in una città candidata a
capitale della cultura 2019, ma i
cui amministratori della scuola
che è cultura non hanno alcuna
considerazione».
[email protected]
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 17.09.2012
PAG. 10
Basilicata Mezzogiorno
MATERA PROVINCIA I V
Lunedì 17 settembre 2012
MONTALBANO JONICO NON PUÒ TORNARE IN PAESE PERCHÈ SERVE UN’ABITAZIONE A NORMA DI LEGGE PER I DISABILI. MA PER IL SUO PROBLEMA È UNO SCARICABARILE
Gerardo ha bisogno di una casa
Ha 25 anni, faceva il muratore e ora vive solo attraverso la macchina a cui è collegato
ENZO PALAZZO
l MONTALBANO JONICO. Si
chiama Gerardo Ciminelli, ha
25 anni, faceva il muratore e in
una notte dell’aprile scorso è
passato da una vita di speranza e
umana, a una vegetativa e non
umana. Durante il sonno, in vacanza nel nord Italia con la fidanzata, ha avuto un arresto
cardiaco che l’ha trasformato in
un vegetale.
Vive solo attraverso le macchine, come Eluana Englaro, ed
è ricoverato a Fontanellato di
Parma, dopo essere stato ricoverato nella struttura ospedaliera di Legnano. Questa sua vita
vegetativa, non solo gli ha tolto
la quotidianità, anche quella banale fatta di piccole cose della
vita, magari anche noiose, ma
vere, ma gli ha anche stroncato il
futuro e i sogni dei quali il futuro
stesso si nutre. Questa sua vita
vegetativa, come è facile intuire,
è solo l’inizio del suo calvario, al
quale si aggiunge, per lui e la sua
famiglia, un secondo dramma,
quello che sta accadendo per riportarlo a casa. Che è non meno
pesante e coinvolgente sotto
l’aspetto emotivo e affettivo
dell’evento traumatico che l’ha
ridotto totalmente incosciente
in una corsia di ospedale. La casa di cui ha bisogno Gerardo
deve essere a norma di legge per
disabili, dovrà essere attrezzata
dall’Asl per l’assistenza di una
vita vegetativa e, chiaramente,
sarà difficile sfrattarli, vita natural durante dell’ex muratore.
Oltre a questioni economiche, è
l’altro motivo per cui la famiglia
Cani e padroni
sono un flagello
MONTALBANO JONICO. Il
sindaco Enzo Devincenzis ha più
volte promesso che è disposto,
come amministrazione, ad aiutare
la famiglia Ciminelli in relazione al
dramma che vivono, ma la «casa
– avrebbe detto stando a ciò che
afferma Giuseppe Ciminelli – se la
devono trovare loro». La famiglia
Ciminelli chiede però di requisire
un appartamento Ater, azione sulla quale il sindaco vuole un’autorizzazione del prefetto, mentre secondo la famiglia Ciminelli il prefetto non centra nulla essendo un
atto che tocca al sindaco direttamente. «Non pretendiamo nulla –
afferma Ciminelli -, chiediamo
semplicemente che ci venga assegnata una casa dell’Ater che è
disabitata, in via Nicola Romeo, in
quanto questo sindaco l’ha assegnata a due coniugi (Ciminelli fa
nome e cognome) che abitano in
un’altra abitazione sempre a spese del Comune».
[e.p.]
Ciminelli chiede una casa al Comune, perché nessun privato è
disposto a dare strutture in fitto,
conoscendone il dramma e le
condizioni.
«Qui, a Montalbano Jonico,
fanno a scarica barile – dice il
padre, Giuseppe – . Il sindaco
scarica sul prefetto e il prefetto
sul sindaco. Ho parlato col sindaco Enzo Devincenzis, il quale
mi ha riferito, esponendolo anche in Consiglio comunale in ri-
sposta a una interrogazione, che
per requisire un alloggio per
mio figlio ha bisogno dell’autorizzazione del prefetto. Ma la casa che noi chiediamo che venga
requisita è dell’Ater, che centra
il prefetto? Il quale, sollecitato
da noi, ha già risposto che ha
allertato il sindaco. E allora io
dico, a che gioco giochiamo?».
Giuseppe Ciminelli è cardiopatico, diabetico, invalido e pensionato ad appena 450 euro al
BERNALDA UNA STRUTTURA OCCUPATA ABUSIVAMENTE. VA LIBERATA ENTRO IL 20
Scatta lo sgombero nel Centro turistico
utilizzato come ricovero di animali
Ordinanza del sindaco diretta ad un residente di «Torre di Mare»
ANGELO MORIZZI
l METAPONTO. Con un’ordinanza, il sindaco Leonardo Chiruzzi (Pd), ha intimato a un residente del luogo lo sgombero del
Centro servizi turistici, utilizzato come ricovero di animali e pertanto occupato parzialmente da
cavalli da maneggio.
«I vigili urbani – scrive Chiruzzi – hanno prima segnalato la
presenza degli animali all’interno della struttura, individuandone poi il proprietario, P.D. La situazione persiste dall’epoca
dell’esondazione fluviale dell’1 e
2 marzo 2011. A quell'epoca – precisa Chiruzzi – a causa delle situazioni emergenziali causate
dai fenomeni alluvionali, per la
sicurezza di persone, luoghi e
animali, fu tollerata la presenza
degli animali in quel luogo, ma
solo in maniera temporanea e,
quindi breve. In seguito, però, nonostante alcune bonarie e ripetute sollecitazioni a liberare i
luoghi da parte della Polizia municipale, nulla è cambiato. In tal
modo l’immobile in questione,
posizionato in contrada Torre di
Mare, continua di fatto ad essere
sottratto alla sua funzione pubblica principale, in ragione
dell’abusiva presenza di animali,
foraggio e attrezzature. Ne deriva, pertanto, un danno reale
all’Amministrazione ed alla cittadinanza. oltre che, in primo
luogo, all’utenza del Centro ser-
GRASSANO STRADE INZOZZATE
Chi deve intervenire?
Si potrebbe utilizzare
un immobile dell’Ater
ANIMALI INVECE CHE PERSONE Il Centro servizi turistici di Bernalda
vizi (associazioni sportive, culturali e altre)».
Il sindaco, inoltre, in assenza
di alcun tipo di autorizzazione
dichiara «non più tollerabile il
protrarsi di una simile situazione, soprattutto per le negative ricadute igienico-sanitarie. Tra
l’altro – aggiunge Chiruzzi – il
signor P.D., dispone, nelle vicinanze del Centro servizi turistici, di un’area adeguata ed attrezzata, nella quale ha, fino ad allora, ed ancora oggi, sempre ricoverato suoi animali. Il sovraccarico fecale, rilevabile sul suolo
e sulla pavimentazione della
struttura, producono notevoli
problemi di igiene pubblica».
Nell’ordinanza sindacale, dunque, si intima al trasgressore di
«liberare entro il 20 settembre da
ogni cosa e corpo estraneo il Centro servizi turistici di Torremare, provvedendo, a proprie spese,
alla bonifica integrale e alla sanificazione dei luoghi interessati. L’ufficio patrimonio del Comune, verificato lo sgombero delle parti abusivamente occupate
ed impropriamente utilizzate,
valuterà, in seguito, eventuali
danni all’immobile, che saranno
imputati a totale carico dell’abusivo. In caso di inosservanza verrà immediatamente applicata
una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 500 euro».
GIUSEPPE PONTILLO
mese. Per campare si arrangia
come può col resto della sua famiglia, perché i suoi soldi se ne
vanno in viaggi per andare a
trovare il figlio, «perché i sentimenti non vanno via con la
malattia, anzi, si cerca di dare
più sostegno affettivo e non solo
fisico al figlio malato, perché
non perdiamo mai la speranza
che si possa svegliare e tornare
il Gerardo che noi conosciamo».
