DENOMINAZIONE DEL PIANO ABC – Apprendere Bene (in) Cgil DESCRIZIONE SINTETICA DEL PIANO - Finalità del piano Realizzare i diritti dell’apprendimento: per un sistema stabile di formazione continua della CGIL Marche La finalità del piano innovativo ABC – Apprendere Bene (in) CGIL (d’ora in poi anche ABC) è riassumibile nel concetto di “capacitazione”, inteso come costruzione collettiva – attraverso un percorso formativo preceduto ed accompagnato da attività propedeutiche e di supporto – delle capacità e delle risorse necessarie per definire e attuare a regime le politiche e le pratiche di formazione continua (come, più estesamente, le politiche e le pratiche organizzative di gestione della conoscenza - knowledge management) del sistema CGIL Marche. L’obiettivo è lo sviluppo integrato di un insieme di risorse di natura professionale (conoscenze, competenze), tecniche (metodologie, strumenti) ed organizzative (procedure), che complessivamente rispondano in modo strutturato alle esigenze di: analisi proattiva dei fabbisogni professionali, formativi e di apprendimento; definizione delle policies formative e di apprendimento; progettazione, realizzazione e valutazione dei singoli interventi; valorizzazione degli apprendimenti individuali ed organizzativi, maturato anche attraverso in situazione non formale. Il piano si colloca nel più generale quadro della promozione e della garanzia dei diritti dell’apprendimento, all’interno del sistema CGIL come – più estesamente – nell’esercizio delle funzioni di rappresentanza, tutela e servizio verso i lavoratori ed i cittadini ad esso proprie. - Contesti aziendali delle singole imprese beneficiarie nell’ambito dei settori e/o territori inerenti il Piano Il sistema organizzativo oggetto di intervento si articola su una pluralità di strutture, secondo la duplice e compresente logica: i) della specializzazione delle attività (rappresentanza, tutela, servizi) e del posizionamento territoriale; ii) e della loro integrazione, attraverso la condivisione dei destinatari (lavoratori, pensionati, cittadini), di riferimenti fisici (sedi di esercizio delle attività), funzionali (procedure, modalità di relazione con i destinatari finali), professionali (sistema delle competenze) e valoriali (appartenenza ad una identità comune). In dettaglio, le imprese beneficiarie del Piano sono: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. C.G.I.L. Marche Camera del Lavoro Territoriale Ancona Camera del Lavoro Territoriale Ascoli Piceno Camera del Lavoro Territoriale Fermo Camera del Lavoro Territoriale Macerata Camera del Lavoro Territoriale Pesaro Urbino FILCEM Macerata Funzione Pubblica Marche Funzione Pubblica Ancona Funzione Pubblica Pesaro e Urbino FIOM Ancona FILLEA Pesaro e Urbino FILCAMS Ancona FILTEA CGIL Macerata SPI CGIL Marche CRS – Centro Regionale Servizi srl SLC Ancona - Fabbisogni organizzativi, professionali e formativi I fabbisogni sotto esposti costituiscono l’esito di un primo processo di analisi e diagnosi, svolto attraverso uno specifico percorso di lavoro sperimentale (realizzato nel periodo marzo 2007-luglio 2007), comune a tutte le articolazioni organizzative interessate dal presente Piano. Come si vedrà nel prosieguo, un esito di tale lavoro è stata la messa in evidenza della necessità di approfondire e strutturare il processo stesso di rilevazione dei fabbisogni, superando la sua natura ad oggi non sistematica e ponendolo alla base delle più complessive politiche di gestione e sviluppo dell’organizzazione e delle risorse umane. A) I fattori che determinano i fabbisogni Il sistema complesso di rappresentanza, tutela e servizi costituito dalle diverse articolazioni organizzative della CGIL Marche è interessato da profonde dinamiche di modificazione dell’ambiente economico e sociale di riferimento, che determinano un insieme articolato ed evolutivo di fabbisogni. In sintesi, si rilevano i fenomeni e le correlate esigenze economiche e sociali di seguito sinteticamente richiamati. in generale, si è oggi di fronte ad una evoluzione strutturale dell’economia e dei modi della produzione, che interessa in profondità lo statuto del lavoro ed i funzionamenti della società. Il nuovo riferimento dell’economia e della società della conoscenza cerca di rispondere ai limiti raggiunti dal fordismo, proponendo un nuovo modello di scambio; una conseguenza di questa evoluzione è il mutamento delle modalità di rappresentazione del lavoro: dalle figure professionali, facilmente individuabili e collocabili in un sistema di inquadramento e progressione, si passa al riferimento delle competenze, che disarticolano il lavoro in unità prestazionali virtualmente autonome, estensibili e ricombinabili in diverse configurazioni. La nuova modalità di rappresentazione (intrinsecamente flessibile) ha effetti diretti sulla rappresentanza sociale e professionale del lavoro, ponendo inediti problemi di adattamento anche al sindacato. Le situazioni di “atipicità” e “precariato” – oggi definite in rapporto alla condizione originaria del lavoro stabile di tipo fordista – vanno rilette rispetto a questo nuovo riferimento; l’economia della conoscenza propone una nuova logica di divisione del lavoro, che avrà verosimilmente impatti profondi sulla rappresentanza dei lavoratori e sulla tutela dei loro diritti. La modificazione dei contenuti e della divisione del lavoro mettono progressivamente in crisi la tradizionale logica degli inquadramenti contrattuali, meno coerenti con i contenuti effettivi