Ordine Francescano Secolare
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“Chiamati, insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
a costruire un mondo più fraterno ed evangelico…” (Regola Ofs, art. 14)
Fraternità Regionale della Campania
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Con Gesù a passo d’uomo…
In Famiglia...
segno di un mondo già rinnovato in Cristo...
Tre parole chiave: permesso, grazie, scusa!
Santuario Maria SS. dei Lattani
Roccamonfina (CE)
22-24 agosto 2014
La chiamata universale
L’uomo è alla ricerca di Dio.
Mediante la creazione Dio chiama ogni essere dal nulla all’esistenza. Coronato «di gloria e di splendore» (Sal
8,6), l’uomo, dopo gli angeli, è capace di riconoscere che il Nome del Signore «è grande… su tutta la terra»
(Sal 8,2). Anche dopo aver perduto la somiglianza con Dio a causa del peccato, l’uomo rimane ad immagine
del suo Creatore. Egli conserva il desiderio di colui che lo chiama all’esistenza. Tutte le religioni testimoniano questa essenziale ricerca da parte degli uomini.
Dio per primo, chiama l’uomo.
Sia che l’uomo dimentichi il suo Creatore oppure si nasconda lontano dal suo Volto, sia che corra dietro ai
propri idoli o accusi la divinità di averlo abbandonato, il Dio vivo e vero chiama incessantemente ogni persona al misterioso incontro della preghiera. Questo passo d’amore del Dio fedele viene sempre per primo
nella preghiera; il passo dell’uomo è sempre una risposta. Man mano che Dio si rivela e rivela l’uomo a se
stesso, la preghiera appare come un appello reciproco, un evento di Alleanza. Attraverso parole e atti, questo evento impegna il cuore. Si svela lungo tutta la storia della salvezza. (CCC 2566 – 2567)
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ANGELUS DI PAPA FRANCESCO NELLA FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH
DOMENICA 29 DICEMBRE 2013
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
In questa prima domenica dopo Natale, la Liturgia ci
invita a celebrare la festa della Santa Famiglia di Nazareth. In effetti, ogni presepio ci mostra Gesù insieme con la Madonna e san Giuseppe, nella grotta di
Betlemme. Dio ha voluto nascere in una famiglia
umana, ha voluto avere una madre e un padre, come
noi.
E oggi il Vangelo ci presenta la santa Famiglia sulla via
dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto. Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la condizione
drammatica dei profughi, segnata da paura, incertezza, disagi (cfr Mt 2,13-15.19-23). Purtroppo, ai nostri giorni, milioni di famiglie possono riconoscersi in questa
triste realtà. Quasi ogni giorno la televisione e i giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie.
In terre lontane, anche quando trovano lavoro, non sempre i profughi e gli immigrati incontrano accoglienza
vera, rispetto, apprezzamento dei valori di cui sono portatori. Le loro legittime aspettative si scontrano con situazioni complesse e difficoltà che sembrano a volte insuperabili. Perciò, mentre fissiamo lo sguardo sulla santa Famiglia di Nazareth nel momento in cui è costretta a farsi profuga, pensiamo al dramma di quei migranti e
rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, che sono vittime della tratta delle persone e del lavoro schiavo. Ma pensiamo anche agli altri “esiliati”: io li chiamerei “esiliati nascosti”, quegli esiliati che possono esserci all’interno delle famiglie stesse: gli anziani, per esempio, che a volte vengono trattati come presenze ingombranti. Molte volte penso che un segno per sapere come va una famiglia è vedere come si trattano in essa i bambini e gli anziani.
Gesù ha voluto appartenere ad una famiglia che ha sperimentato queste difficoltà, perché nessuno si senta
escluso dalla vicinanza amorosa di Dio. La fuga in Egitto a causa delle minacce di Erode ci mostra che Dio è là
dove l’uomo è in pericolo, là dove l’uomo soffre, là dove scappa, dove sperimenta il rifiuto e l’abbandono; ma
Dio è anche là dove l’uomo sogna, spera di tornare in patria nella libertà, progetta e sceglie per la vita e la dignità sua e dei suoi familiari.
