SOMMARIO LETTERE PROGRAMMI NOTIZIE MANIFESTAZIONI RASSEGNA STAMPA CONVIVIALI Sede del Club e ufficio di Redazione Segreteria c/c bancari Bollettino mensile Direttore responsabile Redazione Spedizione 109 Lettere di novembre/dicembre del Governatore 111 Ricordo degli amici scomparsi 112 Conviviali di gennaio-marzo Conviviali dei R.C. Trieste e Muggia 113 Notizie dal Club Felicitazioni Dimissioni Appuntamenti rotariani Corso RYLA 2009 Aggiornamento dell’annuario 116 Assiduità al 31 dicembre 117 Notizie dall’Inner Wheel 119 Notizie dal Rotaract 120 122 123 124 125 127 129 Festa dell’olio, del pane e del vino Service “Brigata Alpina” Consegna del DVD “Atlas” Attività dell’Anshaf “Rotary per la Regione” Festa dell’Avvento Natale a Lubiana 130 Cos’è il Rotary 133 Il nostro Distretto nella “Zona 19” 134 Conviviale 1727 – 4 novembre 2008 “Le navi da crociera e Trieste” Enrico SAMER 136 Conviviale 1728 – 11 novembre 2008 Mese della Rotary Foundation Ignazio URSO 139 Conviviale 1729 – 18 novembre 2008 “Il turismo a Trieste” Gilberto BENVENUTI 143 Conviviale 1730 – 25 novembre 2008 “La cultura a Trieste e il Circolo Cultura e delle Arti” Licio ZELLINI 147 Conviviale 1731 – 2 dicembre 2008 “La chirurgia oggi” Nicolò DE MANZINI 150 Conviviale 1732 – 9 dicembre 2008 Mese della Famiglia Rotariana Harry MANDLER e Giorgio DRABENI 154 Conviviale 1733 – 16 dicembre 2008 Festa natalizia per lo scambio degli auguri 34121 Trieste – Galleria Protti, 1 (Tel. e fax +39 040 660648) E-mail: [email protected], [email protected] Sito web: www.rotarytriestenord.it Raffaela Berini Archi Unicredit Banca spa – filiale 880 - IBAN “IT 02 F 02008 02200 000005583328” Banca di Cividale – filiale di Trieste - IBAN “IT 23 F 05484 02201 074570420819” Registrazione del Tribunale di Trieste - N. 881 del 6.8.1994 Carmelo Nino Trovato Mario Costa, Davide Battistella, Michela Cattaruzza, Marcello Pollio, Piercipriano Rollo Tariffa Regime Libero “Poste Italiane SpA” Spedizione in abbonamento postale 70% - DCB “Trieste” PUBBLICAZIONE STAMPATA CON IL CONTRIBUTO DI BANCA DI CIVIDALE – CORSO ITALIA 6, TRIESTE Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 LETTERE DEL GOVERNATORE 109 110 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 111 RICORDO DEGLI AMICI SCOMPARSI PIERO MARCENARO UNO STILE INIMITABILE U N ovembre, tra le altre ricorrenze, prevede che si dedichi un pensiero deferente ai nostri cari defunti. Anche all’interno del nostro Club abbiamo perso, negli anni, tanti cari amici, amici che si sono dedicati al servizio rotariano con tanta passione e dedizione. Cerchiamo di ricordarli assieme ai loro familiari, mantenendo vivi i rapporti con questi ultimi, specie nelle occasioni più importanti del nostro sodalizio. °°° Nel novembre di quest’anno è scomparsa una grande figura rotariana, il Past Governor e amico Piero Marcenaro. I funerali si sono tenuti lo scorso mercoledì 12 novembre presso la chiesa Beata Vergine Marcelliana a Monfalcone. Il Presidente Flegar, unitamente a Fulvio Di Marino, ha rappresentato il Club ed ha manifestato espressioni di cordoglio alla gentile signora Luisella e alla famiglia da parte di tutto il Trieste Nord. Desideriamo ricordarlo anche noi con le belle espressioni di un altro PDG, Renato Duca, che troverete anche nel Notiziario del Governatore. n altro caro amico, il PDG Piero Marcenaro, ci ha lasciato per sempre. Già ammiraglio della Marina Militare, era nato a La Spezia 76 anni fa. Nel corso della sua brillante carriera era stato Comandante di Sommergibile e Gruppo di Sommergibili, Addetto Navale all'Ambasciata italiana ad El Cairo (Egitto), a capo di una branca operativa allo Stato Maggiore della Marina. Dopo il congedo dalla Forza Armata, avvenuto nel 1978, aveva intrapreso la libera professione, mettendo in campo la sua vasta conoscenza del settore dei sommergibili, sia come consulente di Fincantieri, che con la propria azienda di progettazione-costruzione d'impiantistica navale ed industriale. Piero era Socio attivo del R.C. Gorizia dal 1981, di cui era stato il presidente nell'annata 1990-1991; aveva poi assolto vari incarichi distrettuali, fino a quello di Governatore nell'annata 1996-1997. Aveva, poi, guidato numerose Commissioni distrettuali, nonché rappresentato il Presidente del Rotary International in importanti assise all'estero ed il nostro Distretto all'appuntamento triennale del Consiglio di Legislazione. Sempre con disponibilità, con competenza e con determinazione. Inoltre, aveva contribuito in modo determinante, fedele alla sua aperta visione dell'esigenza di una graduale crescita del Rotary anche nel nostro Distretto, alla costituzione nel novembre 1994 del R.C. Monfalcone e, nel giugno 1997, del R.C. Opitergino Mottense. Era insignito di PHF e del titolo di 'benefattore' della Rotary Foundation. Significativamente gli amici del R.C. Gorizia ne hanno esaltato “l'ineguagliabile correttezza, la rara signorilità nei rapporti umani, la poderosa cultura, i molteplici interessi”. Lo onoreremo e lo ricorderemo, avendo sempre presenti i valori fondamentali che sono stati i suoi valori, il suo stile di vita e il suo modo d'essere nella famiglia, nella professione, nel Rotary. Renato Duca 112 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 PROGRAMMA CONVIVIALI DI GENNAIO-MARZO ROTARY CLUB TRIESTE NORD martedì 6 gennaio Riunione annullata per Festività martedì 13 gennaio, ore 13.00 Sede del Club – conviviale a mini-buffet Mese della Sensibilizzazione al Rotary martedì 20 gennaio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet con familiari Mauro GIACCA: “Genetica e comportamento umano” martedì 27 gennaio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet Claudio DE POLO (Presidente e amm. delegato dell’Alinari - Firenze): “L’Alinari nella cultura italiana: dalla fotografia d’arte all’arte dell’immagine” martedì 3 febbraio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet Guido BARBIELLINI AMIDEI: “Il Big Bang al CERN di Ginevra: illusione o speranza?” martedì 10 febbraio, ore 13.00 Ass. “Goffredo de Banfield” (Via delle Zudecche 1) – mini-buffet Cerimonia di consegna del service “Euro- Regione” martedì 17 febbraio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet con familiari Ing. Edi SNAIDERO (Amm. delegato Industrie Snaidero): “Innovazione e tecnologia” martedì 24 febbraio, ore 13.00 Sede del Club – conviviale a buffet Incontro di Carnevale martedì 3 marzo, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet Dott. Luigi DE PUPPI (Amm. delegato Toro Assicurazioni Torino): “Prospettive economico-finanziarie dopo la crisi finanziaria del 2008” martedì 10 marzo, ore 13.00 Sede del Club – conviviale a mini-buffet Andrea MELON: Mese del Rotaract martedì 17 marzo, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet con familiari prof. Stefano FANTONI (Rettore della SISSA): “La SISSA ed il sistema di scuole superiori italiane” martedì 24 marzo, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet Ing. Sergio RAZETO (Presidente e amm. delegato Wärtsila Italia): “La motoristica a Trieste e la sua ricaduta sul territorio” ROTARY CLUB TRIESTE giovedì 8 gennaio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet Francesco CERVESI: “Il Palazzo Carciotti” giovedì 15 gennaio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet Interverrà Alessandra VITRANI giovedì 22 gennaio, ore 20.30 Hotel Greif Maria Theresia – riunione a buffet con familiari Interverrà il giornalista Paolo RUMIZ giovedì 29 gennaio, ore 13.00 Sede del Club (via Giustiniano 9) – riunione a buffet Comunicazioni del Presidente giovedì 5 febbraio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet Conferenza da definire giovedì 12 febbraio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet Interverrà Maria Cristina PEDICCHIO giovedì 19 febbraio, ore 20.30 Hotel Greif Maria Theresia – riunione a buffet con familiari Antonio BRAMBATI presiederà un forum sul: “Il bene ACQUA” giovedì 26 febbraio, ore 13.00 Sede del Club (via Giustiniano 9) – riunione a buffet Comunicazioni del Presidente Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 113 ROTARY CLUB MUGGIA mercoledì 14 gennaio, ore 13.30 Hotel Lido – riunione a buffet Argomenti e comunicazioni rotariane mercoledì 21 gennaio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale Tullio STRICCA: “Sweet Heart: trent’anni di attività a favore dei cardiopatici della provincia di Trieste” mercoledì 28 gennaio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari Davide PASSERO: “Leadership e Responsabilità: come lo stile di gestione e l’interpretazione di ruolo del capo riescono ad influenzare i risultati di un’organizzazione” mercoledì 4 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale Assemblea straordinaria dei soci mercoledì 11 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari Marino VOCCI: “Il maiale: usanze e tradizioni delle nostre terre” mercoledì 18 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale Andrei MASÈ: “Progetto per il mantenimento in temperatura del tipico prosciutto caldo di Trieste” mercoledì 25 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari Giuliana PERROTTA: “Tumori: prevenzione e benessere” mercoledì 4 marzo, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale Paolo SARDOS ALBERTINI: “Condominio, croci e delizie. Le liti condominiali” mercoledì 11 marzo, ore 13.30 Hotel Lido – riunione a buffet Argomenti e comunicazioni rotariane mercoledì 18 marzo, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale Franco VIEZZOLI presenterà alcune poesie piranesi da lui sonorizzate mercoledì 25 marzo, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari Alessandra BOTTAN GRISELLI:“Vita da Giudice” NOTIZIE DAL CLUB FELICITAZIONI Giovedì 6 novembre è nata Ludovica, figlia del nostro Tesoriere Silvio Spagnul. Felicitazioni vivissime alla famiglia. Nell'assemblea del 10 dicembre a Soave, l’amico Giulio Bernardi è stato rieletto presidente del sindacato nazionale che coordina i Numismatici Professionisti Italiani (NIP). DIMISSIONI L’amico Gianni Stavro Santarosa ha presentato le dimissioni dal Club per esigenze professionali. Il Consiglio Direttivo, nel corso dell’ultima riunione dell’11 dicembre, ne ha preso atto con rammarico. APPUNTAMENTI ROTARIANI Sabato 17 gennaio 2009 a Castelfranco Veneto, si terrà il Seminario distrettuale per la Leadership, riservato agli Assistenti del Governatore, Presidenti e Past Presidenti, Segretari e Past Segretari di Club Rotary e Rotaract. Lo scopo di questo qualificato Seminario è quello di offrire a 114 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 coloro che già hanno servito, o stanno servendo, il Rotary con incarichi direttivi e di responsabilità, un’ulteriore occasione di approfondimento rotariano per poter ancora meglio e più consapevolmente servire in futuro il Distretto ed il Rotary. Sabato 31 gennaio si svolgerà invece il Forum sulla Famiglia organizzato a Verona in collaborazione fra i Distretti 2050 e 20060, sia Rotary che Inner Wheel. Sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio si terrà il tradizionale incontro sulla neve a Dreiländereck (Arnoldstein) e Tarvisio con gli amici della Carinzia, da quest’anno esteso anche alla partecipazione degli amici sloveni. I dettagli sono in via di definizione, ma sarà senz’altro una lieta occasione per rafforzare i rapporti di questa “triangolare”. Si invitano tutti gli interessati – sciatori e non – a prenotarsi quanto prima, anche ai fini del pernottamento. Ulteriore appuntamento distrettuale è previsto per sabato 7 marzo a Pordenone per un Forum sulle origini e sulle prospettive della nostra esistenza. Dal 14 al 21 marzo si terrà il Campionato internazionale Rotariano di Sci in Alta Val Badia. Si terrà il 28 marzo presso l’Hotel Sheraton di Bolzano il Seminario Internazionale di formazione rotariana per nuovi e vecchi soci dei distretti di Italia, Austria e Germania. Il Club organizza per sabato 28 marzo una Gita a Venezia per la visita all’Antico Arsenale e all’annesso Museo del Mare. Si sta valutando la possibilità di riservare uno scompartimento ferroviario. A tal fine si raccolgono sin d’ora le adesioni di massima. Dal 25 al 26 aprile si terrà il Raduno dei rotariani camperisti a Follina, Treviso, mentre il 9 e 10 maggio invece è previsto sul Lago di Garda il Raduno dei Rotariani Ciclisti. Dal 9 al 23 maggio si terrà l’Handicamp “Lorenzo Naldini” sull’isola di Albarella per giovani disabili. Il 22 e 23 maggio il Congresso Distrettuale è programmato invece a Riva del Garda. Si terrà a Birmingham dal 21 al 24 giugno la 100^ Convention del R. International. La Commissione distrettuale sta predisponendo delle proposte di viaggio per i soci del Triveneto. CORSO RYLA 2009 Il Distretto organizza il Corso RYLA 2009 che avrà luogo dal 30 marzo al 4 aprile presso l’Hotel Fior di Castelfranco Veneto e avrà come tema: “Etica, Economia, Professione”. I Ryla costituiscono un’occasione d’incontro, formazione ed aggiornamento per giovani diplomati, universitari e laureati, alle soglie di un impegno lavorativo ed in vista dei diversi ruoli nella società, che andranno ad assumere. Al corso parteciperanno anche giovani provenienti dal Distretto 1840 (Baviera) e 1920 (Austria occidentale), che confermeranno l’internazionalità del Rotary. Le domande d’iscrizione dovranno essere inviate alla Segreteria del Distretto entro il 31 gennaio 2009. AGGIORNAMENTO Nell’imminenza dell’aggiornamento del nostro annuario fotograDELL’ANNUARIO fico, il Consiglio Direttivo ha delegato il Consigliere Campailla a seguire le fasi di correzione e stampa. Ecco il suo appello che rivolgiamo a tutti i soci. Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 115 A TUTTI I SOCI del ROTARY CLUB TRIESTE NORD C ari Amici, il Consiglio Direttivo ha deciso di stampare, a breve scadenza, una nuova edizione dell’ANNUARIETTO TASCABILE dei Soci del nostro Club. Lo si ritiene, infatti, un valido strumento che possa favorire la migliore conoscenza e quindi il miglior rapporto tra i vari Soci, vista anche la notevole consistenza raggiunta dal nostro organico. L’attuale iniziativa si è resa necessaria a causa dei numerosi cambiamenti del nostro effettivo, con molti Soci nuovi e diversi altri che non fanno più parte del Club. Il Direttivo mi ha quindi incaricato di interessarmi presso di voi tutti per chiedere se quanto pubblicato precedentemente è ancora completamente valido per la ristampa oppure se è cambiato qualche dato dei vostri recapiti oppure ancora se desiderate apportare qualche modifica, aggiornamento od ampliamento al testo (entro i limiti tipografici previsti !) del vostro curriculum. Per le vostre risposte abbiamo fissato un termine-ultimo del 31 gennaio p.v. Mi permetto però di suggerirvi di voler cortesemente rispondere in tempi brevissimi per non correre il rischio, come spesso accade a tutti, di far passare nel “dimenticatoio” la nostra richiesta! E, conseguentemente, con la necessità di dovervi ancora disturbare con un sollecito. Ovviamente potrete contattare in Segreteria Raffaela, o direttamente oppure – meglio – tramite e-mail o fax. Comunque, per semplificare anche a voi la procedura applicheremo la regola del silenzio-assenso: se non riceveremo alcuna segnalazione di variazione entro il termine prestabilito, pubblicheremo identico il testo apparso nella precedente edizione. Vi ringrazio fin d’ora e vi invio molti cordiali saluti Ettore Campailla SEMINARIO SULLA LEADERSHIP DISTRETTUALE Castelfranco Veneto - Hotel Fior, sabato 17 gennaio 2009 PROGRAMMA Ore 9 - 9.50 Registrazione dei partecipanti Ore 10.00 Apertura dei lavori. Saluto alle Bandiere Obiettivi del Seminario per una Leadership incisiva e motivata Governatore Distrettuale Alberto CRISTANELLI Ore 10.30 Funzione strategica della ‘formazione’ ai vari livelli PDG Gianpaolo FERRARI (Responsabile Distrettuale della Formazione) Ore 10.50 Le recenti innovazioni rotariane: Piano Strategico Pluriennale del RI, Piano Direttivo Distrettuale, Piano Direttivo di Club. PDG Renato DUCA (Resp. Distr. applicazione Norme di Procedura, Statuti e Regolamenti) Ore 11.10 Pausa caffè Ore 11.30 Le Commissioni, quale espressione delle aree d’intervento distrettuale PDG Alfio CHISARI (Coordinatore delle Commissioni Distrettuali) Ore 11.50 Il Club rotariano nella Comunità Marino BOSCAROL (Presidente del R.C. Monfalcone) Ore 12.10 Obiettivo ‘giovani’: l’azione distrettuale e di Club attraverso il Rotaract e l’Interact Stefano CHIOCCON (Delegato del Governatore per Rotaract ed Interact) Luca PERIZ (Rappresentante Distrettuale del Rotaract) Ore 12.30 Discussione Ore 13.30 Buffet Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 116 ASSIDUITÀ AL 31 DICEMBRE percentuale di novembre: 41% percentuale di dicembre: 55% percentuale 1° luglio – 31 dicembre: 46% presenze e % nominativi dei soci 52/23 100 % Flegar 35/23 100 % Drabeni 26/23 100 % Fogazzaro e Verzegnassi 23/23 100 % Spagnul 22/23 96 % Grassi (d), Sardina e Luciano Savino (d) 21/23 91 % Mandler (d) 20/23 87 % Campailla (d), Di Marino, Forlani, Rinaldi, Soldano e Zanetti 19/23 83 % Costa, Meloni, Rollo e Trovato 18/23 78 % Barbina, Franconi, Urso e Volli 15/20 75 % Baucer 17/23 74 % M. Benussi, Cecovini, Cucchiarelli (d) e de Morpurgo 16/23 70 % Cuomo 15/23 65 % Campanacci (d), Cuscito, Luciani (d), Magris e Masoli 14/23 61 % Cantamessa, Pollio (d) e Wiesenfeld 13/23 57 % Iadanza 12/23 52 % Baldo, Davide e Gropaiz 11/23 48 % F. Benussi, Fortini e Giacca 10/23 43 % Bratina, Catalfamo, Fabian, Mahnic e Riccesi (d) 9/23 39 % Battistella, Cattaruzza, Flaborea e Valenzin (d) 8/23 35 % Bevilacqua, Cosulich, Kaspar, Omero, Pasino (d) e Patti 7/23 30 % Dei Rossi (d), Kokelj, Tesei e Valta 6/23 26 % Bellis, Fumaneri, Gerbini, Monti, G. Nobile e Pitacco 5/23 22 % Bernardi, Castronovo, Papagno e Tuniz 4/23 17 % Bardi (d), Kropf, Luzzati e Turco (d) 3/23 13 % Azzarita (d), Borgna, Buri, Chersi, Cuculachi, Neri, Luca Savino e Stock 2/23 9% Barbiellini Amidei, Cossi, Crechici, Godina, Lapenna, B. Nobile, Pizzolato 1/23 4% Austoni, Cianciolo, Doratti (d), Guaschino, Varini (d), Vassallo (d) e Venuti (d) 0/23 0% Aguglia, Degrassi, Ferrari, Oppenheim (d), Paoletti e Suadi (d). Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 117 NOTIZIE DALL’ INNER WHEEL A ttività di novembre e dicembre Lunedì 10 novembre ha avuto luogo presso l’hotel Duchi d’Aosta la riunione sociale mensile del club. Ospite - relatore il dott. Roberto Magris, medico cardiologo presso l’Ospedale di Monfalcone che ha parlato su “Musica e Medicina – Profili medici di grandi compositori”. Giuseppe Verdi, scomparso ottantenne, fu un’eccezione giacché Rossini e Donizetti morirono il primo a 34, il secondo a 51 anni. Rossini, nome illustre dell’opera italiana, apparentemente uomo brillante, personaggio di primo piano della vita artistica e mondana di Parigi, nascondeva depressione e ipocondria (sembra fosse per i sensi di colpa per una malattia venerea contratta in gioventù) per cui a 38 anni, all’apice della gloria, ultimato il Guglielmo Tell, chiuse con l’opera per quasi 40 anni se non con poche composizioni a sfondo religioso. Di Niccolò Paganini, grande compositore genovese, le cronache del tempo ne descrivono la particolare flessibilità delle dita della mano sinistra che potrebbe essere spiegata da una forma congenita di abnorme lassità dei tessuti connettivi (sindrome di Marfan) tale da permettere un’articolazione, specie quella delle piccole dita, assolutamente aldilà del normale. Quanto a Mozart, ancor oggi si discute sulla sua morte. L’ipotesi più accreditata sostiene che soffrisse di insufficienza renale glomerulo-nefrite post-streptococcica, retaggio di malanni infettivi degli anni più giovanili. Di Ludwig van Beethoven è nota a tutti la sordità, di cui la scienza medica non ha risolto la natura. Ma pochi sono a conoscenza che già in giovane età si diede a un notevole consumo di alcol che finì per determinare un’insufficienza epatica per cirrosi del fegato come causa di morte. Un caso clinico interessante è quello in tempi più moderni di George Gershwin, giovane ricco, estroverso, baciato dalla gloria, che cominciò a 38 anni a manifestare segni di cambiamento: depressione, apatia, frequenti mali di testa fino a episodi di tipo sincopale simil epilettico. Si trattò di un tumore al cervello, scoperto purtroppo troppo tardi, che in pochi mesi se lo portò via. Giacomo Puccini costituisce un caso a sé. È a tutti nota l’assoluta prevalenza protagonistica femminile nelle sue opere. Ma queste eroine, prima di soccombere, ne passano di tutti i colori, con sofferenze e sventure d’ogni genere. Grande istinto teatrale, sottolinea Magris, ma negli anni Cinquanta uno psichiatra inglese avanza un’ipotesi sorprendente: Puccini sarebbe stato un tipico caso di complesso di Edipo, per cui l’inconscio del soggetto amerà sempre e soltanto la madre, qualsivoglia altra figura femminile sarà solo fonte di senso di colpa, da cui il conflitto tra coscienza ed inconscio e quindi la conseguente nevrosi. In sintesi, solo la madre è l’unica degna d’amore per cui esse debbono senz’altro venir eliminate. Se la punizione è particolarmente severa, si punisce anche se stessi per la colpa commessa. Al termine del suo dire Magris ha sottolineato che i citati sono solo alcuni esempi di artisti sommi che, per usare un termine odierno, ebbero una qualità della vita certamente problematica e difficile ma che hanno comunque lasciato un segno nella storia dell’uomo e pertanto meritano, una volta di più, l’ammirazione del mondo. E, nonostante tutto, hanno raggiunto qualcosa che a pochissimi è concesso: sono arrivati alla soglia dell’immortalità. All’oratore è stato fatto segno d’apprezzamento per l’intervento con calorosi applausi, seguito dalla consegna di un omaggio della Presidente De Vanna, a ricordo della serata. Giovedì 20 novembre le socie hanno effettuato una gita a San Daniele del Carso con visita al Museo Spacal, alla Cattedrale, alla Casa Carsica, e al Borgo, con successiva colazione al ristorante del Castello. San Daniele del Carso (Štanjel, in sloveno), località all’interno del comune di Comeno (prende il nome dal suo patrono San Daniele), sorge sulla parte settentrionale dell’altopiano carsico. La parte antica del paese è costituita da un piccolo borgo di origine medioevale con case in pietra carsica dai caratteristici portali, telai delle finestre, gronde in pietra, strette viuzze confluenti in piccole piazzette, con al centro pozzi centenari. Passeggiando per San Daniele, torna alla mente quanto del Carso ebbe a scrivere Spacal in una brochure di presentazione 118 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 3-4 settembre/ottobre 2008 riprodotta in occasione di una sua mostra postuma del 2007. “Pur essendo nato a Trieste - scriveva Spacal - mi sento figlio del Carso duro, e nello stesso tempo lucido e luminoso. Il Carso è poesia brulla e aspra, profumata di ginepro, pino e calcare. È poesia drammatica e favolosa che riporta alle origini dell’uomo… Qui è nata una civiltà contadina e fiorita una cultura popolare carsica che è ancora evidente negli ambienti, nelle case, nei bassorilievi dei portali, nei pozzi, nei mobili e nei vari attrezzi d’uso quotidiano. Il Carso è stato generoso con me, mi ha creato come uomo e come pittore, ed io penso di essere stato altrettanto generoso con lui, non risparmiandomi mai… Per me dipingere il Carso non significa fare il paesaggio con l’alberello, la casetta e l’omino che zappa o ara. Penso sia necessario penetrare nelle viscere del Carso, sentirlo, viverlo per poterlo capire. Solo allora questa terra si offre e si rivela all’uomo e all’artista in tutta la sua maestosità e nel suo rude fascino”. Per proteggerlo dalle invasioni dei turchi, San Daniele fu, alla fine del XV secolo, fortificato con mura che chiusero a mo’ di cornice le case, la chiesa ed il castello. I resti più antichi di quest’ultimo risalgono al Medioevo, l’immagine odierna di esso è stata data dai conti Coblenzi alla fine del XVII secolo. I conti sono sepolti nella chiesa di San Daniele, costruita nel XV secolo e ricostruita nel secolo XVII. Il castello è oggi in parte adibito a Museo storico ed a Museo delle opere d’arte figurative di Luigi Spacal, pittore, grafico, incisore, cantore del Carso, nato a Trieste nel 1907 da genitori di Castagnevizza. Sulla collina sorge la chiesa di S. Gregorio dove si trova la tomba di Max Fabiani che nel giardino di Villa Ferrari progettò un ponticello negli anni Venti e Trenta del XX secolo. Venerdì 28 novembre le socie hanno effettuato una gita a Lubiana in occasione dei festeggiamenti per il decennale del club sloveno. Giovedì 4 dicembre le socie hanno effettuato una visita alla mostra “Il tesoro riscoperto, una preziosa eredità austriaca nell’archivio di Stato di Trieste” ospitata nella sala Attilio Selva del palazzo Gopcevich. Guida d’eccezione Giulia Bernardi, perito gemmologo accreditata presso il Tribunale di Trieste, il cui intervento assieme al consorte Roberto Borghesi e allo zio Giulio Bernardi, numismatico di fama internazionale, fondatore e presidente del NIP (Numismatici Italiani Professionisti) e consigliere dello IAPN (International Association of Professionial Numismaticts), figura nella monografia “Trieste 1918 – La prima redenzione novant’anni dopo”, pubblicata in occasione dell’omonima rassegna. I gioielli esposti provengono da lasciti ereditari, pegni per crediti, contenzioni legali. Ci raccontano pertanto, con rigorosa fedeltà storica, gli ultimi due secoli della nostra città, testimoni della vita, del progresso, della ricchezza e delle difficoltà dalla stessa vissute. La splendida rassegna contempla 9.460 pezzi di cui 4.897 banconote e monete, 201 argenti da tavola, 736 preziosi, ori e gioielli, nonché 26 oggetti curiosi o particolari quali binocoli, occhiali, portamonete e persino un revolver a tamburo. Analizzando i vari lotti, è stato possibile ricostruire il patrimonio prezioso delle famiglie locali, risalire alle radici, alle loro usanze; oggetti che fanno rivivere al visitatore i temi della vecchia Trieste. Quanto si è potuto ammirare riporta alla condizione economica del proprietario, dal ricco borghese, dalla famiglia agiata, alle condizioni economiche del popolo, delle famiglie che, fino all’avvento della borghesia, costituivano il tessuto sociale. Alla metà del XIX secolo, gli oggetti si diversificavano in sintonia con la nuova committenza, raffinandosi in gusto e valore. Un vero e proprio tuffo nel passato questa rassegna che Giulia Bernardi ha fatto rivivere alle socie con entusiasmo e professionalità. Calorosi gli applausi cui ha fatto seguito la consegna di un dono ricordo all’oratrice a nome del Club, da parte della Presidente De Vanna. Lunedì 15 dicembre, ha avuto luogo, presso l’hotel Duchi d’Aosta, il tradizionale scambio degli auguri natalizi. L’incontro è stato allietato da un intrattenimento musicale in ordine al quale si è esibito un quartetto (batteria, basso, chitarra e pianola), Area 51, formato da studenti del liceo scientifico G. Oberdan, accomunati dalla passione per la musica, che si sono esibiti con il loro repertorio di musica jazz. È stata poi la volta di una lotteria il cui ricco montepremi ha consentito, grazie alla generosità delle intervenute, un più che soddisfacente ricavato che verrà integralmente devoluto in beneficenza. Fulvia Costantinides P rogramma del mese di gennaio Sabato 10 gennaio verrà festeggiato l’Inner Wheel Day con la consegna del service ai Civici Musei di Storia e Arte della nostra città. Appuntamento alle ore 11 al Castello di S. Giusto. Venerdì 23 gennaio le socie effettueranno una visita guidata alla mostra “I Cosulich – una dinastia adriatica”. Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 3-4 settembre/ottobre 2008 119 NOTIZIE DAL ROTARACT A ttività di dicembre Lunedì 22 dicembre si sono organizzati gli aperitivi che verranno di volta in volta comunicati. Martedì 9 dicembre presso la pista di pattinaggio sul ghiaccio allestita davanti al Teatro Verdi, i soci si sono riuniti per un’allegra pattinata e per un aperitivo in una suggestiva atmosfera natalizia. Lunedì 8 dicembre riunione del Consiglio Direttivo presso la Sede di Via Giustiniano 9. Domenica 14 dicembre visita ai mercatini di Natale a Trento organizzata dal Club locale. Lunedì 15 dicembre cena degli auguri di Natale presso il Ristorante “All’agricoltore”. Sabato 20 dicembre Concerto di Natale del Distretto 2060 presso la Chiesa di S. Andrea a Vittorio Veneto. Si invitano tutti a collaborare in questo mese alla realizzazione di uno dei service che il Club organizza quest’anno, la raccolta di abiti usati da devolvere ai bisognosi della città. La consegna degli abiti avverrà presumibilmente nell’imminenza del Natale. P rogramma di gennaio Martedì 13 gennaio alle ore 20.00: riunione del Consiglio Direttivo in sede (via Giustiniano 9). Si ricorda che tutti i soci in regola con il Club hanno diritto a partecipare alle riunioni del Consiglio e che sono caldamente invitati ad esercitare in maniera piena il loro diritto. Seguirà alle ore 21.00 la relazione dell’On. Giorgio Rossetti, già parlamentare europeo ed attuale presidente dell’associazione “Dialoghi Europei”, dal titolo “Trieste e l’Europa. Quale ruolo e quali prospettive?”. Serena Tonel, incoming Rappresentante distrettuale del Rotaract per il 2009/2010, ci segnala con soddisfazione che Il 17 gennaio prossimo verrà presentata a Gdansk (Danzica, Polonia) la candidatura di Trieste come sede del Rotaract European Meeting (REM) del gennaio 2010. Martedì 20 gennaio alle ore 21.00: caminetto in sede per definire i dettagli attinenti all’attività di raccolta degli abiti usati, alla gara di sci ed al service dell’iniziativa cinematografica in programma a febbraio. Sabato 31 gennaio: nella mattina, vendita delle arance dell’A.I.R.C. in Piazza Marconi a Muggia. Siete tutti invitati a dare la propria adesione. Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio: terza edizione del Rotaract Ski Challenge sul Monte Lussari. Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 120 FESTA DELL’OLIO, DEL PANE E DEL VINO Roncaldo di Baredi, sabato 8 novembre 2008 S abato 8 novembre a Roncaldo di Baredi, a pochi chilometri dalla località istriana di Isola si è svolta la Festa delle olive, del pane e del vino, organizzata dal Club di Capodistria. Nonostante il battage pubblicitario fatto nel mese precedente, alla festa siamo andati solo in due coppie: Giacomo e Giulia Sardina, il sottoscritto con Maria. Certo, la giornata non era ideale per la raccolta delle olive… al mattino infatti, una lieve pioggia ci ha accompagnato durante l’avventuroso percorso fino a destinazione. Per la verità, l’avventura ce la siamo cercata noi, con il mio navigatore satellitare portatile! Forse, ci siamo fidati troppo della voce suadente che ci diceva “gira a destra e dopo a 200 metri gira a sinistra”. Ci siamo trovati così impantanati in mezzo alle colline su sentieri sterrati che si facevano via via più stretti e fangosi. Dopo esserci finalmente convinti che il buon senso debba sempre prevalere sulle sofisticazioni tecnolo-giche, abbiamo trovato finalmente la retta via e subito dopo il casolare carsico adibito per la festa, nonché il tendone esterno con le panche da sagra paesana. Lo stress da percorso ad ostacoli evidentemente ci deve aver stuzzicato l’appetito ed il prosciutto in crosta, ancora fumante, è sparito nel giro di un’ora, gustato con avidità da una quarantina di rotariani provenienti da varie località italiane e slovene. Gli ospiti sono stati accolti da Veselko Ojo, Past President del R.C. Capodistria, in assenza della Presidente in carica Marija Gombač, ammalata. Un ottimo fisarmonicista ha allietato la nostra presenza per tutto il giorno anche durante la raccolta delle olive. Evidentemente il principio che le mucche fanno più latte ascoltando la musica, vale anche per i raccoglitori di olive! Al prosciutto in crosta con cren e paté d’olive ha fatto seguito la minestra de bobici, guanciale arrosto con patate in tecia, insalata con ovi duri e dolci a profusione, gentilmente offerti dalle ospiti presenti, secondo un’usanza tipicamente istriana. Nel frattempo, tra una portata e l’altra, un esperto di olio ci ha tenuto una lezione sulla raccolta delle olive, sulla loro spremitura, sulla peculiarità del buon olio e sul fatto che il colore non abbia alcuna rilevanza sulla bontà dello stesso. Terminata la raccolta delle olive, per ricordare questo incontro tra rotariani, il Club di Capodistria ha voluto interrare un esemplare giovane di Ginkgo Biloba, albero particolarmente ricco di sostanze benefiche, originario della Cina e del Giappone. Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 È un albero leggendario, vecchio di più di 250 milioni di anni e che ha resistito ai peggiori inquinamenti del ventesimo secolo ed in particolare ai residui della bomba atomica di Hiroshima. È particolarmente conosciuto per il suo effetto benefico sulla circolazione venosa, arteriosa e soprattutto per quella cerebrale, usata anche per rallentare la progressione della malattia di Alzheimer. Questo esemplare, secondo il parere del rotariano che lo ha acquistato, potrà raggiungere tra dieci anni un’altezza di circa 30 metri. Alla fine della giornata, con Ferruccio Divo (Past Presidente del R.C. Muggia), Giorgio Cossutti (Presidente del R.C. Trieste) e Veselko Ojo (Past Presidente del R.C. Capodistria), davanti ad un bel caminetto acceso, abbiamo studiato la fattibilità di istituire un soggiorno per bambini handicappati ad Ancarano all’interno della struttura del vecchio ospedale di Valdoltra. Per intanto, per il 2009 si è deciso di finanziare la permanenza di dodici bambini con accompagnatore in detta struttura per una settimana all’inizio di agosto. In verità, Albarella ha avuto richieste per 200 disabili e purtroppo ne può accogliere soltanto 150. Da qui l’idea del nostro amico Divo. Ma non basta. Egli ha proposto inoltre di sensibilizzare enti, associazioni, comunità, banche, assicurazioni per dare continuità al progetto, dando così l’avvio ad un’iniziativa che coinvolga i Club del nostro Distretto e quelli sloveni. Poi si è anche chiesto: è mai possibile che tra i nostri soci che non ci sia qualche volontario disposto a dedicare una giornata all’anno a questi ragazzi meno fortunati? Giro tale invito agli amici del nostro Club. Sergio 121 122 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 M ercoledì 12 novembre si è svolta a Punta Sottile, presso la trattoria “Da Gildo”, una cena rustica organizzata dal R.C. Muggia in un ambiente tipicamente estivo, in mezzo al verde, a metà collina. Lo scopo della conviviale era quello di raccogliere fondi per far partire l’iniziativa dell’Handicamp ad Ancarano. La serata è stata divertente proprio perché informale, con menù locale (jota e maialino alla griglia e dolci forniti dalle gentili signore presenti alla festa). La conviviale è stata allietata inoltre dalla musica suonata dal fisarmonicista sloveno che la settimana precedente ci aveva allietato durante la raccolta delle olive. Eravamo in due soci a rappresentare il Trieste Nord, con le nostre rispettive consorti: l’amico Claudio Verzegnassi ed il sottoscritto, mentre dell’altro Club triestino erano presenti ben cinque soci accompagnati: Giorgio Cossutti, Paolo Kulterer, Paolo Davanzo, Francesco Prioglio e Sergio Trauner, nonché il borsista della Fondazione Tetsutada Suzuky. SERVICE “BRIGATA ALPINA” Latisana, sabato 25 ottobre 2008 3 NOVEMBRE 2008 I militari di RC-W distribuiscono aiuti umanitari donati dai Rotary Club del Distretto 2060 Rotary International C ome da iniziativa promossa dal Rotary Club di Trieste, alla quale hanno aderito oltre 30 club del Triveneto, gli alpini della Julia assieme al proprio comandante, Generale di Brigata Paolo Serra, hanno iniziato la campagna di sostegno alle popolazioni in previsione della rigida stagione invernale. I club rotariani del Distretto hanno intrapreso molte iniziative umanitarie nelle aree più remote del Paese, mentre i reparti della brigata alpina Julia hanno favorito la veicolazione di 3.600 kit di indumenti invernali e di completi scolastici per i bambini afghani. La distribuzione degli aiuti è iniziata contemporaneamente nelle aree di Bala Murgab e Ghor grazie alle Basi remote attivate dagli alpini nel nord del Paese e nella città di Herat, sede del Comando del Contingente. Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 123 CONSEGNA DEL DVD “ATLAS” Liceo “F. Petrarca”, Lunedì 10 novembre 2008 ROTARY E COMUNE DI VENEZIA INSIEME PER LA FISICA CURERANNO L’INFORMAZIONE NELLE SCUOLE SULL’ATTIVITÀ DEL CERN A lla Ricerca dell'Origine e della Natura della Materia dell'Universo: così potrebbe sintetizzarsi la finalità della ricerca in corso al CERN di Ginevra. Il CERN (organizzazione europea per la ricerca nucleare) è il più grande centro di ricerca del mondo: è stato fondato nel 1954 da dodici stati fra i quali l’Italia. Il contributo dell’Italia è significativo sia come partecipazione (12%) sia come impegno di “cervelli”. Nell’ambito dell’attività di ricerca, che vede impegnati fisici di tutto il mondo, è di grande significato e attualità l’esperimento ATLAS, per il quale si sta lavorando da anni e che lo scorso 11 settembre, con l’accensione dell'acceleratore di particelle più grande e potente mai costruito, il Large Hadron Collider (LHC), ha iniziato l’attività di ricerca vera e propria, che potrà rivoluzionare la conoscenza della natura e della materia. Il Rotary Club Venezia Mestre e il Comune di Venezia, Assessorato alle politiche Educative, hanno avviato un progetto di informazione sull’importante realtà del CERN rivolta alle scuole, che coinvolgerà gli insegnanti di Fisica. Si tratta di un progetto di durata triennale, realizzato in collaborazione con il Rotary Club Trieste Nord e con il contributo del Distretto 2060: il Rotary International, riconoscendo in questo progetto una consonanza con i propri valori, non si limita ad una semplice elargizione di denaro, ma assume un ruolo attivo nella fase di concreta realizzazione. Il progetto è stato presentato giovedì 16 presso l’hotel Bologna a cura del presidente del Rotary Club Venezia Mestre, avv. Giuseppe Sarti. La dott.ssa Cristina Marchetti, Presidente dello stesso Club nell’anno passato, ha illustrato il programma, la cui realizzazione è iniziata con la sua presidenza, producendo un CD con tre lezioni sull’esperimento ATLAS in corso, un libretto illustrativo e un DVD con i filmati sull’attività di ricerca del CERN, materiale che verrà fornito alle scuole che hanno aderito al percorso educativo, proposto loro dall’Assessorato alle Politiche Educative. La dott.ssa Marina Cobal, coordinatrice del gruppo di fisica “Sezione d'urto del quark top” dell'intero esperimento ATLAS, ha illustrato i recentissimi sviluppi presso l’acceleratore LHC a Ginevra, connessi all’esperimento per la ricerca della cosiddetta “particella di Dio”, che riprenderà nella primavera 2009, alla conclusione degli interventi resi necessari dall’incidente occorso dopo l’attiva-zione del fascio di fotoni, lo scorso settembre. Nel frattempo i ricercatori stanno perfezionando le metodologie di calcolo dei dati raccolti durante l’esperimento, che verranno elaborati in diversi centri Europei, coordinati a Bologna dal CNAF (Centro Nazionale per la Ricerca e Sviluppo nelle Tecnologie Informatiche e Telematiche). È intervenuta l’assessore Anna Maria Giannuzzi Miraglia, che ha illustrato l’importante lavoro svolto da anni dal suo assessorato nell’organizzazione di itinerari educativi per le scuole, nonostante le poche risorse disponibili, e che, in particolare quest’anno, ha indirizzato anche alle materie scientifiche. La collaborazione con il Rotary Club Venezia Mestre ha preso avvio per l’attualità dell’argomento proposto. “LA NUOVA” DI VENEZIA E MESTRE Martedì 21 ottobre 2008 124 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 ATTIVITÀ DELL’ANSHAF Piazza Piccola, novembre 2008 stata allestita presso la sala “Arturo Fittke” in piazza Piccola la mostra fotografica celebrativa dei 35 anni di attività dell’ANSHaF: Associazione Nazionale Sportiva Handicappati