SOMMARIO
LETTERE
PROGRAMMI
NOTIZIE
MANIFESTAZIONI
RASSEGNA STAMPA
CONVIVIALI
Sede del Club e ufficio di Redazione
Segreteria
c/c bancari
Bollettino mensile
Direttore responsabile
Redazione
Spedizione
109 Lettere di novembre/dicembre del Governatore
111 Ricordo degli amici scomparsi
112 Conviviali di gennaio-marzo
Conviviali dei R.C. Trieste e Muggia
113 Notizie dal Club
Felicitazioni
Dimissioni
Appuntamenti rotariani
Corso RYLA 2009
Aggiornamento dell’annuario
116 Assiduità al 31 dicembre
117 Notizie dall’Inner Wheel
119 Notizie dal Rotaract
120
122
123
124
125
127
129
Festa dell’olio, del pane e del vino
Service “Brigata Alpina”
Consegna del DVD “Atlas”
Attività dell’Anshaf
“Rotary per la Regione”
Festa dell’Avvento
Natale a Lubiana
130 Cos’è il Rotary
133 Il nostro Distretto nella “Zona 19”
134 Conviviale 1727 – 4 novembre 2008
“Le navi da crociera e Trieste”
Enrico SAMER
136 Conviviale 1728 – 11 novembre 2008
Mese della Rotary Foundation
Ignazio URSO
139 Conviviale 1729 – 18 novembre 2008
“Il turismo a Trieste”
Gilberto BENVENUTI
143 Conviviale 1730 – 25 novembre 2008
“La cultura a Trieste e il Circolo Cultura e delle Arti”
Licio ZELLINI
147 Conviviale 1731 – 2 dicembre 2008
“La chirurgia oggi”
Nicolò DE MANZINI
150 Conviviale 1732 – 9 dicembre 2008
Mese della Famiglia Rotariana
Harry MANDLER e Giorgio DRABENI
154 Conviviale 1733 – 16 dicembre 2008
Festa natalizia per lo scambio degli auguri
34121 Trieste – Galleria Protti, 1 (Tel. e fax +39 040 660648)
E-mail: [email protected], [email protected]
Sito web: www.rotarytriestenord.it
Raffaela Berini Archi
Unicredit Banca spa – filiale 880 - IBAN “IT 02 F 02008 02200 000005583328”
Banca di Cividale – filiale di Trieste - IBAN “IT 23 F 05484 02201 074570420819”
Registrazione del Tribunale di Trieste - N. 881 del 6.8.1994
Carmelo Nino Trovato
Mario Costa, Davide Battistella, Michela Cattaruzza, Marcello Pollio, Piercipriano Rollo
Tariffa Regime Libero “Poste Italiane SpA”
Spedizione in abbonamento postale 70% - DCB “Trieste”
PUBBLICAZIONE STAMPATA CON IL CONTRIBUTO DI BANCA DI CIVIDALE – CORSO ITALIA 6, TRIESTE
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
LETTERE DEL
GOVERNATORE
109
110
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
111
RICORDO
DEGLI AMICI SCOMPARSI
PIERO MARCENARO
UNO STILE INIMITABILE
U
N
ovembre, tra le altre ricorrenze, prevede
che si dedichi un pensiero deferente ai
nostri cari defunti.
Anche all’interno del nostro Club abbiamo perso,
negli anni, tanti cari amici, amici che si sono dedicati
al servizio rotariano con tanta passione e dedizione.
Cerchiamo di ricordarli assieme ai loro familiari,
mantenendo vivi i rapporti con questi ultimi, specie
nelle occasioni più importanti del nostro sodalizio.
°°°
Nel novembre di quest’anno è scomparsa una
grande figura rotariana, il Past Governor e amico
Piero Marcenaro. I funerali si sono tenuti lo scorso
mercoledì 12 novembre presso la chiesa Beata
Vergine Marcelliana a Monfalcone. Il Presidente
Flegar, unitamente a Fulvio Di Marino, ha
rappresentato il Club ed ha manifestato espressioni
di cordoglio alla gentile signora Luisella e alla
famiglia da parte di tutto il Trieste Nord.
Desideriamo ricordarlo anche noi con le belle
espressioni di un altro PDG, Renato Duca, che
troverete anche nel Notiziario del Governatore.
n altro caro amico, il PDG Piero Marcenaro, ci
ha lasciato per sempre. Già ammiraglio della
Marina Militare, era nato a La Spezia 76 anni
fa. Nel corso della sua brillante carriera era stato
Comandante di Sommergibile e Gruppo di
Sommergibili, Addetto Navale all'Ambasciata italiana
ad El Cairo (Egitto), a capo di una branca operativa
allo Stato Maggiore della Marina. Dopo il congedo
dalla Forza Armata, avvenuto nel 1978, aveva
intrapreso la libera professione, mettendo in campo
la sua vasta conoscenza del settore dei sommergibili,
sia come consulente di Fincantieri, che con la propria
azienda di progettazione-costruzione d'impiantistica
navale ed industriale.
Piero era Socio attivo del R.C. Gorizia dal 1981, di cui
era stato il presidente nell'annata 1990-1991; aveva
poi assolto vari incarichi distrettuali, fino a quello di
Governatore nell'annata 1996-1997. Aveva, poi,
guidato numerose Commissioni distrettuali, nonché
rappresentato il Presidente del Rotary International
in importanti assise all'estero ed il nostro Distretto
all'appuntamento triennale del Consiglio di Legislazione. Sempre con disponibilità, con competenza e
con determinazione.
Inoltre, aveva contribuito in modo determinante,
fedele alla sua aperta visione dell'esigenza di una
graduale crescita del Rotary anche nel nostro
Distretto, alla costituzione nel novembre 1994 del R.C.
Monfalcone e, nel giugno 1997, del R.C. Opitergino
Mottense.
Era insignito di PHF e del titolo di 'benefattore' della
Rotary Foundation. Significativamente gli amici del
R.C. Gorizia ne hanno esaltato “l'ineguagliabile
correttezza, la rara signorilità nei rapporti umani, la
poderosa cultura, i molteplici interessi”. Lo
onoreremo e lo ricorderemo, avendo sempre presenti
i valori fondamentali che sono stati i suoi valori, il suo
stile di vita e il suo modo d'essere nella famiglia, nella
professione, nel Rotary.
Renato Duca
112
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
PROGRAMMA
CONVIVIALI DI GENNAIO-MARZO
ROTARY CLUB TRIESTE NORD
martedì 6 gennaio Riunione annullata per Festività
martedì 13 gennaio, ore 13.00 Sede del Club – conviviale a mini-buffet
Mese della Sensibilizzazione al Rotary
martedì 20 gennaio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet con familiari
Mauro GIACCA:
“Genetica e comportamento umano”
martedì 27 gennaio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet
Claudio DE POLO (Presidente e amm. delegato dell’Alinari - Firenze):
“L’Alinari nella cultura italiana: dalla fotografia d’arte all’arte
dell’immagine”
martedì 3 febbraio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet
Guido BARBIELLINI AMIDEI:
“Il Big Bang al CERN di Ginevra: illusione o speranza?”
martedì 10 febbraio, ore 13.00 Ass. “Goffredo de Banfield” (Via delle Zudecche 1) – mini-buffet
Cerimonia di consegna del service “Euro- Regione”
martedì 17 febbraio, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet con familiari
Ing. Edi SNAIDERO (Amm. delegato Industrie Snaidero):
“Innovazione e tecnologia”
martedì 24 febbraio, ore 13.00 Sede del Club – conviviale a buffet
Incontro di Carnevale
martedì 3 marzo, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet
Dott. Luigi DE PUPPI (Amm. delegato Toro Assicurazioni Torino):
“Prospettive economico-finanziarie dopo la crisi finanziaria del
2008”
martedì 10 marzo, ore 13.00 Sede del Club – conviviale a mini-buffet
Andrea MELON: Mese del Rotaract
martedì 17 marzo, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet con familiari
prof. Stefano FANTONI (Rettore della SISSA):
“La SISSA ed il sistema di scuole superiori italiane”
martedì 24 marzo, ore 20.30 NH Jolly Trieste – conviviale a buffet
Ing. Sergio RAZETO (Presidente e amm. delegato Wärtsila Italia):
“La motoristica a Trieste e la sua ricaduta sul territorio”
ROTARY CLUB TRIESTE
giovedì 8 gennaio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet
Francesco CERVESI: “Il Palazzo Carciotti”
giovedì 15 gennaio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet
Interverrà Alessandra VITRANI
giovedì 22 gennaio, ore 20.30 Hotel Greif Maria Theresia – riunione a buffet con familiari
Interverrà il giornalista Paolo RUMIZ
giovedì 29 gennaio, ore 13.00 Sede del Club (via Giustiniano 9) – riunione a buffet
Comunicazioni del Presidente
giovedì 5 febbraio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet
Conferenza da definire
giovedì 12 febbraio, ore 13.00 Hotel Greif Maria Theresia - riunione a buffet
Interverrà Maria Cristina PEDICCHIO
giovedì 19 febbraio, ore 20.30 Hotel Greif Maria Theresia – riunione a buffet con familiari
Antonio BRAMBATI presiederà un forum sul: “Il bene ACQUA”
giovedì 26 febbraio, ore 13.00 Sede del Club (via Giustiniano 9) – riunione a buffet
Comunicazioni del Presidente
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
113
ROTARY CLUB MUGGIA
mercoledì 14 gennaio, ore 13.30 Hotel Lido – riunione a buffet
Argomenti e comunicazioni rotariane
mercoledì 21 gennaio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale
Tullio STRICCA: “Sweet Heart: trent’anni di attività a favore dei
cardiopatici della provincia di Trieste”
mercoledì 28 gennaio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari
Davide PASSERO: “Leadership e Responsabilità: come lo stile di
gestione e l’interpretazione di ruolo del capo riescono ad influenzare
i risultati di un’organizzazione”
mercoledì 4 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale
Assemblea straordinaria dei soci
mercoledì 11 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari
Marino VOCCI:
“Il maiale: usanze e tradizioni delle nostre terre”
mercoledì 18 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale
Andrei MASÈ: “Progetto per il mantenimento in temperatura del
tipico prosciutto caldo di Trieste”
mercoledì 25 febbraio, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari
Giuliana PERROTTA: “Tumori: prevenzione e benessere”
mercoledì 4 marzo, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale
Paolo SARDOS ALBERTINI:
“Condominio, croci e delizie. Le liti condominiali”
mercoledì 11 marzo, ore 13.30 Hotel Lido – riunione a buffet
Argomenti e comunicazioni rotariane
mercoledì 18 marzo, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale
Franco VIEZZOLI presenterà alcune poesie piranesi da lui sonorizzate
mercoledì 25 marzo, ore 20.00 Hotel Lido – riunione conviviale con familiari
Alessandra BOTTAN GRISELLI:“Vita da Giudice”
NOTIZIE
DAL CLUB
FELICITAZIONI Giovedì 6 novembre è nata Ludovica, figlia del nostro Tesoriere
Silvio Spagnul. Felicitazioni vivissime alla famiglia.
Nell'assemblea del 10 dicembre a Soave, l’amico Giulio Bernardi è
stato rieletto presidente del sindacato nazionale che coordina i
Numismatici Professionisti Italiani (NIP).
DIMISSIONI L’amico Gianni Stavro Santarosa ha presentato le dimissioni dal
Club per esigenze professionali. Il Consiglio Direttivo, nel corso
dell’ultima riunione dell’11 dicembre, ne ha preso atto con
rammarico.
APPUNTAMENTI ROTARIANI Sabato 17 gennaio 2009 a Castelfranco Veneto, si terrà il
Seminario distrettuale per la Leadership, riservato agli Assistenti
del Governatore, Presidenti e Past Presidenti, Segretari e Past
Segretari di Club Rotary e Rotaract.
Lo scopo di questo qualificato Seminario è quello di offrire a
114
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
coloro che già hanno servito, o stanno servendo, il Rotary con
incarichi direttivi e di responsabilità, un’ulteriore occasione di
approfondimento rotariano per poter ancora meglio e più
consapevolmente servire in futuro il Distretto ed il Rotary.
Sabato 31 gennaio si svolgerà invece il Forum sulla Famiglia
organizzato a Verona in collaborazione fra i Distretti 2050 e
20060, sia Rotary che Inner Wheel.
Sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio si terrà il tradizionale
incontro sulla neve a Dreiländereck (Arnoldstein) e Tarvisio con gli
amici della Carinzia, da quest’anno esteso anche alla partecipazione degli amici sloveni. I dettagli sono in via di definizione, ma
sarà senz’altro una lieta occasione per rafforzare i rapporti di
questa “triangolare”. Si invitano tutti gli interessati – sciatori e
non – a prenotarsi quanto prima, anche ai fini del pernottamento.
Ulteriore appuntamento distrettuale è previsto per sabato 7
marzo a Pordenone per un Forum sulle origini e sulle prospettive
della nostra esistenza.
Dal 14 al 21 marzo si terrà il Campionato internazionale Rotariano
di Sci in Alta Val Badia.
Si terrà il 28 marzo presso l’Hotel Sheraton di Bolzano il Seminario
Internazionale di formazione rotariana per nuovi e vecchi soci dei
distretti di Italia, Austria e Germania.
Il Club organizza per sabato 28 marzo una Gita a Venezia per la
visita all’Antico Arsenale e all’annesso Museo del Mare. Si sta
valutando la possibilità di riservare uno scompartimento
ferroviario. A tal fine si raccolgono sin d’ora le adesioni di
massima.
Dal 25 al 26 aprile si terrà il Raduno dei rotariani camperisti a
Follina, Treviso, mentre il 9 e 10 maggio invece è previsto sul Lago
di Garda il Raduno dei Rotariani Ciclisti.
Dal 9 al 23 maggio si terrà l’Handicamp “Lorenzo Naldini”
sull’isola di Albarella per giovani disabili.
Il 22 e 23 maggio il Congresso Distrettuale è programmato invece
a Riva del Garda.
Si terrà a Birmingham dal 21 al 24 giugno la 100^ Convention del R.
International. La Commissione distrettuale sta predisponendo
delle proposte di viaggio per i soci del Triveneto.
CORSO RYLA 2009
Il Distretto organizza il Corso RYLA 2009 che avrà luogo dal 30
marzo al 4 aprile presso l’Hotel Fior di Castelfranco Veneto e avrà
come tema: “Etica, Economia, Professione”. I Ryla costituiscono
un’occasione d’incontro, formazione ed aggiornamento per
giovani diplomati, universitari e laureati, alle soglie di un impegno
lavorativo ed in vista dei diversi ruoli nella società, che andranno
ad assumere. Al corso parteciperanno anche giovani provenienti
dal Distretto 1840 (Baviera) e 1920 (Austria occidentale), che
confermeranno l’internazionalità del Rotary. Le domande
d’iscrizione dovranno essere inviate alla Segreteria del Distretto
entro il 31 gennaio 2009.
AGGIORNAMENTO Nell’imminenza dell’aggiornamento del nostro annuario fotograDELL’ANNUARIO fico, il Consiglio Direttivo ha delegato il Consigliere Campailla a
seguire le fasi di correzione e stampa. Ecco il suo appello che
rivolgiamo a tutti i soci.
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
115
A TUTTI I SOCI del ROTARY CLUB TRIESTE NORD
C
ari Amici,
il Consiglio Direttivo ha deciso di stampare, a breve scadenza, una nuova edizione dell’ANNUARIETTO
TASCABILE dei Soci del nostro Club. Lo si ritiene, infatti, un valido strumento che possa favorire la
migliore conoscenza e quindi il miglior rapporto tra i vari Soci, vista anche la notevole consistenza
raggiunta dal nostro organico.
L’attuale iniziativa si è resa necessaria a causa dei numerosi cambiamenti del nostro effettivo, con molti Soci
nuovi e diversi altri che non fanno più parte del Club.
Il Direttivo mi ha quindi incaricato di interessarmi presso di voi tutti per chiedere se quanto pubblicato
precedentemente è ancora completamente valido per la ristampa oppure se è cambiato qualche dato dei
vostri recapiti oppure ancora se desiderate apportare qualche modifica, aggiornamento od ampliamento al
testo (entro i limiti tipografici previsti !) del vostro curriculum.
Per le vostre risposte abbiamo fissato un termine-ultimo del 31 gennaio p.v.
Mi permetto però di suggerirvi di voler cortesemente rispondere in tempi brevissimi per non correre il rischio,
come spesso accade a tutti, di far passare nel “dimenticatoio” la nostra richiesta! E, conseguentemente, con
la necessità di dovervi ancora disturbare con un sollecito.
Ovviamente potrete contattare in Segreteria Raffaela, o direttamente oppure – meglio – tramite e-mail o fax.
Comunque, per semplificare anche a voi la procedura applicheremo la regola del silenzio-assenso: se non
riceveremo alcuna segnalazione di variazione entro il termine prestabilito, pubblicheremo identico il testo
apparso nella precedente edizione.
Vi ringrazio fin d’ora e vi invio molti cordiali saluti
Ettore Campailla
SEMINARIO SULLA LEADERSHIP DISTRETTUALE
Castelfranco Veneto - Hotel Fior, sabato 17 gennaio 2009
PROGRAMMA
Ore 9 - 9.50 Registrazione dei partecipanti
Ore 10.00 Apertura dei lavori. Saluto alle Bandiere
Obiettivi del Seminario per una Leadership incisiva e motivata
Governatore Distrettuale Alberto CRISTANELLI
Ore 10.30 Funzione strategica della ‘formazione’ ai vari livelli
PDG Gianpaolo FERRARI (Responsabile Distrettuale della Formazione)
Ore 10.50 Le recenti innovazioni rotariane: Piano Strategico Pluriennale del RI, Piano Direttivo Distrettuale,
Piano Direttivo di Club.
PDG Renato DUCA (Resp. Distr. applicazione Norme di Procedura, Statuti e Regolamenti)
Ore 11.10 Pausa caffè
Ore 11.30 Le Commissioni, quale espressione delle aree d’intervento distrettuale
PDG Alfio CHISARI (Coordinatore delle Commissioni Distrettuali)
Ore 11.50 Il Club rotariano nella Comunità
Marino BOSCAROL (Presidente del R.C. Monfalcone)
Ore 12.10 Obiettivo ‘giovani’: l’azione distrettuale e di Club attraverso il Rotaract e l’Interact
Stefano CHIOCCON (Delegato del Governatore per Rotaract ed Interact)
Luca PERIZ (Rappresentante Distrettuale del Rotaract)
Ore 12.30 Discussione
Ore 13.30 Buffet
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
116
ASSIDUITÀ
AL 31 DICEMBRE
percentuale di novembre:
41%
percentuale di dicembre:
55%
percentuale 1° luglio – 31 dicembre: 46%
presenze e %
nominativi dei soci
52/23
100 %
Flegar
35/23
100 %
Drabeni
26/23
100 %
Fogazzaro e Verzegnassi
23/23
100 %
Spagnul
22/23
96 %
Grassi (d), Sardina e Luciano Savino (d)
21/23
91 %
Mandler (d)
20/23
87 %
Campailla (d), Di Marino, Forlani, Rinaldi, Soldano e Zanetti
19/23
83 %
Costa, Meloni, Rollo e Trovato
18/23
78 %
Barbina, Franconi, Urso e Volli
15/20
75 %
Baucer
17/23
74 %
M. Benussi, Cecovini, Cucchiarelli (d) e de Morpurgo
16/23
70 %
Cuomo
15/23
65 %
Campanacci (d), Cuscito, Luciani (d), Magris e Masoli
14/23
61 %
Cantamessa, Pollio (d) e Wiesenfeld
13/23
57 %
Iadanza
12/23
52 %
Baldo, Davide e Gropaiz
11/23
48 %
F. Benussi, Fortini e Giacca
10/23
43 %
Bratina, Catalfamo, Fabian, Mahnic e Riccesi (d)
9/23
39 %
Battistella, Cattaruzza, Flaborea e Valenzin (d)
8/23
35 %
Bevilacqua, Cosulich, Kaspar, Omero, Pasino (d) e Patti
7/23
30 %
Dei Rossi (d), Kokelj, Tesei e Valta
6/23
26 %
Bellis, Fumaneri, Gerbini, Monti, G. Nobile e Pitacco
5/23
22 %
Bernardi, Castronovo, Papagno e Tuniz
4/23
17 %
Bardi (d), Kropf, Luzzati e Turco (d)
3/23
13 %
Azzarita (d), Borgna, Buri, Chersi, Cuculachi, Neri, Luca Savino e Stock
2/23
9%
Barbiellini Amidei, Cossi, Crechici, Godina, Lapenna, B. Nobile, Pizzolato
1/23
4%
Austoni, Cianciolo, Doratti (d), Guaschino, Varini (d), Vassallo (d) e
Venuti (d)
0/23
0%
Aguglia, Degrassi, Ferrari, Oppenheim (d), Paoletti e Suadi (d).
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
117
NOTIZIE DALL’
INNER WHEEL
A
ttività di novembre e dicembre
Lunedì 10 novembre ha avuto luogo presso
l’hotel Duchi d’Aosta la riunione sociale
mensile del club. Ospite - relatore il dott. Roberto
Magris, medico cardiologo presso l’Ospedale di
Monfalcone che ha parlato su “Musica e Medicina –
Profili medici di grandi compositori”.
Giuseppe Verdi, scomparso ottantenne, fu
un’eccezione giacché Rossini e Donizetti morirono il
primo a 34, il secondo a 51 anni. Rossini, nome
illustre dell’opera italiana, apparentemente uomo
brillante, personaggio di primo piano della vita
artistica e mondana di Parigi, nascondeva
depressione e ipocondria (sembra fosse per i sensi
di colpa per una malattia venerea contratta in
gioventù) per cui a 38 anni, all’apice della gloria,
ultimato il Guglielmo Tell, chiuse con l’opera per
quasi 40 anni se non con poche composizioni a
sfondo religioso.