delle prestazioni svolte. Anche l’articolazione della contrattazione fra livello nazionale (definizione degli inquadramenti) e aziendale/territoriale (politiche formative di supporto alla qualificazione) presenta aspetti critici. Infine, la modificazione dei contenuti di conoscenza del lavoro porta a nuove esigenze di valutazione per competenze delle professionalità, oggetto prevalente di regolazione unilaterale da parte delle imprese; in questa fase di transizione, la struttura economica delle Marche vede oggi i modelli post-fordisti convivere ancora con forti (se non prevalenti) riferimenti organizzativi e del lavoro tradizionali, anche nel settore terziario. Ciò pone esigenze di innovazione del modello produttivo e – su un altro piano – una ulteriore difficoltà nell’esercizio della capacità complessiva di rappresentanza dei lavoratori, al di là delle loro condizioni e posizioni professionali; il nuovo modello di scambio assegna un ruolo chiave all’apprendimento, sia in senso economico (consente la trasmissione e l’innovazione della conoscenza alla base della produzione di valore) che sociale (consente agli individui di inscriversi nelle relazioni produttive e di appartenenza). Ciò porta a riferirsi tanto all’apprendimento maturato in contesti educativi e formativi (apprendimento formale, il cui ruolo resta centrale in termini di capacitazione), quanto a quello proprio delle esperienze di vita e di lavoro (apprendimento non formale), entrambi assunti come validi e rilevanti; la nuova centralità dell’apprendimento che si estende durante tutto l’arco della vita richiede che siano garantite – a tutti i lavoratori ed ai cittadini – condizioni di acquisizione ed uso della conoscenza. Ciò porta alla nascita di un nuovo insieme di diritti – i diritti dell’apprendimento – oggi ancora poco chiari dal punto di vista teorico e ancor meno esplicitati dal punto di vista pratico, la cui promozione e tutela diviene un nuovo compito centrale delle organizzazioni sindacali; in particolare, ciò richiede che siano garantiti: a) la possibilità di accedere all’apprendimento, lungo il corso della vita, in risposta ad una scelta individuale o a una condizione di bisogno, attraverso: l’(auto)consapevolezza dei bisogni di apprendimento, individuali e collettivi; la disponibilità di contesti formativi e produttivi di qualità, il che rimanda alla contrattazione dell’organizzazione del lavoro; la definizione di modalità di accesso all’apprendimento, nell’ambito delle politiche del lavoro, dell’organizzazione e delle risorse umane, con attenzione alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro; una adeguata dimensione delle risorse – pubbliche e private – rispetto alla domanda e, soprattutto, ai bisogni; b) il riconoscimento del valore di scambio degli apprendimenti acquisiti: a livello individuale, cioè da (e per) se stessi, come condizione di identità professionale e sociale; da parte delle imprese e dei soggetti economici, in termini di opportunità professionale e progressione di carriera; da parte del sistema educativo e formativo, attraverso la valorizzazione degli apprendimenti maturati in situazione di lavoro, per l’accesso a percorsi rivolti all’acquisizione di titoli e qualifiche formali. B) I fabbisogni organizzativi, professionali e formativi: in generale A fronte delle dinamiche sinteticamente richiamate, il sistema CGIL Marche presenta diversi bisogni di sviluppo delle proprie articolazioni organizzative che, in termini generali, assumono le seguenti caratteristiche: necessità di una maggiore integrazione fra le diverse funzioni di rappresentanza, tutela e servizio, a partire dal pieno riconoscimento della centralità e dell’unicità dei singoli lavoratori e cittadini cui le stesse, complessivamente, sono rivolte; necessità di gestire relazioni con una pluralità di soggetti e di intessi, tutti oggetto di tutela dei diritti, ma fra loro fortemente articolati per tipi di caratteristiche e di esigenze, oltre che – in parte – potenzialmente fra loro in competizione; necessità di un maggior presidio delle relazioni con i nuovi soggetti del lavoro (c.d. “atipici”), in particolare attraverso l’esercizio della capacità di ascolto e di interlocuzione; necessità di qualificazione dei modi di lavoro delle articolazioni sindacali di rappresentanza, tutela e servizio – anche attraverso il ricorso in forme originali alle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione – in modo da liberare quote tempo individuali da destinare ad attività di aggiornamento; necessità di rafforzare – in termini di efficienza ed efficacia – i processi organizzativi di trasmissione ed innovazione del sapere professionale e dei valori alla base dell’identità condivisa, a fronte dei maggiori bisogni di gestione del patrimonio di conoscenza derivanti dalla modificazione del sistema socio-economico. Dal punto di vista professionale, i fabbisogni prevalenti riguardano: per le figure dotate di ruoli di direzione, la comprensione delle caratteristiche dei nuovi modelli di produzione tipici dell’economia “post-fordista” e “a rete”, gli impatti che essi presentano sui contenuti e le soggettività sociali del lavoro; le loro conseguenze in termini di diritti e di esercizio della contrattazione e della rappresentanza. Ciò in una situazione, come detto, di transizione complessa e non deterministica, che vede la compresenza di problemi diversi e fra loro anche contraddittori, ponendo una particolare esigenza di governo del cambiamento; per le