FILARMONICA
A RT U R O TO S C A N I N I
N U OV E AT M O S F E R E
Decima Edizione
Dal 14 novembre 2015 al 29 maggio 2016
Auditorium Paganini di Parma
Sabato 14 novembre 2015 ore 20.30
Martedì 17 novembre 2015 ore 20.30
FILARMONICA
ARTURO TOSCANINI
STANISLAV KOCHANOVSKY
Direttore
MIKHAIL PLETNEV
Pianoforte
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People and ideas
in healthcare
Comune di Parma
Provincia di Parma
www.chiesi.com
Partner Principale della Fondazione Arturo Toscanini
Sponsor ufficiale
Amici
Sponsor tecnici
Partner Istituzionale della Filarmonica Arturo Toscanini
Programma
Aleksandr Skrjabin
(Mosca, 6 gennaio 1872 - Mosca, 27 aprile 1915)
Omaggio in occasione del centesimo anniversario della morte
Concerto per pianoforte e orchestra in fa diesis minore, op. 20 (28’)
Allegro - Andante - Allegro moderato
Igor Stravinskij
(Lomonosov, 17 giugno 1882 - New York, 6 aprile1971)
Scherzo fantastique, op. 3 (12’)
Con moto - Moderato assai - Più Mosso - Vivo
Igor Stravinskij
L’Oiseau de feu Suite da concerto (23’)
(versione 1919)
Introduction - L’Oiseau de feu et sa danse - Variation de l’Oiseau de feu
Rondes des Princesses
Danse infernale de roi Kachtcheï
Berceuse
Final
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© Cristian Grossi
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Fresco di studi al Conservatorio di Mosca e avviato a una brillante carriera internazionale di pianista-compositore, fra il 1896 e il 1897 il venticinquenne Skrjabin si cimenta
per la prima volta nel genere del concerto per pianoforte e orchestra, con alle spalle
una già ricca produzione per pianoforte solo. Chopin e Liszt sono gli inconfondibili
punti di riferimento di questo primo periodo creativo, dove i tratti del suo stile personale sono ancora in incubazione. Il Concerto in fa diesis minore si attiene infatti alla consueta articolazione in tre movimenti e a una scrittura di conio tradizionale, sebbene in
molti passi si trovi una chiara definizione del peculiare pianismo skrjabiniano, ovvero di
quella tecnica del suono che, radicalizzando le intuizioni chopiniane, predilige i timbri
carezzosi, insinuanti e di aerea lievità. Le testimonianze sullo stile esecutivo di Skrjabin
concordano sull’uso di un rubato molto libero e personale, sulla leggerezza del tocco
e sulla ricchezza di sfumature nei piano. La grazia, la sobrietà e lo charme sono quindi i
tratti distintivi di questo Concerto, tanto più evidenti se si pensa al pianismo scultoreo
e magniloquente di Rachmaninov, coetaneo di Skrjabin e suo compagno di studi in
Conservatorio.
Di dieci anni più giovane, fra il 1903 e il 1907 Stravinskij compie il suo apprendistato sotto la guida di Rimskij-Korsakov, che lo inizia ai segreti della tecnica musicale e
dell’orchestrazione. È infatti sulla scia del venerato maestro, della sua scintillante strumentazione e della sua Russia fiabesca che si pongono le prime affermazioni dell’allievo. Fra il 1907 e il 1908 questi riversa l’acquisita padronanza dell’orchestra nel brillante
Scherzo fantastique op. 3, ispirato alla Vita delle api di Maeterlink e considerato, con i
coevi e ancor più scoppiettanti Feu d’artifice op. 4, il suo primo raggiungimento significativo. Rimskij-Korsakov fa in tempo a visionare e ad apprezzare il manoscritto, ma la
morte gli impedisce di essere presente a San Pietroburgo quando, il 6 febbraio 1909, i
due lavori vengono eseguiti sotto la direzione di Aleksandr Siloti, in una serata decisiva
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per la carriera di Stravinskij: fra il pubblico siede infatti Sergej Djagilev, il geniale impresario dei Ballets Russes che subito intuisce le qualità del giovane compositore. Ha così
inizio quella fortunatissima collaborazione che segnerà un capitolo fondamentale della
storia musicale e coreutica del Novecento.
L’Oiseau de feu, rappresentato all’Opéra di Parigi il 25 giugno 1910 con la coreografia
di Michail Fokin, dà il via alla straordinaria avventura e consacra la celebrità internazionale del compositore. Delle tre differenti Suite ch’egli ne trarrà in seguito (1911, 1919
e 1945), la seconda è la più comunemente eseguita.
