Regione Calabria Cultura Libro verde sulla lettura in Calabria a cura di Mario Caligiuri presentazione di Giuseppe Scopelliti introduzione di Tullio De Mauro contributi di Carmine Abate, Angela Bubba, Mimmo Gangemi Rubbettino Libro_verde.indd 1 05/12/12 11.25 Con la collaborazione del Polo regionale per le politiche pubbliche sulla lettura Complesso Santa Chiara, via Ruggero Normanno 89900 Vibo Valentia [email protected] © 2012 - Comune di Rovito Palazzo Comunale - Via Leopardi - 87050 Rovito (Cs) © 2012 - Rubbettino Editore 88049 Soveria Mannelli - Viale Rosario Rubbettino, 10 - Tel (0968) 6664201 www.rubbettino.it Libro_verde.indd 2 05/12/12 11.25 Presentazione Libro_verde.indd 3 05/12/12 11.25 Libro_verde.indd 4 05/12/12 11.25 Il Libro verde sulla lettura è una sfida che la Giunta regionale rivolge alla Calabria affinché entro il 2015 essa possa diventare la prima regione del Sud come numero di lettori. La Calabria, storicamente, è sempre stata la maglia nera nella lettura di libri e di giornali nel nostro Paese. Recentemente abbiamo segnato dei progressi, superando la Campania, la Sicilia, la Basilicata, la Puglia. Siamo consapevoli che, continuando a lavorare con impegno, potremo raggiungere altri più ambiziosi traguardi. Leggere è fondamentale perché il modello di sviluppo economico per essere competitivo a livello dei mercati mondiali, deve essere sempre più basato sulla cultura. Ne abbiamo le potenzialità perché l’Italia, e al suo interno la Calabria, è, indiscutibilmente, la prima potenza culturale del pianeta. Aumentare il numero dei lettori è decisivo per la Calabria perché abbiamo un deficit di sviluppo e soltanto utilizzando al meglio le nostre tante risorse possiamo recuperarlo. Dobbiamo necessariamente immaginare per la società calabrese uno sviluppo fondato sulla creatività, sull’innovazione e sulla valorizzazione del nostro importantissimo patrimonio culturale. E se parliamo di cultura, occorre partire necessariamente dalla lettura, almeno per due ragioni fondamentali: perché la lettura esercita e accentua le facoltà logiche e razionali degli individui; perché soltanto chi legge conosce più parole e chi conosce più parole ha più idee e chi ha più idee è più creativo e riesce a orientarsi meglio nel mondo. Inoltre sviluppando la lettura riusciamo a incidere sulla qualità della democrazia nella nostra regione, così come ad affermare compiutamente una cultura della legalità. Non a caso Karl Popper ha affermato che il tema centrale della convivenza umana è controllare chi comanda. E si controlla chi comanda attraverso l’accesso, la ricerca e l’utilizzo critico delle informazioni. La lettura incide direttamente sull’economia, poiché c’è un costo sociale dell’ignoranza che si ripercuote su tutta la società. Basta vedere la correlazione tra indici di sviluppo e indici di lettura nelle diverse regioni italiane, nei paesi sviluppati e sottosviluppati. 5 Libro_verde.indd 5 05/12/12 11.25 Nei due anni passati abbiamo fatto molto per incoraggiare la lettura, promuovendo un libro verde, con la collaborazione di linguisti come Tullio De Mauro, operatori culturali come Gian Arturo Ferrari, l’Associazione Italiana Biblioteche, l’Associazione Italiana Editori, l’università, le scuole, l’associazionismo, le librerie, singoli operatori culturali. Abbiamo anche avviato esperienze efficaci e concrete che hanno inciso profondamente sulle abitudini dei calabresi: progetti di promozione della lettura nelle biblioteche, il progetto “Nati per leggere”, il portale regionale delle biblioteche, la cooperazione bibliotecaria, la valorizzazione del libro antico, la promozione delle nuove tecnologie della lettura e della comunicazione, soprattutto nelle scuole. E per coordinare le iniziative abbiamo istituito, con una delibera della Giunta, il Polo regionale sulle politiche pubbliche della lettura, ubicandolo a Vibo Valentia presso il Sistema Bibliotecario. L’ambizione di questo Libro verde non è tanto quella di illustrare le numerose iniziative avviate per promuovere la lettura dei calabresi, e i risultati che pure sono stati conseguiti, quanto di avviare un confronto e aprire una discussione su questi temi con le componenti più avvertite della società calabrese, principalmente con le biblioteche, con gli editori, con le librerie, il mondo della scuola e dell’informazione. Ma non intendiamo fermarci qua. A maggio saremo la prima regione “ospite” nel Salone del Libro di Torino del 2013, un’occasione straordinaria sia per mobilitare la società calabrese, a cominciare dalle scuole, per aumentare il numero dei lettori, che per mettere in mostra le eccellenze della regione in un prestigioso contesto internazionale. Inoltre, stiamo lavorando a una bella operazione culturale: far pervenire a ogni nuovo nato un libro appositamente creato. Per noi questo vuole essere un simbolo, un segnale di speranza, una scommessa verso il futuro. Giuseppe Scopelliti Presidente della Regione Calabria 6 Libro_verde.indd 6 05/12/12 11.25 Introduzione Libro_verde.indd 7 05/12/12 11.25 Libro_verde.indd 8 05/12/12 11.25 Questo Libro verde che dobbiamo all’impegno dell’assessore Mario Caligiuri è una tappa significativa non solo per la Calabria, ma per l’intero paese. È tale perché delinea e propone una serie di iniziative assai concrete e dettagliate e, però, le prospetta in modo coordinato in quanto si ispira a una visione e concezione unitaria e articolata di ciò che possiamo e dobbiamo intendere per cultura. Come si sa ed è largamente evidente anche ai profani, la parola italiana cultura e i suoi trasparenti equivalenti nelle varie lingue europee, culture in francese, culture in inglese, Kultur in tedesco e via dicendo, sono altrettanti continuatori di una antica parola latina, una parola tipica della latinità, senza antecedenti ellenici come ebbero invece altre parole del lessico intellettuale latino. Per i latini cultura indicava un modo di agire, prima che un prodotto: l’agire di chi si impegna in qualcosa, di chi si dedica con impegno a qualcosa per farlo nascere e vivere, per coltivarlo, ciò che si diceva còlere. Di un agire siffatto si avvertiva la varietà di manifestazioni, ma anche il loro nesso profondo, la continuità tra la cultura agri, il coltivare i campi, e la cultura animi, il coltivare mente e spirito. Nelle lingue moderne la parola è stata ripresa, ma spesso e per lunghi tratti di tempo con un significato ristretto, ora per indicare solo le forme manuali più umili o ritenute tali, la coltivazione di campi e piante, l’allevamento di animali, ora invece per indicare cosa alta e remota dal vivere comune, cosa riservata a una minoranza di spiriti eletti, a intellettuali e in particolare a letterati. In italiano è stato particolarmente accentuato il predominio di questa nozione restrittiva di cui abbiamo avuto degenerazioni anche grottesche: la cultura come cosa da quiz di Lascia o raddoppia, quella che giustamente un comico non banale come Paolo Villaggio ha sbeffeggiato in un suo libretto divertente e istruttivo Come farsi una cultura mostruosa. Non tutte le lingue moderne e le tradizioni di pensiero che in esse si esprimono hanno condiviso queste restrizioni. Per vie diverse in Germania, Francia, nei paesi anglosassoni dal tardo Seicento è cominciato un cammino di recupero della coscienza della complessità articolata di ciò che chiamiamo cultura. Ci sono state svolte e passi decisivi in questo cammino che ha portato a concepire la cultura con una visione non restrittiva, ampia e unitaria del suo articolarsi. 9 Libro_verde.indd 9 05/12/12 11.25 Un punto di arrivo e di rinnovate elaborazioni e proposte operative fu quarant’anni fa lo sforzo definitorio di cui sentì bisogno l’UNESCO. Nata nel 1945 come organismo delle Nazioni Unite, l’UNESCO, United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, intende favorire la collaborazione tra le nazioni nelle aree dell’istruzione, della scienza e della cultura. Ma che deve intendersi per cultura? L’UNESCO, dopo quasi trent’anni di attività, sentì il bisogno di darsi una definizione su cui orientare e in cui inquadrare il suo lavoro. In una conferenza mondiale sulle politiche culturali tenuta a Città del Messico (26 luglio-6 agosto 1982) fu approvata una dichiarazione definitoria. Il testo francese originale e ufficiale così dice: “La culture, dans son sens le plus large, est considérée comme l’ensemble des traits distinctifs, spirituels et matériels, intellectuels et affectifs, qui caractérisent une société ou un groupe social. Elle englobe, outre les arts et les lettres, les modes de vie, les droits fondamentaux de l’être humain, les systèmes de valeurs, les traditions et les croyances”. I biologi (ricordo per tutti Julian Huxley) e gli etologi (ricordo almeno l’italiano Dànilo Mainardi) hanno dato un grande contributo a rafforzare questa immagine della cultura come un poliedro: appartiene alla cultura, è cultura tutto ciò che non ereditiamo dal patrimonio genetico, ma acquisiamo, impariamo, trasmettiamo e sviluppiamo nel nostro vivere con l’imitazione, collegando le cose, inventando. Cultura della “sopravvivenza” (come la chiamò il grande Immanuel Kant), modi umili e quotidiani che ci aiutano a vivere e sopravvivere; cultura delle tecniche e del lavoro tradizionali o innovativi che siano; cultura delle attività mentali e spirituali più elaborate e creative, creazioni artistiche e letterarie, elaborazioni degli studi umanistici, delle scienze, della filosofia: queste forme diverse costituiscono un insieme del quale dobbiamo favorire l’unità, i moti ascendenti e discendenti delle tradizioni e acquisizioni innovative, i moti di passaggio da una ad altra tradizione etnica e nazionale. Come nelle acque dei mari, come nell’atmosfera questi moti sono fonte vitale per tutti. Questo Libro verde è uno strumento prezioso per darci l’inventario delle articolazioni e organizzazioni della cultura in Calabria. 10 Libro_verde.indd 10 05/12/12 11.25 Punto d’arrivo di una ricognizione attenta e a tratti quasi impietosa per le risultanze che mette in luce, essa si presenta come punto di partenza per attività concrete della Regione, delle istituzioni pubbliche, dei centri di offerta e promozione culturale e in particolare di biblioteche e scuole. Oggi sappiamo quanto l’attivazione dell’intero tessuto culturale incida positivamente sui processi educativi e quanto questi, a loro volta, siano un fattore determinante per lo sviluppo economicoproduttivo, sociale e umano. Lo ricordano gli studi citati nell’introduzione del Libro. Su un piano generale, la correlazione positiva tra crescita dei livelli di istruzione e crescita dei redditi dei paesi è ormai un dato acquisito (tranne, purtroppo, che per qualche governante italiano): lo ha documentato analiticamente l’ampio studio di Robert J. Barro e Jong-Wha Lee (leggibile nel sito Vox), condotto analizzando la correlazione tra sviluppo dell’istruzione e crescita dei redditi a cadenze quinquennali tra 1950 e 2010 in circa centocinquanta paesi del mondo, tra cui l’Italia. Più istruzione più crescita: è ormai indubbio. Litterae dant panem, se non al singolo, alla società nel suo complesso. Ma come far crescere i livelli di istruzione? In tutto il mondo e in Italia e in Calabria le scuole non possono essere lasciate sole o considerate in isolamento rispetto al tessuto in cui operano. Riescono a ottenere qualche risultato (lo mostra la storia dei progressi della nostra scolarizzazione) anche in terreni poveri, denutriti di offerta culturale. Ma il dispendio di energie e risorse è enorme e, in un ambiente arido, il loro lavoro non solo è impervio, ma ha risultati che con l’età si disperdono. Sui risultati ottenuti dalle scuole incombono i processi di dealfabetizzazione degli adulti se le competenze acquisite in età scolare non vengono coltivate. Anche qui soccorrono studi che hanno avuto risultati ormai ripetutamente accertati. Almeno dall’indagine dell’IEA, Institute for Educational Achievement dei primi anni Novanta del secolo scorso (nella cui direzione per la parte italiana ebbi il privilegio di collaborare con Aldo Visalberghi e Maria Corda Costa) possiamo dire con certezza che in ogni parte del mondo e in Italia c’è una correlazione positiva precisa tra quantità di libri in famiglia con la congiunta abitudine alla lettura e andamento scolastico di ragazze e ragazzi. Dopo la qualità dell’insegnante l’abitudine alla lettura 11 Libro_verde.indd 11 05/12/12 11.25 familiare, infantile e adolescenziale, è il fattore di gran lunga più predittivo di successo scolastico. Se più scuola significa più reddito, più libri significa scuola migliore e dai risultati durevoli. Più libri: cioè più biblioteche pubbliche effettivamente funzionanti, effettivamente aperte all’accesso ai libri, alle riviste, ai materiali multimediali, alla rete, e però anche maggiore consapevolezza e impegno delle famiglie per abituarsi alla lettura e all’attenzione alle diverse forme di cultura, tradizionali e nuove, paesane e internazionali, sì da rendere tutto questo patrimonio e la sua cura abituali per i figli, non cose strane di scuola o di un’occasione festiva, ma cose abituali di ogni giornata e serata. Vorrei ricordare che l’impegno per attingere a questo patrimonio è superiore ai costi, assai modesti o perfino inesistenti. Chi legge le belle testimonianze dei tre bravi scrittori coinvolti in questo volume si rende conto che un tempo pesarono certo i bassi redditi, ma più ancora le basse propensioni a far proprio il patrimonio della cultura. Oggi la rete e l’immensa quantità di libri scaricabili su un tablet da poche decine di euro rendono irrisorio il costo dell’accesso alla cultura in ogni sua forma. E, per inciso, bene sta facendo lo stesso assessorato a studiare e promuovere l’appropriazione degli strumenti di alfabetizzazione digitale tra gli studenti in Calabria. Il Libro verde delinea una mappa dei percorsi