figure dotate di ruoli di tipo più strettamente tecnico, l’aggiornamento continuo dei saperi normativi propri attività svolte, oltre che dei supporti informatici specialistici; per tutte le risorse professionali, senza distinzione di ruolo, lo sviluppo delle capacità di integrazione organizzativa (lavoro per processi), di relazione attiva con i lavoratori ed i cittadini e di utilizzo innovativo delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Ciò pone in particolare l’esigenza di favorire e supportare la ridistribuzione “in orizzontale” dei saperi di base propri di ogni specializzazione: rappresentanza tutela, servizi. Infine, dal punto di vista formativo, i fabbisogni vanno distinti in: fabbisogni di apprendimento ampiamente intesi, relativi alle più complessive modalità di gestione del sapere professionale del sistema CGIL Marche, negli aspetti di riproduzione (trasmissione lungo le generazioni), ridistribuzione (trasmissione fra posizioni funzionali, nei percorsi di mobilità professionale interna e nello sviluppo di modelli organizzativi per processi) ed innovazione (introduzione di nuove conoscenze, attraverso modalità di loro analisi critica). Essi sono pienamente affrontabili solo attraverso la qualificazione del complessivo agire organizzativo; fabbisogni formativi in senso proprio, parte dei precedenti che può essere positivamente affrontata attraverso attività di apprendimento formale, secondo metodologie attive e partecipate. Sono in particolare oggetto di questo Piano i fabbisogni formativi relativi a: i) l’aggiornamento delle conoscenze e delle vision sui nuovi modelli produttivi e sui loro impatti nei processi di rappresentanza, tutela e servizio, al fine di sviluppare capacità di anticipazione dei bisogni e del cambiamento; ii) il rafforzamento delle competenze di (auto)analisi dei fabbisogni di sviluppo del sistema professionale della CGIL Marche; di valutazione della qualità degli apprendimenti e di facilitazione delle modalità di loro rappresentazione trasparente, viste come altrettante risorse di supporto alla gestione della conoscenza. La natura innovativa del Piano consente inoltre di affrontare indirettamente anche i più complessivi fabbisogni di apprendimento, attraverso la realizzazione di attività propedeutiche e di follow-up rivolte alla produzione contestuale ed all’implementazione operativa di risorse organizzative (metodi, strumenti). - Principali attività previste per il conseguimento delle finalità del Piano Coerentemente ai fabbisogni rilevati ed alle indicazioni dell’avviso pubblico, il Piano si articola nelle attività di seguito richiamate, fra loro integrate in un unico intervento a carattere innovativo e complesso. A) Attività propedeutiche Le attività propedeutiche sono rivolte a: la costruzione delle risorse metodologiche necessarie per il rafforzamento delle capacità organizzative e professionali del sistema CGIL Marche di programmare e gestire il proprio sistema stabile ed integrato di formazione continua. l’applicazione a fini di verifica ed implementazione della messa in trasparenza degli apprendimenti pregressi – in particolare di natura non formale – dei partecipanti alle successive azioni formative. B) Attività formative Percorso 1 “Scenari di cambiamento: la transizione ai nuovi modelli di produzione e le sue possibili conseguenze economiche e sociali” L’attività formativa si articola in un percorso della durata complessiva di 48 ore di aula, ripartite in 8 giornate da 6 ore ciascuna, di cui: 5 seminari con esperti e 3 workgroups. Saranno coinvolte 15 risorse professionali con ruoli di direzione operanti nell’ambito del sistema CGIL Marche. Percorso 2 “Gestire il processo formativo in CGIL Marche: politiche, metodi e strumenti” L’attività formativa si articola in un percorso della durata complessiva di 48 ore di aula, ripartite in 8 giornate da 6 ore ciascuna, di cui: 1 seminario con esperto e 7 workgroups. Saranno coinvolte 15 risorse professionali, con ruoli sia di direzione che esecutivi, operanti nell’ambito del sistema CGIL Marche C) Attività in itinere e finali non formative Le attività in itinere e finali sono costituite da: i momenti di valutazione intermedia e finale; è prevista la realizzazione di un incontro di valutazione finale con le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo (CISL e UIL), così come previsto nell’accordo sindacale il rilascio di attestazioni trasparenti di svolgimento delle attività formative, secondo modalità coerenti con l’aggiornamento del libretto formativo del cittadino e con quanto definito ad hoc nelle azioni propedeutiche; la realizzazione di attività di diffusione degli esiti dei due percorsi formativi con riferimento al complessivo sistema professionale della CGIL Marche, della CGIL nazionale e di FONCOOP.. - Struttura progettuale e tematiche formative proposte per ogni iniziativa formativa Attività propedeutiche Obiettivi Le attività propedeutiche sono rivolte a: la costruzione delle risorse metodologiche necessarie per il rafforzamento delle capacità organizzative e professionali del sistema CGIL Marche di programmare e gestire il proprio sistema stabile ed integrato di formazione continua, con particolare riferimento a: l’analisi e la diagnosi dei fabbisogni professionali e formativi; la definizione della policy formativa e la conseguente redazione del Piano formativo annuale; la definizione delle modalità di programmazione e realizzazione delle attività previste dal Piano, con particolare