IL DRAMMA
Gerardo Ciminelli, 25 anni, in una notte è passato da una vita
umana ad
una vegetativa
[foto Palazzo]
l GRASSANO. Se il cane è il migliore amico
dell’uomo, non sempre i padroni di cani sono i
loro migliori amici e ancora di meno dei loro
simili. A Grassano gironzolano per le strade
numerosissimi cani portati al guinzaglio da
ragazzi, da giovani, da donne e da uomini adulti. Senza dire che alle prime ore del mattino si
vedono madri di famiglia condurre a spasso il
cane, logicamente il più lontano possibile dalla
propria abitazione. Sono animali che sprigionano i loro bisogni corporali in ogni punto di
strada. Addirittura qualcuno trova il “regalo”
vicino all’uscio di casa e vicino a qualche vaso
di pianta ornamentale, oltre che lungo i marciapiedi. Di conseguenza bisogna stare attenti
dove si posano le scarpe dei piedi che rischiano
di “luridarsi”. Per ovviare a questo grave inconveniente di sporcizia, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Sanseverino (che è medico) e dal suo vice Maria
Porsia (che è veterinario) ha emesso una ordinanza che obbliga i portatori di cani al guinzaglio di essere forniti di busta di raccolta.
Senza tema di smentita si può affermare che
l’osservanza è al cinquanta per cento. Perché,
girando per le strade, principali e secondarie, si
notano escrementi rilasciati ed anche persone
che non recano in mano la busta di raccolta.
Può darsi che costoro non abbiano letto quell'avviso. Ed allora, perché non ripeterlo per una
ulteriore e maggiore diffusione d’infor mazione? Oppure bisogna intensificare il controllo.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 16.09.2012
PAG. 11
Basilicata Mezzogiorno
II I BASILICATA PRIMO PIANO
Domenica 16 settembre 2012
TRIBUNALI ADDIO
IL CONTO ALLA ROVESCIA
Dal 13 settembre è partito il conto alla
che porterà alla soppressione
LA RIORGANIZZAZIONE DEI PRESIDI rovescia
delle diverse sedi. Lavoratori trasferiti
Giustizia, addio
a 24 presidi giudiziari
Il Tribunale di Melfi «cancellato» definitivamente entro 3 anni
ANTONELLA INCISO
LA
PROTESTA
Nella foto
d’archivio la
manifestazione
di sindacie d
avvocati per
evitare la
soppressione
.
Resistenza
Il Comune di Melfi
impugnerà
questo decreto
Gli abitanti di Melfi e del
Vulture non hanno digerito
la scelta della soppressione
del Tribunale di melfi. Il presidente dell’Ordine degli
avvocati del foro di Melfi,
Dino Di Ciommo è categorico: «La soppressione del
nostro tribunale è un insulto a tutta la regione Basilicata che a sempre dato
senza ricevere niente. Non
ci fermeremo – ha aggiunto
Di Ciommo – e, anzi, rilanceremo la nostra azione di
protesta impugnando il decreto e impegneremo i nostri organi nazionali in tal
senso e attendiamo fiduciosi anche il riscontro del presidente De Filippo che si è
impegnato inviando una
protesta. ». Il sindaco Livio
Valvano, rincara la dose:
«La città di Melfi e il Vulture
sono molto delusi da come
si è svolta l’intera vicenda.
Dispiace per l’azione delle
forze politiche che si sono
divise e dispiace soprattutto per il Pdl che si è distratto dal tenere insieme l’intero territorio della Basilicata.
Spero che qualcuno non
voglia utilizzare, strumentalizzandola, la chiusura del
tribunale durante la campagna elettorale. Il comune di
Melfi impugnerà il decreto
e chiederà di sostituire Melfi a Lagonegro».
[a.pac,]
l Cancellati definitivamente. Senza appello, senza possibilità di revisione, senza nessuna speranza.
Cancellati definitivamente, dopo che
il presidente Napolitano ha firmato il
decreto sulla riorganizzazione degli
uffici giudiziari.
Dal 13 settembre scorso ventiquattro presidi giudiziari lucani sono
entrati nell’elenco delle strutture
chiuse della Basilicata. Due tribunali
e ventidue uffici del giudice di pace,
infatti, sono stati aboliti e l’organizzazione della giustizia sul territorio lucano sarà completamente ridisegnata. A diventare un ricordo
saranno il Tribunale di Melfi e la sede
distaccata del Tribunale di Pisticci
ma anche gli uffici del giudice di pace
di Chiaromonte, Lauria, Sant'arcangelo , Irsina, Pisticci, Rotondella, San
Mauro Forte, Stigliano, Tricarico, Palazzo San Gervasio, Pescopagano,
Rionero in Vulture, Venosa, Acerenza, Avigliano, Bella, Calvello, Genzano di Lucania, Laurenzano, Marsico Nuovo, Vietri di Potenza e Viggiano.
Ed i tempi per tutto questo? Non da
«giustizia lumaca» come avvenuto
sino ad oggi per molti processi e
procedimenti. Per la chiusura dei
tribunali, infatti, si dovrà attendere
un anno. Il tempo massimo per esaurire le udienze che sono già fissate e
per fissare le nuove nella sede dell’accorpamento. Più lunghi, invece, i
tempi destinati al trasferimento effettivo con chiusura della sede: per il
tribunale di Melfi sono previsti tre
anni al massimo. Tre anni che serviranno per ultimare l’iter e disporre
il trasferimento del personale amministrativo e giudiziario presso le
altre sedi. Già, il personale. Uno dei
riverberi della chiusura delle diverse
sedi si avrà proprio sul personale,
sulla gente che lavorava presso gli
uffici giudiziari.
In particolare, il personale am-
ministrativo con il decreto attuativo è
finito a disposizione del Ministero
della Giustizia e sarà assegnato, con
molta probabilità alla sede accorpante. Diverso il destino dei magistrati. Al Ministero, infatti, è stato
predisposto un listone dove saranno
elencati i tribunali con i posti liberi
che i magistrati perdente posto potranno occupare su richiesta. Insomma, una ridistribuzione sull’intero
territorio nazionale con assegnazione ad altra sede.
E se magistrati e personale amministrativo dovranno spostarsi
presso altri Tribunali o Procure, lo
stesso dovranno fare anche gli avvocati, in particolare i circa 200 legali
iscritti al Consiglio dell’Ordine degli
avvocati di Melfi. Per le cause o, più
semplicemente, per documenti e certificati dovranno recarsi a Potenza.
Percorrendo mediamente, tra andata
e ritorno, almeno cento chilometri su
una delle strade più trafficate della
regione, la «Potenza- Melfi». Il che, di
fatto, avrà riflessi non solo sul traffico e la sicurezza in quella zona ma
soprattutto sui costi che i cittadini
dovranno pagare per i procedimenti
penali. Con tutto quello che questo
significa per ogni famiglia.
IL DETTAGLIO I RIFLESSI SUL TERRITORIO DELLA CHIUSURA DEI PRESIDI GIUDIZIARI LUCANI
Costi lievitati e altre strutture
a rischio: ecco le conseguenze
l Il primo riflesso sono i costi che lievitano. Inutile nasconderselo: i riflessi della
chiusura dei presidi giudiziari lucani li pagheranno i cittadini che saranno costretti a
fare chilometri e chilometri per partecipare
ai processi o per ottenere un certificato.
Questo, però, non è l’unico rischio che corrono i territori lucani, in particolare quello
del Vulture - Melfese. La chiusura del Tribunale di Melfi, infatti, potrebbe portare anche ad un declassamento di altre strutture
come il commissariato di polizia o la caserma dei carabinieri. Solo per fare degli
esempi. Per questo, nonostante la firma del
presidente Napolitano e nonostante l’iter
per la chiusura sia iniziato, i sindaci del
Vulture appaiono decisi ancora a dare battaglia. Come conferma il presidente
dell’area programma del Vulture. Michele
Sonnessa.
