IL FALSO DOCUMENTALE
COMUNE DI CENTO
Polizia Municipale
Qualche anno fa, l’apertura delle frontiere e il sempre più diffuso fenomeno dell’ingresso di
clandestini in Italia, hanno portato nel nostro Paese numeri sempre crescenti di persone dai
Paesi esteri.
Tra queste possono nascondersi personaggi che, per i più svariati motivi, hanno la necessità di
cambiare la propria identità, rendersi poco visibili o solamente poter guidare un’autovettura.
Dotarsi quindi di documenti falsi è divenuto quasi un obbligo per parecchi di loro.
Il fenomeno, in un primo tempo, era ristretto a una frangia della società identificabile tra i
pregiudicati, i nomadi o gli extracomunitari clandestini.
La percezione però che in Italia spesso non è difficile “farla franca” ha esteso la contraffazione
dei documenti anche agli ambienti cosiddetti “normali”.
Oggi, ad esempio, è possibile trovare il nostro vicino di casa, che vediamo uscire tutte le mattine
in giacca e cravatta, con il contrassegno dell’assicurazione stampato con il proprio computer.
Dobbiamo toglierci dalla mente un preconcetto che si è dimostrato nel tempo errato: “brutto”
non è sempre sinonimo di “cattivo”.
Il falso documentale può estendersi non solo ai classici documenti di guida o d’identità, ma
anche alle assicurazioni o alle banconote!
Oggigiorno ci sono sempre più occasioni in cui occorre sapere con chi abbiamo a che fare,
soprattutto se chi abbiamo di fronte non è conosciuto.
Può capitare che per motivi di lavoro, in ambito immobiliare, in banca, in un’assicurazione, ecc.
si presenti una persona che necessariamente deve essere in qualche modo “identificata”.
Attenzione!
Le forme legali d’identificazione sono di esclusiva competenza degli organi di polizia
(Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Municipale).
Il comune cittadino, il responsabile di un’azienda, l’assicuratore hanno però spesso necessità di
verificare l’esatta identità del proprio interlocutore e, a volte, possono incorrere nel problema
che di seguito verrà trattato.
CONCETTO DI FALSO DOCUMENTALE
Il documento, di qualsiasi natura esso sia, può essere:
ALTERATO, quando a un modulo originale è stato tolto, aggiunto o modificato un dato o altri
elementi. Si ha per esempio quando vengono compilati da persone che non ne hanno titolo dei
documenti rubati in bianco;
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CONTRAFFATTO, quando il documento è totalmente riprodotto a imitazione del vero;
DI FANTASIA, quando il documento non ha corrispondenza nella realtà. Attenzione! Non sarà
difficile imbattersi in questi falsi cosiddetti di fantasia!
I documenti raffigurati di seguito vengono reperiti in internet con molta facilità: basta mandare
via e-mail i dati personali, una foto e, chiaramente, il numero della carta di credito!!!
In America è molto diffuso tra i ragazzini che, per potersi rifornire al negozio di alcolici,
acquistano falsi documenti d’identità che dichiarano, per esempio, un’età diversa.
Questi falsi, assieme ai NON DOCUMENTI (quei supporti cartacei contenenti fotografia e dati
del titolare emessi da privati o uffici, che per natura giuridica non possono essere considerati
documenti) sono diffusissimi anche perché, come vedremo più avanti, non sono perseguibili
penalmente!
Se un cittadino extracomunitario esibisce, per esempio, una tessera sanitaria del suo Paese, e il
più delle volte scritta nella sua lingua, saremo poi in grado di riconoscerla correttamente?
A questo punto ricordiamoci che i documenti esibiti devono essere necessariamente originali.
Non può e non deve essere accettato nessun documento in fotocopia, perché facilmente
alterabile… anche un bambino può essere in grado di farlo!
Circolano molte fotocopie a colori, per esempio di permessi di soggiorno, che assomigliano
parecchio agli originali, ma che a volte presentano dati non veritieri. E’ semplicissimo variare la
data di scadenza, quella di nascita o addirittura il nome.
La fase visiva e tattile è quindi primaria: il documento va toccato e visionato in ogni sua parte
partendo dal presupposto che lo stesso può essere stato realizzato da persone inesperte e con
metodi così semplici che sarà possibile individuarne, con una certa facilità, la non veridicità.
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Potrebbe infatti essere stato prodotto con programmi informatici (e sappiamo bene quanto possa
essere elevato il grado di sofisticazione di questi), da addetti al settore tipografico o da
organizzazioni criminali che hanno usato metodi molto avanzati.