Fisici, di cui è presidente la signora Donatella Lovisato, collaboratrice dei Club rotariani triestini nell’individuazione dei giovani disabili per i soggiorni Handicamp di Albarella. L’esposizione, aperta dal 26 ottobre al 18 novembre, ripercorreva la nascita della Associazione: dalla costituzione e al tesseramento dei fondatori, allo sviluppo nelle varie discipline sportive, fino ai giorni nostri. Grandi risultati sono stati raggiunti dagli iscritti, anche in ambito internazionale e nei Giochi Olimpici, nel tiro con l’arco, nella corsa, nel salto in lungo, nel nuoto, nonché nella scherma, a dimostrazione che la forza di volontà, con impegno e sacrificio, vince ogni ostacolo e ogni limite fisico. Un ampio pannello della mostra è stato dedicato inoltre agli eventi culturali, e quindi anche a tanti appuntamenti rotariani: i tradizionali raduni rotariani di Natale in Veneto, i camp distrettuali in Finlandia, oltre naturalmente alle storiche manifestazioni di Albarella, alla presenza del caro amico scomparso Lorenzo Naldini, promotore del service. È Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 125 “ROTARY PER LA REGIONE” INCONTRO A GRADISCUTTA DI VARMO Sabato 29 novembre 2008 I l Rotary per la Regione è una associazione di 20 club facenti parte della Regione Friuli Venezia Giulia che 15 anni fa hanno deciso di realizzare progetti di ampio respiro e di prevalente interesse regionale unendo i propri sforzi e le proprie idee, che si qualificano come un’azione di Pubblico Interesse. L’associazione così nata, si è data un proprio statuto e un proprio organo di gestione ed ogni anno si riunisce, convocando tutti i club, per riferire in merito a quanto fatto o a quanto si sta facendo e per raccogliere nuove idee su progetti ed interventi in ambito socio assistenziale, culturale, storico e artistico nell’ambito della nostra regione. Tutti i club sono rappresentati da un loro socio ed il nostro Club è da diversi anni rappresentato dall’amico Ignazio Urso, presente anche a questo incontro assieme al Presidente del Club Sergio Flegar e l’incoming President Giorgio Drabeni. Ha fatto gli onori di casa presiedendo la riunione il socio Michele Lacalamita. I lavori sono iniziati alle ore 10.00 e Michele dopo i soliti convenevoli di rito ha voluto telefonare alla moglie del compianto Past Governor Piero Marcenaro deceduto lo scorso mese a Monfalcone, esprimendole il cordoglio di tutti i presenti per il grave lutto che ha colpito la sua famiglia. Ha ricordato la sua indimenticabile figura di uomo che si è sviluppata in tre periodi: grande ammiraglio di sommergibili, imprenditore di estrema correttezza professionale ed onestà, ed infine eccellente rotariano nonché pilastro di questa organizzazione regionale. Lacalamita ha quindi ricordato in breve tutti i service attuati nei quindici anni dal Rotary per la Regione e ha quindi dato la parola al Governatore del Distretto Alberto Cristanelli che ha ribadito l’interesse e l’apprezzamento del Distretto per questa realtà regionale che con un affiatamento veramente encomiabile ha operato proficuamente sul territorio. Rammenta quindi ai presenti i prossimi appuntamenti rotariani: il 17 gennaio 2009 il Congresso distrettuale sulla Leadership a Castelfranco Veneto, il 31 gennaio il Seminario promosso dall’Inner Wheel a Verona con un tema sulla famiglia, il 28 marzo il Congresso per i nuovi soci a Bolzano con tema “Origine e sviluppo della Via Augusta” al quale parteciperanno anche Distretti di altri Paesi (Germania, Austria e Slovenia), ed infine il Congresso Mondiale di Birmingham che si terrà nel mese di giugno prossimo. Invita i soci presenti che volessero partecipare a quest’ultimo incontro di prenotarsi per tempo (entro il 15 dicembre) tramite internet direttamente presso la sede centrale di Evanston per ottenere degli sconti consistenti. Intervengono successivamente su temi diversi anche altri dirigenti distrettuali: Riccardo Caronna assistente del Governatore, Alfio Chisari PDG, Gastone Lazzoni segretario del Club regionale ed il suo assistente Romeo Gollino. Viene ribadito che tutti i Club della Regione hanno accettato l’incremento della quota da 5 a 10 euro per socio e che il club regionale svolge un’azione meritoria di pubblico interesse che ha un ritorno di immagine particolarmente importante. Il Tesoriere Renato Tamagnini comunica che il fondo cassa attuale ammonta a 14.970 euro. Si evidenzia poi come la cultura sia indice di civiltà e per far capire il concetto di nobiltà del servizio al proprio territorio si ricorda che il primo intervento di Paul Harris e dei suoi amici fu la costruzione di latrine nella città di Chicago. Si illustrano quindi le tre proposte di service pervenute da alcuni soci per il prossimo anno. La prima riguarda una richiesta del club di Gemona e riguarda l’acquisto di audioguide per il Museo Paleocristiano di Cividale. La seconda proposta dal Club di Pordenone Alto Livenza riguarda la possibilità di rendere fruibili ai non vedenti le opere d’arte contenute nel museo d’arte di Cividale mediante la trasformazione in 126 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 braille delle opere stesse (30 opere per un costo approssimativo di 9 mila euro). La terza proposta riguarda il completamento di una strada asfaltata denominata - strada della pace - (2 chilometri e mezzo) tra due località site una in Palestina e l’altra in Israele. Dopo breve discussione si concorda che la seconda proposta sarà quella prescelta in considerazione del fatto che i territori di Udine e Trieste sono già stati soddisfatti negli anni precedenti con service locali, (targhe di Aquileia, museo lapideo della cattedrale di Gemona e spostamento di Mikeze e Jakeze nel Castello di San Giusto) mentre la terza proposta anche se interessante non riguarda un service locale come previsto dal regolamento e quindi viene scartata. Rimane comunque valida e può essere condivisa da eventuali club o soci che volessero sostenerla autonomamente. Si è inteso quindi privilegiare il territorio pordenonese scegliendo la loro proposta a favore del museo d’arte di Spilimbergo. I convenuti vengono quindi informati sul service attualmente in fase di studio e realizzazione e cioè la produzione di un catalogo-libro sui “Giardini e parchi pubblici della Regione Friuli Venezia Giulia”. Il loro numero ammonta a circa 500 ma l’opera non potrà superare il centinaio. Sarà necessario quindi fare una scrematura (sarà formata una commissione ad hoc) scegliendo quelli più importanti da tutti i punti di vista. Per valorizzare questo service si ritiene opportuno, di comune accordo, portare a conoscenza dell’assessore regionale Molinaro quello che i club rotariani stanno predisponendo per la cultura del Friuli Venezia Giulia ma anche nell’interesse del turismo regionale. Un graditissimo pranzo presso il ristorante “da Toni” dell’amico rotariano Aldo Morassutti conclude l’interessante incontro regionale. Sergio Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 127 FESTA DELL’AVVENTO Krumpendorf, sabato 29 novembre 2008 Q uest’anno l’avvento in Austria è caduto astrologicamente il primo dicembre e, come sempre, non abbiamo voluto mancare alla festa organizzata dai nostri amici austriaci nella cittadina di Krumpendorf sul lago di Wörth. Abbiamo noleggiato un Fiat Ducato da nove posti e, dotati di catene e gomme da neve, siamo partiti appunto in nove. Tre coppie costituite dal sottoscritto che guidava il pulmino, dall’incoming Giorgio Drabeni e dal past President Giuliano Grassi nonché dagli amici Luciano Savino, Ondina Bullo e la nostra segretaria Raffaela. Il tempo meteorologico non prometteva un granchè ma ciò non ci ha impedito di trascorrere una “due giorni” in piena letizia ed armonia. Arrivati per tempo (verso le 16.30 del pomeriggio) ci siamo divisi: Giorgio Drabeni ed io, assieme alle nostre mogli, eravamo stati invitati per un tè a casa del Presidente Willi Dörfler assieme al loro incoming Jeranko mentre gli altri con il nostro Ducato (guidato dalla valorosa e un po’ spaventata Raffaela) sono andati a vedere i mercatini di Natale a Klagenfurt guidati dal past President austriaco Victor Oberlojer. Ci siamo ritrovati quindi tutti assieme alle 18.30 presso la chiesa di Krumpendorf per la consueta e suggestiva cerimonia dell’avvento alla quale hanno partecipato anche gli amici del club contatto di Lubiana. Poi tutti a cena al ristorante Krumpendorf noto per l’ottima cucina regionale. Dopo i soliti saluti di prammatica del Presidente Dörfler ed una ottima cena, ho rivolto agli amici 128 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 austriaci un breve saluto augurale nella loro lingua molto apprezzato e ho consegnato al Presidente una cassetta di vini italiani e alla sua signora l’usuale omaggio floreale. Il giorno dopo, prima di ritornare a casa, ci siamo permessi un’altra visita ai caratteristici mercatini di Natale di Klagenfurt, mentre l’amico Luciano ci attendeva pazientemente seduto (ma non solo) in una pasticceria, e ci siamo immortalati in una foto di gruppo sotto il grande abete natalizio in piazza. Prima di ripartire, infine, non ci siamo voluti perdere nemmeno una visita alla pasticceria del socio austriaco Legat sempre molto fornita di specialità locali (semel in anno licet insanire). Rientrati alle 17 ho riportato a Villesse il Ducato e poi… di corsa a Trieste per la nostra conviviale del 2 dicembre con Nicolò de Manzini che ci ha intrattenuto sulla chirurgia endoscopica. Un po’ stanco lo ero ma comunque soddisfatto per la gita, per l’affiatamento col gruppo e per la convinzione ricavatane che il Club Contatto è una gran cosa. Condividere l’amicizia anche con soci di altri paesi è una delle caratteristiche più belle del nostro Club. Cerchiamo di rafforzarla con la nostra presenza e con il nostro entusiasmo! Sergio Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 129 NATALE A LUBIANA Grand Hotel Union, Mercoledì 17 dicembre 2008 N ella serata dello scorso 17 dicembre, assieme a mia moglie Mirna ed agli amici Francesco e Bobana Mahnic, su mandato del Presidente Flegar, ho partecipato alla cena degli auguri su invito del R.C. Lubiana, così ricambiando la graditissima visita degli amici sloveni alla serata del giorno precedente presso il Jolly Hotel. Il clima della festa è stato caratterizzato da una vivissima cordialità, sicuramente favorita dallo… spirito di vari e ripetuti brindisi, da un menù raffinato e gustoso, accompagnato da un servizio in guanti bianchi che avrebbero certamente trovato il (pur non facile) consenso del nostro “vate della buona tavola”, il grande Armando. L’albergo che ci ospitava, il Grand Hotel Union di Lubiana, è risultato essere una location assolutamente adeguata all’evento, con una sala ed un albero addobbati con raffinato buon gusto, che ha incontrato il (pur non facile) favore delle due signore “nordiste” presenti. La serata è stata poi allietata da intermezzi musicali offerti da artisti di livello assolutamente internazionale e da simpatiche ed estemporanee performance: avete mai visto suonare una… “sega da boscaiolo”, riuscendo a ricavarne melodie dolcissime e vibranti? Gli interventi di saluto e di augurio sono stati davvero molto numerosi e, ad un certo punto, mi è stato chiesto di portare il saluto del nostro Club. Per fortuna avevo preparato due righe, concordando con Francesco che lui le avrebbe poi tradotte. Visto il notevole prolungarsi delle “prolusioni” ho ritenuto di fare cosa a tutti gradita dimezzando i nostri tempi, evitando di duplicare l’intervento prima in italiano e poi in sloveno. Ho fatto ricorso ad un piccolo escamotage dicendo che in Italia ultimamente è di gran moda presentarsi su di un palco e dire: “ho preparato un discorso scritto, ma non lo leggerò…Bene, anch’io ho preparato un discorso e non lo leggerò: infatti lo leggerà il nostro amico Francesco Mahnic.” E così, scherzosamente, è stata introdotta la lettura in sloveno del seguente indirizzo di saluto, portato da Drabeni, a nome di Flegar e letto da Mahnic: Caro Presidente, care amiche e cari amici rotariani, sono Giorgio Drabeni, presidente incoming del R.C. Trieste Nord. Sono qui – oltre che per il mio personale piacere – per espresso incarico del Presidente del nostro Club Sergio Flegar che, molto dispiaciuto di non poter essere presente, mi ha incaricato di rappresentarlo nel portarvi i suoi più cordiali saluti ed auguri, insieme a quelli di tutti gli amici di Trieste. Ieri abbiamo avuto il piacere e l’onore di avere con noi a Trieste il massimo della rappresentanza del Club di Lubiana e cioè il vostro Presidente in carica, il Past e l’Incoming, assieme alle gentili signore. Grazie Aleš, grazie Jani, grazie Vladimir! Grazie alle vostre simpaticissime e bellissime signore Nataša, Janka e Nataša. È con me questa sera – oltre a mia moglie Mirna – l’amico e socio Francesco Mahnic con la moglie Bobana che ringrazio per il prezioso aiuto come “interpreti”. Desidero dirvi, a nome di tutti gli amici del Club Trieste Nord, che siamo davvero lieti di aver stretto un patto di amicizia e fratellanza con il Club di Lubiana e con voi tutti! È un qualcosa che va ben oltre la definizione rotariana di “club contatto”. È un tangibile ed importante segno dei tempi che cambiano, del superamento di ogni vecchia barriera, di una nuova e sincera amicizia che non conosce né pregiudizi né frontiere. Sono qui, cari amici, per augurare a voi tutti e alle vostre care famiglie un sereno Natale ed un felice anno nuovo, ricco di soddisfazioni e delle cose più belle. Ma… son qui anche per augurare a tutti noi - italiani, sloveni, austriaci, ungheresi e… cittadini d’Europa e di qualunque Paese di questo pazzo mondo - che si realizzi per tutti e presto un antichissimo sogno: “Pace in terra agli uomini di buona volontà!”. Ancora Buon Natale e Buon Anno a tutti!” Il saluto benaugurante del nostro Club è stato accolto con un calorosissimo applauso dagli Amici di Lubiana, che poi, nel proseguo della serata, hanno molto ringraziato Mahnic, complimentandosi vivamente con lui. Saranno stati gli occhi azzurri del glaucopide oculista, sarà stata la sua voce baritonale e seducente, ma il successo di questa esperienza mi ha fatto seriamente pensare che i miei prossimi discorsi da Presidente ve li farò leggere, in italiano, da Mahnic! Giorgio Drabeni 130 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 RASSEGNA STAMPA COS’È IL ROTARY I CLUB E I SOCI Statuto tipo del Rotary Club Il Rotary International è l'organizzazione più vasta del mondo. La si trova in oltre 160 Paesi ed è stata capace di esprimersi in decine di lingue, strutture politiche e sociali, civiltà diverse, sempre rispettosa delle differenze religiose e costumi locali. Com'è possibile che, in un'organizzazione così vasta, più di 32.000 Rotary club nel mondo funzionino in modo quasi identico? La risposta si trova nello statuto tipo del Rotary club. Una delle condizioni per ricevere la "carta" che dà il diritto di essere riconosciuti come Rotary club è l'accettazione totale dello statuto tipo del Rotary club e del Regolamento del Rotary International. Lo statuto precisa le procedure amministrative che devono essere osservate dai club per lo svolgimento delle riunioni settimanali, quelle per le classifiche e le ammissioni, e ancora quelle relative alla frequenza e al pagamento della quota nonché quelle attinenti a dichiarazioni pubbliche e alla posizione politica. Questo documento costitutivo serve di base per tutti i Rotary club del mondo. Fanno eccezione a questa regola pochi club, esistenti prima del 1922, che ritennero di non modificare la costituzione che avevano adottato prima dell'entrata in vigore della nuova impostazione mondiale. Il fatto di aver adottato universalmente un ordinamento uguale per tutti i Rotary club ha dato al Rotary International una impareggiabile forza di rappresentanza internazionale. I Membri del Rotary Internazionale Se si domanda a un rotariano se egli fa parte del Rotary International, molto probabilmente la sua risposta sarà tanto affermativa quanto erronea. Infatti nessun rotariano può essere membro del Rotary International. Vi è una semplice spiegazione a questa apparente contraddizione: i documenti statutari del Rotary, infatti, stabiliscono che solo i Rotary club hanno il titolo di membri del Rotary International. Di conseguenza il rotariano è socio di un club che, a sua volta fa parte del Rotary International. Per questo, quando negli inviti e nei documenti interni al Rotary si cita il nome di un rotariano, è sempre indicato il nome del club di appartenenza. L'ammissione di nuovi soci Il regolamento interno del Rotary definisce chiaramente la procedura da seguire per proporre la candidatura di un futuro membro del Rotary club. La proposta deve provenire da uno o più soci del club ed è sottoposta ad una serie di verifiche da parte del Consiglio Direttivo del club e delle apposite Commissioni. La scelta dei nuovi soci è fondamentale per la vita e lo sviluppo dei Rotary Club e deve essere svolta ricercando sempre il miglior equilibrio possibile tra lo sviluppo quantitativo e la necessità di tener alto il livello qualitativo. I principi per le classifiche Qualsiasi ammissione al Rotary è basata su una "classifica", termine che descrive genericamente il servizio professionale o imprenditoriale che il socio rende alla società. Per determinare la classificazione di un rotariano è necessario considerare "l'attività imprenditoriale o professionale principale" alla quale il rotariano è legato. Il principio della classifica consente anche ripartizioni specifiche all'interno di una determinata categoria, come ad esempio, si può determinare nell'ambito dell'insegnamento universitario, o delle specializzazioni ospedaliere, o delle diverse attività industriali o commerciali e via dicendo. Ciò che è importante è che il concetto delle classifiche venga attentamente seguito per eliminare eventuali disagi per posizioni professionalmente concorrenziali, ma, soprattutto, consenta ad un Rotary club di avere nel suo interno uno spaccato il più rappresentativo possibile della società produttiva e professionale del suo territorio. Le donne nel Rotary Fino al 1989, lo statuto tipo e il regolamento del Rotary International affermavano che solo gli uomini potevano far parte del Rotary. Nel 1978 il Rotary club di Duarte in California invitò tre donne a diventare socie. La conseguenza di questa iniziativa fu che il Consiglio Centrale ritirò la carta a quel club per violazione allo statuto del Rotary International. Il club si ribellò a questa decisione e iniziò un’azione giudiziaria contro il Rotary International per violazione dei diritti civili sanciti dallo Stato della California che si opponeva a qualsiasi forma di discriminazione sia sul lavoro che nei luoghi pubblici. La Corte d'Appello, prima, e la Corte Suprema della California, poi, diedero ragione al club di Duarte contestando al Rotary International il diritto di ritirare la carta al club per il solo motivo di aver ammesso tre donne. La Corte Suprema degli Stati Uniti appoggiò il verdetto della Corte della California sottolineando la vocazione professionale dei Rotary Club e osservando che essi, in qualche modo, sono organizzazioni a carattere pubblico. Questa sentenza ha dunque consentito alle donne di diventare rotariane in tutte quelle giurisdizioni che applicano simili ordinamenti per quanto riguarda i luoghi pubblici. Nel 1989 il Consiglio di Legislazione del Rotary International provvide a modificare il testo dello statuto del Rotary International eliminando e proibendo la precedente discriminazione sessuale. Da allora numerose donne divennero socie, presidenti di club, governatori di distretti e, recentemente, una di loro venne chiamata a far parte del board del Rotary International. AI di là della motivazione giuridica che ha aperto la prima porta per l'accesso delle donne al Rotary, bisogna riconoscere che se i club vogliono essere rappresentativi nel territorio in cui vivono, non consentire l'ammissione delle donne di professionalità qualificata e di adeguato valore umano