da fare. Il consiglio della Regione, approvando di recente la legge per la promozione della cultura calabrese, già mostra di voler passare dalle parole e proposte ai fatti attuativi. Dentro e fuori i confini regionali bisognerà seguire con pazienza e tenacia il progredire delle azioni. Ho insistito qui sulla correlazione tra cultura, istruzione, reddito perché certo di questo abbiamo bisogno nelle regioni dell’antico Regno borbonico. Ma più cultura e più istruzione significano non solo crescita dei redditi, significano anche e prima ancora crescita delle capacità di orientarsi consapevolmente nella vita delle società d’oggi, crescita del sapere e potere esercitare più pienamente il diritto e dovere alla partecipazione alle decisioni collettive. Significano insomma più vita civile e democratica. Ne abbiamo bisogno come del pane, come della salute. L’augurio è che il Libro verde segni un punto di non ritorno su questa strada. Tullio De Mauro 12 Libro_verde.indd 12 05/12/12 11.25 Libro verde sulla lettura in Calabria Libro_verde.indd 13 05/12/12 11.25 14 Libro_verde.indd 14 05/12/12 11.25 Premessa I dati di confronto internazionale sulla lettura dei libri mostrano che la quota di lettori in Italia è tra le più basse d’Europa: la situazione della lettura nel nostro Paese vede una percentuale dell’8% di lettori abituali e del 30% di lettori saltuari, ovvero solo il 38% della popolazione adulta, distribuiti in una piramide che presenta una punta minima di lettori forti e fortissimi, accompagnata da una fascia più ampia di lettori medi e da una larghissima base di lettori deboli e borderline. Nel confronto internazionale, i lettori abituali sono il 63,7% nel Regno Unito, il 60,2% in Germania, il 48,3% in Francia, il 47,6% in Spagna e il 46% in USA. In base ai dati ISTAT, negli ultimi anni le differenze, basate sul livello di istruzione e sulla classe socio-economica, si sono accentuate: a partire dal 2003 le percentuali di lettori sono aumentate nelle fasce con livello di istruzione superiore e media, mentre sono diminuite nelle fasce con livello inferiore; parallelamente, le percentuali di lettori sono aumentate nelle classi socio-economiche superiori e medie, mentre sono crollate nelle classi socioeconomiche inferiori. La lettura in Italia è dunque caratterizzata da esiguità del numero dei lettori e da una progressiva apertura della forbice tra svantaggiati e avvantaggiati. Il dato desta preoccupazione perché la lettura è universalmente riconosciuta come strumento essenziale di circolazione della conoscenza in grado di favorire lo sviluppo culturale di un paese, con riflessi sulla società, sulla politica e sull’economia. L’insieme di conoscenze, competenze, abilità, emozioni, acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi, costituisce il cosiddetto “capitale umano” e il capitale umano rappresenta uno dei principali input immessi nel sistema produttivo. 15 Libro_verde.indd 15 05/12/12 11.25 Più in generale si può affermare che la crescita culturale rappresenta una precondizione necessaria all’insorgenza di un processo di reale sviluppo: ricerca scientifica, innovazione, crescita non possono crearsi se non si sviluppa una capacità diffusa di attribuire senso e valore alle esperienze culturali. Si tratta in sostanza di creare un contesto che permetta lo sviluppo di una cultura diffusa. I temi della conoscenza, pertanto, rivestono un ruolo fondamentale nell’ambito, più generale, della politica economica e in particolare la lettura detiene un significato strategico: persone con elevati titoli di studio leggono di più, e chi legge di più riesce anche più facilmente a mantenere aggiornate e a incrementare le proprie conoscenze tecniche. Da ciò deriva un miglioramento del capitale umano a disposizione del paese. Nel 2006 l’Associazione Italiana Editori (AIE) ha commissionato a due economisti, Antonello Scorcu, professore di politica economica all’Università di Bologna ed Edoardo Gaffeo, professore di politica economica all’Università di Trento, una ricerca per verificare e approfondire la possibile relazione tra lettura e sviluppo economico del paese. Ribaltando la convinzione diffusa che la cultura dipenda dallo sviluppo, Scorcu e Gaffeo hanno dimostrato che, al contrario, può essere lo stesso sviluppo a dipendere dall’accumulazione della conoscenza che deve considerarsi quindi un fattore essenziale per la crescita economica. Nella prima sezione della loro ricerca (La crescita economica delle regioni italiane e il ruolo dell’accumulazione della conoscenza) condotta utilizzando il metodo econometrico noto come Barro regression, Scorcu e Gaffeo hanno analizzato la crescita produttiva delle venti regioni italiane in un arco di tempo che va dal 1980 al 2003, mettendola in relazione con la variabile della lettura: ne è risultato che proprio in base alle capacità di lettura si possono spiegare le differenze di crescita economica tra le varie regioni. La ricerca evidenzia la stretta correlazione esistente tra lettura e prodotto interno lordo (PIL): per il Nord ad un contributo al PIL pari al 54,02% corrisponde un trend di lettura del 53,39%; per il 16 Libro_verde.indd 16 05/12/12 11.25 Centro il contributo al PIL è del 21,03% con un 20,4% di lettori e il Sud contribuisce al PIL per il 24,94% con lettori pari al 26,21%, dati arrotondati. La correlazione positiva e diretta tra indici di lettura e sviluppo economico regionale è confermata dai dati relativi alle singole regioni: per la Lombardia, ad esempio, al contributo per il PIL del 18,9% corrisponde il 20% di lettori, la Calabria contribuisce al 2,2% del PIL con un 2,4% di lettori. La ricerca, attraverso una simulazione, ha anche dimostrato che se l’indice di lettura delle regioni meridionali a inizio periodo fosse stato anche solo pari a quello medio italiano, alla fine del periodo la crescita della produttività al Sud sarebbe stata da 20 a 30 punti percentuali più alta. 17 Libro_verde.indd 17 05/12/12 11.25 Contributo delle macroaree regionali al Pil nazionale Nord 54,02% Distribuzione della lettura di libri per macroaree regionali Nord 53,39% Centro 20,40% Centro 21,03% Sud 26,21% Sud 24,94% Nord Centro Sud 1993 Pil 54,02% 21,03% 24,94% Lettura 53,39% 20,40% 26,21% Fonte: Elaborazione Ufficio studi su dati Istat (per il Pil http://www.regioni.it/mhonarc/details_misc.aspx?id=2102) Indagine Multiscopo sulla lettura Per fare un esempio concreto: se la Calabria avesse avuto negli anni Settanta il tasso di lettura della Liguria, oggi avrebbe una produttività di 50 punti più alta. Al contrario, se il Trentino-Alto Adige (regione con la percentuale di lettori più alta da diversi anni) avesse avuto un tasso pari alla media nazionale avrebbe visto la propria crescita ridursi del 10%. Allo stesso modo in cui, come dimostrato, la maggiore o minore quantità di lettori incide sulla produttività delle regioni italiane, è ragionevolmente possibile mettere a confronto indicatori quali la creatività economica, lo sviluppo umano e l’ambiente imprenditoriale dei paesi europei e vedere come a maggiori indici di lettura corrisponda una maggiore crescita economica. I due economisti, nella seconda indagine condotta (Lettura e risultati scolastici) hanno analizzato il ruolo della lettura intesa come accumulazione di capitale all’interno del canale educativo, valutando il peso della biblioteca familiare e di altri fattori nel determinare l’efficacia della performance scolastica degli studenti. 18 Libro_verde.indd 18 05/12/12 11.25 Ne è risultata una correlazione fortemente positiva tra numero di libri posseduti in famiglia e alto rendimento scolastico, mentre l’atteggiamento dei ragazzi nei confronti della lettura sembra dipendere in gran parte dal valore che i genitori assegnano alla lettura. In termini di peso il numero di libri posseduti dalla famiglia è infatti l’elemento che maggiormente influenza la performance scolastica dello studente. È evidente che una elevata disponibilità di libri indica un ambiente favorevole alla cultura e all’accumulazione di conoscenza, e ciò complessivamente aiuta i ragazzi nel rendimento scolastico. Questo fattore si combina con quello derivante dalla personale disposizione verso la lettura da parte degli studenti: al crescere del piacere della lettura crescono costantemente i risultati scolastici. La terza parte del lavoro di Scorcu e Gaffeo (La cultura è un consumo o un investimento?) ha preso in esame l’effetto dell’insieme dei consumi culturali delle famiglie sulla produzione del PIL: i risultati confermano che nella società della conoscenza anche le spese private delle famiglie, in consumi culturali, sono per l’insieme del paese un investimento, nel senso che fanno crescere la quantità di ricchezza prodotta e non il consumo. Secondo il modello econometrico applicato, a un aumento di 100 punti base della quota di spese in attività culturali da parte delle famiglie italiane si associa un aumento del PIL reale pari allo 0,86%, che sembra indicare quanto la cultura rappresenti un vero e proprio investimento anziché una spesa. Sempre restando in quest’ottica, anche uno studio recente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali1 ha posto in relazione il capitale culturale italiano con l’economia ad esso collegata, con particolare riferimento alle attività d’impresa. È emerso che l’industria dei beni e delle attività culturali (e relativa economia di ricaduta) è un settore che non solo presenta una crescita superiore alla media (confrontando i dati degli anni 2001 e 2006) ma che ha un impatto positivo sull’economia globale in termini di valore aggiunto e tasso di occupazione. Se gli studi dimostrano che l’in1 Il Sistema economico integrato dei beni culturali, Roma 2009 (www.beniculturali.it) 19 Libro_verde.indd 19 05/12/12 11.25 20 Libro_verde.indd 20 05/12/12 11.25 Da 1 a 10 13,2 13,3 12,9 9,8 10,1 9,5 13,5 9,9 10,3 12,9 10,6 15,4 18,8 11,9 17,7 19,6 22,1 19,7 19,1 16,9 19,9 12,0 12,7 12,5 12,6 20,0 17,9 11,6 13,9 17,4 16,3 15,8 13,8 14,8 Nessuno 6,9 4,5 5,6 3,4 4,0 2,8 7,8 3,0 8,0 9,4 7,4 12,0 10,4 5,2 12,1 13,1 14,7 18,7 20,5 15,9 16,6 5,6 6,3 7,5 7,0 16,0 13,9 5,5 7,2 12,1 11,4 11,0 9,4 9,6 Piemonte Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste Lombardia Trentino-Alto Adige Bolzano/Bozen Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Nord-ovest Nord-est Centro Sud Isole Comune centro dell'area metropolitana Periferia dell'area metropolitana Fino a 2.000 abitanti Da 2.001 a 10.000 abitanti Da 10.001 a 50.000 abitanti 50.001 abitanti e più Italia REGIONI, RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE E TIPI DI COMUNE 10,5 14,8 14,1 13,6 14,4 13,3 13,4 12,6 12,5 12,7 15,1 15,4 13,4 11,4 12,2 16,2 18,0 14,6 11,6 10,9 12,7 13,0 12,2 15,9 15,1 11,8 14,8 14,7 16,0 15,3 14,2 12,6 16,4 12,4 Da 11 a 25 17,2 16,9 14,4 18,0 17,9 15,2 17,0 18,0 16,5 17,2 16,2 16,6 18,4 22,1 18,2 19,4 21,5 17,5 15,7 18,9 15,8 16,0 18,8 15,1 15,7 16,9 15,4 12,7 17,1 16,2 18,9 13,9 16,5 17,0 Da 26 a 50 17,8 18,1 17,0 16,8 15,4 16,9 16,8 18,1 16,4 17,8 15,0 15,6 16,7 18,7 18,4 20,9 21,9 20,0 15,9 17,5 19,6 15,6 16,7 13,5 15,7 19,8 15,2 14,8 14,6 15,2 13,9 15,7 13,4 22,2 Da 51 a 100 13,5 12,7 12,4 11,2 11,5 12,8 12,2 13,0 14,7 13,5 9,1 8,9 11,6 15,1 13,1 15,8 12,8 18,5 15,0 14,9 15,8 14,2 14,1 12,5 11,9 13,6 13,3 12,5 8,0 7,2 6,7 13,1 7,1 14,4 Da 101 a 200 NUMERO DI LIBRI Famiglie per numero di libri posseduti, regione, ripartizione geografica e tipo di comune Anno 2010 (composizione percentuale) 10,6 8,8 6,0 6,8 6,8 9,4 8,1 9,4 11,0 8,7 4,2 5,6 9,6 7,5 9,3 7,7 5,7 9,5 11,5 13,0 9,5 10,6 10,0 8,2 4,6 9,1 6,9 5,5 3,4 3,8 3,8 5,1 4,6 8,4 Da 201 a 400 13,0 6,7 6,2 5,6 6,6 8,8 7,8 9,5 8,4 10,0 4,1 5,3 9,6 6,8 9,8 6,4 5,1 7,6 8,4 11,0 7,7 8,0 9,9 6,8 7,4 11,2 3,9 5,9 3,5 3,8 2,5 6,4 4,8 6,9 Oltre 400 0,4 0,9 0,4 0,4 0,7 0,3 0,5 0,5 0,5 0,5 0,4 0,8 0,5 0,5 0,5 0,4 0,9 0,6 0,8 0,7 0,4 0,5 0,5 0,4 0,5 0,7 1,3 0,6 0,5 0,3 0,7 1,1 Non indicato 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Totale 21 Libro_verde.indd 21 05/12/12 11.25 54,3 53,5 50,6 34,5 36,9 57,4 47,9 40,9 44,1 43,4 47,7 46,8 Nord-ovest Nord-est Centro Sud Isole Comune centro dell'area metropolitana Periferia dell'area metropolitana Fino a 2.000 abitanti Da 2.001 a 10.000 abitanti Da 10.001 a 50.000 abitanti 50.001 abitanti e più Italia (a) Per 100 persone di 6 anni e più della stessa zona. (b) Per 100 lettori di 6 anni e più della stessa zona. 53,1 55,7 55,1 57,9 56,5 59,3 53,7 56,3 52,6 51,5 53,9 44,6 43,0 51,4 40,8 37,8 33,3 33,6 31,4 35,8 32,8 49,1 Hanno letto libri (a) Piemonte Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste Lombardia Trentino-Alto Adige Bolzano/Bozen Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna REGIONI, RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE E TIPI DI COMUNE 21,5 20,8 18,4 20,4 21,5 20,1 20,7 20,7 21,3 22,0 19,8 19,6 21,1 20,4 20,9 20,3 19,0 21,5 23,0 21,6 18,1 19,5 23,3 21,5 20,6 21,6 22,7 21,2 20,3 18,5 17,9 19,7 19,5 19,9 Da 1 a 3 libri 14,7 12,9 9,2 10,3 11,0 12,1 11,7 13,9 13,3 13,0 8,0 9,1 13,9 14,8 13,8 15,1 14,4 15,8 12,7 15,0 14,5 13,1 13,8 10,1 10,6 13,7 9,7 9,1 7,2 8,6 6,4 8,3 7,8 13,1 Da 4 a 6 libri 9,8 7,0 7,1 7,1 6,0 7,7 7,3 9,7 9,2 7,8 4,1 4,4 8,7 10,4 10,1 11,0 11,5 10,5 8,8 9,1 9,6 9,1 8,2 7,2 6,4 8,1 4,5 4,3 3,8 4,1 4,3 4,5 3,1 8,1 Da 7 a 11 libri NUMERO DI LIBRI LETTI (a) 11,4 7,2 6,1 6,3 4,9 7,8 7,1 10,1 9,8 7,7 2,6 3,7 9,4 10,2 10,3 11,5 11,6 11,5 9,2 10,5 10,5 9,8 8,7 5,8 5,5 8,1 3,8 3,2 2,1 2,5 2,8 3,2 2,3 8,0 12 o più libri 37,4 43,4 45,0 46,2 49,5 42,1 44,3 38,1 39,8 43,5 57,5 53,3 39,8 36,6 37,9 35,0 33,7 36,2 42,9 38,5 34,3 37,9 43,2 48,2 47,9 42,0 55,8 56,1 60,8 54,9 57,1 55,2 59,7 40,6 Da 1 a 3 libri 25,5 26,9 22,6 23,3 25,3 25,3 25,0 25,6 24,8 25,8 23,2 24,7 26,1 26,5 25,0 26,1 25,6 26,7 23,6 26,6 27,5 25,4 25,6 22,7 24,6 26,7 23,7 24,1 21,6 25,6 20,5 23,2 23,7 26,6 Da 4 a 6 libri 17,1 14,5 17,5 16,0 13,8 16,2 15,6 17,8 