Di Niccolò Paganini, grande compositore genovese,
le cronache del tempo ne descrivono la particolare
flessibilità delle dita della mano sinistra che
potrebbe essere spiegata da una forma congenita di
abnorme lassità dei tessuti connettivi (sindrome di
Marfan) tale da permettere un’articolazione, specie
quella delle piccole dita, assolutamente aldilà del
normale.
Quanto a Mozart, ancor oggi si discute sulla sua
morte. L’ipotesi più accreditata sostiene che
soffrisse di insufficienza renale glomerulo-nefrite
post-streptococcica, retaggio di malanni infettivi
degli anni più giovanili.
Di Ludwig van Beethoven è nota a tutti la sordità, di
cui la scienza medica non ha risolto la natura. Ma
pochi sono a conoscenza che già in giovane età si
diede a un notevole consumo di alcol che finì per
determinare un’insufficienza epatica per cirrosi del
fegato come causa di morte.
Un caso clinico interessante è quello in tempi più
moderni di George Gershwin, giovane ricco,
estroverso, baciato dalla gloria, che cominciò a 38
anni a manifestare segni di cambiamento:
depressione, apatia, frequenti mali di testa fino a
episodi di tipo sincopale simil epilettico. Si trattò di
un tumore al cervello, scoperto purtroppo troppo
tardi, che in pochi mesi se lo portò via.
Giacomo Puccini costituisce un caso a sé. È a tutti
nota l’assoluta prevalenza protagonistica femminile
nelle sue opere. Ma queste eroine, prima di
soccombere, ne passano di tutti i colori, con
sofferenze e sventure d’ogni genere. Grande istinto
teatrale, sottolinea Magris, ma negli anni Cinquanta
uno
psichiatra
inglese
avanza
un’ipotesi
sorprendente: Puccini sarebbe stato un tipico caso
di complesso di Edipo, per cui l’inconscio del
soggetto amerà sempre e soltanto la madre,
qualsivoglia altra figura femminile sarà solo fonte di
senso di colpa, da cui il conflitto tra coscienza ed
inconscio e quindi la conseguente nevrosi. In sintesi,
solo la madre è l’unica degna d’amore per cui esse
debbono senz’altro venir eliminate. Se la punizione
è particolarmente severa, si punisce anche se stessi
per la colpa commessa.
Al termine del suo dire Magris ha sottolineato che i
citati sono solo alcuni esempi di artisti sommi che,
per usare un termine odierno, ebbero una qualità
della vita certamente problematica e difficile ma
che hanno comunque lasciato un segno nella storia
dell’uomo e pertanto meritano, una volta di più,
l’ammirazione del mondo. E, nonostante tutto,
hanno raggiunto qualcosa che a pochissimi è
concesso: sono arrivati alla soglia dell’immortalità.
All’oratore è stato fatto segno d’apprezzamento
per l’intervento con calorosi applausi, seguito dalla
consegna di un omaggio della Presidente De Vanna,
a ricordo della serata.
Giovedì 20 novembre le socie hanno effettuato una
gita a San Daniele del Carso con visita al Museo
Spacal, alla Cattedrale, alla Casa Carsica, e al Borgo,
con successiva colazione al ristorante del Castello.
San Daniele del Carso (Štanjel, in sloveno), località
all’interno del comune di Comeno (prende il nome
dal suo patrono San Daniele), sorge sulla parte
settentrionale dell’altopiano carsico. La parte antica
del paese è costituita da un piccolo borgo di origine
medioevale con case in pietra carsica dai
caratteristici portali, telai delle finestre, gronde in
pietra, strette viuzze confluenti in piccole piazzette,
con al centro pozzi centenari. Passeggiando per San
Daniele, torna alla mente quanto del Carso ebbe a
scrivere Spacal in una brochure di presentazione
118
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 3-4 settembre/ottobre 2008
riprodotta in occasione di una sua mostra postuma
del 2007. “Pur essendo nato a Trieste - scriveva
Spacal - mi sento figlio del Carso duro, e nello stesso
tempo lucido e luminoso. Il Carso è poesia brulla e
aspra, profumata di ginepro, pino e calcare. È poesia
drammatica e favolosa che riporta alle origini
dell’uomo… Qui è nata una civiltà contadina e fiorita
una cultura popolare carsica che è ancora evidente
negli ambienti, nelle case, nei bassorilievi dei portali,
nei pozzi, nei mobili e nei vari attrezzi d’uso
quotidiano. Il Carso è stato generoso con me, mi ha
creato come uomo e come pittore, ed io penso di
essere stato altrettanto generoso con lui, non
risparmiandomi mai… Per me dipingere il Carso non
significa fare il paesaggio con l’alberello, la casetta e
l’omino che zappa o ara. Penso sia necessario
penetrare nelle viscere del Carso, sentirlo, viverlo per
poterlo capire. Solo allora questa terra si offre e si
rivela all’uomo e all’artista in tutta la sua maestosità
e nel suo rude fascino”.
Per proteggerlo dalle invasioni dei turchi, San
Daniele fu, alla fine del XV secolo, fortificato con
mura che chiusero a mo’ di cornice le case, la chiesa
ed il castello. I resti più antichi di quest’ultimo
risalgono al Medioevo, l’immagine odierna di esso è
stata data dai conti Coblenzi alla fine del XVII secolo.
I conti sono sepolti nella chiesa di San Daniele,
costruita nel XV secolo e ricostruita nel secolo XVII.
Il castello è oggi in parte adibito a Museo storico ed
a Museo delle opere d’arte figurative di Luigi Spacal,
pittore, grafico, incisore, cantore del Carso, nato a
Trieste nel 1907 da genitori di Castagnevizza. Sulla
collina sorge la chiesa di S. Gregorio dove si trova la
tomba di Max Fabiani che nel giardino di Villa Ferrari
progettò un ponticello negli anni Venti e Trenta del
XX secolo.
Venerdì 28 novembre le socie hanno effettuato una
gita a Lubiana in occasione dei festeggiamenti per il
decennale del club sloveno.
Giovedì 4 dicembre le socie hanno effettuato una
visita alla mostra “Il tesoro riscoperto, una preziosa
eredità austriaca nell’archivio di Stato di Trieste”
ospitata nella sala Attilio Selva del palazzo
Gopcevich. Guida d’eccezione Giulia Bernardi, perito
gemmologo accreditata presso il Tribunale di
Trieste, il cui intervento assieme al consorte
Roberto Borghesi e allo zio Giulio Bernardi,
numismatico di fama internazionale, fondatore e
presidente
del
NIP
(Numismatici
Italiani
Professionisti) e consigliere dello IAPN (International Association of Professionial Numismaticts),
figura nella monografia “Trieste 1918 – La prima
redenzione novant’anni dopo”, pubblicata in
occasione dell’omonima rassegna. I gioielli esposti
provengono da lasciti ereditari, pegni per crediti,
contenzioni legali. Ci raccontano pertanto, con
rigorosa fedeltà storica, gli ultimi due secoli della
nostra città, testimoni della vita, del progresso,
della ricchezza e delle difficoltà dalla stessa vissute.
La splendida rassegna contempla 9.460 pezzi di cui
4.897 banconote e monete, 201 argenti da tavola,
736 preziosi, ori e gioielli, nonché 26 oggetti curiosi
o particolari quali binocoli, occhiali, portamonete e
persino un revolver a tamburo. Analizzando i vari
lotti, è stato possibile ricostruire il patrimonio
prezioso delle famiglie locali, risalire alle radici, alle
loro usanze; oggetti che fanno rivivere al visitatore i
temi della vecchia Trieste. Quanto si è potuto
ammirare riporta alla condizione economica del
proprietario, dal ricco borghese, dalla famiglia
agiata, alle condizioni economiche del popolo, delle
famiglie che, fino all’avvento della borghesia,
costituivano il tessuto sociale. Alla metà del XIX
secolo, gli oggetti si diversificavano in sintonia con
la nuova committenza, raffinandosi in gusto e
valore. Un vero e proprio tuffo nel passato questa
rassegna che Giulia Bernardi ha fatto rivivere alle
socie con entusiasmo e professionalità.
Calorosi gli applausi cui ha fatto seguito la consegna
di un dono ricordo all’oratrice a nome del Club, da
parte della Presidente De Vanna.
Lunedì 15 dicembre, ha avuto luogo, presso l’hotel
Duchi d’Aosta, il tradizionale scambio degli auguri
natalizi. L’incontro è stato allietato da un
intrattenimento musicale in ordine al quale si è
esibito un quartetto (batteria, basso, chitarra e
pianola), Area 51, formato da studenti del liceo
scientifico G. Oberdan, accomunati dalla passione
per la musica, che si sono esibiti con il loro
repertorio di musica jazz. È stata poi la volta di una
lotteria il cui ricco montepremi ha consentito, grazie
alla generosità delle intervenute, un più che
soddisfacente ricavato che verrà integralmente
devoluto in beneficenza.
Fulvia Costantinides
P
rogramma del mese di gennaio
Sabato 10 gennaio verrà festeggiato l’Inner
Wheel Day con la consegna del service ai
Civici Musei di Storia e Arte della nostra città.
Appuntamento alle ore 11 al Castello di S. Giusto.
Venerdì 23 gennaio le socie effettueranno una visita
guidata alla mostra “I Cosulich – una dinastia
adriatica”.
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 3-4 settembre/ottobre 2008
119
NOTIZIE DAL
ROTARACT
A
ttività di dicembre
Lunedì 22 dicembre si sono organizzati gli
aperitivi che verranno di volta in volta
comunicati.
Martedì 9 dicembre presso la pista di pattinaggio
sul ghiaccio allestita davanti al Teatro Verdi, i soci si
sono riuniti per un’allegra pattinata e per un
aperitivo in una suggestiva atmosfera natalizia.
Lunedì 8 dicembre riunione del Consiglio Direttivo
presso la Sede di Via Giustiniano 9.
Domenica 14 dicembre visita ai mercatini di Natale a
Trento organizzata dal Club locale.
Lunedì 15 dicembre cena degli auguri di Natale
presso il Ristorante “All’agricoltore”.
Sabato 20 dicembre Concerto di
Natale del Distretto 2060 presso la
Chiesa di S. Andrea a Vittorio Veneto.
Si invitano tutti a collaborare in
questo mese alla realizzazione di uno
dei service che il Club organizza
quest’anno, la raccolta di abiti usati da
devolvere ai bisognosi della città. La
consegna
degli
abiti
avverrà
presumibilmente nell’imminenza del
Natale.
P
rogramma di gennaio
Martedì 13 gennaio alle ore
20.00: riunione del Consiglio
Direttivo in sede (via Giustiniano 9). Si
ricorda che tutti i soci in regola con il
Club hanno diritto a partecipare alle
riunioni del Consiglio e che sono
caldamente invitati ad esercitare in
maniera piena il loro diritto. Seguirà
alle ore 21.00 la relazione dell’On.
Giorgio Rossetti, già parlamentare
europeo ed attuale presidente
dell’associazione “Dialoghi Europei”,
dal titolo “Trieste e l’Europa. Quale
ruolo e quali prospettive?”.
Serena
Tonel,
incoming
Rappresentante
distrettuale
del
Rotaract per il 2009/2010, ci segnala
con soddisfazione che Il 17 gennaio
prossimo verrà presentata a Gdansk
(Danzica, Polonia) la candidatura di
Trieste come sede del Rotaract European Meeting
(REM) del gennaio 2010.
Martedì 20 gennaio alle ore 21.00: caminetto in sede
per definire i dettagli attinenti all’attività di raccolta
degli abiti usati, alla gara di sci ed al service
dell’iniziativa cinematografica in programma a
febbraio.
Sabato 31 gennaio: nella mattina, vendita delle
arance dell’A.I.R.C. in Piazza Marconi a Muggia.
Siete tutti invitati a dare la propria adesione.
Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio: terza
edizione del Rotaract Ski Challenge sul Monte
Lussari.
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
120
FESTA DELL’OLIO,
DEL PANE E DEL VINO
Roncaldo di Baredi, sabato 8 novembre 2008
S
abato 8 novembre a Roncaldo di Baredi, a
pochi chilometri dalla località istriana di Isola
si è svolta la Festa delle olive, del pane e del
vino, organizzata dal Club di Capodistria.
Nonostante il battage pubblicitario fatto nel mese
precedente, alla festa siamo andati solo in due
coppie: Giacomo e Giulia Sardina, il sottoscritto con
Maria.
Certo, la giornata non era ideale per la
raccolta delle olive… al mattino infatti,
una lieve pioggia ci ha accompagnato
durante l’avventuroso percorso fino a
destinazione. Per la verità, l’avventura ce
la siamo cercata noi, con il mio navigatore
satellitare portatile! Forse, ci siamo fidati
troppo della voce suadente che ci diceva
“gira a destra e dopo a 200 metri gira a
sinistra”. Ci siamo trovati così impantanati
in mezzo alle colline su sentieri sterrati
che si facevano via via più stretti e
fangosi. Dopo esserci finalmente convinti
che il buon senso debba sempre prevalere
sulle sofisticazioni tecnolo-giche, abbiamo
trovato finalmente la retta via e subito
dopo il casolare carsico adibito per la
festa, nonché il tendone esterno con le panche da
sagra paesana. Lo stress da percorso ad ostacoli
evidentemente ci deve aver stuzzicato l’appetito ed
il prosciutto in crosta, ancora fumante, è sparito nel
giro di un’ora, gustato con avidità da una quarantina
di rotariani provenienti da varie località italiane e
slovene.
Gli ospiti sono stati accolti da Veselko Ojo, Past
President del R.C. Capodistria, in assenza della
Presidente in carica Marija Gombač,
ammalata.
Un ottimo fisarmonicista ha allietato la
nostra presenza per tutto il giorno anche
durante la raccolta delle olive.
Evidentemente il principio che le mucche
fanno più latte ascoltando la musica, vale
anche per i raccoglitori di olive!
Al prosciutto in crosta con cren e paté
d’olive ha fatto seguito la minestra de
bobici, guanciale arrosto con patate in
tecia, insalata con ovi duri e dolci a
profusione, gentilmente offerti dalle
ospiti presenti, secondo un’usanza
tipicamente istriana. Nel frattempo, tra
una portata e l’altra, un esperto di olio ci
ha tenuto una lezione sulla raccolta delle
olive, sulla loro spremitura, sulla
peculiarità del buon olio e sul fatto che il colore non
abbia alcuna rilevanza sulla bontà dello stesso.
Terminata la raccolta delle olive, per ricordare
questo incontro tra rotariani, il Club di Capodistria
ha voluto interrare un esemplare giovane di Ginkgo
Biloba, albero particolarmente ricco di sostanze
benefiche, originario della Cina e del Giappone.
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
È un albero leggendario, vecchio di più di 250
milioni di anni e che ha resistito ai peggiori
inquinamenti del ventesimo secolo ed in
particolare ai residui della bomba atomica di
Hiroshima. È particolarmente conosciuto per il
suo effetto benefico sulla circolazione venosa,
arteriosa e soprattutto per quella cerebrale, usata
anche per rallentare la progressione della
malattia di Alzheimer. Questo esemplare,
secondo il parere del rotariano che lo ha
acquistato, potrà raggiungere tra dieci anni
un’altezza di circa 30 metri.
Alla fine della giornata, con Ferruccio Divo (Past
Presidente del R.C. Muggia), Giorgio Cossutti
(Presidente del R.C. Trieste) e Veselko Ojo (Past
Presidente del R.C. Capodistria), davanti ad un bel
caminetto acceso, abbiamo studiato la fattibilità
di istituire un soggiorno per bambini handicappati
ad Ancarano all’interno della struttura del vecchio
ospedale di Valdoltra.
Per intanto, per il 2009 si è deciso di finanziare la
permanenza di dodici bambini con accompagnatore in detta struttura per una settimana
all’inizio di agosto. In verità, Albarella ha avuto
richieste per 200 disabili e purtroppo ne può
accogliere soltanto 150. Da qui l’idea del nostro
amico Divo.
Ma non basta. Egli ha proposto inoltre di
sensibilizzare enti, associazioni, comunità,
banche, assicurazioni per dare continuità al
progetto, dando così l’avvio ad un’iniziativa che
coinvolga i Club del nostro Distretto e quelli
sloveni. Poi si è anche chiesto: è mai possibile che
tra i nostri soci che non ci sia qualche volontario
disposto a dedicare una giornata all’anno a questi
ragazzi meno fortunati? Giro tale invito agli amici
del nostro Club.
Sergio
121
122
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
M
ercoledì 12 novembre si è svolta a Punta
Sottile, presso la trattoria “Da Gildo”, una
cena rustica organizzata dal R.C. Muggia
in un ambiente tipicamente estivo, in mezzo al
verde, a metà collina.
Lo scopo della conviviale era quello di raccogliere
fondi per far partire l’iniziativa
dell’Handicamp ad Ancarano.
La serata è stata divertente proprio
perché informale, con menù locale (jota
e maialino alla griglia e dolci forniti dalle
gentili signore presenti alla festa). La
conviviale è stata allietata inoltre dalla
musica suonata dal fisarmonicista
sloveno che la settimana precedente ci
aveva allietato durante la raccolta delle
olive.
Eravamo in due soci a rappresentare il
Trieste Nord, con le nostre rispettive
consorti: l’amico Claudio Verzegnassi ed il
sottoscritto, mentre dell’altro Club triestino erano
presenti ben cinque soci accompagnati: Giorgio
Cossutti, Paolo Kulterer, Paolo Davanzo, Francesco
Prioglio e Sergio Trauner, nonché il borsista della
Fondazione Tetsutada Suzuky.
SERVICE
“BRIGATA ALPINA”
Latisana, sabato 25 ottobre 2008
3 NOVEMBRE 2008
I militari di RC-W distribuiscono aiuti
umanitari donati dai Rotary Club del
Distretto 2060 Rotary International
C
ome da iniziativa promossa dal
Rotary Club di Trieste, alla
quale hanno aderito oltre 30
club del Triveneto, gli alpini della Julia
assieme al proprio comandante,
Generale di Brigata Paolo Serra,
hanno iniziato la campagna di
sostegno
alle
popolazioni
in
previsione della rigida stagione
invernale.
I club rotariani del Distretto hanno
intrapreso molte iniziative umanitarie
nelle aree più remote del Paese, mentre i reparti
della brigata alpina Julia hanno favorito la
veicolazione di 3.600 kit di indumenti invernali e di
completi scolastici per i bambini afghani.
La
distribuzione
degli
aiuti
è
iniziata
contemporaneamente nelle aree di Bala Murgab e
Ghor grazie alle Basi remote attivate dagli alpini nel
nord del Paese e nella città di Herat, sede del
Comando del Contingente.
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
123
CONSEGNA DEL
DVD “ATLAS”
Liceo “F. Petrarca”, Lunedì 10 novembre 2008
ROTARY E COMUNE DI VENEZIA
INSIEME PER LA FISICA CURERANNO
L’INFORMAZIONE NELLE SCUOLE
SULL’ATTIVITÀ DEL CERN
A
lla Ricerca dell'Origine e della Natura della
Materia dell'Universo: così potrebbe
sintetizzarsi la finalità della ricerca in corso al
CERN di Ginevra. Il CERN (organizzazione europea
per la ricerca nucleare) è il più grande centro di
ricerca del mondo: è stato fondato
nel 1954 da dodici stati fra i quali
l’Italia. Il contributo dell’Italia è
significativo sia come partecipazione (12%) sia come impegno di
“cervelli”.
Nell’ambito dell’attività di ricerca,
che vede impegnati fisici di tutto il
mondo, è di grande significato e
attualità l’esperimento ATLAS, per il
quale si sta lavorando da anni e che
lo scorso 11 settembre, con
l’accensione dell'acceleratore di
particelle più grande e potente mai
costruito, il Large Hadron Collider
(LHC), ha iniziato l’attività di ricerca
vera e propria, che potrà rivoluzionare la conoscenza della natura e della materia.
Il Rotary Club Venezia Mestre e il Comune di
Venezia, Assessorato alle politiche Educative, hanno
avviato un progetto di informazione sull’importante
realtà del CERN rivolta alle scuole, che coinvolgerà
gli insegnanti di Fisica. Si tratta di un progetto di
durata triennale, realizzato in collaborazione con il
Rotary Club Trieste Nord e con il contributo del
Distretto 2060: il Rotary International, riconoscendo
in questo progetto una consonanza con i propri
valori, non si limita ad una semplice elargizione di
denaro, ma assume un ruolo attivo nella fase di
concreta realizzazione.
Il progetto è stato presentato
giovedì 16 presso l’hotel Bologna a
cura del presidente del Rotary
Club
Venezia
Mestre,
avv.
Giuseppe Sarti.
La dott.ssa Cristina Marchetti,
Presidente dello stesso Club
nell’anno passato, ha illustrato il
programma, la cui realizzazione è
iniziata con la sua presidenza, producendo un CD
con tre lezioni sull’esperimento ATLAS in corso, un
libretto illustrativo e un DVD con i filmati sull’attività
di ricerca del CERN, materiale che verrà fornito alle
scuole che hanno aderito al percorso educativo,
proposto loro dall’Assessorato alle Politiche
Educative.
