COMUNE DI NUORO ____________ CONSIGLIO COMUNALE DEL 12 DICEMBRE 2012 I . D . N . S.n.c. Istituto Dattilografico Nuorese di Uscidda Agostina & Co. Sede legale: Via Mannironi, 125 /FAX 0784/203726 Sede operativa: Via Nonnis, 41 0784/264048 – FAX 0784/260636 08100 – N U O R O E-MAIL: [email protected] Servizi di resocontazione stenotipica in simultanea Legenda: ... = Frase incompleta (...) = Parola o frase non comprensibile (***) = Registrazione interrotta INDICE DEGLI INTERVENTI • PRESIDENTE PUNTO UNO O.D.G.: APPROVAZIONE REGOLAMENTO DI GESTIONE SERVIZIO MENSA SCOLASTICA SCUOLA PER L’INFANZIA. • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • 4 • 4 • • • • CONS. SODDU 4 PRESIDENTE 4 CONS. SODDU 4 PRESIDENTE 4 ASS. DEMURO 5 PRESIDENTE 8 CONS. SEDDONE 9 PRESIDENTE 9 CONS. CONTU 9 PRESIDENTE 10 CONS. MANNIRONI 10 PRESIDENTE 11 CONS. MANNIRONI 11 PRESIDENTE 11 CONS. MANNIRONI 11 PRESIDENTE 13 CONS. TICCA 13 PRESIDENTE 13 CONS. USULA 13 PRESIDENTE 14 CONS. USULA 14 PRESIDENTE 14 CONS. USULA 14 PRESIDENTE 14 CONS. USULA 14 PRESIDENTE 15 CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO) 15 PRESIDENTE 15 a cura dell’I.D.N. S.n.c. • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO) 15 PRESIDENTE 16 CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 16 PRESIDENTE 16 CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO) 16 PRESIDENTE 17 CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17 PRESIDENTE 17 CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17 PRESIDENTE 17 CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17 PRESIDENTE 17 CONS. MANCA (GRUPPO MISTO) 17 PRESIDENTE 18 CONS. MONTESU 19 PRESIDENTE 20 CONS. MANNIRONI 20 PRESIDENTE 23 CONS. MANNIRONI 23 PRESIDENTE 24 CONS. USULA 24 PRESIDENTE 26 CONS. SAIU 26 PRESIDENTE 27 CONS. SAIU 27 PRESIDENTE 28 CONS. SAIU 28 PRESIDENTE 30 CONS. PIRISI 30 PRESIDENTE 33 CONS. PINTORI 33 PRESIDENTE 35 CONS. MANCA P. (GRUPPO MISTO) 35 2 • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • PRESIDENTE CONS. MANCA PRESIDENTE CONS. ZOPPI PRESIDENTE CONS. SODDU VICE PRESIDENTE CONS. SODDU PRESIDENTE CONS. CARRONI PRESIDENTE CONS. SEDDONE PRESIDENTE CONS. MANNIRONI PRESIDENTE CONS. MANNIRONI PRESIDENTE CONS. USULA PRESIDENTE CONS. TICCA PRESIDENTE ASS. DEMURO PRESIDENTE CONS. MANNIRONI PRESIDENTE CONS. MANNIRONI PRESIDENTE CONS. MANNIRONI PRESIDENTE CONS. MONTESU PRESIDENTE CONS. SEDDONE PRESIDENTE CONS. USULA PRESIDENTE CONS. USULA PRESIDENTE CONS. PIRISI PRESIDENTE SEGRETARIO PRESIDENTE a cura dell’I.D.N. S.n.c. 36 36 41 41 45 45 51 51 54 54 54 54 54 54 55 55 55 55 55 55 55 56 57 57 58 58 58 58 58 58 59 59 59 59 60 60 60 60 60 63 63 3 Alle ore 15 il PRESIDENTE procede all'appello dei Consiglieri. PRESIDENTE Al primo appello della prima convocazione sono presenti in aula i Consiglieri Montesu e il sottoscritto. Faremo il prossimo appello alle ore 16 per la prima convocazione. Alle ore 15 e 30 il PRESIDENTE procede all'appello dei Consiglieri. PRESIDENTE Al primo appello della seconda convocazione sono presenti in aula i Consiglieri Mannironi, Siotto, Seddone e Salis. Il prossimo appello sarà alle ore 16. Alle ore 16 il SEGRETARIO procede all'appello dei Consiglieri. Il PRESIDENTE, constatata la presenza del numero legale dei Consiglieri (n. 28) per la seconda e per la prima convocazione, dichiara valida e aperta la seduta. PRESIDENTE Sono assenti giustificati i Consiglieri Bagiella, Cottu e Mercurio che arriverà più tardi. PUNTO UNO ALL'ORDINE DEL GIORNO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO DI GESTIONE SERVIZIO MENSA SCOLASTICA SCUOLA PER L’INFANZIA. Invito l'Assessore Demuro ad esporre il punto. La parola al Consigliere Soddu sull'ordine dei lavori. CONSIGLIERE SODDU Vorrei presentare un emendamento, Presidente. Non ho problemi e difficoltà se l'Assessore inizia ad istruire il punto all'ordine del giorno, io potrei scriverlo nel mentre, se mi fosse consentito presentarlo immediatamente dopo. Diversamente sarei costretto a chiedere 10 minuti di sospensione. PRESIDENTE La seconda ipotesi è l'unica praticabile. CONSIGLIERE SODDU Chiedo allora al Consiglio la possibilità di beneficiare di 10 minuti. PRESIDENTE Pongo in votazione la proposta di sospensione della seduta per 10 minuti. Votazione: approvata. Ad ore 16 e 6 la seduta è sospesa. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 4 Ad ore 16 e 26 il SEGRETARIO procede all'appello dei Consiglieri. E' presente il numero legale (n. 28), la seduta prosegue. PRESIDENTE Prego l'Assessore Demuro di illustrare il punto. ASSESSORE DEMURO Buona sera a tutti. Prima di iniziare ad esporre il punto vorrei chiedere scusa per alcuni refusi. Ne do indicazione in modo che si proceda alla correzione. Il primo è quello di un sostantivo usato al posto di un verbo: "delibera di approvare il regolamento di gestione" anziché di "approvazione". L'altro errore è: "sentito il parere favorevole della commissione consiliare". Va sentito il parere della commissione consiliare, non il parere favorevole. Poi chiedo anche scusa per un'altra cosa, perché nel frontespizio della delibera nuova, che comunque è sempre la stessa, sono stati corretti alcuni refusi del regolamento, non compare la mia firma. Chiedo scusa ma alcuni problemi familiari mi hanno impedito in questi giorni di essere presente. Il regolamento che oggi viene portato all'attenzione del Consiglio recepisce quelli che sono stati gli indirizzi del Consiglio del mese di maggio. Vediamo quali sono gli aspetti più importanti. Intanto l'indirizzo fondamentale è quello della filiera corta e dei prodotti biologici. Sono stati recepiti per intero. Dirò di più: che gli uffici hanno in questo intervallo di tempo anche verificato con l'agenzia Laore e le Associazioni di categoria se ci fosse qualche problema di approvvigionamento di tali prodotti. Ci è stata data rassicurazione che problemi di approvvigionamento non ci sono e che quindi si può tranquillamente procedere ad inserire i prodotti a filiera corta all'interno dei menù delle scuole materne. Per filiera corta naturalmente intendiamo prima di tutto prodotti a livello comunale, provinciale e regionale. E' chiaro che poi dipende dal tipo di prodotto, il riso è chiaro che si può trovare in Provincia di Nuoro ma si troverà ad Oristano. Ecco, l'unico limite è quello. Io credo che questa sia una cosa molto importante, anche perché Nuoro sarebbe il primo capoluogo di Provincia in cui viene introdotta questa sperimentazione che probabilmente crea anche un indotto. Sappiamo tutti che l'agricoltura è uno dei settori in crescita e probabilmente con a cura dell’I.D.N. S.n.c. 5 l'aumento della domanda può aumentare anche l'offerta del prodotto, quindi costruire dei circuiti virtuosi che producano anche effetti positivi sull'economia del territorio. Un altro elemento importante è la commissione servizio mensa scolastica, un sistema di controllo - vediamo un pochino chi sono - formato intanto da genitori, un genitore per ogni istituto comprensivo, ricordiamoci che attualmente sono 4, un insegnante sempre per ogni istituto comprensivo più rappresentanti del gestore e dell'Amministrazione. Chiaramente i controlli non è che possono essere fatti così in modo tale che un genitore un giorno prenda ed entra in mensa, perché anche i controlli vanno fatti seguendo delle norme igieniche e di controllo, quindi vanno sempre concordate con l'Amministrazione. Quindi con la verifica della conservazione degli alimenti, dei locali di stoccaggio, della qualità delle merci - queste sono tutte cose che possono essere controllate dalla commissione -, le attrezzature usate, assistere alle operazioni di pulizia e sanificazione delle cucine e dei refettori. Che funzione hanno i genitori in questa commissione? Intanto recepire tutte le istanze dei genitori, che vengono riportate in questa commissione dove è anche presente l'Amministrazione Comunale, dove è presente il gestore e quindi provvedere a rimuovere, se si verifica che è esistita, la causa del malessere, del disagio degli utenti. Il servizio è rivolto ai bambini della scuola materna però, poiché da quest'anno abbiamo anche le classi a tempo pieno, verranno inserite anche le classi delle scuole elementari a tempo pieno in questo bando. Attualmente le scuole a tempo pieno, per le quali abbiamo avuto risposta soltanto nel mese di ottobre e per cui il Comune ha preso l'impegno di garantire la mensa, per quest'anno scolastico purtroppo funzioneranno con il catering invece dal prossimo anno si introdurrà un servizio mensa che parta dal mese di ottobre, razionale anche quello. Questo è l'auspicio per il prossimo anno, sperando che ci siano intanto anche le iscrizioni. Questo è il regolamento per le scuole dell'infanzia. Bisogna che ci sia anche la richiesta per le classi a tempo pieno. La partecipazione al costo del servizio. Perché è stata introdotta la tariffa? Chiaramente poi su questo il Consiglio è sovrano. Perché si è passati dal sistema dei ticket alla proposta di tariffa mensile? a cura dell’I.D.N. S.n.c. 6 Perché si intendeva garantire un introito. Intanto abbiamo preso l'impegno di non incrementare assolutamente il costo unitario per pasto, perché succede che spesso i bambini, come sappiamo, si ammalano e magari la mattina un bambino non va alla scuola materna. L'acquisto di prodotti deperibili come carne e pesce non vengono fatti la mattina ma vengono fatti anche con due giorni di anticipo. Quindi accade che, anche se i genitori comunicano tempestivamente entro le 9 che il bambino sarà assente, intanto quei prodotti sono stati acquistati. E quindi, siccome non possono essere utilizzati il giorno successivo, in qualche modo quella è una spesa che va a carico della fiscalità generale. Ecco la motivazione per cui si intendeva passare dai ticket alla tariffa mensile. Poi esaminerò per bene gli emendamenti, li esamineranno gli uffici, ho visto che ci sono soluzioni varie e diverse e in effetti questo Art. 6 è quello che è stato maggiormente emendato, introducendo delle percentuali diverse di riduzione e non solo percentuali ma anche modalità diverse di riduzione in caso di assenza dei bambini. Per quanto riguarda le esenzioni totali o parziali, vanno sempre filtrate dai servizi sociali i quali indicheranno quali famiglie, chiaramente a seguito di presentazione di documentazione, non possono accedere al servizio se non dietro una gratuità. Per esempio la modalità di utilizzo del servizio, poiché quello che è importante è un discorso non solo di alimentazione ma di educazione alimentare, perché se noi oggi riusciamo, anche attraverso le mense, a dare una buona educazione, probabilmente riusciremo a dare indirizzi affinché questi bambini oggi diventino poi domani degli adulti e dei consumatori intelligenti e consapevoli. Quindi dicevo che non è ammesso consumare cibi diversi rispetto a quelli previsti dalla tabella dietetica, salvo particolari patologie, previa certificazione e prescrizione medica. Cioè non basta che un genitore dica: no, ma mio figlio non può mangiare le carote, solo perché magari non c'è quell'abitudine. Chiaramente il tutto va certificato perché dev'essere un'allergia, in quanto le diete non vengono fatte sulla base di gusti personali dell'Amministrazione ma sono vistate dalla A.S.L. e chiaramente anche dai genitori che in questo periodo ho incontrato, perché erano molto preoccupati in quanto pensavano si trattasse di un catering invece si sono tranquillizzati. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 7 Chiedevano che una delle nuove conquiste con il nuovo servizio fosse quella per esempio dei menù stagionalizzati, nel senso di acquistare sempre e consumare, sia come frutta e verdura, prodotti di stagione. Abbiamo già detto che i reclami vengono effettuati attraverso la commissione. Poi mi riservo di intervenire successivamente in base alle osservazioni che verranno fatte. Credo che gli uffici ci abbiano lavorato a sufficienza, ci ha lavorato la commissione, che voglio ringraziare, il particolare il Presidente perché diverse volte la commissione l'ha preso in esame e l'ha affrontato con la volontà di costruire il miglior regolamento possibile, che è quello che credo tutti quanti vogliamo, perché alimentare dei bambini, nutrirli e nutrirli bene è senz'altro il nostro obiettivo. Do quindi lettura della delibera e del deliberato. "VISTA la Legge Regionale n. 31 che attribuisce ai Comuni la competenza a garantire gli interventi relativi al servizio mensa scolastica nelle scuole per l'infanzia; VISTO l'Art 7 del Decreto Legislativo del 18 agosto 2000, n. 267, recante regolamenti; RILEVATO che il regolamento di gestione del servizio mense scolastiche rappresenta per l'Amministrazione uno strumento imprescindibile per la corretta gestione del servizio, consentendo contestualmente al cittadino di avere un preciso quadro normativo di riferimento ber tutti gli aspetti tecnico-gestionali del servizio; VISTO il regolamento di gestione del servizio mensa scolastica scuola per l'infanzia che si allega al presente atto per farne parte integrante e sostanziale; VISTO l'Art. 42. comma 2, lett. a del Decreto Legislativo N. 267/2000 recante "attribuzioni dei Consigli"; SENTITO il parere della Commissione Consiliare competente; VISTI i pareri favorevoli resi ai sensi dell'Art. 49 del Decreto Legislativo N. 267/2000 e formalmente acquisito agli atti in ordine alla regolarità tecnica del presente atto espresso dalla Dirigente del Settore Servizi Educativi e Culturali. Tutto ciò premesso e considerato DELIBERA - di approvare il regolamento di gestione del servizio mensa scolastica scuola per l'infanzia; - di dichiarare il presente atto immediatamente esecutivo". PRESIDENTE Sono pervenuti diversi emendamenti che adesso invito ad illustrare brevemente a cura dell’I.D.N. S.n.c. 8 ai proponenti. Alcuni sono molto brevi, magari lì potrei semplicemente darne atto io. Il primo emendamento proposto è del Consigliere Seddone, lo invito ad illustrarlo. CONSIGLIERE SEDDONE Io ho presentato un emendamento sull'Art. 6 dove chiedo di sostituire il secondo comma, quello che indica la riduzione del 40%, con una formulazione di riduzioni più articolata, dove chiedo che i bambini che non partecipano alle lezioni per tutto il mese non debbano pagare la quota, che vi sia una riduzione del 50% in caso di assenza per tutto il mese non dovuta a malattia, qualora la malattia sia superiore ai 15 giorni: "per malattia di durata superiore ai 15 giorni consecutivi a cavallo tra 2 mesi", in modo che anche se all'interno del mese l'assenza è inferiore ai 15 giorni, visto che va a coprire due mesi di utilizzo del servizio mensa, sia applicata la riduzione del 50% sul secondo mese. Inoltre propongo una riduzione del 15% in caso di assenza superiore ai 7 giorni continuativi, ad esclusione dei giorni in cui non è garantito il servizio. Per cui il bambino che si assenta dal lunedì al martedì successivo, e sono 7 giorni escludendo sabato e domenica in cui il servizio immagino sia chiuso, possa ottenere questa riduzione del 15%. E poi propongo una riduzione del 25% della quota mensile nei mesi di dicembre e gennaio che sono in concomitanza con le festività natalizie e del mese in cui vi sono le festività pasquali, in cui il servizio non viene erogato. Chiedo quindi questo tipo di riduzione. La motivazione è data dal fatto che il servizio mensa non è una tassa o un'imposta, non è un servizio che viene dato alla generalità e quindi ha natura tributaria. E' un servizio di fornitura che le famiglie devono pagare se ricevono, con le eccezioni che stava dicendo l'Assessore Demuro per quanto riguarda l'organizzazione dei pasti. Però di fronte a periodi di malattia lunghi, per me la riduzione della quota deve essere congrua. PRESIDENTE Il secondo emendamento è stato presentato dal P.D., quindi prego la Consigliera Contu di illustrarlo. CONSIGLIERE CONTU Ci siamo preoccupati anche noi dell'Art. 6 in questione, soprattutto ci siamo a cura dell’I.D.N. S.n.c. 9 preoccupati di far quadrare gli interessi di tutti, Amministrazione, genitori e utenti, sia nel merito che anche nella pratica dell'utilizzazione del servizio mensa. Pertanto abbiamo reso abbastanza semplice l'Art. 6 che illustro leggendolo. La prima parte riprende esattamente il testo del regolamento e nella parte riguardante invece le riduzioni proponiamo la seguente dicitura. "Per agevolare le utenze evitando farraginosi meccanismi di recupero dovuti ad assenze per malattie dei piccoli utenti la quota di compartecipazione delle famiglie è così suddivisa: - 1/3 della somma complessiva deve essere corrisposta mensilmente all'Amministrazione a garanzia della copertura degli oneri fissi di gestione del servizio. - 2/3 della somma complessiva devono essere corrisposti mensilmente all'Amministrazione quale corrispettivo per l'acquisto di 23 buoni pasto che i genitori consegneranno giorno per giorno al personale della scuola. In questo modo si assorbe tutta la casistica di assenze per malattia o per altra natura. Nel caso di utenti inadempienti l'ufficio pubblica intruzione provvede ad attivare le procedure previste dalle vigenti normative per il recupero di credito". Il secondo punto oggetto della nostra modifica è l'Art. 7: esenzioni totali o parziali. "I nuclei familiari che si trovano in situazioni di disagio economico, anche sopraggiunto, hanno diritto ad ottenere l'esenzione totale o parziale del pagamento della contribuzione mensile. Per poter avere diritto all'esenzione l'interessato deve presentare annualmente formale richiesta corredata di modello ISEE al servizio sociale del Comune di Nuoro, che comunicherà all'ufficio pubblica istruzione la misura dell'esenzione ritenuta compatibile con la situazione di disagio; che predette esenzioni sono a carico della fiscalità generale". PRESIDENTE Adesso gli emendamenti proposti dal Consigliere Mannironi, Idea