17,1 15,5 11,8 11,9 16,4 18,6 18,3 19,0 20,3 17,7 16,5 16,2 18,3 17,7 15,2 16,2 14,8 15,7 11,1 11,5 11,4 12,0 13,6 12,6 9,5 16,6 Da 7 a 11 libri 19,9 15,1 15,0 14,4 11,4 16,4 15,1 18,6 18,2 15,3 7,5 10,2 17,7 18,2 18,7 19,9 20,5 19,4 17,1 18,7 19,9 19,0 16,1 12,9 12,7 15,7 9,4 8,3 6,2 7,5 8,8 9,0 7,1 16,3 12 o più libri NUMERO DI LIBRI LETTI (b) Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro nel tempo libero nei 12 mesi precedenti l'intervista per numero di libri letti, regione, ripartizione geografica e tipo di comune - Anno 2010 (per 100 persone di 6 anni e più della stessa zona) 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Totale vestimento in capitale umano e, in particolare, in promozione della lettura è un investimento per lo sviluppo anche economico di una regione, la situazione calabrese induce a considerare questo investimento una vera priorità. Gli ultimi dati ISTAT attestano che la percentuale dei lettori calabresi è di almeno 10 punti più bassa rispetto alla media nazionale, già molto inferiore a quella dei paesi occidentali più progrediti. In Italia il 45,1% della popolazione dai sei anni in su (oltre 25 milioni e 300 mila persone) dichiara di aver letto almeno un libro, in Calabria la media è solo del 34,3%. Le cause di questa situazione sono numerose e complesse; gli studi sostengono che la non-lettura è una conseguenza del basso livello economico e di scolarità delle famiglie, della modesta presenza di biblioteche domestiche, della scarsa incidenza delle biblioteche pubbliche, di competenze scolastiche inadeguate e di vari altri fattori collegati alla dimensione soggettiva e sociale di ciascun cittadino. Le strategie per affrontare il problema dell’incremento della lettura soprattutto per formare lettori critici, capaci cioè di divenire soggetti sociali attivi e protagonisti del proprio tempo, sono lunghe e complesse e dipendono da cambiamenti di lungo periodo; esse non escludono però l’individuazione di un ambito circoscritto nel quale la Regione può fare molto e subito. Ed è anzitutto il settore delle infrastrutture culturali quello su cui puntare, la possibilità cioè di intervenire per qualificare, o creare, nuovi spazi e servizi che possano favorire la lettura e promuovere una più ampia e diretta partecipazione alla vita culturale di un numero sempre maggiore di cittadini. Ritardi e arretratezze rispetto alla realizzazione di un’efficiente rete di nuove e moderne biblioteche, mediateche, librerie e luoghi di aggregazione e formazione, si riverberano sull’intera società regionale, pesano sulle sue strategie di sviluppo anche economico, confliggono con la necessità di affermare una moderna identità fondata sui valori condivisi di democrazia, legalità e senso di responsabilità collettivo rispetto alle mete da raggiungere. Punto di partenza per avviare un’attività progettuale è l’analisi dell’attuale situazione calabrese quanto a strutture e iniziative esistenti in materia di promozione della lettura. Sulla base dello 22 Libro_verde.indd 22 05/12/12 11.25 scenario esistente si individueranno interventi correttivi e linee d’azione per raggiungere il risultato che ci siamo prefissi: avviare il necessario allargamento della base dei lettori, supportando scuole e biblioteche, utilizzando razionalmente le diverse risorse economiche ordinarie e straordinarie disponibili. È un obiettivo che riveste straordinaria rilevanza sociale prima ancora che culturale, ma si tratta anche di un atto dovuto nei confronti di tutti i calabresi, che consentirà di valorizzare anche nel futuro il grande patrimonio di cultura e di civiltà, di cui siamo fieri e orgogliosi. Mario Caligiuri Assessore alla Cultura della Regione Calabria 23 Libro_verde.indd 23 05/12/12 11.25 1.Analisi delle infrastrutture e delle iniziative di promozione della lettura in Calabria 1.1 Biblioteche pubbliche L’anagrafe delle biblioteche italiane dell’ICCU (Istituto centrale per il catalogo unico) ha rilevato nel 2000 l’esistenza in Calabria di 498 biblioteche: 79 nella provincia di Catanzaro, 239 in quella di Cosenza, 27 in quella di Crotone, 100 in quella di Reggio Calabria e 53 in quella di Vibo Valentia. Sono biblioteche di varia tipologia, per lo più comunali (216), ma in questi numeri sono comprese anche le scolastiche, le diocesane, le private d’interesse locale e quelle appartenenti a enti vari territoriali o nazionali. Nella regione sono presenti anche istituti di competenza statale e biblioteche universitarie (Biblioteca Nazionale di Cosenza, biblioteche delle soprintendenze, sistemi bibliotecari degli atenei UNICAL, Magna Grecia e Mediterranea), realtà complesse e importanti con le quali dovranno essere ricercate tutte le sinergie possibili. I dati che l’ICCU ha chiuso a dicembre 2010, relativi alle biblioteche censite nell’ambito del progetto dell’Anagrafe delle biblioteche, ci informano di una realtà di 373 biblioteche sul territorio regionale, distribuite come segue: 43 nella provincia di Catanzaro, 191 in quella di Cosenza, 23 in quella di Crotone, 68 in quella di Reggio Calabria e 48 in quella di Vibo Valentia. Interrogando la base dati e chiedendo quante di queste biblioteche effettuino servizi quali il prestito, la consultazione e la riproduzione dei documenti, l’ottimismo generato dai soli numeri si ridimensiona: sono solo 153 le biblioteche (22 a Catanzaro, 78 a Cosenza, 3 a Crotone, 31 a Reggio Calabria e 19 a Vibo Valentia) che offrono servizi basilari, mentre le biblioteche che dispongono di postazioni internet per gli utenti non superano le 50-60 unità. La maggior parte di queste biblioteche ha un patrimonio documentario modesto, meno di 5.000 unità bibliografiche, spesso 24 Libro_verde.indd 24 05/12/12 11.25 invecchiato e raramente aggiornato; un numero consistente di esse possiede però interessanti collezioni di materiale storico. Gli orari di apertura – coincidenti con gli orari degli uffici comunali – spesso non corrispondono con le esigenze degli utenti; si registra inoltre una generale carenza di personale fornito di adeguata preparazione tecnico-scientifica. 1.2 S istemi bibliotecari e cooperazione bibliotecaria La legislazione regionale in materia bibliotecaria prevede e valorizza la cooperazione tra le biblioteche sul territorio quale strumento per la condivisione delle risorse interne e una più ampia utilizzazione di quelle esterne. Dal 1985, data di approvazione della legge regionale n. 17 in materia di biblioteche, la regione ha promosso la formazione dei sistemi bibliotecari del Vibonese, del Lametino, della Valle dell’Esaro, dell’area Silana, della Locride e dello Stretto. Essi provvedono a varie funzioni: formazione e manutenzione delle collezioni documentarie a livello locale, catalogazione, promozione della lettura e della cultura, prestito interbibliotecario e assistenza biblioteconomica e tecnologica alle biblioteche collegate. La funzione della cooperazione è particolarmente importante in una realtà come quella calabrese in cui le biblioteche attrezzate e funzionanti sono poche e concentrate nelle città. La cooperazione bibliotecaria, oltre che essere una modalità prevista dall’organizzazione bibliotecaria nazionale ed europea e da tutti gli organismi scientifici del settore, ha fornito prova della sua utilità conseguendo risultati importanti e in qualche caso di eccellenza anche in confronto ad altre realtà italiane (Sistema Bibliotecario Vibonese). I sistemi bibliotecari istituiti in forma di associazioni di enti locali o di fondazioni devono trovare nella fiscalità pubblica, come avviene nel resto d’Italia, le forme di sostegno necessarie al conseguimento delle loro finalità. 25 Libro_verde.indd 25 05/12/12 11.25 1.3 Servizio Bibliotecario Regionale (SBR) Il Servizio Bibliotecario Regionale (SBR) è la rete di cooperazione delle biblioteche calabresi collegata al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) attraverso il Polo regionale RCA, con sede a Vibo Valentia. Partecipano a SBR oltre 120 biblioteche di diversa tipologia: di enti locali, università, istituti di ricerca, enti dello stato, come anche diocesane, scolastiche e private d’interesse locale. Le biblioteche collegate condividono un moderno sistema di gestione informatizzata dei servizi bibliotecari di back office (inventariazione, catalogazione, gestione delle risorse digitali) e di front office (gestione utenti, prestito, solleciti, acquisti, statistiche di servizio). Ai cittadini si offre la possibilità di eseguire ricerche bibliografiche on line e, ove mancasse in loco, richiedere in prestito alla biblioteca più vicina il libro o il documento cui sono interessati. Attraverso la realizzazione di SBR la Regione ha potenziato il servizio ai cittadini realizzando, fra l’altro, il catalogo collettivo del patrimonio bibliografico regionale oggi in larga misura disponibile on line; dall’avvio di SBR sono state catalogate oltre un milione di unità bibliografiche tra monografie, libri antichi, documenti audiovisivi e periodici. L’istituzione di SBR ha permesso a numerose biblioteche calabresi di avvicinarsi agli standard operativi degli istituti attivi nelle altre regioni italiane, migliorando, diversificando e ampliando i servizi offerti e quindi anche incrementando il numero di cittadini che per esigenze di studio, di lavoro o più genericamente di lettura e approfondimento culturale si avvicinano alla biblioteca. Lo strumento attraverso il quale si realizza questo rapporto è il Portale Calabria Biblioteche www.bibliotechecalabria.it: esso consente di individuare le biblioteche, verificarne gli orari di apertura, collegarsi on line per utilizzare la base dati di oltre un milione di informazioni bibliografiche. Permette inoltre di eseguire ricerche in SBN, richiedere informazioni e servizi, cercare un qualsiasi documento e di richiederlo in prestito, scoprire le novità editoriali, essere guidati, informati e aggiornati sui principali avvenimenti culturali non solo locali. Un’altra importante applicazione del 26 Libro_verde.indd 26 05/12/12 11.25 Portale è un link per l’aggiornamento on line dell’anagrafe delle biblioteche calabresi, mediante il software MBAC Sibib. Il Polo regionale testimonia una scelta istituzionale volta alla realizzazione di servizi culturali per i cittadini e alla riqualificazione di quelli esistenti, nella consapevolezza che essi possano contribuire a un sollecito rinnovamento della realtà sociale calabrese. Tutto questo senza nascondere o ignorare che molta strada rimane ancora da fare verso la realizzazione di una rete diffusa di biblioteche e mediateche pubbliche che siano effettivamente fruibili e culturalmente redditizie, capaci cioè di registrare indici di utilizzo che siano progressivamente vicini alla media dei più avanzati paesi europei. 1.4 Bibliobus Uno dei mezzi più efficaci per promuovere e diffondere la lettura nei piccoli centri, che non hanno risorse finanziarie e organizzative per realizzare un vero e proprio servizio di biblioteca o di mediateca, è il bibliobus: un autobus carico di libri e di altra strumentazione (PC per collegarsi a internet, DVD, ed altro) che settimanalmente raggiunge diverse località per eseguire il servizio di prestito, di consulenza e di animazione alla lettura. Quella dei bibliobus è un’esperienza sperimentata con molto successo a livello internazionale, sia nei paesi in via di sviluppo che nei paesi progrediti occidentali. In Italia esistono da tempo importanti esperienze di bibliobus in molte regioni del CentroNord. In Calabria operano sei bibliobus in gestione rispettivamente al Sistema Bibliotecario Vibonese, che ha dato ottime risposte con migliaia di prestiti annui effettuati, ai sistemi bibliotecari Valle Esaro e Lametino, ai Comuni di Reggio Calabria, Crotone e Caccuri. Per garantire in maniera diffusa l’accesso al libro, ma anche ai nuovi strumenti di comunicazione e a internet nei piccoli centri isolati e montani, l’esperienza del bibliobus potrebbe integrarsi con la diffusione della banda larga satellitare. 27 Libro_verde.indd 27 05/12/12 11.25 1.5 La lettura nella scuola La scuola è la principale agenzia di promozione della lettura. Secondo il rapporto sulla scuola calabrese A.S. 2009/2010 in Calabria sono attive 519 istituzioni scolastiche (il 5% del totale di quelle nazionali) con una popolazione di 311.941 alunni. I dati disaggregati per provincia mostrano una maggiore concentrazione delle istituzioni scolastiche nella provincia di Cosenza (193 su un totale di 519), pari al 37,2% del totale, seguita dalla provincia di Reggio Calabria (26,8%), da quella di Catanzaro (17,3%), e infine da quelle più piccole di Crotone (9,2%) e Vibo Valentia (9,4%) (cfr. tabella nella pagina seguente). 28 Libro_verde.indd 28 05/12/12 11.25 29 Libro_verde.indd 29 05/12/12 11.25 I punti di erogazione del servizio (vengono così definite tutte le sedi presso le quali viene erogato il servizio scolastico: scuole d’infanzia, plessi di scuola primaria, scuole secondarie di primo e di secondo grado) sono 2.632; gli istituti comprensivi registrano il maggior numero di punti di erogazione (1.692), mentre le scuole secondarie di I grado ne annoverano 51. La quota più consistente della popolazione scolastica calabrese è assorbita dalla scuola elementare con 93.221 alunni (44%), seguita dalla scuola secondaria di I grado con 63.368 alunni (29,9%), dalla scuola dell’infanzia con 43.598 bambini (20,6%) e infine dalla scuola secondaria di IIstatale gradoincon 11.754 studenti (5,5%). Alunni frequentanti la scuola Calabria per ordine e grado di istruzione. A.S. 2009 Alunni frequentanti la scuola statale in Calabria per ordine e grado di istruzione. A.S. 2009/10 11.754; 5% 93.221; 44% 63.368; 30% 43.598; 21% Scuola primaria Scuola secondaria di I grado Scuola dell'infanzia Scuola secondaria di II grado Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi. Settembre 2009 Nell’ultimo decennio si è registrata una flessione costante e consistente della popolazione scolastica calabrese. Rispetto all’A.S. 2008/2009 il numero di alunni si è ridotto di 0,8 punti percentuali, mentre rispetto al 1999/2000 la riduzione è del 13,9%. 