Basato sull’antica leggenda russa del principe Ivan che con l’aiuto del magico essere
alato trionfa sul malvagio Katschei, ne distrugge gli incantesimi e conquista l’amore
di una delle principesse tenute prigionere, il balletto si colloca nell’alveo del colorismo smagliante di Rimskij-Korsakov. A differenza di Skrjabin, che rifiuta ogni ricorso al
folklorismo, Stravinskij trae alcuni elementi tematici, come il «Chorovod» delle Principesse e il grandioso inno conclusivo, dalle Cento canzoni popolari raccolte da Rimskij
nel 1876; e agli orientalismi dell’autore di Shéhérazade si rifà nell’ammaliante «Berceuse» e in altre pagine della partitura. Di derivazione rimskiana è inoltre la concezione
fondamentale dell’opera, ovvero la contrapposizione fra mondo “malefico” e mondo
“luminoso” musicalmente risolta nel contrasto fra cromatismo e diatonismo. La personalità di Stravinskij emerge però in modo dirompente nella «Danza infernale di Katschei», nei cui scatenamenti ritmici e timbrici c’è già in nuce quella violenza barbarica
che tre anni dopo, col Sacre du Printemps, si sarebbe abbattuta come un cataclisma
sullo sbigottito pubblico parigino della Belle époque.
Pietro Misuraca
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Intorno al Concerto
Il 6 febbraio 1909 a Pietroburgo, in occasione della prima esecuzione dello Scherzo
fantastique, scritto precedentemente, Stravinskji ebbe modo di conoscere l’impresario
Djagilev, che stava allora ponendo i preliminari per una stagione di balletti russi da tenersi a Parigi nell’estate dello stesso anno. Djagilev fu impressionato così favorevolmente
dal talento di Stravinskij, che lo invitò ad unirsi alla ristretta cerchia dei suoi collaboratori
artistico; il sodalizio funzionò cosi bene che Djagilev commissionò a Stravinskij L’oiseau
de feu.
…
Nella Poetica musicale, Stravinskij, ammirato dallo stile e dal genio di Aleksandr Skrjabin si
pone una domanda la cui risposta condizionerà gran parte del lavoro del maestro russo:
«Dopo tutto, è possibile collegare un musicista come Skrjabin a qualsivoglia tradizione?
Da dove proviene? Chi sono i suoi predecessori?»
….
Nel 1903 Skrjabin elaborò un’opera multisensoriale , Mysterium, che avrebbe dovuto
fondere tutte le seduzioni dei sensi (suoni, danze, luci e profumi) per creare una grandiosa sintesi religiosa di tutte le arti, proclamando la nascita di un nuovo mondo. L’esecuzione era prevista sull’Himalaya ma a causa della morte dell’artista non fu eseguita.
Citazioni d’autore
Il preludio di Scriàbine è di colore cupo, violaceo, simile a una stoffa marezzata che si divincoli
al vento della sera. Mi ricorda il velo funebre che candeggiava nel mio occhio perduto e che
non mi lasciava vedere nello specchio se non la sommità pallida della fronte calva.
Le ore passano. La musica è come il sogno del silenzio.
Gabriele D’Annunzio (da “Notturno”)
Se, come quasi sempre accade, la musica sembra esprimere qualcosa, questa è soltanto
un’illusione. Igor Stravinskji (da “Cronache della mia vita”)
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MIKHAIL PLETNEV
Nato nel 1957 ad Archangelsk in Russia, già dalla prima infanzia ha dimostrato di essere
in possesso di uno straordinario talento. All’età di tredici anni ha iniziato a studiare al
Conservatorio di Mosca città dove, nel 1978 ha vinto la Medaglia d’Oro al Concorso
Internazionale “ aikovskij”. Da allora ha cominciato a esibirsi come solista e a collaborare con le più prestigiose orchestre internazionali e i più importanti direttori d’orchestra. Nel 1989, grazie all’appoggio dell’allora presidente sovietico Mikhail Gorbachov, ha
ottenuto l’autorizzazione a fondare la prima orchestra russa a finanziamento privato, la
Russian National Orchestra (RNO), che oggi è considerata una delle migliori orchestre
del mondo. La RNO sotto la guida di Mikhail Pletnev o di prestigiosi direttori ospiti, da
diversi anni è protagonista di numerose tournée in Europa, America e Asia; nel 1996, ad
esempio, si è esibita in occasione del concerto d’apertura dei Giochi Olimpici di Atlanta.