La dott.ssa Marina Cobal, coordinatrice del gruppo
di fisica “Sezione d'urto del quark
top”
dell'intero
esperimento
ATLAS, ha illustrato i recentissimi
sviluppi presso l’acceleratore LHC a
Ginevra, connessi all’esperimento
per la ricerca della cosiddetta
“particella di Dio”, che riprenderà
nella
primavera
2009,
alla
conclusione degli interventi resi
necessari dall’incidente occorso
dopo l’attiva-zione del fascio di
fotoni, lo scorso settembre. Nel
frattempo i ricercatori stanno
perfezionando le metodologie di
calcolo dei dati raccolti durante
l’esperimento,
che
verranno
elaborati in diversi centri Europei,
coordinati a Bologna dal CNAF (Centro Nazionale
per la Ricerca e Sviluppo nelle Tecnologie
Informatiche e Telematiche).
È intervenuta l’assessore Anna Maria Giannuzzi
Miraglia, che ha illustrato l’importante lavoro svolto
da anni dal suo assessorato nell’organizzazione di
itinerari educativi per le scuole, nonostante le
poche risorse disponibili, e che, in particolare
quest’anno, ha indirizzato anche alle materie
scientifiche. La collaborazione con il Rotary Club
Venezia Mestre ha preso avvio per l’attualità
dell’argomento proposto.
“LA NUOVA” DI VENEZIA E MESTRE
Martedì 21 ottobre 2008
124
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
ATTIVITÀ
DELL’ANSHAF
Piazza Piccola, novembre 2008
stata allestita presso la sala “Arturo
Fittke” in piazza Piccola la mostra
fotografica celebrativa dei 35 anni di
attività dell’ANSHaF: Associazione Nazionale
Sportiva Handicappati Fisici, di cui è
presidente la signora Donatella Lovisato,
collaboratrice dei Club rotariani triestini
nell’individuazione dei giovani disabili per i
soggiorni Handicamp di Albarella.
L’esposizione, aperta dal 26 ottobre al 18
novembre, ripercorreva la nascita della
Associazione: dalla costituzione e al
tesseramento dei fondatori, allo sviluppo
nelle varie discipline sportive, fino ai giorni
nostri. Grandi risultati sono stati raggiunti
dagli iscritti, anche in ambito internazionale e
nei Giochi Olimpici, nel tiro con l’arco, nella
corsa, nel salto in lungo, nel nuoto, nonché
nella scherma, a dimostrazione che la forza di
volontà, con impegno e sacrificio, vince ogni
ostacolo e ogni limite fisico.
Un ampio pannello della mostra è stato
dedicato inoltre agli eventi culturali, e quindi
anche a tanti appuntamenti rotariani: i
tradizionali raduni rotariani di Natale in
Veneto, i camp distrettuali in Finlandia, oltre
naturalmente alle storiche manifestazioni di
Albarella, alla presenza del caro amico
scomparso Lorenzo Naldini, promotore del
service.
È
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
125
“ROTARY
PER LA REGIONE”
INCONTRO A GRADISCUTTA DI VARMO
Sabato 29 novembre 2008
I
l Rotary per la Regione è una associazione di 20
club facenti parte della Regione Friuli Venezia
Giulia che 15 anni fa hanno deciso di realizzare
progetti di ampio respiro e di prevalente interesse
regionale unendo i propri sforzi e le proprie idee,
che si qualificano come un’azione di Pubblico
Interesse. L’associazione così nata, si è data un
proprio statuto e un proprio organo di gestione ed
ogni anno si riunisce, convocando tutti i club, per
riferire in merito a quanto fatto o a quanto si sta
facendo e per raccogliere nuove idee su progetti ed
interventi in ambito socio assistenziale, culturale,
storico e artistico nell’ambito della nostra regione.
Tutti i club sono rappresentati da un loro socio ed il
nostro Club è da diversi anni rappresentato
dall’amico Ignazio Urso, presente anche a questo
incontro assieme al Presidente del Club Sergio
Flegar e l’incoming President Giorgio Drabeni.
Ha fatto gli onori di casa presiedendo la riunione il
socio Michele Lacalamita.
I lavori sono iniziati alle ore 10.00 e Michele dopo i
soliti convenevoli di rito ha voluto telefonare alla
moglie del compianto Past Governor Piero
Marcenaro deceduto lo scorso mese a Monfalcone,
esprimendole il cordoglio di tutti i presenti per il
grave lutto che ha colpito la sua famiglia.
Ha ricordato la sua indimenticabile figura di uomo
che si è sviluppata in tre periodi: grande ammiraglio
di sommergibili, imprenditore di estrema
correttezza professionale ed onestà, ed infine
eccellente rotariano nonché pilastro di questa
organizzazione regionale.
Lacalamita ha quindi ricordato in breve tutti i
service attuati nei quindici anni dal Rotary per la
Regione e ha quindi dato la parola al Governatore
del Distretto Alberto Cristanelli che ha ribadito
l’interesse e l’apprezzamento del Distretto per
questa realtà regionale che con un affiatamento
veramente encomiabile ha operato proficuamente
sul territorio.
Rammenta quindi ai presenti i prossimi
appuntamenti rotariani: il 17 gennaio 2009 il
Congresso distrettuale sulla Leadership a
Castelfranco Veneto, il 31 gennaio il Seminario
promosso dall’Inner Wheel a Verona con un tema
sulla famiglia, il 28 marzo il Congresso per i nuovi
soci a Bolzano con tema “Origine e sviluppo della
Via Augusta” al quale parteciperanno anche
Distretti di altri Paesi (Germania, Austria e Slovenia),
ed infine il Congresso Mondiale di Birmingham che
si terrà nel mese di giugno prossimo.
Invita i soci presenti che volessero partecipare a
quest’ultimo incontro di prenotarsi per tempo
(entro il 15 dicembre) tramite internet direttamente
presso la sede centrale di Evanston per ottenere
degli sconti consistenti.
Intervengono successivamente su temi diversi
anche altri dirigenti distrettuali: Riccardo Caronna
assistente del Governatore, Alfio Chisari PDG,
Gastone Lazzoni segretario del Club regionale ed il
suo assistente Romeo Gollino.
Viene ribadito che tutti i Club della Regione hanno
accettato l’incremento della quota da 5 a 10 euro
per socio e che il club regionale svolge un’azione
meritoria di pubblico interesse che ha un ritorno di
immagine particolarmente importante.
Il Tesoriere Renato Tamagnini comunica che il
fondo cassa attuale ammonta a 14.970 euro.
Si evidenzia poi come la cultura sia indice di civiltà e
per far capire il concetto di nobiltà del servizio al
proprio territorio si ricorda che il primo intervento
di Paul Harris e dei suoi amici fu la costruzione di
latrine nella città di Chicago.
Si illustrano quindi le tre proposte di service
pervenute da alcuni soci per il prossimo anno.
La prima riguarda una richiesta del club di Gemona e
riguarda l’acquisto di audioguide per il Museo
Paleocristiano di Cividale.
La seconda proposta dal Club di Pordenone Alto
Livenza riguarda la possibilità di rendere fruibili ai
non vedenti le opere d’arte contenute nel museo
d’arte di Cividale mediante la trasformazione in
126
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
braille delle opere stesse (30 opere per un costo
approssimativo di 9 mila euro).
La terza proposta riguarda il completamento di una
strada asfaltata denominata - strada della pace - (2
chilometri e mezzo) tra due località site una in
Palestina e l’altra in Israele.
Dopo breve discussione si concorda che la seconda
proposta sarà quella prescelta in considerazione del
fatto che i territori di Udine e Trieste sono già stati
soddisfatti negli anni precedenti con service locali,
(targhe di Aquileia, museo lapideo della cattedrale
di Gemona e spostamento di Mikeze e Jakeze nel
Castello di San Giusto) mentre la terza proposta
anche se interessante non riguarda un service locale
come previsto dal regolamento e quindi viene
scartata. Rimane comunque valida e può essere
condivisa da eventuali club o soci che volessero
sostenerla autonomamente.
Si è inteso quindi privilegiare il territorio pordenonese scegliendo la loro proposta a favore del museo
d’arte di Spilimbergo.
I convenuti vengono quindi informati sul service
attualmente in fase di studio e realizzazione e cioè
la produzione di un catalogo-libro sui “Giardini e
parchi pubblici della Regione Friuli Venezia Giulia”. Il
loro numero ammonta a circa 500 ma l’opera non
potrà superare il centinaio. Sarà necessario quindi
fare una scrematura (sarà formata una commissione ad hoc) scegliendo quelli più importanti da
tutti i punti di vista. Per valorizzare questo service si
ritiene opportuno, di comune accordo, portare a
conoscenza dell’assessore regionale Molinaro
quello che i club rotariani stanno predisponendo
per la cultura del Friuli Venezia Giulia ma anche
nell’interesse del turismo regionale.
Un graditissimo pranzo presso il ristorante “da
Toni” dell’amico rotariano Aldo Morassutti
conclude l’interessante incontro regionale.
Sergio
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
127
FESTA DELL’AVVENTO
Krumpendorf, sabato 29 novembre 2008
Q
uest’anno l’avvento in Austria è caduto
astrologicamente il primo dicembre e, come
sempre, non abbiamo voluto mancare alla
festa
organizzata dai
nostri
amici
austriaci nella
cittadina
di
Krumpendorf
sul lago di
Wörth.
Abbiamo
noleggiato un
Fiat Ducato da
nove posti e,
dotati
di
catene
e
gomme da neve, siamo partiti appunto in nove. Tre
coppie costituite dal sottoscritto che guidava il
pulmino, dall’incoming Giorgio Drabeni e dal past
President Giuliano Grassi nonché dagli amici Luciano
Savino, Ondina Bullo e la nostra segretaria Raffaela.
Il tempo meteorologico non prometteva un
granchè ma ciò non ci ha impedito di trascorrere
una “due giorni” in piena letizia ed armonia.
Arrivati per tempo (verso le 16.30 del pomeriggio) ci
siamo divisi: Giorgio Drabeni ed io, assieme alle
nostre mogli, eravamo stati invitati per un tè a casa
del Presidente Willi Dörfler assieme al loro incoming
Jeranko mentre gli altri con il nostro Ducato
(guidato dalla valorosa e un po’ spaventata
Raffaela) sono andati a vedere i mercatini di Natale
a Klagenfurt guidati dal past President austriaco
Victor Oberlojer.
Ci siamo ritrovati quindi tutti assieme alle 18.30
presso la chiesa di Krumpendorf per la consueta e
suggestiva cerimonia dell’avvento alla quale hanno
partecipato anche gli amici del club contatto di
Lubiana.
Poi tutti a cena al ristorante Krumpendorf noto per
l’ottima cucina regionale.
Dopo i soliti saluti di prammatica del Presidente
Dörfler ed una ottima cena, ho rivolto agli amici
128
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
austriaci un breve saluto augurale nella loro lingua
molto apprezzato e ho consegnato al Presidente
una cassetta di vini italiani e alla sua signora l’usuale
omaggio floreale.
Il giorno dopo, prima di ritornare a casa, ci siamo
permessi un’altra visita ai caratteristici mercatini di
Natale di Klagenfurt, mentre l’amico Luciano ci
attendeva pazientemente seduto (ma non solo) in
una pasticceria, e ci siamo immortalati in una foto di
gruppo sotto il grande abete natalizio in piazza.
Prima di ripartire, infine, non ci siamo voluti perdere
nemmeno una visita alla pasticceria del socio
austriaco Legat sempre molto fornita di specialità
locali (semel in anno licet insanire).
Rientrati alle 17 ho riportato a Villesse il Ducato e
poi… di corsa a Trieste per la nostra conviviale del 2
dicembre con Nicolò de Manzini che ci ha
intrattenuto sulla chirurgia endoscopica.
Un po’ stanco lo ero ma comunque soddisfatto per
la gita, per l’affiatamento col gruppo e per la
convinzione ricavatane che il Club Contatto è una
gran cosa. Condividere l’amicizia anche con soci di
altri paesi è una delle caratteristiche più belle del
nostro Club. Cerchiamo di rafforzarla con la nostra
presenza e con il nostro entusiasmo!
Sergio
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
129
NATALE A LUBIANA
Grand Hotel Union, Mercoledì 17 dicembre 2008
N
ella serata dello scorso 17 dicembre,
assieme a mia moglie Mirna ed agli amici
Francesco e Bobana Mahnic, su mandato
del Presidente Flegar, ho partecipato alla cena degli
auguri su invito del R.C. Lubiana, così ricambiando la
graditissima visita degli amici sloveni alla serata del
giorno precedente presso il Jolly Hotel.
Il clima della festa è stato caratterizzato da una
vivissima cordialità, sicuramente favorita dallo…
spirito di vari e ripetuti brindisi, da un menù
raffinato e gustoso, accompagnato da un servizio in
guanti bianchi che avrebbero certamente trovato il
(pur non facile) consenso del nostro “vate della
buona tavola”, il grande Armando. L’albergo che ci
ospitava, il Grand Hotel Union di Lubiana, è risultato
essere una location assolutamente adeguata
all’evento, con una sala ed un albero addobbati con
raffinato buon gusto, che ha incontrato il (pur non
facile) favore delle due signore “nordiste” presenti.
La serata è stata poi allietata da intermezzi musicali
offerti da artisti di livello assolutamente
internazionale e da simpatiche ed estemporanee
performance: avete mai visto suonare una… “sega
da boscaiolo”, riuscendo a ricavarne melodie
dolcissime e vibranti?
Gli interventi di saluto e di augurio sono stati
davvero molto numerosi e, ad un certo punto, mi è
stato chiesto di portare il saluto del nostro Club. Per
fortuna avevo preparato due righe, concordando
con Francesco che lui le avrebbe poi tradotte. Visto
il notevole prolungarsi delle “prolusioni” ho
ritenuto di fare cosa a tutti gradita dimezzando i
nostri tempi, evitando di duplicare l’intervento
prima in italiano e poi in sloveno. Ho fatto ricorso ad
un piccolo escamotage dicendo che in Italia
ultimamente è di gran moda presentarsi su di un
palco e dire: “ho preparato un discorso scritto, ma
non lo leggerò…Bene, anch’io ho preparato un
discorso e non lo leggerò: infatti lo leggerà il nostro
amico Francesco Mahnic.” E così, scherzosamente, è
stata introdotta la lettura in sloveno del seguente
indirizzo di saluto, portato da Drabeni, a nome di
Flegar e letto da Mahnic:
Caro Presidente, care amiche e cari amici rotariani,
sono Giorgio Drabeni, presidente incoming del R.C.
Trieste Nord.
Sono qui – oltre che per il mio personale piacere – per
espresso incarico del Presidente del nostro Club
Sergio Flegar che, molto dispiaciuto di non poter
essere presente, mi ha incaricato di rappresentarlo
nel portarvi i suoi più cordiali saluti ed auguri, insieme
a quelli di tutti gli amici di Trieste.
Ieri abbiamo avuto il piacere e l’onore di avere con noi
a Trieste il massimo della rappresentanza del Club di
Lubiana e cioè il vostro Presidente in carica, il Past e
l’Incoming, assieme alle gentili signore.
Grazie Aleš, grazie Jani, grazie Vladimir! Grazie alle
vostre simpaticissime e bellissime signore Nataša,
Janka e Nataša.
È con me questa sera – oltre a mia moglie Mirna –
l’amico e socio Francesco Mahnic con la moglie
Bobana che ringrazio per il prezioso aiuto come
“interpreti”.
Desidero dirvi, a nome di tutti gli amici del Club
Trieste Nord, che siamo davvero lieti di aver stretto
un patto di amicizia e fratellanza con il Club di
Lubiana e con voi tutti! È un qualcosa che va ben oltre
la definizione rotariana di “club contatto”. È un
tangibile ed importante segno dei tempi che
cambiano, del superamento di ogni vecchia barriera,
di una nuova e sincera amicizia che non conosce né
pregiudizi né frontiere.
Sono qui, cari amici, per augurare a voi tutti e alle
vostre care famiglie un sereno Natale ed un felice
anno nuovo, ricco di soddisfazioni e delle cose più
belle.
Ma… son qui anche per augurare a tutti noi - italiani,
sloveni, austriaci, ungheresi e… cittadini d’Europa e
di qualunque Paese di questo pazzo mondo - che si
realizzi per tutti e presto un antichissimo sogno:
“Pace in terra agli uomini di buona volontà!”.
Ancora Buon Natale e Buon Anno a tutti!”
Il saluto benaugurante del nostro Club è stato
accolto con un calorosissimo applauso dagli Amici di
Lubiana, che poi, nel proseguo della serata, hanno
molto ringraziato Mahnic, complimentandosi
vivamente con lui.
Saranno stati gli occhi azzurri del glaucopide
oculista, sarà stata la sua voce baritonale e
seducente, ma il successo di questa esperienza mi
ha fatto seriamente pensare che i miei prossimi
discorsi da Presidente ve li farò leggere, in italiano,
da Mahnic!
Giorgio Drabeni
130
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
RASSEGNA STAMPA
COS’È IL ROTARY
I CLUB E I SOCI
Statuto tipo del Rotary Club
Il Rotary International è l'organizzazione più vasta del mondo. La si trova in oltre 160 Paesi ed è stata capace di esprimersi
in decine di lingue, strutture politiche e sociali, civiltà diverse, sempre rispettosa delle differenze religiose e costumi locali.
Com'è possibile che, in un'organizzazione così vasta, più di 32.000 Rotary club nel mondo funzionino in modo quasi
identico? La risposta si trova nello statuto tipo del Rotary club.
Una delle condizioni per ricevere la "carta" che dà il diritto di essere riconosciuti come Rotary club è l'accettazione totale
dello statuto tipo del Rotary club e del Regolamento del Rotary International. Lo statuto precisa le procedure amministrative
che devono essere osservate dai club per lo svolgimento delle riunioni settimanali, quelle per le classifiche e le ammissioni, e
ancora quelle relative alla frequenza e al pagamento della quota nonché quelle attinenti a dichiarazioni pubbliche e alla
posizione politica. Questo documento costitutivo serve di base per tutti i Rotary club del mondo. Fanno eccezione a questa
regola pochi club, esistenti prima del 1922, che ritennero di non modificare la costituzione che avevano adottato prima
dell'entrata in vigore della nuova impostazione mondiale. Il fatto di aver adottato universalmente un ordinamento uguale
per tutti i Rotary club ha dato al Rotary International una impareggiabile forza di rappresentanza internazionale.
I Membri del Rotary Internazionale
Se si domanda a un rotariano se egli fa parte del Rotary International, molto probabilmente la sua risposta sarà tanto
affermativa quanto erronea. Infatti nessun rotariano può essere membro del Rotary International. Vi è una semplice
spiegazione a questa apparente contraddizione: i documenti statutari del Rotary, infatti, stabiliscono che solo i Rotary club
hanno il titolo di membri del Rotary International. Di conseguenza il rotariano è socio di un club che, a sua volta fa parte del
Rotary International. Per questo, quando negli inviti e nei documenti interni al Rotary si cita il nome di un rotariano, è
sempre indicato il nome del club di appartenenza.
L'ammissione di nuovi soci
Il regolamento interno del Rotary definisce chiaramente la procedura da seguire per proporre la candidatura di un futuro
membro del Rotary club. La proposta deve provenire da uno o più soci del club ed è sottoposta ad una serie di verifiche da
parte del Consiglio Direttivo del club e delle apposite Commissioni. La scelta dei nuovi soci è fondamentale per la vita e lo
sviluppo dei Rotary Club e deve essere svolta ricercando sempre il miglior equilibrio possibile tra lo sviluppo quantitativo e la
necessità di tener alto il livello qualitativo.
I principi per le classifiche
Qualsiasi ammissione al Rotary è basata su una "classifica", termine che descrive genericamente il servizio professionale o
imprenditoriale che il socio rende alla società. Per determinare la classificazione di un rotariano è necessario considerare
"l'attività imprenditoriale o professionale principale" alla quale il rotariano è legato. Il principio della classifica consente
anche ripartizioni specifiche all'interno di una determinata categoria, come ad esempio, si può determinare nell'ambito
dell'insegnamento universitario, o delle specializzazioni ospedaliere, o delle diverse attività industriali o commerciali e via
dicendo.
Ciò che è importante è che il concetto delle classifiche venga attentamente seguito per eliminare eventuali disagi per
posizioni professionalmente concorrenziali, ma, soprattutto, consenta ad un Rotary club di avere nel suo interno uno
spaccato il più rappresentativo possibile della società produttiva e professionale del suo territorio.
Le donne nel Rotary
Fino al 1989, lo statuto tipo e il regolamento del Rotary International affermavano che solo gli uomini potevano far parte del
Rotary. Nel 1978 il Rotary club di Duarte in California invitò tre donne a diventare socie. La conseguenza di questa iniziativa
fu che il Consiglio Centrale ritirò la carta a quel club per violazione allo statuto del Rotary International.
Il club si ribellò a questa decisione e iniziò un’azione giudiziaria contro il Rotary International per violazione dei diritti civili
sanciti dallo Stato della California che si opponeva a qualsiasi forma di discriminazione sia sul lavoro che nei luoghi pubblici.
La Corte d'Appello, prima, e la Corte Suprema della California, poi, diedero ragione al club di Duarte contestando al Rotary
International il diritto di ritirare la carta al club per il solo motivo di aver ammesso tre donne.
La Corte Suprema degli Stati Uniti appoggiò il verdetto della Corte della California sottolineando la vocazione professionale
dei Rotary Club e osservando che essi, in qualche modo, sono organizzazioni a carattere pubblico. Questa sentenza ha
dunque consentito alle donne di diventare rotariane in tutte quelle giurisdizioni che applicano simili ordinamenti per quanto
riguarda i luoghi pubblici. Nel 1989 il Consiglio di Legislazione del Rotary International provvide a modificare il testo dello
statuto del Rotary International eliminando e proibendo la precedente discriminazione sessuale. Da allora numerose donne
divennero socie, presidenti di club, governatori di distretti e, recentemente, una di loro venne chiamata a far parte del board
del Rotary International. AI di là della motivazione giuridica che ha aperto la prima porta per l'accesso delle donne al Rotary,
bisogna riconoscere che se i club vogliono essere rappresentativi nel territorio in cui vivono, non consentire l'ammissione
delle donne di professionalità qualificata e di adeguato valore umano vuol dire, oggi più di sempre, contraddire una delle
caratteristiche degli stessi Rotary club. Su questo tema, tuttavia, i pareri non sono ancora concordi.