riferimento alla loro tracciabilità; la definizione delle modalità di messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti individuali delle risorse che operano nel sistema professionale della CGIL Marche, a fini di loro valorizzazione; la valutazione in progress e finale dell’attuazione (efficienza) e degli impatti (efficacia); l’applicazione a fini di verifica ed implementazione della messa in trasparenza degli apprendimenti pregressi – in particolare di natura non formale – dei partecipanti alle successive azioni formative. Le restanti risorse di metodo (analisi dei fabbisogni, programmazione e valutazione) saranno oggetto di applicazione pratica nell’ambito della relativa azione formativa, Percorso 2 (vedi oltre). Contenuti L’attività si articola nella seguente sequenza di azioni: 1703 Ideazione e progettazione: analisi preliminare dello stato del sistema di formazione continua della CGIL Marche già in essere, in termini di rispondenza, ampiezza, efficienza ed efficacia di funzionamento; 1909 Orientamento partecipanti: analisi di dettaglio delle caratteristiche organizzative e professionali, con particolare attenzione agli aspetti di integrazione e di funzionamento dei processi di trasmissione/innovazione della conoscenza introdotti al precedente paragrafo; 1917 progettazione strumenti: definizione del modello e degli strumenti di rilevazione sistematica dei bisogni, programmazione (redazione del piano annuale; struttura del sistema informativo di tracciabilità degli eventi) e valutazione; 1917 progettazione strumenti in parallelo ai punti precedenti, sviluppo della modalità di messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti individuali (biografia cognitiva; modalità di attestazione ad uso esterno), in coerenza con lo standard nazionale di libretto formativo del cittadino, oltre che con le caratteristiche delle traiettorie professionali tipiche del contesto; 1703 Ideazione e progettazione: validazione preliminare di quanto realizzato in esito alle azioni precedenti da parte delle istanze responsabili delle politiche organizzative e delle risorse umane; 1909 Orientamento partecipanti e 1928 messa in trasparenza degli apprendimenti:: applicazione assistita della modalità di messa in trasparenza degli apprendimenti ai partecipanti alle azioni formative di cui ai Percorsi 1 e 2, per un totale di 30 persone. Prodotti disponibili al termine delle attività Metodologie e strumenti applicativi relativi al ciclo “analisi-programmazione-attuazionevalutazione” della formazione; Metodologia e strumenti applicativi di messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti individuali; Biografie cognitive individuali del gruppo dei partecipanti alle azioni formative previste dal Piano. Metodologia di realizzazione Le azioni sopra indicate saranno attuate attraverso un forte coinvolgimento dei destinatari finali: i) per gli aspetti di indagine, mediante realizzazione di interviste e focus group; ii) per gli aspetti di progettazione di metodi e strumenti, mediante attivazione di momenti strutturati di condivisione in progress; iii) per gli aspetti di messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti, mediante applicazione individuale e diretta sul target dei beneficiari e successiva discussione di gruppo delle percezioni e degli esiti raggiunti. Metodi e strumenti saranno sviluppati a partire da quanto disponibile in letteratura, con riferimento prevalente a tipologie di organizzazioni coerenti con il sistema della CGIL Marche (modelli a rete; non profit; ...). Destinatari coinvolti Saranno coinvolte tutte le diverse tipologie di risorse professionali operanti nell’ambito del sistema CGIL Marche, ove le stesse eligibili al finanziamento del Fondo Interprofessionale. Risorse professionali impiegate Le attività saranno svolte dagli esperti senior di ricerca & sviluppo di sistemi formativi di seguito elencati e da esperti di formazione/orientamento, per le cui caratteristiche si rimanda ai curricula allegati. La progettazione e la realizzazione di questa parte del Piano sono svolte in partenariato con KOINE’ ed IRES Marche. Marco Ruffino, KOINE’, ideazione/progettazione, elaborazione materiale, formazione formatori Paola PAOLINELLI, IRES Marche, ideazione/progettazione, orientamento Tempi di realizzazione Le attività saranno svolte complessivamente in tre mesi, antecedentemente all’avvio delle attività propriamente formative, iniziando entro il primo mese di realizzazione del Piano B) Attività formative Percorso 1 “Scenari di cambiamento: la transizione ai nuovi modelli di produzione e le sue possibili conseguenze economiche e sociali” Obiettivi Il percorso “Scenari di cambiamento: la transizione ai nuovi modelli di produzione e le sue possibili conseguenze economiche e sociali” ha per obiettivo l’aggiornamento delle conoscenze e della vision delle figure in posizione dirigente del sistema professionale della CGIL Marche, in risposta ai fattori di mutamento strategico introdotti al precedente paragrafo sui fabbisogni. Ciò in particolare rispetto al nuovo riferimento della società e dell’economia della conoscenza, in modo propedeutico e funzionale allo sviluppo delle capacità della CGIL Marche di realizzare politiche di formazione continua, per se stessa e per i soggetti da essa rappresentati. Esiti attesi del Piano rispetto allo sviluppo delle imprese e alle competenze necessarie per i lavoratori Al termine dell’intervento, i partecipanti saranno in grado di: conoscere le principali