30 Libro_verde.indd 30 05/12/12 11.25 1.6 Università In Calabria sono presenti 4 atenei: l’Università della Calabria, l’Università degli Studi “Magna Grecia” di Catanzaro, l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, con un totale complessivo di 15 facoltà. Mancano però master e corsi di laurea universitari che abbiano come tema la biblioteconomia, la scrittura e la produzione libraria. 31 Libro_verde.indd 31 05/12/12 11.25 2. La filiera del libro 2.1 Editoria In Calabria operano 165 sigle editoriali (27 nella provincia di Catanzaro, 46 nella provincia di Reggio Calabria, 75 nella provincia di Cosenza, 4 nella provincia di Crotone e 13 in quella di Vibo Valentia) di cui solo 60 costituiscono presenze imprenditoriali attive con continuità. La principale per produzione e ricaduta occupazionale è la Rubbettino che produce circa 300 titoli annui; le altre sono di dimensione minore, molte di esse realizzano soltanto una o due pubblicazioni per anno. Anche le tirature per singolo libro stampato non superano in genere le 500-1.000 copie. Moltissimi sono i problemi dell’editoria regionale: scarsa base finanziaria, ristrettezza del mercato interno, mancata o insufficiente distribuzione, autoreferenzialità, poche occasioni per fare sistema con le altre componenti della filiera del libro (biblioteche, scuola, librerie, edicole, giornali), totale scollamento tra i diversi soggettieditori. 2.2 Librerie Secondo una ricerca condotta sul sito internet www.librerie.it in Calabria sono presenti 134 librerie. Si tratta per lo più di piccole e medie librerie. Nella regione mancano infatti le principali catene librarie come la Mondadori, la Feltrinelli e le Librerie Coop. Questi dati sono abbastanza scoraggianti ove si consideri che in Calabria i comuni sono 409 e la popolazione supera i 2 milioni di abitanti. Sempre secondo il sito internet www.librerie.it la Regione Calabria si colloca al tredicesimo posto per numero di librerie presenti sul territorio (in Italia ci sono in totale 4.882 librerie) seguita 32 Libro_verde.indd 32 05/12/12 11.25 da regioni molto piccole sia per estensione che per numero di abitanti (Valle d’Aosta, Molise, Basilicata, Trentino-Alto Adige, Umbria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia). 33 Libro_verde.indd 33 05/12/12 11.25 3. Iniziative e manifestazioni culturali 3.1 Mostre e fiere del libro In Calabria si svolgono annualmente varie iniziative di promozione del libro e dell’editoria meritevoli di attenzione per l’impatto che producono, anche se solo in ambito locale, e che debitamente sostenute possono favorire una maggiore circolazione del prodotto editoriale. Tra queste manifestazioni sono da annoverare: la Fiera del libro calabrese di Lamezia Terme, promossa da don Natale Colafati e giunta alla sua 4° edizione; il progetto del Circolo Culturale Rhegium Julii di Reggio Calabria “La cultura e il libro per la Calabria”, riconosciuta come la migliore manifestazione di promozione del libro e della lettura di rilevanza nazionale realizzata nell’anno 2006; la Settimana della cultura calabrese di Camigliatello Silano, organizzata dall’editore Demetrio Guzzardi, la Mostra del libro calabrese e aspromontano che si svolge tra Delianuova e Sant’Eufemia d’Aspromonte. Nel 2011 la Regione Calabria ha istituzionalizzato la partecipazione alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna e al Salone del Libro di Torino. 3.2 Premi letterari Pur appartenendo più alla categoria degli eventi culturali che alle infrastrutture proposte alla valorizzazione del libro, alcuni premi letterari calabresi rappresentano comunque importanti momenti di promozione della lettura. Tra questi sono da citare: il Premio nazionale letterario “Città di Tropea”, promosso dall’Associazione culturale “Accademia degli affaticati” di Tropea; il Premio Berto che si svolge tra Ricadi e Mogliano Veneto; il Premio letterario internazionale “Feudo di Maida”, organizzato dalla Associazione Culturale “La Lanterna” onlus; il Premio Caccuri promosso dall’omonimo Comitato; il Premio Letterario Palmi, organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Palmi e giunto quest’anno alla XVI edizione. 34 Libro_verde.indd 34 05/12/12 11.25 Per recuperare appieno questa funzione dei premi si ritiene comunque che essi dovrebbero trovare maggiori forme di collegamento con biblioteche, mediateche, scuole, librerie, sulla falsa riga del Premio Campiello. 3.3 Progetti di promozione della lettura La Calabria ha incoraggiato per anni un’importante mani festazione di promozione della lettura denominata “Settimana delle biblioteche”. La manifestazione aveva luogo nel mese di novembre con la realizzazione da parte delle biblioteche e di altre istituzioni pubbliche e private di centinaia di eventi culturali. Un’altra significativa iniziativa è il Premio nazionale “Città del libro”, promosso dall’ANCI, dall’Associazione Forum del libro, dal Centro per il libro e la lettura e dalla Regione Calabria. Alle prime due edizioni del Premio (2009 e 2010) hanno partecipato tutte le regioni, con l’esclusione della Valle d’Aosta, per un totale di 135 domande accolte. Al Sud la regione che ha visto la partecipazione del maggior numero di comuni (12) è stata proprio la Calabria che ha presentato una serie di interessanti iniziative di promozione della lettura che hanno coinvolto bambini, adolescenti, cittadini, turisti, ecc. Tra i progetti presentati dai comuni calabresi almeno due meritano di essere annoverati: la “Biblioteca al mare”, il progetto presentato dal Comune di Ardore e vincitore del premio la “Città del libro” e la “Fiera del libro progetto Gutenberg” proposta dal Comune di Catanzaro. Da sottolineare, anche l’adesione della Calabria a “Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura”, la campagna nazionale nata nel 2006 con l’obiettivo di promuovere il libro e la lettura e, da ultimo, alla manifestazione nazionale “Il maggio dei libri”. Un evento questo, caratterizzato da un crescente successo che ha coinvolto diversi comuni della Calabria. 35 Libro_verde.indd 35 05/12/12 11.25 4. Politiche di promozione della lettura in Calabria: linee d’intervento e attività progettuali Considerato che la lettura costituisce uno strumento di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo, investire in essa rappresenta una priorità culturale e sociale. Conseguentemente la Regione è impegnata a sostenere tutte le attività e le iniziative a favore dell’aumento degli indici di lettura e di promozione del suo valore sociale. Le strategie per affrontare il problema dell’incremento dei lettori sono indirizzate a recuperare, nei prossimi anni, il divario che separa la Calabria dal resto dell’Italia. Le statistiche sulla lettura evidenziano, infatti, malgrado il miglioramento avvenuto negli ultimi due anni, un gap consistente tra Nord e Sud del Paese: al Nord le persone che hanno letto almeno un libro nel tempo libero nel corso del 2009 sono il 54% della popolazione, al Sud il 35,2%. Anche l’ultimo Rapporto CENSIS conferma questa minore propensione alla lettura di quotidiani e di libri nelle regioni meridionali, segnalando che nel Sud, nel corso del 2009, hanno letto almeno un libro il 43,6% degli intervistati rispetto a una situazione di venti punti percentuali superiori registrata nel resto del paese. La Calabria si colloca agli ultimi posti nelle tabelle statistiche ISTAT per numero di lettori, di libri per famiglia, di biblioteche e di librerie. Tutti gli aspetti del contesto calabrese presi in esame evidenziano peraltro svantaggi strutturali e di sistema: un’editoria regionale poco sviluppata, l’insufficienza di una rete distributiva diffusa in modo ineguale sul territorio, un’attività di promozione culturale spesso occasionale e poco strutturata, la presenza di numerose biblioteche che nel loro insieme non sono ancora in grado di assicurare capillarità, innovatività ed eccellenza dei servizi. Per segnare una chiara inversione di tendenza e allargare in modo significativo la base dei lettori in Calabria non sono suffi36 Libro_verde.indd 36 05/12/12 11.25 cienti le attività tradizionali come incontri con gli autori o feste del libro – frequentati soprattutto da chi legge già –, ma servono invece interventi massicci per allargare la base dei lettori, per potenziare le infrastrutture per la lettura e, a livello politico, per indurre i decisori locali a potenziare e coordinare gli sforzi e le iniziative. In linea generale le iniziative dovranno concentrarsi su un macro-obiettivo per segnare sin dall’inizio una inversione di tendenza, e in questo senso la scelta strategica non può che essere quella di puntare soprattutto a iniziative destinate alla fascia dei più piccoli, dato che è nota l’importanza di acquisire l’abitudine a leggere fin dalla più tenera età per dare costanza e mantenere familiarità con il libro. Nel contempo, si sperimenteranno forme di cooperazione tra istituzioni e soggetti privati volte ad allargare il contatto e la consuetudine con la lettura, creando una diffusa familiarità con il libro e le biblioteche in tutti gli ambienti sociali e in ogni classe di età, per favorire in ogni modo la crescita del numero dei lettori e di conseguenza del livello socio-economico della popolazione. Biblioteche e mediateche più belle e funzionali potranno migliorare notevolmente la qualità della vita delle città calabresi, spesso avvilite, oscurate e prive di reali opportunità, specie per i giovani. Certo le biblioteche, le mediateche, gli editori, gli operatori culturali devono riuscire, perché la loro azione sia efficace, a fare sistema tra di loro e con il mondo della scuola, con quello della ricerca universitaria e con le associazioni culturali che promuovono la cultura sul territorio. Se la Calabria nel suo insieme deciderà di investire risorse importanti per promuovere la crescita del livello culturale della sua popolazione, lo farà non perché la cultura e le sue infrastrutture siano dei gradevoli complementi dell’arredo urbano o spazi riservati alle élite, ma perché occorre recuperare e garantire, a una comunità storicamente “esclusa”, occasioni e strumenti di riappropriazione di una nuova dimensione culturale, con tutte le ricadute positive che questo può avere per migliorare la società nei suoi vari aspetti: democrazia, sicurezza, economia, turismo. Di seguito si elencano quelle attività progettuali e quelle linee d’intervento che appaiono comunque ineludibili, a meno di 37 Libro_verde.indd 37 05/12/12 11.25 non voler rinunciare alla realizzazione di comuni aspettative e alla prospettiva di accelerare la formazione di una Calabria civile, democratica, libera, capace di attività critiche e creative, in grado di autodeterminare il proprio sviluppo. 4.1 Dalle biblioteche alle mediateche Primo e principale punto di riferimento per la promozione della lettura in tutte le fasce sociali, le biblioteche della Regione hanno bisogno di visibilità e di consenso, di risorse e di competenze poiché rappresentano il cuore pulsante delle strategie di alfabetizzazione permanente che si stanno avviando. Generalmente ospitate in zone strategiche delle grandi e piccole città della regione, le biblioteche calabresi dovranno diventare spazi riconosciuti di socialità, di cultura, di informazione e di intrattenimento per tutti i ceti e tutte le fasce di età. In questi ultimi anni, caratterizzati dalla diffusione della multimedialità e del digitale, emerge inoltre evidente la necessità che le biblioteche siano affiancate da mediateche, con un’offerta variegata di servizi tecnologici che propongano in termini diversi la comunicazione, il consumo culturale, l’intrattenimento e la lettura; oggi si va in biblioteca anche per collegarsi a internet, per leggere un e-book o un giornale su un tablet, per collegarsi a un social network, per scaricare un film o un brano musicale. Il solo offrire internet gratuitamente costituisce un’azione concreta per combattere l’esclusione sociale e il digital divide. S’ipotizza quindi un intervento per realizzare e sostenere una rete di mediateche capaci di fare sistema con la scuola, in particolare con le biblioteche scolastiche, con le varie forme locali di rappresentanza, con i centri di aggregazione e di vita comunitaria, con le attività di formazione professionale, e di integrazione dei migranti, con l’università a distanza. In questa prospettiva è anche necessario un programma di cooperazione internazionale che interconnetta alcuni nodi qualificati del futuro sistema di mediateche calabresi con alcune delle più avanzate e significative esperienze europee, quali ad esempio la DOK Library di Delft, il Centro 38 Libro_verde.indd 38 05/12/12 11.25 di Cultura Contemporanea Tabakalera di San Sebastian (Spagna) e l’University of Arts di Belgrado. 4.1.1 Le biblioteche scolastiche Le biblioteche scolastiche possono avere un’interazione positiva anche rispetto all’ambiente extrascolastico, soprattutto in quei paesi in cui la scuola è l’unico presidio culturale della comunità; si ritiene, infatti, che esse pur avendo il compito istituzionale di collaborare alla promozione della lettura negli istituti in cui sono incardinate, possano dare un contributo molto importante anche per promuovere la lettura in generale. Per migliorarne le performance, la Regione continuerà a sostenere la realizzazione del progetto Biblioteche nelle Scuole – promosso congiuntamente dai Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dell’Innovazione Tecnologica (MIT), con la collaborazione dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) – per integrarle nel Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). Per realizzare questi obiettivi saranno ricercate tutte le sinergie necessarie, in particolare con l’Ufficio Scolastico Regionale e le singole istituzioni locali, per rendere disponibili apposite risorse sui fondi POR destinati all’istruzione. 