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LA NEWSLETTER MENSILE DELLA BIBLIOTECA PROVINCIALE PASQUALE ALBINO DI CAMPOBASSO
NEWSLETTER BIBLIOTECA
Aprile 2014 - numero 27
Auguri di buona Pasqua dalla vostra Biblioteca
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Anche la Pasqua (come ogni cosa) non è più quella di una volta ...
Auguri dalla Biblioteca provinciale di Campobasso "P. Albino"
Quale futuro per le Biblioteche Provinciali?
Il 7 aprile 2014, è stata approvata la legge n. 56 intitolata Disposizioni
sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di
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comuni.
Le Province diventano organi di secondo livello, non elettivi, ma
amministrate da sindaci e consiglieri comunali dei comuni compresi nei
confini territoriali delle stesse Province, che restano immutati. Dunque,
la Provincia come ente amministrativo non sparisce, ma conserva
alcune competenze come l’ambiente, la pianificazione dei servizi di
trasporto in ambito provinciale o la programmazione della rete scolastica e l’edilizia
scolastica: a esser eliminate, sostanzialmente, sono le sue cariche elettive, rimpiazzate dai
rappresentanti locali.
Cosa potrebbe succedere per le competenze esercitate fin’ora in ambito culturale dalle
province e, nel nostro caso, dalla provincia di Campobasso per la Biblioteca provinciale?
La legge, all’art. 89 prevede che lo Stato e le regioni, secondo le rispettive competenze,
“attribuiscono le funzioni provinciali” diverse da quelle fissate per l’ente Provincia
assicurando l’esercizio unitario (art. 118 Cost.) e individuando l’ambito territoriale ottimale e
più efficace.
E’ certo che sia per le materie culturali, sia per la Biblioteca Albino è la Regione Molise che,
entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge dovrà scegliere l’organizzazione che ritiene più
opportuna. Per la Biblioteca Albino (struttura, beni librari, risorse economiche e personale) lo
scenario futuro consiste in tre possibilità: passare in proprietà e gestione a) al Comune di
Campobasso; b) nuovamente alla Provincia di Campobasso; c) alla Regione Molise.
Per ora il futuro non sembra essere molto chiaro, vi terremo informati.
Intanto vi proponiamo una tabella riepilogativa dei dati statistici riferiti ad attività degli utenti,
del personale, dei servizi e del patrimonio della Biblioteca provinciale "P. Albino".
2013
11.611
2.641
Iscritti in Biblioteca
Totale iscritti attivi
(almeno una richiesta di servizio nell’ultimo anno)
Libri-riviste a catalogo
184.013
Numeri ingressi giornalieri
737
Fisici + opac + sito (media)
Giorni apertura al mese (media)
25
Ore aperturta settimanale
43,5
Addetti giornalieri media
11
Mysterium Pacis. Crociati e Trinitari: Leggenda di un amore,
storia di una città.
Dal 12 aprile al 19 maggio, Palazzo Magno ospita la mostra che
rievoca "La Pace tra Crociati e Trinitari".
Centro dell'esposizione è il dipinto del 1592 di Gianmaria Felice
raffigurante "La Pace tra Crociati e Trinitari", episodio di grande
importanza nella storia sociale di Campobasso.
La mostra Mysterium Pacis. Leggenda di un amore, storia di
una Città, attraverso un racconto figurativo e bibliografico, è
l'occasione per scoprire, o riscoprire, un periodo della storia che tanto
ha contribuito alla formazione urbanistica, sociale ed economica della
città di Campobasso.
A tale proposito la Biblioteca provinciale di Campobasso "P. Albino", ha
proposto e strutturato un percorso bibliografico che riassumiamo qui
di seguito:
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La pace. Cronaca del secolo XVI: un percorso bibliografico
a cura della Biblioteca provinciale “P. Albino”
“Questo brano di nostra storia è parte di più disteso lavoro, che a vostro servigio vado
intessendo: se tanto d’ozio i medici studi concederannomi, ch’io compia questo pio
desiderio”.
Così scrive Michelangiolo Ziccardi nella dedicatoria posta ad apertura del suo: I cappuccini in
Campobasso, o La pace. Cronaca del secolo XVI, pubblicato nel 1841. Ziccardi, utilizzando lo
stile del romanzo storico, molto in voga al tempo, riesce magistralmente, mescolando realtà
ed invenzione, a ricostruire la società campobassana del Cinquecento consegnando ai suoi
“valorosi” concittadini una pagina di storia locale di indiscutibile valore.