Quest’oggi il nostro sguardo sulla santa Famiglia si lascia attirare anche dalla semplicità della vita che essa
conduce a Nazareth. E’ un esempio che fa tanto bene alle nostre famiglie, le aiuta a diventare sempre più comunità di amore e di riconciliazione, in cui si sperimenta la tenerezza, l’aiuto vicendevole, il perdono reciproco. Ricordiamo le tre parole-chiave per vivere in pace e gioia in famiglia: permesso, grazie, scusa. Quando in
una famiglia non si è invadenti e si chiede “permesso”, quando in una famiglia non si è egoisti e si impara a
dire “grazie”, e quando in una famiglia uno si accorge che ha fatto una cosa brutta e sa chiedere “scusa”, in
quella famiglia c’è pace e c’è gioia. Ricordiamo queste tre parole. Ma possiamo ripeterle tutti insieme: permesso, grazie, scusa.
Vorrei anche incoraggiare le famiglie a prendere coscienza dell’importanza che hanno nella Chiesa e nella società. L’annuncio del Vangelo, infatti, passa anzitutto attraverso le famiglie, per poi raggiungere i diversi ambiti della vita quotidiana.
Invochiamo con fervore Maria Santissima, la Madre di Gesù e Madre nostra, e san Giuseppe, suo sposo. Chiediamo a loro di illuminare, di confortare, di guidare ogni famiglia del mondo, perché possa compiere con dignità e serenità la missione che Dio le ha affidato.
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LE SFIDE PASTORALI SULLA FAMIGLIA NEL CONTESTO DELL’EVANGELIZZAZIONE
INSTRUMENTUM LABORIS PER LA III ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI
I PARTE: COMUNICARE IL VANGELO DELLA FAMIGLIA OGGI
Capitolo I: Il disegno di Dio su matrimonio e famiglia
La famiglia alla luce del dato biblico
1. Il libro della Genesi presenta l’uomo e la donna creati ad immagine e somiglianza di Dio; nell’accoglienza reciproca, essi si riconoscono fatti l’uno per l’altro (cf. Gen 1,24-31; 2,4b-25). Attraverso la procreazione, l’uomo
e la donna sono resi collaboratori di Dio nell’accogliere e trasmettere la vita: «Trasmettendo ai loro figli la vita
umana, l’uomo e la donna, come sposi e genitori, cooperano in modo unico all’opera del Creatore» (CCC 372).
La loro responsabilità, inoltre, si estende alla custodia del creato e alla crescita della famiglia umana. Nella
tradizione biblica, la prospettiva della bellezza dell’amore umano, specchio di quello divino, si sviluppa soprattutto nel Cantico dei Cantici e nei profeti.
2. L’annuncio della Chiesa sulla famiglia trova il suo fondamento nella predicazione e nella vita di Gesù, il quale è vissuto e cresciuto nella famiglia di Nazareth, ha partecipato alle nozze di Cana, di cui ha arricchito la festa
con il primo dei suoi “segni” (cf. Gv 2,1-11), presentandosi come lo Sposo che unisce a sé la Sposa (cf. Gv
3,29). Sulla croce, si è consegnato con amore fino alla fine, e nel suo corpo risorto ha stabilito nuovi rapporti
tra gli uomini. Svelando pienamente la divina misericordia, Gesù concede all’uomo e alla donna di ricuperare
quel “principio” secondo cui Dio li ha uniti in una sola carne (cf. Mt 19,4-6), per il quale – con la grazia di Cristo
– essi sono resi capaci di amarsi per sempre e con fedeltà. Pertanto, la misura divina dell’amore coniugale, cui
i coniugi sono chiamati per grazia, ha la sua sorgente nella «bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in
Gesù Cristo morto e risorto» (EG 36), cuore stesso del Vangelo.
3. Gesù, nell’assumere l’amore umano, lo ha anche perfezionato (cf. GS 49), consegnando all’uomo e alla
donna un nuovo modo di amarsi, che ha il suo fondamento nella irrevocabile fedeltà di Dio. In questa luce, la
Lettera agli Efesini ha individuato nell’amore nuziale tra l’uomo e la donna “il grande mistero” che rende presente nel mondo l’amore tra Cristo e la Chiesa (cf. Ef 5,31-32). Essi possiedono il carisma (cf. 1Cor 7,7) di edificare la Chiesa con il loro amore sponsale e con il compito della procreazione ed educazione dei figli. Legati da
un vincolo sacramentale indissolubile, gli sposi vivono la bellezza dell’amore, della paternità, della maternità e
della dignità di partecipare così all’opera creatrice di Dio.
