Diocesi di Ragusa Educhiamoci al discernimento Riflessioni ed appuntamenti per camminare insieme Anno Pastorale 2010-2011 Predicazione del Battista - Primo Panciroli, 1926 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa I l dipinto fa parte del ciclo di affreschi raffiguranti episodi della vita di Giovanni Battista che il pittore romano Primo Panciroli dipinse nel 1926 per il presbiterio della Chiesa Cattedrale di Ragusa. Richiama l'episodio narrato nel Vangelo di Giovanni, in cui il Battista che predicava nel deserto un battesimo di conversione, rispondendo alle domande di alcuni Giudei venuti da Gerusalemme, afferma di non essere lui il Cristo e proclama “ in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete” (Gv. 1,26). Il giorno dopo vedendo Gesù venire verso di lui lo indica alla gente dicendo “Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo”(Gv. 1,36) Secondo la tradizionale iconografia il Battista porta una rude veste di peli di cammello con una cintura di pelle attorno ai fianchi (Mc 1,6), un mantello rosso sulle spalle che prelude alla sua morte tragica, e tiene nella sinistra una canna a forma di croce che indica il suo ruolo di precursore del Cristo e richiama le parole di elogio che Cristo gli rivolge nel Vangelo (Lc. 7,24), la destra è invece rivolta verso Gesù che si avvicina, indicandolo a coloro che ancora non lo conoscono. Sac. Giuseppe Antoci INTRODUZIONE di GIAN PIERO SALADINO Direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi… (Pablo Neruda) Per valutare il cammino compiuto, riflettere sulla situazione presente, e individuare le vie nuove da seguire nel contesto delle sfide contemporanee, S.E. il Vescovo Paolo Urso e il Consiglio pastorale diocesano hanno voluto scegliere, per l'anno pastorale 2010-2011, il tema ispiratore “Educhiamoci al discernimento”. Hanno voluto dare così continuità all'azione pastorale degli ultimi 4 anni, che hanno visto la Comunità Diocesana impegnata sui temi dell'ascolto, della relazione con Dio e con i fratelli, della celebrazione e della testimonianza della carità, per leggere i cambiamenti in atto nella società e nella Chiesa e interrogarsi sulla comunicazione del Vangelo, rispondendo a “due istanze fondamentali: la consapevolezza di voler camminare Insieme e il bisogno di formazione per tutti”. Lasciarsi educare dal Signore nell'attuare un discernimento “comunitario” richiederà di scoprirne il significato (qualità dell'animo e non solo dell'intelletto), il fondamento (il “rimprovero” di Gesù e le parole del Concilio), i caratteri (che lo rendono necessario, difficile e faticoso), il soggetto (la Comunità), il fine ultimo (conoscere, per praticarla, la volontà di Dio) e il principale ostacolo (l'Ipocrisia). Richiederà altresì, nel contesto locale, cogliere alcune proposte diocesane: adorazione eucaristica, lettura della parola ispirata, corresponsabilità diocesana e parrocchiale, progettualità pastorale, discernimento particolare sull'economia. Fra i passaggi cruciali di questo documento, corredato del calendario delle attività 2010-2011, si scopre che il discernimento è 3 un processo che porta a riconoscere il bene e induce a “prendere parte”, a non cercare il quieto vivere e il conforto dell'abitudine, a non essere spettatori ma corresponsabili del bene comune, decidendo “che fare”, qui e ora, oltre lo spontaneismo e praticando la programmazione pastorale e la valutazione comunitaria. Spesso ci troviamo accanto al Signore senza accorgercene, e privilegiamo il sonno della ragione, la semplificazione dei problemi, il centralismo delle scelte, ma è compito del Popolo di Dio, con gli altri uomini del nostro tempo, scorgere la Verità e comunicarla in forme adatte ai nostri giorni. Discernere non è facile, nell'odierna “confusione” intrapersonale, relazionale e religiosa, e si scontra col bisogno di fuga generato dalla paura e dalla solitudine. Bisogna allora collegare le capacità limitate di ciascuno con la voglia di mettersi Insieme, per fare discernimento spirituale, comunitario e pastorale. Il grano vive con la zizzania, e sperimenta la pazienza, la sopportazione, l'umiltà e la sofferenza di non vedere tutti perfetti. Ciascuno è chiamato a trascendere l'opacità e complessità della storia, scrutando le minacce e i segni di speranza dei nuovi tempi; non serve praticare l'integralismo dei puri, che vivono distanti dalla lordura per non esserne sporcati, ma giova invece pensare, riflettere, rendersi conto, decidere, agire responsabilmente, senza cadere nell'ideologia del “fare per il fare”, che presume di avere la chiave del successo, che alla fine risulta effimero. Non serve la logica del “copia e incolla”, che induce all'omologazione, poiché la guida dei pastori non giustifica la passività del gregge, e non giovano chiusure integraliste che privano la comunità di quell'apertura, alla scoperta delle sorprese di Dio, che non cede all'appiattimento e al miracolismo, ma richiede la fatica di pregare, ascoltare la Parola, riflettere sugli avvenimenti e praticare il confronto sincero tra fratelli. Non serve la pigrizia, ma la preparazione e l'esercizio di ciascuno e di tutti, poiché è la Comunità il soggetto del discernimento pastorale, esito di una Chiesa comunione che richiede il passaggio, a 4 tutti i livelli, dalla collaborazione alla corresponsabilità. La partecipazione corale e organica di tutti i membri del Popolo di Dio agli organismi raggiungere la meta, affinché la comunità rifletta il volto di Gesù. Serve quindi comprendere qual è la meta e la strada per raggiungerla, superando il devozionalismo, poiché la vera liturgia, il culto gradito a Dio, è la vita vissuta in connessione con Cristo morto e risorto. Meta del discernimento è conoscere la volontà di Dio, superando la logica del mondo e rinnovando il nostro modo di pensare, conservando ciò che è essenziale e rinunciando alla durezza del cuore. Serve però un rinnovamento continuo, che non è dato dall'uomo, ma è frutto dello Spirito, e richiede l'ascolto della cultura odierna senza rinunciare alla “differenza cristiana”. Cristo non è il garante del buon senso, ma il portatore di inderogabili assurdità (amare la povertà, gli umiliati e offesi, i nemici, piuttosto che il potere, la carriera, gli onori) che ci convocano a una testimonianza profetica. E in questo tempo di virtù enunciate e di vizi praticati, il discernimento chiede, con l'umiltà, la libertà interiore, la lealtà e il coraggio, anzitutto il superamento dell'ipocrisia, che “ci fa vedere solo ciò che ci fa comodo vedere”, un'ipocrisia comunitaria, non solo personale, più attenta alle formalità che alla giustizia, alla misericordia e alla fedeltà. Forse, non è più tempo di filtrare il moscerino e ingoiare il cammello! Gian Piero Saladino Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali 5 6 Programma pastorale 2010-2011 Educhiamoci al discernimento Riflessioni e appuntamenti per camminare insieme Ragusa, 4 settembre 2010 Amici carissimi, prima di presentare il cammino del nuovo anno pastorale, mi pare opportuno dare uno sguardo alla strada sin qui percorsa, anche per cogliere la continuità della nostra azione pastorale. Sollecitati dal documento dei Vescovi italiani che richiamava il compito della Chiesa, complesso difficile ed esaltante, di «Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia» (29.6.2001), ci siamo mossi secondo due direttrici: leggere i cambiamenti in atto nella società e nella Chiesa e interrogarci sulla comunicazione del Vangelo. Frattanto la celebrazione dei 50 anni della nostra diocesi è stata l'occasione per guardare il nostro essere Chiesa. Vogliamo essere, ci siamo detti, «casa e scuola della comunione». Sono quindi emerse due istanze fondamentali: la necessità di camminare insieme e il bisogno della formazione. Dalla consapevolezza di voler camminare insieme sono nate: - le assemblee diocesane per progettare l'azione pastorale; - il progetto pastorale quadriennale; - le varie iniziative mirate a far crescere in noi il senso dell'unità e della corresponsabilità. Penso ai convegni diocesani, all'impulso per la costituzione dei consigli parrocchiali (pastorale e per gli affari economici), ai centri di ascolto della Parola e della vita dei fratelli, alla valorizzazione delle zone pastorali e del ruolo dei vicari foranei, all'ampia consultazione per le nomine dei parroci, dei vicari parrocchiali e dei direttori degli uffici diocesani, alla meditazione dello stesso libro della Bibbia in tutte le comunità, all'adorazione eucaristica mensile con la guida degli stessi brani per tutta la diocesi; l'equa distribuzione delle nostre risorse economiche e la tempestiva pubblicizzazione delle erogazioni delle somme derivanti dall'otto per mille... 7 Dal bisogno della formazione sono nate le articolazioni del progetto pastorale quadriennale che, avendo come denominatore comune «educhiamoci a...», ha impegnato le nostre comunità a riflettere ed operare nella linea dell'ascolto (anno pastorale 2006/2007), della relazione con Dio e con i fratelli (anno pastorale 2007/2008), della celebrazione (anno pastorale 2008/2009) e della testimonianza della carità (anno pastorale 2009/2010). Adesso, con il Consiglio pastorale diocesano si è convenuto di dedicare l'anno pastorale 2010/2011 al tema: Educhiamoci al discernimento. Si è ritenuto opportuno, infatti, dare ampio spazio alla valutazione del cammino compiuto, alla riflessione sulla situazione della nostra comunità diocesana, all'individuazione del cammino da compiere, nel contesto delle sfide che ci stanno davanti. Vogliamo ascoltare ciò che il Signore ci dice e conoscere quali strade Egli sta aprendo per noi. Vogliamo lasciarci educare ad attuare, a livello diocesano, parrocchiale e zonale, il discernimento comunitario. Vogliamo apprendere il metodo della progettazione pastorale. L'avvio alla riflessione ci è stato offerto da mons. Sergio Lanza, assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e docente di teologia pastorale. A lui, guida e maestro nell'Assemblea diocesana (Ragusa, Teatro Tenda, 28-29 maggio 2010), che ha visto la presenza dei rappresentanti delle parrocchie, dei movimenti, dei gruppi e delle associazioni, rinnovo i sentimenti di gratitudine della nostra comunità1. Dunque, educhiamoci al discernimento. Come è avvenuto negli anni precedenti, con questa lettera intendo semplicemente: - introdurre il tema e offrire alcuni spunti per la riflessione personale e comunitaria; - sollecitare le comunità, i movimenti e i gruppi ecclesiali a individuare e realizzare percorsi formativi; - presentare alcune proposte comuni; 1. In appendice viene riportato il testo delle sue relazioni su «L'esercizio difficile e necessario della verifica». 8 - suggerire elementi di verifica del cammino compiuto e indicazioni per il futuro. A tale scopo, don Gianni Lo Grande, che ringrazio sinceramente per la collaborazione, ha predisposto le schede per il confronto comunitario nelle parrocchie2. CHE COSA È IL DISCERNIMENTO È opportuno, anzitutto, intendersi sul significato del discernimento. C'è, infatti, chi ritiene che «il discorso sull'arte del discernere e in particolare sui criteri e sulle regole per un retto discernimento si colloca in un terreno minato, perché c'è confusione circa lo stesso termine “discernimento”: oggi si usa molto, ma probabilmente anche se ne abusa; sembra essere una parola di moda. Personalmente ritengo che i motivi per cui se ne parla in modo ampio e diffuso siano reali e oggettivi»3. Giuseppe Angelini, presbitero della diocesi di Milano, in un volumetto pubblicato dalla Qiqajon scrive che «il discernimento può essere definito, in primissima approssimazione, come la qualità dell'animo che consente di riconoscere in ogni circostanza quello che conviene fare; e consente, prima ancora, di scorgere in ogni circostanza che conviene fare qualcosa, che si può e si deve prendere una decisione, che insomma le diverse situazioni in cui ci veniamo via via a trovare ci riguardano, ci interpellano, ci invitano a prendere parte, non ci respingono invece nella situazione troppo comoda (ma anche, sotto altro profilo, troppo scomoda) di coloro che sono sempre e soltanto spettatori»4. Il discernimento è, quindi, quel processo che ci porta a decidere, dopo aver valutato i vari elementi che entrano in gioco, che cosa bisogna fare qui ed ora e come farlo. Attraverso il discernimento riusciamo a rispondere all'interrogativo «che cosa dobbiamo fare?». 2. In appendice sono riportate le schede. 3. Maurizio Costa, L'arte del discernere: premesse, criteri e regole, in Credere oggi, 2002/1, p. 51. Tutto il fascicolo è dedicato a «Il discernimento spirituale». 