Comune. CONSIGLIERE MANNIRONI Il primo emendamento riguarda l'Art. 2 lettera A, tra le parole "affidamento del servizio", che leggo. Nella sostanza dovrebbe essere mutato in questa maniera: "l'affidamento del servizio per la durata non superiore ai tre anni la ditta specializzata nella a cura dell’I.D.N. S.n.c. 10 preparazione e somministrazione dei pasti". Cioè abbiamo ritenuto di stabilire nel regolamento che appunto la durata del servizio debba avere una durata predeterminata. Sempre all'Art. 2 lettera A, al secondo capoverso, dopo le parole "provinciale e regionale", leggo il periodo: "l'Amministrazione all'atto della predisposizione degli atti di gara per l'affidamento del servizio prevede nell'ambito dei criteri di valutazione dell'offerta tecnica una maggiore premialità per le ditte che si impegnano a fornire prodotti biologici e/o provenienti da filiera corta provinciale o regionale", si aggiunge il seguente paragrafo: "imponendo delle percentuali sulla presenza di prodotti biologici possibilmente a filiera corta e legati alla stagionalità di essi, partendo da una percentuale minima del 15% con riferimento ai prodotti biologici e del 30% in relazione a quelli stagionali localmente reperiti. Dette percentuali dovranno essere incrementate di anno in anno mentre in sede di redazione di successivi bandi rivolti all'assegnazione del servizio dovrà tenersi conto delle percentuali e dei risultati raggiunti dal precedente assegnatario". PRESIDENTE Deve illustrarlo sinteticamente. Eviti di leggerlo, magari ci faccia capire esattamente dov'è il punto, abbiamo a disposizione tutto il regolamento. CONSIGLIERE MANNIRONI Allora bisognerebbe fare le copie degli emendamenti per tutti i Consiglieri. PRESIDENTE Sì, sono fatte. CONSIGLIERE MANNIRONI Nella sostanza la finalità di questo emendamento è quella appunto di stabilire già dal regolamento quelle che devono essere le percentuali minime di prodotti locali o comunque biologici che devono essere obbligatoriamente previsti all'interno, cioè una volta che verrà assegnato l'appalto alla ditta esterna, con un incremento appunto a fare ricorso a questo tipo di prodotti che va aumentando con il passare del tempo, e del quale bisogna tenere conto in sede di redazione del bando successivo. L'emendamento N. 3, dopo l'Art. 2 lettera D viene riformulata appunto la lettera D introducendo la predisposizione dei menù da parte del servizio dell'A.S.L. competente facendo anche ricorso a quelli che sono i prodotti tipici stabiliti dal Decreto Ministeriale 350/1999. Quindi anche qui si vuole favorire un utilizzo all'interno delle mense dei bambini a cura dell’I.D.N. S.n.c. 11 dei prodotti tipici locali. Emendamento N. 4, all'Art. 2, dopo la lettera E si aggiunge la lettera F. Si chiede che venga utilizzata e quindi somministrata come bevanda principale al destinatario del servizio l'acqua proveniente dalla rete pubblica, proprio per evitare che vengano utilizzate bottiglie di plastica o altro, con un incremento notevole, oltre che dei costi, del servizio stesso, soprattutto dell'utilizzo della plastica e quindi con un incremento anche dei rifiuti. Emendamento N. 5, all'Art. 3, dopo il comma 1 si aggiungerebbe il comma 1 bis: "Il fornitore del servizio deve essere dotato di un sistema di gestione ambientale certificata, ad esempio ISO 14001, EMAS, garantendo la valutazione sistematica degli aspetti ambientali a livello gestionale". Anche qui si vuole che il gestore debba uniformarsi a quelle che sono le disposizioni previste dall'Unione Europea e dalla legislazione nazionale in materia di rispetto dell'ambiente. All'Art. 3, dopo il comma 2 verrebbe introdotto il comma 2 bis: "Il servizio dovrebbe essere garantito adoperando stoviglie riutilizzabili o compostabili e biodegradabili". Anche quindi la finalità di questo emendamento è quella di dare la prevalenza al rispetto appunto dell'ambiente, quindi utilizzare materiali, appunto le stoviglie, che possano essere o riutilizzabili, quindi piatti di ceramica lavabili, oppure che siano comunque compostabili o biodegradabili. Richiamiamo sotto questo profilo l'Art. 12 del regolamento comunale per la gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati, che prevede appunto questo tipo di tutele a favore dell'ambiente e richiamiamo, sempre integralmente il regolamento di cui ho fatto cenno, in quanto l'appaltatore dovrà rispettare le disposizioni previste da quel regolamento in tema di gestione dei rifiuti, nel senso che dovrà comunque attenersi a quelle che sono le disposizioni previste dal regolamento comunale per la gestione integrata dei rifiuti urbani. Emendamento 7. Dopo il 2 bis verrebbe introdotto il 2 ter: "le pulizie delle cucine e dei refettori dovranno essere effettuate mediante utilizzo di prodotti di etichette ecologiche nella percentuale minima del 50% da incrementarsi di anno in anno". Anche qui si vuole che l'appaltatore utilizzi dei prodotti che siano rivolti alla tutela dell'ambiente. Emendamento N. 8. All'Art. 3 comma 5 dopo la lettera D si aggiunga un'altra lettera: revocare l'affidamento alla ditta aggiudicataria qualora non si attenga alle a cura dell’I.D.N. S.n.c. 12 prescrizioni del presente regolamento". Abbiamo notato che in questo regolamento non è previsto un intervento che consenta di poter revocare alla stazione appaltante la cura del servizio qualora la stessa non si dovesse attenere a quelle che sono le disposizioni previste dal regolamento e dallo stesso bando. Noi riteniamo che questo debba essere un aspetto previsto dal regolamento. L'emendamento N. 9 è sulla falsa riga perché consente appunto ai membri del comitato di controllo, del comitato che si dovrebbe occupare del controllo, la commissione servizio mensa scolastica, la possibilità di proporre la revoca dell'appalto ove l'affidatario non si sia attenuto a quelle che solo le regole. PRESIDENTE Il prossimo emendamento è presentato dal Consigliere Ticca e più. CONSIGLIERE TICCA Anche noi abbiamo presentato un emendamento all'Art. 6, sempre riguardo alle tariffe. In particolare chiediamo di inserire tra il primo e il secondo comma il seguente: "in caso di assenze per malattia pari a una settimana continuativa, al richiedente il servizio dietro presentazione della certificazione medica da presentare - come dice il comma successivo - è consentita la riduzione del 10% delle rette contributive mensili". Poi chiediamo che, al comma successivo, la cifra 40% venga sostituita con la cifra 50, perché se un bambino si assenta per un mese continuato per malattia la riduzione del 40 ci sembra poco. PRESIDENTE Il prossimo emendamento è del Consigliere Soddu che dice che sostituisce o integra un riferimento legislativo nazionale con un riferimento legislativo dell'Unione Europea che è in vigore, il cosiddetto "pacchetto igiene". Quindi fa riferimento a questa normativa. I prossimi emendamenti sono del Consigliere Usula, del quale il secondo mi pare non sia ammissibile. E' una questione in cui credo converrà anche il Consigliere Usula. CONSIGLIERE USULA No, non ne conveniamo proprio. Rosso Mori ha presentato quattro emendamenti. Vado adesso a leggere il testo degli emendamenti e poi se mi sono dati 3/4 a cura dell’I.D.N. S.n.c. 13 minuti di tempo... PRESIDENTE No, lei deve illustrare gli emendamenti e poi farà l'intervento successivamente. Li illustri molto brevemente come gli altri colleghi. CONSIGLIERE USULA Primo emendamento: Art. 2 punto A. Al posto di "una maggiore premialità per le ditte che si impegnano ad approvvigionarsi di alimenti da filiera corta" dico direttamente sostituire con il seguente testo: "è fatto obbligo alle ditte un approvvigionamento certificato non inferiore al 70% di prodotti biologici e/o provenienti da filiera corta provinciale e/o regionale". Secondo emendamento: inserire il seguente testo al secondo comma dell'Art. 3, primo comma. "E' fatto obbligo per le ditte di ricorrere a personale in possesso dei requisiti nato o residente in Provincia di Nuoro in misura non inferiore al 70% del personale in organico". PRESIDENTE Questo non è ammissibile. Vada avanti. CONSIGLIERE USULA Chiedo almeno allora che venga messo in subordine una dicitura che in qualche modo sottolinei una priorità alle ditte con una più alta percentuale di personale residente e o nato in Provincia di Nuoro. Nel caso, voglio dire, due ditte dovessero risultate a parità di punteggio, un altro criterio di priorità potrebbe essere quello di assegnare la vincita di questa assegnazione alla ditta con personale nato o residente nella Provincia di Nuoro. Ragazzi, so benissimo che questa dal punto di vista della Costituzione qualcuno potrebbe dire "non è ammissibile", nella Costituzione c'è anche il diritto al lavoro che è una cosa che è garantita per tutti ma non è garantita affatto. PRESIDENTE Illustri il testo dell'emendamento. CONSIGLIERE USULA Andiamo avanti anche con questa cosa. Art. 5: inserire un secondo comma con il seguente testo. E questo davvero mi è sembrato strano, perché non è specificata la possibilità a cura dell’I.D.N. S.n.c. 14 di rientrare nella possibilità di usufruire del servizio mensa a chi all'inizio dell'anno eventualmente non avesse aderito. Quindi chiedo di inserire il seguente testo: "la rinuncia preventiva al servizio può essere annullata nel caso di modificate esigenze familiari. Un'eventuale richiesta di usufruire del servizio deve trovare accoglienza entro e non oltre sette giorni dalla presentazione della relativa domanda". Cioè non è chiaro che uno può rientrare a metà anno e dopo l'inizio dell'anno scolastico. Il quarto emendamento è a proposito dell'Art. 6, anch'io propongo un emendamento ma è molto più semplice di quelli molto articolati del Consigliere Seddone e anche della Consigliera Contu e anche del Consigliere Ticca. Sostituire con il seguente testo: "esenzione totale dal pagamento delle rette di contribuzione in caso di assenza per malattia protrattasi per oltre 7 giorni. Un eventuale pagamento anticipato verrà rimborsato o varrà per analogo periodo di utilizzo del servizio alla ripresa della frequenza scolastica". PRESIDENTE Consigliere Manca, prego anche lei di illustrare brevemente i suoi emendamenti. CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO) Leggo direttamente. PRESIDENTE No guardi, adesso li sta fotocopiando e li distribuisce, se sintetizza il senso dell'emendamento facciamo prima. CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO) Per quanto riguarda l'Art. 2, questo è il primo emendamento, al punto A sostituirei tutta la dicitura "con l'affidamento a ditta specializzata nella preparazione e somministrazione dei pasti con espletamento della gara ai sensi dell'Art. 163: alla ditta aggiudicataria è espressamente vietato l'utilizzo di prodotti transgenici - ed ecco qua l'inserimento - geneticamente modificati ed è imposto il regolare svolgimento del servizio mensa dal 20 settembre, data ipotetica di inizio delle lezioni, al 30 giugno di ogni anno. L'Amministrazione a lato della predisposizione degli atti di gara prevede nell'ambito dei criteri di valutazione dell'offerta tecnica una maggiore premialità per le ditte che si impegnano a fornire i prodotti biologici. Un'ulteriore premialità per le offerte dei prodotti provenienti esclusivamente da a cura dell’I.D.N. S.n.c. 15 filiera corta, comunale e/o provinciale, e poi il gestore deve garantire i menù particolari per patologie" e continua esattamente così com'è nella dicitura originaria. Il punto B è uguale, il punto C è uguale, il punto D è uguale, mentre invece il punto E è uguale fino al "protrarre nel tempo" aggiungere, ma naturalmente se non hanno le copie le avranno e si ricorderanno. PRESIDENTE Chiedevo di fare una sintesi per far capire il concetto. CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO) Infatti sarebbe stato bene avere le copie. PRESIDENTE Se vuole aspettiamo un attimo e facciamo le copie, è molto più semplice. CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO) Non c'è problema, ormai per questo punto che è quello più articolato e ho terminato. "Tali situazioni possono essere immediatamente comunicate al servizio competente e rese immediatamente note agli utenti". E' questo il punto in cui si inserisce il nuovo testo: "i menù e le tabelle dietetiche sono affisse nelle scuole di appartenenza, distribuite a tutti, quindi agli insegnanti che insegnano in quegli istituti, ai genitori dei figli che frequentano la scuola in quell'istituto, agli operatori del servizio e ai dipendenti comunali che operano per il servizio mensa". Cioè sono tutti conosciuti. Per quanto riguarda invece l'emendamento N. 2, che riguarda invece l'Art. 3, al punto B io inserirei che le visite devono essere obbligatorie ogni due mesi, cioè praticamente ci dev'essere un tempo certo entro il quale... perché altrimenti lasciato in generale le visite vengono fatte quando vengono fatte e se non vengono fatte non c'è nessuna certezza che dovranno obbligatoriamente essere fatte almeno ogni due mesi. Per quanto riguarda invece il terzo emendamento, che comunque riguarda l'Art. 4, io qua ho dettagliato esattamente che cosa, a proposito appunto della commissione del servizio mensa, intendevo modificare. E indico anche le righe: praticamente ci deve essere un rappresentante del gestore, un rappresentante dei genitori e uno dei docenti uno per ogni struttura, quante sono le strutture c'è un rappresentante per ogni istituto. Alla riga 8, anziché i tre anni citati nell'attuale proposta dell'Assessore, io direi che la durata della commissione servizio mensa debba avere una durata in carica di a cura dell’I.D.N. S.n.c. 16 minimo due anni, non di tre come sono stati indicati nel regolamento. Poi nella riga 9 si dice che "gli stessi vengono immediatamente sostituiti", si dice che gli assenti o comunque i rappresentanti indicati devono essere immediatamente sostituiti, non c'è scritto entro quando. Io dico immediatamente, proponiamo di fare una modifica immediata dai primi dei non eletti. Siccome non è indicato, potremmo anche aspettare qualche mese. Mentre invece io direi che immediatamente vengono sostituiti dall'Amministrazione entro 7 giorni dalla data delle dimissioni che ne dà comunicazione agli utenti. Allora, alla riga 11 invece aggiungere al paragrafo. Le elezioni delle commissioni devono avvenire entro 7 giorni dall'inizio del servizio mensa, bontà nostra ce le abbiamo ancora in corso probabilmente. PRESIDENTE La invito ancora a fare sintesi. CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO) Ma sono dati singoli. PRESIDENTE Sì, ma avrà la possibilità di illustrarli nel corso dell'intervento. CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO) Sintetizzare 10 punti di diverse righe mi fa dire lei com'è possibile sintetizzarli? PRESIDENTE Sì, io se vuole glielo posso dire: c'è una modifica alla commissione servizio mensa, e uno si va a guardare che cosa lei propone. CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO) Si può guardare direttamente questo, poi alla riga 11 non glielo so sintetizzare e alla riga 12 non glielo so sintetizzare. PRESIDENTE Benissimo, si rinvia alla copia. CONSIGLIERE MANCA (GRUPPO MISTO) Alla riga 12 cassare il paragrafo, alla riga 19 cassare tutto il paragrafo, alla riga 23 al punto B modificare il paragrafo, aggiungere la lettera E dove dice che la commissione viene convocata obbligatoriamente per il suo insediamento. Anche questo una volta eletta, una volta passati i sette giorni, entro sette giorni dallo svolgimento delle elezioni. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 17 L'emendamento N. 4, che si riferisce all'Art. N. 5, cassare tutto il secondo paragrafo da "qualora i genitori", è questo l'inizio di quel paragrafo, fino al punto in cui termina con "pubblica istruzione". Possono prevedere, però quel paragrafo è meglio... perché poi ne parlo in un altro punto. All'Art. 6, e questo è l'emendamento N. 5, sulla partecipazione al costo del servizio, cassare tutti e due i paragrafi, poi lo spiego meglio anche per l'altro punto come integrazione. In caso di assenza terminare con "fino al recupero del credito", perché sono convinto che invece la situazione deve essere affrontata in un altro modo, intendendo che non è possibile che uno si assenta un mese e noi gli diamo il rimborso dopo che si assenta un mese. Quindi se un ragazzo va a scuola sempre ma che durante l'inverno si ammala ha una settimana, dieci giorni; possibile che non possa avere un reintegro se ha avvisato per tempo, consentendo anche al gestore di poter fare gli acquisti per tempo o dismetterli per tempo o non farli per tempo. Poi ne parlerò nel mio intervento, perché non si capisce davvero dopo un mese che uno è assente noi gli restituiamo la proposta del 40%? Credo davvero che in tempi come questi dobbiamo stare un po' più attenti. Per quanto riguarda il sesto, le esenzioni di cui si parla in questo articolo le metterei invece a carico dei servizi sociali, non a carico della comunità in toto. Per quanto riguarda invece l'ultimo emendamento, il settimo che presento, suggerirei di sostituire completamente che il pagamento del servizio mensa avviene mediante la consegna dei buoni pasto giornaliero al gestore del servizio mensa presso la scuola appunto di frequenza al momento dell'ingresso a scuola del bambino. Il blocchetto dei buoni pasto, il cui numero e costo è stabilito dalla delibera di Giunta, così come all'Art. 6 del presente regolamento - ecco perché dicevo di integrazione - deve essere ritirato previa consegna della ricevuta di versamento effettuato nell'apposito conto corrente intestato al Comune di Nuoro presso la mensa della scuola di frequenza. Però spiegherò meglio nell'intervento che farò dopo quali sono le precisazioni che intendo fare. PRESIDENTE C'è poi un ultimo emendamento del Consigliere Patteri. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 18 E' semplicemente un'aggiunta ai "prodotti biologici provinciali e regionali" lui aggiunge "comunali". E' aperta la discussione. La parola al Consigliere Montesu. CONSIGLIERE MONTESU Mentre sentivo l'illustrazione di tutti i 500 emendamenti che sono stati fatti a questo regolamento, mi è tornato in mente, nel periodo degli anni 60 e 70, il compagno Fenu se lo ricorderà, quando si preparavano le piattaforme rivendicative contrattuali. Allora il reparto AT5 si alzava e diceva: aumentiamo gli stipendi del 25%. Quello dell'AT8 partiva e diceva: riparametriamoli anche al parametro 100.250. Partiva la centrale e diceva: riduciamo l'orario di lavoro da 40 ore e lo portiamo a 32. Il terftalico partiva e diceva: aumentiamo le festività, aumentiamo le percentuali del lavoro straordinario, la retribuzione del lavoro straordinario. Alla fine di questi delegati ce n'era uno che dormiva sempre, che si svegliava alla fine del discorso e diceva: ma di ferie ne vogliamo parlare? Ho avuto questa sensazione. Si potrebbe dire: ma il bavaglino qui chi lo mette ai ragazzi? E' fornito, è registrato, è marchiato, etc.? Ritorniamo a fare le persone serie. Stiamo discutendo questo regolamento semplicemente perché l'Assessore e gli uffici hanno prospettato per questo Comune, per queste dissestate casse comunali, un risparmio di 525.000 euro annui, che passerebbero a 466.000 euro. Quindi c'è questo target da raggiungere. Questo è un target, dottore, non è una spesa ma un target. Io chiedo ai dirigenti, anche ai sensi di quello che prevede il Testo Unico sugli enti locali, la compatibilità di questi emendamenti con i risparmi che voi avete prospettato, perché ho l'impressione, così "a pelle", che se accettiamo tutta una serie di cose noi non solo non faremo i risparmi, ma andremo a spendere sicuramente di più. Io sono favorevole a un processo di esternalizzazione, a parità di qualità di risparmiare sui costi. Se non si risparmia sui costi non sono affatto favorevole! Chiedo quindi prima di pronunciarci su tutta una serie di cose che ci dia un a cura dell’I.D.N. S.n.c. 19 parere di compatibilità sugli obiettivi che dobbiamo raggiungere di questi emendamenti, perché se c'è questa compatibilità bene, possiamo procedere, sennò ognuno farà le scelte che ritiene più opportune. PRESIDENTE La parola al Consigliere Mannironi. CONSIGLIERE MANNIRONI Per tranquillizzare il Consigliere Montesu, il tipo di emendamenti che noi abbiamo proposto in teoria non dovrebbero incidere sul costo del servizio ma sono rivolti quasi esclusivamente a far sì che i prodotti che verranno utilizzati dall'affidatario del servizio mensa abbiano tutta una serie di caratteristiche che sono praticamente rivolte alla tutela dei bambini innanzitutto. L'utilizzo di prodotti biologici è chiaramente finalizzato ad assicurare un'alimentazione che sia sana e appunto ben lontana da quel tipo di alimenti che oggi purtroppo hanno invaso il nostro mercato con tutti gli effetti nefasti che tutti ben conosciamo. In questo senso noi abbiamo chiesto nel nostro emendamento N. 2 che sia stabilito appunto nel regolamento una percentuale minima del 15% con riferimento ai prodotti biologici e quantomeno al 30% in relazione a quelli stagionali localmente reperiti. La differenziazione è data dal fatto che non tutti i produttori locali producono prodotti biologici e quindi nella misura in cui determinati prodotti non dovessero essere reperiti appunto con le caratteristiche dei prodotti biologici, si auspica quantomeno che venga data prevalenza ai prodotti locali, ai cosiddetti chilometro zero, sia da un lato per favorire l'economia locale sia soprattutto per una questione di tutela dell'ambiente perché come tutti sappiamo il trasporto da grandi distanze dei prodotti poi va comunque a inficiare notevolmente su quello che è l'ambiente che ci circonda. Cioè è perfettamente inutile acquistare della merce che arriva magari dal sud America a un costo irrisorio quando poi non vengono computati in questi costi quelli che sono appunto le conseguenze che il trasporto mettiamo dal sud America fino all'Italia, fino alla Sardegna, poi comportano nell'ambiente. Nel nostro primo emendamento abbiamo ritenuto che il regolamento stabilisca che il contratto affidato, che l'appalto affidato al gestore del servizio mensa non debba avere una durata superiore ai tre anni. Questo per evitare che sia rimesso esclusivamente al bando il compito di a cura dell’I.D.N. S.n.c. 20 determinare un aspetto del contratto che noi riteniamo assolutamente importante e che fin da regolamento deve essere statuito precisamente. Per ritornare all'emendamento N. 2, oltre alla percentuale abbiamo previsto che la percentuale come dicevo del 15% per i prodotti biologici e del 30% in relazione ai prodotti stagionali localmente reperiti, debba poi essere incrementato di anno in anno. Cioè se questo emendamento dovesse passare lo stesso bando dovrà in futuro prevedere che la ditta appaltatrice dovrà cercare di migliorare il servizio aumentando di anno in anno la percentuale di prodotti come sopra individuati, quindi biologici o comunque locali. È importante poi che sia data rilevanza al fatto che questi prodotti debbano seguire le stagioni e quindi debbano essere stagionali per due ordini di ragioni: uno perché i prodotti stagionali sono il frutto del periodo in cui vengono consumati e quindi non hanno necessità di essere importati da altrove; in secondo luogo perché in questa maniera si assicura la maggiore genuinità degli stessi, perché ben sappiamo i pomodori ormai si producono durante tutto l'anno, però con tutto quello che questo può comportare in termini di utilizzo di fertilizzanti o di cose che alla fine finiscono con il snaturarne le loro proprietà organolettiche. Emendamento N. 3. Abbiamo inserito il requisito dell'utilizzo di prodotti tipici indicati dal decreto ministeriale 350/1999, il quale elenca i prodotti locali tipici. In questo caso la finalità dell'emendamento è rivolta ancora una volta a favorire l'utilizzazione dei prodotti di questa zona, che sono appunto il pane carasau e comunque tutti quelli elencati nel decreto ministeriale così come pedissequamente richiamati dai decreti emanati dalla Regione Sarda, che periodicamente li aggiorna sulla base dei nuovi prodotti inseriti nei vari elenchi. Anche in questo caso si vuole salvaguardare non solo la natura dei prodotti locali, quindi incrementare l'economia locale, ma soprattutto fare in maniera tale che i bambini possano conoscere, quindi consumare, i prodotti che normalmente sono sempre stati utilizzati in questa zona. Con l'emendamento N. 4 chiediamo l'inserimento della lettera F all'Art. 2 dopo la lettera E, e chiediamo che venga garantito l'utilizzo dell'acqua della rete pubblica da somministrarsi come bevanda principale ai bambini. Il presupposto per l'utilizzo dell'acqua pubblica è che la stessa viene sistematicamente monitorata dalla A.S.L. e comunque dagli organi ai quali è demandato il controllo, per cui da questo punto di vista noi reputiamo che sia l'acqua a cura dell’I.D.N. S.n.c. 21 più sicura da bere. Diversamente da quello che invece potrebbe sembrare facendo riferimento all'acqua contenuta nelle bottigliette. Sappiamo benissimo che nell'acqua contenuta nelle bottigliette di plastica normalmente vengono utilizzati dei conservanti, senza considerare che non si sa bene per quanto tempo la stessa venga conservata all'interno degli involucri di plastica e quindi sotto questo profilo noi riteniamo, anche sotto il profilo delle minori spese alle quali l'ente gestore dovrebbe andare incontro perché ovviamente un utilizzo indiscriminato di bottiglie d'acqua, così come avviene in questo Consiglio Comunale, non può da un lato che comportare ulteriori costi e sotto distinto profilo continuare a riempire il mondo di plastica, che poi dobbiamo anche smaltire con tutti i costi che questo ci comporta. L'emendamento N. 5 riguarda invece l'Art. 3. Anche qui sempre rivolta alla tutela della gestione ambientale chiediamo che l'assegnatario del servizio debba rispondere a tutta una serie di requisiti previsti dall'Unione Europea e della legislazione nazionale, in maniera tale che possano essere garantiti quegli aspetti ambientali a livello gestionale secondo quelli che sono i parametri previsti dalla legislazione vigente. Abbiamo fatto l'esempio della certificazione Iso 14001 o quella EMAS, ci sono altri tipi di certificazioni e anche qui la finalità è propriamente rivolta ad assicurare il rispetto dell'ambiente nell'interesse soprattutto dei minori. Sulla falsa riga va poi l'emendamento N. 6 all'Art. 3, dove noi chiediamo esplicitamente che vengano adoperate stoviglie riutilizzabili o compostabili e biodegradabili. Anche qui la finalità è quella da un lato di evitare che vengano utilizzati piatti di plastica, con tutte le spese che ciò comporta e quindi debbono essere utilizzate o delle stoviglie di ceramica o in altro materiale che possano essere lavate utilizzando dei detersivi o comunque - questo è quello che si dirà nell'emendamento successivo - dei prodotti con etichette ecologiche. Ovvero, come dicevo, delle stoviglie compostabili e biodegradabili, in maniera tale che ci sia la minore incidenza possibile sull'ambiente, quindi la minore produzione di rifiuti urbani e assimilati. In questo senso, visto e considerato che questo Consiglio Comunale a suo tempo ha approvato un regolamento comunale per la gestione integrata dei rifiuti urbani a cura dell’I.D.N. S.n.c. assimilati, nell'emendamento abbiamo esplicitamente richiamato l'Art. 12 22 sull'utilizzo delle stoviglie riutilizzabili, compostabili o biodegradabili e in generale l'intero regolamento per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Quindi anche sotto questo profilo noi riteniamo che, vista anche la normativa fatta propria da questo Consiglio Comunale, i due regolamenti debbano procedere di pari passo e in questo senso l'appaltatore dovrà adeguarsi a quelle che sono le regole già stabilite dal Consiglio. In ordine all'emendamento N. 7 si vuole che venga stabilito esplicitamente nel regolamento che l'azienda che dovrà occuparsi di fornire il servizio mensa utilizzi prodotti di etichette ecologiche nella percentuale minima del 50%, che devono essere incrementati di anno in anno. Anche qui la finalità è appunto quella della tutela dell'ambiente, il rispetto delle regole previste dal regolamento di cui prima ho fatto cenno. Infine ci sono gli ultimi due emendamenti. Abbiamo rilevato che in questo regolamento non è stata prevista la possibilità di revocare l'affidamento all'impresa appaltatrice tutte le volte in cui la stessa dovesse non ottemperare a quelle che sono le disposizioni previste dallo stesso regolamento o comunque non adempiere a quelli che sono gli obblighi che verranno poi stabiliti nel bando. Noi abbiamo ritenuto che sia assolutamente importante prevedere sia poteri... Presidente... PRESIDENTE Ha ragione, più volte ho invitato a fare silenzio, vi prego un'ulteriore volta di smetterla con questo brusio. Scusi Consigliere Mannironi. CONSIGLIERE MANNIRONI In questo senso i due emendamenti, il N. 8 e il N. 9, concedono all'ufficio il potere di revocare l'appalto senza oneri per l'Amministrazione, salvo risarcimento dei danni conseguenti l'inadempimento della ditta appaltatrice e questo potere di proposta di revoca in capo alla commissione servizio mensa scolastica, all'esito delle ispezioni che la stessa potrà effettuare nel periodo in cui il servizio sarà espletato a favore delle varie scuole. In questo senso quindi oltre al monitoraggio riteniamo sia assolutamente importante e necessario che il regolamento preveda anche la possibilità di intervenire nell'immediatezza con provvedimenti così drastici, come possono essere quelli della revoca del servizio stesso, allorquando ci si renda conto che la ditta appaltatrice non abbia ottemperato, comunque non abbia adempiuto correttamente a quelle che sono a cura dell’I.D.N. S.n.c. 23 le previsioni del regolamento e del bando. In questo senso quindi tutti gli emendamenti che noi riteniamo dover apportare a questo regolamento sono prettamente indirizzati da un lato alla salvaguardia dei bambini, che sono i destinatari principali del servizio di cui ci stiamo occupando, e nel contempo alla tutela del patrimonio ambientale in cui gli stessi vivono e non solo loro, visto e considerato che comunque la politica che questa Giunta ha più volte manifestato di voler perseguire è appunto quella del rispetto della tutela dell'ambiente e non solo. In questo senso noi riteniamo che gli emendamenti da noi proposti siano assolutamente in linea a quelli che sono gli scopi che noi principalmente ci prefiggiamo di raggiungere, ma che sono di fatto anche condivisi dalla maggioranza. PRESIDENTE La parola al Consigliere Usula. CONSIGLIERE USULA Intervengo per illustrare brevemente gli emendamenti che ho già presentato. Prenderò davvero pochi minuti per illustrarli. Pochi minuti per dare delle motivazioni che spero vengano ascoltate con attenzione, per questo chiedo un po' di attenzione davvero da parte del Consiglio. Spero che il Consiglio ne colga lo spirito, ne abbia incominciato a coglierne lo spirito al momento stesso che li ho enunciati. E spero quindi che l'obiettivo venga riconosciuto e per questo spero anche che vengano accolti. Recita bene l'Art. 1 del regolamento che stiamo andando ad approvare, leggo testualmente: "il servizio di mensa scolastica per gli alunni della scuola dell'infanzia è un servizio volto a garantire l'effettiva attuazione del diritto allo studio nell'ambito delle competenze proprie dell'Amministrazione Comunale. Il servizio persegue l'obiettivo di favorire la socializzazione tra i bambini durante la consumazione dei pasti e di concorrere con le famiglie a garantire una corretta alimentazione fornendo una dieta equilibrata". Sono contento e lo sottolineo, in questo regolamento non viene sottolineato l'obiettivo, che il Consigliere Montesu chiamava target, di risparmio di esercizio. Forse è uno degli obiettivi, una delle motivazioni che nell'approvazione di questo regolamento deve avere meno peso secondo me. Questo regolamento può avere anche un'altra valenza, penso infatti che può e deve essere uno dei tanti piccoli ma importanti e significativi strumenti che a cura dell’I.D.N. S.n.c. 24 l'Amministrazione Comunale ha in mano per difendere ed esercitare un ruolo. Il ruolo è una capacità di incidere in modo positivo nella realtà sociale ed economica del nostro territorio. Credo non sia inutile ricordare appunto che questo territorio, il nostro territorio, è evidentemente sempre più martoriato da una crisi che colpisce in modo particolare le famiglie. La soglia di povertà tende ad interessare anche fasce di cittadini finora non coinvolti. Prova di questo è anche l'affollamento della mensa Caritas che, come sappiamo, apre ormai anche nei giorni festivi. Mentre prima tale mensa era frequentata in modo particolare da extracomunitari, ora è sempre più frequente vedere altri cittadini in evidente e prima insospettabile condizione di difficoltà. Un altro dato che fa spavento - è poco dire che ci deve preoccupare, no ci deve proprio spaventare - è il dato dell'abbandono scolastico, che vede questo territorio guadagnare posizioni in una - è noto a tutti - ben triste graduatoria, a conferma che oggi il diritto allo studio non ha più le garanzie di ieri. Sempre più sono motivi economici la causa determinante l'abbandono della scuola. In questo contesto noi amministratori di questo Comune dobbiamo impegnarci a fare tutto quanto in nostro potere e se possibile anche qualcosa di più per arginare questo - ormai parola abusatissima - tsunami di disagio e di povertà. Certo può essere considerata poca cosa quel che possiamo fare in questa direzione con un regolamento di mensa scolastica, ma sarebbe ancora più miserabile per esempio per un Comune chiedere soldi ad una famiglia per un servizio non goduto. Ecco il perché del quarto emendamento all'Art. 6, quando chiedo l'esenzione totale dal pagamento delle rette di contribuzione in caso di assenza per malattia. Ho scritto in caso di assenza per malattia per sette giorni, ma sono dispostissimo a sottolineare "in caso di assenza di malattia" e basta. Cioè ad un bambino che si ammala non dobbiamo chiedere niente, non un terzo, non un quarto, 40, 50%, niente. E se ha pagato prima diamogli indietro la possibilità di utilizzare quanto pagato alla ripresa della frequenza scolastica. È nostro dovere agevolare e favorire in tutti i modi le famiglie; è nostro compito difendere con le unghie e con i denti i livelli occupazionali, promuovere e incentivare a cura dell’I.D.N. S.n.c. 25 le attività produttive locali, specie quelle agro-alimentari, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili ed utilizzabili dall'ente Comune. Ecco il significato degli emendamenti a proposito della filiera corta comunale, provinciale o regionale. Cioè favoriamo in tutti i modi, con le unghie e con i denti, le attività locali, la produzione locale agro-alimentare, che poi ha anche un altro significato, come diceva bene il Consigliere Mannironi la stagionalità. È un cibo sicuramente più ricco. La filiera corta significa anche meno rischi di cibi deteriorati. Io sono di Villacidro, quando mangio quelle arance che vedo provenire da Israele, dalla Spagna o dalla Tunisia... Abbiamo tanta di quella produzione di agrumi che vedere un'arancia in mano ad un bambino nelle nostre scuole proveniente da quella zona sarebbe veramente un peccato, sia per i bambini ma anche per i nostri agricoltori, a partire da quelli di Orosei e naturalmente, non è che dobbiamo comprare le arance di Villacidro. Per questo si propongono questi emendamenti. Intervenire a tutela delle famiglie e del lavoro, ecco il significato dell'emendamento provocazione, ma emendamento su cui il Comune può riflettere in qualche modo. Cioè mettere nei criteri per stabilire una priorità di attribuzione o di assegnazione a ditte appaltatrici, il criterio della percentuale di personale sardo o personale meglio nato o residente in Provincia di Nuoro. Se non lo possiamo fare nel regolamento mettiamolo nei criteri del bando, mettiamolo in qualsiasi modo, ma diamo un segnale che vogliamo difendere i livelli occupazionali locali. Da Rossomori dico una cosa: esercitare il nostro diritto di sovranità è anche intervenire con questi piccoli ma significativi strumenti. PRESIDENTE La parola al Consigliere Saiu. CONSIGLIERE SAIU Noi oggi discutiamo un regolamento di gestione della mensa scolastica della scuola per l'infanzia che segue ad un atto che è stato approvato da questo Consiglio Comunale relativo all'esternalizzazione del servizio. Perciò questo Consiglio Comunale ha votato, con 16 voti favorevoli e 15 contrari, di esternalizzare il servizio. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 26 Da questo dato noi dobbiamo partire. Non mi soffermerò, perché l'ho già fatto la volta scorsa, su ragionamenti legati a come un'Amministrazione che si dice di Centrosinistra faccia una scelta politica in questo senso, ne abbiamo già parlato. Così come la volta scorsa, anche questa volta sentirò irriducibili comunisti difendere una scelta che invece politicamente ed economicamente si colloca esattamente dall'altra parte perché di stampo opposto, ma in questa maggioranza ho sentito giustificare tutto e il contrario di tutto. Perciò sentirò anche stasera comunisti dire che questa è una cosa che va fatta per il bene della città etc.. Perché questo Consiglio Comunale ha deciso di esternalizzare il servizio? E qui Consigliere Usula mi permetto di dissentire da quanto diceva lei. L'ha fatto perché in questa maniera si sarebbero risparmiati dei soldi. E allora da questo principio io voglio partire per illustrare il mio ragionamento. Da questo principio e in particolare dalla relazione della dirigente che ci è stata illustrata in commissione e adesso se non ricordo male anche in Consiglio. Partiamo nel ragionamento da quella relazione per capire se la scelta fatta allora e questa che è conseguente va effettivamente nella direzione del risparmio. PRESIDENTE Però la invito a stare sull'ordine del giorno che è il regolamento e non gli di indirizzi, dei quali abbiamo già discusso. CONSIGLIERE SAIU Il tema è sempre quello. Noi abbiamo un servizio, che viene regolamentato dall'atto che è in discussione oggi in Consiglio, per dieci scuole cittadine. 683 pasti al giorno, 98.293 pasti erogati in un anno, 166 giorni di mensa effettiva. Questo è il servizio che oggi il Comune garantisce e fornisce direttamente e che domani verrà esternalizzato, cioè verrà affidato a una ditta esterna. Il personale si compone di 14 cuochi e 6 ausiliari di cucina assunti part-time, quindi 20 persone. La spesa per il personale è di 422.767 euro, la spesa per le forniture nel 2010/2011 ammontava a 203.000 euro. Quindi complessivamente questo servizio, attualmente gestito direttamente dal Comune di Nuoro, costa 625.767 euro. Quando il Consiglio Comunale ha deciso di esternalizzare il servizio si è detto: "lo facciamo perché risparmiamo rispetto a questi 625.000 euro". a cura dell’I.D.N. S.n.c. 27 E si è detto: risparmieremo così tanto che questo servizio, quando verrà gestito da un privato - ricordo ai comunisti, quelli che ancora orgogliosamente si definiscono così e che sostengono questa scelta - costerà 466.891 euro. Un risparmio enorme! Come il Consigliere Usula neanch'io ho votato a favore allora dell'esternalizzazione del servizio. Non perché non condividessi o non condivida il principio che servizi come quello della mensa scolastica possa essere esternalizzato, io non lo demonizzo soprattutto per cultura politica, per me non è una bestemmia. Il problema si pone nel momento in cui quel servizio viene esternalizzato con la... PRESIDENTE Consigliere Saiu andiamo al regolamento, mi sembra di sentire l'intervento della volta precedente sugli indirizzi, andiamo al regolamento. CONSIGLIERE SAIU Però lei mi fa perdere il filo... Dicevo: si è esternalizzato quel servizio con la promessa che ci sarebbe stato un risparmio. Io lo dico qui un'altra volta parlando del regolamento e sostengo che quel risparmio non ci sarà. Ecco perché io ritengo, non voglio essere offensivo né nei confronti del lavoro svolto dagli uffici né dagli altri Consiglieri che hanno presentato emendamenti, la discussione di un regolamento relativo alle esternalizzazioni di un servizio che non ci farà risparmiare soldi. Se è vero come è vero che solo il personale ci costa 422.000 euro, io non vedo come possa fare una ditta esterna a garantire il servizio tutto compreso per 466.000 euro. Calcolo che viene reso ancora più difficile dal fatto che, come ci diceva l'Assessore in apertura del suo intervento, è in corso un'interlocuzione, un accordo, non ho capito bene di cosa si tratti, con l'agenzia Laore per quanto riguarda l'approvvigionamento dei prodotti biologici e soprattutto filiera corta e chilometro zero. I prodotti biologici - mi corregga se sbaglio - costano addirittura di più. Quindi noi chiediamo ad una ditta esterna di farci risparmiare un bel po' di soldini e in più di fornire un servizio con prodotti che costano di più. Ecco perché, Presidente - e arrivo al punto - quello che sto dicendo è essenziale ai fini della valutazione del regolamento, perché come diceva il a cura dell’I.D.N. S.n.c. 28 Consigliere Montesu, quando abbiamo discusso della esternalizzazione del servizio l'abbiamo fatto sulla base del presupposto che quel servizio sarebbe costato meno. Questo regolamento così come è fatto oggi ci dà la dimostrazione dell'esatto contrario. Quindi quanto noi sostenevamo prima e cioè che l'esternalizzazione non consentirà un risparmio, darà la conferma anche e soprattutto nel dibattito di stasera negli emendamenti che sono stati proposti. Anche qui si è elogiato il lavoro della commissione e non è mia abitudine contestare quando viene elogiato il lavoro di una commissione, però se addirittura dalla maggioranza arrivano emendamenti a questo regolamento, forse vorrà dire che così bene non si è lavorato. Soprattutto se consideriamo che la prima volta è stato messo all'ordine del giorno l'11 settembre insieme ad un altro regolamento, che era quello sul trasporto degli alunni, quello dello scuolabus. Mentre quel servizio - è un inciso Presidente, non divagherò troppo - non andrà a bando pur non essendo gestito direttamente dal Comune, questo invece viene esternalizzato e prima veniva gestito direttamente da noi. Anche in questo caso occorre quindi capire qual è la stella polare che guida l'azione dell'Amministrazione. La stella polare che, come lei sa Consigliere Carroni, era il riferimento per i naviganti che si trovavano in mare aperto. Un po' come siete voi, ecco perché ho detto stella polare. Sono stati presentati molti emendamenti, soprattutto con riferimento a quel famigerato Art. 6 relativo alle modalità di pagamento: ticket, costo fisso, costo variabile. C'è un meccanismo molto semplice che funziona in tutti gli altri servizi esternalizzati come questo che è quello delle tessere ricaricabili. Io carico dieci pasti, il genitore quando accompagna il bambino striscia la tesserina, se il bambino mangia viene decurtato dalla tesserina ricaricata un pasto, se non mangia quel pasto se lo ritroverà la prossima volta. Invece noi qui ci siamo arrabattati su meccanismi molto farraginosi. Ha ragione il Consigliere Montesu quando dice: poco ci mancava che nel regolamento ci fosse indicata l'esatta misura del bavaglino dei bambini, se quella misura fosse a norma europea o no. Noi ci siamo preoccupati di disciplinare aspetti non dico secondari, perché sarei a cura dell’I.D.N. S.n.c. 29 ingeneroso nei confronti del lavoro fatto da altri e non voglio esserlo, però certamente aspetti non essenziali ai fini di un servizio che ruota tutto quanto intorno ad una sola ed esclusiva valutazione: costa di più o costa di meno? E non solo: la qualità garantita sarà la stessa? Anche noi oggi abbiamo parlato di una commissione di controllo, di genitori che vanno... Non c'è commissione di controllo al mondo che ci possa garantire, se non ex post, un controllo comparativo in ordine alla qualità del servizio. Non è una garanzia per questo Consiglio che ci sia una commissione anche autorevolissima di genitori che controlla la qualità del servizio offerto. E arrivo alla ragione per la quale il mio gruppo non ha presentato emendamenti. Il presupposto dal quale si è partiti, cioè esternalizzare per risparmiare, noi siamo sicuri che non sia stato garantito. Quindi non è una posizione ideologica la nostra, sarò curioso di ascoltare gli interventi acrobatici di chi ideologicamente invece è contrario alle esternalizzazioni, giustificare e votare addirittura una roba così. Noi quindi non siamo ideologicamente contrari all'esternalizzazione, anzi laddove questa garantisca risparmio e stessa qualità assolutamente. Il problema è come in questo caso, Presidente, l'esternalizzazione venga fatta ma non garantisca un risparmio, non garantisca lo stesso livello di qualità e dunque non possa vederci schierati favorevolmente a una scelta di questo tipo. PRESIDENTE La parola al Consigliere Pirisi. CONSIGLIERE PIRISI Intanto volevo ringraziare il lavoro svolto dalla struttura perché è chiaro che c'è un lavoro dietro il regolamento e bisogna rispettarlo. Quello che noi contestiamo è la politica in questo caso, un indirizzo politico che non condividiamo. Devo fare alcuni passaggi. Dicevo, quando abbiamo discusso l'atto di indirizzo sull'esternalizzazione del servizio mensa e devo ricordare alcuni passaggi di quell'intervento, dove si apriva un confronto e oggi purtroppo si va allo scontro. È chiaro quindi che non presentiamo emendamenti perché non riteniamo opportuno che questa Amministrazione esternalizzi un servizio così importante come quello delle mense delle materne. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 30 Devo ricordare come si diceva al 31/05/2012 il servizio mensa per le scuole materne non può essere preso in considerazione solo dal punto di vista dell'alimentazione e cioè dai cibi forniti e dalla loro qualità. Il servizio mensa svolge anche una funzione educativa, sociale e perfino culturale, perché è in grado di coinvolgere tutti i soggetti operanti in quelle strutture attraverso un rapporto in cui le diverse funzioni diventano stimolo di coscienza e di coinvolgimento reciproco. Nessuno è ideologicamente contro le esternalizzazioni, in quanto conveniamo che in alcuni settori esse non sono inevitabili, ma sono anche necessarie perché razionalizzano e rendono più efficienti i servizi e anche perché dal punto di vista economico producono minori costi e quindi diminuiscono la spesa corrente. Affidare la gestione dei servizi pubblici comporta a volte rischi non indifferenti, proprio perché è già accaduto che ad aggiudicarsi i bandi siano state ditte private che sulla carta garantiscono il massimo degli standard qualitativi e al tempo stesso l'offerta economica più vantaggiosa. Ma che una volta vinto il bando non sono in grado di mantenere in buona o cattiva fede i livelli di qualità promessi. Ricordo anche il mio intervento dell'altra volta, tutti gli studi dimostrano che l'educazione negli anni della prima infanzia può influire sui successivi percorsi scolastici e professionali, mantenere un alto livello è necessario ed essenziale per una città che voglia investire sul futuro. Per quanto riguarda il regolamento ho delle grosse perplessità visto che il 26.11.2012 sul sito del Comune di Nuoro è stata pubblicata la graduatoria per avviamento di N. 14 cuochi a tempo determinato presso le scuole materne e asili nido. Coloro che hanno partecipato alla selezione con qualifica cuoco, gastronomo, hanno frequentato scuole, corsi di specializzazione etc. atte a rilasciare la qualifica in oggetto. Di conseguenza hanno anche partecipato a corsi obbligatori sull'HACCP, che è un metodo di autocontrollo igienico finalizzato a tutelare la salute del consumatore. L'Italia ha recepito le normative europee, direttive CEE N. 4393 e le ha rese operative emanando il Decreto Legislativo N. 155/97. In esso sono contenute le prescrizioni da osservare e con esso diviene necessaria l'applicazione della metodologia HACPP. Nel comma 2 dell'Art. 3 del Decreto Legislativo N. 155/97 è indicato che il a cura dell’I.D.N. S.n.c. 31 sistema da adottare per le procedure all'analisi dei pericoli che potrebbero verificarsi in qualsiasi processo produttivo alimentare, è il metodo di analisi identificato alla sigla HACPP, ossia in italiano analisi di rischi. Punti critici di controllo e quindi più semplicemente prevenzione. Il metodo parte dalla ricerca di tutti i pericoli che potrebbero insorgere sia durante le fasi produttive di alimento, sia durante tutte le altre fasi successive come lo stoccaggio, il trasporto, la conservazione, fino alla vendita al consumatore finale. In pratica ognuna di queste fasi deve essere sottoposta ad un'attenta analisi, in modo da individuare i punti più a rischio per l'igiene dei prodotti così da poter adottare dei sistemi di prevenzione adeguati. Il monitoraggio e la registrazione di tutti i fattori che possono concorrere al rischio, permettono di individuare i comportamenti ottimali al fine di una valida prevenzione. Nel manuale HACCP vengono individuati quelli che sono i punti critici per ogni filiera e in esso vengono annotati tutti i controlli che per legge devono essere sistematicamente effettuati, in modo da poter risalire alle cause che possono aver determinato un qualsiasi problema. Nel manuale vengono inoltre standardizzati i comportamenti lavorativi da adottare e definite le modalità che l'azienda adotta ai fini del raggiungimento dell'obiettivo finale da quando è in vigore. L'entrata in vigore del decreto risale al 30 giugno 97, ma successive proroghe 148 del 24.5.99 ha fissato il 31 marzo 2000 il termine ultimo per l'applicazione delle sanzioni a chi nel frattempo non si sia adeguato ai dettati del Decreto. A chi si rivolge? A tutti coloro che sono coinvolti nelle fasi successive la produzione primaria di un alimento e cioè preparazione, trasformazione, fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione, vendita o fornitura, compresa la somministrazione al consumatore. Dico questo perché sembra che all'Art. 2 "modalità di gestione" e all'Art. 3 "gestione e controlli del regolamento di gestione mensa scolastica scuole per l'infanzia" sono per lo più ripetute le cose indicate nel manuale HACPP. Detto questo ribadisco la mia contrarietà all'esternalizzazione del servizio mensa. Mi chiedo come mai sia stata fatta questa graduatoria per cuochi, con tanto di titoli e attestati e poi con l'esternalizzazione non è detto che questi cuochi vengano assunti. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 32 Non posso che notare una ulteriore inutile burocratizzazione della commissione servizio mensa scolastica prevista dall'Art. 4 del regolamento di gestione del servizio mensa, che prevede la costituzione di una commissione per un ulteriore controllo per l'efficienza e la qualità del servizio con tanto di nomina di rappresentanti dei genitori e dei docenti. In pratica si dà il contentino a quei genitori un po' ansiosi, esistendo già un controllo da parte della A.S.L. locale. Basterebbero le cosiddette buone pratiche per gestire al meglio il servizio e con gran risparmio per le casse comunali senza alcun bisogno di affidare il servizio agli esterni. PRESIDENTE La parola al Consigliere Pintori. CONSIGLIERE PINTORI Io sono un Consigliere Comunale che da sempre, almeno da quando ha iniziato ad occuparsi di politica, si è sempre definito un comunista e che proprio nell'occasione di cui stiamo trattando, cioè dell'esternalizzazione della mensa io ho votato contro e mentre votavo sono rimasto profondamente stupito che Consiglieri riconosciuti per fede politica come liberisti e che hanno fatto una religione delle esternalizzazioni e dell'imprenditoria privata, hanno votato con i comunisti. Mi viene difficile capire il riferimento che ha fatto il Consigliere Saiu quando parla di comunisti in quest'aula. Ha tentato di giustificare la sua posizione, il suo voto, ha fatto bene, però mi è sembrato che il suo voto più che altro avesse una finalità strumentale, piuttosto che effettivamente esprimere un qualcosa che fosse più costruttivo rispetto alle proprie convinzioni. Comunque proprio perché ho votato contro l'esternalizzazione, per venire all'ordine del giorno odierno, io mi chiedo con tutti gli emendamenti di cui anche noi come gruppo politico ne abbiamo presentato uno ma che tendenzialmente siamo portati anche a ritirare, considerata la miriade di emendamenti che più o meno trattano dello stesso argomento, mi chiedo la commissione specifica che ha lavorato su questo tema, che si è riunita, che ovviamente ogni riunione ha avuto i suoi costi, ma tutti questi emendamenti durante i lavori di commissione non sono stati analizzati, non si è approfondito l'argomento in modo tale che come si dice le commissioni dovrebbero alleggerire i lavori del Consiglio e quindi arrivare in Consiglio per fare una discussione più pacata, più favorevole, più costruttiva? a cura dell’I.D.N. S.n.c. 33 Evidentemente questo non è stato preso nella dovuta considerazione. Io non sto criticando nessuno ma mi sembra un ragionamento logico rispetto a quello che stasera abbiamo sentito. Anche perché mi chiedo eventualmente, perché non ho percepito bene se da tutto questo ne possano scaturire costi aggiuntivi rispetto a quello che dagli emendamenti - mi riferisco Assessore - se da tutti questi emendamenti possono scaturire dei costi aggiuntivi