vuol dire, oggi più di sempre, contraddire una delle caratteristiche degli stessi Rotary club. Su questo tema, tuttavia, i pareri non sono ancora concordi. I Soci onorari Questa categoria è attribuita, in rare occasioni, a persone che si siano particolarmente distinte per eccezionali servizi resi al club e alla società. La durata di questo tipo di appartenenza al club è stabilita dal consiglio direttivo dello stesso club. I soci onorari non possono proporre nuovi soci al club, non sono tenuti alla frequenza, non occupano posizioni all'interno del Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 131 club, e sono esentati dal pagamento della quota associativa. Molti celebri personaggi del mondo politico, culturale, scientifico, sportivo sono diventati soci onorari del Rotary. Fra i tanti si possono citare: il re Gustavo di Svezia, il re Giorgio VI d'Inghilterra, il re Baldovino del Belgio, il re Hassan II del Marocco, sir Winston Churchill, il dr. Albert Schweitzer, Charles Lindbergh, Jean Sibelius, sir Edmund Hillary, Thor Heyerdhal, Thomas Edison, Walt Disney, dr. Albert Sabin ecc. I gruppi femminili associati a Rotary International Alcuni importanti programmi di servizio rotariano non vengono realizzati da rotariani e questo è possibile perché questi progetti sono sponsorizzati da organizzazioni formate da mogli di rotariani o da altri congiunti associati con Rotary club in giro per il mondo. Gruppi femminili, spesso indicati come "le donne del Rotary", "Rotary Ann club", "Inner Wheel", o con altri appellativi, conducono ogni anno centinaia di importanti progetti di servizio umanitario. Fra questi vi sono la fondazione di scuole, di cliniche per neonati, le iniziative per distribuire generi di conforto a diseredati, la prestazione di assistenza in ospedali, orfanotrofi, ricoveri per anziani, l'aiuto alle madri lavoratrici, ma anche l'ospitalità necessaria per realizzare lo scambio dei giovani. Generalmente questi gruppi femminili completano e supportano i programmi umanitari dei singoli Rotary club, ma spesso sono pure impegnati in progetti di servizio internazionale. Il Board del Rotary International ha riconosciuto, nel 1984, il servizio e l'amicizia senza pari dato dai gruppi composti da donne mogli e parenti di rotariani e ha raccomandato ai club di appoggiare queste organizzazioni che non fanno parte del Rotary International. ALCUNI PRINCIPI DI RIFERIMENTO Assiduità alle riunioni L'assiduità alle riunioni è fondamentale per il buon funzionamento e la solidità del club. L'importanza che viene data all'assiduità deriva specialmente dalla considerazione che ogni socio rappresenta un soggetto ben caratterizzato professionalmente ed umanamente e che, per questo, una sua assenza priva il club del vantaggio di un effettivo diversificato e priva i soci della compagnia di un amico. Lo Statuto del Rotary stabilisce tre condizioni verificandosi le quali l'appartenenza al Rotary viene automaticamente a cessare per mancanza di assiduità. Queste circostanze sono: se il socio non risulta presente in almeno il 50% delle riunioni di ciascun semestre, anche utilizzando riunioni compensative; se non risulta presente in almeno il 30% delle riunioni del suo club ogni semestre. In questi casi il socio perde automaticamente la sua qualità di membro del Rotary, a meno che il consiglio del club non giustifichi le assenze per validi motivi. Queste regole sembrano, a molti, eccessive, tant'è che non si può dire siamo proprio rispettate, ma questa insistenza nello Statuto testimonia, prima ancora che una regola da applicare, una volontà precisa di dare importanza, molta importanza alla frequenza. In realtà quello che conta è la motivazione di base del rotariano ad essere tale e, con questa, il suo senso di appartenenza al Rotary, come responsabilità, come dovere e come gioia. Il test delle quattro domande Questo test, che è fra i più citati e diffusi nel mondo, è dovuto al rotariano Herbert J. Taylor al quale, nel 1932, era stato chiesto di rimettere in sesto la Club Aluminum Company di Chicago che era sull'orlo del fallimento a causa di enormi difficoltà finanziarie. Taylor si mise all'opera e ritenne opportuno, innanzitutto, di distribuire un codice morale che, pur redatto in poche righe, doveva servire di guida per tutti i dipendenti della traballante società, di fronte ad ogni scelta della loro vita professionale. Il test delle quattro domande diventò la guida per la vendita, la produzione, la pubblicità e per tutti i rapporti con rivenditori e clienti. La sopravvivenza di quella società fu anche dovuta alla forza morale da essa così acquisita. Herb Taylor divenne presidente del Rotary International nell'anno 1954-55. Il test delle quattro domande fu adottato dal Rotary nel 1943 e fu tradotto in 100 lingue e distribuito ovunque possibile, con la raccomandazione che esso venisse adottato da tutti i rotariani. Esso si esprime in questo modo: "Quello che pensiamo, diciamo o facciamo: - è conforme alla verità? - è corretto per tutti coloro che sono coinvolti? - è di stimolo per la crescita di migliore buona volontà reciproca e di sentimenti di amicizia? - è di beneficio per tutti gli interessati?" Le cinque vie dell'azione Questi cinque capisaldi del Rotary si riferiscono ai cinque elementi costitutivi dello scopo del Rotary: l'azione interna, l'azione professionale, l'azione di interesse pubblico, l'azione internazionale, l'azione per le nuove generazioni. Malgrado questi fondamenti non appaiano nello statuto del Rotary, la loro enunciazione è ritenuta importante perché si richiama ai principali settori di attività del Rotary. "L'azione interna" comprende tutte le attività che si svolgono all'interno di ogni club per mantenerlo vitale. "L'azione professionale" consiste nell'opportunità data ad ogni rotariano di rappresentare la dignità e l'utilità di ogni professione presso ogni altro socio del club. "L'azione di interesse pubblico" fa parte di quelle attività intraprese dai rotariani per migliorare la qualità della vita nella comunità nella quale sono inseriti. Spesso questa attività si estrinseca nell'assistenza alla gioventù, agli anziani, ai portatori di handicap e ad altre persone che guardano al Rotary con la speranza di una vita migliore. "L'azione internazionale" fa riferimento ai numerosi programmi e attività dei rotariani che hanno lo scopo di rinforzare la comprensione internazionale, la buona volontà e l'amore per la pace. I progetti di azione internazionale hanno lo scopo di venire incontro ai bisogni umani dei Paesi meno fortunati. "L'azione in favore delle nuove generazioni" fa riferimento al compito di ogni rotariano di instradare i giovani verso un futuro migliore aiutandoli a sviluppare le loro capacità, secondo le necessità di ciascuno. 132 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 La tolleranza per le diversità A volte si è tentati di criticare leggi, costumi, tradizioni di altri Paesi, perché diversi dai nostri. Non solo, ma avviene anche che determinate pratiche siano illegali in un Paese e perfettamente accettate in un altro. In qualità di membri di un'organizzazione internazionale dedicata alla comprensione e alla pace mondiale, i rotariani sono chiamati a dar prova di tolleranza e ad astenersi dal giudicare i loro amici rotariani di altri Paesi quando il loro comportamento sembri inusuale. Nel 1933 il Rotary International ha adottato una risoluzione che stabilisce: "I rotariani di qualsiasi nazionalità devono evitare di criticare le leggi e le abitudini degli altri Paesi" non solo, ma la risoluzione insiste stabilendo che: "i rotariani di un Paese non devono interferire con le leggi e i costumi di un altro Paese". Queste parole servono ancora di guida per tutti i rotariani che hanno a cuore la comprensione, la buona volontà e l'amicizia. Considerazioni analoghe possono essere fatte in tema di credo religioso. In molti club vi è l'uso, all'inizio delle riunioni settimanali, di cominciare con una breve invocazione di carattere religioso senza che questa faccia riferimento ad alcun specifico credo. Lo statuto del Rotary riconosce che nel mondo i rotariani professano molte diverse religioni, fedi o idee e per questo il Rotary rispetta integralmente il credo di ogni rotariano e non cerca di impedire ad alcuno di seguire le proprie convinzioni. In occasione di assemblee o di congressi internazionali è tradizione di osservare un momento di raccoglimento in occasione del quale, proprio per rispetto allo spirito di tolleranza religiosa che distingue il Rotary, ciascuno viene invitato a cercare, secondo le proprie convinzioni, un indirizzo spirituale e la pace interiore. E' certamente un'esperienza emozionante quella di unirsi insieme a migliaia di altri rotariani in una preghiera muta e personale. Le riunioni del Consiglio Centrale e delle commissioni iniziano con qualche istante di silenzioso raccoglimento quale testimonianza di rispetto verso tutte le fedi dei suoi membri che rappresentano le diverse religioni del mondo. Poiché ciascun Rotary club è autonomo, dipende solo dalle tradizioni locali il fatto di raccogliersi o meno in un momento di riflessione all'inizio delle riunioni, sempre rispettando le differenze religiose. I rotariani non beneficiano di vantaggi personali I rotariani, quando trattano con un altro rotariano, dovrebbero essere attenti a non condizionare il rapporto d'affari con pretese condizioni di favore. Il manuale di procedura del Rotary tratta specificamente questa questione e, riferendosi ad una decisione del Consiglio Centrale, espressa nel 1933, riguardante il problema delle relazioni commerciali o professionali, stabilisce: "un rotariano nulla deve attendersi e ancor meno deve domandare a che un altro rotariano gli accordi maggiori vantaggi o considerazione in relazione al trattamento che viene riservato a qualsiasi altra persona con la quale sia normalmente in rapporto". La formula iniziale era la seguente: "il vero amico non domanda nulla in cambio e ogni abuso di confidenza o amicizia teso al profitto personale è estraneo allo spirito del Rotary". Per contro, se scaturiscono nuovi legami d'affari a seguito di sentimenti di amicizia che si sono instaurati fra due o più rotariani, ciò non può essere considerato in sé diverso dall'instaurazione di buoni rapporti d'affari fra due partner qualsiasi e non intacca l'etica rotariana. E' importante ricordare che l'obiettivo primario dell'associazione al Rotary è quello di dare a tutti la possibilità di aiutare il prossimo e l'associazione non è intesa come strumento per ottenere vantaggi personali o privilegi. Ogni rotariano deve essere di esempio ai giovani In molti documenti ufficiali relativi ai giovani si trova questo slogan: "ogni rotariano deve costituire un esempio per la gioventù". L'aiuto ai giovani è da molti anni un aspetto importante delle attività del Rotary. Fra i tanti progetti in favore dei giovani va ricordato che i rotariani sponsorizzano gruppi e associazioni di giovani, centri per bambini portatori di handicap, campi di vacanze, squadre sportive, ecc. Molti club organizzano riunioni di orientamento professionale, stabiliscono programmi per l'impiego dei giovani e sviluppano una coscienza professionale e civica con il criterio delle quattro domande. Ancora, vi sono molti programmi finanziati da rotariani che svolgono una importante funzione educativa nei confronti della prevenzione a fronte di malattie infettive gravissime (AIDS) o della droga. Ciascuno impara a servire osservando gli altri. Poiché fra i nostri giovani ci sono i leader di domani, è auspicabile che ognuno assorba lo stesso spirito e il desiderio di servire, in futuro, generazioni di bambini e giovani. La responsabilità internazionale del rotariano Poiché il Rotary è un'organizzazione internazionale esso offre ai suoi membri opportunità e responsabilità uniche. Infatti un rotariano, avente spirito veramente internazionale, deve avere i seguenti requisiti: - superare i limiti del patriottismo nazionale e rendersi conto che egli ha la sua parte di responsabilità per far progredire la comprensione reciproca, la buona volontà e la pace internazionale; - opporsi a qualsiasi comportamento fondato sulla superiorità nazionale o razziale; - cercare e coltivare ogni via d'intesa per permettere un migliore accordo con gli abitanti di altri Paesi; - difendere le istituzioni che preservano la libertà individuale in modo che egli stesso possa beneficiare della libertà di pensiero, di parola, di riunione e di fede ed essere assicurato da una protezione giuridica in caso di oppressione o di persecuzione o di aggressione; - appoggiare tutte le iniziative che tendono a migliorare la qualità della vita presso tutta l'umanità poiché capisce che la povertà, ovunque si presenti, mette a rischio la prosperità e la libertà di tutti; - sostenere i principi di giustizia verso l'umanità riconoscendo che questi principi sono essenziali e devono essere applicati nel mondo intero; - sforzarsi di incoraggiare sempre la pace fra le nazioni ed essere pronto a sacrifici personali per difendere questo ideale; - raccomandare a tutti di assumere un atteggiamento tollerante nei confronti di idee o fedi degli altri per facilitare l'intesa internazionale, riconoscendo che esistono certi standard morali e spirituali che garantiscono una vita più realizzata. Come si può constatare vi è una pesante responsabilità per ogni rotariano desideroso di pensare e di agire secondo questi principi! Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 133 La proibizione di campagne elettorali Secondo il regolamento del Rotary International nessun candidato ad una funzione elettiva in seno al Rotary è autorizzato a farsi pubblicità. Questa disposizione si applica a tutte le cariche elettive del Rotary. Il regolamento del Rotary proibisce anche la distribuzione di lettere, opuscoli o altro materiale fatto circolare dallo stesso candidato o da altri in suo favore. Una volta che qualsiasi rotariano abbia espresso la sua disponibilità per candidarsi a qualsiasi incarico elettivo del Rotary, dovrà astenersi dal fare promesse verbali, dall'apparire in pubblico sottolineando la sua posizione di candidato, e dallo svolgere, in un modo o in un altro, azioni pubblicitarie a suo favore o, peggio, da comportamenti che possano mettere in svantaggio gli altri candidati. Nel Rotary si è portati a credere che i precedenti di servizio di un rotariano e le sue caratteristiche per poter ricoprire un determinato incarico siano dati sufficienti per non dover ricorrere ad azioni pubblicitarie. P er opportuna informazione riportiamo un articolo del Governatore apparso sul numero di luglio/agosto del Notiziario distrettuale: Una decisione non ancora comunicata ufficialmente IL NOSTRO DISTRETTO NELLA "ZONA 19" CON GERMANIA, CEKIA, UNGHERIA E BOSNIA Nei primi mesi del 2008 si è diffusa la notizia che, a seguito di una decisione del Board del Rotary International, assunta su raccomandazione del Consiglio di Legislazione Internazionale, il nostro Distretto 2060, assieme al Distretto 2030 (Piemonte e Liguria), da anni collocati nella Zona 12 comprendente tutti i dieci Distretti Italiani, erano stati assegnati alla Zona 19. La quale risulta totalmente modificata visto, precedentemente, comprendeva il Sud Brasile, l'Antartide, l'Argentina, il Cile, il Paraguay e l'Uruguay. Il cambiamento avviene nell'ambito di una ristrutturazione delle 34 Zone esistenti nel mondo intesa a dimensionare ogni Zona su un numero di iscritti mediamente pari a 35.000. Finora, comunque, al nostro Distretto non è ancora giunta alcuna comunicazione ufficiale pur trattandosi di decisione del tutto rilevante, a diversi effetti, per la vita del Distretto. Solamente leggendo l'Official Directory del Rotary International per l'anno 2008-2009 (cioè l'Annuario mondiale del Rotary International), si apprende che, con effetto dal mese di luglio 2008, la ristrutturata Zona 19 comprende ora i seguenti Distretti: 1830 (parte del Baden Württemberg - Stoccarda), 1840 (Baviera), 1910 (Austria orientale, Bosnia Erzegovina, Croazia, Slovenia), 1911 (Ungheria), 1920 (Austria occidentale), 1930 (parte del Baden Württemberg Friburgo - Karlsruhe - Baden Baden), 2000 (Svizzera tedesca e Lichtenstein), 2030 (Piemonte e Liguria), 2060 (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige/Südtirol, Veneto), 2240 (Cechia e Slovacchia), 2241 (Moldavia e Romania) e 2490 (Israele). Sembra, peraltro, che il Distretto 2030 (Piemonte e Liguria) sia stato nuovamente riassegnato alla Zona 12 (quella che raggruppa i Distretti italiani) per cui l'unico Distretto rimasto nella suddetta nuova Zona 19 sarebbe il Distretto 2060. Le 34 Zone nelle quali è suddiviso il Rotary International nel mondo, sono essenzialmente circoscrizioni amministrative che sono rilevanti sia per l'elezione dei 17 Directors che compongono il Board del Rotary International, sia per coordinare, attraverso dei Responsabili Regionali nominati da Evanston, i Distretti ad esse assegnati con riferimento ai vari settori di attività (es.: Rotary Foundation, Alumni, Azioni Prioritarie, Sviluppo dell'Effettivo e così via). Tale inopinato evento e, soprattutto, la mancanza di consultazioni preventive con i Distretti interessati, come pure la totale assenza di comunicazioni ufficiali da parte del Presidente Internazionale, o comunque, della Direzione di Evanston, ha suscitato vibrate proteste, sia per la forma che nel merito, da parte dei 10 Distretti italiani. Queste proteste si sono concretate con l'invio a Evanston, sul finire dell'annata rotariana 2007-2008, delle deliberazioni adottate dalla maggior parte dei Rotary Club italiani, unitamente ad una decisa lettera di protesta dei 10 Governatori italiani, contrarie a tale cambiamento, con decisa richiesta di riassegnare i Distretti 2030 e 2060 alla originaria Zona 12, mantenendo uniti tutti i Distretti italiani. A questo punto si può ragionevolmente prevedere che la decisione assunta dal Board non verrà modificata e che, quindi, il nostro Distretto 2060 rimarrà nella Zona 19, salvo attendere migliori specificazioni da quando e a quali precisi effetti. Questi, succintamente, sono i fatti fin qui accaduti, a quanto è dato di sapere indirettamente e ufficiosamente. Personalmente ritengo che non sia assolutamente corretto, né condivisibile, il metodo seguito da Evanston, che non ha ritenuto di consultare preventivamente né di comunicare, fino ad oggi, alcunché di ufficiale ai Distretti interessati in merito alla adottata decisione, lasciando permanere uno stato di incertezza senz'altro non positivo né produttivo. Nel merito, tuttavia, pur rispettando opinioni diverse manifestate nel Distretto 2060 e negli altri Distretti italiani, personalmente credo che la necessaria collaborazione con Distretti situati in Stati diversi, con molti dei quali esistono da secoli legami storici e tradizioni comuni, mantenendo, in ogni caso, adeguati rapporti anche con gli altri Distretti italiani, apra nuove e positive prospettive di comune impegno, amicizia e comprensione secondo i principi e la tradizione del Rotary che per sua natura è, e deve rimane, International. Basta ricordare, in proposito, gli ottimi rapporti di collaborazione ed amicizia allacciati, quest'anno, dal nostro Distretto con i Distretti 1840 e 1920 assieme ai quali stiamo organizzando il Seminario Internazionale di Bolzano del marzo 2009 nonché i numerosi gemellaggi da anni positivamente in corso tra Club dei Distretti. In ogni caso, in amichevole e tollerante attesa di rotariane centrali comunicazioni, proseguiamo nel nostro impegno consapevoli che, nel Rotary International, le frontiere non costituiscono, ne devono costituire, ostacolo alcuno. Alberto Cristanelli 134 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 CONVIVIALE 1727 4 NOVEMBRE 2008 NH JOLLY TRIESTE, ORE 20.30 Presenti Baldo, Barbina, Bardi, Baucer, Bellis, M. Benussi, Campanacci, Catalfamo, Cecovini, Costa, Cosulich, Cucchiarelli, Cuomo, Cuscito, Davide, Di Marino, Drabeni, Flegar, Fogazzaro, Forlani, Franconi, Fumaneri, Iadanza, Kaspar, Kokelj, Kropf, Masoli, Meloni, G. Nobile, Omero, Pasino, Pollio, Riccesi, Rinaldi, Rollo, Sardina, Luciano