4. Giuseppe Angelini, Le ragioni della scelta, Qiqajon, p. 9-10. 9 Naturalmente, prima di avviare quel processo, occorre che sappiamo chi siamo ed essere convinti che bisogna agire! Fare discernimento, perciò, significa conoscere la situazione, interpretarla, valutarla, scegliere che cosa fare e come fare, verificare... È ciò che san Paolo chiedeva ai Tessalonicesi: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò 5 che è buono. Astenetevi da ogni specie di male» . Noi qui parliamo del discernimento che la comunità cristiana ragusana, nelle sue varie articolazioni, guidata dallo Spirito, è chiamata oggi ad attuare in riferimento alla propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo. È perciò un discernimento spirituale, comunitario e pastorale. Il discernimento riguarda la diocesi, le parrocchie, gli istituti di vita consacrata, i movimenti e i gruppi ecclesiali; deve essere guidato dallo Spirito e coerente con la propria vocazione e missione. È IL SIGNORE CHE CI CHIEDE DI FARE DISCERNIMENTO Nel capitolo 12 del vangelo di Luca leggiamo queste parole di Gesù rivolte alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?»6. Gesù è in cammino verso Gerusalemme, dove sarà ucciso. Lungo la strada parla ai discepoli e alla gente e risponde a domande che gli vengono rivolte. Si guarda attorno e si accorge che le persone sono competenti nel comprendere i fenomeni climatici e totalmente incapaci ad affrontare la questione del loro rapporto con Dio, della presenza e dell'intervento del Signore nella vita di tutti. Sono abili nel giudicare avvenimenti importanti, ma non essenziali, e totalmente inette a valutare l'essenziale che è davanti ai loro occhi. Non distinguono ciò che è giusto e ciò che non lo è. Non riconoscono in Lui 5. Prima lettera ai Tessalonicesi, cap. 5, versetti 21-22. 6. Vangelo di Luca, capitolo 12, versetti 54-57. 10 Colui che Dio ha mandato per offrire al mondo vita, gioia e salvezza. Da questa constatazione, nasce il richiamo forte e provocatorio di Gesù: «Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?». Il Concilio ha affermato che è compito del popolo di Dio cercare «di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio»7; che «è dovere di tutto il popolo di Dio... con l'aiuto dello Spirito Santo, ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della parola di Dio, perché la verità rivelata sia capita sempre più a fondo, sia meglio compresa e possa venir presentata in forma più adatta»8. Sentiamo rivolti a noi e alle nostre comunità sia il rimprovero di Gesù che il richiamo del Concilio. Ci viene richiesto di interpretare i «segni dei tempi», di «leggere» questo nostro tempo, cioè di comprendere che cosa sta accadendo, verso dove stiamo andando. Ci si chiede di «vedere» il Signore presente nelle vicende della vita, di scoprire le orme della sua presenza nei sentieri della nostra storia. La Bibbia ci avverte che c'è sempre la possibilità, tristissima, di stare accanto al Signore e di non accorgercene. Nel libro della Genesi si racconta che Giacobbe si era messo in cammino e, quando si fece notte, prese una pietra, se la pose come guanciale, si addormentò e fece un sogno. Il celebre sogno della scala! Quando poi si svegliò, disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo»9. E anche Maria di Magdala era vicina a Gesù, lo vedeva ma «non sapeva che fosse Gesù»10, non lo aveva riconosciuto! 7. Concilio ecumenico vaticano secondo, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et spes, n. 11. 8. Concilio ecumenico vaticano secondo, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et spes, n. 44. 9. Libro della Genesi, capitolo 28, versetto 16. Se potete, leggete il libro di Lawrence Kushner, In questo luogo c'era Dio e io non lo sapevo. Sette commenti a Genesi 28,16, edito da La Giuntina. 10. Vangelo di Giovanni, capitolo 20, versetto 14. 11 FARE DISCERNIMENTO È NECESSARIO, ANCHE SE DIFFICILE E FATICOSO Non possiamo quindi sottrarci alle parole di Gesù e del Concilio che ci chiedono di fare discernimento, pur sapendo che si tratta di una «operazione» complessa, difficile e faticosa. Per svolgere correttamente la nostra missione, dobbiamo conoscere e comprendere il mondo in cui viviamo. Oltre al fatto che «assistiamo oggi a un tempo di confusione e incomunicabilità a vari livelli (intrapersonale, relazionale, religiosa)», che «l'uomo è smarrito e alla ricerca di identità», che «la categoria della solitudine penetra con terrore nelle fibre delle persone, scatenando un bisogno di fuga, di riempimento»11, leggere e interpretare la storia non è stato mai facile per nessuno. Il nostro sguardo e le nostre capacità sono limitati. Abbiamo bisogno di metterci insieme e confrontarci con sincerità e coraggio per cogliere «i segni dei tempi». «L'attenzione e la necessità del discernimento suonano come appello all'unità, alla comunione, alla totalità, allo sguardo integrale, alla verità»12. Ecco perché il Signore ci chiede di fare discernimento comunitario. Al convegno ecclesiale nazionale di Loreto, Giovanni Paolo II lo disse in maniera diretta ed esplicita: «Ovviamente la complessità del contesto socio-culturale rende particolarmente necessario quell'esercizio del discernimento spirituale e pastorale che è al centro dell'attenzione del convegno»13. Ricordate la parabola della zizzania nel campo di grano? Quando i servi si accorgono che nel campo c'è anche la zizzania, dicono al padrone: «Vuoi che andiamo a raccoglierla?». Ma egli si oppone: «No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura»14. Commentando la parabola, don 11. Sandro Dalle Fratte, Per non lasciarsi «omogeneizzare»: discernere, un'azione per l'oggi, in Credere oggi, 2002/1, p. 11. 12. Sandro Dalle Fratte, Per non lasciarsi «omogeneizzare»: discernere, un'azione per l'oggi, in Credere oggi, 2002/1, p. 15. 13. Giovanni Paolo II, Discorso ai partecipanti al Convegno della Chiesa italiana, 11.4.1985. 14. Vangelo di Matteo, capitolo 13, versetti 24-30. 12 Bruno Maggioni osserva che «per la Bibbia la domanda più importante non riguarda l'origine del male, ma come vivere nella storia, dove il bene e il male crescono insieme... La presenza della zizzania nel campo è opera di un nemico, ma permettere che la zizzania e il grano crescano insieme è precisa volontà del padrone... Il bene e il male, i santi e i peccatori crescono insieme, in un groviglio che non è facile sciogliere. E non mancano servi zelanti che se ne scandalizzano: Dio non dovrebbe governare con criteri più netti? E siccome la tolleranza di Dio sembra loro eccessiva, si incaricano di correggerla»15. Grano e zizzania, fino alla mietitura, crescono insieme. Questa «convivenza» esige un attento discernimento per evitare di assumere il comportamento dei servi piuttosto che quello del padrone! «Gesù insegna ai buoni che la comunità di puri da loro sognata non è il regno di Dio... spiega che il regno di Dio va avanti nella pazienza, nella sopportazione, nella umiltà e nella sofferenza di non vedere tutti perfetti... Non sarebbe evangelico volere solo i migliori, i più perfetti, voler battezzare soltanto coloro i cui genitori domandano il Sacramento con fede ardente e con amore pari a quello di esemplari genitori cristiani. La soluzione che ci insegna Gesù è di aspettare, perché non succeda che cogliendo la zizzania sradichiamo con essa il grano buono»16. L'attesa insegnata e testimoniata da Gesù non è frutto di superficialità o di indifferenza. È attesa generata dall'amore. La difficoltà del discernimento è legata alla opacità e alla complessità della storia. Il libro dei Proverbi ci avverte che «c'è una via che sembra diritta per l'uomo, ma alla fine conduce su sentieri di morte»17. Dio si manifesta negli avvenimenti, ma gli avvenimenti non sempre sono «trasparenti», anzi, talvolta, sono fortemente opachi. Nel documento sulla formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali, Giovanni Paolo II osserva che «non è sempre facile una lettura interpretativa, che sappia distinguere tra bene e male, tra segni di speranza e minacce. Nella formazione dei sacerdoti non si tratta solo e 15. Bruno Maggioni, Le parabole evangeliche, Vita e Pensiero, 1995, p. 92.94. 16. Carlo Maria Martini, Il Dio vivente. Riflessioni sul profeta Elia, Piemme, 1991, p. 32.35. 17. Libro dei Proverbi, capitolo 16, versetto 25. 13 semplicemente di accogliere i fattori positivi e di contrastare frontalmente quelli negativi. Si tratta di sottoporre gli stessi fattori positivi ad attento discernimento, perché non si isolino l'uno dall'altro e non vengano in contrasto tra loro, assolutizzandosi e combattendosi a vicenda. Altrettanto si dica dei fattori negativi: non sono da respingere in blocco e senza distinzioni, perché in ciascuno di essi può nascondersi un qualche valore, che attende di essere liberato e ricondotto alla sua verità piena»18. «Il discernimento suppone un vedere..., ma deve trattarsi di un vedere che sa comprendere... capace, cioè, di andare oltre le apparenze immediate e in grado di orientarsi nella complessità delle cose. Discernere è scandagliare, è penetrare con lo sguardo attraverso la superficie. È come “scrutare gli abissi”. Noi vediamo la superficie della terra, ma non le sue fondamenta (Ger 31,37). Vediamo il fronte della foresta ma non riusciamo a discernere ciò che sta dietro (Ger 46,23). Discernere nello spirito è come “scrutare gli abissi”, l'abisso del mistero di Dio, del cuore umano, ma anche dei meandri della storia. Questo significa che il discernimento richiede non solo capacità intellettuali, ma anche la luce dello Spirito»19. Fare discernimento è faticoso. Sarebbe molto più semplice dire: «dimmi che cosa devo fare e lo farò», oppure dire al parroco o al vescovo: «ci dica che cosa dobbiamo fare e lo faremo». Ma non sarebbe quello che il Signore ci chiede. Incontrando a Milano (8.2.1986) i partecipanti ai «sabati di aggiornamento per i cristiani impegnati nel socio-politico», il card. Carlo Maria Martini fece questa confidenza: «Talora io mi incontro con persone che mi chiedono di dire loro che cosa devono fare e io le invito a pensare, a riflettere, a rendersi conto della situazione!... Si ha paura di pensare, di affrontare il reale e si vogliono soluzioni pratiche, si cerca la chiave del successo. Ma la chiave del successo esige la fatica del pensare, del responsabilizzarsi, del mettersi di fronte alla realtà!»20. 18. Giovanni Paolo II, Pastores dabo vobis (Vi darò Pastori), 25.3.1992, n. 10. 19. Alberto Neglia, Discernere da cristiani adulti, in Horeb. Tracce di spiritualità, 2009 (52) 1, p. 77. 20. Carlo Maria Martini, La testimonianza del discernimento spirituale e pastorale, in Farsi prossimo nella città, EDB, 1987, p. 59. 14 Il discernimento non segue lo stile del «copia-incolla», né della omologazione. Comporta la disponibilità a lasciarsi guidare dallo Spirito e ad aprirsi alle imprevedibili sorprese di Dio. E invece (spesso? talvolta?), nella pastorale, si presenta come ideale «fare di tutta la varietà dello Spirito una realtà monotona»21. Il discernimento non si colloca nel quadro del «miracolo», della «parola rivelata diretta» (sarebbe molto comodo!), ma passa attraverso la fatica della preghiera, dell'ascolto umile e fiducioso della Parola, della riflessione sugli avvenimenti, del confronto tra fratelli. Pensate, per esempio, alla difficoltà e alla fatica del «ponderato discernimento» che la comunità cristiana è chiamata a compiere «nel valutare le diverse situazioni» dei divorziati risposati «e, soprattutto, le singole persone. I pastori per primi sappiano che, per amore alla verità, sono obbligati a operare questo discernimento, nella consapevolezza che alla base delle varie situazioni ci possono essere motivi molto diversi fra loro... Ogni comunità cristiana eviti qualsiasi forma di disinteresse o di abbandono e non riduca la sua azione pastorale verso i divorziati risposati alla sola questione della loro ammissione o meno ai sacramenti... si mettano in atto forme di attenzione e di vicinanza pastorale»22. Rivolgendosi ai partecipanti al 3º Convegno ecclesiale nazionale, a Palermo, e parlando dell'impegno sociale e politico dei credenti, Giovanni Paolo II affermò: «È più che mai necessario, dunque, educarsi ai principi e ai metodi di un discernimento non solo personale, ma anche comunitario, che consenta ai fratelli di fede, pur collocati in diverse formazioni politiche, di dialogare, aiutandosi reciprocamente a operare in lineare coerenza con i comuni valori professati»23. Purtroppo, dopo una prima esperienza, non siamo riusciti a dare continuità all'indicazione di Giovanni Paolo II. Forse è questa l'occasione propizia. 