«Non bisogna arrendersi dobbiamo proporre sia il ricorso al Tar sia fare pressioni
sulla Regione perchè impugni l’incostituzionalità della norma - dice Sonnessa - rispetto
ad una prima fase di delusione, dobbiamo
andare avanti e farci promotori di queste
iniziative con gli altri sindaci. La nostra posizione è andare fino in fondo, anche perchè
a pagare sono i cittadini. I costi sono in
termini sociali, i risparmi in termini economici non ci sono. Se si utilizza la struttura
del tribunale per accogliere i giudici di pace
i costi sono gli stessi, ed allora il danno è ai
cittadini - continua Sonnessa - L’assenza di
un presidio di legalità comporta, infatti, il
venir meno del principio di legalità e di
sicurezza di un territorio e con l’ inevitabile
esposizione alla vicina Puglia ed alla criminalità organizzata le conseguenze sono a
catena. Il Tribunale è il primo danno, ci
potrebbe essere la chiusura di altri uffici ad
esso legati. Per questo il ricorso è inevitabile, altrimenti significa una sicura resa
[a.i.]
che non possiamo consentirci».
E per l’accorpamento a Pisticci
si prevedono tempi brevi
PIERO MIOLLA
PISTICCI La sede distaccata
l PISTICCI. Con la pubblicazione del decreto
legislativo 155 sulla Gazzetta Ufficiale del 12
settembre, i 95139 cittadini ai quali la sezione
distaccata di Pisticci amministra giustizia dovranno spostarsi, da settembre 2013, nella sede
centrale di Matera. La soppressione dello storico ufficio giudiziario pisticcese (attivo da ben
prima del secolo scorso) è infatti ufficiale e,
come ha avuto modo di precisare il presidente
del tribunale di Matera, Giuseppe Attimonelli
Petraglione nel corso di una conferenza stampa,
«l’accorpamento alla sede centrale sarà fatto in
tempi ristretti». Chi, dunque, si era illuso che
l’articolo 8 del citato decreto potesse essere applicato anche alla cittadina basentana, deve ricredersi: esso prevede che, in presenza di specifiche ragioni organizzative o funzionali, il Ministro della Giustizia possa disporre che, per un
periodo non superiore a 5 anni, gli uffici, di
fatto, rimangano dove sono tuttora. Le ragioni
di cotanta urgenza vanno ricercate, a giudizio di
Attimonelli, nella situazione drammatica in cui
versa la sezione di Pisticci, «una creatura nata
male per le continue defezioni», e nella capacità
di Matera di accorparla: «Ci sono tutte le possibilità per farlo», ha spiegato il presidente del
tribunale ricordando anche di essersi speso fin
dal suo insediamento per assicurare «la sopravvivenza di Pisticci, che ha una sua centralità
importante». In effetti, conti alla mano, la sezione di Pisticci ha servito ben 34013 famiglie,
interessando una superficie di 172964 metri quadrati comprendente, oltre a Pisticci, anche Accettura, Aliano, Bernalda, Cirigliano, Colobraro, Craco, Garaguso, Gorgoglione, Montalbano
Jonico, Nova Siri, Oliveto Lucano, Policoro, Rotondella, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte,
Scanzano Jonico, Stigliano, Tursi e Valsinni. La
domanda, a questo punto, è anche di tipo operativo: fino all’entrata in vigore del predetto
decreto (fissata a settembre 2013) cosa ne sarà
della sezione pisticcese e del personale, endemicamente insufficiente? Alla prima domanda
ha risposto Attimonelli, chiarendo appunto che
il trasferimento sarà fatto in tempi brevissimi,
anche se, di fatto, prima di settembre 2013 la
sede di Pisticci non potrà essere chiusa: logico
pensare, dunque, che in attesa di staccarne la
spina, l’ufficio verrà ulteriormente depotenziato con il trasferimento di altre competenze a
Matera. In merito al secondo punto, invece, è il
decreto che viene in soccorso. L’articolo 5, infatti, recita che «i magistrati che esercitano le
funzioni, anche in via non esclusiva, presso le
sezioni distaccate soppresse si intendono assegnati alla sede principale del tribunale». Idem
per il personale amministrativo, che «entra di
diritto a far parte dell’organico dei tribunali cui
sono trasferite le funzioni, anche in soprannumero riassorbibile con le successive vacanze». Infine, le udienze: quelle fissate a Pisticci
fino a settembre 2012, dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere tenute in loco, quelle
fissate ad una data successiva, a Matera. In ogni
caso, fino all’entrata in vigore del decreto, il
processo si considera pendente davanti all’ufficio giudiziario destinato alla soppressione.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 15.09.2012
PAG. 12
Basilicata Mezzogiorno
ATTUALITÀ I IX
Sabato 15 settembre 2012
ESTATE FASHION
LA RISORSA BELLEZZA
PASSERELLA
Si concludono diversi concorsi di bellezza
che hanno visto tra i protagonisti ragazzi e
ragazze lucani. Consensi di pubblico e giuria
RICONOSCIMENTI
Consensi per Carmen Gonnella e
Francesca Di Carlo. Tra i maschi, oltre a
Rocco Gallucci, anche Marco Gimbatti
Un po’ di Basilicata tra i più belli
Ottimi risultati alla finale di «Miss e Mister d’Italia» che si è svolta ad Ascoli Piceno
l Non solo miss Italia. L’estate 2012
sarà ricordata come la stagione della
bellezza. Tanti altri concorsi hanno fatto da satellite all’evento di Montecatini
Terme. Consensi, in particolare, per la
finale regionale del tour «Miss e Mister
Belli d’Italia» che si è tenuta a Monticchio Sgarroni nel ristorante «Cantuccio del Vulture». L’evento è ideato e
organizzato dal patron calabrese Franco Buccinà con il supporto del referente
regionale Antonio Petrino e la collaborazione logistica e operativa
dell’agenzia Lucania Network. Manifestazione affermata e che negli anni ha
visto protagoniste diverse aspiranti
modelle e modelli che sono riusciti a
conquistare notorietà e opportunità di
lavoro nel campo della moda e dello
spettacolo, oltre a proporsi come utile e
funzionale trampolino di lancio per
aspiranti indossatrici e fotomodelle che
hanno l’ambizione di provare a raggiungere obiettivi e concretizzare un
sogno della propria esistenza.
A ospitare l’evento della finale nazionale, la cittadina di Martinsicuro in
provincia di Teramo e per la serata
finale l'incantevole scenario di piazza
del Popolo di Ascoli Piceno, condotta
dalla frizzante Floriana, personaggio
tra i più noti del programma tv «Grande
Fratello».
Dopo le selezioni, le pretendenti fi-
naliste sono state ridotte a 25 (più 25
ragazzi): la giuria ha eletto la marchigiana Maria Paola Martellini (di Ascoli
Piceno) e Roberto Sanci di Oristano
rispettivamente Miss e Mister Belli
d’Italia 2012 e testimonial del concorso
per il prossimo anno, oltre che figuranti
per ospitate ed eventi a rappresentare
l'evento spettacolo in ogni parte d'Italia.
Ottimi piazzamenti per le miss che rappresentavano la Basilicata: buoni riscontri e ammirazione per Carmen
Gonnella di Pescopagano e Francesca
Di Carlo di Rionero, mentre era assente
per motivi personali Katia Stia. Tra i
mister più votati e premiati Rocco Gallucci di Rionero ha conquistato la fascia
nazionale «Mister Bello d'Italia 2012 uomo ideale» risultando tra i primi dieci in assoluto, con grande e giustificata
soddisfazione per un risultato prestigioso che fa onore all'immagine personale del protagonista, della sua città e
della regione. Per la categoria maschile
molti apprezzamenti e complimenti anche per Marco Gimbatti di Venosa. Per
miss e mister lucani per i prossimi mesi
diverse opportunità di presentare all'opinione pubblica la fascia come finalisti nazionali in eventi e manifestazioni. Il concorso nazionale avrà un'appendice ancora più importante per la
fine di settembre con l'appuntamento
con le finali internazionali di Malta.
Due lucane
alla finale
di «Miss
Grand Prix»
SERATA DI GLAMOUR
EVENTO
A destra
Carmen
Gonnella
e Francesca
Di Carlo. A
sinistra le due
ragazze con
Angelica
Guglielmi,
Licia Ricciuti
e Alessia
Mecca. In
basso Rocco
Gallucci
e Marco
Gimbatti
l Ci saranno anche due lucane alla finale nazionale di
Miss Grand Prix 2012. Si tratta
delle materane Noemi Lapolla e
Sophie Elyacoubi (nella foto in
alto) che grazie alla loro bellezza e presenza scenica sono
riuscite a superare le pre finali
nazionali e si sono aggiudicate
il posto tra le ragazze più belle
d’Italia pronte a sfidarsi per
l’ambito titolo. Le giovani ragazze, entrambe di Matera città, ambiziose e determinate,
hanno superato il difficile scoglio delle prefinali dove erano
in gara più di 100 miss rappresentanti tutte le regioni italiane ed ora sono tra le 30 che
posso ambire al passaggio alle
serate finali.