La famiglia nei documenti della Chiesa
4. Nel corso dei secoli, la Chiesa non ha fatto mancare il suo costante insegnamento sul matrimonio e la famiglia. Una delle espressioni più alte di questo Magistero è stata proposta dal Concilio Ecumenico Vaticano II,
nella Costituzione pastorale Gaudium et Spes, che dedica un intero capitolo alla promozione della dignità del
matrimonio e della famiglia (cf. GS 47-52). Esso ha definito il matrimonio come comunità di vita e di amore (cf.
GS 48), mettendo l’amore al centro della famiglia, mostrando, allo stesso tempo, la verità di questo amore davanti alle diverse forme di riduzionismo presenti nella cultura contemporanea. Il «vero amore tra marito e
moglie» (GS 49) implica la mutua donazione di sé, include e integra la dimensione sessuale e l’affettività, corrispondendo al disegno divino (cf. GS 48-49). Inoltre, Gaudium et Spes 48 sottolinea il radicamento in Cristo
degli sposi: Cristo Signore «viene incontro ai coniugi cristiani nel sacramento del matrimonio», e con loro rimane. Nell’incarnazione, Egli assume l’amore umano, lo purifica, lo porta a pienezza, e dona agli sposi, con il
suo Spirito, la capacità di viverlo, pervadendo tutta la loro vita di fede, speranza e carità. In questo modo gli
sposi sono come consacrati e, mediante una grazia propria, edificano il Corpo di Cristo e costituiscono una
Chiesa domestica (cf. LG 11), così che la Chiesa, per comprendere pienamente il suo mistero, guarda alla famiglia cristiana, che lo manifesta in modo genuino.
5. Sulla scia del Concilio Vaticano II, il Magistero pontificio ha approfondito la dottrina sul matrimonio e sulla
famiglia. In particolare, Paolo VI, con la Enciclica Humanae Vitae, ha messo in luce l’intimo legame tra amore
coniugale e generazione della vita. San Giovanni Paolo II ha dedicato alla famiglia una particolare attenzione
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attraverso le sue catechesi sull’amore umano, la Lettera alle famiglie (Gratissimam Sane) e soprattutto con
l’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio. In tali documenti, il Pontefice ha definito la famiglia “via della
Chiesa”; ha offerto una visione d’insieme sulla vocazione all’amore dell’uomo e della donna; ha proposto le
linee fondamentali per la pastorale della famiglia e per la presenza della famiglia nella società. In particolare,
trattando della carità coniugale (cf. FC 13), ha descritto il modo in cui i coniugi, nel loro mutuo amore, ricevono il dono dello Spirito di Cristo e vivono la loro chiamata alla santità.
6. Benedetto XVI, nell’Enciclica Deus Caritas Est, ha ripreso il tema della verità dell’amore tra uomo e donna,
che s’illumina pienamente solo alla luce dell’amore di Cristo crocifisso (cf. DCE 2). Egli ribadisce come: «Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell’amore umano» (DCE 11). Inoltre, nella Enciclica Caritas in
Veritate, evidenzia l’importanza dell’amore come principio di vita nella società (cf. CV 44), luogo in cui
s’impara l’esperienza del bene comune.
7. Papa Francesco, nell’Enciclica Lumen Fidei affrontando il legame tra la famiglia e la fede, scrive: «L’incontro
con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte dell’esistenza, le dona una speranza
solida che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa
scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità» (LF 53).
PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA
Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore dell’amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.
Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo
e piccole Chiese domestiche.
Santa Famiglia di Nazareth,
mai più nelle famiglie si faccia esperienza
di violenza, chiusura e divisione:
chiunque è stato ferito o scandalizzato
conosca presto consolazione e guarigione.
Santa Famiglia di Nazareth,
il prossimo Sinodo dei Vescovi
possa ridestare in tutti la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel progetto di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.
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LA FAMIGLIA NELLA NOSTRA FORMA DI VITA: RIFERIMENTI NORMATIVI
• Dalla Regola dell’Ordine Francescano Secolare
Art. 17
Nella loro famiglia vivano lo spirito francescano di pace, fedeltà e rispetto della vita, sforzandosi di farne il
segno di un mondo già rinnovato in Cristo [Regola Leone XIII 11, 8]. I coniugati in particolare, vivendo le
grazie del matrimonio, testimonino nel mondo l’amore di Cristo per la sua Chiesa. Con una educazione cristiana semplice ed aperta, attenti alla vocazione di ciascuno, camminino gioiosamente con i propri figli nel
loro itinerario umano e spirituale [Lumen Gentium 41, 5; Apostolicam Actuositatem 30, 2.3].
