COMUNE DI NUORO
____________
CONSIGLIO COMUNALE
DEL
12 DICEMBRE 2012
I . D . N . S.n.c.
Istituto Dattilografico Nuorese
di Uscidda Agostina & Co.
Sede legale: Via Mannironi, 125
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Sede operativa: Via Nonnis, 41
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08100 – N U O R O
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Servizi di resocontazione stenotipica in simultanea
Legenda:
... = Frase incompleta
(...) = Parola o frase non comprensibile
(***) = Registrazione interrotta
INDICE DEGLI INTERVENTI
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PRESIDENTE
PUNTO UNO O.D.G.: APPROVAZIONE REGOLAMENTO DI GESTIONE SERVIZIO MENSA SCOLASTICA SCUOLA PER L’INFANZIA.
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CONS. SODDU
4
PRESIDENTE
4
CONS. SODDU
4
PRESIDENTE
4
ASS. DEMURO
5
PRESIDENTE
8
CONS. SEDDONE
9
PRESIDENTE
9
CONS. CONTU
9
PRESIDENTE
10
CONS. MANNIRONI
10
PRESIDENTE
11
CONS. MANNIRONI
11
PRESIDENTE
11
CONS. MANNIRONI
11
PRESIDENTE
13
CONS. TICCA
13
PRESIDENTE
13
CONS. USULA
13
PRESIDENTE
14
CONS. USULA
14
PRESIDENTE
14
CONS. USULA
14
PRESIDENTE
14
CONS. USULA
14
PRESIDENTE
15
CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO)
15
PRESIDENTE
15
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO)
15
PRESIDENTE
16
CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 16
PRESIDENTE
16
CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO)
16
PRESIDENTE
17
CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17
PRESIDENTE
17
CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17
PRESIDENTE
17
CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17
PRESIDENTE
17
CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17
PRESIDENTE
18
CONS. MONTESU
19
PRESIDENTE
20
CONS. MANNIRONI
20
PRESIDENTE
23
CONS. MANNIRONI
23
PRESIDENTE
24
CONS. USULA
24
PRESIDENTE
26
CONS. SAIU
26
PRESIDENTE
27
CONS. SAIU
27
PRESIDENTE
28
CONS. SAIU
28
PRESIDENTE
30
CONS. PIRISI
30
PRESIDENTE
33
CONS. PINTORI
33
PRESIDENTE
35
CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO)
35
2
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PRESIDENTE
CONS. MANCA
PRESIDENTE
CONS. ZOPPI
PRESIDENTE
CONS. SODDU
VICE PRESIDENTE
CONS. SODDU
PRESIDENTE
CONS. CARRONI
PRESIDENTE
CONS. SEDDONE
PRESIDENTE
CONS. MANNIRONI
PRESIDENTE
CONS. MANNIRONI
PRESIDENTE
CONS. USULA
PRESIDENTE
CONS. TICCA
PRESIDENTE
ASS. DEMURO
PRESIDENTE
CONS. MANNIRONI
PRESIDENTE
CONS. MANNIRONI
PRESIDENTE
CONS. MANNIRONI
PRESIDENTE
CONS. MONTESU
PRESIDENTE
CONS. SEDDONE
PRESIDENTE
CONS. USULA
PRESIDENTE
CONS. USULA
PRESIDENTE
CONS. PIRISI
PRESIDENTE
SEGRETARIO
PRESIDENTE
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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63
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Alle ore 15 il PRESIDENTE procede all'appello dei Consiglieri.
PRESIDENTE
Al primo appello della prima convocazione sono presenti in aula i Consiglieri
Montesu e il sottoscritto.
Faremo il prossimo appello alle ore 16 per la prima convocazione.
Alle ore 15 e 30 il PRESIDENTE procede all'appello dei Consiglieri.
PRESIDENTE
Al primo appello della seconda convocazione sono presenti in aula i Consiglieri
Mannironi, Siotto, Seddone e Salis.
Il prossimo appello sarà alle ore 16.
Alle ore 16 il SEGRETARIO procede all'appello dei Consiglieri.
Il PRESIDENTE, constatata la presenza del numero legale dei Consiglieri (n.
28) per la seconda e per la prima convocazione, dichiara valida e aperta la seduta.
PRESIDENTE
Sono assenti giustificati i Consiglieri Bagiella, Cottu e Mercurio che arriverà più
tardi.
PUNTO
UNO
ALL'ORDINE
DEL
GIORNO:
APPROVAZIONE
REGOLAMENTO DI GESTIONE SERVIZIO MENSA SCOLASTICA SCUOLA PER
L’INFANZIA.
Invito l'Assessore Demuro ad esporre il punto.
La parola al Consigliere Soddu sull'ordine dei lavori.
CONSIGLIERE SODDU
Vorrei presentare un emendamento, Presidente.
Non ho problemi e difficoltà se l'Assessore inizia ad istruire il punto all'ordine del
giorno, io potrei scriverlo nel mentre, se mi fosse consentito presentarlo
immediatamente dopo.
Diversamente sarei costretto a chiedere 10 minuti di sospensione.
PRESIDENTE
La seconda ipotesi è l'unica praticabile.
CONSIGLIERE SODDU
Chiedo allora al Consiglio la possibilità di beneficiare di 10 minuti.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di sospensione della seduta per 10 minuti.
Votazione: approvata.
Ad ore 16 e 6 la seduta è sospesa.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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Ad ore 16 e 26 il SEGRETARIO procede all'appello dei Consiglieri.
E' presente il numero legale (n. 28), la seduta prosegue.
PRESIDENTE
Prego l'Assessore Demuro di illustrare il punto.
ASSESSORE DEMURO
Buona sera a tutti.
Prima di iniziare ad esporre il punto vorrei chiedere scusa per alcuni refusi.
Ne do indicazione in modo che si proceda alla correzione.
Il primo è quello di un sostantivo usato al posto di un verbo: "delibera di
approvare il regolamento di gestione" anziché di "approvazione".
L'altro errore è: "sentito il parere favorevole della commissione consiliare".
Va sentito il parere della commissione consiliare, non il parere favorevole.
Poi chiedo anche scusa per un'altra cosa, perché nel frontespizio della delibera
nuova, che comunque è sempre la stessa, sono stati corretti alcuni refusi del
regolamento, non compare la mia firma.
Chiedo scusa ma alcuni problemi familiari mi hanno impedito in questi giorni di
essere presente.
Il regolamento che oggi viene portato all'attenzione del Consiglio recepisce
quelli che sono stati gli indirizzi del Consiglio del mese di maggio.
Vediamo quali sono gli aspetti più importanti.
Intanto l'indirizzo fondamentale è quello della filiera corta e dei prodotti biologici.
Sono stati recepiti per intero. Dirò di più: che gli uffici hanno in questo intervallo
di tempo anche verificato con l'agenzia Laore e le Associazioni di categoria se ci
fosse qualche problema di approvvigionamento di tali prodotti.
Ci è stata data rassicurazione che problemi di approvvigionamento non ci sono
e che quindi si può tranquillamente procedere ad inserire i prodotti a filiera corta
all'interno dei menù delle scuole materne.
Per filiera corta naturalmente intendiamo prima di tutto prodotti a livello
comunale, provinciale e regionale.
E' chiaro che poi dipende dal tipo di prodotto, il riso è chiaro che si può trovare
in Provincia di Nuoro ma si troverà ad Oristano. Ecco, l'unico limite è quello.
Io credo che questa sia una cosa molto importante, anche perché Nuoro
sarebbe
il
primo
capoluogo
di
Provincia
in
cui
viene
introdotta
questa
sperimentazione che probabilmente crea anche un indotto.
Sappiamo tutti che l'agricoltura è uno dei settori in crescita e probabilmente con
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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l'aumento della domanda può aumentare anche l'offerta del prodotto, quindi costruire
dei circuiti virtuosi che producano anche effetti positivi sull'economia del territorio.
Un altro elemento importante è la commissione servizio mensa scolastica, un
sistema di controllo - vediamo un pochino chi sono - formato intanto da genitori, un
genitore per ogni istituto comprensivo, ricordiamoci che attualmente sono 4, un
insegnante sempre per ogni istituto comprensivo più rappresentanti del gestore e
dell'Amministrazione.
Chiaramente i controlli non è che possono essere fatti così in modo tale che un
genitore un giorno prenda ed entra in mensa, perché anche i controlli vanno fatti
seguendo delle norme igieniche e di controllo, quindi vanno sempre concordate con
l'Amministrazione.
Quindi con la verifica della conservazione degli alimenti, dei locali di stoccaggio,
della qualità delle merci - queste sono tutte cose che possono essere controllate
dalla commissione -, le attrezzature usate, assistere alle operazioni di pulizia e
sanificazione delle cucine e dei refettori.
Che funzione hanno i genitori in questa commissione? Intanto recepire tutte le
istanze dei genitori, che vengono riportate in questa commissione dove è anche
presente l'Amministrazione Comunale, dove è presente il gestore e quindi
provvedere a rimuovere, se si verifica che è esistita, la causa del malessere, del
disagio degli utenti.
Il servizio è rivolto ai bambini della scuola materna però, poiché da quest'anno
abbiamo anche le classi a tempo pieno, verranno inserite anche le classi delle scuole
elementari a tempo pieno in questo bando.
Attualmente le scuole a tempo pieno, per le quali abbiamo avuto risposta
soltanto nel mese di ottobre e per cui il Comune ha preso l'impegno di garantire la
mensa, per quest'anno scolastico purtroppo funzioneranno con il catering invece dal
prossimo anno si introdurrà un servizio mensa che parta dal mese di ottobre,
razionale anche quello.
Questo è l'auspicio per il prossimo anno, sperando che ci siano intanto anche le
iscrizioni. Questo è il regolamento per le scuole dell'infanzia.
Bisogna che ci sia anche la richiesta per le classi a tempo pieno.
La partecipazione al costo del servizio.
Perché è stata introdotta la tariffa? Chiaramente poi su questo il Consiglio è
sovrano.
Perché si è passati dal sistema dei ticket alla proposta di tariffa mensile?
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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Perché si intendeva garantire un introito.
Intanto abbiamo preso l'impegno di non incrementare assolutamente il costo
unitario per pasto, perché succede che spesso i bambini, come sappiamo, si
ammalano e magari la mattina un bambino non va alla scuola materna.
L'acquisto di prodotti deperibili come carne e pesce non vengono fatti la mattina
ma vengono fatti anche con due giorni di anticipo.
Quindi accade che, anche se i genitori comunicano tempestivamente entro le 9
che il bambino sarà assente, intanto quei prodotti sono stati acquistati.
E quindi, siccome non possono essere utilizzati il giorno successivo, in qualche
modo quella è una spesa che va a carico della fiscalità generale.
Ecco la motivazione per cui si intendeva passare dai ticket alla tariffa mensile.
Poi esaminerò per bene gli emendamenti, li esamineranno gli uffici, ho visto che
ci sono soluzioni varie e diverse e in effetti questo Art. 6 è quello che è stato
maggiormente emendato, introducendo delle percentuali diverse di riduzione e non
solo percentuali ma anche modalità diverse di riduzione in caso di assenza dei
bambini.
Per quanto riguarda le esenzioni totali o parziali, vanno sempre filtrate dai
servizi sociali i quali indicheranno quali famiglie, chiaramente a seguito di
presentazione di documentazione, non possono accedere al servizio se non dietro
una gratuità.
Per esempio la modalità di utilizzo del servizio, poiché quello che è importante è
un discorso non solo di alimentazione ma di educazione alimentare, perché se noi
oggi riusciamo, anche attraverso le mense, a dare una buona educazione,
probabilmente riusciremo a dare indirizzi affinché questi bambini oggi diventino poi
domani degli adulti e dei consumatori intelligenti e consapevoli.
Quindi dicevo che non è ammesso consumare cibi diversi rispetto a quelli
previsti dalla tabella dietetica, salvo particolari patologie, previa certificazione e
prescrizione medica.
Cioè non basta che un genitore dica: no, ma mio figlio non può mangiare le
carote, solo perché magari non c'è quell'abitudine.
Chiaramente il tutto va certificato perché dev'essere un'allergia, in quanto le
diete non vengono fatte sulla base di gusti personali dell'Amministrazione ma sono
vistate dalla A.S.L. e chiaramente anche dai genitori che in questo periodo ho
incontrato, perché erano molto preoccupati in quanto pensavano si trattasse di un
catering invece si sono tranquillizzati.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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Chiedevano che una delle nuove conquiste con il nuovo servizio fosse quella
per esempio dei menù stagionalizzati, nel senso di acquistare sempre e consumare,
sia come frutta e verdura, prodotti di stagione.
Abbiamo già detto che i reclami vengono effettuati attraverso la commissione.
Poi mi riservo di intervenire successivamente in base alle osservazioni che verranno
fatte.
Credo che gli uffici ci abbiano lavorato a sufficienza, ci ha lavorato la
commissione, che voglio ringraziare, il particolare il Presidente perché diverse volte
la commissione l'ha preso in esame e l'ha affrontato con la volontà di costruire il
miglior regolamento possibile, che è quello che credo tutti quanti vogliamo, perché
alimentare dei bambini, nutrirli e nutrirli bene è senz'altro il nostro obiettivo.
Do quindi lettura della delibera e del deliberato.
"VISTA la Legge Regionale n. 31 che attribuisce ai Comuni la competenza a
garantire gli interventi relativi al servizio mensa scolastica nelle scuole per l'infanzia;
VISTO l'Art 7 del Decreto Legislativo del 18 agosto 2000, n. 267, recante
regolamenti;
RILEVATO che il regolamento di gestione del servizio mense scolastiche
rappresenta per l'Amministrazione uno strumento imprescindibile per la corretta
gestione del servizio, consentendo contestualmente al cittadino di avere un preciso
quadro normativo di riferimento ber tutti gli aspetti tecnico-gestionali del servizio;
VISTO il regolamento di gestione del servizio mensa scolastica scuola per
l'infanzia che si allega al presente atto per farne parte integrante e sostanziale;
VISTO l'Art. 42. comma 2, lett. a del Decreto Legislativo N. 267/2000 recante
"attribuzioni dei Consigli";
SENTITO il parere della Commissione Consiliare competente;
VISTI i pareri favorevoli resi ai sensi dell'Art. 49 del Decreto Legislativo N.
267/2000 e formalmente acquisito agli atti in ordine alla regolarità tecnica del
presente atto espresso dalla Dirigente del Settore Servizi Educativi e Culturali.
Tutto ciò premesso e considerato
DELIBERA
- di approvare il regolamento di gestione del servizio mensa scolastica scuola
per l'infanzia;
- di dichiarare il presente atto immediatamente esecutivo".
PRESIDENTE
Sono pervenuti diversi emendamenti che adesso invito ad illustrare brevemente
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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ai proponenti.
Alcuni sono molto brevi, magari lì potrei semplicemente darne atto io.
Il primo emendamento proposto è del Consigliere Seddone, lo invito ad
illustrarlo.
CONSIGLIERE SEDDONE
Io ho presentato un emendamento sull'Art. 6 dove chiedo di sostituire il secondo
comma, quello che indica la riduzione del 40%, con una formulazione di riduzioni più
articolata, dove chiedo che i bambini che non partecipano alle lezioni per tutto il
mese non debbano pagare la quota, che vi sia una riduzione del 50% in caso di
assenza per tutto il mese non dovuta a malattia, qualora la malattia sia superiore ai
15 giorni: "per malattia di durata superiore ai 15 giorni consecutivi a cavallo tra 2
mesi", in modo che anche se all'interno del mese l'assenza è inferiore ai 15 giorni,
visto che va a coprire due mesi di utilizzo del servizio mensa, sia applicata la
riduzione del 50% sul secondo mese.
Inoltre propongo una riduzione del 15% in caso di assenza superiore ai 7 giorni
continuativi, ad esclusione dei giorni in cui non è garantito il servizio.
Per cui il bambino che si assenta dal lunedì al martedì successivo, e sono 7
giorni escludendo sabato e domenica in cui il servizio immagino sia chiuso, possa
ottenere questa riduzione del 15%.
E poi propongo una riduzione del 25% della quota mensile nei mesi di dicembre
e gennaio che sono in concomitanza con le festività natalizie e del mese in cui vi
sono le festività pasquali, in cui il servizio non viene erogato. Chiedo quindi questo
tipo di riduzione.
La motivazione è data dal fatto che il servizio mensa non è una tassa o
un'imposta, non è un servizio che viene dato alla generalità e quindi ha natura
tributaria.
E' un servizio di fornitura che le famiglie devono pagare se ricevono, con le
eccezioni
che
stava
dicendo
l'Assessore
Demuro
per
quanto
riguarda
l'organizzazione dei pasti. Però di fronte a periodi di malattia lunghi, per me la
riduzione della quota deve essere congrua.
PRESIDENTE
Il secondo emendamento è stato presentato dal P.D., quindi prego la
Consigliera Contu di illustrarlo.
CONSIGLIERE CONTU
Ci siamo preoccupati anche noi dell'Art. 6 in questione, soprattutto ci siamo
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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preoccupati di far quadrare gli interessi di tutti, Amministrazione, genitori e utenti, sia
nel merito che anche nella pratica dell'utilizzazione del servizio mensa.
Pertanto abbiamo reso abbastanza semplice l'Art. 6 che illustro leggendolo.
La prima parte riprende esattamente il testo del regolamento e nella parte
riguardante invece le riduzioni proponiamo la seguente dicitura.
"Per agevolare le utenze evitando farraginosi meccanismi di recupero dovuti ad
assenze per malattie dei piccoli utenti la quota di compartecipazione delle famiglie è
così suddivisa:
- 1/3 della somma complessiva deve essere corrisposta mensilmente
all'Amministrazione a garanzia della copertura degli oneri fissi di gestione del
servizio.
- 2/3 della somma complessiva devono essere corrisposti mensilmente
all'Amministrazione quale corrispettivo per l'acquisto di 23 buoni pasto che i genitori
consegneranno giorno per giorno al personale della scuola.
In questo modo si assorbe tutta la casistica di assenze per malattia o per altra
natura.
Nel caso di utenti inadempienti l'ufficio pubblica intruzione provvede ad attivare
le procedure previste dalle vigenti normative per il recupero di credito".