I Soci onorari
Questa categoria è attribuita, in rare occasioni, a persone che si siano particolarmente distinte per eccezionali servizi resi al
club e alla società. La durata di questo tipo di appartenenza al club è stabilita dal consiglio direttivo dello stesso club.
I soci onorari non possono proporre nuovi soci al club, non sono tenuti alla frequenza, non occupano posizioni all'interno del
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
131
club, e sono esentati dal pagamento della quota associativa. Molti celebri personaggi del mondo politico, culturale,
scientifico, sportivo sono diventati soci onorari del Rotary. Fra i tanti si possono citare: il re Gustavo di Svezia, il re Giorgio
VI d'Inghilterra, il re Baldovino del Belgio, il re Hassan II del Marocco, sir Winston Churchill, il dr. Albert Schweitzer, Charles
Lindbergh, Jean Sibelius, sir Edmund Hillary, Thor Heyerdhal, Thomas Edison, Walt Disney, dr. Albert Sabin ecc.
I gruppi femminili associati a Rotary International
Alcuni importanti programmi di servizio rotariano non vengono realizzati da rotariani e questo è possibile perché questi
progetti sono sponsorizzati da organizzazioni formate da mogli di rotariani o da altri congiunti associati con Rotary club in
giro per il mondo.
Gruppi femminili, spesso indicati come "le donne del Rotary", "Rotary Ann club", "Inner Wheel", o con altri appellativi,
conducono ogni anno centinaia di importanti progetti di servizio umanitario. Fra questi vi sono la fondazione di scuole, di
cliniche per neonati, le iniziative per distribuire generi di conforto a diseredati, la prestazione di assistenza in ospedali,
orfanotrofi, ricoveri per anziani, l'aiuto alle madri lavoratrici, ma anche l'ospitalità necessaria per realizzare lo scambio dei
giovani. Generalmente questi gruppi femminili completano e supportano i programmi umanitari dei singoli Rotary club, ma
spesso sono pure impegnati in progetti di servizio internazionale. Il Board del Rotary International ha riconosciuto, nel 1984,
il servizio e l'amicizia senza pari dato dai gruppi composti da donne mogli e parenti di rotariani e ha raccomandato ai club di
appoggiare queste organizzazioni che non fanno parte del Rotary International.
ALCUNI PRINCIPI DI RIFERIMENTO
Assiduità alle riunioni
L'assiduità alle riunioni è fondamentale per il buon funzionamento e la solidità del club.
L'importanza che viene data all'assiduità deriva specialmente dalla considerazione che ogni socio rappresenta un soggetto
ben caratterizzato professionalmente ed umanamente e che, per questo, una sua assenza priva il club del vantaggio di un
effettivo diversificato e priva i soci della compagnia di un amico. Lo Statuto del Rotary stabilisce tre condizioni verificandosi
le quali l'appartenenza al Rotary viene automaticamente a cessare per mancanza di assiduità. Queste circostanze sono: se il
socio non risulta presente in almeno il 50% delle riunioni di ciascun semestre, anche utilizzando riunioni compensative; se
non risulta presente in almeno il 30% delle riunioni del suo club ogni semestre. In questi casi il socio perde
automaticamente la sua qualità di membro del Rotary, a meno che il consiglio del club non giustifichi le assenze per validi
motivi. Queste regole sembrano, a molti, eccessive, tant'è che non si può dire siamo proprio rispettate, ma questa insistenza
nello Statuto testimonia, prima ancora che una regola da applicare, una volontà precisa di dare importanza, molta
importanza alla frequenza. In realtà quello che conta è la motivazione di base del rotariano ad essere tale e, con questa, il
suo senso di appartenenza al Rotary, come responsabilità, come dovere e come gioia.
Il test delle quattro domande
Questo test, che è fra i più citati e diffusi nel mondo, è dovuto al rotariano Herbert J. Taylor al quale, nel 1932, era stato
chiesto di rimettere in sesto la Club Aluminum Company di Chicago che era sull'orlo del fallimento a causa di enormi
difficoltà finanziarie. Taylor si mise all'opera e ritenne opportuno, innanzitutto, di distribuire un codice morale che, pur
redatto in poche righe, doveva servire di guida per tutti i dipendenti della traballante società, di fronte ad ogni scelta della
loro vita professionale. Il test delle quattro domande diventò la guida per la vendita, la produzione, la pubblicità e per tutti i
rapporti con rivenditori e clienti. La sopravvivenza di quella società fu anche dovuta alla forza morale da essa così acquisita.
Herb Taylor divenne presidente del Rotary International nell'anno 1954-55. Il test delle quattro domande fu adottato dal
Rotary nel 1943 e fu tradotto in 100 lingue e distribuito ovunque possibile, con la raccomandazione che esso venisse
adottato da tutti i rotariani.
Esso si esprime in questo modo:
"Quello che pensiamo, diciamo o facciamo:
- è conforme alla verità?
- è corretto per tutti coloro che sono coinvolti?
- è di stimolo per la crescita di migliore buona volontà reciproca e di sentimenti di amicizia?
- è di beneficio per tutti gli interessati?"
Le cinque vie dell'azione
Questi cinque capisaldi del Rotary si riferiscono ai cinque elementi costitutivi dello scopo del Rotary: l'azione interna, l'azione
professionale, l'azione di interesse pubblico, l'azione internazionale, l'azione per le nuove generazioni. Malgrado questi
fondamenti non appaiano nello statuto del Rotary, la loro enunciazione è ritenuta importante perché si richiama ai principali
settori di attività del Rotary.
"L'azione interna" comprende tutte le attività che si svolgono all'interno di ogni club per mantenerlo vitale.
"L'azione professionale" consiste nell'opportunità data ad ogni rotariano di rappresentare la dignità e l'utilità di ogni
professione presso ogni altro socio del club.
"L'azione di interesse pubblico" fa parte di quelle attività intraprese dai rotariani per migliorare la qualità della vita nella
comunità nella quale sono inseriti. Spesso questa attività si estrinseca nell'assistenza alla gioventù, agli anziani, ai portatori
di handicap e ad altre persone che guardano al Rotary con la speranza di una vita migliore.
"L'azione internazionale" fa riferimento ai numerosi programmi e attività dei rotariani che hanno lo scopo di rinforzare la
comprensione internazionale, la buona volontà e l'amore per la pace. I progetti di azione internazionale hanno lo scopo di
venire incontro ai bisogni umani dei Paesi meno fortunati.
"L'azione in favore delle nuove generazioni" fa riferimento al compito di ogni rotariano di instradare i giovani verso un futuro
migliore aiutandoli a sviluppare le loro capacità, secondo le necessità di ciascuno.
132
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
La tolleranza per le diversità
A volte si è tentati di criticare leggi, costumi, tradizioni di altri Paesi, perché diversi dai nostri. Non solo, ma avviene anche
che determinate pratiche siano illegali in un Paese e perfettamente accettate in un altro. In qualità di membri di
un'organizzazione internazionale dedicata alla comprensione e alla pace mondiale, i rotariani sono chiamati a dar prova di
tolleranza e ad astenersi dal giudicare i loro amici rotariani di altri Paesi quando il loro comportamento sembri inusuale.
Nel 1933 il Rotary International ha adottato una risoluzione che stabilisce: "I rotariani di qualsiasi nazionalità devono evitare
di criticare le leggi e le abitudini degli altri Paesi" non solo, ma la risoluzione insiste stabilendo che: "i rotariani di un Paese
non devono interferire con le leggi e i costumi di un altro Paese".
Queste parole servono ancora di guida per tutti i rotariani che hanno a cuore la comprensione, la buona volontà e l'amicizia.
Considerazioni analoghe possono essere fatte in tema di credo religioso. In molti club vi è l'uso, all'inizio delle riunioni
settimanali, di cominciare con una breve invocazione di carattere religioso senza che questa faccia riferimento ad alcun
specifico credo.
Lo statuto del Rotary riconosce che nel mondo i rotariani professano molte diverse religioni, fedi o idee e per questo il
Rotary rispetta integralmente il credo di ogni rotariano e non cerca di impedire ad alcuno di seguire le proprie convinzioni.
In occasione di assemblee o di congressi internazionali è tradizione di osservare un momento di raccoglimento in occasione
del quale, proprio per rispetto allo spirito di tolleranza religiosa che distingue il Rotary, ciascuno viene invitato a cercare,
secondo le proprie convinzioni, un indirizzo spirituale e la pace interiore. E' certamente un'esperienza emozionante quella di
unirsi insieme a migliaia di altri rotariani in una preghiera muta e personale.
Le riunioni del Consiglio Centrale e delle commissioni iniziano con qualche istante di silenzioso raccoglimento quale
testimonianza di rispetto verso tutte le fedi dei suoi membri che rappresentano le diverse religioni del mondo. Poiché
ciascun Rotary club è autonomo, dipende solo dalle tradizioni locali il fatto di raccogliersi o meno in un momento di
riflessione all'inizio delle riunioni, sempre rispettando le differenze religiose.
I rotariani non beneficiano di vantaggi personali
I rotariani, quando trattano con un altro rotariano, dovrebbero essere attenti a non condizionare il rapporto d'affari con
pretese condizioni di favore. Il manuale di procedura del Rotary tratta specificamente questa questione e, riferendosi ad una
decisione del Consiglio Centrale, espressa nel 1933, riguardante il problema delle relazioni commerciali o professionali,
stabilisce: "un rotariano nulla deve attendersi e ancor meno deve domandare a che un altro rotariano gli accordi maggiori
vantaggi o considerazione in relazione al trattamento che viene riservato a qualsiasi altra persona con la quale sia
normalmente in rapporto".
La formula iniziale era la seguente: "il vero amico non domanda nulla in cambio e ogni abuso di confidenza o amicizia teso
al profitto personale è estraneo allo spirito del Rotary". Per contro, se scaturiscono nuovi legami d'affari a seguito di
sentimenti di amicizia che si sono instaurati fra due o più rotariani, ciò non può essere considerato in sé diverso
dall'instaurazione di buoni rapporti d'affari fra due partner qualsiasi e non intacca l'etica rotariana. E' importante ricordare
che l'obiettivo primario dell'associazione al Rotary è quello di dare a tutti la possibilità di aiutare il prossimo e l'associazione
non è intesa come strumento per ottenere vantaggi personali o privilegi.
Ogni rotariano deve essere di esempio ai giovani
In molti documenti ufficiali relativi ai giovani si trova questo slogan: "ogni rotariano deve costituire un esempio per la
gioventù". L'aiuto ai giovani è da molti anni un aspetto importante delle attività del Rotary.
Fra i tanti progetti in favore dei giovani va ricordato che i rotariani sponsorizzano gruppi e associazioni di giovani, centri per
bambini portatori di handicap, campi di vacanze, squadre sportive, ecc. Molti club organizzano riunioni di orientamento
professionale, stabiliscono programmi per l'impiego dei giovani e sviluppano una coscienza professionale e civica con il
criterio delle quattro domande. Ancora, vi sono molti programmi finanziati da rotariani che svolgono una importante
funzione educativa nei confronti della prevenzione a fronte di malattie infettive gravissime (AIDS) o della droga.
Ciascuno impara a servire osservando gli altri. Poiché fra i nostri giovani ci sono i leader di domani, è auspicabile che
ognuno assorba lo stesso spirito e il desiderio di servire, in futuro, generazioni di bambini e giovani.
La responsabilità internazionale del rotariano
Poiché il Rotary è un'organizzazione internazionale esso offre ai suoi membri opportunità e responsabilità uniche. Infatti un
rotariano, avente spirito veramente internazionale, deve avere i seguenti requisiti: - superare i limiti del patriottismo
nazionale e rendersi conto che egli ha la sua parte di responsabilità per far progredire la comprensione reciproca, la buona
volontà e la pace internazionale;
- opporsi a qualsiasi comportamento fondato sulla superiorità nazionale o razziale;
- cercare e coltivare ogni via d'intesa per permettere un migliore accordo con gli abitanti di altri Paesi;
- difendere le istituzioni che preservano la libertà individuale in modo che egli stesso possa beneficiare della libertà di
pensiero, di parola, di riunione e di fede ed essere assicurato da una protezione giuridica in caso di oppressione o di
persecuzione o di aggressione;
- appoggiare tutte le iniziative che tendono a migliorare la qualità della vita presso tutta l'umanità poiché capisce che la
povertà, ovunque si presenti, mette a rischio la prosperità e la libertà di tutti;
- sostenere i principi di giustizia verso l'umanità riconoscendo che questi principi sono essenziali e devono essere applicati
nel mondo intero;
- sforzarsi di incoraggiare sempre la pace fra le nazioni ed essere pronto a sacrifici personali per difendere questo ideale;
- raccomandare a tutti di assumere un atteggiamento tollerante nei confronti di idee o fedi degli altri per facilitare l'intesa
internazionale, riconoscendo che esistono certi standard morali e spirituali che garantiscono una vita più realizzata.
Come si può constatare vi è una pesante responsabilità per ogni rotariano desideroso di pensare e di agire secondo questi
principi!
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
133
La proibizione di campagne elettorali
Secondo il regolamento del Rotary International nessun candidato ad una funzione elettiva in seno al Rotary è autorizzato a
farsi pubblicità. Questa disposizione si applica a tutte le cariche elettive del Rotary. Il regolamento del Rotary proibisce
anche la distribuzione di lettere, opuscoli o altro materiale fatto circolare dallo stesso candidato o da altri in suo favore.
Una volta che qualsiasi rotariano abbia espresso la sua disponibilità per candidarsi a qualsiasi incarico elettivo del Rotary,
dovrà astenersi dal fare promesse verbali, dall'apparire in pubblico sottolineando la sua posizione di candidato, e dallo
svolgere, in un modo o in un altro, azioni pubblicitarie a suo favore o, peggio, da comportamenti che possano mettere in
svantaggio gli altri candidati. Nel Rotary si è portati a credere che i precedenti di servizio di un rotariano e le sue
caratteristiche per poter ricoprire un determinato incarico siano dati sufficienti per non dover ricorrere ad azioni
pubblicitarie.
P
er opportuna informazione riportiamo un
articolo del Governatore apparso sul numero
di luglio/agosto del Notiziario distrettuale:
Una decisione non ancora comunicata ufficialmente
IL NOSTRO DISTRETTO NELLA "ZONA 19" CON GERMANIA, CEKIA,
UNGHERIA E BOSNIA
Nei primi mesi del 2008 si è diffusa la notizia che, a
seguito di una decisione del Board del Rotary
International, assunta su raccomandazione del Consiglio
di Legislazione Internazionale, il nostro Distretto 2060,
assieme al Distretto 2030 (Piemonte e Liguria), da anni
collocati nella Zona 12 comprendente tutti i dieci
Distretti Italiani, erano stati assegnati alla Zona 19. La
quale risulta totalmente modificata visto, precedentemente, comprendeva il Sud Brasile, l'Antartide,
l'Argentina, il Cile, il Paraguay e l'Uruguay. Il cambiamento avviene nell'ambito di una ristrutturazione delle
34 Zone esistenti nel mondo intesa a dimensionare ogni
Zona su un numero di iscritti mediamente pari a 35.000.
Finora, comunque, al nostro Distretto non è ancora
giunta alcuna comunicazione ufficiale pur trattandosi di
decisione del tutto rilevante, a diversi effetti, per la vita
del Distretto.
Solamente leggendo l'Official Directory del Rotary
International per l'anno 2008-2009 (cioè l'Annuario
mondiale del Rotary International), si apprende che, con
effetto dal mese di luglio 2008, la ristrutturata Zona 19
comprende ora i seguenti Distretti: 1830 (parte del
Baden Württemberg - Stoccarda), 1840 (Baviera), 1910
(Austria orientale, Bosnia Erzegovina, Croazia, Slovenia),
1911 (Ungheria), 1920 (Austria occidentale), 1930 (parte
del Baden Württemberg Friburgo - Karlsruhe - Baden
Baden), 2000 (Svizzera tedesca e Lichtenstein), 2030
(Piemonte e Liguria), 2060 (Friuli Venezia Giulia,
Trentino Alto Adige/Südtirol, Veneto), 2240 (Cechia e
Slovacchia), 2241 (Moldavia e Romania) e 2490 (Israele).
Sembra, peraltro, che il Distretto 2030 (Piemonte e
Liguria) sia stato nuovamente riassegnato alla Zona 12
(quella che raggruppa i Distretti italiani) per cui l'unico
Distretto rimasto nella suddetta nuova Zona 19 sarebbe
il Distretto 2060. Le 34 Zone nelle quali è suddiviso il
Rotary International nel mondo, sono essenzialmente
circoscrizioni amministrative che sono rilevanti sia per
l'elezione dei 17 Directors che compongono il Board del
Rotary International, sia per coordinare, attraverso dei
Responsabili Regionali nominati da Evanston, i Distretti
ad esse assegnati con riferimento ai vari settori di
attività (es.: Rotary Foundation, Alumni, Azioni
Prioritarie, Sviluppo dell'Effettivo e così via).
Tale inopinato evento e, soprattutto, la mancanza di
consultazioni preventive con i Distretti interessati, come
pure la totale assenza di comunicazioni ufficiali da parte
del Presidente Internazionale, o comunque, della
Direzione di Evanston, ha suscitato vibrate proteste, sia
per la forma che nel merito, da parte dei 10 Distretti
italiani. Queste proteste si sono concretate con l'invio a
Evanston, sul finire dell'annata rotariana 2007-2008,
delle deliberazioni adottate dalla maggior parte dei
Rotary Club italiani, unitamente ad una decisa lettera di
protesta dei 10 Governatori italiani, contrarie a tale
cambiamento, con decisa richiesta di riassegnare i
Distretti 2030 e 2060 alla originaria Zona 12,
mantenendo uniti tutti i Distretti italiani.
A questo punto si può ragionevolmente prevedere che la
decisione assunta dal Board non verrà modificata e che,
quindi, il nostro Distretto 2060 rimarrà nella Zona 19,
salvo attendere migliori specificazioni da quando e a
quali precisi effetti. Questi, succintamente, sono i fatti
fin qui accaduti, a quanto è dato di sapere
indirettamente e ufficiosamente.
Personalmente ritengo che non sia assolutamente
corretto, né condivisibile, il metodo seguito da Evanston, che non ha ritenuto di consultare preventivamente
né di comunicare, fino ad oggi, alcunché di ufficiale ai
Distretti interessati in merito alla adottata decisione,
lasciando permanere uno stato di incertezza senz'altro
non positivo né produttivo.
Nel merito, tuttavia, pur rispettando opinioni diverse
manifestate nel Distretto 2060 e negli altri Distretti
italiani, personalmente credo che la necessaria collaborazione con Distretti situati in Stati diversi, con molti
dei quali esistono da secoli legami storici e tradizioni
comuni, mantenendo, in ogni caso, adeguati rapporti
anche con gli altri Distretti italiani, apra nuove e positive
prospettive di comune impegno, amicizia e comprensione secondo i principi e la tradizione del Rotary che per
sua natura è, e deve rimane, International.
Basta ricordare, in proposito, gli ottimi rapporti di
collaborazione ed amicizia allacciati, quest'anno, dal
nostro Distretto con i Distretti 1840 e 1920 assieme ai
quali stiamo organizzando il Seminario Internazionale di
Bolzano del marzo 2009 nonché i numerosi gemellaggi
da anni positivamente in corso tra Club dei Distretti.
In ogni caso, in amichevole e tollerante attesa di
rotariane centrali comunicazioni, proseguiamo nel
nostro impegno consapevoli che, nel Rotary International, le frontiere non costituiscono, ne devono
costituire, ostacolo alcuno.
Alberto Cristanelli
134
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
CONVIVIALE 1727
4 NOVEMBRE 2008
NH JOLLY TRIESTE, ORE 20.30
Presenti
Baldo, Barbina, Bardi, Baucer, Bellis, M. Benussi,
Campanacci, Catalfamo, Cecovini, Costa, Cosulich,
Cucchiarelli, Cuomo, Cuscito, Davide, Di Marino,
Drabeni, Flegar, Fogazzaro, Forlani, Franconi,
Fumaneri, Iadanza, Kaspar, Kokelj, Kropf, Masoli,
Meloni, G. Nobile, Omero, Pasino, Pollio, Riccesi,
Rinaldi, Rollo, Sardina, Luciano Savino, Spagnul,
Trovato, Urso e Wiesenfeld.
Presenti fuori sede
Flegar, Drabeni, Spagnul, Fogazzaro, Forlani, Rinaldi
e Mandler al Consiglio il 4.11
Percentuale
(41 presenti + 7 fuori sede - 7 dispensati presenti) /
(106 effettivi - 21 dispensati) = 48 %
Ospiti del Club
Enrico Samer
La giornalista Patrizia Piccione
Ospiti dei soci
Dott.ssa Francesca Di Guida (Drabeni)
Auguri per il compleanno a
Lapenna (7.11), Kropf, Meloni e Varini (9.11).
“LE NAVI DA CROCIERA E TRIESTE”
Enrico Samer
N
Enrico SAMER
Nato a Trieste nel 1957, consegue la maturità scientifica.
È Amministratore Delegato della Samer & Co. Shipping Srl,
società capogruppo che opera nel settore marittimo e
assicurativo.
Console Generale Onorario della Repubblica di Turchia per
le regioni Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige dal 25
settembre 1998 e Decano del Corpo Consolare di Trieste.