4.1.2 Un libro per ogni neonato Per allargare la base della lettura la Regione Calabria intende rivolgere una particolare attenzione ai lettori di domani e alle loro famiglie. Per ottenere questo risultato è intendimento dell’ente donare a ogni neonato calabrese un libro realizzato in Calabria. Si vuole, in pratica, motivare le famiglie sull’importanza della lettura; attività che, al di là della funzione cognitiva, contiene valenze legate a modelli di comunicazione positivi e affettivi che influiscono in modo rilevante sullo sviluppo emotivo del bambino. Bambini che possono godere di un’esposizione alla lettura giornaliera e costante nel tempo giungono alla prima elementare con maggiori capacità e conoscenze basilari per la futura decodifica delle paro39 Libro_verde.indd 39 05/12/12 11.25 le; ciò permette loro di imparare a leggere e scrivere con maggiore facilità. 4.1.3 Salone Internazionale del Libro di Torino Uno dei primi provvedimenti assunti dalla Giunta Regionale presieduta da Giuseppe Scopelliti ha riguardato la partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino. Si è trattato di un provvedimento teso a sostenere e a valorizzare gli editori e gli autori calabresi che hanno così potuto confrontarsi con gli altri editori italiani grandi e piccoli, con un nuovo modo di realizzare e proporre i libri, la lettura e per offrire un’immagine diversa e meno stereotipata della società e della cultura regionali. Particolarmente significativi gli stand realizzati nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e nel 2012 all’insegna delle nuove tecnologie che stanno rivoluzionando il libro e l’editoria. Nel 2013 la Calabria sarà “Regione ospite” al Salone del Libro, affiancando l’esperienza, già sperimentata, del “Paese ospite”. L’obbiettivo che la Regione si propone è quello di aumentare il numero dei lettori e mettere in mostra le eccellenze calabresi di tutti i settori culturali. La partecipazione al Salone del Libro di Torino del 2013 potrà rappresentare un’occasione per mobilitare la società calabrese, dalle scuole alle biblioteche, dai librai agli editori, dalle associazioni agli intellettuali, per porre al centro il tema strategico della lettura. 4.1.4 Polo regionale delle politiche pubbliche sulla lettura Il Polo istituito come riferimento tecnico del Dipartimento Cultura a Vibo Valentia, presso il Sistema bibliotecario di Santa Chiara, avrà il compito di coordinare le politiche regionali del settore, gestire e animare il portale www.bibliotechedellacalabria.it, valorizzare le biblioteche di eccellenza, estendere le esperienze scolastiche di successo sulla lettura e promuovere occasioni di forma40 Libro_verde.indd 40 05/12/12 11.25 zione degli operatori di biblioteche e archivi. Tra gli altri compiti anche quello di organizzare un calendario unico regionale delle iniziative che si svolgono nelle biblioteche. Dovrà, inoltre, ampliare i punti di lettura e di vendita dei libri, sostenere le attività delle librerie indipendenti e creare sinergie con case editrici, scuole, università, associazioni, fondazioni. 4.1.5 www.bibliotechecalabria.it Il sito rende fruibile il patrimonio librario delle oltre 120 biblioteche aderenti al Sistema Bibliotecario Regionale, che contengono 1.200.000 volumi. Per ogni volume è possibile visualizzare una scheda che indica in quali biblioteche è possibile la consultazione e le modalità per la richiesta del prestito. È stato, inoltre, avviato un lavoro di digitalizzazione per rendere disponibili su internet alcuni volumi e consentire al pubblico di leggere direttamente dal proprio computer un numero crescente di documenti riguardanti la storia e la cultura della Calabria. Risultano censiti più di 1.000.000 di volumi tra cui un’interessante sezione di 100.000 libri antichi di cui 1.000 già digitalizzati e consultabili via web. L’efficacia del portale è attestata dal numero di visitatori che se ne sono serviti: nell’arco di un anno (2011) il catalogo on line delle biblioteche calabresi è stato visitato da oltre 2.000.000 di utenti. 4.2 Iniziative di promozione della lettura Al fine di sottolineare il valore sociale della lettura la Regione sosterrà le iniziative di promozione della lettura organizzate da biblioteche, editori, librerie, associazioni culturali e scuole, soprattutto si valorizzeranno quelle che in questi anni hanno dimostrato capacità di coinvolgimento dei cittadini, quali la “Settimana delle biblioteche”, il “Progetto Gutenberg”, ecc. Speciale attenzione sarà rivolta a quei premi letterari che, sul modello Campiello, sono in grado di sviluppare azioni di promo41 Libro_verde.indd 41 05/12/12 11.25 zione sul territorio coinvolgendo gli autori nella presentazione dei loro libri nelle scuole, nelle biblioteche e nei principali luoghi di aggregazione. Saranno sostenute le manifestazioni editoriali, con particolare riguardo a quelle legate alla diffusione dei libri per ragazzi, per esempio la mostra degli illustratori “Calabria incantata” e il premio di letteratura per ragazzi promosso a Carfizzi (Kr) da Carmine Abate. Si privilegeranno anche nuove azioni a favore di chi non legge o legge poco che prevedano la promozione del libro e della lettura in contesti nuovi (quindi non nelle biblioteche o nelle librerie) per intercettare le persone che hanno un’idea negativa del libro e della lettura. Nelle città medio-grandi potrebbe essere concordata una settimana in cui i libri vengono esposti nelle vetrine dei negozi di abbigliamento, alimentari, o di altro genere, così come potrebbe essere promosso un bookcrossing in luoghi insoliti in cui si possano prelevare, leggere, scambiare e riportare i libri; si potrebbero anche avviare “isole” di diffusione di libri in luoghi di aggregazione (come i supermercati o i cinema). Nei centri più piccoli dovrebbero invece essere sfruttati gli eventi locali (come sagre e feste), che aggregano la comunità e normalmente si tengono a cura del Comune, della Pro-loco, o dell’Azienda di promozione turistica, tutti enti con cui biblioteche e librerie dovrebbero collaborare stabilmente per iniziative integrate. Soprattutto nelle zone in cui la presenza di librerie è bassa, organizzare in concomitanza con questi eventi una mostra-mercato del libro può essere efficace. In generale, affinché le iniziative di promozione della lettura possano avere un impatto significativo è importante che siano costanti nel tempo e soprattutto inserite in una strategia coordinata. Si dovrà favorire la diffusione di nuovi canali di circolazione del libro sostenendo l’insediamento e le specifiche iniziative delle librerie anche nei centri medi e piccoli della Calabria. Nel 2011-2012 sono stati finanziati progetti per 800.000 euro per promuovere su tutto il territorio regionale la lettura tra i più giovani, l’uso delle nuove tecnologie del web, la diffusione di servizi 42 Libro_verde.indd 42 05/12/12 11.25 bibliotecari nei centri minori e la valorizzazione degli scrittori calabresi. Sono stati ammessi 33 progetti su un totale di 132 domande presentate da Comuni, Biblioteche e Sistemi bibliotecari. Di questi 14 sono finanziati con somme relative al 2010 e la restante parte con fondi 2011 che hanno permesso di scorrere la graduatoria dei progetti ammissibili. Tra i beneficiari: la biblioteca della Provincia di Cosenza, la “De Nobili” di Catanzaro, i Sistemi bibliotecari del Lametino e del Vibonese, le biblioteche comunali di Acri, Belsito, Bisignano, Brancaleone, Caccuri, Carlopoli, Cassano allo Jonio, Castrolibero, Castrovillari, Ciminà, Corigliano Calabro, Crotone, Curinga, Ferruzzano, Gioiosa Jonica, Gizzeria, Paola, Reggio Calabria, Rosarno, San Pietro in Guarano, Santa Severina, Saracena, Soveria Mannelli, Tiriolo, Torano Castello, Verzino e Vibo Valentia. Sono stati, inoltre, finanziati progetti presentati dalla biblioteca del Centro Giovanile “Padre Valerio Rempicci” di Condofuri e dalla biblioteca della Fondazione “R. Farina” di Roseto Capo Spulico. Un altro importante progetto realizzato è stato “Nati per leggere”, un’iniziativa nazionale proposta per la prima volta anche in Calabria. Nove i beneficiari del bando regionale per la promozione della lettura a misura di bambino. Coinvolti i reparti di pediatria degli ospedali calabresi e le Associazioni dei medici pediatri. L’educazione alla lettura fin dalla più tenera età è una delle priorità individuate nel Libro verde sulla lettura in Calabria. La dotazione finanziaria è stata di euro 100.000. 4.3 Attività di formazione degli operatori Le biblioteche, così come i musei, sono organismi articolati, ancora di più le mediateche; la loro gestione non può essere affidata, come spesso avviene, e non solo in Calabria, a personale privo di qualifica o a semplici custodi. Le biblioteche e le mediateche devono fare sistema con il territorio, con le scuole, con le associazioni, con le parrocchie, ecc. Devono progettare attività culturali, organizzare mostre ed eventi, sostenere la lettura, interagire insomma con la realtà locale promuovendo il cambiamento. 43 Libro_verde.indd 43 05/12/12 11.25 La realizzazione di queste attività richiede personale qualificato, che abbia seguito appositi indirizzi scolastici e universitari e, qualora questo non sia possibile, mirati percorsi professionali di aggiornamento. La Regione si propone quindi – per migliorare la qualità dei servizi bibliotecari, la circolazione dei libri e le attività di promozione della lettura – di organizzare attività di formazione e di aggiornamento rivolte a tutte le professionalità che operano nella filiera del libro: bibliotecari, editori, librai, operatori culturali e di mediateca. L’intento è quello di creare una “nuova” figura professionale, adeguatamente formata, che si occupi in forma dedicata di promozione della lettura. Si tratta di creare nel tempo un gruppo di “agenti-promotori della lettura” in grado di raggiungere tutto il territorio della regione. 4.4 Valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale regionale In numerose biblioteche di competenza regionale e di altri enti sono presenti notevoli collezioni di carattere storico meritevoli di tutela e di valorizzazione; in particolare si segnala la presenza di numerose edizioni del Cinquecento, di incunaboli e di edizioni del Sei e Settecento, oltre che di numerose edizioni di autori calabresi che testimoniano la storia e la cultura della regione. Un patrimonio librario notevole è presente anche presso numerose scuole, in particolare presso gli istituti d’istruzione superiore, dove, in alcuni casi, sono vere e proprie biblioteche dotate di consistenti raccolte storiche e che, a volte, svolgono un servizio rivolto anche alla comunità extrascolastica. Tra le altre si distinguono quelle dei licei classici di tradizione (Galluppi di Catanzaro, Morelli di Vibo Valentia, Telesio di Cosenza, Filolao di Crotone). Si tratta di censire questo ingente patrimonio – bibliografico, archivistico, periodico, cartografico, fotografico – distribuito in una pluralità di istituti per poterne poi avviare la digitalizzazione collegandosi anche a quanto si sta concretizzando a livello nazio44 Libro_verde.indd 44 05/12/12 11.25 nale e soprattutto internazionale (accordi di Google con il MIBAC e le Biblioteche Nazionali di Roma e di Firenze, realizzazione della Biblioteca Digitale Italiana, Europea, ecc.) per convertire in formato digitale i documenti più rilevanti del patrimonio culturale regionale. Per realizzare quest’obiettivo la Regione intende sostenere la produzione di contenuti digitali relativi al patrimonio bibliografico storico delle biblioteche pubbliche e private, così come intende incentivare le attività di valorizzazione dei documenti più rilevanti della cultura regionale mediante l’organizzazione di mostre bibliografiche. Si incoraggerà infine la realizzazione di prodotti editoriali connessi alla cultura regionale, quali cataloghi, audiovisivi e ogni altro genere di materiale informativo e divulgativo relativo alla valorizzazione dei beni culturali regionali. 4.5 Biblioteca Digitale della Calabria Nell’ambito della creazione di un portale regionale della cultura, la Regione Calabria, ha intenzione di creare un importante “cluster” del portale dedicato allo sviluppo di una vera e propria digital library regionale. Partendo ovviamente dalle best practices italiane e internazionali si ha intenzione di sviluppare un sistema che possa essere contemporaneamente performante ed in continua crescita senza che questo richieda tempi di sviluppo troppo lunghi e neanche complicazioni dovute ad un incremento dei dati contenuti. D’altra parte la tecnologia dei sistemi di digital libraries sta andando in maniera unanime nella direzione della “librerie condivise” e basate su “metadati”. Questo tipo di pratica permette di avere una libreria digitale che ha il suo contenitore centrale fornito dalla Regione Calabria con variegati contenuti provenienti dagli utenti (associazioni, fondazioni, università, enti locali, ecc.). La digital library regionale avrà contenuti testuali provenienti da testi, moderni e antichi, archivi, immagini, dipinti, foto, video, contributi audio, elementi multimediali e sarà così accessibile e ricercabile non solo da PC ma anche da smartphone, android, i-phone e i-pad. Inoltre, 45 Libro_verde.indd 45 05/12/12 11.25 la libreria digitale permetterà di venire incontro alle più moderne esigenze del visitatore e turista dandogli tutti gli elementi per effettuare una efficace visita del territorio con l’ausilio di immagini, mappe, e soprattutto audio e video-guide. La digital library sarà anche una radio e web TV con possibilità di effettuare download dei contenuti. Infine, tutti gli elementi scaricabili dalla digital library saranno leggibili, consultabili e ricercabili attraverso e-book reader. In questo modo la Regione Calabria vuole utilizzare un approccio non solo moderno ma addirittura avveniristico andando a coniugare tutti gli aspetti del web 2.0 (tutto il patrimonio sarà disponibile anche attraverso un accesso dai social network) con gli aspetti più peculiari del mondo delle biblioteche e dei relativi standard (fra tutti quello di internet culturale del Ministero per i Beni Culturali). Conclusioni Le azioni previste dal presente Libro verde, predisposto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, sono rivolte a tutti gli attori sociali che ruotano attorno al micro-universo delle attività connesse alla lettura e intendono promuovere un insieme di politiche attive per recuperare un deficit che penalizza i calabresi. Quelle esposte sono le idee per avviare un nuovo percorso per le biblioteche, le mediateche, l’editoria e per tutte le infrastrutture della comunicazione e della lettura in Calabria. La Regione intende portarle avanti senza autoritarismi o preclusioni: la politica si mette al servizio della comunità calabrese per traghettarla sul terreno della cultura, dell’innovazione, della crescita e dello sviluppo. 