Frascati, settembre 2007
S.E. Card. CAMILLO RUINI,
in occasione della presentazione del suo libro: “Verità di Dio e verità dell’uomo.
Benedetto XVI e le grandi domande del nostro tempo”.
Ringrazio di cuore per l’occasione e vengo subito in argomento ricordando un libro
vecchio uscito nel 1960 pubblicato dalle Paoline che porta il titolo Ma chi è questo
Dio? Il libro raccoglie una serie di trasmissioni radiofoniche in Germania sul
problema di Dio. Leggendo questo libro si rimane sorpresi perchè si ha
l’impressione che vari teologi siano in difficoltà con il Dio personale creatore e
salvatore. Il presupposto di questa difficoltà è dato dalla secolarizzazione e dalle
difficoltà che questi teologi trovano nell’adeguarsi alla secolarizzazione. Le
questioni poste rimangono attuali ma lo spirito con cui si affrontano è
profondamente cambiato. Un agnostico o ateo di allora francese poteva dire, sia
pure esagerando in parte, ma direi soltanto in parte, che ormai per un ateo c’era
poco interesse a polemizzare con i credenti moderni perchè sostanzialmente questi
erano d’accordo con i non credenti. In quel periodo Dio era ridotto ad una parola
inoffensiva senza una rilevanza concreta. Oggi invece, come sapete, siamo di fronte
a vivaci polemiche sul tema di Dio. Questo perchè c’è una ripresa generale del
Cristianesimo, del suo rilievo pubblico e della sua pretesa di verità. Un fenomeno
mondiale che coinvolge tutto l’Occidente.
Come è logico e come è consueto, con il dibattito su Dio si ha un dibattito
sull’uomo. Questo ultimo dibattito, il dibattito sull’uomo ha preso nuova forza per
la nuova questione antropologica in cui non si tratta di rispondere alla domanda di
chi è l’uomo ma di come trasformarlo. Non si tratta più di modificare i rapporti
socio- economici come pensava Marx ma di intervenire direttamente nella realtà
fisica e biologica di quest’ultimo. Questo è il tema della bioetica a livello fisico,
culturale, sociale ed etico. La domanda è questa: l’uomo è parte della natura o pur
essendo parte della natura trascende la natura stessa? Questo riapre il rapporto
uomo-Dio, se non c’è Dio non si capisce come l’uomo possa trascendere la natura.
Venendo al mio piccolo libro, la seconda parte è dedicata alla questione
antropologica mentre la prima alla Verità del Cristianesimo, una Verità salvifica,
decisiva per la nostra vita personale. Questa prima parte è mia nella stesura ma nel
contenuto proviene dal magistero e dal Papa Benedetto XVI, il maggior teologo
oggi vivente. La seconda parte è più mia e sintetizza molti dei miei interventi. Con
l’emergere della nuova questione antropologica ha preso maggior concretezza il
progetto culturale cristiano che raccoglieva la sfida di dare nuova vitalità sul piano
della vita personale e pubblica. É sempre difficile presentare un libro da parte di chi
l’ha scritto ma non si può presumere che tutti l’abbiamo letto.
Mi concentro sulle domande centrali che si è posto Ratzinger riguardo la crisi della
pretesa di verità del cristanesimo. Il cristaniesimo si è posto come Verità, come
Logos per svelare l’antico politeismo degli Dei dell’Olimpo. Come ragione rispetto
all’oscurità delle religioni pre cristiane. Al tempo stesso era Amore, ma anche così
completava le aspirazioni etiche antiche, in particolare quelle dello stoicismo. Il Dio
di Gesù Cristo supera l’antica Grecia perchè è un Dio libero. Dio – per amore di un
peccatore – si rivolge contro se stesso e abbraccia con il suo Amore salvifico l’intera
umanità.
Il cristianesimo abbraccia l’eterno e il bisogno di Salvezza che ognuno porta con se.