Il secondo punto oggetto della nostra modifica è l'Art. 7: esenzioni totali o
parziali.
"I nuclei familiari che si trovano in situazioni di disagio economico, anche
sopraggiunto, hanno diritto ad ottenere l'esenzione totale o parziale del pagamento
della contribuzione mensile.
Per poter avere diritto all'esenzione l'interessato deve presentare annualmente
formale richiesta corredata di modello ISEE al servizio sociale del Comune di Nuoro,
che comunicherà all'ufficio pubblica istruzione la misura dell'esenzione ritenuta
compatibile con la situazione di disagio;
che predette esenzioni sono a carico della fiscalità generale".
PRESIDENTE
Adesso gli emendamenti proposti dal Consigliere Mannironi, Idea Comune.
CONSIGLIERE MANNIRONI
Il primo emendamento riguarda l'Art. 2 lettera A, tra le parole "affidamento del
servizio", che leggo.
Nella sostanza dovrebbe essere mutato in questa maniera: "l'affidamento del
servizio per la durata non superiore ai tre anni la ditta specializzata nella
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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preparazione e somministrazione dei pasti".
Cioè abbiamo ritenuto di stabilire nel regolamento che appunto la durata del
servizio debba avere una durata predeterminata.
Sempre all'Art. 2 lettera A, al secondo capoverso, dopo le parole "provinciale e
regionale", leggo il periodo: "l'Amministrazione all'atto della predisposizione degli atti
di gara per l'affidamento del servizio prevede nell'ambito dei criteri di valutazione
dell'offerta tecnica una maggiore premialità per le ditte che si impegnano a fornire
prodotti biologici e/o provenienti da filiera corta provinciale o regionale", si aggiunge il
seguente paragrafo: "imponendo delle percentuali sulla presenza di prodotti biologici
possibilmente a filiera corta e legati alla stagionalità di essi, partendo da una
percentuale minima del 15% con riferimento ai prodotti biologici e del 30% in
relazione a quelli stagionali localmente reperiti.
Dette percentuali dovranno essere incrementate di anno in anno mentre in sede
di redazione di successivi bandi rivolti all'assegnazione del servizio dovrà tenersi
conto delle percentuali e dei risultati raggiunti dal precedente assegnatario".
PRESIDENTE
Deve illustrarlo sinteticamente.
Eviti di leggerlo, magari ci faccia capire esattamente dov'è il punto, abbiamo a
disposizione tutto il regolamento.
CONSIGLIERE MANNIRONI
Allora bisognerebbe fare le copie degli emendamenti per tutti i Consiglieri.
PRESIDENTE
Sì, sono fatte.
CONSIGLIERE MANNIRONI
Nella sostanza la finalità di questo emendamento è quella appunto di stabilire
già dal regolamento quelle che devono essere le percentuali minime di prodotti locali
o comunque biologici che devono essere obbligatoriamente previsti all'interno, cioè
una volta che verrà assegnato l'appalto alla ditta esterna, con un incremento appunto
a fare ricorso a questo tipo di prodotti che va aumentando con il passare del tempo, e
del quale bisogna tenere conto in sede di redazione del bando successivo.
L'emendamento N. 3, dopo l'Art. 2 lettera D viene riformulata appunto la lettera
D
introducendo la predisposizione dei menù da parte del servizio dell'A.S.L.
competente facendo anche ricorso a quelli che sono i prodotti tipici stabiliti dal
Decreto Ministeriale 350/1999.
Quindi anche qui si vuole favorire un utilizzo all'interno delle mense dei bambini
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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dei prodotti tipici locali.
Emendamento N. 4, all'Art. 2, dopo la lettera E si aggiunge la lettera F. Si
chiede che venga utilizzata e quindi somministrata come bevanda principale al
destinatario del servizio l'acqua proveniente dalla rete pubblica, proprio per evitare
che vengano utilizzate bottiglie di plastica o altro, con un incremento notevole, oltre
che dei costi, del servizio stesso, soprattutto dell'utilizzo della plastica e quindi con un
incremento anche dei rifiuti.
Emendamento N. 5, all'Art. 3, dopo il comma 1 si aggiungerebbe il comma 1
bis: "Il fornitore del servizio deve essere dotato di un sistema di gestione ambientale
certificata, ad esempio ISO 14001, EMAS, garantendo la valutazione sistematica
degli aspetti ambientali a livello gestionale".
Anche qui si vuole che il gestore debba uniformarsi a quelle che sono le
disposizioni previste dall'Unione Europea e dalla legislazione nazionale in materia di
rispetto dell'ambiente.
All'Art. 3, dopo il comma 2 verrebbe introdotto il comma 2 bis: "Il servizio
dovrebbe essere garantito adoperando stoviglie riutilizzabili o compostabili e
biodegradabili".
Anche quindi la finalità di questo emendamento è quella di dare la prevalenza al
rispetto appunto dell'ambiente, quindi utilizzare materiali, appunto le stoviglie, che
possano essere o riutilizzabili, quindi piatti di ceramica lavabili, oppure che siano
comunque compostabili o biodegradabili.
Richiamiamo sotto questo profilo l'Art. 12 del regolamento comunale per la
gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati, che prevede appunto questo tipo di
tutele a favore dell'ambiente e richiamiamo, sempre integralmente il regolamento di
cui ho fatto cenno, in quanto l'appaltatore dovrà rispettare le disposizioni previste da
quel regolamento in tema di gestione dei rifiuti, nel senso che dovrà comunque
attenersi a quelle che sono le disposizioni previste dal regolamento comunale per la
gestione integrata dei rifiuti urbani.
Emendamento 7. Dopo il 2 bis verrebbe introdotto il 2 ter: "le pulizie delle cucine
e dei refettori dovranno essere effettuate mediante utilizzo di prodotti di etichette
ecologiche nella percentuale minima del 50% da incrementarsi di anno in anno".
Anche qui si vuole che l'appaltatore utilizzi dei prodotti che siano rivolti alla
tutela dell'ambiente.
Emendamento N. 8. All'Art. 3 comma 5 dopo la lettera D si aggiunga un'altra
lettera: revocare l'affidamento alla ditta aggiudicataria qualora non si attenga alle
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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prescrizioni del presente regolamento".
Abbiamo notato che in questo regolamento non è previsto un intervento che
consenta di poter revocare alla stazione appaltante la cura del servizio qualora la
stessa non si dovesse attenere a quelle che sono le disposizioni previste dal
regolamento e dallo stesso bando.
Noi riteniamo che questo debba essere un aspetto previsto dal regolamento.
L'emendamento N. 9 è sulla falsa riga perché consente appunto ai membri del
comitato di controllo, del comitato che si dovrebbe occupare del controllo, la
commissione servizio mensa scolastica, la possibilità di proporre la revoca
dell'appalto ove l'affidatario non si sia attenuto a quelle che solo le regole.
PRESIDENTE
Il prossimo emendamento è presentato dal Consigliere Ticca e più.
CONSIGLIERE TICCA
Anche noi abbiamo presentato un emendamento all'Art. 6, sempre riguardo alle
tariffe.
In particolare chiediamo di inserire tra il primo e il secondo comma il seguente:
"in caso di assenze per malattia pari a una settimana continuativa, al richiedente il
servizio dietro presentazione della certificazione medica da presentare - come dice il
comma successivo - è consentita la riduzione del 10% delle rette contributive
mensili".
Poi chiediamo che, al comma successivo, la cifra 40% venga sostituita con la
cifra 50, perché se un bambino si assenta per un mese continuato per malattia la
riduzione del 40 ci sembra poco.
PRESIDENTE
Il prossimo emendamento è del Consigliere Soddu che dice che sostituisce o
integra un riferimento legislativo nazionale con un riferimento legislativo dell'Unione
Europea che è in vigore, il cosiddetto "pacchetto igiene".
Quindi fa riferimento a questa normativa.
I prossimi emendamenti sono del Consigliere Usula, del quale il secondo mi
pare non sia ammissibile.
E' una questione in cui credo converrà anche il Consigliere Usula.
CONSIGLIERE USULA
No, non ne conveniamo proprio.
Rosso Mori ha presentato quattro emendamenti.
Vado adesso a leggere il testo degli emendamenti e poi se mi sono dati 3/4
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
13
minuti di tempo...
PRESIDENTE
No, lei deve illustrare gli emendamenti e poi farà l'intervento successivamente.
Li illustri molto brevemente come gli altri colleghi.
CONSIGLIERE USULA
Primo emendamento: Art. 2 punto A.
Al posto di "una maggiore premialità per le ditte che si impegnano ad
approvvigionarsi di alimenti da filiera corta" dico direttamente sostituire con il
seguente testo: "è fatto obbligo alle ditte un approvvigionamento certificato non
inferiore al 70% di prodotti biologici e/o provenienti da filiera corta provinciale e/o
regionale".
Secondo emendamento: inserire il seguente testo al secondo comma dell'Art. 3,
primo comma.
"E' fatto obbligo per le ditte di ricorrere a personale in possesso dei requisiti
nato o residente in Provincia di Nuoro in misura non inferiore al 70% del personale in
organico".
PRESIDENTE
Questo non è ammissibile.
Vada avanti.
CONSIGLIERE USULA
Chiedo almeno allora che venga messo in subordine una dicitura che in
qualche modo sottolinei una priorità alle ditte con una più alta percentuale di
personale residente e o nato in Provincia di Nuoro.
Nel caso, voglio dire, due ditte dovessero risultate a parità di punteggio, un altro
criterio di priorità potrebbe essere quello di assegnare la vincita di questa
assegnazione alla ditta con personale nato o residente nella Provincia di Nuoro.
Ragazzi, so benissimo che questa dal punto di vista della Costituzione
qualcuno potrebbe dire "non è ammissibile", nella Costituzione c'è anche il diritto al
lavoro che è una cosa che è garantita per tutti ma non è garantita affatto.
PRESIDENTE
Illustri il testo dell'emendamento.
CONSIGLIERE USULA
Andiamo avanti anche con questa cosa.
Art. 5: inserire un secondo comma con il seguente testo.
E questo davvero mi è sembrato strano, perché non è specificata la possibilità
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
14
di rientrare nella possibilità di usufruire del servizio mensa a chi all'inizio dell'anno
eventualmente non avesse aderito.
Quindi chiedo di inserire il seguente testo: "la rinuncia preventiva al servizio può
essere annullata nel caso di modificate esigenze familiari. Un'eventuale richiesta di
usufruire del servizio deve trovare accoglienza entro e non oltre sette giorni dalla
presentazione della relativa domanda".
Cioè non è chiaro che uno può rientrare a metà anno e dopo l'inizio dell'anno
scolastico.
Il quarto emendamento è a proposito dell'Art. 6, anch'io propongo un
emendamento ma è molto più semplice di quelli molto articolati del Consigliere
Seddone e anche della Consigliera Contu e anche del Consigliere Ticca.
Sostituire con il seguente testo: "esenzione totale dal pagamento delle rette di
contribuzione in caso di assenza per malattia protrattasi per oltre 7 giorni. Un
eventuale pagamento anticipato verrà rimborsato o varrà per analogo periodo di
utilizzo del servizio alla ripresa della frequenza scolastica".
PRESIDENTE
Consigliere
Manca, prego
anche
lei di illustrare
brevemente
i suoi
emendamenti.
CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO)
Leggo direttamente.
PRESIDENTE
No guardi, adesso li sta fotocopiando e li distribuisce, se sintetizza il senso
dell'emendamento facciamo prima.
CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO)
Per quanto riguarda l'Art. 2, questo è il primo emendamento, al punto A
sostituirei tutta la dicitura "con l'affidamento a ditta specializzata nella preparazione e
somministrazione dei pasti con espletamento della gara ai sensi dell'Art. 163: alla
ditta aggiudicataria è espressamente vietato l'utilizzo di prodotti transgenici - ed ecco
qua l'inserimento - geneticamente modificati ed è imposto il regolare svolgimento del
servizio mensa dal 20 settembre, data ipotetica di inizio delle lezioni, al 30 giugno di
ogni anno.
L'Amministrazione a lato della predisposizione degli atti di gara prevede
nell'ambito dei criteri di valutazione dell'offerta tecnica una maggiore premialità per le
ditte che si impegnano a fornire i prodotti biologici.
Un'ulteriore premialità per le offerte dei prodotti provenienti esclusivamente da
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
15
filiera corta, comunale e/o provinciale, e poi il gestore deve garantire i menù
particolari per patologie" e continua esattamente così com'è nella dicitura originaria.
Il punto B è uguale, il punto C è uguale, il punto D è uguale, mentre invece il
punto E è uguale fino al "protrarre nel tempo" aggiungere, ma naturalmente se non
hanno le copie le avranno e si ricorderanno.
PRESIDENTE
Chiedevo di fare una sintesi per far capire il concetto.
CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO)
Infatti sarebbe stato bene avere le copie.
PRESIDENTE
Se vuole aspettiamo un attimo e facciamo le copie, è molto più semplice.
CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO)
Non c'è problema, ormai per questo punto che è quello più articolato e ho
terminato.
"Tali situazioni possono essere immediatamente comunicate al servizio
competente e rese immediatamente note agli utenti".
E' questo il punto in cui si inserisce il nuovo testo: "i menù e le tabelle dietetiche
sono affisse nelle scuole di appartenenza, distribuite a tutti, quindi agli insegnanti che
insegnano in quegli istituti, ai genitori dei figli che frequentano la scuola in
quell'istituto, agli operatori del servizio e ai dipendenti comunali che operano per il
servizio mensa". Cioè sono tutti conosciuti.
Per quanto riguarda invece l'emendamento N. 2, che riguarda invece l'Art. 3, al
punto B io inserirei che le visite devono essere obbligatorie ogni due mesi, cioè
praticamente ci dev'essere un tempo certo entro il quale... perché altrimenti lasciato
in generale le visite vengono fatte quando vengono fatte e se non vengono fatte non
c'è nessuna certezza che dovranno obbligatoriamente essere fatte almeno ogni due
mesi.
Per quanto riguarda invece il terzo emendamento, che comunque riguarda l'Art.
4, io qua ho dettagliato esattamente che cosa, a proposito appunto della
commissione del servizio mensa, intendevo modificare.
E indico anche le righe: praticamente ci deve essere un rappresentante del
gestore, un rappresentante dei genitori e uno dei docenti uno per ogni struttura,
quante sono le strutture c'è un rappresentante per ogni istituto.
Alla riga 8, anziché i tre anni citati nell'attuale proposta dell'Assessore, io direi
che la durata della commissione servizio mensa debba avere una durata in carica di
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
16
minimo due anni, non di tre come sono stati indicati nel regolamento.
Poi nella riga 9 si dice che "gli stessi vengono immediatamente sostituiti", si
dice che gli assenti o comunque i rappresentanti indicati devono essere
immediatamente sostituiti, non c'è scritto entro quando.
Io dico immediatamente, proponiamo di fare una modifica immediata dai primi
dei non eletti.
Siccome non è indicato, potremmo anche aspettare qualche mese.
Mentre
invece
io
direi
che
immediatamente
vengono
sostituiti
dall'Amministrazione entro 7 giorni dalla data delle dimissioni che ne dà
comunicazione agli utenti.
Allora, alla riga 11 invece aggiungere al paragrafo.
Le elezioni delle commissioni devono avvenire entro 7 giorni dall'inizio del
servizio mensa, bontà nostra ce le abbiamo ancora in corso probabilmente.
PRESIDENTE
La invito ancora a fare sintesi.
CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO)
Ma sono dati singoli.
PRESIDENTE
Sì, ma avrà la possibilità di illustrarli nel corso dell'intervento.
CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO)
Sintetizzare 10 punti di diverse righe mi fa dire lei com'è possibile sintetizzarli?
PRESIDENTE
Sì, io se vuole glielo posso dire: c'è una modifica alla commissione servizio
mensa, e uno si va a guardare che cosa lei propone.
CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO)
Si può guardare direttamente questo, poi alla riga 11 non glielo so sintetizzare e
alla riga 12 non glielo so sintetizzare.
PRESIDENTE
Benissimo, si rinvia alla copia.
CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO)
Alla riga 12 cassare il paragrafo, alla riga 19 cassare tutto il paragrafo, alla riga
23 al punto B modificare il paragrafo, aggiungere la lettera E dove dice che la
commissione viene convocata obbligatoriamente per il suo insediamento.
Anche questo una volta eletta, una volta passati i sette giorni, entro sette giorni
dallo svolgimento delle elezioni.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
17
L'emendamento N. 4, che si riferisce all'Art. N. 5, cassare tutto il secondo
paragrafo da "qualora i genitori", è questo l'inizio di quel paragrafo, fino al punto in
cui termina con "pubblica istruzione".
Possono prevedere, però quel paragrafo è meglio... perché poi ne parlo in un
altro punto.
All'Art. 6, e questo è l'emendamento N. 5, sulla partecipazione al costo del
servizio, cassare tutti e due i paragrafi, poi lo spiego meglio anche per l'altro punto
come integrazione.
In caso di assenza terminare con "fino al recupero del credito", perché sono
convinto che invece la situazione deve essere affrontata in un altro modo, intendendo
che non è possibile che uno si assenta un mese e noi gli diamo il rimborso dopo che
si assenta un mese.
Quindi se un ragazzo va a scuola sempre ma che durante l'inverno si ammala
ha una settimana, dieci giorni; possibile che non possa avere un reintegro se ha
avvisato per tempo, consentendo anche al gestore di poter fare gli acquisti per tempo
o dismetterli per tempo o non farli per tempo.
Poi ne parlerò nel mio intervento, perché non si capisce davvero dopo un mese
che uno è assente noi gli restituiamo la proposta del 40%? Credo davvero che in
tempi come questi dobbiamo stare un po' più attenti.
Per quanto riguarda il sesto, le esenzioni di cui si parla in questo articolo le
metterei invece a carico dei servizi sociali, non a carico della comunità in toto.
Per quanto riguarda invece l'ultimo emendamento, il settimo che presento,
suggerirei di sostituire completamente che il pagamento del servizio mensa avviene
mediante la consegna dei buoni pasto giornaliero al gestore del servizio mensa
presso la scuola appunto di frequenza al momento dell'ingresso a scuola del
bambino.