46 Libro_verde.indd 46 05/12/12 11.25 Riferimenti normativi e bibliografici Agnoli A., Caro sindaco parliamo di biblioteche, Milano, Bibliografica, 2011 Agnoli A., Le piazze del sapere: biblioteche e libertà, Roma-Bari, Laterza, 2009 AIB, Rapporto sulle biblioteche italiane 2009-2010, Roma, AIB, 2010 AIE, Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2009, Roma, AIE, 2010 Associazione Forum del libro, Manifesto per la lettura, 2008 Avveduto S., La Croce del Sud. Arretratezza e squilibri educativi nell’Italia di oggi, Roma, Università Castel Sant’Angelo, 2005 Caffè F., La solitudine del riformista, Roma, Manifesto libri, 2007 Delibera Cipe istitutiva della linea d’azione Mediateca 2000, n. 132 dell’11 novembre 1998 Faggiolani C., La ricerca qualitativa per le biblioteche, Milano, Bibliografica, 2012 Il Sistema economico integrato dei beni culturali, Roma, 2009 (www. beniculturali.it) ISTAT, La lettura dei libri in Italia. Anno 2009, in “Statistiche in breve”, 2010. ISTAT, Le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni: di sponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui, in “Statistiche in breve”, 2009 L’Italia delle biblioteche, Milano, Bibliografica, 2012 La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione, Milano, Franco Angeli, 2000 47 Libro_verde.indd 47 05/12/12 11.25 Legge regionale n. 17/85 Norme in materia di biblioteche di enti locali e d’interesse locale e successive modifiche Lombello Soffiato D., La biblioteca scolastica. Uno spazio educativo tra lettura e ricerca, Milano, Franco Angeli, 2009 Morrone A. e Savioli M., La lettura in Italia, Milano, Bibliografica, 2009 Nuovo codice dei beni culturali, D. Leg.vo 24.3.2006, n. 156 Parise S., Dieci buoni motivi per andare in biblioteca, Milano, Editrice Bibliografica, 2011 Passaparola. Forum del libro e promozione della lettura, Bari, Asso ciazione presidi del libro, 2009 Pennac D., Come un romanzo, Roma, Feltrinelli, 2005 POR Calabria 2007-2013 Scorcu A. - Gaffeo E., Il ritorno economico della lettura, in AIE, Investire per crescere. Materiali per una discussione, Milano, AIE, 2006 Solimine G., I giovani, il libro, la multimedialità. Indagine sui com portamenti della lettura e l’uso delle tecnologie della comu nicazione, Roma, MIBAC, 2007 Solimine G., L’Italia che legge, Roma-Bari, Laterza, 2010 Tortorelli G., Tutti creano, nessuno legge. Studi sulla lettura in Italia, Bologna, Pedragon, 2012 Viola T., Oltre i confini del libro. La lettura promossa per educare al futuro, Roma, Armando, 2012 48 Libro_verde.indd 48 05/12/12 11.25 Contributi Libro_verde.indd 49 05/12/12 11.25 Libro_verde.indd 50 05/12/12 11.25 La lettura salvata Carmine Abate «Andavo già a scuola da qualche mese, quando accadde una cosa solenne ed eccitante che determinò tutta la mia successiva esistenza. Mio padre mi portò un libro. Mi accompagnò sul retro dove dormivamo noi bambini e me lo spiegò. Era The Arabian Nights. Le mille e una notte in un’edizione adatta alla mia età. […] Dopo Le mille e una notte vennero le fiabe di Grimm, Robinson Crusoe, i Viaggi di Gulliver, i racconti tratti da Shakespeare, Don Chisciotte, Dante, Guglielmo Tell. […] Sarebbe facile dimostrare che quasi tutto ciò di cui più tardi si è nutrita la mia esistenza era già contenuto in quei libri, i libri che io lessi per amore di mio padre nel mio settimo anno di vita. Dei personaggi che poi non mi avrebbero più abbandonato mancava soltanto Ulisse». Avevo vent’anni quando sottolineai questo brano autobiografico di Elias Canetti in uno dei suoi libri più belli, La lingua salvata. Eppure ricordo che provai una fitta al cuore perché, senza volerlo, le parole di Canetti mi avevano fatto venire a galla, con prepotenza, dei ricordi che tendevo a soffocare. A casa mia non c’erano libri. Il primo che vidi e toccai con mano come un oggetto misterioso e buffo, fu il sussidiario della scuola elementare. Avevo la stessa età in cui Canetti aveva già letto i più bei libri per l’infanzia e introiettato le storie adattate dei grandi classici. Mio padre non mi portò mai un libro dai suoi viaggi. Del resto, dove viveva lui, in Francia prima e poi in Germania, non avrebbe potuto acquistare facilmente libri in italiano. In compenso mi portava palloni di cuoio, biciclette, camicie di nylon e le sue avventure da tipico emigrante. A dire il vero, queste ultime le raccontava agli adulti attorno al camino acceso. Io però le ascoltavo incantato pur non capendone tutti i riferimenti, soprattutto quelli geografici. Mio padre era un grande affabulatore, sapeva bene come si raccontano le storie, mentre io già da allora avevo la voglia e la pazienza di ascoltare. Casa mia, il mio vicinato, il paese pullulavano di storie orali. Ed io ero pronto ad afferrarle, a nutrirmene. 51 Libro_verde.indd 51 05/12/12 11.25 Quando mio padre dopo le ferie ripartiva per l’estero, pendevo dalle labbra della nonna materna, Momapò, che mi cantava e poi raccontava le antiche rapsodie arbëreshë: erano brevi storie succose e veloci, con un linguaggio essenziale e poetico che narravano le gesta dei miei eroi preferiti, Scanderbeg e Kostantini i vogël. Quest’ultimo era un Ulisse in miniatura, che dopo tante peripezie ritornava nella sua Itaca, che noi chiamiamo Hora, giusto in tempo per evitare che sua moglie mettesse corona con un altro uomo. Dunque il personaggio di Ulisse l’avevo incontrato prima di Canetti: faceva già parte della mia cultura e della mia vita, era Kostantini i vogël, era mio padre. Oltre ai miei familiari, gli altri formidabili contastorie della mia infanzia furono gli artigiani e i contadini del Palacco, il rione in cui sono nato. Nella piccola bottega dello scarparo mastro Leonardo narravano con gusto le storie che avevano vissuto loro o ascoltato dai padri o dai nonni. La premessa era sempre uguale: “Questa è una storia vera”, e a me sembrava superflua perché in quegli anni febbrili e caotici crescevo almeno con una certezza: tutte le storie sono vere. Raccontavano per ore e io, seduto con altri bambini su uno sgabello a due metri di fronte a loro, mastro Leonardo in mezzo, memorizzavo la storia dei contadini di Melissa uccisi per aver occupato delle terre incolte, la partenza nel 1925 per l’Argentina di undici emigranti di Carfizzi, “tutti morti malamente”, l’arrivo in Calabria dei nostri antenati arbëreshë che erano scappati dalla loro terra invasa dai turchi. Anch’io potrei dire, parafrasando Canetti, che quasi tutto ciò di cui più tardi si è nutrita la mia esistenza era già contenuto in quelle storie. Ma avrei dovuto attendere diversi anni prima di prendere coscienza che una storia può essere conservata soprattutto nelle pagine di un libro come in uno scrigno prezioso, da aprire leggere godere in ogni età e in ogni luogo. Una storia che ti appartiene e nello stesso tempo è universale. Non avevo ancora compiuto sedici anni l’estate in cui divenni un lettore. Stavo per scrivere “un lettore alla Canetti”, cioè con lo stesso stupore di fronte al mondo reale e incantato dei libri. Erano appena cominciate le lunghe vacanze scolastiche, in piazza mi annoiavo e un pomeriggio andai a trovare un ragazzo di 52 Libro_verde.indd 52 05/12/12 11.25 qualche anno più grande di me. Si chiamava Michele, era orfano di padre e con la madre faceva mille sacrifici per mantenersi agli studi. Lo stimavo molto per la bravura scolastica e per la sua cultura; quando parlavo con lui imparavo sempre qualcosa di nuovo. Era la prima volta che entravo a casa sua. Appena vi misi piede fui calamitato da uno scaffale pieno di libri. Non ne avevo mai visti così tanti in vita mia. Li osservavo a bocca aperta. Non erano i soliti volumi di scuola, mattoni grandi e grossi che spaventavano per la mole, erano tutti piccoli libri della stessa altezza, messi sui ripiani in ordine alfabetico, dalla A di Alvaro alla S di Svevo. Il sole che entrava dal balcone aperto disegnava ghirigori dorati sui dorsi bianchi e lucidi, e pareva che i libri si muovessero sullo scaffale, mi venissero incontro. “Se vuoi, puoi prenderne qualcuno da leggere quest’estate” mi disse Michele che aveva colto il mio stupore. “Ti piaceranno. Sono storie vere”. “Quale mi consigli?”. “Scegli tu. Sono tutti belli o almeno interessanti, altrimenti non li avrei comprati”. Li presi in mano, uno dopo l’altro, ne lessi i titoli, li sfogliai, li accarezzai. Scelsi, senza ombra di dubbi, il libro con il titolo più curioso e ironico: Lavorare stanca, le poesie di Cesare Pavese, e quello di racconti che dal risvolto mi era sembrato il più vicino al mio mondo: Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro. Ringraziai Michele per la fiducia e mi rintanai a casa mia. In due pomeriggi, sdraiato sul mio lettino, lessi entrambi i libri, sorpreso ed eccitato perché per la prima volta riuscivo a capire delle poesie che non avevano note a piè di pagina e mi emozionavo, addirittura mi arrabbiavo leggendo la storia di Antonello, che uno scrittore della mia terra aveva saputo narrare con tanta maestria. Ogni settimana tornavo da Michele a prendere in prestito i libri della sua biblioteca. Tra gli altri, lessi con passione La luna e i falò di Pavese, La coscienza di Zeno e Una vita di Svevo, Ossi di seppia di Montale, Se questo è un uomo di Primo Levi e Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, Il partigiano Johnny di Fenoglio. Mi avvicinai ad Antonio Gramsci, a Girolamo De Rada, a Freud, a Sartre. Tornavo da Michele, discutevo con lui dei libri letti, a volte ne criticavo qualche passaggio o il comportamento di un personaggio e poi gli chiedevo, affamato, 53 Libro_verde.indd 53 05/12/12 11.25 altri libri prelibati. Erano quasi tutti Oscar Mondadori, costavano pochissimo, se non ricordo male 350 lire l’uno. Mai, allora, avrei potuto immaginare che un giorno sarei diventato scrittore anche io e che tutti i miei libri di narrativa avrebbero trovato spazio proprio in quella collana prestigiosa e popolare che tanto apprezzavo. Insomma, grazie alla biblioteca di Michele divenni un lettore onnivoro e disordinato, che seguiva un percorso a naso, fiutando titoli, risvolti e copertine, cercando di recuperare furiosamente il tempo perduto a non leggere. A fine estate, poco prima che riaprissero le scuole, successe un fatto curioso: mia madre mi mandò a prendere dei peperoncini e una cipolla nella dispensa che si trovava nel sottoscala della nostra casa e non aveva luce elettrica. E io, nella confusione dei vasetti di sardella e sarde salate, di salsiccia nel grasso, di olive in salamoia, di trecce di aglio e cipolle, di mazzi di peperoncini e rosmarino, tastai a un certo punto un oggetto misterioso: era un libro sgualcito, rosicchiato dai topi, senza copertina rigida. Le pagine erano ingiallite dal tempo e macchiate di unto, però riuscivo a leggerle. L’autore L.N. Tolstoj raccontava di una certa Anna Karenina, delle sue tribolazioni d’amore. Che ci faceva un libro nella nostra dispensa? Chi lo aveva portato? Quando e perché, dato che non avevo mai visto i miei genitori con un libro in mano? La mamma non ne sapeva nulla e a mio padre, che all’epoca lavorava ad Amburgo, non potevo chiederlo. Una cosa era certa: il libro si era lasciato scovare quando io ero in grado di apprezzarlo. E infatti fu l’ultimo libro che lessi quell’estate, il primo della mia nascente biblioteca personale e, malgrado l’aspetto, il più amato perché era sbucato dal nulla come un bel sogno mattutino. L’estate successiva raggiunsi mio padre ad Amburgo, dove lavorai in fabbrica per tutte le vacanze scolastiche. Fu quell’estate che sentii l’esigenza di scrivere le storie dei germanesi e lo feci con rabbia e per rabbia: avevo toccato con mano, finalmente, cosa si prova a vivere lontani dalla propria terra, ne coglievo l’ingiustizia di fondo, volevo denunciarla con forza, ad alta voce. Erano racconti ingenui, adolescenziali, che prendevano a modello quelli dei miei autori preferiti, non li ho mai pubblicati e li ho fatti sparire quasi tutti dalla circolazione. Però avevano alla base un sentimento che non 54 Libro_verde.indd 54 05/12/12 11.25 mi avrebbe mai abbandonato: l’urgenza della scrittura, quella stessa urgenza, declinata ovviamente in maniera diversa dai vari autori, che avevo riscontrato nei primi libri di Michele che avevo letto da ragazzo e che cerco anche oggi nei libri che vale la pena di leggere. Quando tornai da Amburgo, con una parte dei miei risparmi di studente-lavoratore andai a Crotone alla libreria Cerrelli e comprai con grande soddisfazione e orgoglio i miei primi Oscar sudati: le poesie di Montale, di Quasimodo e Ungaretti, tutti i libri di Cesare Pavese, anche quelli presi in prestito da Michele