Presidente dell’ “Agenzia del Mare” presso la Camera di
Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trieste.
Già Presidente dell’Associazione Agenti Marittimi del FriuliVenezia Giulia, Vice-Presidente italiano della Federagenti e
membro del Comitato Portuale dell’ Autorità Portuale di
Trieste.
È Socio del R.C. Trieste ed insignito del PHF.
Atleta Azzurro Onorario, è Presidente dell’Associazione
Sportiva Pallanuoto Trieste.
onostante la diffusa crisi economica
mondiale, il settore crocieristico pare non
risentire gli effetti della recessione. Il trend
delle vacanze a bordo delle signore dei mari a
cinque stelle, infatti, continua a crescere, basti
pensare che da 2milioni e 700mila crocieristi in
Europa nel 2003, si è passati ai 4milioni del 2007 (+
50%), che dovrebbero diventare 4milioni e 300mila
entro il 2010. “L’arrivo cinque anni fa a Trieste di
Costa Crociere – ha detto Enrico Samer
(amministratore
delegato
della
Samer&Co.
Shipping) nel corso della relazione al Rotary Club
Trieste Nord martedì scorso – è stato positivo sia per
l’immagine della città sia per le ricadute economiche
sull’economia locale, nonostante le polemiche sulla
scarsa appetibilità dell’offerta commerciale e
turistica”. Il crocierista quando si trova in un porto
d’imbarco o di scalo, ne approfitta per visitare la
città, fare un po’ di shopping e qualche sosta di
ristoro. Tradotto in cifre, spende circa 70 euro al
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
giorno, che moltiplicati per i 53mila passeggeri del
2007 e i 58 mila del 2008 hanno portato alle casse
cittadine ben 7milioni e 700mila euro.
Presumibilmente per un cambio di rotta nella
politica aziendale commerciale che guarda ai nuovi
mercati
dell’estremo
oriente, Costa Viaggi
sposterà nel 2009 le
sue navi bianche su altri
porti, tarpando almeno
in parte le aspirazioni
crocieristiche di Trieste.
Ad
arginare
il
fenomeno, potrebbero
essere le navi della
compagnia
di
navigazione
italosvizzera Msc, il colosso
mondiale nel trasporto
dei container, che sta
consolidando con Msc
Crociere
la
sua
leadership nel settore crocieristico dell’Adriatico
settentrionale. “Le due compagnie sono fortemente
competitive tra loro – aggiunge Samer – è questo è
comunque positivo per il futuro di Trieste come
home-port per le crociere nel Mediterraneo, a patto
di offrire agli armatori delle infrastrutture adeguate a
quelle che sono oramai delle vere e proprie città
galleggianti”. Le grandi compagnie di navigazione
varano, infatti, navi sempre più capienti, come le
gemelle Carnival Dream e Carnival Magic, costruite
dalla Fincantieri per il gruppo Carnival Cruise Line,
che possono ospitare fino a 3652 passeggeri.
Patrizia Piccione
G
li
argomenti
trattati da Enrico
Samer
hanno
stimolato la curiosità dei
presenti che hanno
posto
numerose
domande al relatore.
Sergio Flegar ha chiesto
se la relazione con il
Porto di Venezia sia
possibile e costruttiva o
presenti
delle
zone
d’ombra. Il relatore ha
risposto ricordando che i
due porti sono concorrenti e che quindi, a suo
parere, gli accordi siano
possibili solo a livello delle infrastrutture. La
dimensione del nostro porto è troppo piccola
rispetto a quella di Venezia e quindi, al momento,
possiamo raccogliere solo quello che il porto di
135
Venezia ci lascia: ad esempio – per il 2009 – le navi
che faranno scalo su Venezia di Costa e MSC
aumentano di una unità mentre Trieste perde la
nave che vi faceva precedentemente scalo.
Luciano Campanacci ha poi richiesto informazioni
sulla effettiva realizzazione delle cosiddette
“autostrade del mare”
con particolare riferimento
al
traffico
passeggeri
con
la
Turchia.
Samer ha risposto al
riguardo che, ad oggi,
non c’è traffico passeggeri con la Turchia. Le
navi attualmente in
servizio
sono
solo
“merci”
che,
al
massimo, trasportano 12
autisti. I camion, anche
perché possono trasportare merci pericolose, non sono quindi, di norma,
accompagnati. Gli autisti viaggiano in aereo
usufruendo così di un giorno di riposo in più e
facendo scalo all’aeroporto di Lubiana. Il volo
dell’autista e il trasporto del camion a bordo sono la
via più economica rispetto al viaggio via terra.
Loredana Catalfamo ha poi sottolineato il rapporto
problematico tra i crocieristi che fanno scalo a
Trieste e l’offerta di servizi commerciali agli stessi
all’atto del loro sbarco/imbarco, un tanto anche alla
luce delle recenti iniziative prese a livello regionale
sul commercio. Al riguardo Samer ha confermato
che, per ora non c’è molto feeling tra mondo delle
crociere e ricadute per il mondo del commercio
triestino, anche perché
i volumi in gioco sono
ancora
bassi.
Se
potessimo migliorare
la continuità del flusso
crocieristico ci sarebbe
sicuramente una ricaduta positiva molto più
sostenuta anche per il
commercio triestino.
Silvio Spagnul ha poi
chiesto informazioni
circa la ripresa dei ferry
con la Grecia e più in
generale del trasporto
passeggeri da e per
Trieste. Il quadro ad
oggi,
ha
risposto
Samer, non è certo incoraggiante; possiamo solo
sperare che gli interventi impiantistici in fase di
realizzazione nel nostro porta possano portare, nel
medio periodo una ripresa dei traffici.
M.C.
136
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
CONVIVIALE 1728
11 NOVEMBRE 2008
SEDE DEL CLUB, ORE 13.00
Presenti
Presenti fuori sede
Percentuale
Flegar al R.C. Trieste il 6.11
Flegar e Sardina al R.C. Capodistria l’8.11
Drabeni al Forum distrettuale l’8.11
Verzegnassi alla presentazione del DVD il 10.11
(32 presenti +5 fuori sede - 4 dispensati presenti) /
(106 effettivi - 21 dispensati) = 39 %
Ospiti del Club
Dott. Federico Poropat
Amici in visita
Alfredo Antonini (R.C. Trieste)
Giorgio Cappel (R.C. Trieste)
Auguri per il compleanno a
F
Barbina, Battistella, Baucer, M. Benussi, Borgna,
Campailla, Cantamessa, Cattaruzza, Cecovini, Costa,
Cucchiarelli, de Morpurgo, Di Marino, Drabeni,
Flegar, Fogazzaro, Franconi, Gerbini, Grassi, Luciani,
Mandler, Meloni, Papagno, Rollo, Sardina, Soldano,
Spagnul, Trovato, Urso, Verzegnassi, Volli e Zanetti.
estosa conviviale in sede in cui è stata
annunciata la nascita della primogenita del
nostro Tesoriere Spagnul, nata giovedì 6
novembre alle ore 10.55. La piccolina si chiama
Ludovica, come la nonna paterna, pesa 3,570 Kg e
fortunatamente è in piena salute. Congratulazioni
Silvio!
Il papà ha voluto festeggiare l’avvenimento con
tutti gli amici del Club offrendo un ottimo
champagne.
Il Presidente ricorda ai presenti che è in
distribuzione il secondo bollettino bimensile
(settembre/ottobre), pieno di notizie e altre
informazioni rotariane. Questo numero della rivista
è stato sponsorizzato dall’azienda Eurospital, del
nostro amico e socio Michele Kropf, che molto
gentilmente
si
è
offerto
di
sostenerci
finanziariamente.
M. Benussi e Pitacco (13.11).
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
MESE DELLA ROTARY
FOUNDATION
Ignazio Urso
C
ari amici, brevi
parole a proposito di Rotary
Foundation nel mese
che il Rotary International dedica a questo
argomento.
Si
può
senz’altro
affermare che la RF è la
ragione di essere del
Rotary. Non dimentichiamo infatti che dal punto di
vista operativo ogni Rotary Club è indipendente e
che il RI è sì l’associazione dei singoli Rotary Club,
ma che nei confronti di questi ultimi ha solo una
funzione amministrativa. Ogni Club opera
concretamente per conto proprio. La Fondazione
Rotary, che è altra cosa dal Rotary Internazionale,
rappresenta per così dire il braccio operativo del
Rotary Internazionale.
Voglio dire che la RF permette, sia pure
indirettamente, ai singoli club di operare tutti
insieme. Si comprende immediatamente come la
sinergia di oltre 33.000 club consenta azioni di molti
ordini di grandezza maggiori rispetto a quelle di un
singolo club o di un gruppo di club: basti, per tutte,
citare la campagna Polio Plus.
Del resto qualche cifra chiarisce il concetto. La RF
opera attraverso tre “fondi”:
1.
il Fondo Permanente, che è il fondo di
dotazione della fondazione, del quale vengono
usati una parte degli utili per finanziare i
programmi e che si prevede di far giungere
entro il 2025 all’importo di 1 miliardo di dollari;
2. il Fondo Programmi, che è il fondo operativo
per l’attuazione pratica dei programmi e che è
sovvenzionato, oltre che dalle contribuzioni
specifiche, da una parte degli utili del fondo
permanente;
3. il Fondo Polio Plus, che sostiene quella
campagna di vaccinazione.
Dal 1947 a oggi le contribuzioni alla RF hanno
raggiunto quasi 2 miliardi di dollari.
Motivi di brevità non mi permettono di
approfondire i vari programmi della RF, quali le
borse di studio degli ambasciatori del RI, gli scambi
di gruppi di studio, le sovvenzioni umanitarie,
eccetera.
Ciò che invece desidero sottolineare è come ogni
rotariano ha l’obbligo morale di contribuire
all’attività della RF. A livello di club, è più importante
la partecipazione personale ai vari programmi,
mettendola disposizione la propria professionalità
137
ed il proprio tempo è
più che il proprio
denaro. Diversa è la
situazione nei confronti
della RF. Anche qui non
manca la possibilità di
volontariato e simili, ma
proprio l’impegno e la
portata dei programmi
rende prevalente la
contribuzione
in
denaro.
Quanto questa contribuzione sia importante
e
necessaria
lo
sappiamo tutti, ma
qualche volta ci capita di dimenticarcene davvero,
non per cattiva volontà, ma per disattenzione o
pigrizia. Anche un piccolo contributo è utile, ad
esempio un’elargizione quando vogliamo ricordare
una persona cara che non c’è più. Tradizionalmente,
il nostro Club versa (e addebita) per ogni socio dieci
euro all’anno, quella che una volta era la “quota
compleanno” oltre al ricavato del torneo di golf e di
altre iniziative.
Vi è poi l’argomento PHF. È vexata quaestio se
debba intendersi come un’onorificenza o un
acquisto. Personalmente ritengo che posso
“onorare” qualcuno assegnandogli il PHF, ma se lo
voglio per me è un acquisto; se poi qualcuno si
sente turbato per il fatto di “acquistare
un’onorificenza”, nessuno gli impedisce di versare
1.000 dollari (o quanto vuole) alla RF senza
richiedere il PHF.
In ogni caso, senza versare mille dollari alla RF
niente PHF, cioè, onorificenza o meno, in ogni caso
il PHF richiede una corresponsione di denaro. Ed in
effetti il PHF non è altro che l’attestato di un
versamento, nobile e benefico, a favore della
Fondazione Rotary. Chi lo effettua acquista per sé o
per altri il titolo di “amico di Paul Harris”.
Ricordiamoci che il PHF può essere acquistato con
un unico versamento o a comode rate trimestrali
(nessuno si scandalizzi). Esiste un cambio ufficiale
euro/dollaro, fissato mensilmente dal RI, perché
infine il versamento deve essere comunque di 1.000
dollari. Chi sta attento all’andamento dei mercati
finanziari e valutari sa che attualmente quei 1.000
dollari non costano molto: sono 750 euro, per di più
detraibili fiscalmente entro certi limiti con il sistema
dell’ONLUS distrettuale.
750 euro non sono una cifra trascurabile: sono
all’incirca la metà del canone annuale d’iscrizione al
Rotary, sono il costo di un fine settimana sugli sci o
alle terme, sono il costo di dieci sigarette al giorno
per un anno, sono il prezzo di quattro o cinque
bottiglie di Champagne francese… Pensiamoci.
138
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
“LA MIA ESPERIENZA IN ANGOLA”
Federico Poropat
L
’Angola è uno dei paesi più poveri dell’Africa e,
uscito da una trentennale guerra civile solo sei
anni fa, porta nel suo territorio ancora
chiaramente i segni del conflitto, con una superficie di
terreni minati seconda solo all’Afganistan e
un’economia che stenta a decollare, causa anche la
corruzione dilagante, nonostante
la ricchezza del sottosuolo
(petrolio, diamanti e ferro).
Attraverso alcuni dati dell’OMS
vorrei
descrivere
molto
sinteticamente le condizioni di
vita degli Angolani: il reddito
medio mensile è di 160 dollari,
l’accesso alle fonti d’acqua varia
tra il 40% e il 70%, l’aspettativa
media di vita è di 38 anni per gli
uomini e 42 per le donne e il
tasso di mortalità infantile entro i
5 anni di età è del 26%, un triste
primato che pone il paese tra i
peggiori al mondo. I bambini
muoiono, per la maggior parte, a
causa di malattie infettive
(diarrea, polmonite, malaria,
tubercolosi, AIDS) anche se nel
53% dei casi il comune
denominatore è la malnutrizione.
Nei cinque mesi della mia
permanenza in Africa, mi sono
prevalentemente
occupato
proprio di quest’aspetto della
patologia
pediatrica,
la
malnutrizione,
seguendo
i
bambini ricoverati presso il
centro nutrizionale dell’Hospital
Divina Provvidencia di Luanda,
capitale dell’Angola. Avevo a
disposizione nel mio reparto 18
letti su un totale complessivo di
58. L’ospedale aveva un reparto
pediatrico, uno di medicina
interna per adulti, e ambulatori
per tubercolosi e malati di AIDS e
serviva il Bario, un territorio
circostante in cui vivono circa un
milione di persone. Il mio lavoro
consisteva da un lato nel curare i
malnutriti, secondo i protocolli
dell’OMS, e dall’altro di educare
le famiglie ad una corretta
alimentazione così come al
rispetto di elementari norme
igienico-sanitarie. In questa attività quotidiana un
ruolo fondamentale era svolto dal personale locale
(gli infermieri e le cuoche) che, fungendo
praticamente da mediatori culturali, aiutavano le
madri a comprendere l’importanza di questi
insegnamenti, portando ad esempio situazioni di vita
quotidiana comuni alla loro realtà. Facendo una stima
grossolana sull’efficacia del mio lavoro, ma non solo
mio, perché questo centro nutrizionale è nato e vive
grazie ad un progetto fortemente voluto dal
professore F. Panizon e dalla Scuola di
Specializzazione in Pediatria
dell’Università di Trieste in
collaborazione
con
quella
dell’Università di Modena, che
mandano regolarmente i loro
specializzandi
in
questo
ospedale, dicevo, facendo una
stima grossolana dell’efficacia di
questo intervento le vite salvate
in tre anni di attività sono 160.
In conclusione, vorrei solo
aggiungere che se da un lato
penso di aver aiutato nel mio
piccolo
questi
bambini,
sicuramente dall’altro loro stessi
e le loro madri mi hanno
permesso di partire dall’Angola
con
un’esperienza
professionale, ma soprattutto
umana impareggiabile; vorrei
per tanto cogliere questa
occasione per ringraziare molto
sentitamente i due Rotary Club
triestini che con la loro borsa mi
hanno permesso di vivere tutto
questo.
In risposta alle numerose
domande dei soci - tra cui
Michela Cattaruzza, Giuliano
Grassi, Chicco Urso e Claudio
Verzegnassi - il relatore si è
soffermato a raccontare come i
pazienti si presentino in
ospedale dopo aver provato
vari tentativi, come le ricette più
bizzarre degli stregoni o
l’utilizzo di terapie incomplete,
magari con farmaci scaduti,
come successo in casi di
tubercolosi, che rallentano o
impediscono addirittura la
guarigione.
IL PICCOLO
MARTEDÌ 18 NOVEMBRE 2008
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
139
CONVIVIALE 1729
18 NOVEMBRE 2008
NH JOLLY TRIESTE, ORE 20.30
Presenti
Presenti fuori sede
Percentuale
Flegar e Verzegnassi al R.C. Muggia il 12.11
Campailla al R.C. Trieste il 13.11
(38 presenti + 3 fuori sede - 6 dispensati presenti) /
(106 effettivi - 21 dispensati) = 41 %
Ospiti del Club
Gilberto Benvenuti
La giornalista Patrizia Piccione
Ospiti dei soci
Ing. Fredi Lucchesi (M. Benussi)
Amici in visita
Serena Cividin (R.C. Trieste)
Fulvia Costantinides (R.C. Trieste)
Aldo Innocente (R.C. Trieste)
Auguri per il compleanno a
D
Barbina,
Battistella,
M.
Benussi,
Bratina,
Castronovo, Cosulich, Cucchiarelli, Cuomo e signora,
de Morpurgo, Di Marino e signora, Flegar e signora,
Fogazzaro e signora, Franconi e signora, Giacca e
signora, Grassi e signora, Iadanza, Kaspar e signora,
Kokelj, Luciani, Mahnic e signora, Meloni, G. Nobile,
Pasino, Patti e signora, Pitacco e signora, Pollio,
Rinaldi, Rollo, Sardina, Luciano Savino, Soldano,
Trovato, Tuniz e signora, Valta, Verzegnassi e
signora, Volli, Wiesenfeld e Zanetti.
opo le comunicazioni di rito, il Presidente
ricorda ai soci i prossimi appuntamenti:
29.11 pranzo a Gradiscutta di Varmo
1.12 incontro con gli amici di Klagenfurt per
l’avvento
4-10.12 gita a New York
16.12 conviviale natalizia
28.3 gita sociale a Venezia
Per la conviviale natalizia i soci sono invitati a
collaborare con l’invio di doni per la beneficenza.
Ha quindi preso la parola Gilberto Benvenuti il quale
ha svolto un’ampia relazione sui problemi dei
turismo in campo nazionale, regionale e cittadino.
Giacca (23.11).
Gilberto BENVENUTI
Ha studiato a Londra, Parigi, Francoforte. Area manager del
gruppo ENI, ha diretto operativamente la compagnia
alberghiera AtaHotels della SAI. Ha amministrato l’Isola di
Albarella per conto del Credit Suisse. Dal 1991 è Presidente e
Amministratore delegato della MAGESTA SpA.
Entrato nel Rotary di Adria nel 1983, si è trasferito nel 1995
al Rotary Club di Trieste, dove è stato presentato da Dario
Samer.
Conosce inglese, francese e tedesco. Pratica il nuoto
subacqueo e lo sci. Si interessa di musica.
140
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
“IL TURISIMO A TRIESTE”
Gilberto Benvenuti
C
aro Presidente, Ti sono grato per avermi dato
l'occasione di fare una chiacchierata sul
turismo in questa sede. Come sai, questo è un
tema stimolante che mi sta particolarmente a cuore
e che però non si può trattare senza toccare punti
sensibili.
Ci tengo quindi a precisare che il mio approccio
all'argomento sarà da considerare esclusivamente
tecnico e quindi scevro da qualsiasi implicazione di
valenza politica. Prima di parlare di Trieste Vi ruberò
qualche minuto per tentare di farvi un quadro
generale su settore nel quale opero.
Il turismo nel nostro paese
È noto a tutti che, negli ultimi decenni, il vertiginoso
sviluppo dei mezzi di trasporto ha cambiato la
geografia turistica. È molto meno noto ai più,
invece, che mentre ciò accadeva, in Italia c'era chi,
ritenendo che la bellezza del nostro Paese potesse
garantirci, in eterno, l'ambita invasione dei turisti da
tutto il mondo, smantellava il Ministero del Turismo
e l'ENIT che ne era il braccio operativo. “Già - si
diceva – l’Italia, oltretutto, possiede il 65% del
patrimonio artistico/culturale dell'intero pianeta,
come afferma l’UNESCO e questo basta e avanza”.
Il risultato di questa colpevole scelta è che mentre
nel 1970, in termini di arrivi, eravamo al primo posto
al mondo, dal 2004 figuriamo al quinto posto; e
saremo fortunati se riusciremo a mantenere questa
posizione ancora per qualche anno.
La delega del turismo alle Regioni, oltre che ad aver
moltiplicato in maniera esponenziale il costo
amministrativo, ha penalizzato drammaticamente la
stessa promozione del nostro Paese in termini di
efficacia e risultati.
Si pensi che per anni e anni, nelle Fiere Internazionali, mentre gli altri Paesi si presentavano
all'interno di grandi, attraenti padiglioni nazionali
dall'architettura emblematica, l'Italia si offriva agli
operatori di tutto il mondo attraverso una moltitudine di piccoli stand regionali senza rilievo,
sparpagliati in chilometri di percorsi fieristici.
Stand con nomi Marche, Molise, Basilicata, etc.,
come se a tutti noi fosse dato di sapere cos’è e
dov’è il Meclenburg-Vorpommern piuttosto che la
Picardia o a la La Rioja (rispettivamente a Nord della
Germania, in Francia e in Spagna).
Non c'è quindi da meravigliarsi se siamo l’unico
paese in Europa che solo nell’ultimo decennio ha
subito una riduzione della quota di mercato
passando dal 9,6 all'8,9%. Fortunatamente il
turismo, nonostante questi incoscienti colpi bassi,
rappresenta ancora circa il 12% del nostro PIL
nazionale assicurando – con i suoi 2,7 milioni di posti
di lavoro – il 12% dell’occupazione. Che non è poco.