Il blocchetto dei buoni pasto, il cui numero e costo è stabilito dalla delibera di
Giunta, così come all'Art. 6 del presente regolamento - ecco perché dicevo di
integrazione - deve essere ritirato previa consegna della ricevuta di versamento
effettuato nell'apposito conto corrente intestato al Comune di Nuoro presso la mensa
della scuola di frequenza.
Però spiegherò meglio nell'intervento che farò dopo quali sono le precisazioni
che intendo fare.
PRESIDENTE
C'è poi un ultimo emendamento del Consigliere Patteri.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
18
E' semplicemente un'aggiunta ai "prodotti biologici provinciali e regionali" lui
aggiunge "comunali".
E' aperta la discussione.
La parola al Consigliere Montesu.
CONSIGLIERE MONTESU
Mentre sentivo l'illustrazione di tutti i 500 emendamenti che sono stati fatti a
questo regolamento, mi è tornato in mente, nel periodo degli anni 60 e 70, il
compagno Fenu se lo ricorderà, quando si preparavano le piattaforme rivendicative
contrattuali.
Allora il reparto AT5 si alzava e diceva: aumentiamo gli stipendi del 25%.
Quello dell'AT8 partiva e diceva: riparametriamoli anche al parametro 100.250.
Partiva la centrale e diceva: riduciamo l'orario di lavoro da 40 ore e lo portiamo
a 32.
Il terftalico partiva e diceva: aumentiamo le festività, aumentiamo le percentuali
del lavoro straordinario, la retribuzione del lavoro straordinario.
Alla fine di questi delegati ce n'era uno che dormiva sempre, che si svegliava
alla fine del discorso e diceva: ma di ferie ne vogliamo parlare?
Ho avuto questa sensazione.
Si potrebbe dire: ma il bavaglino qui chi lo mette ai ragazzi? E' fornito, è
registrato, è marchiato, etc.?
Ritorniamo a fare le persone serie.
Stiamo discutendo questo regolamento semplicemente perché l'Assessore e gli
uffici hanno prospettato per questo Comune, per queste dissestate casse comunali,
un risparmio di 525.000 euro annui, che passerebbero a 466.000 euro.
Quindi c'è questo target da raggiungere. Questo è un target, dottore, non è una
spesa ma un target.
Io chiedo ai dirigenti, anche ai sensi di quello che prevede il Testo Unico sugli
enti locali, la compatibilità di questi emendamenti con i risparmi che voi avete
prospettato, perché ho l'impressione, così "a pelle", che se accettiamo tutta una serie
di cose noi non solo non faremo i risparmi, ma andremo a spendere sicuramente di
più.
Io sono favorevole a un processo di esternalizzazione, a parità di qualità di
risparmiare sui costi.
Se non si risparmia sui costi non sono affatto favorevole!
Chiedo quindi prima di pronunciarci su tutta una serie di cose che ci dia un
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
19
parere di compatibilità sugli obiettivi che dobbiamo raggiungere di questi
emendamenti, perché se c'è questa compatibilità bene, possiamo procedere, sennò
ognuno farà le scelte che ritiene più opportune.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Mannironi.
CONSIGLIERE MANNIRONI
Per tranquillizzare il Consigliere Montesu, il tipo di emendamenti che noi
abbiamo proposto in teoria non dovrebbero incidere sul costo del servizio ma sono
rivolti quasi esclusivamente a far sì che i prodotti che verranno utilizzati
dall'affidatario del servizio mensa abbiano tutta una serie di caratteristiche che sono
praticamente rivolte alla tutela dei bambini innanzitutto.
L'utilizzo di prodotti biologici è chiaramente finalizzato ad assicurare
un'alimentazione che sia sana e appunto ben lontana da quel tipo di alimenti che
oggi purtroppo hanno invaso il nostro mercato con tutti gli effetti nefasti che tutti ben
conosciamo.
In questo senso noi abbiamo chiesto nel nostro emendamento N. 2 che sia
stabilito appunto nel regolamento una percentuale minima del 15% con riferimento ai
prodotti biologici e quantomeno al 30% in relazione a quelli stagionali localmente
reperiti.
La differenziazione è data dal fatto che non tutti i produttori locali producono
prodotti biologici e quindi nella misura in cui determinati prodotti non dovessero
essere reperiti appunto con le caratteristiche dei prodotti biologici, si auspica
quantomeno che venga data prevalenza ai prodotti locali, ai cosiddetti chilometro
zero, sia da un lato per favorire l'economia locale sia soprattutto per una questione di
tutela dell'ambiente perché come tutti sappiamo il trasporto da grandi distanze dei
prodotti poi va comunque a inficiare notevolmente su quello che è l'ambiente che ci
circonda.
Cioè è perfettamente inutile acquistare della merce che arriva magari dal sud
America a un costo irrisorio quando poi non vengono computati in questi costi quelli
che sono appunto le conseguenze che il trasporto mettiamo dal sud America fino
all'Italia, fino alla Sardegna, poi comportano nell'ambiente.
Nel nostro primo emendamento abbiamo ritenuto che il regolamento stabilisca
che il contratto affidato, che l'appalto affidato al gestore del servizio mensa non
debba avere una durata superiore ai tre anni.
Questo per evitare che sia rimesso esclusivamente al bando il compito di
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
20
determinare un aspetto del contratto che noi riteniamo assolutamente importante e
che fin da regolamento deve essere statuito precisamente.
Per ritornare all'emendamento N. 2, oltre alla percentuale abbiamo previsto che
la percentuale come dicevo del 15% per i prodotti biologici e del 30% in relazione ai
prodotti stagionali localmente reperiti, debba poi essere incrementato di anno in
anno.
Cioè se questo emendamento dovesse passare lo stesso bando dovrà in futuro
prevedere che la ditta appaltatrice dovrà cercare di migliorare il servizio aumentando
di anno in anno la percentuale di prodotti come sopra individuati, quindi biologici o
comunque locali.
È importante poi che sia data rilevanza al fatto che questi prodotti debbano
seguire le stagioni e quindi debbano essere stagionali per due ordini di ragioni: uno
perché i prodotti stagionali sono il frutto del periodo in cui vengono consumati e
quindi non hanno necessità di essere importati da altrove; in secondo luogo perché in
questa maniera si assicura la maggiore genuinità degli stessi, perché ben sappiamo i
pomodori ormai si producono durante tutto l'anno, però con tutto quello che questo
può comportare in termini di utilizzo di fertilizzanti o di cose che alla fine finiscono con
il snaturarne le loro proprietà organolettiche.
Emendamento N. 3. Abbiamo inserito il requisito dell'utilizzo di prodotti tipici
indicati dal decreto ministeriale 350/1999, il quale elenca i prodotti locali tipici.
In questo caso la finalità dell'emendamento è rivolta ancora una volta a favorire
l'utilizzazione dei prodotti di questa zona, che sono appunto il pane carasau e
comunque tutti quelli elencati nel decreto ministeriale così come pedissequamente
richiamati dai decreti emanati dalla Regione Sarda, che periodicamente li aggiorna
sulla base dei nuovi prodotti inseriti nei vari elenchi.
Anche in questo caso si vuole salvaguardare non solo la natura dei prodotti
locali, quindi incrementare l'economia locale, ma soprattutto fare in maniera tale che i
bambini possano conoscere, quindi consumare, i prodotti che normalmente sono
sempre stati utilizzati in questa zona.
Con l'emendamento N. 4 chiediamo l'inserimento della lettera F all'Art. 2 dopo
la lettera E, e chiediamo che venga garantito l'utilizzo dell'acqua della rete pubblica
da somministrarsi come bevanda principale ai bambini.
Il presupposto per l'utilizzo dell'acqua pubblica è che la stessa viene
sistematicamente monitorata dalla A.S.L. e comunque dagli organi ai quali è
demandato il controllo, per cui da questo punto di vista noi reputiamo che sia l'acqua
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
21
più sicura da bere.
Diversamente da quello che invece potrebbe sembrare facendo riferimento
all'acqua contenuta nelle bottigliette.
Sappiamo benissimo che nell'acqua contenuta nelle bottigliette di plastica
normalmente vengono utilizzati dei conservanti, senza considerare che non si sa
bene per quanto tempo la stessa venga conservata all'interno degli involucri di
plastica e quindi sotto questo profilo noi riteniamo, anche sotto il profilo delle minori
spese alle quali l'ente gestore dovrebbe andare incontro perché ovviamente un
utilizzo indiscriminato di bottiglie d'acqua, così come avviene in questo Consiglio
Comunale, non può da un lato che comportare ulteriori costi e sotto distinto profilo
continuare a riempire il mondo di plastica, che poi dobbiamo anche smaltire con tutti i
costi che questo ci comporta.
L'emendamento N. 5 riguarda invece l'Art. 3.
Anche qui sempre rivolta alla tutela della gestione ambientale chiediamo che
l'assegnatario del servizio debba rispondere a tutta una serie di requisiti previsti
dall'Unione Europea e della legislazione nazionale, in maniera tale che possano
essere garantiti quegli aspetti ambientali a livello gestionale secondo quelli che sono i
parametri previsti dalla legislazione vigente.
Abbiamo fatto l'esempio della certificazione Iso 14001 o quella EMAS, ci sono
altri tipi di certificazioni e anche qui la finalità è propriamente rivolta ad assicurare il
rispetto dell'ambiente nell'interesse soprattutto dei minori.
Sulla falsa riga va poi l'emendamento N. 6 all'Art. 3, dove noi chiediamo
esplicitamente che vengano adoperate stoviglie riutilizzabili o compostabili e
biodegradabili.
Anche qui la finalità è quella da un lato di evitare che vengano utilizzati piatti di
plastica, con tutte le spese che ciò comporta e quindi debbono essere utilizzate o
delle stoviglie di ceramica o in altro materiale che possano essere lavate utilizzando
dei detersivi o comunque - questo è quello che si dirà nell'emendamento successivo
- dei prodotti con etichette ecologiche.
Ovvero, come dicevo, delle stoviglie compostabili e biodegradabili, in maniera
tale che ci sia la minore incidenza possibile sull'ambiente, quindi la minore
produzione di rifiuti urbani e assimilati.
In questo senso, visto e considerato che questo Consiglio Comunale a suo
tempo ha approvato un regolamento comunale per la gestione integrata dei rifiuti
urbani
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
assimilati, nell'emendamento abbiamo esplicitamente richiamato l'Art. 12
22
sull'utilizzo delle stoviglie riutilizzabili, compostabili o biodegradabili e in generale
l'intero regolamento per quanto riguarda la gestione dei rifiuti.
Quindi anche sotto questo profilo noi riteniamo che, vista anche la normativa
fatta propria da questo Consiglio Comunale, i due regolamenti debbano procedere di
pari passo e in questo senso l'appaltatore dovrà adeguarsi a quelle che sono le
regole già stabilite dal Consiglio.
In ordine all'emendamento N. 7 si vuole che venga stabilito esplicitamente nel
regolamento che l'azienda che dovrà occuparsi di fornire il servizio mensa utilizzi
prodotti di etichette ecologiche nella percentuale minima del 50%, che devono essere
incrementati di anno in anno.
Anche qui la finalità è appunto quella della tutela dell'ambiente, il rispetto delle
regole previste dal regolamento di cui prima ho fatto cenno.
Infine ci sono gli ultimi due emendamenti. Abbiamo rilevato che in questo
regolamento non è stata prevista la possibilità di revocare l'affidamento all'impresa
appaltatrice tutte le volte in cui la stessa dovesse non ottemperare a quelle che sono
le disposizioni previste dallo stesso regolamento o comunque non adempiere a quelli
che sono gli obblighi che verranno poi stabiliti nel bando.
Noi abbiamo ritenuto che sia assolutamente importante prevedere sia poteri...
Presidente...
PRESIDENTE
Ha ragione, più volte ho invitato a fare silenzio, vi prego un'ulteriore volta di
smetterla con questo brusio.
Scusi Consigliere Mannironi.
CONSIGLIERE MANNIRONI
In questo senso i due emendamenti, il N. 8 e il N. 9, concedono all'ufficio il
potere di revocare l'appalto senza oneri per l'Amministrazione, salvo risarcimento dei
danni conseguenti l'inadempimento della ditta appaltatrice e questo potere di
proposta di revoca in capo alla commissione servizio mensa scolastica, all'esito delle
ispezioni che la stessa potrà effettuare nel periodo in cui il servizio sarà espletato a
favore delle varie scuole.
In questo senso quindi oltre al monitoraggio riteniamo sia assolutamente
importante e necessario che il regolamento preveda anche la possibilità di intervenire
nell'immediatezza con provvedimenti così drastici, come possono essere quelli della
revoca del servizio stesso, allorquando ci si renda conto che la ditta appaltatrice non
abbia ottemperato, comunque non abbia adempiuto correttamente a quelle che sono
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
23
le previsioni del regolamento e del bando.
In questo senso quindi tutti gli emendamenti che noi riteniamo dover apportare
a questo regolamento sono prettamente indirizzati da un lato alla salvaguardia dei
bambini, che sono i destinatari principali del servizio di cui ci stiamo occupando, e nel
contempo alla tutela del patrimonio ambientale in cui gli stessi vivono e non solo loro,
visto e considerato che comunque la politica che questa Giunta ha più volte
manifestato di voler perseguire è appunto quella del rispetto della tutela dell'ambiente
e non solo.
In questo senso noi riteniamo che gli emendamenti da noi proposti siano
assolutamente in linea a quelli che sono gli scopi che noi principalmente ci
prefiggiamo di raggiungere, ma che sono di fatto anche condivisi dalla maggioranza.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Usula.
CONSIGLIERE USULA
Intervengo per illustrare brevemente gli emendamenti che ho già presentato.
Prenderò davvero pochi minuti per illustrarli.
Pochi minuti per dare delle motivazioni che spero vengano ascoltate con
attenzione, per questo chiedo un po' di attenzione davvero da parte del Consiglio.
Spero che il Consiglio ne colga lo spirito, ne abbia incominciato a coglierne lo
spirito al momento stesso che li ho enunciati.
E spero quindi che l'obiettivo venga riconosciuto e per questo spero anche che
vengano accolti.
Recita bene l'Art. 1 del regolamento che stiamo andando ad approvare, leggo
testualmente: "il servizio di mensa scolastica per gli alunni della scuola dell'infanzia è
un servizio volto a garantire l'effettiva attuazione del diritto allo studio nell'ambito
delle competenze proprie dell'Amministrazione Comunale.
Il servizio persegue l'obiettivo di favorire la socializzazione tra i bambini durante
la consumazione dei pasti e di concorrere con le famiglie a garantire una corretta
alimentazione fornendo una dieta equilibrata".
Sono contento e lo sottolineo, in questo regolamento non viene sottolineato
l'obiettivo, che il Consigliere Montesu chiamava target, di risparmio di esercizio.
Forse è uno degli obiettivi, una delle motivazioni che nell'approvazione di
questo regolamento deve avere meno peso secondo me.
Questo regolamento può avere anche un'altra valenza, penso infatti che può e
deve essere uno dei tanti piccoli ma importanti e significativi strumenti che
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
24
l'Amministrazione Comunale ha in mano per difendere ed esercitare un ruolo.
Il ruolo è una capacità di incidere in modo positivo nella realtà sociale ed
economica del nostro territorio.
Credo non sia inutile ricordare appunto che questo territorio, il nostro territorio,
è evidentemente sempre più martoriato da una crisi che colpisce in modo particolare
le famiglie.
La soglia di povertà tende ad interessare anche fasce di cittadini finora non
coinvolti. Prova di questo è anche l'affollamento della mensa Caritas che, come
sappiamo, apre ormai anche nei giorni festivi.
Mentre
prima
tale
mensa
era
frequentata
in
modo
particolare
da
extracomunitari, ora è sempre più frequente vedere altri cittadini in evidente e prima
insospettabile condizione di difficoltà.
Un altro dato che fa spavento - è poco dire che ci deve preoccupare, no ci deve
proprio spaventare - è il dato dell'abbandono scolastico, che vede questo territorio
guadagnare posizioni in una - è noto a tutti - ben triste graduatoria, a conferma che
oggi il diritto allo studio non ha più le garanzie di ieri.
Sempre più sono motivi economici la causa determinante l'abbandono della
scuola.
In questo contesto noi amministratori di questo Comune dobbiamo impegnarci a
fare tutto quanto in nostro potere e se possibile anche qualcosa di più per arginare
questo - ormai parola abusatissima - tsunami di disagio e di povertà.
Certo può essere considerata poca cosa quel che possiamo fare in questa
direzione con un regolamento di mensa scolastica, ma sarebbe ancora più miserabile
per esempio per un Comune chiedere soldi ad una famiglia per un servizio non
goduto.
Ecco il perché del quarto emendamento all'Art. 6, quando chiedo l'esenzione
totale dal pagamento delle rette di contribuzione in caso di assenza per malattia.
Ho scritto in caso di assenza per malattia per sette giorni, ma sono
dispostissimo a sottolineare "in caso di assenza di malattia" e basta.
Cioè ad un bambino che si ammala non dobbiamo chiedere niente, non un
terzo, non un quarto, 40, 50%, niente.
E se ha pagato prima diamogli indietro la possibilità di utilizzare quanto pagato
alla ripresa della frequenza scolastica.
È nostro dovere agevolare e favorire in tutti i modi le famiglie; è nostro compito
difendere con le unghie e con i denti i livelli occupazionali, promuovere e incentivare
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
25
le attività produttive locali, specie quelle agro-alimentari, mettendo in campo tutti gli
strumenti possibili ed utilizzabili dall'ente Comune.
Ecco il significato degli emendamenti a proposito della filiera corta comunale,
provinciale o regionale.
Cioè favoriamo in tutti i modi, con le unghie e con i denti, le attività locali, la
produzione locale agro-alimentare, che poi ha anche un altro significato, come diceva
bene il Consigliere Mannironi la stagionalità.
È un cibo sicuramente più ricco. La filiera corta significa anche meno rischi di
cibi deteriorati.
Io sono di Villacidro, quando mangio quelle arance che vedo provenire da
Israele, dalla Spagna o dalla Tunisia...