Savino, Spagnul, Trovato, Urso e Wiesenfeld. Presenti fuori sede Flegar, Drabeni, Spagnul, Fogazzaro, Forlani, Rinaldi e Mandler al Consiglio il 4.11 Percentuale (41 presenti + 7 fuori sede - 7 dispensati presenti) / (106 effettivi - 21 dispensati) = 48 % Ospiti del Club Enrico Samer La giornalista Patrizia Piccione Ospiti dei soci Dott.ssa Francesca Di Guida (Drabeni) Auguri per il compleanno a Lapenna (7.11), Kropf, Meloni e Varini (9.11). “LE NAVI DA CROCIERA E TRIESTE” Enrico Samer N Enrico SAMER Nato a Trieste nel 1957, consegue la maturità scientifica. È Amministratore Delegato della Samer & Co. Shipping Srl, società capogruppo che opera nel settore marittimo e assicurativo. Console Generale Onorario della Repubblica di Turchia per le regioni Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige dal 25 settembre 1998 e Decano del Corpo Consolare di Trieste. Presidente dell’ “Agenzia del Mare” presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trieste. Già Presidente dell’Associazione Agenti Marittimi del FriuliVenezia Giulia, Vice-Presidente italiano della Federagenti e membro del Comitato Portuale dell’ Autorità Portuale di Trieste. È Socio del R.C. Trieste ed insignito del PHF. Atleta Azzurro Onorario, è Presidente dell’Associazione Sportiva Pallanuoto Trieste. onostante la diffusa crisi economica mondiale, il settore crocieristico pare non risentire gli effetti della recessione. Il trend delle vacanze a bordo delle signore dei mari a cinque stelle, infatti, continua a crescere, basti pensare che da 2milioni e 700mila crocieristi in Europa nel 2003, si è passati ai 4milioni del 2007 (+ 50%), che dovrebbero diventare 4milioni e 300mila entro il 2010. “L’arrivo cinque anni fa a Trieste di Costa Crociere – ha detto Enrico Samer (amministratore delegato della Samer&Co. Shipping) nel corso della relazione al Rotary Club Trieste Nord martedì scorso – è stato positivo sia per l’immagine della città sia per le ricadute economiche sull’economia locale, nonostante le polemiche sulla scarsa appetibilità dell’offerta commerciale e turistica”. Il crocierista quando si trova in un porto d’imbarco o di scalo, ne approfitta per visitare la città, fare un po’ di shopping e qualche sosta di ristoro. Tradotto in cifre, spende circa 70 euro al Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 giorno, che moltiplicati per i 53mila passeggeri del 2007 e i 58 mila del 2008 hanno portato alle casse cittadine ben 7milioni e 700mila euro. Presumibilmente per un cambio di rotta nella politica aziendale commerciale che guarda ai nuovi mercati dell’estremo oriente, Costa Viaggi sposterà nel 2009 le sue navi bianche su altri porti, tarpando almeno in parte le aspirazioni crocieristiche di Trieste. Ad arginare il fenomeno, potrebbero essere le navi della compagnia di navigazione italosvizzera Msc, il colosso mondiale nel trasporto dei container, che sta consolidando con Msc Crociere la sua leadership nel settore crocieristico dell’Adriatico settentrionale. “Le due compagnie sono fortemente competitive tra loro – aggiunge Samer – è questo è comunque positivo per il futuro di Trieste come home-port per le crociere nel Mediterraneo, a patto di offrire agli armatori delle infrastrutture adeguate a quelle che sono oramai delle vere e proprie città galleggianti”. Le grandi compagnie di navigazione varano, infatti, navi sempre più capienti, come le gemelle Carnival Dream e Carnival Magic, costruite dalla Fincantieri per il gruppo Carnival Cruise Line, che possono ospitare fino a 3652 passeggeri. Patrizia Piccione G li argomenti trattati da Enrico Samer hanno stimolato la curiosità dei presenti che hanno posto numerose domande al relatore. Sergio Flegar ha chiesto se la relazione con il Porto di Venezia sia possibile e costruttiva o presenti delle zone d’ombra. Il relatore ha risposto ricordando che i due porti sono concorrenti e che quindi, a suo parere, gli accordi siano possibili solo a livello delle infrastrutture. La dimensione del nostro porto è troppo piccola rispetto a quella di Venezia e quindi, al momento, possiamo raccogliere solo quello che il porto di 135 Venezia ci lascia: ad esempio – per il 2009 – le navi che faranno scalo su Venezia di Costa e MSC aumentano di una unità mentre Trieste perde la nave che vi faceva precedentemente scalo. Luciano Campanacci ha poi richiesto informazioni sulla effettiva realizzazione delle cosiddette “autostrade del mare” con particolare riferimento al traffico passeggeri con la Turchia. Samer ha risposto al riguardo che, ad oggi, non c’è traffico passeggeri con la Turchia. Le navi attualmente in servizio sono solo “merci” che, al massimo, trasportano 12 autisti. I camion, anche perché possono trasportare merci pericolose, non sono quindi, di norma, accompagnati. Gli autisti viaggiano in aereo usufruendo così di un giorno di riposo in più e facendo scalo all’aeroporto di Lubiana. Il volo dell’autista e il trasporto del camion a bordo sono la via più economica rispetto al viaggio via terra. Loredana Catalfamo ha poi sottolineato il rapporto problematico tra i crocieristi che fanno scalo a Trieste e l’offerta di servizi commerciali agli stessi all’atto del loro sbarco/imbarco, un tanto anche alla luce delle recenti iniziative prese a livello regionale sul commercio. Al riguardo Samer ha confermato che, per ora non c’è molto feeling tra mondo delle crociere e ricadute per il mondo del commercio triestino, anche perché i volumi in gioco sono ancora bassi. Se potessimo migliorare la continuità del flusso crocieristico ci sarebbe sicuramente una ricaduta positiva molto più sostenuta anche per il commercio triestino. Silvio Spagnul ha poi chiesto informazioni circa la ripresa dei ferry con la Grecia e più in generale del trasporto passeggeri da e per Trieste. Il quadro ad oggi, ha risposto Samer, non è certo incoraggiante; possiamo solo sperare che gli interventi impiantistici in fase di realizzazione nel nostro porta possano portare, nel medio periodo una ripresa dei traffici. M.C. 136 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 CONVIVIALE 1728 11 NOVEMBRE 2008 SEDE DEL CLUB, ORE 13.00 Presenti Presenti fuori sede Percentuale Flegar al R.C. Trieste il 6.11 Flegar e Sardina al R.C. Capodistria l’8.11 Drabeni al Forum distrettuale l’8.11 Verzegnassi alla presentazione del DVD il 10.11 (32 presenti +5 fuori sede - 4 dispensati presenti) / (106 effettivi - 21 dispensati) = 39 % Ospiti del Club Dott. Federico Poropat Amici in visita Alfredo Antonini (R.C. Trieste) Giorgio Cappel (R.C. Trieste) Auguri per il compleanno a F Barbina, Battistella, Baucer, M. Benussi, Borgna, Campailla, Cantamessa, Cattaruzza, Cecovini, Costa, Cucchiarelli, de Morpurgo, Di Marino, Drabeni, Flegar, Fogazzaro, Franconi, Gerbini, Grassi, Luciani, Mandler, Meloni, Papagno, Rollo, Sardina, Soldano, Spagnul, Trovato, Urso, Verzegnassi, Volli e Zanetti. estosa conviviale in sede in cui è stata annunciata la nascita della primogenita del nostro Tesoriere Spagnul, nata giovedì 6 novembre alle ore 10.55. La piccolina si chiama Ludovica, come la nonna paterna, pesa 3,570 Kg e fortunatamente è in piena salute. Congratulazioni Silvio! Il papà ha voluto festeggiare l’avvenimento con tutti gli amici del Club offrendo un ottimo champagne. Il Presidente ricorda ai presenti che è in distribuzione il secondo bollettino bimensile (settembre/ottobre), pieno di notizie e altre informazioni rotariane. Questo numero della rivista è stato sponsorizzato dall’azienda Eurospital, del nostro amico e socio Michele Kropf, che molto gentilmente si è offerto di sostenerci finanziariamente. M. Benussi e Pitacco (13.11). Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 MESE DELLA ROTARY FOUNDATION Ignazio Urso C ari amici, brevi parole a proposito di Rotary Foundation nel mese che il Rotary International dedica a questo argomento. Si può senz’altro affermare che la RF è la ragione di essere del Rotary. Non dimentichiamo infatti che dal punto di vista operativo ogni Rotary Club è indipendente e che il RI è sì l’associazione dei singoli Rotary Club, ma che nei confronti di questi ultimi ha solo una funzione amministrativa. Ogni Club opera concretamente per conto proprio. La Fondazione Rotary, che è altra cosa dal Rotary Internazionale, rappresenta per così dire il braccio operativo del Rotary Internazionale. Voglio dire che la RF permette, sia pure indirettamente, ai singoli club di operare tutti insieme. Si comprende immediatamente come la sinergia di oltre 33.000 club consenta azioni di molti ordini di grandezza maggiori rispetto a quelle di un singolo club o di un gruppo di club: basti, per tutte, citare la campagna Polio Plus. Del resto qualche cifra chiarisce il concetto. La RF opera attraverso tre “fondi”: 1. il Fondo Permanente, che è il fondo di dotazione della fondazione, del quale vengono usati una parte degli utili per finanziare i programmi e che si prevede di far giungere entro il 2025 all’importo di 1 miliardo di dollari; 2. il Fondo Programmi, che è il fondo operativo per l’attuazione pratica dei programmi e che è sovvenzionato, oltre che dalle contribuzioni specifiche, da una parte degli utili del fondo permanente; 3. il Fondo Polio Plus, che sostiene quella campagna di vaccinazione. Dal 1947 a oggi le contribuzioni alla RF hanno raggiunto quasi 2 miliardi di dollari. Motivi di brevità non mi permettono di approfondire i vari programmi della RF, quali le borse di studio degli ambasciatori del RI, gli scambi di gruppi di studio, le sovvenzioni umanitarie, eccetera. Ciò che invece desidero sottolineare è come ogni rotariano ha l’obbligo morale di contribuire all’attività della RF. A livello di club, è più importante la partecipazione personale ai vari programmi, mettendola disposizione la propria professionalità 137 ed il proprio tempo è più che il proprio denaro. Diversa è la situazione nei confronti della RF. Anche qui non manca la possibilità di volontariato e simili, ma proprio l’impegno e la portata dei programmi rende prevalente la contribuzione in denaro. Quanto questa contribuzione sia importante e necessaria lo sappiamo tutti, ma qualche volta ci capita di dimenticarcene davvero, non per cattiva volontà, ma per disattenzione o pigrizia. Anche un piccolo contributo è utile, ad esempio un’elargizione quando vogliamo ricordare una persona cara che non c’è più. Tradizionalmente, il nostro Club versa (e addebita) per ogni socio dieci euro all’anno, quella che una volta era la “quota compleanno” oltre al ricavato del torneo di golf e di altre iniziative. Vi è poi l’argomento PHF. È vexata quaestio se debba intendersi come un’onorificenza o un acquisto. Personalmente ritengo che posso “onorare” qualcuno assegnandogli il PHF, ma se lo voglio per me è un acquisto; se poi qualcuno si sente turbato per il fatto di “acquistare un’onorificenza”, nessuno gli impedisce di versare 1.000 dollari (o quanto vuole) alla RF senza richiedere il PHF. In ogni caso, senza versare mille dollari alla RF niente PHF, cioè, onorificenza o meno, in ogni caso il PHF richiede una corresponsione di denaro. Ed in effetti il PHF non è altro che l’attestato di un versamento, nobile e benefico, a favore della Fondazione Rotary. Chi lo effettua acquista per sé o per altri il titolo di “amico di Paul Harris”. Ricordiamoci che il PHF può essere acquistato con un unico versamento o a comode rate trimestrali (nessuno si scandalizzi). Esiste un cambio ufficiale euro/dollaro, fissato mensilmente dal RI, perché infine il versamento deve essere comunque di 1.000 dollari. Chi sta attento all’andamento dei mercati finanziari e valutari sa che attualmente quei 1.000 dollari non costano molto: sono 750 euro, per di più detraibili fiscalmente entro certi limiti con il sistema dell’ONLUS distrettuale. 750 euro non sono una cifra trascurabile: sono all’incirca la metà del canone annuale d’iscrizione al Rotary, sono il costo di un fine settimana sugli sci o alle terme, sono il costo di dieci sigarette al giorno per un anno, sono il prezzo di quattro o cinque bottiglie di Champagne francese… Pensiamoci. 138 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 “LA MIA ESPERIENZA IN ANGOLA” Federico Poropat L ’Angola è uno dei paesi più poveri dell’Africa e, uscito da una trentennale guerra civile solo sei anni fa, porta nel suo territorio ancora chiaramente i segni del conflitto, con una superficie di terreni minati seconda solo all’Afganistan e un’economia che stenta a decollare, causa anche la corruzione dilagante, nonostante la ricchezza del sottosuolo (petrolio, diamanti e ferro). Attraverso alcuni dati dell’OMS vorrei descrivere molto sinteticamente le condizioni di vita degli Angolani: il reddito medio mensile è di 160 dollari, l’accesso alle fonti d’acqua varia tra il 40% e il 70%, l’aspettativa media di vita è di 38 anni per gli uomini e 42 per le donne e il tasso di mortalità infantile entro i 5 anni di età è del 26%, un triste primato che pone il paese tra i peggiori al mondo. I bambini muoiono, per la maggior parte, a causa di malattie infettive (diarrea, polmonite, malaria, tubercolosi, AIDS) anche se nel 53% dei casi il comune denominatore è la malnutrizione. Nei cinque mesi della mia permanenza in Africa, mi sono prevalentemente occupato proprio di quest’aspetto della patologia pediatrica, la malnutrizione, seguendo i bambini ricoverati presso il centro nutrizionale dell’Hospital Divina Provvidencia di Luanda, capitale dell’Angola. Avevo a disposizione nel mio reparto 18 letti su un totale complessivo di 58. L’ospedale aveva un reparto pediatrico, uno di medicina interna per adulti, e ambulatori per tubercolosi e malati di AIDS e serviva il Bario, un territorio circostante in cui vivono circa un milione di persone. Il mio lavoro consisteva da un lato nel curare i malnutriti, secondo i protocolli dell’OMS, e dall’altro di educare le famiglie ad una corretta alimentazione così come al rispetto di elementari norme igienico-sanitarie. In questa attività quotidiana un ruolo fondamentale era svolto dal personale locale (gli infermieri e le cuoche) che, fungendo praticamente da mediatori culturali, aiutavano le madri a comprendere l’importanza di questi insegnamenti, portando ad esempio situazioni di vita quotidiana comuni alla loro realtà. Facendo una stima grossolana sull’efficacia del mio lavoro, ma non solo mio, perché questo centro nutrizionale è nato e vive grazie ad un progetto fortemente voluto dal professore F. Panizon e dalla Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Trieste in collaborazione con quella dell’Università di Modena, che mandano regolarmente i loro specializzandi in questo ospedale, dicevo, facendo una stima grossolana dell’efficacia di questo intervento le vite salvate in tre anni di attività sono 160. In conclusione, vorrei solo aggiungere che se da un lato penso di aver aiutato nel mio piccolo questi bambini, sicuramente dall’altro loro stessi e le loro madri mi hanno permesso di partire dall’Angola con un’esperienza professionale, ma soprattutto umana impareggiabile; vorrei per tanto cogliere questa occasione per ringraziare molto sentitamente i due Rotary Club triestini che con la loro borsa mi hanno permesso di vivere tutto questo. In risposta alle numerose domande dei soci - tra cui Michela Cattaruzza, Giuliano Grassi, Chicco Urso e Claudio Verzegnassi - il relatore si è soffermato a raccontare come i pazienti si presentino in ospedale dopo aver provato vari tentativi, come le ricette più bizzarre degli stregoni o l’utilizzo di terapie incomplete, magari con farmaci scaduti, come successo in casi di tubercolosi, che rallentano o impediscono addirittura la guarigione. IL PICCOLO MARTEDÌ 18 NOVEMBRE 2008 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 139 CONVIVIALE 1729 18 NOVEMBRE 2008 NH JOLLY TRIESTE, ORE 20.30 Presenti Presenti fuori sede Percentuale Flegar e Verzegnassi al R.C. Muggia il 12.11 Campailla al R.C. Trieste il 13.11 (38 presenti + 3 fuori sede - 6 dispensati presenti) / (106 effettivi - 21 dispensati) = 41 % Ospiti del Club Gilberto Benvenuti La giornalista Patrizia Piccione Ospiti dei soci Ing. Fredi Lucchesi (M. Benussi) Amici in visita Serena Cividin (R.C. Trieste) Fulvia Costantinides (R.C. Trieste) Aldo Innocente (R.C. Trieste) Auguri per il compleanno a D Barbina, Battistella, M. Benussi, Bratina, Castronovo, Cosulich, Cucchiarelli, Cuomo e signora, de Morpurgo, Di Marino e signora, Flegar e signora, Fogazzaro e signora, Franconi e signora, Giacca e signora, Grassi e signora, Iadanza, Kaspar e signora, Kokelj, Luciani, Mahnic e signora, Meloni, G. Nobile, Pasino, Patti e signora, Pitacco e signora, Pollio, Rinaldi, Rollo, Sardina, Luciano Savino, Soldano, Trovato, Tuniz e signora, Valta, Verzegnassi e signora, Volli, Wiesenfeld e Zanetti. opo le comunicazioni di rito, il Presidente ricorda ai soci i prossimi appuntamenti: 29.11 pranzo a Gradiscutta di Varmo 1.12 incontro con gli amici di Klagenfurt per l’avvento 4-10.12 gita a New York 16.12 conviviale natalizia 28.3 gita sociale a Venezia Per la conviviale natalizia i soci sono invitati a collaborare con l’invio di doni per la beneficenza. Ha quindi preso la parola Gilberto Benvenuti il quale ha svolto un’ampia relazione sui problemi dei turismo in campo nazionale, regionale e cittadino. Giacca (23.11). Gilberto BENVENUTI Ha studiato a Londra, Parigi, Francoforte. Area manager del gruppo ENI, ha diretto operativamente la compagnia alberghiera AtaHotels della SAI. Ha amministrato l’Isola di Albarella per conto del Credit Suisse. Dal 1991 è Presidente e Amministratore delegato della MAGESTA SpA. Entrato nel Rotary di Adria nel 1983, si è trasferito nel 1995 al Rotary Club di Trieste, dove è stato presentato da Dario Samer. Conosce inglese, francese e tedesco. Pratica il nuoto subacqueo e lo sci. Si interessa di musica. 