caratteristiche teoriche dei nuovi modelli di produzione – industriale e dei servizi – con particolare riferimento al paradigma emergente dell’economia e della società della conoscenza; valutare autonomamente ed in modo critico la distanza dei contesti produttivi marchigiani dai modelli teorici d riferimento, individuando i principali fattori che possono essere presi in conto nella formulazione delle politiche economiche territoriali; valutare autonomamente i possibili impatti delle mutazioni in essere/previsibili sui funzionamenti dei mercati del lavoro, la formazione di nuovi bisogni e diritti, l’esercizio della rappresentanza e della tutela dei lavoratori e dei cittadini; valutare le linee potenziali di fabbisogni di sviluppo organizzativo e professionale proprie della CGIL Marche, a fronte di quanto visto ai punti precedenti. Contenuti L’attività formativa si articola nel seguente percorso, della durata complessiva di 48 ore di aula, ripartite in 8 giornate da 6 ore ciascuna. 1913 Percorso 1 “Scenari di cambiamento: la transizione ai nuovi modelli di produzione e le sue possibili conseguenze economiche e sociali” modulo A 1) Seminario di avvio “Il paradigma debole della società e dell’economia della conoscenza: origine, logica, diffusione” 2) Seminario “I modelli della fabbrica a rete e la nuova divisione del lavoro” 3) Seminario “I modelli organizzativi, nella transizione fra funzioni e processi” 4) Seminario “Gli impatti sui funzionamenti del mercato del lavoro e sulla gestione delle risorse umane” 5) Seminario “I nuovi modelli di welfare attivo, fra bisogni, diritti ed incertezza” 1923 Percorso 1 “Scenari di cambiamento: la transizione ai nuovi modelli di produzione e le sue possibili conseguenze economiche e sociali” modulo B lavoro di gruppo 6) Workgroup 1. Tema di lavoro “La posizione dell’economia marchigiana rispetto ai nuovi modelli teorici di riferimento” 7) Workgroup 2. Tema di lavoro “Rappresentazioni e rappresentanze del lavoro: i mutamenti in atto ed il ruolo del sindacato, fra politica e servizio” 8) Workgroup 3. Tema di lavoro “Verso un nuovo modello di funzionamento della CGIL Marche? Impatti delle dinamiche di cambiamento e bisogni potenziali” Destinatari coinvolti Saranno coinvolte 15 risorse professionali con ruoli di direzione operanti nell’ambito del sistema CGIL Marche, ove le stesse eligibili al finanziamento del Fondo Interprofessionale. La composizione dell’aula sarà orientata dal riferimento dell’integrazione fra specificità organizzative e professionali, in rapporto a le articolazioni “rappresentanza/servizi”; “organi regionali/organi territoriali”, “organi confederali/organi di categoria”. Consequenzialità dell’azione Il percorso si svolgerà a valle delle attività propedeutiche, e sarà oggetto di ritaratura di dettaglio in ragione degli esiti delle stesse, con particolare riferimento all’azione di messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti individuali dei partecipanti. Metodologie Il percorso prevede l’adozione di una metodologia attiva, basata su: un approccio logico di tipo “top/down” (dalla presentazione delle dinamiche “astratte” di fondo alla loro progressiva rilettura critica e contestuale); l’alternanza fra momenti rivolti all’introduzione di contenuti a base teorica (seminari) e momenti di lavoro di gruppo (workgroup), animati e supportati da specifici esperti di metodo; all’interno di ogni seminario, l’alternanza fra presentazione frontale di contenuti teorici (in media per non più del 50% della durata del singolo evento) e momenti di discussione semi-strutturata, favoriti dal ricorso a strumenti di approfondimento dialettico, quali i case studies; all’interno di ogni workgroup, la definizione di un obiettivo da raggiungere collettivamente entro la giornata (p.e. redazione di materiali contestuali, utili ai fini della formazione a cascata di altre risorse professionali della CGIL Marche) e il suo perseguimento, attraverso modalità interattive di lavoro (laboratorio di scrittura), supportate con approccio consulenziale da conduttori e tutor dotati di specifiche esperienze di action learning. Risorse professionali impiegate Le attività saranno svolte per gli aspetti di contenuto (seminari) da esperti senior provenienti da università ed istituti di ricerca; per gli aspetti didattici (workgroups) da esperti senior di ricerca & sviluppo di sistemi formativi. La progettazione e la realizzazione di questa azione del Piano sono svolte in partenariato con KOINE’, IRES Marche e Associazione SMILE. Gianluca BUSILACCHI, IRES Marche, docenza e conduzione workgroup Marco Ruffino, KOINE’, docenza e conduzione workgroup Isabella BELLINI BRESSI, IRES Marche, tutoraggio Maria Grazia BALDUCCI, Associazione SMILE, servizi esterni Altri esperti senior provenienti da università ed istituti di ricerca saranno individuati. Strumenti e materiali Il percorso vedrà la produzione di due tipologie di materiali: i) dispense e supporti diretti (case studies) all’attività di aula; ii) materiali di approfondimento, incluse bibliografie e sitografie tematiche, poste a disposizione dell’intera organizzazione via intranet, nell’ambito dello sviluppo del sistema stabile di formazione continua della CGIL Marche. Modalità di verifica e controllo Sono previsti tre livelli di valutazione: i) di gradimento, attraverso somministrazione di specifico questionario semi-strutturato, a metà del percorso ed al suo termine, i cui esiti – opportunamente rielaborati – saranno oggetto di