Abbiamo tanta di quella produzione di agrumi che vedere un'arancia in mano ad
un bambino nelle nostre scuole proveniente da quella zona sarebbe veramente un
peccato, sia per i bambini ma anche per i nostri agricoltori, a partire da quelli di
Orosei e naturalmente, non è che dobbiamo comprare le arance di Villacidro.
Per questo si propongono questi emendamenti.
Intervenire
a
tutela
delle
famiglie
e
del
lavoro,
ecco
il
significato
dell'emendamento provocazione, ma emendamento su cui il Comune può riflettere in
qualche modo.
Cioè mettere nei criteri per stabilire una priorità di attribuzione o di
assegnazione a ditte appaltatrici, il criterio della percentuale di personale sardo o
personale meglio nato o residente in Provincia di Nuoro.
Se non lo possiamo fare nel regolamento mettiamolo nei criteri del bando,
mettiamolo in qualsiasi modo, ma diamo un segnale che vogliamo difendere i livelli
occupazionali locali.
Da Rossomori dico una cosa: esercitare il nostro diritto di sovranità è anche
intervenire con questi piccoli ma significativi strumenti.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Saiu.
CONSIGLIERE SAIU
Noi oggi discutiamo un regolamento di gestione della mensa scolastica della
scuola per l'infanzia che segue ad un atto che è stato approvato da questo Consiglio
Comunale relativo all'esternalizzazione del servizio.
Perciò questo Consiglio Comunale ha votato, con 16 voti favorevoli e 15
contrari, di esternalizzare il servizio.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
26
Da questo dato noi dobbiamo partire.
Non mi soffermerò, perché l'ho già fatto la volta scorsa, su ragionamenti legati a
come un'Amministrazione che si dice di Centrosinistra faccia una scelta politica in
questo senso, ne abbiamo già parlato.
Così come la volta scorsa, anche questa volta sentirò irriducibili comunisti
difendere una scelta che invece politicamente ed economicamente si colloca
esattamente dall'altra parte perché di stampo opposto, ma in questa maggioranza ho
sentito giustificare tutto e il contrario di tutto.
Perciò sentirò anche stasera comunisti dire che questa è una cosa che va fatta
per il bene della città etc..
Perché questo Consiglio Comunale ha deciso di esternalizzare il servizio? E qui
Consigliere Usula mi permetto di dissentire da quanto diceva lei.
L'ha fatto perché in questa maniera si sarebbero risparmiati dei soldi.
E allora da questo principio io voglio partire per illustrare il mio ragionamento.
Da questo principio e in particolare dalla relazione della dirigente che ci è stata
illustrata in commissione e adesso se non ricordo male anche in Consiglio.
Partiamo nel ragionamento da quella relazione per capire se la scelta fatta
allora e questa che è conseguente va effettivamente nella direzione del risparmio.
PRESIDENTE
Però la invito a stare sull'ordine del giorno che è il regolamento e non gli di
indirizzi, dei quali abbiamo già discusso.
CONSIGLIERE SAIU
Il tema è sempre quello. Noi abbiamo un servizio, che viene regolamentato
dall'atto che è in discussione oggi in Consiglio, per dieci scuole cittadine.
683 pasti al giorno, 98.293 pasti erogati in un anno, 166 giorni di mensa
effettiva.
Questo è il servizio che oggi il Comune garantisce e fornisce direttamente e che
domani verrà esternalizzato, cioè verrà affidato a una ditta esterna.
Il personale si compone di 14 cuochi e 6 ausiliari di cucina assunti part-time,
quindi 20 persone. La spesa per il personale è di 422.767 euro, la spesa per le
forniture nel 2010/2011 ammontava a 203.000 euro.
Quindi complessivamente questo servizio, attualmente gestito direttamente dal
Comune di Nuoro, costa 625.767 euro.
Quando il Consiglio Comunale ha deciso di esternalizzare il servizio si è detto:
"lo facciamo perché risparmiamo rispetto a questi 625.000 euro".
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
27
E si è detto: risparmieremo così tanto che questo servizio, quando verrà gestito
da un privato - ricordo ai comunisti, quelli che ancora orgogliosamente si definiscono
così e che sostengono questa scelta - costerà 466.891 euro. Un risparmio enorme!
Come
il
Consigliere
Usula
neanch'io
ho
votato
a
favore
allora
dell'esternalizzazione del servizio.
Non perché non condividessi o non condivida il principio che servizi come
quello della mensa scolastica possa essere esternalizzato, io non lo demonizzo
soprattutto per cultura politica, per me non è una bestemmia.
Il problema si pone nel momento in cui quel servizio viene esternalizzato con
la...
PRESIDENTE
Consigliere Saiu andiamo al regolamento, mi sembra di sentire l'intervento della
volta precedente sugli indirizzi, andiamo al regolamento.
CONSIGLIERE SAIU
Però lei mi fa perdere il filo...
Dicevo: si è esternalizzato quel servizio con la promessa che ci sarebbe stato
un risparmio.
Io lo dico qui un'altra volta parlando del regolamento e sostengo che quel
risparmio non ci sarà.
Ecco perché io ritengo, non voglio essere offensivo né nei confronti del lavoro
svolto dagli uffici né dagli altri Consiglieri che hanno presentato emendamenti, la
discussione di un regolamento relativo alle esternalizzazioni di un servizio che non ci
farà risparmiare soldi.
Se è vero come è vero che solo il personale ci costa 422.000 euro, io non vedo
come possa fare una ditta esterna a garantire il servizio tutto compreso per 466.000
euro.
Calcolo che viene reso ancora più difficile dal fatto che, come ci diceva
l'Assessore in apertura del suo intervento, è in corso un'interlocuzione, un accordo,
non ho capito bene di cosa si tratti, con l'agenzia Laore per quanto riguarda
l'approvvigionamento dei prodotti biologici e soprattutto filiera corta e chilometro zero.
I prodotti biologici - mi corregga se sbaglio - costano addirittura di più.
Quindi noi chiediamo ad una ditta esterna di farci risparmiare un bel po' di
soldini e in più di fornire un servizio con prodotti che costano di più.
Ecco perché, Presidente - e arrivo al punto - quello che sto dicendo è
essenziale ai fini della valutazione del regolamento, perché come diceva il
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
28
Consigliere Montesu, quando abbiamo discusso della esternalizzazione del servizio
l'abbiamo fatto sulla base del presupposto che quel servizio sarebbe costato meno.
Questo regolamento così come è fatto oggi ci dà la dimostrazione dell'esatto
contrario.
Quindi quanto noi sostenevamo prima e cioè che l'esternalizzazione non
consentirà un risparmio, darà la conferma anche e soprattutto nel dibattito di stasera
negli emendamenti che sono stati proposti.
Anche qui si è elogiato il lavoro della commissione e non è mia abitudine
contestare quando viene elogiato il lavoro di una commissione, però se addirittura
dalla maggioranza arrivano emendamenti a questo regolamento, forse vorrà dire che
così bene non si è lavorato.
Soprattutto se consideriamo che la prima volta è stato messo all'ordine del
giorno l'11 settembre insieme ad un altro regolamento, che era quello sul trasporto
degli alunni, quello dello scuolabus.
Mentre quel servizio - è un inciso Presidente, non divagherò troppo - non andrà
a bando pur non essendo gestito direttamente dal Comune, questo invece viene
esternalizzato e prima veniva gestito direttamente da noi.
Anche in questo caso occorre quindi capire qual è la stella polare che guida
l'azione dell'Amministrazione.
La stella polare che, come lei sa Consigliere Carroni, era il riferimento per i
naviganti che si trovavano in mare aperto.
Un po' come siete voi, ecco perché ho detto stella polare.
Sono stati presentati molti emendamenti, soprattutto con riferimento a quel
famigerato Art. 6 relativo alle modalità di pagamento: ticket, costo fisso, costo
variabile.
C'è un meccanismo molto semplice che funziona in tutti gli altri servizi
esternalizzati come questo che è quello delle tessere ricaricabili.
Io carico dieci pasti, il genitore quando accompagna il bambino striscia la
tesserina, se il bambino mangia viene decurtato dalla tesserina ricaricata un pasto,
se non mangia quel pasto se lo ritroverà la prossima volta.
Invece noi qui ci siamo arrabattati su meccanismi molto farraginosi.
Ha ragione il Consigliere Montesu quando dice: poco ci mancava che nel
regolamento ci fosse indicata l'esatta misura del bavaglino dei bambini, se quella
misura fosse a norma europea o no.
Noi ci siamo preoccupati di disciplinare aspetti non dico secondari, perché sarei
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
29
ingeneroso nei confronti del lavoro fatto da altri e non voglio esserlo, però certamente
aspetti non essenziali ai fini di un servizio che ruota tutto quanto intorno ad una sola
ed esclusiva valutazione: costa di più o costa di meno?
E non solo: la qualità garantita sarà la stessa?
Anche noi oggi abbiamo parlato di una commissione di controllo, di genitori che
vanno...
Non c'è commissione di controllo al mondo che ci possa garantire, se non ex
post, un controllo comparativo in ordine alla qualità del servizio.
Non è una garanzia per questo Consiglio che ci sia una commissione anche
autorevolissima di genitori che controlla la qualità del servizio offerto.
E arrivo alla ragione per la quale il mio gruppo non ha presentato emendamenti.
Il presupposto dal quale si è partiti, cioè esternalizzare per risparmiare, noi
siamo sicuri che non sia stato garantito.
Quindi non è una posizione ideologica la nostra, sarò curioso di ascoltare gli
interventi acrobatici di chi ideologicamente invece è contrario alle esternalizzazioni,
giustificare e votare addirittura una roba così.
Noi quindi non siamo ideologicamente contrari all'esternalizzazione, anzi
laddove questa garantisca risparmio e stessa qualità assolutamente.
Il problema è come in questo caso, Presidente, l'esternalizzazione venga fatta
ma non garantisca un risparmio, non garantisca lo stesso livello di qualità e dunque
non possa vederci schierati favorevolmente a una scelta di questo tipo.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Pirisi.
CONSIGLIERE PIRISI
Intanto volevo ringraziare il lavoro svolto dalla struttura perché è chiaro che c'è
un lavoro dietro il regolamento e bisogna rispettarlo.
Quello che noi contestiamo è la politica in questo caso, un indirizzo politico che
non condividiamo.
Devo fare alcuni passaggi.
Dicevo, quando abbiamo discusso l'atto di indirizzo sull'esternalizzazione del
servizio mensa e devo ricordare alcuni passaggi di quell'intervento, dove si apriva un
confronto e oggi purtroppo si va allo scontro.
È chiaro quindi che non presentiamo emendamenti perché non riteniamo
opportuno che questa Amministrazione esternalizzi un servizio così importante come
quello delle mense delle materne.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
30
Devo ricordare come si diceva al 31/05/2012 il servizio mensa per le scuole
materne non può essere preso in considerazione solo dal punto di vista
dell'alimentazione e cioè dai cibi forniti e dalla loro qualità.
Il servizio mensa svolge anche una funzione educativa, sociale e perfino
culturale, perché è in grado di coinvolgere tutti i soggetti operanti in quelle strutture
attraverso un rapporto in cui le diverse funzioni diventano stimolo di coscienza e di
coinvolgimento reciproco.
Nessuno è ideologicamente contro le esternalizzazioni, in quanto conveniamo
che in alcuni settori esse non sono inevitabili, ma sono anche necessarie perché
razionalizzano e rendono più efficienti i servizi e anche perché dal punto di vista
economico producono minori costi e quindi diminuiscono la spesa corrente.
Affidare la gestione dei servizi pubblici comporta a volte rischi non indifferenti,
proprio perché è già accaduto che ad aggiudicarsi i bandi siano state ditte private che
sulla carta garantiscono il massimo degli standard
qualitativi e al tempo stesso
l'offerta economica più vantaggiosa.
Ma che una volta vinto il bando non sono in grado di mantenere in buona o
cattiva fede i livelli di qualità promessi.
Ricordo anche il mio intervento dell'altra volta, tutti gli studi dimostrano che
l'educazione negli anni della prima infanzia può influire sui successivi percorsi
scolastici e professionali, mantenere un alto livello è necessario ed essenziale per
una città che voglia investire sul futuro.
Per quanto riguarda il regolamento ho delle grosse perplessità visto che il
26.11.2012 sul sito del Comune di Nuoro è stata pubblicata la graduatoria per
avviamento di N. 14 cuochi a tempo determinato presso le scuole materne e asili
nido.
Coloro che hanno partecipato alla selezione con qualifica cuoco, gastronomo,
hanno frequentato scuole, corsi di specializzazione etc. atte a rilasciare la qualifica in
oggetto.
Di conseguenza hanno anche partecipato a corsi obbligatori sull'HACCP, che è
un metodo di autocontrollo igienico finalizzato a tutelare la salute del consumatore.
L'Italia ha recepito le normative europee, direttive CEE N. 4393 e le ha rese
operative emanando il Decreto Legislativo N. 155/97.
In esso sono contenute le prescrizioni da osservare e con esso diviene
necessaria l'applicazione della metodologia HACPP.
Nel comma 2 dell'Art. 3 del Decreto Legislativo N. 155/97 è indicato che il
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
31
sistema da adottare per le procedure all'analisi dei pericoli che potrebbero verificarsi
in qualsiasi processo produttivo alimentare, è il metodo di analisi identificato alla sigla
HACPP, ossia in italiano analisi di rischi.
Punti critici di controllo e quindi più semplicemente prevenzione.
Il metodo parte dalla ricerca di tutti i pericoli che potrebbero insorgere sia
durante le fasi produttive di alimento, sia durante tutte le altre fasi successive come
lo stoccaggio, il trasporto, la conservazione, fino alla vendita al consumatore finale.
In pratica ognuna di queste fasi deve essere sottoposta ad un'attenta analisi, in
modo da individuare i punti più a rischio per l'igiene dei prodotti così da poter
adottare dei sistemi di prevenzione adeguati.
Il monitoraggio e la registrazione di tutti i fattori che possono concorrere al
rischio, permettono di individuare i comportamenti ottimali al fine di una valida
prevenzione.
Nel manuale HACCP vengono individuati quelli che sono i punti critici per ogni
filiera e in esso vengono annotati tutti i controlli che per legge devono essere
sistematicamente effettuati, in modo da poter risalire alle cause che possono aver
determinato un qualsiasi problema.
Nel manuale vengono inoltre standardizzati i comportamenti lavorativi da
adottare e definite le modalità che l'azienda adotta ai fini del raggiungimento
dell'obiettivo finale da quando è in vigore.
L'entrata in vigore del decreto risale al 30 giugno 97, ma successive proroghe
148 del 24.5.99 ha fissato il 31 marzo 2000 il termine ultimo per l'applicazione delle
sanzioni a chi nel frattempo non si sia adeguato ai dettati del Decreto.
A chi si rivolge? A tutti coloro che sono coinvolti nelle fasi successive la
produzione
primaria
di
un
alimento
e
cioè
preparazione,
trasformazione,
fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione,
vendita o fornitura, compresa la somministrazione al consumatore.
Dico questo perché sembra che all'Art. 2 "modalità di gestione" e all'Art. 3
"gestione e controlli del regolamento di gestione mensa scolastica scuole per
l'infanzia" sono per lo più ripetute le cose indicate nel manuale HACPP.
Detto questo ribadisco la mia contrarietà all'esternalizzazione del servizio
mensa.
Mi chiedo come mai sia stata fatta questa graduatoria per cuochi, con tanto di
titoli e attestati e poi con l'esternalizzazione non è detto che questi cuochi vengano
assunti.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
32
Non posso che notare una ulteriore inutile burocratizzazione della commissione
servizio mensa scolastica prevista dall'Art. 4 del regolamento di gestione del servizio
mensa, che prevede la costituzione di una commissione per un ulteriore controllo per
l'efficienza e la qualità del servizio con tanto di nomina di rappresentanti dei genitori e
dei docenti.
In pratica si dà il contentino a quei genitori un po' ansiosi, esistendo già un
controllo da parte della A.S.L. locale.
Basterebbero le cosiddette buone pratiche per gestire al meglio il servizio e con
gran risparmio per le casse comunali senza alcun bisogno di affidare il servizio agli
esterni.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Pintori.
CONSIGLIERE PINTORI
Io sono un Consigliere Comunale che da sempre, almeno da quando ha iniziato
ad occuparsi di politica, si è sempre definito un comunista e che proprio
nell'occasione di cui stiamo trattando, cioè dell'esternalizzazione della mensa io ho
votato contro e mentre votavo sono rimasto profondamente stupito che Consiglieri
riconosciuti per fede politica come liberisti e che hanno fatto una religione delle
esternalizzazioni e dell'imprenditoria privata, hanno votato con i comunisti.
Mi viene difficile capire il riferimento che ha fatto il Consigliere Saiu quando
parla di comunisti in quest'aula.
Ha tentato di giustificare la sua posizione, il suo voto, ha fatto bene, però mi è
sembrato che il suo voto più che altro avesse una finalità strumentale, piuttosto che
effettivamente esprimere un qualcosa che fosse più costruttivo rispetto alle proprie
convinzioni.
Comunque proprio perché ho votato contro l'esternalizzazione, per venire
all'ordine del giorno odierno, io mi chiedo con tutti gli emendamenti di cui anche noi
come gruppo politico ne abbiamo presentato uno ma che tendenzialmente siamo
portati anche a ritirare, considerata la miriade di emendamenti che più o meno
trattano dello stesso argomento, mi chiedo la commissione specifica che ha lavorato
su questo tema, che si è riunita, che ovviamente ogni riunione ha avuto i suoi costi,
ma tutti questi emendamenti durante i lavori di commissione non sono stati analizzati,
non si è approfondito l'argomento in modo tale che come si dice le commissioni
dovrebbero alleggerire i lavori del Consiglio e quindi arrivare in Consiglio per fare una
discussione più pacata, più favorevole, più costruttiva?
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
33
Evidentemente questo non è stato preso nella dovuta considerazione.
Io non sto criticando nessuno ma mi sembra un ragionamento logico rispetto a
quello che stasera abbiamo sentito.