140 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 “IL TURISIMO A TRIESTE” Gilberto Benvenuti C aro Presidente, Ti sono grato per avermi dato l'occasione di fare una chiacchierata sul turismo in questa sede. Come sai, questo è un tema stimolante che mi sta particolarmente a cuore e che però non si può trattare senza toccare punti sensibili. Ci tengo quindi a precisare che il mio approccio all'argomento sarà da considerare esclusivamente tecnico e quindi scevro da qualsiasi implicazione di valenza politica. Prima di parlare di Trieste Vi ruberò qualche minuto per tentare di farvi un quadro generale su settore nel quale opero. Il turismo nel nostro paese È noto a tutti che, negli ultimi decenni, il vertiginoso sviluppo dei mezzi di trasporto ha cambiato la geografia turistica. È molto meno noto ai più, invece, che mentre ciò accadeva, in Italia c'era chi, ritenendo che la bellezza del nostro Paese potesse garantirci, in eterno, l'ambita invasione dei turisti da tutto il mondo, smantellava il Ministero del Turismo e l'ENIT che ne era il braccio operativo. “Già - si diceva – l’Italia, oltretutto, possiede il 65% del patrimonio artistico/culturale dell'intero pianeta, come afferma l’UNESCO e questo basta e avanza”. Il risultato di questa colpevole scelta è che mentre nel 1970, in termini di arrivi, eravamo al primo posto al mondo, dal 2004 figuriamo al quinto posto; e saremo fortunati se riusciremo a mantenere questa posizione ancora per qualche anno. La delega del turismo alle Regioni, oltre che ad aver moltiplicato in maniera esponenziale il costo amministrativo, ha penalizzato drammaticamente la stessa promozione del nostro Paese in termini di efficacia e risultati. Si pensi che per anni e anni, nelle Fiere Internazionali, mentre gli altri Paesi si presentavano all'interno di grandi, attraenti padiglioni nazionali dall'architettura emblematica, l'Italia si offriva agli operatori di tutto il mondo attraverso una moltitudine di piccoli stand regionali senza rilievo, sparpagliati in chilometri di percorsi fieristici. Stand con nomi Marche, Molise, Basilicata, etc., come se a tutti noi fosse dato di sapere cos’è e dov’è il Meclenburg-Vorpommern piuttosto che la Picardia o a la La Rioja (rispettivamente a Nord della Germania, in Francia e in Spagna). Non c'è quindi da meravigliarsi se siamo l’unico paese in Europa che solo nell’ultimo decennio ha subito una riduzione della quota di mercato passando dal 9,6 all'8,9%. Fortunatamente il turismo, nonostante questi incoscienti colpi bassi, rappresenta ancora circa il 12% del nostro PIL nazionale assicurando – con i suoi 2,7 milioni di posti di lavoro – il 12% dell’occupazione. Che non è poco. In verità, da qualche anno, si ha la sensazione che i Governi, di qualunque colore, abbiano tentato di riparare l’errore. È infatti del maggio 2005 l’istituzione, a livello governativo, del Comitato Nazionale per il Turismo; del 2006 a dichiarazione dei Governo Prodi (leggo testualmente) “il nostro Paese deve ritornare ad essere primo al mondo nel Turismo”; del 2007 il recupero definitivo dell’ENIT come Agenzia Nazionale e del 2008 la nomina di Matteo Marzotto a suo Presidente, Anche Confindustria spinge nella stessa direzione. Emma Marcegaglia non era ancora Presidente quando già lanciava - con un manifesto - la sua proposta al futuro Governo suggerendo per il Turismo (cito ancora alla lettera) “un progetto paese che consideri questo settore il motore della crescita economica futura, uno sforzo collettivo che coinvolga le diverse parti sociali, dagli imprenditori, al Governo ed alle Istituzioni locali”. Alla fine del 2007 al vertice di Federturismo è stato nominato Daniel John Winteler (Presidente di Alpitour) che appena eletto, davanti alla Commissione Attività Produttive della Camera dichiarava (cito ancora testualmente) “non dobbiamo porci tanto il problema di ritornare primi, ma quello di essere unici, utilizzando le risorse che solo noi abbiamo”. Speriamo che non sia troppo tardi, visto che l'occupazione della ricettività del nostro Paese, nel 2008 registra un -5.1% ed il revpar - (ricavo per camera disponibile) un -5,4% contro rispettivamente il -2% ed il -1.5% dell'Unione Europea. Il turismo nella nostra regione Il Governo Regionale, a suo tempo, scelse la strada tracciata dai Governi Nazionali creando un’Agenzia Regionale e puntando, guarda caso, sull'immagine unica. AI momento attuale non mi è dato di sapere quale indirizzo voglia prendere il nuovo Governo della Regione. Personalmente penso che il punto di forza regionale si debba ricercare nell'integrazione fra i diversi tipi di attività, quella turistica, dello sport e degli eventi culturali, stimolando interazioni capaci di determinare circoli virtuosi attraverso collegamenti tra tutte le componenti turistiche (congressuale e termale, balneare e culturale, archeologico ed enogastronomico). Ritengo altresì che sia troppo presto per poter comprendere quale peso verrà dato alla politica di sviluppo turistico regionale. Così com'è impossibile quantificare il grado di sensibilizzazione delle altre Istituzioni sulla valenza e sulla risorsa economica e culturale rappresentata dal turismo con la T maiuscola. Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 Certo, l’avvenuta eliminazione della sezione del Turismo dell'Università di Gorizia nonché quella dell’appellativo di Città Turistica di Trieste, esaminate sotto ogni punto di vista, non farebbero ben sperare. Per contro posso testimoniare personalmente che la Presidenza della Regione è intervenuta con immediatezza per risolvere qualche annoso problema legato al turismo. Il turismo a Trieste Essendo partita in buona sostanza da zero, oggi turisticamente parlando, la nostra Provincia non sta andando poi tanto male. Lo dimostrano le statistiche che evidenziano che già oggi il bilancio turistico della nostra città rappresenta il 7% del PIL cittadino. Si pensi che la stessa Barcellona, che da anni primeggia tra le città a vocazione turistica, prima del Olimpiadi doveva al turismo solo il 2% degli introiti (va anche detto però che oggi a Barcellona il Turismo genera ben il 14% delle sue entrate). Lo confermano i dati 2008 sull’occupazione e sul revpar (ricavo per camera disponibile) di Trieste che,in qualche maniera, fino ad oggi, sembrereb-bero andar meglio della media nazionale. Non mi stancherò quindi mai di esprimere il mio personale convincimento che il turismo possa contribuire non poco allo sviluppo cittadino a condizione che - una volta per tutte - si dimostri la capacità e la sincera volontà di tutte le componenti che concorrono a disegnare I’offerta turistica della città, di agire concretamente per la sua crescita. Sono vecchi e inascoltati discorsi. Per questo, lo ripeto. È irrinunciabile che Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio, Consorzi e Associazioni di Categoria (e chi più ne ha più ne metta); 1. riconoscano e sanciscano definitivamente e senza possibilità di equivoci, il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo della città; 2. che si stabilisca una netta ed inequivocabile identificazione ed assegnazione di ruoli tra le Istituzioni; 3. che si stimoli la collaborazione tra pubblico e privato anche attraverso un serio coinvolgimento di quest'ultimo; 4. che si crei una governance in grado di indicare poche ma mirate e stabili linee guida. Non si possono chiedere miracoli a nessuno, anche perché, al di là del commerciale, il nostro turismo è caratterizzato quasi esclusivamente: 141 • da quello vacanziero degli short breaks aiutati dalla crocieristica (che comunque, mostra qualche problema) • da quello dei Congressi. Ma se si parla di chiusura dei negozi e se non si ha la volontà di garantire, formalizzandola, la disponibilità di un Centro Congressi dopo il 31 dicembre 2009, vien da pensare che - in fondo in fondo - non si creda poi tanto nella chance rappresentata dal turismo. Concludo dando anticipatamente risposta alla domanda che comunque qualcuno di Voi mi avrebbe fatto. Ebbene sì. Ho messo giù queste poche righe ignorando volutamente il problema della crisi finanziaria in atto. La verità è che, come tanti, non sono disponibile ad accettare per oro colato o ad utilizzare strategicamente le previsioni di chi semmai avrebbe dovuto prevedere ieri, quello che sta succedendo. È evidente però che molte cose dovranno cambiare. Ammetto anche di aver riflettuto molto, di recente, prima di indebitare ulteriormente la mia Azienda con nuovi investimenti. È fuori dubbio che ci aspettano tempi duri ma, paradossalmente, azzardo l’ipotesi che il settore turistico italiano possa risentire meno di altri Paesi l’inevitabile ma temporanea contrazione del movimento turistico mondiale. Nel 2006 aveva ragione Rutelli a voler ritornare ai primi posti. Quello però era pensabile allora. Oggi, a mio modesto avviso, Winteler centra meglio l'obiettivo proponendo di puntare sulla unicità del nostro Paese. In buona sostanza mi aspetto che il turismo subisca una generale frenata, determinando conseguentemente sicure flessioni nella produzione. Ma sono anche sinceramente convinto che il turismo sia una primaria necessità dell'uomo e quindi, al di là delle formule, lo potremmo vedere presto nuovamente in crescita. Certo, nessuno pensi di contare ancora una volta esclusivamente sullo stellone dell’italica fortuna. Non è più possibile fare errori come quelli degli anni Settanta. La nostra storia e la nostra cultura ci avevano messo, a suo tempo, in condizione di essere tra i primi al mondo in grado di erogare servizi altamente qualificati in un “paradiso” chiamato Italia. Si tratta di dimostrare di saperlo fare ancora. Occorre uno scatto d’orgoglio che potrebbe 142 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 assicurarci la preferenza del mercato più esigente che - ne sono convinto - esisterà sempre a prescindere dalle crisi. Sull'altro fronte dobbiamo essere in grado di dare risposte a quella fascia di clientela che ultimamente tende ad abbandonare gli alberghi, per molti diventati troppo cari, orientandosi verso la scelta di altre tipologie di ospitalità. È qui ancora una volta dovremo ricorrere all'italiana genialità creativa. Un exploit, al limite della improvvisazione, purché convalidato dalla serietà dell'offerta e in grado di reggere il confronto qualità/prezzo. Attraverso, penso io, la semplificazione e la selfizzazione. Il resto del miracolo, sì, sarà supportato dell’essere il Bel Paese con il suo immenso patrimonio culturale e di bellezze naturali. Ecco, ho detto quello che penso. Non sorprendetevi se Vi sono apparso vagamente ottimista. Se non lo fossi di carattere non sarei mai approdato a Trieste. A seguito dell’interessante ed applaudita relazione, è intervenuto il Presidente per rilevare che, rispetto all’estero, i prezzi applicati in Italia sono troppo alti sia in campo alberghiero che in quello della ristorazione. Il merito Benvenuti, dopo aver rilevato che un certo decadimento si è verificato anche in altri paesi, afferma che da noi - nella convinzione di essere migliori - non è stata presa ancora in considerazione l’opportunità di miglioramento. L’amico Rinaldi chiede spiegazioni sulla paventata selfizzazione (citata nel discorso); al riguardo il relatore, dopo aver premesso che il turismo esigente non mancherà mai, ammette un cambiamento nella clientela su quello che riguarda la ricettività. È in atto una riduzione degli alberghi ed un incremento extra alberghiero ed in questo settore si sta orientando la clientela per ovviare ai costi derivati dal servizio. Il socio Wiesenfeld chiede quali siano le conseguenze della crisi dell’Alitalia nei confronti del turismo; secondo Benvenuti scopo principale dell’operatore turistico è quello di creare le condizioni ottimali di accoglienza e non è importante il mezzo con il quale arriva il cliente. Claudio Verzegnassi fa notare lo scarso interesse degli italiani per il nostro paese; secondo il relatore questa è la conseguenza dello smantellamento attuato nel 1970 dell’ENIT che promuoveva la conoscenza delle nostre bellezze storiche. Infine, il nostro Presidente Flegar ringrazia l’oratore ed il tocco della campana conclude la serata. M. Pollio IL PICCOLO GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2008 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 143 CONVIVIALE 1730 25 NOVEMBRE 2008 NH JOLLY TRIESTE, ORE 20.30 Presenti Barbina, Bellis, M. Benussi, Campanacci, Catalfamo, Cecovini, Costa, Cucchiarelli, Cuomo, Cuscito, de Morpurgo, Dei Rossi, Doratti, Drabeni, Flegar, Fogazzaro, Forlani, Franconi, Gerbini, Grassi, Gropaiz, Iadanza, Luzzati, Magris, Masoli, Patti, Pollio, Rollo, Sardina, Luciano Savino, Soldano, Spagnul, Trovato, Turco, Urso, Valenzin, Verzegnassi, Volli e Zanetti. Percentuale (39 presenti - 9 dispensati presenti) / (106 effettivi 21 dispensati) = 35 % Ospiti del Club Licio Zellini La giornalista Patrizia Piccione Amici in visita Auguri per il compleanno a C on piacere, i soci rivedono in serata, dopo una lunga assenza, un caro amico e socio fondatore, Edoardo Doratti. Bentornato nel Club! Dopo le consuete comunicazioni di rito, il Presidente Flegar presenta l’oratore della serata, l’amico rotariano Licio Zellini, che proprio nel mese precedente aveva raggiunto il traguardo dei novant’anni. Il Presidente si congratula pertanto con lui per la vitalità e la passione con le quali si dedica ancora alla sua attività e, presentandolo ai soci, lo invita a tenere la programmata conferenza. Nicola Longo (R.C. Torino Europea) Drabeni (27.11) e Battistella (28.11). Licio ZELLINI Diplomato in violino a Bologna, laureato in Lettere Moderne a Padova, entra all’EIAR a Roma nel 1943. Viene poi trasferito a Trieste, a Milano e di nuovo a Trieste sotto il GMA come responsabile dei programmi italiani. Prosegue la sua carriera nella RAI a Roma, Milano, Napoli e Venezia e nel 1983 ritorna a Trieste come Direttore della sede regionale RAI del FVG. È saggista e critico musicale e discografico ed è da molti anni Consigliere del Concorso nazionale di Vittorio Veneto per violinisti. È Presidente del Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste. È stato presentato al Rotary nel 1983 da Loris Premuda. 144 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 “LA CULTURA A TRIESTE ED IL CIRCOLO CULTURA E DELLE ARTI” Sintesi ed argomenti importanti nell’intervento di Licio Zellini D ovrei parlarvi del Circolo della Cultura e delle Arti, ma prima ritengo necessario premettere alcune considerazioni su un argomento più vasto: quello della cultura in genere e più precisamente della cultura di cui il CCA è stato ed è l’interprete. La cultura, dall’apprendimento alle forme più alte della conoscenza, è un valore assoluto, affiancabile a quello di Fede, Giustizia, Patria; è una forma di elevazione spirituale che facilita ogni rapporto e si affianca alle altre esigenze dello spirito, del fisico, contribuendo all’equilibrio morale della persona. Volendo circoscrivere ulteriormente il concetto – nonostante la sua elasticità e variabilità – cercherò di rifarmi ad alcune fonti sicure: anno 1985, 14 novembre: chi vi parla (in quanto responsabile in quell’anno della programmazione culturale del Rotary Trieste, di cui tuttora mi onoro di far parte) ha l’iniziativa di dedicare una conviviale all’importante tema “La Cultura a Trieste” ed invita un illustre e prestigioso socio a parlarne: Manlio Cecovini. Ecco quanto Cecovini disse in quella occasione sul concetto di cultura: “Cos’è la cultura? Volgarmente con questo termine si usa indicare l’insieme delle mozioni che una persona (o comunità, o società) possiede. Per superare quel sapore scolastico che altrimenti potrebbe restringere l’accezione, credo che potremmo essere tutti d’accordo di includervi le tradizioni, il retaggio storico, l’espressione artistica e scientifica e in genere l’attitudine creativa d’ogni tipo. Nella sua accezione classica il concetto di cultura tende ad implicare, esaurendolo, quello della formazione armoniosa dell’uomo, in ogni sua espressione, privilegiandosi tuttavia quella di carattere intellettuale”. Vorrei citare ancora una definizione che mi sembra rilevante e che è riferibile a Benedetto Croce: “La cultura è ciò che rimane in una persona dopo che ha dimenticato tutto ciò che ha imparato”… concetto molto vicino a quello di Civiltà. Ulteriore definizione, forse quella più interessante per il tema della serata. Siamo nel lontano 17 febbraio 1946 quando Giani Stuparich, nella Sala Minore dell’attuale Camera di Commercio pronunciò un famoso discorso che doveva celebrare la fondazione della nostra Istituzione. Si tratta di un documento fondamentale che costituisce una “Summa” sui concetti di cultura, libertà e democrazia. Eccone un passaggio: “Noi vogliamo creare una base comune, sociale, per la vita cittadina della cultura e delle arti. I cittadini di tutti i ceti, di tutte le tendenze potranno far parte del nostro Circolo. Se c’è un terreno d’intesa e di reale conciliazione, oggi che si cerca la conciliazione persino nel campo politico, questa è proprio il terreno dell’arte e della cultura. Sulla soglia del nostro Circolo, vogliamo che siano abbandonate le dissezioni e le discordanze, utili magari in altri campi; non la lotta è adatta a noi, ma la gara dell’intelligenza e delle opere. Questo soltanto chiediamo: che gli intendimenti siano onesti e che l’intelligenza sia messa al servizio della verità. Sono di moda oggi i luoghi comuni della democrazia, come ieri quelli dell’autoritarismo. Noi eviteremo i luoghi comuni che sono fatti per confondere le idee. La cultura non è né autoritaria né democratica, la cultura è cultura, è un livello. Gli altri fini dell’arte e della cultura sono fini a se stessi. Perciò noi non vogliamo mettere l’arte e le cultura al servizio di niente e di nessuno.” Posso assicurare che nel corso delle vicende successive del CCA, mai è stata tradita la consegna di Giani Stuparich. L’attualità delle sue parole è evidente anche per i problemi d’oggi. Noi, eredi di questa tradizione siamo vincolari strettamente a questi principi ed ad essi intendiamo rimanere fedeli. Riassumendo: la cultura è un livello: non è suscettibile d’aggettivazione; non è nozionismo. Esistono vari tipi di sottoprodotti della Cultura (cultura di massa, popolare, contadina…), tutti valevoli come sottoprodotto. Si impone quindi la cultura individuale. I soggetti collettivi non hanno personalità propria: è per il singolo che si opera ai fini della cultura. Ne consegue il sovrano principio della responsabilità individuale che sta alla base del concetto di libertà. A questo punto un breve excursus sulle vicende del Circolo occorre farlo. La storia del CCA è di fatto caratterizzata da alcune costanti. - Grande successo per 3-4 decenni. Unicità o Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 quasi dell’opera culturale del Circolo in città; concorso costante del mondo culturale italiano a Trieste. Grandi e durature iniziative (attività editoriale, particolare importanza dell’attività cinematografica) - Costanti difficoltà economiche di bilancio - Diffidenza dell’ambiente politico verso un ente indipendente - Personalità del mondo culturale italiano che sono stati ospiti del CCA (Carlo Bo, Eugenio Montale, G. Cervi, Arnoldo Foà, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia, Indro Montanelli, Italo Calvino, Massimo Mila, Guido Piovene, Pierpaolo Pisolini e numerosissimi altri…) - Nell’ambito triestino vediamo: - Presidenti del CCA: Silvio Benco, Francesco Vercelli, Raffaele de Courten, Antonio Fonda Savio, Pietro Ferraro, Marcello Spaccini, Giorgio Tombesi) - Personalità che hanno operato nell’ambito del CCA: Giani Stuparich, Silvio Benco, Oliviero Honorè Bianchi, Willy Cavalieri, Marcello Spaccini, Gianni Bartoli, Carlo Schiffner, Aurelia Gruber Benco, Tullio Kezich, Arduino Agnelli, Bruno Majer, Carlo Ulcigrai, Stelio Crise, Giorgio Tombesi. - Consiglieri (Consiglio Direttivo prima di 17 persone, poi di 21) – fra i più “duraturi”: Arduino Agnelli, Renato Zanettovich, Ettore Campailla, Willy Cavalieri, Bruno Majer, Giampaolo de Ferra, Giorgio Pressburger ed altri… Eventi: indimenticabile la cerimonia d’apertura del febbraio ‘46, già citata, cui fece seguito la cerimonia d’inaugurazione vera e propria (Sala del Ridotto, 17 aprile ‘46) con ulteriore discorso di Stuparich. Memorabili, anche se non per motivi positivi, le crisi del ’67 e del ’75 con reazioni di protesta del mondo culturale italiano con lettera firmata il 7 maggio 1967 da Montale, Piovene e Bo e con lettera, pubblicata da parecchi giornali italiani e firmata da Eugenio Montale, Giulio Carlo Argan, Carlo Bo, Natalia Ginzburg, Renzo de Felice, Paolo Isotta, Claudio Magris, Ettore Paratore ed altri. Ecco il testo della lettera: “Il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste – si legge nell’appello – che è stato per trent’anni un centro di promozione e diffusione della cultura 145 italiana e un punto di incontro per la cultura europea, rischia di dover cessare la propria attività per mancanza di mezzi finanziari… il Circolo è vissuto sinora del contributo dei soci e delle assegnazioni governative e regionali, il cui modesto ammontare, eroso dalla svalutazione e dai cronici ritardi, consente a malapena di sostenere i pur ridottissimi oneri di gestione. E, d’altronde per mantenere la propria autonomia non può appellarsi a forze che ne limiterebbero la libertà d’azione, ancorché volessero offrire un qualche aiuto. Il CCA di Trieste è nato libero e tale deve rimanere se vuole continuare a svolgere la propria feconda ed illuminante attività di servizio della cultura e dell’arte… noi ci appelliamo a tutti i triestini, compresi quelli residenti nelle altre città, e agli amici di Trieste, perché si facciano soci sostenitori del CCA, affinché il Circolo non debba cessare la propria attività e un centro europeo di cultura e libertà non sia costretto per sempre al silenzio”. A tali voci si aggiunsero quella triestina di Aurelia Gruber Benco e di Stelio Crise. Con l’aiuto de Il Piccolo e dell’Università della Regione, ed altri Enti, la crisi più grave, quella del ’77, rientrò. Importante per la nostra storia, il fatto che ben quattro Presidenti della Repubblica Italiana hanno ricevuto delegazioni del