In verità, da qualche anno, si ha la sensazione che i
Governi, di qualunque colore, abbiano tentato di
riparare l’errore. È infatti del maggio 2005
l’istituzione, a livello governativo, del Comitato
Nazionale per il Turismo; del 2006 a dichiarazione
dei Governo Prodi (leggo testualmente) “il nostro
Paese deve ritornare ad essere primo al mondo nel
Turismo”; del 2007 il recupero definitivo dell’ENIT
come Agenzia Nazionale e del 2008 la nomina di
Matteo Marzotto a suo Presidente,
Anche Confindustria spinge nella stessa direzione.
Emma Marcegaglia non era ancora Presidente
quando già lanciava - con un manifesto - la sua
proposta al futuro Governo suggerendo per il
Turismo (cito ancora alla lettera) “un progetto paese
che consideri questo settore il motore della crescita
economica futura, uno sforzo collettivo che coinvolga
le diverse parti sociali, dagli imprenditori, al Governo
ed alle Istituzioni locali”.
Alla fine del 2007 al vertice di Federturismo è stato
nominato Daniel John Winteler (Presidente di
Alpitour) che appena eletto, davanti alla Commissione Attività Produttive della Camera dichiarava
(cito ancora testualmente) “non dobbiamo porci
tanto il problema di ritornare primi, ma quello di
essere unici, utilizzando le risorse che solo noi
abbiamo”.
Speriamo che non sia troppo tardi, visto che
l'occupazione della ricettività del nostro Paese, nel
2008 registra un -5.1% ed il revpar - (ricavo per
camera disponibile) un -5,4% contro rispettivamente
il -2% ed il -1.5% dell'Unione Europea.
Il turismo nella nostra regione
Il Governo Regionale, a suo tempo, scelse la strada
tracciata dai Governi Nazionali creando un’Agenzia
Regionale e puntando, guarda caso, sull'immagine
unica. AI momento attuale non mi è dato di sapere
quale indirizzo voglia prendere il nuovo Governo
della Regione.
Personalmente penso che il punto di forza regionale
si debba ricercare nell'integrazione fra i diversi tipi
di attività, quella turistica, dello sport e degli eventi
culturali, stimolando interazioni capaci di determinare circoli virtuosi attraverso collegamenti tra
tutte le componenti turistiche (congressuale e
termale, balneare e culturale, archeologico ed
enogastronomico).
Ritengo altresì che sia troppo presto per poter
comprendere quale peso verrà dato alla politica di
sviluppo turistico regionale. Così com'è impossibile
quantificare il grado di sensibilizzazione delle altre
Istituzioni sulla valenza e sulla risorsa economica e
culturale rappresentata dal turismo con la T
maiuscola.
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
Certo, l’avvenuta eliminazione della sezione del
Turismo dell'Università di Gorizia nonché quella
dell’appellativo di Città Turistica di Trieste,
esaminate sotto ogni punto di vista, non farebbero
ben sperare. Per contro posso testimoniare
personalmente che la Presidenza della Regione è
intervenuta con immediatezza per risolvere qualche
annoso problema legato al turismo.
Il turismo a Trieste
Essendo partita in buona sostanza da zero, oggi
turisticamente parlando, la nostra Provincia non sta
andando poi tanto male.
Lo dimostrano le statistiche che
evidenziano che già oggi il bilancio
turistico
della
nostra
città
rappresenta il 7% del PIL cittadino.
Si pensi che la stessa Barcellona,
che da anni primeggia tra le città a
vocazione turistica, prima del
Olimpiadi doveva al turismo solo il
2% degli introiti (va anche detto
però che oggi a Barcellona il
Turismo genera ben il 14% delle
sue entrate).
Lo confermano i dati 2008
sull’occupazione e sul revpar
(ricavo per camera disponibile) di
Trieste che,in qualche maniera,
fino ad oggi, sembrereb-bero
andar
meglio
della
media
nazionale.
Non mi stancherò quindi mai di
esprimere il mio personale
convincimento che il turismo possa contribuire non
poco allo sviluppo cittadino a condizione che - una
volta per tutte - si dimostri la capacità e la sincera
volontà di tutte le componenti che concorrono a
disegnare I’offerta turistica della città, di agire
concretamente per la sua crescita. Sono vecchi e
inascoltati discorsi. Per questo, lo ripeto.
È irrinunciabile che Regione, Provincia, Comune,
Camera di Commercio, Consorzi e Associazioni di
Categoria (e chi più ne ha più ne metta);
1. riconoscano e sanciscano definitivamente e
senza possibilità di equivoci, il ruolo strategico
del turismo per lo sviluppo della città;
2. che si stabilisca una netta ed inequivocabile
identificazione ed assegnazione di ruoli tra le
Istituzioni;
3. che si stimoli la collaborazione tra pubblico e
privato anche attraverso un serio coinvolgimento di quest'ultimo;
4. che si crei una governance in grado di indicare
poche ma mirate e stabili linee guida.
Non si possono chiedere miracoli a nessuno, anche
perché, al di là del commerciale, il nostro turismo è
caratterizzato quasi esclusivamente:
141
• da quello vacanziero degli short breaks aiutati
dalla crocieristica (che comunque, mostra
qualche problema)
• da quello dei Congressi.
Ma se si parla di chiusura dei negozi e se non si ha la
volontà di garantire, formalizzandola, la disponibilità di un Centro Congressi dopo il 31 dicembre 2009,
vien da pensare che - in fondo in fondo - non si
creda poi tanto nella chance rappresentata dal
turismo.
Concludo dando anticipatamente risposta alla
domanda che comunque qualcuno di Voi mi
avrebbe fatto. Ebbene sì. Ho messo giù queste
poche
righe
ignorando
volutamente il problema della crisi
finanziaria in atto.
La verità è che, come tanti, non
sono disponibile ad accettare per
oro colato o ad utilizzare
strategicamente le previsioni di
chi semmai avrebbe dovuto
prevedere ieri, quello che sta
succedendo.
È evidente però che molte cose
dovranno cambiare.
Ammetto anche di aver riflettuto
molto, di recente, prima di
indebitare ulteriormente la mia
Azienda con nuovi investimenti.
È fuori dubbio che ci aspettano
tempi duri ma, paradossalmente,
azzardo l’ipotesi che il settore
turistico italiano possa risentire
meno di altri Paesi l’inevitabile ma
temporanea contrazione del movimento turistico
mondiale. Nel 2006 aveva ragione Rutelli a voler
ritornare ai primi posti. Quello però era pensabile
allora.
Oggi, a mio modesto avviso, Winteler centra meglio
l'obiettivo proponendo di puntare sulla unicità del
nostro Paese.
In buona sostanza mi aspetto che il turismo subisca
una generale frenata, determinando conseguentemente sicure flessioni nella produzione. Ma
sono anche sinceramente convinto che il turismo sia
una primaria necessità dell'uomo e quindi, al di là
delle formule, lo potremmo vedere presto
nuovamente in crescita.
Certo, nessuno pensi di contare ancora una volta
esclusivamente sullo stellone dell’italica fortuna.
Non è più possibile fare errori come quelli degli anni
Settanta.
La nostra storia e la nostra cultura ci avevano
messo, a suo tempo, in condizione di essere tra i
primi al mondo in grado di erogare servizi altamente
qualificati in un “paradiso” chiamato Italia. Si tratta
di dimostrare di saperlo fare ancora.
Occorre uno scatto d’orgoglio che potrebbe
142
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
assicurarci la preferenza del mercato più esigente
che - ne sono convinto - esisterà sempre a prescindere dalle crisi.
Sull'altro fronte dobbiamo essere in grado di dare
risposte a quella fascia di clientela che ultimamente
tende ad abbandonare gli alberghi, per molti
diventati troppo cari, orientandosi verso la scelta di
altre tipologie di ospitalità.
È qui ancora una volta dovremo ricorrere all'italiana
genialità creativa. Un exploit, al limite della
improvvisazione, purché convalidato dalla serietà
dell'offerta e in grado di reggere il confronto
qualità/prezzo.
Attraverso,
penso
io,
la
semplificazione e la selfizzazione.
Il resto del miracolo, sì, sarà supportato dell’essere
il Bel Paese con il suo immenso patrimonio culturale
e di bellezze naturali.
Ecco, ho detto quello che penso. Non sorprendetevi
se Vi sono apparso vagamente ottimista. Se non lo
fossi di carattere non sarei mai approdato a Trieste.
A
seguito dell’interessante ed applaudita
relazione, è intervenuto il Presidente per
rilevare che, rispetto all’estero, i prezzi
applicati in Italia sono troppo alti sia in campo
alberghiero che in quello della ristorazione. Il merito
Benvenuti, dopo aver rilevato che un certo
decadimento si è verificato anche in altri paesi,
afferma che da noi - nella convinzione di essere
migliori - non è stata presa ancora in considerazione
l’opportunità di miglioramento.
L’amico Rinaldi chiede spiegazioni sulla paventata
selfizzazione (citata nel discorso); al riguardo il
relatore, dopo aver premesso che il turismo
esigente non mancherà mai, ammette un
cambiamento nella clientela su quello che riguarda
la ricettività. È in atto una riduzione degli alberghi
ed un incremento extra alberghiero ed in questo
settore si sta orientando la clientela per ovviare ai
costi derivati dal servizio.
Il socio Wiesenfeld chiede quali siano le
conseguenze della crisi dell’Alitalia nei confronti del
turismo; secondo Benvenuti scopo principale
dell’operatore turistico è quello di creare le
condizioni ottimali di accoglienza e non è
importante il mezzo con il quale arriva il cliente.
Claudio Verzegnassi fa notare lo scarso interesse
degli italiani per il nostro paese; secondo il relatore
questa è la conseguenza dello smantellamento
attuato nel 1970 dell’ENIT che promuoveva la
conoscenza delle nostre bellezze storiche.
Infine, il nostro Presidente Flegar ringrazia l’oratore
ed il tocco della campana conclude la serata.
M. Pollio
IL PICCOLO
GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2008
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
143
CONVIVIALE 1730
25 NOVEMBRE 2008
NH JOLLY TRIESTE, ORE 20.30
Presenti
Barbina, Bellis, M. Benussi, Campanacci, Catalfamo,
Cecovini, Costa, Cucchiarelli, Cuomo, Cuscito, de
Morpurgo, Dei Rossi, Doratti, Drabeni, Flegar,
Fogazzaro,
Forlani,
Franconi,
Gerbini,
Grassi,
Gropaiz, Iadanza, Luzzati, Magris, Masoli, Patti,
Pollio, Rollo, Sardina, Luciano Savino, Soldano,
Spagnul,
Trovato,
Turco,
Urso,
Valenzin,
Verzegnassi, Volli e Zanetti.
Percentuale
(39 presenti - 9 dispensati presenti) / (106 effettivi 21 dispensati) = 35 %
Ospiti del Club
Licio Zellini
La giornalista Patrizia Piccione
Amici in visita
Auguri per il compleanno a
C
on piacere, i soci
rivedono in serata, dopo
una lunga assenza, un
caro amico e socio fondatore,
Edoardo Doratti. Bentornato
nel Club!
Dopo
le
consuete
comunicazioni di rito, il
Presidente Flegar presenta
l’oratore della serata, l’amico
rotariano Licio Zellini, che
proprio nel mese precedente
aveva raggiunto il traguardo
dei novant’anni. Il Presidente si congratula
pertanto con lui per la vitalità e la passione con le
quali si dedica ancora alla sua attività e,
presentandolo ai soci, lo invita a tenere la
programmata conferenza.
Nicola Longo (R.C. Torino Europea)
Drabeni (27.11) e Battistella (28.11).
Licio ZELLINI
Diplomato in violino a Bologna,
laureato in Lettere Moderne a
Padova, entra all’EIAR a Roma
nel 1943. Viene poi trasferito a
Trieste, a Milano e di nuovo a
Trieste sotto il GMA come
responsabile dei programmi
italiani. Prosegue la sua carriera
nella RAI a Roma, Milano, Napoli
e Venezia e nel 1983 ritorna a
Trieste come Direttore della sede
regionale RAI del FVG. È saggista
e critico musicale e discografico
ed è da molti anni Consigliere del Concorso nazionale di
Vittorio Veneto per violinisti. È Presidente del Circolo
della Cultura e delle Arti di Trieste.
È stato presentato al Rotary nel 1983 da Loris Premuda.
144
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
“LA CULTURA A TRIESTE ED
IL CIRCOLO CULTURA E DELLE ARTI”
Sintesi ed argomenti importanti
nell’intervento di
Licio Zellini
D
ovrei parlarvi del Circolo della Cultura e
delle Arti, ma prima ritengo necessario
premettere alcune considerazioni su un
argomento più vasto: quello della cultura in genere
e più precisamente della cultura di cui il CCA è stato
ed è l’interprete.
La cultura, dall’apprendimento
alle forme più alte della
conoscenza, è un valore
assoluto, affiancabile a quello
di Fede, Giustizia, Patria; è una
forma di elevazione spirituale
che facilita ogni rapporto e si
affianca alle altre esigenze
dello spirito, del fisico,
contribuendo
all’equilibrio
morale della persona. Volendo
circoscrivere ulteriormente il
concetto – nonostante la sua
elasticità e variabilità –
cercherò di rifarmi ad alcune
fonti sicure: anno 1985, 14
novembre: chi vi parla (in
quanto
responsabile
in
quell’anno
della
programmazione culturale del
Rotary Trieste, di cui tuttora mi
onoro di far parte) ha l’iniziativa di dedicare una
conviviale all’importante tema “La Cultura a
Trieste” ed invita un illustre e prestigioso socio a
parlarne: Manlio Cecovini. Ecco quanto Cecovini
disse in quella occasione sul concetto di cultura:
“Cos’è la cultura? Volgarmente con questo termine si
usa indicare l’insieme delle mozioni che una persona
(o comunità, o società) possiede. Per superare quel
sapore scolastico che altrimenti potrebbe
restringere l’accezione, credo che potremmo essere
tutti d’accordo di includervi le tradizioni, il retaggio
storico, l’espressione artistica e scientifica e in
genere l’attitudine creativa d’ogni tipo.
Nella sua accezione classica il concetto di cultura
tende ad implicare, esaurendolo, quello della
formazione armoniosa dell’uomo, in ogni sua
espressione, privilegiandosi tuttavia quella di
carattere intellettuale”.
Vorrei citare ancora una definizione che mi sembra
rilevante e che è riferibile a Benedetto Croce: “La
cultura è ciò che rimane in una persona dopo che ha
dimenticato tutto ciò che ha imparato”… concetto
molto vicino a quello di Civiltà.
Ulteriore definizione, forse quella più interessante
per il tema della serata.
Siamo nel lontano 17 febbraio 1946 quando Giani
Stuparich, nella Sala Minore dell’attuale Camera di
Commercio pronunciò un famoso discorso che
doveva celebrare la fondazione della nostra
Istituzione. Si tratta di un documento fondamentale
che costituisce una “Summa” sui concetti di cultura,
libertà e democrazia. Eccone un passaggio:
“Noi vogliamo creare una base comune, sociale, per la
vita cittadina della cultura e delle arti. I cittadini di
tutti i ceti, di tutte le tendenze potranno far parte del
nostro Circolo. Se c’è un terreno d’intesa e di reale
conciliazione, oggi che si cerca la conciliazione persino
nel campo politico, questa è
proprio il terreno dell’arte e della
cultura. Sulla soglia del nostro
Circolo, vogliamo che siano
abbandonate le dissezioni e le
discordanze, utili magari in altri
campi; non la lotta è adatta a
noi, ma la gara dell’intelligenza e
delle opere. Questo soltanto
chiediamo: che gli intendimenti
siano onesti e che l’intelligenza
sia messa al servizio della verità.
Sono di moda oggi i luoghi
comuni della democrazia, come
ieri quelli dell’autoritarismo. Noi
eviteremo i luoghi comuni che
sono fatti per confondere le
idee. La cultura non è né
autoritaria né democratica, la
cultura è cultura, è un livello.
Gli altri fini dell’arte e della
cultura sono fini a se stessi. Perciò noi non vogliamo
mettere l’arte e le cultura al servizio di niente e di
nessuno.”
Posso assicurare che nel corso delle vicende
successive del CCA, mai è stata tradita la consegna di
Giani Stuparich. L’attualità delle sue parole è
evidente anche per i problemi d’oggi. Noi, eredi di
questa tradizione siamo vincolari strettamente a
questi principi ed ad essi intendiamo rimanere fedeli.
Riassumendo: la cultura è un livello: non è
suscettibile d’aggettivazione; non è nozionismo.
Esistono vari tipi di sottoprodotti della Cultura
(cultura di massa, popolare, contadina…), tutti
valevoli come sottoprodotto. Si impone quindi la
cultura individuale. I soggetti collettivi non hanno
personalità propria: è per il singolo che si opera ai
fini della cultura. Ne consegue il sovrano principio
della responsabilità individuale che sta alla base del
concetto di libertà.
A questo punto un breve excursus sulle vicende del
Circolo occorre farlo. La storia del CCA è di fatto
caratterizzata da alcune costanti.
- Grande successo per 3-4 decenni. Unicità o
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
quasi dell’opera culturale del Circolo in città;
concorso costante del mondo culturale italiano
a Trieste. Grandi e durature iniziative (attività
editoriale, particolare importanza dell’attività
cinematografica)
- Costanti difficoltà economiche di bilancio
- Diffidenza dell’ambiente politico verso un
ente indipendente
- Personalità del mondo culturale italiano che
sono stati ospiti del CCA (Carlo Bo, Eugenio
Montale, G. Cervi, Arnoldo Foà, Giuseppe
Ungaretti, Alberto Moravia, Indro Montanelli,
Italo Calvino, Massimo Mila, Guido Piovene,
Pierpaolo Pisolini e numerosissimi altri…)
- Nell’ambito triestino vediamo:
- Presidenti del CCA: Silvio
Benco, Francesco Vercelli,
Raffaele de Courten, Antonio
Fonda Savio, Pietro Ferraro,
Marcello Spaccini, Giorgio
Tombesi)
- Personalità che hanno
operato nell’ambito del CCA:
Giani Stuparich, Silvio Benco,
Oliviero Honorè Bianchi, Willy
Cavalieri, Marcello Spaccini,
Gianni Bartoli, Carlo Schiffner,
Aurelia Gruber Benco, Tullio
Kezich, Arduino Agnelli, Bruno
Majer, Carlo Ulcigrai, Stelio
Crise, Giorgio Tombesi.
- Consiglieri
(Consiglio
Direttivo prima di 17 persone,
poi di 21) – fra i più “duraturi”:
Arduino
Agnelli,
Renato
Zanettovich, Ettore Campailla,
Willy Cavalieri, Bruno Majer,
Giampaolo de Ferra, Giorgio
Pressburger ed altri…
Eventi:
indimenticabile
la
cerimonia d’apertura del febbraio
‘46, già citata, cui fece seguito la
cerimonia d’inaugurazione vera e
propria (Sala del Ridotto, 17 aprile ‘46) con
ulteriore discorso di Stuparich.
Memorabili, anche se non per motivi positivi, le
crisi del ’67 e del ’75 con reazioni di protesta del
mondo culturale italiano con lettera firmata il 7
maggio 1967 da Montale, Piovene e Bo e con
lettera, pubblicata da parecchi giornali italiani e
firmata da Eugenio Montale, Giulio Carlo Argan,
Carlo Bo, Natalia Ginzburg, Renzo de Felice, Paolo
Isotta, Claudio Magris, Ettore Paratore ed altri.
Ecco il testo della lettera:
“Il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste – si
legge nell’appello – che è stato per trent’anni un
centro di promozione e diffusione della cultura
145
italiana e un punto di incontro per la cultura europea,
rischia di dover cessare la propria attività per
mancanza di mezzi finanziari… il Circolo è vissuto
sinora del contributo dei soci e delle assegnazioni
governative e regionali, il cui modesto ammontare,
eroso dalla svalutazione e dai cronici ritardi, consente
a malapena di sostenere i pur ridottissimi oneri di
gestione. E, d’altronde per mantenere la propria
autonomia non può appellarsi a forze che ne
limiterebbero la libertà d’azione, ancorché volessero
offrire un qualche aiuto. Il CCA di Trieste è nato libero
e tale deve rimanere se vuole continuare a svolgere la
propria feconda ed illuminante attività di servizio della
cultura e dell’arte… noi ci appelliamo a tutti i triestini,
compresi quelli residenti nelle altre città, e agli amici di
Trieste, perché si facciano soci
sostenitori del CCA, affinché il Circolo
non debba cessare la propria attività
e un centro europeo di cultura e
libertà non sia costretto per sempre
al silenzio”.
A tali voci si aggiunsero quella
triestina di Aurelia Gruber Benco e
di Stelio Crise. Con l’aiuto de Il
Piccolo e dell’Università della
Regione, ed altri Enti, la crisi più
grave, quella del ’77, rientrò.
Importante per la nostra storia, il
fatto che ben quattro Presidenti
della Repubblica Italiana hanno
ricevuto delegazioni del CCA a
Roma al Quirinale e che il 2 giugno
1972, su iniziativa del Presidente
della Repubblica, fu conferito al CCA
il Diploma di Prima Classe (Medaglia
d’Oro) per i benemeriti della Scuola
della Cultura e dell’Arte.
Fra le iniziative culturali più rilevanti,
segnalo l’attualità della sezione
spettacolo
che
ebbe
come
animatori Tullio Kezich e Callisto
Cosulich
con
importanti
conseguenze “strategiche” per la
critica cinematografica nazionale, tuttora perduranti.
Va ricordata ancora l’edizione dei due volumi
dedicati agli scrittori triestini del Novecento,
importante antologia con un saggio iniziale del B.