e questi ovviamente andranno a incidere sulle casse comunali e quindi il famoso risparmio con l'esternalizzazione potrebbe venire anche vanificato. Queste sono tutte cose che vengono in mente. Comunque sia, pur essendo stato uno di quelli che ha votato contro l'esternalizzazione, quelli che sono gli effetti politici di tutto questo ovviamente non devono ricadere sui piccoli utenti, io sono perché ci sia un regolamento che sia compatibile, che risponda a tutte le esigenze dei nostri piccoli concittadini. Quindi ben venga questo regolamento, sicuramente voterò a favore, ovviamente tenendo ben presente tutta questa serie di emendamenti che sono stati presentati, con la speranza che non snaturino quella che è la base principale del documento che noi abbiamo in mano. Ciò non mi esime dal non condividere quella che è anche la filosofia di questa funzione della mensa scolastica che ha rispetto alla formazione e all'educazione dei giovani. Quindi la filosofia espressa dal Consigliere Usula io l'approvo e la sposo pienamente, perché giustamente questi sono momenti di aggregazione, di socializzazione che devono stare alla base della didattica e dell'educazione dei bambini. Come pure sento di dover condividere quanto espresso dal Consigliere Mannironi rispetto all'utilizzo di prodotti che siano riciclabili e che comunque non creino maggiore spesa a quello che è il regolamento dei rifiuti solidi urbani. Cioè se dobbiamo ridurre l'uso sconsiderato della plastica che arriva da queste maledette bottigliette o dai piatti usa e getta, di plastica, che non fanno altro che aumentare il volume del consumo e quindi dei costi di questi prodotti, ovviamente mi trova favorevole con quanto il Consigliere Mannironi propone. Ancora più sono favorevole se si riesce a educare all'uso e il consumo dell'acqua pubblica. Anche questo credo che sia un momento molto importante, cioè cercare di dare a cura dell’I.D.N. S.n.c. 34 a questi giovani concittadini la possibilità di fruire di un servizio come l'acqua pubblica che è un qualcosa che effettivamente ci appartiene. Credo che oggi esistano dei controlli per quanto riguarda gli acquedotti, per quanto riguarda la potabilità dell'acqua, che danno ampie garanzie. Succede, come è successo anche di recente che per via delle infiltrazioni, per via della siccità o quant'altro, l'acqua potabile, l'acqua pubblica non può essere utilizzata, ma giusto appunto per due, tre giornate, ovviamente i decreti del Sindaco impongono alla città di non poterla utilizzare. Questo, come si dice, garantisce la salute pubblica. Dopo di che io per esempio a casa sono un consumatore dell'acqua pubblica, mi sono dotato di uno di quei filtri che chi vuole può utilizzare, comunque utilizzo e consumo solo acqua pubblica. Su queste proposte avanzate da altri Consiglieri credo di trovare piena condivisione, soprattutto perché sono delle indicazioni che non incidono più di tanto sui costi e hanno una base educativa e di crescita civile molto importante. Ritengo quindi che tutto questo possa essere condiviso tranquillamente. Meno quelle parti degli emendamenti che costringono l'Amministrazione ad aumentarne i costi, altrimenti verrebbe vanificato quello che è il principio che ha spinto questa Amministrazione a fare la scelta dell'esternalizzazione. PRESIDENTE La parola al Consigliere Manca. CONSIGLIERE MANCA P. (GRUPPO MISTO) Volevo portare all'attenzione del Consiglio e ai superstiti della Giunta, è un argomento che evidentemente non sollecita particolare interesse, viceversa avrei pensato che almeno l'apprezzamento nei confronti dell'Assessore sarebbe potuto arrivare per solidarietà da parte dei suoi undici colleghi, dieci. La proposta di emendamento N. 4 alla quale io ho fatto riferimento come Art. 5, che non è quella della gestione dei controlli ma dei destinatari, è cambiata semplicemente l'intestazione, è stato un errore di copiatura. È evidente che questo è un tema che impegna questa Amministrazione già da un po' di tempo e la impegna tanto che soprattutto nella condizione in cui si è parlato di esternalizzazione del servizio mensa per la scuola dell'infanzia, il punto sull'esternalizzazione è passato con 16 voti favorevoli. Il che significa che c'è stata una dura discussione, tant'è che per evitare ulteriori rischi questo argomento circola oramai da cinque mesi - perché è in giro da cinque a cura dell’I.D.N. S.n.c. 35 mesi - tant'è che oggi compare all'ordine del giorno in seconda convocazione. Quindi ha dovuto richiedere lo sviluppo di una tattica politica tipica di questa maggioranza che evidentemente tutto palesa tranne che compattezza. Anche questo fa parte della normale democrazia. Avremmo preferito sicuramente votare questo regolamento nei tempi propri, l'avessimo votato in tempi certi e diversi questo argomento sarebbe stato già adottato, invece è ancora in giro e infatti io faccio fatica a capire qual è l'atteggiamento che ha mantenuto questa Amministrazione, fatto salvo la coerenza che ha avuto per esempio nel far partire i servizi mensa sempre in ritardo. Noi lo sappiamo che le scuole iniziano sempre in quelle date o verosimilmente in quelle date, invece questo servizio mensa parte sempre in ritardo. Ci saranno le spiegazioni, sicuro Assessore io lo so che lei le ha le spiegazioni, vorrei che le fornisse anche ai cittadini, perché sarà utile capire se anche il prossimo anno riusciremo a partire sempre quando... PRESIDENTE Assessore lasci parlare. CONSIGLIERE MANCA Io sono sensibile anche alle difficoltà che purtroppo emergono e che anche con qualche battuta si cerca di risollevare. Però così vediamo se il prossimo anno la scuola decide di spostare la data di inizio delle elezioni, in modo tale da far coincidere la scuola con il servizio mensa. Aspetteremo il prossimo anno per verificare questo. Questo documento importantissimo, importante per tutti perché tutti direttamente e indirettamente viviamo questo servizio attraverso le nostre famiglie, attraverso i parenti, attraverso tutti i ragazzi, è un argomento che davvero presumibilmente poteva essere affrontato prima, ma c'è sempre tempo per risolvere le cose. Mi pare che anche questa sia una delle soluzioni in itinere e quindi anche questa si allinea a tutte le altre soluzioni in itinere che questa Amministrazione ha nello sviluppare il suo programma politico che dopo due anni e mezzo ha ancora in itinere molte cose da fare e quindi lo seguiremo con attenzione questo percorso. Detto questo però a me non stupisce, perché alcuni atteggiamenti talvolta leggeri, di superficialità, mi fanno riflettere su come questa Amministrazione sta intendendo gestire alcune situazioni. Per esempio questa è una di quelle gestioni che mi desta perplessità, non fosse a cura dell’I.D.N. S.n.c. 36 altro perché per esempio all'interno di questo regolamento poco si evince dalla capacità che ha questa Amministrazione di collaborare in termini di cultura per esempio anche in un servizio mensa, laddove la cultura dell'alimentazione deve essere salvaguardata. Non è diretta ad adulti che sanno già che cosa devono mangiare o lo dovrebbero sapere, poi che lo applichino o meno è un altro discorso, ma i nostri ragazzi vanno istruiti. Non può solo la famiglia, la parte della componente della scuola deve aiutare, la parte della componente dell'amministrazione deve aiutare e qua poco si dice di cultura, poco si dice di insegnamento. Io sto suggerendo che la proposta dell'insegnamento della cultura dell'alimentazione doveva essere assolutamente parte dell'impianto di questo regolamento, doveva farne parte assolutamente in un termine davvero importante e preciso e assolutamente condiviso possibilmente. Invece poco leggo su questo aspetto, poco leggo di chi per esempio insegnerà ai ragazzi se le insegnanti, se coloro che somministreranno i pasti, se poteva essere un progetto che veniva messo speriamo nel capitolato per il bando per il gestore per esempio che crea una condizione di progettualità, fa un progetto che viene messo anche nelle regole del bando, in modo tale che anche questo possa dare un punteggio e sia un punteggio che possa far determinare una scelta nell'ipotesi della ditta che vincerà l'appalto, se questa ditta per esempio potrebbe fare un progetto per come procedere per gli insegnamenti, per vedere di individuare delle figure. Cioè un percorso che ci faceva pensare a un fatto culturale dell'alimentazione. Così come mi pare abbia spiegato molto bene il Consigliere Saiu, sono convinto anche io che questo tipo di gestione, non la gestione in sé della mensa, la gestione degli strumenti che ci stanno avvicinando alla gestione delle mense non ci porti a grandi vantaggi economici e posto che questo era uno degli obiettivi ho l'impressione, ma anche per questo ci sarà tempo per le verifiche, perché sono passati due anni e mezzo attenderemo un'altra verifica se alla fine, alla conclusione di questo percorso ci sarà davvero un'Amministrazione che risulterà essere virtuosa sia nelle enunciazioni che fa, sia nei risultati che ottiene. In particolare mi riferisco per esempio ad alcune situazioni, mi riferisco per quanto riguarda questo regolamento all'Art. 6, molto dibattuto è un articolo che ha suscitato interesse per tutti. Mi chiedevo come mai questa Amministrazione riesce a fare cassa, se a cura dell’I.D.N. S.n.c. 37 l'Amministrazione o se la ditta per esempio, rispetto a un ragazzo che non va a scuola per un mese. Noi riusciamo a far pagare un ragazzo, stiamo decidendo di far pagare un ragazzo che non va a scuola per un mese per una qualunque ragione e che invece gli facciamo pagare interamente tutta la mensilità dei pasti di cui non ha usufruito. È fantastico. Non riesco a capire con quale ragione io posso votare questo regolamento che ha un articolo di questo livello. Cioè mio figlio va a scuola un mese, non va a scuola per un mese, non mangia per un mese, mi fate capire perché io una mancata prestazione la devo pagare? Se qualcuno riesce a dare questa spiegazione ai ragazzi, ai familiari, ai soggetti... Altra cosa: non va un mese a scuola, ha pagato in anticipo, Assessore, per un mese non ha usufruito dei pasti, i pasti vengono ugualmente fatti? La ditta fa ugualmente i pasti? Se questi pasti vengono fatti, sono pasti buoni che fine fanno? C'è scritto da qualche parte che fine fanno questi pasti buoni che potrebbero essere destinati magari a famiglie bisognose a queste associazioni che danno da mangiare a persone che non hanno la possibilità neanche di averlo? Da qualche parte dovrà risultare per esempio che i pasti finiscono ad una di queste associazioni, a qualche istituto che meritoriamente si impegna nei confronti dei poveri? Se non fosse così i pasti che non vengono fatti e quindi le risorse che non vengono consumate e quindi che non vengono acquistate, chi usufruisce di questo risultato? Per cui io questo articolo assolutamente lo cancellerei messo così com'è e non modificherei neanche il 40% sul 100% che gli viene restituito alla fine del mese. Lo modificherei proprio, direi che il sistema del ticket, della scheda, del badge che suggeriva il Consigliere Saiu potrebbe essere un sistema di controllo e un sistema che poteva quanto meno lasciare ai soggetti che facciamo che per esempio un bambino si ammala e manda una certificazione di malattia, dopo due giorni i pasti di assenza per malattia i pasti gli vengono assolutamente... cioè il ticket gli viene lasciato e lo utilizza successivamente al ritorno alla vita normale dopo la malattia. Non riesco, davvero faccio fatica, gradirei se qualcuno riuscisse a spiegarmelo come facciamo noi oggi in tempi di crisi, di difficoltà, in tempi di mancanza di risorse a cura dell’I.D.N. S.n.c. 38 dove tutti riescono a fare cassa in qualunque modo, riuscire a pensare che un bambino che non va per un mese gli facciamo alla fine pure lo sconto del 40%, è una cosa davvero incredibile! Non ha consumato nulla e sta spendendo quasi tutto, il 40% dopo un mese, e se si ammala per tre settimane per caso? Ha speso tutto e non ha recuperato niente e non ha consumato niente, neanche un bicchiere d'acqua? Sarà mai possibile una cosa di questo tipo?!! Ci vogliamo rendere conto che anche in tempi di queste difficoltà qualcosa noi potevamo farla meglio e qualcosa la dovremmo adottare sicuramente meglio. Tanto più che vedo ancora nel regolamento delle situazioni che non riesco ancora a comprendere ma volevo anche qualche spiegazione. Per esempio per quanto riguarda i pasti che devono essere erogati in condizioni di difficoltà e di emergenza, Assessore, cioè quei pasti che vengono erogati qualora ci fosse una difficoltà strutturale che non permette di preparare i pasti e quindi i pasti di emergenza sono previsti normalmente nei regolamenti e sono previsti per fare in modo che la ditta che ha vinto l'appalto e che sta erogando la gestione debba produrre dei pasti sostitutivi da fare in fretta e furia. Se per esempio c'è un problema alle cucine, se c'è un problema all'impianto elettrico, se c'è un problema ai forni che servono per predisporre i pasti chi le deve riparare queste strutture? Se le dovesse riparare l'Amministrazione Comunale credo che di pasti di emergenza ne dovremmo preparare molti e in continuazione; se li dovesse riparare il privato fatemi capire dove posso leggere che quello è un preciso onere del privato e che deve avere una tempestività nella soluzione del problema tecnico. Per esempio se si devono preparare il pollo al forno, il pesce al forno e si rompe il forno si trova una soluzione sostitutiva okay, e siamo d'accordo, facciamo il pasto di emergenza e gli diamo due strisce di prosciutto. Non c'è nessun problema. Quanto tempo dura questa emergenza, chi la deve risolvere, dove c'è scritto, chi è il responsabile? Anche questo lo metteremo nel capitolato. Guardi che tanto scivolando scivolando, prima perché parliamo di esternalizzazione e diciamo: ne parleremo nel regolamento, poi nel regolamento non ne parleremo ne parleremo capitolato, però un minimo di accenno io credo che debba essere assolutamente fatto all'interno di questo regolamento. Così come io ho presentato alcuni emendamenti, in particolare quelli che a cura dell’I.D.N. S.n.c. 39 riguardano per esempio la costituzione delle varie commissioni. Non possiamo lasciare in maniera molto blanda e molto generica... io sono sempre perché i regolamenti abbiano una loro genericità, però su alcune cose che sono ripetitive nel tempo dovremo conoscere meglio per esempio come costituire queste commissioni. Se lo lasciamo così la commissione - e questo nel capitolato non c'è scritto e non lo metterete - deve avere un tempo preciso entro il quale deve essere istituita. Si deve istituire dopo una settimana che inizia il servizio mensa. Così come anche qua è molto generico, quando leggo all'interno del regolamento per esempio che queste commissioni devono assolutamente fare le verifiche dei pasti e leggo: il personale dell'ufficio istruzione e della locale A.S.L. effettua le verifiche - sto parlando dell'Art. 3 "gestione e controlli" - le ispezioni della cucina e nei refettori dove vengono consumati e preparati i pasti anche mediante prelevamento di campioni alimentari di vario genere e tamponi ambientali. Perché "anche" attraverso il prelievo di campioni, perché per il resto quando devo visionare un pasto, posto che abbia le mie competenze, le competenze le sviluppo certo guardando visivamente il pasto, ma se non faccio prelievi difficilmente riesco a capire qual è la condizione alimentare di certezza e certificazione di quel pasto. Qua non è "anche", si scrive: "si dovranno fare i prelievi". Così come per esempio intorno alla costituzione di queste commissioni si dice: certo, ci deve essere un rappresentante dell'Amministrazione Comunale, ma non può essere, adesso lei mi dirà: ci mancherebbe altro, deve essere un rappresentante dell'Amministrazione Comunale che ha le competenze per osservare se un pasto è fatto bene, ci devono essere le competenze, perché se lei nomina un Consigliere Comunale che non ha queste competenze, che può essere bravissimo, che può essere assolutamente una persona rappresentativa ma è un ragioniere, ha studiato per fare il ragioniere, avrà anche il certificato HACPP, deve essere assolutamente una competenza che deve avere questo dipendente dell'Amministrazione Comunale. Nessun problema, ci deve essere assolutamente. Così come è importante che la commissione avvisi il dirigente o il funzionario dell'Amministrazione Comunale quando sta andando a fare un sopralluogo per andare a fare una verifica, è importante. Io credo che sia importante avvisarlo subito dopo perché queste visite non possono essere fatte a domanda e che questa domanda poi viene trasferita a cura dell’I.D.N. S.n.c. 40 immediatamente, si fa in modo che si preparino le figure, le strutture, i pasti che devono essere esaminati. Deve essere una valutazione improvvisa. Semmai è importantissimo che subito dopo il dirigente, il funzionario, la persona dell'Amministrazione Comunale debba sapere immediatamente qual è il risultato della verifica che è stata fatta. Ci sono troppe cose in questo regolamento che devono essere migliorate e siccome non abbiamo granché l'abitudine di... anzi facciamo in modo che questi regolamenti giacciano per anni, quando li facciamo cerchiamo di farli al meglio delle nostre possibilità e a mio giudizio personale credo che questo regolamento possa essere integrato con tutta una serie di emendamenti che però purtroppo partono da un principio che è il principio base, quel principio dell'esternalizzazione che non mi convince e che non vedo come l'obiettivo migliore che potevamo provare a raggiungere. Aspetto quindi che nella discussione emerga la possibilità che queste migliorie che tanti hanno chiesto, ma questo è già un significato positivo di partecipazione, ma è un significato che verosimilmente