CCA a Roma al Quirinale e che il 2 giugno 1972, su iniziativa del Presidente della Repubblica, fu conferito al CCA il Diploma di Prima Classe (Medaglia d’Oro) per i benemeriti della Scuola della Cultura e dell’Arte. Fra le iniziative culturali più rilevanti, segnalo l’attualità della sezione spettacolo che ebbe come animatori Tullio Kezich e Callisto Cosulich con importanti conseguenze “strategiche” per la critica cinematografica nazionale, tuttora perduranti. Va ricordata ancora l’edizione dei due volumi dedicati agli scrittori triestini del Novecento, importante antologia con un saggio iniziale del B. Majer dedicato alla storia letteraria di Trieste. A consuntivo – fino ad oggi – il CCA ha realizzato circa 6 mila manifestazioni tra conferenze, dibattiti, convegni, manifestazioni musicali, mostre d’arte. Va ricordato ancora un evento importante per la storia del Circolo: l’elezione a Presidente di Giorgio Tombesi, su iniziativa di Aurelia Gruber Benco che segnò l’inizio di un periodo più tranquillo e meno ricco di crisi nonché la nomina a Presidente onorario di Biagio Marin che conferì nuovo vigore e prestigio 146 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 all’attività del CCA. Siamo nel 1978 e fu pochi giorni dopo la sua nomina che Marin concesse un’intervista a Il Piccolo che val la pena di ricordare. “Trieste non può essere che universalista, che non significa non italiana, che non significa antislava, ma che significa semplicemente portatrice, più coerente e chiaramente possibile, dei valori che gli italiani hanno realizzato nei secoli, valori che per essere universali non sono di esclusiva proprietà o neanche possesso nostro, ma sono e devono essere bene comune di tutti i popoli che ci sono vicini, che, in fin dei conti, sono i nostri compagni di strada, nella storia della vita. … quindi la funzione nostra sarà quella di farci promotori soprattutto di questo processo di universalizza-zione culturale. Intendiamo far opera di prolusione ideale e culturale in tutti i sensi. Solo questo può giustificare la presenza del Circolo”. Fu ancora Biagio Marin, anni dopo a scrivere una lettera particolar-mente significativa per il Circolo al fratello di Giulio Viozzi in occasione della scomparsa di quell’ultimo: “Ho sentito in questo momento che il caro e nobile Giulio è deceduto. È difficile dire che cosa può significare la sparizione dal nostro ambiente, costituito in realtà da così poche persone, di un’anima così candida e così nobile come quella di Suo fratello. Verità è che quando si convive in un certo ambiente, raramente ci si rende conto del valore personale degli altri, e in modo particolare di un artista, e in questo caso, di un nobile musicista che era molto di più del bravo insegnante che frequentava il Tartini. Nella vita del Circolo della Cultura e delle Arti si hanno importanti momenti di avvicinamento; è strano ma in quell’ambiente può nascere una solidarietà che trascende quella solita sociale di altri ambienti: c’è di mezzo sempre il rapporto personale con l’altro e quindi anche l’avvertimento della sacralità della persona che pur essendo un nostro collaboratore rappresenta tra noi un momento importante della vita dell’arte. Questi rapporti in realtà incerti e misteriosi sono però sufficienti a metterci di fronte ad un artista in una particolare situazione, in uno stato d’animo che dirò di riverenza.” Ed è qui che mi ricollego ai nostri giorni ed ai problemi ancora irrisolti: la sede, i rapporti con gli enti pubblici, i bilanci sempre in sofferenza, i soci che costituiscono l’autentica ricchezza del Circolo e che sono in leggera diminuzione, causa anche la mancanza di una Sede adeguata: questo fattore impedisce al CCA di sviluppare autentiche funzioni di “Circolo”. Forse il Circolo è ancora importante per Trieste: ma è solo uno strumento. Più importante è il fine a cui il CCA è votato: è un fine a cui, con umiltà e grande impegno il sodalizio si ispira per contribuire in assoluta indipendenza e gratuitamente per tutti alla promozione di valori insostituibili ed inimitabili per avvicinare la cultura alla vita e per dare un importante significato alla vita. L ’interessante prolusione dell’amico Zellini, ha sicuramente suscitato in tutti noi un rinnovato interesse per questa storica associazione che dal 1946 caratterizza il mondo culturale cittadino. A riguardo il Presidente Flegar si è fatto promotore dell’invito a tutti i rotariani triestini di sostenere anche con lo strumento dell’associazione il Circolo. L’amico Luciano Savino, riprendendo le ragioni storiche e politiche che furono alla base della costituzione del Circolo, ne ha ripercorso, con la consueta sagacia, le vicende dalla costituzione, in una Trieste ancora coinvolta nel disastro postbellico, ai “thè danzanti” del sabato, fino al periodo meno aulico del “Circolo delle carte” dove i soci si incontravano, per lo più, per scopi non propriamente culturali. Rispondendo a Savino, il nostro ospite, concordando con le sue osservazioni, ha evidenziato come, negli anni recenti, pur alle prese con l’affannosa ricerca di una sede confacente (ricerca che ad oggi non si è ancora conclusa), il Circolo possa orgogliosamente rivendicare, pur nella variegata offerta culturale che la città oggi offre, una sua qualificata presenza. M. Costa Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 147 CONVIVIALE 1731 2 DICEMBRE 2008 NH TRIESTE, ORE 20.30 Presenti Baldo, Barbina, Bardi, Bellis, F. Benussi, M. Benussi, Bratina, Campailla, Campanacci, Cantamessa, Cecovini, Costa, Cosulich, Cucchiarelli, Cuomo, Cuscito, Davide, de Morpurgo, Dei Rossi, Di Marino, Drabeni, Fabian, Flegar, Fogazzaro, Franconi, Gerbini, Iadanza, Luciani, Mandler, Masoli, Meloni, Neri, Omero, Pasino, Pitacco, Pollio, Rinaldi, Luciano Savino, Soldano, Spagnul, Tesei, Trovato, Urso, Valenzin, Volli, Wiesenfeld e Zanetti. Presenti fuori sede Flegar, Drabeni e Urso all’incontro regionale a Gradiscutta di Varmo il 29.11 Flegar, Drabeni, Grassi e Luciano Savino al R.C. Klagenfurt Wörthersee l’1.12 Percentuale (47 presenti +7 fuori sede – 11 dispensati presenti) / (106 effettivi - 21 dispensati) = 51 % Ospiti del Club Dott. Nicolò de Manzini La giornalista Patrizia Piccione Ospiti dei soci Massimo Giacca (Fogazzaro) Auguri per il compleanno a Monti (2.12), Forlani (4.12) e Luciani (5.12). Nicolò DE MANZINI Nicolò de Manzini è nato nel 1956 a Trieste, dove si è laureato e poi specializzato in Chirurgia Generale. Successivamente si è trasferito in Francia, a Strasburgo, dove è stato per 17 anni Professore Straniero presso la Clinica Chirurgica dell’Università, accumulando una straordinaria esperienza ed eseguendo migliaia di operazioni con le più moderne ed evolute tecniche chirurgiche. Rientrato a Trieste nel 2003 è divenuto prima Professore Associato e quindi Professore Ordinario di Chirurgia Generale presso la nostra Università, nonché Direttore di una delle due Cliniche Chirurgiche e Direttore della Scuola di Specializzazione. Ha al suo attivo oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore. Molto importanti e numerose le pubblicazioni scientifiche anche a livello internazionale. Tra i suoi hobbies, una grande passione per la vela. È attualmente Presidente dello Yacht Club Adriaco. 148 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 “LA CHIRURGIA OGGI” Nicolò de Manzini L ’argomento affidatomi è sicuramente molto vasto, cercherò quindi di affrontarlo parlando della parte di chirurgia che conosco e pratico, vale a dire quella cosiddetta chirurgia generale, che diviene oggi chirurgia delle malattie del tubo digerente e della parete addominale. Cercherò di tratteggiare quelle che sono le attualità in termini di tecnologia, e di vedere come la tecnologia dipenda da una buona organizzazione, come non possa staccarsi della valutazione clinica, spesso multidisciplinare, e come questo comporti delle necessità di ricevere e di dare formazione. Nel passato l’intervento chirurgico aveva anche una valenza diagnostica, mentre oggi sempre di più la diagnostica per immagini riesce a far capire nei dettagli la situazione anatomica di un paziente e permette un progetto di intervento quanto più preciso possibile; talora la radiologia e l’endoscopia si sostituiscono alla chirurgia, permettendo di realizzare degli interventi dall’esterno, sotto controllo radiologico o endoscopico. La tecnologia in chirurgia dipende quindi in primo luogo dall’ accuratezza diagnostica che può essere raggiunta in fase preoperatoria. Gli interventi chirurgici possono oggi essere realizzati senza dover “aprire” l’addome, grazie alla laparoscopia. Questi interventi si basano sulla possibilità di trasformare la cavità addominale da uno spazio virtuale ad uno spazio reale, gonfiando questa cavità con del gas carbonico: l’esempio più calzante è quello del campo da tennis coperto da un pallone pressostatico che, se gonfio, permette di muoversi e di giocare, se sgonfio impedisce qualsiasi movimento. Il primo intervento chirurgico fu realizzato negli anni ’80, ed oggi l’asportazione della cistifellea con i suoi calcoli è pratica corrente ovunque, mentre interventi più complessi, sui tumori del colon, sulle malattie dell’esofago, su quelle dei surreni per esempio, sono appannaggio di centri dedicati. Nell’Istituto che dirigo su 750 interventi sulla colecisti ben 693 sono stati realizzati in laparoscopia, così come 320 su 530 interventi sul colon, 17 su 20 all’esofago, e tutti i 92 interventi su grandi obesi. I vantaggi non sono solo quelli, evidenti, di una riduzione delle cicatrici, del dolore che esse possono comportare, e della più rapida ripresa delle funzioni intestinali: tutto ciò conduce ad una miglior condizione generale dei pazienti all’atto della dimissione, con un più rapido rientro all’attività lavorativa o, quando necessario, alle cure adiuvanti delle malattie neoplastiche. Alla base di tutto questo vi è una più lieve riduzione delle difese immunitarie legate all’ intervento in laparoscopia, o mini-invasivo, fatto che condiziona una miglior resistenza alle infezioni e che sembra giocare un ruolo favorevole nell’equilibrio fra la malattia tumorale e l’organismo. Dal punto di vista dei costi, gli strumenti chirurgici dedicati e tutta la parte di elettronica connessa rappresentano certamente dei costi aggiuntivi, mentre il costo imputabile alla maggior durata degli interventi non è più oggi un argomento di attualità, anzi. Viceversa il minor carico di lavoro infermieristico che questi interventi comportano, unitamente all’accorciamento della degenza, sono due argomenti economici in favore di un approccio mini invasivo ai pazienti. Questo porta anche a considerare quale debba essere il livello di organizzazione volto ad ottimizzare il percorso ospedaliero di un paziente chirurgico, non solo nell’ottica di abbattimento primario dei costi, ma anche in quella di riduzione delle complicanze post-operatorie, fonte a loro volta di costi aggiuntivi spesso importanti. Il percorso assistenziale centrato sul paziente ha permesso, e non solo in termini demagogici, di migliorare la qualità della assistenza e di ridurre complicanze, mancanza di comfort, difetti di nutrizione nel periodo di ricovero. Parallelamente si è reso necessario affrontare dei temi sempre più complessi che richiedevano la collaborazione stretta fra professionisti di specialità differenti, alcuni “istituzionalmente” vicini, quali il radiologo, il gastroenterologo, l’anatomo-patologo e l’anestesista, ma anche altri culturalmente lontani, Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 quali lo psichiatra ed il nutrizionista, per affrontare il capitolo della chirurgia dell’obesità grave. Questa situazione, definita anche come l’epidemia del terzo millennio, colpisce in Italia circa 500.000 persone, la cui aspettativa di vita è ridotta rispetto a persone normopeso della stessa età. Sono stati proposti interventi concettualmente semplici, che prevedono il posizionamento di un bendaggio attorno alla parte alta dello stomaco, allo scopo di impedire un’alimentazione incontrollata; per situazioni alimentari più complesse e pazienti di peso più ragguardevole (per esempio oltre i 140 kg) proponiamo oggi interventi che consistono nel ridurre il volume dello stomaco e nel cortocircuitare una parte dell’intestino, in modo da impedire un’alimentazione eccessiva e un eccessivo assorbimento del cibo; a questo si aggiunge la creazione, per mezzo di riflessi legati a mediatori biochimici, di un senso di sazietà precoce. Tutto questo non è semplice e richiede una valutazione molto attenta dei pazienti candidati a questo tipo di interventi. È interessante notare come negli interventi di ultimo tipo si sia raggiunto il controllo completo del diabete, malattia squisitamente internistica, proprio con un’operazione chirurgica. In effetti il cambiamento di percorso del cibo nell’intestino riesce a migliorare il compenso glicemico di un diabetico obeso, ben prima che vi sia la perdita del peso, per un meccanismo ormonale interno. Tutti i 14 pazienti obesi, diabetici, con un fabbisogno di terapia insulinica, hanno smesso sia le iniezioni d’insulina sia la terapia orale entro un mese dall’intervento, fatto che sembra veramente prodigioso. L’acquisizione di competenza tecnologica, la creazione di un flusso organizzato di pazienti, la necessità di incontri multidisciplinari e la proiezione verso tipi di malattie che non erano appannaggio del chirurgo ha fatto si che vi sia un bisogno costante di informazione e di formazione di chi lavora: possiamo però anche dire che chi ha costruito un modello di lavoro valido può, anche per la propria missione universitaria, divulgarlo e trasmetterlo: nella nostra realtà abbiamo oggi messo a punto e rodato un sistema a cascata di corsi per chirurghi, per infermieri di sala operatoria, per infermieri di reparto, che sono sfociati ancora nell’istituzione di un master di assistenza infermieristica in sala operatoria e nella direzione di un progetto europeo transfrontaliero di formazione. In conclusione tecnologia, organizzazione, multidisciplinarietà, clinica e formazione possono costituire un circolo virtuoso a tutto beneficio delle cure che vengono prestate ai pazienti. IL PICCOLO MARTEDÌ 23 DICEMBRE 2008 A 149 conclusione dell’interessante intervento, si è sviluppato fra i presenti un dibattito nel quale sono intervenuti Armando Rinaldi che, con la consueta ironia, ha affrontato il tema dell’alimentazione e Luciano Campanacci (cordialmente ricordato dal relatore come suo docente universitario) sottolineando alcuni aspetti peculiari della materia. 150 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 CONVIVIALE 1732 9 DICEMBRE 2008 SEDE DEL CLUB, ORE 13.00 Presenti Presenti fuori sede Percentuale Amici in visita Auguri per il compleanno a MESE DELL’AMICIZIA E DELLA FAMIGLIA ROTARIANA Harry Mandler Giorgio Drabeni R ingrazio prima di tutto il Presidente per l’incarico di parlare di amicizia nel mese di dicembre. L’ha dato a me forse per la mia notevole anzianità rotariana, oltre alla mia anzianità anagrafica. Sicuramente per l’amicizia che ci lega. Fino a qualche mese fa, dicembre era il mese dell’amicizia rotariana. È cambiato qualcosa, le nuove pubblicazioni ufficiali in alcune è l’unico mese senza celebrazioni particolari in altre è il mese dedicato alla famiglia. E per la famiglia si invitano i Club e i Distretti di tutto il mondo di partecipare con progetti, attività ed eventi che dimostrino l’impegno rotariano verso la famiglia e la comunità in generale. Per quanto riguarda l’amicizia nei club parlarne tanto mi lascia perplesso. Non c’è pubblicazione rotariana, bollettino del Governatore o altro dove non ci sia qualcosa sull’amicizia. A me fa l’impressione che se si parla tanto di amicizia vuol dire che in realtà è scarsa. Nessuno ci ha mai ricordato che quando siamo entrati nel Rotary Baldo, Barbina, Baucer, F. Benussi. M. Benussi, Campanacci, Catalfamo, Cattaruzza, Cecovini, de Morpurgo, Dei Rossi, Di Marino, Drabeni, Flaborea, Flegar, Forlani, Franconi, Grassi, Luciani, Mandler, Meloni, G. Nobile, Papagno, Pollio, Rollo, Sardina, Luciano Savino, Soldano, Spagnul, Trovato, Verzegnassi, Volli, Wiesenfeld e Zanetti. Di Marino al R.C. Muggia il 26.11 Cattaruzza e Pasino al R.C. Muggia il 3.12 (34 presenti + 3 fuori sede – 7 dispensati presenti) / (106 effettivi - 21 dispensati) = 35 % Fulvia Costantinides (R.C. Trieste) Catalfamo (9.12). abbiamo preso l’impegno di seguire le sue regole. Ora se guardiamo lo Statuto del Rotary International, l’articolo 4 al paragrafo parla di diffondere il valore del servizio, motore e propulsore ideale di ogni attività proponendo e sviluppando relazioni amichevoli fra i propri soci per renderli meglio atti a servire l’interesse generale. Vi risparmio il seguito. Comunque noi abbiamo accettato questa regola. È però evidente che le regole non vengono seguire al 100%. Per essere amici bisogna prima conoscerci, Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 poi frequentarci più spesso possibile. Ed ecco che salta fuori l’assiduità dei soci alle conviviali. Le media dell’assiduità arrivano a stento al 50%. Io sono rotariano da oltre trent’anni. Potete immaginare quanti soci ho conosciuto e vi assicuro che mi sono fatto tanti amici. Non voglio annunciarvi con i fatti di anni fa. Vi dico solamente che nei miei primi anni di Rotary la percentuale di assiduità era del 75%. Non dovrebbe succedere, a me è capitato di chiedere informazioni nella conviviale se un partecipante era un nostro socio oppure un ospite. Il 50% di presenza può far di questi scherzi. Io non sono capace di celebrare l’amicizia nel Rotary con una conferenza. Abbiamo avuto la fortuna che alcune settimane or sono c’è stata a Sormeola di Rubano (Padova) il forum distrettuale sulle condizioni dell’amicizia. Vi hanno partecipato oratori importanti e preparati. Noi abbiamo avuto la fortuna che ha partecipato al forum il nostro Segretario e incoming President Giorgio Drabeni il quale molto gentilmente ha accettato di parlarne in questa occasione. Lo ringrazio tanto e siamo pronti ad ascoltarlo. Harry H o accolto molto volentieri l’invito di Harry a riferirvi sinteticamente sulla mia esperienza al “Forum distrettuale sull’amicizia”. Innanzitutto, devo dire che questa mia testimonianza, che è poi anche un invito a cogliere quando vi sia possibile queste occasioni d’incontro rotariano, ha particolare valore poiché viene da un “figliol prodigo” il cui recente passato rotariano non era connotato né da un’assiduità particolarmente accentuata, né una frequente adesione agli incontri rotariani extra conviviali. La mia più recente (e più impegnata) esperienza mi porta a concludere “più frequenti, più conosci, più ti fai coinvolgere e più senti “tua” la casa rotariana”. Spesso la partecipazione, oltre ad essere un dovere, può essere davvero un piacere. Già il viaggio, magari insieme ad un amico rotariano, può servire ad approfondire un’amicizia. Il ritrovarsi con tanti amici rotariani (decine nei meeting regionali e centinaia in quelli distrettuali) è certamente occasione di nuove, interessanti conoscenze e potenziali amicizie. Molto spesso in queste circostanze hai occasione di ascoltare cose particolarmente interessanti ed intellettualmente stimolanti, non solo per un rotariano. Quasi sempre questi incontri sono occasione per visitare luoghi ameni e, molto spesso, capita anche di mangiare davvero bene (vedasi Gradiscutta di Varmo). Se può servire da stimolo, vi dirò che vi 151 sono numerosi Club del Distretto che partecipano in forze, alcuni anche con una decina di persone. Bene, ciò detto, parliamo del Forum in questione. È impossibile riassumere in pochi minuti (chè, se fossero tanti, rischierei di perdere la vostra amicizia!) una decina di interessantissime relazioni che hanno occupato, dalle 9.30 alle 13.30, un’intera mattinata di lavori. Penso quindi di procedere così: 1. lascerò presso la segreteria una cartellina del Forum, che racchiude i testi di tutte le relazioni, per chi volesse prenderne diretta visione. 