21. Sandro Dalle Fratte, Per non lasciarsi «omogeneizzare»: discernere, un'azione per l'oggi, in Credere oggi, 2002/1, p. 7. 22. Conferenza Episcopale Italiana, Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, 25.7.1993, n. 214-215. 23. Giovanni Paolo II, Discorso, 23.11.1995, n. 10. 15 Quante altre situazioni le nostre comunità sono chiamate a discernere? Paloma è una protagonista del romanzo di Muriel Barbery «L'eleganza del riccio». Ha dodici anni e mezzo. Nel suo diario annota: «La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce 24 rosso in una boccia» . Non c'è il pericolo che, senza un adeguato discernimento, noi e le nostre comunità rischiamo di illuderci di «inseguire le stelle», e di andare a finire invece «come un pesce rosso in una boccia»? La complessità del mondo, le nostre limitate capacità personali, la carenza di una specifica preparazione e di un costante esercizio rendono necessario e urgente che le comunità cristiane siano educate al discernimento. Ed è importante che tutti ci rendiamo conto di avere bisogno di tale formazione. IL SOGGETTO DEL DISCERNIMENTO È la comunità il soggetto del discernimento pastorale. Consapevole dell'importanza del discernimento comunitario, la Chiesa ha dato vita ad alcuni organismi di partecipazione e di corresponsabilità. Penso al consiglio pastorale diocesano, zonale e parrocchiale, al consiglio per gli affari economici diocesano e parrocchiale, al consiglio presbiterale, al collegio dei consultori... Penso alle assemblee diocesane, zonali e parrocchiali, alla Consulta delle aggregazioni laicali... Ma questi organismi, chiamati a fare discernimento, vivono, e non da oggi, una fase di difficoltà. Vi cito due testi dei vescovi italiani che mettono in risalto la necessità e l'urgenza di «ravvivarli». Il primo documento è «Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia». Anche se il brano che cito riguarda l'identità e le prospettive dei consigli pastorali parrocchiali, le osservazioni 24. Muriel Barbery, L'eleganza del riccio, E/O, 2010, p. 17. 16 superano i confini delle parrocchie e sono valide per qua-lunque consiglio: «La loro identità di luogo deputato al discernimento comunitario manifesta la natura della Chiesa come comunione. Essi possono diventare progressivamente lo spazio in cui far maturare la capacità di progettazione e verifica pastorale». Lo stesso documento invita il parroco ad essere «meno l'uomo del fare e dell'intervento diretto e più l'uomo della comunione... La sua passione sarà far passare i carismi dalla collaborazione alla corresponsabilità, da figure che danno una mano a presenze che pensano insieme e camminano dentro un comune progetto pastorale»25. Da notare: - identità dei consigli: luoghi deputati al discernimento, spazi nei quali far maturare la capacità di progettazione e verifica pastorale; - passione del parroco: uomo della comunione più che uomo del fare, «traghettatore» dalla collaborazione alla corresponsabilità, dal dare una mano a pensare e camminare insieme dentro un comune progetto pastorale. Il secondo documento è la Nota pastorale dopo Verona del 2007: «La consapevolezza del valore della corresponsabilità ci impone però di ravvivarli [gli organismi di partecipazione ecclesiale], elaborando anche modalità originali di uno stile ecclesiale di maturazione del consenso e di assunzione di responsabilità. Di simili luoghi abbiamo particolarmente bisogno per consentire a ciascuno di vivere quella responsabilità ecclesiale che attiene alla propria vocazione e per affrontare le questioni che riguardano la vita della Chiesa con uno sguardo aperto ai problemi del territorio e dell'intera società. La partecipazione corale e organica di tutti i membri del popolo di Dio non è solo un obiettivo, ma la via per raggiungere la meta di una presenza evangelicamente trasparente e incisiva»26. Da notare: - obbligo di ravvivare i consigli; 25. Conferenza Episcopale Italiana, Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, 30.5.2004, n. 12. 26. Conferenza Episcopale Italiana, “Rigenerati per una speranza viva” (1 Pt 1,3): testimoni del grande “sì” di Dio all'uomo, 29.6.2007, n. 24. 17 - ricerca di modalità originali per la maturazione della corresponsa- bilità per l'assunzione di responsabilità; - affrontare le questioni della vita della Chiesa con uno sguardo al territorio e all'intera società; - la partecipazione corale e organica non è solo obiettivo ma via per una presenza evangelicamente trasparente e incisiva. I consigli non sono organismi esecutivi e non si sottopongono al loro esame questioni di poco conto o di pura organizzazione. I consiglieri sono chiamati a cogliere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa, a indicare la strada perché la comunità cristiana rifletta il volto di Gesù. Le nostre parrocchie sono «a misura d'uomo» e, quindi, permettono anche l'attuazione di assemblee parrocchiali, alle quali vengono invitati tutti coloro che vivono nel territorio e partecipano alla vita della comunità cristiana, al di là della loro adesione a gruppi, movimenti e associazioni. Chiediamoci se le assemblee parrocchiali fanno parte del nostro stile pastorale; se i consigli rispondono alla loro vera identità; «dove» maturano le scelte, gli orientamenti della vita delle nostre comunità; «attraverso quali percorsi» si arriva alla programmazione annuale... IL FINE DEL DISCERNIMENTO E LA STRADA DA SEGUIRE È essenziale sapere a che cosa tende il discernimento pastorale, qual è il suo obiettivo, che cosa si prefigge la comunità che fa discernimento. Deve essere chiaro «dove vogliamo arrivare» e «quale percorso seguire per arrivarvi». Il dialogo presente in Alice nel paese delle meraviglie illustra benissimo l'importanza di sapere dove vogliamo andare, per scegliere la strada da seguire. Alice è davanti ad un bivio, quale strada prendere? “Ghignagatto”, cominciò a parlargli con un poco di timidezza, perché non sapeva se quel nome gli piacesse; comunque egli fece - 18 un ghigno più grande. “Ecco, ci ha piacere”, pensò Alice e continuò: “Vorresti dirmi per dove debbo andare?”. - “Dipende molto dal luogo dove vuoi andare”, rispose il Gatto. - “Poco m'importa dove...”, disse Alice. - “Allora importa poco sapere per dove devi andare”, soggiunse il Gatto. San Paolo, nella lettera ai Romani, indica qual è la meta e quale la strada per raggiungerla: «Vi esorto, dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto»27. Vi offro solo qualche annotazione, con l'invito ad «allargare e approfondire comunitariamente» la riflessione. 1. L'esortazione è anche preghiera e incoraggiamento. L'espressione «vi esorto», infatti, include «vi prego» e «vi incoraggio». Ma l'elemento particolare è che Paolo esorta, prega e incoraggia «per la misericordia di Dio», cioè è il Dio misericordioso che, attraverso Paolo, si rivolge alla comunità di Roma esortandola e incoraggiandola. 2. Paolo chiede ai battezzati di offrire, come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, «tutta la loro vita concreta» (questo vuol dire «offrire i corpi»). La vita vissuta in intima connessione con Cristo morto e risorto diventa il vero culto, quello gradito a Dio, quello secondo lo Spirito. La vita diventa così la nuova liturgia. Il profeta Osea aveva rivelato il pensiero di Dio: «voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti»28. Subito dopo Paolo dice in che cosa consiste l'offerta della vita: scoprire e fare ciò Dio vuole, abbandonando logiche egoistiche e facendosi ogni giorno trasformare da Dio. 27. Lettera ai Romani, capitolo 12, versetti 1-2. 28. Libro di Osea, capitolo 6, versetto 6. 19 3. L'obiettivo del discernimento è conoscere la volontà di Dio, scoprire ciò che Egli vuole oggi dalla sua comunità, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. 4. San Paolo indica, poi, la strada da seguire per scoprire la volontà di Dio mediante due imperativi: non conformatevi a questo mondo... lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare. Il primo imperativo spinge a superare l'appiattimento sulla logica del mondo. Il cristiano è nel mondo ma non è del mondo. Il secondo imperativo spinge a lasciarsi trasformare rinnovando il modo di pensare. 5. Ciò che deve essere trasformato è il modo di pensare, di vedere e di giudicare ogni cosa. Gli esperti ci dicono che il termine adoperato indica un rinnovamento continuo; è l'impegno costante a rendere sempre nuovo, di giorno in giorno, il “modo di pensare”. Nella lettera agli Efesini, san Paolo scrive: «Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri, accecati nella loro mente, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro e della durezza del loro cuore»29. 6. L'agente principale di questa trasformazione non siamo noi, ma è lo Spirito. Per questa ragione parliamo di discernimento «spirituale». Noi dobbiamo lasciarci trasformare dallo Spirito! «L'uomo da solo non è capace di scrutare gli abissi. È la presenza dello Spirito che apre la mente dell'uomo ad una intelligenza altra della vita. Lo Spirito Santo, quindi, è l'artefice principale del discernimento»30. Se l'agente principale del discernimento è lo Spirito perché è Lui che trasforma il nostro modo di pensare, di vedere e di giudicare, c'è un atteggiamento che le nostre comunità devono coltivare con particolare cura e attenzione: la sintonia con lo Spirito, attraverso la preghiera assidua e sincera. Preghiera e impegno sono strettamente connessi. La preghiera è autentica quando si traduce in impegno a fare ciò che il Signore desidera. «Perché, dice Gesù, mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?»31. 29. Lettera agli Efesini, capitolo 4, versetti 17-18. 30. Alberto Neglia, Discernere da cristiani adulti, in Horeb. Tracce di spiritualità, 2009 (52) 1, p. 77. 31. Vangelo di Luca, capitolo 6, versetto 46. 20 Nel 2001 l'episcopato italiano ha scritto una pagina luminosa sul criterio che deve guidare il discernimento comunitario: «Se vogliamo adottare un criterio opportuno dal quale lasciarci guidare per compiere un discernimento evangelico, dovremo coltivare due attenzioni tra loro complementari anche se, a prima vista, contrapposte. Di entrambe ci è testimone lo stesso Gesù Cristo. La prima consiste nello sforzo di metterci in ascolto della cultura del nostro mondo, per discernere i semi del Verbo già presenti per discernere i semi del Verbo già presenti in essa, anche al di là dei confini visibili della Chiesa. Ascoltare le attese più intime dei nostri contemporanei, prenderne sul serio desideri e ricerche, cercare di capire che cosa fa ardere i loro cuori e cosa invece suscita in loro paura e diffidenza, è importante per poterci fare servi della loro gioia e della loro speranza... L'attenzione a ciò che emerge nella ricerca dell'uomo non significa rinuncia alla differenza cristiana, alla trascendenza del Vangelo, per acquiescenza alle attese più immediate di un'epoca o di una cultura... La comunità cristiana deve costituire il grembo in cui avviene il discernimento comunitario, indicato nel convegno ecclesiale di Palermo del 1995 come scuola di comunione ecclesiale e metodo fondamentale per il rapporto Chiesa-mondo. Oggi più che mai i cristiani sono chiamati a essere partecipi della vita della città, senza esenzioni, portando in essa una testimonianza ispirata dal Vangelo e costruendo con gli altri uomini un mondo più abitabile»32. Il discernimento esige il confronto costante tra Parola di Dio e storia e comporta la fedeltà a Dio e all'uomo, senza tradire né l'uno né l'altro. Il vangelo non può essere «addomesticato»! In un serrato confronto tra Bonifazio VIII e Pier Celestino ad Anagni, nel palazzo Caetani, Ignazio Silone fa dire a Pier Celestino: «Se però il cristianesimo viene spogliato delle sue cosiddette assurdità per renderlo gradito al mondo, così com'è, e adatto all'esercizio del potere, cosa ne rimane? Voi sapete che la ragionevolezza, il buon senso, le virtù naturali esistevano già prima di Cristo, e si trovano anche ora presso molti non cristiani. Che cosa Cristo ci ha portato in più? Appunto alcune apparenti assurdità. Ci ha detto: amate la povertà, amate gli umiliati e 32. Conferenza Episcopale Italiana, Comunicare il vangelo in un mondo che cambia, 29.6.2001, nn.34.35.50. 