Anche perché mi chiedo eventualmente, perché non ho percepito bene se da
tutto questo ne possano scaturire costi aggiuntivi rispetto a quello che dagli
emendamenti - mi riferisco Assessore - se da tutti questi emendamenti possono
scaturire dei costi aggiuntivi e questi ovviamente andranno a incidere sulle casse
comunali e quindi il famoso risparmio con l'esternalizzazione potrebbe venire anche
vanificato.
Queste sono tutte cose che vengono in mente.
Comunque sia, pur essendo stato uno di quelli che ha votato contro
l'esternalizzazione, quelli che sono gli effetti politici di tutto questo ovviamente non
devono ricadere sui piccoli utenti, io sono perché ci sia un regolamento che sia
compatibile, che risponda a tutte le esigenze dei nostri piccoli concittadini.
Quindi ben venga questo regolamento, sicuramente voterò a favore,
ovviamente tenendo ben presente tutta questa serie di emendamenti che sono stati
presentati, con la speranza che non snaturino quella che è la base principale del
documento che noi abbiamo in mano.
Ciò non mi esime dal non condividere quella che è anche la filosofia di questa
funzione della mensa scolastica che ha rispetto alla formazione e all'educazione dei
giovani.
Quindi la filosofia espressa dal Consigliere Usula io l'approvo e la sposo
pienamente, perché giustamente questi sono momenti di aggregazione, di
socializzazione che devono stare alla base della didattica e dell'educazione dei
bambini.
Come pure sento di dover condividere quanto espresso dal Consigliere
Mannironi rispetto all'utilizzo di prodotti che siano riciclabili e che comunque non
creino maggiore spesa a quello che è il regolamento dei rifiuti solidi urbani.
Cioè se dobbiamo ridurre l'uso sconsiderato della plastica che arriva da queste
maledette bottigliette o dai piatti usa e getta, di plastica, che non fanno altro che
aumentare il volume del consumo e quindi dei costi di questi prodotti, ovviamente mi
trova favorevole con quanto il Consigliere Mannironi propone.
Ancora più sono favorevole se si riesce a educare all'uso e il consumo
dell'acqua pubblica.
Anche questo credo che sia un momento molto importante, cioè cercare di dare
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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a questi giovani concittadini la possibilità di fruire di un servizio come l'acqua
pubblica che è un qualcosa che effettivamente ci appartiene.
Credo che oggi esistano dei controlli per quanto riguarda gli acquedotti, per
quanto riguarda la potabilità dell'acqua, che danno ampie garanzie.
Succede, come è successo anche di recente che per via delle infiltrazioni, per
via della siccità o quant'altro, l'acqua potabile, l'acqua pubblica non può essere
utilizzata, ma giusto appunto per due, tre giornate, ovviamente i decreti del Sindaco
impongono alla città di non poterla utilizzare.
Questo, come si dice, garantisce la salute pubblica.
Dopo di che io per esempio a casa sono un consumatore dell'acqua pubblica,
mi sono dotato di uno di quei filtri che chi vuole può utilizzare, comunque utilizzo e
consumo solo acqua pubblica.
Su queste proposte avanzate da altri Consiglieri credo di trovare piena
condivisione, soprattutto perché sono delle indicazioni che non incidono più di tanto
sui costi e hanno una base educativa e di crescita civile molto importante.
Ritengo quindi che tutto questo possa essere condiviso tranquillamente.
Meno quelle parti degli emendamenti che costringono l'Amministrazione ad
aumentarne i costi, altrimenti verrebbe vanificato quello che è il principio che ha
spinto questa Amministrazione a fare la scelta dell'esternalizzazione.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Manca.
CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO)
Volevo portare all'attenzione del Consiglio e ai superstiti della Giunta, è un
argomento che evidentemente non sollecita particolare interesse, viceversa avrei
pensato che almeno l'apprezzamento nei confronti dell'Assessore sarebbe potuto
arrivare per solidarietà da parte dei suoi undici colleghi, dieci.
La proposta di emendamento N. 4 alla quale io ho fatto riferimento come Art. 5,
che non è quella della gestione dei controlli ma dei destinatari, è cambiata
semplicemente l'intestazione, è stato un errore di copiatura.
È evidente che questo è un tema che impegna questa Amministrazione già da
un po' di tempo e la impegna tanto che soprattutto nella condizione in cui si è parlato
di esternalizzazione del servizio mensa per la scuola dell'infanzia, il punto
sull'esternalizzazione è passato con 16 voti favorevoli.
Il che significa che c'è stata una dura discussione, tant'è che per evitare ulteriori
rischi questo argomento circola oramai da cinque mesi - perché è in giro da cinque
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
35
mesi - tant'è che oggi compare all'ordine del giorno in seconda convocazione.
Quindi ha dovuto richiedere lo sviluppo di una tattica politica tipica di questa
maggioranza che evidentemente tutto palesa tranne che compattezza.
Anche questo fa parte della normale democrazia.
Avremmo preferito sicuramente votare questo regolamento nei tempi propri,
l'avessimo votato in tempi certi e diversi questo argomento sarebbe stato già
adottato, invece è ancora in giro e infatti io faccio fatica a capire qual è
l'atteggiamento che ha mantenuto questa Amministrazione, fatto salvo la coerenza
che ha avuto per esempio nel far partire i servizi mensa sempre in ritardo.
Noi lo sappiamo che le scuole iniziano sempre in quelle date o verosimilmente
in quelle date, invece questo servizio mensa parte sempre in ritardo.
Ci saranno le spiegazioni, sicuro Assessore io lo so che lei le ha le spiegazioni,
vorrei che le fornisse anche ai cittadini, perché sarà utile capire se anche il prossimo
anno riusciremo a partire sempre quando...
PRESIDENTE
Assessore lasci parlare.
CONSIGLIERE MANCA
Io sono sensibile anche alle difficoltà che purtroppo emergono e che anche con
qualche battuta si cerca di risollevare.
Però così vediamo se il prossimo anno la scuola decide di spostare la data di
inizio delle elezioni, in modo tale da far coincidere la scuola con il servizio mensa.
Aspetteremo il prossimo anno per verificare questo.
Questo
documento
importantissimo,
importante
per
tutti
perché
tutti
direttamente e indirettamente viviamo questo servizio attraverso le nostre famiglie,
attraverso i parenti, attraverso tutti i ragazzi, è un argomento che davvero
presumibilmente poteva essere affrontato prima, ma c'è sempre tempo per risolvere
le cose.
Mi pare che anche questa sia una delle soluzioni in itinere e quindi anche
questa si allinea a tutte le altre soluzioni in itinere che questa Amministrazione ha
nello sviluppare il suo programma politico che dopo due anni e mezzo ha ancora in
itinere molte cose da fare e quindi lo seguiremo con attenzione questo percorso.
Detto questo però a me non stupisce, perché alcuni atteggiamenti talvolta
leggeri, di superficialità, mi fanno riflettere su come questa Amministrazione sta
intendendo gestire alcune situazioni.
Per esempio questa è una di quelle gestioni che mi desta perplessità, non fosse
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
36
altro perché per esempio all'interno di questo regolamento poco si evince dalla
capacità che ha questa Amministrazione di collaborare in termini di cultura per
esempio anche in un servizio mensa, laddove la cultura dell'alimentazione deve
essere salvaguardata.
Non è diretta ad adulti che sanno già che cosa devono mangiare o lo
dovrebbero sapere, poi che lo applichino o meno è un altro discorso, ma i nostri
ragazzi vanno istruiti.
Non può solo la famiglia, la parte della componente della scuola deve aiutare, la
parte della componente dell'amministrazione deve aiutare e qua poco si dice di
cultura, poco si dice di insegnamento.
Io
sto
suggerendo
che
la
proposta
dell'insegnamento
della
cultura
dell'alimentazione doveva essere assolutamente parte dell'impianto di questo
regolamento, doveva farne parte assolutamente in un termine davvero importante e
preciso e assolutamente condiviso possibilmente.
Invece poco leggo su questo aspetto, poco leggo di chi per esempio insegnerà
ai ragazzi se le insegnanti, se coloro che somministreranno i pasti, se poteva essere
un progetto che veniva messo speriamo nel capitolato per il bando per il gestore per
esempio che crea una condizione di progettualità, fa un progetto che viene messo
anche nelle regole del bando, in modo tale che anche questo possa dare un
punteggio e sia un punteggio che possa far determinare una scelta nell'ipotesi della
ditta che vincerà l'appalto, se questa ditta per esempio potrebbe fare un progetto per
come procedere per gli insegnamenti, per vedere di individuare delle figure.
Cioè un percorso che ci faceva pensare a un fatto culturale dell'alimentazione.
Così come mi pare abbia spiegato molto bene il Consigliere Saiu, sono convinto
anche io che questo tipo di gestione, non la gestione in sé della mensa, la gestione
degli strumenti che ci stanno avvicinando alla gestione delle mense non ci porti a
grandi vantaggi economici e posto che questo era uno degli obiettivi ho
l'impressione, ma anche per questo ci sarà tempo per le verifiche, perché sono
passati due anni e mezzo attenderemo un'altra verifica se alla fine, alla conclusione
di questo percorso ci sarà davvero un'Amministrazione che risulterà essere virtuosa
sia nelle enunciazioni che fa, sia nei risultati che ottiene.
In particolare mi riferisco per esempio ad alcune situazioni, mi riferisco per
quanto riguarda questo regolamento all'Art. 6, molto dibattuto è un articolo che ha
suscitato interesse per tutti.
Mi chiedevo come mai questa Amministrazione riesce a fare cassa, se
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
37
l'Amministrazione o se la ditta per esempio, rispetto a un ragazzo che non va a
scuola per un mese.
Noi riusciamo a far pagare un ragazzo, stiamo decidendo di far pagare un
ragazzo che non va a scuola per un mese per una qualunque ragione e che invece
gli facciamo pagare interamente tutta la mensilità dei pasti di cui non ha usufruito.
È fantastico.
Non riesco a capire con quale ragione io posso votare questo regolamento che
ha un articolo di questo livello.
Cioè mio figlio va a scuola un mese, non va a scuola per un mese, non mangia
per un mese, mi fate capire perché io una mancata prestazione la devo pagare?
Se qualcuno riesce a dare questa spiegazione ai ragazzi, ai familiari, ai
soggetti...
Altra cosa: non va un mese a scuola, ha pagato in anticipo, Assessore, per un
mese non ha usufruito dei pasti, i pasti vengono ugualmente fatti? La ditta fa
ugualmente i pasti?
Se questi pasti vengono fatti, sono pasti buoni che fine fanno? C'è scritto da
qualche parte che fine fanno questi pasti buoni che potrebbero essere destinati
magari a famiglie bisognose a queste associazioni che danno da mangiare a persone
che non hanno la possibilità neanche di averlo?
Da qualche parte dovrà risultare per esempio che i pasti finiscono ad una di
queste associazioni, a qualche istituto che meritoriamente si impegna nei confronti
dei poveri?
Se non fosse così i pasti che non vengono fatti e quindi le risorse che non
vengono consumate e quindi che non vengono acquistate, chi usufruisce di questo
risultato?
Per cui io questo articolo assolutamente lo cancellerei messo così com'è e non
modificherei neanche il 40% sul 100% che gli viene restituito alla fine del mese.
Lo modificherei proprio, direi che il sistema del ticket, della scheda, del badge
che suggeriva il Consigliere Saiu potrebbe essere un sistema di controllo e un
sistema che poteva quanto meno lasciare ai soggetti che facciamo che per esempio
un bambino si ammala e manda una certificazione di malattia, dopo due giorni i pasti
di assenza per malattia i pasti gli vengono assolutamente... cioè il ticket gli viene
lasciato e lo utilizza successivamente al ritorno alla vita normale dopo la malattia.
Non riesco, davvero faccio fatica, gradirei se qualcuno riuscisse a spiegarmelo
come facciamo noi oggi in tempi di crisi, di difficoltà, in tempi di mancanza di risorse
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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dove tutti riescono a fare cassa in qualunque modo, riuscire a pensare che un
bambino che non va per un mese gli facciamo alla fine pure lo sconto del 40%, è una
cosa davvero incredibile!
Non ha consumato nulla e sta spendendo quasi tutto, il 40% dopo un mese, e
se si ammala per tre settimane per caso? Ha speso tutto e non ha recuperato niente
e non ha consumato niente, neanche un bicchiere d'acqua?
Sarà mai possibile una cosa di questo tipo?!! Ci vogliamo rendere conto che
anche in tempi di queste difficoltà qualcosa noi potevamo farla meglio e qualcosa la
dovremmo adottare sicuramente meglio.
Tanto più che vedo ancora nel regolamento delle situazioni che non riesco
ancora a comprendere ma volevo anche qualche spiegazione.
Per esempio per quanto riguarda i pasti che devono essere erogati in condizioni
di difficoltà e di emergenza, Assessore, cioè quei pasti che vengono erogati qualora
ci fosse una difficoltà strutturale che non permette di preparare i pasti e quindi i pasti
di emergenza sono previsti normalmente nei regolamenti e sono previsti per fare in
modo che la ditta che ha vinto l'appalto e che sta erogando la gestione debba
produrre dei pasti sostitutivi da fare in fretta e furia.
Se per esempio c'è un problema alle cucine, se c'è un problema all'impianto
elettrico, se c'è un problema ai forni che servono per predisporre i pasti chi le deve
riparare queste strutture?
Se le dovesse riparare l'Amministrazione Comunale credo che di pasti di
emergenza ne dovremmo preparare molti e in continuazione; se li dovesse riparare il
privato fatemi capire dove posso leggere che quello è un preciso onere del privato e
che deve avere una tempestività nella soluzione del problema tecnico.
Per esempio se si devono preparare il pollo al forno, il pesce al forno e si rompe
il forno si trova una soluzione sostitutiva okay, e siamo d'accordo, facciamo il pasto di
emergenza e gli diamo due strisce di prosciutto.
Non c'è nessun problema. Quanto tempo dura questa emergenza, chi la deve
risolvere, dove c'è scritto, chi è il responsabile?
Anche questo lo metteremo nel capitolato.
Guardi
che
tanto
scivolando
scivolando,
prima
perché
parliamo
di
esternalizzazione e diciamo: ne parleremo nel regolamento, poi nel regolamento non
ne parleremo ne parleremo capitolato, però un minimo di accenno io credo che
debba essere assolutamente fatto all'interno di questo regolamento.
Così come io ho presentato alcuni emendamenti, in particolare quelli che
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
39
riguardano per esempio la costituzione delle varie commissioni.
Non possiamo lasciare in maniera molto blanda e molto generica... io sono
sempre perché i regolamenti abbiano una loro genericità, però su alcune cose che
sono ripetitive nel tempo dovremo conoscere meglio per esempio come costituire
queste commissioni.
Se lo lasciamo così la commissione - e questo nel capitolato non c'è scritto e
non lo metterete - deve avere un tempo preciso entro il quale deve essere istituita.
Si deve istituire dopo una settimana che inizia il servizio mensa.
Così come anche qua è molto generico, quando leggo all'interno del
regolamento per esempio che queste commissioni devono assolutamente fare le
verifiche dei pasti e leggo: il personale dell'ufficio istruzione e della locale A.S.L.
effettua le verifiche - sto parlando dell'Art. 3 "gestione e controlli" - le ispezioni della
cucina e nei refettori dove vengono consumati e preparati i pasti anche mediante
prelevamento di campioni alimentari di vario genere e tamponi ambientali.
Perché "anche" attraverso il prelievo di campioni, perché per il resto quando
devo visionare un pasto, posto che abbia le mie competenze, le competenze le
sviluppo certo guardando visivamente il pasto, ma se non faccio prelievi difficilmente
riesco a capire qual è la condizione alimentare di certezza e certificazione di quel
pasto.
Qua non è "anche", si scrive: "si dovranno fare i prelievi".
Così come per esempio intorno alla costituzione di queste commissioni si dice:
certo, ci deve essere un rappresentante dell'Amministrazione Comunale, ma non può
essere, adesso lei mi dirà: ci mancherebbe altro, deve essere un rappresentante
dell'Amministrazione Comunale che ha le competenze per osservare se un pasto è
fatto bene, ci devono essere le competenze, perché se lei nomina un Consigliere
Comunale che non ha queste competenze, che può essere bravissimo, che può
essere assolutamente una persona rappresentativa ma è un ragioniere, ha studiato
per fare il ragioniere, avrà anche il certificato HACPP, deve essere assolutamente
una competenza che deve avere questo dipendente dell'Amministrazione Comunale.
Nessun problema, ci deve essere assolutamente.
Così come è importante che la commissione avvisi il dirigente o il funzionario
dell'Amministrazione Comunale quando sta andando a fare un sopralluogo per
andare a fare una verifica, è importante.
Io credo che sia importante avvisarlo subito dopo perché queste visite non
possono essere fatte a domanda e che questa domanda poi viene trasferita
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
40
immediatamente, si fa in modo che si preparino le figure, le strutture, i pasti che
devono essere esaminati.
Deve essere una valutazione improvvisa.
Semmai è importantissimo che subito dopo il dirigente, il funzionario, la persona
dell'Amministrazione Comunale debba sapere immediatamente qual è il risultato
della verifica che è stata fatta.
Ci sono troppe cose in questo regolamento che devono essere migliorate e
siccome non abbiamo granché l'abitudine di... anzi facciamo in modo che questi
regolamenti giacciano per anni, quando li facciamo cerchiamo di farli al meglio delle
nostre possibilità e a mio giudizio personale credo che questo regolamento possa
essere integrato con tutta una serie di emendamenti che però purtroppo partono da
un principio che è il principio base, quel principio dell'esternalizzazione che non mi
convince e che non vedo come l'obiettivo migliore che potevamo provare a
raggiungere.
Aspetto quindi che nella discussione emerga la possibilità che queste migliorie
che tanti hanno chiesto, ma questo è già un significato positivo di partecipazione, ma
è un significato che verosimilmente la commissione ha lavorato ma poteva fare di
meglio.
Così come è un significato importante che tanti emendamenti chiedono di poter
avere un documento migliore e un impianto migliore di questo documento, un
impianto che sia soprattutto molto alla salvaguardia di quelli che sono gli aspetti
culturali e gli aspetti educativi della gestione di questa situazione e che possano solo
far bene alle nostre famiglie e ai nostri bambini.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Zoppi.