• Dalle Costituzioni Generali dell’Ordine Francescano Secolare
Nella famiglia
Art. 24
1. Reg. 17 I francescani secolari considerino la propria famiglia come l'ambito prioritario nel quale vivere il
loro impegno cristiano e la vocazione francescana ed in essa diano spazio alla preghiera, alla Parola di
Dio e alla catechesi cristiana, adoperandosi per il rispetto di ogni vita dal suo concepimento e in ogni situazione, fino alla morte.
I coniugati trovano nella Regola OFS un valido aiuto nel proprio cammino di vita cristiana, consapevoli
che, nel sacramento del Matrimonio, il loro amore partecipa dell'amore che Cristo ha per la sua Chiesa.
L'amore degli sposi e l'affermazione del valore della fedeltà sono una profonda testimonianza per la
propria famiglia, per la Chiesa e per il mondo.
2. Nella Fraternità:
-- sia tema di dialogo e di comunicazione di esperienze la spiritualità familiare e coniugale e l'impostazione cristiana dei problemi familiari;
-- si condividano i momenti importanti della vita familiare dei confratelli e si abbia fraterna attenzione a
coloro - celibi o nubili, vedovi, genitori soli, separati, divorziati -- che vivono in situazioni e condizioni difficili;
-- Reg. 19 si creino condizioni per il dialogo intergenerazionale;
-- si favorisca la formazione di gruppi di sposi e di gruppi familiari.
3. I fratelli collaborino agli sforzi che si fanno nella Chiesa e nella società per affermare il valore della fedeltà e il rispetto alla vita e per dare risposta ai problemi sociali della famiglia.
Art. 25
Convinti della necessità di educare «i fanciulli in modo che aprano il loro animo alla comunità... e acquistino la coscienza di essere membri vivi e attivi del Popolo di Dio » [22] e del fascino che Francesco può esercitare su di loro, si favorisca la formazione di gruppi di fanciulli i quali, con l'aiuto di una pedagogia e di una
organizzazione adatta alla loro età, siano iniziati alla conoscenza e all'amore della vita francescana. Gli Statuti nazionali daranno opportuni orientamenti per l'organizzazione di questi gruppi e per il loro rapporto
con la Fraternità e con i gruppi giovanili francescani.
• Dallo Statuto dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia
Art. 36 - Situazioni particolari di vita coniugale
1. Il Consiglio deve dedicare maggiore e più delicata attenzione ai fratelli Professi che si trovino a vivere
uno status particolare, offrendo loro un fraterno aiuto attraverso l’ascolto, il dialogo ed un accompagnamento formativo specifico. La Fraternità curerà che i fratelli separati o divorziati in posizione irregolare partecipino alla vita della stessa, pur non potendo prendere parte ai Sacramenti.
2. I fratelli in situazione di irregolarità accertata, decadono dalla Professione con le modalità previste
dall’art. 14.2 del presente Statuto.
3. Gli Iniziandi e gli Ammessi che si trovano a vivere situazioni di irregolarità non possono celebrare
l’Ammissione i primi, la Professione i secondi.
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LA VITA DI FAMIGLIA NELLA VOCAZIONE FRANCESCANA
DAL SITO INTERNET DELL'OFS DELLA PARROCCHIA SANT’ANTONIO DI PESCARA (http://digilander.iol.it/ofs_sa_pe)
Dalla Lettera agli Efesini (Ef 5,21-33)
Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è
capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le
mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla
santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se
stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con
la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla
Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.
Dalla Leggenda maggiore di San Bonaventura (FF 1073)
Moltissimi, infiammati dalla sua predicazione, si vincolavano alle nuove leggi della penitenza, secondo la forma indicata dall'uomo di Dio. Il servo di Cristo stabilì che la loro forma di vita si denominasse Ordine dei Fratelli della Penitenza.
Questo nuovo Ordine ammetteva tutti chierici e laici vergini e coniugi dell'uno e dell'altro sesso, perché la via
della penitenza è comune per tutti quelli che vogliono tendere al cielo.
E i miracoli compiuti da alcuni dei suoi seguaci sono lì a mostrarci quanto Dio lo consideri degno di merito .
Analisi del testo - Note di riflessione:
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1. Vivano lo spirito francescano: l'art.17 rileva in particolare per alcuni aspetti fondamentali su cui può fondarsi la nostra riflessione:
• la pace;
• la fedeltà;
• rispetto della vita.