e già letti, e di Saverio Strati, l’unico che raccontasse il mondo dell’emigrazione senza orpelli e nostalgie lamentose. Dopo Alvaro e Strati, di cui avevo acquistato anche il mio primo libro rilegato, Il selvaggio di Santa Venere, mi procurai i libri di altri scrittori calabresi, Padula, Sharo Gambino, Repaci, Seminara, La Cava. La mia biblioteca personale crebbe di estate in estate, grazie ai soldi tedeschi che guadagnavo in fabbrica e poi nei cantieri stradali fino alla laurea in Lettere. Durante gli anni universitari cercai di colmare le mie lacune più vistose da lettore: lessi con furore i classici italiani, in particolare Dante e Boccaccio (su cui avrei poi scritto la mia tesi di laurea), i grandi scrittori del primo Novecento, e scoprii nuovi autori, diversi tra loro ma di grande spessore letterario, come Vincenzo Consolo, Gianni Celati e Antonio Tabucchi. Confesso che un po’ mi dispiaceva di aver bruciato le tappe troppo velocemente al punto da ritrovarmi laureato a ventun anni e mezzo: intuivo che da quel momento avrei avuto meno tempo da dedicare alle mie letture perché dovevo cercarmi un lavoro. Per ironia della sorte, io di madrelingua arbëreshë, che fino a sei anni non conoscevo una parola d’italiano, che fino a sedici non avevo letto un vero libro, sono diventato scrittore e insegnante d’italiano in Germania e in Italia, ponendo la lettura al centro della mia didattica. Fra le tante attività che ho svolto nel corso degli anni per promuovere la lettura tra i miei studenti di scuola media, in Trentino, mi piace ricordare quella che in apparenza è la più semplice e che è risultata sempre la più vincente: un’ora alla settimana porto i ragazzi fuori dalla scuola, nella biblioteca comunale. Qui i ragazzi 55 Libro_verde.indd 55 05/12/12 11.25 possono scegliere i libri che vogliono o possono farsi consigliare dal bibliotecario o dal sottoscritto. Lo scopo dichiarato di quest’attività è rafforzare il piacere della lettura, leggere per il gusto di farlo, senza quei riassunti odiosi alla fine di ogni capitolo che nella scuola superiore hanno fatto e fanno odiare a intere generazioni di studenti un grande libro come I promessi sposi. In questi ultimi otto anni, presiedo il Premio di narrativa per ragazzi dell’Alto Crotonese e leggo in media una sessantina di libri per ragazzi all’anno. Perciò ai miei studenti dell’Alto Crotonese e del Trentino posso consigliare le più belle storie scritte appositamente per loro. E loro, di solito, mi seguono con fiducia e gratitudine come io seguivo il mio amico Michele, diventano lettori alla Canetti. Dunque non è vero che i giovani d’oggi non amano leggere. Se li mettiamo nelle condizioni di farlo, si appassionano alla lettura e non la ritengono una fatica ma, appunto, un piacere. Ne ho avuto e ne ho continuamente conferma sia come insegnante che come scrittore, durante gli incontri con gli studenti in diverse città italiane. È una verità, questa, che tocco con mano vivendo fra il Trentino-Alto Adige, la regione italiana in cui si legge di più (e sulla cultura investe risorse alla stregua dei paesi europei più sviluppati) e la Calabria, una delle regioni in cui si legge di meno. La condizione primaria è la circolazione dei libri, attraverso case editrici ben distribuite, librerie e biblioteche di qualità in ogni centro, approcci scolastici che valorizzino la lettura, anche premi letterari purché abbiano una ricaduta sul territorio coinvolgendone la popolazione, soprattutto giovanile. Una politica culturale seria e lungimirante dovrebbe supportare e puntare su tutte queste iniziative e crearne delle nuove, con la consapevolezza che promuovere la lettura in una regione come la nostra significa far lievitare la cultura, l’unico antidoto che ci è rimasto alla violenza, l’illegalità, i pregiudizi, l’ignoranza diffusa a tutti i livelli. 56 Libro_verde.indd 56 05/12/12 11.25 La lettura siamo noi Angela Bubba Non mi ricordo esattamente quand’è che ho iniziato a leggere. Nella mia vita la lettura c’è sempre stata, e io l’ho sempre considerata la mia compagna più leale nonché la più difficile da comprendere, la più incredibile. Qualcosa a metà fra la meraviglia e l’autodistruzione, un prodigio barbaro, un baratro perfetto: il mio. Allo stesso modo non ricordo con precisione il momento in cui ho iniziato a scrivere, più o meno consapevolmente. I due attimi – leggere e scrivere – in me sono legati, sciolti; sono il volto apollineo e dionisiaco di una figura unica, di una promessa corporale e mentale inestricabile. Non si tratta di una semplice amicizia, o di un’infatuazione via via lessicalizzatasi nelle mie abitudini, no; tutto ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un atto di fede senza tempo ed estremo, una preghiera costante, un mistero. La mia mente fatica molto a scindere le due dimensioni: leggere non è forse anche scrivere?, e scrivere non è leggere? Questa consapevolezza, o meglio, non consapevolezza, posso dire di averla raggiunta adesso, all’età di ventitré anni. Prima, è quasi strano dirlo, possedevo una maggiore capacità di discernimento: separavo, dividevo, leggevo appunto. Nel senso che il gesto di posare gli occhi sulle frasi era ben delimitato e soprattutto gestibile, molto più gestibile. Quell’azione aveva propri confini e proprie regole, aveva un’autonomia che non potevo vincere, era una missione in cui ricoprivo ancora il ruolo della pellegrina non del tutto coinvolta, non così perdutamente. Ero disorientata, impaurita, e quello però, anche quello mi piaceva. Ho sempre avuto moltissimi libri, di svariati generi. Durante l’infanzia era mio padre a procurarmeli: me l’inviava dal Nord Italia, dove lui insegnava. Mio padre ha trascorso quasi dieci anni fra le scuole del Piemonte e della Lombardia e non tornava spesso. Mia madre gli spediva vari pacchi all’anno, con cibo vestiti e altre cose che riteneva potessero essergli utili; quando il pacco tornava indietro era pun57 Libro_verde.indd 57 05/12/12 11.25 tualmente traboccante di libri: come una pestilenza insopprimibile, come una febbre, se ne stavano lì. Credevo che i libri li producessero solamente al Nord. E che fossero una specie di arma o di amuleto stregato, di formula magica, da nascondere o in ogni caso scambiare con una discrezione disumana, con un’attenzione inverosimile. Qualcosa d’illegale, di sovversivo. Nel mio paese, inoltre, non c’erano (e non ci sono ancora) librerie o biblioteche. Il reale significato di queste due ultime parole io l’ho acquisito perciò con molto ritardo. Non ci credevo, non potevo crederci. Mia madre poi non si avventurava con la macchina, quindi quando mio padre non c’era non ci allontanavamo quasi mai da casa. Solo per andare a trovare la nonna, la madre di mia madre, che vive nel paese subito prima del mio, ma nulla a parte questo. Era raro che si uscisse dal perimetro comunale: impossibile allora osservare quei luoghi deputati ai libri, assolutamente folle per me comprenderne e accettarne l’esistenza. Mia madre però me lo ripeteva di continuo, mi diceva che esistevano dei posti chiamati librerie e biblioteche. «Ci sono le librerie, Angela, e le biblioteche». «Va bene» rispondevo allora. Anche se alla fine non capivo lo stesso, anche se non me ne importava quasi niente. Gli oscuri e favolosi libri arrivavano col pacco ed io ero felice, mi bastava quello: sentirmi onnipotente, fortissima, io la destinataria di un fato incredibile e che aveva scelto me sola. Il pacco era arrivato a me, era mio, e io ero sua. L’aprivo, contavo le copertine, decine e decine di copertine grosse, scure, gialle, piccole, composite o semplici, spesse, fosforescenti o nere o bianche, o ancora maculate o lillà o anche a tinta unica, leggerissime o pesantissime. Mie. Con disperata velocità mi precipitavo nella stanza, correvo verso gli scaffali e li studiavo, li calcolavo, li misuravo con gli occhi proprio come avrebbe fatto un muratore. Era un dovere, ogni volta, una forma di rispetto: cercavo di far posto, di garantire il giusto spazio sacro, di non offendere il tempio. Era tutto molto bello. Anche se poi lo spazio non veniva fuori ugualmente e alcuni titoli li riponevo un po’ ovunque: in diagonale, in orizzontale, uno sopra l’altro o dietro 58 Libro_verde.indd 58 05/12/12 11.25 l’altro, a rovescio. Cataste di libri, collinette di libri, parco giochi in miniatura di libri, mia madre era disperata… Era davvero molto bello. Trascorrevo le giornate in quel modo, gran parte del mio tempo consisteva in quell’operazione mistica: osservare, salutare, accarezzare e infine prendere i volumi. Quando sollevavo la copertina trattenevo il respiro. Mi pareva un’avventura e al tempo stesso un pericolo. Aprire i libri mi dava un senso di grandezza, un potere liberatorio: era qualcosa di molto fisico. Le strisce delle parole erano sentieri d’ossidiana; invece le parti bianche delle piste di cielo come in attesa della pioggia, di un suono. Era tutto molto fisico, molto epico. Ricordo che un giorno, avevo otto anni, lessi Va’ dove ti porta il cuore. Impiegai un paio d’ore. E sottolineai più volte il verbo “crogiolare”, del quale non conoscevo ancora il significato, e mi sentii triste. Corsi allora da mia madre in cerca di una spiegazione, e dopo averla ottenuta mi misi a rileggere il libro. Crogiolare, crogiolarsi, crogiolandomi fra le coperte, diceva così. In quell’occasione imparai la sensazione del tepore illimitato, dello spazio e del corpo che si consumano nella libertà. Mi tenne compagnia per molte stagioni il verbo crogiolare, me lo sentivo impresso in qualunque parte del corpo… Spesso mi chiedo se la gente che mi circonda percepisca e viva l’atto della lettura in una maniera uguale o per lo meno simile alla mia, se cioè essa sia motivata (lasciando anche da parte la scrittura) da un’emozione prima che da una convinzione; da un’eco, una sirena interiore. La mia risposta è che qualcuno lo è forse, o forse no… Non ne ho idea in realtà. So solo che di persone davvero interessate alle lettura in Calabria non ne ho conosciute molte, purtroppo. Ma al contrario è straordinariamente grande il numero di quelle che, al di là della preliminare onestà con cui ci si augura venga affrontato un libro, addirittura non accennano neppure uno sforzo: gente che vive di parole chiuse, mai comprate, mai viste, sconosciute. È meglio, mi dico allora, o è peggio? Fa più male? Voler pagare a tutti i costi la multa ancora prima di commettere l’infrazione, prenotare la lapide quando si è ancora vivi: ho quest’impressione. 59 Libro_verde.indd 59 05/12/12 11.25 Morti che camminano, passi non di uomini ma di ombre, muscoli senza tessuti, tessuti senza sangue. Io proprio percepisco questo. In Calabria specialmente, una delle regioni che legge meno in Italia, la regione che per tentare un riscatto non ha altre armi se non la cultura e l’investimento sulla cultura, la protezione della cultura, la promozione, la conservazione e l’adorazione della cultura. La lettura, in una parola. Il primo passo è questo: leggere. Non per diventare ad ogni costo scrittori ma innanzitutto per non essere schiavi. “Amore non alligna in anima schiava”, lo scriveva Mazzini in un saggio del 1829 dedicato alla letteratura europea; e io potrei aggiungere: il lettore, nemmeno il vero lettore, alligna in anime mediocri, in menti immeritevoli. E nel caso vi risieda, la lettura possiede in ogni caso il potere di intervenire su di esse e mutarle, migliorarle: come avviene per i tabelloni delle stazioni, sui quali le frenetiche caselline delle destinazioni e degli orari sono sempre scombussolate e incomprensibili, e poi all’improvviso, con un soffio metafisico quasi, trovano ordine e pace, verità. Leggere per me è soprattutto questo. Oltre a rappresentare un investimento, una conquista, una scommessa con se stessi e con gli altri, una possibilità critica, una grandiosa opportunità, è, sopra ogni cosa persona ed evento, verità. È il coraggio di confrontarsi faccia a faccia con situazioni e caratteri che potremmo essere noi, che desideriamo essere o non saremo mai o magari invece già siamo. Mettersi occhi negli occhi con uno dei tanti riflessi e dire: tu mi appartieni, tu mi mostri e dimostri qualcosa; tu puoi aiutarmi, tu mi aiuti già adesso; tu accogli e custodisci la mia intelligenza in un modo che solo io e te sappiamo, in un segreto intimo, che per ognuno è differente e al quale ogni volto assegna un differente nome. “L’intelligenza è un mistero diverso per ognuno”, lo scriveva Sandro Onofri. Ancor più credo che quest’affermazione sia valida se si parla di lettura: è un momento di inconsapevole comprensione, di crescita personale e non paragonabile a quella di nessun altro individuo. È un miracolo, nel senso pieno del termine. Il miracolo di essere se stessi, di poter dire che la lettura siamo noi, 60 Libro_verde.indd 60 05/12/12 11.25 che noi in questo modo conosciamo e ci conosciamo: conosci te stesso e gli altri se arrivi a leggere dei tuoi probabili te stesso e dei tuoi possibili altri; se da una lettura sai cogliere, oltre alla tua, anche altre conoscenze, altre bellezze. La lettura è poter ammettere l’esistenza di tantissime altre letture; è darsi appuntamento con una delle più civili dimensioni dell’umanità; è dare ascolto alla parte più fedele e nobile che ci appartiene. Se sapremo leggere sapremo ascoltare, e se sapremo ascoltare sapremo essere partecipi di noi stessi come degli altri intorno a noi, delle nostre vere vite. 61 Libro_verde.indd 61 05/12/12 11.25 Quando migliori erano i miei giorni Io e le mie prime letture Mimmo Gangemi Una stretta passerella in legno. Che non consentiva una fila ininterrotta di passi, ma scaglioni di sei, sette: traballante e marcia com’era, non era detto non rovinasse di sotto assieme a noi. Del mio primo giorno di scuola mi rimane quel lento percorso scivoloso, in una mattina di un nuvolo senza avvisaglie di pioggia. E la faccia burbera