21 offesi, amate i vostri nemici, non preoccupatevi del potere, della carriera, degli onori, sono cose effimere, indegne di anime immortali...»33. Le nostre comunità vivono queste due attenzioni? Sugli elementi che rendono autentico il discernimento i Vescovi italiani si erano già espressi nella Nota pastorale dopo il III Convegno ecclesiale nazionale, che si tenne a Palermo. Vi offro solo l'elenco senza commento. Il discernimento autentico comprende: - docilità allo Spirito e umile ricerca della volontà di Dio; ascolto fedele della Parola; interpretazione dei segni dei tempi alla luce del Vangelo; valorizzazione dei carismi nel dialogo fraterno; creatività spirituale, missionaria, culturale e sociale; obbedienza ai pastori, cui spetta disciplinare la ricerca e dare l'approvazione definitiva34. UN OSTACOLO AL DISCERNIMENTO: L'IPOCRISIA Sarà utile riflettere sulle qualità che devono avere coloro che, a livello ecclesiale, sono chiamati a fare discernimento: l'umiltà, la libertà interiore, la sincerità, la lealtà, il coraggio...35. Qui, mi limito ad alcune note sulla ipocrisia, come ostacolo al discernimento. Quando Gesù rimprovera alle folle di essere capaci di «discernere» i fenomeni climatici (piove, fa caldo), ma di non sapere valutare il tempo che stanno vivendo, attribuisce questa loro incapacità non all'ignoranza ma all'ipocrisia: «Quando vedete una nuvola salire da 33. Ignazio Silone, L'avventura d'un povero cristiano, Mondadori, 1978, 177-178. 34. Conferenza Episcopale Italiana, Con il dono della carità dentro la storia, 26.5.1996, n. 21. 35. Vi invito a leggere «I “consiglieri” nel libro del Siracide». È una lectio divina sui versetti 7-15 del cap.37 del libro del Siracide, tenuta dal card. Carlo Maria Martini al Consiglio pastorale diocesano di Milano il 4 giugno del 2000. Potete leggere il testo nel volume che raccoglie i discorsi, gli interventi, le lettere e le omelie del 2000 dal titolo “Nel sabato del tempo”, EDB-Centro Ambrosiano, 2001, 195-201. 22 ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?»36. Sono ipocriti perché vedono solo ciò che fa loro comodo vedere! Il cristiano ipocrita è la «caricatura del vero discepolo», così come la comunità ipocrita è la «caricatura della vera comunità». Ipocrita è colui che: - loda Dio con le labbra, ma il cuore è lontano da lui37; - «dice e non fa»38; - lega fardelli pesanti e difficili da portare ma li pone sulle spalle degli altri e non vuole muoverli neppure con un dito39; - in apparenza si comporta per la gloria di Dio, ma in realtà compie anche le opere buone per essere ammirato dalle persone40. È un attore, si esibisce. Viene da pensare alle parole di Macbeth quando Seyton gli comunica la morte della regina: “La vita non è che un'ombra che cammina; un povero attore, che s'agita e si pavoneggia per un ora sul palcoscenico e che poi scompare nel silenzio. È un racconto narrato da un idiota, pieno di furia e di rumore, senza alcun significato”41; - ambisce ai primi posti e smania per avere riconoscimenti ed onori42; - si presenta come meticoloso osservante delle «piccole norme», delle formalità, mentre trascura «le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà»; filtra il moscerino e ingoia il cammello43. L'ipocrisia del cristiano e/o della comunità è un forte ostacolo al discernimento spirituale, perché non ci si lascia guidare dallo Spirito, ma dalla «carne», cioè dall'egoismo. 36. Vangelo di Luca, capitolo 12, versetti 54-57. 37. Vangelo di Matteo, capitolo 15, versetti 7-9. 38. Vangelo di Matteo, capitolo 23, versetto 3. 39. Vangelo di Matteo, capitolo 23, versetto 4. 40. Vangelo di Matteo, capitolo 23, versetto 5. 41. William Shakespeare, Macbeth, atto V, scena V. 42. Vangelo di Matteo, capitolo 23, versetto 6. 43. Vangelo di Matteo, capitolo 23, versetti 23-24. 23 ALCUNE PROPOSTE DIOCESANE Adorazione eucaristica in ogni comunità Siamo grati al Signore che già da anni ci ha dato la grazia di riservare alcune chiese all'adorazione perpetua. Occorre essere vigilanti perché la nostra «tensione eucaristica» non si affievolisca. L'adorazione eucaristica ci «formerà» alla contemplazione del mistero di Dio, alla scoperta e all'accoglienza della sua volontà e aiuterà noi e le nostre comunità a fare autentico discernimento. Aprendo il Convegno della diocesi di Roma, la sera del 15 giugno 2010, papa Benedetto ha detto: «Invito tutti a riscoprire la fecondità dell'adorazione eucaristica: davanti al Santissimo Sacramento sperimentiamo in modo del tutto particolare quel "rimanere" di Gesù, che Egli stesso, nel Vangelo di Giovanni, pone come condizione necessaria per portare molto frutto (cfr Gv 15,5) ed evitare che la nostra azione apostolica si riduca a uno sterile attivismo, ma sia invece testimonianza dell'amore di Dio». Almeno una volta al mese, ogni comunità darà ampio spazio all'adorazione eucaristica. Altre proposte saranno offerte durante l'anno, in preparazione al 25º Congresso Eucaristico Nazionale sul tema: «Signore da chi andremo?», che si svolgerà dal 3 all'11 settembre del 2011 nell'arcidiocesi di Ancona Osimo. Centri di ascolto della Parola «Non si dà vero discernimento senza un rapporto personale con Dio attraverso l'abito di una sana disciplina di lettura della parola ispirata... Solo alla scuola della Scrittura si può imparare a riconoscere la parola non scritta, quella nascosta nel cuore dell'uomo e sigillata nel mistero della vita»44. L'esperienza dei centri di ascolto, nella semplicità della loro attuazione, sta creando una costruttiva «familiarità con la Parola». Nel nostro impegno di discernimento, quest'anno ci lasceremo guidare dalle lettere di Giacomo, di Giovanni e di Giuda. 44. Giuseppe Bellia, Parola di Dio e discernimento, in Credere oggi, 2002/1, p. 33. 24 Incontri diocesani per i membri dei consigli pastorali e per gli affari economici Per rispondere ad una richiesta, abbastanza diffusa, saranno realizzati alcuni incontri diocesani per tutti i membri dei consigli pastorali e per gli affari economici. Programmazione pastorale parrocchiale Premesso che «la progettualità pastorale non risponde..., primariamente, a esigenze di carattere organizzativo e di pianificazione, ma di discernimento dello Spirito», e che «l'elaborazione del progetto pastorale... esige una comunità corresponsabile e a sua volta la costruisce»45, invito tutte le comunità parrocchiali a predisporre, con il coinvolgimento del consiglio pastorale e del consiglio per gli affari economici, la programmazione pastorale per l'anno 2010-2011, all'interno della quale sia chiaramente indicato il percorso formativo in ordine al discernimento comunitario. Entro il mese di gennaio 2011 tale programmazione sia trasmessa alla Segreteria del Consiglio pastorale diocesano (via Roma, 109). I passi della programmazione pastorale sono: - creare un clima di preghiera e di docilità allo Spirito; - leggere la situazione parrocchiale e confrontarla con la Parola, in un ascolto fraterno, leale, rispettoso e libero; - decidere, attuare e verificare. Assemblee e consigli parrocchiali Non abbiamo una ampia esperienza di assemblee parrocchiali, oltre quelle liturgiche, e non sempre i nostri consigli sono «vivi e vitali». Nella lettera della Commissione episcopale per il laicato «Fare di Cristo il cuore del mondo», scritta cinque anni fa, ci sono alcune affermazioni che mi piace riportare: «La peculiare diaconia del laico, nelle ordinarie condizioni di vita, deve aiutare la Chiesa e 45. Sergio Lanza, Convertire Giona. Pastorale come progetto, OCD, 2005, 148 e 150. 25 decifrare i segni di Dio sparsi nella storia e ad irradiare i semi della sua Parola... non basta un'analisi superficiale ed affrettata della storia; occorre un vero e proprio discernimento evangelico, che sappia fare sintesi fra il dono della fede e le risorse dell'intelligenza e che non sia fine a se stesso, ma aiuti a individuare e suggerire linee di priorità, indicazioni di metodo, prospettive di impegno attorno alle quali fra crescere un nuovo progetto di vita cristiana, in cui fede e cultura tornino a darsi la mano»46. In questo anno pastorale, vogliamo verificare la presenza e la vitalità dei nostri consigli, rivitalizzarli e avviare (o consolidare) l'esperienza delle assemblee parrocchiali. Discernimento sull'economia Per «leggere i segni dei tempi», secondo mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, occorre anzitutto «assumere la complessità della storia», che vuol dire «ascoltare le competenze, rispettare il rigore di diversi approcci alla complessità del reale: un religioso che volesse parlare di economia, senza ascoltare gli economisti, non sarebbe un maestro, ma un ignorante. Credo che dovremmo tutti educarci a questa sapienza delle competenze da accogliere e da rispettare per leggere la complessità della storia e non fare delle nostre scelte le conseguenze di una sia pur inconsapevole ideologia»47. In questo quadro si inseriscono alcuni incontri che terremo, con la presenza dei proff. Luigino Bruni e Stefano Zamagni su «Economia: strumento per il bene comune» e «Economia civile a partire dalla “Caritas in veritate”». 46. Conferenza Episcopale Italiana. Commissione Episcopale per il laicato, “Fare di Cristo il cuore del mondo”. Lettera ai fedeli laici, 27.3.2005, n. 12. 47. Bruno Forte, Il Vangelo nelle opere di carità e nelle attività sociali dei religiosi in Italia. Relazione tenuta il 14 ottobre 2009 al Convegno di Assisi. 26 CONCLUSIONE Concludo con alcune affermazioni della Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana «Con il dono della carità dentro la storia», che evidenziano l'importanza del discernimento per la vita della comunità cristiana e ne sollecitano la diffusione: «Il discernimento comunitario diventa una scuola di vita cristiana, una via per sviluppare l'amore reciproco, la corresponsabilità, l'inserimento nel mondo a cominciare dal proprio territorio. Edifica la chiesa come comunità di fratelli e di sorelle, di pari dignità, ma con doni e compiti diversi, plasmandone una figura, che senza deviare in impropri democraticismi e sociologismi, risulta credibile nell'odierna società democratica. Si tratta di una prassi da diffondere a livello di gruppi, comunità educative, famiglie religiose, parrocchie, zone pastorali, diocesi e anche a più largo raggio. I responsabili delle comunità cristiane ne approfondiscano il senso e le modalità per poterla promuovere come autorevoli guide spirituali e pastorali, saggi educatori e comunicatori48. A Maria, modello di discernimento, affido con fiducia la comunità diocesana. Con affetto. X Paolo, vescovo 48. Conferenza Episcopale Italiana, Con il dono della carità dentro la storia, 26.5.1996, n. 21. 27 28 APPENDICE 1 L'ESERCIZIO DIFFICILE E NECESSARIO DELLA VERIFICA Esigenza scomoda e spesso disattesa, la verifica costituisce momento imprescindibile del vissuto ecclesiale, carattere costitutivo anche se tanto spesso dimenticato e rimosso della riflessione e dell'azione ecclesiale. Senza verifica, nessuna vera azione pastorale è possibile: solo quella, semmai, che scrive le pagine inutili nel grande libro delle buone intenzioni. La verifica non si limita a registrare i dati, né a considerare l'efficacia delle metodologie adottate, ma va in profondità. E non si può certo invocare immediatamente il mistero della Croce per coprire risultati fallimentari. Come ricorda P. Ricoeur: «Questo scandalo non è quello della Croce, è il falso scandalo di un veicolo culturale che non è più il nostro»1. Né fare si può fare appello al carattere spirituale e soprannaturale della vita di fede, che in quanto posta nella storia deve pur avere un corrispondente criterio di valutazione: che poi esso non si esaurisca nella misurabilità empirica, non significa che la escluda o la contraddica. Nell'ambito di grandezze misurabili, la verifica è certo più facile e immediata. Ma quando si passa a valutare ambiti di significato esistenziale o, comunque, antropologico, la determinazione dei criteri di verifica si fa subito più ardua. La questione tuttavia non può essere elusa, senza ricadere in quello che M. Jossutis ha chiamato non senza ragione «circolo diabolico». A proposito della legittimità teologica del tema, vale la pena di ricordare che la realtà ecclesiale non si può ascrivere troppo sbrigativamente (e non solo nel suo aspetto operativo) al regno dello “spirituale”. Essa è mistero, certo, ma non evanescente; di natura, invece, sacramentale (legge dell'incarnazione). Contro ogni monofisismo ecclesiologico, si deve ritenere, con il Vaticano Il, che «la società 29 costituita di organi gerarchici e la comunità spirituale, la Chiesa terrestre e la Chiesa arricchita di beni celesti, non si devono spesso considerare come due cose diverse, esse formano piuttosto una sola complessa realtà risultante di un duplice elemento umano e divino. Per una analogia che non è senza valore, quindi, è paragonata al mistero del Verbo incarnato»2. Si tratta, come nota Papa Benedetto in Spe salvi, di una parola che cambia la vita: “il cristianesimo non era soltanto una « buona notizia » una comunicazione di contenuti fino a quel momento ignoti. Nel nostro linguaggio si direbbe: il messaggio cristiano non era solo « informativo », ma « performativo ». Ciò significa: il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova” (SSa 2). Se non si vuol ricadere nell'interiorità individualistica del soggetto, e si intende mantenere valenza salvifica all'agire ecclesiale, si dovrà indicare attraverso quali criteri esso non solo si muove all'interno della ortodossia dogmatica (da non mai sottovalutare), ma anche come si ponga sul piano della efficacia pratica. “Non spegnete lo Spirito. Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” (1Ts 5,19). La prassi del discernimento evangelico accompagna fin dalle origini la vita delle comunità cristiane e manifesta l'attenzione sensibile e aperta all'azione dello Spirito, per riconoscere nelle pieghe della storia il mistero della volontà di Dio e rispondere con disponibilità docile e attiva alla sua presenza (cf Rm 12,2; Lc 12,56; 1Gv 4,1). Questa prassi originaria trova conferma negli scritti dei padri e vede sviluppo significativo e originale nella esperienza monastica. L'esigenza del discernimento si fa più viva e pressante soprattutto quando il quadro culturale e sociale subisce modificazioni radicali; si disarticolano allora i paradigmi di riferimento, e si mostrano inadeguati e carenti quegli stessi modelli di azione pastorale, che in altre 30 epoche e circostanze avevano dato buona prova di sé. In una società mobile e complessa come la nostra, la vitalità delle comunità cristiane non è sufficientemente sostenuta dall'emergere lento e quasi spontaneo della capacità di adattamento delle realtà ecclesiali, e perde di vigore: in quest'ora “magnifica e drammatica” (CfL 3), la comunità che si accontenta della ripetizione viene fatalmente aggredita da sensi di impotenza e smarrimento, e diventa facile preda di stanca e insoddisfatta rassegnazione. È necessaria la fatica di una analisi attenta e di una progettualità coraggiosa. Il compito gravoso della verifica è urgenza dell'ora presente: senza verifica, infatti, l'azione pastorale rischia di cadere nella oscillazione negativa tra una ripetizione che mortifica la tradizione e una occasionalità che improvvisa e declina in arbitrio. Legittimità teologica della verifica del vissuto ecclesiale Non mancano i punti interrogativi: è legittimo sottoporre a vaglio empirico l'efficacia della Parola? E con quali strumenti la si potrebbe 'misurare'? Questa difficoltà obiettiva già emersa più sopra - viene spesso enfatizzata per coprire motivazioni che hanno origine, piuttosto, in una chiara, anche se comprensibile, resistenza psicologica: «il committente ha poco interesse per questioni che pongono lui stesso in questione»3. Più sottile e specifica è l'obiezione che separa nettamente il piano dell'indagine valutativa da quello della fede: il primo sarebbe di tipo sociologico, il secondo di tipo teologico. Si tende così a ridurre lo spazio di verifica ai dati numerici e quantistici, orientati a individuare, per lo più a livello sintomatologico, le patologie che affliggono la società moderna, senza porre direttamente in questione l'impostazione dell'azione ecclesiale. Questa prospettiva deve esser respinta con decisione: la verifica é atto di discernimento evangelico, nell'orizzonte proprio della fede. 31 Gesù stesso si mostra attento alla interpretazione degli avvenimenti (Lc 12, 55ss.), specialmente in relazione alla sua stessa vicenda messianica. Così, per esempio, la parabola del seminatore e, in generale, le parabole del seme, mettono in guardia da una valutazione superficiale e 'mondana' dell'opera di Gesù, e invitano a cogliere l'azione di Dio nel mistero; così, la questione posta ai discepoli a Cesarea di Filippo; o, ancora, la sofferta preghiera nel Getsemani. Ciò non scioglie tutti i nodi di oggettiva difficoltà. Questa problematicità non intacca tuttavia l'opportunità e la validità della ricerca valutativa; la rende, piuttosto, prudente e saggia, non presuntuosa detentrice di interpretazioni assolute e definitive, ma sempre disponibile e aperta, secondo la prospettiva tipica del discernimento, pronta anzi ad accogliere quelle illuminazioni dello Spirito, che la pongono decisamente nell'orizzonte della fede. Le difficoltà avanzate sul piano teoretico fanno spesso da copertura (generalmente inconscia, ma non per questo meno insidiosa) al timore di trovarsi di fronte a un bilancio troppo insoddisfacente. Verifica, dunque. Senza cadere nell'autolesionismo, senza cedere all'acredine accusatoria, che contrappone, forza i contorni, viola la verità contraffacendola nella ideologia, produce divisione e animosità. Al contrario, la testimonianza leale, che si pone nella verità, non nega gli errori, li riconosce con onestà, ne dà una valutazione contestualizzata, indagando meccanismi e cause; rende più acuto lo sguardo e più robusta la volontà per non ripeterli: “Riconoscere i cedimenti di ieri è atto di lealtà e di coraggio che aiuta a rafforzare la nostra fede, rendendoci avvertiti e pronti ad affrontare le tentazioni e le difficoltà d'oggi” (TMA 33). La verifica esprime la fede viva della comunità ecclesiale La verifica è espressione di fede pensata e vissuta. Non ha carattere ispettivo, non intende in alcun modo “dare il voto” alle realtà ecclesiali, ma è volta a comprendere per orientare e migliorare. Essa scaturisce da un'esigenza intrinseca della fede, praticata da sempre sul piano personale (esame di coscienza), ma forse meno osservata e apprezzata su quello comunitario. 32 Essa scaturisce da un'esigenza intrinseca della fede, praticata da sempre sul piano personale (esame di coscienza), ma forse meno osservata e apprezzata su quello comunitario. Intende cogliere il kairòs del tempo presente: valuta secondo criteri di fede, non di efficienza e nemmeno di mera efficacia; si pone in atteggiamento non di proiezione futurologica, ma di adventus, di itinerario incontro al Signore; è profetica e sapienziale: coglie le pieghe della storia e della capacità umana, ma, in esse e oltre esse, incontra una illuminazione e una parola da esse assolutamente non deducibile; è sorretta e guidata dalla spiritualità della conversione, non dell'efficienza. La verifica educa la maturità cristiana È disposizione all'ascolto della voce dello Spirito, che chiede anzitutto la conversione personale e riveste carattere formativo: il lavoro di verifica aiuta a interiorizzare le dinamiche dell'azione pastorale, sottraendole all'empirismo e all'attivismo e riconducendole allo spirito autentico di comunione e missione. Non è difficile intuire il valore pedagogico della verifica. Gli operatori pastorali vengono educati a lavorare per progetti, superando l'improvvisazione; preti e laici imparano a lavorare insieme in un modo relativamente nuovo, e scoprono poco a poco che non si tratta solo di strategia organizzativa, ma di confermarsi reciprocamente nella comunione e nella missione ecclesiale. Educata dall'analisi valutativa, la decisione pastorale abbandona la logica delle scelte pragmatiche. Si tratta quindi di un atto qualificato di crescita ecclesiale. La verifica si propone non come lavoro specialistico di esperti (che ovviamente non ne sono esclusi), ma come opera di vasto coinvolgimento ecclesiale. È momento di attuazione del discernimento comunitario, via maestra per la fruttuosa attivazione degli organismi di partecipazione e corresponsabilità, avviati con grande speranza, ma forse non sufficiente-mente preparati da una adeguata pedagogia di comunione. 33 La verifica promuove il dialogo e il confronto La verifica ha una indubbia valenza culturale. Contribuisce a presentare il volto di una Chiesa attenta alla realtà, portatrice di una Verità dinamica e creativa, di una parola che interpella l'uomo, edifica la società e si fa storia. È anche luogo di incontro 'nuovi areopaghi' autentico “cortile dei gentili” - dove la concentrazione sul vissuto ecclesiale (comunione) si dilata naturalmente e intercetta il vissuto dell'uomo di oggi nella sue figure salienti, per portare a tutti il dono dell'amore di Dio (missione): è il Vangelo della carità dentro la storia. La verifica è volta ad esprimere una valutazione sapienziale: una forma di discernimento e di esame di coscienza comunitario, in sintonia con il modello suggerito dalla Esortazione Apostolica Pastores dabo vobis: “è importante la conoscenza della situazione... Ancor più importante è l'interpretazione della situazione... l'interpretazione che avviene nella luce e nella forza del Vangelo, dei Vangelo vivo e personale che è Gesù Cristo, e con il dono dello Spirito Santo. In tal modo il discernimento evangelico coglie nella situazione storica e nelle sue vicende e circostanze non un semplice dato da registrare con precisione... bensì un compito, una sfida alla libertà responsabile sia della singola persona che della comunità”4. La ricerca valutativa aiuta così a innescare processi 'virtuosi' di valutazione sapienziale in loco, secondo la logica del discernimento comunitario. Come insegna il Concilio Vaticano II, «è dovere di tutto il popolo di Dio, soprattutto dei pastori e dei teologi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari modi di parlare del nostro tempo, e di saperli giudicare alla luce della parola di Dio...»5. La verifica tocca una molteplicità di fattori: lo stile celebrativo, il linguaggio, la disposizione dell'assemblea (modello basilicale o domestico), gli arredi stessi e le luci costituiscono il contesto entro il quale la Parola risuona o si perde nel vuoto: “Dovremo dunque curare celebrazioni liturgiche che consentano a tutti di sentirsi a casa propria, 34 nella casa dell'unico Signore: per il modo con cui si sentono accolti e possono esprimere la loro preghiera, il loro canto, il loro silenzio; per la familiarità con cui proclamiamo la parola di Dio; per la dignità di un'omelia fedele ai testi liturgici, legata alla historia salutis per la solidarietà cristiana che la celebrazione liturgica deve far trasparire a tutti, 6 in forza dell'unico sacrificio di Cristo e della comunione con lui” . Tema cruciale: in esso si verifica la capacità di inculturazione reale di un complesso celebrativo (mentre liturgia e rito sembrano dire sempre più, nell'uso corrente - giornalistico e radiotelevisivo in particolare - coreografia stereotipa, priva di vitalità). In questo è scritta una norma fondamentale della inculturazione della fede. Il credente non può limitarsi alla ripetizione difensiva; è chiamato a una evangelizzazione creativa. Tale creatività è autentica quando respira le dimensioni proprie e il genio del tempo, e quando - indissolubilmente - è illuminata e innervata dall'ascolto sorgivo e normativo della Parola. Il Nuovo Testamento, pur senza fornire una specifica dottrina in merito, presenta situazioni in cui il discernimento appare esercizio ed opera comune. Non lo si può assorbire, da un lato, al momento strettamente decisionale riservato ai dirigenti né assimilare, dall'altro, a una votazione assembleare. Non è fondato sul diritto di voto, ma su quel senso della fede di cui ogni credente è dotato, in forza dell'unzione dello Spirito, cioè «suscitato e sorretto dallo Spirito di verità»7, perché «il senso della fede è frutto di una fede viva»8. Il discernimento sviluppa la dimensione partecipativa: nella Chiesa non esistono membri meramente passivi e recettivi. È responsabilità ecclesiale, da esercitarsi insieme, secondo quel rapporto di reciprocità che emerge e si afferma nell'ambito della comunità: non è privilegio di nessuno e nessuno può ritenersene estraneo. La forma partecipativa non costituisce un indebolimento, ma, al contrario, una tipica modalità di espressione del ministero episcopale e presbiterale: l'apostolo Paolo attiva la comunità nelle decisioni importanti, senza per questo mai abdicare alla specificità del suo ministero. 35 Nella decisione la comunità si manifesta e si consolida come popolo di Dio in cammino solidale, corpo di Cristo in responsabilità organica e strutturata, tempio dello Spirito in varietà profetica di doni. La forma comunitaria, tuttavia, non preserva il discernimento da ogni rischio. Non si devono dimenticare gli ampi spazi di influenzabilità che ogni gruppo lascia scoperti, né la forza suggestiva degli argomenti demagogici: l'equilibrio non è sempre facile e incombe sempre il rischio di una interpretazione non disinteressata della situazione e delle componenti in gioco. La pulizia interiore, la competenza, la consapevolezza della fragilità illude e distorce la visuale rimangono fattori correttivi efficaci; oltre al dialogo aperto, che ascolta e fa tesoro delle voci altrui, anche critiche. Perché se è vero che non sempre vox populi è vox Dei, è altrettanto vero che essa rende possibile il confronto, la verifica, la correzione, come “viaggio comune verso la verità”9. Sergio Lanza 36 1. Cf. P. RICOEUR, Critique de la retigion et langage de la loi, conferenza tenuta al «Centre Protestant du Nord Lille» nel 1969 (ed. ciclostilata). 