La pace: assume un significato diverso qualora la si collochi all'interno della famiglia. I francescani secolari
devono evitare i casi estremi di separazione fra i coniugi, le tensioni che allontanano da casa i figli o genitori, l'odio fra fratelli. Ma l'assenza di queste situazioni dolorose non è ancora pace. Cosa fare? La Bibbia dice
che la pace è il bene maggiore, è la somma di tutti i beni, dove il cuore e lo spirito si riprendono dalle lotte
e dalle frustrazioni. Va costruita continuamente e da tutti i membri della famiglia con la preghiera, il silenzio, la parola, il perdono e la comprensione, la condivisione di gioie e di pene. Le tensioni, i momenti difficili
assunti con amore irrobustiscono i fondamenti della pace. Promuovere la pace in famiglia e nelle altre famiglie anche quella francescana è un apostolato doveroso per un terziario.
La fedeltà: è tenere fede alla parola data ed all'impegno assunto in forza di un amore unico, di una comunione di vita. Ha la sua sorgente nella fedeltà del Dio dell'Alleanza. In una società in cui ci sono delle persone che neppure capiscono questo valore e caldeggiano altre forme d'unioni che definiscono libere, i cristiani devono testimoniare un mondo rinnovato in Cristo mediante la fedeltà ed il rispetto della personalità di
ciascuno.
Il rispetto della vita: la famiglia è il santuario in cui la vita è amata con rispetto sacro fin dall'inizio ed in tutte le circostanze (malattia, vecchiaia, prima infanzia, ecc.) sempre. Senza questa fede e amore diventa molto difficile difendere il rispetto della vita unicamente con leggi o disposizioni sociali. Sposarsi è una vocazio-
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ne a vivere in comunione ed a comunicare la vita. L'espressione fecondità responsabile non sta nei documenti della Chiesa per indicare un metodo per evitare i figli ma anche per ricordare una formazione seria
ed un impegno affinché i figli siano veramente frutto dell'amore visto come compartecipazione alla paternità di Dio.
Segno di un mondo nuovo: il primo segno fatto da Gesù fu di cambiare l'acqua in vino. la regola invita a fare della famiglia il primo segno di un mondo rinnovato in Cristo. Tutti i valori umani propri della vita coniugale possono meritare quella qualifica di segno: il dialogo, la comprensione reciproca, la fedeltà, la condivisione di gioie e di pene ed innanzitutto l'amore.
I coniugati testimonino nel mondo l'amore di Cristo per la Chiesa: la Lumen Gentium nel commentare la
lettera agli Efesini (ef.5,32) dice: "i coniugi cristiani, in virtù del sacramento del matrimonio si aiutino a vicenda per raggiungere la santità...". Il sacramento, quindi, eleva l'amore reciproco all'amore di Cristo per la
Chiesa ed attraverso il matrimonio i coniugi si uniscono a Dio. Ciascuno dei coniugi è per l'altro ministro
della Grazia sacramentale questo rapporto rimane finché restano uniti nel matrimonio. Tra le grazie del sacramento del matrimonio Dio ci dona l'aiuto che gli sposi possono offrirsi vicendevolmente tra le difficoltà
e le croci della vita. La testimonianza al mondo degli sposi passa attraverso l'educazione cristiana dei figli.
Con una educazione semplice e aperta: l'apertura e la semplicità non si oppongono alla prudenza. L'educazione aperta è contraria alla mentalità del ghetto, alla chiusura per il futuro o nei riguardi delle nuove forme di lavoro e di vita sociale a cui generalmente i giovani sono più sensibili. L'apertura può anche tradursi
in dialogo, fiducia e spirito di servizio.
Attenti alla vocazione di ciascuno: I genitori possono essere mediatori fra il vangelo e le chiamate del Mondo traducendole in modo corretto. Essi però sono consapevoli che non possono imporre una scelta ma devono aiutare le scelte vocazionali dei figli. LA FORMAZIONE DELLA PERSONALITA' NEL PIANO NATURALE E
SOPRANNATURALE richiede scelte libere.