Dopo questo piccolo accorgimento il controllo del documento dovrà diventare via via più tecnico,
quindi molto probabilmente non alla portata di tutti. Gli organi di polizia preposti possono a
questo punto essere di aiuto e di supporto. Potranno così verificare se il modello corrisponde a
quello originale sia come fattura che come anno di emissione e non solo.
Negli anni, così come avvenuto in Italia, tutti i paesi hanno cambiato i documenti di circolazione
e di identità, soprattutto per quello che riguarda le patenti di guida e i permessi internazionali.
L’esigenza in larga parte era appunto quella di evitarne la falsificazione dotando i nuovi
documenti di sistemi di sicurezza tali da non permettere riproduzioni.
Diamo un’occhiata veloce ai principali sistemi di sicurezza adottati:
FILIGRANA: è forse il metodo più semplice da controllare e forse il più difficile da riprodurre.
La filigrana non è un materiale inserito nel foglio, ma consiste in una tecnica particolare adottata
durante il processo di produzione della carta, che consiste in una differenza di spessore delle
fibre in cui passa una quantità diversa di luce. Infatti il controllo avviene visionando il
documento in trasparenza.
MICROSCRITTURA: alcune parti dei documenti di guida nascondono microscritture facilmente
identificabili con una lente d’ingrandimento a 8 o 10X. La patente card rumena ne è un chiaro
esempio.
ULTRAVIOLETTO: moltissimi documenti hanno stampe che
reagiscono con la luce ultravioletta. Una semplice lampada di
Wood passata sul documento farà emergere scritte, loghi e
quant’altro sarà stato appositamente inserito nel documento. Il
resto rimarrà scuro perché la carta sarà otticamente inerte.
La carta comune non assorbirà invece la luce riflettendola.
OLOGRAMMI: sono dispositivi ottici variabili applicati sui documenti. Visionati da varie
prospettive cambiano logo o colore. Gli ologrammi spesso sono applicati in modo un po’
grossolano sui documenti falsi e possono indurre in errore.
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PLASTIFICAZIONE E PELLICOLE PROTETTIVE: esistono pellicole protettive sempre più
sofisticate tali da rendere più difficoltosa la contraffazione. Generalmente vengono plastificati i
documenti formato card o quelli disposti su fronte-retro di una sola pagina. A volte attraverso un
taglio nella pellicola viene sostituita la fotografia.
La nostra ANALISI DOCUMENTALE dovrà procedere anche considerando alcuni altri particolari
qui di seguito riportati a titolo puramente esemplificativo:
DATI IDENTIFICATIVI: i dati identificativi sono quelli che più spesso vengono modificati,
sostituiti o cancellati. Se abbiamo a disposizione un piccolo microscopio possiamo sicuramente
scoprire che la stampa è stata alterata. Non è infrequente la sostituzione di lettere effettuata
con tecniche di stampa diverse.
Patente di guida albanese
Modello vecchio
FOTOGRAFIA E TIMBRI: si è già accennato al fatto di quanto possa essere semplice e di facile
attuazione la sostituzione delle foto sui documenti. La prima cosa da fare, sembrerà superfluo
rilevarlo (ma, quante volte lo facciamo?), è controllare che la persona che abbiamo di fronte
corrisponda nella fisionomia a quella della foto.
Foto e timbri, apposti sempre con tecniche a secco o a inchiostro, devono coincidere!
Importante verifica da eseguire sarà controllare con quale precisione i timbri, le firme e
quant’altro presente sulla foto, coincidano con il supporto sottostante, abbiano cioè una naturale
continuità sui due elementi: carta e foto.
Spesso le foto coprono i timbri, spesso i timbri utilizzati sulla foto non sono gli stessi di quelli
sulla carta del documento, ancora più spesso quelli che dovrebbero essere timbri, per esempio a
numeratore metallico, sono stampati. Molte volte la foto è scansionata (magari assieme a tutto il
resto del documento): un piccolo “scalino” sarà quasi sempre presente.
FATTURA DEL DOCUMENTO E STAMPE: Non è difficile, come si è detto, imbattersi in
documenti di pessima fattura. Un’occhiata alla patente di una persona di nazionalità albanese,
sotto riprodotta, è un esempio lampante.
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I falsificatori non si sono nemmeno preoccupati di allineare la stampa!
Un breve accenno alle varie tecniche di stampa diventa d’obbligo:
TIPOGRAFIA: ormai sui documenti si potrà trovare solo come stampa dei numeri seriali. A
colpo d’occhio, servendosi di una lente d’ingrandimento si noterà il c.d. “effetto orlo” dovuto
all’inchiostro utilizzato che, a causa della pressione esercitata nella stampa, deborda.