Majer dedicato alla storia letteraria di Trieste.
A consuntivo – fino ad oggi – il CCA ha realizzato
circa 6 mila manifestazioni tra conferenze, dibattiti,
convegni, manifestazioni musicali, mostre d’arte. Va
ricordato ancora un evento importante per la storia
del Circolo: l’elezione a Presidente di Giorgio
Tombesi, su iniziativa di Aurelia Gruber Benco che
segnò l’inizio di un periodo più tranquillo e meno
ricco di crisi nonché la nomina a Presidente onorario
di Biagio Marin che conferì nuovo vigore e prestigio
146
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
all’attività del CCA.
Siamo nel 1978 e fu pochi giorni dopo la sua
nomina che Marin concesse un’intervista a Il
Piccolo che val la pena di ricordare.
“Trieste non può essere che universalista, che non
significa non italiana, che non significa antislava, ma
che significa semplicemente portatrice, più coerente
e chiaramente possibile, dei valori che gli italiani
hanno realizzato nei secoli, valori che per essere
universali non sono di esclusiva proprietà o neanche
possesso nostro, ma sono e devono essere bene
comune di tutti i popoli che ci sono vicini, che, in fin
dei conti, sono i nostri compagni di strada, nella
storia della vita. … quindi la funzione nostra sarà
quella di farci promotori soprattutto di questo
processo di universalizza-zione culturale. Intendiamo
far opera di prolusione ideale e culturale in tutti i
sensi. Solo questo può giustificare la presenza del
Circolo”.
Fu ancora Biagio Marin, anni dopo a scrivere una
lettera particolar-mente significativa per il Circolo
al fratello di Giulio Viozzi in occasione della
scomparsa di quell’ultimo:
“Ho sentito in questo momento che il caro e nobile
Giulio è deceduto. È difficile dire che cosa può
significare la sparizione dal nostro ambiente,
costituito in realtà
da così poche
persone,
di
un’anima
così
candida e così
nobile come quella
di Suo fratello.
Verità
è
che
quando si convive
in
un
certo
ambiente,
raramente ci si
rende conto del
valore personale
degli altri, e in
modo particolare
di un artista, e in
questo caso, di un
nobile musicista
che era molto di più del bravo insegnante che
frequentava il Tartini. Nella vita del Circolo della
Cultura e delle Arti si hanno importanti momenti di
avvicinamento; è strano ma in quell’ambiente può
nascere una solidarietà che trascende quella solita
sociale di altri ambienti: c’è di mezzo sempre il
rapporto personale con l’altro e quindi anche
l’avvertimento della sacralità della persona che pur
essendo un nostro collaboratore rappresenta tra noi
un momento importante della vita dell’arte.
Questi rapporti in realtà incerti e misteriosi sono
però sufficienti a metterci di fronte ad un artista in
una particolare situazione, in uno stato d’animo che
dirò di riverenza.”
Ed è qui che mi ricollego ai nostri giorni ed ai
problemi ancora irrisolti: la sede, i rapporti con gli
enti pubblici, i bilanci sempre in sofferenza, i soci che
costituiscono l’autentica ricchezza del Circolo e che
sono in leggera diminuzione, causa anche la
mancanza di una Sede adeguata: questo fattore
impedisce al CCA di sviluppare autentiche funzioni di
“Circolo”.
Forse il Circolo è ancora importante per Trieste: ma è
solo uno strumento. Più importante è il fine a cui il
CCA è votato: è un fine a cui, con umiltà e grande
impegno il sodalizio si ispira per contribuire in
assoluta indipendenza e gratuitamente per tutti alla
promozione di valori insostituibili ed inimitabili per
avvicinare la cultura alla vita e per dare un
importante significato alla vita.
L
’interessante prolusione dell’amico Zellini, ha
sicuramente suscitato in tutti noi un rinnovato
interesse per questa storica associazione che
dal 1946 caratterizza il mondo culturale cittadino.
A riguardo il Presidente Flegar si è fatto promotore
dell’invito a tutti i rotariani triestini di sostenere
anche
con
lo
strumento
dell’associazione il
Circolo.
L’amico
Luciano
Savino,
riprendendo
le
ragioni storiche e
politiche che furono
alla
base
della
costituzione
del
Circolo,
ne
ha
ripercorso, con la
consueta sagacia, le
vicende
dalla
costituzione, in una
Trieste
ancora
coinvolta
nel
disastro postbellico,
ai “thè danzanti” del sabato, fino al periodo meno
aulico del “Circolo delle carte” dove i soci si
incontravano, per lo più, per scopi non propriamente
culturali.
Rispondendo a Savino, il nostro ospite, concordando
con le sue osservazioni, ha evidenziato come, negli
anni recenti, pur alle prese con l’affannosa ricerca di
una sede confacente (ricerca che ad oggi non si è
ancora conclusa), il Circolo possa orgogliosamente
rivendicare, pur nella variegata offerta culturale che
la città oggi offre, una sua qualificata presenza.
M. Costa
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
147
CONVIVIALE 1731
2 DICEMBRE 2008
NH TRIESTE, ORE 20.30
Presenti
Baldo, Barbina, Bardi, Bellis, F. Benussi, M. Benussi,
Bratina, Campailla, Campanacci, Cantamessa,
Cecovini, Costa, Cosulich, Cucchiarelli, Cuomo,
Cuscito, Davide, de Morpurgo, Dei Rossi, Di Marino,
Drabeni, Fabian, Flegar, Fogazzaro, Franconi,
Gerbini, Iadanza, Luciani, Mandler, Masoli, Meloni,
Neri, Omero, Pasino, Pitacco, Pollio, Rinaldi, Luciano
Savino, Soldano, Spagnul, Tesei, Trovato, Urso,
Valenzin, Volli, Wiesenfeld e Zanetti.
Presenti fuori sede
Flegar, Drabeni e Urso all’incontro regionale a
Gradiscutta di Varmo il 29.11
Flegar, Drabeni, Grassi e Luciano Savino al R.C.
Klagenfurt Wörthersee l’1.12
Percentuale
(47 presenti +7 fuori sede – 11 dispensati presenti) /
(106 effettivi - 21 dispensati) = 51 %
Ospiti del Club
Dott. Nicolò de Manzini
La giornalista Patrizia Piccione
Ospiti dei soci
Massimo Giacca (Fogazzaro)
Auguri per il compleanno a
Monti (2.12), Forlani (4.12) e Luciani (5.12).
Nicolò DE MANZINI
Nicolò de Manzini è nato nel 1956 a Trieste, dove si è
laureato e poi specializzato in Chirurgia Generale.
Successivamente si è trasferito in Francia, a Strasburgo,
dove è stato per 17 anni Professore Straniero presso la
Clinica Chirurgica dell’Università, accumulando una
straordinaria esperienza ed eseguendo migliaia di
operazioni con le più moderne ed evolute tecniche
chirurgiche. Rientrato a Trieste nel 2003 è divenuto prima
Professore Associato e quindi Professore Ordinario di
Chirurgia Generale presso la nostra Università, nonché
Direttore di una delle due Cliniche Chirurgiche e Direttore
della Scuola di Specializzazione. Ha al suo attivo oltre
10.000 interventi chirurgici come primo operatore. Molto
importanti e numerose le pubblicazioni scientifiche anche a
livello internazionale.
Tra i suoi hobbies, una grande passione per la vela. È
attualmente Presidente dello Yacht Club Adriaco.
148
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
“LA CHIRURGIA OGGI”
Nicolò de Manzini
L
’argomento affidatomi è sicuramente molto
vasto, cercherò quindi di affrontarlo parlando
della parte di chirurgia che conosco e pratico,
vale a dire quella cosiddetta chirurgia generale, che
diviene oggi chirurgia delle
malattie del tubo digerente e
della parete addominale.
Cercherò di tratteggiare quelle
che sono le attualità in termini
di tecnologia, e di vedere come
la tecnologia dipenda da una
buona organizzazione, come
non possa staccarsi della
valutazione clinica, spesso
multidisciplinare,
e
come
questo
comporti
delle
necessità di ricevere e di dare
formazione.
Nel
passato
l’intervento
chirurgico aveva anche una valenza diagnostica,
mentre oggi sempre di più la diagnostica per
immagini riesce a far capire nei dettagli la situazione
anatomica di un paziente e permette un progetto di
intervento quanto più preciso possibile; talora la
radiologia e l’endoscopia si sostituiscono alla
chirurgia, permettendo di realizzare degli interventi
dall’esterno, sotto controllo
radiologico o endoscopico. La
tecnologia in chirurgia dipende
quindi in primo luogo dall’
accuratezza diagnostica che
può essere raggiunta in fase
preoperatoria. Gli interventi
chirurgici possono oggi essere
realizzati senza dover “aprire”
l’addome,
grazie
alla
laparoscopia. Questi interventi
si basano sulla possibilità di
trasformare la cavità addominale da uno spazio virtuale
ad uno spazio reale, gonfiando
questa cavità con del gas
carbonico:
l’esempio
più
calzante è quello del campo da
tennis coperto da un pallone pressostatico che, se
gonfio, permette di muoversi e di giocare, se
sgonfio impedisce qualsiasi movimento. Il primo
intervento chirurgico fu realizzato negli anni ’80, ed
oggi l’asportazione della cistifellea con i suoi calcoli
è pratica corrente ovunque, mentre interventi più
complessi, sui tumori del colon, sulle malattie
dell’esofago, su quelle dei surreni per esempio,
sono appannaggio di centri dedicati. Nell’Istituto
che dirigo su 750 interventi sulla colecisti ben 693
sono stati realizzati in laparoscopia, così come 320
su 530 interventi sul colon, 17 su 20 all’esofago, e
tutti i 92 interventi su grandi obesi.
I vantaggi non sono solo quelli, evidenti, di una
riduzione delle cicatrici, del dolore che esse
possono comportare, e della più rapida ripresa delle
funzioni intestinali: tutto ciò conduce ad una miglior
condizione generale dei pazienti all’atto della dimissione, con un più rapido rientro
all’attività lavorativa o, quando
necessario, alle cure adiuvanti
delle malattie neoplastiche.
Alla base di tutto questo vi è
una più lieve riduzione delle
difese immunitarie legate all’
intervento in laparoscopia, o
mini-invasivo, fatto che condiziona una miglior resistenza
alle infezioni e che sembra
giocare un ruolo favorevole
nell’equilibrio fra la malattia
tumorale e l’organismo.
Dal punto di vista dei costi, gli
strumenti chirurgici dedicati e tutta la parte di
elettronica connessa rappresentano certamente dei
costi aggiuntivi, mentre il costo imputabile alla
maggior durata degli interventi non è più oggi un
argomento di attualità, anzi. Viceversa il minor
carico di lavoro infermieristico che questi interventi
comportano, unitamente all’accorciamento della
degenza, sono due argomenti
economici in favore di un
approccio mini invasivo ai
pazienti.
Questo porta anche a considerare quale debba essere il
livello di organizzazione volto
ad ottimizzare il percorso
ospedaliero di un paziente
chirurgico, non solo nell’ottica
di abbattimento primario dei
costi, ma anche in quella di
riduzione delle complicanze
post-operatorie, fonte a loro
volta di costi aggiuntivi spesso
importanti. Il percorso assistenziale centrato sul paziente
ha permesso, e non solo in
termini demagogici, di migliorare la qualità della
assistenza e di ridurre complicanze, mancanza di
comfort, difetti di nutrizione nel periodo di ricovero.
Parallelamente si è reso necessario affrontare dei
temi sempre più complessi che richiedevano la
collaborazione stretta fra professionisti di specialità
differenti, alcuni “istituzionalmente” vicini, quali il
radiologo, il gastroenterologo, l’anatomo-patologo
e l’anestesista, ma anche altri culturalmente lontani,
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
quali lo psichiatra ed il nutrizionista, per affrontare il
capitolo della chirurgia dell’obesità grave.
Questa situazione, definita anche come l’epidemia
del terzo millennio, colpisce in Italia circa 500.000
persone, la cui aspettativa di vita è ridotta rispetto a
persone normopeso della stessa età. Sono stati
proposti interventi concettualmente semplici, che
prevedono il posizionamento di un bendaggio
attorno alla parte alta dello stomaco, allo scopo di
impedire un’alimentazione incontrollata; per
situazioni alimentari più complesse e pazienti di
peso più ragguardevole (per esempio oltre i 140 kg)
proponiamo oggi interventi che consistono nel
ridurre il volume dello stomaco e nel cortocircuitare
una parte dell’intestino, in modo da impedire
un’alimentazione eccessiva e un eccessivo assorbimento del cibo; a questo si aggiunge la creazione,
per mezzo di riflessi legati a mediatori biochimici, di
un senso di sazietà precoce.
Tutto questo non è semplice e richiede una
valutazione molto attenta dei pazienti candidati a
questo tipo di interventi.
È interessante notare come negli interventi di
ultimo tipo si sia raggiunto il controllo completo del
diabete, malattia squisitamente internistica, proprio
con un’operazione chirurgica. In effetti il cambiamento di percorso del cibo nell’intestino riesce a
migliorare il compenso glicemico di un diabetico
obeso, ben prima che vi sia la perdita del peso, per
un meccanismo ormonale interno. Tutti i 14 pazienti
obesi, diabetici, con un fabbisogno di terapia
insulinica, hanno smesso sia le iniezioni d’insulina sia
la terapia orale entro un mese dall’intervento, fatto
che sembra veramente prodigioso.
L’acquisizione di competenza tecnologica, la
creazione di un flusso organizzato di pazienti, la
necessità di incontri multidisciplinari e la proiezione
verso tipi di malattie che non erano appannaggio
del chirurgo ha fatto si che vi sia un bisogno
costante di informazione e di formazione di chi
lavora: possiamo però anche dire che chi ha
costruito un modello di lavoro valido può, anche per
la propria missione universitaria, divulgarlo e
trasmetterlo: nella nostra realtà abbiamo oggi
messo a punto e rodato un sistema a cascata di
corsi per chirurghi, per infermieri di sala operatoria,
per infermieri di reparto, che sono sfociati ancora
nell’istituzione di un master di assistenza infermieristica in sala operatoria e nella direzione di un
progetto europeo transfrontaliero di formazione.
In conclusione tecnologia, organizzazione, multidisciplinarietà, clinica e formazione possono
costituire un circolo virtuoso a tutto beneficio delle
cure che vengono prestate ai pazienti.
IL PICCOLO
MARTEDÌ 23 DICEMBRE 2008
A
149
conclusione dell’interessante intervento, si
è sviluppato fra i presenti un dibattito nel
quale sono intervenuti Armando Rinaldi che,
con la consueta ironia, ha affrontato il tema
dell’alimentazione
e
Luciano
Campanacci
(cordialmente ricordato dal relatore come suo
docente universitario) sottolineando alcuni aspetti
peculiari della materia.
150
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
CONVIVIALE 1732
9 DICEMBRE 2008
SEDE DEL CLUB, ORE 13.00
Presenti
Presenti fuori sede
Percentuale
Amici in visita
Auguri per il compleanno a
MESE DELL’AMICIZIA E DELLA
FAMIGLIA ROTARIANA
Harry Mandler
Giorgio Drabeni
R
ingrazio prima di tutto il Presidente per
l’incarico di parlare di amicizia nel mese di
dicembre. L’ha dato a me forse per la mia
notevole anzianità rotariana, oltre alla mia anzianità
anagrafica. Sicuramente per l’amicizia che ci lega.
Fino a qualche mese fa, dicembre era il mese
dell’amicizia rotariana. È cambiato qualcosa, le
nuove pubblicazioni ufficiali in alcune è l’unico mese
senza celebrazioni particolari in altre è il mese
dedicato alla famiglia. E per la famiglia si invitano i
Club e i Distretti di tutto il mondo di partecipare con
progetti, attività ed eventi che dimostrino
l’impegno rotariano verso la famiglia e la comunità
in generale.
Per quanto riguarda l’amicizia nei club parlarne
tanto mi lascia perplesso. Non c’è pubblicazione
rotariana, bollettino del Governatore o altro dove
non ci sia qualcosa sull’amicizia. A me fa
l’impressione che se si parla tanto di amicizia vuol
dire che in realtà è scarsa. Nessuno ci ha mai
ricordato che quando siamo entrati nel Rotary
Baldo, Barbina, Baucer, F. Benussi. M. Benussi,
Campanacci, Catalfamo, Cattaruzza, Cecovini, de
Morpurgo, Dei Rossi, Di Marino, Drabeni, Flaborea,
Flegar, Forlani, Franconi, Grassi, Luciani, Mandler,
Meloni, G. Nobile, Papagno, Pollio, Rollo, Sardina,
Luciano Savino, Soldano, Spagnul, Trovato,
Verzegnassi, Volli, Wiesenfeld e Zanetti.
Di Marino al R.C. Muggia il 26.11
Cattaruzza e Pasino al R.C. Muggia il 3.12
(34 presenti + 3 fuori sede – 7 dispensati presenti) /
(106 effettivi - 21 dispensati) = 35 %
Fulvia Costantinides (R.C. Trieste)
Catalfamo (9.12).
abbiamo preso l’impegno di seguire le sue regole.
Ora se guardiamo lo Statuto del Rotary
International, l’articolo 4 al paragrafo parla di
diffondere il valore del servizio, motore e
propulsore ideale di ogni attività proponendo e
sviluppando relazioni amichevoli fra i propri soci per
renderli meglio atti a servire l’interesse generale. Vi
risparmio il seguito. Comunque noi abbiamo
accettato questa regola.
È però evidente che le regole non vengono seguire
al 100%. Per essere amici bisogna prima conoscerci,
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
poi frequentarci più spesso possibile. Ed ecco che
salta fuori l’assiduità dei soci alle conviviali. Le
media dell’assiduità arrivano a stento al 50%.
Io sono rotariano da oltre trent’anni. Potete
immaginare quanti soci ho conosciuto e vi assicuro
che mi sono fatto tanti amici. Non voglio
annunciarvi con i fatti di anni fa. Vi dico solamente
che nei miei primi anni di Rotary la percentuale di
assiduità era del 75%.
Non dovrebbe succedere, a me è capitato di
chiedere informazioni nella conviviale se un
partecipante era un nostro socio oppure un ospite.
Il 50% di presenza può far di questi scherzi.
Io non sono capace di celebrare l’amicizia nel
Rotary con una conferenza. Abbiamo avuto la
fortuna che alcune settimane or sono c’è stata a
Sormeola di Rubano (Padova) il forum distrettuale
sulle condizioni dell’amicizia. Vi hanno partecipato
oratori importanti e preparati. Noi abbiamo avuto la
fortuna che ha partecipato al forum il nostro
Segretario e incoming President Giorgio Drabeni il
quale molto gentilmente ha accettato di parlarne in
questa occasione. Lo ringrazio tanto e siamo pronti
ad ascoltarlo.
Harry
H
o accolto molto volentieri l’invito di Harry a
riferirvi sinteticamente sulla mia esperienza
al “Forum distrettuale sull’amicizia”.
Innanzitutto, devo dire che questa mia testimonianza, che è poi anche un invito a cogliere quando
vi sia possibile queste occasioni d’incontro
rotariano, ha particolare valore poiché viene da un
“figliol prodigo” il cui recente passato rotariano non
era connotato né da un’assiduità particolarmente
accentuata, né una frequente adesione agli incontri
rotariani extra conviviali.
La mia più recente (e più impegnata) esperienza mi
porta a concludere “più frequenti, più conosci, più ti
fai coinvolgere e più senti “tua” la casa rotariana”.
Spesso la partecipazione, oltre ad essere un dovere,
può essere davvero un piacere. Già il viaggio, magari
insieme ad un amico rotariano, può servire ad
approfondire un’amicizia. Il ritrovarsi con tanti amici
rotariani (decine nei meeting regionali e centinaia in
quelli distrettuali) è certamente occasione di nuove,
interessanti conoscenze e potenziali amicizie. Molto
spesso in queste circostanze hai occasione di
ascoltare cose particolarmente interessanti ed
intellettualmente stimolanti, non solo per un
rotariano.
Quasi sempre questi incontri sono occasione per
visitare luoghi ameni e, molto spesso, capita anche
di mangiare davvero bene (vedasi Gradiscutta di
Varmo). Se può servire da stimolo, vi dirò che vi
151
sono numerosi Club del Distretto che partecipano in
forze, alcuni anche con una decina di persone.
Bene, ciò detto, parliamo del Forum in questione.
È impossibile riassumere in pochi minuti (chè, se
fossero tanti, rischierei di perdere la vostra
amicizia!) una decina di interessantissime relazioni
che hanno occupato, dalle 9.30 alle 13.30, un’intera
mattinata di lavori. Penso quindi di procedere così:
1. lascerò presso la segreteria una cartellina del
Forum, che racchiude i testi di tutte le relazioni,
per chi volesse prenderne diretta visione.
2. vi comunico che il Presidente ritiene utile
pubblicare sul Bollettino almeno alcune delle
suddette relazioni (magari a puntate, come in un
romanzo di appendice).
3. qui ed ora, tenterò di darvi qualche “superabstract” di alcuni interventi: chiamiamoli se
volete… “assaggini di amicizia”.
Dalla relazione di Giampiero Mattarolo: “L'AMICIZIA
NEI CLUB ROTARY: UNA POSSIBILE VIRTÙ”
Per preparare questo forum abbiamo cercato di
raccogliere preventivamente alcune opinioni tra
rotariani; abbiamo scritto una lettera proponendo il
tema a tutti i presidenti di club e successivamente,
Adriano Visentin, segretario della commissione
organizzatrice, ha telefonato agli stessi presidenti per
poter registrare commenti e considerazioni.