CONSIGLIERE ZOPPI
Saluto il Sindaco, gli Assessori, a me interessa che sia presente l'Assessore
competente per quanto riguarda il regolamento e l'Assessore ai Servizi Sociali che
comunque sono i due Assessorati a cui maggiormente compete il controllo e la
gestione di questi servizi.
Saluto le colleghe e i colleghi del Consiglio.
Francamente mi viene da sorridere quando anche su argomenti come questo si
cerca sempre l'occasione e il modo per fare becero populismo.
È vero che va di moda in questi ultimi giorni questo termine, però è anche vero
che mi sembra di capire da quanto hanno detto i Consiglieri che mi hanno preceduto,
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
41
che non solo non hanno avuto il buon senso di entrare nel merito di questo
regolamento, ma che neanche conoscono il precedente.
Quando abbiamo parlato di esternalizzazione sono stato uno di quei Consiglieri
che ha espresso dubbi e perplessità.
Li ha espressi sia come Consigliere, ma soprattutto come padre, visto che
comunque ho due bambine che usufruiscono di questo servizio per cui, per quanto
mi riguarda da genitore ero veramente contento, quello che veniva fornito e gestito
direttamente dal Comune.
Per la qualità dei cibi, per la professionalità e per il supporto dato dalla A.S.L.
con il proprio pedagogista e nutrizionista, il tutto era poi sotto controllo, perché miglior
controllo di quello che effettuano i genitori su argomenti come questo credo che non
esista nessun funzionario, nessun dirigente e nessun commissario di mensa
scolastica che possa entrare nel merito più di quanto fa un genitore che giustamente
è attento a questo tipo di cose.
Però si paventava un risparmio per l'Amministrazione.
Quindi in tempi come questi credo che l'eventualità di un risparmio non possa
non essere presa in considerazione.
È stato sottolineato più volte, quando si è parlato del servizio, che il risparmio si
sarebbe tenuto non relativamente alla qualità del servizio che si andava a offrire, ma
solo ed esclusivamente un risparmio relativo ai costi di gestione del personale.
Quello è un risparmio evidente.
È inutile che si faccia finta e si dica: non c'è risparmio.
Il risparmio c'è, ma è solo ed esclusivamente su quel tipo di servizio.
Chiaramente non è poi chissà quale, io penso che non sarà superiore neanche
ai 150.000 euro, comunque in un periodo come questo credo che anche 150.000
euro che l'Amministrazione può risparmiare non sia una cifra di poco conto.
È chiaro che un conto è che l'Amministrazione Comunale risparmi, un conto è
che l'Amministrazione Comunale ci guadagni, perché su questo allora io non sono
assolutamente d'accordo.
Francamente non entro neanche nel merito del soggetto gestore, perché quello
che a noi preme per quanto mi riguarda è il bene e l'interesse della comunità.
Se poi c'è un gestore privato che non ha nessun interesse a partecipare alla
gara non ci parteciperà e tutto rimarrà così come è fino ad oggi.
Il discorso di rette, mi dispiace che Paolo non ci sia, però il discorso delle rette,
non è che se un bambino si assenta debba pagare comunque la retta, su quello non
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
42
sono d'accordo neanche io.
Per quello abbiamo proposto un emendamento che riporta in vita i cosiddetti
ticket o buoni pasto.
Una famiglia acquista i buoni pasto all'inizio del mese, i buoni pasto vengono
utilizzati per un servizio che viene erogato dal lunedì al venerdì, sabato escluso,
perché non stiamo parlando di asili nido, cosa diversa dove il pranzo viene
somministrato anche il sabato, dove si paga una retta di frequenza che viene
calcolata in base al reddito ISEE delle famiglie che ne fanno richiesta.
Per quanto riguarda la mensa della scuola materna il reddito ISEE è inutile
anche chiederlo, perché il blocchetto formato da 24 buoni pasto ha il costo di 59,85
euro che lo acquisti la famiglia di un operaio, che lo acquisti la famiglia di un
architetto, di un medico, la famiglia di un operatore ecologico.
Il costo del blocchetto è questo.
I buoni vengono messi la mattina quando si portano i bambini a scuola, che
devono essere portati entro le 9, in maniera tale da dare ai cuochi l'opportunità entro
le 9 e 30/10 di sapere quanti pasti devono preparare.
Per cui non si butta via niente, non si corre neanche il rischio di dover buttare
una porzione, anzi dirò di più, ne fanno anche qualcosa in più perché ci sono bambini
che alla scuola materna mangiano più di quanto mangiano a casa, perché magari
preferiscono quel tipo di cucina.
Ci sono bambine cortesissime di questo tipo di servizio.
Nell'eventualità che il bambino sia assente non darà il buono pasto che
recupererà nella giornata in cui tornerà.
Nel regolamento parlare di assenze pari o superiori a 30 giorni, mi auguro che
non si verifichino mai casi di questo tipo perché se un bambino si deve assentare per
più di 30 giorni purtroppo vuol dire che il problema è serio.
Per una varicella, per un morbillo si va da una settimana, massimo 15 giorni,
già il pediatra dopo la prima settimana ti dà l'autorizzazione per tornare a scuola, lo
dico per esperienza passata.
Oltre tutto bisogna tener conto anche dei periodi in cui la scuola si chiude.
Le scuole materne seguono lo stesso calendario scolastico relativamente ai
giorni di vacanza, per cui è chiaro che il blocchetto che ogni famiglia acquista
all'inizio del mese e quindi anticipa il costo di 24 pasti all'inizio del mese, quindi già
l'introito per il Comune è certo, dal mese di dicembre utilizza di quel blocchetto 12
buoni pasto perché il 21 la scuola chiude e riapre il 7 gennaio.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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La rimanenza di quei buoni pasto ne utilizza una parte nel mese di gennaio, per
cui non c'è nessun tipo di spreco e non si stanno chiedendo assolutamente denari e
quattrini in più alle famiglie.
Se il principio rimane questo allora ha senso questo regolamento, se invece il
principio si basa su una retta mensile che deve essere anticipata dalle famiglie e che
comunque non potranno mai avere indietro la quota spese in più, perché il mese di
giugno quando viene restituita la percentuale?
Con il discorso dei ticket il problema come si dice tagliamo la testa al toro e così
è la cosa più corretta.
Altrimenti, ripeto, va bene che ci sia un risparmio per l'Amministrazione, ma non
sono assolutamente d'accordo che ci sia un guadagno da parte dell'Amministrazione.
Poi l'esternalizzazione della mensa ci saranno imprenditori che sapranno fare
anche i loro calcoli, se gli converrà parteciperanno ma io non devo fare gli interessi di
un eventuale soggetto gestore privato.
Non ci penso neanche minimamente!
Da qui nasce l'emendamento che abbiamo proposto, che è appunto quello del
reinserimento dei buoni pasto.
Quindi io utilizzo il buono pasto se sono presente a scuola, non ci sarà nessuno
spreco perché i cuochi la mattina entro le 9 e 30 sanno già il numero dei pasti che
devi confezionare perché tu hai l'obbligo di arrivare alla scuola materna entro le 9,
non oltre, per poter usufruire anche del servizio mensa e così tentiamo questa
strada.
Vanno benissimo poi tutte le collaborazioni che l'Assessore sta mettendo in
piedi, e gliene do atto, soprattutto con l'associazione Laore relativamente alla
somministrazione di alcuni cibi che magari si erano un po' persi, che ne so a
merenda il pane con il miele, cose che oltre a essere somministrati prevedono
comunque un ragionamento di tipo educativo e cognitivo sugli alimenti e
sull'importanza degli stessi.
Su questa linea è l'emendamento che noi abbiamo proposto.
Ben venga anche la privatizzazione, ben venga l'esternalizzazione, ben venga il
risparmio, che ripeto è solo e esclusivamente sotto il profilo del personale, perché a
quel punto il personale sarà dipendente dell'azienda e del soggetto privato che andrà
a gestire il servizio mensa e che chiaramente il risparmio sta nel fatto che non
saranno più inquadrati con un contratto di dipendenti pubblici.
Già là c'è, per quanto riguarda l'Amministrazione, un risparmio.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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Quello va più che bene considerati i tempi in cui stiamo vivendo.
Però secondo me il concetto e il principio che prevede a erogazione di pasto
l'emissione del ticket, tutela le famiglie da eventuali assenze, nel senso che il ticket
che non utilizzo oggi lo utilizzo domani quando torno a scuola, garantisce
all'Amministrazione quell'introito perché i ticket vengono acquistati anticipatamente e
dà la possibilità alle famiglie di non buttare via dei denari in quei periodi, come
dicembre, in cui il servizio viene erogato per solo 12 giorni.
Cosa diversa è per quanto riguarda gli asilo nido, dove si paga una retta in base
al reddito, in base alla certificazione ISEE, dove il servizio viene erogato anche il
sabato e dove sono previste già delle riduzioni in percentuale nei mesi in cui l'asilo
rimane chiuso per le vacanze di Natale, di Pasqua e ci sono già delle percentuali,
quindi ogni famiglia sa che in quel mese deve pagare la relativa retta di frequenza
decurtata del 10, 20 o 30%.
Tutto qua, però credo che su argomenti come questi metterla in politichese mi
sembra alquanto scorretto e poi comunque credo che fondamentalmente non porti
neanche a niente.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Soddu.
CONSIGLIERE SODDU
Saluto il Sindaco, gli Assessori, i Consiglieri, tutti i presenti in aula e in platea.
Mi fa piacere iniziare con il dire che bisogna discutere di opportunità.
L'opportunità oggi è quella della gestione della mensa dedicata alle scuole
materne, non quella dell'indirizzo esternalizzazione sì, esternalizzazione no.
Questo è già stato votato.
Oggi stiamo parlando di gestione ed è a questo che ci dobbiamo riferire.
Questo lo dico per i dissidenti della volta precedente.
Avendo a maggioranza votato per l'esternalizzazione oggi dobbiamo votare per
il servizio migliore, quindi distrarci dalla votazione a sostegno del modello di gestione
o integrare o chiedere o migliorare questo modello di gestione è un'opportunità
persa.
L'invito è quello di sostenere il modello di gestione ed eventualmente integrarlo,
non quello di sottrarci a questo tipo di votazione.
A supporto di questo ragionamento, forte del fatto che io ho sostenuto anche
l'esternalizzazione, non mi sottraggo alla scelta politica, dico che questo regolamento
prima di arrivare in aula ha trovato maturità sia nella commissione preposta, che in
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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combinazione a tecnici che si occupano del settore agro-alimentare, che in parziale
condivisione o manifestazione anche ad una platea di genitori che l'Assessore si è
offerto di accogliere, a cui ha spiegato quelle che erano le intenzioni
dell'Amministrazione, quelle che erano le misure che il regolamento intendeva
mettere in attività per una gestione migliore possibile della mensa delle scuole
materne.
Mi corre d'obbligo e ho piacere di significare quello che sto per dire, che intanto
non un è venuto meno il servizio, questo lo rivolgo al Consigliere Manca che in
questo momento non vedo ma lui lamentava intanto la carenza del servizio.
Il
servizio
non
è
stato
offeso
dalle
scelte
dell'Amministrazione,
l'Amministrazione in questo periodo di vacatio si è impegnata anche a reperire dei
professionisti del settore alimentare selezionandoli, anche avvalendosi di esperienze
e competenze della A.S.L. per poter mettere a frutto il servizio in attesa di
esternalizzare definitivamente il servizio mensa stesso.
Qualcuno prima di me ha parlato di piatti che rimangono, piatti che devono
essere offerti a chi per chissà quale motivo.
Se l'intento di questa Amministrazione è quello di dare efficienza, io credo che
per effetto di questo obiettivo nel piatto o nelle pentole non debbano rimanere pasti.
Quindi a chi dobbiamo dare questi pasti? Se dell'efficienza o all'efficienza
dobbiamo rispondere di questi pasti non ne devono rimanere.
Il privato prenderà atto dei bambini presenti, prenderà atto delle pietanze e delle
quantità che deve andare a trasformare e sulla base di questi calcoli, di queste
valutazioni andrà a processare gli alimenti corretti, giusti, per i bambini che dovranno
essere soddisfatti, non per quei bambini assenti - questo lo dico a sostegno e a
supporto, sposando l'emendamento proposto dal gruppo P.D. - che invece non
devono pagare, che invece non devono sostenere.
Per quale motivo? Il bambino assente, qualora i genitori manifestino l'assenza e
la dimostrino prima delle 9. Ma è semplice perché alle 9 c'è l'appello, che ci sia il
bambino o che non ci sia al cuoco o all'impresa o alla società o cooperativa che
andrà a gestire questo servizio gli si potrà dire: chi c'è c'è e chi non né non c'è.
Se alle 9 c'è l'appello, quei signori che dovranno fare la spesa dovranno
pensare di comprare di meno.
Nell'ipotesi in cui dovessi sposare, e non lo sposo, il regolamento così com'è
proposto, dovrei pensare che l'aggiudicatario non deve assumere rischi.
Invece un aggiudicatario deve assumere dei rischi, e questo lo dico senza
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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timore perché l'aggiudicatario non è tonto e quando l'aggiudicatario non è tonto dirà
ai suoi fornitori: io mi assumo i miei di rischi ma, siccome tu sei il mio fornitore, anche
tu assumiti i tuoi.
Cioè presumibilmente ci saranno 50 bambini ma in caso di neve sappi che ci
sarà qualche assente.
E così il fornitore, per non perdersi quella fornitura, si accollerà parzialmente in
quota millesimale quel rischio.
Noi non possiamo pensare di salvaguardare l'imprenditore, perché non va a
favore dell'efficienza dell'Amministrazione.
E' corretto quello che hanno scritto i Consiglieri del P.D., cioè: un terzo della
rata - chiamiamola così quella del bollettino dei ticket - varrà come cauzione; non è
un costo supplementare, ma vale come cauzione.
Cioè di un mese ne vorrai frequentare almeno 10 giorni? Questa è la logica.
Se quindi frequenterai 10 giorni di scuola materna non sosterrai spese
aggiuntive. Questa è la logica.
Se ti ammalerai per il mese intero, speriamo che questo non accada per nessun
bambino, ma se dovesse succedere a quel bambino e a quei genitori verrà fatto
carico di un terzo di quei 60 euro circa che invece valgono l'acquisto dei ticket
mensili.
Però a vantaggio dei genitori va il fatto che se il bambino non va a scuola non
devono sostenere delle spese e, se dovesse frequentare almeno 10 giorni, non
hanno spese aggiuntive.
Quindi questo è un ragionamento pulito, logico.
All'aggiudicatario vanno quantomeno quei soldi della cauzione fissi. Cioè quel
bambino che si assenta un mese, sfortunatissimo, spero che non ce ne siano molti,
lo auguro ai bambini e lo auguro ai genitori.
Per quanto riguarda il mio emendamento, che probabilmente non è passato con
una comunicazione corretta, la esprimo e la manifesto adesso.
In sostanza ho sentito parlare tanto di HACCP, di norme comunitarie, di sistemi
di ricevimento merce, di sistemi di acquisizione merce, di sistemi di smaltimento
rifiuti, di imballaggi, di prodotti che vanno a contatto con gli alimenti.
A supporto di tutto questo c'è una norma molto semplice e banale. Fa parte del
pacchetto di igiene, è la norma a cui fanno riferimento i tecnici della prevenzione, per
non parlare dei medici che si occupano del servizio di igiene e nutrizione della A.S.L.,
per non parlare del nucleo antisofisticazione. Ecco, di questo stiamo parlando.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
47
Allora la norma, che a me farebbe piacere venisse rappresentata all'interno del
regolamento è questa, e io la inserirei nel secondo comma del punto A dell'Art. 2.
Mi accingo a leggerla perché probabilmente l'emendamento che ho presentato
non è facilmente comprensibile.
In sostanza dico che "alla ditta aggiudicataria verrà imposto il rispetto del
regolamento CEE - che è il pacchetto di igiene - N. 852 del 29 aprile 2004 e gli sarà
fatto divieto di utilizzo dei prodotti alimentari transgenici" e segue come di fatto è il
regolamento.
Non voglio togliere nulla all'articolato ma mi farebbe piacere che ci fosse questa
norma perché sintetizza sostanzialmente le richieste a più voci di maggioranza, di
minoranza, manifestate e portate all'attenzione di quest'aula.
Questo regolamento è l'evoluzione dell'HACCP, quella che è la norma che
prevede l'autocontrollo, quella che è la norma a cui i produttori, chi si occupa di
trasformazione di sostanze alimentari devono adeguarsi.
Quando negli emendamenti proposti si fa riferimento alla certificazione dei
fornitori, dentro questa norma è tutto scritto.
Questa norma prevede che i fornitori debbano avere una loro certificazione e si
presume che i prodotti da loro messi in commercio e quindi messi a disposizione
della scuola materna siano già sottoposti a controllo ufficiale.
La scuola materna, quindi chi gestisce gli acquisti, dovrà avere altresì un
registro di carico e scarico.
Questo registro di carico e scarico dovrà avere poi delle pagine che verranno
impegnate. Che ne so?, se dovessero essere stati acquisiti degli alimenti ammalorati,
la norma prevede che questa acquisizione debba essere descritta lì, in quel punto,
perché quelli che si occupano di controlli ufficiali, ed è a quello che noi dobbiamo fare
riferimento, non a quello dei genitori, che secondo me è una cosa che può trarre
davvero in inganno il sistema.
Cioè il controllo ufficiale non può essere quello dei genitori.
Qualcuno che mi ha preceduto ha detto: i genitori dovrebbero, potrebbero
andare a sorpresa, non dovrebbero neanche dirlo al dipendente comunale che
stanno andando, ma è una follia.
Cioè per entrare in una cucina, io che ho fatto il tecnico della prevenzione per
11 anni, mi vestivo di calzari, di camici e di cuffia, cioè mi munivo di quei dispositivi di
protezione individuale che richiedevano e venivano richiesti ai cuochi.