Sono per la prima volta ben delineate le vicende relative allo scontro tra i due maggiori centri
di potere sociale, economico e religioso della città: le Confraternite dei Crociati e dei Trinitari.
La contesa tra i due gruppi è aspra e, a getti, violenta, incurante perfino dei sentimenti, quali
sono quelli che provano tra loro, nella narrazione dell’autore, Dilicata Civerra e Fonzo
Mastrangelo, due giovani il cui amore è osteggiato dalle rispettive famiglie che militano in
campi contrapposti. Neanche l’intervento pacificatore del frate cappuccino Geronimo da
Sorbo, nella Quaresima del 1587, immortalato in un famoso dipinto coevo, serve a ribaltare il
triste esito finale della avversatissima relazione: Dilicata, muore; Fonzo, abbraccia gli ordini
religiosi e si ritira in un convento lontano da tutti.
Una ricostruzione del passato, che si muove tra il vero e il verosimile, amalgamando
circostanze e personaggi reali con scene di fantasia, utile a squarciare il velo delle tenebre
sulle memorie locali e sulle lotte intestine, o meglio feudali e di classe, della società cittadina
dell’epoca. I Crociati, confraternita di antica costituzione formata in gran parte da artigiani e
contadini, e i Trinitari, confraternita sorta intorno al primo decennio del XVI secolo
nell’omonima chiesa, nelle cui fila erano confluiti esponenti dei ceti emergenti, fedeli di
Andrea de Capua, il nuovo signore della città, esulando Cola di Monforte in Francia.
Questa doppia cifra espositiva della narrazione inaugurata da Ziccardi, scomparso nel 1843,
caratterizzerà i lavori dei suoi continuatori che, dalle vicende storiche della Campobasso
viceregnale, estrapoleranno e rimaneggeranno, non distaccandosi dalle tinte romantiche e
melodrammatiche, l’infelice storia di Dilicata.
Lo fa Pasquale Albino, che già il 2 settembre del 1848, pubblica sul periodico “Il Sannita” il
racconto Delicata Civerra. Riedito in due distinte edizioni nel 1848 e nel 1850. L’anno
successivo è il turno di Francesco De Feo (1851), che si avvale nella sua riduzione a dramma
delle musiche del Maestro Angelo Picucci.
Nel 1870 torna alla carica Albino, rieditando il Racconto per i fratelli Colitti sia come opuscolo
sia sulla “Gazzetta della provincia di Molise”, IV, n. 16, 21 aprile 1870 (Tip frat.lli Colitti), ma,
soprattutto, ristampando, nel 1876 in più facile lettura e fornita di note e documenti, la
cronaca di Ziccardi. L’apparato documentario e critico di Albino, in veste di storiografo,
precisa fatti e ambiti temporali della Cronaca del medico di Campobasso.
Le dinamiche conflittuali tra le Confraternite cittadine sono sintetizzate in quel “diritto di
precedenza”, che ognuna rivendica per sé nell’articolato apparato scenico delle funzioni e
delle cerimonie religiose, soprattutto in quella riguardante i riti del Venerdì Santo e del Corpus
Domini con la sfilata dei primigeni “Trionfi” o “Ingegni”, prima, e dei Misteri, come li
conosciamo ora, dopo. Dai documenti riprodotti emerge che scontri, riappacificazioni,
patteggiamenti tra le due Confraternite, andranno avanti ancora negli anni successivi alla
“solenne pacificazione” del 5 marzo 1587.
Il testo di Pasquale Albino nutre ed ispira gli storici locali per oltre ottanta anni; non
distaccandosi, costoro, dalla reiterazione della documentazione fornita. La vicenda della
Civerra trova, invece, una nuova edizione, scritta a soli 11 anni nel 1906 da Teodosio
Capalozza (classe 1895), ma pubblicata nel 1913 dalla Casa editrice nazionale La quarta
Italia.
Nel 1960, padre Eduardo Gasdia, all’interno del secondo volume della Storia di Campobasso,
torna a scrivere, stavolta con l’aiuto di qualche nuovo documento sul frate Geronimo da
Sorbo e gli avvenimenti che lo videro protagonista. Secco il giudizio dello studioso
sull’episodio dedicato ai due giovani innamorati: solo una invenzione letteraria.
L’infelice relazione d’amore della “crociata” Dilicata continuerà, comunque, ad essere motivo
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di ispirazione degli scrittori e degli storici locali, accertata, a quanto sembra, l’esistenza di
una Delicata Civerra, morta nel 1587.