Camminino con i propri figli: l'espressione camminare suggerisce tante cose: la marcia verso una meta,
l'entusiasmo e la fiducia dei camminanti, le sorprese inattese lungo il cammino, i rischi e qualche volta gli
incidenti. Camminare da francescano vuol dire anche il distacco, libertà, capacità di reagire contro la tentazione e lo scoraggiamento e "cominciare di nuovo". Vedi i consigli di Francesco ai frati che vanno per il
mondo (FF 85)
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DAL PROGRAMMA DI FORMAZIONE PERMANENTE DEL CIOFS PER IL 2014
TEMA III: SAN LUDOVICO E IL MATRIMONIO
“Dio, Francia, Margherita” (Motto stampato sulla fede nuziale di San Ludovico).
“Se talvolta spendo molto denaro, preferisco spenderlo facendo elemosine per amore di
Dio piuttosto che per miei capricci o per cose mondane” (San Ludovico a sua moglie
Margherita).
ASPETTO STORICO: “LA VITA CONIUGALE VISSUTA NELLA FEDE”
Gli sposi, tramite il loro consenso reciproco sono i ministri del sacramento del matrimonio.
All’epoca di San Ludovico, gli uomini, e soprattutto le donne, si sposavano molto più giovani di oggi. Il matrimonio era generalmente la conseguenza di un accordo tra le famiglie dei futuri sposi.
Quando si sposarono, San Ludovico aveva vent’anni e Margherita di Provenza solo tredici. Non si erano mai
incontrati prima, ma ben presto si innamorarono profondamente l’uno dell’altro. Essi attenderanno sei anni la
nascita del primo dei loro undici figli e conosceranno il dolore di perderne molti. Ludovico poi amava molto
Bianca di Castiglia, sua madre, e ha dovuto combattere tra l’attaccamento alla madre e il suo amore per Margherita ma, nel rispetto di sua madre, ha definitivamente scelto l’amore per sua moglie.
Anche nella sua vita pubblica Ludovico ha sempre voluto con sé sua moglie Margherita e, fatto senza precedenti, l’ha portata con sé quando ha partecipato alla sua prima Crociata. Margherita, spesso senza capire il
suo sposo, ne ha accettato il fervore religioso che, con il passare del tempo diveniva sempre più forte ed esigente. Ludovico si è reso conto che chiedeva troppo a sua moglie e si è sempre preoccupato di rendere sicuro
il suo futuro.
ASPETTO PASTORALE: “SCEGLIERSI, RI-SCEGLIERSI "
Ludovico IX e Margherita di Provenza non si erano scelti, ma si sono accolti con fiducia e si sono amati.
Nell’amore c’è sempre un aspetto decisionale; ed è proprio perché Ludovico e Margherita hanno deciso di
amarsi che essi sono per noi dei modelli. Con il loro esempio, essi ci propongono la domanda: “Ed Io, ogni
giorno, decido di ri-dire “si” al mio coniuge?”
Con il passare degli anni, in ogni coppia, i due sposi cambiano, ed il matrimonio esige che ciascuno accetti
l’altro non soltanto com’è, ma come diventa. Più passano gli anni e più si scopre che il proprio coniuge è diverso. Dato che gli sposi hanno scelto di avanzare insieme, questo fa sì che ciascuno sia obbligato ad adeguarsi a
questi cambiamenti, a convertirsi.
San Ludovico era un uomo molto pio. Nella vita di una coppia cristiana la preghiera è fondamentale perché
tramite la preghiera gli sposi mettono Dio al centro del loro amore e della loro vita coniugale. La preghiera
personale e la preghiera coniugale si completano e la prima è di nutrimento alla seconda.
Ludovico ha proposto a Margherita di iniziare la loro vita coniugale con tre giorni di continenza. In determinati
momenti, anche nella nostra vita sessuale è opportuno attuare periodi di continenza, onde evitare di trattare
l’altro come un oggetto, e accoglierlo così come soggetto. E’ anche importante che il dialogo tra gli sposi sia
intenso e continuo, così come hanno fatto Ludovico e Margherita. In una famiglia è fondamentale sapersi parlare, sapersi perdonare e questo lo si impara attraverso un dialogo quotidiano.
Rileggiamo adesso nella nostra Regola n. 17 e n. 19; e nelle nostri CCGG art. 24
DA SAN LUDOVICO AD OGGI…
Momento di condivisione: ecco alcune domande, per favorire lo scambio.
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Vita relazionale
Per noi cristiani, che cosa mantiene vivo l’amore tra i coniugi? Che cosa permette
loro di affrontare gli anni che passano e di rinnovarsi? Che cosa permette a ciascuno di accogliere il coniuge come lui, lei, cambia e diventa, senza averlo scelto?