É sintesi di Logos e Agape. Perchè questa sintesi di Verità e Amore è andata in crisi
e oggi sembra non convincere più? Questa è la domanda che si pone Ratzinger. I
motivi stanno da entrambi le parti, la ragione umana ha ristretto se stessa
rinunciando alla verità, per conseguenza Dio rimane non conoscibile razionalmente
e la Verità resta quella delle Tecnologie. Per parte sua il cristianesimo ha messo in
dubbio il suo rapporto con la Verità, ha tentato di separarlo dal Logos, riducendosi
a Religione di Stato.
Il significato storico del Concilio Vaticano II sta nell’avere evidenziato nuovamente
la corrispondenza tra cristianesimo e illuminismo. La realizzazione di questo sforzo
è solo agli inizi e reso più difficile dalle tendenze presenti nella Chiesa dopo il
Concilio. La proposta di Ratzinger è quella di allargare gli spazi della razionalità
mostrando come la Ragione diventa insostenibile se viene assolutizzata. A livello
razionale sarebbero non proponibili le domande che riguardano l’uomo. La
corrispondenza tra la matematica e la realtà fisica pone dunque una grande
domanda: implica che l’Universo stesso sia strutturato in modo razionale. Un
rapporto tra la natura oggettiva e la natura oggettivata. Allora è bene chiedersi se
non vi sia una intelligenza, un logos creatore. In questo modo non viene esclusa
l’evoluzione ma si evita di fare dell’evoluzione una nuova metafisica
contraddicendo i limiti delle scienze empiriche. Analogamente sul piano etico e
pratico, occorre superare il relativismo. Se non posso conoscere la realtà oggettiva
finisco per forza a diventare relativista.
Per cogliere con più precisione la proposta di Ratzinger può essere importante
aggiungere che il Papa non ritiene di fornire una formazione apodittica, ma
soltanto una ipotesi rischiando una posizione di ascolto umile. Dopo essermi
soffermato sulle linee portanti di Ratzinger sarò più breve sulla seconda parte del
mio libretto. Anche qui abbiamo a che fare con la tendenza di ricondurre l’oggetto
umano ad un oggetto manipolabile come gli altri, togliendogli fondamento. L’uomo
deve essere al centro e mai mezzo.
L’uomo rispetto alla natura ed in particolare rispetto agli altri esseri viventi deve
essere al centro di questo disegno. Le prestazioni di cui sono capaci la nostra libertà
e intelligenza, propria ed esclusiva dell’uomo hanno dato sviluppo all’uomo.
L’attitudine dell’uomo ad assumersi finalità etiche, questo è un approccio filosofico,
con tale approccio esso rimane attendibile e prende nuova forza dalla scoperta delle
scienze antiche e moderne attraverso la loro struttura epistemologica. Il logos
creatore di Ratzinger è, come vi dicevo, una ipotesi migliore e va affrontato con
tutta la razionalità di cui siamo capaci ma si tratta di noi stessi, della nostra scelta di
vita ed entra in gioco la nostra libertà. Ben diverso è vivere come se Dio ci fosse o
come se Dio non ci fosse, nessuno pertanto dovrebbe chiamarsi fuori da questa
caratteristica umana e pretendere che le sue convinzioni riguardo all’uomo siano
laiche e scientifiche. Bisogna essere consapevoli della condizione umana, aperta alla
realtà e pertanto capace di conoscenza vera anche se sempre imperfetta e
perfettibile. Ci ricorda Ratzinger che l’idea di fare a meno di Dio ci conduce sempre
più a fare meno dell’uomo. Continua Ratzinger e cito: “Anche chi non riesce a
trovare la via dell’accettazione di Dio, dovrebbe indirizzare la propria vita come se
Dio ci fosse, così nessuno viene limitato dalla sua libertà. Ciò di cui abbiamo
bisogno, soprattutto in questo tempo, sono uomini che attraverso una fede
illuminata rendano Dio credibile in questo mondo”.
Soltanto attraverso uomini toccati da Dio, Dio può far ritorno tra gli uomini e con
queste parole penso di poter terminare la presentazione del mio libretto.
Card. Camillo Ruini
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Verità di Dio e verità dell`uomo. Benedetto XVI e le grandi domande