2. LG 8. 3. R. RITTER, Sociologia della religione, in K. RAHNERHNEROFFI, Dizionario di pastorale, 748. 4. GIOVANNI PAOLO II, Pastores dabo vobis, 10. 5. GS 44. 6. CEI, La chiesa italiana e le prospettive del paese, Roma 23 ottobre 1981. 7. LG 12. 8. SINODO DEI VESCOVI 1980, Post disceptationem. Elenchus propositionum de muneribus familiae christianae in mundo moderno, 24.10.1980, Propositio, 4. 9. BERGER P.L., Una gloria remota. Avere fede nell'epoca del pluralismo, Bologna 1994, 79. 37 APPENDICE 2 SCHEDE GUIDA PER IL DISCERNIMENTO E LA VERIFICA PASTORALE DEGLI ANNI 2006-2010 NOTE 1. Ogni parrocchia programmi almeno quattro assemblee parrocchiali, invitando coloro che partecipano alla vita della comunità (istituti religiosi, movimenti, associazioni, gruppi), per fare insieme «discernimento». 2. Queste schede servono come «guida per il discernimento» delle assemblee parrocchiali. 3. Al termine di ogni assemblea sia redatta una relazione, sottoscritta dal segretario e dal parroco, da inviare alla segreteria del consiglio pastorale diocesano (via Roma, 109). 4. Il «discernimento pastorale comunitario» avviene alla luce della Parola del Signore. I brani biblici, quindi, riportati in ogni scheda, non costituiscono solo il momento di inizio dell'assemblea, ma stanno ad indicare che il dialogo fraterno deve avvenire secondo la logica del vangelo e tende a far conoscere ciò che Dio vuole oggi dalle nostre comunità. 5. I vicari foranei provvedano a convocare il consiglio pastorale zonale per fare una «lettura pastorale» della zona, che sarà oggetto di confronto al consiglio pastorale diocesano. 38 Anno pastorale 2006-07 Educhiamoci all'ascolto della Parola Traccia di riflessione e confronto per l'assemblea parrocchiale LA PAROLA DI DIO È NORMA E SOSTEGNO DELLA VITA DELLA CHIESA Ascolto della Parola Dt 6,4-9 4 Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. 5Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. 6Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel 7 cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno 9 come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte. Lc 8,19-21 19 E andarono da lui la madre e i suoi fratelli, ma non potevano 20 avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: "Tua madre e i 21 tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti". Ma egli rispose loro: "Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica". Lc 11,27-28 27 Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: "Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!". 28 Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!". 39 Momento di confronto comunitario 1. Quali sono stati i principali obiettivi raggiunti in quell'anno nella nostra parrocchia? 2. E quali, invece, le maggiori difficoltà incontrate? 3. Che incidenza hanno avuto i “centri di ascolto della Parola”? 4. Quali ispirazioni abbiamo tratto dall'ascolto della Parola? 5. Quale esperienza di ascolto della Parola è presente nelle nostre famiglie? 6. Quale è stato il percorso formativo parrocchiale all'ascolto della Parola? Suggerimenti e proposte Che cosa suggeriamo per continuare nell'educazione all'ascolto della Parola, sia in parrocchia sia in diocesi? 40 Anno pastorale 2007-08 Educhiamoci alla relazione con Dio e con i fratelli Traccia di riflessione e confronto per l'assemblea parrocchiale IL MODELLO DELLA PRIMITIVA COMUNITÀ CRISTIANA Ascolto della Parola At 2,1-13 1 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la 3 casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si 4 dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. 5 Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazio6 ne che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase 7 turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro 8 che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi 9 sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lin12 gue delle grandi opere di Dio". Tutti erano stupefatti e perplessi, e 13 si chiedevano l'un l'altro: "Che cosa significa questo?". Altri invece li deridevano e dicevano: "Si sono ubriacati di vino dolce". 41 At 2,42-47 42 Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella co43 munione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prende47 vano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. At 4,32-35 32 La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà 33 quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. 34Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto 35e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno. At 5,12-16 12 Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; 13 nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esalta14 va. Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una 15 moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di 16 loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti. 42 Momento di confronto comunitario 1. Quali luci e quali ombre hanno segnato quell'anno pastorale? 2. La nostra comunità è cresciuta nella valorizzazione delle diversità e delle differenze, trasformandole in risorsa per la comunità stessa? 3. E' maturato il clima di condivisione e accettazione delle fragilità della comunità? 4. Cosa pensiamo dell'affermazione: Lo scopo finale della missione cristiana non è fare entrare nuovi clienti, ma rendere libere le persone dentro il proprio contesto di vita? 5. E' stata attuata la pastorale “integrata”, la collaborazione tra parrocchie? Quali le difficoltà? Quali i risultati? 6. E' cresciuta la consapevolezza del ruolo dei laici? Con quali ricadute pastorali? 7. La parrocchia è presente nelle problematiche culturali, sociali, economiche e politiche del territorio? Con quali modalità? 8. Quale è stato il percorso formativo parrocchiale alla relazione con Dio e con i fratelli? Suggerimenti e proposte Che cosa suggeriamo per continuare nell'educazione alla relazione con Dio e con i fratelli, sia in parrocchia sia in diocesi? 43 Anno pastorale 2008-09 Educhiamoci alla celebrazione Traccia di riflessione e confronto per l'assemblea parrocchiale L’EUCARISTIA EDIFICA LA CHIESA E TRASFIGURA IL MONDO Ascolto della Parola Ap 1,9-19 9 Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù. 10 Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me 11 una voce potente, come di tromba, che diceva: "Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Èfeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa". 12Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette 13 candelabri d'oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. 14I capelli del suo capo erano candidi, simili a lana candida come neve. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco. 15I piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiuolo. La sua voce era simile al fragore di grandi acque. 16Teneva nella sua destra sette stelle e dalla bocca usciva una spada affilata, a doppio taglio, e il suo volto era come il sole quando splende in tutta la sua forza. 17Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: "Non temere! Io sono il 18 Primo e l'Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre 19 e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito. 44 1Cor 11,17-22 17 Mentre vi do queste istruzioni, non posso lodarvi, perché vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio. 18Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. 19È necessario infatti che sorgano fazioni tra voi, perché in mezzo a voi si manifestino quelli che hanno superato la prova. Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. 21Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l'altro è ubriaco. 22 Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo! 45 Momento di confronto comunitario 1. Quali sono stati i maggiori traguardi raggiunti in quell'anno? 2. La domenica ha assunto il ruolo di centralità che le compete nella vita della comunità? 3. La domenica è la giornata dedicata principalmente alla relazione con Dio e con i fratelli? 4. Le nostre celebrazioni rendono ‘‘visibile’’ la grandezza e la bellezza del mistero di Dio? Quali sono i segni? 5. La celebrazione riesce a dare nuovo impulso alla vita delle persone? 6. La parrocchia offre percorsi di formazione liturgica? Con quali modalità? 7. Le celebrazioni sono preparate con cura? Con quali modalità? 8. Le celebrazioni esprimono il carattere comunitario della liturgia? 9. E' visibile, nella vita delle nostre comunità, il collegamento Eucaristiacarità? 10.Quale è stato il percorso formativo parrocchiale alla celebrazione? Suggerimenti e proposte Che cosa suggeriamo per continuare nell'educazione alla celebrazione, sia in parrocchia sia in diocesi? 46 Anno pastorale 2009-10 Educhiamoci alla testimonianza della carità Traccia di riflessione e confronto per l'assemblea parrocchiale L’AMORE È TUTTO Ascolto della Parola 1Cor 12,31b-14,1a 12,31b E allora, vi mostro la via più sublime. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. 2E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare 3 le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. Aspirate alla carità. 4La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, 5non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male 6 ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. 7 8 Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. 9Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. 10Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. 12 Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. 13Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità! 14,1aAspirate alla carità. 1 47 Momento di confronto comunitario 1. Quali le esperienze più significative di quell'anno pastorale? 2. Quale il nostro impegno nel costruire la comunione nella chiesa diocesana a partire dalla comunità parrocchiale? 3. Quali doni abbiamo condiviso con i fratelli o con i “lontani”? 4. Nella nostra comunità la carità diventa anche condivisione di vita? 5. La carità è il criterio fondamentale della vita della nostra comunità? 6. La nostra comunità ha compiuto gesti particolari di gratuità? Quali? 7. La nostra comunità ha attivato servizi in risposta ai bisogni del territorio? Quali? 8. E' stata attivata la caritas parrocchiale? Come è strutturata? E' vitale? 9. Il bilancio parrocchiale prevede la voce “carità”? In che misura? 10.Quale è stato il percorso formativo parrocchiale alla testimonianza della carità? Suggerimenti e proposte Che cosa suggeriamo per continuare nell'educazione alla testimo-nianza della carità, sia in parrocchia sia in diocesi? Al termine della verifica del quadriennio, quale dovrebbe essere il nostro cammino futuro? Temi? Scansione? 