restituzione e commento con i partecipanti; ii) di apprendimento, attraverso valutazione degli esiti dei lavori collettivi previsti nell’ambito dei workgroups; iii) di impatto, a valle della realizzazione dell’intero Piano. Tutti gli strumenti di verifica saranno oggetto di sviluppo nell’ambito delle azioni propedeutiche, la loro somministrazione nell’ambito del percorso, assumendo anche il significato della loro validazione, attraverso testing in campo. Tempi di realizzazione Le attività saranno svolte complessivamente in 10 mesi di realizzazione del Piano, successivamente alla conclusione di alcune attività propedeutiche, ed inizieranno il terzo mese di realizzazione del Piano. Percorso 2 “Gestire il processo formativo in CGIL Marche: politiche, metodi e strumenti” Obiettivi Il percorso “Gestire il processo formativo in CGIL Marche: politiche, metodi e strumenti” ha per obiettivo lo sviluppo delle competenze di un gruppo di lavoratori del sistema professionale della CGIL Marche, identificato come il riferimento per la gestione stabile e diffusa della formazione continua. Ciò a partire dalla valorizzazione delle attività e delle competenze formative già patrimonio dell’organizzazione, verso la loro messa a sistema. Esiti attesi del Piano rispetto allo sviluppo delle imprese e alle competenze necessarie per i lavoratori Al termine dell’intervento, i partecipanti saranno in grado di: conoscere le tipiche problematiche della gestione del processo di formazione continua in un’organizzazione non profit a rete, con riferimento al più generale campo della promozione e della tutela dei diritti dell’apprendimento; comprendere ed utilizzare in autonomia i metodi e gli strumenti sviluppati nell’ambito delle azioni propedeutiche, a fini di complessiva gestione del processo di formazione continua e, in senso ampio, di trasmissione/innovazione della conoscenza – della CGIL Marche; definire le modalità di implementazione organizzativa degli strumenti e dei metodi di cui sopra, per lo specifico della CGIL Marche; redigere a titolo di proposta l’ipotesi di Piano annuale di formazione continua 2008 della CGIL Marche. Contenuti L’attività formativa si articola nel seguente percorso, della durata complessiva di 48 ore di aula, ripartite in 8 giornate da 6 ore ciascuna. 1925 Percorso 2 “Gestire il processo formativo in CGIL Marche: politiche, metodi e strumenti” modulo A 1. Seminario di avvio “Il ruolo ed il processo di gestione della formazione continua in CGIL Marche: tratti comuni e caratteristiche distintive” 1926 Percorso 2 “Gestire il processo formativo in CGIL Marche: politiche, metodi e strumenti” modulo B lavoro di gruppo 2. Workgroup 1. Tema di lavoro “Logica e strumenti di analisi e diagnosi dei fabbisogni professionali, formativi e di apprendimento” - Prima parte 3. Workgroup 1. Tema di lavoro “Logica e strumenti di analisi e diagnosi dei fabbisogni professionali, formativi e di apprendimento” - Seconda parte 4. Workgroup 2. Tema di lavoro “Messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti individuali” – Prima parte 5. Workgroup 2. Tema di lavoro “Messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti individuali” – Seconda parte 6. Workgroup 3. Tema di lavoro “Programmazione e gestione del processo formativo: dal piano annuale alla realizzazione degli interventi” - Prima parte 7. Workgroup 3. Tema di lavoro “Programmazione e gestione del processo formativo: dal piano annuale alla realizzazione degli interventi” - Seconda parte 8. Workgroup 4. Tema di lavoro “Valutazione delle attività di formazione continua: logiche, metodi e strumenti” Destinatari coinvolti Saranno coinvolte 15 risorse professionali, con ruoli sia di direzione che esecutivi, operanti nell’ambito del sistema CGIL Marche, ove le stesse eligibili al finanziamento del Fondo Interprofessionale. La composizione dell’aula sarà orientata dal riferimento dell’integrazione fra specificità organizzative e professionali, in rapporto a le articolazioni “rappresentanza/servizi”; “organi regionali/organi territoriali”, “organi confederali/organi di categoria”. Particolare importanza verrà data al possesso di precedenti esperienze di progettazione e gestione di attività formative nell’ambito del sistema della CGIL Marche. Consequenzialità dell’azione Il percorso si svolgerà a valle delle attività propedeutiche, e sarà oggetto di ritaratura di dettaglio in ragione degli esiti delle stesse, con particolare riferimento alle azioni di sviluppo preliminare delle risorse e di messa in trasparenza e rappresentazione degli apprendimenti individuali dei partecipanti. Metodologie Il percorso prevede l’adozione di una metodologia attiva, basata su: un approccio logico di tipo processuale (dal tema della diagnosi dei fabbisogni a quello della valutazione degli interventi); la realizzazione di workgroups, ovvero sessioni formative semi-strutturate, in cui il docente svolge, oltre alla tradizionale funzione di trasmissione frontale di contenuti, un ruolo consulenziale di attivazione e supporto alla realizzazione da parte dei partecipanti di attività assegnate come obiettivo di giornata/segmento (quali p.e. redigere documenti, sviluppare strumenti, ...). Nel presente caso, gli obiettivi sono legati all’implementazione pratica di quanto sviluppato nell’ambito delle attività propedeutiche. Risorse professionali impiegate Le attività saranno svolte dagli esperti senior di ricerca & sviluppo di sistemi formativi di seguito elencati. La progettazione e la