Le opinioni raccolte sono state molto varie…
Soprattutto è emerso lo scetticismo verso una parola
e un valore più citato che praticato, anzi, non pochi
hanno espresso l'invito a non parlarne affatto o a
parlarne con molta prudenza, per sfuggire da
tentazioni retoriche se non addirittura ipocrite.
Anche nei sacri testi del Rotary non si parla di amicizia
ma di Fellowship, termine che richiama più ad un
concetto di compartecipazione ad una stessa aggregazione, di con-società, di appartenenza comune, che
un'amicizia da perseguire autenticamente.
152
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
Nella più recente versione del testo ufficiale dello
scopo del Rotary, si è tolto anche la parola
"amichevole", "… promuovere e diffondere lo
sviluppo di rapporti interpersonali intesi come
opportunità di servizio".
L’amicizia virtuosa si basa sulla volontà, anzi su tre: la
prima è la volontà di conoscenza, la seconda è la
volontà di benevolenza, la terza è la volontà di
accettarsi con disponibilità e con reciprocità senza far
pesare le differenze, che pur sempre esistono, delle
personalità, delle differenze di ruolo, di status, di
condizione sociale e, anche di capacità e di
intelligenza. Se queste differenze incidono troppo nel
rapporto questo può sbilanciarsi e trascinare
sudditanza o presunzione.
Dalla relazione di Enrico Berti:
“ATTUALITÀ DEL PENSIERO CLASSICO IN TEMA DI AMICIZIA”
Il pensiero classico (greco-romano precristiano) ha
dedicato all’amicizia un’attenzione maggiore che
qualunque altra epoca del pensiero umano, come
risulta da Liside di Platone, le Etiche di Aristotele, le
Massime capitali di Epicuro, il dialogo Laelius de
amicitia di Cicerone. Aristotele nell’Etica afferma che
l’amicizia è anzitutto necessaria alla vita, cioè al
semplice vivere, perché senza di essa nessuno degli
altri può avere alcun valore. Per Aristotele ci sono tre
generi di amicizia, fondate su: piacere, utile e bene.
Dalla relazione del direttore generale CENSIS
Giuseppe Roma: “L’AMICIZIA NELLE MODERNE RELAZIONI
INTERPERONALI – RISCHI E SPERANZE”
L’amicizia tra competizione disinteresse… una
concezione tutta italiana delle “Amicizie” come
meccanismo deleterio di accesso al lavoro o ai servizi
pubblici, di avanzamenti nella carriera. il circuito
amicale nel nostro Paese viene ritenuto un potente
meccanismo corporativo… una specie di zavorra che
non fa decollare l’Italia, impedisce di creare una classe
dirigente adeguata alle sfide del momento, non
rigenera il tessuto sociale con nuove motivazioni
dando mordente alle aspirazioni dei singoli, taglia le
gambe alle nuove generazioni.
Longevità attiva e relazioni amicali… monitoraggio
sulla “terza età”: oltre il 42% dell’ageing population
dichiara di avere molti amici (oltre 6 amici), il 33,3%
dichiara di averne abbastanza (da 4 a 6), il 16,2% pochi
(tra 1 e 3) mentre le persone che non hanno amici
sono poco più dell’8%. Il dato è di estremo interesse
perché mostra come il tessuto di relazioni delle
persone anziane sia molto fitto, ben oltre la
dimensione familiare e di parentela.
Per oltre il 90% si tratta di amici di vecchia data. Quasi
il 75% dichiara di avere molti (22,1%) o abbastanza
(34,7%) amici di altre generazioni.
I due aspetti hanno un interesse specifico e uno
legato alla loro interazione; infatti, la rete amicale è
un patrimonio che le persone si sono costituite nel
tempo e che viene integrata in modo molto parziale e
lento quando si diventa anziani.
Dalla relazione di Roberto Tommasi:
“AMICIZIA TRA ECONOMIA E DONO”
L’amicizia è il meno naturale degli affetti. Senza l’eros
noi non saremmo stati generali e senza l’affetto
nessuno di noi avrebbe ricevuto un’educazione; al
contrario si può vivere e riprodursi senza amicizia.
Essa, dal punto di vista biologico e sociale, non è
indispensabile, necessaria alla specie. Dunque è
essenzialmente libera. Il piacere dell’amicizia nasce
molto spesso dalla cooperazione, dal parlarne insieme
dei propri progetti e dei propri affari, dal rispetto
reciproco e dalla mutua comprensione che si sviluppa
tra persone che quotidianamente si vedono messe
alla prova. Tutto questo, potremmo chiamarlo
genericamente “socievolezza”.
Dalla relazione di Cesare Benedetti:
“TESTIMONIANZE – LA SCOPERTA DI NUOVI SOCI”
Non ho mai visto un nuovo socio che non fosse
accompagnato da un amico con il quale condivideva
attività professionali, attività culturali o di semplice
vita familiare. Quindi la fonte primaria di raccolta di
nuovi soci sfocia inesorabilmente nel tema di questo
Forum: l’amicizia, il rispetto, la stima, sono i cardini
fondamentali per comprendere se un professionista è
adatta a entrare a far parte del nostro sodalizio. Sarà
poi compito specifico del Prefetto e del Presidente e
quindi di tutto il Consiglio e dei soci cercare di
mettere a proprio agio il nuovo arrivato in seno alla
comunità del proprio Club.
Dalla relazione di Marzia Zappetti: “RELAZIONI
AMICHEVOLI E COLLABORAZIONE OPERATIVA TRA CLUB”
L’amicizia ti permette di superare i momenti di
impasse, quando qualche ostacolo dall’ambiente
esterno o nel tuo stesso club, nel tuo territorio si
frappone fra te e la soluzione del problema, non ti
permette di fare il passo successivo nella realizzazione
del progetto. “L’amicizia non è gelosa, né
permalosa; scusa e non accusa; gode e non si rode”.
Per quanto ostacoli si frappongono fra te e l’obiettivo
“un ponte di amicizia” saprà sempre superarli.
Dalla relazione di Gilberto Muraro:
“COOPERARE CON LE ISTITUZIONI”
Il Rotary da sempre collabora con le legittime istituzioni. Come svolgere al meglio tale collaborazione?
Avvertenze generali appaiono appropriate:
- unire e non dividere
- servire ma non esser servili
- essere aperti alla collaborazione con tutte le
persone di buona volontà
- essere pronti a passare la mano
- utilizzare le occasioni di collaborazione per
conoscere e farsi conoscere.
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
Dalla relazione di Giandomenico Cortese: “AMICIZIA”
Per Antoine de St. Exupéry: “L’amicizia non consiste
nello stare a guardarsi negli occhi, ma nel guardare
insieme verso la stessa meta”.
Il linguaggio delle emozioni, scrive il celebre poeta
triestino, Umberto Saba (1883-1957):
“Fanciullo, o altro sii tu che mi ascolti, in pena
Viva o in letizia (e più se in pena) apprendi
Da chi ha molto sofferto, molto errato
Che ancora esiste la Grazia, e che il mondo – TUTTO IL
MONDO – ha bisogno di amicizia”.
“Mi direte che basta avere Dio come amico”.
“L’amico fedele – scriveva Sant’Ambrogio – è
medicina per la vita e grazia per l’eternità”.
Aggiunge che, se un giorno, il momento estremo, Dio
Padre lo guarderà per chiedergli “Rendimi conto
della tua vita”, lui risponderà molto semplicemente
“Allora farò il nome dei miei amici!”
Il filosofo americano Ralph W. Emerson: “L’unico
modo per avere un amico è essere un amico”.
Nell’amicizia non si fanno sconti.
“Il peggior peccato verso i nostri simili non è odiarli
– ha scritto George Bernard Shaw – ma essere
indifferenti”.
“Trova il tempo di essere amico: è la strada della
felicità” suggerisce Madre Teresa di Calcutta.
L’amicizia è fiducia e saggezza. Nessuno sceglierebbe
di vivere senza amici.
Giorgio
153
VISITA AD UN ROTARIANO
D
icembre è il mese dedicato alla famiglia e
pertanto non potevamo esimerci dall’andare
a visitare un nostro affezionatissimo amico
rotariano che da tempo è costretto ad usare la
carrozzina per spostarsi anche in casa. Parliamo di
Fabio Suadi, il decano del nostro Club. Gli anni sono
91 e mezzo ma, come si dice in questi casi, portati
con ammirevole vitalità. Siamo andati in tre martedì
23 dicembre: gli amici Cantamessa e Sardina (della
Commissione “Assiduità e affiatamento”) ed io.
Discorrendo delle origini della sua badante è stata
citata la cittadina di Albona in Istria e subito è
partita la vena poetica del nostro Fabio che ci ha
affascinati con la sua cultura umanistica recitando,
come trascinato da una forza misteriosa ma
irrefrenabile, una poesia di Gabriele D’Annunzio,
conquistatore di Fiume. E subito dopo il suo cavallo
di battaglia: Dante con la sua Divina Commedia. Ma,
ha ammesso lui stesso, una volta la conosceva tutta
a memoria mentre ora lamenta qualche piccola
lacuna. Quindi, non so come, né il perché, abbiamo
parlato anche di affetti familiari (lui sposato da 66
anni) ed io gli ho chiesto se avesse qualche
misterioso prodotto alchemico o qualche cura per
essere riuscito a conservare il suo matrimonio così
felice e duraturo in un’epoca nella quale ormai tale
istituto sembra aver perduto la sua
forza collante. Ha sorriso e
prontamente ci ha detto che lui ha
sempre applicato una regola base
“obbedienza pronta, cieca ed assoluta”
ai voleri della sua Nora. Davvero
divertente ed istruttivo anche se Nora
sorrideva sorniona facendo finta di
non essere d’accordo sulla medicina o
forse sulla veridicità dell’assunto.
Siamo stati con lui quasi un’ora,
abbiamo parlato delle sue figlie, della
sua bella famiglia, gli abbiamo
raccontato quello che il Club ha fatto e
quello che sta facendo e lui ci ha
ascoltato
molto
attentamente
complimentandosi per il lavoro svolto.
Quindi, alla fine ci siamo congedati
non prima di esserci fatti immortalare
in una bella foto di gruppo.
Tanti auguri caro Fabio di Buon Natale da parte di
tutti gli amici del Club e un augurio che tu possa
raggiungere la fatidica soglia dei 100 anni con la
stessa vitalità e forza d’animo che oggi ci hai
dimostrato.
Sergio
154
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
CONVIVIALE 1733
16 DICEMBRE 2008
NH TRIESTE, ORE 20.00
Presenti
Barbiellini Amidei e signora, Battistella, Baucer e
signora, F. Benussi e signora, M. Benussi, Bernardi e
signora, Bratina e signora, Campailla e signora,
Campanacci e signora, Cantamessa e signora,
Catalfamo, Cecovini e signora, Cossi e signora,
Cuomo e signora, Davide, de Morpurgo e signora, Di
Marino e signora, Drabeni e signora, Fabian e
signora, Flaborea e consorte, Flegar e signora,
Fogazzaro e signora, Forlani e consorte, Franconi e
signora, Giacca e signora, Grassi e signora, Gropaiz e
signora, Guaschino e signora, Kaspar e signora,
Luciani e signora, Magris e signora, Mahnic e
signora, Mandler e signora, Masoli e signora,
Meloni, Monti e signora, G. Nobile e signora, Omero
e signora, Patti e signora, signora Pitacco, Pizzolato
e signora, Pollio e signora, Riccesi e signora, Rinaldi
e signora, Rollo e signora, Sardina e signora, Luca
Savino, Luciano Savino, Soldano e signora, Spagnul,
Stock, Tesei, Valenzin e signora, Valta, Verzegnassi e
signora, Volli, Wiesenfeld e signora.
Presenti fuori sede
Flegar, Drabeni, Mandler, Spagnul, Rinaldi, Forlani,
Fogazzaro, Campailla, Verzegnassi e Soldano al
Consiglio l’11.12
Franconi al R.C. Trieste l’11.12
Flegar al Rotaract Trieste il 15.12
Campailla, Giacca e Magris alla Commissione
Programmi il 15.12
Flegar al R.C. Muggia il 17.12
Drabeni e Mahnic al R.C. Lubiana il 17.12
Flegar e Giacca al R.C. Trieste il 18.12
Percentuale
(56 presenti + 20 fuori sede - 9 dispensati presenti) /
(105 effettivi - 21 dispensati) = 80 %
Ospiti del Club
Roberto E. KOSTORIS e signora
Assistente del Governatore distrettuale
Nerio BENELLI e signora
Past Governor e delegato Governatore per i
Service Club Distretto
Martin REICHELT e signora
In rappr. del Presidente del R.C. Klagenfurt W.
Ales JENCIC e signora
Presidente del R.C. Lubiana
Giorgio COSSUTTI e signora
Presidente del R.C. Trieste
Furio SILVESTRI e signora
Presidente del R.C. Muggia
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
155
Fulvia COSTANTINIDES
Past rappr. dell’Italia all’International Board I.W.
Serena DE VANNA e consorte
Presidente Inner Wheel Club Trieste
L’amico rotariano Michele LACALAMITA
Andrea MELON
Presidente del Rotaract Club Trieste
Le care amiche: Noemi BELTRAM assieme al nipote
BORIS, Delma BETZ GUTTNER, Fiammetta FARAGUNA,
Ludovica SPAGNUL, Liliana TORBIANELLI assieme al
figlio MARCO, Vanda TREBBI.
M° Giorgio BLASCO
Direttore del “Trieste Flute Ensemble”
Alessandro VIGOLO, Federica CECOTTI, Daniele
RUZZIER e Tanja SABADIN
componenti del “Trieste Flute Ensemble”
La giornalista Patrizia PICCIONE
Il fotografo Gianni MOHOR
La segretaria Raffaela BERINI
Ospiti dei soci
La figlia Maria Luisa (Flegar)
Il figlio Paolo e signora (Flegar)
La figlia Joy (Meloni)
La figlia Sandra (Luciano Savino)
Amici in visita
Carlo EGGER e signora (R.C. Klagenfurt W.)
Willi GOERNER (R.C. Klagenfurt W.)
Heinz JERANKO e signora (R.C. Klagenfurt W.)
Victor OBERLOJER e signora (R.C. Klagenfurt W.)
Jani BAVCER e signora (R.C. Lubiana)
Vladimir PEZDIRC e signora (R.C. Lubiana)
Auguri per il compleanno a
S
erata
bagnata
quella
degli auguri di
Natale.
La
pioggia
però
non ha condizionato
la
festosa riunione
svoltasi presso
l’Hotel
NH
Trieste con la presenza di ben 150 persone tra
rotariani e loro famigliari e amici. Gli addobbi della
sala erano stati curati in modo particolare dalla
moglie del Presidente Maria e dall’amica Anna
Soldano che ha avuto inoltre il merito di aggiungere
ai premi della lotteria anche una sua rilevante opera
Chersi (16.12), Verzegnassi (23.12), Cuomo (30.12),
Turco e Fortini (2.1).
artistica:
un
busto manichino
decorato
con
lacca
cinese.
Buona anche la
partecipazione
dei due club
contatto
Klagenfurt
Wörthersee
e
Lubiana
rappresentati
rispettivamente da nove e sei componenti, cui è
stato rivolto un caloroso benvenuto nelle loro
rispettive lingue, molto apprezzato. Non era invece
presente nessun membro del club gemellato di
Budapest in quanto il suo Presidente e la consorte
sono in trepida attesa di un erede e dei
156
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
rappresentanti del Club di Venezia-Mestre. Entrambi
peraltro avevano inviato i loro migliori auguri.
Come da tradizione, la serata, preceduta da un
aperitivo nella hall dell’albergo, è iniziata con un
breve concerto di quattro giovani e valenti flautisti
della “Trieste Flute” Ensemble, complesso
costituito da una ventina di musicisti e fondato nel
2005 dal noto M° Giorgio Blasco già Direttore del
Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.
I regali che abitualmente si facevano alle gentili
signore in occasione del Natale erano stati sostituiti
da un bigliettino sul quale era stato precisato che il
denaro che si sarebbe speso allo scopo (1.200 euro)
sarebbe stato invece versato alla Caritas di Trieste
per sostenere una famiglia in difficoltà economiche.
Durante la cena l’assistente del Governatore
Roberto Kostoris ha consegnato un PHF da parte
del precedente Governatore Martines al nostro
socio e amico Fulvio di Marino per la sua preziosa
opera in seno al Distretto stesso. Il Presidente ha
ricordato che Fulvio è veramente un esempio per
tutti avendo collezionato ben otto PHF.
Tra una portata e l’altra il Presidente ha ricordato
inoltre che è ormai in via di realizzazione il service
denominato “Euroregione” che ha visto il
capitale raccolto tra i Club di 4.000 euro
incrementato a 6.000 dal Distretto. Con il denaro
raccolto – ha proseguito il Presidente - verranno
acquistati degli ausili medici che verranno donati
all’Associazione “Goffredo de Banfield” per i loro
anziani malati. La fornitura sarà composta da
carrozzine per disabili, deambulatori, lettini
ortopedici e materassi antidecubito.
La consegna ufficiale degli ausili verrà fatta il 10
febbraio prossimo durante una conviviale presso gli
uffici dell’Associazione de Banfield.
Si è quindi proceduto al sorteggio del Club che nel
prossimo anno rotariano (2009-2010) potrà godere
del contributo dagli altri Club dell’Euroregione
(Trieste Nord, Klagenfurt Wörthersee, Lubiana e
Venezia-Mestre) per l’effettuazione di tale service a
carattere umanitario nel proprio territorio. Dalla
classica boccia di vetro è stato estratto dalla mano
dell’amica Fulvia Costantinides il nome del Club
“Venezia-Mestre” che - come già detto - non era
rappresentato alla serata da alcun componente.
Peraltro il loro Presidente aveva autorizzato
l’estrazione e si era scusato per l’assenza dovuta a
gravi motivi familiari.
La lotteria finale ha concluso degnamente la serata
con una raccolta di 3.800 euro già destinati ai frati
cappuccini di Montuzza per la
loro meritoria opera
di
sostegno ai poveri della città.
Durante la serata il Presidente
ha
voluto
ringraziare
pubblicamente coloro che in
vario
modo
avevano
contribuito a rendere ricco il
monte premi: Luca Baucer,
Marino
Benussi,
Giulio
Bernardi, Giuliano Cecovini,
Mario Costa, Pier Luigi de
Morpurgo, Ettore Campailla,
Giorgio Drabeni, Maria e Sergio
Flegar, Antonio Fogazzaro,
Angela Forlani, Sergio Godina,
Giuliano Grassi, Gianna Gropaiz,
Francesco Mahnic, Harry Mandler, Antonio Masoli,
Alberto Oppenheim, Ennio Riccesi, Armando
Rinaldi, Giacomo Sardina, Luciano Savino, Anna
Soldano, Lorenzo Tesei e Paolo Zanetti, nonché dal
Rotaract Club Trieste. Per la cronaca, il manichino
decorato è stato vinto con molta soddisfazione dall’
amico Marcello Pollio, che ne ha già trovato degna
sistemazione.
Sono stati ringraziati infine tutti coloro che hanno
reso scorrevole e piacevole la serata ed in
particolare gli addetti alla ristorazione, le volontarie
che hanno contribuito a rendere più accogliente la
sala, i musicisti davvero bravi e preparati.
Prima della chiusura della conviviale i Presidenti dei
club di Klagenfurt e di Lubiana hanno voluto donare
alla moglie del Presidente il tradizionale mazzo di
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
157
fiori. Ma, mentre quello del Presidente di Lubiana
composto da rose e rami di pino era ispirato al
Natale, quello di Klagenfurt era un bouquet di…
salamini e salsicce affumicate austriache, peraltro
molto gradito.
Il brindisi finale del tutti in piedi a scambiarsi gli
auguri tra i tavoli ha concluso degnamente la serata
dedicata alla famiglia.
I
l giorno successivo, il Presidente assieme
all’incoming Drabeni e al Tesoriere Spagnul si è
recato nella chiesa S. Apollinare di Montuzza,
accolti da padre Silvano (guardiano del convento
dei cappuccini) e da padre Innocenzo.
È stata l’occasione per conoscere questa realtà della
“mensa dei poveri”, in cui il disagio viene accolto
dalla generosità dei frati in discrezione e dignità.
Il Presidente ha consegnato quanto raccolto dalle
offerte dei soci nella serata natalizia ed ha ricevuto i
più vivi ringraziamenti e benedizioni da parte di
tutto l’Ordine.
Prima delle festività, è stato anche consegnato un
assegno al Presidente della Caritas diocesana di
Trieste, Mario Ravalico, corrispondente alla somma
destinata tradizionalmente agli omaggi natalizi alle
signore. Tale offerta darà sostegno alle necessità di
una famiglia triestina in difficoltà finanziarie.
Pubblichiamo con piacere nella pagina seguente i
segni di riconoscenza e gli auguri ricevuti da
entrambi.
IL PICCOLO
SABATO 3 GENNAIO 2009
158
Bollettino del Rotary Club Trieste Nord – n. 5-6 novembre/dicembre 2008
L
’Associazione Nazionale Alpini di Trieste ha
organizzato nel periodo natalizio un concerto
aperto al pubblico presso il Politeama Rossetti
il cui ricavato è stato devoluto alla diocesi di
Iriamurai in Kenya, già beneficiaria del nostro
Matching Grant del 2005 per la costruzione di tre
sbarramenti d’acqua.
Il Presidente dell’ANA, dott. Gianpiero Chiapolino,
ha accolto con favore la proposta caldeggiata dal
nostro Presidente Flegar in occasione di un loro
incontro presso la nostra sede. Un’ulteriore opera di
bene realizzata, questa volta indirettamente, su
suggerimento del nostro sodalizio.
Scarica

sommario - Distretto 2060