LITOGRAFIA: usata spesso su banconote, carte valore o documenti per riprodurre sfondi,
orlature arabescate ecc. Le imitazioni diventano più complesse per la qualità di stampa
difficilmente riproducibile. I caratteri risultano decisamente definiti e con colore pieno, privi cioè
di qualsiasi puntino di stampa (pixel).
CALCOGRAFIA: chiamata anche “stampa in rilievo”, viene facilmente percepita al tatto,
passando, ad esempio, un dito sulle scritte delle banconote dell’Euro.
TRICOMIA: sfrutta le tecniche usate dai computer e stampanti di uso quotidiano. Grazie alla
composizione e all’accostamento dei colori primari (ciano, magenta e giallo), miscelati tra loro in
parti diverse, l’occhio umano riesce a percepire altri colori, ad esempio il verde. Le stampanti
ink-jet e toner lasciano sulla stampa, vicino al carattere, piccole particelle di polvere.
FALSO
VERO
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Il DPR n. 445 del 2000 è stato predisposto per raccogliere e coordinare le numerose disposizioni
che si sono succedute nel tempo in materia di documentazione amministrativa, nell’intento
specifico di facilitarne la consultazione e favorirne un’interpretazione univoca.
Il suddetto testo normativo stabilisce all’art. 35 comma 2 l’equipollenza dei documenti di
riconoscimento con il documento d’identità per eccellenza e cioè la carta d’identità. Sono
equipollenti alla carta d’identità il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto
pensione, il porto d’armi.
Attenzione! Non posseggono una carta d’identità le seguenti nazioni: Gran Bretagna, Irlanda,
Danimarca, Lettonia, Estonia, Islanda e Norvegia.
E’ chiaro che l’esibizione del predetto documento da parte di cittadini appartenenti a questi
Stati è sinonimo di falsità.
IL FALSO ASSICURATIVO: più spesso di quanto si possa immaginare come organi di polizia ci
troviamo di fronte a certificati e contrassegni assicurativi falsificati. A volte sono documenti
fotocopiati (magari a colori) o stampati semplicemente con una buona stampante laser o
termica a colore (ink-jet). Sappiamo purtroppo che attualmente molte assicurazioni, soprattutto
per ragioni di economicità, hanno optato per una riduzione se non addirittura per un’assenza
completa dei sistemi di sicurezza, che abbiamo già avuto modo di analizzare. Questo
sicuramente non facilita il lavoro delle forze di polizia.
Occorre inoltre prestare attenzione al nome della compagnia assicuratrice: in circolazione
esistono sempre più documenti, palesemente di fantasia, con nomi simili agli originali o lasciati
all’immaginazione, sia italiani che stranieri, oltre a documenti con intestazione di compagnie
esistite, ma non più operanti (esempio la UAP non opera con questo marchio dal 1998).
LA CARTA VERDE
Ai fini dell’assicurazione, in circolazione ci possono essere due diverse categorie di veicoli:
o
veicoli per i quali l’obbligo della responsabilità civile è assolto con la sola targa
di immatricolazione e vale per quelli immatricolati nei paesi U.E. e dell’area “Schengen”
(Norvegia, Islanda, Svizzera);
o
veicoli per i quali è obbligatoria l’assicurazione R.C.A. e cioè tutti i paesi extra U.E..
Questi devono essere in possesso della “CARTA VERDE”, che corrisponde al certificato
internazionale di assicurazione ed è rilasciato dall’Ufficio Nazionale di Assicurazione dello
Stato di immatricolazione del veicolo.
La carta verde consente al veicolo di circolare in un paese estero in regola con l’obbligo
dell’assicurazione. Chi proviene da uno stato non U.E. deve essere in possesso della Carta
Verde o di polizza temporanea acquistata in frontiera.
Non tutti i paesi aderiscono al sistema della carta verde e quindi l’obbligo per i conducenti
che provengono da questi è di richiedere la polizza di frontiera.
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I paesi che aderiscono al sistema della carta verde sono: Albania, Andorra, Bielorussia,
Bulgaria, Bosnia Herzegovina, Iran, Israele, Macedonia, Marocco, Moldavia, Romania,
Serbia e Montenegro, Tunisia, Turchia, Ucraina.
Anche questi tipi di documenti, soprattutto quelli provenienti dai paesi dell’Est Europa, sono a
rischio falsificazione. Occorre quindi prestare un occhio di riguardo e, in caso di dubbio, per
esempio se siamo rimasti coinvolti in un incidente, rivolgiamoci al personale di polizia stradale
per eventuali rilievi.
PROCEDURA AI FINI PENALI: circolare con patente o assicurazione falsa, presentare una
carta d’identità o un permesso di soggiorno falso è reato!