Dal 1993 Pletnev è legato all’etichetta discografica Deutsche Grammophon; le sue registrazioni si sono aggiudicate numerosi premi tra cui i prestigiosi Grammy Award; tra le
altre il doppio CD Pletnev - live at Carnegie Hall, ha ottenuto un successo straordinario.
Mikhail Pletnev ha ottenuto notevole apprezzamento a livello internazionale anche per
le sue composizioni: nel 1998, il suo Concerto per Viola è stato eseguito in prima esecuzione mondiale con Yuri Bashmet come solista, raccogliendo entusiastici consensi. Le
sue trascrizioni per pianoforte delle Suite da Lo Schiaccianoci e La bella addormentata
di aikovskij sono considerate un’opera di maestria tecnica. Di recente un giornalista ha
scritto di lui: “Una conversazione con Mikhail Pletnev rispecchia il suo modo di suonare. Se
ne sta lì, zitto, e ascolta. Sembra annoiato dalle solite domande, lui preferisce improvvisare.
Se qualcosa non gli piace, è capace di alzarsi e andarsene. Ma se trova qualcosa che gli
interessa, comincia a parlare senza sosta, come un fiume in piena, con tonalità costante, ma
ricca di musica. Pletnev non parla mai di cose mediocri, è interessato soltanto all’eccellenza”.
Nel 1996 e nel 2002 ha ricevuto in Russia il ‘Premio di Stato’, mentre nel 2007 gli è
stato conferito il ‘Premio Presidenziale’ per il suo contributo alla vita artistica della patria.
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STANISLAV KOCHANOVSKY
Nasce e studia a San Pietroburgo dove si è subito messo in evidenza per il suo
inusuale talento diplomandosi precocemente in organo, composizione e direzione.
Segnalato da direttori quali Mikhail Jurowsky, Yuri Simonov e Eric Klas, al suo debutto sul podio è stato subito salutato dalla stampa come uno delle promesse più
interessanti della nuova scena musicale russa. Tra il 2010 e il 2015 è stato Direttore Principale dell’Orchestra Filarmonica di Kislovodsk (città della Russia europea,
situata alle pendici del Caucaso, che ha dato i natali allo scrittore Aleksandr Solženicyn). Contemporaneamente, ha avviato un’intensa collaborazione con il Mikhailovsky Theatre di San Pietroburgo dove, fino ad oggi, ha diretto oltre trenta titoli tra
melodramma e balletto. Come direttore ospite, Kochanovsky ha bruciato le tappe
debuttando in tutte le più importanti orchestre e teatri del suo paese: tra questi
ricordiamo l’Orchestra del Mariinsky, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo,
l’Orchestra Sinfonica Svetlanov, l’Orchestra Filarmonica di Mosca, l’Orchestra Filarmonica Nazionale Russa. Nel 2013 ha fatto il suo debutto allo “Stars of the White Nights Festival” con la Mariinsky Orchestra, dove è stato nuovamente invitato nel 2015.
Negli ultimi anni, parallelamente alle sue attività in Russia, la carriera internazionale si
è andata sviluppando con i primi importanti debutti con l’Orchestra dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia, Orchestre National de Lyon, OSI di Lugano, hr-Sinfonieorchester di Francoforte, Finnish Radio Symphony, Hamburger Symphoniker. Fra
i solisti con cui collabora ricordiamo, fra gli altri: Denis Matsuev, Viktoria Mullova,
Vadim Gluzman, Anna Netrebko, Olga Borodina, Evgenij Nikitin. Prossimamente debutta con la Rotterdam Philharmonic, la Royal Flemish Philharmonic e l’Orchestra
del Maggio Musicale Fiorentino, la NHKSO di Tokyo, la Malaysian Philharmonic e la
China National Symphony. Debutterà inoltre a Parigi con l’Orchestra National d’Ile
de France, in Spagna con la ROSS di Siviglia, mentre ritornerà a guidare la Mariinsky
Orchestra, la St. Petersburg e Moscow Philharmonic, la State Academic Symphony
Orchestra “Evgeny Svetlanov”.