Ma adesso vogliamo dire ai genitori che possono entrare in cucina? C'è già il
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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servizio di igiene e nutrizione dell'Azienda Sanitaria che ha nel proprio staff il
nutrizionista, che decreterà le proprie tabelle dietetiche poi, se anche l'aggiudicatario
vantasse come credito la possibilità di avere strutturato un tecnologo alimentare o un
nutrizionista stratosferico, io vorrei sperare, l'invito lo estendo a lei e agli uffici, è che
questo non possa e non debba costituire titolo preferenziale.
Il titolo preferenziale deve essere dato dal fatto che esiste un ente pubblico che
si chiama A.S.L. ed è a quello a cui noi dobbiamo fare riferimento, perché se
dovesse bastare abbinarmi al tecnologo con un nome importante, io rischierei di
vincere perché c'è quel nome ma non sono strutturato abbastanza per dare
soddisfazione al servizio che merita la somministrazione dei pasti ai bambini.
Non per voler impegnare i colleghi Consiglieri ad un discorso stratosferico e
chilometrico, ma passerei a dire - per non farlo anche in dichiarazione di voto - quali
sono gli emendamenti meritevoli di essere supportati dal gruppo dell'Italia dei Valori e
quali no.
Per quanto riguarda la proposta fatta dal Consigliere Seddone, io credo che ci
sia lavoro dietro questa proposta, che ci sia un calcolo argomentato di cose però
molto difficili da applicare.
Cioè preferisco che un genitore cozzi con due regoline molto più elementari,
molto più semplici da attuare.
Individuo nel tuo stesso spirito una più semplice applicazione nell'emendamento
del P.D., lo devo dire in maniera molto onesta.
Sono due regoline che i genitori tutti potrebbero capire ed è di facile
applicazione.
Per quanto riguarda l'emendamento proposto dal gruppo misto vale la stessa
regola.
Per quanto riguarda gli emendamenti della lista civica Idea Comune, io me li
sono letti con piacere devo dire.
Ho trovato delle argomentazioni molto utili che vorrei fossero stimolo degli uffici
e dell'Assessore nella redazione, nella messa a dimora del capitolato speciale
d'appalto, non foss'altro perché dare un tempo ad un affidamento all'interno del
regolamento mi pare un limite che il regolamento non merita.
Può essere il capitolato speciale d'appalto che per questo giro decida di
studiare un affidamento con un tempo più corto, perché stiamo andando in un
periodo di prova e lo possiamo utilizzare come periodo sperimentale.
Ma non posso pensare che il regolamento abbia la stessa vita di un capitolato
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
49
speciale d'appalto, auspico per il regolamento un periodo di vita più lungo per cui
lungi da me l'idea di offendere la loro proposta, la accolgo, rilanciandola però a quello
strumento che è il capitolato speciale d'appalto.
Anche il secondo per me è da capitolato.
Il terzo emendamento è già compreso all'interno della filiera corta.
Qua lo dico con un po' di simpatia nei confronti di alcuni genitori, tra i quali c'ero
anch'io. Qualcuno ha proposto tra gli alimenti tipici addirittura il pane carasau.
Lo dico con estrema simpatia e senza voler offendere l'idea e la genuinità della,
chiamiamola anche così, corretta e sana alimentazione, un'alimentazione che a me
fa piacere personalmente trasferire a mio figlio come notizia.
Però ritengo che intanto queste scelte, anche quella dei prodotti tipici, spesso
cozzano con quelle che sono le norme sulla sicurezza o le norme della corretta e
sana igiene.
Quando parlo di pane carasau, così per fare un esempio, o per calarmi proprio
nello spicciolo dell'esempio, il pane carasau non è un prodotto fresco, confezionato
quotidianamente, ma è un prodotto presumibilmente a lunga conservazione, è un
prodotto che se dovessi mettere nel tavolo è soggetto a riciclo, è un prodotto che
dovrei, per essere sostenibile la gestione perché stiamo parlando di efficienza, non
dovrei buttare nulla. E quindi dovrei sottoporlo e proporlo ai bambini il giorno dopo e il
giorno dopo ancora.
Non lo trovo corretto, mi affido e sono più sicuro di una gestione della scelta
degli alimenti dettata dai tecnici della A.S.L.
Non per essere poco identitario, mi farebbe molto piacere che con ingredienti
locali possano essere realizzati dei piatti internazionali, perché mio figlio è figlio di
questo mondo e questo mi aspetterei da un progetto che è teso a far conoscere ai
nostri figli quello che è un mondo più esteso di quello che abbiamo vissuto noi,
perché i miei genitori vivono, e sono di Nuoro, io uguale, ho la fortuna di stare coi
miei genitori, i nostri figli non sappiamo dove andranno e se potranno stare qui.
Dico che far conoscere loro, anche dalla cucina, nel rispetto degli ingredienti,
dei piatti internazionali per me da genitore potrebbe essere un valore aggiunto.
Se questo potesse essere realizzato nel rispetto delle regole di igiene, nel
rispetto delle matrici alimentari, credo che possa essere positivo.
Alcuni altri emendamenti proposti dalla lista civica Idea Comune sono già in
legge.
Dire
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
che
come
Amministrazione
debba
cacciare
l'aggiudicatario
per
50
inadempienza credo che sia già in legge.
Quello che non trovo nel regolamento, mi avrebbe fatto piacere toccasse meglio
l'argomento, sono per esempio le sanzioni o le penali.
Però l'invito è quello di recuperare questo gap anche all'interno del capitolato,
perché parlando di scioperi chi mi ha preceduto non ha raccontato una banalità.
E' possibile che i dipendenti assunti da questa società o cooperativa possano
avere...
VICE PRESIDENTE
Consigliere, è finito il tempo.
Può continuare, chiedo scusa. Il tempo è di 40 minuti.
CONSIGLIERE SODDU
Avere gli strumenti per cacciare un aggiudicatario occorre costruire un percorso
di penalità che mettano a tutela l'Amministrazione Comunale.
Non è che uno fa uno sbaglio e lo mandiamo a casa, dobbiamo avere anche su
questo la tracciabilità dei problemi che ha creato un aggiudicatario.
Quindi mettere a dimora delle penali non è una cosa da poco.
Per quanto riguarda gli emendamenti proposti dal "rossomoro" - lo dico con
affetto -, sull'emendamento N. 1 proposto dal gruppo Rossomori, non ho problemi a
sostenerlo.
Cioè per me più prodotti locali ci sono e maggiore è la mia personale
soddisfazione, quindi se è in legge, se è legittimo e se in Sardegna c'è il potenziale
per poter esprimere questa quantità, io credo che sia un nostro dovere quello di
sostenere questa proposta.
Per quanto riguarda l'emendamento N. 2, credo l'abbia già detto il Segretario, è
illegittimo per cui da I.d.V. che sono non posso che seguire il suggerimento del
Segretario.
L'emendamento N. 3 invece lo trovo molto opportuno, perché all'Art. 5 del
regolamento, Assessore, è prevista la possibilità che il genitore possa rescindere
dalla mensa solo all'inizio dell'anno scolastico.
Io credo che possano esserci vari motivi, anche personali, credo non ci saranno
molti casi e forse neanche uno, però è corretto lasciare democraticamente se non
una porta questa finestra aperta e che un genitore, per motivi o circostanze, che lui
sarà più bravo di noi a pensare e a dimostrare, possa scegliere.
Cioè contrarre un rapporto per un anno obbligatorio e comunque pagare per
non avere il servizio, per ragioni che il genitore sarà lì a dimostrare, questo lo dico
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
51
perché l'Art. 5 lo prevede.
Cioè se l'Art. 5, Assessore, non avesse previsto questa variabilità, io non avrei
neanche pensato, ma forse non ci avrebbe neanche pensato il collega Consigliere.
Ma nel momento in cui all'inizio dell'anno uno può dire "no, la mensa non mi
interessa", non vedo perché non lo possa dire non a metà mese, all'inizio del mese,
possa decidere, come può farlo all'inizio dell'anno è corretto.
A meno che non lo togliamo. Cioè non troverei nulla di strano neanche a
toglierlo ma, se c'è, è corretto che la scelta possa essere fatta anche durante il corso
dell'anno.
Può essere che questa scelta ci ritorni anche comoda nel caso in cui
l'aggiudicatario non fosse all'altezza delle nostre aspettative, perché se i genitori
potessero e dovessero scegliere in corsa di rinunciare alla mensa, questo
significherebbe che la mensa non è a livello delle loro aspettative e dà
democraticamente la possibilità ai genitori o al genitore o a un gruppo di genitori,
rescindendo, di stimolare l'Amministrazione Comunale al che quell'aggiudicatario
venga cacciato.
Credo che possa essere uno strumento più utile all'Amministrazione che
nemico.
Per quanto riguarda gli emendamenti proposti dal collega Consigliere Paolo
Manca, dico che molti sono ripetitivi, molti devono essere contenuti all'interno del
capitolato speciale d'appalto.
Il Consigliere ha speso molta attenzione ai controlli gestiti dai genitori.
Io credo che quei controlli da angeli della notte dovrebbero essere un attimino
regolamentati, perché non si può andare lì col manganello dentro a una scuola senza
avere le competenze del caso e pensare, decidere in casa d'altri, perché quando noi
daremo in gestione le cucine, le cucine avranno una ragione sociale che è diversa da
quella delle scuole, perché noi gli stiamo dando le chiavi di quelle cucine, quei signori
dovranno gestire la cucina con le pulizie, dovranno mettere a disposizione tutto.
Questo significa che entrare lì in alcuni casi, se non rispettosi delle regole, è
violazione di domicilio.
Quindi bisogna fare molta attenzione a queste cose.
Credo che i controlli possano avere maggiore efficacia se supportati dalla
A.S.L.
Perché all'interno di questo staff non è stato previsto ad esempio un
rappresentante della A.S.L.?
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
52
Uno che fa controlli ufficiali, uno che probabilmente potrebbe educare non
perché contesto la presenza del personale amministrativo dell'Amministrazione
Comunale, ma portare a compimento un controllo ufficiale, cioè frugare nelle tasche
della gente non è cosa da poco.
Là c'è scritto che noi possiamo andare a controllare i cibi, la modalità, i depositi,
i magazzini, il sistema di pulizia, il sistema di somministrazione.
Noi potremmo da genitori controllare tutto. Non c'è scritto quali sono i nostri
doveri da genitori. Non c'è scritto che dobbiamo essere muniti degli stessi dispositivi
che sono prescritti per legge per i cuochi e per chi ci lavora.
E io credo che esaltare questo termometro possa essere elemento di disturbo.
L'invito è che un rappresentante della A.S.L., a garanzia di un controllo,
naturalmente i controlli esercitati dai tecnici della A.S.L. sono generalmente controlli
a sorpresa, quindi non sono controlli come dice il Consigliere Manca, da fare ogni
due mesi.
No, il controllo deve essere rappresentativo ed esaustivo, perché se uno
gestisce un'attività e la gestisce bene può essere controllato una volta l'anno; se la
gestisce male può essere controllato ogni giorno, fino a quando non imparerà a
gestirla bene e io questo auspico.
Vogliamo creare una palestra di personale volontario, perché i genitori non
vanno lì a controllare per essere pagati, non sono mica pagati, vanno a tutela del loro
bambino e dei loro bambini in generale.
Ma credo che tutto debba rispondere ad una norma e anche al rispetto di coloro
che andranno a gestire.
E fino a prova contraria chi andrà a gestire la mensa è una persona meritevole,
perché uno a cui viene aggiudicato un appalto è una persona che ha dimostrato le
proprie competenze con le carte che poi dovranno essere trasferite nella pratica, ma
nelle carte è una persona che merita rispetto.
E noi non possiamo partire, non lo dico naturalmente a lei, Assessore, lo dico
rivolgendomi ai diffidenti di un'esternalizzazione.
E, spezzando da lancia a favore di questo sistema, dico che finora
l'Amministrazione Comunale si è avvalsa di cuochi anche selezionati annualmente
ma magari diversi anno per anno.
Il sistema di esternalizzazione premierà le capacità, perché il titolare d'azienda,
l'aggiudicatario,
assumerà
e
terrà
a
tempo
indeterminato
per
il
periodo
dell'affidamento presumibilmente lo stesso personale, se quel personale avrà le
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
53
capacità.
E, questo lo dico da genitore, è una garanzia quella di avere dei maestri in
cucina con la continuità, perché diventano delle persone di famiglia a cui il genitore
può e deve rivolgersi perché può manifestare anche qualche disturbo, qualche
disagio del bambino.
Ed è più corretto avere una persona a noi conosciuta piuttosto che imparare
tutte le volte a prendere confidenza con persone diverse.
PRESIDENTE
Chiede di intervenire la a Consigliera Carroni. Chiedo di fare un po' di silenzio,
anche nel pubblico. Grazie.
CONSIGLIERE CARRONI
Presidente, chiedo una sospensione di 20 minuti.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la richiesta di sospensione.
Votazione: approvata.
Ad ore 19 e 18 la seduta è sospesa.
Ad ore 20 e 01 il SEGRETARIO procede all'appello dei Consiglieri.
E' presente il numero legale (n. 23), la seduta prosegue.
PRESIDENTE
Proseguiamo con la discussione.
La parola al Consigliere Seddone.
CONSIGLIERE SEDDONE
Intervengo per comunicare l'intenzione di ritirare il mio emendamento, e
presento contestualmente un emendamento all'emendamento presentato dal gruppo
del P.D., l'ho concordato con i firmatari, in cui chiedo che dopo la frase relativa ai
buoni pasto, giorno per giorno al personale della scuola, si aggiunga questa frase:
"qualora alcuni o tutti i buoni pasto non vengano utilizzati nel corso del mese di
acquisto potranno essere utilizzati nel corso del mese successivo".
E' una specificazione che è ovvia però aiuta nella comprensione di quel
regolamento così come detto dal Consigliere Soddu, per cui chiedo che venga fatto
questo emendamento all'emendamento.
PRESIDENTE
Se l'ha scritto chiedo che me lo consegni, così facciamo una fotocopia.
La parola al Consigliere Mannironi.
CONSIGLIERE MANNIRONI
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
54
Nella sostanza abbiamo trovato un testo congiunto con il rappresentante dei
Rossomori all'emendamento N. 2 di Idea Comune che corrisponde al primo
emendamento appunto dei Rossomori abbiamo presentato un emendamento
all'emendamento che rappresenta il compendio delle due richieste presentate dalle
due liste, che se il Presidente ritiene lo leggo.
PRESIDENTE
Sì, lo legga.
CONSIGLIERE MANNIRONI
L'emendamento che abbiamo concordato è in questi termini: "è fatto obbligo
alle ditte assegnatarie un approvvigionamento certificato degli alimenti non inferiore
al 10% di prodotti biologici e del 50% di alimenti provenienti da filiera corta comunale,
provinciale e regionale.
Dette percentuali dovranno essere incrementate di anno in anno mentre in sede
di redazione dei successivi bandi rivolti all'assegnazione del servizio, dovrà tenersi
conto delle percentuali e dei risultati raggiunti dal precedente assegnatario".
PRESIDENTE
Sta facendo l'emendamento all'emendamento N. 3?
CONSIGLIERE USULA
Questo emendamento recitava prima: "è fatto obbligo per le ditte di ricorrere a
personale in possesso dei requisiti nato e residente in Provincia di Nuoro in misura
non inferiore al 70% del personale in organico".
Questo emendamento lo sostituisco con quest'altro testo: "è fatto obbligo per la
ditta aggiudicataria del servizio di ricorrere a personale in possesso dei requisiti
attinto dalle liste dell'ufficio provinciale dell'impiego di Nuoro".
PRESIDENTE
Non ci sono altri interventi, chiudiamo la discussione.
Chiedo se l'Assessore vuole intervenire.
La parola al Consigliere Ticca.
CONSIGLIERE TICCA
Comunico che, visti i cambiamenti all'emendamento relativo all'Art. 6, visto
com'è stato completato quello presentato dal gruppo P.D. con l'aggiunta del
Consigliere Seddone, noi come gruppo SEL e gruppo misto ritiriamo l'emendamento
presentato.
PRESIDENTE
Mi sembra di aver capito che quell'emendamento è fatto proprio anche dal
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
55
gruppo misto e dal gruppo SEL con le aggiunte che sono state fatte dal Consigliere
Seddone, per chiarirlo.
La parola all'Assessore Demuro.
ASSESSORE DEMURO
Velocemente, almeno quelli che dopo una consultazione con la dirigente
secondo noi possono essere accoglibili e condivisibili.
Intanto faccio davvero un ringraziamento all'aula per il dibattito perché, sebbene
i toni in alcuni momenti siano stati anche forti, vuol dire che c'è partecipazione e
quando un argomento viene dibattuto vuol dire che c'è l'interesse e la volontà per
esprimere al meglio un deliberato.
Partiamo dall'emendamento del Consigliere Patteri. Chiaramente è un refuso,
l'ordine è sempre quello dei cerchi concentrici comunale, provinciale e regionale.
Cioè quando parliamo di filiera corta più corto è il percorso e maggiori sono le
garanzie del prodotto come igiene.
Per quanto riguarda l'Art. 6, credo che sia stata trovata una buona soluzione
che concilia due esigenze: quelle che sono comunque di una quota fissa, perché
spese fisse ci sono comunque da parte dell'Amministrazione, con una certa
flessibilità per quanto riguarda invece i buoni pasto.
Poi che possono essere buoni pasto elettronici quelle sono cose che si
vedranno in capitolato d'appalto, quello che interessava era il principio generale.
Quindi secondo me è un'ottima soluzione.
Negli emendamenti così modificati di Idea Comune, del Consigliere Mannironi e
del Consigliere Usula, il primo del Consigliere Usula corrisponde al secondo del
Consigliere Mannironi, c'è una certa razionalità e buon senso nell'individuazione
anche delle percentuali di filiera corta.
L'emendamento N. 1, Consigliere Mannironi, per la durata non superiore ad
anni tre, stiamo entrando nell'ambito di atti gestionali, quindi sarà fatto nel capitolato,
questo a mio modesto parere.
L'emendamento N. 3 è ugualmente accoglibile, perché la predisposizione del
menù da parte del servizio A.S.L., le tabelle dietetiche adeguate all'età e alle
esigenze alimentari è assolutamente condivisibile.