la commissione ha lavorato ma poteva fare di meglio. Così come è un significato importante che tanti emendamenti chiedono di poter avere un documento migliore e un impianto migliore di questo documento, un impianto che sia soprattutto molto alla salvaguardia di quelli che sono gli aspetti culturali e gli aspetti educativi della gestione di questa situazione e che possano solo far bene alle nostre famiglie e ai nostri bambini. PRESIDENTE La parola al Consigliere Zoppi. CONSIGLIERE ZOPPI Saluto il Sindaco, gli Assessori, a me interessa che sia presente l'Assessore competente per quanto riguarda il regolamento e l'Assessore ai Servizi Sociali che comunque sono i due Assessorati a cui maggiormente compete il controllo e la gestione di questi servizi. Saluto le colleghe e i colleghi del Consiglio. Francamente mi viene da sorridere quando anche su argomenti come questo si cerca sempre l'occasione e il modo per fare becero populismo. È vero che va di moda in questi ultimi giorni questo termine, però è anche vero che mi sembra di capire da quanto hanno detto i Consiglieri che mi hanno preceduto, a cura dell’I.D.N. S.n.c. 41 che non solo non hanno avuto il buon senso di entrare nel merito di questo regolamento, ma che neanche conoscono il precedente. Quando abbiamo parlato di esternalizzazione sono stato uno di quei Consiglieri che ha espresso dubbi e perplessità. Li ha espressi sia come Consigliere, ma soprattutto come padre, visto che comunque ho due bambine che usufruiscono di questo servizio per cui, per quanto mi riguarda da genitore ero veramente contento, quello che veniva fornito e gestito direttamente dal Comune. Per la qualità dei cibi, per la professionalità e per il supporto dato dalla A.S.L. con il proprio pedagogista e nutrizionista, il tutto era poi sotto controllo, perché miglior controllo di quello che effettuano i genitori su argomenti come questo credo che non esista nessun funzionario, nessun dirigente e nessun commissario di mensa scolastica che possa entrare nel merito più di quanto fa un genitore che giustamente è attento a questo tipo di cose. Però si paventava un risparmio per l'Amministrazione. Quindi in tempi come questi credo che l'eventualità di un risparmio non possa non essere presa in considerazione. È stato sottolineato più volte, quando si è parlato del servizio, che il risparmio si sarebbe tenuto non relativamente alla qualità del servizio che si andava a offrire, ma solo ed esclusivamente un risparmio relativo ai costi di gestione del personale. Quello è un risparmio evidente. È inutile che si faccia finta e si dica: non c'è risparmio. Il risparmio c'è, ma è solo ed esclusivamente su quel tipo di servizio. Chiaramente non è poi chissà quale, io penso che non sarà superiore neanche ai 150.000 euro, comunque in un periodo come questo credo che anche 150.000 euro che l'Amministrazione può risparmiare non sia una cifra di poco conto. È chiaro che un conto è che l'Amministrazione Comunale risparmi, un conto è che l'Amministrazione Comunale ci guadagni, perché su questo allora io non sono assolutamente d'accordo. Francamente non entro neanche nel merito del soggetto gestore, perché quello che a noi preme per quanto mi riguarda è il bene e l'interesse della comunità. Se poi c'è un gestore privato che non ha nessun interesse a partecipare alla gara non ci parteciperà e tutto rimarrà così come è fino ad oggi. Il discorso di rette, mi dispiace che Paolo non ci sia, però il discorso delle rette, non è che se un bambino si assenta debba pagare comunque la retta, su quello non a cura dell’I.D.N. S.n.c. 42 sono d'accordo neanche io. Per quello abbiamo proposto un emendamento che riporta in vita i cosiddetti ticket o buoni pasto. Una famiglia acquista i buoni pasto all'inizio del mese, i buoni pasto vengono utilizzati per un servizio che viene erogato dal lunedì al venerdì, sabato escluso, perché non stiamo parlando di asili nido, cosa diversa dove il pranzo viene somministrato anche il sabato, dove si paga una retta di frequenza che viene calcolata in base al reddito ISEE delle famiglie che ne fanno richiesta. Per quanto riguarda la mensa della scuola materna il reddito ISEE è inutile anche chiederlo, perché il blocchetto formato da 24 buoni pasto ha il costo di 59,85 euro che lo acquisti la famiglia di un operaio, che lo acquisti la famiglia di un architetto, di un medico, la famiglia di un operatore ecologico. Il costo del blocchetto è questo. I buoni vengono messi la mattina quando si portano i bambini a scuola, che devono essere portati entro le 9, in maniera tale da dare ai cuochi l'opportunità entro le 9 e 30/10 di sapere quanti pasti devono preparare. Per cui non si butta via niente, non si corre neanche il rischio di dover buttare una porzione, anzi dirò di più, ne fanno anche qualcosa in più perché ci sono bambini che alla scuola materna mangiano più di quanto mangiano a casa, perché magari preferiscono quel tipo di cucina. Ci sono bambine cortesissime di questo tipo di servizio. Nell'eventualità che il bambino sia assente non darà il buono pasto che recupererà nella giornata in cui tornerà. Nel regolamento parlare di assenze pari o superiori a 30 giorni, mi auguro che non si verifichino mai casi di questo tipo perché se un bambino si deve assentare per più di 30 giorni purtroppo vuol dire che il problema è serio. Per una varicella, per un morbillo si va da una settimana, massimo 15 giorni, già il pediatra dopo la prima settimana ti dà l'autorizzazione per tornare a scuola, lo dico per esperienza passata. Oltre tutto bisogna tener conto anche dei periodi in cui la scuola si chiude. Le scuole materne seguono lo stesso calendario scolastico relativamente ai giorni di vacanza, per cui è chiaro che il blocchetto che ogni famiglia acquista all'inizio del mese e quindi anticipa il costo di 24 pasti all'inizio del mese, quindi già l'introito per il Comune è certo, dal mese di dicembre utilizza di quel blocchetto 12 buoni pasto perché il 21 la scuola chiude e riapre il 7 gennaio. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 43 La rimanenza di quei buoni pasto ne utilizza una parte nel mese di gennaio, per cui non c'è nessun tipo di spreco e non si stanno chiedendo assolutamente denari e quattrini in più alle famiglie. Se il principio rimane questo allora ha senso questo regolamento, se invece il principio si basa su una retta mensile che deve essere anticipata dalle famiglie e che comunque non potranno mai avere indietro la quota spese in più, perché il mese di giugno quando viene restituita la percentuale? Con il discorso dei ticket il problema come si dice tagliamo la testa al toro e così è la cosa più corretta. Altrimenti, ripeto, va bene che ci sia un risparmio per l'Amministrazione, ma non sono assolutamente d'accordo che ci sia un guadagno da parte dell'Amministrazione. Poi l'esternalizzazione della mensa ci saranno imprenditori che sapranno fare anche i loro calcoli, se gli converrà parteciperanno ma io non devo fare gli interessi di un eventuale soggetto gestore privato. Non ci penso neanche minimamente! Da qui nasce l'emendamento che abbiamo proposto, che è appunto quello del reinserimento dei buoni pasto. Quindi io utilizzo il buono pasto se sono presente a scuola, non ci sarà nessuno spreco perché i cuochi la mattina entro le 9 e 30 sanno già il numero dei pasti che devi confezionare perché tu hai l'obbligo di arrivare alla scuola materna entro le 9, non oltre, per poter usufruire anche del servizio mensa e così tentiamo questa strada. Vanno benissimo poi tutte le collaborazioni che l'Assessore sta mettendo in piedi, e gliene do atto, soprattutto con l'associazione Laore relativamente alla somministrazione di alcuni cibi che magari si erano un po' persi, che ne so a merenda il pane con il miele, cose che oltre a essere somministrati prevedono comunque un ragionamento di tipo educativo e cognitivo sugli alimenti e sull'importanza degli stessi. Su questa linea è l'emendamento che noi abbiamo proposto. Ben venga anche la privatizzazione, ben venga l'esternalizzazione, ben venga il risparmio, che ripeto è solo e esclusivamente sotto il profilo del personale, perché a quel punto il personale sarà dipendente dell'azienda e del soggetto privato che andrà a gestire il servizio mensa e che chiaramente il risparmio sta nel fatto che non saranno più inquadrati con un contratto di dipendenti pubblici. Già là c'è, per quanto riguarda l'Amministrazione, un risparmio. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 44 Quello va più che bene considerati i tempi in cui stiamo vivendo. Però secondo me il concetto e il principio che prevede a erogazione di pasto l'emissione del ticket, tutela le famiglie da eventuali assenze, nel senso che il ticket che non utilizzo oggi lo utilizzo domani quando torno a scuola, garantisce all'Amministrazione quell'introito perché i ticket vengono acquistati anticipatamente e dà la possibilità alle famiglie di non buttare via dei denari in quei periodi, come dicembre, in cui il servizio viene erogato per solo 12 giorni. Cosa diversa è per quanto riguarda gli asilo nido, dove si paga una retta in base al reddito, in base alla certificazione ISEE, dove il servizio viene erogato anche il sabato e dove sono previste già delle riduzioni in percentuale nei mesi in cui l'asilo rimane chiuso per le vacanze di Natale, di Pasqua e ci sono già delle percentuali, quindi ogni famiglia sa che in quel mese deve pagare la relativa retta di frequenza decurtata del 10, 20 o 30%. Tutto qua, però credo che su argomenti come questi metterla in politichese mi sembra alquanto scorretto e poi comunque credo che fondamentalmente non porti neanche a niente. PRESIDENTE La parola al Consigliere Soddu. CONSIGLIERE SODDU Saluto il Sindaco, gli Assessori, i Consiglieri, tutti i presenti in aula e in platea. Mi fa piacere iniziare con il dire che bisogna discutere di opportunità. L'opportunità oggi è quella della gestione della mensa dedicata alle scuole materne, non quella dell'indirizzo esternalizzazione sì, esternalizzazione no. Questo è già stato votato. Oggi stiamo parlando di gestione ed è a questo che ci dobbiamo riferire. Questo lo dico per i dissidenti della volta precedente. Avendo a maggioranza votato per l'esternalizzazione oggi dobbiamo votare per il servizio migliore, quindi distrarci dalla votazione a sostegno del modello di gestione o integrare o chiedere o migliorare questo modello di gestione è un'opportunità persa. L'invito è quello di sostenere il modello di gestione ed eventualmente integrarlo, non quello di sottrarci a questo tipo di votazione. A supporto di questo ragionamento, forte del fatto che io ho sostenuto anche l'esternalizzazione, non mi sottraggo alla scelta politica, dico che questo regolamento prima di arrivare in aula ha trovato maturità sia nella commissione preposta, che in a cura dell’I.D.N. S.n.c. 45 combinazione a tecnici che si occupano del settore agro-alimentare, che in parziale condivisione o manifestazione anche ad una platea di genitori che l'Assessore si è offerto di accogliere, a cui ha spiegato quelle che erano le intenzioni dell'Amministrazione, quelle che erano le misure che il regolamento intendeva mettere in attività per una gestione migliore possibile della mensa delle scuole materne. Mi corre d'obbligo e ho piacere di significare quello che sto per dire, che intanto non un è venuto meno il servizio, questo lo rivolgo al Consigliere Manca che in questo momento non vedo ma lui lamentava intanto la carenza del servizio. Il servizio non è stato offeso dalle scelte dell'Amministrazione, l'Amministrazione in questo periodo di vacatio si è impegnata anche a reperire dei professionisti del settore alimentare selezionandoli, anche avvalendosi di esperienze e competenze della A.S.L. per poter mettere a frutto il servizio in attesa di esternalizzare definitivamente il servizio mensa stesso. Qualcuno prima di me ha parlato di piatti che rimangono, piatti che devono essere offerti a chi per chissà quale motivo. Se l'intento di questa Amministrazione è quello di dare efficienza, io credo che per effetto di questo obiettivo nel piatto o nelle pentole non debbano rimanere pasti. Quindi a chi dobbiamo dare questi pasti? Se dell'efficienza o all'efficienza dobbiamo rispondere di questi pasti non ne devono rimanere. Il privato prenderà atto dei bambini presenti, prenderà atto delle pietanze e delle quantità che deve andare a trasformare e sulla base di questi calcoli, di queste valutazioni andrà a processare gli alimenti corretti, giusti, per i bambini che dovranno essere soddisfatti, non per quei bambini assenti - questo lo dico a sostegno e a supporto, sposando l'emendamento proposto dal gruppo P.D. - che invece non devono pagare, che invece non devono sostenere. Per quale motivo? Il bambino assente, qualora i genitori manifestino l'assenza e la dimostrino prima delle 9. Ma è semplice perché alle 9 c'è l'appello, che ci sia il bambino o che non ci sia al cuoco o all'impresa o alla società o cooperativa che andrà a gestire questo servizio gli si potrà dire: chi c'è c'è e chi non né non c'è. Se alle 9 c'è l'appello, quei signori che dovranno fare la spesa dovranno pensare di comprare di meno. Nell'ipotesi in cui dovessi sposare, e non lo sposo, il regolamento così com'è proposto, dovrei pensare che l'aggiudicatario non deve assumere rischi. Invece un aggiudicatario deve assumere dei rischi, e questo lo dico senza a cura dell’I.D.N. S.n.c. 46 timore perché l'aggiudicatario non è tonto e quando l'aggiudicatario non è tonto dirà ai suoi fornitori: io mi assumo i miei di rischi ma, siccome tu sei il mio fornitore, anche tu assumiti i tuoi. Cioè presumibilmente ci saranno 50 bambini ma in caso di neve sappi che ci sarà qualche assente. E così il fornitore, per non perdersi quella fornitura, si accollerà parzialmente in quota millesimale quel rischio. Noi non possiamo pensare di salvaguardare l'imprenditore, perché non va a favore dell'efficienza dell'Amministrazione. E' corretto quello che hanno scritto i Consiglieri del P.D., cioè: un terzo della rata - chiamiamola così quella del bollettino dei ticket - varrà come cauzione; non è un costo supplementare, ma vale come cauzione. Cioè di un mese ne vorrai frequentare almeno 10 giorni? Questa è la logica. Se quindi frequenterai 10 giorni di scuola materna non sosterrai spese aggiuntive. Questa è la logica. Se ti ammalerai per il mese intero, speriamo che questo non accada per nessun bambino, ma se dovesse succedere a quel bambino e a quei genitori verrà fatto carico di un terzo di quei 60 euro circa che invece valgono l'acquisto dei ticket mensili. Però a vantaggio dei genitori va il fatto che se il bambino non va a scuola non devono sostenere delle spese e, se dovesse frequentare almeno 10 giorni, non hanno spese aggiuntive. Quindi questo è un ragionamento pulito, logico. All'aggiudicatario vanno quantomeno quei soldi della cauzione fissi. Cioè quel bambino che si assenta un mese, sfortunatissimo, spero che non ce ne siano molti, lo auguro ai bambini e lo auguro ai genitori. Per quanto riguarda il mio emendamento, che probabilmente non è passato con una comunicazione corretta, la esprimo e la manifesto adesso. In sostanza ho sentito parlare tanto di HACCP, di norme comunitarie, di sistemi di ricevimento merce, di sistemi di acquisizione merce, di sistemi di smaltimento rifiuti, di imballaggi, di prodotti che vanno a contatto con gli alimenti. A supporto di tutto questo c'è una norma molto semplice e banale. Fa parte del pacchetto di igiene, è la norma a cui fanno riferimento i tecnici della prevenzione, per non parlare dei medici che si occupano del servizio di igiene e nutrizione della A.S.L., per non parlare del nucleo antisofisticazione. Ecco, di questo stiamo parlando. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 47 Allora la norma, che a me farebbe piacere venisse rappresentata all'interno del regolamento è questa, e io la inserirei nel secondo comma del punto A dell'Art. 2. Mi accingo a leggerla perché probabilmente l'emendamento che ho presentato non è facilmente comprensibile. In sostanza dico che "alla ditta aggiudicataria verrà imposto il rispetto del regolamento CEE - che è il pacchetto di igiene - N. 852 del 29 aprile 2004 e gli sarà fatto divieto di utilizzo dei prodotti alimentari transgenici" e segue come di fatto è il regolamento. Non voglio togliere nulla all'articolato ma mi farebbe piacere che ci fosse questa norma perché sintetizza sostanzialmente le richieste a più voci di maggioranza, di minoranza, manifestate e portate all'attenzione di quest'aula. Questo regolamento è l'evoluzione dell'HACCP, quella che è la norma che prevede l'autocontrollo, quella che è la norma a cui i produttori, chi si occupa di trasformazione di sostanze alimentari devono adeguarsi. Quando negli emendamenti proposti si fa riferimento alla certificazione dei fornitori, dentro questa norma è tutto scritto. Questa norma prevede che i fornitori debbano avere una loro certificazione e si presume che i prodotti da loro messi in commercio e quindi messi a disposizione della scuola materna siano già sottoposti a controllo ufficiale. La scuola materna, quindi chi gestisce gli acquisti, dovrà avere altresì un registro di carico e scarico. Questo registro di carico e scarico dovrà avere poi delle pagine che verranno impegnate. Che ne so?, se dovessero essere stati acquisiti degli alimenti ammalorati, la norma prevede che questa acquisizione debba essere descritta lì, in quel punto, perché quelli che si occupano di controlli ufficiali, ed è a quello che noi dobbiamo fare riferimento, non a quello dei genitori, che secondo me è una cosa che può trarre davvero in inganno il sistema. Cioè il controllo ufficiale non può essere quello dei genitori. Qualcuno che mi ha preceduto ha detto: i genitori dovrebbero, potrebbero andare a sorpresa, non dovrebbero neanche dirlo al dipendente comunale che stanno andando, ma è una follia. Cioè per entrare in una cucina, io che ho fatto il tecnico della prevenzione per 11 anni, mi vestivo di calzari, di camici e di cuffia, cioè mi munivo di quei dispositivi di protezione individuale che richiedevano e venivano richiesti ai cuochi. Ma adesso vogliamo dire ai genitori che possono entrare in cucina? C'è già il a cura dell’I.D.N. S.n.c. 48 servizio di igiene e nutrizione dell'Azienda Sanitaria che ha nel proprio staff il nutrizionista, che decreterà le proprie tabelle dietetiche poi, se anche l'aggiudicatario vantasse come credito la possibilità di avere strutturato un tecnologo alimentare o un nutrizionista stratosferico, io vorrei sperare, l'invito lo estendo a lei e agli uffici, è che questo non possa e non debba costituire titolo preferenziale. Il titolo preferenziale deve essere dato dal fatto che esiste un ente pubblico che si chiama A.S.L. ed è a quello a cui noi dobbiamo fare riferimento, perché se dovesse bastare abbinarmi al tecnologo con un nome importante, io rischierei di vincere perché c'è quel nome ma non sono strutturato abbastanza per dare soddisfazione al servizio che merita la somministrazione dei pasti ai bambini. Non per voler impegnare i colleghi Consiglieri ad un discorso stratosferico e chilometrico, ma passerei a dire - per non farlo anche in dichiarazione di voto - quali sono gli emendamenti meritevoli di essere supportati dal gruppo dell'Italia dei Valori e quali no. Per quanto riguarda la proposta fatta dal Consigliere Seddone, io credo che ci sia lavoro dietro questa proposta, che ci sia un calcolo argomentato di cose però molto difficili da applicare. Cioè preferisco che un genitore cozzi con due regoline molto più elementari, molto più semplici da attuare. Individuo nel tuo stesso spirito una più semplice applicazione nell'emendamento del P.D., lo devo dire in maniera molto onesta. Sono due regoline che i genitori tutti potrebbero capire ed è di facile applicazione. Per quanto riguarda l'emendamento proposto dal gruppo misto vale la stessa regola. Per quanto riguarda gli emendamenti della lista civica Idea Comune, io me li sono letti con piacere devo dire. Ho trovato delle argomentazioni molto utili che vorrei fossero stimolo degli uffici e dell'Assessore nella redazione, nella messa a dimora del capitolato speciale d'appalto, non foss'altro perché dare un tempo ad un affidamento all'interno del regolamento mi pare un limite che il regolamento non merita. Può essere il capitolato speciale d'appalto che per questo giro decida di studiare un affidamento con un tempo più corto, perché stiamo andando in un periodo di prova e lo possiamo utilizzare come periodo sperimentale. Ma non posso pensare che il regolamento abbia la stessa vita di un capitolato a cura dell’I.D.N. S.n.c. 49 speciale d'appalto, auspico per il regolamento un periodo di vita più lungo per cui lungi da me l'idea di offendere la loro proposta, la accolgo, rilanciandola però a quello strumento che è il capitolato speciale d'appalto. Anche il secondo per me è da capitolato. Il terzo emendamento è già compreso all'interno della filiera corta. Qua lo dico con un po' di simpatia nei confronti di alcuni genitori, tra i quali c'ero anch'io. Qualcuno ha proposto tra gli alimenti tipici addirittura il pane carasau. Lo dico con estrema simpatia e senza voler offendere l'idea e la genuinità della, chiamiamola anche così, corretta e sana alimentazione, un'alimentazione che a me fa piacere personalmente trasferire a mio figlio come notizia. Però ritengo che intanto queste scelte, anche quella dei prodotti tipici, spesso cozzano con quelle che sono le norme sulla sicurezza o le norme della corretta e sana igiene. Quando parlo di pane carasau, così per fare un esempio, o per calarmi proprio nello spicciolo dell'esempio, il pane carasau non è un prodotto fresco, confezionato quotidianamente, ma è un prodotto presumibilmente a lunga conservazione, è un prodotto che se dovessi mettere nel tavolo è soggetto a riciclo, è un prodotto che dovrei, per essere sostenibile la gestione perché stiamo parlando di efficienza, non dovrei buttare nulla. E quindi dovrei sottoporlo e proporlo ai bambini il giorno dopo e il giorno dopo ancora. Non lo trovo corretto, mi affido e sono più sicuro di una gestione della scelta degli alimenti dettata dai tecnici della A.S.L. Non per essere poco identitario, mi farebbe molto piacere che con ingredienti locali possano essere realizzati dei piatti internazionali, perché mio figlio è figlio di questo mondo e questo mi aspetterei da un progetto che è teso a far conoscere ai nostri figli quello che è un mondo più esteso di quello che abbiamo vissuto noi, perché i miei genitori vivono, e sono di Nuoro, io uguale, ho la fortuna di stare coi miei genitori, i nostri figli non sappiamo dove andranno e se potranno stare qui. Dico che far conoscere loro, anche dalla cucina, nel rispetto degli ingredienti, dei piatti internazionali per me da genitore potrebbe essere un valore aggiunto. Se questo potesse essere realizzato nel rispetto delle regole di igiene, nel rispetto delle matrici alimentari, credo che possa essere positivo. Alcuni altri emendamenti proposti dalla lista civica Idea Comune sono già in legge. Dire a cura dell’I.D.N. S.n.c. che come Amministrazione debba cacciare l'aggiudicatario per 50 inadempienza credo che sia già in legge. Quello che non trovo nel regolamento, mi avrebbe fatto piacere toccasse meglio l'argomento, sono per esempio le sanzioni o le penali. Però l'invito è quello di recuperare questo gap anche all'interno del capitolato, perché parlando di scioperi chi mi ha preceduto non ha raccontato una banalità. E' possibile che i dipendenti assunti da questa società o cooperativa possano avere... VICE PRESIDENTE Consigliere, è finito il tempo. Può continuare, chiedo scusa. Il tempo è di 40 minuti. CONSIGLIERE SODDU Avere gli strumenti per cacciare un aggiudicatario occorre costruire un percorso di penalità che mettano a tutela l'Amministrazione Comunale. Non è che uno fa uno sbaglio e lo mandiamo a casa, dobbiamo avere anche su questo la tracciabilità dei problemi che ha creato un aggiudicatario. Quindi mettere a dimora delle penali non è una cosa da poco. Per quanto riguarda gli emendamenti proposti dal "rossomoro" - lo dico con affetto -, sull'emendamento N. 1 proposto dal gruppo Rossomori, non ho problemi a sostenerlo. Cioè per me più prodotti locali ci sono e maggiore è la mia personale soddisfazione, quindi se è in legge, se è legittimo e se in Sardegna c'è il potenziale per poter esprimere questa quantità, io credo che sia un nostro dovere quello di sostenere questa proposta. Per quanto riguarda l'emendamento N. 2, credo l'abbia già detto il Segretario, è illegittimo per cui da I.d.V. che sono non posso che seguire il suggerimento del Segretario. L'emendamento N. 3 invece lo trovo molto opportuno, perché all'Art. 5 del regolamento, Assessore, è prevista la possibilità che il genitore possa rescindere dalla mensa solo all'inizio dell'anno scolastico. Io credo che possano esserci vari motivi, anche personali, credo non ci saranno molti casi e forse neanche uno, però è corretto lasciare democraticamente se non una porta questa finestra aperta e che un genitore, per motivi o circostanze, che lui sarà più bravo di noi a pensare e a dimostrare, possa scegliere. Cioè contrarre un rapporto per un anno obbligatorio e comunque pagare per non avere il servizio, per ragioni che il genitore sarà lì a dimostrare, questo lo dico a cura dell’I.D.N. S.n.c. 51 perché l'Art. 5 lo prevede. Cioè se l'Art. 5, Assessore, non avesse previsto questa variabilità, io non avrei neanche pensato, ma forse non ci avrebbe neanche pensato il collega Consigliere. Ma nel momento in cui all'inizio dell'anno uno può dire "no, la mensa non mi interessa", non vedo perché non lo possa dire non a metà mese, all'inizio del mese, possa decidere, come può farlo all'inizio dell'anno è corretto. A meno che non lo togliamo. Cioè non troverei nulla di strano neanche a toglierlo ma, se c'è, è corretto che la scelta possa essere fatta anche durante il corso dell'anno. Può essere che questa scelta ci ritorni anche comoda nel caso in cui l'aggiudicatario non fosse all'altezza delle nostre aspettative, perché se i genitori potessero e dovessero scegliere in corsa di rinunciare alla mensa, questo significherebbe che la mensa non è a livello delle loro aspettative e dà democraticamente la possibilità ai genitori o al genitore o a un gruppo di genitori, rescindendo, di stimolare l'Amministrazione Comunale al che quell'aggiudicatario venga cacciato. Credo che possa essere uno strumento più utile all'Amministrazione che nemico. Per quanto riguarda gli emendamenti proposti dal collega Consigliere Paolo Manca, dico che molti sono ripetitivi, molti devono essere contenuti all'interno del capitolato speciale d'appalto. Il Consigliere ha speso molta attenzione ai controlli gestiti dai genitori. Io credo che quei controlli da angeli della notte dovrebbero essere un attimino regolamentati, perché non si può andare lì col manganello dentro a una scuola senza avere le competenze del caso e pensare, decidere in casa d'altri, perché quando noi daremo in gestione le cucine, le cucine avranno una ragione sociale che è diversa da quella delle scuole, perché noi gli stiamo dando le chiavi di quelle cucine, quei signori dovranno gestire la cucina con le pulizie, dovranno mettere a disposizione tutto. Questo significa che entrare lì in alcuni casi, se non rispettosi delle regole, è violazione di domicilio. Quindi bisogna fare molta attenzione a queste cose. Credo che i controlli possano avere maggiore efficacia se supportati dalla A.S.L. Perché all'interno di questo staff non è stato previsto ad esempio un rappresentante della A.S.L.? a cura dell’I.D.N. S.n.c. 52 Uno che fa controlli ufficiali, uno che probabilmente potrebbe educare non perché contesto la presenza del personale amministrativo dell'Amministrazione Comunale, ma portare a compimento un controllo ufficiale, cioè frugare nelle tasche della gente non è cosa da poco. Là c'è scritto che noi possiamo andare a controllare i cibi, la modalità, i depositi, i magazzini, il sistema di pulizia, il sistema di somministrazione. Noi potremmo da genitori controllare tutto. Non c'è scritto quali sono i nostri doveri da genitori. Non c'è scritto che dobbiamo essere muniti degli stessi dispositivi che sono prescritti per legge per i cuochi e per chi ci lavora. E io credo che esaltare questo termometro possa essere elemento di disturbo. L'invito è che un rappresentante della A.S.L., a garanzia di un controllo, naturalmente i controlli esercitati dai tecnici della A.S.L. sono generalmente controlli a sorpresa, quindi non sono controlli come dice il Consigliere Manca, da fare ogni due mesi. No, il controllo deve essere rappresentativo ed esaustivo, perché se uno gestisce un'attività e la gestisce bene può essere controllato una volta l'anno; se la gestisce male può essere controllato ogni giorno, fino a quando non imparerà a gestirla bene e io questo auspico. Vogliamo creare una palestra di personale volontario, perché i genitori non vanno lì a controllare per essere pagati, non sono mica pagati, vanno a tutela del loro bambino e dei loro bambini in generale. Ma credo che tutto debba rispondere ad una norma e anche al rispetto di coloro che andranno a gestire. E fino a prova contraria chi andrà a gestire la mensa è una persona meritevole, perché uno a cui viene aggiudicato un appalto è una persona che ha dimostrato le proprie competenze con le carte che poi dovranno essere trasferite nella pratica, ma nelle carte è una persona che merita rispetto. E noi non possiamo partire, non lo dico naturalmente a lei, Assessore, lo dico rivolgendomi ai diffidenti di un'esternalizzazione. E, spezzando da lancia a favore di questo sistema, dico che finora l'Amministrazione Comunale si è avvalsa di cuochi anche selezionati annualmente ma magari diversi anno per anno. Il sistema di esternalizzazione premierà le capacità, perché il titolare d'azienda, l'aggiudicatario, assumerà e terrà a tempo indeterminato per il periodo dell'affidamento presumibilmente lo stesso personale, se quel personale avrà le a cura dell’I.D.N. S.n.c. 53 capacità. E, questo lo dico da genitore, è una garanzia quella di avere dei maestri in cucina con la continuità, perché diventano delle persone di famiglia a cui il genitore può e deve rivolgersi perché può manifestare anche qualche disturbo, qualche disagio del bambino. Ed è più corretto avere una persona a noi conosciuta piuttosto che imparare tutte le volte a prendere confidenza con persone diverse. PRESIDENTE Chiede di intervenire la a Consigliera Carroni. Chiedo di fare un po' di silenzio, anche nel pubblico. Grazie. CONSIGLIERE CARRONI Presidente, chiedo una sospensione di 20 minuti. PRESIDENTE Pongo in votazione la richiesta di sospensione. Votazione: approvata. Ad ore 19 e 18 la seduta è sospesa. Ad ore 20 e 01 il SEGRETARIO procede all'appello dei Consiglieri. E' presente il numero legale (n. 23), la seduta prosegue. PRESIDENTE Proseguiamo con la discussione. La parola al Consigliere Seddone. CONSIGLIERE SEDDONE Intervengo per comunicare l'intenzione di ritirare il mio emendamento, e presento contestualmente un emendamento all'emendamento presentato dal gruppo del P.D., l'ho concordato con i firmatari, in cui chiedo che dopo la frase relativa ai buoni pasto, giorno per giorno al personale della scuola, si aggiunga questa frase: "qualora alcuni o tutti i buoni pasto non vengano utilizzati nel corso del mese di acquisto potranno essere utilizzati nel corso del mese successivo". E' una specificazione che è ovvia però aiuta nella comprensione di quel regolamento così come detto dal Consigliere Soddu, per cui chiedo che venga fatto questo emendamento all'emendamento. PRESIDENTE Se l'ha scritto chiedo che me lo consegni, così facciamo una fotocopia. La parola al Consigliere Mannironi. CONSIGLIERE MANNIRONI a cura dell’I.D.N. S.n.c. 54 Nella sostanza abbiamo trovato un testo congiunto con il rappresentante dei Rossomori all'emendamento N. 2 di Idea Comune che corrisponde al primo emendamento appunto dei Rossomori abbiamo presentato un emendamento all'emendamento che rappresenta il compendio delle due richieste presentate dalle due liste, che se il Presidente ritiene lo leggo. PRESIDENTE Sì, lo legga. CONSIGLIERE MANNIRONI L'emendamento che abbiamo concordato è in questi termini: "è fatto obbligo alle ditte assegnatarie un approvvigionamento certificato degli alimenti non inferiore al 10% di prodotti biologici e del 50% di alimenti provenienti da filiera corta comunale, provinciale e regionale. Dette percentuali dovranno essere incrementate di anno in anno mentre in sede di redazione dei successivi bandi rivolti all'assegnazione del servizio, dovrà tenersi conto delle percentuali e dei risultati raggiunti dal precedente assegnatario". PRESIDENTE Sta facendo l'emendamento all'emendamento N. 3? CONSIGLIERE USULA Questo emendamento recitava prima: "è fatto obbligo per le ditte di ricorrere a personale in possesso dei requisiti nato e residente in Provincia di Nuoro in misura non inferiore al 70% del personale in organico". Questo emendamento lo sostituisco con quest'altro testo: "è fatto obbligo per la ditta aggiudicataria del servizio di ricorrere a personale in possesso dei requisiti attinto dalle liste dell'ufficio provinciale dell'impiego di Nuoro". PRESIDENTE Non ci sono altri interventi, chiudiamo la discussione. Chiedo se l'Assessore vuole intervenire. La parola al Consigliere Ticca. CONSIGLIERE TICCA Comunico che, visti i cambiamenti all'emendamento relativo all'Art. 6, visto com'è stato completato quello presentato dal gruppo P.D. con l'aggiunta del Consigliere Seddone, noi come gruppo SEL e gruppo misto ritiriamo l'emendamento presentato. PRESIDENTE Mi sembra di aver capito che quell'emendamento è fatto proprio anche dal a cura dell’I.D.N. S.n.c. 55 gruppo misto e dal gruppo SEL con le aggiunte che sono state fatte dal Consigliere Seddone, per chiarirlo. La parola all'Assessore Demuro. ASSESSORE DEMURO Velocemente, almeno quelli che dopo una consultazione con la dirigente secondo noi possono essere accoglibili e condivisibili. Intanto faccio davvero un ringraziamento all'aula per il dibattito perché, sebbene i toni in alcuni momenti siano stati anche forti, vuol dire che c'è partecipazione e quando un argomento viene dibattuto vuol dire che c'è l'interesse e la volontà per esprimere al meglio un deliberato. Partiamo dall'emendamento del Consigliere Patteri. Chiaramente è un refuso, l'ordine è sempre quello dei cerchi concentrici comunale, provinciale e regionale. Cioè quando parliamo di filiera corta più corto è il percorso e maggiori sono le garanzie del prodotto come igiene. Per quanto riguarda l'Art. 6, credo che sia stata trovata una buona soluzione che concilia due esigenze: quelle che sono comunque di una quota fissa, perché spese fisse ci sono comunque da parte dell'Amministrazione, con una certa flessibilità per quanto riguarda invece i buoni pasto. Poi che possono essere buoni pasto elettronici quelle sono cose che si vedranno in capitolato d'appalto, quello che interessava era il principio generale. Quindi secondo me è un'ottima soluzione. Negli emendamenti così modificati di Idea Comune, del Consigliere Mannironi e del Consigliere Usula, il primo del Consigliere Usula corrisponde al secondo del Consigliere Mannironi, c'è una certa razionalità e buon senso nell'individuazione anche delle percentuali di filiera corta. L'emendamento N. 1, Consigliere Mannironi, per la durata non superiore ad anni tre, stiamo entrando nell'ambito di atti gestionali, quindi sarà fatto nel capitolato, questo a mio modesto parere. L'emendamento N. 3 è ugualmente accoglibile, perché la predisposizione del menù da parte del servizio A.S.L., le tabelle dietetiche adeguate all'età e alle esigenze alimentari è assolutamente condivisibile. Così come gli emendamenti N. 4, 5 e 6 . Invece qualche perplessità per le pulizie con i prodotti ad etichette ecologiche. Rischiamo di far salire davvero tanto i costi. Per gli ultimi due, qualunque capitolato termina e comprende le penalità e le a cura dell’I.D.N. S.n.c. 56 eventuali revoche. E' chiaro che queste ci saranno nel capitolato sicuramente, non so se c'è il Segretario per chiedere se sia anche necessario votarli, perché chiaramente saranno nel capitolato. Dirò di più: non solo le condizioni di revoca ma anche le eventuali penali, perché alla revoca ci arrivi con una certa gradualità, prima ci sono le penali e poi c'è la revoca. PRESIDENTE Passiamo alle dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Mannironi. CONSIGLIERE MANNIRONI Intervengo per precisare che in ordine all'emendamento concernente l'utilizzo di prodotti ambientali per la pulizia del refettorio o comunque della sala mensa, ormai sono facilmente reperibili prodotti di questo tipo addirittura prodotti localmente, perché la Masnata Chimici è di Cagliari e li produce, tra l'altro con dei costi che sono notevolmente inferiori in quanto sono addirittura venduti come prodotti sfusi. Quindi anche in questo senso si avrebbe un minore utilizzo di plastica, di materiale plastico. Tra l'altro anche in questo senso agevolando l'acquisizione di prodotti a filiera corta, visto e considerato che la Masnata Chimici opera qui in Sardegna. In ordine ai successivi emendamenti N. 8 e 9, io so perfettamente che all'interno del bando saranno previste tutte le cautele del caso, però quello che a noi interessava era specificare nel regolamento, questo lo dico solo a titolo di precisazione, che venisse dato un potere sia ai membri della commissione che all'ufficio stesso di fare segnalazioni in questo senso. Tutti i membri della commissione, se dovessero riscontrare appunto delle irregolarità, secondo noi devono avere il potere di poterlo segnalare in maniera tale che possano essere adottati i provvedimenti del caso. E' chiaro che questo tipo di emendamento non verrebbe chiaramente previsto all'interno del bando, che riguarda il rapporto che viene a intercorrere tra il Comune e l'azienda appaltatrice. Quindi in questo caso non ci sarebbe un'eventuale possibilità data ai membri della commissione di poter intervenire in questo senso. Quindi il nostro era soltanto un intervento a titolo cautelativo sia da parte dell'ufficio che dell'azienda. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 57 E' chiaro che poi maggiori specificazioni saranno precisate in termini di sanzioni, che possono portare addirittura alla revoca, nel bando di concorso. Quindi la nostra era soltanto una precisazione che aggiungesse ai poteri conferiti alla commissione un'ulteriore... PRESIDENTE Scusi Consigliere Mannironi, comunque gli emendamenti rimangono in piedi, lei non li ritira? CONSIGLIERE MANNIRONI No assolutamente, gli emendamenti rimangono. Stavo soltanto precisando quella che era la finalità che si voleva raggiungere con quei due ultimi emendamenti. PRESIDENTE Dovrebbe dire come vota. Non siamo più in discussione, quindi nelle dichiarazioni di voto non è previsto nessun intervento che non siano coloro che votano. Quindi ci dica come vota. CONSIGLIERE MANNIRONI Sono favorevole chiaramente a tutti gli emendamenti e a quelli che abbiamo concordato con la maggioranza e con gli altri Consiglieri che hanno presentato gli emendamenti. PRESIDENTE Dichiarazione di voto del P.D.L. CONSIGLIERE MONTESU Noi avevamo, perlomeno io la volta scorsa avevo fatto un'astensione, in difformità anche al mio gruppo, perché ero convinto di un'operazione fatta come era stato dichiarato al fine di portare nelle casse dei Comuni un certo risparmio. Da quello a cui ho potuto assistere, oggi è stata fatta un'operazione di spending review al rovescio, cioè non per risparmiare ma per poter aumentare la spesa. Non crediamo che con gli emendamenti presentati alla bozza che è stata definita in commissione si possano raggiungere gli obiettivi che sono stati dichiarati. Non abbiamo neanche ricevuto né da parte dell'Assessore né da parte degli uffici i chiarimenti e le garanzie che avevamo chiesto, anzi notiamo che praticamente abbiamo, anche se con tempi un pochettino più ristretti, fatto una specie di project financing di questo servizio, delle mense per i bambini. Cioè tutti coloro che sono contrari a questo tipo di progetto dovrebbero riflettere a cura dell’I.D.N. S.n.c. 58 anche su questo. Dicevo che non abbiamo avuto le garanzie perché di fronte alla garanzia di un risparmio per le casse comunali noi sicuramente avremmo votato questo regolamento. Non ci sono queste garanzie, per cui noi voteremo contro questo regolamento e voteremo contro anche agli emendamenti. PRESIDENTE La parola al Consigliere Seddone. CONSIGLIERE SEDDONE Darò voto favorevole agli emendamenti presentati dalla lista Idea Comune tranne per il settimo per cui mi asterrò. Voterò l'emendamento presentato dal Consigliere Patteri, voterò gli emendamenti che credo siano ancora in piedi del Consigliere Manca, che credo non siano stati ritirati, tranne il sesto su cui mi asterrò e voterò gli emendamenti del Consigliere Soddu e del gruppo del Partito Democratico. Voterò anche l'emendamento sostituivo dei colleghi Usula e Mannironi, così come voterò anche l'emendamento N. 3 presentato dai Rossomori, mentre mi asterrò sul quarto. Voterò favorevolmente alla delibera, anche in continuità con quello che avevo fatto, mesi or sono, sulla delibera degli indirizzi, per cui io spero che si realizzerà quel risparmio che il Consigliere Montesu teme che non avverrà, eventualmente mi prenderò anche le responsabilità di questo voto. PRESIDENTE La dichiarazione di voto dei Rossomori. CONSIGLIERE USULA Voglio precisare, visto che c'è stato anche l'intervento dei colleghi del P.D.L., all'atto dell'esternalizzazione, chiamiamola così per semplificare, del servizio mensa votai contro quell'esternalizzazione. Rimango ancora dell'idea che l'esternalizzare i servizi di questo tipo non sia sicuramente la strada migliore. Ma tant'è, la maggioranza ha deciso in questo senso e quindi naturalmente, com'è ovvio e giusto in democrazia, ci adeguiamo a questo percorso. Voglio ricordare solo una cosa: c'era stata una discussione con l'Assessore a cui rimproveravo uno degli elementi di forza dell'esternalizzazione, che era quello di rinunciare alla scuola di formazione dei cuochi. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 59 E io in quell'occasione dissi, lo ribadisco anche adesso, che stavamo rinunciando anche in quell'occasione alla possibilità di avere qualche posto di lavoro in più. E ha ricordato bene anche Cosimo Soddu poco fa: in quel caso poteva essere anche un'ulteriore garanzia formare noi dei cuochi, che poi vengono a lavorare nelle nostre mense con i nostri bambini, poteva essere un'ulteriore garanzia di qualità, oltre a un'ulteriore difesa, foss'anche solo di un posto di lavoro. PRESIDENTE Come vota? CONSIGLIERE USULA Voto a favore di tutti gli emendamenti che ho presentato io, naturalmente quello modificato con il Consigliere Mannironi, e poi volta per volta vedremo un pochino come presentati, ma mi sembra di ricordare che non ho contrarietà a emendamenti presentati. PRESIDENTE La parola al Consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. CONSIGLIERE PIRISI Come ho annunciato nell'intervento, dichiaro che siamo contrari ad ogni ipotesi di esternalizzazione dei servizi educativi destinati alle materne, perché ciò significherebbe il peggioramento dell'offerta formativa per i bambini e delle condizioni di lavoro per operatori, educatori e insegnanti, oltre che un disagio per il famiglie. Bisogna infatti garantire un'identità pedagogica riconoscibile e una omogeneità sulla qualità delle offerte ai cittadini. PRESIDENTE Sono finite le dichiarazioni di voto, passiamo alle votazioni. Prima della delibera dobbiamo votare gli emendamenti. Vi prego di fare un po' di attenzione perché ci sono state diverse modifiche. Innanzitutto è stato ritirato l'emendamento del Consigliere Seddone e l'emendamento del Consigliere Ticca e più che confluiscono nell'emendamento del P.D. modificato con la dicitura che ci ha appena esposto il Consigliere Seddone. Quindi il primo emendamento che votiamo sono i due del P.D., all'Art. 6 e all'Art. 7. Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 6. Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1. Votazione: approvato a maggioranza. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 60 Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 7. Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1. Votazione: approvato a maggioranza. Il primo emendamento dei Rossomori è stato modificato ed è stato presentato dal Consigliere Mannironi e quindi è un emendamento congiunto. Stiamo parlando dell'emendamento all'Art. 2. Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 2. Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1. Votazione: approvato a maggioranza. Stiamo parlando adesso del secondo emendamento dei Rossomori: "Art. 3, primo comma. Inserire il seguente testo al secondo comma: "è fatto obbligo per la ditta aggiudicataria del servizio di ricorrere a personale in possesso dei requisiti attinto dalle liste dell'ufficio provinciale dell'impiego di Nuoro". Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 2. Esito della votazione: favorevoli 19; contrari 7; astenuti 2. Votazione: approvato a maggioranza. Votiamo adesso il terzo emendamento all'Art. 5, sempre dei Rossomori: "Inserire un secondo comma con il seguente testo: la rinuncia preventiva al servizio può essere annullata nel caso di modificate esigenze familiari, un'eventuale richiesta di usufruire del servizio deve trovare accoglienza entro e non oltre sette giorni dalla presentazione della relativa domanda". Pongo in votazione l'emendamento all'Art. 5. Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1. Votazione: approvato a maggioranza. L'emendamento N. 4 del Consigliere Usula è ritirato perché assorbito. Votiamo adesso l'emendamento del Consigliere Soddu che inserisce nell'Art. 1 un riferimento ai regolamenti comunitari del cosiddetto pacchetto igiene per quanto riguarda l'obbligo di attenersi da parte dell'assegnatario del servizio. Esito della votazione: favorevoli 24; contrari 3; astenuti 1. Votazione: approvato a maggioranza. Passiamo adesso agli emendamenti di Idea Comune. L'emendamento N. 1 propone che "tra le parole affidamento del servizio e la ditta specializzata si inserisca il seguente periodo: per la durata non superiore ad anni 3". Pongo in votazione l'emendamento N. 1 presentato dal gruppo Idea Comune. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 61 Esito della votazione: favorevoli 3; contrari 22; astenuti 3. Votazione: respinto a maggioranza. L'emendamento N. 2 è stato riassorbito. Votiamo l'emendamento N. 3, emendamento all'Art. 2 lettera D: "rimodulazione dell'intera... la predisposizione del menù da parte del servizio A.S.L. competente facendo ricorso anche ai prodotti tipici indicati nel Decreto Ministeriale 350/99 corredati dalla relativa tabella dietetica adeguati alle esigenze alimentari degli utenti". Pongo in votazione l'emendamento N. 3 presentato dal gruppo Idea Comune. Esito della votazione: favorevoli 21; contrari 3; astenuti 3. Votazione: approvato a maggioranza. Votiamo adesso l'emendamento N. 4 all'Art. 2. "Dopo la lettera E si aggiunga: garantiscano l'utilizzo dell'acqua della rete pubblica da amministrarsi come bevanda principale ai destinatari del servizio". Pongo in votazione l'emendamento N. 4 presentato dal gruppo Idea Comune. Esito della votazione: favorevoli 20; contrari 3; astenuti 4. Votazione: approvato a maggioranza. Emendamento N. 5 all'Art. 3: "dopo il comma F si aggiunga il seguente comma F bis: il fornitore del servizio deve essere dotato di un sistema di gestione ambientale certificato garantendo la valutazione sistematica degli aspetti ambientali a livello gestionale, ISO 14001". Pongo in votazione l'emendamento N. 5 presentato dal gruppo Idea Comune. Esito della votazione: favorevoli 22; contrari 2; astenuti 2. Votazione: approvato a maggioranza. Emendamento N. 6 all'Art. 3: "Dopo il comma 2 si aggiunga il seguente comma 2 bis: il servizio deve essere garantito adoperando stoviglie riutilizzabili e/o compostabili o biodegradabili secondo quanto disposto dall'Art. 12 del regolamento comunale per la gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati. Le disposizioni di quest'ultimo devono essere rispettate anche in materia di gestione dei rifiuti". Pongo in votazione l'emendamento N. 6 presentato dal gruppo Idea Comune. Esito della votazione: favorevoli 23; contrari 2; astenuti 1. Votazione: approvato a maggioranza. Emendamento N. 7 all'Art. 3: "Dopo il comma 2 bis si aggiunga il seguente comma 2 ter: la pulizia delle cucine e dei refettori dovrà essere effettuata mediante utilizzo di prodotti di etichette ecologiche nella percentuale minima del 50% da incrementarsi di anno in anno". a cura dell’I.D.N. S.n.c. 62 Pongo in votazione l'emendamento N. 7 presentato dal gruppo Idea Comune. Esito della votazione: favorevoli 5; contrari 16; astenuti 5. Votazione: respinto a maggioranza. Per gli emendamenti N. 8 e N. 9 c'è un parere contrario del Segretario. Non sono di competenza della commissione, ma lo mettiamo in votazione. "Revocare l'affidamento alla ditta aggiudicataria qualora non si attenga alle prescrizioni del presente regolamento nonché dalle leggi vigenti". La parola al Segretario. SEGRETARIO Ma non esiste che possano darsi queste competenze, sia pure a livello regolamentare, ad una commissione o alla rappresentanza di una commissione. Ma quando mai una commissione può revocare l'affidamento alla ditta aggiudicataria? Il punto E dice "revocare", poi l'emendamento 9 dice "proporre la revoca". Ma lei immagina una commissione che propone una revoca? L'attività di una revoca è un'attività conseguente all'accertamento da parte del dirigente, che l'interlocutore è quello che gestisce e segue l'appalto e il servizio. Tutt'al più la commissione avrà il potere e dovere di segnalare eventuali disservizi, i problemi e quant'altro, dopodichè per quanto stabilito in contratto e in capitolato sarà il dirigente che, se riterrà che ricorrono quelle condizioni, manderà avanti la revoca. Ma non è un'attività che può proporre la commissione, tutt'al più può segnalare i disservizi, può fare le sue considerazioni ma non proporre una revoca. PRESIDENTE A me ha convinto la spiegazione del Segretario, quindi non lo mettiamo neanche ai voti e andiamo avanti con gli altri emendamenti. Lei non lo ritira ma io non lo metto in votazione. Adesso ci sono gli emendamenti proposti dal Consigliere Manca. Emendamento N. 1. Non lo leggo perché sono 10 pagine, la sintesi non è riuscito a farla neanche il Consigliere Manca. Io posso dirvi che l'emendamento è all'Art. 2, modalità di gestione. Pongo in votazione l'emendamento N. 1 presentato dal Consigliere Manca relativo all'Art. 2. Esito della votazione: favorevoli 1; contrari 19; astenuti 4. Votazione: respinto a maggioranza. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 63 Votiamo adesso l'emendamento N. 2 relativo all'Art. 3, gestioni e controlli, dove il Consigliere Manca propone di aggiungere al punto B "visite obbligatorie ogni due mesi". Pongo in votazione l'emendamento N. 2 presentato dal Consigliere Manca relativo all'Art. 3. Esito della votazione: favorevoli 2; contrari 20; astenuti 2. Votazione: respinto a maggioranza. Votiamo adesso l'emendamento N. 3. E' relativo all'Art. 4, commissione servizio mensa scolastica, così com'è stato illustrato dal Consigliere Manca. Pongo in votazione l'emendamento N. 3 presentato dal Consigliere Manca relativo all'Art. 3. Esito della votazione: favorevoli 2; contrari 19; astenuti 3. Votazione: respinto a maggioranza. Adesso votiamo l'emendamento n. 4 relativo all'Art. 5 "gestione e controlli". Il Consigliere Manca propone di cassare tutto il 2° pa ragrafo da "qualora i genitori...fino al punto che termina con "pubblica istruzione" Esito della votazione:favorevoli 1; contrari 21; astenuti 2. Votazione: respinto a maggioranza. Adesso votiamo l'emendamento n. 5 relativo all'Art. 6 "partecipazione al costo del servizio". Il Consigliere Manca propone di cassare tutti e due i paragrafi da "in caso di assenza...fino a recuperare del credito". Esito della votazione: favorevoli 1; contrari 21; astenuti 2. Votazione: respinto a maggioranza. Adesso votiamo l'emendamento n. 6 relativo all'Art. 7 "esenzioni totali o parziali". Si propone di modificare l'ultimo periodo con "le predette esenzioni sono a carico dei servizi sociali". Esito della votazione: favorevoli ?; contrari 21; astenuti 4. Votazione: respinto a maggioranza. Adesso votiamo l'ultimo emendamento del Consigliere Manca, il n. 7 relativo all'Art. 8 "pagamento del servizio mensa scolastica". Esito della votazione: favorevoli ??; contrari 21; astenuti 4. Votazione: respinto a maggioranza. C'è l'ultimo emendamento del Consigliere Patteri, quello dell'inserimento della parola "comunali" prima di "provinciali e regionali". Esito della votazione: favorevoli 23; contrari 3; astenuti 1. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 64 Votazione: approvato a maggioranza. Adesso votiamo la delibera così come è stata emendata testé. Esito della votazione: favorevoli 23; contrari 4; astenuti nessuno. Votazione: approvata a maggioranza. Siccome sono passate le 21 dichiaro sciolta la seduta. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 65