La finale nazionale si terrà
questa sera allo «Stadio del Mare» di Pescara. Condurrà lo
spettacolo la showgirl Justine
Mattera mentre Paolo Limiti
(che, tra l’altro, è stato il primo
marito di Justine) sarà il presidente della giuria.
.
L’«uomo ideale» è un rionerese
conquista la fascia Rocco Gallucci
l Vent’anni, fisico palestrato, è lui l’«uomo ideale» secondo la giuria nazionale di
«Miss e Mister Belli d’Italia».
Si chiama Rocco Gallucci ed è
un ragazzo di Rionero, commerciante di tappezzeria e intimo. Ha deciso di partecipare
al concorso per gioco e curiosità, ma anche con la segreta speranza di avere una
chance per entrare nel mondo
dello spettacolo. «Mi hanno
parlato di questa opportunità
alcuni amici - dice - e alla fine
ho deciso di iscrivermi principalmente per divertirmi e
fare nuove amicizie».
Ma ora, con la fascia di
«uomo ideale» un pensierino al mondo della moda
ci può stare?
«Certo. Queste sono occasioni che danno molta visibilità e aver vinto una fascia
potrebbe consentirmi di avere
diverse opportunità non solo
nella moda».
Punti anche al cinema?
«Perché no. È un mondo che
mi affascina e vorrei farne
parte».
Ma per fare l’attore non
basta solo essere belli. Bi-
sogna studiare...
«Lo so ed è per questo che
conto di iscrivermi a corsi
specifici».
Hai già partecipato a casting?
«No, ma sono intenzionato a
muovermi un po’ sperando di
essere notato».
Cosa ne pensa la tua famiglia del successo ad
Ascoli Piceno?
«Lo sa soltanto mio padre.
Prima o poi lo verranno a
sapere tutti. Penso che alla
fine saranno orgogliosi di
me».
PREMIO Le ragazze lucane
In attesa di un futuro da
attore o modello, oggi cosa
fai per vivere?
«Lavoro nel settore del commercio vendendo tappezzeria
e intimo. È un’occupazione
che mi piace, ma è ovvio che
mi attrae di più lo spettacolo».
Aiuta l’aspetto estetico in
un lavoro come il tuo?
«Conta. Nel commercio è importantissimo il modo di presentarsi e avere un aspetto
gradevole significa migliorare
il tuo approccio con la clientela».
MODELLO
Rocco
Gallucci, 20
anni,
commerciante
di Rionero,
aspira a
diventare
modello o
attore
.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 17.09.2012
PAG. 13
Basilicata Mezzogiorno
IV I MATERA CITTÀ
Lunedì 17 settembre 2012
L’EDIFICIO INAGIBILE
IERI UNA CATENA UMANA
LA BATTAGLIA
Genitori, docenti e sindacati, riuniti in comitato, chiedono un plesso unico (e non smembrato in quattro sedi) e trasparenza degli atti
Abbracciano la scuola
che rischia di sparire
E oggi gli alunni di via Bramante entreranno in aula più tardi
EMILIO OLIVA
l La campanella del primo giorno di scuola
suonerà un’ora e mezzo dopo per i 506 alunni
dell’Istituto comprensivo di via Bramante. Ieri
sera i genitori, oltre 200, dopo aver abbracciato
con una catena umana la loro scuola, chiusa
con ordinanza del sindaco, perché a rischio di
sospetti di speculazioni edilizie. «Mi sembra
strano che due relazioni tecniche elaborate a
distanza di pochi mesi entrino in contraddizione», eccepisce Giulio Arenella, segretario
provinciale della Cisl scuola.
«Questo plesso era un fiore all’occhiello di
Matera nord», ricorda Milena Vizziello, madre di un bambino che fa la seconda elementare ed ex alunna della scuola di via Bramante. «Chiediamo
un unico plesso. Noi
abbiamo un solo figlio e il disagio per
noi è più ridotto rispetto alle famiglie
più numerose che
avranno difficoltà ad
accompagnare i bambini in scuole distanti. Perciò ci uniamo alla loro lotta».
«Il rischio – interviene il marito, Giuseppe Matera – è che questo plesso sparisca. Se non decideranno di recuperarlo
o ricostruirlo, le iscrizioni entro gennaio
non saranno raccolte. Significa che la
scuola non esisterà più e si creerà anche
un problema per gli insegnanti, che rischiano la cattedra».
Le scelte dell’Amministrazione comunale e
l’indisponibilità al confronto sono contestate
duramente da genitori, insegnanti e sindacati,
riuniti nel “Comitato di via Bramante unita”
che prepara per sabato una manifestazione
generale. «La soluzione di trasferire le venti
classi di via Bramante in quattro plessi non ci
ha mai convinto», rimarca Elisabetta Morfini, mamma di un alunno. «Conduciamo questa battaglia per mantenere il plesso unico,
l’identità e la storia di questa scuola. Purtroppo sin da principio le determinazioni del
sindaco sono andate nella direzione opposta. E
al di là di quel che si vuol fare apparire, la
soluzione individuata non è
soddisfacente. Nel plesso di
via Marconi ci sono classi al
terzo piano e quello di piazza degli Olmi è assolutamente improponibile. Ci sono barriere architettoniche,
scale a chiocciola dagli spigoli vivi, ringhiere non a
norma, corridoi stretti e vie
di fuga precluse dall’assenza di uscite di emergenza. Un’aula ha al suo interno un lavandino
e altre tre sono ubicate in un piano interrato di
difficile accesso».
I sindacati invitano l’Amministrazione comunale a far presto perché il plesso di via
Bramante sia restituito al quartiere. «Questa è
una scuola, a servizio di una zona popolosa,
che ha già subito un taglio di classi con il piano
di dimensionamento scolastico. Se ora la chiudiamo senza indicare una data di apertura, la
condanniamo ad una morte lenta a danno della
cittadinanza e a danno dell’organico, di cui la
scuola dispone», osserva Michelangelo Ferrara, segretario provinciale della Uil scuola.
«Matera – incalza Fernando Mega, segre-
Classi a tempo prolungato
Il servizio di mensa scolastica
esteso alle scuole medie
Anche quest’anno sarà esteso alle scuole medie
“Nicola Festa” e “Giovanni Pascoli” il servizio di
mensa scolastica rivolto alle classi a tempo prolungato. «Questa Amministrazione comunale – afferma
l’assessore alle Politiche sociali, Simona Guarini – diversamente dalle precedenti, dal momento del suo
insediamento ha deciso di estendere il servizio di
mensa scolastica anche alle scuole medie. L’iniziativa è voluta non solo per andare incontro alle necessità dei genitori e degli studenti, ma anche per continuare un progetto di educazione alimentare particolarmente importante in questa fase di crescita dei ragazzi». Il servizio interesserà circa 180 studenti. «Nonostante le difficoltà economiche dovute ai tagli dei
trasferimenti statali – afferma il sindaco, Salvatore
Adduce – abbiamo voluto mantenere questo servizio ritenendolo di grande utilità per le famiglie, ma
anche per la scuola che in questo modo potrà proporre un modello didattico più articolato».