del maestro che ci attendeva dentro, in piedi e a gambe larghe, mentre ritmava sul palmo della mano una bacchetta di legno – in una posa da incontrollato rimasuglio fascista. Chiariva così, da subito, che in quelle quattro ore era lui il padrone delle nostre vite, come lo sarebbe stato, da lì a un paio di mesi, dell’unico braciere – inamovibile da sotto le sue gambe – maturato per contrastare il freddo che penetrava dalle finestre sbrindellate e ci annebbiava i fiati. Chiariva pure che intendeva esercitare alla lettera il mandato conferitogli dalle mamme che “menate, professore” lo spronavano sempre – professore era allora per tutti il maestro, persino per lui stesso – convinte che così saremmo venuti su meglio, convinte che il fusto di un albero, se è cresciuto storto, è solo perché non si è avuto cura di addrizzarlo quand’era un tenero virgulto, convinte che il metodo fosse democratico ed educativo al pari del nervo di bue che dentro casa consumava le spalle a parecchie di loro, per una colpa reale, per prevenzione a scanso di faticose cure future, per il carico di vino di cui i mariti s’erano imbalsamati. Succedeva in tutte le classi. Spesso la bacchetta si alternava con una verga di ulivo spellata. La prima castigava i dorsi delle mani, secchi colpi a fustigarli. La seconda era per le mancanze più gravi, sibilava sinistra l’aria prima d’abbattersi sulla schiena. C’era anche chi sollevava per le orecchie la vittima di turno, fino a venti, trenta centimetri da terra, e poi scrollava ben bene, da far sanguinare i lobi. Fuori, fendeva in due la folla di bimbi in attesa di entrare in classe massaro Vestiano, i pantaloni di orbace, la coppola di tra- 62 Libro_verde.indd 62 05/12/12 11.25 verso, alla malandrina, l’accetta alla cintola, l’ombrello appeso dietro, per il manico, al colletto della rustica giacca, due figli piccoli, in tutto simili a lui, al seguito. Scortava il suo gregge. Si annunciava da lontano con un fischio lacerante, acuto da lasciare un buco nell’aria. Lo estraeva tra lingua, denti e palato. E ci faceva invidia: i più bravi tra noi ci riuscivano solo infilando in bocca pollice e indice a tenaglia. Cani lanuti chiudevano i fianchi di quella lenta processione di uomini e di bestie. Il massaro puzzava più delle capre. Queste espellevano con pacifica intermittenza, senza scomporre l’andatura, i cacoccioli, gli escrementi, piccole palline nere che nemmeno le grandi ramazze di erica dei fratelli Vajana – due ometti più corti dei bastoni delle loro scope – riuscivano a togliere dagli interstizi tra le pietre del selciato e che, appena secche, diventavano il trastullo dei più piccoli, loro con una spacca nel cavallo dei pantaloni, per facilitarne i bisogni corporali, che espellevano stando impalati e diritti, e a gambe larghe. Dentro, per mesi ci toccarono aste su aste, di traverso verso destra, di traverso verso sinistra, diritte verticali, diritte orizzontali. Le stesse aste, a casa, dove mia nonna s’inorgogliva per la perizia con cui inchiostravo il pennino, al punto da vantarsi con chiunque le arrivava a portata di lingua – se non c’era nessuno, si accontentava del cane nero e riccioluto che sonnecchiava a lato della cucina a legna – che la testa mi sarebbe ingrossata quanto un cocomero dell’orto del Campo e che minimo minimo sarei diventato uno scienziato. Scorreva nella seconda metà degli anni ’50, in un paesino alle pendici dell’Aspromonte tirrenico, quel tempo in cui menavano forte i professori – più che i mulattieri con la cavezza nodosa addosso ai muli viziosi – certi che fosse doveroso e sacrosanto così, salvo poi, decenni dopo, negare con arrabbiata ostinazione, fors’anche con sincerità, per averlo rimosso, se un alunno di allora rivangava dentro un sorriso quel gesto visto educativo, e di cui continuare a essere grato. E menavano forte le mamme, persino con le ortiche passate sulle gambe nude. Menavano forte i padri autoritari, con la cinghia dei pantaloni. E ci menavamo tra noi ragazzi, per stabilire le gerarchie, finte battaglie, con armi vere però, i pugnali e le baionette rinvenute nella campagna, a ridosso dell’abitato, dove nel ’43 s’erano accampati i tedeschi. 63 Libro_verde.indd 63 05/12/12 11.25 I primi quattro anni ci toccarono in locali di fortuna, mentre in un pianoro, in alto rispetto al Corso, cresceva l’edificio scolastico, che ci accolse per la quinta. Lì, a partire da marzo, Mario arrivava declamando rosa, rosae, rosae… Ci smuoveva le frattaglie: tutta gelosia per quell’esibire che lui sarebbe andato oltre la licenza elementare, che era destinato a un futuro d’istruzione, se anticipava il latino per l’anno da venire. Lo preparava, di pomeriggio, l’ingegnere S., che ingegnere non era ma a cui il titolo era rimasto appiccicato addosso fin dal giorno stesso in cui era partito in direzione Napoli, per studi d’ingegneria durati i pochi mesi di una nostalgia di casa talmente intensa da sbriciolargli i propositi. In seguito era stato ufficiale dell’esercito in Abissinia. Dopo la guerra, aveva ricoperto una carica importante in Somalia. In paese, era l’approdo per chi intendeva sorpassare o bilanciare i coetanei negli studi. Perché, se era vero che aveva fallito la missione della laurea, era ancora più vero che in testa i fili del cervello gli funzionavano bene e gli ingranaggi gli incastravano a meraviglia. Sapeva insegnare di tutto: italiano, latino, geografia, storia, matematica, fisica. Avrebbe potuto sconfinare persino nell’aramaico, se per un qualche miracolo fosse occorso a qualcuno. Anche quando non teneva in bocca il sigaro Toscano, non smetteva il vezzo di muovere rapide e sciacquettanti le labbra, come per rinvigorire la brace che si andava spegnendo. Mario smise di aggrovigliarci le frattaglie a giugno, appena lo leggemmo bocciato sui quadri di quinta. Un ghigno soddisfatto, fatto dei ghigni di tutti, traversò rumoroso il largo corridoio della scuola. Fu un amorevole – sì, amorevole, lo giuro – colpo di bacchetta, calato pesante dal maestro sul dorso della mia mano, a convincermi alla lettura del primo libro che non fosse il sussidiario. Mi sembrò una penitenza sproporzionata alle mie manchevolezze – il libro, non la bacchettata – seppure avessi già vaga coscienza che mi toccava ed era giusto così, per un soccorso alla possibilità, mai in precedenza immaginata per una generazione del popolo, di un futuro migliore, estraneo alla campagna, della rimozione di un’immutabilità solidificata dai secoli. Merito del po’ di benessere giunto anche fin lì. E merito dell’invidia tra i nati pari – “se fanno 64 Libro_verde.indd 64 05/12/12 11.25 studiare il figlio di Melina con la testa di scecco che si ritrova, non faccio studiare il mio?” – pure a costo di avere per pranzo e per cena radici e borragine raccolte nei boschi, se non il solo odore di cucinato che arrivava dalle case più agiate. Quel giorno ci fu porto un libro. Scansò la penitenza il solo Carmine, perché si accorò tanto che gli capitò la fortuna di vomitare un lungo verme rosa che, appena in terra, prese a strisciare sinuoso, meglio delle serpi lattariche. Il mio raccontava la vita di Garibaldi. Lo iniziai tra le lacrime. E lo finii tra le lacrime. Lacrime diverse, però. Le prime, di rabbia, per un castigo di Dio in terra che non mi pareva di meritare. Le seconde, d’intensa commozione, alla morte dell’eroe: me ne ero appassionato, spazzando via un odio rancoroso quasi centenario in famiglia, incurante, più che dimentico, che i racconti attorno al braciere lo avessero sempre inchiodato nostro nemico – in verità, nemico di rimbalzo, dato che i veri nemici erano i piemontesi: loro avevano fucilato e mozzato la testa, poi infissa su un palo, per monito, nella piazza del paese, al nonno di mio nonno, divenuto brigante dopo essersi aggregato ai Mille per la promessa, disattesa per volontà di Cavour e del Re Savoia, che a conquista completata gli sarebbe toccato un buon pezzo di terra del cavaliere Carbone, un nobile rimasto fedele ai Borbone e scappato a Malta dentro una botte al primo annuso dell’arrivo dei garibaldini. Fu così l’inizio, una conversione di cui vergognarsi e da tacere, pena uno sfottò degli amici che mi avrebbe dannato i giorni, castigato nei giochi assieme. Non ne chiesi altri al professore, seppure ne avessi una gran voglia. Per fortuna, una volta al mese arrivava in paese un camioncino, che posteggiava all’ombra delle robinie, dietro il municipio. L’autista spalancava il portellone posteriore e compariva la magia di una libreria stipata dentro – credo fosse un servizio del Governo, come i film Luce proiettati in piazza. Ci tenevamo a distanza di sicurezza, volgevamo occhi malevoli. Poi io mi accostavo guardingo, nell’ora più deserta. E prendevo in prestito romanzi d’avventura, che nascondevo a contatto con la pelle. Ci andava invece senza sotterfugi muzzu Peppe, un giovanotto annomato muzzu perché al posto delle braccia aveva due moncherini simmetrici, non più lunghi di venti centimetri: gli era 65 Libro_verde.indd 65 05/12/12 11.25 scoppiata tra le mani una bomba inesplosa della “cassa infernale” dei fuochi d’artificio mandati al cielo in onore di quella Madonna dell’Assunta verso cui il poveretto era prodigo di bestemmie, con buona ragione secondo noi, da poter prendere la Comunione senza dover passare attraverso la Confessione. Dai moncherini gli era stato separato un trancio di carne, che imprigionava un muscolo, perché riusciva a stringere la sigaretta e fumarla e a tenere il pennino e scrivere, santiando e sudando appresso agli insegnamenti dell’autista/libraio/maestro. Solo anni dopo scoprii che non eravamo gli unici, che altri miei compagni prendevano libri in prestito. Più successo del camioncino libreria riscuoteva quello della Ferrero. Bisognava stare accorti a non mancarlo, non si fermava più di mezz’ora per scambiare doni con le figurine, cacciagrosse nel nostro slang. Erano il contatto con il mondo di fuori, quei due camioncini. Assieme alla corriera, che partiva da Reggio quando la notte era notte davvero e arrivava al capolinea in paese a giorno splendente, dopo aver percorso la Statale 112 che collega Ionio e Tirreno. Ricordo il rombo cupo e sofferente del motore nell’affrontare gli ultimi tornanti in salita e i tre colpi di clacson appena alle prime case, per annunciare l’arrivo. Ricordo il portapacchi sul tetto e i lamentosi mugugni dell’addetto nel salire la stretta scaletta per accedervi e tirar giù i bagagli. Ricordo le strisce di vomito sui finestrini: lo stomaco dei più non sopportava le curve nonostante le mani e la testa sporte fuori, estate o inverno che fosse, e restituiva al mondo per via di bocca nauseabonde poltiglie a base di fagioli. Con la corriera spuntavano strani personaggi: Montebello, un accattone sciancato, che bofonchiava versi di gola e roteava per aria un bastone minaccioso che temevo prima o poi mi avrebbe collaudato le ossa; Barbanera che vendeva il libretto del destino e del tempo, di Barbanera appunto, donde il soprannome, e bottoni, filo, elastici, varie minuterie, tutta roba per femmine stipata dentro una cassetta di un nero lucente, con le donne che ne seguivano ammaliate la parlantina sciolta e non s’accorgevano che stirava l’elastico nel misurarne un metro; la bagnarota che saliva Rosa a Bagnara e da noi scendeva ’onna Rosuzza – per la considerazione esagerata che riservavamo ai forestieri – con la grossa 66 Libro_verde.indd 66 05/12/12 11.25 cesta di vimini tenuta in perfetto equilibrio sulla testa, sul supporto di una corona di pezza, mentre “che bellu ruci u zibibbo” cantilenava per invogliare all’acquisto; un’altra bagnarota che faceva prendere di sale e di sapore i lupini innaffiandoli a gambe larghe, nella cesta piazzata sotto la lunga saia variopinta. Non c’erano le scuole medie in paese. E mi toccarono in collegio a Pesaro – diciotto interminabili ore di treno, e una a Roma Termini per il cambio. Lì lessi Verga. Mastro don Gesualdo per obbligo scolastico, I Malavoglia per gusto mio. Me li porto dentro ancora adesso. E un po’ mi guidano la penna, le dita sulla tastiera del computer, meglio. Come me la guida Cent’anni di solitudine, quasi imparato a memoria dieci anni dopo. Ripercorro il lungo tempo trascorso da quel primo libro. Poi mi guardo intorno: qualcosa sta cambiando. In fretta anche. C’è un nuovo rinascimento, un fiorire di talenti, una fucina di iniziative. Chiaro dovesse succedere, è la reazione istintiva di una terra a un passo dal baratro, che vive un disagio senza precedenti. È un risveglio culturale simile a quelli sbocciati ovunque sulla spinta delle tragedie della guerra. Si coglie nell’aria voglia di riscatto. Emergono sentimenti sani, gesti di quotidiana legalità, positività che odorano di civiltà. Ed è molto più che una speranza l’idea che presto la mentalità che sta nascendo saprà annegare la malapianta sotto gli sputi del disprezzo che merita, sconfiggendola per sempre. 67 Libro_verde.indd 67 05/12/12 11.25 Libro_verde.indd 68 05/12/12 11.25 Indice Presentazione di Giuseppe Scopelliti 5 Introduzione di Tullio De Mauro 9 Libro verde sulla lettura in Calabria Premessa di Mario Caligiuri 15 1.Analisi delle infrastrutture e delle iniziative di promozione della lettura in Calabria 24 2.La filiera del libro 32 3. Iniziative e manifestazioni culturali 34 4. Politiche di promozione della lettura in Calabria: linee d’intervento e attività progettuali 36 Riferimenti normativi e bibliografici 47 Contributi La lettura salvata di Carmine Abate51 La lettura siamo noi di Angela Bubba57 Quando migliori erano i miei giorni Io e le mie prime letture di Mimmo Gangemi62 69 Libro_verde.indd 69 05/12/12 11.25 Finito di stampare nel mese di dicembre 2012 da Rubbettino print per conto di Rubbettino Editore Srl 88049 Soveria Mannelli (Catanzaro) www.rubbettinoprint.it Libro_verde.indd 70 05/12/12 11.25 Libro_verde.indd 71 05/12/12 11.25 Libro_verde.indd 72 05/12/12 11.25