Vita spirituale
Quali soni i luoghi e i contesti dove noi, coniugi cristiani troviamo le risorse di coppia di fronte a Dio? Come fare per ritornare alla sorgente del sacramento del nostro matrimonio?
Nella nostra vita coniugale che posto ha la preghiera? Ci è facile pregare insieme? Siamo sempre sulla stessa
“lunghezza d’onda” spirituale?
Se in questi giorni ci prendessimo il tempo di rileggere l’elenco dei propositi che ci eravamo scambiati durante
la preparazione al matrimonio, come potremo rinnovarlo oggi?
Accoglienza
Si sa, i coniugi, talvolta, hanno delle difficoltà. Che cosa facciamo nella nostra famiglia, nelle nostre comunità,
per coloro che vivono, o hanno vissuto, difficoltà coniugali oppure separazioni? Che sostegno offriamo loro?
Trasmissione
L’impegno nel matrimonio cristiano oggi non è evidente. La promessa di fedeltà per tutta la vita impressiona e
può fare paura. Come posso, nonostante queste esigenze, testimoniare la bellezza del sacramento del matrimonio? Se dovessi parlarne con dei fidanzati, quali parole sceglierei?
VIVERE IL CONCILIO VATICANO II
Santità del matrimonio e della famiglia
“Cristo Signore ha effuso l'abbondanza delle sue benedizioni su questo
amore dai molteplici aspetti, sgorgato dalla fonte della divina carità e
strutturato sul modello della sua unione con la Chiesa. Infatti, come un
tempo Dio ha preso l'iniziativa di un'alleanza di amore e fedeltà con il
suo popolo cosi ora il Salvatore degli uomini e sposo della Chiesa (Mt 9,
15) viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Inoltre rimane con loro perché, come egli stesso ha amato la
Chiesa e si è dato per essa (Ef. 5, 25) così anche i coniugi possano amarsi
l'un l'altro fedelmente, per sempre, con mutua dedizione. L'autentico
amore coniugale è assunto nell'amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dalla
azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi in maniera efficace siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della sublime missione di padre e madre. Per questo motivo i coniugi cristiani sono fortificati e quasi consacrati da uno speciale sacramento per i doveri e la dignità del loro stato. Ed essi, compiendo
con la forza di tale sacramento il loro dovere coniugale e familiare, penetrati dello spirito di Cristo, per mezzo
del quale tutta la loro vita è pervasa di fede, speranza e carità, tendono a raggiungere sempre più la propria
perfezione e la mutua santificazione, ed assieme rendono gloria a Dio” (Gaudium et Spes. La Chiesa nel mondo
contemporaneo § 48.2).
VIVERE IL VANGELO (Mt 7, 21. 24-29)
Edificare sulla roccia
“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa
la volontà del Padre mio che è nei cieli […]
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo
saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché
era fondata sopra la roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo
stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande.
Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava
loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi”.
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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO D’ASSISI
Saluto alla Vergine (FF 259-260)
Ti saluto, Signora santa, regina santissima, Madre di Dio, Maria, che sempre sei Vergine, eletta dal santissimo
Padre celeste e da Lui, col santissimo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito, consacrata. Tu in cui fu ed è
ogni pienezza di grazia e ogni bene. Ti saluto, suo palazzo. Ti saluto, sua tenda. Ti saluto, sua casa. Ti saluto,
suo vestimento. Ti saluto, sua ancella. Ti saluto, sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e lume dello Spirito Santo siete infuse nei cuori dei fedeli affinché
le rendiate, da infedeli, fedeli a Dio.
Lodi a Dio Altissimo (FF 261)
Tu sei santo, Signore Iddio unico, che fai cose stupende.(Sal 76,15) Tu sei forte. Tu sei grande. Tu sei
l’Altissimo. Tu sei il Re onnipotente. Tu sei il Padre santo, Re del cielo e della terra. Tu sei trino e uno, Signore
Iddio degli dèi. Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene, Signore Iddio vivo e vero. Tu sei amore, carità. Tu
sei sapienza. Tu sei umiltà. Tu sei pazienza. Tu sei bellezza. Tu sei sicurezza. Tu sei la pace. Tu sei gaudio e letizia. Tu sei la nostra speranza. Tu sei giustizia. Tu sei temperanza. Tu sei ogni nostra ricchezza. Tu sei bellezza.