LE OMBRE
Rivendicati atti concreti
per fugare i sospetti
di speculazioni edilizie
crollo, hanno deciso di ritardare l’ingresso dei
loro figli in aula, per protesta. E minacciano
azioni più dure. «Bloccheremo la città», avvertono i più esasperati. Temono che la scuola
sia soppressa e chiedono trasparenza sulle carte, a cominciare dalla relazione tecnica che
certificherebbe il rischio di crollo, per fugare i
PROTESTA I genitori in via Bramante [foto Genovese]
tario provinciale della Filcem Cgil, genitore di
un alunno – è una città che soffre di una edilizia
selvaggia. La testimonianza sta nel fatto che
tutta la zona nord negli ultimi dieci anni ha
avuto una crescita esponenziale con circa sei
mila unità abitative, cemento selvaggio, e nemmeno una scuola. Ma c’è da fare anche un
ragionamento su tutta l’edilizia scolastica, che
è a pezzi, e questa protesta civile vuole essere
l’occasione per sensibilizzare l’Amministrazione comunale perché faccia presto a fare di
questo edificio di via Bramante una scuola
moderna per i bambini che verranno».
INIZIA LA SCUOLA UN NUOVO ANNO ALL’INSEGNA DELLE DIFFICOLTÀ, TRA PERSONALE RIDOTTO ED EDIFICI CHE HANNO BISOGNO DI ESSERE RIQUALIFICATI PARADOSSO SEGNALAZIONE DA MONTALBANO
Suona la prima campanella
11.992 studenti della secondaria superiore, 19.758 tra infanzia, primaria e media
LA CATENA
UMANA
Genitori e insegnanti
cingono l’edificio di via
Bramante in
segno di
protesta contro la mancanza di certezze sul
futuro della
scuola.
Oggi gli alunni entreranno in aula
più tardi
mentre si prepara una
manifestazione
generale
[foto Genovese]
EMILIO SALIERNO
l Tutti nelle aule. Per chi non lo ha
già fatto nei giorni scorsi, si avvia l’anno scolastico. Sono 11992 gli studenti
della secondaria superiore, 19.758 quelli del primo ciclo (infanzia, primaria e
media). Le lezioni termineranno l’11
giugno, mentre le prime festività sono
fissate per il 2 e 3 novembre, ponte di
Ognissanti, poi dal 24 dicembre al 6
gennaio e 11 e 12 febbraio (vacanze di
Carnevale). Scuole chiuse dal 28 marzo
al 2 aprile per Pasqua.
La messa in sicurezza degli immobili, come ha avuto modo di chiarire la
Provincia, è una delle priorità dell’ente, ma bisogna trovare nuovi canali di
finanziamento per far fronte alle necessità delle strutture del nostro territorio. Non a caso, i sindacati della
scuola hanno chiesto un incontro con il
prefetto per acquisire i dati completi
sulla situazione in tutta la provincia,
una sorta di monitoraggio per capire le
reali necessità. Gli ultimi e più consistenti interventi per l’edilizia scolastica risalgono ad un paio di anni fa
quando furono attivate procedure di
appalto per circa 1 milione e 600 mila
euro. La Provincia è impegnata nella
gestione di 32 istituti con 38 plessi per
una superficie coperta di oltre 150.000
metri quadrati. Ma la scuola materana
ha bisogno anche di insegnanti e lavoratori tecnici e amministrativi. Già
lo scorso anno, sono venuti meno, comprendendo tutti gli ordini di scuola, 150
posti nell’organico dei docenti. Bisogna anche dire che in Basilicata la popolazione scolastica si assottiglia: - 1600
alunni per il 2011/2012.
E per quest’anno, la circolare ministeriale e la bozza del decreto interministeriale prevedono per la Basilicata una riduzione di posti, per tutti gli
ordini di scuola, pari a 112 unità. Un
numero che potrebbe aumentare sino a
200. Tra i dati significativi, quello
dell’organico di diritto della scuola primaria. Per il 2012/2013 c’è una riduzione di 230 alunni (- 154 Potenza, - 76
Matera). Nel Materano sono 300 le classi con il tempo normale e 166 con il
tempo pieno.
Intanto, nessuna anomalia al Liceo
artistico Carlo Levi di Matera. Gli studenti dello scorso anno scolastico non
ammessi all’esame di Stato, aggiungendosi ai 26 della classe quarta 2011/2012,
creano una classe da 35, e questo non è
possibile per motivi di sicurezza e per
garantire gli indispensabili spazi operativi nell’aula. Già ad agosto - quando
tra nuovi iscritti provenienti dalla
quinta dello scorso anno e i 26 della
quarta si veniva a formare una classe di
32 studenti - la dirigente Filomena Cancellaro ha chiesto all’Ufficio scolastico
regionale di formare due classi, venendo meno, con una da 32, i requisiti della
normativa. A settembre, poi, se se sono
aggiunti altri dei non ammessi all’esame dello scorso anno, facendo aumentare il numero sino a 35. Il problema è
che l’Ufficio scolastico, da agosto, non
ha fatto sapere ancora nulla al Liceo
Levi su come procedere per l’anno che
inizia oggi, di qui il problema, nel senso
che la quinta 2012/2013 non può accogliere i nuovi iscritti. C’è un altro
aspetto da considerare: le iscrizioni
vanno fatte entro agosto, mentre alcuni
genitori dei ragazzi non ammessi
all’ultimo esame di Stato si sono presentati a settembre per adempiervi.
Nessun tablet
in Basilicata
La colpa del Pil
FILIPPO MELE
l La segnalazione è giunta alla Gazzetta da
alcuni insegnanti dell’Isis Pitagora di Montalbano Jonico, ma il problema ha una valenza
provinciale e regionale. Si tratta dell’annuncio
dato giorni dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e riportato dai giornali così:
«Tutte le classi scolastiche di medie e superiori d’Italia avranno un computer ed al Sud ad
ogni insegnante sarà fornito un tablet».
«Solo che – hanno scoperto i docenti del
Pitagora – andando a leggere quelle che sono le
Regioni interessate abbiamo verificato che tra
queste non c’è la Basilicata. Insomma, a noi
niente tablet».
Di fatto, solo ai loro colleghi di Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, sarà fornito il prezioso strumento formativo ed informativo. I
nostri interlocutori si sono chiesti: «La Basilicata forse non è al Sud?». Già, perché la
nostra regione, con il Molise, l’Abruzzo e la
Sardegna, è stata esclusa da questa misura?
Perché il “ricco” ente locale confinante con le
“povere” Campania, Puglia e Calabria, non fa
più parte a titolo principale “dell’Obiettivo
Convergenza”, ex Obiettivo 1. Obiettivo
dell’Unione Europea di cui fanno parte regioni
con il Pil pro capite inferiore al 75 per cento
della media comunitaria.
La Basilicata ha un Pil pro capite più alto e
nel periodo 2007-2013 ha avuto lo status di
Phasing Out (non più “Area depressa” al pari
delle altre meridionali, ma continua a titolo
transitorio a far parte del loro stesso Obiettivo,
disponendo però di minori fondi). E nel periodo 2014-2020 la nostra regione sarà completamente fuori dal “Convergenza”. Non si sa
se è il caso di ridere o di piangere. Per l’Europa
siamo i ricchi del Sud. Roba, quasi, da non
crederci.
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 17.09.2012
PAG. 14
Basilicata Mezzogiorno
38 Potenza
Lunedì 17 settembre 2012
E’ così che la
Grancia vola
Una nuova gestione che stupisce ancora: dopo 12
anni i visitatori (paganti) continuano ad aumentare
di ANTONELLA GIACUMMO
BRINDISI DI MONTAGNA
- Era l’ultimo appuntamento della stagione 2012 quello di sabato scorso e tra i
tantissimi volontari che affollano e animano il Parco
della Grancia c’era grande
emozione.
Questi ultimi due mesi ai quali si è arrivati con
grande fatica, tra tante incertezze - hanno portato
grandi risultati. Insperati,
dice il direttore del Parco
Cosimo Damiano Nicoletti.
Il 2012 è l’anno dei cambiamenti, del passaggio di gestione e delle novità organizzative. Tutto fatto, però,
non snaturando un prodotto che funziona, anche a distanza di dodici anni. L’ultimo giorno, nonostante il
tempo, porta a Brindisi di
Montagna gruppi da Molfetta, Bari e, addirittura,
dalla Sardegna. «Erano di
passaggio a Melfi - spiega
Nicoletti - e hanno deciso di
fermarsi anche qui». E siccome «da noi funziona più
il passaparola che la pubblicità», non è improbabile che
dalla Sardegna, il prossimo anno, arrivino altre comitive. Del resto l’accoglienza riservata dai giovani che si occupano delle varie attrazioni è talmente
calda da farti dimenticare il
freddo e anche quelle strade così malmesse che devi
per forza percorrere per
raggiungere la Foresta
della Grancia. Le povere infreddolite ballerine, così
come i falconieri e il simpatico presentatore, si fermano con bambini e adulti anche a spettacolo terminato.