2. vi comunico che il Presidente ritiene utile pubblicare sul Bollettino almeno alcune delle suddette relazioni (magari a puntate, come in un romanzo di appendice). 3. qui ed ora, tenterò di darvi qualche “superabstract” di alcuni interventi: chiamiamoli se volete… “assaggini di amicizia”. Dalla relazione di Giampiero Mattarolo: “L'AMICIZIA NEI CLUB ROTARY: UNA POSSIBILE VIRTÙ” Per preparare questo forum abbiamo cercato di raccogliere preventivamente alcune opinioni tra rotariani; abbiamo scritto una lettera proponendo il tema a tutti i presidenti di club e successivamente, Adriano Visentin, segretario della commissione organizzatrice, ha telefonato agli stessi presidenti per poter registrare commenti e considerazioni. Le opinioni raccolte sono state molto varie… Soprattutto è emerso lo scetticismo verso una parola e un valore più citato che praticato, anzi, non pochi hanno espresso l'invito a non parlarne affatto o a parlarne con molta prudenza, per sfuggire da tentazioni retoriche se non addirittura ipocrite. Anche nei sacri testi del Rotary non si parla di amicizia ma di Fellowship, termine che richiama più ad un concetto di compartecipazione ad una stessa aggregazione, di con-società, di appartenenza comune, che un'amicizia da perseguire autenticamente. 152 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 Nella più recente versione del testo ufficiale dello scopo del Rotary, si è tolto anche la parola "amichevole", "… promuovere e diffondere lo sviluppo di rapporti interpersonali intesi come opportunità di servizio". L’amicizia virtuosa si basa sulla volontà, anzi su tre: la prima è la volontà di conoscenza, la seconda è la volontà di benevolenza, la terza è la volontà di accettarsi con disponibilità e con reciprocità senza far pesare le differenze, che pur sempre esistono, delle personalità, delle differenze di ruolo, di status, di condizione sociale e, anche di capacità e di intelligenza. Se queste differenze incidono troppo nel rapporto questo può sbilanciarsi e trascinare sudditanza o presunzione. Dalla relazione di Enrico Berti: “ATTUALITÀ DEL PENSIERO CLASSICO IN TEMA DI AMICIZIA” Il pensiero classico (greco-romano precristiano) ha dedicato all’amicizia un’attenzione maggiore che qualunque altra epoca del pensiero umano, come risulta da Liside di Platone, le Etiche di Aristotele, le Massime capitali di Epicuro, il dialogo Laelius de amicitia di Cicerone. Aristotele nell’Etica afferma che l’amicizia è anzitutto necessaria alla vita, cioè al semplice vivere, perché senza di essa nessuno degli altri può avere alcun valore. Per Aristotele ci sono tre generi di amicizia, fondate su: piacere, utile e bene. Dalla relazione del direttore generale CENSIS Giuseppe Roma: “L’AMICIZIA NELLE MODERNE RELAZIONI INTERPERONALI – RISCHI E SPERANZE” L’amicizia tra competizione disinteresse… una concezione tutta italiana delle “Amicizie” come meccanismo deleterio di accesso al lavoro o ai servizi pubblici, di avanzamenti nella carriera. il circuito amicale nel nostro Paese viene ritenuto un potente meccanismo corporativo… una specie di zavorra che non fa decollare l’Italia, impedisce di creare una classe dirigente adeguata alle sfide del momento, non rigenera il tessuto sociale con nuove motivazioni dando mordente alle aspirazioni dei singoli, taglia le gambe alle nuove generazioni. Longevità attiva e relazioni amicali… monitoraggio sulla “terza età”: oltre il 42% dell’ageing population dichiara di avere molti amici (oltre 6 amici), il 33,3% dichiara di averne abbastanza (da 4 a 6), il 16,2% pochi (tra 1 e 3) mentre le persone che non hanno amici sono poco più dell’8%. Il dato è di estremo interesse perché mostra come il tessuto di relazioni delle persone anziane sia molto fitto, ben oltre la dimensione familiare e di parentela. Per oltre il 90% si tratta di amici di vecchia data. Quasi il 75% dichiara di avere molti (22,1%) o abbastanza (34,7%) amici di altre generazioni. I due aspetti hanno un interesse specifico e uno legato alla loro interazione; infatti, la rete amicale è un patrimonio che le persone si sono costituite nel tempo e che viene integrata in modo molto parziale e lento quando si diventa anziani. Dalla relazione di Roberto Tommasi: “AMICIZIA TRA ECONOMIA E DONO” L’amicizia è il meno naturale degli affetti. Senza l’eros noi non saremmo stati generali e senza l’affetto nessuno di noi avrebbe ricevuto un’educazione; al contrario si può vivere e riprodursi senza amicizia. Essa, dal punto di vista biologico e sociale, non è indispensabile, necessaria alla specie. Dunque è essenzialmente libera. Il piacere dell’amicizia nasce molto spesso dalla cooperazione, dal parlarne insieme dei propri progetti e dei propri affari, dal rispetto reciproco e dalla mutua comprensione che si sviluppa tra persone che quotidianamente si vedono messe alla prova. Tutto questo, potremmo chiamarlo genericamente “socievolezza”. Dalla relazione di Cesare Benedetti: “TESTIMONIANZE – LA SCOPERTA DI NUOVI SOCI” Non ho mai visto un nuovo socio che non fosse accompagnato da un amico con il quale condivideva attività professionali, attività culturali o di semplice vita familiare. Quindi la fonte primaria di raccolta di nuovi soci sfocia inesorabilmente nel tema di questo Forum: l’amicizia, il rispetto, la stima, sono i cardini fondamentali per comprendere se un professionista è adatta a entrare a far parte del nostro sodalizio. Sarà poi compito specifico del Prefetto e del Presidente e quindi di tutto il Consiglio e dei soci cercare di mettere a proprio agio il nuovo arrivato in seno alla comunità del proprio Club. Dalla relazione di Marzia Zappetti: “RELAZIONI AMICHEVOLI E COLLABORAZIONE OPERATIVA TRA CLUB” L’amicizia ti permette di superare i momenti di impasse, quando qualche ostacolo dall’ambiente esterno o nel tuo stesso club, nel tuo territorio si frappone fra te e la soluzione del problema, non ti permette di fare il passo successivo nella realizzazione del progetto. “L’amicizia non è gelosa, né permalosa; scusa e non accusa; gode e non si rode”. Per quanto ostacoli si frappongono fra te e l’obiettivo “un ponte di amicizia” saprà sempre superarli. Dalla relazione di Gilberto Muraro: “COOPERARE CON LE ISTITUZIONI” Il Rotary da sempre collabora con le legittime istituzioni. Come svolgere al meglio tale collaborazione? Avvertenze generali appaiono appropriate: - unire e non dividere - servire ma non esser servili - essere aperti alla collaborazione con tutte le persone di buona volontà - essere pronti a passare la mano - utilizzare le occasioni di collaborazione per conoscere e farsi conoscere. Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 Dalla relazione di Giandomenico Cortese: “AMICIZIA” Per Antoine de St. Exupéry: “L’amicizia non consiste nello stare a guardarsi negli occhi, ma nel guardare insieme verso la stessa meta”. Il linguaggio delle emozioni, scrive il celebre poeta triestino, Umberto Saba (1883-1957): “Fanciullo, o altro sii tu che mi ascolti, in pena Viva o in letizia (e più se in pena) apprendi Da chi ha molto sofferto, molto errato Che ancora esiste la Grazia, e che il mondo – TUTTO IL MONDO – ha bisogno di amicizia”. “Mi direte che basta avere Dio come amico”. “L’amico fedele – scriveva Sant’Ambrogio – è medicina per la vita e grazia per l’eternità”. Aggiunge che, se un giorno, il momento estremo, Dio Padre lo guarderà per chiedergli “Rendimi conto della tua vita”, lui risponderà molto semplicemente “Allora farò il nome dei miei amici!” Il filosofo americano Ralph W. Emerson: “L’unico modo per avere un amico è essere un amico”. Nell’amicizia non si fanno sconti. “Il peggior peccato verso i nostri simili non è odiarli – ha scritto George Bernard Shaw – ma essere indifferenti”. “Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità” suggerisce Madre Teresa di Calcutta. L’amicizia è fiducia e saggezza. Nessuno sceglierebbe di vivere senza amici. Giorgio 153 VISITA AD UN ROTARIANO D icembre è il mese dedicato alla famiglia e pertanto non potevamo esimerci dall’andare a visitare un nostro affezionatissimo amico rotariano che da tempo è costretto ad usare la carrozzina per spostarsi anche in casa. Parliamo di Fabio Suadi, il decano del nostro Club. Gli anni sono 91 e mezzo ma, come si dice in questi casi, portati con ammirevole vitalità. Siamo andati in tre martedì 23 dicembre: gli amici Cantamessa e Sardina (della Commissione “Assiduità e affiatamento”) ed io. Discorrendo delle origini della sua badante è stata citata la cittadina di Albona in Istria e subito è partita la vena poetica del nostro Fabio che ci ha affascinati con la sua cultura umanistica recitando, come trascinato da una forza misteriosa ma irrefrenabile, una poesia di Gabriele D’Annunzio, conquistatore di Fiume. E subito dopo il suo cavallo di battaglia: Dante con la sua Divina Commedia. Ma, ha ammesso lui stesso, una volta la conosceva tutta a memoria mentre ora lamenta qualche piccola lacuna. Quindi, non so come, né il perché, abbiamo parlato anche di affetti familiari (lui sposato da 66 anni) ed io gli ho chiesto se avesse qualche misterioso prodotto alchemico o qualche cura per essere riuscito a conservare il suo matrimonio così felice e duraturo in un’epoca nella quale ormai tale istituto sembra aver perduto la sua forza collante. Ha sorriso e prontamente ci ha detto che lui ha sempre applicato una regola base “obbedienza pronta, cieca ed assoluta” ai voleri della sua Nora. Davvero divertente ed istruttivo anche se Nora sorrideva sorniona facendo finta di non essere d’accordo sulla medicina o forse sulla veridicità dell’assunto. Siamo stati con lui quasi un’ora, abbiamo parlato delle sue figlie, della sua bella famiglia, gli abbiamo raccontato quello che il Club ha fatto e quello che sta facendo e lui ci ha ascoltato molto attentamente complimentandosi per il lavoro svolto. Quindi, alla fine ci siamo congedati non prima di esserci fatti immortalare in una bella foto di gruppo. Tanti auguri caro Fabio di Buon Natale da parte di tutti gli amici del Club e un augurio che tu possa raggiungere la fatidica soglia dei 100 anni con la stessa vitalità e forza d’animo che oggi ci hai dimostrato. Sergio 154 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 CONVIVIALE 1733 16 DICEMBRE 2008 NH TRIESTE, ORE 20.00 Presenti Barbiellini Amidei e signora, Battistella, Baucer e signora, F. Benussi e signora, M. Benussi, Bernardi e signora, Bratina e signora, Campailla e signora, Campanacci e signora, Cantamessa e signora, Catalfamo, Cecovini e signora, Cossi e signora, Cuomo e signora, Davide, de Morpurgo e signora, Di Marino e signora, Drabeni e signora, Fabian e signora, Flaborea e consorte, Flegar e signora, Fogazzaro e signora, Forlani e consorte, Franconi e signora, Giacca e signora, Grassi e signora, Gropaiz e signora, Guaschino e signora, Kaspar e signora, Luciani e signora, Magris e signora, Mahnic e signora, Mandler e signora, Masoli e signora, Meloni, Monti e signora, G. Nobile e signora, Omero e signora, Patti e signora, signora Pitacco, Pizzolato e signora, Pollio e signora, Riccesi e signora, Rinaldi e signora, Rollo e signora, Sardina e signora, Luca Savino, Luciano Savino, Soldano e signora, Spagnul, Stock, Tesei, Valenzin e signora, Valta, Verzegnassi e signora, Volli, Wiesenfeld e signora. Presenti fuori sede Flegar, Drabeni, Mandler, Spagnul, Rinaldi, Forlani, Fogazzaro, Campailla, Verzegnassi e Soldano al Consiglio l’11.12 Franconi al R.C. Trieste l’11.12 Flegar al Rotaract Trieste il 15.12 Campailla, Giacca e Magris alla Commissione Programmi il 15.12 Flegar al R.C. Muggia il 17.12 Drabeni e Mahnic al R.C. Lubiana il 17.12 Flegar e Giacca al R.C. Trieste il 18.12 Percentuale (56 presenti + 20 fuori sede - 9 dispensati presenti) / (105 effettivi - 21 dispensati) = 80 % Ospiti del Club Roberto E. KOSTORIS e signora Assistente del Governatore distrettuale Nerio BENELLI e signora Past Governor e delegato Governatore per i Service Club Distretto Martin REICHELT e signora In rappr. del Presidente del R.C. Klagenfurt W. Ales JENCIC e signora Presidente del R.C. Lubiana Giorgio COSSUTTI e signora Presidente del R.C. Trieste Furio SILVESTRI e signora Presidente del R.C. Muggia Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 155 Fulvia COSTANTINIDES Past rappr. dell’Italia all’International Board I.W. Serena DE VANNA e consorte Presidente Inner Wheel Club Trieste L’amico rotariano Michele LACALAMITA Andrea MELON Presidente del Rotaract Club Trieste Le care amiche: Noemi BELTRAM assieme al nipote BORIS, Delma BETZ GUTTNER, Fiammetta FARAGUNA, Ludovica SPAGNUL, Liliana TORBIANELLI assieme al figlio MARCO, Vanda TREBBI. M° Giorgio BLASCO Direttore del “Trieste Flute Ensemble” Alessandro VIGOLO, Federica CECOTTI, Daniele RUZZIER e Tanja SABADIN componenti del “Trieste Flute Ensemble” La giornalista Patrizia PICCIONE Il fotografo Gianni MOHOR La segretaria Raffaela BERINI Ospiti dei soci La figlia Maria Luisa (Flegar) Il figlio Paolo e signora (Flegar) La figlia Joy (Meloni) La figlia Sandra (Luciano Savino) Amici in visita Carlo EGGER e signora (R.C. Klagenfurt W.) Willi GOERNER (R.C. Klagenfurt W.) Heinz JERANKO e signora (R.C. Klagenfurt W.) Victor OBERLOJER e signora (R.C. Klagenfurt W.) Jani BAVCER e signora (R.C. Lubiana) Vladimir PEZDIRC e signora (R.C. Lubiana) Auguri per il compleanno a S erata bagnata quella degli auguri di Natale. La pioggia però non ha condizionato la festosa riunione svoltasi presso l’Hotel NH Trieste con la presenza di ben 150 persone tra rotariani e loro famigliari e amici. Gli addobbi della sala erano stati curati in modo particolare dalla moglie del Presidente Maria e dall’amica Anna Soldano che ha avuto inoltre il merito di aggiungere ai premi della lotteria anche una sua rilevante opera Chersi (16.12), Verzegnassi (23.12), Cuomo (30.12), Turco e Fortini (2.1). artistica: un busto manichino decorato con lacca cinese. Buona anche la partecipazione dei due club contatto Klagenfurt Wörthersee e Lubiana rappresentati rispettivamente da nove e sei componenti, cui è stato rivolto un caloroso benvenuto nelle loro rispettive lingue, molto apprezzato. Non era invece presente nessun membro del club gemellato di Budapest in quanto il suo Presidente e la consorte sono in trepida attesa di un erede e dei 156 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 rappresentanti del Club di Venezia-Mestre. Entrambi peraltro avevano inviato i loro migliori auguri. Come da tradizione, la serata, preceduta da un aperitivo nella hall dell’albergo, è iniziata con un breve concerto di quattro giovani e valenti flautisti della “Trieste Flute” Ensemble, complesso costituito da una ventina di musicisti e fondato nel 2005 dal noto M° Giorgio Blasco già Direttore del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. I regali che abitualmente si facevano alle gentili signore in occasione del Natale erano stati sostituiti da un bigliettino sul quale era stato precisato che il denaro che si sarebbe speso allo scopo (1.200 euro) sarebbe stato invece versato alla Caritas di Trieste per sostenere una famiglia in difficoltà economiche. Durante la cena l’assistente del Governatore Roberto Kostoris ha consegnato un PHF da parte del precedente Governatore Martines al nostro socio e amico Fulvio di Marino per la sua preziosa opera in seno al Distretto stesso. Il Presidente ha ricordato che Fulvio è veramente un esempio per tutti avendo collezionato ben otto PHF. Tra una portata e l’altra il Presidente ha ricordato inoltre che è ormai in via di realizzazione il service denominato “Euroregione” che ha visto il capitale raccolto tra i Club di 4.000 euro incrementato a 6.000 dal Distretto. Con il denaro raccolto – ha proseguito il Presidente - verranno acquistati degli ausili medici che verranno donati all’Associazione “Goffredo de Banfield” per i loro anziani malati. La fornitura sarà composta da carrozzine per disabili, deambulatori, lettini ortopedici e materassi antidecubito. La consegna ufficiale degli ausili verrà fatta il 10 febbraio prossimo durante una conviviale presso gli uffici dell’Associazione de Banfield. Si è quindi proceduto al sorteggio del Club che nel prossimo anno rotariano (2009-2010) potrà godere del contributo dagli altri Club dell’Euroregione (Trieste Nord, Klagenfurt Wörthersee, Lubiana e Venezia-Mestre) per l’effettuazione di tale service a carattere umanitario nel proprio territorio. Dalla classica boccia di vetro è stato estratto dalla mano dell’amica Fulvia Costantinides il nome del Club “Venezia-Mestre” che - come già detto - non era rappresentato alla serata da alcun componente. Peraltro il loro Presidente aveva autorizzato l’estrazione e si era scusato per l’assenza dovuta a gravi motivi familiari. La lotteria finale ha concluso degnamente la serata con una raccolta di 3.800 euro già destinati ai frati cappuccini di Montuzza per la loro meritoria opera di sostegno ai poveri della città. Durante la serata il Presidente ha voluto ringraziare pubblicamente coloro che in vario modo avevano contribuito a rendere ricco il monte premi: Luca Baucer, Marino Benussi, Giulio Bernardi, Giuliano Cecovini, Mario Costa, Pier Luigi de Morpurgo, Ettore Campailla, Giorgio Drabeni, Maria e Sergio Flegar, Antonio Fogazzaro, Angela Forlani, Sergio Godina, Giuliano Grassi, Gianna Gropaiz, Francesco Mahnic, Harry Mandler, Antonio Masoli, Alberto Oppenheim, Ennio Riccesi, Armando Rinaldi, Giacomo Sardina, Luciano Savino, Anna Soldano, Lorenzo Tesei e Paolo Zanetti, nonché dal Rotaract Club Trieste. Per la cronaca, il manichino decorato è stato vinto con molta soddisfazione dall’ amico Marcello Pollio, che ne ha già trovato degna sistemazione. Sono stati ringraziati infine tutti coloro che hanno reso scorrevole e piacevole la serata ed in particolare gli addetti alla ristorazione, le volontarie che hanno contribuito a rendere più accogliente la sala, i musicisti davvero bravi e preparati. Prima della chiusura della conviviale i Presidenti dei club di Klagenfurt e di Lubiana hanno voluto donare alla moglie del Presidente il tradizionale mazzo di Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 157 fiori. Ma, mentre quello del Presidente di Lubiana composto da rose e rami di pino era ispirato al Natale, quello di Klagenfurt era un bouquet di… salamini e salsicce affumicate austriache, peraltro molto gradito. Il brindisi finale del tutti in piedi a scambiarsi gli auguri tra i tavoli ha concluso degnamente la serata dedicata alla famiglia. I l giorno successivo, il Presidente assieme all’incoming Drabeni e al Tesoriere Spagnul si è recato nella chiesa S. Apollinare di Montuzza, accolti da padre Silvano (guardiano del convento dei cappuccini) e da padre Innocenzo. È stata l’occasione per conoscere questa realtà della “mensa dei poveri”, in cui il disagio viene accolto dalla generosità dei frati in discrezione e dignità. Il Presidente ha consegnato quanto raccolto dalle offerte dei soci nella serata natalizia ed ha ricevuto i più vivi ringraziamenti e benedizioni da parte di tutto l’Ordine. Prima delle festività, è stato anche consegnato un assegno al Presidente della Caritas diocesana di Trieste, Mario Ravalico, corrispondente alla somma destinata tradizionalmente agli omaggi natalizi alle signore. Tale offerta darà sostegno alle necessità di una famiglia triestina in difficoltà finanziarie. Pubblichiamo con piacere nella pagina seguente i segni di riconoscenza e gli auguri ricevuti da entrambi. IL PICCOLO SABATO 3 GENNAIO 2009 158 Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008 L ’Associazione Nazionale Alpini di Trieste ha organizzato nel periodo natalizio un concerto aperto al pubblico presso il Politeama Rossetti il cui ricavato è stato devoluto alla diocesi di Iriamurai in Kenya, già beneficiaria del nostro Matching Grant del 2005 per la costruzione di tre sbarramenti d’acqua. Il Presidente dell’ANA, dott. Gianpiero Chiapolino, ha accolto con favore la proposta caldeggiata dal nostro Presidente Flegar in occasione di un loro incontro presso la nostra sede. Un’ulteriore opera di bene realizzata, questa volta indirettamente, su suggerimento del nostro sodalizio.