Tu sei mitezza. Tu sei il protettore. Tu sei il custode e il difensore nostro. Tu sei fortezza. Tu sei rifugio. Tu sei la
nostra speranza. Tu sei la nostra fede. Tu sei la nostra carità. Tu sei tutta la nostra dolcezza. Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
Lodi per ogni Ora (FF 264-265)
Santo , santo, santo il Signore Iddio onnipotente, che è, che era e che verrà (Ap 4,8). Lodiamolo ed esaltiamolo
in eterno (Cfr Dn 3,57ss). Degno è il Signore Dio nostro di ricevere la lode, la gloria e l’onore e la benedizione
(Ap 4,11). Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno. Degno è l’Agnello, che è stato ucciso, di ricevere la potenza e la
divinità e la sapienza e la fortezza e l’onore e la gloria e la benedizione (Ap 5,12). Lodiamolo ed esaltiamolo in
eterno. Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo. Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno. Benedite il Signore, opere tutte del Signore (Dn 3,57). Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno. Date lode a Dio, voi tutti suoi
servi, e voi che temete Iddio, piccoli e grandi (Ap 19,5). Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno. Lodino Lui glorioso i cieli e la terra e ogni creatura che è nel cielo e sulla terra, il mare e le creature che sono in esso (Ap 5,13).
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Lodiamolo ed esaltiamolo in
eterno. Come era nel principio e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Orazione:
Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio, che sei il sommo bene, tutto il bene, ogni bene, che solo
sei buono, fa che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione, e tutti i
beni. Fiat. Fiat. Amen.
Preghiera davanti al Crocifisso (FF 276)
O alto e glorioso Dio, illumina el core mio. Dame fede diricta, speranza certa, carità perfecta, humiltà profonda, senno e cognoscemento che io servi li toi comandamenti. Amen.
Preghiera dell'"Absorbeat" (FF 277)
Rapisca, ti prego, o Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto
il cielo, perché io muoia per amore dell’amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell’amore mio.
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I MIEI APPUNTI
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PROGRAMMA
Venerdì 22 agosto 2014
Ore 16.00
Ore 17.00
Ore 18.00
Ore 19.00
Ore 20.00
Ore 21.15
Ore 22.30
Ore 12.00
Ore 12.30
Ore 16.00
Ore 17.30
Ore 18.00
Ore 19.00
Ore 20.00
Ore 21.15
Ore 22.30
Accoglienza e sistemazione
Preghiera iniziale e presentazione
dell'esperienza
Santa Messa
Vespri e meditazione - Parola chiave:
Permesso
Cena
Fraternità
Compieta
Domenica 24 agosto 2014
Sabato 23 agosto 2014
Ore 8.15
Ore 8.45
Ore 9.30
Ore 11.00
Angelus
Pranzo
Meditazione - Parola chiave: Scusa
Recita del SS. Rosario
Celebrazione Eucaristica
Vespri
Cena
Fraternità
Compieta
Ore 8.15
Ore 8.45
Ore 9.30
Lodi
Colazione
Meditazione - Parola chiave: Grazie
Esposizione SS. Sacramento
Ore 11.00
Ore 13.00
Lodi
Colazione
San Ludovico e il matrimonio: conclusioni e revisioni
Celebrazione Eucaristica
Pranzo e partenze
INDICE
12
Pagina 1
COPERTINA E INTRODUZIONE
Pagina 2
ANGELUS DI PAPA FRANCESCO NELLA FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH - 29 DICEMBRE 2013
Pagina 3
DA “LE SFIDE PASTORALI SULLA FAMIGLIA NEL CONTESTO DELL’EVANGELIZZAZIONE”
INSTRUMENTUM LABORIS PER LA III ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI
Pagina 4
PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA
Pagina 5
LA FAMIGLIA NELLA NOSTRA FORMA DI VITA: RIFERIMENTI NORMATIVI
Pagina 6
LA VITA DI FAMIGLIA NELLA VOCAZIONE FRANCESCANA
Pagina 8
DAL PROGRAMMA DI FORMAZIONE PERMANENTE DEL CIOFS PER IL 2014
Tema III: San Ludovico e il matrimonio
Pagina 10
PREGHIERE DI SAN FRANCESCO D’ASSISI
Pagina 11
I MIEI APPUNTI
Pagina 12
PROGRAMMA E INDICE
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LIBRETTO RITIRO OFS AGOSTO 2014