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Presentazione
Questo pubblicazione è stata realizzata con il contributo di tutti gli Istituti della Resistenza
del Piemonte ed ha come obiettivo di promuovere una ricerca sull’apporto di quei giovani e
meno giovani del Sud Italia che fecero parte con ruoli e responsabilità diverse del movimento di
Liberazione nella nostra regione. Le celebrazioni per il 150 anniversario dell’Unità d’Italia,
che in Piemonte hanno avuto un’eco particolarmente intensa ed estesa, hanno ridato spinta ad
una riflessione sul complesso rapporto nord sud che ha caratterizzato la storia del nostro paese.
L’insieme di questi approfondimenti ha certamente accresciuto la conoscenza delle vicende del
percorso unitario e la consapevolezza dei problemi, che l’hanno caratterizzato. La mostra
“Fare gli Italiani” ospitata alle OGR di Torino ha rappresentato bene questo percorso, le scelte
compiute, le difficoltà superate e le questioni ancora aperte. La discussione che ha accompagnato
le molte iniziative locali e nazionali ha segnato dei punti significativi di approfondimento, di
conoscenza, in qualche caso anche di polemico confronto, sempre accettabile quando aiuta a
vedere strade e approcci nuovi; meno quando, e qualche caso c’è stato, l’ interpretazione nello
sforzo di affermare sconvolgenti novità, si rivela tanto clamorosa sul piano mediatico quanto
debole sul piano della ricerca.
Va tuttavia segnalato che il passaggio per molti versi epocale del 1943-1945 rispetto alla
tematica unitaria è risultato sfocato, condizionato negli esiti da alcune scelte limitative sia
nelle risorse sia nella progettazione per un’esplicita volontà politica di contenere quegli aspetti
del discorso unitario che avrebbero potuto proiettarsi in avanti verso tempi a noi più vicini.
La nostra regione si è sottratta a questo condizionamento promuovendo a conclusione delle
manifestazioni per l’unità d’Italia il convegno tenutosi a Torino, nella sede del Consiglio
regionale, il 24-25 novembre 2011, Un secondo Risorgimento? La Resistenza nella
ridefinizione dell’identità regionale , di cui recentemente sono usciti gli atti con il titolo
Resistenza e autobiografia della nazione. In linea con queste iniziative e facendo
tesoro delle discussioni sviluppate in quelle sedi si è pensato di provare a riprendere il discorso
sull’apporto del meridione d’Italia a quello che precocemente, e soprattutto le componenti
moderate, avevano definito come il secondo Risorgimento. Non che nel tempo siano mancati
riferimenti, studi, approfondimenti su questo o quell’aspetto della presenza di meridionali
nelle attività della resistenza, né sono mancati i riferimenti a personaggi di primo rilievo sia
per l’attività politica, sia per l’attività militare. Ma uno studio di insieme che faccia percepire
la dimensione del fenomeno e la sua articolazione dentro le formazioni partigiane e dentro la
società piemontese del tempo non è ancora disponibile. Di qui l’idea di questa pubblicazione
che vuole segnalare da un lato alcuni termini della questione, fornire qualche dato e indicazione
di percorso, ricordare qualche personaggio, stimolare qualche curiosità, il tutto nella speranza
di poter dare avvio ad un processo virtuoso che porti a imboccare la strada della ricerca.
Coinvolgendo le risorse degli Istituti piemontesi che sono disponibili, avendo già elaborato alcuni
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fondamentali strumenti di ricerca, e soprattutto cercando la disponibilità di enti locali e istituti
culturali del nostro Meridione con cui provare a superare le difficoltà che ogni impresa di
ricerca comporta. L’obiettivo è dunque mettere in chiaro una pagina importante della nostra
storia. A questo obiettivo si rifanno anche gli elenchi di nomi riportati a fine libretto: si è
voluto dare nome e cognome a tante, tantissime persone che in quella storia si sono ritrovate, che
hanno pagato prezzi elevati a quelle scelte, alcuni, molti, il prezzo più alto possibile. Nei loro
confronti tutti noi abbiamo un enorme debito di riconoscenza, che speriamo sia pure in piccola
parte di poter riconoscere almeno sul piano della memoria.
Roberto Placido
Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte
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