realizzazione di questa azione del Piano sono svolte in partenariato con KOINE’, IRES Marche e Associazione SMILE. Marco Ruffino, KOINE’, docenza e conduzione workgroup Paola PAOLINELLI, IRES Marche, conduzione workgroup Isabella BELLINI BRESSI, IRES Marche, tutoraggio Maria Grazia BALDUCCI, Associazione SMILE, servizi esterni Strumenti e materiali Il percorso vedrà la produzione di due tipologie di materiali: i. esiti delle attività propedeutiche, in termini di metodi e strumenti rivolti alla gestione del sistema di formazione continua della CGIL Marche ed alla messa in trasparenza, a fini di riconoscimento, degli apprendimenti individuali; ii. materiali di approfondimento, incluse bibliografie e sitografie tematiche, poste a disposizione dell’intera organizzazione via intranet, nell’ambito dello sviluppo del sistema stabile di formazione continua della CGIL Marche. Modalità di verifica e controllo Sono previsti tre livelli di valutazione: i. di gradimento, attraverso somministrazione di specifico questionario semi-strutturato, a metà del percorso ed al suo termine, i cui esiti – opportunamente rielaborati – saranno oggetto di restituzione e commento con i partecipanti; ii. di apprendimento, attraverso valutazione degli esiti dei lavori collettivi previsti nell’ambito dei workgroups; iii. di impatto, a valle della realizzazione dell’intero Piano. Tutti gli strumenti di verifica saranno oggetto di sviluppo nell’ambito delle azioni propedeutiche, la loro somministrazione nell’ambito del percorso assumendo anche il significato della loro validazione, attraverso testing in campo. Tempi di realizzazione Le attività formative saranno svolte complessivamente in 10 mesi di realizzazione del Piano, successivamente alla conclusione di alcune attività propedeutiche, ed inizieranno il terzo mese di realizzazione del Piano. C) Attività in itinere e finali non formative Le attività in itinere e finali sono costituite da: i momenti di valutazione intermedia e finale già richiamati nell’ambito delle attività formative; è prevista la realizzazione di un incontro di valutazione finale con le organizzazioni sindacali CISL e UIL, così come previsto nell’accordo sindacale il rilascio di attestazioni trasparenti di svolgimento delle attività formative, secondo modalità coerenti con l’aggiornamento del libretto formativo del cittadino e con quanto definito ad hoc nelle azioni propedeutiche; la realizzazione di attività di diffusione degli esiti dei due percorsi formativi (materiali elaborati nei workgroups, con riferimenti ai fattori di cambiamento ed all’implementazione del sistema di formazione continua) con riferimento al complessivo sistema professionale della CGIL Marche. Risorse professionali impiegate Le attività saranno svolte dagli esperti senior di ricerca & sviluppo di sistemi formativi di seguito elencati. La progettazione e la realizzazione di queste azioni del Piano sono svolte in partenariato con KOINE’ e IRES Marche Marco Ruffino, KOINE’, sviluppo strumenti messa in trasparenza apprendimenti Paola PAOLINELLI, IRES Marche, messa in trasparenza apprendimenti, monitoraggio e valutazione Isabella BELLINI BRESSI, IRES Marche, monitoraggio e valutazione - Pari opportunità Il tema delle PO e in particolare l’ancora ridotta presenza delle donne in posizioni decisionali nella sfera del lavoro e, più in generale, nella società italiana ha trovato e trova nella CGIL un soggetto sensibile. Nel tempo sono stati realizzati percorsi ed azioni che hanno portato ad progressivo riequilibrio della rappresentanza femminile all’interno dell’organizzazione CGIL Marche (presenza di donne nelle Segreterie di livello regionale e provinciale). In questo quadro di sicura evoluzione, sono comunque presenti problemi ancora aperti e ritardi che debbono essere recuperati (attualmente la figura di Segretario Generale è ricoperta da un uomo sia nella Camere del Lavoro Regionale che in quelle Territoriali). Su questa base, nel sistema CGIL Marche l’attenzione verso le PO di genere è sempre presente e dunque l’opportunità di realizzare questo Piano Formativo rappresenta un’ulteriore occasione di impegno concreto su questo tema. Si intende contribuire al processo già in atto attraverso due azioni: 1) cura nella elaborazione e presentazione dei contenuti della formazione; 2) presenza di una adeguata quota di donne nella formazione. Per quanto riguarda il primo punto, è stata riscontrata l’esigenza di caratterizzare i contenuti didattici e di intenti dei due percorsi formativi secondo una prospettiva di mainstreaming: questo comporta l’assunzione di una prospettiva di genere che funga da cornice di senso entro cui declinare le competenze-obiettivo del Piano di Apprendimento. Ai docenti/esperti coinvolti nelle attività seminariali dei due percorsi (cfr sezione formazione), sarà chiesto di affrontare la tematiche oggetto del loro contributo anche in termini di pari opportunità, ovvero illustrando le implicazioni dei fenomeni e dei cambiamenti in termini di impatto di genere. Si precisa che volutamente si è scelto di non dedicare un seminario ad hoc su questo tema, ritenendo più efficace un approccio di tipo mainstreaming. Per quanto riguarda il secondo punto, è stata data ampia informazione alle strutture del sistema CGIL Marche sulla necessità/volontà di favorire una equilibrata presenza di donne e uomini all’interno dei due percorsi. Fermo restando i vincoli del bando FONCOOP riguardo la posizione dei partecipanti (dipendenti), la struttura