Partendo dal presupposto che la normativa riguarda l’aver ingannato la pubblica fede, cioè la
fiducia del pubblico in determinati oggetti o simboli, si deve affermare che il falso che non può
trarre in inganno non lede alcun diritto e non è perseguibile dallo Stato.
Presentare falsi di fantasia e non documenti sopra descritti non è reato! Questo dovrà
chiaramente essere accertato dagli organi di polizia che provvederanno a sequestrare il
documento falsificato e a denunciarne il detentore.
INDEBITO USO DI CONTRASSEGNI HANDICAP/AUTORIZZAZIONI ZTL, ECC.
L’uso illecito dei contrassegni per portatori di handicap è quanto mai diffuso ai giorni nostri. Le
persone titolari di detto documento hanno una serie di agevolazioni in materia di circolazione
stradale tali da renderne frequente l’abuso.
Stesso discorso, anche se più limitato, vale per i permessi di circolazione veicolare in ZTL o Aree
pedonali. Nel primo caso le ipotesi più frequenti di uso indebito del documento sono di natura
amministrativa:
utilizzo del contrassegno senza che il veicolo sia posto al servizio della persona invalida
titolare del contrassegno;
uso del contrassegno scaduto di validità;
uso del contrassegno nonostante il titolare sia deceduto;
uso di una struttura nominalmente assegnata da parte di persona non titolata.
Questi casi sono sanzionati ai sensi del vigente Codice della Strada.
Per quanto riguarda l’uso di “contrassegno invalidi” fotocopiato o riprodotto a mezzo scanner si
devono tenere presente due ipotesi:
1. se il documento è realizzato con caratteristiche e dimensioni tali da poter essere
scambiato per originale (colore, carta e misure identiche), si configura il reato penalmente
perseguito come sopra descritto.
Esistono anche sentenze di Cassazione Penale che affermano che neppure lo stesso
titolare ha facoltà di riprodurre un secondo documento che si presenti e sia utilizzato
come l’originale.
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2. il documento, anche se fotocopiato o scansionato, presenta caratteristiche che non
possono trarre in inganno, è cioè riconoscibile da chiunque; il caso rientra in quanto già
detto sul “falso grossolano” e l’autore non sarà punibile penalmente.
BANCONOTE EURO
Le sette banconote in Euro sono identiche in tutti i paesi dell’area Euro e hanno corso legale
negli stati aderenti all’unione monetaria dal 1 gennaio 2002.
Sul fronte (recto) delle banconote sono raffigurate finestre e portali e le 12 stelle dell’Unione
Europea. Sul retro (verso) è invece raffigurato un ponte ispirato allo stile architettonico di un
periodo della storia dell’arte Europea diversa per ogni singolo biglietto.
Le banconote Euro sono caratterizzate da molteplici elementi di sicurezza. Per riconoscere
immediatamente la loro autenticità è consigliabile attenersi a quattro regole base:
toccare
guardare
muovere
controllare
…in pratica tutto ciò che già si è detto per i documenti. E’ importante verificare tutte le
caratteristiche di sicurezza confrontando, eventualmente, la banconota sospetta con un’altra di
pari valore e sicuramente autentica.
Toccare la carta: la stampa detta “calcografica” è presente in parecchie aree della banconota ed
è facilmente riconoscibile al tatto grazie al suo caratteristico effetto rilievo. Inoltre per i non
vedenti sono stati inseriti lungo i bordi delle banconote da 200 e 500 € degli speciali elementi
tattili.
Guardare la banconota controluce: è possibile vedere il registro recto-verso, la filigrana, il filo
di sicurezza.
Muovere la banconota: sul fronte dei tagli piccoli (5, 10, 20 €) è presente una striscia
olografica. Muovendo la banconota è possibile osservare alternativamente il simbolo dell’Euro in
colori brillanti o il valore nominale. Sul retro di queste banconote è presente una striscia
iridescente che brilla movendo il biglietto. Sul fronte dei tagli grandi (50, 100, 200, 500 €) è
sempre presente l’ologramma con caratteristiche simili a quelle appena descritte. Sul retro
invece è stato utilizzato un inchiostro otticamente variabile.
Controllare la banconota: mediante l’uso di una lente d’ingrandimento è possibile vedere delle
sottili iscrizioni (microscritture e miniscritture) che devono risultare nitide e non sfuocate,
presenti sia sul fronte che sul retro.
Osservando invece le banconote alla luce ultravioletta è possibile verificare le seguenti
caratteristiche: non fluorescenza della carta, presenza delle fibrille fluorescenti, particolari
reazioni degli inchiostri utilizzati per riprodurre determinati elementi grafici delle banconote.
Relazione e stesura della dispensa:
Ispettore Perrone Massimo (Polizia Municipale di Cento)
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