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Per saperne di più su:
STANISLAV
KOCHANOVSKY
Sito Ufficiale:
www.kochanovsky.ru/en/
Canale Youtube
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MIKHAIL
PLETNEV
www.baldrighi.com/ArtistBio.asp?ArtId=8&StrId=1
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LA FILARMONICA
ARTURO TOSCANINI
Violini Primi: Mihaela Costea**, Valentina Violante, Gianni Covezzi, Lorenzo Gugole,
Maurizio Daffunchio, Mario Mauro, Caterina Demetz, Chiara Serati, Luca Talignani,
Xia Fang, Daniele Ruzza, Luigi Presta, Julia Geller, Michaela Bilikova
Violini Secondi: Laurentiu Vatavu*, Jasenka Tomic,Viktoria Borissova, Sophie Chang,
Camilla Mazzanti, Cellina Codaglio, Claudia Piccinini, Antonio Lubiani, Sabrina
Fontana, Simona Cazzulani, Cosimo Paoli, Beatrice Marozza
Viole: Behrang Rassekhi*, Carmen Condur, Cathryn Murray, Sara Screpis,
Diego Spagnoli, Daniele Zironi, Silvia Vannucci, Roberto Ilacqua, Erica Alberti
Violoncelli: Diana Cahanescu*,Vincenzo Fossanova, Donato Colaci, Audrey Lafargue,
Fabio Gaddoni, Sara Anne Spirito, Francesco Saccò
Contrabbassi: Antonio Mercurio*, Agide Bandini, Claudio Saguatti, Antonio Bonatti,
Lorenzo Baroni, Elio Rabbachin
Flauti: Sandu Nagy*, Andrea Oman, Lucia Magolati - Flauto in sol: Andrea Oman Ottavini: Elisa Boschi, Lucia Magolati
Oboi: Pietro Corna*, Davide Bertozzi - Corno Inglese: Massimo Parcianello
Clarinetti: Daniele Titti*, Paolo Poma, Simone Cremona Clarinetto Piccolo: Simone Cremona - Clarinetto Basso: Miriam Caldarini
Fagotti: Davide Fumagalli*, Fabio Alasia - Controfagotto: Corrado Barbieri
La Filarmonica Arturo Toscanini, che ha la sua sede a Parma, nell’Auditorium Paganini disegnato da Renzo Piano, è il punto d’eccellenza dell’attività produttiva della Fondazione
Arturo Toscanini, maturata sul piano artistico nella più che trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e nell’antica tradizione musicale che affonda le proprie
radici storiche nell’Orchestra Ducale riordinata a Parma da Niccolò Paganini nel 1835/36 e
per i quarant’anni successivi ai vertici delle capacità esecutive nazionali. Oggi è una delle più
importanti orchestre sinfoniche italiane.
Per saperne di più: www.fondazionetoscanini.it/filarmonica-arturo-toscanini/
Corni: Ettore Contavalli*, Giorgio Nevi, Fabrizio Villa, Federica Bazzini
Trombe: Matteo Beschi*, Marco Catelli - Tromba Contralto: Francesco Gibellini
Tromboni: Carlo Gelmini *, Gianmauro Prina, Antonio Martelli
Tuba: Gianni Gatti
Timpani e Percussioni: Gianni Giangrasso *, Alessandro Carobbi, Tommaso Ferrieri Caputi,
Cristiano Menegazzo
Arpe: Elena Meozzi *,Tatiana Alquati, Andrea Solinas
Pianoforte/Celesta: Davide Carmarino
** violino di spalla
* prima parte
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compositori, non sarebbe più musica. Sostieni insieme a noi il progetto “Adotta
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Hera Comm Partner principale
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Prossimo appuntamento
di NUOVE ATMOSFERE
Venerdì 4 dicembre 2015 ore 20.30
Sabato 5 dicembre 2015 ore 20.30
TON KOOPMAN
Direttore
YETZABEL ARIAS FERNANDEZ
Soprano
Johann Sebastian Bach
Sinfonia da Cantata BWV 42
Arcangelo Corelli
Concerto grosso op.VI n. 8 in sol minore
“Fatto per la notte di Natale”
(versione con fiati di Ton Koopman)
Johann Sebastian Bach
Cantata,Weichet nur, betrübte Schatten, BWV 202
Johann Sebastian Bach
Cantata Jauchzet Gott in allen Landen, BWV 51
Franz J. Haydn
Sinfonia n. 83 in sol minore La Poule
(La gallina), Hob:I:83
IMPARIAMO IL CONCERTO
Giuseppe Martini racconta
Corelli, Bach, Haydn
Mercoledì 2 dicembre ore 18.00
Sala prove Auditorium Paganini
Giovedì 3 dicembre
Concerto in anteprima
ore 10.00 - 14.00
Auditorium Paganini
Per saperne di più
www.fondazionetoscanini.it
© Cristian Grossi
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