E sorridono, scherzano,
mostrano ai piccoli curiosi
guanti e cinture. E restano
lì a disposizione per far foto
o per mostrare i rapaci a chi
ha voglia di continuare a
osservare i loro voli. Ed è
bello, da lucano, vedere come questo parco piaccia così tanto anche a chi viene da
così lontano. Ti rende orgoglioso di una terra che, è
evidente, ha tanto da offrire.
«Peccato che sia difficile
farlo capire proprio a chi ci
sta più vicino, ovvero ai potentini - sottolinea il sindaco di Brindisi, Nicola Allegretti - Qui arrivano tantissimi pugliesi, ma il potentino non viene. Ne conosco
alcuni che fanno anche delle critiche, ma quando gli
chiedo se sono mai venuti a
vedere lo spettacolo mi rispondono di no. E le abbiamo provate tutte: ho anche
dato dei cupon per l’ingresso gratuito. Mi hanno accusato di svendere così l’evento. Ma la mia intenzione era
dimostrare che neppure così vengono. Eppure gli alberghi a Potenza si riempiono quando c’è lo spettacolo». Un esempio di come
ci sia qualcosa che non funzioni nel nostro modo di valorizzare le ricchezze che
possediamo. Se il Parco oggi è ancora in piedi «dobbiamo ringraziare i pugliesi».
Il Parco della Grancia
non è solo il cinespettacolo
“La storia bandita”. C’è tanto altro. Parliamo di una
superfice enorme: in tutto
Il cinespettacolo. A destra il team dello spettacolo di falconeria
|
UN PO’ DI CIFRE
|
I costi e la passione dei giovani
Più di 400 volontari:
«Un fenomeno da studiare»
LA stagione 2012 si chiude con un 10% in
più di visitatori rispetto all’anno precedente. E sono soddisfatti gli organizzatori che,
proprio quest’anno, forse non l’aspettavano questo risultato. «Anche perché - dice il
vicesindaco di Brindisi di Montagna, Gerardo Larocca - i dati sul turismo nazionale
non sono molto incoraggianti. Noi siamo
in controtendenza. E siamo anche stati un
po’ penalizzati dal maltempo: ci sono stati
due sabati di pioggia e ovviamente non abbiamo potuto fare lo spettacolo».
E questi due sabati in meno «ci hanno impedito - rimarca il sindaco Allegretti - di fare il vero salto di qualità. Ma possiamo comunque dirci soddisfatti». E la presenza
del direttore dell’Apt, Giampiero Perri, anche all’ultimo spettacolo è certo la dimostrazione di come comunque questo resti
uno dei grandi attrattori regionali.
«Peccato - sottolinea, però, Nicoletti - che
i fondi a disposizione siano sempre meno e
soprattutto, arrivino in ritardo. Qui le spese di gestione sono enormi e spesso la nuova stagione deve ripartire con i debiti pregressi da saldare. E non è una sfida semplice. Quest’anno poi è stato tutto in salita. La
gestione è passata ex novo dalla vecchia società al Comune di Brindisi di Montagna e
noi siamo stati in dubbio se partire o meno
fino all’ultimo. Quando abbiamo deciso di
avviare la macchina avevamo già perso del
tempo prezioso. Consideri che - continua il
50 ettari di bosco, 12 quelli
gestiti per tutte le attività.
E sono tanti. Però di cose da
fare ce ne sono, a partire
dalla mattina. Dalle fattorie didattiche, al teatro per
bambini, dagli spettacoli di
direttore del Parco - i tour operator cominciano la loro attività già intorno ad aprile. E
noi allora non sapevamo neppure se ce
l’avremmo fatta o meno».
Una sfida. Vinta grazie ai giovani e combattivi amministratori di Brindisi - che
hanno messo sul piatto alcuni rimborsi derivanti dalle royalties del petrolio - e agli
stessi cittadini del comune che ha ereditato
questo bene. Il resto è venuto direttamente
dalla biglietteria. «So che il biglietto è un
po’ caro - continua Nicoletti - quest’anno
l’ingresso al cinespettacolo era di 24 euro.
Ma la gestione dell’evento costa». In più,
dopo i mesi invernali -bisogna rendere
nuovamente agibile il parco per le attività.
«Ma sono stati i giovani del posto a ripulire
tutto. Così come sono stati loro a occuparsi
delle pulizie dei bagni, per esempio. E tutto
volontariamente, per passione, per amore
di questo territorio». Poi ci sono le comparse. Anche loro fanno tutto volontariamente. «E quest’anno - continua Nicoletti - abbiamo aggiunto una giornata in più, il
mercoledì. I villaggi turistici ci hanno
chiesto un’apertura infrasettimanale. E
loro non hanno mancato neppure questo
appuntamento. E’ un fenomeno che dovrebbe essere studiato: sono 400 e ogni anno continuiamo ad avere richieste di poter
partecipare. Non lo fanno per soldi. Ma chi
lavora qui non lo fa per questo. Lo fa per
amore».
falconeria ai concerti. E poi
la passeggiata a dorso di un
asino e il piccolo borgo “dei
sapori”, dove si possono assaggiare tante piccole bontà. C’è la podolica e le frittelle, ma anche - per chi sta a
dieta - lo spiedino del brigante, tutto a base di frutta.
E il contorno a tutto questo
è uno spettacolo naturale
straordinario. La montagna, con i suoi colori e il suo
lungo respiro, davvero tol-
Nicoletti
Allegretti
Larocca
gono il fiato. Ed è per questo che arrivano da tanto
lontano pur di non perdere
una giornata all’interno
del Parco. Che poi, a conclusione, regala “La storia
bandita”. Sono passati 12
anni e la formula è sempre
la stessa. C’è la voce di Michele Placido a raccontare
la vita di Carmine Donatelli
Crocco, ci sono circa 400
comparse a dare colore e
corpo a uno spettacolo che
certo non lascia indifferenti. E lo dimostrano due cose: restano incollati ai loro
posti anche i bambini più
piccoli, affascinati da quella montagna che si anima
di luci. E gli adulti non si alzano neppure se - come accaduto sabato scorso - un
temporale si abbatte su
spettatori e attori. Si aprono tanti ombrelli, ma la
maggior parte del pubblico
non si alza, continua a seguire le vicende di quei briganti che «calpestati ci vendicammo».
E ovviamente sono tutti
dalla parte di quei briganti,
«a noi miseri nulla è perdonato, fatta era l’Italia ma
non le sue promesse. Libertà e terra non erano a noi
concesse».
Il racconto - che storicamente magari non è proprio puntuale - colpisce però gli spettatori. E quelli
meridionali, probabilmente, ancora di più, dal momento che nella battaglia
dei briganti contro i piemontesi non è mai stato firmato l’armistizio.
Ed è simbolicamente efficace la carrellata finale di
foto di emigranti. Il più delle volte meridionali, che lasciano la loro terra e i loro
cari e partono. Con quelle
valige che contengono pochi e miseri averi e la speranza di tornare, ma a testa
alta, senza più padroni e
senza lo spettro della fame.
Un quadro che, a distanza di qualche secolo, purtroppo è rimasto immutato.
[email protected]
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 17.09.2012
PAG. 15
Basilicata Mezzogiorno
Potenza 39
Lunedì 17 settembre 2012
Riflessione sulle potenzialità dell’evento
Se il turismo diventa
opportunità di lavoro
I GIOVANI di Brindisi di Montagna ci vogliono credere. La valigia vorrebbero usarla solo per le
vacanze e non per un viaggio
verso un’altra vita. E per questo
hanno dato, in questi mesi, il loro impegno anche gratis.
«E’ un’opportunità - spiega
una di loro - per il nostro paese».
