Osservazioni Botaniche
 Vegetazione spontanea arboreo-arbustiva alla testa e
lungo l’asta del Fontanile
– Sambuco, Sanguinella, Berretta da prete, Rovo, Robinia,
Olmo, Acero, Quercia, Noce, Pioppo
Acero Campestre (Acer campestre)
Acero campestre
90°
Possibile Ibridazione
Tra Acero campestre
e .. ?.. Acer opalus
> di 90°
E’ facile dire …quercia …ma ...
Picciolo lungo:
escluderebbe la
Farnia
Alette basali:
tipiche della
Farnia.
… è Roverella Quercus pubescens,
Farnia Quercus robur, o Rovere
Quercus petraea ?
Il picciolo della
ghianda è
troppo corto
per Farnia, ma
è troppo lungo
per Rovere e
Roverella che
hanno ghiande
sessili.
La peluria che
caratterizza la Roverella
non è molto evidente.
Sambuco (Sambucus nigra)
Il sambuco cresce dovunque il contenuto di azoto
del suolo sia alto: vicino agli edifici abbandonati e
intorno agli allevamenti. In questi luoghi, il suolo è
stato arricchito dalla decomposizione di materia
organica, quale foglie e rifiuti.
Il sambuco è però comune anche in formazioni
naturali, nelle siepi e ai margini dei boschi, ma
sempre in luoghi abbastanza umidi.
Dai frutti e dai fiori si ottengono distillati e
marmellate eccellenti, ricche di vitamina C.
Si curava la tosse con un te fatto dai fiori, e un
estratto delle radici veniva usato come purgante.
Tinture vengono ricavate da parti diverse dell'albero:
nera dalla corteccia, verde dalle foglie, blu o lilla dai
fiori.
I fiori vengono anche consumati in frittate e frittelle.
Il legno, che è tenero e bianco-giallastro, può essere
usato per piccoli oggetti, quali giocattoli, pettini e
cucchiai di legno.
Generazioni di bambini hanno svuotato i fusti di
questa pianta per farne fischietti e cerbottane.
Berretta da prete (Euonymus europaeus)
Il legno bianco, duro e compatto di questo alberello
veniva usato nell'antichità per fare i fusi per filare la
lana. Da questo uso del legno deriva, probabilmente, il
nome comune di "fusaggine", con cui a volte e
indicata questa pianta.
Per gran parte dell'anno la berretta da prete è un
arbusto poco appariscente, ma, in autunno, dichiara la
propria identità con uno sfoggio di foglie rosso scuro o
rosso-rosa e di frutti a quattro lobi, che, a maturità, si
aprono mostrando i semi di un colore arancione vivo,
del tutto inconsueto.
A motivo di questo sfoggio autunnale, viene coltivata
nei giardini e nei parchi come ornamentale, e da essa
sono state tratte alcune varietà molto attraenti.
Cresce particolarmente bene su terreni basici.
L'albero emana un odore sgradevole se ammaccato e i
frutti sono emetici.
Erano usati dalle popolazioni rurali come purgante
drastico: uso non privo di pericoli, data la loro
velenosità.
Nell'antichità, le foglie e i semi, ridotti in polvere,
venivano spruzzati sulla pelle dei bambini e degli
animali per scacciare i pidocchi.
Sanguinella (Cornus sanguinea)
Questo arbusto, poco appariscente per gran parte dell'anno,
in autunno proclama la sua presenza grazie alle foglie
rosse e alle drupe nere.
In Italia, lo si trova un po' ovunque nelle siepi, nelle
macchie e nelle boscaglie.
Cresce, di solito, su terreni calcarei, poveri, invadendo
spesso pascoli abbandonati; predilige, però, i terreni freschi
e fertili. E’ una pianta frugale e può essere adottata per il
consolidamento di terreni franosi.
Fino all'inizio del secolo, il legno, duro e bianco, veniva
bruciato come carbonella. Una cronaca del secolo XVII
riferisce che da questo legno si ricavavano ingranaggi per
mulini, pestelli, rocchetti e raggi per ruote.
Le drupe amare e non commestibili, che crescono sulla
sanguinella, venivano un tempo usate per estrarne olio da
lampade; oggi, si usano per le loro qualità tintorie.
I rametti si adoperano come tutori nelle colture da orto e
della vite e servono anche per la fabbricazione di cesti.
La sanguinella era considerata, un tempo, con timore nelle
campagne per le sue proprietà magiche. Secondo quanto
dice, nel 1613, 1'inquisitore De Laucre, la corteccia, il
midollo dei rami e i semi venivano usati nei sabba dagli
stregoni per preparare un veleno.
Olmo campestre (Ulmus carpinifolia)
L’Olmo campestre, presente in tutte le regioni
italiane in pianura e fino a 500 m di altitudine, è
stato uno degli alberi tradizionali del paesaggio
agrario italiano.
Molto resistente alla potatura e alla
capitozzatura, veniva impiegato come tutore vivo
della vite, e le foglie ricavate dai rami emessi in
prossimità dei tagli, considerate un ottimo foraggio,
venivano destinate al bestiame.
I giovani frutti, chiamati "pane di maggiolino",
venivano consumati in insalata o in frittate.
Negli ultimi decenni, 1'avvento di una devastante
malattia, la grafiosi dell'olmo, causata da un fungo
microscopico (Ophiostoma ulmi), che viene diffuso
da coleotteri scolitidi, ha provocato la morte di
più di 5 milioni di piante.
Oggi si cerca però di individuare olmi campestri
resistenti alla malattia.
Il legno e assai pregiato. Molto resistente e facile
da lavorare, e stato usato, sin dai tempi antichi, per
la fabbricazione di attrezzi agricoli.
Ontano Nero (Alnus glutinosa)
Secondo un'antica tradizione,
nell’Ontano viveva il male.
L'albero, conosciuto fin dall’antichità
dall'Europa all'Estremo Oriente, era
temuto perché il suo legno, se
tagliato, si tinge di arancio
sanguigno, quasi stesse
sanguinando.
Ciò diede vita alla leggenda secondo
cui 1'albero era la personificazione
di uno spirito maligno:
1’ Erlkönig delle leggende
germaniche.
Come molte leguminose, 1'ontano
(che però è una betulacea) ha radici
che contengono batteri in grado di
utilizzare 1'azoto dell'aria e di
fissarlo, migliorando cosi la carenza
di azoto che di solito si riscontra nei
terreni molto umidi.
L'uso dell'ontano nero come pianta adatta alla bonifica di terreni
umidi e malsani e per arricchire terreni poveri, o per impedire
1'erosione delle rive dei fiumi è noto da lungo tempo.
Il legno dell'ontano nero, giallo quando e stagionato, si dimostra
durevole in inverno. Essendo di facile lavorazione, era ricercato
dagli zoccolai e ancora oggi trova un discreto impiego nella
fabbricazione di zoccoli e manici di scopa.
Dalla corteccia, dai frutti e dalle foglie si ottengono delle tinture.
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