Corrado Caluori promotore per due volte di una rievocazione in costume della “Pace”, ha il
merito di toccare il cuore e l’animo popolare, recuperando e rievocando un episodio che
rappresenta, comunque, uno dei miti fondativi dell’identità cittadina. Il copione della
rappresentazione scenica di Caluori è pubblicato in tre edizioni (edizioni 1957, 1982, 1986),
mentre la storia dei due amanti è ripresa a metà anni sessanta sia da Luigi De Marco, sia da
Renato Lalli (1964).
Successivamente, nello sforzo di apportare nuove conoscenze interpretative sul periodo, si
sono misurati nell’analisi delle forme di aggregazione politica, sociale e religiosa
rappresentate dalle Confraternite campobassane tra XVI e XVII secolo, sia Uberto D’Andrea
(1970); da ultimo, più diffusamente, Elia Rubino (1995). Fino alla ristampa anastatica, nel
2001, dell’opera di Ziccardi, che chiude (o riapre!) lo studio e la riflessione su questa pagina
di storia campobassana.
Lettura digitale in biblioteca: Legalizziamola! Campagna AIB
per il 23 aprile
In occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, in
programma ogni anno il 23 aprile, l’AIB promuove la campagna di
sensibilizzazione sul diritto alla lettura in digitale. In tutta Europa,
grazie all’impegno di EBLIDA, i cittadini rivendicano il diritto alla
lettura digitale in biblioteca.
( http://www.eblida.org/about-eblida/the-right-to-read-task-forceon-e-books.html).
La campagna, avviata ufficialmente durante il congresso IFLA di
Singapore, mira a sollecitare un adeguamento della normativa
comunitaria tale da garantire alle biblioteche l’acquisizione e il prestito degli ebook con le
stesse modalità e condizioni già previste per i libri cartacei grazie ad apposite eccezioni e
limitazioni al diritto d’autore contenute nelle direttive europee in vigore e variamente recepite
nelle legislazioni nazionali.
Eblida ha preparato sul tema degli ebook in biblioteca due importanti documenti di
riferimento: il primo, EBLIDA Key Principles on the acquisition of and access to E-books by
libraries (2012), fissa alcuni principi irrinunciabili che dovrebbero sempre essere tenuti in
considerazione per la stipula di accordi e la sottoscrizione di licenze d’uso per l’accesso a
contenuti digitali in formato ebook; il secondo, The right to e-read – An e-book policy for
libraries in Europe (2013), enuncia i fondamenti e gli obiettivi della campagna internazionale
e sposta l’attenzione sulla necessità di modificare la normativa comunitaria in senso più
favorevole alle biblioteche.
S.O.S. Cultura
Terza puntata curata per "Il Bene Comune" da Giuseppe
Tabasso
La terza puntata dell’inchiesta condotta da Giuseppe
Tabasso per “Il Bene Comune”, si conclude con uno
sguardo (preoccupato) sulla progressiva disaffezione
alla lettura e sulla crisi della massima istituzione libraria
del Molise, la Biblioteca provinciale “Pasquale Albino”,
depositaria di un inestimabile patrimonio sul cui
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destino pesa la situazione agonica delle Province.
Riportiamo di seguito, alcuni passaggi del lungo ed
esaustivo articolo di Giuseppe Tabasso, riferiti, nello
specifico, proprio all'analisi della situazione che coinvolge in questo periodo la struttura
Bibliotecaria provinciale campobassana.
"Le nostre biblioteche sembrano fortezze sotto assedio, presidiate da eroici difensori in cerca
di munizioni. Ricordo che una decina di anni fa, dopo una convention di responsabili del
sistema bibliotecario e archivistico molisano, fu curato un “Libro Bianco” che non si limitava a
indicare la consistenza di un patrimonio regionale di alto profilo e di forti potenzialità, ma
avanzava una denuncia accorata sulla troppa disattenzione che circondava quelle nevralgiche
strutture di promozione culturale e di aggiornamento professionale. Una denuncia ancora
attualissima.
Quel Libro Bianco, che oggi pare un “messaggio nella bottiglia”, lasciava un senso di disagio,
perché in quasi tutti gli interventi si coglieva il vissuto di una crisi di ruolo: quella di un
gruppo di sprovincializzati intellettuali di provincia che non si sentivano certo inutili o
rassegnati, ma isolati, spesso delusi, quasi traditi e incompresi sia dalla cosiddetta società
politica che da quella civile…
L’agonia delle Province
Quella sindrome persiste e pare oggi attanagliare in particolare la Biblioteca Provinciale
“Pasquale Albino”, storica custode di un patrimonio librario importantissimo che include
importanti documenti e pregiati manoscritti, nonché motore di iniziative culturali e di ricerche
rese fruibili attraverso un avviato proces-so di digitalizzazione che consente consultazioni
anche a studiosi e a molisani residenti in ogni parte della regione (e del mondo).