Ma anche per la crescita delle loro professionalità. «Nello staff spiega il direttore Nicoletti - ci
sono persone che hanno cominciato qui al Cinespettacolo 12 anni fa come comparse. Poi hanno
cominciato a fare qualcosa con le
luci e oggi lavorano per i concerti di Baglioni o Vasco Rossi. Sono ragazzi che sono nati e cresciuti qui, che hanno imparato e
che, infatti, tornano ogni anno.
Lasciano tutto e tornano qui, anche se magari soldi non ce ne sono e viene dato loro solo un piccolo rimborso spese».
Il Parco della Grancia è una
doppia possibilità per questi ragazzi: offre loro un’opportunità
di lavoro ma fa emergere anche
dei talenti. E non sono pochi
quelli che oggi questa professionalità la sfruttano altrove. Ed è
per questo che noi lucani dovremmo sostenerli poi questi
progetti: per dare un futuro a chi
non vuole andar via. Ma ci vogliono investimenti, non solo
economici. Anche di passione. E
per una volta dovremmo perdere il vizio di criticare sempre tutto ciò che ci appartiene. Dovremmo andarne fieri piuttosto. E
pensare come un successo generale il fatto che il 75% dei visitatori (paganti) venga dalla vicina
Puglia che pure di bellezze abbonda. E piuttosto dovremmo
cominciare a pensare a come far
rete attorno a questi “grandi attrattori”.
E un primo passo da fare è
quello di sistemare le strade di
|
mo a vedere quello che, invece,
c’è e funziona.
Gli amministratori possono
non lavorare bene, possono non
funzionare. Ma questo non ci
vieta, come cittadini di organizzarci e lavorare. «La libertà - dice
Crocco nello spettacolo - non è
cambiare padrone. E’ dire senza
timore “è mio” e sentire forte il
possesso di qualcosa, a cominciare dall’anima. E’ vivere di ciò
che si ama».
Impariamo a “pensare da briganti”, allora. Non solo per far
scena durante le feste, ma anche
quando c’è da mostrare una Basilicata che non si arrende a un
destino di povertà e silenzio.
[email protected]
accesso. Quell’unica strada di
collegamento è sconnessa, con il
manto completamente rovinato.
E già questo non è un buon biglietto da visita. Perché è vero
che si tratta di un turismo per il
momento solo estivo, ma nulla
vieta al comune di Brindisi di
pensare in futuro anche a eventi
invernali che possano attrarre e
far guadagnare il territorio.
Che poi se arrivano pullman (e
arrivano) di turisti e noi non sappiamo accoglierli e mostrargli
anche le tante altre nostre ricchezze, il fallimento non sarà solo degli organizzatori dell’evento di turno, ma anche di tutti noi
che ci lamentiamo sempre di
quello che non c’è e non riuscia-
TRA RIONERO E RIPACANDIDA
Presentato “Il compito di Clara”
|
Book and wine, serate
tra vino e letteratura
Sopra i tanti presenti
allo spettacolo di
falconeria. Accanto gli
asinelli per un insolito
giro. Sotto il concerto
RIONERO - Si è conclusa con un
ottima riuscita la serata Book
and Wine presso le Cantine Eleano sulla strada provinciale Rionero-Ripacandida.
Una serata ricca di cultura,
musica e degustazione di vini. E'
stato presentato il libro: “Il compito di Clara” edito da Leone Editore, seconda opera di Alessandro Faino.
Un'opera che affronta il problema dei disturbi alimentari nel
bambino.
La serata è stata condotta da
Antonio Dellisanti, scrittore e
giornalista.
Il libro è stato presentato ed
analizzato da Aldo Cammarota
che con un'analisi attenta e approfondita dell'opera, ha trasmesso al nutrito ed appassionato pubblico, i tratti salienti del libro stimolando un dibattito molto vivo.
Molto intense ed efficaci le letture di alcuni brani del libro fatte
da Lillino Covella.
La serata è proseguita con la degustazione dei vini della Cantina
Eleano e delle gelatine di Aglianico e di Moscato novità assoluta
nella gamma dei prodotti di questa Cantina che va sempre più affermandosi nel panorama internazionale dei produttori di vino.
Due giovani maestri di musica,
i fratelli Gioiosa di Ripacandida,
hanno allietato con piano e violino questa riuscita serata.
Lorenzo Zolfo
Alcune immagini della serata
nelle Cantine Eleano
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 15.09.2012
PAG. 16
Basilicata Mezzogiorno
Potenza
Sabato 15 settembre 2012
18
REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309
Aumento dei costi in città e carrello vuoto: suggerimenti per stringere la cinghia
Come cavarsela in tempo di crisi
Non solo corsa ai discount, basta aguzzare l’ingegno e non perdere le occasioni
DALL’ Adiconsum alla Federconsumatori una cosa è certa: a Potenza i consumi
si sono ridotti. In assenza di dati certi - ci
dicono in fase di elaborazione, almeno
per i prodotti alimentari, mentre per il
tempo libero e altri prodotti (prezzi di
pizzerie, bar, ristoranti ma anche abbigliamento, palestre, corsi di ballo, spettacoli, cinema) pare non ci sia alcun monitoraggio, se non la risoluzione di problemi legati ai singoli casi - come punto
di partenza si possono considerare quelli diffusi alcuni mesi fa dall’ Istat e qualche settimana fa da AltroConsumo. A
giugno 2012, secondo l’Istat, infatti, c’è
Potenza tra le città i cui prezzi registrano gli aumenti tendenziali più elevati
(+4,8%), con Genova (+4,1%) e
Trieste (+3,8%).
Gli aumenti maggiori riguarderebbero le bevande alcoliche e tabacchi
(+8,1%), abitazione, acqua, elettricità e
combustibili (+7,6%) e trasporti (+6,4%)
Sempre più famiglie acquistano dunque al discount, secondo AltroConsumo
che segnala per ilcapoluogo di regione i
costi più alti negli ipermercati.
La crisi, inoltre, cambia le abitudini
dei cittadini che dicono addio alla tradizionale colazione al bar e scelgono di farla a casa aumentando gli acquisti di caffé macinato (+1 per cento), latte (+2), biscotti (+3) con il miele che cresce del 4 per
cento e le fette biscottate addirittura del
5.
La crisi taglia i consumi e cambia il
menu: a tavola c’è già chi ha attuato la
spending review portando più pasta (+3
per cento) e meno bistecche (-6 per cento), con una flessione media dei consumi alimentari in
quantità stimata
pari all'1,5 per cento.
Le famiglie tirano la cinghia: meno
vestiti e scarpe, meno mobili e oggetti
per la casa. Ma si
cerca anche di risparmiare
sulle
spese dedicate alla cultura e al tempo libero con meno cinema, teatri e viaggi.
Tra il 2010 e il 2011 risultano in contrazione, su tutto il territorio nazionale
e in particolare nel centro e nel mezzogiorno, le spese destinate all'abbigliamento e alle calzature: da 142 euro a 134
euro. Continua a contrarsi anche la quota di spesa destinata all'acquisto di arredamenti, elettrodomestici, servizi per la
casa (dal 5,4% del 2010 al 5,1% del
2011), in particolare mobili e oggetti.
L’uomo è un animale sociale e come tale tende ad adattarsi all’ambiente in cui
vive. Tuttavia, ci sono delle abitudini o
dei “pregiudizi” che nonostante le condizioni avverse non riescono proprio a
mutare.
Come la possibilità di rivolgersi a
mercatini dell’usato. Di contattare
gruppi di acquisto solidali o armarsi di
guanti e rastrello e attrezzare un piccolissimo orto sul balcone di casa, come
fanno tanti in molte grandi città. O, ancora, partecipare a iniziative di scambio
e baratto. Da questo punto di vista da
sottolineare la scarsa intrapendenza in
città. Le uniche giornate di scambio sono quelle parrocchiali fatte simbolicamente a livello di catechesi. Pensare che
a Parigi, per esempio, sono diventati appuntamenti fissi e consolidati da anni,
ormai, i così detti “svuotacassetti” - in
Italia si chiamano “svuotacantine” e riguardano prevalentemente i mobili,
mentre quelliparigini l’abbigliamento e le giornate in cui è possibile lasciare
per strada in un angolo predisposto oggetti da arredo, in modo che chiunque,
in quella giornata, possa prendere o lasciare. In attesa di cambiamento, cerchiamo in questa pagina di segnalare
quelle iniziative che possono aiutare le
famiglie potentine a far rientrare i conti.