Così come gli emendamenti N. 4, 5 e 6 .
Invece qualche perplessità per le pulizie con i prodotti ad etichette ecologiche.
Rischiamo di far salire davvero tanto i costi.
Per gli ultimi due, qualunque capitolato termina e comprende le penalità e le
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
56
eventuali revoche.
E' chiaro che queste ci saranno nel capitolato sicuramente, non so se c'è il
Segretario per chiedere se sia anche necessario votarli, perché chiaramente saranno
nel capitolato.
Dirò di più: non solo le condizioni di revoca ma anche le eventuali penali,
perché alla revoca ci arrivi con una certa gradualità, prima ci sono le penali e poi c'è
la revoca.
PRESIDENTE
Passiamo alle dichiarazioni di voto.
La parola al Consigliere Mannironi.
CONSIGLIERE MANNIRONI
Intervengo per precisare che in ordine all'emendamento concernente l'utilizzo di
prodotti ambientali per la pulizia del refettorio o comunque della sala mensa, ormai
sono facilmente reperibili prodotti di questo tipo addirittura prodotti localmente,
perché la Masnata Chimici è di Cagliari e li produce, tra l'altro con dei costi che sono
notevolmente inferiori in quanto sono addirittura venduti come prodotti sfusi.
Quindi anche in questo senso si avrebbe un minore utilizzo di plastica, di
materiale plastico.
Tra l'altro anche in questo senso agevolando l'acquisizione di prodotti a filiera
corta, visto e considerato che la Masnata Chimici opera qui in Sardegna.
In ordine ai successivi emendamenti N. 8 e 9, io so perfettamente che all'interno
del bando saranno previste tutte le cautele del caso, però quello che a noi
interessava era specificare nel regolamento, questo lo dico solo a titolo di
precisazione, che venisse dato un potere sia ai membri della commissione che
all'ufficio stesso di fare segnalazioni in questo senso.
Tutti i membri della commissione, se dovessero riscontrare appunto delle
irregolarità, secondo noi devono avere il potere di poterlo segnalare in maniera tale
che possano essere adottati i provvedimenti del caso.
E' chiaro che questo tipo di emendamento non verrebbe chiaramente previsto
all'interno del bando, che riguarda il rapporto che viene a intercorrere tra il Comune e
l'azienda appaltatrice.
Quindi in questo caso non ci sarebbe un'eventuale possibilità data ai membri
della commissione di poter intervenire in questo senso.
Quindi il nostro era soltanto un intervento a titolo cautelativo sia da parte
dell'ufficio che dell'azienda.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
57
E' chiaro che poi maggiori specificazioni saranno precisate in termini di
sanzioni, che possono portare addirittura alla revoca, nel bando di concorso.
Quindi la nostra era soltanto una precisazione che aggiungesse ai poteri
conferiti alla commissione un'ulteriore...
PRESIDENTE
Scusi Consigliere Mannironi, comunque gli emendamenti rimangono in piedi, lei
non li ritira?
CONSIGLIERE MANNIRONI
No assolutamente, gli emendamenti rimangono.
Stavo soltanto precisando quella che era la finalità che si voleva raggiungere
con quei due ultimi emendamenti.
PRESIDENTE
Dovrebbe dire come vota.
Non siamo più in discussione, quindi nelle dichiarazioni di voto non è previsto
nessun intervento che non siano coloro che votano.
Quindi ci dica come vota.
CONSIGLIERE MANNIRONI
Sono favorevole chiaramente a tutti gli emendamenti e a quelli che abbiamo
concordato con la maggioranza e con gli altri Consiglieri che hanno presentato gli
emendamenti.
PRESIDENTE
Dichiarazione di voto del P.D.L.
CONSIGLIERE MONTESU
Noi avevamo, perlomeno io la volta scorsa avevo fatto un'astensione, in
difformità anche al mio gruppo, perché ero convinto di un'operazione fatta come era
stato dichiarato al fine di portare nelle casse dei Comuni un certo risparmio.
Da quello a cui ho potuto assistere, oggi è stata fatta un'operazione di spending
review al rovescio, cioè non per risparmiare ma per poter aumentare la spesa.
Non crediamo che con gli emendamenti presentati alla bozza che è stata
definita in commissione si possano raggiungere gli obiettivi che sono stati dichiarati.
Non abbiamo neanche ricevuto né da parte dell'Assessore né da parte degli
uffici i chiarimenti e le garanzie che avevamo chiesto, anzi notiamo che praticamente
abbiamo, anche se con tempi un pochettino più ristretti, fatto una specie di project
financing di questo servizio, delle mense per i bambini.
Cioè tutti coloro che sono contrari a questo tipo di progetto dovrebbero riflettere
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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anche su questo.
Dicevo che non abbiamo avuto le garanzie perché di fronte alla garanzia di un
risparmio per le casse comunali noi sicuramente avremmo votato questo
regolamento.
Non ci sono queste garanzie, per cui noi voteremo contro questo regolamento e
voteremo contro anche agli emendamenti.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Seddone.
CONSIGLIERE SEDDONE
Darò voto favorevole agli emendamenti presentati dalla lista Idea Comune
tranne per il settimo per cui mi asterrò.
Voterò
l'emendamento
presentato
dal
Consigliere
Patteri,
voterò
gli
emendamenti che credo siano ancora in piedi del Consigliere Manca, che credo non
siano stati ritirati, tranne il sesto su cui mi asterrò e voterò gli emendamenti del
Consigliere Soddu e del gruppo del Partito Democratico.
Voterò anche l'emendamento sostituivo dei colleghi Usula e Mannironi, così
come voterò anche l'emendamento N. 3 presentato dai Rossomori, mentre mi asterrò
sul quarto.
Voterò favorevolmente alla delibera, anche in continuità con quello che avevo
fatto, mesi or sono, sulla delibera degli indirizzi, per cui io spero che si realizzerà quel
risparmio che il Consigliere Montesu teme che non avverrà, eventualmente mi
prenderò anche le responsabilità di questo voto.
PRESIDENTE
La dichiarazione di voto dei Rossomori.
CONSIGLIERE USULA
Voglio precisare, visto che c'è stato anche l'intervento dei colleghi del P.D.L.,
all'atto dell'esternalizzazione, chiamiamola così per semplificare, del servizio mensa
votai contro quell'esternalizzazione.
Rimango ancora dell'idea che l'esternalizzare i servizi di questo tipo non sia
sicuramente la strada migliore.
Ma tant'è, la maggioranza ha deciso in questo senso e quindi naturalmente,
com'è ovvio e giusto in democrazia, ci adeguiamo a questo percorso.
Voglio ricordare solo una cosa: c'era stata una discussione con l'Assessore a
cui rimproveravo uno degli elementi di forza dell'esternalizzazione, che era quello di
rinunciare alla scuola di formazione dei cuochi.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
59
E io in quell'occasione dissi, lo ribadisco anche adesso, che stavamo
rinunciando anche in quell'occasione alla possibilità di avere qualche posto di lavoro
in più.
E ha ricordato bene anche Cosimo Soddu poco fa: in quel caso poteva essere
anche un'ulteriore garanzia formare noi dei cuochi, che poi vengono a lavorare nelle
nostre mense con i nostri bambini, poteva essere un'ulteriore garanzia di qualità,
oltre a un'ulteriore difesa, foss'anche solo di un posto di lavoro.
PRESIDENTE
Come vota?
CONSIGLIERE USULA
Voto a favore di tutti gli emendamenti che ho presentato io, naturalmente quello
modificato con il Consigliere Mannironi, e poi volta per volta vedremo un pochino
come presentati, ma mi sembra di ricordare che non ho contrarietà a emendamenti
presentati.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Pirisi per dichiarazione di voto.
CONSIGLIERE PIRISI
Come ho annunciato nell'intervento, dichiaro che siamo contrari ad ogni ipotesi
di esternalizzazione dei servizi educativi destinati alle materne, perché ciò
significherebbe il peggioramento dell'offerta formativa per i bambini e delle condizioni
di lavoro per operatori, educatori e insegnanti, oltre che un disagio per il famiglie.
Bisogna infatti garantire un'identità pedagogica riconoscibile e una omogeneità
sulla qualità delle offerte ai cittadini.
PRESIDENTE
Sono finite le dichiarazioni di voto, passiamo alle votazioni.
Prima della delibera dobbiamo votare gli emendamenti.
Vi prego di fare un po' di attenzione perché ci sono state diverse modifiche.
Innanzitutto è stato ritirato l'emendamento del Consigliere Seddone e
l'emendamento del Consigliere Ticca e più che confluiscono nell'emendamento del
P.D. modificato con la dicitura che ci ha appena esposto il Consigliere Seddone.
Quindi il primo emendamento che votiamo sono i due del P.D., all'Art. 6 e
all'Art. 7.
Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 6.
Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1.
Votazione: approvato a maggioranza.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
60
Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 7.
Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1.
Votazione: approvato a maggioranza.
Il primo emendamento dei Rossomori è stato modificato ed è stato presentato
dal Consigliere Mannironi e quindi è un emendamento congiunto. Stiamo parlando
dell'emendamento all'Art. 2.
Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 2.
Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1.
Votazione: approvato a maggioranza.
Stiamo parlando adesso del secondo emendamento dei Rossomori: "Art. 3,
primo comma. Inserire il seguente testo al secondo comma: "è fatto obbligo per la
ditta aggiudicataria del servizio di ricorrere a personale in possesso dei requisiti
attinto dalle liste dell'ufficio provinciale dell'impiego di Nuoro".
Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 2.
Esito della votazione: favorevoli 19; contrari 7; astenuti 2.
Votazione: approvato a maggioranza.
Votiamo adesso il terzo emendamento all'Art. 5, sempre dei Rossomori:
"Inserire un secondo comma con il seguente testo: la rinuncia preventiva al servizio
può essere annullata nel caso di modificate esigenze familiari, un'eventuale richiesta
di usufruire del servizio deve trovare accoglienza entro e non oltre sette giorni dalla
presentazione della relativa domanda".
Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 5.
Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1.
Votazione: approvato a maggioranza.
L'emendamento N. 4 del Consigliere Usula è ritirato perché assorbito.
Votiamo adesso l'emendamento del Consigliere Soddu che inserisce nell'Art. 1
un riferimento ai regolamenti comunitari del cosiddetto pacchetto igiene per quanto
riguarda l'obbligo di attenersi da parte dell'assegnatario del servizio.
Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1.
Votazione: approvato a maggioranza.
Passiamo adesso agli emendamenti di Idea Comune.
L'emendamento N. 1 propone che "tra le parole affidamento del servizio e la
ditta specializzata si inserisca il seguente periodo: per la durata non superiore ad
anni 3".
Pongo in votazione l'emendamento N. 1 presentato dal gruppo Idea Comune.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
61
Esito della votazione: favorevoli 3; contrari 22; astenuti 3.
Votazione: respinto a maggioranza.
L'emendamento N. 2 è stato riassorbito.
Votiamo l'emendamento N. 3, emendamento all'Art. 2 lettera D: "rimodulazione
dell'intera... la predisposizione del menù da parte del servizio A.S.L. competente
facendo ricorso anche ai prodotti tipici indicati nel Decreto Ministeriale 350/99
corredati dalla relativa tabella dietetica adeguati alle esigenze alimentari degli utenti".
Pongo in votazione l'emendamento N. 3 presentato dal gruppo Idea Comune.
Esito della votazione: favorevoli 21; contrari 3; astenuti 3.
Votazione: approvato a maggioranza.
Votiamo adesso l'emendamento N. 4 all'Art. 2.
"Dopo la lettera E si aggiunga: garantiscano l'utilizzo dell'acqua della rete
pubblica da amministrarsi come bevanda principale ai destinatari del servizio".
Pongo in votazione l'emendamento N. 4 presentato dal gruppo Idea Comune.
Esito della votazione: favorevoli 20; contrari 3; astenuti 4.
Votazione: approvato a maggioranza.
Emendamento N. 5 all'Art. 3: "dopo il comma F si aggiunga il seguente comma
F bis: il fornitore del servizio deve essere dotato di un sistema di gestione ambientale
certificato garantendo la valutazione sistematica degli aspetti ambientali a livello
gestionale, ISO 14001".
Pongo in votazione l'emendamento N. 5 presentato dal gruppo Idea Comune.
Esito della votazione: favorevoli 22; contrari 2; astenuti 2.
Votazione: approvato a maggioranza.
Emendamento N. 6 all'Art. 3: "Dopo il comma 2 si aggiunga il seguente comma
2 bis: il servizio deve essere garantito adoperando stoviglie riutilizzabili e/o
compostabili o biodegradabili secondo quanto disposto dall'Art. 12 del regolamento
comunale per la gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati. Le disposizioni di
quest'ultimo devono essere rispettate anche in materia di gestione dei rifiuti".
Pongo in votazione l'emendamento N. 6 presentato dal gruppo Idea Comune.
Esito della votazione: favorevoli 23; contrari 2; astenuti 1.
Votazione: approvato a maggioranza.
Emendamento N. 7 all'Art. 3: "Dopo il comma 2 bis si aggiunga il seguente
comma 2 ter: la pulizia delle cucine e dei refettori dovrà essere effettuata mediante
utilizzo di prodotti di etichette ecologiche nella percentuale minima del 50% da
incrementarsi di anno in anno".
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
62
Pongo in votazione l'emendamento N. 7 presentato dal gruppo Idea Comune.
Esito della votazione: favorevoli 5; contrari 16; astenuti 5.
Votazione: respinto a maggioranza.
Per gli emendamenti N. 8 e N. 9 c'è un parere contrario del Segretario.
Non sono di competenza della commissione, ma lo mettiamo in votazione.
"Revocare l'affidamento alla ditta aggiudicataria qualora non si attenga alle
prescrizioni del presente regolamento nonché dalle leggi vigenti".
La parola al Segretario.
SEGRETARIO
Ma non esiste che possano darsi queste competenze, sia pure a livello
regolamentare, ad una commissione o alla rappresentanza di una commissione.
Ma quando mai una commissione può revocare l'affidamento alla ditta
aggiudicataria?
Il punto E dice "revocare", poi l'emendamento 9 dice "proporre la revoca". Ma
lei immagina una commissione che propone una revoca?
L'attività di una revoca è un'attività conseguente all'accertamento da parte del
dirigente, che l'interlocutore è quello che gestisce e segue l'appalto e il servizio.
Tutt'al più la commissione avrà il potere e dovere di segnalare eventuali
disservizi, i problemi e quant'altro, dopodichè per quanto stabilito in contratto e in
capitolato sarà il dirigente che, se riterrà che ricorrono quelle condizioni, manderà
avanti la revoca.
Ma non è un'attività che può proporre la commissione, tutt'al più può segnalare i
disservizi, può fare le sue considerazioni ma non proporre una revoca.
PRESIDENTE
A me ha convinto la spiegazione del Segretario, quindi non lo mettiamo
neanche ai voti e andiamo avanti con gli altri emendamenti.
Lei non lo ritira ma io non lo metto in votazione.
Adesso ci sono gli emendamenti proposti dal Consigliere Manca.
Emendamento N. 1. Non lo leggo perché sono 10 pagine, la sintesi non è
riuscito a farla neanche il Consigliere Manca.
Io posso dirvi che l'emendamento è all'Art. 2, modalità di gestione.
Pongo in votazione l'emendamento N. 1 presentato dal Consigliere Manca
relativo all'Art. 2.
Esito della votazione: favorevoli 1; contrari 19; astenuti 4.
Votazione: respinto a maggioranza.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
63
Votiamo adesso l'emendamento N. 2 relativo all'Art. 3, gestioni e controlli, dove
il Consigliere Manca propone di aggiungere al punto B "visite obbligatorie ogni due
mesi".
Pongo in votazione l'emendamento N. 2 presentato dal Consigliere Manca
relativo all'Art. 3.
Esito della votazione: favorevoli 2; contrari 20; astenuti 2.
Votazione: respinto a maggioranza.
Votiamo adesso l'emendamento N. 3. E' relativo all'Art. 4, commissione servizio
mensa scolastica, così com'è stato illustrato dal Consigliere Manca.
Pongo in votazione l'emendamento N. 3 presentato dal Consigliere Manca
relativo all'Art. 3.
Esito della votazione: favorevoli 2; contrari 19; astenuti 3.
Votazione: respinto a maggioranza.
Adesso votiamo l'emendamento n. 4 relativo all'Art. 5 "gestione e controlli". Il
Consigliere Manca propone di cassare tutto il 2° pa ragrafo da "qualora i genitori...fino
al punto che termina con "pubblica istruzione"
Esito della votazione:favorevoli 1; contrari 21; astenuti 2.
Votazione: respinto a maggioranza.
Adesso votiamo l'emendamento n. 5 relativo all'Art. 6 "partecipazione al costo
del servizio". Il Consigliere Manca propone di cassare tutti e due i paragrafi da "in
caso di assenza...fino a recuperare del credito".
Esito della votazione: favorevoli 1; contrari 21; astenuti 2.
Votazione: respinto a maggioranza.
Adesso votiamo l'emendamento n. 6 relativo all'Art. 7 "esenzioni totali o
parziali". Si propone di modificare l'ultimo periodo con "le predette esenzioni sono a
carico dei servizi sociali".
Esito della votazione: favorevoli ?; contrari 21; astenuti 4.
Votazione: respinto a maggioranza.
Adesso votiamo l'ultimo emendamento del Consigliere Manca, il n. 7 relativo
all'Art. 8 "pagamento del servizio mensa scolastica".
Esito della votazione: favorevoli ??; contrari 21; astenuti 4.
Votazione: respinto a maggioranza.
C'è l'ultimo emendamento del Consigliere Patteri, quello dell'inserimento della
parola "comunali" prima di "provinciali e regionali".
Esito della votazione: favorevoli 23; contrari 3; astenuti 1.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
64
Votazione: approvato a maggioranza.
Adesso votiamo la delibera così come è stata emendata testé.
Esito della votazione: favorevoli 23; contrari 4; astenuti nessuno.
Votazione: approvata a maggioranza.
Siccome sono passate le 21 dichiaro sciolta la seduta.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
65
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