48 Calendario delle Attività Diocesane per l'Anno Pastorale 2010-2011 49 50 SETTEMBRE 2010 Mer. 1 5 a Giornata per la salvaguardia del creato Consiglio Presbiterale Sab. 4 Cattedrale san Giovanni Battista, Ragusa: ore 20.30 - S.E. il Vescovo presenta alla comunità diocesana il Piano Pastorale 2010/2011 da Lun. 6 Esercizi spirituali per il clero a Sab. 11 Mer. 15 Centro Servizi Culturali, Comiso: ore 18,00 - Avvio Centro Ascolto Cittadino Sab. 18 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19.30 - Cresime Lun. 20 Consultorio Familiare (Via Cartia), Ragusa: ore 20.30 - Incontro Consiglio Pastorale Familiare Mar. 28 Incontro diocesano del clero CD UDPF Chiesa S. Biagio, Comiso: ore 20,30 - Presentazione del Piano Pastorale 2010-2011 Chiesa Madre, Chiaramonte: ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale 2010-2011 Mer. 29 Parrocchia S. Giuseppe Artigiano, Ragusa: ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale 2010-2011 51 Mer. 29 Vittoria: ore 20,30 - Presentazione del Piano Pastorale 2010-2011 Gio. 30 Incontro Vicari Foranei Chiesa S. Vincenzo, Acate: ore 19,30 - Presentazione del Piano Pastorale 2010-2011 Centro Pastorale, Giarratana: ore 20,30 - Presentazione del Piano Pastorale 2010-2011 OTTOBRE 2010 Ven. 1 Monastero Carmelitane Scalze, Ragusa: ore 16,00 - Apertura Ottobre Missionario UPM Lun. 4 Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa: ore 16,00 - Incontri formativi per i volontari delle Case di Riposo UPS Chiesa Madre, S. Croce Camerina: ore 20,00 - Presentazione del Piano Pastorale 2010-2011 Mar. 5 Ritiro spirituale diocesano del clero Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa: ore 16,00 - Incontri formativi per i volontari delle Case di Riposo Gio. 7 Inaugurazione Biblioteca Diocesana ‘‘Mons. F. Pennisi’’ Ven. 8 Incontro Commissione Diocesana d’Arte Sacra Sab. 9 Incontro Direttori Uffici Diocesani 52 UPS Sab. 9 Centro di Spiritualità ‘‘Cor Jesu’’, Ragusa: dalle ore 15,30 alle ore 19,30 - Ritiro spirituale zonale di inizio anno per i catechisti (Ragusa) UCD Sab. 16 Ragusa: Settimana Vocazionale animata dai Frati minori e dalla fraternità di Nazaret UDPG CDV Mar. 12 Consiglio Presbiterale Gio. 14 Parrocchia S. Cuore, Comiso: dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima formazione per catechisti Ven. 15 Sala Auditorium “G.B. Cartia” Camera di Commercio, Ragusa: ore 18,45 - Convegno su ‘‘Economia: strumento per il bene comune’’ Sab. 16 Biblioteca ‘‘Mons. F. Pennisi’’ Il Prof. Luigino Bruni, presenterà il volume: ‘‘Dizionario di economia civile’’ - Ed. Città Nuova da Lun. 11 a UCD Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,30 - Cresime Dom. 17 Giornata di spiritualità sul tema: ‘‘Vivere la carità nel quotidiano’’ Lun. 18 Festa S. Luca Evangelista Parrocchia Maria Ausiliatrice, Ragusa: Ore 19,00 - Celebrazione Eucaristica con mandato ai Volontari UPS delle Case di Riposo Mar. 19 Aggiornamento pastorale diocesano del clero Mer. 20 Biblioteca Diocesana ‘‘Mons. Pennisi’’ Seminario: Prospettiva di servizio della Biblioteca nella Diocesi e nel territorio UDPF UPS 53 Parrocchia S. Cuore, Comiso: dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima formazione per catechisti UCD Comiso: Incontro unità giovani di zona UDPG Ven. 22 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: Ore 19.30 -Veglia diocesana di preghiera per la giornata missionaria mondiale UPM Sab. 23 Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: dalle ore 15,30 alle ore 19,30 - Ritiro spirituale zonale di inizio anno per i catechisti (parrocchie S. Maria La Nova - S. Nicola Immacolata Concezione) UCD Santuario Madonna della Salute, Vittoria: dalle ore 15,30 alle ore 19,30 - Ritiro spirituale zonale di inizio anno per i catechisti (Vittoria - Acate - Scoglitti) UCD Cattedra di Dialogo tra le culture I Modulo: ore 16,30 - Tavola Rotonda (Percorso per i giovani) ITI UPC UPS UDPG Gio. 21 Dom. 24 Lun. 25 Giornata Missionaria (colletta obbligatoria) Pellegrinaggio al Santuario di Valverde (Catania) CVC Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parrocchiali della pastorale dei malati. Tema:“Discernimento e animazione” Consultorio Familiare (Via Cartia), Ragusa: ore 20,30 - Incontro Ufficio Pastorale Familiare UPS Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 20,00 - Riunione Consulta Aggr. Laicali Auditorium ‘‘P. Flaccavento’’, Vittoria: ore 19,30 - Incontro Caritas Parrocchiali Vicariato Vittoria e Comiso 54 UDPF CDAL CD Mar. 26 Incontro zonale del clero Madonna delle Grazie, Comiso: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parro cchiali della pastorale dei malati. Tema: “Discernimento e animazione” UPS Mer. 27 Parrocchia Madonna Assunta, Vittoria: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parro cchiali della pastorale dei malati. Tema: “Discernimento e animazione” UPS Gio. 28 Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parrocchiali della pastorale dei malati. Tema: “Discernimento e animazione” UPS Parrocchia S. Cuore, Comiso: dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima formazione per catechisti UCD Consiglio pastorale diocesano Ven. 29 Sab. 30 Vittoria: Incontro unità giovani di zona UDPG Cattedra di Dialogo tra le culture I Modulo: dalle ore 15,30 alle ore 18,30 (Percorso per i giovani) ITI UPC UPS UDPG Convento S. Francesco all’Immacolata, Comiso: dalle ore 15,30 alle ore 19,30 - Ritiro spirituale zonale di inizio anno per i catechisti (Comiso - Pedalino) UCD Suore Orsoline, Monterosso Almo: dalle ore 15,30 alle ore 19,30 - Ritiro spirituale zonale di inizio anno per i catechisti (Monterosso - Giarratana - S. Giacomo Bellocozzo) UCD Incontro diocesano degli Animatori dei Gruppi Ministranti ULD 55 Sab. 30 I Modulo - Percorso formativo fra spiritualità e cultura: dalle ore 9,30 alle ore 12,30 UPC UPS Dom. 31 Percorso formativo fra spiritualità e cultura UPC UCD/ AB NOVEMBRE 2010 Lun. 1 Giornata della santificazione universale Gio. 4 Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto ULD Parrocchia S. Cuore, Comiso: dalle ore 17,00 alle ore 19,00 - Percorso di prima formazione per catechisti UCD UDPG Ven. 5 Ragusa: Incontro unità giovani di zona Sab. 6 Suore Sacro Cuore, Santa Croce Camerina: dalle ore 15,30 alle ore 19,30 - Ritiro spirituale zonale di inizio anno per i Catechisti (Marina di Ragusa - Santa Croce Camerina) UCD Dom. 7 Incontro diocesano di formazione dei Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica ULD Lun. 8 Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti UCD Parrocchia Madonna delle Lacrime, Vittoria: ore 19,00 - Avvio corso di formazione al volontariato CD Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Mar. 9 56 Mar. 9 Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Gio. 11 Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto ULD Ven. 12 Cattedra di Dialogo tra le culture I Modulo: dalle ore 15,30 alle ore 18,30 (Percorso per i giovani) ITI UPC UPS UDPG Sab. 13 Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione e approfondimento delle lettere di Giacomo, Giovanni e Giuda UCD/ AB Cattedra di Dialogo tra le culture I Modulo: dalle ore 9,30 alle ore 12,30 (Percorso per i giovani) ITI UPC UPS UDPG Dom. 14 Giornata del ringraziamento da Dom. 14 a Mer. 17 Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale SS. Salvatore - Ragusa Lun. 15 Inaugurazione Anno Accademico 2010-2011 Prolusione: «Economia civile a partire dalla “Caritas in veritate”» Mar. 16 Ritiro spirituale diocesano del clero ITI Auditorium Parrocchia Madonna Assunta,Vittoria: ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti UCD Parrocchia S. Maria di Portosalvo, M. di Ragusa: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD 57 Gio. 18 Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto ULD Consiglio diocesano Affari Economici Ven. 19 Conferenza UPS Sab. 20 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,00 - Cresime UPS Incontro Vicari Foranei Mandato agli Operatori di Pastorale Giovanile UDPG Sab. 20 Dom. 21 Convegno per gli Operatori della Pastorale Pre-matrimoniale UDPF Dom. 21 Giornata delle claustrali Incontro diocesano di formazione dei Lettori e degli Accoliti Lun. 22 Zona Vicariale di Chiaramonte Gulfi Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: ore 19,30 - Mandato agli animatori dei Centri Parrocchiali di ascolto (Avvento - Quaresima) Festa di Santa Cecilia: Celebrazione Eucaristica Mar. 23 ULD Aggiornamento pastorale del clero Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 17,30 - Incontro Caritas Parrocchiali Vicariati di Ragusa e Chiaramonte Gulfi 58 ULD CD Mar. 23 Zona Vicariale di Comiso: Comiso: ore 20,00 - Mandato agli animatori dei Centri Parrocchiali di ascolto (Avvento - Quaresima) Mer. 24 Zona Vicariale di Vittoria: Parrocchia S. Giovanni Battista, Vittoria: ore 20,00 - Mandato agli animatori dei Centri Parrocchiali di ascolto (Avvento - Quaresima) Gio. 25 Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto ULD Zona Vicariale di Ragusa: ore 20,00 - Mandato agli animatori dei Centri Parrocchiali di ascolto (Avvento - Quaresima) Auditorium “P. Flaccavento”, Vittoria ore 19,30 - Incontro Caritas parrocchiali Vicariati di Vittoria e Comiso CD Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa: ore 16,00 - Incontro formativo per i Referenti UPS UPS Ven. 26 Cattedra di Dialogo tra le culture II Modulo: dalle ore 15,30 alle ore 18,30 (Percorso per i giovani) ITI UPC UDPG Sab. 27 Cattedra di Dialogo tra le culture II Modulo: dalle ore 9,30 alle ore 12,30 (Percorso per i giovani) ITI UPC UDPG Dom. 28 Percorso formativo fra spiritualità e cultura UPC UCD/ AB Lun. 29 Chiaramonte Gulfi: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare UDPF 59 Mar. 30 Incontro zonale del clero Parrocchia S. Cuore, Comiso: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare Centro Pastorale, Giarratana: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UDPF UCD DICEMBRE 2010 Ven. 3 Comiso: ore 20,00 - Caffè light d'inverno ULD Lun. 6 Avvento nelle Case di Riposo (Vicariato di Comiso) UPS Parrocchia S. Cuore, Vittoria: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare UDPF Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti UCD Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 20,00 - Riunione Consulta Aggr. Laicali Mar. 7 Ritiro spirituale diocesano del clero Auditorium Parrocchia Madonna Assunta,Vittoria: ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti UCD Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Suore del Sacro Cuore, S. Croce Camerina: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Gio. 9 Incontro Diocesano per i membri dei consigli parrocchiali, zonali, diocesani Tema: ‘‘Importanza del consigliare’’ Ven. 10 Saloncino Seminario Vescovile, Ragusa: ore 11,00 - Presentazione Dossier Caritas/Migrantes 2010 II Modulo - Percorso formativo fra spiritualità e cultura: dalle ore 15,30 alle ore 18,30 60 CDAL CD UPC Sab. 11 Dom. 12 II Modulo - Percorso formativo fra spiritualità e cultura: dalle ore 9,30 alle ore 12,30 UPC Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione e approfondimento delle lettere di Giacomo, Giovanni e Giuda UCD/ AB III domenica di Avvento: colletta obbligatoria per l’Avvento di fraternità Giornata di Ritiro Tema: ‘‘Educhiamoci al discernimento’’ CVC da Dom. 12 a Mer. 15 Lun. 13 Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale S. Giovanni Battista - S. Croce Camerina S. Lucia, Vergine e Martire ore 11,00 - Reparto Oculistico, Ospedale M. Arezzo Celebrazione Eucaristica Consultorio Familiare (Via Cartia), Ragusa: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare Mar. 14 Aggiornamento pastorale del clero Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti Centro Pastorale, Giarratana: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UPS UDPF UCD UCD Mer. 15 Avvento nelle Case di Riposo (Vicariato di Vittoria) UPS Ven. 17 Ragusa: ore 20,00 - Caffè light d'inverno Ragusa: Celebrazione in preparazione al Natale per Medici e Operatori Sanitari ULD Sab. 18 UPS Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,00 - Cresime 61 Lun. 20 Avvento nelle Case di Riposo (Vicariato di Chiaramonte Gulfi) Mar. 21 Incontro zonale del clero Sab. 25 Natale: Giornata diocesana per il Seminario Dom. 26 Festa della Santa Famiglia UPS UDPF GENNAIO 2011 Sab. 1 43a Giornata della pace Dom. 2 San Giuseppe Maria Tomasi, sacerdote Gio. 6 Giornata dell’infanzia missionaria Ven. 7 Chiaramonte: ore 20,00 - Caffè light d'inverno ULD Sab. 8 Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione e approfondimento delle lettere di Giacomo, Giovanni e Giuda UCD/ AB da Dom. 9 a Mer. 12 Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale Santi Apostoli - Comiso Lun. 10 Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti Mar. 11 Ritiro spirituale diocesano del clero 62 UCD Mar. 11 Auditorium Parrocchia Madonna Assunta,Vittoria: ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti UCD Parrocchia S. Maria di Portosalvo, M. di Ragusa: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Ven. 14 Cattedra di Dialogo tra le culture III Modulo: dalle ore 15,30 alle ore 18,30 (Percorso per i giovani) Sab. 15 Incontro Direttori Uffici Diocesani Cattedra di Dialogo tra le culture III Modulo: dalle ore 9,30 alle ore 12,30 Incontro diocesano di studio per i Ministranti ITI UPC CD UDPG ITI UPC CD ULD Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,00 - Cresime Dom. 16 97 a Giornata delle migrazioni (colletta obbligatoria) Lun. 17 22ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parrocchiali della pastorale dei malati. Tema:“Discernimento e animazione” Consultorio Familiare (Via Cartia), Ragusa ore 20.30 - Incontro Consiglio Pastorale Familiare UPS UDPF da Mar. 18 Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani a Mar. 25 Mar. 18 Aggiornamento pastorale diocesano del clero 63 Mar. 18 Parrocchia S. Maria delle Grazie, Comiso: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parrocchiali della pastorale dei malati. Tema: “Discernimento e