Sappiamo che le Province sono praticamente allo sbando, morti che camminano verso
un destino di svuotamento prima della loro fatale abolizione. Dunque quell’aggettivo
“provinciale” posto innanzi a un bene comune (regionale) come la Biblioteca “Albino”,
suscita forti preoccupazioni per un vuoto normativo che oggi come oggi affiderebbe
l’istituzione al (disastrato) Comune di Campobasso.
Una chiarificazione e magari una rassicurazione in proposito era attesa dal delegato regionale
alla Cultura Nico Ioffredi che, intervenendo a una tavola rotonda promossa per la
realizzazione del n.6 della rivista “Glocale”, ha in effetti premesso: “La biblioteca Albino è una
ricchezza straordinaria. Io ho avuto la possibilità di visitarla (spero anche di frequentarla,
n.d.r.).
Potrebbe ambire a diventare una biblioteca nazionale, quindi l’ipotesi di farla diventare
comunale non sta in piedi”.
Poi però ha aggiunto: “Prenderla in carico da parte della Regione credo che sia un iter
particolarmente complicato, per ora non possiamo fare molto altro, fare una proposta oggi
sarebbe prematuro”. Parole più raggelanti che rassicuranti.
E’ vero che il vuoto normativo non consente di avanzare proposte, ma non si vede perché
non si possa intanto aprire un “tavolo” tra Provincia e Regione per concordare un quadro di
possibili interventi per la definitiva messa in sicurezza della Biblioteca, così come si è fatto per
il Teatro Savoia, tenendo però conto che le due vicende hanno natura e ambiti di riferimento
del tutto diversi.
Così come diverso è l’ambito archeologico e archivistico che fa capo allo Stato con relative
Sovrintendenze, mentre quello bibliografico è stato costituzionalmente delegato alle Regioni.
Ed è un fatto che - a differenza di tutte le altre regioni - nel Molise non è mai stata istituita
una Sovrintendenza bibliografica regionale.
Una cosa è certa: considerando l’importante funzione didattica di ricerca, promozione ed
educazione alla lettura che svolgono istituzioni come la “Albino”, non si può rimanere inerti a
sfogliare margherite.
Sappiamo che la lettura non si può imporre e che va assecondata rispettando i gusti di
ciascuno, ma sappiamo anche che in materia culturale è l’offerta a creare la domanda. Le
istituzioni hanno comunque il dovere di fornire in strutture adeguatamente attrezzate questa
offerta che, si badi, deve coprire tutte le fasce di popolazione in un contesto mondiale
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globalizzato che richiede ad ogni età di continuare ad apprendere senza fermarci mai, il
cosiddetto “lifelong learning”.
Non sono un esperto in materia ma mi chiedo perché non pensare, ad esempio, anche a una
tassa di scopo del tutto volontaria.
Va inoltre ricordato che dalla riorganizzazione del sistema provinciale, si ipotizza un ricavo di
risparmi pari a circa 800 milioni l’anno, e che questa risorsa sia finalizzata (come prevede un
emendamento del deputato Pd Luciano Pizzetti) ad aprire un capitolo di bilancio regionale da
utilizzare unicamente per investimenti mirati e per una riduzione di tributi locali. Se dunque
verrà mai creato quel Tavolo ad hoc, sarebbe bello che ne uscisse un impegno formale sulla
destinazione di un investimento appunto mirato alla istituzione di una Sovrintendenza
bibliografica che regolerebbe l’intero sistema regionale.
Questo, cari Frattura e Ioffredi, sarebbe per voi un gran bel traguardo. E’ possibile che non
sia del tutto gradito a elettori non-lettori, i quali tuttavia avrebbero sempre modo d’essere
recuperati come lettori e come migliori elettori."
Giuseppe Tabasso
L'articolo è pubblicato integralmente sul numero di Aprile 2014 di IL BENE COMUNE.
Biblioteca provinciale "Pasquale Albino"
Via D'Amato - 86100 Campobasso
Ingresso per il pubblico: via Garibaldi
Telefono 0874/69354 - fax 0874/401511
web site: www.provincia.campobasso.it/biblioteca
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