Anna Martino
A giugno
nel
capoluogo
prezzi
più alti
Da Portobello
per ogni tipo di usato
Alcuni oggetti al mercatino dell’usato
Il carrello della spesa in un ipermercato
DETERSIVI ALLA SPINA
Le Ekobolle della convenienza
SOSTENIBILITA’ ambientale e risparmio è anche il motto di Ekobolle il punto
vendita che dispone di una svariata
gamma di detersivi. La novità? Sono rigorosamente sfusi. Lavapavimenti,
detersivo per bucato, ammorbidente,
lavapiatti, saponi, igienizzanti per il
bagno o la ceramica, prodotti per lavastoviglie. Tutti con un prezzo ridotto
perché non imbottigliati. Il negozio, in
via Giovanni XXIII, dispone di erogatori per l'emissione dei prodotti “alla spina”, proprio come quelli per la birra.
Il meccanismo è molto semplice e veloce. Bastaportare con séun recipiente
vuoto che verrà poi riempito di detersivo e che, una volta svuotato, tornerà ad
essere riutilizzato. Il riutilizzo diretto
del contenitore riduce del 30 per cento
il quantitativo di plastica che gira fra le
mura domestiche. Nel negozio si trovano anche i flaconi vuoti da riempire (acquistandoliuna solavolta)e dariutilizzare per le successive ricariche. I costi
vanno da un massimo di 2,80 euro al
chilo a un minimo di 0,35.
IL nome è quello che richiama una famosa strada di
Londra, dove si trovano le cose più strane e l’usato è molto
di moda: Portobello road. E
Portobello è il grazioso e accogliente negozio in via della
Chimica, di Antonio Rato.
Ha aperto da poco più di un
anno fa e nel corso del tempo
ha notato un certo incremento di clienti, sia di chi
vende che di chi acquista.
Portobello è infatti un mercatino dell’usato, l’unico a
Potenza - l’altro è a Tito - così
come è tradizionalmente inteso: un “bazar” dove c’è un
pò di tutto. Mobili, pezzi da
collezione, oggetti e fino a
qualche tempo fa anche l’abbigliamento. Quest’ultimo
settore ha deciso dopo un pò
di eliminarlo completamente: troppe poche richieste. La
gente si butta soprattutto
sull’acquisto dei mobili, di
qualità e a buon prezzo. Una
scrivania, per esempio, va
dai 30 ai 50 euro. Ovviamente più il “pezzo” è in buono
stato, più il prezzo sale leggermente. In linea di massima il costo di partenza è al 50
per cento del valore dell’oggetto.
A quanto pare questo tipo
di attività è una “convenienza”per il cliente quanto per il
titolare dell’attività. Almeno
fino a questo momento, dice
Antonio. Poi, la crisi si sa, è
anche rischio: per superarla
bisogna buttarsi.
Gruppi d’acquisto solidali e orti urbani: l’esperienza di Legambiente
Tra la tradizione e il risparmio
La filiera corta è alla base di Campagna amica della Coldiretti
SI chiamano Gruppi di acquisto
solidali. Ovvero gruppi di persone che decidono liberamente di
fare acquisti assieme e che, nel
determinare cosa comprare e
presso chi, fanno scelte consapevoli e con il minor impatto ambientale possibile favorendo filiera corta, chilometro zero, diritti del lavoro e qualità dei prodotti.
Il Circolo Legambiente di Potenza da tempo ormai permette a
diverse famiglie di fare la spesa
presso il proprio gruppo di acquisto. I produttori, rigorosamente lucani, scaricano le loro
cassette di frutta, verdura, farina, pasta, legumi, carne e formaggi il giovedì. Il venerdì, in
base alla spesa mandata via e
mail, il cittadino ritira la sua
spesa.
La convenienza? Sicuramente
la possibilità di avere prodotti
sempre stagionali e del posto, di
cui si conosce con certezza la
provenienza. Un prodotto genuino e biologico - dice il presidente del Circolo Alessandro
Ferri - che normalmente è di nicchia, perchè specifico di quel territorio, come le mele di Baragia-
Un momento della piantumazione dell’orto urbano al Parco Baden Powell
no, per esempio, o l’arancia “taccia” di Tursi. Questi prodotti diventano alla portata di tutti e a
prezzi convenienti: 80 centesimi
la mela di Baragiano, 50 l’arancia. Rispetto al fruttivendolo o
l’ipermercato il risparmio a livello di spesa è notevole.
Con dieci euro si portano a casa fino a 9 chili di spesa. Di qualità.
In questa stessa ottica il Circolo Legambiente di Potenza ha
realizzato un orto urbano al Parco Baden Powell.
La logica è quella dell’autoconsumo, un bene per la salute e
per le tasche, oltre che per i territorio e l’intera comunità dal
momento che preserva le aree
dalla crescente urbanizzazione.
Sono una decina i cittadini che
si sono “presi in carico” l’orto,
dopo aver risposto ad un bando e
aver effettuato un corso di giardinaggio e piantumazione. Pomodori, zucchine, peperoncini,
cetrioli, zucchine.
Un ritorno alle origini e agli
antichi sapori, oltre che un modo per risparmiare.
La filiera corta viene applicata
anche dalle associazioni di categoria come la Codiretti che a Potenza ha diversi punti vendita
della così detta “Campagna amica”.
Il prezzo che viene loro applicato è standard ed è lo stesso in
tutta Italia: meno il 30 per cento
del prezzo sul mercato.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 16.09.2012
PAG. 17
POTENZA CITTÀ I V
Domenica 16 settembre 2012
IL PERSONAGGIO
LA NOTA GIORNALISTA POTENTINA
Basilicata Mezzogiorno
VIP
Tra gli invitati noti volti della tivvù
da Antonio Caprarica a Corradino
Mineo fino ad Enrica Bonaccorti
Le nozze private
di Carmen Lasorella
Matrimonio a Terracina, pochi invitati. Noi c’eravamo
l Carmen Lasorella, la bella
giornalista potentina, si è sposata ieri pomeriggio. Dopo
aver messo a rumore i siti di
gossip (con le pubblicazioni
affisse sulla bacheca del Municipio di Roma) sfuggendo
com’è suo costume alla ribalta
mediatica, Carmen (57 anni)
ha celebrato il suo matrimonio
ieri pomeriggio nella splendida tenuta di Terracina (Latina). Lo sposo è Giuseppe
Falegnami (63 anni). I due si
sono conosciuti sul lavoro
quando, anni fa, Carmen era
inviata della Rai e lui era
operatore.
La sposa, bellissima e raggiante, ha indossato un abito
bianco d’atelier bicolore tempestato di strass e perle. Sposo
in abito scuro, all’occhiello fiori scelti dal bouquet di Carmen. Al termine del rito civile,
celebrato nel parco della villa,
è stata letta la preghiera di San
Giovanni Crisostomo «La vita
in due», del quarto secolo d.C.
«Così uniti (un uomo e una
donna) non hanno più paura
di niente», uno dei versi.
Nonostante lavori da anni a
Roma e in giro per il mondo, il
legame tra Carmen e la Basilicata non si è mai interrotto.
Tra gli invitati, molti colleghi della sposa, tra cui i
giornalisti Rai Antonio Caprarica e Corradino Mineo, e altri
volti noti della tivvù, presente
ad esempio Enrica Bonaccorti.
Testimone di Carmen, il fratello Giacomo. Anche lo sposo
ha chiesto a suo fratello di
fargli da testimone.
Buffet di pesce (particolarmente apprezzate le ostriche)
inaffiato con Traminer e rosè
di Renano. Gran festa fino a
tarda notte.
FIORI D’ARANCIO Alcune immagini
della cerimonia nuziale celebrata a Terracina;
qui in alto gli sposi in compagnia delle rispettive
madri (foto Tony Vece)
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La Basilicata tra fede e turismo