animazione” UPS Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Consiglio pastorale diocesano Mer. 19 Parrocchia Madonna Assunta, Vittoria: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parrocchiali della pastorale dei malati. Tema: “Discernimento e animazione” UPS Gio. 20 Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: ore 16,00 - Incontro formativo per i gruppi parrocchiali della pastorale dei malati. Tema: “Discernimento e animazione” UPS Sab. 22 Dom. 23 Ritiro spirituale residenziale (dalle ore 16,00 di sabato 22 alle ore 16,00 di domenica 23) UCD Dom. 23 Percorso formativo fra spiritualità e cultura UPC UCD/ AB Mar. 25 Incontro zonale del clero Ven. 28 Centro Pastorale, Giarratana: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Cattedra di Dialogo tra le culture III Modulo: dalle ore 15,30 alle ore 18,30 ITI UPC CD Riunione Commissione Diocesana Arte Sacra 64 Sab.29 Cattedra di Dialogo tra le culture III Modulo: dalle ore 9,30 alle ore 12,30 Dom. 30 58ª Giornata dei malati di lebbra Incontro diocesano di formazione dei Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica ITI UPC CD ULD FEBBRAIO 2011 Mar. 1 Ritiro spirituale diocesano del clero Auditorium Parrocchia Madonna Assunta,Vittoria: ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti Suore Sacro Cuore, S. Croce Camerina: ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD UCD Mer. 2 15 a Giornata della vita consacrata Gio. 3 Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto ULD Sab. 5 Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione e approfondimento delle lettere di Giacomo, Giovanni e Giuda UCD/ AB Dom. 6 33 a Giornata per la vita. Lun. 7 Visita del Vescovo alle neo - mamme e ai neonati nei presidi ospedalieri della diocesi Giornata di Ritiro e fraternità UDPF UPS CVC Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 20,00 - Riunione Consulta Aggr. Laicali UCD CDAL 65 Mar. 8 Mer. 9 Consiglio Presbiterale Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 16,00 - Giornata Diocesana del Malato Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UPS UCD Incontro Diocesano per i membri dei consigli parrocchiali, zonali, diocesani Tema: ‘‘Le qualità dei consiglieri’’ da In occasione della Giornata Mondiale del Malato Pellegrinaggio Diocesano UPS a Lourdes UPS Gio. 10 Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto ULD Ven. 11 19 a Giornata del malato Sab. 12 Incontro Vicari Foranei Gio. 10 a Lun. 14 da Dom. 13 a Mer. 16 Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale Sacro Cuore - Vittoria Lun. 14 Santuario Maria SS. di Gulfi, Chiaramonte: ore 17,00 - Incontro formativo per i catechisti Mar. 15 Aggiornamento pastorale diocesano del clero Gio. 17 Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto Sab. 19 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,00 - Cresime 66 UCD ULD Mar. 22 Incontro del clero zonale Centro Pastorale, Giarratana: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Gio. 24 Salone del Santuario dell'Immacolata, Comiso: dalle ore 19.30 alle ore 21.30 - Scuola di formazione Operatori musica e canto ULD Dom. 27 Assemblea Diocesana di Pastorale Familiare UDPF Consultorio Familiare (Via G. Cartia), Ragusa ore 20,30 - Incontro Ufficio Pastorale Familiare UDPF MARZO 2011 Mar. 1 Ritiro diocesano del clero Parrocchia S. Maria di Portosalvo, M. di Ragusa: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Auditorium Parrocchia Madonna Assunta,Vittoria: ore 15,30 - Incontro formativo per i catechisti UCD Lun. 7 Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 9,30 - Incontro formativo per i catechisti UCD Mar. 8 Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Sab. 12 Parrocchia Santi Apostoli, Comiso: dalle ore 16,00 alle ore 19,00 - Presentazione e approfondimento delle lettere di Giacomo, Giovanni e Giuda UCD/ AB Dom. 13 Percorso formativo fra spiritualità e cultura UPC UCD/ AB da Dom. 13 a Mer. 16 Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale S. Maria Goretti - Vittoria 67 Mar. 15 Aggiornamento pastorale diocesano del clero Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 18,00 - Incontro Caritas Parrocchiali Vicariati di Ragusa e Chiaramonte CD Mer. 16 Stazioni Quaresimali nelle Case di Riposo (Vicariato di Comiso) UPS Gio. 17 Auditorium ‘‘P. Flaccavento’’, Vittoria: ore 19,30 - Incontro Caritas Parrocchiali Vicariato Vittoria e Comiso CD Sab. 19 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,00 - Cresime Dom. 20 Incontro diocesano di spiritualità dei Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica, Lettori e Accoliti ULD Lun. 21 Stazioni Quaresimali nelle Case di Riposo (Vicariato di Vittoria) UPS Mar. 22 Incontro zonale del clero Centro Pastorale, Giarratana: ore 18,00 - Incontro formativo per i catechisti UCD Incontro Diocesano per i membri dei consigli parrocchiali, zonali, diocesani. Tema: ‘‘Sguardo in avanti” Mer. 23 Stazioni Quaresimali nelle Case di Riposo (Vicariato di Chiaramonte) Gio. 24 19ª Giornata di preghiera in memoria dei missionari martiri Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,00 - Via Crucis in occasione della giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri 68 UPS UPM APRILE 2011 Ven. 1 Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: Ore 18,00: Precetto Pasquale per Medici, Operatori Sanitari, Associazioni di Volontariato UPS Dom. 3 Giornata di Ritiro e fraternità CVC I ragazzi che si preparano alla Cresima incontrano il Vescovo UCD da Dom. 3 a Mer. 6 Il Vescovo incontra la comunità parrocchiale Beato Clemente - Ragusa Lun. 4 Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue, Ragusa: ore 20,00 - Riunione Consulta Aggr. Laicali Sab. 9 Incontro diocesano degli Animatori dei Gruppi Ministranti CDAL ULD Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,30 - Cresime Dom. 10 V Domenica di Quaresima Giornata di solidarietà per i missionari iblei Mar. 12 Anniversario Ordinazione Episcopale di S.E. Mons. Paolo Urso (2002) Aggiornamento pastorale diocesano del clero Dom. 13 Percorso formativo fra spiritualità e cultura Gio. 14 Cappella Vescovile, Ragusa: ore 18,00 - Incontro volontari Centri di Ascolto per presentazione attività svolta nell’anno 2010 UPC UCD/ AB CD 69 UDPG Sab. 16 Incontro - Festa sul Messaggio del Papa in preparazione alla Giornata della gioventù Dom. 17 26 a Giornata della gioventù Gio. 21 Giovedì Santo Cattedrale S. Giovanni Battista, Ragusa: ore 10.00 - Messa Crismale partecipano MSCE, Lettori, Accoliti e Ministranti ULD Ven. 22 Giornata per le Opere della Terra Santa (colletta obbligatoria) Mar. 26 Incontro zonale del clero Mer. 27 Gio. 28 Assemblea Diocesana Programmazione 2011-2012 Ven. 29 Convegno UPS UPS MAGGIO 2011 Dom. 1 Giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica Percorso formativo fra spiritualità e cultura UPC UCD/ AB Lun. 2 Chiesa Madre, Chiaramonte Gulfi: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare UDPF Mar. 3 Parrocchia S. Cuore, Comiso: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare UDPF Dom. 8 87 a Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore (colletta obbligatoria) Lun. 9 Parrocchia S. Cuore, Vittoria: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare 70 UDPF Mar. 10 Ritiro diocesano spirituale del clero (Chiaramonte Gulfi) Consultorio Familiare (Via G. Cartia), Ragusa: ore 20,30 - Incontri Rete di Pastorale Familiare Ven. 13 Parrocchia S. Pietro Apostolo, Ragusa: ore 18,00 - Celebrazione mariana per malati, medici e operatori sanitari Dom. 15 48 a Giornata di preghiera per le vocazioni UDPF UPS Incontro diocesano di formazione dei Lettori e degli Accoliti ULD Lun. 16 Mese di Maggio nelle Case di Riposo (Vicariato di Ragusa) UPS Mar. 17 Aggiornamento pastorale diocesano del clero Mer. 18 Mese di Maggio nelle Case di Riposo (Vicariato di Comiso) Gio. 19 Consiglio Affari Economici Sab. 21 Incontro Vicari Foranei Canicarao Torre, Comiso: dalle ore 16,00 alle ore 20,00 - Incontro Diocesano dei Catechisti UPS UCD Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,30 - Cresime Lun. 23 Mese di Maggio nelle Case di Riposo (Vicariato di Vittoria) Mar. 24 Incontro zonale di clero UPS 71 Mer. 25 Mese di Maggio nelle Case di Riposo (Vicariato di Chiaramonte) UPS Dom. 29 Incontro diocesano: festa dei Ministranti ULD Lun. 30 Consultorio Familiare (Via G. Cartia), Ragusa ore 20.30 - Incontro Consiglio Pastorale Familiare UDPF Mar. 31 Giornata Sacerdotale Regionale Mariana GIUGNO 2011 Gio. 2 Percorso formativo fra spiritualità e cultura UPC UCD/ AB Dom. 5 45 a Giornata per le comunicazioni sociali Giornata di Ritiro e fraternità CVC Mar. 7 Ritiro spirituale diocesano del clero Gio. 9 Consiglio Pastorale Diocesano Sab. 11 Riunione Direttori Uffici Mar. 14 Giornata Sacerdotale Regionale Mariana Ven. 17 Riunione Commissione Arte Sacra Sab. 18 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,30 - Cresime Lun. 20 Giornata del Rifugiato Mar. 21 Incontro pastorale del clero: verifica 72 Gio. 23 Consiglio Presbiterale Dom. 26 Giornata per la carità del Papa (colletta obbligatoria) LUGLIO 2011 Ven. 1 Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù Giornata di santificazione sacerdotale Mar. 5 Mer. 6 Gio. 7 15° Seminario di Formazione per catechisti, educatori ed operatori pastorali UCD Ven. 8 Sab. 9 Istituto Suore Sacro Cuore, Marina di Ragusa: ore 18,00 - Percorsi estivi di approfondimento sull’accompagnamento dei malati UPS Sab. 16 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,30 - Cresime Dom. 17 Festa della famiglia UDPF AGOSTO 2011 Dom. 7 Festa in preparazione alla GMG Sab. 13 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,30 – Cresime. UDPG da Mar. 16 a Dom. 21 Lun. 31 26 a Giornata della gioventù (incontro mondiale a Madrid) Consiglio pastorale diocesano 73 SETTEMBRE 2011 Mer. 1 6 a Giornata per la salvaguardia del creato Consiglio Presbiterale da Lun. 5 a Sab. 10 Esercizi spirituali del clero (dalle ore 13,00 di lunedì alle ore 14,00 di sabato) Gio. 8 Cattedrale S. Giovanni Battista, Ragusa: Ore 20,00 - Presentazione Piano Pastorale 2011-2012 Sab. 17 Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa: ore 19,30 – Cresime Sab. 24 Dom. 25 Esercizi spirituali 74 UDPF 1) Gli incontri e i ritiri di clero diocesani si terranno presso il Centro Internazionale di Spiritualità “Cor Jesu”, tranne quelli del 7 e del 21 giugno 2010 che si terranno presso la Casa di riposo “Maria Schininà”, Ragusa. 2) Il Consiglio presbiterale si terrà in Vescovado (sala pluriuso). 3) Il Consiglio pastorale diocesano si terrà presso i Padri Gesuiti - Ragusa. 4) Gli incontri dei Vicari Foranei si terranno in Vescovado. 5) Gli incontri dei Direttori degli Uffici si terranno in Vescovado (sala pluriuso) . 6) Le Giornate mondiali sono riportate in neretto; le Giornate nazionali in corsivo. LEGENDA: CDV: CD: UCD: UCS: UDPF: UDSE: ULD: UPC: UPM: UPS: UPSL: USS: UDPG: UCD-AB: CDAL: CVC: IRC: ISR: ITI: Centro Diocesano Vocazionale Caritas Diocesana Ufficio Catechistico Diocesano Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali Ufficio Diocesano per la Pastorale della Famiglia Ufficio Diocesano per il Sostegno Economico alla Chiesa Ufficio Liturgico Diocesano Ufficio Pastorale della Cultura Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute Ufficio Diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro Ufficio Servizio Scuola Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile Ufficio Catechistico Diocesano Apostolato Biblico Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali Commissione per la Vita Consacrata Insegnanti Religione Cattolica Istituto Scienze Religiose Istituto Teologico Ibleo 75 76 INDICE Introduzione di Gian Piero Saladino . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3 Programma Pastorale 2010/2011 “Educhiamoci al discernimento” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . “ 7 Appendice I “L’esercizio difficile e necessario della verifica”. . . . . . . . . “ 29 Appendice II “Schede guida per il discernimento e la verifica pastorale degli anni 2006/2010” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . “ 38 Anno pastorale 2006/2007 “Educhiamoci all’ascolto della Parola” . . . . . . . . . . . . . . . “ 39 Anno pastorale 2007/2008 “Educhiamoci alla relazione con Dio e con i fratelli” . . . . . “ 41 Anno pastorale 2008/2009 “Educhiamoci alla celebrazione” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . “ 44 Anno pastorale 2009/2010 “Educhiamoci alla testimonianza della carità” . . . . . . . . . . “ 47 Calendario delle attività diocesane per l’anno pastorale 2010/2011 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . “ 49 77 78 79 settembre 2010