occupazionale delle singole imprese beneficiarie e l’attuale composizione degli organismi decisionali (delle diverse Camere del Lavoro Territoriali, Categorie, ecc.) ne risulta una composizione dei due gruppi aula ancora sbilanciata nel Percorso 1 (rivolto a risorse professionali con ruoli di direzione), controbilanciata da una maggiore presenza femminile nel Percorso 2. Complessivamente, su un totale di 30 partecipanti, 16 sono uomini e 14 donne. In entrambi i Percorsi, le lezioni si terranno durante l’orario di lavoro e sarà garantita a tutti/e l’accesso al diritto/dovere all’apprendimento. DESCRIZIONE DELLE VALUTAZIONE METODOLOGIE DI MONITORAGGIO E 1929 monitoraggio in itinere 1031 valutazione in itinere 1933 valutazione finale Il Piano prevede, per ciascuno dei due percorsi, tre livelli di valutazione: iv. di gradimento, attraverso somministrazione di specifico questionario semi-strutturato, a metà del percorso ed al suo termine, i cui esiti – opportunamente rielaborati – saranno oggetto di restituzione e commento con i partecipanti; v. di apprendimento, attraverso valutazione degli esiti dei lavori collettivi previsti nell’ambito dei workgroups; vi. di impatto, a valle della realizzazione dell’intero Piano. Tutti gli strumenti di verifica saranno oggetto di sviluppo nell’ambito delle azioni propedeutiche, la loro somministrazione nell’ambito del percorso assumendo anche il significato della loro validazione, attraverso testing in campo. E’ previsto un incontro di valutazione finale cui parteciperanno le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo (CISL e UIL). AZIONI DI COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE DEI RISULTATI 1934 pagina web 1935 newsletter 1936 seminario finale ad Ancona 1937 seminario finale a Roma Il Piano prevede azioni strutturate di comunicazione e di diffusione dei risultati E’ prevista la realizzazione di - una pagina web all’interno del sito della CGIL Marche che conterrà informazioni sul Piano - una newsetter trimestrale (curata da IRES Marche) contenente le informazioni sulle attività in corso e che sarà inviata via web presso tutte le strutture del sistema CGIL Marche - due eventi pubblici: il primo si terrà presso ad Ancona, presso la CGIL Marche, in modo tale da diffondere l’esperienza e illustrare i risultati/prodotti elaborati all’interno del sistema CGIL Marche; il secondo avrà invece un respiro nazionale, si terrà a Roma, allo scopo di illustrare l’esperienza all’interno della sistema nazionale CGIL e di FONCOOP EVENTUALI SOGGETTI DELEGATI PER LA REALIZZAZIONE DI PARTE DELL’INTERVENTO La realizzazione di questo intervento richiede competenze di alto livello a causa dell’intreccio tra ricerca (in campo economico, sociologico e formativo), orientamento, applicazione di didattiche innovative e sistemi di monitoraggio e valutazione. Dati le finalità del Piano e il particolare profilo dei beneficiari, risulta cruciale individuare professionalità dotate non solo di know how innovativo nel campo della ricerca&sviluppo di sistemi formativi, ma anche di una conoscenza profonda dei meccanismi caratteristici e distintivi di organizzazioni complesse quale è il sistema CGIL Marche. Pertanto, al fine di garantire l’assoluta qualità dell’intervento e di raggiungere gli obiettivi prefissati, si sono individuati in KOINE’, IRES marche e in Associazione SMILE tre soggetti con competenze chiave e strategiche nella logica del Piano cui delegare alcune delle attività progettuali, in quanto soddisfano pienamente i due requisiti suesposti (know how in campo formativo; conoscenza dell’organizzazione sindacale) poiché inserite a vario titolo all’interno del più vasto sistema CGIL. KOINE’ - Questo Piano si colloca temporalmente dopo la realizzazione di un progetto sperimentale (marzo 2007-luglio 2007) curato da KOINE’ e dal prof. Marco Ruffino per la CGIL Marche, i cui risultati sono alla base di questo Piano. Il coinvolgimento di KOINE’ si colloca all’interno di un più ampio percorso di collaborazione in questo campo. A KOINE’ è affidato dunque un ruolo di partner scientifico (strumenti e metodologia) e si occuperà (vedi anche risorse professionali impiegate) della progettazione di dettaglio, dello sviluppo di materiale didattico e per la messa in trasparenza degli apprendimenti, di parte della docenza (seminari e conduzione di workgroups) IRES Marche – Ad IRES Marche la CGIL Marche ha affidato un ruolo specifico fin dalla prima fase di operatività dei Fondi Interprofessionali, partecipando quale partner ai principali progetti di formazione legati ai Fondi (Fondimpresa, Fondartigianato, Foncoop, Fonter, Fapi,..), ma anche ai due progetti IFTS realizzati all’interno del progetto regionale sul polo calzaturiero. Un suo componente è all’interno del Dipartimento Ricerca e Formazione della CGIL regionale. Ha partecipato al progetto sperimentale condotto da KOINE’. A IRES Marche è affidato un ruolo di partner di ricerca in affiancamento a KOINE’ e si occuperà (vedi anche risorse professionali impiegate) dell’orientamento, monitoraggio e valutazione, tutoraggio d’aula, messa in trasparenza apprendimenti, docenza. Associazione SMILE - La delega all’associazione SMILE si basa sulla necessità di poter contare sulla sua esperienza e competenza nel campo della gestione di attività formative. Ad Associazione SMILE è affidato un ruolo di partner tecnico-organizzativo e si occuperà (vedi anche risorse professionali impiegate) del supporto alla direzione delle attività formative.